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Addio Riccardo, testimone della nostra Memoria.

E’ morto l’ultimo figlio del partigiano della Garbatella Enrico Mancini, martire alle Fosse Ardeatine

Ieri ci ha lasciato per sempre, dopo una lunga malattia Riccardo Mancini, l’ultimo figlio di Argia Morgia, maestra alla scuola elementare Cesare Battisti e di Enrico, partigiano del Partito d’Azione di Garbatella, assassinato dai nazisti insieme ad altri 334 martiri alle Fosse Ardeatine. Quando avvenne la tragedia, il 24 marzo 1944, Riccardo, il più piccolo della famiglia che abitava al Terzo Albergo di via Percoto,aveva appena sei anni. Era un bambino, ma quel bambino diventato uomo, per tutta la vita testimoniò caparbiamente la memoria del padre e il suo antifascismo  tra la gente e nelle scuole del quartiere. Era immancabile, sempre in prima fila dietro gli striscioni nei cortei, che dagli alberghi della Garbatella percorrevano  via delle Sette chiese per raggiungere il sacrario sull’Ardeatina. Riccardo, l’ultimo in vita dei fratelli Mancini, è stato un testimone prezioso della Memoria per tante generazioni di ragazzi e ragazze della Garbatella.Sindacalista e militante del Partito comunista italiano, si è battuto per anni per la democrazia, i diritti civili e per il risanamento delle case Iacp di Tormarancio, dove era andato ad abitare con la sua famiglia.

“Ogni volta che mi incontrava- ha voluto ricordare il nipote Massimiliano Smeriglio, eurodeputato eletto nelle liste Pd- sorrideva mi faceva una scafetta e mi diceva forza, sempre avanti, sei gagliardo. E quest’anno alle celebrazioni del 24 marzo ricorderemo anche la figura di Riccardo. Puoi stare tranquillo caro zio, hai seminato alla grande e quella storia ora è in buone mani, mani giovani e combattive”. Alla famiglia di Riccardo Mancini le condoglianze di tutta la redazione di Cara Garbatella. 

Di Gianni Rivolta

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Stop all’isola ecologica di via Malfante

Possono tirare un sospiro di sollievo gli abitanti del quartiere Ardeatino, è arrivata la conferma che l’isola ecologica di via Antonio Malfante non sarà costruita. 

La delibera comunale a firma dell’assessora ai rifiuti e al risanamento ambientale Katia Ziantoni aveva individuato quindici aree, una per ogni municipio della città di Roma, per la realizzazione di strutture logistiche di AMA SpA di supporto al servizio di gestione dei rifiuti urbani ad integrazione e parziale revoca della deliberazione del Commissario straordinario Francesco Paolo Tronca del 15 giugno 2016.

Nella seduta pubblica del 22 dicembre 2020, infatti, i membri del Municipio Roma VIII di maggioranza ed opposizione, ad eccezione dei due consiglieri della Lega che si sono astenuti, hanno votato contro l’ipotesi di localizzazione del centro di raccolta AMA presso via Malfante, e messo in evidenza le istanze che vengono dagli abitanti del territorio. Le ragioni della contrarietà sono evidenti: l’area di via Malfante, anche se si presenta come un ampio spazio verde con un canneto, è in realtà al centro di un quadrante molto urbanizzato, vicino a strade trafficate, a ridosso di abitazioni, luoghi di culto, attività commerciali e con un ambulatorio sanitario adiacente. Inoltre ci troviamo alle spalle di Piazza dei Navigatori, dove è già prevista nei prossimi anni la costruzione di un nuovo edificio di tredici piani, che aumenterà notevolmente il numero degli abitanti del quartiere ed il traffico cittadino.

Foto di Elisabetta Pisani

Nel Municipio, come prevede la norma, dovrebbero essere presenti due isole ecologiche, una ogni settantamila abitanti. Inizialmente proponemmo al Comune di rigenerare due aree di AMA attualmente sottoutilizzate, quella di via di Campo Boario e quella di Montagnola – ci spiega l’assessore municipale all’ambiente Michele Centorrino – la prima area è stata bocciata dal Comune poiché sarà utilizzata per altre esigenze dell’azienda della nettezza urbana, mentre su quella di Montagnola non abbiamo ricevuto ancora una risposta ufficiale sulla fattibilità”.  “Abbiamo richiesto un tavolo tecnico con il Comune e gli enti preposti per individuare aree idonee all’interno del Municipio –conclude Centorrino-, non si esclude anche l’apertura di un processo partecipativo con gli abitanti per valutare appieno tutte le esigenze e le perplessità”.

Sarebbe opportuno che l’area di via Antonio Malfante, scampato il pericolo dell’isola ecologica, fosse restituita agli abitanti, con la creazione di un parco pubblico comprensivo di uno spazio ludico per i più piccoli. Proposta che da oltre dieci anni viene portata avanti dalla cittadinanza e dalle giunte che si sono succedute in Municipio, ma che non ha mai visto la luce. Inoltre andrebbe restaurata l’opera di bronzo de il “Cavallino” di Alfiero Nena, che dal 2002 spicca all’incrocio tra via Malfante e via Leon Pancaldo, alla quale nel 2014 è stata troncata la coda, mai più ripristinata.

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Restauro in vista per le catacombe di Commodilla

Entra in campo una fondazione dell’Azerbaigian

Sono in arrivo importanti novità per le catacombe di Commodilla alla Garbatella, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Heydar Aliyev dell’Azerbaigian e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

La Fondazione, che porta il nome del primo presidente della repubblica dell’Azerbaigian, si è già distinta finanziando interventi di restauro e manutenzione di altre catacombe a Roma.

Mercoledì 3 marzo, il cardinale Gianfranco Ravasi presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ha visitato assieme al dottor A. Alakbarov della Fondazione Heydar Aliyev, accompagnati dal presidente dell’VIII Municipio A. Ciaccheri, il complesso cimiteriale situato all’interno dell’omonimo parco tra via delle Sette Chiese e via Giovannipoli.

La visita è stata il prologo al rinnovo dell’impegno della Fondazione Aliyev per sostenere la valorizzazione e il restauro anche delle catacombe alla Garbatella, sancito il giorno seguente con la firma del documento ufficiale.

Il programma prevede una serie di interventi diretti alla riapertura al pubblico, purtroppo sospesa da alcuni anni. Saranno due le zone maggiormente interessate dal restauro, la cosidetta “Regione di Leone” e la “Basilichetta” dedicata ai martiri Felice e Adautto. Con il primo finanziamento della Fondazione sono state messe in sicurezza le aree del cubicolo di Leone, che aveva presentato problemi statici. Successivamente si andrà a restaurare le pitture del cubicolo e della “Basilichetta”, dove si trovano  gli importanti dipinti murali con la scena della Traditio Clavium, nella quale accanto a Cristo seduto sul globo ci sono i santi Pietro, Paolo, Stefano, Felice e Adautto.

Curiosa la vicenda di quest’ultimo. La storia è avvolta dalla leggenda, siamo a cavallo tra il III e il IV secolo sotto l’imperatore Diocleziano, autore di diverse persecuzioni nei confronti dei primi cristiani. Un corteo portava un gruppo di condannati a morte, per non aver rinunciato alla loro fede, verso il luogo del martirio percorrendo probabilmente il territorio del nostro attuale quartiere. A quel corteo, del quale faceva parte Stefano, si affiancò un giovane in atto di solidarietà nei loro confronti. Quel gesto costò a quel ragazzo la vita, infatti, si racconta che venne aggregato ai condannati a morte. Di quel giovane non si conosceva neanche il nome e per questo venne chiamato Adauctus-Adautto ovvero Aggiunto.

Obiettivo finale degli interventi conservativi e di restauro sarà quindi quello di aprire ai visitatori le catacombe in piena sicurezza.

Di Enrico Recchi

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Le donne e gli slogan femministi tra le carte d’archivio

Allo spazio Memo di piazza Bartolomeo Romano una mostra in occasione dell’8 marzo

Una donna in bianco e nero, tra le labbra una sigaretta, un lampo nei suoi occhi, vivo, pronto a sfidare il cambiamento, sul suo ventre un grande fiore in cui risalta nel centro la frase “A casa non ci torno”, una presa di coscienza immortalata in un attimo in cui la didascalia risulta anche superflua. Ci sono fotografie che suggeriscono pensieri, rievocano ricordi, suscitano sentimenti anche scomodi, ma che entrano a far parte di noi e raccontano una rottura, un passaggio. Alcuni di questi scatti insieme a documenti d’archivio sono visibili in un percorso espositivo, inaugurato l’8 marzo, dedicato alle lotte delle donne presso l’archivio Flamigni di piazza Bartolomeo Romano alla Garbatella. 

La mostra nasce dalla volontà di esporre parte delle carte del fondo di Emilia Lotti, una dei nostri soci fondatori, moglie di Sergio Flamigni, con una lunga esperienza all’interno dell’UDI Nazionale e della Commissione Parità della Presidenza del Consiglio. Per tutta la sua vita Emilia si è occupata di temi relativi alle donne, ma anche della Legge Basaglia e della Legge 194” ci spiega Ilaria Moroni, direttrice dell’archivio, “Ci sembrava importante mettere in evidenza come la storia delle donne è stata la storia politica e sociale del nostro Paese; lo abbiamo fatto attraverso pannelli con foto e slogan, documentazione consultabile, vecchi giornali e riviste come Noi Donne. Inoltre è possibile visionare del materiale video; ci sono anche fotografie di archivi con i quali spesso collaboriamo ossia: Aamod, fondazione Gramsci, archivio storico della CIGL nazionale, Istituto Luce e per l’occasione abbiamo coinvolto alcune realtà sul quartiere tra cui Cara Garbatella, che ci ha donato una foto molto bella, che mostra l’impegno delle donne per la pace nel mondo”.

Dal primo febbraio l’archivio Flamigni si è trasferito da Oriolo Romano a piazza Bartolomeo Romano, in uno spazio di proprietà Ater, che ha preso il nome di “Memo, Spazio di Storia e Memorie” e raccoglie documenti della storia dell’Italia repubblicana, in particolare riguardanti il terrorismo, le stragi, la criminalità organizzata e la violenza politica. Il percorso espositivo è custode delle testimonianze delle lotte delle generazioni passate e arricchisce l’epoca in cui viviamo, dove lo scambio di ricordi ed esperienze tra generazioni sembra complicarsi e dove immagini e informazioni sono spesso servite come piatti pronti da supermercato, scarse di nutrimento e con provenienze incerte. 

Tra i collaboratori della mostra vi è anche l’assessorato alle politiche di genere dell’VIII Municipio, diretto da Michela Cicculli, la quale commenta così l’iniziativa: “Il regalo che riceviamo oggi dall’archivio Flamigni ci restituisce la forza del movimento delle donne e l’intensità del dibattito fino ai giorni nostri. Ci sono foto preziose sul nostro territorio messe a disposizione dalla comunità tra cui Cara Garbatella, che ringrazio a nome di tutte le giovani donne che oggi hanno voglia di conoscere  il recente passato. Ringrazio infine Ilaria Moroni e tutto il team dell’archivio, dandogli nuovamente il benvenuto nel nostro territorio”.

La mostra documentale e fotografica sarà visitabile per tutto il mese di marzo, dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 16:30, con ingresso gratuito su appuntamento ed accesso da piazza Bartolomeo Romano 6.

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Nasce il Centro di Preparazione al riutilizzo (Servizio video)

Ci troviamo in un’epoca che impone al mondo intero scelte radicalmente diverse da quelle compiute in passato, dirette verso un nuovo modello di economia che rispetti l’ambiente, orientate ad una società che non produca rifiuti ma che da essi né tragga delle risorse.

È da questo principio che nasce, su iniziativa del Municipio Roma VIII e dell’Osservatorio sui Rifiuti Zero, il Centro di Preparazione al Riutilizzo, un laboratorio attrezzato dove si possono consegnare gli oggetti domestici, perlopiù apparecchiature elettriche, per tentare di ripararli o per favorire il riuso di alcune componenti allo scopo di ricrearne altri. Il centro è situato tra i banchi del mercato del Parco in via Rosa Guarnieri Carducci e osserverà gli stessi orari di apertura del mercato, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 14.

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Panchina rossa agli orti urbani Tre Fontane

Continuano nel territorio dell’VIII Municipio le iniziative contro la violenza sulle donne e i femminicidi.Questa mattina, in prossimità dell’8 marzo nell’area verde degli orti urbani Tre Fontane è stata scoperta una panchina rossa in prossimità di un piccolo albero di mimosa.Alla manifestazione erano presenti le assessore Paola Angelucci ( Lavori pubblici) e Michela Cicculli ( Pari opportunità e memoria).

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Spazio Memo: Una mostra documentale e fotografica sulle donne

Lunedì 8 marzo 2021 dalle ore 10,00 alle 16,30 sarà inaugurata, presso lo spazio di storia e memoria Memo in piazza Bartolomeo Romano 6, una mostra documentale e fotografica sul tema “LE DONNE E GLI SLOGAN FEMMINISTI TRA LE CARTE D’ARCHIVIO”. La mostra curata dall’Archivio Flamigni in collaborazione con Aamond, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Archivio storico Cgil nazionale, Cara Garbatella, Fondazione Gramsci, e Istituto Luce, dedica alle donne un percorso espositivo. La mostra resterà allestita e visibile su appuntamento per tutto il mese di marzo 2021. 

Per prenotazioni scrivere a info@archivioflamigni.org

(G.P.)

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Violato l’ingresso della Torre Marancia

Nella serata di domenica la Torre di Tor Marancia ha subito un atto vandalico. Qualcuno, forse spinto dalla noia, dalla curiosità o semplice stupidità ha forzato l’ingresso del parco ed è entrato all’interno della torre medievale. Alcuni abitanti del quartiere hanno avvisato la polizia municipale che è riuscita ad intervenire, però, solamente per constatare l’accaduto e per interdire l’accesso al Parco. Apparentemente la struttura all’interno non ha subito danni, il pertugio causato dalla forzatura è già stato richiuso e il giardino riaperto al pubblico.

La Torre di base quadrata e alta sedici metri,  presenta un interno scarno, con una scala a chiocciola di ferro, che porta al tetto, e nel mezzo due piani con delle passerelle a croce, che portano alle finestre. La Torre che oggi è nota come Marancia risale al XIV secolo; il suo vero nome è Torre di San Tommaso, nome che rimanda alla storia dei frati trinitari di San Tommaso in Formis al Celio, che ne possedevano il terreno. Il nome con cui si conosce oggi gli è stato assegnato in seguito alla scomparsa della vera Torre Marancia, che era situata nei pressi delle Fosse Ardeatine. Nata come torrione semaforico, era utilizzata per allertare l’Urbe in caso di avvistamenti di predoni. Nei secoli ha subito vari risanamenti e cambi nella destinazione d’uso. L’ultimo restauro è avvenuto con la giunta Rutelli, alla fine degli anni ‘90, con il progetto “Una terrazza per la città”, grazie al quale la Torre è stata resa visitabile e al suo interno venivano svolte attività culturali. Negli anni a venire sia il parco che il monumento hanno attraversato periodi di abbandono e, a seguito di atti vandalici e di un incendio, l’amministrazione dell’epoca decise, nell’autunno del 2009, di murarne l’ingresso.

Dall’estate del 2018 l’associazione Parco della Torre di Tormarancia pone l’attenzione sia sul parco che sul manufatto medievale, cercando insieme alla commissione cultura municipale di proporre soluzioni d’impiego per la Torre: tra le varie quella di collegare la stessa con la Tenuta omonima e creare un bike sharing e un info point sull’Appia Antica.Queste ipotesi furono riprese anche a luglio 2019, quando la Sovrintendenza ai beni culturali, insieme all’ufficio tecnico del Municipio, fece un sopralluogo all’interno della struttura per visionarne le condizioni e capire di quali interventi di restauro avesse bisogno; anche il perimetro esterno negli ultimi due anni ha subito gli atti di qualcuno, che non comprendendo il valore storico del bene, ha imbrattato il muro con scritte, lo ha danneggiato e ne ha incendiato purtroppo parte di un lato. 

Il Municipio Roma VIII, che ha solo la responsabilità di guardiania, a dicembre 2020 ha votato l’atto “Salvaguardia e valorizzazione della Torre di Tor Marancia”, richiamando all’attenzione dell’amministrazione comunale la necessità di una presa in carico della gestione della torre e di restituire agli abitanti il monumento simbolo del quartiere ed il parco circostante.

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Salone Calano: parrucchieri da 50 anni in via Vettor Fausto

Celato tra i lotti della Garbatella, in via Vettor Fausto 4, si trova lo storico salone Calano, uno dei negozi di parrucchiere più longevo della Garbatella, che a febbraio ha celebrato le nozze d’oro.

Fu nel 1971 che il signor Enzo Calano, rilevò il locale che già dagli anni ’30 era adibito a barbiere. Iniziò a svolgere la professione per necessità nel suo paese di origine in provincia di Cosenza, poi col tempo si perfezionò, anche grazie agli studi per corrispondenza, finché non decise di trasferirsi a Roma e rilevare l’attività in via Vettor Fausto.

Il signor Enzo si innamora subito della Garbatella e della vitalità della strada, che collega via Ansaldo con il mercato coperto di via Passino, conosciuta come la “vietta dei negozi”. I parrucchieri, all’epoca, si contavano in tutto il quartiere sulla punta delle dita; la moglie di Enzo in una lettera scrive a riguardo: “Siamo pochi qui in questa bella Garbatella”.

Oggi la strada ci appare silenziosa e con molte serrande abbassate, ma il salone Calano resiste ed è gestito da Catia, figlia del signor Enzo. “Siamo arrivati alla Garbatella con un pulmino stracolmo di roba con reti e materassi; per noi era un mondo tutto da scoprire, Roma ci metteva anche un po’ di timore, il quartiere era molto popolare e le persone molto più espansive rispetto a quelle cui eravamo abituate nel paesino calabrese” ci racconta Catia “Inizialmente il locale era separato in due parti con un doppio ingresso, una per gli uomini e una per le donne, poi nel 1991 decidemmo di ristrutturare e creare un unico ambiente” prosegue “Gli uomini non presero bene questo cambiamento, infatti molti non tornarono più, però col tempo la clientela si è affezionata e tramite il passaparola siamo riusciti ad andare avanti. Con mio padre abbiamo tagliato i capelli ad intere generazioni, abbiamo attraversato mode e costumi, dai capelloni degli anni ’70, alle acconciature da sposa, fino alle colorazioni di cui sono specializzata”.

Oggi Catia non è più quella ragazzina che entrò in punta di piedi alla Garbatella, oggi è diventata una donna conosciuta nel quartiere, di cui il padre sarebbe sicuramente orgoglioso. La passione con cui porta avanti il suo lavoro potrebbe essere secondo Catia uno stimolo per le nuove leve, e perciò ci rivela: “Desidero tra qualche anno poter insegnare ai giovani che si approcciano a questo mestiere e trasmettergli quello che ho imparato; il lavoro è cambiato rispetto a cinquanta anni fa, non è semplice ci sono molte cose a cui stare attenti, dalla burocrazia, alla sicurezza, alle esigenze dei clienti sempre maggiori; bisogna essere sempre all’avanguardia ma anche con un occhio alla tradizione”.

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Al via il tesseramento Anpi Garbatella-Ostiense

In vista dell’apertura di una sezione

Strano a dirsi, ma nel Municipio che comprende anche Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana, non esisteva ancora una sezione dell’Anpi, l’associazione nazionale Partigiani. Ora ci si sta pensando e soprattutto si inizia a fare il tesseramento tra gli abitanti del quartiere, una delle zone dove più forte è stata la lotta antifascista e dove ancora ora vivono due partigiani, Mario Di Maio e Gastone Malaguti. Ci sono varie idee e proposte di locali dove aprire prossimamente la sede dell’Anpi in Municipio, le regole anti Covid e la pandemia hanno un po’ rallentato le cose, ma ora almeno gli attivisti dell’associazione iniziano a raccogliere i futuri iscritti, e si pensa già a qualche iniziativa in vista dell’anniversario delle Fosse Ardeatine e del 25 aprile. Per chi volesse fare la tessera Anpi, e iscriversi alla sezione di Garbatella Ostiense deve per ora contattare su Facebook l’Anpi provinciale. Nel frattempo questa è la tessera 2021.

Di Anna Bredice

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Marchiati – Breve storia del tatuaggio in Italia. Incontro con l’autrice.

Fino a pochi anni fa i tatuaggi erano simbolo di uno stile di vita anticonvenzionale e non erano di uso comune, oggi al contrario è piuttosto raro incontrare una persona non tatuata.

Un’arte quella della decorazione tegumentaria già nota ai primitivi e che nel corso dei secoli si è trasformata, fino a diventare oggi un prodotto di consumo di massa.

Per saperne di più sulla storia tatuaggio siamo andati nel quartiere di San Paolo, nello studio di Bloody Anvil, a conoscere Cecilia De Laurentiis, storica dell’arte e tatuatrice, che ha pubblicato il suo primo libro “Marchiati – Breve storia del tatuaggio in Italia” edito da Momo Edizioni.

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All’elementare Alonzi tutti in D.A.D. Preoccupazione tra i genitori

Da lunedì tutti a casa gli scolari dell’Alonzi. A causa del dilagare dell’epidemia da Covid faranno didattica a distanza.La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno e ha spiazzato tutti i genitori. Lo ha comunicato la scuola con una circolare indirizzata alle famiglie e al municipio. Ci sono due sezioni colpite dal virus e in quarantena, in una classe 9 su 25 dei bambini è risultata positiva. E’ per questo che la dirigente ha deciso di chiudere i cancelli della scuola elementare di via Valignano e di consentire il rientro solo dopo aver effettuato i tamponi a tutti. I bambini che frequentano la scuola Alonzi sono quasi trecento, distribuiti in 15 classi. Torna quindi forte la preoccupazione del Covid nel quartiere, insieme alla preoccupazione dei genitori sull’organizzazione delle prossime settimane: “Ci sentiamo un po’ abbandonati, ha raccontato una mamma, con una gestione un po’ estemporanea di questa situazione, siamo andati a prendere ieri a scuola i bambini facendo un’ora di coda per ritirarli,  ora siamo venuti a conoscenza della chiusura, ma da lunedì non sappiamo come organizzarci con il lavoro e con i tempi della didattica a distanza”. 

di Anna Bredice

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Nell’ex casa del custode della Scuola dei bimbi apre una nuova biblioteca per l’infanzia

 Apre l’Approdo, un nuovo servizio bibliotecario, nella vecchia Casa dei Bimbi alla Garbatella.L’inaugurazione della biblioteca è stato inserito nel programma per il 101° compleanno del quartiere. La mattina è stata la volta del tradizionale appuntamento di piazza Benedetto Brin, la piazza della fondazione della Borgata Giardino Concordia (Garbatella), dove il presidente Amedeo Ciaccheri con tutta la Giunta municipale hanno dato il via ai festeggiamenti. Nel pomeriggio, invece, un gruppo di cittadini e genitori dei bimbi della scuola materna di via Magnaghi hanno partecipato all’iniziativa voluta caparbiamente dall’assessora alla scuola Francesca Vetrugno: “ abbiamo valorizzato questo spazio, che era la vecchia casa del custode- ha detto l’amministratrice locale- per avviare con l’Approdo un nuovo progetto educativo di comunità”. 

Alla manifestazione oltre alla rappresentante dei genitori della scuola materna, alla direttrice delle Biblioteche di Roma, era presente anche Antonio Passerelli, il figlio del vecchio custode: “Mio padre Vincenzo e mia madre Franca hanno abitato qua insieme a noi tre figli per più di trent’anni fino al 1996 e sono proprio contento ed emozionato che queste stanze siano state destinate ad una biblioteca”.

Di Gianni Rivolta

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Aiutiamo la “Carovana solidale Balcani”

Non tutti sanno che a pochi passi da noi migliaia di uomini, donne e bambini stanno lottando per sopravvivere nell’inferno di neve e gelo tra Bosnia e Croazia, lungo il cammino sulla rotta dei Balcani, essendo stati privati di ogni loro avere e respinti con forza alla frontiera. E’ accaduto a seguito dello smantellamento del campo profughi di Lipa, in Bosnia, cosa che ha sbaragliato una massa di persone che ora si ritrova senza riparo, in mezzo alle gelide campagne.

“Carovana  Solidale Balcani” è un’iniziativa che si sta svolgendo in tutta Italia e che ha già consentito la raccolta per i profughi dei Balcani di molti indumenti invernali ma anche coperte, scarpe, sacchi a pelo; l’adesione è stata tale da richiedere ora uno sforzo economico notevole per il trasporto a Sarajevo, in Bosnia. 

A Roma si sono attivati tre punti di raccolta. Uno di questi è a Garbatella, presso l’associazione Arcobaleno, a via Pullino,1 dove Mario Casale, insieme agli altri associati, ha raccolto indumenti e confezionato decine e decine di pacchi che ora devono essere trasportati a Colleferro, il punto di raccolta di tutta Italia da dove partirà il Tir. Qui stanno arrivando altre centinaia di pacchi dal Lazio, ma anche dalla Val d’Aosta e dalla Calabria. A questo punto sarebbe necessario uno sforzo da parte di tutti per contribuire alle spese di trasporto da Colleferro a Sarajevo. 

ll contributo si può versare:

– sul conto PayPal all’indirizzo emailbuilonitalia@gmail.com

– tramite bonifico bancario BUILDON ITALIA IBAN IT 77 A 02008 38951 000103413605 presso UNICREDIT con la causale CAROVANA SOLIDALE BALCANI

di Paola Borghesi

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Pullino Solidale, apre un nuovo centro anti-freddo alla Garbatella

Giovedì 11 febbraio è entrato in funzione, nei locali che ospitavano il centro anziani di via Pullino chiuso per l’emergenza Covid, un nuovo centro anti-freddo per i senza fissa dimora, uno spazio che si va a sommare a quelli già aperti nell’Ipab San Michele di Tor Marancia e quello della Comunità di Base di San Paolo.

Il centro, che ospita 13 persone, è nato dall’iniziativa del Municipio Roma VIII, ed è gestito dalla Croce Rossa con il supporto dei volontari della Comunità di Base, della Caritas, di Sant’Egidio e della rete di Municipio Solidale.

Cara Garbatella ha raggiunto sul posto l’assessora alle politiche sociali Alessandra Aluigi per parlarci del progetto di Pullino Solidale.

 

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Montagnola: bancomat scardinato e portato via con un carroattrezzi

Sono stati svegliati da un gran frastuono all’alba di domenica i residenti di piazzale Ardigò alla Montagnola. Sotto le loro finestre, un carroattrezzi stava letteralmente smurando il bancomat della Popolare di Milano. Un modus operandi che rievoca la famosa scena del film “Lo chiamavano Jeeg Robot”, questa volta però, invece dell’attore Claudio Santamaria che sradica un bancomat a mani nude, le videocamere della banca hanno ripreso tre malviventi, che in pochissimi minuti sono riusciti nell’impresa. 

Sono stati gli stessi residenti ad allarmare le forze dell’ordine, che però non sono riusciti a cogliere i tre sul fatto. Le indagini sono state affidate alla compagnia dei carabinieri dell’Eur. Il bottino è ancora da quantificare e, sebbene le banconote inserite nel bancomat rischiano di essere contrassegnate con la macchia ad inchiostro indelebile, questo non ha fermato i ladri che hanno portato a segno uno dei furti più sensazionali di questi tempi. 

Giuliano MAROTTA

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Grotta Perfetta: intitolato a Nilde Iotti il Centro antiviolenza.

Il giorno 13 febbraio, è stato intitolato a Nilde Iotti il Centro antiviolenza che si trova presso il Casale Rosa, in via di Grotta Perfetta 601. Il Centro è aperto al pubblico dal 2018 ed è gestito dalla cooperativa sociale BeFree, con il supporto della Regione Lazio. Garantisce servizi gratuiti di tutela per le donne vittime di violenza, che comprendono assistenza telefonica h24 (al numero 0696678236), assistenza psicologica e legale, supporto per i figli ed orientamento al lavoro e all’autonomia abitativa. Solamente nel 2020 oltre 200 donne si sono rivolte al centro per chiedere aiuto. 

Alla cerimonia erano presenti, oltre alle operatrici di BeFree, il comitato di zona, le istituzioni municipali e comunali e l’onorevole Grazia Labate, vicepresidente della fondazione Nilde Iotti. “Sono emozionata perché questo è il primo centro antiviolenza in Italia dedicato a Nilde Iotti, un bel regalo proprio per il centenario della sua nascita – ci racconta l’onorevole Labate – una partigiana, madre costituente in un mondo di padri costituenti, e prima donna presidentessa della Camera dei deputatiHo curato anche un libro: Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia, in cui all’interno ci sono tutte le norme a favore delle donne dal 1946 ad oggi”.

Abbiamo raccolto anche la testimonianza di Michela Cicculli, assessora alle politiche di genere, che ci spiega qual è il ruolo del Municipio in questi progetti: “Il Municipio come istituzione territoriale può far sì che questi presidi possano dialogare agevolmente con il territorio, dai comitati alle scuole, per creare una rete di supporto e contrasto alla violenza, per rendere il servizio efficace e non isolato, che permette alle donne di costruire dei percorsi di autonomia e di uscita dalla violenza duraturi nel tempo”.

Ancora oggi, purtroppo, sono troppi i casi in cui un uomo, quasi sempre un marito o compagno, si arroga il diritto di privare una donna della propria libertà, della propria autonomia, esercitando violenza fisica e/o psicologica, arrivando spesso anche a privarle della loro vita. È per questo motivo che i Centri antiviolenza sono dei servizi essenziali per sostenere il percorso delle donne che riescono a chiedere aiuto e degli avamposti per supportare la lotta contro la violenza di genere perché, come diceva Nilde Iotti il giorno del suo insediamento alla Camera nel 1979: “Vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione”. Una lotta che ancora oggi è lontana dall’essere vinta, e va perciò combattuta con tutti i mezzi possibili.

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Socrate occupato

Le ragioni degli studenti del liceo alla Garbatella

Da questa mattina il Liceo Classico e Scientifico Socrate è occupato. Studenti e studentesse hanno deciso di manifestare a causa delle numerose criticità che sono emerse nel liceo romano dopo il 18 gennaio, data in cui, anche se tra mille difficoltà, i ragazzi del Socrate hanno potuto riprendere al 50% le lezioni in presenza. Sovraffollamento sui mezzi pubblici e  sanificazione carente, mancato funzionamento della strategia dei doppi ingressi, didattica a distanza non sempre funzionale, mancato benessere delle aule dell’istituto. Sono questi i punti sui quali si battono gli studenti.

Se, infatti, molti di questi temi sono comuni tra gli studenti in tempo di covid-19, c’è da dire che, al Socrate, la partenza del 18 gennaio, complici una delle giornate più fredde dell’anno e la sua lunga chiusura, è stata “raggelante”, con temperature nelle aule più adatte alla conservazione dei surgelati che alla didattica. A ciò si è poi sommata la mancanza di corrente elettrica e il malfunzionamento e la successiva chiusura di uno dei due bagni di un piano.

“Sta continuando l’occupazione al Socrate ed ora dormiremo qui, aspettando che il nostro Preside si apra al dialogo – racconta G., una studentessa – non l’ha fatto finora, chiamando subito la Polizia. Purtroppo, con la pandemia sono peggiorati i problemi e le carenze che la scuola si porta sempre dietro. Vogliamo trasformare il nostro liceo in un polo culturale e stiamo tenendo dei corsi, ma nel rispetto della sicurezza: portiamo mascherine, manteniamo la distanza, abbiamo termo scanner e igienizzante all’ingresso”.

A Roma è la terza occupazione dopo il Kant di Torpignattara e il Pilo Albertelli dell’Esquilino. Alcune delle criticità legate alla pandemia non sono state superate finora e sono alla base del malessere dei ragazzi, che si è manifestato anche con proteste condivise in tutta Italia.

Di Francesca Vitalini

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Sbarca nel Municipio Mediterranea Saving Humans

Nella casa di Municipio Solidale arriva anche “Mediterranea Saving Humans”, una piattaforma di realtà della società civile, nata nel 2018 con l’intento di soccorrere i naufraghi lungo le rotte del mar Mediterraneo e di documentare come le politiche di respingimento non fanno altro che alimentare le sofferenze di chi cerca di raggiungere l’Europa in cerca di un futuro migliore.

Sono partiti i tesseramenti per associarsi a Mediterranee Saving Humans per il 2021. Diventare membro dell’associazione vuol dire stringere un patto ed entrare a far parte dell’equipaggio – ci racconta la consigliera municipale di Super 8 Sonia Spila il progetto è volto a creare una rete di accoglienza per reperire fondi e sensibilizzare le persone, soprattutto i più giovani, sul tema delle migrazioni, per questo, insieme all’assessora Francesca Vetrugno, stiamo immaginando anche dei progetti nelle scuole”.

Stiamo creando degli snodi di Mediterranea su Roma, – continua Spila – coinvolgendo tutta la rete di Municipio Solidale che va dalle realtà sociali, alle associazioni del territorio, fino ai gruppi scout; una volta associati si può partecipare attivamente alle assemblee, prendere parte alla vita organizzativa dell’associazione ed inoltre sarà possibile frequentare dei corsi per acquisire competenze per poter affrontare le missioni di mare”.

La consigliera inoltre spiega: “Il tutto è promosso dal presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, che è sempre attento a queste tematiche. Proprio recentemente è tornato dal confine tra Italia e Slovenia per portare il suo apporto al tema delle migrazioni sulla rotta balcanica in particolare sul dramma della Bosnia”; conclude: “Per avere informazioni e per i tesseramenti stiamo immaginando anche ad uno spazio dedicato, per ora abbiamo individuato quella che era la vecchia abitazione del custode della Casa dei bimbi a Garbatella, che ben presto sarà inaugurata con il nome L’Approdo. Sarà la casa di tanti progetti dove lo spirito di accoglienza e comunità, di cui anche Mediterranea è esempio, avrà modo di concretizzarsi in connessione con tante altre iniziative su cui l’assessora Vetrugno sta lavorando”.

Secondo i dati di Missing Migrants, il progetto dell’Organizzazione che tiene traccia delle varie rotte migratorie, il Mediterraneo resta quella più attiva in Europa e purtroppo anche la più mortale; solo nel 2020 le vittime registrate sono quasi 1400, la stragrande maggioranza nella zona centrale. Il contributo per associarsi a Mediterranea è di appena 10 euro; una cifra simbolica, che permette di contribuire materialmente alle spese di chi ogni giorno opera per evitare che il Mediterraneo diventi ancor di più un cimitero a cielo aperto. E di questi ogni euro rappresenterà un pezzo di miglio che Mediterranea compirà grazie a te!

Per associarsi: https://donate.mediterranearescue.it/tesseramento
Per donare: https://donate.mediterranearescue.it/torniamoinmare

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Tor Marancia ricorda Giovanni Tagliavini

Due anni fa, su iniziativa dell’associazione Parco della Torre, fu lasciato un segno indelebile a Tor Marancia, la posa di una pietra d’inciampo in memoria di Giovanni Tagliavini. Abitante della borgata, fu identificato come elemento indesiderabile a causa della sua insofferenza al regime nazifascista e deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove morì il 2 febbraio 1945. La sua storia è stata già narrata in un nostro precedente articolo.

A 76 anni dall’uccisione di Giovanni si è svolta, davanti alla pietra d’inciampo in via Valeria Rufina 66, un’intima cerimonia di commemorazione, a cui hanno partecipato la famiglia Tagliavini, alcuni abitanti del quartiere e membri del Municipio VIII. Tra loro l’assessora Michela Cicculli, delegata alla memoria storica.

Gli interventi e le letture che si sono susseguiti quest’anno hanno sottolineato come la propaganda fascista riuscì ad attecchire anche grazie alla passività e l’indifferenza delle persone, davanti all’orrore dei campi di sterminio e del confino di Polizia. Una lezione che purtroppo sembra ripetersi ancora oggi, con i migranti al confine dell’Italia o nei centri di espulsione e d’identificazione.

Al termine della commemorazione sono stati deposti dei fiori rossi accanto alla pietra d’inciampo e sono state liberate alcune lanterne, che hanno illuminato il buio del cielo, in memoria di Giovanni Tagliavini e di tutti gli altri “indesiderabili” della borgata.

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Si firma in Municipio la proposta di legge popolare contro la propaganda fascista e nazista

Il Municipio Roma VIII rende noto che sarà possibile firmare la proposta di legge d’iniziativa popolare: “Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti“.

L’iniziativa, annunciata nella Gazzetta Ufficiale n. 260 del 20 ottobre 2020, è stata promossa da Maurizio Verona, sindaco di Stazzema, comune dell’alta Versilia noto per il tragico episodio dell’eccidio nazifascista di Sant’Anna del 12 agosto 1944, dove vennero brutalmente uccisi 560 civili tra cui 130 bambini.

Da Stazzema la proposta di legge si è diffusa in tutto il Paese, in risposta anche ad episodi recenti. Nel capoluogo ligure tre consiglieri di centrodestra votano facendo il saluto romano e a Napoli, un dipendente comunale festeggia il pensionamento con una torta col volto di Mussolini. 

Un’iniziativa popolare importante che raccoglierà sicuramente molte adesioni nel nostro Municipio, soprattutto in un territorio come il nostro dove il valore dell’antifascismo è sempre stato importante e dove si è fatta anche la storia della Resistenza” – questo il commento di Nino Ruffa, segretario dell’ANPI della sezione Martiri delle Fosse Ardeatine, che prosegue: “proposte come queste sono giuste e contribuiscono a non dimenticare le nefandezze perpetrate dai fascisti e soprattutto servono ad azzittire chi ancora oggi tenta di derubricare come folklore o goliardia fatti e gesti che infangano la memoria del nostro paese e calpestano la Costituzione nata dalla Resistenza”. 

Serviranno almeno 50.000 firme per portare la proposta in Parlamento; per sottoscriverla si può firmare presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Municipio di via Benedetto Croce 50, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e il martedì e il giovedì anche dalle ore 14.30 alle ore 16.30.

Il termine ultimo è fissato per il 31 marzo 2021.

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L’ultimo saluto al giornalista Gianfranco Compagno, amico della Garbatella

Il ricordo di Mirella Arcidiacono

E’ morto questa mattina all’ospedale di Latina Gianfranco Compagno,70 anni redattore del “Giornale del Lazio”, testata locale diffusa nella zona di Aprilia, Pomezia, Anzio, Ardea, Cisterna.Era stato ricoverato per Covid e non ce l’ha fatta lasciando un grande vuoto nel mondo dei pubblicisti e dei giornalisti free lance del Basso Lazio. Gianfranco era diventato un amico della Garbatella, da quando in occasione del Centenario del quartiere aveva scritto diversi articoli e collaborato a interviste e a video. Così lo ricorda Mirella Arcidiacono: ” era l’uomo dai mille cravattini magici, in lui rivedevo Vittorio Orefice, il famoso commentatore politico della Tv. Eravamo diventati amici. Abbiamo fatto tante passeggiate insieme alla Garbatella e a Tormarancio, filmato e raccontato diversi personaggi come Adelio Canali, Rina Perugia, Libero De Angelis e altri. Sarebbe stato uno dei segnalati al Premio Fantasia di quest’anno, ma questo maledetto virus l’ha portato via per sempre. Un Compagno di nome e di fatto, mi scriveva dall’ospedale e mi diceva trovami altre interviste di persone grandi di età, la storia la devono raccontare loro, gli avevo risposto – Gianfrà, guarisci presto, ho una centenaria a marzo! Sei contento?”  

dalla Redazione

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S05-S09: due nuove linee di autobus nel nostro Municipio

Quattordici nuove linee provvisorie di autobus attraversano la nostra città; questo il servizio sulla mobilità deliberato dalla Regione Lazio e gestito da ASTRAL SpA., pensato in questo periodo pandemico per smaltire il flusso dei passeggeri della rete metropolitana anche perché è ripresa la presenza scolastica nei liceali. 

Si tratta di linee celeri, che prevedono un percorso circolare con poche fermate intermedie e si identificano con la lettera S. Questi bus non hanno un capolinea centrale ma, dopo la fermata, riprendono immediatamente il servizio, ripartendo verso il capolinea esterno. Il servizio è effettuato in due fasce orarie: mattutina 7/10 e pomeridiana 16/19, il sabato 7/10.

Le linee che interessano il nostro Municipio sono la linea S05, che da via di Santa Galla giunge a Termini, con fermate su Circonvallazione Ostiense e a San Giovanni in Laterano; l’altra linea è a S09, che da metro Laurentina porta sempre a Termini, facendo fermate intermedie a Colombo/Rufino, Colombo/Circonvallazione Ostiense e a San Giovanni in Laterano.

La società Roma Servizi per la Mobilità afferma che complessivamente Atac e Astral produrranno circa 2.200 corse in più al giorno e non esclude che, se il servizio sarà funzionale, le linee resteranno in servizio anche una volta superata la pandemia.

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I luoghi della memoria raccontati dalla III E della scuola elementare Alonzi

La classe III E della scuola elementare “Aurelio Alonzi”, guidata dal maestro Giovanni Castagno, ha organizzato la mattina del 30 gennaio 2021 una passeggiata in visita ai luoghi-simbolo del nostro quartiere, come conclusione di un progetto scolastico dedicato alla Giornata della Memoria.

Una ventina di bambini e i loro genitori si sono dati appuntamento davanti l’ingresso dell’edificio scolastico per poi attraversare a piedi le strade e le piazze di Garbatella, ricordando con la loro viva voce ciò che è successo settantasei anni fa: piazza Michele da Carbonara, con la sua targa commemorativa “Ai Partigiani del Partito d’Azione e delle brigate Giustizia e Libertà di Garbatella”; piazza Eugenio Biffi, dove è stata recentemente posizionata la pietra d’inciampo in memoria di Fortunata Perugia, della quale i bambini hanno potuto ascoltarne la storia grazie al racconto della nipote Rina; cavalcavia “Settimia Spizzichino”, dove la classe ha deposto dei poster, dopo aver intonato “Gam Gam”, una delle più famose canzoni della tradizione ebraica.I lavori realizzati dai bambini, che hanno attratto e coinvolto i passanti, hanno voluto raccontare proprio la storia di Settimia Spizzichino, unica donna sopravvissuta al rastrellamento del ghetto di Roma, e il suo lungo viaggio fino ad Auschwitz. I cartelloni sono stati trasportati dalla classe attraverso quei luoghi, i luoghi della memoria, che vivono tutti i giorni e che sono finestre di fatti storici che appartengono a tutti, ovunque. 

di Francesca Vitalini

Foto di: Chiara Santoro

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Il Progetto Rossano compie 6 anni

Intervista alla psicologa Silvia De Napoli, coofondatrice del servizio sociale sulle dipendenze per le famiglie del quartiere Garbatella

Era il 25 gennaio 2015, quando nella parrocchia S. Filippo Neri, alla fine della messa, fu inaugurato il Progetto Rossano. Un programma di intervento sociale nato per volontà di Nerina Marchione ( madre di tre figli di cui uno morto per overdose) e della psicologa e psicoterapeuta Silvia De Napoli.

Quel giorno si partì con l’idea di dare conforto e una giusta informazione a tutte le famiglie del quartiere Garbatella, che avessero in casa problemi di dipendenza da sostanze e simili.

Il progetto con gli anni è cresciuto, le richieste diventavano tante e sempre più specifiche. Così anche i volontari aumentavano:  fino ad arrivare a due psicoterapeuti, un mediatore familiare, uno psicologo specializzato in DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento), un tutor DSA, uno studio legale civile e penale.
Il Progetto Rossano insomma, si è trasformato da un’idea ad una vera a propria Associazione di Promozione Sociale.

Sono passati 6 anni dall’inizio di questo percorso. Si aspettava tutte queste richieste da parte delle famiglie del quartiere?

E’ iniziata come un “vediamo che succede”, da ciò che mi diceva Nerina, la Presidente che è del quartiere, questo servizio poteva essere utile, mi sono fidata di lei, della sua esperienza e ho aspettato, inizialmente tutti i sabati noi due tenevamo il centro ascolto aperto! 

Quando ragazzi o famiglie si avvicinano a voi, cosa cercano? Cosa si aspettano?

Inizialmente le richieste erano vaghe, arrivavano con dei “problemi”, infatti dal primo contatto per dare una risposta centrata impegnava più riflessioni, oramai ci conoscono in tanti e quando arrivano sono più precisi in ciò che stanno cercando: un intervento psicologico, piuttosto che un consulto legale, supporto scolastico ecc.

Cosa si aspettano? Questo andrebbe chiesto a loro, ritengo che qualsiasi cosa si aspettano la trovano, visto che ogni socio tende a restare tra i tesserati di anno in anno, mi fa pensare che sono soddisfatti. 

Quest’ultimo anno è stato molto particolare. Come vi siete organizzati per continuare ad aiutare le famiglie nonostante il Covid?

Il servizio che è stato interrotto è il sostegno scolastico/aiuto compiti, tutti gli altri sono restati attivi online, infatti ho proposto l’associazione e i nostri servizi per il municipio solidale come supporto telefonico durante il lockdown 2020. Ad oggi il servizio è attivo per le coppie e l’individuo, purtroppo i gruppi tematici e di sostegno sono stati interrotti e/o dirottati sulle piattaforme online. 

Accorgersi che un proprio caro ha bisogno di aiuto non sempre è facile. Ci sono dei comportamenti che possono aiutare i familiari a capire?

Formule valide per tutti non ci sono, ma sicuramente dobbiamo cercare di non banalizzare elementi che si discostano dal comportamento consueto del proprio caro. Ritengo di poter suggerire di fare un consulto in più e mai uno in meno, soprattutto in un municipio come il nostro dove la rete sociale è forte, e ci sono tante possibilità di ricevere informazioni e supporto, chiedere a chi potrebbe essere più informato, più esperto, non costa nulla anzi ci ripaga nell’affrontare qualsiasi difficoltà insieme e mai da soli! Noi come associazione combattiamo la solitudine, da soli si perde insieme si vince sempre.

Cosa si sente di dire a quei genitori che hanno capito i disagi dei figli e si trovano a vivere queste situazioni?

Prima di tutto, se il genitore ritiene che il proprio figlio ha un qualsiasi disagio, è suo dovere informarsi e chiedere aiuto anche per come affrontare la problematica. Ma è necessario anche stare in guardia rispetto al comune errore che, rivolgendosi all’esterno della famiglia, delegano la presa in carico del figlio. Il disagio dei giovani ha radici molto spesso negli adulti purtroppo, la famiglia, per questo i genitori dovrebbero essere parte attiva nella risoluzione del problema. Il potersi mettere in discussione non solo permette ai genitori di avvicinarsi al mondo dei figli ma dona un grande insegnamento: tutti possono sbagliare ma è il modo in cui si ripara all’errore che fa la differenza. Sembra banale ma in una società come questa che premia solo i numeri 1, chi ha più follower, chi accumula solo successi, è fondamentale mostrare le fragilità per poter insegnare ad integrarle in un funzionamento adeguato.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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