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Identificati i resti di un altro martire delle Fosse Ardeatine: quelli dell’ebreo tedesco Heinz Eric Tuchman

Nello scorso mese di luglio sono stati identificati con certezza i resti di un altro dei Martiri delle Fosse Ardeatine. Grazie al lavoro di studiosi e tecnici, con l’ausilio di moderni mezzi scientifici dell’Arma dei Carabinieri, i resti anonimi di una delle 335 vittime dell’eccidio del 24 marzo 1944 hanno ora un nome certo.

Un ulteriore risultato, dopo quello del riconoscimento di Marian Reicher nella scorsa primavera.

Il personaggio di questa triste vicenda è l’ebreo tedesco di Magdeburgo Heinz Eric Tuchman. Grazie alla comparazione del DNA tratto dai resti di chi è stato vigliaccamente assassinato con quello del nipote Jeremy, che vive a Londra, si è finalmente risolto a distanza di 76 anni un altro enigma legato al barbaro eccidio.

Particolare soddisfazione è stata espressa dal Comandante dei RIS di Roma, Colonello Schiavone, che ha spiegato come il risultato è stato raggiunto partendo dal profilo del cromosoma Y , quello paterno, delle ossa conservate nel Mausoleo, confrontato con un campione della saliva del nipote. Dalla valutazione antropometrica dei resti senza nome conservati alle Fosse Ardeatine già si sapeva che si trattava di un uomo tra i 35 e i 55 anni, alto circa 1 metro e 70. Questi dati messi assieme all’esame del DNA hanno quindi consentito di dare un nome anche ai resti di Heinz Eric Tuchman.

Enrico Recchi

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Tenta una rapina l’Uomo Ragno della Garbatella

Alla gelateria Il Pellicano di piazza Eugenio Biffi

Domenica 26 luglio, la giornata lavorativa è terminata, sono le due di notte e Gianluca Maglio, il titolare della gelateria Il Pellicano di piazza Biffi alla Garbatella, sta chiudendo l’esercizio. La serranda del negozio è parzialmente abbassata, ma furtivamente entra una persona. Gianluca è di spalle, sente un rumore si volta e vede un ragazzo con il volto coperto da una maschera dell’Uomo Ragno. Lì per lì Gianluca non realizza cosa stia succedendo e rimane senza parole. L’uomo mascherato, anzi l’Uomo Ragno intima a Gianluca “Famose a capì, o me dai tutto e subito o qui finisce male!”.  Solo allora Gianluca capisce che si trova di fronte un balordo intenzionato a rapinarlo dell’incasso dell’intera giornata di lavoro e reagisce con la rabbia dei giusti. “Ma che mi vuoi rapinare? Ma che ti sei messo in testa?”. Non sappiamo se il ladruncolo rimane interdetto ragionando sul doppio significato della domanda, ma Gianluca lo blocca per i polsi per spingerlo fuori del negozietto. Intanto i ragazzi del bar adiacente, sentiti i rumori sospetti, vanno a dar manforte e chiamano la Polizia. Il ladro mascherato riesce a divincolarsi e se ne va via camminando con calma su per via Guglielmo Massaia, non prima di aver ferito Gianluca in maniera superficiale all’avambraccio destro. Trascorsi pochi minuti arriva una volante dalla vicina stazione, e subito dopo un’altra macchina della Ps comunica via radio di aver fermato un sospetto nella vicina via Giovanni da Capistrano, dove si trova la famosa fontana di Carlotta, uno dei simboli della Garbatella. Il ragazzo sospetto è proprio il ladro maldestro, V. R. di 26 anni, abitante nella zona, con diversi precedenti che si era già liberato di maschera e coltello, presto ritrovati dalle forze dell’ordine. Il giovane viene arrestato con l’accusa di tentata rapina. L’uso della maschera, rivelano i poliziotti, era probabilmente dettato dal tentativo di non farsi riconoscere dagli abitanti della zona. 

Di Giorgio Guidoni

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Sarà light la festa della Cultura 2020

Confermato da Controchiave il tradizionale sito della scuola Principe di Piemonte

Dopo un po’ di tentennamenti e tanta caparbietà l’associazione Controchiave annuncia che la Festa per la Cultura si farà anche quest’anno seppur in forma light. Intanto sono state scelte le date: saranno sabato 18 e domenica 19 luglio. Il luogo è quello che accoglie il tradizionale appuntamento ormai da qualche anno, la mitica Scuola Principe di Piemonte. Lì lo spazio c’è ed è tanto. Ma non di meno bisognerà applicare le regole del distanziamento sociale sia per l’ascolto dei concerti che per le file agli stand di Ristoro. E prima ancora bisognerà stabilire regole di accesso per non creare assembramenti. Ed è a questo che la nutrita schiera di soci di controchiave sta alacremente lavorando, coadiuvata dai volontari che come ogni anno collaborano nell’organizzazione. La cosa importante è che la #Festaperlacultura si farà… L’estate non potrebbe cominciare senza!

Di Paola Borghesi

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“SICUREZZA E PULIZIA A PIAZZA DEI NAVIGATORI

Il giorno 25 giugno 2020 un gruppo di rappresentanti dei residenti di piazza dei Navigatori ha incontrato il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, per esporre le criticità che i cittadini stanno vivendo. Le problematiche in oggetto sono ben sintetizzate nella lettera che segue, consegnata al Presidente, firmata da circa 70 residenti che volentieri pubblichiamo:

Roma, 25 giugno 2020

I sottoscritti residenti in Piazza Navigatori e aree circostanti, impossibilitati ad intervenire di persona all’incontro odierno tra i cittadini ed il Presidente del Municipio Roma VIII, incaricano i partecipanti di rappresentare la propria forte preoccupazione relativamente alla grave situazione che si verifica costantemente nella Piazza durante le ore notturne, caratterizzata purtroppo da prostituzione, schiamazzi, risse, danneggiamenti, intrusioni in aree di proprietà privata e, a volte, vere e proprie minacce ai danni dei cittadini che si trovano a rientrare a casa nelle stesse ore. Una situazione che, come se non bastasse, crea dei problemi anche al mattino, quando famiglie e bambini si trovano molto spesso a dover schivare i residui del consumo di rapporti sessuali (preservativi usati), alcol (bottiglie rotte) e droghe (pipette per crack/cocaina) nonché nell’ovvia impossibilità di utilizzare le panchine e le aree utilizzate come servizi igienici a cielo aperto.

I residenti esprimono inoltre preoccupazione relativamente alla salute e all’umanità delle condizioni di vita delle persone senza tetto che pernottano nella stessa Piazza anche nei mesi più freddi, privi di servizi igienici e di qualsiasi struttura che garantisca la dignità e la sicurezza a cui anche loro hanno diritto.

Chiedono al Presidente un intervento immediato che consenta di ripristinare non soltanto la quiete, pulizia e sicurezza dei luoghi, ma anche l’incolumità dei residenti, così come delle persone senza tetto e delle stesse sex worker.”

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Tor Marancia: un passo avanti verso il Centro Culturale. Firmato un protocollo d’intesa tra Comune, Municipio e Teatro dell’Opera.

E’ stato siglato l’accordo ufficiale in Campidoglio per  l’affidamento della gestione del Centro Culturale di Tor Marancia al Teatro dell’Opera di Roma, che ne farà la sede del suo centro di formazione, destinando una piccola parte alle attività civiche. 

La proposta del Municipio è di intitolare il centro culturale a Nicola Ugo Stame, tenore italiano antifascista arrestato nel 1939 mentre faceva le prove per uno spettacolo al Teatro dell’Opera di Roma e in seguito fucilato alle Fosse Ardeatine; non si esclude però l’individuazione di una figura che abbia un legame con il territorio. 

La struttura che si andrà a comporre si svilupperà su circa 2.800 metri quadrati, di cui 1.700mq per le scuole di danza e coro del Teatro dell’Opera, 500mq per il centro culturale a disposizione della cittadinanza e infine 600mq di spazi condivisi, che includeranno anche il teatro. 

La struttura in oggetto sarà edificata dove sorgeva l’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, che a oggi è uno scheletro abbandonato in un quartiere non privo di difficoltà come la mancanza di luoghi d’aggregazione, di luoghi dove poter organizzare eventi pubblici e culturali, un quartiere con alto tasso di dispersione scolastica e disoccupazione, con una gestione pressoché inesistente da parte dell’Ater delle case popolari, con una questione abitativa emergenziale e con molti scheletri di palazzi e strutture abbandonate (come l’ex Fiera di Roma).

Foto di Ivan Selloni

La demolizione e la bonifica dell’area dove sorgerà la struttura sono previste entro la fine dell’anno e la progettazione dell’edificio sarà affidata ad un concorso internazionale che partirà a settembre. L’opera costerà circa 5,5 milioni di euro, e i soldi per la realizzazione sono frutto degli oneri di concessione della costruzione di privati dei palazzi a Piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco “bidet” di San Paolo.

Per capire dove nasce questa storia bisogna andare indietro a circa venti anni fa. Inizialmente gli oneri di urbanizzazione erano vincolati alla costruzione di opere pubbliche tra cui un grande sottopassaggio veicolare sulla via Cristoforo Colombo, oltre a strade e altri servizi utili a tutto il quadrante interessato dalla cementificazione. I costruttori però innalzarono i palazzi senza rispettare gli accordi presi, per cui le istituzioni interdirono l’utilizzo di queste strutture. Per circa un decennio, infatti, a Piazza dei Navigatori un palazzone di cemento e vetro rimase semi-abbandonato.

La giunta Raggi nella primavera del 2018, poco prima delle elezioni municipali, invece di revocare la concessione e requisire i palazzi, decise di condonare i costruttori inadempienti e di patteggiare una cifra di circa 17 milioni di euro, dando via alla concessione a costruire un ulteriore palazzo a Piazza dei Navigatori, più grande di quello già esistente.

In seguito il Comune scelse di investire questi soldi su tutto il Municipio, e non sul quadrante interessato dalla cementificazione, promuovendo, per la prima volta nella storia della città, un concorso chiamato #RomaDecide, in cui tutti i cittadini dell’ottavo Municipio, su una piattaforma online, potevano presentare progetti e in seguito votarli. Alla fine quelli che hanno ottenuto il numero maggiore di voti sono stati finanziati. Un concorso rivelatosi fallimentare, con una partecipazione inferiore al 2% degli abitanti del Municipio e che ha messo gli uni contro gli altri gli abitanti dei quartieri. Il centro culturale popolare polivalente di Tor Marancia è rientrato, con qualche difficoltà, tra i progetti finanziati. 

In molti cittadini, tra cui i promotori del progetto riunitosi nel comitato di scopo “Centro Culturale Popolare Polivalente Tor Marancia”, prevale scettiscismo e delusione. Infatti dopo i cinque incontri pubblici del processo partecipativo svoltosi nell’autunno 2019, era emersa la contrarietà della divisione degli spazi all’interno della struttura, che vanno enormemente a vantaggio del Teatro dell’Opera. Inoltre non si vede un reale beneficio per gli abitanti del quartiere che avranno di certo difficoltà ad accedere agli esosi corsi delle scuole di danza e coro del Teatro dell’Opera.

La realizzazione del Centro Culturale a Tor Marancia sarà sicuramente una vittoria dei cittadini del quartiere che l’hanno proposto, votato e hanno fatto pressione per ottenere almeno un’occasione per il territorio. Ciononostante questa vicenda, come tante altre a Roma, fa emergere ancora una volta come i grandi costruttori, anche a fronte d’inadempienze a scapito della cittadinanza, siano gli unici ad uscirne pienamente soddisfatti. Hanno ottenuto lo sborso di solo 17 milioni di euro a fronte di accordi inziali più sfavorevoli, con un potenziale di rendita dagli incassi delle vendite molto vantaggiosi e soprattutto hanno ottenuto il permesso di costruire un terzo palazzo a Piazza dei Navigatori.

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Un progetto per la cura del verde

Passeggiare in un prato, respirare il verde, sedersi sotto un albero e leggere un buon libro. Chi di noi non ama assaporare questi momenti? Si ma poi, torniamo alla realtà ed ecco il traffico, le strade intasate, e quelle poche aree verdi che abbiamo non facciamo nulla per tenerle al meglio. Ma proprio per questo, partirà nei prossimi giorni il progetto sperimentale “Patto per la salvaguardia del verde”. Di cosa si tratta, vediamolo insieme.

Il progetto

Obiettivo del progetto è quello di mettere a disposizione dei volontari che si occupano delle aree verdi nel nostro territorio diversi mezzi per la cura di parchi e giardini: da trattori, a decespugliatori, passando per motoseghe e altri macchinari. Insomma, un patto di collaborazione tra i cittadini e Amministrazione locale con il fine di salvaguardare un patrimonio che troppo spesso viene dimenticato. 

Il progetto nasce per merito di un’intesa tra l’Associazione di Volontariato Millennium Protezione Civile ed il Municipio Roma VIII. Grazie poi all’adesione al progetto “Bosco fai da noi” di Leory Merlin, si potranno mettere a disposizione i vari mezzi. Andiamo a vedere quali e come poterne usufruire.

Come aderire

Associazioni, comitati di quartiere e cittadini che hanno preso in adozione aree verdi possono richiedere, con 2 settimane di preavviso, gli strumenti messi a disposizione grazie all’iniziativa.

Gli attrezzi sono:

  • 1 trattorino
  • 1 taglia erba a motore
  • 2 decespugliatori
  • 2 pota siepi
  • 2 tronca rami
  • 2 motoseghe

Il progetto è stato annunciato proprio oggi, attendiamo quindi nei prossimi giorni altre informazioni dal Municipio per consentire la richiesta dei mezzi.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Dopo il lockdown ancora rifiuti per le strade

ANCHE GUANTI MONOUSO E MASCHERINE ABBANDONATE

di Stefano BAIOCCHI

Finito il lockdown e terminata la fase acuta dell’emergenza sanitaria, si torna alle vecchie e brutte abitudini. Se nel periodo di chiusura la città è apparsa bella come non mai, silenziosa e a tratti bucolica, verrebbe da dire che non siamo affatto migliorati, come qualcuno un po’ troppo ottimisticamente aveva preventivato, visto che sulla Circonvallazione, in via Caffaro, in viale Giustiniano Imperatore e in numerose altre strade del Municipio è un fiorire di rifiuti ingombranti accatastati, cassonetti stracolmi e circondati da pattume sparso tutto intorno. Va sottolineato che si tratta spesso di azioni messe in atto dai cittadini incivili che si accompagnano a una difficoltà dell’Ama nella raccolta.


Di recente abbiamo visto cassonetti vuoti rovesciati in via Pellegrino Matteucci, segno evidente di un’azione maldestra da parte dell’operatore sui camion che raccoglie i rifiuti.


A tutto ciò purtroppo si è aggiunta una nuova moda, quella di gettare le mascherine chirurgiche (e i guanti monouso) dove capita. Basta guardarsi intorno, sui marciapiedi quanto nelle aiuole o nei giardinetti. Un comportamento non soltanto incivile, ma senza dubbio irresponsabile considerato che ogni mascherina, anche quella appartenuta ad una persona non infettata dal Covid 19, è latrice di ogni batterio esistente sul pianeta. Non sembra abbia sortito alcun effetto anche l’ordinanza firmata il 25 maggio scorso dalla Sindaca Virginia Raggi in cui annunciava sanzioni sino a 500 euro per chi abbandona i cosiddetti dispositivi di protezione individuale monouso.


Questi rifiuti, così come previsto dalle norme nazionali e regionali, devono essere conferiti nei contenitori della raccolta indifferenziata. “In questi mesi di emergenza sanitaria legata al coronavirus i nostri operatori ecologici hanno segnalato più volte di dover raccogliere guanti e mascherine usati, buttati in terra. Un comportamento vergognoso che, grazie a questo provvedimento, sarà duramente sanzionato” ha dichiarato la Sindaca. A proposito di guanti, un’altra brutta abitudine riscontrata è quella, una volta terminata la spesa, di lasciarli nei cestini dei carrelli nei supermercati, come se ci fosse una persona addetta alla loro costante pulizia, mentre invece rimangono un ingombrante orpello per i successivi clienti.

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Cinem Up, torna il cinema sui tetti

Il cinema non può risolvere i nostri problemi. Ma per una buona ora e mezza è capace di farceli dimenticare. E mai come nel periodo che tutti abbiamo trascorso reclusi in casa ci siamo accorti della potenza di quest’arte. Chi di noi non si è finalmente goduto quella saga che da anni voleva vedere ma non ha mai trovato il tempo? Chi non si è ritrovato a piangere per qualche scena di un film di cui nemmeno sapeva l’esistenza? Ammettiamolo: lo schermo è stato un pò la luce del nostro cupo lockdown. Ma ora che la quarantena è finita, ci dimenticheremo dei film?

Cinem Up – Cos’è

La risposta ha un nome ben preciso: Cinem Up. Stiamo parlando del progetto lanciato da Maya Vetri e l’Ass. Ex Allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia, con l’idea di proiettare film, cortometraggi, mostre fotografiche all’interno dei condomìni. 

Cinem Up dal 25 al 27 Settembre offre, a chiunque volesse partecipare, tre serate in un condomìnio di Roma all’insegna di questo nuovo modo di vivere il cinema. Senza dimenticarsi dei più piccoli, saranno anche offerti laboratori creativi e cortometraggi di animazione. Insomma, un mix di cultura e socialità ispirato al mondo del cinema.

Cinem Up – Come nasce l’idea

Già nel 2016 avevo organizzato un evento simile in un cortile” racconta Maya, l’ideatrice di Cinem Up. “Una rassegna di tre giorni dedicata ad Ettore Scola. Mi è sempre piaciuta l’idea del cinema sui tetti, perchè sono dei luoghi dove le persone non vanno mai. Con queste iniziative invece si scopre assieme uno spazio poco vissuto e si ha la possibilità di conoscere meglio anche quelle persone che siamo abituati ad incrociare tra un pianerottolo e l’altro.” Aggiunge poi, che l’idea di valorizzare gli spazi comuni è cresciuta ancora di più in questi ultimi mesi, durante il periodo di isolamento, dove inaspettatamente ci siamo ritrovati a condividere cori con il vicinato, sorrisi da una finestra all’altra, ma anche urla e momenti difficili. E perchè non continuare a condividere le emozioni? 
Per sostenere economicamente il progetto, basta cliccare qui.

Cinem Up – Come partecipare

Quindi, come fare per partecipare assieme al vostro condominio? L’amministratore dovrà inviare entro il 20 Luglio una mail a cinemup2020@gmail.com con la descrizione degli spazi della palazzina. È importante comunicare l’ampiezza, gli elementi di sicurezza, se c’è possibilità di mantenere il distanziamento fisico, la disponibilità della rete elettrica. Dopo di che, gli organizzatori si incontreranno con i condòmini per scegliere i film all’interno della lista dell’archivio del CSC. 
E a noi, non resta che dire a tutti coloro che parteciperanno, buona visione. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Casi Covid-19 in VIII Municipio al 22 giugno

l SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 22 giugno 2020. Attraverso le mappe si vuole descrivere l’incidenza cumulativa dell’epidemia a Roma e nel Lazio.

I dati parlano di 3110 casi nella capitale con un tasso di incidenza di quasi 11 ogni 10mila abitanti. Di questi, 136 casi sono nell’VIII Municipio. A Garbatella sono presenti 72 casi ad oggi (con un tasso di incidenza di circa 16 casi casi ogni 10mila abitanti), 29 a Tormarancia, 16 a Grotta Perfetta, a Navigatori (5) e a Valco San Paolo (7).

Nel resto della capitale, i Municipi che stanno registrando il maggiore numero di casi sono il settimo (331 e un tasso del 10.76), il quinto (299 con un tasso del 12.07) e il sesto (271 e un tasso del 10.47).

Di Francesca Vitalini

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Casi Covid-19 in VIII Municipio

Il SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 15 giugno 2020.

I dati parlano di 3063 casi nella capitale con un tasso di incidenza di più di 10 casi e mezzo ogni 10mila abitanti. Di questi, 130 casi sono nell’VIII Municipio. A Garbatella sono presenti 67 casi (con un tasso di incidenza di circa 15 casi ogni 10mila abitanti), 29 a Tormarancia, 16 a Grotta Perfetta, del tutto invariata rimane la situazione a Navigatori (5) e a Valco San Paolo(7).

Nel resto della capitale, i Municipi con maggiore casi sono il settimo (329 e un tasso del 10.69), il quinto (298 con un tasso del 12.03) e il sesto (270 e un tasso del 10.43). 

Francesca Vitalini

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Garbatella: la Lazio Nuoto vince il ricorso al Tar per la piscina di Via Giustiniano Impertore

In questo bando non esiste meritocrazia, e noi ci batteremo fino alla fine.” Così ci disse in un’intervista qualche mese fa il presidente della S.S. Lazio Nuoto Massimo Moroli. Come è finita? Dopo due anni dall’esito del bando che aveva visto vincitori la Juventus Nuoto, la Lazio vince il ricorso al Tar.

Più di trent’anni di anni di gestione biancazzurra e tanta voglia di ribaltare la situazione. Non appena perso il Bando indetto dal Comune infatti, la Lazio Nuoto aveva subito deciso di fare ricorso al TAR. “Dobbiamo capire perché succedono queste cose. Sul piano logico non può esistere quello che è accaduto, e sul piano giuridico ci sono degli elementi che ci portano a pensare che possiamo rivoltare la questione”. Per questi motivi Moroli non si era voluto fare da parte. E alla fine, il Tribunale Amministrativo Regionale ha dato ragione alla Lazio Nuoto. Le motivazioni devono essere ancora depositate ma il segnale a Roma Capitale arriva forte e chiaro e riapre la partita sul modello di promozione sportiva che merita la nostra città. 

Il bando 

E dunque, per quanto riguarda il bando ora ci sono due strade possibili.  La prima, l’assegnazione alla Lazio in quanto seconda nella graduatoria di aggiudicazione. Oppure, l’annullamento della procedura e un nuovo bando. Staremo a vedere come andrà a finire. Per ora, siamo felici per la Lazio Nuoto, che da anni è un orgoglio del nostro territorio. Insomma, 120 anni di storia, 220 titoli italiani assoluti di nuoto, la migliore società di pallanuoto su Roma, non è da poco. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Il ricordo di Libero De Angelis, patriota socialista fucilato alla Storta dai tedeschi in fuga all’alba della Liberazione

Commemorazione dei cittadini e del Municipio ai piedi della sua casa al lotto 28 di via Giovanni da Capistrano

Con la deposizione di un mazzo di fiori un piccolo gruppo di cittadini ieri ha ricordato la figura del patriota socialista Libero De Angelis.Era l’alba della Liberazione di Roma, il 4 giugno del 1944, gli Alleati entravano nella Capitale dalla via Appia, provenienti dai Castelli romani e i tedeschi in fuga con ogni mezzo risalivano le consolari a nord della città. Quella mattina i tedeschi caricarono gli ultimi prigionieri politici di via Tasso  sui camion, destinazione Germania o forse i campi di prigionia del nord Italia.Ma uno di questi autocarri non giunse a destinazione. Al 14 chilometro della via Cassia, in località La Storta, il mezzo fu fermato e i prigionieri furono fatti scendere e trasportati in un boschetto nelle vicinanze, dove furono fucilati. Erano 14 persone. Tra loro c’erano Libero De Angelis, 22 anni, meccanico della Garbatella e il più famoso Bruno Buozzi, socialista, uno dei rifondatori della Cgil.

La Storta: il cippo che ricorda l’eccidio compiuto dai nazifascisti
in fuga da Roma il 4 giugno del ’44

Anche Libero De Angelis , militava nell’organizzazione clandestina socialista, quelle che divennero le formazioni  Matteotti e  si sa che entrò a far parte dell’OSS ( Office of Strategic Service), il servizio segreto che agiva per conto degli americani. Nel 1945 alla famiglia De Angelis, infatti, fu fatto pervenire un certificato di apprezzamento dell’OSS per i servizi resi all’esercito degli Stati Uniti d’America nella lotta per la liberazione d’Italia.

Alla cerimonia, organizzata da Mirella Arcidiacono, erano presenti Ernesto Nassi consulente alla Memoria dell’VIII municipio, Giulio Natalini con un gruppo di socialisti del quartiere e Adelio Canali, che ha rilasciato una viva testimonianza di quel 4 giugno 1944 alla Garbatella. In rappresentanza dell’VIII Municipio l’Assessora alla Memoria Michela Cicculli.

Di Gianni Rivolta

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Covid, l’incidenza più alta a Garbatella con 10 casi e mezzo ogni 10mila abitanti

Il SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 28 maggio 2020.

A due settimane di distanza dall’ultima rilevazione segnalata da Cara Garbatella (14 maggio), i dati parlano di +8 casi (98 il 14 maggio, 106 oggi) nell’VIII Municipio con un tasso di incidenza di circa 8 malati, dato che aumenta, ogni 10mila abitanti. 

Tenendo a mente il dato di positivi totali nella capitale, 2885 (+215), notiamo che continuano a rimanere invariati sia il primato del Municipio VII della capitale, con il numero maggiore di casi (313) sia quello del II Municipio con l’incidenza maggiore (12,5 casi ogni 10mila abitanti).

Garbatella sono presenti 46 (+4) casi, 27 (+2) a Tormarancia, del tutto invariata rimane la situazione a Navigatori, che rimane a 5 casi, e a Valco San Paolo con 7, con un’incidenza massima nel Municipio che diventa oggi quella di Garbatella, con 10 casi e mezzo ogni 10mila abitanti.

Per quanto riguarda Grotta Perfetta, alla data del 28 maggio si attesta a 15 casi (+2) con un tasso di incidenza che passa da 8.39 a 9.68.

Di Francesca Vitalini

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Un taglio al Covid: i ragazzi del Mc Store in prima linea contro la crisi

Tutti noi, durante questi ultimi tre mesi in quarantena, siamo stati costretti a trovarci faccia a faccia con lei: la nostra folta chioma incolta. E così, attrezzati di forbici, rasoi, pettini e spazzole abbiamo tentato di rimediare con tagli che lasciano un pò a desiderare. Da lunedì però, cari capelloni, l’incubo delle acconciature finirà e potremo tornare tutti dal parrucchiere. Ma, siamo sicuri proprio tutti?

Un taglio al Covid: il progetto

Il Virus, oltre a dei capelli orribili, ha portato anche un’ondata di tante altre situazioni a dir poco disastranti. Tra cui, senza dubbio, la crisi economica. Per molte famiglie infatti, quello che prima era un semplice taglio di capelli, oggi può essere uno sforzo troppo grande a cui dover rinunciare.

Eppure, c’è chi ci ha pensato a tutto questo. Sono i ragazzi del MC Store Barber shop in Via Attilio Ambrosini 92/94, che hanno deciso di dedicare il loro giorno di riposo settimanale a tutti quei cittadini del nostro Municipio con un reddito basso, regalando un taglio di capelli o una bella sistemata alla barba. Loro sono Matteo, Edoardo, Simone, Daniele, Andrea e Mirko. 

“Ci siamo lanciati in questo progetto per aiutare tutte quelle persone che hanno perso il lavoro a causa del Covid o erano in difficoltà già da prima ed hanno una situazione difficile a casa. Vogliamo sostenere tutti coloro che nel nostro Municipio hanno bisogno in questo momento”.

Un taglio al Covid: come richiederlo?

Il servizio verrà attivato entro pochi giorni all’interno del Municipio Solidale. La piattaforma online di informazioni e servizi che durante questo periodo di emergenza si è allargata sempre di più.

I cittadini che potranno usufruire del servizio Un Taglio al Covid dovranno avere un reddito annuo entro i 15.000 euro. Il Comune poi valuterà anche la soglia del disagio sociale prima di accettare la richiesta. 

Un taglio al Covid: tutte le precauzioni anti-coronavirus

Ma attenzione, scatta la solidarietà a patto che si rispettino tutte le regole anti-coronavirus. Ma i ragazzi sono già pronti anche a questo. “Ci siamo muniti di tutto quello di cui c’è bisogno per ripartire. La sterilizzazione degli strumenti, l’attrezzatura monouso che avevamo già da prima, disinfettanti, e ovviamente la sanificazione del negozio”. 

Infine ci tengono a spiegare: “Noi possiamo aiutare con il servizio estetico che è il nostro campo. Ma potremmo fare tutti qualcosa per il collettivo. Basterebbe che ognuno di noi, magari nel giorno libero, riuscisse a dare quel poco che basta per fare del bene a chi ne ha più bisogno. Con questa nostra iniziativa ci piacerebbe essere un faro per tutti quanti. Non solo per il quartiere, ci azzardiamo a dire per la città? Per il mondo? Forse chiediamo troppo, ma vogliamo essere un esempio”.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Grazie a Antonella: Un mix di mascherine e fantasia

Mascherine si, mascherine no, ma quindi sono obbligatorie? E dove ne troviamo così tante? Nei giorni in cui il paese sta piano piano ripartendo, tra i tanti dubbi una sola cosa è certa: la mascherina serve. Si ma dove trovarla?

Mascherine per tutti

Innanzitutto, visto che dobbiamo proprio metterla, perché non farlo come si deve? Colorata, con i fiori, i super eroi, i cartoni animati, le note musicali, ce ne sono per tutti i gusti. E a crearle è una vera e propria esperta del mestiere. Antonella De Tomassi infatti, Presidente e insegnante dell’associazione Io Creo, si è ritrovata a cucire mascherine senza sosta. Tutte diverse e che finiscono per colorare i visi di bambini, genitori e ragazzi. 

In questo momento di infinita tristezza, per quello che stiamo vivendo, la creatività mi aiuta a vedere ancora di più il mondo a colori. Creare qualcosa che possa essere motivo di un sorriso è estremamente importante” ci racconta Antonella. “E visto che dare spazio alla fantasia è fondamentale, ci sono milioni di fantasie nelle nostre mascherine. Partendo da quelle floreali per arrivare alle magnifiche Batik. Cartoni e super eroi per i bambini e monocromatiche per i papà in giacca e cravatta”. 

Come ordinare le mascherine

Le mascherine sono fatte su misura, ci spiega Antonella. Per acquistarle basta contattarla tramite msg whatsapp al 3355337889. Poi scegliete la stoffa che più vi piace ed al resto ci pensa lei. Ci tiene poi a precisare: “Le mie mascherine non sono un presidio medico-chirurgico, ma sono in tripla stoffa di cotone 100% ed hanno una tasca per inserire il filtro che ho disponibile”.

L’associazione “Io Creo” 

Oggi la vediamo indaffarata sommersa dalle mascherine. Ma Antonella ha iniziato a giocare con l’uncinetto già all’età di 6 anni e non si è più separata da lui. Ha lavorato in varie aziende, partecipato a stage, fiere, pubblicato diversi articoli e riviste sulle sue creazioni. Fino a quando nel 2017 decide di aprire l’associazione Io Creo, che si trova in Via Gaspare Gozzi nel quartiere San Paolo.

Antonella ha deciso di aprire questa attività non solo per dare sfogo a tanta creatività ma soprattutto per trasmettere la sua passione agli altri. Grazie all’Associazione infatti, Antonella e le altre insegnanti portano avanti i loro corsi ognuna attraverso il proprio talento. Cucito creativo, sartoriale, tessitura di perline, pittura, fiori in porcellana. Si possono trovare corsi di ogni tipo e per tutte le età. Persino i più piccoli infatti possono esplorare la creatività con dei mini capolavori. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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98 casi di covid 19 nell’VIII municipio

Il SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 14 maggio 2020.

A circa un mese di distanza dalla prima rilevazione segnalata da Cara Garbatella (17 aprile), i dati parlano di +29 casi (69 il 17 aprile, 98 alla data di ieri) nell’VIII Municipio con un tasso di incidenza di circa 7 malati e mezzo ogni 10mila abitanti. 

Tenendo a mente il dato di positivi totali nella capitale, ieri 2.670, un mese fa ca (17 aprile, ricordiamo) 1.732, notiamo che continuano a rimanere invariati sia il primato del Municipio VII della capitale, con il numero maggiore di casi (299) sia quello del II Municipio con l’incidenza maggiore (11,76 casi ogni 10mila abitanti).

Garbatella sono presenti 42 (+9) casi, 25 (+9) a Tormarancia, del tutto invariato a Navigatori, che rimane a 5 casi, mentre a Valco San Paolo si arriva a 7 casi (+3), con un’incidenza massima nel Municipio che è quella della zona Navigatori. 

New entry per Cara Garbatella i dati di Grotta Perfetta, che alla data del 14 maggio, si attesta a 13 casi con un tasso di incidenza di 8.39.

Di Francesca Vitalini

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79 casi di covid19 nell’VIII municipio

Il SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 27 aprile 2020.

A dieci giorni di distanza dalla prima rilevazione segnalata da Cara Garbatella (17 aprile), i dati parlano di 79 casi (+10) nell’VIII Municipio con un tasso di incidenza di cica sei malati ogni 10mila abitanti (un tasso di 6.03, in percentuale lo 0,06%). Tenendo a mente il dato di positivi totali nella capitale, oggi 2.202, dieci giorni fa 1.511, notiamo che il Municipio con il numero maggiore di casi (228) nella città è il VII, mentre l’incidenza maggiore si rileva nel secondo.

A Garbatella sono presenti 38 (+5) casi, 20 (+4) a Tormarancia, mentre sono rimasti invariati o semi invariati i dati di Navigatori, che rimane a 5, e di San Paolo, 5 (+1), con un’incidenza massima nel Municipio, proprio quella della zona Navigatori (9.68, ossia circa 9 casi su 10mila abitanti).

Di Francesca Vitalini

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Riconosciuti i resti di Marian Reicher al mausoleo delle Fosse Ardeatine

Era un ebreo polacco di 43 anni rimasto per anni tra gli otto martiri non identificati

Venerdì 24 marzo 1944, una data che resta nella memoria e nel cuore di tutti gli italiani ed in particolare dei romani. Quel giorno 335 esseri umani vennero barbaramente trucidati alle Fosse Ardeatine dalle SS naziste che occupavano Roma. 

Stavolta non ci soffermiamo sulla storia di quell’eccidio che dovrebbe essere risaputa e conosciuta da tutti.  I poveri resti di quelle persone oggi sono custoditi, come tutti sappiamo, nel Mausoleo di via Ardeatina. 

327 di loro nel tempo sono stati identificati grazie a registri, testimonianze, reperti. Per otto invece non si è riusciti a abbinare i resti mortali ad un nome. 

Quindi da un lato i nomi degli otto ultimi martiri non erano sconosciuti ma dall’altro non si sapeva a quale nome corrispondessero quelle ossa piuttosto che quelle altre.

Nei giorni scorsi grazie al lavoro del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti avviato nel 2010, con il supporto del RIS dell’Arma dei Carabinieri e del Laboratorio di Antropologia dell’Università di Firenze e con la collaborazione dell’Anfim (associazione familiari delle vittime) e della Comunità Ebraica si è avuta la certezza dell’appartenenza di  resti umani non ancora identificati a Marian Reicher anche lui vittima dell’eccidio.

Marian Reicher era un ebreo polacco di 43 anni che venne arrestato a Roma e cadde vittima della rappresaglia tedesca.

Grazie alla comparazione del DNA di David Reicher, figlio di Marian, con i DNA dei resti senza nome si è finalmente riusciti ad abbinare resti e nome per un’altra persona e ora Marian Reicher riposa nel sacello 272.

Il Ministero della Difesa informa che passata l’emergenza della pandemia del coronavirus sarà organizzata una cerimonia al Mausoleo per onorare ufficialmente la ritrovata identità di Marian Reicher alla presenza del figlio David.

Enrico Recchi

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La Garbatella su tela di Sandra Gianesini

La pittrice ha il suo atelier davanti la fontana di Carlotta

L’identità passa anche attraverso i suoi luoghi: essi definiscono gli spazi del vivere civile, connotano le relazioni, la storia e le storie. I luoghi antropologici rendono peculiari, inoltre, la cultura e l’arte: “Garbatella ha una dimensione umana, storica e paesaggistica che è un piacere da vivere e da riportare su tela. Il suo essere un paese nella città, la sua tranquillità di vita e la sua serenità sociale, che tanto mi ricordano la Svizzera, sono diventati i soggetti della mia pittura” ci racconta Sandra Gianesini che da tre anni ha un atelier a piazza Ricoldo da Montecroce, di fronte alla fontana Carlotta. 

Sandra Gianesini nasce in Svizzera nel 1978, dove riceve sin da bambina una solida educazione all’arte attraverso gli insegnamenti di suo padre, anche lui pittore. Nel 2000 si trasferisce a Roma, dove perfeziona le tecniche di pittura ad olio, acquerello e pastello, a studio e, soprattutto, “en plein air”. Collabora, inoltre, con diversi artisti italiani e stranieri. Le sue opere sono esposte in Svizzera, presso la “Galerie Avenue du Général Guisan 19”, a Sierre, dove è ospitata una mostra permanente e alla MAG (Montreux Art Gallery), e in gallerie d’arte in Italia.

In occasione del centenario del quartiere, ha lavorato ad una serie di dipinti e disegni che ritraggono diversi scorci della Garbatella. Un’anteprima è stata mostrata al pubblico in un’esposizione ad ottobre durante la Rome Art Week e a gennaio in una mostra personale in concomitanza dell’apertura dei festeggiamenti. 

“Nonostante i suoi 100 anni, Garbatella è un quartiere dinamico e giovane – continua l’artista – per questo mi piace dare un tocco di colore ai lavori che la ritraggono, ma nello stesso tempo parlare di Garbatella evoca un’atmosfera sognante e ‘magica’per tale motivo uso anche la tecnica della luminescenza, attraverso la quale mescolo la polvere di marmo con dei pigmenti luminescenti che assorbono la luce del giorno, sia naturale sia artificiale, e la restituiscono di sera quando si spengono le lampade. L’effetto finale è quello di trovarsi una sera d’estate per i vicoli e i lotti del quartiere, sotto le stelle”.

A fine estate 2020 è prevista presso l’atelier della pittrice una mostra con tutti i lavori realizzati per il centenario.

Di Francesca Vitalini

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Riapertura orti: quali sono le regole?

Nonostante il caos sulle varie riaperture, c’è una luce per quanto riguarda l’agricoltura. In settimana infatti è stata firmata dalla Regione Lazio l’ordinanza che permette spostamenti a chi ha un proprio orto o allevamento di animali da cortile. C’è però una distinzione tra orti familiari e urbani o collettivi. Dunque, attenzione alle regole. Quali sono? Andiamo a vederle.

Gli orti familiari 

Tutti ad aspettare che in quest’emergenza qualcosa si muova. Librerie? Prima si poi no. Negozi per bambini? Si ma a tanti negozianti non conviene. Ora è la volta degli agricoltori hobbisti. Questa volta però, la nuova ordinanza sembra essere stata apprezzata da tutti. Sia dalla Regione che dagli appassionati della coltivazione. È dunque possibile recarsi al proprio orto? Si, se si seguono le regole.

Le regole da seguire

  • Lo spostamento è previsto limitatamente agli interventi necessari alla tutela delle produzioni vegetali e degli animali da cortile allevati.
  • Lo spostamento verso il proprio terreno è previsto non più di una volta al giorno.
  • Un solo componente della famiglia può recarsi all’orto. 

Gli orti urbani o collettivi

Per quanto riguarda gli orti urbani o collettivi il Comune ha emanato una disposizione con alcune regole, un pò più restrittive, da dover seguire. Vediamole insieme.

Le regole da seguire

  • Lo spostamento verso il proprio terreno è previsto per non più di tre volte a settimana. 
  • Un solo componente della famiglia può recarsi all’orto.
  • Mantenere una distanza di 50 mq dalle altre persone. 
  • È vietato l’accesso alle aree di socializzazione dell’Orto.
  • È vietato l’accesso ai coltivatori non autorizzati e al pubblico.

Come raggiungere l’orto

Altro quesito è come posso recarmi al terreno? Ogni orto urbano o collettivo è affidato ad un’associazione. Dunque il Presidente del circolo in questione dovrà inviare all’Ufficio Orti Urbani e alla Direzione Tecnica del Municipio di competenza territoriale la lista del coltivatori da Lui autorizzati. I controlli da parte della Polizia potrebbero essere effettuati anche all’ingresso dei vari terreni. Dunque, gli orticoltori dovranno portare con sé, oltre alla dichiarazione sostitutiva, anche la tessera associativa

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Ridotta a discarica la fontana di Carlotta

Fino a pochi mesi fa, uno dei luoghi più gettonati delle visite guidate nel quartiere, ora simbolo di degrado e di incuria. É la Fontana Carlotta che riversa in un preoccupante stato di abbandono a causa di elettrodomestici, mobili, sanitari, carrelli della spesa, spazzatura gettati lì da circa dieci giorni.

Abitanti del posto ci hanno rivelato che la responsabile di tale situazione potrebbe essere un’abitante del lotto 27, che gradualmente ha lasciato nella piazza antistante la fontana gli oggetti dei quali non si serviva più, incurante degli effetti del proprio gesto.

Purtroppo, non è la prima volta che Carlotta viene deturpata. In passato l’effige è stata danneggiata da vandali e ridotta ad uno stato di degrado e poi restaurata in più di un’occasione. Allo stesso modo, ciclicamente, l’area che la circonda è stata lasciata allo stato brado e poi recuperata. 

Sembra che la bella Carlotta non debba avere pace neanche in tempi di Covid-19.

Di Francesca vitalini

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Anche poesie e disegni per gli anziani soli e le famiglie in difficoltà

L’iniziativa di due classi della scuola media Moscati della Garbatella

C’è un regalo in più per le famiglie in difficoltà economiche e per gli anziani soli che in queste settimane stanno ricevendo a casa la spesa, perché non possono uscire : a Pasqua per loro c’è anche una poesia, un disegno o un pensiero realizzato da alcuni studenti della scuola media Moscati. Si tratta di due classi che per un giorno intero hanno fatto le loro video lezioni questa volta però dedicate al volontariato nel quartiere. Insieme all’assessora Francesca Vetrugno e alla vicepreside Margherita Venetucci c’erano anche in collegamento dei volontari, che insieme ad operatori del Comune stanno portando avanti l’attività del Municipio solidale: cibo, libri, farmaci a domicilio per chi non può uscire oppure non può acquistarli. Hanno spiegato ai ragazzi il valore e il significato di questa scelta in un momento così difficile come questo, l’aiuto che hanno deciso di dare per alleviare la solidarietà di molti abitanti del quartiere e dai ragazzi hanno ricevuto domande, curiosità e ringraziamenti. E alla fine anche le loro poesie e frasi che in questi giorni stanno arrivando in molte case.

di Anna Bredice

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Sanificazione delle strade dell’VIII Municipio

Il prossimo Martedì, come programmato dal Municipio VIII, l’AMA procederà alla sanificazione e al lavaggio delle strade. Otto autobotti riverseranno in totale 80mila litri di acqua e detergente nei punti nevralgici del territorio municipale. In particolare, la pulizia si concentrerà dove insistono le attività essenziali individuate dai recenti Decreti del Presidente del Consiglio in merito all’emergenza Covid 19.

In dettaglio:

• Strade consolari

• Strade direttrici

• Strade con presenza di Stazioni FS, Stazioni Metro e Fermate

Autobus

• Strade con presenza di mercati, supermercati e ipermercati

• Strade con presenza di farmacie

• Strade con presenza di ospedali

Al seguente link l’aggiornamento dei luoghi dove verranno realizzati gli interventi: 

https://www.amaroma.it/raccolta-differenziata/4589-lavaggio-strade-municipio-VIII.html

La modalità sarà quella della irrorazione “a pioggia”, e non con getto, perché garantisce la minor sollevazione di polveri e micro depositi.

Il servizio sarà aggiuntivo rispetto allo sforzo già in atto per il lavaggio meccanizzato e lo spazzamento stradale, che si sta portando avanti con notevoli difficoltà per via degli scarsi mezzi a disposizione e del personale ridotto. Negli ultimi giorni sono state pulite: via Ostiense, via Barbana, via Pellegrino Matteucci, via Costantino, piazza Zoagli Mameli, via dei Georgofili, via Mantegna, via Belloni, via dei Conciatori. La pulizia delle strade è affiancata anche dalla sanificazione dei cassonetti, internamente ed esternamente, su tutto il territorio municipale.

Di Daniele Ranieri

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Da centinaia di balconi : candele accese e le note di “Bella ciao”

Il flash mob è partito dal centro sociale La Strada di Garbatella

è stato raccolto dall’Anpi di Roma

Ieri alle 18 sono state centinaia le candele accese, i cartelloni scritti a mano, le “Belle ciao” cantate a squarciagola dai balconi di Roma per ricordare quest’anno il 76° anniversario delle Fosse Ardeatine i 335 martiri trucidati dai nazisti il 24 marzo del 1944.L’invito al  nuovo flash mob “Ci hanno seppellito, ma eravamo semi”, è partito dal Centro sociale La strada di Garbatella ed è stato raccolto con entusiasmo e partecipazione da decine di associazioni romane e circoli dell’Anpi di Roma e provincia. “Abbiamo avuto più di 250 contributi fotografici dai cittadini dei quartieri che ieri alle 18 hanno aderito all’iniziativa dai balconi– ha ribadito Jacopo Smeriglio, tra gli organizzatori insieme ad altri ragazzi della Garbatella- ed ora stiamo montando un video che faremo girare”. L’appuntamento era rimbalzato anche sul piccolo schermo durante la trasmissione serale “Linea diretta Rai Tre”, in occasione dell’intervista della giornalista del Manifesto Daniela Preziosi.

Di Gianni Rivolta

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Addio Angelina, staffetta partigiana

Se pure i bambini sono entrati nella Resistenza, allora il fascismo è proprio finito”. Lo disse il Commissario di polizia davanti a una sedicenne appena arrestata. Erano passati pochi giorni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine  il 24 Marzo del’44 e Angelina, una giovane militante dei gap aveva organizzato una messa a Santa Maria Maggiore per uno dei tanti giovani uccisi. All’uscita della chiesa, insieme ad altri, aveva improvvisato un corteo. L’Ovra, la polizia politica segreta dell’Italia fascista, su indicazione di Kappler,comandante della Gestapo a Roma, intervenne bloccando il tentativo e arrestando i partecipanti. 

La sedicenne era Angelina de Lipsis, staffetta partigiana addetta al trasporto di armi nella città. Raccontò che negli spostamenti utilizzava sempre la bicicletta da uomo, finché il Comando tedesco ne vietò l’uso in tutta la città avendone capito il ruolo importante per la lotta antifascista romana. 

Nella foto Angelina De Lipsis con i partigiani Angelo Nazio e Sergio Lepri nel giorno della consegna delle Medaglie della Liberazione al Campidoglio

Angelina racconterà poi la sua storia di partigiana nel documentario del 2014 “Storie d’Aprile – Donne al Quadraro” di S. Miceli e K. Majenza del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Finita la guerra sposò Dario Spallone, fratello di Mario medico di Togliatti, anche lui impegnato nella Resistenza romana, dividendo con la famiglia Spallone l’impegno politico e quella per la salute dei cittadini. In particolare Angelina si dedicherà all’affermazione per la parità delle donne,  a favore della sanità pubblica e  per i diritti del malato, dei deboli e delle fasce svantaggiate.

Angelina ci ha lasciato ieri nella sua casa di Tormarancia. Verrà seppellita nel Cimitero Acattolico.

Di Daniele Ranieri

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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