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“Bloom Again”, un murale all’Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio

Una donna che si china ad allacciare la scarpa ad un bambino. Un gesto semplice, riconoscibile, quello di un adulto (la comunità) che si prende cura di un bambino che sta per iniziare un nuovo cammino; intorno tanti colori e impronte di mani. Questo è il dipinto che venerdì pomeriggio è stato svelato sul muro di cinta dello storico Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio – Margherita di Savoia, in viale Carlo Tommaso Odescalchi. 

L’evento d’arte corale si è svolto in occasione della nona giornata europea delle Fondazioni e prende il nome di Non sono un Murales – Segni di Comunità.

Un evento necessario per attivare le comunità e per prendersi cura del territorio, in particolare dei giovani e dei soggetti più fragili, sviluppando percorsi di partecipazione e di solidarietà. Il murale in viale Odescalchi è nato dalla collaborazione tra l’ASP Sant’Alessio, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus-APS e l’organizzazione no profit Con i Bambini. 

Il tutto è iniziato l’anno scorso quando abbiamo partecipato a un bando dell’organizzazione no profit Con i Bambinicon il progetto Bloom Again, ossia fiorire di nuovo”, ci racconta l’avvocato Antonio Organtini, direttore generale dell’istituto Sant’Alessio, “Un rifiorire necessario per dare un’opportunità ai bimbi cechi o ipovedenti di avere un ulteriore aiuto nello svolgere le attività scolastiche a casa. Quasi sempre l’intervento di assistenza si limita al mattino durante l’orario di scuola, ma spesso il pomeriggio il bambino si trova sprovvisto di quelli che sono gli ausili per svolgere i compiti e approfondire le conoscenze”. Continua Organtini: “Attraverso una forma d’arte come il murale si è reso comprensibile il tema del progetto, un progetto nazionale che si tiene in 120 città. Il disegno è uguale per tutti, ma noi abbiamo provocatoriamente voluto circondare le sagome, della donna e del bambino, con tanti colori diversi e sopra imprimere con la vernice le impronte delle mani di bambini e adulti, come segno tangibile di sensorialità, di tatto, nel significato di prestare attenzione”. Conclude “Per il Sant’Alessio, che insiste in quartiere come Tor Marancia, dove tanti murales sono stati già fatti, mettere un’immagine di un bimbo contornato da colori e da mani che toccano i colori, vuol dire dare un segno alla cittadinanza quello che i colori non vanno visti ma vanno vissuti”.

Il murale è stato realizzato dallo street artist Riccardo Miracapillo insieme alle famiglie e ai bambini del progetto Bloom Again – Tutti i sensi hanno un colore. L’artista ha definito così la sua opera: “Un piccolo gesto d’amore quotidiano che vuole parlare all’intimo con leggerezza, per suscitare un’emozione nel cuore di chi guarda”. Il progetto è nato per garantire un percorso scolastico ed extra-scolastico realmente inclusivo e di contrasto alla solitudine e alla povertà educativa di minori ciechi, ipovedenti e con disabilità plurime, affinché si sviluppino tutte le forme di autonomia personale possibili.

Di Giuliano Marotta

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Consumare meno plastica.Il liceo Socrate in prima fila

Plastica-Mente, noi invece siamo sinceri. Non state leggendo una sciarada della Settimana Enigmistica. È, invece, l’originale titolo inventato dal Liceo Socrate per l’evento che si è tenuto il 23 settembre con l’obiettivo di ridurre il consumo di plastica nella società. Iniziando proprio dalla scuola. Il Dirigente Scolastico prof. Carlo Firmani, insieme all’Assessora alla Scuola del Municipio VIII prof.ssa Francesca Vetrugno, ex studentessa del Liceo, hanno consegnato più di mille borracce in acciaio a tutti gli studenti e al personale della Scuola, acquistate grazie ai fondi di un bando della Regione Lazio. L’iniziativa faceva parte di una tre giorni di attività di sensibilizzazione sui temi di rispetto e tutela dell’ambiente all’interno del progetto Rete Scuole Green (www.retescuolegreen.it) di cui il Liceo Classico e Scientifico Socrate è Capofila Nazionale. La tre giorni si è conclusa venerdì 24 con la manifestazione Friday For Future che ha visto la partecipazione dei Dirigenti Scolastici della Rete Scuole Green, Carlo Firmani (Liceo SOCRATE di Roma), Maria Grazia Lancellotti (Liceo Orazio di Roma) e Lucia Presilla (Liceo Talete di Roma).

Il Preside Firmani ha voluto ricordare l’importanza dell’impegno individuale quotidiano per raggiungere l’obiettivo di diminuire l’uso della plastica, insieme a tenere viva la discussione su questi temi grazie anche all’apertura di tavoli di lavoro permanenti fino al 2030 ai quali possono partecipare anche ex studenti insieme ad ex docenti. E magari, aggiungiamo noi, arrivare a far cambiare la voce borraccia su wikipedia , in cui si dice che oggi è meno usata perché soppiantata dalle bottiglie in plastica.

Di Giorgio Gudoni

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Presentato il cartellone autunnale del Teatro Palladium

Si presenta col titolo di “Infiniti mondi”  il programma autunnale del Teatro Palladium alla Garbatella, che prenderà il via ai primi di ottobre. Di tutto rispetto gli spettacoli in cartellone, come quello di Giorgio Tirabassi e Peppe Servillo, il concerto degli Avion Travel, lo spettacolo Prometeo con Edoardo Siravo, quello di Valentina Cervi, protagonista della pièce tratta dall’opera d’esordio di Natalia Ginzburg.

Non è banale che un’Università pubblica abbia un teatro di questo genere, come propaggine verso i cittadini, posto di incrocio tra studenti e popolazione e tra città e Università” così ha esordito il Prof. Luca Pietromarchi, Rettore dell’Università Roma Tre alla conferenza stampa. Inoltre ha tenuto a sottolineare come il successo via via sempre maggiore del Teatro ne abbia consentito quasi un completo autofinanziamento, “il che significa costare sempre meno all’Università stessa e allo Stato, cosa non da poco”. Il prof Luca Aversano, Presidente della fondazione teatrale universitaria “Roma Tre Teatro Palladium” ha quindi illustrato le varie sezioni in cui si snoda il programma autunnale, specificando che, per scaramanzia,  si è deciso di pubblicizzare solo gli spettacoli dei prossimi tre mesi , con la speranza che l’andamento della pandemia consenta di estendere la programmazione a tutto il resto della stagione.“Il teatro come luogo di spettacolo, di cultura e di formazione ha oggi più che mai il compito di fare i conti con gli ‘infiniti mondi’ del reale e degli immaginari, in un contesto che si trasforma e che genera nuovi scenari e punti di vista, nel senso di qualcosa che sta per avvenire.  La stagione del Teatro Palladium proietta questa pluralità e questa condizione di attesa nella dimensione del dialogo senza confini tra le diverse discipline artistiche” spiega Aversano, che ha curato la nuova stagione insieme ai consiglieri Silvia Carandini, Giandomenico Celata, Claudio Giovanardi e Simone Trecca.

Si parte il 2 ottobre con la prima assoluta de La medium, tragedia in due atti su parole e musica del compositore contemporaneo Giancarlo Menotti, eseguita dall’Ensemble Novecento dell’Accademia Nazionale di Santa Ceciliaediretta da Giovanni Di Stefano.  Anche quest’anno prosegue la collaborazione con Flautissimo il festival dedicato al flauto, che vedrà, tra gli altri, l’esibizione di Emmanuel Pahud, il più grande flautista vivente, ma includerà anche spettacoli come “La strada che va in città” di Natalia Ginzurg e “Sorella” di Marco Lodoli.

La performance “Cecità/Ensaio sobre a Cegueira” in programma il 6 ottobre, è ispirata all’opera di Josè Saramago, e porta in scena il comportamento del corpo umano dinanzi a situazioni di crisi.

Con il progetto Audience evolution verranno presentati, tra gli altri, spettacoli travolgenti quali Fratto_X del duo Leone d’oro alla carriera Antonio Rezza e Flavia Mastrella e la prima romana di Pandora della compagnia Teatro dei Gordi e TVATT di Luigi Morra.

Beppe Servillo sarà presente sia con lo spettacolo “Amore non Amore” che con il concerto degli Avion Travel, che proprio in questo teatro, 40 anni fa, hanno esordito, iniziando la loro lunga e importante carriera artistica.

Da evidenziare infine la parte del programma riservata al cinema. Infatti, il Palladium, oltre ad ospitare, come già fatto l’anno passato, una selezione di pellicole della Festa del Cinema di Roma, dal 16 al 22 ottobre, presenterà dal 22 al 25 novembre “CineMaOltre”, ovvero il Palladium Film Festival, ideato e diretto da Vito Zagarrìo. Sempre in ambito cinema, una importante novità di questa stagione è l’ideazione del premio Movie To Music, curato dalla critica e giornalista  Paola Casella e dedicato a proiezioni di carattere musicale, suddivisi in diverse categorie a seconda della durata, del tipo di narrazione e del tema  affrontato (musical, biografia, racconto di un mestiere, luogo o evento musicale).

Una menzione speciale va al progetto La scuola salvata dai ragazzi, realizzato con il contributo della Regione Lazio, che mira a dar voce agli studenti, alle loro proposte per migliorare la scuola, attraverso pratiche partecipative, artistiche e culturali degli studenti della scuola secondaria e di professionisti del mondo del teatro, che insieme porteranno in scena il risultato del loro laboratorio.

Tutto il programma si svolgerà ovviamente secondo le più attente misure anti covid previste, e quindi solo chi è in possesso del Green Pass potrà accedere al Teatro.

Di Paola Borghesi

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Un ex Questore in lizza per il consiglio del Municipio VIII

Per tre anni Antonino Russo ha diretto il commissariato Tor Carbone.

Tanti i personaggi da scoprire tra le varie liste che concorreranno il 3 e il 4 ottobre prossimi per un posto al consiglio municipale: tra questi Antonino Russo candidato nella Lista Civica Gualtieri Sindaco. Un uomo che è stato in prima linea per garantire la sicurezza dei cittadini del territorio del Municipio VIII. Per tre anni, infatti, dal 2017 al 2020, ha diretto il Commissariato di Polizia di Tor Carbone . Una presenza costante, fatta soprattutto di incontri con i cittadini, con i vari comitati di quartiere e con diverse associazioni, interfacciandosi con il Presidente Amedeo Ciaccheri, con cui ha anche stretto un solido rapporto di stima e amicizia.

Antonino Russo, sposato e padre di due figli, laureato in Giurisprudenza, è stato prima ufficiale dell’Arma dei Carabinieri e poi, una volta vinto il concorso nel 1980, funzionario della Polizia di Stato con l’incarico di gestire la pubblica sicurezza, la Polizia Giudiziaria, e la tutela dell’ordine pubblico nelle Questure di Venezia, Isernia e Roma; nell’ultimo caso si è occupato anche della regolarizzazione dei cittadini stranieri prevista dalla Legge Martelli.

Nel corso della sua dirigenza al Commissariato Tor Carbone sono stati numerosi gli incontri con i Comitati di Quartiere di Montagnola e di Grotta Perfetta, rappresentati rispettivamente da Paolo Colombini e Mario Semeraro, o con quello dell’Ottavo Colle presieduto da Caterina Valenti. Gli incontri con l’associazione No Roghi alla Caffarella, rappresentata da Flavio De Septis, ha portato all’arresto di tre persone colte in flagranza di reato. 

Amedeo Ciaccheri e Antonio Russo

Il Questore Russo ha vissuto momenti di preoccupazione quando si paventava lo sgombero dello stabile occupato di via del Caravaggio, perché “bisognava avere a che fare con persone fragili, con donne e bambini, che avevano occupato per necessità oggettive”. La vicenda, come è noto, si è risolta positivamente, grazie all’intervento del presidente della Regione Lazio Nicola  Zingaretti e dell’assessore alla casa Valeriani, di concerto con la Prefettura e il Municipio VIII . Un lavoro, quello di Russo, che è stato anche una ragione di vita e che, nonostante il pensionamento appena raggiunto, lo vede ancora impegnato “al servizio del cittadino” come ci tiene a precisare.

 “Mi piacerebbe proseguire sulla scia di quanto tracciato nei tre anni al Commissariato Tor Carbone, con l’apertura di uno sportello di ascolto per i cittadini, ovvero la sicurezza a km zero, e aprire una serie di tavoli tecnici con tutte le forze di polizia presenti sul territorio”.

“È un onore  avere accanto a me,in questa nuova sfida elettorale nel progetto del Municipio che verrà, la competenza, la biografia e le capacità di un vero rappresentante dello Stato come Antonino Russo- ha dichiarato Amedeo Ciaccheri-.Il tema della sicurezza urbana ha bisogno dell’attenzione e della sensibilità alla questione della prevenzione,ma anche di un coordinamento più efficace tra gli attori del territorio. In questo senso la candidatura di Antonino Russo qualifica un programma che concretamente possa rispondere ai bisogni delle cittadine e dei cittadini”.

Di Stefano Baiocchi

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Un “Caffè Memoria” anche a Garbatella

Anche a Garbatella apre un “Caffè Memoria”, un’iniziativa per alleviare l’isolamento e la frustrazione dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie. Dopo il centro di Don Liegro a via Ostiense, sarà il Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando 2, nel cuore del nostro quartiere, ad offrire il proprio spazio con il senso di solidarietà ed accoglienza che lo contraddistingue. Gli incontri, organizzati dall’Associazione Alzheimer Uniti Roma della professoressa Luisa Bartorelli, avranno la durata di due ore e saranno guidati dalla psicologa Laura Cherubini.

Il primo avrà luogo il 23 settembre alle ore 16, il secondo è in calendario per il 4 novembre. “Nel “Caffè Memoria”- spiega la Bartorelli – le persone affette da demenza e i loro familiari verranno incoraggiati ad aprirsi e potranno conversare tra loro consumando insieme bibite e dolci, in un clima disteso e tollerante, potranno ascoltare musica e partecipare a vari giochi di memoria, creando a poco a poco nel tempo un clima di socializzazione che aiuta queste famiglie e non sentirsi ghettizzate”.

Di Paola Borghesi

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ancora ritardi per ripristinare il ponte ciclopedonale sulla Laurentina

Sono undici mesi, dall’8 ottobre del 2021 che non esiste più un collegamento sicuro per i ciclisti e i pedoni. Il Ponte Ciclopedonale che unisce l’VIII e il IX municipio è ancora da ripristinare.
Cara Garbatella è andata a dare un’occhiata

Servizio di Stefano Baiocchi

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Riparte con una sconfitta la stagione di Atlante Eurobasket Roma

Al Palavenali di via dell’Arcadia va in scena la prima partita ufficiale della stagione, quella del girone arancione della Supercoppa LNP. E’ un derby laziale che vede i romani perdere negli ultimi minuti contro Benacquista Latina Basket con il risultato di 69-75.

La squadra di coach Damiano Pilot rimaneggiata durante l’estate, ha salutato alcuni dei protagonisti della scorsa stagione, tra cui Lorenzo Bucarelli partito per Cantù, Daniele Magro e Jamal Olasewere trasferiti entrambi a Pistoia. La squadra ha dato invece il benvenuto a nuovi atleti; tra questi Kyndahl James Hill, texano proveniente dalla squadra tedesca Mitteldeutscher BC e un altro statunitense, Gage Davis dall’Illinois, classe 1995, giunto da un’ottima annata con la squadra danese Horsens IC.  Segnaliamo poi l’arrivo di tanti giovani tra cui Matteo Schina, Daniele Molinaro, Simone Pepe, Gianluca Santini e Daniele Tomasello, questi ultimi due cresciuti proprio nelle giovanili di Eurobasket. Assente per infortunio nella partita di esordio stagionale, il capitano Eugenio Fanti, che quest’anno batterà il record di giocatore più longevo della Serie A2 nel vestire consecutivamente la stessa maglia; quattordici anni da professionista che, sommando le stagioni del settore giovanile, lo fa arrivare a ben diciannove anni con Eurobasket Roma.

Foto di Marika Torciva

Lo spettacolo in campo è quello che ci si aspetta da una partita d’inizio stagione: squadre ancora in rodaggio, con poco ritmo nelle gambe e poca concentrazione. Assistiamo, specialmente nei primi due quarti, a molti errori sotto canestro, palle perse e tiri che a volte non arrivano neanche a toccare il ferro. È Latina a crederci di più dimostrando, rispetto ai romani, un’attitudine difensiva migliore, che costringe spesso gli avversari a non concludere l’azione entro i ventiquattro secondi o a concedere tiri forzati.

Si va all’intervallo sul 33-41 per i pontini

Nel terzo quarto in fase difensiva Eurobasket tenta di pressare maggiormente Latina, ma sembra inerme davanti agli attacchi di Abdel Fall e Terry Henderson che trascinano fino a +11 la loro squadra. Nell’ultimo periodo di gioco, finalmente si vede un po’ di spettacolo: Kenneth Viglianisi azzecca due triple che animano i romani, trascinati anche da un buon Alessandro Cicchetti e Simone Pepe che non si risparmiano al rimbalzo. Latina già pregusta la vittoria e si assopisce nell’ultima fase della gara, lasciando a Eurobasket il controllo della partita. Negli ultimi cinque minuti è un assalto dei romani che raggiungono anche un parziale di +14 e con Cicchetti dalla lunetta, a tre minuti dalla fine, passano in vantaggio 67-66. Coach Gramenzi chiama i suoi a raccolta e incita la squadra a ritrovare la via del canestro. Al ritorno in campo Latina riacquista fiducia e vince il match 69-75.

Queste le lucide parole a fine partita di coach Damiano Pilot: “L’indicazione che abbiamo da questo match è che non possiamo iniziare le partite prescindendo dall’intensità, che è il fattore che ci ha permesso il recupero da cui vogliamo ripartire per analizzare la gara e lavorare sui nostri errori”.

Il prossimo incontro di Eurobasket in Supercoppa LNP è previsto per il 15 settembre contro Stella Azzurra Roma. L’esordio in campionato invece è previsto per il 2 ottobre contro la neopromossa Nardò. 

La sfida più faticosa però, che deve affrontare la società di Eurobasket, è quella sull’impiantistica di gioco. Stessa situazione in cui si trova anche la Volley Roma di Serie A femminile. Le maggiori squadre che rappresentano la città di Roma nella pallacanestro e nella pallavolo non hanno un campo di gioco omologato per le partite casalinghe. Il PalaTiziano è chiuso per lavori di ristrutturazione a tempo indefinito, chi potrebbe ospitare le due società è il Palazzo dello Sport di proprietà Eur S.p.A. ma i costi per l’uso sono proibitivi. Le società romane sono in trattativa da mesi sia con il Comune di Roma che con la Regione Lazio per trovare una soluzione. Per Eurobasket serpeggia ancora la possibilità di dover andare a giocare le partite casalinghe in Ciociaria. Nell’anno in cui l’Italia ha trionfato alle Olimpiadi, agli Europei di calcio e nel volley femminile è uno scandalo che a Roma il valore dello sport sia ostacolato del mero profitto economico e da una totale assenza d’investimenti nelle impiantistiche di gioco.

Tabellino

Atlante Eurobasket Roma – Benacquista Latina 69-75 (17-19;16-22;17-20;19-14).

Atlante Eurobasket Roma: Pavone n.e., Romeo 7, Leonetti n.e., Santini 2, Hill 4, Viglianisi 6, Quarta n.e., Cicchetti 11, Schina, Tomasello 4, Davis 19, Pepe 16.

Benacquista Latina: Henderson 26, Fall 17, Ambrosin 2, Dambrauskas 11, Durante 3, Donati n.e., Veronesi n.e., Bagni n.e., Passera 4, Bozzetto 4, Radonjic 8.

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Una targa ricordo per Don Pietro Occelli

Nell’anniversario della battaglia della Montagnola tra il 9 e il 10 settembre 1943 

Durante le manifestazioni per il 78° anniversario della battaglia della Montagnola, è stata inaugurata all’interno della piazza una targa in memoria di Don Pierluigi Occelli,detto “Pietro”, nato a Busca (CN) il 21 novembre 1903. Sacerdote della Società di San Paolo, poeta, scrittore, laureato in legge all’università di Torino, Don Pietro fu tra i fondatori della chiesa Gesù Buon Pastore, edificata nel 1937, e ne fu parroco dal 1938 al 1970. 

Quando arrivò nel 1938 alla Montagnola di San Paolo, così era chiamata quella zona ai margini di una borgata, la chiesa era poco più di un magazzino in un’area circondata da campi, boschi di eucalipto, strade sterrate, pascoli e terre di facile acquisto, prospicenti il complesso dell’Eur, per i gerarchi del Fascio. Subito dopo l’armistizio, ovvero il 10 settembre 1943, la zona della Montagnola di San Paolo divenne teatro di una sanguinosa battaglia tra i nazifascisti e i Granatieri del I e del II reggimento, supportati da alcuni cittadini del quartiere. Il coraggio di Don Pietro Occelli si misurò anche in quest’occasione dove, aiutato dalle monache che accudivano gli orfani nel vicino Forte Ostiense, sostenne eroicamente la lotta partigiana e gli abitanti, facendosi in ultimo carico di seppellire quarantotto militari e undici abitanti della Montagnola. Don Occelli sostenne la popolazione anche nell’immediato dopoguerra, aiutando persone affamate, senza soldi e indumenti; queste una delle sue frasi tratte da un suo libricino autoprodotto nel 1967 titolato Parrocchia e tempio votivo dei caduti Gesù Buon Pastore: “Con un camion, che i giovani partigiani della parrocchia (gruppo Avogadro degli Azzoni) avevano tolto ai tedeschi, si fecero utili uscite da Roma per l’acquisto di derrate. Si fecero inoltre semine e piantagioni sui vasti terreni già espropriati per i piani dell’Eur e rimasti senza padrone. Il camion «de li preti della Montagnola» prolungò l’ora della sua celebrità quando fu girato il film Roma città Aperta e comparve «imprestato»come protagonista con Anna Magnani e Fabrizi in lunghe e tragiche scene”.

Alla cerimonia per la targa era presente anche la sezione ANPI Martiri delle Fosse Ardeatine e queste sono state le parole in ricordo del sacerdote dette dal segretario Nino Ruffa: “Ispiratore e cappellano della prima Brigata Partigiana Cristiana, divenute poi un numero rilevante nell’Italia occupata dai tedeschi e di cui purtroppo si contano 440 sacerdoti caduti. Don Pietro Occelli è stato insignito della Medaglia d’argento al Valor Militare per il suo supporto alla lotta armata e l’efficace protezione di decine di ebrei e antifascisti. Un sacerdote di elevati principi morali e di assoluta chiusura verso i liberticidi e i gerarchi del regime che a poche centinaia di metri dalla sua povera gente sfoggiavano un lusso troppe volte costruito con le ruberie. Un prete che ha dato insegnamenti imprescindibili”.

Oltre all’ANPI era presente anche il presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri e l’assessora municipale alla memoria storica Michela Cicculli, che ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Abbiamo voluto ricordare Don Pietro Occelli, che nella Battaglia del settembre1943 ebbe un ruolo da protagonista sostenendo i combattenti, soccorrendo i feriti, confortando la cittadinanza. A lui, che dal 1938 al 1970 fu parroco della Chiesa Gesù Buon Pastore alla Montagnola abbiamo dedicato una targa per non dimenticare la fondamentale opera sociale che svolse nel quartiere come supporto morale e materiale delle truppe italiane e della popolazione tutta. La memoria collettiva del nostro territorio si è stretta attorno alla figura storica di Don Pietro perché il suo contributo sociale non sia mai dimenticato”.

Nel 1970 all’età di sessantasette anni, Don Pierluigi Occelli lasciò la parrocchia del Gesù Buon Pastore, dedicandosi alla scrittura e alla memoria di quei giorni sanguinosi. Morì ad Albano Laziale il 26 dicembre 1994, dopo alcuni anni di malattia in seguito ad un ictus. Sono molti gli abitanti della Montagnola e non solo a non averlo dimenticato e la targa svelata in quest’anniversario ne è la viva testimonianza.

Di Giuliano Marotta

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8 settembre 1943 a Porta San Paolo col presidente Sergio Mattarella e la sindaca Raggi

Commemorati cittadini e militari che si opposero all’occupazione tedesca della città

A Porta San Paolo, nella ricorrenza dell’8 settembre, il ricordo e l’omaggio ai caduti nella Lotta di Liberazione dal nazifascismo.Presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Sindaca di Roma Virginia Raggi e il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

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Quasi quattrocento profughi afghani ospiti in strutture alberghiere dell’Asl RM 2

Il 30 giugno scorso si è conclusa la missione italiana in Afghanistan, iniziata il 10 gennaio 2002 con la partecipazione alla missione di guerra NATO denominata ISAF (International Security Assistance Force), seguita poi da quella del 2015 Resolute Support. 

Ad aprile scorso gli Stati Uniti hanno ufficializzato la decisione ministeriale della NATO: lasciare l’Afghanistan entro l’11 settembre 2021, proprio nel ventennale dell’attentato alle Torri Gemelle di New York. 

I risultati di due decenni di guerra sono disastrosi e le missioni fallimentari, con enorme dispiegamento di forze, dispendio di vite umane con il solo risultato di lasciare la popolazione afghana nelle mani dei talebani e in collasso economico. L’Italia ha impiegato circa cinquantamila persone, con 53 militari morti e oltre 700 feriti, spendendo circa 9 miliardi di euro. L’Afghanistan in questo momento è un paese in seria difficoltà, con la maggioranza delle persone che vive al di sotto la soglia di povertà, spaventata e in costante tensione. Le immagini dell’aeroporto di Kabul e dell’ultimo attentato sono scioccanti e rattristano. Migliaia di persone che scappano per salvarsi la vita, lasciando alle spalle familiari, amici, il loro paese e forse anche la speranza di poterli ritrovare.  In patria hanno lasciato anche documenti, cellulari e tutto il necessario per mettersi in contatto con i familiari.

Le foto di Francesca Canu sono state scattate nel 2013 all’interno dell’Istituto Romano San Michele.

Molti tra gli afghani scappati sono riusciti a raggiungere con voli speciali l’Italia e 375 sono stati ospitati in tre alberghi dell’Asl Roma 2, dove è stata costituita un’equipe aziendale multidisciplinare (medici ed infermieri afferenti a diversi Servizi-UOC Tutela degli Immigrati e Stranieri, Home Care Covid, Coordinamento drive in e strutture Alberghiere Protette, Servizio Farmaceutico) per la gestione integrata dei bisogni della popolazione ospitata.

Il personale medico si è accertato della loro condizione fisica ed è intervenuto per prestare le cure necessarie, come per chi seguiva già in Afghanistan terapie per alcune patologie anche gravi e che nella fretta di scappare, non aveva portato con sé neanche le medicine necessarie o una donna con gravidanza a termine che è stata aiutata a partorire. Molti sono stati anche i soggetti che si sono sottoposti al vaccino anticovid. È stato attivato un Servizio di mediazione linguistica-culturale gestito dalla Cooperativa CEIS nell’ambito del Dipartimento di salute mentale e dei progetti con finanziamento europeo FAMI. 

Non è la prima volta che il nostro territorio è attraversato da una numerosa migrazione di persone afghane. Già a partire dal 2006 e soprattutto nel 2012, alcuni rifugiati si stanziarono con delle tende improvvisate nell’area attigua all’Air Terminal Ostiense. La giunta comunale dell’epoca, guidata da Giovanni Alemanno, ignorò la crisi umanitaria che stava attraversando la città; solo grazie ai volontari e allo spirito di accoglienza del Municipio XI (dal 2013 VIII), con presidente Andrea Catarci, fu costruita, all’interno dell’IPAB San Michele di Tor Marancia, una grande tecnostruttura per accogliere e portare reale sostegno a queste persone. Un’esperienza solidale che vide una grande partecipazione dei romani, un’attivazione che ci auguriamo si metta in moto anche oggi. Intanto notizie poco confortanti continuano a giungerci dall’Afghanistan, una terra di millenaria storia, ricca di risorse naturali di cui il popolo afghano non può godere, costretto a subire la legge dei talebani e l’ingerenza violenta di paesi stranieri tra cui lo stato italiano anch’esso responsabile di questo declino.

Di Giuliano Marotta

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Il cormorano di via Ostiense atterra sulla Settimana Enigmistica

Sul numero del 2 settembre del famoso periodico di cruciverba si cita il murales di via del Porto Fluviale

Per gli appassionati di enigmistica l’acquisto del settimanale che ha nel nome l’essenza di questa arte di comporre e spiegare giochi di intelletto, ovvero la Settimana Enigmistica, è un momento irrinunciabile. Ma anche per molti non appassionati che dovendo affrontare un viaggio o consapevoli di dover passare qualche ora in attesa si muniscono comunque di questa storica pubblicazione capace di far passare il tempo gradevolmente.

Ebbene, proprio grazie al numero 4667 del 2 settembre, anche un murales del quartiere Ostiense, a noi caro, è assurto alla popolarità e alla diffusione nazionale. 

Nella rubrica “Forse non tutti sanno che”del giornale infatti, accanto a informazioni sull’apporto dato da un’arancia al fabbisogno giornaliero di vitamina C o alla spiegazione del termine vigoressia, compare anche la notizia con foto a colori della realizzazione del murale da parte dell’artista Iena Cruz a via del Porto Fluviale (di cui Cara Garbatella si è occupata https://staging.caragarbatella.it/un-gigantesco-cormorano-mangia-smog-al-porto-fluviale/).

La particolarità del murale, come riportato nel riquadro, è che è realizzato con una vernice speciale in grado di “mangiare” lo smog e quindi di ridurre l’inquinamento oltre naturalmente l’effetto artistico di abbellimento dell’incrocio.

Una sorta di riconoscimento nazional-popolare, in questo caso scientifico, al settore cittadino di cui facciamo parte.

Attenzione però: leggendo la notizia, come riportata dal settimanale, noterete che viene usata correttamente la parola muraleal singolare e non murales al plurale, indicando una singola opera e non un gruppo o una sequenza. Nel parlare quotidiano spesso si commette l’errore di chiamare un singolo dipinto o opera artistica su una facciata di un edificio murales.

Ma questo giornale è un purista della linguacome è giusto che sia. Si gioca con le parole che devono essere scritte correttamente.

Noi, però, se vogliamo, possiamo tranquillamente continuare a sbagliare dicendo muralesanche se si tratta di uno solo. Perché come diceva il comico Claudio Batta a Zelig: “ …tanto che mi viene a controllare Bartezzaghi?”

Di Enrico Recchi

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Incidente all’alba in via Ostiense, muore un ragazzo a bordo di uno scooter.

Ennesimo tragico incidente sulle strade della Capitale e del nostro Municipio. A rimetterci la vita – quando ancora non era l’alba – un ragazzo a bordo di uno scooter preso a noleggio. 
L’incidente, nel quale è rimasta coinvolta anche un’autovettura, è avvenuto intorno alle 5.00 del mattino lungo la via Ostiense poco prima degli ex mercati generali lungo la carreggiata in direzione di Porta San Paolo. 
Secondo quanto si è appreso, il ragazzo sullo scooter sarebbe stato investito dalla vettura che si sarebbe data alla fuga. Pochi istanti dopo il fatto una pattuglia dei Carabinieri di Garbatella in transito ha allertato il 118, ma il personale sanitario intervenuto rapidamente sul posto, dopo aver tentato una disperata rianimazione, non ha potuto che costatare il decesso del giovane. 

Per effettuare i rilievi del sinistro, la Polizia Locale dell’VIII gruppo Tintoretto è stata costretta a chiudere il Ponte Settimia Spizzichino dalla Garbatella in direzione della via Ostiense, ma anche a chiudere la corsia preferenziale tra il Ponte e via Francesco Negri. Inevitabili le ripercussioni in tutta la zona con gli automobilisti costretti a percorrere via Girolamo Benzoni e via Pellegrino Matteucci. Proprio il personale della Polizia Locale per rintracciare il guidatore della vettura ha raccolto diverse testimonianze che ora sono al vaglio degli investigatori. 
Diversi anche i cittadini della zona che, udito il rumore forte e improvviso dell’incidente, sono scesi in strada. Alcuni di essi hanno fatto notare che da qualche anno, con il proliferare dei locali e dei bar, soprattutto la notte dei fine settimana, molti veicoli percorrono a tutta velocità quel tratto dell’Ostiense anche impegnando la corsia preferenziale o non rispettando le più elementari regole di sicurezza stradale. 

Stefano Baiocchi

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Addio a Carla Di Veroli

In una afosa giornata d’estate il corpo di Carla Di Veroli è stato trovato senza vita nella sua casa della Garbatella. Forse era morta già da qualche giorno a causa di un malore. Il portiere dello stabile non vedendola si è allarmato e ha avvisato il fratello (il figlio risiede in Israele) e poi sono intervenuti i Vigili del fuoco. Solo l’autopsia potrà chiarire questa tragica scomparsa.

Chi era Carla Di Veroli? Aveva solo 59 anni, ma negli ultimi decenni è stata impegnata nella battaglia dei diritti civili e una instancabile testimone della Memoria. Nipote di Settimia Spizzichino, l’unica ebrea romana sopravvissuta al rastrellamento del ghetto il 16 ottobre del 1943 e figlia di Angelo, partigiano combattente di Giustizia e Libertà. Cominciò la sua attività nelle istituzioni locali del Municipio XI (oggi VIII) come consigliera circoscrizionale (era stata eletta nella Lista civica per Rutelli Sindaco), poi divenne assessora alla cultura e delegata alla Memoria in Campidoglio col Sindaco Ignazio Marino. Qualificata rappresentante della comunità ebraica romana, che alla Garbatella ha una forte presenza democratica, era una impegnata antifascista. E per questo era stata oggetto di intimidazioni da parte delle frange nazifasciste della Capitale. Noi di Cara Garbatella ce la vogliamo ricordare con la sua solita verve durante la presentazione al Palladium del libro “Garbatella tra storia e leggenda”, insieme a Massimiliano Smeriglio, Andrea Catarci e il regista Carlo Lizzani. Era il 2010 e Carla aveva tenuto il palco come sapeva fare, con quella tempra e tenacia che la distinguevano tra centinaia di persone.

Di Gianni Rivolta

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“Libera e il signor Lavoro” incontro con l’autrice e l’illustratrice

Libera è una bambina curiosa e determinata che ha una missione segreta da portare avanti: capire come funziona il mondo dei grandi e soprattutto chi è questo signor Lavoro che sembra così ingombrante. 

Siamo andati a viale Londra, nella sede di Momo Edizioni, a conoscere Flavia Fazi ed Erica Silvestri. L’autrice e l’illustratrice di “Libera e il signor Lavoro”.

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“La Memoria Negata”: un vademecum per combattere l’Alzheimer Il libro di Catia Liburdi, esperta del servizio assistenza domiciliare dell’VIII Municipio

Trent’anni di esperienza con gli anziani e le loro famiglie, trent’anni al servizio delle persone più fragili, trent’anni di storie di donne e uomini raccolte nel libro “La Memoria Negata” di Catia Liburdi, edito da Franco Angeli. E’ la  testimonianza di un grande lavoro di cura, che ostinatamente cerca di riempire gli spazi vuoti che giorno dopo giorno si fanno sempre più grandi a causa dell’Alzheimer.

Questo morbo fu scoperto nel 1906 daAlois Alzheimer, psichiatra e neurologo tedesco, attraverso l’autopsia di Augusta Deter, una giovane donna di cinquantacinque anni. Nei pazienti affetti da questa malattia si formano, all’esterno del neurone, le tipiche placche dovute al deposito di una sostanza chiamata beta amiloide. All’interno, invece, si creano dei grovigli neurofibrillari ed il neurone perde così la capacità di trasmettere impulsi nervosi.

Catia Liburdi, psicologa e assistente domiciliare agli anziani nei Municipi Roma VIII e IX, ripercorre nel suo libro un viaggio insieme ai più deboli parlando della loro solitudine, un silenzio assordante, solcato dalla perdita graduale della memoria e della perdita dei ricordi più cari, fino ad arrivare a non riconoscere più i propri figli.

Dipinti di Claudio Gagliardini dal titolo: Identità smarrita e Danza d’Amore

Il cuore pulsante del libro è il lavoro di cura,che si affianca a quella farmacologica, la rafforza, la integra e ne esalta i benefici. Durante la lettura ci accorgiamo che chi riceve le cure è quasi sempre poco sereno e vive un senso d’impotenza. La cura diventa quindi seguire il passo lento dell’anziano senza imporre una strada, sostenere l’andatura incerta, evitare i pericoli, far sentire la presenza discreta; è impegno condiviso,che mira a mantenere l’equilibrio tra corpo e mente in un processo di serena accettazione della vecchiaia.

Il lavoro di operatori sociali domiciliari ci porta ad agire in punta di piedi.Un approccio delicato con l’anziano che parte dalla consapevolezza dell’ascolto attivo, dalla comprensione dei bisogni concreti e imminenti del soggetto, senza dimenticare le storie di vita e i vissuti delle persone che fino allora sono stati efficaci per il benessere della persona malata” ci spiega l’autrice Catia Liburdi “Assistere l’anziano a domicilio è la risposta migliore per mantenere intatte le autonomie conservate. La casa è il luogo degli affetti, è protezione dal freddo, dallo stress, dal mondo frenetico immerso in un vortice di relazioni fluide che non lasciano il tempo di sedimentarsi. La casa piena di foto, il suo arredamento, ci parla delle persone che la vivono, del loro passato, del loro presente e anche nei casi di disagio sociale rimane il luogo per elezione più efficace alla cura”. Prosegue Liburdi “Il fine ultimo dell’assistenza domiciliare è quello di evitare l’Istituzionalizzazioneintendendo non solo il ricovero presso strutture residenziali, ma anche relazioni negative reciproche in via di cristallizzazione tra paziente-operatore in ogni luogo dove esse avvengono, che non donano benessere ma riducono la visione del paziente alla sua patologia”.  Conclude “Un approccio circolare e non lineare dove il caregiver ha un ruolo attivo, capace di maneggiare le emozioni. La formazione dell’operatore è fondamentale e deve mirare non solo alla conoscenza di tecniche di assistenza, ma alla capacità di essere nella relazione, senza identificarsi, mettendosi nei panni dell’altro, imparare a essere empatici ristrutturando la propria personalità”.

Nelle ultime pagine del libro è presente anche un glossario, un piccolo manuale pratico dove poter trovare oltre al significato di alcune parole di uso comune di chi vive con anziani fragili, anche consigli sempliciper chi si trova per la prima volta a dover assistere una persona affetta da demenza. Le buone pratiche sono frutto di un lavoro continuo con gli anziani assistiti in casa e presso il centro di socializzazione ed il libro vuole essere anche uno strumento pratico per chi si trova a dover accudire persone con deterioramento cognitivo, al suo interno è inoltre possibile trovare proposte a tutela dei caregiver e soluzioni pratiche per la vita quotidiana per i malati e per chi li assiste.

Di Giuliano MAROTTA

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A San Paolo inaugurata una nuova Casa del Municipio (Servizio video)

Il 16 luglio in via Tito a San Paolo, è stata inaugurata la terza Casa del Municipio, che si va ad aggiungere a quelle già presenti a via Barnaba e a via Benedetto Croce. Un nuovo spazio nato per garantire l’accesso ai servizi essenziali per le persone in situazione di fragilità.

All’interno vi collaboreranno in sinergia alcune associazioni del terzo settore tra le quali: Lions Club Roma San Paolo, la Comunità di Sant’Egidio, Sanità di Frontiera, Polo Psi e Municipio Solidale. Sarà un luogo dove si svolgeranno, a titolo gratuito, anche corsi di break dance, teatro e laboratori d’arte.

Soddisfazione da parte del Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri e dell’Assessora municipale alle politiche sociali Alessandra Aluigi, che insieme alla Direzione Socio Educativa, all’Ufficio Tecnico e all’Assessorato municipale ai lavori pubblici hanno restituito alla comunità uno spazio abbandonato. Dove precedentemente vi erano gli uffici dell’impresa costruttrice dei “nuovi” palazzi su viale Giustiniano imperatore, da oggi è possibile usufruire di servizi e attività sociali in una struttura riqualificata.

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Bike Polo: alla Garbatella l’unica squadra della capitale

Sabato scorso stavo passeggiando per piazza Benedetto Brin e, attratto da un sonoro vociare, sono entrato nel giardino che si trova sulla destra, camminando in direzione di via delle Sette Chiese. Sgranando gli occhi sono rimasto affascinato da alcuni ciclisti, armati di mazze, che rincorrevano una pallina nella pista cementata all’interno del parco. Così mi sono avvicinato, per capire meglio di cosa si trattasse. Ho chiesto ad uno dei ragazzi che stava giocando e mi ha riferito che stavano praticando il Bike Polo, una disciplina sportiva che da sette anni l’ASD Roma Bike Polo, l’unica nella capitale, esercita nel quartiere della Garbatella. 

Sono rimasto a guardarli per un’oretta mentre sorseggiavo una birra e mi godevo l’aria che spirava dal pincetto della Garbatella. Due squadre composte da tre persone che, in sella a delle biciclette, rincorrono una pallina tentando di segnare nella porta avversaria. Il nitrito del cavallo è così sostituito dallo stridio dei freni e invece dei lord inglesi in sella a dei purosangue, potrete ammirare uomini e donne, provenienti da tutti gli angoli della città, che con le loro biciclette si sgolano e non risparmiano colpi di mazza per aggiudicarsi la partita.

Anche se non può sembrare il Bike Polo è uno sport antico, inventato nel 1891dal ciclista e scrittore irlandese Richard J. Mecredy e diffusosi celermente in tutto l’Occidente e in India, tant’è che nel 1908 fu portato come sport dimostrativo alle Olimpiadi di Londra e fu proprio l’Irlanda ad aggiudicarsi la medaglia d’oro battendo in finale la Germania. Nel primo secolo di vita si praticava su un manto di erba verde, successivamente si è evoluto in uno sport da strada, prediligendo il cemento ed un nuovo nome: Hardcourt Bike Polo.

In un momento di pausa, preso dalla curiosità, ho chiesto ad uno dei ragazzi di prestarmi la sua bicicletta e la sua mallet (termine tecnico per indicare la mazza) per poter fare una prova. Giusto il tempo di prendere un minimo di confidenza con il mezzo e seguendo le istruzioni degli esperti ho tentato di rincorre la pallina, mantenendo una traiettoria lineare per poi scagliare qualche colpo in porta. Naturalmente, essendo un primo approccio, sono risultato un po’ goffo nei movimenti, ma l’atmosfera e la passione della squadra mi ha divertito ed entusiasmato.

L’ASD Roma ha recentemente organizzato un torneo dove atleti da tutto il mondo si sono riuniti per aggiudicarsi il Single Player Tournament 2021, una gara individuale dove si acquisiscono punti in base a delle prove. Il torneo è stato vinto da un ragazzo milanese detto Gatto, ma anche i giocatori della squadra della capitale si sono distinti per le loro prestazioni. Ora sono in programma altri due tornei nazionali a Pescara e Catania.

Nel frattempo, l’ASD Roma continua ad allenarsi tutti i martedì e i sabato; inoltre la maggior parte dei giocatori lavora come corriere o come meccanico delle due ruote, sono perciò esperti e pronti a dispensare consigli sulle riparazioni o sugli acquisti.

Al bike polo può giocare chiunque, senza distinzione di sesso o di età, e la squadra è disponibile sia se volete passare a conoscerla sia per fare una prova, potete trovarli al Parco Brin oppure contattarli su Facebook tramite la pagina “Roma Bike Polo“.

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Un giardino per le scuole Mappamondo

L’ultima campanella dell’anno scolastico è appena suonata; tripudio di gioia tra i piccoli studenti che finalmente possono liberarsi per tre mesi dalle incombenze giornaliere della scuola. Tra mascherine, distanziamento e quarantene possiamo dire, senza dubbio, che è stato tra gli anni scolastici più difficili per l’apprendimento e l’insegnamento.

Un anno in cui molte scuole hanno sperimentato la didattica all’aperto, portando alla ribalta il tema della sicurezza, che non in tutti i plessi scolastici può essere garantita. Com’è successo ai bambini della scuola Mappa…Mondo Odescalchi, che ha due sezioni all’interno della Raimondi e che utilizza una parte di giardino confinante con quello  della Mappa…Mondo Giangiacomo. Il muro di confine tra i due istituti è da oltre un anno pericolante e l’area delimitata con dei paletti e una rete. “Un muro che ha alzato anche un secondo muro di disparità tra i bambini delle due scuole dell’infanzia” ci racconta un genitore della Giangiacomo; “Da settembre scorso abbiamo cominciato a scrivere email, pec, appelli, denunciando la situazione di degrado e di insicurezza di tutto il giardino, nonostante le divisioni interne di utilizzo. Qualcosa di concreto l’abbiamo ottenuto e le risposte sono arrivate da parte dell’assessorato scuola municipale. Infatti l’area è stata pulita, l’erba sfalciata, i giochi fatiscenti sostituiti con dei nuovi, è stato installato un secondo gazebo, nonché la realizzazione di progetto che le maestre delle Giangiacomo avevano da anni nel cassetto: un percorso ciclabile a misura di bambino”. Conclude “Per i bambini della Odescalchi purtroppo non si può dire la stessa cosa, in quanto nella loro area ludica è presente quel maledetto muro e non bastano le giornate di volontariato promosse dai genitori, che vanno bene per denunciare ma non per rimediare ai vuoti istituzionali.”

La questione del muro è stata già presa in carico, essendo un lavoro straordinario implica delle autorizzazioni e dei tempi amministrativi più lunghi del normale” ci spiega l’assessora del Municipio Roma VIII Francesca Vetrugno, che si occupa anche dell’edilizia scolastica “Anche l’assessore al verde Michele Centorrino è coinvolto nella vicenda, dato che il danno prettamente è causato dalle radici di un albero e già sta provvedendo a risolvere la questione” conclude “è giusto che i bambini si riapproprino degli spazi scolasti; inoltre abbiamo in cantiere anche dei progetti educativi sulle due scuole, alcuni già iniziati con dei laboratori. Infine sarebbe plausibile anche un’unione dei due istituti Giangiacomo e Odescalchi, che sicuramente ne migliorerebbe la qualità, ma per questo ci vorrà ancora del tempo”.

Resta tanta amarezza per questa continua mancanza di attenzione e per il fatto che problemi del genere, che limitano la fruibilità degli spazi ai più piccoli, non siano affrontati in modo celere. La valorizzazione e la manutenzione ordinaria sono spesso realizzate per la passione e l’impegno quotidiano delle insegnanti, degli instancabili lavoratori della Multi servizi e dall’assessorato, che ha raccolto il malessere di chi in quelle scuole porta i propri figli. È necessario, tuttavia, un intervento urgente per consegnare un giardino a misura di bambino per il prossimo anno scolastico.

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“Dateci il Parco di Tormarancio”

Alla manifestazione di denuncia il candidato sindaco di Roma per il centrosinistra Roberto Gualtieri.

Un cancello chiuso. Dentro un parco pronto per l’uso ormai da più di quattro anni, ma mai aperto al pubblico. E’ la parte della Tenuta di Tormarancio (200 ettari ai confini del Parco dell’Appia antica) che rappresenta le compensazioni dovute dai costruttori del piano edilizio dell’I 60 tra via di Grottaperfetta e via Ballarin: migliaia di metri cubi di cemento, una lunga striscia di palazzi di lusso in quello che era un pezzo di agro con casali medievali, il fosso delle Tre Fontane e resti di una villa romana. Tutto cancellato.

“Qui, dentro questo cancello chiuso- dice Roberto Gualtieri, il candidato Sindaco del centrosinistra- c’è in nuce tutto quello che deve essere Roma.La memoria delle battaglie ambientaliste di un grande uomo come Antonio Cederna, di cui ricorre il centenario della nascita, il presente delle associazioni e del Municipio che si batte e resiste; e il futuro di una capitale moderna, una città all’avanguardia con una nuova idea dello sviluppo ecosostenibile”.

Continua Gualtieri . “Roma ha bisogno di questo parco. E’ una situazione surreale quella della mancata apertura di questo ingresso su via di Grottaperfetta, ( dopo quello di via Londra gestito dai cittadini del comitato di quartiere Roma 70 n.d.r.).E’ incredibile che il Campidoglio non riesca a completare un percorso burocratico lungo oramai 10 anni.Quì c’è tutta la paralisi della Giunta, è ora che la Sindaca si dimetta. Dateci il parco di Tormarancio o lo apriremo noi ad ottobre dopo le elezioni amministrative”. Tra i presenti, oltre al presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, molti rappresentanti delle istituzioni di prossimità e delle associazioni del territorio: Michele Centorrino assessore all’Ambiente municipale, Annalisa Cipriani  rappresentante di Italia Nostra, Maurizio Ferraro della cooperativa Garibaldi e Matteo Amati cofondatore di Agricoltura nuova : “ le amministrazioni comunali- sostiene Amati- non riescono a realizzare le compensazioni, non solo qui a Grottaperfetta, ma anche sulla Cassia e in altre parti di Roma. Questo meccanismo ha mostrato tutte le sue debolezze e forse andrebbe rivisto”.

Di Gianni Rivolta

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Primarie del Centrosinistra per il Campidoglio: vince Roberto Gualtieri del Partito democratico col 60%

Sarà Roberto Gualtieri a rappresentare il centrosinistra nella sfida per il Campidoglio alle prossime elezioni capitoline. È questo il dato netto che emerge dalle primarie indette dal Partito Democratico per scegliere il candidato sindaco.

Un’affluenza decisamente al di sopra delle aspettative. Roberto Gualtieri ha raccolto infatti 28.561 voti, pari al 60,4% del totale. Il risultato dell’ VIII Municipio ricalca quello generale: Roberto Gualtieri si è infatti aggiudicato 1.220 voti, su 2.375 totali, in particolare ha ottenuto il suo miglior risultato al gazebo della Montagnola (154 preferenze) e a quello di Circonvallazione Ostiense (143), seguito da Imma Battaglia con 491 (miglior risultato per lei al gazebo di Piazza Bartolomeo Romano, con 84 voti), Giovanni Caudo con 300 (anche per lui migliore prestazione a Piazza Bartolomeo Romano, con 63 preferenze), Paolo Ciani con 176, Stefano Fassina con 111, Tobia Zevi con 48 e Cristina Grancio con 24.

Di Stefano Baiocchi

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L’ape che gira

Da domani martedì 22 e per tutti i prossimi martedì dalle ore 10:00 la redazione di Cara Garbatella sarà con ”l’ape che gira“ nella Sede del Municipio VIII a vendere i prodotti della cooperativa Garibaldi.

Cooperativa Agricola Giuseppe Garibaldi

Troverete i nostri ragazzi della Cooperativa Garibaldi a consigliarvi le verdure più buone. Un’opportunità di mangiare cibi freschi per Voi, e un potenziale strumento abilitativo per loro!

L’Azienda nasce dalla necessità di un gruppo di genitori di ragazzi autistici di creare un luogo dove i figli, una volta finita la scuola, abbiano l’occasione di mettersi in gioco e lavorare. Così, nasce la Cooperativa Agricola Giuseppe Garibaldi. La grande novità di questa Azienda è che i soci fondatori sono proprio loro, i ragazzi autistici.

In questi anni il progetto è cresciuto, i ragazzi si sono rimboccati le mani e ora continuano a intraprendere esperienze lavorative come curare l’orto, vendere i prodotti, occuparsi della trattoria, e possono persino dormire qui. Insomma i fatti sembrano dare ragione a chi, da sempre, ha creduto in questo progetto.

I PRODOTTI SONO BUONISSIMI

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Un murales per l’Albertone nazionale

In occasione del 101^ compleanno di Alberto Sordi (era infatti nato il 15 giugno 1920), la Garbatella gli rende omaggio con uno stupefacente dipinto lungo tutta una facciata di una palazzina del Lotto 60, in via Rocco da Cesinale 2. L’opera dell’artista Lucamaleonte ritrae un sorridente Albertone, con un bicchiere di vino in mano, in uno dei suoi personaggi più conosciuti e amati, Il Marchese del Grillo, il celebre film di Mario Monicelli del 1981. È possibile ammirarlo anche da Via Ignazio Persico. 
Martedì subito dopo le 15.00, quando è stato fatto calare il telo che lo celava parzialmente, è stato un via vai di cittadini emozionati e curiosi, muniti di telefonini e macchine fotografiche con cui hanno immortalato anche la targa in acciaio posta all’ingresso del Lotto, in cui tra l’altro si legge la frase che Sordi usava dedicare alla sua città: “Roma non è una città come tutte le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”.


A presiedere l’evento il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che nel suo breve discorso, ha tenuto a ribadire quanto l’anima popolare della Garbatella si leghi ad un attore così amato non soltanto nella sua città. “Un vero peccato – a causa dell’emergenza Covid – non aver festeggiato il centenario della nascita di Alberto Sordi insieme a quello della Garbatella. Con questa opera speriamo di aver rimediato, almeno in parte”.
Roma Cares, la Onlus fondata nel 2014 con l’obiettivo di promuovere valori educativi e positivi nello sport, ha finanziato l’opera. Dello stesso artista, Roma Cares ha voluto sostenere anche l’opera dedicata a Willy Montero, ucciso brutalmente nel 2020, realizzata sulla facciata di una palazzina di un lotto ATER, nel Comune di Colleferro, in cui il ragazzo risiedeva insieme alla sua famiglia.
Per l’AS Roma è intervenuto Stefano Scalera, direttore degli affari esteri, che ha sottolineato quanto “Alberto Sordi sia stato un grande romanista, ma soprattutto un grande alfiere di Roma e della romanità”. 
Di Lucamaleonte è anche il murales al Tufello che ritrae un’altra anima popolare della città, Gigi Proietti, la cui scomparsa improvvisa ha lasciato sgomenti tutti i romani, e la grandiosa opera raffigurante tre espressioni di Anna Magnani, su un palazzo del Tiburtino III.
A Garbatella presenti il direttore di Ater Andrea Napoletano, l’assessore alle politiche abitative Massimiliano Valeriani in rappresentanza della Regione Lazio, che ha patrocinato l’evento, il vice segretario regionale del Pd Enzo Foschi e l’Assessora ai lavori pubblici dell’VIII Municipio Paola Angelucci. 

Di Stefano Baiocchi

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“Dalle tenebre alla luce” alla Garbatella una mostra su Dante

E quindi uscimmo a riveder le stelle”, recitano gli ultimi versi delle cantiche della Divina Commedia di Dante Alighieri. Una frase di speranza, che oggi ha ancora più risonanza alle nostre orecchie, a seguito di questo periodo sindemico ancora non del tutto debellato. Dante Alighieri, un uomo che suscita sempre fascino e mistero, capace di esprimere con la forza delle parole visioni che hanno ispirato tutta la storia delle arti fino ad oggi. E che continuiamo a ricordarlo nell’anniversario del settecentenario dalla sua morte. Anche nel cuore della Garbatella, in via Nicolò da Pistoia 18, nello Spazio Espositivo Cosarte, alcuni pittori hanno voluto omaggiare il sommo poeta in una mostra collettiva, dal titolo Dalle tenebre alla luce.

La mostra su Dante, patrocinata dal Municipio Roma VIII, vede la partecipazione di undici artisti, ciascuno con due opere sul tema. Colori caldi e freddi, astrattismo e immagini familiari, si alternano su tavole che rievocano le atmosfere dantesche; ogni artista ha voluto cimentarsi con tecniche e stili differenti, evocando nello spettatore curiosità e, come scrisse Dante, il conseguimento di “virtute e canoscenza”.

Le opere raffigurate sono di Simona Gloriani “Al di là della sponda” e di Gabriella Trincati “…Amor che muove il Sol”

Un’importante giornata anche per Cosarte, che riapre le porte al pubblico dopo più di un anno di inattività. La galleria, nata nel 2017 da una grande passione e dalla voglia di offrire uno spazio creativo nel quartiere della Garbatella, si dedica all’arte e a tutto ciò che ha un legame con la creatività e con la cultura. Nello spazio si svolgono, oltre a mostre ed eventi artistici e culturali, anche dei laboratori di pittura per bambini e adulti tenuti da maestri d’arte.

Il vernissage è previsto per il giorno 25 giugno, con ingresso libero dalle 11:00 alle 20:00. Per l’occasione alcune opere saranno esposte lungo il marciapiede, per allietare i passanti e donare vivacità alla strada; sarà inoltre possibile conoscere gli artisti e parlare direttamente con loro; tra questi: Paola Abbondi, Alessandra Chiappetta, Giovanni Croce, Roberto Fantini, Claudio Gagliardini, Simona Gloriani, Eleonora Manzo, Paola Guia Muccioli, Walter Necci, Francesca Siniscalchi, Gabriella Tirincanti. 

La mostra si concluderà il giorno 2 luglio, ma è solo una delle numerose iniziative culturali che vi aspettano grazie al ricco programma della galleria Cosarte.

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Pericoloso avvallamento della sede stradale a via Giovannipoli

Un ennesimo pericolo di voragine si apre nelle strade di Roma. Stavolta è toccato a Via Giovannipoli, che da mezzogiorno di lunedì 14 giugno è stata interdetta al transito dei veicoli tra il parco di Commodilla e il bivio per viale Leonardo da Vinci nelle due direzioni di marcia. Si tratta in realtà di un evidente avvallamento della sede stradale. Nessuno dei residenti di zona si è accorto dell’accaduto, ma il caso ha voluto che passassero di lì il Presidente Ciaccheri e l’Assessora ai lavori pubblici Angelucci che, una volta constatato l’affossamento della strada, hanno chiamato immediatamente i vigili del fuoco e la Polizia Locale. Un signore a spasso con il cane ha detto che:” improvvisamente sono arrivati i vigili per chiudere venti metri di strada. Ora però siamo preoccupati per i cassonetti dell’immondizia perché il camion dell’AMA avrà difficoltà nella raccolta dei rifiuti”  

Considerando la viabilità e i sensi unici, chi dalla Garbatella è diretto verso San Paolo, è costretto ora a passare per via di Commodilla e quindi per via Costanzo Cloro per poi immettersi su Viale Leonardo da Vinci. Oppure da largo delle Sette Chiese è necessario proseguire per via Macinghi Strozzi sino alla svolta per via Adelaide Bono Cairoli. 
Da San Paolo verso la Garbatella la via più breve rimane Viale Giustiniano Imperatore, quindi Via Costantino con la svolta per via della Villa di Lucina o per via Rosa Raimondi Garibaldi. 
Ora in Largo delle Sette Chiese una transenna avvisa genericamente che la strada è interdetta al transito, escluso i residenti, ma non è dato sapere dove inizia l’interruzione, tanto che un autista di un grosso camion, forse distratto, ha proseguito sino allo sbarramento per poi doversi ingegnare in una faticosa e laboriosa inversione di marcia. 
Nella giornata di martedì 15, fanno sapere dal Municipio VIII, è previsto l’arrivo di un escavatore per verificare le cause del pericoloso avvallamento, in base alle quali si predisporrà un intervento di ripristino della sede stradale. 

Stefano Baiocchi

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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