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76 ANNI FA LA STRAGE DELLE FOSSE ARDEATINE

Tra i 335 martiri del furore nazista, tre cittadini della Garbatella: i fratelli Giuseppe e Francesco Cinelli ed Enrico Mancini

Il 24 marzo di settantasei anni fa, a poche centinaia di metri dai confini del nostro quartiere, si consumava una delle pagine più tragiche della Resistenza romana: una strage nazista ordinata come rappresaglia all’attentato partigiano di Via Rasella, in cui il giorno prima avevano perso la vita 33 soldati tedeschi.

335 persone di vari ceti sociali, di tutte le età e anche un sacerdote venivano trucidate e gettate in una fossa comune, che altro non era che una vecchia cava di pozzolana vicino all’antica Via Ardeatina. Poi il crollo delle volte della cava, causato dall’esplosione di più cariche di dinamite, davano una ignobile sepoltura a quei corpi ammassati in quella fossa.

Nel libro “La terrazza sulla Garbatella” Adelio Canali, allora poco più che un ragazzo, ci racconta in maniera minuziosa il ricordo di quella sciagurata giornata: “Verso le 16 di quel pomeriggio un improvviso boato ci fece sobbalzare. Ormai eravamo abituati ai bombardamenti aerei, ma guardando in alto non si vedevano velivoli, tanto meno se ne udiva il consueto, sinistro rombo.
Neanche il tempo di riprenderci che un secondo e terzo boato, molto più forte ci fecero voltare di scatto. Nei giorni successivi cominciarono a trapelare le prime notizie dell’eccidio e sui tentativi dei tedeschi di chiudere l’ingresso delle cave, prima col lavoro di giovani rastrellati, poi col brillamento di tre cariche di tritolo”. Tra le vittime, c’erano tre abitanti della Garbatella, colpevoli di aver avuto come valore della loro esistenza l’antifascismo e l’amore per la libertà: i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli ed Enrico Mancini.

Francesco e Giuseppe Cinelli, a destra Enrico Mancini

Quest’ultimo, dopo aver frequentato le elementari, aveva prematuramente lasciato lo studio per lavorare.
Da apprendista falegname aveva mostrato grandi capacità fino a diventare un ricercato ebanista. Alla fine degli anni Venti il rifiuto di indossare la camicia nera gli costò l’incendio del suo laboratorio. Gli venne assegnata una casa di due stanze in Via Percoto, al Lotto 43 il terzo albergo davanti alla questura. Nel 1942 aderì al Partito d’azione e dall’8 settembre del 1943 prestò un’intensa attività in vari campi d’azione del fronte clandestino, in particolare in quello dei collegamenti tra Roma e l’esterno, all’interno del gruppo “Giustizia e Libertà”. Fu arrestato il 7 marzo del 1944, il giorno dei bombardamenti della Garbatella, nel suo ufficio al centro di Roma, dove svolgeva una nuova attività di commerciante di prodotti agricoli.
Fu portato alla Pensione Oltremare vicino alla stazione Termini dove fu torturato dalla banda Koch e successivamente trasferito alla Pensione Iaccarino: due tristi luoghi di sofferenza gestiti da fascisti italiani.

Il 18 marzo fu rinchiuso nel terzo braccio di Regina Coeli in attesa di processo, dove riuscì a far pervenire alla famiglia un biglietto. Fu prelevato dal carcere il pomeriggio del 24 marzo e trasportato alle Fosse Ardeatine insieme ad altri detenuti, verso quell’ultimo e tremendo viaggio. Morì trucidato all’età di 47 anni, lasciando la moglie e sei figli. A lui, durante i festeggiamenti del Centenario, è stato dedicato un gigantesco murales sulla parete del lotto 9 che affaccia su piazza Bartolomeo Romano.

I Fratelli Cinelli abitavano originariamente al quartiere Salario, ma presto dovettero vendere casa a causa delle continue molestie e pressioni da parte dei fascisti. Agli inizi degli anni Trenta fu assegnata alla madre Ludovina una casa popolare alla Garbatella, in Via Antonio Rubino, presso piazza Sant’Eurosia.

Francesco era dipendente della  Romana Gas. In quella realtà lavorativa molti operai erano coinvolti nella lotta per la liberazione di Roma.

Nelle officine della Romana Gas si costruivano quelli che venivano chiamati i “chiodi a tre punte”, destinati a squarciare i pneumatici degli automezzi delle truppe d’occupazione. Si fabbricavano ordigni rudimentali, tra l’altro anche quello usato nell’attentato di Via Rasella.
Giuseppe Cinelli all’inizio seguì le orme del padre, che era un artigiano calzolaio. Dopo il trasferimento alla Garbatella cessò quest’attività, perché non gli venne concessa la licenza, in quanto era già conosciuto come un noto sovversivo. Riuscì ad entrare come facchino ai Mercati Generali: anche questa struttura lavorativa era piena di compagni antifascisti. Da prima socialista poi comunista Giuseppe ebbe un ruolo importante nella resistenza, presso il comando della Settima Brigata Garibaldi: era Ispettore organizzativo del II battaglione. Giuseppe, ormai latitante, tornò a dormire per una sera nella sua casa di Via Rubino insieme al fratello. Purtroppo questa scelta gli fu fatale. Catturati la sera del 22 marzo vengono torturati nella prigione delle S.S. in via Tasso e portati il 24 marzo nel devastante inferno delle Fosse Ardeatine.

A Giuseppe Cinelli, dopo il 4 giugno del 1944 all’indomani della liberazione  di Roma, fu intitolata la sezione dei comunisti della Garbatella, la Villetta. A distanza di settantasei anni e gli inevitabili cambiamenti di nome delle strutture politiche  all’interno della Villetta è rimasta l’intitolazione a Giuseppe Cinelli, fortemente voluta  dai frequentatori della Villetta. Tutto questo per non dimenticare

Di Giancarlo Proietti

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Coronavirus: Municipio VIII Solidale

Dopo il decreto governativo sul Coronavirus il Municipio VIII ha voluto mettere a disposizione dei cittadini una serie di servizi per tutti i cittadini. Quali? Andiamo a vederli insieme.

L’INIZIATIVA

Per risolvere un’emergenza sanitaria improvvisa come questa, ognuno deve fare la propria parte. E il Municipio VIII non si tira indietro. “In un momento difficile per tutte e tutti noi, possiamo sentirci vicini anche a distanza”, sostiene il minisindaco Amedeo Ciaccheri. A tal fine è nata una piattaforma online di informazioni, servizi, messaggi di condivisione e lezioni per i ragazzi.

Si tratta dunque di un sostegno a tutti i cittadini, rivolto sia a chi ne voglia usufruire sia a quei commercianti i quali vogliano aderire. (Basta mandare una mail a info@municipio-solidale.it.)

Amedeo Ciaccheri presenta la campagna Il Municipio Solidale

I SERVIZI OFFERTI

I SERVIZI OFFERTI – LA VOCE AMICA

Rimanere connessi. Questo è uno degli obiettivi del portale. Nel sito quindi è stato creato un numero a cui potersi rivolgere per supporto psicologico, lo 06 40060606. Attivo dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 dal lunedì al venerdì. Un servizio per lo più rivolto a quegli anziani che si trovano soli ad affrontare le lunghe giornate.

I SERVIZI OFFERTI – FARMACI A DOMICILIO

Municipio solidale è anche farmaci a domicilio. Qui infatti potrete trovare alcuni indirizzi di farmacie disposte a consegnarvi farmaci a casa. Da Garbatella a Montagnola fino a Roma70. Per ora sono undici le farmacie che dispongono di tale servizio.

I SERVIZI OFFERTI – SPESA A DOMICILIO

In fondo si sa, nonostante l’emergenza che ci troviamo ad affrontare, rimaniamo pur sempre il paese della pasta e della pizza. E così si sono uniti tanti di coloro che lavorano nella ristorazione e nei supermercati per aiutare la loro clientela.

Non dimentichiamoci poi di quei mercati rionali che, in piena sicurezza, continuano la loro attività grazie all’aiuto del Municipio e la Polizia Locale. (Vedi Emergenza Coronavirus e l’importanza dei mercati nel territorio).

I SERVIZI OFFERTI – SCUOLA DI TERRITORIO

E per i più piccoli? Il municipio ha pensato anche a loro. In questo momento delicato in cui non si può frequentare la scuola è stata lanciata anche l’iniziativa “Scuola di Territorio”. Lezioni alternative, intrattenimento e piccole attività come fare un quadro senza pennelli o cucinare biscotti.

Betta del Ristoro degli Angeli vi insegna a fare i biscotti al cioccolato

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Un caos di antenne, fili e condizionatori

Auspicabile una regolamentazione sugli edifici di pregio architettonico

di Giorgio Guidoni

“Pronto?” “Pronto, alla TV non se vedono più i canali” “Da quando?” “Da ieri pomeriggio. Prima se vedeva Primo, Secondo, Terzo, Rete Quattro, Canale Cinque, Italia Uno, La Sette, Otto, Nove…” “Va beh, basta così, non dirne più, ho capito” “Quando vieni ad aggiustarla?” “Ma’, vengo più tardi, nel pomeriggio.” “Bene, grazie tanto, bellodemamma”. Mi fa sempre sorridere quando mi chiama così. Nel pomeriggio arrivo a casa di mia madre, abita al terzo piano di uno dei lotti più belli della Garbatella, prendo le chiavi della terrazza, che si trova al piano subito sopra, salgo su. Due rampe di scale, cento ricordi. La terrazza condominiale è sempre stata uno spazio particolare. Era simbolo e luogo di sole, di aria, di luce, di libertà. Spesso nelle riunioni domenicali tutta la famiglia andava su in terrazza per la foto ricordo, poi si restava a parlare, a respirare un’aria diversa, mentre i bambini scorrazzavano felici in lungo e in largo. Click, clack, apro la porta, l’impatto è immediato e traumatico: una sfilza di antenne e parabole satellitari occupano tutti i pali portanti dei fili per stendere, la vista del panorama è compromessa, bisogna intrufolarsi tra gli spazi liberi per dare un’occhiata ai palazzi adiacenti e anche di fronte lo spettacolo non muta.

Arrivo all’antenna di mia madre e scopro che il suo cavo è stato staccato ed è stato occupato da un altro cavo proveniente dall’appartamento al secondo piano, proprio quello sotto di lei. Per fortuna abbiamo un doppio miscelatore inutilizzato, ricollego il cavo dell’antenna di mia madre e lascio collegato anche il cavo intruso dell’usurpatore. Torno giù da mia madre che, tutta felice, sta nuovamente guardando i suoi programmi preferiti, a ottantacinque anni suonati la televisione è una grande compagnia. Missione compiuta, la saluto, ma prima passerò al secondo piano per le dovute spiegazioni: perché collegare l’antenna del proprio televisore ad un’altra senza nemmeno informarsi e chiedere il permesso? Perché comportarsi in un modo inurbano in questa società così pregna di amore e rispetto per il prossimo? Eccomi di fronte alla porta del condomino del secondo piano, inspiro bene, non conosco chi ci abita, hanno traslocato recentemente. Driiin. Driiin. Non si percepiscono rumori all’interno della casa. Nessuno viene ad aprire. Forse è meglio così, non mi piace discutere, riproverò la prossima volta. Decido di fare una passeggiata per il quartiere e guardare in alto incuriosito dalle antenne. Camminando con il naso all’insù, purtroppo vedo che moltissime palazzine sono deturpate da antenne, parabole satellitari e cavi che scendono direttamente dalla facciata.

Mi torna in mente il tipo del secondo piano, l’usurpatore di antenne altrui. In fondo il suo è stato un tentativo di razionalizzare le antenne sul terrazzo, una sorta di antenna centralizzata in due. Un piccolo passo spontaneo per arrivare a diminuire il numero delle antenne. Ci vorrebbero delle azioni concrete e regolamentate per la centralizzazione delle antenne e la liberazione dei tetti dalle brutture arrugginite e forse anche inutilizzate. Nel 2015 c’era stata a Roma un’ordinanza che elargiva incentivi per quei condomini che investivano nelle antenne centralizzate praticamente finanziando i costi per i nuovi impianti. Purtroppo questa delibera è scaduta a fine 2017 e non è stata più rinnovata. Tra l’atro il problema non è circoscritto alla Garbatella ma è presente in tutta Roma. Provate a spostarvi dal Pincetto al Pincio, dalla scalinata di Carlotta alla scalinata di Trinità dei Monti, da via Caffaro a via Cavour e vedrete che la sostanza non cambia: antenne, parabole, fili che scendono in casa direttamente dalle facciate, split di condizionatori a bella vista. La mia passeggiata volge al termine, sono arrivato a piazza Brin a gustarmi la bella vista e il tramonto. Mi fermo a osservare la prima pietra posata dal Re il 18 febbraio 1920, tra poco compie cento anni. La scritta è in ottimo stato. Entro nel passaggio che porta a via della Garbatella e noto all’interno dell’arco accanto un piccolo graffito sotto lo stucco. Lo libero un po’ dalla polvere, sembra una scritta molto antica. Gratto via i residui e finalmente riesco a leggere, a malapena: “Quant’è bello barocchetto, deturpato tuttavia, chi vuol esser lieto sia, niente antenne sopra il tetto.”

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Presentazione del libro su Fausto Coppi a Casetta Rossa

in via G Magnaghi Venerdì 6 dicembre ore 18,00

L’Alfabeto d’un Campionissimo

Sono pochi quelli della mia generazione che l’hanno visto correre “in diretta” e men che meno quelli che aspettavano le sue fughe sul bordo d’una strada. Ancora rare, sul finire degli anni ’50, le tivvù con le loro casalinghe Domeniche Sportive in chiaroscuro. E sin troppo avaro, di quei tempi, il bilancio di casa per permettersi trasferte da tifosi. Eppure se c’è un nome che rimanda indietro nel tempo gli “under 70” come me è quello di Fausto Coppi. Non è il solo. Altri eroi accompagnavano allora la fine dell’infanzia quando, tra i banchi di scuola e i campetti arsi di periferia, le imprese delle nostre sfide quotidiane si maritavano con il racconto delle gesta di qualche campione tramandate a voce alta da adulti fomentati. E così, crescendo, toccavamo il pallone nelle infinite partite di strada o d’oratorio, citando Ghiggia o Schiaffino o Selmosson mentre lanciavamo cannonate a rete nel nome di Piedone Manfredini oppure tiravamo di boxe parlando già di Cassius Clay che, all’epoca, il Muhammad Alì ancora non c’era. Ma nelle corse in bicicletta, a dispetto dei tappi a corona, le lattine con la faccia di Pambianco o Gimondi o Massignan, che mandavamo avanti a schicchere nervose nei nostri giri d’Italia disegnati sull’asfalto, era tutto un inseguire la gloria di quel Fausto Coppi quando ci capitava di spingere le leve della bici in gare furiose all’ultima pedalata.

Dentro casa del resto, dove in più famiglie si coabitava, la foto del mito era al di sopra d’ogni discussione. Ce l’aveva messa il fratello di mia madre, lo zio Pietro laziale e sempre un po’ fascista, ma stava bene anche a mio padre, ex contadino e a modo suo comunista. Mio padre Armando, nato nella parte ciociara di quella Terra di Lavoro che estendeva i propri mandamenti sul corso del Liri, ci teneva a rivendicare l’amore per la sua Bianchi con cui aveva scorrazzato da giovane per vie di campagna e che, diceva, l’aveva fedelmente aspettato al rientro dalla prigionia d’Africa. Anche l’offesa bellica era un punto che lo legava al corridore di Castellania e dunque, nonostante la politica, non c’era alcun derby biciclettaro tra le mura domestiche e del resto solo una fede democristiana e pure un sacco perbenista avrebbe mai fatto dire a qualcuno di casa o delle vicinanze che il Bartali Gino era più forte e che pure Magni gli aveva già fatto mangiar la polvere.

Tutto questo lungo ricordo personale insomma è il primo effettaccio che mi fa l’avere tra le mani un libro come Alfabeto Fausto Coppi edito per i tipi Ediciclo e da poco rintracciabile sugli scaffali. L’hanno scritto correndo in coppia, come s’usava al Trofeo Baracchi del secolo passato, Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi due ottime penne coadiuvate dalla matita picassiana del disegnatore Riccardo Guasco e con la ragguardevole presenza, sulla ammiraglia della squadra, d’una introduzione firmata Adriano Sofri capace di dare il proprio benefico contributo di vitamine letterarie alla lunga corsa che fila per oltre trecento pagine. Una nota in swing la mette anche un artista “casciavitt” di nome Claudio Sanfilippo che con il suo Volo riprende in versi un articolo della Anna Maria Ortese rapita dall’Airone celeste in una tappa di montagna. Non ci sono foto, né in bianco e nero né a colori Agfa, che lo rincorrono sui tornanti delle Alpi coi flash sparati in faccia alla fatica d’una tappa appena conclusa. Eppure gli scatti di Breviglieri o Petrelli, la neve dello Stelvio con quel W FAUSTO a caratteri cubitali o il duello con Robic sull’Alpe d’Huez oppure i 192 chilometri in solitaria alla Cuneo Pinerolo del ‘49 o la maglia iridata sul podio di Lugano con la Giulia Occhini in Locatelli affianco, ci sono in questo straordinario libro con un sacco di altre immagini. Ci sono infatti nelle parole e nelle pagine, spesso “liberamente ispirate” a interviste e memorie d’epoca, che i due autori rielaborano con grande capacità narrativa.

Questo Alfabeto va dalla A di Airone alla Z di Zingaro passando per la F di Furto e la Q di Quello là che è poi il modo con cui il piemontese schivo chiamava l’esuberante rivale toscano quando non lo sopportava. Ed è un libro tutto da leggere e godere. Un testo che percorre una felice epoca sportiva ma, assieme, racconto di storia patria e di costume sociale, in grado di far capire e meglio d’altri il clima non tutto epico di quell’Italia del dopoguerra, paese dai molti contrasti e dalla doppia morale, dove ci stava che se eri adultero svelato e impenitente rovina famiglie t’attendeva la scomunica pubblica e magari, ma solo per la donna fedifraga, perfino la galera. In quell’Italia là appunto, ancora alla vigilia del boom, lo scontro tra madonnari “ultrà della diccì” da un lato e comunisti sfegatati per l’Urss dall’altro s’alimentava di match quotidiani passando pure per lo sport delle due ruote dove era inevitabile che al cattolicissimo Bartali portato in processione dalle parrocchie gli operai di Sesto o i proletari delle zone rosse opponessero l’inquieto, fragile ma più forte, “Fostò”.

Ecco, di tanti risvolti tratta questo dizionario illustrato chiamando perfino in scena un  inesauribile parterre di protagonisti: Togliatti e De Gasperi con Pio XII, un giovanissimo Rivera e un Silvio Piola a fine carriera, il fratello Serse e la mamma Angiolina, la Dama Bianca e la moglie Bruna, Isa Barzizza e Rita Hayworth, il Biagio Cavanna col mago Pinella, banditi come Sante Pollastri o il Bruno della “lìgera” e via scorrendo. E’ lungo più d’un kolossal hollywoodiano l’elenco ma tra tanti un posto nei titoli di coda lo prende anche un figlio della Garbatella di nome Marcello Spadolini. Il racconto che lo cita si chiama Chiosco e nel titolo si riferisce al “baretto della Sora Rosa” che sulla strada di Grottaferrata, di domenica 27 maggio 1945, vede passare i pedalatori iscritti alla Coppa Salvioni. La corsa è aperta a tutti e al via, “MotoVelodromo Appio ore 7 e 06” precisa svizzero il cronista dell’epoca, si ritrovano in ventitrè tra professionisti accasati e irriducibili indipendenti assieme ai puri dilettanti. C’è Bartali che corre su una Legnano con la maglia della Ss Tempora Bettolle e c’è Coppi tesserato per la Sc Lazio in sella alla Nulli, c’è la speranza di Torpignattara il dilettante Spartaco Rosati prossimo protagonista al Gran Premio della Liberazione e c’è Elio Bertocchi un prof in maglia giallorossa. Marcello Spadolini è il capofila degli indipendenti, campione di tante corse minori, che con la maglia rossoverde della MATER bici Pangrazi s’era già con onore sobbarcato in solitaria il Giro del ’40; proprio quello vinto dal debuttante Coppi alla vigilia della disgraziatissima entrata in guerra annunciata dal Benito mascellone al balcone di Piazza Venezia. Oggi, con le macerie della sconfitta tutte sparse in giro, Marcello è sul percorso che fila verso i Castelli e col campionissimo condivide i colori laziali ma per lui l’asfalto bruciato spingendo sul 49×16 non è mica lo stesso. E’ comunque lui, come da copione, a cercare di dare la scossa e a filare via sulla salita di Grottaferrata in compagnia di Bertocchi. Ed è sempre lui a cercare di spronare il giallorosso a giocarsela come un derby del cupolone. Nel racconto di Cervi e Battistuzzi gli sforzi del nostro appaiono ormai inutili e già risucchiati dall’azione di Coppi che sfrecciando davanti al Chiosco della Sora Rosa, con tutti i Scaroccia padre e figli schierati a tifare, avrebbe poi battuto tutti sul traguardo di Castelgandolfo. E “per una macchina” soprattutto Quello là.

Spadolini in quell’occasione finì quinto, pure dietro al Bertocchi, ma primo degli indipendenti. La Coppa Salvioni di quel maggio del ’45 fu importante ed ebbe il merito di sancire il rientro del campionissimo capace di smaltire con un successo rinfrancante la ruggine d’una inattività prolungata. Nel libro il campione del lotto 12, “l’uomo che fugge” come lo chiamavano all’epoca, corre al fianco dell’Airone, “l’uomo solo al comando” non ancora “dio stordito dalla sua forza”. E questo è pure un motivo in più per leggere e godere d’un Alfabeto Fausto Coppi testo prezioso e forte dalla prima all’ultima pagina, dal primo all’ultimo tornante.

[Il libro ALFABETO FAUSTO COPPI scritto da Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi sarà presentato alla Fiera della piccola editoria “Più libri più liberi” e, in anteprima romana a Casetta Rossa, ne parleranno assieme agli autori il giornalista Rai Stefano Rizzato e Claudio D’Aguanno. Appuntamento venerdì 6 dicembre ore 18 a Casetta Rossa in Via G. B. Magnaghi 14]

Claudio D’Aguanno

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Intervista a Patrizia Prestipino

Presidente dell’ex XII Municipio, eletta deputata del Partito democratico per il collegio Ardeatino, insegnante e componente a Montecitorio della Commissione Scienza – Cultura –  Istruzione.

Onorevole, lei è sempre stata considerata una renziana di ferro. Come mai non ha seguìto Matteo Renzi nella sua avventura nonostante – si dice – le sue avances? Io sono stata la prima amministratrice romana nel 2011 ad abbracciare il progetto di Matteo Renzi quando era ancora sindaco di Firenze; ci incontrammo proprio nel capoluogo toscano dove mi parlò della sua volontà di cambiare profondamente il PD. Ho aderito immediatamente al suo progetto riformista – avevo capito che si sarebbe presentato alle primarie – che credo però debba continuare all’interno del Partito. Rimane naturalmente la stima e l’affetto verso Matteo, ma resta anche la voglia e la passione di proseguire la strada tracciata alla Leopolda all’interno del PD.

Parliamo di un altro leader. Lei ha collaborato con Zingaretti in provincia, e quindi lo conosce bene, pensa che stia facendo un buon lavoro nel Partito?
Conosco Nicola da quando era Segretario dei DS di Roma e c’è stima reciproca. Ho lavorato benissimo in quella Giunta Provinciale in cui ho ricoperto il ruolo di assessora; posso dire che Nicola è un grande lavoratore, che crede molto in quello che fa, qualsiasi sia il suo incarico; non si mette però in mostra né ama troppo i riflettori puntati. È una persona che lavora tanto e in silenzio.


Crede che l’arrivo di Laura Boldrini – in parte bilanciato da quello di Beatrice Lorenzin –  possa spostare troppo l’asse del partito a Sinistra?
Laura è una cara amica, una bella persona, vittima di “fake news” e degli “haters”, dai cosiddetti odiatori della Rete. Ha una grande storia e un grande passato nell’ambito della cooperazione internazionale e andrebbe rispettata e stimata soltanto per questo. Nell’ambito della Sinistra sta assumendo – a mio avviso – spesso posizioni riformiste e meno conservatrici. Sarà una delle tante anime che un partito riformista e pluralista come il PD deve avere al suo interno.
 

Lei ha lamentato più volte che il PD romano non ha idee e non produce iniziative.
Secondo il suo parere bisognerebbe andare ad un congresso straordinario ed azzerare la segreteria romana oppure è un problema che riguarda un po’ tutte le sezioni e quindi – in parte – i militanti della Capitale?
La Capitale versa in uno stato di degrado politico, economico, sociale, culturale, la risposta non può essere quella del PD romano. Non ce l’ho con le persone, ma con la visione che questo partito non ha prodotto sui grandi progetti per il rilancio di Roma di cui non vedo ombra da nessuna parte. Quando Roma non è al centro del dibattito nazionale, tantomeno locale, questo è un problema che va quanto prima sanato. Se il Partito va azzerato non sta a me decidere, c’è ancora un Segretario che è Andrea Casu, dovrà decidere lui (e la sua maggioranza) se andare avanti.

Ultimamente i consiglieri Capitolini del suo partito sembra abbiano ammorbidito l’opposizione nei confronti della Sindaca e della sua Giunta. Eppure i risultati, tutt’altro che favorevoli al governo dei Cinquestelle, sono sotto gli occhi di tutti.
Io non credo affatto che i nostri consiglieri abbiano abbassato la guardia, li vedo sempre molto attivi nel denunciare il malgoverno della Giunta Raggi, che ormai ha raggiunto punte ridicole anche nel cambio continuo degli assessori, nell’incapacità di guidare i processi amministrativi, gli investimenti e lo sviluppo della città. Credo piuttosto che non abbiamo attenzione da parte dei mass-media, non riuscendo a comunicare la loro azione politica in Campidoglio. Capisco anche che fare l’opposizione diventa pesante, perché è come fare l’opposizione a un Re Travicello, si finisce nel perdere forza di fronte ad una nullità quale è la Sindaca di Roma.

Molti politici, una volta eletti, non danno peso al collegio e al territorio dove risiedono gli elettori. In molti si ricordano di Lei anche per essere stata Presidente dell’ex XII Municipio; nelle ultime elezioni è stata eletta alla Camera nel collegio Ardeatino (che racchiude anche il territorio dell’VIII Municipio), grazie a oltre 50.000 voti, ogni tanto se lo fa un giro per i quartieri del territorio?
Sono stata eletta nel collegio più a sud d’Italia perché dopo di me, scendendo verso sud, c’è il giallo dei Cinquestelle… Ho l’onere e l’onore di essere stata eletta in un collegio bello e importante; ho fatto la mia campagna elettorale nei mercati, nei centri anziani, davanti alle scuole. Stare in mezzo alla gente è la mia caratteristica. Credo di essere l’unica deputata che ha aperto un ufficio di collegio (al Torrino n.d.r.) nel quale ricevo cittadini e che ospita alcune associazioni. Tengo sempre acceso il filo rosso che mi lega con gli elettori, non è un caso che il mio slogan elettore è “Ho scelto Voi”

Alla Garbatella, ma anche negli altri quartieri del Municipio ci si lamenta molto della spazzatura nelle strade. Ha qualche idea per risolvere la questione?
Quando c’è stato il blocco del TMB di Roma e il territorio dell’VIII Municipio è diventato una discarica a cielo aperto, ho partecipato insieme al presidente Amedeo Ciacchieri alla marcia a favore del decoro contro il degrado provocato da questa immondizia che infestava la Garbatella.
Bisogna avere il coraggio di chiudere il ciclo dei rifiuti e realizzare impianti che pongano fine a questa continua emergenza. Si sta lavorando sull’emergenza, anziché sulla lunga visione. Basta che un impianto si rompa o si blocchi e Roma finisce nel caos dei rifiuti. Io sono stata la prima presidente di Municipio a iniziare nel 2007 la raccolta differenziata.

Può essere soltanto colpa della Giunta Raggi oppure alcuni cittadini hanno una buona dose di responsabilità?
Che i cittadini abbiano delle responsabilità è vero, basta guardarsi intorno. Manca l’educazione nelle famiglie e nella scuola. Il tema dell’ambiente è diventato un tema importante, lo abbiamo visto anche con il fenomeno Greta Thunberg. Bisogna cominciare ad educare dalle piccole cose.

È d’accordo con il rinvio di un anno per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole? Non sono affatto d’accordo, ma il problema è stata la mancanza di fondi specifici per la formazione dei professori. Non tutti possono insegnare educazione civica, bisogna essere formati, altrimenti si fanno dei danni. E lo dico da insegnante.

Cosa le manca di più della sua vita da docente? Il rapporto con i ragazzi, i loro sorrisi, le loro ansie, il rapporto di assoluto amore che avevamo l’uno verso l’altro anche quando si partiva con delle diffidenze.
Non scorderò mai il pezzo di musica Rap che un alunno mi ha dedicato in latino. È stato il mio Inno (e portafortuna) elettorale.


A proposito, non crede che questo Governo dovrebbe (o potrebbe) tornare ad investire sulla scuola? I fondi dove si possono trovare?
Il Governo Renzi e poi quello guidato da Gentiloni investirono oltre 5 miliardi per l’edilizia scolastica. Il Governo targato Lega-Cinquestelle ne ha tagliati fino a 4 miliardi. Hanno anche tolto 5 miliardi dedicati alla formazione dei docenti e alle offerte formative, ma soprattutto agli insegnanti di sostegno. Oggi la scuola è iniziata nel caos più completo. Mancano tanti docenti e présidi perché scappati grazie a “Quota 100” e, soprattutto, pesa l’assenza di insegnanti di sostegno; a pagare come al solito sono le fasce più deboli, quindi i ragazzi con disabilità intellettiva e fisica. Ciò è inaccettabile per un Paese civile

Di Stefano Baiocchi

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Il presidente Amedeo Ciaccheri esprime solidarietà al centro sociale Astra

Non è la prima volta che succede, e forse neanche l’ultima. Il Comune che ordina sgomberi di alcune realtà sociali che fanno parte del nostro territorio da anni, accade sempre più spesso. Stavolta tocca al centro sociale Astra, lo scantinato di una palazzina popolare in via Capraia 19.

Il dipartimento patrimonio di Roma Capitale ha chiesto, non solo 250mila euro di arretrati di affitto al centro sociale del Tufello, ma anche di lasciare l’immobile entro 30 giorni.

Il CSA Astra era stato pre assegnato nel 2004 agli ex occupanti delle sale di quello che una volta era un cinema, così da poter continuare le attività sociali e culturali che già venivano svolte lì. Poi però, l’assegnazione fatta in base alla delibera 26 non è mai diventata definitiva, ma nonostante tutto, la vita del centro è continuata ad andare avanti. E dopo 15 anni di momenti di incontri, libri, film, lotte quotidiane per i diritti alla casa, diffusione della precarietà e tanto altro, si chiede al centro di chiudere i battenti.
Ma in tutto ciò, cosa rispondono gli attivisti? Mettono subito in chiaro. “Non abbiamo nessuna intenzione di lasciare il centro sociale e siamo pronti alla mobilitazione sociale e politica, fino a opporre fisicamente resistenza allo sgombero” scrivono sui social.

Ad intervenire sulla questione non manca poi di certo il mondo politico. L’eurodeputato Massimiliano Smeriglio in primis, che nella logica del recupero degli immobili trova solo conseguenze negative. Poi il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che dichiara: “Roma meriterebbe un programma che valorizzi l’enorme patrimonio pubblico per esperienze sociali, culturali e di nuova imprenditorialità, ripensandone la gestione, con azioni di valorizzazioni delle esperienze maturate e non di vessazione nei confronti di chi offre servizi nei territorio.”

Insomma, staremo a vedere nei prossimi giorni cosa accadrà. Ma intanto, visto che a pancia piena si ragiona meglio, Astra invita tutti alla spaghettata popolare di domenica 22 settembre a partire dalle 12.00. Tranquilli, è gratuita. A seguire la proiezione ai lotti delle case popolari del film Hunger di SteeveMcQueen con la partecipazione di Alessio Cremonini, regista di “Sulla mia pelle”.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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San Paolo: Uomo rapina tre negozi in dieci minuti

“Qui abbiamo le casse automatiche, quindi non ha preso niente e per fortuna non si è fatto male nessuno”. Così ci raccontano dalla farmacia di Via Giustiniano Imperatore, in zona San Paolo, dove questa mattina si è diretto un rapinatore che in soli dieci minuti è riuscito ad entrare in tre negozi, tutti sulla stessa via: la farmacia, la Coop e infine da Oviesse.

Poi la farmacista continua, “aveva il casco, la faccia scoperta e dei grandi occhiali neri. La faccia era molto bianca e con le labbra nere, probabilmente era in cerca di soldi perché aveva bisogno di eroina. Fa sempre così, parcheggia il motorino qui fuori, entra con una pistola e chiede i soldi.” Sempre così? Sì, perché anche a Luglio un uomo simile a lui e con lo stesso modus operandi aveva già tentato di rapinare la farmacia

Sono stati dieci minuti di panico in cui l’uomo passando sul marciapiede con il motorino, dopo la farmacia si è diretto alla Coop. “Qui purtroppo è riuscito a prendere i soldi, ma non si è fatto male nessuno” dichiara uno dei dipendenti del supermercato. 

Uscito dalla Coop poi, si è diretto all’Oviesse che si trova sul marciapiede opposto ai primi due negozi. Anche lì è riuscito a prendere i soldi, ma una delle commesse ci rivela “ho sentito che l’hanno preso”. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Raccolta rifiuti ingombranti: domenica 15 Settembre a Montagnola

C’è questa storia strana e complicata che occupa spesso le pagine dei nostri giornali, una storia tormentata alla quale è difficile trovare soluzioni: quella tra Roma e lo smaltimento dei rifiuti. È una faccenda di cassonetti sempre troppo pieni, cittadini che non sanno differenziare la spazzatura, per non parlare dei rifiuti ingombranti, dove li butto?

Fermi tutti, niente panico. A questo c’è una soluzione: domenica 15 Settembre infatti, dalle 8 alle 13 al parcheggio del Municipio Roma VIII in via Benedetto Croce 50, l’AMA spa e TGR Lazio hanno organizzato una raccolta straordinaria gratuita dei rifiuti ingombranti e di altre tipologie di spazzature urbane o domestiche.

E se vi state chiedendo, ma cosa sono i rifiuti ingombranti? Ecco una piccola lista di ciò di cui potrete disfarvi:

Rifiuti ingombranti: mobili, reti e materassi, divani, scaffali, biciclette etc.

Rifiuti particolari e/o pericolosi: farmaci scaduti, RAEE/apparecchiature elettriche ed elettroniche (computers e schermi, stampanti, telefoni, televisori, elettrodomestici, etc), contenitori vuoti di vernici e solventi etichettati T e/o F, batterie scariche, cartucce toner per stampanti.

Insomma, un’occasione per mettere un po’ di pace nel complicato rapporto tra Roma e i suoi rifiuti. In caso non poteste partecipare, vi anticipiamo che la prossima data per la raccolta in Municipio sarà il 10 novembre. Ah, e non dimenticatevi che tutti questi rifiuti possono essere smaltiti anche presso gli impianti AMA autorizzati, nei rispettivi orari di apertura. Oppure, si può fruire del ritiro gratuito a domicilio presso il piano stradale. Per qualsiasi informazione, è tutto sul sito del Comune di Roma.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Fermata coppia che rubava offerte della Basilica San Paolo con un laccio delle scarpe

Tutto diventa più semplice quando si svela il trucco. E proprio i carabinieri della stazione San Paolo, hanno svelato come sparivano i soldi delle offerte di una delle quattro Basiliche papali di Roma.

Un laccio delle scarpe, un nastro biadesivo collegato alla fine, ed il gioco è fatto. In questo modo, una coppia di senzadimora rubava le offerte dei fedeli. Lui romano di 52 anni, lei romena di 24. Però, come dice il commissario Zenigat nel famoso cartone di Lupin: “La vita è fatta di alti e bassi ma la giustizia prevale sempre.” E anche in questo caso, purtroppo per i ladri, ha prevalso. Quando sono intervenuti i militari infatti, su segnalazione della Gendarmeria Vaticana, i due sono stati colti sul fatto mentre rubavano i soldi dalla cassetta.

Durante la perquisizione sono stati trovati 25 euro e 20 dollari nelle tasche dei ladri. Mentre i soldi sono stati riconsegnati ad uno dei membri della Basilica, i due sono stati trasferiti in caserma, dove ora li attende il rito direttissimo che ci sara’ lunedi mattina.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Ferragosto 2019: gli eventi per chi rimane nella Capitale

Ferragosto a Roma. Per chi vive qui, potrebbe quasi sembrare una punizione. Le strade vuote, quel caldo afoso che ti costringe a stare abbracciato al tuo ventilatore, e l’unica gioia è la birretta fresca la sera tra i vicoli del quartiere. Ah no, un momento, con la nuova ordinanza non si puo’ più neanche bere per strada. Insomma, Ferragosto nella capitale non sembra una delle mete più ambite dai romani. Ma non demoralizzatevi: tra serate per ragazzi, cibo ed eventi culturali, ecco alcune date da segnarvi.

Pronti e via, si parte da Piazza Benedetto Brin, dove all’Arena Garbatella lunedi 12 alle ore 21:15 verrà proiettato il film; “C’è tempo” di Walter Veltroni. Lunedi 19 invece, toccherà a Claudio Genovesi con la pellicola “La paranza dei bambini”.

Per i più giovani, tranquilli che ce né anche per voi. Infatti il più eccentrico e bizzarro party a tema, con musiche anni 90 e non solo, il 15 sera colorerà il Parco Schuster; di cosa stiamo parlando? Del Borghetta Style! E non dimenticate che capiterà proprio di mercoledi, quindi, spritz a 2€ al Chiringuito Libre.

Per finire, ma non meno interessante, arriviamo al cibo. E chi meglio di Eataly, il tempio del food in Piazzale XII Ottobre, puó accontentare i nostri palati. Ma senza fretta, perché avete ben 18 giorni per poter gustare ogni specialità dell’evento «Fish and wine ». Dall’8 al 25 Agosto vi attendono una montagna di abbinamenti di pesce, fritto o crudo, con gli gnocchi o le linguine, frutti di mare o baccalà a non finire. Il tutto accompagnato da vini merditerranei e tanto altro.

Insomma, Ferragosto a Roma non è poi così male. E poi diciamocela tutta, anche senza mare rimane sempre la più bella capitale.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Centri Estivi 2019: inseriti 50 ragazzi dei servizi sociali

E’ tanto divertente quanto faticoso. Ci si cimenta in sport mai provati prima, si creano disastri nei laboratori creativi e nascono quelle amicizie estive che a volte durano decenni. Di cosa stiamo parlando? Degli amati centri estivi. Un momento però, amati dai bambini sì, ma per le famiglie?

Ogni anno pur di non lasciare i figli a casa davanti la televisione o intere giornate dai nonni, si fanno tanti sacrifici per poter pagare ogni settimana le rate dei campus estivi.

Ma da quest’anno, nel nostro Municipio c’è una novità. Per la prima volta infatti, nel Municipio Roma VIII, grazie alle associazioni del privato sociale si è potuto realizzare un grande progetto per quelle famiglie che vivono situazioni di fragilità. “Oltre 50 posti sono stati riservati a ragazzi seguiti dai nostri servizi sociali. Grazie sia ai collaboratori delle varie associazioni, che al Municipio e ai privati, si è potuto realizzare questo progetto. Il tutto a costo zero per l’amministrazione municipale grazie a tanti volontari”, scrive il minisindaco Amedeo Ciaccheri sui social. Insomma, un’ottima opportunità per le famiglie del nostro territorio che si trovano in difficoltà.

Secondo un recente sondaggio, a causa dei costi esorbitanti, solo una famiglia su quattro riesce a mandare i propri figli nei campus estivi per almeno una settimana. Dunque, una scelta divertente per i più piccini ma poco conveniente ai genitori. Da quest’anno, grazie a questa nuova opportunità, finalmente anche chi non avrebbe mai lontanamente immaginato di poter partecipare ad un centro estivo, oggi può farlo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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VIII Municipio e cittadini in corteo da Piramide alla Garbatella

Una marcia per la salute pubblica

di Daniele Ranieri

Un corteo colorato è sfilato  ieri dietro allo striscione tenuto dal Presidente dell’VIII Municipio  Amedeo Ciaccheri e da alcuni dei suoi Assessori . Una marcia per la dignità e la salute pubblica, la scritta che si leggeva sullo striscione, a chiarire i motivi della protesta

Il lungo serpentone, partito alle 18 da Piazzale Ostiense, ha attraversato Porto Fluviale, sfiorato La stazione Ostiense ed Eataly per concludersi ai giardini che dividono la Circonvallazione Ostiense.

Tanti cittadini, associazioni, commercianti e i sindacati, che hanno inteso protestare per  l’insopportabile condizione in cui vivono  a causa della cosiddetta “emergenza rifiuti” . Una situazione diventata ormai  la tragica condizione quotidiana. 

“D’estate a Roma  olezza solo la monnezza”  uno dei tanti cartelli portati dai manifestanti che, per sottolineare il disagio causato dall’accumularsi dell’immondizia lungo le strade della città, indossavano una mascherina  filtrante.

Il Presidente Ciaccheri, sia all’avvio che in conclusione della manifestazione, ha voluto chiarire il suo impegno a riportare la situazione alla normalità, in particolare ora che il Ministro per l’Ambiente e il Presidente della Regione hanno trovato un accordo. “Per uscire dall’emergenza, Regione e Governo hanno emanato un’ordinanza per ripulire al più presto la città. È ora che la Sindaca faccia la sua parte. Noi manifestiamo per ripristinare la dignità della città e per la tutela della salute pubblica”.

L’VIII Municipio non è la prima volta che prende una posizione sul problema rifiuti. Già  un anno fa, appena insediata la nuova Giunta locale, aveva tentato un accordo con l’AMA per pianificare la raccolta e nel Giugno scorso aveva convocato un’ Assemblea straordinaria con i cittadini. Proprio in quei giorni il Municipio venne minacciato di denuncia, dall’ allora Assessora  al Comune Pinuccia Montanari, per allarmismo. Il Comune allora, invece di collaborare per ripristinare la normalità, negava che ci fosse una emergenza rifiuti a Roma. Oggi negare è impossibile, quanto minimizzare con le temperature attuali  i rischi per la salute pubblica.

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Emergenza rifiuti: marcia per la dignità e la salute pubblica

“La città è in difficoltà come mai prima di oggi. L’emergenza per la mancata raccolta dei rifiuti è sotto gli occhi di tutti”, il minisindaco dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri è di nuovo alle prese con il problema spazzatura. E come dargli torto?

Vie inondate da un odore nauseante proveniente dai cassonetti, spazzatura accumulata vicino ai secchioni, la differenziata che sembra ancora essere una meta irraggiungibile per la nostra città.
E allora, inizia il conto alla rovescia della “Marcia per la dignità e la salute pubblica”. Un evento invocato dal Municipio Roma VIII che partirà da piazzale Ostiense Martedì 9 Luglio alle ore 18:00. Da Piramide si passerà attraverso Via delle Conce, Pellegrino Matteucci e Via Benzoni, fino a giungere a metro Garbatella.

Più volte Ciaccheri assieme ad altri Presidenti hanno ribadito alla Sindaca Raggi di poter collaborare assieme, così da iniziare una serie di interventi e tamponare l’emergenza viste le condizioni dell’AMA ormai allo stremo. E non parliamo solo dei lavoratori in situazioni degradanti, ma a quanto pare, a causa di vari cassonetti incendiati, solo nel 2019 si è arrivati a ben 200mila euro di danni all’Azienda.

“Per uscire dall’emergenza, Regione e Governo hanno emanato un’ordinanza per ripulire al più presto la città. È ora che la Sindaca faccia la sua parte. Noi ribadiamo disponibilità a collaborare, ma non siamo più disponibili ad aspettare oltre. Ci mobilitiamo per ripristinare la dignità della città e per la tutela della salute pubblica” ha concluso il minisindaco Ciaccheri.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Massimiliano Smeriglio, con 59.499 preferenze, è tra gli eletti del Pd al Parlamento europeo

Massimiliano Smeriglio ce l’ha fatta. Il nostro concittadino della Garbatella siederà sui banchi di Strasburgo al Parlamento europeo. Con 59.499 preferenze, infatti l’ex vicepresidente della Regione Lazio, che aveva lasciato l’incarico per candidarsi nel collegio Italia centrale (Lazio, Umbria, Toscana e Marche) come indipendente nelle liste del Partito democratico, è arrivato in quarta posizione dopo Simona Bonafè (148.094 voti), Pietro Bartolo il noto medico dei migranti a Lampedusa (113.662) e David Sassoli (110.416).  E’ stato un risultato molto lusinghiero, anche di trascinamento del voto di lista, se si considera che il Pd a trazione Zingaretti  nell’Italia centrale ha raggiunto il 26,82% contro il 22,70% a livello nazionale e a Roma ha superato il 30%. Nella corsa delle preferenze Massimiliano Smeriglio, braccio sinistro del governatore Zingaretti, ha battuto alcuni noti eurodeputati come Roberto Gualtieri e il fiorentino Nicola Danti.

Viceversa non è andata bene per l’altro candidato dell’VIII Municipio Nando Bonessio,  8° con 1099 preferenze, anche perché la lista Europa verde, che comprendeva la formazione “Possibile” di Pippo Civati  con il 2,3% a livello nazionale non ha superato la quota di sbarramento prevista al 4%.

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La candidatura di Massimiliano Smeriglio nella lista del Pd alle Europee

“Voglio piantare una bandiera e costruirci intorno una battaglia, contro i nazionalismi e le destre estreme ”

di Gianni Rivolta

Nel palazzo della Regione, in una sala gremitissima di giornalisti e di addetti ai lavori, Nicola Zingaretti  ha spiegato le ragioni della candidatura del suo vice Massimiliano Smeriglio, alle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Il governatore del Lazio, nonché segretario nazionale del Partito democratico, è partito da lontano.

Ha rivendicato i risultati di una squadra che da 11 anni ha creato coesione sociale e, adottando formule politiche inedite, ha sempre vinto, anche quando intorno si sgretolavano le macerie del Centrosinistra a livello romano e nazionale.

 “Non dobbiamo  essere pigri, sciatti e burocratici, dobbiamo proiettare nel futuro a livello nazionale la buona qualità di governo e il nostro modo di essere nel centrosinistra . Non dobbiamo essere subalterni, – ha ribadito Zingaretti- la lista per le europee deve essere aperta, larga e innovatrice e deve mettere al centro la crescita, lo sviluppo e le persone.

C’è l’esigenza nel centrosinistra di forgiare una nuova classe dirigente e Massimiliano Smeriglio, che  è stato cooprotagonista di questa stagione politica, non poteva mancare nella lista, dove porterà la sua cultura politica. Bisognava muovere le pedine. Vittorio Foa l’avrebbe definita la “mossa del cavallo” e noi vogliamo portare nella politica nazionale,fatta spesso di sole parole,la concretezza dell’esperienza amministrativa, di chi le persone le guarda in faccia”.

Massimiliano Smeriglio a tratti si è fatto prendere dall’emozione: “ Non è facilissimo  per quello che verrà e quello che è stato. Nicola mi ha chiesto di candidarmi e speriamo che “la mossa del cavallo” non si traduca nella “mossa dell’asino”.

Io comunque voglio dare un contributo diretto ad una battaglia epocale, voglio piantare una bandiera contro i nazionalisti, contro quelli della famiglia di Verona, gli omofobi,i maschilisti, contro le nuove e vecchie povertà e contro le destre estreme, che rischiano di diventare maggioranza in Italia e in Europa. Una Europa che vogliamo cambiare, che vogliamo più democratica, inclusiva e accogliente.

Ho fatto un doppio salto mortale. Ho accettato di candidarmi e di candidarmi nel Partito Democratico, perché penso che Nicola Zingaretti sia il miglior segretario che questo partito possa avere. Lo faccio correndo senza paracadute. Perché concluso , il viaggio della Memoria in programma tutti gli anni con 500 studenti romani, mi dimetterò da vicepresidente. Sarà un passaggio netto senza piano b.

Faccio politica da quando avevo 14 anni. Se sarò eletto da Strasburgo presiederò da quella posizione  le politiche che in questi anni abbiamo avanzato nel Lazio, altrimenti tornerò a scrivere, a studiare e a leggere. Non è la prima volta che affronto queste sfide”.

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Massimiliano Smeriglio scende in campo per le Europee

Entra nel vivo con la presentazione delle
candidature la campagna elettorale per le  europee del prossimo 26 maggio. Tra le prime
dichiarazioni ufficiali di entrata in campo c’è quella di Massimiliano
Smeriglio nella lista del Pd.  Cittadino
della Garbatella e attuale vice presidente della Regione Lazio, Smeriglio proveniente
da Sel, oltre ad essere una figura di spicco della Sinistra romana,  è stato per diversi anni presidente dell’XI
Municipio oggi VIII. La sua candidatura e le successive dimissioni
comporteranno un rimpasto nella Giunta regionale. Per il suo posto si fa il
nome di Daniele Leodori, attuale presidente del Consiglio alla Pisana.  

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E’ nata una nuova agenzia di stampa territoriale con servizi giornalistici e video

Da oggi “Cara Garbatella” è anche on-line

Da questo mese anche Cara Garbatella, il periodico che racconta la vita dei quartieri dell’VIII Municipio, ha la sua versione on line. Fino ad oggi le notizie si potevano leggere  nel sito dell’Associazione, che è stato trasformato a tutti gli effetti  in una agenzia di stampa territoriale on line, aggiornata quotidianamente da una redazione. E’ un grande passo avanti per l’informazione democratica nel nostro territorio, un Municipio che supera i 160 mila abitanti, pari a una media città italiana.

Il giornale on line, facilmente consultabile digitando “Cara Garbatella”, ha diverse rubriche. Sulla home page si possono leggere gli articoli in tempo reale divisi nei quartieri che compongono il Municipio e corredati da immagini fotografiche: Garbatella, San Paolo, Ostiense,Roma 70, Montagnola, Tormarancio, Ottavocolle e Tor Carbone. Una particolare finestra è stata aperta con “Garba 100” su tutte le iniziative in vista del Centenario (1920-2020). Oltre agli articoli di cronaca, in fondo alla home page sul lato destro ci sono delle utility: storia del giornale, scrittori di Garbatella, la Redazione, i comunicati stampa e presto ci sarà una fotogallery con  immagini antiche e  moderne  insieme agli eventi più interessanti.

Testata Cara Garbatella

 Inoltre l’archivio del periodico  consente di sfogliare tutte le pagine a partire dal 2005 o fare una rapida ricerca per autore. Infine, come nelle più moderne redazioni giornalistiche, Cara Garbatella on line produce, per le notizie più rilevanti, veri e propri servizi video. Infatti  in fondo alla home page, si possono consultare alcune rubriche:  video sulla Garbatella,  locandine  e presto sarà presente uno spazio dedicato ai film girati nello storico Rione.(g.riv.).

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Ostiense : sabato23 marzo. Il filmato prodotto dai ragazzi dell’Istituto Rossellini Cine-Tv

UN VIDEO SULLE FOSSE ARDEATINE PROIETTATO SULLA PIRAMIDE CESTIA

75 anni. Tanti ne sono passati da quel pomeriggio del 1944 in cui,  dentro le Cave Ardeatine, iniziarono a rimbombare gli spari delle pistole e delle mitraglie dell’Aussenkommando  contro 335 civili romani. Una delle più orribili e vili azioni di rappresaglia degli occupanti tedeschi nella Capitale.

Per ricordarlo l’VIII Municipio ha organizzato una “cerimonia laica che rappresenti  il filo con il passato fondativo della Repubblica Italiana”. Queste sono state le parole pronunciate dall’assessore alla Cultura, Claudio Marotta, all’apertura dell’iniziativa, che si è svolta nel luogo simbolo della Resistenza romana: Porta S.Paolo.  Il cuore della commemorazione è stato la proiezione, sui candidi marmi della “Piramide Cestia”, del filmato prodotto dai ragazzi del Cine Tv Roberto Rossellini. Il breve  video, realizzato in meno di due settimane dagli allievi dell’Istituto, è stato proiettato ininterrottamente fino alla mezzanotte, accompagnando il passaggio verso il  24 marzo, giorno in cui avvenne la strage.

“Un’opera di pedagogia civile”, così l’ha presentata il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.

“La memoria è importante.  Oggi abbiamo un grande problema di memoria – ha spiegato la Preside dell’Istituto Rossellini, la professoressa  Marano-. Il passaggio verticale di quegli avvenimenti dai testimoni viventi alle nuove generazioni  è sempre meno possibile. E per mantenere viva la memoria  tra i giovani non basta ricordargli le date, è necessario che qualcuno le rielabori e le trasmetta: una comunicazione orizzontale. Il video, continua Marano, è un esempio di questo tentativo, una rielaborazione delle vicende e del loro significato, da trasmettere  ad altri giovani e alla popolazione romana”.

Il video inizia  con le immagini notissime del film “Roma Città aperta”. Teresa Gullace, interpretata da Anna Magnani, viene uccisa mentre  cerca di raggiungere suo marito che si allontana su camion tedesco. Sono immagini drammatiche rielaborate con raffinate tecniche di computer grafica. Poi appare e si colora gradualmente la tela di Guttuso dedicata alle Fosse Ardeatine. Quindi  le parole finali del componimento “Lapide ad ignominia “ di Piero Calamandrei, al quale si sovrappongono i visi dei 335 assassinati, mentre  scorre un  conto alla rovescia che parte da 335 per arrivare a zero. Lo spettatore rivive in questo modo  la lenta e drammatica scomparsa delle vittime.

Nei  pochi minuti del filmato i ragazzi del Cine Tv sono riusciti a condensare i sentimenti di orrore e  di ripulsa che l’eccidio ha evocato fin dal momento della sua scoperta. Sentimenti che rimangono nella memoria.

di Daniele Ranieri

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Per il 75° anniversario dell’eccidio

TANTI STUDENTI AL CORTEO ALLE FOSSE ARDEATINE

C’erano dei grandi tulipani di carta in testa al corteo di studenti che venerdì ha sfilato da piazza Sant’Eurosia verso le Fosse Ardeatine. 

Sono passati 75 anni dall’eccidio avvenuto nelle cave che allora si trovavano alla periferia di Roma. 335 vittime, colpite alla testa e poi sepolte dalle esplosioni delle cave di pozzolana. Nessuno doveva accorgersi dello sterminio compiuto dai tedeschi che il giorno dopo è stato comunicato alla popolazione con un trafiletto sul giornale: “L’ordine è già stato eseguito”.

Tutto questo è stato studiato nelle ultime settimane  da alcune centinaia di studenti, che hanno partecipato al corteo, sfilato sotto il sole di primavera lungo via delle Sette Chiese fino alle Fosse Ardeatine, con loro i professori e parecchi abitanti del quartiere. Gli alunni provenivano sia dalle scuole medie del municipio che dai licei. 

Moltissimi portavano dei mazzi di fiori in mano che hanno posato sulle lapidi appena arrivati al Sacrario. Hanno preparato alcuni striscioni, uno recitava “Viviamo per ricordare, la memoria siamo noi”. E questa, per molti anziani nati in quegli anni, è la speranza principale, tramandare la memoria dei fatti ai più giovani, perché non accada mai più nulla di simile, per debellare definitivamente il virus dell’antisemitismo che ancora purtroppo circola, visto che poche settimane fa sono comparse su un muro di Garbatella scritte di insulto verso la memoria di Anna Frank.

Molte scuole hanno lavorato in vista del corteo, anche con testimonianze molto ravvicinate. Uno studente delle medie che era in piazza venerdì è un discendente di una delle vittime, Orlando Orlandi Posti, decorato con la medaglia d’argento al valor militare. A casa di Marco si parla spesso della storia del loro parente, di cui sono orgogliosi. Lo studente ha raccontato che in classe è stato letto il libro pubblicato alcuni anni fa che contiene le brevi lettere che l’antifascista Orlandi Posti scriveva alla madre e alla fidanzata dal carcere di Via Tasso, nascondendole nei colletti delle camicie. “I miei compagni hanno ascoltato con attenzione – ha raccontato Marco – perché con queste cose non si scherza”. 

Un altro lavoro molto interessante è stato fatto nella scuola media Moscati dalle classi terze, in generale hanno lavorato sulla storia delle Fosse Ardeatine leggendo molte testimonianze, ma la classe III F è andata oltre facendo una ricerca e scrivendo poesie dedicate alle vittime. 

Ad ogni studente è stato attribuito un numero, che corrispondeva ad una delle 335 vittime della strage nazifascista. E così ogni alunno ha cercato la storia e la vita di quella persona e a lui ha dedicato una poesia. 

Il sacello 62 ad esempio corrisponde a Emilio Portinari: “è stato arrestato perché antifascista, ha raccontato la studentessa, teneva nascosta in casa una radio dove sentiva trasmissioni clandestine, è ingiusto condannare a morte una persona che non ha fatto nulla di male”. In mano aveva un foglio rosso a forma di cuore su cui c’era scritto “sono passati tanti anni, il dolore non si spegnerà, resterai nel nostro cuore”.

di Anna Bredice

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Screening della salute in Municipio VIII

L’ Assessorato alle Politiche sociali, assieme alla Asl Rm2, organizza la presentazione del progetto di promozione della salute e sugli screening citologici in Municipio VIII.

Martedi 12 Marzo 2019 dalle ore 16,00 presso la Sala Consiliare del Municipio VIII in Via Benedetto Croce, 50.

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Festeggiato l’8 marzo al Centro anziani Ostiense

 

di Stefano Baiocchi

È stato un pomeriggio di festa quello dell’otto marzo al Centro Anziani Ostiense. Non poteva esserci migliore occasione, per inaugurare la piccola biblioteca, che la Giornata Internazionale della Donna per ricordare le tante protagoniste nel mondo attraverso i racconti e le recite di tre giovanissime studentesse dell’Istituto Macinghi Strozzi, sostenute dall’insegnante Federica Novelli.

Moltissima gente, superiore alle attese, perché non c’era soltanto il nutrito gruppo di anziani che solitamente frequenta il Centro, ma si sono visti anche tanti volti giovani.

Ester Semeraro, Giordana Garau e Nour Ferjani ci hanno deliziato e fatto riflettere con racconti e poesie di moltissime donne che hanno contribuito con la loro lotta e la loro dignità, al progresso e allo sviluppo della società in ogni angolo del mondo.

Così le loro narrazioni si sono intrecciate con le parole di Frida Kahlo, Alda Merini, Rosa Parks, Eva Gore-Booth, ma anche con quelle dell’attivista statunitense Rachel Corrie il cui coraggio finì in Palestina schiacciato da un bulldozer dell’esercito israeliano.

Non poteva mancare il ricordo della giornalista russa Anna Politkovskaja (L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede), dell’attivista curda Avesta Harun, della sociologa brasiliana Marielle Franco, uccisa per la sua lotta a fianco degli abitanti delle favelas di Rio De Janeiro, e infine della Partigiana Carla Capponi, medaglia d’oro al valor militare.

L’Assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri hanno infine portato il saluto delle istituzioni.  

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Palladium, l’agenda di marzo

Capri Revolution

Dal cinema di Martone al Freud di Barlozzetti, dalla magia di Colours alla lirica di Prime Donne al Teatro di piazza Bartolomeo Romano, 8

 

a cura della redazione

 

Mercoledì 6 marzo alle ore 20,30:
Capri-Revolution”  (cinema)

Nuovo appuntamento nell’ambito della rassegna “Incontri col cinema” con la visione di Capri-Revolution (2018), ultimo film di Mario Martone presentato in concorso alla 75° Mostra del Cinema di Venezia e in corsa con ben 13 candidature ai David di Donatello 2019. Martone, tra i più acclamati Maestri del nuovo cinema italiano (Noi credevamo, Il giovane favoloso), introdurrà la visione del film con Vito Zagarrio (Università Roma Tre) e Ippolita Di Majo, con cui ha scritto a quattro mani la sceneggiatura edita da La nave di Teseo (Capri-revolution, Collana Oceani, 2018, pp. 192, € 19,00). Sarà presente all’incontro anche Bruno Roberti, autore del recente volume A distanza ravvicinata. L’arte di Mario Martone (Pellegrini editore, 2018).

BIGLIETTI: 5€

Sabato 9 marzo alle ore 20,30:
Herr/Freud Signorelli Mosè – Il Rebus” (teatro)

Un racconto teatrale e un’indagine in scena, un vero e proprio giallo, che ha per protagonista Freud alla ricerca di se stesso e della psicanalisi, in un confronto con il fantasma del Padre.  È Herr/Freud Signorelli Mosè – Il Rebus”  prodotto da Il Collettivo Teatro Animazione. Sul palco un narratore, Guido Barlozzetti, che con Freud e attraverso le sue parole – dai testi delle opere alle lettere – accompagna lo spettatore a immergersi nel lungo e tormentato percorso dell’esploratore dell’inconscio, accompagnato in scena dalle immagini video curate da Massimo Achilli e le musiche originali di un artista sensibile e innovativo quale Enzo Pietropaoli.

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

Mercoledì 13 marzo alle ore 20,30:
Pane e cioccolata” (cinema)

Terzo appuntamento di “Ritorno in pellicola”, una rassegna a ingresso gratuito dedicata a grandi film della storia del cinema italiano proiettati in 35mm, co-organizzata dall’Università Roma Tre con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e la rivista di critica cinematografica Quinlan.it. Il direttore della fotografia Luciano Tovoli introdurrà “Pane e cioccolata” di Franco Brusati (1973). Con Tovoli dialogheranno Vito Zagarrio (Università Roma Tre), Daniela Currò (Conservatore della Cineteca Nazionale) e Alessandro Aniballi (Quinlan.it).

INGRESSO GRATUITO

 

Giovedì 14 marzo alle ore 20,30:
Menzogna e sortilegio di una scrittura. I quattro romanzi di Elsa Morante” (recital teatrale)

Un intenso viaggio tra le opere di una delle maggiori scrittrici della letteratura italiana. Il Teatro Palladium ospita, nell’ambito della rassegna “Ritratti di scrittori e poeti” curata da Giuseppe Leonelli, Menzogna e sortilegio di una scrittura, un recital teatrale dedicato a Elsa Morante, prima donna ad essere insignita del Premio Strega nel 1957 per il romanzo L’isola di Arturo. Un evento gratuito dove saranno protagonisti i quattro romanzi della scrittrice: Menzogna e sortilegio, L’isola di Arturo, La Storia e Aracoeli.

INGRESSO GRATUITO

 

Venerdì 15 marzo alle ore 20,30:
Maurits Cornelis Escher, composizione e percezione delle immagini” (masterclass di fotografia)

Momento di formazione e approfondimento è la Masterclass di fotografia a cura di Patrizia Genovesi, Maurits Cornelis Escher, composizione e percezione delle immagini. Un appuntamento alla scoperta del meraviglioso mondo di uno degli artisti più amati dell’ultimo secolo. attraverso le sue vicende personali, le sue opere e il sorprendente rapporto che lo lega alla musica di Johan Sebastian Bach.

BIGLIETTI: 10 €

 

Colours_Dimitri Scarlato
Dimitri Scarlato (pianoforte)

Sabato 16 marzo alle ore 20,30:
Colours. Un viaggio musicale che conduce all’immaginazione visiva” (musica)

È possibile interpretare i colori attraverso la musica? Secondo Colours Per la prima volta in Italia – in un’unica data – il pubblico parteciperà a un viaggio musicale che lo condurrà all’immaginazione visiva dei colori e alle emozioni che questi stimolano. Il progetto nasce dal compositore e direttore d’orchestra Dimitri Scarlato (pianoforte), accompagnato sul palco da Agnieszka Teodorowska (violoncello) e Yuriy Chubarenko (fisarmonica).

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

Da giovedì 21 a domenica 24 marzo:
La scomparsa di Majorana” (teatro)

Un’indagine poliziesca, un thriller a orologeria, un sogno ad occhi aperti. È “La scomparsa di Majorana”, lo spettacolo in scena al Teatro Palladium con la regia di Fabrizio Catalano ispirato all’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Fulcro della vicenda la presunta morte, avvenuta nel 1938, del giovane e promettente fisico siciliano Ettore Majorana. Sul palco: Loredana Cannata, Alessio Caruso, Roberto Negri e Giovanna Rossi

Lunedì 25 marzo: per la rassegna “Prime Donne” il soprano “Mariangela Sicilia” (musica)

Amore e disamore, impeto e passione: sono questi gli elementi che animano il canto appassionato di Mariangela Sicilia. Sarà lei a chiudere la rassegna “Prime donne”, realizzata dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, che ha già ospitato le voci di Svetlana Kasyan, Claudia Pavone e Valentina Varriale. 

 

Venerdì 29 marzo alle ore 20,30: “Trio di Parma. Un concerto per Mario Bortolotto” (musica) 

Sono il trio di musica da camera più importante in Italia, la loro musica è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Il Trio di Parma, composto da Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al violino ed Enrico Bronzi al violoncello, è protagonista di un concerto dedicato al grande critico musicale Mario Bortolotto. Un omaggio dunque a uno tra i più importanti interpreti delle avanguardie musicali, con un repertorio da Schubert a Ravel.

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

BIGLIETTERIA PALLADIUM
Attivo due ore prima dello spettacolo il numero: 0657332768
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PRIMARIE del partito democratico nel municipio

Quasi l’80% per Zingaretti segretario

di anna BREDICE

Nicola Zingaretti ha vinto le primarie del Partito democratico con un risultato molto ampio anche nel nostro Municipio. Il 79,9% di chi si è recato ai gazebo ha scelto come segretario del Pd l’attuale governatore della Regione Lazio, un dato in linea con quello regionale, ma se questa è la media del Municipio, in alcune zone ci sono stati dei picchi ancora più alti: Zingaretti ha raccolto l’82,3% nel gazebo davanti al Teatro Palladium, un risultato simile anche a San Paolo, negli altri il dato oscilla tra il 78 e l’81%, per un totale di 5.986 voti. Il resto, poco meno del 20%, è stato suddiviso tra gli altri due candidati, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, il primo ha ottenuto l’8,4%, il secondo l’11,6%.

I gazebo erano complessivamente nove, disseminati in un’area molto vasta, per accogliere gli elettori senza costringerli a fare lunghi spostamenti. Ma se il viaggio da casa ai gazebo è stato breve, le file per votare sono state parecchio lunghe. Già dalla mattina dopo le otto, si sono viste molte persone in attesa, quasi ovunque, e così è stato fino alle 20 quando si sono chiusi i seggi ed è iniziato lo spoglio. Nel gazebo di Santa Galla, che ad ogni elezione viene montato davanti alla chiesa, si confondevano e si incrociavano le persone che uscivano dalla messa con quelle in coda per votare. Molti anziani con pazienza aspettavano il loro turno, in generale l’età dei votanti andava dai trenta-quaranta anni in avanti, pochi i sedicenni a cui era concesso il diritto di voto. A Tor Marancia dove si è votato non in un gazebo, ma nella sezione del partito a cui si accede scendendo alcuni scalini, una scrutatrice ha aiutato una donna molto anziana portandole la scheda e una cabina d’emergenza sul marciapiede. E’ stata una giornata di grande partecipazione democratica: un dato oggettivo è la partecipazione molto alta, che ha visto ad esempio 1.249 persone votare al gazebo della Montagnola, vicino al mercato, altri 1.100 alla sezione di Tor Marancia, 1.120 in via Erminio Spalla a Roma 70, per un totale nei nove gazebo allestiti di 7.488 votanti.

“C’era tanto popolo di centrosinistra che non vedevamo da tempo — ha dichiarato Flavio Conia, segretario del Pd del Municipio VIII, che ha seguito le operazioni di voto girando tra i gazebo — tanti e fiduciosi del peso che il loro voto può avere in questo momento, si è riunito l’elettorato conquistato in questi anni, più “renziano”, con quello perso e che si era allontanato”. Il riferimento di Conia è a quegli elettori delusi dei quali ha parlato anche il neo segretario del Pd nel primo discorso dopo la vittoria, nel quartier generale allestito nei pressi del Circo Massimo. E cioè gli scontenti che avevano votato Cinque stelle alle politiche e che ora, secondo i dem, sarebbero tornati a casa. Anche agli elettori grillini Zingaretti si era rivolto spesso durante la campagna per le primarie, per un progetto di partito inclusivo, che vede proprio nel Municipio VIII un esperimento che si è fatto concreto con la giunta di Ciaccheri. Sarà l’assemblea prevista il 17 marzo a ratificare l’elezione di Zingaretti segretario del Partito democratico, una carica che ricoprirà contemporaneamente a quella di Governatore della Regione Lazio.

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Dal consiglio municipale

Al via verde scolastico e orti urbani.

di Gianni RIVOLTA

Manutenzione delle aree verdi scolastiche e approvazione del Regolamento comunale degli orti urbani . Con questi provvedimenti licenziati  dal consiglio di via Benedetto Croce, la Giunta di centro sinistra aggiunge due importanti risultati al carnet delle realizzazioni nel 2019. Ma vediamo nel dettaglio le questioni. All’inizio di febbraio il presidente Amedeo Ciaccheri, attraverso un comunicato stampa, aveva informato  i cittadini del recupero  all’interno del bilancio 2018  di duecento mila euro, che rischiavano di andare persi, per la manutenzione del verde all’interno di asili, scuole elementari  e  piccoli giardini municipali. L’appalto è già partito. Il primo intervento ha riguardato la potatura di ben 35 alberi , che attendevano una cura da oltre 10 anni nel giardino dell’Istituto comprensivo Settimia Spizzichino a via Aristide Leonori. Le mamme e  le operatrici  degli asili  finalmente tireranno un sospiro di sollievo. Sono in programma, infatti, altri importanti interventi al “Villaggio nel Bosco” di via Antonio Mannucci all’Ostiense, al “Bruco verde”di via Cerbara e nel plesso della “Alonzi” in via Alessandro Valignano a Garbatella.

Dopo un lungo percorso partecipativo con la rete degli orti urbani municipali, finalmente è andata in porto anche l’approvazione del Regolamento comunale: le linee guida che disciplinano la gestione dei giardini urbani e gli orti concessi in comodato d’uso alle associazioni. Si tratta di  realtà molto significative sul territorio, non solo come esperienze di recupero delle aree verdi degradate, ma come incubatori di socialità tra cittadini. Sono  iniziative avviate da diversi anni, a partire dalla prima di Lega Ambiente a via Rosa Raimondi Garibaldi, a quella degli Orti Urbani Tre Fontane di largo Virgilio Maroso, dell’Ortolino in via del Tintoretto, degli orti di via Guglielmotti alla Garbatella e quelli di Largo Veratti sulla sponda del Tevere a San Paolo.  La risoluzione, approvata all’unanimità, anche dai due rappresentanti dei 5 Stelle, con una sola astensione, ha ribadito il divieto all’uso  di fitofarmaci e concimi chimici nelle coltivazioni.

Ma sulla riapertura di via delle Sette Chiese, interrotta da più di due mesi per il crollo di alcuni massi da un costone di tufo all’altezza di via Sant’Adautto, non ci sono ancora buone  notizie: la strada di collegamento tra la Garbatella e  l’Ostiense, rimane chiusa nonostante le sollecitazioni del Municipio. La Sindaca Virginia Raggi, infatti, con una lettera al Presidente Ciaccheri ha messo le mani avanti sui tempi di riapertura della storica stradina. Secondo la missiva i lavori  prevedono la necessità di stabilizzare la parete e l’istallazione di una rete paramassi per garantire la sicurezza della circolazione. Ma una prima  stima dell’intervento da parte del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione urbana supera i limiti per l’affidamento diretto dei lavori. Quindi il Comune di Roma, con buona pace dei cittadini,  si è preso  altri trenta giorni di tempo per studiare  la progettazione dell’intervento e il contenimento del preventivo.

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