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Intervista a Patrizia Prestipino

Presidente dell’ex XII Municipio, eletta deputata del Partito democratico per il collegio Ardeatino, insegnante e componente a Montecitorio della Commissione Scienza – Cultura –  Istruzione.

Onorevole, lei è sempre stata considerata una renziana di ferro. Come mai non ha seguìto Matteo Renzi nella sua avventura nonostante – si dice – le sue avances? Io sono stata la prima amministratrice romana nel 2011 ad abbracciare il progetto di Matteo Renzi quando era ancora sindaco di Firenze; ci incontrammo proprio nel capoluogo toscano dove mi parlò della sua volontà di cambiare profondamente il PD. Ho aderito immediatamente al suo progetto riformista – avevo capito che si sarebbe presentato alle primarie – che credo però debba continuare all’interno del Partito. Rimane naturalmente la stima e l’affetto verso Matteo, ma resta anche la voglia e la passione di proseguire la strada tracciata alla Leopolda all’interno del PD.

Parliamo di un altro leader. Lei ha collaborato con Zingaretti in provincia, e quindi lo conosce bene, pensa che stia facendo un buon lavoro nel Partito?
Conosco Nicola da quando era Segretario dei DS di Roma e c’è stima reciproca. Ho lavorato benissimo in quella Giunta Provinciale in cui ho ricoperto il ruolo di assessora; posso dire che Nicola è un grande lavoratore, che crede molto in quello che fa, qualsiasi sia il suo incarico; non si mette però in mostra né ama troppo i riflettori puntati. È una persona che lavora tanto e in silenzio.


Crede che l’arrivo di Laura Boldrini – in parte bilanciato da quello di Beatrice Lorenzin –  possa spostare troppo l’asse del partito a Sinistra?
Laura è una cara amica, una bella persona, vittima di “fake news” e degli “haters”, dai cosiddetti odiatori della Rete. Ha una grande storia e un grande passato nell’ambito della cooperazione internazionale e andrebbe rispettata e stimata soltanto per questo. Nell’ambito della Sinistra sta assumendo – a mio avviso – spesso posizioni riformiste e meno conservatrici. Sarà una delle tante anime che un partito riformista e pluralista come il PD deve avere al suo interno.
 

Lei ha lamentato più volte che il PD romano non ha idee e non produce iniziative.
Secondo il suo parere bisognerebbe andare ad un congresso straordinario ed azzerare la segreteria romana oppure è un problema che riguarda un po’ tutte le sezioni e quindi – in parte – i militanti della Capitale?
La Capitale versa in uno stato di degrado politico, economico, sociale, culturale, la risposta non può essere quella del PD romano. Non ce l’ho con le persone, ma con la visione che questo partito non ha prodotto sui grandi progetti per il rilancio di Roma di cui non vedo ombra da nessuna parte. Quando Roma non è al centro del dibattito nazionale, tantomeno locale, questo è un problema che va quanto prima sanato. Se il Partito va azzerato non sta a me decidere, c’è ancora un Segretario che è Andrea Casu, dovrà decidere lui (e la sua maggioranza) se andare avanti.

Ultimamente i consiglieri Capitolini del suo partito sembra abbiano ammorbidito l’opposizione nei confronti della Sindaca e della sua Giunta. Eppure i risultati, tutt’altro che favorevoli al governo dei Cinquestelle, sono sotto gli occhi di tutti.
Io non credo affatto che i nostri consiglieri abbiano abbassato la guardia, li vedo sempre molto attivi nel denunciare il malgoverno della Giunta Raggi, che ormai ha raggiunto punte ridicole anche nel cambio continuo degli assessori, nell’incapacità di guidare i processi amministrativi, gli investimenti e lo sviluppo della città. Credo piuttosto che non abbiamo attenzione da parte dei mass-media, non riuscendo a comunicare la loro azione politica in Campidoglio. Capisco anche che fare l’opposizione diventa pesante, perché è come fare l’opposizione a un Re Travicello, si finisce nel perdere forza di fronte ad una nullità quale è la Sindaca di Roma.

Molti politici, una volta eletti, non danno peso al collegio e al territorio dove risiedono gli elettori. In molti si ricordano di Lei anche per essere stata Presidente dell’ex XII Municipio; nelle ultime elezioni è stata eletta alla Camera nel collegio Ardeatino (che racchiude anche il territorio dell’VIII Municipio), grazie a oltre 50.000 voti, ogni tanto se lo fa un giro per i quartieri del territorio?
Sono stata eletta nel collegio più a sud d’Italia perché dopo di me, scendendo verso sud, c’è il giallo dei Cinquestelle… Ho l’onere e l’onore di essere stata eletta in un collegio bello e importante; ho fatto la mia campagna elettorale nei mercati, nei centri anziani, davanti alle scuole. Stare in mezzo alla gente è la mia caratteristica. Credo di essere l’unica deputata che ha aperto un ufficio di collegio (al Torrino n.d.r.) nel quale ricevo cittadini e che ospita alcune associazioni. Tengo sempre acceso il filo rosso che mi lega con gli elettori, non è un caso che il mio slogan elettore è “Ho scelto Voi”

Alla Garbatella, ma anche negli altri quartieri del Municipio ci si lamenta molto della spazzatura nelle strade. Ha qualche idea per risolvere la questione?
Quando c’è stato il blocco del TMB di Roma e il territorio dell’VIII Municipio è diventato una discarica a cielo aperto, ho partecipato insieme al presidente Amedeo Ciacchieri alla marcia a favore del decoro contro il degrado provocato da questa immondizia che infestava la Garbatella.
Bisogna avere il coraggio di chiudere il ciclo dei rifiuti e realizzare impianti che pongano fine a questa continua emergenza. Si sta lavorando sull’emergenza, anziché sulla lunga visione. Basta che un impianto si rompa o si blocchi e Roma finisce nel caos dei rifiuti. Io sono stata la prima presidente di Municipio a iniziare nel 2007 la raccolta differenziata.

Può essere soltanto colpa della Giunta Raggi oppure alcuni cittadini hanno una buona dose di responsabilità?
Che i cittadini abbiano delle responsabilità è vero, basta guardarsi intorno. Manca l’educazione nelle famiglie e nella scuola. Il tema dell’ambiente è diventato un tema importante, lo abbiamo visto anche con il fenomeno Greta Thunberg. Bisogna cominciare ad educare dalle piccole cose.

È d’accordo con il rinvio di un anno per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole? Non sono affatto d’accordo, ma il problema è stata la mancanza di fondi specifici per la formazione dei professori. Non tutti possono insegnare educazione civica, bisogna essere formati, altrimenti si fanno dei danni. E lo dico da insegnante.

Cosa le manca di più della sua vita da docente? Il rapporto con i ragazzi, i loro sorrisi, le loro ansie, il rapporto di assoluto amore che avevamo l’uno verso l’altro anche quando si partiva con delle diffidenze.
Non scorderò mai il pezzo di musica Rap che un alunno mi ha dedicato in latino. È stato il mio Inno (e portafortuna) elettorale.


A proposito, non crede che questo Governo dovrebbe (o potrebbe) tornare ad investire sulla scuola? I fondi dove si possono trovare?
Il Governo Renzi e poi quello guidato da Gentiloni investirono oltre 5 miliardi per l’edilizia scolastica. Il Governo targato Lega-Cinquestelle ne ha tagliati fino a 4 miliardi. Hanno anche tolto 5 miliardi dedicati alla formazione dei docenti e alle offerte formative, ma soprattutto agli insegnanti di sostegno. Oggi la scuola è iniziata nel caos più completo. Mancano tanti docenti e présidi perché scappati grazie a “Quota 100” e, soprattutto, pesa l’assenza di insegnanti di sostegno; a pagare come al solito sono le fasce più deboli, quindi i ragazzi con disabilità intellettiva e fisica. Ciò è inaccettabile per un Paese civile

Di Stefano Baiocchi

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Tregua per gli occupanti del Caravaggio

TOR MARANCIA: NELL’INCERTEZZA I 380 SENZA CASA

di Giuliano MAROTTA

Sembra rimandato a data da destinarsi lo sgombero degli ex uffici di viale del Caravaggio 105. Fino a qualche settimana fa l’occupazione era in cima alla classifica della “circolare Salvini”, rilasciata ad inizio estate dalla Prefettura di Roma, che prevedeva lo sgombero di 22 realtà romane tra spazi sociali e occupazioni abitative, senza offrire valide alternative per chi resta per strada. La tenacia degli occupanti di Caravaggio, che resistono nella proprietà Armellini da aprile 2013, grazie anche alla solidarietà del quartiere e forse al nuovo clima politico nazionale, hanno ottenuto al momento una sospensione dello sgombero.

Ora l’aria che si respira è quella dell’incertezza, una condizione che non rende facile la vita già sventurata dei 380 occupanti (di cui 80 minori), molti dei quali disoccupati o con un passato difficile alle spalle. Con la precarietà del lavoro oggi chi può permettersi l’acquisto di una casa? O di pagare un affitto?

Basta scorrere i siti internet degli annunci immobiliari, per rendersi conto delle cifre che vengono richieste a Tor Marancia e dintorni. Difficile per una famiglia comprare un bilocale a meno di 230 mila euro e ancora più difficile trovare l’anticipo e le garanzie per la banca. Un affitto di un modesto appartamento non si trova a meno di 700 euro al mese, mentre il prezzo di un posto letto in una stanza condivisa si aggira intorno ai 300 euro mensili. A ciò bisogna aggiungere le bollette, la caparra e gli anticipi dovuti. Come ai tempi della borgata Shangai, la baraccopoli costruita dal fascismo a TorMarancia, la città esclude i precari e i più poveri, costretti ad emigrare o a spostarsi in periferia, lontano dai servizi, da legami costruiti nel tempo e, nel caso di minori, anche dalla scuola frequentata fino all’anno precedente. Solo che il centro avanza e mangia le periferie che fino a ieri disprezzava.

A Roma si contano almeno 200 mila persone senza casa, dato purtroppo destinato a crescere, e si calcolano un ugual numero di appartamenti sfitti, oltre migliaia di strutture abbandonate e per le quali i costruttori non sono tenuti a pagare nessuna imposta. È tempo di avviare un processo di rigenerazione urbana, di una pianificazione per la costruzione di case popolari e di stemperare il clima di conflitto sociale venutosi a creare. Senza ulteriori tentennamenti, è compito della politica porre rimedio a questa annosa questione. Questi e altri saranno i temi in discussione il 14 settembre all’assemblea nazionale pubblica dei movimenti per la casa, che si svolgerà proprio nell’occupazione di Caravaggio.

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LAVORI SULLA LINEA B DELLA METROPOLITANA, DISAGI IN VISTA PER I CITTADINI DELL’VIII MUNICIPIO

Dal 9 settembre termine del servizio alle 21.00, previste anche chiusure totali 

Tre mesi di disagi per chi si sposta a Roma con la linea B della metropolitana. 

ATAC ha infatti annunciato che dal 9 settembre si comincerà a fare sul serio per la realizzazione dell’interscambio con la linea C e per la costruzione della nuova stazione Fori Imperiali. 

Ciò comporterà che fino al 7 di dicembre – data prevista per l’ultimazione dei lavori – la chiusura del servizio tra Laurentina e Castro Pretorio sarà anticipata alle 21.00. 

Naturalmente sono previsti degli autobus sostitutivi che copriranno la tratta chiusa e che saranno in strada dalle 21.00 alle 23.30, prolungando però l’orario fino all’1.30 il venerdì e il sabato.

In alcuni fine settimana, invece, la tratta Castro Pretorio – Laurentina sarà completamente chiusa: i cittadini troveranno sbarrate 13 fermate, alcune decisamente cruciali per la mobilità cittadina perché oltre a quelle centrali quali Colosseo, Cavour, Circo Massimo, utilizzate soprattutto dai turisti, raggiungere la Stazione Termini o gli interscambi con la Roma-Lido e con la stazione Ostiense (Piramide), potrà comportare qualche problema.

Per il momento sono stati calendarizzati per la chiusura totale i fine-settimana di settembre del 21-22, 28-29 e quindi i week end di ottobre del 5-6, 12-13 e 26-27. 
Le navette sostitutive, in questi casi, saranno in servizio il sabato dalle 5.30 all’1.30 e la domenica dalle 5.30 alle ore 23.30.

Ma saranno soprattutto i cittadini del Municipio a dover fare i conti con l’interruzione del servizio, poiché dopo il Centro Storico proprio l’Ottavo è la zona maggiormente servita dalla metro. Considerando, come detto, l’importanza della Stazione di Piramide, il nostro territorio vanta le fermate di Garbatella, San Paolo, Marconi lambendo quelle di EUR Magliana e di Laurentina. Un bel grattacapo per studenti e pendolari che rientrano la sera. 

Stefano Baiocchi

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Ferragosto 2019: gli eventi per chi rimane nella Capitale

Ferragosto a Roma. Per chi vive qui, potrebbe quasi sembrare una punizione. Le strade vuote, quel caldo afoso che ti costringe a stare abbracciato al tuo ventilatore, e l’unica gioia è la birretta fresca la sera tra i vicoli del quartiere. Ah no, un momento, con la nuova ordinanza non si puo’ più neanche bere per strada. Insomma, Ferragosto nella capitale non sembra una delle mete più ambite dai romani. Ma non demoralizzatevi: tra serate per ragazzi, cibo ed eventi culturali, ecco alcune date da segnarvi.

Pronti e via, si parte da Piazza Benedetto Brin, dove all’Arena Garbatella lunedi 12 alle ore 21:15 verrà proiettato il film; “C’è tempo” di Walter Veltroni. Lunedi 19 invece, toccherà a Claudio Genovesi con la pellicola “La paranza dei bambini”.

Per i più giovani, tranquilli che ce né anche per voi. Infatti il più eccentrico e bizzarro party a tema, con musiche anni 90 e non solo, il 15 sera colorerà il Parco Schuster; di cosa stiamo parlando? Del Borghetta Style! E non dimenticate che capiterà proprio di mercoledi, quindi, spritz a 2€ al Chiringuito Libre.

Per finire, ma non meno interessante, arriviamo al cibo. E chi meglio di Eataly, il tempio del food in Piazzale XII Ottobre, puó accontentare i nostri palati. Ma senza fretta, perché avete ben 18 giorni per poter gustare ogni specialità dell’evento «Fish and wine ». Dall’8 al 25 Agosto vi attendono una montagna di abbinamenti di pesce, fritto o crudo, con gli gnocchi o le linguine, frutti di mare o baccalà a non finire. Il tutto accompagnato da vini merditerranei e tanto altro.

Insomma, Ferragosto a Roma non è poi così male. E poi diciamocela tutta, anche senza mare rimane sempre la più bella capitale.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Liceo Socrate : nuova sede a Tor Marancia

“Mettiamo al sicuro la comunità scolastica del Municipio VIII e ampliamo cosi l’offerta pubblica e la qualità della scuola nel nostro territorio ; con un liceo classico e scientifico a Tor Marancia”. Così il presidente Ciaccheri comunica che per il Liceo Classico Socrate sono stati individuati nuovi spazi in Via Odescalchi per la scuola succursale. 

Un lavoro che va avanti già da Ottobre 2018 e che ora, grazie alla collaborazione di più Enti, si è giunti ad una conclusione. Ossia; prima il passaggio patrimoniale da Roma Capitale alla Città Metropolitana e poi l’individuazione della nuova sede. 

Il problema, o forse una fortuna, è che il Liceo Socrate ha da sempre ospitato moltissimi dei ragazzi residenti nei nostri quartieri e nelle zone circostanti. È fondamentale quindi garantire la continuità scolastica dei neo alunni e di coloro che si avvicinano all’ultimo anno.

di Ilaria Proietti Mercuri

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Centri Estivi 2019: inseriti 50 ragazzi dei servizi sociali

E’ tanto divertente quanto faticoso. Ci si cimenta in sport mai provati prima, si creano disastri nei laboratori creativi e nascono quelle amicizie estive che a volte durano decenni. Di cosa stiamo parlando? Degli amati centri estivi. Un momento però, amati dai bambini sì, ma per le famiglie?

Ogni anno pur di non lasciare i figli a casa davanti la televisione o intere giornate dai nonni, si fanno tanti sacrifici per poter pagare ogni settimana le rate dei campus estivi.

Ma da quest’anno, nel nostro Municipio c’è una novità. Per la prima volta infatti, nel Municipio Roma VIII, grazie alle associazioni del privato sociale si è potuto realizzare un grande progetto per quelle famiglie che vivono situazioni di fragilità. “Oltre 50 posti sono stati riservati a ragazzi seguiti dai nostri servizi sociali. Grazie sia ai collaboratori delle varie associazioni, che al Municipio e ai privati, si è potuto realizzare questo progetto. Il tutto a costo zero per l’amministrazione municipale grazie a tanti volontari”, scrive il minisindaco Amedeo Ciaccheri sui social. Insomma, un’ottima opportunità per le famiglie del nostro territorio che si trovano in difficoltà.

Secondo un recente sondaggio, a causa dei costi esorbitanti, solo una famiglia su quattro riesce a mandare i propri figli nei campus estivi per almeno una settimana. Dunque, una scelta divertente per i più piccini ma poco conveniente ai genitori. Da quest’anno, grazie a questa nuova opportunità, finalmente anche chi non avrebbe mai lontanamente immaginato di poter partecipare ad un centro estivo, oggi può farlo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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VIII Municipio e cittadini in corteo da Piramide alla Garbatella

Una marcia per la salute pubblica

di Daniele Ranieri

Un corteo colorato è sfilato  ieri dietro allo striscione tenuto dal Presidente dell’VIII Municipio  Amedeo Ciaccheri e da alcuni dei suoi Assessori . Una marcia per la dignità e la salute pubblica, la scritta che si leggeva sullo striscione, a chiarire i motivi della protesta

Il lungo serpentone, partito alle 18 da Piazzale Ostiense, ha attraversato Porto Fluviale, sfiorato La stazione Ostiense ed Eataly per concludersi ai giardini che dividono la Circonvallazione Ostiense.

Tanti cittadini, associazioni, commercianti e i sindacati, che hanno inteso protestare per  l’insopportabile condizione in cui vivono  a causa della cosiddetta “emergenza rifiuti” . Una situazione diventata ormai  la tragica condizione quotidiana. 

“D’estate a Roma  olezza solo la monnezza”  uno dei tanti cartelli portati dai manifestanti che, per sottolineare il disagio causato dall’accumularsi dell’immondizia lungo le strade della città, indossavano una mascherina  filtrante.

Il Presidente Ciaccheri, sia all’avvio che in conclusione della manifestazione, ha voluto chiarire il suo impegno a riportare la situazione alla normalità, in particolare ora che il Ministro per l’Ambiente e il Presidente della Regione hanno trovato un accordo. “Per uscire dall’emergenza, Regione e Governo hanno emanato un’ordinanza per ripulire al più presto la città. È ora che la Sindaca faccia la sua parte. Noi manifestiamo per ripristinare la dignità della città e per la tutela della salute pubblica”.

L’VIII Municipio non è la prima volta che prende una posizione sul problema rifiuti. Già  un anno fa, appena insediata la nuova Giunta locale, aveva tentato un accordo con l’AMA per pianificare la raccolta e nel Giugno scorso aveva convocato un’ Assemblea straordinaria con i cittadini. Proprio in quei giorni il Municipio venne minacciato di denuncia, dall’ allora Assessora  al Comune Pinuccia Montanari, per allarmismo. Il Comune allora, invece di collaborare per ripristinare la normalità, negava che ci fosse una emergenza rifiuti a Roma. Oggi negare è impossibile, quanto minimizzare con le temperature attuali  i rischi per la salute pubblica.

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DOPO GARBATELLA E SAN PAOLO ECCO IL TERZO QUADERNO DI MOBY DICK

E’ in edicola “Tor Marancia, borgata di Roma”

di Gianni RIVOLTA

Nelle ultime settimane è uscito nelle edicole e nelle librerie il terzo Quaderno di Moby Dick edito dalla casa editrice Iacobelli (208 pagine 15 euro), curato dal Tavolo archivio storico e centro di documentazione dell’VIII Municipio. Il titolo “Tor Marancia, borgata di Roma. Dal fango di Shangai ai colori dei murales” è esplicativo del contenuto dell’ultimo lavoro del collettivo redazionale composto da giornalisti, storici, architetti e cittadini, che da anni lavorano a svelare i segreti e la storia dei quartieri di Garbatella, San Paolo, Ostiense, Tormarancio, Montagnola.

Dopo il lancio d’inizio giugno all’hub culturale Moby Dick, venerdì 14 il Quaderno n. 3 è stato presentato dall’associazione parco della Torre nella suggestiva cornice del lotto di San Quintino.

Nella quarta di copertina del primo ed esaustivo lavoro editoriale su Tormarancio si legge:” Tor Marancia è una borgata di edilizia intensiva costruita alla fine degli anni Quaranta dall’ Istituto Case Popolari su una porzione di territorio situata alla sinistra della Cristoforo Colombo in direzione Eur, tra l’attestamento di piazza dei Navigatori e la Basilica di San Sebastiano sull’Appia antica. Fino alla fine dell’Ottocento questa era una vasta area rurale con una Tenuta agricola, qualche casale di campagna, le catacombe dei primi cristiani, alcune torri di avvistamento di epoca medievale, cave di tufo, una marrana e diversi fontanili.

Solo nel 1930/31 furono costruite ai confini della proprietà Santambrogio (ex Mons.Nicolai) le casette Pater su via delle Sette Chiese e qualche anno più tardi, nel 1933,la misera Borgata di Tormarancio nella famigerata “buca di Shangai”. Un esempio significativo di esclusione degli strati popolari più poveri della Capitale operata dal regime fascista, dove trovarono posto i diseredati delle baracche abusive e gli sfrattati.

Solo nei primi anni Cinquanta, dopo una stagione di lotte per la casa e il lavoro, la baraccopoli venne completamente demolita. Da qui ebbe inizio la rinascita di questo pezzo di città con i nuovi edifici Iacp, oggi valorizzati dai colori dei murales della Street art”. Il volume, corredato da tantissime fotografie d’epoca in bianco e nero, contiene diversi contributi di carattere storico, urbanistico e di attualità.

Gli scritti sono di: Fabio Alberti, Mirella Arcidiacono, Eleonora Coderoni, Flavio Conia, Claudio D’Aguanno, Milena Farina, Simona Fiorentini, Piero Fumo, Pasquale Grella, Floriana Mariani, Giuliano Marotta, Maria Paola Pagliari, Giovanni Pietrangeli, Sergio Rappino, Gianni Rivolta, Valerio Sannetti, Luciano Villani. Prefazione di Amedeo Ciaccheri.

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Dopo Garbatella e San Paolo ecco il terzo Quaderno di Moby Dick

E’ in edicola “Tor Marancia, borgata di Roma”

In questi giorni è uscito nelle edicole e nelle librerie  il terzo Quaderno di Moby Dick edito dalla casa editrice Iacobelli ( 208 pagine 15 euro), curato dal Tavolo archivio storico e centro di documentazione dell’VIII Municipio. Il titolo : “Tor Marancia, borgata di Roma.Dal fango di Shangai ai colori dei murales” è esplicativo del contenuto dell’ultimo lavoro del collettivo redazionale composta da giornalisti, storici, architetti e cittadini, che da anni lavorano a svelare i segreti e la storia dei quartieri di Garbatella, San Paolo, Ostiense, Tormarancio, Montagnola.

Nella quarta di copertina del primo ed esaustivo lavoro editoriale su Tormarancio si legge:”Tor Marancia è una borgata di edilizia intensiva costruita alla fine degli anni Quaranta dall’ Istituto Case Popolari su una porzione di territorio situata alla sinistra della Cristoforo Colombo in direzione Eur, tra l’attestamento di piazza dei Navigatori e la Basilica di San Sebastiano sull’Appia antica. Fino alla fine dell’Ottocento questa era una vasta area rurale con una Tenuta agricola, qualche casale di campagna, le catacombe dei primi cristiani, alcune torri di avvistamento di epoca medievale, cave di tufo, una marrana e diversi fontanili. Solo nel 1930/31 furono costruite ai confini della proprietà Santambrogio ( ex Mons.Nicolai) le casette Pater su via delle Sette Chiese e qualche anno più tardi, nel 1933,la misera Borgata di Tormarancio nella famigerata “buca di Shangai”. Un esempio significativo di esclusione degli strati popolari più poveri della Capitale operata dal regime fascista, dove trovarono posto i diseredati delle baracche abusive e gli sfrattati. Solo nei primi anni Cinquanta, dopo una stagione di lotte per la casa e il lavoro, la baraccopoli venne completamente demolita. Da qui ebbe inizio la rinascita di questo pezzo di città con i nuovi edifici Iacp, oggi valorizzati dai colori dei murales della Street art.

Il volume, corredato da tantissime fotografie d’epoca in bianco e nero, contiene diversi contributi di carattere storico, urbanistico e di attualità. Gli scritti sono di: Fabio Alberti, Mirella Arcidiacono,Eleonora Coderoni,Flavio Conia,Claudio D’Aguanno, Milena Farina,Simona Fiorentini,Piero Fumo,Pasquale Grella,Floriana Mariani,Giuliano Marotta,Maria Paola Pagliari,Giovanni Pietrangeli,Sergio Rappino, Gianni Rivolta, Valerio Sannetti, Luciano Villani. Prefazione di Amedeo Ciaccheri.

di Gianni Rivolta

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Massimiliano Smeriglio, con 59.499 preferenze, è tra gli eletti del Pd al Parlamento europeo

Massimiliano Smeriglio ce l’ha fatta. Il nostro concittadino della Garbatella siederà sui banchi di Strasburgo al Parlamento europeo. Con 59.499 preferenze, infatti l’ex vicepresidente della Regione Lazio, che aveva lasciato l’incarico per candidarsi nel collegio Italia centrale (Lazio, Umbria, Toscana e Marche) come indipendente nelle liste del Partito democratico, è arrivato in quarta posizione dopo Simona Bonafè (148.094 voti), Pietro Bartolo il noto medico dei migranti a Lampedusa (113.662) e David Sassoli (110.416).  E’ stato un risultato molto lusinghiero, anche di trascinamento del voto di lista, se si considera che il Pd a trazione Zingaretti  nell’Italia centrale ha raggiunto il 26,82% contro il 22,70% a livello nazionale e a Roma ha superato il 30%. Nella corsa delle preferenze Massimiliano Smeriglio, braccio sinistro del governatore Zingaretti, ha battuto alcuni noti eurodeputati come Roberto Gualtieri e il fiorentino Nicola Danti.

Viceversa non è andata bene per l’altro candidato dell’VIII Municipio Nando Bonessio,  8° con 1099 preferenze, anche perché la lista Europa verde, che comprendeva la formazione “Possibile” di Pippo Civati  con il 2,3% a livello nazionale non ha superato la quota di sbarramento prevista al 4%.

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Propaganda antiabortista sui muri dell’ex Fiera di Roma, Raggi la faccia rimuovere immediatamente

 “Lei si candida a nascere”: recita così uno dei manifesti appesi di fronte all’Ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo. In questo modo, i fanatici pro-life contro la legge 194 sull’aborto, approfittano delle elezioni europee del 26 maggio per farsi sentire. E dall’VIII Municipio non si fa attendere la risposta del Presidente. “È urgente la rimozione di questa aberrante pubblicità e che vengano definitivamente diffidate formalmente dal Campidoglio  le associazioni promotrici di queste campagne pro-odio: a Roma non sono benvenute.” Dichiara Amedeo Ciaccheri, invitando la Sindaca Raggi ad eliminare immediatamente la pubblicità. 

Insomma, passando sulla Colombo, sembra di essere tornati negli anni ’70 con questa propaganda antiabortista. A volte ritornano, direbbe un grande regista. Ma soprattutto, ancora una volta, il corpo della donna viene strumentalizzato come mezzo di propaganda. E in un mondo che sembra fabbricato per gli uomini, speriamo che la nostra Sindaca, da donna, si faccia sentire. Perché essere mamma non è un dovere, ma un diritto, una facoltà.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Tor Marancia: continua la battaglia dei cittadini per il centro culturale

Ancora incerto il destino dell’ex scuola Mafai

“Entro la fine del 2019, l’ex Liceo Artistico Mafai, in viale di Tor Marancia 103, sarà demolito e il progetto che sorgerà vedrà il coinvolgimento dei cittadini”. La nota è del dipartimento Infrastrutture del Comune di Roma, e cerca di fare chiarezza su una vicenda che ormai si trascina da troppo tempo, perlomeno da quando sono venute meno — dopo che in piazza dei Navigatori sono stati edificati 150.000 metri cubi di costruzioni – le opere di urbanizzazione previste dalla legge per rendere sostenibile il nuovo insediamento e renderlo quindi meno impattante dal punto di vista ambientale.

Una vicenda che ha visto scendere in campo e indignarsi la cittadinanza del quartiere. Parliamo di un’area abbandonata dal 2012, interamente ricoperta da immondizia ed erbacce, che sorge tra viale di Tor Marancia e viale Carlo Tommaso Odescalchi: uno dei tanti aspetti di degrado e ammaloramento, che caratterizzano alcuni scorci della città eterna. L’area dove sorgeva il Liceo conta circa novemila metri cubi di costruzione, su tre ettari e mezzo di terreno. Tuttavia, se negli uffici del Campidoglio il tempo scorre e tutto sembra immobile, gli abitanti del quartiere hanno le idee chiare. Proprio in quest’area, infatti, i cittadini — attraverso l’Associazione Parco della Torre di Tormarancia e il Comitato Centro Culturale Popolare Polivalente vorrebbero creare un luogo di opportunità per tutti, dove fare formazione, incontrarsi, organizzare mostre d’arte o un cineclub. Fare soprattutto, ma non solo, cultura. Anche se ultimamente non va troppo di moda.

la vecchia scuola abbandonata su viale tormarancia
la vecchia scuola abbandonata su viale di Tor Marancia

Un luogo individuato come centro polivalente dove ad esempio far nascere una biblioteca, giacché, nell’ottavo Municipio, tranne alcune piccole realtà presenti sul territorio, non esiste una vera biblioteca comunale (con annessi schedari, prestito e consultazione). Le idee quindi non mancano, perché oltre ad una biblioteca, vorrebbero realizzare anche una sala prove per compagnie teatrali o per gruppi musicali. I fondi per la demolizione della vecchia scuola e per la progettazione di un luogo di aggregazione ci sono soltanto in parte. Tuttavia — non manifestandosi un progetto concreto – non è stato ancora stanziato il finanziamento per la sua realizzazione. Anzi, la quota destinata a quell’area è scesa perché nel frattempo il Campidoglio ha dirottato i fondi sull’ordinario, come la sistemazione dei marciapiedi di alcune strade, la potatura degli alberi, la riqualificazione delle piste ciclabili, il recupero di un anonimo campo sportivo: l’ordinario appunto e non lo straordinario.

Nelle voci che vedono i fondi ripartiti per i vari interventi, si individuano in 700 mila euro i soldi stanziati per l’area di Tor Marancia: praticamente briciole, considerando che di euro ne servirebbero almeno 4 milioni e mezzo. Nel frattempo una petizione con oltre 500 firme consegnata al Comune il 17 dicembre del 2018, e alla quale non è stata data una risposta esaustiva, parlava chiaro: a Tormarancia i cittadini non hanno un luogo dove riunirsi, dove sviluppare progetti e integrazione e dove dare altre opportunità ai suoi concittadini.

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FIERA DI ROMA continua il braccio di Ferro tra la proprietà di inVestimenti spa, il campidoglio e il municipio Viii

Fiera di roma story: quale futuro per l’ex campionaria?

di stefano BAIOCCHI

Ci sono luoghi nella vita di cui si è soltanto sentito parlare, altri che appartengono alla memoria di tutti. L’ex Fiera di Roma, che Carlo Verdone riesce persino a citare in uno dei suoi primi film, a Roma e non soltanto nel nostro Municipio, la conoscono tutti. Inaugurata nel 1959, ha avuto il suo clou negli anni Settanta quando l’ingresso sulla Cristoforo Colombo era un qualcosa di avveniristico, con le bandiere di tante nazioni e una costruzione di tubi innocenti a mo’ di arco, illuminate a giorno da potentissimi fari alogeni e con all’interno un trenino, importato, si diceva, direttamente da Disneyland, che conduceva i visitatori più pigri tra gli spazi espositivi disposti su otto ettari di terreno.

Dal 2006 – a ridosso del territorio comunale di Fiumicino — sorge la Nuova Fiera di Roma, che vanta un vastissimo spazio espositivo, una stazione ferroviaria della FL1, uno svincolo autostradale sulla Roma Fiumicino e una serie di mega parcheggi, ma la cui proprietà, Investimenti Spa (società composta da Camera di Commercio, principale socio, Comune e Regione) vanta anche un debito consistente, contratto con un mutuo di 180 milioni con l’Unicredit. Torniamo a noi; cosa resta di quel luogo quasi misterioso ben protetto da alte mura che con le sue esposizioni campionarie piaceva e incuriosiva un po’ tutti?

Dopo essere diventato uno spazio di deposito per il Comune di Roma, fino a contenere quintali di sale che sotto la giunta Alemanno furono accumulati per l’emergenza neve, quelle alte mura hanno racchiuso di tutto: dagli uffici dei servizi elettorali con tonnellate di schede votate e/o annullate e pile di verbali, ai container di ogni ordine e grandezza per non parlare di scatoloni contenenti le divise dei vigili urbani. Da poco è stato ultimato lo sgombero di quei capannoni ed è stata posta sotto vigilanza tutta l’area, 7 ettari di cemento abbandonati, per impedire intrusioni, poiché in precedenza vi avevano trovato rifugio numerose persone.

Ai primi di aprile alcune persone provenienti da Casal de Merode e da via del Caravaggio hanno tentato di occupare l’area, ma hanno trovato le forze dell’ordine con numerosi blindati. Poi a ridosso del 25 aprile c’è stato un altro tentativo di effrazione che non ha avuto seguito. A Roma — com’è noto – è in atto una vera e propria emergenza abitativa, che alcune associazioni o semplici cittadini cercano di fronteggiare con occupazioni giacché spesso dal Campidoglio non arrivano risposte alla drammatica mancanza di alloggi.

Queste associazioni che si battono per il diritto alla casa premono — appoggiate anche da altri gruppi ambientalisti – affinché all’interno dell’area edificabile sulla Colombo si costruiscano nuovi alloggi popolari; mentre in precedenza si era puntato molto su un tipo di abitazioni residenziali più remunerative, anche per fare in modo che Investimenti rientrasse dei debiti. Una delibera della Giunta Raggi, grazie all’opera dell’ex assessore Paolo Berdini, aveva dato un taglio rilevante alle cubature: da una superficie edificabile di 67.500 metri quadrati, si era passati a circa 44.000.

Nel 2016 i proprietari hanno impugnato la delibera facendo ricorso al TAR, ma lo hanno perso. Ad oggi, tuttavia, ancora non è dato di sapere cosa sorgerà al posto dei vecchi padiglioni sulla cristoforo Colombo. Per adesso c’è ancora in ballo il cosiddetto Piano Casa al quale Investimenti spa avrebbe fatto ricorso per puntare a un 80% destinato ad abitazioni e a un 20% di servizi di quartiere. A tutto ciò il Presidente dell’Ottavo Municipio Amedeo Ciaccheri ha ripetutamente risposto di aprire un tavolo con il Comune, con lo scopo di migliorare la viabilità della zona e sostenere l’ipotesi di un tram, che colleghi San Paolo con Tormarancia. La sensazione più diffusa tra gli abitanti è che il tira e molla tra proprietari, Comune di Roma e Municipio sulla Fiera di Roma non troverà in tempi brevi una soluzione.

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Teatro Garbatella, la programmazione di maggio

Fitto il cartellone di maggio del Teatro di Piazza Giovanni da Triora n. 15.

Il 2 e il 3 maggio va in scena una fiaba per grandi e piccoli: “La Fiaba d’Inverno” di Silvia Faccini (che ne cura anche la regia) e Fulvio Pannese, una storia per chi sa che tra amore e destino, tra luce e oscurità, i miracoli possono accadere. “Alcuni di noi sono destinati a qualcosa di più grande”. Questo il messaggio che Jim, messaggero della Gilda, recapita a Peter Lake, ladro dalla nascita nella New York del 1904. Restio a credere alle parole del Messaggero e intento allo stesso tempo a sfuggire al temibile Muntro, Peter inizia un viaggio che gli farà incontrare Amore, Sofferenza, Sacrificio e Redenzione.

Una fiaba che trasporta l’invincibilità dell’Amore sulle ali del tempo e che offre ai sognatori una nuova visione delle stelle.

“Oggi sposo” è il monologo di Matteo Cirillo sull’amore che andrà in scena al Teatro Garbatella il 4 maggio. Un testo brillante ed ironico sull’amore perfetto che esiste solo nella sua forma imperfetta, scritto ed interpretato da Matteo Cirillo con la regia di Duilio Paciello, spettacolo vincitore della V° edizione del Premio Traiano come “Miglior attore” e “Miglior Spettacolo”. Un ragazzo si sta per sposare, ma la sposa non arriva. Lo sposo ricorda il loro primo incontro, il loro primo bacio e ricorda quel giorno in cui si è innamorato per tutta la vita. Ci vogliono solo 8.2 secondi per innamorarsi di una persona, ma potrebbe non bastare una vita intera per dimenticarla. Attraverso situazioni comiche, drammatiche e surreali, lo sposo racconta le diverse fasi del loro rapporto: la conoscenza, l’idillio, la convivenza e la “separazione“. Si dice che l’amore è eterno finché dura, ma finché dura che cosa? La vita o l’amore?.

Il 9 e il 10 maggio andrà in scena “Il Cadavre Esquis” di Camilla Ribechi con Cesare Cesarini e Camilla Ribechi. Surrealismo, amore, guerra e disagio mentale sono i temi di questo spettacolo, che ha come protagonista Leonora Carrington, pittrice surrealista inglese, che ebbe da giovanissima, tra il 1937 e il 1940, un’intensa relazione con il famoso pittore Max Ernst, surrealista anche lui, relazione che finisce in tragedia. In Francia, dove la coppia si ritira, Max viene arrestato più volte dalla polizia francese e dalla Gestapo ma, sul punto di essere deportato in un campo di concentramento, riesce a fuggire dall’Europa grazie all’aiuto di Peggy Gugghenheim, che sposerà. Leonora fugge verso la Spagna dove ha una crisi psicologica e viene internata più volte. Verrà salvata dall’Ambasciatore Messicano a Lisbona e fuggirà con lui nelle Americhe, precisamente in Messico, dove vivrà amata e rispettata da tutti fino all’età di 94 anni. Parallelamente al racconto della vita degli artisti citati, al racconto della vita degli artisti citati lo spettacolo prevede la partecipazione attiva del pubblico con la proposizione di alcune attività con tecniche surrealiste tra cui il collage e il ritratto automatico.

Il 17 maggio sul palcoscenico del Teatro Garbatella approda, dopo i tantissimi successi di critica e di pubblico in tutta Italia, “EDIPO REBUS miti oracoli e pasticci”. Uno spettacolo affascinante nel ribaltamento ironico di uno dei grandi classici della letteratura occidentale.La galleria di personaggi interpretati da Corinna Lo Castro svela retroscena insospettabili della storia di Edipo, che finisce con l’essere scomposta, contraddetta, carnevalizzata.La Pizia, vecchia sacerdotessa di Delfi, che formula le sue profezie a caso. L’estetista del re Laio, padre di Edipo, che spettegola sulla corte di Tebe, la regina Giocasta, cocainomane con una vita dissoluta per volere degli dei, la Sfinge che si dichiara vera madre e amante di Edipo ed infine Tiresia, falso veggente cieco che cerca invano un ordine nel caos.Dietro al ‘giallo’ di Sofocle sembra profilarsi un pasticciaccio comico, che lascia sul campo una verità caleidoscopica e labirintica.

Una verità, come dice il Tiresia interpretato in voce e video da Roberto Herlitzka, che forse “esiste solo nei limiti in cui la lasciamo in pace”. Lo spettacolo teatrale ha la traduzione, l’adattamento e la regia di Paolo Pasquini.

“Giovanna sotto il Sego del Tempo” andrà in scena il 23 e 24 Maggio. Lo  spettacolo  vuole  proporre  un  ritratto  non  convenzionale  di  una  regina  che  non  regnò mai,  Giovanna  la  Pazza, la storia interiore di una donna, fragile e al contempo fortissima. Una donna straordinariamente moderna, nel carattere così come nelle scelte che opera. Ossessiva,  bulimica,  innamorata.  Tradita.  Lucida  e  allo  stesso  tempo  incapace  di controllare le sue pulsioni. Forse  per  scelta  incapace.  Una  donna  capace  di attraversare  per  8  mesi  la  Spagna  con  il feretro del marito. Neanche 46 anni di internamento l’hanno spezzata, o chissà forse sì. Una donna autodistruttiva, forse per scelta. La scrittura è di Adriano Marenco, la regia di Alessandra Caputo, l’interpretazione di Patrizia Bernardini e musiche di Valentino Rodolfo Puccio.

Il 25 maggio “Principesse senza corona”. Un folle e divertente percorso teatrale, ”psicoanalitico”, vissuto da una donna che vive nella realtà, ma che si moltiplica in tante donne diverse.
di e con: Barbara Gallo e con la voce di Mimmo Mignemi

“La guerra delle tre melarance” andrà in scena il 30 e 31 Maggio. Due serate attraverso cui viene mostrato l’orrore della guerra e dell’illusione umana attraverso le lenti del colore e della musica. Con Chiara Bascialla, Stefano Di Maio, Stefano Gentile, Massimiliano Labanca, Jean Poussière. Due opere di riferimento, diverse citazioni, molta scrittura musicale. Questo è lo scheletro di base de “La guerra delle tre melarance”, che, a partire da una prima cornice fiabesca, che prende corpo dalla rielaborazione ad hoc di alcune scene tratte da “L’amore delle tre melarance” di Carlo Gozzi, segue l’avventura di un giovane  principe  che,  abbandonando  l’innocente  e  spensierato  regno  della  fiaba  sgargiante  e impetuosa, entra in contatto con la realtà cinica della macchinazione umana. Dapprima  conoscerà  il  mondo  politico,  la  depravazione  mentale  e  teorica  con  cui  esso  studia l’evento bellico e di cui “La guerra spiegata ai poveri” di Ennio Flaiano costituisce la fonte vitale per coglierne il grottesco e lo spietato.  Il viaggio continua sul campo di battaglia, dove il giovane oscilla tra voci, volti e, soprattutto, una sinfonia  drammatica  che  lo  conduce  dall’esaltazione  per  una  vittoria  solamente  apparente  al sempre più oscuro vortice dell’agonia della guerra, dove non esiste nient’altro che la sconfitta.

Teatro Garbatella – Piazza Giovanni da Triora 15 – 00145 Roma

Tel: 366 200 3502, Biglietteria on line: https://oooh.events/

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La candidatura di Massimiliano Smeriglio nella lista del Pd alle Europee

“Voglio piantare una bandiera e costruirci intorno una battaglia, contro i nazionalismi e le destre estreme ”

di Gianni Rivolta

Nel palazzo della Regione, in una sala gremitissima di giornalisti e di addetti ai lavori, Nicola Zingaretti  ha spiegato le ragioni della candidatura del suo vice Massimiliano Smeriglio, alle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Il governatore del Lazio, nonché segretario nazionale del Partito democratico, è partito da lontano.

Ha rivendicato i risultati di una squadra che da 11 anni ha creato coesione sociale e, adottando formule politiche inedite, ha sempre vinto, anche quando intorno si sgretolavano le macerie del Centrosinistra a livello romano e nazionale.

 “Non dobbiamo  essere pigri, sciatti e burocratici, dobbiamo proiettare nel futuro a livello nazionale la buona qualità di governo e il nostro modo di essere nel centrosinistra . Non dobbiamo essere subalterni, – ha ribadito Zingaretti- la lista per le europee deve essere aperta, larga e innovatrice e deve mettere al centro la crescita, lo sviluppo e le persone.

C’è l’esigenza nel centrosinistra di forgiare una nuova classe dirigente e Massimiliano Smeriglio, che  è stato cooprotagonista di questa stagione politica, non poteva mancare nella lista, dove porterà la sua cultura politica. Bisognava muovere le pedine. Vittorio Foa l’avrebbe definita la “mossa del cavallo” e noi vogliamo portare nella politica nazionale,fatta spesso di sole parole,la concretezza dell’esperienza amministrativa, di chi le persone le guarda in faccia”.

Massimiliano Smeriglio a tratti si è fatto prendere dall’emozione: “ Non è facilissimo  per quello che verrà e quello che è stato. Nicola mi ha chiesto di candidarmi e speriamo che “la mossa del cavallo” non si traduca nella “mossa dell’asino”.

Io comunque voglio dare un contributo diretto ad una battaglia epocale, voglio piantare una bandiera contro i nazionalisti, contro quelli della famiglia di Verona, gli omofobi,i maschilisti, contro le nuove e vecchie povertà e contro le destre estreme, che rischiano di diventare maggioranza in Italia e in Europa. Una Europa che vogliamo cambiare, che vogliamo più democratica, inclusiva e accogliente.

Ho fatto un doppio salto mortale. Ho accettato di candidarmi e di candidarmi nel Partito Democratico, perché penso che Nicola Zingaretti sia il miglior segretario che questo partito possa avere. Lo faccio correndo senza paracadute. Perché concluso , il viaggio della Memoria in programma tutti gli anni con 500 studenti romani, mi dimetterò da vicepresidente. Sarà un passaggio netto senza piano b.

Faccio politica da quando avevo 14 anni. Se sarò eletto da Strasburgo presiederò da quella posizione  le politiche che in questi anni abbiamo avanzato nel Lazio, altrimenti tornerò a scrivere, a studiare e a leggere. Non è la prima volta che affronto queste sfide”.

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Massimiliano Smeriglio scende in campo per le Europee

Entra nel vivo con la presentazione delle
candidature la campagna elettorale per le  europee del prossimo 26 maggio. Tra le prime
dichiarazioni ufficiali di entrata in campo c’è quella di Massimiliano
Smeriglio nella lista del Pd.  Cittadino
della Garbatella e attuale vice presidente della Regione Lazio, Smeriglio proveniente
da Sel, oltre ad essere una figura di spicco della Sinistra romana,  è stato per diversi anni presidente dell’XI
Municipio oggi VIII. La sua candidatura e le successive dimissioni
comporteranno un rimpasto nella Giunta regionale. Per il suo posto si fa il
nome di Daniele Leodori, attuale presidente del Consiglio alla Pisana.  

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Distribuito gratuitamente nei bar del quartiere

“La Buca” è il bimestrale di Tormarancio

di Stefano Baiocchi

Quando chiude un giornale, quando una testata che fa informazione abbassa la saracinesca, quando una Radio spegne per sempre il microfono, comunque la si pensi, è una brutta notizia. E di brutte notizie al riguardo, nella nostra città, ne abbiamo ascoltate molte. Invece, questa volta, abbiamo una buona novella perché a Tor Marancia è nato un nuovo giornale, La Buca.

Composto per ora da pochi fogli, disponibili sia nel cartaceo che nell’edizione digitale, ovverosia in formato Pdf, il giornale nasce per volontà dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia.
La Buca appunto, il luogo dov’era ubicata la vecchia borgata, quella che i nostri zii o le nostre nonne chiamavano Sciangai, perché dopo ogni pioggia o anche un breve temporale, tutta la zona si allagava e il paesaggio finiva per assumere le caratteristiche di un villaggio asiatico invaso dalle acque dopo un monsone.

La Buca non ha particolari velleità, né occulti scopi di lucro; si propone semplicemente di restituire agli abitanti nuovi spunti d’incontro e di discussione, con un’attenzione particolare alla Storia e alle vicende, che hanno contraddistinto la trasformazione del quartiere dalla nascita sino ai nostri giorni.
Il periodico, per ora distribuito gratuitamente in sole 400 copie in tutti i bar di Tor Marancia, ha una cadenza bimestrale e vive grazie al sostegno dell’Associazione.

Si tratta di un foglio aperto a tutti (nel senso che tutti i cittadini sono invitati a parteciparvi), ricco di spunti interessanti, che affronta con scrupolo tutte le vicende del territorio, dando il giusto spazio alla tutela dell’ambiente e alla dignità delle persone.
Per ulteriori informazioni  potete scrivere a parcodellatorre@gmail.com o cercare su Facebook la pagina Parco della Torre di Tormarancia: qui potete anche scaricare o richiedere  il pdf del primo numero.

Ai nostri colleghi de La Buca vanno i migliori auguri di buon lavoro dalla Redazione di Cara Garbatella.

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E’ nata una nuova agenzia di stampa territoriale con servizi giornalistici e video

Da oggi “Cara Garbatella” è anche on-line

Da questo mese anche Cara Garbatella, il periodico che racconta la vita dei quartieri dell’VIII Municipio, ha la sua versione on line. Fino ad oggi le notizie si potevano leggere  nel sito dell’Associazione, che è stato trasformato a tutti gli effetti  in una agenzia di stampa territoriale on line, aggiornata quotidianamente da una redazione. E’ un grande passo avanti per l’informazione democratica nel nostro territorio, un Municipio che supera i 160 mila abitanti, pari a una media città italiana.

Il giornale on line, facilmente consultabile digitando “Cara Garbatella”, ha diverse rubriche. Sulla home page si possono leggere gli articoli in tempo reale divisi nei quartieri che compongono il Municipio e corredati da immagini fotografiche: Garbatella, San Paolo, Ostiense,Roma 70, Montagnola, Tormarancio, Ottavocolle e Tor Carbone. Una particolare finestra è stata aperta con “Garba 100” su tutte le iniziative in vista del Centenario (1920-2020). Oltre agli articoli di cronaca, in fondo alla home page sul lato destro ci sono delle utility: storia del giornale, scrittori di Garbatella, la Redazione, i comunicati stampa e presto ci sarà una fotogallery con  immagini antiche e  moderne  insieme agli eventi più interessanti.

Testata Cara Garbatella

 Inoltre l’archivio del periodico  consente di sfogliare tutte le pagine a partire dal 2005 o fare una rapida ricerca per autore. Infine, come nelle più moderne redazioni giornalistiche, Cara Garbatella on line produce, per le notizie più rilevanti, veri e propri servizi video. Infatti  in fondo alla home page, si possono consultare alcune rubriche:  video sulla Garbatella,  locandine  e presto sarà presente uno spazio dedicato ai film girati nello storico Rione.(g.riv.).

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Ostiense : sabato23 marzo. Il filmato prodotto dai ragazzi dell’Istituto Rossellini Cine-Tv

UN VIDEO SULLE FOSSE ARDEATINE PROIETTATO SULLA PIRAMIDE CESTIA

75 anni. Tanti ne sono passati da quel pomeriggio del 1944 in cui,  dentro le Cave Ardeatine, iniziarono a rimbombare gli spari delle pistole e delle mitraglie dell’Aussenkommando  contro 335 civili romani. Una delle più orribili e vili azioni di rappresaglia degli occupanti tedeschi nella Capitale.

Per ricordarlo l’VIII Municipio ha organizzato una “cerimonia laica che rappresenti  il filo con il passato fondativo della Repubblica Italiana”. Queste sono state le parole pronunciate dall’assessore alla Cultura, Claudio Marotta, all’apertura dell’iniziativa, che si è svolta nel luogo simbolo della Resistenza romana: Porta S.Paolo.  Il cuore della commemorazione è stato la proiezione, sui candidi marmi della “Piramide Cestia”, del filmato prodotto dai ragazzi del Cine Tv Roberto Rossellini. Il breve  video, realizzato in meno di due settimane dagli allievi dell’Istituto, è stato proiettato ininterrottamente fino alla mezzanotte, accompagnando il passaggio verso il  24 marzo, giorno in cui avvenne la strage.

“Un’opera di pedagogia civile”, così l’ha presentata il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.

“La memoria è importante.  Oggi abbiamo un grande problema di memoria – ha spiegato la Preside dell’Istituto Rossellini, la professoressa  Marano-. Il passaggio verticale di quegli avvenimenti dai testimoni viventi alle nuove generazioni  è sempre meno possibile. E per mantenere viva la memoria  tra i giovani non basta ricordargli le date, è necessario che qualcuno le rielabori e le trasmetta: una comunicazione orizzontale. Il video, continua Marano, è un esempio di questo tentativo, una rielaborazione delle vicende e del loro significato, da trasmettere  ad altri giovani e alla popolazione romana”.

Il video inizia  con le immagini notissime del film “Roma Città aperta”. Teresa Gullace, interpretata da Anna Magnani, viene uccisa mentre  cerca di raggiungere suo marito che si allontana su camion tedesco. Sono immagini drammatiche rielaborate con raffinate tecniche di computer grafica. Poi appare e si colora gradualmente la tela di Guttuso dedicata alle Fosse Ardeatine. Quindi  le parole finali del componimento “Lapide ad ignominia “ di Piero Calamandrei, al quale si sovrappongono i visi dei 335 assassinati, mentre  scorre un  conto alla rovescia che parte da 335 per arrivare a zero. Lo spettatore rivive in questo modo  la lenta e drammatica scomparsa delle vittime.

Nei  pochi minuti del filmato i ragazzi del Cine Tv sono riusciti a condensare i sentimenti di orrore e  di ripulsa che l’eccidio ha evocato fin dal momento della sua scoperta. Sentimenti che rimangono nella memoria.

di Daniele Ranieri

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Per il 75° anniversario dell’eccidio

TANTI STUDENTI AL CORTEO ALLE FOSSE ARDEATINE

C’erano dei grandi tulipani di carta in testa al corteo di studenti che venerdì ha sfilato da piazza Sant’Eurosia verso le Fosse Ardeatine. 

Sono passati 75 anni dall’eccidio avvenuto nelle cave che allora si trovavano alla periferia di Roma. 335 vittime, colpite alla testa e poi sepolte dalle esplosioni delle cave di pozzolana. Nessuno doveva accorgersi dello sterminio compiuto dai tedeschi che il giorno dopo è stato comunicato alla popolazione con un trafiletto sul giornale: “L’ordine è già stato eseguito”.

Tutto questo è stato studiato nelle ultime settimane  da alcune centinaia di studenti, che hanno partecipato al corteo, sfilato sotto il sole di primavera lungo via delle Sette Chiese fino alle Fosse Ardeatine, con loro i professori e parecchi abitanti del quartiere. Gli alunni provenivano sia dalle scuole medie del municipio che dai licei. 

Moltissimi portavano dei mazzi di fiori in mano che hanno posato sulle lapidi appena arrivati al Sacrario. Hanno preparato alcuni striscioni, uno recitava “Viviamo per ricordare, la memoria siamo noi”. E questa, per molti anziani nati in quegli anni, è la speranza principale, tramandare la memoria dei fatti ai più giovani, perché non accada mai più nulla di simile, per debellare definitivamente il virus dell’antisemitismo che ancora purtroppo circola, visto che poche settimane fa sono comparse su un muro di Garbatella scritte di insulto verso la memoria di Anna Frank.

Molte scuole hanno lavorato in vista del corteo, anche con testimonianze molto ravvicinate. Uno studente delle medie che era in piazza venerdì è un discendente di una delle vittime, Orlando Orlandi Posti, decorato con la medaglia d’argento al valor militare. A casa di Marco si parla spesso della storia del loro parente, di cui sono orgogliosi. Lo studente ha raccontato che in classe è stato letto il libro pubblicato alcuni anni fa che contiene le brevi lettere che l’antifascista Orlandi Posti scriveva alla madre e alla fidanzata dal carcere di Via Tasso, nascondendole nei colletti delle camicie. “I miei compagni hanno ascoltato con attenzione – ha raccontato Marco – perché con queste cose non si scherza”. 

Un altro lavoro molto interessante è stato fatto nella scuola media Moscati dalle classi terze, in generale hanno lavorato sulla storia delle Fosse Ardeatine leggendo molte testimonianze, ma la classe III F è andata oltre facendo una ricerca e scrivendo poesie dedicate alle vittime. 

Ad ogni studente è stato attribuito un numero, che corrispondeva ad una delle 335 vittime della strage nazifascista. E così ogni alunno ha cercato la storia e la vita di quella persona e a lui ha dedicato una poesia. 

Il sacello 62 ad esempio corrisponde a Emilio Portinari: “è stato arrestato perché antifascista, ha raccontato la studentessa, teneva nascosta in casa una radio dove sentiva trasmissioni clandestine, è ingiusto condannare a morte una persona che non ha fatto nulla di male”. In mano aveva un foglio rosso a forma di cuore su cui c’era scritto “sono passati tanti anni, il dolore non si spegnerà, resterai nel nostro cuore”.

di Anna Bredice

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Screening della salute in Municipio VIII

L’ Assessorato alle Politiche sociali, assieme alla Asl Rm2, organizza la presentazione del progetto di promozione della salute e sugli screening citologici in Municipio VIII.

Martedi 12 Marzo 2019 dalle ore 16,00 presso la Sala Consiliare del Municipio VIII in Via Benedetto Croce, 50.

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Festeggiato l’8 marzo al Centro anziani Ostiense

 

di Stefano Baiocchi

È stato un pomeriggio di festa quello dell’otto marzo al Centro Anziani Ostiense. Non poteva esserci migliore occasione, per inaugurare la piccola biblioteca, che la Giornata Internazionale della Donna per ricordare le tante protagoniste nel mondo attraverso i racconti e le recite di tre giovanissime studentesse dell’Istituto Macinghi Strozzi, sostenute dall’insegnante Federica Novelli.

Moltissima gente, superiore alle attese, perché non c’era soltanto il nutrito gruppo di anziani che solitamente frequenta il Centro, ma si sono visti anche tanti volti giovani.

Ester Semeraro, Giordana Garau e Nour Ferjani ci hanno deliziato e fatto riflettere con racconti e poesie di moltissime donne che hanno contribuito con la loro lotta e la loro dignità, al progresso e allo sviluppo della società in ogni angolo del mondo.

Così le loro narrazioni si sono intrecciate con le parole di Frida Kahlo, Alda Merini, Rosa Parks, Eva Gore-Booth, ma anche con quelle dell’attivista statunitense Rachel Corrie il cui coraggio finì in Palestina schiacciato da un bulldozer dell’esercito israeliano.

Non poteva mancare il ricordo della giornalista russa Anna Politkovskaja (L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede), dell’attivista curda Avesta Harun, della sociologa brasiliana Marielle Franco, uccisa per la sua lotta a fianco degli abitanti delle favelas di Rio De Janeiro, e infine della Partigiana Carla Capponi, medaglia d’oro al valor militare.

L’Assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri hanno infine portato il saluto delle istituzioni.  

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Anche a Roma 70 apre una scuola poplare

Comunicato diffuso dall’Associazione   Nessun Dorma 

Al via
una nuova scuola popolare nel territorio di Roma 70, aperta ai ragazzi e le
ragazze che frequentano le scuole medie del quartiere. Si tratta di uno spazio in cui gli studenti e le studentesse possano
scoprire l’importanza dell’istruzione e sviluppare un proprio metodo di studio
attraverso la creatività e il mutuo aiuto.
Un ambiente multifunzionale, che sia di riferimento per il quartiere, orientato
alla didattica nel quale saranno a disposizione strumenti e volontari per il
supporto allo studio e altre attività accessorie, costruendo senso di comunità
e solidarietà nei più giovani. Dopo la Scuola Popolare Sciangai e Scuolapop Piero Bruno si
allarga così la rete di solidarietà scolastica del Municipio.

Tutto questo è reso possibile grazie al contributo di importanti partner, a
partire dalla Fondazione Nazionale della Comunicazione, ente che ha valutato
positivamente il progetto rilasciando un contributo, che nel tempo permetterà
di avere un’attrezzatura all’avanguardia per la realizzazione di tutte le
attività previste,  al Dirigente
Scolastico e al corpo docenti dell’istituto comprensivo Carlo Alberto dalla
Chiesa, che ospiterà il progetto nella sede centrale e con cui si è avviato un
sano e importante dibattito sulle esigenze degli studenti e delle studentesse.
Infine grazie al Municipio Roma VIII e
all’Assessorato alla Scuola per supportare e patrocinare l’iniziativa.

A partire
da questa settimana la scuola popolare di Roma 70 sarà aperta dalle 14.00 alle
16.15 presso la Carlo Alberto sede centrale, per maggiori informazioni  potete scrivere alla pagina FB o alla mail ass.nessundorma@gmail.com

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Palladium, l’agenda di marzo

Capri Revolution

Dal cinema di Martone al Freud di Barlozzetti, dalla magia di Colours alla lirica di Prime Donne al Teatro di piazza Bartolomeo Romano, 8

 

a cura della redazione

 

Mercoledì 6 marzo alle ore 20,30:
Capri-Revolution”  (cinema)

Nuovo appuntamento nell’ambito della rassegna “Incontri col cinema” con la visione di Capri-Revolution (2018), ultimo film di Mario Martone presentato in concorso alla 75° Mostra del Cinema di Venezia e in corsa con ben 13 candidature ai David di Donatello 2019. Martone, tra i più acclamati Maestri del nuovo cinema italiano (Noi credevamo, Il giovane favoloso), introdurrà la visione del film con Vito Zagarrio (Università Roma Tre) e Ippolita Di Majo, con cui ha scritto a quattro mani la sceneggiatura edita da La nave di Teseo (Capri-revolution, Collana Oceani, 2018, pp. 192, € 19,00). Sarà presente all’incontro anche Bruno Roberti, autore del recente volume A distanza ravvicinata. L’arte di Mario Martone (Pellegrini editore, 2018).

BIGLIETTI: 5€

Sabato 9 marzo alle ore 20,30:
Herr/Freud Signorelli Mosè – Il Rebus” (teatro)

Un racconto teatrale e un’indagine in scena, un vero e proprio giallo, che ha per protagonista Freud alla ricerca di se stesso e della psicanalisi, in un confronto con il fantasma del Padre.  È Herr/Freud Signorelli Mosè – Il Rebus”  prodotto da Il Collettivo Teatro Animazione. Sul palco un narratore, Guido Barlozzetti, che con Freud e attraverso le sue parole – dai testi delle opere alle lettere – accompagna lo spettatore a immergersi nel lungo e tormentato percorso dell’esploratore dell’inconscio, accompagnato in scena dalle immagini video curate da Massimo Achilli e le musiche originali di un artista sensibile e innovativo quale Enzo Pietropaoli.

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

Mercoledì 13 marzo alle ore 20,30:
Pane e cioccolata” (cinema)

Terzo appuntamento di “Ritorno in pellicola”, una rassegna a ingresso gratuito dedicata a grandi film della storia del cinema italiano proiettati in 35mm, co-organizzata dall’Università Roma Tre con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e la rivista di critica cinematografica Quinlan.it. Il direttore della fotografia Luciano Tovoli introdurrà “Pane e cioccolata” di Franco Brusati (1973). Con Tovoli dialogheranno Vito Zagarrio (Università Roma Tre), Daniela Currò (Conservatore della Cineteca Nazionale) e Alessandro Aniballi (Quinlan.it).

INGRESSO GRATUITO

 

Giovedì 14 marzo alle ore 20,30:
Menzogna e sortilegio di una scrittura. I quattro romanzi di Elsa Morante” (recital teatrale)

Un intenso viaggio tra le opere di una delle maggiori scrittrici della letteratura italiana. Il Teatro Palladium ospita, nell’ambito della rassegna “Ritratti di scrittori e poeti” curata da Giuseppe Leonelli, Menzogna e sortilegio di una scrittura, un recital teatrale dedicato a Elsa Morante, prima donna ad essere insignita del Premio Strega nel 1957 per il romanzo L’isola di Arturo. Un evento gratuito dove saranno protagonisti i quattro romanzi della scrittrice: Menzogna e sortilegio, L’isola di Arturo, La Storia e Aracoeli.

INGRESSO GRATUITO

 

Venerdì 15 marzo alle ore 20,30:
Maurits Cornelis Escher, composizione e percezione delle immagini” (masterclass di fotografia)

Momento di formazione e approfondimento è la Masterclass di fotografia a cura di Patrizia Genovesi, Maurits Cornelis Escher, composizione e percezione delle immagini. Un appuntamento alla scoperta del meraviglioso mondo di uno degli artisti più amati dell’ultimo secolo. attraverso le sue vicende personali, le sue opere e il sorprendente rapporto che lo lega alla musica di Johan Sebastian Bach.

BIGLIETTI: 10 €

 

Colours_Dimitri Scarlato
Dimitri Scarlato (pianoforte)

Sabato 16 marzo alle ore 20,30:
Colours. Un viaggio musicale che conduce all’immaginazione visiva” (musica)

È possibile interpretare i colori attraverso la musica? Secondo Colours Per la prima volta in Italia – in un’unica data – il pubblico parteciperà a un viaggio musicale che lo condurrà all’immaginazione visiva dei colori e alle emozioni che questi stimolano. Il progetto nasce dal compositore e direttore d’orchestra Dimitri Scarlato (pianoforte), accompagnato sul palco da Agnieszka Teodorowska (violoncello) e Yuriy Chubarenko (fisarmonica).

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

Da giovedì 21 a domenica 24 marzo:
La scomparsa di Majorana” (teatro)

Un’indagine poliziesca, un thriller a orologeria, un sogno ad occhi aperti. È “La scomparsa di Majorana”, lo spettacolo in scena al Teatro Palladium con la regia di Fabrizio Catalano ispirato all’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Fulcro della vicenda la presunta morte, avvenuta nel 1938, del giovane e promettente fisico siciliano Ettore Majorana. Sul palco: Loredana Cannata, Alessio Caruso, Roberto Negri e Giovanna Rossi

Lunedì 25 marzo: per la rassegna “Prime Donne” il soprano “Mariangela Sicilia” (musica)

Amore e disamore, impeto e passione: sono questi gli elementi che animano il canto appassionato di Mariangela Sicilia. Sarà lei a chiudere la rassegna “Prime donne”, realizzata dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, che ha già ospitato le voci di Svetlana Kasyan, Claudia Pavone e Valentina Varriale. 

 

Venerdì 29 marzo alle ore 20,30: “Trio di Parma. Un concerto per Mario Bortolotto” (musica) 

Sono il trio di musica da camera più importante in Italia, la loro musica è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Il Trio di Parma, composto da Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al violino ed Enrico Bronzi al violoncello, è protagonista di un concerto dedicato al grande critico musicale Mario Bortolotto. Un omaggio dunque a uno tra i più importanti interpreti delle avanguardie musicali, con un repertorio da Schubert a Ravel.

BIGLIETTI: Intero 18 €; ridotto 12 €; studenti 8 €

 

BIGLIETTERIA PALLADIUM
Attivo due ore prima dello spettacolo il numero: 0657332768
Prenotazioni via e-mail 
biglietteria.palladium@uniroma3.it; prevendite www.liveticket.it/TeatroPalladium
Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

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PRIMARIE del partito democratico nel municipio

Quasi l’80% per Zingaretti segretario

di anna BREDICE

Nicola Zingaretti ha vinto le primarie del Partito democratico con un risultato molto ampio anche nel nostro Municipio. Il 79,9% di chi si è recato ai gazebo ha scelto come segretario del Pd l’attuale governatore della Regione Lazio, un dato in linea con quello regionale, ma se questa è la media del Municipio, in alcune zone ci sono stati dei picchi ancora più alti: Zingaretti ha raccolto l’82,3% nel gazebo davanti al Teatro Palladium, un risultato simile anche a San Paolo, negli altri il dato oscilla tra il 78 e l’81%, per un totale di 5.986 voti. Il resto, poco meno del 20%, è stato suddiviso tra gli altri due candidati, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, il primo ha ottenuto l’8,4%, il secondo l’11,6%.

I gazebo erano complessivamente nove, disseminati in un’area molto vasta, per accogliere gli elettori senza costringerli a fare lunghi spostamenti. Ma se il viaggio da casa ai gazebo è stato breve, le file per votare sono state parecchio lunghe. Già dalla mattina dopo le otto, si sono viste molte persone in attesa, quasi ovunque, e così è stato fino alle 20 quando si sono chiusi i seggi ed è iniziato lo spoglio. Nel gazebo di Santa Galla, che ad ogni elezione viene montato davanti alla chiesa, si confondevano e si incrociavano le persone che uscivano dalla messa con quelle in coda per votare. Molti anziani con pazienza aspettavano il loro turno, in generale l’età dei votanti andava dai trenta-quaranta anni in avanti, pochi i sedicenni a cui era concesso il diritto di voto. A Tor Marancia dove si è votato non in un gazebo, ma nella sezione del partito a cui si accede scendendo alcuni scalini, una scrutatrice ha aiutato una donna molto anziana portandole la scheda e una cabina d’emergenza sul marciapiede. E’ stata una giornata di grande partecipazione democratica: un dato oggettivo è la partecipazione molto alta, che ha visto ad esempio 1.249 persone votare al gazebo della Montagnola, vicino al mercato, altri 1.100 alla sezione di Tor Marancia, 1.120 in via Erminio Spalla a Roma 70, per un totale nei nove gazebo allestiti di 7.488 votanti.

“C’era tanto popolo di centrosinistra che non vedevamo da tempo — ha dichiarato Flavio Conia, segretario del Pd del Municipio VIII, che ha seguito le operazioni di voto girando tra i gazebo — tanti e fiduciosi del peso che il loro voto può avere in questo momento, si è riunito l’elettorato conquistato in questi anni, più “renziano”, con quello perso e che si era allontanato”. Il riferimento di Conia è a quegli elettori delusi dei quali ha parlato anche il neo segretario del Pd nel primo discorso dopo la vittoria, nel quartier generale allestito nei pressi del Circo Massimo. E cioè gli scontenti che avevano votato Cinque stelle alle politiche e che ora, secondo i dem, sarebbero tornati a casa. Anche agli elettori grillini Zingaretti si era rivolto spesso durante la campagna per le primarie, per un progetto di partito inclusivo, che vede proprio nel Municipio VIII un esperimento che si è fatto concreto con la giunta di Ciaccheri. Sarà l’assemblea prevista il 17 marzo a ratificare l’elezione di Zingaretti segretario del Partito democratico, una carica che ricoprirà contemporaneamente a quella di Governatore della Regione Lazio.

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