Skip to main content

Tag: Arte&Cultura

Festa per la Cultura al parco della Legambiente

La tradizionale manifestazione culturale è giunta alla XXXI edizione

Parlare di pace attraverso la voce degli artisti: ecco la sfida che affronterà quest’anno l’associazione culturale Controchiave, con la trentunesima edizione della Festa per la Cultura in programma dal 21 al 23 giugno al parco di Legambiente a Garbatella. Dedicata al tema della guerra e del cessate il fuoco, la Festa non è solo il manifesto dell’attività artistica di Controchiave nel corso dell’ultimo anno. “Abbiamo un ulteriore obiettivo” ci ha spiegato Luciano Bevilacqua del comitato direttivo, “cioè proporre alla città un evento culturale di qualità. Ogni anno, poi, poniamo al centro dell’iniziativa un tema ancorato all’attualità”.

Ma non solo il riferimento alla situazione internazionale pone la Festa per la cultura su un piano ben diverso dalla semplice realtà di quartiere. A dimostrare che l’iniziativa ha ormai risonanza cittadina è anche la presenza di gruppi di varia provenienza. Solo due esempi. Il rapper Raro, giovane promessa del Quadraro, e l’Ensable Invisibile, che proporrà una selezione di danze popolari francesi. Entrambi gli spettacoli sono in programma per venerdì 21, ma molti altri artisti faranno sentire la propria voce nel corso dei due giorni successivi.

Scorrendo rapidamente il programma la prima caratteristica che salta all’occhio è la contaminazione. Non solo generi musicali mescolati, ma anche contaminazione di danze e canti tipici di diversi paesi. Come nel caso di Opa Cupa (il nome è ispirato al grido di esortazione alla danza degli zingari del sud-est Europa), che proporrà una musica balcanica attraversata da sonorità jazz e da elementi della tradizione musicale meridionale, o come i Tarabeddas, che con la voce della cantante Filiò Sotiraki alterneranno musiche cretesi, turche e azere. Ma se ci spingiamo oltre arriviamo addirittura in Brasile, con le note del gruppo Conjunto Bossagora.

Fondamentale è l’appuntamento di sabato sera” ci ha ricordato Luciano Bevilacqua. Sì, perché alle ore 20:00 sarà ospite Moni Ovadia, musicista e attore molto vicino alla questione palestinese. Fortemente critico nei confronti dell’ultranazionalismo israeliano, interverrà sulla necessità di cessare il fuoco a Gaza. Ma non solo l’attualità, anche la tradizione avrà un suo spazio. Per esempio venerdì 21, quando si esibirà il coro della Scuola di Musica di Testaccio con l’obiettivo di tramandare i canti di lotta e di lavoro delle varie tradizioni regionali italiane.

Un’altra scuola di Musica arriverà a Garbatella, questa volta originaria del Gianicolense: è la scuola Donna Olimpia, che da dieci anni conduce un progetto di sostegno alle persone con disabilità. Pasolini sarà argomento del docufilm “Fatti Corsari” di sabato sera. Mentre domenica ci sarà un’altra proiezione, senza nomi altisonanti questa volta: verranno proiettati i cortometraggi dei ragazzi che hanno partecipato al concorso “24 frame al secondo”, in memoria dello studente del Socrate Francesco Valdiserri.

È un’iniziativa partita dal basso” ha concluso Luciano Bevilacqua, “e negli ultimi due anni completamente autofinanziata. Il nostro sforzo è coinvolgere i giovani, dare spazio agli artisti e soprattutto offrire al pubblico una rassegna culturale interessante. Per molti anni ci siamo spostati per le vie di Garbatella, dal 2014 abbiamo organizzato la Festa presso la Principe di Piemonte. Adesso l’appuntamento è al parco di via Rosa Raimondi Garibaldi.”

E Legambiente, che quest’anno gioca in casa, non si farà sfuggire l’occasione per organizzare attività a sfondo ambientale. Per il programma completo: www.controchiave.it

Una comunità amica

La Redazione

non tutti conoscono la malattia di Alzheimer, né tanto meno saprebbero agire qualora si trovassero davanti una persona confusa e disorientata. Nell’ambito della FEsta della Cultura, venerdì 21 alle ore 18:00 è previsto un incontro con la Prof.ssa Bartorelli che esporrà il progetto “Garbatella – Comunità amica delle persone con demenza”.

Sulla pedana dedicata ai dibattiti, nel Parco Garbatella, assieme alla nota geriatra, interverranno esponenti della Associazione Alzheimer Uniti Roma, il presidente Paolo Marin e la vice presidente Paola Borghesi.

Nell’incontro verranno illustrati i punti cardine del Progetto e i “buoni comportamenti” di una comunità che sa riconoscere i sintomi della malattia e rendere più semplice la vita dei malati e dei loro familiari, aiutandoli a spezzare lo stigma e il conseguente isolamento in cui spesso le famiglie si trovano a vivere.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 3]

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Un'”Amara” storia di borgata al Teatro Garbatella

La guerra è finita da poco, la voglia di ricominciare c’è, ma la povertà è tanta nella borgata romana dove è ambientato “Amara”. Lo spettacolo di Davide Mastinu che va in scena al Teatro Garbatella, a Piazza Giovanni da Triora, dal 27 al 29 gennaio racconta le storie di personaggi che vivono vicino al fiume Aniene, in baracche di legno e lamiera, alloggi che fanno da cornice alla povertà accanto ai nuovi palazzi in costruzione.

La storia, i personaggi e gli attori

‘’Amara’’ è la storia di Renato e Teresa, di Maria e Rosa, e di un colto forestiero di nome Pier Paolo. Le loro vite si intrecciano fra la violenza di Renato (Stefano Ambrogi) che costringe sua moglie Teresa (Nadia Rinaldi) a prostituirsi, e le speranze di Maria (Martina Zuccarello) una ragazza venuta dal sud a cui i tedeschi per vendetta hanno trucidato i genitori.

Pier Paolo (Michele Capuano), sopravvissuto ad una sterile borghesia a cui sente di non appartenere, incontrerà Maria e deciderà di scrivere in quei luoghi “un libro che passerà alla storia”.

E infine c’è Rosa (Germana Tifani), che da San Lorenzo finisce in borgata, dopo che nel bombardamento del suo quartiere, il 19 Luglio ’43, ha perso tutto. Lei fra tutti è quella che aspira di più al cambiamento, vuole riprendersi la sua dignità ed andarsene a tutti i costi da lì, puntando a vivere nei palazzi di nuova costruzione. Le tre donne sanno intendersi bene, hanno un piano segreto. Ma la storia riserva sorprese che stravolgeranno l’intero mondo dei personaggi.

La nota dell’autore

“Un intreccio di vite, di sogni, di speranze e rassegnazione di donne e uomini che lottano per non affogare nella meschinità del proprio destino. Come in un film di Pasolini.”   Non è un caso che il forestiero si chiami Pier Paolo.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A Montagnola arriva Terra! Festival di fotografia e cinema

Terra! È questo il nome del festival promosso e organizzato dall’associazione WSP Photography, che animerà il parco Falcone e Borsellino nel quartiere Montagnola dal 7 al 14 settembre.

Un festival incentrato sul linguaggio fotografico in primis, cinematografico, documentaristico e su quello poetico, in grado di narrare, sensibilizzare e accrescere consapevolezza e conoscenza sui temi ambientali, relativamente alla cura e la storia del proprio territorio e più in generale del nostro Pianeta.

Il programma di Terra!

Mostre fotografiche, visite guidate, laboratori, proiezioni, dibattiti e tante altre attività gratuite e pensate per tutte le fasce d’età. I bambini dal giovedì alla domenica potranno partecipare ai laboratori di fotografia e poesia, il sabato mattina si terrà un workshop dedicato ai ragazzi, in collaborazione con la Cooperativa Diversamente. A chiudere, domenica si svolgerà un laboratorio artistico di fotografia e paesaggio naturalistico accompagnati dall’Associazione Parco della Torre di Tormarancia.

Sul grande schermo si alterneranno proiezioni prodotte e distribuite da ZaLab, da citare: I villani di Daniele De Michele, in arte Don Pasta, Il pianeta in mare di Andrea Segre, Mother lode di Matteo Tortone, Mingong di Davide Crudetti e infine l’ultima opera di Andrea Segre Po. Prima della proiezione, ad aprire ogni serata ci saranno delle presentazioni editoriali e multimediali.

Il 10 settembre si terrà una serata speciale con la proiezione del film di Andrew Levitas con Johnny Depp Il caso Minamata.

La serata finale

La serata finale sarà interamente dedicata al quartiere Montagnola e in particolare alla cittadinanza attiva per la difesa dell’ambiente: a condurla sarà il Comitato Parchi Colombo, impegnato da anni nella riqualificazione delle aree verdi del territorio. Ad arricchire l’ultimo appuntamento la proiezione delle foto realizzate durante i laboratori artistici.

Sul sito internet di WSP Photography è possibile leggere il programma dettagliato del festival.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Dalla Chiesoletta all’Europa, dirigendo e cantando

Intervista al Maestro di coro Fabrizio Barchi

di Fabrizio Mastrantonio

Dalla Garbatella degli anni ‘70 una lunga e appassionante carriera di maestro di canto corale, tuttora titolare della cattedra di Direzione di Coro al Conservatorio Statale di Musica Lorenzo Perosi (CB). Un professionista e un amico unico e sincero con il quale ho condiviso oltre quarant’anni di vita.

Maestro Barchi, raccontaci i tuoi esordi musicali.

L’Oratorio della Chiesoletta è stato un’occasione di esperienze che, nel tempo, ha fatto sbocciare passioni giovanili e poi carriere professionali. Io, come altri, dopo i canonici calci al pallone mi ritrovavo nella “caverna” dell’Oratorio in compagnia della mia chitarra e di ragazzi che, in seguito, hanno fatto della musica la loro vita: il batterista Gabriele Anastasi, il chitarrista Claudio Monteleoni, il compositore Pino Cangialosi. Ho studiato chitarra classica col maestro Riccardo Fiori, anche lui della Garbatella. Poi con altri amici (tra cui l’intervistatore) iniziammo a sperimentare quelli che all’epoca chiamavamo semplicemente “controcanti”. Così, dai Led Zeppelin, passai a sonorità acustiche come quelle degli Inti-Illimani e, soprattutto, della Nuova Compagnia di Canto Popolare che mi fece scoprire ed amare la musica rinascimentale.

Da qui, dunque, la tua passione per il canto corale. Come hai mosso i primi passi in questa carriera?

Nonostante mio padre fosse attore, i miei spingevano per l’impiego “sicuro”. Cercai consigli anche da Padre Guido: “devi seguire le tue passioni, devi studiare musica!” disse perentoriamente. Per spronarmi concretamente mi affidò un gruppo di bambini, da lui battezzati “le cicale” e poi, nel 1980, mi affidò l’insegnamento di Educazione Musicale alle medie del Cesare Baronio.

Nel novembre del 1978, con alcuni amici “intonati”, eseguimmo dei canti polivocali per un’ordinazione sacerdotale a seguito della quale il responsabile dei concerti della Sala Borromini ci propose un concerto: il 7 aprile 1979 esordiva ufficialmente la “Corale San Filippo” che sotto la mia direzione eseguiva un programma di musica sacra e profana. Nel frattempo avevo conosciuto Marco Frisina, altro talentuoso Garbatellaro DOC, studente di Composizione a Santa Cecilia, un Bruce Springsteen della musica liturgica. Fu con lui che mi innamorai di quel genere musicale e nel 1979 entrai al Pontificio Istituto di Musica Sacra.

Il Maestro Fabrizio Barchi

Vanti molteplici successi in concorsi italiani e in tutta Europa. Vuoi raccontarcene qualcuno?

Negli anni d’insegnamento al Baronio, per coinvolgere gli allievi in musica d’insieme, formai, tra gli altri, il “Coro delle voci bianche” con cui, nel 1992, partecipammo ad un concorso regionale fra corali di scuole medie. Fu la prima indimenticata vittoria!

Nel 1999 il Coro Giovanile San Filippo, rimpolpato con gli studenti più appassionati provenienti dai licei Platone e Primo Levi, dove avevo formato dei cori scolastici, divenne l’attuale Coro Musicanova con cui abbiamo vinto molteplici concorsi anche a livello internazionale tra cui, nel 2017, quello di Tours (Francia) che ci fece accedere di diritto al Gran Premio Europeo di Maribor (Slovenia), una sorta di Champions League della coralità. Non vincemmo, ma la soddisfazione per il coronamento di un sogno nato quarant’anni prima all’oratorio della Garbatella è stata immensa!

Sei tu stesso compositore e non solo di musica colta ma anche di commedie e musica popolare.

Probabilmente ho ereditato da mio padre Alfredo la passione per il teatro dialettale, da lui recitato per anni al Rossini e al Teatro De Servi anche con il grande Checco Durante e di cui conservo gelosamente alcune locandine.

Con i miei gruppi corali, ho voluto sperimentare la commistione tra canto e teatro popolare romanesco recitato. “A Roma se racconta che…” è un lavoro del quale vado molto fiero e che ci ha dato, nel 2005, la grande soddisfazione di aggiudicarci il primo premio al Festival Internazionale di Canto Popolare di Arezzo, unico coro italiano ad ottenere questo risultato in oltre sessanta edizioni. Nel giugno del 2019 lo abbiamo portato con successo anche al Teatro Palladium. Io stesso recito nel ruolo di un prete indossando, orgogliosamente, la tonaca originale di Padre Guido che lui stesso mi ha donato.

I giovani e la scuola sono stati il tuo bacino privilegiato. Che risposte hai avuto dalle ragazze e dai ragazzi che hai iniziato alla musica corale?

La proposta di cantare in un coro è spesso vista con scetticismo, perché non si tratta di X Factor e non si diventa famosi. Poi però si cominciano ad apprezzare i valori propri del fare musica insieme: ascoltarsi senza sovrastarsi, placare l’esuberanza caratteriale o uscire dalle timidezze. Il coro è un gruppo sociale ideale che contrasta la prepotente proposta individualista dei nostri tempi. “Nessuno si salva da solo” hanno detto autorevolmente il Papa e il Presidente della Repubblica: la polifonia insegna questo, a fare squadra. Poi s’impara il “bello”. Pochi giorni fa il mio gruppo giovanile “Iride”, ha registrato dei brani corali del ‘600 a San Luigi dei Francesi, davanti alla cappella Cottarelli che conserva tre splendide opere di Caravaggio: ciò che si ascoltava e si vedeva era una rappresentazione plastica di quella “bellezza” che può salvare il mondo di cui parla il principe Myškin ne L’idiota di Dostoevskij. I giovani devono conoscere e frequentare la bellezza per un mondo migliore.

So che vai fiero anche delle collaborazioni con eccellenti cantanti e compositori.

La mia attività mi ha regalato molteplici incontri, artisti come Andrea Bocelli, Josè Carreras, Leo Brouwer, Mina, Branduardi, Antonella Ruggiero. Aggiungo l’orgoglio di aver cantato le musiche composte dal m.o Frisina per la serie di film sulla Bibbia prodotte dalla Rai e in un film su San Filippo Neri (guarda caso!). Sullo schermo Michele Placido, Gigi Proietti, Gerard Depardieu, Robin Williams e, nel commento musicale, le nostre voci: è stata una soddisfazione incredibile per me e i ragazzi dell’Oratorio San Filippo Neri!

E infine fammi ricordare la collaborazione dal 1994 al 2000 con un gitante del calibro di Ennio Morricone.

Pur se in piena forma sei prossimo alla pensione. Hai ancora progetti musicali?

Dopo 40 anni di insegnamento, dai quali sono stato ripagato ampiamente, lascerò la scuola,  ma per quanto concerne l’attività concertistica vorrei continuare ancora per un bel po’ e poi… ho sempre la chitarra lì pronta: se qualcuno volesse coinvolgermi in una jam session ho ancora tanto rock che scorre nelle vene!

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Pronto Poesia”, la prima assistenza culturale al telefono!

Ne parliamo con Lavinia Mancusi, cantante, musicista folk romana, residente nel Municipio VIII ed ex studentessa del Liceo Classico Socrate, che partecipa al progetto ideato dalla cantautrice Giulia Ananìa

Di Francesca Vitalini

La poesia, l’arte e la cultura non si arrendono alle ristrettezze dettate dalla pandemia e diventano sostegno per le persone più sole. Nasce così “Pronto Poesia”, un’assistenza culturale al telefono che colma vuoti ed avvolge, come un abbraccio.

Un progetto culturale e sociale ideato dalla cantautrice romana Giulia Ananìa, in collaborazione con l’Associazione Culturale Muovileidee e Maria Luisa Celani, sostenuto dal Municipio Roma VIII.

Attivo dal 28 dicembre vede la partecipazione di numerosi artiste ed artisti: Amir, Giulia Ananìa, Michela Andreozzi, Michele Botrugno, Matilda De Angelis, Piero di Blasio, Paolo di Paolo, Donatella di Pierantonio, Emanuela Fanelli, Morgana Giovannetti, Milena Mancini, Lavinia Mancusi, Vinicio Marchioni, Martufello, Luisa Merloni, Francesca Romana Miceni Picardi, Paola Minaccioni, Francesco Montanari, Laura Nardi, Piotta, Tiziano Scrocca, Emilio Stella, Susanna Stivali, Josafat Vagni, Emilia Verginelli, Margherita Vicario, Ariele Vincenti.

(nella foto a sinistra Lavinia Mancusi – Foto by Carlo Tosti)

“Il progetto sta avendo una bellissima riuscita perché chiamano in molti – ci racconta Lavinia Mancusi, cantante, musicista folk romana, residente nel Municipio VIII ed ex studentessa del Liceo Classico Socrate e delle lezioni di musica e teatro del famoso prof. Pietro Gallina – l’arte viene vista attraverso il filtro dell’impegno sociale e ringrazio Giulia Ananìa di avermi coinvolta; lei è così feconda di idee di questo tipo ed è poi così capace di creare rete! Anche questa volta è riuscita a creare un gruppo con tanti artisti”.

A chi ha telefonato, la Mancusi ha cantato un repertorio folk di canzoni romane poco note: “Tra gli altri, ho cantato per una coppia italiana che chiamava dalla Grecia ed una signora anziana mi ha detto che avevo una bella voce e che avrei dovuto cantare di mestiere! Spero che il progetto possa continuare in futuro, mi piace questa intimità che si viene a creare, è un modo unico di essere vicini attraverso l’arte”.

Per ricevere assistenza basterà comporre il numero del Municipio Solidale 06 40060606 e la persona incaricata di rispondere accoglierà la telefonata per poi passarla all’artista in quel momento disponibile. I giorni in cui il servizio sarà ancora attivo sono: mercoledì 30 dicembre dalle 14 alle 18, e giovedì 31 dicembre dalle 9 alle 14.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

PRESENTATI I PROGRAMMI DEL PALLADIUM E DEL TEATRO GARBATELLA

Il Coronavirus non ferma la cultura

di Paola Borghesi

Con una conferenza stampa in grande stile, il  Palladium ha lanciato la sua programmazione per la stagione 2020/2021. Sia il Rettore di Roma Tre Luca Pietromarchi e il Direttore Luca Aversano hanno sottolineato l’importanza del teatro come trade union tra l’Università, il quartiere Garbatella di cui è epicentro culturale, e la città tutta. Il 14 ottobre, data della prima, verrà inoltre inaugurato il nuovo sipario, creato dall’artista Pietro Ruffo. E’ composto da due mappe gemelle che rappresentano la sovrapposizione della planimetria dei  lotti storici di Garbatella, formando attraverso milioni di piccolissimi segni una simbolica carta geografica del quartiere. Un bell’omaggio al quartiere, quindi, con cui il teatro  rafforza il suo legame storico.

Il cartellone per ora si sviluppa soltanto fino al mese di dicembre, sperando di poter proseguire per tutta la stagione, Covid permettendo. Si parte dunque il 14 ottobre con lo spettacolo “Quando la vita ti viene a trovare” – Dialogo tra Lucrezio e Seneca (prima romana)Di Ivano Dionigi, con l’interpretazione e regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi.  Importante la presenza della Roma Tre Orchestra nella programmazione di questi tre mesi : il 16 ottobre si esibirà in un “Wagner Gala” in  collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Federale Tedesca,  ma seguiranno  altri appuntamenti musicali. Grande rilevanza è stata data alle giornate dal 17 al 24 ottobre quando il teatro ospiterà, come lo scorso anno,  film ed eventi della Festa del cinema di Roma. In particolare, saranno presentate pellicole della sezione italiana, con particolare riferimento ad un filone di film sulle/delle donne. A novembre spicca “Tre Piani” di E. Nevo, che andrà in scena in prima assoluta il 7  con Maria Paiato e la regia di S.Cioffi; tanti anche i  concerti di musica classica come quello con la direzione di Anton Spronk, il 18 novembre. Non mancano infine iniziative volte ai giovani: in programma a dicembre “Generazione Selfie”, un progetto realizzato con il contributo della Regione Lazio nell’ambito degli interventi annuali per favorire l’accesso dei giovani allo spettacolo dal vivo con le istituzioni scolastiche, a cura di Alessandra De Luca e Maria Elena Curzi.

Il direttore Aversano ha  precisato, inoltre, che i posti disponibili saranno 179 al massimo, sui 495 totali di capienza, ma che nonostante questo prenderà in considerazione eventuali possibili riduzioni per gli iscritti ad associazioni del quartiere.

Ma passiamo al Teatro Garbatella di piazza Giovanni da Triora. I gestori non si faranno fermare dalla contingentazione dettata dal Covid, anzi, hanno ideato un modo per allargare i loro spazi. Il Direttore, Luigi Cecinelli, ci spiega, infatti, con orgoglio che entro fine ottobre, lo spazio antistante il teatro, ovvero il bel cortile dell’oratorio di San Francesco Saverio, sarà ricoperto da una tensostruttura in Cristal, che, oltre a un certo isolamento acustico per gli abitanti della zona, consentirà di ampliare l’offerta di spettacoli, anche abbinata all’utilizzo dei tavoli per la ristorazione.  Per ora la programmazione è a vista, dato che dei 250 posti del teatro ne possono garantire solo 80. Perciò per ora sono in programma,  entro Natale, sicuramente Drusilla Foer, con lo stesso spettacolo tanto acclamato lo scorso anno “ Venere nemica” (da Amore e Psiche di Apuleio) e uno spettacolo di Bazoni (Baz), che ha recentemente spopolato sui social con la sua “Portami a bailar. E poi sono previsti “Stand up” e piccoli concerti. Di sicuro dal 15 al 20 ottobre ci sarà “Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico” con filmati e qualche concerto all’esterno del teatro, confidando nella clemenza meteorologica. Dopo il 20, sarà montata la copertura del cortile e allora potranno anche riprendere iniziative già lanciate a giugno, come quella dei camerieri cantanti, ragazzi della scuola del Brancaccio e del Sistina, che si esibiscono tra i tavoli. “Insomma” – conclude il direttore – “considerando che il nostro è un teatro del tutto privato, e che non abbiamo voluto ridurre l’organico, la nostra è una sfida davvero coraggiosa in tempi di Covid. E quindi eccoci qui, pronti a mettere in gioco tutta la nostra grinta e inventiva, per offrire spettacoli di qualità al nostro pubblico, nonché ristorazione e divertimento per i nostri tesserati”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Teatro Palladium: ripartono gli spettacoli

Riparte la stagione

Chi l’ha detto che il Covid ha bloccato tutto? Esistono cose che, seppur mantenendo il rispetto e le norme di sicurezza, non devono perdersi. Una tra queste: la cultura.

Così il Teatro Palladium, dal 14 Ottobre, riprenderà le sue attività di musica, letteratura, teatro, cinema. Il calendario della stagione è già pronto, basta un clic e poi sta a voi scegliere in quale evento lanciarvi.

PROGRAMMA TEATRO PALLADIUM

programma-teatro-palladium.jpg

Un calendario che viene portato avanti grazie alla collaborazione del Teatro Palladium e dell’Università Roma 3. Alle spalle ci sono poi gli aiuti della Regione Lazio, il Festival del Cinema di Roma, il Ministero dei Beni Culturali, i Ministeri dell’Istruzione e dell’Università e Ricerca, e il Municipio Roma VIII.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

18 e 19 Luglio torna la Festa per la Cultura

Le feste di quartiere hanno sempre avuto un fascino irresistibile, ma con questo Covid come si fa? Il Municipio VIII non si è tirato indietro, e infatti il 18 e 19 Luglio 2020 nel parco della scuola Principe di Piemonte in via Ostiense 263c, ci sarà la 27esima Festa per la Cultura.

Street band, spettacoli, concerti, mostre fotografiche, rassegne letterarie, insomma non ci si farà mancare nulla. E il tutto <<si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti-Covid-19 e si concentrerà su di una serie di eventi culturali dedicati a gruppi ristretti e distanziati>>, rassicura il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

L’iniziativa parte dall’Associazione Culturale Controchiave, in collaborazione con l’I.C. Via Padre Semeria. Controchiave nasce 1991 e da 20 anni anima il nostro territorio. La Festa della Cultura è sempre stata tra i contenuti più amati da chi vive nei nostri quartieri. Una giornata di festa ma anche di riqualificazione e formazione.

Insomma, questo fine settimana non fatevi beccare impreparati. Mascherina alla mano, anzi, in bocca, e buona Festa della Cultura a tutti.

L’ingresso sarà gratuito e per avere il programma completo basta cliccare qui.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Cinem Up, torna il cinema sui tetti

Il cinema non può risolvere i nostri problemi. Ma per una buona ora e mezza è capace di farceli dimenticare. E mai come nel periodo che tutti abbiamo trascorso reclusi in casa ci siamo accorti della potenza di quest’arte. Chi di noi non si è finalmente goduto quella saga che da anni voleva vedere ma non ha mai trovato il tempo? Chi non si è ritrovato a piangere per qualche scena di un film di cui nemmeno sapeva l’esistenza? Ammettiamolo: lo schermo è stato un pò la luce del nostro cupo lockdown. Ma ora che la quarantena è finita, ci dimenticheremo dei film?

Cinem Up – Cos’è

La risposta ha un nome ben preciso: Cinem Up. Stiamo parlando del progetto lanciato da Maya Vetri e l’Ass. Ex Allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia, con l’idea di proiettare film, cortometraggi, mostre fotografiche all’interno dei condomìni. 

Cinem Up dal 25 al 27 Settembre offre, a chiunque volesse partecipare, tre serate in un condomìnio di Roma all’insegna di questo nuovo modo di vivere il cinema. Senza dimenticarsi dei più piccoli, saranno anche offerti laboratori creativi e cortometraggi di animazione. Insomma, un mix di cultura e socialità ispirato al mondo del cinema.

Cinem Up – Come nasce l’idea

Già nel 2016 avevo organizzato un evento simile in un cortile” racconta Maya, l’ideatrice di Cinem Up. “Una rassegna di tre giorni dedicata ad Ettore Scola. Mi è sempre piaciuta l’idea del cinema sui tetti, perchè sono dei luoghi dove le persone non vanno mai. Con queste iniziative invece si scopre assieme uno spazio poco vissuto e si ha la possibilità di conoscere meglio anche quelle persone che siamo abituati ad incrociare tra un pianerottolo e l’altro.” Aggiunge poi, che l’idea di valorizzare gli spazi comuni è cresciuta ancora di più in questi ultimi mesi, durante il periodo di isolamento, dove inaspettatamente ci siamo ritrovati a condividere cori con il vicinato, sorrisi da una finestra all’altra, ma anche urla e momenti difficili. E perchè non continuare a condividere le emozioni? 
Per sostenere economicamente il progetto, basta cliccare qui.

Cinem Up – Come partecipare

Quindi, come fare per partecipare assieme al vostro condominio? L’amministratore dovrà inviare entro il 20 Luglio una mail a cinemup2020@gmail.com con la descrizione degli spazi della palazzina. È importante comunicare l’ampiezza, gli elementi di sicurezza, se c’è possibilità di mantenere il distanziamento fisico, la disponibilità della rete elettrica. Dopo di che, gli organizzatori si incontreranno con i condòmini per scegliere i film all’interno della lista dell’archivio del CSC. 
E a noi, non resta che dire a tutti coloro che parteciperanno, buona visione. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Teatro Palladium: Tutti gli spettacoli 2019/2020

Le emozioni che regala un artista provengono da ogni dove: dai movimenti di un ballerino, da una cinepresa, da un insieme di note o anche dall’energia di un comico. E il Teatro Palladium, in Piazza Bartolomeo Romano 8, unisce tutto questo in una serie di date imperdibili. Quindi, se vi piace il teatro, la musica, il cinema o la Danza, ecco tutti gli eventi che vi attendono fino a Maggio 2020: mettetevi comodi e scegliete quella che fa per voi.

Teatro e Danza

Il 7 e l’8 Dicembre apriamo le danze con un vero e proprio one-man show al femminile. Francesca Reggiani infatti vi aspetta con “DOC Donne di Origine Controllata”.

L’11 Dicembre invece, ci sarà la prima assoluta de “Il sogno di Borges”: Massimo Popolizio conduce in un breve e intenso viaggio attraverso alcuni dei più emblematici racconti di Jorge Luis Borges, accompagnato dal tango rivisitato dal vivo da Javier Girotto.

Dal 13 al 15 Dicembre un’altra prima assoluta, quella di “Sancho”, scritto e diretto da Lauro Versari, che vede protagonista Sancho Panza, l’inseparabile scudiero di Don Chisciotte. 

Il 17 e 18 Gennaio va in scena la prima romana di “Un principe”, una produzione della compagnia Occhisulmondo che si ispira all’Amleto di Shakespeare.

Dal 6 al 9 Febbraio poi, ricondurrà al grande drammaturgo inglese anche “Riccardo 3 – L’avversario” di Francesco Niccolini.

Dal 14 al 16 Febbraio va in scena la prima romana di “La scimmia” di e con Giuliana Musso, ispirato ad un racconto di Franz Kafka.

Il 12 marzo è la volta di “Inferno Novecento”: nato da un’idea di Fabrizio Sinisi, Sandro Lombardi e David Riondino, mette a confronto i maggiori personaggi dell’Inferno dantesco con le grandi icone del Novecento (Lady Diana, Marylin Monroe, Giulio Andreotti, Andy Warhol, Pier Paolo Pasolini…)

Il 14 e 15 Marzo in prima romana lo spettacolo “Prima della pensione ovvero Cospiratori”, una “commedia dall’anima tedesca” con la regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso, i quali loro stessi vestiranno i panni di due tedeschi.

Dal 5 all’8 Marzo in scena un classico della tragedia greca è lo spettacolo “Troiane”, il ragazzo che affermò di essere cresciuto in totale isolamento in una cella scura.

Con Paolo Bonacelli ed Edoardo Siravo, per la regia di Alessandro Machìa. 

Dal 24 al 29 Marzo torna “Il paese fertile”, rassegna organizzata dal gruppo dei docenti di teatro del Dams dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. Di cosa si tratta? Una presentazione/mostra dell’Atlante della fotografia di danza, un progetto di ricerca che coinvolge studenti, laureandi e laureati del Dams di Roma Tre e allievi e collaboratori di Officine Fotografiche.

Il 3 Aprile invece, un grande ritorno: quello di “Aprile in danza”, rassegna promossa dalla Fondazione Palladium Roma Tre, curata da Luca Aversano e da Silvia Carandini, giunta ormai alla sua quinta edizione. Si inizia con “Pezzo Orbitale” del collettivo nomade di performer Balletto Civile: un happening fisico liberamente tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Pessoa.

Il 7 aprile tocca al gruppo e-MOTION con “FOUR#GENERATION – Trilogia sull’abitare”: un viaggio al femminile nel quale le protagoniste vogliono liberarsi da antichi condizionamenti, reinterpretando e rompendo gli stereotipi che li circondano.

Il  16 aprile  infine, il Balletto di Roma propone “Light On Dance”, che dà l’opportunità a un giovane coreografo di rappresentare il proprio progetto artistico interpretato dai danzatori del Balletto di Roma.

E lì dove finisce il teatro, inizia la musica. Altra grande protagonista al Teatro Palladium.

Musica

Il 15 Novembre si parte con il festival Nuova Consonanza inaugura la sua 56esima edizione con la pantomima “L’asino magico di Tessaglia”, musica di Marcello Panni.

Il 17 Novembre è la volta della prima assoluta di “Colazione di lavoro”: Claudio Gregorio, conosciuto come Greg, con la sua ironia prendendo spunto dal mondo della musica contemporanea, ne offre una lettura ironica.

Il 23 Novembre con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Marco Moresco.

Il 1 Dicembre è in programma la prima assoluta di “Guernica, icona di pace”: la voce narrante del grande attore e regista Michele Placido accompagnerà le musiche di Ennio Morricone e di Albino Taggeo, eseguite dall’Ensemble Pentarte e dedicate alla grande opera d’arte di Pablo Picasso.

Il 24 Gennaio Vasilisa Berzhanskaya, il 27 Febbraio Maria Bayankina, il 30 Marzo Francesca Dotto e il 20 Aprile Roberta Mantegna. Quattro interpreti femminili in scena per la rassegna Prime donne.

Il 20 Marzo ancora musica classica con il trio Tripla Concordia, e il loro “ Trio Sonata Project”.

Il 1 Aprile torna anche il festival Le Compositrici, dedicato ogni anno a figure femminili di indiscutibile importanza nella storia della musica.

Dal 20 al 26 aprile il teatro ospita una significativa novità: la prima edizione del DAMS Music Festival, nato con l’obiettivo di creare uno spazio interattivo tra le dimensioni della ricerca, della didattica e della produzione nel campo della musica, trasversalmente ad epoche, generi e istituzioni.

Durante tutta la stagione non mancheranno poi gli ormai consolidati appuntamenti con i concerti della Roma Tre Orchestra.

E per concludere, se racchiudiamo i connotati del teatro, le emozioni della musica e l’arte di poter fermare il tempo in un cinepresa: ecco a voi il cinema. Film che nascono nella testa, passano su una pellicola e finiscono proprio al Palladium.

Cinema

Si parte il 20 novembre con la serata di apertura del Convegno “Contemporary Women’s Cinema and Media: Aesthetics, Identities, and Imaginaries”, organizzato dal Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, con la partecipazione della regista Wilma Labate.

Da Gennaio 2020, se volete fare un tuffo nel passato, vi aspettano le proiezioni di “Ritorno in pellicola”, una rassegna di cinema “vintage” che ripropone grandi autori così come altri non facilmente fruibili nei circuiti tradizionale in 35mm, facendo riscoprire il piacere di vedere sul supporto originale alcuni dei grandi capolavori del nostro cinema .

Dal 5 al 10 maggio è prevista infine la XV edizione del Roma Tre Film Festival, diretto da Vito Zagarrio e ricco di ospiti, incontri e proiezioni, chiamando a raccolta varie generazioni di registi.

Teatro Palladium

Piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma – Tel: 06 5733 2772http://teatropalladium.uniroma3.it/ – teatro@uniroma3.it –https://www.facebook.com/teatropalladium/

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Teatrocinefestival: arte e innovazione nel cuore della movida di ostiense

Al Circolo degli Illuminati, in Via G. Libetta, l’11 Maggio vi aspetta la VI edizione di Ad Arte TeatroCineFestival, il comitato artistico che diffonde la musica, l’arte, il teatro, la danza. Ad attendervi una serata tra cinema, buon cibo, performance dal vivo e grande musica per raccogliere fondi e sostenere tutte quelle arti che non smettono mai di stupirci.

“Ciò che l’arte tenta di distruggere è la monotonia”, così diceva Oscar Wilde. E per uccidere le abitudini, l’arte ha bisogno di innovazione. Ed è proprio alle invenzioni infatti che Igor Mattei e Marina Biondi, ideatori del Festival, vogliono dedicare questa VI edizione.

Dunque, tenetevi pronti e allargate le cinture. Già allargate perché sarà una lunga serata, non solo all’insegna dell’arte, ma ci saranno anche ottime pietanze, dal brindisi fino al dolce. Tra dibattiti, cibo e spettacoli, l’obiettivo sarà quello di sostenere attraverso la raccolta fondi quella che sarà la futura VI edizione della manifestazione, appunto dedicata alle invenzioni. Ma anche dare visibilità alle tante iniziative sociali che promuovono una cultura di apertura, tutelando e valorizzando le ricchezze del nostro paese sotto ogni punto di vista artistico.

Di Ilaria Proietti Mercuri

PROGRAMMA:

h 19:00
Avrà inizio la serata con un brindisi inaugurale  e la chiacchierata con i partner culturali e istituzionali.

h 20:15
Proiezione Videoemotional. Di cosa si tratta? Un sorprendente racconto sulle battaglie culturali di Ad Arte nei cinque anni appena trascorsi.

h 21:00
Verranno proiettati i corti vincitori della scorsa edizione del Festival.

h 21:30
Visto che, come si dice, a stomaco pieno si ragiona meglio, non mancherà la cena con un Menù “ad arte”, servito a Buffet nel giardino del Circolo.

h 23:00
Ma non finisce qui, volete un motivo per restare? Tranquilli, non mancherà il dulcis in fundo. Vi aspetterà un bel dessert con tanto di concerto folk in sottofondo.

A seguire poi Dj set, un classico che non può mancare  alle serate del Circolo.

Ah, quasi dimenticavamo di dirvi, se volete partecipare dovete prima prenotare qui: https://ticketfor.it/evento.php?eid=58

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

TANTI GLI SPETTACOLI IN SCENA DOPO IL TOUR DI FRANCESCO DE GREGORI

Teatro Garbatella, il cartellone primaverile

di Francesca VITALINI

Un cartellone primaverile ben ghiotto quello che il Teatro Garbatella propone al suo pubblico, dopo l’inaugurazione con “Off the Record”, il super gettonato tour di Francesco De Gregori che, dopo venti date, finirà il 27 marzo.

Dal 5 al 7 aprile Andrea Rivera calcherà le scene con: “I quartieri di Roma ed altre storie” . Ironico ed unico nel suo genere, è uno dei più divertenti spettacoli di teatrocanzone dell’artista romano, incentrato sulla capitale e sulle sue mille sfaccettature: dalla storia all’attualità, tutto è spunto per stimolare un pensiero nel pubblico, seppur tra una risata e l’altra.

A metà aprile protagonista sarà il teatro di impegno sociale.

L’11 verrà presentato “L’Aquila nuova” di e con Massimo Sconci, dedicato al capoluogo d’Abruzzo che, come l’intera regione, da troppo tempo sta vivendo una condizione di durissima crisi, causata non solamente dal terremoto, ma anche dalle lungaggini legate alla ricostruzione, ben lontana dall’essere completa.

Sulla scena minimale, però, un cittadino aquilano qualunque, insieme al pubblico, in un racconto evocativo fatto di tante piccole storie, cerca la possibilità di cominciare a immaginare una città diversa, migliore, nuova, appunto. Il 13 e il 14 aprile andrà in scena “L’Aria” di Pierfrancesco Nacca e regia di Giulia Paoletti con Alessandro Calamunci Manitta, Andrea Colangelo, Pierfrancesco Nacca e Gabriele Sorrentino. Un lavoro, come si legge nel comunicato: “dedicato a tutte le vittime degli abusi di potere da parte dello Stato: Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Giuseppe Uva”. “L’Aria” è il pretesto per raccontare la storia di quattro detenuti (Nicola, Mario, Rosario e Carmine) rinchiusi in un istituto di  detenzione del nostro paese, storie di uomini, di abusi, di disagio e di sofferenza.

Il 17 aprile “La Fleur. Il Fiore proibito” di Riccardo Brunetti e Francesco Formaggi. In scena un mondo noir ambientato nella Roma dei nostri giorni.

Una serata esclusiva nella quale ci si immergerà nell’intricato mondo della famiglia Andolini, nota nella finzione scenica per la sua rilevante posizione nella nuova imprenditoria romana nel settore dell’intrattenimento, attraverso la magia del teatro immersivo.

Il mese di aprile si chiuderà il 27 e il 28 con “Principesse e sfumature” di e con Chiara Becchimanzi e voce off di Beatrice Burgo. Uno spettacolo psicoterapico che rappresenta uno sguardo piccante, acuto, femminile, esilarante sui cliché di genere e non solo. Senza mai prendersi troppo sul serio, lo spettacolo e la sua protagonista si interrogano sulla femminilità, sulle relazioni, sulle idiosincrasie della sensualità/sessualità, a partire dalla narrazione di vissuti che potrebbero essere condivisi da molti/e.

Informazioni sugli orari e prenotazioni presso il Teatro Garbatella a piazza Giovanni da Triora n. 15, telefono 366 200 3502.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

CONTESTATA L’AFFERMAZIONE DELLO SCRITTORE PENNAC

Garbatella come Belleville? Ma mi faccia il piacere!

di enrico RECCHI

Per molti italiani, me compreso, Belleville, il quartiere alternativo di Parigi che ha dato i natali a Edith Piaf, è venuto alla ribalta con i romanzi dello scrittore francese Daniel Pennac. E’ proprio il quartiere multietnico di Parigi lo sfondo privilegiato della famiglia Malaussene protagonista delle sue storie. Pennac lo aveva descritto come una borgata popolare, vivace, storica, piena di colori insomma con una atmosfera particolare, “proprio come la Garbatella a Roma”, qualcuno aveva suggerito.
“Le strade di Belleville come quelle della Garbatella” oppure “L’atmosfera della Garbatella si può ritrovare anche a Parigi passeggiando per Belleville”. Erano queste le frasi che mi gironzolavano per la testa quando stavo organizzando con mia moglie un breve soggiorno a Parigi. Sono stato diverse volte nella capitale francese, che ho girato in lungo e largo, ma non sono mai andato a Belleville o meglio non ne avevo mai sentito l’urgenza.
L’ultima volta invece, dopo aver instillato questa curiosità anche in mia moglie Rossana, la visita al “quartiere cool” situato, dopo Monmartre, sul colle più alto della capitale francese, era diventata un passaggio obbligato. Cos’è che rende due cose simili? Innanzitutto l’aspetto fisico, le dimensioni, le forme, i colori. Poi il profumo, l’atmosfera.
Nel caso di un quartiere cittadino la gente, le voci, i passanti, i bambini, gli edifici. La Storia. Non sto qui a dirvi cosa si può trovare alla Garbatella.

scorci di Belleville a Parigi

Vi dirò invece cosa ho visto a Belleville e cosa non c’è. Non ci sono le stradine silenziose con i pini maestosi che si possono vedere alla Garbatella. Non ci sono le costruzioni d’epoca ovvero i villini popolari costruiti dagli architetti italiani degli anni ’20 e
’30, che tanto lustro danno al nostro quartiere. Belleville è fatta da edifici moderni, alti 5/6 piani, anonimi, indifferenti alle persone che vi abitano e che percorrono quelle strade. Qua è là, tra negozietti, bar, birrerie e ristoranti cinesi quel poco che resta di palazzine costruite a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.
Ogni tanto alcuni murales decorano facciate, altrimenti destinate a restare anonime e invisibili. La Garbatella è aperta, accogliente, ancora a misura d’uomo, poco tecnologica. Ed è proprio la sua struttura architettonica a renderla tale. Alla Garbatella si possono attraversare i cortili, fermarsi a leggere il giornale seduti su un muretto interno o accanto ad uno stenditoio comune. Entrare nei cortili è impossibile a Belleville perché l’accesso a tutti gli edifici è protetto dai codici digitali ai
portoni.
Si vedono in giro diversi cantieri. Si sta costruendo molto e edificare significa abbattere il vecchio, distruggere il passato, modificare il tessuto di un quartiere e in qualche caso cancellare la storia di molte persone.
E’ diversa anche l’atmosfera. Il pomeriggio da noi si vedono gruppetti di anzian,i che con la loro seggioletta si radunano ancora all’ombra nei cortili a fare due chiacchere, a discutere di sport e di politica. Succede anche a Belleville, uno dei quartieri più appetibili dai giovani francesi? Chissà?
A Belleville, dove ho camminato per due giorni, non ho visto questa partecipazione né ho avuto la sensazione di passeggiare in
una comunità.
Belleville, inoltre, è un quartiere multietnico, con i negozi di cibi tipici delle comunità straniere che lo abitano, magrebini, russi e cinesi. E anche questo aspetto è assente alla Garbatella.
Certo due giorni non sono sufficienti per dire di conoscere un quartiere, ma perlomeno questa è l’impressione che io e mia moglie abbiamo riportato. Una volta che ho definitivamente distrutto questo “incubo” della similitudine, che ho acclarato l’unicità della Garbatella e l’impossibilità che le sue caratteristiche fossero state replicate altrove, ho iniziato a guardare Belleville con altri occhi e ho iniziato a girovagare piacevolmente per le sue strade.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ritorna in edicola Cara Garbatella

L’INFORMAZIONE LOCALE

Da dicembre torneremo in edicola ogni primo giovedì del mese con otto pagine di cronaca locale. Dopo un anno di stop, “Cara Garbatella” si ripresenta nella sua veste originale cartacea, quella che
ha fatto appassionare i numerosi lettori del quartiere e non solo.
Il primo numero verrà festeggiato insieme ai cittadini e ai fondatori storici sabato 15 dicembre alle ore 18,00 presso l’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3. Per l’occasione ci sarà anche musica jazz e una mostra fotografica dei vecchi numeri del giornale.
Tante le conferme ma altrettante le novità. Cominciamo con queste ultime. Innanzitutto il giornale uscirà tutto l’anno, tranne la pausa estiva di luglio e agosto, con una nuova veste grafica che
gli editori ritengono essere più moderna e più godibile. Sarà un grosso sforzo, un lavoro che ci vedrà impegnati senza sosta per dare tutte quelle informazioni che non potete trovare sui quotidiani nazionali. A noi, infatti, non interessa fare il controcanto alle notizie che tutti i giorni sentiamo nei telegiornali, nei diversi talk show sul piccolo schermo o sulle pagine dei più noti fogli di informazione. Accenderemo piuttosto i riflettori sulle piccole storie che nascono dietro l’angolo di casa, nella scuola del rione, al centro anziani, nel campo di calcio della parrocchia, ovvero su tutto ciò che contribuisce a fare dei nostri quartieri una vera comunità. Saremo dunque attenti a darvi, ogni mese, le notizie di attualità che riguardano il territorio, ma non mancheremo di raccontare
le vostre storie più belle, quelle di una collettività cittadina in marcia da tantissimi anni per un mondo più giusto e solidale. La seconda novità è che in questa nuova veste editoriale Cara Garbatella sarà ancora più curiosa. Non solo dirigerà le antenne dei suoi redattori sul vecchio quartiere popolare dell’Ater, ma si occuperà anche di cosa succede a Montagnola, Roma 70, Tormarancia, San Paolo e Ostiense, dedicando loro due pagine dell’ancora esigua foliazione. Sarà, inoltre, un giornale più strutturato con una redazione composta da diversi giovani aspiranti giornalisti, che quotidianamente aggiorneranno con servizi in tempo reale anche la versione on line del periodico.

La cronaca la farà da padrona, ma parleremo anche di politica municipale, di cultura e di sport locale con alcune rubriche dedicate. Cosa rimane del passato? Innanzitutto abbiamo voluto lasciare
la storica testata, riconoscibile da tutti gli abitanti della Garbatella, inoltre la tiratura in cinquemila copie al mese e la diffusione gratuita. Infatti il giornale lo potrete trovare presso tutti i nostri inserzionisti e nei luoghi pubblici di transito dei cittadini: la sede del Municipio a via Benedetto Croce, i centri anziani, i centri sportivi e culturali, i bar e i ristoranti. Non rimane che fare un appello ai lettori. Dietro questo giornale non ci sono grandi editori, c’è una piccola associazione composta da volontari, che opera da più di vent’ anni nel quartiere con l’appuntamento annuale del
Jazz festival Garbatella e con un sito web molto visitato. Quindi i veri proprietari del giornale siete voi e gli inserzionisti, che ci credono e investono piccole somme in pubblicità. Continuate a sostenerci. Auguriamo lunga vita a questo foglio, che ci ha accompagnato nei giorni più difficili e in quelli più belli della nostra esistenza degli ultimi vent’anni, una piccola finestra che vogliamo tenere aperta sul mondo che ci circonda.
Un saluto affettuoso e un sentito ringraziamento lo dobbiamo ad Alessandro Bongarzone, che per tanti anni ha firmato il periodico come direttore responsabile.
(g. r.)Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La Garbatella amata da Mirkoeilcane

INTERVISTA AL CANTANTE ROMANO PREMIATO A SANREMO
di francesca Vitalini

Nato a Roma e cresciuto nel quartiere Garbatella, Mirko Mancini, in arte Mirkoeilcane, classe ’86, inizia da bambino a suonare la chitarra. Come musicista compone colonne sonore, sigle e spot pubblicitari, testi e musiche per altri artisti, finché nel 2015 intraprende la carriera da solista e pubblica il suo primo ed omonimo lavoro “Mirkoeilcane”, che ottiene il plauso della critica. Nel 2018 esce il suo secondo album “Secondo me” e con il singolo “Stiamo tutti bene” partecipa al Festival di Sanremo nella sezione Nuove proposte: si classifica al secondo posto e vince il premio della Critica Mia Martini.
Nello stesso anno il brano ottiene altri importanti riconoscimenti: il premio Enzo Jannacci di Nuovolmaie alla migliore interpretazione Sezione Nuove Proposte, il premio PMI (music) alla musica
indipendente e quello Sergio Bardotti per il miglior testo. Ultimo in ordine di tempo il premio Tenco, dedicato alla canzone d’autore, come migliore canzone. Stai vivendo un 2018  importantissimo, come pensi di concluderlo?
Spero con una vacanza!
Ovviamente sto scherzando.
Sono impegnato con il tour, iniziato a maggio, la cui ultima tappa sarà a Roma il 20 dicembre all’Auditorium Parco della Musica. Con il 2019 inizierà, poi, la preparazione di un nuovo album…
c’è da fare ancora! Qual è, secondo te, il successo del singolo “Stiamo tutti bene”, che racconta uno dei tanti viaggi della disperazione nel Mediterraneo, questa volta visto dagli occhi di un
bambino?
Credo sia lo stesso tema trattato, sempre in primo piano nelle agende politiche e dei media, un argomento che divide l’Italia, così come ha diviso la critica.
L’ho affrontato usando come punto di vista la storia di un bambino perché è fondamentale affidarsi all’esperienza diretta più che al sentito dire, che abitualmente genera incomprensione, paura, che a loro volta sono l’anticamera del razzismo.
Ma ecco, un artista può sollevare il tema, è poi responsabilità dei media dare la giusta informazione sulla migrazione e non generare false paure.
I tuoi testi sono impegnati e nello stesso tempo carichi di quell’ironia sarcastica del tutto romana. Cos’altro ti hanno insegnato Roma e la Garbatella?
Il sarcasmo è un modo di fare tipico dei romani, tra di noi ci capiamo, per altri è un atteggiamento inusuale, originale.
Garbatella, poi, mi ha insegnato la semplicità, la convivialità, l’immediatezza dei rapporti umani. Faccio parte dell’ultima generazione del citofono: ci si citofonava per giocare insieme
nel cortile, dove in sedici/diciassette stavamo per ore, finché non faceva buio. Questo tipo di vita, per un bambino, non è possibile in altri quartieri romani.
Ma è un tipo di vita che ti porti da grande, che ti forma nel relazionarti agli altri.
Attraverso tale sguardo sarcastico, come descriveresti la Garbatella. Ci diresti un suo aspetto negativo ed uno positivo?
A Garbatella c’è condivisione; si svolge un tipo di vita non individualistica e si rimane in contatto con la realtà. Di aspetti negativi ne vedo di meno ed hanno a che fare sia con il passato, quando, come borgata, si potevano incontrare delle situazioni di degrado sociale, sia con il presente: essere un quartiere centrale e ricercato lo porta a degli svantaggi, come il rischio di perdere l’ identità più popolare.
Ma è l’unico quartiere in cui vivrei a Roma per la sua dimensione calma, dilatata, a differenza dell’intera città, un ritmo che è utile per il mio lavoro.
Cosa pensi del cantautorato romano che sembra rifiorire in questi ultimi anni con tante proposte musicali diverse?
Sì, c’è molta varietà. Mi piace girare per i locali romani per ascoltare qualcosa di originale, a prescindere dal genere, ma spesso questa originalità è nascosta sotto cumuli di polvere, tranne rarissimi casi: pseudo direttori artistici che scelgono unicamente “musica per riempire i locali”, gli stessi locali organizzati più per chiacchierare che per apprezzare l’artista, impianti audio/
luci di serie c…ecco, in situazioni del genere puoi scrivere anche “La donna cannone”, ma nessuno la sentirebbe.
Non sono i tempi del Folkstudio, né quelli dell’underground romano con Fabi, Silvestri, Gazzè. C’è una proposta molto ampia, ma il cantautorato non è un’etichetta, non basta scrivere canzoni, bisogna creare un’emozione, ascoltare un brano con le gambe che tremano, creare condivisione. Questo è raggiungere l’eccellenza.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Nel salone centrale di Mody Dick l’ultima edizione del Premio fantasia

Anche quest’anno il Premio Fantasia, organizzato dall’associazione Il Tempo Ritrovato di Mirella Arcidiacono, non ha lesinato riconoscimenti ai Garbatellani doc che si sono distinti nell’ultimo
anno. A fine novembre nel salone centrale degli ex Bagni pubblici, oggi hub culturale Moby Dick, alla presenza del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri si sono alternate le menzioni di merito e i premi in diversi campi di attività: dalle arti, ai servizi sociali, al volontariato, alla cultura.
Il premio 2018, che riproduce un dipinto del Maestro Carlo Acciari donato all’Associazione nel gennaio del 2009, si è arricchito di piccole sculture con il volto di Carlotta realizzate nello studio del professor Vincenzo Varone, titolare della cattedra di tecniche della scultura presso l’Accademia delle Belle Arti con la collaborazione dello studente Vittorio Serrenti. Le sculture sono nate per sensibilizzare il restauro della fontana simbolo del quartiere. Sempre lì nei prossimi giorni verrà posta anche una targa in memoria di Carlo Acciari.
Diverse le proposte avanzate dall’associazione. “ Chiediamo che sulla scalinata di Carlotta venga realizzato un murales, che rappresenti bambini di tutte le etnie che si tengono per mano – ha detto Mirella Arcidiacono – per mandare un messaggio di pace proprio il 20 novembre Giornata Mondiale per i diritti dell’infanzia. Vorremmo inoltre che per il 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, venisse dedicato il piccolo giardino di via Giustiniano Imperatore a Donatella Colasanti tortutata nel massacro del Circeo”.
Ma ecco di seguito l’elenco dei premiati: il professor Vincenzo Varone dell’Accademia delle Belle Arti, l’ortopedico Fabio Rodia del Cto, l’Associazione Amici di Fruzzico, l’assistente sociale e
pittrice Anna Maceratesi, il giovane artista Francesco Romanelli, il maestro artigiano Nando Sciampi, Stefania Rossetti, il dottor Luca Marino del centro Marilab, lo studente dell’accademia
Belle Arti Vittorio Serrenti, il gruppo dei genitori della scuola materna La Coccinella e infine l’architetta Maria Paola Pagliari del Tavolo Archivio storico dell’VIII Municipio.
(I. P. M.)Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI