Tag: vita comune e storia locale
Jazz It Up Quartet
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella Jazz Festival, News, Roma.
Jazz It Up Quartet
Il Jazz It Up Quartet nasce nel 2013, con l’arrivo del pianista Simone Colasante in un preesistente trio formato da Shanti Colucci (batteria), Marco Bruno (basso elettrico) e Vincenzo Totta (chitarra). Il quartetto propone un repertorio di inediti e standard e classici del jazz riarrangiati e riproposti in chiave moderna ed elettrica, creando un sound che accosta la tradizione ai ritmi e alle armonie del jazz moderno in un alternarsi di swing elettrico, tempi dispari, virtuoso solismo e ritmi drum ‘n bass e funk.
La formazione si esibisce negli ultimi anni in numerosi locali e club della capitale e partecipa a diversi festival. In particolare partecipa ai festival Muntagn In Jazz 2013, 2014 e 2015, condividendo le serate con Enrico Rava, Giovanni Guidi, gli Gnu Quartet e le Blue Dolls.
Il 3 settembre 2014 suonano all’Auditorium Parco Della Musica di Roma in occasione del Jammin’ Fest 2014. Inoltre vengono selezionati per esibirsi alla rassegna jazz organizzata dal Garbatella Jazz Festival presso l’associazione Altrevie (11 ottobre 2014).
Il quartetto partecipa e vince il “Concorso Chicco Bettinardi per i Nuovi Talenti del Jazz Italiano” classificandosi al secondo posto dopo essere stati votati da una folta giuria di esperti presieduta da Tino Tracanna a seguito dell’esibizione presso il Milestone Jazz Club di Piacenza. Il 30 maggio suonano al Gala di Premiazione presso lo Spazio Rotative, all’interno del Piacenza Jazz Festival 2015.
Il 3 luglio 2015 hanno l’onore di partecipare alla serata evento “Enrico Intra – Ottanta!” per festeggiare l’ottantesimo compleanno del grande pianista e compositore milanese. Durante la serata hanno la possibilità di eseguire un brano del loro repertorio e di suonare poi alcuni brani del maestro Intra e alcuni standard accompagnando come sezione ritmica alcuni dei più illustri jazzisti e solisti della scena romana e nazionale, tra cui Maurizio Giammarco, Rosario Giuliani, Claudio Corvini, Roberto Tarenzi e lo stesso Enrico Intra (che ha diretto l’esecuzione dei suoi brani).
Il 18 dicembre 2015 suonano al San Severo Winter Jazz Festival.
Il Jazz It Up Quartet è composto da:
Shanti Colucci – batteria
Marco Bruno – basso elettrico
Vincenzo Totta – chitarra
Simone Colasante – pianoforte e tastiere
Contatti:
E-mail: jazzitupquartet@gmail.com
Tel.: +39 333 620 1023
Facebook: https://www.facebook.com/Jazzitup23?fref=ts
Venerdì 8 Luglio 2016 Preview GJF2016: Jazz It Up Quartet e Carosel Quartet
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella Jazz Festival, News.
COMUNICATO STAMPA
Preview GJF2016: Jazz It Up Quartet e Carosel Quartet
In attesa del Garbatella Jazz Festival 2016 sulle note dell’innovazione
Venerdì 8 Luglio 2016
La Villetta – Via Francesco Passino n. 26, Roma
dalle ore 20.00
Ingresso gratuito – Bar e cucina
Roma, 22 Giugno 2016 – Una serata all’insegna del jazz sarà quella che si vivrà venerdì 8 Luglio 2016 a la Villetta in Via Francesco Passino n. 26.
Il concerto, organizzato dalle associazioni culturali Cara Garbatella ed Altrevie vedrà suonare il Jazz It Up Quartet, formato da Shanti Colucci (batteria), Marco Bruno (basso elettrico), Vincenzo Totta (chitarra), Simone Colasante (pianoforte). Il quartetto propone un repertorio di inediti e standard classici del jazz riarrangiati e riproposti in chiave moderna ed elettrica, creando un sound che accosta la tradizione ai ritmi e alle armonie del jazz moderno in un alternarsi di swing elettrico, tempi dispari, virtuoso solismo e ritmi drum ‘n bass e funk.
Aprirà la serata il Carosel Quartet, composto da Manny Fioretti (pianoforte), Rocco Scarcella (chitarra), Giordano Panizza (contrabbasso), Alessio Crespi (batteria).
L’8 Luglio sarà anche un assaggio della prossima edizione del Garbatella Jazz Festival, la XII, che si svolgerà a fine Settembre 2016 nella medesima location e sarà dedicata al sincretismo tra jazz e classica.
Direttore artistico dei due eventi è Pino Sallusti, che da anni è impegnato nel rendere il jazz un genere musicale più facilmente fruibile: “Come ogni edizione del festival da quando sono direttore artistico (ormai il settimo anno), cerco sempre di portare musicisti e progetti musicali che stimolino in me un interesse che vada oltre la bravura degli esecutori, un qualcosa che tocchi le corde del piacere di ascoltare, che mi sorprenda con l’inaspettato e il non convenzionale, che mi dia il gusto della musica svincolata dagli individualismi: Il Jazz It Up Quartet e il Carosel Quartet, gruppo spalla, rientrano in questi canoni. Sarà bello condividere con il pubblico, che spero numeroso come nelle passate edizioni, le sensazioni che ho avuto ascoltandolo”.
È un’associazione culturale nata nel 1998 e che ha sede in Via F. Passino n. 26. Si occupa di promuovere, di valorizzare e di recuperare il patrimonio storico-culturale, umano, artistico, architettonico e paesaggistico del quartiere Garbatella, del territorio dell’VIII Municipio (ex XI) del Comune di Roma e dell’intera città di Roma. A tal riguardo, l’associazione pubblica gratuitamente da circa 10 anni il bimestrale “Cara Garbatella” ed ha editato le seguenti pubblicazioni: “Il quaderno della Resistenza. Garbatella – Ostiense” di Cosmo Barbato e Gianni Rivolta; “I ribelli di Testaccio, Ostiense e Garbatella. Dal biennio rosso alla liberazione” di Gianni Rivolta.
Inoltre, promuove attività culturali come il “Garbatella Jazz Festival”, giunto alla sua XI edizione e il festival “Il Canto dei Popoli. Dialogo, Democrazia, Pace”, arrivato alla terza edizione.
Info
Benedetto Mercuri
bmercuri81@gmail.com
3807062205
Ufficio Stampa
Francesca Vitalini
stampa@caragarbatella.it
339.339.0878
scrica il comunicato in pdf
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L’ascesa dell’India dal sesso all’evoluzione (romanzo) di ELANGIYIL BETTY SHAJI
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L’ascesa dell’India dal sesso all’evoluzione (romanzo)
di ELANGIYIL BETTY SHAJI
India: terra magica, di mistero e avventura. Terra di colori, profumi e suoni persuasivi. Terra di incanto e bellezza. E poi ancora India: terra di sovrappopolazione, di pregiudizi e tabù, terra dimenticata, stuprata, abbandonata dalla mano dell’uomo che troppo spesso, nello stesso momento, contempla ma poi martorizza i doni sacri della natura.
Un viaggio, attraverso questo romanzo, nel cuore di un Paese affascinante e contraddittorio, dove vita e morte, stupore e orrore, virtù e disonore, moralità ed immoralità, religione e fanatismo si mescolano inestricabilmente.
Un viaggio compiuto attraverso gli occhi di una donna, usurpata nella sua dignità di essere umano da una mentalità maschilista e retrograda: un viaggio alla ricerca del fulcro della “Madre Terra” indiana, della sua origine primordiale, spogliata dalle sovrastrutture mentali, sociali, politiche ,culturali e religiose. Un viaggio alla ricerca del vero “Essere” dell’India, che di riflesso diviene ricerca del vero “Essere” della protagonista di questo mistico romanzo.
Festa per la Cultura 2016 11 giugno dalle 17,30 alle 23:00
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Festa per la Cultura 2016
11 giugno dalle 17,30 alle 23:00
Metro Garbatella, Parco Pullino, Piazza Vallauri, Via Argonauti Cotrochiave e Goa
Alla VILLETTA dalle 18,00
saggio di scuola di musica ADELANTE
Dalle 21 musica alle 22,00 ROOTS MAGIC
Birreria Cocktail Ristoro
in allegato locandine festa
Festa per la Cultura 2016
11 giugno dalle 17,30 alle 23:00
Metro Garbatella, Parco Pullino, Piazza Vallauri, Via Argonauti Cotrochiave e Goa
Alla VILLETTA dalle 18,00
saggio di scuola di musica ADELANTE
Dalle 21 musica alle 22,00 ROOTS MAGIC
Birreria Cocktail Ristoro
in allegato locandine festa
Recitar-suonando, per contrabbasso protagonista, Venerdì 17 giugno ore 20.00 alla Casa di Goethe, via del Corso 18
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Recitar-suonando, per contrabbasso protagonista, Venerdì 17 giugno ore 20.00 alla Casa di Goethe, via del Corso 18:00
Siamo così giunti all’ultimo concerto di questa lunga e ricca stagione 2015-2016, con un programma davvero particolare, unico finora nella produzione musicale di Roma Tre Orchestra.
Si tratta infatti di una inusuale e ardita operazione musicale, dove la voce virtuosa del contrabbasso di Massimo Ceccarelli (musicista dal curriculum internazionale che finora abbiamo ascoltato numerose volte come primo contrabbasso di Roma Tre Orchestra) aderisce perfettamente a quella recitante del Massimo Ceccarelli contrabbassista e “attore”. In questo spettacolo si è cercato di trovare un equilibrio tra le due forme, affinché nessuna delle due fosse predominante rispetto all’altra. È una curiosa dicotomia, quasi schizofrenica, perché per la prima volta si porta in scena uno spettacolo dove musicista e voce recitante sono la stessa persona.
Dai classici del repertorio barocco, alle sonorità contemporanee, dall’ispirazione goethiana del Gingo biloba ai live electronics: il suono sabbioso del contrabbasso esce dal fondo dell’orchestra e diventa questa volta protagonista. Chiude il programma una composizione-meditazione di Ceccarelli stesso dal titolo Le onde sopra se stesse, che l’autore presenta così: “Il suono è vibrazione, la vibrazione è movimento: quale può essere il suono del mare? Sciarrino ha tentato di intonarlo. Io ho immaginato un suono che evocasse le profondità marine, che rappresentasse in qualche modo un essere corporeo…vivo…spirituale.”
L’occasione peraltro segnerà il ritorno di Roma Tre Orchestra alla Casa di Goethe. Al prezzo speciale di € 5,00 sarà infatti possibile, oltre che acquistare il biglietto per il concerto, anche godere di una visita guidata alla Casa – Museo.
Venerdì 17 giugno ore 20.00 Casa di Goethe, via del Corso 18
Recitar-suonando, per contrabbasso protagonista
J. S. Bach: Sarabande, dalla Suite n. 2 in re minore BWV 1008, sul testo Ginkgo biloba di J. W. Goethe
V. Ramaglia: Chimera per contrabbasso solo, sul testo de L’infinito di G. Leopardi
E. Morricone Studio per contrabbasso solo
G. Bottesini: Tema e variazioni sull’aria di Paisiello “Per questa bella mano”, nella versione per contrabbasso solo
T. Johnson Failing a very difficult piece for solo string bass per contrabbasso solo e voce recitante
M. Ceccarelli/Armando Pettorano: Le onde sopra se stesse per contrabbasso solo e voce recitante
Massimo Ceccarelli, contrabbasso e voce recitante
Prezzo unico per tutti: € 5,00
Soci R3O e studenti Roma Tre regolarmente iscritti: € 2,50
I biglietti possono essere acquistati presso il luogo di svolgimento del concerto, oppure online cliccando sul presente link grazie al nostro sponsor tecnico Biglietto.it Viste le ridotte dimensioni dell’Auditorium della Casa di Goethe consigliamo l’acquisto online per essere certi di poter accedere all’evento.
Anche attraverso la vendita online si può accedere alle riduzioni per studenti e soci.
La biglietteria presso la Casa di Goethe sarà aperta dalle ore 17.30 per consentire al pubblico interessato di poter partecipare alle due visite guidate al Museo (incluse nel costo del biglietto di ingresso al concerto) alle ore 18 e alle ore 19. Dopo il concerto infatti non sarà più possibile visitare il Museo: chi è interessato alla visita dovrà quindi presentarsi prima.
Si ricorda che Roma Tre Orchestra è un’Associazione e gli iscritti hanno la possibilità di accedere ad ogni concerto al prezzo simbolico di € 2,50, escluso il costo iniziale di iscrizione, che per l’anno 2016 varia nel seguente modo:
Under 16: € 15,00
Under 35 e Over 65: € 25,00
Personale TAB Università Roma Tre: € 25,00
Personale Docente Università Roma Tre: € 30,00
Tessera standard: € 35,00
Il costo della tessera per gli studenti iscritti all’Università Roma Tre è di € 25 a prescindere dall’età e dà diritto di accesso a tutte le attività organizzate da Roma Tre Orchestra con biglietto a titolo totalmente gratuito. Gli studenti tesserati potranno quindi ritirare per ogni singolo spettacolo il relativo omaggio direttamente in biglietteria.
L’acquisto della tessera è possibile online, in tutta sicurezza grazie al sistema Paypal, direttamente dal nostro sito, accedendo direttamente da questo link, oppure di persona, a margine di tutti gli eventi musicali organizzati da Roma Tre Orchestra, o per appuntamento, scrivendo a orchestra@uniroma3.it.
Il Grande Nord
Scritto da Redazione il . Pubblicato in News.
Il Grande Nord
Il Grande Nord è un omaggio alla tradizione musicale scandinava, letta in particolare attraverso l’esperienza di Christian Sinding (forse il più importante compositore norvegese dopo Grieg), di cui viene presentato il prezioso quartetto per archi in la minore, e di Dagfinn Koch, tra i più importanti compositori viventi di provenienza scandinava. La musica del Nord è ovviamente figlia maggiore della più grande tradizionale musicale mitteleuropea, che è ovviamente quella germanica, qui presentata attraverso i due autori che, in modo certamente molto diverso, ne incarnano forse nella maniera più significativa lo stile e il gusto, ovvero Johann Sebastian Bach e Richard Wagner: del primo ascolteremo alcune arie per basso tratte da tre diverse cantate, del secondo Preludio e Finale dall’opera Tristano e Isotta, qui proposti nella versione per quartetto d’archi del giovane compositore olandese Coen Schenck.
Questo concerto è dedicato alla cara memoria di Margherita Callegarini, moglie di Roberto Pujia, presidente di Roma Tre Orchestra, ad un anno dalla sua scomparsa. Proprio a lei si ispira il brano di Dagfinn Koch che qui ascolteremo in prima esecuzione assoluta.
Sabato 21 maggio ore 20.30 Teatro Palladium, piazza B. Romano 8 (fermata Metro B Garbatella)
Il Grande Nord
un concerto per Margherita
Teatro Palladium, piazza Bartolomeo Romano, 8 (Garbatella)
R. Wagner: Preludio e Morte di Isotta dall’opera “Tristano e Isotta”
J. Bach: Tre arie per basso e archi Was willst du dich betrüben BWV 107, Recitativo e Aria Schlummert ein dalla Cantata “Ich habe genug” BWV 82, Aria Was Gott thut, das ist wolgethan dalla Cantata omonima BWV 100
D. Koch: “…è notte sulla terra…” nuova commissione di Roma Tre Orchestra
C. Sinding: Quartetto per archi in la minore op. 70
Roma Tre Orchestra Ensemble
David Simonacci – Fabiola Gaudio, violini
Lorenzo Rundo, viola – Marco Simonacci, violoncello
Hartmut Schulz, baritono
Prezzo dei biglietti stagione 2016:
intero: € 12,50
ridotto Bibliocard: € 8,50
ridotto (Under 35 | Over 65 | Personale Roma Tre): € 7,50
Soci R3O, musicisti R3O e studenti Roma Tre regolarmente iscritti: € 2,50
I biglietti possono essere acquistati presso il luogo di svolgimento del concerto, a partire da un’ora prima dell’inizio, oppure online cliccando sul presente link grazie al nostro sponsor tecnico Biglietto.it
Anche attraverso la vendita online si può accedere alle riduzioni di biglietto previste (inclusa la riduzione soci).
Si ricorda che Roma Tre Orchestra è un’Associazione e gli iscritti hanno la possibilità di accedere ad ogni concerto al prezzo simbolico di € 2,50, escluso il costo iniziale di iscrizione, che per l’anno 2016 varia nel seguente modo:
Under 16: € 15,00
Under 35 e Over 65: € 25,00
Personale TAB Università Roma Tre: € 25,00
Personale Docente Università Roma Tre: € 30,00
Tessera standard: € 35,00
Il costo della tessera per gli studenti iscritti all’Università Roma Tre è di € 25 a prescindere dall’età e dà diritto di accesso a tutte le attività organizzate da Roma Tre Orchestra con biglietto a titolo totalmente gratuito. Gli studenti tesserati potranno quindi ritirare per ogni singolo spettacolo il relativo omaggio direttamente in biglietteria.
L’acquisto della tessera è possibile online, in tutta sicurezza grazie al sistema Paypal, direttamente dal nostro sito, accedendo direttamente da questo link, oppure di persona, a margine di tutti gli eventi musicali organizzati da Roma Tre Orchestra, o per appuntamento, scrivendo a orchestra@uniroma3.it.
centeredyogaacademy.com
Scritto da Redazione il . Pubblicato in News.
Il Centered Yoga è un metodo messo a punto da Dona Holleman, nato dalla sua personale esperienza e dal suo incontro con la filosofia di Krishnamurti, con l’Hatha Yoga di B.K.S. Iyengar, con la religione sciamanica di Castaneda e dall’amicizia con Vanda Scaravelli.
Si basa su Otto Principi Vitali per la pratica:
– Lo stato meditativo della mente, ovvero il ‘non-fare’ della mente
– Il rilassamento, ovvero ‘non fare’ del corpo fisico
– L’intento, ovvero il ‘non fare’ della visualizzazione
– Il radicamento, ovvero l’uso della gravità
– La centratura, ovvero la consapevolezza dell ’hara
– L’allineamento
– La respirazione
– L’allungamento
“Il Centered Yoga è un’attitudine dell’essere umano, come elemento della Natura e espressione della Forza Vitale che scorre in essa.” [Dona Holleman]
http://www.centeredyogadonaholleman.org/centered-yoga/
Orari e costi:
09:30 Iscrizioni
10:00 – 13:00 Lezione
Costo 25 euro
Vi aspettiamo in Via delle Sette Chiese 103!
Il condominio degli amori segreti
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Libri sulla Garbatella.
di Livia Ottomani
A volte l’amore è un affare di condominio
I condomini sono riuniti al completo quando, nel loro palazzo alla Garbatella, arriva l’affascinante Daniele Bracci, un musicista che si fermerà lì per qualche mese. Daniele è frastornato dall’accoglienza più che calorosa. Matteo Spina, il saggio, lo recluta subito per lavorare nell’orto condominiale. Paolo e Rudy, che vivono nell’attico, pensano già a un pranzo di benvenuto. Giovanna, invece, vede in lui un fidanzato perfetto per la figlia Anita… Ma la mattina dopo, quando Matteo Spina blocca Anita per presentarle il nuovo arrivato, la ragazza ha uno shock: perché lei, quel Daniele Bracci, lo conosce bene, e dai tempi del liceo. E ha fatto di tutto per dimenticarlo. E ora? Dovrà fingere di non averlo mai visto prima? Certo, Anita non è l’unica, nel condominio, ad avere qualcosa da nascondere. Giovanna, ogni lunedì, esce vestita di tutto punto. E con una scusa sempre buona per chi le chiede dove va. E Matteo Spina? Nemmeno lui la racconta giusta. Lo sa bene Pina, la pettegola del palazzo, che dietro alle persiane spia quello che accade, e annota poi tutto sul suo diario segreto…
Un condominio colorato, divertente e imprevedibile
Tra gli scorci di una Roma immersa nei profumi della primavera, gli amori, i malintesi e gli inaspettati intrighi di un gruppo di bizzarri personaggi
Tutti i protagonisti:
Anita:
fa la guida turistica e vive con la madre nel lotto V della Garbatella.
Giovanna:
la madre di Anita, fa la sarta ed è la figlia della ex portinaia del lotto.
Matteo Spina:
il “tuttologo” del lotto, addetto alla cura dell’orto condominiale.
Pina:
la pettegola. Spia quello che accade e scrive tutto sul suo diario.
Paolo e Rudy:
la coppia che vive nel magnifico attico.
Daniele:
fa il musicista ed è il nuovo inquilino del lotto.
Mizuki:
si è trasferito a Roma dal Giappone e ha conosciuto Anita.
Catarci, ancora in campo, per una nuova partita
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Municipio VIII, News, Roma.
Cara Garbatella ha chiesto al Presidente del nostro Municipio Andrea Catarci di tratteggiare un bilancio dell’ultima consigliatura, terminata anticipatamente per le note vicende capitoline e le valutazioni che lo hanno portato a riproporsi alla Presidenza del Municipio Roma VIII
Le idee, le passioni e i sogni per arrivare fino alla mèta
Catarci, ancora in campo, per una nuova partita
Una partita finisce e subito una nuova comincia. Dopo la conclusione dell’esperienza amministrativa dell’ex Sindaco Marino, dimesso a forza attraverso l’indecente ed antidemocratico ricorso al Notaio, si avviano a conclusione anche i sei mesi del Commissario Tronca, che portano alla tornata elettorale del 5 giugno. I Romani, oltre a Sindaco e Assemblea Capitolina, saranno chiamati ad indicare Presidenti municipali e Consigli.

Sono stati tre anni complicati, segnati dall’isolamento e dall’insufficienza dell’ex Giunta Marino, malgrado la chiusura epocale della discarica di Malagrotta e altre importanti misure positive attuate in tema di diritti civili, legalità contabile, e moralizzazione della macchina amministrativa. Sono stati tre anni complicati, per la città tutta ed anche per i nostri quartieri, soprattutto a causa delle innumerevoli difficoltà incontrate dal Campidoglio nell’erogazione dei servizi sociali, nella manutenzione urbana, nel trasporto pubblico e nella raccolta dei rifiuti, aggravate dal ciclone di Mafia Capitale, dall’ostilità conclamata del Governo Renzi, dall’endemica carenza di risorse. Ma sono stati anche tre anni importanti e fruttuosi per tante vicende territoriali, con l’Ente municipale che, solo o dentro la rete di alleanze con altre istituzioni e con gli attori locali, ha ottenuto significativi risultati, tra cui in ordine sparso si ricorda:
- la tenace tutela del territorio nell’ambito delle trasformazioni urbane, in particolare l’Edificazione I60 Grottaperfetta, Piazza dei Navigatori, l’ex Fiera e gli ex Consorzi Agrari;
- la lotta all’abusivismo edilizio ed alla devastazione ambientale sull’Appia Antica, che proprio in questi giorni è ripresa con efficacia e clamore;
- la ricostruzione in tempi record del Liceo Socrate devastato dalle fiamme, insieme alle Istituzioni competenti, poi del Centro Sociale La Strada bruciato, insieme a Roma Capitale;
- l’acquisizione pubblica degli ex bagni pubblici di Garbatella, destinati a diventare polo formativo e culturale grazie al finanziamento regionale, con il cantiere in prossima apertura;
- il rilancio del teatro Palladium dopo la conclusione dell’esperienza della Fondazione RomaEuropa, avviando una Scuola di teatro, ancora insieme alla Regione Lazio;
- la realizzazione di numerose riqualificazioni di edifici, sottopassi e muri, pubblici e privati, attraverso opere di Street Art, a Ostiense, Tormarancia, Garbatella, San Paolo e Roma 70;
- il sostegno alla nascita di Orti Urbani, presenti sul territorio con ben nove esperienze, esempi concreti di recupero ambientale e di riscoperta di agricoltura, socialità e solidarietà;
- lo sviluppo del Coworking municipale, che attualmente ospita le attività di un centinaio tra micro imprese e lavoratori individuali;
- il supporto alla crescita inarrestabile della Palestra Popolare Team Boxe della Montagnola, arrivata ad ottenere un titolo mondiale senza sottrarsi all’impegno per l’integrazione sociale;
- la creazione e il potenziamento del Polo territoriale dell’Emergenza, costituito dalle Associazioni di Protezione Civile locali insieme all’Ares 118 e ospitato in spazi municipali;
- l’apertura del Ponte della Scienza dedicato a Rita Levi Montalcini che unisce la Riva Ostiense e la Riva Portuense, dopo quello imponente intitolato a Settimia Spizzichino;
- l’apertura del nuovo Centro Anziani all’Ostiense, in locali nuovi situati all’interno del complesso degli ex Mercati Generali;
- l’apertura del Parco Malocello, due giardini collegati da un ponte pedonale vicino alla Circonvallazione Ostiense;
- la realizzazione del nuovo Parco a Via Rosa Raimondi Garibaldi, in sinergia con il progetto dal basso, promosso e gestito da Legambiente, con adiacente il nuovo mercato rionale;
- la realizzazione del Parco V11 a Roma 70, con il Comitato civico che ha partecipato al bando Acea e messo una nuova area giochi;
- l’estensione delle libertà personali, dopo l’istituzione dei due Registri dei Biotestamenti e delle Unioni Civili, con il Forum dei Diritti e l’adesione alla Rete Re.A.DY;
- la trasformazione della ex discarica della ‘Buca’ di Via Galba in uno dei pochi campi di baseball della città, con i fondi privati investiti da un’associazione sportiva;
- la riqualificazione della piazzetta all’incrocio tra Via Ostiense e Via Laurentina, sottratta al caos automobilistico e realizzata con fondi privati;
- il sostegno alle numerose operazioni di pulizia di parchi e giardini insieme ad associazioni e volontari, in particolare con la Protezione Civile;
- il potenziamento della comunicazione istituzionale tramite le mappe del Municipio e l’applicazione gratuita AgorApp, realizzate senza oneri pubblici.

Sono alcune delle piccole grandi cose realizzate e delle giuste battaglie condotte, frutto di impegno e slanci resi possibili anche dall’eccellente sintonia costruita tra la sfera politica e la struttura amministrativa, che però non sfuggono alla sensazione di incompiutezza ed all’amaro in bocca che lascia l’interruzione forzosa a metà mandato. Le cose fatte, avviate e progettate sono il pezzo di cui si va orgogliosi, nella consapevolezza che quelle da completare – bene – e ancora da fare sono molte di più, che anche i nostri quartieri come Roma tutta hanno bisogno di una nuova stagione che li porti fuori dalle crisi, dalle difficoltà della vita quotidiana, dalla scarsità di risorse che impedisce manutenzione ed abbellimento. Su tutto, poi, c’è un cruccio: il mancato rilancio e l’ulteriore penalizzazione subita dall’Ospedale Cto, che nel prossimo futuro si intende di nuovo mettere in cima alle priorità dell’agenda politica, con la determinazione di andare a vincere una battaglia essenziale per la qualità della vita dei nostri cittadini.
Si ritorna in campo più decisi che mai, spinti dall’amore per i nostri quartieri, con lo spirito di servizio di chi non ha intenzione di lasciare i lavori a metà, con la forza di chi è mosso da idee, passioni e sogni che intende realizzare nella condivisione integrale con la cittadinanza. Si ritorna in campo, per proseguire la cura del corpo – scuole, strade, giardini, edifici, mercati rionali – come dell’anima del nostro Municipio – cultura, socialità, sport -, nella convinzione che ancora una volta a interpretare la speranza di crescere, rilanciare e migliorarsi della nostra gente non può che essere interpretata e sostanziata dalla Riva Sinistra.
Si ritorna in campo, forti delle tante positività degli anni passati e soprattutto di uno spirito di Comunità che cresce anche in mezzo alle difficoltà più grandi.
Lo facciamo all’insegna della Concretezza, della Creatività, del Coraggio, della Collaborazione e della Condivisione, le cinque C del nostro Municipio, le stelle polari a cui tende la nostra iniziativa politica.
Concretezza nella pratica degli obiettivi; creatività nell’elaborare risposte inusuali; coraggio nell’azione politico-amministrativa, senza soggezioni verso nessun gruppo di interesse; collaborazione di cittadini ed istituzioni per rendere possibili anche i miracoli; condivisione con la cittadinanza delle scelte strategiche e di quelle minute, sull’uso delle risorse e sui tratti essenziali delle trasformazioni urbane e dei servizi pubblici, nonché su un’idea generale di Comunità territoriale che intende crescere senza lasciare indietro nessuno, contrastando le solitudini di chi vive in condizioni di fragilità e marginalità.
Per questi motivi chiediamo di esprimere un voto convinto e massiccio per la coalizione di sinistra con Catarci Presidente, intenzionata a proseguire sulla strada già intrapresa dalla precedente Giunta municipale ed a lavorare per una discontinuità netta nell’ambito comunale.
Forza, si può fare, con le idee, le passioni e i sogni che ci faranno arrivare fino alla mèta…
Copyright
tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 12 – Aprile 2016
Garbatella, terra di missionari almeno nella toponomastica
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, News.
Garbatella, terra di missionari almeno nella toponomastica
di Enrico Recchi
Come anticipato nel precedente numero di “Cara Garbatella”, un’altra categoria di personaggi presente nella toponomastica del nostro quartiere è quella dei missionari, alcuni dei quali sono poi assurti anche al livello di Santi. Quindi parliamo di un gruppo nutrito e molto particolare.
Anche al giorno d’oggi fare il missionario, generalmente in quello che viene definitoTerzo Mondo, non è facile. Partire per portare le idee della propria religione, quella che sia, in terre inospitali, lontane, dove ci sono malattie endemiche gravi, dove spesso ci sono regimi politici definibili quantomeno “difficili”, comporta un impegno che anche nel terzo millennio solo chi ha dentro di sè una forte passione e convinzione alimentate dalla fede può svolgere. Figuriamoci cosa poteva voler dire essere missionari nei secoli scorsi, come lo sono stati i personaggi cui sono intitolate molte vie della Garbatella.
Significava essere convinti e testardi nelle proprie idee, affrontare difficoltà quotidiane da quella della lingua e quindi della comunicazione fino, a quelle che potevano diventare addirittura mortali. Insomma un’altra bella categoria di “capocce dure” che ben figura ed onora il nostro quartiere e ben si allinea a quello che è ancora il carattere del “garbatellaro” tipo.
Partiamo da Roberto de’ Nobili, che dà il nome alla via un tempo percorsa dai tram che lasciavano il capolinea di Via Giacomo Rho. Di famiglia nobile toscana, nipote di San Roberto Bellarmino, era entrato presto nell’ordine dei Gesuiti, lo stesso di Papa Francesco. Mandato nel sud dell’India nel 1605, decise che per cercare di avvicinare la popolazione locale al Vangelo si dovesse essere più simili e quindi più vicini ai modi di vivere del posto. Quindi, abolito l’abito nero che impressionava negativamente, si vestì come un sadhu, ovvero come un monaco induista e successivamente come un brahmino, un sacerdote locale di alto livello, per poter entrare in contatto anche con i ceti più elevati. Sempre per essere ben accettato si radeva la testa lasciando solo un piccolo ciuffo di capelli proprio come facevano i sacerdoti locali. Allo stesso tempo imparò il sanscrito e il tamil (la lingua del sud dell’India) comunicando così direttamente senza intermediari. 
Dovette coniare anche parole nuove nella lingua tamil, parole che ancora non esistevano ma che gli erano necessarie per predicare. Morì quasi cieco in India nel 1656.
Altro personaggio eccezionale è Guglielmo Massaia, il frate cappuccino, l’ordine francescano di San Pio da Pietrelcina, che dà il nome alla via forse più lunga della Garbatella dopo la Circonvallazione Ostiense. Di famiglia astigiana, diventò frate molto giovane e partì nel 1846 con l’obiettivo di raggiungere la popolazione dei Galla nel nord dell’Etiopia.
Arrivò a destinazione con un faticosissimo ed avventuroso viaggio svolto con il rigore francescano “elemosinando di porta in porta”, dapprima risalendo il Nilo per poi passare attraverso il deserto. Trascorse 35 anni in quel paese. Non avendo a disposizione i mezzi classici dell’educazione (libri), scrisse personalmente i manuali scolastici e compose la grammatica della lingua oromo.
Scrisse anche il primo catechismo in lingua galla e fondò diverse missioni dove venivano prestate anche cure mediche tanto da prendere il soprannome locale di “Padre del Fantatà” (Signore del vaiolo). Fondò la missione di Finfinnì e su quello stesso posto venne poi fondata la città che divenne nel 1889 la capitale dell’Etipioa ovvero Addis Abeba (Nuovo Fiore).
Ma non è facile scegliere di quale personaggio parlare quando si tratta di persone come i missionari ed i santi delle vie della Garbatella. Qui si tratta di persone che come minimo hanno raggiunto le loro destinazioni attraversando un deserto o una landa ghiacciata, hanno passato periodi di detenzione per aver professato le loro idee, hanno fondato città ed ospedali, hanno assistito migliaia di poveri e malati. Un novero quindi di personaggi da ammirare.
L’ultima di cui parliamo è una donna: Francesca Saverio Cabrini.
Si, avete letto bene, il secondo nome è Saverio al maschile e non Saveria come indicato nelle targhe stradali (la via è piccola ed abbastanza nascosta, vicino al Teatro Ambra), perché questa donna, diventata Santa nel 1946, scelse come secondo nome Saverio in onore di San Francesco Saverio missionario in Estremo oriente. Nata nel 1850 e diventata suora nel 1874, all’età di 49 anni partiva per l’America per fornire assistenza ai numerosi emigranti italiani che attraversavano l’oceano in cerca di fortuna.
Per primo aprì un collegio femminile in Minnesota, che diventò subito un modello di educazione al quale si iscrissero ragazze di famiglie cattoliche e non. Seguirono molti altri centri simili in tutta l’America. Fondò la congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, prima compagnia femminile ad affrontare l’impegno missionario, generalmente prerogativa maschile. Assieme alle opere di assistenza caritative le missionarie offrivano agli emigranti corsi di lingua, assistenza burocratica e legale, corrispondenza con le famiglie. Presa la cittadinanza americana è diventata nel 1946 Santa ed in questo modo è stata anche la prima donna del nuovo continente ad avere questo riconoscimento.
Non a caso fino al 2008 nella città di New York è esistito un ospedale che portava il nome di questa donna fantastica. Poi per ragioni economiche lo stato di New York non ha più dato sovvenzioni all’ospedale che è stato chiuso. Ma ancora oggi c’è un altro ospedale che si chiama “Santa Cabrini” a Montreal in Canada.
Scrivendo queste poche righe mi vengono facilmente alla mente i problemi che oggi stiamo vivendo in Italia.
Flussi di migranti da gestire, ospedali che vengono chiusi per ragioni economiche, persone che aiutano il prossimo senza distinzione. Storie di attualità di uomini e donne nel nostro paese…nel nostro quartiere.
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Libreria e non solo… per i nostri bambini
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, Municipio VIII, News.
Libreria e non solo… per i nostri bambini
di Laura Iacoangeli
“Toc Toc, posso entrare?” chiese la bambina. “Sei la benvenuta!
Senza bussare…la porta è sempre aperta per i più piccoli!”
Alla fine dello scorso anno si è inaugurata alla Garbatella, in Via Tamburini, la libreria per bambini “Eco di fata”, libreria e non solo…giochi, laboratori, letture, corsi di fumetto, scrittura creativa, baby sitting, burattini, danze, uno spazio concepito e costruito a misura di bambino per leggere, organizzare una festa o semplicemente e soprattutto stare insieme! Ogni mese un ricco calendario di eventi.
La libreria è anche attenta alle neo mamme, infatti ha aderito all’iniziativa promossa dell’UNICEF “Punto Baby Pit Stop”, una sosta sicura per allattare al seno, un luogo caldo e accogliente per un gesto semplice e naturale.
Francesca, Roberta e Francesca con amore e fantasia gestiscono questo nuovo luogo di aggregazione e partecipazione nel nostro quartiere. “La nostra ispirazione è ciò che siamo. Noi oggi, più che mai, siamo il nostro Sogno” dice Shakespeare: è il motivo condiviso che ha spinto le tre donne ad aprire la libreria.
E’ ancora “…una libreria che sia una reciproca esperienza”.
Concludono per descrivere cosa hanno sognato, voluto, cercato e finalmente creato. A contraddistinguerla sono gli arredi ad altezza di bambino, arrotondati, colorati, modulari, vivaci e adattabili alle varie attività!
Libri, consigli e quant’altro a disposizione dei più piccoli, per la gioia dei più grandi. Dove i bambini continuano e gli adulti tornano a sognare…e allora quella porta è aperta a tutti i sognatori, anche genitori, zii e nonni!
Indirizzo: Via Michelangelo Tamburini 10
Pagina web: www.ecodifata.it
FB: eco di fata
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La coppa ritrovata e il ricordo di Agostino Il trofeo Roma Junior Club vinto dal Borromini nel ’72. Oggi, Socrate e Caravaggio in campo nel giorno del compleanno del capitano giallorosso. Una giornata di sport e di memoria
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, News, Roma, Tor Marancia.

La coppa ritrovata e il ricordo di Agostino
Il trofeo Roma Junior Club vinto dal Borromini nel ’72. Oggi, Socrate e Caravaggio in campo nel giorno del compleanno del capitano giallorosso. Una giornata di sport e di memoria
di Claudio D’Aguanno
I palazzoni sullo sfondo, lato San Quintino, sono quelli cantati da De Gregori. La leva calcistica dei due licei, il Socrate e il Caravaggio, che qui si affrontano nello scontro diretto, non è quella del lontano 68, eppure gli sguardi dei ragazzi che rincorrono il pallone sono quelli giusti per una giornata come questa. Oggi è l’8 aprile di Agostino Di Bartolomei, capitano giallorosso cresciuto da queste parti, che di anni ne avrebbe compiuti 61 e il coro che sulle tribune canta “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore” è tutto per lui. Sul rettangolo disegnato tra Via Agresti e Via Giangiacomo, dove passa il confine tra Tor Marancia e Piazza Lante, va appunto in scena la prima Coppa Ago e l’ex Nistri ritrova in un attimo quella partecipazione e quella passione dispersa nel tempo.
Per Paolo Moccia e altre “pantere grigie” presenti in tribuna la commozione è un sentimento denso di ricordi e tutto schierato con il calcio d’una volta: “In questo posto – attacca deciso – ho giocato partite epiche. Stavo in porta con la Nova Rapida e assieme a me c’erano Sergio er nonnetto, Guglielmann e Bayslach, poi i fratelli Canale e tanti altri del posto. Un sacco di bella gente, per carità, manco uno normale ma nessuno sbagliato!
Al contrario d’adesso, sia qui che sul campo Tormarancio oggi ridotto a triste parcheggio, allora qui ci giocava tutto il quartiere. E venivano pure da Garbatella, da Montagnola e San Paolo. Questo per me rimane sempre il campo OMI, dove c’erano tornei e campionati all’ultimo respiro, dove t’ho visto passare di tutto e anche giovani campioni come Bettega, D’Amico, Menichelli, Prati, Spinosi e dove t’ho pure fatto da sparring per un giovanissimo Pablito Rossi. Andò così: c’era il torneo Nistri per formazioni Primavera e alla Juve era saltata la partita per cui chiesero se eravamo disposti a fa’ da sacco, cioè da squadra allenatrice. Fu così che Rossi di gol me ne fece, solo lui, sette.
Comunque a parte tutto questo è il campo dove Agostino è nato calcisticamente e dove mi fa un certo effetto rivedere ragazzi delle scuole di zona in campo per lui”.
La coppa ritrovata
Coppa Ago si chiama questa prima volta d’una manifestazione messa su dalla immaginazione organizzativa di Massimo Pelliccia e di Claudio Marotta, assessore alla cultura del Municipio Roma VIII, e realizzata col concorso di docenti e personale delle due scuole. A farla nascere la bizzarria del caso e la forza di quell’ingranaggio collettivo che si chiama memoria. “Da un po’- racconta Pelliccia – avevo notato buttata in un angolo al Liceo Caravaggio una coppa malridotta e trattata come vaso da fiori. La forma mi ricordava qualcosa e la targa, tutta sbiadita, lasciava leggere ancora VII edizione Roma Junior Club 1972. Ricordavo i racconti su Agostino pubblicati su Fuori i Secondi e c’ho messo poco a legare il tutto all’edizione vinta dal Borromini con lui come capitano. Al liceo che stava in piazza Oderico da Pordenone questa coppa so che era esposta in bacheca ma nei cambi di sede, prima a Tor Marancia e poi inglobato al Socrate, era finita nel dimenticatoio. Comunque c’è voluto poco a riavviare la macchina del tempo ed è nata questa nuova avventura calcistica nel nome di Ago.” Per Claudio Marotta il risultato più grosso è stato nel vedere tutta l’energia che il nome di Agostino è stato capace di mettere in moto. “Da chi lavora nelle segreterie fino ai prof e alle direzioni delle due scuole c’è stata gara di proposte. Inizialmente si pensava di fare una giornata che portasse alla consegna della coppa alla famiglia Di Bartolomei ma è stato il figlio Luca a insistere che rimanesse patrimonio dei ragazzi delle scuole. Di qui è venuto fuori il torneo con l’idea che il trofeo dovesse andare, per un anno, all’istituto vincitore con l’impegno a rimetterlo in palio l’anno successivo. Il diritto di esordio è stato dato al Caravaggio e al Socrate ma d’ora in poi si lavorerà per ampliare, con le altre scuole del Municipio, il numero dei partecipanti. La Coppa Ago sarà un appuntamento importante dove memoria del territorio, diritto allo sport, impegno agonistico e rispetto, sapranno ogni volta rinnovarsi e fondersi nel nome di Agostino”.
La partita e tutto il resto
Il saluto emozionato di Paola Angelucci e il fischio dell’arbitro libera il tifo sulle tribune. “Avanti Caravaggio” incita uno striscione mentre un altro risponde “Ago eterno”.
I cori e i fumogeni accompagnano le azioni di gioco di ragazzi che sanno come fare onore alle maglie messe a disposizione dall’As Roma.
Il primo tempo è di chiara marca caravaggesca anche se è il Socrate con un lampo improvviso, traversa colpita con secco tiro da venti metri, a sfiorare il vantaggio. Nella ripresa cambia il ritmo della musica e il dominio del liceo della Garbatella si concretizza nel punto segnato da Landini che in diagonale infila il portiere avversario capitalizzando l’assist di Martino. La risposta dei rossi di Tor Marancia non si fa però attendere e almeno in tre occasioni si falliva il più giusto dei pareggi. Alla fine premi e le targhe erano soprattutto un pretesto per ragionare ancora sulla giornata e per fissare nuove scadenze d’incontro. Da Massimiliano Smeriglio e Andrea Catarci la coppa rimessa a lucido passava poi a Luca Di Bartolomei che, sotto gli occhi di Bruno Mazzone centrocampista reduce della vittoria del ’72, la consegnava al portiere del Socrate. “E’ con grande affetto ed emozione – ha sottolineato Luca – che passo questo ricordo di Agostino. Lo faccio invitando tutti a dedicare un po’ di giusta memoria non tanto a lui che è stato campione quanto a coloro che con lui hanno condiviso quegli anni e quelle soddisfazioni, che sono persone normali e che magari lavorano per rendere i nostri quartieri posti buoni dove vivere bene. E lo faccio, ancora, dicendo che è la prima ma l’ultima volta.
Il prossimo anno io verrò ma siederò in tribuna e qui a premiare ci dovranno essere Bruno o Maurizio, Carmine o Gigi, insomma qualcuno che giocava con lui”.
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Nasce negli anni ’60 il Torneo della RomaJunior club Nell’albo d’oro l’XI Borromini, l’Itis Severi e l’Armellini
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, News, Tor Marancia.
Nasce negli anni ’60 il Torneo della RomaJunior club
Nell’albo d’oro l’XI Borromini, l’Itis Severi e l’Armellini
Il Torneo nasce a metà degli anni ’60 da un’idea di Gilberto Viti, grande e rimpianto dirigente della As Roma. La tessera Junior Club permetteva tra l’altro di avere accesso allo stadio a prezzi ridotti; con il torneo dedicato alle scuole superiori della capitale crebbero ancor più le simpatie giallorosse nelle fasce giovanili. Per i lupi quelli erano “tempi cupi”, rare soddisfazioni venivano dalla Coppa Italia, ma del resto chi se la passava peggio era la Lazio che, proprio negli anni sessanta, aveva cominciato a fare l’altalena con la serie B. L’invenzione del Roma Junior Club fu dunque un’operazione di notevole intelligenza propagandistica legata alle buone pratiche di sport.
La prima edizione venne vinta nel ’66 dall’ITIS Giovanni XXIII di Tor Sapienza, seguito nelle edizioni successive da Bernini, Marconi e Galilei.
A poco a poco le scuole partecipanti crebbero fino a superare il centinaio.
Della nostra zona c’era l’XI Liceo Scientifico con sede centrale in Via Segre e succursale in Piazza Oderico da Pordenone. Fu quest’ultima a iscriversi col nome di XI Pordenone all’edizione del ’71. La selezione allora era durissima. Trentasei gironi poi un turno d’eliminazione diretta poi una fase di quattro gironi da quattro squadre con le sole vincenti ammesse alle semifinali e quindi la finalissima al Flaminio.
Quell’anno l’avventura, con Agostino già capitano spesso sostituito nel ruolo da Carmine Tortorella, si fermò ai quarti ma fu l’anno successivo che avvenne l’impresa. L’XI, di lì a poco Liceo Scientifico Borromini, nell’aprile del ’72 arriverà fino in fondo alla VII edizione, vincendo contro il Meucci ai rigori dopo che i tempi regolari s’erano conclusi sull’1 a 1. Questa la formazione immortalata dalla foto che ritrae Agostino con la coppa in mano: Bove, Canapi, Andreini, Vacca, Gasbarra, Pellegrini, Molinari, Mazzone, Santilli, Di Bartolomei, Tempra (al 71’ Piccirilli), All Mezzanotte. Per la cronaca, Agostino autore del momentaneo vantaggio al 10’ del primo tempo, non scriverà, in quell’occasione, il suo nome tra i realizzatori dagli 11 metri a causa degli errori decisivi dei ragazzi del Meucci.
Il torneo Roma Junior Club dopo l’edizione del ’72 vedrà poi altre annate felici. Per due anni, ’76 e ’77, a vincerlo sarà l’ITIS Severi di Tor Marancia. Mentre in una formula rinnovata in anni recenti, 1999 e 2000, sarà l’Armellini guidato da Gianni Rivolta e Manlio Donati di San Paolo ad aggiudicarselo.
La Coppa Ago si inserisce in questa tradizione e, per rispetto di quei valori cari al capitano giallorosso, tutti i protagonisti di questa prima edizione meritano di essere ricordati.
LICEO SOCRATE: (p.t.) Lazzari, Anticoli, Ianniccheri, Marrocco, Musa, Modestini, Lista, Leta, Fortuna, De Noia, De Giorgio; (s.t.) Bucci, Gambardella, Nico, Mazzarelli, Gastaldo, Mellini, Romano, Vitale, Martino, Grimaldi, Visconti, Landini. All: Enrico Tubili e Claudio Di Russo.
IS LICEO ARTISTICO CARAVAGGIO: Bove, Faraoni, De Lorenzo, Ragazzoni, Calenda, Monteiro, Parigi, Barillaro, Pompei, Lattanzio, Ferrari, Ciorba, Vincenzini, Cinti, Di Gravio Grossi.
All: Fabio Petrucci e Fiorella De Benedictis. Arbitro: Sig Lupardini di Roma.(C.D.)
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Lo sport è di tutti anche dei cittadini disabili
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Municipio VIII, News.
Lo sport è di tutti anche dei cittadini disabili
Il Municipio VIII ha intrapreso una serie di interessanti iniziative per favorire l’inclusione sociale nel territorio delle persone con “bisogni speciali” attraverso lo sport
di Antonio Pelagatti
E’ noto come lo sport sia per una persona disabile un’ “arma” molto importante per combattere l’abbandono, la fragilità e la discriminazione, nonché un potente strumento di riabilitazione personale e sociale. Lo sport è accoglienza, integrazione, tende ad unire le persone o più semplicemente a divertirle, è un “valore aggiunto” per chi lo pratica e per tutta la comunità, lo sport è di tutti ed in particolare dei cittadini più fragili.
Ma davvero “lo sport è di tutti”?
Sembrerebbe di no visti i risultati di una recente indagine svolta dall’Assessorato alle Politiche sociali e dall’Ufficio sport del nostro Municipio che ha fatto emergere una serie di problemi e difficoltà all’interno dei Centri sportivi comunali per l’accesso alla pratica sportiva ed alle attività fisico-motorie dei cittadini disabili o con problemi di salute mentale.
Difficoltà legate alla complessità per i Centri ad organizzare attività sportive dedicate o integrate per particolari forme di gravi disabilità o di particolari sindromi, alla carenza di strutture e istruttori qualificati e di servizi di trasporto ed accompagnamento, alla presenza di barriere architettoniche, ai costi da sostenere per le famiglie, ma soprattutto ad una scarsa informazione sulle numerosissime risorse non solo sportive che il territorio offre ai cittadini con “bisogni speciali”.
Per cercare di superare queste criticità l’Assessore alle Politiche sociali Dino Gasparri in collaborazione con la Consulta sulla disabilità hanno deciso di intraprendere una serie di interventi e di iniziative per favorire l’accesso alla pratica sportiva per questi cittadini, a cominciare da una riforma dei criteri generali e delle linee guida per i Centri, ad una sensibilizzazione delle associazioni sportive del territorio, ad una collaborazione mirata ad affrontare progetti personalizzati in caso di particolari forme di disabilità complesse come l’autismo. Il Municipio chiederà ad ogni Centro sportivo di competenza (Impianto, palestra scolastica, piscina) di organizzare le proprie attività riservando sempre spazi e corsi alle persone disabili o con problemi di salute mentale preferibilmente all’interno dei corsi per “normodotati” al fine di favorire la socializzazione e l’inclusione sociale; laddove questo tipo d’integrazione non sia possibile i Centri sportivi dovranno comunque organizzare dei corsi specifici per disabili, garantendo posti per i normodotati affinché non si crei nessun circuito “chiuso” ma si favorisca uno scambio continuo di esperienze non solo motorie.
Nel quadro delle attività proposte per i soggetti portatori di handicap il Municipio si adopererà affinché i Centri organizzino apposite attività integrate anche nei mesi estivi (centri
ricreativi estivi integrati) diffondendo attraverso tutti i canali pubblicitari (in particolare siti web e social network) le informazioni dettagliate sulle attività ricreative e sulle procedure per favorire l’accesso dei soggetti fragili. Verrà anche incoraggiata la costituzione di una “rete delle risorse sportive per la disabilità” promuovendo accordi e collaborazioni con i Centri sportivi, con le associazioni di volontariato e con le scuole secondo le cosiddette “buone prassi”.
Collaborazioni finalizzate al miglioramento del servizio in favore dei cittadini meno fortunati, alla condivisione di esperienze e risorse, all’integrazione delle attività ed al superamento delle possibili sovrapposizioni e segmentazioni. Secondo l’Assessore Gasparri il Centro sportivo dovrà trasformarsi da semplice fornitore di servizi ed attività ad un interlocutore e consulente privilegiato per le famiglie più fragili che si prenda carico di una parte importante del progetto di vita di una persona disabile, accompagnandola responsabilmente verso percorsi sportivi appropriati ed economicamente sostenibili in un’ottica di alleggerimento del carico assistenziale e psicologico sulle famiglie e di tutela della salute. Un esempio di questo nuovo modo sociale e solidale di concepire lo sport è quello portato avanti dall’Associazione Sportiva ASD KK Eur Volley e dal suo responsabile dottor Andrea Di Marcoberardino impegnato costantemente e generosamente in favore dei ragazzi ospitati nella casa protetta “Casa di Franco”.
Persone meno fortunate che, grazie alle doti d’umanità e professionalità degli operatori ed istruttori dell’Associazione, hanno trovato non solo l’occasione per svolgere una pratica sportiva ma anche un ambiente familiare accogliente ed un clima piacevole e sereno.
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De Carolis conquista a Offenburg il titolo mondiale Supermedi WBA
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, News, Roma.
Nel pugilato siamo tornati ad essere terra di campioni
De Carolis conquista a Offenburg il titolo mondiale Supermedi WBA.
Un esempio per gli altri 200 ragazzi della “Team Boxe Roma XI”.
Auspicabile adesso l’organizzazione di un incontro a Roma
di Adelio Canali
In occasione di un mio precedente articolo sulla rinascita del pugilato nel nostro territorio, mi auguravo si dovesse vincere una scommessa per onorare i nostri grandi campioni del passato, vissuti alla Garbatella. Ebbene la scommessa è stata vinta con la conquista a Offenburg del titolo mondiale dei supermedi WBA da parte di Giovanni De Carolis, atleta dotato di una grande statura morale che, con semplicità e umiltà, costituisce un esempio per gli altri ragazzi della “Team Boxe Roma XI”, faticosamente messa in piedi da Gigi Ascani e Italo Mattioli. La sera del 9 gennaio scorso, seguendo l’incontro alla televisione, ho rivissuto l’emozione della vittoria al Madison Square Garden di Nino Benvenuti, quando conquistò il titolo mondiale dei pesi medi battendo Emile Griffith.
Il giorno in cui sono entrato per la prima volta nella palestra dove il nuovo campione si allena, sono rimasto colpito dall’atmosfera; mi riportava alla mente ricordi vissuti negli anni 70, in occasione della visita ad alcune palestre americane. Grande cura nella preparazione degli atleti, seguiti con notevole professionalità dai nostri due valorosi preparatori e soprattutto la grande voglia del combattimento.
Rimasi colpito dal modo con cui giovani pugili scaricavano la propria aggressività, accompagnando i colpi al sacco con urla da guerrieri. Tanta volontà, tanto spirito di sacrificio non potevano che procurare vittorie e soddisfazioni.
Nella nostra struttura, per lungo tempo abbandonata al degrado, si allenano anche ragazzi provenienti da altre località, formando nel contempo una grande famiglia, nella quale si è anche creata la possibilità di un reinserimento di giovani emarginati, mediante lo svolgimento di lavori sociali. Oggi, la “Team Boxe”, con i suoi oltre duecento atleti, è riuscita a collocarsi al vertice nella graduatoria delle società pugilistiche del Lazio ed ha espresso atleti di notevole livello, come Mattia Faraone, campione italiano universitari e “Guanto d’oro”; Alessandro Mazzali, campione italiano universitari; Vittorio Petricca, campione italiano juniores 2009. Sempre in campo dilettantistico, si sono distinti: Gabriele Minardi, Alessandro D’Amore, Guido Vianello e Pietro Rossetti.
In campo femminile la società ha avuto modo di esprimere giovani atlete come Francesca Amato, campionessa italiana negli assoluti 2015 e “Guanto d’oro”; Sabrina Marconi, campionessa italiana negli assoluti 2011; Althea Ciminiello, nata e cresciuta alla Garbatella, tre volte “Cinturavolsca” e brillante protagonista di un torneo internazionale in Austria.
Dopo la grande vittoria di Giovanni De Carolis alla Baden Arena di Offenburg, su iniziativa di Massimiliano Smeriglio, il nostro campione è stato ricevuto e premiato dal Presidente della Regione Lazio e infine il Presidente dell’ VIII Municipio Andrea Catarci, sempre in suo onore, ha organizzato una grande festa al GOA di Via Libetta dove, per l’occasione, nel locale è stata predisposta, in collaborazione con l’Associazione “Garbatella 44”, una mostra su alcuni grandi eventi del pugilato mondiale.
Dagli anni novanta, il pugilato in Italia è stato trascurato sia dalla stampa che dalla televisione, anche a causa della mancanza di personaggi di un certo spessore. Ora, la vittoria di De Carolis serve a far comprendere che, per tornare ai fasti del passato, occorre prendere in considerazione la necessità di ripartire dalla base, prendendo come esempio proprio le realtà come la “Team Boxe Roma XI” che, facendo crescere giovani volenterosi, con grandi rinunce e sacrifici è riuscita a raggiungere traguardi mondiali.
Ora, il nostro campione e la sua Società meritano l’attenzione della piazza romana. Ci auguriamo che anche la Federazione Pugilistica Italiana si adoperi per fare in modo che qualche organizzatore riesca a mettere in piedi una riunione a Roma, che veda nel cartellone, come merita, Giovanni De Carolis. Inoltre sarebbe il caso che Malagò, Presidente del CONI e Luca Cordero di Montezemolo che guida il Comitato promotore per le Olimpiadi a Roma nel 2024, vengano a rendersi conto di come ci si sacrifica per una disciplina sportiva che a Roma, nel 1960, arricchì il medagliere olimpico con tre ori (Musso, Benvenuti, De Piccoli), tre argenti (Zamparini, Lopopolo, Bossi) e un bronzo (Saraudi). Uno sport e delle realtà che meritano sostegno, come tutte le discipline che, lontane da mode, falsi miti e soldi facili, rendono attuali i veri valori sportivi, quei valori che, forse, alcuni campioni del calcio hanno dimenticato.
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Progetto della scuola “Cambiagio” Genitori e figli leggono insieme
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, News.
Progetto della scuola “Cambiagio”
Genitori e figli leggono insieme
“Read in the Eu – road” è il titolo del progetto di Erasmus Plus che la scuola paritaria “Benedetta Cambiagio” sta realizzando in questo anno scolastico per sviluppare negli alunni le abilità di lettura e trovare in questa attività una fonte di benessere personale. Molte sono le attività proposte agli alunni per sviluppare questo progetto e ad alcune abbiamo partecipato con entusiasmo anche noi genitori, leggendo insieme ai nostri figli e per loro… In queste occasioni, eravamo noi grandi emozionati e contenti di poter essere utili, calandoci nel nostro ruolo con empatia e competenza. I ragazzi erano soprattutto molto divertiti da questo scambio di ruolo. Avere i genitori con loro per trascorrere del tempo insieme nella lettura, ha posto l’accento sul fatto che grandi e piccoli possono testimoniare ed aiutarsi a vicenda, per tenere presente ciò che veramente è importante conoscere e ricordare tra le tradizioni della nostra cultura.
Certamente noi adulti siamo diventati più consapevoli che tenendo in considerazione la lettura, come basilare attività di apprendimento, possiamo essere di esempio e di stimolo ai nostri ragazzi. Nella nostra epoca, definita ormai del tutto “digitale”, è importante non perdere le competenze linguistico-comunicative, ma, anzi, è essenziale leggere ad alta voce per i figli, leggere e raccontare storie che sviluppano la loro immaginazione e la loro fantasia, non smettere di leggere con loro solo perché sanno già leggere da soli… Grazie alla lettura si costruisce nell’individuo l’empatia con il mondo circostante: è un contatto che ci rende più ricchi, più profondi…e ci si ritrova impercettibilmente cambiati nel comprendere la realtà.
Così, noi genitori, convinti del benessere della lettura, invogliamoci a leggere in privato e in pubblico.
Mostriamo che leggere è una cosa positiva. Se leggiamo, se i nostri figli ci vedono leggere, impareranno anche loro, capiranno che esercitare l’immaginazione aiuta ad avere una visione più ampia del mondo che ci circonda.
Ad Albert Einstein fu chiesto una volta come fosse possibile rendere i bambini più intelligenti. La sua risposta fu semplice e geniale: “Se volete che un bambino sia intelligente leggetegli delle favole. Se volete che diventi più intelligente, leggetegli più favole”.
Aveva capito il valore della lettura e dell’immaginazione nella crescita dei nostri ragazzi.
Antonella Izzo
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Camp8: via al campo due di volontariato nel Municipio
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Municipio VIII, News, Roma.
Camp8: via al campo due di volontariato nel Municipio
di Marcello Conte
Anche quest’anno il Comitato Parco Giovannipoli si fa promotore, insieme a Nessun dorma, il Villetta Social Lab, Legambiente Garbatella e CSOA La Strada, del campo di volontariato internazionale che sarà realizzato a luglio sul territorio del nostro Municipio.
L’anno scorso, con il titolo di Garbatella History Camp, i volontari provenienti da tutto il mondo si sono presi cura del parco Serafini (o Giovannipoli o di Commodilla) contribuendo – sotto la guida di esperti nominati dal Ministero per i Beni Culturali – a riqualificare gli scavi archeologici presenti nel parco.
“Quest’anno – ci spiega Katiuscia Eroe, Presidente del Comitato promotore – abbiamo deciso di cambiare nome e abbiamo scelto Camp8 che si può leggere camp otto o camp eight a seconda della lingua e che ci dà la possibilità di realizzare i futuri campi internazionali sempre con lo stesso nome cambiando solo argomento”.
L’edizione 2016 di Camp8 avrà come tema centrale l’accoglienza e la riqualificazione di luoghi dove le diverse realtà di cittadinanza attiva che operano sul territorio dell’Ottavo Municipio creano quotidianamente occasioni di socializzazione, di condivisione e di integrazione come ad esempio le attività di Nessun dorma al campo Socrates o a quelle delle associazioni che operano nell’ambito del Villetta Social Lab per facilitare l’integrazione dei migranti.
La gestione di un Campo come questo, richiede ovviamente un notevole sforzo economico. Per questo, dal mese di aprile, verranno organizzate diverse iniziative di raccolta fondi per autofinanziare un’esperienza necessaria al territorio.
Chi volesse dare il proprio contributo può farlo contattando il Comitato sulle pagine Facebook “Comitato parco Giovannipoli” e “Camp8-Roma”.
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Il Maestro Gianpistone dalla Garbatella al mondo
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, News, Ostiense, Roma.
Il Maestro Gianpistone dalla Garbatella al mondo
di Francesca Vitalini
“Attraverso la mia pittura ho voluto cogliere l’essenza della realtà che ho sperimentato con viaggi reali, molti, e fantastici”. Esordisce così il Maestro Gianpistone, da poco superati gli 87 anni. Nato a Roma, nella zona Ostiense, “in un palazzo talmente popolare che ospitava la Maternità”, ricorda.
Inizia ad esprimersi attraverso la pittura casualmente, per una sorta di rivalità nei confronti di una giovane fidanzatina, cantante lirica: stanco di dover essere sottoposto ai suoi impegni, decide un giorno di comprare dei cartoni telati, dei colori, un tubetto del bianco ed alcuni pennelli. Inizia, così, a dipingere e si avvicina al gruppo de “I Pennellati”, dopo qualche mese si aggiudica il premio di incoraggiamento alla carriera della Galleria di Arte Moderna di Roma.
“I miei inizi sono divertenti – continua il Maestro Gianpistone – e la mia esperienza dimostra che ero un pittore da prima che iniziassi a dipingere.
Considero la pittura una maniera di esprimermi, un percorso che avevo dentro e che si è manifestato ad un tratto”.
La pittura si collega ad altre forme d’arte: il teatro e la scultura, tanto che nel 1957 partecipa con due opere alla “Biennale Internazionale di Carrara” e nel 1966 fonda a Testaccio lo Studio Arte Equipe ’66 aprendolo al mondo con eventi di teatro d’avanguardia, poesia, jazz, folclore di numerosi paesi e con laboratori teatrali ed artistici per persone con disabilità.
Quasi parallelamente inizia una serie di viaggi in tutta Europa: dalla Groenlandia alla Grecia, dall’Inghilterra all’Unione Sovietica.
E, poi, America ed Africa, dall’Egitto al Sud Africa. Nel 1966 compie il primo dei tre viaggi in Estremo Oriente, arrivando in Indonesia, in Cina ed in Giappone. Numerosissimi i viaggi in Medio Oriente uno dei quali in macchina, fino alle soglie di Kabul in Afghanistan. L’India è il paese dove ha raccolto le maggiori esperienze, attraversandola dal Sud al Nord alla ricerca di una “verità assoluta”.
“Quando arrivavo in un posto – racconta il Maestro – avevo l’atteggiamento di un neofita desideroso di apprendere e di fissare sulla propria pelle, come un tatuaggio, l’esperienza del viaggio… Con il passare del tempo, però, i “tatuaggi” sbiadivano ed avevo bisogno di vivificarli di nuovo con altri viaggi”. 
Nel cogliere l’essenza della realtà umana e naturale che si manifesta sotto ai suoi occhi si compongono i suoi cicli pittorici, tra i quali, per citarne alcuni: Entromondo, Natura Mirabilis, I colori del sacro, Le vie della seta, Le origini delle scritture, Memorie, Mediterraneo, Alle origini della cultura europea, Ierofanie, ospitate in più di 200 mostre personali in Italia, tra le quali, al Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma, nel 2000, e in prestigiosissime esibizioni all’estero. Dal 1954 il pittore Gianpistone partecipa attivamente alle maggiori rassegne nazionali, conseguendo in oltre venti anni di attività oltre duecento premi (fra cui dodici medaglie d’oro). Da ricordare fra questi, il significativo riconoscimento alla sua opera e alla nuova dimensione della ricerca, il “Premio Enrico Mattei” (1974). 
Oggi la sua opera, in attesa di future mostre personali, può essere ammirata presso il suo studio di Poggio Moiano, nota cittadina in provincia di Rieti, dove una volta al mese la figlia, Sabina Pistone, organizza delle visite guidate in compagnia dell’artista e, permanentemente, presso il “Museo Etnologico delle Maschere di Cartapesta Gianpistone”, che raccoglie circa 500 maschere in cartapesta, che l’artista romano ha realizzato, riproducendole dai modelli africani e asiatici e da modelli carnevaleschi italiani.
Cos’altro rimane da cogliere in un’esperienza così vasta e poliedrica?
“Il Gazometro – conclude il maestro Gianpistone – nella mia giovinezza ho provato più volte a catturarlo: andavo davanti alla sua struttura, così aerea, e mai sono rimasto soddisfatto di come la riproducevo perché le mie spatolate non riuscivano a rappresentarne la leggerezza”.
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A Ennio Mariani la Medaglia d’onore concessa ai deportati nei campi nazisti
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, News.
Una appassionata lettera dei figli, a vent’anni dalla morte del padre
A Ennio Mariani la Medaglia d’onore concessa ai deportati nei campi nazisti
Fu per lunghi anni il custode della sezione comunista di Via Passino. La Villetta fu la casa della sua passione politica e anche della sua famiglia
L’esigenza di ricercare un periodo preciso della vita di nostro padre Ennio Mariani ci ha portato a richiedere, a suo nome, la Medaglia d’onore, concessa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e conferita ai cittadini italiani deportati nei lager nazisti.
Il 27 gennaio di quest’anno, nella ricorrenza del giorno della memoria, a Palazzo Valentini abbiamo ricevuto la medaglia dal Prefetto, con una cerimonia che si è tenuta presso la Sala Di Liegro. Insieme alle mie sorelle, a mio fratello e a mio cugino Roberto Mariani, abbiamo ascoltato con grande emozione pronunciare il nome di nostro padre, ma anche con il rammarico per questo riconoscimento tardivo, arrivato dopo 71 lunghi anni, durante i quali l’esistenza degli IMI (Internati Militari Italiani), rientrati dopo la liberazione, è stata negata dai vari governi italiani e per questo caduta nel silenzio nei confronti dei nostri militari deportati dopo l’8 settembre 1943.
Il 6 aprile sono vent’anni che nostro padre ci ha lasciato e vorremmo ricordarlo a chi l’ha conosciuto e farlo conoscere a chi invece non ne ha avuto occasione.
Ennio è rientrato dalla prigionia il 17 luglio 1945.
Distrutto nel fisico e nell’anima ma pieno di voglia di ricominciare. Ha conosciuto subito mia madre, Fernanda Pasquali, iscritta al PCI. Anche lui dalla fine del 1945 si iscrisse al Partito. La sezione Garbatella, la Villetta, è stata per tutti noi la casa, il posto dove vivere, dove lavorare, e noi, che alla Villetta ci siamo nati e vissuti nel vero senso della parola, ricordiamo ancora quell’infanzia felice, l’odore del ciclostile, il campetto del gioco delle bocce, le interminabili serate estive con i giovani della FGCI a discutere del futuro, il bar gestito prima da nonno Domenico e poi da Pasqualone. Certo, ci sono stati momenti difficili, ma c’era un’unità tra compagni che ripagava sempre. Poi c’era “L’unità”, il giornale che Ennio portava sempre in tasca, che nostro padre, la domenica mattina, ci portava a diffondere, casa per casa.
Ennio non era una persona facile, politicamente un osso duro, nato nella scuola della Garbatella. Era autentico nel sincero e profondo attaccamento al partito, solido come nel suo profondo amore per la sua famiglia. Ennio parlava ad alta voce, prendeva in giro tutti e soprattutto i professori, non aveva soggezione di nessuno e da un certo punto in poi non condivideva il cambiamento che era in atto.
Era un organizzatore instancabile di feste dell’Unità, costruttore del palco da dove faceva discorsi appassionati e magistrale trascinatore nelle affissioni di manifesti durante le campagne elettorali.
Gli anni del dopoguerra, il lavoro precario ai Mercati generali, per il quale fu intervistato denunciando le pessime condizioni di lavoro, con lo pseudonimo di Otello (per non rischiare di perdere anche quelle occasioni di lavoro tanto importanti) lo hanno temprato, hanno forgiato un uomo appassionato e generoso.
Ricordiamo che insieme a Don Picchi ha sostenuto e lottato per adibire la ex Casa del Fanciullo al luogo che è oggi il Centro italiano di solidarietà (CEIS). Fu il primo presidente del centro anziani alla Montagnola, da lui e dai compagni della sezione Montagnola fortemente voluto. Era un uomo ingombrante che ci ha sempre messo la faccia, che con trasporto esponeva i suoi ideali e con la stessa intensità amava fare del bene agli altri senza mai vantarsene. Entrava senza chiedere il permesso nella vita di ognuno. Era grande il nostro papà e ci piace pensare che chi l’ha conosciuto la pensi come noi.
Dopo la Bolognina però non aveva scelto. Aveva sofferto molto, ma il suo grande amore era rimasto vivo. Un amore nato in un lager, al freddo, patendo la fame, la fatica, i soprusi e le torture. Un amore che lo ha accompagnato per tutta la vita, un amore rosso come la sua passione, e a chi gli diceva di schierarsi rispondeva gridando: “io nu me devo rifonda’…io resto io” e, restando fedele al suo antico ideale, ormai dissolto, non scelse il nuovo che si profilava perché non lo riconosceva più.
Pensiamo che dobbiamo opporci al dissolversi nel tempo delle cose e delle persone. Abbiamo pensato di ricordarlo così, con poche righe, perché i ricordi restano e sono parte ineludibile del nostro presente. Sono le nostre radici.
6 Aprile 1996 – 6 Aprile 2016 Rodolfo, Patrizia, Katia, Valentina e Vitaliana.
Un appassionato grazie ai figli di Ennio Mariani, che hanno voluto ricordare la memoria del loro padre, un uomo semplice e grande, con parole così toccanti. Quando i figli ricordano con tanto orgoglio le loro radici vuol dire che è stata loro trasmessa un’autentica nobiltà. E’ questo il caso di Ennio e anche di Fernanda. Per chi non ha conosciuto Ennio, spieghiamo a che cosa si allude nella lettera dei cinque fratelli Mariani, quando parlano della Villetta come della loro casa, “dove siamo nati e vissuti”. La Villetta, dalla Liberazione in poi, è stata per la Garbatella la“casa del popolo”, dove oltre che sede politica sono stati ospitati associazioni culturali, associazioni sportive, scuole di alfabetizzazione, circoli del cinema e del teatro, circoli giovanili e una infinità di altre organizzazioni democratiche.
Ma per Ennio e per la sua numerosa famiglia è stata per lunghi anni la loro vera casa. La Sezione aveva bisogno di un custode, più di una volta era stata fatta oggetto di incursioni di sabotatori, culminati nel 1950 da una vera aggressione in grande stile, peraltro respinta a furor di popolo, di neofascisti dell’MSI. Ennio aveva gravi problemi di abitazione, era nel contempo un uomo deciso, altamente affidabile. Gli fu chiesto di assumere lui il compito di custode e gli fu assegnato l’unico posto disponibile, il sottotetto della Villetta, dove oggi c’è l’Associazione Italia-Cuba. Lì la sua famiglia divenne numerosa, lì Ennio poteva dare corso alla sua passione politica.
Lo spazio che occupava era scarso e abbastanza scomodo da praticare, ma era sufficiente a compattare le sue grandi passioni: famiglia e Partito.
Ennio si spezzava la schiena lavorando al Mercato grande dell’Ostiense, il luogo in cui aveva lavorato anche Giuseppe Cinelli, martire alle Ardeatine, al cui nome era intitolata la sezione comunista di quella Villetta che Ennio per lunghi anni ha custodito.
Cari figli di Ennio, grazie per il bel ricordo di vostro padre che ci avete mandato e che a me ha fatto rivivere episodi ed atmosfere che oggi sembrano svaniti.
Cosmo Barbato
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Corso base di recitazione
Scritto da Redazione il . Pubblicato in News.
Corso base di recitazione

Arte Da Marte organizza un corso di recitazione che si svolgerà da Aprile a fine Maggio. Due mesi, 8 incontri, in cui verranno approfondite le basi della recitazione.
In particolare:
- Postura, neutralità, disposizione nello spazio;Riscaldamento fisico e vocale;
- Respirazione diaframmatica;
- Interpretazione ironica, melodrammatica, realistica, epica, surreale;
- La memoria emotiva;
- La costruzione del personaggio;
- Filosofia ed emozioni.
Gli incontri avranno la durata di 2 ore.
Le classi tra cui si potrà scegliere di partecipare sono:
Tutti i LUNEDI’ dalle 19:00 alle 21:00 o
Tutti i MERCOLEDi’ dalle 19:00 alle 21:00
PRIME LEZIONI DI PROVA:
LUNEDI’ 4 APRILE 19:00 – 21:00
MERCOLEDI’ 6 APRILE 19:00 – 21:00
Importante la prenotazione, posti limitati.
Il corso si svolgerà presso il Barnum Seminteatro, in via Adelaide Bono Cairoli 3, zona Garbatella.
Il costo complessivo del corso è di € 100 (50 euro al mese)
Per info ed iscrizioni: scriba100@tiscali.it – 3490573178![]()
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Buon compleanno Garbatella, il rione romano compie 96 anni tra spettacoli ed eventi
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, News.
Buon compleanno Garbatella, il rione romano compie 96 anni tra spettacoli ed eventi
Dal 13 al 29 febbraio mostre, gare podistiche, presentazioni di libri e racconti in uno dei quartieri storici della capitale col patrocinio dell’VIII municipio
di VIOLA GIANNOLI
Per Nanni Moretti di “Caro Diario” era “il quartiere più bello di tutti”. Pier Paolo Pasolini ci ambientò molte scene del romanzo “Una vita violenta”. Il palazzone della Regione Lazio è stato il set di moltissimi Fantozzi. E, in tempi più recenti, il Roma club è diventato la bottigliera dei “Cesaroni” in tv. Ora il rione Garbatella, uno dei quartieri storici della capitale, di tradizione “rossa” e operaia, compie 96 anni. Da quel 18 febbraio del 1920 in cui il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra in piazza Benedetto Brin ne è passata di acqua tra i vicoli e i lotti di quest’area un tempo disabitata e coperta di vigne e pascoli e costruita sui colli che dominano la basilica di San Paolo Fuori Le Mura. Come ogni anno, stavolta a quasi un secolo di distanza, il municipio, le associazioni e le realtà vive del quartiere hanno deciso di festeggiare il loro quartiere con due settimane di spettacoli, esposizioni, premiazioni ed eventi (quasi) tutti gratuiti e patrocinati dall’VIII municipio.
Ecco il programma: il 13 febbraio alle 17 al forno Maurizi di largo Ansaldo “A Garbatella dal cuore l’arte parte”; il 14 febbraio alle 14.30 lo spazio Millepiani in via Odero ospita “Incontriamo le farfalle”, un laboratorio per bambini e adulti; alle 17 passeggiata fotografica “Garbatella ti amo e te lo dimostro”; il 17 febbraio alle 18 di nuovo a Millepiani per letture e poesie.
Per Nanni Moretti di “Caro Diario” era “il quartiere più bello di tutti”. Pier Paolo Pasolini ci ambientò molte scene del romanzo “Una vita violenta”. Il palazzone della Regione Lazio è stato il set di moltissimi Fantozzi. E, in tempi più recenti, il Roma club è diventato la bottigliera dei “Cesaroni” in tv. Ora il rione Garbatella, uno dei quartieri storici della capitale, di tradizione “rossa” e operaia, compie 96 anni. Da quel 18 febbraio del 1920 in cui il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra in piazza Benedetto Brin ne è passata di acqua tra i vicoli e i lotti di quest’area un tempo disabitata e coperta di vigne e pascoli e costruita sui colli che dominano la basilica di San Paolo Fuori Le Mura. Come ogni anno, stavolta a quasi un secolo di distanza, il municipio, le associazioni e le realtà vive del quartiere hanno deciso di festeggiare il loro quartiere con due settimane di spettacoli, esposizioni, premiazioni ed eventi (quasi) tutti gratuiti e patrocinati dall’VIII municipio.
Ecco il programma: il 13 febbraio alle 17 al forno Maurizi di largo Ansaldo “A Garbatella dal cuore l’arte parte”; il 14 febbraio alle 14.30 lo spazio Millepiani in via Odero ospita “Incontriamo le farfalle”, un laboratorio per bambini e adulti; alle 17 passeggiata fotografica “Garbatella ti amo e te lo dimostro”; il 17 febbraio alle 18 di nuovo a Millepiani per letture e poesie.
Il 18 febbraio si parte alle 11 del mattino con il concerto della banda della polizia locale in piazza Brin; alle 12 Fatagarbatella presenta “La torta scultura ‘Fontana Carlotta’ di Patty Perticari a cui segue una passeggiata nel quartiere; alle 16 nel Centro anziani di via Pullino il premio nonna Garbatella e a seguire i festeggiamenti con musica dal vivo; alle 18 alla Cna di via Massaia presentazione delle attività per la 25esima gara podistica “Corri alla Garbatella”.
Il 19 febbraio alle 17.30 da piazza Oderico da Pordenone la marcia della pace con i bambini della comunità di Sant’Egidio e la Scuola della Pace; il 20 e il 21 febbraio dalle 15 alle 24 al Teatro Ambra di piazza Giovanni da Triora un’esposizione di esemplari unici di radio d’epoca e una mostra di foto storiche del quartiere; dalle 10 alle 18 in piazza Oderico da Pordenone invece nella sala espositiva “Bande rosse” una visita guidata tra gli esemplari della storia della Ducati.
E ancora: il 22 febbraio alle 17 alla Casa della città di via della Molettta una mostra dei materiali e delle ricerche sulle case, gli edifici, i lotti e i giardini della Garbatella a cura dell’Osservatorio sul moderno a Roma. Dallo stesso giorno e fino al 29 febbraio inoltre gli studenti delle scuole andranno a spasso per il rione per conoscerne meglio angoli e aneddoti. Il 23 febbraio alle 18 spettacolo teatrale di musica e prosa “Ve volemo tanto bene”; il 24 febbraio alle 18 al teatro oratorio San Filippo Neri in via delle Sette Chiese “La grande Roma di Liedholm” e l’esposizione delle foto storiche della squadra di calcio A.s.t.r.o. Infine il 24, 25 e 26 febbraio dalle 16 alle 19.30 presso l’oratorio San Filippo Neri in via delle Sette Chiese esposizione di manufatti artigianali, tra cui riproduzioni paesaggistiche di Garbatella.
DiBaTotti, la Roma vista con gli occhi dei suoi «capitani coraggiosi»
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Garbatella, News, Tor Marancia.
DiBaTotti, la Roma vista con gli occhi dei suoi «capitani coraggiosi»
Presentazione di DIBA-TOTTI – Nati Ultrà
Lunedì 4 gennaio ore 17:00
c/o Al Ristoro degli Angeli
Via Luigi Orlando, 2 Roma
Leggi l’articolo del www.ilsole24ore.com/
Capitani coraggiosi. Di Roma, per la Roma, in una città che soffia di passione pallonara, di ponentino quando è sera. Roma divisa tra pragmatismo e nostalgia. Che ancora scrive sui muri lettere d’amore per la “Magica”. Agostino e Francesco. Di Bartolomei e Totti. Storie diverse, parallele. Due giovani calciatori, un sogno comune, calcistico e sociale.
Da imprimere nella memoria collettiva di un popolo (giallorosso) sempre in amore, disperatamente complice dei suoi eroi. A mettere insieme Totti e Di Bartolomei, in un binomio più azzeccato che azzardato, è il «giornalista- ultrà» – autodefinizione dello stesso scrittore – Mauro De Cesare, autore di DiBaTotti (edizioni Goalbook), in libreria da pochi giorni. «Agostino e Francesco, capitani romani e romanisti. E questo è qualcosa che fa parte solo della storia della Roma. Questo ci rende speciali, diversi, unici», scrive nella prefazione Bruno Conti, (altro) monumento del calcio capitolino. Le bandiere.
Quelle di DiBa e Totti hanno sventolato a vent’anni di distanza. Quella di Francesco continua ancora, dopo trecento gol. Entrambi hanno vinto un solo scudetto, troppo poco per non avere un sapore straordinario. Nel campetto di Tor Marancia, oratorio della Chiesoletta (parrocchia di San Filippo Neri), Agostino calciò la sua prima “bomba” da fermo. Nel 1969, a tredici anni, venne preso dalla Roma . L’esordio, a solo 18 anni, a San Siro contro l’Inter, sotto la guida di Helenio Herrera in versione giallorossa. Centrocampista metodista, Di Bartolomei è stato dal 1972 al 1984 leader silenzioso (e carismatico) in una Roma di poeti brasiliani (Falcao), bomber genovesi (Pruzzo), con i panni ancora stesi tra i balconi di Trastevere, e tanti Manuel Fantoni che spopolavano non solo nei film di Verdone. Ricorda Conti che «Agostino era uomo silenzioso, ma dotato di un’allegria romanesca che sapeva tirar fuori quando lo riteneva più opportuno». La Roma dello storico scudetto del 1983. Poi quel rimpianto di una notte di maggio del 1984, quando la “Magica” perse la finale di Coppa dei Campioni all’Olimpico, sconfitta ai rigori dal Liverpool, con 200 mila bandiere al vento nel concerto di Venditti al Circo Massimo. Esattamente il 30 maggio di dieci anni dopo, Agostino Di Bartolomei si tolse la vita: «Non parole. Un gesto…». Ago aveva gli stessi anni che ha ora Totti, 39. Un terribile atto finale che fece pentire molti di non avergli aperto porte di Trigoria. E tutti quelli che non lo accusarono per quell’esultanza dopo un gol alla Roma negli anni di militanza nel Milan di Liedholm. «Quel gesto di esultanza non era rivolto ai tifosi della Roma, aveva un rispetto senza confini per loro. Nel suo borsello conservava gelosamente due cose: la foto di padre Pio e quella della Curva Sud», ha ricordato a De Cesare la moglie di Agostino, Marisa. In quelle immagini sta tutta l’essenza di DiBa, ereditata poi dal più istrionico Totti.
Il fuoriclasse di Porta Metronia da ragazzino ha rischiato di diventare un giocatore della Lazio.Se non fosse intervenuto direttamente il senatore Dino Viola. Francesco debutta in Serie A a 16 anni e mezzo, spedito in campo da Vujadin Boskov in un Brescia-Roma. Eppure per il “lungimirante” tecnico Carlos Bianchi, doveva essere ceduto: «O io o Totti», l’ultimatum. Sensi scelse, senza pensarci, quello che dal ’98 sarebbe diventato l’ottavo re di Roma. Conti: «Francesco lo capisci se conosci la sua famiglia, le sue radici nella città, i suoi principi fatti di sacrifici e di amore per la squadra» . «Agostino aveva una predisposizione per i bambini, ai quali nella scuola calcio insegnava prima i valori e poi i segreti del gioco – spiega De Cesare – . Lo stesso spirito paterno si ritrova in Francesco, che sempre in silenzio ha donato il suo tempo libero e le strumentazioni più sofisticate all’ospedale Bambin Gesù per la cura dei piccoli malati». Un uomo non ha bisogno di facili autocelebrazioni. Totti e Di Bartolomei l’hanno sempre saputo.
www.mondadoristore.it/DiBa-Totti-Nati-ultra-Mauro-De-Cesare/eai978889924505/![]()
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Nuovo mercato del Parco: una partita difficile da giocare
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Municipio VIII, News.
Nuovo mercato del Parco: una partita difficile da giocare
Accorperà gli attuali mercati di Via Odescalchi e di Via Rosa Raimondi Garibaldi. Dovrebbe vedere la luce nella seconda metà del prossimo anno
Non so a quale sport si possa fare riferimento ma di certo sembra di giocare una partita con gli atleti schierati per conquistare la vittoria. Sì, perché unificare due mercati non è una missione facile.
E’ quanto l’Amministrazione municipale sta facendo da oltre un anno, cioè dal primo tavolo di confronto con gli operatori commerciali – tutt’altro che tranquillo – fino ai giorni nostri.
Ripensare il mercato rionale è necessario per rilanciare il settore, riqualificare e diversificare i prodotti, rivedere i modelli di gestione a partire dall’orario di vendita, rivitalizzandoli con l’innesto delle nuove tecnologie informatiche che consentono di accedere agli acquisti on-line.
Questo è il progetto per il nuovo Mercato del Parco che avrà sede in Via Guarnieri Carducci, sommando gli operatori che attualmente operano in Via Odescalchi e quelli di Via Rosa Raimondi Garibaldi. Una idea che nasce dal recupero di una zona centrale del Municipio, vicino alla Regione Lazio, dove è già sorto un importante parco pubblico attrezzato e gli orti urbani curati da Legambiente.
Fermi nell’impegno e nell’attenzione verso gli operatori del settore, siamo soddisfatti perché il tentativo di coordinamento politico-istituzionale ha dato i suoi risultati. Dai primi mesi dell’anno 2014 è stato istituito e condotto uno specifico tavolo di confronto che ha coinvolto i sindacati di categoria insieme agli operatori e gli uffici amministrativi municipali, con l’obiettivo di arrivare ad una progettazione condivisa e fattibile nel rispetto delle procedure e con uno sguardo attento e sensibile nel costruire spazi confortevoli e idonei sia per i commercianti che per i cittadini.
Grazie a questo lavoro di coordinamento e concertazione, siamo riusciti come Amministrazione municipale ad interpretare la voglia di rinnovamento di una vera risorsa economica.
Questo perché al declino del settore che si registra, oggi è necessario contrapporre la visione futura di un luogo ritrovato dell’arte “mercatoria” che vuole essere ancora al servizio del cittadino.
Il Mercato del Parco sarà pronto nella seconda metà del 2016. Quella che sembrava solo una eterna promessa oggi sta diventando realtà.
Anna Rita Marocchi
Vicepresidente del Municipio VIII
e Assessora al Commercio
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tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015
Tombola di solidarietà
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Ottavo Colle.
Tombola di solidarietà
Torna la tradizionale Tombola di Solidarietà, promossa congiuntamente dalle Associazioni Altrevie e Cara Garbatella. Domenica 20 dicembre appuntamento presso i locali del Centro Anziani di Via Pullino. In palio ci saranno i regali che volontariamente doneranno i partecipanti alla serata. Il ricavato sarà destinato a borse di studio per giovani palestinesi che vivono nei campi profughi in Libano.
Alla serata sono invitati tutti i cittadini di Garbatella che desiderano esprimere la propria vicinanza ad un popolo che è sospinto all’emigrazione (fenomeno diventato tristemente attuale in questi ultimi tempi ma che i palestinesi conoscono da oltre 60 anni). La serata si svolge in collaborazione con Ulaia AltroSud, la Onlus che da anni è impegnata ad alleviare le sofferenze del popolo palestinese che vive da profugo nel ‘Paese dei Cedri’. “Con questa iniziativa – dichiara Claudio Bocci, presidente di Altrevie – rinnoviamo un appuntamento che riscuote ogni anno crescente attenzione e che mira a far conoscere il dramma in cui vivono migliaia di palestinesi in Libano, privati del diritto di cittadinanza che li costringe ad una vita umiliante”.
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