Skip to main content

Tag: vita comune e storia locale

Archeologia industriale nel quartiere Ostiense Smantellata la tramoggia Italgas Caricava il carbone nei forni

Archeologia industriale nel quartiere Ostiense Smantellata la tramoggia Italgas

Caricava il carbone nei forni

di Flavio Conia

Quando pensiamo ad un bene culturale solitamente ci viene in mente qualcosa di bello, esteticamente rilevante, qualcosa che abbia un valore artistico.
Raramente riusciamo ad andare aldilà della natura estetizzata del bene culturale, difficilmente consideriamo (o conosciamo) la vera definizione di “bene culturale” che va ad includere i beni che siano «testimonianze aventi valore di civiltà» (Dlgs 22/01/2004, n. 42 art. 2 comma 2).
Riportando questa definizione alla nostra vita quotidiana, al nostro vivere la città, possiamo spiegare queste semplici parole andando a prendere come esempio l’archeologia industriale dell’area Italgas nel quartiere Ostiense. Un’area ed un quartiere di grande fascino, sotto i riflettori del cinema, delle arti visive, della movida: ciò che ha smosso l’attenzione di tanti verso questo quartiere di Roma è sicuramente in modo primario la presenza del complesso di archeologia industriale che è composto dai gasometri e dal resto degli impianti presenti tra Via del Commercio e Via di Riva Ostiense. Orami simboli, elementi inconfondibili del paesaggio urbano, presenze importanti nello skyline cittadino, le tramogge, i forni e le strutture ad essi connesse segnano il passato ed il presente di una delle aree urbane più affascinanti di Roma. Passato e presente dunque, ma sul futuro chi può dirlo.
L’abbattimento di una tramoggia oramai pericolante presente nell’area limitrofa al fiume avvenuto nel mese di novembre deve riportare l’attenzione sul perché è un dovere di tutti vigilare perché l’archeologia industriale vada conservata e tutelata al meglio: una tramoggia non è bella, non è un quadro di Sironi, non è un Tiziano, ma è lo strumento più semplice che abbiamo per raccontare ai più giovani cosa voleva dire agli inizi del Novecento far nascere la Roma contemporanea, è il mezzo più diretto a nostra disposizione per dimostrare l’ingegno dell’uomo e la sua idea di sviluppo economico ed urbano.
Questi vecchi edifici parlano, raccontano storie che aprono a racconti antropologicamente fondamentali per comprendere la crescita sociale della popolazione di Roma, descrivono unitariamente, nel loro complesso, la manifestazione di una cittadella industriale (l’area Ostiense – Portuense) che stenta ad oggi a dimostrarsi unitariamente agli occhi dei cittadini.
Italgas ha in mano un patrimonio unico, che va valorizzato e messo a disposizione di tutti i cittadini e le cittadine, perché possa essere palese la passata vocazione di quest’area in modo da restituire il passato al futuro.
La ex Centrale elettrica Montemartini è l’esempio lampante della buona politica applicata agli spazi ex industriali: riunire in un unico sito, anche virtuale, anche attraverso politiche di corretta valorizzazione, l’attuale museo con l’area Italgas, i Mercati Generali, il complesso dell’Istituto Superiore Antincendi (splendidamente conservato), l’ex Miralanza, il Ponte di Ferro, il Teatro India sarebbe il modo corretto di ridare a Roma la dimensione di ciò che è stato questo territorio e come si è trasformato.
Ricostruire un legame, un filo rosso che sia guidato dalla valorizzazione dell’esistente, mirando ad informare, a potenziare il turismo locale, nazionale ed estero, andando a dare nuova anima ai luoghi, lasciandoli però liberi di raccontarci ciò che erano.
Difendere l’archeologia industriale significa parlare di lavoratori, di storie di fabbrica che non conosciamo abbastanza, racconti di Resistenza che rimangono taciuti. Il Gasometro è un bellissimo simbolo per Roma, ma prima di essere illuminato per la Notte Bianca è stato ben altro. Questa storia forse ci resta da raccontarla al meglio, finché siamo in tempo, fino a che non sarà tutto troppo pericolante, fino a quando non sarà tutto irrimediabilmente compromesso, com’è stato per la tramoggia di Riva Ostiense. Era testimonianza di civiltà, ma forse non abbastanza.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

In via di soluzione il ripristino delle tre aule inagibili della Battisti

In via di soluzione il ripristino delle tre aule inagibili della Battisti

di Marcello Conte

Il 22 e 23 novembre scorso si è votato per il Consiglio dell’Istituto Comprensivo Damiano Sauli. Tra i candidati eletti è spiccato il nome di Laura Iacoangeli, una donna sorridente – il suo buon umore però non deve trarre in inganno – ma combattiva: infatti a poche ore dalla sua elezione al Consiglio di Istituto ha già dato prova di essersi meritata le preferenze accordategli dai genitori: si è messa alle costole dell’Amministrazione municipale per avere risposte certe sui tempi di realizzazione dei lavori di ripristino delle tre aule della Cesare Battisti da mesi inagibili. E noi di Cara Garbatella siamo lieti di dare voce alla sua battaglia per il benessere dei bambini.
Laura, quando è cominciato tutto?
Il 23 giugno 2015 è apparsa una crepa tra muro e soffitto di un’aula e la scuola ha immediatamente avvertito l’ufficio tecnico del Municipio, il quale ha provveduto ad effettuare
varie ispezioni a cui sono seguite altre di cui l’ultima nel mese di agosto, molto più approfondita, con l’utilizzo di trabattello per arrivare al soffitto e con apertura di una lunga “traccia” nel muro per poter valutare adeguatamente la situazione. A seguito di quest’ultima ispezione l’11 agosto il Municipio ha comunicato per scritto alla dirigente scolastica che aveva “ritenuto di interdire le tre aule compreso il corridoio antistante, poste al secondo piano” e che, “vista l’esigua disponibilità di fondi”, non era al momento “in grado di effettuare interventi di messa in sicurezza delle tre aule e del corridoio antistante”.
La scuola veniva pertanto invitata “ad organizzare lo spostamento delle tre aule in altri locali”. Nel rispondere per iscritto al Municipio la scuola ha evidenziato chiaramente come lo spostamento delle tre classi in aule di “emergenza” (vedi biblioteca) fosse oltremodo disagevole e ha richiesto una data indicativa di esecuzione dei lavori.
E cosa è successo?
Nell’immediato niente. Così, in data 15 settembre, è stata inviata una nuova richiesta di inizio immediato dei lavori. Dopo qualche giorno l’assessora Angelucci – non vi è stata alcuna risposta scritta ma solo verbale – fece sapere alla dirigente scolastica che la ricerca di fondi sembrava avviata a buon fine e che l’inizio dei lavori per tale intervento straordinario fosse previsto per la seconda quindicina di ottobre.
Quindi i lavori sono cominciati?
Non mi pare proprio. A fine novembre nelle aule non sono stati affissi cartelli di inizio lavori. E poi i bambini ancora sono sballottati nelle aule di emergenza.
Laura, come stai agendo quindi?
Con estrema determinazione. È vero che mia figlia è una degli alunni senza aula, ma le classi che subiscono questo disagio sono tre e, per come la vedo io, il problema di uno è un problema di tutti: quindi sto sensibilizzando i genitori e sto facendo continue pressioni sulle istituzioni di prossimità.
Sollecitato dal racconto di Laura ho contattato sia Paola Angelucci che Floriana D’Elia e quest’ultima, con un email datata 27 novembre, mi scrive quanto segue: “I lavori di ripristino dei controsoffitti inizieranno il 9 dicembre e dovrebbero essere terminati prima della pausa natalizia. I lavori più pericolosi (smaltimento travi vecchie e spostamento travi nuove) avverranno nelle ore in cui non c’è uscita o entrata dei bambini (prima delle 8.30 e dopo le 9.30). L’appalto è finanziato con i fondi della manutenzione ordinaria, cioè con le risorse che ogni anno sono stanziate al Municipio ma, vista l’entità e la dimensione dei lavori, si sarebbe potuto far ricorso a fondi straordinari (cioè per spese in investimento). Questo denota un grande sforzo da parte del Municipio.
Si tratta di un appalto di circa 300.000 euro. Si vorrebbe procedere con un ulteriore stanziamento per poter intervenire in altri punti della scuola, poiché tutti i controsoffitti sono realizzati con quelle stesse modalità ormai antiche”.
Bene quindi, pare che la questione aule della Cesare Battisti stia volgendo a lieto fine. Un particolare va però evidenziato: a quanto comunicato dalla Presidente della Commissione Scuola al sottoscritto, il Presidente e la Giunta si stanno dando molto da fare per risolvere i problemi delle scuole nel nostro Municipio, però anche noi, come cittadini (genitori e non) dobbiamo fare la nostra parte sostenendo e partecipando alle non sempre facili battaglie a cui i nostri amministratori sono costretti ogni giorno con il Comune di Roma.
Speriamo che i bambini possano tornare presto nelle loro aule. Cara Garbatella vi terrà informati e nel frattempo facciamo un grande in bocca al lupo a Laura Iacoangeli per il suo incarico.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Le vie della Garbatella: marinai, pirati e … non solo

Le vie della Garbatella: marinai, pirati e … non solo

di Enrico Recchi

“Italiani, un popolo di santi, poeti, navigatori…”. Così inizia l’iscrizione sul Palazzo della Civiltà del Lavoro all’Eur, quello che tutti noi conosciano come il “Colosseo Quadrato” perché ricorda in chiave moderna il monumento più famoso dell’antica Roma. E la Garbatella nella sua toponomastica rispecchia perfettamente quell’iscrizione.
Vi siete mai chiesti chi siano i personaggi i cui nomi leggiamo sulle targhe delle vie del nostro quartiere?
Come è stato raccontato più volte alle vie e piazze del nucleo originario della Garbatella (che nasce a Piazza Brin nel febbraio del 1920) vengono dati i nomi di personaggi legati al mondo marinaresco perché in qualche modo connessi alla funzione che avrebbe dovuto avere il nascente quartiere: ospitare le maestranze, gli operai e gli addetti amministrativi che avrebbero dovuto lavorare al progetto del bacino e del canale con i quali la zona di San Paolo sarebbe stata trasformata in un terminale commerciale delle merci che potevano arrivare a Roma sull’acqua, sia risalendo appunto il corso del Tevere che sfruttando un progettato canale artificiale (Chi volesse approfondire può leggere di più sul bellissimo libro di Gianni Rivola “Garbatella mia”).
Tutto questo poi non si materializzò.
Il progetto restò solo un progetto ma le strade che collegavano le nuove costruzioni, presero i nomi di ingegneri navali, Ministri della Marina, Ammiragli e pirati.
Ma non solo. Le strade della Garbatella sono dedicate anche a missionari, esploratori ed altro.
Partiamo quindi dalla categoria dei  personaggi legati al mondo del Mare e cerchiamo di scoprire qualcosa di più su alcuni di loro.
Innanzitutto Benedetto Brin che dà il nome alla piazza dove venne posta la prima pietra della borgata e dove si affacciavano le prime costruzioni. A metà ‘800, quando aveva vent’anni, entrò in servizio nella marina del Regno di Sardegna e percorse tutta la carriera militare. Progettista navale, a lui si devono le corazzate gemelle Caio Duilio e Enrico Dandolo, le prime navi italiane ad avere una corazzatura laterale di 55 cm. tale da considerarle imperforabili, migliore anche della protezione che avevano le navi della famosa marina reale britannica.
Diventato poi ministro, Brin spinse per accelerare la politica di armamento italiana sul mare, facendo costruire altre navi da guerra per intraprendere la politica di espansionismo coloniale. Secondo Brin l’Italia doveva produrre non solo le navi, ma anche tutte le componenti necessarie, seguendo una politica nazionalistica che contribuì anche alla nascita dell’industria pesante nel nostro paese.
Promosse la nascita degli stabilimenti di Venezia e Pozzuoli e delle Acciaierie di Terni, della base di Taranto e dell’Arsenale di La Spezia.
Decretò infine che le scuole navali di Napoli e di Genova, retaggio di una Italia formata da più stati, confluissero nella Accademia Navale di Livorno. A lui agli inizi del ‘900 venne anche intitolata una corazzata.
Dopo un personaggio così serio e compassato, passiamo a due personaggi più antichi e romantici. Tutti e due vissero a cavallo tra ‘500 e ‘600.
Già i nomi sono un programma, sfido a dimenticarli: Obizzo Guidotti e Pantero Pantera. Il primo, Obizzo Guidotti, era un cavaliere bolognese del Santo Sepolcro imbarcato su un nave dell’ordine gerosolimitano.
All’epoca il Mediterraneo era solcato non solo da navi commerciali e da quelle delle varie potenze, ma anche dai pirati che facilmente attaccavano e mettevano in pericolo i traffici mercantili.
I primi scontri del nostro avvengono con i corsari nelle acque di Malta e poi lungo le coste tunisine, partecipando alla conquista di Hammamet. Diventato poi capitano di nave, da difensore si trasforma in predatore ed assale, sempre al servizio dell’Ordine dei cavalieri di Malta, le navi turche cariche di frumento e riso per portare il prezioso carico a Malta.
Il secondo, Pantero Pantera, (con un nome che sembra quello di un bullo del quartiere. Pare di sentire una voce dal cortile che grida: “Ahò, Hai visto er Pantera?”. Era un nobile comasco del ‘500 appartenente alla famiglia Pantera, che si imbarcò giovanissimo nella flotta pontificia fino a diventare capitano della nave “Santa Lucia”. Scrisse anche trattati marinareschi, ma sopratutto è ricordato per aver combattuto i pirati turchi nel Mediterraneo. Quindi possiamo immaginare il prode Pantero salire sulla tolda della sua nave e lanciare l’arrembaggio contro la nave nemica.
Proprio perché servì nella marina pontificia, Roma e la Garbatella sono le uniche a ricordarlo.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Un Gruppo d’acquisto solidale è approdato alla Villetta

Un Gruppo d’acquisto solidale è approdato alla Villetta

di Anna Nevola

Un Gas è un gruppo di persone e famiglie che si organizzano sulla base di un’adesione volontaria nell’acquisto di prodotti alimentari, direttamente da produttori locali, al fine di avere qualità e convenienza di ciò che si compra. Il Gas diventa una vera e propria comunità in cui ci si incontra e confronta, sui grandi e piccoli problemi.
Non solo, ma fine di un Gas, lo dice la parola stessa Gruppo di Acquisto Solidale, è di indirizzarsi verso consumi alternativi equi e solidali, nel rispetto dell’ambiente e di chi lavora la terra. Attraverso il Gas si crea una rete di solidarietà sia tra i suoi componenti che con i produttori, specie con le piccole imprese agricole che riescono ad affermarsi proprio grazie all’attività dei Gas. Inoltre, gli acquisti si rivolgono anche ad aziende e cooperative impegnate socialmente per il recupero di territori confiscati alle mafie e per l’impiego di persone con difficoltà.
Il nostro Gas nasce 8 anni fa dall’idea di due compagne di viaggio, Valeria e Floriana, di procurarsi prodotti certificati e a km zero volti a garantire un’alimentazione sana, controllata e di qualità. Sono loro che ci hanno portato alla conoscenza di alcune aziende locali che utilizzano il metodo di produzione biologica e in poco tempo sono riuscite a creare un gruppo di fornitori, produttori certificati “bio”, in grado di soddisfare le esigenze basilari del Gas con carne, verdure e frutta. Col tempo, anche grazie a scambi culturali con altri Gas tra cui Gastone e Liberatutti, è stato ampliato il ventaglio dei fornitori con certificazione biologica. Tanto per citare alcuni nomi di aziende che ci forniscono regolarmente, qui di  seguito si segnala:

Azienda agricola biologica Morani – fornitore di carne, verdura e frutta  (S. Severa);
Azienda agricola biologica Le Radici di Mada che ci fornisce frutta e verdura (Velletri);
Liberovo azienda agricola che produce uova biologiche da galline allevate nel rispetto delle più rigorose norme di etica animale (Terni);
Azienda Biodinamica Biologica Vegana Cristina Menicocci che produce Vino senza chimica e aggiunta di solfiti (Viterbo);
Caseificio “Le perle degli Angeli”, allevamento di bufale da latte con caseificio per la produzione di mozzarella, primo sale, semistagionati e ricotta (Magliano Sabina);
Caseificio Sociale Roncoscaglia, specializzato nella produzione di Parmigiano Reggiano, burro e ricotta. (Sestola, Appennino tosco-emiliano);
Azienda agricola Chimisso, sita nelle colline del basso Molise (Ururi) che ci fornisce un’ottima passata di pomodori ed un ottimo olio.
E poi ancora le arance etiche dalla piana di Rosarno, la farina di Solina dall’Abruzzo, il pane da un biofornolocale, e ancora a primavera inoltrata le fragole e le ciliegie.
Parlando con i fornitori cerchiamo di farci garantire la freschezza dei prodotti e loro ci assicurano che spesso vengono colti la mattina stessa della consegna.
Per i prodotti di uso comune nostro riferimento è Teanatura, azienda che produce cosmetici e prodotti per la pulizia del corpo e della casa, il cui impegno è fortemente caratterizzato da etica ecologica e sicurezza.
Il funzionamento di un Gas non è semplicissimo e richiede un impegno costante, nel fare eseguire gli ordini e nella loro gestione economica. La buona riuscita di un gruppo di acquisto si basa soprattutto sull’entusiasmo di chi vi aderisce e sulla disponibilità a dare una mano affinché il meccanismo funzioni e non aspettare che siano altri a fare.
Il numero dei componenti del nostro Gas si basa attualmente su una decina di famiglie che consapevolmente hanno scelto la via di un consumo “diverso”. Il Gas è diventato un
vero e proprio luogo di incontro, una comunità dove ci si confronta, si condividono idee, si affrontano dubbi, e soprattutto, insieme, si prova a costruire una realtà più a misura d’uomo.
Il Gruppo al nascere si è appoggiato al Circolo del PD di Tormarancia, da cui il suo nome “Gasmarangio”, che ha fornito la base logistica per la consegna dei prodotti; ma, per una serie di difficoltà, il nostro Gas ha ora traslocato presso la storica “Villetta” sita nel cuore del quartiere Garbatella e dove ci auguriamo di intraprendere un cammino di crescita che possa vedere coinvolte nuove famiglie e non solo nell’acquisto di prodotti alimentari o di uso comune, ma in una attività di scambi e iniziative culturali e la creazione di un angolo di lettura con pubblicazioni che riguardano il rapporto diretto fra consumatore e produttore, sul consumo critico e sull’economia solidale.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti Giovannino alla conquista del motorino

Un racconto natalizio della scrittrice Maria Jatosti

Anche quest’anno, per il settimo Natale consecutivo, la scrittrice e poeta Maria Jatosti, cittadina emerita della Garbatella, ha voluto regalarci un racconto natalizio per i nostri piccoli e grandi lettori. Il personaggio protagonista è sempre lo stesso, Giovannino, ovviamente cresciuto negli anni, ormai un adolescente pieno di curiosità, di fantasia e di domande spesso inappagate. Ma ha fatto un salto di qualità, si è inventato un lavoro, consegna pizze e supplì a domicilio, e soprattutto ha conquistato un sogno accarezzato da tanto tempo, un motorino usato, comprato da un vecchio amico con le mance dei clienti.
Maria è autrice di numerosi romanzi, di scritti per l’infanzia, di racconti, di raccolte di poesie.
L’ultima sua fatica è stata la riedizione riveduta e corretta del suo più bel romanzo, Il Confinato, la storia appassionata delle persecuzione fasciste subite dal padre, il maestro Lino. Nel corso delle innumerevoli presentazioni del libro, che hanno raccolto molto più successo di quando il romanzo uscì la prima volta nel 1961, quest’anno Maria ha girato l’Italia in lungo e in largo. Ella è inoltre una instancabile organizzatrice culturale e una delle migliori traduttrice di testi letterari stranieri. (C.B.)

Giovannino alla conquista del motorino

di Maria Jatosti

Alle solite, Giovannino! Ma come fai a studiare con quel frastuono nelle orecchie? A che punto sei con i compiti? Dai, sbrigati che poi devi darmi una mano a fare l’albero.
Giovannino sospirò, si tolse gli auricolari, chiuse il quaderno.
Ho finito, mamma, arrivo. Oh, bravo, vieni qui.
Lo sai che quest’anno viene proprio bello!
Quando aggiungeremo le lucine che si accendono e si spengono farà un figurone. Pensi che alla nonna piacerà?
Ne sono sicura. Si commuoverà fino alle lacrime come tutti gli anni.
È vero, la nonna quando è felice piange, povera nonna Maria.
Perché povera? Non le manca niente e ha noi che le vogliamo un sacco di bene. Questo è importante, non ha prezzo. L’amore è tutto, specialmente a una certa età, soprattutto quando si è soli.
Però la nonna non è sola, ci siamo noi, gli zii, tanti nipoti… Se sta per conto suo nella vecchia casa è perché lo vuole lei… Le piace vivere in mezzo ai suoi ricordi, le sue cose, le sue chincaglierie, i suoi fantasmi…
In fondo deve essere bello…
Dai, dai, Giovannino, muovi le mani non perderti dietro le tue fantasie.
No, quel pupazzetto non lo mettere, è troppo malridotto. Quel furfante di Puccio se l’è tutto ciancicato, sbavato…
Da piccoli fanno tutti così e Puccio non è un furfante, è un cuccioletto adorabile, giocherellone, vispo, affettuoso…
Anche troppo, anche troppo, e tu devi smetterla di farlo venire nel tuo letto. Ti ho già fatto mettere la cuccia nella stanza, devi abituarlo a stare lì. Te l’ho detto mille volte, Giovannino.
Ma Puccio…
Puccio! Puccio! Che razza di nome stupido per un cane! Non l’ho mai digerito…
Ma mamma! Sei stata proprio tu appena l’hai visto a dire che sembrava un cappuccino per via del colore.
Cappuccino – cappuccio – Puccio. Io dico che gli sta bene e a lui piace: quando lo chiami viene di corsa e scodinzola tutto contento.
Che c’entra, anche se lo chiamassi Antonio sarebbe lo stesso, no? Oh, ecco qua, direi che abbiamo quasi finito. Come ti sembra? Manca solo il puntale con la stella in cima, ma a quello ci pensa il babbo: è compito suo, lo sai quanto ci tiene.
E le lucine. Le lucine le voglio mettere io.
Va bene va bene. Ma tu non devi andare? Non è ora? Copriti, mi raccomando, mettiti la sciarpa che con quel benedetto motorino prendi un sacco di freddo. Non vorrai ammalarti proprio adesso.
Accidenti, hai ragione, si sta facendo tardi. Io scappo mamma. Sta tranquilla, ciao.
Naturalmente Giovannino la sciarpa dimenticò di mettersela. In realtà non la sopportava, gli sembrava una cosa da vecchi. Tirò su il cappuccio del piumino e via col vento fischiettando per le strade del quartiere.
Era il secondo anno che faceva quel lavoro, ma stavolta la grande novità era il motorino. L’anno passato per consegnare le pizze ai clienti gli toccava pedalare come un matto in bicicletta col risultato che ci metteva molto più tempo e si stancava il doppio. Ora col motorino era tutta un’altra storia. Gli sembrava di volare e gli metteva allegria sentirlo cantare.
Lui se lo sognava da sempre, il motorino, ma, coi tempi che corrono, diceva la mamma, tuo padre che lavora una settimana si e una no a seconda del tempo che tira, e qualche volta non lo pagano nemmeno, altro che motorino! Va, va, Giovannino, toglitelo dalla testa, non è per te…!
Poi a scuola era arrivato Lucas. Uno spilungone nero e lucido, di qualche anno più grande e molto più alto di lui, più robusto, con un sorriso che gli riempiva la faccia e sembrava una festa. Era stato Lucas a regalargli quel cucciolotto morbido, buffo, color cappuccino con due macchie nere al posto degli occhi. Ed era stato sempre Lucas prima a dargli dei passaggi fino a casa sul suo scooter, poi a portarlo con sé al lavoro, ai Grandi Alimentari. Giovannino di esperienza in quel campo ne aveva già parecchia per via delle pizze a domicilio e insieme, loro due, facevano una squadra perfetta. Consegnavano la spesa ai clienti, specialmente donnette anziane che non ce la facevano a spingere il carrello un passo avanti all’altro, non come sua nonna che a quasi novant’anni non aveva bisogno di nessun aiuto, leggeva il giornale e infilava l’ago senza occhiali e i giorni di festa era capace anche di mettersi a ballare. Fantastica nonna Maria!
Qualche volta Lucas lasciava che fosse Giovannino a guidare mentre lui con le sue gambe da fenicottero saltava giù badando a consegnare e intascare il denaro. In quei momenti, Giovannino non stava nella pelle dalla felicità. Un giorno Lucas gli disse: Se papà per Natale come mi ha promesso me ne compra uno nuovo, questo lo passo a te, per pochissimo.
Me lo pagherai un po’ alla volta.
Perciò, comincia a mettere da parte le mance. E rideva, rideva che non si sapeva se dicesse sul serio o facesse la burla.
A Giovannino luccicarono gli occhi e cominciò a sognare e intanto faceva pratica e a volte, quando per qualche ragione Lucas non poteva venire al lavoro, lui se la cavava perfettamente da solo e tutto andava liscio come l’olio. Ma la mamma era in apprensione. Stai attento, Giovannino, diceva, non andare a scapicollo, con la testa tra le nuvole come al solito. Mi raccomando, non correre troppo e metti il casco, hai capito? Non farmi stare in pena. Hai visto cosa è successo al figlio della portinaia, un altro po’ ci rimetteva l’osso del collo…! Giovannino, ma mi stai a sentire? Questo figlio mio, sempre appresso alle fanfaluche!
Sì sì, stai tranquilla, mamma, non mi succederà niente.
Nonna Maria strizzava l’occhio avvolgendogli al collo la sciarpa. Vai vai Giovannino, diceva, vai col vento, divertiti…! Un giorno, quando sarà meno freddo, mi porterai con te a fare un giro, eh, Giovannino? Io e te, a tutta birra! e ridacchiava chioccia, con gli occhi furbi.
Sì sì incoraggialo tu,. Che si deve sentire…! Cose dell’altro mondo! E vieni via dalla finestra che ti prendi un malanno, testa matta incosciente!
La nonna salutava col braccio, il motorino cantava dalla strada, la mamma scuoteva il capo, ma poi smetteva di brontolare e tornava lesta alle sue faccende.
Giovannino correva. Correva e aspettava.
Aspettava che il papà di Lucas regalasse uno scooter nuovo a suo figlio e, nell’attesa, lucidava il vecchio sentendolo già suo. Intanto raddoppiava il lavoro e metteva da parte tutto quello che poteva contando e ricontando gli spiccioli custoditi in una scatola nel cassetto del comodino.
Lucas lo canzonava. Non preoccuparti, diceva, ci aggiustiamo. Tanto, se lo portassi allo sfascio quanto potrei farci? Poverino, è soltanto un ferrovecchio. Però il suo dovere ancora lo fa: basta accontentarsi. È bellissimo! esclamava Giovannino infervorato, con gli occhi che gli brillavano Ha solo qualche ammaccatura, qualche graffio, a volte un po’ d’affanno, ma basta saperlo prendere. Con me canta che è un piacere perché io non lo sforzo, lo curo, lo tengo bene.
Era vero. Quando Lucas glielo lasciava, Giovannino lo accudiva come un bambino. Lo puliva, lo accarezzava, lo lustrava, ascoltava il canto del motore, conoscendo ogni passaggio, ogni variazione di suono dal ruggito del balzo, dell’impennata, al respiro regolare della corsa, al ronfo e al borbottio sornione della sosta…Le scrostature le aveva ricoperte con una serie di adesivi di personaggi famosi: il giallorosso di Totti, il sigaro del Che, Fabri Fibra incappucciato, sorridente… papa Francesco tutto bianco…
Continui a coccolarlo come Puccio, quel rottame. Chi te lo fa fare? diceva la mamma. E se alla fine non se ne fa nulla? Voglio dire se Lucas non riceve il regalo promesso dal padre, tu ci resti con un mucchio di mosche in mano. Non farti illusioni, Giovannino, dammi retta, non credere alle favole…
Giovannino conosceva a memoria quei discorsi della mamma. Aveva cominciato a sentirli fin da piccolo: “Che cos’hai, Giovannino? Sempre con la testa fra le nuvole. La vita non è come te la immagini tu. Troppe fantasie, troppi castelli in aria, non va bene…”. Povera mamma, la vita non era facile per lei. Ore e ore a correre di qua e di là da una casa all’altra a spaccarsi la schiena per qualche miseria di euro e poi tornare a casa e badare a tutto il resto senza lamentarsi.
Era una mamma di ferro e se qualche volta brontolava Giovannino non se la prendeva e nel suo piccolo cercava di aiutarla in tutti i modi per farla sorridere e sembrare felice.
Non preoccuparti, mamma. Come andrà andrà, io sono contento lo stesso.
Stai tranquilla.
Diceva così, Giovannino, ma in cuor suo aspettava e sperava.
Aspettava il gran giorno, e poi…
Natale arrivò con il sole quell’anno.
Le strade, i grandi magazzini, la chiesa inalberarono le luminarie; sui marciapiedi facevano bella mostra gli alberi di plastica; la bimba rom affagottata di stracci colorati all’angolo del supermercato tendeva la mano danzando a piedi nudi, la gente passava frettolosa, distratta…
In casa, il babbo mise i regalini sotto e il puntale con la stella sopra la cima dell’albero; Giovannino accese le lucine intermittenti bianco rosso e verdi e la mamma cucinò il capitone e le frittelle. Dopo il panettone e il brindisi con lo spumante portato dagli zii, il babbo tirò fuori la vecchia tombola napoletana, distribuì le cartelle, fece i mucchietti con i soldi delle vincite; la mamma mise a tavola le bucce dei mandarini spezzettate che mandavano un bell’odore, e lo zio Enrico, che aveva il vocione da tenore e faceva ridere dicendo cose buffe a ogni numero estratto dal sacchetto, si accaparrò come sempre il cartellone. Nonna Maria fece terno e si commosse fino alle lacrime, come ogni anno. Tutti risero e batterono le mani, come se tutto andasse bene, come se fosse Natale dappertutto, come se il mondo, là fuori, fosse sereno e felice, come se ovunque le persone si amassero, i bambini scrivessero letterine al Bambino Gesù, come se la tivù non mostrasse orribili catastrofi e cataclismi universali e la pace regnasse su tutta la terra. Come se… se… se…
Natale 2015

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

Il Presepe artigianale al Teatro “In Portico”

All’Oratorio di Santa Galla l’opera meccanica del maestro Dante Pica

di Antonella Di Grazia

Rinverdendo la tradizione, anche quest’anno nei locali dell’oratorio della Parrocchia di Santa Galla alla Circonvallazione Ostiense sarà ospitato il Presepe artigianale “Vita e Mestieri” realizzato interamente dal mastro artigiano Dante Pica. Si tratta di una composizione di oltre 170 personaggi semoventi, che ricordano gli antichi mestieri scomparsi.
L’idea del presepe, nacque anni fa quando il maestro Dante costruì un piccolo giocattolo meccanico per far divertire la nipotina: l’arrotino. Aggiungendo personaggio a personaggio, il fabbro, il falegname, realizzati i primi cinque o sei pezzi, è sorta l’idea di trasformarli in presepe. Dante ha continuato a lavorarci nella natia Guardea, dove il manufatto è rimasto esposto qualche anno finché non è stato riportato a Santa Galla dove lo si sta allestendo, nei locali adiacenti il Teatro “In Portico”, da una decina di anni, durante il periodo natalizio. L’uso degli ambiti della parrocchia è però temporaneo, avendo assunto il presepe dimensioni ragguardevoli e ogni anno, dopo l’Epifania, deve essere smontato. La richiesta di spazi in cui allestirlo in modo permanente è stata presentata al Municipio, corredata da un centinaio di firme, ma non ha ancora avuto risposta.
Il meccanismo di ogni statuetta è diverso dall’altro, fatto interamente a mano, Per questa opera, il maestro Pica è stato insignito negli sorsi anni del rinomato “Premio Fantasia di
Garbatella”, dedicatogli dall’Associazione Culturale “Il Tempo Ritrovato”, proprio per il prezioso lavoro di artigianato fatto con l’esposizione del presepe meccanico, che riesce a far rivivere, in modo gioioso, gli antichi e gli attuali mestieri. L’opera, sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni a partire dal 13 dicembre fino al 7 gennaio, dalle ore 15,30 alle ore 19,00. Il sabato e la domenica inclusi i giorni di Natale e di Santo Stefano, anche la mattina tra le ore 11,30 e le 12,30.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il Polo museale dell’Atac: locomotori, tram storici, cimeli

Il Polo museale dell’Atac: locomotori, tram storici, cimeli

Uno spazio aperto come una piazza, un luogo la cui vocazione è quella di accogliere soprattutto le scuole. Il progetto “Adotta un treno antico” coinvolge i giovani ma anche i Centri anziani

di Floriana Delia

Nell’ottica, sempre perseguita nel nostro Municipio di creare reti tra realtà territoriali e Istituzioni, le Commissioni Cultura e Scuola hanno avviato un progetto nato in collaborazione con l’Atac e rivolto alle scuole e ai Centri sociali anziani.
Il Polo museale dell’ Atac, inaugurato nel settembre del 2004 e situato presso la stazione metro Piramide, conserva una esposizione permanente di locomotori, tram storici, fotografie, cimeli, attrezzi del mestiere, documenti storici e un plastico ferroviario degli anni cinquanta, restaurati grazie alla passione del personale Atac che, in questo modo, li ha sottratti al degrado ineluttabile del tempo e all’oblio della memoria.
Uno spazio aperto, proprio come una piazza, ai cittadini del territorio e a tutti i visitatori, uno spazio la cui vocazione è quella di accogliere soprattutto i giovani.
Con il progetto “Adotta un treno antico” si è mirato al coinvolgimento di alcune scuole del nostro quartiere: la Scuola dell’Infanzia “Coccinella” di piazza Sauli e la Scuola primaria “Alonzi” di via Valignano.
L’obiettivo consiste nel veicolare ai più giovani un messaggio ben preciso: il trasporto pubblico è qualcosa di più di un semplice servizio prestato ai cittadini e si vuole invitare a riflettere sul suo valore potenziale per scoprire come questo, in fondo, rimandi a un’idea di città virtuosa, efficiente e pulita.
Le iniziative sviluppate con tale progetto nascono soprattutto con la convinzione che, per educare preventivamente al consumo sobrio, discreto, rispettoso del territorio, occorre proprio partire dai più piccoli e dalle più piccole (dall’adolescenza, se non dall’infanzia).
Attraverso attività didattiche innovative, infatti, e promuovendo la conoscenza e la bellezza dei luoghi della città, si mira ad appassionare i ragazzi e le ragazze all’uso e alle regole del mezzo pubblico e a far loro comprendere la nozione di “bene comune”.
Il progetto, in una prima fase, in concerto con l’Assessorato alla Scuola, è partito nel mese di settembre con la partecipazione delle scuole coinvolte ai laboratori predisposti all’interno del Polo museale ATAC nell’ambito delle iniziative previste per la Settimana per la Mobilità.
Con la seconda fase, gli alunni, dopo aver effettuato la visita dei vagoni e delle locomotive conservate nel museo, adottano un treno. Da qui parte poi il loro coinvolgimento attivo, con la realizzazione di disegni, racconti, testi multimediali, video e prodotti grafici di varia natura sul tema del treno e dei viaggi.
Uno degli obiettivi principali, nelle intenzioni delle Commissioni che hanno promosso il progetto nel Municipio con le scuole, consiste nel coinvolgere in attività esterne alle mura scolastiche docenti e alunni, per far sì che l’apprendimento e la condivisione nascano anche dalla conoscenza e dall’utilizzo sano dello spazio urbano.
E non è stato solo questo. Nel corso di quest’anno il Polo museale ha ripetutamente aperto i suoi cancelli per moltissime altre iniziative, molte delle quali condivise proprio con il Municipio VIII. Grazie al coinvolgimento dell’Assessorato alle Politiche sociali e ai Centri sociali anziani, infatti, sono stati avviati i progetti “Nonni e bimbi giardinieri”, con i quali i bambini della scuola Alonzi, hanno adottato e trasformato in orto la piccola area verde presente nel Polo, e “Tutti in carrozza in viaggio dentro la storia”, con progetti di cogestione per un dialogo fertile con i giovani basato sulla trasmissione della conoscenza, della memoria e dell’esperienza.
Il Polo museale, come tutte le piazze, è il luogo delle persone, dove potersi ritrovare e perdersi in un viaggio della memoria, per uscire dal percorso della vita di tutti i giorni accompagnati da mostre, musica, giochi e visite guidate. E’ proprio seguendo un’ottica di coinvolgimento, apertura e condivisione nella e della comunità che le Istituzioni territoriali decidono di fare rete; ed è soprattutto con una rete così costruita che, anche se si hanno a disposizione poche risorse economiche, si fa cultura, si impara, si conosce il proprio quartiere e si invade pacificamente la città.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La consigliera municipale Floriana Delia lascia il PD

La consigliera municipale Floriana Delia lascia il PD

di Giancarlo Proietti

Floriana, hai deciso di lasciare il Partito democratico?
Sì, è stata una scelta maturata con profonde riflessioni e con molto dolore. Già da tempo avvertivo un forte disagio per la distanza fra la mia idea di sinistra e ciò che invece vedo rappresentato dal PD. Ci tengo, però, a ringraziare e salutare con profondo affetto gli amici e le compagne del Partito democratico per tutto quello che ho imparato in questi anni, per tutto quello che di bello abbiamo costruito e per il nostro lungo percorso che ha radici lontane. Molte delle scelte fatte in questi ultimi anni dal PD non rispondono più a quella che considero una sinistra progressista che mira alla costruzione di una società più equa, solidale e inclusiva.
Le scelte sul mercato del lavoro, sulla scuola e anche quelle istituzionali rispondono per me ad altro. Ad un modello di società che risponde a giudizi di valore che io non condivido.
floriana deliaQuale è stato il motivo per cui hai deciso di lasciare questa lunga esperienza proprio in questo momento?
Quanto è accaduto nella nostra città con Mafia Capitale e poi con lo scioglimento del Comune di Roma con le firme dal notaio, pur con tutte le contraddizioni e i limiti di quell’esperienza e nella piena legittimità delle scelte compiute, ha determinato un’ultima insanabile dissonanza con il Partito Democratico. Si tratta di una profonda ferita alla democrazia e alla credibilità delle Istituzioni.
E adesso che cosa pensi che accadrà?
Ho deciso di iniziare un nuovo viaggio “politico”, che comincia proprio da una scelta dolorosa e al tempo stesso pienamente consapevole. Ma, come dice una mia cara amica, le scelte non devono essere indolori, devono essere utili per andare avanti per la realizzazione delle proprie convinzioni.
E proprio da una scelta così difficile voglio cominciare questo viaggio per realizzare un unico obiettivo: la costruzione di un autorevole soggetto di sinistra, radicato nei territori,
anche e soprattutto nella nostra bella Roma; un soggetto nuovo che include e non esclude, che pone al centro della propria azione la realizzazione del benessere degli individui; che guarda ai lavoratori e alle lavoratrici come a delle preziose risorse su cui costruire una crescita equa e sostenibile, e che non li consideri solo dei fannulloni e dei corrotti; un soggetto politico che tuteli gli interessi dei lavoratori che perdono il lavoro o di quelli che non riescono a trovarlo o di quelli che lo hanno trovato ma rimangono precari a vita, senza ferie, malattie e diritti. Oggi per me il punto di partenza è rappresentato da Sinistra Italiana, il nuovo gruppo consiliare che con SEL abbiamo costruito anche nel Municipio VIII sull’esempio di quanto fatto in Parlamento.
Quindi si è già realizzato il nuovo soggetto politico?
No, decisamente no. Questo passaggio non deve e non può essere considerato un punto di arrivo, oltretutto siamo perfettamente consapevoli che il suo esito non è certo, né tantomeno ancora definito, dipende da quanto saremo in grado di essere davvero credibili. L’unica cosa chiara è che questo percorso, per essere convincente, dovrà essere aperto a tutti coloro che oggi sentono di voler costruire una nuova forza politica di sinistra. Non si può più rischiare di continuare ad illudere coloro i quali si avvicinano con entusiasmo alla partecipazione democratica attiva (come è accaduto con le primarie per Marino e poi con il voto per il Comune e l’esito finale cui abbiamo assistito) con metodi che poi calano dall’alto e in modo autoreferenziale le decisioni di questo o di quel politico di turno.
Si alimenterebbe ulteriormente la disaffezione nei confronti delle istituzioni democratiche e il fallimento, in questo caso, diventerebbe letale per la sinistra e per la democrazia.
Dobbiamo dimostrare di essere aperti e di costruire insieme qualcosa sui temi che prima ho descritto sinteticamente, basta con i giochetti. Ci sono persone che con entusiasmo e competenza sono pronte a dare contributi nuovi e impensabili, basta saper ascoltare e coinvolgere. Solo così si può vincere.
Sarà un viaggio lungo, che non finirà, ci tengo a sottolinearlo, con le elezioni amministrative di Roma, sarà bello ed entusiasmante e lo intraprendo impegnandomi con tutto quello in cui credo e tutta me stessa.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La Bottega del Sapere Associazione di promozione sociale

La Bottega del Sapere Associazione di promozione sociale

Nell’ottobre 2012 un gruppo d’insegnanti, con esperienza ventennale nella scuola, dà vita ad un progetto mirato alla guida e al sostegno dei ragazzi e delle famiglie. Tale progetto è finalizzato all’assistenza allo studio pomeridiano dopo regolare orario scolastico e durante i periodi di vacanze scolastiche.
Nasce così la Bottega del Sapere, un’Associazione di Promozione Sociale che offre tale sostegno a studenti di scuole di ogni ordine e grado attraverso lezioni individuali e collettive. La scelta di far lavorare in gruppo i ragazzi è mirata anche a permettere loro un processo di socializzazione e a creare, in un clima disteso e sereno, rapporti di solidarietà e amicizia. Il nostro staff è costituito anche da psicologi e insegnanti con master certificato in grado di sostenere anche studenti con disturbi specifici dell’apprendimento – Dislessia, Disgrafia, Disortografia, Discalculia. Consapevoli che la formazione scolastica ma anche la curiosità, non si fermano in età scolare, offriamo anche attività per adulti come corsi di lingua straniera ad ogni livello sia collettivi che individuali. Proponiamo anche il sostegno alla preparazione agli esami per tutte le persone che vogliono conseguire un diploma e che non riescono a conciliare l’impegno scolastico con il lavoro.
Orari flessibili, disponibilità, cortesia ed efficienza sono le nostre particolarità! Venite a trovarci nella nostra sede, nello storico quartiere Garbatella, in Via Prospero Alpino, 52 anche solo per conoscerci …..
Ascolteremo le vostre richieste, cercheremo di trovare insieme una soluzione ai vostri problemi.
Certi di svolgere con professionalità, impegno e passione il nostro lavoro, vi aspettiamo numerosi.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La Valle della Caffarella piccolo regno della natura

La Valle della Caffarella piccolo regno della natura

di Benedetto Mercuri e Sabina Giovenale

Percorrendo con l’auto la Circonvallazione Ostiense in direzione della Via Cristoforo Colombo, arrivando al termine, di solito voltiamo a destra o a sinistra secondo se desideriamo andare all’EUR o al centro della città. Per una volta abbandoniamo l’auto e proseguiamo a piedi, dritti davanti a noi.
Dopo poco ci troveremo in una valle immersi completamente nella Campagna Romana. Proseguendo, dopo qualche ora di cammino ci troveremmo ai Castelli ed avremmo percorso una delle aree più importanti al mondo sotto il profilo storico ed ambientale: il Parco dell’Appia Antica.
La parte iniziale di questa area è conosciuta come Valle della Caffarella ed è compresa tra il quartiere Latino, un tratto di Via Appia Nuova, Via dell’Almone e l’Appia Antica.
Il giornale che ospita questa breve nota ha pubblicato nel passato numerosi articoli riguardanti quest’area che è molto vicina al quartiere, prendendo in considerazione gli aspetti storici ed archeologici, citiamo “Via della Moletta: un pezzo di storia della Garbatella” (dicembre 2003) “Giallo in una villa dell’Appia Antica. La morte di Annia Regilla: morte naturale o assassinata?” (giugno 2010).
Si vogliono invece qui sottolineare alcuni aspetti naturalistici e l’importanza ecologica che riveste questo lembo di verde che arriva quasi al centro della città.
La Valle della Caffarella è una ampia pianura alluvionale con pendii tufacei più o meno scoscesi, percorsa in tutta la sua lunghezza dall’Almone, antico fiume sacro che, nonostante la sua sacralità, venne intubato, in epoca recente, sotto la Via C. Colombo e la Circonvallazione  Ostiense, mentre precedentemente caratterizzava tutto il suo tratto conclusivo con ampi meandri. Il ponticello riportato alla luce qualche anno fa in Piazza Eugenio Biffi serviva probabilmente ad attraversare l’Almone se non addirittura un piccolo affluente dello stesso. Tra l’altro coloro che abitavano nei pressi della Circonvallazione Ostiense fino agli anni Cinquanta ricordano la presenza di “Marane” (fossi, zone paludose) tra la strada e la ferrovia della Ostiense; per notizie più accurate sul fiume della Garbatella si rimanda a CaraGarbatella, numero di aprile 2005, “Un sepolto vivo l’Almone fiume sacro della Garbatella”.
La Valle della Caffarella è caratterizzata dal paesaggio tipico conosciuto come “Campagna Romana”. In questo ambito, le componenti naturali preesistenti e le modificazioni introdotte dalle attività umane si integrano in un equilibrio peculiare. La vegetazione stessa evidenzia questo aspetto: infatti le zone pianeggianti sono ricoperte da estese praterie adibite a pascolo o ad altre attività agricole che, se abbandonate, cedono il posto ad arbusti tra i quali il rovo, la ginestra, l’alaterno, il pruno selvatico, il corniolo, l’olmo campestre, il sambuco; se lasciato indisturbato questo tappeto arbustivo viene col tempo naturalmente sostituito da una coltre arborea sempre più simile a quella che un tempo era la vegetazione originaria.
Durante i secoli questo paesaggio è rimasto in equilibrio tra le attività umane e la vegetazione che spontaneamente tendeva a riconquistare la superficie disponibile.
Nella pianura di fondovalle percorsa dal fiume, dove i suoli sono più umidi, è presente una vegetazione idrofila (legata a questi ambienti), con pioppi neri, salici comuni  e con la cannuccia di palude lungo il corso d’acqua; i prati sono popolati da equiseto, luppolo comune e, degna di nota, dall’orchidea palustre, che è possibile trovare solo qui e nel Parco del Pineto (Valle Aurelia); nelle aree adibite a pascolo, attualmente o nel recente passato, è molto frequente il cardo mariano, pianta che predilige suoli molto ricchi di nitrati dovuti appunto alla presenza di animali.
Nelle zone a pendenza più elevata, quindi più inaccessibili, se non distrutta per diversi motivi, persiste una vegetazione arborea a volte anche molto fitta ed impenetrabile: caratterizzano questi popolamenti querce caducifoglie a volte di dimensioni imponenti come la Farnia, tipica di suoli anche molto umidi ed il Cerro le cui ghiande hanno la cupola coperta da lunghe squame tipicamente “scapigliate”.
Antiche testimonianze riportano la presenza, nei pressi della chiesetta di S. Urbano, di un “bosco sacro”: l’appellativo di sacro era dovuto al timore che incuteva ai viandanti dell’epoca perché era molto scuro e fitto e talvolta poteva celare brutte sorprese a causa di spiacevoli incontri; questo bosco era costituito principalmente da lecci e, in misura minore, da quercia da sughero, querce sempreverdi molto utilizzate come ottima legna da ardere, il leccio e per la corteccia la sughera; di questa formazione vegetale attualmente è rimasto ben poco, tre lecci lungo un pendio nei pressi della chiesetta.
Altro aspetto apprezzabile in questa area, ma comunque presente in tutto il centro storico è la vegetazione ruderale. Questa è costituita da specie che vanno ad occupare gli spazi limitati quasi invisibili sulle superfici dei ruderi; qui possiamo trovare le bocche di leone dai caratteristici fiori purpurei, i capperi e la parietaria che sono in grado di sopportare le temperature altissime che raggiungono le superfici in pietra durante il periodo estivo; nelle parti più umide si può trovare il capelvenere, una felce dai piccioli lunghi e sottili e la cimbalaria, una piantina detta “ombelico di Venere” per la forma arrotondata delle sue foglie. Vi si possono insediare anche piante in grado di diventare addirittura alberelli, come il fico.
La fauna selvatica che popola quest’area, tranne qualche eccezione, anche se molto diversificata non presenta particolari presenze; l’interesse sta invece nella diversità delle specie che vengono rilevate; questo è reso possibile dalla conformazione geografica del parco che si configura come un corridoio, con pochi e trascurabili sbarramenti, che mette in comunicazione l’interno della città con il territorio circostante. Viene così favorito il passaggio degli animali rendendo possibile uno scambio continuo di presenze tra esterno ed interno della città.
Tra i mammiferi è presente la volpe che, nella sua ricerca di cibo, spesso sconfina e viene ritrovata di notte  lungo le strade limitrofe; il coniglio selvatico molto più frugale; il riccio, la donnola e la faina; non è raro trovare aculei di istrice; è presente un mammifero che viene spesso considerato poco, quando non viene proprio denigrato, il pipistrello, che invece assume grande importanza per gli equilibri ecologici metropolitani, per questo ne andrebbe favorita la presenza con l’istallazione di “batboxes” nella città.
Tutto considerato, la valle non può che essere frequentata da molte specie di uccelli: la tortora, la passera scopaiola, il picchio rosso maggiore, il merlo, il cardellino, il pettirosso, la cornacchia grigia, la taccola e, vista la ricchezza di acque superficiali, l’usignolo di fiume e la gallinella d’acqua; molto importante per gli equilibri ecologici è la presenza di rapaci diurni e notturni: gheppio, nibbio, poiana, quindi la civetta, il barbagianni, l’allocco e l’assiolo.
Nell’ambito degli anfibi si può trovare il rospo smeraldino oltre quello comune, la salamandra gialla e quella nera; da rilevare la presenza del tritone crestato che vive esclusivamente in acque pulite.
Infine i rettili con la tartaruga terrestre, il ramarro, la natrice dal collare e qualche vipera.
Se poi parteciperete ad una delle visite guidate notturne che vengono organizzate dal Parco dell’Appia Antica nel periodo estivo, vi potrà capitare una sorpresa: il buio potrà punteggiarsi di centinaia di piccole luci intermittenti. Sono le lucciole, che tanti anni fa Pasolini temeva fossero scomparse e che invece, laddove (grazie alle battaglie di Antonio Cederna ed altri grandi personaggi del mondo ambientalista) si è avuta l’accortezza di lasciare un po’ di spazio alla natura, ci regalano ancora uno spettacolo affascinante che ci emoziona e ci commuove.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Presentato al Palladium il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio

Presentato al Palladium il nuovo libro di Massimiliano Smeriglio

massimilianosmeriglioDomenica 13 dicembre, alle ore 10, è stato presentato al Teatro Palladium il libro “A fattor comune – visioni e buone pratiche per fare Sinistra”. Sul palco, insieme all’autore, erano presenti anche Alfredo D’Attore, Franco Giordano, Marta Bonafoni, Paola Natalicchio e Nichi Vendola.
E’ stata un’ occasione importante occasione di confronto sul nuovo cantiere che si è aperto a sinistra.
“Serve, infatti, un impegno collettivo per ridare dignità alla parola politica”, spiega Smeriglio dal palco, e continua, “Soprattutto servono nuove energie che sappiano mettere a “fattor comune” tutte le forze dell’alternativa.
Solo così si può costruire la Sinistra che vogliamo: pragmatica, radicale, pronta a misurarsi con la sfida del governo.”

www.bordeauxedizioni.it/?product=a-fattor-comune

www.massimilianosmeriglio.it/libro/

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Croqqer sbarca a Roma: un ponte tra tecnologia e umanità Creare connessioni tra le varie esigenze degli abitanti di un quartiere per condividere tempo, talento e competenze

Croqqer sbarca a Roma: un ponte tra tecnologia e umanità
Creare connessioni tra le varie esigenze degli abitanti di un quartiere per condividere tempo, talento e competenze

di Alessandra Lombardi

croqqerÈ appena stato lanciato in Italia il sito per condividere arti e mestieri, modello simile alla banca del tempo, cioè lavoro in cambio di tempo o di crediti. Il suo scopo è quello di creare connessioni tra abitanti di un quartiere o tra vicini di casa per condividere tempo, talento e competenze tra di loro.
Si chiama Croqqer, la piattaforma di sharing economy ed è un sistema operativo di Job-Sharing’ del futuro, a chilometro zero, per rendere possibile l’incontro e lo scambio veloce, fluido, sicuro, affidabile e pratico tra le esigenze delle persone e la possibilità di soddisfarle. Nata inizialmente in Olanda, dal 1° ottobre è attiva a Roma, Milano e in Brianza, Trento, L’Aquila, Pescara, Genova e a breve lo sarà in altre città. Croqqer vuole diffondersi sui singoli quartieri di Roma, con l’intento di creare una rete sociale anche sul nostro territorio con le associazioni del quartiere per la sua diffusione (Altre vie, la Villetta, Arci Pullino, Bibliocaffè, Casetta Rossa, Ambra Garbatella e altre che vorranno aderire).
La missione, in un’epoca in cui si sta rivoluzionando il concetto di lavoro, è di costruire le basi per una trasformazione positiva nel mondo del lavoro e generare un impatto positivo sulle persone e sulla società, creando valore sociale ed economico.
Croqqer è una “piazza comune” sotto forma di piattaforma tecnologica, dove chiunque può postare gratuitamente la propria richiesta di aiuto sia per lavori manuali (imbiancare una stanza, montare un mobile, fare giardinaggio e così via) sia per lavori non manuali (lezioni, traduzioni, assistenza digitale e così via). I servizi si possono “comprare”, donare o scambiare con tre possibili modalità di gestione della transazione:

A – si può offrire in cambio un compenso stabilito liberamente tra le parti;
B – chiedere che l’aiuto venga offerto su base volontaria;
C – chiedere che il rapporto sia regolato attraverso uno scambio (es. montaggio mobile in cambio di lezioni di inglese).

Pubblicare una richiesta di servizio è gratuito, basta registrarsi on-line sul sito. Una volta inserita la richiesta, si aspettano le risposte, si analizzano i profili e le recensioni e si sceglie l’aiuto Croqqer ritenuto più adatto. Gli scambi sono moderati da un team di Community Manager locali appositamente specializzato.
Una volta scelto il Croqqer, le parti regolano tra loro la transazione e, solo se il lavoro prevede un compenso, Croqqer trattiene una percentuale che serve a fare funzionare e crescere la piattaforma.
Inoltre Croqqer sta per diventare una B Corp, vale a dire un’azienda che si contraddistingue per un impatto positivo rispetto ai lavoratori, all’ambiente e alla comunità in cui opera, che vede il business come una forza di rigenerazione della società e del pianeta. È, infatti, appena passata al Senato la proposta di legge, firmata dal democratico Mauro Del Barba, che prevede l’istituzione in Italia della Benefit-Corporation. Tra breve, quindi, dopo l’approvazione della Legge di Stabilità in seconda lettura alla Camera, il nostro Paese diventerà il primo al mondo, dopo gli Stati Uniti, a riconoscere le B Corp.
Per ulteriori informazioni visitate il sito www.croqqer.it o scrivete a: italia@croqqer.com

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

XII Torneo di Calcio giovanile L. Petroselli

La Polisportiva “G. Castello, al fine di ricordare uno dei sindaci più amati della città e riaffermare i valori originari dello sport, organizza la manifestazione denominata “XII Torneo di Sport giovanile Luigi Petroselli”.

XII Torneo di Calcio giovanile “L. Petroselli”

Una autentica festa di sport e cultura popolare dal 21 al 29 dicembre
nel territorio del nostro Municipio. Organizzatori, la Polisportiva “G.Castello”

di Enzo D’Arcangelo

Presidente del Municipio Andrea CatarciLa Polisportiva “G. Castello, al fine di ricordare uno dei sindaci più amati della città e riaffermare i valori originari dello sport, organizza la manifestazione denominata “XII Torneo di Sport giovanile Luigi Petroselli”.
L’edizione 2015 del Torneo sarà in particolare dedicata a due temi di rilevante importanza. Il primo è quello di fornire ai giovani in età scolare momenti socializzanti, di incontro, di divertimento e di riflessione, per contrastare situazioni di disagio giovanile, come è nella tradizione di questo Torneo giunto alla sua dodicesima edizione; il secondo è quello di dedicare il Torneo, come già fatto nell’XI edizione del 2014, ai temi dell’intercultura e dell’integrazione, che vanno assumendo nella nostra società un peso sempre crescente.
L’edizione del 2015 si articolerà in diversi momenti e iniziative:

    1. Un Torneo di minicalcio, riservato ai giovanissimi atleti della scuolacalcio, nati negli anni 2005-2006,maschi e femmine, che si terrà il giorno21: vi parteciperanno anche giovani ragazzi segnalati dai servizi sociali del Municipio VIII, che la Polisportiva G. Castello accoglie a titolo gratuito ormai da due anni.

    2. Un Torneo di Calcio giovanile che vedrà, come è ormai tradizione, la partecipazione di 4 squadre della categoria “Giovanissimi” della FIGC (ragazzi nati nel 2001-2002), in età scolare, per affermare il diritto allo sport per tutti e ribadire come esso sia un mezzo determinante per combattere forme di disagio giovanile.
      Anche qui parteciperanno i giovani atleti segnalati dai servizi sociali. Il torneo è previsto per i giorni 22 e 23.

    3. Un Torneo di calcio amatoriale, per porre l’attenzione sui temi dell’intercultura e dell’integrazione, con squadre composte da rifugiati politici (Asinitas Calcio e Liberi Nantes), una squadra composta da ex detenuti (Atletico Diritti) e la squadra della Polisportiva G. Castello, per riaffermare i diritti civili di tutti quei cittadini
      costretti a cercare lontano dalla propria patria delle nuove possibilità di vita e di socialità. Si terrà nei giorni 27 e 28.

    4. Una manifestazione di atletica leggera con esibizioni e gare di 30 metri, salto in lungo da fermo e lancio del vortex, riservate a tutti i giovani in età 6-10 anni, maschi e femmine. La manifestazione si terrà il giorno 29.

    5. “Invito all’orientamento”: garaesibizione all’interno dell’impianto sportivo di Via Alessandro Severo di questa bellissima disciplina, da sempre una delle sezioni più prestigiose della Polisportiva, che unisce agli aspetti tecnico-sportivi la conoscenza del territorio e il rispetto dell’ambiente: appuntamento per il 29.

La manifestazione si svolgerà come sempre nell’impianto sportivo municipale sito in Via Alessandro Severo 209, nel territorio del Municipio, in concessione alla Polisportiva “G. Castello dal 1983. La manifestazione si svolgerà secondo il seguente calendario:

23 Dicembre 2015, h.15.00-19.00, Torneo di minicalcio, per i bambini/e della scuola calcio; 27-28 Dicembre 2015, h.15.00-19.00, Torneo di calcio giovanile (Categoria Giovanissimi);
29 Dicembre 2015, h.15.00-19.00, Gare promozionali di Atletica Leggera e Orientamento.
30 Dicembre 2015, h.15.00-20.00, Torneo di calcio amatoriale, con la partecipazione di squadre composte da rifugiati politici e da ex-detenuti;

La partecipazione a tutte le iniziative previste sarà gratuita per tutti i giovani, le loro famiglie e gli spettatori.
Alle gare promozionali di Atletica Leggera (30m, lungo da fermo e lancio del vortex) saranno invitati a partecipare tutti giovani presenti e i loro familiari, in quanto gare molto semplici, divertenti e di facile apprendimento. Allo stesso modo tutti i giovani e adulti potranno partecipare alla lezione di Orientamento e acquisire familiarità con le bussole, le lanterne, il punzone, il cronometro e la mappa topografica dell’impianto.
Saranno presenti alle diverse iniziative numerosi testimonial: dirigenti, tecnici, campioni e atleti di livello nazionale del passato e presente dello sport romano e laziale.
Il progetto della manifestazione è risultato vincitore dell’Avviso Pubblico del 27 ottobre 2015 del Municipio e quindi si avvarrà, oltre che del Patrocinio, anche di un significativo contributo del Municipio a parziale copertura delle spese della manifestazione.
Si invitano quindi tutti i giovani e i cittadini del Municipio VIII a presenziare in modo attivo a tutte le iniziative previste dalla manifestazione.

gcastellocalcio.it/

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Dicembre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Comunicato corri alla Garbatella 2016

L’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella, si è impegnata per coordinare l’organizzazione della 24 esima edizione della gara podistica Corriallagarbatella svoltasi il 29 novembre scorso.
Il percorso si è snodato tra le strade che lambiscono i lotti dello storico quartiere, ambientazione del tutto particolare, che è stata una delle chiavi del successo della manifestazione. Ne sono convinti gli organizzatori dell’Associazione Rione Garbatella, i veterani dello storico Gruppo sportivo Arcobaleno, i professionisti della ASD Roma Road Runners Club, che ha curato la gestione tecnica dell’evento e soprattutto Andrea Catarci, che ha rilanciato l’idea di creare il Trofeo podistico dell’ottavo Municipio, una sorta di mini circuito che metterebbe in rete i 4 eventi sportivi podistici del territorio e precisamente, oltre la Corriallagarbatella, anche la Granai Run, la Corri…Amo San Paolo e la Corsa della Resistenza. Il progetto, sarà messo a punto per l’anno 2016 e concepito con una classifica cumulativa sia per atleti individuali che per società, ma soprattutto toccando anche l’aspetto non competitivo, premiando i gruppi, i Comitati, i Centri anziani, le Associazioni di via e le scuole più numerose del territorio.
Tornando alla gara gli organizzatori, in primis Ernesto Del Vescovo (lo storico) e Walter Graziani (il nuovo corso), assieme a Patrizio Mancini, si ritengono più che soddisfatti, soprattutto perché la gente che vi ha partecipato, ha dato testimonianza di aver apprezzato la cura dei particolari con cui il Comitato organizzatore ha lavorato. Non solo, per la prossima edizione, sarà potenziata la gara non competitiva riservata ai bambini e saranno svolti tre eventi collaterali nelle piazze principali in cui il percorso si snoda, in modo da poter accompagnare i partecipanti durante la gara, ma soprattutto per far vivere la Corri alla Garbatella, come una grande festa del bellissimo rione romano.
La Corriallagarbatella voluta fortemente dai runner e dalla gente del quartiere, si vuole che diventi un appuntamento fisso per gli abitanti e che cresca in popolarità e attrattiva nei confronti degli atleti che provengono anche da fuori Roma: il Presidente del Municipio Andrea Catarci, l’Associazione Rione Garbatella con il fattivo e professionale contributo della Roma Road Runners di Patrizio Mancini lavoreranno insieme per questo, al fine di valorizzare l’immenso patrimonio di fascino e riconoscibilità di questo quartiere ormai quasi centenario che concede un ineguagliabile scenario ed offrire così agli amanti della corsa e non solo a loro, quello che si meritano: una esperienza indimenticabile.
La 25 esima edizione della Corriallagarbatella che si svolgerà la mattina dell’ultima domenica di novembre del prossimo anno, dovrà essere una festa per tutti, di tutto il quartiere, per i podisti sarà la “Gara di Roma” e chi la scoprirà, magari anche all’estero, inevitabilmente – sicuramente – se ne innamorerà.

Walter Graziani
Presidente Associazione Culturale e Sportiva
Rione Garbatella e del Comitato Organizzatore
Corriallagarbatella 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Edificazione I60 Grottaperfetta: dal “peccato originale”all’oggi

Edificazione I60 Grottaperfetta: dal “peccato originale”all’oggi

Il Municipio per la tutela del territorio, dell’interesse collettivo e della legalità

Cos’è l’ “I60”?

Il Programma di Trasformazione Urbanistica denominato I60 ha un valore economico superiore al miliardo di euro e prevede la costruzione di 32 edifici con altezze fino a sette piani, per complessivi 400.000 metri cubi, concentrati in circa 23 ettari di terreno, tra Via di Grottaperfetta, Viale Ballarin e Via Berto. Tale imponente operazione, affidata a quel Consorzio Grottaperfetta composto da 28 medi e grandi costruttori romani, proviene dal Piano Regolatore Generale degli anni ’60, che consentiva la realizzazione di 180.000 mc.
A questi si sono poi aggiunti ulteriori 220.000 mc provenienti dall’istituto delle ‘compensazioni’, voluto ed applicato dall’ex Giunta Veltroni, al tempo della vittoria ambientalista che ha impedito di sommergere di cemento la Tenuta di Tormarancia.

Il ‘peccato originale’ e la tutela del territorio

Il peccato originale, ineludibile, sta proprio qui: nell’intenzione di realizzare un’edificazione enorme, oltre il doppio di quella originaria, all’interno di un’area evidentemente inadeguata.
Da ciò deriva la necessità di ottenere uno sfruttamento oltremodo intensivo dell’area che, viste le limitazioni d’altezza imposte agli edifici, si traduce nella propensione ad estendere le superfici edificabili ignorando la tutela esistente. Oggetto della tutela sono i Beni Ambientali (il Fosso delle Tre Fontane) e quelli Storici e Paesaggistici (i sei antichi Casali vincolati e gli imponenti ritrovamenti archeologici) compresa una villa romana ora ricoperta, sulla quale è prevista, tra l’altro, la realizzazione di strade e parcheggi, per il reperimento degli standard urbanistici previsti per legge. In breve, per consentire la costruzione della sproporzionata volumetria e quindi di tutti e 32 i palazzi si tende a superare (distruggendo) i vincoli naturali.

Le stranezze e l’intervento del Municipio

Così si susseguono le stranezze: del Fosso si nega persino l’esistenza, con tanto di dichiarazioni ufficiali di dirigenti comunali che ne attestano il presunto seppellimento, fatto di cui non c’è traccia documentale, anzi smentito completamente da tanti e in particolare dall’Aeronautica Militare.
I Casali si ‘suicidano’, decidendo di venir giù tutti insieme in una calda estate romana; i ritrovamenti archeologici vengono derubricati con poche risibili prescrizioni. Tutto sembra filare come da copione, con i primi palazzi a vedere la luce e le proteste isolate di Municipio e cittadini a sottolineare l’eccessivo impatto di quello che è il più grande cantiere aperto dentro il Gra. Poi, a febbraio 2014, l’intervento di sequestro dell’area (con cui il Municipio blocca, in flagranza, l’azione illegale di cancellazione del Fosso), muta rapidamente il contesto. A stretto giro si susseguono: l’apertura di un’indagine della Corte dei Conti e della Procura di Roma, ancora in corso, con indagati in quest’ultima tre dirigenti comunali e tre esponenti del Consorzio; l’apposizione del divieto di edificare per 50 metri dalle preesistenze dei Casali ‘sgretolati’, da parte della Soprintendenza comunale; l’azione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, che sul patrimonio archeologico ha imposto tutele più significative di quelle primitivamente adottate e sul Fosso ha ribadito a più riprese – e definitivamente il 14 luglio 2015 – l’esistenza di una serie di vincoli, tra cui quello paesaggistico, che comporta una fascia di assoluta inedificabilità di 150 metri.
Relativamente al Fosso delle Tre Fontane, quello del Mibact (il Ministero dei Beni e le Attività culturali e il Turismo) è solo l’ultimo dei pronunciamenti scritti e inequivocabili di autorevoli soggetti. Se il Fosso fosse stato davvero seppellito nel 1980 sotto Viale Ballarin, come sostengono il Consorzio Grottaperfetta e l’Assessore comunale alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, avrebbero scritto il falso, nell’ordine, l’Autorità di Bacino del Tevere, l’Area Difesa Suolo della Regione Lazio, la Giunta Regionale del Lazio, l’Aeronautica Militare e la Polizia Giudizia: ovvero tutti gli Enti che hanno sottoscritto, documentato e ribadito l’esistenza ininterrotta dello storico Fosso delle Tre Fontane.
Non solo. Avrebbe mentito anche il tecnico incaricato di individuare con professionale strumentazione topograficale parti di proprietà demaniale del corso d’acqua, che nella relazione giurata in Tribunale, ne ha evidenziato il passaggio nell’area di cantiere e non al suo esterno. Inoltre, qualora il Fosso non esistesse più da 35 anni, perché mai il Consorzio Grottaperfetta intendeva pagare quasi 300.000 euro per ‘sdemanializzarlo’.
Perché il Demanio ha rifiutato l’offerta, riaffermando la propria autorità sul Fosso?

Lo scontro con il Campidoglio

L’intervento in argomento, benché datato nel tempo, si sta concretizzando attualmente, sotto la responsabilità della Giunta Marino, con l’inizio dei lavori per le opere di urbanizzazione risalente al 2013 e con il rilascio dei primi Permessi a Costruire nel 2014. Sul ruolo dell’attuale compagine alla guida del Campidoglio si sono dovute registrare altre note spiacevoli e dolenti. Nel merito, ai rilievi ed alle azioni intraprese dal Municipio nella sua attività di vigilanza sul corretto sviluppo del territorio, l’Assessore comunale Caudo ha sempre replicato, negando qualunque irregolarità e rassicurando i costruttori.
Allo stesso modo le richieste mirate ad ottenere una riduzione dei palazzi, al fine di garantire la tutela dei Beni ed a ricondurre il Programma nella legalità, si sono scontrate con un atteggiamento di ferma ostilità del Campidoglio. Si ricordano, al proposito, due episodi significativi. Il primo risale a febbraio 2014, quando Caudo convoca i tecnici municipali, all’indomani del loro accertamento di opere abusive di reinterro, interferendo con l’attività di vigilanza. Il secondo è di inizio settembre 2015 quando, dinanzi al Tar chiamato a pronunciarsi per la terza volta – dopo aver rigettato le prime due – sulla richiesta di sospendere il provvedimento municipale di ripristino dell’alveo del Fosso e della vegetazione circostante, il Consorzio Grottaperfetta utilizza come ‘motivi aggiunti’ alla base del nuovo appello proprio alcune dichiarazioni pubbliche  dell’Assessore, circa la surreale inesistenza del Fosso. La sospensione non è stata concessa neanche stavolta, ma l’Avvocatura comunale si è trovata in estremo imbarazzo a difendere la posizione schizofrenica dell’Amministrazione: Municipio impegnato nella tutela del territorio e Assessore comunale palesemente dall’altra parte! In mezzo ai due fatti, appunto, parole, scritti e prese di posizione ripetute sulla regolarità dell’edificazione in corso e sull’inesistenza di un Fosso su cui un po’ tutti (ripeto, Mibact, Autorità di Bacino del Tevere, Area Difesa Suolo della Regione Lazio, Giunta Regionale del Lazio, Aeronautica Militare, Polizia Giudiziaria, Tecnico incaricato della perizia, Demanio, Municipio) per Caudo avrebbero preso abbagli.

Un epilogo ancora da scrivere

L’epilogo della vicenda è ancora tutto da scrivere, con un Municipio tenace che non si arrende a vedere maltrattato il territorio, calpestato l’interesse collettivo, infranta la legalità nel modo peggiore, cioè esonerando da essa i potenti. Un Municipio che, pur restando interdetto a fronte del silenzio del Sindaco Marino e delle posizioni dell’Assessore Caudo, non si ferma nella sua azione.
Un Municipio che non si piega a veder accreditata una realtà ‘di plastica’ come vera, in beffa a documenti lampanti ed incontestabili. Un Municipio che non si spaventa di fronte alle diffide minacciose delle decine di avvocati impiegati a difesa
dell’interesse imprenditoriale. Per giocare la partita fino in fondo, però, oltre alla ragione che già c’è, serve che si manifesti, ancora in dosi maggiori che non nel passato, la vicinanza e l’impegno costante e competente di quel mondo di comitati e cittadini che già tanta iniziativa hanno prodotto sulla questione ‘I60?. Insieme si può.

Andrea Catarci

www.stop-i60.org

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Rosario Mocciaro eletto Coordinatore dei Centri Anziani del Municipio VIII

Rosario Mocciaro eletto Coordinatore dei Centri Anziani del Municipio VIII

Sostituisce nell’incarico Roberto Porcelli. Michele Laria, vice, subentra a Lucia D’Angelo

Presso la Sala consiliare del Municipio, alla presenza del Presidente Andrea Catarci, dell’Assessore alle Politiche Sociali Bernardino Gasparri, del Presidente del Consiglio Municipale Umberto Sposato, dei membri della Commissione Politiche Sociali tra i quali il Presidente Amedeo Ciaccheri, dei dirigenti municipali e dei presidenti e vice presidenti dei Centri anziani municipali, si sono svolte le elezioni per la carica di Coordinatore e Vice Coordinatore dei Centri del Municipio VIII.
I candidati alla carica di Coordinatore sono stati: Domenico De Matteis, Giuseppe Caruffo, Rosario Mocciaro e Bruno Cipullo; mentre alla carica di Vice Coordinatore sono stati: Michele Laria e Bruno Cipullo. Il coordinamento dura in carica tre anni e il coordinatore municipale fa parte di diritto di quello cittadino. Le finalità con le quali sono stati istituiti, sono quelle relative alla promozione di iniziative unitarie, scambi di esperienze tra centri e sviluppo ed integrazione delle attività. Il regolamento dei Centri Anziani di Roma Capitale impone che non ci sia la possibilità di un doppio incarico, per cui se si è Presidente di un Centro Anziani, non si può essere contemporaneamente Coordinatore o Vice Coordinatore.
Sotto la guida del Presidente della Commissione Politiche Sociali si è proceduto con la presentazione dei candidati, i quali sono stati invitati ad esporre il loro programma. Dopo di
che si è provveduto a consegnare ad ognuno dei votanti le due schede per l’attribuzione dei voti, quella per Coordinatore e quella per Vice Coordinatore.
Al termine si è svolto lo spoglio delle schede dal quale è emerso il seguente risultato: sono stati eletti Coordinatore del Municipio RM VIII Rosario Mocciaro e Vice Coordinatore Michele Laria.
“Oggi siamo stati testimoni di una bella prova di democrazia.
L’insediamento del Coordinatore e Vice Coordinatore dei Centri Anziani del Municipio rafforza le iniziative comuni e lo scambio di esperienze tra i Centri, con l’obiettivo di sviluppare ed integrare tra loro le attività”, hanno commentato a fine seduta l’Assessore Gasparri ed il Presidente Catarci.

(E.S.)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Alla Circonvallazione Ostiense senzatetto ripuliscono strade e giardini

Alla Circonvallazione Ostiense senzatetto ripuliscono strade e giardini

di Ilaria Proietti

La vita ha deciso di buttarli sulla strada. Trascorrevano le giornate senza fare nulla, ogni giorno era uguale a quello precedente, poi, qualcosa è cambiato.
E’ bastata una semplice iniziativa per migliorare tutto.
Vi sarà capitato molte volte di leggere interviste di politici, attori, atleti, personaggi illustri di qualsiasi categoria. Questa è un’intervista un po’ diversa, i nostri protagonisti sono
infatti dei semplici, e simpatici senza tetto.
Passeggiando per la Circonvallazione Ostiense, all’altezza del mercato rionale, forse vi sarà capitato di vederli chiacchierare su una panchina, in un giardinetto che così pulito non si vedeva da almeno 20 anni.
Già, così pulito perché ad occuparsene ora sono proprio loro. Ma da cosa è nato tutto? Ce lo spiegano così.
– “Ciao, sono una ragazza che scrive per il giornalino Cara Garbatella, lo conoscete?
Sulla panchina sono seduti due uomini e una donna, dietro di me un altro uomo che ha appena finito di gustarsi uno yogurt. I tre sulla panchina guardano il giornale che gli porgo.
– “Sì sì lo conosciamo!” – “Posso farvi qualche domanda per raccontare della vostra nuova iniziativa?
Sorridono e annuiscono, poggiando comodi la schiena sulla panchina pronti per iniziare. Quando sto per fare la prima domanda il signore seduto al centro ci tiene a precisare: “Aspetta, io però sono solo un loro amico! Non pulisco, vengo qui per chiacchierare!” E dopo la perla di onestà ho potuto iniziare l’intervista.
– “Mi raccontate la vostra storia?” – “Ti racconto dall’inizio alla fine! – risponde il più giovane del gruppo – Eravamo qui anni fa, senza tetto, senza niente. Un giorno è arrivata una persona che ha dettoSentite, fate questo lavoro, e la gente vi pagherà”. Ed è la verità, 10/15 euro li guadagniamo sicuro. Ci ha aiutato a comprare il rastrello, la scopa, le buste per raccogliere la sporcizia. E’ cosi che abbiamo iniziato.
Questa persona di cui ci parlano, e a cui devono molto, è il signor Mario.
Che vive da molti anni alla Garbatella. L’idea l’ha avuta proprio questo Agosto con un suo amico.
Spesso passeggiando per i giardini della Circonvallazione pensava a quanto fosse brutto vedere il suo quartiere così sporco e abbandonato a se stesso. I cittadini si lamentano sempre ma in fin dei conti poi, non fanno niente per risolvere le situazioni.
Lui ha invece deciso di chiedere ai senza tetto che da anni si trovavano lì senza fare nulla, di dare una mano, di aiutare a pulire, che sarebbero stati sicuramente ripagati. All’inizio non è stato facile, quando poi andando avanti i risultati erano sempre più evidenti, la gente ha cominciato a conoscerli, a ringraziarli. Chi viene dall’estero spesso, anche se non ce ne accorgiamo, può diventare una grande risorsa per il nostro Paese.
Ma continuiamo con le domande ai nostri protagonisti.
-“Chi passa e vi guarda cosa pensa di voi?” -“La gente è felice. Soprattutto le persone anziane ci ringraziano sempre. L’altro giorno una signora mi ha fermato e mi ha detto” “Vivo qui da 52 anni, non avevo mai visto così pulito questo posto”.
-“Perché lo fate?
-“Per il nostro bene, perché un altro lavoro non si trova. E anche per non fare del male a nessuno, come rubare. Spesso chi non ha lavoro si ritrova a rubare. E’ brutto che le persone debbano vivere con la paura. Che ogni volta che si esce di casa si debba chiudere tutto con mille chiavi. Così non è una casa, ma un recinto.
-“E’ cambiata la vostra vita con questa nuova occupazione?
-“Si certo, ora non dobbiamo pregare nessuno per farci dare 20 centesimi. Guadagniamo quello che ci basta per mangiare, per qualche sigaretta. Dipende tutto dagli altri, da chi decide di darci una mano. E poi dobbiamo ringraziare lui, Mario, che ha pensato e organizzato tutto.
-“Avete un sogno?” -“Stare tranquilli e lavorare. Tornare a casa normalmente, sarebbe un sogno davvero.
-“Avete paura di qualcosa?” -“No, di cosa dobbiamo avere paura? Noi non tocchiamo nessuno e nessuno tocca noi. Paura solo di Dio, quando ti prende ti prende, non sai quando, questa è la verità. L’importante è essere felici e andare avanti con la vita.
-“E voi siete felici?” Dopo un po’ di esitazione, fanno un cenno con la testa del tipo, così così. Ho risposto io per loro: “Diciamo che potrebbe andare meglio?
-“Potrebbe! Ogni giorno bisogna migliorare!
E forse proprio questo lavoro potrebbe essere un nuovo inizio, il punto da cui partire per migliorare. Dopo aver passato un’altra oretta con loro, che mi hanno raccontato di quanto astio avessero verso la politica, verso un governo che non fa niente per aiutare né gli italiani né chi cerca aiuto da altri paesi, gli ho dato un grosso in bocca al lupo. E ho promesso di portare loro il nostro Cara Garbatella non appena fosse uscito.
Vorrei spendere due righe per un piccolo appello: loro sono lì, aiutano noi ad avere un quartiere vivibile.
Aiutiamo anche noi loro come possiamo.
Spesso chi non ha niente si accontenta davvero di poco, qualcosa da mangiare, un pacchetto di sigarette, qualche vestito o due soldi. “Fare del bene, porta del bene”, direbbe il signor Mario.

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Nasce un movimento volontario di decoro urbano: il Retake Roma

Nasce un movimento volontario di decoro urbano: il Retake Roma

di Irene Iodice
Siamo andati a parlare con Simone (il referente del sottogruppo Garbatella-S.Paolo) per farci spiegare un po’ gli obiettivi di questa associazione: il loro intento è quello di fermare il degrado che sta investendo Roma ripulendo le sue strade, i suoi muri, i suoi giardini da rifiuti, affissioni abusive, tag e atti vandalici. Allo stesso tempo supportano e difendono le vere opere di Street Art, invogliando gli artisti di talento a promuovere il loro lavoro in luoghi pubblici ma in maniera legale, perché “l’arte è la medicina del degrado”.
Un bellissimo esempio di questa teoria è il Murales alla Metro Garbatella, realizzato da Gaia, un artista americano che ha partecipato anche al progetto Big City Life a Tormarancia.
Ma come è possibile aiutare o entrare a far parte di questo gruppo? Basta andare su Facebook, sulla pagina “Retake Roma” o sul sito www.retakeroma.com per partecipare agli eventi organizzati (spesso anche con il supporto della Linea Decoro AMA e del Nucleo Decoro Roma Capitale) o per proporre voi stessi un posto che secondo voi andrebbe sistemato. Il tutto con il motto: “Clean up, Speak up, Wake up” (pulire, dialogare, svegliarsi!). E’ importante infatti, per questa associazione, coinvolgere il cittadino che si è assuefatto ad una città sporca, sensibilizzandolo al senso civico e alla valorizzazione dei beni comuni.
E’ il momento di scendere in strada e dare una mano a queste persone!

www.facebook.com/retake_roma

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il 29 novembre la 24a edizione della corsa Corri alla Garbatella

Il 29 novembre la 24a edizione della corsa Corri alla Garbatella

E’ la seconda gara, dopo quella del 2014, che riprende quella storica sospesa cinque anni fa.
Partenza e allestimento dei supporti da Viale Guglielmo Massaia 31

L’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella si è impegnata sin dallo scorso anno per l’organizzazione della Corsa podistica “Corriallagarbatella”, dopo 5 anni dall’ultima edizione. La gara è stata da sempre organizzata dal Gruppo Sportivo Arcobaleno nel segno della continuità e nel rispetto del lavoro svolto nei precedenti anni. E’ stata volontà di questa Associazione coinvolgere il predetto gruppo sportivo, lasciare invariato il nome della corsa “Corriallagarbatella” e continuare nella numerazione delle edizioni che si sono succedute: quella di quest’anno sarà la 24a.
Con il fattivo supporto della C.N.A. Roma, l’Associazione Rione Garbatella ha coinvolto i runner della zona, affermate associazioni podistiche ex agenti e funzionari di polizia locale ed i vertici della C.N.A. ai fini della costituzione di un apposito tavolo tecnico per gli aspetti afferenti la complessa organizzazione della gara. Con riferimento alla data, dopo un attento esame delle sempre più numerose gare che sono in calendario nella nostra città, al fine di coinvolgere il maggior numero di società podistiche e, quindi, di partecipanti, è stato deciso che lo svolgimento della manifestazione fosse l’ultima domenica di novembre.
Nell’intento di dare un carattere qualificante e, allo stesso tempo, rilevante alla manifestazione, si è stabilito di fare ricorso alla regolamentazione della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Pertanto è stato deciso che per la strutturazione della gara, ancorché promossa dall’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella, la stessa fosse affidata tecnicamente alla Roma Road Runners.
La partenza e l’arrivo della gara avverranno presso la sede della CNA Roma di Viale G. Massaia 31; nell’area di pertinenza dello stesso Ente saranno allestiti i gazebo per le società partecipanti e verranno messi a disposizione i servizi igienici e di ristoro per i concorrenti.
Non poche sono state le difficoltà per l’organizzazione. Il percorso anzi tutto. L’arrivo e la partenza presso la sede della CNA di Viale Guglielmo Massaia ha, per così dire, stravolto i precedenti tracciati con riflessi problematici legati all’impiego degli agenti di Polizia Locale. Tuttavia, attraverso il buon senso e la collaborazione di tutti è stata tenuta in debita considerazione la peculiarità delle strade che attraversano il nostro quartiere, e della volontà di ciascuno, di voler valorizzare, quale “scenario” della corsa, un territorio con angoli di rara bellezza.
Questa consapevolezza non è mancata nelle persone coinvolte che, fin da subito, hanno manifestato un grande entusiasmo nel veder riprendere l’organizzazione di “Corriallagarbatella” dopo 5 anni di avvertita assenza; la stessa consapevolezza che, certamente, non è sfuggita alla sensibilità del Municipio di Roma VIII, nella figura del suo Presidente Andrea Catarci, il cui sostegno è stato forte e tangibile. Non potremmo annunciare questo ritorno se non avessimo potuto contare sulla sinergia tra la volontà e il fattivo coinvolgimento dei runner della Garbatella, dei componenti del gruppo sportivo Arcobaleno da un lato e l’Amministrazione dall’altra.
Auspichiamo, quindi, ma ne siamo certi, visto il calore dimostrato dal quartiere e dai runner, che la manifestazione confermi per il corrente anno il successo che merita, anche nei confronti del lavoro svolto dal Municipio che, come noi, ha creduto nella gara podistica e ha fattivamente collaborato per la sua migliore riuscita contemperando i diversi interessi.
L’impegno dell’Associazione Rione Garbatella, della ASD Podistica Mare di Roma e, per questa edizione, della ASD Roma Road Runners, così come degli altri attori coinvolti ed, in particolare, del glorioso Gruppo Sportivo Arcobaleno, è stato quello, di “restituire” la gara concorrendo tutti, con con tutte le proprie forze, alla realizzazione di un’edizione che possa raccogliere, ci auguriamo anche per quest’anno, un grande consenso di pubblico e partecipanti.
Credo che tutti possiamo convenire che correre per le strade del nostro quartiere provocherà sensazioni forti, ma abbiamo tutti la certezza che, tra tutte le gare podistiche, questa abbia un valore aggiunto: tragitti suggestivi e di rara bellezza.
Non posso non ringraziare gli amici runner della Garbatella, che hanno costituito l’asse portante del Comitato organizzatore della gara i cui nomi li potete leggere uno ad uno sul sito web corriallagarbatella.it, strumento di comunicazione e divulgazione della corsa, l’Associazione Podistica Mare di Roma nelle figure del Presidente e del Vice Presidente Gianni Pambianchi e Antonio Mezione e l’Associazione Sportiva Dilettantistica Roma Road Runners nelle persone di Patrizio Mancini, Massimo Guidobaldi e Siro Pierini, che hanno messo a disposizione la loro esperienza e professionalità per la non semplice organizzazione tecnica della gara e, da ultimo, ma non per ultimo,  il Gruppo Sportivo Arcobaleno; storico e glorioso gruppo sportivo del nostro quartiere, scioltosi qualche anno fa per ….raggiunti limiti di età che, attraverso le
persone più rappresentative (Romolo Ferrari, Tiberio e Sandro Fogliati) ha fornito il proprio contributo – divenuto via via insostituibile per l’organizzazione, trasmettendo con la loro saggezza ed esperienza, linfa, vitalità e positività nei momenti più critici.
Dopo un primo momento anche di scetticismo, come sempre accade quando avanza “il nuovo”, il Gruppo Sportivo Arcobaleno ha creduto con sempre maggior convinzione alla possibile realizzazione dell’impresa, proponendosi, quale valido supporto e “archivio storico” di memoria, esperienza e condivisione delle vicende di una
gara che ha finito per legare le diverse generazioni di un intero quartiere. Un ringraziamento particolare va ad Ernesto Del Vescovo, giovane grande vecchio, che ha messo sul campo tutta la sua esperienza, la sua volontà ed il proprio entusiasmo che, giorno dopo giorno, ha contagiato: un uomo vero, un vero romano che ha rappresentato, nei momenti più critici, lo spirito gagliardo e combattivo del garbatellano doc !!.
Grazie a Ernesto ed al Gruppo Sportivo Arcobaleno composto da atleti che nonostante tutto …ancora gareggiano !! ed alle loro mogli e famiglie, perché attraverso questa esperienza vissuta insieme si è incarnato lo spirito più alto dei valori dell’uomo. Il vero valore dello sport, che unisce al di là delle divisioni e che supera i conflitti tra le generazioni, per porre – quale fattore comune – l’esperienza del “vecchio”, con l’energia e la modernità del nuovo, il tutto nell’ottica di una fattiva collaborazione che ha proficuamente portato ancora oggi alla preparazione della 24a edizione della Corriallagarbatella che si svolgerà il 29 novembre prossimo.
Il frutto tangibile dell’impegno di tutti e della grande sinergia che si è creata è la presentazione di questa corsa che dallo scorso anno – dopo 5 anni – è tornata alla Garbatella, per la gioia di tutti e, soprattutto, dei più nostalgici.

Walter Graziani
Presidente Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella

www.rionegarbatella.it/
www.corriallagarbatella.it/

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Street food grande successo 60 cucine itineranti nelle nostre strade

Street food grande successo 60 cucine itineranti nelle nostre strade

Ha avuto una grande affermazione l’edizione denominata  “street food” organizzata alla Garbatella dall’otto all’undici ottobre. Oltre 60 banchetti e food truck (cibo sui camioncini), dove è stato possibile degustare molte diverse tipologie di cibo di strada ormai divenuto un fenomeno mondiale.
Da Via Passino a Piazza Damiano Sauli, risalendo Via De Jacobis fino ai giardini davanti alla Parrocchia di san Filippo Neri, sin dal primo pomeriggio di giovedì 8 ottobre un’infinità di persone hanno potuto degustare cibi caratteristici di molte regioni italiane e cibi internazionali. Dalla bombetta pugliese, all’arrosticino abruzzese, cibo di strada greco, paella, pizza e mortadella, tanta varietà per tutti gusti. Non solo cibo, ma anche attività per bambini, e incontri dove si è parlato di cibo e workshop con esperti dell’università di Roma Tre e della milanese La Bicocca.
Nota dolente il tempo. Un calo visibile di visitatori si è avuto nella serata di venerdì e per tutta la giornata di sabato a causa della pioggia incessante caduta su tutta Roma, ma nonostante questo la manifestazione ha avuto un’ottima riuscita. Per tutta la giornata di domenica, tornato il bel tempo, si è vista un’affluenza straordinaria di persone, e un traffico caotico dalla Circonvallazione Ostiense fino alla regione Lazio causando anche qualche problema ai residenti.
E’ stata una vera e propria festa, per la gioia anche dei ristoratori stanziali del nostro territorio che per quattro giorni hanno fatto registrare il tutto esaurito. La Manifestazione è stata organizzata da Sarti del Gusto, che è un team di professionisti che opera nel mondo degli eventi enogastronomici, all’Associazione Compagnia della Terra Alta, in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea Capitolina e col patrocinio di Regione Lazio, Assessorato Roma Produttiva e Municipio Roma VIII.

(G.P)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Garbatella Jazz festival 2015 Tanto entusiasmo tanto successo

Garbatella Jazz festival 2015
Tanto entusiasmo tanto successo

La rassegna giunta alla undicesima edizione fa registrare ancora una volta il tutto esaurito.
La tre giorni quest’anno a causa del mal tempo si è ridotta a due giorni di festa

di Gianluca Di Stefano

Nell’immaginario comune il jazz è un genere che viene suonato in locali piccoli e fumosi alla presenza di pochi fortunati astanti che, per seguire le evoluzioni di eclettici quanto introversi musicisti, hanno dovuto raccomandarsi a qualche Santo in paradiso ovvero sborsare qualche bigliettone per essere tra quei pochi eletti.
Per noi di Cara Garbatella non è proprio così. Il Jazz è una musica che può essere offerta a platee numerose e, perché no, anche gratis.
E’ così che, grazie allo sforzo di diverse persone, alla collaborazione di Altre Vie ed al supporto dell’Associazione Castello, per l’undicesimo anno consecutivo siamo riusciti ad offrire a centinaia di persone, perlopiù giovani, un’offerta musicale di tutto rispetto in un ambiente piacevole e tutt’altro che fumoso.
La proposta di Jazz dell’Estate Romana ormai si può contare sulle dita di una mano ed alcuni appuntamenti fissi a cui eravamo abituati in passato non ci sono più ed è così che il Garbatella Jazz Festival è diventato un punto di riferimento e forse una delle poche certezze per gli amanti del genere di ascoltare dal vivo la loro musica preferita.
Forse è anche per questo motivo che pure quest’anno la Villetta ha fatto il tutto esaurito e centinaia di persone di tutte le età sono accorse ad ascoltare i sassofonisti a cui il Direttore Artistico, Pino Sallusti, ha deciso di dedicare l’edizione di quest’anno. Purtroppo il mal tempo ci ha privati della prima serata e della performance del quartetto di Marco Guidolotti, probabilmente uno dei migliori sax-baritonisti che abbiamo in Italia. In undici anni di Garbatella Jazz Festival è la seconda volta che ci capita di dover annullare un concerto a causa della pioggia…
La seconda serata, con la temperatura tornata perfetta per assistere ad un concerto di jazz, si è aperta con la proposta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio che con Aria Jazz Trio ha accompagnato diverse persone durante la cena servita dallo staff di volontari di Cara Garbatella e preparata dalle mani sapienti di “Massimone” e di Maria. E stato quindi il turno di Marco Raia e del suo Ellingtonia che ha presentato brani di Duke Ellington arrangiati secondo l’originalità tipica di questo gruppo ed accompagnati dalla vera voce del “Duca” riprodotta al computer.
Il bis, eseguito a grande richiesta, ha avuto come guest star il Sax Alto di Carlo Conti ed ha proposto una meravigliosa versione di Take the “A” Train, uno dei pezzi di punta della Duke Ellington Orchestra ed ispirato alla linea A della metropolitana di New York, quella che andava dall’estremo est di Brooklyn fino all’estremo nord di Harlem attraversando i quartieri “neri” di Manhattan.
La terza ed ultima serata si è aperta con le rivisitazioni di pezzi dei King Crimson, dei Soft Machine e di altri brani della scena di Canterbury e del progressive inglese proposti in modo inedito dal Sax e dal Clarinetto del duo Improgressive.
“Il tempo di un altro disco”, è il libro autobiografico in musica, realizzato attraverso ascolti, riflessioni, passioni e condivisioni che il suo autore, Fabio Ciminiera, ci ha raccontato prima del concerto di chiusura del Festival. Concerto affidato al Sax di Pasquale Innarella e del suo Quartetto che hanno presentato il loro ultimo lavoro che avrà il titolo di “Migrantes” e che verrà pubblicato nelle prossime settimane.
Il Pasquale Innarella quartet, sempre attento al sociale, dopo il disco dedicato a Di Vittorio ed ai lavoratori della terra, pone ora le sue attenzioni a tutte quelle persone costrette a lasciare i propri Paesi ed i propri cari nella speranza di raggiungere una vita migliore ma che spesso si trovano davanti a persone ostili e paesi inospitali.
Purtroppo il coprifuoco invocato a gran voce da alcuni abitanti del quartiere, ha costretto il gruppo a lasciare insoddisfatte le accalorate richieste di bis da parte di un pubblico che ancora una volta è giunto numeroso ad occupare qualsiasi spazio disponibile alla Villetta tanto da far riflettere gli organizzatori sull’opportunità di trasferire la prossima edizione in spazi più consoni alla notorietà che questo Festival ha ormai raggiunto.

Nell’immaginario comune il jazz è un genere che viene suonato in locali piccoli e fumosi alla presenza di pochi fortunati astanti che, per seguire le evoluzioni di eclettici quanto introversi musicisti, hanno dovuto raccomandarsi a qualche Santo in paradiso ovvero sborsare qualche bigliettone per essere tra quei pochi eletti.
Per noi di Cara Garbatella non è proprio così. Il Jazz è una musica che può essere offerta a platee numerose e, perché no, anche gratis. E’ così che, grazie allo sforzo di diverse persone, alla collaborazione di Altre Vie ed al supporto dell’Associazione Castello, per l’undicesimo anno consecutivo siamo riusciti ad offrire a centinaia di persone, perlopiù giovani, un’offerta musicale di tutto rispetto in un ambiente piacevole e tutt’altro che fumoso.
La proposta di Jazz dell’Estate Romana ormai si può contare sulle dita di una mano ed alcuni appuntamenti fissi a cui eravamo abituati in passato non ci sono più ed è così che il Garbatella Jazz Festival è diventato un punto di riferimento e forse una delle poche certezze per gli amanti del genere di ascoltare dal vivo la loro musica preferita.
Forse è anche per questo motivo che pure quest’anno la Villetta ha fatto il tutto esaurito e centinaia di persone di tutte le età sono accorse ad ascoltare i sassofonisti a cui il Direttore Artistico, Pino Sallusti, ha deciso di dedicare l’edizione di quest’anno.
Purtroppo il mal tempo ci ha privati della prima serata e della performance del quartetto di Marco Guidolotti, probabilmente uno dei migliori sax-baritonisti che abbiamo in Italia. In undici anni di Garbatella Jazz Festival è la seconda volta che ci capita di dover annullare un concerto a causa della pioggia…
La seconda serata, con la temperatura tornata perfetta per assistere ad un concerto di jazz, si è aperta con la proposta della Scuola Popolare di Musica di Testaccio che con Aria Jazz Trio ha accompagnato diverse persone durante la cena servita dallo staff di volontari di Cara Garbatella e preparata dalle mani sapienti di “Massimone” e di Maria. E stato quindi il turno di Marco Raia e del suo Ellingtonia che ha presentato brani di Duke Ellington arrangiati secondo l’originalità tipica di questo gruppo ed accompagnati dalla vera voce del “Duca” riprodotta al computer.
Il bis, eseguito a grande richiesta, ha avuto come guest star il Sax Alto di Carlo Conti ed ha proposto una meravigliosa versione di Take the “A” Train, uno dei pezzi di punta della Duke Ellington Orchestra ed ispirato alla linea A della metropolitana di New York, quella che andava dall’estremo est di Brooklyn fino all’estremo nord di Harlem attraversando i quartieri “neri” di Manhattan.
La terza ed ultima serata si è aperta con le rivisitazioni di pezzi dei King Crimson, dei Soft Machine e di altri brani della scena di Canterbury e del progressive inglese proposti in modo inedito dal Sax e dal Clarinetto del duo Improgressive.
“Il tempo di un altro disco”, è il libro autobiografico in musica, realizzato attraverso ascolti, riflessioni, passioni e condivisioni che il suo autore, Fabio Ciminiera, ci ha raccontato prima del concerto di chiusura del Festival. Concerto affidato al Sax di Pasquale Innarella e del suo Quartetto che hanno presentato il loro ultimo lavoro che avrà il titolo di “Migrantes” e che verrà pubblicato nelle prossime settimane.
Il Pasquale Innarella quartet, sempre  attento al sociale, dopo il disco dedicato a Di Vittorio ed ai lavoratori della terra, pone ora le sue attenzioni a tutte quelle persone costrette a lasciare i propri Paesi ed i propri cari nella speranza di raggiungere una vita migliore ma che spesso si trovano davanti a persone ostili e  paesi inospitali.
Purtroppo il coprifuoco invocato a gran voce da alcuni abitanti del quartiere, ha costretto il gruppo a lasciare insoddisfatte le accalorate richieste di bis da parte di un pubblico che ancora una volta è giunto numeroso ad occupare qualsiasi spazio disponibile alla Villetta tanto da far riflettere gli organizzatori sull’opportunità di trasferire la prossima edizione in spazi più consoni alla notorietà che questo Festival ha ormai raggiunto.

Guarda le foto

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al centro musicale “Controtempo” corsi gratuiti per i ragazzi

Presso lo studio “Adelante” di Via Ignazio Persico grazie alla legge 285 del 1997 centinaia di giovani si aggregano intorno a questo progetto

Al centro musicale “Controtempo” corsi gratuiti per i ragazzi

di Alessio Ferucci
coordinatore centro musicale Controtempo

Aperto dall’inizio del 2011, il Centro Musicale del Municipio Roma VIII “Controtempo”, nel corso degli anni è stato attraversato da centinaia di giovani e adolescenti di tutto il Municipio.
Realizzato con il Fondo Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza (legge 285 del 1997), i ragazzi e le ragazze con un’età compresa tra 10 e 18 anni, hanno la possibilità di frequentare i corsi di musica e di utilizzare la sala prove tutti i giorni, dalle 15 in poi, in maniera assolutamente gratuita.
Controtempo svolge la sua attività presso lo studio Adelante, in via Ignazio Persico, 2, nel cuore della Garbatella, ed è gestito dalla Cooperativa Sociale Eureka I onlus.
Le due sale presenti all’interno, perfettamente insonorizzate, consentono alle giovani band di suonare utilizzando tutto il materiale necessario e permettono di svolgere le lezioni di musica in un ambiente comodo e confortevole.
Non è una scuola di musica vera e propria, ovvero, non è solo una scuola di musica. Controtempo, nel corso degli anni, è diventato un luogo aperto, attraversato da tantissimi giovani, un luogo in grado di produrre percorsi di identità collettiva e di scambio sociale, rispettoso delle differenze di genere e culturali. Un vero e proprio punto di riferimento per i più giovani, un luogo in cui poter suonare, imparare e conoscersi.
Quotidianamente decine di ragazzi e ragazze partecipano alle lezioni di musica (chitarra, pianoforte, batteria, basso elettrico e canto) ed hanno la possibilità di utilizzare una sala prove completa di batteria, amplificatori, tastiere e impianto voci.
Grazie a questo progetto, sostenuto fortemente dal Municipio Roma VIII, tanti giovani hanno avuto la possibilità di avvicinarsi alla musica, studiarla e suonarla. E proprio attraverso la musica, sono nate, nel corso degli anni, relazioni, amicizie, progetti e gruppi musicali.
Più in generale, possiamo dire che tutte le attività di Controtempo sono incentrate fortemente sulle pratiche collettive. Tutta l’equipe del Centro Musicale, sia gli insegnanti che tutto il resto del personale, è assolutamente convinta che le abilità musicali di base si acquisiscano molto più facilmente suonando insieme agli altri.
L’ascolto, lo sviluppo dell’orecchio musicale, la capacità di andare “a tempo” , il senso dello spazio sonoro hanno bisogno di essere da subito praticate collettivamente per essere apprese.
Molta importanza viene data, perciò, alla socializzazione e al “clima” che si crea nei locali del Centro.
Per questo motivo, sottolineano gli operatori, una delle attività principali che viene proposta a tutti i ragazzi e le ragazze è la partecipazione al laboratorio di musica d’insieme.
La partecipazione ai laboratori diventa fondamentale sia per la relazione ed il confronto con gli altri, sia per l’esperienza musicale individuale.
Confrontarsi con gli altri, decidere i brani da eseguire, mettere in pratica quanto appreso durante le lezioni, suonare insieme sotto la guida degli insegnanti, è il momento più piacevole e divertente per tutti gli allievi.
Durante il laboratorio, viene sempre privilegiato l’aspetto ludico, del divertimento, più che quello “accademico”.
Il clima che si crea all’interno del laboratorio privilegia il “comune”, la condivisione con gli altri piuttosto che il percorso individuale, come spesso possono diventare le lezioni.
Tutti gli allievi hanno la possibilità di partecipare al laboratorio; non è necessario essere musicisti esperti. Fare musica insieme diventa lo strumento metodologico del Centro Musicale. L’evento musicale, realizzato da un insieme di ragazzi e ragazze e opportunamente progettato tenendo conto dei differenti livelli musicali raggiunti. In questo modo si da la possibilità a tutti e tutte di partecipare a prescindere dal livello di competenza strumentale raggiunto.
Operando in questo modo, tutti gli allievi, alla fine dell’anno, hanno la possibilità di partecipare al saggio conclusivo che si svolge all’interno della festa per la cultura, organizzata a Garbatella dall’associazione culturale Controchiave.
E così la giornata del saggio conclusivo diventa il giorno più atteso. Un palco tutto per loro, una vera amplificazione e un numeroso pubblico pronto ad ascoltarli, fanno di quella giornata un evento straordinario.
Una festa della musica all’interno della festa per la cultura. Un susseguirsi di giovani musicisti sul palco, indipendentemente dal livello raggiunto, contenti di stare in quel posto insieme, stanno li a dimostrare come la musica possa avere, ancora una volta, un valore fortemente sociale; la musica accessibile a tutti e tutte diventa lo strumento per crescere, conoscere ed imparare.

nu.eurekaprimo.it/index.php/servizi-territorio/centro-musicale-controtempo
www.controchiave.it/

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Disordine nelle aree di sosta alla stazione Ostiense Gli ex parcheggi di “Italo” utilizzati dagli abusivi

Disordine nelle aree di sosta alla stazione Ostiense

Gli ex parcheggi di “Italo” utilizzati dagli abusivi

Gli abitanti di Ostiense e della Garbatella più vicini alla Stazione ferroviaria Ostiense sono molto preoccupati per la recente decisione della NTV di chiudere il presidio del treno Italo ad Ostiense. Il famoso cancello oggetto di dispute tre anni fa con la Rete ferroviaria italiana è rimasto aperto, il piccolo parcheggio di Italo attiguo all’accesso al sottopassaggio che fa accedere alla Stazione ferroviaria ed alla Metro B è stato abbandonato ed è preda di automobilisti che entrano contromano e parcheggiano addirittura vicino all’ingresso ai binari. La cura delle piante che si trovano attorno all’ingresso del sottopassaggio ferroviario è stata abbandonata, l’area pedonale viene usata a dir poco impropriamente (parcheggi personali), senza che qualcuno sanzioni questi comportamenti.
Anche le auto per così dire “parcheggiate correttamente” in quel parcheggio non si capisce a quale titolo siano lì, visto che l’ingresso del parcheggio è delimitato da una sbarra che già qualcuno sta tentando di rompere. Le nostre lamentele già di diversi mesi fa presso il Municipio Roma VIII sono state condivise dal Presidente Catarci e girate alla Polizia Municipale, ma senza alcun esito. La situazione con l’addio del treno Italo fa temere il peggio.
Mi rivolgo quindi al Presidente della Regione Zingaretti (sapendo che a suo tempo è stato uno dei principali artefici dell’avvento sia di Eataly che del treno Italo nell’ex Terminal Ostiense e della bonifica dell’intera zona) ed al Sindaco Marino, sperando che possano entrambi interessarsi alla questione e favorire un diverso uso sia dei locali sia del parcheggio, anche in vista dell’ormai vicino Giubileo, perché crediamo che l’unico sistema per eliminare alla radice il degrado sia farli vivere di nuovo con una diversa utilizzazione.
Altro argomento purtroppo sempre di attualità è l’uso smodato dell’impianto di amplificazione sonora utilizzato all’interno e sui binari della Stazione Ostiense che allieta dalle 6 del mattino fino all’ora di andare a dormire chi abita in Via Pellegrino Matteucci ed in Via Benzoni ed i palazzi che si affacciano su Piazzale 12 ottobre 1492. Di sicuro non è possibile affrontare l’avvento del Giubileo nelle attuali condizioni, chi esce dalla Stazione Ostiense lato sud non può avere un impatto così negativo con la nostra città.

Fulvio De Pascale
per l’Associazione Insieme per Ostiense

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Apre nel nostro Municipio uno spazio per l’allattamento

Apre nel nostro Municipio uno spazio per l’allattamento

Un nuovo spazio in cui le mamme potranno allattare e cambiare il pannolino ai proprio bambini: l’intento è quello di fare da esempio, aprendo la struttura del Municipio in Via Benedetto Croce a fare da traino affinché sempre più attività commerciali partecipino all’iniziativa e creino aree dove sia permesso alla mamme di allattare e di occuparsi delle esigenze dei loro neonati.
Il Consiglio del Municipio ha approvato un atto per l’adesione alla campagna dedicata all’allattamento al seno per la conciliazione della vita lavorativa con quella familiare. Il tema è molto importante poiché il latte che la mamma produce è un latte unico, inimitabile, specifico per il proprio bambino, che rafforza e consolida il legame tra i due, che fornisce al  neonato un’alimentazione completa, lo protegge dalle infezioni e porta benefici alla salute della mamma stessa. Il Municipio non solo aderisce alla campagna ma promuove un’iniziativa di sostegno e divulgazione dei punti di allattamento. Infatti presso gli uffici anagrafici di Via Benedetto Croce 50 apre uno spazio esclusivo dedicato a mamme e neonati. Si espande così la rete territoriale, a cui potranno aderire gli esercizi commerciali e le farmacie che intendono creare una piccola area dove le mamme possono cambiare ed allattare il proprio bambino.

(I.P.)

 Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I Centri anziani “tutti in carrozza”

I Centri anziani “tutti in carrozza”

Siglato un accordo tra il Polo Museale dell’ATAC ed il Municipio

Il Municipio Roma VIII ed il Polo Museale dell’ATAC di Roma hanno siglato un protocollo di intesa iniziative che prevedono la partecipazione attiva degli iscritti ai Centri Anziani del nostro territorio.
La prima occasione per consolidare l’avvenuto accordo è l’evento “Tutti in carrozza – I Centri Anziani in viaggio attraverso la storia”, che prevede l’organizzazione di più eventi, tutti a titolo gratuito, strutturati in più iniziative tra cui visite e uscite guidate con trenini e veicoli ATAC; incontri di presentazione libraria, racconti e testimonianze, mostre fotografiche ed ingresso agli stand e alle sale dove sono esposte alcune opere d’arte di patrimonio ATAC e dei rotabili storici. L’accoglienza e l’adesione al progetto da parte dei Centri Anziani del Municipio sono state molto positive e partecipate. Sabato 26 settembre un numeroso gruppo di iscritti ai Centri municipali, nel contesto della Settimana Europea  della Mobilità Sostenibile, ha preso parte all’iniziativa, partecipando alla visita guidata ed alla proiezione di un documentario sulla storia dei tram d’epoca, che ha particolarmente attratto l’attenzione dei nostri anziani.
L’incontro, è terminato festosamente con merenda e aperitivo. “Questa iniziativa”, affermano il Presidente Catarci e L’Assessore Gasparri, “rappresenta uno dei momenti significativi per l’apertura dei Centri anziani sul territorio e si inserisce nel progetto “Tutti in carrozza” che vedrà coinvolti ancora una volta i centri anziani del Municipio VIII”.

(S.B.)

Copyright tutti i diritti riservati – Cara Garbatella Anno 11 – Ottobre 2015

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI