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Autore: giancarlo

Al San Michele il tradizionale pranzo organizzato dalla comunità di Sant’Egidio

Un Natale di solidarietà, canti gospel e corsi cucina

di Ilaria Proietti Mercuri

Click. Arriva iI Natale e si accendono le luci. Proprio così, e mica si fa per dire. Sapevate che quest’anno a illuminare le feste ci hanno pensato i negozianti della Garbatella? Di comune accordo infatti hanno deciso di far brillare le vie del quartiere con quasi 200 luminarie. Dalla Circonvallazione Ostiense a Piazza Damiano Sauli, da Via Caffaro a Via Ignazio Persico. Insomma, se un marziano passasse da queste parti, penserebbe di  essersi ritrovato sul sole.

Ma sebbene a ravvivare questo Natale ci abbiano già pensato i nostri commercianti, la domanda che sorge ora è un’altra. Che si fa per queste feste? Tranquilli. Visto che di mestiere faccio domande e poi (anche se non sempre) trovo risposte. Questa volta posso darvi una mano: ecco una serie di eventi che vi attendono per i prossimi giorni.

Partiamo aprendo il sipario a due spettacoli in programma per queste feste. “Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo?” Questa citazione vi ricorderà una vicenda che già conoscerete tutti, soprattutto il finale. Ma siete sicuri che Romeo e Giulietta sia una storia così tanto straziante? Sì, allora vi sbagliate, perché al Nuovo Teatro San Paolo si esibirà la compagnia “Stiamo bene insieme” con una rivisitazione comicissima della più famosa storia d’amore di tutti i tempi. Troverete i biglietti, se vi sbrigate, sia per il 21 dicembre alle ore 21:00, che il 22 dicembre alle 15:30 e di nuovo alle 19:00. I fondi raccolti verranno devolti all’Agop, l’Associazione di Oncologia Pediatrica.

Altro spettacolo, del tutto diverso perchè improntato sul ballo, è quello dello Schiaccianoci. E stavolta ci spostiamo al Teatro Garbatella, in Piazza Giovanni da Triora. Il 23 Dicembre 2019 la Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini e la Compagnia Almatanz di Luigi Martelletta sono pronti a raccontarvi questa favola a ritmo di danza.

A Natale, si sa, la solidarietà è uno dei regali più belli che si possano fare. In tempi in cui ancora si alzano muri per tenere lontano chi è diverso da noi, la Comunità di Sant’Egidio decide ogni 25 dicembre di lasciare una porta aperta. Al San Michele in Piazza Tosti 4 ci sarà infatti il tradizionale pranzo di Natale, una lunga tavolata formato da chi non parla la stessa lingua, chi crede in un’altra religione, immigrati o famiglie in difficoltà che non possono permettersi il lusso di passare le feste a casa. Ovviamente, se voleste contribuire a preparare un Natale per tutti: giochi, borse, vestiti, ecc. sono ben accetti a Sant’Egidio.

Sì, bello il teatro, la solidarietà non manca, ma un pò di musica? Bene, sappiate che nella chiesa di San Filippo Neri, in Via delle Sette Chiese 101, vi aspetta il concerto dei Charle’s Gospel Angels. Il 13 dicembre alle 21:00 l’energia del maestro Charlie Cannon sarà accompagnata da un coro composto da voci di ogni età, il tutto in stile Gospel. Un genere musicale da sempre prerogativa dei gruppi afroamericani, ma che questi coristi italiani interpreteranno con il vero spirito tipico del Gospel.

Per finire, ammettiamolo: Natale porta con sè anche qualche preoccupazione. Piacerà il pranzo ai bambini? E alla cena della Vigilia cosa dirà mia suocera? Se temete la parte dei fornelli, una bella iniziativa per voi sono i corsi di cucina da Eataly. Già vi siete tranquillizzati o ancora state pensando a quale antipasto preparare? In entrambi i casi, fate un salto nel regno del food alla Garbatella, in piazzale 12 Ottobre 1492, dove troverete corsi di tutti i tipi: dal come fare il pane fatto in casa, alla pasta fresca, risi e risotti, il pesce o varie pillole di alta cucina. Se poi volete provare qualcosa che non avete mai avuto in cucina, dovete buttarvi su qualcosa che non avete mai fatto, imparare a cucinare il ramen vi piace come idea?

Insomma, ora non vi resta che cosa scegliere. Tanto ammettiamolo, qualunque sia la nostra età la magia del Natale cattura tutti.

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Nell’anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Premio Fantasia a Moby Dick. Al centro la famiglia

di Ilaria Proietti Mercuri

Un evento racchiuso in una sola giornata, ma con tanta ambizione: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della famiglia. Questo l’obiettivo dell’associazione Il Tempo Ritrovato, che anche quest’anno ha organizzato il Premio Fantasia della Garbatella, svolto il 20 Novembre presso la biblioteca culturale Moby Dick. Una data non casuale. Il 20 Novembre del 1989 infatti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E, proprio a trent’anni dal trattato, Mirella Arcidiacono fondatrice del Tempo Ritrovato vuole sottolineare l’importanza della famiglia per una sana crescita sociale nell’evolversi dei tempi. Una famiglia che, come ha spiegato la psicologa e psicoterapeuta Giulia Giannone durante l’evento, non si riferisce più solamente a quella “tradizionale” che prevede una chiara distinzione di ruoli tra donne e uomini. Da tempo infatti si sono affermate anche le “nuove famiglie”, omogenitoriali, coppie di fatto e monoparentali. “Per la mia esperienza lavorativa”, ha spiegato Giannone, “non c’è un nucleo familiare migliore di un altro. Ho visto coppie di genitori omogenitoriali molto presenti ed amorevoli con i propri figli tanto quanto coppie eterosessuali. Credo che la differenza sia nella consapevolezza e nella scelta sentita di diventare genitori, non perché va fatto.”

Presenti poi all’evento anche l’assessora alle politiche educative Francesca Vetrugno e l’attrice Rossana Di Lorenzo, entrambe incaricate di consegnare i premi.

Chi sono stati quest’anno i premiati? Si è partiti con il regista Luca Arcidiacono, per il suo corto Aggrappati a me. Girato tra i vicoli della Garbatella ha come protagonista Alice, una bambina di 8 anni affetta dalla sindrome di down. Con il suo corto Luca, attraverso gli occhi della bambina ha voluto mostrare un nuovo mondo distante e diverso dal nostro: riuscendo così ad abbattere il muro dei pregiudizi e dell’ignoranza nei confronti della diversità.

Altro premio è spettato a Fabio Gui della comunità di Sant’Egidio, per aver creato La scuola della Pace. Centri gratuiti che hanno come obiettivo integrare i bambini più a rischio: dall’emarginazione sociale, dall’analfabetismo, dal lavoro precoce o dall’abbandono della famiglia. Un lavoro non facile quello di imparare a vivere insieme, ma che rappresenta la prima arma contro il razzismo.

La Garbatella ha poi voluto premiare Paola De Benedectis, per aver organizzato la mostra di foto antiche chiamata “Il profumo della storia”. Scatti che catturano le vicende di Garbatella e Tormarancio, creando così un racconto che permette di gettare un occhio alla storia di questi due quartieri.

Premiata anche Alessandra Lorenzetti, per aver donato una targa in memoria del pittore Carlo Acciari. Scomparso recentemente, Acciari è cresciuto alla Garbatella dove è conosciuto per i suoi dipinti. Per anni ha infatti ritratto scene del quartiere sottolineando l’umanità dei luoghi attraverso lo stile impressionista.

Interessante poi il riconoscimento a Fabrizio Franceschelli, della trasmissione Chi L’ha visto, premiato per la ricerca sull’eccidio delle Donne del Ponte di Ferro, secondo cui nel 1944 dieci donne furono uccise dopo essere state sorprese dai soldati tedeschi a rubare il pane e la farina.

Per concludere, un premio anche a Santina Gallinari Leonzi, Presidente Nazionale e fondatrice del Movimento Italiano Casalinghe dal 1982. Autrice di numerose pubblicazioni sulla condizione femminile, decise di fondare questo movimento per spronare le donne verso l’emancipazione.

Insomma, grazie al Premio Fantasia della Garbatella si è potuto ricordare ciò che ogni giorno tra i mille impegni, dimentichiamo un po’ tutti: l’importanza della famiglia, la prima cellula essenziale della società umana.

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Al la seconda edizione l’iniziativa dello studio fotografico 10b di via Lorenzo da Brindisi

Scatti d’epoca e polaroid in mostra nei lotti 24 e 29

Guardando alcune vecchie foto sembra di esser tornati così tanto indietro nel tempo, poi ti soffermi su quelle più recenti, e noti come siano cambiati volti e nomi ma lo spirito, quello di Garbatella, rimane sempre lo stesso. Di cosa stiamo parlando? Della mostra fotografica esposta alla Garbatella dal 5 al 20 dicembre con scatti d’epoca ma anche contemporanei. Scoprire vecchie storie del quartiere, emozionarsi nel vedere da quanto quei negozi sulla Circonvallazione fanno parte di noi, attimi racchiusi in quasi cento anni di storia di questa borgata. La mostra si può trovare dislocata nei lotti storici 24 e 29 e presso Via san Lorenzo da Brindisi, 10b, dal lunedì al venerdì ore 11-13 e 15-18.

Dietro a questo lavoro ci sono la storica dell’arte Sara Alberani, con la direzione artistica di Francesco Zizola e la collaborazione di Gianni Rivolta, Claudio D’Aguanno e Francesca Romana Stabile. Non manca poi la parte video, creata con la collaborazione del Municipio VIII e con contenuti inediti del regista italo-egiziano Mohamed Hossameldin e dalla giovane videomaker Claudia De Nicolò, entrambi cresciuti alla Garbatella.

Ma non finisce qui: il 14 e 15 dicembre sono previste anche le visite guidate virtuali dei lotti con le voci dei residenti. Un paio di cuffie basteranno per rendere presenti tante storie passate. Anche qui l’appuntamento sarò in Via San Lorenzo da Brindisi 10b o alle 11:30 o alle 15:00.

Insomma, un lavoro fatto di ricordi che vi sedurrà dal primo all’ultimo scatto.

Provare per credere.

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Nell’ex deposito Atac un Farmer’s Market e artigianato made in Italy

Apre il “San Paolo District”

di Fabrizio Fagiani

In via Alessandro Severo si riaprono i cancelli dell’ex deposito Atac che diventa “San Paolo District”.  Quasi un anno fa l’Atac aveva approvato il progetto di rigenerazione urbana  temporanea di tre depositi dismessi proposto dalla società Urban Value. E così, nel corso dei mesi, hanno avuto nuova vita prima l’ex deposito Vittoria trasformato in Prati Bus District  e poi l’ex rimessa Tuscolana che adesso si chiama Ragusa Off. Per ultimo è arrivato il turno dell’ex deposito San Paolo.

Il nastro l’hanno tagliato la sindaca Virginia Raggi insieme al presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.

La storica struttura, costruita alla fine degli anni venti del secolo scorso, dopo tanti anni di abbandono è diventata quindi uno spazio per eventi aperto ai cittadini del quartiere.

Per le sue caratteristiche architettoniche e per la sua posizione San Paolo District  ospiterà in modo prevalente mercati  di diversa tipologia. Enogastronomia e artigianato soprattutto.

“Con questo progetto si conclude un’importante operazione di riqualificazione urbana” ha detto la sindaca Raggi “che ha consentito il recupero del terzo deposito Atac dismesso, dopo quelli di piazza Bainsizza e piazza Ragusa, trasformati in spazi per iniziative sociali, culturali, imprenditoriali, che hanno già ospitato oltre trecentomila cittadini”.

E i tanti cittadini presenti all’inaugurazione di San Paolo District hanno trovato un grande “Farmer’s Market” di produttori agricoli a chilometro zero, che sarà aperto tutti i sabato e domenica, arricchito da uno spazio ristoro dove gustare i prodotti degli espositori.  Oltre al mercato contadino, negli 8.000 metri quadrati della struttura saranno organizzati eventi per la promozione dell’agroalimentare italiano e dell’artigianato e l’abbigliamento made in Italy.

“La rigenerazione urbana del patrimonio” ha commentato il presidente Ciaccheri “è un processo che va costruito quotidianamente con l’impegno di tutte le istituzioni e il supporto delle cittadine e dei cittadini. A San Paolo l’ex deposito Atac testimonia come sia possibile recuperare uno spazio urbano in disuso, trasformandolo in un’ occasione per il quartiere e la città. Come Municipio abbiamo sostenuto la realizzazione di questo spazio dedicato  alla promozione dei prodotti agricoli tipici e locali che vivrà nei fine settimana all’interno degli immensi padiglioni. Un utilizzo temporaneo che può diventare l’occasione per aprire un progetto complessivo di rigenerazione pubblica dell’ex deposito Atac per il futuro”.

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IL MERCATO ITINERANTE OGNI MARTEDÌ IN VIA BENEDETTO CROCE 50 NELLA SEDE DELL’VIII MUNICIPIO

TI PORTO L’ORTO CON L’APE

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Ogni martedì l’Ape della Cooperativa Garibaldi si reca presso la sede del Municipio Roma VIII per la vendita dei prodotti coltivati e raccolti dai ragazzi lavoratori della Garibaldi.  La Cooperativa, che ha sede all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario di via di Vigna Murata, dal 2010 è divenuta la sede sperimentale di nuovi percorsi di abilitazione e avviamento al lavoro; il luogo in cui per la prima volta anche giovani adulti con Autismo con bisogno di supporto intensivo si affacciano al mondo del lavoro, e lo fanno con un successo inaspettato.

E’ proprio il caso di dire: “dal produttore al consumatore” e ragazzi sono i soggetti principali che rivestono il ruolo di coltivatori e venditori. Questo avviene anche grazie alla sensibilità e la disponibilità del Municipio VIII. (G.P.)

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Nei quartieri di Montagnola e San Paolo apriranno due nuove biblioteche

Leggere che passione!

di Ilaria Proietti Mercuri

“C’è chi i libri li brucia e chi vuole farne mattoni per costruire una città più giusta.” Con queste parole il mini sindaco Amedeo Ciaccheri, proprio qualche giorno fa, ha annunciato l’arrivo di nuove biblioteche nei quartieri di Montagnola e San Paolo.

A tre anni dall’inaugurazione del centro culturale Moby Dick, si è concluso un importante accordo con Biblioteche di Roma, che permetterà l’arrivo di altri due poli bibliotecari nel nostro Municipio. Per metà Dicembre 2019 infatti si attiverà un centro culturale a Montagnola, utilizzando l’auditorium situato nella sede di via Benedetto Croce 50. Ma questo è solo il primo passo verso un Municipio ricco di cultura. D’altronde le cose o si fanno bene o non si fanno proprio. Il progetto infatti si allargherà anche a San Paolo, nello stesso complesso immobiliare che ospita la piscina della SS Lazio Nuoto. Proprio qui oltre 500 mq di immobili recuperati in Via Costantino si aggiungeranno alla struttura di Montagnola. Un’ultima ma non meno importante novità: proprio nell’area di San Paolo sarà compreso anche uno spazio di lettura per i più piccoli. Cosa non da poco per chi vive nell’era di tablet e telefonini, dove aprire l’immaginazione dei nostri bambini è sempre più difficile, ma a volte basta un bel libro. 

Insomma, un  passo fondamentale per i cittadini, raggiunto grazie anche all’ex Assessore Claudio Marotta, al Vicesindaco di Roma Luca Bergamo e al Presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai. L’obiettivo è concludere i lavori entro il 2020.

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I nuovi banchi inaugurati dalla Sindaca Raggi a via Rosa Guarnieri Carducci

Finalmente apre il mercato del Parco, ma chiude il Farmer’s market di via Passino

di Daniele Ranieri

C’è chi apre e chi chiude. A distanza di una settimana dalla serrata del Farmer’s Market, il mercato dei produttori  di via Passino, domenica 1 dicembre finalmente è stato inaugurato il nuovo plateatico di via Rosa Guarnieri Carducci.  L’apertura, prevista già da tempo,  era stata più volte rinviata per difficoltà con l’Acea per la sistemazione di una adeguata centralina elettrica.  Il nuovo mercato permetterà di chiudere due punti vendita che versano in precarie condizioni igieniche, uno esistente a pochi metri di distanza su via Rosa Raimondi Garibaldi e l’altro sito in Via Odescalchi. Al taglio del nastro, oltre agli amministratori locali Amedeo Ciaccheri e Leslie Capone, è intervenuta la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Ma cerchiamo di capire il perché della chiusura di via Passino, dove venticinque aziende agricole e circa duecento lavoratori, tra diretti e indiretti, si troveranno senza un punto vendita importante per la loro attività. Un vero peccato visto che le tradizionali bancarelle dei produttori erano diventate un luogo frequentato e apprezzato non solo dagli abitanti di Garbatella, ma anche da utenti provenienti dai quartieri vicini. Il motivo sembra sia schiettamente burocratico. La concessione affidata alla Metro Service è scaduta e il Comune di Roma, competente in materia, ha deciso di chiudere. Ufficiosamente per procedere a lavori di manutenzione previsti da tempo. In realtà i lavori non avrebbero rappresentato un ostacolo insormontabile data l’apertura del  Market solo nei fine settimana. 

L’VIII Municipio ha tentato fino all’ultimo di trovare una soluzione ponte attraverso  una proroga tecnica. Questa avrebbe garantito l’apertura di via Passino fino al subentro del nuovo gestore dopo un regolare bando. Niente da fare. Eppure questa soluzione è già stata adottata dalla Giunta Raggi, per esempio nel Centro per l’Altra Economia di Testaccio. Una rigidità inspiegabile. Il quartiere così, proprio nell’anno in cui festeggia i suoi 100 anni, si vedrà privato di un utile e caratteristico punto di vendita di prodotti  alimentari genuini, biologici e a Km zero. Al suo posto, nel cuore di Garbatella, ci sarà un grande spazio inutilizzato.

Ci sono novità anche per gli altri mercati rionali. “E’ pronto – ci dice Leslie Capone assessore Municipale alle Attività produttive-, lo studio di fattibilità per risistemare  e coprire quello di S.Galla. I lavori non saranno semplici, probabilmente si dovrà chiudere anche per un periodo la strada adiacente. L’intervento terminerà dopo circa due o tre anni. Stesse condizioni precarie da risolvere per  quello di Piazza dei Navigatori, dove però i lavori inizieranno nei primi mesi dell’anno prossimo”.

Infine ci sono i tre mercati già interessati da interventi  e che si trovano in migliori condizioni: quello di Via Corinto, di Grottaperfetta e della Montagnola. Per il primo sono previsti lavori al tetto e alle strutture antincendio, per il secondo la collocazione di una copertura e per l’ultimo alcune opere di manutenzione ordinaria.

Attraente l’idea, già attuata in altre zone, di aprire  dei punti ristoro,  bar con tavolini al coperto o dei banchi di vendita di cibo cucinato o street food. Le norme già  prevedono che il 10% dei posti  possono essere utilizzati per la somministrazione di bevande o cibo. I bandi sono in preparazione e quindi vedremo presto queste novità. Inoltre si aggiungeranno spazi di vendita di oggetti di artigianato e di lavori creati da ragazzi disabili o gestiti da  associazioni di quartiere.

Il prossimo anno prenderà il via anche il progetto ” Mercati animati”. Verranno utilizzati gli spazi interni ai banchi per  momenti di festa, incontri, notti bianche come è stato fatto quest’anno presso quello della Montagnola. Infine verranno organizzati corsi di educazione alimentare per i ragazzi che frequentano le scuole del quartiere.

“Volontà della Giunta Municipale- dice l’Assessore Capone- è far tornare i mercati rionali a Roma, da sempre luoghi che caratterizzano la vita dei quartieri,  punto di riferimento per gli abitanti di ogni età”.

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La soddisfazione del Municipio VIII, scetticismo tra i cittadini

Sarà affidato al Teatro dell’Operail centro culturale ex Mafai

di Giuliano Marotta

Sarà il Teatro dell’Opera a gestire il futuro centro culturale di Tor Marancia, lo ha deciso il Comune di Roma. I finanziamenti per la costruzione dell’edificio ammontano a circa 5,5 milioni di euro e provengono da una parte degli oneri di costruzione del palazzo di vetro di Piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco il cosidetto “bidet” di San Paolo. Inizialmente i soldi erano stanziati per la riqualificazione dell’edificio a via di Grotta Perfetta 309, poiché il progetto ha ricevuto più voti rispetto a quello di Tor Marancia nel concorso online #RomaDecide. Ma non si è potuto procedere poiché parte dello stabile è ancora abitato da famiglie  in attesa della realizzazione di un progetto di auto-recupero. Con la memoria di giunta del 17 settembre 2019 l’amministrazione comunale ha quindi deciso di spostare i fondi su Tor Marancia.

La struttura che si andrà a comporre sarà circa di 2.800 metri quadrati incluso il giardino: di questi 1.735 per le scuole di danza e il coro del Teatro dell’Opera, 500  per il centro culturale a disposizione della cittadinanza e infine 640  metri quadrati di spazi condivisi tra cui il teatro.

Questa suddivisione delle aree, in favore dell’ente gestionale, ha creato vivaci contestazioni durante il percorso partecipato, recentemente concluso, in cui gli abitanti del Municipio Roma VIII, hanno potuto dare la propria opinione e fare proposte su quello che sarà il futuro centro culturale. Alcuni cittadini e il comitato promotore del progetto, lamentano oltre all’iniqua divisione degli spazi, il fatto che il teatro dell’opera non sia l’ente più idoneo per la gestione di un centro culturale locale. E’ un ente esclusivo inserito in un contesto popolare, i corsi di danza e coro sono molto costosi e a numero chiuso, difficilmente saranno accessibili al quartiere.  La scelta del gestore doveva essere condivisa e non imposta, così sembra più un regalo al Teatro dell’Opera che la ricompensazione alla cittadinanza.

La giunta municipale dal canto suo esprime soddisfazione, in quanto  il Teatro dell’Opera è un ente di garanzia nazionale e internazionale, già protagonista l’estate scorsa nelle piazze del municipio VIII con l’Opera Camion, ed è l’unico che si è offerto per garantire la gestione di tutta la struttura. Tor Marancia ritornerà ben presto a poter usufruire di spazi per attività culturali e ricreative. Tra le proposte inserite nel Centro ex Mafai, durante il percorso partecipato, ci sono: sale prove di musica, una palestra popolare gestita dagli abitanti del quartiere, sale espositive e luoghi dove riunirsi, oltre ad un’area esterna.

Al civico 103 in viale di Tor Marancia si sono succedute dal 1963 la scuola elementare Raimondi e il liceo artistico Mafai, fino al 2012 quando la scuola è stata chiusa e due anni dopo ridotta in uno scheletro. Oggi quel luogo, così centrale nel quartiere, è una delle tante manifestazioni dell’abbandono di beni pubblici. Entro la prossima primavera saranno spesi i primi 700 mila euro, già in bilancio, per la demolizione e la bonifica dell’area, una priorità che non si può più rimandare.

Nonostante tutto gli abitanti di Tor Marancia e Navigatori ne escono penalizzati, l’esperimento del concorso online #RomaDecide, voluto dal Comune di Roma, è risultato fallimentare, oltre alla scarsa partecipazione (meno del 2% della popolazione del municipio), il quadrante interessato dalla cementificazione, non ha ottenuto nessuna ricompensa in termini di servizi. La concessione a poter costruire gli edifici, che oggi vediamo, era stata permessa a fronte di opere pubbliche che non saranno mai realizzate, tra cui un sottopassaggio per autovetture sulla Cristoforo Colombo, un asilo, un parco e dei parcheggi pubblici. Inoltre ben presto s’innalzerà a piazza dei Navigatori un altro mostro di cemento, simile a quello già presente.

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Giornalista e collaboratore di Cara Garbatella, aveva 89 anni

L’ultimo saluto a Cosmo Barbato un maestro per tutti noi

di Gianni Rivolta

Il 30 ottobre scorso è morto Cosmo Barbato,  instancabile collaboratore di Cara Garbatella e nostro carissimo amico. Aveva 89 nove anni e con lui se ne è andato l’ultimo grande vecchio della Villetta. Nella primavera del 1944 venne a Roma, sfollato da Cassino bombardata e si stabilì con suo padre l’avvocato Guido Barbato, sua madre e  una sorellina in due stanze in una casa in coabitazione nelle vicinanze di piazza Mazzini. Si iscrisse al partito comunista da giovanissimo studente del liceo Mamiani nel 1946, tre anni dopo la famiglia ottenne una casa Iacp e si trasferì alla Garbatella. Nel 1950 era tra i gloriosi compagni, premiati da un giovane Enrico Berlinguer, che difesero la Villetta dall’assalto missino del 1° febbraio.

La nostra conoscenza risale alla metà degli anni Ottanta, quando con altri giovani, dopo una lunga militanza nelle formazioni della sinistra extraparlamentare, decidemmo di iscriverci al Pci e varcammo la soglia di quella casetta rossa in via Passino 26, che era il simbolo della ortodossia comunista. Lui era un uomo tutto d’un pezzo, affabile, ma poco propenso a raccontare della sua vita privata particolarmente a noi giovani  poco affidabili, che venivamo dalla sinistra rivoluzionaria. Atteggiamento comune a quasi tutti gli inquilini della Villetta, compreso Orlando Lombardi il segretario, che guidò il partito locale per vent’anni da metà degli anni Settanta fino alla sua morte nel 1995.

Le cose cambiarono in meglio quando le frequentazioni, al di là del comune sentire politico, divennero professionali. Lui, giornalista militante prima di Vie Nuove, il settimanale fondato da Luigi Longo, e poi di Paese Sera, io giovane aspirante cronista per le pagine dei Quartieri del Messaggero. Qualche volta, nel mio praticantato, prima di trasmettere il pezzo alla redazione, glielo facevo leggere per avere una sua preventiva approvazione. Dopo che lo aveva letto Cosmo mi sentivo più tranquillo.

Quando nel 1988, insieme ad altri colleghi del Messaggero, decidemmo di aprire N.12 e N.11, mensili di cronaca locale nella Dodicesima e poi nell’Undicesima Circoscrizione, pensai a Cosmo che già era andato in pensione dopo la crisi di Paese Sera. E lui cominciò questa collaborazione con estrema serietà e professionalità garantendo ogni mese quegli indimenticabili servizi, corredati da fotografie, sulla Resistenza locale o sui tesori archeologici dell’Appia antica, che hanno caratterizzato quelle prime esperienze di free press .Li chiamavamo “i paginoni di Cosmo”. Durante questa collaborazione le nostre frequentazioni divennero più amichevoli e cominciammo a vederci anche con le rispettive famiglie in occasioni di festa e in vacanza. Fino a che la salute lo ha assistito Cosmo, oltre ad essere un instancabile viaggiatore insieme a Gabriella, sua moglie, era anche una buona forchetta e non si tirava mai indietro davanti ad una amatriciana o una cacio e pepe. Inoltre non sopportava il caldo e talvolta in estate si trasferiva in un albergo a Rocca di Papa, a qualche decina di metri dalla mia casa in campagna. Proprio in quei tardo pomeriggi, alla frescura di un tiglio e sorseggiando una limonata ebbi il piacere di conoscerlo più da vicino.  Dopo il congresso di Rimini non aderì alla proposta di Achille Occhetto di cambiare nome e simbolo al Partito, tanto che si iscrisse a Rifondazione comunista. Furono anni difficili, di divisioni anche familiari, ma al di là delle posizioni politiche diverse la nostra collaborazione e la nostra amicizia è rimasta sempre salda nel tempo. Con il peggiorare della sua salute e dopo la morte di Gabriella, che ha amato profondamente, le frequentazioni si sono allentate, ma qualche volta con Giancarlo andavamo a casa sua a mostrargli Cara Garbatella o lo andavamo a prendere in occasione di qualche cena comune. Ormai non ci vedevamo di frequente, ma era sempre nei nostri pensieri e lui lo sapeva. La sua è stata una esistenza piena e intensa, ricca di curiosità e amore per la vita, un esempio per tutti i giovani. Pochi giorni prima di morire, alla notizia del crollo del pino secolare della Villetta, ha voluto tornare nella sua casa politica, non solo una sezione ma un luogo di affetti e passioni. Gli abbiamo voluto bene per tanti anni. Ci sentiamo vicini a Guido e a Laura, suoi figli. Il suo ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori.

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Sotto la pioggia battente la 28 esima edizione di Corri alla Garbatella

Pasquale Roberto  Rutigliano e Franca Fiacconi si aggiudicano la corsa tra i lotti Iacp

di Daniele Ranieri

Sotto una pioggia battente si è svolta la 28 edizione della Maratona che si snoda tra le vie della Garbatella. Un’edizione da record. Le iscrizioni per la gara competitiva sui 10 Km  sono state  chiuse con abbondante anticipo, perché era già stato raggiunto il numero massimo dei mille partecipanti.

La mattina si era aperta con la Prima edizione di “Corri forte Cresci bene”, a cui hanno partecipato poco più di 150 ragazzi delle elementari delle scuole del quartiere.  Una gara tiratissima sulla distanza dei 650 metri vinta per i ragazzi da Alessio Ciriello, 10 anni, della V° E della scuola Alonzi e per le ragazze da Olga Melisurgo 6 anni, della I° A della scuola Principe di Piemonte. L’Alonzi, inoltre, ha avuto l’onore di vincere anche la competizione a squadre. Oltre alla gara sportiva i giovani partecipanti si sono espressi anche con elaborati scritti: una frase, una poesia, un racconto per esprimere cosa li spingesse a partecipare alla “Corsa della Garbatella”.  La valutazione degli scritti è stata affidata ad una apposita Commissione che verrà istituita entro il 15 Dicembre e la premiazione avverrà nell’ambito delle numerose iniziative programmate per i festeggiamenti del centenario del quartiere.

Alle 9,30, poi, dopo il saluto del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, sono partiti, sotto una pioggia battente e fastidiosa, gli atleti delle altre due gare. Quella competitiva sui 10 Km e quella non competitiva sui 5 Km. Alla partenza nella prima fila c’erano due personaggi d’eccezione: la piccola Sara Vergetto, una bambina di 10 anni, affetta da artrite idiopatica giovanile, da cui non si è fatta piegare e  Franca Fiacconi la prima donna, e a tutt’oggi l’unica italiana, a vincere la leggendaria maratona di New York nel Novembre del 1998 con il fantastico tempo di 2 ore e 25’ e 17”, record italiano dell’epoca.

Al colpo di pistola un fiume di persone si è lanciato per le strade del quartiere lungo un percorso impegnativo. Sulle strade interessate dal serpentone dei runners, sotto decine di ombrelli, gli abitanti hanno assistito alla corsa con una partecipazione e un tifo pari solo a quella delle gare olimpiche.

Al traguardo è arrivato al primo posto assoluto  l’atleta Pasquale Roberto Rutigliano dell’Olimpiaeur Camp, che ha coperto i 10 Km del percorso in 32’ e 40” non molto lontano, data anche le cattive condizioni atmosferiche, dai tempi nazionali su strada per gli uomini  ( 32’ e 07”). Per le donne invece la prima classificata è stata la Campionessa Franca Fiacconi con un tranquillo 42’ e 23”.

Nel 2020, al traguardo del secolo per il quartiere della Garbatella, si preannuncia una nuova pioggia, ma speriamo solo di record.

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Finalmente esecutivo il progetto presentato del Cdq

“Ridiamo vita al campetto di Pietro”

Tutti al campetto di Piero domenica 15 dicembre in via Granai di Nerva angolo via di Grottaperfetta. Dalle 9,30 del mattino fino alle 13,30 i volontari del Comitato di quartiere Grottaperfetta illustreranno il progetto, diventato finalmente esecutivo, presentato lo scorso anno per la riqualificazione dell’area.sportiva. Abbandonato al degrado per oltre dieci anni il campetto di Piero era stato ripulito dal Cdq insieme ai cittadini e riportato all’attenzione delle istituzioni sollecitandone il recupero.

In passato era stato occupato dagli abitanti e gestito per alcuni anni da Piero, proprietario del bar di Roma 70 da cui prese il nome, ed è stato per anni un punto di aggregazione per i ragazzi del quartiere,  che lì si incontravano, giocavano a calcetto e trascorrevano insieme i loro anni più belli. Un risultato importante, dunque, per tutti i cittadini e una grande soddisfazione per il Comitato di quartiere che ha portato avanti  con tenacia questa battaglia.

Durante la manifestazione di domenica 15, patrocinata dal Municipio VIII, sarà organizzata anche una raccolta fondi, che sarà devoluta interamente all’Associazione “Casamica Onlus”, attraverso oggetti messi a disposizione dai volontari del Cdq.

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Il libro sul Centenario verrà presentato il 16 dicembre al Palladium. Ingresso libero.

 “Garbatella 100. Il racconto di un secolo”

di Gianni Rivolta

La Garbatella si avvia a compiere i suoi primi 100 anni e lo farà, come ormai tutti sanno, il 18 febbraio del 2020. E’ passato un secolo, da quel giorno in cui il Re Vittorio Emanuele III, insieme a Paolo Orlando e al presidente dell’Istituto case popolari di Roma dell’epoca, fondarono la Borgata Giardino Concordia, il primo nucleo intorno a piazza Benedetto Brin, dal quale ebbe inizio l’edificazione del quartiere. E noi di Cara Garbatella come potevamo festeggiare questo importante traguardo? Lo facciamo con la modalità che ci è più consona.

Nei primi giorni di Ottobre abbiamo organizzato l’ennesima edizione del Garbatella Jazz Festival nel giardino della Villetta, un tradizionale appuntamento annuale, che diventa sempre più partecipato dagli amanti del jazz, ma non solo. A dicembre, e precisamente lunedì 16 alle ore 18 al Palladium di piazza Bartolomeo Romano, presenteremo alla cittadinanza e alla stampa “Garbatella 100.Il racconto di un secolo”. Si tratta di un vero e proprio album di famiglia, un diario che ci farà rivivere la storia e i personaggi che hanno reso la Garbatella uno dei quartieri più affascinanti e conosciuti della Capitale. Ma entriamo più nel dettaglio del volume, frutto di una coedizione tra Cara Garbatella e la Iacobelli editori, che sarà disponibile da metà dicembre in poi in tutte le librerie di Roma e nelle edicole del territorio dell’VIII Municipio.

Si tratta di un’opera unica, che tutti vorrebbero avere nella propria biblioteca personale: 360 pagine, corredate da tantissime fotografie d’epoca, alcune delle quali inedite. Il racconto di un secolo, oltre alla prefazione del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e a un contributo dell’eurodeputato Massimiliano Smeriglio, si apre con una ricerca di Giorgio Guidoni, collaboratore del nostro giornale, che finalmente svela il segreto sulla vera origine del nome del quartiere.  Vi assicuro che  quello che è stato raccontato finora sulla presenza in zona di una ostessa “garbata e bella”  è del tutto infondato. Ma per saperne di più dovrete comprare il libro. Non sarò certo io a svelare prematuramente l’arcano. Seguono altri due scritti di Flavio Conia e di Francesca Romana Stabile, il primo sulla situazione delle proprietà fondiarie prima della nascita della Garbatella e l’altro sul progetto di Paolo Orlando per lo sviluppo dell’area industriale dell’Ostiense, di cui la borgata giardino Concordia ( Garbatella) faceva parte. Il corpo centrale del libro è costituito, invece, dal racconto dei cento anni divisi in decenni, a partire dalla fondazione fino ad oggi, ad opera di  Gianni Rivolta, Claudio D’Aguanno, Francesca Sperati, Andrea Catarci, Giuliano Marotta, Floriana Mariani e Claudio Marotta. Infine nella parte finale Giancarlo Proietti, Cosmo Barbato, Sandra Girolami, Paolo Moccia e Simonetta Greco ci racconteranno la storia dei sacerdoti che hanno lasciato un segno nel quartiere, ma anche la testimonianza delle “suore cappellone”,  della comunità di Sant’Egidio, della presenza ebraica e dei protestanti di via Pullino. A completrae il volume ci sarà un preziosissimo indice dei nomi, che ne faciliterà la lettura. Non perdete,dunque, questo interessante appuntamento con la storia. Vi aspettiamo il 16 dicembre alle ore 18 al teatro Palladium. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.   

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Cosa vedere alla Garbatella

Si fa presto a dire andiamo a visitare la città giardino. Si ma, da dove cominciare? Cosa vedere alla Garbatella? Dagli storici lotti alla fontana Carlotta passando per le vie più popolari, ecco una guida per chi vuole addentrarsi nella borgata dai giardini fioriti e i panni stesi. 

COSA VEDERE ALLA GARBATELLA: 8 LUOGHI IMPERDIBILI

I LOTTI DI GARBATELLA

Questa borgata nasce con l’idea di far convivere città e campagna, trovi la via trafficata con il tizio che ti urla dal finestrino accanto, ma può anche capitarti un pavone che ti sbuca dal cespuglio di un prato. Quindi, se non sapete cosa vedere alla Garbatella: io inizierei dai lotti. Cosa sono? Le abitazioni popolari del quartiere, fanno parte di tutto questo. Casette simili per numero di stanze e struttura, ma con diverse decorazioni. Balconcini, comignoli, inferriate, cancelli e scalinate. Se provate ad entrare in un lotto qualunque troverete sicuramente dei panni stesi, dei bambini che si divertono a pallone e anziane signore che giocano a carte. È un pò come tornare indietro nel tempo.

PIAZZA BENEDETTO BRIN

“Fatti mandare dalla mamma, a prendere il latte!” Ricordate questa canzone? Scritta da Gianni Morandi l’avrete sicuramente sentita nella pubblicità del latte, dove un ragazzo la canticchia verso il balcone della sua fidanzata. Indovinate un pò quel terrazzo dove si trova? Proprio a Piazza Bendetto Brin. Quest’angolo della Garbatella sembra quasi sospeso in aria. La piazzetta, la lunga scalinata che scende verso l’Università di Roma Tre, quei balconi da dove c’è sempre qualche vecchina pronta a sbirciare cosa stai facendo. Da qui si può scorgere il Gazometro all’orizzonte, ma soprattutto potete godervi il panorama dalle panchine intorno alla fontana di pietra al centro della piazza. Fontana che, passandoci davanti distratti, gli abitanti della Garbatella spesso non ci pensano, ma è proprio da lì che fu posata la prima pietra della città giardino.

SAN FILIPPO NERI 

Può succedere, passando di qui, di pensare di essere caduti nella macchina del tempo ed esser tornati indietro di 50 anni. Ragazzi che giocano alll’oratorio a pallone in mezzo alla terra e quelli seduti sul muretto a chiacchierare. Poi il suono della campanella che indica il momento della preghiera. Quel suono che ha accompagnato per anni tutte le generazioni del quartiere. La Chiesoletta di San Filippo Neri si trova sul ciglio di Via delle Sette Chiese, dietro Piazza Sant’Eurosia. Magari non è la prima cosa che vi verrebbe in mente di visitare un oratorio. Ma vi assicuriamo che l’aria che si respira qui, tra spensieratezza e calci al pallone, merita di essere conosciuta. 

LA FONTANA CARLOTTA

Se vieni da San Filippo Neri, qualche centinaia di scale e te la ritrovi davanti: fontana Carlotta. E, un pò come capita per tutte le leggende, non sai mai a chi credere quando i garbatellesi ti raccontano di quella fontana. Per ora però, la storia più accreditata è quella dell’ostessa garbata. Da qui si lega anche la leggenda del perché il nome Garbatella? Ma questa è un’altra storia.

GLI ALBERGHI SUBURBANI

Vi state schiarendo un pò le idee sul cosa vedere alla Garbatella? Bene, andiamo avanti. Perché vedere gli Alberghi Suburbani? Perché rappresentano in pieno lo spirito antifascista di questo quartiere. Questi lotti, conosciuti meglio come Albergo Bianco, Albergo Rosso (per via del colore degli esterni), III e IV albergo, tra gli anni Venti e Trenta erano utilizzati per ospitare gli ex baraccati deportati dal centro a seguito degli sventramenti dei Borghi. Vista la particolare forma di questi palazzi, con affaccio sui ballatoi, era più semplice per i guardiani durante il Regime fascista controllare chi veniva trasferito nell’edificio. Infatti proprio qui, più che in molte altre parti del quartiere, si concentravano gli antifascisti. 

PIAZZA BARTOLOMEO ROMANO

È la piazza dei giovani. Ma anche degli artisti, intellettuali, musicisti. La parola “cultura” descrive a pieno questo luogo, dove non a caso potete anche scovare dei ristoranti un pò più in. Cosa rende questa piazza così diversa dalle altre? Due pezzi grossi del quartiere: il Teatro Palladium e la Biblioteca Moby Dick.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Corriallagarbatella 2019 batte ogni record di partecipazione

Si è svolta questa mattina alla Garbatella la 28esima edizione della manifestazione Corriallagarbatella 2019. Quasi mille sono stati i partecipanti che hanno corso la maratona  di 10 km, battendo ogni record di partecipazione.
I vincitori? Al primo posto taglia il traguardo Pasquale Roberto Rutagliano con il tempo di 32’ 40’’. Per le donne invece, Francesca Fiacconi, con 42’ 23’’. 

Ma correre, non è solo un elisir per la salute. Come ha dichiarato il Minisindaco Amedeo Ciaccheri infatti correre per questa manifestazione vuol dire anche molto per il nostro quartiere. “Simbolicamente rappresenta la corsa di questa comunità verso il 2020, anno in cui si festeggerà in centenario della Garbatella. Una corsa sentita dalla nostra comunità per scavalcare le difficoltà del presente e guardare ad un futuro migliore”.

Oltre poi alla classica maratona, si sono iscritti quasi in 200 alla gara non competitiva di 5 km. E anche i più piccoli non si sono fatti mancare nulla, per loro infatti è stata dedicata la gara di 650 metri “Corri Forte, Cresci Bene!”

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Teatro Garbatella: tutti gli spettacoli 2019/2020

Una passeggiata in mezzo ai lotti, un salto in qualche osteria della Garbatella, o perché no? Scegliere uno spettacolo al Teatro. Proprio così, perché la Garbatella, il piccolo borgo verde nella caotica Roma, offre anche questo. Dove? Nella moderna struttura del Teatro Garbatella, in Piazza Giovanni da Triora 15, vi aspettano tantissimi spettacoli fino a Maggio 2020.

Quindi, mettetevi comodi, non vi resta altro che scegliere dove tuffarvi:

Il 15 Novembre 2019
“Fratello ma non troppo”
Con I Sansoni

Il 16 Novembre 2019
“Lina Battiferri, Condominio Femminile”
Con Paola Lorenzoni
Regia di Corrado Russo e Paola Lorenzoni

Il 17 Novembre 2019
“Chi muore si rivede”
Con Francesco Stella e Giuliano Calandra
Regia di Nicola Pistoia

Dal 21 novembre al 1 dicembre 2019
“Toilet”
Con Gabriele Pignotta
Regia di Gabriele Pignotta

Il 7 e 8 Dicembre 2019
“La verità rende single”
Con Marco “Baz” Bazzoni
Regia di Marco Buzzoni

Il 10 Dicembre 2019
“Anita Luna The Diva”
Con Anita Giovannini
Regia di Jango Edwards

Il 11 Dicembre 2019
“Tabu’”
Con Giancarlo De Biasi
Regia di Riccardo Pifferi

Dal 13 al 15 dicembre 2019
“Non ci resta che ridere”
Con Marco Passiglia
Regia di Marco Passiglia

Il 17 Dicembre 2019
“Tutto da sola”
Con Giuia Nervi
Regia di Max Vado

Il 21 Dicembre 2019
“Cabarock”
Con Carmine Faraco
Regia di Carmine Faraco

Il 23 Dicembre 2019
“Lo Schiaccianoci”
Con Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini e la Compagnia Almatanz di Luigi Martelletta
Regia e Coreografia di Luigi Martelletta

Dal 26 al 30 dicembre 2019
“Alessandro Di Carlo Show”
Con Alessandro Di Carlo
Regia di Alessandro Di Carlo

SPECIALE CAPODANNO

Il 31 Dicembre 2019
“Superleggero”
Con Alessandro Di Carlo & Band
Regia di Alessandro Di Carlo

Il 2 gennaio 2020
“Viaggio sul Filo – La storia di Philippe Petit”
Con Andrea Pagani
Regia di Andrea Anconetani

Il 6 gennaio 2020
“Pin-occhio”
Con Compagnia Aleph di Paola Scoppettuolo
Regia e coreografia di Paola Scoppettuolo

Dall’8 al 12 gennaio 2020
“Mi Piace di Più”
Con Gabriele Cirilli
Regia di Gabriele Cirilli

Dal 17 al 19 gennaio 2020
“Brava, suoni come un uomo!”
Con Cristiana Polegri
Regia di Emiliano Luccisano

Dal 23 al 26 gennaio 2020
“Murder Ballad – Omicidio in Rock”
Con Julia Giordan e Juliana Nash
Regia di Ario Avecone e Fabrizio Checcacci

Dal 28 gennaio al 2 febbraio 2020
“I nostri primi, splendidi 60 anni”
Con Antonello Piroso

Dal 7 al 16 febbraio 2020
“Inutilmentefiga anche a Sanvalentino”
Con Elda Alvigini

Il 21 febbraio 2020
“Tango Sin Carmin – Tango senza rossetto”
Con Donatella Alamprese e Marco Giacomini

Il 22 febbraio 2020
“Trop Secret”
Con Andrea Fratellini
Regia di Andrea Fratellini

Dal 3 al 15 marzo 2020
“Vessicchio Orchestra & Friends”
Con Peppe Vessicchio

Dal 19 al 29 marzo 2020
“Che resti tra noi!”
Con Max Giusti
Regia di Max Giusti e Giuliano Rinaldi

Dal 2 al 5 aprile 2020
“Mi chiamo Andrea, faccio fumetti”
Con Andrea Santonastaso
Regia di Nicola Bonazzi

Dal 16 al 18 aprile 2020
“Fame mia”
Con Annagaia Marchioro
Regia di Serena Sinigaglia

Il 22 aprile 2020
“Opium”
Con Davide Nardi
Regia di Sonia Nifosi

Il 23 aprile 2020
“Semifreddo”
Con Daniele Tagliaferri
Regia di A. Di Gioia, G. Narcisi, D Tagliaferri, A. Zatti

Dal 24 al 26 aprile 2020
“Il povero Pluto”
Con Danny Mandez
Regia di Vito Cesaro

Dal 28 al 30 aprile 2020
“Rem Sogni & Incubi”
Con Piermarco Venditti e Ornella Cerro

Il 2 e il 3 Maggio 2020
“Qualcuno di troppo”
Con Mario Biondino
Regia di Mario Biondino

Dall’8 al 10 maggio 2020
“Precario Diario – The Real Game”
Con Chiara Becchimanzi
Regia di Chiara Becchimanzi

Dal 15 al 17 maggio 2020
“Manco fossi Laura Chiatti”
Con Danila Stalteri
Regia di Danila Stalteri

Il 23 e 24 maggio 2020
“Basta una valigia”
Con Cristiano D’Alterio
Regia di Angelita Puliafito

Dal 29 al 31maggio 2020
“Sarto per signora”
Con Compagnia Stabile Teatro Caboto di Milano
Regia di Gianluca Frigerio

TEATRO GARBATELLA
Piazza Giovanni da Triora, 15
00154 Roma

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Teatro Palladium: Tutti gli spettacoli 2019/2020

Le emozioni che regala un artista provengono da ogni dove: dai movimenti di un ballerino, da una cinepresa, da un insieme di note o anche dall’energia di un comico. E il Teatro Palladium, in Piazza Bartolomeo Romano 8, unisce tutto questo in una serie di date imperdibili. Quindi, se vi piace il teatro, la musica, il cinema o la Danza, ecco tutti gli eventi che vi attendono fino a Maggio 2020: mettetevi comodi e scegliete quella che fa per voi.

Teatro e Danza

Il 7 e l’8 Dicembre apriamo le danze con un vero e proprio one-man show al femminile. Francesca Reggiani infatti vi aspetta con “DOC Donne di Origine Controllata”.

L’11 Dicembre invece, ci sarà la prima assoluta de “Il sogno di Borges”: Massimo Popolizio conduce in un breve e intenso viaggio attraverso alcuni dei più emblematici racconti di Jorge Luis Borges, accompagnato dal tango rivisitato dal vivo da Javier Girotto.

Dal 13 al 15 Dicembre un’altra prima assoluta, quella di “Sancho”, scritto e diretto da Lauro Versari, che vede protagonista Sancho Panza, l’inseparabile scudiero di Don Chisciotte. 

Il 17 e 18 Gennaio va in scena la prima romana di “Un principe”, una produzione della compagnia Occhisulmondo che si ispira all’Amleto di Shakespeare.

Dal 6 al 9 Febbraio poi, ricondurrà al grande drammaturgo inglese anche “Riccardo 3 – L’avversario” di Francesco Niccolini.

Dal 14 al 16 Febbraio va in scena la prima romana di “La scimmia” di e con Giuliana Musso, ispirato ad un racconto di Franz Kafka.

Il 12 marzo è la volta di “Inferno Novecento”: nato da un’idea di Fabrizio Sinisi, Sandro Lombardi e David Riondino, mette a confronto i maggiori personaggi dell’Inferno dantesco con le grandi icone del Novecento (Lady Diana, Marylin Monroe, Giulio Andreotti, Andy Warhol, Pier Paolo Pasolini…)

Il 14 e 15 Marzo in prima romana lo spettacolo “Prima della pensione ovvero Cospiratori”, una “commedia dall’anima tedesca” con la regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso, i quali loro stessi vestiranno i panni di due tedeschi.

Dal 5 all’8 Marzo in scena un classico della tragedia greca è lo spettacolo “Troiane”, il ragazzo che affermò di essere cresciuto in totale isolamento in una cella scura.

Con Paolo Bonacelli ed Edoardo Siravo, per la regia di Alessandro Machìa. 

Dal 24 al 29 Marzo torna “Il paese fertile”, rassegna organizzata dal gruppo dei docenti di teatro del Dams dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. Di cosa si tratta? Una presentazione/mostra dell’Atlante della fotografia di danza, un progetto di ricerca che coinvolge studenti, laureandi e laureati del Dams di Roma Tre e allievi e collaboratori di Officine Fotografiche.

Il 3 Aprile invece, un grande ritorno: quello di “Aprile in danza”, rassegna promossa dalla Fondazione Palladium Roma Tre, curata da Luca Aversano e da Silvia Carandini, giunta ormai alla sua quinta edizione. Si inizia con “Pezzo Orbitale” del collettivo nomade di performer Balletto Civile: un happening fisico liberamente tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Pessoa.

Il 7 aprile tocca al gruppo e-MOTION con “FOUR#GENERATION – Trilogia sull’abitare”: un viaggio al femminile nel quale le protagoniste vogliono liberarsi da antichi condizionamenti, reinterpretando e rompendo gli stereotipi che li circondano.

Il  16 aprile  infine, il Balletto di Roma propone “Light On Dance”, che dà l’opportunità a un giovane coreografo di rappresentare il proprio progetto artistico interpretato dai danzatori del Balletto di Roma.

E lì dove finisce il teatro, inizia la musica. Altra grande protagonista al Teatro Palladium.

Musica

Il 15 Novembre si parte con il festival Nuova Consonanza inaugura la sua 56esima edizione con la pantomima “L’asino magico di Tessaglia”, musica di Marcello Panni.

Il 17 Novembre è la volta della prima assoluta di “Colazione di lavoro”: Claudio Gregorio, conosciuto come Greg, con la sua ironia prendendo spunto dal mondo della musica contemporanea, ne offre una lettura ironica.

Il 23 Novembre con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Marco Moresco.

Il 1 Dicembre è in programma la prima assoluta di “Guernica, icona di pace”: la voce narrante del grande attore e regista Michele Placido accompagnerà le musiche di Ennio Morricone e di Albino Taggeo, eseguite dall’Ensemble Pentarte e dedicate alla grande opera d’arte di Pablo Picasso.

Il 24 Gennaio Vasilisa Berzhanskaya, il 27 Febbraio Maria Bayankina, il 30 Marzo Francesca Dotto e il 20 Aprile Roberta Mantegna. Quattro interpreti femminili in scena per la rassegna Prime donne.

Il 20 Marzo ancora musica classica con il trio Tripla Concordia, e il loro “ Trio Sonata Project”.

Il 1 Aprile torna anche il festival Le Compositrici, dedicato ogni anno a figure femminili di indiscutibile importanza nella storia della musica.

Dal 20 al 26 aprile il teatro ospita una significativa novità: la prima edizione del DAMS Music Festival, nato con l’obiettivo di creare uno spazio interattivo tra le dimensioni della ricerca, della didattica e della produzione nel campo della musica, trasversalmente ad epoche, generi e istituzioni.

Durante tutta la stagione non mancheranno poi gli ormai consolidati appuntamenti con i concerti della Roma Tre Orchestra.

E per concludere, se racchiudiamo i connotati del teatro, le emozioni della musica e l’arte di poter fermare il tempo in un cinepresa: ecco a voi il cinema. Film che nascono nella testa, passano su una pellicola e finiscono proprio al Palladium.

Cinema

Si parte il 20 novembre con la serata di apertura del Convegno “Contemporary Women’s Cinema and Media: Aesthetics, Identities, and Imaginaries”, organizzato dal Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, con la partecipazione della regista Wilma Labate.

Da Gennaio 2020, se volete fare un tuffo nel passato, vi aspettano le proiezioni di “Ritorno in pellicola”, una rassegna di cinema “vintage” che ripropone grandi autori così come altri non facilmente fruibili nei circuiti tradizionale in 35mm, facendo riscoprire il piacere di vedere sul supporto originale alcuni dei grandi capolavori del nostro cinema .

Dal 5 al 10 maggio è prevista infine la XV edizione del Roma Tre Film Festival, diretto da Vito Zagarrio e ricco di ospiti, incontri e proiezioni, chiamando a raccolta varie generazioni di registi.

Teatro Palladium

Piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma – Tel: 06 5733 2772http://teatropalladium.uniroma3.it/ – teatro@uniroma3.it –https://www.facebook.com/teatropalladium/

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Roma70: distrutte nella notte auto Enjoy

C’è questa storia che si ripete, da quando il car sharing Enjoy ha fatto il suo ingresso nelle nostre città, le auto vengono distrutte, rubate o smontate. 

E proprio questa notte in Via di Grotta Perfetta 524, nel parcheggio di fronte alla Scuola dell’Infanzia e Primaria Europa, è successo di nuovo: due macchine Enjoy sono state distrutte. Ad una sono stati rotti entrambi gli specchietti, all’altra tutto il parabrezza.

Questa mattina ad accorgersi dei danni avvenuti durante la notte sono stati alcuni passanti. Nel parcheggio c’erano altre macchine ma nessun’altra è stata toccata, un chiaro segno che l’obiettivo fosse proprio colpire le Enjoy. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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A Montagnola e San Paolo nasce un nuovo polo bibliotecario

Si dice che, chi accumula libri accumula desideri, e i nostri quartieri di desideri ne hanno tantissimi. Uno tra i tanti, si avvererà proprio a metà Dicembre; stiamo parlando della creazione del Polo bibliotecario municipale a Montagnola. Un nuovo centro culturale che nascerà utilizzando l’auditorium situato nella sede di via Benedetto Croce 50. Il tutto, mettendo assieme gli oltre 500 mq di immobili recuperati a via Costantino, nel quartiere San Paolo.

Insomma, un’importantissimo progetto in collaborazione con Biblioteche Di Roma, perché sappiate che ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli. Quindi, obiettivo: concludere i lavori entro il 2020. E il minisindaco Amedeo Ciaccheri si impegnerà nel progetto, ma ci tiene anche a ringraziare chi lo ha appoggiato in questo progetto: “Risultati raggiunti grazie all’impegno e alla determinazione dell’ex Assessore Claudio Marotta, al fortunato incontro con il Vicesindaco Luca Bergamo, e il Presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai, che ringrazio per aver tracciato insieme a noi i primi passi sul sentiero verso un Municipio più ricco e attento ai bisogni culturali!”

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Claudio marotta si dimette. Alla cultura subentra Michela Cicculli

“Sono stati due anni di lavoro entusiasmanti, gomito a gomito con mio fratello e presidente Amedeo Ciaccheri. Prima la corsa per vincere le elezioni e poi, pancia a terra, a lavoro per il bene comune del nostro territorio. Ora però mi dimetto ed entra in giunta Michela Cicculli che è più brava di me e più seria. Io cambio un po’ aria, ce lo chiede l’Europa.” Con queste parole ed un selfie sui social l’assessore Claudio Marotta annuncia le sue dimissioni.

Dopo mesi affianco del nostro minisindaco Ciaccheri, contribuendo a tante iniziative, ora Claudio lascia il posto a Michela Ciucculi, già presidente della consulta femminile territoriale.

La nuova assessora avrà il compito di seguire il bilancio del Municipio e le politiche giovanili, rafforzare poi i percorsi di autonomia e le politiche di genere. In particolare terra anche conto di due questioni decisive: il protagonismo delle nuove generazioni e le tematiche di genere come bussola da seguire oggi come in futuro. Mentre la delega alle politiche culturali passa alla Assessora Francesca Vetrugno,  già incaricata di seguire tutte le attività legate a Garbatella 100.

E a proposito di Garbatella 100, Marotta per concludere al meglio il suo incarico ci annuncia una novità. “Proprio oggi dopo tanto impegno ci avviciniamo all’apertura della biblioteca a Montagnola e poi, entro il 2020, l’apertura di un’ulteriore biblioteca comunale a San Paolo. E con Moby Dick sono tre centri culturali aperti in una manciata di mesi!”

Di Ilaria Proietti Mercuri

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A 100 giorni dai 100 anni di Garbatella

I cento anni di Garbatella si avvicinano. E indovinate un po’, proprio il 10 Novembre mancheranno solo 100 giorni al grande evento. Già da mesi sono tutti in fermento per festeggiare al meglio il quartiere dei lotti, delle lotte antifasciste, delle osterie e dei palazzi popolari. Scuole, associazioni, il Municipio, si muovono tra iniziative, lavori di ristrutturazione e manifestazioni per festeggiare la nostra amata Garbatella.

Tra le associazioni impegnate sul centenario ci sono la Cooperativa Ci Basta, l’associazione culturale Il Tempo Ritrovato e non possono di certo mancare loro, gli Amici di Fruzzico, ossia i ragazzi stranieri dell’associazione di Massimo Tiezzi. Coalizzando le tre forze, si ritroveranno insieme il 10 Novembre in Piazza Augusto Albini per piantare 100 bulbi di fiori di specie diverse, che dovrebbero iniziare a fiorire proprio in concomitanza del compleanno dello nostro quartiere. “Si raccoglie quello che si semina, si chiama così il nostro progetto, e se noi seminiamo amore, raccoglieremo amore” ci dice Massimo, con il suo accento di Firenze. Un momento, ma che ci fa un toscano alla Garbatella?

Proprio così, nonostante il sangue fiorentino, Massimo ama la Garbatella tanto quanto Maradona ama il Napoli. Appena può scappa qui con i suoi ragazzi e colora il quartiere come meglio può. Ma queste iniziative, ci tiene a precisare “sono idee veramente popolari, infatti i primi che hanno iniziato a sistemare le aiuole sono stati proprio dei Garbatellani, poi vedendoli ho preso spunto da loro.” E così da anni, tra piante d’estate, presepi per i Natali e fioriere a Pasqua rende più belle le nostre strade. Tutto con l’obiettivo di arricchire il quartiere certo, ma anche dare un lavoro ai suoi amici profughi che accoglie con l’associazione Amici di Fruzzico.

Insomma,  i fiori sono pronti e i ragazzi anche! Quindi, se Domenica passate dalle parti di Piazza Albini andate a buttarci un occhio, male che va e non vi piacciono i fiori, vi farete due risate con le colorite imprecazioni toscane di Massimo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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San Paolo: romano 23enne ruba stemmi delle auto

C’è questa moda che va avanti da anni; rubare gli stemmi delle auto per poi rivenderli. È una faccenda fastidiosa con cui purtroppo, spesso, ci si ritrova a che fare. Stavolta però, nella notte del 3 Novembre a San Paolo, in Largo Leonardo da Vinci il ladruncolo è stato preso in flagrante.

Il 23enne romano, visto dagli agenti di Polizia del Commissariato Colombo proprio mentre tentava di staccare uno degli stemmi di un’auto parcheggiata, è stato fermato. Prima di essere arrestato ha tentato ripetutamente di colpire gli agenti e scappare. Una volta bloccato però, il ragazzo è stato portato in caserma, ed ora dovrà rispondere di furto aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Ospedale CTO: finanziato il raddoppio dell’Unità Spinale

Passi in avanti per il rilancio del Traumatologico  della Garbatella

di Sandra Girolami

Ampliamento,  messa a norma del reparto e raddoppio degli attuali  posti letto: a questo serviranno i 635 mila euro stanziati della Giunta regionale per la Asl Roma 2 e destinati all’Unità Spinale dell’Ospedale Traumatologico. “ Una vera rivoluzione – ha dichiarato l’Assessore Alessio D’Amato-  per rilanciare la vocazione ortopedica e riabilitativa della struttura. Si tratta di un potenziamento molto importante,  che permetterà al CTO di fare un deciso passo in avanti sia da un punto di vista di erogazione dei servizi di assistenza sia per la qualità e gli standard offerti all’utenza”.

L’Unità Spinale dell’Ospedale di via San Nemesio è un reparto di alta specialità, che opera dal 1995 per curare e riabilitare i pazienti colpiti  da lesioni al midollo spinale, intervenendo tempestivamente e accompagnandoli fino al raggiungimento della massima autonomia possibile. I ricoveri in questa struttura sono di lunga durata: in media si prevedono 180 giorni per i tetraplegici e 120 per i paraplegici, un tempo incredibilmente lungo, ma necessario per rendere il più possibile autosufficienti  i malati. Ad oggi l’Unità spinale dispone soltanto di 16 posti letto attivi, che diventeranno 32  come previsto dall’Atto Aziendale e dal Piano Sanitario regionale.  Con questo nuovo finanziamento e l’aumento della capacità ricettiva del  reparto diminuiranno  anche  i tempi di attesa, soprattutto per i malati più gravi.

“Il CTO, che ho visitato di recente, – conclude l’Assessore D’Amato – sta subendo una vera e propria rivoluzione. E’ entrata in funzione una risonanza magnetica di ultimissima generazione e sono in fase di completamento i lavori per le nuove sale operatorie. Una struttura sempre più moderna che stiamo rilanciando nella sua vocazione ortopedica e riabilitativa”

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Crolla il pino secolare della Villetta, sfiorata la tragedia

Era stato piantumato molto prima dell’edificazione della Garbatella

Poteva essere una tragedia, ma per fortuna così non è stato. Giovedì 17 ottobre di pomeriggio, verso le 16, improvvisamente un grosso ramo del pino secolare della Villetta si è staccato dal tronco e si è schiantato a terra, occupando tutta la carreggiata di via Passino. Il crollo ha danneggiato il muretto di cinta, i cassonetti dell’Ama, ma nessun passante o automobile in sosta.

Si tratta dell’ennesimo crollo di alberature che interessa da qualche anno la Garbatella, ma questa volta non è stato determinato da straordinari eventi atmosferici. Quel pomeriggio dell’ottobrata romana, che pervade la città da qualche settimana, non c’era un alito di vento e la pioggia solo un lontano ricordo.

il pino secolare caduto alla Villetta

Che tipo di  pino era quello della Villetta, la storica casa del popolo della Sinistra garbatellana? Si tratta di un “pinus pinea” più che secolare, sicuramente piantumato accanto a quella casetta di campagna prima dell’edificazione del quartiere, avvenuta tra gli anni Venti e Trenta. E a questo proposito ci sono alcuni scatti fotografici aerei che lo testimoniano.

A dirla tutta i pini erano due, il secondo, se lo ricordano i frequentatori più anziani della Villetta, era situato sull’ex campo di pallavolo dal lato di via Montuori. Purtroppo, una quindicina di anni fa, fu interessato da un incendio alla base e così venne abbattuto perchè pericolante. Con l’intervento dei Vigili del fuoco e di una ditta specializzata anche quest’albero è stato completamente abbattuto e rimosso.

Naturalmente col pino se ne va un pezzo di storia della Villetta e del quartiere. Era ammiratissimo per la sua mole gigantesca durante le visite guidate e pare che negli anni ruggenti della Villetta sotto la sua chioma si riunissero “quelli del Pino”, i dissidenti dalla linea ortodossa del Pci locale .(g.r.)

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Garbatella 100 sui banchi di scuola

Cinque giorni di iniziative sul Centenario del quartiere

di Anna Bredice

Ce n’è per tutte le classi e per tutte le età, da zero a quattordici anni. La prima parte di iniziative in vista del centenario della nascita di Garbatella è rivolta agli studenti, dall’asilo nido alle medie: l’impegno per un futuro migliore dei ragazzi del nostro municipio intrecciato alle radici e alla storia di Garbatella.

Ci sono stati cinque giorni intensi di iniziative in tutte le scuole, dalla Montagnola a San Paolo, che hanno coinvolto molti ragazzi in un progetto che mette insieme la promozione della lettura, attraverso il Biblioporter, un pulmino per lo scambio di libri che ha fatto tappa davanti a molte scuole, fino all’educazione stradale, per arrivare anche alla distribuzione di borracce plastic free nelle scuole medie. Un bel modo per cominciare i festeggiamenti dei cento anni: “Garbatella 100 – ci racconta l’assessora alla scuola Francesca Vetrugno – vuole essere un progetto collettivo che coinvolge l’intero municipio, con le realtà locali e le associazioni; la scuola in questo progetto è al centro.

Oltre a questa prima settimana, aggiunge l’assessora, ci saranno altre iniziative previste per l’anno prossimo che coinvolgeranno ancora le scuole, legando due centenari importanti, quello di Garbatella e quello dei cento anni dalla nascita di Gianni Rodari”. Ma ripercorriamo ciò che si è fatto nei giorni scorsi, che rimarrà nel quartiere e non va perduto. Innanzitutto, la campagna per la promozione del gioco “Vado a scuola giocando”.

Si tratta dei giochi di una volta, campana, mondo, ve li ricordate vero? Giochi che si disegnavano con i gessi per strada, questa volta vengono accompagnati dal simbolo di un bruco e sono stati realizzati davanti alle scuole materne ed elementari, per far divertire i bambini andando a scuola. Per i più grandi, per la loro autonomia in tutta sicurezza, si inizia in questi giorni a collocare negli attraversamenti davanti agli istituti scolastici degli stencil con messaggi di attenzione come “guarda a destra e a sinistra prima di attraversare”, un’iniziativa ch,e ci dice l’assessora Vetrugno, “è la prima volta che viene realizzata a Roma, riprendendo un esperimento spagnolo, siamo convinti, aggiunge, che una buona amministrazione debba guardare anche alle pratiche europee positive”.

E poi c’è stato il pulmino Biblioporter, in collaborazione con le Biblioteche di Roma, realizzato dal progetto Biblioteche a cielo aperto. Si tratta di una biblioteca viaggiante che ha fatto tappa davanti alle elementari e alle medie del Municipio. Il 18 ottobre, infine, è stata la giornata della Plastic Free, agli studenti delle scuole medie è stata donata una borraccia per contrastare l’uso della plastica. Nelle intenzioni del Municipio VIII questo è solo l’inizio, dal 18 febbraio, giorno del centenario, proseguiranno le iniziative che coinvolgeranno le scuole.

Ma il giorno dei festeggiamenti, che si terranno a Piazza Brin, dove è stata posata la prima pietra nel 1920, le scuole saranno invitate non solo come pubblico passivo, “l’idea, ci rivela l’assessora Vetrugno, è quella di farli partecipare con lavori da fare in classe, per progettare insieme e pensare in modo diverso il nostro quartiere”.

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Racconti di guerra alla Garbatella

Oreste Ricci ricorda quei giorni drammatici visti da un ragazzo

di Oreste Ricci

Era una mattina di marzo del 1943. Il tempo non prevedeva niente di buono, infatti qualcosa stava per accadere. Noi ragazzi della Garbatella andavamo a scuola o alla Michele Bianchi, oggi Cesare Battisti, oppure alla Niccolò Tommaseo; io andavo alla Tommaseo.Quella triste mattina anziché mandarci in classe, il direttore ci fece radunare in cortile. Con le lacrime agli occhi ci annunciò che la scuola a causa dei prossimi bombardamenti chiudeva e quella probabilmente sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo visti. Dio solo sa quanto di vero c’era in quelle parole. Il cielo si fece ancora più buio, nessuno di noi riuscì a dire una parola; solo le lacrime cominciarono a scorrere sulle nostre guance. Il futuro ci atterriva: “i bombardamenti” cosa poteva far più paura a noi ragazzi. Pian piano cominciammo a uscire dalla scuola tristi e smarriti; cominciò così la nostra nuova vita. Non molto tempo dopo i bombardamenti cominciarono; inizialmente lontano da Roma e per noi ragazzi fu facile farlo diventare un gioco, perché cominciarono a suonare le sirene che ne annunciavano il pericolo. Ricordo che con mia sorella più grande di otto anni, facevamo a gara tra una sirena e l’altra, per arrivare alle catacombe che erano in fondo alla strada, le Catacombe di Domitilla, questo era il nostro rifugio antiaereo. Il Comune le aveva aperte e ne consentiva l’uso proprio per questo motivo. Anche questo noi ragazzi lo facemmo diventare un divertimento, i nostri commenti e pensieri in mezzo a tutti quei loculi completi di scheletri con teschi e ossa; erano svariati e ognuno ci metteva del suo.

7 marzo 1944 le bombe sganciate dai marauder sugli obiettivi dello scalo ferroviario dell’Ostiense.

Cominciò il passa parola fra noi, perché c’erano posti più divertenti dove radunarci e fare i nostri giochi. Nel boschetto dei frati di Largo delle Sette Chiese si era insediato un bel gruppo di ragazzi, dove si giocava a carte, a dama ed a tanti altri giochi. Sempre accompagnato da mia sorella ci andavo, ma non mi trovai bene perché erano tutti più grandi di me ed in parte li conoscevo. C’era Luciano “Pa-pa-ra-pa” (detto così perché suonava la tromba), il ciò-ciò (per il suo modo di camminare), Pirozzi detto il “Palletta” perché era un fenomeno con le palle da tennis, con le quali riusciva non so quante volte a palleggiare tra testa e muro, il “Tigre”, Alberto detto “Beby”, Giancarlo “Succhiadito” (…ovvio l’appellativo).Alla fine decisi di trasferirmi sulle scale della Basilica di San Paolo dove imparai tutti i giochi di carte possibili. Questo periodo non durò molto perché l’Italia piegata nonostante il coraggio su tutti i campi di battaglia e colpita al cuore in casa, si arrese agli alleati con un armistizio; era l’8 settembre del 1943.I tedeschi non la presero bene, ci considerarono dei traditori e voltarono immediatamente le loro armi contro di noi. Già la sera si sentiva la battaglia che si stava combattendo tra la Cecchignola e la Montagnola e durò tutta la notte. Per noi ragazzi, che la guerra la conoscevamo solo per quello che ci facevano vedere sui film, fu spaventoso. La mattina sembrò tutto calmarsi, poi capimmo perché. Quello che rimaneva dei Granatieri di Sardegna cominciò a ripiegare nella Garbatella; erano uomini feriti che si sorreggevano l’un l’altro, erano uomini  insanguinati ma non piegati nell’orgoglio. I tedeschi ci misero due o tre giorni prima di pianificare, occupando con le loro armate i punti chiave della città. Questo diede tempo e modo alla gente della Garbatella (non so se dietro un disegno predisposto da qualche comitato), di organizzarsi per assaltare i più grandi centri alimentari. Ne fecero le spese la Locatelli, chiamata da tutti la “Caciara”, i Mercati Generali e altri grandi magazzini di generi vari. La Garbatella si trasformò in un enorme saccheggio e si videro scene inimmaginabili; persone che camminavano con una forma di formaggio sulle spalle ed un’altra che facevano rotolare scalciandola, facendosi aiutare dai ragazzi della famiglia. Qualcuno pagò con la vita questo saccheggio perché le celle dove stavano i formaggi erano inondati di ammoniaca per conservarli. Ai Mercati Generali io e mia sorella fummo “protagonisti insoddisfatti”; quando decidemmo di partecipare all’evento, ci mettemmo nella lunga fila di gente che andava ai Mercati mentre incrociavamo l’altra fila che tornava. Come le formiche c’era quella che andava a prendere e quella che tornava con quello che aveva potuto raccattare. Quando entrammo nei mercati ci rendemmo conto che eravamo arrivati tardi; una cosa però attirò la nostra curiosità, un vagone aperto ma sorvegliato da un giovane soldato tedesco. Mia sorella non si scoraggiò, ci avviammo verso il carro che era circondato da gente incuriosita e arrivati nei pressi vidi mia sorella avvicinarsi decisa al soldato  e in un tedesco scolastico gli ordinò di colpire una cassa con il calcio del fucile per romperla; io per primo ero allibito da tanto coraggio ed anche la gente intorno era attonita. Incredibilmente il soldato ubbidì! Quando la cassa fu aperta anche la gente che era intorno si buttò sulla cassa travolgendomi e mandandomici sopra. Ben presto si ritirarono delusi e quando potei vedere capii perché; la cassa era piena di chiodoni per scarpe da montagna. I tedeschi imposero il coprifuoco, perciò era pericoloso girare anche di giorno in alcuni orari. Ci pensarono gli americani a rendere la situazione ancora più difficile, intensificando i bombardamenti alla Stazione Ostiense; capitò così di vedere cose sconvolgenti come quello che successe a mia sorella Velia, la più grande. Mentre correva in via Girolamo Benzoni per sfuggire alle schegge e spezzoni delle bombe, si vide quasi superare da una persona che poco dopo crollò a terra in un lago di sangue; era stato decapitato da uno spezzone mentre correva. Questa era la realtà che si viveva in quell’epoca.

4 giugno 1944 ingresso degli americani a Roma

Molti morti si ebbero agli Alberghi Bianco e Rosso ed anche alla Maternità, dove sono nato e che fu visitata da Gandhi durante la sua visita a Roma nel 1931. Ci furono fino a 9 morti per famiglia, lo si poteva notare contando le stellette che si mettevano su una fascia nera da lutto.

Ci pensavamo noi ragazzi a rendere le giornate più divertenti. Due dei più grandi, Fulvio Carnevali e Primo Roncarà andando in cerca di distrazioni, avevano adocchiato un paio di stivali che un tedesco teneva legati sul sellino posteriore della motocicletta. Il tedesco si assentò per comprarsi una pagnottella nello storico negozio di alimentari di Tempra in Via Ottaviano Scoto; ai nostri due intrepidi bastò uno sguardo d’intesa e gli stivali presero il volo. Al tedesco uscito con la sua brava pagnottella, il boccone gli andò di traverso notando che gli stivali non c’erano più e bestemmiando si mise a sparare solo in aria per fortuna. I nostri eroi una volta che il tedesco fu ripartito, iniziarono a prendere in considerazione la situazione; gli stivali erano due, ma erano due anche loro  e nessuno aveva intenzione di cedere la sua parte (…erano i più tosti del gruppo). Fu una discussione lunga, ma alla fine raggiunsero il più dissennato accordo possibile… fecero uno stivale per uno! Tante storie, tante leggende di una Garbatella cresciuta con la guerra. Una, la più amara, avvenne il giorno che doveva essere il più bello e il più felice per tutti, il 4 giugno 1944.

Mentre tutta la popolazione si riversava nelle strade per festeggiare l’arrivo degli americani, mia madre veniva colpita da un proiettile vagante, ma non da un proiettile qualsiasi; era di carro armato che non esplodendo limitò i danni alla sola mia madre. Quella tragica domenica erano presenti con noi anche gli zii. Eravamo nove persone in tutto sul terrazzo della nostra casa per festeggiare l’evento. Mia madre fu portata all’ospedale ma dopo qualche giorno morì.

Pian piano la vita riprese a scorrere nel giusto verso ed io terminai le elementari dalle suore dove la “mitica” Suor Carla, insegnò nella mia classe; era il suo primo mandato. Per le medie fui iscritto nelle classi gestite dai Filippini di S. Eurosia, guidati in tutto e per tutto da una leggenda, PADRE MELANI inserito poi nella “Lista dei Giusti” da Israele per i molti ebrei salvati nascondendoli ai tedeschi.

E ricominciarono le avventure a volte pericolose con gli amici del “Lotto 9”.

Insieme agli altri più coraggiosi iniziammo a visitare le grandi grotte di cui una enorme sotto la collina dei frati, vicino a Largo Giovannipoli. Entravamo in 6 o 7 e con le lampadine provavamo ad andare dentro il più possibile; si diceva che quella grotta arrivasse a Frascati! Accadde naturalmente qualche piccolo dramma (la strada di ritorno non si ritrovava…), ma tutto andò sempre bene!

Una volta, usciti di scuola proposi ai compagni di andarci a prenderei finocchi piantati nell’orto dei frati; mentre cercavamo di prendere i più grandi arrivarono i guardiani del campo che riuscirono ad afferrare il mio amico William, chiamato da tutti “Lillo”. Sgomento di ciò e non sapendo cosa fare, raccolsi la cartella di Lillo ed andai a casa; nascosi la cartella in giardino per evitare domande indiscrete e rimasi in attesa degli eventi. Passava il tempo ma di Lillo non si sapeva nulla, l’angoscia aumentava sempre più. Ad un tratto sentii il fischio di Lillo, era il fischio che usavamo tra di noi; mi precipitai in strada e mi trovai Lillo tutto sorridente e carico di finocchi. Correndogli incontro gli chiesi: “Ma che è successo”?!? Come risposta ricevetti una grande risata, ma io non capivo. Finalmente si spiegò dicendomi che quando fu preso e portato al casale, Lillo iniziò la recita. Si mise in ginocchio e piangendo disse che a casa non avevano niente da mangiare e: “ho cercato di portare a casa qualche finocchio…”. Le persone che erano intorno a lui si guardarono e si dettero un cenno di intesa. Lillo era tornato carico di bei finocchi e con due grandi pagnotte di pane casareccio… non aggiungo altro, che dire di un talento naturale per la recita!?! Lillo poi partì insieme alla famiglia per la Colombia. Tornò molto tempo dopo a Roma per fare visita ai parenti e dimostrò quanto aveva migliorato le sue “doti”… non vi dico le avventure impossibili che raccontò, pareva il racconto di alcuni film di Tom Cruise (si sarebbe detto oggigiorno).

Arrivò l’estate e con l’estate si aprirono nuovi scenari per noi ragazzi riguardo ai divertimenti. Cominciarono le ricerche dei posti dove fare il bagno; ce n’erano diversi e il più conosciuto era la Ruota Rossa, il punto dove il fiume Almone uscendo dal Parco della Caffarella passava sotto il “Quo Vadis”. Il medesimo posto dove Alberto Sordi girò la scena della lotta con il coccodrillo nel film “Un americano a Roma”. Un altro posto che chiamammo “Ostia da 40”, perché servivano 20 lire all’andata e 20 lire al ritorno, per raggiungerlo bisognava prendere l’autobus fino al fosso dove si faceva il bagno (passando attraverso il Villaggio Giuliano). Era chiamato “Ponte Buttero” quel fosso, che grazie ad una chiusa oltre a formare un trampolino formava un laghetto. Li vidi una scena inimmaginabile, un ragazzo che si tuffava con gli altri… ma una volta riemerso mostrò come era costretto a nuotare… gli mancavano entrambi gli avambracci. Mi dissero che gli erano saltati per lo scoppio di un proiettile che aveva provato ad aprire per recuperare la polvere da sparo (Ne accaddero diversi di questi fatti). Questi sono i vari volti della guerra , lo stupore per il coraggio e la tenacia e una profonda pena per lui. Poi c’era il punto più comodo da raggiungere, era un fosso che venendo dalle terre di Ciribelli, passava sotto alla Cristoforo Colombo grazie ad un collettore ed all’uscita formava un laghetto. Essendo il più vicino alla Garbatella era anche il più frequentato e li si esibivano i novelli “Tarzan”.

Questa era la vita che negli anni 44-50 ci servì da scuola durante la quale ho corso non so quanti pericoli, ma sono qui a raccontarli; ero un timido e pian piano mi trasformai in un trascinatore. Una volta partecipai alla più grande sassaiola che si possa immaginare (andava molto di moda sfidarsi a sassate in quel periodo…), una cinquantina di ragazzi per parte, di Tormarancia e della Garbatella si scontravano per contendersi il campo che era ed è ancora dinanzi alla vecchia Fiera di Roma. Non so come finì, perché me la diedi a gambe prima della fine e quindi ne ignoro il risultato. Uno dei giochi più pericolosi che capitò di fare con i miei compagni lo facemmo nel cantiere dove stava nascendo l’Ospedale CTO. Il gioco, se così vogliamo chiamarlo, consisteva nel togliere il freno al carrello che serviva a scaricare la terra nella sottostante vallata per poi metterlo più lontano. Naturalmente il carrello una volta presa velocità saltava il freno e andò a precipitare giù nello scarico. Al rumore dello schianto del carrello uscirono i guardiani che ci rincorsero per tutta la Garbatella; ci andò bene, eravamo troppo veloci per loro!

E arrivò il momento in cui la Garbatella ci sembrò troppo piccola; ci sentimmo tutti insieme per progettare qualcosa di nuovo. Io feci la mia proposta, scartammo l’EUR…  troppo pericoloso, c’era addirittura un soldato tedesco, un povero giovane di 18 anni ucciso sul posto e sotterrato sotto una croce con i suoi dati anagrafici. Mi venne un’idea… avevo una zia che andavo a trovare molto spesso, abitava a Via Adda, la strada che confinava con la villa diventata famosa perché all’angolo con la Via Salaria è stato ucciso 20 anni fa circa Massimo D’Antona il consulente del Ministero del Lavoro. Presa Via Adda come base, fu uno scherzo correre a Villa Borghese; alle spalle delle scuderie reali, passate poi alla P.S., vi era un grande prato che veniva usato dai soldati americani come campo di baseball. Vi era però un inconveniente, il campo era circondato da alberi altissimi e le palle colpite con  le mazze sparivano spesso tra le fronde. Gli americani pensarono bene di reclutarci e ci promisero 50 lire per ogni palla recuperata; fu molto faticoso e pericoloso, ci siamo divertiti ma non lo ripetemmo più. Altro gioco che per un breve periodo fu praticato dai ragazzi della Garbatella furono i combattimenti con la cerbottana; ci sfidavamo tra Lotti. Bisognava colpire con il cartoccetto l’avversario, che veniva così eliminato. Ancora ricordo una ragazza  che combatteva meglio di un maschio; tuffi e salti per evitare di essere colpita dal cartoccetto, uno spettacolo!

Pian piano le nostre attrattive cambiarono radicalmente; la guerra, quasi un ricordo lontano… Alla “Chiesoletta” iniziarono i tornei di calcio a 7 organizzati da Padre Melani, dove si affermarono diversi campioni, uno su tutti AGOSTINO Di Bartolomei!

Ho accettato tutto dalla vita: gioie, dolori, delusioni ma le rivivrei 100 volte, perché quella vita avventurosa se vogliamo spensierata è la scuola della vita. Storie e leggende di una Garbatella nata e cresciuta nel periodo peggiore della guerra, tra bombe e pericoli di ogni genere; ma se si voleva vivere bisognava crescere in fretta. Bambini e ragazzi, forse nessuno lo notò, si unirono ed aiutarono tra di loro per sopravvivere; io che ero tra i più piccoli (9 anni) non sfuggii, perché fui molto aiutato dai più grandi e di loro ancor oggi ne serbo un caro ricordo.

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