Skip to main content

NELLA MOMPRACEM DELLA SINISTRA GARBATELLANA DAL 25 AL 29 GIUGNO

Visionaria fest in Villetta

E’stata una settimana densa di incontri, dibattiti, musica, teatro e cinema nella storica Villetta di via Passino 26. Nella roccaforte della Sinistra nostrana, tra foto amarcord di Pier Paolo Pasolini, Enrico Berlinguer e Giuseppe Di Vittorio, dopo il successo dello scorso anno, si è svolta Visionaria Fest, il festival della razza umana dal 24 al 29 di giugno.

Non si poteva pretendere niente di meglio per il popolo del vecchio quartiere Iacp, che si avvia al compimento del 100 anno di età. Nell’accogliente giardino e tra le pareti che trasudano politica e storia resistente si sono alternati giornalisti, scrittori, amministratori e politici locali e cittadini.

Tanti i momenti di confronto “Tutta mia la città” (lunedì 24 alle ore 19,15) con Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio a colloquio con Giuseppe Cerasa, giornalista de La Repubblica;”La città delle donne.Roma femminile plurale”con Sabrina Alfonsi, Paola Angelucci , Imma Battaglia e Valeria Baglio (martedì 25 ore 18,00); “Europa cambiare tutto” con Pietro Bartolo europarlamentare e Andrea Catarci ( mercoledì 26 ore 19.00); ”Sinistra.

Giochi senza frontiere” con Massimiliano Smeriglio e Andrea Orlando, introduce Claudio Marotta ( venerdì 28 ore 19,00); “Regione visionaria: diritti vs disuguaglianze” con Marta Bonafoni e Natale Di Cola, segretario Cgil Roma e Lazio (sabato 29 ore 19,00).

(G.R.)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

QUATTRO PICCOLI FALCHI NATI IN UNA CHIOSTRINA DELL’EDIFICIO

“Parto plurigemellare”…
al Sant’Eugenio

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Un parto del tutto speciale all’ospedale Sant’Eugenio.
Non si parla, infatti, di bebè, bensì di quattro piccoli falchetti. A divulgare la curiosa notizia è stato un insolito e spiritoso comunicato stampa della Direzione strategica della Asl Roma 2: ” Parto plurigemellare al S. Eugenio, riconosciuto ospedale di eccellenza. Durante i lavori di rifacimento delle facciate interne del Vecchio Ospedale, in una chiostrina interna dell’edificio è stato reperito un nido occupato da una famigliola di gheppi composta dalla coppia adulta e da 4 pulli nati da appena 7 giorni”.

Proprio così. Ad accorgersi della famiglia di gheppi, composta dai neo-arrivati, mamma e papà, sono stati alcuni operai che erano lì per dei lavori. I gheppi sono dei piccoli uccelli rapaci del genere Falco, sotto tutela ambientale, non costruiscono un nido proprio e le loro 4-6 uova bianche, macchiate di rossobruno, vengono deposte nei nidi abbandonati di grandi uccelli come le cornacchie o nelle nicchie dei muri delle case o nei cornicioni.

La schiusa avviene dopo un mese e i giovani sono in grado di volare dopo circa quattro settimane. Una volta scoperto il nido, con grande stupore del personale medico e infermieristico, si è così provveduto a chiedere un sopralluogo dei Carabinieri Forestale “Lazio” e dei tecnici della Direzione Capitale naturale, parchi e aree protette della Regione. Terminato il controllo, il referto era chiaro: i pulcini sono ancora in fase di svezzamento, dunque, per svilupparsi correttamente ed imparare a camminare e nutrirsi autonomamente nell’ambiente cittadino, hanno bisogno di tranquillità.

Così è stato deciso di sospendere momentaneamente i lavori, almeno fino a che i piccoli non saranno in grado di volare.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

GIORNATA DI PULIZIA NELL’EX PUNTO VERDE QUALITÀ DI VIA MOSCA A ROMA 70

Riprendiamoci il parco sotto casa. Al lavoro Municipio, CdQ e cittadini

di Sandra GIROLAMI

Grande giornata di pulizia e informazione per strappare dall’abbandono e dall’incuria l’ex Punto Verde Qualità (PVQ) tra via Calderon della Barca e Via Mosca a Roma 70. L’iniziativa congiunta dell’VIII Municipio e del Comitato di quartiere Grottaperfetta ha coinvolto i cittadini delle zone Sogno e Rinnovamento al fine di rendere vivibile il parco divenuto impraticabile a causa dell’erba alta, l’immondizia, i giochi rotti oltre che per essere un pericoloso ricettacolo di insetti.

“Abbiamo denunciato la grave situazione igienico sanitaria in un esposto al Dipartimento del Comune di Roma e alla Prefettura — spiega il presidente del CdQ Mario Semeraro — Questa è un’area di grande interesse ambientale e naturalistico, ma dipende dal Dipartimento di Roma Capitale. Il Municipio, che pure ci è vicino ed è disponibile a sostenerci, non può far altro che essere cassa di risonanza delle richieste dei cittadini.

Cittadini di cui facilmente il Comune si dimentica”. E con rastrello, guanti e sacchi di plastica, infatti, c’erano anche i rappresentanti del governo locale: l’assessore all’ambiente Michele Centorrino, i consiglieri Luigi Di Paola ed Eleonora Talli, la quale ha proposto una risoluzione di bonifica a tutela dei cittadini residenti nell’area, già discussa in Commissione ambiente e votata da tutti i consiglieri membri; nella bonifica è previsto anche un intervento per sanare il problema del bacino di acqua stagnante lungo via Calderon de la Barca.

“Noi ci auguriamo che si formi un nucleo forte di cittadini —aggiunge Semeraro — per portare avanti queste problematiche ed arrivare ad un’adozione dell’area come è stato già fatto per l’AFA 2 di via Londra. E il nostro appello va soprattutto ai giovani perché l’ambiente, il verde, i parchi sono il loro futuro e non cose da pensionati”.

Continua, intanto, la raccolta di firme per sottoscrivere la petizione da inviare alla Regione Lazio per il riconoscimento dell’ex P.V.Q., per le sue caratteristiche morfologiche e ambientali, come “area contigua” al Parco dell’Appia Antica. E, ultimamente, è stato presentato presso la Libreria Nuova Europa dei Granai anche il DVD “Grottaperfetta: una storia da raccontare” totalmente realizzato dai volontari della Commissione Cultura del Comitato, che si ispira alle due conferenze sulla storia del territorio organizzate dal CdQ nel 2017.

La “storia da raccontare” parte dai tempi delle ville rustiche dell’aristocrazia in epoca romana e si spinge fino ai decenni appena trascorsi e alla edificazione degli odierni quartieri.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La scuola Alonzi adotta treni storici

La scuola elementare Alonzi da anni ormai adotta treni storici ed è testimonial di un progetto denominato appunto “Adotta un treno storico”, parte integrante del catalogo dell’offerta formativa di Roma Capitale. Si tratta di un’attività composita e variegata promossa dal Polo museale ATAC, splendida realtà del Municipio VIII che merita ulteriore valorizzazione.

Il Polo ATAC (ingresso da via B. Bossi, 7 o dalla Ferrovia Roma-Lido) offre l’opportunità di “fare un salto” nel passato, un vero e proprio viaggio nel tempo, intorno e all’interno di cinque vetture in esposizione perenne e gratuita.Ogni vettura diventa testimone della linea di riferimento, Roma- Fiuggi, Roma- Ostia, Roma- Cinecittà, Roma- Civita Castellana- Viterbo, Roma- Castelli Romani e racconta la storia dei passeggeri, del trasporto, delle località, di usi, costumi e tradizioni in parte o del tutto scomparsi.

Adottare una di queste vetture significa immergersi in una realtà altra, implica conoscenza, partecipazione, immaginazione. Adottare una di queste vetture significa visitare il Parco museale, apprendere un lessico specifico, sedersi su sedili di legno d’epoca, percepire odori, immergersi in un mondo a parte, lasciarsi andare a sensazioni ed evocare immagini di un contesto e di una società diversi.

Una vettura del Polo museale

I bambini che hanno partecipato finora al progetto hanno vissuto fino in fondo tutto ciò: al Polo sono saliti sui treni e sui tram, hanno ascoltato i racconti o gli aneddoti degli esperti e dei responsabili dell’ufficio didattica, hanno coltivato l’orto bío, hanno partecipato a eventi (ultimo in ordine di tempo, la premiazione del Concorso nazionale di letteratura promosso dalla casa editrice Laura Capone), hanno visitato il grande plastico Urbinati e gli altri tesori del sito, non ultima l’ex biglietteria estiva della stazione convertita in museo; in alcuni casi hanno partecipato ad alcune feste. “Il Polo ATAC – racconta la dirigente scolastica Patrizia Martinelli – è una piazza, nell’antica accezione del Foro o dell’agorà, un punto di incontro in cui promuovere conoscenza e competenza, grazie alla disponibilità e alla tenacia degli operatori Caterina, Raffaele, Roberto e a tutti coloro che, a vario titolo, collaborano ogni giorno alla tutela e alla conservazione di questo bene, che ha un’alta valenza formativa”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Dopo Garbatella e San Paolo ecco il terzo Quaderno di Moby Dick

E’ in edicola “Tor Marancia, borgata di Roma”

In questi giorni è uscito nelle edicole e nelle librerie  il terzo Quaderno di Moby Dick edito dalla casa editrice Iacobelli ( 208 pagine 15 euro), curato dal Tavolo archivio storico e centro di documentazione dell’VIII Municipio. Il titolo : “Tor Marancia, borgata di Roma.Dal fango di Shangai ai colori dei murales” è esplicativo del contenuto dell’ultimo lavoro del collettivo redazionale composta da giornalisti, storici, architetti e cittadini, che da anni lavorano a svelare i segreti e la storia dei quartieri di Garbatella, San Paolo, Ostiense, Tormarancio, Montagnola.

Nella quarta di copertina del primo ed esaustivo lavoro editoriale su Tormarancio si legge:”Tor Marancia è una borgata di edilizia intensiva costruita alla fine degli anni Quaranta dall’ Istituto Case Popolari su una porzione di territorio situata alla sinistra della Cristoforo Colombo in direzione Eur, tra l’attestamento di piazza dei Navigatori e la Basilica di San Sebastiano sull’Appia antica. Fino alla fine dell’Ottocento questa era una vasta area rurale con una Tenuta agricola, qualche casale di campagna, le catacombe dei primi cristiani, alcune torri di avvistamento di epoca medievale, cave di tufo, una marrana e diversi fontanili. Solo nel 1930/31 furono costruite ai confini della proprietà Santambrogio ( ex Mons.Nicolai) le casette Pater su via delle Sette Chiese e qualche anno più tardi, nel 1933,la misera Borgata di Tormarancio nella famigerata “buca di Shangai”. Un esempio significativo di esclusione degli strati popolari più poveri della Capitale operata dal regime fascista, dove trovarono posto i diseredati delle baracche abusive e gli sfrattati. Solo nei primi anni Cinquanta, dopo una stagione di lotte per la casa e il lavoro, la baraccopoli venne completamente demolita. Da qui ebbe inizio la rinascita di questo pezzo di città con i nuovi edifici Iacp, oggi valorizzati dai colori dei murales della Street art.

Il volume, corredato da tantissime fotografie d’epoca in bianco e nero, contiene diversi contributi di carattere storico, urbanistico e di attualità. Gli scritti sono di: Fabio Alberti, Mirella Arcidiacono,Eleonora Coderoni,Flavio Conia,Claudio D’Aguanno, Milena Farina,Simona Fiorentini,Piero Fumo,Pasquale Grella,Floriana Mariani,Giuliano Marotta,Maria Paola Pagliari,Giovanni Pietrangeli,Sergio Rappino, Gianni Rivolta, Valerio Sannetti, Luciano Villani. Prefazione di Amedeo Ciaccheri.

di Gianni Rivolta

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A suon di musica

Il piazzale della scuola elementare “Cesare Battisti” ha risuonato nella mattinata di oggi di musica. Una festa-concerto di fine anno con gli alunni delle scuole “Cesare Battisti” (classi 3B, 4B, 4D), Aurelio Alonzi (3F, 4E, 4H), “Alessandra Macinghi Strozzi” (Beat Band classi prime), “A. Raimondi” (classi VA e VB) e il gruppo musicale “Gli Sgarbatelli Drum Circle”, con la direzione artista del maestro Serena Della Monica.

Presenti all’iniziativa il presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, che ha sottolineato l’importanza della musica per veicolare valori di pace e rispetto reciproco e la dirigente scolastica Filomena Sannino, che ha presentato il progetto di educazione musicale. Numerosissimo il pubblico, composto da genitori ed abitanti del quartiere, che hanno sostenuto con emozione i giovani musicisti.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

IL SECONDO LIBRO DI NARRATIVA DI ANDREA CATARCI

In libreria “Generazione di rimessa” di Gianni Rivolta

Con il suo secondo romanzo Andrea Catarci ci consegna un pezzo importante e poco conosciuto della sua vita.

Dopo “Resistere è anche un destino.

Storie familiari nel Novecento romano (Palombi 2017), dove l’ex presidente dell’VIII Municipio, ha raccontato la storia dei suoi nonni Vincenzo e Armando, intrecciata agli avvenimenti salienti del secolo scorso, questa volta a mettersi in gioco è proprio lui.

Andrea srotola la sua vita in un rimando di specchi, dai più semplici ai più complessi, da quelli dell’infanzia a quelli della maturità: “questo era a spicchi separati che ne componevano una forma rettangolare irregolare, lasciando spazi simili a insenature, da cui si intravedeva il muro. Era meno funzionale ma dava più stimoli all’immaginazione.

Era meno compatto ma esaltava le congiunzioni. Era lucido al centro e opaco verso i bordi a sfumare nelle differenze. Prima la famiglia era stato il pezzo unico che mi garantiva la sicurezza di poter crescere con serenità nelle contraddizioni, di potermi inquietare e calmare, di poter fuggire e scattare in avanti avendo sempre una porta aperta al ritorno.

Dopo, varcata la soglia e imboccate le strade di Roma, c’erano tante parti che dovevo mettere insieme, del passato e del presente, per costruire una prospettiva, ricercando le simmetrie e interrogandomi sui punti di rottura……”

Così con una scrittura intima e appassionata Andrea ci consegna la sua seconda opera di narrativa,un racconto autobiografico nel quale ci racconta dal palcoscenico di un piccolo paese della provincia a nord di Roma un decennio difficile e trascurato: gli anni Ottanta.

Un decennio che le generazioni più fortunate del ’68 e del ‘77 hanno etichettato riduttivamente, come gli anni del riflusso della politica, dell’arrivismo e dello yuppismo.

Un decennio devastato dall’eroina, la terribile falce che mieteva decine e decine di vittime nei quartieri popolari, tra gli amici e i conoscenti, tra quelli che avevano abbandonato la militanza politica per rifluire nel privato, nello “sballo”, nei mistici viaggi in India.

“Proprio nei flutti imponenti di Roma avremmo provato a ricostituire spazi di relazione e ricomposizione di proletari e sottoproletari, per contendere la strada a coetanei abbrutiti e più numerosi, contrastando sia l’arrivismo dilagante delle “città da bere” che il naufragio nelle “città delle pere”, consolidando le reti corte di solidarietà e comunanza”…..”

Se i Sessanta erano stati gli anni di una duplice aspirazione, ancora vaga, a socialismo e libertà sessuale, i Settanta quelli della conflittualità sociale, noi eravamo diventati sempre di più una generazione di rimessa”.

Andrea e i suoi amici più intimi Elena, Guido, Giacomo sono tra gli interpreti più veraci e schietti di una stagione di lotte di minoranza: quelle antinucleari col blocco della centrale di Montalto di Castro nel dicembre 1986, sfociate nel referendum nazionale dell’anno successivo, le mobilitazioni antimilitariste e poi il movimento della Pantera contro la riforma Ruberti all’Università negli anni Novanta.

(Generazione di rimessa. Amicizie e resistenze negli anni ’80. Derive Approdi, euro 16,00).

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

LIBRI: “Generazione di rimessa, Amicizie e resistenze negli anni ’80” di Andrea Catarci, presentazione il 6 giugno

Sarà presentato il 6 giugno prossimo alle 18,00 alla libreria Nuova Europa presso il Centro Commerciale i Granai, l’ultimo lavoro editoriale di Andrea Catarci: “Generazione di rimessa, Amicizie e resistenze negli anni ’80”. Edito da Derive e Approdi, questo libro è il secondo di Catarci che arriva dopo “Resistere è anche un destino. Storie familiari nel Novecento romano” pubblicato nel 2017 con Palombi Editore.

A dialogare con l’autore Amedeo Ciaccheri, presidente del  Municipio Roma VIII. Modera Marina De Ghantuz Cubbe, giornalista di La Repubblica.

IL LIBRO – “Generazione di rimessa” è un memoriale fluido e appassionato, che muove dal blocco della centrale nucleare di Montalto di Castro del 9 dicembre 1986. L’autore torna a quelle giornate, ai rapporti e agli amici, ma anche agli anni trascorsi tra le mura domestiche e al progressivo contatto con il mondo esterno. Si passa per i primi lavori in cantieri e ristoranti fino alla scoperta dei sentimenti e dell’amore, dall’intesa forte in bande giovanili e squadre di calcio all’impatto deflagrante di eroina e acidi, dalla sfera privata all’impegno politico, dalla gioia della vita alla tristezza inconsolabile delle morti precoci, la storia minuta viene collocata dentro il contesto della Storia ufficiale del Novecento, vista prima da un piccolo paese della provincia a nord di Roma e poi dai quartieri della metropoli. Un quadro inedito degli adolescenti degli anni Ottanta, unanimemente descritti come individualisti ed egoisti: al contrario, nel presente affresco sono combattivi e irriducibili, fino a scoprire l’orgoglio di sentirsi quella che l’autore definisce una generazione di rimessa, capace di slanci continui e reazioni coraggiose rispetto alla corrente dominante.

L’AUTORE – Andrea Catarci è nato e vive a Roma. Ai percorsi educativi e lavorativi ha intrecciato l’impegno politico fin dagli anni del liceo, nelle mobilitazioni antimilitariste e contro il nucleare, per poi attraversare l’esperienza del movimento della Pantera, dei Centri sociali romani, di Rifondazione comunista, di Sinistra ecologia e libertà e delle esperienze civiche successive. Dal 2006 al 2016 è stato Presidente del Municipio VIII. Attualmente è vice Presidente di Polis, la Scuola universitaria per la formazione politica della Link Campus University.

Per i prossimi appuntamenti della libreria, che vedono tra gli ospiti Nicola Zingaretti, Bruno Vespa, Gianrico Carofiglio, cliccare sul link: http://www.librerianuovaeuropa.it/it/incontri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A Montagnola inaugurato un nuovo playground nel Parco Falcone e Borsellino

Sport e divertimento conquistano il quartiere di Montagnola. Lunedi 3 Giugno al parco Falcone e Borsellino, area che comprende ben 11.800 mq di prato, è stato inaugurato un nuovo terreno di gioco. Due aree con altalene, giochi a molla e pavimentazione antitrauma, un campo multisport per basket, calcio e pallavolo. Una pista bike, un’area pattinaggio e un percorso con panca per addominali, spalliera, parallele e trave di equilibrio. Divertimento per i più piccoli e sport per i più grandi.

“Il nostro obiettivo è di aprire un playground per ogni Municipio”, ha dichiarato la Sindaca Raggi durante l’inaugurazione. “Lavoriamo insieme Comune di Roma, Coni, Municipi e cittadini. Una bella sinergia che ci permette di aprire parchi anche nelle periferie.” Presenti all’evento accanto alla Sindaca: il presidente del Coni Lazio e il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri. In prima fila al taglio del nastro poi, non potevano mancare i ragazzi di Special Olympics, che subito dopo l’inaugurazione non hanno resistito a buttarsi nel campo da basket improvvisando una partita a suon di canestri e risate.

Il progetto è stato finanziato grazie al fondo «Sport e periferie», stanziato dal governo e trasferito poi al Coni, con l’obiettivo appunto di realizzare un playground per ogni municipio.

“Grazie a tutti per l’impegno” ha voluto ringraziare sui social il Presidente Ciaccheri. “Voglio sottolineare il ruolo dei comitati di quartiere e del centro anziani Montagnola che sono stati dei punti di riferimento straordinari. Vogliamo trasformare queste aree in spazi in cui lo sport si fa quotidianamente e con spirito pedagogico, con l’obiettivo della cura del territorio che dobbiamo avere tutti comunemente.”

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Primo Ciak del nuovo film di Muccino, scelta la garbatella

Primo ciak il 3 giugno a Roma, nel quartiere Garbatella, per “I Migliori Anni”, il nuovo film di Gabriele Muccino che torna dietro la macchina da presa dopo il successo di “A Casa Tutti Bene” (oltre 1,4 milioni di spettatori, con un incasso di 9,18 milioni di euro). Protagonisti Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria. Nel cast anche Nicoletta Romanoff e Emma Marrone. Sceneggiato da Gabriele Muccino insieme a Paolo Costella, “I Migliori Anni” è una produzione Lotus Production, una società di Leone Film Group con Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment. Prodotto da Marco Belardi, uscirà nelle sale il 13 febbraio 2020 distribuito da 01 Distribution. La colonna sonora del film sarà di Nicola Piovani.

Il film è la storia di quattro amici, Giulio (Favino), Gemma (Ramazzotti), Paolo (Rossi Stuart), Riccardo (Santamaria), raccontata nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta.

Il set di un comizio elettorale è stato allestito a Piazza Sant’Eurosia.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

In fiamme il motorino del Presidente Ciaccheri: “Non sarà certo questo a intimorirmi”

Nella notte tra Sabato 1 Giugno e Domenica, il motorino del Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri è stato dato alle fiamme. 

“Un incendio circoscritto”, ha detto, “che non lascia spazio a fraintendimenti: si tratta di un gesto preciso e di intimidazione nei miei confronti.” L’unico mezzo di trasporto del nostro Presidente era parcheggiato nei pressi della sua casa. 

Chi lo conosce lo sa, ad ogni evento, festa, o inaugurazione del Municipio, lo si vede arrivare in sella al suo scooter. Peccato. Ma sempre da parte di chi lo conosce, non manca la solidarietà, non solo della Sindaca Virginia Raggi. Appena postata la foto dell’accaduto sui social infatti, in pochi minuti sono arrivati molti messaggi a suo sostegno, tra cui, chi vuole lanciare la campagna “Uno scooter per Amedeo”. 

Le forze dell’ordine sono intervenute per effettuare vari rilievi scientifici su quel poco di rottame rimasto sul marciapiede. Pezzi del motore a terra, sella e parafango quasi spariti. Solo il telaio e una parte della ruota anteriore sono rimasti, anch’essi però irrecuperabili. E nonostante le minacce, Ciaccheri non si mostra spaventato: “Non sarà certo questo ad intimorirmi, né a fermare le battaglie per il territorio, per la città e per la dignità delle persone nel Municipio che governo.” 

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A Benedetta, Ida e Federico l’oro mondiale nel “Kettlebell”: Il sollevamento pesi per un tempo prolungato

di Ilaria PROIETTI MERCURI

In pochi lo sanno, eppure, tre campioni si aggirano per i nostri quartieri. Benedetta Liccardo, Ida Di Maro ed il loro coach e atleta Federico Squillace. Tutti e tre sono tornati pochi giorni fa vincitori dal mondiale di Kettlebell disputato in Irlanda: quasi 40 paesi, circa 400 atleti da ogni continente. E dalla Wellness Town di Tormarancio, portando alto il nome della loro squadra “Kettlebell Sport System” fino ai Campionati Del Mondo a Dublino, le nostre concittadine Benedetta e Ida sono riuscite a conquistare l’oro in due diverse discipline.

“Non ci aspettavamo dei risultati così buoni” ci dice soddisfatto Federico. E come biasimarlo, vedere le sue atlete diventare campionesse dei mondiali ha lasciato forti emozioni.

La giusta rivincita per lui che, nelle vesti di atleta, è arrivato primo a pari merito. Penalizzato poi dal coefficiente di peso, si è dovuto beccare un secondo posto. Ma non si dispera anzi, “meno carbonare da oggi, promesso”, ci ride su. Scoprire che queste ragazze dalle nostre periferie, indossando la maglia della Nazionale, sono tornate con l’oro al collo, non può che renderci fieri. Tutto molto bello si ma, un momento: di preciso in cosa consiste il Kettlebell? Intanto guai a chi la chiama palestra!

Non è fare palestra, dicono, bensì uno sport a tutti gli effetti. Un incrocio tra sollevamento pesi e arti marziali. Dove “la forza è importante, ma solo attraverso tecnica, dedizione e cura maniacale di mille dettagli si ottengono veri risultati”, ci spiega Federico. “Consiste, infatti, nel riuscire a gestire carichi pesanti sotto forma di “campanacci”, ossia palle di ferro con un manico, per l’appunto “kettlebell”, attraverso esercizi di sollevamento per un tempo prolungato.”

E proprio in questo insieme di arti e utilizzo dei pesi, Benedetta, con due Kettlebell da 16 Kg, ha sostenuto una gara perfetta. Partendo con il giusto ritmo e stroncando le avversarie nelle ultime ripetizioni con un’ottima resistenza. Ida, un “trattore” come la definisce Federico, con il 24 Kg, è riuscita a giocarsela anche con le categorie maggiori, aggiudicandosi il titolo di Campionessa del Mondo assoluta. Un’importante gara anche quella del coach, che con due da 24 Kg arriva a 71 ripetizioni, aggiudicandosi il secondo posto: scusate se è poco.

Ed ora? Chi fa sport lo sa: che sia in un campo, dietro un pallone, in acqua o in una palestra, qualunque cosa tu vinca, il giorno dopo si ricomincia. E l’oro mondiale al collo non basta. Così Benedetta e Ida ora puntano ad affrontare già a Luglio un trofeo nazionale. E noi non possiamo che augurarvi un forte in bocca al lupo.

Benedetta Liccardo, Ida Di Maro e l’allenatore Federico Squillace
vincitori del mondiale di Kettlebell in Irlanda
Benedetta Liccardo, Ida Di Maro e l’allenatore Federico Squillace
vincitori del mondiale di Kettlebell in Irlanda
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

MAGGIO DEL LIBRO alla scuola alonzi

Martedì 28 maggio le classi seconde, terze e la classe 5H della scuola Alonzi hanno festeggiato il Maggio del libro con un’iniziativa in parte ispirata al Concorso nazionale Il Sognalibro, promosso nell’ambito del Premio Andersen.

I bambini hanno realizzato, nel corso del secondo quadrimestre, dei segnalibri che dovevano rispondere al criterio della verticalità e della colorazione vivace abbinate all’attinenza con il tema “libro e lettura”, pensando eventualmente a un libro speciale in cui avrebbero usato il ” sognalibro”.

Gli alunni si sono impegnati e hanno prodotto tantissime opere grafiche. Solo cinque creazioni artistiche, selezionate poi da una commissione creata ad hoc, potevano partecipare al Concorso nazionale ed entrare a far parte della Galleria 2019.

Il numero considerevole delle opere presentate e la loro bellezza ha indotto la commissione a indire un concorso interno. Il 28 maggio tutte le opere sono state esposte nella biblioteca scolastica alla presenza di alunni, docenti, alcuni genitori e dell’esperto Roberto Minichiello, titolare della libreria La Libroleria di via della Villa di Lucina, con cui la scuola è gemellata e che, nelle due ore precedenti, aveva proposto alcune letture alle classi coinvolte.

“L’evento – ha sottolineato Patrizia Martinelli, responsabile dell’Istituto – è stata la giusta occasione per una riflessione allegra e colorata sulla lettura e sul libro da parte di bambini e di adulti e ha costituito la continuazione ideale delle attività promosse negli anni scorsi”.

Nello stesso pomeriggio, si è svolta una mostra mercato nei locali della scuola, che ha coinvolto anche le classi prime dell’Istituto.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Massimiliano Smeriglio, con 59.499 preferenze, è tra gli eletti del Pd al Parlamento europeo

Massimiliano Smeriglio ce l’ha fatta. Il nostro concittadino della Garbatella siederà sui banchi di Strasburgo al Parlamento europeo. Con 59.499 preferenze, infatti l’ex vicepresidente della Regione Lazio, che aveva lasciato l’incarico per candidarsi nel collegio Italia centrale (Lazio, Umbria, Toscana e Marche) come indipendente nelle liste del Partito democratico, è arrivato in quarta posizione dopo Simona Bonafè (148.094 voti), Pietro Bartolo il noto medico dei migranti a Lampedusa (113.662) e David Sassoli (110.416).  E’ stato un risultato molto lusinghiero, anche di trascinamento del voto di lista, se si considera che il Pd a trazione Zingaretti  nell’Italia centrale ha raggiunto il 26,82% contro il 22,70% a livello nazionale e a Roma ha superato il 30%. Nella corsa delle preferenze Massimiliano Smeriglio, braccio sinistro del governatore Zingaretti, ha battuto alcuni noti eurodeputati come Roberto Gualtieri e il fiorentino Nicola Danti.

Viceversa non è andata bene per l’altro candidato dell’VIII Municipio Nando Bonessio,  8° con 1099 preferenze, anche perché la lista Europa verde, che comprendeva la formazione “Possibile” di Pippo Civati  con il 2,3% a livello nazionale non ha superato la quota di sbarramento prevista al 4%.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Anche il Liceo Socrate partecipa al #TeachPride

Ieri al Liceo Classico Socrate della Garbatella l’appuntamento che si sono dati i ragazzi di fronte la scuola, alla fine delle lezioni, non è stato il solito dei saluti di fine giornata. L’appuntamento stavolta, era una protesta. “Saremo lì intorno al Socrate con in mano la nostra Costituzione, a ribadire che il fascismo è stato sconfitto una volta e che quei valori nati dalla Resistenza vanno difesi e rafforzati ogni giorno di più”, ha dichiarato il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, anche lui presente alla manifestazione.

Una catena umana di ragazzi, tutti con in mano la Costituzione, pronti a rispondere alla decisione del governo di sospendere la professoressa di Palermo. Rimossa dall’incarico per due settimane per non aver vigilato sui suoi studenti, che avevano paragonato il decreto sicurezza di Matteo Salvini alle leggi razziali del ’38. “Una catena umana per respingere ogni attacco alla libertà di pensiero e di insegnamento.” Ha continuato Ciaccheri. “Tutti insieme, studentesse, studenti e docenti saremo uniti e legati intorno al liceo per difendere la Scuola libera e farlo rimanere un luogo democratico, dove l’antifascismo sia un valore portante e da divulgare oggi e negli anni a venire.”

Una manifestazione cui hanno preso parte molte scuole d’Italia, con l’idea che alla censura, si risponde urlando. Tanto che sui social è nato l’hastag #TeachPride, così da unire ogni tipo di forma di protesta. Tra alunni che hanno letto la Costituzione per i corridoi del proprio istituto, professori che sbandieravano cartelloni con la scritta “Io non sorveglio, sveglio”. E chi con il megafono fuori i cancelli degli edifici scolastici recitava gli articoli 21 e 33 della Costituzione: secondo cui tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.  

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Propaganda antiabortista sui muri dell’ex Fiera di Roma, Raggi la faccia rimuovere immediatamente

 “Lei si candida a nascere”: recita così uno dei manifesti appesi di fronte all’Ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo. In questo modo, i fanatici pro-life contro la legge 194 sull’aborto, approfittano delle elezioni europee del 26 maggio per farsi sentire. E dall’VIII Municipio non si fa attendere la risposta del Presidente. “È urgente la rimozione di questa aberrante pubblicità e che vengano definitivamente diffidate formalmente dal Campidoglio  le associazioni promotrici di queste campagne pro-odio: a Roma non sono benvenute.” Dichiara Amedeo Ciaccheri, invitando la Sindaca Raggi ad eliminare immediatamente la pubblicità. 

Insomma, passando sulla Colombo, sembra di essere tornati negli anni ’70 con questa propaganda antiabortista. A volte ritornano, direbbe un grande regista. Ma soprattutto, ancora una volta, il corpo della donna viene strumentalizzato come mezzo di propaganda. E in un mondo che sembra fabbricato per gli uomini, speriamo che la nostra Sindaca, da donna, si faccia sentire. Perché essere mamma non è un dovere, ma un diritto, una facoltà.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

7 Aprile 1944 la tragica storia delle dieci donne del Ponte di Ferro

di Ilaria Proietti Mercuri

Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Pizzi, Arialda Pistoiesi, Silvia Loggreolo.

Tutte ci hanno lasciate il 7 Aprile del 1944 e la loro storia è questa: in Italia c’era l’occupazione tedesca, la fame, la povertà. Come se non bastasse, in quei giorni era stata ridotta la razione del pane. Ormai esasperate, decisero di assaltare i forni dove si panificava il pane bianco per fascisti e nazisti. Sporche di farina e con i grembiuli riempiti di pane, decisero di  scappare prima che i militari tedeschi arrivassero. Dieci di loro però, durante la fuga, furono catturate proprio sul ponte dell’Industria, conosciuto dai romani come ponte di Ferro. 

“Le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordigni secchi del caporale che preparava l’eccidio. Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina come si ammazzano le bestie al mattatoio.” Così De Simone, nel suo libro “Donne senza nome”, descrive quel giorno. 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Anche Ferdinando Bonessio per Europa Verde è candidato alle elezioni Europee del 26 maggio

Sul numero di Maggio di Cara Garbatella (il mensile cartaceo) abbiamo scritto che Massimiliano Smeriglio, indipendente nelle liste del Pd, era l’unico nostro concittadino candidato alle elezioni europee del 26 maggio nel collegio Italia centrale (Lazio, Toscana, Umbria e Marche).

Non è così e ce ne scusiamo con l’interessato. Infatti nella lista Europa Verde, una coalizione tra i Verdi e Possibile di Pippo Civati, si candida tra gli altri Ferdinando Bonessio (meglio conosciuto come Nando). Ferdinando Bonessio, 61 anni, insegnante di educazione fisica nella scuola media inferiore, cittadino della Garbatella, è un nome conosciuto della politica locale per il suo impegno in difesa dell’ambiente, per l’inclusione sociale e il sostegno alla diversità, per la mobilità green e le fonti di energia rinnovabili, per l’adozione dei processi dell’economia circolare.

E’ stato in passato consigliere circoscrizionale nell’XI (oggi Municipio VIII) e tra il maggio 2006 e l’aprile del 2008 consigliere nell’assemblea capitolina in forza al gruppo verde.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

VOTATA ALL’UNANIMITÀ una mozione dall’assemblea capitolina

Farmer’s Market: scongiurata la chiusura

di Francesca VITALINI

Il Farmer’s Market Garbatella non chiuderà, almeno non nell’immediato. È stata infatti approvata il 7 maggio dall’assemblea capitolina, all’unanimità, una mozione proposta dalla consigliera comunale Valeria Baglio (PD) per scongiurarne la chiusura. Un impegno preso e comunicato dalla stessa consigliera una manciata di giorni prima, durante la conferenza stampa indetta dal presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, a sostegno della struttura e degli agricoltori a filiera corta. Un’opzione che ha fatto registrare anche la disponibilità della consigliera comunale Alessandra Agnello (M5S), presente all’incontro, che ha sostenuto l’atto. Maggioranza ed opposizione si sono ritrovati d’accordo su diverse questioni, che innanzitutto impegnano Giunta e Sindaca a pubblicare nel minor tempo possibile l’avviso pubblico per il nuovo bando di gestione del mercato. Un punto questo sul quale si sono battuti gli operatori e le migliaia di clienti, che hanno sottoscritto, numerosissimi, una petizione a sostegno di un’attività così apprezzata dagli abitanti del quartiere e di tutta la città.

Era, infatti, scaduta il 16 aprile la convenzione stipulata a seguito del bando del maggio 2013, che apriva le porte del mercato agricolo a vendita diretta al soggetto vincitore, la Cooperativa Metro Service. “Un aspetto che avrebbe rischiato — come ha sostenuto Vittorio Campisano, portavoce dei banchisti — l’allontanamento dei commercianti dal complesso in meno di un mese. Un danno per le 26 aziende del mercato e per gli oltre 200 lavoratori”, che si tradurrebbe in un vero dramma per i produttori che arrivano da Accumuli ed Amatrice, le zone colpite dal sisma nel 2016. Meno certezza, invece, c’è sul secondo aspetto problematico legato al mercato: la chiusura prevista a causa dei lavori di adeguamento del sistema antincendio e di ristrutturazione, che lascia in sospeso la questione. Un problema già sollevato dal 2014 dalla stessa Cooperativa, che chiedeva vanamente all’amministrazione comunale i documenti della messa a norma del mercato. La mozione votata in Aula Giulio Cesare, infatti, non punta solo a far realizzare il nuovo bando nel minor tempo possibile, ma intende “permettere la prosecuzione delle attività attualmente presenti all’interno del mercato nelle more dell’aggiudicazione del bando e fino ad inizio dei lavori, ove necessario, valutando un’eventuale proroga da parte del dipartimento competente”. Nel terzo punto, inoltre, si chiede “al Municipio VIII di individuare, di concerto con l’assessorato capitolino sviluppo economico, turismo e lavoro, opportune aree scoperte limitrofe dove collocare temporaneamente gli operatori in attesa della conclusione dei lavori”. In passato si erano prospettati interventi dal lunedì al venerdì che lasciassero spazio alle attività del mercato del fine settimana. Ma questa possibilità non sembra essere stata presa in considerazione dall’Amministrazione.

Naturalmente l’uscita, seppur temporanea, degli operatori, non incontra l’approvazione del Municipio VIII, come dichiarato dal suo presidente Amedeo Ciaccheri durante l’assemblea aperta del 4 maggio scorso: “La disponibilità del Municipio a discutere sui programmi di commercio a km 0 sul territorio è totale, l’abbiamo già dimostrata all’assessore Cafarotti. Ma l’ultima volta che questo mercato ha chiuso, 15 anni fa, ed è stato proposto ai commercianti di trasferirsi in attesa della fine dei lavori, la triste conclusione è stata che i commercianti sono rimasti definitivamente nell’area provvisoria adiacente alla chiesa di Santa Calla. Il tema non è quali aree possiamo trovare per fare un investimento su nuove iniziative del commercio a km 0, ma capire con quali fondi, visto che questa è una struttura comunale, non di competenza municipale”. Il minisindaco Ciaccheri ha inoltre annunciato un ‘punto d’ascolto della sua Giunta’ all’interno del mercato Farmer’s Market Garbatella da riproporre settimanalmente per mantenere alta l’attenzione su un mercato da potenziare.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

nel collegio lazio,umbria, toscana e marche saranno eletti 15 eurodeputati

Elezioni europee del 26 maggio. Otto le liste in lizza nell’ Italia centrale.

di anna BREDICE

Quasi dieci milioni di elettori nella circoscrizione di Centro Italia riceveranno il 26 maggio ai seggi una scheda di colore rosso. Quel giorno si andrà alle urne per il rinnovo del Parlamento europeo, un voto molto atteso, che riguarderà circa 400 milioni di europei e che in Italia ha visto una campagna elettorale piuttosto particolare, con le due forze politiche alleate nel governo nazionale, ma rivali in Europa. Si torna a scegliere gli eurodeputati da mandare a Strasburgo dopo cinque anni, un tempo che ha visto molti stravolgimenti nella politica italiana: a cominciare dal risultato estremamente positivo, che allora ottenne il Partito democratico di Renzi che arrivò al 40%, un record degli ultimi decenni che oggi sembra irraggiungibile. Nell’VIII municipio, tradizionalmente di sinistra, il partito ora guidato da Nicola Zingaretti ebbe addirittura il 46%.

Ma oggi la Lega, che fino a cinque anni fa aveva un bacino di voti concentrato soprattutto nelle regioni del Nord, ora allarga i suoi consensi anche al centro e al sud. L’anno scorso in occasione delle elezioni politiche nazionali il partito di Salvini ha ottenuto nel collegio Ardeatino, che comprende anche Garbatella, Ostiense e Montagnola, l’8% dei voti mentre alle europee del 2014 sempre nella stessa zona contava un insignificante 1%. Il Movimento cinque stelle nel nostro municipio è rimasto dalle elezioni del 2014 fino alle politiche del 2018 sempre oltre il 20%. Il voto di fine maggio è importante a livello nazionale, ma anche per il nostro municipio, per sondare le opinioni, cioè il favore oppure la delusione, dopo un anno di governo del centro sinistra. Infatti, quello che avverrà tra poco è il primo test importante da quando si è votato per le politiche nel 2018. Per il nostro territorio è avvenuto qualcosa di più in realtà, perché dopo tre mesi dalle politiche si tornò ai seggi per rinnovare proprio il Municipio, commissariato da circa un anno: in controtendenza rispetto a ciò che politicamente era emerso a Roma, ovvero una vittoria dei Cinque stelle, qui vinceva Amedeo Ciaccheri con oltre il 54% dei voti. Molti attendono quindi con una certa curiosità quale sarà il risultato la sera del 26 maggio. Gli elettori dell’VIII Municipio sono oltre 116 mila, le liste dei candidati sono state presentate per una circoscrizione molto, ma molto ampia: Toscana, Umbria, Marche e Lazio.

Otto le liste presentate, i seggi in palio per tutta l’Italia sono 73, nella circoscrizione Centro sono in totale 15. Bisogna scegliere tra i candidati delle seguenti liste: Pd-Siamo Europei, La Sinistra, Movimento cinque stelle, Forza Italia-Berlusconi Presidente, Lega-Salvini premier, Fratelli d’Italia, Europa-In Comune Europa Verde. I segretari di partito che hanno deciso di essere capolista sono Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, quest’ultimo ha lasciato però il primo posto nel Centro Italia ad Antonio Tajani. Il Pd ha ricandidato alcuni eurodeputati, ma ha lasciato spazio anche ad esponenti della società civile e a politici legati molto al territorio, come Massimiliano Smeriglio, indipendente di sinistra che arriva proprio dalla Garbatella. A sinistra del Pd si è verificata ancora una divisione tra un’area che si è alleata con il Partito democratico ( Articolo 1 di Bersani ) e Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni che ha dato invece vita ad un’altra lista con Rifondazione Comunista e L’altra Europa di Tsipras. Il Movimento cinque stelle ha scelto per ogni circoscrizione una capolista donna. Per Più Europa è il debutto alle elezioni europee, infine c’è EuropaVerde (unione dei Verdi e di Possibile). Si possono dare fino a tre preferenze, ma chi vota due o più nomi deve scegliere comunque un uomo e una donna.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

massimiliano smeriglio si presenta

“Sono nato a Roma. Sposato e papà di tre figli, Iacopo, Sara e Niccolò. Sono una persona di sinistra, e ho attraversato questi anni complicati provando sempre a tenere fissa la barra della radicalità dei valori e della concretezza nel rapporto fattivo con la vita quotidiana e i problemi dei cittadini. Lo sguardo sul mondo e i piedi ben piantati a terra, nella città di Roma e nel mio quartiere, la Garbatella. La politica c’è sempre stata. In famiglia e poi a scuola e all’università, dove ho conseguito la laurea in Lettere con indirizzo Storia Moderna. Dopo anni di militanza giovanile e studentesca nel 2001 sono stato eletto Presidente del Municipio XI (attuale VIII) e nel 2006 Deputato della Repubblica. Negli ultimi undici anni mi sono cimentato insieme a Nicola Zingaretti in sfide quotidiane di buona politica e buona amministrazione, vicina ai bisogni delle persone. Ho accettato il suo invito a correre come eurodeputato per presidiare da Bruxelles quanto di buono realizzato in questi anni proprio grazie ad un utilizzo virtuoso dei fondi comunitari, per rappresentare nel Parlamento Europeo le posizioni di una sinistra matura, consapevole, utile alla vita delle persone.”

Il nostro concittadino in corsa per Strasburgo

La Garbatella si avvia a festeggiare i suoi primi 100 anni e per la prima volta un suo concittadino si candida al Parlamento Europeo. Che coincidenza. Prova nostalgia nel lasciare il suo impegno politico locale e cosa porterà della sua esperienza in quella assemblea?

Che bel accostamento! Vista così mi riempie di emozione. Certo i 100 anni sono un appuntamento importante e una grande festa per l’intera comunità e la mia candidatura certamente parte da questo territorio e intende tenere viva un’esperienza di governo, radicale nei contenuti e larga nella sua forma partecipativa, che qui e poi in Provincia di Roma e in Regione abbiamo realizzato in questi anni. Con questo spirito dunque vivo il momento come un passaggio e una opportunità che parte dal locale per arrivare a Bruxelles. Non intendo abbandonare il mio territorio, tutt’altro. Credo alla potenza delle comunità locali e alla coscienza di luogo. Il ruolo delle città nei prossimi anni sarà decisivo per ridisegnare politiche e resistenze ed intendo portare questo bagaglio ad un livello più alto: penso alla difesa dei prodotti a km zero, alla promozione di un piano straordinario di investimento per le nostre realtà territoriali e per le periferie, all’introduzione di uno strumento universale di indennità di disoccupazione, una soglia di salario minino europeo, la parità di remunerazione fra uomo e donna, il contrasto al dumping salariale. Queste sono alcune delle priorità per cui mi batterò da europarlamentare. Ancora una volta la Sinistra si presenta divisa alle elezioni. Lei, invece, è candidato come indipendente nella lista del Partito Democratico, ma la sua storia politica non viene da questo partito e dalle forze politiche che lo hanno costituito.

Quali sono i motivi della sua scelta? La proposta di candidatura mi è arrivata direttamente da Nicola Zingaretti ed io ho deciso di accettare perché l’onda nera che attraversa il continente mi fa paura. E voglio battermi per affermare un’altra idea di Europa. Da togliere dalle mani delle élite tecnocratiche. Una Europa da democratizzare, capace di praticare giustizia sociale, inclusiva, accogliente, fondata sul rispetto e la libera circolazione delle persone. Cosciente della insufficienza delle mie forze scelgo di unirmi al campo democratico e l’ho fatto rassegnando subito le mie dimissioni da Vicepresidente della Regione, perché il mio contributo ad una Europa diversa lo voglio giocare senza paracadute e a viso aperto. Nel 2014 nel suo collegio Italia Centrale il Pd raccolse il 46% e la Lega il 2%. Sono passati solo 5 anni, ma oggi la situazione è completamente stravolta. In che misura pensa sia possibile recuperare, in così breve tempo, questo divario? Il vento dei populismi e dei nazionalismi sta attraversando tutta l’Europa non solo il nostro paese, ma ciò non toglie che il campo del centro sinistra, proprio in questi anni, ha fatto scelte sbagliate, che hanno diviso più che aggregare. La consapevolezza che nessuno detiene una ricetta miracolosa, dovrebbe suggerire che occorre rimboccarsi le maniche e lavorare in continuo rapporto e relazione con il mondo, la società, il paese reale. La Regione Lazio in questo è stata un esempio. Nel 2018, mentre tutte le forze di centro sinistra, non solo il Pd, registravano sconfitte epocali a livello nazionale, noi vincevamo proprio con uno schema capace di allargare le alleanze e restare legati al territorio e ai bisogni dei cittadini. Io penso che solo concependo uno spazio plurale nel quale si confrontano opzioni diverse e si sviluppa cultura politica sia possibile recuperare quel divario.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

ottaVocolle: dopo la riunione delle commissioni capitoline ancora nulla di Fatto

Prevarrà il buon senso sul parco del tintoretto

di daniele RANIERI

Non c’è pace per l’Ortolino e i cittadini del Tintoretto. Infatti, la riunione congiunta delle Commissioni comunali Urbanistica e Mobilità del 17 aprile scorso si è chiusa senza decisioni positive per il Parco del Tintoretto e dei vicini orti urbani. L‘Assessore all’Urbanistica Luca Montuori si è solo impegnato ad aprire un Tavolo a cui invitare, oltre al Municipio VIII e gli Uffici dipartimentali competenti, anche il Comitato di Quartiere per verificare ipotesi alternative. La vicenda, quindi, si allunga ancora.

Tutto è nato nel 2005 da un iniziale programma di trasformazione urbanistica della zona. Nel 2014 si è passati a sottoscrivere un accordo di programma e infine, tre anni dopo, si è firmata la convenzione che vede, come contraenti, il Comune, la catena di supermercati Esselunga e i costruttori. Il progetto prevede la costruzione di cubature pari a diciassettemila metri quadrati: un centro commerciale, due palazzi di 11 piani e una strada a quattro corsie. Un collegamento stradale di ottocento metri di lunghezza che taglierebbe in due il Parco del Tintoretto, ne spianerebbe la collina, cancellerebbe gli eucalipti, presenti in tutta la zona dalla bonifica dell’agro romano di fine Ottocento per contrastare la malaria.

E, come se non bastasse, finirebbe con una rotatoria che dimezzerebbe lo spazio dato in concessione all’Associazione Ortolino, che vi ha impiantato dei meravigliosi orti urbani. Una ipotesi che, come abbiamo già scritto nel numero di Aprile, vede l’opposizione del Comitato di Quartiere Ottavocolle, dei coltivatori degli orti, del Municipio VIII e dei partiti all’opposizione della Giunta Raggi. Tutti d’accordo che la strada a quattro corsie aveva un senso inizialmente quando era parte di un progetto, che collegava diverse zone della città. Progetto, però, abbandonato da tempo. Mentre per collegare solo Via di Vigna Murata a Via del Tintoretto non ha nessun senso.

La Giunta capitolina ha riunito, una prima volta, la Commissione Urbanistica il 13 febbraio , quindi la Commissione Trasparenza e i rappresentanti dell’VIII Municipio. E infine, l’ultima volta, tutti insieme il 17 aprile, senza giungere tuttavia a nessuna conclusione e respingendo ogni proposta alternativa perché richiederebbe, secondo l’Assessorato, la modifica del Piano Regolatore cittadino. Operazione che comporterebbe, secondo la Giunta, almeno tre anni di tempo per essere conclusa.

Un tempo incompatibile con quelli previsti dalla convenzione e per questo contestata anche da Esselunga che, nel caso, richiederebbe compensazioni finanziarie. Una proposta mediana sarebbe quella di una strada, realizzata con il consenso di tutti e senza modificare il Piano regolatore, con un tracciato meno invasivo, con l’incrocio “a raso” senza la grande rotatoria finale. Salvaguardando così il Parco e gli orti. Prevarrà il buon senso e i diritti dei cittadini o gli interessi economici?

La storia continua.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

IL PROPRIETARIO della Vecchia Vineria di Via craVero 26 si scusa con il Quartiere

Angelino chiude, la Garbatella lo ringrazia

di Francesca Vitalini

“Scusate se chiudo” recita il cartello affisso da oltre un mese sulla porta a vetri della Vineria Angelino, in Via Enrico Cravero n. 26. Quasi ad accomiatarsi con umiltà e nostalgia dai tanti avventori che dall’aprile del 1966, anno della sua apertura, ne varcano l’uscio. Quasi a sottolineare il rischio della perdita di un negozio di quartiere, nato come ritrovo sociale e punto di incontro per clienti di tante generazioni: gli “storici”, ottantenni, accompagnati dai propri figli e nipoti, ed ancora i frequentatori di età intermedia e qualche giovane.

La Vineria Angelino prende il nome da Angelo Talevi, che rileva un’attività di Vini ed Oli nella seconda metà degli anni ‘60, appunto, insieme ad una trattoria (che prenderà il nome di Tre Gatti) al numero 72 di Via delle Sette Chiese, un bar al numero 74 e una merceria-bazar al numero 78 della stessa via. Il vino che vende sfuso proviene da una storica cooperativa di produttori di Velletri, la COPROVI, uno dei più grandi centri vitivinicoli del Lazio (con il suo fallimento, alla fine degli anni ’90, si passerà ai prodotti della Casa Vinicola Ciccariello). Al contempo, realizza all’interno una piccola trattoria, che lascia ben presto spazio alla sola vendita di vino grazie allo stoccaggio medio mensile, che è di circa 9 mila litri, stimando in circa cinquecento le famiglie del quartiere che comprano vino sfuso. Fanno, quindi, la loro comparsa i grandi tini in vetroresina che prendono necessariamente il posto dei tavoli.

lo storica vineria di angelino in via cravero

Solo negli anni ’80 comincerà a diminuire la vendita dello sfuso: non solo la grande distribuzione sta occupando gli spazi commerciali disponibili, ma si assiste anche allo scandalo del vino al metanolo, che riempie drammaticamente le cronache quotidiane. Fra il 1984 e il 1985 la richiesta scende fino quasi a dimezzarsi: dai 9 mila litri si passa ai 4500, fino ad arrivare, oggi, ad una media di 2 mila litri mensili, considerando che ormai solo 120 famiglie ogni 30 giorni acquistino e consumino il vino sfuso di Angelino. Comunque le motivazioni che lo spingono a chiudere i battenti non sono economico-commerciali. Angelo proviene da una famiglia di Trastevere, settimo di undici figli, ha lavorato nel ristorante del nonno, Carlo Menta, dal 1963, dopo essere tornato dal servizio di leva. E poi c’è il cinema: è stato comparsa in “Accattone” e figurante in “RoGoPaG” ed è stata stretta la sua amicizia con Pasolini, nata sul barcone del Ciriola, locale molto amato dall’intellettuale italiano. Un posto che è esempio emblematico di una Roma sparita, come lo è la Vineria di Angelino.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

un Video-Verità proiettato nella Famosa trasmissione di rai tre

Anche a “Chi l’ha visto” la tragica storia delle dieci donne del Ponte di Ferro

di Ilaria Proietti Mercuri

La guerra è quella cosa dove ci sono persone armate da una parte, persone armate dall’altra, e ci si spara. Ma quello che è successo durante l’occupazione nazista a dieci donne di Ostiense, Portuense e Garbatella, non ha niente a che vedere con la pur odiosa guerra. Sparare a delle madri che rubano il pane per sfamare i loro figli, non è guerra, è atrocità. Una storia che tuttora mette i brividi: “Era il 1944 e a vederla sono gli occhi di un bambino: chi sono queste donne?

Settantacinque anni dopo si tenta ancora di dare un volto a queste persone”. Così, una delle conduttrici del programma “Chi l’ha visto” fa partire il servizio mandato in onda il 26 Aprile scorso. Grazie all’attenta ricerca dello scrittore Cesare De Simone, purtroppo morto nel 1999, e anche grazie ad un testimone, oggi conosciamo i nomi di quelle donne. Ma la ricerca dei loro volti, delle loro famiglie o di chiunque riconosca almeno una di loro, continua affinché non vengano dimenticate.

Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Pizzi, Arialda Pistoiesi, Silvia Loggreolo.

Tutte ci hanno lasciate il 7 Aprile del 1944 e la loro storia è questa: in Italia c’era l’occupazione tedesca, la fame, la povertà. Come se non bastasse, in quei giorni era stata ridotta la razione del pane. Ormai esasperate, decisero di assaltare i forni dove si panificava il pane bianco per fascisti e nazisti. Sporche di farina e con i grembiuli riempiti di pane, decisero di scappare prima che i militari tedeschi arrivassero. Dieci di loro però, durante la fuga, furono catturate proprio sul ponte dell’Industria, conosciuto dai romani come ponte di Ferro. “Le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordini secchi del caporale che preparava l’eccidio.

Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina come si ammazzano le bestie al mattatoio.” Così De Simone, nel suo libro “Donne senza nome”, descrive quel giorno.

Un episodio che di certo non troverete sui libri di storia. Ma, ancora oggi, quello che allora era solo un bambino ricorda e racconta come fosse ieri. L’unico testimone della strage: Fulvio Carnevali, che con gli occhi lucidi, la calata romana e i capelli ormai bianchi, rivela di come anche lui la mattina di quel 7 Aprile attraversò il viadotto per dirigersi al forno. Una volta tornato a casa a mani vuote però, quando la madre gli chiese se avesse preso la farina, rispose: “A mà, a farina là nun se piava, c’ereno i tedeschi, e poi o sai che sotto ar ponte c’era ‘n mucchio de donne morte?”.

La risposta della madre, fredda e composta, Fulvio se la ricorda bene: “Fijo mio qui ammazzano tutti i giorni a gente”. Ecco, forse proprio a causa di tutte quelle morti, non ci si impressionava più e molte furono dimenticate. A certe pagine della storia però, non dovremmo mai togliere il segnalibro, bisognerebbe ricordarle, approfondirle, divulgarle sempre. Perché il silenzio e l’indifferenza, sono anch’essi un crimine.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

SU VIA DELLE SETTE CHIESE E PIAZZA SANT’EUROSIA LA TRADIZIONALE KERMESSE DEL CIBO DA STRADA

Maggio “garbatellano” all’insegna dello Street Food

di Ilaria Proietti Mercuri

Altro che Red Carpet, da Piazza Santa Eurosia per tutta via delle Sette Chiese le strade della Garbatella sono state inondate, nella prima settimana di Maggio, dai fumi e gli aromi del Festival dello Street Food, la tradizionale festa del cibo di strada, che si ripete ormai da anni nel quartiere giardino. Tante le sfiziosità a portar via offerte dagli stand gastronomici.

C’è chi ha scelto un panino mordi e fuggi o chi una paella monoporzione da gustare su una panchina. Seduti sui marciapiedi c’erano i ragazzini che ridevano, chi con il gelato che gli si scioglieva tra le mani e chi con un panino più grosso del pallone da calcio che teneva sotto il piede. Camminando tra un’ApeCar e l’altra, dovevi farti largo tra banchetti improvvisati dalle famiglie, con i loro bambini che non sapevano più quale fritto scegliere. Non potevano poi mancare gli anziani del quartiere, che si leccavano i baffi sporchi di birra artigianale su quelle panchine da cui non schiodavano per nessun motivo al mondo.

Dunque, tutti riuniti in quella passerella di cibo, che dal dolce al salato ha accontentato ogni palato e ogni tasca. Gli street chef hanno proposto ricette provenienti da tutta Italia, ma non solo. Dagli arrosticini di pecora abruzzesi, ai cannoli siciliani, passando per i supplì alla gricia, all’amatriciana o a cacio e pepe. Ed oltre ai classici piatti romani, si potevano assaporare anche ricette come la vera paella Valenciana, accompagnata dall’immancabile sangria.

Visto poi che una festa senza dolce è un incontro e basta, non si sono fatti attendere le sfogliatelle calde, bombe, ciambelle, waffle. E con un po’ di attesa, che si sa è già essa stessa il piacere, si serviva uno strepitoso tiramisù espresso artigianale, che solo intingendo la prima cucchiaiata ti rendevi conto che quell’attesa, in realtà, non era altro che un’atroce sofferenza. Un festival però non solo dedicato al cibo. Il tutto è stato infatti accompagnato dal quartetto Blues R&B “Lonely”, che ha aperto le danze il Primo Maggio, poi gli spettacoli degli artisti di strada, i laboratori per i più piccoli e a concludere la festa, il 4 e 5 Maggio, sono stati i ragazzi de “Gli Sgarbatelli” con i loro tamburi rullanti. Insomma, tra spettacoli musica e buon cibo, il Festival dello Street Food non ci ha fatto mancare proprio niente, il tutto incorniciato da uno spicchio di Roma genuina come la Garbatella.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI