La programmazione autunnale dell’hub culturale di Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3 alla Garbatella riprenderà giovedì 12 settembre con la presentazione alle ore 18.00 di “Il figliolo della terrora” di Silvia Cassoli con il commento di Cecilia d’Elia. Seguono: Venerdì 13 ore 18.00 “I volti della canapa” con l’autrice Maria Novella De Luca, interviene Marco Pinna photoeditor National geographic Giovedì 19 ore 18.00 “l’uomo è verticale” di Sacha Piersanti Venerdì 20 ore 18.00 Progetto vela iniziativa dell’assessorato alle politiche sociali dell’VIII Municipio Lunedì 23 ore 18.00 “ Involontariamente” con Luisa d’Elia autrice e lo psichiatra Federico Russo Mercoledì 25 ore 18.00 “ L’invenzione del vento” con Lorenzo Pavolini autore, Giorgio Zanchini e Attilio Scarpellini Giovedì 26 ore 18.00 Pittura e letteratura con Tommaso Pincio, Fabrizio Coscia e Umberto Rossi Venerdì 27 ore 18.00 “Pinelli, l’innocente che cadde giù” con Paolo Brogi autore, Amedeo Ciaccheri, Giorgio Benvenuto, Vittorio Emiliani, Andrea Purgatori e Claudia Pinelli, figlia della vittima.
Dal 9 settembre termine del servizio alle 21.00, previste anche chiusure totali
Tre mesi di disagi per chi si sposta a Roma con la linea B della metropolitana.
ATAC ha infatti annunciato che dal 9 settembre si comincerà a fare sul serio per la realizzazione dell’interscambio con la linea C e per la costruzione della nuova stazione Fori Imperiali.
Ciò comporterà che fino al 7 di dicembre – data prevista per l’ultimazione dei lavori – la chiusura del servizio tra Laurentina e Castro Pretorio sarà anticipata alle 21.00.
Naturalmente sono previsti degli autobus sostitutivi che copriranno la tratta chiusa e che saranno in strada dalle 21.00 alle 23.30, prolungando però l’orario fino all’1.30 il venerdì e il sabato.
In alcuni fine settimana, invece, la tratta Castro Pretorio – Laurentina sarà completamente chiusa: i cittadini troveranno sbarrate 13 fermate, alcune decisamente cruciali per la mobilità cittadina perché oltre a quelle centrali quali Colosseo, Cavour, Circo Massimo, utilizzate soprattutto dai turisti, raggiungere la Stazione Termini o gli interscambi con la Roma-Lido e con la stazione Ostiense (Piramide), potrà comportare qualche problema.
Per il momento sono stati calendarizzati per la chiusura totale i fine-settimana di settembre del 21-22, 28-29 e quindi i week end di ottobre del 5-6, 12-13 e 26-27. Le navette sostitutive, in questi casi, saranno in servizio il sabato dalle 5.30 all’1.30 e la domenica dalle 5.30 alle ore 23.30.
Ma saranno soprattutto i cittadini del Municipio a dover fare i conti con l’interruzione del servizio, poiché dopo il Centro Storico proprio l’Ottavo è la zona maggiormente servita dalla metro. Considerando, come detto, l’importanza della Stazione di Piramide, il nostro territorio vanta le fermate di Garbatella, San Paolo, Marconi lambendo quelle di EUR Magliana e di Laurentina. Un bel grattacapo per studenti e pendolari che rientrano la sera.
Tutto diventa più semplice quando si svela il trucco. E proprio i carabinieri della stazione San Paolo, hanno svelato come sparivano i soldi delle offerte di una delle quattro Basiliche papali di Roma.
Un laccio delle scarpe, un nastro biadesivo collegato alla fine, ed il gioco è fatto. In questo modo, una coppia di senzadimora rubava le offerte dei fedeli. Lui romano di 52 anni, lei romena di 24. Però, come dice il commissario Zenigat nel famoso cartone di Lupin: “La vita è fatta di alti e bassi ma la giustizia prevale sempre.” E anche in questo caso, purtroppo per i ladri, ha prevalso. Quando sono intervenuti i militari infatti, su segnalazione della Gendarmeria Vaticana, i due sono stati colti sul fatto mentre rubavano i soldi dalla cassetta.
Durante la perquisizione sono stati trovati 25 euro e 20 dollari nelle tasche dei ladri. Mentre i soldi sono stati riconsegnati ad uno dei membri della Basilica, i due sono stati trasferiti in caserma, dove ora li attende il rito direttissimo che ci sara’ lunedi mattina.
Le porte aperte, la città giardino, ” il quartiere che mi piace più di tutti”, diceva Nanni Moretti nel suo film Caro Diario. Eppure anche qui, non sempre fila tutto liscio. Lo sa bene l’anziana signora che, martedi 20 Agosto, e’ stata scippata mentre attraversava la strada adiacente al parco di Via Rosa Guarnieri Carducci.
A commettere il furto è stato un ragazzo 17enne, che dopo aver strappato la collana, e’ scappato via con la refurtiva tra le mani. Poco dopo però, bloccato dalle pattuglie di Colombo e Tor Carbone è stato portato in Commissariato .
La collana è stata riconsegnata alla donna che fortunatamente non ha riscontrato lesioni. Il ragazzo invece, è stato affidato ad un Centro di Prima Accoglienza.
“Abbiamo ristrutturato il Padiglione Azzurro della scuola Principe di Piemonte. Qui troveranno collocazione tre aule per accogliere le ragazze e i ragazzi della scuola media.” Ed è proprio con un video su FaceBook che il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri annuncia la novità sui lavori all’interno della Scuola situata sulla collina “Rocce di San Paolo”, nel quartiere Ostiense.
Chi la conosce lo sa, questa struttura, inaugurate nell’Aprile del 1940, ha sempre mantenuto la sua struttura di villaggio-scuola, così grande che quando ti ci addentri per la prima volta, viene da chiederti: ma davvero I bambini fanno ogni giorno tutta questa strada? Ebbene sì, e tanto grande quanto invidiata, con un parco di 4 ettari decorato da fiori, fontane e padiglioni per accogliere i ragazzi.
Gia’ dal 2017 peró, proprio uno di questi padiglioni era stato segnalato come non idoneo per la sicurezza dei bambini a seguito di un sopralluogo.
Ma dopo quasi due anni: “Nonostante le poche risorse destinate al Municipio abbiamo voluto effettuare questo intervento straordinario”, dichiarano dal municipio. “Cerchiamo ogni giorno di lavorare per la scuola superando i mille ostacoli di chi governa la citta’. Per un educazione pubblicae universale, per mettere a disposizione della popolazione scolastica luoghi accoglienti e funzionali.”
Ferragosto a Roma. Per chi vive qui, potrebbe quasi
sembrare una punizione. Le strade vuote, quel caldo afoso che ti costringe a
stare abbracciato al tuo ventilatore, e l’unica gioia è la birretta fresca la
sera tra i vicoli del quartiere. Ah no, un momento, con la nuova ordinanza non
si puo’ più neanche bere per strada. Insomma, Ferragosto nella capitale non
sembra una delle mete più ambite dai romani. Ma non demoralizzatevi: tra serate
per ragazzi, cibo ed eventi culturali, ecco alcune date da segnarvi.
Pronti e via, si parte da Piazza Benedetto Brin,
dove all’Arena Garbatella lunedi 12 alle ore 21:15 verrà proiettato il film;
“C’è tempo” di Walter Veltroni. Lunedi 19 invece, toccherà a Claudio Genovesi
con la pellicola “La paranza dei bambini”.
Per i più giovani, tranquilli che ce né anche per
voi. Infatti il più eccentrico e bizzarro party a tema, con musiche anni 90 e
non solo, il 15 sera colorerà il Parco Schuster; di cosa stiamo parlando? Del Borghetta
Style! E non dimenticate che capiterà proprio di mercoledi, quindi, spritz a 2€
al Chiringuito Libre.
Per finire, ma non meno interessante, arriviamo al
cibo. E chi meglio di Eataly, il tempio del food in Piazzale XII Ottobre, puó accontentare
i nostri palati. Ma senza fretta, perché avete ben 18 giorni per poter gustare
ogni specialità dell’evento «Fish and wine ». Dall’8 al 25 Agosto vi attendono
una montagna di abbinamenti di pesce, fritto o crudo, con gli gnocchi o le
linguine, frutti di mare o baccalà a non finire. Il tutto accompagnato da vini
merditerranei e tanto altro.
Insomma, Ferragosto a Roma non è poi così male. E
poi diciamocela tutta, anche senza mare rimane sempre la più bella capitale.
Lo sport piace a tutti. Da vedere, ma ancora meglio se da praticare: che sia in un prato rincorrendo un pallone, o con guantoni e paradenti, o danzando su un palco. Tutti veniamo travolti, in un modo o nell’altro, in qualche sport. E indovinate un po’: anche il nostro Municipio si prepara ad essere presto trasportato in una giornata tutta dedicata allo sport.
Sabato 28 Settembre infatti, dalle ore 10 alle 18, il Parco Schuster in Via Ostiense accoglierà bambini e bambine, genitori e nonni, che potranno cimentarsi in tantissime attivita’. Scherma, boxe, pallavolo, arti marziali, basket, rugby e tanto altro. “Sport in Piazza 2019”, questo il nome dell’iniziativa, e’ stato organizzato da Coni e Regione Lazio.
La partecipazione e’ gratuita, sia per i cittadini sia per i soggetti sportivi intenti a partecipare. A proposito di questo: per aderire alla giornata dello “Sport in Piazza 2019”, basta andare sul sito di Roma Capitale. C’è ancora tempo fino all’iniziativa è vero, per l’iscrizione peró, occhio al calendario, non oltre il 5 agosto.
“Mettiamo al sicuro la comunità scolastica del Municipio VIII e ampliamo cosi l’offerta pubblica e la qualità della scuola nel nostro territorio ; con un liceo classico e scientifico a Tor Marancia”. Così il presidente Ciaccheri comunica che per il Liceo Classico Socrate sono stati individuati nuovi spazi in Via Odescalchi per la scuola succursale.
Un lavoro che va avanti già da Ottobre 2018 e che ora, grazie alla collaborazione di più Enti, si è giunti ad una conclusione. Ossia; prima il passaggio patrimoniale da Roma Capitale alla Città Metropolitana e poi l’individuazione della nuova sede.
Il problema, o forse una fortuna, è che il Liceo Socrate ha da sempre ospitato moltissimi dei ragazzi residenti nei nostri quartieri e nelle zone circostanti. È fondamentale quindi garantire la continuità scolastica dei neo alunni e di coloro che si avvicinano all’ultimo anno.
Fumo nero e odore di bruciato. Così i cittadini della Garbatella si sono
subito allarmati per l’incendio divampato intorno alle 15:30 di Lunedi 15
Luglio. Il tutto è avvenuto in Piazza Bartolomeo Romano, di fronte al teatro
Palladium.
A prendere fuoco è stato un chiosco adibito alla vendita di fiori, il quale
però era chiuso da tempo.
Sul posto sono intervenuti i soccorritori avvertiti dai residenti. Dopo lo
spegnimento delle fiamme da parte dei Vigili del fuoco sono giunti anche i
Carabinieri del distretto di Garbatella. Tuttora sono in corso gli accertamenti
per risalire alle cause che hanno portato all’incendio.
E’ tanto divertente quanto faticoso.
Ci si cimenta in sport mai provati prima, si creano disastri nei laboratori
creativi e nascono quelle amicizie estive che a volte durano decenni. Di cosa
stiamo parlando? Degli amati centri estivi. Un momento però, amati dai bambini
sì, ma per le famiglie?
Ogni anno pur di non lasciare i
figli a casa davanti la televisione o intere giornate dai nonni, si fanno tanti
sacrifici per poter pagare ogni settimana le rate dei campus estivi.
Ma da quest’anno, nel nostro
Municipio c’è una novità. Per la prima volta infatti, nel Municipio Roma VIII,
grazie alle associazioni del privato sociale si è potuto realizzare un grande
progetto per quelle famiglie che vivono situazioni di fragilità. “Oltre
50 posti sono stati riservati a ragazzi seguiti dai nostri servizi sociali.
Grazie sia ai collaboratori delle varie associazioni, che al Municipio e ai
privati, si è potuto realizzare questo progetto. Il tutto a costo zero per
l’amministrazione municipale grazie a tanti volontari”, scrive il minisindaco
Amedeo Ciaccheri sui social. Insomma, un’ottima opportunità per le famiglie del
nostro territorio che si trovano in difficoltà.
Secondo un recente sondaggio, a causa dei costi esorbitanti, solo una famiglia su quattro riesce a mandare i propri figli nei campus estivi per almeno una settimana. Dunque, una scelta divertente per i più piccini ma poco conveniente ai genitori. Da quest’anno, grazie a questa nuova opportunità, finalmente anche chi non avrebbe mai lontanamente immaginato di poter partecipare ad un centro estivo, oggi può farlo.
Un corteo colorato è sfilato
ieri dietro allo striscione tenuto dal Presidente dell’VIII
Municipio Amedeo Ciaccheri e da alcuni
dei suoi Assessori . Una marcia per la
dignità e la salute pubblica, la scritta che si leggeva sullo striscione, a
chiarire i motivi della protesta
Il lungo serpentone, partito alle 18 da Piazzale Ostiense,
ha attraversato Porto Fluviale, sfiorato La stazione Ostiense ed Eataly per
concludersi ai giardini che dividono la Circonvallazione Ostiense.
Tanti cittadini, associazioni, commercianti e i sindacati,
che hanno inteso protestare per
l’insopportabile condizione in cui vivono a causa della cosiddetta “emergenza rifiuti”
. Una situazione diventata ormai la
tragica condizione quotidiana.
“D’estate a Roma
olezza solo la monnezza” uno dei
tanti cartelli portati dai manifestanti che, per sottolineare il disagio
causato dall’accumularsi dell’immondizia lungo le strade della città,
indossavano una mascherina filtrante.
Il Presidente Ciaccheri, sia all’avvio che in conclusione
della manifestazione, ha voluto chiarire il suo impegno a riportare la
situazione alla normalità, in particolare ora che il Ministro per l’Ambiente e
il Presidente della Regione hanno trovato un accordo. “Per uscire
dall’emergenza, Regione e Governo hanno emanato un’ordinanza per ripulire al
più presto la città. È ora che la Sindaca faccia la sua parte. Noi manifestiamo
per ripristinare la dignità della città e per la tutela della salute
pubblica”.
L’VIII Municipio non è la prima volta che prende una
posizione sul problema rifiuti. Già un
anno fa, appena insediata la nuova Giunta locale, aveva tentato un accordo con
l’AMA per pianificare la raccolta e nel Giugno scorso aveva convocato un’
Assemblea straordinaria con i cittadini. Proprio in quei giorni il Municipio
venne minacciato di denuncia, dall’ allora Assessora al Comune Pinuccia Montanari, per allarmismo.
Il Comune allora, invece di collaborare per ripristinare la normalità, negava
che ci fosse una emergenza rifiuti a Roma. Oggi negare è impossibile, quanto
minimizzare con le temperature attuali i
rischi per la salute pubblica.
I prodotti agricoli
coltivati dai ragazzi autistici della Cooperativa Garibaldi questa mattina sono
arrivati freschi freschi, con un’ape
attrezzata, nel cortile antistante la sede dell’VIII Municipio di via Benedetto
Croce. L’iniziativa, nata da un’intesa tra l’istituzione locale e la
cooperativa integrata, che opera all’interno dell’Istituto agrario di via di
Vigna Murata, sarà ripetuta tutti i martedì di luglio dal 16 fino al 30.
Decine e decine di scarafaggi hanno trovato la loro abituale dimora nel parco di fronte all’oratorio di San Filippo Neri. Hanno certamente dimostrato il loro gusto estetico nella scelta dell’area urbana, ma la loro presenza rende ancora più manifesta l’incuria, in cui versa il parchetto dedicato a Monsignor Nobels con erba alta, giochi dimezzati per l’usura e i vandalismi. Ci si chiede come i bambini potranno usare quell’area così degradata con le tante, tantissime blatte nere che la invadono già dal tramonto. Una risposta non la vediamo, ma si spera nel subitaneo intervento del Municipio Roma VIII e dell’Ama
“La città è in difficoltà come mai prima di oggi. L’emergenza
per la mancata raccolta dei rifiuti è sotto gli occhi di tutti”, il minisindaco
dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri è di nuovo alle prese con il problema
spazzatura. E come dargli torto?
Vie inondate da un odore nauseante proveniente dai cassonetti, spazzatura accumulata vicino ai secchioni, la differenziata che sembra ancora essere una meta irraggiungibile per la nostra città. E allora, inizia il conto alla rovescia della “Marcia per la dignità e la salute pubblica”. Un evento invocato dal Municipio Roma VIII che partirà da piazzale Ostiense Martedì 9 Luglio alle ore 18:00. Da Piramide si passerà attraverso Via delle Conce, Pellegrino Matteucci e Via Benzoni, fino a giungere a metro Garbatella.
Più volte Ciaccheri assieme ad altri Presidenti hanno
ribadito alla Sindaca Raggi di poter collaborare assieme, così da iniziare una
serie di interventi e tamponare l’emergenza viste le condizioni dell’AMA ormai
allo stremo. E non parliamo solo dei lavoratori in situazioni degradanti, ma a
quanto pare, a causa di vari cassonetti incendiati, solo nel 2019 si è arrivati
a ben 200mila euro di danni all’Azienda.
“Per uscire dall’emergenza, Regione e Governo hanno emanato un’ordinanza per ripulire al più presto la città. È ora che la Sindaca faccia la sua parte. Noi ribadiamo disponibilità a collaborare, ma non siamo più disponibili ad aspettare oltre. Ci mobilitiamo per ripristinare la dignità della città e per la tutela della salute pubblica” ha concluso il minisindaco Ciaccheri.
Erano circa le 11 del mattino di Mercoledì 26 Giugno, quando
un uomo ha impugnato un coltello ed ha cominciato ad infliggersi dei tagli sul
braccio. Il tutto, è avvenuto di fronte agli occhi di decine di residenti, i
quali erano in fila con l’uomo negli uffici anagrafici di via Benedetto
Croce.
Non si sanno i motivi per cui l’uomo abbia iniziato a farsi del male, sembra però che si trovasse nell’ufficio per il ritiro di alcuni documenti. Fin da subito sono state avvertite le forze dell’ordine da chi era presente al momento dell’accaduto. Gli agenti dei commissariati Colombo e Tor Carbone appena giunti hanno impedito che l’uomo continuasse a lesionarsi. Per fortuna, non ci sono stati altri feriti.
Una volta portato via l’uomo, gli agenti sono rimasti per cercare testimonianze e accertare le motivazioni che lo hanno spinto a questo gesto, ma non si hanno ancora avuto riscontri.
Archiviata la sbornia elettorale delle Europee è tempo di bilanci. Anche noi di Cara Garbatella, vogliamo dare il nostro contributo, innanzitutto informando i cittadini sui risultati locali, quelli dell’VIII Municipio di Roma di cui ci occupiamo. Cominciamo con le vere novità. La Lega di Salvini, risultata la forza politica vincitrice di questa tornata elettorale a livello nazionale, nel nostro territorio ha fatto un balzo da gigante passando dal niente dei 730 voti nel 2014 (1,2%) al secondo posto con 11.101 suffragi del 2019 pari al 19,53%. Un dato inferiore al voto romano (25,8%), che tuttavia strappa al Movimento 5 Stelle il secondo posto in classifica e conferma la supremazia della Lega nell’area di Centro Destra. L’altra novità è la ripresa del Pd. Nei nostri quartieri( Garbatella, San Paolo, Ostiense,Tormarancio, Montagnola, Roma 70, Ottavocolle e Tor Carbone), infatti, il Partito democratico a guida Zingaretti si attesta al primo posto con 21.762 voti pari al 38,29%: un risultato inferiore al fantasmagorico 46% incassato cinque anni fa da Renzi, ma pur sempre superiore alla media romana (30,6%) e nettamente più alto del dato nazionale (22,7%). Un esito che, seppure certifica in termini assoluti una perdita di circa 6000 voti, è sicuramente incoraggiante per la nuova gestione del partito e della coalizione locale guidata da Amedeo Ciaccheri. A tutto ciò si aggiunga che il Municipio esprimeva come candidato autorevole Massimiliano Smeriglio, ex vice presidente della Regione Lazio, che è stato eletto sugli scranni di Strasburgo.
Per il Movimento 5 Stelle le cose non vanno niente bene. Il voto del 28 maggio conferma il trend negativo delle ultime scadenze elettorali. Infatti la forza politica di Di Maio nel nostro Municipio incassa il 15,32% (8.706 voti), niente a che vedere con il 21,98 del 2014 (pari a 13.814 voti). Ed ora vediamo le altre forze nel campo della Destra: se da una parte Fratelli d’Italia raggiunge un buon 8,21% con 4.664 voti, Forza Italia si dimezza scendendo al 4,82% (nel 2014 era l’11,79%). Complessivamente i partiti del Centro Destra, tranne la Lega, confermano nell’VIII Municipio, più o meno le percentuali romane. Per le altre formazioni politiche si è trattato di pura testimonianza perché sia La Sinistra che Europa verde e Europa Italia in comune della Bonino non hanno superato lo sbarramento del 4% a livello nazionale e sono rimaste fuori dal Parlamento europeo. Veniamo ai candidati locali. Massimiliano Smeriglio, indipendente nelle liste del Pd, ha ottenuto nel collegio Italia centrale ben 73.061 preferenze, risultando eletto al 4° posto dopo Simona Bonafè, Pietro Bartolo e David Sassoli. E’ interessante osservare che solo nel Lazio Smeriglio ha ottenuto 67.311 ( 46.256 nella Provincia di Roma e 30.000 a Roma città) a confermare il radicamento nel territorio dell’ex Vice presidente della Regione Lazio e braccio sinistro di Zingaretti. Invece l’altro candidato locale Nando Bonessio della lista Europa Verde, pur conseguendo un buon risultato personale con 2120 preferenze (4° posto), non è stato eletto perché la lista, con il 2,14 % a livello nazionale, non ha superato la soglia di sbarramento del 4%.
Via al progetto per le nuove piste ciclabili nel Municipio
VIII, e probabile via, anche alle conseguenti polemiche. Si discute infatti sui
posti auto, che diminuirebbero per far posto agli interventi di riqualifica. Ma
dove sorgeranno queste piste? E quanti parcheggi in meno sarebbero?
Sono tre i progetti che secondo l’amministrazione capitolina,
già entro il 2019, potrebbero andare a bando.
Il primo riguarda una ciclabile su viale Giustiniano Imperatore: si tratterebbe di un collegamento tra
Marconi e la Cristoforo Colombo. Pista che andrebbe poi a congiungersi con
quella già presente che porta verso l’Eur da una parte, e a Circo Massimo
dall’altra.
Altro punto è quello su via
Ostiense: nella parte che dalla Basilica di San Paolo arriva fino a
Piramide. Tratto importante soprattutto per gli studenti fuori sede di Roma3,
che avrebbero l’opportunità di usufruire della Roma-Lido proprio da
Piramide.
Ultimo, ma anche il più critico, è sulla Circonvallazione Ostiense: attraverso il Ponte Spizzichino, si
collegherebbero la Cristoforo Colombo con l’Ostiense. Allacciamento interessante,
ma già arrivano le preoccupazioni. Per cosa?
Si sa, ad un romano puoi dire tutto. Nel traffico della
Capitale siamo abituati a sentirci dire insulti fino ai nostri trisavoli, e al
massimo rispondiamo con battute ancora più creative. Ma se c’è una cosa che ad
un romano non va toccato, è il parcheggio
Secondo lo studio dell’Agenzia per la Mobilità, con la ciclabile sulla Circonvallazione i parcheggi diminuirebbero del 30%. La zona è molto trafficata, lo sa bene chi la mattina deve parcheggiare sulla Circonvallazione per andare al lavoro. Perciò, polemiche e dibattiti sulla nuova pista, vi attendiamo.
Classe 1984, già due volte campione del Mondo WBA dei pesi supermedi, Giovanni De Carolis torna sul ring il 21 giugno all’anfiteatro Parco della Pace pronto a difendere la cintura WBC International.
Questo sport continua a regalargli emozioni, e lui, continua a regalarle ai suoi fan, a chi lo segue ovunque, a chi si allena in quella palestra casereccia nel quartiere Montagnola. La Team Box Roma XI, dove è cresciuto lui e tanti altri ragazzi, una palestra d’altri tempi: essenziale, un ring dei sacchi e degli spogliatoi sgangherati. Entrando lì si respira aria di casa, tutti si conoscono, e quando Giovanni combatte, tra il pubblico si riconosce sempre la curva Team Box. Con le urla riescono a mettere k.o. gli altri tifosi al primo minuto del primo round.
C’è aria di casa ma anche di rispetto e umiltà. E chi conosce
Giovanni lo sa, quando entra con il borsone a tracolla, la tuta e il passo
svelto dello sportivo, non c’è una volta che non ti sorride: chiunque tu sia.
Umile come pochi campioni sanno essere. Tanto che quando lo vedi per la prima
volta viene da chiederti, ma è davvero lui?
Stavolta, il campione della Team Box scortato dai suoi fan e
dagli allenatori Italo Mattioli e Luigi Ascani, dovrà difendere la sua cintura
WBC contro il 39 enne armeno Khoren Gevor. L’incontro era programmato al Parco
Archeologico di Ostia Antica, ma “la responsabile del parco non vuole eventi
sportivi”, ci ha spiegato Italo. E così, l’appuntamento rimane per il 21 giugno
ma nell’anfiteatro del Parco della Pace, alla Pisana.
E noi non possiamo che augurarti un grosso in bocca al lupo campione. Daje! Come direbbero alla Team Box.
Immagini musicali innovative e brani di repertorio si fondono in un percorso del tutto originale nel Concertacolo del cantautore e polistrumentista romano, Pino Marino, che andrà in scena venerdì 14 giugno alle 21,30 al Parco del Caravaggio (Viale delle Accademie). Con lui, sul palco, Alessandro D’Alessandro, organetto solista e coordinatore artistico dell’Orchestra Bottoni.
Una
forma di spettacolo liberata dall’ordine delle scalette e affidata al rigoroso
disordine del procedere a braccio. Fra le canzoni del suo repertorio, gli
aneddoti, i racconti, la sperimentazione di ciò che poi verrà portato nei
teatri e l’improvvisazione, prende forma di volta in volta e da luogo in luogo,
il non previsto.
Con
un’intesa attività concertistica e collaborazioni con numerosi musicisti
italiani e stranieri, Pino, dopo due anni di tour teatrale di uno zio Vanja di Checov
con la regia di Vinicio Marchioni, sta lavorando alla colonna sonora dell’adattamento
cinematografico dell’opera, divenuta un vero e proprio film su Checov e la sua
vitale contemporaneità con i nostri giorni. In lavorazione, nel mentre, c’è il
quinto disco a suo nome.
Lo spettacolo, ad ingresso libero, è parte del programma della manifestazione organizzata da “Sei Uno di Noi”, il nuovo blocco sociale che raggruppa centinaia di realtà molto differenti dalle parrocchie ai sindacati fino ai comitati per l’abitare e alle associazioni contro disuguaglianze, mafie e razzismo alle reti studentesche.
Invasi dalla mondezza: cittadini sul piede di guerra
di Stefano BAIOCCHI
Cassonetti strapieni, immondizia maleodorante di ogni genere ammassata per strada. La Garbatella insorge davanti alla piaga rifiuti, che con l’arrivo del caldo estivo diventa una vera e propria emergenza ambientale e sanitaria. I cittadini sono stanchi di questa situazione di degrado e di totale abbandono. Marco Albani titolare del Lucky Star, lo storico bar di via Luigi Fincati, è uno dei tanti “esasperati” , che quotidianamente si batte per il decoro della strada dove esercita la sua professione. Organizza manifestazioni e proteste, arrivate fino in Campidoglio con l’intervento del capogruppo di Forza Italia Davide Bordoni, il quale ha parlato, tra l’altro, di “quadro desolante alla Garbatella, uno dei centri più importanti della movida romana”. Davanti all’ esercizio commerciale di Albani, di fronte all’ingresso del Lotto 9, stazionano, infatti, quintali di rifiuti, che sono rimossi soltanto sporadicamente e che coprono interamente i cassonetti e gli spazi circostanti. Ogni giorno Marco (come tanti altri) è costretto a combattere anche contro l’inciviltà di alcuni. “È una battaglia che sembra persa, ma non mi arrendo, tutti i giorni pulisco il marciapiede davanti al bar e quotidianamente sono costretto anche a discutere con i cittadini, che gettano i rifiuti a casaccio, senza preoccuparsi minimamente della raccolta differenziata, né di dove collocare il sacchetto pieno di leccornie per topi e gabbiani”.
Sul piede di guerra anche il Municipio VIII a fianco dei cittadini. Martedì 18 giugno nella sede di via Benedetto Croce il Presidente Ciaccheri ha organizzato un’assemblea aperta in cui sono emerse diverse proposte, tra cui quella di parcellizzare l’Ama e rendere responsabili della raccolta direttamente i Municipi. Lo stesso Ciaccheri un anno fa fu autore di una clamorosa protesta quando scaricò qualche chilo di spazzatura di fronte alla sede della Municipalizzata, responsabile secondo lui di non eseguire adeguatamente la raccolta dei rifiuti sul territorio. L’assessora all’ambiente di Roma Capitale Pinuccia Montanari rispose che avrebbe presentato una denuncia nei confronti dello stesso Ciaccheri per procurato allarme. Sappiamo com’è finita: l’assessora non è più al suo posto e il Municipio continua a soffrire di “monnezza”. Anche il Codacons sta facendo la sua parte: ha presentato un esposto nei confronti dell’Ama, il che ha costretto la neo-presidente dell’azienda, Luisa Melara, a convocare Marco Ramadori , responsabile dell’associazione consumatori, per discutere dei cassonetti stracolmi assumendosi impegni concreti per risolvere l’emergenza. Il Codacons, dal canto suo, ritirando la denuncia, si è però impegnato a ripresentarla se la situazione non dovesse migliorare. Ma il problema dello smaltimento dei rifiuti nella città di Roma risale ormai a diversi decenni fa. Era il 1978, o giù di lì, quando in televisione apparve Dusty, un simpaticissimo personaggio dei cartoni animati, simile a un canguro, che aveva lo scopo di sensibilizzare i bambini sulle tematiche legate all’ambiente. Quarant’anni fa, però, vivevamo ancora in una società che produceva meno immondizia, dove l’acqua minerale si vendeva in vetro (che era “a rendere”), dove però si bruciava tutto in un’enorme discarica, che produceva diossina e contagiava irrimediabilmente l’ambiente minando seriamente la salute dei cittadini. Nel marzo 2013 l’Italia è stata addirittura denunciata alla Corte di Giustizia Europea dalla Commissione per l’ambiente poiché parte dei rifiuti scaricati a Malagrotta non avrebbe subito il trattamento meccanico-biologico (TMB), imposto dai regolamenti comunitari per ridurre la consistenza volumetrica dei rifiuti consentendone un loro eventuale recupero. La discarica fu chiusa nell’ottobre del 2013 dal Sindaco di Roma, Ignazio Marino, e dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
Mondezza alla Garbatella
Con l’avvio della raccolta differenziata sono cominciati però i primi problemi: evidentemente il messaggio di Dusty non fu all’epoca interamente recepito. Moltissimi cittadini romani continuano a non impegnarsi nel separare i rifiuti di casa, molti altri si affidano a ditte a dir poco losche per lo smaltimento, ad esempio, dei calcinacci o di altri rifiuti solidi ingombranti. Altri ancora, quando devono gettare un televisore non funzionante o dei vecchi materassi, non si fanno scrupoli di nessun tipo. Gli esempi potrebbero essere infiniti e di varia natura. C’è anche chi, trovando il raccoglitore della plastica pieno, getta le bottiglie e i flaconi nei cassonetti dei rifiuti organici o viceversa. È chiaro quanto tutto ciò inceppi e complichi ulteriormente il meccanismo della raccolta. Probabilmente il vero problema è all’origine, cioè in quei fili che legano il Campidoglio e l’Ama. Dal 2016, ovverosia dall’insediamento della Sindaca Virginia Raggi, l’Azienda della nettenza urbana — per volere della stessa Prima cittadina — ha visto alternarsi ben cinque consigli di amministrazione. E poi, dulcis in fundo, alla mancata approvazione del Bilancio da parte di Roma Capitale, arrivò il siluramento che ha portato alle dimissioni della stessa Assessora Pinuccia Montanari, che caldeggiava le ragioni del precedente Cda in polemica con la Sindaca: l’Ama sostiene di vantare un credito per i servizi commerciali che il Comune si rifiuta di riconoscere. Il bilancio 2017 non è ancora approvato con le difficoltà di Ama che sono sempre più evidenti, anche perché nel frattempo sono andati a fuoco, si sospetta per dolo, due impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati. Mentre è di due settimane fa la notizia che è stato nominato un nuovo Cda con Luisa Melara presidente, affiancata dal commercialista Paolo Longoni e dal geologo Massimo Ranieri, la città è sommersa dalla mondezza. La raccolta differenziata è in sostanza ferma al 46,3%: nonostante le promesse all’insediamento del nuovo corso Cinque Stelle in Campidoglio. Intanto la Sindaca continua a minimizzare ciò che è sotto gli occhi di tutti, dove ratti, piccioni e gabbiani banchettano e l’olezzo dei cassonetti si diffonde ovunque. Le opposizioni accusano l’Ama di non avere un piano industriale, né di aver individuato nuove aree dove portare a termine i trattamenti preposti. Fatto gravissimo, sostiene la Consigliera del Partito Democratico Valeria Baglio, perché “con il caldo si rischia l’emergenza sanitaria, non basta dire che il nuovo management risolverà i problemi poiché si tratta dell’ennesimo cambio in corso d’opera e l’Ama è stata portata sull’orlo del collasso a causa delle scelte sciagurate su bilanci e piani industriali”. “La sindaca Raggi, l’assessore Lemmetti e il responsabile con delega alle partecipate dott. Giampaoletti — continua Baglio – sono i veri responsabili di quanto sta accadendo nella Capitale”.
Situazione di stallo per il Farmer’s Market della Garbatella. Nell’attesa di un bando che tarda ad arrivare, il mercato contadino a vendita diretta di via Passino attende per fine giugno la decisione del Tar sulla richiesta di sospensiva avanzata dai gestori, che allo scadere del contratto non hanno riconsegnato le chiavi. Il mercato, infatti, continua a svolgersi, mentre il Dipartimento dello Sviluppo Economico ha disposto che la polizia locale ne verifichi l’attività o meno. Inoltre, sulla struttura pende da tempo la necessità di realizzare alcuni interventi di adeguamento che, a quanto si apprende, potrebbero essere a carico del vincitore del nuovo bando e da portare a termine a mercato chiuso (un’eventualità che potrà essere accertata solo con la stesura del bando). Il Dipartimento, dialogando con il SIMU (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) e con l’ufficio tecnico municipale, ha fatto dei sopralluoghi nella struttura per capire quali lavori effettivamente effettuare, la loro entità e se è necessario far cessare l’attività all’interno nel momento in cui si svolgeranno.
“Non sappiamo quando uscirà il bando — ci racconta Leslie Capone, assessore delle Attività produttive dell’VIII Municipio — ma la decisione del Tar sarà dirimente per tutti. Se il Tar concederà la sospensiva, è chiaro che per il momento l’attività potrà continuare, in caso contrario, sarà necessario capire quali interventi il Dipartimento dello Sviluppo Economico vorrà avanzare. Rimane sempre aperta la richiesta, reiterata più volte come Municipio, di consentire l’attività fino alla nuova assegnazione”. Significative novità, invece sul mercato “temporaneamente” collocato su via di Santa Galla da 17 anni. Il 18 giugno scorso, l’assemblea capitolina, all’unanimità, ha impegnato la Sindaca e la Giunta con una mozione nella quale si chiede : le verifiche urbanistiche e gli atti necessari ad identificare l’area più idonea e ad adeguarne la destinazione d’uso; il finanziamento di un opportuno progetto che risponda in tempi brevi e certi alle esigenze del territorio, la riqualificazione delle aree limitrofe nonché l’uso di materiali riciclati e riciclabili; la realizzazione del “Nuovo Mercato di Santa Galla”, volto a garantire un servizio di qualità ai cittadini del Municipio VIII di Roma Capitale e un luogo di lavoro idoneo e degno per gli operatori del commercio su area pubblica che lì esercitano la loro attività; il necessario sostegno alla progettazione ed alla realizzazione dell’opera da parte degli uffici competenti. Bisognerà, quindi, metter mano ad un progetto complessivo che, d’altra parte, il Municipio VIII già ha nel cassetto.
“A maggio — racconta l’assessore Capone — abbiamo realizzato uno studio di fattibilità per il mercato, trasmesso al presidente della Commissione commercio, Andrea Coia, e all’assessore allo Sviluppo economico, Cafarotti, per una valutazione della fattibilità del progetto e per lo stanziamento delle risorse necessarie per la sua realizzazione. Difficile dare una risposta sulle tempistiche, sebbene il Comune abbia espresso la sua volontà”. Infine sul fronte del nuovo plateatico di via R.R.Garibaldi che ospiterà anche i banchi di via Odescalchi: “Abbiamo consegnato le chiavi a tutti gli operatori del mercato, dando novanta giorni di tempo per l’allestimento ed immaginiamo che a settembre si possa inaugurare il “Mercato del Parco” promette l’assessore Capone. Contemporaneamente si stanno svolgendo alcune riunioni per preparare l’inaugurazione e superare le ultime problematicità: la morosità di qualche operatore, la costituzione dell’AGS per la gestione del futuro mercato. Si sta anche ragionando sull’eventuale copertura, che attualmente non è stata ancora predisposta. Per quanto riguarda, invece, l’area attualmente utilizzata dal mercato si sta lavorando per far sì che ridiventi parte integrante del parco.
Povere ma belle e soprattutto ben fatte: le case della Garbatella, nonostante i loro 90 anni ed oltre e la pochissima manutenzione, reggono bene il passare del tempo. Quello che vorrei descrivere in questo articolo è come sono state costruite le prime lottizzazioni edificate tra il 1921 e il 1930 e con quali materiali. Siamo in anni in cui non c’erano macchinari e tutto si faceva con la forza della braccia.
Veduta del lotto di via Magnaghi
Il trasporto si effettuava principalmente con carri trainati dai cavalli. Molti quartieri come Esquilino o Prati erano stati costruiti con grandi viali ed edifici di 5/6 piani, mentre per questo quartiere la pianificazione va in senso contrario e ci si ispira al piccolo borgo (borgata-giardino) con tecniche e materiali tradizionali della regione. Le abitazioni sono quindi costruite principalmente con il tufo, i mattoni, calce e pozzolana come legante e legno per i tetti; unica eccezione sono le travi di ferro usate per i solai. La progettazione dei siti dove costruire strade, piazze e case, veniva fatta considerando l’orografia dei luoghi per ridurre al minimo gli sbancamenti.
Particolare del lotto 8 a via Fincati
Si scelsero le colline perché considerate più salubri e lontane dal Tevere e l’Almone e meno infestate da zanzare, in quei tempi portatrici di malaria. Le piazze vennero collocate su zone pianeggianti e sui crinali delle colline, con le strade a scendere verso il basso in modo che anche le canalizzazione fognaria avesse pendenze, che seguivano quelle naturali del terreno. Le fondamenta delle case erano scavate a mano e scendevano a 2 o 3 metri di profondità fino ad arrivare ad un terreno compatto e stabile. La larghezza di queste trincee era di 80 cm per le case a 2 piani e fino a 1 metro e 20 per edifici a 3/4 piani. Lo scavo veniva poi riempito di pezzi di tufo di scarto, chiamato pezzame, perché di piccola dimensione o non idonei alla muratura di elevazione. Questa tecnica è chiamata “fondamenta a sacco”. Fatte le fondamenta, si procedeva alla muratura di elevazione perimetrale e dei muri maestri, in blocchi di tufo; a intervalli di 1 metro veniva posto un piano di 2 file di mattoni. Anche gli angoli e le riquadrature delle porte e finestre venivano fatti con mattoni per dare più stabilità alla struttura.
La caratteristica palazzina a piazza Masdea
Sopra le finestre e le porte venivano usati mattoni per formare un architrave, posizionati in verticale obliquo dalle due parti con una chiave di volta a chiudere. I blocchi di tufo erano scelti dal muratore ed eventualmente lavorati per un perfetto incastro e in modo da dare alla parte interna ed esterna una struttura più lineare e piatta possibile. Le parti interne venivano riempite con i pezzi di scarto più piccoli e con la calce. Tale tecnica è chiamata opera incerta. La maestria e l’occhio del muratore erano fondamentali per una buona riuscita dell’opera. Questi elementi (tufo e mattoni) in molti edifici sono posati in maniera oltre che strutturale anche ornamentale, tecnica chiamata “faccia vista”, una delle caratteristiche di questo quartiere. Il piano terra, che fino a pochi anni prima era poggiato direttamente al livello del terreno, veniva rialzato per evitare fenomeni di umidità. Si costruivano delle volte a sesto ribassato in mattoni, che si possono vedere ancora nelle cantine, perché avevano costi più bassi rispetto ai solai in travi di ferro e laterizi, che venivano usati per i piani intermedi. Per alleggerire il carico sui travi in ferro, venivano costruiti dei muri in mattoni in piano larghi 16 cm, che erano anche dei tramezzi tra le stanze, chiamati muri di spina: di fatto si tratta di muri maestri più piccoli. Il tetto veniva costruito con travature in legno e, dove occorreva, con capriate e ricoperto con tavolato su cui poggiavano le tegole.
Piazza Santa Eurosia lotto 24, sullo sfondo la cupola di San Francesco Saverio
Nella parte sottostante il tetto veniva fatta un controsoffitto in legno e rete metallica, poi intonacato, chiamato camera a canne. Per gli intonaci veniva usata calce e pozzolana, con sopra uno strato di calce per rendere liscia e bianca la parete, chiamata colletta, fatta con grassello di calce e polvere di marmo. Gli intonaci esterni sono sempre in pozzolana, ma senza lo strato di grassello e pitturati con tinte a base di calce; come colore si usavano gli ossidi o i pigmenti naturali. Gran parte delle case hanno degli stucchi e delle cornici alle finestre o delle parti in finta pietra fatte in calce con aggiunta di gesso: delle autentiche perle di maestria difficilmente replicabili. Impianti elettrici e idraulici erano realizzati in esterno ai muri, tubi in piombo e fili elettrici a treccia rivestiti in tessuto con gli isolatori in ceramica erano, dunque, a vista e servivano solo per illuminazione. In bagno oltre al water e a un lavamani non era prevista doccia o acqua calda.
Non c’erano riscaldamento o gas e le cucine erano alimentate a carbone, con le canne fumarie che vediamo ancora oggi fuoriuscire dai tetti, costruite in modo da diventare un elemento decorativo, ma funzionale. Il cemento era quasi inesistente, fatta eccezione per scalini e pavimenti che erano in graniglia, un impasto di cemento bianco e frammenti di pietra. Dal punto di vista costruttivo, tecnico, economico ed estetico, in considerazione di quei tempi, il rapporto qualitàprezzo era ottimale e i risultati con il passare del tempo lo dimostrano. I materiali usati erano i più economici e quelli principali, come tufo e pozzolana, venivano estratti nelle cave delle vicinanze, alla Montagnola e sulla via Ardeatina, ma non è escluso che in parte siano stati reperiti direttamente sul posto. Preservare queste case è un dovere perché esse costituiscono un esempio virtuoso di come si possano fare bene ed al contempo belle e economiche.
Giovedì 13 giugno alle 20,00 al teatro Palladium di piazza
Bartolomeo Romano andranno in scena commedia e canto popolare corale di grande
piacevolezza. Sarà anche l’occasione per la Garbatella di riabbracciare un suo
“figlio d’arte”, il maestro Fabrizio Barchi che, con i cori Femminile Eos e
Musicanova darà vita a due originali e godibili messe in scena: “A Roma se racconta che…” e “Roma che in…canta” (quest’ultima portata
anche all’Expo di Milano 2015 in rappresentanza della coralità regionale del
Lazio).
Si tratta di due spettacoli ambientati in una Roma di fine
‘800. Testi ironici e disincantati uniti a canti corali di elevata fattura
cantati a braccio, a battibecco, a dispetto, nella migliore tradizione popolare
romana.
Potranno essere riascoltati brani immortali come Sora Menica, Nina si voi dormite, Tanto
pe’ cantà’, Arrivederci Roma e
altre arie popolari originalmente riarmonizzate dallo stesso maestro Barchi e
da altri rinomati musicisti.
Il maestro Barchi, nato e cresciuto alla Garbatella, iniziò
proprio qui la sua carriera di direttore di coro con la Corale San Filippo le
cui prove e prime rappresentazioni si svolgevano alla Chiesoletta. Nel 1979,
dopo aver completato i suoi studi al Pontificio Istituto di Musica Sacra di
Roma, ha condotto numerosi cori: oltre ai già nomininati Musicanova e Femminile Eos,
dirige il coro di voci bianche Primavera,
il coro Iride, quello del Liceo Scientifico Primo Levi di Roma e
quello del Liceo Enriques di Ostia,
con i quali ha vinto, nel corso degli anni, numerosi premi nazionali e
internazionali. E’ stato vicedirettore della Cappella Musicale Lateranense, nel
2006/2007 ha assunto la carica di direttore della corale della Basilica di San
Paolo fuori le mura ed è attualmente titolare della cattedra di conduzione di
coro presso il Conservatorio Lorenzo Perosi di Campobasso. Vanta
collaborazioni, come maestro del coro, negli allestimenti di opere liriche e
nella produzione di colonne sonore e brani musicali con i compositori Ennio
Morricone, Leo Brouwer, Marco Frisina ed i cantanti Mina, Andrea Bocelli e
Angelo Branduardi.
INFO E PRENOTAZIONI: Intero 10€ Ridotto per gli associati 8€ Gratuito per i bambini con età inferiore a 10 anni
I biglietti possono essere prenotati presso i seguenti contatti (indicare un nome e il numero di persone): biglietti.musicanova@gmail.com C 39.335.8721162 I posti sono assegnati in base all’ordine di prenotazione.
Nelle ultime settimane è uscito nelle edicole e nelle librerie il terzo Quaderno di Moby Dick edito dalla casa editrice Iacobelli (208 pagine 15 euro), curato dal Tavolo archivio storico e centro di documentazione dell’VIII Municipio. Il titolo “Tor Marancia, borgata di Roma. Dal fango di Shangai ai colori dei murales” è esplicativo del contenuto dell’ultimo lavoro del collettivo redazionale composto da giornalisti, storici, architetti e cittadini, che da anni lavorano a svelare i segreti e la storia dei quartieri di Garbatella, San Paolo, Ostiense, Tormarancio, Montagnola.
Dopo il lancio d’inizio giugno all’hub culturale Moby Dick, venerdì 14 il Quaderno n. 3 è stato presentato dall’associazione parco della Torre nella suggestiva cornice del lotto di San Quintino.
Nella quarta di copertina del primo ed esaustivo lavoro editoriale su Tormarancio si legge:” Tor Marancia è una borgata di edilizia intensiva costruita alla fine degli anni Quaranta dall’ Istituto Case Popolari su una porzione di territorio situata alla sinistra della Cristoforo Colombo in direzione Eur, tra l’attestamento di piazza dei Navigatori e la Basilica di San Sebastiano sull’Appia antica. Fino alla fine dell’Ottocento questa era una vasta area rurale con una Tenuta agricola, qualche casale di campagna, le catacombe dei primi cristiani, alcune torri di avvistamento di epoca medievale, cave di tufo, una marrana e diversi fontanili.
Solo nel 1930/31 furono costruite ai confini della proprietà Santambrogio (ex Mons.Nicolai) le casette Pater su via delle Sette Chiese e qualche anno più tardi, nel 1933,la misera Borgata di Tormarancio nella famigerata “buca di Shangai”. Un esempio significativo di esclusione degli strati popolari più poveri della Capitale operata dal regime fascista, dove trovarono posto i diseredati delle baracche abusive e gli sfrattati.
Solo nei primi anni Cinquanta, dopo una stagione di lotte per la casa e il lavoro, la baraccopoli venne completamente demolita. Da qui ebbe inizio la rinascita di questo pezzo di città con i nuovi edifici Iacp, oggi valorizzati dai colori dei murales della Street art”. Il volume, corredato da tantissime fotografie d’epoca in bianco e nero, contiene diversi contributi di carattere storico, urbanistico e di attualità.
Gli scritti sono di: Fabio Alberti, Mirella Arcidiacono, Eleonora Coderoni, Flavio Conia, Claudio D’Aguanno, Milena Farina, Simona Fiorentini, Piero Fumo, Pasquale Grella, Floriana Mariani, Giuliano Marotta, Maria Paola Pagliari, Giovanni Pietrangeli, Sergio Rappino, Gianni Rivolta, Valerio Sannetti, Luciano Villani. Prefazione di Amedeo Ciaccheri.
Dal 7 al 23 giugno al Parco del Caravaggio si è svolta la prima Festa promossa da “ Sei 1 di noi”, un gruppo nato dall’ incontro tra la “Rete dei numeri pari”, che raduna al proprio interno diverse associazioni operanti sul territorio romano (i movimenti per l’abitare, SCuP un progetto di palestre popolari, la Casa Internazionale delle Donne ed altri) e la Cgil di Roma e del Lazio.
Nei numerosi stand i gruppi promotori hanno illustrato le loro attività e mostrato libri, magliette e tanti altri prodotti. Presente anche un punto ristoro, molto frequentato in queste sere ormai estive, e un bar gestiti “dal Buonista – Osteria Accogliente,” che a Settembre diverrà un locale al Pigneto. Numerosi dibatti e tanta musica hanno animato la Festa. Agli incontri sono intervenuti Don Luigi Ciotti di Libera, Guido Viale, Gianfranco Pagliarulo Vicepresidente dell’ANPI, il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, il Segretario Generale della Cgil Maurizio Landini e molti altri.
Si è parlato di temi sociali, ambientali, di economia e di integrazione, ma anche di riifiuti in “DeLiberiamo Roma! Fermiamo il degrado dei rifiuti a Roma.“; di migranti in “ Lavoro migrante e accoglienza”; di ecologia in “Il futuro ha messo radici nel presente. E poi la musica di grande livello. Da Enrico Capuano esponente del Rock-folk italiano, al jazz di Gabriele Capuano e della sua Testaccio Klezmer Orchesta.
“Il percorso Sei Uno di Noi nasce lo scorso autunno- spiega uno degli organizzatori – lanciando un appello che ha unito centinaia di persone nella battaglia contro mafie, povertà e diseguaglianze che, pure in una città come Roma, crescono in modo preoccupante. Il percorso è stato allargato coinvolgendo le realtà sociali impegnate su questi temi, a partire dalla Rete dei Numeri Pari, che mette insieme associazioni, sindacati, cooperative, parrocchie, movimenti per il diritto all’abitare, reti studentesche, centri antiviolenza, comitati di quartiere, scuole, progetti di mutualismo sociale, spazi liberati e semplici cittadini.
Si tratta di un percorso inclusivo, rivolto a tutti e tutte coloro che non si arrendono alla narrazione di chi usa il potere, l’odio e il rancore per nascondere e non risolvere i nostri problemi sociali ed economici”. Un programma di rilievo per una Festa, che ha dato voce a una Roma spesso spinta ai margini e che vuole tornare visibile riguadagnando la propria dignità.
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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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