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I nuovi banchi inaugurati dalla Sindaca Raggi a via Rosa Guarnieri Carducci

Finalmente apre il mercato del Parco, ma chiude il Farmer’s market di via Passino

di Daniele Ranieri

C’è chi apre e chi chiude. A distanza di una settimana dalla serrata del Farmer’s Market, il mercato dei produttori  di via Passino, domenica 1 dicembre finalmente è stato inaugurato il nuovo plateatico di via Rosa Guarnieri Carducci.  L’apertura, prevista già da tempo,  era stata più volte rinviata per difficoltà con l’Acea per la sistemazione di una adeguata centralina elettrica.  Il nuovo mercato permetterà di chiudere due punti vendita che versano in precarie condizioni igieniche, uno esistente a pochi metri di distanza su via Rosa Raimondi Garibaldi e l’altro sito in Via Odescalchi. Al taglio del nastro, oltre agli amministratori locali Amedeo Ciaccheri e Leslie Capone, è intervenuta la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Ma cerchiamo di capire il perché della chiusura di via Passino, dove venticinque aziende agricole e circa duecento lavoratori, tra diretti e indiretti, si troveranno senza un punto vendita importante per la loro attività. Un vero peccato visto che le tradizionali bancarelle dei produttori erano diventate un luogo frequentato e apprezzato non solo dagli abitanti di Garbatella, ma anche da utenti provenienti dai quartieri vicini. Il motivo sembra sia schiettamente burocratico. La concessione affidata alla Metro Service è scaduta e il Comune di Roma, competente in materia, ha deciso di chiudere. Ufficiosamente per procedere a lavori di manutenzione previsti da tempo. In realtà i lavori non avrebbero rappresentato un ostacolo insormontabile data l’apertura del  Market solo nei fine settimana. 

L’VIII Municipio ha tentato fino all’ultimo di trovare una soluzione ponte attraverso  una proroga tecnica. Questa avrebbe garantito l’apertura di via Passino fino al subentro del nuovo gestore dopo un regolare bando. Niente da fare. Eppure questa soluzione è già stata adottata dalla Giunta Raggi, per esempio nel Centro per l’Altra Economia di Testaccio. Una rigidità inspiegabile. Il quartiere così, proprio nell’anno in cui festeggia i suoi 100 anni, si vedrà privato di un utile e caratteristico punto di vendita di prodotti  alimentari genuini, biologici e a Km zero. Al suo posto, nel cuore di Garbatella, ci sarà un grande spazio inutilizzato.

Ci sono novità anche per gli altri mercati rionali. “E’ pronto – ci dice Leslie Capone assessore Municipale alle Attività produttive-, lo studio di fattibilità per risistemare  e coprire quello di S.Galla. I lavori non saranno semplici, probabilmente si dovrà chiudere anche per un periodo la strada adiacente. L’intervento terminerà dopo circa due o tre anni. Stesse condizioni precarie da risolvere per  quello di Piazza dei Navigatori, dove però i lavori inizieranno nei primi mesi dell’anno prossimo”.

Infine ci sono i tre mercati già interessati da interventi  e che si trovano in migliori condizioni: quello di Via Corinto, di Grottaperfetta e della Montagnola. Per il primo sono previsti lavori al tetto e alle strutture antincendio, per il secondo la collocazione di una copertura e per l’ultimo alcune opere di manutenzione ordinaria.

Attraente l’idea, già attuata in altre zone, di aprire  dei punti ristoro,  bar con tavolini al coperto o dei banchi di vendita di cibo cucinato o street food. Le norme già  prevedono che il 10% dei posti  possono essere utilizzati per la somministrazione di bevande o cibo. I bandi sono in preparazione e quindi vedremo presto queste novità. Inoltre si aggiungeranno spazi di vendita di oggetti di artigianato e di lavori creati da ragazzi disabili o gestiti da  associazioni di quartiere.

Il prossimo anno prenderà il via anche il progetto ” Mercati animati”. Verranno utilizzati gli spazi interni ai banchi per  momenti di festa, incontri, notti bianche come è stato fatto quest’anno presso quello della Montagnola. Infine verranno organizzati corsi di educazione alimentare per i ragazzi che frequentano le scuole del quartiere.

“Volontà della Giunta Municipale- dice l’Assessore Capone- è far tornare i mercati rionali a Roma, da sempre luoghi che caratterizzano la vita dei quartieri,  punto di riferimento per gli abitanti di ogni età”.

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La soddisfazione del Municipio VIII, scetticismo tra i cittadini

Sarà affidato al Teatro dell’Operail centro culturale ex Mafai

di Giuliano Marotta

Sarà il Teatro dell’Opera a gestire il futuro centro culturale di Tor Marancia, lo ha deciso il Comune di Roma. I finanziamenti per la costruzione dell’edificio ammontano a circa 5,5 milioni di euro e provengono da una parte degli oneri di costruzione del palazzo di vetro di Piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco il cosidetto “bidet” di San Paolo. Inizialmente i soldi erano stanziati per la riqualificazione dell’edificio a via di Grotta Perfetta 309, poiché il progetto ha ricevuto più voti rispetto a quello di Tor Marancia nel concorso online #RomaDecide. Ma non si è potuto procedere poiché parte dello stabile è ancora abitato da famiglie  in attesa della realizzazione di un progetto di auto-recupero. Con la memoria di giunta del 17 settembre 2019 l’amministrazione comunale ha quindi deciso di spostare i fondi su Tor Marancia.

La struttura che si andrà a comporre sarà circa di 2.800 metri quadrati incluso il giardino: di questi 1.735 per le scuole di danza e il coro del Teatro dell’Opera, 500  per il centro culturale a disposizione della cittadinanza e infine 640  metri quadrati di spazi condivisi tra cui il teatro.

Questa suddivisione delle aree, in favore dell’ente gestionale, ha creato vivaci contestazioni durante il percorso partecipato, recentemente concluso, in cui gli abitanti del Municipio Roma VIII, hanno potuto dare la propria opinione e fare proposte su quello che sarà il futuro centro culturale. Alcuni cittadini e il comitato promotore del progetto, lamentano oltre all’iniqua divisione degli spazi, il fatto che il teatro dell’opera non sia l’ente più idoneo per la gestione di un centro culturale locale. E’ un ente esclusivo inserito in un contesto popolare, i corsi di danza e coro sono molto costosi e a numero chiuso, difficilmente saranno accessibili al quartiere.  La scelta del gestore doveva essere condivisa e non imposta, così sembra più un regalo al Teatro dell’Opera che la ricompensazione alla cittadinanza.

La giunta municipale dal canto suo esprime soddisfazione, in quanto  il Teatro dell’Opera è un ente di garanzia nazionale e internazionale, già protagonista l’estate scorsa nelle piazze del municipio VIII con l’Opera Camion, ed è l’unico che si è offerto per garantire la gestione di tutta la struttura. Tor Marancia ritornerà ben presto a poter usufruire di spazi per attività culturali e ricreative. Tra le proposte inserite nel Centro ex Mafai, durante il percorso partecipato, ci sono: sale prove di musica, una palestra popolare gestita dagli abitanti del quartiere, sale espositive e luoghi dove riunirsi, oltre ad un’area esterna.

Al civico 103 in viale di Tor Marancia si sono succedute dal 1963 la scuola elementare Raimondi e il liceo artistico Mafai, fino al 2012 quando la scuola è stata chiusa e due anni dopo ridotta in uno scheletro. Oggi quel luogo, così centrale nel quartiere, è una delle tante manifestazioni dell’abbandono di beni pubblici. Entro la prossima primavera saranno spesi i primi 700 mila euro, già in bilancio, per la demolizione e la bonifica dell’area, una priorità che non si può più rimandare.

Nonostante tutto gli abitanti di Tor Marancia e Navigatori ne escono penalizzati, l’esperimento del concorso online #RomaDecide, voluto dal Comune di Roma, è risultato fallimentare, oltre alla scarsa partecipazione (meno del 2% della popolazione del municipio), il quadrante interessato dalla cementificazione, non ha ottenuto nessuna ricompensa in termini di servizi. La concessione a poter costruire gli edifici, che oggi vediamo, era stata permessa a fronte di opere pubbliche che non saranno mai realizzate, tra cui un sottopassaggio per autovetture sulla Cristoforo Colombo, un asilo, un parco e dei parcheggi pubblici. Inoltre ben presto s’innalzerà a piazza dei Navigatori un altro mostro di cemento, simile a quello già presente.

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Nelle aree verdi di Garbatella saranno rappresentate quattro figure di donne dimenticate

Edicole e Madonnelle Stradarole

di Giorgio Guidoni

Si racconta che quando nel 1920 venne fondata la Garbatella, le porte delle case avessero tutte la medesima serratura e chiave. La testimonianza di una prima abitante del quartiere arriva a noi grazie al libro di Monica Sinatra “La Garbatella a Roma 1920-1940”, che riporta “… le case nostre ciavevano tutte una chiave, tutte uguale perché tanto non se rubava niente, ciavevi una chiave lunga così, nera che apriva tutte le porte… le chiavi erano tutte uguali perché tanto se tu entravi dentro una casa, non c’era da portatte via niente”. Non si rubava niente allora perché non c’era niente da rubare all’interno di quelle povere case.

Oggi che le nostre case sono piene di oggetti inutili, portiamo con noi mille chiavi per porte, portoni, portoncini, terrazze, cantine, box e casseforti, ma non sappiamo più quale chiave apre quale serratura e spesso perdiamo minuti interminabili per trovare quella giusta. Ma ecco che arriva una nuova chiave, immaginaria e potente, quella che schiude le porte dell’accoglienza, delle pari opportunità, della condivisione e della memoria. E lo fa partendo dalle edicole delle “Madonnelle stradarole” presenti a Roma sui muri e sugli angoli dei tanti palazzi storici, edicole che si fanno risalire addirittura alla Roma di Servio Tullio, nate per proteggere i quartieri in cui era stata suddivisa l’Urbe. Nel corso dei secoli le edicole sopravvivono e assumono un carattere religioso, ma la loro funzione resta quella primaria di illuminare gli angoli bui della città e proteggere i viandanti che spesso erano depredati da ladroni ed assassini. Prendendo spunto da questi argomenti storici viene alla luce il progetto Memorie di Donne Stradarole, che nasce da un’idea dell’artista Marta Cavicchioni e si concretizza grazie al finanziamento del Municipio Roma VIII.

Il progetto prevede la realizzazione di edicole in legno dedicate a quattro figure femminili dimenticate, che saranno realizzate da altrettante artiste e collocate nelle aree verdi di Garbatella per creare un percorso ideale, illuminare gli angoli bui della nostra memoria e proteggere i viandanti dalla violenza della discriminazione. L’originalità del progetto è da ricercare nell’utilizzo di questo strumento antico che viene traslato in un nuovo mezzo di comunicazione popolare, restituendo alla memoria collettiva queste quattro storie, chiavi di lettura per narrare un futuro diverso. Il pubblico si avvicina a temi importanti attraverso il filtro dell’arte e del viaggio in un territorio quotidiano da riscoprire. Le quattro figure femminili rappresentate nelle edicole sono: Raffaella Chiatti, la Sora Lella del lotto 7, partigiana in anni di guerra; Maria De Zayas, scrittrice spagnola del ‘600; Lise Meitner, la fisica austriaca che diede l’esatta interpretazione della fissione nucleare; Hazel Scott, pianista e cantante americana tra gli anni ’30 e ’50. Maggiori informazioni sul progetto si possono trovare sul sito https://donnestradarole.wixsite.com/website.

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Sotto la pioggia battente la 28 esima edizione di Corri alla Garbatella

Pasquale Roberto  Rutigliano e Franca Fiacconi si aggiudicano la corsa tra i lotti Iacp

di Daniele Ranieri

Sotto una pioggia battente si è svolta la 28 edizione della Maratona che si snoda tra le vie della Garbatella. Un’edizione da record. Le iscrizioni per la gara competitiva sui 10 Km  sono state  chiuse con abbondante anticipo, perché era già stato raggiunto il numero massimo dei mille partecipanti.

La mattina si era aperta con la Prima edizione di “Corri forte Cresci bene”, a cui hanno partecipato poco più di 150 ragazzi delle elementari delle scuole del quartiere.  Una gara tiratissima sulla distanza dei 650 metri vinta per i ragazzi da Alessio Ciriello, 10 anni, della V° E della scuola Alonzi e per le ragazze da Olga Melisurgo 6 anni, della I° A della scuola Principe di Piemonte. L’Alonzi, inoltre, ha avuto l’onore di vincere anche la competizione a squadre. Oltre alla gara sportiva i giovani partecipanti si sono espressi anche con elaborati scritti: una frase, una poesia, un racconto per esprimere cosa li spingesse a partecipare alla “Corsa della Garbatella”.  La valutazione degli scritti è stata affidata ad una apposita Commissione che verrà istituita entro il 15 Dicembre e la premiazione avverrà nell’ambito delle numerose iniziative programmate per i festeggiamenti del centenario del quartiere.

Alle 9,30, poi, dopo il saluto del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, sono partiti, sotto una pioggia battente e fastidiosa, gli atleti delle altre due gare. Quella competitiva sui 10 Km e quella non competitiva sui 5 Km. Alla partenza nella prima fila c’erano due personaggi d’eccezione: la piccola Sara Vergetto, una bambina di 10 anni, affetta da artrite idiopatica giovanile, da cui non si è fatta piegare e  Franca Fiacconi la prima donna, e a tutt’oggi l’unica italiana, a vincere la leggendaria maratona di New York nel Novembre del 1998 con il fantastico tempo di 2 ore e 25’ e 17”, record italiano dell’epoca.

Al colpo di pistola un fiume di persone si è lanciato per le strade del quartiere lungo un percorso impegnativo. Sulle strade interessate dal serpentone dei runners, sotto decine di ombrelli, gli abitanti hanno assistito alla corsa con una partecipazione e un tifo pari solo a quella delle gare olimpiche.

Al traguardo è arrivato al primo posto assoluto  l’atleta Pasquale Roberto Rutigliano dell’Olimpiaeur Camp, che ha coperto i 10 Km del percorso in 32’ e 40” non molto lontano, data anche le cattive condizioni atmosferiche, dai tempi nazionali su strada per gli uomini  ( 32’ e 07”). Per le donne invece la prima classificata è stata la Campionessa Franca Fiacconi con un tranquillo 42’ e 23”.

Nel 2020, al traguardo del secolo per il quartiere della Garbatella, si preannuncia una nuova pioggia, ma speriamo solo di record.

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Presentazione del libro su Fausto Coppi a Casetta Rossa

in via G Magnaghi Venerdì 6 dicembre ore 18,00

L’Alfabeto d’un Campionissimo

Sono pochi quelli della mia generazione che l’hanno visto correre “in diretta” e men che meno quelli che aspettavano le sue fughe sul bordo d’una strada. Ancora rare, sul finire degli anni ’50, le tivvù con le loro casalinghe Domeniche Sportive in chiaroscuro. E sin troppo avaro, di quei tempi, il bilancio di casa per permettersi trasferte da tifosi. Eppure se c’è un nome che rimanda indietro nel tempo gli “under 70” come me è quello di Fausto Coppi. Non è il solo. Altri eroi accompagnavano allora la fine dell’infanzia quando, tra i banchi di scuola e i campetti arsi di periferia, le imprese delle nostre sfide quotidiane si maritavano con il racconto delle gesta di qualche campione tramandate a voce alta da adulti fomentati. E così, crescendo, toccavamo il pallone nelle infinite partite di strada o d’oratorio, citando Ghiggia o Schiaffino o Selmosson mentre lanciavamo cannonate a rete nel nome di Piedone Manfredini oppure tiravamo di boxe parlando già di Cassius Clay che, all’epoca, il Muhammad Alì ancora non c’era. Ma nelle corse in bicicletta, a dispetto dei tappi a corona, le lattine con la faccia di Pambianco o Gimondi o Massignan, che mandavamo avanti a schicchere nervose nei nostri giri d’Italia disegnati sull’asfalto, era tutto un inseguire la gloria di quel Fausto Coppi quando ci capitava di spingere le leve della bici in gare furiose all’ultima pedalata.

Dentro casa del resto, dove in più famiglie si coabitava, la foto del mito era al di sopra d’ogni discussione. Ce l’aveva messa il fratello di mia madre, lo zio Pietro laziale e sempre un po’ fascista, ma stava bene anche a mio padre, ex contadino e a modo suo comunista. Mio padre Armando, nato nella parte ciociara di quella Terra di Lavoro che estendeva i propri mandamenti sul corso del Liri, ci teneva a rivendicare l’amore per la sua Bianchi con cui aveva scorrazzato da giovane per vie di campagna e che, diceva, l’aveva fedelmente aspettato al rientro dalla prigionia d’Africa. Anche l’offesa bellica era un punto che lo legava al corridore di Castellania e dunque, nonostante la politica, non c’era alcun derby biciclettaro tra le mura domestiche e del resto solo una fede democristiana e pure un sacco perbenista avrebbe mai fatto dire a qualcuno di casa o delle vicinanze che il Bartali Gino era più forte e che pure Magni gli aveva già fatto mangiar la polvere.

Tutto questo lungo ricordo personale insomma è il primo effettaccio che mi fa l’avere tra le mani un libro come Alfabeto Fausto Coppi edito per i tipi Ediciclo e da poco rintracciabile sugli scaffali. L’hanno scritto correndo in coppia, come s’usava al Trofeo Baracchi del secolo passato, Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi due ottime penne coadiuvate dalla matita picassiana del disegnatore Riccardo Guasco e con la ragguardevole presenza, sulla ammiraglia della squadra, d’una introduzione firmata Adriano Sofri capace di dare il proprio benefico contributo di vitamine letterarie alla lunga corsa che fila per oltre trecento pagine. Una nota in swing la mette anche un artista “casciavitt” di nome Claudio Sanfilippo che con il suo Volo riprende in versi un articolo della Anna Maria Ortese rapita dall’Airone celeste in una tappa di montagna. Non ci sono foto, né in bianco e nero né a colori Agfa, che lo rincorrono sui tornanti delle Alpi coi flash sparati in faccia alla fatica d’una tappa appena conclusa. Eppure gli scatti di Breviglieri o Petrelli, la neve dello Stelvio con quel W FAUSTO a caratteri cubitali o il duello con Robic sull’Alpe d’Huez oppure i 192 chilometri in solitaria alla Cuneo Pinerolo del ‘49 o la maglia iridata sul podio di Lugano con la Giulia Occhini in Locatelli affianco, ci sono in questo straordinario libro con un sacco di altre immagini. Ci sono infatti nelle parole e nelle pagine, spesso “liberamente ispirate” a interviste e memorie d’epoca, che i due autori rielaborano con grande capacità narrativa.

Questo Alfabeto va dalla A di Airone alla Z di Zingaro passando per la F di Furto e la Q di Quello là che è poi il modo con cui il piemontese schivo chiamava l’esuberante rivale toscano quando non lo sopportava. Ed è un libro tutto da leggere e godere. Un testo che percorre una felice epoca sportiva ma, assieme, racconto di storia patria e di costume sociale, in grado di far capire e meglio d’altri il clima non tutto epico di quell’Italia del dopoguerra, paese dai molti contrasti e dalla doppia morale, dove ci stava che se eri adultero svelato e impenitente rovina famiglie t’attendeva la scomunica pubblica e magari, ma solo per la donna fedifraga, perfino la galera. In quell’Italia là appunto, ancora alla vigilia del boom, lo scontro tra madonnari “ultrà della diccì” da un lato e comunisti sfegatati per l’Urss dall’altro s’alimentava di match quotidiani passando pure per lo sport delle due ruote dove era inevitabile che al cattolicissimo Bartali portato in processione dalle parrocchie gli operai di Sesto o i proletari delle zone rosse opponessero l’inquieto, fragile ma più forte, “Fostò”.

Ecco, di tanti risvolti tratta questo dizionario illustrato chiamando perfino in scena un  inesauribile parterre di protagonisti: Togliatti e De Gasperi con Pio XII, un giovanissimo Rivera e un Silvio Piola a fine carriera, il fratello Serse e la mamma Angiolina, la Dama Bianca e la moglie Bruna, Isa Barzizza e Rita Hayworth, il Biagio Cavanna col mago Pinella, banditi come Sante Pollastri o il Bruno della “lìgera” e via scorrendo. E’ lungo più d’un kolossal hollywoodiano l’elenco ma tra tanti un posto nei titoli di coda lo prende anche un figlio della Garbatella di nome Marcello Spadolini. Il racconto che lo cita si chiama Chiosco e nel titolo si riferisce al “baretto della Sora Rosa” che sulla strada di Grottaferrata, di domenica 27 maggio 1945, vede passare i pedalatori iscritti alla Coppa Salvioni. La corsa è aperta a tutti e al via, “MotoVelodromo Appio ore 7 e 06” precisa svizzero il cronista dell’epoca, si ritrovano in ventitrè tra professionisti accasati e irriducibili indipendenti assieme ai puri dilettanti. C’è Bartali che corre su una Legnano con la maglia della Ss Tempora Bettolle e c’è Coppi tesserato per la Sc Lazio in sella alla Nulli, c’è la speranza di Torpignattara il dilettante Spartaco Rosati prossimo protagonista al Gran Premio della Liberazione e c’è Elio Bertocchi un prof in maglia giallorossa. Marcello Spadolini è il capofila degli indipendenti, campione di tante corse minori, che con la maglia rossoverde della MATER bici Pangrazi s’era già con onore sobbarcato in solitaria il Giro del ’40; proprio quello vinto dal debuttante Coppi alla vigilia della disgraziatissima entrata in guerra annunciata dal Benito mascellone al balcone di Piazza Venezia. Oggi, con le macerie della sconfitta tutte sparse in giro, Marcello è sul percorso che fila verso i Castelli e col campionissimo condivide i colori laziali ma per lui l’asfalto bruciato spingendo sul 49×16 non è mica lo stesso. E’ comunque lui, come da copione, a cercare di dare la scossa e a filare via sulla salita di Grottaferrata in compagnia di Bertocchi. Ed è sempre lui a cercare di spronare il giallorosso a giocarsela come un derby del cupolone. Nel racconto di Cervi e Battistuzzi gli sforzi del nostro appaiono ormai inutili e già risucchiati dall’azione di Coppi che sfrecciando davanti al Chiosco della Sora Rosa, con tutti i Scaroccia padre e figli schierati a tifare, avrebbe poi battuto tutti sul traguardo di Castelgandolfo. E “per una macchina” soprattutto Quello là.

Spadolini in quell’occasione finì quinto, pure dietro al Bertocchi, ma primo degli indipendenti. La Coppa Salvioni di quel maggio del ’45 fu importante ed ebbe il merito di sancire il rientro del campionissimo capace di smaltire con un successo rinfrancante la ruggine d’una inattività prolungata. Nel libro il campione del lotto 12, “l’uomo che fugge” come lo chiamavano all’epoca, corre al fianco dell’Airone, “l’uomo solo al comando” non ancora “dio stordito dalla sua forza”. E questo è pure un motivo in più per leggere e godere d’un Alfabeto Fausto Coppi testo prezioso e forte dalla prima all’ultima pagina, dal primo all’ultimo tornante.

[Il libro ALFABETO FAUSTO COPPI scritto da Gino Cervi e Giovanni Battistuzzi sarà presentato alla Fiera della piccola editoria “Più libri più liberi” e, in anteprima romana a Casetta Rossa, ne parleranno assieme agli autori il giornalista Rai Stefano Rizzato e Claudio D’Aguanno. Appuntamento venerdì 6 dicembre ore 18 a Casetta Rossa in Via G. B. Magnaghi 14]

Claudio D’Aguanno

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Al via “Corri alla Garbatella” edizione 2019

Se volete osservare la Garbatella rapidamente, anzi “di corsa”, non avete che da iscrivervi alla 28° Gara Podistica “Corriallagarbatella 2019” di 10 Km. che quest’anno si svolgerà il 24 Novembre con inizio alle ore 9,30.

Se 10 km non sono alla portata delle vostre gambe o del vostro  fiato non preoccupatevi la gara prevede anche un percorso non competitivo di soli 5 chilometri  e per la prima volta anche una gara “Corri forte Cresci bene” di 650 metri dedicata ai bambini fino ai 10 anni di età.

Per sottolineare l’importanza della gara ha assicurato la propria partecipazione Franca Fiacconi la prima donna, e a tutt’oggi l’unica italiana, a vincere la leggendaria maratona di New York nel Novembre del 1998 con il fantastico tempo di 2 ore e 25’ e 17”, record italiano dell’epoca.

Corri alla Garbatella ha anche una testimonial di eccezione  Sara Vergetto, una bambina di 10 anni, affetta da artrite idiopatica giovanile, una malattia che si manifesta con l’infiammazione delle articolazioni,  che gli si è manifestata già a un anno di vita. Sara però è una ragazza coraggiosa e non si è  abbattuta e combatte la sua malattia a colpi di palestra, nuoto, pallacanestro con una tenace voglia di vivere che contagia tutti coloro che la incontrano.

Franca e Sara rappresentano in pieno lo spirito della gara che punta a pubblicizzare lo sport e a coinvolgere la maggior parte delle persone al di là della loro condizione agonistica, comprese famiglie, bambini, paratleti. Ai bambini che partecipano è stata richiesto di portare un breve scritto, un disegno o un pensiero, i migliori elaborati verranno premiati il 18 Febbraio 2020 quando il nostro quartiere compirà i suoi primi 100 anni.

Le Associazioni che la organizzano sono tre.  L’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella , l’Associazione Sportiva dilettantistica Roma Road Runners e infine la Marathon Club Roma che organizza gli eventi sportivi più importanti a Roma tra cui la Maratona di Roma. A questi si aggiunge la ASD Giovani e Tenaci che associa atleti affetti da malattie invalidanti.

Il percorso dei runners sui 10 km. si snoda all’interno del nostro splendido  quartiere. Inizia da Viale Guglielmo Massaia e dopo vari giri per le strade del rione arriva al Ponte Settimia Spizzichino , quindi imbocca  via Pullino – Via Luigi Fincati − Via Francesco Passino – Piazza Oderico da Pordenone  e infine torna a Viale Guglielmo Massaia  dove c’è il traguardo.

Naturalmente ci saranno anche i premi. A tutte le donne  un oggetto di pelletteria e una piantina. Un altro premio verrà dato ai primi cinque arrivati in qualsiasi gara. Al primo bambino una Coppa offerta dalla famiglia Santilli in memoria del figlio Tommaso, giovanissimo istruttore di nuoto,  travolto da un pirata della strada proprio in una strada della Garbatella. Per gli adulti, con partita Iva, c’è un premio offerto dalla CNA, Confederazione Nazionale Artigiani, al primo atleta uomo e alla prima donna all’arrivo.
Corri alla Garbatella ha il patrocinio del Municipio VIII.

Per iscriversi basta andare sul sito https://www.corriallagarbatella.it/

Daniele Ranieri

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Teatro Palladium: Tutti gli spettacoli 2019/2020

Le emozioni che regala un artista provengono da ogni dove: dai movimenti di un ballerino, da una cinepresa, da un insieme di note o anche dall’energia di un comico. E il Teatro Palladium, in Piazza Bartolomeo Romano 8, unisce tutto questo in una serie di date imperdibili. Quindi, se vi piace il teatro, la musica, il cinema o la Danza, ecco tutti gli eventi che vi attendono fino a Maggio 2020: mettetevi comodi e scegliete quella che fa per voi.

Teatro e Danza

Il 7 e l’8 Dicembre apriamo le danze con un vero e proprio one-man show al femminile. Francesca Reggiani infatti vi aspetta con “DOC Donne di Origine Controllata”.

L’11 Dicembre invece, ci sarà la prima assoluta de “Il sogno di Borges”: Massimo Popolizio conduce in un breve e intenso viaggio attraverso alcuni dei più emblematici racconti di Jorge Luis Borges, accompagnato dal tango rivisitato dal vivo da Javier Girotto.

Dal 13 al 15 Dicembre un’altra prima assoluta, quella di “Sancho”, scritto e diretto da Lauro Versari, che vede protagonista Sancho Panza, l’inseparabile scudiero di Don Chisciotte. 

Il 17 e 18 Gennaio va in scena la prima romana di “Un principe”, una produzione della compagnia Occhisulmondo che si ispira all’Amleto di Shakespeare.

Dal 6 al 9 Febbraio poi, ricondurrà al grande drammaturgo inglese anche “Riccardo 3 – L’avversario” di Francesco Niccolini.

Dal 14 al 16 Febbraio va in scena la prima romana di “La scimmia” di e con Giuliana Musso, ispirato ad un racconto di Franz Kafka.

Il 12 marzo è la volta di “Inferno Novecento”: nato da un’idea di Fabrizio Sinisi, Sandro Lombardi e David Riondino, mette a confronto i maggiori personaggi dell’Inferno dantesco con le grandi icone del Novecento (Lady Diana, Marylin Monroe, Giulio Andreotti, Andy Warhol, Pier Paolo Pasolini…)

Il 14 e 15 Marzo in prima romana lo spettacolo “Prima della pensione ovvero Cospiratori”, una “commedia dall’anima tedesca” con la regia di Elena Bucci e Marco Sgrosso, i quali loro stessi vestiranno i panni di due tedeschi.

Dal 5 all’8 Marzo in scena un classico della tragedia greca è lo spettacolo “Troiane”, il ragazzo che affermò di essere cresciuto in totale isolamento in una cella scura.

Con Paolo Bonacelli ed Edoardo Siravo, per la regia di Alessandro Machìa. 

Dal 24 al 29 Marzo torna “Il paese fertile”, rassegna organizzata dal gruppo dei docenti di teatro del Dams dell’Università Roma Tre in collaborazione con la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium. Di cosa si tratta? Una presentazione/mostra dell’Atlante della fotografia di danza, un progetto di ricerca che coinvolge studenti, laureandi e laureati del Dams di Roma Tre e allievi e collaboratori di Officine Fotografiche.

Il 3 Aprile invece, un grande ritorno: quello di “Aprile in danza”, rassegna promossa dalla Fondazione Palladium Roma Tre, curata da Luca Aversano e da Silvia Carandini, giunta ormai alla sua quinta edizione. Si inizia con “Pezzo Orbitale” del collettivo nomade di performer Balletto Civile: un happening fisico liberamente tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Pessoa.

Il 7 aprile tocca al gruppo e-MOTION con “FOUR#GENERATION – Trilogia sull’abitare”: un viaggio al femminile nel quale le protagoniste vogliono liberarsi da antichi condizionamenti, reinterpretando e rompendo gli stereotipi che li circondano.

Il  16 aprile  infine, il Balletto di Roma propone “Light On Dance”, che dà l’opportunità a un giovane coreografo di rappresentare il proprio progetto artistico interpretato dai danzatori del Balletto di Roma.

E lì dove finisce il teatro, inizia la musica. Altra grande protagonista al Teatro Palladium.

Musica

Il 15 Novembre si parte con il festival Nuova Consonanza inaugura la sua 56esima edizione con la pantomima “L’asino magico di Tessaglia”, musica di Marcello Panni.

Il 17 Novembre è la volta della prima assoluta di “Colazione di lavoro”: Claudio Gregorio, conosciuto come Greg, con la sua ironia prendendo spunto dal mondo della musica contemporanea, ne offre una lettura ironica.

Il 23 Novembre con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Marco Moresco.

Il 1 Dicembre è in programma la prima assoluta di “Guernica, icona di pace”: la voce narrante del grande attore e regista Michele Placido accompagnerà le musiche di Ennio Morricone e di Albino Taggeo, eseguite dall’Ensemble Pentarte e dedicate alla grande opera d’arte di Pablo Picasso.

Il 24 Gennaio Vasilisa Berzhanskaya, il 27 Febbraio Maria Bayankina, il 30 Marzo Francesca Dotto e il 20 Aprile Roberta Mantegna. Quattro interpreti femminili in scena per la rassegna Prime donne.

Il 20 Marzo ancora musica classica con il trio Tripla Concordia, e il loro “ Trio Sonata Project”.

Il 1 Aprile torna anche il festival Le Compositrici, dedicato ogni anno a figure femminili di indiscutibile importanza nella storia della musica.

Dal 20 al 26 aprile il teatro ospita una significativa novità: la prima edizione del DAMS Music Festival, nato con l’obiettivo di creare uno spazio interattivo tra le dimensioni della ricerca, della didattica e della produzione nel campo della musica, trasversalmente ad epoche, generi e istituzioni.

Durante tutta la stagione non mancheranno poi gli ormai consolidati appuntamenti con i concerti della Roma Tre Orchestra.

E per concludere, se racchiudiamo i connotati del teatro, le emozioni della musica e l’arte di poter fermare il tempo in un cinepresa: ecco a voi il cinema. Film che nascono nella testa, passano su una pellicola e finiscono proprio al Palladium.

Cinema

Si parte il 20 novembre con la serata di apertura del Convegno “Contemporary Women’s Cinema and Media: Aesthetics, Identities, and Imaginaries”, organizzato dal Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre, con la partecipazione della regista Wilma Labate.

Da Gennaio 2020, se volete fare un tuffo nel passato, vi aspettano le proiezioni di “Ritorno in pellicola”, una rassegna di cinema “vintage” che ripropone grandi autori così come altri non facilmente fruibili nei circuiti tradizionale in 35mm, facendo riscoprire il piacere di vedere sul supporto originale alcuni dei grandi capolavori del nostro cinema .

Dal 5 al 10 maggio è prevista infine la XV edizione del Roma Tre Film Festival, diretto da Vito Zagarrio e ricco di ospiti, incontri e proiezioni, chiamando a raccolta varie generazioni di registi.

Teatro Palladium

Piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma – Tel: 06 5733 2772http://teatropalladium.uniroma3.it/ – teatro@uniroma3.it –https://www.facebook.com/teatropalladium/

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Roma70: distrutte nella notte auto Enjoy

C’è questa storia che si ripete, da quando il car sharing Enjoy ha fatto il suo ingresso nelle nostre città, le auto vengono distrutte, rubate o smontate. 

E proprio questa notte in Via di Grotta Perfetta 524, nel parcheggio di fronte alla Scuola dell’Infanzia e Primaria Europa, è successo di nuovo: due macchine Enjoy sono state distrutte. Ad una sono stati rotti entrambi gli specchietti, all’altra tutto il parabrezza.

Questa mattina ad accorgersi dei danni avvenuti durante la notte sono stati alcuni passanti. Nel parcheggio c’erano altre macchine ma nessun’altra è stata toccata, un chiaro segno che l’obiettivo fosse proprio colpire le Enjoy. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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A Montagnola e San Paolo nasce un nuovo polo bibliotecario

Si dice che, chi accumula libri accumula desideri, e i nostri quartieri di desideri ne hanno tantissimi. Uno tra i tanti, si avvererà proprio a metà Dicembre; stiamo parlando della creazione del Polo bibliotecario municipale a Montagnola. Un nuovo centro culturale che nascerà utilizzando l’auditorium situato nella sede di via Benedetto Croce 50. Il tutto, mettendo assieme gli oltre 500 mq di immobili recuperati a via Costantino, nel quartiere San Paolo.

Insomma, un’importantissimo progetto in collaborazione con Biblioteche Di Roma, perché sappiate che ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli. Quindi, obiettivo: concludere i lavori entro il 2020. E il minisindaco Amedeo Ciaccheri si impegnerà nel progetto, ma ci tiene anche a ringraziare chi lo ha appoggiato in questo progetto: “Risultati raggiunti grazie all’impegno e alla determinazione dell’ex Assessore Claudio Marotta, al fortunato incontro con il Vicesindaco Luca Bergamo, e il Presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai, che ringrazio per aver tracciato insieme a noi i primi passi sul sentiero verso un Municipio più ricco e attento ai bisogni culturali!”

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Claudio marotta si dimette. Alla cultura subentra Michela Cicculli

“Sono stati due anni di lavoro entusiasmanti, gomito a gomito con mio fratello e presidente Amedeo Ciaccheri. Prima la corsa per vincere le elezioni e poi, pancia a terra, a lavoro per il bene comune del nostro territorio. Ora però mi dimetto ed entra in giunta Michela Cicculli che è più brava di me e più seria. Io cambio un po’ aria, ce lo chiede l’Europa.” Con queste parole ed un selfie sui social l’assessore Claudio Marotta annuncia le sue dimissioni.

Dopo mesi affianco del nostro minisindaco Ciaccheri, contribuendo a tante iniziative, ora Claudio lascia il posto a Michela Ciucculi, già presidente della consulta femminile territoriale.

La nuova assessora avrà il compito di seguire il bilancio del Municipio e le politiche giovanili, rafforzare poi i percorsi di autonomia e le politiche di genere. In particolare terra anche conto di due questioni decisive: il protagonismo delle nuove generazioni e le tematiche di genere come bussola da seguire oggi come in futuro. Mentre la delega alle politiche culturali passa alla Assessora Francesca Vetrugno,  già incaricata di seguire tutte le attività legate a Garbatella 100.

E a proposito di Garbatella 100, Marotta per concludere al meglio il suo incarico ci annuncia una novità. “Proprio oggi dopo tanto impegno ci avviciniamo all’apertura della biblioteca a Montagnola e poi, entro il 2020, l’apertura di un’ulteriore biblioteca comunale a San Paolo. E con Moby Dick sono tre centri culturali aperti in una manciata di mesi!”

Di Ilaria Proietti Mercuri

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A 100 giorni dai 100 anni di Garbatella

I cento anni di Garbatella si avvicinano. E indovinate un po’, proprio il 10 Novembre mancheranno solo 100 giorni al grande evento. Già da mesi sono tutti in fermento per festeggiare al meglio il quartiere dei lotti, delle lotte antifasciste, delle osterie e dei palazzi popolari. Scuole, associazioni, il Municipio, si muovono tra iniziative, lavori di ristrutturazione e manifestazioni per festeggiare la nostra amata Garbatella.

Tra le associazioni impegnate sul centenario ci sono la Cooperativa Ci Basta, l’associazione culturale Il Tempo Ritrovato e non possono di certo mancare loro, gli Amici di Fruzzico, ossia i ragazzi stranieri dell’associazione di Massimo Tiezzi. Coalizzando le tre forze, si ritroveranno insieme il 10 Novembre in Piazza Augusto Albini per piantare 100 bulbi di fiori di specie diverse, che dovrebbero iniziare a fiorire proprio in concomitanza del compleanno dello nostro quartiere. “Si raccoglie quello che si semina, si chiama così il nostro progetto, e se noi seminiamo amore, raccoglieremo amore” ci dice Massimo, con il suo accento di Firenze. Un momento, ma che ci fa un toscano alla Garbatella?

Proprio così, nonostante il sangue fiorentino, Massimo ama la Garbatella tanto quanto Maradona ama il Napoli. Appena può scappa qui con i suoi ragazzi e colora il quartiere come meglio può. Ma queste iniziative, ci tiene a precisare “sono idee veramente popolari, infatti i primi che hanno iniziato a sistemare le aiuole sono stati proprio dei Garbatellani, poi vedendoli ho preso spunto da loro.” E così da anni, tra piante d’estate, presepi per i Natali e fioriere a Pasqua rende più belle le nostre strade. Tutto con l’obiettivo di arricchire il quartiere certo, ma anche dare un lavoro ai suoi amici profughi che accoglie con l’associazione Amici di Fruzzico.

Insomma,  i fiori sono pronti e i ragazzi anche! Quindi, se Domenica passate dalle parti di Piazza Albini andate a buttarci un occhio, male che va e non vi piacciono i fiori, vi farete due risate con le colorite imprecazioni toscane di Massimo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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San Paolo: romano 23enne ruba stemmi delle auto

C’è questa moda che va avanti da anni; rubare gli stemmi delle auto per poi rivenderli. È una faccenda fastidiosa con cui purtroppo, spesso, ci si ritrova a che fare. Stavolta però, nella notte del 3 Novembre a San Paolo, in Largo Leonardo da Vinci il ladruncolo è stato preso in flagrante.

Il 23enne romano, visto dagli agenti di Polizia del Commissariato Colombo proprio mentre tentava di staccare uno degli stemmi di un’auto parcheggiata, è stato fermato. Prima di essere arrestato ha tentato ripetutamente di colpire gli agenti e scappare. Una volta bloccato però, il ragazzo è stato portato in caserma, ed ora dovrà rispondere di furto aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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“Ancora troppa mondezza per le strade. Si rischia l’emergenza sanitaria”

Gli operatori commerciali e i presidi delle scuole non abbassano la guardia

di Stefano Baiocchi

È ancora emergenza rifiuti. Gran parte delle strade dell’VIII Municipio sono nuovamente invase dalla mondezza, i cassonetti strabordano mentre topi e gabbiani – semmai avessero smesso di farlo – pascolano in scioltezza. Ad alzare il livello di guardia è l’Ordine dei Medici Romani che chiede (come molti cittadini del resto) di trovare una soluzione al più presto per il problema dei rifiuti di Roma, altrimenti “si rischia l’emergenza sanitaria; va assolutamente evitato che si creino cumuli d’immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici”.

Non ci piace fare della demagogia, né dell’inutile allarmismo. Ma chi paga le bollette della TA.RI. (indiscutibilmente salate, giacché la Tassa sui Rifiuti ha l’aliquota più alta d’Italia!), non vedendo migliorie, anzi appurando che la situazione peggiora ogni giorno, è sull’orlo di una crisi di nervi.

L’ultima novità arriva dai vertici di AMA, poiché è saltato l’ennesimo Consiglio di Amministrazione. Si tratta del sesto cambio della guardia da quando Virginia Raggi si è insediata sullo scranno più alto del Campidoglio.

L’avvicendamento ha portato alla nomina del milanese Stefano Antonio Zaghis, militante della prima ora M5s, già nello staff di Marcello De Vito, quest’ultimo rimasto coinvolto in una vicenda ancora da chiarire legata a presunte tangenti sullo Stadio dell’A.S. Roma.

I Sindacati sono preoccupatissimi, e parlano di AMA come di un’azienda sull’orlo del baratro. Le opposizioni, PD in testa, fanno sapere che “le dimissioni del C.d.A. di Ama rischiano di trascinare la società in un punto di non ritorno con la conseguenza sciagurata di generare altro caos nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti della capitale”.

“La misura è colma (e lo sono soprattutto i cassonetti, N.d.R.) e c’è il sospetto grave che nell’amministrazione capitolina qualcuno voglia procurare un fallimento per favorire gli appetiti di privati; è tempo di nominare un commissario per AMA che tolga i poteri a Roma Capitale ed eviti il disastro”.

Sul piede di guerra anche molti Presidi di Istituti e Scuole superiori romane: “Come segnalato  sia in zone centrali della città sia nelle periferie, la situazione dei rifiuti abbandonati presso gli edifici scolastici o all’interno dei cortili sta aggravandosi di giorno in giorno”, così in una nota l’Associazione nazionale presidi di Roma.

“Qualora non sia preso in attenta considerazione organizzativa l’appello dei medici e delle scuole chiediamo che ogni ASL di zona si attivi per verificare lo stato igienico-ambientale ed eventualmente proceda alla richiesta di chiusura degli istituti”.
Come se non bastasse, le ultime disposizioni da parte della Sindaca in materia di raccolta, disposizioni risalenti ad agosto, sono state quelle di proibire l’utilizzo dell’amato sacco nero, perché anche ciò che non è recuperabile deve essere sempre riconoscibile.

Come se fosse normale uscire da casa con un bustone trasparente contenente pannolini e/o assorbenti usati, escrementi e lettiere di animali (e via discorrendo, l’elenco sarebbe piuttosto lungo!) e dirigersi con nonchalance, o con ostentata indifferenza, all’apposito cassonetto dell’indifferenziata (che sarà sempre pulito e accogliente, sia chiaro!).

Messa così, possiamo anche immaginare che presso il suddetto cassonetto ci sia un verificatore riconoscibile, o in abiti borghesi ma con tanto di tesserino, pagato proprio per controllare l’effettiva idoneità della raccolta.

I cittadini dal canto loro sono sempre più sconcertati: assorbita in parte l’emergenza d’inizio estate, ma non gli effluvi che hanno caratterizzato l’aria per il resto della calda stagione, sono in rassegnata attesa.

Marco Albani, titolare del bar di Via Fincati, si chiede come mai il Municipio non abbia ancora fatto un esposto direttamente alla Procura della Repubblica. Da Via Benedetto Croce il Presidente Amedeo Ciaccheri assicura che proprio l’emergenza rifiuti è costantemente nell’agenda di tutti i Consiglieri e della Giunta e che di concerto con ASL e Polizia Locale di Roma Capitale si sta monitorando la situazione ogni giorno.

“Noi dobbiamo esigere che AMA rispetti il contratto di servizio, in caso d’inadempienze proseguiremo nuovamente con diffide o con denunce alle autorità competenti”.

“Il sistema rifiuti non può continuare a reggersi sul fragile equilibrio basato soprattutto sulla buona volontà delle Regioni vicine che continuano raccogliere l’immondizia seppur con prezzi esosi; cosa succederà quando entro fine anno chiuderà anche la discarica e l’impianto di Colleferro?”.

Nel frattempo La Procura di Roma indaga sulla mancata raccolta del pattume delle attività commerciali da parte della società appaltatrice Multiservizi.

Della vicenda se ne era occupata la trasmissione televisiva ”Le Iene” che ha evidenziato come la raccolta avvenga nelle ore notturne quando gli esercizi commerciali e i negozi sono chiusi. Naturalmente ciò rende impossibile raccogliere la differenziata. Sembra che alcuni dipendenti striscino con il palmare aziendale un codice a barre presente all’esterno dell’utenza in modo da far risultare che la mondezza sia stata raccolta regolarmente.

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo che si sta occupando della vicenda dovrà valutare se questo comportamento è ricorrente e metodico al punto da poter ipotizzare una truffa ai danni delle casse comunali, mentre il Comune ha dato mandato anche alla municipalizzata Ama affinché avvii un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità.

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Ospedale CTO: finanziato il raddoppio dell’Unità Spinale

Passi in avanti per il rilancio del Traumatologico  della Garbatella

di Sandra Girolami

Ampliamento,  messa a norma del reparto e raddoppio degli attuali  posti letto: a questo serviranno i 635 mila euro stanziati della Giunta regionale per la Asl Roma 2 e destinati all’Unità Spinale dell’Ospedale Traumatologico. “ Una vera rivoluzione – ha dichiarato l’Assessore Alessio D’Amato-  per rilanciare la vocazione ortopedica e riabilitativa della struttura. Si tratta di un potenziamento molto importante,  che permetterà al CTO di fare un deciso passo in avanti sia da un punto di vista di erogazione dei servizi di assistenza sia per la qualità e gli standard offerti all’utenza”.

L’Unità Spinale dell’Ospedale di via San Nemesio è un reparto di alta specialità, che opera dal 1995 per curare e riabilitare i pazienti colpiti  da lesioni al midollo spinale, intervenendo tempestivamente e accompagnandoli fino al raggiungimento della massima autonomia possibile. I ricoveri in questa struttura sono di lunga durata: in media si prevedono 180 giorni per i tetraplegici e 120 per i paraplegici, un tempo incredibilmente lungo, ma necessario per rendere il più possibile autosufficienti  i malati. Ad oggi l’Unità spinale dispone soltanto di 16 posti letto attivi, che diventeranno 32  come previsto dall’Atto Aziendale e dal Piano Sanitario regionale.  Con questo nuovo finanziamento e l’aumento della capacità ricettiva del  reparto diminuiranno  anche  i tempi di attesa, soprattutto per i malati più gravi.

“Il CTO, che ho visitato di recente, – conclude l’Assessore D’Amato – sta subendo una vera e propria rivoluzione. E’ entrata in funzione una risonanza magnetica di ultimissima generazione e sono in fase di completamento i lavori per le nuove sale operatorie. Una struttura sempre più moderna che stiamo rilanciando nella sua vocazione ortopedica e riabilitativa”

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Crolla il pino secolare della Villetta, sfiorata la tragedia

Era stato piantumato molto prima dell’edificazione della Garbatella

Poteva essere una tragedia, ma per fortuna così non è stato. Giovedì 17 ottobre di pomeriggio, verso le 16, improvvisamente un grosso ramo del pino secolare della Villetta si è staccato dal tronco e si è schiantato a terra, occupando tutta la carreggiata di via Passino. Il crollo ha danneggiato il muretto di cinta, i cassonetti dell’Ama, ma nessun passante o automobile in sosta.

Si tratta dell’ennesimo crollo di alberature che interessa da qualche anno la Garbatella, ma questa volta non è stato determinato da straordinari eventi atmosferici. Quel pomeriggio dell’ottobrata romana, che pervade la città da qualche settimana, non c’era un alito di vento e la pioggia solo un lontano ricordo.

il pino secolare caduto alla Villetta

Che tipo di  pino era quello della Villetta, la storica casa del popolo della Sinistra garbatellana? Si tratta di un “pinus pinea” più che secolare, sicuramente piantumato accanto a quella casetta di campagna prima dell’edificazione del quartiere, avvenuta tra gli anni Venti e Trenta. E a questo proposito ci sono alcuni scatti fotografici aerei che lo testimoniano.

A dirla tutta i pini erano due, il secondo, se lo ricordano i frequentatori più anziani della Villetta, era situato sull’ex campo di pallavolo dal lato di via Montuori. Purtroppo, una quindicina di anni fa, fu interessato da un incendio alla base e così venne abbattuto perchè pericolante. Con l’intervento dei Vigili del fuoco e di una ditta specializzata anche quest’albero è stato completamente abbattuto e rimosso.

Naturalmente col pino se ne va un pezzo di storia della Villetta e del quartiere. Era ammiratissimo per la sua mole gigantesca durante le visite guidate e pare che negli anni ruggenti della Villetta sotto la sua chioma si riunissero “quelli del Pino”, i dissidenti dalla linea ortodossa del Pci locale .(g.r.)

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Garbatella 100 sui banchi di scuola

Cinque giorni di iniziative sul Centenario del quartiere

di Anna Bredice

Ce n’è per tutte le classi e per tutte le età, da zero a quattordici anni. La prima parte di iniziative in vista del centenario della nascita di Garbatella è rivolta agli studenti, dall’asilo nido alle medie: l’impegno per un futuro migliore dei ragazzi del nostro municipio intrecciato alle radici e alla storia di Garbatella.

Ci sono stati cinque giorni intensi di iniziative in tutte le scuole, dalla Montagnola a San Paolo, che hanno coinvolto molti ragazzi in un progetto che mette insieme la promozione della lettura, attraverso il Biblioporter, un pulmino per lo scambio di libri che ha fatto tappa davanti a molte scuole, fino all’educazione stradale, per arrivare anche alla distribuzione di borracce plastic free nelle scuole medie. Un bel modo per cominciare i festeggiamenti dei cento anni: “Garbatella 100 – ci racconta l’assessora alla scuola Francesca Vetrugno – vuole essere un progetto collettivo che coinvolge l’intero municipio, con le realtà locali e le associazioni; la scuola in questo progetto è al centro.

Oltre a questa prima settimana, aggiunge l’assessora, ci saranno altre iniziative previste per l’anno prossimo che coinvolgeranno ancora le scuole, legando due centenari importanti, quello di Garbatella e quello dei cento anni dalla nascita di Gianni Rodari”. Ma ripercorriamo ciò che si è fatto nei giorni scorsi, che rimarrà nel quartiere e non va perduto. Innanzitutto, la campagna per la promozione del gioco “Vado a scuola giocando”.

Si tratta dei giochi di una volta, campana, mondo, ve li ricordate vero? Giochi che si disegnavano con i gessi per strada, questa volta vengono accompagnati dal simbolo di un bruco e sono stati realizzati davanti alle scuole materne ed elementari, per far divertire i bambini andando a scuola. Per i più grandi, per la loro autonomia in tutta sicurezza, si inizia in questi giorni a collocare negli attraversamenti davanti agli istituti scolastici degli stencil con messaggi di attenzione come “guarda a destra e a sinistra prima di attraversare”, un’iniziativa ch,e ci dice l’assessora Vetrugno, “è la prima volta che viene realizzata a Roma, riprendendo un esperimento spagnolo, siamo convinti, aggiunge, che una buona amministrazione debba guardare anche alle pratiche europee positive”.

E poi c’è stato il pulmino Biblioporter, in collaborazione con le Biblioteche di Roma, realizzato dal progetto Biblioteche a cielo aperto. Si tratta di una biblioteca viaggiante che ha fatto tappa davanti alle elementari e alle medie del Municipio. Il 18 ottobre, infine, è stata la giornata della Plastic Free, agli studenti delle scuole medie è stata donata una borraccia per contrastare l’uso della plastica. Nelle intenzioni del Municipio VIII questo è solo l’inizio, dal 18 febbraio, giorno del centenario, proseguiranno le iniziative che coinvolgeranno le scuole.

Ma il giorno dei festeggiamenti, che si terranno a Piazza Brin, dove è stata posata la prima pietra nel 1920, le scuole saranno invitate non solo come pubblico passivo, “l’idea, ci rivela l’assessora Vetrugno, è quella di farli partecipare con lavori da fare in classe, per progettare insieme e pensare in modo diverso il nostro quartiere”.

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Buon appetito con un libro

L’iniziativa si ripete ogni venerdì sera a Casetta rossa

di Stefano Baiocchi

Mangiare e leggere. E’ questa l’alchimia delle cene del venerdì a Casetta rossa.Nel  noto spazio sociale autogestito di via Magnaghi, infatti, da agosto ad ogni tavolo, insieme alla gricia e alla carbonara, vengono serviti dei libri in omaggio.
Luciano Ummarino, uno degli attivisti dello Spazio Sociale di via Magnaghi, ci racconta che l’idea del libro come regalo è nata durante un’iniziativa con Paco Ignacio Taibo. Il suo racconto delle Brigate Culturali ha ispirato l’iniziativa di “fomento alla lettura”.
Non si tratta di un incentivo, o di un cadeau per attirare la clientela. Non ne hanno bisogno, giacché il ristorante è sempre pieno. Da quando la trattoria è in funzione, la filosofia è quella dello slow-food, ovverosia consumare e vivere il pasto soprattutto come un piacere, rifiutando la frenesia e naturalmente il cosiddetto cibo spazzatura. A Casetta Rossa non c’è fretta quando ci si siede, perché ci si può alzare anche dopo diverse ore, senza che nessuno ti porti forzatamente il conto e ti costringa a lasciare il tavolo ad altri commensali.

“I libri che regaliamo sono salvati dal macero e diventano un semplice ma prezioso dono che vi facciamo a fine cena; per ora abbiamo un accordo con la Casa Editrice Feltrinelli, ma sono moltissimi i cittadini che portano qui dei libri nuovi da regalare”.
“Promuovere la lettura significa sostenere cittadinanza attiva; chi legge tanto spalanca il cuore, apre i porti, non li chiude”.

Tra le innumerevoli attività che Casetta Rossa svolge nel quartiere, vale la pena ricordare quella del cosiddetto “Pasto Sospeso”. Insieme a Chef Rubio ed Erri De Luca, nel febbraio del 2017 è stata lanciata una campagna che riprende l’antica usanza napoletana del “Caffè Sospeso” e trasforma questa pratica di solidarietà e mutualismo nel dono di un vero e proprio pasto con l’obiettivo di contribuire a migliorare le condizioni di vita di tante persone in difficoltà. Il “Pasto Sospeso” consiste nella possibilità di offrire uno o più pasti, ognuno per il valore di 5 euro, con donazione diretta presso Casetta Rossa. 
Persone del quartiere, uomini e donne senza una casa e migranti hanno potuto mangiare grazie alla generosità di tanti cittadini. 

Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra- che già viviamo- e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.

Cesare Pavese

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Smaltire l’olio per salvaguardare l’ambiente

L’iniziativa dell’Associazione Itaca. Ecco i punti di raccolta

di Ilaria Proietti Mercuri

L’Italia è una terra d’olio a tutto tondo. Diciannove regioni legittimate all’ulivo autarchia. Basterebbe un filo d’olio e anche la più sciapa delle insalate può trasformarsi in un pranzo perfetto. Senza dubbio, è apprezzato in tutto il mondo, ma una volta utilizzato sapete quanto può inquinare? Un solo litro, può formare una pellicola inquinante grossa quanto un campo da calcio. Ora pensate a quante volte dopo averlo utilizzato, lo avete gettato nel lavandino. Non sappiamo esattamente quanti danni ambientali ed economici al giorno riusciamo a  provocare a causa dell’olio. 

Il progetto è promosso dall’associazione I.T.AC.A. e gemmabile gratuitamente a tutti i comitati di quartiere o associazioni che desiderano aderirvi, è sufficiente inviare una mail a: itaca.associazione@gmail.com

Nel nostro Municipio, grazie al Comitato di quartiere La Garbatella, possiamo smaltirlo gratuitamente in alcuni spazi adibiti. L’olio va prima conservato in bottiglie di plastica per poi essere conferito nei contenitori posizionate nelle stazioni raccolta o nei condomini che ne faranno richiesta. 

Nel nostro Municipio i punti chiave sono l’Oratorio S. Filippo Neri, in via delle Sette Chiese n. 101, dalle ore 16.00 alle 19.30; il ristorante A Casa della Chef, via R. R. Garibaldi n. 2; il gommista Paparusso, circonvallazione Ostiense n. 198/a, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, mentre, il sabato dalle 9.00 alle 12.00  e, ancora,  presso la Scuola Paritaria Vincenza Altamura, via David Salinieri n. 5, in orario scolastico. 

Dunque non si scappa, i nostri quartieri hanno messo il loro, ora tocca a voi. A meno che non vogliate contribuire a formare immense pellicole inquinanti per tutti gli oceani.

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Con Biblioporter, lo scambio di libri è possibile

Una biblioteca viaggiante all’uscita delle scuole dell’VIII Municipio

di Anna Bredice

Biblioteca a cielo aperto è un progetto molto ampio che ha trovato radici nel Municipio VIII e che intende promuovere la lettura, attivando laddove è possibile, nei negozi, nei giardini, negli spazi pubblici, lo scambio di libri, in un passaggio che può essere continuo, creando una vera e propria rete.

Dal progetto nasce anche Biblioporter che ha visto per una settimana una biblioteca viaggiante davanti alle scuole elementari e medie. Si tratta di un pulmino che si è fermato dal 14 al 18 ottobre all’uscita delle scuole, dove si sono avvicinati gli studenti che hanno portato dei libri da casa e ne hanno presi altri.

“Sono rimasta estasiata dalla partecipazione – racconta Sandra Giuliani di Biblioteca a cielo aperto, alcuni genitori già sapevano e hanno fatto portare ai bambini parecchi libri. In alcuni casi, soprattutto alle scuole elementari, i bambini hanno donato un gioco oppure un disegno fatto da loro e l’hanno scambiato con un libro”.

Il progetto nasce da tre associazioni Fare arte, 11radio e Donne di carta, con il supporto di Biblioteche di Roma.

Per avere maggiori informazioni e sapere dove trovare i bibliocorner, e offrirsi magari per diventare un punto di scambio libri, c’è un sito da consultare https://bibliotecaacieloaperto.wordpress.com

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Polisportiva “Giovanni Castello”

A via Alessandro Severo gestisce due campi di calcio con Milan academy

Una storia di oltre cinquant’anni nello sport dilettantistico

di Daniele Ranieri

E’ il 12 Febbraio del 1967 quando  sulla pista dello Stadio delle Tre Fontane un atleta s’accascia a terra e muore.  E’ Giovanni Castello giovane recordman della  staffetta 4x400metri, una speranza dell’atletica italiana. Da questo  drammatico avvenimento nasce, a dicembre dello stesso anno, l’”Atletica G. Castello”  una associazione che ha fatto la storia dello sport dilettantistico romano. Oggi  conta 500 iscritti e numerose attività di calcio, pallavolo, atletica, judo, tennis da tavolo  e orientamento. Oltre l’impianto sportivo sulla Cristoforo Colombo gestisce quattro palestre, due delle quali nell’VIII Municipio, dove promuove corsi di tiro con l’arco, scherma storica, Pilates, Tai chi, Yoga.

Il quartier generale è a Via Alessandro Severo, dove la  “Polisportiva G. Castello” ha in gestione due campi di calcio utilizzati dai ragazzi dai sei anni in su, col partenariato della società A.C. Milan, nell’ambito del programma Milan Academy e altri campi più piccoli. L’attività calcistica si svolge applicando una metodologia innovativa creata da una delle maggiori società calcistiche italiane e internazionali. Le squadre  giocano nei diversi livelli della Lega dilettanti regionale: Eccellenza, Promozione e I° categoria e delle giovanili.

Giovanni castello sulla pista di atletica in una gara di 200 metri alle terme di caracalla

La nascita del Centro che fiancheggia la Cristoforo Colombo ha una sua storia nella storia. I campi sono stati occupati, anzi hanno subito “una pacifica invasione” come ci dice il Presidente Enzo D’Arcangelo, nel Gennaio del 1983. Erano spazi abbandonati da anni, ridotti in uno stato miserevole, ricolmi di rifiuti e con le recinzioni perimetrali divelte e a terra. L’anno precedente la società aveva già iniziato a svolgere un’opera di pulizia e di rilancio organizzando con il patrocinio del Comune di Roma, proprietario dell’impianto abbandonato, un torneo di calcio a 5 a cui parteciparono  otto squadre che divisero il loro tempo tra la pulizia e il gioco. Il Torneo ebbe tale successo che spinse la Polisportiva a chiedere la gestione dell’impianto. Cosa che per motivi burocratici continuava ad essere rimandata. Finché si decise per l’”invasione”.  Nel 1986 arrivò l’assegnazione definitiva. Da allora si contano numerose e importanti iniziative come il Torneo Bernardini, che coinvolse 30 istituti di Roma e Provincia e molte altre manifestazioni sportive e culturali. Oggi la struttura si presenta come un centro polivalente, moderno e in perfette condizioni di manutenzione. Entrando si viene accolti da una piccola costruzione circondata dai fiori che ospita gli uffici di segreteria. Oltre ai campi, curati dallo stato del terreno fino alle panchine, vi sono otto spogliatoi più uno per i tecnici e gli arbitri e una infermeria.

D’Arcangelo ci dice che nell’impianto non vi sono bar, ristoranti o bracerie, ma solo grande professionalità, attenzione ai metodi di allenamento e ai risultati. Si cura con la stessa  meticolosità la preparazione alle gare o alle partite come alla crescita umana e a tutti gli aspetti educativi che ad essa sono legati. Il rispetto delle regole in campo e fuori, il rispetto degli altri in campo e fuori, il rispetto delle strutture sportive e delle cose in generale, la cooperazione e la solidarietà e l’attaccamento al club, l’amore per lo sport queste sono gli aspetti importanti trasmessi dalla Polisportiva. Gli stessi valori per cui gareggiava Giovanni Castello.

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Giacomo Recchi è campione d’italia di hockey subacqueo

Intervista al neo scudettato dell’Altitudo Roma

di Enrico Recchi

Lo sport fa bene alla salute! Quante volte abbiamo sentito questa frase. Sì, d’accordo, ma quale sport scegliere. Basta guardarsi intorno e ce n’è per tutti i gusti e le età. Ma guardando ancora meglio si vanno a scoprire alcune attività sportive delle quali non eravamo davvero a conoscenza.

Quanti di voi hanno sentito parlare dell’Hockey Subacqueo? Non Hockey su Ghiaccio e nemmeno Hockey su Prato e tantomeno Hockey a rotelle…ma subacqueo. Incredibile, eppure esiste davvero.

E’ uno sport riconosciuto dall’establishment nazionale ed internazionale e associato alla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee) e quindi al CONI.

E c’è una squadra romana, l’Altitudo Roma, che ha vinto sia il Campionato Italiano che e la Coppa Italia negli anni 2017-2018-2019.

Tra i suoi giocatori un figlio della Garbatella: Giacomo Recchi.

Giacomo, che ha sempre praticato sport, è arrivato all’Hockey Sub nel 2015 dopo tanti anni di nuoto in piscina e di basket.

Sentiamo Giacomo:

Giacomo ma come hai scoperto questo sport? Per caso. Una sera a cena con amici accanto a noi c’era una tavolata di ragazzi e ragazze con la maglia dell’Altitudo e da lì è iniziato tutto…

Quali sono le regole basilari di questo sport?

Si pratica nelle piscine con una profondità tra 1,80 e 3 metri. Il giocatore si muove in apnea, con maschera e boccaglio ed indossa le pinne e una calottina colorata per riconoscere i compagni. In una mano si tiene una mazzetta di circa 30 cm. con la quale si trasporta un disco sul fondo della piscina con l’obiettivo di segnare nella porta avversaria. In acqua ci sono sei giocatori per squadra e quattro sono le riserve che possono entrare in qualsiasi momento. Si giocano due tempi di 15 minuti ciascuno per un totale di 30 minuti.

E’ uno sport duro? Quante volte a settimana vi allenate?

E’ molto faticoso, sono tutte apnee veloci e dinamiche e i contatti sott’acqua, anche duri, ci sono eccome! Ci alleniamo in piscina due volte a settimana. Naturalmente l’allenamento è la sera a fine giornata, perché tutti noi lavoriamo o studiamo.

E’ vero che le squadre sono miste, ovvero maschi e femmine giocano assieme?

E’ uno sport relativamente nuovo più diffuso nel mondo anglosassone, dove è nato, ma ancora poco nel resto del mondo. Di conseguenza i praticanti non sono molti e per formare una squadra competitiva maschi e femmine giocano assieme. Questo è un altro dei punti di forza di questo sport: integrazione e parità ad ogni livello.

E a settembre 2018 avete partecipato alla manifestazione di premiazione nazionale nel Palazzo del Coni?

Sì è stata una bella sorpresa. Avendo vinto il Campionato Italiano, ogni membro della squadra ha ricevuto la Medaglia di Bronzo al Valore Sportivo assieme a tanti altri campioni di sport più conosciuti. Adesso aspettiamo la premiazione di quest’anno.

Programmi per il futuro?

 Innanzitutto continuare ad allenarsi e divertirsi insieme ai compagni. E poi mirare ad altri traguardi. L’anno scorso abbiamo partecipato alla Coppa dei Campioni in Spagna, sarebbe bellissimo vincerla un giorno.

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La Juventus nuoto si aggiudica la piscina ex Lazio

Intervista a Massimo Moroli presidente biancazzurro sull’esito della gara

di Ilaria Proietti Mercuri

Saranno stati i tanti anni nel mondo dello sport ad averlo reso così testardo, e Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto, dopo aver perso il bando per la piscina di Via Giustiniano Imperatore non ci sta. Dopo 33 anni di gestione biancazzurra i giochi passano nelle mani della Juventus Nuoto. Ma la voglia di ribaltare la situazione non manca: “In questo bando non esiste meritocrazia, e noi ci batteremo fino alla fine.” Pochi giorni dopo l’esito della gara, siamo andati a trovarlo.

Come è diventato presidente della Lazio? E da dove è nata questa grande passione?

 “Mio zio materno era stato Presidente della Lazio nel 1939. E quindi nella nostra famiglia c’è sempre stato un particolare affiatamento con i colori biancazzurri. Sono quelle passioni che ti vengono da bambino e poi pensi che mai possano cambiare. Per me questa società è come una religione, se nasci cattolico quando mai diventi mussulmano? Ci nasci, ci credi, ti ci affezioni, diventa un’abitudine di vita. Quando poi ho iniziato a nuotare sapevo che la Lazio già all’epoca era una squadra forte, e quindi ne sono entrato a far parte. E da lì prima come nuotatore, poi pallanuotista, ho anche giocato in Nazionale. Ma a 21 anni, mentre ci preparavamo per le Olimpiadi del 1954 ho avuto un incidente alla spalla, ed è finita la mia carriera. Però mi è rimasta dentro tanta passione, che non ero riuscito ad esprimere a pieno come atleta. Così ho iniziato ad insegnare nuoto, poi formai una squadra di pallanuoto che successivamente si fuse con la Lazio, entrai nel consiglio direttivo, poi diventai vicepresidente. Quando purtroppo ci lasciò Renzo Nostini nel 2005 subentrai io.”

 Perché dopo 33 anni di gestione, la Lazio Nuoto è stata  messa a bando?

 “Ecco questa è una cosa strana. Quando la nostra concessione stava per scadere parlai con il Presidente della commissione Sport del Comune di Roma per presentare un project financing. Improvvisamente come se niente fosse a due mesi dalla fine della concessione è stato sparato dagli uffici questo bando. Premetto che in giro ci sono un centinaio di impianti dove la concessione è scaduta da anni, sono abbandonati, senza controlli e nessuno fa niente. Quello che c’è stato verso di noi io lo ritengo un vero e proprio accanimento.”

 Lei già qualche mese fa aveva dichiarato: “così come è impostata la gara, non vincerà il migliore”, perché?

 “Perché in questo bando non esiste meritocrazia. Basta vedere i risultati, dove una società come la Lazio che ha 120 anni di storia gloriosa, 220 titoli italiani assoluti di nuoto, la migliore società di pallanuoto su Roma, campioni olimpici e paraolimpici. La nostra scuola nuoto è un modello per tutti. Infatti sul piano tecnico abbiamo avuto un punteggio maggiore rispetto a loro. Ma la vittoria è stata determinata dall’offerta economica. Ed io avrei potuto offrire anche più di loro, ma con tutti i costi che ci sono da coprire, soprattutto nell’attività agonistica, avremmo dovuto smettere di fare quello che facciamo, non saremmo più stati la Lazio Nuoto. E il Comune accettando la loro offerta, è vero guadagna di più, ma ammazza questi imprenditori di impianti sportivi che destinano tutti i soldi al valore sociale.”

 Il quartiere come ha preso questa situazione?

 “Quando hanno saputo del rischio che andasse via la Lazio Nuoto c’è stata un’insurrezione,  una petizione alla Sindaca Raggi con 1600 firme. Poi una protesta in Campidoglio dove hanno partecipato centinaia di persone. Ti dirò di più, quando è uscito il bando le migliori società italiane mi hanno chiamato chiedendomi se noi avevamo intenzione di partecipare. Alla nostra risposta affermativa allora mi hanno garantito che loro non avrebbero partecipato. Questo per dirti che c’è anche un certo rispetto tra società. E quindi alla fine ci siamo ritrovati a concorrere noi, la Juventus nuoto gestita da Maximo arl, ed una terza concorrente. Ma la Maximo è una società fantasma, che vincendo su una società storica come la nostra, ha dimostrato la stranezza di questo bando.”

 A proposito della nuova Società, che rapporti avete con il Presidente della Maximo Luca Lanzetti?

 “Ci siamo incontrati e riconosco che dopo la sua vittoria si è comportato bene nei nostri confronti. E’ stato disponibile a farci concludere la stagione sportiva e soprattutto ci ha rassicurati che il personale rimarrà lo stesso. Però ammetto, ci sono rimasto male che la sua società sia venuta a colpire proprio noi.”

E ora? Avete intenzione di fare ricorso o lasciare tutto in mano alla nuova società?

 “Noi facciamo ricorso, certamente! Dobbiamo capire perché succedono queste cose. Sul piano logico non può esistere quello che è accaduto, e sul piano giuridico ci sono degli elementi che ci portano a pensare che possiamo rivoltare la questione. In più le conclusioni di questo bando sono completamente contrarie all’interesse pubblico. Quindi noi ci batteremo fino alla fine.”

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Il Comitato della Caffarella spinge per riprendersi le aree verdi espropriate da anni

Un lavoro iniziato 4 anni fa e che ora, comincia a dare i propri frutti. Il Comitato della Caffarella, dopo continue richieste  al Dipartimento Patrimonio, al Campidoglio, esortazioni alla Sindaca Raggi, finalmente si riprende le aree espropriate dai gestori che occupavano il parco senza alcun titolo. 14 ettari di verde, di un valore storico e naturalistico immenso, erano state infatti espropriate nel 2005 e lasciate agli ex proprietari. Ma proprio ieri, da Via Appia Antica 43-45 sono iniziati i primi sgombri.

La prima cascina che è stata sgomberata era utilizzata da un concessionario di automobili. Ora si ipotizza, che attraverso gli scavi, si possa recuperare il Tempio di Marte Gravido. Insomma, da un concessionario di Hyundai ad un piccolo sito archeologico per tutti i cittadini romani. Ma non finisce qui, il Comitato della Caffarella non si ferma ed ora chiede che anche gli altri siti espropriati vengano liberati. Ma si ritengono comunque soddisfatti di questo primo passo e ringraziano l’Amministrazione Comunale, i Municipi VII e VIII e l’Ente Parco Appia Antica.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Ci ha lasciato Cosmo Barbato, per anni maestro e guida di Cara Garbatella

Questa mattina se ne è andato per sempre Cosmo Barbato. Aveva 89 nove anni e con lui se ne è andato l’ultimo grande vecchio della Villetta. Non ci sono parole per definire Cosmo, per lui parla la sua vita.

Nella primavera del 1944 venne a Roma, sfollato da Cassino bombardata e si stabilì con suo padre l’avvocato Guido Barbato, sua madre e  una sorellina in due stanze in una casa in coabitazione nelle vicinanze di piazza Mazzini. Nel 1949 la famiglia ottenne una casa Iacp e si trasferì alla Garbatella, dove Cosmo trascorse  tutta la sua vita di militante comunista e giornalista. Prima come segretario di redazione di “Vie Nuove”, il settimanale fondato da Luigi Longo e più tardi alla fine degli anni Sessanta a Paese Sera.

E’ stato un grande maestro per tutti i giovani che frequentavano la Villetta, la storica sezione del Pci della Garbatella, un uomo d’altri tempi, ma sempre attivo nella vita sociale e politica. Si iscrisse al partito da giovanissimo studente del liceo Mamiani nel 1946 e nel 1950 era tra i compagni che difesero la Villetta dall’assalto missino. Dopo il congresso di Rimini non aderì alla proposta di Achille Occhetto di cambiare nome e simbolo al Partito, tanto che si iscrisse a Rifondazione comunista.

 A casa del suo carissimo amico Umberto Pradella, maestro di violino e compositore in piazza Oderico da Pordenone, conobbe Gabriella Tosi, un’insegnante di Matematica e Fisica, e fu amore a prima vista. Gabriella fu la compagna della sua vita e, quando qualche anno fa morì per un male incurabile, Cosmo e suo figlio Guido ebbero una perdita incolmabile.

Cosmo aveva tanti interessi oltre alla scrittura, uno su tutti l’archeologia. Fino a che le sue ginocchia lo ressero, insieme a Gabriella, fu un grande viaggiatore, un visitatore entusiasta dei siti archeologici in Medio Oriente. Ma fu anche uno studioso di cose locali. Erano noti a tutti i servizi che Cosmo scriveva prima sulla Gazzetta dell’Undicesima e poi sul periodico Cara Garbatella, che per tanti anni sostenne con tutte le sue forze. Attraverso i suoi racconti e i suoi articoli abbiamo conosciuto i personaggi della Resistenza, uomini e donne della Garbatella, come i fratelli Cinelli, Enrico Mancini, Giuseppe Felici o Libero De Angelis.Il Quaderno della Resistenza Garbatella – Ostiense di Cosmo Barbato rimane un testo fondamentale, che ricostruisce le figure e la storia della guerra e dell’occupazione tedesca della città di Roma.

La sua è stata una esistenza piena e intensa, ricca di curiosità e amore per la vita, un esempio per tutti i giovani. Pochi giorni prima di morire, alla notizia del crollo del pino secolare della Villetta, ha voluto tornare nella sua casa politica, non solo una sezione ma un luogo di affetti e passioni. Gli abbiamo voluto bene per tanti anni. Il suo ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Di Gianni Rivolta

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San Paolo District: L’ex deposito Atac riparte, ma come mercato rionale

“Come sapete questo era un deposito Atac. Atac è un azienda che abbiamo voluto rilanciare e così in questo processo di risanamento, alcuni depositi che non vengono più utilizzati vengano riqualificati.” Con queste parole Virginia Raggi, il 26 Ottobre, inaugura il San Paolo District, in via Alessandro Severo. Per la terza volta Urban Value, con l’appoggio dell’amministrazione capitolina, rigenera uno dei tanti luoghi abbandonati da tempo. Infatti, era già successo che all’ex deposito in Viale Angelico e all’ex rimessa Tuscolana, grazie ad opere di riqualificazione come questa, erano nati gli attuali “PratiBus District” e “Ragusa Off”.

Stavolta, è toccato al deposito Atac di San Paolo: “Questo lavoro di riqualificazione che stiamo facendo vale anche per i nostri mercati rionali”, continua la Sindaca. Ed infatti, proprio grazie alle caratteristiche architettoniche dell’ex deposito dell’azienda dei trasporti romani, la sua rigenerazione ha portato ad un mercato enogastronomico. La struttura risale al 1928, e venne realizzato con il nome di Deposito del Littorio per ospitare le prime vetture elettrificate tranviarie che raggiungevano in quegli anni la Basilica di San Paolo. Oggi, rinasce con 8mila metri quadri di Made in Italy. Un grande Farmer’s Market a kilometri zero aperto tutti i sabati e domeniche, ma anche abbigliamento, artigianato, e si prevedono eventi culturali, sportivi e musicali.

Presente all’iniziativa anche il nostro Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che ci tiene a sottolineare l’importanza non solo della promozione dei prodotti agricoli, ma anche quanto sia fondamentale l’occasione che hanno i cittadini di poter vivere meglio il quartiere grazie al recupero di questi spazi. “La rigenerazione urbana del patrimonio è un processo che va costruito quotidianamente con l’impegno di tutte le istituzioni e il supporto delle cittadine e dei cittadini. A San Paolo l’ex Deposito ATAC testimonia come sia possibile recuperare uno spazio urbano in disuso, trasformandolo in un’occasione per il quartiere e la città.”

Di Ilaria Proietti Mercuri

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