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CLANDESTINE, L’ALTRA ITALIA DELL’ARTE

IL FILM DOCUMENTARIO REALIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE CONTROCHIAVE

Di Paola BORGHESI

Nonostante siano trascor­si oltre 70 anni dalla data della prima vera emancipazione delle donne, il diritto al voto (era il 1946), tanti ancora sono i condizio­namenti che in modi e misure diverse il genere femminile si trova a subire nell’espressione delle sue capacità. A tutt’oggi si può dire che per lo più le donne sono costrette ancora ad agire da “clandestine” nella vita di tutti i giorni, per arri­vare quasi in incognito a far valere la loro creatività.

Il progetto “Clandestine” di Ma­ria Pia Orlandini (Making of), realizzato dall’Associazione Controchiave, si propone “di renderne visibili idee e talenti per offrire alle nuove genera­zioni esempi di passione e de­terminazione, per esaltare l’identità di genere attraverso la creatività, costruendo cer­tezze e valori che facciano muro contro la violenza.

Il Progetto è rivolto a ragazze e ragazzi delle Scuole Superiori e delle Università, per stimo­lare in particolare la produ­zione culturale delle donne come antidoto alla discrimi­nazione e si concretizza nella realizzazione non solo di un film documentario, ma anche di mostre e di laboratori di­dattici sulla creatività, nelle Scuole e Università.

Il film documentario dal titolo Clandestine, l’altra Italia del­l’arte, della durata di 60 mi­nuti, offre le esperienze di otto donne impegnate nel cam­po della cultura e dell’arte e ne racconta, con il linguaggio del quotidiano, passioni, dif­ficoltà, ambizioni, traguardi e sconfitte.

“Clandestine è un film su una meravigliosa in­visibilità”, come sottolinea Ma­ria Paola Orlandini, la idea­trice del progetto. Racconta di storie di dimensioni al fem­minile, storie che sono spesso trascurate, ma che costitui­scono quell’embrione di socia­lità che oggi siamo chiamati a rivalorizzare. Il film resti­tuisce piena cittadinanza a tutte quelle apparenti forme di clandestinità femminile, che troppo spesso pervadono le nostre dinamiche sociali.

Il film è stato presentato a palazzo Madama il 21 gennaio 2020, raccogliendo il favore della Senatrice Fedeli, della Vice Presidente del Senato Rossomando, della Ministra per le pari opportunità e la famiglia Bonetti, della Vice Ministra dell’Istruzione Asca­ni, della Sottosegretaria al ministero Beni e attività cul­turali Bonaccorsi e di tutti coloro che hanno assistito al­l’evento.

Un grazie da tutte le figure Istituzionali è stato indirizzato all’unico uomo pre­sente al tavolo, Guido Rossi, Presidente dell’Associazione Controchiave, che ha realiz­zato il progetto ed è interve­nuto per spiegarne l’articola­zione.

Presto il film sarà di­vulgato nelle Scuole Secon­darie e nelle Università, dove verranno altresì realizzate mostre di opere delle prota­goniste e della documentazio­ne fotografica e della loro at­tività artistica. Infine, a com­pletamento del progetto, l’As­sociazione Controchiave ge­stirà la realizzazione di “Ate­liers di parità sentimentale” in cui, una squadra composta da tre operatori, tra i quali una psicologa, lavorerà con ragazze e ragazzi per utiliz­zare i linguaggi di musica, teatro e movimento nel rico­noscimento e la sensibilizza­zione della parità di genere.

Un primo laboratorio si è già tenuto presso l’Istituto Con­falonieri De Chirico (zona S. Paolo), con grande coinvolgi­mento non solo dei ragazzi che hanno partecipato al pro­getto, ma anche di tutti gli studenti dell’Istituto che han­no visitato la mostra e potuto vedere il film.

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degrado e abbandono alla stazione ostiense

FUORI USO DA ANNI SCALE MOBILI, TAPIS-ROULANT E ASCENSORI

di Stefano BAIOCCHI

“Impianto fermo per manutenzione, ci scusiamo per il momentaneo disagio”.

Recita così, il cartello appeso a ridosso di una scala mobile. Una delle tante, che aiutano i passeggeri – o perlomeno dovrebbero farlo — a spostarsi con comodità nei meandri della Stazione Ostiense. Si dice spesso che il terminal ferroviario di una città sia un po’ come un biglietto da visita. Lo stato di salute della Stazione Ostiense, anzi di Roma Ostiense, non è che raffiguri al meglio la Città Eterna; anzi, potremmo dire che rappresenta in parte lo stato di attuale degrado della Capitale.

Edificata in occasione della visita di Hitler a Mussolini nel 1938, e inaugurata ufficialmente il 28 ottobre del 1940, il complesso della Stazione è andato incontro a diverse ristrutturazioni (la più evidente fu quella legata ai Mondiali del 1990) e ad alcuni interventi che però non ne hanno intaccata la struttura originaria. Le ultime novità hanno visto nel 2010 il definitivo trasferimento a Roma Termini da parte di Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori, e nel 2012 l’arrivo – in quello che trent’anni fa doveva essere l’Air Terminal – di Eataly e poi di Ikea.

La scala mobile che da Via Pellegrino Matteucci e dal Piazzale 12 ottobre 1492 consente l’accesso in Stazione, è ferma da almeno due anni, per manutenzione dice naturalmente il cartello. Talvolta anche l’ascensore attiguo è fuori servizio, ciò comporta che per una persona con disabilità è letteralmente impossibile prendere il treno.

E succede talvolta che sia fuori servizio — oltre all’ascensore — anche la scala mobile che permette la salita verso Via Pellegrino Matteucci. Allora se si ha una valigia al seguito, cosa tutt’altro che improbabile quando si viaggia in treno, sono dolori. Gli ascensori che dal sotterraneo conducono ai marciapiedi dei binari sono tutti perfettamente funzionanti, mentre da diversi mesi, entrambe le scale mobili che consentono l’accesso ai binari 14 e 15 sono fuori servizio ed è necessario usare la scala a gradini o l’ascensore. Delle quattro scale mobili che invece collegano il sotterraneo al primo binario, ne funzionano soltanto due, una per la discesa e una per la salita.

Al 6 febbraio dei quattro tapis- roulant ne funzionava uno soltanto; il primo di destra, quello che conduce verso la fermata Piramide della metro linea B, è fuori uso da almeno due anni. Alcuni passeggeri ci hanno riferito che a memoria non ricordano l’ultima volta che l’hanno visto in funzione.

L’accesso alla metropolitana non sempre è sorvegliato, tanto che non è così infrequente notare quante persone accedano alla fermata, o si rechino alla Roma Lido, scavalcando il tornello. Il gabbiotto dell’Atac, nonostante che all’interno ci sia un monitor acceso, è deserto (ci siamo passati sei volte davanti nell’arco di otto ore) mentre delle due biglietterie automatiche ne funziona una soltanto. Su una di queste qualcuno ha lasciato un foglietto di carta appiccicato con lo scotch in cui con una biro è stato scritto “Fuori servizio, out of order”… Un inno alla sciatteria.

Di fianco, mette tristezza anche l’edicola dismessa nelle cui vetrine polverose emergono un paio di Playboy e alcune riviste della Lazio nella cui copertina spicca Vladimir Pektovič. L’unica sorveglianza che abbiamo notato è composta da un carabiniere e da un terzetto di militari dell’esercito, con dei fucili mitragliatori in evidenza, che sosta in prossimità della zona ristoro, all’imbocco del tunnel che porta alla metropolitana.

Una buona notizia è stata la pulitura completa dell’uscita di sicurezza che dalla metropolitana consente lo sbocco su Piazzale dei Partigiani, bonificata da sudiciume, bottiglie e siringhe. Dovrebbe essere però un’uscita di sicurezza, come recita l’insegna di colore rosso, e quindi essere utilizzata in caso di estrema necessità, tuttavia le porte spalancate ne suggeriscono un diverso impiego. A nostro avviso è migliorata sensibilmente anche la situazione generale della pulizia dei marciapiedi e delle aree interne della Stazione, mentre sono in fase di ultimazione i lavori sul Piazzale dei Partigiani dove sono state rimosse di recente le impalcature.

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Ancora strascichi sul servizio mense scolastiche

Presentato al Commissariato un esposto dei genitori della scuola Alonzi

di Francesca VITALIANI

A distanza di un mese rimane alta l’attenzione sulle mense scolastiche a Garbatella. Grazie all’impegno dei genitori della scuola primaria “A. Alonzi”, è stato presentato a fine gennaio al Commissariato di Polizia “C. Colombo” un esposto per disporre gli opportuni accertamenti sui fatti del 7 gennaio scorso. Cosa sia successo quel giorno è cosa ben nota: l’avvio del nuovo servizio di ristorazione scolastica comunale ha lasciato 1000 bambini dell’VIII Municipio, metà degli studenti dei plessi scolastici del territorio, senza cibo. Non meglio è andato negli altri quartieri romani.

Eppure il comunicato stampa diramato dallo stesso Comune di Roma sull’inizio del nuovo appalto della refezione scolastica sosteneva che “ l’Amministrazione ha garantito e tutelato la qualità del servizio e i livelli occupazionali per i lavoratori. Il dialogo tra Amministrazione e aziende aggiudicatarie ha portato alla sottoscrizione dell’impegno, da parte delle aziende, di assicurare la continuità dei rapporti di lavoro, le mansioni e i parametri orari nei confronti dei dipendenti interessati che erano impiegati nei servizi del precedente appalto […]”.

Un dialogo non così efficace, tant’è che a farne le spese sono stati i bambini. In particolare, nella scuola di Via Valignano, come si legge nell’esposto, nella tarda mattinata “iniziavano a circolare, in maniera del tutto frammentaria ed informale attraverso WhatsApp, messaggi e notizie circa un non meglio specificato “disguido” del Comune di Roma. Il pasto previsto per la merenda del mattino delle ore 10.20 non era pervenuto a destinazione e, per il pranzo a seguire, sarebbero stati serviti cibi freddi all’intera scuola.

La giustificazione addotta sarebbe stata quello di uno sciopero indetto in data 20 dicembre e previsto per le giornate del 7 e 8 gennaio 2020. L’astensione dal lavoro, però, risultava già essere revocata dalle sigle sindacali l’ultimo dell’anno a seguito di accordi tra società di ristorazione e sindacati. Intorno alle ore 12.30 iniziavano a circolare ulteriori notizie tra genitori, sempre tramite canali ufficiosi: nemmeno il pranzo, costituito da cestini con panini, era stato consegnato all’interno della scuola Alonzi”.

Bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni sono stati dunque tenuti a digiuno totale dalla colazione fatta a casa per un tempo che superava ampiamente gli intervalli consentiti, anche perché, da regolamento, non è in alcun modo possibile introdurre cibo all’interno della scuola da singoli privati. Una situazione lasciata allo sbando e risolta solo con l’intervento tempestivo dei genitori, che hanno dovuto prelevare i propri figli prima dell’abituale uscita delle 16.30.

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L’opera di padre Guido in un cortometraggio

Il filmato di Edoardo Valeriani verrà proiettata l’8 marzo al teatro di piazza Vallauri

Di Giancarlo Proietti

Il posto di un  prete è ovunque: tra la gente, a scuola, per strada, all’oratorio.

E lui era così. Padre Guido, chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo sa, è stato accanto ad intere generazioni. I ragazzini della Garbatella, alcuni ormai padri di quei figli anche loro cresciuti con lui, porteranno sempre con sè qualche ricordo di quel prete straordinario. A volte però i ricordi non bastano. Sono come pagine di un libro di cui gli altri possono solo leggere il titolo. Come fare allora per condividere veramente quei racconti?

Un’idea l’ha avuta Edoardo Valeriani. Ventotto anni, cresciuto all’oratorio di San Filippo Neri, con alle spalle un’esperienza teatrale da attore. Dopo aver frequentato un corso di recitazione e regia presso l’accademia Cinematografica “Professione artista” ha voluto mettere a disposizione questa sua esperienza professionale per ricordare Padre Guido.

Con l’aiuto della comunità parrocchiale e l’istituto Cesare Baronio ha pensato di realizzare un cortometraggio, che ripercorre le tappe più importanti della vita di padre Guido. Il filmato, dal titolo “Padre nostro che sei tra noi”, sarà proiettato al teatro Vincenzo Altamura di Piazza Vallauri domenica 8 marzo alle ore 17,00.

Padre Guido sarà interpretato dallo stesso Edoardo. Il giovane regista, nato e cresciuto alla Garbatella, ci ha raccontato di aver studiato e letto i diari, le lettere e la corrispondenza tra il religioso e sua madre nei primi anni del sacerdozio e come tutto ciò lo abbia aiutato ad interpretarne la figura. Il filmato è stato girato in bianco e nero, proprio per evidenziare il ricordo e la memoria.

L’obiettivo di questo lavoro, sia per il regista ma anche per i sacerdoti della parrocchia, è quello di tenere alto il ricordo e l’insegnamento soprattutto per le nuove generazioni, che poco hanno conosciuto l’enorme lavoro svolto dal sacerdote  per la sua comunità.

Gli attori di questo cortometraggio oltre a Edoardo, saranno i ragazzi dell’oratorio e gli alunni della scuola  Cesare Baronio. Le musiche sono di Renato Di Benedetto, anch’egli nato e cresciuto alla Garbatella.

Quindi appuntamento per tutti l’8 marzo. Una data casuale? Forse no, se ricordiamo bene è proprio il giorno del compleanno di Padre Guido.

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Riapre la storica edicola di piazza B. Romano

Dopo due anni di chiusura riprende l’attività del vecchio chiosco di giornali

Di Stefano Baiocchi

Flavio si alza all’alba e tutti i giorni apre la sua edicola alle 6 e mezza in punto.

Lo storico chiosco di Piazza Bartolomeo Romano – dopo due anni di oblio – ha una nuova vita grazie a lui, uno dei pochi coraggiosi che ha fatto il percorso al contrario.

Negli ultimi quindici anni in Italia, infatti, la metà delle edicole ha chiuso i battenti; al momento su tutto il territorio nazionale resistono 42mila esercizi, mentre almeno la metà di questi si trova in difficoltà. L’Ottavo Municipio rispecchia l’andamento del Paese con una costante e inesorabile chiusura di diverse edicole. È un problema sociale, ma soprattutto culturale perché dove non c’è più un chiosco, non si vendono più giornali e ciò significa che non si legge e che quelle copie perse non si recuperano più.

Se vent’anni fa possedere un’edicola significava avere una vecchiaia assicurata, oggi, quella di mettersi a vendere i giornali è quasi un’impresa titanica, considerando la crisi della carta e soprattutto la diffusione di tablet, smartphone e computer.
Tuttavia una piccola speranza, soprattutto alla Garbatella, c’è. Perché nel quartiere c’è ancora chi ama leggere il giornale di carta e lo fa tradizionalmente, acquistandolo dall’edicolante di fiducia, sfogliandolo sulla poltrona di casa o al tavolino del bar.

“In pochi giorni ci si sente subito a casa, l’edicola è un punto di riferimento per i cittadini di Garbatella”, dice Flavio. “Il quotidiano più venduto è la Repubblica, che stacca di netto il Messaggero e il Corriere dello Sport; poi vengono le riviste di vario genere, soprattutto quelle di gossip o quelle che trattano argomenti specifici”.

Da moltissimi anni i chioschi dei giornali per arrotondare vendono altro, dai giochi per i bambini ai biglietti per il tram, alle figurine. Niente più riviste porno, per quello c’è internet che è più discreta, naturalmente non si vendono più DVD o CD (quello purtroppo nemmeno nei negozi specifici). Di libri neanche a parlarne.
Dopo pochi giorni dall’apertura è impossibile fare un bilancio, tantomeno una previsione, ma l’andamento di questi primi giorni è incoraggiante; questa è un’edicola storica – continua Flavio – e te ne rendi conto quando i cittadini, oltre a chiederti il giornale o la rivista, sorridono e ti fanno i complimenti chiedendoti al tempo stesso se hai in vendita il libro 100 anni di Garbatella… a proposito, potrebbe farmene avere una decina di copie?”.

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Tour della solidarietà alla Garbatella tra arte di strada e luoghi incantati

L’iniziativa dell’associazionie Muri Sicuri prevista per il 7 e 8 marzo 

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Ancora una volta, di fronte a terremoti e paesi che franano, c’è per fortuna chi non si tira indietro e come può ci mette un rimedio, anzi, addirittura un muro. Il 7 e 8 Marzo arriva infatti la IV edizione della manifestazione Muri Sicuri. L’iniziativa che organizza itinerari  turistici e poi devolve l’intero ricavato a quei paesi, che sono stati distrutti nel terremoto del 2009.

Quest’anno a ospitare il progetto sarò proprio la Garbatella. In occasione del centenario, infatti, il 7 e 8 Marzo dalle ore 10:00 alle ore 17:00  cento guide professioniste si trasformeranno in ambasciatori dell’anima più originale e creativa della città, conducendo il pubblico alla scoperta dell’arte di strada e soprattutto della storia del quartiere Garbatella. Il ricavato andrà a Prato d’Ansidonia, frazione dell’Aquila. Il tutto reso possibile anche grazie alla partecipazione dell’VIII Municipio e di Palazzo Merulana.

Muri Sicuri vuole ricordarci ancora una volta l’importanza della solidarietà nei confronti di chi ha perso ogni cosa, sia in termini personali che di patrimonio artistico. Gli anni precedenti sono già stati raccolti 5.780 euro nella prima edizione, 10.700 durante la seconda e 13.745 nella terza. Be’ per la quarta, si spera ancora di più.

Lo spirito della manifestazione è quello di dipingere un muro, per curarne cento. Tra i protagonisti dell’evento  infatti non possono mancare loro, gli artisti.

Luis Gomez de Teran, nato a Caracas nell’80, dopo aver dipinto i muri di varie città europee e non solo,  ha deciso di venire a Roma. La particolarità delle sue opere sta nel buio, perché come dice lui, di notte tutto è più bello che di giorno. Una passione che si porta dietro fin da piccolo, quando le feste e i passatempi degli altri coetanei lo annoiavano, l’emozione dei graffiti gli dava tutt’altro che noia.

Altro personaggio è Diamond, romano nato nel ’77.  Diamond è infatti già conosciuto nel quartiere Tor Marancia. Tra i murales di Shangai c’è una delle sue opere in stile art decò, che cita Hic Shunt Adamantes (qui ci sono i diamanti). Una frase che ricorda non solo il suo nome ma anche il brillare del murales al sole. Diamond, come molti altri artisti, era partito dalla totale illegalità dei suoi murales fino a rendere il suo modo di esprimersi un vero e proprio mestiere.

Infine Flavio Carbonaro, in arte Solo. Classe ’82 è un artista romano amante della Pop Art. I suoi murales raffigurano principalmente supereroi, che non lasciano dubbi sul tipo di battaglie contro cui vuole combattere l’artista. Per citarne uno, il murales della Wonder Woman incinta che si trova a Primavalle. Quale modo migliore di rappresentare la forza delle ragazze madri che crescono i loro figli?

Insomma, gli artisti ci sono, le visite sono pronte, e quindi? Mancate solo voi, che per prenotarvi basta un click sul sito www.murisicuri.it o mandare una mail a murisicuri@gmail.com.

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addio nonna rina

Con lei scompare una delle memorie della razzia del ghetto ebraico, quel tragico 16 ottobre 1943

di Fabrizio Mastrantonio

Se n’è andata in punta di piedi, discreta e riservata come aveva sempre vissuto Onorina Ferrari, per tutti Rina, la mattina dello scorso 14 dicembre all’età di 96 anni.

Era una delle ultime testimoni di una Garbatella vissuta per oltre mezzo secolo fin dagli anni ’50 in viale Massaia, dove abitava.

Se n’è andata una che con l’ago ci sapeva fare, che aveva vestito principi e borghesi, ma che metteva più spesso e volentieri a disposizione le sue capacità per quelli che non se lo potevano permettere.

Con lei scompare anche un’altra memoria storica di Roma città aperta e del rastrellamento del 16 ottobre 1943 degli ebrei del Ghetto dove Rina aveva vissuto tutta la sua giovinezza, in piazza Mattei,  a pochi metri da quella via della Reginella nella quale abitava Settimia Spizzichino, una delle poche donne sopravvissute alla Shoah romana,  con cui si era inaspettatamente ritrovata alla fine degli anni ’90 in casa di una comune conoscente e per la quale aveva gioito quando le avevano intestato il nuovo ponte sulla ferrovia.

Bene conosceva Rina anche la signorina Adele Ascarelli, artigiana che cuciva cappelli,  della quale oggi resta a ricordo una pietra di inciampo davanti al palazzo dove entrambe abitavano; e accorato era il ricordo del suo tentativo di nasconderla, fallito perché Adele si era ostinata a non abbandonare il suo anziano e malato padre, che invece fu ignorato dai militari tedeschi.

Da qualche anno Rina lasciava meno spesso la sua abitazione per via di una cecità che, progressivamente, l’aveva menomata ma alla quale caparbiamente non si arrendeva, sforzandosi di mantenere la sua autonomia e la sua dignità con la salda volontà di non essere di peso a nessuno. Ed è così che ci piace ricordarla: curata e profumata, fuori dagli asili e dalle scuole del quartiere a prendere figli e nipoti, a raccontare la vita vissuta con intensità e passione, a porgere detti popolari e buoni consigli a chi le si rivolgeva con fiducia e a preparare le mitiche polpette di nonna Rina.

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Per i più deboli nasce la casa del municipio

Una rete di 22 associazioni diffuse sul territorio

di Daniele Ranieri

Ragazzi vittime di bullismo, donne minacciate o picchiate, persone che attraversano momenti particolari della propria vita come la mancanza di lavoro, una occupazione saltuaria o precaria, una separazione. Le persone che hanno bisogno di  aiuto, che incontrano difficoltà nei rapporti con la Pubblica Amministrazione o che vogliono conoscere meglio i loro diritti, ora hanno un luogo dove poter trovare ascolto e sostegno: la Casa del Municipio.

L’iniziativa è partita dall’Assessora alle politiche sociali dell’VIII Municipio Alessandra Aluigi con l’intenzione di sviluppare quello che viene chiamato il Welfare di comunità. Una sinergia tra Pubblico e Privato sociale, che ha l’obiettivo di rendere accessibili, gratuitamente, sportelli d’ascolto e consulenze in tema di diritti legali, diritti di famiglia, diritti delle donne, diritti del lavoro e dell’abitare, diritti delle persone disabili, diritti dei minori e degli anziani.

La Casa del Municipio è composta da una rete di 22 Associazioni, diffuse in tutta l’area municipale dall’Urban Center di via Odero a Via Barbana, da Via Benedetto Croce, dove ha sede il Municipio VIII, ai box interni ai mercati di Via Corinto o di Roma 70. L’elenco completo lo si trova nel sito del Municipio all’indirizzo:  https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/Programma_organizzativo_fruizione_spazi_Casa_Municipio_2019.pdf.

Sono Associazioni, selezionate  attraverso un Bando apposito, a cui sono stati consegnati i locali necessari per lo svolgimento della loro attività.

Le richieste di spazi sono state così numerose da far decidere all’Assessorato di indire un nuovo Bando a breve in modo da coprire nuovi servizi o parti diverse del territorio.

Quest’iniziativa  rompe un lungo periodo di assenza delle Istituzioni di prossimità su questi temi. Era, infatti, dal 2016 che mancavano iniziative di sostegno ai diritti e ai bisogni degli abitanti del VIII Municipio.

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Flash Mob, non siamo pinguini siamo bambini

Martedì 4 febbraio ore 15:00. Tutti fermi. Immobili bambini. Non perché non dobbiate farvi sentire, ma proprio perché dovete protestare. Un Flash Mob per dire basta al freddo che da tre mesi sono costretti a subire i piccoli dell’Istituto Comprensivo Carlo Alberto Dalla Chiesa. Un problema di cui avevamo già parlato tempo fa tra le nostre righe (vai all’articolo). Classi inagibili, lezioni nei corridoi, le sollecitazioni in Campidoglio. Ma niente, la rinuncia alle aule ancora non è terminata. 

Dove e quando

Così, bambini genitori e insegnanti, con l’appoggio del Municipio VIII hanno organizzato un Flash Mob oggi alle 15:00 sotto l’assessorato Capitolino ai Lavori Pubblici. Sarà presente anche il minisindaco Amedeo Ciaccheri. Insieme chiederanno all’Assessora Linda Meleo il ripristino dell’impianto termico del plesso scolastico Europa. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Grotta perfetta: scuola Europa al gelo da un mese

Neanche dopo settimane si è riusciti a trovare una soluzione. I termosifoni della scuola Europa in Via di Grotta Perfetta 524 sono rotti ormai da un mese. Il Municipio fa pressioni al Campidoglio, che però, chiede ancora un po’ di pazienza. 

Classi inagibili 

“È un mese che la situazione è questa. Nella parte sud della scuola i riscaldamenti funzionano, ma nella parte nord fa troppo freddo e due classi sono a fare lezione nei corridoi”, racconta uno dei bidelli della Scuola dell’Infanzia e Primaria Europa. Per evitare di interrompere la didattica infatti, gli insegnanti hanno arrangiato con banchi sedie e lavagne lezioni in corridoio. Una soluzione che era stata arrangiata già prima delle vacanze, e che si pensasse di adottare per solo pochi giorni. La rinuncia alle aule però, dopo un mese, non è ancora finita.

Sollecitazioni in Campidoglio

Municipio, genitori e docenti hanno sollecitato fin da subito un intervento del Campidoglio. Ancora oggi però, la risposta è sempre la stessa: il rinvio continuo di qualsiasi iniziativa e la richiesta di avere pazienza.

“Abbiamo nuovamente sollecitato la Sindaca Raggi e l’Assessora Linda Meleo a fare in modo che tutta la vicenda si risolva immediatamente. Roma non può restare ostaggio dei rinvii continui e dei mancati interventi.” Ha voluto far presente il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che continua: “La città ha necessità di dare la massima attenzione ad uno dei nostri beni comuni più preziosi: la conoscenza.”

Insomma, se a scuola funziona che si parla solo se interrogati, a quanto pare al Campidoglio non rispondono neanche così. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Garbatella: all’asta 30 locali dell’Ater

“Abbiamo promesso che il Centenario di Garbatella sarebbe stato un’occasione di rilancio e crescita per tutta questa parte di città. Ed ecco allora un’opportunità preziosa: grazie alla collaborazione della Regione Lazio e di Ater Roma è stato pubblicato un bando per la locazione di 30 locali commerciali per lo sviluppo socio-economico di Garbatella e dei quartieri limitrofi.” Con queste parole il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri annuncia l’asta per la locazione di ben 30 immobili extraresidenziali a Garbatella.

DOVE E QUANDO?

Dunque, concorrenti e non tenetevi pronti: il bando ci sarà martedì 18 febbraio alle ore 10:30 presso la sede dell’Ater del Comune di Roma, Lungotevere Tor di Nona 1. L’aggiudicazione sarà per il soggetto che presenterà l’offerta più alta. I locali che l’Ater ha scelto di mettere all’asta non saranno ad uso residenziale.

COSA VERRÀ MESSO ALL’ASTA

Iniziativa interessante certo ma vi starete chiedendo: che tipo di locali saranno presenti all’asta? Dunque, sia i prezzi che le dimensioni varieranno. L’asta partirà dal lotto numero 1  in Via L. Fincati, fino al lotto numero 30 in Via del Commercio. I prezzi poi dipenderanno dai metri quadri: dal locale più piccolo di 13 mq sugli 80€, fino agli 800 mq compresa area esterna di quello più grande, a 3.000€ circa. 

Insomma, le iniziative per questo centenario non mancano, ma sta a voi partecipare e rendere vivi i nostri quartieri.

Clicca per vedere il bando.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Scuole: mense in tilt e bambini senza pasti

Pochi giorni fa, dal Campidoglio al nostro Municipio, arrivavano queste parole: “Il 7 gennaio prende il via il nuovo servizio di ristorazione scolastica di Roma Capitale. L’Amministrazione ha garantito e tutelato la qualità del servizio”. Come è andata a finire nelle mense? Male. Infatti proprio ieri, con la riapertura delle scuole, il servizio della scolastica è andato in tilt in metà delle scuole del Municipio VIII.

La rabbia da parte dei genitori e Municipio

Quasi mille bambini sono rimasti senza pranzo. Le situazioni peggiori sono risultate nelle mense delle scuole Damiano Sauli, alla Poggiali-Spizzichino e Carlo Alberto Dalla Chiesa. 

Molti i genitori preoccupati. “Ho preso mio figlio a scuola alle 15 ed erano appena arrivati i panini. Neanche la mattina avevano mangiato nulla, sono stati tutta la giornata senza cibo”, racconta uno dei genitori.

Nel frattempo il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri non ha perso tempo nel farsi sentire: “Parte malissimo la tanto sbandierata svolta voluta dal Campidoglio per le mense delle nostre scuole. Un altro ennesimo esempio di incapacità.” E conclude: “A pagare sono sempre gli stessi: Roma e i Romani. I nostri cittadini e la nostra città meritano rispetto e non di essere ogni giorno trattati così.

La risposta del Campidoglio

Il Campidoglio subito si difende, sostenendo che complessivamente il servizio mense è risultato regolare in tutto il resto del territorio, ad eccezione appunto, di alcuni casi segnalati nel Municipio VIII. Ma comunque gli uffici competenti hanno già avviato le indagini relative al servizio di ristorazione per i dovuti approfondimenti e far si che non accada più tale disagio.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Incendio a Garbatella, muore 51enne nel suo camper.

Erano circa le 20:30 quando la sera del 3 Gennaio nel parcheggio dei camper in Piazza Giovanni da Verrazzano, alla Garbatella, è divampato un incendio. Le vetture coinvolte sono state sei, tra cui camper e roulotte. In uno di questi è stato trovato il corpo carbonizzato di un uomo di nazionalità romena di 51 anni, si chiamava Chira Mihai. 
Polizia, ambulanze e vigili del fuoco sono intervenuti sul posto non appena i testimoni hanno avvertito l’incendio. 

“L’uomo viveva lì dentro dal 2016” hanno poi spiegato i poliziotti. “Pagava l’affitto, lavorava e aveva la sua roulotte parcheggiata qui. Aveva bisogno di un posto dove dormire e tramite un volontario era riuscito a trovare il parcheggio alla Garbatella”.

Il grande parcheggio si trova a pochi passi dalla catena di punti vendita Eataly. “In quella zona ci sono diversi camper posteggiati anche fuori dal parcheggio”, ci racconta una ragazza di Garbatella. “In molti di quei camper ci vivono dei senzatetto, non hanno mai dato fastidio, però può succedere soprattutto d’inverno che provando a scaldarsi, accadano questi incidenti.”
Le forze dell’ordine però proseguono le indagini, nonostante già dai primi accertamenti sarebbe stata da escludere la matrice dolosa.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Biblioteca Moby Dick

Moby Dick non è solo il capolavoro letterario di Melville, ma anche uno dei più importanti punti di ritrovo della Garbatella. Uno spazio pubblico che è tornato a prendere vita nel 2016 come biblioteca, sala convegni e area giochi per i più piccoli. Perché vi diciamo è tornato? Perché alle sue spalle, prima di diventare una biblioteca, ha una lunga storia.

LA STORIA: DA BAGNI PUBBLICI A BIBLIOTECA

Gli anni 20: Mussolini che si fa strada verso il potere, nasce il cinema sonoro e anche topolino, l’arte del futurismo, poi il premio nobel di Einstein, in America comincia il jazz, e alla Garbatella? Cosa succede?

Proprio in quegli anni viene posta la prima pietra, il 18 Febbraio 1920 dall’architetto Innocenzo Sabbatini a Piazza Benedetto Brin. Lo stesso architetto che negli anni ha tirato su gli Alberghi Suburbani, il Teatro Palladium, i lotti e indovinate un po’? Anche i bagni pubblici, fenomeno tipico di quegli anni. Servizio non solo utile per gli abitanti del quartiere che non avevano possibilità di fare la doccia in casa, ma anche un luogo di ritrovo e socializzazione.

I tempi cambiano, Roma cambia e con lei ogni cosa. I famosi bagni pubblici che hanno accompagnato per anni i cittadini della Garbatella, negli anni 60 diventano la sede del Mobilificio Proietti: ancora oggi passando su Piazza Bartolomeo Romano si può leggere la vecchia insegna. Questa attività andrà avanti fino al 2012.

Quando però il mobilificio chiude il rischio della vendita della struttura è ormai dietro l’angolo. Ma si sa, i garbatellesi non sono mai stati famosi per la loro impassibilità, e infatti decidono di occupare la biblioteca che verrà.

L’occupazione inizia. E sapete una cosa? Non tutte le cose illegali sono sempre poi cosìuna cattiva idea. Gli attivisti infatti già parlavano di Moby Dick. L’intento non era solo quello di evitare la vendita della struttura, ma anche di farla tornare in vita per il quartiere. E quale idea migliore di una biblioteca?

IL RITROVO PER I GIOVANI

Sei mesi di lavori, 700mila euro dalla Regione Lazio et voilà. Lo spazio di Moby Dick prende vita nel novembre del 2016. Circa 450 metri quadri totali, con all’interno la parte principale della struttura formata dalla biblioteca, progettata dall’università di Roma Tre. Poi la sala convegni e infine quella destinata alle mostre.

La parte della biblioteca è sempre piena di ragazzi. Un ritrovo tranquillo dove poter studiare nel cuore del quartiere. Adibita con tavoli e sedie, wi-fi, si possono consultare i principali quotidiani nazionali o utilizzare tablet e pc personali. Insomma, quant’è bella giovinezza anche al centro della Garbatella: alla faccia di chi sostiene che è un quartiere solo di vecchi.

CONTATTI

Moby Dick è in via Edgardo Ferrati 3a
06 512 0443

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Di Ilaria Proietti Mercuri

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Stop agli sprechi alimentari: ecco la nuova iniziativa del Municipio VIII

Non c’è amore più sincero di quello per il cibo. Spesso però questo folle amore ci porta a sprecare quantità industriali di alimenti. Pensate alle vostre case, quante volte buttate nella spazzatura gli avanzi? Lo stesso procedimento accade anche nei ristoranti, negli ospedali, nel commerciuo, nelle scuole. Secondo alcuni dati, un terzo del cibo della produzione mondiale viene sprecato.

Ma una consolazione c’è. Dove? Proprio nel nostro Municipio. Il minisindaco Amedeo Ciaccheri ha infatti annunciato che con la nuova gestione delle cucine degli asili nido comunali il cibo accumulato nelle mense verrà recuperato e donato alle case famiglia. L’iniziativa è partita venerdì 27 Dicembre.

Un’iniziativa che in realtà non è nuova dalle nostri parti. Già al mercato rionale di Montagnola infatti a Novembre era partita l’iniziativa per il recupero dei beni alimentari. Un esperimento uscito bene e quindi, perché non riproporlo anche altrove? Oltre che alle mense degli asili, il Municipio ha già annunciato: vuole proporlo anche agli altri mercati.

Dunque, una bella inziativa destinata a crescere per il bene di tutti. Perché evitare gli sprechi non vuol dire risparmiare, ma solo avere po’ di astuzia.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Domenica pre natalizia in tempesta

Una domenica pre natalizia in tempesta, tra vento e strage di alberi. Le raffiche sono andate dai 70 ai 100 km/h. E anche nel nostro Municipio l’allerta meteo non è mancata. 

In particolare ad essere colpita la zona di Tormarancia, dove è diventato virale un video di due ragazzi che passando con la macchina filmano i disastri causati dagli alberi caduti. Proprio a Via Sartorio, un solo pino ha distrutto ben 5 auto. Altri crolli anche nelle zone di Montagnola e Garbatella.

https://www.instagram.com/p/B6YizdPoXpv/?igshid=tqkus4ljbo48

Critica anche la situazione sulla Cristoforo Colombo, dove è intervenuta la polizia locale. Tra Roma e provincia sono stati più di cento gli interventi dei vigili del fuoco e oltre 200 quelli dellla polizia locale. Insomma, una vera e propria strage di alberi ha aperto questo Natele. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Il noto festival culturale viterbese si trasferirà al Pincetto il prossimo settembre

“Caffeina” a Garbatella

Si arricchisce sempre di più il programma di eventi per l’anno del centenario della Garbatella. L’ultimo arrivato è il festival culturale “Caffeina”, che si terrà a Garbatella tra il 17 e il 20 settembre 2020 a Piazza Benedetto Brin, dove ha avuto origine la borgata Giardino Concordia. Lo hanno annunciato qualche giorno fa il minisindaco dell’VIII municipio, Amedeo Ciaccheri, con l’assessore alla cultura Francesca Vetrugno insieme a Filippo Rossi direttore artistico del Festival viterbese.

“Dopo l’Emporio letterario di Pienza (Siena) Caffeina a Garbatella sarà Caffeina a Garbatella, non uno spin-off di altri eventi. Pensiamo a un’identità nuova, a una nuova storia con nuova visibilità. Credo che questo connubio potrà diventare un grande festival nazionale”, ha aggiunto Rossi.

 “Qui a Garbatella- ha detto Ciaccheri- ci sentiamo eredi di una grande storia, ma per esserlo realmente è necessario essere eretici. Questo centenario è un’occasione per dare una diversa possibilità alla città di Roma e Caffeina è una delle iniziative più importanti che ospiteremo”. (g.r)

caffeina alla Garbatella
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Il presepe meccanizzato di Nonno Dante, artigiano di 92 anni originario della Garbatella, in esposizione all’Internazionale

ROMA, 19 DIC  – Un’icona del Natale e dell’ingegno artistico per l’intero quartiere romano della Garbatella, il presepe meccanizzato di Nonno Dante è per la prima volta in esposizione presso un’università.

Dante Pica, artigiano novantaduenne originario della Garbatella, ha progettato e realizzato nel corso degli anni un industrioso presepe di oltre 200 statuine intagliate a mano. Ogni statua rappresenta un mestiere, dal falegname al fornaio, dal benzinaio al gommista, senza dimenticare le ironiche rappresentazioni del cassaintegrato o del marito traditore. Un’installazione originale che per anni ha affascinato bambini e adulti della Garbatella, e che ha corso il rischio di non trovare una casa abbastanza spaziosa per questo Natale.

L’Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT, con sede al civico 139 di via delle Sette Chiese, ha colto l’opportunità per ospitare Nonno Dante ed il suo presepe, confermando il nobile impegno di valorizzare il quartiere, avvicinando gli studenti a questa mirabile opera di creatività senza tempo. Perché anche in un’università internazionale c’è spazio per un presepe che raffigura l’anima di un quartiere.

Dante Pica
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100 anni Garbatella, i progetti

Conferenza stampa “Garbatella 100“: la Regione Lazio, Ater Roma e il Municipio VIII presentano i progetti che riguarderanno gli interventi del quartiere.

Presenti all’intervento:
Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio
Massimiliano Valeriani, Assessore regionale alle Politiche abitative Andrea Napoletano, Direttore generale ATER Roma
Amedeo Ciaccheri, Presidente Municipio Roma VIII
Alessio Pontillo, Presidente Ente regionale per il Diritto allo Studio e la promozione della Conoscenza

Video di: Ilaria Proietti Mercuri

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Teatro Palladium

Un viaggio tra spettacoli e formazione, cori, musica Jazz, laboratori e molto altro. Grazie al Teatro Palladium a Piazza Bartolomeo Romano la cultura è al centro di tutto.

SOMMARIO

TEATRO PALLADIUM: UN PÒ DI STORIA

Questo prestigioso palcoscenico nasce negli anni Trenta come Cinema Teatro Garbatella, progettato dall’architetto Innocenzo Sabbatini. 

L’edificio polifunzionale del lotto 12 in piazza Bartolomeo Romano è formato dal cinema-teatro e da alcune residenze distribuite su sei piani. In quegli anni furono aperti tantissime sale il regime fascista, infatti, aveva investito molto nell’industria cinematografica. Sapete quando è nata la Mostra del cinema di Venezia? Proprio nel 1932. E Cinecittà? Anche lei nel 1937. Insomma, un periodo di fermento della cultura cinematografica aveva investito tutto il Paese. 

Con il tempo però, i numerosi cinema nati in quegli anni li hanno trasformati in tutt’altre strutture. Alcuni sono diventati pub, agenzia o addirittura piscine, altri ancora sono stati destinati a chiudere. Il Palladium però resiste. E oggi, grazie all’università di Roma Tre, raccoglie la cultura in tutte le sue varianti. Dal cinema-audiovisivo, ai concerti di artisti da tutto il mondo, l’Orchestra e il Coro dell’Università Roma Tre. Questo pezzo di storia infatti è anche utilizzato come aula universitaria. Non mancano poi laboratori, tirocini e conferenze. 

Insomma, la scelta non manca. Se volete buttarvi in questa cornice di musica e cultura vi consigliamo di dare un’occhiata al programma. 

 

TEATRO PALLADIUM

 

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Di Ilaria Proietti Mercuri

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A Garbatella la Forza sia con te con Zuppa di Yoda e crumble al vino rosso di Naboo

Anche tra i fornelli sale la febbre di Star Wars. Garbatella è la prima a lanciare  in cucina  i festeggiamenti per l’uscita dell’ultimo capitolo dell’universo fantastico creato da George Lucas nel lontano 1977, “L’ascesa di Skywalker”  distribuito da stasera nelle sale cinematografiche italiane.

Ristoro degli ANGELI

Al Ristoro degli angeli, lo storico ristorante dell’ostessa dai capelli verdi, sono state servite alla vigilia dell’evento mondiale pietanze speciali ispirate alla saga stellare.

Per celebrare, infatti, il gran finale di 40 anni vissuti dai fan nell’iconica galassia lontana lontana,  i protagonisti degli ultimi tre episodi, Kylo Ren e Rey, interpretati dai noti cosplayer romani Desirè Tirolo e Valentino Notari, hanno offerto agli ospiti e ai passanti di piazza Bartolomeo Romano, nel cuore pulsante della Garbatella, un aperitivo ispirato al lato oscuro e al lato chiaro della Forza e poi nel menù la famosa Zuppa del Maestro Yoda a base di radici  e il Crumble di pere al vino rosso di Naboo.

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Le figurine sono in vendita a Controchiave, alla Villetta e a Casetta rossa

Un album di donne da collezionare

di Anna Bredice

“All’attacco, storie da collezionare”. Si chiama così questo album di figurine. Ve li ricordate gli album da ritirare in edicola, con già due pacchetti di figurine inclusi? Questa volta non si tratta di calciatori, ma di donne.

Donne, adulte e ragazze, che hanno fatto la storia, vissute tanto tempo fa oppure contemporanee. Un’iniziativa organizzata dal collettivo “Una volta per tutte” che si propone con una campagna di crowdfunding di sostenere la casa delle donne “Lucha y siesta”, un luogo dove hanno trovato ospitalità molte donne fuggite alla violenza, ma che purtroppo rischia la chiusura, perché l’Atac che ne è proprietaria lo vuole alienare. L’album è molto valido artisticamente, perché a prestare la matita per raffigurare queste storie femminili da collezionare sono stati chiamati alcuni tra i più importanti disegnatori, da Makkox a Biani, da Marta Baroni a Rita Petruccioli.

Dentro ci sono tanti riquadri da riempire con le figurine, donne rappresentate da disegni molto belli e una descrizione della loro storia: la numero 18 è la combattiva Ilaria Cucchi, la 22 ad esempio è la comandante Ramona dell’Ezln, poi ci sono alcune partigiane e le contemporanee Greta Thunberg e Carola Rackete. Ma ce ne sono tante altre. Il primo giorno di diffusione dell’album è stato durante la manifestazione a Roma contro la violenza sulle donne. Da allora in poi album e figurine si trovano in diversi posti  del  Municipio e anche altrove.

E lo scambio di figurine da andare a cercare in questi luoghi diventa un’occasione per conoscersi, parlare delle figure cercate e nello stesso tempo creare una rete “solidale con le donne” sul territorio. Un punto di riferimento, insomma, per la raccolta ma anche per fare rete. I luoghi dove trovare l’album “All’attacco”, nel nostro municipio sono: Associazione culturale controchiave, la Casetta Rossa, la Villetta, la libreria Eco di fata e la libreria Nuova Europa ai Granai, oltre che la casa Lucha y siesta, che si trova in via Lucio Sestio, 10.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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