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A 100 giorni dai 100 anni di Garbatella

I cento anni di Garbatella si avvicinano. E indovinate un po’, proprio il 10 Novembre mancheranno solo 100 giorni al grande evento. Già da mesi sono tutti in fermento per festeggiare al meglio il quartiere dei lotti, delle lotte antifasciste, delle osterie e dei palazzi popolari. Scuole, associazioni, il Municipio, si muovono tra iniziative, lavori di ristrutturazione e manifestazioni per festeggiare la nostra amata Garbatella.

Tra le associazioni impegnate sul centenario ci sono la Cooperativa Ci Basta, l’associazione culturale Il Tempo Ritrovato e non possono di certo mancare loro, gli Amici di Fruzzico, ossia i ragazzi stranieri dell’associazione di Massimo Tiezzi. Coalizzando le tre forze, si ritroveranno insieme il 10 Novembre in Piazza Augusto Albini per piantare 100 bulbi di fiori di specie diverse, che dovrebbero iniziare a fiorire proprio in concomitanza del compleanno dello nostro quartiere. “Si raccoglie quello che si semina, si chiama così il nostro progetto, e se noi seminiamo amore, raccoglieremo amore” ci dice Massimo, con il suo accento di Firenze. Un momento, ma che ci fa un toscano alla Garbatella?

Proprio così, nonostante il sangue fiorentino, Massimo ama la Garbatella tanto quanto Maradona ama il Napoli. Appena può scappa qui con i suoi ragazzi e colora il quartiere come meglio può. Ma queste iniziative, ci tiene a precisare “sono idee veramente popolari, infatti i primi che hanno iniziato a sistemare le aiuole sono stati proprio dei Garbatellani, poi vedendoli ho preso spunto da loro.” E così da anni, tra piante d’estate, presepi per i Natali e fioriere a Pasqua rende più belle le nostre strade. Tutto con l’obiettivo di arricchire il quartiere certo, ma anche dare un lavoro ai suoi amici profughi che accoglie con l’associazione Amici di Fruzzico.

Insomma,  i fiori sono pronti e i ragazzi anche! Quindi, se Domenica passate dalle parti di Piazza Albini andate a buttarci un occhio, male che va e non vi piacciono i fiori, vi farete due risate con le colorite imprecazioni toscane di Massimo.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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San Paolo: romano 23enne ruba stemmi delle auto

C’è questa moda che va avanti da anni; rubare gli stemmi delle auto per poi rivenderli. È una faccenda fastidiosa con cui purtroppo, spesso, ci si ritrova a che fare. Stavolta però, nella notte del 3 Novembre a San Paolo, in Largo Leonardo da Vinci il ladruncolo è stato preso in flagrante.

Il 23enne romano, visto dagli agenti di Polizia del Commissariato Colombo proprio mentre tentava di staccare uno degli stemmi di un’auto parcheggiata, è stato fermato. Prima di essere arrestato ha tentato ripetutamente di colpire gli agenti e scappare. Una volta bloccato però, il ragazzo è stato portato in caserma, ed ora dovrà rispondere di furto aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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“Ancora troppa mondezza per le strade. Si rischia l’emergenza sanitaria”

Gli operatori commerciali e i presidi delle scuole non abbassano la guardia

di Stefano Baiocchi

È ancora emergenza rifiuti. Gran parte delle strade dell’VIII Municipio sono nuovamente invase dalla mondezza, i cassonetti strabordano mentre topi e gabbiani – semmai avessero smesso di farlo – pascolano in scioltezza. Ad alzare il livello di guardia è l’Ordine dei Medici Romani che chiede (come molti cittadini del resto) di trovare una soluzione al più presto per il problema dei rifiuti di Roma, altrimenti “si rischia l’emergenza sanitaria; va assolutamente evitato che si creino cumuli d’immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici”.

Non ci piace fare della demagogia, né dell’inutile allarmismo. Ma chi paga le bollette della TA.RI. (indiscutibilmente salate, giacché la Tassa sui Rifiuti ha l’aliquota più alta d’Italia!), non vedendo migliorie, anzi appurando che la situazione peggiora ogni giorno, è sull’orlo di una crisi di nervi.

L’ultima novità arriva dai vertici di AMA, poiché è saltato l’ennesimo Consiglio di Amministrazione. Si tratta del sesto cambio della guardia da quando Virginia Raggi si è insediata sullo scranno più alto del Campidoglio.

L’avvicendamento ha portato alla nomina del milanese Stefano Antonio Zaghis, militante della prima ora M5s, già nello staff di Marcello De Vito, quest’ultimo rimasto coinvolto in una vicenda ancora da chiarire legata a presunte tangenti sullo Stadio dell’A.S. Roma.

I Sindacati sono preoccupatissimi, e parlano di AMA come di un’azienda sull’orlo del baratro. Le opposizioni, PD in testa, fanno sapere che “le dimissioni del C.d.A. di Ama rischiano di trascinare la società in un punto di non ritorno con la conseguenza sciagurata di generare altro caos nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti della capitale”.

“La misura è colma (e lo sono soprattutto i cassonetti, N.d.R.) e c’è il sospetto grave che nell’amministrazione capitolina qualcuno voglia procurare un fallimento per favorire gli appetiti di privati; è tempo di nominare un commissario per AMA che tolga i poteri a Roma Capitale ed eviti il disastro”.

Sul piede di guerra anche molti Presidi di Istituti e Scuole superiori romane: “Come segnalato  sia in zone centrali della città sia nelle periferie, la situazione dei rifiuti abbandonati presso gli edifici scolastici o all’interno dei cortili sta aggravandosi di giorno in giorno”, così in una nota l’Associazione nazionale presidi di Roma.

“Qualora non sia preso in attenta considerazione organizzativa l’appello dei medici e delle scuole chiediamo che ogni ASL di zona si attivi per verificare lo stato igienico-ambientale ed eventualmente proceda alla richiesta di chiusura degli istituti”.
Come se non bastasse, le ultime disposizioni da parte della Sindaca in materia di raccolta, disposizioni risalenti ad agosto, sono state quelle di proibire l’utilizzo dell’amato sacco nero, perché anche ciò che non è recuperabile deve essere sempre riconoscibile.

Come se fosse normale uscire da casa con un bustone trasparente contenente pannolini e/o assorbenti usati, escrementi e lettiere di animali (e via discorrendo, l’elenco sarebbe piuttosto lungo!) e dirigersi con nonchalance, o con ostentata indifferenza, all’apposito cassonetto dell’indifferenziata (che sarà sempre pulito e accogliente, sia chiaro!).

Messa così, possiamo anche immaginare che presso il suddetto cassonetto ci sia un verificatore riconoscibile, o in abiti borghesi ma con tanto di tesserino, pagato proprio per controllare l’effettiva idoneità della raccolta.

I cittadini dal canto loro sono sempre più sconcertati: assorbita in parte l’emergenza d’inizio estate, ma non gli effluvi che hanno caratterizzato l’aria per il resto della calda stagione, sono in rassegnata attesa.

Marco Albani, titolare del bar di Via Fincati, si chiede come mai il Municipio non abbia ancora fatto un esposto direttamente alla Procura della Repubblica. Da Via Benedetto Croce il Presidente Amedeo Ciaccheri assicura che proprio l’emergenza rifiuti è costantemente nell’agenda di tutti i Consiglieri e della Giunta e che di concerto con ASL e Polizia Locale di Roma Capitale si sta monitorando la situazione ogni giorno.

“Noi dobbiamo esigere che AMA rispetti il contratto di servizio, in caso d’inadempienze proseguiremo nuovamente con diffide o con denunce alle autorità competenti”.

“Il sistema rifiuti non può continuare a reggersi sul fragile equilibrio basato soprattutto sulla buona volontà delle Regioni vicine che continuano raccogliere l’immondizia seppur con prezzi esosi; cosa succederà quando entro fine anno chiuderà anche la discarica e l’impianto di Colleferro?”.

Nel frattempo La Procura di Roma indaga sulla mancata raccolta del pattume delle attività commerciali da parte della società appaltatrice Multiservizi.

Della vicenda se ne era occupata la trasmissione televisiva ”Le Iene” che ha evidenziato come la raccolta avvenga nelle ore notturne quando gli esercizi commerciali e i negozi sono chiusi. Naturalmente ciò rende impossibile raccogliere la differenziata. Sembra che alcuni dipendenti striscino con il palmare aziendale un codice a barre presente all’esterno dell’utenza in modo da far risultare che la mondezza sia stata raccolta regolarmente.

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo che si sta occupando della vicenda dovrà valutare se questo comportamento è ricorrente e metodico al punto da poter ipotizzare una truffa ai danni delle casse comunali, mentre il Comune ha dato mandato anche alla municipalizzata Ama affinché avvii un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità.

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Ospedale CTO: finanziato il raddoppio dell’Unità Spinale

Passi in avanti per il rilancio del Traumatologico  della Garbatella

di Sandra Girolami

Ampliamento,  messa a norma del reparto e raddoppio degli attuali  posti letto: a questo serviranno i 635 mila euro stanziati della Giunta regionale per la Asl Roma 2 e destinati all’Unità Spinale dell’Ospedale Traumatologico. “ Una vera rivoluzione – ha dichiarato l’Assessore Alessio D’Amato-  per rilanciare la vocazione ortopedica e riabilitativa della struttura. Si tratta di un potenziamento molto importante,  che permetterà al CTO di fare un deciso passo in avanti sia da un punto di vista di erogazione dei servizi di assistenza sia per la qualità e gli standard offerti all’utenza”.

L’Unità Spinale dell’Ospedale di via San Nemesio è un reparto di alta specialità, che opera dal 1995 per curare e riabilitare i pazienti colpiti  da lesioni al midollo spinale, intervenendo tempestivamente e accompagnandoli fino al raggiungimento della massima autonomia possibile. I ricoveri in questa struttura sono di lunga durata: in media si prevedono 180 giorni per i tetraplegici e 120 per i paraplegici, un tempo incredibilmente lungo, ma necessario per rendere il più possibile autosufficienti  i malati. Ad oggi l’Unità spinale dispone soltanto di 16 posti letto attivi, che diventeranno 32  come previsto dall’Atto Aziendale e dal Piano Sanitario regionale.  Con questo nuovo finanziamento e l’aumento della capacità ricettiva del  reparto diminuiranno  anche  i tempi di attesa, soprattutto per i malati più gravi.

“Il CTO, che ho visitato di recente, – conclude l’Assessore D’Amato – sta subendo una vera e propria rivoluzione. E’ entrata in funzione una risonanza magnetica di ultimissima generazione e sono in fase di completamento i lavori per le nuove sale operatorie. Una struttura sempre più moderna che stiamo rilanciando nella sua vocazione ortopedica e riabilitativa”

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Crolla il pino secolare della Villetta, sfiorata la tragedia

Era stato piantumato molto prima dell’edificazione della Garbatella

Poteva essere una tragedia, ma per fortuna così non è stato. Giovedì 17 ottobre di pomeriggio, verso le 16, improvvisamente un grosso ramo del pino secolare della Villetta si è staccato dal tronco e si è schiantato a terra, occupando tutta la carreggiata di via Passino. Il crollo ha danneggiato il muretto di cinta, i cassonetti dell’Ama, ma nessun passante o automobile in sosta.

Si tratta dell’ennesimo crollo di alberature che interessa da qualche anno la Garbatella, ma questa volta non è stato determinato da straordinari eventi atmosferici. Quel pomeriggio dell’ottobrata romana, che pervade la città da qualche settimana, non c’era un alito di vento e la pioggia solo un lontano ricordo.

il pino secolare caduto alla Villetta

Che tipo di  pino era quello della Villetta, la storica casa del popolo della Sinistra garbatellana? Si tratta di un “pinus pinea” più che secolare, sicuramente piantumato accanto a quella casetta di campagna prima dell’edificazione del quartiere, avvenuta tra gli anni Venti e Trenta. E a questo proposito ci sono alcuni scatti fotografici aerei che lo testimoniano.

A dirla tutta i pini erano due, il secondo, se lo ricordano i frequentatori più anziani della Villetta, era situato sull’ex campo di pallavolo dal lato di via Montuori. Purtroppo, una quindicina di anni fa, fu interessato da un incendio alla base e così venne abbattuto perchè pericolante. Con l’intervento dei Vigili del fuoco e di una ditta specializzata anche quest’albero è stato completamente abbattuto e rimosso.

Naturalmente col pino se ne va un pezzo di storia della Villetta e del quartiere. Era ammiratissimo per la sua mole gigantesca durante le visite guidate e pare che negli anni ruggenti della Villetta sotto la sua chioma si riunissero “quelli del Pino”, i dissidenti dalla linea ortodossa del Pci locale .(g.r.)

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Garbatella 100 sui banchi di scuola

Cinque giorni di iniziative sul Centenario del quartiere

di Anna Bredice

Ce n’è per tutte le classi e per tutte le età, da zero a quattordici anni. La prima parte di iniziative in vista del centenario della nascita di Garbatella è rivolta agli studenti, dall’asilo nido alle medie: l’impegno per un futuro migliore dei ragazzi del nostro municipio intrecciato alle radici e alla storia di Garbatella.

Ci sono stati cinque giorni intensi di iniziative in tutte le scuole, dalla Montagnola a San Paolo, che hanno coinvolto molti ragazzi in un progetto che mette insieme la promozione della lettura, attraverso il Biblioporter, un pulmino per lo scambio di libri che ha fatto tappa davanti a molte scuole, fino all’educazione stradale, per arrivare anche alla distribuzione di borracce plastic free nelle scuole medie. Un bel modo per cominciare i festeggiamenti dei cento anni: “Garbatella 100 – ci racconta l’assessora alla scuola Francesca Vetrugno – vuole essere un progetto collettivo che coinvolge l’intero municipio, con le realtà locali e le associazioni; la scuola in questo progetto è al centro.

Oltre a questa prima settimana, aggiunge l’assessora, ci saranno altre iniziative previste per l’anno prossimo che coinvolgeranno ancora le scuole, legando due centenari importanti, quello di Garbatella e quello dei cento anni dalla nascita di Gianni Rodari”. Ma ripercorriamo ciò che si è fatto nei giorni scorsi, che rimarrà nel quartiere e non va perduto. Innanzitutto, la campagna per la promozione del gioco “Vado a scuola giocando”.

Si tratta dei giochi di una volta, campana, mondo, ve li ricordate vero? Giochi che si disegnavano con i gessi per strada, questa volta vengono accompagnati dal simbolo di un bruco e sono stati realizzati davanti alle scuole materne ed elementari, per far divertire i bambini andando a scuola. Per i più grandi, per la loro autonomia in tutta sicurezza, si inizia in questi giorni a collocare negli attraversamenti davanti agli istituti scolastici degli stencil con messaggi di attenzione come “guarda a destra e a sinistra prima di attraversare”, un’iniziativa ch,e ci dice l’assessora Vetrugno, “è la prima volta che viene realizzata a Roma, riprendendo un esperimento spagnolo, siamo convinti, aggiunge, che una buona amministrazione debba guardare anche alle pratiche europee positive”.

E poi c’è stato il pulmino Biblioporter, in collaborazione con le Biblioteche di Roma, realizzato dal progetto Biblioteche a cielo aperto. Si tratta di una biblioteca viaggiante che ha fatto tappa davanti alle elementari e alle medie del Municipio. Il 18 ottobre, infine, è stata la giornata della Plastic Free, agli studenti delle scuole medie è stata donata una borraccia per contrastare l’uso della plastica. Nelle intenzioni del Municipio VIII questo è solo l’inizio, dal 18 febbraio, giorno del centenario, proseguiranno le iniziative che coinvolgeranno le scuole.

Ma il giorno dei festeggiamenti, che si terranno a Piazza Brin, dove è stata posata la prima pietra nel 1920, le scuole saranno invitate non solo come pubblico passivo, “l’idea, ci rivela l’assessora Vetrugno, è quella di farli partecipare con lavori da fare in classe, per progettare insieme e pensare in modo diverso il nostro quartiere”.

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Respira la piazza e percepisci la differenza

VIAGGIO NEL TEMPO. Giochiamo con Cara Garbatella

di Giorgio GUIDONI

Facciamo un gioco, un viaggio nel tempo. Chiudete gli occhi. Immaginate di essere nel 1926, anno della prima foto, e fingete di trovarvi al centro della piazza.

Ora cercate percepire le sensazioni che vi ritornano dallo stare al centro della piazza. Aria pulita, profumo di terra battuta, il sole caldo vi accarezza, ci sono alcune persone che stazionano e curiosano intorno a dei banchetti, la Garbatella è nata da poco ed è un paesotto poco fuori Roma, da lontano si possono ascoltare i treni che transitano per la Stazione Ostiense, il resto sono rumori naturali, il vento, le parole che ascoltate vi danno la sensazione di quanto sono distanti le persone che le pronunciano, la campana della chiesa, li passeracci so’ usignoli.

foto 1 – piazza pantero pantera, 1926

E ora passiamo ai giorni nostri. Febbraio 2019. Dovete fare attenzione a dove collocarvi, nella piazza non c’è molto spazio libero.

I palazzi originali sono ancora lì, alcuni hanno le stesse finestre aperte (lasciamo l’attento lettore indovinare quali sono), ma ci ritorna una sensazione di chiuso, di profanazione, di spazi occupati abusivamente dalle troppe vetture che inquinano non solo l’aria ma anche l’armonia di uno spiazzo pensato e nato per altri scopi.

foto 2 – la stessa piazza nel 2019

Piazza Pantero Pantera è oggi un luogo da cui fuggire. Un luogo dove, oltre alle vetture, ci sono sulla sinistra (anche se non visibili nella foto) una sfilza di cassettoni per l’immondizia, collocati a bella posta, a rovinare definitivamente il luogo sia con la loro forma sia con il loro olezzo. Che non è olezzo de li fiori, che ti confonde, e lo sguardo non si perde tra le fronne. Tra “Roma Capoccia” e “Nina si voi dormite” ci siamo noi che vediamo questa Roma e questa Garbatella come è e la immaginiamo come vorremo che fosse.

Fate anche voi le vostre considerazioni, scrivete in redazione quali sensazioni vi danno le due fotografie, quali ricordi affiorano, come vorreste che fosse oggi Piazza Pantero Pantera.

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Racconti di guerra alla Garbatella

Oreste Ricci ricorda quei giorni drammatici visti da un ragazzo

di Oreste Ricci

Era una mattina di marzo del 1943. Il tempo non prevedeva niente di buono, infatti qualcosa stava per accadere. Noi ragazzi della Garbatella andavamo a scuola o alla Michele Bianchi, oggi Cesare Battisti, oppure alla Niccolò Tommaseo; io andavo alla Tommaseo.Quella triste mattina anziché mandarci in classe, il direttore ci fece radunare in cortile. Con le lacrime agli occhi ci annunciò che la scuola a causa dei prossimi bombardamenti chiudeva e quella probabilmente sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo visti. Dio solo sa quanto di vero c’era in quelle parole. Il cielo si fece ancora più buio, nessuno di noi riuscì a dire una parola; solo le lacrime cominciarono a scorrere sulle nostre guance. Il futuro ci atterriva: “i bombardamenti” cosa poteva far più paura a noi ragazzi. Pian piano cominciammo a uscire dalla scuola tristi e smarriti; cominciò così la nostra nuova vita. Non molto tempo dopo i bombardamenti cominciarono; inizialmente lontano da Roma e per noi ragazzi fu facile farlo diventare un gioco, perché cominciarono a suonare le sirene che ne annunciavano il pericolo. Ricordo che con mia sorella più grande di otto anni, facevamo a gara tra una sirena e l’altra, per arrivare alle catacombe che erano in fondo alla strada, le Catacombe di Domitilla, questo era il nostro rifugio antiaereo. Il Comune le aveva aperte e ne consentiva l’uso proprio per questo motivo. Anche questo noi ragazzi lo facemmo diventare un divertimento, i nostri commenti e pensieri in mezzo a tutti quei loculi completi di scheletri con teschi e ossa; erano svariati e ognuno ci metteva del suo.

7 marzo 1944 le bombe sganciate dai marauder sugli obiettivi dello scalo ferroviario dell’Ostiense.

Cominciò il passa parola fra noi, perché c’erano posti più divertenti dove radunarci e fare i nostri giochi. Nel boschetto dei frati di Largo delle Sette Chiese si era insediato un bel gruppo di ragazzi, dove si giocava a carte, a dama ed a tanti altri giochi. Sempre accompagnato da mia sorella ci andavo, ma non mi trovai bene perché erano tutti più grandi di me ed in parte li conoscevo. C’era Luciano “Pa-pa-ra-pa” (detto così perché suonava la tromba), il ciò-ciò (per il suo modo di camminare), Pirozzi detto il “Palletta” perché era un fenomeno con le palle da tennis, con le quali riusciva non so quante volte a palleggiare tra testa e muro, il “Tigre”, Alberto detto “Beby”, Giancarlo “Succhiadito” (…ovvio l’appellativo).Alla fine decisi di trasferirmi sulle scale della Basilica di San Paolo dove imparai tutti i giochi di carte possibili. Questo periodo non durò molto perché l’Italia piegata nonostante il coraggio su tutti i campi di battaglia e colpita al cuore in casa, si arrese agli alleati con un armistizio; era l’8 settembre del 1943.I tedeschi non la presero bene, ci considerarono dei traditori e voltarono immediatamente le loro armi contro di noi. Già la sera si sentiva la battaglia che si stava combattendo tra la Cecchignola e la Montagnola e durò tutta la notte. Per noi ragazzi, che la guerra la conoscevamo solo per quello che ci facevano vedere sui film, fu spaventoso. La mattina sembrò tutto calmarsi, poi capimmo perché. Quello che rimaneva dei Granatieri di Sardegna cominciò a ripiegare nella Garbatella; erano uomini feriti che si sorreggevano l’un l’altro, erano uomini  insanguinati ma non piegati nell’orgoglio. I tedeschi ci misero due o tre giorni prima di pianificare, occupando con le loro armate i punti chiave della città. Questo diede tempo e modo alla gente della Garbatella (non so se dietro un disegno predisposto da qualche comitato), di organizzarsi per assaltare i più grandi centri alimentari. Ne fecero le spese la Locatelli, chiamata da tutti la “Caciara”, i Mercati Generali e altri grandi magazzini di generi vari. La Garbatella si trasformò in un enorme saccheggio e si videro scene inimmaginabili; persone che camminavano con una forma di formaggio sulle spalle ed un’altra che facevano rotolare scalciandola, facendosi aiutare dai ragazzi della famiglia. Qualcuno pagò con la vita questo saccheggio perché le celle dove stavano i formaggi erano inondati di ammoniaca per conservarli. Ai Mercati Generali io e mia sorella fummo “protagonisti insoddisfatti”; quando decidemmo di partecipare all’evento, ci mettemmo nella lunga fila di gente che andava ai Mercati mentre incrociavamo l’altra fila che tornava. Come le formiche c’era quella che andava a prendere e quella che tornava con quello che aveva potuto raccattare. Quando entrammo nei mercati ci rendemmo conto che eravamo arrivati tardi; una cosa però attirò la nostra curiosità, un vagone aperto ma sorvegliato da un giovane soldato tedesco. Mia sorella non si scoraggiò, ci avviammo verso il carro che era circondato da gente incuriosita e arrivati nei pressi vidi mia sorella avvicinarsi decisa al soldato  e in un tedesco scolastico gli ordinò di colpire una cassa con il calcio del fucile per romperla; io per primo ero allibito da tanto coraggio ed anche la gente intorno era attonita. Incredibilmente il soldato ubbidì! Quando la cassa fu aperta anche la gente che era intorno si buttò sulla cassa travolgendomi e mandandomici sopra. Ben presto si ritirarono delusi e quando potei vedere capii perché; la cassa era piena di chiodoni per scarpe da montagna. I tedeschi imposero il coprifuoco, perciò era pericoloso girare anche di giorno in alcuni orari. Ci pensarono gli americani a rendere la situazione ancora più difficile, intensificando i bombardamenti alla Stazione Ostiense; capitò così di vedere cose sconvolgenti come quello che successe a mia sorella Velia, la più grande. Mentre correva in via Girolamo Benzoni per sfuggire alle schegge e spezzoni delle bombe, si vide quasi superare da una persona che poco dopo crollò a terra in un lago di sangue; era stato decapitato da uno spezzone mentre correva. Questa era la realtà che si viveva in quell’epoca.

4 giugno 1944 ingresso degli americani a Roma

Molti morti si ebbero agli Alberghi Bianco e Rosso ed anche alla Maternità, dove sono nato e che fu visitata da Gandhi durante la sua visita a Roma nel 1931. Ci furono fino a 9 morti per famiglia, lo si poteva notare contando le stellette che si mettevano su una fascia nera da lutto.

Ci pensavamo noi ragazzi a rendere le giornate più divertenti. Due dei più grandi, Fulvio Carnevali e Primo Roncarà andando in cerca di distrazioni, avevano adocchiato un paio di stivali che un tedesco teneva legati sul sellino posteriore della motocicletta. Il tedesco si assentò per comprarsi una pagnottella nello storico negozio di alimentari di Tempra in Via Ottaviano Scoto; ai nostri due intrepidi bastò uno sguardo d’intesa e gli stivali presero il volo. Al tedesco uscito con la sua brava pagnottella, il boccone gli andò di traverso notando che gli stivali non c’erano più e bestemmiando si mise a sparare solo in aria per fortuna. I nostri eroi una volta che il tedesco fu ripartito, iniziarono a prendere in considerazione la situazione; gli stivali erano due, ma erano due anche loro  e nessuno aveva intenzione di cedere la sua parte (…erano i più tosti del gruppo). Fu una discussione lunga, ma alla fine raggiunsero il più dissennato accordo possibile… fecero uno stivale per uno! Tante storie, tante leggende di una Garbatella cresciuta con la guerra. Una, la più amara, avvenne il giorno che doveva essere il più bello e il più felice per tutti, il 4 giugno 1944.

Mentre tutta la popolazione si riversava nelle strade per festeggiare l’arrivo degli americani, mia madre veniva colpita da un proiettile vagante, ma non da un proiettile qualsiasi; era di carro armato che non esplodendo limitò i danni alla sola mia madre. Quella tragica domenica erano presenti con noi anche gli zii. Eravamo nove persone in tutto sul terrazzo della nostra casa per festeggiare l’evento. Mia madre fu portata all’ospedale ma dopo qualche giorno morì.

Pian piano la vita riprese a scorrere nel giusto verso ed io terminai le elementari dalle suore dove la “mitica” Suor Carla, insegnò nella mia classe; era il suo primo mandato. Per le medie fui iscritto nelle classi gestite dai Filippini di S. Eurosia, guidati in tutto e per tutto da una leggenda, PADRE MELANI inserito poi nella “Lista dei Giusti” da Israele per i molti ebrei salvati nascondendoli ai tedeschi.

E ricominciarono le avventure a volte pericolose con gli amici del “Lotto 9”.

Insieme agli altri più coraggiosi iniziammo a visitare le grandi grotte di cui una enorme sotto la collina dei frati, vicino a Largo Giovannipoli. Entravamo in 6 o 7 e con le lampadine provavamo ad andare dentro il più possibile; si diceva che quella grotta arrivasse a Frascati! Accadde naturalmente qualche piccolo dramma (la strada di ritorno non si ritrovava…), ma tutto andò sempre bene!

Una volta, usciti di scuola proposi ai compagni di andarci a prenderei finocchi piantati nell’orto dei frati; mentre cercavamo di prendere i più grandi arrivarono i guardiani del campo che riuscirono ad afferrare il mio amico William, chiamato da tutti “Lillo”. Sgomento di ciò e non sapendo cosa fare, raccolsi la cartella di Lillo ed andai a casa; nascosi la cartella in giardino per evitare domande indiscrete e rimasi in attesa degli eventi. Passava il tempo ma di Lillo non si sapeva nulla, l’angoscia aumentava sempre più. Ad un tratto sentii il fischio di Lillo, era il fischio che usavamo tra di noi; mi precipitai in strada e mi trovai Lillo tutto sorridente e carico di finocchi. Correndogli incontro gli chiesi: “Ma che è successo”?!? Come risposta ricevetti una grande risata, ma io non capivo. Finalmente si spiegò dicendomi che quando fu preso e portato al casale, Lillo iniziò la recita. Si mise in ginocchio e piangendo disse che a casa non avevano niente da mangiare e: “ho cercato di portare a casa qualche finocchio…”. Le persone che erano intorno a lui si guardarono e si dettero un cenno di intesa. Lillo era tornato carico di bei finocchi e con due grandi pagnotte di pane casareccio… non aggiungo altro, che dire di un talento naturale per la recita!?! Lillo poi partì insieme alla famiglia per la Colombia. Tornò molto tempo dopo a Roma per fare visita ai parenti e dimostrò quanto aveva migliorato le sue “doti”… non vi dico le avventure impossibili che raccontò, pareva il racconto di alcuni film di Tom Cruise (si sarebbe detto oggigiorno).

Arrivò l’estate e con l’estate si aprirono nuovi scenari per noi ragazzi riguardo ai divertimenti. Cominciarono le ricerche dei posti dove fare il bagno; ce n’erano diversi e il più conosciuto era la Ruota Rossa, il punto dove il fiume Almone uscendo dal Parco della Caffarella passava sotto il “Quo Vadis”. Il medesimo posto dove Alberto Sordi girò la scena della lotta con il coccodrillo nel film “Un americano a Roma”. Un altro posto che chiamammo “Ostia da 40”, perché servivano 20 lire all’andata e 20 lire al ritorno, per raggiungerlo bisognava prendere l’autobus fino al fosso dove si faceva il bagno (passando attraverso il Villaggio Giuliano). Era chiamato “Ponte Buttero” quel fosso, che grazie ad una chiusa oltre a formare un trampolino formava un laghetto. Li vidi una scena inimmaginabile, un ragazzo che si tuffava con gli altri… ma una volta riemerso mostrò come era costretto a nuotare… gli mancavano entrambi gli avambracci. Mi dissero che gli erano saltati per lo scoppio di un proiettile che aveva provato ad aprire per recuperare la polvere da sparo (Ne accaddero diversi di questi fatti). Questi sono i vari volti della guerra , lo stupore per il coraggio e la tenacia e una profonda pena per lui. Poi c’era il punto più comodo da raggiungere, era un fosso che venendo dalle terre di Ciribelli, passava sotto alla Cristoforo Colombo grazie ad un collettore ed all’uscita formava un laghetto. Essendo il più vicino alla Garbatella era anche il più frequentato e li si esibivano i novelli “Tarzan”.

Questa era la vita che negli anni 44-50 ci servì da scuola durante la quale ho corso non so quanti pericoli, ma sono qui a raccontarli; ero un timido e pian piano mi trasformai in un trascinatore. Una volta partecipai alla più grande sassaiola che si possa immaginare (andava molto di moda sfidarsi a sassate in quel periodo…), una cinquantina di ragazzi per parte, di Tormarancia e della Garbatella si scontravano per contendersi il campo che era ed è ancora dinanzi alla vecchia Fiera di Roma. Non so come finì, perché me la diedi a gambe prima della fine e quindi ne ignoro il risultato. Uno dei giochi più pericolosi che capitò di fare con i miei compagni lo facemmo nel cantiere dove stava nascendo l’Ospedale CTO. Il gioco, se così vogliamo chiamarlo, consisteva nel togliere il freno al carrello che serviva a scaricare la terra nella sottostante vallata per poi metterlo più lontano. Naturalmente il carrello una volta presa velocità saltava il freno e andò a precipitare giù nello scarico. Al rumore dello schianto del carrello uscirono i guardiani che ci rincorsero per tutta la Garbatella; ci andò bene, eravamo troppo veloci per loro!

E arrivò il momento in cui la Garbatella ci sembrò troppo piccola; ci sentimmo tutti insieme per progettare qualcosa di nuovo. Io feci la mia proposta, scartammo l’EUR…  troppo pericoloso, c’era addirittura un soldato tedesco, un povero giovane di 18 anni ucciso sul posto e sotterrato sotto una croce con i suoi dati anagrafici. Mi venne un’idea… avevo una zia che andavo a trovare molto spesso, abitava a Via Adda, la strada che confinava con la villa diventata famosa perché all’angolo con la Via Salaria è stato ucciso 20 anni fa circa Massimo D’Antona il consulente del Ministero del Lavoro. Presa Via Adda come base, fu uno scherzo correre a Villa Borghese; alle spalle delle scuderie reali, passate poi alla P.S., vi era un grande prato che veniva usato dai soldati americani come campo di baseball. Vi era però un inconveniente, il campo era circondato da alberi altissimi e le palle colpite con  le mazze sparivano spesso tra le fronde. Gli americani pensarono bene di reclutarci e ci promisero 50 lire per ogni palla recuperata; fu molto faticoso e pericoloso, ci siamo divertiti ma non lo ripetemmo più. Altro gioco che per un breve periodo fu praticato dai ragazzi della Garbatella furono i combattimenti con la cerbottana; ci sfidavamo tra Lotti. Bisognava colpire con il cartoccetto l’avversario, che veniva così eliminato. Ancora ricordo una ragazza  che combatteva meglio di un maschio; tuffi e salti per evitare di essere colpita dal cartoccetto, uno spettacolo!

Pian piano le nostre attrattive cambiarono radicalmente; la guerra, quasi un ricordo lontano… Alla “Chiesoletta” iniziarono i tornei di calcio a 7 organizzati da Padre Melani, dove si affermarono diversi campioni, uno su tutti AGOSTINO Di Bartolomei!

Ho accettato tutto dalla vita: gioie, dolori, delusioni ma le rivivrei 100 volte, perché quella vita avventurosa se vogliamo spensierata è la scuola della vita. Storie e leggende di una Garbatella nata e cresciuta nel periodo peggiore della guerra, tra bombe e pericoli di ogni genere; ma se si voleva vivere bisognava crescere in fretta. Bambini e ragazzi, forse nessuno lo notò, si unirono ed aiutarono tra di loro per sopravvivere; io che ero tra i più piccoli (9 anni) non sfuggii, perché fui molto aiutato dai più grandi e di loro ancor oggi ne serbo un caro ricordo.

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La Garbatella si visita con gli occhi all’insù

Esce in libreria la Guida sui comignoli di Piero Patacci

di Gianni Rivolta

“Ode al raffreddore”, “Malfidati”, “Non spingete”, “Wanda” sono solo alcuni dei nomi che Piero Patacci, l’autore della Guida ai comignoli della Garbatella, ha affibbiato ai piccoli fumaioli sui tetti delle case popolari.

Nomi di fantasia naturalmente, ma se avete l’occasione di camminare per la Città giardino con questo libricino in mano e sollevate lo sguardo verso il cielo, vi accorgerete che non sono per niente campati per aria. Anzi, della somiglianza c’è. Potete farlo seguendo due percorsi, il rosso e il verde e seguire una mappa dettagliata dei lotti Iacp.

A corredare l’opera, edita dalla casa editrice Luoghi Interiori ( 12,00 euro),c’è anche un utile allegato con una breve scheda sui maggiori architetti, che hanno lasciato un segno a Garbatella e una tabella molto ben strutturata sugli edifici popolari. Sulla Garbatella in questi ultimi quindici anni è stato scritto di tutto, sia dal punto di vista architettonico che da quello sociale e politico.

Ma qualcuno che pensasse di nobilitare questo quartiere, che si avvia a festeggiare il  centenario della sua nascita (18 febbraio 1920), a partire dai fumaioli ancora non si era presentato. La tesi dell’autore è molto ambiziosa: il comignolo è la firma apposta dall’architetto a conclusione della progettazione dell’edificio, siano essi villini con orto annesso o case rapide, semintensivi o case padiglione.

Già è stato più volte scritto che la Garbatella, nella sua costruzione, che si può quasi del tutto attribuire al decennio 1920-1930, è un laboratorio  di stili e tipologie edilizie che hanno risposto alle diverse emergenze abitative. Si è passati dai villini economici della Borgata giardino Concordia a piazza Brin costruiti per ospitare gli operai della zona industriale alle case rapide per gli sfrattati, fino agli alberghi suburbani, sorti  intorno a piazza Michele da Carbonara per dare un alloggio provvisorio (una sola stanza per famiglia), ai baraccati o ai nuclei espulsi dal centro città a seguito degli sventramenti operati dal fascismo.

Insomma  Piero Patacci distingue il comigolo di Innocenzo Sabbatini da quello di Plinio Marconi, quello di Camillo Palmerini da quello di Giovanni Battista Trotta e ci invita a farlo almeno una volta, camminando per le strade di questo meraviglioso quartiere con gli occhi all’insù, lasciando a terra tutti i pensieri e le preoccupazioni quotidiane.

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Buon appetito con un libro

L’iniziativa si ripete ogni venerdì sera a Casetta rossa

di Stefano Baiocchi

Mangiare e leggere. E’ questa l’alchimia delle cene del venerdì a Casetta rossa.Nel  noto spazio sociale autogestito di via Magnaghi, infatti, da agosto ad ogni tavolo, insieme alla gricia e alla carbonara, vengono serviti dei libri in omaggio.
Luciano Ummarino, uno degli attivisti dello Spazio Sociale di via Magnaghi, ci racconta che l’idea del libro come regalo è nata durante un’iniziativa con Paco Ignacio Taibo. Il suo racconto delle Brigate Culturali ha ispirato l’iniziativa di “fomento alla lettura”.
Non si tratta di un incentivo, o di un cadeau per attirare la clientela. Non ne hanno bisogno, giacché il ristorante è sempre pieno. Da quando la trattoria è in funzione, la filosofia è quella dello slow-food, ovverosia consumare e vivere il pasto soprattutto come un piacere, rifiutando la frenesia e naturalmente il cosiddetto cibo spazzatura. A Casetta Rossa non c’è fretta quando ci si siede, perché ci si può alzare anche dopo diverse ore, senza che nessuno ti porti forzatamente il conto e ti costringa a lasciare il tavolo ad altri commensali.

“I libri che regaliamo sono salvati dal macero e diventano un semplice ma prezioso dono che vi facciamo a fine cena; per ora abbiamo un accordo con la Casa Editrice Feltrinelli, ma sono moltissimi i cittadini che portano qui dei libri nuovi da regalare”.
“Promuovere la lettura significa sostenere cittadinanza attiva; chi legge tanto spalanca il cuore, apre i porti, non li chiude”.

Tra le innumerevoli attività che Casetta Rossa svolge nel quartiere, vale la pena ricordare quella del cosiddetto “Pasto Sospeso”. Insieme a Chef Rubio ed Erri De Luca, nel febbraio del 2017 è stata lanciata una campagna che riprende l’antica usanza napoletana del “Caffè Sospeso” e trasforma questa pratica di solidarietà e mutualismo nel dono di un vero e proprio pasto con l’obiettivo di contribuire a migliorare le condizioni di vita di tante persone in difficoltà. Il “Pasto Sospeso” consiste nella possibilità di offrire uno o più pasti, ognuno per il valore di 5 euro, con donazione diretta presso Casetta Rossa. 
Persone del quartiere, uomini e donne senza una casa e migranti hanno potuto mangiare grazie alla generosità di tanti cittadini. 

Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra- che già viviamo- e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.

Cesare Pavese

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Smaltire l’olio per salvaguardare l’ambiente

L’iniziativa dell’Associazione Itaca. Ecco i punti di raccolta

di Ilaria Proietti Mercuri

L’Italia è una terra d’olio a tutto tondo. Diciannove regioni legittimate all’ulivo autarchia. Basterebbe un filo d’olio e anche la più sciapa delle insalate può trasformarsi in un pranzo perfetto. Senza dubbio, è apprezzato in tutto il mondo, ma una volta utilizzato sapete quanto può inquinare? Un solo litro, può formare una pellicola inquinante grossa quanto un campo da calcio. Ora pensate a quante volte dopo averlo utilizzato, lo avete gettato nel lavandino. Non sappiamo esattamente quanti danni ambientali ed economici al giorno riusciamo a  provocare a causa dell’olio. 

Il progetto è promosso dall’associazione I.T.AC.A. e gemmabile gratuitamente a tutti i comitati di quartiere o associazioni che desiderano aderirvi, è sufficiente inviare una mail a: itaca.associazione@gmail.com

Nel nostro Municipio, grazie al Comitato di quartiere La Garbatella, possiamo smaltirlo gratuitamente in alcuni spazi adibiti. L’olio va prima conservato in bottiglie di plastica per poi essere conferito nei contenitori posizionate nelle stazioni raccolta o nei condomini che ne faranno richiesta. 

Nel nostro Municipio i punti chiave sono l’Oratorio S. Filippo Neri, in via delle Sette Chiese n. 101, dalle ore 16.00 alle 19.30; il ristorante A Casa della Chef, via R. R. Garibaldi n. 2; il gommista Paparusso, circonvallazione Ostiense n. 198/a, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, mentre, il sabato dalle 9.00 alle 12.00  e, ancora,  presso la Scuola Paritaria Vincenza Altamura, via David Salinieri n. 5, in orario scolastico. 

Dunque non si scappa, i nostri quartieri hanno messo il loro, ora tocca a voi. A meno che non vogliate contribuire a formare immense pellicole inquinanti per tutti gli oceani.

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Con Biblioporter, lo scambio di libri è possibile

Una biblioteca viaggiante all’uscita delle scuole dell’VIII Municipio

di Anna Bredice

Biblioteca a cielo aperto è un progetto molto ampio che ha trovato radici nel Municipio VIII e che intende promuovere la lettura, attivando laddove è possibile, nei negozi, nei giardini, negli spazi pubblici, lo scambio di libri, in un passaggio che può essere continuo, creando una vera e propria rete.

Dal progetto nasce anche Biblioporter che ha visto per una settimana una biblioteca viaggiante davanti alle scuole elementari e medie. Si tratta di un pulmino che si è fermato dal 14 al 18 ottobre all’uscita delle scuole, dove si sono avvicinati gli studenti che hanno portato dei libri da casa e ne hanno presi altri.

“Sono rimasta estasiata dalla partecipazione – racconta Sandra Giuliani di Biblioteca a cielo aperto, alcuni genitori già sapevano e hanno fatto portare ai bambini parecchi libri. In alcuni casi, soprattutto alle scuole elementari, i bambini hanno donato un gioco oppure un disegno fatto da loro e l’hanno scambiato con un libro”.

Il progetto nasce da tre associazioni Fare arte, 11radio e Donne di carta, con il supporto di Biblioteche di Roma.

Per avere maggiori informazioni e sapere dove trovare i bibliocorner, e offrirsi magari per diventare un punto di scambio libri, c’è un sito da consultare https://bibliotecaacieloaperto.wordpress.com

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Polisportiva “Giovanni Castello”

A via Alessandro Severo gestisce due campi di calcio con Milan academy

Una storia di oltre cinquant’anni nello sport dilettantistico

di Daniele Ranieri

E’ il 12 Febbraio del 1967 quando  sulla pista dello Stadio delle Tre Fontane un atleta s’accascia a terra e muore.  E’ Giovanni Castello giovane recordman della  staffetta 4x400metri, una speranza dell’atletica italiana. Da questo  drammatico avvenimento nasce, a dicembre dello stesso anno, l’”Atletica G. Castello”  una associazione che ha fatto la storia dello sport dilettantistico romano. Oggi  conta 500 iscritti e numerose attività di calcio, pallavolo, atletica, judo, tennis da tavolo  e orientamento. Oltre l’impianto sportivo sulla Cristoforo Colombo gestisce quattro palestre, due delle quali nell’VIII Municipio, dove promuove corsi di tiro con l’arco, scherma storica, Pilates, Tai chi, Yoga.

Il quartier generale è a Via Alessandro Severo, dove la  “Polisportiva G. Castello” ha in gestione due campi di calcio utilizzati dai ragazzi dai sei anni in su, col partenariato della società A.C. Milan, nell’ambito del programma Milan Academy e altri campi più piccoli. L’attività calcistica si svolge applicando una metodologia innovativa creata da una delle maggiori società calcistiche italiane e internazionali. Le squadre  giocano nei diversi livelli della Lega dilettanti regionale: Eccellenza, Promozione e I° categoria e delle giovanili.

Giovanni castello sulla pista di atletica in una gara di 200 metri alle terme di caracalla

La nascita del Centro che fiancheggia la Cristoforo Colombo ha una sua storia nella storia. I campi sono stati occupati, anzi hanno subito “una pacifica invasione” come ci dice il Presidente Enzo D’Arcangelo, nel Gennaio del 1983. Erano spazi abbandonati da anni, ridotti in uno stato miserevole, ricolmi di rifiuti e con le recinzioni perimetrali divelte e a terra. L’anno precedente la società aveva già iniziato a svolgere un’opera di pulizia e di rilancio organizzando con il patrocinio del Comune di Roma, proprietario dell’impianto abbandonato, un torneo di calcio a 5 a cui parteciparono  otto squadre che divisero il loro tempo tra la pulizia e il gioco. Il Torneo ebbe tale successo che spinse la Polisportiva a chiedere la gestione dell’impianto. Cosa che per motivi burocratici continuava ad essere rimandata. Finché si decise per l’”invasione”.  Nel 1986 arrivò l’assegnazione definitiva. Da allora si contano numerose e importanti iniziative come il Torneo Bernardini, che coinvolse 30 istituti di Roma e Provincia e molte altre manifestazioni sportive e culturali. Oggi la struttura si presenta come un centro polivalente, moderno e in perfette condizioni di manutenzione. Entrando si viene accolti da una piccola costruzione circondata dai fiori che ospita gli uffici di segreteria. Oltre ai campi, curati dallo stato del terreno fino alle panchine, vi sono otto spogliatoi più uno per i tecnici e gli arbitri e una infermeria.

D’Arcangelo ci dice che nell’impianto non vi sono bar, ristoranti o bracerie, ma solo grande professionalità, attenzione ai metodi di allenamento e ai risultati. Si cura con la stessa  meticolosità la preparazione alle gare o alle partite come alla crescita umana e a tutti gli aspetti educativi che ad essa sono legati. Il rispetto delle regole in campo e fuori, il rispetto degli altri in campo e fuori, il rispetto delle strutture sportive e delle cose in generale, la cooperazione e la solidarietà e l’attaccamento al club, l’amore per lo sport queste sono gli aspetti importanti trasmessi dalla Polisportiva. Gli stessi valori per cui gareggiava Giovanni Castello.

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Giacomo Recchi è campione d’italia di hockey subacqueo

Intervista al neo scudettato dell’Altitudo Roma

di Enrico Recchi

Lo sport fa bene alla salute! Quante volte abbiamo sentito questa frase. Sì, d’accordo, ma quale sport scegliere. Basta guardarsi intorno e ce n’è per tutti i gusti e le età. Ma guardando ancora meglio si vanno a scoprire alcune attività sportive delle quali non eravamo davvero a conoscenza.

Quanti di voi hanno sentito parlare dell’Hockey Subacqueo? Non Hockey su Ghiaccio e nemmeno Hockey su Prato e tantomeno Hockey a rotelle…ma subacqueo. Incredibile, eppure esiste davvero.

E’ uno sport riconosciuto dall’establishment nazionale ed internazionale e associato alla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee) e quindi al CONI.

E c’è una squadra romana, l’Altitudo Roma, che ha vinto sia il Campionato Italiano che e la Coppa Italia negli anni 2017-2018-2019.

Tra i suoi giocatori un figlio della Garbatella: Giacomo Recchi.

Giacomo, che ha sempre praticato sport, è arrivato all’Hockey Sub nel 2015 dopo tanti anni di nuoto in piscina e di basket.

Sentiamo Giacomo:

Giacomo ma come hai scoperto questo sport? Per caso. Una sera a cena con amici accanto a noi c’era una tavolata di ragazzi e ragazze con la maglia dell’Altitudo e da lì è iniziato tutto…

Quali sono le regole basilari di questo sport?

Si pratica nelle piscine con una profondità tra 1,80 e 3 metri. Il giocatore si muove in apnea, con maschera e boccaglio ed indossa le pinne e una calottina colorata per riconoscere i compagni. In una mano si tiene una mazzetta di circa 30 cm. con la quale si trasporta un disco sul fondo della piscina con l’obiettivo di segnare nella porta avversaria. In acqua ci sono sei giocatori per squadra e quattro sono le riserve che possono entrare in qualsiasi momento. Si giocano due tempi di 15 minuti ciascuno per un totale di 30 minuti.

E’ uno sport duro? Quante volte a settimana vi allenate?

E’ molto faticoso, sono tutte apnee veloci e dinamiche e i contatti sott’acqua, anche duri, ci sono eccome! Ci alleniamo in piscina due volte a settimana. Naturalmente l’allenamento è la sera a fine giornata, perché tutti noi lavoriamo o studiamo.

E’ vero che le squadre sono miste, ovvero maschi e femmine giocano assieme?

E’ uno sport relativamente nuovo più diffuso nel mondo anglosassone, dove è nato, ma ancora poco nel resto del mondo. Di conseguenza i praticanti non sono molti e per formare una squadra competitiva maschi e femmine giocano assieme. Questo è un altro dei punti di forza di questo sport: integrazione e parità ad ogni livello.

E a settembre 2018 avete partecipato alla manifestazione di premiazione nazionale nel Palazzo del Coni?

Sì è stata una bella sorpresa. Avendo vinto il Campionato Italiano, ogni membro della squadra ha ricevuto la Medaglia di Bronzo al Valore Sportivo assieme a tanti altri campioni di sport più conosciuti. Adesso aspettiamo la premiazione di quest’anno.

Programmi per il futuro?

 Innanzitutto continuare ad allenarsi e divertirsi insieme ai compagni. E poi mirare ad altri traguardi. L’anno scorso abbiamo partecipato alla Coppa dei Campioni in Spagna, sarebbe bellissimo vincerla un giorno.

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La Juventus nuoto si aggiudica la piscina ex Lazio

Intervista a Massimo Moroli presidente biancazzurro sull’esito della gara

di Ilaria Proietti Mercuri

Saranno stati i tanti anni nel mondo dello sport ad averlo reso così testardo, e Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto, dopo aver perso il bando per la piscina di Via Giustiniano Imperatore non ci sta. Dopo 33 anni di gestione biancazzurra i giochi passano nelle mani della Juventus Nuoto. Ma la voglia di ribaltare la situazione non manca: “In questo bando non esiste meritocrazia, e noi ci batteremo fino alla fine.” Pochi giorni dopo l’esito della gara, siamo andati a trovarlo.

Come è diventato presidente della Lazio? E da dove è nata questa grande passione?

 “Mio zio materno era stato Presidente della Lazio nel 1939. E quindi nella nostra famiglia c’è sempre stato un particolare affiatamento con i colori biancazzurri. Sono quelle passioni che ti vengono da bambino e poi pensi che mai possano cambiare. Per me questa società è come una religione, se nasci cattolico quando mai diventi mussulmano? Ci nasci, ci credi, ti ci affezioni, diventa un’abitudine di vita. Quando poi ho iniziato a nuotare sapevo che la Lazio già all’epoca era una squadra forte, e quindi ne sono entrato a far parte. E da lì prima come nuotatore, poi pallanuotista, ho anche giocato in Nazionale. Ma a 21 anni, mentre ci preparavamo per le Olimpiadi del 1954 ho avuto un incidente alla spalla, ed è finita la mia carriera. Però mi è rimasta dentro tanta passione, che non ero riuscito ad esprimere a pieno come atleta. Così ho iniziato ad insegnare nuoto, poi formai una squadra di pallanuoto che successivamente si fuse con la Lazio, entrai nel consiglio direttivo, poi diventai vicepresidente. Quando purtroppo ci lasciò Renzo Nostini nel 2005 subentrai io.”

 Perché dopo 33 anni di gestione, la Lazio Nuoto è stata  messa a bando?

 “Ecco questa è una cosa strana. Quando la nostra concessione stava per scadere parlai con il Presidente della commissione Sport del Comune di Roma per presentare un project financing. Improvvisamente come se niente fosse a due mesi dalla fine della concessione è stato sparato dagli uffici questo bando. Premetto che in giro ci sono un centinaio di impianti dove la concessione è scaduta da anni, sono abbandonati, senza controlli e nessuno fa niente. Quello che c’è stato verso di noi io lo ritengo un vero e proprio accanimento.”

 Lei già qualche mese fa aveva dichiarato: “così come è impostata la gara, non vincerà il migliore”, perché?

 “Perché in questo bando non esiste meritocrazia. Basta vedere i risultati, dove una società come la Lazio che ha 120 anni di storia gloriosa, 220 titoli italiani assoluti di nuoto, la migliore società di pallanuoto su Roma, campioni olimpici e paraolimpici. La nostra scuola nuoto è un modello per tutti. Infatti sul piano tecnico abbiamo avuto un punteggio maggiore rispetto a loro. Ma la vittoria è stata determinata dall’offerta economica. Ed io avrei potuto offrire anche più di loro, ma con tutti i costi che ci sono da coprire, soprattutto nell’attività agonistica, avremmo dovuto smettere di fare quello che facciamo, non saremmo più stati la Lazio Nuoto. E il Comune accettando la loro offerta, è vero guadagna di più, ma ammazza questi imprenditori di impianti sportivi che destinano tutti i soldi al valore sociale.”

 Il quartiere come ha preso questa situazione?

 “Quando hanno saputo del rischio che andasse via la Lazio Nuoto c’è stata un’insurrezione,  una petizione alla Sindaca Raggi con 1600 firme. Poi una protesta in Campidoglio dove hanno partecipato centinaia di persone. Ti dirò di più, quando è uscito il bando le migliori società italiane mi hanno chiamato chiedendomi se noi avevamo intenzione di partecipare. Alla nostra risposta affermativa allora mi hanno garantito che loro non avrebbero partecipato. Questo per dirti che c’è anche un certo rispetto tra società. E quindi alla fine ci siamo ritrovati a concorrere noi, la Juventus nuoto gestita da Maximo arl, ed una terza concorrente. Ma la Maximo è una società fantasma, che vincendo su una società storica come la nostra, ha dimostrato la stranezza di questo bando.”

 A proposito della nuova Società, che rapporti avete con il Presidente della Maximo Luca Lanzetti?

 “Ci siamo incontrati e riconosco che dopo la sua vittoria si è comportato bene nei nostri confronti. E’ stato disponibile a farci concludere la stagione sportiva e soprattutto ci ha rassicurati che il personale rimarrà lo stesso. Però ammetto, ci sono rimasto male che la sua società sia venuta a colpire proprio noi.”

E ora? Avete intenzione di fare ricorso o lasciare tutto in mano alla nuova società?

 “Noi facciamo ricorso, certamente! Dobbiamo capire perché succedono queste cose. Sul piano logico non può esistere quello che è accaduto, e sul piano giuridico ci sono degli elementi che ci portano a pensare che possiamo rivoltare la questione. In più le conclusioni di questo bando sono completamente contrarie all’interesse pubblico. Quindi noi ci batteremo fino alla fine.”

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Il Comitato della Caffarella spinge per riprendersi le aree verdi espropriate da anni

Un lavoro iniziato 4 anni fa e che ora, comincia a dare i propri frutti. Il Comitato della Caffarella, dopo continue richieste  al Dipartimento Patrimonio, al Campidoglio, esortazioni alla Sindaca Raggi, finalmente si riprende le aree espropriate dai gestori che occupavano il parco senza alcun titolo. 14 ettari di verde, di un valore storico e naturalistico immenso, erano state infatti espropriate nel 2005 e lasciate agli ex proprietari. Ma proprio ieri, da Via Appia Antica 43-45 sono iniziati i primi sgombri.

La prima cascina che è stata sgomberata era utilizzata da un concessionario di automobili. Ora si ipotizza, che attraverso gli scavi, si possa recuperare il Tempio di Marte Gravido. Insomma, da un concessionario di Hyundai ad un piccolo sito archeologico per tutti i cittadini romani. Ma non finisce qui, il Comitato della Caffarella non si ferma ed ora chiede che anche gli altri siti espropriati vengano liberati. Ma si ritengono comunque soddisfatti di questo primo passo e ringraziano l’Amministrazione Comunale, i Municipi VII e VIII e l’Ente Parco Appia Antica.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Ci ha lasciato Cosmo Barbato, per anni maestro e guida di Cara Garbatella

Questa mattina se ne è andato per sempre Cosmo Barbato. Aveva 89 nove anni e con lui se ne è andato l’ultimo grande vecchio della Villetta. Non ci sono parole per definire Cosmo, per lui parla la sua vita.

Nella primavera del 1944 venne a Roma, sfollato da Cassino bombardata e si stabilì con suo padre l’avvocato Guido Barbato, sua madre e  una sorellina in due stanze in una casa in coabitazione nelle vicinanze di piazza Mazzini. Nel 1949 la famiglia ottenne una casa Iacp e si trasferì alla Garbatella, dove Cosmo trascorse  tutta la sua vita di militante comunista e giornalista. Prima come segretario di redazione di “Vie Nuove”, il settimanale fondato da Luigi Longo e più tardi alla fine degli anni Sessanta a Paese Sera.

E’ stato un grande maestro per tutti i giovani che frequentavano la Villetta, la storica sezione del Pci della Garbatella, un uomo d’altri tempi, ma sempre attivo nella vita sociale e politica. Si iscrisse al partito da giovanissimo studente del liceo Mamiani nel 1946 e nel 1950 era tra i compagni che difesero la Villetta dall’assalto missino. Dopo il congresso di Rimini non aderì alla proposta di Achille Occhetto di cambiare nome e simbolo al Partito, tanto che si iscrisse a Rifondazione comunista.

 A casa del suo carissimo amico Umberto Pradella, maestro di violino e compositore in piazza Oderico da Pordenone, conobbe Gabriella Tosi, un’insegnante di Matematica e Fisica, e fu amore a prima vista. Gabriella fu la compagna della sua vita e, quando qualche anno fa morì per un male incurabile, Cosmo e suo figlio Guido ebbero una perdita incolmabile.

Cosmo aveva tanti interessi oltre alla scrittura, uno su tutti l’archeologia. Fino a che le sue ginocchia lo ressero, insieme a Gabriella, fu un grande viaggiatore, un visitatore entusiasta dei siti archeologici in Medio Oriente. Ma fu anche uno studioso di cose locali. Erano noti a tutti i servizi che Cosmo scriveva prima sulla Gazzetta dell’Undicesima e poi sul periodico Cara Garbatella, che per tanti anni sostenne con tutte le sue forze. Attraverso i suoi racconti e i suoi articoli abbiamo conosciuto i personaggi della Resistenza, uomini e donne della Garbatella, come i fratelli Cinelli, Enrico Mancini, Giuseppe Felici o Libero De Angelis.Il Quaderno della Resistenza Garbatella – Ostiense di Cosmo Barbato rimane un testo fondamentale, che ricostruisce le figure e la storia della guerra e dell’occupazione tedesca della città di Roma.

La sua è stata una esistenza piena e intensa, ricca di curiosità e amore per la vita, un esempio per tutti i giovani. Pochi giorni prima di morire, alla notizia del crollo del pino secolare della Villetta, ha voluto tornare nella sua casa politica, non solo una sezione ma un luogo di affetti e passioni. Gli abbiamo voluto bene per tanti anni. Il suo ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Di Gianni Rivolta

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San Paolo District: L’ex deposito Atac riparte, ma come mercato rionale

“Come sapete questo era un deposito Atac. Atac è un azienda che abbiamo voluto rilanciare e così in questo processo di risanamento, alcuni depositi che non vengono più utilizzati vengano riqualificati.” Con queste parole Virginia Raggi, il 26 Ottobre, inaugura il San Paolo District, in via Alessandro Severo. Per la terza volta Urban Value, con l’appoggio dell’amministrazione capitolina, rigenera uno dei tanti luoghi abbandonati da tempo. Infatti, era già successo che all’ex deposito in Viale Angelico e all’ex rimessa Tuscolana, grazie ad opere di riqualificazione come questa, erano nati gli attuali “PratiBus District” e “Ragusa Off”.

Stavolta, è toccato al deposito Atac di San Paolo: “Questo lavoro di riqualificazione che stiamo facendo vale anche per i nostri mercati rionali”, continua la Sindaca. Ed infatti, proprio grazie alle caratteristiche architettoniche dell’ex deposito dell’azienda dei trasporti romani, la sua rigenerazione ha portato ad un mercato enogastronomico. La struttura risale al 1928, e venne realizzato con il nome di Deposito del Littorio per ospitare le prime vetture elettrificate tranviarie che raggiungevano in quegli anni la Basilica di San Paolo. Oggi, rinasce con 8mila metri quadri di Made in Italy. Un grande Farmer’s Market a kilometri zero aperto tutti i sabati e domeniche, ma anche abbigliamento, artigianato, e si prevedono eventi culturali, sportivi e musicali.

Presente all’iniziativa anche il nostro Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che ci tiene a sottolineare l’importanza non solo della promozione dei prodotti agricoli, ma anche quanto sia fondamentale l’occasione che hanno i cittadini di poter vivere meglio il quartiere grazie al recupero di questi spazi. “La rigenerazione urbana del patrimonio è un processo che va costruito quotidianamente con l’impegno di tutte le istituzioni e il supporto delle cittadine e dei cittadini. A San Paolo l’ex Deposito ATAC testimonia come sia possibile recuperare uno spazio urbano in disuso, trasformandolo in un’occasione per il quartiere e la città.”

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Municipio e associazioni culturali del territorio si incontrano a Moby Dick

Tutti al via per il Centenario della Garbatella

Nel salotto buono della Garbatella, l’hub culturale degli ex Bagni pubblici, il Municipio ha chiamato a raccolta tutte le associazioni del territorio sulla sfida del prossimo anniversario di febbraio 2020. Francesca Vetrugno, assessora alle politiche educative e delegata ai festeggiamenti del Centenario, ha illustrato la metodologia individuata per selezionare e calendarizzare tutte le iniziative: una serie di contenitori tematici nei quali catalogare i suggerimenti e i progetti che arriveranno dal territorio. Il 24 novembre sarà la data di scadenza per la presentazione dei programmi di lavoro e verrà aperto un sito web nel quale cittadini e amministrazione potranno interloquire.

Non è mancata la polemica.Il presidente Amedeo Ciaccheri ha criticato apertamente la Sindaca Raggi, che ha lasciato cadere l’opportunità di costituire una task force istituzionale sul Centenario della Garbatella. Quando, nel novembre scorso, fu istituita la cabina di regia con Regione Lazio, assessorato alla cultura di Roma Capitale, Università Roma Tre,Camera di Commercio di Roma, Ater e Municipio VIII e fu stilato un programma di intenti le aspettative erano altre. Non solo un programma di iniziative culturali che avrebbero animato tutto l’arco temporale fino al compimento dei cento anni, ma anche una serie di interventi strutturali e significativi per riqualificare il vecchio quartiere ex Iacp. Insomma un vero e proprio piano di recupero urbano. E invece ora il Municipio si trova da solo, con le sue forze, ad affrontare questo importante appuntamento che si profila di forte interesse mediatico. La Garbatella, infatti, da anni accende intorno a sè un interesse che va ben oltre i confini cittadini per suscitare suggestioni anche oltre confine.

di Gianni RIVOLTA

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Ante corsa 2019 Corriallagarbatella: la gara di Roma

Dopo il successo delle ultime 5 edizioni 2014 – 2018 anche quest’anno l’Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella ha coordinato i lavori preparatori per la 28esima edizione della gara podistica Corriallagarbatella che, il prossimo 24 novembre 2019, animerà le strade del quartiere. Diventata ormai di diritto una “classica” nel panorama podistico romano, tutti ormai sono d’accordo nel convenire che correre per le strade del nostro quartiere provochi sensazioni forti poiché tra tutte le gare podistiche, questa possiede un valore aggiunto: i tragitti suggestivi e di rara bellezza.

Incoraggiati dalla entusiastica adesione avuta dai bambini di età fino a 10 anni, anche per questa edizione è stata confermata la gara di 650 metri a loro dedicata. Proprio per questo, è stato riproposto che ogni bambino partecipante possa presentare, all’atto dell’iscrizione, un proprio elaborato, un pensiero che esprima, con poche ma significative parole, cosa lo spinga a partecipare alla “Corsa della Garbatella”: “perché” o “per chi” affronterà questa prova. L’elaborato potrà consistere anche in un disegno, eventualmente, corredato dal pensiero. Una scelta fortemente voluta dal Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo CIACCHERI e dagli Assessori Claudio MAROTTA e Francesca VETRUGNO volenterosi di far vivere la Corsa per tutto l’anno, perché verranno premiati i migliori elaborati, dopo la valutazione di una apposita Commissione, in occasione dei festeggiamenti per il 100 esimo compleanno del quartiere del prossimo 2020.

Attraverso il contributo della CNA si inserisce la novità della 28 esima edizione della corsa 2019: gli atleti liberi professionisti, riportando nella scheda di iscrizione la propria PARTIVA IVA, partecipano alla 1^ Edizione di “Con la tua azienda per la tua Impresa” promossa dalla Confederazione delle piccole e medie imprese che provvederà a premiare il primo atleta uomo e la prima atleta donna.

La Gara podistica Corriallagarbatella, ritornata dopo anni di avvertita assenza, sta dimostrando anno dopo anno che il forte senso di appartenenza al quartiere consente di promuovere iniziative di coesione e di integrazione sociale. Nel corso degli anni si è acquisita competenza perché sono state condivise le abilità dei singoli e diventati esperti perché si è fatto tesoro della tradizione trasmessa dai componenti dello storico e glorioso gruppo sportivo Arcobaleno. Tuttavia, rimane la passione il filo conduttore delle iniziative e dell’organizzazione del maggior evento sportivo della Garbatella. Grazie alla collaborazione di tutti, l’organizzazione della Corriallagarbatella è un impegno che si esprime lungo tutto il corso dell’anno e che mira a creare un evento che vuole essere soprattutto “amato”, piuttosto che semplicemente “partecipato”.

Le vicende di una gara che ha finito per legare le diverse generazioni di un intero quartiere forniscono l’ottimismo per competere con la concomitante corsa di Linus e di Radio Deejay: una gara “evento” che pur potenziata dalla popolarità e dalla forza mediatica della radio; non potrà mai raggiungere l’originalità della Corriallagarbatella ai cui partecipanti verrà offerta, tra l’altro, una copia dell’edizione speciale a tiratura limitata del calendario della Garbatella 2020. Le fotografie di questa storica edizione sono arrivate dal concorso fotografico “100 anni di Garbatella con gli occhi del cuore e della storia” nato giocosamente nel corso dell’estate che ha coinvolto gli abitanti del quartiere ed ha messo a dura prova la “Giuria Tecnica”, incaricata di selezionare ed individuare le 12 fotografie in base alla loro originalità̀ e attinenza al tema.

L’obiettivo è che la Corriallagarbatella, diventi un appuntamento fisso per i suoi abitanti ma anche che cresca, per popolarità e attrattiva. A questo scopo, continueremo a lavorare per valorizzare il patrimonio di fascino e riconoscibilità che questo quartiere, ormai centenario continua ad offrire in uno scenario ineguagliabile, al fine di poter regalare agli amanti della corsa, e non solo, quello che meritano: una esperienza indimenticabile.

Walter GRAZIANI
Presidente Associazione Culturale e Sportiva Rione Garbatella
e del Comitato Organizzatore Corriallagarbatella 2019

COMITATO ORGANIZZATORE CORRIALLAGARBATELLA 2019

GRAZIANI Walter, DEL VESCOVO Ernesto, BASILE Simona, BOGGI Augusto CAJUSI Enrico, CAPPELLO Antonella, CARRARINI Paolo, D’ARCADIA Franco, DI MEO Alessandro, FOGLIATI Sandro, GRECO Alessandro, HALARIS Anna, LIGAS Cristiana, MARTINELLI Patrizia, MINCHILLO Francesco, NUCCIARELLI Nadia, PERFETTO Nicola, RESTANTE Piero, SABATINI Claudio, SCOCCIA Walter, SCUDIERI Paola, STABILE Paola, TIBURZI Francesco, TONI Marco, VALLETTA Fabio, BOTTINO Patrizia e ZAINO Aldo.

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Scuole in pessime condizioni dopo i licenziamenti di Roma Multiservizi: ma i genitori non ci stanno

Multiservizi Roma è pronta a licenziare 3500 dipendenti, mettendo a dura prova non solo i lavoratori, ma anche le scuole. I servizi igienici sono al limite ma i genitori non rimangono a guardare.

I bagni sono sporchissimi, i nostri figli continuano ad utilizzare servizi igienici in condizioni terribili. I grembiuli si sporcano sempre e si rischia anche di infettarsi. Ora basta! Così abbiamo deciso di entrare a scuola e riportare tutto nella norma.

Siamo a Garbatella, alla Scuola dell’Infanzia Casa dei Bimbi, dove questa mattina un gruppo di genitori non autorizzati ha fatto irruzione con stracci, guanti e detergenti per riportare i bagni utilizzati dai piccoli in condizioni di sicurezza igienica. A pochi giorni dall’annuncio di Multiservizi Roma per quanto riguarda i licenziamenti che la società ha intenzione di far partire da giovedì 24 ottobre, già inizia il panico. 

Erano più di due settimane che nelle chat dei genitori giravano foto di wc sporchi, intasati, grembiulini macchiati di escrementi. Tutto a causa della mancata pulizia dei bagni e del mancante accompagnamento dei bambini nei bagni, compito che spetta agli operatori  incaricati. “Il problema è con la Multiservizi”, continua a raccontarci una delle mamme, “dopo i licenziamenti sono giorni che mandano pochissimi lavoratori nella nostra scuola. La nostra è una delle materne più grandi nel territorio e gli operatori non riescono a garantire i servizi essenziali. Aprono e chiudono la scuola, ma poi per quanto riguarda l’aspetto igienico lascia davvero a desiderare.” 

Insegnanti e bidelli, avranno preso positivamente il blitz dei genitori? “Certo, hanno apprezzato perché anche loro non ce la fanno più a lavorare in queste condizioni. Anzi, sono stati i primi a segnalarci questa situazione. D’altronde tenere i bambini per otto ore al giorni in queste condizioni è anche una responsabilità”. 

Insegnanti preoccupati e genitori sempre più arrabbiati. Una situazione che non si sa per quanto ancora andrà avanti così. Per le mamme però, una cosa è certa: “Ora abbiamo intenzione di pulire i bagni tutti i giorni per garantire ai nostri piccoli una scuola pulita e decente, però qualcuno deve accorgersi di queste azioni provocatorie, altrimenti nessuno farà niente.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Crolla il pino secolare della Villetta

Nel pomeriggio di oggi, è crollato un Pinus Pinea (pino domestico), albero secolare all’interno della storica Villetta, abbattendosi sul muro di recinzione, lato di via Francesco Passino, all’altezza del civico n. 26, ingombrando la carreggiata che è stata liberata grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco.

Fortunatamente non ci sono stati danni alle persone, in un tratto di strada molto frequentato, che collega vie principali del quartiere a scuole, teatri, parrocchie ed abitazioni. Sono stati, invece, danneggiati il muro di recinzione, i contenitori per la raccolta dei rifiuti e delle auto parcheggiate.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Garbatella 100 x la scuola

Dal 14 al 18 Ottobre le scuole del Rione Garbatella si accendono tra festeggiamenti e giochi educativi con l’iniziativa Garbatella 100 x la scuola. Vi ricordiamo infatti, che Garbatella il prossimo febbraio spegnerà ben 100 candeline. Ma i festeggiamenti di certo non si fanno attendere, così le scuole aprono già le danze proponendo attività di coinvolgimento sul Territorio per tutti i giovani.

Le iniziative sono tantissime. I ragazzi dell’Alonzi domani ospiteranno il Biblioporter, di cosa si tratta? Un furgone strapieno di libri, e tutti sono invitati a portare un proprio libro in buone condizioni, così da poterlo scambiare con uno dei volumi offerti dal Biblioporter. Un modo originale per insegnare ai bambini che non solo tra i banchi di scuola si leggono i libri, e che apprezzandoli, si trova l’antidoto contro una cultura sempre più chiusa e malata. Ma questo, è solo uno dei progetti creati da Garbatella 100 x la scuola. Altra novità per i piccoli del quartiere si chiama Vado a scuola giocando. Chi di noi non ricorda la campana? Giochi disegnati sui marciapiedi vicino gli edifici scolastici hanno colorato il Municipio VIII, un modo per trasformare la città a misura di bambino. A colorare il quartiere poi, ci ha pensato anche la campagna Guarda a destra e a sinistra prima di attraversare: stancil realizzati affianco gli attraversamenti pedonali per facilitare l’autonomia dei più piccini.
E non pensate che finisca qui! Le nostre scuole non si sono di certo dimenticate dell’ambiente, tema molto sentito negli ultimi tempi. Sensibilizzare i bambini fin dall’inizio è fondamentale, e a questo ci pensano Plastic free: che promuove la borraccia riutilizzabile scoraggiando all’uso di bottiglie e bicchieri di plastica. O la Settimana della Terra: un gioco educativo interattivo con varie scuole anche a livello nazionale. E infine Murales per le scuole, la campagna che trasforma gli edifici scolastici in tele per l’immaginazione dei ragazzi.

A partecipare all’iniziativa sono: la Scuola Alessandro Severo, Leonardo Da Vinci, Montezemolo, Salvatore Di Giacomo, Raimondi, Alonzi, Moscati, D’Antona Biagi, Principe di Piemonte, IC Damiano Sauli, Leonori, Macinghi Strozzi e Rigamonti.

I prossimi incontri ci saranno:
Il 24 Ottobre tra i Dirigenti Scolastici per la presentazione del Progetto Scuole Sicure
Il 25 Ottobre è in programma l’iniziativa “Famiglie, giovani e nuove dipendenze”. Biblioteca Moby Dick via E. Ferrati 3.
Il 26 Ottobre presso lo spazio Rossllini all’interno dell’istituto Cine Tv R si svolgerà Open Day delle Scuole Superiori.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Ostiense: con 5mila metri quadri di innovazione nasce il terzo Talent Garden a Roma

L’innovazione e il cambiamento non sempre sono una minaccia, possono anche essere un’opportunità. E a dimostrarlo è proprio la nostra città. A via Ostiense 92 infatti nasce il Talent Garden Ostiense, un campus per la formazione e l’innovazione digitale, un modo per creare connessioni ed anche un investimento sull’ecosistema. Il ventiseiesimo in Europa ed il più grande d’Italia con ben 5mila metri quadri.

Circa mille ragazzi verranno formati all’interno del Talent Garden solo nei prossimi due anni. Start up, idee e grandi imprese daranno la possibilità ai giovani di dimostrare la loro creatività. Insomma, un nuovo modo di inventare il domani con quello che abbiamo oggi. Perché come ha dichiarato il Ministro dell’Innovazione Paola Pisano durante l’inaugurazione “Se non ci sono le Start Up non ci sono le grandi corporate, se non ci le grandi corporate non ci sono le Start Up.” Presenti poi all’inaugurazione che si è svolta Lunedì 14 Ottobre il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Rettore dell’Università di Roma Tre Luca Pietromarchi, il Ministro dei Beni Culturali Luca Franceschini e la sindaca Virginia Raggi. 

L’area in cui è stato creato il campus era un ex complesso industriale nei pressi del Gazometro. Ma ora ci sono 5mila metri quadri di innovazione, tra cui una grande sala per gli eventi e networking. È il terzo a Roma ad essere costruito dopo quello a vicino a Metro Lepanto e quello a Cinecittà. Tutte strutture di cui ha fortemente bisogno il nostro paese, che spesso molto legato ad abitudini, costumi e tradizioni, si dimentica delle idee brillanti ed innovative. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Il Touring Club in campo per salvare il parco di Forte Ardeatino

  “Un giorno per bene”:  domenica 6 ottobre 2019 dalle ore 10,00 al Parco del Forte Ardeatino avrà luogo la  manifestazione promossa dal “Touring Club Italiano” in tutta Italia  per dare risalto a parchi, monumenti, chiese, beni comuni che hanno bisogno di aiuto e di riqualificazione.

Il Touring ha scelto per Roma due siti, tra cui quello del PARCO di FORTE ARDEATINO, selezionato per le sue caratteristiche storiche, paesaggistiche, ambientali.

Il   Comitato di Quartiere Grotta Perfetta ha aderito con entusiasmo alla richiesta di collaborazione per l’organizzazione dell’iniziativa  “ perché riteniamo – ha dichiarato il presidente Mario Semeraro – che sia  un’occasione particolarmente importante per comunicare ai cittadini le diverse azioni intraprese dal CdQ in favore della riqualificazione dell’area parco e per dare visibilità e progettualità all’attuale rudere del Forte Ardeatino. Sarà anche il momento per ascoltare le risposte dei rappresentanti delle Istituzioni invitate (Regione Lazio, Comune di Roma, VIII Municipio, Ente Parco Reg/le Appia Antica) alle istanze dei cittadini, che desiderano avere certezze su tempi e modalità della riqualificazione dell’area”. 

Ma sarà anche una giornata di festa con animazione per bambini; visite guidate al Parco ed intorno al Forte alla presenza di guide del CdQ e dell’Associazione Progetti Forti; inaugurazione del BiblioPorterBiblioteca a cielo aperto: un modello di lettura diffusa nell’VIII Municipio (prendi-porta-passa…un libro, una scatola di giochi, una storia…per costruire l’economia di scambio); un angolo dedicato alla lettura di brani ispirati al Parco/Forte; stand “Biblioteca a cielo aperto“; stand della ‘Libera Biblioteca PG Terzi‘; stand informativi del TCI e del CdQ;  Info-Point Parco Regionale Appia Antica e, per finire, musica dal vivo con Ukulele Roma Ensemble (vedi locandina allegata).

Di Ilaria Proietti Mercuri

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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