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“Questa non è una riqualificazione”. Lo sdegno dei residenti di Piazza dei Navigatori

Nel corso degli ultimi mesi Piazza dei Navigatori ha cambiato volto. Il giardino che si trova in corrispondenza degli edifici storici non presenta più quattro ingressi e uno spiazzo centrale dotato di panchine: adesso a collegare via delle Sette Chiese e la fermata dell’autobus su via Cristoforo Colombo è una strada di quattro metri di larghezza che taglia a metà l’area verde.

Nel testo della deliberazione municipale la costruzione di questo collegamento è intesa come “un forte attrattore sociale” inserito all’interno di una “redistribuzione degli spazi da destinare ad aree verdi e percorsi” che di conseguenza “determina una gerarchia di percorsi e spazi di sosta.” Ma molti cittadini sono rimasti perplessi dalla portata e dall’apparente mancanza di criterio degli interventi.

Disappunto di residenti e tassisti

La “gerarchia di percorsi” promessa dalla deliberazione non esiste – lamentano i residenti – perché la strada adesso è una sola, e sicuramente non opera da attrattore sociale in quanto collega un mercato semideserto (quello in via delle Sette Chiese vicino a largo Bompiani) con una via di scorrimento come la Cristoforo Colombo.

Il percorso in questione, privo di segnaletica o dissuasori, risulta inoltre eccessivamente largo per un passaggio pedonale, talmente largo che molti autisti in passato l’hanno scambiato per una strada carrozzabile, usandolo come scorciatoia e addirittura parcheggiando in mezzo al giardino. Dopo l’intervento della polizia municipale l’episodio non si è ripetuto.

Questi lavori di “riqualificazione” – sono in molti a mostrare perplessità sull’utilizzo di questo termine – sono iniziati lo scorso 24 febbraio, e sarebbero dovuti terminare circa due mesi dopo, il 26 aprile, anche se tuttora mancano le panchine, l’illuminazione a pavimento e i tombini che erano stati previsti dalla deliberazione del Municipio. Alcuni residenti dei palazzi storici, inoltre, assicurano che durante gli interventi due pini sono stati rimossi, diverse piante di oleandro sono state estirpate e che è diminuito anche il numero dei lampioni; già alle diciotto, difatti, la piazza è quasi completamente al buio.

Le principali criticità

“Ci hanno avvisati da un giorno all’altro, chiamando riqualificazione quella che è un totale stravolgimento dell’impianto del giardino” ci ha raccontato Alessandra De Cesare, promotrice di una petizione che al momento ha raccolto circa quattrocento firme con l’obiettivo di proporre il ripristino della configurazione originale dell’area. “Pensavamo che riqualificare un’area verde significasse piantare alberi, sistemare le aiuole, rimettere le panchine che erano rotte. Invece hanno stravolto tutto, peggiorando la situazione.”

A suscitare indignazione è soprattutto la costruzione della strada che taglia a metà il giardino e che, correndo parallela ai palazzi, isola questi ultimi rispetto a via delle Sette Chiese e soprattutto dalla fruizione del giardino stesso. Per accedere all’area verde, infatti, adesso bisogna passare per la nuova piazzola dei taxi, recentemente introdotta in sostituzione di una fermata già presente nella strada adiacente.

Attualmente però quest’area viene usata come posteggio dai residenti, perché il parcheggio dei taxi – che non dispone ancora della colonnina – non è entrato in funzione. Ma le criticità riscontrate riguardo questa nuova sistemazione per i taxi sembrano essere già due. Da una parte la difficoltà per gli autisti di mantenere l’ordine di arrivo in un parcheggio a spina di pesce; d’altra parte la pericolosità della piazzola situata in mezzo a un giardino buio. “Un tassista ci ha già detto che qui il turno di notte non lo farà mai” ci ha confermato Rossella Chiossi, una residente della zona. “Lo ritiene pericoloso perché l’accesso alla piazzola è unico.

Si entra e si esce dallo stesso varco. Pertanto, se quest’unico ingresso viene bloccato da un malintenzionato, i tassisti non potrebbero uscire e dunque si troverebbero in una situazione di pericolo.”

Il degrado aumenta

A questa situazione di disagio si unisce il degrado. Spazzatura abbandonata nelle aiuole, tubi e tombini sporgenti, addirittura delle siringhe che i residenti affermano di aver trovato nel nuovo parcheggio, tra una macchina e l’altra. “Qui dietro si può nascondere chiunque” ha continuato Alessandra De Cesare. “Con le macchine disposte nel posteggio parallelamente alla strada, in modo da coprire la vista, questa di notte è diventata una piazza pericolosa.”

Dunque scomodità, pericolo, disagio, ma anche un problema di ordine estetico. Se prima il giardino era abbandonato, sporco e pieno di erbacce – e quindi bisognoso di una riqualificazione – è anche vero che adesso ospita un parcheggio.

E se prima gli edifici affacciavano su un parco – lamentano i residenti – adesso molti appartamenti danno su una spianata di cemento. La mancanza di un fazzoletto verde sotto le finestre è un problema particolarmente sentito da quando i residenti hanno scoperto che a breve, nell’area prospicente il giardino, verrà edificata la Foresta Romana, il progetto di architettura sperimentale che comprenderà edifici di oltre dieci piani, i quali toglieranno panorama, aria e luce ai palazzi storici.

“I parcheggi, poi, da quando sono iniziati i lavori stanno diventando un problema” ha proseguito Rossella Chiossi. In vista dell’edificazione della Foresta Romana, un intero marciapiede è stato transennato. “E chi ha la macchina dove la mette? A volte sono costretta a non uscire di casa perché, al ritorno, non so dove parcheggiare” ha concluso la residente. Solo uno degli edifici affacciati sul largo, infatti, è provvisto di parcheggio interno.

In conclusione

La piazza che da anni per molti cittadini era un luogo di incontro e aggregazione, con i propri punti di riferimento e i frequentatori abituali, adesso al massimo è una zona di passaggio.

La speranza di vedere quel giardino più pulito, verde e frequentato sembra essere sfumata definitivamente. “Quando abbiamo letto che avrebbe fatto una riqualificazione abbiamo festeggiato” ha concluso Alessandra De Cesare. “Speravamo in un miglioramento, con più alberi e panchine, magari anche un’illuminazione migliore. Ma sicuramente non immaginavamo niente di tutto questo.”

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“Io sono l’uomo nero” a Moby Dick

Una serie Tv in onda su Rai 1, un libro, due parchi in VIII municipio. Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, le due ragazze della Montagnola, vittime del tragico fatto del 1975, passato alla cronaca nera come il “massacro del Circeo, a distanza di 48 anni continuano a parlarci e a interrogarci.

Da martedì 14 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, la Rai trasmetterà la serie tv Circeo, diretta dal regista e sceneggiatore Andrea Molaioli, con gli attori Greta Scarano, Ambrosia Caldarelli, Angelo Spagnoletti, Benedetta Cimatti, Guglielmo Poggi, Pia Lanciotti ed Enrico Ianniello.

Due giorni dopo, il 16 novembre, alle ore 18,00 l’associazione Il Tempo Ritrovato presenterà all’hub culturale Moby Dick, nell’edificio degli ex Bagni pubblici della Garbatella in via Edgardo Ferrati, il libro “Io sono l’uomo nero”, scritto dalla giornalista di radio Rai 2 Ilaria Amenta.

Il libro narra dei diari inediti di Angelo Izzo, uno dei massacratori del Circeo, e di come la giornalista ne sia venuta in possesso. Nelle sue pagine si racconta, inoltre, la visita che l’autrice ha fatto, insieme a Roberto Colasanti, fratello di Donatella, ai parchi dell’ottavo municipio dedicati alle due ragazze prima che lo scrivesse.Durante la presentazione del libro la scrittrice dialogherà con il pubblico.

“Rosaria e Donatella ci parlano in silenzio – confida Mirella Arcidiacono presidentessa dell’associazione Il Tempo Ritrovato – basta calpestare il terreno di quei due giardini e guardare i murali a loro dedicati, dipinti dallo street artist romano Paolo Gojo Colasanti. E quello che è scritto sulla targa è chiarissimo – Combattente per la giustizia – ”

A dicembre sempre a Moby Dick si terrà la seconda edizione del tavolo della sorellanza, dove saranno lette alcune poesie di Donatella Colasanti. La prima si realizzò il 24 novembre 2022, pochi giorni dopo lo stupro di una giovane donna, che avvenne a via Valignano alla Garbatella. Il tavolo della sorellanza cerca di coinvolgere più associazioni e istituzioni possibili per prevenire ogni tipo di violenza.

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C’è Movimento in Consiglio municipale

Un’intervista a Marco Merafina, consigliere M5S nel Municipio VIII

Sull’ultimo numero cartaceo di Cara Garbatella abbiamo raccontato alcune manovre che stanno spostando gli equilibri all’interno della sala consiliare di Via Benedetto Croce. Partiamo da qui, per chiarire alcuni passaggi con Marco Merafina, consigliere del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente del Consiglio Municipale, in quota di opposizione.

“Io non ho mai pensato e non ho intenzione di uscire dal Movimento 5 Stelle.”

Ci tiene a metterlo subito in chiaro, il consigliere, commentando l’articolo e facendo riferimento ad una smentita già pubblicata dal Foglio a riguardo.

Ma allora come è iniziato tutto?

L’11 settembre abbiamo avuto una riunione del Movimento 5 Stelle a livello nazionale, con Conte. In quella sede ho proposto non di andarmene via, ma di portare il M5S in maggioranza nel Municipio. L’ho fatto poiché ritengo che il nostro Municipio sia uno dei migliori di Roma e che i rapporti che ho costruito in questi cinque anni con le realtà della maggioranza siano ottimi. Sia con il Partito democratico, che con Sinistra civica ecologista. Lavorare su una prospettiva di unità delle forze progressiste è la cosa migliore in vista del 2026. Questa è l’operazione, che è un’operazione politica.

Quindi, in sostanza, non ha mai pensato di cambiare partito?

Cambiare casacca non è nei piani. Voglio dare un contributo al dibattito su Roma. L’VIII potrebbe essere un ottimo laboratorio. Il tempo tuttavia non è maturo, ci sono le europee e Conte ha detto di attendere. L’VIII è, però, il laboratorio giusto perché i rapporti sono positivi. Cambiare casacca minerebbe questo processo e non è mai stato nei miei piani.  

Come spiega, allora, il fatto di aver cambiato posto in Aula, passando dalle sedie dell’opposizione a quelle della maggioranza?

Il M5S fa parte del campo progressista e per questo sono seduto nei banchi che formalmente appartengono alle forze del campo progressista. Ho parlato con il Presidente del Consiglio municipale, Marcucci, che mi ha confermato che l’attribuzione delle sedute è consuetudinaria ed ognuno può sedersi dove meglio crede. Mi sono seduto con la maggioranza perché stare vicino ai colleghi di Forza Italia e Fratelli d’Italia non è nelle mie corde, e per questo ho cambiato posto. Non ho mai negato la mia posizione di sinistra all’interno del Movimento 5 Stelle. Quelli che pensano di non collaborare o addirittura di andare a destra, la transumanza l’hanno già fatta, come avete testimoniato anche nell’articolo precedente.

Qual è l’umore dentro il Movimento riguardo questa sua posizione?

La notizia sul Foglio è stata un colpo basso da parte di chi, nella mia area politica, vuole osteggiare l’operazione. Per me i rapporti con un altro partito sono positivi o negativi a seconda della postura che viene scelta. Personalmente, cerco di trovare i punti di affinità, di essere costruttivo. La politica altrimenti rimane immobile sulle posizioni.

Ecco, parliamo di punti di affinità.

Ce ne sono molti, sia su scala nazionale che su scala locale. Questioni come il salario minimo, per esempio. L’azione sulla Sanità di Zingaretti, per me, al contrario di altri che la ritengono controversa, è stata molto positiva, come d’altronde il lavoro delle due assessore del Movimento 5 Stelle che presero parte alla scorsa Giunta regionale. Lavorare in splendida solitudine favorisce la destra e per questo remano contro questa operazione.

In che senso?

Ci sono forze come quelle della destra che hanno interesse a far sembrare che voglio andarmene altrove. La destra spera nella divisione del campo progressista per eleggere tra le loro fila il prossimo sindaco. Io ho voluto dare il mio singolo contributo parlando con Conte. Se la cosa dovesse propagarsi e a Roma si sciogliesse questo nodo, sarebbe un segnale importante.

E a che punto siamo in Municipio?

È da prima dell’estate che non voto in dissonanza con le forze progressiste, diciamo che c’è identità di vedute. Per me prima vengono gli interessi dei cittadini e poi quello del Movimento. I cittadini vogliono che vengano risolti i problemi, che i giardini siano puliti e che le buche vengano asfaltate, soprattutto in un’istituzione di prossimità questo è fondamentale.   

Ecco, riguardo alle strade. Parliamo delle ciclabili, su cui il M5S ha portato avanti un lungo lavoro in Aula ed anche al Comune con la Giunta Raggi. Lo stesso consigliere Bruno, prima di passare a Forza Italia, aveva spinto molto sul tema.

E ora sono state dimenticate, ma non voglio fare polemiche. Sulla questione delle ciclabili, per esempio, a volte ho preso posizioni che mi hanno messo contro la mia stessa parte politica. Quando Patané (attuale Assessore alla mobilità, ndr) dice che alcune ciclabili, anche fatte nel periodo della Raggi, sono state pensate male, dice la verità. Ma questo non può essere utilizzato per dire che il Pd non vuole le ciclabili, perché non è vero.  Bisogna affrontare la discussione nel merito. Non si può pensare solo al movimento Salva ciclisti, sono 600 persone. Noi, solo nel nostro Municipio, siamo 139mila abitanti. Ci sono i commercianti, gli automobilisti, gli anziani. Scegliere il giusto percorso significa contemperare le esigenze di tutti. Come la ciclabile di Via Giustiniano Imperatore, che va rivista. E questa non è lesa maestà all’ex Assessore dei lavori pubblici al Comune di Roma.

La politica va fatta nell’interesse dei cittadini ed è questa la direzione in cui sto lavorando. La nostra è l’operazione giusta e bisogna costruire consenso. Non è facile ed è anche per questo che la destra vuole farmi le scarpe, per la posizione di Vicepresidente, screditandomi.

Cosa intende?

Per loro è più comodo se cambio partito, piuttosto che portare il M5S in maggioranza. Io lavoro per attuare il programma del Movimento e attraverso il dialogo costruisco i compromessi. Come successo per la battaglia contro la realizzazione del tratto stradale di 800 metri sul parco del Tintoretto, un esempio in cui abbiamo vinto.

 

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“Per i nostri figli vogliamo le strade scolastiche”

Due edifici in mezzo a uno spiazzo sbrecciato: così appare l’ingresso della scuola elementare Leonardo da Vinci. Fuori dal cancello, una sottile striscia di marciapiede separa l’istituto da quella rotatoria che due volte al giorno – in corrispondenza dell’orario di ingresso e di uscita della scuola – si riempie di automobili. Svoltando l’angolo, dopo il benzinaio, si scorge un lungo marciapiede fiancheggiato da una, ma più spesso due file di macchine. Una strada già stretta che, complice lo spartitraffico che riduce la carreggiata, nell’orario di punta si intasa. Qui si trova uno degli ingressi di un altro istituto fondamentale per il quartiere, la scuola elementare e media Principe di Piemonte.

 

La situazione di rumore, di calore provocato dai motori, di puzza e di inquinamento, oltre che di rischio stradale continuo, ha suscitato l’indignazione di alcuni genitori, che vorrebbero per i propri figli strade più sicure, soprattutto in prossimità delle scuole. “È necessario che i bambini possano camminare tranquillamente sui marciapiedi o sugli attraversamenti” ci ha spiegato Valentina Barca, una delle organizzatrici del flash mob, che da due anni a questa parte si svolge ogni venerdì mattina tra la Principe di Piemonte in via Leonardo da Vinci e la Macinghi Strozzi nell’omonima via. “La richiesta di strade scolastiche non è una pretesa astratta. Anzi, rappresentano una necessità per i nostri figli e per tutto il quartiere, dal momento che limitano il rischio di incidenti stradali, peraltro molto alto nella nostra città.”

La mortalità sulle strade romane

Secondo i dati di Asaps.it, infatti, sulle vie romane si contano ben 34 morti dall’inizio dell’anno, una delle percentuali più alte in Italia. “Ma le strade scolastiche servirebbero anche per permetterci di abituare man mano i nostri bambini a una maggiore indipendenza” continua Barca. Secondo gli attivisti, in questa direzione servono azioni radicali e definitive. Non bastano le poche strisce pedonali, i semafori che già ci sono, i cartelli di sosta vietata – spesso non rispettati. E non basta neanche il prezioso contributo degli anziani volontari del Municipio VIII, i quali, per due ore al giorno – in concomitanza con l’ingresso e l’uscita delle scuole – agevolano l’attraversamento delle strade. “I nonni paletta” li chiamano da queste parti.

La giornata europea di Street for kids

Ma in occasione della giornata europea di Street For Kids, una campagna di mobilitazione organizzata dall’associazione Clean Cities con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema dell’inquinamento cittadino e della sicurezza stradale, il malcontento prende forma. All’interno della protesta di numerose città europee, si inserisce anche quella dei nostri istituti. “Questa giornata è fondamentale per smuovere qualcosa sul tema della mobilità sostenibile” continua Valentina Barca. “Noi e i nostri figli dobbiamo essere liberi di poterci muovere a piedi o in bicicletta in sicurezza.” Tematica particolarmente sentita a Garbatella, un piccolo quartiere, dove l’utenza delle scuole certamente non arriva dall’altra parte di Roma.

Le richieste dei genitori

Le richieste sono poche e concrete. Per la Principe di Piemonte, si auspica l’introduzione di alberi intorno alla scuola, il rispetto della zona 30 già esistente, l’introduzione di rastrelliere per le bici. Per quanto riguarda la Leonardo da Vinci, invece, il tema più scottante è la fatidica pista ciclabile di via Giustiniano Imperatore – di cui si intravedevano possibilità di realizzazione già tre anni fa, poi scongiurata da una petizione di negozianti e cittadini, i quali avrebbero perso una novantina di posti auto – e il completamento della ciclabile sulla via Ostiense, fondamentale per il secondo ingresso della scuola media. “Le altre città europee si stanno muovendo in questa direzione, ma Roma sembra lontana anni luce da certi standard di sostenibilità” continua Barca, sottolineando la centralità della questione ambientale nelle loro manifestazioni.

La qualità dell’aria nel municipio

Eh sì, certamente Roma non è nota per l’alta qualità dell’aria. Secondo una statistica della campagna NO2 no grazie, attiva fino allo scorso marzo, i dati relativi al nostro municipio sono raccapriccianti. Il punto di osservazione è posto in prossimità della Centrale Montemartini, e mostra una concentrazione di NO2 pari a 56 microgrammi al metro cubo, mentre la cifra dovrebbe risultare inferiore a 20. Ma quello della qualità dell’aria – e dunque della nostra salute – è solo uno della miriade di problematiche derivanti dal traffico. Le code di automobili bloccano spesso ambulanze e mezzi di trasporto pubblico – assicurano i genitori di zona – per esempio l’autobus 715, che riscontra continui problemi nella svolta tra via Costantino e via Leonardo da Vinci.

Ma la corsa del 715 è nota per essere parecchio travagliata, anche in altri tratti. “Vorremmo bloccare il passaggio delle automobili, e consentirlo solo all’autobus” ci ha raccontato Alessandra Grassi, la referente di Street for Kids per l’istituto Malaspina, “il 715 manterrà la possibilità di transitare, ma quanto alle automobili vorremmo introdurre un blocco.”

Per ora si è giunti a un compromesso: in via Antonino Pio, nel tratto prospicente la scuola elementare, sarà a breve impedita la sosta dei veicoli, con l’inserimenti di fioriere o, nella migliore delle ipotesi, l’allargamento del marciapiede. “Il sindaco Gualtieri ha già individuato 110 scuole della capitale in cui è possibile introdurre strade scolastiche” prosegue Grassi, “adesso sta al Municipio dare l’ok per la loro realizzazione.”

È dunque al minisindaco Ciaccheri che le manifestazioni sono rivolte.

“Ma il presidente” assicura Grassi, “ha già istituito un tavolo di lavoro su questo tema, di cui io faccio parte. Il dibattito è dunque molto attivo, e ci auguriamo che a breve si possa arrivare a qualche risultato.” Infine, per la scuola media Macinghi Strozzi abbiamo parlato con la referente Federica Falasca: “Per questo plesso vorremmo strisce pedonali più visibili e segnalate, oltre che multe serrate a chi parcheggia in doppia fila.” Questo attraversamento, infatti, risulta fondamentale non solo per gli studenti del plesso, ma anche per chi si dirige all’ospedale CTO, che si trova sulla parallela via S. Nemesio.

Il corteo delle biciclette

Ed è proprio dal plesso Macinghi Strozzi che oggi venerdì 27 ottobre, in occasione della giornata europea di Street for Kids, un gruppo di una quarantina tra attivisti, genitori e bambini è partito a piedi o in bicicletta, diretto all’ingresso della Principe di Piemonte percorrendo via delle Sette Chiese e via Giovannipoli.

Il corteo, accompagnato da musica e striscioni, ha sollevato l’attenzione dei passanti, e ha ostacolato per qualche minuto il traffico. Alle ore 8.30, il flash mob è terminato. Tutto pronto per il suono della campanella: una coda di bambini in bicicletta è sparita scampanellando dietro il cancello della scuola.

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Roma 70 spegne 50 candeline

Era il 1973 quando furono approvati i lavori per la costruzione del quartiere Roma 70 e cinquanta anni dopo è tempo di festeggiare e ricordare. Così domenica 22 ottobre, presso la Tenuta di Tor Marancia ingresso da viale Londra, si susseguiranno diverse attività per adulti e piccini, dalla mattina al tramonto. Il tutto è stato organizzato dall’attivissimo Comitato di Quartiere di Grotta Perfetta, con il patrocinio del Municipio Roma VIII.

Il programma

Per festeggiare le nozze d’oro il Cdq Grotta Perfetta, ha organizzato una raccolta di fotografie tra gli abitanti del quartiere che raccontano la storia di Roma 70; immagini che saranno esposte nella mostra allestita domenica nella Tenuta.

Domenica 22 ottobre, dalle 10:30 fino alle 16:00 si alterneranno spettacoli di danza, esibizioni circensi e giochi per bambini. Saranno presenti un angolo per la lettura e un punto ristoro con cibo e bevande il tuo allietato da buona musica.

La nascita negli anni ‘70

Nel 1973 la Delibera Regionale n. 229 del 27 febbraio e la Delibera Municipale n. 7669 del 7 dicembre, avviavano le procedure per la costruzione del nuovo quartiere da parte dell’Ente Cooperativo Roma 70.

Entrambe le delibere facevano riferimento al Piano di Zona n. 39 Grotta Perfetta e rientravano nella Legge n. 167 che prevedeva le disposizioni per favorire l’acquisizione di aree per l’edilizia economica e popolare.

I palazzi sorsero dove c’era la campagna romana, un’area incontaminata costellata da casali agricoli, ai confini della tenuta di Tor Marancia, nei pressi del Forte Ardeatino, della chiesa dell’Annunziatella, dell’Istituto Agrario “Giuseppe Garibaldi” lungo la via Ardeatina e del fosso di Grotta Perfetta. A pochi passi, lungo la via Ardeatina sorgeva dal 1960, anche il Centro Residenziale per la Riabilitazione “Oasi”, l’attuale Clinica Santa Lucia che, all’inizio della propria attività, prestava assistenza ai neuromotulesi della Seconda Guerra Mondiale.

Sulla delibera regionale del 1973 era espressa la considerazione “che i fabbricati siano disposti in maniera tale da consentire la visibilità del notevole panorama dei Colli Albani e che l’altezza degli edifici non superi i 14,50 metri”.

La nascita del quartiere – fonte

La storia antica

Roma 70 ha una storia ben più antica, che risale a circa duemila anni fa, quando l’imperatore romano Marco Cocceio Nerva Cesare Augusto, semplicemente conosciuto come Nerva (30 – 98 d.C.) decise di concentrare in questa zona dei granai horrea romane, per la conservazione di merci, di cui purtroppo non abbiamo più testimonianze.

La zona inoltre era usata anche come luogo di sepoltura: durante i lavori di sterro, nel 1980 nell’attuale via dei Granai di Nerva, fu ritrovato un sarcofago, che giaceva in una cella funeraria sotterranea e oggi conservato al  Museo Nazionale Romano (inventario numero 310683). Invece, nei primi anni del 2000, all’altezza del civico 550 di via di Grotta Perfetta, furono scoperti alcuni ambienti di una villa romana, cinque sepolture a fossa terragna e una diramazione di una cava di pozzolana, scavata in antico nel banco di tufo. Purtroppo reperti non visitabili e che con il tempo sono stati dimenticati.

Sarcofago di Grotta Perfetta – fonte

Il quartiere negli ultimi anni

Ritornando a tempi recenti, Roma 70 è stato considerato a lungo un quartiere dormitorio, anche perché il primo nucleo abitativo era in pratica sprovvisto di servizi e attività che progressivamente sorsero per soddisfare le esigenze dei cittadini.

Alla fine degli anni 80 inizia la cementificazione di altre parti della campagna romana, sorgono i quartieri limitrofi di Rinnovamento, il Sogno, il complesso di via Ballarin e il quartiere Fotografia. Una svolta avviene nel 1992 quando finalmente viene inaugurato il Centro Commerciale I Granai, uno dei primi in Italia che all’interno ospita un ufficio postale e altri servizi pubblici. A poche centinaia di metri, inoltre, apre il mercato rionale. Anche sul versante del verde attrezzato negli ultimi anni sono stati fatti diversi passi avanti come l’apertura della Tenuta di Tor Marancia sui versanti di viale Londra e di via di Grotta Perfetta, all’inaugurazione del nuovo campetto di Piero e alla sistemazione del Parco Ardeatino.

Grazie alle attività del Comitato di Quartiere e di alcune associazioni come Nessun Dorma, il quartiere sta uscendo dall’anonimato, anche se sono ancora presenti alcune questioni irrisolte, solo per citarne alcune: la riapertura del Forte Ardeatino, la riqualificazione del Punto Verde Qualità a via Calderon della Barca, la sistemazione della palestra a via Brogi e il rapporto con il nuovo quartiere I-60; tutte inadempienze e minacce che se sbrogliate in tempi ragionevoli renderanno il quartiere ancora più vivo e vivibile.

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Apre la biblioteca “Joice Lussu” a via Costantino

A seguito di un lungo iter, rallentato in parte anche dalla pandemia, i lavori per il polo bibliotecario in via Costantino 49 sono in dirittura d’arrivo. Finalmente è ufficiale: martedì 17 ottobre aprirà la nuova biblioteca, intitolata alla partigiana e scrittrice Joyce Lussu.

All’inaugurazione, in programma per le ore 11:00, parteciperanno anche il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “Questo nuovo polo bibliotecario – il terzo dell’VIII Municipio, insieme all’Approdo e alla Biblioteca Arcipelago – servirà a coprire un vuoto” ha dichiarato Monica Rossi, presidente della commissione cultura del Municipio. “Ogni volta che si inaugura uno spazio destinato alla cultura è un buon traguardo.”

La biblioteca appartiene al circuito Biblioteche di Roma, che offre servizi di prestito di libri e documenti multimediali, mette a disposizione sale studio, organizza numerose attività rivolte alla cittadinanza.

 

L’apertura della nuova biblioteca, inoltre, si inserisce all’interno di un piano più ampio per la promozione di attività culturali nel quartiere, come conferma Monica Rossi. Una delibera capitolina, infatti, ha ultimamente proposto di riqualificare l’edificio occupato di fronte al Rettorato di Roma Tre per dare vita in futuro a un secondo polo bibliotecario.

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Letture ed incontri per il centenario di Italo Calvino

Cento anni fa, a Cuba, nasceva quello che sarebbe diventato uno dei più importanti intellettuali e narratori italiani del novecento. Stiamo parlando di Italo Calvino, protagonista di una serie di iniziative diffuse in tutta Roma a cui il Municipio VIII aggiungerà il proprio contributo da domani venerdì 13 ottobre. “L’obiettivo è quello di non ricordare l’autore solo nel giorno della sua nascita” ha commentato Monica Rossi, presidente della commissione cultura del Municipio VIII, “ma celebrarlo nel corso di un anno, evidenziando via via i vari aspetti della produzione.”

L’anno calviniano terminerà a giugno 2024. Il Municipio VIII, man mano che le attività sul proprio territorio verranno definite, avrà cura di comunicare la programmazione.

Il programma

Il programma, elaborato dall’assessore Maya Vetri in collaborazione con le associazioni culturali del municipio, per ora prevede cinque incontri finalizzati ad evidenziare aspetti diversi della produzione letteraria di Calvino. “La partecipazione delle associazioni del municipio è stata davvero importante” ci ha raccontato Monica Rossi, sottolineando che grazie a questo sforzo collettivo si è riusciti a coprire quasi tutto il territorio municipale, proponendo attività rivolte a tutte le fasce di età.

Si parte domani alle ore 16:30 al parco del Tintoretto, con l’intitolazione di un albero e letture tratte dal “Barone Rampante”, romanzo scritto nel 1957, tuttora di grande significato e soprattutto molto usato nelle scuole. L’iniziativa infatti, rivolta principalmente ai bambini, è stata organizzata in collaborazione con 7+1 Ottavo Colle in prossimità dell’istituto Montezemolo dopo la fine dell’orario scolastico, proprio per permettere la piena partecipazione degli studenti.

Si proseguirà sabato 14 ottobre presso la Libreria Eco di Fata in via Tamburini 10, con il “Caffè dei destini di sabbia”, una narrazione di Daniele Aristarco ispirata all’opera di Calvino “Il castello dei destini incrociati”, accompagnata da musica e proiezioni.

Sono in programma anche due lezioni del critico Dario Pontuale, che in passato ha curato edizioni di molti classici italiani e stranieri e si è occupato, tra gli altri, anche di Pier Paolo Pasolini.

La prima lezione è prevista per lunedì 30 ottobre presso la Biblioteca Arcipelago, con la partecipazione delle associazioni Italia Nostra e Donne di Carta; il secondo intervento è in programma per sabato 11 novembre, al Giardino Samuel Hahnemann (viale Marconi) sul libro “La speculazione edilizia”.

Pubblici diversi, dunque, ma anche argomenti disparati. Si parte da Calvino, dalla letteratura ma si arriverà a parlare di storia, teatro, arte: martedì 24 e 31 ottobre presso lo Spazio Creativo Cosarte in via Nicolò da Pistoia 18, a Garbatella, verrà allestita una mostra collettiva ispirata al “Sentiero dei Nidi di Ragno” e accompagnata da letture a cura del Gruppo di Lettura Cavallo Pazzo Legge.

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Il ricordo di Carlo Lizzani a dieci anni dalla sua scomparsa

Riceviamo e pubblichiamo queste toccanti parole della scrittrice Maria Iatosti, a dieci anni dalla scomparsa del regista Carlo Lizzani, il 5 ottobre 2013. Carlo era anche un nostro amico e amico della Garbatella. Aveva accettato con piacere di scrivere l’introduzione alla prima edizione di “Garbatella tra storia e leggenda” e partecipato con entusiasmo alla serata al cinema Palladium, gremito di cittadini, per la presentazione del libro. Insieme a Maria, tutta la redazione di Cara Garbatella si stringe intorno ai figli Francesco e Flaminia, in ricordo del loro amato padre (g.r.)

CIAO, CARLO

Tu parli, parli, io ti ascolto… Amavamo l’America, il cinema, la rivoluzione, i libri. Un libro ci ha fatto incontrare. 1949, Libertas Film, Salita del Grillo, via Nazionale, Roma. Io vent’anni, mollato studi e progetti paterni, abbracciata la lotta, mi conquistavo pane e libertà a centoventi mensili nel seminterrato tappezzato di manifesti filmici d’oltrecortina o sovietici. Salivo di corsa sempre in ritardo la scalinatella e, fiatone e guance rosse, la testa a parole e concetti nuovi come découpage, montaggio, flashback, piano sequenza, a decrittare la calligrafia minuta e rapida sulle pagine fitte fitte mi sedevo alla macchina per scrivere della tua storia del Cinema italiano Fuori orario, per duecento lire. Che regalo! Guadagnare per imparare tutte quelle cose, da Camerini e Blasetti a Rossellini e De Santis, da Lyda Borelli a Anna Magnani, da La corona di ferro a Roma città aperta… Il cinema, io ce l’avevo nel sangue. Nascosta nei bagni del Centro Sperimentale avevo svolto il tema di ammissione per conto di mia sorella maggiore, bellissima ma poco incline all’arte dello scrivere, dilungandomi sulla famosa corsa della Magnani: Francesco! Francesco!

Francesco, come tuo figlio che ha il tuo volto, le tue mani, la tua voce, la serena, pacata lucidità del tuo parlare di uomo sapiente e politico puro, e spacca il cuore con le parole, là, di fronte alla bara nuda, spartana, con tutta la gente intorno, attonita, gli occhi gonfi, la gola chiusa, il cuore stretto a pugno… Io seduta fra Antonella Lualdi e Carla Fracci, Francesco che affabula di un re malato di malinconia che cercava la felicità… E i ricordi si sbrigliano, viaggiano, veloci, scombinati: immagini, lampi. 1963: Milano del miracolo. Le serate con Ugo, i suoi risotti mitici, il suo vitalismo, i giri nella città impazzita, che corre a precipizio verso il boom… Ugo che fa la parte di Luciano, Ricki che fa la parte che Marcello non ha voluto fare e Giovanna che fa la parte di Anna –e vuole che le spieghi, le racconti com’era davvero la vita, davvero così agra, o no? Il Derby, il mio amico Jannacci che canta con la chitarra sotto il mento, la faccia stralunata, nella latteria dei morti-di fame e degli artisti… e il Pirellone che alla fine esplode, sì, ma senza bombe, e addio rivoluzione, addio sogni…

Amavamo l’America di Ombre rosse e di Ragazzo negro. Odiavamo l’America della CIA, di Sacco e Vanzetti, del maccartismo, della guerra fredda, ma ci nutrivamo ingordamente di pellicole e di romanzi d’oltreoceano, anche quelli tenuti in sospetto da una cultura di parte, di stampo zdanoviano e neorealista. Il neorealismo! Che scoperta! Che rivoluzione! Spazzando via frivolezze, leziosità e telefoni bianchi, in mezzo a mille difficoltà il neorealismo portava nel cinema, ma anche in pittura, in letteratura, il bisogno di libertà, la voglia e il coraggio di guardare al mondo dalla parte del popolo. Le tue lezioni appassionate! Le discussioni, gli scontri, le polemiche anche interne al grande partito – Guttuso-Turcato, Vittorini-Togliatti –. “II neorealismo, dicevi, è una rivoluzione formale non semplicemente di contenuti, ma, di coscienza linguistica, di linguaggio: un modo nuovo di muovere la macchina…”. “Basta con la bella immagine, la bella pagina! Fate parlare gli uomini, i fatti, compagni! ti accaloravi. “Basta fiori, paesaggi, monumenti, Esistono le fabbriche, le case dense di dramma della nostra provincia… C’è il Sud, che preme per il riscatto dal folklore C’è la storia, quella vera, senza retorica, che attende ancora un’interpretazione……”. Tutto il tuo cinema testimonierà un interesse profondo per la storia. Ne avevi precocemente dato prova in quegli anni nei tuoi filmati sull’eccidio di Modena, sull’Emilia rossa, sulle terre insanguinate dalle lotte contadine, sul risveglio del Mezzogiorno, dai sassi di Matera ai bassi di Napoli.

Carlo Lizzani riceve da Vittorio De Sica a Saint Vincent la Grolla d’ oro per il film ” Cronaca di poveri amanti”, come migliore regia del 1954.

I tuoi primi film: Achtung! Banditi!, Cronache di poveri amanti: Maciste in croce sul sagrato di san Lorenzo!– Genova, la cooperativa dei partigiani, appoggiata dal partito e finanziata anche dal popolo. Cinquecento lire per una quota. Mi offristi di entrarci, ma chi le aveva mai viste cinquecento lire! Quattro mesi di stipendio, quando c’era! Finito il lavoro alla Libertas e successivamente alla Federazione dei Circoli del Cinema, ero approdata al Sindacato Edili, in piazza dell’Esquilino, a due passi dal Viminale di Scelba e da «Vie Nuove», rotocalco culturale del partito che la domenica diffondevo per le strade del mio quartiere insieme a «l’Unità».

E intanto c’era la storia, c’erano le lotte, la fatica quotidiana, la politica, l’amore – io sempre innamorata, i sogni… Volevo fare la rivoluzione e diventare giornalista, scrittrice. Anche scrivendo si può affrancare l’umanità dall’ingiustizia, mi dicevo convinta. E ci provavo. C’erano stati già un mio esordio narrativo sul «Lavoro» di Gianni Toti, e i primi quattro versi su «Pattuglia» di Gillo Pontecorvo compagno direttore e già attore – l’operaio Pietro fucilato insieme a te, parroco Camillo lungo lungo magro magro in abito talare, ne Il sole sorge ancora – film girato tra mille difficoltà tra la bella primavera della Liberazione e l’autunno del ’46. A Milano.

La nostra Milano, dove ci siamo ritrovati dopo anni. Milano dei miei furori e dei tuoi banditi romantici, oggi così perduta nella sua dissennata smania di cementificazione, con le sue torri fantasma, i suoi residence spettrali, deliri miliardari di architetti e urbanisti rampanti che ne hanno devastato il cuore, mutato il volto, stravolto l’armonia razionale, sapiente e compatta, tradendo la vocazione, la “religione laica del fare”, di questa città concreta, pragmatica, orgogliosa.

La nostra Milano viva del dopoguerra: esperienza fondamentale per quelli come noi: con pochissimi soldi in tasca e tante idee, tanto entusiasmo; il mondo che cambia, che sogna la luna, la scoperta dell’amicizia e della solidarietà, la conoscenza di tanti giovani intellettuali, letterati, artisti, pittori, fotografi squattrinati come noi che frequentavano gli stessi mitici luoghi: Brera, il Giamaica, la latteria delle sorelle Pirovini, san Marco, corso Garibaldi, via Solferino, il Carcano, il Piccolo… Milano operosa, socialista. Milano delle fabbriche, della ricostruzione, delle case editrici, di Feltrinelli e dell’Umanitaria, dei treni del Sud, delle battaglie, dei grandi scioperi. Milano di Dario Fo, lo svitato. E poi ancora Milano del miracolo, di nuovo ritrovati, il passo allentato, spenti i furori rivoluzionari, qualche lira in più, il benessere, la fama, la frenesia, la sbornia del “boom”, con quello che di insidioso, di subdolo vi si annidava, e che pochi – Pasolini, Bianciardi, Mastronardi –intuirono.

Carlo Lizzani il 19 gennaio 2010 presso il teatro Palladium alla presentazione del libro “Garbatella tra storia e leggenda”

 

È un mattino di sole d’inverno romano, la folla ossessa di consumatori prenatalizi invade i vialoni squadrati del tuo rione dei Prati. Ho pigiato il bottone lucido del citofono e tu scendi, attraversi l’androne maestoso con la grande pianta e sei nel cortile dove ti aspetto… Quel cortile che oggi, 5 ottobre 2013 hai scelto come estremo approdo. Sto lavorando e lo sento alla tivù. Un colpo. Il cuore che si ferma. La ragione che si rifiuta: non ci credo, non è possibile, non deve essere… Ma quelli insistono.

Hai staccato la chiave, dicono. Ecco, è una bugia, è sbagliato: la chiave non si stacca, è la spina che si stacca, c’è qualcosa di stridente, di sfasato, di irreale… Non puoi averlo scritto… Non tu, che nelle parole credi, ne conosci il valore e il peso, da uomo e da scrittore.

È quasi Natale e c’è il sole. Davanti a un tavolo d’osteria con la tovaglietta a scacchi bianchi e rossi, tu parli, evochi, racconti, spieghi, io chiedo, ascolto, prendo appunti, e il nostro viaggio ha inizio. Roma, Milano, qualche lettera, qualche chiacchierata, i libri che ci siamo scambiati. I miei, i tuoi con le amorose dediche… la tua dolcezza giovane, la tua sapienza, la tua lucidità, il tuo esserci sempre: gentile, empatico, attento, generoso… Ti era piaciuta una mia lettera di Capodanno, “da conservare insieme a quella di Pertini” … La tua delusione, la tua frustrazione. Ho tanti progetti, ma non mi fanno lavorare più, neanche quelli di Rai tre… Avevo un sogno: fare un film su Di Vittorio. Raccontare la storia di Di Vittorio, e della CGIL, significa ripercorrere un secolo di lotte anche sanguinose, di conquiste, di trasformazioni radicali… Ne avevo parlato con lui una sera di quasi cinquant’anni fa, in casa sua…”.

Il film su Di Vittorio non lo farai. Non farai il progettato viaggio in Italia con Francesco, non sarai come avresti voluto alla mia prossima presentazione, e alla mia domanda sullo stato generale delle nostre sorti e della tua salute non soltanto fisica, mi risponderai con un sorriso lieve, solo un po’ malinconico, come quella mattina di quasi Natale a via dei Gracchi, citando Woody Allen: “Dio è morto, Marx pure, e anch’io non sto molto bene.”. E te ne andrai. E io ti aspetterò. Ciao, Carlo.

Maria Jatosti, Roma, quattro ottobre 2023

 

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Le donne e le lotte per i servizi sociali a Roma: continua all’Archivio Flamigni il lavoro del Gruppo Nannaré

L’evento

Roma e i servizi sociali, il protagonismo delle donne: questo il titolo scelto per l’incontro di venerdì 29 settembre, organizzato dal Gruppo NANNARÉ negli spazi dell’Archivio Flamigni in Piazza Bartolomeo Romano, nell’ambito di un ciclo che continuerà anche nei prossimi mesi.

All’origine dei servizi sociali a Roma

Dagli asili nido ai centri anziani, la lotta per l’aborto e la maternità consapevole, le case-famiglia per donne affette da disturbi psichiatrici, gli ambulatori e i consultori, le scuole prefabbricate nei quartieri popolari per combattere la dispersione scolastica: furono conquiste concrete e battaglie frutto delle lotte delle donne.

In prima linea nelle organizzazioni collettive, dalla CGIL alle associazioni e, ovviamente, al PCI, furono protagoniste di una stagione che ha cambiato in meglio la vita delle persone nella nostra città e che produce frutti ancora oggi. Solo che troppo spesso ne ignoriamo le radici.

Una mattinata intensa di lavoro ha aiutato a ritrovarle: moltissime persone, donne in larga maggioranza, si sono confrontate con passione riguardo alle esperienze vissute, di lotta e di amministrazione locale, per ricostruire e condividere pensieri e percorsi relativi alla conquista e alla costruzione dei servizi sociali fondamentali per Roma, a partire dalla fine degli anni ’60.

Il Gruppo NANNARÉ

Il nome del Gruppo NANNARÉ non è certo un caso, e ci tiene a specificarlo in apertura Lucia Di Cicco, moderatrice della giornata di lavoro: un tributo all’attrice Anna Magnani, donna combattiva e coraggiosa, popolana della nostra città.

“Gli incontri sono solo un momento del nostro lavoro” dice Di Cicco. “Vogliamo raccogliere le testimonianze che ognuna di noi custodisce”. L’obiettivo, infatti, ha spiegato, è riunire frammenti di vita e di storia di donne, con la convinzione che queste vite siano testimonianza di come le donne abbiano scritto la storia della città.

“In questo lavoro di ricerca, il dato è la quantità di donne impegnate a cambiare lo stato delle cose e di come le battaglie delle donne siano riconnesse con la rigenerazione della città e per l’innalzamento della qualità di vita di tutti”.

Gli interventi: Franca D’Alessandro Prisco

I lavori della giornata, iniziati con i saluti della giornalista e scrittrice Benedetta Tobagi e della direttrice dell’Archivio Flamigni Ilaria Moroni, sono proseguiti con il preziosissimo contributo di Franca D’Alessandro Prisco, ex senatrice, ma soprattutto, consigliera comunale prima, e assessora poi, ai Servizi sociali, al Personale ed al Decentramento del Comune di Roma nelle giunte rosse guidate dai sindaci Argan, da Vetere e da Petroselli tra gli anni ’70 e gli anni ’80.

Franca D’Alessandro Prisco durante il suo intervento

Una voce autorevole e lucida che ha spiegato, attraverso il racconto della sua esperienza personale, il quadro di rivendicazione, di pratiche e di analisi teorica, che ha sostenuto e dato concretezza alle lotte delle donne comuniste in quegli anni a Roma. Come avvenuto per i centri anziani, luoghi in cui anziani e anziane potevano vivere per sé e non solo per la famiglia, per le scuole nelle periferie (provvisorie all’epoca e spesso ancora oggi in funzione), o per l’apertura degli asili nido.

“Nella nostra esperienza” ha raccontato D’Alessandro Prisco “ci rendemmo conto che bisognava creare unità di intenti ed elaborazione, prima di fare battaglie e iniziative di lotta. Eravamo, per esempio, contro l’idea delle camere di allattamento” – che dovevano essere istituite dai datori di lavoro secondo la Legge 860/1950, “noi volevamo gli asili nido pubblici aperti al quartiere”. Fu una lotta, quella per gli asili nido, passata per il fondamentale coinvolgimento sia della donne lavoratrici, già organizzate, che delle donne casalinghe, cui l’elaborazione e la rivendicazione collettiva fu utile per comprendere che era possibile chiedere che lo Stato si occupasse anche del tempo della propria vita di madre.

“Avevamo un’idea elevata, obiettivi alti di migliorare la città e la sua capacità di essere vicina a tutti gli strati sociali. Volevamo l’impegno del pubblico a fornire servizi innovativi, fino a quel momento appannaggio del privato, laico o religioso che fosse. Lavoravamo per la diffusione su larga scala dei servizi pubblici, che potesse determinare un salto di qualità sociale e politico notevole, e che ha dato, infatti, carattere a tutta l’azione delle giunte di sinistra rispetto ai servizi sociali”.

Altre storie a comporre lo sguardo d’insieme

Altre relatrici hanno preso, poi, parola contribuendo alla mattinata. Tonia Di Cesare, per esempio, riguardo agli interventi relativi ai servizi per la salute mentale, in particolare per le donne affette da disturbi psichiatrici. Il suo intervento ha ricostruito l’esperienza di una casa-famiglia, nata grazie all’occupazione di uno spazio del Comune da parte delle operatrici sanitarie e poi riconosciuta grazie all’interlocuzione politica.

Interessante anche il contributo di Livia Omiccioli, con la sua esperienza in uno dei primi asili nido, ha raccontato l’autorganizzazione delle insegnanti, il rapporto di supporto e rivendicazione di condizioni migliori al fianco delle famiglie, e l’elaborazione di modelli educativi nuovi, che contribuissero al cambiamento della società e dei ruoli di genere, insieme alla consapevolezza che l’apertura degli asili potesse significare anche accesso al lavoro per altre donne.

La versione integrale

Altri ed altrettanto interessanti sono stati gli interventi di tutte le relatrici che si sono alternate.

La versione integrale del lavoro della mattinata dovrebbe essere caricata a breve sul canale You Tube dell’Archivio Flamigni.

Un mosaico di voci, di vite individuali, che inserite in un racconto collettivo restituiscono con chiarezza la determinazione di una generazione di donne che ha cambiato il volto della nostra città e che ha lottato affinché i servizi sociali, pubblici e rivolti a tutti, divenissero diritti, conquistati, e non concessioni.

Una stagione di consapevolezza, di lotta e avanzamento cui dovrebbero guardare tutti gli amministratori locali che hanno a cuore la città di Roma.

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“Sogno di una notte di fine estate”

Anna Di Cesare

Otto band sul palco e una folla di giovani nell’enorme spiazzo di Propaganda Schuster. Questa è la scena che si è svolta ieri, 29 settembre, quando intorno alle 19:30 dal parco di San Paolo si sono levate le note di un concerto in ricordo di Francesco Valdiserri, il diciottenne morto lo scorso 19 ottobre a seguito di un incidente stradale sulla Cristoforo Colombo, all’altezza di via Giustiniano Imperatore. Francesco stava camminando sul marciapiede quando una macchina, sbandando, lo investì: una vicenda che si è fatta emblema della pericolosità delle nostre strade. Da quel doloroso momento le commemorazioni non si contano, anche grazie all’impegno dei genitori Paola e Luca.

Gli interventi

Durante la serata – che, parafrasando la nota opera di Shakespeare, prende il nome di “Sogno di una notte di fine estate” – sono salite sul palco sette band giovanili locali – Neue Ara, Sutura, Rapacio Band, Cosmonauti Borghesi, Purple Light, Cateepp, 16jpegCBR320 – e non potevano mancare gli Origami Smiles, il gruppo musicale fondato dallo stesso Francesco.

“Voglio ringraziare i ragazzi sul palco” è intervenuta a metà concerto Paola Di Caro, madre di Francesco. “Noi non saremmo qui se loro non ci avessero trasmesso la vita di cui avevamo bisogno.In certi momenti o ti arriva qualcosa che ti fa guardare il futuro o ti fermi.”

“Di serate a Propaganda Schuster ne ho viste tantissime, ma questa è particolarmente emozionante” ha proseguito Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII. “È da tanto tempo che io, Luca e Paola immaginiamo questa serata, con tanto amore e soprattutto so che c’è anche tanto amore vostro” ha continuato, rivolgendosi al giovane pubblico, tra cui molti amici, compagni di scuola e conoscenti del ragazzo.

“Noi questa sera siamo qui per ricordare un ragazzo la cui vita è stata falciata all’improvviso, come farlo?” sono infine le parole di Miguel Gotor, assessore alla cultura del Comune di Roma. “Il modo migliore è attraverso la sua passione, che è stata e sempre sarà la musica. Paola e Luca” ha concluso, “stanno cercando di trasformare un dolore indicibile attraverso il loro impegno quotidiano e attraverso la musica, che secondo me è la cosa umana che più unisce il finito all’infinito.”

Foto di Paola Borghesi

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Un murales per Rosaria Lopez

“Per non dimenticare”: a 48 anni da quel tragico fatto passato alla cronaca nera come il “massacro del Circeo” il 29 settembre alle ore 17,00 sarà presentato alla cittadinanza un murales dedicato a Rosaria Lopez, nel parco a lei dedicato alla Montagnola, dove verrà piantumato anche un albero di melograno donato dal Municipio.

L’autore dell’opera è Paolo Colasanti, lo stesso artista che ha realizzato quello intitolato a Donatella Colasanti, che riuscì a scampare a quei giorni di sevizie e torture perpetrati con estrema crudeltà da parte dei tre rampolli della Roma bene, nonché neofascisti: Andrea Ghira, Angelo Izzo e Gianni Guido.

Rosaria Lopez

Il giorno dopo alla stessa ora l’associazione Il Tempo ritrovato e il Comitato delle Fate replicheranno la manifestazione con la lettura delle poesie di Donatella Colasanti al parco situato tra via di Villa di Lucina e viale Giustiniano Imperatore. Parteciperà in rappresentanza del Municipio VIII l’assessora alla Cultura Maya Vetri.

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Tenuta di Tor Marancia recuperata l’area tra Piazza Lante e via dei Numisi (Servizio video)

di Stefano BAIOCCHI e Giuliano MAROTTA

Prosegue la restituzione al pubblico di aree verdi all’interno della Tenuta di Tor Marancia, dopo la recente apertura del versante di Grotta Perfetta, sono stati recuperati dai privati ulteriori 6 ettari e mezzo di terreno tra piazza Lante e via dei Numisi. Pertanto, nei prossimi giorni, si avvieranno i lavori per attrezzare l’area, denominata Afa 1 (ambito funzionale di attuazione), di arredi da giardino, spazi ludici, attrezzi ginnici, area cani e piazzole pavimentate che si svilupperanno anche lungo l’asse di via Belloni fino all’incrocio con via Sorbi.

Questa parte della Tenuta conserva al suo interno anche un patrimonio archeologico importante, un aspetto poco considerato ma che andrebbe recuperato e valorizzato.

La durata dei lavori prevista è di nove mesi, intanto, il Municipio e il Comune di Roma stanno lavorando anche al recupero dei casali interni alla Tenuta, in cui si prevede la realizzazione di un punto informativo e di una fattoria didattica.

 

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Riapre il punto informativo nella Tenuta di Tor Marancia a viale Londra

Anche per questa stagione estiva i volontari del Comitato di Quartiere Grotta Perfetta gestiranno il punto informativo allestito nella Tenuta Tor Marancia sul versante di viale Londra nel quartiere di Rinnovamento.

Tutte le domeniche sino al 18 giugnodalle ore 10:00 alle ore 13:00 sarà l’occasione, per quei cittadini che ancora non lo hanno fatto, di conoscere la porzione del Parco denominata Afa 2 (ambito funzionale di attuazione) e per scoprire la  storia e la natura  della Tenuta di Tor Marancia: duecento ettari di campagna romana che dal 2002 sono sotto tutela ambientale e facenti parte del Parco Regionale dell’Appia Antica.

Un’area incontaminata che costeggia diversi quartieri del Municipio Roma VIII, con diversi ingressi accessibili e punti informativi, come quello di viale Londra, che è stato inaugurato nel giugno del 2018.

Oltre alla possibilità di informarsi sulle iniziative organizzate dal CdQ, ci si potrà iscrivere o rinnovare la Carta Amici del Parco, una tessera annuale, che dà diritto a partecipare alle visite guidate dei programmi primavera e autunno, ad ottenere riduzioni su eventi e altre attività per i più piccoli svolte dalle associazioni e altri soggetti; a sconti presso tutte le strutture amiche e ad avere subito in omaggio una guida turistica del parco.

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COMUNICATO STAMPA

FOSSE ARDEATINE. CIACCHERI: REVISIONISMO STORICO MELONI SCHIAFFO A DECENZA

(DIRE) Roma, 24 mar. – “Da presidente del Municipio di Roma che ha l’onore di ospitare il Mausoleo delle Fosse Ardeatine e che da anni svolge un onere quotidiano di condivisione territoriale del valore della memoria e di racconto e ricerca storica sugli eventi che hanno segnato la nostra comunità e la vita di troppe famiglie segnate dalla tragedia dell’occupazione nazifascista, voglio dire alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che la sua operazione di revisionismo storico è uno schiaffo alla decenza”.

Così in una nota il presidente del Municipio Roma VIII ed esponente di Sinistra Civica Ecologista, Amedeo Ciaccheri.

“La storia- continua Ciaccheri- ci consegna una verità chiara, il senso della patria fu rappresentato proprio da quegli italiani che pagarono con la propria vita il sacrificio di fronte alla dittatura di altri italiani, alla persecuzione e alla delazione del regime fascista, che si macchiò anche del crimine di collaborare attivamente con l’occupante nazista. I martiri delle Ardeatine furono assassinati perché oppositori politici, perché indesiderati, perché socialmente, politicamente e religiosamente nemici dell’occupazione nazifascista e non furono solo italiani. Con questa affermazione sulle Fosse Ardeatine- conclude Ciaccheri- la premier dimostra di non rispettare la responsabilità che incarna con il proprio ruolo di governo, quella cioè di rappresentare l’Italia e non indistintamente tutti gli italiani, ma quelli che ieri come oggi credono nella Costituzione, che ha una genesi chiara: quella antifascista”.

 

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Ai gazebo di domenica si vota per il segretario del PD

Elly Schlein e Stefano Bonaccini si sfideranno  domenica 26 febbraio nelle primarie del Partito Democratico.

I due candidati, che a seguito delle votazioni tenutesi dal 3 al 19 scorso, hanno primeggiato sugli altri due candidati Gianni Cuperlo e Paola De Micheli (rispettivamente terzo e quarta), si fronteggiano per sostituire alla segreteria nazionale  il deputato Enrico Letta. A questa prima scrematura, esclusiva per i tesserati, hanno partecipato 151.530 persone in tutta Italia, ed è emersa una preferenza del 52,87% per Bonaccini e del 34,88% per la Schlein, mentre a Roma su 4.900 votanti la Schlein ha ottenuto 2.194 preferenze contro le 1.854 di Bonaccini.

Oltre a guidare il partito, chi vincerà questo faccia a faccia dovrà rimboccarsi le maniche per risollevare il centrosinistra, che ha avuto un risultato davvero deludente nelle passate elezioni politiche e in quelle regionali di Lombardia e Lazio.

In queste ultime due prove elettorali, infatti, abbiamo registrato da una parte la netta affermazione del centrodestra, guidato da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, e un astensionismo sempre più preoccupante da parte dei cittadini, che sempre più fa capire quanto le persone si siano disinteressate alla politica e non vedano nell’esercizio del voto l’espressione di un diritto che sia realmente incisivo per le sorti del paese.

Chi sono i candidati?

Stefano Bonaccini, nato nella provincia modenese nel 1967, è eletto nel 2014 presidente della regione Emilia Romagna, carica confermata anche nel 2020 per il secondo mandato, grazie alla vittoria contro la candidata leghista Lucia Borgonzoni.

Nel suo programma di partito denominato “Energia Popolare”, propone una semplificazione del fisco con imposta progressiva, che tuteli i poveri e il ceto medio e che sia realmente maggioritaria per chi detiene ingenti capitali. Sui temi dei diritti, propone di istituire matrimoni egualitari e adozioni senza discriminazioni e l’introduzione dello ius soli o dello ius scholae per ottenere la cittadinanza italiana.

Nei temi interni al partito propone maggiore centralità dei circoli degli iscritti, la possibilità di organizzare dei referendum interni per le grandi scelte e creare una vera e propria scuola politica per formare la nuova classe dirigente.

Elly Schlein, nata a Lugano nel 1985, nella sua carriera ha svolto attivamente nel 2008 la campagna presidenziale statunitense di Barack Obama. Dal 2014 al 2019 è stata europarlamentare per l’Italia nell’VIII legislatura e dal 2020 in Emilia Romagna è vicepresidente e assessore con deleghe regionali al welfare e al Patto per il Clima.

Secondo la Schlein, come si può leggere nel suo programma intitolato “Parte da noi”, chi ricopre incarichi pubblici e amministrativi nel Partito Democratico, deve lasciare ogni altro mandato, sia per evitare un conflitto d’interesse, sia per non sottrarre tempo in altri impieghi.

La Schlein propone inoltre di tassare i grandi patrimoni, rilanciare l’edilizia pubblica e moltiplicare gli affitti sociali. In tema di diritti delle donne porta avanti la battaglia per attuare pienamente la legge 194, garantendo una percentuale di medici non obiettori in tutte le strutture mediche.

Chi può votare?

Domenica 26 febbraio, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, possono votare, presso i gazebo del PD sparsi sul territorio nazionale, tutte le cittadine e i cittadini italiani, anche non iscritti al Partito Democratico.

È permesso votare entro le ore 12:00 di venerdì 24 febbraio, previa pre-registrazione sul sito del PD, anche a:

  • stranieri residenti in Italia o in possesso di regolare permesso di soggiorno,
  • giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni nel comune di residenza,
  • lavoratori e gli studenti fuori sede maggiorenni.

Per votare bisogna presentare un documento d’identità,  la tessera elettorale e pagare una sottoscrizione di 2 Euro per le spese organizzative; sono esenti dall’obolo i tesserati del Partito.

Dove si vota nel Municipio Roma VIII?

Per determinare quale sia il gazebo in cui votare nel proprio territorio, bisogna collegarsi al sito del PD e far riferimento al seggio riportato sulla propria scheda elettorale; oppure se sei residente nell’Ottavo Municipio puoi consultare l’elenco sottostante:

  • Piazza Bartolomeo Romano [sezioni da 1246 a 1249, da 1253 a 1263, escluso 1261]
  • Circonvallazione Ostiense, fronte Santa Galla [sezioni da 1236 a 1245, da 1250 a 1252]
  • Largo Leonardo Da Vinci [sezioni 1264, da 1267 a 1279, escluso 1273]
  • Via Salvatore Pincherle [sezioni da 1280 a 1293]
  • Piazza del Gazometro [sezioni da 1230 a 1235 e 1265, 1266]
  • Sede PD in viale Tor Marancia 121 [sezioni 173, 1194, 1472, da 1474 a 1491]
  • Viale Baldovinetti, lato supermercato [sezioni da 1510 a 1521]
  • Viale Erminio Spalla, lato mercato [sezioni 1023, 1127, 1261, da 1522 a 1536 e 1604, 2531, 2537]
  • Viale Pico della Mirandola, fronte mercato [sezioni da 1492 a 1509 e 2512]

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Il Caso Cospito arriva in Municipio: una mozione per richiamare l’art.27 della Costituzione

Di Iacopo Smeriglio

Il Consiglio del Municipio Roma VIII prende parola sul caso di Alfredo Cospito e lo fa con una mozione che richiama i diritti fondamentali dell’uomo. La speranza espressa è quella di tutelare la vita del detenuto, le cui condizioni di salute stanno rapidamente deteriorando.

Oggi tutti sappiamo chi è Alfredo Cospito: un nome diventato familiare ai più, rimbalzando dalle scritte sui muri fino ai telegiornali. Un anarchico, detenuto da più di dieci anni nelle carceri italiane, entrato in sciopero della fame quando il Tribunale ha disposto per lui l’applicazione del art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario, comunemente conosciuto come carcere duro. Uno strumento di detenzione particolarmente coercitivo, concepito negli anni della guerra alla mafia stragista come strumento eccezionale, mirato a contrastare la capacità dei boss di comunicare con l’esterno delle strutture carcerarie e che oggi riguarda più di settecento persone private della libertà personale. Alcuni di questi, come Cospito, estranei ad organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Con una mozione presentata a prima firma del consigliere Enrico Zulli (SCE), dai gruppi della maggioranza Sinistra Civica Ecologista, Partito Democratico e Lista Civica Gualtieri, il Consiglio del Municipio Roma VIII ha espresso l’importanza di tutelare la salute del detenuto che ha fatto istanza di revoca del regime di 41 bis. La mozione ha richiamato l’importanza fondamentale di applicare l’art.27 della Costituzione italiana, secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere sempre alla rieducazione del condannato.

Le parole della maggioranza

La mozione dell’8 febbraio 2023 è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione ha abbandonato l’aula, eccezion fatta per la consigliera Simonetta Novi della Lista Calenda, che ha stimolato il dibattito ed espresso la sua contrarietà nei confronti dell’atto, sottolineando l’importanza della separazione dei poteri e l’indipendenza di quello giudiziario.

“La politica deve fare un passo indietro ed attendere le decisioni del sistema giudiziario” ha detto Novi nel corso della discussione dell’atto. Ha aggiunto che questo deve essere fatto anche nella speranza di evitare strumentalizzazioni politiche.

Intervenendo nella discussione in Aula, il consigliere del PD Flavio Conia ha portato l’attenzione sull’importanza della tutela da parte dello Stato dei diritti delle persone private dalla libertà personale, senza tuttavia voler mettere in dubbio il corso delle vicende processuali. Ha, poi, rivendicato l’importanza dell’atto dei parlamentari del Partito Democratico Serracchiani e Orlando, che nelle scorse settimane hanno visitato il detenuto per verificarne le condizioni di salute.

“La vicenda di Alfredo Cospito” dice il consigliere Lorenzo Giardinetti, della Lista Sinistra Civica Ecologista, in una nota “ci interroga su un piano ben più profondo della già complessa questione sull’istituto del 41-bis, che è quello della salute della Democrazia. Uno Stato è in salute quando esercita l’autorevolezza e non l’autorità, ma soprattutto quando si dimostra migliore di chi condanna”.

 

La dichiarazione di Amedeo Ciaccheri

 Il Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri, commentando la mozione, ha dichiarato: “anche il nostro Municipio, come altre amministrazioni in Italia, esprime con un atto istituzionale la propria posizione sul caso Cospito. Siamo dentro una spirale drammatica di fronte al rischio della morte di un uomo”. Ha concluso auspicando una necessaria riflessione generale sulla situazione carceraria in Italia e auspicando un intervento simile anche da parte del Consiglio comunale.

 La nota di Umanità Nova

Nel frattempo, sui muri della Garbatella, come da sempre accade, possiamo leggere le pagine di Umanità Nova, storico settimanale anarchico, fondato nel 1920 da Errico Malatesta e aderente alla F.A.I. ovvero la Federazione Anarchica Italiana, di lunga tradizione e che, vale la pena ricordarlo in questi tempi confusi, ha molto poco a che vedere, invece, con la Fai (Federazione anarchica informale) di cui Cospito è accusato di essere uno degli elementi apicali.

Più volte, negli anni, la Commissione di Corrispondenza della F.A.I. ha preso le distanze dagli attentati attribuiti o rivendicati dagli anarchici informali, dichiarando la presenza attiva degli anarchici federati nei movimenti sociali e nel sindacalismo di base. La solidarietà ad Alfredo Cospito, però, è arrivata fin dai primi giorni dello sciopero della fame.

In una nota del 22 novembre denunciano come, ai loro occhi, “di fatto nei confronti del movimento anarchico viene applicato quel “diritto penale del nemico” sulla base del quale si viene giudicati non tanto per le azioni commesse ma quanto per le proprie idee”.

Le pene, d’altronde, vengono applicate in un contesto carcerario, come quello italiano, che in passato è stato sanzionato perfino dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e in cui, più volte, le modalità applicative del 41 bis sono state sottoposte a giudizio della Corte costituzionale.

“Sospendere il 41-bis”, si legge in un corsivo pubblicato sull’ultimo numero di gennaio di Umanità Nova, che prende in prestito le parole del dottore Angelica Milia, medico di fiducia di Cospito.

“Ministro di giustizia e presidente del Consiglio dei ministri sono responsabili della vita dell’ostaggio nelle loro mani” continua, appunto, Umanità Nova. “Dimostrino che hanno conservato un briciolo di umanità, e non reagiscano come cani rabbiosi quando sentono parlare di anarchia”

Fonti:

 

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Intitolato a Francesco Valdiserri il campo di calcio della Polisportiva Castello

Di Anna Bredice

Tanti ragazzi con la maglia di colore azzurro della Polisportiva Castello accovacciati e raccolti intorno a Paola, Luca e Daria, i genitori e la sorella di Francesco Valdiserri.

A lui, da ora in poi, sarà intitolato l’impianto sportivo sulla Cristoforo Colombo, lui che è stato travolto e ucciso il 20 ottobre scorso, mentre camminava sul marciapiede a due passi dai quei campi di calcio.

Fu investito da una ragazza alla guida di una macchina che andava a forte velocità sulla grande arteria stradale, dove purtroppo ad ogni incrocio si contano le croci e i fiori che ricordano le vittime della strada. Dal giorno della morte di Francesco, i genitori e la sorella Daria hanno vissuto il loro dolore pensando anche a cosa fare per evitare altre tragedie, iniziando una battaglia per l’educazione e la sicurezza stradale.

La cerimonia alla presenza del Sindaco Gualtieri

Per questo alla cerimonia davanti alla Polisportiva, dove ora si leggerà il nome di Francesco, c’era anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e Ferdinando Bonessio, presidente della commissione Sport dell’Assemblea dell’Aula Giulio Cesare, c’erano tanti amministratori capitolini e locali, ma anche tante persone che lo conoscevano: Francesco, infatti, frequentava  assiduamente i nostri quartieri, aveva studiato al liceo Socrate della Garbatella.

Il sindaco di Roma ha dichiarato di sentire la responsabilità di dover fare il massimo possibile per contrastare lo stillicidio di morti. Ha annunciato che verranno realizzati centinaia di attraversamenti luminosi, oltre che organizzare come in altre città d’Europa zone dove la velocità non potrà superare i 30 kilometri orari. Intervenire per rendere sicure le strade è una necessità visto che dall’inizio dell’anno si contano già 17 morti sulle strade della Capitale.

Le parole dei genitori di Francesco

Toccanti le parole dei genitori di Francesco, morto a pochi metri dallo striscione che da ora in poi riporta il suo nome. “Questo dovrebbe essere un posto orribile – ha detto il padre Luca Valdiserri, giornalista del Corriere della Sera come la madre Paola – un luogo che si dovrebbe evitare facendo giri immensi per non passarci, eppure, qualche giorno dopo il funerale – racconta ancora il padre – mi è arrivato un messaggio dalla Polisportiva che voleva intitolare l’impianto a Francesco, sono venuto a conoscerli, in quel momento c’erano dei ragazzi che giocavano e ho capito che c’era ancora tanto da fare”.

Quel riferimento alle voci dei ragazzi, al gioco, allo sport lo ha fatto anche la madre di Francesco, Paola Di Caro, emozionata nel ricordo di Francesco: “penso che in questo momento sia contento di noi qui”.

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Elezioni regionali del Lazio. In campo Sinistra – Verdi e Azione di Carlo Calenda

Un week end denso di iniziative elettorali quello appena trascorso sul territorio dell’VIII municipio.

Venerdì, nel tardo pomeriggio, i candidati della lista Verdi e Sinistra, Claudio Marotta, Paola Angelucci e Maya Vetri hanno inaugurato il loro comitato elettorale in Villetta, nella roccaforte della Sinistra garbatellana.

Tutti e tre giocavano in casa. Ad attendere i candidati al Consiglio regionale del Lazio, nelle elezioni del 12 e 13 febbraio, tanti cittadini e alcuni amministratori locali. In prima fila il minisindaco Amedeo Ciaccheri e la consigliera comunale di Sinistra civica Michela Cicculli.

Carlo Calenda alla Coop.Garibaldi

Sabato mattina invece sono entrati in campo quelli della Lista Azione-Calenda Sindaco con la presentazione del capolista, under 30, Federico Petitti in tandem con l’attivissima Simonetta Novi, capogruppo nel consiglio municipale.L’incontro si è svolto nel tendone della Cooperativa Garibaldi alla presenza del leader nazionale di Azione Carlo Calenda:  “Oggi i nostri Pronto Soccorso sono al collasso- ha ribadito Calenda- ci vogliono 2 anni per fare una mammografia,8 mesi per una visita oncologica e 13 per effettuare una Tac.

Noi ci vogliamo occupare di questo e dimostrare che non è una cosa impossibile. Per questo candidiamo giovani competenti e sosteniamo Alessio D’Amato, che si è dimostrato molto bravo a gestire la campagna di vaccinazione durante la pandemia”.

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Interrogazione 5 Stelle: “Manca la luce al campetto di Piero”

“Subito un impianto di illuminazione al campetto di Piero di Roma 70”. E’ quanto ha chiesto al Municipio il consigliere del Movimento Cinque Stelle Matteo Bruno in una interrogazione: “Il campetto è molto importante per la cittadinanza e svolge una duplice funzione, permette di fare attività motoria all’aperto e rappresenta un punto di incontro per gli abitanti del quartiere. Purtroppo – prosegue Bruno – ad oggi, non essendo presente un impianto di illuminazione, i ragazzi sono costretti a interrompere l’attività sportiva appena cala il sole”.

La risposta di Luca Gasperini

Non si è fatta attendere la risposta di Luca Gasperini, assessore ai Lavori Pubblici del Municipio VIII. “Nel 2023 il Campetto di Piero non sarà più al buio. La procedura per inserire un impianto d’illuminazione è in corso e – specifica – chiaramente cercheremo di fare tutto il prima possibile”.

Sono stati riproposti i finanziamenti che erano già previsti nel 2022 – ci racconta Gasperini – e si tratta di più di 60mila euro che ci consentiranno di completare l’opera di illuminazione di tutta l’area. Per quanto riguarda i tempi – conclude – speriamo di riuscire a vedere il campetto illuminato per la prossima estate, o al massimo in autunno”.

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Cambiare il mondo con i libri. La storia di Giangiacomo Feltrinelli (Servizio video)

Cambiare il mondo con i libri un testo per ragazzi che racconta l’incredibile storia di Giangiacomo Feltrinelli, un personaggio di rilievo per la cultura italiana.

Nato a Milano nel 1926, partecipò giovanissimo alla Resistenza, fondò poi nel 1954 la casa editrice che porta il suo nome. Nel 1970 fondò una delle prime formazioni armate di sinistra i Gruppi d’Azione Partigiana. Morì a Segrate nel 1972 in circostanze misteriose, mentre preparava, sembra, un’azione di sabotaggio a un traliccio dell’alta tensione. Le cause della sua morte, ancora oggi, presentano delle zone d’ombra.

Con Cara Garbatella ci siamo recati alla libreria Nuova Europa ai Granai per incontrare Mattia Tombolini autore del libro e fondatore nel 2019 della casa editrice Momo Edizioni.

Il libro è arricchito dai disegni di Marta Baroni e dalla postfazione di Carlo Feltrinelli. Il testo della collana Libri Monelli, è disponibile in tutte le librerie, negli store online e sul sito di Momo edizioni.

Servizio video a cura di: Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

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Un’idea per tornare a stare insieme: stanziati 100mila euro per il progetto “Educare in VIII”

Di Veronica Gagliano

Ieri nel Municipio VIII di Roma si è svolto il primo incontro del progetto “Educare in VIII”. Un’ iniziativa dedicata a tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti del territorio, che grazie ai fondi erogati dallo Stato, oltre 100mila euro, hanno avuto l’occasione di partire da Largo Leonardo Da Vinci fino alla volta di Viterbo per visitare la casa di Babbo Natale.

La gita, iniziata nelle prime ore della mattinata, durerà tutta la giornata e sarà organizzata in funzione delle esigenze di tutti, ponendo attenzione in particolare alle necessità che coinvolgono gli alunni con gravi disabilità, i quali parteciperanno a tutti i progetti, accompagnati da educatori specializzati.

A questa prima esperienza, che ha visto l’adesione di circa 50 adolescenti, seguirà l’attività prevista il 17 dicembre per un altro gruppo sempre delle scuole elementari del territorio.

Questa volta la meta dei bambini sarà Barbarano Romano, in provincia di Viterbo, per partecipare all’iniziativa “Un giorno da buttero”, dove potranno immergersi nella scoperta di una storia e di una tradizione tipica del Lazio. I bambini presenti alla visita apprenderanno le regole per la cura del cavallo, giocheranno al mestiere del buttero e scopriranno la vita dei cowboy italiani.  

Le dichiarazioni del presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri

“Oltre a queste gite fuori porta per i bambini – dichiara il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri- organizzeremo spettacoli teatrali, cinema, corsi intensivi di judo e tornei di basket sociale e tanti altri eventi culturali per animare durante il Natale la vita dei nostri quartieri”.

 Il distanziamento sociale che siamo stati costretti a vivere negli ultimi anni a causa dell’epidemia-Covid19 ha comportato l’assenza, in alcuni casi parziale, di tutte quelle attività sociali utili all’aggregazione territoriale, proprio per questo l’iniziativa Educare in VIII si dimostra un’occasione d’esperienza di scambio e conoscenza.”

Dopo due anni di pandemia – conclude il presidente Ciaccheri – siamo molto felici di permettere ai bambini di tornare finalmente a stare insieme ed immergersi così dentro l’atmosfera natalizia. Bellissima sarà sicuramente l’esperienza di Barbarano Romano perché per i bambini stare all’aria aperta e a contatto con la natura sarà sicuramente una bellissima sensazione”.

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Un Natale di luci e solidarietà

Concerti, mercatini, presepi e regali per i più bisognosi da Garbatella a Roma 70

Dalla Redazione

Fervono i preparativi per la ricorrenza più attesa dell’anno. Anche nel terzo millennio il Natale non ha perso nulla del suo fascino e del suo straordinario potere evocativo, confermandosi la festa familiare per eccellenza. Nel nostro Municipio le parrocchie, le associazioni dei commercianti, i centri culturali e sportivi si preparano a mettere in campo mille iniziative culturali e di solidarietà. Tanti i presepi da visitare nelle chiese del territorio.

Parrocchia di San Filippo Neri

Ha aperto il programma natalizio il concerto “Laudi Oratoriane”, che si è tenuto l’8 dicembre  con  musiche di Corelli, Scarlatti e Handel in occasione del 70° anniversario della parrocchia San Filippo Neri in Eurosia  a Garbatella. L’attesa inaugurazione del nuovo campo dell’oratorio è prevista, invece, per domenica 18 dicembre, dopo la Messa. Ma Natale è anche e soprattutto solidarietà. Ancora la Chiesoletta, nei giorni 15 e 22 dicembre (18-19,30) sarà uno dei tre punti di raccolta della Comunità di Sant’Egidio per preparare i regali per i poveri. Sciarpe, guanti, cappelli, giocattoli e dolcetti possono essere consegnati anche al San Michele di piazzale Tosti la domenica mattina e il lunedì sera.

La comunità di Sant’Egidio

Qui, come tutti gli anni, il 25 dicembre i volontari di Sant’Egidio organizzano il pranzo di Natale per 250 persone sole o bisognose. Altro punto di raccolta delle donazioni dei cittadini è a piazza Ricoldo da Montecroce alla Garbatella presso la casa della Comunità, che nell’ultimo giorno dell’anno organizzerà la consueta distribuzione di pasti caldi ai senza dimora di San Paolo, Garbatella e Tor Marancia.

L’Accademia Musicale di Roma Capitale Parrocchia di San Francesco Saverio

Il calendario musicale continua con il concerto della Parrocchia di San Francesco Saverio, che avrà luogo sabato 17 dicembre (ore 17:00), in piazza Damiano Sauli, curato dall’Accademia Musicale di Roma Capitale. Si esibiranno 25 elementi del Coro, insieme al Gruppo Musicale da camera dei docenti dell’Accademia. Il programma spazierà dai brani di Mozart, Bach, Brahms, a quelli della tradizione natalizia internazionale.

Altra melodia e altra corsa per assistere alla replica del concerto di RomaTre Orchestra con la Nona di Ludwig Van Beethoven, che si terrà il 27 e il 28 dicembre con ingresso gratuito all’auditorium Inps di Via Aldo Ballarin, 42 in zona Tintoretto.

Santa Claus District nel quartiere San Paolo nell’ex deposito Atac

Intanto nelle case nonni e bambini sono già alle prese con gli addobbi natalizi, l’ultimo ritocco al Bambinello del presepe e la cascata di fili d’argento sull’albero. Natale ci ricorda l’infanzia ed è un momento di piena condivisione con la famiglia, allora facciamoci trovare pronti   e cerchiamo di evitare il panico dei regali all’ultimo minuto. A questo proposito ci salverà il Santa Claus District nel quartiere San Paolo nell’ex deposito Atac di via Alessandro Severo 48, la fiera più grande di Roma, aperta dal 3 al 24 dicembre con ingresso gratuito tutti i giorni dalle 9 alle 20.  Si tratta di un villaggio natalizio per eccellenza pieno di arte, musiche, idee regalo, prodotti della tradizione ed una splendida mostra dei presepi con opere dei più grandi artisti italiani ed internazionali. Non mancherà, inoltre, un’area Kids dedicata ai bambini e la casa di Babbo Natale, in cui i più piccini potranno incontrare il loro tanto amato uomo dalla barba bianca.

L’associazione Alzheimer Uniti Roma da Eataly

Il 13 dicembre alle 19 l’associazione Alzheimer Uniti Roma invita ad un incontro natalizio da Eataly al secondo piano. La serata sarà allietata dal concerto del Coro polifonico di Ciampino e da letture poetiche. Seguirà lo scambio di auguri durante una cena conviviale.

Da San Paolo a Roma 70.

Mercatino solidale All’ex campetto di Piero a sostegno della casa famiglia Arpjtetto Onlus

L’attivissimo comitato di quartiere Grottaperfetta, infatti, non sta mai con le mani in mano. I proventi del mercatino solidale allestito all’ex campetto di Piero il 4 dicembre andranno a sostenere le attività della casa famiglia Arpjtetto Onlus, che opera fin dal 1953 nel quartiere Ostiense per dare un futuro alle donne e ai minori in particolari stati di disagio.

Parco della Torre di Tormarancia, che presenta il Calendario 2023

Un’altra tappa, ma non meno importante, di questo percorso natalizio è quella dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, che presenta il Calendario 2023 dell’artista Simona Pampallona con “Tor Marancia Western”. Le sue opere rappresenteranno sicuramente il quartiere, ma l’ambientazione non sarà quella romana bensì quella di un vero e proprio Far West con cowboy e pellerossa.
Nel calendario, inoltre, sono segnalati gli anniversari da ricordare che riguardano fatti e persone celebri del luogo. È possibile acquistarlo presso la sede della casa editrice Red Star Press e nelle edicole di zona.

Non mancheranno, come ogni anno, su iniziativa delle associazioni dei commercianti, le splendide luminarie multicolori che accenderanno le principali strade del municipio di una magica atmosfera natalizia. (Ha collaborato Eleonora Ono)

Appuntamenti natalizi

3 24 dicembre

Santa Claus District nel quartiere San Paolo nell’ex deposito Atac  via Alessandro Severo 48

Villaggio natalizio pieno di arte, musiche, idee regalo, mostra dei presepi con opere dei più grandi artisti italiani ed internazionali.

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Finalmente inaugurato il Parco su via del Tintoretto

Dove prima c’era un canneto infestante, spesso ricettacolo di immondizie, oggi è nato un parco accogliente. A fine novembre, infatti, è stata consegnata alla cittadinanza la nuova area verde attrezzata su viale del Tintoretto, a ridosso dei plessi scolastici  Gessetti Colorati, Caleidoscopio e Montezemolo. Il parco è stato dotato di una recinzione perimetrale in legno, rastrelliera per le bici, gazebo con tavolo da pic-nic, un’area ludica con giochi inclusivi, un percorso fitness con circuito di sette stazioni per allenamento all’aperto, una fontanella, tredici panchine e trecento essenze arboree messe a dimora come lecci, querce, nocciolo, rosmarino e lavanda.

Le dichiarazioni della consigliera Eleonora Talli

La proposta di riqualificazione era stata presentata già dalla passata giunta municipale di centrosinistra. Eleonora Talli, consigliera del Partito Democratico e presidente della commissione lavori pubblici, urbanistica, mobilità e politiche del territorio, è stata tra le prime a interessarsi della vicenda ed esprime soddisfazione per l’obiettivo raggiunto: «Sono lieta che le nostre richieste siano andate a buon fine e di aver raggiunto insieme ai cittadini, al Comitato, alle Associazioni, ai miei colleghi e colleghe questo traguardo. Ringrazio il Presidente del Municipio, l’Assessore preposto e l’ufficio tecnico. Ringrazio anche il Comitato Tre Fontane e la  presidente Marzia Rocchigiani insieme alla quale ho redatto una proposta per la riqualificazione dell’area verde e del muretto vicino gli istituti scolastici. Nel tempo in questa zona abbiamo intrapreso molte battaglie come quella per lo spostamento dell’isola ecologica o il blocco al progetto di edificazione di box auto. Ringrazio – conclude infine la consigliera– gli orti urbani Ortolino e l’Associazione Ottavo Colle sempre molto attivi sul territorio con il loro prezioso supporto».

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Afa 3: Parco di Tor Marancia in festa

C’è euforia nella Tenuta di Tor Marancia sul versante di via Grotta Perfetta, tra musica, giochi e spettacoli si festeggia l’apertura dell’area Afa 3 (ambito funzionale di attuazione) dopo circa due mesi dall’inaugurazione.

L’evento Parco di Tor Marancia in festa, organizzato dal Municipio Roma VIII in collaborazione con Roma Capitale e Teatro dell’Opera di Roma, ha visto la partecipazione di tanti abitanti della zona, di associazioni e comitati locali e rappresentanti istituzionali municipali e comunali.

Le promesse del Sindaco

Sin dalle prime ore del pomeriggio si sono alternati giochi e laboratori per bambini, in seguito si sono susseguiti dei brevi discorsi in pubblico; prima del presidente Amedeo Ciaccheri, che ha fatto gli onori di casa e poi ha ricordato le faticose lotte contro la cementificazione nella Tenuta, portate avanti trent’anni fa da attivisti e associazioni come Antonio Cederna e Italia Nostra.

Poco dopo ha preso la parola il sindaco Roberto Gualtieri che ha ringraziato gli assessori all’urbanistica e all’ambiente Maurizio Veloccia e Sabrina Alfonsi, per aver chiuso un contenzioso inveterato, che impediva l’apertura di Afa 3. Infine il primo cittadino di Roma ha ribadito che l’amministrazione pubblica non abbandonerà le aree verdi, ma se ne prenderà cura costantemente e che la Giunta capitolina sta lavorando affinché si aprano altre parti della Tenuta ancora private.

Nella serata è andato in scena Fabbrica Young Artist Program un progetto del Teatro dell’Opera, rappresentato per l’occasione dal soprintendente Francesco Giambrone, in cui si dà l’opportunità a nuovi talenti, già formati presso conservatori e accademie, d’inserirsi nel mondo dello spettacolo.

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Intervista a Enzo Foschi vicesegretario regionale del Pd e candidato al collegio uninominale 2 per la Camera dei Deputati

Enzo Foschi, classe 1966, una vita spesa a sinistra, prima nel PCI ora nel Partito Democratico. È stato consigliere circoscrizionale alla Garbatella, nell’aula Giulio Cesare con Rutelli e Veltroni, quindi sette anni come consigliere Regionale alla Pisana. Ora è candidato per il collegio uninominale 2 (Pietralata, Tiburtino, Nuovo Salario, Monte Sacro) per la Camera dei Deputati.

Lei è una persona molto conosciuta a Roma per il suo ruolo nel PD, ma è conosciuta  soprattutto nel territorio dove ha fatto politica per una vita. Come mai la coalizione l’ha candidata in un altro collegio?

Siamo davanti a elezioni politiche, non si tratta di elezioni amministrative. In quanto vice segretario del Partito Democratico del Lazio ho una funzione politica generale, e quindi la scelta è stata politica. Vorrei anche ricordare che non c’è corrispondenza tra il territorio del nostro municipio e il collegio, perché Garbatella, Ostiense e San Paolo fanno parte del 1°. Tutta la parte di Tor Marancia, Montagnola, Roma 70, Ottavo Colle sono comprese nel 4° collegio. È improprio interpretare le elezioni politiche come se fossero elezioni comunali o municipali.

Non sempre però i candidati accettano di buon grado i collegi loro assegnati, la sua collega Patrizia Prestipino, ma soprattutto Monica Cirinnà, in un primo momento ha puntato i piedi in maniera decisa…

Io sono onorato di essere stato scelto, perché ho incontrato nel corso di tanti anni di attività politica persone  che senz’altro avrebbero meritato di essere candidati . Ciò mi riempie di responsabilità, ma al tempo stesso, a prescindere dall’esito elettorale, soltanto l’essere stato candidato rappresenta un riconoscimento e un onore.

Perché nel centrosinistra quando vola qualche straccio non si fa quadrato? A destra e negli altri partiti sembra tutto così rose e fiori…

Questa è la malattia del centrosinistra, non siamo capaci di fare quadrato nei momenti di bisogno, capendo che ci sono molte più istanze che ci tengono insieme di quelle che ci dividono. C’è un altro punto: il PD è l’unico partito vero che esiste. Quindi noi per approvare una lista alle politiche abbiamo dovuto riunire gli organismi regionali e nazionali. Dentro quegli organismi si è sviluppato un dibattito, un confronto, che spesso sui giornali si traduce come spaccature, liti, confusione, in realtà si tratta di dialettica democratica. In realtà dovremmo chiederci perché Berlusconi, Salvini e Meloni fanno le liste a casa propria. Perché gli altri partiti non hanno riunito nessun organismo democratico per decidere il percorso delle liste. Ciò mette al riparo questi partiti dalle polemiche pubbliche, ma in realtà è una restrizione della democrazia, sono “partiti persona”.

Anche in questa tornata elettorale il partito degli astensionisti sarà probabilmente quello che prenderà più voti. Il coinvolgimento di cittadini non professionisti della politica voluto da Grillo e Casaleggio è stato un mezzo fallimento, ma ha riportato molti di essi ad interessarsi nuovamente alla cosa pubblica.
Come può la politica tornare ad avere, non diciamo un ruolo totalizzante, ma una funzione che torni ad interessare i cittadini?

L’esperienza del Movimento 5 stelle è stato un grande fallimento. Noi romani in particolare ce ne siamo accorti di fronte al governo cittadino di Virginia Raggi. Dopodiché la domanda che bisogna porsi è perché molte persone, rifiutando la politica e i partiti tradizionali, hanno scelto il movimento di Beppe Grillo. Questo avviene perché spesso le classi dirigenti dei partiti tradizionali hanno perso la capacità di mantenere un rapporto stretto con il territorio, perdendo credibilità. Io considero il Movimento 5 stelle nella prima fase, cioè nel periodo antecedente Giuseppe Conte, il sintomo di una malattia di una democrazia che esclude e non include.

La riduzione del numero dei parlamentari non può creare una frattura ancora più grave con i cittadini? 

Senz’altro, perché se riduci il numero dei parlamentari devi rafforzare le autonomie locali. Noi siamo l’unica democrazia al mondo che ha ridotto i parlamentari e indebolito le autonomie locali. Ciò ha ridotto la rappresentanza e il radicamento delle istituzioni sul territorio. L’antipolitica è un serio danno per la democrazia.

 

Enzo Foschi, candidato alla Camera per il 2° collegio uninominale
Dica la verità, non le manca un po’ la politica che si faceva sul territorio? Gli incontri con gli abitanti del quartiere, le riunioni alla Villetta…

La politica ha un senso soltanto se vi è un rapporto con le persone, se è territoriale. È evidente che non si può ritornare a un modello che non esiste più; oggi esistono molti altri strumenti, quali ad esempio i social, l’idea che la politica si riduce ad un click è un’idea aberrante, che rifiuto totalmente. Tuttavia, nonostante sia consapevole dell’importanza dei social, continuo a pensare che guardare negli occhi le persone sia imprescindibile. È chiaro che ognuno di noi è figlio della propria storia. Io non ho mai rinnegato di provenire dal PCI di Garbatella e il modo in cui i comunisti facevano politica, quella storia, quell’approccio alla politica, la porto dentro con coerenza.

Secondo lei nel PD romano c’è una vera questione morale alla luce dei fatti di questi ultimi giorni che hanno coinvolto il capo di Gabinetto del sindaco Gualtieri? Oppure sono ascrivibili a contesti estremamente marginali?

Più che questione morale si tratta di una questione comportamentale e di coerenza. Io credo che il tema di fondo non è legato ai comportamenti dei singoli, quelli ci sono sempre stati. Il tema di fondo è che il PD ha difficoltà nel rappresentare la società reale, i cittadini che affrontano tutti i giorni i problemi della quotidianità. Il PD romano ha vissuto momenti difficili, soprattutto ai tempi di mafia capitale. Ma il PD romano di allora non è quello di oggi. È cambiato tutto il gruppo dirigente, c’è una nuova generazione. È chiaro che è difficile superare quello stereotipo, ma nel lavoro quotidiano con i cittadini abbiamo intrapreso un nuovo percorso.

La nostra città ha problemi atavici, molti di essi non risolvibili nell’immediato, ma piuttosto urgenti quali ad esempio la necessità di dotarla di un sistema di metropolitane a livello europeo.
Gualtieri, a parte qualche proclama di troppo, sembra che voglia risolvere la questione della spazzatura con il termovalorizzatore,  uno dei motivi che ha portato Giuseppe Conte a far cadere il Governo Draghi. Intanto i cinghiali scorrazzano, l’immondizia è ovunque e l’incuria domina ogni spazio verde…

Roma ha problemi enormi, uno di questi è che è una Capitale non amata dagli italiani. Roma non è come Parigi  per i francesi, non è come Londra  per gli inglesi o Berlino per i tedeschi. Lo dimostrano anche le difficoltà con cui lo Stato e il Parlamento, quando sono chiamati a sostegno della Capitale, non sempre forniscono il loro appoggio. È come se non fosse un patrimonio dell’Italia. Basti pensare che è nato un partito contro Roma, la Lega nord. Roma ha onori, ma soprattutto oneri soltanto per il fatto di essere capitale, ma risolvere alcuni di questi problemi che la affliggono necessita tempo e programmazione. È evidente che se chiudi la più grande discarica d’Europa come Malagrotta devi provare un modello alternativo. E’ impensabile che i rifiuti vengano esportati in tutto il mondo senza porsi il problema di come trasformare l’immondizia in ricchezza, diventando quindi autosufficienti nella gestione del ciclo dei rifiuti. Gualtieri ha la serietà per affrontare questo tipo di problemi, ma sarà in grado di affrontare anche altre sfide quali la candidatura di Roma all’Expo.

Virginia Raggi è stata eletta dopo che avete mandato a casa Marino e, caso unico in Italia, al secondo mandato è arrivata quarta. Non pensate che sia stato un grave errore far dimettere Marino? Anche perché era stato eletto dai romani, non esclusivamente dal PD…

È stato un grande errore mandare a casa Ignazio Marino, se noi non avessimo mandato via Marino, Virginia Raggi non avrebbe mai governato Roma. Fu un errore clamoroso quello di Renzi (allora era segretario del PD); un errore pagato giustamente nelle elezioni successive che furono una debacle per il PD. C’è da dire che gli autori e i responsabili di quella mossa hanno pagato in pieno,  visto che il congresso ha sconfitto Renzi che se ne è andato a costruire un’altra formazione politica.

Conosciamo bene la sua fede per i colori giallorossi.  Chi vincerà quest’anno il campionato di calcio?

Di certo non la Roma.

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