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Eurobasket sconfitta all’ultimo respiro contro Ravenna 81-80

Al Pala De André di Ravenna va in scena la diciannovesima partita di Serie A2 girone rosso, ad aggiudicarsi la vittoria sul filo di lana è stata la squadra di casa per 81-80. Nella gara di andata al PalaCoccia di Veroli, fu sempre Ravenna a imporsi per 62-76.

I capitolini sono scesi in campo senza Lorenzo Molinaro trasferitosi in serie B con il Faenza e senza coach Damiano Pilot, squalificato per due giornate a seguito dell’espulsione nel precedente match contro Latina. Il giudice sportivo ha inoltre inflitto alla società la squalifica di una giornata del campo, squalifica tramutata poi con il pagamento dell’ammenda pecuniaria prevista di cinquemila euro, così da permettere il regolare svolgimento del prossimo match a Guidonia Montecelio. Una sanzione estremamente punitiva nei confronti di un Club da sempre riconosciuto per lealtà e correttezza, mai caratterizzato nel corso della propria storia da episodi di eccezionale gravità. Al posto di Pilot in panchina siede Andrea Crosariol che colleziona la prima presenza da capoallenatore con la società romana.

Partita intensa e ammirevole in cui entrambe le squadre si scambiano il vantaggio nel punteggio più volte. Eurobasket nel primo quarto si schiera con una zona dispari, una scelta azzeccata che mette in difficoltà Ravenna. I romagnoli non riescono a penetrare nel pitturato, perdono palloni e concedono facili ripartenze in transizione agli ospiti, che ne approfittano e segnano fino raggiungere il massimo vantaggio di +9. 

Nel secondo quarto Ravenna, prende le misure facendo valere il fisico dei propri lunghi sotto canestro e riesce a recuperare lo svantaggio. Eurobasket troppo precipitosa non capitalizza le azioni offensive, se non fosse per Jeffrey Carroll che tiene viva Eurobasket, l’americano nei primi due quarti realizza ben 12 punti. Si va all’intervallo sul 38-37.

Negli ultimi due quarti le due squadre si rincorrono nel punteggio, Kyndahl Hill si dimostra ancora una volta un ottimo lottatore sotto canestro, finirà l’incontro con oltre 38 minuti giocati, 16 punti e 14 rimbalzi, facendo sfigurare Ravenna che nelle statistiche ai rimbalzi è prima nel girone. Simone Pepe negli ultimi cinque minuti azzecca tre triple su quattro tentativi, una segnata da oltre otto metri. Nel finale i romani pagano la stanchezza dovuta anche a una rotazione corta con solo sette giocatori scesi in campo. Ravenna è più fresca e trascinata dalle incursioni di Lewis SullivanAustin Tilghman vince rafforzando il secondo posto in classifica. Per Eurobasket una prestazione di grande cuore ha dimostrazione che questa squadra sta crescendo e può tranquillamente battersi con tutte.

Foto di Giacomo Ravaioli

Queste le parole di coach Andrea Crosariol al termine del match: “C’è sempre un gran rammarico quando la vittoria sfugge nel finale, questo però non deve far dimenticare la gran prestazione dei ragazzi in casa della seconda del nostro girone. Con tanto carattere abbiamo sopperito alla differenza di taglia fisica ed è quella l’indicazione migliore da trarre da questa gara in vista dell’impegno di Nardò”.

Eurobasket Roma si piazza provvisoriamente all’ottavo posto in classifica. La prossima partita è prevista per mercoledì sera a Lecce contro Next Nardò.

Tabellino

OraSì Ravenna – Atlante Eurobasket Roma 81-80 (17-21, 21-16, 22-25, 21-18).

OraSì Ravenna: Tilghman 15, Berdini, Cinciarini 14, Gazzotti 6, Arnaldo, Laghi n.e., Denegri 8, Giovannelli n.e., Sullivan 21, Oxilia 6, Ciadini n.e., Simioni 11.

All. Lotesoriere, Ass. All. Zambelli, Zillani.

Atlante Eurobasket Roma: Signorino n.e., Pavone n.e., Di Camillo n.e., Hill 16, Fanti 12, Viglianisi 2, Baldasso 8, Schina 7, Carroll 15, Pepe 20. 

All. Crosariol.

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L’ospedale CTO eccellenza nell’ortopedia, cambieranno le caratteristiche del Pronto Soccorso.

Novità per il futuro dell’ospedale CTO Andrea Alesini. È cominciato un percorso che vedrà la trasformazione del presidio ospedaliero della Garbatella in un centro di eccellenza, probabilmente nel più importante polo specialistico nel campo dell’ortopedia del centro-sud. La direzione della ASL Roma 2 riconoscerà il CTO come IRCCS (Istituto Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) Ortopedico-traumatologico, ciò significa che assumerà anche le caratteristiche di centro per la ricerca sulla scia dello Spallanzani o dell’ospedale Rizzoli di Bologna.

“Il CTO – si legge in una nota della Asl Roma 2 – ha sviluppato nel tempo competenze specialistiche che permettono l’erogazione di prestazioni con carattere di eccellenza, di qualità tecnica e sicurezza delle cure. Il presidio, infatti, accoglie al suo interno un dipartimento ultra-specialistico in campo della chirurgia ortopedica, sia a livello della colonna, ma soprattutto a livello degli arti, in particolare chirurgia dell’anca, del gomito, della mano e del piede, con tecniche mininvasive e di trapianto di tessuti biologici al fine di assicurare cure anche in pazienti con grave compromissione degli arti. Nello specifico è presente un Pronto Soccorso mono-specialistico ortopedico e dai volumi di attività si evince che la prevalenza degli accessi complessivi avviene nelle ore diurne (8/20). Dai dati relativi all’anno 2021 si rileva come l’80% degli accessi avviene in orario diurno, mentre in orario notturno (20/08) si registra una media di 10/12 accessi di pazienti con codici non di urgenza. In considerazione di tale evidenza, in analogia con l’istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, si propone il funzionamento del Pronto Soccorso Ortopedico del CTO per le ore diurne (8-20), mentre verrà ripristinato il Punto di Primo Intervento in H24, che garantirà la stabilizzazione del paziente in fase critica attivando, tramite Centrale Operativa del 118, il trasporto presso l’ospedale più idoneo. La scelta adottata è analoga tra le due realtà mono-specialistiche ortopediche leader in Italia”.

I cittadini del territorio possono quindi tirare un sospiro di sollievo poiché si evince che sarà mantenuto un posto di primo soccorso, per i casi più gravi saranno invece attivate tutte le procedure previste, quali il trasporto del paziente, dopo un primo intervento, nel nosocomio più vicino.
Valeria Baglio ed Enzo Foschi, rispettivamente responsabile della Sanità per il PD del Lazio e vicesegretario del PD regionale in una nota congiunta plaudono al cambiamento in vista. “Bene l’obiettivo della Asl Roma 2, confermato dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, di avviare il percorso per fare del CTO un centro di eccellenza della traumatologia Italiana. Bene anche la conferma del punto di primo intervento aperto 24 ore. Come ha dimostrato l’emergenza legata al Covid19, un sistema sanitario pubblico più forte e più efficiente è un baluardo centrale ed essenziale per combattere le nuove sfide della salute e le disuguaglianze della società”. 
“C’è bisogno di una nuova visione di sistema, dalla sanità del territorio alla nuova organizzazione della rete ospedaliera – prosegue la nota congiunta – e di assumere nuovo personale a partire dalle ragazze e dai ragazzi che in questi due anni hanno contribuito, lavorando nei cosiddetti hub-vaccinali insieme agli operatori sanitari, a contenere lo sviluppo della pandemia. L’emergenza deve presto lasciare il posto a un modello sanitario più confacente alle esigenze del nostro tempo. La scelta della ASL Roma 2 va in questa direzione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri: “Bene la sfida intrapresa con l’avvio del percorso di riconoscimento come IRCCS Ortopedico-Traumatologico per il CTO per garantire eccellenza del presidio sanitario del nostro territorio. L’esempio dimostrato dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Spallanzani ha evidenziato durante il periodo pandemico l’importanza strategica di istituiti di ricerca scientifica. La notizia che la ASL ha richiesto il riconoscimento di IRCCS per l’Ospedale Alesini porta il CTO ad aprire un nuovo percorso di eccellenza sanitaria di livello nazionale. Un’ottima notizia per il processo di rilancio dell’ospedale della Garbatella perché tutto questo avverrà garantendo l’accessibilità h24 per la città dei servizi di prossimità dell’ospedale in un percorso per integrare punto di primo intervento alla specializzazione ortopedica.” 


Di Stefano BAIOCCHI

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Slitta l’apertura del Parco su via del Tintoretto

Interrogazione del consigliere Matteo Bruno del Movimento 5 Stelle

Ritardi e polemiche sull’apertura del nuovo Parco del Tintoretto. Il consigliere M5s, Matteo Bruno, in un’interrogazione all’assessore municipale all’Ambiente Michele Centorrino   ha chiesto i motivi che hanno determinato l’interruzione dei lavori e di conseguenza quali saranno i reali tempi di apertura. Bruno sottolinea che, rispetto all’impegno preso nel maggio scorso di consegnare il parco entro il mese di ottobre 2021, i lavori sono fermi da più di due mesi. “Ho avvertito la necessità di presentare questa interrogazione in quanto il nuovo Parco del Tintoretto è stato annunciato   dal Presidente Ciaccheri e dall’assessore Centorrino a maggio con la promessa di aprirlo entro il mese di ottobre 2021. Parliamo di un progetto di diretta competenza municipale – afferma polemicamente il consigliere Cinquestelle –   pertanto il ritardo di quattro mesi dimostra la completa inadeguatezza della giunta del Municipio VIII di portare a termine nei tempi previsti le opere annunciate con tanto clamore.  L’obiettivo è quello di informare la cittadinanza che richiede da tempo spiegazioni su questi ritardi”.  

Non si è fatta attendere la risposta da parte del Municipio.” Purtroppo la ditta che ha vinto la gara non è riuscita a completare l’opera nei tempi stipulati nel contratto e per questo i lavori si sono fermati – spiega l’assessore all’Ambiente Michele Centorrino – Adesso abbiamo riavviato il procedimento e in più, con l’occasione, abbiamo deciso di aggiungere delle migliorie. L’iter amministrativo è partito, il cantiere riprenderà nei prossimi mesi e appena avremo la consegna alla nuova ditta sono previsti un paio di mesi per concluderli. Speriamo quindi di poterlo vedere realizzato già nel prossimo semestre. Lo stesso Matteo Bruno ha dichiarato soddisfacente la risposta ricevuta in consiglio alla sua interrogazione.”

Il Parco del Tintoretto, un’estensione verde di sei ettari e mezzo, fa parte di quell’opera di recupero di aree degradate che compongono il mosaico verde ideato dell’amministrazione dell’VIII Municipio. Un progetto condiviso con le realtà locali del territorio, che prevede tra l’altro la piantumazione di 1000 giovani alberi.

“Io e il presidente Ciaccheri teniamo molto a questo disegno – conclude Centorrino – abbiamo l’obiettivo di riqualificare le aree verdi, partendo da quelle che erano abbandonate da anni dal Comune di Roma. L’area del parco del Tintoretto era un vuoto urbano. Vista la presenza della scuola e non essendoci uno spazio verde che fa da unione tra Via del Tintoretto e Ottavo Colle, stiamo realizzando un grande parco ludico con elementi inclusivi al meglio delle nostre possibilità, con attenzione ai vari tipi di disabilità attraverso i diversi colori che differenziano le varie zone. Inoltre, avendo visto che veniva utilizzata come passaggio per andare a scuola, abbiamo rifatto la progettazione dei passaggi interni come l’illuminazione, la fontanella e le tappe per fare attività fisica all’aperto”. 

Di Riccardo CERVELLINI

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Al Parco Shuster di San Paolo “La statua che non esiste”

Che cosa accomuna fra di loro la Madonna, Santa Agnese, Santa Caterina da Siena, Santa Giovanna D’Arco, Santa Brigida, la Dea Roma, Ana Maria De Jesus Ribeiro Da Silva meglio nota come Anita Garibaldi, Madama Lucrezia, Giuditta Tavani Arquati, Grazia Deledda, Anna Magnani? Sono le pochissime donne, religiose, divinità e laiche, rappresentate da una statua o da un busto marmoreo presenti a Roma.

Anche per il resto delle maggiori città italiane le cose non vanno meglio: sono solo una manciata le statue di donne edificate.

Se ne sono accorti cinque studenti dell’Istituto Europeo di Design (Sara, Martina, Matteo, Gianfelice e Carlo) che hanno ideato il progetto “La Statua Che Non Esiste”con l’obiettivo di restituire lo spazio pubblico sottratto alle donne. 

“La mancata rappresentazione nello spazio pubblico delle donne che hanno contribuito alla crescita della società, allontana i loro nomi dalla storia. Questo non permette alle donne di diventare modelli di valore da cui le nuove generazioni possano trarre ispirazione. Restituiamo alle donne la visibilità di cui hanno diritto.”, afferma il loro progetto.


L’iniziativa, semplice e geniale, si basa su un piedistallo ligneo autocostruito posizionato a più riprese in mezzo al vialone di Parco Schuster a San Paolo, che accende la curiosità dei passanti e fa crescere l’interesse per questa iniziativa che sta gradualmente guadagnando terreno e visibilità.

I cinque ragazzi sono già riusciti a presentare la loro idea al presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri e all’Assessora alla Cultura Maya Vetri, che l’hanno accolta con grande interesse. 

Il prossimo passo sarà l’incontro con l’Assessore alla Cultura del Comune di Roma Miguel Gotor previsto per marzo. 

Per il supporto dell’iniziativa c’è un sito Instagram, con informazioni aggiornate sulle prossime attività, e una raccolta di firme on-line:

Link Instagram: https://www.instagram.com/lastatuachenonesiste/ 

Link Petizione: https://chng.it/nhd9gQHY 

Non ci siamo dimenticati che qui alla Garbatella, l’unico Quartiere di Roma che prende il nome da una donna realmente esistita, l’ostessa Clementina Eusebi, siamo un passettino avanti: esiste già un busto a lei dedicato, ispirato all’icona della Madonna Del Latte, che si può ammirare alzando gli occhi in piazza Geremia Bonomelli. 

Di Giorgio GUIDONI

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Il Bar Dei Cesaroni alla Garbatella potrebbe diventare set ufficiale Lego

I mattoncini più amati al mondo potrebbero essere targati Garbatella. L’azienda danese ha infatti costruito un prototipo del bar di piazza da Triora n. 6, che per anni è stato per tutta l’Italia il bar dei Cesaroni.

Le cinque minifigure personificano i cinque protagonisti della serie: Giulio Cesaroni, Lucia Liguori, Cesare Cesaroni, Ezio Masetti e Stefania Masetti.

A presentare alla Lego l’idea è stata BrixLab, la community italiana dedicata al mondo dei mattoncini, di cui Mirko di Lillo è content creator: “In maniera goliardica abbiamo voluto proporre alla Lego un progetto localissimo – ci racconta – che rappresenta la nostra anima nazional popolare, la serie tv dei Cesaroni, cercando di offrire all’azienda una scelta alternativa a quella di produrre unicamente set di format televisivi internazionali, come Friends, ad esempio”.   

Il progetto è stato accolto da Lego Ideas e, per essere sottoposto al giudizio definitivo dei designers della Lego ed ottenere un’ambita produzione ufficiale, dovrà ottenere il supporto di 10mila voti in un massimo due anni e mezzo.

Chissà se, dopo il Colosseo, unico soggetto italiano riprodotto nel 2020, potremmo avere trasformata in mattoncini un’altra icona romana! 

Qui per votare il progetto

Di Francesca VITALINI

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Ostiense, incidente lungo la corsia preferenziale. Ventinovenne in gravi condizioni

Ennesimo incidente sulle strade della Capitale. A finire in ospedale in gravissime condizioni un ragazzo del Bangladesh di 29 anni, che in sella alla sua bicicletta stava effettuando alcune consegne. 
Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 7 febbraio sulla via Ostiense lungo la corsia preferenziale, nel tratto di strada compreso tra l’incrocio con via Pellegrino Matteucci e Piazzale Ostiense ed esattamente all’altezza del civico 61. 
Per cause ancora da accertare un pullman privato ha urtato la bicicletta guidata dal ventinovenne, che è stato soccorso immediatamente e trasportato in codice rosso in ospedale. Al momento – da quanto è trapelato – lo sfortunato si trova in prognosi riservata. 

Appena si è verificato l’urto ci sono stati momenti di sgomento e di paura, soprattutto da parte dei cittadini in attesa del tampone rapido sul marciapiedi davanti alla farmacia. Il ragazzo, privo di conoscenza, è apparso subito in condizioni critiche. 

Per far luce sulla dinamica del sinistro, e quindi per effettuare i rilievi, gli agenti della Polizia Locale del gruppo Tintoretto sono stati costretti a chiudere per un paio d’ore il tratto di corsia preferenziale interessata e a deviare gli autobus dell’ATAC e i mezzi autorizzati che solitamente vi transitano. Inevitabili anche le ripercussioni per il traffico della zona. 

Soltanto nella giornata odierna sono stati cinque gli incidenti sul territorio dell’VIII Municipio che hanno richiesto l’intervento dei caschi bianchi. 

Di Stefano BAIOCCHI

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“Decidiamo insieme” in campo Sinistra Civica ecologista

TrasformAzioni è il titolo del fine settimana denso di iniziative nei Municipi per Sinistra civica ecologista. Un momento di bilancio e di confronto sui primi 100 giorni di governo del Campidoglio per la formazione politica cresciuta intorno all’eurodeputato Massimiliano Smeriglio. Una organizzazione che si colloca a sinistra del Pd e che ha espresso nelle ultime amministrative due consiglieri comunali (Cicculli e Luparelli) e l’assessore al decentramento Andrea Catarci , già presidente dell’VIII Municipio.

Nei tavoli di lavoro tematici di “Decidiamo insieme”, riuniti al Vinile di via Libetta 19 domenica 6 febbraio, militanti e cittadini dell’VIII Municipio hanno discusso di diseguaglianze, Pnrr, cultura, scuola, innovazione, diritti e decentramento. Anche il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha partecipato ai lavori nella mattinata e ha portato il saluto dell’amministrazione capitolina.

La Redazione

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Urban Fragment, il nuovo murales mangia smog alla stazione metro Garbatella

Dopo il mosaico in bioresina, il primo Green Smart Wall a Roma installato nel quartiere Garbatella ad opera di Jordi Alessandro Bello Tabbi, l’associazione no-profit Yourban 2030, in collaborazione con ATAC e il Municipio VIII, inaugura il nuovo murales mangia smog realizzato dalla street artist italo-russa Maria Ginzburg, dal titolo Urban Fragments. L’opera si trova all’uscita della metro B in via Giacinto Pullino e rielabora i luoghi storici del quartiere offrendo a chi la guarda un’inedita mappa di Garbatella, in cui la storia si incontra con la quotidianità dei suoi abitanti. 

Come Il cormorano di via del Porto Fluviale, è stata dipinta interamente con una speciale eco-vernice in grado di abbattere gli inquinanti atmosferici, grazie a un processo simile alla fotosintesi clorofilliana delle piante, che genera una reazione ossidante per catturare e distruggere le sostanze nocive. Airlite, questo il nome della pittura innovativa, si presenta dunque come una soluzione sostenibile e alla portata di tutti al problema della qualità dell’aria. Attivandosi con la sola energia della luce, riesce a ridurre in modo naturale l’inquinamento atmosferico fino all’ 88,8%. Con i suoi 36 mq di vernice mangia-smog, il murales infatti assorbirà lo smog di circa 7,7 auto a benzina euro 6 al giorno, come 36 mq di foresta,,. “Urban Fragments è il mio primo murales green” racconta l’artista classe 1998 “L’idea è nata a partire dal confronto con il contesto. Stiamo parlando di un muro che fa da cornice a un’area di socialità, un luogo che da mero passaggio doveva diventare spazio di incontro. Volevo quindi creare un pattern rappresentativo del contesto storico artistico del quartiere, però al tempo stesso doveva essere un lavoro rispettoso della socialità”.

Di Riccardo CERVELLINI

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A Porta San Paolo l’assemblea cittadina contro fascismo, mafie e diseguaglianze

L’appuntamento era a Porta San Paolo a ridosso delle antiche mura. Un luogo simbolo per Roma, per il nostro Municipio e per la Resistenza, perché proprio lì il 10 settembre del 1943 venne combattuta la prima delle tante battaglie contro l’invasore tedesco. 
Sabato 5 febbraio, alla luce degli ultimi accadimenti a Roma e in altre città italiane, era necessario ritrovarsi. Così all’appello dell’ANPI, dell’ANED, dei partiti della Sinistra, dei Sindacati confederati, del Movimento 5 Stelle e di altre associazioni culturali e ecologiste, moltissimi cittadini si sono incontrati per riflettere, discutere e chiedere alle istituzioni e alla magistratura di intervenire nei confronti di tutti i rigurgiti legati al fascismo.
Al richiamo in piazza ha risposto qualche centinaia di cittadini, moltissime le teste canute – c’erano anche degli ex partigiani – ma anche molti giovanissimi alcuni dei quali reggevano con orgoglio i vessilli tricolori dell’ANPI; c’era persino qualche bandiera dell’ex Pci.
Una giornata anche di commemorazioni – è stato ricordato il partigiano Roberto Milani, scomparso pochi giorni fa ad Affori (Mi) – che è stata dedicata a Lorenzo Parrelli, il giovane studente diciottenne deceduto in fabbrica a Lanuzacco, in provincia di Udine, nell’ultimo giorno di stage nell’ambito del programma di alternanza scuola-lavoro. Una morte assurda che ha portato a protestare in piazza gli studenti romani, che il 23 gennaio scorso sono stati poi caricati dalla Polizia.
Il paragone è andato immediatamente all’assalto da parte di gruppi neofascisti alla sede della CGIL di Corso Italia, che non hanno trovato nessun agente delle forze dell’ordine, nessun blindato, sulla loro strada. 
“Gli stessi gruppi – è stato fatto notare – che il 7 gennaio scorso, in occasione della commemorazione dei morti di via Acca Larenzia, hanno dato vita all’ennesima manifestazione di carattere neofascista con tanto di saluti romani e il silenzio delle istituzioni”.

La diffusione del Covid-19 ha determinato una crisi sanitaria globale, che si è immediatamente trasferita sul piano economico-sociale provocando l’aumento della povertà e della disoccupazione. Non è un caso quindi che elementi riconducibili alle mafie e al fascismo abbiano trovato terreno fertile negli ultimi anni, senza sottovalutare una pericolosa saldatura tra questi elementi e i cosiddetti movimenti no-vax e no-green pass.

“L’antifascismo e la Costituzione rappresentano oggi più che mai i due fattori centrali di una risposta generale sia al riemergere dei movimenti fascisti ed eversivi, sia alla crisi di sistema che attraversa la società – hanno sottolineato i promotori –  In ragione di questa identità incompatibile con la Costituzione le organizzazioni fasciste devono essere sciolte d’urgenza dal governo; le loro occupazioni devono essere sgomberate, senza alcuna equiparazione con chi occupa per emergenza abitativa o per perdita del lavoro”.

L’Assemblea – a cui è intervenuto anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri – ha chiesto infine un regolamento amministrativo che impedisca a chi non si riconosce nei valori della Resistenza e nei principi fondamentali della Costituzione di poter usufruire di spazi pubblici. 

Di Stefano BAIOCCHI

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Da Opto Ricci una nuova collezione di occhiali con finalità solidali

Si è arricchita di nuovi modelli Licata8, una originalissima collezione di occhiali targata Optoricci. La linea porta il nome della via dove da oltre sessantacinque anni ha sede il negozio di ottica, e le montature quello dei luoghi del quartiere in cui il punto vendita ha sede: Palladium, Commodilla, Carlotta, Eurosia…

Il prossimo modello si chiamerà invece “Itaca” dal nome dell’associazione del territorio, alla quale il mese scorso è stata devoluta una percentuale dell’incasso della loro vendita. “Quest’anno abbiamo deciso di introdurre una novità – racconta Vania Ricci, ottico e ortottista, promotrice dell’iniziativa nata in piena pandemia -, ossia, l’associazione che sceglieremo diventerà il nome per un occhiale della successiva collezione”. 

La linea, infatti, oltre ad essere innovativa e totalmente made in Italy è anche solidale, destinando una percentuale del ricavato delle vendite annuali ad una realtà associativa del territorio che ne faccia richiesta. Mentre nel gennaio 2021 è risultato vincitore “Municipio Solidale”, il progetto fatto nascere durante il primo periodo della pandemia dallo stesso Municipio e che ha coinvolto tante associazioni, a gennaio di quest’anno è stata premiata l’associazione culturale “Itaca”, presieduta da Simonetta Greco.

“Abbiamo apprezzato molto il contributo che Optoricci ci ha offerto – racconta la Greco – e prima ancora il progetto da cui nasce che va nella direzione del mutualismo, della solidarietà e della complicità tra realtà di volontariato e commerciali locali”.

 Una rete di collaborazione che dà vita ad un nuovo welfare di prossimità, a nuove forme di sinergia, rendendo più sottile la distanza tra pubblico e privato secondo modalità di proudhoniana memoria: il contributo, infatti, verrà impiegato dall’associazione per coprire in parte le spese del noto evento “Buon Compleanno Garbatella”, giunto alla sua XXIIIesima edizione. L’iniziativa, ad ingresso libero, si svolgerà in occasione dei prossimi 102 anni del noto quartiere romano, dal 18 al 20 febbraio, nel tratto pedonale che va da piazza Sant’Eurosia a Via delle Sette Chiese, dove verranno allestiti stand per esposizioni artigianali, animazioni artistiche ed eventi culturali.  

Le associazioni del territorio dell’VIII Municipio hanno tempo fino al 31 marzo 2022 per presentare la propria candidatura ad Optoricci all’email: optoricci@gmail.com. Tra le candidature inviate, il negozio di ottica sceglierà il prossimo vincitore del 2023!

Di Francesca VITALINI

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Il giardino invisibile: uno spazio multisensoriale all’Istituto Sant’Alessio

Nella società dell’immagine in cui viviamo, dove la rapidità di diffusione di foto e notizie è sempre più assillante, diamo per scontato che la vista debba essere il senso dominante su tutti gli altri. Lasciare l’occasione di esperire la realtà che ci circonda attraverso gli altri sensi è un esercizio invece che dobbiamo sviluppare, non solo per sensibilizzarsi al tema della disabilità, ma soprattutto per stimolare le nostre capacità percettive. 

Con queste motivazioni all’Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio Margherita di Savoia è nato il giardino invisibile, inaugurato il 13 dicembre 2021 nel giorno di Santa Lucia su progetto dell’architetta Eleonora Ghezzi, con il contributo di Confagricoltura e Senior L’Età della Saggezza Onlus.

Un’area verde di 700 metri quadri in cui all’interno si sviluppa un percorso, dove il viaggiatore incontra vari elementi sensoriali come la pergola sonora con canne di bambù e glicine, la fontana dei sensi e poi piccoli giardini satellite come: il giardino produttivo con l’orto, quello odoroso di erbe aromatiche, il meditativo e il giardino soffice. Un cammino a spirale che conduce al secolare albero di eucalipto, il tutto costruito con materiali reversibili e sostenibili.

Il Sant’Alessio è un luogo vivo e aperto alla cittadinanza, negli ultimi mesi è stato realizzato per i più piccoli un campo di calcio balilla umano, dove si gioca bendati e con la palla sonora, in cui è possibile sperimentare il gioco e la condivisione tra bambini vedenti e ciechi. Inoltre è recentemente entrata in funzione l’area benessere, una sala in cui saranno presenti una podologa, una parrucchiera e un’estetista. In programma c’è anche di creare, nell’area nord dell’Istituto un’area fitness, ma il progetto è ancora in lavorazione. Per ulteriori informazioni e appuntamenti consigliamo di rivolgersi all’Istituto attraverso i canali istituzionali.

Il Sant’Alessio è un luogo vivo e aperto alla cittadinanza, negli ultimi mesi è stato realizzato per i più piccoli un campo di calcio balilla umano, dove si gioca bendati e con la palla sonora, in cui è possibile sperimentare il gioco e la condivisione tra bambini vedenti e ciechi. Inoltre è recentemente entrata in funzione l’area benessere, una sala in cui saranno presenti una podologa, una parrucchiera e un’estetista. In programma c’è anche di creare, nell’area nord dell’Istituto un’area fitness, ma il progetto è ancora in lavorazione. Per ulteriori informazioni e appuntamenti consigliamo di rivolgersi all’Istituto attraverso i canali istituzionali.

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Addio a Monica Vitti: “Amo questa città e i suoi colori e senza di lei, sarei molto più triste”

Se n’è andata per sempre un’attrice che ha saputo recitare con talento in ruoli comici e drammatici, una dominatrice della scena, che con la sua voce inconfondibile, calda, in oltre cinquanta interpretazioni è stata capace di raccontare sogni e desideri di un popolo, molto più di quanto si potrebbe fare in un trattato di sociologia; lei è Maria Luisa Ceciarelli, in arte Monica Vitti.

Un’attrice che ha da sempre avuto un rapporto speciale con Roma, tanto da descriverla come:Una città talmente sicura di sé, che non ha paura di niente. È lei che è eterna, mica noi”. Monica nacque in via Francesco Crispi, il 3 novembre del 1931, anno turbolento per la capitale, in cui il regime fascista perpetrava gli sventramenti proprio nei pressi della sua abitazione. Il padre, romano da sette generazione, era un ispettore del commercio estero e si trasferì con la famiglia prima a Messina e poi a Napoli. 

Sarà Monica a tornare a Roma per studiare all’accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico, dove si diplomerà nel 1953. Nel frattempo inizia una lunga carriera teatrale, interpretando testi di Euripide, Molière, Miller, Tofano e tanti altri. 

Nel cinema entra dalla porta di servizio, lavorando prima come doppiatrice e poi in piccoli ruoli in cui risulta quasi invisibile. Il suo volto e il suo fisico non rientrano nei canoni della bellezza dell’epoca ed è proprio per questa diversità che risalta agli occhi del regista Michelangelo Antonioni, con cui inizierà un sodalizio che la porterà sull’Olimpo delle grandi attrici e a lavorare con i migliori registi, tra i vari: Dino Risi, Luigi Magni, Alessandro Blasetti, Luis Buñuel e Mario Monicelli.

Dal Film: “Dramma della gelosia”

I film girati nell’Ottavo Municipio

Proprio con quest’ultimo Monica Vitti passerà per l’ottavo Municipio, in una pellicola del 1981: Camera D’Albergo. Nel ruolo di Flaminia, una donna infedele, Monica Vitti cammina per via Mario Musco, all’incrocio con via Aristide Leonori, nel quartiere Montagnola; sta per raggiungere la casa dell’amante (Enrico Montesano), quando viene intercettata dal marito, un istruttore di scuola guida che inizia a pedinarla di nascosto, attraversando altre strade del quartiere: via Poggio Ameno, via Salvatore di Giacomo fino a via Baldassare Castiglione, dove nella concitazione del momento tampona un taxi, attirando l’attenzione di Flaminia, che con un sussulto raggiunge il marito rinunciando all’avventura con l’amante.

Dal Film: “Camera d’albergo”

Sempre con Mario Monicelli, Monica Vitti ha recitato nel film a episodi Le Coppie, del 1970; tra le attrici del casting compare anche Rossana Di Lorenzo, una beniamina della Garbatella, sorella di Maurizio Arena.

Sul Monte Testaccio, invece, con lo sfondo del Gazometro, i Mercati Generali, il Santuario Maria Regina degli Apostoli a San Paolo, possiamo vedere Monica Vitti nel ruolo di Adelaide, una donna innamorata di due uomini e costretta a scegliere tra il muratore Oreste (Marcello Mastroianni) e il pizzaiolo Nello (Giancarlo Giannini). Il film è Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, diretto da Ettore Scola nel 1970, in cui la Vitti è nella sua forma comica migliore.

Al Gazometro, su via del Commercio ha la garçonnière Diego (Diego Abatantuono) la guardia del corpo di un ricco imprenditore, e sua moglie Lucia. Diego si ritrova in una serie di equivoci amorosi causati proprio da Lucia, ossia Monica Vitti qui diretta da Steno nel film Tango della Gelosia del 1981.

Dal Film: “Tango della gelosia”

Infine c’è L’Eclissi, sempre del 1961, diretto da Michelangelo Antonioni. In questo film molte scene sono ambientate tra le strade dell’Eur, quartiere limitrofo all’ottavo Municipio, con la via Cristoforo Colombo più volte inquadrata. Qui Monica Vitti veste i panni di Vittoria, una triste e avvilita ragazza borghese, che si lega a Piero (Alain Delon), completamente diverso da lei, da cui la donna si sente attratta ma anche minacciata da qualcosa che non si sa spiegare. Il film costituisce l’ultimo atto della trilogia dell’incomunicabilità, dopo L’avventura e La Notte.

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Blitz di Ultima Generazione al Ministero della Transizione ecologica sulla Colombo

“Ministero della truffa” e “Ministero delle bugie”, queste le scritte lasciate dagli attivisti per l’ambiente di “Ultima Generazione – Assemblee Cittadine Ora” sulle pareti del palazzo del dicastero della Transizione Ecologica in via Cristoforo Colombo, durante il blitz avvenuto nella mattinata di martedì 1 febbraio. Già lo scorso ottobre, in occasione del G20 a Roma, attuarono due manifestazioni per chiedere ai leader di invertire la rotta che sta causando il disastro climatico; la prima il 30, giorno di apertura del summit, in cui una cinquantina di attivisti si sdraiarono su via Cristoforo Colombo all’altezza del Ministero, trovando l’opposizione della polizia in tenuta antisommossa; la seconda, il giorno dopo, incatenandosi davanti ai Mercati Traianei, mentre altri manifestanti bloccavano temporaneamente via Nazionale. A dicembre si sono ripetuti fatti analoghi bloccando prima il Grande Raccordo Anulare, poi la tangenziale est, via del Foro Italico, all’altezza dell’uscita Salaria.

Questo progetto nasce all’interno del movimento “Extinction rebellion”, basato sulla disobbedienza civile non violenta e chiede che entro il 2022 il governo italiano istituisca e sia guidato dalle decisioni di un’Assemblea Nazionale straordinaria di Cittadini che possa affrontare l’emergenza climatica, per dare modo anche alle persone comuni di ottenere un cambiamento radicale in una situazione di collasso ecologico sempre più irreversibile. A motivare l’azione intrapresa ci sono 26.000 mail inviate al ministero, definito “di facciata” dai sostenitori della campagna, e ai suoi collaboratori, che non hanno ricevuto alcuna risposta. Un’iniziativa pacifica di disturbo, per cercare di attirare l’attenzione sulle loro richieste, a cui ne seguiranno altre, come hanno già annunciato, se i rappresentanti del governo (Draghi, Carfagna, Patuanelli, Cingolani, Giorgetti, Orlando) non concederanno loro un dibattito pubblico sul futuro del paese e sulla necessità della partecipazione della cittadinanza per fermare l’ecocidio in corso.

Di Riccardo CERVELLINI

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Emergenza freddo: raccolta di abiti e alimenti

Ancora qualche ora di tempo per una raccolta di abiti invernali, coperte e alimenti non deperibili da destinare ai senza fissa dimora. Il termine ultimo è il 3 febbraio. L’iniziativa è partita dall’organizzazione di volontariato Tutti Taxi per Amore ha il patrocinio del Comune di Roma e la collaborazione dell’VIII Municipio. Un viaggio al tempo della solidarietà – come recita il volantino – che coinvolge i tassisti di 12 città italiane. L’Associazione Tutti Taxi per Amore nasce a Roma nel 2015, dall’entusiasmo e la volontà di quattro tassisti che iniziano a dare vita ai primi progetti mirati all’inclusione sociale.
Ogni inverno si palesano le solite difficoltà per i senza fissa dimora, per i cosiddetti invisibili, che sovente non hanno un riparo dove passare la notte e sono quindi costretti a rifugi di fortuna o a coprirsi con stracci o cartoni. 
Le varie organizzazioni del nostro territorio sono spesso in prima linea in opere di solidarietà per i meno abbienti. Alla Comunità di Sant’Egidio si aggiungono diverse realtà quali ad esempio CSOA la Strada, Villetta Social LAB, Casetta Rossa o l’Associazione Cara Garbatella, ma gli sforzi dei volontari, benché notevoli, non riescono sempre a far fronte alle emergenze sociali. 
Partner dell’iniziativa la Cooperativa di tassisti Samarcanda, Taxicare Network, l’Associazione motociclisti Forze dell’Ordine Onlus, Autoricambi Pian due Torri e FAP Forniture Auto Parti. 

I centri raccolta sono la sede dell’VIII Municipio di via Benedetto Croce 50, il Centro Anziani Casale Ceribelli di via Pico della Mirandola 40, il Centro Anziani Parco Schuster in via Ostiense 182 g e il Centro Anziani Pullino di via Giacinto Pullino 95. C’è tempo fino al 3 febbraio e c’è anche la possibilità di ritiro a domicilio.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare i numeri 346-8004680 e 338-7157566

Di Stefano BAIOCCHI

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Eurobasket si ferma a Fabriano: prima sconfitta dell’anno 95-86

Dopo le quattro vittorie consecutive s’interrompe la striscia positiva di Eurobasket Roma, contro una rinnovata Fabriano, che invece si sveglia dall’incubo delle otto sconfitte e guadagna due punti preziosi in chiave salvezza.

È il PalaBaldinelli di Osimo il luogo dove si ribaltano i destini, nella seconda partita di ritorno del girone rosso di Serie A2, che aveva visto all’andata imporsi i romani per 80-67.

I buoni presupposti per un incontro avvincente ci sono tutti: entrambe le squadre mettono in campo già dalla palla a due i nuovi innesti Damian Hollis e Claudio Tommasini per i padroni di casa e per gli ospiti il numero 30 Jeffrey Carroll Jr., l’ala americana di 198 cm, chiamata a rinforzare la squadra dopo i saluti di Gage Davis, accasatosi a Pistoia nel girone verde di A2.

Inizio vivace dei cartai che si schierano bene in difesa, coprono i tentativi di pick and roll dei romani e ripartono spediti in attacco. Marco Santiangeli è scatenato, una minaccia costante per i romani e alla fine del primo quarto è già in doppia cifra: 11 punti sui 24 realizzati dalla sua squadra, un inizio mai così convincente per Fabriano, al contrario di Eurobasket ferma a soli 9 punti.

Nel secondo quarto di gioco, Roma entra in partita; due triple di Lorenzo Baldasso riducono lo scarto e danno l’impressione di un possibile recupero, ma Fabriano risponde punto su punto e con buoni accoppiamenti in difesa elude il gioco di Pepe e compagni. Alla fine del secondo quarto, una tripla di Hollis rassicura il pubblico di casa.

Si va negli spogliatoi sul 47-37

Al rientro in campo, Hollis e Smith rilanciano Fabriano, i romani non trovano la via del canestro e la partita si fa più fisica. Dopo appena quattro minuti di gioco entrambe le squadre entrano in bonus, per Eurobasket al referto anche due tecnici. Verso la fine del terzo quarto i cartai raggiungono il massimo vantaggio: +22 punti, si va al 75-53. Nell’ultimo quarto Fabriano gioca con il cronometro, Roma ha un piccolo sussulto e assottiglia il divario, ma sono i padroni di casa a vincere con merito 95-86.

Foto di Jacopo Pirro

Oggi non sono bastate le scorribande di Matteo Schina in area avversaria e le giocate del buon Eugenio Fanti, molto scaltro anche al rimbalzo; a Eurobasket sono mancati il gioco collettivo e la lucidità di raddrizzare la partita qualità che ha dimostrato possedere in altre occasioni. Damiah Hill, troppo isolato, non è stato coinvolto con adeguatezza nel gioco e Simone Pepe, nervoso, esce in anticipo per cinque falli, con solo 7 punti al referto. Il nuovo arrivato Carroll, rimasto in campo per oltre mezz’ora, chiude con 9 punti, 6 rimbalzi e 1 assist, numeri e prestazione in linea con l’andamento della squadra.

Queste le parole di coach Damiano Pilot al termine della gara: “La partita l’abbiamo persa nel primo quarto perché, iniziare andando sotto di 14 punti in trasferta, ti mette su dei binari molto complicati da seguire. Ci abbiamo provato alzando l’intensità difensiva, arrivando a giocare anche al limite del fallo. La cosa positiva è che abbiamo tenuto la differenza canestri dalla nostra parte. Tra le cose negative abbiamo tirato con il 65% ai liberi, lasciando 12 punti importanti. Grande merito a Fabriano, ci hanno attaccato dove sapevano di essere più forti di noi cioè vicino al canestro, sia con i lunghi sia con gli esterni; i nostri adattamenti non hanno funzionato e loro ci hanno punito sempre. Complimenti a loro per la vittoria”.

Già è tempo di tornare sul parquet, perché sabato 5 febbraio al palazzetto di Guidonia, si gioca il derby laziale tra Atlante Eurobasket Roma e Benacquista Latina.

Tabellino

Ristopro Janus Fabriano – Atlante Eurobasket Roma 95-86 (24-9, 23-28, 28-19, 20-30)

Ristopro Janus Fabriano: Benetti 4, Tommasini 12, Smith 15, Onesta n.e., Re, Caloia n.e., Matrone 8, Gulini 7, Marulli 6, Santiangeli 20, Hollis 23.

All. Pansa, Ass. All. Ciarpella, Bruno.

Atlante Eurobasket Roma: Di Camillo n.e., Santini n.e., Hill 22, Fanti 27, Viglianisi 3, Molinaro, Baldasso 9, Schina 9, Carroll 9, Pepe 7. 

All. Pilot, Ass. All. Crosariol, Zanchi.

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CHIUDE I BATTENTI LA STORICA TINTORIA DI INES IN VIA ROSA GUARNIERI CARDUCCI

Ci sono storie che meritano di essere raccontate, altre che fanno parte della nostra memoria e delle nostre vite. Quella della signora Ines andrebbe bene per entrambi i casi. 
Ines, classe 1928, è la titolare di una storica tintoria di via Rosa Guarnieri Carducci che dopo 56 anni di attività al servizio del quartiere ha deciso andare in pensione. 
Nata 94 anni fa a Meduna di Livenza, un paesino di poche anime della provincia di Treviso, attraversato dal fiume omonimo lungo oltre 100 km che sfocia nel golfo di Venezia. Nel dopoguerra Ines decise di scendere a Roma con le sorelle Elda e Regina “perché dalle mie parti, nel freddo nord-est, non era come adesso, non si viveva bene”
Erano in tanti i veneti che per sfuggire alla miseria, o semplicemente da un territorio tutt’altro che ricco e lontanissimo dallo sviluppo degli ultimi decenni, lasciarono la propria terra per andare altrove; molti raggiunsero le Americhe, altri si spostarono nelle grandi città: Milano, Torino, Bologna e naturalmente la Capitale.

La notizia della prossima pensione per Ines è stata inaspettata perché, nonostante l’età che avanza, – ci si perdoni la sottolineatura – lei e la sua tintoria da più di mezzo secolo hanno rappresentato quasi una figura leggendaria, un’istituzione di cui una comunità non potrà farne a meno facilmente. Perché quando si voleva avere un indumento perfetto o semplicemente rinfrescato si andava da lei. Qualsiasi capo di abbigliamento le si fosse consegnato, poteva trattarsi di una camicia, di un piumino o di una semplice vestaglia, questo tornava quasi d’incanto come nuovo o semplicemente immacolato. 
Quando si è sparsa la voce che la bottega avrebbe chiuso i battenti, anche in virtù di un cartello che invitava a “ritirare i capi entro il 31 gennaio per cessazione attività”, sono stati moltissimi i cittadini che si sono recati al negozio, come se si trattasse di una sorta di pellegrinaggio; sono andati per dirle semplicemente grazie per il lavoro svolto con competenza e onestà, per gli indumenti consegnati sempre puliti e profumati e con puntualità, come puntuale lo era il rumore divenuto familiare della serranda che al mattino presto veniva tirata su. 
Gli stessi ringraziamenti sono poi arrivati da tutto il Municipio che venerdì 28 gennaio ha consegnato non senza un po’ di commozione – per mano del Presidente Amedeo Ciacchieri e dell’assessora Alessandra Aluigi – una targa ricordo in cui si sottolineavano i 56 anni di attività. 

Alcuni abitanti giunti proprio per la consegna della targa e per le foto di rito, qualcuno a sua volta per consegnare dei doni, si sono dilungati in racconti, aneddoti e peculiarità. Tra queste la memoria incredibile di Ines che ricordava perfettamente a chi appartenesse ogni capo che le era stato affidato. Niente numeretti, né ricevute con i nomi, tutto perfettamente mnemonico. 
Non si è mai sposata, né ha avuto figli, ma tiene a precisare che ha moltissimi nipoti che l’aspettano in alto Italia.Ha mantenuto vive le sue radici e lo si sente anche dalla cadenza dialettale; nonostante tutti gli anni passati a Roma le è restato addosso il senso di appartenenza alla sua terra dove tornerà per riposarsi. Tuttavia non tornerà subito al paese natio, ma per almeno un mese si recherà in una sartoria di Via Chiabrera, dove i titolari hanno intenzione di avviare anche un servizio di stireria. “Andrò ad insegnare il mio metodo”, dice con orgoglio Ines. 

Di Stefano BAIOCCHI

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Giorno della Memoria: la scrittrice Edith Bruck al Palladium

È stata Edith Bruck, scampata al campo di sterminio di Auschwitz, la protagonista dell’iniziativa organizzata al teatro Palladium dalla Fondazione Museo della Shoah con il patrocinio dell’università Roma Tre, in occasione del Giorno della Memoria. L’attore Stefano Massini ha aperto la serata con un monologo sulle atrocità del nazismo diventate “realtà quotidiana” e forse per questo ancora più assurde e ingiustificabili.

La scrittrice di nazionalità ungherese, intervistata dalla giornalista Francesca Nocerino, ha ricordato i terribili episodi della sua prigionia vissuti insieme alla sorella ed il peggio è stato proprio dopo il 27 gennaio, quando i nazisti hanno deciso di far sparire le prove della loro crudeltà. Le due sorelle ebree hanno infatti subito una deportazione a piedi da un campo di concentramento ad un altro, per poi essere di nuovo riportate al punto di partenza, ma solo dopo aver fatto a piedi più di mille chilometri e aver visto morire tante donne, bambine e anziane per gli stenti e il freddo.

È anche intervenuto il noto giornalista Furio Colombo, che ha spiegato la genesi della legge istitutiva del Giorno della Memoria approvata nel 2000. La serata è stata allietata dall’omaggio di due calciatori, Mathias Oliveira della Roma e Danilo Castaldi della Lazio che hanno offerto ciascuno la propria maglia alla signora Bruck, che le ha accolte molto divertita. L’attrice Micol Pavoncello ha letto alcune poesie di Edith Bruck , intervallandole con brani musicali della brava cantante Miriam Meghnagi, accompagnata alla chitarra dal musicista Nicola Puglielli. Presenti all’iniziativa il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il Rettore di Roma Tre Luca Pietromarchi e il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.

Di Paola BORGHESI

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Giorno della Memoria: il ricordo di Settimia Spizzichino

Anche l’VIII Municipio celebra la Giornata della Memoria. A margine del cavalcavia stradale che unisce i quartieri Ostiense e Garbatella si è svolta la cerimonia in ricordo di Settimia Spizzichino presso il ponte a lei intitolato. Venuta a mancare a luglio del 2000, all’età di 79 anni, fu l’unica donna sopravvissuta alla deportazione nazista del ghetto ebraico di Roma avvenuta il 16 ottobre 1943. Quel giorno furono rastrellati 1022 ebrei romani, che furono poi fatti partire dalla stazione Tiburtina in condizioni disumane, stipati in 18 vagoni piombati, verso il campo di sterminio di Auschwitz. Fecero ritorno solo 16 persone, tra cui Settimia e nessun bambino. Tornata in Italia, senza la madre, il padre, il fratello, due sorelle e una nipotina di 18 mesi, dedicò la sua vita al racconto e alla testimonianza di cosa è stato l’olocausto. 

L’iniziativa, nata al fine di sensibilizzare le nuove generazioni, ha visto la partecipazione degli studenti della scuola media Giuseppe Moscati, che hanno letto poesie e loro scritti sull’argomento. Durante la cerimonia è stata ricordata anche Carla Di Veroli, nipote di Settimia Spizzichino ed esponente della comunità ebraica di Roma, venuta a mancare lo scorso anno. Erano presenti all’evento e sono intervenuti: il vice presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, il presidente provinciale dell’Anpi, Fabrizio De Sanctis, l’assessore alla memoria della comunità ebraica di Roma, Massimo Finzi, Miriam Spizzichino, nipote di Settimia ed Elio Limentani, storico della Shoah, che citando Primo Levi ha ricordato la motivazione essenziale dell’incontro: “Se comprendere è impossibile conoscere è necessario”.

Di Riccardo CERVELLINI

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Per ricordare Enrico Mancini, Emma Di Porto e i Fratelli Cinelli deposte le pietre d’inciampo.

Chi non ha memoria non ha futuro. Lo hanno capito i numerosi cittadini, le associazioni del quartiere, l’Anpi e gli amministratori locali, che venerdì 21 hanno partecipato con emozione e orgoglio all’iniziativa Memorie d’Inciampo a Roma, promossa dall’associazione Arte in Memoria.

Il Municipio VIII ha pagato un tributo spaventoso alla Lotta di liberazione dal nazifascismo. Ai 335 uomini trucidati alle Fosse Ardeatine – dove va subito la memoria dell’eccidio – si aggiungono le decine di deportati nei campi di sterminio, i bombardamenti dell’Ostiense del marzo del 1944 e gli scontri armati contro la Wermacht, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre alla Montagnola e a Porta San Paolo. 

Il primo appuntamento della mattinata si è svolto in via Percoto5, davanti al Terzo albergo, ultima dimora di Enrico Mancini, ricorda una targa di marmo del 1947. Antifascista e abile ebanista – come ha ricordato il pronipote Jacopo Smeriglio – aderente al Partito d’Azione dal 1942, con l’8 settembre entrò nella Resistenza. La sua attività terminò con l’arresto il 7 marzo del 1944, il giorno dei bombardamenti dell’Ostiense e della Garbatella, nel suo ufficio al centro di Roma, dove aveva aperto una nuova attività di commerciante di prodotti agricoli.

Condotto alla Pensione Oltremare, vicino alla stazione Termini, venne torturato dagli sgherri fascisti della banda Koch e successivamente trasferito alla Pensione Iaccarino, altro luogo di detenzione e tortura gestito dai fascisti italiani.

Il 18 marzo fu rinchiuso a Regina Coeli in attesa di processo, dove riuscì a far pervenire alla famiglia un biglietto. Fu prelevato dal carcere il 24 marzo e trasportato alle Fosse Ardeatine, dove morì assassinato all’età di 47 anni, lasciando la moglie e sei figli.

Estremamente toccante è stata anche la deposizione della pietra d’inciampo in Piazza Ricoldo da Montecroce, dove i nazisti il 9 maggio del 1944 prelevarono Emma Di Porto. Per la misera somma di 400 lire intascate da un delatore, fu arrestata mentre usciva di casa per andare a sfamare la sua gallina, unica fonte di sostentamento della famiglia.

La signora Di Porto, 45 anni, cittadina romana di religione ebraica, era nota nel quartiere per la sua generosità e la sua mitezza.  Era conosciuta nei lotti Icp anche perché era solita accompagnare le giovani puerpere al parto.  

Dopo l’arresto venne internata nel campo di smistamento di Fossoli vicino Modena, gestito dai fascisti di Salò, da dove fu fatta salire su un carro bestiame e spedita ad Auschwitz per essere assassinata il 30 giugno dello stesso anno. 
Il tragico destino toccato alla signora Di Porto è stato molto simile a quello di tanti altri cittadini romani di religione ebraica finiti nelle camere a gas di AuschwitzBirkenau, traditi e venduti da persone abominevoli. 

L’ultimo appuntamento della mattinata è stato quello in via Antonio Rubino, proprio davanti alla casa che aveva ospitato i fratelli Giuseppe e Francesco Cinelli, nati rispettivamente nel 1902 e nel 1899. Il ricordo dei Cinelli è toccato ad un emozionato Giancarlo Proietti, direttore editoriale di Cara Garbatella e memoria storica della Sinistra del quartiere.

Francesco era dipendente della Romana Gas e forse il meno impegnato politicamente, mentre Giuseppe era comunista e facchino ai Mercati Generali. Dopo l’8 settembre ebbe un ruolo di spessore nella Resistenza presso il comando della Settima Brigata Garibaldi di zona. Noto come sovversivo, molto prima dell’occupazione nazista, ormai latitante, tornò a dormire per una sera nella sua casa di Via Rubino insieme al fratello. Una scelta incauta, ma probabilmente dettata da cause di forza maggiore. Catturati la sera del 22 marzo furono torturati dalle SS di Kappler e Priebke nella prigione di via Tasso prima di essere assassinati alle Fosse Ardeatine.

A Giuseppe Cinelli, dopo il 4 giugno del 1944 all’indomani della liberazione di Roma, fu intitolata la sezione dei comunisti della Garbatella, la Villetta. 
La posa in opera delle pietre d’inciampo dedicate ai fratelli Cinelli è stata richiesta dagli abitanti del Lotto dove vivevano, come ha sottolineato l’Assessora alla memoria Maya Vetri, che nel rammentare la figura dei due martiri ha sottolineato: “Ricordare è un atto etico e rendere pubblica una memoria privata apreuno spazio laico di riflessione. Le pietre d’inciampo sono proprio questo: un antidoto al revisionismo, uno stimolo attivo verso la ricerca storica, un’opera d’arte senza fine che punta alla diffusione territoriale della memoria. Un inciampo fisico e visivo che fa conoscere”. 

Tutto parte da un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig -progetto cominciato nel 1992 a Colonia – che consiste nel depositare nel selciato stradale delle città europee, dove è stata forte la presenza della barbarie nazifascista, dei blocchi di pietra ricoperti da una piastra di ottone sulla faccia superiore con il nome e le date di nascita e morte delle vittime di deportazioni o di omicidio politico. La pietra, grande pressappoco quanto un sampietrino, circa 10 x 10 cm, viene posta davanti all’ultima dimora abitata dal condannato. L’espressione “inciampo” viene dunque usata non in senso letterale, ma visivo: vuole indurre il passante a notare le pietre di diverso materiale e farlo fermare a riflettere su quanto accaduto, per poi ricordarlo. A Roma l’associazione Arte in memoria dal 2010 ne ha già deposte più di 300.
Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare (Liliana Segre).

Di Stefano BAIOCCHI

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Al via il cantiere stradale di viale Leonardo da Vinci

Partono  a San Paolo i lavori di riqualificazione di viale Leonardo da Vinci. Il tratto di strada interessato dai lavori, circa 300 metri, è quello compreso tra via Valeriano e via Silvio D’Amico, un’area a ridosso dell’Università Roma Tre, suddivisa in una sede stradale centrale a doppio senso di marcia. Un intervento atteso da tempo perché, sia le carreggiate quanto i marciapiedi sono decisamente ammalorati; inoltre nella conformazione attuale la suddivisione degli spazi è confusa e casuale, cosicché le aree di pertinenza degli stalli della nettezza urbana, delle fermate dei mezzi pubblici e dei parcheggi si accavallano e si sovrappongono. Non ultimo, il problema legato alla sosta selvaggia di auto e motocicli: spesso i veicoli invadono anche le aree destinate a marciapiede, questi ultimi già di per sè stretti e spesso impraticabili. Lo sanno benissimo gli abitanti della zona, ma anche gli studenti e i dipendenti dell’Università. 
Se da un lato la presenza di diversi locali per la vendita di cibo e bevande anche d’asporto, esercita una forte attrazione sull’utenza, costituita prevalentemente da studenti universitari, dall’altro l’attività di ristorazione è esercitata in totale carenza di spazi esterni attrezzati. Non è raro notare persone che consumano il proprio pasto in mezzo alla strada.


Si provvederà quindi a creare marciapiedi più larghi e ad abbattere le barriere architettoniche dotando gli attraversamenti di scivoli. Prevista anche la posa in opera di percorsi tattili tipo Loges per l’accessibilità autonoma e sicura dei disabili visivi. 
Contestualmente sarà ridisegnata la mappa dei parcheggi auto, creando degli stalli appositi. 
Nello square centrale si parcheggerà a spina, mentre i marciapiedi limitrofi agli edifici saranno ampliati e riconfigurati al fine di realizzare aree destinate agli stalli dei cassonetti dei rifiuti, moli per le fermate dei mezzi pubblici nonché ampliamenti in prossimità degli attraversamenti per la messa in sicurezza dei pedoni. 

Novità anche sul fronte del verde. Dopo una ricognizione eseguita con l’Ufficio Riqualificazione Aree Verdi, si è preso in considerazione l’abbattimento di 13  Ligustri che versano in cattive condizioni, mentre sarà cura del Dipartimento Tutela Ambientale la messa a dimora lungo i marciapiedi di 27 nuovi alberi sempre dello stesso genere; previsti sullo square centrale altri arbusti del genere Sophorae. 
In cantiere, infine, anche la totale revisione degli impianti di illuminazione pubblica che attualmente sono in parte collocati sui marciapiedi ed in parte sui cordoli centrali della strada. A tale scopo è stato avviato un percorso di verifica con il Dipartimento SIMU e la Società ARETI, che ha determinato le unità da spostare ed il numero e la disposizione dei nuovi elementi di illuminazione.

L’Assessore Luca Gasperini, presente con il Presidente Amedeo Ciaccheri all’inaugurazione dei lavori, non nasconde la propria soddisfazione: “L’intervento che si sta effettuando su via Leonardo Da Vinci viene dal bilancio partecipato per la riqualificazione urbana risalente al 2018. Vogliamo risistemare una via molto importante del nostro territorio dove insiste anche l’Università di economia di Roma Tre

È importante rendere più vivibile questa strada riorganizzandola e migliorandola sotto tutti i punti di vista eliminando il caos che si crea a causa della sua attuale conformazione”.

Il costo complessivo degli interventi è di oltre un milione di euro.

Di Stefano BAIOCCHI

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L’Eurobasket Roma vince il derby romano contro Stella Azzurra 85-73

Riparte il campionato di basket serie A2. Nell’ultima partita del girone di andata e la prima del 2022 va in scena il derby romano tra Eurobasket Roma e Stella Azzurra.

Le due squadre in questa stagione si sono già affrontate in Supercoppa, dove Eurobasket ha avuto la meglio per 85-79.

Al palazzetto di Guidonia Montecelio, purtroppo a causa delle restrizioni dovute dal Covid, non c’è il pubblico che meriterebbe un derby, anche se i pochi biglietti disponibili sono stati tutti venduti. 

Entrambe le realtà cestistiche romane sono a caccia di punti per allontanarsi dalla zona playout. Eurobasket in condizione di emergenza, conta diverse assenze di pregio tra cui Kenneth Viglianisi e Alexander Cicchetti, quest’ultimo fuori per tutta la restante stagione a causa della sublussazione della spalla destra.

La partita è stata dominata da Eurobasket, che per quasi tutti i quaranta minuti di gioco, è stata in vantaggio per doppia cifra, raggiungendo anche un +21 all’ottavo minuto dell’ultimo quarto.

Stella Azzurra, squadra giovane che fa dell’intensità la sua arma migliore, è ricaduta nel solito errore, le palle perse, mantenendo, anche in questo incontro, la statistica che la vede all’ultimo posto del girone, con una media di 16,5 a partita. Eurobasket, invece, è stata brava a sfruttare l’inadeguatezza degli avversari nel difendere sul tiro da tre, a fine partita sono 34 i tentativi di cui 14 andati a segno.

Foto di Giulio Tiberi

Dopo l’intervallo, sul punteggio di 46-34, Stella Azzurra cerca di rimettersi in gioco arrivando anche a meno 5 punti, ma non ha fatto i conti con Lorenzo Baldasso, che macina punti e assist conducendo alla vittoria la sua squadra e aggiudicandosi l’mvp del match.

In evidenza per Eurobasket, soprattutto nei primi due quarti, Lorenzo Molinaro che sovrasta al rimbalzo i lunghi avversari. Per gli ospiti è invece Darryl Jackson ha farsi notare, chiudendo l’incontro con 19 punti al referto.

Risultato finale 85-73, terza vittoria consecutiva per Eurobasket che sale a 12 punti in classifica, mentre per Stella Azzurra la situazione si fa complicata, quarta sconfitta consecutiva e solo 6 punti in classifica. 

Le dichiarazioni del capitano Eugenio Fanti

Nel finale di gara queste le parole del capitano di Eurobasket Roma, Eugenio Fanti: “È stata una partita veramente difficile, in salita, dopo comunque una striscia positiva prima di Natale, siamo arrivati a questo incontro con rotazioni strette, eravamo in sei giocatori (senior), molti assenti a causa di problemi fisici e varie malattie, ma nonostante ciò, abbiamo approcciato bene alla partita, siamo riusciti a tenere botta e a dettare il ritmo di ogni quarto e quindi posso essere solo che fiero di quello che abbiamo fatto. Per me ovviamente era una partita sentita, un derby; gioco con questa rispettosissima società da quando sono bambino, quindi questa partita aveva una valenza particolare, poi vincere qui a Guidonia, in un campo nuovo, in una città che ci ha accolto, mi rende ancor più contento”.

Il prossimo incontro per Eurobasket sarà domenica 23 gennaio, in casa contro Lux Chieti, una partita abbordabile, dove farà l’esordio il nuovo acquisto Jeffrey Carroll, l’ala americana di 198 cm, chiamata a rinforzare il reparto dopo il saluto di Cage Davis.

Tabellino

Atlante Eurobasket Roma – Stella Azzurra Roma 85-73

Atlante Eurobasket Roma: Signorino n.e., Pavone 2, Di Camillo, Sardo n.e., Hill 12, Fanti 10, Molinaro 12, Baldasso 21, Schina 7, Pepe 21.

All. Pilot, Ass. All. Crosariol, Zanchi.

Stella Azzurra Roma: Raspino 4, Pugliatti 2, Innocenti 5, Nikolic 13, Menalo 6, Visintin 2, Ghirlanda, Jackson 19, Barbante 6, Salvioni n.e., Ndzie, Marcius 16.

All. D’Arcangeli, Ass. All. Micheletto, Sferruzza.

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Incontro delle associazioni culturali con l’assessora Maya Vetri

“Creare cultura insieme” è questo l’obiettivo dichiarato dall’assessora Maya Vetri a tutte le associazioni del settore presenti martedì pomeriggio nella sala della Biblioteca Arcipelago a Via Benedetto Croce e in collegamento a distanza. “Le realtà censite nell’albo sono 140, e a queste se ne aggiungono altre non rilevate – ha detto l’assessore-. Sarà nostra cura entrare in contatto con tutte e cercare di mettere quanto più possibile a fattor comune le idee, le esperienze, gli stimoli e le proposte delle associazioni culturali. E lo faremo in una prima fase con una newsletter condivisa”. “Infine- continua la Vetri – il supporto alle associazioni si svilupperà in tre fasi: avvio, comunicazione, sostegno, con particolare riferimento all’agevolazione dell’accesso alle risorse.”

Il minisindaco Ciaccheri ha assicurato la disponibilità del primo cittadino di Roma Roberto Gualtieri alla programmazione condivisa in ambito culturale e anche la presidentessa delle Biblioteche di Roma, dottoressa Senofonte, ha dichiarato il suo supporto al rafforzamento di quelle presenti sul territorio. Anche Cara Garbatella ha esposto la pluriennale presenza sul territorio tramite l’agenzia di informazione online e l’approfondimento cartaceo trimestrale, che ha ricevuto e continua a riscuotere ampli consensi in tutto il Municipio.

Di Paola BORGHESI

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Roma 70: Quando aprirà il Campetto di Piero?

Ancora qualche dettaglio da completare e il Campetto di Piero, due campi sportivi polivalenti e uno spazio giochi per bambini tra via di Grotta Perfetta e via Granai di Nerva sarà finalmente pronto ad aprire i cancelli. In realtà l’apertura al pubblico di quest’opera, attesa da anni dagli abitanti del quartiere di Roma 70, continua a essere rimandata. 

Presentata una interrogazione dal consigliere 5 Stelle Matteo Bruno

A sollevare la questione con una interrogazione all’assessore ai Lavori pubblici è Matteo Bruno, consigliere del Movimento 5 Stelle e vice presidente della Commissione Servizi sociali e Sport, nella quale chiede le “tempistiche reali per l’apertura” e richiede “una commissione trasparenza ad hoc per fare chiarezza sull’iter seguito dall’amministrazione municipale”. D’altra parte rincara il consigliere di opposizione: “Il progetto di apertura del Campetto di Piero è di diretta competenza municipale, pertanto, il ritardo di oltre un anno, dimostra l’incapacità della giunta locale, che a differenza di molti altri Municipi, presenta anche una continuità amministrativa rispetto alla scorsa consiliatura”.  

Non si sottrae al problema il neo assessore Luca Gasperini: “Da parte del Municipio c’è la volontà di rendere fruibile il campetto nel più breve tempo possibileHo preso posto negli uffici da poco tempo, attualmente abbiamo in carico tantissimo lavoro e la pandemia ha dilatato le tempisticheIntanto la prossima settimana – conclude l’amministratore locale – sarà fatto un ulteriore passo avanti ossia verrà montata la rete da pallavolo, mentre sono stati già installati i canestri e le porte da calcetto che saranno interscambiabili. Ho ascoltato tutte le proposte che mi sono arrivate dagli abitanti; sono fiducioso che a breve troveremo una soluzione”.

La storia del campo

Un po’ di storia. Quest’area è presente fin dall’origine del quartiere ed era uno spazio pubblico molto frequentato dai giovani che volevano praticare sport. Il nome rimanda a Piero, il proprietario di un vecchio bar di Roma 70 che negli anni ‘80 faceva un po’ di pulizia e manutenzione dello spazio. Col tempo il campo cadde inesorabilmente in abbandono. Il progetto di recupero fu avanzato, nell’estate del 2018, durante il Focus Group (una delle fasi del processo partecipativo del concorso #RomaDecide) dal Comitato di quartiere di Grotta Perfetta e risultò tra i diciotto progetti vincitori che si aggiudicarono parte dei 17 milioni di euro degli oneri concessori derivati dall’edificazione dei palazzi in Piazza dei Navigatori e dell’Albergo Bianco.

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Tregua tra Cooperativa Garibaldi e l’ Istituto agrario: convocato per il 10 gennaio in Municipio VIII un tavolo di discussione tra le parti.

Continua il braccio di ferro sull’ettaro della discordia tra la Cooperativa Garibaldi e l’omonimo Istituto agrario di via di Vigna Murata. Anche se la convocazione di un Tavolo interistituzionale, previsto per il 10 gennaio, nella sede del Municipio VIII a via Benedetto Croce, sembra delineare una via d’uscita concordata e finalizzata alla stesura di una nuova convenzione tra le parti interessate. In questi giorni, mentre i trattori  dell’Agrario distruggevano i campi coltivati dai soci della Cooperativa, sono continuate le dimostrazioni di solidarietà  nei confronti di una delle più virtuose esperienze di inclusione dei ragazzi autistici nella città di Roma. Dal Campidoglio, oggi, è stata votata all’unanimità ( quindi anche dall’opposizione di Fratelli d’Italia) una mozione a firma Pd, Roma Futura, Sinistra civica ecologista e Europa Verde che impegna il Sindaco Gualtieri “ a richiedere l’istituzione di un Tavolo presso il Municipio VIII, che veda coinvolti Comune, Città Metropolitana, Regione Lazio e Asl al fine di facilitare la predisposizione di una nuova convenzione e garantisca il prosieguo dell’esperienza della Coop. Garibaldi all’interno dell’Istituto Agrario in sinergia con la scuola stessa” 

Anche la deputata del Partito democratico Patrizia Prestipino, eletta nel collegio Lazio 8 “auspica la sospensione dello sgombero, il rinnovo della convenzione e l’affidamento dei terreni alla Cooperativa Garibaldi per proseguire le attività”. Non è di meno il Comitato di quartiere di Grottaperfetta che in una nota “conferma e rinforza il suo sostegno alla Cooperativa Sociale Integrata Agricola Giuseppe Garibaldi”.

Di Gianni RIVOLTA

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Centro Culturale di Tor Marancia: ammessi cinque progetti architettonici alla seconda fase della selezione

Sono passati quasi quattro anni dalla proposta di costruzione del Centro Culturale di Tor Marancia ma finalmente qualcosa, almeno sulla carta, inizia a muoversi; anche se dopo enormi ritardi, infatti, sono stati resi pubblici i codici dei progetti selezionati. La Commissione esaminatrice ha pubblicato le motivazioni che hanno portato all’ammissione di cinque progetti, di relativi studi di architettura, alla seconda fase valutativa. La prossima scadenza è ora fissata per il 7 febbraio 2022. I cinque finalisti, su 86 proposte pervenute, avranno modo così di elaborare altri approfondimenti e applicare migliorie per proseguire nel concorso architettonico.

Tra le raccomandazioni generali della Commissione, si pone l’attenzione su aspetti come: definire e caratterizzare gli spazi esterni di pertinenza del polo formativo e del community hub con la dovuta precisione, anche per il loro ruolo di mediazione tra l’edificio e gli spazi contigui del quartiere e della città; bisogna creare quindi una struttura sostenibile ecologicamente e che si collochi armonicamente all’ambiente circostante. Nella seconda fase, come richiesto dal bando, è necessario precisare le soluzioni tecnico-costruttive e tecnologiche adottate, prestando particolare attenzione all’isolamento termico e acustico degli spazi interni. Infine, viene esplicitata la necessità di rispettare i limiti di budget previsti, compiendo un’analisi dei costi che dimostri la sostenibilità economica della proposta progettuale. 

L’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, dove sorgerà Centro Culturale di Tor Marancia

La struttura sarà gestita dall’Ente pubblico del Teatro dell’Opera di Roma e all’interno vi coesisteranno realtà differenti: Il polo formativo del Teatro dell’Opera, cui sarà riservato il 62% dello spazio, rivolto alla formazione di giovani e giovanissimi ballerini, musicisti e cantori; il Centro Popolare, definito “community hub“, un inutile inglesismo che taglia l’aggettivo “popolare” dal nome iniziale del progetto, cui è riservato il 18% dello spazio, ed è luogo di sperimentazione a disposizione dei cittadini con spazi per usi collettivi e servizi erogati per il territorio; il 20% dello spazio rimanente sarà riservato al nucleo centrale delle Arti, luoghi comuni a entrambi gli ambiti, tra cui il giardino esterno.

In una nota del Comune di Roma si legge: “Con la realizzazione di tale progetto l’Amministrazione capitolina si pone un duplice obiettivo: da una parte, incidere sulla scala urbana, dando l’avvio a un percorso di rigenerazione che possa riguardare l’intero quartiere e, dall’altra, realizzare un edificio polifunzionale e innovativo, che fonda insieme i desideri e i bisogni della comunità con le esigenze e le potenzialità fornite dalla partecipazione di un partner istituzionale”.

L’opera sarà edificata dove sorgeva l’ex scuola Mafai, in viale di Tor Marancia 103, dove a oggi si trova uno scheletro abbandonato, e costerà circa 5,5 milioni di euro. I fondi per la realizzazione sono frutto degli oneri di concessione derivanti dalla costruzione da parte di privati dei palazzi edificati a Piazza dei Navigatori e dell’Albergo Bianco (ai più noto come Bidet, a causa della sua forma) di San Paolo. Per gli abitanti di Tor Marancia la priorità resta la demolizione dello scheletro dell’ex scuola e la bonifica dell’area, spesa già messa a bilancio per circa 400 mila euro

Incerto rimane anche il futuro dell’Albergo Bianco di via Giustiniano Imperatore e dei palazzi di piazza dei Navigatori. Sul primo palazzo incompiuto dell’ex Acqua Marcia Immobiliare S.r.l., proprietà di Caltagirone Bellavista, c’è stata recentemente un velato parere del neo sindaco Gualtieri, comparso su qualche organo di stampa, di acquisire l’edificio a patrimonio pubblico, proposta che è ora allo studio. 

Per gli abitanti dell’Ardeatino, invece, c’è la costante preoccupazione di vedere sorgere un nuovo cantiere, che porterà alla costruzione di un nuovo palazzo. La delibera firmata dalla giunta dell’ex sindaca Virginia Raggi nel luglio del 2018, infatti, ha dato l’assenso, all’interno della convenzione, anche alla realizzazione del comparto Z2, ovvero il palazzo “gemello di Z1”, l’edificio a specchi che sovrasta tutta l’area e ben visibile dalla Colombo. Dieci nuovi piani di cemento per una superficie di circa seimila e ottocento metri quadrati. Attualmente i due edifici già presenti tra via di Santa Petronilla e via Marco e Marcellino, sono stati venduti. Si attende di scoprire gli esiti dell’asta degli immobili, da parte della Coldwell Banker Commercial, advisor esclusivo, nominato dal Tribunale di Roma per la procedura di vendita degli immobili, di proprietà di Investimenti Edilizi Italiani S.r.l.

La previsione di costruzione di un Centro Culturale nell’area abbandonata della vecchia scuola Mafai è un importante risultato della mobilitazione dei cittadini e potrà essere fondamentale per lo sviluppo sociale e la rinascita del quartiere. Una zona su cui comunque gravano altre minacce e questioni irrisolte, dalla possibile realizzazione di nuovi grandi insediamenti residenziali in Piazza dei Navigatori e sull’area dell’ex Fiera di Roma, allo stato di abbandono della piscina in via dell’Arcadia, dallo scheletro del palazzo in via Cerbara facente parte dell’Istituto Romano del San Michele, ai lavori in corso nella Tenuta e il futuro incerto della Torre medievale, in attesa anche lì che i buoni propositi diventino realtà.

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