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Tag: Cronaca

COL NUOVO BANDO IN PERICOLO LA STORICA GESTIONE DELLA PISCINA DI VI A G . IMPERATORE

“La lazio nuoto non si tocca!”
sit in dei biancocelesti sotto il campidoglio


di Gianni RIVOLTA

continua la protesta della S.S. Lazio Nuoto contro la decisione del Comune di mettere a bando, a concessione scaduta, la gestione della piscina di via Giustiniano Imperatore.

Dopo l’incontro-scontro, organizzato dal Municipio nell’aula di via Benedetto Croce con l’assessore Daniele Frongia e il presidente della Commissione sport Angelo Diario, i biancocelesti sabato 28 hanno lanciato le loro grida fin sotto le finestre del Campidoglio.

Qualche centinaio di ragazzi, genitori, istruttori e vecchie glorie, infatti, si sono sgolati all’inverosimile dando fiato a trombe, fischietti e megafono.

Un bandierone della Lazio, striscioni biancocelesti e magliette stampate per l’occasione non lasciavano dubbi ai passanti curiosi, che affollavano, come ogni fine settimana, la storica piazza. “ I cittadini della Garbatella non rinunciano alla Lazio””L’offerta economica al rialzo, capacità di gestione al ribasso”” La S.S. Lazio Nuoto non si tocca”.

Queste le frasi che sintetizzano la protesta. Al megafono si sono alternati i dirigenti della società sportiva biancoceleste: “Auspichiamo delle modifiche concrete al bando di gara – ha detto Massimo Moroli, presidente della sezione Nuoto- innanzitutto perché su 11 parametri, descritti nel nuovo Regolamento degli  impianti sportivi di Roma Capitale, nel bando pubblico se ne tengono in considerazione solo 3 e poi perché assegnando 30 punti su 100 all’offerta economica si favoriscono le società più ricche a scapito di quelle storiche, come noi che abbiamo più esperienza tecnica e gestionale. Insomma si favorisce una impostazione privatistica e commerciale e poi che fine faranno i 45 operatori della piscina?”.

Ma ci sono state voci ancora più spinte nell’attesa che si consegnassero al protocollo del Comune di Roma le 1.400 firme raccolte dalla società sportiva contro la decisione del Campidoglio : “ Quando stasera andremo allo stadio per il derby di calcio Lazio-Roma abbiamo il coro pronto – Frongia vai a casa!” e ancora “ E’ una vergogna! A Roma ci sono decine di impianti con la concessione scaduta e il primo bando riguarda proprio noi che abbiamo 120 anni di storia nella pallanuoto e nei vari sport abbiamo vinto più di 250 titoli assoluti in Italia”.

In piazza c’era tutta la dirigenza della Polisportiva: dal presidente Antonio Buccioni al vice Federico Eichberg, ma anche tanti rappresentanti politici dell’opposizione tra cui la consigliera capitolina Valeria Baglio del Pd e i consiglieri regionali Eugenio Patanè e Marta Leonori. Non mancavano i rappresentanti dell’VIII Municipio da quelli della maggioranza di centrosinistra come Fabio Cantoni e Fabiana Bernabei a Simone Foglio di Forza Italia in rappresentanza  dell’opposizione.

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Screening della salute in Municipio VIII

L’ Assessorato alle Politiche sociali, assieme alla Asl Rm2, organizza la presentazione del progetto di promozione della salute e sugli screening citologici in Municipio VIII.

Martedi 12 Marzo 2019 dalle ore 16,00 presso la Sala Consiliare del Municipio VIII in Via Benedetto Croce, 50.

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Sconcerto tra i cittadini della Garbatella sul futuro del nosocomio

Ospedale Cto: rilancio, o inarrestabile declino?

di Sandra Girolami

Il vecchio ospedale ortopedico di via San Nemesio è divorato dall’osteoporosi? Sembra proprio di si,  visto il progressivo rosicchiamento dei posti letto e il declassamento del Pronto Soccorso. E’ incredibile, ma i circa 160 mila cittadini che abitano nell’VIII Municipio, pur avendo un nosocomio a due passi da casa, quando si rivolgono al pronto soccorso del Cto per emergenze diverse da ferite, fratture od ossa rotte vengono dirottati al San Giovanni, al San Camillo o al Sant’Eugenio. Inutile dire che, a volte, la vita della gente è legata a un filo e mezz’ora di tempo può anche essere fatale. Eppure un cartello ben visibile all’esterno indica proprio “Pronto Soccorso”, con tanto di rampa dedicata per accedervi. In realtà si tratta solo di un punto di primo intervento, tant’è vero che le ambulanze non ci arrivano più da diverso tempo. Manca tuttavia un’adeguata informazione ai cittadini, molti dei quali continuano a recarsi al Cto anche per problemi gravi non ortopedici, che richiedono un servizio di primo livello, senza naturalmente poter ricevere assistenza.

Ma questa non è la sola questione  che affligge la popolazione, angustiata nel vedere svuotato quel bellissimo impianto, che tutt’oggi ammiriamo e che ricorda la sperimentazione finlandese del sanatorio di Paimio, progettato dai coniugi Alvar  e Aino Aalto negli anni Trenta. La sua costruzione fu un’opera poderosa durata quattro anni e fu il primo nosocomio non strutturato in padiglioni separati, bensì composto da reparti tutti comunicanti  tra loro.  Nato come ospedale ortopedico e inaugurato nel giugno del 1957 alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi,  il Cto si era arricchito negli anni di altre specialità: urologia, neurologia, oculistica, cardiologia, rianimazione, tutte di ottimo livello. Oggi non c’è più nulla di tutto questo. Per giunta le divisioni di ortopedia si sono ridotte da quattro a due, di cui una week: chiude il venerdì e riapre il lunedì successivo. I posti letto sono passati da circa 430 a 100 e la lista di attesa per un’operazione all’anca, quando va bene, supera i sei mesi; la rianimazione, che aveva dodici posti letto, ora ne ha 6 solo di post acuzie.

E non è finita qui: il reparto di Unità spinale per i medullolesi (fratture alla colonna vertebrale), fiore all’occhiello dell’Ospedale Traumatologico della Garbatella, quando aprì i battenti sotto la direzione del manager prematuramente scomparso Andrea Alesini aveva 38 posti letto, ora ne sono rimasti solo 16, esclusivamente per la riabilitazione. Ferma anche la Gamma Unit, l’apparecchio in grado di bombardare i tumori cerebrali. E’ funzionante, ma non utilizzata perchè le eliambulanze non vi atterrano più, l’elisuperfice costata quattrocento milioni nel 1992  e realizzata dalla Asl per il decollo e l’atterraggio degli elicotteri per i ricoveri di emergenza: un’area  di 35 metri quadrati per 50, con un gruppo elettrogeno in grado di garantire il suo funzionamento anche di notte in assenza di alimentazione di rete.

Intanto, dal dicembre 2013 il Cto ospita una Filiale del Centro Protesi di Vigorso di Budrio realizzata dall’Inail per rispondere alla domanda di prestazioni sanitarie protesiche e per garantire una maggiore diffusione del servizio sul territorio nazionale. Autorizzata dalla Regione Lazio, eroga prestazioni protesico-riabilitative in regime residenziale, semiresidenziale non ospedaliero e  ambulatoriale.  La Filiale, che  si avvale di personale altamente specializzato e di attrezzature e tecnologie all’avanguardia, realizza e fornisce protesi personalizzate, eroga il training riabilitativo per un migliore utilizzo dei presidi  insieme a trattamenti di rieducazione funzionale per infortunati sul lavoro nel periodo di inabilità temporanea assoluta. Dal settembre 2015 la struttura include il Punto di assistenza, che fornisce a infortunati sul lavoro e tecnopatici dispositivi e ausili personalizzati per la cura e l’igiene personale, la mobilità, la comunicazione e gli adattamenti della casa. 

Ma i cittadini continuano ad interrogarsi su quale sarà la fine della storia, che ne sarà dei reparti chiusi e del Pronto Soccorso. Oggi che, grazie alle politiche della Regione Lazio e alla lotta agli sprechi, il deficit  sanitario sembrerebbe  rientrato, la speranza è che si cominci di nuovo a ragionare sul futuro del Cto e che non sembri  una semplice utopia pensare a un  rilancio di questa storica struttura, che può tornare ad essere  un punto di riferimento vitale  per un grosso bacino di utenza, sia a livello locale  che per tutto il  Centro sud. Noi vogliamo avere l’ardire, quanto meno, di  sollecitare questa riflessione.

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Ancora vandali a via Valignano alla Garbatella

È da oggi a terra l’indicazione stradale per via Alessandro Valignano.  Palo divelto ed abbandonato nel terrapieno, targa marmorea distrutta a mostrare, questa volta, non più un luogo ma un senso di degrado e di incuria.

Forse un atto vandalico?

Ciò che è certo è che ancora una volta, alla distanza di pochi giorni, si assiste alla distruzione del bene e della memoria pubblica. In questo caso, di una certosina opera di toponomastica con valenza storica ed urbanistica (f.v.). 

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Festeggiato l’8 marzo al Centro anziani Ostiense

 

di Stefano Baiocchi

È stato un pomeriggio di festa quello dell’otto marzo al Centro Anziani Ostiense. Non poteva esserci migliore occasione, per inaugurare la piccola biblioteca, che la Giornata Internazionale della Donna per ricordare le tante protagoniste nel mondo attraverso i racconti e le recite di tre giovanissime studentesse dell’Istituto Macinghi Strozzi, sostenute dall’insegnante Federica Novelli.

Moltissima gente, superiore alle attese, perché non c’era soltanto il nutrito gruppo di anziani che solitamente frequenta il Centro, ma si sono visti anche tanti volti giovani.

Ester Semeraro, Giordana Garau e Nour Ferjani ci hanno deliziato e fatto riflettere con racconti e poesie di moltissime donne che hanno contribuito con la loro lotta e la loro dignità, al progresso e allo sviluppo della società in ogni angolo del mondo.

Così le loro narrazioni si sono intrecciate con le parole di Frida Kahlo, Alda Merini, Rosa Parks, Eva Gore-Booth, ma anche con quelle dell’attivista statunitense Rachel Corrie il cui coraggio finì in Palestina schiacciato da un bulldozer dell’esercito israeliano.

Non poteva mancare il ricordo della giornalista russa Anna Politkovskaja (L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede), dell’attivista curda Avesta Harun, della sociologa brasiliana Marielle Franco, uccisa per la sua lotta a fianco degli abitanti delle favelas di Rio De Janeiro, e infine della Partigiana Carla Capponi, medaglia d’oro al valor militare.

L’Assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri hanno infine portato il saluto delle istituzioni.  

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PRIMARIE del partito democratico nel municipio

Quasi l’80% per Zingaretti segretario

di anna BREDICE

Nicola Zingaretti ha vinto le primarie del Partito democratico con un risultato molto ampio anche nel nostro Municipio. Il 79,9% di chi si è recato ai gazebo ha scelto come segretario del Pd l’attuale governatore della Regione Lazio, un dato in linea con quello regionale, ma se questa è la media del Municipio, in alcune zone ci sono stati dei picchi ancora più alti: Zingaretti ha raccolto l’82,3% nel gazebo davanti al Teatro Palladium, un risultato simile anche a San Paolo, negli altri il dato oscilla tra il 78 e l’81%, per un totale di 5.986 voti. Il resto, poco meno del 20%, è stato suddiviso tra gli altri due candidati, Maurizio Martina e Roberto Giachetti, il primo ha ottenuto l’8,4%, il secondo l’11,6%.

I gazebo erano complessivamente nove, disseminati in un’area molto vasta, per accogliere gli elettori senza costringerli a fare lunghi spostamenti. Ma se il viaggio da casa ai gazebo è stato breve, le file per votare sono state parecchio lunghe. Già dalla mattina dopo le otto, si sono viste molte persone in attesa, quasi ovunque, e così è stato fino alle 20 quando si sono chiusi i seggi ed è iniziato lo spoglio. Nel gazebo di Santa Galla, che ad ogni elezione viene montato davanti alla chiesa, si confondevano e si incrociavano le persone che uscivano dalla messa con quelle in coda per votare. Molti anziani con pazienza aspettavano il loro turno, in generale l’età dei votanti andava dai trenta-quaranta anni in avanti, pochi i sedicenni a cui era concesso il diritto di voto. A Tor Marancia dove si è votato non in un gazebo, ma nella sezione del partito a cui si accede scendendo alcuni scalini, una scrutatrice ha aiutato una donna molto anziana portandole la scheda e una cabina d’emergenza sul marciapiede. E’ stata una giornata di grande partecipazione democratica: un dato oggettivo è la partecipazione molto alta, che ha visto ad esempio 1.249 persone votare al gazebo della Montagnola, vicino al mercato, altri 1.100 alla sezione di Tor Marancia, 1.120 in via Erminio Spalla a Roma 70, per un totale nei nove gazebo allestiti di 7.488 votanti.

“C’era tanto popolo di centrosinistra che non vedevamo da tempo — ha dichiarato Flavio Conia, segretario del Pd del Municipio VIII, che ha seguito le operazioni di voto girando tra i gazebo — tanti e fiduciosi del peso che il loro voto può avere in questo momento, si è riunito l’elettorato conquistato in questi anni, più “renziano”, con quello perso e che si era allontanato”. Il riferimento di Conia è a quegli elettori delusi dei quali ha parlato anche il neo segretario del Pd nel primo discorso dopo la vittoria, nel quartier generale allestito nei pressi del Circo Massimo. E cioè gli scontenti che avevano votato Cinque stelle alle politiche e che ora, secondo i dem, sarebbero tornati a casa. Anche agli elettori grillini Zingaretti si era rivolto spesso durante la campagna per le primarie, per un progetto di partito inclusivo, che vede proprio nel Municipio VIII un esperimento che si è fatto concreto con la giunta di Ciaccheri. Sarà l’assemblea prevista il 17 marzo a ratificare l’elezione di Zingaretti segretario del Partito democratico, una carica che ricoprirà contemporaneamente a quella di Governatore della Regione Lazio.

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Il programma dei festeggiamenti nel quartiere

Sono 99 suonati. Buon compleanno!

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Riuscireste mai a spegnere 99 candeline? Ebbene la Garbatella sì, e il 18 febbraio è pronta a festeggiare. Mettetevi comodi e dimenticate il lavoro, cosa dovete preparare per cena, o qualunque idea vi salti in mente; perché vi stiamo per presentare una carovana di eventi per augurare il quasi centenario al nostro amato quartiere.

E perché non cominciare proprio da dove tutto ebbe inizio? Piazza Benedetto Brin, 18 febbraio 1920, è dove venne posta la prima pietra. Da lì, novantanove anni di storia, dai tempi del fascismo ad oggi,  in cui ogni abitante del quartiere ha scritto un pezzo della sua favola. Per ogni vicolo, ogni lotto, ciascuno di noi avrebbe mille vicende da raccontare. Quegli stessi vicoli che ci fanno entrare nel panico quando uno straniero ci chiede: “Scusa, per il bar dei Cesaroni?” e tu lo guardi impassibile, perché lo sai che per quei vialetti, solo se ci sei cresciuto non ti perdi e allora, incapace di spiegare, rispondi: “Boh, nun so de zona” con un dialetto che non ti crederebbe nessuno.

Ma torniamo a quella piazza, conosciuta come il “pincetto” di Roma” e al fitto carnet degli appuntamenti. Già da inizio febbraio, infatti, il comitato di quartiere e Retake Roma, appoggiati dal Municipio, sono partiti in quarta con una serie di iniziative, tra cui i lavori per riqualificare la scalinata e le mura che la costeggiano. Da sempre luogo d’incontro per i ragazzi e meta ambita per attori e registi, da qualche tempo si trovava in uno stato di abbandono. Insomma, grazie ai lavori di buon compleanno, magari per il centenario potremo festeggiare il nuovo look del pincetto.

E a proposito di bellezze del quartiere, vogliamo parlare di quanto è bella Garbatella quando è sera e la luna si specchia dentro al fontanone.. di Carlotta? La fontanella dove tutti i bambini fanno a gara per dissetarsi dopo la partitella a pallone. Dove incontri turisti stranieri a ogni ora, con la loro guida che, seppur parla straniero e non la capisci, sai già cosa sta spiegando e allora pensi: “Mo je starà a raccontà la storiella dell’ostessa garbata e bella, e quindi è nata Garbatella!”. Fontana storica sì, anch’essa però deturpata negli ultimi tempi. Ma per i 99 anni, grazie al Municipio e alla collaborazione con la Soprintendenza capitolina, Carlotta è tornata a splendere!

Se poi per i festeggiamenti volete entrare nel cuore del quartiere, proprio da piazza Brin, domenica 17 febbraio alle ore 10,30 l’associazione culturale conosciAmo Roma vi propone una visita guidata, gratuita, per girovagare tra i famosi vialetti dove si perdono frotte di romani e di stranieri. Durerà circa due ore: scoprirete i lotti più segreti, passeggiando circondati dai colori ocra e rosso degli edifici, passando per il Teatro Palladium, la scuola Cesare Battisti e tutti quegli angoli silenziosi di cui è impossibile non innamorarsi.
Sulla stessa piazza la mattina del 18 alle ore 10,00 secondo la migliore tradizione, ci sarà la celebrazione ufficiale del compleanno, davanti alle autorità locali, con le marce squillanti della banda dei Vigili urbani e gli Sgarbatelli Drum Circle. Per gli appassionati di storia, invece, potete ripercorrere le vicende dalle prime famiglie insediate nel quartiere durante gli anni Venti, tra foto sbiadite, poi a colori fino ai giorni nostri, con l’associazione Il Tempo Ritrovato, che vi aspetta il 18 febbraio alle 18,00 presso la biblioteca Moby Dick in via Egardo Ferrati 3.
E non poteva mancare all’appello lui, il centro di gravità permanente di tutti i ragazzini di ieri, oggi e domani, l’Oratorio San Filippo Neri. Sabato 23 alle ore 10,00, su quel campetto dove una volta si allenava un certo Agostino Di Bartolomei, si inaugura la coppa “Buon Compleanno Garbatella”, promossa dall’Astro con un torneo under 11 fra la Stella Azzurra e la Stella Gialla.

E mentre i giovani si svagano all’oratorio, le pantere grigie non hanno nulla da invidiare. Al centro anziani di via Pullino, il 18 febbraio alle ore 16,00, ci sarà la ventunesima edizione di “nonna Garbatella”. Lì, tra testimonianze e ricordi, sembra quasi di fare un tuffo nel passato. E tra una memoria e l’altra verrà premiata non solo nonna Garbatella, ma anche la torta più buona.

Che festa sarebbe però, senza la musica? Tranquilli, bande musicali, danze folk, organetti, tamburelli e la Filarmonica Popolare accompagneranno i vari eventi.
E a proposito di note, il 24 febbraio alle ore 15 ci sarà l’opportunità di assistere ad un amore resistente, un amore che non “more”. Stiamo parlando di quello della band Il Muro del Canto, che presenterà il suo quarto disco “L’amore mio non more”. Come location gli artisti hanno scelto piazza Damiano Sauli. Oltre alla nuova proposta musicale, ci saranno anche alcuni estratti dei lavori precedenti, ospiti e sorprese.
Insomma, la festa è appena iniziata e, con il via ai lavori di restyling da parte del Municipio, durerà fino al centenario. Tanti auguri a te Garbatella cara, che con la tua  bellezza di sempre tocchi le corde della nostra anima.

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Dal consiglio municipale

Al via verde scolastico e orti urbani.

di Gianni RIVOLTA

Manutenzione delle aree verdi scolastiche e approvazione del Regolamento comunale degli orti urbani . Con questi provvedimenti licenziati  dal consiglio di via Benedetto Croce, la Giunta di centro sinistra aggiunge due importanti risultati al carnet delle realizzazioni nel 2019. Ma vediamo nel dettaglio le questioni. All’inizio di febbraio il presidente Amedeo Ciaccheri, attraverso un comunicato stampa, aveva informato  i cittadini del recupero  all’interno del bilancio 2018  di duecento mila euro, che rischiavano di andare persi, per la manutenzione del verde all’interno di asili, scuole elementari  e  piccoli giardini municipali. L’appalto è già partito. Il primo intervento ha riguardato la potatura di ben 35 alberi , che attendevano una cura da oltre 10 anni nel giardino dell’Istituto comprensivo Settimia Spizzichino a via Aristide Leonori. Le mamme e  le operatrici  degli asili  finalmente tireranno un sospiro di sollievo. Sono in programma, infatti, altri importanti interventi al “Villaggio nel Bosco” di via Antonio Mannucci all’Ostiense, al “Bruco verde”di via Cerbara e nel plesso della “Alonzi” in via Alessandro Valignano a Garbatella.

Dopo un lungo percorso partecipativo con la rete degli orti urbani municipali, finalmente è andata in porto anche l’approvazione del Regolamento comunale: le linee guida che disciplinano la gestione dei giardini urbani e gli orti concessi in comodato d’uso alle associazioni. Si tratta di  realtà molto significative sul territorio, non solo come esperienze di recupero delle aree verdi degradate, ma come incubatori di socialità tra cittadini. Sono  iniziative avviate da diversi anni, a partire dalla prima di Lega Ambiente a via Rosa Raimondi Garibaldi, a quella degli Orti Urbani Tre Fontane di largo Virgilio Maroso, dell’Ortolino in via del Tintoretto, degli orti di via Guglielmotti alla Garbatella e quelli di Largo Veratti sulla sponda del Tevere a San Paolo.  La risoluzione, approvata all’unanimità, anche dai due rappresentanti dei 5 Stelle, con una sola astensione, ha ribadito il divieto all’uso  di fitofarmaci e concimi chimici nelle coltivazioni.

Ma sulla riapertura di via delle Sette Chiese, interrotta da più di due mesi per il crollo di alcuni massi da un costone di tufo all’altezza di via Sant’Adautto, non ci sono ancora buone  notizie: la strada di collegamento tra la Garbatella e  l’Ostiense, rimane chiusa nonostante le sollecitazioni del Municipio. La Sindaca Virginia Raggi, infatti, con una lettera al Presidente Ciaccheri ha messo le mani avanti sui tempi di riapertura della storica stradina. Secondo la missiva i lavori  prevedono la necessità di stabilizzare la parete e l’istallazione di una rete paramassi per garantire la sicurezza della circolazione. Ma una prima  stima dell’intervento da parte del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione urbana supera i limiti per l’affidamento diretto dei lavori. Quindi il Comune di Roma, con buona pace dei cittadini,  si è preso  altri trenta giorni di tempo per studiare  la progettazione dell’intervento e il contenimento del preventivo.

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Scritte omofobe alla Garbatella

“Nel forno che vorrei: Froci, zingari e giudei”. Questa è la scritta che è apparsa stanotte a Garbatella per mano di qualche nostalgico. Proprio oggi che il Consiglio Municipale si riunirà per ricordare Rosetta Stame, figlia di uno dei partigiani trucidati alle Fosse ardeatine. Garbatella si trova di nuovo a combattere con i portatori di quell’odio. Un odio legato ad un clima che deve assolutamente cambiare. Gli abitanti del quartiere infatti non ci stanno: “Che schifo, sono vigliacchi, lo fanno quando nessuno li vede” oppure, “ Niente di comico.

Solo tanta tristezza e ignoranza”.La scritta, come ha dichiarato il consigliere municipale Flavio Conia, verrà presto cancellata.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Nei congressi di circolo del Pd

 Col 68,2% stravince Zingaretti

di Anna BREDICE

Sono due i segnali che arrivano dai congressi di circolo del Partito democratico nell’VIII Municipio: da un lato la vittoria netta di Nicola Zingaretti con un risultato molto più alto di quello ottenuto a livello nazionale, dall’altro una grande  partecipazione degli iscritti che mancava da molto tempo. Zingaretti, dunque,  si presenterà in vantaggio ai gazebo il prossimo 3 marzo, quando si svolgeranno le primarie per scegliere il segretario del partito: ha ottenuto, infatti, il 68,2%  (157 voti), seguito con una netta distanza da Roberto Giachetti con il 14,8% (34 voti), un risultato quasi identico a quello raggiunto dal segretario uscente Maurizio Martina (33 voti), che si è proposto con la sua candidatura di rappresentare l’unità del partito. I dati ufficiali di Nicola Zingaretti a livello nazionale si fermano al 47,3%, Martina al 36% e Giachetti all’11%. Non stupisce il successo del Governatore del Lazio nel Municipio col ventuno per cento in più di consensi. Proprio qui, infatti, solo un anno fa  vinceva Amedeo Ciaccheri , che proprio all’esperienza di Zingaretti si era ispirato nel suo progetto politico: partendo dal basso e coinvolgendo associazioni, realtà locali, terzo settore ed estendendo l’alleanza al resto della sinistra, che aveva lasciato polemicamente il Pd negli anni precedenti. La vittoria nel III e VIII municipio, pochi mesi dopo la debacle nazionale, sono stati per il Pd romano una boccata di ossigeno, quasi una zattera a cui aggrapparsi e da cui ripartire per tentare di riprendere il territorio. Il progetto “Piazza Grande” evoca proprio un’alleanza aperta e ampia, non interessata ad accordarsi con i Cinque stelle, ma a tentare invece di recuperare i voti degli elettori grillini delusi. Le altre due candidature, quelle di Martina e Giachetti, hanno un profilo più riformista: i dirigenti renziani in parte hanno appoggiato l’ex segretario, altri, in misura minore, sostengono Giachetti.

Nel nostro Municipio, come del resto a livello nazionale, sono stati esclusi gli altri candidati: Dario Corallo ha ottenuto 4 voti, Francesco Boccia e Maria Saladino uno ciascuno. Al circolo di via del Gazometro c’è stato un confronto molto aperto e interessante, non si è discusso di temi locali ma di politica in senso stretto, visto che si vota per il segretario del partito. I racconti di chi ha partecipato alla discussione riportano tutti la necessità, di “ricostruire il partito come comunità, per tentare di migliorare il senso di uguaglianza e giustizia sociale che si è perso” e poi aggiungono: “bisogna ritrovare lo spirito di indignazione, di cui ci sarebbe tanto bisogno di questi tempi”. Gli iscritti al Partito democratico nell’VIII municipio sono 357, ma molti hanno un’età intorno ai 50 anni, se non più alta. Mancano i giovani sotto i 30 ed è questa la missione che si ripropone il segretario locale dei democratici, Flavio Conia, alla guida del partito in un municipio molto vasto con oltre 130 mila abitanti. Un territorio che si estende da Grottaperfetta e Montagnola, due quartieri con un elettorato di sinistra più fedele, fino ad Ostiense e Garbatella con una popolazione e un voto più diversificato. “Ma il coinvolgimento dei giovani, già alle primarie del 3 marzo- dicono- dovrà partire dai problemi e i bisogni del territorio, andando ad ascoltare i cittadini”. Per questo i Democratici hanno  deciso di svolgere un’assemblea ogni mese nei diversi quartieri del municipio, andando ad incontrare gli abitanti. E’ di pochi giorni fa il primo incontro  a Grotta perfetta.

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Alla scuola media di via Macinghi Strozzi

Ventitrè pietre d’inciampo interrate nel giardino

di Lorena GUIDALDI

Sulle pietre colorate d’oro hanno scritto il nome, la data di nascita e di morte col pennarello nero. Ventitré pietre d’inciampo,  in ricordo dei migranti vittime  dei naufragi nel Mediterraneo, sono state interrate dagli studenti della scuola media di via Macinghi Strozzi in un angolo del cortile, che hanno voluto chiamare il Giardino dei Giusti, simbolo di ogni tragedia umana. In occasione delle celebrazioni del  Giorno della Memoria,  infatti, martedì 29 gennaio le lezioni nell’istituto della Garbatella  sono state sospese per due ore, aderendo  allo “sciopero alla rovescia”, partito dal Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca e che via via si è allargato in tutta la città.

 “La conservazione della memoria passa sicuramente per la scuola – ha spiegato la professoressa Federica Novelli- Oltre all’ormai consueta piantumazione di un ulivo in ricordo dell’Olocausto, realizzata dalle classi Terze,  in questo giorno simbolico i ragazzi della 1°D hanno raccolto i sampietrini nelle strade del quartiere, li hanno dipinti  e hanno voluto lasciare questo segno indelebile in un angolo del giardino.”

A sottolineare come, in una scuola sempre più multietnica, la solidarietà e l’accoglienza siano la base per una convivenza rispettosa di tutti, qualche settimana fa  gli studenti della 2° F hanno realizzato una performance teatrale sui migranti al Teatro Palladium, in occasione del recente incontro tra il Municipio VIII con il sindaco Mimmo Lucano nell’ambito della manifestazione “Riace Premio Nobel per la Pace”.

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Al Pincetto di piazza Benedetto Brin

Degrado al lotto 5: crolla anche un fregio del “barocchetto romano”

di Stefano BAIOCCHI

Cento anni e sentirli tutti. La Garbatella sta mostrando interamente l’età che porta, perlomeno in alcuni scorci, purtroppo nei più celebri.
Da diverso tempo, infatti, al Lotto 5 di piazza Benedetto Brin, le abitazioni sono in uno stato di ingente degrado; i muri mostrano evidenti crepe legate all’incuria e allo scorrere del tempo, i tetti sono fatiscenti mentre i terrazzi sono soggetti a infiltrazioni. Non bastasse, anche le mura che circondano il condominio cadono a pezzi. Ed è di pochi giorni fa un intervento del Comune, per  impedire ulteriori crolli sulla strada, in via Alberto Guglielmotti.


A ciò si aggiunge, da diversi mesi, la chiusura di via delle Sette Chiese a causa di uno smottamento tra via Sant’Adautto e via Alessandro Cialdi, mentre dal terremoto del 30 ottobre 2016 il ponte di via Giulio Rocco – proprio sotto il Parco di piazza Brin – è totalmente chiuso al traffico e dovrà essere demolito e ricostruito daccapo. Sulla stessa via delle Sette Chiese, nel tratto già pedonale, un bel pezzo delle mura è stato puntellato per impedirne la caduta. Insomma siamo in presenza di un deterioramento generalizzato, ma non sembra che le opere di ristrutturazione arriveranno presto.

A complicare le cose sul Lotto 5, targato Innocenzo Sabbatini, si accavallano diverse  competenze : i vincoli del Ministero dei Beni Culturali e contestualmente la gestione ordinaria dell’Ater. In realtà, proprio l’Azienda romana per l’edilizia residenziale è intervenuta installando delle impalcature all’interno delle abitazioni, che hanno evidenziato i maggiori problemi legati all’ammaloramento. Si tratta tuttavia di un provvedimento di emergenza, in attesa di una vera e propria operazione risolutiva. Un altro intervento tampone ha visto una ditta edile apporre delle vere e proprie pezze lungo i muri di una palazzina: il risultato ottenuto non si discosta dal mimetismo dei felini della savana africana.


E a proposito di felini, di recente, dopo pochi giorni di maltempo, si è verificato anche il crollo e il conseguente sbriciolamento di un fregio raffigurante una leonessa. Uno di quei particolari del “barocchetto romano”che lo hanno reso famoso in tutta Roma e non solo.

In questo ginepraio di competenze ci sono i proprietari disperati, che metterebbero mani al portafogli per la ristrutturazione, mentre gli inquilini attendono un intervento radicale da parte dell’Ater.

Ciò che colpisce è che proprio il luogo dove fu posta la prima pietra, nel febbraio 1920, il luogo della fondazione della Borgata Giardino Concordia

( Garbatella) sia oggi in queste condizioni. Andrebbe invece salvaguardato, posto sotto una teca e mostrato al mondo intero come uno degli esempi più affascinanti dell’edilizia del primo Novecento. A questo proposito il Municipio, per migliorare il decoro della piazza, ha avviato una serie di interventi di pulizia con i gruppi locali di Retake ed ha in programma la ristrutturazione della scalinata di accesso al Pincetto.

L’interrogativo che si pongono, non soltanto proprietari e inquilini, ma anche i cittadini del quartiere, è cosa accadrà da qui ad un anno, quando la Garbatella celebrerà il suo primo secolo di vita e vedrà nuovamente accendersi i riflettori dei media e l’interesse dei tanti appassionati di architettura (e non solo), che giungeranno a Roma per l’occasione.

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Organizzato dal CdQ Grottaperfetta un incontro sulla prevenzione.

Incendio a via Learco Guerra: tredici famiglie ancora fuori casa

di Sandra GIROLAMI

Non si scherza col fuoco e, soprattutto,  è importante prevenire  per evitare  disastri com’è  accaduto  il  27 dicembre scorso in via Learco Guerra, a Roma 70. Quella tragica sera le fiamme hanno distrutto un appartamento e reso inagibili quelli dell’intera scala B. Sei persone finirono all’ospedale, di cui una in codice rosso per infarto causato da inalazione di ossido di carbonio, e tredici famiglie rimasero fuori casa . “E’ stato un vero miracolo che nessuno ci abbia lasciato la pelle – ha commentato Mario Semeraro presidente del Comitato di quartiere Grotta Perfetta – Per questo il 2 febbraio presso il teatro della Parrocchia Santa Maria Annunziata abbiamo organizzato una conferenza  sulla prevenzione e la sicurezza, cui hanno partecipato moltissimi cittadini insieme  alla squadra dei Vigili del Fuoco, gli angeli custodi che quella sera spensero l’incendio. Il nostro municipio è il secondo a Roma  per invecchiamento della popolazione. Occorrono politiche sociali, ma anche  una maggiore  cultura della solidarietà per combattere la solitudine ”.  E di solidarietà hanno parlato  anche Anna Ventrella volontaria e presidente del MoVI Lazio e  Massimo Mori, testimoni oculari scampati alle fiamme . “Dopo aver chiamato i vigili  del fuoco abbiamo provato ad azionare la manichetta dell’acqua della scala: niente da fare, non c’era pressione.  Allora  siamo scesi in strada al buio, in ciabatte insieme agli altri. I vicini guardavano dalle finestre, facevano fotografie, ma nessuno è sceso con qualche coperta o con dell’acqua da bere per i vigili del fuoco, che lottavano da ore per spegnere l’incendio. Mi ha molto addolorato questa mancanza di condivisione. Le istituzioni, invece ci sono state vicine: la sera siamo stati trasferiti in un residence al Flaminio, dove siamo rimasti  un mese ed ora siamo in affitto alla Garbatella”. Ma non tutti hanno trovato un sistemazione e  per  rientrare  in casa dovranno aspettare da sei mesi ad un anno”.   All’incontro erano presenti  l’Assessore all’Ambiente del Municipio  Centorrino e il Vicepresidente Capone, che hanno assicurato  l’appoggio del governo locale  per una campagna di educazione nelle scuole .

Come prevenire gli incendi, che in Italia mietono duemila morti l’anno, lo  hanno spiegato i Vigili della squadra  guidata dal Caporeparto Maurizio Efrati :”Gli accumulatori seriali, diffusi soprattutto tra gli anziani,  sono un vero pericolo:  scatoloni  accatastati pieni di  indumenti, carta, libri, a volte arrivano fino al soffitto. Nella zona ne sono stati individuati una cinquantina ed è importante segnalarli  ai servizi sociali”. Anche ciabatte,  stufette elettriche  o con la bombola non a norma CEE,  sono tutte  possibili  micce . Ricordarsi poi di chiudere  il gas la notte e quando si esce di casa,  sostituendo ogni cinque anni il tubo che collega  il rubinetto  ai  fornelli.  Da non trascurare  la manutenzione di  idranti, manichette ed  estintori nelle scale e nei garage. Attenzione, infine, a non parcheggiare le macchine in modo selvaggio per non ostacolare  i mezzi di soccorso. L’augurio è che non accada mai di doverlo fare, ma ,di fronte al fuoco,  chiudete la porta del locale in fiamme e chiamate subito la sala operativa allo  06/4672259.

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Il Centro anziani apre un caffè letterario

Non solo ballo al casale ceribelli

di Andrea ESPOSITO

Diverso dal solito. È l’impressione che dà a prima vista il centro anziani Casale Ceribelli, vicinissimo al mercato coperto della Montagnola. Location molto bella, edificio ristrutturato e posizionato in un’ampia area verde. Immancabile il campo di bocce, primo dettaglio ben visibile entrando al civico 36 di viale Pico della Mirandola. Sulla collinetta che ospita il centro è presente anche un parco giochi per bambini: generazioni a confronto.

La giornata è uggiosa, ma di certo il meteo non spaventa gli utenti, che ogni pomeriggio si riuniscono qui. Entrando nella sala principale, si percepisce subito un senso di calore e accoglienza. Ma soprattutto di vitalità. Vitalità che ritroviamo in pieno nel presidente del centro, Mimmo De Matteis, che orgoglioso ci racconta tutte le straordinarie attività proposte al Casale Ceribelli. “Siamo un po’ diversi dagli altri centri anziani”, comincia Mimmo, “tutti spesso si limitano al ballo o alle carte. Noi facciamo di più”. Non che queste due cose manchino, anzi. Lo sanno bene i quattro accaniti sfidanti, cui abbiamo interrotto per qualche minuto la partita di burraco con la nostra visita. “Di sabato c’è il ballo, fino alle sette e mezza!”, sottolinea una signora dal tavolo vicino. Ma qui dentro si fa molto di più. Lodevole l’iniziativa del Caffè Letterario, in cui ognuno sceglie di leggere un libro da raccontare poi ai propri compagni. Come l’anno scorso, tante le iniziative in collaborazione con il Comitato di Quartiere, a partire dalla festa di Carnevale, che vedrà coinvolti gli anziani del centro e i bambini delle scuole limitrofe. Insieme ad insegnanti e genitori,  nonni e nipoti sfileranno per il quartiere, concludendo il giro in maschera a piazzale Caduti della Montagnola. Qui, dovrebbero essere accolti anche dalla banda, che dal 19 febbraio si accaserà per le prove proprio presso il Casale Ceribelli.

Moderno, con tante iniziative e aperto al territorio per il bene di chi lo frequenta e dell’intera comunità: questo è lo spirito di un centro anziani funzionale non solo per i suoi ospiti, ma per tutto il quartiere.

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Avanzata al Comune la richiesta di 250 mila euro

Quando apriranno casa di Vale e di lanfranco?

di Eraldo SACCINTO e Gianni RIVOLTA

Richiesto al Comune di Roma il finanziamento per consentire l’apertura di due case famiglia per disabili: “Casa di Vale” a piazza dei Navigatori e “Casa di Lanfranco” a via Ambrosini. Due strutture che rispondono alle preoccupazioni delle famiglie per il futuro dei propri figli e che permetterebbero di trovare possibili alternative all’istituzionalizzazione, coinvolgendo in modo diretto gli utenti stessi nella costruzione e realizzazione del proprio progetto di vita.

 Si tratta, infatti, di piccole residenze familiari di poche persone, il cui fine è quello di poter proseguire un percorso di autonomia e di integrazione sociale nella vicinanza ai propri congiunti, che destinano a tale scopo risorse immobiliari di proprietà. Strutture ricettive che prevedono un massimo di sei utenti, che sono stati preparati attraverso la frequentazione al “Dopo di Noi”.

La risoluzione del Municipio, votata all’unanimità con una sola astensione (5Stelle), ben si inquadra nel contesto degli interventi promossi a sostegno delle persone con disabilità, attivi nel territorio municipale sin dall’anno 2004, attraverso il progetto “Casa famiglia per la preparazione al dopo di noi” e “Casa Nostra”, una grande esperienza, che a tutt’oggi vede la partecipazione di 32 ospiti in età adulta, i quali la frequentano per sei settimane l’anno.

“Casa di Vale” e “Casa di Lanfranco”, sono già state dichiarate idonee all’uso da parte del Dipartimento comunale alla fine dello scorso anno. La prima è destinata a sei persone con disabilità intellettiva di livello medio e medio-grave e la seconda, invece, per quattro ospiti che presentano una buona autonomia personale e sociale e possibilmente già inserite in percorsi di inclusione lavorativa. Già nel 2014 fu presentata dal Municipio, dalle associazioni e dalle famiglie alla Amministrazione Capitolina dell’epoca, una richiesta per la realizzazione dei due progetti, che, nonostante gli apprezzamenti sul merito, non  riuscirono ad ottenere alcun riscontro economico. Le case furono allora realizzate con grandi difficoltà da parte dei familiari dei ragazzi senza che siano mai pervenuti i fondi richiesti per la loro apertura completa. L’unica possibilità di utilizzo attuale, infatti, a causa di questa carenza, rimane relegata ai fine settimana.  “ Il tema di queste due case famiglia è una vecchia questione in questo Municipio – ha ribadito in aula Flavio Conia – ma purtroppo il Comune non ci vuole sentire, infatti, in sede di discussione del Bilancio capitolino ha respinto un ordine del giorno, che prevedeva il finanziamento di 250 mila euro per l’apertura di queste due strutture. Ora dobbiamo ricominciare da capo e chiedere di nuovo questi fondi, somme abbastanza irrisorie per una città come Roma”. Per il consigliere 5 Stelle Enrico Lupardini, che si è astenuto sulla risoluzione : “è solo polemica politica con il Comune, che invece le sta aprendo le case famiglia, anche nel nostro Municipio. L’ultima è stata inaugurata a Ostiense a ottobre. E’ la Casa del SuperEroe, dove trovano ospitalità le mamme dei bambini operati all’ospedale pediatrico Bambin Gesù”. “Ma – ribatte Alessandra Aluigi, assessora ai Servizi sociali- forse il consigliere Lupardini non sa che la Casa del SuperEroe è stata finanziata da privati senza alcun contributo del Comune e, comunque, non è destinata ai disabili adulti come quelle  proposte nel progetto Dopo di noi”.

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Una storia da strappare all’oblio

Raffaella Chiatti: Infermiera partigiana

di claudio D’AGUANNO

Non sono molte le donne che hanno avuto degno riconoscimento per il ruolo svolto nella lotta di Liberazione. Nella disputa dei numeri, che rende a tutt’oggi incerta l’esatta consistenza dell’opposizione armata al regime fascista, la presenza femminile ha spesso subito il peso d’una minore considerazione ovvero d’una sua riduzione a ruoli marginali o subalterni.
Rileggere oggi le motivazioni delle onorificenze consegnate alle gappiste di via Rasella può pure riempire d’orgoglio, ma in tante frasi belle, per quanto zeppe della retorica resistenziale del tempo, è possibile rintracciare il difetto d’una memoria non sempre
all’altezza. E’ premiato come “virile” il contegno di Maria Teresa Regard detenuta a via Tasso e sempre “virile” è il coraggio con cui Lucia Ottobrini, Marisa Musu e Carla Capponi, si “battevano a fianco dei compagni di lotta”. Per compensazione si è finito invece per sminuire l’apporto delle tante, che scelsero di interpretare nelle forme più diverse la loro avversione al regime. “I riconoscimenti partigiani — ha recentemente ricordato Margherita Becchetti, ricercatrice del Centro studi Movimenti- sono tutti maturati nell’Italia del dopoguerra e risentono dell’influenza culturale di quella società maschilista e piena di pregiudizi che era l’Italia del ‘45 […] A richiederli peraltro furono soprattutto uomini cioè i mariti, i fratelli o figli, di tante donne che pur senza imbracciare un’arma scelsero bene da che parte stare.” Del resto poi, una volta distribuite le credenziali di patriota a militanti attive nella lotta antinazista, quasi sempre su di loro è calato il velo della dimenticanza, dell’oblio, della distrazione istituzionale.
Una storia esemplare in questo senso è quella di Raffaella Chiatti. Di professione infermiera, la Sora Lella del lotto 7 alla Garbatella ha già un’età avanzata quando le vicende della guerra la vedono coinvolta.
E’ nata nel 1904, quando il nome del quartiere giardino era solo un’indicazione toponomastica, e i suoi quarant’anni all’indomani dell’8 settembre fanno di lei la veterana di quel gruppo di giovani gappisti che agisce sul quadrante Ostiense. Il suo lavoro alla Croce Rossa la esenta dalle ferree regole del coprifuoco e lei si presta alla perfezione per il ruolo di staffetta. La sua casa poi, in quella Via Sant’Adautto dove abita e che è un piccolo borgo quasi separato dal quartiere, s’affaccia su via delle Sette Chiese, a ridosso del ponticello che collega a piazza Brin, offrendo un punto di osservazione prezioso sulla strada di accesso al quartiere. Raffaella così finisce per ricoprire un ruolo che va al di là della “postina partigiana” mettendo spesso a rischio la sua personale incolumità.
Documenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, datati settembre 1947, certificano la sua scelta di campo, ma in seguito a ricordarla sono solo le memorie sparse dei suoi compagni. Libero Natalini, in occasione di un incontro pubblico in Villetta, lo fa rievocando il rastrellamento operato il 13 marzo ’44 dalla banda Koch a Garbatella: “a casa del Cipolla, cioè Gastone Mazzoni, s’era riunito il gruppo operativo per programmare altri sabotaggi.. fu Lella a andare in giro di notte per avvisarci del rastrellamento e a darci l’opportunità di non essere presi…”.
Altre voci della VII Gap concordano: “Alla Romana Gas uscivano gli spezzoni che poi si riempivano di polvere nera balistite e s’usavano per far saltare le salmerie dei tedeschi all’Ostiense.. nel trasporto Lella ha svolto un ruolo molto prezioso..” Raffaella Chiatti è di fatto l’unica donna nel gruppo eppure la cosa in tempi recenti ha trovato spazio solo per merito degli interventi di Cosmo Barbato e Gianni Rivolta, che nelle loro ricerche non mancano di citarla: “Alla Garbatella operava la cosiddetta settima zona Gap. Ricordiamo solo alcuni nomi: Mario Bernardi, Gastone Mazzoni, Giuseppe e Orlando Lombardi, Libero Natalini, Mario e Alberto Polimanti, Giovanni Maroni, Elio Brini, Silvio e Andrea Coltellacci, Fernando Proietti, Reval Romani, Angelo Gloriani, Raffaella Chiatti, Renato Peret, Paride Mobile, Marcello Vari, Maceo Moretti, Garibaldi Dodici, Lamberto Cristiani.” (così Cosmo Barbato su resistenzaitaliana.it).
In tanti anni, tra celebrazioni ufficiali e memorie mancate, a farla tornare al centro delle cronache sarà purtroppo un evento tragico. I giornali parlano di lei il 23 gennaio 1993. Il giorno prima, vittima di un’aggressione in casa per opera certamente d’un balordo che voleva rapinarla, la Sora Lella muore per soffocamento. Ha da poco compiuto 89 anni e nel racconto della triste vicenda riportato sui quotidiani sono pochi quelli che la ricordano per il suo passato militante. Molti abbondano sui particolari del crimine. Qualcuno con affetto insiste sul lavoro da infermiera, che faceva da ragazza e che, nonostante l’età, continuava in qualche modo ancora a esercitare.
Oggi, a venticinque anni dalla sua scomparsa, il nome di Raffaella Chiatti non è ripreso in nessuna delle diverse iscrizioni che in giro per Garbatella ricordano i componenti delle formazioni comuniste, socialiste o di Giustizia e Libertà che qui operarono.
La sua vicenda però merita certamente più d’una citazione occasionale e una “targa d’inciampo” a lei dedicata sarebbe un più che giusto omaggio.
Un ricordo degno per lei e la sua storia di popolana, semplice e determinata, che al momento opportuno fece, da donna, la scelta più giusta.

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La commemorazione a via Rosa Raimondi Garibaldi

Una targa ricordo per Primo De Lazzari

Di Ottavio ONO

Garbatella ricorda “il Bocia”, questo era il suo nome di battaglia. Il 19 gennaio in via Rosa Raimondi Garibaldi al civico 42, dove abitava, è stata posta da Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio, una targa alla memoria del partigiano garibaldino Primo de Lazzari. Sotto una pioggerella intermittente la cerimonia è proseguita di fronte, nel parco di Lega Ambiente, dove è stata piantata una quercia per commemorare il secondo anniversario della sua scomparsa. La scelta dell’albero nasce forse dal libro a lui dedicato “Una quercia sottile”, ritratto collettivo di un partigiano a cura di Serena D’Arbela con i contributi e le testimonianze di coloro che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. “Chi pianta un albero pianta una speranza” diceva così in una celebre frase  Lucy Larcom, poetessa statunitense. Ed era il compito che Primo aveva scelto di affidarsi, trasmettere ai ragazzi, attraverso le testimonianze dei fatti, la speranza che si può cambiare la propria condizione lottando :“Noi, ribelli per amore non per odio, combattiamo per la Giustizia, per la Libertà, per l’Uguaglianza, per una coscienza onesta e responsabile”. Queste cose amava ripetere ai giovani alunni delle scuole superiori e medie durante i suoi incontri,  sui quali suscitava un fascino magnetico, tanta era la sua capacità comunicativa di appassionare al racconto anche generazioni così distanti. Primo de Lazzari, il partigiano comunista, si era trasferito nel 1962 alla Garbatella, dove è vissuto fino al 2016. Ricercatore storico, giornalista, autore di numerosi libri sulla Resistenza, faceva dell’impegno politico e sociale un dovere nei confronti della collettività. Aveva un profondo rispetto della vita, che aveva istintivamente difeso dalla ottusa brutalità dell’oppressore fin da ragazzo, con la sua decisione di partecipare alla guerra di liberazione, rivendicando il diritto ad un futuro di speranza, ad una vita migliore. La sua scelta non fu mai ostentata come un trofeo da esibire, ma rivendicata con umiltà e intelligenza. Chi lo ha frequentato, lo descrive come un uomo gentile, un piccolo grande uomo pieno di coerenza e coraggio. Sono questi, forse, gli elementi propulsivi che lo hanno spinto, insieme ad una grande passione, a proseguire nel suo cammino di impegno e di studio fino a portarlo ad assumere sempre maggiori responsabilità nel suo ruolo di dirigente di partito ed intellettuale. Nella sua vita ha sempre sostenuto il valore della democrazia progressiva, elemento essenziale nel processo sociale per l’affrancamento dei più deboli. Il Bocia direbbe:”Siamo condannati a lottare per sempre poiché il bacillo dell’oppressione, sotto qualunque forma, non muore mai”.

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Scuola Cesare Baronio la dedica nell’atrio non sarebbe alla moglie del generale americano Wayne Clark

Un alone di mistero sulla lapide a Mary Alice Clarke

Chi era veramente Mary Alice Clarke? È questa la domanda a cui non si riesce a dare risposta leggendo la lapide posta dell’atrio d’ingresso dell’Istituto Cesare Baronio in via delle Sette Chiese, al civico 109.

Entrando nel portico della prima scuola media della Garbatella, inaugurata nell’immediato dopoguerra, sulla sinistra, infatti, è murata una targa di marmo in memoria di Mary Alice Clarke con le date di nascita e di morte: 13 novembre 1894 e 21 ottobre 1942 e una frase tratta da una sua lettera al marito. Sotto questa insegna un documento dattiloscritto, dal titolo “Significato della lapide”, racconta la presunta storia del Generale Mark Wayne Clark (senza la “e” finale) soprannominato da Winston Churchill “L’aquila americana” e famoso per aver liberato Roma il 5 giugno del 1944. Secondo il dattiloscritto nell’ottobre del 1942, mentre era impegnato in una missione in Nord Africa, la sua giovane moglie morì dopo una dura malattia. La donna era a Roma perché desiderava ricongiungersi al marito in quel momento in Marocco.

Il Generale Clark, arrivato nella Capitale, avrebbe ritrovato i manoscritti della consorte e avrebbe lasciato in suo ricordo una certa somma per contribuire alla costruzione della nuova scuola. Accanto al documento, a sostegno di questa ipotesi, due foto del Generale danno l’idea che stia leggendo le carte scritte dalla moglie. Ma, mentre su Mark Clark ci sono molti riferimenti storici e biografici, di quella Mary Alice Clarke non si trovano notizie.

Della vita privata del famoso generale è possibile trovare molti dettagli sulla versione inglese di Wikipedia. Nasce a Madison Barracks nel 1896, nel 1924 sposa Maurine Doran (1892 – 1966) e muore nel 1984 a Charleston, nella Carolina del Sud. Dal loro matrimonio nasceranno due figli: William Doran Clark e Patricia Ann Oosting. Dopo il 1966, rimasto vedovo, il Generale sposerà una certa Mary Dean. Quindi rimane un mistero l’identità di questa Mary Alice Clarke.

Purtroppo non esistono documenti in merito neanche nell’archivio della chiesa di San Filippo Neri, le uniche informazioni sono quelle presenti nel portico.

Sul sito web della scuola media Cesare Baronio c’è la storia dettagliata della nascita dell’istituto, ma nessuna menzione dei due protagonisti di questa vicenda. Anche sui registri del cimitero Verano non vi è traccia di Mary Alice Clarke. Perché allora viene descritta come moglie del Generale, mentre in realtà egli risulta sposato con Maurine Doran?

Se qualche vecchio scolaro ricordasse dei particolari o qualche accenno raccontato da Padre Melani o Padre Guido negli anni passati, potrebbe aiutarci a svelare questo mistero.

Il Generale Mark Wayne Clark, comandante della 5ª Armata americana, durante il suo ingresso a Roma. Foto di Jacques Belin
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Via al bando pubblico per la piscina di viale Giustiniano Imperatore

Un fulmine a ciel sereno per la lazio nuoto

di Massimiliano GIOVANNOLI

E’ in forse la permanenza della Lazio Nuoto nella piscina di viale Giustiniano Imperatore a San Paolo. Il 16 gennaio, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando di concessione per l’impianto sportivo e nei giorni seguenti l’Assessore allo Sport Daniele Frongia, a confermare le intenzioni della amministrazione comunale, ha dichiarato che verrà messo “ a bando il più alto numero di impianti in scadenza, scaduti o chiusi, dando ai cittadini la possibilità di usufruire di spazi sportivi adeguati e di livello. Questo è solo il primo bando previsto per il 2019, ne seguiranno a breve altri”.
Stiamo parlando di un provvedimento, che riguarda l’ impianto sportivo realizzato al pian terreno di viale Giustiniano Imperatore 199, uno stabile costruito qualche anno fa, per ospitare le famiglie allontanate da casa in seguito all’abbattimento di un edificio pericolante a poche decine di metri di distanza. Lì, nel 2010, è stata ricollocata la società sportiva Lazio Nuoto, ma la sua presenza nel territorio è molto più lunga. Risale infatti a più di 30 anni fa l’apertura della prima piscina comunale targata
Lazio in uno stabile attiguo.
Un rapporto che però attualmente – sostiene l’assessorato- è figlio di una concessione ” scaduta e senza richiesta di prolungamento”. Di diverso avviso è Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto.
Questa estate, a detta di alcuni organi di stampa, avrebbe avuto assicurazione dal presidente della commissione sport del Comune Angelo Dario che ci sarebbero voluti almeno un paio d’anni prima che la struttura venisse messa a bando. Infatti la Società stava già preparando il project financing, il reperimento di fondi a garanzia per la iscrizione al bando pubblico.
C’è preoccupazione e sconcerto tra gli utenti e gli atleti delle piscina di viale Giustiniano Imperatore “la società è cresciuta con noi ragazzi del quartiere- sottolineano molti di noi, nel corso degli anni, hanno contribuito a portare medaglie, tra cui molte olimpiche.
Non vorremmo che la S.S. Lazio Nuoto dovesse veramente lasciare la piscina comunale” .
Qui sono iscritti moltissimi romani che da anni praticano sport a prezzi popolari; infatti sono 1800 i soci ai quali “sarà comunque garantito, nelle more dell’esecuzione del bando – fa sapere l’assessore Frongia – il normale svolgimento delle attività”.
Questa per la Lazio Nuoto sarà la gara più faticosa: non ci si batte per coppe o medaglie, ma per ben sei corsie di venticinque metri.

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Parco di Grottaperfetta: trovate le fondamenta di un’ antica costruzione

Durante i lavori di sistemazione per l’apertura del secondo ingresso al Parco di Tormarancio, all’angolo tra via di Grottaperfetta e via del Carpaccio, sono state trovate le fondamenta di una costruzione probabilmente di epoca medievale. L’area interessata
è oggetto di ulteriori verifiche sotto la tutela della Sovrintendenza archeologica e dei tecnici del parco dell’Appia Antica, di cui fa parte integrante.

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Notizie brevi

Raccolte più di 400 firme per il centro culturale Tormarancia
Si terrà il 21 febbraio alle 18,00, presso la sala della Parrocchia
Nostra Signora di Lourdes, l’Assemblea del Comitato centro
popolare polivalente insieme all’Associazione parco della Torre
per illustrare i risultati dell’inchiesta on line e costituire un
gruppo di lavoro per la progettazione partecipata dell’ex scuola
Mafai, in vista del centro culturale del quartiere.

Buone Parole
Giovedì 21 febbraio ore 10,30, presso la Sala Consiliare “Piacentina
Lo Mastro” del Municipio Roma VIII, in via Benedetto
Croce 50, avrà luogo una lezione aperta su un uso non sessista
della lingua italiana.
L’incontro è promosso dalla Consulta Femminile del Municipio
Roma VIII in occasione della Giornata Internazionale della
Lingua madre.

Cisl Garbatella: nuovo sportello per gli anziani
E’ stato attivato, il lunedì pomeriggio, presso la federazione
Pensionati della Cisl, in viale Guglielmo Massaia 47, uno
sportello di ascolto rivolto ai cittadini anziani, e non solo, sulle
difficoltà e problematiche della vita di ogni giorno. L’iniziativa
è promossa dal Coordinamento Donne del Sindacato.

Montagnola: clarinetti e tromboni cercasi
La banda musicale della Montagnola, che nei giorni scorsi si è
esibita per la prima volta tra i banchi del mercato rionale di
via Pico della Mirandola, cerca dei musicisti. E’ richiesto il
possesso dello strumento e una minima competenza musicale.
Prevalentemente si cercano sax, clarinetti, trombe e tromboni,
ma anche strumenti a percussione ( cassa, rullanti e piatti).
Info 06.45506613.

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Municipio VIII: tante le iniziative sulla giornata della Memoria

dalla Redazione

Nel Municipio Roma VIII –ha dichiarato il presidente Amedeo Ciaccheri- “riannodare i fili sparsi della memoria è un impegno diffuso e quotidiano” e per questo, in coerente continuità con una tradizione forte e diffusa, anche quest’anno i nostri quartieri sono stati protagonisti di decine di iniziative. In molti casi sono state le istituzioni a promuoverle ma, in altrettante circostanze, sono state singole associazioni o circoli territoriali di partiti di sinistra a dare vita a momenti di incontro particolarmente sentiti.

Qui di seguito riportiamo solo alcuni degli appuntamenti che per un’intera settimana, e anche più, hanno attraversato i nostri quartieri.

Martedì 15 gennaio Via Valeria Ruffina 66 a Tor Marancia

Al primo posto nell’agenda la pietra d’inciampo dedicata a Giovanni Tagliavini e su cui Cara Garbatella ha dato già ampio spazio. L’iniziativa, nata dal lavoro di ricerca di Eugenio Iafrate e di Claudio D’Aguanno “consulente per la memoria del Municipio Roma VIII”, è stata promossa dall’Associazione Parco della Torre e sostenuta dal Municipio con la presenza del presidente Ciaccheri.

 

Martedì 22 gennaio, ore 21.00 – Teatro Palladium

A TESTA ALTA. STORIA DI MORETTO

Spettacolo teatrale sulla vicenda di Pacifico Di Consiglio che non si arrese mai alla dittatura italiana e non chinò la testa davanti all’occupazione straniera.

Evento realizzato da Fondazione Museo della Shoah – Onlus.

 

Giovedì 24 gennaio, ore 17.00 – Sala consiliare Municipio Roma VIII

UN PONTE DI LIBRI

Mostra bibliografica e presentazione dell’opera di Jella Lepman, donna, ebrea, fuggita dalla persecuzione nazista rientrerà in Germania per occuparsi della “ri-educazione” delle donne e dei bambini tedeschi, e per offrire loro “cibo per la mente” affinché mai più potesse ripetersi quanto accaduto con il nazismo.

Evento realizzato da Lottavolegge e Biblioteche Di Roma.

 

24, 25, 26 gennaio – Nelle scuole del Municipio Roma VIII

La Memoria della Shoah raccontata alle studentesse e agli studenti delle nostre scuole attraverso la proiezione di film, letture di brani significativi, spettacoli teatrali, Cerimonia del sasso, laboratori di pittura di Pietre d’inciampo simboliche in un programma di iniziative diffuse per stimolare protagonismo giovanile e per non dimenticare. Con il patrocinio e la partecipazione diretta del Municipio.

 

Sabato 26 gennaio, ore 18.00 – Comunità di Base San Paolo

PORRAJMOS, LA MEMORIA DI TUTTI

Un’iniziativa per ricordare la “Devastazione” di Rom, Sinti e Caminanti, vittime anch’essi dello sterminio nazista. Parole, musiche, poesie, ricostruzioni storiche, analisi e prospettive per ricordare il sacrificio di oltre mezzo milione di Rom.

Evento realizzato da Associazione Cittadinanza e Minoranze.

 

Sabato 26 h.10.30 Millepiani Via Nicolò Odero 13

POLISPORTIVA G. CASTELLO, fondata nel 1967, con il patrocinio della Regione Lazio e del Municipio Roma VIII e la collaborazione delle associazioni Unione Veterani dello Sport – Del. Reg. Toscana -, Cara Garbatella e Millepiani Coworking.

Mostra realizzata dal Comune di Scandicci CAMPIONI NELLA MEMORIA

Storie di atleti deportati nei campi di concentramento

L’idea di questa mostra è di Barbara Trevisan, docente di scienze motorie sportive a Scandicci: “Questa mostra è nata dalla convinzione che la trasmissione della memoria spetti a tutti, ma in modo particolare a chi è stato toccato dalla tragedia delle deportazioni, seppure in modo indiretto, e che le storie delle singole persone possano essere la testimonianza più forte e incisiva per le nuove generazioni. Lo scopo è quello di osservare la più grande tragedia del ventesimo secolo, anche dal punto di vista sportivo, rendendo onore e gloria a tutti quegli uomini e donne che nella loro vita hanno incarnato gli ideali sportivi e, con le loro scelte, hanno difeso i principi di libertà, di uguaglianza e di tolleranza”.

 

Domenica 27 Basilica di San Paolo: Pedalando nella Memoria 2019

Appuntamento alle ore 9,15. Il percorso ha attraversato la città partendo da Parco Schuster, passando il ponte Settimia Spizzichino per fare una prima tappa a Tor Marancia Fosse Ardeatine. Di qui la strada in bici ha ripreso poi per Porta San Paolo, Portico d’Ottavia e via dei Zingari. Quindi verso San Giovanni e via Tasso per concludersi al Casale della Cacciarella in via di Casal Bruciato 11. Il punto d’arrivo è poco più avanti della Stazione Tiburtina dove, dal binario 1, partivano i convogli diretti ai campi di sterminio e dove, appunto, quella tragica mattina del 4 gennaio 1944, fu caricato Giovanni Tagliavini, “un indesiderabile residente a Shangai”, destinazione Mauthausen.

 

Domenica 27 gennaio. Un itinerario attraverso le tracce della memoria

Promossa dai circoli PD di Roma VIII tre tappe per ravvivare il ricordo e rinnovare l’impegno a non dimenticare. La mattinata è iniziata in Via Valeria Rufina con la visita alla pietra d’inciampo dedicata a Giovanni Tagliavini, proseguendo poi a Piazza Ricoldo da Montecroce nel ricordo di Enrica Zarfati, per concludersi al ponte dedicato a Settimia Spizzichino. Qui, alla presenza di Flavio Conia, di Enzo Foschi e delle istituzioni municipali (presenti tra gli altri, oltre al Presidente Amedeo Ciaccheri, gli assessori alle politiche sociali Alessandra Aluigi e alle attività produttive Leslie Capone), sono stati letti vari brani tratti da “Il diario di Anna Frank”, da interventi di Maria Zevi e Settimia Spizzichino nel convegno “Donne, fascismo e democrazia” del 26 gennaio 1995, e i numeri della deportazione  conservati nell’Archivio storico della Comunità ebraica: delle 1752 persone ne tornarono 118.

La commemorazione si è conclusa con la lettura della poesia “Il sole splende per tutti” di Jacques Prévert; e a sottolineare il titolo, mai così beffardo come oggi, è cominciato a piovere ( l.g.).

Lunedì 28 gennaio, ore 09-17 – Teatro Palladium

DALL’ALBA AL TRAMONTO

Lettura integrale e continuativa di “Se questo è un uomo” di Primo Levi

Si alterneranno, nella maratona di lettura, bambini delle scuole elementari, allievi delle scuole medie inferiori e delle scuole medie superiori, studenti, docenti e personale dell’Ateneo, nonché autorità, personalità del mondo dello spettacolo e dell’arte, attivisti dei diritti umani.

Evento realizzato da Università Roma Tre e Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili.

 

Martedì 29 gennaio, ore 18.00 – Moby Dick biblioteca hub culturale

QUAL È LA VIA DEL VENTO

Presentazione libro con l’autrice Daniela Dawan insieme alla scrittrice Giulia Alberico. Daniela Dawan è nata a Tripoli dove ha vissuto la sua prima infanzia. È rientrata in Italia nel 1967, con la famiglia, in seguito alla Guerra dei Sei giorni. È vissuta a Roma, a Bruxelles e negli Stati Uniti. Nel 2010 ha pubblicato con Marsilio “Non dite che col tempo si dimentica”, il suo primo romanzo. Nel 2018 esce “Qual è la via del vento” (E/O).

 

Ha collaborato Lorena Guidaldi

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Scintille tra Virginia Raggi e il minisindanco Amedeo Ciaccheri

Sulla cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Sembra finita su un binario morto la polemica tra la Sindaca Raggi e il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri,
dopo il conferimento al Palladium della cittadinanza onoraria al sindaco calabrese Mimmo Lucano.
Il primo cittadino di Riace è conosciuto in tutta Italia per il suo sistema di accoglienza basato sull’integrazione di rifugiati e immigrati, che gli ha procurato l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illegittimità amministrative.
Ma cerchiamo di ricostruire come si è sviluppato il batti e ribatti tra il Campidoglio e il Municipio ribelle.
Poco prima dell’iniziativa del 20 dicembre nel teatro di Garbatella, Amedeo Ciaccheri era stato diffidato: “ Solo il Sindaco può
concedere la cittadinanza onoraria- tuonava Virginia Raggi -.
Nella prassi consolidata viene riconosciuta a seguito di un’istruttoria sui motivi di merito posti a fondamento della domanda che, se ritenuta meritevole, diviene oggetto di una proposta di deliberazione da sottoporre all’approvazione dell’assemblea capitolina”.
Ma guai a deludere sia i cittadini, che avevano ormai invaso il teatro, e soprattutto Lucano, che dopo mesi tra indagini e tribunali, vedeva questo riconoscimento come una spinta a non arrendersi, anzi a rilanciare la posta. I suoi sostenitori, infatti, hanno addirittura proposto la candidatura del paesino della Locride a premio Nobel per la Pace. E scusate se è poco.
Così, il Presidente del Municipio non ci ha pensato due volte a portare fino a fondo la manifestazione e ad aggirare “qualche
insignificante regoletta dello statuto comunale”. Oltretutto, ha poi ribattuto alla Sindaca di Roma, invitandola a seguire il suo esempio e concedere immediatamente la cittadinanza onoraria di tutta la Capitale a Mimmo Lucano. Ma dopo la risposta del Presidente, la Raggi è sparita. Non si è fatta viva né sui social né tramite altre lettere.
Insomma, un’iniziativa forte quella del Palladium, che, seppur con qualche strascico polemico anche dei locali consiglieri leghisti, ha portato alla ribalta nazionale l’VIII Municipio di Roma. L’abbraccio della Garbatella al sindaco calabrese in maglietta a strisce, visibilmente commosso, è stato totale.
Senza se e senza ma. In poche occasioni si è vista nella sala di quel teatro una partecipazione dei cittadini così calda e spontanea, un effetto domino di solidarietà verso il coraggio di Mimmo e l’ostinazione di Amedeo Ciaccheri.

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Il ponte di via Giulio Rocco sarà abbattuto

Ancora difficoltà per la viabilita tra la Garbatella e l’Ostiense

di Eraldo SACCINTO

Niente di buono per il ponte di via Giulio Rocco. Il cavalca ferrovia, danneggiato dal terremoto del 2016 e chiuso al traffico veicolare, dovrà essere completamente abbattuto e ricostruito.
Le sue condizioni sono più serie del previsto. Il collegamento stradale tra via Ostiense e piazza Benedetto Brin costituisce uno degli ingressi alla Garbatella e attraversa i binari della Linea B della Metropolitana e della Roma- Lido, costeggiando l’edificio che ospita l’Università Roma Tre. Rappresenta un’infrastruttura viaria molto importante nel quadrante Ostiense e costituisce una valida alternativa all’attraversamento del più moderno ponte Settimia Spizzichino per chi deve dirigersi verso Garbatella o San Paolo.
Il cavalca ferrovia ha quasi cento anni, fu costruito, infatti, nel lontano 1921 all’epoca della fondazione della Borgata Giardino Concordia e dedicato all’omonimo scrittore di cose nautiche. Purtroppo il sisma, che il 30 ottobre 2016 sconvolse l’Italia centrale, procurò gravi danni alla sua stabilità. Per motivi di sicurezza l’infrastruttura fu chiusa alle automobili, creando inevitabili ripercussioni per la circolazione stradale, ma anche per quella ferroviaria; infatti, mentre i treni della metro B possono viaggiare alla velocità ordinaria, per quelli della Roma-Lido, per misure cautelari, è rimasta la limitazione a 30 chilometri orari..
Le verifiche sullo stato del manufatto sono iniziate con forte ritardo, soprattutto a causa della mancanza di una direttiva politica durante il commissariamento del Municipio, ma anche per i diversi soggetti che hanno competenza sull’infrastruttura: Atac, Regione Lazio e Roma Capitale.
La situazione è piuttosto complessa. Storicamente, la prima campata del ponte è stata realizzata in occasione della costruzione
della linea ferroviaria Roma-Lido (1920-21), mentre la seconda è più recente e risale alla realizzazione della prima linea metropolitana di Roma. Allo stato attuale gli interventi sono consistiti in una campagna di indagine notturna da parte di Atac per pianificare gli interventi da realizzare, dalla quale è emersa la qualità scadente dei calcestruzzi e dell’intonaco.
Da qui la decisione di demolire e ricostruire l’impalcato corrispondente alla parte orizzontale del ponte, mentre la parte verticale,
cioè le “spalle” e la “pila” centrale devono essere oggetto di ulteriori verifiche.
Intanto Roma Capitale ha inserito nel piano investimenti 2019-2021 uno stanziamento di un milione e quattrocentomila euro per un intervento di ristrutturazione e la Regione Lazio dovrebbe finaanziare la stessa cifra per la sua parte di competenza. L‘Atac, nominata stazione appaltante per l’esecuzione dei lavori, verificherà lo studio di fattibilità tecnico-economica sull’intervento.
Per ora è stata bandita, da parte del Comune di Roma, la gara della progettazione definitiva ed esecutiva. Tenendo presente i tempi di redazione si avrà la consegna del progetto non prima di marzo e dopo circa quattro mesi si può ipotizzare di ottenere la validazione e l’invio per l’autorizzazione al Genio Civile. Quindi da settembre 2019 il progetto dovrebbe essere rinviato all’Atac per l’esecuzione dei lavori. Insomma, stando così le cose, l’avvio del cantiere sembra essere relativamente lontano.
Così continueranno ancora a lungo i disagi alla viabilità per centinaia di studenti dell’Università Roma Tre e per tutta la cittadinanza.
Se a tutto ciò aggiungiamo la chiusura del primo tratto di via delle Sette chiese verso San Paolo e l’inagibilità del sovrappasso pedonale della vecchia stazione della metro, che collega piazza Vallauri con via degli Argonauti all’Ostiense, la mobilità è seriamente compromessa.
Intanto il Municipio ha avanzato all’assemblea capitolina la richiesta di ridurre la Tari per i commercianti, che tra mille disagi insistono su via Giulio Rocco.

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