Dopo due anni di chiusura riprende l’attività del vecchio chiosco di giornali
Di Stefano Baiocchi
Flavio
si alza all’alba e tutti i giorni apre la sua edicola alle 6 e mezza in punto.
Lo storico chiosco di Piazza Bartolomeo Romano – dopo due anni di oblio – ha una nuova vita grazie a lui, uno dei pochi coraggiosi che ha fatto il percorso al contrario.
Negli ultimi quindici anni in Italia, infatti, la metà delle edicole ha chiuso i battenti; al momento su tutto il territorio nazionale resistono 42mila esercizi, mentre almeno la metà di questi si trova in difficoltà. L’Ottavo Municipio rispecchia l’andamento del Paese con una costante e inesorabile chiusura di diverse edicole. È un problema sociale, ma soprattutto culturale perché dove non c’è più un chiosco, non si vendono più giornali e ciò significa che non si legge e che quelle copie perse non si recuperano più.
Se vent’anni fa possedere un’edicola significava avere una vecchiaia assicurata, oggi, quella di mettersi a vendere i giornali è quasi un’impresa titanica, considerando la crisi della carta e soprattutto la diffusione di tablet, smartphone e computer. Tuttavia una piccola speranza, soprattutto alla Garbatella, c’è. Perché nel quartiere c’è ancora chi ama leggere il giornale di carta e lo fa tradizionalmente, acquistandolo dall’edicolante di fiducia, sfogliandolo sulla poltrona di casa o al tavolino del bar.
“In
pochi giorni ci si sente subito a casa, l’edicola è un punto di riferimento per
i cittadini di Garbatella”, dice Flavio. “Il quotidiano più venduto è la
Repubblica, che stacca di netto il Messaggero e il Corriere dello Sport; poi
vengono le riviste di vario genere, soprattutto quelle di gossip o quelle che
trattano argomenti specifici”.
Da moltissimi anni i chioschi dei giornali per arrotondare vendono altro, dai giochi per i bambini ai biglietti per il tram, alle figurine. Niente più riviste porno, per quello c’è internet che è più discreta, naturalmente non si vendono più DVD o CD (quello purtroppo nemmeno nei negozi specifici). Di libri neanche a parlarne. “Dopo pochi giorni dall’apertura è impossibile fare un bilancio, tantomeno una previsione, ma l’andamento di questi primi giorni è incoraggiante; questa è un’edicola storica – continua Flavio – e te ne rendi conto quando i cittadini, oltre a chiederti il giornale o la rivista, sorridono e ti fanno i complimenti chiedendoti al tempo stesso se hai in vendita il libro 100 anni di Garbatella… a proposito, potrebbe farmene avere una decina di copie?”.
Una rete di 22 associazioni diffuse sul territorio
di Daniele Ranieri
Ragazzi vittime di bullismo, donne minacciate o picchiate,
persone che attraversano momenti particolari della propria vita come la mancanza
di lavoro, una occupazione saltuaria o precaria, una separazione. Le persone
che hanno bisogno di aiuto, che
incontrano difficoltà nei rapporti con la Pubblica Amministrazione o che
vogliono conoscere meglio i loro diritti, ora hanno un luogo dove poter trovare
ascolto e sostegno: la Casa del Municipio.
L’iniziativa è partita dall’Assessora alle politiche sociali
dell’VIII Municipio Alessandra Aluigi con l’intenzione di sviluppare quello che
viene chiamato il Welfare di comunità. Una sinergia tra Pubblico e Privato
sociale, che ha l’obiettivo di rendere accessibili, gratuitamente, sportelli
d’ascolto e consulenze in tema di diritti legali, diritti di famiglia, diritti
delle donne, diritti del lavoro e dell’abitare, diritti delle persone disabili,
diritti dei minori e degli anziani.
Sono Associazioni, selezionate attraverso un Bando apposito, a cui sono stati
consegnati i locali necessari per lo svolgimento della loro attività.
Le richieste di spazi sono state così numerose da far
decidere all’Assessorato di indire un nuovo Bando a breve in modo da coprire
nuovi servizi o parti diverse del territorio.
Quest’iniziativa rompe un lungo periodo di assenza delle
Istituzioni di prossimità su questi temi. Era, infatti, dal 2016 che mancavano
iniziative di sostegno ai diritti e ai bisogni degli abitanti del VIII
Municipio.
Ater: al via il restyling
nei lotti 14,15,19 e 27/C, manutenzione del verde e mobilità elettrica
di Daniele Ranieri
L’Ater entra in campo per il Centenario di Garbatella. E lo fa con un ricco elenco di iniziative.
A illustrarle, nel corso di una affollata conferenza stampa a Moby Dick, è stato il giovane manager Andrea Napoletano, ex Segretario Generale del Mise e ora Presidente dell’Ater, ex Istituto Autonomo Case Popolari. L’Istituto che è stato determinante per la costruzione del quartiere. Vicino a lui i rappresentanti degli altri Enti determinanti per la programmazione e il sostegno economico ai progetti. Innanzitutto il Municipio VIII, con il Presidente Amedeo Ciaccheri, poi la Regione Lazio, presente ai massimi livelli con il Presidente Zingaretti e l’Assessore alla Politiche abitative Massimiliano Valeriani e infine, il Dipartimento Urbanistica dell’Università di Roma Tre, rappresentato dalla Prof. ssa Francesca Romana Stabile. Totalmente e immotivatamente assente il Comune di Roma.
Si è iniziato presentando il Logo del Centenario: un cuore rosso con impressa la sagoma del Ponte Spizzichino. Un logo che rappresenta il cuore del quartiere, sede della forza della sua storia e della passione dei suoi abitanti, attraversato oggi da una modernità che guarda al futuro.
Il progetto è dunque quello di rivivere con la passione di sempre il presente e ridisegnare un futuro all’altezza della storia. Tutto, naturalmente, prenderà il via il 18 Febbraio prossimo con i bandi per rimettere a nuovo una parte di Garbatella, in particolare si spenderà quasi un milione di euro per i rifacimenti di coperture e facciate di alcuni Lotti ( Lotto 14 di via Vettor Fausto, Lotto 15 via Edgardo Ferrati 1, Lotto 19 via G. B. Magnaghi, Lotto 27/c via Rocca da Cesinale 9), quindi si passerà alla manutenzione straordinaria delle tante oasi verdi del quartiere e degli alberi. Infine si provvederà alla riapertura di 30 locali oggi chiusi e abbandonati, che verranno messi a bando.
Oltre alla manutenzione del presente per garantirgli una vita futura, c’è la conoscenza del passato. A questo penserà una mostra con l’esposizione della documentazione dell’Ater per la costruzione del quartiere e la presentazione di un percorso tra le strade della Garbatella. Un modo per farla conoscere. La guida del percorso sarà un Portale on line e una App virtuale, che permetteranno di seguire un tracciato contraddistinto anche da targhe esplicative. Conferenze tematiche ed estratti di filmati dell’Archivio Luce completeranno il quadro.
Da sottolineare la pubblicazione di un quaderno per ogni Lotto a cura del Dipartimento di Architettura, che ha coinvolto oltre 100 studenti e la presenza dell’artista romano Pietro Ruffo. Artista anch’egli giovanissimo, vincitore del Premio Cairo e del Premio New York, che ha già all’attivo diverse mostre personali e collettive ospitate in musei e fondazioni. Ruffo ha mostrato in anteprima un bozzetto dell’opera da lui realizzata per l’occasione con i volti e le parole dei giovani incontrati nel quartiere.
Quanto al futuro si intraprenderanno due strade. Una artistica con una bando per giovani artisti per l’assegnazione di spazi in cui mostreranno le loro opere in una sorte di Notte Bianca e con la destinazione di una intera parete di un fabbricato Ater per la pittura di un murales. L’altra strada è attenta alla salvaguardia della salute e dell’ambiente urbano. Verranno messe a disposizione auto elettriche per gli spostamenti degli inquilini Ater in Car Sharing. Per utilizzare le auto verranno istallate nelle strade alcune colonnine per la ricarica. Si tratta di una tra le prime sperimentazioni in Italia di efficientamento energetico condominiale .
Ma non è finita qui. Sono allo studio, ha detto il Presidente Ciaccheri, molti altri eventi che renderanno il centenario indimenticabile. Tanti auguri Garbatella.
ROMA, 19 DIC – Un’icona del Natale e dell’ingegno
artistico per l’intero quartiere romano della Garbatella, il presepe
meccanizzato di Nonno Dante è per la prima volta in esposizione presso
un’università.
Dante Pica, artigiano novantaduenne originario della Garbatella, ha progettato e realizzato nel corso degli anni un industrioso presepe di oltre 200 statuine intagliate a mano. Ogni statua rappresenta un mestiere, dal falegname al fornaio, dal benzinaio al gommista, senza dimenticare le ironiche rappresentazioni del cassaintegrato o del marito traditore. Un’installazione originale che per anni ha affascinato bambini e adulti della Garbatella, e che ha corso il rischio di non trovare una casa abbastanza spaziosa per questo Natale.
L’Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT, con sede al civico 139 di via delle Sette Chiese, ha colto l’opportunità per ospitare Nonno Dante ed il suo presepe, confermando il nobile impegno di valorizzare il quartiere, avvicinando gli studenti a questa mirabile opera di creatività senza tempo. Perché anche in un’università internazionale c’è spazio per un presepe che raffigura l’anima di un quartiere.
“All’attacco, storie da collezionare”. Si chiama così questo album di figurine. Ve li ricordate gli album da ritirare in edicola, con già due pacchetti di figurine inclusi? Questa volta non si tratta di calciatori, ma di donne.
Donne, adulte e ragazze, che hanno fatto la storia, vissute tanto tempo fa oppure contemporanee. Un’iniziativa organizzata dal collettivo “Una volta per tutte” che si propone con una campagna di crowdfunding di sostenere la casa delle donne “Lucha y siesta”, un luogo dove hanno trovato ospitalità molte donne fuggite alla violenza, ma che purtroppo rischia la chiusura, perché l’Atac che ne è proprietaria lo vuole alienare. L’album è molto valido artisticamente, perché a prestare la matita per raffigurare queste storie femminili da collezionare sono stati chiamati alcuni tra i più importanti disegnatori, da Makkox a Biani, da Marta Baroni a Rita Petruccioli.
Dentro ci sono tanti riquadri da riempire con le figurine, donne rappresentate da disegni molto belli e una descrizione della loro storia: la numero 18 è la combattiva Ilaria Cucchi, la 22 ad esempio è la comandante Ramona dell’Ezln, poi ci sono alcune partigiane e le contemporanee Greta Thunberg e Carola Rackete. Ma ce ne sono tante altre. Il primo giorno di diffusione dell’album è stato durante la manifestazione a Roma contro la violenza sulle donne. Da allora in poi album e figurine si trovano in diversi posti del Municipio e anche altrove.
E lo scambio di figurine da andare a cercare in questi luoghi diventa un’occasione per conoscersi, parlare delle figure cercate e nello stesso tempo creare una rete “solidale con le donne” sul territorio. Un punto di riferimento, insomma, per la raccolta ma anche per fare rete. I luoghi dove trovare l’album “All’attacco”, nel nostro municipio sono: Associazione culturale controchiave, la Casetta Rossa, la Villetta, la libreria Eco di fata e la libreria Nuova Europa ai Granai, oltre che la casa Lucha y siesta, che si trova in via Lucio Sestio, 10.
Movimenti sulla scacchiera del Municipio.C’è chi va e chi
viene. Dalla Giunta esce Claudio Marotta, il collaudato assessore alla cultura
e al suo posto subentra l’ex presidente della consulta femminile Michela Cicculli. Anche le deleghe subiscono
un rimpasto. La cultura passa a Francesca Vetrugno, già assessora alle
politiche educative e coordinatrice delle iniziative sul Centenario, mentre le
politiche giovanili, di genere e di bilancio sono state affidate alla new
entry. “Ho lasciato la giunta di Amedeo Ciaccheri- ha dichiarato Marotta-, per seguire
nuovi percorsi politici e professionali, ma resto abitante del municipio
e continuerò il mio impegno come militante nel territorio”.
Si può fare un
bilancio di questo passaggio, a pochi mesi dall’inizio di un anno cruciale per
Garbatella, quello del suo centenario, dove ci saranno molti occhi, anche
dall’estero, puntati sulla sua storia, urbanistica e sociale. Un bilancio che a
sentire i diretti protagonisti è molto positivo, soprattutto per ciò che si è
messo in cantiere per i prossimi tre anni a livello culturale, sociale e di
investimenti nel patrimonio pubblico. E’ soddisfatto Claudio Marotta,
soprattutto per il progetto di creazione di un grande polo culturale nel
Municipio, in collaborazione con Biblioteche di Roma. “Dopo Moby Dick-
racconta- aprirà tra poco un centro culturale alla Montagnola, utilizzando
l’auditorium situato nella nostra sede di via Benedetto Croce, una grande sala,
dove accanto agli scaffali dei libri ci sarà anche una biblioteca mediateca e
luoghi per incontri e seminari”. Ma non è tutto, perché “l’altro risultato
raggiunto- dice Marotta- è quello di creare una Biblioteca comunale su oltre
500 metri quadrati di immobili recuperati all’uso pubblico in via Costantino,
nel quartiere San Paolo”. Si avrà così una omogenea offerta di spazi culturali
in un territorio molto vasto, come il Municipio VIII. Dal punto di vista del
Bilancio e del Patrimonio, l’ex assessore appare appagato perché “sono
migliorate le performance dei nostri funzionari nel recupero delle entrate così
da poter investire risorse in opere e investimenti, come ad esempio la zona di
Piazza dei Navigatori, con un piano triennale che punta al recupero di spazi
non utilizzati per la città”. Il Municipio ha cercato di farcela con le proprie
risorse, senza indebitamenti, “abbiamo fatto tutto con le risorse in bilancio,
di più non abbiamo avuto, si rammarica Marotta, abbiamo chiesto più soldi per
adeguare la normativa antiincendio delle scuole con operazioni strutturali
importanti, ma il Comune non ha voluto sentire ragioni. Rimane la necessità di
pensare ad un maggiore decentramento amministrativo”.
Grandi progetti per la neo assessora Michela Cicculli, che
non è per nulla nuova a queste tematiche. “Vengo dall’impegno come presidente
della Consulta femminile dell’ottavo municipio, che avevamo ricostituito dopo
anni di silenzio lo scorso dicembre, con un lavoro insieme alle associazioni
che si occupano della violenza contro le donne sul territorio, dal Casale Rosa,
agli sportelli in Municipio dedicati a questo problema”. Il progetto a cui
vuole dedicarsi è la creazione di una rete il più trasversale possibile per
combattere il fenomeno della violenza di genere, “una rete- spiega- che deve
vedere la partecipazione di soggetti in ambiti diversi, dalla cultura,
all’educazione, ma anche il commercio perché le donne che escono da situazioni
di violenza domestica possano trovare più facilmente un lavoro, obiettivo fondamentale
per la loro autonomia. Il percorso lavorativo può diventare meno faticoso se c’è una
collaborazione tra pubblico e privato”. Politiche di genere e giovanili si
tengono insieme, perché la cultura del rispetto, della parità e delle uguali
opportunità si apprende a scuola: “C’è l’idea – aggiunge l’assessora Cicculli –
di organizzare nelle scuole degli incontri su questi temi, un percorso di
sensibilizzazione dove il tema della violenza contro le donne si inserisce in
un sistema più complesso delle differenze tra ragazzi e ragazze, dove le
aspettative e le opportunità poi non si realizzano in maniera uguale”. E poi,
altro obiettivo della neo assessora è quello di inserire in questo progetto
anche la fascia più anziana dei cittadini, piuttosto numerosa nel Municipio: “L’idea
– chiarisce – è di aprire un confronto tra generazioni, dove quelle più grandi
spieghino il valore e la storia dell’emancipazione femminile ai ragazzi e i più
giovani aprano un dialogo con una fascia di popolazione che spesso sconta anche
molta solitudine”. Tanti progetti che si inseriscono nel programma delle
attività del centenario “come un treno già in corsa”; sul quale ha già
dimostrato di essere riuscita a salire con tante idee per il prossimo futuro.
Un
Natale di solidarietà, canti gospel e corsi cucina
di Ilaria Proietti Mercuri
Click. Arriva iI Natale e si accendono le luci. Proprio così, e
mica si fa per dire. Sapevate che quest’anno a illuminare le feste ci hanno
pensato i negozianti della Garbatella? Di comune accordo infatti hanno deciso
di far brillare le vie del quartiere con quasi 200 luminarie. Dalla
Circonvallazione Ostiense a Piazza Damiano Sauli, da Via Caffaro a Via Ignazio Persico.
Insomma, se un marziano passasse da queste parti, penserebbe di essersi ritrovato sul sole.
Ma sebbene a ravvivare questo Natale ci abbiano già pensato i
nostri commercianti, la domanda che sorge ora è un’altra. Che si fa per queste
feste? Tranquilli. Visto che di mestiere faccio domande e poi (anche se non
sempre) trovo risposte. Questa volta posso darvi una mano: ecco una serie di
eventi che vi attendono per i prossimi giorni.
Partiamo aprendo il sipario a due spettacoli in programma per
queste feste. “Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo?” Questa citazione vi
ricorderà una vicenda che già conoscerete tutti, soprattutto il finale. Ma
siete sicuri che Romeo e Giulietta sia una storia così tanto straziante? Sì,
allora vi sbagliate, perché al Nuovo Teatro San Paolo si esibirà la compagnia
“Stiamo bene insieme” con una rivisitazione comicissima della più famosa storia
d’amore di tutti i tempi. Troverete i biglietti, se vi sbrigate, sia per il 21
dicembre alle ore 21:00, che il 22 dicembre alle 15:30 e di nuovo alle 19:00. I
fondi raccolti verranno devolti all’Agop, l’Associazione di Oncologia
Pediatrica.
Altro spettacolo, del tutto diverso perchè improntato sul ballo,
è quello dello Schiaccianoci. E stavolta ci spostiamo al Teatro Garbatella, in
Piazza Giovanni da Triora. Il 23 Dicembre 2019 la Compagnia Nazionale di
Raffaele Paganini e la Compagnia Almatanz di Luigi Martelletta sono pronti a
raccontarvi questa favola a ritmo di danza.
A Natale, si sa, la solidarietà è uno dei regali più belli che
si possano fare. In tempi in cui ancora si alzano muri per tenere lontano chi è
diverso da noi, la Comunità di Sant’Egidio decide ogni 25 dicembre di lasciare
una porta aperta. Al San Michele in Piazza Tosti 4 ci sarà infatti il
tradizionale pranzo di Natale, una lunga tavolata formato da chi non parla la
stessa lingua, chi crede in un’altra religione, immigrati o famiglie in
difficoltà che non possono permettersi il lusso di passare le feste a casa.
Ovviamente, se voleste contribuire a preparare un Natale per tutti: giochi,
borse, vestiti, ecc. sono ben accetti a Sant’Egidio.
Sì, bello il teatro, la solidarietà non manca, ma un pò di
musica? Bene, sappiate che nella chiesa di San Filippo Neri, in Via delle Sette
Chiese 101, vi aspetta il concerto dei Charle’s Gospel Angels. Il 13 dicembre
alle 21:00 l’energia del maestro Charlie Cannon sarà accompagnata da un coro
composto da voci di ogni età, il tutto in stile Gospel. Un genere musicale da
sempre prerogativa dei gruppi afroamericani, ma che questi coristi italiani
interpreteranno con il vero spirito tipico del Gospel.
Per finire, ammettiamolo: Natale porta con sè anche qualche
preoccupazione. Piacerà il pranzo ai bambini? E alla cena della Vigilia cosa
dirà mia suocera? Se temete la parte dei fornelli, una bella iniziativa per voi
sono i corsi di cucina da Eataly. Già vi siete tranquillizzati o ancora state
pensando a quale antipasto preparare? In entrambi i casi, fate un salto nel
regno del food alla Garbatella, in piazzale 12 Ottobre 1492, dove troverete
corsi di tutti i tipi: dal come fare il pane fatto in casa, alla pasta fresca,
risi e risotti, il pesce o varie pillole di alta cucina. Se poi volete provare qualcosa
che non avete mai avuto in cucina, dovete buttarvi su qualcosa che non avete
mai fatto, imparare a cucinare il ramen vi piace come idea?
Insomma, ora non vi resta che cosa scegliere.
Tanto ammettiamolo, qualunque sia la nostra età la magia del Natale cattura
tutti.
Premio Fantasia a Moby Dick. Al centro la famiglia
di Ilaria Proietti Mercuri
Un evento racchiuso in una sola giornata, ma con tanta
ambizione: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della famiglia.
Questo l’obiettivo dell’associazione Il Tempo Ritrovato, che anche quest’anno
ha organizzato il Premio Fantasia della Garbatella, svolto il 20 Novembre
presso la biblioteca culturale Moby Dick. Una data non casuale. Il 20 Novembre
del 1989 infatti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la
Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E, proprio a
trent’anni dal trattato, Mirella Arcidiacono fondatrice del Tempo Ritrovato
vuole sottolineare l’importanza della famiglia per una sana crescita sociale
nell’evolversi dei tempi. Una famiglia che, come ha spiegato la psicologa e
psicoterapeuta Giulia Giannone durante l’evento, non si riferisce più solamente
a quella “tradizionale” che prevede una chiara distinzione di ruoli tra donne e
uomini. Da tempo infatti si sono affermate anche le “nuove famiglie”,
omogenitoriali, coppie di fatto e monoparentali. “Per la mia esperienza
lavorativa”, ha spiegato Giannone, “non c’è un nucleo familiare migliore di un
altro. Ho visto coppie di genitori omogenitoriali molto presenti ed amorevoli
con i propri figli tanto quanto coppie eterosessuali. Credo che la differenza
sia nella consapevolezza e nella scelta sentita di diventare genitori, non
perché va fatto.”
Presenti poi all’evento anche l’assessora alle politiche
educative Francesca Vetrugno e l’attrice Rossana Di Lorenzo, entrambe
incaricate di consegnare i premi.
Chi sono stati quest’anno i premiati? Si è partiti con il
regista Luca Arcidiacono, per il suo corto Aggrappati a me. Girato tra i vicoli
della Garbatella ha come protagonista Alice, una bambina di 8 anni affetta
dalla sindrome di down. Con il suo corto Luca, attraverso gli occhi della
bambina ha voluto mostrare un nuovo mondo distante e diverso dal nostro:
riuscendo così ad abbattere il muro dei pregiudizi e dell’ignoranza nei
confronti della diversità.
Altro premio è spettato a Fabio Gui della comunità di
Sant’Egidio, per aver creato La scuola della Pace. Centri gratuiti che hanno
come obiettivo integrare i bambini più a rischio: dall’emarginazione sociale,
dall’analfabetismo, dal lavoro precoce o dall’abbandono della famiglia. Un
lavoro non facile quello di imparare a vivere insieme, ma che rappresenta la
prima arma contro il razzismo.
La Garbatella ha poi voluto premiare Paola De Benedectis, per
aver organizzato la mostra di foto antiche chiamata “Il profumo della storia”.
Scatti che catturano le vicende di Garbatella e Tormarancio, creando così un
racconto che permette di gettare un occhio alla storia di questi due quartieri.
Premiata anche Alessandra Lorenzetti, per aver donato una targa
in memoria del pittore Carlo Acciari. Scomparso recentemente, Acciari è
cresciuto alla Garbatella dove è conosciuto per i suoi dipinti. Per anni ha
infatti ritratto scene del quartiere sottolineando l’umanità dei luoghi
attraverso lo stile impressionista.
Interessante poi il riconoscimento a Fabrizio Franceschelli,
della trasmissione Chi L’ha visto, premiato per la ricerca sull’eccidio delle
Donne del Ponte di Ferro, secondo cui nel 1944 dieci donne furono uccise dopo
essere state sorprese dai soldati tedeschi a rubare il pane e la farina.
Per concludere, un premio anche a Santina Gallinari Leonzi,
Presidente Nazionale e fondatrice del Movimento Italiano Casalinghe dal 1982.
Autrice di numerose pubblicazioni sulla condizione femminile, decise di fondare
questo movimento per spronare le donne versol’emancipazione.
Insomma, grazie al Premio Fantasia della
Garbatella si è potuto ricordare ciò che ogni giorno tra i mille impegni,
dimentichiamo un po’ tutti: l’importanza della famiglia, la prima cellula
essenziale della società umana.
Nasce l’Assoimprese di Garbatella.Il 27 novembre, infatti,
dopo mesi di discussioni, confronti e proposte, è stata fondata un’organizzazione che riunisce diversi settori
dell’imprenditoria e che coinvolge commercianti, artigiani e imprese di servizi
raggruppando quindi ristoratori e baristi, parrucchieri, ma anche gommisti,
cartolai e meccanici e altre numerose realtà presenti sul territorio.
L’idea è nata dopo il progetto presentato dalla CNA al
Palladium il 1° giugno scorso, che ha portato a novembre alla presentazione di
un lavoro svolto di concerto con il Municipio Roma VIII e con il contributo la
Camera di Commercio, lavoro culminato con un prontuario sui comportamenti
virtuosi da adottare e di una cartina di Garbatella in cui sono contrassegnati
i luoghi di maggior interesse.
Tra i vari punti dello Statuto dell’Associazione legata
fortemente da una sinergia tra gli iscritti, troviamo il miglioramento delle
condizioni di vita del territorio, la determinazione nell’organizzare iniziative
di solidarietà e d’inclusione, l’unione delle varie anime del quartiere e il
decoro dello stesso. A tale proposito, considerando la presenza di sporcizia
sulle strade e sui marciapiedi, ogni aderente s’impegna a fondo nella pulizia
dello spazio antistante alla propria bottega; in quest’ambito assume una
particolare rilevanza anche il cosiddetto “Obiettivo cicche zero”, ovverosia la
raccolta dei mozziconi di sigaretta in appositi posacenere collocati sui
marciapiedi delle arterie principali, a disposizione dei fumatori più
distratti.
La prima prova in cui l’Associazione si sta cimentando in
questi giorni, è l’installazione di luminarie per le festività, un modo per
uniformare gli abbellimenti e le decorazioni del periodo natalizio nelle strade
e nelle piazze. Questa iniziativa ha visto per il momento l’adesione di
moltissimi esercenti, l’ambizione è raccoglierne 180.
Tra le molte iniziative legate al centenario, in cantiere c’è
la creazione delle bandiere con il logo del centenario, l’idea di istituire dei
parcheggi convenzionati nelle numerose autorimesse per chi verrà a visitare il
quartiere durante i festeggiamenti e l’intenzione di installare sui marciapiedi
dei pannelli espositivi con le foto delle famiglie o dei propri cari che hanno
abitato la Garbatella, coinvolgendo quindi una larghissima fetta della
cittadinanza. Su questo fronte c’è anche il desiderio di creare – in luoghi
strategici – quattro pedane con stand informativi e un palcoscenico che
ospiterà esibizioni di teatro, danza e concerti musicali. L’idea è anche quella
di chiamare in causa – nei mesi di maggio e giugno – le scuole che sono alle
prese con i saggi di fine anno.
Molto interessante è anche il progetto di una sfilata in costume, accompagnata
da una banda musicale, per le strade del quartiere dove la moda sarà assoluta
protagonista dal 1920 ai giorni nostri.
I dodici soci fondatori dell’Associazione Imprese
Garbatella, che hanno eletto Presidente Alessandra Di Gregorio, giovane libraia
di circonvallazione Ostiense e già attiva nella CNA, si sono prefissati il raggiungimento
di 200 soci, un traguardo ambizioso, ma non particolarmente arduo da
raggiungere.
Scatti d’epoca e polaroid in
mostra nei lotti 24 e 29
Guardando alcune vecchie foto sembra di esser tornati così tanto
indietro nel tempo, poi ti soffermi su quelle più recenti, e noti come siano
cambiati volti e nomi ma lo spirito, quello di Garbatella, rimane sempre lo
stesso. Di cosa stiamo parlando? Della mostra fotografica esposta alla Garbatella
dal 5 al 20 dicembre con scatti d’epoca ma anche contemporanei. Scoprire
vecchie storie del quartiere, emozionarsi nel vedere da quanto quei negozi
sulla Circonvallazione fanno parte di noi, attimi racchiusi in quasi cento anni
di storia di questa borgata. La mostra si può trovare dislocata nei lotti storici 24 e 29 e presso Via san Lorenzo da Brindisi, 10b, dal lunedì al venerdì ore
11-13 e 15-18.
Dietro a questo lavoro ci sono la storica dell’arte Sara
Alberani, con la direzione artistica di Francesco Zizola e la collaborazione di
Gianni Rivolta, Claudio D’Aguanno e Francesca Romana Stabile. Non manca poi la
parte video, creata con la collaborazione del Municipio VIII e con contenuti
inediti del regista italo-egiziano Mohamed Hossameldin e dalla giovane
videomaker Claudia De Nicolò, entrambi cresciuti alla Garbatella.
Ma non finisce qui: il 14 e 15 dicembre sono previste anche le
visite guidate virtuali dei lotti con le voci dei residenti. Un paio di cuffie
basteranno per rendere presenti tante storie passate. Anche qui l’appuntamento
sarò in Via San Lorenzo da Brindisi 10b o alle 11:30 o alle 15:00.
Insomma, un lavoro fatto di ricordi che vi sedurrà dal primo
all’ultimo scatto.
In via Alessandro Severo si
riaprono i cancelli dell’ex deposito Atac che diventa “San Paolo District”. Quasi un anno fa l’Atac aveva approvato il
progetto di rigenerazione urbana
temporanea di tre depositi dismessi proposto dalla società Urban Value.
E così, nel corso dei mesi, hanno avuto nuova vita prima l’ex deposito Vittoria
trasformato in Prati Bus District e poi
l’ex rimessa Tuscolana che adesso si chiama Ragusa Off. Per ultimo è arrivato
il turno dell’ex deposito San Paolo.
Il nastro l’hanno tagliato la
sindaca Virginia Raggi insieme al presidente del Municipio VIII Amedeo
Ciaccheri.
La storica struttura, costruita alla
fine degli anni venti del secolo scorso, dopo tanti anni di abbandono è
diventata quindi uno spazio per eventi aperto ai cittadini del quartiere.
Per le sue caratteristiche
architettoniche e per la sua posizione San Paolo District ospiterà in modo prevalente mercati di diversa tipologia. Enogastronomia e
artigianato soprattutto.
“Con questo progetto si conclude
un’importante operazione di riqualificazione urbana” ha detto la sindaca Raggi
“che ha consentito il recupero del terzo deposito Atac dismesso, dopo quelli di
piazza Bainsizza e piazza Ragusa, trasformati in spazi per iniziative sociali,
culturali, imprenditoriali, che hanno già ospitato oltre trecentomila
cittadini”.
E i tanti cittadini presenti
all’inaugurazione di San Paolo District hanno trovato un grande “Farmer’s
Market” di produttori agricoli a chilometro zero, che sarà aperto tutti i
sabato e domenica, arricchito da uno spazio ristoro dove gustare i prodotti
degli espositori. Oltre al mercato
contadino, negli 8.000 metri quadrati della struttura saranno organizzati
eventi per la promozione dell’agroalimentare italiano e dell’artigianato e
l’abbigliamento made in Italy.
“La rigenerazione urbana del
patrimonio” ha commentato il presidente Ciaccheri “è un processo che va
costruito quotidianamente con l’impegno di tutte le istituzioni e il supporto
delle cittadine e dei cittadini. A San Paolo l’ex deposito Atac testimonia come
sia possibile recuperare uno spazio urbano in disuso, trasformandolo in un’
occasione per il quartiere e la città. Come Municipio abbiamo sostenuto la
realizzazione di questo spazio dedicato
alla promozione dei prodotti agricoli tipici e locali che vivrà nei fine
settimana all’interno degli immensi padiglioni. Un utilizzo temporaneo che può
diventare l’occasione per aprire un progetto complessivo di rigenerazione
pubblica dell’ex deposito Atac per il futuro”.
Ogni martedì l’Ape della Cooperativa Garibaldi si reca presso la sede del Municipio Roma VIII per la vendita dei prodotti coltivati e raccolti dai ragazzi lavoratori della Garibaldi. La Cooperativa, che ha sede all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario di via di Vigna Murata, dal 2010 è divenuta la sede sperimentale di nuovi percorsi di abilitazione e avviamento al lavoro; il luogo in cui per la prima volta anche giovani adulti con Autismo con bisogno di supporto intensivo si affacciano al mondo del lavoro, e lo fanno con un successo inaspettato.
E’ proprio il caso di dire: “dal produttore al consumatore” e ragazzi sono i soggetti principali che rivestono il ruolo di coltivatori e venditori. Questo avviene anche grazie alla sensibilità e la disponibilità del Municipio VIII. (G.P.)
“C’è chi i libri li brucia e chi vuole farne
mattoni per costruire una città più giusta.” Con queste parole il mini sindaco
Amedeo Ciaccheri, proprio qualche giorno fa, ha annunciato l’arrivo di nuove
biblioteche nei quartieri di Montagnola e San Paolo.
A tre anni
dall’inaugurazione del centro culturale Moby Dick, si è concluso un importante
accordo con Biblioteche di Roma, che permetterà l’arrivo di altri due poli
bibliotecari nel nostro Municipio. Per metà Dicembre 2019 infatti si attiverà
un centro culturale a Montagnola, utilizzando l’auditorium situato nella sede
di via Benedetto Croce 50. Ma questo è solo il primo passo verso un Municipio ricco
di cultura. D’altronde le cose o si fanno bene o non si fanno proprio. Il
progetto infatti si allargherà anche a San Paolo, nello stesso complesso
immobiliare che ospita la piscina della SS Lazio Nuoto. Proprio qui oltre 500
mq di immobili recuperati in Via Costantino si aggiungeranno alla struttura di
Montagnola. Un’ultima ma non meno importante novità: proprio nell’area di San Paolo
sarà compreso anche uno spazio di lettura per i più piccoli. Cosa non da poco
per chi vive nell’era di tablet e telefonini, dove aprire l’immaginazione dei nostri
bambini è sempre più difficile, ma a volte basta un bel libro.
Insomma, un passo fondamentale per i cittadini, raggiunto
grazie anche all’ex Assessore Claudio Marotta, al Vicesindaco di Roma Luca
Bergamo e al Presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai. L’obiettivo è
concludere i lavori entro il 2020.
Finalmente apre il
mercato del Parco, ma chiude il Farmer’s market di via Passino
di Daniele Ranieri
C’è chi apre e chi chiude. A distanza di una settimana dalla serrata del Farmer’s Market, il mercato dei produttori di via Passino, domenica 1 dicembre finalmente è stato inaugurato il nuovo plateatico di via Rosa Guarnieri Carducci. L’apertura, prevista già da tempo, era stata più volte rinviata per difficoltà con l’Acea per la sistemazione di una adeguata centralina elettrica. Il nuovo mercato permetterà di chiudere due punti vendita che versano in precarie condizioni igieniche, uno esistente a pochi metri di distanza su via Rosa Raimondi Garibaldi e l’altro sito in Via Odescalchi. Al taglio del nastro, oltre agli amministratori locali Amedeo Ciaccheri e Leslie Capone, è intervenuta la sindaca di Roma Virginia Raggi.
Ma cerchiamo di capire il perché della chiusura di via
Passino, dove venticinque aziende agricole e circa duecento lavoratori, tra
diretti e indiretti, si troveranno senza un punto vendita importante per la
loro attività. Un vero peccato visto che le tradizionali bancarelle dei
produttori erano diventate un luogo frequentato e apprezzato non solo dagli
abitanti di Garbatella, ma anche da utenti provenienti dai quartieri vicini. Il
motivo sembra sia schiettamente burocratico. La concessione affidata alla Metro
Service è scaduta e il Comune di Roma, competente in materia, ha deciso di
chiudere. Ufficiosamente per procedere a lavori di manutenzione previsti da
tempo. In realtà i lavori non avrebbero rappresentato un ostacolo
insormontabile data l’apertura del Market solo nei fine settimana.
L’VIII Municipio ha tentato fino all’ultimo di trovare una
soluzione ponte attraverso una proroga
tecnica. Questa avrebbe garantito l’apertura di via Passino fino al subentro del
nuovo gestore dopo un regolare bando. Niente da fare. Eppure questa soluzione è
già stata adottata dalla Giunta Raggi, per esempio nel Centro per l’Altra
Economia di Testaccio. Una rigidità inspiegabile. Il quartiere così, proprio nell’anno
in cui festeggia i suoi 100 anni, si vedrà privato di un utile e caratteristico
punto di vendita di prodotti alimentari
genuini, biologici e a Km zero. Al suo posto, nel cuore di Garbatella, ci sarà
un grande spazio inutilizzato.
Ci sono novità anche per gli altri mercati rionali. “E’
pronto – ci dice Leslie Capone assessore Municipale alle Attività produttive-,
lo studio di fattibilità per risistemare
e coprire quello di S.Galla. I lavori non saranno semplici,
probabilmente si dovrà chiudere anche per un periodo la strada adiacente. L’intervento
terminerà dopo circa due o tre anni. Stesse condizioni precarie da risolvere
per quello di Piazza dei Navigatori,
dove però i lavori inizieranno nei primi mesi dell’anno prossimo”.
Infine ci sono i tre mercati già interessati da
interventi e che si trovano in migliori
condizioni: quello di Via Corinto, di Grottaperfetta e della Montagnola. Per il
primo sono previsti lavori al tetto e alle strutture antincendio, per il
secondo la collocazione di una copertura e per l’ultimo alcune opere di
manutenzione ordinaria.
Attraente l’idea, già attuata in altre zone, di aprire dei punti ristoro, bar con tavolini al coperto o dei banchi di
vendita di cibo cucinato o street food. Le norme già prevedono che il 10% dei posti possono essere utilizzati per la
somministrazione di bevande o cibo. I bandi sono in preparazione e quindi vedremo
presto queste novità. Inoltre si aggiungeranno spazi di vendita di oggetti di
artigianato e di lavori creati da ragazzi disabili o gestiti da associazioni di quartiere.
Il prossimo anno prenderà il via anche il progetto ” Mercati
animati”. Verranno utilizzati gli spazi interni ai banchi per momenti di festa, incontri, notti bianche
come è stato fatto quest’anno presso quello della Montagnola. Infine verranno
organizzati corsi di educazione alimentare per i ragazzi che frequentano le
scuole del quartiere.
“Volontà della Giunta Municipale- dice l’Assessore Capone- è
far tornare i mercati rionali a Roma, da sempre luoghi che caratterizzano la
vita dei quartieri, punto di riferimento
per gli abitanti di ogni età”.
Sarà
affidato al Teatro dell’Operail centro culturale ex Mafai
di Giuliano Marotta
Sarà il Teatro dell’Opera
a gestire il futuro centro culturale di Tor Marancia, lo ha deciso il Comune di
Roma. I finanziamenti per la costruzione dell’edificio ammontano a circa 5,5
milioni di euro e provengono da una parte degli oneri di costruzione del palazzo
di vetro di Piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco il cosidetto “bidet” di
San Paolo. Inizialmente i soldi erano stanziati per la riqualificazione
dell’edificio a via di Grotta Perfetta 309, poiché il progetto ha ricevuto più
voti rispetto a quello di Tor Marancia nel concorso online #RomaDecide. Ma non
si è potuto procedere poiché parte dello stabile è ancora abitato da
famiglie in attesa della realizzazione
di un progetto di auto-recupero. Con la memoria di giunta del 17 settembre 2019
l’amministrazione comunale ha quindi deciso di spostare i fondi su Tor
Marancia.
La struttura che si andrà
a comporre sarà circa di 2.800 metri quadrati incluso il giardino: di questi
1.735 per le scuole di danza e il coro del Teatro dell’Opera, 500 per il centro culturale a disposizione della
cittadinanza e infine 640 metri quadrati
di spazi condivisi tra cui il teatro.
Questa suddivisione delle
aree, in favore dell’ente gestionale, ha creato vivaci contestazioni durante il
percorso partecipato, recentemente concluso, in cui gli abitanti del Municipio
Roma VIII, hanno potuto dare la propria opinione e fare proposte su quello che
sarà il futuro centro culturale. Alcuni cittadini e il comitato promotore del
progetto, lamentano oltre all’iniqua divisione degli spazi, il fatto che il
teatro dell’opera non sia l’ente più idoneo per la gestione di un centro
culturale locale. E’ un ente esclusivo inserito in un contesto popolare, i
corsi di danza e coro sono molto costosi e a numero chiuso, difficilmente
saranno accessibili al quartiere. La
scelta del gestore doveva essere condivisa e non imposta, così sembra più un
regalo al Teatro dell’Opera che la ricompensazione alla cittadinanza.
La giunta municipale dal
canto suo esprime soddisfazione, in quanto
il Teatro dell’Opera è un ente di garanzia nazionale e internazionale,
già protagonista l’estate scorsa nelle piazze del municipio VIII con l’Opera
Camion, ed è l’unico che si è offerto per garantire la gestione di tutta la
struttura. Tor Marancia ritornerà ben presto a poter usufruire di spazi per
attività culturali e ricreative. Tra le proposte inserite nel Centro ex Mafai,
durante il percorso partecipato, ci sono: sale prove di musica, una palestra
popolare gestita dagli abitanti del quartiere, sale espositive e luoghi dove
riunirsi, oltre ad un’area esterna.
Al civico 103 in viale di
Tor Marancia si sono succedute dal 1963 la scuola elementare Raimondi e il
liceo artistico Mafai, fino al 2012 quando la scuola è stata chiusa e due anni
dopo ridotta in uno scheletro. Oggi quel luogo, così centrale nel quartiere, è
una delle tante manifestazioni dell’abbandono di beni pubblici. Entro la
prossima primavera saranno spesi i primi 700 mila euro, già in bilancio, per la
demolizione e la bonifica dell’area, una priorità che non si può più rimandare.
Nonostante tutto gli
abitanti di Tor Marancia e Navigatori ne escono penalizzati, l’esperimento del
concorso online #RomaDecide, voluto dal Comune di Roma, è risultato
fallimentare, oltre alla scarsa partecipazione (meno del 2% della popolazione
del municipio), il quadrante interessato dalla cementificazione, non ha
ottenuto nessuna ricompensa in termini di servizi. La concessione a poter
costruire gli edifici, che oggi vediamo, era stata permessa a fronte di opere
pubbliche che non saranno mai realizzate, tra cui un sottopassaggio per
autovetture sulla Cristoforo Colombo, un asilo, un parco e dei parcheggi
pubblici. Inoltre ben presto s’innalzerà a piazza dei Navigatori un altro
mostro di cemento, simile a quello già presente.
L’ultimo saluto a Cosmo Barbato un maestro per tutti noi
di Gianni Rivolta
Il 30 ottobre scorso è morto Cosmo Barbato, instancabile collaboratore di Cara Garbatella
e nostro carissimo amico. Aveva 89 nove anni e con lui se ne è andato l’ultimo
grande vecchio della Villetta. Nella primavera del 1944 venne a Roma, sfollato
da Cassino bombardata e si stabilì con suo padre l’avvocato Guido Barbato, sua
madre e una sorellina in due stanze in
una casa in coabitazione nelle vicinanze di piazza Mazzini. Si iscrisse al
partito comunista da giovanissimo studente del liceo Mamiani nel 1946, tre anni
dopo la famiglia ottenne una casa Iacp e si trasferì alla Garbatella. Nel 1950
era tra i gloriosi compagni, premiati da un giovane Enrico Berlinguer, che
difesero la Villetta dall’assalto missino del 1° febbraio.
La nostra conoscenza risale alla metà degli anni Ottanta,
quando con altri giovani, dopo una lunga militanza nelle formazioni della
sinistra extraparlamentare, decidemmo di iscriverci al Pci e varcammo la soglia
di quella casetta rossa in via Passino 26, che era il simbolo della ortodossia
comunista. Lui era un uomo tutto d’un pezzo, affabile, ma poco propenso a
raccontare della sua vita privata particolarmente a noi giovani poco affidabili, che venivamo dalla sinistra
rivoluzionaria. Atteggiamento comune a quasi tutti gli inquilini della
Villetta, compreso Orlando Lombardi il segretario, che guidò il partito locale
per vent’anni da metà degli anni Settanta fino alla sua morte nel 1995.
Le cose cambiarono in meglio quando le frequentazioni, al di
là del comune sentire politico, divennero professionali. Lui, giornalista
militante prima di Vie Nuove, il settimanale fondato da Luigi Longo, e poi di
Paese Sera, io giovane aspirante cronista per le pagine dei Quartieri del
Messaggero. Qualche volta, nel mio praticantato, prima di trasmettere il pezzo
alla redazione, glielo facevo leggere per avere una sua preventiva
approvazione. Dopo che lo aveva letto Cosmo mi sentivo più tranquillo.
Quando nel 1988, insieme ad altri colleghi del Messaggero,
decidemmo di aprire N.12 e N.11, mensili di cronaca locale nella Dodicesima e
poi nell’Undicesima Circoscrizione, pensai a Cosmo che già era andato in
pensione dopo la crisi di Paese Sera. E lui cominciò questa collaborazione con
estrema serietà e professionalità garantendo ogni mese quegli indimenticabili
servizi, corredati da fotografie, sulla Resistenza locale o sui tesori
archeologici dell’Appia antica, che hanno caratterizzato quelle prime
esperienze di free press .Li chiamavamo “i paginoni di Cosmo”. Durante questa
collaborazione le nostre frequentazioni divennero più amichevoli e cominciammo
a vederci anche con le rispettive famiglie in occasioni di festa e in vacanza.
Fino a che la salute lo ha assistito Cosmo, oltre ad essere un instancabile
viaggiatore insieme a Gabriella, sua moglie, era anche una buona forchetta e
non si tirava mai indietro davanti ad una amatriciana o una cacio e pepe.
Inoltre non sopportava il caldo e talvolta in estate si trasferiva in un
albergo a Rocca di Papa, a qualche decina di metri dalla mia casa in campagna.
Proprio in quei tardo pomeriggi, alla frescura di un tiglio e sorseggiando una
limonata ebbi il piacere di conoscerlo più da vicino. Dopo il congresso di Rimini non aderì alla
proposta di Achille Occhetto di cambiare nome e simbolo al Partito, tanto che
si iscrisse a Rifondazione comunista. Furono anni difficili, di divisioni anche
familiari, ma al di là delle posizioni politiche diverse la nostra collaborazione
e la nostra amicizia è rimasta sempre salda nel tempo. Con il peggiorare della sua
salute e dopo la morte di Gabriella, che ha amato profondamente, le
frequentazioni si sono allentate, ma qualche volta con Giancarlo andavamo a
casa sua a mostrargli Cara Garbatella o lo andavamo a prendere in occasione di
qualche cena comune. Ormai non ci vedevamo di frequente, ma era sempre nei nostri
pensieri e lui lo sapeva. La sua è stata una esistenza piena e intensa, ricca
di curiosità e amore per la vita, un esempio per tutti i giovani. Pochi giorni
prima di morire, alla notizia del crollo del pino secolare della Villetta, ha
voluto tornare nella sua casa politica, non solo una sezione ma un luogo di
affetti e passioni. Gli abbiamo voluto bene per tanti anni. Ci sentiamo vicini
a Guido e a Laura, suoi figli. Il suo ricordo rimarrà per sempre nei nostri
cuori.
Si racconta che quando nel 1920 venne fondata la Garbatella, le porte delle case avessero tutte la medesima serratura e chiave. La testimonianza di una prima abitante del quartiere arriva a noi grazie al libro di Monica Sinatra “La Garbatella a Roma 1920-1940”, che riporta “… le case nostre ciavevano tutte una chiave, tutte uguale perché tanto non se rubava niente, ciavevi una chiave lunga così, nera che apriva tutte le porte… le chiavi erano tutte uguali perché tanto se tu entravi dentro una casa, non c’era da portatte via niente”. Non si rubava niente allora perché non c’era niente da rubare all’interno di quelle povere case.
Oggi che le nostre case sono piene di oggetti inutili, portiamo con noi mille chiavi per porte, portoni, portoncini, terrazze, cantine, box e casseforti, ma non sappiamo più quale chiave apre quale serratura e spesso perdiamo minuti interminabili per trovare quella giusta. Ma ecco che arriva una nuova chiave, immaginaria e potente, quella che schiude le porte dell’accoglienza, delle pari opportunità, della condivisione e della memoria. E lo fa partendo dalle edicole delle “Madonnelle stradarole” presenti a Roma sui muri e sugli angoli dei tanti palazzi storici, edicole che si fanno risalire addirittura alla Roma di Servio Tullio, nate per proteggere i quartieri in cui era stata suddivisa l’Urbe. Nel corso dei secoli le edicole sopravvivono e assumono un carattere religioso, ma la loro funzione resta quella primaria di illuminare gli angoli bui della città e proteggere i viandanti che spesso erano depredati da ladroni ed assassini. Prendendo spunto da questi argomenti storici viene alla luce il progetto Memorie di Donne Stradarole, che nasce da un’idea dell’artista Marta Cavicchioni e si concretizza grazie al finanziamento del Municipio Roma VIII.
Il progetto prevede la realizzazione di edicole in legno dedicate a quattro figure femminili dimenticate, che saranno realizzate da altrettante artiste e collocate nelle aree verdi di Garbatella per creare un percorso ideale, illuminare gli angoli bui della nostra memoria e proteggere i viandanti dalla violenza della discriminazione. L’originalità del progetto è da ricercare nell’utilizzo di questo strumento antico che viene traslato in un nuovo mezzo di comunicazione popolare, restituendo alla memoria collettiva queste quattro storie, chiavi di lettura per narrare un futuro diverso. Il pubblico si avvicina a temi importanti attraverso il filtro dell’arte e del viaggio in un territorio quotidiano da riscoprire. Le quattro figure femminili rappresentate nelle edicole sono: Raffaella Chiatti, la Sora Lella del lotto 7, partigiana in anni di guerra; Maria De Zayas, scrittrice spagnola del ‘600; Lise Meitner, la fisica austriaca che diede l’esatta interpretazione della fissione nucleare; Hazel Scott, pianista e cantante americana tra gli anni ’30 e ’50. Maggiori informazioni sul progetto si possono trovare sul sito https://donnestradarole.wixsite.com/website.
Tutti al campetto di Piero domenica 15 dicembre in via Granai di Nerva angolo via di Grottaperfetta. Dalle 9,30 del mattino fino alle 13,30 i volontari del Comitato di quartiere Grottaperfetta illustreranno il progetto, diventato finalmente esecutivo, presentato lo scorso anno per la riqualificazione dell’area.sportiva. Abbandonato al degrado per oltre dieci anni il campetto di Piero era stato ripulito dal Cdq insieme ai cittadini e riportato all’attenzione delle istituzioni sollecitandone il recupero.
In passato era stato occupato dagli abitanti e gestito per alcuni anni da Piero, proprietario del bar di Roma 70 da cui prese il nome, ed è stato per anni un punto di aggregazione per i ragazzi del quartiere, che lì si incontravano, giocavano a calcetto e trascorrevano insieme i loro anni più belli. Un risultato importante, dunque, per tutti i cittadini e una grande soddisfazione per il Comitato di quartiere che ha portato avanti con tenacia questa battaglia.
Durante la manifestazione di domenica 15, patrocinata dal Municipio VIII, sarà organizzata anche una raccolta fondi, che sarà devoluta interamente all’Associazione “Casamica Onlus”, attraverso oggetti messi a disposizione dai volontari del Cdq.
La Garbatella si avvia a compiere i suoi primi 100 anni e lo farà, come ormai tutti sanno, il 18 febbraio del 2020. E’ passato un secolo, da quel giorno in cui il Re Vittorio Emanuele III, insieme a Paolo Orlando e al presidente dell’Istituto case popolari di Roma dell’epoca, fondarono la Borgata Giardino Concordia, il primo nucleo intorno a piazza Benedetto Brin, dal quale ebbe inizio l’edificazione del quartiere. E noi di Cara Garbatella come potevamo festeggiare questo importante traguardo? Lo facciamo con la modalità che ci è più consona.
Nei primi giorni di Ottobre abbiamo organizzato l’ennesima edizione del Garbatella Jazz Festival nel giardino della Villetta, un tradizionale appuntamento annuale, che diventa sempre più partecipato dagli amanti del jazz, ma non solo. A dicembre, e precisamente lunedì 16 alle ore 18 al Palladium di piazza Bartolomeo Romano, presenteremo alla cittadinanza e alla stampa “Garbatella 100.Il racconto di un secolo”. Si tratta di un vero e proprio album di famiglia, un diario che ci farà rivivere la storia e i personaggi che hanno reso la Garbatella uno dei quartieri più affascinanti e conosciuti della Capitale. Ma entriamo più nel dettaglio del volume, frutto di una coedizione tra Cara Garbatella e la Iacobelli editori, che sarà disponibile da metà dicembre in poi in tutte le librerie di Roma e nelle edicole del territorio dell’VIII Municipio.
Si tratta di un’opera unica, che tutti vorrebbero avere nella propria biblioteca personale: 360 pagine, corredate da tantissime fotografie d’epoca, alcune delle quali inedite. Il racconto di un secolo, oltre alla prefazione del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e a un contributo dell’eurodeputato Massimiliano Smeriglio, si apre con una ricerca di Giorgio Guidoni, collaboratore del nostro giornale, che finalmente svela il segreto sulla vera origine del nome del quartiere. Vi assicuro che quello che è stato raccontato finora sulla presenza in zona di una ostessa “garbata e bella” è del tutto infondato. Ma per saperne di più dovrete comprare il libro. Non sarò certo io a svelare prematuramente l’arcano. Seguono altri due scritti di Flavio Conia e di Francesca Romana Stabile, il primo sulla situazione delle proprietà fondiarie prima della nascita della Garbatella e l’altro sul progetto di Paolo Orlando per lo sviluppo dell’area industriale dell’Ostiense, di cui la borgata giardino Concordia ( Garbatella) faceva parte. Il corpo centrale del libro è costituito, invece, dal racconto dei cento anni divisi in decenni, a partire dalla fondazione fino ad oggi, ad opera di Gianni Rivolta, Claudio D’Aguanno, Francesca Sperati, Andrea Catarci, Giuliano Marotta, Floriana Mariani e Claudio Marotta. Infine nella parte finale Giancarlo Proietti, Cosmo Barbato, Sandra Girolami, Paolo Moccia e Simonetta Greco ci racconteranno la storia dei sacerdoti che hanno lasciato un segno nel quartiere, ma anche la testimonianza delle “suore cappellone”, della comunità di Sant’Egidio, della presenza ebraica e dei protestanti di via Pullino. A completrae il volume ci sarà un preziosissimo indice dei nomi, che ne faciliterà la lettura. Non perdete,dunque, questo interessante appuntamento con la storia. Vi aspettiamo il 16 dicembre alle ore 18 al teatro Palladium. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Gli operatori commerciali e i presidi delle scuole non abbassano la guardia
di Stefano Baiocchi
È ancora emergenza rifiuti. Gran parte delle strade dell’VIII Municipio sono nuovamente invase dalla mondezza, i cassonetti strabordano mentre topi e gabbiani – semmai avessero smesso di farlo – pascolano in scioltezza. Ad alzare il livello di guardia è l’Ordine dei Medici Romani che chiede (come molti cittadini del resto) di trovare una soluzione al più presto per il problema dei rifiuti di Roma, altrimenti “si rischia l’emergenza sanitaria; va assolutamente evitato che si creino cumuli d’immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici”.
Non ci piace fare della demagogia, né dell’inutile allarmismo. Ma chi paga le bollette della TA.RI. (indiscutibilmente salate, giacché la Tassa sui Rifiuti ha l’aliquota più alta d’Italia!), non vedendo migliorie, anzi appurando che la situazione peggiora ogni giorno, è sull’orlo di una crisi di nervi.
L’ultima novità arriva dai vertici di AMA, poiché è saltato l’ennesimo Consiglio di Amministrazione. Si tratta del sesto cambio della guardia da quando Virginia Raggi si è insediata sullo scranno più alto del Campidoglio.
L’avvicendamento ha portato alla nomina del milanese Stefano Antonio Zaghis, militante della prima ora M5s, già nello staff di Marcello De Vito, quest’ultimo rimasto coinvolto in una vicenda ancora da chiarire legata a presunte tangenti sullo Stadio dell’A.S. Roma.
I Sindacati sono preoccupatissimi, e parlano di AMA come di un’azienda sull’orlo del baratro. Le opposizioni, PD in testa, fanno sapere che “le dimissioni del C.d.A. di Ama rischiano di trascinare la società in un punto di non ritorno con la conseguenza sciagurata di generare altro caos nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti della capitale”.
“La misura è colma (e lo sono soprattutto i cassonetti, N.d.R.) e c’è il sospetto grave che nell’amministrazione capitolina qualcuno voglia procurare un fallimento per favorire gli appetiti di privati; è tempo di nominare un commissario per AMA che tolga i poteri a Roma Capitale ed eviti il disastro”.
Sul piede di guerra anche molti Presidi di Istituti e Scuole superiori romane: “Come segnalato sia in zone centrali della città sia nelle periferie, la situazione dei rifiuti abbandonati presso gli edifici scolastici o all’interno dei cortili sta aggravandosi di giorno in giorno”, così in una nota l’Associazione nazionale presidi di Roma.
“Qualora non sia preso in attenta considerazione organizzativa l’appello dei medici e delle scuole chiediamo che ogni ASL di zona si attivi per verificare lo stato igienico-ambientale ed eventualmente proceda alla richiesta di chiusura degli istituti”. Come se non bastasse, le ultime disposizioni da parte della Sindaca in materia di raccolta, disposizioni risalenti ad agosto, sono state quelle di proibire l’utilizzo dell’amato sacco nero, perché anche ciò che non è recuperabile deve essere sempre riconoscibile.
Come se fosse normale uscire da casa con un bustone trasparente contenente pannolini e/o assorbenti usati, escrementi e lettiere di animali (e via discorrendo, l’elenco sarebbe piuttosto lungo!) e dirigersi con nonchalance, o con ostentata indifferenza, all’apposito cassonetto dell’indifferenziata (che sarà sempre pulito e accogliente, sia chiaro!).
Messa così, possiamo anche immaginare che presso il suddetto cassonetto ci sia un verificatore riconoscibile, o in abiti borghesi ma con tanto di tesserino, pagato proprio per controllare l’effettiva idoneità della raccolta.
I cittadini dal canto loro sono sempre più sconcertati: assorbita in parte l’emergenza d’inizio estate, ma non gli effluvi che hanno caratterizzato l’aria per il resto della calda stagione, sono in rassegnata attesa.
Marco Albani, titolare del bar di Via Fincati, si chiede come mai il Municipio non abbia ancora fatto un esposto direttamente alla Procura della Repubblica. Da Via Benedetto Croce il Presidente Amedeo Ciaccheri assicura che proprio l’emergenza rifiuti è costantemente nell’agenda di tutti i Consiglieri e della Giunta e che di concerto con ASL e Polizia Locale di Roma Capitale si sta monitorando la situazione ogni giorno.
“Noi dobbiamo esigere che AMA rispetti il contratto di servizio, in caso d’inadempienze proseguiremo nuovamente con diffide o con denunce alle autorità competenti”.
“Il sistema rifiuti non può continuare a reggersi sul fragile equilibrio basato soprattutto sulla buona volontà delle Regioni vicine che continuano raccogliere l’immondizia seppur con prezzi esosi; cosa succederà quando entro fine anno chiuderà anche la discarica e l’impianto di Colleferro?”.
Nel frattempo La Procura di Roma indaga sulla mancata raccolta del pattume delle attività commerciali da parte della società appaltatrice Multiservizi.
Della vicenda se ne era occupata la trasmissione televisiva ”Le Iene” che ha evidenziato come la raccolta avvenga nelle ore notturne quando gli esercizi commerciali e i negozi sono chiusi. Naturalmente ciò rende impossibile raccogliere la differenziata. Sembra che alcuni dipendenti striscino con il palmare aziendale un codice a barre presente all’esterno dell’utenza in modo da far risultare che la mondezza sia stata raccolta regolarmente.
Il procuratore aggiunto Paolo Ielo che si sta occupando della vicenda dovrà valutare se questo comportamento è ricorrente e metodico al punto da poter ipotizzare una truffa ai danni delle casse comunali, mentre il Comune ha dato mandato anche alla municipalizzata Ama affinché avvii un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità.
Passi in avanti per il rilancio del Traumatologico della Garbatella
di Sandra Girolami
Ampliamento,
messa a norma del reparto e raddoppio
degli attuali posti letto: a questo
serviranno i 635 mila euro stanziati della Giunta regionale per la Asl Roma 2 e
destinati all’Unità Spinale dell’Ospedale Traumatologico. “ Una vera
rivoluzione – ha dichiarato l’Assessore Alessio D’Amato- per rilanciare la vocazione ortopedica e
riabilitativa della struttura. Si tratta di un potenziamento molto importante, che permetterà al CTO di fare un deciso passo
in avanti sia da un punto di vista di erogazione dei servizi di assistenza sia
per la qualità e gli standard offerti all’utenza”.
L’Unità Spinale
dell’Ospedale di via San Nemesio è un reparto di alta specialità, che opera dal
1995 per curare e riabilitare i pazienti colpiti da lesioni al midollo spinale, intervenendo
tempestivamente e accompagnandoli fino al raggiungimento della massima
autonomia possibile. I ricoveri in questa struttura sono di lunga durata: in
media si prevedono 180 giorni per i tetraplegici e 120 per i paraplegici, un
tempo incredibilmente lungo, ma necessario per rendere il più possibile autosufficienti i malati. Ad oggi l’Unità spinale dispone
soltanto di 16 posti letto attivi, che diventeranno 32 come previsto dall’Atto Aziendale e dal Piano
Sanitario regionale. Con questo nuovo
finanziamento e l’aumento della capacità ricettiva del reparto diminuiranno anche i tempi di attesa, soprattutto per i malati
più gravi.
“Il CTO, che ho visitato
di recente, – conclude l’Assessore D’Amato –
sta subendo una vera e propria rivoluzione. E’ entrata in funzione una
risonanza magnetica di ultimissima generazione e sono in fase di completamento
i lavori per le nuove sale operatorie. Una struttura sempre più moderna che
stiamo rilanciando nella sua vocazione ortopedica e riabilitativa”
Cinque giorni di iniziative sul Centenario del quartiere
di Anna
Bredice
Ce n’è per tutte le classi e per tutte le età, da zero a quattordici anni. La prima parte di iniziative in vista del centenario della nascita di Garbatella è rivolta agli studenti, dall’asilo nido alle medie: l’impegno per un futuro migliore dei ragazzi del nostro municipio intrecciato alle radici e alla storia di Garbatella.
Ci sono stati cinque giorni intensi di iniziative in tutte le scuole, dalla Montagnola a San Paolo, che hanno coinvolto molti ragazzi in un progetto che mette insieme la promozione della lettura, attraverso il Biblioporter, un pulmino per lo scambio di libri che ha fatto tappa davanti a molte scuole, fino all’educazione stradale, per arrivare anche alla distribuzione di borracce plastic free nelle scuole medie. Un bel modo per cominciare i festeggiamenti dei cento anni: “Garbatella 100 – ci racconta l’assessora alla scuola Francesca Vetrugno – vuole essere un progetto collettivo che coinvolge l’intero municipio, con le realtà locali e le associazioni; la scuola in questo progetto è al centro.
Oltre a questa prima settimana, aggiunge l’assessora, ci saranno altre iniziative previste per l’anno prossimo che coinvolgeranno ancora le scuole, legando due centenari importanti, quello di Garbatella e quello dei cento anni dalla nascita di Gianni Rodari”. Ma ripercorriamo ciò che si è fatto nei giorni scorsi, che rimarrà nel quartiere e non va perduto. Innanzitutto, la campagna per la promozione del gioco “Vado a scuola giocando”.
Si tratta dei giochi di una volta, campana, mondo, ve li ricordate vero? Giochi che si disegnavano con i gessi per strada, questa volta vengono accompagnati dal simbolo di un bruco e sono stati realizzati davanti alle scuole materne ed elementari, per far divertire i bambini andando a scuola. Per i più grandi, per la loro autonomia in tutta sicurezza, si inizia in questi giorni a collocare negli attraversamenti davanti agli istituti scolastici degli stencil con messaggi di attenzione come “guarda a destra e a sinistra prima di attraversare”, un’iniziativa ch,e ci dice l’assessora Vetrugno, “è la prima volta che viene realizzata a Roma, riprendendo un esperimento spagnolo, siamo convinti, aggiunge, che una buona amministrazione debba guardare anche alle pratiche europee positive”.
E poi c’è stato il pulmino Biblioporter, in collaborazione con le Biblioteche di Roma, realizzato dal progetto Biblioteche a cielo aperto. Si tratta di una biblioteca viaggiante che ha fatto tappa davanti alle elementari e alle medie del Municipio. Il 18 ottobre, infine, è stata la giornata della Plastic Free, agli studenti delle scuole medie è stata donata una borraccia per contrastare l’uso della plastica. Nelle intenzioni del Municipio VIII questo è solo l’inizio, dal 18 febbraio, giorno del centenario, proseguiranno le iniziative che coinvolgeranno le scuole.
Ma il giorno dei festeggiamenti, che si terranno a Piazza Brin, dove è stata posata la prima pietra nel 1920, le scuole saranno invitate non solo come pubblico passivo, “l’idea, ci rivela l’assessora Vetrugno, è quella di farli partecipare con lavori da fare in classe, per progettare insieme e pensare in modo diverso il nostro quartiere”.
Facciamo un gioco, un viaggio nel tempo. Chiudete gli occhi. Immaginate di essere nel 1926, anno della prima foto, e fingete di trovarvi al centro della piazza.
Ora cercate percepire le sensazioni che vi ritornano dallo stare al centro della piazza. Aria pulita, profumo di terra battuta, il sole caldo vi accarezza, ci sono alcune persone che stazionano e curiosano intorno a dei banchetti, la Garbatella è nata da poco ed è un paesotto poco fuori Roma, da lontano si possono ascoltare i treni che transitano per la Stazione Ostiense, il resto sono rumori naturali, il vento, le parole che ascoltate vi danno la sensazione di quanto sono distanti le persone che le pronunciano, la campana della chiesa, li passeracci so’ usignoli.
foto 1 – piazza pantero pantera, 1926
E ora passiamo ai giorni nostri. Febbraio 2019. Dovete fare attenzione a dove collocarvi, nella piazza non c’è molto spazio libero.
I palazzi originali sono ancora lì, alcuni hanno le stesse finestre aperte (lasciamo l’attento lettore indovinare quali sono), ma ci ritorna una sensazione di chiuso, di profanazione, di spazi occupati abusivamente dalle troppe vetture che inquinano non solo l’aria ma anche l’armonia di uno spiazzo pensato e nato per altri scopi.
foto 2 – la stessa piazza nel 2019
Piazza Pantero Pantera è oggi un luogo da cui fuggire. Un luogo dove, oltre alle vetture, ci sono sulla sinistra (anche se non visibili nella foto) una sfilza di cassettoni per l’immondizia, collocati a bella posta, a rovinare definitivamente il luogo sia con la loro forma sia con il loro olezzo. Che non è olezzo de li fiori, che ti confonde, e lo sguardo non si perde tra le fronne. Tra “Roma Capoccia” e “Nina si voi dormite” ci siamo noi che vediamo questa Roma e questa Garbatella come è e la immaginiamo come vorremo che fosse.
Fate anche voi le vostre considerazioni, scrivete in redazione quali sensazioni vi danno le due fotografie, quali ricordi affiorano, come vorreste che fosse oggi Piazza Pantero Pantera.
Oreste Ricci ricorda quei giorni drammatici visti da un ragazzo
di Oreste Ricci
Era una
mattina di marzo del 1943. Il tempo non prevedeva niente di buono, infatti
qualcosa stava per accadere. Noi ragazzi della Garbatella andavamo a scuola o
alla Michele Bianchi, oggi Cesare Battisti, oppure alla Niccolò Tommaseo; io
andavo alla Tommaseo.Quella triste mattina anziché mandarci in classe, il
direttore ci fece radunare in cortile. Con le lacrime agli occhi ci annunciò
che la scuola a causa dei prossimi bombardamenti chiudeva e quella
probabilmente sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo visti. Dio solo sa
quanto di vero c’era in quelle parole. Il cielo si fece ancora più buio,
nessuno di noi riuscì a dire una parola; solo le lacrime cominciarono a
scorrere sulle nostre guance. Il futuro ci atterriva: “i bombardamenti” cosa
poteva far più paura a noi ragazzi. Pian piano cominciammo a uscire dalla
scuola tristi e smarriti; cominciò così la nostra nuova vita. Non molto tempo
dopo i bombardamenti cominciarono; inizialmente lontano da Roma e per noi
ragazzi fu facile farlo diventare un gioco, perché cominciarono a suonare le sirene
che ne annunciavano il pericolo. Ricordo che con mia sorella più grande di otto
anni, facevamo a gara tra una sirena e l’altra, per arrivare alle catacombe che
erano in fondo alla strada, le Catacombe di Domitilla, questo era il nostro
rifugio antiaereo. Il Comune le aveva aperte e ne consentiva l’uso proprio per
questo motivo. Anche questo noi ragazzi lo facemmo diventare un divertimento, i
nostri commenti e pensieri in mezzo a tutti quei loculi completi di scheletri
con teschi e ossa; erano svariati e ognuno ci metteva del suo.
7 marzo 1944 le bombe sganciate dai marauder sugli obiettivi dello scalo ferroviario dell’Ostiense.
Cominciò il
passa parola fra noi, perché c’erano posti più divertenti dove radunarci e fare
i nostri giochi. Nel boschetto dei frati di Largo delle Sette Chiese si era
insediato un bel gruppo di ragazzi, dove si giocava a carte, a dama ed a tanti
altri giochi. Sempre accompagnato da mia sorella ci andavo, ma non mi trovai
bene perché erano tutti più grandi di me ed in parte li conoscevo. C’era
Luciano “Pa-pa-ra-pa” (detto così perché suonava la tromba), il ciò-ciò (per il
suo modo di camminare), Pirozzi detto il “Palletta” perché era un fenomeno con
le palle da tennis, con le quali riusciva non so quante volte a palleggiare tra
testa e muro, il “Tigre”, Alberto detto “Beby”, Giancarlo “Succhiadito” (…ovvio
l’appellativo).Alla fine decisi di trasferirmi sulle scale della Basilica di
San Paolo dove imparai tutti i giochi di carte possibili. Questo periodo non
durò molto perché l’Italia piegata nonostante il coraggio su tutti i campi di
battaglia e colpita al cuore in casa, si arrese agli alleati con un armistizio;
era l’8 settembre del 1943.I tedeschi non la presero bene, ci considerarono dei
traditori e voltarono immediatamente le loro armi contro di noi. Già la sera si
sentiva la battaglia che si stava combattendo tra la Cecchignola e la
Montagnola e durò tutta la notte. Per noi ragazzi, che la guerra la conoscevamo
solo per quello che ci facevano vedere sui film, fu spaventoso. La mattina
sembrò tutto calmarsi, poi capimmo perché. Quello che rimaneva dei Granatieri di
Sardegna cominciò a ripiegare nella Garbatella; erano uomini feriti che si
sorreggevano l’un l’altro, erano uomini insanguinati ma non piegati nell’orgoglio. I
tedeschi ci misero due o tre giorni prima di pianificare, occupando con le loro
armate i punti chiave della città. Questo diede tempo e modo alla gente della
Garbatella (non so se dietro un disegno predisposto da qualche comitato), di
organizzarsi per assaltare i più grandi centri alimentari. Ne fecero le spese
la Locatelli, chiamata da tutti la “Caciara”, i Mercati Generali e altri grandi
magazzini di generi vari. La Garbatella si trasformò in un enorme saccheggio e
si videro scene inimmaginabili; persone che camminavano con una forma di
formaggio sulle spalle ed un’altra che facevano rotolare scalciandola,
facendosi aiutare dai ragazzi della famiglia. Qualcuno pagò con la vita questo
saccheggio perché le celle dove stavano i formaggi erano inondati di ammoniaca
per conservarli. Ai Mercati Generali io e mia sorella fummo “protagonisti
insoddisfatti”; quando decidemmo di partecipare all’evento, ci mettemmo nella
lunga fila di gente che andava ai Mercati mentre incrociavamo l’altra fila che
tornava. Come le formiche c’era quella che andava a prendere e quella che
tornava con quello che aveva potuto raccattare. Quando entrammo nei mercati ci
rendemmo conto che eravamo arrivati tardi; una cosa però attirò la nostra
curiosità, un vagone aperto ma sorvegliato da un giovane soldato tedesco. Mia
sorella non si scoraggiò, ci avviammo verso il carro che era circondato da
gente incuriosita e arrivati nei pressi vidi mia sorella avvicinarsi decisa al
soldato e in un tedesco scolastico gli
ordinò di colpire una cassa con il calcio del fucile per romperla; io per primo
ero allibito da tanto coraggio ed anche la gente intorno era attonita. Incredibilmente
il soldato ubbidì! Quando la cassa fu aperta anche la gente che era intorno si
buttò sulla cassa travolgendomi e mandandomici sopra. Ben presto si ritirarono
delusi e quando potei vedere capii perché; la cassa era piena di chiodoni per
scarpe da montagna. I tedeschi imposero il coprifuoco, perciò era pericoloso
girare anche di giorno in alcuni orari. Ci pensarono gli americani a rendere la
situazione ancora più difficile, intensificando i bombardamenti alla Stazione
Ostiense; capitò così di vedere cose sconvolgenti come quello che successe a
mia sorella Velia, la più grande. Mentre correva in via Girolamo Benzoni per
sfuggire alle schegge e spezzoni delle bombe, si vide quasi superare da una
persona che poco dopo crollò a terra in un lago di sangue; era stato decapitato
da uno spezzone mentre correva. Questa era la realtà che si viveva in
quell’epoca.
4 giugno 1944 ingresso degli americani a Roma
Molti morti
si ebbero agli Alberghi Bianco e Rosso ed anche alla Maternità, dove sono nato
e che fu visitata da Gandhi durante la sua visita a Roma nel 1931. Ci furono
fino a 9 morti per famiglia, lo si poteva notare contando le stellette che si
mettevano su una fascia nera da lutto.
Ci pensavamo
noi ragazzi a rendere le giornate più divertenti. Due dei più grandi, Fulvio
Carnevali e Primo Roncarà andando in cerca di distrazioni, avevano adocchiato
un paio di stivali che un tedesco teneva legati sul sellino posteriore della
motocicletta. Il tedesco si assentò per comprarsi una pagnottella nello storico
negozio di alimentari di Tempra in Via Ottaviano Scoto; ai nostri due intrepidi
bastò uno sguardo d’intesa e gli stivali presero il volo. Al tedesco uscito con
la sua brava pagnottella, il boccone gli andò di traverso notando che gli
stivali non c’erano più e bestemmiando si mise a sparare solo in aria per
fortuna. I nostri eroi una volta che il tedesco fu ripartito, iniziarono a
prendere in considerazione la situazione; gli stivali erano due, ma erano due
anche loro e nessuno aveva intenzione di
cedere la sua parte (…erano i più tosti del gruppo). Fu una discussione lunga,
ma alla fine raggiunsero il più dissennato accordo possibile… fecero uno
stivale per uno! Tante storie, tante leggende di una Garbatella cresciuta con
la guerra. Una, la più amara, avvenne il giorno che doveva essere il più bello
e il più felice per tutti, il 4 giugno 1944.
Mentre tutta
la popolazione si riversava nelle strade per festeggiare l’arrivo degli
americani, mia madre veniva colpita da un proiettile vagante, ma non da un
proiettile qualsiasi; era di carro armato che non esplodendo limitò i danni
alla sola mia madre. Quella tragica domenica erano presenti con noi anche gli zii.
Eravamo nove persone in tutto sul terrazzo della nostra casa per festeggiare
l’evento. Mia madre fu portata all’ospedale ma dopo qualche giorno morì.
Pian piano
la vita riprese a scorrere nel giusto verso ed io terminai le elementari dalle
suore dove la “mitica” Suor Carla, insegnò nella mia classe; era il suo primo
mandato. Per le medie fui iscritto nelle classi gestite dai Filippini di S.
Eurosia, guidati in tutto e per tutto da una leggenda, PADRE MELANI inserito
poi nella “Lista dei Giusti” da Israele per i molti ebrei salvati nascondendoli
ai tedeschi.
E
ricominciarono le avventure a volte pericolose con gli amici del “Lotto 9”.
Insieme agli
altri più coraggiosi iniziammo a visitare le grandi grotte di cui una enorme
sotto la collina dei frati, vicino a Largo Giovannipoli. Entravamo in 6 o 7 e
con le lampadine provavamo ad andare dentro il più possibile; si diceva che
quella grotta arrivasse a Frascati! Accadde naturalmente qualche piccolo dramma
(la strada di ritorno non si ritrovava…), ma tutto andò sempre bene!
Una volta,
usciti di scuola proposi ai compagni di andarci a prenderei finocchi piantati
nell’orto dei frati; mentre cercavamo di prendere i più grandi arrivarono i
guardiani del campo che riuscirono ad afferrare il mio amico William, chiamato
da tutti “Lillo”. Sgomento di ciò e non sapendo cosa fare, raccolsi la cartella
di Lillo ed andai a casa; nascosi la cartella in giardino per evitare domande
indiscrete e rimasi in attesa degli eventi. Passava il tempo ma di Lillo non si
sapeva nulla, l’angoscia aumentava sempre più. Ad un tratto sentii il fischio
di Lillo, era il fischio che usavamo tra di noi; mi precipitai in strada e mi
trovai Lillo tutto sorridente e carico di finocchi. Correndogli incontro gli
chiesi: “Ma che è successo”?!? Come risposta ricevetti una grande risata, ma io
non capivo. Finalmente si spiegò dicendomi che quando fu preso e portato al
casale, Lillo iniziò la recita. Si mise in ginocchio e piangendo disse che a
casa non avevano niente da mangiare e: “ho cercato di portare a casa qualche
finocchio…”. Le persone che erano intorno a lui si guardarono e si dettero un
cenno di intesa. Lillo era tornato carico di bei finocchi e con due grandi
pagnotte di pane casareccio… non aggiungo altro, che dire di un talento
naturale per la recita!?! Lillo poi partì insieme alla famiglia per la
Colombia. Tornò molto tempo dopo a Roma per fare visita ai parenti e dimostrò
quanto aveva migliorato le sue “doti”… non vi dico le avventure impossibili che
raccontò, pareva il racconto di alcuni film di Tom Cruise (si sarebbe detto
oggigiorno).
Arrivò
l’estate e con l’estate si aprirono nuovi scenari per noi ragazzi riguardo ai
divertimenti. Cominciarono le ricerche dei posti dove fare il bagno; ce n’erano
diversi e il più conosciuto era la Ruota Rossa, il punto dove il fiume Almone
uscendo dal Parco della Caffarella passava sotto il “Quo Vadis”. Il medesimo
posto dove Alberto Sordi girò la scena della lotta con il coccodrillo nel film
“Un americano a Roma”. Un altro posto che chiamammo “Ostia da 40”, perché
servivano 20 lire all’andata e 20 lire al ritorno, per raggiungerlo bisognava
prendere l’autobus fino al fosso dove si faceva il bagno (passando attraverso
il Villaggio Giuliano). Era chiamato “Ponte Buttero” quel fosso, che grazie ad
una chiusa oltre a formare un trampolino formava un laghetto. Li vidi una scena
inimmaginabile, un ragazzo che si tuffava con gli altri… ma una volta riemerso
mostrò come era costretto a nuotare… gli mancavano entrambi gli avambracci. Mi
dissero che gli erano saltati per lo scoppio di un proiettile che aveva provato
ad aprire per recuperare la polvere da sparo (Ne accaddero diversi di questi
fatti). Questi sono i vari volti della guerra , lo stupore per il coraggio e la
tenacia e una profonda pena per lui. Poi c’era il punto più comodo da
raggiungere, era un fosso che venendo dalle terre di Ciribelli, passava sotto
alla Cristoforo Colombo grazie ad un collettore ed all’uscita formava un
laghetto. Essendo il più vicino alla Garbatella era anche il più frequentato e
li si esibivano i novelli “Tarzan”.
Questa era
la vita che negli anni 44-50 ci servì da scuola durante la quale ho corso non
so quanti pericoli, ma sono qui a raccontarli; ero un timido e pian piano mi
trasformai in un trascinatore. Una volta partecipai alla più grande sassaiola
che si possa immaginare (andava molto di moda sfidarsi a sassate in quel
periodo…), una cinquantina di ragazzi per parte, di Tormarancia e della
Garbatella si scontravano per contendersi il campo che era ed è ancora dinanzi
alla vecchia Fiera di Roma. Non so come finì, perché me la diedi a gambe prima
della fine e quindi ne ignoro il risultato. Uno dei giochi più pericolosi che
capitò di fare con i miei compagni lo facemmo nel cantiere dove stava nascendo
l’Ospedale CTO. Il gioco, se così vogliamo chiamarlo, consisteva nel togliere
il freno al carrello che serviva a scaricare la terra nella sottostante vallata
per poi metterlo più lontano. Naturalmente il carrello una volta presa velocità
saltava il freno e andò a precipitare giù nello scarico. Al rumore dello
schianto del carrello uscirono i guardiani che ci rincorsero per tutta la
Garbatella; ci andò bene, eravamo troppo veloci per loro!
E arrivò il
momento in cui la Garbatella ci sembrò troppo piccola; ci sentimmo tutti
insieme per progettare qualcosa di nuovo. Io feci la mia proposta, scartammo
l’EUR… troppo pericoloso, c’era
addirittura un soldato tedesco, un povero giovane di 18 anni ucciso sul posto e
sotterrato sotto una croce con i suoi dati anagrafici. Mi venne un’idea… avevo
una zia che andavo a trovare molto spesso, abitava a Via Adda, la strada che
confinava con la villa diventata famosa perché all’angolo con la Via Salaria è
stato ucciso 20 anni fa circa Massimo D’Antona il consulente del Ministero del
Lavoro. Presa Via Adda come base, fu uno scherzo correre a Villa Borghese; alle
spalle delle scuderie reali, passate poi alla P.S., vi era un grande prato che
veniva usato dai soldati americani come campo di baseball. Vi era però un
inconveniente, il campo era circondato da alberi altissimi e le palle colpite
con le mazze sparivano spesso tra le
fronde. Gli americani pensarono bene di reclutarci e ci promisero 50 lire per
ogni palla recuperata; fu molto faticoso e pericoloso, ci siamo divertiti ma
non lo ripetemmo più. Altro gioco che per un breve periodo fu praticato dai
ragazzi della Garbatella furono i combattimenti con la cerbottana; ci sfidavamo
tra Lotti. Bisognava colpire con il cartoccetto l’avversario, che veniva così
eliminato. Ancora ricordo una ragazza
che combatteva meglio di un maschio; tuffi e salti per evitare di essere
colpita dal cartoccetto, uno spettacolo!
Pian piano
le nostre attrattive cambiarono radicalmente; la guerra, quasi un ricordo
lontano… Alla “Chiesoletta” iniziarono i tornei di calcio a 7 organizzati da
Padre Melani, dove si affermarono diversi campioni, uno su tutti AGOSTINO Di
Bartolomei!
Ho accettato
tutto dalla vita: gioie, dolori, delusioni ma le rivivrei 100 volte, perché
quella vita avventurosa se vogliamo spensierata è la scuola della vita. Storie
e leggende di una Garbatella nata e cresciuta nel periodo peggiore della
guerra, tra bombe e pericoli di ogni genere; ma se si voleva vivere bisognava
crescere in fretta. Bambini e ragazzi, forse nessuno lo notò, si unirono ed
aiutarono tra di loro per sopravvivere; io che ero tra i più piccoli (9 anni)
non sfuggii, perché fui molto aiutato dai più grandi e di loro ancor oggi ne
serbo un caro ricordo.
Esce in libreria la Guida sui comignoli di Piero Patacci
di Gianni Rivolta
“Ode al raffreddore”, “Malfidati”, “Non spingete”, “Wanda” sono solo alcuni dei nomi che Piero Patacci, l’autore della Guida ai comignoli della Garbatella, ha affibbiato ai piccoli fumaioli sui tetti delle case popolari.
Nomi di fantasia naturalmente, ma se avete l’occasione di camminare per la Città giardino con questo libricino in mano e sollevate lo sguardo verso il cielo, vi accorgerete che non sono per niente campati per aria. Anzi, della somiglianza c’è. Potete farlo seguendo due percorsi, il rosso e il verde e seguire una mappa dettagliata dei lotti Iacp.
A corredare l’opera, edita dalla casa editrice Luoghi Interiori ( 12,00 euro),c’è anche un utile allegato con una breve scheda sui maggiori architetti, che hanno lasciato un segno a Garbatella e una tabella molto ben strutturata sugli edifici popolari. Sulla Garbatella in questi ultimi quindici anni è stato scritto di tutto, sia dal punto di vista architettonico che da quello sociale e politico.
Ma qualcuno che pensasse di nobilitare questo quartiere, che si avvia a festeggiare il centenario della sua nascita (18 febbraio 1920), a partire dai fumaioli ancora non si era presentato. La tesi dell’autore è molto ambiziosa: il comignolo è la firma apposta dall’architetto a conclusione della progettazione dell’edificio, siano essi villini con orto annesso o case rapide, semintensivi o case padiglione.
Già è stato più volte scritto che la Garbatella, nella sua costruzione, che si può quasi del tutto attribuire al decennio 1920-1930, è un laboratorio di stili e tipologie edilizie che hanno risposto alle diverse emergenze abitative. Si è passati dai villini economici della Borgata giardino Concordia a piazza Brin costruiti per ospitare gli operai della zona industriale alle case rapide per gli sfrattati, fino agli alberghi suburbani, sorti intorno a piazza Michele da Carbonara per dare un alloggio provvisorio (una sola stanza per famiglia), ai baraccati o ai nuclei espulsi dal centro città a seguito degli sventramenti operati dal fascismo.
Insomma Piero Patacci distingue il comigolo di Innocenzo Sabbatini da quello di Plinio Marconi, quello di Camillo Palmerini da quello di Giovanni Battista Trotta e ci invita a farlo almeno una volta, camminando per le strade di questo meraviglioso quartiere con gli occhi all’insù, lasciando a terra tutti i pensieri e le preoccupazioni quotidiane.
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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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