Skip to main content

Tag: Cronaca

Riapre la storica edicola di piazza B. Romano

Dopo due anni di chiusura riprende l’attività del vecchio chiosco di giornali

Di Stefano Baiocchi

Flavio si alza all’alba e tutti i giorni apre la sua edicola alle 6 e mezza in punto.

Lo storico chiosco di Piazza Bartolomeo Romano – dopo due anni di oblio – ha una nuova vita grazie a lui, uno dei pochi coraggiosi che ha fatto il percorso al contrario.

Negli ultimi quindici anni in Italia, infatti, la metà delle edicole ha chiuso i battenti; al momento su tutto il territorio nazionale resistono 42mila esercizi, mentre almeno la metà di questi si trova in difficoltà. L’Ottavo Municipio rispecchia l’andamento del Paese con una costante e inesorabile chiusura di diverse edicole. È un problema sociale, ma soprattutto culturale perché dove non c’è più un chiosco, non si vendono più giornali e ciò significa che non si legge e che quelle copie perse non si recuperano più.

Se vent’anni fa possedere un’edicola significava avere una vecchiaia assicurata, oggi, quella di mettersi a vendere i giornali è quasi un’impresa titanica, considerando la crisi della carta e soprattutto la diffusione di tablet, smartphone e computer.
Tuttavia una piccola speranza, soprattutto alla Garbatella, c’è. Perché nel quartiere c’è ancora chi ama leggere il giornale di carta e lo fa tradizionalmente, acquistandolo dall’edicolante di fiducia, sfogliandolo sulla poltrona di casa o al tavolino del bar.

“In pochi giorni ci si sente subito a casa, l’edicola è un punto di riferimento per i cittadini di Garbatella”, dice Flavio. “Il quotidiano più venduto è la Repubblica, che stacca di netto il Messaggero e il Corriere dello Sport; poi vengono le riviste di vario genere, soprattutto quelle di gossip o quelle che trattano argomenti specifici”.

Da moltissimi anni i chioschi dei giornali per arrotondare vendono altro, dai giochi per i bambini ai biglietti per il tram, alle figurine. Niente più riviste porno, per quello c’è internet che è più discreta, naturalmente non si vendono più DVD o CD (quello purtroppo nemmeno nei negozi specifici). Di libri neanche a parlarne.
Dopo pochi giorni dall’apertura è impossibile fare un bilancio, tantomeno una previsione, ma l’andamento di questi primi giorni è incoraggiante; questa è un’edicola storica – continua Flavio – e te ne rendi conto quando i cittadini, oltre a chiederti il giornale o la rivista, sorridono e ti fanno i complimenti chiedendoti al tempo stesso se hai in vendita il libro 100 anni di Garbatella… a proposito, potrebbe farmene avere una decina di copie?”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Per i più deboli nasce la casa del municipio

Una rete di 22 associazioni diffuse sul territorio

di Daniele Ranieri

Ragazzi vittime di bullismo, donne minacciate o picchiate, persone che attraversano momenti particolari della propria vita come la mancanza di lavoro, una occupazione saltuaria o precaria, una separazione. Le persone che hanno bisogno di  aiuto, che incontrano difficoltà nei rapporti con la Pubblica Amministrazione o che vogliono conoscere meglio i loro diritti, ora hanno un luogo dove poter trovare ascolto e sostegno: la Casa del Municipio.

L’iniziativa è partita dall’Assessora alle politiche sociali dell’VIII Municipio Alessandra Aluigi con l’intenzione di sviluppare quello che viene chiamato il Welfare di comunità. Una sinergia tra Pubblico e Privato sociale, che ha l’obiettivo di rendere accessibili, gratuitamente, sportelli d’ascolto e consulenze in tema di diritti legali, diritti di famiglia, diritti delle donne, diritti del lavoro e dell’abitare, diritti delle persone disabili, diritti dei minori e degli anziani.

La Casa del Municipio è composta da una rete di 22 Associazioni, diffuse in tutta l’area municipale dall’Urban Center di via Odero a Via Barbana, da Via Benedetto Croce, dove ha sede il Municipio VIII, ai box interni ai mercati di Via Corinto o di Roma 70. L’elenco completo lo si trova nel sito del Municipio all’indirizzo:  https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/Programma_organizzativo_fruizione_spazi_Casa_Municipio_2019.pdf.

Sono Associazioni, selezionate  attraverso un Bando apposito, a cui sono stati consegnati i locali necessari per lo svolgimento della loro attività.

Le richieste di spazi sono state così numerose da far decidere all’Assessorato di indire un nuovo Bando a breve in modo da coprire nuovi servizi o parti diverse del territorio.

Quest’iniziativa  rompe un lungo periodo di assenza delle Istituzioni di prossimità su questi temi. Era, infatti, dal 2016 che mancavano iniziative di sostegno ai diritti e ai bisogni degli abitanti del VIII Municipio.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Lanciato in una conferenza stampa a Moby Dick il programma dell’Ater per il Centenario di Garbatella

Ater: al via il restyling nei lotti 14,15,19 e 27/C, manutenzione del verde e mobilità elettrica

di Daniele Ranieri

L’Ater entra in campo per il Centenario di Garbatella. E lo fa con un ricco elenco di iniziative.

A  illustrarle, nel corso di una affollata conferenza stampa a Moby Dick,  è stato il giovane manager Andrea  Napoletano, ex Segretario Generale del  Mise e ora Presidente dell’Ater,  ex Istituto Autonomo Case Popolari. L’Istituto che è stato determinante per la costruzione del quartiere. Vicino a lui i rappresentanti degli altri Enti determinanti per la programmazione e il sostegno economico ai progetti. Innanzitutto  il Municipio VIII, con il Presidente Amedeo Ciaccheri, poi la Regione Lazio, presente ai massimi livelli con il Presidente Zingaretti e l’Assessore alla Politiche abitative Massimiliano Valeriani e infine, il Dipartimento Urbanistica dell’Università di Roma Tre, rappresentato dalla Prof. ssa Francesca  Romana Stabile. Totalmente e immotivatamente  assente il  Comune di Roma.

Si è iniziato presentando il  Logo del Centenario: un cuore rosso con impressa la sagoma del Ponte Spizzichino. Un logo che rappresenta il cuore del quartiere, sede della forza della sua storia e della passione dei suoi abitanti, attraversato oggi da una modernità che guarda al futuro.

Il progetto è dunque quello di rivivere con la passione di sempre il presente e ridisegnare un futuro all’altezza della storia. Tutto, naturalmente, prenderà il via il 18 Febbraio prossimo con i bandi per rimettere a nuovo una parte di Garbatella, in particolare si spenderà quasi un milione di euro per i rifacimenti di coperture e facciate di alcuni Lotti ( Lotto 14 di via Vettor Fausto, Lotto 15 via Edgardo Ferrati 1, Lotto 19 via G. B. Magnaghi, Lotto 27/c via Rocca da Cesinale 9), quindi si passerà alla manutenzione straordinaria delle tante oasi verdi del quartiere e degli alberi. Infine si provvederà alla riapertura di 30 locali oggi chiusi e abbandonati, che verranno messi a bando.

Oltre alla manutenzione del presente per garantirgli una vita futura, c’è la conoscenza del passato. A questo penserà una mostra con l’esposizione della documentazione dell’Ater per la costruzione del quartiere e la presentazione di un percorso tra le strade della Garbatella. Un modo per farla conoscere. La guida del percorso sarà un Portale on line e una App virtuale, che permetteranno di seguire un tracciato contraddistinto anche da targhe esplicative. Conferenze tematiche ed estratti di  filmati dell’Archivio Luce completeranno il quadro.

Da sottolineare la pubblicazione di un quaderno per ogni Lotto a cura del Dipartimento di Architettura,  che ha coinvolto oltre 100 studenti  e  la presenza dell’artista romano Pietro Ruffo. Artista anch’egli giovanissimo, vincitore del Premio Cairo e del Premio New York, che ha già all’attivo diverse mostre personali e collettive ospitate in musei e fondazioni. Ruffo ha mostrato in anteprima  un bozzetto dell’opera da lui realizzata per l’occasione con i volti e le parole dei giovani incontrati nel quartiere.

Quanto al futuro si intraprenderanno due strade. Una artistica con una bando per giovani artisti per l’assegnazione di spazi in cui mostreranno le loro opere in una sorte di Notte Bianca e con  la destinazione di una intera parete di un fabbricato Ater per la pittura di un murales. L’altra strada è attenta alla salvaguardia della salute e dell’ambiente urbano.  Verranno messe a disposizione auto elettriche per gli spostamenti  degli inquilini Ater in Car Sharing. Per utilizzare le auto verranno istallate nelle strade alcune colonnine per la ricarica. Si tratta di una tra le prime sperimentazioni in Italia di efficientamento energetico condominiale .

Ma non è finita qui. Sono allo studio, ha detto il Presidente Ciaccheri,  molti altri eventi che renderanno il centenario indimenticabile. Tanti auguri Garbatella.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il presepe meccanizzato di Nonno Dante, artigiano di 92 anni originario della Garbatella, in esposizione all’Internazionale

ROMA, 19 DIC  – Un’icona del Natale e dell’ingegno artistico per l’intero quartiere romano della Garbatella, il presepe meccanizzato di Nonno Dante è per la prima volta in esposizione presso un’università.

Dante Pica, artigiano novantaduenne originario della Garbatella, ha progettato e realizzato nel corso degli anni un industrioso presepe di oltre 200 statuine intagliate a mano. Ogni statua rappresenta un mestiere, dal falegname al fornaio, dal benzinaio al gommista, senza dimenticare le ironiche rappresentazioni del cassaintegrato o del marito traditore. Un’installazione originale che per anni ha affascinato bambini e adulti della Garbatella, e che ha corso il rischio di non trovare una casa abbastanza spaziosa per questo Natale.

L’Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT, con sede al civico 139 di via delle Sette Chiese, ha colto l’opportunità per ospitare Nonno Dante ed il suo presepe, confermando il nobile impegno di valorizzare il quartiere, avvicinando gli studenti a questa mirabile opera di creatività senza tempo. Perché anche in un’università internazionale c’è spazio per un presepe che raffigura l’anima di un quartiere.

Dante Pica
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Le figurine sono in vendita a Controchiave, alla Villetta e a Casetta rossa

Un album di donne da collezionare

di Anna Bredice

“All’attacco, storie da collezionare”. Si chiama così questo album di figurine. Ve li ricordate gli album da ritirare in edicola, con già due pacchetti di figurine inclusi? Questa volta non si tratta di calciatori, ma di donne.

Donne, adulte e ragazze, che hanno fatto la storia, vissute tanto tempo fa oppure contemporanee. Un’iniziativa organizzata dal collettivo “Una volta per tutte” che si propone con una campagna di crowdfunding di sostenere la casa delle donne “Lucha y siesta”, un luogo dove hanno trovato ospitalità molte donne fuggite alla violenza, ma che purtroppo rischia la chiusura, perché l’Atac che ne è proprietaria lo vuole alienare. L’album è molto valido artisticamente, perché a prestare la matita per raffigurare queste storie femminili da collezionare sono stati chiamati alcuni tra i più importanti disegnatori, da Makkox a Biani, da Marta Baroni a Rita Petruccioli.

Dentro ci sono tanti riquadri da riempire con le figurine, donne rappresentate da disegni molto belli e una descrizione della loro storia: la numero 18 è la combattiva Ilaria Cucchi, la 22 ad esempio è la comandante Ramona dell’Ezln, poi ci sono alcune partigiane e le contemporanee Greta Thunberg e Carola Rackete. Ma ce ne sono tante altre. Il primo giorno di diffusione dell’album è stato durante la manifestazione a Roma contro la violenza sulle donne. Da allora in poi album e figurine si trovano in diversi posti  del  Municipio e anche altrove.

E lo scambio di figurine da andare a cercare in questi luoghi diventa un’occasione per conoscersi, parlare delle figure cercate e nello stesso tempo creare una rete “solidale con le donne” sul territorio. Un punto di riferimento, insomma, per la raccolta ma anche per fare rete. I luoghi dove trovare l’album “All’attacco”, nel nostro municipio sono: Associazione culturale controchiave, la Casetta Rossa, la Villetta, la libreria Eco di fata e la libreria Nuova Europa ai Granai, oltre che la casa Lucha y siesta, che si trova in via Lucio Sestio, 10.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al suo posto Michela Cicculli, presidente della consulta femminile

Claudio Marotta lascia la Giunta municipale

di Anna Bredice

Movimenti sulla scacchiera del Municipio.C’è chi va e chi viene. Dalla Giunta esce Claudio Marotta, il collaudato assessore alla cultura e al suo posto subentra l’ex presidente della consulta femminile  Michela Cicculli. Anche le deleghe subiscono un rimpasto. La cultura passa a Francesca Vetrugno, già assessora alle politiche educative e coordinatrice delle iniziative sul Centenario, mentre le politiche giovanili, di genere e di bilancio sono state affidate alla new entry. “Ho lasciato la giunta di Amedeo Ciaccheri- ha dichiarato Marotta-, per  seguire  nuovi percorsi politici e professionali, ma resto abitante del municipio e continuerò il mio impegno come militante nel territorio”.

 Si può fare un bilancio di questo passaggio, a pochi mesi dall’inizio di un anno cruciale per Garbatella, quello del suo centenario, dove ci saranno molti occhi, anche dall’estero, puntati sulla sua storia, urbanistica e sociale. Un bilancio che a sentire i diretti protagonisti è molto positivo, soprattutto per ciò che si è messo in cantiere per i prossimi tre anni a livello culturale, sociale e di investimenti nel patrimonio pubblico. E’ soddisfatto Claudio Marotta, soprattutto per il progetto di creazione di un grande polo culturale nel Municipio, in collaborazione con Biblioteche di Roma. “Dopo Moby Dick- racconta- aprirà tra poco un centro culturale alla Montagnola, utilizzando l’auditorium situato nella nostra sede di via Benedetto Croce, una grande sala, dove accanto agli scaffali dei libri ci sarà anche una biblioteca mediateca e luoghi per incontri e seminari”. Ma non è tutto, perché “l’altro risultato raggiunto- dice Marotta- è quello di creare una Biblioteca comunale su oltre 500 metri quadrati di immobili recuperati all’uso pubblico in via Costantino, nel quartiere San Paolo”. Si avrà così una omogenea offerta di spazi culturali in un territorio molto vasto, come il Municipio VIII. Dal punto di vista del Bilancio e del Patrimonio, l’ex assessore appare appagato perché “sono migliorate le performance dei nostri funzionari nel recupero delle entrate così da poter investire risorse in opere e investimenti, come ad esempio la zona di Piazza dei Navigatori, con un piano triennale che punta al recupero di spazi non utilizzati per la città”. Il Municipio ha cercato di farcela con le proprie risorse, senza indebitamenti, “abbiamo fatto tutto con le risorse in bilancio, di più non abbiamo avuto, si rammarica Marotta, abbiamo chiesto più soldi per adeguare la normativa antiincendio delle scuole con operazioni strutturali importanti, ma il Comune non ha voluto sentire ragioni. Rimane la necessità di pensare ad un maggiore decentramento amministrativo”.

Grandi progetti per la neo assessora Michela Cicculli, che non è per nulla nuova a queste tematiche. “Vengo dall’impegno come presidente della Consulta femminile dell’ottavo municipio, che avevamo ricostituito dopo anni di silenzio lo scorso dicembre, con un lavoro insieme alle associazioni che si occupano della violenza contro le donne sul territorio, dal Casale Rosa, agli sportelli in Municipio dedicati a questo problema”. Il progetto a cui vuole dedicarsi è la creazione di una rete il più trasversale possibile per combattere il fenomeno della violenza di genere, “una rete- spiega- che deve vedere la partecipazione di soggetti in ambiti diversi, dalla cultura, all’educazione, ma anche il commercio perché le donne che escono da situazioni di violenza domestica possano trovare più facilmente un lavoro, obiettivo fondamentale per la loro autonomia. Il percorso lavorativo  può diventare meno faticoso se c’è una collaborazione tra pubblico e privato”. Politiche di genere e giovanili si tengono insieme, perché la cultura del rispetto, della parità e delle uguali opportunità si apprende a scuola: “C’è l’idea – aggiunge l’assessora Cicculli – di organizzare nelle scuole degli incontri su questi temi, un percorso di sensibilizzazione dove il tema della violenza contro le donne si inserisce in un sistema più complesso delle differenze tra ragazzi e ragazze, dove le aspettative e le opportunità poi non si realizzano in maniera uguale”. E poi, altro obiettivo della neo assessora è quello di inserire in questo progetto anche la fascia più anziana dei cittadini, piuttosto numerosa nel Municipio: “L’idea – chiarisce – è di aprire un confronto tra generazioni, dove quelle più grandi spieghino il valore e la storia dell’emancipazione femminile ai ragazzi e i più giovani aprano un dialogo con una fascia di popolazione che spesso sconta anche molta solitudine”. Tanti progetti che si inseriscono nel programma delle attività del centenario “come un treno già in corsa”; sul quale ha già dimostrato di essere riuscita a salire con tante idee per il prossimo futuro.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al San Michele il tradizionale pranzo organizzato dalla comunità di Sant’Egidio

Un Natale di solidarietà, canti gospel e corsi cucina

di Ilaria Proietti Mercuri

Click. Arriva iI Natale e si accendono le luci. Proprio così, e mica si fa per dire. Sapevate che quest’anno a illuminare le feste ci hanno pensato i negozianti della Garbatella? Di comune accordo infatti hanno deciso di far brillare le vie del quartiere con quasi 200 luminarie. Dalla Circonvallazione Ostiense a Piazza Damiano Sauli, da Via Caffaro a Via Ignazio Persico. Insomma, se un marziano passasse da queste parti, penserebbe di  essersi ritrovato sul sole.

Ma sebbene a ravvivare questo Natale ci abbiano già pensato i nostri commercianti, la domanda che sorge ora è un’altra. Che si fa per queste feste? Tranquilli. Visto che di mestiere faccio domande e poi (anche se non sempre) trovo risposte. Questa volta posso darvi una mano: ecco una serie di eventi che vi attendono per i prossimi giorni.

Partiamo aprendo il sipario a due spettacoli in programma per queste feste. “Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo?” Questa citazione vi ricorderà una vicenda che già conoscerete tutti, soprattutto il finale. Ma siete sicuri che Romeo e Giulietta sia una storia così tanto straziante? Sì, allora vi sbagliate, perché al Nuovo Teatro San Paolo si esibirà la compagnia “Stiamo bene insieme” con una rivisitazione comicissima della più famosa storia d’amore di tutti i tempi. Troverete i biglietti, se vi sbrigate, sia per il 21 dicembre alle ore 21:00, che il 22 dicembre alle 15:30 e di nuovo alle 19:00. I fondi raccolti verranno devolti all’Agop, l’Associazione di Oncologia Pediatrica.

Altro spettacolo, del tutto diverso perchè improntato sul ballo, è quello dello Schiaccianoci. E stavolta ci spostiamo al Teatro Garbatella, in Piazza Giovanni da Triora. Il 23 Dicembre 2019 la Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini e la Compagnia Almatanz di Luigi Martelletta sono pronti a raccontarvi questa favola a ritmo di danza.

A Natale, si sa, la solidarietà è uno dei regali più belli che si possano fare. In tempi in cui ancora si alzano muri per tenere lontano chi è diverso da noi, la Comunità di Sant’Egidio decide ogni 25 dicembre di lasciare una porta aperta. Al San Michele in Piazza Tosti 4 ci sarà infatti il tradizionale pranzo di Natale, una lunga tavolata formato da chi non parla la stessa lingua, chi crede in un’altra religione, immigrati o famiglie in difficoltà che non possono permettersi il lusso di passare le feste a casa. Ovviamente, se voleste contribuire a preparare un Natale per tutti: giochi, borse, vestiti, ecc. sono ben accetti a Sant’Egidio.

Sì, bello il teatro, la solidarietà non manca, ma un pò di musica? Bene, sappiate che nella chiesa di San Filippo Neri, in Via delle Sette Chiese 101, vi aspetta il concerto dei Charle’s Gospel Angels. Il 13 dicembre alle 21:00 l’energia del maestro Charlie Cannon sarà accompagnata da un coro composto da voci di ogni età, il tutto in stile Gospel. Un genere musicale da sempre prerogativa dei gruppi afroamericani, ma che questi coristi italiani interpreteranno con il vero spirito tipico del Gospel.

Per finire, ammettiamolo: Natale porta con sè anche qualche preoccupazione. Piacerà il pranzo ai bambini? E alla cena della Vigilia cosa dirà mia suocera? Se temete la parte dei fornelli, una bella iniziativa per voi sono i corsi di cucina da Eataly. Già vi siete tranquillizzati o ancora state pensando a quale antipasto preparare? In entrambi i casi, fate un salto nel regno del food alla Garbatella, in piazzale 12 Ottobre 1492, dove troverete corsi di tutti i tipi: dal come fare il pane fatto in casa, alla pasta fresca, risi e risotti, il pesce o varie pillole di alta cucina. Se poi volete provare qualcosa che non avete mai avuto in cucina, dovete buttarvi su qualcosa che non avete mai fatto, imparare a cucinare il ramen vi piace come idea?

Insomma, ora non vi resta che cosa scegliere. Tanto ammettiamolo, qualunque sia la nostra età la magia del Natale cattura tutti.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Nell’anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Premio Fantasia a Moby Dick. Al centro la famiglia

di Ilaria Proietti Mercuri

Un evento racchiuso in una sola giornata, ma con tanta ambizione: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della famiglia. Questo l’obiettivo dell’associazione Il Tempo Ritrovato, che anche quest’anno ha organizzato il Premio Fantasia della Garbatella, svolto il 20 Novembre presso la biblioteca culturale Moby Dick. Una data non casuale. Il 20 Novembre del 1989 infatti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E, proprio a trent’anni dal trattato, Mirella Arcidiacono fondatrice del Tempo Ritrovato vuole sottolineare l’importanza della famiglia per una sana crescita sociale nell’evolversi dei tempi. Una famiglia che, come ha spiegato la psicologa e psicoterapeuta Giulia Giannone durante l’evento, non si riferisce più solamente a quella “tradizionale” che prevede una chiara distinzione di ruoli tra donne e uomini. Da tempo infatti si sono affermate anche le “nuove famiglie”, omogenitoriali, coppie di fatto e monoparentali. “Per la mia esperienza lavorativa”, ha spiegato Giannone, “non c’è un nucleo familiare migliore di un altro. Ho visto coppie di genitori omogenitoriali molto presenti ed amorevoli con i propri figli tanto quanto coppie eterosessuali. Credo che la differenza sia nella consapevolezza e nella scelta sentita di diventare genitori, non perché va fatto.”

Presenti poi all’evento anche l’assessora alle politiche educative Francesca Vetrugno e l’attrice Rossana Di Lorenzo, entrambe incaricate di consegnare i premi.

Chi sono stati quest’anno i premiati? Si è partiti con il regista Luca Arcidiacono, per il suo corto Aggrappati a me. Girato tra i vicoli della Garbatella ha come protagonista Alice, una bambina di 8 anni affetta dalla sindrome di down. Con il suo corto Luca, attraverso gli occhi della bambina ha voluto mostrare un nuovo mondo distante e diverso dal nostro: riuscendo così ad abbattere il muro dei pregiudizi e dell’ignoranza nei confronti della diversità.

Altro premio è spettato a Fabio Gui della comunità di Sant’Egidio, per aver creato La scuola della Pace. Centri gratuiti che hanno come obiettivo integrare i bambini più a rischio: dall’emarginazione sociale, dall’analfabetismo, dal lavoro precoce o dall’abbandono della famiglia. Un lavoro non facile quello di imparare a vivere insieme, ma che rappresenta la prima arma contro il razzismo.

La Garbatella ha poi voluto premiare Paola De Benedectis, per aver organizzato la mostra di foto antiche chiamata “Il profumo della storia”. Scatti che catturano le vicende di Garbatella e Tormarancio, creando così un racconto che permette di gettare un occhio alla storia di questi due quartieri.

Premiata anche Alessandra Lorenzetti, per aver donato una targa in memoria del pittore Carlo Acciari. Scomparso recentemente, Acciari è cresciuto alla Garbatella dove è conosciuto per i suoi dipinti. Per anni ha infatti ritratto scene del quartiere sottolineando l’umanità dei luoghi attraverso lo stile impressionista.

Interessante poi il riconoscimento a Fabrizio Franceschelli, della trasmissione Chi L’ha visto, premiato per la ricerca sull’eccidio delle Donne del Ponte di Ferro, secondo cui nel 1944 dieci donne furono uccise dopo essere state sorprese dai soldati tedeschi a rubare il pane e la farina.

Per concludere, un premio anche a Santina Gallinari Leonzi, Presidente Nazionale e fondatrice del Movimento Italiano Casalinghe dal 1982. Autrice di numerose pubblicazioni sulla condizione femminile, decise di fondare questo movimento per spronare le donne verso l’emancipazione.

Insomma, grazie al Premio Fantasia della Garbatella si è potuto ricordare ciò che ogni giorno tra i mille impegni, dimentichiamo un po’ tutti: l’importanza della famiglia, la prima cellula essenziale della società umana.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La presidente è Alessandra Di Gregorio, giovane libraia di Circonvallazione Ostiense

Al via l’Assoimprese Garbatella

di Stefano Baiocchi

Nasce l’Assoimprese di Garbatella.Il 27 novembre, infatti, dopo mesi di discussioni, confronti e proposte, è stata fondata  un’organizzazione che riunisce diversi settori dell’imprenditoria e che coinvolge commercianti, artigiani e imprese di servizi raggruppando quindi ristoratori e baristi, parrucchieri, ma anche gommisti, cartolai e meccanici e altre numerose realtà presenti sul territorio.

L’idea è nata dopo il progetto presentato dalla CNA al Palladium il 1° giugno scorso, che ha portato a novembre alla presentazione di un lavoro svolto di concerto con il Municipio Roma VIII e con il contributo la Camera di Commercio, lavoro culminato con un prontuario sui comportamenti virtuosi da adottare e di una cartina di Garbatella in cui sono contrassegnati i luoghi di maggior interesse.

Tra i vari punti dello Statuto dell’Associazione legata fortemente da una sinergia tra gli iscritti, troviamo il miglioramento delle condizioni di vita del territorio, la determinazione nell’organizzare iniziative di solidarietà e d’inclusione, l’unione delle varie anime del quartiere e il decoro dello stesso. A tale proposito, considerando la presenza di sporcizia sulle strade e sui marciapiedi, ogni aderente s’impegna a fondo nella pulizia dello spazio antistante alla propria bottega; in quest’ambito assume una particolare rilevanza anche il cosiddetto “Obiettivo cicche zero”, ovverosia la raccolta dei mozziconi di sigaretta in appositi posacenere collocati sui marciapiedi delle arterie principali, a disposizione dei fumatori più distratti. 

La prima prova in cui l’Associazione si sta cimentando in questi giorni, è l’installazione di luminarie per le festività, un modo per uniformare gli abbellimenti e le decorazioni del periodo natalizio nelle strade e nelle piazze. Questa iniziativa ha visto per il momento l’adesione di moltissimi esercenti, l’ambizione è raccoglierne 180.

Tra le molte iniziative legate al centenario, in cantiere c’è la creazione delle bandiere con il logo del centenario, l’idea di istituire dei parcheggi convenzionati nelle numerose autorimesse per chi verrà a visitare il quartiere durante i festeggiamenti e l’intenzione di installare sui marciapiedi dei pannelli espositivi con le foto delle famiglie o dei propri cari che hanno abitato la Garbatella, coinvolgendo quindi una larghissima fetta della cittadinanza. Su questo fronte c’è anche il desiderio di creare – in luoghi strategici – quattro pedane con stand informativi e un palcoscenico che ospiterà esibizioni di teatro, danza e concerti musicali. L’idea è anche quella di chiamare in causa – nei mesi di maggio e giugno – le scuole che sono alle prese con i saggi di fine anno.
Molto interessante è anche il progetto di una sfilata in costume, accompagnata da una banda musicale, per le strade del quartiere dove la moda sarà assoluta protagonista dal 1920 ai giorni nostri.

I dodici soci fondatori dell’Associazione Imprese Garbatella, che hanno eletto Presidente Alessandra Di Gregorio, giovane libraia di circonvallazione Ostiense e già attiva nella CNA, si sono prefissati il raggiungimento di 200 soci, un traguardo ambizioso, ma non particolarmente arduo da raggiungere.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al la seconda edizione l’iniziativa dello studio fotografico 10b di via Lorenzo da Brindisi

Scatti d’epoca e polaroid in mostra nei lotti 24 e 29

Guardando alcune vecchie foto sembra di esser tornati così tanto indietro nel tempo, poi ti soffermi su quelle più recenti, e noti come siano cambiati volti e nomi ma lo spirito, quello di Garbatella, rimane sempre lo stesso. Di cosa stiamo parlando? Della mostra fotografica esposta alla Garbatella dal 5 al 20 dicembre con scatti d’epoca ma anche contemporanei. Scoprire vecchie storie del quartiere, emozionarsi nel vedere da quanto quei negozi sulla Circonvallazione fanno parte di noi, attimi racchiusi in quasi cento anni di storia di questa borgata. La mostra si può trovare dislocata nei lotti storici 24 e 29 e presso Via san Lorenzo da Brindisi, 10b, dal lunedì al venerdì ore 11-13 e 15-18.

Dietro a questo lavoro ci sono la storica dell’arte Sara Alberani, con la direzione artistica di Francesco Zizola e la collaborazione di Gianni Rivolta, Claudio D’Aguanno e Francesca Romana Stabile. Non manca poi la parte video, creata con la collaborazione del Municipio VIII e con contenuti inediti del regista italo-egiziano Mohamed Hossameldin e dalla giovane videomaker Claudia De Nicolò, entrambi cresciuti alla Garbatella.

Ma non finisce qui: il 14 e 15 dicembre sono previste anche le visite guidate virtuali dei lotti con le voci dei residenti. Un paio di cuffie basteranno per rendere presenti tante storie passate. Anche qui l’appuntamento sarò in Via San Lorenzo da Brindisi 10b o alle 11:30 o alle 15:00.

Insomma, un lavoro fatto di ricordi che vi sedurrà dal primo all’ultimo scatto.

Provare per credere.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Nell’ex deposito Atac un Farmer’s Market e artigianato made in Italy

Apre il “San Paolo District”

di Fabrizio Fagiani

In via Alessandro Severo si riaprono i cancelli dell’ex deposito Atac che diventa “San Paolo District”.  Quasi un anno fa l’Atac aveva approvato il progetto di rigenerazione urbana  temporanea di tre depositi dismessi proposto dalla società Urban Value. E così, nel corso dei mesi, hanno avuto nuova vita prima l’ex deposito Vittoria trasformato in Prati Bus District  e poi l’ex rimessa Tuscolana che adesso si chiama Ragusa Off. Per ultimo è arrivato il turno dell’ex deposito San Paolo.

Il nastro l’hanno tagliato la sindaca Virginia Raggi insieme al presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.

La storica struttura, costruita alla fine degli anni venti del secolo scorso, dopo tanti anni di abbandono è diventata quindi uno spazio per eventi aperto ai cittadini del quartiere.

Per le sue caratteristiche architettoniche e per la sua posizione San Paolo District  ospiterà in modo prevalente mercati  di diversa tipologia. Enogastronomia e artigianato soprattutto.

“Con questo progetto si conclude un’importante operazione di riqualificazione urbana” ha detto la sindaca Raggi “che ha consentito il recupero del terzo deposito Atac dismesso, dopo quelli di piazza Bainsizza e piazza Ragusa, trasformati in spazi per iniziative sociali, culturali, imprenditoriali, che hanno già ospitato oltre trecentomila cittadini”.

E i tanti cittadini presenti all’inaugurazione di San Paolo District hanno trovato un grande “Farmer’s Market” di produttori agricoli a chilometro zero, che sarà aperto tutti i sabato e domenica, arricchito da uno spazio ristoro dove gustare i prodotti degli espositori.  Oltre al mercato contadino, negli 8.000 metri quadrati della struttura saranno organizzati eventi per la promozione dell’agroalimentare italiano e dell’artigianato e l’abbigliamento made in Italy.

“La rigenerazione urbana del patrimonio” ha commentato il presidente Ciaccheri “è un processo che va costruito quotidianamente con l’impegno di tutte le istituzioni e il supporto delle cittadine e dei cittadini. A San Paolo l’ex deposito Atac testimonia come sia possibile recuperare uno spazio urbano in disuso, trasformandolo in un’ occasione per il quartiere e la città. Come Municipio abbiamo sostenuto la realizzazione di questo spazio dedicato  alla promozione dei prodotti agricoli tipici e locali che vivrà nei fine settimana all’interno degli immensi padiglioni. Un utilizzo temporaneo che può diventare l’occasione per aprire un progetto complessivo di rigenerazione pubblica dell’ex deposito Atac per il futuro”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

IL MERCATO ITINERANTE OGNI MARTEDÌ IN VIA BENEDETTO CROCE 50 NELLA SEDE DELL’VIII MUNICIPIO

TI PORTO L’ORTO CON L’APE

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Ogni martedì l’Ape della Cooperativa Garibaldi si reca presso la sede del Municipio Roma VIII per la vendita dei prodotti coltivati e raccolti dai ragazzi lavoratori della Garibaldi.  La Cooperativa, che ha sede all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario di via di Vigna Murata, dal 2010 è divenuta la sede sperimentale di nuovi percorsi di abilitazione e avviamento al lavoro; il luogo in cui per la prima volta anche giovani adulti con Autismo con bisogno di supporto intensivo si affacciano al mondo del lavoro, e lo fanno con un successo inaspettato.

E’ proprio il caso di dire: “dal produttore al consumatore” e ragazzi sono i soggetti principali che rivestono il ruolo di coltivatori e venditori. Questo avviene anche grazie alla sensibilità e la disponibilità del Municipio VIII. (G.P.)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Nei quartieri di Montagnola e San Paolo apriranno due nuove biblioteche

Leggere che passione!

di Ilaria Proietti Mercuri

“C’è chi i libri li brucia e chi vuole farne mattoni per costruire una città più giusta.” Con queste parole il mini sindaco Amedeo Ciaccheri, proprio qualche giorno fa, ha annunciato l’arrivo di nuove biblioteche nei quartieri di Montagnola e San Paolo.

A tre anni dall’inaugurazione del centro culturale Moby Dick, si è concluso un importante accordo con Biblioteche di Roma, che permetterà l’arrivo di altri due poli bibliotecari nel nostro Municipio. Per metà Dicembre 2019 infatti si attiverà un centro culturale a Montagnola, utilizzando l’auditorium situato nella sede di via Benedetto Croce 50. Ma questo è solo il primo passo verso un Municipio ricco di cultura. D’altronde le cose o si fanno bene o non si fanno proprio. Il progetto infatti si allargherà anche a San Paolo, nello stesso complesso immobiliare che ospita la piscina della SS Lazio Nuoto. Proprio qui oltre 500 mq di immobili recuperati in Via Costantino si aggiungeranno alla struttura di Montagnola. Un’ultima ma non meno importante novità: proprio nell’area di San Paolo sarà compreso anche uno spazio di lettura per i più piccoli. Cosa non da poco per chi vive nell’era di tablet e telefonini, dove aprire l’immaginazione dei nostri bambini è sempre più difficile, ma a volte basta un bel libro. 

Insomma, un  passo fondamentale per i cittadini, raggiunto grazie anche all’ex Assessore Claudio Marotta, al Vicesindaco di Roma Luca Bergamo e al Presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai. L’obiettivo è concludere i lavori entro il 2020.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I nuovi banchi inaugurati dalla Sindaca Raggi a via Rosa Guarnieri Carducci

Finalmente apre il mercato del Parco, ma chiude il Farmer’s market di via Passino

di Daniele Ranieri

C’è chi apre e chi chiude. A distanza di una settimana dalla serrata del Farmer’s Market, il mercato dei produttori  di via Passino, domenica 1 dicembre finalmente è stato inaugurato il nuovo plateatico di via Rosa Guarnieri Carducci.  L’apertura, prevista già da tempo,  era stata più volte rinviata per difficoltà con l’Acea per la sistemazione di una adeguata centralina elettrica.  Il nuovo mercato permetterà di chiudere due punti vendita che versano in precarie condizioni igieniche, uno esistente a pochi metri di distanza su via Rosa Raimondi Garibaldi e l’altro sito in Via Odescalchi. Al taglio del nastro, oltre agli amministratori locali Amedeo Ciaccheri e Leslie Capone, è intervenuta la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Ma cerchiamo di capire il perché della chiusura di via Passino, dove venticinque aziende agricole e circa duecento lavoratori, tra diretti e indiretti, si troveranno senza un punto vendita importante per la loro attività. Un vero peccato visto che le tradizionali bancarelle dei produttori erano diventate un luogo frequentato e apprezzato non solo dagli abitanti di Garbatella, ma anche da utenti provenienti dai quartieri vicini. Il motivo sembra sia schiettamente burocratico. La concessione affidata alla Metro Service è scaduta e il Comune di Roma, competente in materia, ha deciso di chiudere. Ufficiosamente per procedere a lavori di manutenzione previsti da tempo. In realtà i lavori non avrebbero rappresentato un ostacolo insormontabile data l’apertura del  Market solo nei fine settimana. 

L’VIII Municipio ha tentato fino all’ultimo di trovare una soluzione ponte attraverso  una proroga tecnica. Questa avrebbe garantito l’apertura di via Passino fino al subentro del nuovo gestore dopo un regolare bando. Niente da fare. Eppure questa soluzione è già stata adottata dalla Giunta Raggi, per esempio nel Centro per l’Altra Economia di Testaccio. Una rigidità inspiegabile. Il quartiere così, proprio nell’anno in cui festeggia i suoi 100 anni, si vedrà privato di un utile e caratteristico punto di vendita di prodotti  alimentari genuini, biologici e a Km zero. Al suo posto, nel cuore di Garbatella, ci sarà un grande spazio inutilizzato.

Ci sono novità anche per gli altri mercati rionali. “E’ pronto – ci dice Leslie Capone assessore Municipale alle Attività produttive-, lo studio di fattibilità per risistemare  e coprire quello di S.Galla. I lavori non saranno semplici, probabilmente si dovrà chiudere anche per un periodo la strada adiacente. L’intervento terminerà dopo circa due o tre anni. Stesse condizioni precarie da risolvere per  quello di Piazza dei Navigatori, dove però i lavori inizieranno nei primi mesi dell’anno prossimo”.

Infine ci sono i tre mercati già interessati da interventi  e che si trovano in migliori condizioni: quello di Via Corinto, di Grottaperfetta e della Montagnola. Per il primo sono previsti lavori al tetto e alle strutture antincendio, per il secondo la collocazione di una copertura e per l’ultimo alcune opere di manutenzione ordinaria.

Attraente l’idea, già attuata in altre zone, di aprire  dei punti ristoro,  bar con tavolini al coperto o dei banchi di vendita di cibo cucinato o street food. Le norme già  prevedono che il 10% dei posti  possono essere utilizzati per la somministrazione di bevande o cibo. I bandi sono in preparazione e quindi vedremo presto queste novità. Inoltre si aggiungeranno spazi di vendita di oggetti di artigianato e di lavori creati da ragazzi disabili o gestiti da  associazioni di quartiere.

Il prossimo anno prenderà il via anche il progetto ” Mercati animati”. Verranno utilizzati gli spazi interni ai banchi per  momenti di festa, incontri, notti bianche come è stato fatto quest’anno presso quello della Montagnola. Infine verranno organizzati corsi di educazione alimentare per i ragazzi che frequentano le scuole del quartiere.

“Volontà della Giunta Municipale- dice l’Assessore Capone- è far tornare i mercati rionali a Roma, da sempre luoghi che caratterizzano la vita dei quartieri,  punto di riferimento per gli abitanti di ogni età”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La soddisfazione del Municipio VIII, scetticismo tra i cittadini

Sarà affidato al Teatro dell’Operail centro culturale ex Mafai

di Giuliano Marotta

Sarà il Teatro dell’Opera a gestire il futuro centro culturale di Tor Marancia, lo ha deciso il Comune di Roma. I finanziamenti per la costruzione dell’edificio ammontano a circa 5,5 milioni di euro e provengono da una parte degli oneri di costruzione del palazzo di vetro di Piazza dei Navigatori e dell’albergo bianco il cosidetto “bidet” di San Paolo. Inizialmente i soldi erano stanziati per la riqualificazione dell’edificio a via di Grotta Perfetta 309, poiché il progetto ha ricevuto più voti rispetto a quello di Tor Marancia nel concorso online #RomaDecide. Ma non si è potuto procedere poiché parte dello stabile è ancora abitato da famiglie  in attesa della realizzazione di un progetto di auto-recupero. Con la memoria di giunta del 17 settembre 2019 l’amministrazione comunale ha quindi deciso di spostare i fondi su Tor Marancia.

La struttura che si andrà a comporre sarà circa di 2.800 metri quadrati incluso il giardino: di questi 1.735 per le scuole di danza e il coro del Teatro dell’Opera, 500  per il centro culturale a disposizione della cittadinanza e infine 640  metri quadrati di spazi condivisi tra cui il teatro.

Questa suddivisione delle aree, in favore dell’ente gestionale, ha creato vivaci contestazioni durante il percorso partecipato, recentemente concluso, in cui gli abitanti del Municipio Roma VIII, hanno potuto dare la propria opinione e fare proposte su quello che sarà il futuro centro culturale. Alcuni cittadini e il comitato promotore del progetto, lamentano oltre all’iniqua divisione degli spazi, il fatto che il teatro dell’opera non sia l’ente più idoneo per la gestione di un centro culturale locale. E’ un ente esclusivo inserito in un contesto popolare, i corsi di danza e coro sono molto costosi e a numero chiuso, difficilmente saranno accessibili al quartiere.  La scelta del gestore doveva essere condivisa e non imposta, così sembra più un regalo al Teatro dell’Opera che la ricompensazione alla cittadinanza.

La giunta municipale dal canto suo esprime soddisfazione, in quanto  il Teatro dell’Opera è un ente di garanzia nazionale e internazionale, già protagonista l’estate scorsa nelle piazze del municipio VIII con l’Opera Camion, ed è l’unico che si è offerto per garantire la gestione di tutta la struttura. Tor Marancia ritornerà ben presto a poter usufruire di spazi per attività culturali e ricreative. Tra le proposte inserite nel Centro ex Mafai, durante il percorso partecipato, ci sono: sale prove di musica, una palestra popolare gestita dagli abitanti del quartiere, sale espositive e luoghi dove riunirsi, oltre ad un’area esterna.

Al civico 103 in viale di Tor Marancia si sono succedute dal 1963 la scuola elementare Raimondi e il liceo artistico Mafai, fino al 2012 quando la scuola è stata chiusa e due anni dopo ridotta in uno scheletro. Oggi quel luogo, così centrale nel quartiere, è una delle tante manifestazioni dell’abbandono di beni pubblici. Entro la prossima primavera saranno spesi i primi 700 mila euro, già in bilancio, per la demolizione e la bonifica dell’area, una priorità che non si può più rimandare.

Nonostante tutto gli abitanti di Tor Marancia e Navigatori ne escono penalizzati, l’esperimento del concorso online #RomaDecide, voluto dal Comune di Roma, è risultato fallimentare, oltre alla scarsa partecipazione (meno del 2% della popolazione del municipio), il quadrante interessato dalla cementificazione, non ha ottenuto nessuna ricompensa in termini di servizi. La concessione a poter costruire gli edifici, che oggi vediamo, era stata permessa a fronte di opere pubbliche che non saranno mai realizzate, tra cui un sottopassaggio per autovetture sulla Cristoforo Colombo, un asilo, un parco e dei parcheggi pubblici. Inoltre ben presto s’innalzerà a piazza dei Navigatori un altro mostro di cemento, simile a quello già presente.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Giornalista e collaboratore di Cara Garbatella, aveva 89 anni

L’ultimo saluto a Cosmo Barbato un maestro per tutti noi

di Gianni Rivolta

Il 30 ottobre scorso è morto Cosmo Barbato,  instancabile collaboratore di Cara Garbatella e nostro carissimo amico. Aveva 89 nove anni e con lui se ne è andato l’ultimo grande vecchio della Villetta. Nella primavera del 1944 venne a Roma, sfollato da Cassino bombardata e si stabilì con suo padre l’avvocato Guido Barbato, sua madre e  una sorellina in due stanze in una casa in coabitazione nelle vicinanze di piazza Mazzini. Si iscrisse al partito comunista da giovanissimo studente del liceo Mamiani nel 1946, tre anni dopo la famiglia ottenne una casa Iacp e si trasferì alla Garbatella. Nel 1950 era tra i gloriosi compagni, premiati da un giovane Enrico Berlinguer, che difesero la Villetta dall’assalto missino del 1° febbraio.

La nostra conoscenza risale alla metà degli anni Ottanta, quando con altri giovani, dopo una lunga militanza nelle formazioni della sinistra extraparlamentare, decidemmo di iscriverci al Pci e varcammo la soglia di quella casetta rossa in via Passino 26, che era il simbolo della ortodossia comunista. Lui era un uomo tutto d’un pezzo, affabile, ma poco propenso a raccontare della sua vita privata particolarmente a noi giovani  poco affidabili, che venivamo dalla sinistra rivoluzionaria. Atteggiamento comune a quasi tutti gli inquilini della Villetta, compreso Orlando Lombardi il segretario, che guidò il partito locale per vent’anni da metà degli anni Settanta fino alla sua morte nel 1995.

Le cose cambiarono in meglio quando le frequentazioni, al di là del comune sentire politico, divennero professionali. Lui, giornalista militante prima di Vie Nuove, il settimanale fondato da Luigi Longo, e poi di Paese Sera, io giovane aspirante cronista per le pagine dei Quartieri del Messaggero. Qualche volta, nel mio praticantato, prima di trasmettere il pezzo alla redazione, glielo facevo leggere per avere una sua preventiva approvazione. Dopo che lo aveva letto Cosmo mi sentivo più tranquillo.

Quando nel 1988, insieme ad altri colleghi del Messaggero, decidemmo di aprire N.12 e N.11, mensili di cronaca locale nella Dodicesima e poi nell’Undicesima Circoscrizione, pensai a Cosmo che già era andato in pensione dopo la crisi di Paese Sera. E lui cominciò questa collaborazione con estrema serietà e professionalità garantendo ogni mese quegli indimenticabili servizi, corredati da fotografie, sulla Resistenza locale o sui tesori archeologici dell’Appia antica, che hanno caratterizzato quelle prime esperienze di free press .Li chiamavamo “i paginoni di Cosmo”. Durante questa collaborazione le nostre frequentazioni divennero più amichevoli e cominciammo a vederci anche con le rispettive famiglie in occasioni di festa e in vacanza. Fino a che la salute lo ha assistito Cosmo, oltre ad essere un instancabile viaggiatore insieme a Gabriella, sua moglie, era anche una buona forchetta e non si tirava mai indietro davanti ad una amatriciana o una cacio e pepe. Inoltre non sopportava il caldo e talvolta in estate si trasferiva in un albergo a Rocca di Papa, a qualche decina di metri dalla mia casa in campagna. Proprio in quei tardo pomeriggi, alla frescura di un tiglio e sorseggiando una limonata ebbi il piacere di conoscerlo più da vicino.  Dopo il congresso di Rimini non aderì alla proposta di Achille Occhetto di cambiare nome e simbolo al Partito, tanto che si iscrisse a Rifondazione comunista. Furono anni difficili, di divisioni anche familiari, ma al di là delle posizioni politiche diverse la nostra collaborazione e la nostra amicizia è rimasta sempre salda nel tempo. Con il peggiorare della sua salute e dopo la morte di Gabriella, che ha amato profondamente, le frequentazioni si sono allentate, ma qualche volta con Giancarlo andavamo a casa sua a mostrargli Cara Garbatella o lo andavamo a prendere in occasione di qualche cena comune. Ormai non ci vedevamo di frequente, ma era sempre nei nostri pensieri e lui lo sapeva. La sua è stata una esistenza piena e intensa, ricca di curiosità e amore per la vita, un esempio per tutti i giovani. Pochi giorni prima di morire, alla notizia del crollo del pino secolare della Villetta, ha voluto tornare nella sua casa politica, non solo una sezione ma un luogo di affetti e passioni. Gli abbiamo voluto bene per tanti anni. Ci sentiamo vicini a Guido e a Laura, suoi figli. Il suo ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Nelle aree verdi di Garbatella saranno rappresentate quattro figure di donne dimenticate

Edicole e Madonnelle Stradarole

di Giorgio Guidoni

Si racconta che quando nel 1920 venne fondata la Garbatella, le porte delle case avessero tutte la medesima serratura e chiave. La testimonianza di una prima abitante del quartiere arriva a noi grazie al libro di Monica Sinatra “La Garbatella a Roma 1920-1940”, che riporta “… le case nostre ciavevano tutte una chiave, tutte uguale perché tanto non se rubava niente, ciavevi una chiave lunga così, nera che apriva tutte le porte… le chiavi erano tutte uguali perché tanto se tu entravi dentro una casa, non c’era da portatte via niente”. Non si rubava niente allora perché non c’era niente da rubare all’interno di quelle povere case.

Oggi che le nostre case sono piene di oggetti inutili, portiamo con noi mille chiavi per porte, portoni, portoncini, terrazze, cantine, box e casseforti, ma non sappiamo più quale chiave apre quale serratura e spesso perdiamo minuti interminabili per trovare quella giusta. Ma ecco che arriva una nuova chiave, immaginaria e potente, quella che schiude le porte dell’accoglienza, delle pari opportunità, della condivisione e della memoria. E lo fa partendo dalle edicole delle “Madonnelle stradarole” presenti a Roma sui muri e sugli angoli dei tanti palazzi storici, edicole che si fanno risalire addirittura alla Roma di Servio Tullio, nate per proteggere i quartieri in cui era stata suddivisa l’Urbe. Nel corso dei secoli le edicole sopravvivono e assumono un carattere religioso, ma la loro funzione resta quella primaria di illuminare gli angoli bui della città e proteggere i viandanti che spesso erano depredati da ladroni ed assassini. Prendendo spunto da questi argomenti storici viene alla luce il progetto Memorie di Donne Stradarole, che nasce da un’idea dell’artista Marta Cavicchioni e si concretizza grazie al finanziamento del Municipio Roma VIII.

Il progetto prevede la realizzazione di edicole in legno dedicate a quattro figure femminili dimenticate, che saranno realizzate da altrettante artiste e collocate nelle aree verdi di Garbatella per creare un percorso ideale, illuminare gli angoli bui della nostra memoria e proteggere i viandanti dalla violenza della discriminazione. L’originalità del progetto è da ricercare nell’utilizzo di questo strumento antico che viene traslato in un nuovo mezzo di comunicazione popolare, restituendo alla memoria collettiva queste quattro storie, chiavi di lettura per narrare un futuro diverso. Il pubblico si avvicina a temi importanti attraverso il filtro dell’arte e del viaggio in un territorio quotidiano da riscoprire. Le quattro figure femminili rappresentate nelle edicole sono: Raffaella Chiatti, la Sora Lella del lotto 7, partigiana in anni di guerra; Maria De Zayas, scrittrice spagnola del ‘600; Lise Meitner, la fisica austriaca che diede l’esatta interpretazione della fissione nucleare; Hazel Scott, pianista e cantante americana tra gli anni ’30 e ’50. Maggiori informazioni sul progetto si possono trovare sul sito https://donnestradarole.wixsite.com/website.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Finalmente esecutivo il progetto presentato del Cdq

“Ridiamo vita al campetto di Pietro”

Tutti al campetto di Piero domenica 15 dicembre in via Granai di Nerva angolo via di Grottaperfetta. Dalle 9,30 del mattino fino alle 13,30 i volontari del Comitato di quartiere Grottaperfetta illustreranno il progetto, diventato finalmente esecutivo, presentato lo scorso anno per la riqualificazione dell’area.sportiva. Abbandonato al degrado per oltre dieci anni il campetto di Piero era stato ripulito dal Cdq insieme ai cittadini e riportato all’attenzione delle istituzioni sollecitandone il recupero.

In passato era stato occupato dagli abitanti e gestito per alcuni anni da Piero, proprietario del bar di Roma 70 da cui prese il nome, ed è stato per anni un punto di aggregazione per i ragazzi del quartiere,  che lì si incontravano, giocavano a calcetto e trascorrevano insieme i loro anni più belli. Un risultato importante, dunque, per tutti i cittadini e una grande soddisfazione per il Comitato di quartiere che ha portato avanti  con tenacia questa battaglia.

Durante la manifestazione di domenica 15, patrocinata dal Municipio VIII, sarà organizzata anche una raccolta fondi, che sarà devoluta interamente all’Associazione “Casamica Onlus”, attraverso oggetti messi a disposizione dai volontari del Cdq.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il libro sul Centenario verrà presentato il 16 dicembre al Palladium. Ingresso libero.

 “Garbatella 100. Il racconto di un secolo”

di Gianni Rivolta

La Garbatella si avvia a compiere i suoi primi 100 anni e lo farà, come ormai tutti sanno, il 18 febbraio del 2020. E’ passato un secolo, da quel giorno in cui il Re Vittorio Emanuele III, insieme a Paolo Orlando e al presidente dell’Istituto case popolari di Roma dell’epoca, fondarono la Borgata Giardino Concordia, il primo nucleo intorno a piazza Benedetto Brin, dal quale ebbe inizio l’edificazione del quartiere. E noi di Cara Garbatella come potevamo festeggiare questo importante traguardo? Lo facciamo con la modalità che ci è più consona.

Nei primi giorni di Ottobre abbiamo organizzato l’ennesima edizione del Garbatella Jazz Festival nel giardino della Villetta, un tradizionale appuntamento annuale, che diventa sempre più partecipato dagli amanti del jazz, ma non solo. A dicembre, e precisamente lunedì 16 alle ore 18 al Palladium di piazza Bartolomeo Romano, presenteremo alla cittadinanza e alla stampa “Garbatella 100.Il racconto di un secolo”. Si tratta di un vero e proprio album di famiglia, un diario che ci farà rivivere la storia e i personaggi che hanno reso la Garbatella uno dei quartieri più affascinanti e conosciuti della Capitale. Ma entriamo più nel dettaglio del volume, frutto di una coedizione tra Cara Garbatella e la Iacobelli editori, che sarà disponibile da metà dicembre in poi in tutte le librerie di Roma e nelle edicole del territorio dell’VIII Municipio.

Si tratta di un’opera unica, che tutti vorrebbero avere nella propria biblioteca personale: 360 pagine, corredate da tantissime fotografie d’epoca, alcune delle quali inedite. Il racconto di un secolo, oltre alla prefazione del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e a un contributo dell’eurodeputato Massimiliano Smeriglio, si apre con una ricerca di Giorgio Guidoni, collaboratore del nostro giornale, che finalmente svela il segreto sulla vera origine del nome del quartiere.  Vi assicuro che  quello che è stato raccontato finora sulla presenza in zona di una ostessa “garbata e bella”  è del tutto infondato. Ma per saperne di più dovrete comprare il libro. Non sarò certo io a svelare prematuramente l’arcano. Seguono altri due scritti di Flavio Conia e di Francesca Romana Stabile, il primo sulla situazione delle proprietà fondiarie prima della nascita della Garbatella e l’altro sul progetto di Paolo Orlando per lo sviluppo dell’area industriale dell’Ostiense, di cui la borgata giardino Concordia ( Garbatella) faceva parte. Il corpo centrale del libro è costituito, invece, dal racconto dei cento anni divisi in decenni, a partire dalla fondazione fino ad oggi, ad opera di  Gianni Rivolta, Claudio D’Aguanno, Francesca Sperati, Andrea Catarci, Giuliano Marotta, Floriana Mariani e Claudio Marotta. Infine nella parte finale Giancarlo Proietti, Cosmo Barbato, Sandra Girolami, Paolo Moccia e Simonetta Greco ci racconteranno la storia dei sacerdoti che hanno lasciato un segno nel quartiere, ma anche la testimonianza delle “suore cappellone”,  della comunità di Sant’Egidio, della presenza ebraica e dei protestanti di via Pullino. A completrae il volume ci sarà un preziosissimo indice dei nomi, che ne faciliterà la lettura. Non perdete,dunque, questo interessante appuntamento con la storia. Vi aspettiamo il 16 dicembre alle ore 18 al teatro Palladium. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.   

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Ancora troppa mondezza per le strade. Si rischia l’emergenza sanitaria”

Gli operatori commerciali e i presidi delle scuole non abbassano la guardia

di Stefano Baiocchi

È ancora emergenza rifiuti. Gran parte delle strade dell’VIII Municipio sono nuovamente invase dalla mondezza, i cassonetti strabordano mentre topi e gabbiani – semmai avessero smesso di farlo – pascolano in scioltezza. Ad alzare il livello di guardia è l’Ordine dei Medici Romani che chiede (come molti cittadini del resto) di trovare una soluzione al più presto per il problema dei rifiuti di Roma, altrimenti “si rischia l’emergenza sanitaria; va assolutamente evitato che si creino cumuli d’immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici”.

Non ci piace fare della demagogia, né dell’inutile allarmismo. Ma chi paga le bollette della TA.RI. (indiscutibilmente salate, giacché la Tassa sui Rifiuti ha l’aliquota più alta d’Italia!), non vedendo migliorie, anzi appurando che la situazione peggiora ogni giorno, è sull’orlo di una crisi di nervi.

L’ultima novità arriva dai vertici di AMA, poiché è saltato l’ennesimo Consiglio di Amministrazione. Si tratta del sesto cambio della guardia da quando Virginia Raggi si è insediata sullo scranno più alto del Campidoglio.

L’avvicendamento ha portato alla nomina del milanese Stefano Antonio Zaghis, militante della prima ora M5s, già nello staff di Marcello De Vito, quest’ultimo rimasto coinvolto in una vicenda ancora da chiarire legata a presunte tangenti sullo Stadio dell’A.S. Roma.

I Sindacati sono preoccupatissimi, e parlano di AMA come di un’azienda sull’orlo del baratro. Le opposizioni, PD in testa, fanno sapere che “le dimissioni del C.d.A. di Ama rischiano di trascinare la società in un punto di non ritorno con la conseguenza sciagurata di generare altro caos nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti della capitale”.

“La misura è colma (e lo sono soprattutto i cassonetti, N.d.R.) e c’è il sospetto grave che nell’amministrazione capitolina qualcuno voglia procurare un fallimento per favorire gli appetiti di privati; è tempo di nominare un commissario per AMA che tolga i poteri a Roma Capitale ed eviti il disastro”.

Sul piede di guerra anche molti Presidi di Istituti e Scuole superiori romane: “Come segnalato  sia in zone centrali della città sia nelle periferie, la situazione dei rifiuti abbandonati presso gli edifici scolastici o all’interno dei cortili sta aggravandosi di giorno in giorno”, così in una nota l’Associazione nazionale presidi di Roma.

“Qualora non sia preso in attenta considerazione organizzativa l’appello dei medici e delle scuole chiediamo che ogni ASL di zona si attivi per verificare lo stato igienico-ambientale ed eventualmente proceda alla richiesta di chiusura degli istituti”.
Come se non bastasse, le ultime disposizioni da parte della Sindaca in materia di raccolta, disposizioni risalenti ad agosto, sono state quelle di proibire l’utilizzo dell’amato sacco nero, perché anche ciò che non è recuperabile deve essere sempre riconoscibile.

Come se fosse normale uscire da casa con un bustone trasparente contenente pannolini e/o assorbenti usati, escrementi e lettiere di animali (e via discorrendo, l’elenco sarebbe piuttosto lungo!) e dirigersi con nonchalance, o con ostentata indifferenza, all’apposito cassonetto dell’indifferenziata (che sarà sempre pulito e accogliente, sia chiaro!).

Messa così, possiamo anche immaginare che presso il suddetto cassonetto ci sia un verificatore riconoscibile, o in abiti borghesi ma con tanto di tesserino, pagato proprio per controllare l’effettiva idoneità della raccolta.

I cittadini dal canto loro sono sempre più sconcertati: assorbita in parte l’emergenza d’inizio estate, ma non gli effluvi che hanno caratterizzato l’aria per il resto della calda stagione, sono in rassegnata attesa.

Marco Albani, titolare del bar di Via Fincati, si chiede come mai il Municipio non abbia ancora fatto un esposto direttamente alla Procura della Repubblica. Da Via Benedetto Croce il Presidente Amedeo Ciaccheri assicura che proprio l’emergenza rifiuti è costantemente nell’agenda di tutti i Consiglieri e della Giunta e che di concerto con ASL e Polizia Locale di Roma Capitale si sta monitorando la situazione ogni giorno.

“Noi dobbiamo esigere che AMA rispetti il contratto di servizio, in caso d’inadempienze proseguiremo nuovamente con diffide o con denunce alle autorità competenti”.

“Il sistema rifiuti non può continuare a reggersi sul fragile equilibrio basato soprattutto sulla buona volontà delle Regioni vicine che continuano raccogliere l’immondizia seppur con prezzi esosi; cosa succederà quando entro fine anno chiuderà anche la discarica e l’impianto di Colleferro?”.

Nel frattempo La Procura di Roma indaga sulla mancata raccolta del pattume delle attività commerciali da parte della società appaltatrice Multiservizi.

Della vicenda se ne era occupata la trasmissione televisiva ”Le Iene” che ha evidenziato come la raccolta avvenga nelle ore notturne quando gli esercizi commerciali e i negozi sono chiusi. Naturalmente ciò rende impossibile raccogliere la differenziata. Sembra che alcuni dipendenti striscino con il palmare aziendale un codice a barre presente all’esterno dell’utenza in modo da far risultare che la mondezza sia stata raccolta regolarmente.

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo che si sta occupando della vicenda dovrà valutare se questo comportamento è ricorrente e metodico al punto da poter ipotizzare una truffa ai danni delle casse comunali, mentre il Comune ha dato mandato anche alla municipalizzata Ama affinché avvii un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ospedale CTO: finanziato il raddoppio dell’Unità Spinale

Passi in avanti per il rilancio del Traumatologico  della Garbatella

di Sandra Girolami

Ampliamento,  messa a norma del reparto e raddoppio degli attuali  posti letto: a questo serviranno i 635 mila euro stanziati della Giunta regionale per la Asl Roma 2 e destinati all’Unità Spinale dell’Ospedale Traumatologico. “ Una vera rivoluzione – ha dichiarato l’Assessore Alessio D’Amato-  per rilanciare la vocazione ortopedica e riabilitativa della struttura. Si tratta di un potenziamento molto importante,  che permetterà al CTO di fare un deciso passo in avanti sia da un punto di vista di erogazione dei servizi di assistenza sia per la qualità e gli standard offerti all’utenza”.

L’Unità Spinale dell’Ospedale di via San Nemesio è un reparto di alta specialità, che opera dal 1995 per curare e riabilitare i pazienti colpiti  da lesioni al midollo spinale, intervenendo tempestivamente e accompagnandoli fino al raggiungimento della massima autonomia possibile. I ricoveri in questa struttura sono di lunga durata: in media si prevedono 180 giorni per i tetraplegici e 120 per i paraplegici, un tempo incredibilmente lungo, ma necessario per rendere il più possibile autosufficienti  i malati. Ad oggi l’Unità spinale dispone soltanto di 16 posti letto attivi, che diventeranno 32  come previsto dall’Atto Aziendale e dal Piano Sanitario regionale.  Con questo nuovo finanziamento e l’aumento della capacità ricettiva del  reparto diminuiranno  anche  i tempi di attesa, soprattutto per i malati più gravi.

“Il CTO, che ho visitato di recente, – conclude l’Assessore D’Amato – sta subendo una vera e propria rivoluzione. E’ entrata in funzione una risonanza magnetica di ultimissima generazione e sono in fase di completamento i lavori per le nuove sale operatorie. Una struttura sempre più moderna che stiamo rilanciando nella sua vocazione ortopedica e riabilitativa”

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Garbatella 100 sui banchi di scuola

Cinque giorni di iniziative sul Centenario del quartiere

di Anna Bredice

Ce n’è per tutte le classi e per tutte le età, da zero a quattordici anni. La prima parte di iniziative in vista del centenario della nascita di Garbatella è rivolta agli studenti, dall’asilo nido alle medie: l’impegno per un futuro migliore dei ragazzi del nostro municipio intrecciato alle radici e alla storia di Garbatella.

Ci sono stati cinque giorni intensi di iniziative in tutte le scuole, dalla Montagnola a San Paolo, che hanno coinvolto molti ragazzi in un progetto che mette insieme la promozione della lettura, attraverso il Biblioporter, un pulmino per lo scambio di libri che ha fatto tappa davanti a molte scuole, fino all’educazione stradale, per arrivare anche alla distribuzione di borracce plastic free nelle scuole medie. Un bel modo per cominciare i festeggiamenti dei cento anni: “Garbatella 100 – ci racconta l’assessora alla scuola Francesca Vetrugno – vuole essere un progetto collettivo che coinvolge l’intero municipio, con le realtà locali e le associazioni; la scuola in questo progetto è al centro.

Oltre a questa prima settimana, aggiunge l’assessora, ci saranno altre iniziative previste per l’anno prossimo che coinvolgeranno ancora le scuole, legando due centenari importanti, quello di Garbatella e quello dei cento anni dalla nascita di Gianni Rodari”. Ma ripercorriamo ciò che si è fatto nei giorni scorsi, che rimarrà nel quartiere e non va perduto. Innanzitutto, la campagna per la promozione del gioco “Vado a scuola giocando”.

Si tratta dei giochi di una volta, campana, mondo, ve li ricordate vero? Giochi che si disegnavano con i gessi per strada, questa volta vengono accompagnati dal simbolo di un bruco e sono stati realizzati davanti alle scuole materne ed elementari, per far divertire i bambini andando a scuola. Per i più grandi, per la loro autonomia in tutta sicurezza, si inizia in questi giorni a collocare negli attraversamenti davanti agli istituti scolastici degli stencil con messaggi di attenzione come “guarda a destra e a sinistra prima di attraversare”, un’iniziativa ch,e ci dice l’assessora Vetrugno, “è la prima volta che viene realizzata a Roma, riprendendo un esperimento spagnolo, siamo convinti, aggiunge, che una buona amministrazione debba guardare anche alle pratiche europee positive”.

E poi c’è stato il pulmino Biblioporter, in collaborazione con le Biblioteche di Roma, realizzato dal progetto Biblioteche a cielo aperto. Si tratta di una biblioteca viaggiante che ha fatto tappa davanti alle elementari e alle medie del Municipio. Il 18 ottobre, infine, è stata la giornata della Plastic Free, agli studenti delle scuole medie è stata donata una borraccia per contrastare l’uso della plastica. Nelle intenzioni del Municipio VIII questo è solo l’inizio, dal 18 febbraio, giorno del centenario, proseguiranno le iniziative che coinvolgeranno le scuole.

Ma il giorno dei festeggiamenti, che si terranno a Piazza Brin, dove è stata posata la prima pietra nel 1920, le scuole saranno invitate non solo come pubblico passivo, “l’idea, ci rivela l’assessora Vetrugno, è quella di farli partecipare con lavori da fare in classe, per progettare insieme e pensare in modo diverso il nostro quartiere”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Respira la piazza e percepisci la differenza

VIAGGIO NEL TEMPO. Giochiamo con Cara Garbatella

di Giorgio GUIDONI

Facciamo un gioco, un viaggio nel tempo. Chiudete gli occhi. Immaginate di essere nel 1926, anno della prima foto, e fingete di trovarvi al centro della piazza.

Ora cercate percepire le sensazioni che vi ritornano dallo stare al centro della piazza. Aria pulita, profumo di terra battuta, il sole caldo vi accarezza, ci sono alcune persone che stazionano e curiosano intorno a dei banchetti, la Garbatella è nata da poco ed è un paesotto poco fuori Roma, da lontano si possono ascoltare i treni che transitano per la Stazione Ostiense, il resto sono rumori naturali, il vento, le parole che ascoltate vi danno la sensazione di quanto sono distanti le persone che le pronunciano, la campana della chiesa, li passeracci so’ usignoli.

foto 1 – piazza pantero pantera, 1926

E ora passiamo ai giorni nostri. Febbraio 2019. Dovete fare attenzione a dove collocarvi, nella piazza non c’è molto spazio libero.

I palazzi originali sono ancora lì, alcuni hanno le stesse finestre aperte (lasciamo l’attento lettore indovinare quali sono), ma ci ritorna una sensazione di chiuso, di profanazione, di spazi occupati abusivamente dalle troppe vetture che inquinano non solo l’aria ma anche l’armonia di uno spiazzo pensato e nato per altri scopi.

foto 2 – la stessa piazza nel 2019

Piazza Pantero Pantera è oggi un luogo da cui fuggire. Un luogo dove, oltre alle vetture, ci sono sulla sinistra (anche se non visibili nella foto) una sfilza di cassettoni per l’immondizia, collocati a bella posta, a rovinare definitivamente il luogo sia con la loro forma sia con il loro olezzo. Che non è olezzo de li fiori, che ti confonde, e lo sguardo non si perde tra le fronne. Tra “Roma Capoccia” e “Nina si voi dormite” ci siamo noi che vediamo questa Roma e questa Garbatella come è e la immaginiamo come vorremo che fosse.

Fate anche voi le vostre considerazioni, scrivete in redazione quali sensazioni vi danno le due fotografie, quali ricordi affiorano, come vorreste che fosse oggi Piazza Pantero Pantera.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Racconti di guerra alla Garbatella

Oreste Ricci ricorda quei giorni drammatici visti da un ragazzo

di Oreste Ricci

Era una mattina di marzo del 1943. Il tempo non prevedeva niente di buono, infatti qualcosa stava per accadere. Noi ragazzi della Garbatella andavamo a scuola o alla Michele Bianchi, oggi Cesare Battisti, oppure alla Niccolò Tommaseo; io andavo alla Tommaseo.Quella triste mattina anziché mandarci in classe, il direttore ci fece radunare in cortile. Con le lacrime agli occhi ci annunciò che la scuola a causa dei prossimi bombardamenti chiudeva e quella probabilmente sarebbe stata l’ultima volta che ci saremmo visti. Dio solo sa quanto di vero c’era in quelle parole. Il cielo si fece ancora più buio, nessuno di noi riuscì a dire una parola; solo le lacrime cominciarono a scorrere sulle nostre guance. Il futuro ci atterriva: “i bombardamenti” cosa poteva far più paura a noi ragazzi. Pian piano cominciammo a uscire dalla scuola tristi e smarriti; cominciò così la nostra nuova vita. Non molto tempo dopo i bombardamenti cominciarono; inizialmente lontano da Roma e per noi ragazzi fu facile farlo diventare un gioco, perché cominciarono a suonare le sirene che ne annunciavano il pericolo. Ricordo che con mia sorella più grande di otto anni, facevamo a gara tra una sirena e l’altra, per arrivare alle catacombe che erano in fondo alla strada, le Catacombe di Domitilla, questo era il nostro rifugio antiaereo. Il Comune le aveva aperte e ne consentiva l’uso proprio per questo motivo. Anche questo noi ragazzi lo facemmo diventare un divertimento, i nostri commenti e pensieri in mezzo a tutti quei loculi completi di scheletri con teschi e ossa; erano svariati e ognuno ci metteva del suo.

7 marzo 1944 le bombe sganciate dai marauder sugli obiettivi dello scalo ferroviario dell’Ostiense.

Cominciò il passa parola fra noi, perché c’erano posti più divertenti dove radunarci e fare i nostri giochi. Nel boschetto dei frati di Largo delle Sette Chiese si era insediato un bel gruppo di ragazzi, dove si giocava a carte, a dama ed a tanti altri giochi. Sempre accompagnato da mia sorella ci andavo, ma non mi trovai bene perché erano tutti più grandi di me ed in parte li conoscevo. C’era Luciano “Pa-pa-ra-pa” (detto così perché suonava la tromba), il ciò-ciò (per il suo modo di camminare), Pirozzi detto il “Palletta” perché era un fenomeno con le palle da tennis, con le quali riusciva non so quante volte a palleggiare tra testa e muro, il “Tigre”, Alberto detto “Beby”, Giancarlo “Succhiadito” (…ovvio l’appellativo).Alla fine decisi di trasferirmi sulle scale della Basilica di San Paolo dove imparai tutti i giochi di carte possibili. Questo periodo non durò molto perché l’Italia piegata nonostante il coraggio su tutti i campi di battaglia e colpita al cuore in casa, si arrese agli alleati con un armistizio; era l’8 settembre del 1943.I tedeschi non la presero bene, ci considerarono dei traditori e voltarono immediatamente le loro armi contro di noi. Già la sera si sentiva la battaglia che si stava combattendo tra la Cecchignola e la Montagnola e durò tutta la notte. Per noi ragazzi, che la guerra la conoscevamo solo per quello che ci facevano vedere sui film, fu spaventoso. La mattina sembrò tutto calmarsi, poi capimmo perché. Quello che rimaneva dei Granatieri di Sardegna cominciò a ripiegare nella Garbatella; erano uomini feriti che si sorreggevano l’un l’altro, erano uomini  insanguinati ma non piegati nell’orgoglio. I tedeschi ci misero due o tre giorni prima di pianificare, occupando con le loro armate i punti chiave della città. Questo diede tempo e modo alla gente della Garbatella (non so se dietro un disegno predisposto da qualche comitato), di organizzarsi per assaltare i più grandi centri alimentari. Ne fecero le spese la Locatelli, chiamata da tutti la “Caciara”, i Mercati Generali e altri grandi magazzini di generi vari. La Garbatella si trasformò in un enorme saccheggio e si videro scene inimmaginabili; persone che camminavano con una forma di formaggio sulle spalle ed un’altra che facevano rotolare scalciandola, facendosi aiutare dai ragazzi della famiglia. Qualcuno pagò con la vita questo saccheggio perché le celle dove stavano i formaggi erano inondati di ammoniaca per conservarli. Ai Mercati Generali io e mia sorella fummo “protagonisti insoddisfatti”; quando decidemmo di partecipare all’evento, ci mettemmo nella lunga fila di gente che andava ai Mercati mentre incrociavamo l’altra fila che tornava. Come le formiche c’era quella che andava a prendere e quella che tornava con quello che aveva potuto raccattare. Quando entrammo nei mercati ci rendemmo conto che eravamo arrivati tardi; una cosa però attirò la nostra curiosità, un vagone aperto ma sorvegliato da un giovane soldato tedesco. Mia sorella non si scoraggiò, ci avviammo verso il carro che era circondato da gente incuriosita e arrivati nei pressi vidi mia sorella avvicinarsi decisa al soldato  e in un tedesco scolastico gli ordinò di colpire una cassa con il calcio del fucile per romperla; io per primo ero allibito da tanto coraggio ed anche la gente intorno era attonita. Incredibilmente il soldato ubbidì! Quando la cassa fu aperta anche la gente che era intorno si buttò sulla cassa travolgendomi e mandandomici sopra. Ben presto si ritirarono delusi e quando potei vedere capii perché; la cassa era piena di chiodoni per scarpe da montagna. I tedeschi imposero il coprifuoco, perciò era pericoloso girare anche di giorno in alcuni orari. Ci pensarono gli americani a rendere la situazione ancora più difficile, intensificando i bombardamenti alla Stazione Ostiense; capitò così di vedere cose sconvolgenti come quello che successe a mia sorella Velia, la più grande. Mentre correva in via Girolamo Benzoni per sfuggire alle schegge e spezzoni delle bombe, si vide quasi superare da una persona che poco dopo crollò a terra in un lago di sangue; era stato decapitato da uno spezzone mentre correva. Questa era la realtà che si viveva in quell’epoca.

4 giugno 1944 ingresso degli americani a Roma

Molti morti si ebbero agli Alberghi Bianco e Rosso ed anche alla Maternità, dove sono nato e che fu visitata da Gandhi durante la sua visita a Roma nel 1931. Ci furono fino a 9 morti per famiglia, lo si poteva notare contando le stellette che si mettevano su una fascia nera da lutto.

Ci pensavamo noi ragazzi a rendere le giornate più divertenti. Due dei più grandi, Fulvio Carnevali e Primo Roncarà andando in cerca di distrazioni, avevano adocchiato un paio di stivali che un tedesco teneva legati sul sellino posteriore della motocicletta. Il tedesco si assentò per comprarsi una pagnottella nello storico negozio di alimentari di Tempra in Via Ottaviano Scoto; ai nostri due intrepidi bastò uno sguardo d’intesa e gli stivali presero il volo. Al tedesco uscito con la sua brava pagnottella, il boccone gli andò di traverso notando che gli stivali non c’erano più e bestemmiando si mise a sparare solo in aria per fortuna. I nostri eroi una volta che il tedesco fu ripartito, iniziarono a prendere in considerazione la situazione; gli stivali erano due, ma erano due anche loro  e nessuno aveva intenzione di cedere la sua parte (…erano i più tosti del gruppo). Fu una discussione lunga, ma alla fine raggiunsero il più dissennato accordo possibile… fecero uno stivale per uno! Tante storie, tante leggende di una Garbatella cresciuta con la guerra. Una, la più amara, avvenne il giorno che doveva essere il più bello e il più felice per tutti, il 4 giugno 1944.

Mentre tutta la popolazione si riversava nelle strade per festeggiare l’arrivo degli americani, mia madre veniva colpita da un proiettile vagante, ma non da un proiettile qualsiasi; era di carro armato che non esplodendo limitò i danni alla sola mia madre. Quella tragica domenica erano presenti con noi anche gli zii. Eravamo nove persone in tutto sul terrazzo della nostra casa per festeggiare l’evento. Mia madre fu portata all’ospedale ma dopo qualche giorno morì.

Pian piano la vita riprese a scorrere nel giusto verso ed io terminai le elementari dalle suore dove la “mitica” Suor Carla, insegnò nella mia classe; era il suo primo mandato. Per le medie fui iscritto nelle classi gestite dai Filippini di S. Eurosia, guidati in tutto e per tutto da una leggenda, PADRE MELANI inserito poi nella “Lista dei Giusti” da Israele per i molti ebrei salvati nascondendoli ai tedeschi.

E ricominciarono le avventure a volte pericolose con gli amici del “Lotto 9”.

Insieme agli altri più coraggiosi iniziammo a visitare le grandi grotte di cui una enorme sotto la collina dei frati, vicino a Largo Giovannipoli. Entravamo in 6 o 7 e con le lampadine provavamo ad andare dentro il più possibile; si diceva che quella grotta arrivasse a Frascati! Accadde naturalmente qualche piccolo dramma (la strada di ritorno non si ritrovava…), ma tutto andò sempre bene!

Una volta, usciti di scuola proposi ai compagni di andarci a prenderei finocchi piantati nell’orto dei frati; mentre cercavamo di prendere i più grandi arrivarono i guardiani del campo che riuscirono ad afferrare il mio amico William, chiamato da tutti “Lillo”. Sgomento di ciò e non sapendo cosa fare, raccolsi la cartella di Lillo ed andai a casa; nascosi la cartella in giardino per evitare domande indiscrete e rimasi in attesa degli eventi. Passava il tempo ma di Lillo non si sapeva nulla, l’angoscia aumentava sempre più. Ad un tratto sentii il fischio di Lillo, era il fischio che usavamo tra di noi; mi precipitai in strada e mi trovai Lillo tutto sorridente e carico di finocchi. Correndogli incontro gli chiesi: “Ma che è successo”?!? Come risposta ricevetti una grande risata, ma io non capivo. Finalmente si spiegò dicendomi che quando fu preso e portato al casale, Lillo iniziò la recita. Si mise in ginocchio e piangendo disse che a casa non avevano niente da mangiare e: “ho cercato di portare a casa qualche finocchio…”. Le persone che erano intorno a lui si guardarono e si dettero un cenno di intesa. Lillo era tornato carico di bei finocchi e con due grandi pagnotte di pane casareccio… non aggiungo altro, che dire di un talento naturale per la recita!?! Lillo poi partì insieme alla famiglia per la Colombia. Tornò molto tempo dopo a Roma per fare visita ai parenti e dimostrò quanto aveva migliorato le sue “doti”… non vi dico le avventure impossibili che raccontò, pareva il racconto di alcuni film di Tom Cruise (si sarebbe detto oggigiorno).

Arrivò l’estate e con l’estate si aprirono nuovi scenari per noi ragazzi riguardo ai divertimenti. Cominciarono le ricerche dei posti dove fare il bagno; ce n’erano diversi e il più conosciuto era la Ruota Rossa, il punto dove il fiume Almone uscendo dal Parco della Caffarella passava sotto il “Quo Vadis”. Il medesimo posto dove Alberto Sordi girò la scena della lotta con il coccodrillo nel film “Un americano a Roma”. Un altro posto che chiamammo “Ostia da 40”, perché servivano 20 lire all’andata e 20 lire al ritorno, per raggiungerlo bisognava prendere l’autobus fino al fosso dove si faceva il bagno (passando attraverso il Villaggio Giuliano). Era chiamato “Ponte Buttero” quel fosso, che grazie ad una chiusa oltre a formare un trampolino formava un laghetto. Li vidi una scena inimmaginabile, un ragazzo che si tuffava con gli altri… ma una volta riemerso mostrò come era costretto a nuotare… gli mancavano entrambi gli avambracci. Mi dissero che gli erano saltati per lo scoppio di un proiettile che aveva provato ad aprire per recuperare la polvere da sparo (Ne accaddero diversi di questi fatti). Questi sono i vari volti della guerra , lo stupore per il coraggio e la tenacia e una profonda pena per lui. Poi c’era il punto più comodo da raggiungere, era un fosso che venendo dalle terre di Ciribelli, passava sotto alla Cristoforo Colombo grazie ad un collettore ed all’uscita formava un laghetto. Essendo il più vicino alla Garbatella era anche il più frequentato e li si esibivano i novelli “Tarzan”.

Questa era la vita che negli anni 44-50 ci servì da scuola durante la quale ho corso non so quanti pericoli, ma sono qui a raccontarli; ero un timido e pian piano mi trasformai in un trascinatore. Una volta partecipai alla più grande sassaiola che si possa immaginare (andava molto di moda sfidarsi a sassate in quel periodo…), una cinquantina di ragazzi per parte, di Tormarancia e della Garbatella si scontravano per contendersi il campo che era ed è ancora dinanzi alla vecchia Fiera di Roma. Non so come finì, perché me la diedi a gambe prima della fine e quindi ne ignoro il risultato. Uno dei giochi più pericolosi che capitò di fare con i miei compagni lo facemmo nel cantiere dove stava nascendo l’Ospedale CTO. Il gioco, se così vogliamo chiamarlo, consisteva nel togliere il freno al carrello che serviva a scaricare la terra nella sottostante vallata per poi metterlo più lontano. Naturalmente il carrello una volta presa velocità saltava il freno e andò a precipitare giù nello scarico. Al rumore dello schianto del carrello uscirono i guardiani che ci rincorsero per tutta la Garbatella; ci andò bene, eravamo troppo veloci per loro!

E arrivò il momento in cui la Garbatella ci sembrò troppo piccola; ci sentimmo tutti insieme per progettare qualcosa di nuovo. Io feci la mia proposta, scartammo l’EUR…  troppo pericoloso, c’era addirittura un soldato tedesco, un povero giovane di 18 anni ucciso sul posto e sotterrato sotto una croce con i suoi dati anagrafici. Mi venne un’idea… avevo una zia che andavo a trovare molto spesso, abitava a Via Adda, la strada che confinava con la villa diventata famosa perché all’angolo con la Via Salaria è stato ucciso 20 anni fa circa Massimo D’Antona il consulente del Ministero del Lavoro. Presa Via Adda come base, fu uno scherzo correre a Villa Borghese; alle spalle delle scuderie reali, passate poi alla P.S., vi era un grande prato che veniva usato dai soldati americani come campo di baseball. Vi era però un inconveniente, il campo era circondato da alberi altissimi e le palle colpite con  le mazze sparivano spesso tra le fronde. Gli americani pensarono bene di reclutarci e ci promisero 50 lire per ogni palla recuperata; fu molto faticoso e pericoloso, ci siamo divertiti ma non lo ripetemmo più. Altro gioco che per un breve periodo fu praticato dai ragazzi della Garbatella furono i combattimenti con la cerbottana; ci sfidavamo tra Lotti. Bisognava colpire con il cartoccetto l’avversario, che veniva così eliminato. Ancora ricordo una ragazza  che combatteva meglio di un maschio; tuffi e salti per evitare di essere colpita dal cartoccetto, uno spettacolo!

Pian piano le nostre attrattive cambiarono radicalmente; la guerra, quasi un ricordo lontano… Alla “Chiesoletta” iniziarono i tornei di calcio a 7 organizzati da Padre Melani, dove si affermarono diversi campioni, uno su tutti AGOSTINO Di Bartolomei!

Ho accettato tutto dalla vita: gioie, dolori, delusioni ma le rivivrei 100 volte, perché quella vita avventurosa se vogliamo spensierata è la scuola della vita. Storie e leggende di una Garbatella nata e cresciuta nel periodo peggiore della guerra, tra bombe e pericoli di ogni genere; ma se si voleva vivere bisognava crescere in fretta. Bambini e ragazzi, forse nessuno lo notò, si unirono ed aiutarono tra di loro per sopravvivere; io che ero tra i più piccoli (9 anni) non sfuggii, perché fui molto aiutato dai più grandi e di loro ancor oggi ne serbo un caro ricordo.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La Garbatella si visita con gli occhi all’insù

Esce in libreria la Guida sui comignoli di Piero Patacci

di Gianni Rivolta

“Ode al raffreddore”, “Malfidati”, “Non spingete”, “Wanda” sono solo alcuni dei nomi che Piero Patacci, l’autore della Guida ai comignoli della Garbatella, ha affibbiato ai piccoli fumaioli sui tetti delle case popolari.

Nomi di fantasia naturalmente, ma se avete l’occasione di camminare per la Città giardino con questo libricino in mano e sollevate lo sguardo verso il cielo, vi accorgerete che non sono per niente campati per aria. Anzi, della somiglianza c’è. Potete farlo seguendo due percorsi, il rosso e il verde e seguire una mappa dettagliata dei lotti Iacp.

A corredare l’opera, edita dalla casa editrice Luoghi Interiori ( 12,00 euro),c’è anche un utile allegato con una breve scheda sui maggiori architetti, che hanno lasciato un segno a Garbatella e una tabella molto ben strutturata sugli edifici popolari. Sulla Garbatella in questi ultimi quindici anni è stato scritto di tutto, sia dal punto di vista architettonico che da quello sociale e politico.

Ma qualcuno che pensasse di nobilitare questo quartiere, che si avvia a festeggiare il  centenario della sua nascita (18 febbraio 1920), a partire dai fumaioli ancora non si era presentato. La tesi dell’autore è molto ambiziosa: il comignolo è la firma apposta dall’architetto a conclusione della progettazione dell’edificio, siano essi villini con orto annesso o case rapide, semintensivi o case padiglione.

Già è stato più volte scritto che la Garbatella, nella sua costruzione, che si può quasi del tutto attribuire al decennio 1920-1930, è un laboratorio  di stili e tipologie edilizie che hanno risposto alle diverse emergenze abitative. Si è passati dai villini economici della Borgata giardino Concordia a piazza Brin costruiti per ospitare gli operai della zona industriale alle case rapide per gli sfrattati, fino agli alberghi suburbani, sorti  intorno a piazza Michele da Carbonara per dare un alloggio provvisorio (una sola stanza per famiglia), ai baraccati o ai nuclei espulsi dal centro città a seguito degli sventramenti operati dal fascismo.

Insomma  Piero Patacci distingue il comigolo di Innocenzo Sabbatini da quello di Plinio Marconi, quello di Camillo Palmerini da quello di Giovanni Battista Trotta e ci invita a farlo almeno una volta, camminando per le strade di questo meraviglioso quartiere con gli occhi all’insù, lasciando a terra tutti i pensieri e le preoccupazioni quotidiane.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI