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Tag: Cronaca

Buon appetito con un libro

L’iniziativa si ripete ogni venerdì sera a Casetta rossa

di Stefano Baiocchi

Mangiare e leggere. E’ questa l’alchimia delle cene del venerdì a Casetta rossa.Nel  noto spazio sociale autogestito di via Magnaghi, infatti, da agosto ad ogni tavolo, insieme alla gricia e alla carbonara, vengono serviti dei libri in omaggio.
Luciano Ummarino, uno degli attivisti dello Spazio Sociale di via Magnaghi, ci racconta che l’idea del libro come regalo è nata durante un’iniziativa con Paco Ignacio Taibo. Il suo racconto delle Brigate Culturali ha ispirato l’iniziativa di “fomento alla lettura”.
Non si tratta di un incentivo, o di un cadeau per attirare la clientela. Non ne hanno bisogno, giacché il ristorante è sempre pieno. Da quando la trattoria è in funzione, la filosofia è quella dello slow-food, ovverosia consumare e vivere il pasto soprattutto come un piacere, rifiutando la frenesia e naturalmente il cosiddetto cibo spazzatura. A Casetta Rossa non c’è fretta quando ci si siede, perché ci si può alzare anche dopo diverse ore, senza che nessuno ti porti forzatamente il conto e ti costringa a lasciare il tavolo ad altri commensali.

“I libri che regaliamo sono salvati dal macero e diventano un semplice ma prezioso dono che vi facciamo a fine cena; per ora abbiamo un accordo con la Casa Editrice Feltrinelli, ma sono moltissimi i cittadini che portano qui dei libri nuovi da regalare”.
“Promuovere la lettura significa sostenere cittadinanza attiva; chi legge tanto spalanca il cuore, apre i porti, non li chiude”.

Tra le innumerevoli attività che Casetta Rossa svolge nel quartiere, vale la pena ricordare quella del cosiddetto “Pasto Sospeso”. Insieme a Chef Rubio ed Erri De Luca, nel febbraio del 2017 è stata lanciata una campagna che riprende l’antica usanza napoletana del “Caffè Sospeso” e trasforma questa pratica di solidarietà e mutualismo nel dono di un vero e proprio pasto con l’obiettivo di contribuire a migliorare le condizioni di vita di tante persone in difficoltà. Il “Pasto Sospeso” consiste nella possibilità di offrire uno o più pasti, ognuno per il valore di 5 euro, con donazione diretta presso Casetta Rossa. 
Persone del quartiere, uomini e donne senza una casa e migranti hanno potuto mangiare grazie alla generosità di tanti cittadini. 

Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra- che già viviamo- e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.

Cesare Pavese

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Smaltire l’olio per salvaguardare l’ambiente

L’iniziativa dell’Associazione Itaca. Ecco i punti di raccolta

di Ilaria Proietti Mercuri

L’Italia è una terra d’olio a tutto tondo. Diciannove regioni legittimate all’ulivo autarchia. Basterebbe un filo d’olio e anche la più sciapa delle insalate può trasformarsi in un pranzo perfetto. Senza dubbio, è apprezzato in tutto il mondo, ma una volta utilizzato sapete quanto può inquinare? Un solo litro, può formare una pellicola inquinante grossa quanto un campo da calcio. Ora pensate a quante volte dopo averlo utilizzato, lo avete gettato nel lavandino. Non sappiamo esattamente quanti danni ambientali ed economici al giorno riusciamo a  provocare a causa dell’olio. 

Il progetto è promosso dall’associazione I.T.AC.A. e gemmabile gratuitamente a tutti i comitati di quartiere o associazioni che desiderano aderirvi, è sufficiente inviare una mail a: itaca.associazione@gmail.com

Nel nostro Municipio, grazie al Comitato di quartiere La Garbatella, possiamo smaltirlo gratuitamente in alcuni spazi adibiti. L’olio va prima conservato in bottiglie di plastica per poi essere conferito nei contenitori posizionate nelle stazioni raccolta o nei condomini che ne faranno richiesta. 

Nel nostro Municipio i punti chiave sono l’Oratorio S. Filippo Neri, in via delle Sette Chiese n. 101, dalle ore 16.00 alle 19.30; il ristorante A Casa della Chef, via R. R. Garibaldi n. 2; il gommista Paparusso, circonvallazione Ostiense n. 198/a, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, mentre, il sabato dalle 9.00 alle 12.00  e, ancora,  presso la Scuola Paritaria Vincenza Altamura, via David Salinieri n. 5, in orario scolastico. 

Dunque non si scappa, i nostri quartieri hanno messo il loro, ora tocca a voi. A meno che non vogliate contribuire a formare immense pellicole inquinanti per tutti gli oceani.

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Con Biblioporter, lo scambio di libri è possibile

Una biblioteca viaggiante all’uscita delle scuole dell’VIII Municipio

di Anna Bredice

Biblioteca a cielo aperto è un progetto molto ampio che ha trovato radici nel Municipio VIII e che intende promuovere la lettura, attivando laddove è possibile, nei negozi, nei giardini, negli spazi pubblici, lo scambio di libri, in un passaggio che può essere continuo, creando una vera e propria rete.

Dal progetto nasce anche Biblioporter che ha visto per una settimana una biblioteca viaggiante davanti alle scuole elementari e medie. Si tratta di un pulmino che si è fermato dal 14 al 18 ottobre all’uscita delle scuole, dove si sono avvicinati gli studenti che hanno portato dei libri da casa e ne hanno presi altri.

“Sono rimasta estasiata dalla partecipazione – racconta Sandra Giuliani di Biblioteca a cielo aperto, alcuni genitori già sapevano e hanno fatto portare ai bambini parecchi libri. In alcuni casi, soprattutto alle scuole elementari, i bambini hanno donato un gioco oppure un disegno fatto da loro e l’hanno scambiato con un libro”.

Il progetto nasce da tre associazioni Fare arte, 11radio e Donne di carta, con il supporto di Biblioteche di Roma.

Per avere maggiori informazioni e sapere dove trovare i bibliocorner, e offrirsi magari per diventare un punto di scambio libri, c’è un sito da consultare https://bibliotecaacieloaperto.wordpress.com

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Polisportiva “Giovanni Castello”

A via Alessandro Severo gestisce due campi di calcio con Milan academy

Una storia di oltre cinquant’anni nello sport dilettantistico

di Daniele Ranieri

E’ il 12 Febbraio del 1967 quando  sulla pista dello Stadio delle Tre Fontane un atleta s’accascia a terra e muore.  E’ Giovanni Castello giovane recordman della  staffetta 4x400metri, una speranza dell’atletica italiana. Da questo  drammatico avvenimento nasce, a dicembre dello stesso anno, l’”Atletica G. Castello”  una associazione che ha fatto la storia dello sport dilettantistico romano. Oggi  conta 500 iscritti e numerose attività di calcio, pallavolo, atletica, judo, tennis da tavolo  e orientamento. Oltre l’impianto sportivo sulla Cristoforo Colombo gestisce quattro palestre, due delle quali nell’VIII Municipio, dove promuove corsi di tiro con l’arco, scherma storica, Pilates, Tai chi, Yoga.

Il quartier generale è a Via Alessandro Severo, dove la  “Polisportiva G. Castello” ha in gestione due campi di calcio utilizzati dai ragazzi dai sei anni in su, col partenariato della società A.C. Milan, nell’ambito del programma Milan Academy e altri campi più piccoli. L’attività calcistica si svolge applicando una metodologia innovativa creata da una delle maggiori società calcistiche italiane e internazionali. Le squadre  giocano nei diversi livelli della Lega dilettanti regionale: Eccellenza, Promozione e I° categoria e delle giovanili.

Giovanni castello sulla pista di atletica in una gara di 200 metri alle terme di caracalla

La nascita del Centro che fiancheggia la Cristoforo Colombo ha una sua storia nella storia. I campi sono stati occupati, anzi hanno subito “una pacifica invasione” come ci dice il Presidente Enzo D’Arcangelo, nel Gennaio del 1983. Erano spazi abbandonati da anni, ridotti in uno stato miserevole, ricolmi di rifiuti e con le recinzioni perimetrali divelte e a terra. L’anno precedente la società aveva già iniziato a svolgere un’opera di pulizia e di rilancio organizzando con il patrocinio del Comune di Roma, proprietario dell’impianto abbandonato, un torneo di calcio a 5 a cui parteciparono  otto squadre che divisero il loro tempo tra la pulizia e il gioco. Il Torneo ebbe tale successo che spinse la Polisportiva a chiedere la gestione dell’impianto. Cosa che per motivi burocratici continuava ad essere rimandata. Finché si decise per l’”invasione”.  Nel 1986 arrivò l’assegnazione definitiva. Da allora si contano numerose e importanti iniziative come il Torneo Bernardini, che coinvolse 30 istituti di Roma e Provincia e molte altre manifestazioni sportive e culturali. Oggi la struttura si presenta come un centro polivalente, moderno e in perfette condizioni di manutenzione. Entrando si viene accolti da una piccola costruzione circondata dai fiori che ospita gli uffici di segreteria. Oltre ai campi, curati dallo stato del terreno fino alle panchine, vi sono otto spogliatoi più uno per i tecnici e gli arbitri e una infermeria.

D’Arcangelo ci dice che nell’impianto non vi sono bar, ristoranti o bracerie, ma solo grande professionalità, attenzione ai metodi di allenamento e ai risultati. Si cura con la stessa  meticolosità la preparazione alle gare o alle partite come alla crescita umana e a tutti gli aspetti educativi che ad essa sono legati. Il rispetto delle regole in campo e fuori, il rispetto degli altri in campo e fuori, il rispetto delle strutture sportive e delle cose in generale, la cooperazione e la solidarietà e l’attaccamento al club, l’amore per lo sport queste sono gli aspetti importanti trasmessi dalla Polisportiva. Gli stessi valori per cui gareggiava Giovanni Castello.

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Giacomo Recchi è campione d’italia di hockey subacqueo

Intervista al neo scudettato dell’Altitudo Roma

di Enrico Recchi

Lo sport fa bene alla salute! Quante volte abbiamo sentito questa frase. Sì, d’accordo, ma quale sport scegliere. Basta guardarsi intorno e ce n’è per tutti i gusti e le età. Ma guardando ancora meglio si vanno a scoprire alcune attività sportive delle quali non eravamo davvero a conoscenza.

Quanti di voi hanno sentito parlare dell’Hockey Subacqueo? Non Hockey su Ghiaccio e nemmeno Hockey su Prato e tantomeno Hockey a rotelle…ma subacqueo. Incredibile, eppure esiste davvero.

E’ uno sport riconosciuto dall’establishment nazionale ed internazionale e associato alla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee) e quindi al CONI.

E c’è una squadra romana, l’Altitudo Roma, che ha vinto sia il Campionato Italiano che e la Coppa Italia negli anni 2017-2018-2019.

Tra i suoi giocatori un figlio della Garbatella: Giacomo Recchi.

Giacomo, che ha sempre praticato sport, è arrivato all’Hockey Sub nel 2015 dopo tanti anni di nuoto in piscina e di basket.

Sentiamo Giacomo:

Giacomo ma come hai scoperto questo sport? Per caso. Una sera a cena con amici accanto a noi c’era una tavolata di ragazzi e ragazze con la maglia dell’Altitudo e da lì è iniziato tutto…

Quali sono le regole basilari di questo sport?

Si pratica nelle piscine con una profondità tra 1,80 e 3 metri. Il giocatore si muove in apnea, con maschera e boccaglio ed indossa le pinne e una calottina colorata per riconoscere i compagni. In una mano si tiene una mazzetta di circa 30 cm. con la quale si trasporta un disco sul fondo della piscina con l’obiettivo di segnare nella porta avversaria. In acqua ci sono sei giocatori per squadra e quattro sono le riserve che possono entrare in qualsiasi momento. Si giocano due tempi di 15 minuti ciascuno per un totale di 30 minuti.

E’ uno sport duro? Quante volte a settimana vi allenate?

E’ molto faticoso, sono tutte apnee veloci e dinamiche e i contatti sott’acqua, anche duri, ci sono eccome! Ci alleniamo in piscina due volte a settimana. Naturalmente l’allenamento è la sera a fine giornata, perché tutti noi lavoriamo o studiamo.

E’ vero che le squadre sono miste, ovvero maschi e femmine giocano assieme?

E’ uno sport relativamente nuovo più diffuso nel mondo anglosassone, dove è nato, ma ancora poco nel resto del mondo. Di conseguenza i praticanti non sono molti e per formare una squadra competitiva maschi e femmine giocano assieme. Questo è un altro dei punti di forza di questo sport: integrazione e parità ad ogni livello.

E a settembre 2018 avete partecipato alla manifestazione di premiazione nazionale nel Palazzo del Coni?

Sì è stata una bella sorpresa. Avendo vinto il Campionato Italiano, ogni membro della squadra ha ricevuto la Medaglia di Bronzo al Valore Sportivo assieme a tanti altri campioni di sport più conosciuti. Adesso aspettiamo la premiazione di quest’anno.

Programmi per il futuro?

 Innanzitutto continuare ad allenarsi e divertirsi insieme ai compagni. E poi mirare ad altri traguardi. L’anno scorso abbiamo partecipato alla Coppa dei Campioni in Spagna, sarebbe bellissimo vincerla un giorno.

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La Juventus nuoto si aggiudica la piscina ex Lazio

Intervista a Massimo Moroli presidente biancazzurro sull’esito della gara

di Ilaria Proietti Mercuri

Saranno stati i tanti anni nel mondo dello sport ad averlo reso così testardo, e Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto, dopo aver perso il bando per la piscina di Via Giustiniano Imperatore non ci sta. Dopo 33 anni di gestione biancazzurra i giochi passano nelle mani della Juventus Nuoto. Ma la voglia di ribaltare la situazione non manca: “In questo bando non esiste meritocrazia, e noi ci batteremo fino alla fine.” Pochi giorni dopo l’esito della gara, siamo andati a trovarlo.

Come è diventato presidente della Lazio? E da dove è nata questa grande passione?

 “Mio zio materno era stato Presidente della Lazio nel 1939. E quindi nella nostra famiglia c’è sempre stato un particolare affiatamento con i colori biancazzurri. Sono quelle passioni che ti vengono da bambino e poi pensi che mai possano cambiare. Per me questa società è come una religione, se nasci cattolico quando mai diventi mussulmano? Ci nasci, ci credi, ti ci affezioni, diventa un’abitudine di vita. Quando poi ho iniziato a nuotare sapevo che la Lazio già all’epoca era una squadra forte, e quindi ne sono entrato a far parte. E da lì prima come nuotatore, poi pallanuotista, ho anche giocato in Nazionale. Ma a 21 anni, mentre ci preparavamo per le Olimpiadi del 1954 ho avuto un incidente alla spalla, ed è finita la mia carriera. Però mi è rimasta dentro tanta passione, che non ero riuscito ad esprimere a pieno come atleta. Così ho iniziato ad insegnare nuoto, poi formai una squadra di pallanuoto che successivamente si fuse con la Lazio, entrai nel consiglio direttivo, poi diventai vicepresidente. Quando purtroppo ci lasciò Renzo Nostini nel 2005 subentrai io.”

 Perché dopo 33 anni di gestione, la Lazio Nuoto è stata  messa a bando?

 “Ecco questa è una cosa strana. Quando la nostra concessione stava per scadere parlai con il Presidente della commissione Sport del Comune di Roma per presentare un project financing. Improvvisamente come se niente fosse a due mesi dalla fine della concessione è stato sparato dagli uffici questo bando. Premetto che in giro ci sono un centinaio di impianti dove la concessione è scaduta da anni, sono abbandonati, senza controlli e nessuno fa niente. Quello che c’è stato verso di noi io lo ritengo un vero e proprio accanimento.”

 Lei già qualche mese fa aveva dichiarato: “così come è impostata la gara, non vincerà il migliore”, perché?

 “Perché in questo bando non esiste meritocrazia. Basta vedere i risultati, dove una società come la Lazio che ha 120 anni di storia gloriosa, 220 titoli italiani assoluti di nuoto, la migliore società di pallanuoto su Roma, campioni olimpici e paraolimpici. La nostra scuola nuoto è un modello per tutti. Infatti sul piano tecnico abbiamo avuto un punteggio maggiore rispetto a loro. Ma la vittoria è stata determinata dall’offerta economica. Ed io avrei potuto offrire anche più di loro, ma con tutti i costi che ci sono da coprire, soprattutto nell’attività agonistica, avremmo dovuto smettere di fare quello che facciamo, non saremmo più stati la Lazio Nuoto. E il Comune accettando la loro offerta, è vero guadagna di più, ma ammazza questi imprenditori di impianti sportivi che destinano tutti i soldi al valore sociale.”

 Il quartiere come ha preso questa situazione?

 “Quando hanno saputo del rischio che andasse via la Lazio Nuoto c’è stata un’insurrezione,  una petizione alla Sindaca Raggi con 1600 firme. Poi una protesta in Campidoglio dove hanno partecipato centinaia di persone. Ti dirò di più, quando è uscito il bando le migliori società italiane mi hanno chiamato chiedendomi se noi avevamo intenzione di partecipare. Alla nostra risposta affermativa allora mi hanno garantito che loro non avrebbero partecipato. Questo per dirti che c’è anche un certo rispetto tra società. E quindi alla fine ci siamo ritrovati a concorrere noi, la Juventus nuoto gestita da Maximo arl, ed una terza concorrente. Ma la Maximo è una società fantasma, che vincendo su una società storica come la nostra, ha dimostrato la stranezza di questo bando.”

 A proposito della nuova Società, che rapporti avete con il Presidente della Maximo Luca Lanzetti?

 “Ci siamo incontrati e riconosco che dopo la sua vittoria si è comportato bene nei nostri confronti. E’ stato disponibile a farci concludere la stagione sportiva e soprattutto ci ha rassicurati che il personale rimarrà lo stesso. Però ammetto, ci sono rimasto male che la sua società sia venuta a colpire proprio noi.”

E ora? Avete intenzione di fare ricorso o lasciare tutto in mano alla nuova società?

 “Noi facciamo ricorso, certamente! Dobbiamo capire perché succedono queste cose. Sul piano logico non può esistere quello che è accaduto, e sul piano giuridico ci sono degli elementi che ci portano a pensare che possiamo rivoltare la questione. In più le conclusioni di questo bando sono completamente contrarie all’interesse pubblico. Quindi noi ci batteremo fino alla fine.”

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giornale sospende la pubblicazione del cartaceo nella pausa estiva

Appuntamento a settembre

Cari lettori come avrete potuto notare la Redazione ha mantenuto la promessa che facemmo nel Dicembre del 2018, in quel pomeriggio d’inverno agli ex bagni pubblici di Moby Dick, quando il nostro giornale ha ripreso le pubblicazioni dopo un anno di sospensione. Cara Garbatella è uscito regolarmente a metà di ogni mese con una nuova veste grafica e una nuova impostazione editoriale. Tante le novità, ma anche la certezza di trovare il foglio locale nei soliti posti: il bar sottocasa, il negozio di alimentari, il centro culturale, l’edicola. L’abbiamo potuto fare grazie al vostro sostegno e grazie al contributo degli inserzionisti pubblicitari, che ci consentono di stampare il giornale e di tenere vivo, da più di 20 anni, questo modesto strumento di informazione democratica ed indipendente. Ma, come già annunciato, durante l’estate allenteremo le pubblicazioni: questo numero sarà bimensile Giugno-Luglio e ad Agosto non usciremo. Quindi diamo già da ora appuntamento ai nostri affezionati lettori a fine Settembre, quando riprenderemo con il giornale cartaceo in vista del Centenario di Garbatella del Febbraio 2020. In ogni caso non vi lasceremo soli, Cara Garbatella non smette mai di informare i suoi lettori sul web. Come saprete il nostro giornale on line è sempre più cliccato e ormai stabilmente si affaccia sulle prime pagine del computer. C’è di più, Cara Garbatella on-line è una vera e propria agenzia giornalistica locale, con articoli, video e informazioni varie sui quartieri dell’VIII Municipio. Andatela a vedere e lasciateci un commento.

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I RISULTATI ELETTORALI DELLE EUROPEE 2019 NELL’VIII MUNICIPIO

Il Pd al 38%, ma la Lega balza al 19,5%

di Gianni RIVOLTA

Archiviata la sbornia elettorale delle Europee è tempo di bilanci. Anche noi di Cara Garbatella, vogliamo dare il nostro contributo, innanzitutto informando i cittadini sui risultati locali, quelli dell’VIII Municipio di Roma di cui ci occupiamo. Cominciamo con le vere novità. La Lega di Salvini, risultata la forza politica vincitrice di questa tornata elettorale a livello nazionale, nel nostro territorio ha fatto un balzo da gigante passando dal niente dei 730 voti nel 2014 (1,2%) al secondo posto con 11.101 suffragi del 2019 pari al 19,53%. Un dato inferiore al voto romano (25,8%), che tuttavia strappa al Movimento 5 Stelle il secondo posto in classifica e conferma la supremazia della Lega nell’area di Centro Destra. L’altra novità è la ripresa del Pd. Nei nostri quartieri( Garbatella, San Paolo, Ostiense,Tormarancio, Montagnola, Roma 70, Ottavocolle e Tor Carbone), infatti, il Partito democratico a guida Zingaretti si attesta al primo posto con 21.762 voti pari al 38,29%: un risultato inferiore al fantasmagorico 46% incassato cinque anni fa da Renzi, ma pur sempre superiore alla media romana (30,6%) e nettamente più alto del dato nazionale (22,7%). Un esito che, seppure certifica in termini assoluti una perdita di circa 6000 voti, è sicuramente incoraggiante per la nuova gestione del partito e della coalizione locale guidata da Amedeo Ciaccheri. A tutto ciò si aggiunga che il Municipio esprimeva come candidato autorevole Massimiliano Smeriglio, ex vice presidente della Regione Lazio, che è stato eletto sugli scranni di Strasburgo.

Per il Movimento 5 Stelle le cose non vanno niente bene. Il voto del 28 maggio conferma il trend negativo delle ultime scadenze elettorali. Infatti la forza politica di Di Maio nel nostro Municipio incassa il 15,32% (8.706 voti), niente a che vedere con il 21,98 del 2014 (pari a 13.814 voti). Ed ora vediamo le altre forze nel campo della Destra: se da una parte Fratelli d’Italia raggiunge un buon 8,21% con 4.664 voti, Forza Italia si dimezza scendendo al 4,82% (nel 2014 era l’11,79%). Complessivamente i partiti del Centro Destra, tranne la Lega, confermano nell’VIII Municipio, più o meno le percentuali romane. Per le altre formazioni politiche si è trattato di pura testimonianza perché sia La Sinistra che Europa verde e Europa Italia in comune della Bonino non hanno superato lo sbarramento del 4% a livello nazionale e sono rimaste fuori dal Parlamento europeo. Veniamo ai candidati locali. Massimiliano Smeriglio, indipendente nelle liste del Pd, ha ottenuto nel collegio Italia centrale ben 73.061 preferenze, risultando eletto al 4° posto dopo Simona Bonafè, Pietro Bartolo e David Sassoli. E’ interessante osservare che solo nel Lazio Smeriglio ha ottenuto 67.311 ( 46.256 nella Provincia di Roma e 30.000 a Roma città) a confermare il radicamento nel territorio dell’ex Vice presidente della Regione Lazio e braccio sinistro di Zingaretti. Invece l’altro candidato locale Nando Bonessio della lista Europa Verde, pur conseguendo un buon risultato personale con 2120 preferenze (4° posto), non è stato eletto perché la lista, con il 2,14 % a livello nazionale, non ha superato la soglia di sbarramento del 4%.

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LA PROTESTA PARTE DA VIA LUIGI FINCATI

Invasi dalla mondezza: cittadini sul piede di guerra

di Stefano BAIOCCHI

Cassonetti strapieni, immondizia maleodorante di ogni genere ammassata per strada. La Garbatella insorge davanti alla piaga rifiuti, che con l’arrivo del caldo estivo diventa una vera e propria emergenza ambientale e sanitaria. I cittadini sono stanchi di questa situazione di degrado e di totale abbandono. Marco Albani titolare del Lucky Star, lo storico bar di via Luigi Fincati, è uno dei tanti “esasperati” , che quotidianamente si batte per il decoro della strada dove esercita la sua professione. Organizza manifestazioni e proteste, arrivate fino in Campidoglio con l’intervento del capogruppo di Forza Italia Davide Bordoni, il quale ha parlato, tra l’altro, di “quadro desolante alla Garbatella, uno dei centri più importanti della movida romana”. Davanti all’ esercizio commerciale di Albani, di fronte all’ingresso del Lotto 9, stazionano, infatti, quintali di rifiuti, che sono rimossi soltanto sporadicamente e che coprono interamente i cassonetti e gli spazi circostanti. Ogni giorno Marco (come tanti altri) è costretto a combattere anche contro l’inciviltà di alcuni. “È una battaglia che sembra persa, ma non mi arrendo, tutti i giorni pulisco il marciapiede davanti al bar e quotidianamente sono costretto anche a discutere con i cittadini, che gettano i rifiuti a casaccio, senza preoccuparsi minimamente della raccolta differenziata, né di dove collocare il sacchetto pieno di leccornie per topi e gabbiani”.

Sul piede di guerra anche il Municipio VIII a fianco dei cittadini. Martedì 18 giugno nella sede di via Benedetto Croce il Presidente Ciaccheri ha organizzato un’assemblea aperta in cui sono emerse diverse proposte, tra cui quella di parcellizzare l’Ama e rendere responsabili della raccolta direttamente i Municipi. Lo stesso Ciaccheri un anno fa fu autore di una clamorosa protesta quando scaricò qualche chilo di spazzatura di fronte alla sede della Municipalizzata, responsabile secondo lui di non eseguire adeguatamente la raccolta dei rifiuti sul territorio. L’assessora all’ambiente di Roma Capitale Pinuccia Montanari rispose che avrebbe presentato una denuncia nei confronti dello stesso Ciaccheri per procurato allarme. Sappiamo com’è finita: l’assessora non è più al suo posto e il Municipio continua a soffrire di “monnezza”. Anche il Codacons sta facendo la sua parte: ha presentato un esposto nei confronti dell’Ama, il che ha costretto la neo-presidente dell’azienda, Luisa Melara, a convocare Marco Ramadori , responsabile dell’associazione consumatori, per discutere dei cassonetti stracolmi assumendosi impegni concreti per risolvere l’emergenza. Il Codacons, dal canto suo, ritirando la denuncia, si è però impegnato a ripresentarla se la situazione non dovesse migliorare. Ma il problema dello smaltimento dei rifiuti nella città di Roma risale ormai a diversi decenni fa. Era il 1978, o giù di lì, quando in televisione apparve Dusty, un simpaticissimo personaggio dei cartoni animati, simile a un canguro, che aveva lo scopo di sensibilizzare i bambini sulle tematiche legate all’ambiente. Quarant’anni fa, però, vivevamo ancora in una società che produceva meno immondizia, dove l’acqua minerale si vendeva in vetro (che era “a rendere”), dove però si bruciava tutto in un’enorme discarica, che produceva diossina e contagiava irrimediabilmente l’ambiente minando seriamente la salute dei cittadini. Nel marzo 2013 l’Italia è stata addirittura denunciata alla Corte di Giustizia Europea dalla Commissione per l’ambiente poiché parte dei rifiuti scaricati a Malagrotta non avrebbe subito il trattamento meccanico-biologico (TMB), imposto dai regolamenti comunitari per ridurre la consistenza volumetrica dei rifiuti consentendone un loro eventuale recupero. La discarica fu chiusa nell’ottobre del 2013 dal Sindaco di Roma, Ignazio Marino, e dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Mondezza alla Garbatella
Mondezza alla Garbatella

Con l’avvio della raccolta differenziata sono cominciati però i primi problemi: evidentemente il messaggio di Dusty non fu all’epoca interamente recepito. Moltissimi cittadini romani continuano a non impegnarsi nel separare i rifiuti di casa, molti altri si affidano a ditte a dir poco losche per lo smaltimento, ad esempio, dei calcinacci o di altri rifiuti solidi ingombranti. Altri ancora, quando devono gettare un televisore non funzionante o dei vecchi materassi, non si fanno scrupoli di nessun tipo. Gli esempi potrebbero essere infiniti e di varia natura. C’è anche chi, trovando il raccoglitore della plastica pieno, getta le bottiglie e i flaconi nei cassonetti dei rifiuti organici o viceversa. È chiaro quanto tutto ciò inceppi e complichi ulteriormente il meccanismo della raccolta. Probabilmente il vero problema è all’origine, cioè in quei fili che legano il Campidoglio e l’Ama. Dal 2016, ovverosia dall’insediamento della Sindaca Virginia Raggi, l’Azienda della nettenza urbana — per volere della stessa Prima cittadina — ha visto alternarsi ben cinque consigli di amministrazione. E poi, dulcis in fundo, alla mancata approvazione del Bilancio da parte di Roma Capitale, arrivò il siluramento che ha portato alle dimissioni della stessa Assessora Pinuccia Montanari, che caldeggiava le ragioni del precedente Cda in polemica con la Sindaca: l’Ama sostiene di vantare un credito per i servizi commerciali che il Comune si rifiuta di riconoscere. Il bilancio 2017 non è ancora approvato con le difficoltà di Ama che sono sempre più evidenti, anche perché nel frattempo sono andati a fuoco, si sospetta per dolo, due impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati. Mentre è di due settimane fa la notizia che è stato nominato un nuovo Cda con Luisa Melara presidente, affiancata dal commercialista Paolo Longoni e dal geologo Massimo Ranieri, la città è sommersa dalla mondezza. La raccolta differenziata è in sostanza ferma al 46,3%: nonostante le promesse all’insediamento del nuovo corso Cinque Stelle in Campidoglio. Intanto la Sindaca continua a minimizzare ciò che è sotto gli occhi di tutti, dove ratti, piccioni e gabbiani banchettano e l’olezzo dei cassonetti si diffonde ovunque. Le opposizioni accusano l’Ama di non avere un piano industriale, né di aver individuato nuove aree dove portare a termine i trattamenti preposti. Fatto gravissimo, sostiene la Consigliera del Partito Democratico Valeria Baglio, perché “con il caldo si rischia l’emergenza sanitaria, non basta dire che il nuovo management risolverà i problemi poiché si tratta dell’ennesimo cambio in corso d’opera e l’Ama è stata portata sull’orlo del collasso a causa delle scelte sciagurate su bilanci e piani industriali”. “La sindaca Raggi, l’assessore Lemmetti e il responsabile con delega alle partecipate dott. Giampaoletti — continua Baglio – sono i veri responsabili di quanto sta accadendo nella Capitale”.

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UN PROGETTO DELLA CNA PER MIGLIORARE LA GARBATELLA

In campo i commercianti per il Centenario

di Anna BREDICE

La data è il 18 febbraio.

Quel giorno Garbatella compirà i suoi primi cento anni da quando re Vittorio Emanuele III posò la prima pietra in piazza Benedetto Brin, allora aperta campagna sui colli di San Paolo. Ma è certo che sarà dal primo gennaio del 2020 che inizieranno i festeggiamenti e le iniziative per celebrare il primo secolo di vita di un quartiere molto vivo, importante sotto il profilo architettonico e storico e che in questi anni è diventato uno dei cuori pulsanti di Roma. Sono tanti i protagonisti che stanno pensando alle celebrazioni, a cominciare dal Municipio VIII, e poi il comitato dei residenti riuniti sotto la sigla Garbatella 2020, ognuno per la propria parte, e non da ora, ma è chiaro che dall’estate in poi, avvicinandosi la fine dell’anno, tutte le idee, i progetti arriveranno ad una definizione e conclusione con una lista di eventi sicuramente lunga.

Tra questi, la CNA, la Confederazione delle piccole imprese e degli artigiani, ha voluto essere al centro di diverse proposte, che insieme alla Camera di Commercio serviranno ad organizzare l’anno prossimo molte iniziative, ponendosi però come obiettivo principale quello di ridare lustro e importanza alle numerose piccole botteghe artigiane, alle attività e idee imprenditoriali di persone che vivono e lavorano a Garbatella. Nonostante la crisi abbia colpito duramente il settore, hanno voglia di darsi da fare oltre la porta del loro negozio. Qualche giorno fa, infatti, nella sede della Cna in via Massaia si è svolta una riunione con alcuni commercianti del quartiere, che da tempo si occupano anche di organizzare iniziative lungo la strada in cui si trovano.

Tutti erano d’accordo su un principio: se si investe nel tenere puliti i marciapiedi, nella potatura degli alberi, nella pulizia dei giardini, ad esempio quello lunghissimo che divide le due carreggiate lungo la Circonvallazione Ostiense, si guadagna in sicurezza, in vivibilità, in tranquillità e voglia di partecipare alla vita del quartiere. Tutto questo va di pari passo con il recupero e la riqualificazione di edifici storici, piazze e luoghi più significativi del quartiere, che è uno degli obiettivi al centro del comitato per i 100 anni di Garbatella. E’ un peccato, lamentavano i commercianti, vedere per tanto tempo le serrande chiuse, perché molti negozi hanno abbassato le saracinesche a causa della crisi, eppure, assicurano, ci sarebbero persone pronte ad investire in nuove attività. E così , insieme ai responsabili della Cna, sono fioccate tante idee, come ad esempio far diventare una parte di via Caffaro, strada ad alta densità commerciale, una sorta di street art “legale”, come se ne vedono ad esempio anche in altre zone del municipio. Diventerebbero luoghi destinati ad accogliere e ad attrarre un flusso sempre più intenso di turisti, e non solo, tra i lotti storici e sui set dei famosi Cesaroni.

Altra idea a cui si sta lavorando è quella di mappe da distribuire o affiggere alle stazioni della metropolitana del territorio, ma anche a Termini e ad Ostiense, dove poter trovare le informazioni sui luoghi artistici, storici e culturali più importanti del quartiere, i principali punti di ristoro, alberghi, biblioteche e librerie: la convinzione è che il centenario porterà un maggior numero di visitatori alla Garbatella. Di incontri se ne sono tenuti molti in questi mesi, altrettanto sta facendo il Municipio, sempre con Cna, Camera di Commercio e Regione Lazio, incontrando le realtà più importanti presenti nel rione: l’Università, il liceo Socrate, l’Ater. Insieme è stato costituito un comitato, Garbatella100, e si arriverà entro la fine dell’anno a definire il programma delle iniziative. Il logo c’è già, risultato di un bando per il miglior simbolo del centenario. Per gli abitanti è certamente importante ciò che si progetterà, ma soprattutto oltre quella data, per rendere il quartiere ancora più vivibile di quanto lo sia ora e iniziare dal 2020 il conto alla rovescia verso il secondo secolo.

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UN AGGIORNAMENTO DELL’ASSESSORE LESLIE CAPONE

Mercati rionali: a che punto siamo?

di Francesca VITALIANI

Situazione di stallo per il Farmer’s Market della Garbatella. Nell’attesa di un bando che tarda ad arrivare, il mercato contadino a vendita diretta di via Passino attende per fine giugno la decisione del Tar sulla richiesta di sospensiva avanzata dai gestori, che allo scadere del contratto non hanno riconsegnato le chiavi. Il mercato, infatti, continua a svolgersi, mentre il Dipartimento dello Sviluppo Economico ha disposto che la polizia locale ne verifichi l’attività o meno. Inoltre, sulla struttura pende da tempo la necessità di realizzare alcuni interventi di adeguamento che, a quanto si apprende, potrebbero essere a carico del vincitore del nuovo bando e da portare a termine a mercato chiuso (un’eventualità che potrà essere accertata solo con la stesura del bando). Il Dipartimento, dialogando con il SIMU (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) e con l’ufficio tecnico municipale, ha fatto dei sopralluoghi nella struttura per capire quali lavori effettivamente effettuare, la loro entità e se è necessario far cessare l’attività all’interno nel momento in cui si svolgeranno.

“Non sappiamo quando uscirà il bando — ci racconta Leslie Capone, assessore delle Attività produttive dell’VIII Municipio — ma la decisione del Tar sarà dirimente per tutti. Se il Tar concederà la sospensiva, è chiaro che per il momento l’attività potrà continuare, in caso contrario, sarà necessario capire quali interventi il Dipartimento dello Sviluppo Economico vorrà avanzare. Rimane sempre aperta la richiesta, reiterata più volte come Municipio, di consentire l’attività fino alla nuova assegnazione”. Significative novità, invece sul mercato “temporaneamente” collocato su via di Santa Galla da 17 anni. Il 18 giugno scorso, l’assemblea capitolina, all’unanimità, ha impegnato la Sindaca e la Giunta con una mozione nella quale si chiede : le verifiche urbanistiche e gli atti necessari ad identificare l’area più idonea e ad adeguarne la destinazione d’uso; il finanziamento di un opportuno progetto che risponda in tempi brevi e certi alle esigenze del territorio, la riqualificazione delle aree limitrofe nonché l’uso di materiali riciclati e riciclabili; la realizzazione del “Nuovo Mercato di Santa Galla”, volto a garantire un servizio di qualità ai cittadini del Municipio VIII di Roma Capitale e un luogo di lavoro idoneo e degno per gli operatori del commercio su area pubblica che lì esercitano la loro attività; il necessario sostegno alla progettazione ed alla realizzazione dell’opera da parte degli uffici competenti. Bisognerà, quindi, metter mano ad un progetto complessivo che, d’altra parte, il Municipio VIII già ha nel cassetto.

“A maggio — racconta l’assessore Capone — abbiamo realizzato uno studio di fattibilità per il mercato, trasmesso al presidente della Commissione commercio, Andrea Coia, e all’assessore allo Sviluppo economico, Cafarotti, per una valutazione della fattibilità del progetto e per lo stanziamento delle risorse necessarie per la sua realizzazione. Difficile dare una risposta sulle tempistiche, sebbene il Comune abbia espresso la sua volontà”. Infine sul fronte del nuovo plateatico di via R.R.Garibaldi che ospiterà anche i banchi di via Odescalchi: “Abbiamo consegnato le chiavi a tutti gli operatori del mercato, dando novanta giorni di tempo per l’allestimento ed immaginiamo che a settembre si possa inaugurare il “Mercato del Parco” promette l’assessore Capone. Contemporaneamente si stanno svolgendo alcune riunioni per preparare l’inaugurazione e superare le ultime problematicità: la morosità di qualche operatore, la costituzione dell’AGS per la gestione del futuro mercato. Si sta anche ragionando sull’eventuale copertura, che attualmente non è stata ancora predisposta. Per quanto riguarda, invece, l’area attualmente utilizzata dal mercato si sta lavorando per far sì che ridiventi parte integrante del parco.

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SAN PAOLO: DUE MESI DI MUSICA, SPORT, TEATRO E FORMAZIONE

Estate in festa al Parco Schuster

di Francesca VITALIANI

Il Parco Schuster nel quartiere San Paolo è, anche quest’anno, un ritrovo quotidiano estivo che accompagna romani e turisti durante tutto l’arco della giornata. Inaugurato il 21 giugno con il concerto della band romana Il Muro del Canto, accompagnata da Bestie Rare, lo spazio sarà aperto fino al 15 agosto con un ricco palinsesto di musica live. Nel cuore di Ostiense si alterneranno artisti del calibro di Emilio Stella (19 Luglio), Franco Micalizzi (17 Luglio), Greg and the Frigidaires (30 Giugno), Lillo e i Vagabondi (14 Luglio), Rino Gaetano Band (1 Agosto), Animals — Tributo Pink Floyd (29 Giugno), Bamboo (8 Agosto), Adriano Bono (28 Giugno), Spaghetti Unplugged (7 luglio), Colle der Fomento (5 luglio).

Inoltre, tornerà a Parco Schuster, come lo scorso anno, lo spazio swing con una lezione gratuita del maestro e Dj Emanuele Margiotta, che insegnerà ai novelli ballerini le combinazioni di passi più note. Si parte dal 23 giugno e a domeniche alterne verrà allestito un vero e proprio villaggio Swing, in cui accanto alla musica dal vivo ci saranno un mercatino di abiti e accessori anni ‘50, acconciature e contest in cui verranno premiati i ballerini più bravi.

Parco Schuster non è solo musica, ma offre anche uno spazio per lo sport. Si terranno, infatti, corsi gratuiti di Aikido, Thai Chi, Ci — Qong, yoga e un playground di basket aperto a tutti. Ci sarà spazio per la poesia, con la gara Poetry Slam, incontri pubblici su tematiche sociali emergenti con i ragazzi della Disillusione e tour guidati con l’associazione Roma slow tour, alla scoperta dei luoghi più suggestivi dei quartieri limitrofi al Parco. All’interno del festival ci sarà posto anche per tanti minifestival: “Tumulto creativo- artisti con il fuoco dentro”, che vedrà alternarsi professionisti negli ambiti dell’illustrazione, fumetti e calligrafia; per tre giorni sarà presente una preview del bar show 2019, che coinvolgerà i più famosi barman e barlady della città.

Novità di quest’anno è lo spazio formazione, che riguarda gli studenti delle Università di Roma Tre e dell’Università La Sapienza delle facoltà di DAMS, Scienze della Formazione e Comunicazione, per cui sono stati attivati tirocini professionalizzanti. Altra parte della formazione sarà gestita dalla nota realtà di zona San Paolo, Officine fotografiche, che organizzerà corsi di fotografia a vari livelli. Dall’esperienza del prima edizione del Festival Parco Schuster gli organizzatori hanno instaurato una collaborazione con Coripet Consorzio per il riciclo del PET e con Legambiente, muovendo quest’anno i primi passi di eco-progettazione per manifestazioni temporanee, che non impattino sull’ambiente.

Un investimento importante del Festival è lo spazio sociale. Quest’anno, infatti, Parco Schuster sarà il luogo in cui si svolgerà un centro estivo gratuito per i minori seguiti dal servizio sociale; l’individuazione di un paio di percorsi urbani su cui intervenire per abbattere gli ostacoli che non ne consentono la fruibilità alle persone con disabilità, insieme con l’associazione Roma Slow Tour. Inoltre, come lo scorso anno, la Cooperativa Parsec coordinerà interventi di unità di strada di prevenzione e riduzione dei rischi connessi all’uso di sostanze, delle malattie sessualmente trasmissibili e in generale dei comportamenti a rischio. Infine il festival ospiterà lo spettacolo del Teatro Patologico, associazione diretta da Dario D’Ambrosi, da sempre impegnato a trovare un contatto tra il teatro e le gravi malattie mentali.

La maggior parte degli eventi sono ad ingresso gratuito, per gli aggiornamenti al programma, consultate il nostro sito www.caragarbatella.it

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ALLA PRINCIPE DI PIEMONTE LA STORICA KERMESSE DI CONTROCHIAVE

Festa per la cultura 2019. Tre giorni di musica, arti e teatro

di Fabrizio FAGIANI

E’arrivata alla edizione numero 26 la “Festa per la cultura”, storica manifestazione organizzata dall’associazione Controchiave che anche quest’anno ha portato in molte piazze e strade dei quartieri e nel parco della scuola villaggio “Principe di Piemonte” tre giorni di musica, teatro, performance e arti con un programma molto ricco di iniziative pensato per adulti e bambini.
La festa nasce il primo sabato di giugno del 1994. Si chiamava “Festa per la musica”, dato che era essenzialmente dedicata agli spettacoli musicali.

Poi, tre anni dopo, modificò la sua denominazione diventando “Festa per la cultura” così da accogliere anche molte altre espressioni artistiche. E’ stata realizzata per molti anni nelle piazze della Garbatella poi, dal 2016, l’associazione Controchiave ha
avviato una intensa collaborazione con la scuola “Principe di Piemonte” dell’ Istituto Comprensivo “via Padre Semeria” e la Festa si è in gran parte realizzata negli ampi spazi tra i padiglioni di questa scuola.

E allora, dal 14 al 16 giugno, i quartieri San Paolo e Garbatella sono stati animati da tre giorni ricchi di musica, teatro, danza e arte, tutti gratuiti. Un bell’inizio del programma di manifestazioni previste per l’ ”Estate Romana” promossa dall’ Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale.

Quella di quest’anno è stata una Festa per la Cultura, che ha presentato anche diverse novità. La prima è quella rappresentata dal fatto che l’Istituto Comprensivo di via Padre Semeria è stato selezionato dalla Regione Lazio come “Polo regionale” per il potenziamento delle attività musicali e artistiche e l’associazione Controchiave ha curato la realizzazioni dei laboratori artistico-musicali di tutti gli istituti coinvolti nel progetto. Così sono stati proprio i gruppi degli studenti a dare il via alla Festa con un lungo e divertente spettacolo.

Poi, parte integrante della Festa è stato l’ “Agit Brass Festival”: dieci bande musicali italiane e straniere hanno portato la loro musica di strada nelle vie, nelle piazze e nei mercati rionali del municipio partendo dagli orti urbani Tre Fontane.
Ma le novità non sono finite. Perché oltre a musica, teatro, danza, letteratura, street art e fotografia anche il cinema è entrato nel programma della Festa, con una serie di incontri sulla settima arte e con la proiezione di un film per ogni giornata.

E infine come appendice della Festa, nell’ambito delle celebrazioni e delle iniziative promosse da Roma Capitale in memoria dei 170 anni della Repubblica Romana, nel Mausoleo Ossario Garibaldino Controchiave ripropone lo spettacolo teatrale con musica
dal vivo: “La Repubblica Romana — Quanno er popolo diventò sovrano”. «Questa festa» ha detto Guido Rossi, presidente dell’associazione, che insieme all’assessora municipale alla scuola Francesca Vetrugno ed alla preside dell’Istituto Serenella Presutti ha dato avvio alla festa, «rappresenta l’incontro tra la progettualità culturale della nostra associazione di promozione sociale e l’esigenza di musicisti, attori, danzatori ma anche operatori sociali e singoli cittadini di trovare spazi di confronto, momenti nei quali condividere progetti, luoghi nei quali far nascere storie di relazioni tra linguaggi artistici.

Insomma la Festa è stata e può continuare ad essere un incubatore culturale, legato al territorio di prossimità ma aperto a tutta la città».

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DOPO GARBATELLA E SAN PAOLO ECCO IL TERZO QUADERNO DI MOBY DICK

E’ in edicola “Tor Marancia, borgata di Roma”

di Gianni RIVOLTA

Nelle ultime settimane è uscito nelle edicole e nelle librerie il terzo Quaderno di Moby Dick edito dalla casa editrice Iacobelli (208 pagine 15 euro), curato dal Tavolo archivio storico e centro di documentazione dell’VIII Municipio. Il titolo “Tor Marancia, borgata di Roma. Dal fango di Shangai ai colori dei murales” è esplicativo del contenuto dell’ultimo lavoro del collettivo redazionale composto da giornalisti, storici, architetti e cittadini, che da anni lavorano a svelare i segreti e la storia dei quartieri di Garbatella, San Paolo, Ostiense, Tormarancio, Montagnola.

Dopo il lancio d’inizio giugno all’hub culturale Moby Dick, venerdì 14 il Quaderno n. 3 è stato presentato dall’associazione parco della Torre nella suggestiva cornice del lotto di San Quintino.

Nella quarta di copertina del primo ed esaustivo lavoro editoriale su Tormarancio si legge:” Tor Marancia è una borgata di edilizia intensiva costruita alla fine degli anni Quaranta dall’ Istituto Case Popolari su una porzione di territorio situata alla sinistra della Cristoforo Colombo in direzione Eur, tra l’attestamento di piazza dei Navigatori e la Basilica di San Sebastiano sull’Appia antica. Fino alla fine dell’Ottocento questa era una vasta area rurale con una Tenuta agricola, qualche casale di campagna, le catacombe dei primi cristiani, alcune torri di avvistamento di epoca medievale, cave di tufo, una marrana e diversi fontanili.

Solo nel 1930/31 furono costruite ai confini della proprietà Santambrogio (ex Mons.Nicolai) le casette Pater su via delle Sette Chiese e qualche anno più tardi, nel 1933,la misera Borgata di Tormarancio nella famigerata “buca di Shangai”. Un esempio significativo di esclusione degli strati popolari più poveri della Capitale operata dal regime fascista, dove trovarono posto i diseredati delle baracche abusive e gli sfrattati.

Solo nei primi anni Cinquanta, dopo una stagione di lotte per la casa e il lavoro, la baraccopoli venne completamente demolita. Da qui ebbe inizio la rinascita di questo pezzo di città con i nuovi edifici Iacp, oggi valorizzati dai colori dei murales della Street art”. Il volume, corredato da tantissime fotografie d’epoca in bianco e nero, contiene diversi contributi di carattere storico, urbanistico e di attualità.

Gli scritti sono di: Fabio Alberti, Mirella Arcidiacono, Eleonora Coderoni, Flavio Conia, Claudio D’Aguanno, Milena Farina, Simona Fiorentini, Piero Fumo, Pasquale Grella, Floriana Mariani, Giuliano Marotta, Maria Paola Pagliari, Giovanni Pietrangeli, Sergio Rappino, Gianni Rivolta, Valerio Sannetti, Luciano Villani. Prefazione di Amedeo Ciaccheri.

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DUE SETTIMANE DI INCONTRI AL PARCO CARAVAGGIO

Sei 1 di noi. E’ qui la festa

di Daniele RANIERI

Dal 7 al 23 giugno al Parco del Caravaggio si è svolta la prima Festa promossa da “ Sei 1 di noi”, un gruppo nato dall’ incontro tra la “Rete dei numeri pari”, che raduna al proprio interno diverse associazioni operanti sul territorio romano (i movimenti per l’abitare, SCuP un progetto di palestre popolari, la Casa Internazionale delle Donne ed altri) e la Cgil di Roma e del Lazio.

Nei numerosi stand i gruppi promotori hanno illustrato le loro attività e mostrato libri, magliette e tanti altri prodotti. Presente anche un punto ristoro, molto frequentato in queste sere ormai estive, e un bar gestiti “dal Buonista – Osteria Accogliente,” che a Settembre diverrà un locale al Pigneto. Numerosi dibatti e tanta musica hanno animato la Festa. Agli incontri sono intervenuti Don Luigi Ciotti di Libera, Guido Viale, Gianfranco Pagliarulo Vicepresidente dell’ANPI, il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, il Segretario Generale della Cgil Maurizio Landini e molti altri.

Si è parlato di temi sociali, ambientali, di economia e di integrazione, ma anche di riifiuti in “DeLiberiamo Roma! Fermiamo il degrado dei rifiuti a Roma.“; di migranti in “ Lavoro migrante e accoglienza”; di ecologia in “Il futuro ha messo radici nel presente. E poi la musica di grande livello. Da Enrico Capuano esponente del Rock-folk italiano, al jazz di Gabriele Capuano e della sua Testaccio Klezmer Orchesta.

“Il percorso Sei Uno di Noi nasce lo scorso autunno- spiega uno degli organizzatori – lanciando un appello che ha unito centinaia di persone nella battaglia contro mafie, povertà e diseguaglianze che, pure in una città come Roma, crescono in modo preoccupante. Il percorso è stato allargato coinvolgendo le realtà sociali impegnate su questi temi, a partire dalla Rete dei Numeri Pari, che mette insieme associazioni, sindacati, cooperative, parrocchie, movimenti per il diritto all’abitare, reti studentesche, centri antiviolenza, comitati di quartiere, scuole, progetti di mutualismo sociale, spazi liberati e semplici cittadini.

Si tratta di un percorso inclusivo, rivolto a tutti e tutte coloro che non si arrendono alla narrazione di chi usa il potere, l’odio e il rancore per nascondere e non risolvere i nostri problemi sociali ed economici”. Un programma di rilievo per una Festa, che ha dato voce a una Roma spesso spinta ai margini e che vuole tornare visibile riguadagnando la propria dignità.

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QUATTRO PICCOLI FALCHI NATI IN UNA CHIOSTRINA DELL’EDIFICIO

“Parto plurigemellare”…
al Sant’Eugenio

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Un parto del tutto speciale all’ospedale Sant’Eugenio.
Non si parla, infatti, di bebè, bensì di quattro piccoli falchetti. A divulgare la curiosa notizia è stato un insolito e spiritoso comunicato stampa della Direzione strategica della Asl Roma 2: ” Parto plurigemellare al S. Eugenio, riconosciuto ospedale di eccellenza. Durante i lavori di rifacimento delle facciate interne del Vecchio Ospedale, in una chiostrina interna dell’edificio è stato reperito un nido occupato da una famigliola di gheppi composta dalla coppia adulta e da 4 pulli nati da appena 7 giorni”.

Proprio così. Ad accorgersi della famiglia di gheppi, composta dai neo-arrivati, mamma e papà, sono stati alcuni operai che erano lì per dei lavori. I gheppi sono dei piccoli uccelli rapaci del genere Falco, sotto tutela ambientale, non costruiscono un nido proprio e le loro 4-6 uova bianche, macchiate di rossobruno, vengono deposte nei nidi abbandonati di grandi uccelli come le cornacchie o nelle nicchie dei muri delle case o nei cornicioni.

La schiusa avviene dopo un mese e i giovani sono in grado di volare dopo circa quattro settimane. Una volta scoperto il nido, con grande stupore del personale medico e infermieristico, si è così provveduto a chiedere un sopralluogo dei Carabinieri Forestale “Lazio” e dei tecnici della Direzione Capitale naturale, parchi e aree protette della Regione. Terminato il controllo, il referto era chiaro: i pulcini sono ancora in fase di svezzamento, dunque, per svilupparsi correttamente ed imparare a camminare e nutrirsi autonomamente nell’ambiente cittadino, hanno bisogno di tranquillità.

Così è stato deciso di sospendere momentaneamente i lavori, almeno fino a che i piccoli non saranno in grado di volare.

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GIORNATA DI PULIZIA NELL’EX PUNTO VERDE QUALITÀ DI VIA MOSCA A ROMA 70

Riprendiamoci il parco sotto casa. Al lavoro Municipio, CdQ e cittadini

di Sandra GIROLAMI

Grande giornata di pulizia e informazione per strappare dall’abbandono e dall’incuria l’ex Punto Verde Qualità (PVQ) tra via Calderon della Barca e Via Mosca a Roma 70. L’iniziativa congiunta dell’VIII Municipio e del Comitato di quartiere Grottaperfetta ha coinvolto i cittadini delle zone Sogno e Rinnovamento al fine di rendere vivibile il parco divenuto impraticabile a causa dell’erba alta, l’immondizia, i giochi rotti oltre che per essere un pericoloso ricettacolo di insetti.

“Abbiamo denunciato la grave situazione igienico sanitaria in un esposto al Dipartimento del Comune di Roma e alla Prefettura — spiega il presidente del CdQ Mario Semeraro — Questa è un’area di grande interesse ambientale e naturalistico, ma dipende dal Dipartimento di Roma Capitale. Il Municipio, che pure ci è vicino ed è disponibile a sostenerci, non può far altro che essere cassa di risonanza delle richieste dei cittadini.

Cittadini di cui facilmente il Comune si dimentica”. E con rastrello, guanti e sacchi di plastica, infatti, c’erano anche i rappresentanti del governo locale: l’assessore all’ambiente Michele Centorrino, i consiglieri Luigi Di Paola ed Eleonora Talli, la quale ha proposto una risoluzione di bonifica a tutela dei cittadini residenti nell’area, già discussa in Commissione ambiente e votata da tutti i consiglieri membri; nella bonifica è previsto anche un intervento per sanare il problema del bacino di acqua stagnante lungo via Calderon de la Barca.

“Noi ci auguriamo che si formi un nucleo forte di cittadini —aggiunge Semeraro — per portare avanti queste problematiche ed arrivare ad un’adozione dell’area come è stato già fatto per l’AFA 2 di via Londra. E il nostro appello va soprattutto ai giovani perché l’ambiente, il verde, i parchi sono il loro futuro e non cose da pensionati”.

Continua, intanto, la raccolta di firme per sottoscrivere la petizione da inviare alla Regione Lazio per il riconoscimento dell’ex P.V.Q., per le sue caratteristiche morfologiche e ambientali, come “area contigua” al Parco dell’Appia Antica. E, ultimamente, è stato presentato presso la Libreria Nuova Europa dei Granai anche il DVD “Grottaperfetta: una storia da raccontare” totalmente realizzato dai volontari della Commissione Cultura del Comitato, che si ispira alle due conferenze sulla storia del territorio organizzate dal CdQ nel 2017.

La “storia da raccontare” parte dai tempi delle ville rustiche dell’aristocrazia in epoca romana e si spinge fino ai decenni appena trascorsi e alla edificazione degli odierni quartieri.

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VOTATA ALL’UNANIMITÀ una mozione dall’assemblea capitolina

Farmer’s Market: scongiurata la chiusura

di Francesca VITALINI

Il Farmer’s Market Garbatella non chiuderà, almeno non nell’immediato. È stata infatti approvata il 7 maggio dall’assemblea capitolina, all’unanimità, una mozione proposta dalla consigliera comunale Valeria Baglio (PD) per scongiurarne la chiusura. Un impegno preso e comunicato dalla stessa consigliera una manciata di giorni prima, durante la conferenza stampa indetta dal presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, a sostegno della struttura e degli agricoltori a filiera corta. Un’opzione che ha fatto registrare anche la disponibilità della consigliera comunale Alessandra Agnello (M5S), presente all’incontro, che ha sostenuto l’atto. Maggioranza ed opposizione si sono ritrovati d’accordo su diverse questioni, che innanzitutto impegnano Giunta e Sindaca a pubblicare nel minor tempo possibile l’avviso pubblico per il nuovo bando di gestione del mercato. Un punto questo sul quale si sono battuti gli operatori e le migliaia di clienti, che hanno sottoscritto, numerosissimi, una petizione a sostegno di un’attività così apprezzata dagli abitanti del quartiere e di tutta la città.

Era, infatti, scaduta il 16 aprile la convenzione stipulata a seguito del bando del maggio 2013, che apriva le porte del mercato agricolo a vendita diretta al soggetto vincitore, la Cooperativa Metro Service. “Un aspetto che avrebbe rischiato — come ha sostenuto Vittorio Campisano, portavoce dei banchisti — l’allontanamento dei commercianti dal complesso in meno di un mese. Un danno per le 26 aziende del mercato e per gli oltre 200 lavoratori”, che si tradurrebbe in un vero dramma per i produttori che arrivano da Accumuli ed Amatrice, le zone colpite dal sisma nel 2016. Meno certezza, invece, c’è sul secondo aspetto problematico legato al mercato: la chiusura prevista a causa dei lavori di adeguamento del sistema antincendio e di ristrutturazione, che lascia in sospeso la questione. Un problema già sollevato dal 2014 dalla stessa Cooperativa, che chiedeva vanamente all’amministrazione comunale i documenti della messa a norma del mercato. La mozione votata in Aula Giulio Cesare, infatti, non punta solo a far realizzare il nuovo bando nel minor tempo possibile, ma intende “permettere la prosecuzione delle attività attualmente presenti all’interno del mercato nelle more dell’aggiudicazione del bando e fino ad inizio dei lavori, ove necessario, valutando un’eventuale proroga da parte del dipartimento competente”. Nel terzo punto, inoltre, si chiede “al Municipio VIII di individuare, di concerto con l’assessorato capitolino sviluppo economico, turismo e lavoro, opportune aree scoperte limitrofe dove collocare temporaneamente gli operatori in attesa della conclusione dei lavori”. In passato si erano prospettati interventi dal lunedì al venerdì che lasciassero spazio alle attività del mercato del fine settimana. Ma questa possibilità non sembra essere stata presa in considerazione dall’Amministrazione.

Naturalmente l’uscita, seppur temporanea, degli operatori, non incontra l’approvazione del Municipio VIII, come dichiarato dal suo presidente Amedeo Ciaccheri durante l’assemblea aperta del 4 maggio scorso: “La disponibilità del Municipio a discutere sui programmi di commercio a km 0 sul territorio è totale, l’abbiamo già dimostrata all’assessore Cafarotti. Ma l’ultima volta che questo mercato ha chiuso, 15 anni fa, ed è stato proposto ai commercianti di trasferirsi in attesa della fine dei lavori, la triste conclusione è stata che i commercianti sono rimasti definitivamente nell’area provvisoria adiacente alla chiesa di Santa Calla. Il tema non è quali aree possiamo trovare per fare un investimento su nuove iniziative del commercio a km 0, ma capire con quali fondi, visto che questa è una struttura comunale, non di competenza municipale”. Il minisindaco Ciaccheri ha inoltre annunciato un ‘punto d’ascolto della sua Giunta’ all’interno del mercato Farmer’s Market Garbatella da riproporre settimanalmente per mantenere alta l’attenzione su un mercato da potenziare.

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nel collegio lazio,umbria, toscana e marche saranno eletti 15 eurodeputati

Elezioni europee del 26 maggio. Otto le liste in lizza nell’ Italia centrale.

di anna BREDICE

Quasi dieci milioni di elettori nella circoscrizione di Centro Italia riceveranno il 26 maggio ai seggi una scheda di colore rosso. Quel giorno si andrà alle urne per il rinnovo del Parlamento europeo, un voto molto atteso, che riguarderà circa 400 milioni di europei e che in Italia ha visto una campagna elettorale piuttosto particolare, con le due forze politiche alleate nel governo nazionale, ma rivali in Europa. Si torna a scegliere gli eurodeputati da mandare a Strasburgo dopo cinque anni, un tempo che ha visto molti stravolgimenti nella politica italiana: a cominciare dal risultato estremamente positivo, che allora ottenne il Partito democratico di Renzi che arrivò al 40%, un record degli ultimi decenni che oggi sembra irraggiungibile. Nell’VIII municipio, tradizionalmente di sinistra, il partito ora guidato da Nicola Zingaretti ebbe addirittura il 46%.

Ma oggi la Lega, che fino a cinque anni fa aveva un bacino di voti concentrato soprattutto nelle regioni del Nord, ora allarga i suoi consensi anche al centro e al sud. L’anno scorso in occasione delle elezioni politiche nazionali il partito di Salvini ha ottenuto nel collegio Ardeatino, che comprende anche Garbatella, Ostiense e Montagnola, l’8% dei voti mentre alle europee del 2014 sempre nella stessa zona contava un insignificante 1%. Il Movimento cinque stelle nel nostro municipio è rimasto dalle elezioni del 2014 fino alle politiche del 2018 sempre oltre il 20%. Il voto di fine maggio è importante a livello nazionale, ma anche per il nostro municipio, per sondare le opinioni, cioè il favore oppure la delusione, dopo un anno di governo del centro sinistra. Infatti, quello che avverrà tra poco è il primo test importante da quando si è votato per le politiche nel 2018. Per il nostro territorio è avvenuto qualcosa di più in realtà, perché dopo tre mesi dalle politiche si tornò ai seggi per rinnovare proprio il Municipio, commissariato da circa un anno: in controtendenza rispetto a ciò che politicamente era emerso a Roma, ovvero una vittoria dei Cinque stelle, qui vinceva Amedeo Ciaccheri con oltre il 54% dei voti. Molti attendono quindi con una certa curiosità quale sarà il risultato la sera del 26 maggio. Gli elettori dell’VIII Municipio sono oltre 116 mila, le liste dei candidati sono state presentate per una circoscrizione molto, ma molto ampia: Toscana, Umbria, Marche e Lazio.

Otto le liste presentate, i seggi in palio per tutta l’Italia sono 73, nella circoscrizione Centro sono in totale 15. Bisogna scegliere tra i candidati delle seguenti liste: Pd-Siamo Europei, La Sinistra, Movimento cinque stelle, Forza Italia-Berlusconi Presidente, Lega-Salvini premier, Fratelli d’Italia, Europa-In Comune Europa Verde. I segretari di partito che hanno deciso di essere capolista sono Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, quest’ultimo ha lasciato però il primo posto nel Centro Italia ad Antonio Tajani. Il Pd ha ricandidato alcuni eurodeputati, ma ha lasciato spazio anche ad esponenti della società civile e a politici legati molto al territorio, come Massimiliano Smeriglio, indipendente di sinistra che arriva proprio dalla Garbatella. A sinistra del Pd si è verificata ancora una divisione tra un’area che si è alleata con il Partito democratico ( Articolo 1 di Bersani ) e Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni che ha dato invece vita ad un’altra lista con Rifondazione Comunista e L’altra Europa di Tsipras. Il Movimento cinque stelle ha scelto per ogni circoscrizione una capolista donna. Per Più Europa è il debutto alle elezioni europee, infine c’è EuropaVerde (unione dei Verdi e di Possibile). Si possono dare fino a tre preferenze, ma chi vota due o più nomi deve scegliere comunque un uomo e una donna.

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massimiliano smeriglio si presenta

“Sono nato a Roma. Sposato e papà di tre figli, Iacopo, Sara e Niccolò. Sono una persona di sinistra, e ho attraversato questi anni complicati provando sempre a tenere fissa la barra della radicalità dei valori e della concretezza nel rapporto fattivo con la vita quotidiana e i problemi dei cittadini. Lo sguardo sul mondo e i piedi ben piantati a terra, nella città di Roma e nel mio quartiere, la Garbatella. La politica c’è sempre stata. In famiglia e poi a scuola e all’università, dove ho conseguito la laurea in Lettere con indirizzo Storia Moderna. Dopo anni di militanza giovanile e studentesca nel 2001 sono stato eletto Presidente del Municipio XI (attuale VIII) e nel 2006 Deputato della Repubblica. Negli ultimi undici anni mi sono cimentato insieme a Nicola Zingaretti in sfide quotidiane di buona politica e buona amministrazione, vicina ai bisogni delle persone. Ho accettato il suo invito a correre come eurodeputato per presidiare da Bruxelles quanto di buono realizzato in questi anni proprio grazie ad un utilizzo virtuoso dei fondi comunitari, per rappresentare nel Parlamento Europeo le posizioni di una sinistra matura, consapevole, utile alla vita delle persone.”

Il nostro concittadino in corsa per Strasburgo

La Garbatella si avvia a festeggiare i suoi primi 100 anni e per la prima volta un suo concittadino si candida al Parlamento Europeo. Che coincidenza. Prova nostalgia nel lasciare il suo impegno politico locale e cosa porterà della sua esperienza in quella assemblea?

Che bel accostamento! Vista così mi riempie di emozione. Certo i 100 anni sono un appuntamento importante e una grande festa per l’intera comunità e la mia candidatura certamente parte da questo territorio e intende tenere viva un’esperienza di governo, radicale nei contenuti e larga nella sua forma partecipativa, che qui e poi in Provincia di Roma e in Regione abbiamo realizzato in questi anni. Con questo spirito dunque vivo il momento come un passaggio e una opportunità che parte dal locale per arrivare a Bruxelles. Non intendo abbandonare il mio territorio, tutt’altro. Credo alla potenza delle comunità locali e alla coscienza di luogo. Il ruolo delle città nei prossimi anni sarà decisivo per ridisegnare politiche e resistenze ed intendo portare questo bagaglio ad un livello più alto: penso alla difesa dei prodotti a km zero, alla promozione di un piano straordinario di investimento per le nostre realtà territoriali e per le periferie, all’introduzione di uno strumento universale di indennità di disoccupazione, una soglia di salario minino europeo, la parità di remunerazione fra uomo e donna, il contrasto al dumping salariale. Queste sono alcune delle priorità per cui mi batterò da europarlamentare. Ancora una volta la Sinistra si presenta divisa alle elezioni. Lei, invece, è candidato come indipendente nella lista del Partito Democratico, ma la sua storia politica non viene da questo partito e dalle forze politiche che lo hanno costituito.

Quali sono i motivi della sua scelta? La proposta di candidatura mi è arrivata direttamente da Nicola Zingaretti ed io ho deciso di accettare perché l’onda nera che attraversa il continente mi fa paura. E voglio battermi per affermare un’altra idea di Europa. Da togliere dalle mani delle élite tecnocratiche. Una Europa da democratizzare, capace di praticare giustizia sociale, inclusiva, accogliente, fondata sul rispetto e la libera circolazione delle persone. Cosciente della insufficienza delle mie forze scelgo di unirmi al campo democratico e l’ho fatto rassegnando subito le mie dimissioni da Vicepresidente della Regione, perché il mio contributo ad una Europa diversa lo voglio giocare senza paracadute e a viso aperto. Nel 2014 nel suo collegio Italia Centrale il Pd raccolse il 46% e la Lega il 2%. Sono passati solo 5 anni, ma oggi la situazione è completamente stravolta. In che misura pensa sia possibile recuperare, in così breve tempo, questo divario? Il vento dei populismi e dei nazionalismi sta attraversando tutta l’Europa non solo il nostro paese, ma ciò non toglie che il campo del centro sinistra, proprio in questi anni, ha fatto scelte sbagliate, che hanno diviso più che aggregare. La consapevolezza che nessuno detiene una ricetta miracolosa, dovrebbe suggerire che occorre rimboccarsi le maniche e lavorare in continuo rapporto e relazione con il mondo, la società, il paese reale. La Regione Lazio in questo è stata un esempio. Nel 2018, mentre tutte le forze di centro sinistra, non solo il Pd, registravano sconfitte epocali a livello nazionale, noi vincevamo proprio con uno schema capace di allargare le alleanze e restare legati al territorio e ai bisogni dei cittadini. Io penso che solo concependo uno spazio plurale nel quale si confrontano opzioni diverse e si sviluppa cultura politica sia possibile recuperare quel divario.

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Festeggiata a Via nansen con Figli e condomini un’altra centenaria del Quartiere

Auguri nicoletta: e con questo fanno 100!

di stefano Baiocchi

Che il nostro Municipio abbia un’alta percentuale di ottuagenari era cosa nota, un po’ meno che ci siano cittadini che festeggino i 100 anni, o se preferite, il secolo. Così Nicoletta Murri, nata a Taranto il 25 aprile del 1919, prima del trattato di Versailles e in un’Europa che si leccava le ferite della Prima Guerra Mondiale, quando l’Italia monarchica esprimeva come Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando, ci ha riportato con la memoria a tanti anni fa. Nomi ed eventi che abbiamo studiato sui libri di Storia, ma che alcuni, come la festeggiata, hanno vissuto in prima persona.

A Roma ci è arrivata nei primi anni Sessanta dopo aver peregrinato per tutta l’Italia al fianco del marito Remo Gabos, un ufficiale appartenuto prima alla Regia Marina e poi alla Marina Militare Italiana. È sempre stata al suo fianco, nelle basi militari e nelle città che come ogni marinaio che si rispetti, non soltanto per gli eventi tragici della guerra, è costretto a visitare. All’armistizio dell’otto settembre Nicoletta e Remo — con l’Italia divisa in due – si separarono: lei al nord, lui con la flotta, fedele nel giuramento al Re, alla volta della rada di Malta per consegnarsi agli Alleati.

Si riuniranno nell’Italia libera dopo che Nicoletta attraverserà il fronte di guerra. Si è aspettato il sabato successivo per festeggiarla in modo da dare a tutti gli amici dello stabile di via Nansen l’opportunità di partecipare al “complisecolo” insieme ai parenti e ai figli Giuseppe, Paolo e Alessandro. L’evento è stato salutato anche da un telegramma spedito dalla Sindaca Virginia Raggi, che l’ha invitata in Campidoglio per un incontro il 1° luglio con un ulteriore brindisi. Alla signora Nicoletta gli auguri della Redazione di Cara Garbatella.

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Tor Marancia: continua la battaglia dei cittadini per il centro culturale

Ancora incerto il destino dell’ex scuola Mafai

“Entro la fine del 2019, l’ex Liceo Artistico Mafai, in viale di Tor Marancia 103, sarà demolito e il progetto che sorgerà vedrà il coinvolgimento dei cittadini”. La nota è del dipartimento Infrastrutture del Comune di Roma, e cerca di fare chiarezza su una vicenda che ormai si trascina da troppo tempo, perlomeno da quando sono venute meno — dopo che in piazza dei Navigatori sono stati edificati 150.000 metri cubi di costruzioni – le opere di urbanizzazione previste dalla legge per rendere sostenibile il nuovo insediamento e renderlo quindi meno impattante dal punto di vista ambientale.

Una vicenda che ha visto scendere in campo e indignarsi la cittadinanza del quartiere. Parliamo di un’area abbandonata dal 2012, interamente ricoperta da immondizia ed erbacce, che sorge tra viale di Tor Marancia e viale Carlo Tommaso Odescalchi: uno dei tanti aspetti di degrado e ammaloramento, che caratterizzano alcuni scorci della città eterna. L’area dove sorgeva il Liceo conta circa novemila metri cubi di costruzione, su tre ettari e mezzo di terreno. Tuttavia, se negli uffici del Campidoglio il tempo scorre e tutto sembra immobile, gli abitanti del quartiere hanno le idee chiare. Proprio in quest’area, infatti, i cittadini — attraverso l’Associazione Parco della Torre di Tormarancia e il Comitato Centro Culturale Popolare Polivalente vorrebbero creare un luogo di opportunità per tutti, dove fare formazione, incontrarsi, organizzare mostre d’arte o un cineclub. Fare soprattutto, ma non solo, cultura. Anche se ultimamente non va troppo di moda.

la vecchia scuola abbandonata su viale tormarancia
la vecchia scuola abbandonata su viale di Tor Marancia

Un luogo individuato come centro polivalente dove ad esempio far nascere una biblioteca, giacché, nell’ottavo Municipio, tranne alcune piccole realtà presenti sul territorio, non esiste una vera biblioteca comunale (con annessi schedari, prestito e consultazione). Le idee quindi non mancano, perché oltre ad una biblioteca, vorrebbero realizzare anche una sala prove per compagnie teatrali o per gruppi musicali. I fondi per la demolizione della vecchia scuola e per la progettazione di un luogo di aggregazione ci sono soltanto in parte. Tuttavia — non manifestandosi un progetto concreto – non è stato ancora stanziato il finanziamento per la sua realizzazione. Anzi, la quota destinata a quell’area è scesa perché nel frattempo il Campidoglio ha dirottato i fondi sull’ordinario, come la sistemazione dei marciapiedi di alcune strade, la potatura degli alberi, la riqualificazione delle piste ciclabili, il recupero di un anonimo campo sportivo: l’ordinario appunto e non lo straordinario.

Nelle voci che vedono i fondi ripartiti per i vari interventi, si individuano in 700 mila euro i soldi stanziati per l’area di Tor Marancia: praticamente briciole, considerando che di euro ne servirebbero almeno 4 milioni e mezzo. Nel frattempo una petizione con oltre 500 firme consegnata al Comune il 17 dicembre del 2018, e alla quale non è stata data una risposta esaustiva, parlava chiaro: a Tormarancia i cittadini non hanno un luogo dove riunirsi, dove sviluppare progetti e integrazione e dove dare altre opportunità ai suoi concittadini.

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FIERA DI ROMA continua il braccio di Ferro tra la proprietà di inVestimenti spa, il campidoglio e il municipio Viii

Fiera di roma story: quale futuro per l’ex campionaria?

di stefano BAIOCCHI

Ci sono luoghi nella vita di cui si è soltanto sentito parlare, altri che appartengono alla memoria di tutti. L’ex Fiera di Roma, che Carlo Verdone riesce persino a citare in uno dei suoi primi film, a Roma e non soltanto nel nostro Municipio, la conoscono tutti. Inaugurata nel 1959, ha avuto il suo clou negli anni Settanta quando l’ingresso sulla Cristoforo Colombo era un qualcosa di avveniristico, con le bandiere di tante nazioni e una costruzione di tubi innocenti a mo’ di arco, illuminate a giorno da potentissimi fari alogeni e con all’interno un trenino, importato, si diceva, direttamente da Disneyland, che conduceva i visitatori più pigri tra gli spazi espositivi disposti su otto ettari di terreno.

Dal 2006 – a ridosso del territorio comunale di Fiumicino — sorge la Nuova Fiera di Roma, che vanta un vastissimo spazio espositivo, una stazione ferroviaria della FL1, uno svincolo autostradale sulla Roma Fiumicino e una serie di mega parcheggi, ma la cui proprietà, Investimenti Spa (società composta da Camera di Commercio, principale socio, Comune e Regione) vanta anche un debito consistente, contratto con un mutuo di 180 milioni con l’Unicredit. Torniamo a noi; cosa resta di quel luogo quasi misterioso ben protetto da alte mura che con le sue esposizioni campionarie piaceva e incuriosiva un po’ tutti?

Dopo essere diventato uno spazio di deposito per il Comune di Roma, fino a contenere quintali di sale che sotto la giunta Alemanno furono accumulati per l’emergenza neve, quelle alte mura hanno racchiuso di tutto: dagli uffici dei servizi elettorali con tonnellate di schede votate e/o annullate e pile di verbali, ai container di ogni ordine e grandezza per non parlare di scatoloni contenenti le divise dei vigili urbani. Da poco è stato ultimato lo sgombero di quei capannoni ed è stata posta sotto vigilanza tutta l’area, 7 ettari di cemento abbandonati, per impedire intrusioni, poiché in precedenza vi avevano trovato rifugio numerose persone.

Ai primi di aprile alcune persone provenienti da Casal de Merode e da via del Caravaggio hanno tentato di occupare l’area, ma hanno trovato le forze dell’ordine con numerosi blindati. Poi a ridosso del 25 aprile c’è stato un altro tentativo di effrazione che non ha avuto seguito. A Roma — com’è noto – è in atto una vera e propria emergenza abitativa, che alcune associazioni o semplici cittadini cercano di fronteggiare con occupazioni giacché spesso dal Campidoglio non arrivano risposte alla drammatica mancanza di alloggi.

Queste associazioni che si battono per il diritto alla casa premono — appoggiate anche da altri gruppi ambientalisti – affinché all’interno dell’area edificabile sulla Colombo si costruiscano nuovi alloggi popolari; mentre in precedenza si era puntato molto su un tipo di abitazioni residenziali più remunerative, anche per fare in modo che Investimenti rientrasse dei debiti. Una delibera della Giunta Raggi, grazie all’opera dell’ex assessore Paolo Berdini, aveva dato un taglio rilevante alle cubature: da una superficie edificabile di 67.500 metri quadrati, si era passati a circa 44.000.

Nel 2016 i proprietari hanno impugnato la delibera facendo ricorso al TAR, ma lo hanno perso. Ad oggi, tuttavia, ancora non è dato di sapere cosa sorgerà al posto dei vecchi padiglioni sulla cristoforo Colombo. Per adesso c’è ancora in ballo il cosiddetto Piano Casa al quale Investimenti spa avrebbe fatto ricorso per puntare a un 80% destinato ad abitazioni e a un 20% di servizi di quartiere. A tutto ciò il Presidente dell’Ottavo Municipio Amedeo Ciaccheri ha ripetutamente risposto di aprire un tavolo con il Comune, con lo scopo di migliorare la viabilità della zona e sostenere l’ipotesi di un tram, che colleghi San Paolo con Tormarancia. La sensazione più diffusa tra gli abitanti è che il tira e molla tra proprietari, Comune di Roma e Municipio sulla Fiera di Roma non troverà in tempi brevi una soluzione.

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GROTTAPERFETTA: l’oasi naturalistica tra lo sVincolo delle tre Fontane e l’ediFicazione dell’i 60 è completamente abbandonata

Degrado e cani in libertà nel parco delle Rane

di daniele RANIERI

Chi fosse attratto dall’escursionismo urbano o amasse l’avventura all’aria aperta, sappia che nell’’VIII Municipio ha modo di soddisfare queste passioni. Gli basterà passeggiare all’interno del Parco delle Tre Fontane o Parco delle Rane, come viene comunemente chiamato.

Si tratta di un’area di diversi ettari che versa in uno stato di quasi completo abbandono. Una superficie che si estende alle spalle dell’abbazia delle Tre Fontane e risalendo l’antico Fosso omonimo giunge fino ai cantieri dell’I-60, tra Via Ballarin da un lato e Via Giuseppe Berto dall’altro. Un area storica e di pregio anche naturalistico. All’interno del Parco, in condizioni se possibile peggiori, si trova il Giardino dedicato a Gabriele Baldini, scrittore e marito di Natalia Ginzburg, morto nel 1969, la cui memoria è dimenticata tanto quanto il giardino.

La sola nota positiva è rappresentata dall’opera di “civilizzazione” svolta dall’ Associazione Orti urbani Tre Fontane, composta da quasi 250 cittadini, che ha preso in concessione quasi due ettari adiacenti al Parco trasformandoli in un’area coltivata. Sono gli unici che, insieme al gruppo locale Retake, svolgono periodiche iniziative di pulizia e sistemazione panchine. In un lato del Parco vi sono i resti dei ricoveri di fortuna di senza fissa dimora, che periodicamente vengono sgomberati, ma solo per essere rioccupati poco tempo dopo. Un anno fa, tra l’erba alta, avvenne un brutto fatto di cronaca.

Un ragazzo vi trovò i resti carbonizzati di una donna. Era Maria Cristina Olivi, una lavoratrice di una lavanderia alla Garbatella uccisa, forse, da un balordo.Sembra impossibile che in una zona, collocata a poche centinaia di metri dall’Eur, possa esistere uno spazio ridotto in questo stato. Utile solo ai proprietari di cani che finalmente possono lasciare liberi di correre i loro animali, senza nessun controllo, se non sporadico, da parte dei vigili. Lo spazio verde non è stato sempre in questo stato. I costruttori erano stati obbligati a dare un assetto al Parco. Vi avevano costruito dei sentieri, installato delle panchine e piccole aree giochi dedicate ai bambini. Salvo i sentieri in cemento, ora il resto è cancellato o pericolante.

L’unico intervento manutentivo, lo sfalcio del prato, viene svolto poche volte l’anno . Ma non è sufficiente. Chi passeggia nel Parco, anche di giorno, si espone a due rischi. Il primo è conseguente alla mancanza di cura degli alberi, molti sono secchi e cadenti, e l’altro l’incontro, non sempre piacevole, con i cani lasciati liberi. Sarebbe necessario, almeno nell’immediato, provvedere all’eliminazione di questi pericoli con interventi manutentivi sulla parte arborea e la creazione di un’area appositamente delimitata destinata ai nostri amici cani, come avviene in altre zone verdi cittadine. Poi attendiamo che il Comune avvii l’iniziativa di una completa riprogettazione di questa area così importante per i cittadini romani.

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ottaVocolle: dopo la riunione delle commissioni capitoline ancora nulla di Fatto

Prevarrà il buon senso sul parco del tintoretto

di daniele RANIERI

Non c’è pace per l’Ortolino e i cittadini del Tintoretto. Infatti, la riunione congiunta delle Commissioni comunali Urbanistica e Mobilità del 17 aprile scorso si è chiusa senza decisioni positive per il Parco del Tintoretto e dei vicini orti urbani. L‘Assessore all’Urbanistica Luca Montuori si è solo impegnato ad aprire un Tavolo a cui invitare, oltre al Municipio VIII e gli Uffici dipartimentali competenti, anche il Comitato di Quartiere per verificare ipotesi alternative. La vicenda, quindi, si allunga ancora.

Tutto è nato nel 2005 da un iniziale programma di trasformazione urbanistica della zona. Nel 2014 si è passati a sottoscrivere un accordo di programma e infine, tre anni dopo, si è firmata la convenzione che vede, come contraenti, il Comune, la catena di supermercati Esselunga e i costruttori. Il progetto prevede la costruzione di cubature pari a diciassettemila metri quadrati: un centro commerciale, due palazzi di 11 piani e una strada a quattro corsie. Un collegamento stradale di ottocento metri di lunghezza che taglierebbe in due il Parco del Tintoretto, ne spianerebbe la collina, cancellerebbe gli eucalipti, presenti in tutta la zona dalla bonifica dell’agro romano di fine Ottocento per contrastare la malaria.

E, come se non bastasse, finirebbe con una rotatoria che dimezzerebbe lo spazio dato in concessione all’Associazione Ortolino, che vi ha impiantato dei meravigliosi orti urbani. Una ipotesi che, come abbiamo già scritto nel numero di Aprile, vede l’opposizione del Comitato di Quartiere Ottavocolle, dei coltivatori degli orti, del Municipio VIII e dei partiti all’opposizione della Giunta Raggi. Tutti d’accordo che la strada a quattro corsie aveva un senso inizialmente quando era parte di un progetto, che collegava diverse zone della città. Progetto, però, abbandonato da tempo. Mentre per collegare solo Via di Vigna Murata a Via del Tintoretto non ha nessun senso.

La Giunta capitolina ha riunito, una prima volta, la Commissione Urbanistica il 13 febbraio , quindi la Commissione Trasparenza e i rappresentanti dell’VIII Municipio. E infine, l’ultima volta, tutti insieme il 17 aprile, senza giungere tuttavia a nessuna conclusione e respingendo ogni proposta alternativa perché richiederebbe, secondo l’Assessorato, la modifica del Piano Regolatore cittadino. Operazione che comporterebbe, secondo la Giunta, almeno tre anni di tempo per essere conclusa.

Un tempo incompatibile con quelli previsti dalla convenzione e per questo contestata anche da Esselunga che, nel caso, richiederebbe compensazioni finanziarie. Una proposta mediana sarebbe quella di una strada, realizzata con il consenso di tutti e senza modificare il Piano regolatore, con un tracciato meno invasivo, con l’incrocio “a raso” senza la grande rotatoria finale. Salvaguardando così il Parco e gli orti. Prevarrà il buon senso e i diritti dei cittadini o gli interessi economici?

La storia continua.

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