Questa mattina Garbatella si è svegliata con due poster dedicati a Daniele De Rossi, l’attuale allenatore della AS Roma, nonché bandiera storica della squadra giallorossa e campione del mondo con la Nazionale Italiana nel 2006.
L’autrice dell’opera è Alessandra Francesca Coppola, che ha rielaborato una celebre foto di De Rossi bambino, biondo e sorridente, in posa con la maglia della Roma, quella con lo sponsor Barilla e il lupetto sul petto.
In basso l’autrice ha inserito la scritta “Sogna ragazzo sogna” ripresa dalla canzone di Roberto Vecchioni del 1999. “È per Daniele – ha dichiarato Coppola ad alcune testate giornalistiche – ma anche per tutti i ragazzi che come lui sognano di poter vestire un giorno quella maglia”.
De Rossi, originario di Ostia, è molto affezionato a quello scatto, tant’è che lo ha citato nella sua lettera di addio al calcio giocato:
“Che te ridi regazzi’?
So’ felice!
Perché sei felice?
C’ho la maglietta della Roma
Ma non è che è falsa?
Ma no, il numero l’ha cucito mia zia…
E se te dico che la indosserai più di seicento volte?
A me ne basterebbe una di partita. Riguardando questa foto, che ormai conoscete tutti, mi rendo conto di quanto io sia stato fortunato, una fortuna mai data per scontata e per la quale non sarò mai abbastanza grato. È stato un viaggio lungo, intenso, sempre accompagnato dall’amore per questa squadra. Questa gratitudine non voglio lasciarla sospesa per aria, perché, mentre scrivo la parola grazie, non mi passano per la testa dei concetti astratti, ma dei ricordi e delle sensazioni, delle facce e delle voci”.
Viale di Tor Marancia, Valco San Paolo, via Carlo Tommaso Odescalchi e adesso anche la metro Garbatella: negli ultimi anni il Municipio VIII ha vissuto una vera e propria pioggia di colori. Sono ormai numerose le opere di arte urbana che arricchiscono pareti e piazzali dei quartieri, a cui da poco si è aggiunto un murale di Michela Picchi, realizzato sulla pavimentazione esterna della fermata Garbatella. L’inaugurazione è avvenuta lunedì 25 giugno alla presenza dei rappresentanti del Municipio e di Roma Capitale, oltre che dell’associazione Yourban 2030, che ha patrocinato la realizzazione dell’opera. “As above so below” è il titolo che racchiude quel mare fluttuante di colori, con un sole al tramonto e forme sinuose che corrono sui muri perimetrali. Grazie all’impiego vernici fotocatalitiche, il murale assorbe inoltre lo smog della zona circostanze con un impatto pari a quello di 12 alberi. Per capirci, come il famoso pellicano di via del Porto Fluviale.
“È un’opera importante, esteticamente e anche sul piano della sostenibilità” ha commentato l’assessora alla Cultura Maya Vetri, che ha poi ricordato: “Sul territorio del Municipio VIII l’associazione Yourban 2030 ha realizzato anche i murales a largo delle Sette Chiese, via del Porto Fluviale e in via Tessalonica.”
L’artista Michela Picchi
Michela Picchi, autrice romana conosciuta in tutto il mondo, ha posto una firma non a margine ma all’interno dell’opera: colori accesi e forme ondeggianti sono infatti tipici delle sue creazioni. Basti pensare al murale della fermata metro Cavour dal titolo “Secret Garden”, con una tigre che fa capolino in un tappeto di fiori e foglie. Queste opere rivelano anche un’altra caratteristica dell’autrice: l’impegno a trasformare gli spazi pubblici in opere d’arte, rendere originali quelli che altrimenti sarebbero luoghi di passaggio, grigi e amorfi come molti angoli cittadini.
(Foto di Alessia Samaritani)
“Il murale che presentiamo oggi è il frutto di una virtuosa collaborazione pubblico-privato” ha dichiarato l’assessore alla Cultura capitolino Miguel Gotor il giorno dell’inaugurazione, facendo riferimento alla collaborazione dell’associazione Yourban 2030 con un noto marchio commerciale. “Il nuovo eco murale” ha proseguito l’assessore, “non solo contribuirà a rendere il quartiere più bello e piacevole, ma sarà anche un preciso segno dell’impegno di tutta la nostra comunità a favore della tutela dell’ambiente e della sostenibilità.”
Eppure non finisce qui: tra il ponte Spizzichino e il Centro Pullino la musica completa la street art. Sul muro a destra entrando nel piazzale è stato affisso un codice QR, che basterà inquadrare col cellulare per ascoltare una traccia di accompagnamento appositamente registrata dal producer Andrea Marra.
Handala è un bambino palestinese con le mani incrociate dietro la schiena, i piedi nudi, i capelli appuntiti, i vestiti strappati e lo sguardo rivolto verso il suo paese, di cui restano solo polvere e macerie. Un’immagine simbolo disegnata dal vignettista Naji Al-Ali, che racchiude in sé tutta la sofferenza di un popolo davanti alla guerra.
L’autore palestinese nato nel 1937 ad Asciagiara, un piccolo villaggio nell’alta Galilea fra Nazareth e il lago di Tiberiade, ricevette numerose minacce a causa dei suoi disegni di satira e denuncia verso il Governo israeliano, minacce che lo costrinsero a diversi spostamenti tra Palestina, Kuwait e Libano, fino a giungere a Londra, dove fu assassinato nel 1987.
Gli appelli per un cessate il fuoco
Il personaggio Handala è stato creato nel 1969, ma lo scenario che si vede oggi in Palestina non è molto diverso. La Palestina è sull’orlo di una catastrofe umanitaria, gli abitanti della Striscia di Gaza sono sottoposti a continui bombardamenti e a privazioni di acqua, cibo e medicine.
Si contano oltre 33 mila vittime, e 80 mila feriti, di cui la maggior parte bambini e bambine innocenti.
Gli appelli per il cessate il fuoco si moltiplicano giorno dopo giorno, l’ultimo anche da parte dell’Onu. Josep Borrell, capo della diplomazia dell’Unione Europea, ha affermato che Israele sta usando la fame come arma di guerra e sta producendo un disastro umanitario impedendo l’ingresso degli aiuti.
Parole che però restano inascoltate e non fermano il Governo Sionista che, con la complicità degli Stati Uniti, principali alleati e fornitori di armi, continua a perpetrare un crimine che di questo passo porterà alla sparizione di un popolo.
Anche la posizione dell’Unione Europea risulta estremamente compiacente e si fa fatica a comprendere come gli Stati membri, compresa l’Italia, si battano con tanto vigore nel sostenere l’Ucraina, condannando l’Esercito Russo e facciano invece così fatica a riconoscere l’Esercito Israeliano quale invasore e colpevole di un vero e proprio genocidio ai danni della popolazione palestinese.
Passeggiando per l’Ottavo Municipio, sono diverse le testimonianze di vicinanza al popolo palestinese prodotte in questi anni, che raccontano con immagini e scritte alcune delle storie di chi ha dedicato la vita a combattere per la libertà di una terra da troppo tempo oppressa.
Largo delle Sette Chiese a sinisitra Handala, a destra il monumento per Dax e Rachel Corrie
Handala alla Garbatella
Handala è tornato a rivivere a Garbatella in un’installazione permanente realizzata da Yalla Roma e dalla Rete Roma Sud, in largo delle Sette Chiese per essere, come scrivono gli ideatori in un comunicato: “Un’icona contro le guerre e contro ogni forma di oppressione fascista e sionista”.
L’opera è stata realizzata il 16 marzo, giorno in cui ricorrono gli anniversari della morte di Davide Dax Cesare e Rachel Corrie a cui, sempre in largo delle Sette Chiese, da alcuni anni è presente una targa in loro memoria.
Dax, accoltellato a morte da alcuni fascisti a Milano nel 2003 e nello stesso anno Rachel Corrie, volontaria dell’International Solidarity Movement fu brutalmente schiacciata all’età di 23 anni, da un bulldozer corazzato dell’Esercito Israeliano a Rafah, mentre con il suo corpo impediva la demolizione di alcune abitazioni palestinesi.
Sull’opera campeggia la scritta: “Cuori spezzati abbiate fede nei vostri morti. Essi non soltanto sono radici sotto le pietre macchiate di sangue, ma le loro bocche mordono ancora esplosivo e vanno all’attacco come oceani di ferro. E ancora i loro pugni levati smentiscono la morte”.
a sx murale per Shireen Abu Akleh in via Valco San Paolo, a dx l’ulivo in v.le L. Da Vinci
I murales
La drammaticità della situazione di Gaza è anche difficile da documentare; da ottobre 2023 il sindacato dei giornalisti ufficiale palestinese Pjs rapporta il triste dato di 128 cronisti uccisi, oltre a centinaia di feriti e stazioni radio rase al suolo, situazioni che rendono sempre più arduo fare informazione.
Giornalisti e reporter da sempre rischiano quotidianamente la vita in territori così difficili, e proprio in memoria di una di loro, in via del Valco di San Paolo, un murale ricorda la storia di Shireen Abu Akleh, uccisa nel 2022 mentre svolgeva il suo lavoro, in un campo profughi in Cisgiordania.
Un altro murale, sui muri esterni della metro San Paolo, ricorda un altro giornalista, scrittore e attivista italiano, Vittorio Arrigoni, rapito e poi ucciso nel 2011 a Gaza. Insieme al suo volto è impressa con la vernice anche la sua celebre frase Restiamo umani, un invito a ricordarsi che la natura dell’uomo rifiuta la barbarie.
Il simbolo dell’anguria
In viale Leonardo Da Vinci, nello spartitraffico che divide l’ingresso della scuola primaria Principe di Piemonte e le abitazioni, è stato piantato un ulivo dedicato alle bambine e ai bambini di Gaza e affissa una targa con disegnata un’anguria. Questo frutto, infatti, da anni è diventato un simbolo palestinese, avendo gli stessi colori della sua bandiera: il rosso della polpa, il nero dei semi e il bianco-verde della buccia.
L’anguria è anche un frutto, ampiamente coltivato in Palestina, utilizzato come simbolo di sostegno e protesta, ogni qual volta Israele proibiva l’esposizione della bandiera dello Stato di Palestina.
Infine, sui muri dell’ex Fiera di Roma, lungo viale di Tor Marancia, da diversi anni la scritta Palestina libera, affiancata dal disegno di una fionda, sollecita ancora una volta il ricordo di una terra colonizzata e martoriata.
Queste sono tutte opere che vogliono sensibilizzare le persone sul tema della guerra, per non rassegnarsi e soprattutto per non abituarsi alle immagini terribili di morte e distruzione che ci giungono fin dentro casa, affinché non diventino foto e video qualunque ma che siano sempre condannate, e parlano anche di una terra da troppo tempo è sotto il controllo di un altro Stato, terra che nasceva libera e così vuole ritornare.
a sx il murale per Vittorio Arrigoni a metro S. Paolo, a dx il murale in viale di Tor Marancia
E’ stato inaugurato ieri a Tor Marancia “Consapevolezza”, il murale realizzato sulla facciata del Liceo Artistico Caravaggio a via C.T. Odescalchi.
L’opera
“Consapevolezza”, così lo ha intitolato la realizzatrice, Rame 13, firma nota della Street Art, chiamata da Livia Fabiani, Presidente dell’Associazione VenUs che favorisce l’empowerment femminile attraverso l’arte urbana.
Il murale, realizzato anche grazie al bando Vitamina G della Regione Lazio, rappresenta un’immagine femminile che vuole evocare la parità di genere, l’uguaglianza e i diritti, come recitano le scritte sopra la sua testa. Da questa partono corna possenti, che rappresentano la forza e il coraggio, attribuiti in genere all’immaginario maschile e qui ribaltati invece a favore della possenza femminile, in tutti i suoi ambiti. La donna-dea è anche simbolo di vita, simboleggiata dalla pianta piena di germogli che tiene tra le mani. “Sono i germogli dell’amore e della crescita – spiega la Dirigente Scolastica Adele Bottiglieri – e per questo richiamano anche l’importanza della scuola per i giovani. Ed è molto significativo, soprattutto nel momento storico in cui stiamo vivendo, che sulla facciata principale di una scuola ci sia questa immagine così potente di una donna libera, accogliente e inclusiva.”
“Questo murale non è semplicemente un’opera di street art – ha sottolineato Maya Vetri, Assessora alla Cultura del Municipio VIII – ma è un messaggio agli studenti, a tutte le persone che passano e alla città intera”.
L’artista
Rame13, è un artista toscana che dal 2016 si dedica alla urban art con particolare interesse ai murales, partecipando a progetti e festival nazionali e internazionali e realizzando opere uniche e suggestive, come quella inaugurata da poco tempo a Largo Veratti sempre in VIII Municipio, dedicata alle scienze.
L’associazione Venus
L’Associazione VenUs rappresenta una giovane realtà che si occupa di arte urbana e che sta crescendo nella presenza e nel coinvolgimento sul territorio.
“Quello dell’arte urbana – puntualizza la presidente Livia Fabiani – è un settore in cui le donne sono comunque poche e dove stereotipi e limitazioni su base di genere creano difficoltà di lavoro. La nostra visone è invece promuovere la parità nel mondo dell’arte e sensibilizzare ragazze e ragazzi, contrastando le disuguaglianze e colmando il divario di genere”.
Ecco quindi l’importanza di dedicare il murale “Consapevolezza” ai giovani perché crescano nell’accettazione e nell’aiuto reciproco. Giovani con cui VenUs intende continuare a lavorare per scoprire insieme nuove forme artistiche che possano appassionarli e, in futuro, diventare anche il loro lavoro.
La street art è sempre più presente nella nostra città, i colori e le figure che si stagliano sulle pareti degli edifici sono sempre più numerose. Nel quartiere di Tor Marancia, già celebre per i suoi ventuno murales realizzati all’interno del primo lotto popolare, è stata inaugurata all’incrocio tra Piazza Lorenzo Lotto e via Livio Agresti un’altra opera muraria.
Sulla facciata di un palazzo del lotto Ater conosciuto come San Quintino è stato ritratto dall’artista romano Lucamaleonte il volto di Ennio Morricone, l’immagine del celebre compositore, scomparso a luglio del 2020, è stata scelta dai tifosi dell’AS Roma tramite l’app Socios.com.
La presentazione
L’inaugurazione si è svolta sulle note delle musiche del maestro Morricone e alla presenza di alcuni abitanti del quartiere, di studenti di zona, del presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, di alcuni rappresentati dell’AS Roma, del Roma Club Utr, dell’Airc, dell’Ater, della Regione Lazio e di Marco Morricone il figlio di Ennio, felicemente emozionato.
Ai piedi del murale, inoltre è stata affissa una targa che riporta la frase: «La Roma è una squadra da sempre con un carattere internazionale ma che sentimentalmente è racchiusa nei propri rioni. È una squadra aperta alla gente, ma che ha la capacità di essere globale. La Roma rappresenta la città».
L’iniziativa si colloca all’interno delle celebrazioni per i 150 anni di Roma Capitale, nelle quali è stato reso omaggio a vari personaggi dello spettacolo in alcuni quartieri romani come: Gigi Proietti nel quartiere Tufello, Anna Magnani a Tiburtino III, Alberto Sordi alla Garbatella, Lando Fiorini a Testaccio e Sergio Leone nel quartiere di Centocelle.
Fotogramma dal film “C’era una volta in America”
“C’era una volta a Tor Marancia”
Morricone e Tor Marancia si sono incontrati nelle colonne sonore di due pellicole girate entrambe all’Istituto San Michele in piazzale Tosti. Il primo film, girato nel 1973 Libera, amore mio! del regista Mauro Bolognini dove, proprio nelle prime inquadrature, sulle musiche di Morricone, dirette da Bruno Nicolai, vediamo Claudia Cardinale passeggiare lungo viale Odescalchi e poi entrare nell’Istituto adibito per l’occasione a casa del fascio.
Il secondo film, del 1984, è C’era una volta in America di Sergio Leone nel quale viene ricostruita una parte della stazione di New York all’interno del teatro del San Michele. In questa scena c’è un improvviso passaggio temporale: vediamo Robert De Niro comprare un biglietto del treno (il bigliettaio è Sergio Leone) e un istante dopo lo ritroviamo nello stesso luogo ma molti anni dopo, con personaggi e dettagli diversi, tutto sulle note di Yesterday dei Beatles rivisitata proprio da Ennio Morricone.
Fotogramma dal film “Libera, amore mio!” sullo sfondo l’Istituto San Michele a Tor Marancia
Murales Metro San Paolo – Il consigliere del Movimento Cinque Stelle Matteo Bruno ha presentato un’interrogazione al Municipio per sollecitare il ripristino del murales nella galleria pedonale adiacente la stazione Metro Basilica di San Paolo, che nel mese di febbraio è stato ricoperto per errore dagli operai durante un intervento di ristrutturazione.
Le dichiarazioni di Matteo Bruno
“A febbraio ho ricevuto molte segnalazioni di cittadini arrabbiati per la cancellazione del murales che aveva dato vita e colore a un sottopassaggio storicamente cupo e sporco – afferma il consigliere pentastellato – e in quella occasione ho avuto modo di presentare una prima interrogazione nella quale è stata scaricata la colpa sulla ditta che stava svolgendo i lavori in quell’area”.
“A distanza di cinque mesi – prosegue Bruno – il murales non è stato ripristinato e in Municipio tutto tace. Ho quindi deciso di presentare un’altra interrogazione per sapere se vi sia stato un accordo con la ditta e con gli artisti dell’associazione Street Art For Rights“.
“Infine – conclude – è inaccettabile vedere il murales ancora coperto da una vernice bianca. L’obiettivo dell’interrogazione è quello di informare la cittadinanza che richiede da tempo aggiornamenti”.
La risposta del Municipio
Dal Municipio si apprende che nei prossimi giorni si sta organizzando un incontro tra l’artista e la ditta per definire le modalità e i tempi di ripristino del murales.
Dopo il mosaico in bioresina, il primo Green Smart Wall a Roma installato nel quartiere Garbatella ad opera di Jordi Alessandro Bello Tabbi, l’associazione no-profit Yourban 2030, in collaborazione con ATAC e il Municipio VIII, inaugura il nuovo murales mangia smog realizzato dalla street artist italo-russa Maria Ginzburg, dal titolo Urban Fragments. L’opera si trova all’uscita della metro B in via Giacinto Pullino e rielabora i luoghi storici del quartiere offrendo a chi la guarda un’inedita mappa di Garbatella, in cui la storia si incontra con la quotidianità dei suoi abitanti.
Come Il cormorano di via del Porto Fluviale, è stata dipinta interamente con una speciale eco-vernice in grado di abbattere gli inquinanti atmosferici, grazie a un processo simile alla fotosintesi clorofilliana delle piante, che genera una reazione ossidante per catturare e distruggere le sostanze nocive. Airlite, questo il nome della pittura innovativa, si presenta dunque come una soluzione sostenibile e alla portata di tutti al problema della qualità dell’aria. Attivandosi con la sola energia della luce, riesce a ridurre in modo naturale l’inquinamento atmosferico fino all’ 88,8%. Con i suoi 36 mq di vernice mangia-smog, il murales infatti assorbirà lo smog di circa 7,7 auto a benzina euro 6 al giorno, come 36 mq di foresta,,. “Urban Fragments è il mio primo murales green” racconta l’artista classe 1998 “L’idea è nata a partire dal confronto con il contesto. Stiamo parlando di un muro che fa da cornice a un’area di socialità, un luogo che da mero passaggio doveva diventare spazio di incontro. Volevo quindi creare un pattern rappresentativo del contesto storico artistico del quartiere, però al tempo stesso doveva essere un lavoro rispettoso della socialità”.
Quaranta anni fa, il 13 giugno 1981, si consumava a Vermicino, vicino Frascati, la tragedia che vedeva un bambino di appena sei anni cadere in un pozzo abusivo lasciato incustodito e trovarvi la morte.
Fu un evento che colpì tutti gli italiani perché, forse per la prima volta, la Tv nazionale e tutti i media si appropriarono di una disgrazia ancora non compiuta per farla arrivare in diretta nelle nostre case. Le dirette televisive degli infruttuosi tentativi di salvataggio del bimbo continuarono per giorni, anche di notte, sfiorando il morboso e trasformando il dramma di una famiglia in quello di una nazione intera.
Alfredino cadde nel pozzo il 10 giugno e vi rimase vivo per tre giorni ad una profondità di 60 metri.
Subito si cercò in tutti i modi possibili di riportarlo in superficie con l’intervento dei Vigili del Fuoco, ma anche di volontari che si infilarono nella cavità dove il bambino era rimasto bloccato, nel tentativo di raggiungerlo. Tanta la buona volontà ma vennero commessi anche degli errori.
Fu uno spettacolo atroce che è rimasto vivo nella nostra memoria e che ultimamente è tornato di attualità per due ragioni.
La prima è stata la recente scomparsa di Angelo Licheri, un tipografo di origine sarda dal corpo esile all’epoca di trentasei anni, che calato nel pozzo raggiunse il povero Alfredino senza però riuscire ad agganciarlo. La seconda è stato il lancio della raccolta fondi in sua memoria, da parte di una cittadina della Garbatella, Stella Liberato, in accordo con la Onlus creata dalla famiglia Rampi. Una parte dei fondi raccolti sarà destinata alla realizzazione di un murale sulla storia di Alfredino e il resto sarà invece devoluto all’associazione.
Il fine del murale è quello di ricordare innanzitutto l’importanza della solidarietà. Nel 1992, circa dieci anni dopo la tragedia di Vermicino, venne istituita la Protezione Civile con il compito di intervenire in tempi brevi e in modo coordinato nelle situazioni di emergenza collettive, ma anche in vicende come quella di Vermicino. Se all’epoca fosse esistito il Dipartimento della Protezione Civile con i moderni mezzi attualmente a disposizione, ma soprattutto con le competenze dei suoi tecnici, ora forse saremmo a raccontare una storia diversa.
E’ stato calcolato che saranno necessari circa 20 mila euro per creare il murale sui muri della Garbatella o comunque dell’VIII Municipio. “L’opera promuoverà i valori fondamentali della legalità, solidarietà, soccorso e competenze” leggiamo sulla raccolta lanciata da Stella Liberato sulla piattaforma GoFundMe ed è stato creato anche un gruppo su Facebook “Memorial Alfredino Rampi”.
In questo modo il murale in oggetto si andrebbe ad aggiungere agli altri di tematica sociale e civile già presenti sul territorio.
Ancora un murales sui muri della Montagnola. E’ dedicato al fornaio Quirino Roscioni, il resistente ucciso il 10 settembre del 1943, dopo l’annuncio dell’armistizio con gli Alleati. L’opera è stata realizzata dal Collettivo Naf -MK su una parete della scuola Poggiali- Spizzichino di via Aristide Leonori. L’attacco dei tedeschi al 1° reggimento Granatieri avvenne proprio nella zona del Forte Laurentino, dove la Via Imperiale (oggi Cristoforo Colombo) incrocia la via omonima. Lì insisteva una palazzina rossa, ex sede del Fascio, dove i militari italiani avevano il loro comando, il forno dei Roscioni e la conceria Coppi.
Tra quegli edifici si scatenò la battaglia della Montagnola, la prima fiammella della Resistenza romana, quando un folto gruppo di civili imbracciò le armi opponendosi ai tedeschi che volevano occupare la città. Dopo una notte di scontri armati gli invasori ebbero la meglio dirigendosi lungo l’Ostiense verso il centro della città. Sulla strada i tedeschi lasciarono diversi morti tra militari e civili. Tra loro Quirino Roscioni, padre di quattro figli, la cognata Pasqua Ercolani e il sottotenente Gigi Perna,22 anni (medaglia d’oro).
A Largo delle Sette Chiese sta nascendo una nuova opera, patrocinata dall’associazione Susan G. Komen, che ha come obiettivo la prevenzione e la lotta ai tumori del seno, realizzata dall’organizzazione no profit Yourban2030. La Yourban (yourban2030.org è il loro sito) è una organizzazione che realizza le sue opere facendo uso della AirLite, una vernice speciale capace assorbire i gas NOx e di fatto di trasformare il cemento in alberi; con la stessa vernice è stato da loro realizzato il più grande eco-murales d’Europa, in via Ostiense nel 2018, il famoso e straordinario airone.
In questa inusuale primavera che sta lentamente prendendo il largo, più vicina come temperature e precipitazioni all’autunno che all’estate, un’esplosione di colori e di profumi pervade le strade di Roma e della Garbatella, che ha dalla sua parte una grande presenza di verde, di alberi, di parchi. E insieme ai colori dei fiori continuano a sorgere Murales colorati che fanno vivere e rivivere tante facciate monotone di palazzi monocordi che altrimenti passerebbero inosservate.
Il murale appena iniziato, ritrae busto e volto di una donna che si copre il seno incrociando le sue braccia, è ricco di sfumature rosa che richiamano il logo e il colore ufficiale dell’associazione che lo ha patrocinato.
L’inaugurazione avverrà martedì 25 maggio prossimo, e contestualmente sarà presente la Carovana dell’associazione per tutta la giornata con la possibilità di effettuare uno screening del seno gratuito. Le prenotazioni sono già aperte sia sul sito www.komen.it sia sulla pagina Facebook https://it-it.facebook.com/komenitalia/ .
E allora godiamoci questo nuovo dipinto che ci ricorda che prevenire è meglio che curare. Infatti la diagnosi precoce è spesso risolutiva per patologie più difficili da estirpare. Controllare regolarmente il seno è una pratica sana e consigliata soprattutto per le donne dopo i 40 anni. Martedì prossimo sarà possibile farlo gratuitamente.
Un murales a viale Guglielmo Massaia è l’omaggio del quartiere all’attore e al poeta Victor Cavallo. L’opera “Sinfonia a Victor Cavallo, tra le strade di Garbatella” è realizzata dall’artista romano Leonardo Crudi sul muro di un palazzo dell’Ater, dove abitava Vittorio Vitolo. Nei prossimi giorni e in particolare il 29 novembre, attraverso i social network e nei cortili dei lotti popolari sono in programma diverse iniziative dell’associazione FluO Events e Garbatella Localz Only, promotrici del progetto. Victor Cavallo, il Bukowski della Garbatella, morto nel gennaio del 2000, è stato tra gli anni ’60 e ’70 un attore di teatro underground, e caratterista in tante pellicole per il cinema.”Ecchime” è la raccolta di poesie che lo ha reso famoso al grande pubblico e nella quale reinventa il dialetto romanesco delle periferie.
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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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