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Viale Odescalchi : uno spazio verde nell’area dell’ex mercato rionale

Dopo i numerosi lavori di riqualificazione stradale cui abbiamo assistito nell’ultimo anno, dai marciapiedi alle caditoie, alla rimozione delle vecchie ceppaie e piantumazione di nuove alberature, finalmente una delle principali vie di Tor Marancia ritroverà la quiete.

Sono in conclusione, infatti, i lavori sul quadrante centrale di viale Carlo Tommaso Odescalchi dove sorgeva, in area impropria, il vecchio mercato rionale, trasferitosi al nuovo plateatico di via Rosa Guarnieri Carducci e inaugurato il 1° dicembre 2019.

“Questa è un’opera dovuta e attesa dal quartiere e si va a inserire in una serie di lavori che stanno coinvolgendo Tor Marancia – ci spiega Paola Angelucci l’assessora municipale ai lavori pubblici – quell’area era diventata fatiscente, uno spartitraffico privo di senso in una strada importante, con diversi punti d’interesse. I lavori prevedono la bonifica dell’area e la creazione di uno spazio verde sano e ordinato. Inoltre verrà sistemata la viabilità, eseguendo un taglio nello spartitraffico tra via Annio Felice e viale Odescalchi, che consentirà di svoltare in entrambe le direzioni, decongestionando il traffico, nelle ore di punta, all’incrocio con via Rufina, dove sono presenti diversi plessi scolastici. Con la presenza dell’istituto dei ciechi Sant’Alessio e il centro anziani del San Michele – conclude l’assessora – abbiamo ritenuto opportuno dare priorità anche alla sistemazione dei marciapiedi, all’abbattimento delle barriere architettoniche e di sistemare i percorsi tattili a terra per i non vedenti, opere quest’ultime, eseguite con i fondi derivati dagli oneri di concessione di piazza dei Navigatori e l’albergo bianco di via Giustiniano Imperatore”.

L’appalto per i lavori è stato vinto dalla ditta G. Intech Innovations & Technologies S.R.L. al costo di circa 68 mila euro e termineranno nelle prossime settimane.

Una miglioria che senz’altro restituisce dignità al quartiere e ad una strada che ha visto in poco tempo andar via il mercato rionale e lo storico bar di Gigi, pur contando già nel solo quadrante Odescalchi/Santa Petronilla, ventinove serrande abbassate di locali pubblici; luoghi che potrebbero essere sfruttati per creare lavoro, punti di aggregazione e servizi utili, soprattutto per la fascia di popolazione colpita maggiormente dalla sindemia.

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Nuove colonnine di ricarica per le auto elettriche a Garbatella e Ostiense

In città sono oltre un centinaio gli impianti di ricarica per  le auto elettriche  e ultimamente nell’VIII Municipio ne sono comparsi altri. Alle “vecchie” colonnine presenti nel nostro territorio, infatti, se ne stanno aggiungendo delle nuove alla Garbatella in via Giacinto Pullino, Via Girolamo Benzoni e in via Macinghi Strozzi. 
La Società Enel X, che si occupa delle installazioni, recentemente ne ha collocate altre 190 nella Capitale; quando andranno a pieno regime è ancora un mistero; quasi tutte hanno la copertura di protezione sulla quale si annuncia la prossima entrata in funzione.
I nuovi impianti hanno destato la curiosità di molti cittadini, non del tutto consapevoli di quanto la nuova idea di trasporto ecosostenibile stia prendendo piede in Italia. Tra le persone che si fermavano ad osservare gli scavi in Via Pullino il concetto che andava per la maggiore era che si trattava dei soliti sprechi all’italiana, perché tra l’altro, dicevano, la macchina elettrica è cara e non ce l’ha nessuno. 
Effettivamente, per fare un esempio, una Opel Corsa interamente elettrica costa poco più di 30 mila euro, ce ne vogliono circa 34 mila per la Volkswagen ID.3 e almeno 40 mila per l’utilitaria della BMW. Si tratta di cifre non proprio alla portata di tutti. 
Il Municipio – fanno sapere da via Benedetto Croce – non è competente su questa materia, si tratta di accordi tra il Comune di Roma e i gestori. D’altro canto Virginia Raggi durante la presentazione del nuovo Enel X Store di Corso Francia aveva detto chiaramente di voler rafforzare la presenza in città di punti di ricarica elettrica incentivando l’utilizzo di veicoli a emissione zero. “Si tratta – aveva affermato la Sindaca – di un ulteriore tassello che rientra pienamente nel percorso che Roma Capitale ha avviato in tema di mobilità sostenibile, risparmio energetico e innovazione. L’elettrico sta diventando rapidamente una realtà e la sua promozione è al centro di politiche e programmi messi in campo in un quadro generale di transizione ecologica”.

In ogni caso l’assessora Paola Angelucci fa una proposta, che il gestore delle colonnine si occupi anche della manutenzione dei marciapiedi, in caso di ammaloramento.

Il testo del Governo approvato in Parlamento del Recovery Plan menziona anche auto elettriche e colonnine contemplando un investimento di 750 milioni di euro per la realizzazione di oltre 20 mila punti di ricarica. Un passaggio quasi obbligatorio poiché va garantita entro il 2030 la mobilità dei circa 6 milioni di veicoli elettrici previsti dagli ambiziosi obiettivi europei nella lotta contro l’inquinamento. Per questi veicoli si stima che saranno necessari oltre trentamila punti di ricarica.

Nel frattempo il gruppo ACEA è entrato ufficialmente nel business dei servizi di ricarica, annunciando l’installazione di oltre 150 punti sull’hinterland capitolino.

Di Stefano Baiocchi

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Ci vorranno ancora mesi per ripristinare Il ponte ciclo-pedonale Laurentina-Tre Fontane

È passato molto tempo e finalmente si inizia a intravedere una luce in fondo al tunnel, anche se sarebbe meglio dire, un ponte da ripristinare. Ci riferiamo nello specifico all’incrocio tra la Laurentina e via delle Tre Fontane che – per i pedoni, chi andava a spasso con il proprio cane, per i runner o per i ciclisti – poteva essere oltrepassato esclusivamente dal ponte ciclopedonale che è stato abbattuto l’8 ottobre da un camion-gru troppo alto per passarci sotto. Quell’area abbandonata dalle lentezze imposte dalla burocrazia e dall’incuria è tuttora pericolosissima per ciclisti e pedoni, i quali provenendo dalla Laurentina non possono raggiungere via delle Tre Fontane, il Luneur o il Parco degli Eucalipti. L’alternativa, poco visibile e contestualmente poco nota, è un percorso non segnalato che parte in prossimità del distributore di benzina e che prosegue alla volta di via del Tintoretto, dopo un tragitto arzigogolato. Da via del Tintoretto un ponte protetto da un new jersey in cemento conduce verso l’area dei concessionari e quindi a ridosso del Parco degli Eucalipti.  L’associazione Salvaiciclisti che da quel giorno di ottobre si batte affinché la situazione possa tornare alla normalità il prima possibile, dopo pochi mesi dall’incidente, a febbraio, aveva chiesto formalmente in primo luogo una segnaletica orizzontale e verticale che consentisse ai ciclisti di individuare il percorso alternativo, ma a quanto pare non se ne era fatto nulla. 

Un’altra strada che dall’VIII Municipio conduce verso l’EUR è la Cristoforo Colombo, che tuttavia dall’incrocio con Viale Marconi non ha un marciapiedi, né tantomeno una pista ciclabile. 

Non vi sono quindi alternative, se non l’auto, perché anche ad un certo punto l’unica possibilità è quella di proseguire a piedi sul piano viabile della Colombo, sfidando auto, moto e camion che solitamente in quel tratto di strada vanno tutt’altro che adagio. Una chimera quindi, oltre ad un rischio per la propria vita.
La buona notizia è che è arrivato finalmente il nulla osta da parte del Genio Civile. Quella meno buona è che non sono stati rispettati i tempi previsti, tanto che nel novembre scorso l’Assessora Linda Meleo, durante la seduta congiunta delle commissioni capitoline Lavori Pubblici e Mobilità, aveva assicurato che entro metà aprile sarebbero dovuti partire i lavori. Il 5 febbraio tramite Facebook l’assessora aveva invece assicurato che gli interventi per l’istallazione del ponte sarebbero iniziati entro maggio. 
Il via libera del Genio consente comunque al Comune di Roma di varare un bando per la gara sul MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) della durata di 15-20 giorni. Dopodiché si procederà con le verifiche, l’aggiudicazione, il contratto e l’inizio dei lavori. I costi si aggirerebbero intorno ai 75.000 euro, 10.000 per il progetto e 65.000 per la struttura che sarà realizzata in legno lamellare. 

Il giorno del crollo, l’assessora ai Lavori Pubblici dell’VIII Municipio Paola Angelucci si era precipitata sul posto per un sopralluogo, perché “era ben chiara da subito la situazione di disagio che l’interruzione di quel collegamento così vitale avrebbe comportato al nostro territorio”. 
Intanto la carcassa del vecchio ponte è ancora lì in terra, circondata da erbacce, detriti e rifiuti vari.

Stefano Baiocchi

Il ponte ciclo-pedonale Laurentina-Tre Fontane

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La Cooperativa agricola Giuseppe Garibaldi aderisce a Municipio solidale Verdure fresche donate alle famiglie bisognose

Anche la Cooperativa sociale agricola Giuseppe Garibaldi entra in campo con Municipio solidale, il progetto di sostegno alimentare delle famiglie bisognose del territorio. Questa mattina, infatti, la cooperativa nata nel 2010 per favorire il diritto all’inclusione delle persone autistiche con disabilità intellettiva, ha messo a disposizione dei volontari cinque abbondanti cassette di insalate, verdure di stagione e altri generi alimentari da distribuire. Già da sabato potranno essere gustati gli ortaggi freschi, genuini e a km 0, coltivati, raccolti e donati dai ragazzi autistici della Cooperativa con sede nei terreni dell’Istituto Agrario. 

La Redazione

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Finalmente passeranno al Comune di Roma molte strade ed aree verdi del quartiere Roma 70

Le strade e le aree verdi del quartiere Roma70, fino ad oggi proprietà privata, torneranno nelle mani del Comune e dunque restituite alla loro dimensione pubblica. L’Assemblea Capitolina ha infatti approvato con 37 voti a favore la delibera presentata dai consiglieri del Partito Democratico Valeria Baglio e Giovanni Zannola, nella quale si sottolineava che la situazione andava avanti da diversi anni. L’Ente cooperativo Roma 70 che costruì gran parte del quartiere, infatti, si è sciolto da oltre 30 anni e ne deteneva ancora la proprietà. La vicenda risale al 2008, quando fu avanzata la richiesta dei cittadini del quartiere affinché avvenisse l’acquisizione da parte di Roma Capitale e si garantisse per queste infrastrutture la stessa manutenzione pubblica. Anche il Consiglio del Municipio Roma VIII aveva già approvato, nel corso degli anni, proposte di risoluzione e mozione che andavano in questo senso.

Si tratta di strade utilizzate ogni giorno da migliaia di persone, attraversate anche da diverse linee di mezzi pubblici, ma anche da autovetture di cittadini residenti e non, che transitano o si recano alle molteplici attività commerciali della zona, compreso il centro commerciale “I Granai”: Via Coppi, via del Calcio, Via Consolini, Via Guerra, Via dell’Automobilismo, Via Varsavia, parte di via Nuvolari, parte di via Ascari, parte di via Granai di Nerva, via Combi, Via Pozzo, Via Carnera, Largo Bacigalupo e Largo Don Gino Ceschelli.

Nonostante ciò, tutto era ancora in mano ai privati, perché all’epoca non furono fatti i collaudi da parte dei tecnici del Comune, operazione essenziale perché si possano prendere in carico. Ora questa distorsione verrà sanata, la consigliera Baglio scrive sulle sue pagine social che si tratta di un risultato ottenuto “grazie al lavoro di squadra, portato avanti con Francesco Ardu, consigliere portavoce M5S presidente della Commissione Patrimonio; Carlo Maria Chiossi, M5S presidente della Commissione Urbanistica, e Alessandra Agnello, presidente Commissione Lavori Pubblici. “Un bel risultato – conclude Baglio – la politica ha dato indirizzi chiari agli uffici lavorando come una squadra nell’interesse esclusivo della città. Ci auguriamo che questo atto possa essere apripista per altre situazioni simili. Grazie anche ad Umberto Sposato che ha portato avanti con noi questa delibera e ai consiglieri del PD Roma Municipio 8”. 

Stefano Baiocchi

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77 Anni dalle Fosse Ardeatine

24 Marzo 2021: 77 Anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine

Era il 23 Marzo 1944 quando un gruppo di partigiani uccisero 33 soldati dell’esercito tedesco nell’attentato di Via Rasella.

Il giorno dopo, 24 Marzo 1944, per vendetta, le truppe naziste fucilarono 335 civili tra cui militari italiani, prigionieri politici, ebrei.

Un gesto che per la sua atrocità e l’alto numero delle vittime, passò alla storia come l’evento simbolo della durezza dell’occupazione Tedesca.

Un evento che non va dimenticato e così, per il 77mo anniversario delle Fosse Ardeatine, proprio al Mausoleo di Via Ardeatina, il Presidente dell’8 Municipio Amedeo Ciaccheri e la Sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi si sono incontrati per avviare un gemellaggio tra le due istituzioni ma soprattutto ricordare le stragi nazifasciste mantenenendo sempre viva la memoria.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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L’ultimo saluto a Adriano Valentini ex segretario del Pci al Cto

Adriano Valentini, 71 anni, ci ha lasciati la sera di sabato 21 marzo dopo una malattia che lo aveva colpito nel novembre scorso. Amava la Garbatella e su questo non c’era alcun dubbio. Entrando sul suo profilo Fb c’è ancora l’immagine della Fontana Carlotta come copertina. Infatti, è qui che è nato. Lotto 38 di fronte alla fontana. 

A sinistra il manifesto della CGIL in ricordo di Adriano. A destra durante una manifestazione politica alla cooperativa “Nuova Agricoltura”, Adriano al centro della foto al suo fianco la moglie Paola.–

Adriano era operaio ascensorista presso l’ospedale Traumatologico di via San Nemesio. Ha dedicato tanti anni della sua vita all’impegno politico e sociale. Prima come segretario della cellula  CTO del Partito comunista alla Villetta dal 1977 al 1980. Sempre con la Garbatella nel cuore continua la sua esperienza politica nel quartiere don Bosco sulla Tuscolana, dove va ad abitare dopo sposato. Per lunghi anni è segretario proprio della sezione di via Chiovenda. Senza mai abbandonare le sue battaglie nel PDS e Ds, fonda successivamente insieme ad altri compagni il circolo di “Sinistra Ecologia e libertà” nel quartiere don Bosco. Dopo la nascita del PD, Adriano rivolge il suo impegno al sindacato, diventa segretario dello Spi Cgil della X Lega. Forte è sempre stato anche il suo impegno con i giovani, ai quali ha cercato di trasmettere i valori di solidarietà e impegno politico.

A noi piace ricordarlo con il suo sorriso ancora impegnato alle feste dell’Unità insieme a sua moglie Paola, anche lei donna sensibile alle tematiche sociali e dirigente sindacale. Un abbraccio e un grazie da tutta la redazione di Cara Garbatella alla moglie Paola e alle figlie Mascia e Tania.

Di Giancarlo Proietti

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Una conferenza on line per i Cento anni della Garbatella

Martedì 30 marzo alle 16,30 nell’ambito dell’iniziativa “Educare alle Mostre Educare alla Città” promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e giunta alla 10° edizione, si terrà la conferenza on line: “I cento anni della borgata giardino Garbatella”. L’incontro illustrerà il progetto didattico Garbatella 20/20 organizzato per il centenario del nostro quartiere dal Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre e in particolare dai docenti Francesca Romana Stabile, Elisabetta Pallottino e Paola Porretta con la partecipazione dell’artista Pietro Ruffo, che si è cimentato nel coniugare una didattica integrata tra arte e architettura.

Sarà raccontata la storia urbanistica e le tipologie edilizie della Garbatella dalla fondazione nel 1920 al suo completamento negli anni ’30, fino a qualificarlo oggi come un prezioso patrimonio urbano, architettonico e culturale di Roma.

Per partecipare è necessario prenotarsi al numero 060608 (tutti i giorni 09-19).

Enrico Recchi

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Addio Riccardo, testimone della nostra Memoria.

E’ morto l’ultimo figlio del partigiano della Garbatella Enrico Mancini, martire alle Fosse Ardeatine

Ieri ci ha lasciato per sempre, dopo una lunga malattia Riccardo Mancini, l’ultimo figlio di Argia Morgia, maestra alla scuola elementare Cesare Battisti e di Enrico, partigiano del Partito d’Azione di Garbatella, assassinato dai nazisti insieme ad altri 334 martiri alle Fosse Ardeatine. Quando avvenne la tragedia, il 24 marzo 1944, Riccardo, il più piccolo della famiglia che abitava al Terzo Albergo di via Percoto,aveva appena sei anni. Era un bambino, ma quel bambino diventato uomo, per tutta la vita testimoniò caparbiamente la memoria del padre e il suo antifascismo  tra la gente e nelle scuole del quartiere. Era immancabile, sempre in prima fila dietro gli striscioni nei cortei, che dagli alberghi della Garbatella percorrevano  via delle Sette chiese per raggiungere il sacrario sull’Ardeatina. Riccardo, l’ultimo in vita dei fratelli Mancini, è stato un testimone prezioso della Memoria per tante generazioni di ragazzi e ragazze della Garbatella.Sindacalista e militante del Partito comunista italiano, si è battuto per anni per la democrazia, i diritti civili e per il risanamento delle case Iacp di Tormarancio, dove era andato ad abitare con la sua famiglia.

“Ogni volta che mi incontrava- ha voluto ricordare il nipote Massimiliano Smeriglio, eurodeputato eletto nelle liste Pd- sorrideva mi faceva una scafetta e mi diceva forza, sempre avanti, sei gagliardo. E quest’anno alle celebrazioni del 24 marzo ricorderemo anche la figura di Riccardo. Puoi stare tranquillo caro zio, hai seminato alla grande e quella storia ora è in buone mani, mani giovani e combattive”. Alla famiglia di Riccardo Mancini le condoglianze di tutta la redazione di Cara Garbatella. 

Di Gianni Rivolta

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Stop all’isola ecologica di via Malfante

Possono tirare un sospiro di sollievo gli abitanti del quartiere Ardeatino, è arrivata la conferma che l’isola ecologica di via Antonio Malfante non sarà costruita. 

La delibera comunale a firma dell’assessora ai rifiuti e al risanamento ambientale Katia Ziantoni aveva individuato quindici aree, una per ogni municipio della città di Roma, per la realizzazione di strutture logistiche di AMA SpA di supporto al servizio di gestione dei rifiuti urbani ad integrazione e parziale revoca della deliberazione del Commissario straordinario Francesco Paolo Tronca del 15 giugno 2016.

Nella seduta pubblica del 22 dicembre 2020, infatti, i membri del Municipio Roma VIII di maggioranza ed opposizione, ad eccezione dei due consiglieri della Lega che si sono astenuti, hanno votato contro l’ipotesi di localizzazione del centro di raccolta AMA presso via Malfante, e messo in evidenza le istanze che vengono dagli abitanti del territorio. Le ragioni della contrarietà sono evidenti: l’area di via Malfante, anche se si presenta come un ampio spazio verde con un canneto, è in realtà al centro di un quadrante molto urbanizzato, vicino a strade trafficate, a ridosso di abitazioni, luoghi di culto, attività commerciali e con un ambulatorio sanitario adiacente. Inoltre ci troviamo alle spalle di Piazza dei Navigatori, dove è già prevista nei prossimi anni la costruzione di un nuovo edificio di tredici piani, che aumenterà notevolmente il numero degli abitanti del quartiere ed il traffico cittadino.

Foto di Elisabetta Pisani

Nel Municipio, come prevede la norma, dovrebbero essere presenti due isole ecologiche, una ogni settantamila abitanti. Inizialmente proponemmo al Comune di rigenerare due aree di AMA attualmente sottoutilizzate, quella di via di Campo Boario e quella di Montagnola – ci spiega l’assessore municipale all’ambiente Michele Centorrino – la prima area è stata bocciata dal Comune poiché sarà utilizzata per altre esigenze dell’azienda della nettezza urbana, mentre su quella di Montagnola non abbiamo ricevuto ancora una risposta ufficiale sulla fattibilità”.  “Abbiamo richiesto un tavolo tecnico con il Comune e gli enti preposti per individuare aree idonee all’interno del Municipio –conclude Centorrino-, non si esclude anche l’apertura di un processo partecipativo con gli abitanti per valutare appieno tutte le esigenze e le perplessità”.

Sarebbe opportuno che l’area di via Antonio Malfante, scampato il pericolo dell’isola ecologica, fosse restituita agli abitanti, con la creazione di un parco pubblico comprensivo di uno spazio ludico per i più piccoli. Proposta che da oltre dieci anni viene portata avanti dalla cittadinanza e dalle giunte che si sono succedute in Municipio, ma che non ha mai visto la luce. Inoltre andrebbe restaurata l’opera di bronzo de il “Cavallino” di Alfiero Nena, che dal 2002 spicca all’incrocio tra via Malfante e via Leon Pancaldo, alla quale nel 2014 è stata troncata la coda, mai più ripristinata.

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Restauro in vista per le catacombe di Commodilla

Entra in campo una fondazione dell’Azerbaigian

Sono in arrivo importanti novità per le catacombe di Commodilla alla Garbatella, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Heydar Aliyev dell’Azerbaigian e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

La Fondazione, che porta il nome del primo presidente della repubblica dell’Azerbaigian, si è già distinta finanziando interventi di restauro e manutenzione di altre catacombe a Roma.

Mercoledì 3 marzo, il cardinale Gianfranco Ravasi presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ha visitato assieme al dottor A. Alakbarov della Fondazione Heydar Aliyev, accompagnati dal presidente dell’VIII Municipio A. Ciaccheri, il complesso cimiteriale situato all’interno dell’omonimo parco tra via delle Sette Chiese e via Giovannipoli.

La visita è stata il prologo al rinnovo dell’impegno della Fondazione Aliyev per sostenere la valorizzazione e il restauro anche delle catacombe alla Garbatella, sancito il giorno seguente con la firma del documento ufficiale.

Il programma prevede una serie di interventi diretti alla riapertura al pubblico, purtroppo sospesa da alcuni anni. Saranno due le zone maggiormente interessate dal restauro, la cosidetta “Regione di Leone” e la “Basilichetta” dedicata ai martiri Felice e Adautto. Con il primo finanziamento della Fondazione sono state messe in sicurezza le aree del cubicolo di Leone, che aveva presentato problemi statici. Successivamente si andrà a restaurare le pitture del cubicolo e della “Basilichetta”, dove si trovano  gli importanti dipinti murali con la scena della Traditio Clavium, nella quale accanto a Cristo seduto sul globo ci sono i santi Pietro, Paolo, Stefano, Felice e Adautto.

Curiosa la vicenda di quest’ultimo. La storia è avvolta dalla leggenda, siamo a cavallo tra il III e il IV secolo sotto l’imperatore Diocleziano, autore di diverse persecuzioni nei confronti dei primi cristiani. Un corteo portava un gruppo di condannati a morte, per non aver rinunciato alla loro fede, verso il luogo del martirio percorrendo probabilmente il territorio del nostro attuale quartiere. A quel corteo, del quale faceva parte Stefano, si affiancò un giovane in atto di solidarietà nei loro confronti. Quel gesto costò a quel ragazzo la vita, infatti, si racconta che venne aggregato ai condannati a morte. Di quel giovane non si conosceva neanche il nome e per questo venne chiamato Adauctus-Adautto ovvero Aggiunto.

Obiettivo finale degli interventi conservativi e di restauro sarà quindi quello di aprire ai visitatori le catacombe in piena sicurezza.

Di Enrico Recchi

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Nasce il Centro di Preparazione al riutilizzo (Servizio video)

Ci troviamo in un’epoca che impone al mondo intero scelte radicalmente diverse da quelle compiute in passato, dirette verso un nuovo modello di economia che rispetti l’ambiente, orientate ad una società che non produca rifiuti ma che da essi né tragga delle risorse.

È da questo principio che nasce, su iniziativa del Municipio Roma VIII e dell’Osservatorio sui Rifiuti Zero, il Centro di Preparazione al Riutilizzo, un laboratorio attrezzato dove si possono consegnare gli oggetti domestici, perlopiù apparecchiature elettriche, per tentare di ripararli o per favorire il riuso di alcune componenti allo scopo di ricrearne altri. Il centro è situato tra i banchi del mercato del Parco in via Rosa Guarnieri Carducci e osserverà gli stessi orari di apertura del mercato, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 14.

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Panchina rossa agli orti urbani Tre Fontane

Continuano nel territorio dell’VIII Municipio le iniziative contro la violenza sulle donne e i femminicidi.Questa mattina, in prossimità dell’8 marzo nell’area verde degli orti urbani Tre Fontane è stata scoperta una panchina rossa in prossimità di un piccolo albero di mimosa.Alla manifestazione erano presenti le assessore Paola Angelucci ( Lavori pubblici) e Michela Cicculli ( Pari opportunità e memoria).

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Spazio Memo: Una mostra documentale e fotografica sulle donne

Lunedì 8 marzo 2021 dalle ore 10,00 alle 16,30 sarà inaugurata, presso lo spazio di storia e memoria Memo in piazza Bartolomeo Romano 6, una mostra documentale e fotografica sul tema “LE DONNE E GLI SLOGAN FEMMINISTI TRA LE CARTE D’ARCHIVIO”. La mostra curata dall’Archivio Flamigni in collaborazione con Aamond, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Archivio storico Cgil nazionale, Cara Garbatella, Fondazione Gramsci, e Istituto Luce, dedica alle donne un percorso espositivo. La mostra resterà allestita e visibile su appuntamento per tutto il mese di marzo 2021. 

Per prenotazioni scrivere a info@archivioflamigni.org

(G.P.)

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Violato l’ingresso della Torre Marancia

Nella serata di domenica la Torre di Tor Marancia ha subito un atto vandalico. Qualcuno, forse spinto dalla noia, dalla curiosità o semplice stupidità ha forzato l’ingresso del parco ed è entrato all’interno della torre medievale. Alcuni abitanti del quartiere hanno avvisato la polizia municipale che è riuscita ad intervenire, però, solamente per constatare l’accaduto e per interdire l’accesso al Parco. Apparentemente la struttura all’interno non ha subito danni, il pertugio causato dalla forzatura è già stato richiuso e il giardino riaperto al pubblico.

La Torre di base quadrata e alta sedici metri,  presenta un interno scarno, con una scala a chiocciola di ferro, che porta al tetto, e nel mezzo due piani con delle passerelle a croce, che portano alle finestre. La Torre che oggi è nota come Marancia risale al XIV secolo; il suo vero nome è Torre di San Tommaso, nome che rimanda alla storia dei frati trinitari di San Tommaso in Formis al Celio, che ne possedevano il terreno. Il nome con cui si conosce oggi gli è stato assegnato in seguito alla scomparsa della vera Torre Marancia, che era situata nei pressi delle Fosse Ardeatine. Nata come torrione semaforico, era utilizzata per allertare l’Urbe in caso di avvistamenti di predoni. Nei secoli ha subito vari risanamenti e cambi nella destinazione d’uso. L’ultimo restauro è avvenuto con la giunta Rutelli, alla fine degli anni ‘90, con il progetto “Una terrazza per la città”, grazie al quale la Torre è stata resa visitabile e al suo interno venivano svolte attività culturali. Negli anni a venire sia il parco che il monumento hanno attraversato periodi di abbandono e, a seguito di atti vandalici e di un incendio, l’amministrazione dell’epoca decise, nell’autunno del 2009, di murarne l’ingresso.

Dall’estate del 2018 l’associazione Parco della Torre di Tormarancia pone l’attenzione sia sul parco che sul manufatto medievale, cercando insieme alla commissione cultura municipale di proporre soluzioni d’impiego per la Torre: tra le varie quella di collegare la stessa con la Tenuta omonima e creare un bike sharing e un info point sull’Appia Antica.Queste ipotesi furono riprese anche a luglio 2019, quando la Sovrintendenza ai beni culturali, insieme all’ufficio tecnico del Municipio, fece un sopralluogo all’interno della struttura per visionarne le condizioni e capire di quali interventi di restauro avesse bisogno; anche il perimetro esterno negli ultimi due anni ha subito gli atti di qualcuno, che non comprendendo il valore storico del bene, ha imbrattato il muro con scritte, lo ha danneggiato e ne ha incendiato purtroppo parte di un lato. 

Il Municipio Roma VIII, che ha solo la responsabilità di guardiania, a dicembre 2020 ha votato l’atto “Salvaguardia e valorizzazione della Torre di Tor Marancia”, richiamando all’attenzione dell’amministrazione comunale la necessità di una presa in carico della gestione della torre e di restituire agli abitanti il monumento simbolo del quartiere ed il parco circostante.

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Al via il tesseramento Anpi Garbatella-Ostiense

In vista dell’apertura di una sezione

Strano a dirsi, ma nel Municipio che comprende anche Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana, non esisteva ancora una sezione dell’Anpi, l’associazione nazionale Partigiani. Ora ci si sta pensando e soprattutto si inizia a fare il tesseramento tra gli abitanti del quartiere, una delle zone dove più forte è stata la lotta antifascista e dove ancora ora vivono due partigiani, Mario Di Maio e Gastone Malaguti. Ci sono varie idee e proposte di locali dove aprire prossimamente la sede dell’Anpi in Municipio, le regole anti Covid e la pandemia hanno un po’ rallentato le cose, ma ora almeno gli attivisti dell’associazione iniziano a raccogliere i futuri iscritti, e si pensa già a qualche iniziativa in vista dell’anniversario delle Fosse Ardeatine e del 25 aprile. Per chi volesse fare la tessera Anpi, e iscriversi alla sezione di Garbatella Ostiense deve per ora contattare su Facebook l’Anpi provinciale. Nel frattempo questa è la tessera 2021.

Di Anna Bredice

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Marchiati – Breve storia del tatuaggio in Italia. Incontro con l’autrice.

Fino a pochi anni fa i tatuaggi erano simbolo di uno stile di vita anticonvenzionale e non erano di uso comune, oggi al contrario è piuttosto raro incontrare una persona non tatuata.

Un’arte quella della decorazione tegumentaria già nota ai primitivi e che nel corso dei secoli si è trasformata, fino a diventare oggi un prodotto di consumo di massa.

Per saperne di più sulla storia tatuaggio siamo andati nel quartiere di San Paolo, nello studio di Bloody Anvil, a conoscere Cecilia De Laurentiis, storica dell’arte e tatuatrice, che ha pubblicato il suo primo libro “Marchiati – Breve storia del tatuaggio in Italia” edito da Momo Edizioni.

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Nell’ex casa del custode della Scuola dei bimbi apre una nuova biblioteca per l’infanzia

 Apre l’Approdo, un nuovo servizio bibliotecario, nella vecchia Casa dei Bimbi alla Garbatella.L’inaugurazione della biblioteca è stato inserito nel programma per il 101° compleanno del quartiere. La mattina è stata la volta del tradizionale appuntamento di piazza Benedetto Brin, la piazza della fondazione della Borgata Giardino Concordia (Garbatella), dove il presidente Amedeo Ciaccheri con tutta la Giunta municipale hanno dato il via ai festeggiamenti. Nel pomeriggio, invece, un gruppo di cittadini e genitori dei bimbi della scuola materna di via Magnaghi hanno partecipato all’iniziativa voluta caparbiamente dall’assessora alla scuola Francesca Vetrugno: “ abbiamo valorizzato questo spazio, che era la vecchia casa del custode- ha detto l’amministratrice locale- per avviare con l’Approdo un nuovo progetto educativo di comunità”. 

Alla manifestazione oltre alla rappresentante dei genitori della scuola materna, alla direttrice delle Biblioteche di Roma, era presente anche Antonio Passerelli, il figlio del vecchio custode: “Mio padre Vincenzo e mia madre Franca hanno abitato qua insieme a noi tre figli per più di trent’anni fino al 1996 e sono proprio contento ed emozionato che queste stanze siano state destinate ad una biblioteca”.

Di Gianni Rivolta

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Aiutiamo la “Carovana solidale Balcani”

Non tutti sanno che a pochi passi da noi migliaia di uomini, donne e bambini stanno lottando per sopravvivere nell’inferno di neve e gelo tra Bosnia e Croazia, lungo il cammino sulla rotta dei Balcani, essendo stati privati di ogni loro avere e respinti con forza alla frontiera. E’ accaduto a seguito dello smantellamento del campo profughi di Lipa, in Bosnia, cosa che ha sbaragliato una massa di persone che ora si ritrova senza riparo, in mezzo alle gelide campagne.

“Carovana  Solidale Balcani” è un’iniziativa che si sta svolgendo in tutta Italia e che ha già consentito la raccolta per i profughi dei Balcani di molti indumenti invernali ma anche coperte, scarpe, sacchi a pelo; l’adesione è stata tale da richiedere ora uno sforzo economico notevole per il trasporto a Sarajevo, in Bosnia. 

A Roma si sono attivati tre punti di raccolta. Uno di questi è a Garbatella, presso l’associazione Arcobaleno, a via Pullino,1 dove Mario Casale, insieme agli altri associati, ha raccolto indumenti e confezionato decine e decine di pacchi che ora devono essere trasportati a Colleferro, il punto di raccolta di tutta Italia da dove partirà il Tir. Qui stanno arrivando altre centinaia di pacchi dal Lazio, ma anche dalla Val d’Aosta e dalla Calabria. A questo punto sarebbe necessario uno sforzo da parte di tutti per contribuire alle spese di trasporto da Colleferro a Sarajevo. 

ll contributo si può versare:

– sul conto PayPal all’indirizzo emailbuilonitalia@gmail.com

– tramite bonifico bancario BUILDON ITALIA IBAN IT 77 A 02008 38951 000103413605 presso UNICREDIT con la causale CAROVANA SOLIDALE BALCANI

di Paola Borghesi

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Incendio alle Tre Fontane, brucia la baracca di un senza fissa dimora

Mercoledì verso sera una alta lingua di fuoco  ha solcato il cielo delle Tre Fontane, nei pressi dell’area degli orti urbani. Il rogo ha mandato in cenere una baracca di legno di un senza fissa dimora, che da anni staziona su una collinetta tra gli orti e i palazzi di via del Tintoretto.Il pronto intervento dei vigili del fuoco e della polizia ha scongiurato altri incidenti più gravi.I cittadini hanno allertato il Municipio VIII sulla situazione di degrado presente nell’area adiacente a quella in concessione all’associazione orti urbani Tre Fontane.

Di Gianni Rivolta

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Montagnola: bancomat scardinato e portato via con un carroattrezzi

Sono stati svegliati da un gran frastuono all’alba di domenica i residenti di piazzale Ardigò alla Montagnola. Sotto le loro finestre, un carroattrezzi stava letteralmente smurando il bancomat della Popolare di Milano. Un modus operandi che rievoca la famosa scena del film “Lo chiamavano Jeeg Robot”, questa volta però, invece dell’attore Claudio Santamaria che sradica un bancomat a mani nude, le videocamere della banca hanno ripreso tre malviventi, che in pochissimi minuti sono riusciti nell’impresa. 

Sono stati gli stessi residenti ad allarmare le forze dell’ordine, che però non sono riusciti a cogliere i tre sul fatto. Le indagini sono state affidate alla compagnia dei carabinieri dell’Eur. Il bottino è ancora da quantificare e, sebbene le banconote inserite nel bancomat rischiano di essere contrassegnate con la macchia ad inchiostro indelebile, questo non ha fermato i ladri che hanno portato a segno uno dei furti più sensazionali di questi tempi. 

Giuliano MAROTTA

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Grotta Perfetta: intitolato a Nilde Iotti il Centro antiviolenza.

Il giorno 13 febbraio, è stato intitolato a Nilde Iotti il Centro antiviolenza che si trova presso il Casale Rosa, in via di Grotta Perfetta 601. Il Centro è aperto al pubblico dal 2018 ed è gestito dalla cooperativa sociale BeFree, con il supporto della Regione Lazio. Garantisce servizi gratuiti di tutela per le donne vittime di violenza, che comprendono assistenza telefonica h24 (al numero 0696678236), assistenza psicologica e legale, supporto per i figli ed orientamento al lavoro e all’autonomia abitativa. Solamente nel 2020 oltre 200 donne si sono rivolte al centro per chiedere aiuto. 

Alla cerimonia erano presenti, oltre alle operatrici di BeFree, il comitato di zona, le istituzioni municipali e comunali e l’onorevole Grazia Labate, vicepresidente della fondazione Nilde Iotti. “Sono emozionata perché questo è il primo centro antiviolenza in Italia dedicato a Nilde Iotti, un bel regalo proprio per il centenario della sua nascita – ci racconta l’onorevole Labate – una partigiana, madre costituente in un mondo di padri costituenti, e prima donna presidentessa della Camera dei deputatiHo curato anche un libro: Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia, in cui all’interno ci sono tutte le norme a favore delle donne dal 1946 ad oggi”.

Abbiamo raccolto anche la testimonianza di Michela Cicculli, assessora alle politiche di genere, che ci spiega qual è il ruolo del Municipio in questi progetti: “Il Municipio come istituzione territoriale può far sì che questi presidi possano dialogare agevolmente con il territorio, dai comitati alle scuole, per creare una rete di supporto e contrasto alla violenza, per rendere il servizio efficace e non isolato, che permette alle donne di costruire dei percorsi di autonomia e di uscita dalla violenza duraturi nel tempo”.

Ancora oggi, purtroppo, sono troppi i casi in cui un uomo, quasi sempre un marito o compagno, si arroga il diritto di privare una donna della propria libertà, della propria autonomia, esercitando violenza fisica e/o psicologica, arrivando spesso anche a privarle della loro vita. È per questo motivo che i Centri antiviolenza sono dei servizi essenziali per sostenere il percorso delle donne che riescono a chiedere aiuto e degli avamposti per supportare la lotta contro la violenza di genere perché, come diceva Nilde Iotti il giorno del suo insediamento alla Camera nel 1979: “Vivo quasi in modo emblematico questo momento, avvertendo in esso un significato profondo, che supera la mia persona e investe milioni di donne che attraverso lotte faticose, pazienti e tenaci si sono aperte la strada verso la loro emancipazione”. Una lotta che ancora oggi è lontana dall’essere vinta, e va perciò combattuta con tutti i mezzi possibili.

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Ai futuribili valori della Resistenza (Servizio video)

Si sono completati i lavori di restauro del monumento “Ai futuribili valori della Resistenza” a Largo Benedetto Bompiani in zona Ardeatino. I lavori, sotto la direzione tecnica della sovrintendenza capitolina ai beni culturali, hanno riportato l’opera nella sua versione originaria. Il monumento dell’artista Giulio Tamburrini, che dal 1977 è al centro della piazza, è stato oggetto negli anni di furti ed atti vandalici.

Il restauro ha riportato alla luce anche la ruota di rame, una delle componenti centrali dell’opera, che era stata tolta precauzionalmente dopo un tentativo di furto oltre dieci anni fa. Il Municipio si impegnerà ad installare un circuito di video-sorveglianza e ad intensificare l’illuminazione onde evitare ulteriori atti vandalici e per valorizzare il monumento. Nel video un intervento di Flavio Conia presidente della commissione cultura del Municipio Roma VIII.

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Tor Marancia ricorda Giovanni Tagliavini

Due anni fa, su iniziativa dell’associazione Parco della Torre, fu lasciato un segno indelebile a Tor Marancia, la posa di una pietra d’inciampo in memoria di Giovanni Tagliavini. Abitante della borgata, fu identificato come elemento indesiderabile a causa della sua insofferenza al regime nazifascista e deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove morì il 2 febbraio 1945. La sua storia è stata già narrata in un nostro precedente articolo.

A 76 anni dall’uccisione di Giovanni si è svolta, davanti alla pietra d’inciampo in via Valeria Rufina 66, un’intima cerimonia di commemorazione, a cui hanno partecipato la famiglia Tagliavini, alcuni abitanti del quartiere e membri del Municipio VIII. Tra loro l’assessora Michela Cicculli, delegata alla memoria storica.

Gli interventi e le letture che si sono susseguiti quest’anno hanno sottolineato come la propaganda fascista riuscì ad attecchire anche grazie alla passività e l’indifferenza delle persone, davanti all’orrore dei campi di sterminio e del confino di Polizia. Una lezione che purtroppo sembra ripetersi ancora oggi, con i migranti al confine dell’Italia o nei centri di espulsione e d’identificazione.

Al termine della commemorazione sono stati deposti dei fiori rossi accanto alla pietra d’inciampo e sono state liberate alcune lanterne, che hanno illuminato il buio del cielo, in memoria di Giovanni Tagliavini e di tutti gli altri “indesiderabili” della borgata.

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Si firma in Municipio la proposta di legge popolare contro la propaganda fascista e nazista

Il Municipio Roma VIII rende noto che sarà possibile firmare la proposta di legge d’iniziativa popolare: “Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti“.

L’iniziativa, annunciata nella Gazzetta Ufficiale n. 260 del 20 ottobre 2020, è stata promossa da Maurizio Verona, sindaco di Stazzema, comune dell’alta Versilia noto per il tragico episodio dell’eccidio nazifascista di Sant’Anna del 12 agosto 1944, dove vennero brutalmente uccisi 560 civili tra cui 130 bambini.

Da Stazzema la proposta di legge si è diffusa in tutto il Paese, in risposta anche ad episodi recenti. Nel capoluogo ligure tre consiglieri di centrodestra votano facendo il saluto romano e a Napoli, un dipendente comunale festeggia il pensionamento con una torta col volto di Mussolini. 

Un’iniziativa popolare importante che raccoglierà sicuramente molte adesioni nel nostro Municipio, soprattutto in un territorio come il nostro dove il valore dell’antifascismo è sempre stato importante e dove si è fatta anche la storia della Resistenza” – questo il commento di Nino Ruffa, segretario dell’ANPI della sezione Martiri delle Fosse Ardeatine, che prosegue: “proposte come queste sono giuste e contribuiscono a non dimenticare le nefandezze perpetrate dai fascisti e soprattutto servono ad azzittire chi ancora oggi tenta di derubricare come folklore o goliardia fatti e gesti che infangano la memoria del nostro paese e calpestano la Costituzione nata dalla Resistenza”. 

Serviranno almeno 50.000 firme per portare la proposta in Parlamento; per sottoscriverla si può firmare presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Municipio di via Benedetto Croce 50, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e il martedì e il giovedì anche dalle ore 14.30 alle ore 16.30.

Il termine ultimo è fissato per il 31 marzo 2021.

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