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Tag: Ambiente

Alberi pericolosi a via Volterra. I cittadini protestano

Marciapiedi sconnessi e ostruiti da rami caduti. Così si presenta via Vito Volterra nel quartiere San Paolo. A colpire l’attenzione è una porzione di strada transennata all’altezza del civico 37, in corrispondenza di tre alberi le cui fronde hanno in parte invaso il cortile della facoltà di Scienze dell’università Roma Tre. “A inizio settembre è caduto un grande ramo” ha raccontato una residente, “e la strada era piena di rami e foglie secche, anche i parcheggi erano praticamente inutilizzabili”. A liberare il passaggio è stato un privato – parola che torna spesso nei racconti dei cittadini. Sono sempre loro quelli che, armati di pompe e buona volontà, innaffiano i tredici alberelli piantati di recente su un altro tratto della via. “Le piante sono state sostituite solo in parte” ha proseguito la residente.

Una svolta doveva arrivare ad aprile 2023 e qui inizia a profilarsi il mistero di via Volterra. Intorno al 20 di quel mese iniziano a comparire su pali e transenne avvisi del Dipartimento Tutela Ambientale, che comunica il divieto di sosta su entrambi i lati della carreggiata all’altezza dei civici 37-39. “Abbattimento, deceppatura e ripiantumazione delle alberature stradali” è il giro di parole utilizzato per indicare la sostituzione degli alberi. Un provvedimento rimasto nel cassetto, sembrerebbe. I tre alberi sono ancora al loro posto e il marciapiede è sempre transennato. “A noi hanno fatto sapere” ha proseguito la residente, “che l’abbattimento non era avvenuto a causa della presenza di nidi sui rami. Va bene- ha concluso – ma perché dopo un anno e mezzo un intervento previsto non è ancora stato portato a termine?”

Mentre i residenti continuano a porsi il quesito, risponde l’assessore all’Ambiente del Municipio VIII Claudio Mannarino. “Dal Dipartimento Ambiente fanno sapere che l’intervento è avvenuto – è la sua ricostruzione- ma  a quanto pare ha coinvolto solo un tratto di strada. Gli altri alberi, probabilmente, non dovevano essere abbattuti. Comunque sia, per fugare ogni dubbio- ha proseguito – stiamo chiedendo al Dipartimento di monitorare la via e di intervenire almeno sulle potature”.

Nel tentativo di risolvere la questione di Via Volterra, l’assessore fa sapere che l’anno scorso sono state eseguite meno potature del previsto a causa delle temperature particolarmente miti. “Esiste un arco di tempo in cui si può intervenire, da ottobre ad aprile, ma a causa del caldo eccessivo molti alberi avevano ancora le foglie in autunno inoltrato. Uno degli obiettivi ambientali di questa amministrazione” ha concluso, “è di potare almeno una volta tutti gli alberi del territorio municipale nel corso dei cinque anni di mandato”.

Sono infatti previsti sopralluoghi anche a piazza Lante, via di Fonte Buono e viale delle Accademie.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 2]

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Parcheggio in via Tito: Veloccia dà ragione ai residenti

Ormai sembra un’idea da scartare: sull’area verde tra via Cristoforo Colombo e via Tito non verrà più costruito il parcheggio previsto nella convenzione confermata sei anni fa dalla giunta Raggi. A dichiararlo è il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, che manifestando la contrarietà della giunta municipale aveva esposto a inizio luglio due possibilità. O modificare gli interventi, per ridurre l’area destinata ai posti auto, preservare i quindici pini presenti e garantire la permeabilità del suolo, evitando colate di cemento. Oppure rivedere radicalmente il progetto ed eliminare tout court la possibilità di costruire il parcheggio. “Al momento l’iter dei lavori è sospeso” ha dichiarato il presidente, “e ci stiamo muovendo sulla nostra posizione primaria, cioè quella di lasciare l’area verde com’è.”

La storia del progetto

Risale al marzo 2018 l’approvazione in giunta capitolina della convenzione per la riqualificazione di piazza dei Navigatori e di altre zone del Municipio VIII, tra cui viale Giustiniano Imperatore, con un investimento di 30 milioni di euro. La concessione di queste aree per la realizzazione di opere pubbliche, in realtà, è nata nel 1996 e successivamente formalizzata nel 2004. I lavori previsti però non furono portati a termine entro le scadenze stabilite, e le società non adempienti dovettero rimborsare il Comune di 16 milioni di euro, oltre che impegnarsi a concludere gli interventi non ultimati. Contestualmente la giunta Raggi avviò un procedimento di bilancio partecipativo, per consentire ai cittadini di intervenire sui processi decisionali riguardo i lavori che si sarebbero realizzati nel territorio. Ironia della sorte, questo clima di partecipazione era destinato a ripetersi a pochi anni di distanza, in questo momento, ma in senso opposto. Ora sono proprio i cittadini che si oppongono agli interventi in programma, sottoscrivendo petizioni di critica tanto sui lavori di piazza dei Navigatori quanto sul parcheggio in via Tito. A inizio luglio, come riportato dal giornale online Roma Today, si è inoltre espresso l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia. “E’ un’idea dannosa” ha detto l’assessore riferendosi al parcheggio, “un’idea figlia di altri tempi e di norme rigide e superate, soprattutto perché a poca distanza ce n’è un altro, spesso libero.”

area via Tito-via Cristoforo Colombo

L’opinione di Municipio e cittadini

La richiesta della cancellazione del progetto viene dalla giunta municipale, su spinta di alcune associazioni, tra cui Legambiente Garbatella, e dei molti cittadini che hanno fatto circolare una petizione. “Abbiamo appreso con preoccupazione che l’area in questione (tra via Colombo e via Tito, ndr) è prevista essere trasformata in un parcheggio” si legge nel testo della raccolta firme. “Tale decisione” proseguono gli oltre settecento firmatari “contraddice non solo le indicazioni del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima del Comune di Roma, ma anche gli obiettivi nell’ambito del Green Deal Europeo.” I residenti chiedono l’annullamento del progetto – un risultato che sembra raggiunto – ma soprattutto la consultazione dei cittadini prima di qualsiasi trasformazione dell’area.

Allo stesso tempo si levano voci contrastanti. Altri cittadini ci fanno notare che l’area in questione è in stato di evidente abbandono ormai da molti anni. Sterpaglie e sporcizia sembrano essere gli unici veri frequentatori del giardino. Dopo aver scongiurato la colata di cemento, Municipio e Comune dovranno dunque affrontare una sfida più grande: riqualificare un’area che definire “verde”, almeno finora, è stato un eufemismo.

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Non mancano proteste sulla riqualificazione del parco di Tor Marancia

Proseguono i lavori nella porzione della tenuta di Tor Marancia che affaccia su piazza Lante, ma le proteste dei residenti già si fanno sentire. Gli interventi, giudicati troppo dannosi per la biodiversità del parco, sono iniziati lo scorso ottobre e continuano interessando la zona Afa1, che verrà dotata di sentieri pedonali, una zona per i bambini e un’area cani, quest’ultima in corrispondenza dell’ingresso di via dei Numisi.

Perplessità dei residenti

Un gruppo di abitanti della zona ritiene che volto del parco sta cambiando completamente. Lungo via Belloni, della folta vegetazione presente fino a qualche mese fa non rimane più nulla, a causa degli interventi di bonifica preliminari. Il perimetro dell’Afa 1 è stato infatti identificato come “area con forte presenza di vegetazione infestante.” Ne consegue che molti alberi e arbusti sono stati abbattuti, suscitando stupore se non vera e propria indignazione nei residenti.

tor marancia prima degli interventi
All’altezza di via Francesco Belloni, la scorsa estate
Tor marancia dopo gli interventi
All’altezza di via Francesco Belloni, lo scorso dicembre

“Parlare di specie infestanti nei parchi naturali è improprio” ci ha raccontato Mario, un biologo che abita da quelle parti. “Per specie infestante si intende una pianta inutile all’obiettivo per cui il terreno è predisposto” ha continuato, “le specie infestanti sono le erbacce che crescono nei campi coltivati, per esempio, o le piante che danneggiano le infrastrutture. Ma in un parco naturale non esistono specie infestanti.”

Il biologo ha proseguito spiegando che nei parchi le specie dannose sono chiamate aliene invasive, come i fichi d’India e gli ailanti, che non sempre sono stati colpiti da questi interventi di bonifica. “Sono invece stati distrutti habitat preziosissimi e abbattute piante autoctone come ginestre, olmi, pruni, allori e rovi, questi ultimi una vera e propria miniera di biodiversità, fondamentale per la composizione della macchia mediterranea. È impensabile che un’area naturale così ricca venga privata in questo modo del suo valore ambientale, per essere ridotta a un semplice giardino come ce ne sono tanti, senza alcun valore naturalistico.”

Parco di Tor Marancia prima degli interventi
Aironi presenti nel parco fino all’estate scorsa

La tenuta di Tor Marancia si distingueva per una biodiversità sorprendente, davvero eccezionale per un parco naturale inserito in una cornice urbana. “Erano presenti falchi, merli, civette, volpi, tassi, istrici e altre specie selvatiche” ci ha assicurato Mario, “mentre adesso stanno avanzando cornacchie, ratti e scarafaggi, animali attirati dalla presenza umana. Le specie selvatiche, insomma, sono scomparse.” Fino allo scorso dicembre, nell’aria prospiciente via Belloni erano ancora presenti ciclamini selvatici, “una specie che cresce solo in condizioni di quasi totale oscurità” ha spiegato Mario. “Sono una testimonianza importante perché dimostrano come questa zona fosse completamente ricoperta di vegetazione, mentre adesso è una spianata di detriti ed erba secca.”

Ciclamini selvatici ancora presenti lo scorso dicembre
Ciclamini selvatici

Ma il problema principale è che essendo una riserva naturale, già parte del parco regionale dell’Appia Antica, la tenuta di Tor Marancia è soggetta a una stretta regolamentazione. Per l’abbattimento degli alberi la domanda deve essere presentata all’Ente forestale competente. “Bisognerebbe valutare l’abbattimento albero per albero, mentre loro sono arrivati con le ruspe, distruggendo terreno e vegetazione” ha raccontato il residente. Per capire meglio, un gruppo di cittadini ha richiesto l’accesso agli atti, senza ottenerlo. Al momento stanno preparando un esposto ai carabinieri forestali, al quale allegheranno una relazione sulla biodiversità compromessa firmata da un professore dell’Università Roma Tre.

Le dichiarazioni dell’assessore municipale all’Ambiente Mannarino

Non si è fatta attendere la risposta delle istituzioni. Come spiega l’assessore all’Ambiente del Municipio VIII Mannarino, le zone Afa sono porzioni di parco che gli interventi in corso mirano a rendere giù accessibili. “La gestione della tenuta avviene in collaborazione col Comune di Roma e richiede la partecipazione dei cittadini che avranno il compito di usufruirne nel pieno rispetto dell’ambiente.” Dopo l’apertura dell’Afa2 e Afa3 due anni fa, i lavori in corso mirano a riqualificare i 6 ettari e mezzo che si estendono da via di Tor Marancia a via Ardeatina, a ridosso di via Aristide Sartorio. “Il nostro obiettivo” ha proseguito Mannarino, “è di aprire il parco alla cittadinanza, permettendo di poterne usufruire in piena sicurezza.” Il progetto è stato presentato dal presidente Ciaccheri lo scorso 21 novembre, presso l’Istituto di San Michele, in un incontro pubblico che ha visto la partecipazione di associazioni ambientaliste come Italia Nostra e Legambiente.

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Inaugurato un nuovo campo da basket in via Malfante. Conclusi i lavori al Parco della Torre

Un sabato mattina d’inaugurazioni nel quartiere Tor Marancia/Ardeatino. Al Parco della Torre, un cospicuo numero di abitanti ha assistito alla cerimonia di presentazione degli ultimi lavori eseguiti.

Nuovi arredi urbani, nuove altalene, una nuova staccionata e soprattutto la sostituzione del campo da bocce con tavoli di legno e due postazioni in cemento predisposte per il gioco degli scacchi. Oltre all’area verde e a quella ludica, anche le mura dell’antica torre medievale sono state ripulite.

A seguire il progetto, insieme alla presidenza e all’assessorato municipale, anche il consigliere municipale al decoro Roberto Falasca: “È una giornata importante, siamo soddisfatti per la riuscita del lavoro; questo è l’unico giardino pubblico all’interno del quartiere e un punto di partenza per visitare il Parco dell’Appia Antica– conclude Falasca – Abbiamo la fortuna di avere una torre ancora in buono stato, un bene culturale che va valorizzato; questa giornata è anche un passo avanti in direzione della riapertura della Torre”.

L’antica Torre Marancia fu di San Tommaso, infatti, da circa vent’anni ha l’ingresso murato e non è accessibile; nell’estate del 2019 l’associazione Parco della Torre, l’Isem, l’Ottavo Municipio e la Sovrintendenza Culturale, hanno compiuto un sopralluogo eseguendo delle valutazioni per la ristrutturazione e per trovare uno scopo al bene archeologico affinché possa tornare a vivere. Alcuni cittadini di zona nel frattempo, previa autorizzazione, hanno preso in carico l’apertura e la chiusura del parco, che seguirà gli orari comunali vigenti.

Parco della Torre di Tor Marancia

Un nuovo campo da basket in via Malfante

Il secondo taglio di nastro si è tenuto in via Malfante, dietro Piazza Navigatori. Dove c’era un canneto infestante oggi c’è un colorato campo da basket con decine di giovani scalpitanti che tentano di centrare un canestro.

L’area era stata assegnata nel 2008 a dei privati per farne un punto verde qualità, poi la concessione è stata revocata e lo spazio è caduto in abbandono. Alla fine del 2020 si stabilì di locare sul posto un’isola ecologica, ma questa proposta fu bocciata dal Municipio che preferì mettere in evidenza le istanze degli abitanti del territorio.

Lo avevamo promesso e lo abbiamo mantenuto – dichiara l’assessore municipale alle politiche ambientali Michele Centorrino Il progetto realizzato in house dal nostro Ufficio manutenzione del verde, ha portato a termine i lavori per questo splendido playground, inoltre la realizzazione di un ingresso sul parcheggio lato via Malfante e uno su via Eusebio Chini, una robusta recinzione perimetrale, la bonifica del canneto, la piantumazione di alberi e arbusti, percorso interno in terreno stabilizzato, panchine e una rastrelliera per le bici – conclude l’assessore – Un altro vuoto urbano trova la sua funzione, un’altra area strappata al degrado e messa in disposizione della cittadinanza che può finalmente fruirne”.

Inaugurazione playgound via Malfante
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Slitta l’apertura del Parco su via del Tintoretto

Interrogazione del consigliere Matteo Bruno del Movimento 5 Stelle

Ritardi e polemiche sull’apertura del nuovo Parco del Tintoretto. Il consigliere M5s, Matteo Bruno, in un’interrogazione all’assessore municipale all’Ambiente Michele Centorrino   ha chiesto i motivi che hanno determinato l’interruzione dei lavori e di conseguenza quali saranno i reali tempi di apertura. Bruno sottolinea che, rispetto all’impegno preso nel maggio scorso di consegnare il parco entro il mese di ottobre 2021, i lavori sono fermi da più di due mesi. “Ho avvertito la necessità di presentare questa interrogazione in quanto il nuovo Parco del Tintoretto è stato annunciato   dal Presidente Ciaccheri e dall’assessore Centorrino a maggio con la promessa di aprirlo entro il mese di ottobre 2021. Parliamo di un progetto di diretta competenza municipale – afferma polemicamente il consigliere Cinquestelle –   pertanto il ritardo di quattro mesi dimostra la completa inadeguatezza della giunta del Municipio VIII di portare a termine nei tempi previsti le opere annunciate con tanto clamore.  L’obiettivo è quello di informare la cittadinanza che richiede da tempo spiegazioni su questi ritardi”.  

Non si è fatta attendere la risposta da parte del Municipio.” Purtroppo la ditta che ha vinto la gara non è riuscita a completare l’opera nei tempi stipulati nel contratto e per questo i lavori si sono fermati – spiega l’assessore all’Ambiente Michele Centorrino – Adesso abbiamo riavviato il procedimento e in più, con l’occasione, abbiamo deciso di aggiungere delle migliorie. L’iter amministrativo è partito, il cantiere riprenderà nei prossimi mesi e appena avremo la consegna alla nuova ditta sono previsti un paio di mesi per concluderli. Speriamo quindi di poterlo vedere realizzato già nel prossimo semestre. Lo stesso Matteo Bruno ha dichiarato soddisfacente la risposta ricevuta in consiglio alla sua interrogazione.”

Il Parco del Tintoretto, un’estensione verde di sei ettari e mezzo, fa parte di quell’opera di recupero di aree degradate che compongono il mosaico verde ideato dell’amministrazione dell’VIII Municipio. Un progetto condiviso con le realtà locali del territorio, che prevede tra l’altro la piantumazione di 1000 giovani alberi.

“Io e il presidente Ciaccheri teniamo molto a questo disegno – conclude Centorrino – abbiamo l’obiettivo di riqualificare le aree verdi, partendo da quelle che erano abbandonate da anni dal Comune di Roma. L’area del parco del Tintoretto era un vuoto urbano. Vista la presenza della scuola e non essendoci uno spazio verde che fa da unione tra Via del Tintoretto e Ottavo Colle, stiamo realizzando un grande parco ludico con elementi inclusivi al meglio delle nostre possibilità, con attenzione ai vari tipi di disabilità attraverso i diversi colori che differenziano le varie zone. Inoltre, avendo visto che veniva utilizzata come passaggio per andare a scuola, abbiamo rifatto la progettazione dei passaggi interni come l’illuminazione, la fontanella e le tappe per fare attività fisica all’aperto”. 

Di Riccardo CERVELLINI

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Consumare meno plastica.Il liceo Socrate in prima fila

Plastica-Mente, noi invece siamo sinceri. Non state leggendo una sciarada della Settimana Enigmistica. È, invece, l’originale titolo inventato dal Liceo Socrate per l’evento che si è tenuto il 23 settembre con l’obiettivo di ridurre il consumo di plastica nella società. Iniziando proprio dalla scuola. Il Dirigente Scolastico prof. Carlo Firmani, insieme all’Assessora alla Scuola del Municipio VIII prof.ssa Francesca Vetrugno, ex studentessa del Liceo, hanno consegnato più di mille borracce in acciaio a tutti gli studenti e al personale della Scuola, acquistate grazie ai fondi di un bando della Regione Lazio. L’iniziativa faceva parte di una tre giorni di attività di sensibilizzazione sui temi di rispetto e tutela dell’ambiente all’interno del progetto Rete Scuole Green (www.retescuolegreen.it) di cui il Liceo Classico e Scientifico Socrate è Capofila Nazionale. La tre giorni si è conclusa venerdì 24 con la manifestazione Friday For Future che ha visto la partecipazione dei Dirigenti Scolastici della Rete Scuole Green, Carlo Firmani (Liceo SOCRATE di Roma), Maria Grazia Lancellotti (Liceo Orazio di Roma) e Lucia Presilla (Liceo Talete di Roma).

Il Preside Firmani ha voluto ricordare l’importanza dell’impegno individuale quotidiano per raggiungere l’obiettivo di diminuire l’uso della plastica, insieme a tenere viva la discussione su questi temi grazie anche all’apertura di tavoli di lavoro permanenti fino al 2030 ai quali possono partecipare anche ex studenti insieme ad ex docenti. E magari, aggiungiamo noi, arrivare a far cambiare la voce borraccia su wikipedia , in cui si dice che oggi è meno usata perché soppiantata dalle bottiglie in plastica.

Di Giorgio Gudoni

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Al via il count-down per salvare l’ambiente al Ministero della Transizione Ecologica sulla Cristoforo Colombo. Un altro orologio simile sta a Manhattan a New York.

Da qualche giorno passando per la Cristoforo Colombo sull’edificio del Ministero dell’Ambiente, tra Circonvallazione Ostiense e via Capitan Bavastro, che con il governo Draghi ha cambiato nome in Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), si può vedere una installazione con un orologio che segna un conto alla rovescia. L’inaugurazione è avvenuta il 5 giugno, Giornata Mondiale per l’Ambiente, alla presenza del Ministro Roberto Cingolani.

Ma cosa rappresenta esattamente questo conto alla rovescia? Secondo gli scienziati esperti negli studi ambientali è il tempo che resta ancora all’umanità per evitare un aumento superiore a 1,5° della temperatura media del pianeta.Ovvero per evitare il disastro ambientale e rimediare, parzialmente, ai danni che abbiamo già fatto alla Nostra Madre Terra, ovvero alla nostra casa.

L’orologio segna 6 anni e sette mesi e lo scorrere insesorabile dei numeri lancia interrogativi preoccupanti. Questo tempo però, potrà variare a seconda delle azioni che l’uomo già adesso saprà intraprendere o meno a difesa dell’ambiente in cui vive. Un orologio simile è già stato posizionato a New York, in Union Square a Manhattan.

Sullo stesso display si potrà leggere in percentuale anche quanta energia viene prodotta nel pianeta da fonti rinnovabili. Quindi è chiaro che si parla di temi importantissimi e che dovrebbero essere vicini alla sensibilità di tutti.

E’ proprio questo lo scopo di questa installazione, sensibilizzare ai temi ambientali tutti coloro che passano lungo un’arteria del traffico romano così rilevante come la Cristoforo Colombo e diffondere la problematica. Perchè ricordiamoci che se le decisioni più importanti sono prese dai governanti delle nazioni, nel nostro piccolo tutti possiamo fare qualcosa.

Accompagnano lo scorrere del tempo alcune citazioni di sei tra artisti, scienziati e attivisti noti per il loro impegno verso l’ambiente e la natura.

Di Enrico Recchi

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Nuove colonnine di ricarica per le auto elettriche a Garbatella e Ostiense

In città sono oltre un centinaio gli impianti di ricarica per  le auto elettriche  e ultimamente nell’VIII Municipio ne sono comparsi altri. Alle “vecchie” colonnine presenti nel nostro territorio, infatti, se ne stanno aggiungendo delle nuove alla Garbatella in via Giacinto Pullino, Via Girolamo Benzoni e in via Macinghi Strozzi. 
La Società Enel X, che si occupa delle installazioni, recentemente ne ha collocate altre 190 nella Capitale; quando andranno a pieno regime è ancora un mistero; quasi tutte hanno la copertura di protezione sulla quale si annuncia la prossima entrata in funzione.
I nuovi impianti hanno destato la curiosità di molti cittadini, non del tutto consapevoli di quanto la nuova idea di trasporto ecosostenibile stia prendendo piede in Italia. Tra le persone che si fermavano ad osservare gli scavi in Via Pullino il concetto che andava per la maggiore era che si trattava dei soliti sprechi all’italiana, perché tra l’altro, dicevano, la macchina elettrica è cara e non ce l’ha nessuno. 
Effettivamente, per fare un esempio, una Opel Corsa interamente elettrica costa poco più di 30 mila euro, ce ne vogliono circa 34 mila per la Volkswagen ID.3 e almeno 40 mila per l’utilitaria della BMW. Si tratta di cifre non proprio alla portata di tutti. 
Il Municipio – fanno sapere da via Benedetto Croce – non è competente su questa materia, si tratta di accordi tra il Comune di Roma e i gestori. D’altro canto Virginia Raggi durante la presentazione del nuovo Enel X Store di Corso Francia aveva detto chiaramente di voler rafforzare la presenza in città di punti di ricarica elettrica incentivando l’utilizzo di veicoli a emissione zero. “Si tratta – aveva affermato la Sindaca – di un ulteriore tassello che rientra pienamente nel percorso che Roma Capitale ha avviato in tema di mobilità sostenibile, risparmio energetico e innovazione. L’elettrico sta diventando rapidamente una realtà e la sua promozione è al centro di politiche e programmi messi in campo in un quadro generale di transizione ecologica”.

In ogni caso l’assessora Paola Angelucci fa una proposta, che il gestore delle colonnine si occupi anche della manutenzione dei marciapiedi, in caso di ammaloramento.

Il testo del Governo approvato in Parlamento del Recovery Plan menziona anche auto elettriche e colonnine contemplando un investimento di 750 milioni di euro per la realizzazione di oltre 20 mila punti di ricarica. Un passaggio quasi obbligatorio poiché va garantita entro il 2030 la mobilità dei circa 6 milioni di veicoli elettrici previsti dagli ambiziosi obiettivi europei nella lotta contro l’inquinamento. Per questi veicoli si stima che saranno necessari oltre trentamila punti di ricarica.

Nel frattempo il gruppo ACEA è entrato ufficialmente nel business dei servizi di ricarica, annunciando l’installazione di oltre 150 punti sull’hinterland capitolino.

Di Stefano Baiocchi

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Nasce il Centro di Preparazione al riutilizzo (Servizio video)

Ci troviamo in un’epoca che impone al mondo intero scelte radicalmente diverse da quelle compiute in passato, dirette verso un nuovo modello di economia che rispetti l’ambiente, orientate ad una società che non produca rifiuti ma che da essi né tragga delle risorse.

È da questo principio che nasce, su iniziativa del Municipio Roma VIII e dell’Osservatorio sui Rifiuti Zero, il Centro di Preparazione al Riutilizzo, un laboratorio attrezzato dove si possono consegnare gli oggetti domestici, perlopiù apparecchiature elettriche, per tentare di ripararli o per favorire il riuso di alcune componenti allo scopo di ricrearne altri. Il centro è situato tra i banchi del mercato del Parco in via Rosa Guarnieri Carducci e osserverà gli stessi orari di apertura del mercato, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 14.

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Ancora degrado nell’area dell’ex mercato di via R.R.Garibaldi

Forse tra sei mesi il completamento dei lavori per annettere lo spazio al parco adiacente

Rifiuti, tristezza e desolazione. Così ancora oggi si presenta l’area dell’ex mercato rionale di Rosa Raimondi Garibaldi,  spostato a poche decine di metri sulla vicina via Rosa Guarneri Carducci. Il nuovo plateatico , in cui confluivano anche gli operatori  di via Odescalchi a Tormarancio, fu  inaugurato in pompa magna il 1° dicembre dello scorso anno,  prima che scoppiasse la pandemia di Covid 19. 

Le aree dismesse erano da bonificare e restituire ai cittadini. Ma dopo quasi un anno lo spazio occupato dal mercato di via Rosa Raimondi Garibaldi risulta ancora  transennato. E’ rimasto un solo chiosco chiuso e tante immondizie. 

Nel progetto iniziale questa area doveva essere riportata alla sua situazione naturale ed annessa al vicino parco adiacente al palazzo della Regione Lazio. Il bando di gara per i lavori di integrazione, emesso il 7 novembre 2019, si legge sul sito del Comune di Roma, è stato finalmente aggiudicato il 28 settembre 2020. Il cronoprogramma prevede il completamento dei lavori in sei mesi. Siamo quindi in dirittura d’arrivo per vedere ripulita e riqualificata questa area, che recentemente aveva visto il contributo di Lega Ambiente per la rimozione dei rifiuti al suo interno. 

di Giorgio Guidoni

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Caduto un enorme pioppo secco nel parco delle rane

Qualche mese fa Cara Garbatella segnalò la pericolosità di alcuni enormi pioppi nel cosidetto “parco delle rane”, l’area verde che confina da un lato con la lottizzazione dell’I 60 e dall’altro con gli orti urbani Tre Fontane. Questo parco campagna molto frequentato da runners e cittadini ha una importante dote di alberi, che mancavano di manutenzione da anni. Dopo qualche tempo dalla nostra segnalazione alcuni pioppi secchi sono stati capitozzati, ma non si capisce perché ne hanno lasciati altri nelle stesse condizioni di pericolosità. 

Uno di questi investito dalla bufera di qualche giorno fa è caduto e ha portato con sé due robinie ancora verdi. Per fortuna che questa tromba d’aria si è abbattuta sui palazzi di via Giuseppe Berto e dintorni alle 5 della notte, quando il parco era completamente vuoto. Ma se fosse successo di giorno? L’area è stata prudentemente transennata ma vogliamo segnalare al Municipio VIII e all’ufficio giardini del Comune di Roma che ci sono ancora alberi secchi di  grande dimensione. Con la speranza che qualcuno provveda in tempi rapidi.

Di Gianni Rivolta

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Crolla il pino secolare della Villetta

Nel pomeriggio di oggi, è crollato un Pinus Pinea (pino domestico), albero secolare all’interno della storica Villetta, abbattendosi sul muro di recinzione, lato di via Francesco Passino, all’altezza del civico n. 26, ingombrando la carreggiata che è stata liberata grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco.

Fortunatamente non ci sono stati danni alle persone, in un tratto di strada molto frequentato, che collega vie principali del quartiere a scuole, teatri, parrocchie ed abitazioni. Sono stati, invece, danneggiati il muro di recinzione, i contenitori per la raccolta dei rifiuti e delle auto parcheggiate.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Più di mille cittadini per le strade di Ottavocolle

Monta la protesta per salvare il Parco del Tintoretto

Di Gianni Rivolta

“ La strada si blocca l’Ortolino non si tocca” “ Il quartiere è una comunità non si divide a metà” “Lotta dura per la verdura”. Con questi slogan più di mille cittadini dietro uno striscione verde “ Salviamo il parco del Tintoretto e l’Ortolino” hanno manifestato democraticamente per le strade di Ottavocolle. La marcia di protesta contro la costruzione della superstrada, che collegherebbe via di Vigna Murata con via del Tintoretto è partita dalla parrocchia di San Vigilio per arrivare agli orti urbani dell’Ortolino, danneggiati dalla costruzione di una rotatoria per facilitare la circolazione.

Gli organizzatori della manifestazione e i politici presenti: dal presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri al consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, hanno preso l’impegno di presentare la richiesta di una convocazione urgente del Consiglio comunale per discutere una proposta di delibera che riveda la convenzione urbanistica già firmata nel dicembre 2017. Un accordo che prevede la costruzione, oltre al collegamento stradale di quattro corsie con tre rotatorie, di un centro commerciale e un palazzo di quattordici piani. Insomma una colata di cemento ritenuta del tutto inutile per il quartiere.

La giornata si è chiusa con la promessa di portare nelle prossime settimane la protesta in piazza del Campidoglio. Hanno aderito i Comitati di quartiere del IX Municipio, Legambiente Garbatella, Italia nostra, l’Associazione Insieme per Ottavocolle, il gruppo municipale di Retake.    

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Abbattuti dieci pini su via Aristide Carpaccio nel parco di Tormarancio

“Bisognava proprio abbatterli – si chiedono gli abitanti dei palazzi ex Assicurazioni Generali di via Grottaperfetta, davanti al supermercato Pewek- quei pini li ho visti crescere, erano tutti sani ”. Già proprio così, in questi giorni all’interno del parco di Tormarancio su via Carpaccio le motoseghe hanno sterminato una decina di pini che si affacciavano sulla stradina, che collega via di Grottaperfetta a piazza del Caravaggio.
Sembra che l’abbattimento delle alte alberature abbia avuto il nulla osta del Parco dell’Appia antica nell’ambito della variante per l’apertura del terzo ingresso (Afa) all’area verde pubblica, dopo quelle di piazza Lante e di via Londra. Ma anche se nei documenti si assicura, che gli alberi saranno sostituiti con dei cipressi, gli abitanti non capiscono e protestano. Uno striscione giallo affisso nella notte proprio sulla recinzione del parco non lascia dubbi: “Sterminio di alberi. Vergogna”. (r.g)

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Ritorna in edicola Cara Garbatella

L’INFORMAZIONE LOCALE

Da dicembre torneremo in edicola ogni primo giovedì del mese con otto pagine di cronaca locale. Dopo un anno di stop, “Cara Garbatella” si ripresenta nella sua veste originale cartacea, quella che
ha fatto appassionare i numerosi lettori del quartiere e non solo.
Il primo numero verrà festeggiato insieme ai cittadini e ai fondatori storici sabato 15 dicembre alle ore 18,00 presso l’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3. Per l’occasione ci sarà anche musica jazz e una mostra fotografica dei vecchi numeri del giornale.
Tante le conferme ma altrettante le novità. Cominciamo con queste ultime. Innanzitutto il giornale uscirà tutto l’anno, tranne la pausa estiva di luglio e agosto, con una nuova veste grafica che
gli editori ritengono essere più moderna e più godibile. Sarà un grosso sforzo, un lavoro che ci vedrà impegnati senza sosta per dare tutte quelle informazioni che non potete trovare sui quotidiani nazionali. A noi, infatti, non interessa fare il controcanto alle notizie che tutti i giorni sentiamo nei telegiornali, nei diversi talk show sul piccolo schermo o sulle pagine dei più noti fogli di informazione. Accenderemo piuttosto i riflettori sulle piccole storie che nascono dietro l’angolo di casa, nella scuola del rione, al centro anziani, nel campo di calcio della parrocchia, ovvero su tutto ciò che contribuisce a fare dei nostri quartieri una vera comunità. Saremo dunque attenti a darvi, ogni mese, le notizie di attualità che riguardano il territorio, ma non mancheremo di raccontare
le vostre storie più belle, quelle di una collettività cittadina in marcia da tantissimi anni per un mondo più giusto e solidale. La seconda novità è che in questa nuova veste editoriale Cara Garbatella sarà ancora più curiosa. Non solo dirigerà le antenne dei suoi redattori sul vecchio quartiere popolare dell’Ater, ma si occuperà anche di cosa succede a Montagnola, Roma 70, Tormarancia, San Paolo e Ostiense, dedicando loro due pagine dell’ancora esigua foliazione. Sarà, inoltre, un giornale più strutturato con una redazione composta da diversi giovani aspiranti giornalisti, che quotidianamente aggiorneranno con servizi in tempo reale anche la versione on line del periodico.

La cronaca la farà da padrona, ma parleremo anche di politica municipale, di cultura e di sport locale con alcune rubriche dedicate. Cosa rimane del passato? Innanzitutto abbiamo voluto lasciare
la storica testata, riconoscibile da tutti gli abitanti della Garbatella, inoltre la tiratura in cinquemila copie al mese e la diffusione gratuita. Infatti il giornale lo potrete trovare presso tutti i nostri inserzionisti e nei luoghi pubblici di transito dei cittadini: la sede del Municipio a via Benedetto Croce, i centri anziani, i centri sportivi e culturali, i bar e i ristoranti. Non rimane che fare un appello ai lettori. Dietro questo giornale non ci sono grandi editori, c’è una piccola associazione composta da volontari, che opera da più di vent’ anni nel quartiere con l’appuntamento annuale del
Jazz festival Garbatella e con un sito web molto visitato. Quindi i veri proprietari del giornale siete voi e gli inserzionisti, che ci credono e investono piccole somme in pubblicità. Continuate a sostenerci. Auguriamo lunga vita a questo foglio, che ci ha accompagnato nei giorni più difficili e in quelli più belli della nostra esistenza degli ultimi vent’anni, una piccola finestra che vogliamo tenere aperta sul mondo che ci circonda.
Un saluto affettuoso e un sentito ringraziamento lo dobbiamo ad Alessandro Bongarzone, che per tanti anni ha firmato il periodico come direttore responsabile.
(g. r.)Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

limoni e poesia nell’incanto dei lotti

Garbatamente in cammino

di Francesco Lizzani

Conosci il paese dove fioriscono i limoni?/ […]
Laggiù vorrei con te/ amato mio, migrare

scriveva il giovane Goethe nella sua prima versione del Wilhelm Meister, concentrando in un emblema di solare poesia amorosa i paesaggi e i colori meridiani dell’Italia. Noi nel paese dei limoni ci viviamo, ma non tutti abbiamo la fortuna di vivere in un quartiere dei limoni e addirittura, nel mio caso, al cospetto dei due esemplari più maestosi che questa fiera rutacea dall’antico nome persiano (līmū, da cui il binominale tassonomico di Citrus Limon) offre all’ammirazione di chi vi abita. Un quartiere che è etimologicamente un paradiso, se questa parola ancora di origine iranica (pairidaēza: “recinto”, “giardino circondato da mura”) pare esprimere alla lettera la concezione urbanistica della Garbatella (che è appunto una “città-giardino”).
Per credere a ciò che dico recatevi voi stessi a compiere un’autopsia (nel senso in cui la intendevano gli storici greci: “ispezione con i propri occhi”) presso il numero 142 della veneranda via delle Sette Chiese, che in questo tratto – per un prodigio toponomastico degno di una sacra via – coincide con via Alessandra Macinghi Strozzi. Qui, alla destra Bar Paradisi (nomen omen in questo contesto, ma per il cognome del suo elettrico condottiero) si apre un’ansa dove in the days of old sorgeva un’area di servizio da profondo West, quando il quartiere lambiva ancora le praterie dell’Agro romano. È un tratto di marciapiede che ora si incunea nel mio “paradiso” (ahimé, condominiale) come fosse una nuova stazione di pellegrinaggio dedicata alla contemplazione dei
due alberi in parola. Sostando qui durante i rigori del verno potrete quasi scaldarvi al giallo lampeggiante che scocca tra i nembicumuli delle loro chiome impenetrabili e gravide di pomi più che
da Amalfi a Ravello.
Di qui, attraversando la strada, nonché i recenti e già bistrattati giardini veltroniani, ci si può ricongiungere alla vera via delle Sette Chiese, ora pedonalizzata fino piazza Sant’Eurosia. Siamo all’imbocco di via Antonio Rubino, dove comincia un percorso tra i più classici dell’originaria cittàgiardino: le facciate sempre diverse delle tipiche casette a due piani che fiancheggiano la strada
assumono aspetti ancora più fiabeschi tra i sipari di essenze che le incorniciano, più spesso mandarini o aranci. Per i limoni dobbiamo invece addentrarci nei cortili interni dei lotti, dove le piante sembrano difendere i loro preziosi frutti dalle immancabili tentazioni dei pellegrini…
Chi conosce il cuore del quartiere sa orientarsi come un gatto in questo silenzioso labirinto di camminamenti tra i muri degli edifici e quelli di cinta, passando da un cortile all’altro attraverso
cancelletti sempre aperti e scortato da esemplari di limoni ovunque sia diretto. La nostra meta è una coppia di alberi che rappresenta il tesoro più nascosto e prezioso offerto da questa specie ai
suoi cultori: non per grandezza, stavolta, ma per la forma che un ignoto e sapiente giardiniere ha donato al loro apparato aereo, disteso in largo quasi a formare un brindisi di coppe vegetali
rivolto al cielo. Ricordano nel loro aspetto certi pini dai rami sinuosi tipici dei giardini giapponesi, dei giganteschi bonsai dove la mano dell’uomo celebra la sua vittoria sulla Natura. Non sappiamo
a chi appartengono le mani che hanno modellato questi due esemplari, ma ciò rende ancora più suggestivo il loro fascino. Raro come l’ennesimo epigramma toponomastico che ne identifica la
dimora: via Obizzo Guidotti, quasi all’angolo con via Caffaro, all’interno del lotto 15. Sono questi i capolavori topiari, intra nostra moenia, di quell’umile e antieroica gloria botanica che il maggiore
poeta italiano del Novecento ha assunto a manifesto della propria poetica:

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.

Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Eugenio Montale, Ossi di Seppia, I limoni, 1-10Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Rinascono ogni giorno con Eugenia i giardini della Circonvallazione

di Ilaria Proietti Mercuri

Una donna simpatica, allegra, innocua. Passando lungo i giardinetti della Circonvallazione Ostiense, la si può riconoscere per il suo sguardo gentile, il sorriso cordiale che le appare sul viso appena
incroci i suoi occhi. Quella signora dai vestiti un po’ sciatti e senzatetto, ti mette allegria solo a guardarla. Si chiama Eugenia, vive in Italia da ormai quasi 20 anni, originaria dell’Ucraina. Cosa ci fa su quella panchina della Circonvallazione?
Ci lavora, o meglio, cerca di tenere i giardinetti puliti in cambio di qualche spicciolo lasciato dai passanti più cordiali. La sua storia qui alla Garbatella è iniziata quattro anni fa. Era una calda estate, di quelle classiche romane, dove in giro non c’è un’anima e i parcheggi si trovano con la stessa facilità con cui d’inverno ci si dimentica l’ombrello all’entrata dei bar o dei negozi. E, proprio sotto il sole cocente, un ragazzo che vive da quelle parti decise di prendere scopa, sacchi dell’immondizia e portarli ad Eugenia e i suoi amici clochard. Sì, i suoi amici, perché Eugenia non ha iniziato quest’avventura da sola, lì c’è sempre un via vai di gente, di vagabondi che ormai sembrano una grande famiglia. “Iniziate a tenere pulito”, disse quel ragazzo, “che poi la gente se ne accorgerà, vi ringrazierà”.
Da quel giorno il parco ha iniziato a prendere una nuova vivacità, diventando sempre più luminoso: le cicche e le carte pian piano sparivano, le piante e i fiori hanno occupato il posto dei rami secchi. Caldo o freddo, anno dopo anno, quei giardinetti hanno ripreso a vivere, un po’ come Eugenia, che ha finalmente trovato qualcosa che la rende felice. E, sebbene non abbia sempre un piatto caldo a cena e il  caffè da permettersi ogni mattina, non è consumata da mille desideri. Se provi a chiederle “hai un sogno nel cassetto?” Sospira e poi sorridente risponde: “Vorrei solamente meno sporcizia, vorrei che gli italiani capissero che non è bello buttare robaccia a terra. Vedo tanti bambini farlo, ma le giovani mamme, sempre di corsa, non badano più a certi gesti”. E come darle
torto. La superficialità, la fretta, l’ansia come colonna sonora della nostra vita, tutto questo ci distoglie spesso dalle piccole cose.Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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