Giovedì 23 maggio le classi terze della scuola Alonzi celebreranno la conclusione del progetto “La scuola agli orti, gli orti a scuola” presso gli orti gestiti dal Circolo Legambiente Garbatella. Sarà una giornata di “lavoro” e di gioco all’aria aperta in spensieratezza, a conclusione delle attività di orticoltura che hanno impegnato i bambini durante l’anno scolastico.
Maggio del libro
Martedì 28 maggio dalle ore 14,30 alle ore 18,30, le classi seconde, terze
e la classe 5H della scuola Alonzi, nell’ambito delle iniziative del “Maggio
del libro”, leggeranno brani scelti dai volumi della biblioteca scolastica e,
nel pomeriggio, parteciperanno alla premiazione del Concorso Il Sognalibro
(Premio Andersen). Le classi hanno già partecipato alle selezioni nazionali.
Giovedì 30 è stato, inoltre, organizzato un concorso interno per valorizzare le
creazioni dei bambini nel contesto del “Maggio del libro”.
Inoltre, il 21 maggio è andato in scena uno spettacolo-concerto ispirato a
Gianni Schicchi di Puccini, presso il Teatro Mongiovino, frutto della sinergia
tra la classe 5D della scuola Battisti e le classi 3F-3G del plesso Alonzi. Le
divertenti vicende narrate e musicate da Puccini sono state attualizzate e
“interrotte” provocatoriamente dalle incursioni dei più piccoli che
hanno introdotto la narrazione scenica, hanno irrotto come guide turistiche e
hanno concluso con degli sketch. Lo spettacolo è stato promosso
dall’associazione “Incanto” in collaborazione con le scuole Cesare Battisti ed
Aurelio Alonzi.
Ieri al Liceo Classico Socrate della
Garbatella l’appuntamento che si sono dati i ragazzi di fronte la scuola, alla
fine delle lezioni, non è stato il solito dei saluti di fine giornata.
L’appuntamento stavolta, era una protesta. “Saremo lì intorno al Socrate con in
mano la nostra Costituzione, a ribadire che il fascismo è stato sconfitto una
volta e che quei valori nati dalla Resistenza vanno difesi e rafforzati ogni
giorno di più”, ha dichiarato il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo
Ciaccheri, anche lui presente alla manifestazione.
Una catena umana di ragazzi, tutti con in mano la Costituzione,
pronti a rispondere alla decisione del governo di sospendere la professoressa
di Palermo. Rimossa dall’incarico per due settimane per non aver vigilato sui
suoi studenti, che avevano paragonato il decreto sicurezza di Matteo Salvini
alle leggi razziali del ’38. “Una catena umana per respingere ogni attacco alla libertà di
pensiero e di insegnamento.” Ha continuato Ciaccheri. “Tutti insieme,
studentesse, studenti e docenti saremo uniti e legati intorno al liceo per
difendere la Scuola libera e farlo rimanere un luogo democratico, dove l’antifascismo
sia un valore portante e da divulgare oggi e negli anni a venire.”
Una manifestazione cui hanno preso parte molte scuole d’Italia, con l’idea che alla censura, si risponde urlando. Tanto che sui social è nato l’hastag #TeachPride, così da unire ogni tipo di forma di protesta. Tra alunni che hanno letto la Costituzione per i corridoi del proprio istituto, professori che sbandieravano cartelloni con la scritta “Io non sorveglio, sveglio”. E chi con il megafono fuori i cancelli degli edifici scolastici recitava gli articoli 21 e 33 della Costituzione: secondo cui tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
“Lei si candida a nascere”: recita così uno
dei manifesti appesi di fronte all’Ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo.
In questo modo, i fanatici pro-life contro la legge 194 sull’aborto,
approfittano delle elezioni europee del 26 maggio per farsi sentire. E
dall’VIII Municipio non si fa attendere la risposta del Presidente. “È urgente la rimozione di questa
aberrante pubblicità e che vengano definitivamente diffidate formalmente dal
Campidoglio le associazioni promotrici
di queste campagne pro-odio: a Roma non sono benvenute.” Dichiara Amedeo
Ciaccheri, invitando la Sindaca Raggi ad eliminare immediatamente la
pubblicità.
Insomma, passando sulla Colombo, sembra di essere tornati negli anni ’70 con questa propaganda antiabortista. A volte ritornano, direbbe un grande regista. Ma soprattutto, ancora una volta, il corpo della donna viene strumentalizzato come mezzo di propaganda. E in un mondo che sembra fabbricato per gli uomini, speriamo che la nostra Sindaca, da donna, si faccia sentire. Perché essere mamma non è un dovere, ma un diritto, una facoltà.
Il Farmer’s Market Garbatella non chiuderà, almeno non nell’immediato. È stata infatti approvata il 7 maggio dall’assemblea capitolina, all’unanimità, una mozione proposta dalla consigliera comunale Valeria Baglio (PD) per scongiurarne la chiusura. Un impegno preso e comunicato dalla stessa consigliera una manciata di giorni prima, durante la conferenza stampa indetta dal presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, a sostegno della struttura e degli agricoltori a filiera corta. Un’opzione che ha fatto registrare anche la disponibilità della consigliera comunale Alessandra Agnello (M5S), presente all’incontro, che ha sostenuto l’atto. Maggioranza ed opposizione si sono ritrovati d’accordo su diverse questioni, che innanzitutto impegnano Giunta e Sindaca a pubblicare nel minor tempo possibile l’avviso pubblico per il nuovo bando di gestione del mercato. Un punto questo sul quale si sono battuti gli operatori e le migliaia di clienti, che hanno sottoscritto, numerosissimi, una petizione a sostegno di un’attività così apprezzata dagli abitanti del quartiere e di tutta la città.
Era, infatti, scaduta il 16 aprile la convenzione stipulata a seguito del bando del maggio 2013, che apriva le porte del mercato agricolo a vendita diretta al soggetto vincitore, la Cooperativa Metro Service. “Un aspetto che avrebbe rischiato — come ha sostenuto Vittorio Campisano, portavoce dei banchisti — l’allontanamento dei commercianti dal complesso in meno di un mese. Un danno per le 26 aziende del mercato e per gli oltre 200 lavoratori”, che si tradurrebbe in un vero dramma per i produttori che arrivano da Accumuli ed Amatrice, le zone colpite dal sisma nel 2016. Meno certezza, invece, c’è sul secondo aspetto problematico legato al mercato: la chiusura prevista a causa dei lavori di adeguamento del sistema antincendio e di ristrutturazione, che lascia in sospeso la questione. Un problema già sollevato dal 2014 dalla stessa Cooperativa, che chiedeva vanamente all’amministrazione comunale i documenti della messa a norma del mercato. La mozione votata in Aula Giulio Cesare, infatti, non punta solo a far realizzare il nuovo bando nel minor tempo possibile, ma intende “permettere la prosecuzione delle attività attualmente presenti all’interno del mercato nelle more dell’aggiudicazione del bando e fino ad inizio dei lavori, ove necessario, valutando un’eventuale proroga da parte del dipartimento competente”. Nel terzo punto, inoltre, si chiede “al Municipio VIII di individuare, di concerto con l’assessorato capitolino sviluppo economico, turismo e lavoro, opportune aree scoperte limitrofe dove collocare temporaneamente gli operatori in attesa della conclusione dei lavori”. In passato si erano prospettati interventi dal lunedì al venerdì che lasciassero spazio alle attività del mercato del fine settimana. Ma questa possibilità non sembra essere stata presa in considerazione dall’Amministrazione.
Naturalmente l’uscita, seppur temporanea, degli operatori, non incontra l’approvazione del Municipio VIII, come dichiarato dal suo presidente Amedeo Ciaccheri durante l’assemblea aperta del 4 maggio scorso: “La disponibilità del Municipio a discutere sui programmi di commercio a km 0 sul territorio è totale, l’abbiamo già dimostrata all’assessore Cafarotti. Ma l’ultima volta che questo mercato ha chiuso, 15 anni fa, ed è stato proposto ai commercianti di trasferirsi in attesa della fine dei lavori, la triste conclusione è stata che i commercianti sono rimasti definitivamente nell’area provvisoria adiacente alla chiesa di Santa Calla. Il tema non è quali aree possiamo trovare per fare un investimento su nuove iniziative del commercio a km 0, ma capire con quali fondi, visto che questa è una struttura comunale, non di competenza municipale”. Il minisindaco Ciaccheri ha inoltre annunciato un ‘punto d’ascolto della sua Giunta’ all’interno del mercato Farmer’s Market Garbatella da riproporre settimanalmente per mantenere alta l’attenzione su un mercato da potenziare.
Una folla commossa, domenica 28 aprile, ha riempito la parrocchia di San Filippo Neri, per ricordare a cinque anni dalla sua scomparsa Padre Guido, un sacerdote molto amato dalla gente di Garbatella. Era arrivato a Roma nel lontano 1957, quando aveva trent’anni. Proveniva da Milano, da una famiglia benestante. La sua presenza è stata importante in un quartiere a rischio soprattutto alla fine degli anni Cinquanta, dove per molte famiglie era difficile mettere insieme il pranzo con la cena. All’interno dell’Oratorio ha proseguito il grande lavoro, avviato anni prima, da Padre Alfredo Melani, altro indimenticabile sacerdote che molto ha dato al nostro territorio.
Padre Guido o “Er prete”, così chiamato da intere generazioni, è stato un uomo molto colto, ha spiegato il Vangelo ai ragazzi con un modo tutto suo: poche parole tanto esempio. Ha insegnato ad amare la natura, a guardare le stelle, a viaggiare, a distinguere il libeccio dalla tramontana, a riconoscere minerali e piante, tutto questo nel cortile della scuola Cesare Baronio, nel campo polveroso dell’Oratorio, nei viaggi all’Isola d’Elba, sulla spiaggia di Tor Vajanica. Luoghi che i ragazzi ricordano come un pezzetto di paradiso terrestre. In una intervista di qualche anno fa ci disse: “Tante volte lo stare a vedere per cinque ore nel pomeriggio giocare a pallone o stare la mattina per ore e ore al mare mi faceva venire il dubbio se era giusto vivere così il mio compito di sacerdote. Poi, e sempre di più con il passare degli anni, in incontri casuali con ex ragazzi ho spesso visto illuminarsi i loro volti ed esprimere la convinzione che nell’oratorio e nella scuola avevano imparato a vivere.” Famose le sue frasi “Vai fuori dall’Oratorio”, “Raccogli 100 pezzi di carta”, “Ho detto che non piove”, “Al pareggio” che, anche se dette con cadenza milanese sono entrate a far parte del lessico della Garbatella.
Padre Guido ha voluto molto bene alla sua gente, lo ha fatto senza doppi interessi, per vocazione e fede, ma anche perché era così. La gente di Garbatella lo ha contraccambiato, non poteva essere altrimenti.
1972 Padre Guido accompagna la terza media dell’istituo cesare baronio in gita all’isola d’elba
Che il nostro Municipio abbia un’alta percentuale di ottuagenari era cosa nota, un po’ meno che ci siano cittadini che festeggino i 100 anni, o se preferite, il secolo. Così Nicoletta Murri, nata a Taranto il 25 aprile del 1919, prima del trattato di Versailles e in un’Europa che si leccava le ferite della Prima Guerra Mondiale, quando l’Italia monarchica esprimeva come Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando, ci ha riportato con la memoria a tanti anni fa. Nomi ed eventi che abbiamo studiato sui libri di Storia, ma che alcuni, come la festeggiata, hanno vissuto in prima persona.
A Roma ci è arrivata nei primi anni Sessanta dopo aver peregrinato per tutta l’Italia al fianco del marito Remo Gabos, un ufficiale appartenuto prima alla Regia Marina e poi alla Marina Militare Italiana. È sempre stata al suo fianco, nelle basi militari e nelle città che come ogni marinaio che si rispetti, non soltanto per gli eventi tragici della guerra, è costretto a visitare. All’armistizio dell’otto settembre Nicoletta e Remo — con l’Italia divisa in due – si separarono: lei al nord, lui con la flotta, fedele nel giuramento al Re, alla volta della rada di Malta per consegnarsi agli Alleati.
Si riuniranno nell’Italia libera dopo che Nicoletta attraverserà il fronte di guerra. Si è aspettato il sabato successivo per festeggiarla in modo da dare a tutti gli amici dello stabile di via Nansen l’opportunità di partecipare al “complisecolo” insieme ai parenti e ai figli Giuseppe, Paolo e Alessandro. L’evento è stato salutato anche da un telegramma spedito dalla Sindaca Virginia Raggi, che l’ha invitata in Campidoglio per un incontro il 1° luglio con un ulteriore brindisi. Alla signora Nicoletta gli auguri della Redazione di Cara Garbatella.
Al via una raccolta fondi per il campetto dell’oratorio
di giorgio GUIDONI
Alzi la mano chi non ha mai giocato a calcio al campetto della Chiesoletta di Sant’Eurosia. Per chi è nato e cresciuto alla Garbatella e a Tormarancia non vediamo mani alzate, e se guardiamo oltre i confini della zona ce ne sono ben poche. Questo luogo magico, teatro di partitelle e campionati rimasti nel cuore di tutti noi, negli anni ha visto transitare personaggi divenuti poi famosi e soprattutto ha accolto e fatto sognare decine di migliaia di ragazzini.
Trascorrere qualche ora alla Chiesoletta era il compimento di una giornata piena di gioia e soddisfazione, molto vicino alla giornata perfetta. Nei primi anni Settanta, avevo 12 o 13 anni, assiduo frequentatore dell’oratorio, un giorno scoprii in bacheca che Padre Guido stava organizzando un torneo di calcio. Mi misi subito al lavoro per creare la mia squadra chiedendo ai vari amichetti: diversi accettarono di buon grado, ma ne mancava almeno uno per completare la rosa. Una domenica pomeriggio mi incamminai dal lotto Otto, dove abitavo, con Luciano, il mio amico, e con l’immancabile pallone che ci passavamo da un marciapiede all’altro: destinazione Chiesoletta.
Andavamo giocando su per la salita di via Passino e poi giù per via Giacomo Rho. A quei tempi era una cosa normale palleggiare per strada, con traffico inesistente e poche vetture parcheggiate. Arrivati alla piazzetta Giustino de Jacobis si unirono a noi altri due ragazzini, erano due fratelli di colore: uno più piccolo, l’altro, Daniele Lusieta, aveva più o meno la mia età e un bel tocco di palla. Non mi feci scappare l’occasione e gli proposi di unirsi alla squadra, che stavo formando per il torneo. Daniele, che non conosceva ancora l‘oratorio, aderì con entusiasmo e completò la rosa del team a cui avevo dato un nome ispirato dalle recenti olimpiadi e mondiali di calcio del Messico: Olympic.
Che gioia, avevo formato la squadra che aveva addirittura lo straniero! Giocammo il nostro torneo con grande divertimento, su quel campetto in discesa, dal fondo durissimo (“e poi magari piove…”) e con le porte senza reti, ma che almeno avevano i pali, un lusso per quei tempi quando si giocava nei prati con le porte delimitate dalle buste di plastica con dentro i pantaloni della tuta sportiva. Ancora oggi il campo di calcio della Chiesoletta è teatro di grandi sfide e partite, ma è un po’ malandato ed è arrivato il momento di rimetterlo a posto. “Daje Garbatè, rifamo ‘sto campo!” è il titolo delle due serate-evento, che la fondazione Lando Fiorini ha organizzato per sabato 15 giugno alle ore 21 e domenica 16 alle ore 18 alla sala Columbus, adiacente alla Chiesa di Sant’Eurosia, per finanziare il restyling del campetto di calcio dell’Oratorio. Artisti del cabaret romano parteciperanno a titolo gratuito agli spettacoli e l’incasso raccolto sarà totalmente devoluto per i lavori di ripristino del glorioso rettangolo di gioco. Maggiori informazioni sul sito http://www.astrogarbatella.it.
“Scusate se chiudo” recita il cartello affisso da oltre un mese sulla porta a vetri della Vineria Angelino, in Via Enrico Cravero n. 26. Quasi ad accomiatarsi con umiltà e nostalgia dai tanti avventori che dall’aprile del 1966, anno della sua apertura, ne varcano l’uscio. Quasi a sottolineare il rischio della perdita di un negozio di quartiere, nato come ritrovo sociale e punto di incontro per clienti di tante generazioni: gli “storici”, ottantenni, accompagnati dai propri figli e nipoti, ed ancora i frequentatori di età intermedia e qualche giovane.
La Vineria Angelino prende il nome da Angelo Talevi, che rileva un’attività di Vini ed Oli nella seconda metà degli anni ‘60, appunto, insieme ad una trattoria (che prenderà il nome di Tre Gatti) al numero 72 di Via delle Sette Chiese, un bar al numero 74 e una merceria-bazar al numero 78 della stessa via. Il vino che vende sfuso proviene da una storica cooperativa di produttori di Velletri, la COPROVI, uno dei più grandi centri vitivinicoli del Lazio (con il suo fallimento, alla fine degli anni ’90, si passerà ai prodotti della Casa Vinicola Ciccariello). Al contempo, realizza all’interno una piccola trattoria, che lascia ben presto spazio alla sola vendita di vino grazie allo stoccaggio medio mensile, che è di circa 9 mila litri, stimando in circa cinquecento le famiglie del quartiere che comprano vino sfuso. Fanno, quindi, la loro comparsa i grandi tini in vetroresina che prendono necessariamente il posto dei tavoli.
lo storica vineria di angelino in via cravero
Solo negli anni ’80 comincerà a diminuire la vendita dello sfuso: non solo la grande distribuzione sta occupando gli spazi commerciali disponibili, ma si assiste anche allo scandalo del vino al metanolo, che riempie drammaticamente le cronache quotidiane. Fra il 1984 e il 1985 la richiesta scende fino quasi a dimezzarsi: dai 9 mila litri si passa ai 4500, fino ad arrivare, oggi, ad una media di 2 mila litri mensili, considerando che ormai solo 120 famiglie ogni 30 giorni acquistino e consumino il vino sfuso di Angelino. Comunque le motivazioni che lo spingono a chiudere i battenti non sono economico-commerciali. Angelo proviene da una famiglia di Trastevere, settimo di undici figli, ha lavorato nel ristorante del nonno, Carlo Menta, dal 1963, dopo essere tornato dal servizio di leva. E poi c’è il cinema: è stato comparsa in “Accattone” e figurante in “RoGoPaG” ed è stata stretta la sua amicizia con Pasolini, nata sul barcone del Ciriola, locale molto amato dall’intellettuale italiano. Un posto che è esempio emblematico di una Roma sparita, come lo è la Vineria di Angelino.
Maggio “garbatellano” all’insegna dello Street Food
di Ilaria Proietti Mercuri
Altro che Red Carpet, da Piazza Santa Eurosia per tutta via delle Sette Chiese le strade della Garbatella sono state inondate, nella prima settimana di Maggio, dai fumi e gli aromi del Festival dello Street Food, la tradizionale festa del cibo di strada, che si ripete ormai da anni nel quartiere giardino. Tante le sfiziosità a portar via offerte dagli stand gastronomici.
C’è chi ha scelto un panino mordi e fuggi o chi una paella monoporzione da gustare su una panchina. Seduti sui marciapiedi c’erano i ragazzini che ridevano, chi con il gelato che gli si scioglieva tra le mani e chi con un panino più grosso del pallone da calcio che teneva sotto il piede. Camminando tra un’ApeCar e l’altra, dovevi farti largo tra banchetti improvvisati dalle famiglie, con i loro bambini che non sapevano più quale fritto scegliere. Non potevano poi mancare gli anziani del quartiere, che si leccavano i baffi sporchi di birra artigianale su quelle panchine da cui non schiodavano per nessun motivo al mondo.
Dunque, tutti riuniti in quella passerella di cibo, che dal dolce al salato ha accontentato ogni palato e ogni tasca. Gli street chef hanno proposto ricette provenienti da tutta Italia, ma non solo. Dagli arrosticini di pecora abruzzesi, ai cannoli siciliani, passando per i supplì alla gricia, all’amatriciana o a cacio e pepe. Ed oltre ai classici piatti romani, si potevano assaporare anche ricette come la vera paella Valenciana, accompagnata dall’immancabile sangria.
Visto poi che una festa senza dolce è un incontro e basta, non si sono fatti attendere le sfogliatelle calde, bombe, ciambelle, waffle. E con un po’ di attesa, che si sa è già essa stessa il piacere, si serviva uno strepitoso tiramisù espresso artigianale, che solo intingendo la prima cucchiaiata ti rendevi conto che quell’attesa, in realtà, non era altro che un’atroce sofferenza. Un festival però non solo dedicato al cibo. Il tutto è stato infatti accompagnato dal quartetto Blues R&B “Lonely”, che ha aperto le danze il Primo Maggio, poi gli spettacoli degli artisti di strada, i laboratori per i più piccoli e a concludere la festa, il 4 e 5 Maggio, sono stati i ragazzi de “Gli Sgarbatelli” con i loro tamburi rullanti. Insomma, tra spettacoli musica e buon cibo, il Festival dello Street Food non ci ha fatto mancare proprio niente, il tutto incorniciato da uno spicchio di Roma genuina come la Garbatella.
Il Municipio incontra i cittadini a piazza Eugenio Biffi
Si è conclusa con l’incontro del 15 maggio in viale Giustiniano Imperatore a San Paolo la campagna di partecipazione promossa dal governo locale per informare i cittadini. La serie di incontri è iniziata il 2 maggio a piazza Eugenio Biffi, dove il presidente Ciaccheri e gli assessori davanti a un centinaio di persone hanno fatto un sommario report delle buone pratiche e degli interventi messi in campo nei primi sei mesi di governo.
Prima dell’incontro è stato distribuita una scheda con il calendario degli appuntamenti: “ il Municipio è la nostra casa comune della quale prenderci cura — recita il foglio municipale – questo è il nostro impegno e come sempre siamo convinti che la migliore amministrazione si faccia per strada per e con i cittadini. Per questo nel mese di maggio abbiamo promosso otto assemblee pubbliche nei nostri quartieri con l’obiettivo di raccogliere suggerimenti e per condividere quanto è stato fatto fino ad oggi e quello che sarà messo in cantiere nei prossimi mesi”.Tra gli interventi a piazza Biffi: Roberto Ceselli degli orti urbani Garbatella, Anna Maria Baiocco di Legambiente, Simonetta Greco dell’associazione Itaca, Giorgio Tribuzio del centro anziani di via Pullino e altri rappresentanti dei Comitati di quartiere, del centro sociale la Strada e semplici cittadini (g.riv.).
E’tutto pronto per la seconda edizione dell’Essspo del Sociale targato VIII Municipio, che ha chiamato a raccolta Associazioni, Cooperative e Comitati. Sabato 18 maggio, dalle 10,00 alle 18:00, in Via Benedetto Croce 5, nel parcheggio interno, vi aspettano spettacoli, proiezioni e rappresentazioni dei ragazzi seguiti da vari servizi sociali.
Un’idea sposata fin da subito da oltre 40 enti. Cosa hanno in comune queste organizzazioni? Appunto, proprio le tre S dell’”Essspò”, o meglio: sociale, sostenibile e solidale. Ogni fondazione esporrà e offrirà il proprio materiale, dietro un contributo volontario, pubblicizzando così le varie attività di cui si occupa. Molti degli oggetti che troverete sono prodotti realizzati con materiali di riuso dai partecipanti. Una parte del ricavato della vendita, poi, sarà destinato alle stesse Case Famiglia o Onlus che hanno deciso di aderire.
Obiettivo di questa giornata, toccare con mano l’attività di tanti professionisti che ogni giorno sono accanto a chi, per un motivo o per un altro, ha bisogno di sostegno. Professionisti che hanno fatto del proprio mestiere un continuo aiutare gli altri. Dunque, una giornata di unione dove sarà possibile conoscere il mondo, che c’è dietro la vita di un ragazzo disabile o gli ostacoli e le fragilità che si trovano ad affrontare gli anziani delle case famiglia. Tutte difficoltà che ai loro occhi possono sembrare grandi, ma una volta condivise, si affrontano con il sorriso.
Oltre alle associazioni saranno presenti anche tutte quelle onlus che operano nel sociale all’interno nell’VIII Municipio, rappresentando il cuore pulsante del nostro territorio.
Parte l’OttoInsieme: l’albo della solidarietà dell’VIII Municipio
di Gianni Rivolta
Con il progetto OttoInsieme il governo locale lancia un vero e proprio Albo della solidarietà, che coinvolga nel sostegno alla marginalità sociale e alla povertà, non solo le associazioni ma anche i privati cittadini. Insomma si tratta di un esperimento che superi i tradizionali interventi messi in campo fino ad ora dai Servizi sociali per costruire un nuovo modello di Welfare. La proposta è stata avanzata a fine aprile nell’hub culturale di Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3 alla Garbatella. Presenti, oltre al minisindaco Amedeo Ciaccheri, anche l’assessora alle politiche sociali Alessandra Aluigi e la consigliera Sonia Spila.
“Sulla scia di quanto già fatto a Riace dal Sindaco Mimmo Lucano, a Napoli dal Sindaco De Magistris e nella nostra città nel Municipio I dalla Presidente Alfonsi,- ha dichiarato il presidente Ciaccheri- abbiamo messo in rete le istituzioni e le realtà di base per realizzare un progetto di accoglienza diffusa rivolto a tutte e tutti. Nel nostro municipio ci sono tante persone che mi chiedono: come posso dare una mano, come posso partecipare? Ecco la risposta, l’OttoInsieme — continua Ciaccheri è un albo municipale della solidarietà , a cui ci può iscrivere, per una città accogliente.
Uno strumento per mettere insieme tutte le energie, le risorse e le disponibilità di realtà formali e informali, ma anche di singole persone del nostro territorio, per realizzare una rete di mutuo aiuto e scambio, volta anche all’accoglienza in casa con il progetto Welcome Home, insieme al C.I.R. e a Refugees Welcome”. Ma il progetto non si limiterà a mettere a disposizione la propria casa ai rifugiati. Verrà predisposto sul web un portale interattivo diviso in varie sezioni per rispondere ai bisogni più diversi: ospitalità e affitto; lavoro e formazione (rivolto a piccoli imprenditori e artigiani); salute e cura di sé ( medici di base e medicina solidale); insegnamento della lingua italiana; supporto legale gratuito, sport e attività ricreative nel tempo libero, ma anche semplicemente fornitura di pasti o messa a disposizione di tempo da dedicare a chi ha bisogno.
Anche Sabrina Alfonsi- presidente del I° Municipio- ha voluto dare il suo contributo: “ sono possibili altri progetti di accoglienza rispetto a quelli calati di forza nelle periferie già degradate, che hanno sollevato così tante proteste nei residenti. Per esempio aprire le case nel Centro Storico. Delle 90 famiglie che hanno già risposto alla nostra chiamata di aiuto il 50% ha ospitato in casa e sono rimaste soddisfatte”.
La Onlus Amici di Fruzzico torna alla Garbatella. Dopo il presepe di Natale a piazza Albini, stavolta, sempre nella stessa piazza, i ragazzi si sono imbattuti nella costruzione di una fioriera molto particolare.
Perché? Beh, se vi capita di passare, noterete che ogni pianta è differente l’una dall’altra, e questo proprio per risaltare l’importanza della diversità.
Insomma, in un mondo dove ormai di preferisce alzare muri e chiudere porti, alla Garbatella c’è chi invece sceglie di rompere la monotonia arricchendo il quartiere attraverso l’unicità di ognuno di noi.
Chi l’ha detto che gli alberi possono crescere solo nei prati? Nel parcheggio di Eataly nasce un vero e proprio “Frutteto di quartiere” con 35 diversi ceppi.
Arrivare da Eataly, entrare nell’area di sosta e al posto delle macchine trovarsi davanti un frutteto metropolitano, è questa l’ultima iniziativa dell’azienda ai confini tra Garbatella e Ostiense. L’idea è stata promossa dall’associazione Zappata Romana, che da anni, coinvolge i cittadini tramite iniziative ambientali rendondo i quartieri romani più ospitali e colorati. Stavolta sotto a chi tocca? A Eataly. Proprio nel grande parcheggio di fronte all’entrata infatti, sono stati piantati ben 35 gli alberi, dal melo cotogno, al pioppo cipressino fino al sambuco, tutti inseriti in strutture di legno. Accanto ad ogni pianta potrete trovare le informazioni relative alle diverse varietà. Ma non solo, si può anche leggere a chi è stato donato l’albero. I soggetti assegnatari sono tanti, tra cui le scuole Aurelio Alonzi, Macigni Strozzi o Cesare Battisti, i parchi Colombo, Casa del Parco o della Garbatella, l’Associazione Orti urbani di Tor Carbone e così via, e ad ognuno di loro spetta custodire e salvaguardare il proprio arbusto.“Gli alberi rimarranno lì fino ad autunno” ci dicono dall’associazione, “poi saranno donati alle rispettive scuole e comitati. Quelli donati, saranno rimpiazzati da altri nuovi, che saranno a loro volta donati.”
Oltre a piantare alberi però, si pianta anche speranza; ossia quella di difendere il clima, la natura e molte specie animali, tra cui le nostre amiche produttrici di miele. E meno male! Perché come diceva un certo Albert Einstein, “Se le api scomparissero dalla faccia della terra all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.” E visto che i membri di Zappata Romana ci tengono a salvaguardare la specie umana, non è la prima iniziativa che lanciano a favore delle api. Già con il progetto “Bee the Future” infatti, l’associazione aveva praticato una riforestazione di 100 ettari con diversi fiori. Insomma, stessa filosofia, ma diversi progetti.
Dunque, se dovesse venirvi in mente di fare un giro da Eataly, oltre a strafogarvi di cibo, potete fare un salto al nuovo “Frutteto di quartiere”.
“Voglio piantare una bandiera e costruirci intorno una battaglia, contro i nazionalismi e le destre estreme ”
di Gianni Rivolta
Nel palazzo della Regione, in una sala gremitissima di giornalisti e di addetti ai lavori, Nicola Zingaretti ha spiegato le ragioni della candidatura del suo vice Massimiliano Smeriglio, alle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Il governatore del Lazio, nonché segretario nazionale del Partito democratico, è partito da lontano.
Ha rivendicato i risultati di una squadra che da 11 anni ha creato coesione sociale e, adottando formule politiche inedite, ha sempre vinto, anche quando intorno si sgretolavano le macerie del Centrosinistra a livello romano e nazionale.
“Non dobbiamo essere pigri, sciatti e burocratici, dobbiamo proiettare nel futuro a livello nazionale la buona qualità di governo e il nostro modo di essere nel centrosinistra . Non dobbiamo essere subalterni, – ha ribadito Zingaretti- la lista per le europee deve essere aperta, larga e innovatrice e deve mettere al centro la crescita, lo sviluppo e le persone.
C’è l’esigenza nel centrosinistra di forgiare una nuova classe dirigente e Massimiliano Smeriglio, che è stato cooprotagonista di questa stagione politica, non poteva mancare nella lista, dove porterà la sua cultura politica. Bisognava muovere le pedine. Vittorio Foa l’avrebbe definita la “mossa del cavallo” e noi vogliamo portare nella politica nazionale,fatta spesso di sole parole,la concretezza dell’esperienza amministrativa, di chi le persone le guarda in faccia”.
Massimiliano Smeriglio a tratti si è fatto prendere dall’emozione: “ Non è facilissimo per quello che verrà e quello che è stato. Nicola mi ha chiesto di candidarmi e speriamo che “la mossa del cavallo” non si traduca nella “mossa dell’asino”.
Io comunque voglio dare un contributo diretto ad una battaglia epocale, voglio piantare una bandiera contro i nazionalisti, contro quelli della famiglia di Verona, gli omofobi,i maschilisti, contro le nuove e vecchie povertà e contro le destre estreme, che rischiano di diventare maggioranza in Italia e in Europa. Una Europa che vogliamo cambiare, che vogliamo più democratica, inclusiva e accogliente.
Ho fatto un doppio salto mortale. Ho accettato di candidarmi e di candidarmi nel Partito Democratico, perché penso che Nicola Zingaretti sia il miglior segretario che questo partito possa avere. Lo faccio correndo senza paracadute. Perché concluso , il viaggio della Memoria in programma tutti gli anni con 500 studenti romani, mi dimetterò da vicepresidente. Sarà un passaggio netto senza piano b.
Faccio politica da quando avevo 14 anni. Se sarò eletto da Strasburgo presiederò da quella posizione le politiche che in questi anni abbiamo avanzato nel Lazio, altrimenti tornerò a scrivere, a studiare e a leggere. Non è la prima volta che affronto queste sfide”.
Se pensate di sapere quanto
può infuriarsi un romano al volante in mezzo al traffico, è perché non avete
mai visto un romano al volante, in mezzo al traffico, dopo che gli hanno pure
chiuso la Cristoforo Colombo!
Insomma avete capito? “Torna a Roma laFormula E con la settima tappa del campionato 2018/2019”, si legge sul sito del Comune di Roma. Nessuno mette in dubbio che sia fantastico promuovere le energie alternative e incoraggiare l’utilizzo delle fonti elettriche, si ma noi? Come ci muoviamo nei giorni del campionato dei motori elettrici?
Allacciate le cinture, nervi saldi e
tenete a mente queste modifiche alla viabilità. Vi ricordiamo inoltre, che
se non volete ritrovarvi a sbuffare tra una strada chiusa e un vigile che vi
manda dalla parte opposta di casa vostra, le variazioni saranno inserite anche
sulle app quali Waze, GoogleMaps, Moovit, e altre.
Per l’allestimento del circuito,
dall’11 al 15 Aprile:
Chiusura dello svincolo del Gra sulla pontina direzione Eur, sia in carreggiata interna che esterna.
Chiusura di via Cristoforo Colombo tra Laurentina e Oceano Atlantico.
Le strade chiuse per la Formula E a Roma | Colombo chiusa | Svincolo raccordo chiuso | Bus deviati formula E Roma
Chiusura della svolta a sinistra da via Laurentina su viale Cristoforo Colombo in direzione viale Marconi e viadotto della Magliana.“
Durante la gara, che avverrà dalle
20:30 alle 5:30 del 15 Aprile, le strade dedite al circuito saranno:
Via Cristoforo Colombo
Via Cristoforo Colombo altezza piazza Marconi, e altezza viale Europa
Viale Asia
Via Stendhal
viale della Letteratura
via della Pittura
Viale dell’Industria
Via delle Tre Fontane
Viale dell’Agricoltura
Via Ciro il Grande
Viale Civiltà del Lavoro
via Cristoforo Colombo altezza piazza Marconi
Le fasi del disallestimento invece
inizieranno dal 15 Aprile per terminare il 21 Aprile. Se volete dettagli più
precisi, giorno dopo giorno, potete consultare il sito del Comune si Roma al
seguente link:
Il prossimo 16 aprile la scuola primaria “Aurelio Alonzi” parteciperà all’iniziativa nazionale: “Nontiscordardimé – Operazione Scuole Pulite”, l’annuale giornata di volontariato, promossa da Legambiente, ideata per le scuole che intendono impegnarsi nella promozione di stili di vita sostenibili all’interno della propria comunità e del proprio territorio.Le scuole sostenibili favoriscono azioni di cittadinanza per rendere i ragazzi protagonisti della cura del proprio ambiente di vita dentro e fuori l’edificio scolastico.
Il programma della giornata sarà
così strutturato:
14,30-16,30: Nelle classi,
attività di sensibilizzazione ambientale a cura dei volontari di Legambiente
16,30-19,00: In giardino, lavori
di sistemazione, piccole potature, realizzazione di aiuole e cartellonistica,
mercatino del libro
18,30: Estrazione biglietti della
Lotteria e premiazione
“Scuola sostenibile- Nontiscordardimè è una campagna promossa da Legambiente cui la scuola Alonzi aderisce da un paio d’anni – racconta Patrizia Martinelli, responsabile del plesso -, aldilà dell’ovvio richiamo alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, l’iniziativa è volta alla promozione di momenti aggregativi in occasione dei quali i volontari del Circolo Legambiente Garbatella, i genitori e i docenti disponibili collaborano in sinergia per il benessere e la tutela della scuola. Quest’anno saranno effettuati lavori di piccola potatura, sistemazione e allestimento degli orti scolastici.La presente edizione sarà inoltre un momento di festa: è stata organizzata una lotteria, cui hanno aderito molti esercenti della zona in un vero e proprio tam tam entusiastico, e un mercatino del libro. Tutti i proventi saranno destinati all’acquisto di beni per la scuola, al fine di migliorare l’ambiente di apprendimento quotidiano dei bambini. Si ringraziano gli sponsor e i volontari che parteciperanno all’iniziativa.”
I biglietti della lotteria saranno venduti nel
cortile della scuola e i premi previsti consistono in buoni e servizi offerti
dai commercianti di Garbatella, che in molti hanno partecipato all’iniziativa.
Per il mercatino del libro (ad offerta libera) è stata richiesta la
partecipazione delle famiglie con la donazione di un libro adatto alla fascia
di età degli alunni della scuola primaria. L’intero ricavato del pomeriggio
sarà utilizzato esclusivamente per le necessità degli alunni della scuola
Alonzi.
Entra nel vivo con la presentazione delle
candidature la campagna elettorale per le europee del prossimo 26 maggio. Tra le prime
dichiarazioni ufficiali di entrata in campo c’è quella di Massimiliano
Smeriglio nella lista del Pd. Cittadino
della Garbatella e attuale vice presidente della Regione Lazio, Smeriglio proveniente
da Sel, oltre ad essere una figura di spicco della Sinistra romana, è stato per diversi anni presidente dell’XI
Municipio oggi VIII. La sua candidatura e le successive dimissioni
comporteranno un rimpasto nella Giunta regionale. Per il suo posto si fa il
nome di Daniele Leodori, attuale presidente del Consiglio alla Pisana.
PRIMI SEGNALI DI
RIPRESA PER IL CTO:IL
RILANCIO NEI PROSSIMI DUE ANNI
di Sandra Girolami
Si diradano le prime nubi sull’ospedale
traumatologico della Garbatella. Qualcosa di concreto si sta muovendo, a partire
dall’audizione che si è svolta a fine
marzo alla Pisana nella Commissione Sanità del Consiglio Regionale del Lazio. Già in quella sede il direttore
generale della Asl Rm2 e il direttore sanitario del Cto hanno annunciato un
piano di iniziative, che verranno intraprese nei prossimi due anni per
risollevare le sorti del vecchio nosocomio. La notizia è stata accolta
positivamente dal presidente dell’VIII Municipio, Amedeo
Ciaccheri, che si è dichiarato soddisfatto di questi primi segnali, a partire
dalla riacquisizione al patrimonio pubblico del polo ospedaliero.
“L’interlocuzione diretta del Municipio con l’assessore regionale Alessio D’Amato
e con l’azienda sanitaria ha dato i primi frutti – ha detto – Il progetto dell’ampliamento dell’unità spinale
e del reparto di terapia intensiva sono novità importanti, cui devono
corrispondere tempi rapidi ed un piano
di rilancio anche occupazionale”.
Cara Garbatella, nel numero scorso, aveva messo a
fuoco diversi problemi ed interrogativi,che da anni preoccupano la popolazione
e sui quali ha chiesto risposte alla
Direzione strategica della Asl Rm2, risposte che sono puntualmente arrivate a
partire dalla questione dei posti letto : ”Il rilancio della struttura come
polo d’eccellenza è uno degli obiettivi
che questa Azienda si è prefissata per rilanciare il Cto, che nel corso
dell’ultimo decennio era stato depotenziato fino a farlo diventare quasi una
struttura a valenza territoriale. La nuova organizzazione dei posti letto di
tutti gli ospedali dell’Azienda è per intensità di cura, quindi anche al Cto
esiste l’area di degenza ortopedica “long”, “week” e “day surgery”. Fra poco partiranno i lavori
al terzo piano per realizzare la nuova “week” ortopedica. In questo modo si
amplierà l’offerta di posti letto e si potranno separare i flussi di pazienti
che entreranno in urgenza da quelli che devono fare un intervento pianificato. Inoltre,
in questo periodo sono stati realizzati lavori di ristrutturazione, che hanno
consentito di attivare gli Ambulatori ortopedici e gli sportelli CUP dedicati,
il poliambulatorio ospedaliero con sala d’attesa, la riattivazione del blocco
operatorio al 2° piano e dell’attività di radiologia interventistica della
colonna”.Tra le opere in cantiere è
prevista anche l’installazione di una nuova Risonanza Magnetica Nucleare e di
tutta la radiologia oltre alla riqualificazione degli ascensori, alla
realizzazione dei nuovi impianti di sollevamento e al ripristino della
cartellonistica.
Ma è il potenziamento dell’Unità Spinale uno degli interventi più attesi.
Forse non a tutti è chiaro cosa sia esattamente, quali problemi organizzativi
presenti ed anche quale impegno sia necessario da parte del personale, che deve
assistere i pazienti, per molti dei quali non ci sono speranze di guarigione e
che devono riadattare i loro gesti, le loro abitudini, tutta la loro vita ad
una condizione di mobilità limitata. “I posti letto – spiega la Direzione della Asl – passeranno
da 16 a 32 e quelli
della Terapia Intensiva da 6 a 12 così da permettere il trasferimento precoce
di pazienti tetraparaplegici all’Unità Spinale. Il raddoppio della rianimazione,
inoltre, consentirà di trasferire rapidamente i pazienti con lesione midollare,
per poterli trattare subito chirurgicamente e dal punto di vista riabilitativo,
per consentire il maggior recupero possibile”.
A proposito della Gamma Unit, dalla Direzione sanitaria fanno sapere
che era un’attrezzatura ormai desueta, fuori uso dal 2000, ed è stata rimossa
nel 2017 da un’apposita ditta specializzata. Mentre l’elisuperficie è solo temporaneamente chiusa al traffico
aereo, in quanto sono state avviate le procedure di affidamento della gestione,
manutenzione ed adeguamento alle norme di sicurezza.
E il Pronto Soccorso, su cui negli ultimi tempi aleggiano minacciose ipotesi
di chiusura? “Come previsto dalla Rete ospedaliera regionale e dall’Atto
aziendale – precisa la nota della Asl – è
in fase di realizzazione il Pronto soccorso specialistico ortopedico con
l’obiettivo di ripristinare la storica linea d’attività, ben conosciuta dai
cittadini romani, per la cura e la riabilitazione di episodi di traumatologia,
che ha fatto del Cto l’ospedale di riferimento per tutto il Lazio”.Ma i cittadini del territorio
continuano a credere che l’ospedale della Garbatella dovrebbe essere messo in
grado di soccorrere qualsiasi malato, senza per questo diventare un altro
policlinico, basterebbe istituire un dipartimento di emergenza con la presenza
di tutte le specializzazioni. E’ quanto chiedono le organizzazioni sindacali a
partire dai rappresentanti della Cgil,
Cisl e Uil, che da anni sollecitano investimenti sul nosocomio di via San Nemesio,
vista anche la carenza dei posti letto al S. Eugenio, dove lo stesso Pronto Soccorso è al collasso: per
fare una visita in codice giallo si fanno anche otto ore di attesa. Insomma per
molti il Cto deve tornare ad essere compatibile con i bisogni della
cittadinanza. Anche il sindacato autonomo Fials, tra i punti alla base dello stato di
agitazione del personale della Asl RM2, sottolinea l’urgenza del potenziamento
dell’Ospedale traumatologico, l’assunzione di personale infermieristico, socio
sanitario e amministrativo.
Inquinamento: allarme rientrato sulla Circonvallazione ostiense
Prati
verdi, palme, roseti e alberi di limoni, chi conosce la Garbatella lo sa, sembra
di stare in una valle verde. Chi pensa però di poter vivere alla Heidi tra
lotti e giardini, freni il suo impulso. Chi crede che tutto questo quartiere
fiorito possa salvarlo dallo smog di Roma, si sbaglia di grosso.
A
farci alzare le antenne per quanto riguarda la situazione smog delle nostre
strade sono stati i dati diffusi
recentemente sugli organi di stampa. Con una campagna mirata al monitoraggio
delle polveri sottili, i volontari di Legambiente hanno fatto tappa in varie parti di Roma, tra cui proprio
Largo Fochetti, dove la Circonvallazione Ostiense incontra la Colombo, segnalato come uno dei punti più inquinati
della città. “ In realtà il monitoraggio è stato effettuato con misure di 1 ora”, ci
spiega Andrea Minutolo, coordinatore di Legambiente, “e vuole essere una
fotografia dell’esposizione inconsapevole alle polveri sottili a cui i
cittadini spesso sono sottoposti quotidianamente.”
Quali
sono stati i risultati? Subito dopo il monitoraggio eravamo tra le zone più
inquinate di Roma, ma come? Ci intossichiamo tutti nonostante la nostra valle
verde? Ebbene no. Il dato diffuso da Legambiente, innanzitutto, si basa su una
sola ora di valutazione della qualità dell’aria. Inoltre, il risultato emerso
per quanto riguarda le polveri sottili (Pm10), calcolato durante la mattinata,
è stato di 13,2 microgrammi/mc per media oraria, quando il limite massimo
consentito per la salute umana è di 50. Vero, non sono mancati picchi di
innalzamento, fino a 123,3; ma “non direi che Garbatella, o Eur, o Tiburtina, sono tra i
quartieri più inquinati” ci rassicura Minutolo.
Non
contenti però, siamo andati a verificare
i dati più affidabili dell’Arpa ( Agenzia regionale protezione
ambientale), che calcola da 55 stazioni in tutto il Lazio le aree più trafficate
tramite sensori inquinanti, in funzione tutti i giorni dell’anno e non per una sola ora. Indovinate un po’ cosa è
saltato fuori? Prendendo ad esempio il 2018, seppure i valori sono stati abbastanza elevati,
non hanno mai oltrepassato i limiti normativi in tutto l’agglomerato romano.
Gli unici superamenti dei valori massimi
per le polveri sottili sono stati registrati
nella Valle del Sacco in Ciociaria.
Nonostante i dati non siano allarmanti, vi invitiamo comunque a camminare di più, non solo per inquinare meno, ma anche perché, come diceva Alberto Sordi: “Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”.
Passeggiando tra le strade, le piazze e nei giardini dei lotti si possono osservare diverse varietà arboree: dagli agrumi agli alberi da frutto, come olivi, ciliegi, albicocchi, nespoli e perfino piante tropicali come avocado e banani. Alzando lo sguardo possiamo ammirare i pini marittimi o i cedri del Libano, che si ergono maestosi. Da un po’ di anni sta accadendo che, in occasione di forti raffiche di vento, cadono diversi alberi, soprattutto pini marittimi che sono tra i più diffusi alla Garbatella. Altre piante, tra cui un pino di Aleppo e una casuarina, fusto di provenienza australiana molto raro, sono state abbattute per motivi di sicurezza, perché erano situate in prossimità delle case. La perdita di tutto questo patrimonio verde, che è avvenuta negli ultimi anni, è dovuta a vari fattori. In primo luogo il riscaldamento globale sta causando fenomeni metereologici di forte intensità, con venti che spezzano rami e abbattono alberi, a volte anche causando gravi danni. Inoltre il fatto che gli alberi nell’ambiente urbano crescono tra l’asfalto o il cemento, fa sì che le loro radici si ammalino: un segno molto evidente è il sollevamento dell’asfalto vicino ai pini. Un’altra causa inevitabile è l’invecchiamento.
Questo porterà nei prossimi anni a un radicale cambiamento del paesaggio: dai pini e alberi ad alto fusto con altre specie che sono state saggiamente scelte di media grandezza e di crescita più lenta, come aceri e cipressi. Negli anni Cinquanta, infatti, furono messe a dimora delle piante di alto fusto creando il paesaggio, che abbiamo goduto fino ad ora, ma che potrebbe inevitabilmente cambiare. D’altronde la natura è sempre in perenne mutamento. E’ possibile immaginare che Tremila anni fa su queste colline e nelle valli dove scorreva l’Almone c’era un continuum di boschi. Poi con la nascita di Roma la città ebbe bisogno di molto legno per le costruzioni e per il riscaldamento, materiale che si prendeva nelle immediate vicinanze. Il disboscamento si praticava anche per favorire la pastorizia e l’agricoltura. Più recentemente, verso la fine del 1800, i dati storici ci dicono che, oltre alla pastorizia, sulle colline di San Paolo e lungo la via delle Sette chiese c’erano vigneti e olivi e nelle vicinanze dell’acqua qualche orto e campi a maggese, che producevano per i bisogni della città, ora Capitale d’Italia, in rapida crescita. Nel lotto 55, dietro la casa che si affaccia su largo Randaccio, c’è in posizione rialzata un olivo secolare probabilmente testimone di quei giorni.
La natura e il verde fanno parte della bellezza della
Garbatella e il cambiamento arboreo, che nei prossimi anni avverrà, sarà per
migliorare il connubio tra uomo e natura nel benessere di entrambi. Per
contrastare il problema del riscaldamento globale è soprattutto nelle città che
dovremo piantare alberi, in grado di assorbire l’anidride carbonica ( CO2 ) lì
dove si produce e rilasciare ossigeno, dove viviamo e ne abbiamo bisogno. Essi,
inoltre, ci rinfrescano in estate con la loro ombra e ci deliziano con la loro
bellezza. Piantare alberi deve essere quindi un impegno prioritario dell’Ater,
del Comune e dei cittadini, che insieme dobbiamo assumere per la
nostra salute e per le generazioni future.
Da questo mese anche Cara Garbatella, il periodico che
racconta la vita dei quartieri dell’VIII Municipio, ha la sua versione on line.
Fino ad oggi le notizie si potevano leggere
nel sito dell’Associazione, che è stato trasformato a tutti gli effetti in una agenzia di stampa territoriale on
line, aggiornata quotidianamente da una redazione. E’ un grande passo avanti per
l’informazione democratica nel nostro territorio, un Municipio che supera i 160
mila abitanti, pari a una media città italiana.
Il giornale on line, facilmente consultabile digitando “Cara
Garbatella”, ha diverse rubriche. Sulla home page si possono leggere gli
articoli in tempo reale divisi nei quartieri che compongono il Municipio e corredati
da immagini fotografiche: Garbatella, San Paolo, Ostiense,Roma 70, Montagnola,
Tormarancio, Ottavocolle e Tor Carbone. Una particolare finestra è stata aperta
con “Garba 100” su tutte le iniziative in vista del Centenario (1920-2020).
Oltre agli articoli di cronaca, in fondo alla home page sul lato destro ci sono
delle utility: storia del giornale, scrittori di Garbatella, la Redazione, i comunicati
stampa e presto ci sarà una fotogallery con
immagini antiche e moderne insieme agli eventi più interessanti.
Inoltre l’archivio
del periodico consente di sfogliare tutte
le pagine a partire dal 2005 o fare una rapida ricerca per autore. Infine, come
nelle più moderne redazioni giornalistiche, Cara Garbatella on line produce,
per le notizie più rilevanti, veri e propri servizi video. Infatti in fondo alla home page, si possono consultare
alcune rubriche: video sulla Garbatella,
locandine e presto sarà presente uno spazio dedicato ai
film girati nello storico Rione.(g.riv.).
San Francesco Saverio è stata la prima chiesa parrocchiale della
Garbatella, in un quartiere dove la presenza dei sacerdoti, fino all’inizio
degli anni Trenta, era limitata al
presidio della storica “chiesoletta” di Sant’Isidoro ed Eurosia su via
delle Sette chiese. Costruita tra il
1931 e il 1933, quando fu eretta a sede parrocchiale, su progetto
dell’architetto Alberto Calza Bini domina piazza Damiano Sauli insieme
all’imponente edificio scolastico “Cesare Battisti”.
La posizione della chiesa nel
quartiere è davvero strategica. Infatti, insieme alla adiacente scuola
elementare, caratterizza l’intera piazza, che può essere considerata il centro
dell’urbanizzazione della Garbatella. La piazza diventa, così, quasi uno spazio
ideale con le case del lotto XIX, progettate da O. Casali, sullo sfondo a fare da quinta
scenografica. L’edificio razionalista,
ultimato nel 1940, con i suoi archi che
conducono verso via Magnaghi fa da separazione tra il nuovo spazio della piazza
e i lotti alle spalle costituiti dai villini residenziali degli anni Venti. Ma chi era il santo a cui è stata intitolata la
chiesa?
Francisco de Jasso
Azpilicueta Atondo y Aznares de Javier,
comunemente noto con il nome di Francesco Saverio, è stato un missionario
gesuita assai attivo nella diffusione del cristianesimo in Asia. Nato nel 1506
da nobile famiglia, era stato poi costretto a fuggire dalla Spagna quando la sua
casata era caduta in disgrazia perdendo tutti i propri beni. Rifugiatosi in
Francia, aveva studiato teologia alla Sorbona di Parigi, dove conobbe Ignazio
di Loyola, al quale si legò partecipando alla fondazione della Compagnia di
Gesù.
Una foto degli anni 50 della parrocchia di San Francesco Saverio a piazza Damiano Sauli
Su richiesta del re del Portogallo,
Papa Paolo III decise di inviare missionari per evangelizzare le nuove colonie
nelle Indie Orientali. Francesco quindi partì da Lisbona nel 1541 ed arrivò
nella colonia di Goa in India dopo un anno di viaggio. Poi da qui portò il
Vangelo anche a Taiwan e nelle Filippine. Successivamente arrivò in Malesia e
in Giappone nel 1549, ma ammalatosi morì
nell’isola cinese di Sancian il 3
dicembre 1552. Venne sepolto nella chiesa dei Gesuiti di Goa, ma una sua
reliquia è conservata a Roma nella chiesa del Gesù, chiesa madre dell’ordine.
Fu fatto santo assieme a
Ignazio da Loyola nel 1662 da Papa Gregorio XV. Festeggiato il 3 dicembre è
considerato il patrono delle missioni ed ecco spiegato anche perché la chiesa,
consacrata nel 1939, venne intitolata al
missionario spagnolo in un quartiere dove la toponomastica è dedicata in parte
proprio ai missionari cattolici nel mondo.
La chiesa non è composta
soltanto dall’edificio di culto vero e proprio, ma anche dai locali
parrocchiali che si trovano nei due corpi laterali lungo via G. Rho e via D.
Comboni. Alle sue spalle oggi si trova il teatro Garbatella, un tempo sede del
cinema parrocchiale.
La facciata con tre entrate ha
due colonne, che incorniciano l’ingresso principale con intorno paraste e
decorazioni in travertino che risaltano sulla struttura di mattoni. In cima
sorge la cupola monumentale e maestosa, che è ben visibile da tutto il
quartiere.
L’interno, a croce latina, è
composto da tre navate con quella centrale dalla volta a botte e in fondo un
corto transetto. L’ambiente è molto luminoso grazie alle alte finestre del
tamburo e a quelle più piccole delle navate laterali. All’interno non ci sono
decorazioni di rilievo.
La piazza è davvero un esempio
di come venivano concepiti gli spazi urbani nei primi decenni del XX° secolo:
la Scuola, la Chiesa, i Giardini, le Case di abitazione a delimitare gli spazi
di un centro di aggregazione della comunità. Per molto tempo una simile
concezione urbanistica è stata criticata, anche per i risvolti politico
ideologici che rappresentava, per essere poi rivalutata ai nostri giorni. Un
pensiero a tutti quelli che per lunghi anni hanno criticato sistematicamente e
aprioristicamente la Garbatella per come era stata costruita e concepita senza riflettere
minimamente su come ci avevano vissuto bene i suoi abitanti (e ci vivono bene
ancor oggi). Un raffronto con le attuali
periferie romane oggi risulterebbe davvero impietoso.
Quel 18 aprile del ‘48 a Ostiense e
Garbatella: sconfitto per un pugno di voti il
Fronte democratico
di Gianni Rivolta
Il clima alla vigilia
delle prime elezioni politiche dopo la Liberazione assunse toni apocalittici
già molto prima del 18 aprile. La chiesa
intervenne pesantemente nella competizione con una serie di lettere pastorali indirizzate
al clero e la costituzione dei Comitati civici guidati da Luigi Gedda, allora
vicepresidente dell’Azione cattolica. L’esigenza, espressamente sollecitata dal
pontefice Pio XII, era quella di costituire una organizzazione anticomunista
per promuovere la fondazione di una “nuova civiltà cristiana”, creare un argine
all’aumento dei consensi ai partiti di sinistra e ai movimenti qualunquisti di
destra, che si erano espressi nelle elezioni siciliane dell’aprile 1947. Molti
ambienti della curia vaticana ritenevano debole la politica centrista della Dc
di De Gasperi e ne auspicavano una più netta collocazione su posizioni
conservatrici.
Il Pci di Garbatella, guidato dal segretario Mario Sperati,
mobilitò tutte le sue forze, dalle pattuglie garibaldine giovanili ai vecchi
partigiani dell’Anpi. Inoltre si costituì la Consulta popolare di quartiere,
che aderì insieme all’Assemblea delle donne al Fronte democratico. Nelle note
delle Questure al Ministero dell’Interno sembrava di essere alla vigilia di una
svolta rivoluzionaria: il Pci, pronto al colpo di Stato, avrebbe attivato
squadre di militanti del “servizio d’ordine” . Intanto la Polizia, in quelle
settimane, avviò un esteso rastrellamento delle borgate e delle campagne in
cerca di armi, per addebitarne il possesso ai comunisti e terrorizzare
l’opinione pubblica col “pericolo rosso”. A Tormarancio e in alcune grotte
sulla via Ardeatina vennero rinvenute mitragliatrici, cassette di munizioni, caricatori, tritolo e
cartucce.
Tutti i giorni nel quartiere si tenevano una riunioni di
caseggiato e comizi nei luoghi di lavoro. Il Fronte democratico si era
costituito a livello di base con l’adesione delle sezioni territoriali del Pci,
Psi, Partito d’Azione, Unione donne italiane e altri organismi collaterali. La
campagna entrò nella fase più acuta nel mese di aprile. Il giorno 7 Pompilio
Molinari , dirigente metalmeccanico, tenne un comizio a Garbatella, Berlinguer
a Testaccio e Mazzoni a Ostiense. Qualche giorno dopo alle case rapide
parlarono D’Onofrio e Segre. I toni trionfalistici di Togliatti sulle pagine
della stampa comunista lasciavano prevedere una facile e schiacciante vittoria.
Si andò alle urne e, nonostante il dispiegamento di forze e un grande attivismo
dei militanti, la sconfitta fu bruciante. La Democrazia cristiana il 18 aprile
1948 fece il pieno. La Dc era quasi il doppio del Fronte. I dati
delle elezioni a Roma per la Camera erano lapidari. Fronte popolare
quasi 240 mila voti (27,3%), Dc 455 mila (51%). I risultati evidenziarono
l’incapacità della lista con l’effige di Garibaldi di attirare i suffragi dei
ceti medi. I deputati comunisti eletti furono 141 e solo 52 quelli socialisti.
Il gruppo comunista era il secondo raggruppamento parlamentare dopo la Dc. Una
magra consolazione.
Manifesti elettorali delle elezioni politiche 1948
Per tornare ai dati romani Il Fdp vinse solo in alcune
borgate e quartieri come a Donna Olimpia, Forte Aurelio,Gordiani, Pietralata,
Primavalle, Casilina, Quadraro, Ponte Galeria, Magliana, Portuense, Acilia e
Centocelle, in qualche caso per poche decine di voti in più. A
Ostiense-Garbatella ( non è stato possibile avere dati disaggregati) vinse per
un pelo la Dc con 13.542 voti contro i 12.990 del Fronte.
Divertente, istrionico, esuberante. E’ Andrea Rivera che sarà al Teatro Garbatella con il suo imperdibile “I quartieri di Roma e altre storie” dal 5 al 7 aprile.
Uno spettacolo di teatro-canzone giocato su calembour, satira, improvvisazione e interazione con il pubblico. Per un viaggio-omaggio a Roma e ai suoi personaggi di ieri e di oggi.
Insieme al comico romano, il musicista Matteo D’Incà, e ovviamente Pigna, la sua cagnolina, che lo accompagna da sempre in scena. Info e prenotazioni al Teatro Garbatella, in piazza Giovanni da Triora 15.
Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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