Da quando avete pensato di venire a visitare la città-giardino, c’è un dubbio che vi assale e non riuscite a trovare una risposta. Una volta arrivati, dove parcheggiare alla Garbatella? Vagherò un’ora senza speranza per poi tornarmene deluso a casa? Be’ non abbattetevi. Basta leggere queste poche righe dove vi sveleremo dove parcheggiare alla Garbatella senza diventare pazzi.
Premettiamo che se non si conoscono i vicoli di questa borgata, tra giardini, palme e sensi unici, non non solo non è semplice come arrivarci, ma anche come trovare parcheggio. Quindi, prendete il vostro navigatore e segnatevi alcune vie che potrebbero esservi utili.
Piazza Giancarlo Vallauri
Questa Piazza di trova a pochi passi dalla metro Garbatella. Non è semplice scovarla per chi non la conosce. Coperta da alberi ci si arriva da Via Lorenzo Pietrasanta, che costeggia parco il Parco Caduti del Mare. In questo piazzale potreste trovare qualche posto. Strisce bianche e nessun pagamento.
Metro Garbatella
Un piccolo trucchetto è quello di mettere la macchina al parcheggio della metro. Si trova all’incrocio tra Via Badoero e Via G. Pullino. Non è molto grande, ma se siete fortunati potete beccare qualcuno che torna proprio con la metro e riprende la macchina lasciata lì.
Circonvallazione Ostiense
La Circonvallazione Ostiense è la lunga Via che collega tra loro la Garbatella con i quartieri circostanti. Negozi, uffici, bar e ristoranti fanno si che sia sempre movimentata. Proprio per questo però, potrete trovare chi entra, chi esce e chi magari vi lascia un bel parcheggio.
Dove parcheggiare alla Garbatella – Garage
Se volete invece andare sul sicuro vi consigliamo alcuni parcheggi ad ore. All’aperto, al chiuso, recintanti, ma comunque tutti custoditi e videosorvegliati.
Via Ostiense, 5481. Si tratta di un grande parcheggio all’aperto nel quartiere Ostiense, a 5 minuti a piedi dalla Metro Garbatella.
Dopo questi piccoli ma utili consigli vi auguriamo una buona passeggiata. E se volete, possiamo aiutarvi anche qui, basta cliccare su Cosa vedere alla Garbatella.
Se parliamo di popolarità alla Garbatella, senza ombra di dubbio non può mancare lui. Gabriele De Santis detto Er Faciolo. Sballottolato per anni tra un mestiere e l’altro alla fine aveva trovato il suo posto, tra i ragazzi dell’oratorio San Filippo Neri. Questo grazie a Padre Guido, che lo aveva messo al sicuro con stipendio e previdenza. Iniziava la giornata davanti al cancelletto controllando chiunque entrasse. Se si rompeva qualcosa diventava un fabbro. Serviva verniciare? Era bravissimo. Anche se riusciva a sporcarsi fin sugli occhiali e allora non capivi se ti guardava storto e ci vedeva male. Poi era conosciuto da tutto il quartiere per il suo modo in stile cabaret di vendere mostaccioli, bruscolini, e tante leccornie. Prima dentro a un cinema, poi all’Oratorio San Filippo Neri. E proprio lì tra quei ragazzi, stagione dopo stagione, era diventato un mito. A più di ottant’anni ancora si ostinava a portare le merendine agli alunni della Scuola Media Cesare Baronio. I ragazzi lo hanno sempre amato. Prima come fosse uno zio, poi un nonno. A quelli che non avevano i soldini per comprare i panini, lui rispondeva <<Pacioccone>> e glieli regalava.
Gabriele, proprio in mezzo a quei ragazzetti, il suo posto nella vita l’aveva trovato. E ci è rimasto fino alla notte del 22 febbraio quando ci ha lasciati. Avrebbe compiuto 86 anni il prossimo 25 marzo.
Gli abitanti del quartiere si ricordano tutti di Gabriele. Ricordano il suo aspetto rotondeggiante. Ricordano il suo volto che raccontava una storia fatta di bontà, di sacrificio e di aiuto per il prossimo, soprattutto per i più piccoli. Rircordano il suo modo di esaltare ogni cosa. Di esagerare sempre. Se un rubinetto si rompeva, <<Correte se sta a allaga l’oratorio!>>. Se una stufa buttava un po’ di fumo, <<Er fumo soffoca la ggente de tutta Garbatella!>>.
La sua vita, circoscitta alla Chiesoletta, appartiene a quelle storie umane semplici, genuine, ma che non si dimenticano. Quei bambini ora diventati adulti non smetteranno mai di ringraziarlo. Il suo ricordo resterà sempre tra le mura di quell’oratorio. Quel posto ai confini del tempo dove gli anni passano ma il suono di quella campanella, quei vecchi volantini e le punizioni se provi a dire una parolaccia non passeranno mai. Proprio come te Gabriele, anche il tuo ricordo sarà sempre qui.
I funerali di Gabriele ci saranno Martedì 25 febbraio 2020 alle ore 11,30 presso la Parrocchia San Filippo Neri, Via delle sette Chiese, 103.
Volentieri riceviamo e pubblichiamo un contributo audio per Radio Popolare sulla cerimonia del Centenario di Garbatella il 18 febbraio 2020. Il servizio è stato montato da Anna Bredice, collaboratrice di Cara Garbatella.
Perché si chiama Garbatella? A svelarlo è una ricerca pubblicata nel libro Garbatella 100. Ed ecco, dopo anni di leggende, il vero motivo.
Perche si chiama Garbatella: Le leggende negli anni
E’ da decenni che scrittori, ricercatori, professori, cercano una risposta ad una delle leggende più diffuse di Roma Sud: perché si chiama Garbatella? Fino ad ora, il racconto più convincente, è sempre stato quello dell’ostessa Garbata. Passeggiando per i vicoli infatti, capita spesso di incontrare guide turistiche con la loro bandierina alzata che si avvicinano a Fontana Carlotta raccontando questa storia. “Qui viveva una locandiera di nome Carlotta che gestiva un’osteria. Era molto bella e garbata, così il quartiere prese il nome di Garbatella.” Interessante. Anche credibile. Ma non è questo il vero motivo del nome.
Seconda ipotesi accreditata per anni è stata quella della coltivazione tipica di questa zona. Prima dello sviluppo del quartiere infatti, la coltivazioneche utilizzavano era chiamata “garbata” o “barbata”. Una volta nato il quartiere poi, questo avrebbe preso il nome dalla coltivazione. Ma la vera ragione del nome, ahimè, non è neanche questa.
Terza teoria, ma qui entriamo nel misterioso, narrava di un cadavere. Secondo cui una ragazza era stata trovata morta vicino ad un fiume lì vicino. Alla ragazza poi, bella e garbata, avevano dedicato il nome Garbatella.
Perche si chiama Garbatella: Un documento e svanisce il mistero
Dopo cento anni di leggende, proprio in occasione del centenario, viene pubblicato il libro “Garbatella 100 il racconto di un secolo”. Sfogliando le prime pagine si fa capo ad uno studio del 2006 condotto dalla professoressa dell’Università di Roma Tre Rita D’Errico. Studio approfondito poi da Giorgio Guidoni grazie al quale siamo potuti entrare nel vivo della questione. Da questa ricerca infatti viene fuori un documento decisivo. Un bollettino parrocchiale della Basilica di San Paolo del 1932. Nel documento oltre che la storia della parrocchia, si spiega il perché del nome Garbatella.
Perche si chiama Garbatella: La vera storia del nome
Abbiamo detto che il mistero si è svelato? Ebbene si. Partiamo da lei. Maddalena Eusebi, romana, madre di una bimba chiamata Clementina, nel 1797 rimane vedova di suo marito Antonio Eusebi. Clementina cresce e a 17 anni incontra Giovanbattista Cascapera. I due si sposano nel 1815. Giobatta, così era chiamato, era un vignaiolo. Decide così dopo il matrimonio di trasferirsi nell’Agro Ostiense e prendere in gestione una vigna chiamata Sabatini. Giobatta accetta di portare con se anche Maddalena, la madre di sua moglie rimasta sola. I tre rimangono nella vigna fino al 1822.
Qui state attenti. Cosa succede? Nel registro parrocchiale dell’epoca, sul nome di Maddalena risulta ancora il cognome del defunto marito Eusebi. L’anno seguente la basilica andò a fuoco. Quando venne scritto il nuovo registro nel 1823 risultavano, Clementina Eusebi, Givanbattista Cascaera, le tre figlie e indovinate un po’? Maddalena Garbata. Cognome che aveva probabilmente prima di sposarsi. Da lì nacque un semplice gioco di parole: Garbata la madre, Garbatella la figlia. Una vita passata insieme che le ha portate non solo al gioco di parole, ma anche a dare il nome a questo storico quartiere.
Al via i festeggiamenti per l’anniversario più atteso. Ecco il calendario delle iniziative in tutto il Municipio
di Paola Borghesi
Ormai da diversi giorni, in giro per la Garbatella, si respira un’aria di attesa. Sia al forno, che al bar o in fila al supermercato, può capitare di sentire persone interrogarsi tra di loro: “Ma allora, si sa quando cominciano i festeggiamenti?”, “Pare si inizi a Piazza Brin”, “ Dicono che poi c’è musica al Palladium, aperta a tutti”.
Ebbene sì, ci siamo, Garbatella compirà 100 anni esattamente il 18 febbraio 2020: infatti lo stesso giorno di 100 anni fa il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra proprio a Piazza Brin. E, proprio da lì, il quartiere e il Municipio tutto daranno il via ai festeggiamenti per il Centenario. Si inizierà alle 10,30 con il saluto del Presidente dell’VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, del Presidente della Regione Nicola Zingaretti e di altre cariche Istituzionali (è stata invitata anche la Sindaca Raggi, che ancora non ha confermato la presenza), seguiti dalle note festose della banda dei Vigili Urbani.
In contemporanea, intorno ai sei Istituti Comprensivi del Municipio, ci saranno animazioni dei ragazzi. In particolare, alle 10,30 quelli di Padre Semeria organizzeranno un flash mob tra il Pincetto e la scalinata di Via Giulio Rocco, formando un unico cuore rosso, simbolo di Garbatella 100; replica due ore dopo a piazza Damiano Sauli con gli studenti della Cesare Battisti: il tutto verrà ripreso da droni, per la realizzazione di un video-racconto che comprenderà anche i back-stage.
Nel pomeriggio alle 16, al Parco di
via Pullino, si terrà lo spettacolo “Nonna Garbatella”, realizzato
dall’Associazione Itaca, con premiazione finale della Nonna dell’anno.
Ma i festeggiamenti del compleanno più atteso dai garbatellani non finisce qui. Alle 17,30 al Palladium per la presentazione della Guida “Roma Garbatella” del quotidiano Repubblica saliranno sul palco artisti a sorpresa.
Alle 19, sempre davanti al teatro, la “Stradabanda” farà da richiamo per l’evento che seguirà alle ore 20: il concerto dell’Orchestra multietnica di Piazza Vittorio, con la partecipazione di ragazzi delle scuole a completamento di un progetto di valorizzazione dell’integrazione, iniziato dall’assessore Vetrugno già da diversi mesi. L’entrata è gratuita fino ad esaurimento posti.
Il
19 alle ore 17,30 presso l’Hub culturale Moby Dick verrà presentato il progetto
di una casa delle memorie di Garbatella a cura di Gabriella De Angelis con
l’introduzione di Sandro Portelli. E sempre il 19 in serata, l’associazione Itaca
presenterà all’oratorio di San Filippo Neri “Roma campioni, immagini della
Garbatella e della tifoseria degli scudetti”.
Venerdì 21 presso Moby Dick verrà inaugurata la mostra “GARBATELLA 20/20. La città e la memoria” un lavoro coordinato dalle professoresse Francesca Romana Stabile, Elisabetta Pallottino, Paola Porretta del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre.
Quasi in contemporanea, presso i locali Ater del lotto 8, si aprirà una esposizione “GARBATELLA 1920-2020: la borgata giardino attraverso i documenti dell’Archivio Storico dell’Ater”, curato da Nicoletta Stasio. Le sere del 21 e 22 staremo tutti con il naso all’insù perché verrà proiettato un video mapping sugli edifici di Piazza B. Romano: “Fortgefut” prodotto dall’associazione Spell Bound; il video, della durata di dieci minuti, verrà ripetuto ad intervalli consecutivi. Sabato 21 la festa continuerà con la “Notte bianca dello shopping” con animazioni di artisti di strada e momenti musicali lungo via Caffaro e Circonvallazione Ostiense dalle ore 21 alla mezzanotte. Tra i protagonisti anche la Galleria d’Arte Cosarte di via Nicolò da Pistoia,18 con la mostra d’arte denominata“ I cortili dell’anima”.
Il 22 alle ore 11,30 da Moby Dick partirà
la visita guidata “VENTI tappe per GARBATELLA
20/20”, organizzata dal Dipartimento
di Architettura dell’Università Roma Tre.
Il
programma continua domenica 23 con il Carnevale del Municipio VIII:
l’associazione Controchiave animerà il parco accanto a Piazza S. Eurosia con
una mattinata di giochi e laboratori vari per i bambini. Per l’occasione si
esibirà di nuovo la Banda dei Vigili Urbani.
Liberare
Roma. Con questo nome parte dal Presidente dell’Ottavo municipio un progetto di
risveglio della sinistra, allargata e progressista, che guarda direttamente
alle prossime amministrative. A Roma si voterà tra un anno e mezzo e, se per ora Ciaccheri si schermisce e dice
che è troppo presto per fare nomi, è però evidente che lui sarà tra i protagonisti della politica romana in grado di
sfidare la destra e quel che rimane dei Cinque stelle dopo l’amministrazione
Raggi. Con il Movimento fondato da Grillo Ciaccheri è molto chiaro: “si può
aprire una interlocuzione con i Cinque stelle solo se si fanno i conti con la
chiusura dell’esperienza di Virginia Raggi”, ritenuta fallimentare. L’obiettivo
è di arrivare al Campidoglio con una giunta di centrosinistra, il più aperta
possibile alle realtà sociali e alle esperienze diffuse nel territorio. Il
minisindaco dell’VIII Municipio lo
definisce un progetto di ascolto, il cui nome è già un programma: Liberare
Roma. Si tratta di una struttura già organizzata (con pagine Facebook, un logo
con la figura di un bambino su uno sfondo multicolore, spillette e adesivi) con
un fitto programma di iniziative da
realizzare nei quindici municipi della
Capitale da qui alle elezioni del 2021. Saranno le primarie a scegliere chi sarà il candidato del
centrosinistra a Roma. Un recente sondaggio realizzato da un quotidiano
cittadino pone il presidente della Giunta del nostro municipio al terzo posto,
con il 9,1%, dopo Carlo Calenda e Roberto Morassut.
La campagna “Liberare Roma” punta a costruire una coalizione democratica e progressista che possa vincere per poter “riaprire spazi e ridare una speranza a questa città affaticata”. Sono queste le parole di Amedeo Ciaccheri intervistato da Cara Garbatella . “Sono contento di poter dare un contributo per questo progetto alternativo alla destra, che passi attraverso le primarie – dice Ciaccheri – non è una questione di nomi, prima di quelli bisogna mettere in campo un processo democratico”. E quello del minisindaco e della sua squadra è “una coalizione che vede nel Partito democratico il soggetto centrale, ma che comprenda anche tutte le esperienze, da quelle radicali a quelle più moderate, per prepararsi ad una sfida con la destra, che si dovrà vincere sia nel Paese che a Roma.
I Cinque stelle stanno affrontando una discussione interna che deve chiudersi con una scelta: se posizionarsi nel campo delle forze democratiche o mantenere l’ambiguità che in passato li ha caratterizzati nell’alleanza con i partiti sovranisti e populisti”.Per Amedeo Ciaccheri quindi il governo a Palazzo Chigi non apre direttamente le porte ad un’alleanza immediata con il Movimento di Grillo. Il progetto, a cui il presidente del Municipio sta lavorando, è quello che ha in mente anche Zingaretti quando parla di un partito nuovo, aperto nella società. “Nel Municipio – spiega ancora Ciaccheri – abbiamo provato a dare un contributo allo spirito che Zingaretti rappresenta bene: pur non essendo del Pd mi trovo a guidare una coalizione che tiene dentro tanti pezzi, da quelli organizzati come il Partito democratico, alle esperienze civiche, giovani e fresche, che rappresentano istanze radicali e sociali dei territori”. E se a Roma dovesse vincere un disegno di questa portata nel 2021, potrà essere un esempio positivo per le successive elezioni politiche.
Per chi
vincerà le elezioni a Roma ci sarà, tra l’altro, la grande sfida del prossimo
Giubileo del 2025. “Roma ha perso molte occasioni negli ultimi anni- conclude
Ciaccheri – che potevano essere un motore di sviluppo e di investimenti per
affrontare questo importante appuntamento, ma oggi è una città purtroppo distrutta
nella sua quotidianità. Roma dovrà innanzitutto
essere una città dell’accoglienza con un municipalismo diffuso, con l’obiettivo
di confrontarsi al livello più alto con capitali come Berlino, Londra e Madrid.”
Rimarrà chiuso il mercato dei produttori di via Passino
Di Ilaria Proeitti Mercuri
“Volete sapere l’ultima? Rimarrà
chiuso nell’anno del centenario di Garbatella il Farmer’s Market di via
Passino”. Con un post su facebook ha avvertito così i cittadini il minisindaco
Amedeo Ciaccheri. Un mercato che era stato inaugurato nel 2013 per sostituire
quello a km 0 di Testaccio. Una quarantina di banchi con carni locali,
formaggi, pane e pizza, frutta e verdura, produzioni tipiche e specialità
locali. Un vero punto di ritrovo per tutti quei clienti che amano i sapori
tradizionali, i colori, le mille forme. Dove amavano andare gli anziani non solo per
risparmiare, ma anche per chiacchierare un po’ dei loro ricordi tra le battute
di chi vende e i sorrisi di chi compra.
Ma tra una mela comprata e il profumo
di un’arancia, lo scorso Novembre il Comune aveva sbarrato le porte del mercato
perchè non era partita in tempo la gara di assegnazione.
A dicembre poi, una luce di speranza
per i produttori. Sempre il Comune aveva lanciato il bando per un nuovo
affidamento. Come è finita? Il Campidoglio lo ha annullato impedendo la
riapertura per tutto il 2020. “Nonostante le mie ripetute e costanti
sollecitazioni il Campidoglio è riuscito anche in questo caso a dare prova
della loro specialità: chiudere, abbassare le serrande e abbandonare la
questione.” Ha continuato Ciaccheri nel suo post. I produttori nel frattempo, che erano stati spostati nell’ex deposito Atac di San
Paolo, non si sono mai arresi. Ma a nulla sono servite le proteste, i
richiami al Campidoglio, la raccolta firme, poi il ricorso al Tar che avevano
perso. E ora, si sono visti strappare via anche quest’ennesima speranza. Errori
delle amministrazioni si, ma a rimetterci sono sempre loro: i venditori e gli
amanti dei sapori tradizionali.
I difetti saranno presto eliminati dalla ditta costruttrice
di Daniele Ranieri
Un piccolo borgo colorato. Così appare il nuovissimo mercato
di Rosa Raimondi Garibaldi aperto all’inizio dello scorso Dicembre. A ricordare ciò che c’era prima
giacciono, nell’area che diventerà il parcheggio del nuovo mercato, mucchi di
lamiera arrugginita e calcinacci che a breve verranno portati via. Al loro
posto, oltre il nuovo posteggio, si restituirà al vicino Orto urbano parte del
terreno reso nuovamente coltivabile.
Un miglioramento indiscutibile. Se non fosse che dopo due
mesi la struttura del mercato mostra qualche problema. Niente di grave ci dice
il Presidente degli esercenti, dietro il suo ordinato bancone di
macelleria. Al primo forte acquazzone in
4 box sui 33 occupati, sono iniziate a scendere dalle coperture prima qualche
goccia d’acqua e poi dei rivoletti sempre più consistenti inzuppando i banconi.
Probabilmente si tratta di un difetto strutturale di fabbricazione o di
montaggio. Un altro problema lo hanno
creato le coperture tra un box e l’altro, quelle che offrono un riparo alla
clientela. Si tratta di teli
impermeabili che sotto la pioggia battente si incurvano, lasciando scoperti
degli spazi intorno agli stand, costringendo i clienti a fare la spesa con gli
ombrelli aperti. Come se non bastasse, anche solo con l’umidità notturna,
accade che scenda l’acqua dai pali in legno che reggono le coperture di tela
formando delle pozze d’acqua, che ristagnano per buona parte della mattinata
con il rischio di bagnarsi le scarpe o peggio di scivolare.
Il Presidente ha già provveduto a programmare un intervento
definitivo, a spese dei proprietari dei box, eliminando i teli e installando
delle coperture più ampie in materiale simile a quello con cui sono costruiti i
box, robusto e leggero.
Avvertito dei problemi si è mosso anche il Municipio VIII.
Ha già inviato, il 23 Gennaio, i propri tecnici, insieme a quelli della Ditta
costruttrice, che è stata incaricata di eliminare gli inconvenienti in breve
tempo.
L’impegno della Ditta non ha però rassicurato gli addetti.
Sembra sia opinione diffusa tra i venditori del mercato che l’impresa
costruttrice guardi più al risparmio che al risultato.
Il Presidente, e il Municipio, confidano che gli
inconvenienti discendano dall’inevitabile periodo di rodaggio che ogni nuova
struttura affronta e che il mercato, che già raccoglie un buon gradimento
rispetto al passato, divenga al più presto un punto di riferimento per tutti gli
abitanti della zona.
Buongiorno Garbatella, anche
oggi come ti ha dipinta bella il sole. Eppure, cento anni non sono poch, ma te
li porti benei. I racconti custoditi in un secolo hanno tracciato piano piano
la tua storia, le tue pagine più belle.
Una storia che parte dall’idea della città giardino, passando per la
lotta contro il fascismo dei ribelli degli Alberghi Suburbani. Poi generazioni
di bambini cresciuti all’oratorio. Quel cinema della domenica che oggi è
diventato un teatro e i pullman pieni di turisti pronti a invadere le piazzette
e la fontana di Carlotta. Cento anni ci sono voluti per disegnare tutti i tuoi
vicoli. Quelle stradine dove non ci cammini ma ti ci imbatti. Quei lotti che
consentono ancora oggi ai bambini di giocare a pallone invece che con l’iphone.
Ma vi chiedete mai come siamo
arrivati fin qui? Facciamo un piccolo passo indietro, a quel 18 febbraio 1920,
giorno in cui viene posta la prima pietra della Garbatella. Era un mercoledì,
il cielo azzurro non lasciava spazio neanche ad una nuvola. A Piazza Benedetto
Brin c’erano signori vestiti bene e con l’immancabile coppola in testa, madri
con in braccio i più piccoli, ragazzi che cercavano di farsi spazio tra
marescialli, onorevoli e consiglieri. Alle 10 in punto arrivò lui, re Vittorio
Emanuele III. Con i suoi baffi bianchi scese dall’auto tra applausi e bandiere
tricolore. Dopo essere salito su un palco ha esaminato il piano del nuovo quartiere.
Un progetto nato soprattutto grazie agli architetti Gustavo Giovannoni e Innocenzo Sabbatini, attento ad attenersi
allo stile barocchetto e con l’idea di creare una “città giardino”come quelle
inglesi e tedesche. Poco dopo che il re aveva visionato il progetto, arrivò il
momento tanto atteso: la posa della prima pietra. Il tutto avvenne sullo sfondo
della zampillante fontana recuperata nei magazzini del Comune di Roma. Su
quella collina hanno cominciato a sorgere i primi lotti, le case
dai tetti spioventi, le piazzette con gli archi, le palme, scale e scalette, la
contrapposizione tra recinzioni rustiche e i particolari in pietra costruiti
minuziosamente.
Sono passati cento anni
dall’inizio di questa favola chiamata Garbatella. Eppure, chi vive qui fin da
ragazzino se ne sarà accorto no? Certe cose non sono mai cambiate. Tipo quei
panni stesi lungo i fili in mezzo ai lotti. O le anziane che giocano a carte su
tavoli arroccati proprio vicino a quelle lenzuola al vento. Per non parlare
dell’oratorio di San Filippo Neri, che si ostina a tenere quelle altalene
arrugginite su cui intere generazioni si sono sfidate e continuano a farlo.
E tutto questo ci ricorda che Garbatella non è un quartiere come gli altri, ma un museo da attraversare in punta di piedi. Un luogo da respirare con dettagli da scoprire e riscoprire. Non so voi, ma io ogni volta mi ci perdo ed è come rinascere.
Ecco, siamo arrivati alla fatidica data del Centenario. Questa occasione speciale ci consente, tra i tanti festeggiamenti, una pausa di riflessione per chiederci com’è cambiata la Garbatella nel corso del suo primo secolo di vita.
La borgata-giardino Concordia era nata nei primi decenni del Novecento, intorno a piazza Brin, per ospitare gli “artefici del rinascimento economico della Capitale” e cioè gli operai della zona industriale dell’Ostiense, che nei progetti dell’ingegner Paolo Orlando, il suo fondatore, avrebbe dovuto competere con le ciminiere e gli opifici delle città del nord come Milano, Torino e Genova.Ma pochi anni dopo la situazione cambiò radicalmente. Dopo la fatidica marcia su Roma il fascismo di Mussolini prese il potere e l’Ente per lo Sviluppo Marittimo e Industriale di Roma, già nel 1923, fu messo in liquidazione. Svanirono così i sogni avveniristici del suo Presidente.
La zona della Garbatella consentì, invece, all’Istituto delle Case popolari di edificare immediatamente su terreni periferici e poco costosi le case rapide per gli sfrattati e le prime palazzine. Solo qualche anno più tardi vennero costruiti gli alberghi suburbani. Gli enormi fabbricati futuristi, che dovevano dare stanze provvisorie ai baraccati e alle famiglie deportate dal centro storico, in seguito agli sventramenti operati dal piccone del Duce. Insomma tra gli anni Venti e primi anni Trenta la Garbatella diventò la risposta alle più urgenti emergenze abitative, che si affacciavano al Governatorato di Roma e il raccoglitore di lavoratori salariati ai livelli più bassi della produzione: facchini dei mercati generali, addetti ai forni delle officine del gas quando questo si estraeva dalla combustione del carbon coke, manovali nell’edilizia, venditori ambulanti, operai delle vetrerie ecc…
Il tessuto sociale, proprio per la contiguità con la zona industriale dell’Ostiense, rimase proletario ed operaio per altri decenni a venire; anche quando, dopo la Liberazione, i partiti di massa,Democrazia cristiana e Partito comunista, si contesero il consenso popolare sul territorio a suon di tessere, campagne elettorali, manifesti e diffusione della stampa. Entrambe le forze in campo furono delle vere e proprie agenzie educative, dove germogliarono, tra l’oratorio di Sant’Eurosia e la Villetta di via Passino, intere generazioni di ragazzi e ragazze
Dopo la stagione del centrismo e dei Sindaci democristiani sul libro paga dei palazzinari, gli operai in tuta blu entrarono a testa alta nell’aula Giulio Cesare, i quartieri popolari e i borghetti periferici divennero la linfa della rigenerazione democratica della città e la Garbatella non è stata da meno. Qui, infatti, fin dalle prime elezioni i partiti della sinistra ebbero sempre percentuali superiori alla media cittadina. Negli anni Sessanta e Settanta, con la scolarizzazione di massa e l’apertura dei licei sul territorio, entrò in campo una nuova schiera di giovani. Gli studenti presero in mano il loro destino diventando protagonisti nella vita sociale e politica. Poi ci fu la grande delusione, il riflusso e la devastazione dell’eroina. Il crollo del muro di Berlino e i magistrati di “mani pulite” spazzarono via i partiti tradizionali della prima Repubblica e iniziò qualche lustro di berlusconismo . Quello che rimaneva della tradizione comunista, il Pds prima e i Ds poi, insieme a Rifondazione, faticavano a tenere insieme un blocco sociale e culturale che faceva i conti con le televisioni commerciali, l’entrata in campo della rivoluzione informatica, il lavoro virtuale , le crisi industriali, le delocalizzazioni, il mercato globale.
La Garbatella in quegli anni si doveva misurare con grossi mutamenti, che avrebbero potuto cambiare pelle all’intero quartiere. A metà degli anni Ottanta l’ex Istituto delle case popolari cominciò un programma di vendita di 10 mila alloggi agli inquilini, che via via divennero proprietari.
Qualche anno più tardi, recuperando le aree industriali degradate o abbandonate del quadrante Ostiense-San Paolo-Marconi, fu istituita l’Università Roma Tre; ai suoi confini si è trasferito il gruppo Repubblica –Espresso e nell’ex Terminal dell’Ostiense ha aperto il mega-store del food di qualità Eataly. Una profonda crisi economica e un esodo biblico di immigrati invadeva intanto Roma e le grandi città del nostro Paese. Altri rioni come Trastevere, Testaccio, San Lorenzo, con lo stesso passato storico e popolare, sono stati investiti e trasformati dallo tsunami dei brand nazionali e internazionali, da fenomeni di gentrificazione ( aumento degli affitti, insediamento di ceti sociali abbienti, anonimato commerciale).
Garbatella non è stata stravolta dai cambiamenti, si è difesa. Lo ha potuto fare per la sua particolare struttura urbanistica e per un intelligente intervento delle istituzioni pubbliche ( Regione, Comune, Municipio VIII, Ater e Università Roma Tre). E’ riuscita a resistere senza rinunciare al suo carattere genuino e combattivo, a riqualificare spazi pubblici, a non chiudersi nel provincialismo o cedere al folclore di bassa lega. Grazie a una caparbia squadra di giovani amministratori locali e a una diffusa rete associativa che si è rinnovata nel tempo , ancora oggi rimane uno dei quartieri più belli e accoglienti di Roma, dove ognuno vorrebbe venire ad abitare.
IL FILM DOCUMENTARIO REALIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE CONTROCHIAVE
Di Paola BORGHESI
Nonostante siano trascorsi oltre 70 anni dalla data della prima vera emancipazione delle donne, il diritto al voto (era il 1946), tanti ancora sono i condizionamenti che in modi e misure diverse il genere femminile si trova a subire nell’espressione delle sue capacità. A tutt’oggi si può dire che per lo più le donne sono costrette ancora ad agire da “clandestine” nella vita di tutti i giorni, per arrivare quasi in incognito a far valere la loro creatività.
Il progetto “Clandestine” di Maria Pia Orlandini (Making of), realizzato dall’Associazione Controchiave, si propone “di renderne visibili idee e talenti per offrire alle nuove generazioni esempi di passione e determinazione, per esaltare l’identità di genere attraverso la creatività, costruendo certezze e valori che facciano muro contro la violenza.
” Il Progetto è rivolto a ragazze e ragazzi delle Scuole Superiori e delle Università, per stimolare in particolare la produzione culturale delle donne come antidoto alla discriminazione e si concretizza nella realizzazione non solo di un film documentario, ma anche di mostre e di laboratori didattici sulla creatività, nelle Scuole e Università.
Il film documentario dal titolo Clandestine, l’altra Italia dell’arte, della durata di 60 minuti, offre le esperienze di otto donne impegnate nel campo della cultura e dell’arte e ne racconta, con il linguaggio del quotidiano, passioni, difficoltà, ambizioni, traguardi e sconfitte.
“Clandestine è un film su una meravigliosa invisibilità”, come sottolinea Maria Paola Orlandini, la ideatrice del progetto. Racconta di storie di dimensioni al femminile, storie che sono spesso trascurate, ma che costituiscono quell’embrione di socialità che oggi siamo chiamati a rivalorizzare. Il film restituisce piena cittadinanza a tutte quelle apparenti forme di clandestinità femminile, che troppo spesso pervadono le nostre dinamiche sociali.
Il film è stato presentato a palazzo Madama il 21 gennaio 2020, raccogliendo il favore della Senatrice Fedeli, della Vice Presidente del Senato Rossomando, della Ministra per le pari opportunità e la famiglia Bonetti, della Vice Ministra dell’Istruzione Ascani, della Sottosegretaria al ministero Beni e attività culturali Bonaccorsi e di tutti coloro che hanno assistito all’evento.
Un grazie da tutte le figure Istituzionali è stato indirizzato all’unico uomo presente al tavolo, Guido Rossi, Presidente dell’Associazione Controchiave, che ha realizzato il progetto ed è intervenuto per spiegarne l’articolazione.
Presto il film sarà divulgato nelle Scuole Secondarie e nelle Università, dove verranno altresì realizzate mostre di opere delle protagoniste e della documentazione fotografica e della loro attività artistica. Infine, a completamento del progetto, l’Associazione Controchiave gestirà la realizzazione di “Ateliers di parità sentimentale” in cui, una squadra composta da tre operatori, tra i quali una psicologa, lavorerà con ragazze e ragazzi per utilizzare i linguaggi di musica, teatro e movimento nel riconoscimento e la sensibilizzazione della parità di genere.
Un primo
laboratorio si è già tenuto presso l’Istituto Confalonieri De Chirico (zona S.
Paolo), con grande coinvolgimento non solo dei ragazzi che hanno partecipato
al progetto, ma anche di tutti gli studenti dell’Istituto che hanno visitato
la mostra e potuto vedere il film.
Presentato al Commissariato un esposto dei genitori della scuola Alonzi
di Francesca VITALIANI
A distanza di un mese rimane alta l’attenzione sulle mense scolastiche a Garbatella. Grazie all’impegno dei genitori della scuola primaria “A. Alonzi”, è stato presentato a fine gennaio al Commissariato di Polizia “C. Colombo” un esposto per disporre gli opportuni accertamenti sui fatti del 7 gennaio scorso. Cosa sia successo quel giorno è cosa ben nota: l’avvio del nuovo servizio di ristorazione scolastica comunale ha lasciato 1000 bambini dell’VIII Municipio, metà degli studenti dei plessi scolastici del territorio, senza cibo. Non meglio è andato negli altri quartieri romani.
Eppure il comunicato stampa diramato dallo stesso Comune di Roma sull’inizio del nuovo appalto della refezione scolastica sosteneva che “ l’Amministrazione ha garantito e tutelato la qualità del servizio e i livelli occupazionali per i lavoratori. Il dialogo tra Amministrazione e aziende aggiudicatarie ha portato alla sottoscrizione dell’impegno, da parte delle aziende, di assicurare la continuità dei rapporti di lavoro, le mansioni e i parametri orari nei confronti dei dipendenti interessati che erano impiegati nei servizi del precedente appalto […]”.
Un dialogo non così efficace, tant’è che a farne le spese sono stati i bambini. In particolare, nella scuola di Via Valignano, come si legge nell’esposto, nella tarda mattinata “iniziavano a circolare, in maniera del tutto frammentaria ed informale attraverso WhatsApp, messaggi e notizie circa un non meglio specificato “disguido” del Comune di Roma. Il pasto previsto per la merenda del mattino delle ore 10.20 non era pervenuto a destinazione e, per il pranzo a seguire, sarebbero stati serviti cibi freddi all’intera scuola.
La giustificazione addotta sarebbe stata quello di uno sciopero indetto in data 20 dicembre e previsto per le giornate del 7 e 8 gennaio 2020. L’astensione dal lavoro, però, risultava già essere revocata dalle sigle sindacali l’ultimo dell’anno a seguito di accordi tra società di ristorazione e sindacati. Intorno alle ore 12.30 iniziavano a circolare ulteriori notizie tra genitori, sempre tramite canali ufficiosi: nemmeno il pranzo, costituito da cestini con panini, era stato consegnato all’interno della scuola Alonzi”.
Bambini di età compresa tra i 5 e
i 10 anni sono stati dunque tenuti a digiuno totale dalla colazione fatta a
casa per un tempo che superava ampiamente gli intervalli consentiti, anche
perché, da regolamento, non è in alcun modo possibile introdurre cibo
all’interno della scuola da singoli privati. Una situazione lasciata allo
sbando e risolta solo con l’intervento tempestivo dei genitori, che hanno dovuto
prelevare i propri figli prima dell’abituale uscita delle 16.30.
L’iniziativa dell’associazionie Muri Sicuri prevista per il 7 e 8 marzo
di Ilaria PROIETTI MERCURI
Ancora una volta, di fronte a terremoti e paesi che franano, c’è per fortuna chi non si tira indietro e come può ci mette un rimedio, anzi, addirittura un muro. Il 7 e 8 Marzo arriva infatti la IV edizione della manifestazione Muri Sicuri. L’iniziativa che organizza itinerari turistici e poi devolve l’intero ricavato a quei paesi, che sono stati distrutti nel terremoto del 2009.
Quest’anno a ospitare il progetto sarò proprio la Garbatella. In occasione del centenario, infatti, il 7 e 8 Marzo dalle ore 10:00 alle ore 17:00 cento guide professioniste si trasformeranno in ambasciatori dell’anima più originale e creativa della città, conducendo il pubblico alla scoperta dell’arte di strada e soprattutto della storia del quartiere Garbatella. Il ricavato andrà a Prato d’Ansidonia, frazione dell’Aquila. Il tutto reso possibile anche grazie alla partecipazione dell’VIII Municipio e di Palazzo Merulana.
Muri Sicuri vuole
ricordarci ancora una volta l’importanza della solidarietà nei confronti di chi
ha perso ogni cosa, sia in termini personali che di patrimonio artistico. Gli
anni precedenti sono già stati raccolti 5.780 euro nella prima edizione, 10.700
durante la seconda e 13.745 nella terza. Be’ per la quarta, si spera ancora di
più.
Lo spirito della
manifestazione è quello di dipingere un muro, per curarne cento. Tra i
protagonisti dell’evento infatti non
possono mancare loro, gli artisti.
Luis Gomez de Teran,
nato a Caracas nell’80, dopo aver dipinto i muri di varie città europee e non
solo, ha deciso di venire a Roma. La
particolarità delle sue opere sta nel buio, perché come dice lui, di notte
tutto è più bello che di giorno. Una passione che si porta dietro fin da
piccolo, quando le feste e i passatempi degli altri coetanei lo annoiavano,
l’emozione dei graffiti gli dava tutt’altro che noia.
Altro personaggio è
Diamond, romano nato nel ’77. Diamond è
infatti già conosciuto nel quartiere Tor Marancia. Tra i murales di Shangai c’è
una delle sue opere in stile art decò, che cita Hic Shunt Adamantes (qui ci sono
i diamanti). Una frase che ricorda non solo il suo nome ma anche il brillare
del murales al sole. Diamond, come molti altri artisti, era partito dalla
totale illegalità dei suoi murales fino a rendere il suo modo di esprimersi un
vero e proprio mestiere.
Infine Flavio
Carbonaro, in arte Solo. Classe ’82 è un artista romano amante della Pop Art. I
suoi murales raffigurano principalmente supereroi, che non lasciano dubbi sul
tipo di battaglie contro cui vuole combattere l’artista. Per citarne uno, il
murales della Wonder Woman incinta che si trova a Primavalle. Quale modo
migliore di rappresentare la forza delle ragazze madri che crescono i loro
figli?
Insomma,
gli artisti ci sono, le visite sono pronte, e quindi? Mancate solo voi, che per
prenotarvi basta un click sul sito www.murisicuri.it o mandare una mail a murisicuri@gmail.com.
Con lei scompare una delle memorie della razzia del ghetto ebraico, quel tragico 16 ottobre 1943
di Fabrizio Mastrantonio
Se n’è andata in punta di piedi,
discreta e riservata come aveva sempre vissuto Onorina Ferrari, per tutti Rina,
la mattina dello scorso 14 dicembre all’età di 96 anni.
Era una delle ultime testimoni di una Garbatella vissuta per oltre mezzo secolo fin dagli anni ’50 in viale Massaia, dove abitava.
Se n’è andata una che con l’ago ci
sapeva fare, che aveva vestito principi e borghesi, ma che metteva più spesso e
volentieri a disposizione le sue capacità per quelli che non se lo potevano
permettere.
Con lei scompare anche un’altra memoria storica di Roma città aperta e del rastrellamento del 16 ottobre 1943 degli ebrei del Ghetto dove Rina aveva vissuto tutta la sua giovinezza, in piazza Mattei, a pochi metri da quella via della Reginella nella quale abitava Settimia Spizzichino, una delle poche donne sopravvissute alla Shoah romana, con cui si era inaspettatamente ritrovata alla fine degli anni ’90 in casa di una comune conoscente e per la quale aveva gioito quando le avevano intestato il nuovo ponte sulla ferrovia.
Bene conosceva Rina anche la
signorina Adele Ascarelli, artigiana che cuciva cappelli, della quale oggi resta a ricordo una pietra
di inciampo davanti al palazzo dove entrambe abitavano; e accorato era
il ricordo del suo tentativo di nasconderla, fallito perché Adele si era
ostinata a non abbandonare il suo anziano e malato padre, che invece fu
ignorato dai militari tedeschi.
Da qualche anno Rina lasciava meno
spesso la sua abitazione per via di una cecità che, progressivamente, l’aveva
menomata ma alla quale caparbiamente non si arrendeva, sforzandosi di mantenere
la sua autonomia e la sua dignità con la salda volontà di non essere di peso a
nessuno. Ed è così che ci piace ricordarla: curata e profumata, fuori dagli
asili e dalle scuole del quartiere a prendere figli e nipoti, a raccontare la
vita vissuta con intensità e passione, a porgere detti popolari e buoni
consigli a chi le si rivolgeva con fiducia e a preparare le mitiche polpette di
nonna Rina.
La paura è un sentimento irrazionale. È giusto, all’inizio, avere paura. Abbiamo ancora più paura quando ciò che dobbiamo fronteggiare è misterioso, perché viene da lontano, dall’oriente. Abbiamo paura anche quando poi ci dicono quanto sia basso l’indice di mortalità, e che quello di infettività è molto inferiore al morbillo.
Subito dopo la paura però, deve entrare in gioco la razionalità. Dobbiamo ricordarci che qui, in Europa, siamo fortunatissimi. Abbiamo tutti gli strumenti necessari per fronteggiare certe emergenze e quindi è inutile adottare comportamenti stupidi. Come ad esempio? Non andare al ristorante cinese.
L’iniziativa di Casetta Rossa
Per fortuna c’è chi per combattere la paura ci mette solidarietà, ravioli al vapore e non solo. Gli attivisti di Casetta Rossa hanno lanciato l’8 febbraio un pranzo con lo scopo di supportare tutti quei ristoratori cinesi danneggiati dall’ondata di paura, e a volte razzismo, degli ultimi due mesi. Sono stati infatti invitati i ristoratori cinesi di tutta Roma in Via Magnaghi 14 per cucinare piatti tradizionali.
Dopo il pranzo poi, c’è stato un dibattito di riflessione sul coronavirus da parte di alcuni medici. Presente anche una delle ristoratrici cinesi più apprezzate della capitale, Sonia Zhou.
Lo slogan della manifestazione è stato “no psicosi, si ravioli al vapore.” Questo per ricordarci che oltre a combattere la paura dovremmo, invece di creare ulteriore panico, mostrarci solidali verso chi ne ha veramente bisogno in questo momento.
“Abbiamo promesso che il Centenario di Garbatella sarebbe stato un’occasione di rilancio e crescita per tutta questa parte di città. Ed ecco allora un’opportunità preziosa: grazie alla collaborazione della Regione Lazio e di Ater Roma è stato pubblicato un bando per la locazione di 30 locali commerciali per lo sviluppo socio-economico di Garbatella e dei quartieri limitrofi.” Con queste parole il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri annuncia l’asta per la locazione di ben 30 immobili extraresidenziali a Garbatella.
DOVE E QUANDO?
Dunque, concorrenti e non tenetevi pronti: il bando ci sarà martedì 18 febbraio alle ore 10:30 presso la sede dell’Ater del Comune di Roma, Lungotevere Tor di Nona 1. L’aggiudicazione sarà per il soggetto che presenterà l’offerta più alta. I locali che l’Ater ha scelto di mettere all’asta non saranno ad uso residenziale.
COSA VERRÀ MESSO ALL’ASTA
Iniziativa interessante certo ma vi starete chiedendo: che tipo di locali saranno presenti all’asta? Dunque, sia i prezzi che le dimensioni varieranno. L’asta partirà dal lotto numero 1 in Via L. Fincati, fino al lotto numero 30 in Via del Commercio. I prezzi poi dipenderanno dai metri quadri: dal locale più piccolo di 13 mq sugli 80€, fino agli 800 mq compresa area esterna di quello più grande, a 3.000€ circa.
Insomma, le iniziative per questo centenario non mancano, ma sta a voi partecipare e rendere vivi i nostri quartieri.
Erano circa le 20:30 quando la sera del 3 Gennaio nel parcheggio dei camper in Piazza Giovanni da Verrazzano, alla Garbatella, è divampato un incendio. Le vetture coinvolte sono state sei, tra cui camper e roulotte. In uno di questi è stato trovato il corpo carbonizzato di un uomo di nazionalità romena di 51 anni, si chiamava Chira Mihai. Polizia, ambulanze e vigili del fuoco sono intervenuti sul posto non appena i testimoni hanno avvertito l’incendio.
“L’uomo viveva lì dentro dal 2016” hanno poi spiegato i poliziotti. “Pagava l’affitto, lavorava e aveva la sua roulotte parcheggiata qui. Aveva bisogno di un posto dove dormire e tramite un volontario era riuscito a trovare il parcheggio alla Garbatella”.
Il grande parcheggio si trova a pochi passi dalla catena di punti vendita Eataly. “In quella zona ci sono diversi camper posteggiati anche fuori dal parcheggio”, ci racconta una ragazza di Garbatella. “In molti di quei camper ci vivono dei senzatetto, non hanno mai dato fastidio, però può succedere soprattutto d’inverno che provando a scaldarsi, accadano questi incidenti.” Le forze dell’ordine però proseguono le indagini, nonostante già dai primi accertamenti sarebbe stata da escludere la matrice dolosa.
Moby Dick non è solo il capolavoro letterario di Melville, ma anche uno dei più importanti punti di ritrovo della Garbatella. Uno spazio pubblico che è tornato a prendere vita nel 2016 come biblioteca, sala convegni e area giochi per i più piccoli. Perché vi diciamo è tornato? Perché alle sue spalle, prima di diventare una biblioteca, ha una lunga storia.
Gli anni 20: Mussolini che si fa strada verso il potere,
nasce il cinema sonoro e anche topolino, l’arte del futurismo, poi il premio
nobel di Einstein, in America comincia il jazz, e alla Garbatella? Cosa
succede?
Proprio in quegli anni viene posta la prima pietra, il 18 Febbraio 1920 dall’architetto Innocenzo Sabbatini a Piazza Benedetto Brin. Lo stesso architetto che negli anni ha tirato su gli Alberghi Suburbani, il Teatro Palladium, i lotti e indovinate un po’? Anche i bagni pubblici, fenomeno tipico di quegli anni. Servizio non solo utile per gli abitanti del quartiere che non avevano possibilità di fare la doccia in casa, ma anche un luogo di ritrovo e socializzazione.
I tempi cambiano, Roma cambia e con lei ogni cosa. I famosi bagni pubblici che hanno accompagnato per anni i cittadini della Garbatella, negli anni 60 diventano la sede del Mobilificio Proietti: ancora oggi passando su Piazza Bartolomeo Romano si può leggere la vecchia insegna. Questa attività andrà avanti fino al 2012.
Quando però
il mobilificio chiude il rischio della vendita della struttura è ormai dietro
l’angolo. Ma si sa, i garbatellesi non sono mai stati famosi per la loro impassibilità,
e infatti decidono di occupare la biblioteca che verrà.
L’occupazione inizia. E sapete una cosa? Non tutte le cose illegali sono sempre poi cosìuna cattiva idea. Gli attivisti infatti già parlavano di Moby Dick. L’intento non era solo quello di evitare la vendita della struttura, ma anche di farla tornare in vita per il quartiere. E quale idea migliore di una biblioteca?
IL RITROVO PER I GIOVANI
Sei mesi di lavori, 700mila euro dalla Regione Lazio et voilà. Lo spazio di Moby Dick prende vita nel novembre del 2016. Circa 450 metri quadri totali, con all’interno la parte principale della struttura formata dalla biblioteca, progettata dall’università di Roma Tre. Poi la sala convegni e infine quella destinata alle mostre.
La parte della biblioteca è sempre piena di ragazzi. Un ritrovo tranquillo dove poter studiare nel cuore del quartiere. Adibita con tavoli e sedie, wi-fi, si possono consultare i principali quotidiani nazionali o utilizzare tablet e pc personali. Insomma, quant’è bella giovinezza anche al centro della Garbatella: alla faccia di chi sostiene che è un quartiere solo di vecchi.
Una domenica pre natalizia in tempesta, tra vento e strage di alberi. Le raffiche sono andate dai 70 ai 100 km/h. E anche nel nostro Municipio l’allerta meteo non è mancata.
In particolare ad essere colpita la zona di Tormarancia, dove è diventato virale un video di due ragazzi che passando con la macchina filmano i disastri causati dagli alberi caduti. Proprio a Via Sartorio, un solo pino ha distrutto ben 5 auto. Altri crolli anche nelle zone di Montagnola e Garbatella.
Critica anche la situazione sulla Cristoforo Colombo, dove è intervenuta la polizia locale. Tra Roma e provincia sono stati più di cento gli interventi dei vigili del fuoco e oltre 200 quelli dellla polizia locale. Insomma, una vera e propria strage di alberi ha aperto questo Natele.
Si arricchisce sempre di più il programma di eventi per l’anno del centenario della Garbatella. L’ultimo arrivato è il festival culturale “Caffeina”, che si terrà a Garbatella tra il 17 e il 20 settembre 2020 a Piazza Benedetto Brin, dove ha avuto origine la borgata Giardino Concordia. Lo hanno annunciato qualche giorno fa il minisindaco dell’VIII municipio, Amedeo Ciaccheri, con l’assessore alla cultura Francesca Vetrugno insieme a Filippo Rossi direttore artistico del Festival viterbese.
“Dopo l’Emporio letterario di Pienza (Siena) Caffeina a Garbatella sarà Caffeina a Garbatella, non uno spin-off di altri eventi. Pensiamo a un’identità nuova, a una nuova storia con nuova visibilità. Credo che questo connubio potrà diventare un grande festival nazionale”, ha aggiunto Rossi.
“Qui a Garbatella- ha detto Ciaccheri- ci sentiamo eredi di una grande storia, ma per esserlo realmente è necessario essere eretici. Questo centenario è un’occasione per dare una diversa possibilità alla città di Roma e Caffeina è una delle iniziative più importanti che ospiteremo”. (g.r)
Conferenza stampa “Garbatella 100“: la Regione Lazio, Ater Roma e il Municipio VIII presentano i progetti che riguarderanno gli interventi del quartiere.
Presenti all’intervento: Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio Massimiliano Valeriani, Assessore regionale alle Politiche abitative Andrea Napoletano, Direttore generale ATER Roma Amedeo Ciaccheri, Presidente Municipio Roma VIII Alessio Pontillo, Presidente Ente regionale per il Diritto allo Studio e la promozione della Conoscenza
Un viaggio tra spettacoli e formazione, cori, musica Jazz, laboratori e molto altro. Grazie al Teatro Palladium a Piazza Bartolomeo Romano la cultura è al centro di tutto.
Questo prestigioso palcoscenico nasce negli anni Trenta come Cinema Teatro Garbatella, progettato dall’architetto Innocenzo Sabbatini.
L’edificio polifunzionale del lotto 12 in piazza Bartolomeo Romano è formato dal cinema-teatro e da alcune residenze distribuite su sei piani. In quegli anni furono aperti tantissime sale il regime fascista, infatti, aveva investito molto nell’industria cinematografica. Sapete quando è nata la Mostra del cinema di Venezia? Proprio nel 1932. E Cinecittà? Anche lei nel 1937. Insomma, un periodo di fermento della cultura cinematografica aveva investito tutto il Paese.
Con il tempo però, i numerosi cinema nati in quegli anni li hanno trasformati in tutt’altre strutture. Alcuni sono diventati pub, agenzia o addirittura piscine, altri ancora sono stati destinati a chiudere. Il Palladium però resiste. E oggi, grazie all’università di Roma Tre, raccoglie la cultura in tutte le sue varianti. Dal cinema-audiovisivo, ai concerti di artisti da tutto il mondo, l’Orchestra e il Coro dell’Università Roma Tre. Questo pezzo di storia infatti è anche utilizzato come aula universitaria. Non mancano poi laboratori, tirocini e conferenze.
Insomma, la scelta non manca. Se volete buttarvi in questa cornice di musica e cultura vi consigliamo di dare un’occhiata al programma.
Anche tra i fornelli sale la febbre di Star Wars. Garbatella è la prima a lanciare in cucina
i festeggiamenti per l’uscita dell’ultimo capitolo dell’universo
fantastico creato da George Lucas nel lontano 1977, “L’ascesa di Skywalker” distribuito da stasera nelle sale
cinematografiche italiane.
Al Ristoro degli angeli, lo storico ristorante dell’ostessa dai capelli verdi, sono state servite alla vigilia dell’evento mondiale pietanze speciali ispirate alla saga stellare.
Per celebrare, infatti, il gran finale di 40 anni vissuti dai fan nell’iconica galassia lontana lontana, i protagonisti degli ultimi tre episodi, Kylo Ren e Rey, interpretati dai noti cosplayer romani Desirè Tirolo e Valentino Notari, hanno offerto agli ospiti e ai passanti di piazza Bartolomeo Romano, nel cuore pulsante della Garbatella, un aperitivo ispirato al lato oscuro e al lato chiaro della Forza e poi nel menù la famosa Zuppa del Maestro Yoda a base di radici e il Crumble di pere al vino rosso di Naboo.
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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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