Alla gelateria Il Pellicano di piazza Eugenio Biffi
Domenica 26 luglio, la giornata lavorativa è terminata, sono le due di notte e Gianluca Maglio, il titolare della gelateria Il Pellicano di piazza Biffi alla Garbatella, sta chiudendo l’esercizio. La serranda del negozio è parzialmente abbassata, ma furtivamente entra una persona. Gianluca è di spalle, sente un rumore si volta e vede un ragazzo con il volto coperto da una maschera dell’Uomo Ragno. Lì per lì Gianluca non realizza cosa stia succedendo e rimane senza parole. L’uomo mascherato, anzi l’Uomo Ragno intima a Gianluca “Famose a capì, o me dai tutto e subito o qui finisce male!”. Solo allora Gianluca capisce che si trova di fronte un balordo intenzionato a rapinarlo dell’incasso dell’intera giornata di lavoro e reagisce con la rabbia dei giusti. “Ma che mi vuoi rapinare? Ma che ti sei messo in testa?”. Non sappiamo se il ladruncolo rimane interdetto ragionando sul doppio significato della domanda, ma Gianluca lo blocca per i polsi per spingerlo fuori del negozietto. Intanto i ragazzi del bar adiacente, sentiti i rumori sospetti, vanno a dar manforte e chiamano la Polizia. Il ladro mascherato riesce a divincolarsi e se ne va via camminando con calma su per via Guglielmo Massaia, non prima di aver ferito Gianluca in maniera superficiale all’avambraccio destro. Trascorsi pochi minuti arriva una volante dalla vicina stazione, e subito dopo un’altra macchina della Ps comunica via radio di aver fermato un sospetto nella vicina via Giovanni da Capistrano, dove si trova la famosa fontana di Carlotta, uno dei simboli della Garbatella. Il ragazzo sospetto è proprio il ladro maldestro, V. R. di 26 anni, abitante nella zona, con diversi precedenti che si era già liberato di maschera e coltello, presto ritrovati dalle forze dell’ordine. Il giovane viene arrestato con l’accusa di tentata rapina. L’uso della maschera, rivelano i poliziotti, era probabilmente dettato dal tentativo di non farsi riconoscere dagli abitanti della zona.
Avete presente la fontana più importante della Garbatella? Si proprio lei: Carlotta. Un pezzo di storia del quartiere, luogo di raduno per tanti ragazzi e meta ambita da pullman interi di turisti. Tutto molto bello, però, da qualche settimana proprio nella piazzetta dove è situata Carlotta, all’incrocio tra Via Angelo Orsucci e Via Giovanni Da Capistrano, una grossa perdita d’acqua tiene allagato il marciapiede giorno e notte. Il tutto dipende da alcuni tubi di erogazione che si trovano sul muro antistante Carlotta.
“Qualche settimana fa sono passati dei ragazzi dell’Acea” ci racconta una signora che vive nel Lotto 31 di fronte la fontana, “hanno detto che sarebbero tornati ma qui la situazione è ancora così.”
Per dire quanto occupa l’intera perdita, basta vedere come viene a formarsi una grande pozza dal muro da cui partono i tubi, fino a scendere verso la fontana. Fosse almeno pulito in marciapiede, passerebbe all’occhio la perdita, ma così proprio no. Insomma, a quando l’intervento?
Le feste di quartiere hanno sempre avuto un fascino irresistibile, ma con questo Covid come si fa? Il Municipio VIII non si è tirato indietro, e infatti il 18 e 19 Luglio 2020 nel parco della scuola Principe di Piemonte in via Ostiense 263c, ci sarà la 27esima Festa per la Cultura.
Street band, spettacoli, concerti, mostre fotografiche, rassegne letterarie, insomma non ci si farà mancare nulla. E il tutto <<si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti-Covid-19 e si concentrerà su di una serie di eventi culturali dedicati a gruppi ristretti e distanziati>>, rassicura il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.
L’iniziativa parte dall’Associazione Culturale Controchiave, in collaborazione con l’I.C. Via Padre Semeria. Controchiave nasce 1991 e da 20 anni anima il nostro territorio. La Festa della Cultura è sempre stata tra i contenuti più amati da chi vive nei nostri quartieri. Una giornata di festa ma anche di riqualificazione e formazione.
Insomma, questo fine settimana non fatevi beccare impreparati. Mascherina alla mano, anzi, in bocca, e buona Festa della Cultura a tutti.
L’ingresso sarà gratuito e per avere il programma completo basta cliccare qui.
Siete pronti? Be’ se non lo siete, preparatevi. Perchè il 16 Luglio vi aspetta una sera d’estate a Garbatella. Una festa nel quartiere dei lotti all’insegna di iniziative sociali, musicali e sportive.
Dove
Dalle ore 17 alle ore 22 le aperture straordinarie per la festa interesseranno alcune delle vie principali del quartiere. Quali? Circonvallazione Ostiense: via Caffaro; via Ignazio Persico; piazza Bartolomeo Romano; piazza Damiano Sauli; via Giovanni Andrea Badoero; via Luigi Fincati; piazza Agusto Albini; via Francesco Passino; via Giacomo Rho; via Carlo Citerni e via Giuseppe Candeo.
L’evento si terrà nel totale rispetto delle norme previste dai decreti ministeriali e dalle disposizioni regionali, per il contenimento della diffusione del contagio da COVID-19.
Programma
Vi immergerete in una serata tra degustazioni e iniziative sociali. Ecco una piccola anteprima, per l’intero programma basta cliccare qui.
Il cuore grande di Garbatella adotta un Girasole
Degustazioni gratuite e raccolta fondi a favore della Locanda dei Girasoli. Il ristorante gestito da un gruppetto di ragazzi affetti dalla sindrome di down o autismo. Il loro impegno li rende felici e orgogliosi, ma da tempo purtroppo, la locanda rischia di chiudere.
Piazza Damiano Sauli – dalle ore 19 alle ore 22
Incontro dimostrativo di Bike Polo
L’Associazione ASD Bike Polo Roma metterà a disposizione le attrezzature per praticare bike polo, una variante del gioco del polo.
Piazza B. Brin – dalle ore 17 al tramonto
Recital per violoncello solo
A cura di Roma Tre Orchestra, una recita a suon di violoncello.
Piazza Nicola Longobardi 2 – ore 19
Hàgape 2000 onlus in piazza
Raccolta fondi per attività sociali della Onlus Hàgape 2000 un’associazione formata da genitori e ragazzi/e disabili fisici e/o psichici adolescenti e giovani adulti.
Una manifestazione itinerante organizzata da Mirella Arcidiacono
Oggi l’Albertone nazionale avrebbe compiuto 100 anni e la Garbatella, dove l’attore ha vissuto gli anni della sua adolescenza, l’ha voluto ricordare con una manifestazione itinerante, che ha toccato i luoghi emblematici della sua permanenza nel quartiere popolare. Il tour organizzato da Mirella Arcidiacono “Fata Garbatella”, ha visto la partecipazione del Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e di diversi artisti tra i quali Corrado Amici cantante e chitarrista, figlio del grande Alvaro, Paolo Pagano, Max Cirone, Giorgio Sessa, che hanno intrattenuto i partecipanti con le loro esibizioni. Appuntamento in Piazza Sant’ Eurosia per ricordare Alberto Sordi, che proprio lì e nella adiacente Via delle Sette Chiese nel lontano 1951 fu l’attore principale del film “Mamma mia che impressione”. La Garbatella che conobbe Sordi, quando da bambino abitava in via Vettor Fausto, era ben diversa da quella odierna. Su via delle Sette Chiese ancora non c’era l’edificio di S. Filippo Neri, ma solo la Chiesoletta e l’Oratorio con il muro che lo circondava, dove un insolito Sordi biondo girò una scena con Carlo Delle Piane. Insomma anche il nostro quartiere, dopo la manifestazione di questa mattina al Campidoglio, ha degnamente ricordato il grande attore simbolo di Roma e della romanità.
Commemorazione dei cittadini e del Municipio ai piedi della sua casa al lotto 28 di via Giovanni da Capistrano
Con la deposizione di un mazzo di fiori un piccolo gruppo di cittadini ieri ha ricordato la figura del patriota socialista Libero De Angelis.Era l’alba della Liberazione di Roma, il 4 giugno del 1944, gli Alleati entravano nella Capitale dalla via Appia, provenienti dai Castelli romani e i tedeschi in fuga con ogni mezzo risalivano le consolari a nord della città. Quella mattina i tedeschi caricarono gli ultimi prigionieri politici di via Tasso sui camion, destinazione Germania o forse i campi di prigionia del nord Italia.Ma uno di questi autocarri non giunse a destinazione. Al 14 chilometro della via Cassia, in località La Storta, il mezzo fu fermato e i prigionieri furono fatti scendere e trasportati in un boschetto nelle vicinanze, dove furono fucilati. Erano 14 persone. Tra loro c’erano Libero De Angelis, 22 anni, meccanico della Garbatella e il più famoso Bruno Buozzi, socialista, uno dei rifondatori della Cgil.
La Storta: il cippo che ricorda l’eccidio compiuto dai nazifascisti in fuga da Roma il 4 giugno del ’44
Anche Libero De Angelis , militava nell’organizzazione clandestina socialista, quelle che divennero le formazioni Matteotti e si sa che entrò a far parte dell’OSS ( Office of Strategic Service), il servizio segreto che agiva per conto degli americani. Nel 1945 alla famiglia De Angelis, infatti, fu fatto pervenire un certificato di apprezzamento dell’OSS per i servizi resi all’esercito degli Stati Uniti d’America nella lotta per la liberazione d’Italia.
Alla cerimonia, organizzata da Mirella Arcidiacono, erano presenti Ernesto Nassi consulente alla Memoria dell’VIII municipio, Giulio Natalini con un gruppo di socialisti del quartiere e Adelio Canali, che ha rilasciato una viva testimonianza di quel 4 giugno 1944 alla Garbatella. In rappresentanza dell’VIII Municipio l’Assessora alla Memoria Michela Cicculli.
In tempi di coronavirus, ci siamo visti chiudere ogni tipo di parco, da quelli dei bambini alle aree pic nic fino a quelli dei cani. Ma per quanto ancora andrà avanti questa storia?
Non lo sappiamo. Proprio Domenica infatti, il Parco Garbatella in Via Rosa Raimondi Garibaldi è stato chiuso di nuovo. Funziona così: troppi assembramenti? Il Comune decide di chiudere. Già qualche settimana fa c’erano state delle lamentele da parte di alcuni volontari, i quali avevano deciso di smontare i canestri del campo da basket del parco per evitare assembramenti (vedi articolo). Ma niente, tra bambini sugli scivoli e partite di calcio, alla fine il Comune ha pensato di mettere i lucchetti ai cancelli.
Le reazioni dei residenti
Come l’avranno presa i genitori e i ragazzi che frequentano il Parco Garbatella? “Lo avevamo detto che non bisognava esagerare”, commentano gli stessi volontari che avevano smontato i canestri da basket. E poi, c’è invece chi sostiene che sia un peccato, che non è giusto chiudere un intero parco, in quanto a rimetterci sono anche coloro che mantengono le distanze, rispettano le regole e non potranno comunque usufruirne. Già, ma tutto questo, perchè accade? Forse perchè ci stiamo abituando al fatto che invece di educare i cittadini alle regole, è più facile continuare solo a proibire?
Il Covid-19 ha rivoluzionato un pò tutto, tra cui, quelli che saranno i centri estivi 2020. Nuove regole, norme igieniche, ma soprattutto niente assembramenti. Come? Vediamolo insieme.
Le regole
Ogni regione adotterà regole territoriali, ma nessuna è esclusa dall’attenersi alle Linee Guida dell’ultimo Dpcm.
Per i bambini dai 3 ai 5 anni ci sarà un adulto ogni 5 bambini.
Dai 6 agli 11 anni un adulto ogni 7 bambini
Per gli adolescenti dai 12 ai 17 anni un adulti ogni 10 adolescenti.
Nel caso di bambini ed adolescenti con disabilità il rapporto sarà di un operatore per ogni bambino o adolescente.
Per quanto riguarda l’accoglienza invece, ci saranno dei triage, così da evitare assembramenti. Dunque gli ingressi saranno scaglionati con 5 o 10 minuti di distanza gli uni dagli altri. Nel punto di accoglienza inoltre dovrà essere sempre disponibile acqua e sapone, o gel idroalcolico. Durante la giornata, gli operatori saranno attenti a far lavare le mani ai bambini dopo ogni attività. In particolare, prima di andare mensa.
Queste sono le linee guida generali. E il nostro Municipio, di certo non sta con le mani in mano. Ci sono infatti novità anche qui.
Il Municipio VIII e i nuovi centri estivi
Il Municipio VIII, dopo il nuovo Dpcm, si è subito schierato in prima linea per reinventare l’estate dei piccoli cittadini. Come? Tramite un avviso pubblico, sono aperte le candidature per presentare idee progettuali per nuovi centri ricreativi.
“Ma non solo centri ricreativi, qualsiasi occasione di recuperare ciò che è stato perso in questi mesi e mettere a valore lo spazio pubblico della città a partire dall’idea che una grande comunità educante si mette a lavoro insieme”, ha dichiarato il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.
Tutte le idee progettuali potranno essere presentate entro lunedì prossimo, seguirà poi un tavolo di coprogettazione educativa territoriale per far partire i centri estivi.
Per partecipare alle candidature basta cliccare qui.
Il SERESMI, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 14 maggio 2020.
A circa un mese di distanza dalla prima rilevazione segnalata da Cara Garbatella (17 aprile), i dati parlano di +29 casi (69 il 17 aprile, 98 alla data di ieri) nell’VIII Municipio con un tasso di incidenza di circa 7 malati e mezzo ogni 10mila abitanti.
Tenendo a mente il dato di positivi totali nella capitale, ieri 2.670, un mese fa ca (17 aprile, ricordiamo) 1.732, notiamo che continuano a rimanere invariati sia il primato del Municipio VII della capitale, con il numero maggiore di casi (299) sia quello del II Municipio con l’incidenza maggiore (11,76 casi ogni 10mila abitanti).
A Garbatella sono presenti 42 (+9) casi, 25 (+9) a Tormarancia, del tutto invariato a Navigatori, che rimane a 5 casi, mentre a Valco San Paolo si arriva a 7 casi (+3), con un’incidenza massima nel Municipio che è quella della zona Navigatori.
New entry per Cara Garbatella i dati di Grotta Perfetta, che alla data del 14 maggio, si attesta a 13 casi con un tasso di incidenza di 8.39.
Avete presente gli insetti quando vedono la luce? Ecco: è bastato l’inizio della fase due per precipitarsi tutti verso parchi, piste ciclabili, strade o marciapiedi. C’era da aspettarselo? Forse si. Ed è anche giusto riprendere un pò di fiato dopo due mesi segregati. Ma quella iniziata il 4 Maggio non è una condizione poi così diversa da quella precedente. Purtroppo, dobbiamo continuare a convivere con il virus.
E dunque, per quanto qualcosa si stia smuovendo, attenzione a non esagerare. Proprio ieri infatti, alcuni volontari si sono visti costretti a smontare i cesti dal campo da basket del Parco Garbatella, l’area verde tra Via Rosa Raimondi Garibaldi e la Cristoforo Colombo, dopo che un intero gruppo di ragazzi si era imbattuto in una partita. Un comportamento pericoloso per gli stessi giovani e per le loro famiglie. Ma non solo, il rischio è infatti anche quello che, per evitare altri assembramenti, il parco venga richiuso a discapito di tutti.
Insomma, lo stesso Presidente Conte aveva annunciato: “Sappiamo che la fase due comporterà il rischio di una ripresa della curva dei contagi”. Noi, speriamo si sbagli. Certo che, se l’andazzo è questo.
L’Associazione sportiva Roma e la sua fondazione Roma Cares hanno lanciato ad aprile il progetto ASSIEME, volto ad esprimere vicinanza e sostegno nei confronti dei tifosi in questo periodo di emergenza. Così questa mattina, rappresentanti del progetto erano nel cuore giallorosso di Garbatella, in piazza Damiano Sauli a pochi passi dal Roma club, per distribuire ai presenti guanti, mascherine e gel per le mani da utilizzare durante la fase 2.
Nei prossimi giorni l’AS Roma comunicherà sui propri canali le altre iniziative, che rientrano nell’ambito della campagna ASSIEME per continuare a sostenere i suoi tifosi durante l’epidemia da Covid-19.
Il SERESMI,Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, ha aggiornato la mappa romana dei contagi Covid-19 al 27 aprile 2020.
A dieci giorni di distanza dalla prima rilevazione segnalata da Cara Garbatella (17 aprile), i dati parlano di 79 casi (+10) nell’VIII Municipio con un tasso di incidenza di cica sei malati ogni 10mila abitanti (un tasso di 6.03, in percentuale lo 0,06%). Tenendo a mente il dato di positivi totali nella capitale, oggi 2.202, dieci giorni fa 1.511, notiamo che il Municipio con il numero maggiore di casi (228) nella città è il VII, mentre l’incidenza maggiore si rileva nel secondo.
A Garbatella sono presenti 38 (+5) casi, 20 (+4) a Tormarancia, mentre sono rimasti invariati o semi invariati i dati di Navigatori, che rimane a 5, e di San Paolo, 5 (+1), con un’incidenza massima nel Municipio, proprio quella della zona Navigatori (9.68, ossia circa 9 casi su 10mila abitanti).
Lunedì 20 aprile intorno alle 20, dopo la giornata di pioggia, un platano di circa 20 metri di altezza e di diverse tonnellate di peso, è caduto in Via A. Pigafetta, quasi all’altezza del Centro Diagnostico. Una tragedia mancata perché per fortuna in quel momento non transitava nessuno, ma cinque auto parcheggiate sono state gravemente danneggiate. La strada è rimasta bloccata e sono intervenuti i Vigili del Fuoco e il Servizio Giardini del Comune per ripristinare la circolazione.
Ancora una volta la Natura ci tira le orecchie, a noi incapaci di ascoltarla, e ci rimprovera per la nostra disattenzione nei suoi confronti. Quanti alberi sono caduti a Roma quest’anno e negli anni passati? Quante persone hanno subito danni fisici o alle auto o alle proprie abitazioni? Quanti ancora ne dovranno cadere perché venga intrapreso un serio programma di manutenzione per evitare o anticipare la caduta di tronchi e rami?
Avere cura del patrimonio arboreo della città potrebbe essere un modo davvero giusto per celebrare realmente la Giornata della Terra che cade proprio questa settimana.
La pittrice ha il suo atelier davanti la fontana di Carlotta
L’identità passa anche attraverso i suoi luoghi: essi definiscono gli spazi del vivere civile, connotano le relazioni, la storia e le storie. I luoghi antropologici rendono peculiari, inoltre, la cultura e l’arte: “Garbatella ha una dimensione umana, storica e paesaggistica che è un piacere da vivere e da riportare su tela. Il suo essere un paese nella città, la sua tranquillità di vita e la sua serenità sociale, che tanto mi ricordano la Svizzera, sono diventati i soggetti della mia pittura” ci racconta Sandra Gianesini che da tre anni ha un atelier a piazza Ricoldo da Montecroce, di fronte alla fontana Carlotta.
Sandra Gianesini nasce in Svizzera nel 1978, dove riceve sin da bambina una solida educazione all’arte attraverso gli insegnamenti di suo padre, anche lui pittore. Nel 2000 si trasferisce a Roma, dove perfeziona le tecniche di pittura ad olio, acquerello e pastello, a studio e, soprattutto, “en plein air”. Collabora, inoltre, con diversi artisti italiani e stranieri. Le sue opere sono esposte in Svizzera, presso la “Galerie Avenue du Général Guisan 19”, a Sierre, dove è ospitata una mostra permanente e alla MAG (Montreux Art Gallery), e in gallerie d’arte in Italia.
In occasione del centenario del quartiere, ha lavorato ad una serie di dipinti e disegni che ritraggono diversi scorci della Garbatella. Un’anteprima è stata mostrata al pubblico in un’esposizione ad ottobre durante la Rome Art Week e a gennaio in una mostra personale in concomitanza dell’apertura dei festeggiamenti.
“Nonostante i suoi 100 anni, Garbatella è un quartiere dinamico e giovane – continua l’artista – per questo mi piace dare un tocco di colore ai lavori che la ritraggono, ma nello stesso tempo parlare di Garbatella evoca un’atmosfera sognante e ‘magica’per tale motivo uso anche la tecnica della luminescenza, attraverso la quale mescolo la polvere di marmo con dei pigmenti luminescenti che assorbono la luce del giorno, sia naturale sia artificiale, e la restituiscono di sera quando si spengono le lampade. L’effetto finale è quello di trovarsi una sera d’estate per i vicoli e i lotti del quartiere, sotto le stelle”.
A fine estate 2020 è prevista presso l’atelier della pittrice una mostra con tutti i lavori realizzati per il centenario.
É stata resa nota dal Seresmi, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, la mappa romana dei contagi Covid-19.
I dati, aggiornati al 17 aprile 2020, parlano di 69 casi nell’ottavo municipio con un tasso di incidenza del 5,27%, inteso come il rapporto tra malati e un campione di 10mila abitanti. Tenendo a mente il dato di positivi totali nella capitale, oggi 1732, una settimana fa 1511, notiamo che la distribuzione territoriale risulta simile alla precedente e la crescita piuttosto equa tra i vari quartieri. Si va da zero nuovi casi a sette, la punta massima.
A Garbatella sono presenti 33 casi, 16 a Tormarancia, 5 a Navigatori e 4 a Valco San Paolo, con un’incidenza massima nel Municipio di 9,68%, proprio quella della zona Navigatori.
Il triste primato della città spetta però al quartiere di Torre Angela, periferia est della capitale, che resta il quartiere della città dove si registra il numero più alto di malati di coronavirus, 52 in totale, mentre i tassi più alti sono quelli dei Municipi I, II e XV.
Appassionata protagonista, con le donne socialiste della Garbatella, delle battaglie per i diritti civili.
Iolanda in un’intervista durante la campagna elettorale nel 1987
Qualche giorno fa, il 14 aprile ci ha lasciati per sempre Iolanda Pallocca, una delle figure femminili più impegnate nelle battaglie democratiche del quartiere Garbatella. Tenace militante socialista nel circolo di via Edgardo Ferrati, Iolanda vedova Unfer è stata instancabile protagonista negli anni Settanta delle lotte per i diritti civili (divorzio e legge 194) e sui decreti delegati per una partecipazione democratica negli organismi collegiali della scuola. Insieme alle altre donne socialiste e comuniste si è battuta, inoltre, per l’apertura del primo consultorio familiare di via Montuori, dove partecipava con Elisabetta Di Rienzo all’assemblea di gestione delle donne. La benedizione della salma si è svolta davanti alla chiesa di San Francesco Saverio secondo le direttive emanate dal Governo in periodo di emergenza Covid 19. Tutta la redazione di Cara Garbatella si unisce al dolore dei figli, dei parenti e dei cittadini della Garbatella che l’hanno conosciuta. (g.r)
L’iniziativa di due classi della scuola media Moscati della Garbatella
C’è un regalo in più per le famiglie in difficoltà economiche e per gli anziani soli che in queste settimane stanno ricevendo a casa la spesa, perché non possono uscire : a Pasqua per loro c’è anche una poesia, un disegno o un pensiero realizzato da alcuni studenti della scuola media Moscati. Si tratta di due classi che per un giorno intero hanno fatto le loro video lezioni questa volta però dedicate al volontariato nel quartiere. Insieme all’assessora Francesca Vetrugno e alla vicepreside Margherita Venetucci c’erano anche in collegamento dei volontari, che insieme ad operatori del Comune stanno portando avanti l’attività del Municipio solidale: cibo, libri, farmaci a domicilio per chi non può uscire oppure non può acquistarli. Hanno spiegato ai ragazzi il valore e il significato di questa scelta in un momento così difficile come questo, l’aiuto che hanno deciso di dare per alleviare la solidarietà di molti abitanti del quartiere e dai ragazzi hanno ricevuto domande, curiosità e ringraziamenti. E alla fine anche le loro poesie e frasi che in questi giorni stanno arrivando in molte case.
Il ricordo di Cara Garbatella all’edicolante di piazza Oderico da Pordenone
Ci ha lasciato per sempre dopo una lunga malattia Enzo Argenti, l’edicolante di piazza Oderico da Pordenone, davanti al palazzo della Regione Lazio. Enzo era un comunista, iscritto e militante del Pci romano. Oltre ad essere una figura impegnata nella vita sociale e politica del nostro quartiere era un amico di Cara Garbatella, con cui abbiamo condiviso tante discussioni e tanti bei momenti in Villetta.
La sua famiglia aprì il primo chioschetto di giornali nel 1938, proprio a fianco dell’ex Liceo Borromini dove, fin da piccolo, già aiutava i genitori nella gestione dell’edicola. Poi dai primi anni Settanta, condusse instancabilmente l’attività in proprio coadiuvato dalla sorella Valeria. Ma l’ edicola di Enzo non era un mero punto di vendita di giornali e riviste. Nei momenti salienti della vita politica nazionale e locale era un punto di riferimento, si andava da lui a discutere. Era il ritrovo dei giovani studenti del Borromini e poi, quando più tardi si spostò davanti alla Regione Lazio, di tanti cittadini e intellettuali.
Segretario della sezione Pci di Acilia fu un militante attivo anche all’interno della Villetta, dove è stato candidato più volte alle elezioni Municipali: nel 2008 con Sinistra Arcobaleno a sostegno di Andrea Catarci, poi ancora nel 2016 e infine nel 2018 con Liberi e Uguali a sostegno di Amedeo Ciaccheri.
Ci ricordiamo Enzo e tutta la sua famiglia, a lavorare instancabilmente come volontari alle feste dell’Unità, ai festival del Jazz e a tante iniziative della Villetta. Grazie ancora Enzo per tutto quello che hai fatto. Un forte abbraccio da tutta Cara Garbatella alla moglie Imola, alla figlia Irene al genero Daniele e al suo amatissimo nipotino Claudio.
La memoria è un ingranaggio collettivo e voglio condividere con voi
questo video che si unisce a diverse iniziative che si stanno
moltiplicando sul territorio in queste ore. Torneremo insieme presto ad
attraversare i luoghi che ci hanno reso quello che siamo, convinti
ancora una volta che qua sta scritta la traccia del nostro futuro e la
forza della nostra comunità.
In queste immagini Alessandro Portelli, Gianni Rivolta, Ernesto Nassi ci raccontano quel terribile giorno di 76 anni fa dove per mano dei nazifascisti furono trucidate 335 persone.
Rimaniamo uniti, anche se distanti, nella memoria per combattere ora e sempre ogni rigurgito di odio.
Ringrazio l’assessora Michela Cicculli, Anna Coccoli e tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questo video.
Tra i 335 martiri del furore nazista, tre cittadini della Garbatella: i fratelli Giuseppe e Francesco Cinelli ed Enrico Mancini
Il 24 marzo di settantasei anni fa, a poche centinaia di metri dai confini del nostro quartiere, si consumava una delle pagine più tragiche della Resistenza romana: una strage nazista ordinata come rappresaglia all’attentato partigiano di Via Rasella, in cui il giorno prima avevano perso la vita 33 soldati tedeschi.
335 persone di vari ceti sociali, di tutte le età e anche un sacerdote venivano trucidate e gettate in una fossa comune, che altro non era che una vecchia cava di pozzolana vicino all’antica Via Ardeatina. Poi il crollo delle volte della cava, causato dall’esplosione di più cariche di dinamite, davano una ignobile sepoltura a quei corpi ammassati in quella fossa.
Nel libro “La terrazza sulla Garbatella” Adelio Canali, allora poco più che un ragazzo, ci racconta in maniera minuziosa il ricordo di quella sciagurata giornata: “Verso le 16 di quel pomeriggio un improvviso boato ci fece sobbalzare. Ormai eravamo abituati ai bombardamenti aerei, ma guardando in alto non si vedevano velivoli, tanto meno se ne udiva il consueto, sinistro rombo. Neanche il tempo di riprenderci che un secondo e terzo boato, molto più forte ci fecero voltare di scatto. Nei giorni successivi cominciarono a trapelare le prime notizie dell’eccidio e sui tentativi dei tedeschi di chiudere l’ingresso delle cave, prima col lavoro di giovani rastrellati, poi col brillamento di tre cariche di tritolo”. Tra le vittime, c’erano tre abitanti della Garbatella, colpevoli di aver avuto come valore della loro esistenza l’antifascismo e l’amore per la libertà: i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli ed Enrico Mancini.
Francesco e Giuseppe Cinelli, a destra Enrico Mancini
Quest’ultimo, dopo aver frequentato le elementari, aveva prematuramente lasciato lo studio per lavorare. Da apprendista falegname aveva mostrato grandi capacità fino a diventare un ricercato ebanista. Alla fine degli anni Venti il rifiuto di indossare la camicia nera gli costò l’incendio del suo laboratorio. Gli venne assegnata una casa di due stanze in Via Percoto, al Lotto 43 il terzo albergo davanti alla questura. Nel 1942 aderì al Partito d’azione e dall’8 settembre del 1943 prestò un’intensa attività in vari campi d’azione del fronte clandestino, in particolare in quello dei collegamenti tra Roma e l’esterno, all’interno del gruppo “Giustizia e Libertà”. Fu arrestato il 7 marzo del 1944, il giorno dei bombardamenti della Garbatella, nel suo ufficio al centro di Roma, dove svolgeva una nuova attività di commerciante di prodotti agricoli. Fu portato alla Pensione Oltremare vicino alla stazione Termini dove fu torturato dalla banda Koch e successivamente trasferito alla Pensione Iaccarino: due tristi luoghi di sofferenza gestiti da fascisti italiani.
Il 18 marzo fu rinchiuso nel terzo braccio di Regina Coeli in attesa di processo, dove riuscì a far pervenire alla famiglia un biglietto. Fu prelevato dal carcere il pomeriggio del 24 marzo e trasportato alle Fosse Ardeatine insieme ad altri detenuti, verso quell’ultimo e tremendo viaggio. Morì trucidato all’età di 47 anni, lasciando la moglie e sei figli. A lui, durante i festeggiamenti del Centenario, è stato dedicato un gigantesco murales sulla parete del lotto 9 che affaccia su piazza Bartolomeo Romano.
I Fratelli Cinelli abitavano originariamente al quartiere Salario, ma presto dovettero vendere casa a causa delle continue molestie e pressioni da parte dei fascisti. Agli inizi degli anni Trenta fu assegnata alla madre Ludovina una casa popolare alla Garbatella, in Via Antonio Rubino, presso piazza Sant’Eurosia.
Francesco era dipendente della Romana Gas. In quella realtà lavorativa molti operai erano coinvolti nella lotta per la liberazione di Roma.
Nelle officine della Romana Gas si costruivano quelli che venivano chiamati i “chiodi a tre punte”, destinati a squarciare i pneumatici degli automezzi delle truppe d’occupazione. Si fabbricavano ordigni rudimentali, tra l’altro anche quello usato nell’attentato di Via Rasella. Giuseppe Cinelli all’inizio seguì le orme del padre, che era un artigiano calzolaio. Dopo il trasferimento alla Garbatella cessò quest’attività, perché non gli venne concessa la licenza, in quanto era già conosciuto come un noto sovversivo. Riuscì ad entrare come facchino ai Mercati Generali: anche questa struttura lavorativa era piena di compagni antifascisti. Da prima socialista poi comunista Giuseppe ebbe un ruolo importante nella resistenza, presso il comando della Settima Brigata Garibaldi: era Ispettore organizzativo del II battaglione. Giuseppe, ormai latitante, tornò a dormire per una sera nella sua casa di Via Rubino insieme al fratello. Purtroppo questa scelta gli fu fatale. Catturati la sera del 22 marzo vengono torturati nella prigione delle S.S. in via Tasso e portati il 24 marzo nel devastante inferno delle Fosse Ardeatine.
A Giuseppe Cinelli, dopo il 4 giugno del 1944 all’indomani della liberazione di Roma, fu intitolata la sezione dei comunisti della Garbatella, la Villetta. A distanza di settantasei anni e gli inevitabili cambiamenti di nome delle strutture politiche all’interno della Villetta è rimasta l’intitolazione a Giuseppe Cinelli, fortemente voluta dai frequentatori della Villetta. Tutto questo per non dimenticare
Roma è un riassunto di storia dell’arte. Da dove cominciare a visitarla è impossibile da capire. Se però volete qualche consiglio su cosa vedere vicino Garbatella, ecco qualche consiglio.
Cosa vedere vicino Garbatella – I murales di Tor Marancia
Benvenuti nel quartiere popolare della Street Art. Siamo a Tor Marancia, quartiere a pochi passi dalla Garbatella. Vi basterà attraversare la Cristoforo Colombo per imbattervi in straordinari murales realizzati da 22 artisti internazionali.
Se pensate che sia stato facile per la Streeet Art sbarcare qui vi sbagliate di grosso. Immaginate le anziane signore di Viale Tor Marancia quando hanno iniziato a vedersi imbrattare i loro muri. <<A regazzì che stai a fa?>>. Non ci è voluto molto poi però per rendersi conto che da lì a poco sarebbe diventato il quartiere più colorato di Roma.
Cosa vedere vicino Garbatella – La Basilica di San Paolo
Passeggiate nel grande parco Schuster, in Via Ostiense. Fermatevi in un chioschetto, buttatevi sul grande prato o sedetevi su qualche panchina. Insomma fate un po’ voi tanto, da qualunque prospettiva sarete, potrete ammirare la Basilica di San Paolo fuori le Mura. 130 metri, larga 65 e alta 29 rappresenta la seconda delle quattro basiliche papali di Roma per grandezza. Però, considerando che vederla solo da fuori non rende l’idea, vi consigliamo di prenotare una visita all’interno della grande chiesa.
Cosa vedere vicino Garbatella – La Piramide Cestia
Dall’alto di questa piramide più di 20 secoli di storia ci guardano. Un monumento che, direte voi, cosa ci sta a fare vicino a Garbatella? La storia di questa piramide alta ben 36 metri è semplice. Tra il 18 e il 21 a.C. l’imperatore Gaio Cestio dichiarò di volere la sua tomba proprio come quella degli antichi Egizi. Si poteva dire di no ad un imperatore? Dubito. Così nacque la famosa Piramide Cestia. Molto semplice da raggiungere in quanto si trova proprio davanti la fermata Piramide della metro B. Vale veramente la pena vederla. Anche perché l’alternativa sarebbe un volo fino al Cairo, bello ma poco conveniente.
Cosa vedere vicino Garbatella – Il Gazometro
Difficile trovare una struttura curiosa come il Gazometro. Tubi d’acciaio incastrati l’uni agli altri che vanno a creare un enorme cilindro alto più di novanta metri. Per arrivarci bisogna recarsi nel quartiere Ostiense, in Via del Commercio. Oggi rappresenta uno dei simboli di Roma nonostante non sia più in funzione. Il Gazometro infatti serviva per immagazzinare il gas da utilizzare poi in usi domestici e illuminazione.
Cosa vedere vicino Garbatella – Terme di Caracalla
Vi siete mai chiesti come vivevano gli antichi romani? Be’ qui è il modo migliore per scoprirlo. Duemila anni di storia da ammirare. Le Terme di Caracalla, situate sulla via Appia, sono uno dei più grandi esempi della Roma imperiale. E’ ancora possibile vedere quelli che una volta erano gli spogliatoi, le sale da bagno, le palestre, le piscine. Insomma un vero e proprio tuffo nella storia.
Qualche spunto su cosa vedere vicino Garbatella ve lo abbiamo dato. Ora, serve altro per convincervi ad andare? Ovviamente, prima, fate un salto anche alla Garbatella. (Vedi Cosa vedere alla Garbatella)
A piazza Biffi la cerimonia del Municipio VIII nell’anno del Centenario
Garbatella non si ferma. Oggi 7 marzo nell’anno del Centenario, a 76 anni di distanza, in piazza Eugenio Biffi è stata scoperta una targa in ricordo dei bombardamenti del 1944, che colpirono l’Albergo bianco e il servizio di Maternità. Proprio davanti a questo luogo simbolo del quartiere il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri e il consigliere di opposizione Maurizio Buonincontro hanno voluto ricordare quei giorni drammatici di guerra, quando gli aerei alleati, in un raid aereo alle 11,25 del mattino, scaricarono sull’Ostiense, sulla stazione ferroviaria e sugli impianti industriali della Capitale una grande quantità di bombe. Purtroppo alcuni ordigni caddero sul lotto 41 e sotto le macerie furono ritrovati 50 corpi di abitanti dell’Albergo, tra cui alcuni bimbi della Maternità. Il tragico elenco delle vittime fu minuziosamente compilato da don Teocle Bianchi, primo parroco della parrocchia di Santa Galla, sul suo diario, che è stato ritrovato nell’archivio della chiesa. Alla cerimonia erano presenti alcune suore delle Figlie della Carità, che alla Maternità, fin dagli anni Trenta, svolgevano un prezioso servizio assistenziale.
Pur non essendoci ad oggi, alcuna indicazione di eventuali restrizioni da parte delle autorità locali – Roma e Lazio – riteniamo che sia importante adottare misure per evitare la diffusione del Covid-19 e ulteriori misure di contenimento e poter organizzare la proiezione in un clima più sicuro.
Riteniamo quindi ANNULLARE la proiezione del mediometraggio in programma per Domenica 8 marzo presso il teatro Altamura.
“All’ultimo piano ci sono le infiltrazioni. I puntelli escono dai muri delle abitazioni. Crepe e calcinacci in vista. Ma sono anni che ci sono questi problemi. Mia suocera ha 93 anni e vive lì, lo so bene.” Preoccupata, la signora Ida, vuole denunciare un problema che da tempo mette in pensiero i residenti dell’Albergo Bianco, in Via Ignazio Persico 2. Una questione che non è di certo una novità per i residenti. “Sono già venuti più volte quelli dell’Ater e anche i vigili del Fuoco. Hanno fatto le foto e poi non sono più tornati.” Continua la signora Ida.
Le responsabilità
Ma da cosa deriva tale degrado? Il
problema principale è questo: non si trovano né le cause né un responsabile.
L’Albergo Bianco infatti è in parte di proprietà dell’Ater, ci sono molti dei
residenti ancora in affitto. E poi c’è anche chi ha le abitazioni di proprietà.
Insomma, l’Ater scarica le responsabilità al condominio, che a sua volta le
rimbalza all’Ater. A rimetterci però sono sempre i residenti.
“Ho sentito che con il centenario della Garbatella stanno facendo molti lavori di manutenzione. Nell’Albergo Bianco però non vogliono farli. La motivazione? Perché dall’Ater ci rispondono che questo è un condominio.” Ci racconta Ida. Molti dei lavori di ristrutturazione negli ultimi anni infatti sono stati effettuati privatamente da coloro che hanno comprato i vari appartamenti. Ma c’è ancora molto da fare qui. Sia nella scala B che C i residenti ci hanno segnalato crepe sui muri. Gli appartamenti dell’ultimo piano hanno i puntelli che spuntano dal muro scoperto. La terrazza condominiale dell’ultimo piano è da ristrutturare per le inflitrazioni. Terrazzi e sottoscala perciolanti. Impianti elettrici fuori norma. Il tutto a complicare la quotidianità di chi ci vive.
Qualche residente può continuare
a tamponare a piccole fasi alcuni dei problemi. Ma senza dubbio, serve un
progetto complessivo per recuperare questo storico palazzo nel cuore della
Garbatella.
Si comincia dai locali più storici della Garbatella. Why Not è uno di questi. Pareti colorate, foto e locandine di film decorano il pub. Why Not si trova in Via Luigi Fincati 2, alle spalle di uno dei principali punti più movimentati del quartiere, Piazza Bartolomeo Romano. Il locale offre birre, cocktail e snack fino a tarda sera. Da provare sono senza dubbio i cocktail allo zenzero e cioccolato.
Se cercate qualcosa di un po’ più raffinato e attento al dettaglio c’è il nuovo Bistrot Biffi. Progettato con un’ampia vetrata da dove si può scorgere il famoso Albergo Rosso. Passando di fronte al locale, a Piazza Eugenio Biffi, non puoi non notarlo. Luci e lucette decorano l’ingresso e i tavoli all’esterno. Merita una visita.
Un’altra oasi per bere alla Garbatella è La Latteria. Bellissimo giardino, vino, cocktail, e cibi sfiziosi. Cosa rende speciale questo posto? La Latteria non solo è tra i 50 migliori bar d’Italia, ma si preoccupa anche all’ambiente. E’ stata infatti ristrutturata con materiali ecocompatibili. Potete trovarla a Piazza Geremia Bonomelli. Non rimarrete delusi.
Dove bere alla Garbatella, il vino? A La Mescita. Enoteca con tavoli sia all’aperto che all’interno. Situato nel cuore della Garbatella, in Via Luigi Fincati 44. Oltre alla notevole scelta di vini troverete anche soddisfacenti aperitivi sfiziosi.
<<Tutti noi abbiamo bisogno di credere in qualcosa: io credo che tra poco mi farò una birra>>
Così esordisce Homer Simpson in una delle puntate della più amata sitcom americana. E se anche voi come Homer amate la birra, vi consigliamo di fare un salto in Via delle Sette Chiese 56. Tra schiuma bianca, sapori amari o dolci, colori chiari o scuri, sarete rapiti dalla varietà di birre del Public House. Non mancheranno taglieri, olive, cibo messicano e dolci fatti in casa.
Arredi vintage, pavimento a scacchi, luci suffuse. In Via Roberto de Nobili 3b, a pochi passi dal famoso Bar dei Cesaroni, vi aspetta l’Otium Club. Principalmente vineria, ma troverete anche cocktail e soprattutto buonissimi taglieri.
Insomma, serve altro per convincervi a bere alla Garbatella? Noi non possiamo che augurarvi una buona serata. Nel dubbio non sappiate cosa fare prima o dopo la bevuta, ecco qualche consiglio: Cosa mangiare alla Garbatella Cosa vedere alla Garbatella
Di Ilaria Proietti Mercuri
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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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