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Tag: vita comune e storia locale

Addio “Ugo Lupo”

LUTTO NEL MONDO DEL BASKET ROMANO.
CI HA LASCIATO UMBERTO ASCENZI

di Enrico RECCHI

Nel mese di agosto, dopo una lunga malattia all’età di 62 anni, ci ha lasciato Umberto Ascenzi, popolare allenatore di basket assai conosciuto nel mondo della pallacanestro romana. Umberto era nato e cresciuto alla Garbatella in Via Caffaro.

Da ragazzo ha frequentato la scuola media di via Libetta e successivamente il liceo scientifico Borromini a piazza Oderico da Pordenone. La sua statura importante già all’epoca, lo aveva reso un amico ideale e ricercato sia per i giochi che per le pratiche sportive.

Alla prestanza fisica aggiungeva un carattere aperto e comunicativo. Tanti i successi sportivi da giocatore (è stato vice campione d’Italia juniores nella stagione 1974 nella Lazio), ma soprattutto da allenatore a contatto con tanti ragazzi di Roma, ai quali ha trasmesso il suo amore per lo sport e per la vita.

Ciao “Ugo Lupo”, come lo chiamavano i baskettari.

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Buon lavoro Don Alessandro

SAN FRANCESCO SAVERIO: NOMINATO IL NUOVO PARROCO

di Daniele RANIERI

Il 15 Settembre verrà ufficializzato con una Messa il nuovo Parroco della Parrocchia di San Francesco Saverio a Piazza Sauli. L’Attuale Parroco Don Fabrizio Benincampi verrà sostituito da Don Alessandro Di Medio. La notizia è stata comunicata il 29 Giugno dal Vicario della Diocesi di Roma Cardinale Angelo De Donatis, che presiederà la celebrazione. Don Alessandro, 41 anni, è da tempo viceparroco di S.Francesco Saverio e molto conosciuto dai suoi parrocchiani, soprattutto dai più giovani.

E’ lui che segue il percorso di formazione umana e spirituale per ragazzi dai 19 ai 29 anni Signa Veritatis che ha un bel sito web e una pagina Facebook (come d’altronde la Parrocchia) con non pochi followers. Da questa iniziativa sono nati, nel 2013,Sophia ed Elpis.

Sophia è ”un’impresa sociale creata da un gruppo di giovani che, ispirati dal percorso spirituale di Signa Veritatis, hanno creato dei processi lavorativi a partire dai talenti, dalle capacità e dalle aspirazioni di ciascuno”. Mentre Elpis è “percorso di accompagnamento individuale per aiutare i giovani a identificare e raggiungere la propria vocazione professionale.

E’ rivolto a coloro che si trovano in situazioni di smarrimento e frustrazione rispetto al mondo del lavoro, supportandoli nella scoperta di sé e dei propri talenti riconoscendo come unico il contributo che ognuno può apportare alla società.”

Al nuovo Parroco gli auguri di Cara Garbatella.

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MONTAGNOLA: UN ALTRO TALENTO TARGATO TEAM BOXE

Sul ring di Madrid Francesca Amato vince l’Europeo di pugilato

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Succede a volte nella vita, che le cose belle inizino per caso: “Avevo 14 anni ed ero un po’ cicciotta, così ho cercato una palestra vicino casa per fare un po’ di attività fisica”. Quando poi, le cose belle dopo essere nate per caso continuano per scelta, si può anche arrivare a realizzare un sogno. “Nella palestra vicino casa mia insegnavano il pugilato, che all’epoca era diventato da poco uno sport femminile.

Così, incuriosita dalla novità e dal fatto che non fosse cosa comune tra donne decisi di iniziare, e poi, mi sono innamorata di questo sport.” A raccontarci questa storia è Francesca Amato, che il 31 Agosto a Madrid ha strappato un oro agli Europei Elite
Femminili 2019 di Boxe. Una finale straordinaria vinta contro la polacca Aneta Rygielska.

Francesca è di Napoli ma, dopo essersi arruolata nell’esercito e trasferita a Roma, ha conosciuto la palestra di pugilato Team Boxe, nel cuore del quartiere Montagnola. “Lì ho avuto la fortuna di conoscere i miei allenatori Italo e Gigi, che mi sono sempre stati accanto e mi hanno sostenuta. Davvero due maestri, oltre che di pugilato anche di vita.”

E così in quella palestra casereccia, con solo un ring e qualche sacco ma da dove sono usciti alcuni tra i più grandi campioni di pugilato, Francesca si allena ogni giorno pronta a realizzare tanti sogni. Questa volta è toccato all’europeo, da dove è uscita soddisfatta non solo lei ma anche il suo allenatore Italo Mattioli, che con il suo accento romano ci confessa: “Io nun è che sò contento, per me è un sogno che se realizza!” Un sogno che però non si ferma qui, a Francesca e al suo allenatore infatti non basta un oro all’europeo: “Adesso ci stiamo preparando per il mondiale, e chissà, magari per le olimpiadi 2020” conclude Italo.

Già, perché essere un pugile non significa soltanto colpire, ma anche continuare. E cara Francesca, allenamento dopo allenamento, tra sparring, sacchi e salti a corda, noi ti auguriamo di continuare ad amare questo sport come hai sempre fatto, anche se casualmente, fin dall’inizio

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TUTTI GLI IMPIANTI SPORTIVI PUBBLICI E PRIVATI DELL’VIII MUNICIPIO

Finita l’estate? E’ tempo di sport e salute

di Daniele RANIERI

Avete messo su pancetta e maniglie dell’amore? L’inesorabile bilancia ha decretato quello che mai avreste voluto vedere con i vostri occhi? Beh, non perdetevi d’animo, vi aspettano piscine, campi sportivi e palestre con tapis roulant e bilancieri. Non per tutti è una scelta facile o scontata. Nelle palestre gira la battuta che “l’attività sportiva è come la religione moltissimi ci credono, ma sono pochi quelli che la praticano”.

Il Ministero della Salute, che svolge regolarmente il monitoraggio del livello di attività degli italiani, ha fornito di recente dei dati secondo i quali un terzo de nostri concittadini è sedentario (non fa un lavoro pesante e non pratica attività fisica nel tempo libero). Compongono questo terzo le donne, le persone svantaggiate economicamente e con un grado di istruzione basso e gli anziani. In particolare gli over 65 dedicano molto tempo alle attività domestiche, ma troppo poco alle attività orientate ad allenare la forza muscolare.

Eppure da tempo l’Italia, in sintonia con tutti gli organismi internazionali, spinge affinché tutta la popolazione svolga delle attività motorie, anche modeste, per prevenire patologie e danni alla salute. Per chi vive nell’VIII Municipio non è difficile tentare.

Solo nelle 17 scuole pubbliche della zona, che nel pomeriggio si aprono ai cittadini, si praticano oltre 100 attività sportive.
Le trovate elencate nel sito del Comune di Roma (https://www.comune.roma.it/web/it/schedaservizi.page?contentId=INF41585).

Sono attività rivolte a bambini dai 5 anni in su e agli adulti e gestite da 10 Associazioni sportive. A queste si aggiungono numerosi centri privati o di proprietà del Comune, ma diretti da società private. Una offerta ampia per tutti i gusti e per tutte le tasche. Cominciamo il lungo elenco dall’Istituto di Via Alessandro Severo 208 e di Piazza Damiano Sauli, gestiti da Città Futura la storica associazione di Garbatella, che svolge attività di Volley e minivolley, basket e Ginnastica artistica. Presso le scuole di Via A. Leonori 74 e a Via del Tintoretto 321, ci sono le palestre coordinate dall’Ass. Polisportiva Roma.

In questi giorni sono aperte le iscrizioni per i corsi di arti marziali di Judo e Aikido. La ASS. KK. Eur Volley, invece, propone corsi di Zumba, Posturale e Pilates e per i bambini attività di Giocodanza presso la scuola di Via Grottaperfetta, 615.
Nelle vicinanze a Via Rigamonti, 10 e a Via Erminio Spalla 36 a Roma 70, oltre alla Pallavolo e alla Ginnastica ci sono corsi di Pilates, TonicPilates e di Floorball (una versione di hockey al coperto). L’Ass. Sport 2000 opera nelle scuole di Via Antonino Pio
84 e Via Andrea di Buonaiuto 16 (dove propone Balli di gruppo e altre attività sportive). Stessa proposta delle Ass. Gramsci a via di Grottaperfetta 524 e Sport Lab a Via Giuseppe Berto 178. La più nota Ass. Capitolina scherma opera a Via Pincherle 140
e in Via Ostiense 263 dove oltre, ai corsi di fioretto e spada, gestisce corsi di propedeutica alla danza e di Capoeira (un’arte marziale di origine brasiliana).

In Via Padre Lais, 9 e a Via Tazio Nuvolari,250 l’Ass. Il Gruppo oltre alle attività di base di ginnastica, pallavolo e balli di gruppo propone il Tang Soo Do, arte marziale coreana vicina al più noto Taekwondo. Infine la Virtus Trigoria organizza presso le scuole di V. Berto 160 e di via Macinghi Strozzi 51 corsi di ginnastica artistica, zumba, basket e Tai Chi Chuan, disciplina che appartiene alle famiglie delle arti marziali cinesi adatta a ogni età. Una cerniera storica tra le società comunali e quelle private è la SS.Lazio Nuoto con il suo impianto di Via Giustiniano Imperatore, in cui si sono allenate generazioni di ragazzi e di fior di campioni di nuoto e pallanuoto. Nella piscina da 25 metri si pratica l’avviamento al nuoto ad iniziare dai bambini di uno fino ai quattro anni. Poi attività per i ragazzi e il nuoto libero per adulti. Inoltre la S.S. Lazio ha aperto il settore dedicato al Nuoto Paralimpico.

Tutte le informazioni sono al sito www.sslazionuoto.it Le grandi strutture le troviamo soprattutto sul lato est della Cristoforo Colombo. Sono collocate lì il To live Sports Center, lo Sporting Club Poggio Ameno, la Wellness Town, il Centro Sportivo Vianello e la Polisportiva Città Futura. Sono impianti dotati non solo di palestre con diversi locali di ampia metratura, ma anche di piscine, campi da tennis e di calcetto, spesso anche con punti ristoro. Alcuni nascondono vere e proprie eccellenze. Come il Centro Vianello una delle poche Top School italiane di tennis. Anche qui gli allievi iniziano già dai quattro anni e proseguono
via via fino all’Academy, che è riservata al settore agonistico. Inoltre vi si trova una attività pre-pugilistica di alto livello che ha sfornato campioni professionisti di risonanza internazionale. Completano l’offerta rivolta agli adulti i corsi di posturale e di
funzionale e infine un servizio di consulenza posturale e nutrizionale. Il tutto svolto con un metodo avanzatissimo: l’Elav. Per informazioni https://www.ttvianello.it.

Ci sono poi le palestre mirate al fitness come la Fitness Center di Via Benzoni,lo Sport Indoor Club di Via L. da Vinci, la Overload di Via Cristoforo Colombo 112 e la nuova Anytime Fitness sempre a Via Benzoni e, facile da memorizzare, La Palestra
di Via Pigafetta, 68. Di recente è nata anche The Bridge ( palestra e piccola piscina) in Via Francesco Antonio Pigafetta, 86 tra l’Ostiense e la Garbatella.

Un discorso a parte merita la McFit di Via Ostiense. Una multinazionale con decine di palestre sparse nel mondo, che nella pubblicità promette attività “sulla leggendaria Malibù Beach, Yoga sulle coste delle Hawaii e allenamenti con il trainer delle star David Kirsch”. Com’ è possibile? Con la CYBEROBICS. Video proiettati su schermi giganti dentro le diverse sale della palestra in cui un istruttore “virtuale” tiene la lezione. Basta andare sul sito https://www.mcfit.com/it/cyberobics/ per gustarsi in anteprima le lezioni con “il trainer delle star”. Tutto a costi molto competitivi.

Infine i corsi specialistici come quelli di Yoga della YogAyur a Via Acerbi, oppure StudYoga a Via Gaspare Gozzi, 41 e AmrIta Centro Yoga e Ayurveda di Via dei Georgofili,149. Ci sono anche corsi all’Hibika Aikido a Via delle Sette Chiese 103. Per prepararsi alle immersioni per la prossima estate si può andare al Freediving Blue Dream, a Piazza dei Navigatori 22, per frequentare i di Corsi Apnea e immersione.

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LA PROTESTA PARTE DA VIA LUIGI FINCATI

Invasi dalla mondezza: cittadini sul piede di guerra

di Stefano BAIOCCHI

Cassonetti strapieni, immondizia maleodorante di ogni genere ammassata per strada. La Garbatella insorge davanti alla piaga rifiuti, che con l’arrivo del caldo estivo diventa una vera e propria emergenza ambientale e sanitaria. I cittadini sono stanchi di questa situazione di degrado e di totale abbandono. Marco Albani titolare del Lucky Star, lo storico bar di via Luigi Fincati, è uno dei tanti “esasperati” , che quotidianamente si batte per il decoro della strada dove esercita la sua professione. Organizza manifestazioni e proteste, arrivate fino in Campidoglio con l’intervento del capogruppo di Forza Italia Davide Bordoni, il quale ha parlato, tra l’altro, di “quadro desolante alla Garbatella, uno dei centri più importanti della movida romana”. Davanti all’ esercizio commerciale di Albani, di fronte all’ingresso del Lotto 9, stazionano, infatti, quintali di rifiuti, che sono rimossi soltanto sporadicamente e che coprono interamente i cassonetti e gli spazi circostanti. Ogni giorno Marco (come tanti altri) è costretto a combattere anche contro l’inciviltà di alcuni. “È una battaglia che sembra persa, ma non mi arrendo, tutti i giorni pulisco il marciapiede davanti al bar e quotidianamente sono costretto anche a discutere con i cittadini, che gettano i rifiuti a casaccio, senza preoccuparsi minimamente della raccolta differenziata, né di dove collocare il sacchetto pieno di leccornie per topi e gabbiani”.

Sul piede di guerra anche il Municipio VIII a fianco dei cittadini. Martedì 18 giugno nella sede di via Benedetto Croce il Presidente Ciaccheri ha organizzato un’assemblea aperta in cui sono emerse diverse proposte, tra cui quella di parcellizzare l’Ama e rendere responsabili della raccolta direttamente i Municipi. Lo stesso Ciaccheri un anno fa fu autore di una clamorosa protesta quando scaricò qualche chilo di spazzatura di fronte alla sede della Municipalizzata, responsabile secondo lui di non eseguire adeguatamente la raccolta dei rifiuti sul territorio. L’assessora all’ambiente di Roma Capitale Pinuccia Montanari rispose che avrebbe presentato una denuncia nei confronti dello stesso Ciaccheri per procurato allarme. Sappiamo com’è finita: l’assessora non è più al suo posto e il Municipio continua a soffrire di “monnezza”. Anche il Codacons sta facendo la sua parte: ha presentato un esposto nei confronti dell’Ama, il che ha costretto la neo-presidente dell’azienda, Luisa Melara, a convocare Marco Ramadori , responsabile dell’associazione consumatori, per discutere dei cassonetti stracolmi assumendosi impegni concreti per risolvere l’emergenza. Il Codacons, dal canto suo, ritirando la denuncia, si è però impegnato a ripresentarla se la situazione non dovesse migliorare. Ma il problema dello smaltimento dei rifiuti nella città di Roma risale ormai a diversi decenni fa. Era il 1978, o giù di lì, quando in televisione apparve Dusty, un simpaticissimo personaggio dei cartoni animati, simile a un canguro, che aveva lo scopo di sensibilizzare i bambini sulle tematiche legate all’ambiente. Quarant’anni fa, però, vivevamo ancora in una società che produceva meno immondizia, dove l’acqua minerale si vendeva in vetro (che era “a rendere”), dove però si bruciava tutto in un’enorme discarica, che produceva diossina e contagiava irrimediabilmente l’ambiente minando seriamente la salute dei cittadini. Nel marzo 2013 l’Italia è stata addirittura denunciata alla Corte di Giustizia Europea dalla Commissione per l’ambiente poiché parte dei rifiuti scaricati a Malagrotta non avrebbe subito il trattamento meccanico-biologico (TMB), imposto dai regolamenti comunitari per ridurre la consistenza volumetrica dei rifiuti consentendone un loro eventuale recupero. La discarica fu chiusa nell’ottobre del 2013 dal Sindaco di Roma, Ignazio Marino, e dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Mondezza alla Garbatella
Mondezza alla Garbatella

Con l’avvio della raccolta differenziata sono cominciati però i primi problemi: evidentemente il messaggio di Dusty non fu all’epoca interamente recepito. Moltissimi cittadini romani continuano a non impegnarsi nel separare i rifiuti di casa, molti altri si affidano a ditte a dir poco losche per lo smaltimento, ad esempio, dei calcinacci o di altri rifiuti solidi ingombranti. Altri ancora, quando devono gettare un televisore non funzionante o dei vecchi materassi, non si fanno scrupoli di nessun tipo. Gli esempi potrebbero essere infiniti e di varia natura. C’è anche chi, trovando il raccoglitore della plastica pieno, getta le bottiglie e i flaconi nei cassonetti dei rifiuti organici o viceversa. È chiaro quanto tutto ciò inceppi e complichi ulteriormente il meccanismo della raccolta. Probabilmente il vero problema è all’origine, cioè in quei fili che legano il Campidoglio e l’Ama. Dal 2016, ovverosia dall’insediamento della Sindaca Virginia Raggi, l’Azienda della nettenza urbana — per volere della stessa Prima cittadina — ha visto alternarsi ben cinque consigli di amministrazione. E poi, dulcis in fundo, alla mancata approvazione del Bilancio da parte di Roma Capitale, arrivò il siluramento che ha portato alle dimissioni della stessa Assessora Pinuccia Montanari, che caldeggiava le ragioni del precedente Cda in polemica con la Sindaca: l’Ama sostiene di vantare un credito per i servizi commerciali che il Comune si rifiuta di riconoscere. Il bilancio 2017 non è ancora approvato con le difficoltà di Ama che sono sempre più evidenti, anche perché nel frattempo sono andati a fuoco, si sospetta per dolo, due impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati. Mentre è di due settimane fa la notizia che è stato nominato un nuovo Cda con Luisa Melara presidente, affiancata dal commercialista Paolo Longoni e dal geologo Massimo Ranieri, la città è sommersa dalla mondezza. La raccolta differenziata è in sostanza ferma al 46,3%: nonostante le promesse all’insediamento del nuovo corso Cinque Stelle in Campidoglio. Intanto la Sindaca continua a minimizzare ciò che è sotto gli occhi di tutti, dove ratti, piccioni e gabbiani banchettano e l’olezzo dei cassonetti si diffonde ovunque. Le opposizioni accusano l’Ama di non avere un piano industriale, né di aver individuato nuove aree dove portare a termine i trattamenti preposti. Fatto gravissimo, sostiene la Consigliera del Partito Democratico Valeria Baglio, perché “con il caldo si rischia l’emergenza sanitaria, non basta dire che il nuovo management risolverà i problemi poiché si tratta dell’ennesimo cambio in corso d’opera e l’Ama è stata portata sull’orlo del collasso a causa delle scelte sciagurate su bilanci e piani industriali”. “La sindaca Raggi, l’assessore Lemmetti e il responsabile con delega alle partecipate dott. Giampaoletti — continua Baglio – sono i veri responsabili di quanto sta accadendo nella Capitale”.

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UN PROGETTO DELLA CNA PER MIGLIORARE LA GARBATELLA

In campo i commercianti per il Centenario

di Anna BREDICE

La data è il 18 febbraio.

Quel giorno Garbatella compirà i suoi primi cento anni da quando re Vittorio Emanuele III posò la prima pietra in piazza Benedetto Brin, allora aperta campagna sui colli di San Paolo. Ma è certo che sarà dal primo gennaio del 2020 che inizieranno i festeggiamenti e le iniziative per celebrare il primo secolo di vita di un quartiere molto vivo, importante sotto il profilo architettonico e storico e che in questi anni è diventato uno dei cuori pulsanti di Roma. Sono tanti i protagonisti che stanno pensando alle celebrazioni, a cominciare dal Municipio VIII, e poi il comitato dei residenti riuniti sotto la sigla Garbatella 2020, ognuno per la propria parte, e non da ora, ma è chiaro che dall’estate in poi, avvicinandosi la fine dell’anno, tutte le idee, i progetti arriveranno ad una definizione e conclusione con una lista di eventi sicuramente lunga.

Tra questi, la CNA, la Confederazione delle piccole imprese e degli artigiani, ha voluto essere al centro di diverse proposte, che insieme alla Camera di Commercio serviranno ad organizzare l’anno prossimo molte iniziative, ponendosi però come obiettivo principale quello di ridare lustro e importanza alle numerose piccole botteghe artigiane, alle attività e idee imprenditoriali di persone che vivono e lavorano a Garbatella. Nonostante la crisi abbia colpito duramente il settore, hanno voglia di darsi da fare oltre la porta del loro negozio. Qualche giorno fa, infatti, nella sede della Cna in via Massaia si è svolta una riunione con alcuni commercianti del quartiere, che da tempo si occupano anche di organizzare iniziative lungo la strada in cui si trovano.

Tutti erano d’accordo su un principio: se si investe nel tenere puliti i marciapiedi, nella potatura degli alberi, nella pulizia dei giardini, ad esempio quello lunghissimo che divide le due carreggiate lungo la Circonvallazione Ostiense, si guadagna in sicurezza, in vivibilità, in tranquillità e voglia di partecipare alla vita del quartiere. Tutto questo va di pari passo con il recupero e la riqualificazione di edifici storici, piazze e luoghi più significativi del quartiere, che è uno degli obiettivi al centro del comitato per i 100 anni di Garbatella. E’ un peccato, lamentavano i commercianti, vedere per tanto tempo le serrande chiuse, perché molti negozi hanno abbassato le saracinesche a causa della crisi, eppure, assicurano, ci sarebbero persone pronte ad investire in nuove attività. E così , insieme ai responsabili della Cna, sono fioccate tante idee, come ad esempio far diventare una parte di via Caffaro, strada ad alta densità commerciale, una sorta di street art “legale”, come se ne vedono ad esempio anche in altre zone del municipio. Diventerebbero luoghi destinati ad accogliere e ad attrarre un flusso sempre più intenso di turisti, e non solo, tra i lotti storici e sui set dei famosi Cesaroni.

Altra idea a cui si sta lavorando è quella di mappe da distribuire o affiggere alle stazioni della metropolitana del territorio, ma anche a Termini e ad Ostiense, dove poter trovare le informazioni sui luoghi artistici, storici e culturali più importanti del quartiere, i principali punti di ristoro, alberghi, biblioteche e librerie: la convinzione è che il centenario porterà un maggior numero di visitatori alla Garbatella. Di incontri se ne sono tenuti molti in questi mesi, altrettanto sta facendo il Municipio, sempre con Cna, Camera di Commercio e Regione Lazio, incontrando le realtà più importanti presenti nel rione: l’Università, il liceo Socrate, l’Ater. Insieme è stato costituito un comitato, Garbatella100, e si arriverà entro la fine dell’anno a definire il programma delle iniziative. Il logo c’è già, risultato di un bando per il miglior simbolo del centenario. Per gli abitanti è certamente importante ciò che si progetterà, ma soprattutto oltre quella data, per rendere il quartiere ancora più vivibile di quanto lo sia ora e iniziare dal 2020 il conto alla rovescia verso il secondo secolo.

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UN AGGIORNAMENTO DELL’ASSESSORE LESLIE CAPONE

Mercati rionali: a che punto siamo?

di Francesca VITALIANI

Situazione di stallo per il Farmer’s Market della Garbatella. Nell’attesa di un bando che tarda ad arrivare, il mercato contadino a vendita diretta di via Passino attende per fine giugno la decisione del Tar sulla richiesta di sospensiva avanzata dai gestori, che allo scadere del contratto non hanno riconsegnato le chiavi. Il mercato, infatti, continua a svolgersi, mentre il Dipartimento dello Sviluppo Economico ha disposto che la polizia locale ne verifichi l’attività o meno. Inoltre, sulla struttura pende da tempo la necessità di realizzare alcuni interventi di adeguamento che, a quanto si apprende, potrebbero essere a carico del vincitore del nuovo bando e da portare a termine a mercato chiuso (un’eventualità che potrà essere accertata solo con la stesura del bando). Il Dipartimento, dialogando con il SIMU (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) e con l’ufficio tecnico municipale, ha fatto dei sopralluoghi nella struttura per capire quali lavori effettivamente effettuare, la loro entità e se è necessario far cessare l’attività all’interno nel momento in cui si svolgeranno.

“Non sappiamo quando uscirà il bando — ci racconta Leslie Capone, assessore delle Attività produttive dell’VIII Municipio — ma la decisione del Tar sarà dirimente per tutti. Se il Tar concederà la sospensiva, è chiaro che per il momento l’attività potrà continuare, in caso contrario, sarà necessario capire quali interventi il Dipartimento dello Sviluppo Economico vorrà avanzare. Rimane sempre aperta la richiesta, reiterata più volte come Municipio, di consentire l’attività fino alla nuova assegnazione”. Significative novità, invece sul mercato “temporaneamente” collocato su via di Santa Galla da 17 anni. Il 18 giugno scorso, l’assemblea capitolina, all’unanimità, ha impegnato la Sindaca e la Giunta con una mozione nella quale si chiede : le verifiche urbanistiche e gli atti necessari ad identificare l’area più idonea e ad adeguarne la destinazione d’uso; il finanziamento di un opportuno progetto che risponda in tempi brevi e certi alle esigenze del territorio, la riqualificazione delle aree limitrofe nonché l’uso di materiali riciclati e riciclabili; la realizzazione del “Nuovo Mercato di Santa Galla”, volto a garantire un servizio di qualità ai cittadini del Municipio VIII di Roma Capitale e un luogo di lavoro idoneo e degno per gli operatori del commercio su area pubblica che lì esercitano la loro attività; il necessario sostegno alla progettazione ed alla realizzazione dell’opera da parte degli uffici competenti. Bisognerà, quindi, metter mano ad un progetto complessivo che, d’altra parte, il Municipio VIII già ha nel cassetto.

“A maggio — racconta l’assessore Capone — abbiamo realizzato uno studio di fattibilità per il mercato, trasmesso al presidente della Commissione commercio, Andrea Coia, e all’assessore allo Sviluppo economico, Cafarotti, per una valutazione della fattibilità del progetto e per lo stanziamento delle risorse necessarie per la sua realizzazione. Difficile dare una risposta sulle tempistiche, sebbene il Comune abbia espresso la sua volontà”. Infine sul fronte del nuovo plateatico di via R.R.Garibaldi che ospiterà anche i banchi di via Odescalchi: “Abbiamo consegnato le chiavi a tutti gli operatori del mercato, dando novanta giorni di tempo per l’allestimento ed immaginiamo che a settembre si possa inaugurare il “Mercato del Parco” promette l’assessore Capone. Contemporaneamente si stanno svolgendo alcune riunioni per preparare l’inaugurazione e superare le ultime problematicità: la morosità di qualche operatore, la costituzione dell’AGS per la gestione del futuro mercato. Si sta anche ragionando sull’eventuale copertura, che attualmente non è stata ancora predisposta. Per quanto riguarda, invece, l’area attualmente utilizzata dal mercato si sta lavorando per far sì che ridiventi parte integrante del parco.

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MATERIALI E TECNICHE COSTRUTTIVE DELLE VECCHIE ABITAZIONI DEI LOTTI EX IACP

Come sono fatte le case della Garbatella

di Valter CECILIA

Povere ma belle e soprattutto ben fatte: le case della Garbatella, nonostante i loro 90 anni ed oltre e la pochissima manutenzione, reggono bene il passare del tempo. Quello che vorrei descrivere in questo articolo è come sono state costruite le prime lottizzazioni edificate tra il 1921 e il 1930 e con quali materiali. Siamo in anni in cui non c’erano macchinari e tutto si faceva con la forza della braccia.

Veduta del lotto di via Magnaghi

Il trasporto si effettuava principalmente con carri trainati dai cavalli. Molti quartieri come Esquilino o Prati erano stati costruiti con grandi viali ed edifici di 5/6 piani, mentre per questo quartiere la pianificazione va in senso contrario e ci si ispira al piccolo borgo (borgata-giardino) con tecniche e materiali tradizionali della regione. Le abitazioni sono quindi costruite principalmente con il tufo, i mattoni, calce e pozzolana come legante e legno per i tetti; unica eccezione sono le travi di ferro usate per i solai. La progettazione dei siti dove costruire strade, piazze e case, veniva fatta considerando l’orografia dei luoghi per ridurre al minimo gli sbancamenti.

Particolare del lotto 8 a via Fincati

Si scelsero le colline perché considerate più salubri e lontane dal Tevere e l’Almone e meno infestate da zanzare, in quei tempi portatrici di malaria. Le piazze vennero collocate su zone pianeggianti e sui crinali delle colline, con le strade a scendere verso il basso in modo che anche le canalizzazione fognaria avesse pendenze, che seguivano quelle naturali del terreno. Le fondamenta delle case erano scavate a mano e scendevano a 2 o 3 metri di profondità fino ad arrivare ad un terreno compatto e stabile. La larghezza di queste trincee era di 80 cm per le case a 2 piani e fino a 1 metro e 20 per edifici a 3/4 piani. Lo scavo veniva poi riempito di pezzi di tufo di scarto, chiamato pezzame, perché di piccola dimensione o non idonei alla muratura di elevazione. Questa tecnica è chiamata “fondamenta a sacco”. Fatte le fondamenta, si procedeva alla muratura di elevazione perimetrale e dei muri maestri, in blocchi di tufo; a intervalli di 1 metro veniva posto un piano di 2 file di mattoni. Anche gli angoli e le riquadrature delle porte e finestre venivano fatti con mattoni per dare più stabilità alla struttura.

La caratteristica palazzina a piazza Masdea

Sopra le finestre e le porte venivano usati mattoni per formare un architrave, posizionati in verticale obliquo dalle due parti con una chiave di volta a chiudere. I blocchi di tufo erano scelti dal muratore ed eventualmente lavorati per un perfetto incastro e in modo da dare alla parte interna ed esterna una struttura più lineare e piatta possibile. Le parti interne venivano riempite con i pezzi di scarto più piccoli e con la calce. Tale tecnica è chiamata opera incerta. La maestria e l’occhio del muratore erano fondamentali per una buona riuscita dell’opera. Questi elementi (tufo e mattoni) in molti edifici sono posati in maniera oltre che strutturale anche ornamentale, tecnica chiamata “faccia vista”, una delle caratteristiche di questo quartiere. Il piano terra, che fino a pochi anni prima era poggiato direttamente al livello del terreno, veniva rialzato per evitare fenomeni di umidità. Si costruivano delle volte a sesto ribassato in mattoni, che si possono vedere ancora nelle cantine, perché avevano costi più bassi rispetto ai solai in travi di ferro e laterizi, che venivano usati per i piani intermedi. Per alleggerire il carico sui travi in ferro, venivano costruiti dei muri in mattoni in piano larghi 16 cm, che erano anche dei tramezzi tra le stanze, chiamati muri di spina: di fatto si tratta di muri maestri più piccoli. Il tetto veniva costruito con travature in legno e, dove occorreva, con capriate e ricoperto con tavolato su cui poggiavano le tegole.

Piazza Santa Eurosia lotto 24, sullo sfondo la cupola di San Francesco Saverio

Nella parte sottostante il tetto veniva fatta un controsoffitto in legno e rete metallica, poi intonacato, chiamato camera a canne. Per gli intonaci veniva usata calce e pozzolana, con sopra uno strato di calce per rendere liscia e bianca la parete, chiamata colletta, fatta con grassello di calce e polvere di marmo. Gli intonaci esterni sono sempre in pozzolana, ma senza lo strato di grassello e pitturati con tinte a base di calce; come colore si usavano gli ossidi o i pigmenti naturali. Gran parte delle case hanno degli stucchi e delle cornici alle finestre o delle parti in finta pietra fatte in calce con aggiunta di gesso: delle autentiche perle di maestria difficilmente replicabili. Impianti elettrici e idraulici erano realizzati in esterno ai muri, tubi in piombo e fili elettrici a treccia rivestiti in tessuto con gli isolatori in ceramica erano, dunque, a vista e servivano solo per illuminazione. In bagno oltre al water e a un lavamani non era prevista doccia o acqua calda.

Non c’erano riscaldamento o gas e le cucine erano alimentate a carbone, con le canne fumarie che vediamo ancora oggi fuoriuscire dai tetti, costruite in modo da diventare un elemento decorativo, ma funzionale. Il cemento era quasi inesistente, fatta eccezione per scalini e pavimenti che erano in graniglia, un impasto di cemento bianco e frammenti di pietra. Dal punto di vista costruttivo, tecnico, economico ed estetico, in considerazione di quei tempi, il rapporto qualitàprezzo era ottimale e i risultati con il passare del tempo lo dimostrano. I materiali usati erano i più economici e quelli principali, come tufo e pozzolana, venivano estratti nelle cave delle vicinanze, alla Montagnola e sulla via Ardeatina, ma non è escluso che in parte siano stati reperiti direttamente sul posto. Preservare queste case è un dovere perché esse costituiscono un esempio virtuoso di come si possano fare bene ed al contempo belle e economiche.

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SAN PAOLO: DUE MESI DI MUSICA, SPORT, TEATRO E FORMAZIONE

Estate in festa al Parco Schuster

di Francesca VITALIANI

Il Parco Schuster nel quartiere San Paolo è, anche quest’anno, un ritrovo quotidiano estivo che accompagna romani e turisti durante tutto l’arco della giornata. Inaugurato il 21 giugno con il concerto della band romana Il Muro del Canto, accompagnata da Bestie Rare, lo spazio sarà aperto fino al 15 agosto con un ricco palinsesto di musica live. Nel cuore di Ostiense si alterneranno artisti del calibro di Emilio Stella (19 Luglio), Franco Micalizzi (17 Luglio), Greg and the Frigidaires (30 Giugno), Lillo e i Vagabondi (14 Luglio), Rino Gaetano Band (1 Agosto), Animals — Tributo Pink Floyd (29 Giugno), Bamboo (8 Agosto), Adriano Bono (28 Giugno), Spaghetti Unplugged (7 luglio), Colle der Fomento (5 luglio).

Inoltre, tornerà a Parco Schuster, come lo scorso anno, lo spazio swing con una lezione gratuita del maestro e Dj Emanuele Margiotta, che insegnerà ai novelli ballerini le combinazioni di passi più note. Si parte dal 23 giugno e a domeniche alterne verrà allestito un vero e proprio villaggio Swing, in cui accanto alla musica dal vivo ci saranno un mercatino di abiti e accessori anni ‘50, acconciature e contest in cui verranno premiati i ballerini più bravi.

Parco Schuster non è solo musica, ma offre anche uno spazio per lo sport. Si terranno, infatti, corsi gratuiti di Aikido, Thai Chi, Ci — Qong, yoga e un playground di basket aperto a tutti. Ci sarà spazio per la poesia, con la gara Poetry Slam, incontri pubblici su tematiche sociali emergenti con i ragazzi della Disillusione e tour guidati con l’associazione Roma slow tour, alla scoperta dei luoghi più suggestivi dei quartieri limitrofi al Parco. All’interno del festival ci sarà posto anche per tanti minifestival: “Tumulto creativo- artisti con il fuoco dentro”, che vedrà alternarsi professionisti negli ambiti dell’illustrazione, fumetti e calligrafia; per tre giorni sarà presente una preview del bar show 2019, che coinvolgerà i più famosi barman e barlady della città.

Novità di quest’anno è lo spazio formazione, che riguarda gli studenti delle Università di Roma Tre e dell’Università La Sapienza delle facoltà di DAMS, Scienze della Formazione e Comunicazione, per cui sono stati attivati tirocini professionalizzanti. Altra parte della formazione sarà gestita dalla nota realtà di zona San Paolo, Officine fotografiche, che organizzerà corsi di fotografia a vari livelli. Dall’esperienza del prima edizione del Festival Parco Schuster gli organizzatori hanno instaurato una collaborazione con Coripet Consorzio per il riciclo del PET e con Legambiente, muovendo quest’anno i primi passi di eco-progettazione per manifestazioni temporanee, che non impattino sull’ambiente.

Un investimento importante del Festival è lo spazio sociale. Quest’anno, infatti, Parco Schuster sarà il luogo in cui si svolgerà un centro estivo gratuito per i minori seguiti dal servizio sociale; l’individuazione di un paio di percorsi urbani su cui intervenire per abbattere gli ostacoli che non ne consentono la fruibilità alle persone con disabilità, insieme con l’associazione Roma Slow Tour. Inoltre, come lo scorso anno, la Cooperativa Parsec coordinerà interventi di unità di strada di prevenzione e riduzione dei rischi connessi all’uso di sostanze, delle malattie sessualmente trasmissibili e in generale dei comportamenti a rischio. Infine il festival ospiterà lo spettacolo del Teatro Patologico, associazione diretta da Dario D’Ambrosi, da sempre impegnato a trovare un contatto tra il teatro e le gravi malattie mentali.

La maggior parte degli eventi sono ad ingresso gratuito, per gli aggiornamenti al programma, consultate il nostro sito www.caragarbatella.it

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ALLA PRINCIPE DI PIEMONTE LA STORICA KERMESSE DI CONTROCHIAVE

Festa per la cultura 2019. Tre giorni di musica, arti e teatro

di Fabrizio FAGIANI

E’arrivata alla edizione numero 26 la “Festa per la cultura”, storica manifestazione organizzata dall’associazione Controchiave che anche quest’anno ha portato in molte piazze e strade dei quartieri e nel parco della scuola villaggio “Principe di Piemonte” tre giorni di musica, teatro, performance e arti con un programma molto ricco di iniziative pensato per adulti e bambini.
La festa nasce il primo sabato di giugno del 1994. Si chiamava “Festa per la musica”, dato che era essenzialmente dedicata agli spettacoli musicali.

Poi, tre anni dopo, modificò la sua denominazione diventando “Festa per la cultura” così da accogliere anche molte altre espressioni artistiche. E’ stata realizzata per molti anni nelle piazze della Garbatella poi, dal 2016, l’associazione Controchiave ha
avviato una intensa collaborazione con la scuola “Principe di Piemonte” dell’ Istituto Comprensivo “via Padre Semeria” e la Festa si è in gran parte realizzata negli ampi spazi tra i padiglioni di questa scuola.

E allora, dal 14 al 16 giugno, i quartieri San Paolo e Garbatella sono stati animati da tre giorni ricchi di musica, teatro, danza e arte, tutti gratuiti. Un bell’inizio del programma di manifestazioni previste per l’ ”Estate Romana” promossa dall’ Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale.

Quella di quest’anno è stata una Festa per la Cultura, che ha presentato anche diverse novità. La prima è quella rappresentata dal fatto che l’Istituto Comprensivo di via Padre Semeria è stato selezionato dalla Regione Lazio come “Polo regionale” per il potenziamento delle attività musicali e artistiche e l’associazione Controchiave ha curato la realizzazioni dei laboratori artistico-musicali di tutti gli istituti coinvolti nel progetto. Così sono stati proprio i gruppi degli studenti a dare il via alla Festa con un lungo e divertente spettacolo.

Poi, parte integrante della Festa è stato l’ “Agit Brass Festival”: dieci bande musicali italiane e straniere hanno portato la loro musica di strada nelle vie, nelle piazze e nei mercati rionali del municipio partendo dagli orti urbani Tre Fontane.
Ma le novità non sono finite. Perché oltre a musica, teatro, danza, letteratura, street art e fotografia anche il cinema è entrato nel programma della Festa, con una serie di incontri sulla settima arte e con la proiezione di un film per ogni giornata.

E infine come appendice della Festa, nell’ambito delle celebrazioni e delle iniziative promosse da Roma Capitale in memoria dei 170 anni della Repubblica Romana, nel Mausoleo Ossario Garibaldino Controchiave ripropone lo spettacolo teatrale con musica
dal vivo: “La Repubblica Romana — Quanno er popolo diventò sovrano”. «Questa festa» ha detto Guido Rossi, presidente dell’associazione, che insieme all’assessora municipale alla scuola Francesca Vetrugno ed alla preside dell’Istituto Serenella Presutti ha dato avvio alla festa, «rappresenta l’incontro tra la progettualità culturale della nostra associazione di promozione sociale e l’esigenza di musicisti, attori, danzatori ma anche operatori sociali e singoli cittadini di trovare spazi di confronto, momenti nei quali condividere progetti, luoghi nei quali far nascere storie di relazioni tra linguaggi artistici.

Insomma la Festa è stata e può continuare ad essere un incubatore culturale, legato al territorio di prossimità ma aperto a tutta la città».

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DOPO GARBATELLA E SAN PAOLO ECCO IL TERZO QUADERNO DI MOBY DICK

E’ in edicola “Tor Marancia, borgata di Roma”

di Gianni RIVOLTA

Nelle ultime settimane è uscito nelle edicole e nelle librerie il terzo Quaderno di Moby Dick edito dalla casa editrice Iacobelli (208 pagine 15 euro), curato dal Tavolo archivio storico e centro di documentazione dell’VIII Municipio. Il titolo “Tor Marancia, borgata di Roma. Dal fango di Shangai ai colori dei murales” è esplicativo del contenuto dell’ultimo lavoro del collettivo redazionale composto da giornalisti, storici, architetti e cittadini, che da anni lavorano a svelare i segreti e la storia dei quartieri di Garbatella, San Paolo, Ostiense, Tormarancio, Montagnola.

Dopo il lancio d’inizio giugno all’hub culturale Moby Dick, venerdì 14 il Quaderno n. 3 è stato presentato dall’associazione parco della Torre nella suggestiva cornice del lotto di San Quintino.

Nella quarta di copertina del primo ed esaustivo lavoro editoriale su Tormarancio si legge:” Tor Marancia è una borgata di edilizia intensiva costruita alla fine degli anni Quaranta dall’ Istituto Case Popolari su una porzione di territorio situata alla sinistra della Cristoforo Colombo in direzione Eur, tra l’attestamento di piazza dei Navigatori e la Basilica di San Sebastiano sull’Appia antica. Fino alla fine dell’Ottocento questa era una vasta area rurale con una Tenuta agricola, qualche casale di campagna, le catacombe dei primi cristiani, alcune torri di avvistamento di epoca medievale, cave di tufo, una marrana e diversi fontanili.

Solo nel 1930/31 furono costruite ai confini della proprietà Santambrogio (ex Mons.Nicolai) le casette Pater su via delle Sette Chiese e qualche anno più tardi, nel 1933,la misera Borgata di Tormarancio nella famigerata “buca di Shangai”. Un esempio significativo di esclusione degli strati popolari più poveri della Capitale operata dal regime fascista, dove trovarono posto i diseredati delle baracche abusive e gli sfrattati.

Solo nei primi anni Cinquanta, dopo una stagione di lotte per la casa e il lavoro, la baraccopoli venne completamente demolita. Da qui ebbe inizio la rinascita di questo pezzo di città con i nuovi edifici Iacp, oggi valorizzati dai colori dei murales della Street art”. Il volume, corredato da tantissime fotografie d’epoca in bianco e nero, contiene diversi contributi di carattere storico, urbanistico e di attualità.

Gli scritti sono di: Fabio Alberti, Mirella Arcidiacono, Eleonora Coderoni, Flavio Conia, Claudio D’Aguanno, Milena Farina, Simona Fiorentini, Piero Fumo, Pasquale Grella, Floriana Mariani, Giuliano Marotta, Maria Paola Pagliari, Giovanni Pietrangeli, Sergio Rappino, Gianni Rivolta, Valerio Sannetti, Luciano Villani. Prefazione di Amedeo Ciaccheri.

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NELLA MOMPRACEM DELLA SINISTRA GARBATELLANA DAL 25 AL 29 GIUGNO

Visionaria fest in Villetta

E’stata una settimana densa di incontri, dibattiti, musica, teatro e cinema nella storica Villetta di via Passino 26. Nella roccaforte della Sinistra nostrana, tra foto amarcord di Pier Paolo Pasolini, Enrico Berlinguer e Giuseppe Di Vittorio, dopo il successo dello scorso anno, si è svolta Visionaria Fest, il festival della razza umana dal 24 al 29 di giugno.

Non si poteva pretendere niente di meglio per il popolo del vecchio quartiere Iacp, che si avvia al compimento del 100 anno di età. Nell’accogliente giardino e tra le pareti che trasudano politica e storia resistente si sono alternati giornalisti, scrittori, amministratori e politici locali e cittadini.

Tanti i momenti di confronto “Tutta mia la città” (lunedì 24 alle ore 19,15) con Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio a colloquio con Giuseppe Cerasa, giornalista de La Repubblica;”La città delle donne.Roma femminile plurale”con Sabrina Alfonsi, Paola Angelucci , Imma Battaglia e Valeria Baglio (martedì 25 ore 18,00); “Europa cambiare tutto” con Pietro Bartolo europarlamentare e Andrea Catarci ( mercoledì 26 ore 19.00); ”Sinistra.

Giochi senza frontiere” con Massimiliano Smeriglio e Andrea Orlando, introduce Claudio Marotta ( venerdì 28 ore 19,00); “Regione visionaria: diritti vs disuguaglianze” con Marta Bonafoni e Natale Di Cola, segretario Cgil Roma e Lazio (sabato 29 ore 19,00).

(G.R.)

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QUATTRO PICCOLI FALCHI NATI IN UNA CHIOSTRINA DELL’EDIFICIO

“Parto plurigemellare”…
al Sant’Eugenio

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Un parto del tutto speciale all’ospedale Sant’Eugenio.
Non si parla, infatti, di bebè, bensì di quattro piccoli falchetti. A divulgare la curiosa notizia è stato un insolito e spiritoso comunicato stampa della Direzione strategica della Asl Roma 2: ” Parto plurigemellare al S. Eugenio, riconosciuto ospedale di eccellenza. Durante i lavori di rifacimento delle facciate interne del Vecchio Ospedale, in una chiostrina interna dell’edificio è stato reperito un nido occupato da una famigliola di gheppi composta dalla coppia adulta e da 4 pulli nati da appena 7 giorni”.

Proprio così. Ad accorgersi della famiglia di gheppi, composta dai neo-arrivati, mamma e papà, sono stati alcuni operai che erano lì per dei lavori. I gheppi sono dei piccoli uccelli rapaci del genere Falco, sotto tutela ambientale, non costruiscono un nido proprio e le loro 4-6 uova bianche, macchiate di rossobruno, vengono deposte nei nidi abbandonati di grandi uccelli come le cornacchie o nelle nicchie dei muri delle case o nei cornicioni.

La schiusa avviene dopo un mese e i giovani sono in grado di volare dopo circa quattro settimane. Una volta scoperto il nido, con grande stupore del personale medico e infermieristico, si è così provveduto a chiedere un sopralluogo dei Carabinieri Forestale “Lazio” e dei tecnici della Direzione Capitale naturale, parchi e aree protette della Regione. Terminato il controllo, il referto era chiaro: i pulcini sono ancora in fase di svezzamento, dunque, per svilupparsi correttamente ed imparare a camminare e nutrirsi autonomamente nell’ambiente cittadino, hanno bisogno di tranquillità.

Così è stato deciso di sospendere momentaneamente i lavori, almeno fino a che i piccoli non saranno in grado di volare.

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GIORNATA DI PULIZIA NELL’EX PUNTO VERDE QUALITÀ DI VIA MOSCA A ROMA 70

Riprendiamoci il parco sotto casa. Al lavoro Municipio, CdQ e cittadini

di Sandra GIROLAMI

Grande giornata di pulizia e informazione per strappare dall’abbandono e dall’incuria l’ex Punto Verde Qualità (PVQ) tra via Calderon della Barca e Via Mosca a Roma 70. L’iniziativa congiunta dell’VIII Municipio e del Comitato di quartiere Grottaperfetta ha coinvolto i cittadini delle zone Sogno e Rinnovamento al fine di rendere vivibile il parco divenuto impraticabile a causa dell’erba alta, l’immondizia, i giochi rotti oltre che per essere un pericoloso ricettacolo di insetti.

“Abbiamo denunciato la grave situazione igienico sanitaria in un esposto al Dipartimento del Comune di Roma e alla Prefettura — spiega il presidente del CdQ Mario Semeraro — Questa è un’area di grande interesse ambientale e naturalistico, ma dipende dal Dipartimento di Roma Capitale. Il Municipio, che pure ci è vicino ed è disponibile a sostenerci, non può far altro che essere cassa di risonanza delle richieste dei cittadini.

Cittadini di cui facilmente il Comune si dimentica”. E con rastrello, guanti e sacchi di plastica, infatti, c’erano anche i rappresentanti del governo locale: l’assessore all’ambiente Michele Centorrino, i consiglieri Luigi Di Paola ed Eleonora Talli, la quale ha proposto una risoluzione di bonifica a tutela dei cittadini residenti nell’area, già discussa in Commissione ambiente e votata da tutti i consiglieri membri; nella bonifica è previsto anche un intervento per sanare il problema del bacino di acqua stagnante lungo via Calderon de la Barca.

“Noi ci auguriamo che si formi un nucleo forte di cittadini —aggiunge Semeraro — per portare avanti queste problematiche ed arrivare ad un’adozione dell’area come è stato già fatto per l’AFA 2 di via Londra. E il nostro appello va soprattutto ai giovani perché l’ambiente, il verde, i parchi sono il loro futuro e non cose da pensionati”.

Continua, intanto, la raccolta di firme per sottoscrivere la petizione da inviare alla Regione Lazio per il riconoscimento dell’ex P.V.Q., per le sue caratteristiche morfologiche e ambientali, come “area contigua” al Parco dell’Appia Antica. E, ultimamente, è stato presentato presso la Libreria Nuova Europa dei Granai anche il DVD “Grottaperfetta: una storia da raccontare” totalmente realizzato dai volontari della Commissione Cultura del Comitato, che si ispira alle due conferenze sulla storia del territorio organizzate dal CdQ nel 2017.

La “storia da raccontare” parte dai tempi delle ville rustiche dell’aristocrazia in epoca romana e si spinge fino ai decenni appena trascorsi e alla edificazione degli odierni quartieri.

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UN MOSAICO DI INVADER ALL’INGRESSO DEL LOTTO 13

Gli alieni alla Garbatella?

di Giorgio GUIDONI

Sesto secolo Avanti Cristo.

Grecia, Mileto, campagna. Talete, mentre passeggia con lo sguardo rivolto alle stelle accompagnato dalla sua serva, non si accorge del pericolo imminente e cade inopinatamente in un pozzo. La serva, forse un tantinello perfida perché non lo avverte del fatto, lo prende in giro affermando che chi si preoccupa delle cose lontanissime non percepisce i pericoli terreni.

Niente male per una serva dell’epoca, che sottolinea con arguzia la dabbenaggine di chi si concentra su un singolo lontano punto dimenticandosi di gustare la bellezza di tutto ciò che lo circonda. Ventunesimo secolo Dopo Cristo. Italia, Roma, Garbatella. Dopo quasi tremila anni di pensieri e parole, il cronista, memore del pericolo che sempre incombe, passeggia con uno sguardo rivolto in alto al cielo terso, uno sguardo verso il basso a evitare le buche di Roma e uno sguardo medio rivolto alle bellezze del quartiere.

Qualcuno osserverà che camminare così può causare il torcicollo e non avrebbe tutti i torti. Ma non è questo il punto. Il cronista, estasiato dalla magica atmosfera della Garbatella, con i suoi alberi in fiore, con i panni stesi che emanano profumi antichi, con i muri scrostati che ricordano che il quartiere ha novantanove anni suonati, rimane colpito da un mosaico misterioso che vede su un muro di via Passino, all’ingresso del Lotto 13 vicino alla storica insegna del Gruppo anarchico Carlo Cafiero.

È un simbolo alieno, ricorda il videogioco Space Invaders del secolo scorso: gli alieni sono sbarcati sulla terra e sono arrivati anche alla Garbatella?

Ma allora ciò che televisioni e giornali ripetono da anni, cioè che siamo di fronte a un’invasione fuori controllo, è forse vero?

Ebbene sì, l’invasione c’è stata. Si tratta di Invader, un’artista di strada francese di fama ormai mondiale, che decora le strade delle città in cui arriva con questi graziosi mosaici e poi produce delle mappe in cui riporta tutte le sue installazioni.

A Roma ne ha installate quasi cento, anche se molte sono state rimosse non si bene se dal Comune o da privati. E Invader, in una notte buia e tempestosa, è arrivato anche alla Garbatella e ci ha donato la sua opera.

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A Benedetta, Ida e Federico l’oro mondiale nel “Kettlebell”: Il sollevamento pesi per un tempo prolungato

di Ilaria PROIETTI MERCURI

In pochi lo sanno, eppure, tre campioni si aggirano per i nostri quartieri. Benedetta Liccardo, Ida Di Maro ed il loro coach e atleta Federico Squillace. Tutti e tre sono tornati pochi giorni fa vincitori dal mondiale di Kettlebell disputato in Irlanda: quasi 40 paesi, circa 400 atleti da ogni continente. E dalla Wellness Town di Tormarancio, portando alto il nome della loro squadra “Kettlebell Sport System” fino ai Campionati Del Mondo a Dublino, le nostre concittadine Benedetta e Ida sono riuscite a conquistare l’oro in due diverse discipline.

“Non ci aspettavamo dei risultati così buoni” ci dice soddisfatto Federico. E come biasimarlo, vedere le sue atlete diventare campionesse dei mondiali ha lasciato forti emozioni.

La giusta rivincita per lui che, nelle vesti di atleta, è arrivato primo a pari merito. Penalizzato poi dal coefficiente di peso, si è dovuto beccare un secondo posto. Ma non si dispera anzi, “meno carbonare da oggi, promesso”, ci ride su. Scoprire che queste ragazze dalle nostre periferie, indossando la maglia della Nazionale, sono tornate con l’oro al collo, non può che renderci fieri. Tutto molto bello si ma, un momento: di preciso in cosa consiste il Kettlebell? Intanto guai a chi la chiama palestra!

Non è fare palestra, dicono, bensì uno sport a tutti gli effetti. Un incrocio tra sollevamento pesi e arti marziali. Dove “la forza è importante, ma solo attraverso tecnica, dedizione e cura maniacale di mille dettagli si ottengono veri risultati”, ci spiega Federico. “Consiste, infatti, nel riuscire a gestire carichi pesanti sotto forma di “campanacci”, ossia palle di ferro con un manico, per l’appunto “kettlebell”, attraverso esercizi di sollevamento per un tempo prolungato.”

E proprio in questo insieme di arti e utilizzo dei pesi, Benedetta, con due Kettlebell da 16 Kg, ha sostenuto una gara perfetta. Partendo con il giusto ritmo e stroncando le avversarie nelle ultime ripetizioni con un’ottima resistenza. Ida, un “trattore” come la definisce Federico, con il 24 Kg, è riuscita a giocarsela anche con le categorie maggiori, aggiudicandosi il titolo di Campionessa del Mondo assoluta. Un’importante gara anche quella del coach, che con due da 24 Kg arriva a 71 ripetizioni, aggiudicandosi il secondo posto: scusate se è poco.

Ed ora? Chi fa sport lo sa: che sia in un campo, dietro un pallone, in acqua o in una palestra, qualunque cosa tu vinca, il giorno dopo si ricomincia. E l’oro mondiale al collo non basta. Così Benedetta e Ida ora puntano ad affrontare già a Luglio un trofeo nazionale. E noi non possiamo che augurarvi un forte in bocca al lupo.

Benedetta Liccardo, Ida Di Maro e l’allenatore Federico Squillace
vincitori del mondiale di Kettlebell in Irlanda
Benedetta Liccardo, Ida Di Maro e l’allenatore Federico Squillace
vincitori del mondiale di Kettlebell in Irlanda
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Festeggiata a Via nansen con Figli e condomini un’altra centenaria del Quartiere

Auguri nicoletta: e con questo fanno 100!

di stefano Baiocchi

Che il nostro Municipio abbia un’alta percentuale di ottuagenari era cosa nota, un po’ meno che ci siano cittadini che festeggino i 100 anni, o se preferite, il secolo. Così Nicoletta Murri, nata a Taranto il 25 aprile del 1919, prima del trattato di Versailles e in un’Europa che si leccava le ferite della Prima Guerra Mondiale, quando l’Italia monarchica esprimeva come Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando, ci ha riportato con la memoria a tanti anni fa. Nomi ed eventi che abbiamo studiato sui libri di Storia, ma che alcuni, come la festeggiata, hanno vissuto in prima persona.

A Roma ci è arrivata nei primi anni Sessanta dopo aver peregrinato per tutta l’Italia al fianco del marito Remo Gabos, un ufficiale appartenuto prima alla Regia Marina e poi alla Marina Militare Italiana. È sempre stata al suo fianco, nelle basi militari e nelle città che come ogni marinaio che si rispetti, non soltanto per gli eventi tragici della guerra, è costretto a visitare. All’armistizio dell’otto settembre Nicoletta e Remo — con l’Italia divisa in due – si separarono: lei al nord, lui con la flotta, fedele nel giuramento al Re, alla volta della rada di Malta per consegnarsi agli Alleati.

Si riuniranno nell’Italia libera dopo che Nicoletta attraverserà il fronte di guerra. Si è aspettato il sabato successivo per festeggiarla in modo da dare a tutti gli amici dello stabile di via Nansen l’opportunità di partecipare al “complisecolo” insieme ai parenti e ai figli Giuseppe, Paolo e Alessandro. L’evento è stato salutato anche da un telegramma spedito dalla Sindaca Virginia Raggi, che l’ha invitata in Campidoglio per un incontro il 1° luglio con un ulteriore brindisi. Alla signora Nicoletta gli auguri della Redazione di Cara Garbatella.

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Tor Marancia: continua la battaglia dei cittadini per il centro culturale

Ancora incerto il destino dell’ex scuola Mafai

“Entro la fine del 2019, l’ex Liceo Artistico Mafai, in viale di Tor Marancia 103, sarà demolito e il progetto che sorgerà vedrà il coinvolgimento dei cittadini”. La nota è del dipartimento Infrastrutture del Comune di Roma, e cerca di fare chiarezza su una vicenda che ormai si trascina da troppo tempo, perlomeno da quando sono venute meno — dopo che in piazza dei Navigatori sono stati edificati 150.000 metri cubi di costruzioni – le opere di urbanizzazione previste dalla legge per rendere sostenibile il nuovo insediamento e renderlo quindi meno impattante dal punto di vista ambientale.

Una vicenda che ha visto scendere in campo e indignarsi la cittadinanza del quartiere. Parliamo di un’area abbandonata dal 2012, interamente ricoperta da immondizia ed erbacce, che sorge tra viale di Tor Marancia e viale Carlo Tommaso Odescalchi: uno dei tanti aspetti di degrado e ammaloramento, che caratterizzano alcuni scorci della città eterna. L’area dove sorgeva il Liceo conta circa novemila metri cubi di costruzione, su tre ettari e mezzo di terreno. Tuttavia, se negli uffici del Campidoglio il tempo scorre e tutto sembra immobile, gli abitanti del quartiere hanno le idee chiare. Proprio in quest’area, infatti, i cittadini — attraverso l’Associazione Parco della Torre di Tormarancia e il Comitato Centro Culturale Popolare Polivalente vorrebbero creare un luogo di opportunità per tutti, dove fare formazione, incontrarsi, organizzare mostre d’arte o un cineclub. Fare soprattutto, ma non solo, cultura. Anche se ultimamente non va troppo di moda.

la vecchia scuola abbandonata su viale tormarancia
la vecchia scuola abbandonata su viale di Tor Marancia

Un luogo individuato come centro polivalente dove ad esempio far nascere una biblioteca, giacché, nell’ottavo Municipio, tranne alcune piccole realtà presenti sul territorio, non esiste una vera biblioteca comunale (con annessi schedari, prestito e consultazione). Le idee quindi non mancano, perché oltre ad una biblioteca, vorrebbero realizzare anche una sala prove per compagnie teatrali o per gruppi musicali. I fondi per la demolizione della vecchia scuola e per la progettazione di un luogo di aggregazione ci sono soltanto in parte. Tuttavia — non manifestandosi un progetto concreto – non è stato ancora stanziato il finanziamento per la sua realizzazione. Anzi, la quota destinata a quell’area è scesa perché nel frattempo il Campidoglio ha dirottato i fondi sull’ordinario, come la sistemazione dei marciapiedi di alcune strade, la potatura degli alberi, la riqualificazione delle piste ciclabili, il recupero di un anonimo campo sportivo: l’ordinario appunto e non lo straordinario.

Nelle voci che vedono i fondi ripartiti per i vari interventi, si individuano in 700 mila euro i soldi stanziati per l’area di Tor Marancia: praticamente briciole, considerando che di euro ne servirebbero almeno 4 milioni e mezzo. Nel frattempo una petizione con oltre 500 firme consegnata al Comune il 17 dicembre del 2018, e alla quale non è stata data una risposta esaustiva, parlava chiaro: a Tormarancia i cittadini non hanno un luogo dove riunirsi, dove sviluppare progetti e integrazione e dove dare altre opportunità ai suoi concittadini.

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FIERA DI ROMA continua il braccio di Ferro tra la proprietà di inVestimenti spa, il campidoglio e il municipio Viii

Fiera di roma story: quale futuro per l’ex campionaria?

di stefano BAIOCCHI

Ci sono luoghi nella vita di cui si è soltanto sentito parlare, altri che appartengono alla memoria di tutti. L’ex Fiera di Roma, che Carlo Verdone riesce persino a citare in uno dei suoi primi film, a Roma e non soltanto nel nostro Municipio, la conoscono tutti. Inaugurata nel 1959, ha avuto il suo clou negli anni Settanta quando l’ingresso sulla Cristoforo Colombo era un qualcosa di avveniristico, con le bandiere di tante nazioni e una costruzione di tubi innocenti a mo’ di arco, illuminate a giorno da potentissimi fari alogeni e con all’interno un trenino, importato, si diceva, direttamente da Disneyland, che conduceva i visitatori più pigri tra gli spazi espositivi disposti su otto ettari di terreno.

Dal 2006 – a ridosso del territorio comunale di Fiumicino — sorge la Nuova Fiera di Roma, che vanta un vastissimo spazio espositivo, una stazione ferroviaria della FL1, uno svincolo autostradale sulla Roma Fiumicino e una serie di mega parcheggi, ma la cui proprietà, Investimenti Spa (società composta da Camera di Commercio, principale socio, Comune e Regione) vanta anche un debito consistente, contratto con un mutuo di 180 milioni con l’Unicredit. Torniamo a noi; cosa resta di quel luogo quasi misterioso ben protetto da alte mura che con le sue esposizioni campionarie piaceva e incuriosiva un po’ tutti?

Dopo essere diventato uno spazio di deposito per il Comune di Roma, fino a contenere quintali di sale che sotto la giunta Alemanno furono accumulati per l’emergenza neve, quelle alte mura hanno racchiuso di tutto: dagli uffici dei servizi elettorali con tonnellate di schede votate e/o annullate e pile di verbali, ai container di ogni ordine e grandezza per non parlare di scatoloni contenenti le divise dei vigili urbani. Da poco è stato ultimato lo sgombero di quei capannoni ed è stata posta sotto vigilanza tutta l’area, 7 ettari di cemento abbandonati, per impedire intrusioni, poiché in precedenza vi avevano trovato rifugio numerose persone.

Ai primi di aprile alcune persone provenienti da Casal de Merode e da via del Caravaggio hanno tentato di occupare l’area, ma hanno trovato le forze dell’ordine con numerosi blindati. Poi a ridosso del 25 aprile c’è stato un altro tentativo di effrazione che non ha avuto seguito. A Roma — com’è noto – è in atto una vera e propria emergenza abitativa, che alcune associazioni o semplici cittadini cercano di fronteggiare con occupazioni giacché spesso dal Campidoglio non arrivano risposte alla drammatica mancanza di alloggi.

Queste associazioni che si battono per il diritto alla casa premono — appoggiate anche da altri gruppi ambientalisti – affinché all’interno dell’area edificabile sulla Colombo si costruiscano nuovi alloggi popolari; mentre in precedenza si era puntato molto su un tipo di abitazioni residenziali più remunerative, anche per fare in modo che Investimenti rientrasse dei debiti. Una delibera della Giunta Raggi, grazie all’opera dell’ex assessore Paolo Berdini, aveva dato un taglio rilevante alle cubature: da una superficie edificabile di 67.500 metri quadrati, si era passati a circa 44.000.

Nel 2016 i proprietari hanno impugnato la delibera facendo ricorso al TAR, ma lo hanno perso. Ad oggi, tuttavia, ancora non è dato di sapere cosa sorgerà al posto dei vecchi padiglioni sulla cristoforo Colombo. Per adesso c’è ancora in ballo il cosiddetto Piano Casa al quale Investimenti spa avrebbe fatto ricorso per puntare a un 80% destinato ad abitazioni e a un 20% di servizi di quartiere. A tutto ciò il Presidente dell’Ottavo Municipio Amedeo Ciaccheri ha ripetutamente risposto di aprire un tavolo con il Comune, con lo scopo di migliorare la viabilità della zona e sostenere l’ipotesi di un tram, che colleghi San Paolo con Tormarancia. La sensazione più diffusa tra gli abitanti è che il tira e molla tra proprietari, Comune di Roma e Municipio sulla Fiera di Roma non troverà in tempi brevi una soluzione.

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ottaVocolle: dopo la riunione delle commissioni capitoline ancora nulla di Fatto

Prevarrà il buon senso sul parco del tintoretto

di daniele RANIERI

Non c’è pace per l’Ortolino e i cittadini del Tintoretto. Infatti, la riunione congiunta delle Commissioni comunali Urbanistica e Mobilità del 17 aprile scorso si è chiusa senza decisioni positive per il Parco del Tintoretto e dei vicini orti urbani. L‘Assessore all’Urbanistica Luca Montuori si è solo impegnato ad aprire un Tavolo a cui invitare, oltre al Municipio VIII e gli Uffici dipartimentali competenti, anche il Comitato di Quartiere per verificare ipotesi alternative. La vicenda, quindi, si allunga ancora.

Tutto è nato nel 2005 da un iniziale programma di trasformazione urbanistica della zona. Nel 2014 si è passati a sottoscrivere un accordo di programma e infine, tre anni dopo, si è firmata la convenzione che vede, come contraenti, il Comune, la catena di supermercati Esselunga e i costruttori. Il progetto prevede la costruzione di cubature pari a diciassettemila metri quadrati: un centro commerciale, due palazzi di 11 piani e una strada a quattro corsie. Un collegamento stradale di ottocento metri di lunghezza che taglierebbe in due il Parco del Tintoretto, ne spianerebbe la collina, cancellerebbe gli eucalipti, presenti in tutta la zona dalla bonifica dell’agro romano di fine Ottocento per contrastare la malaria.

E, come se non bastasse, finirebbe con una rotatoria che dimezzerebbe lo spazio dato in concessione all’Associazione Ortolino, che vi ha impiantato dei meravigliosi orti urbani. Una ipotesi che, come abbiamo già scritto nel numero di Aprile, vede l’opposizione del Comitato di Quartiere Ottavocolle, dei coltivatori degli orti, del Municipio VIII e dei partiti all’opposizione della Giunta Raggi. Tutti d’accordo che la strada a quattro corsie aveva un senso inizialmente quando era parte di un progetto, che collegava diverse zone della città. Progetto, però, abbandonato da tempo. Mentre per collegare solo Via di Vigna Murata a Via del Tintoretto non ha nessun senso.

La Giunta capitolina ha riunito, una prima volta, la Commissione Urbanistica il 13 febbraio , quindi la Commissione Trasparenza e i rappresentanti dell’VIII Municipio. E infine, l’ultima volta, tutti insieme il 17 aprile, senza giungere tuttavia a nessuna conclusione e respingendo ogni proposta alternativa perché richiederebbe, secondo l’Assessorato, la modifica del Piano Regolatore cittadino. Operazione che comporterebbe, secondo la Giunta, almeno tre anni di tempo per essere conclusa.

Un tempo incompatibile con quelli previsti dalla convenzione e per questo contestata anche da Esselunga che, nel caso, richiederebbe compensazioni finanziarie. Una proposta mediana sarebbe quella di una strada, realizzata con il consenso di tutti e senza modificare il Piano regolatore, con un tracciato meno invasivo, con l’incrocio “a raso” senza la grande rotatoria finale. Salvaguardando così il Parco e gli orti. Prevarrà il buon senso e i diritti dei cittadini o gli interessi economici?

La storia continua.

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IL PROPRIETARIO della Vecchia Vineria di Via craVero 26 si scusa con il Quartiere

Angelino chiude, la Garbatella lo ringrazia

di Francesca Vitalini

“Scusate se chiudo” recita il cartello affisso da oltre un mese sulla porta a vetri della Vineria Angelino, in Via Enrico Cravero n. 26. Quasi ad accomiatarsi con umiltà e nostalgia dai tanti avventori che dall’aprile del 1966, anno della sua apertura, ne varcano l’uscio. Quasi a sottolineare il rischio della perdita di un negozio di quartiere, nato come ritrovo sociale e punto di incontro per clienti di tante generazioni: gli “storici”, ottantenni, accompagnati dai propri figli e nipoti, ed ancora i frequentatori di età intermedia e qualche giovane.

La Vineria Angelino prende il nome da Angelo Talevi, che rileva un’attività di Vini ed Oli nella seconda metà degli anni ‘60, appunto, insieme ad una trattoria (che prenderà il nome di Tre Gatti) al numero 72 di Via delle Sette Chiese, un bar al numero 74 e una merceria-bazar al numero 78 della stessa via. Il vino che vende sfuso proviene da una storica cooperativa di produttori di Velletri, la COPROVI, uno dei più grandi centri vitivinicoli del Lazio (con il suo fallimento, alla fine degli anni ’90, si passerà ai prodotti della Casa Vinicola Ciccariello). Al contempo, realizza all’interno una piccola trattoria, che lascia ben presto spazio alla sola vendita di vino grazie allo stoccaggio medio mensile, che è di circa 9 mila litri, stimando in circa cinquecento le famiglie del quartiere che comprano vino sfuso. Fanno, quindi, la loro comparsa i grandi tini in vetroresina che prendono necessariamente il posto dei tavoli.

lo storica vineria di angelino in via cravero

Solo negli anni ’80 comincerà a diminuire la vendita dello sfuso: non solo la grande distribuzione sta occupando gli spazi commerciali disponibili, ma si assiste anche allo scandalo del vino al metanolo, che riempie drammaticamente le cronache quotidiane. Fra il 1984 e il 1985 la richiesta scende fino quasi a dimezzarsi: dai 9 mila litri si passa ai 4500, fino ad arrivare, oggi, ad una media di 2 mila litri mensili, considerando che ormai solo 120 famiglie ogni 30 giorni acquistino e consumino il vino sfuso di Angelino. Comunque le motivazioni che lo spingono a chiudere i battenti non sono economico-commerciali. Angelo proviene da una famiglia di Trastevere, settimo di undici figli, ha lavorato nel ristorante del nonno, Carlo Menta, dal 1963, dopo essere tornato dal servizio di leva. E poi c’è il cinema: è stato comparsa in “Accattone” e figurante in “RoGoPaG” ed è stata stretta la sua amicizia con Pasolini, nata sul barcone del Ciriola, locale molto amato dall’intellettuale italiano. Un posto che è esempio emblematico di una Roma sparita, come lo è la Vineria di Angelino.

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SU VIA DELLE SETTE CHIESE E PIAZZA SANT’EUROSIA LA TRADIZIONALE KERMESSE DEL CIBO DA STRADA

Maggio “garbatellano” all’insegna dello Street Food

di Ilaria Proietti Mercuri

Altro che Red Carpet, da Piazza Santa Eurosia per tutta via delle Sette Chiese le strade della Garbatella sono state inondate, nella prima settimana di Maggio, dai fumi e gli aromi del Festival dello Street Food, la tradizionale festa del cibo di strada, che si ripete ormai da anni nel quartiere giardino. Tante le sfiziosità a portar via offerte dagli stand gastronomici.

C’è chi ha scelto un panino mordi e fuggi o chi una paella monoporzione da gustare su una panchina. Seduti sui marciapiedi c’erano i ragazzini che ridevano, chi con il gelato che gli si scioglieva tra le mani e chi con un panino più grosso del pallone da calcio che teneva sotto il piede. Camminando tra un’ApeCar e l’altra, dovevi farti largo tra banchetti improvvisati dalle famiglie, con i loro bambini che non sapevano più quale fritto scegliere. Non potevano poi mancare gli anziani del quartiere, che si leccavano i baffi sporchi di birra artigianale su quelle panchine da cui non schiodavano per nessun motivo al mondo.

Dunque, tutti riuniti in quella passerella di cibo, che dal dolce al salato ha accontentato ogni palato e ogni tasca. Gli street chef hanno proposto ricette provenienti da tutta Italia, ma non solo. Dagli arrosticini di pecora abruzzesi, ai cannoli siciliani, passando per i supplì alla gricia, all’amatriciana o a cacio e pepe. Ed oltre ai classici piatti romani, si potevano assaporare anche ricette come la vera paella Valenciana, accompagnata dall’immancabile sangria.

Visto poi che una festa senza dolce è un incontro e basta, non si sono fatti attendere le sfogliatelle calde, bombe, ciambelle, waffle. E con un po’ di attesa, che si sa è già essa stessa il piacere, si serviva uno strepitoso tiramisù espresso artigianale, che solo intingendo la prima cucchiaiata ti rendevi conto che quell’attesa, in realtà, non era altro che un’atroce sofferenza. Un festival però non solo dedicato al cibo. Il tutto è stato infatti accompagnato dal quartetto Blues R&B “Lonely”, che ha aperto le danze il Primo Maggio, poi gli spettacoli degli artisti di strada, i laboratori per i più piccoli e a concludere la festa, il 4 e 5 Maggio, sono stati i ragazzi de “Gli Sgarbatelli” con i loro tamburi rullanti. Insomma, tra spettacoli musica e buon cibo, il Festival dello Street Food non ci ha fatto mancare proprio niente, il tutto incorniciato da uno spicchio di Roma genuina come la Garbatella.

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il primo appuntamento dei taVoli di partecipazione

Il Municipio incontra i cittadini a piazza Eugenio Biffi

Si è conclusa con l’incontro del 15 maggio in viale Giustiniano Imperatore a San Paolo la campagna di partecipazione promossa dal governo locale per informare i cittadini. La serie di incontri è iniziata il 2 maggio a piazza Eugenio Biffi, dove il presidente Ciaccheri e gli assessori davanti a un centinaio di persone hanno fatto un sommario report delle buone pratiche e degli interventi messi in campo nei primi sei mesi di governo.

Prima dell’incontro è stato distribuita una scheda con il calendario degli appuntamenti: “ il Municipio è la nostra casa comune della quale prenderci cura — recita il foglio municipale – questo è il nostro impegno e come sempre siamo convinti che la migliore amministrazione si faccia per strada per e con i cittadini. Per questo nel mese di maggio abbiamo promosso otto assemblee pubbliche nei nostri quartieri con l’obiettivo di raccogliere suggerimenti e per condividere quanto è stato fatto fino ad oggi e quello che sarà messo in cantiere nei prossimi mesi”.Tra gli interventi a piazza Biffi: Roberto Ceselli degli orti urbani Garbatella, Anna Maria Baiocco di Legambiente, Simonetta Greco dell’associazione Itaca, Giorgio Tribuzio del centro anziani di via Pullino e altri rappresentanti dei Comitati di quartiere, del centro sociale la Strada e semplici cittadini (g.riv.).

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Al via la seconda edizione dell’expo del sociale

E’tutto pronto per la seconda edizione dell’Essspo del Sociale targato VIII Municipio, che ha chiamato a raccolta Associazioni, Cooperative e Comitati. Sabato 18 maggio, dalle 10,00 alle 18:00, in Via Benedetto Croce 5, nel parcheggio interno, vi aspettano spettacoli, proiezioni e rappresentazioni dei ragazzi seguiti da vari servizi sociali.

Un’idea sposata fin da subito da oltre 40 enti. Cosa hanno in comune queste organizzazioni?
Appunto, proprio le tre S dell’”Essspò”, o meglio: sociale, sostenibile e solidale. Ogni fondazione esporrà e offrirà il proprio materiale, dietro un contributo volontario, pubblicizzando così le varie attività di cui si occupa. Molti degli oggetti che troverete sono prodotti realizzati con materiali di riuso dai partecipanti. Una parte del ricavato della vendita, poi, sarà destinato alle stesse Case Famiglia o Onlus che hanno deciso di aderire.

Obiettivo di questa giornata, toccare con mano l’attività di tanti professionisti che ogni giorno sono accanto a chi, per un motivo o per un altro, ha bisogno di sostegno. Professionisti che hanno fatto del proprio mestiere un continuo aiutare gli altri. Dunque, una giornata di unione dove sarà possibile conoscere il mondo, che c’è dietro la vita di un ragazzo disabile o gli ostacoli e le fragilità che si trovano ad affrontare gli anziani delle case famiglia. Tutte difficoltà che ai loro occhi possono sembrare grandi, ma una volta condivise, si affrontano con il sorriso.

Oltre alle associazioni saranno presenti anche tutte quelle onlus che operano nel sociale all’interno nell’VIII Municipio, rappresentando il cuore pulsante del nostro territorio.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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lanciato a moby dick il prog etto d i un nuoVo we l Fa re

Parte l’OttoInsieme: l’albo della solidarietà dell’VIII Municipio

di Gianni Rivolta

Con il progetto OttoInsieme il governo locale lancia un vero e proprio Albo della solidarietà, che coinvolga nel sostegno alla marginalità sociale e alla povertà, non solo le associazioni ma anche i privati cittadini. Insomma si tratta di un esperimento che superi i tradizionali interventi messi in campo fino ad ora dai Servizi sociali per costruire un nuovo modello di Welfare. La proposta è stata avanzata a fine aprile nell’hub culturale di Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3 alla Garbatella. Presenti, oltre al minisindaco Amedeo Ciaccheri, anche l’assessora alle politiche sociali Alessandra Aluigi e la consigliera Sonia Spila.

“Sulla scia di quanto già fatto a Riace dal Sindaco Mimmo Lucano, a Napoli dal Sindaco De Magistris e nella nostra città nel Municipio I dalla Presidente Alfonsi,- ha dichiarato il presidente Ciaccheri- abbiamo messo in rete le istituzioni e le realtà di base per realizzare un progetto di accoglienza diffusa rivolto a tutte e tutti. Nel nostro municipio ci sono tante persone che mi chiedono: come posso dare una mano, come posso partecipare? Ecco la risposta, l’OttoInsieme — continua Ciaccheri è un albo municipale della solidarietà , a cui ci può iscrivere, per una città accogliente.

Uno strumento per mettere insieme tutte le energie, le risorse e le disponibilità di realtà formali e informali, ma anche di singole persone del nostro territorio, per realizzare una rete di mutuo aiuto e scambio, volta anche all’accoglienza in casa con il progetto Welcome Home, insieme al C.I.R. e a Refugees Welcome”. Ma il progetto non si limiterà a mettere a disposizione la propria casa ai rifugiati. Verrà predisposto sul web un portale interattivo diviso in varie sezioni per rispondere ai bisogni più diversi: ospitalità e affitto; lavoro e formazione (rivolto a piccoli imprenditori e artigiani); salute e cura di sé ( medici di base e medicina solidale); insegnamento della lingua italiana; supporto legale gratuito, sport e attività ricreative nel tempo libero, ma anche semplicemente fornitura di pasti o messa a disposizione di tempo da dedicare a chi ha bisogno.

Anche Sabrina Alfonsi- presidente del I° Municipio- ha voluto dare il suo contributo: “ sono possibili altri progetti di accoglienza rispetto a quelli calati di forza nelle periferie già degradate, che hanno sollevato così tante proteste nei residenti. Per esempio aprire le case nel Centro Storico. Delle 90 famiglie che hanno già risposto alla nostra chiamata di aiuto il 50% ha ospitato in casa e sono rimaste soddisfatte”.

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