Skip to main content

Tag: vita comune e storia locale

Riattivato Municipio solidale

Da una emergenza all’altra. Prima il Covid ora anche la guerra in Ucraina. Da qualche giorno si è rimesso in moto Municipio solidale, il servizio di assistenza per i bisognosi coordinato da una fitta rete di associazioni di volontariato territoriali, che durante le fasi più acute della pandemia ha consegnato centinaia di pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà.

Cosa dice il Presidente Ciaccheri

La dichiarazione del presidente Ciaccheri chiama tutti a raccolta per rispondere ai tanti profughi ucraini in fuga dalla guerra: “Davanti ad una nuova immane tragedia umanitaria dobbiamo per mettere in campo tutte le nostre forze. I canali del centralino solidale e della mail del Municipio sono attivi per raccogliere disponibilità e recepire informazioni su dove consegnare beni di prima necessità. Come in ogni guerra la tragedia più grande tocca direttamente la popolazione civile e i bambini, a cui mancano i beni primari”.

Come donare

Per donazioni e/o disponibilità di volontari chiama lo 06 40060606 lunedì e mercoledì dalle ore 9 alle 18, martedì dalle 14 alle 18 e giovedì dalle 9.00 alle 13.00; oppure scrivi alla mail. municipio solidale@gmail.com

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Quando sui colli della Garbatella si praticava il Tiro a volo

Di Giorgio Guidoni

Quando sui colli della Garbatella si praticava il Tiro a volo

Erano gare sportive ma anche occasioni per feste e incontri mondani le riunioni di Tiro a volo sui Colli di San Paolo, in località Garbatella. Nei primi anni del Novecento principi, conti e marchesi si sfidavano all’ultima cartuccia, massacrando decine di inermi e impauriti piccioni sotto gli occhi delle dame “Belle Époque” distratte e un po’ annoiate. Le cronache sono raccontate nelle pagine sbiadite dei settimanali e delle riviste di allora, come “La Stampa Sportiva” di Torino.

 

Negli stessi anni, ancora prima dell’edificazione della Borgata Concordia, che porterà alla costruzione della città giardino intorno a Piazza Benedetto Brin, la zona della Garbatella era un’amena località rurale caratterizzata da piccole alture, i Colli di San Paolo, attraversati da marrane e strade sterrate, poco più che sentieri, sulle quali si affacciavano gli ingressi delle vigne e degli orti con gli annessi casali di campagna. Sullo “stradone”, la via Ostiense che collegava Porta San Paolo con la basilica omonima, si aprivano invece i portali delle ville signorili, appartenenti alle famiglie nobiliari come i Torlonia e alla borghesia arricchita dei mercanti di campagna.

Una di queste collinette è ancora lì e si può raggiungere a piedi muovendo da piazza Giancarlo Vallauri, salendo su per via David Salinieri per arrivare, transenne permettendo, su una piazzola da cui si gode un’ampia visuale sulla via Ostiense, sul ponte Settimia Spizzichino, sugli ex Mercati Generali e sul Parco dei Caduti del Mare. Su questo rilievo, che dal 1940 ospita l’Istituto Suore Ancelle del Santuario, in precedenza si trovava Villa Polverosi, residenza di villeggiatura di persone facoltose, appartenuta alla famiglia Torlonia. E proprio per la sua particolare conformazione orografica era stata scelta come sede di uno stand della Società di Tiro a Volo “Roma”, in cui venivano organizzati eventi mondani e tornei sportivi.

Riviste e quotidiani del 1906

Nel numero della rivista citata risalente al febbraio 1906 si parla dell’evento “Gran Tiro Roma” appena tenuto alla Garbatella: “(…) uno stand bellissimo e sempre affollatissimo di soci e di spettatori. Oltremodo interessante il Gran Tiro Sette piccioni handicap, con 6.000 lire di premi, vinto dal conte Grasselli-Barmi, secondo classificato il principe Del Drago, terzo il conte Czernin”. L’articolo si dilunga poi su dettagli che oggi risuonano piuttosto macabri, ma che ci danno un’idea della società di allora. I partecipanti all’evento sono nobili dai cognomi altisonanti tra i quali, oltre ai già citati, troviamo Altieri, Sacchetti, Odescalchi, Remy, de Lazara, Merghi, Spinola. L’articolista chiosa: “… dopo i primi cinque giri sono rimasti in gara 21 degli iscritti, e a tal punto erano stati colpiti 205 piccioni dei quali 177 erano caduti in rete e gli altri erano andati a cadere fuori o continuarono nella loro via per essere uccisi poco lungi dai numerosi cacciatori che per l’occasione erano appostati nei dintorni dello stand”.

Mappa Istituto Geografico Militare del1925 (sx) | Una vista attuale della collinetta su via Salinieri (da Google Maps)

In effetti, anziché “Tiro a Volo” sarebbe stato più appropriato chiamarlo “Tiro al Piccione”, una “specialità” non olimpica in cui si gareggiò, unica volta nella storia, alle Olimpiadi di Parigi del 1900.

Ma quello di villa Polverosi non era l’unico sito per il tiro a volo alla Garbatella. Si sparava anche a Villa Rosselli, costruita dal nobile senese Filippo Sergardi nei primi anni del 1500 sulle rovine di una casa romana del I secolo. Ampliata e ristrutturata dall’architetto Innocenzo Sabbatini nel 1927 diventò la Scuola dei Bimbi a piazza Longobardi.

Mappa Istituto Geografico De Agostini di Novara del 1930

 Sul quotidiano La Stampa del 19 febbraio 1907, infatti, è riportato “… Nello stand della Garbatella della Società di tiro a volo di Roma si svolse il IV Campionato sociale che richiamò moltissima gente. Riuscì un convegno signorile: molte eleganti signore rallegrano l’attesa della gara in cui i migliori fucili si disputarono i ricchi premi. Notate la principessa Potenziani Papadopoli, la contessa Baldeschi, la signorina Serlupi, donna Nicoletta Grazioli, la contessa Leonardi, la contessa Arrivabene, la marchesa Filippa Bourbon del Monte, le signorine Spinola, la marchesa Theodoli e moltissime altre. Tra i soci il principe D’Antoni, i sig. Vitalini, Giorgi cav. Boccardo, Roesler Franz, …”. 

Anche il celebre illustratore Ettore Franz Roesler, autore della memorabile collezione di 120 acquerelli “Roma Sparita”, era presente a questo evento. Fu una delle ultime uscite pubbliche: nato a Roma il giorno 11 maggio 1845, scomparirà  appena due mesi dopo nel marzo del 1907.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A Natale cori, presepi, mercatini e tombolate

In campo le parrocchie, le scuole, i centri anziani e le associazioni del territorio

Di Paola Borghesi

Facendo gli scongiuri contro le misure restrittive che eventualmente potrebbero scattare nel periodo natalizio, fervono comunque i preparativi e le programmazioni per i festeggiamenti.

Le parrocchie per prime si stanno organizzando, mettendo in calendario cori, iniziative di solidarietà, allestimento di presepi.

L’attivissimo Don Alessandro Parroco di San Francesco Saverio, dopo i festeggiamenti del Santo Patrono del 3 dicembre alla presenza del Cardinale Rodè,  ha messo in programma per domenica 19 dicembre alle  17 il grande Coro Accademia Musicale di Roma Capitale. La corale nata nel 2009 con lo scopo di diventare uno strumento di aggregazione intorno all’attività musicale giovanile è cresciuta in questi 12 anni con varie aggregazioni fino all’attuale composizione di oltre 25 elementi. Il Concerto di Natale  rappresenta un ritorno alle esibizioni pubbliche dopo un’assenza di circa due anni a causa del Covid-19 e proprio per questo, assicurano, sarà una esibizione densa di emozioni. Il repertorio, proposto insieme al Gruppo musicale da camera dei docenti dell’Accademia ( un quartetto d’archi e un pianoforte) spazierà dalla tradizione sacra, con brani di Caccini, Mozart, Bach, Vivaldi, Pachelbel, ai brani popolari di quella natalizia. Don Alessandro ha pensato anche ad una distribuzione gratuita straordinaria di pacchi alle famiglie più bisognose e l’ha organizzata con il patrocinio dei Cavalieri di Malta, evento che si terrà il 16 dicembre alle ore 9. Ma la grande novità che tutti nel quartiere stanno aspettando, e che si spera si potrà realizzare – misure antiCovid permettendo – è il Presepe Vivente allestito dai bambini del catechismo.

A San Filippo Neri,  Don Pietro, invece, ha annunciato che sabato 11 dicembre alle 18,30 si terrà il concerto di Natale del Coro Gruppo Vocale Kantor, organizzato in collaborazione con l’Associazione Rione Garbatella. Inoltre, sempre nella sua parrocchia sarà allestito un bel presepe e, come ogni Natale nelle domeniche di Avvento, si svolgerà, in collaborazione con la Caritas, la raccolta viveri per i bisognosi.

Infine nella Basilica di San Paolo, l’ottima organizzazione di “Musica San Paolo” offre, nell’ambito della rassegna natalizia, il concerto dell’organista D.Jordi Augustì Piqué sabato 18 dicembre alle  15,00 mentre la messa delle 12 di domenica 19 dicembre, ultima prima di Natale, ospiterà il coro “Canto Vivo”. Il grande concerto che chiuderà le festività si terrà il 9 gennaio con il Coro Polifonico.

L’associazione Altre Vie, come ogni anno, organizza una tombolata di beneficenza, che quest’anno si terrà il 6 gennaio 2022 presso il Centro Anziani di via Pullino; il ricavato andrà all’associazione Ulaia ArteSud a favore dei campi Palestinesi in Libano. I frequentatori del Centro  hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa  del veterano, Giorgio Tribuzio, ovvero “la Corrida – Dilettanti allo sbaraglio” organizzata dall’Associazione Garbatella Romantica per il 10 dicembre dalle  16,30.  Il 17 dicembre invece, alla stessa ora, il pomeriggio sarà allietato dal Concerto di Natale del Gruppo corale Cristallo di San Paolo e la serata terminerà con un’altra tombolata.

Nella casa di riposo delle Suore di Gesù eucaristico le nonnine ospiti, insieme a figlie e figli e con la collaborazione della direttrice Suor Maria Cecilia stanno per portare in scena la commedia in romanesco “Ve l’avevo detto io…”di Cristina Fattori che cura anche la regia, con canzoni e musiche di Renato di Benedetto. La storia è molto divertente e racconta di quanto si vive bene a Garbatella, tanto che alcune signore di Piazza Bologna decidono di trasferirsi a vivere qui.

Per quanto riguarda i mercati, a Tormarancia, le associazioni Tormarte e Parco della Torre organizzano domenica 19 dicembre il “Mercatino Sciangaino di Natale” al lotto dei Murales. A Via Baldovinetti si svolgerà quello degli Ambulanti di Forte dei Marmi, promosso dalla Parrocchia di San Vigilio, sabato 11 dicembre.

Le Scuole del Municipio per quest’anno, con l’attenta regia dell’assessora Francesca Vetrugno,  hanno messo in campo un’iniziativa di solidarietà che vede come protagonisti i bambini e le loro famiglie. Nei pacchi dono di ogni bimbo ci sarà il “Tempo”. Sarà utilizzata una piattaforma informatica dove ognuno, dopo aver partecipato a percorsi di educazione alla solidarietà, caricherà la sua disponibilità di tempo per azioni solidali, ricevendo in cambio un “cronocredito”. Questo li aiuterà ad avere consapevolezza del valore del proprio impegno nel sociale in un percorso che, partendo dal Natale, crescerà nel prossimo futuro. 

 L’iniziativa coinvolgerà, oltre alle scuole, i “centri natalizi” di Garbatella, San Paolo, Montagnola, Roma70,  la Caritas, Sant’Egidio e le Acli, nonché le Associazioni  che si occupano in particolare di malati di Alzheimer.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Conferme e volti nuovi nella Giunta municipale

Di Stefano Baiocchi

È stata varata con alcune novità, non senza qualche polemica, la nuova giunta municipale presieduta da Amedeo Ciaccheri. Una squadra volta a continuare – come è stato più volte ribadito – il lavoro già iniziato dalla precedente consigliatura e che è stata premiata dai cittadini dell’VIII Municipio. Tre i volti conosciuti nel segno della continuità: Alessandra Aluigi alle politiche sociali, terza età e invecchiamento attivo, sanità, politiche abitative e Diritti LGBTQ+, Francesca Vetrugno alle politiche scolastiche, educative e giovanili e all’edilizia scolastica; Michele Centorrino all’Ambiente, gestione rifiuti e Tutela e promozione del Tevere e dell’Almone.Altrettante le novità: Maya Vetri, Antonio Calicchia e Luca Gasperini.

Fresca di elezione, Maya Vetri, militante di Casetta Rossa, prende le deleghe alle Politiche culturali, di genere, ai Beni comuni, alla Memoria ed alla Partecipazione.
Candidata alle ultime elezioni municipali nella lista Sinistra Civica Ecologista è risultata la consigliera con più preferenze (1086 voti) tra le fila della maggioranza.

Ha le idee molto chiare:” Vorrei innescare buone pratiche che mettano insieme le politiche culturali e i servizi per le cittadine e i cittadini, sostenere progetti creativi che offrano soluzioni significative a problemi reali, creare opportunità di incontro, scambio, conoscenza mettendo a valore la rete territoriale ed impegnandosi come amministrazione locale, nella ricerca di risorse economiche ed umane”. Sulla continuità legata alla precedente Giunta non ha dubbi: “Il nostro municipio è un terreno fertile che va curato e mantenuto, c’è un potenziale umano che fa ben sperare sulle possibilità di riuscita di un progetto culturale solido e diffuso. Penso agli orti urbani, luoghi naturali di socialità, apprendimento e scambio intergenerazionale, penso al contributo prezioso delle realtà sociali come la Festa per la Cultura, il Roma70 Live, il museo diffuso tra le case popolari di Tor Marancia, penso alla presenza di sinergie di qualità che scoccano dalle università, dai musei, dai racconti dei partigiani, dalle testimonianze fotografiche, dalle trasformazioni urbanistiche”.

Classe 1951, Antonio Calicchia si presenta con un curriculum di tutto rispetto: avvocato, ex dirigente comunale e successivamente segretario generale della Regione Lazio, nell’VIII Municipio andrà ad occuparsi di Bilancio, Commercio, Turismo e Grandi Eventi, ma sarà anche Vice Presidente. Direttore del dipartimento cultura e sport del Comune di Roma sotto l’amministrazione Rutelli, in Provincia è stato capo di Gabinetto con Enrico Gasbarra.

Il suo approdo a Via Benedetto Croce è frutto di un accordo tra la lista Civica di Amedeo Ciaccheri e il PD Romano. Lo stesso Presidente Ciaccheri non nasconde il proprio entusiasmo: “Calicchia, già apprezzato dirigente amministrativo, metterà la sua esperienza al servizio del territorio seguendo il Bilancio e le attività produttive e sarà anche il mio vice in giunta”.

Luca Gasperini, avvocato, forte di 450 preferenze ottenute nella lista del Partito Democratico, è invece il nuovo assessore ai Lavori Pubblici, all’Urbanistica, e ai Trasporti e alla Mobilità.

In politica dal 2002, simpatizzante dell’Ulivo e poi iscritto al PD dalla fondazione, è nato e cresciuto all’Ottavo Colle; è consigliere municipale dal 2008 e conosce a fondo il territorio dell’VIII Municipio. Appena insediato si è messo in contatto con le associazioni e i vari comitati di quartiere con i quali ha avviato un confronto sugli interventi di maggior rilevanza da effettuare, interventi – ci tengono a far sapere dall’assessorato – che saranno ripartiti in maniera equa tra le diverse zone che costituiscono il vasto territorio del Municipio.

Proprio in questi giorni il neo-assessore ha avviato un programma di manutenzione degli otto edifici che ospitano i centri anziani, alcuni dei quali avranno bisogno di una risistemazione molto approfondita.
Tra gli interventi imminenti c’è la riqualificazione di viale Leonardo da Vinci, già in agenda da agosto, mentre giovedì 2 dicembre c’è stato un incontro con gli uffici tecnici del municipio per fare il punto della situazione.

Il dato più rilevante, ciò che più risalta in queste prime settimane di lavoro, secondo Luca Gasperini, “è un nuovo rapporto di collaborazione e di un diverso approccio da parte del Comune di Roma verso i vari municipi anche in virtù del cambio della guida al Campidoglio (che ha portato all’elezione del Sindaco Gualtieri)”.

Tra gli uscenti da Via Benedetto Croce spicca Leslie Capone, già numero due del Municipio che passa alla Regione Lazio. Ci tiene a ringraziare tutti i consiglieri di maggioranza quanto dell’opposizione, e tutte le associazioni e cittadini con i quali ha avuto modo di confrontarsi e di collaborare: “Sono stati tre anni intensi, con iniziative e progetti, un lavoro sempre al servizio di una comunità territoriale nella quale mi sono riconosciuto e continuerò a riconoscermi”. “Progetti approvati e risorse individuate per i mercati rionali di Ostiense, Montagnola, Navigatori, Grotta Perfetta e del Parco, che vedranno la loro realizzazione nei prossimi mesi. La promozione delle attività di artigianato, servizi e commercio di vicinato, il sostegno a nuove o già attive associazioni di imprese. E poi le notti bianche, Mercati animati, il centenario di Garbatella, e ancora  la splendida idea di Municipio solidale, che ha assistito tante e tante persone durante i mesi più duri della pandemia”. Ora diventerà capo staff del gruppo PD al Consiglio Regionale de La Pisana, ma tiene a precisare che “Non abbandono certo il mio territorio, che continuerò comunque a seguire e supportare seppure da una diversa posizione”.

Un’altra figura di rilievo che abbandona il Municipio è quella di Paola Angelucci risultata eletta in consiglio con 652 voti di preferenza con Sinistra Civica Ecologista: già assessora nella precedente Giunta guidata da Ciaccheri, non è stata riconfermata ai Lavori Pubblici. Ha lasciato l’VIII Municipio per approdare al IX, dove la Presidente Titti Di Salvo le ha consegnato le deleghe alla mobilità, ai lavori pubblici e alla scuola.

Nel frattempo non si sono ancora sopiti i malumori legati alla vicenda di Eleonora Talli al terzo mandato in Municipio, risultata prima degli eletti del Partito Democratico con 548 voti di preferenza, alla quale non è stato riconosciuta la carica di assessora né la presidenza del consiglio municipale, andata a Samuele Marcucci.
Il suo atto di accusa è rivolto proprio al Partito Democratico reo di non averla valorizzata  “perché gestito dalle correnti”. “Pago lo scotto di essere donna, di essere la prima più votata nel PD, di essere una persona cresciuta in una famiglia per metà democristiana, fanfaniana e cattolica, di essere una persona che ha saputo farsi strada semplicemente praticando una politica sul territorio, di essere una ragazza di trent’anni che vuole semplicemente il bene del suo territorio con fatti concreti, stando sul pezzo”.

“Nessuno – continua Talli – ha tutelato i quasi 600 elettori che non avranno nessuna rappresentanza, la stessa situazione è accaduta lo scorso anno; la costituzione della Giunta dell’VIII Municipio non è avvenuta alla luce del sole ed io, come prima degli eletti che aspiravo inizialmente ad un riconoscimento come la nomina di Assessora, ho appreso  sui social network che i giochi erano fatti”. “Purtroppo, contrariamente a quanto auspicato dal Sindaco Gualtieri, ci troviamo ancora una volta ad evidenziare la mancanza di quote rosa”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

CdQ Grotta Perfetta: Mario Semeraro rieletto Presidente

Nelle urne della tornata elettorale del 20 novembre, 395 le schede valide, gli abitanti della zona di Grotta Perfetta hanno trovato gli 11 rappresentanti del nuovo consiglio direttivo del Comitato di quartiere.  

Sciolti gli scrutini, gli eletti si sono riuniti in assemblea per assegnare le cariche interne del CdQ. Con il 36% delle preferenze Mario Semeraro, presidente uscente, è stato confermato: “Sono molto soddisfatto di questa tornata elettorale e della mia rielezione, questo è un impegno che prendo con il cuore e con passione. Il nuovo Consiglio che si è formato, è pieno di persone con ottimi propositi che sono sicuro svolgerà il suo ruolo al meglio” commenta il neo-presidente, “Dobbiamo proseguire con le istanze già aperte, a cominciare dal Campetto di Piero. E’ quasi terminato ma ancora mancano i canestri da basket, la rete da pallavolo e l’illuminazione, inoltre bisognerà decidere chi prenderà in custodia quell’area per fare la piccola manutenzione, la pulizia, chi aprirà e chiuderà il cancello” prosegue: “Un altro tema caldo è quello del Forte Ardeatino. Siamo in attesa anche qui che l’area verde venga riqualificata: Nel nostro programma ci sono anche altri due temi: uno riguarda l’apertura al pubblico della Tenuta di Tor Marancia su via di Grotta Perfetta e l’altro l’ex punto verde qualità in via Calderon Della Barca, su quest’ultima questione abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo con Arpa e Municipio per un approfondimento tecnico della struttura abbandonata, affinché non venga demolita, come è da programma, ma ripristinata e donata alla cittadinanza insieme ai due piccoli stagni che si sono formati a seguito delle trivellazioni” conclude: “Bisogna fare molto anche sull’aspetto culturale e sociale, mettere in moto una rete di solidarietà e collaborare con altre realtà territoriali; purtroppo con la pandemia sono emerse tante nuove fragilità  di cui vogliamo prenderci cura”.

L’organismo di base, è nato nel 2016 su iniziativa di sedici cittadini ed esercita le sue attività nei quartieri: Grotta Perfetta, Sogno, Rinnovamento, Roma 70, Grottone, Fotografia e i comprensori di via Fulvio Bernardini, via Erminio Spalla, Tor Carbone ex Dazio.

Le altre nomine assegnate nel direttivo, oltre al presidente, sono: Bruno Pulcini (vice presidente), Fausto Casadei (segretario e tesoriere) e i consiglieri e le consigliere: Giovanna Cancelliere, Ettore Guastalla, Alfredo Lotti, Dino Lucia, Sertorio Martorelli, Filippa Palumberi, Cristina Petrucci e Luca Tedeschi.

Il Consiglio Direttivo esorta tutti gli abitanti del territorio a voler contribuire con le proprie idee, suggerimenti ed impegno operativo al lavoro del Comitato attraverso le Commissioni Ambiente, Cultura, Sociale, Viabilità e ai gruppi di lavoro relativi.

Per informazioni ed adesioni scrivete un’email a cdqgrottaperfetta@gmail.com

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A dicembre a teatro e al cinema nell’VIII Municipio

Di Francesca Vitalini

Forti del ritorno alla piena capienza, i luoghi di cultura e spettacolo del Municipio VIII presentano a dicembre un cartellone con diverse proposte, per riscoprire la tradizione natalizia e non, tra musica, prosa, teatro-ragazzi e tanto divertimento, che coinvolgerà gli spettatori di ogni età.

Ricordando che per entrare sarà necessario il Green Pass valido, tranne per i minori di 12 anni, e occorrerà mantenere sempre indossata la mascherina, ecco qui una piccola rassegna del nostro territorio.

TEATRO MONGIOVINO

Per il mese di dicembre che profuma di feste in famiglia, il Teatro Mongiovino ha preparato un cartellone ricco di spettacoli per bambini…di tutte le età.

Si comincia il weekend dell’11 e 12 dicembre con un grande classico “Riccioli D’Oro”, messa in scena per attori e marionette che narra una delle più antiche fiabe anglosassoni: un vecchio astronomo sta osservando l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore e finisce col trattare, attraverso le vicende della piccola Riccioli d’Oro e dei tre orsetti, temi importanti come quello dell’integrazione. (Biglietti: adulti e bambini sopra i 9 anni: € 11,00; Bambini 2-9 anni: € 9,00).

Il 18, 19 e 26 dicembre sarà presentata una delle storie di Natale più amate, il “Canto di Natale”. Dal romanzo di Charles Dickens pubblicato nel 1843, uno spettacolo che, utilizzando le tecniche del Teatro d’attore, del Teatro delle marionette e delle figure, ripercorrerà le atmosfere, le emozioni e i significati di uno dei racconti sul Natale più belli e commoventi. (Biglietti: adulti e bambini sopra i 9 anni: € 11,00; bambini 2-9 anni: € 9,00).

Si fa festa anche a Capodanno con un programma ricchissimo, come da tradizione, per coinvolgere tutti, fino a tarda notte, per salutare il vecchio anno e applaudire l’arrivo del nuovo fra spettacoli, musica, canti e balli. (Biglietti: € 20,00 per bambini fino a 10 anni; € 25,00 per adulti e ragazzi al di sopra di 10 anni).

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro Mongiovino
Tel. 06 5131492
www.accettellateatro.it
mongiovino@accettellateatro.it
prenotazioni@accettellateatro.it

TEATRO PALLADIUM

Prima di sospendere la programmazione per la pausa natalizia, il Teatro Palladium di piazza B. Romano propone dal 16 al 19 dicembre Edoardo Siravo che, diretto da Patrick Rossi Gastaldi, rivive il dramma di colui che donò il fuoco agli uomini, “Prometeo”, l’eroe confinato in un sistema di valori arcaici dove l’ambizione a quel “di più” è considerata un atto di intollerabile superbia: un destino a cui l’uomo ancora oggi non sembra riuscire a sfuggire. Infine, il 20 dicembre, nel centenario dalla morte di Dante, in programma Dante Immortale – 700 anni di vita: sul palco, coordinati da Giuseppe Manfridi, Dario Pisano e Maria Teresa Martuscelli si alternano nel raccontare due diversi modi di ‘convivere’ con l’autore di quello che Borges ha definito il più bel libro che essere umano abbia mai scritto.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro Palladium
Piazza B. Romano, n. 8
biglietteria.palladium@uniroma3.it
Tel. 06 57 332772

TEATRO GARBATELLA

Al teatro di piazza Giovanni da Triora, saranno due gli spettacoli portati in scena che spazieranno dal comico al farsesco, per tante risate intelligenti.

Dal 13 al 19 dicembre “Il Calapranzi” di Harold Pinter, una commedia teatrale surreale di un atto scritta nel 1957 e messa in scena la prima volta al Hampstead Theatre di Londra il 21 gennaio 1960, qui diretta ed interpretata dall’attore comico Claudio GREG Gregori e Simone Colombari in un mood di cinismo e autoironia.

L’azione si sviluppa in un seminterrato spoglio e desolato dove due uomini, Ben e Gus sono in attesa di qualcosa. Nel corso delle battute si scopre che sono due killer professionisti che attendono istruzioni da un misterioso capo, che sembra comunicare con loro tramite un calapranzi, dal quale vengono fatti scendere oggetti e messaggi.

Il 22 dicembre andrà in scena “Le intellettuali di Piazza Vittorio”, liberamente tratto da Moliére, una nuova produzione della Compagnia Valdrada Teatro, che trasforma la famiglia di mecenati descritta dal genio francese in una famiglia italo-iraniana, trasferitasi in Italia dopo la Rivoluzione Islamica del ’79. Ecco, allora, che le due sorelle, Henriette e Armande, si trasformano in Laleh (in italiano “tulipano”, interpretata da Giorgia Conteduca) e Azadeh (in italiano “libera”, interpretata da Chiara Becchimanzi), e così gli altri personaggi, che sono comici, a volte farseschi, ma galleggiano su un territorio tragico. La messa in scena teatrale è contaminata da altre forme d’arte: installazioni, performance, videoproiezioni, pittura, scultura, musica per uno spettacolo corale, divertente ed emozionante, nel quale gli eventi narrati hanno esiti del tutto imprevedibili. La regia è di Augusto Fornari con Cinzia Leone e Stefano Fresi, quest’ultimo in videochiamata.

Per il dopo teatro saranno attivi cocktail bar e cucina da giovedì alla domenica, con giovedì serata Jam Session, venerdì e sabato dj-set.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro Garbatella
Piazza Giovanni da Triora 15 – Roma
+39 366 2003502
Biglietti
Do It Yourself – 060406

SPAZIO ROSSELLINI

Il 18 Dicembre alle 19.00 lo Spazio Rossellini, all’interno dell’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini, propone “La bestia dentro”, un’opera lirica da camera scritta dal compositore Francesco Leineri su libretto di Martina Tiberti. È una storia di crescita, desiderio e insoddisfazione, raccontata tramite l’esperienza della protagonista, la giovane Teresa. Fa da sfondo una città nella quale non sorge più il sole, popolata da gente assorta in una fallace bolla di normalità, quasi fiabesca: una sarta, un cuoco, una fioraia. Vittima e carnefice di sé stessa, spinta dalle circostanze ma pervasa come da un’emotività del niente, Teresa si innamora di un uomo enigmatico, una presenza invisibile: come se l’accadimento squarciasse un velo, così l’opera nella celebrazione del rito di un amore snoda il percorso interiore dei quattro personaggi nell’incontro con i propri desideri. Ora riconoscibili nelle proprie diverse sfaccettature, sveleranno l’impellente necessità e la vacua impossibilità di addentare la vita così per com’è. Ensamble: Musica Necessaria.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Via della Vasca Navale, 58
Tel. 345 2978091
Info: 06 45426996
info@spaziorossellini.it

CINEMA MADISON

IL famoso cinema di San Paolo ha anticipato a Cara Garbatella i film che con molta probabilità programmeranno nel periodo natalizio: Diabolik, West Side Story, È stata la mano di Dio, House of Gucci, Spider man – no way home e Sing 2.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
CINEMA MADISON
Via G. Chiabrera n. 121
Telefono: 06 5417926
info@cinemamadison.it
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ponte dell’Industria: la riapertura entro Natale

L’annuncio del sindaco Roberto Gualtieri fa ben sperare i cittadini di Ostiense e Testaccio

Di Stefano Baiocchi e Enrico Recchi

Il Ponte dell’Industria dovrebbe riaprire tra circa 10 giorni. La novità battuta dalle agenzie è arrivata nel primo pomeriggio di venerdì 3 dicembre quando l’esito delle indagini ha evidenziato che la struttura non ha subìto danni rilevanti tali da renderlo inagibile e quindi non percorribile dalle auto.
Il rogo scoppiato nella notte tra il 2 e il  3 ottobre, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi. La buona notizia ha destato un certo stupore – considerati i tempi lunghissimi che si paventavano per la riapertura – non soltanto tra gli abitanti del Municipio, ma soprattutto tra tutti quei cittadini che giornalmente, prima dell’incendio, attraversavano il Tevere tra l’Ostiense e Marconi. Un passaggio quasi obbligato quello di via del Porto Fluviale, considerando che le alternative rimangono tutt’ora Ponte Testaccio e Ponte Marconi. “Entro 10 giorni – ha detto il Sindaco Gualtieri – prevediamo che il Ponte potrà essere restituito alla città. Un plauso va alle strutture del Comune che hanno fatto il massimo sforzo possibile per ridurre i tempi e riconsegnare ai cittadini un’opera strategica per la viabilità”.

“Il transito – precisa l’Assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini – avverrà alle stesse condizioni e nella stessa configurazione del ponte prima dell’incendio, con la sola esclusione del marciapiede danneggiato che non potrà essere utilizzato dai pedoni. Resterà naturalmente in vigore il divieto di transito ai veicoli di peso superiore alle 3,5 tonnellate. Servono ancora alcuni giorni per eseguire dei lavori necessari ad evitare l’accesso al marciapiede danneggiato e le necessarie asfaltature della strada di raccordo con viale Marconi.  Ma il nostro intervento non si ferma qui- ha aggiunto l’amministratrice-. Abbiamo già avviato un tavolo di confronto con la Soprintendenza Speciale di Roma per far sì che il Ponte dell’Industria, sottoposto a tutela ed esempio di archeologia industriale, venga restaurato anche per adeguarlo alle vigenti norme sulle opere in ferro e, con accorgimenti che non vadano ad impattare sulla struttura ottocentesca”.

La storia

Nel 1856 il papa regnante Pio IX vedeva realizzato il primo troncone di ferrovia nello Stato Pontificio: la linea Roma-Frascati. Si passò poi a costruire la linea Roma-Civitavecchia che aveva la sua stazione romana presso il porto di Ripa Grande (oggi non esiste più ma era all’altezza di Porta Portese). Fino ad allora i pontefici non avevano visto di buon occhio la innovativa “strada ferrata” per paura che, oltre a favorire il trasporto delle merci, incoraggiasse anche quello di idee sovversive.

La prima corsa della Roma-Civitavecchia venne effettuata il 25 marzo 1859 in meno di tre ore e fu anche l’occasione per far arrivare al tavolo del Papa, noto buongustaio, un carico di pesce freschissimo.

Si creò poi la necessità di congiungere questa linea con la nuova stazione centrale che sarebbe sorta di lì a pochi anni, nel 1865, all’Esquilino e che sarebbe stata chiamata Stazione Termini. Quindi la linea per Civitavecchia doveva necessariamente attraversare il Tevere.

La struttura venne progettata dall’ingegnere francese Polonceau e posta in opera tra il 1862 e il 1863 da una società belga. Le varie parti vennero costruite in Inghilterra e poi trasportate attraverso l’Europa fino a destinazione per il montaggio.

Possiamo considerare questa sorta di costruzione Lego ante litteram, uno dei primi prodotti della cooperazione europea con ben quattro nazioni coinvolte a vario titolo.

Il ponte, in origine chiamato San Paolo per la vicinanza alla Basilica Ostiense, è a tre luci con travate metalliche, la sua struttura ha arcate in ferro e ghisa che poggiano su piloni di ghisa riempiti di calcestruzzo. Le sue misure sono 131,20 m. di lunghezza e 7,25 m. di larghezza. Meraviglia tecnica per l’epoca fu il previsto sollevamento della parte centrale del ponte per permettere il passaggio di imbarcazioni con alta alberatura. La manovra di movimentazione della sezione mobile poteva essere compiuta da otto uomini nel tempo spettacolare di dodici minuti.

Le prove tecniche e di carico vennero effettuate in luglio e il 24 settembre 1863 il Papa Pio IX inaugurò ufficialmente il ponte alla presenza delle autorità cittadine e del corpo diplomatico internazionale. Ecco la testimonianza dello storico Raffaele De Cesare presente: “…Era un’impressione indimenticabile quella che si aveva al momento in cui il treno traversava lentamente il ponte sul Tevere. Il vedersi librati in aria sul fiume, e sopra un ponte che si apriva per far passare i navigli, impressionava talmente, che pochi da principio osavano affacciarsi agli sportelli…”

Grazie alle due linee per Frascati e Civitavecchia le gite in collina e al mare dei romani erano assicurate. Salvo però che per andare a Civitavecchia si doveva avere l’autorizzazione della Direzione Generale di Polizia e se si restava in stazione oltre le ventiquattro ore ci si doveva procurare la carta di soggiorno (sic!).

Nel 1910, essendo cambiato il tracciato della linea ferroviaria Roma-Civitavecchia, il percorso del treno fu deviato su un vicino nuovo ponte in muratura (quello che sovrasta via Ostiense) e il vecchio cambiò nome in Ponte dell’Industria a rimarcare l’impronta produttiva della zona voluta dall’amministrazione comunale di allora e dall’ingegnere Paolo Orlando a capo di alcuni comitati tra imprenditori e banche cittadine. In seguito, nei primi anni Venti del Novecento, il progetto di sviluppo industriale del quartiere Ostiense venne molto ridimensionato, anche se per decenni in quell’area a ridosso del Tevere funzionarono i maggiori impianti tecnologici e di servizi della città: dalle Officine del Gas alla centrale elettrica Montemartini, dai Magazzini generali al Mercato ortofrutticolo, alla Vetreria San Paolo, al Consorzio agrario, ai Molini Biondi, alla Mira Lanza e tante altre piccole e medie attività produttive. Il Ponte dell’Industria negli anni perse anche di importanza, venne trasformato in attraversamento viario per il passaggio degli automezzi con la costruzione di passerelle pedonali laterali. Si eliminò la parte centrale mobile e la struttura venne utilizzata per il passaggio del gasdotto.

Nonostante il “Ponte di ferro”, così lo chiamano i romani, non sia più utilizzato per lo scopo per il quale fu costruito, rimane pur sempre un importante asse di collegamento per il quadrante sud-ovest e  un simbolo per la città, essendo legato profondamente alla sua storia e alla memoria. Qui, infatti, come testimoniato da una epigrafe marmorea, avvenne l’ignobile eccidio delle dieci donne romane ad opera dei tedeschi nell’aprile del 1944.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Chiude per sempre l’antica Saccheria Sonnino

Dopo novant’ anni di ininterrotta attività su via del Porto Fluviale all’Ostiense

Di Giorgio Guidoni

Un altro esercizio storico della zona chiude i battenti. Parliamo della famosa Saccheria Sonnino, punto commerciale di riferimento per tanti anni del quadrante Ostiense e di Roma. Alzi la mano chi non ha acquistato un qualcosa almeno una volta nel famoso magazzino di via del Porto Fluviale: un sacco a pelo, una tenda, un fornelletto o una lampada da campeggio, ma anche casalinghi, tavolini, sedie, piatti e giocattoli. Il bazar, conveniente e colmo di oggetti utili, con alle spalle una storia lunga almeno un paio di secoli, dal primo settembre ha abbassato le saracinesche. Ce lo racconta Mario Sonnino, l’ultimo gestore insieme alla sorella Alberta, dopo aver ereditato l’attività dal fratello Carlo, scomparso tre anni fa. La prima licenza commerciale viene rilasciata dall’allora Stato della Chiesa nientemeno che nel 1856, quando i Sonnino avevano la saccheria in via Bocca Della Verità, nel rione Ripa. Rione che conosciamo molto bene, poiché dà i natali a Clementina Eusebi, la donna chiamata Garbatella, che ci nasce in via San Giovanni Decollato nel 1796. L’attività dei Sonnino, il cui inizio si colloca nel secolo XVIII, è molto fiorente, visto il carattere prettamente agricolo dell’Italia di quei tempi, i suoi sacchi e teli sono rinomati e richiesti per molti anni. Nel 1930 però, cambiato il clima politico, con la furia cieca di abbattere “il pittoresco sudicio tramite sua Maestà il Piccone” con l’obiettivo di costruire strade più ampie, anche i Sonnino sono costretti a scegliere una nuova sede. Ecco allora che il nonno Alberto compra il terreno nella odierna zona di via del Porto Fluviale, su cui poi costruirà il palazzo e il magazzino che vediamo in una foto d’epoca.

A quei tempi il palazzo era affiancato da una società che produceva pecorino romano.

Arriva poi la guerra con la sua triste scia di distruzioni e dolori. La zona sarà offesa dal bombardamento del marzo 1944, tristemente noto per i danni e le vittime causate nel quadrante Ostiense, nella vicina chiesa di San Benedetto, e alla Garbatella. Qui di seguito una foto del palazzo scattata subito dopo i danni subiti. Si può notare la mancanza di una parte dell’insegna che riportava la scritta Sonnino, danneggiata e caduta in terra.

Tra il 1943 e il 1944, durante i terribili mesi dell’occupazione di Roma, i fratelli Sonnino, Alberto e Giuseppe, scampano alle deportazioni nazifasciste grazie ai buoni uffici di Frate Ehrhard, il sacerdote di origini tedesche Priore dell’Abbazia delle Tre Fontane, con cui intrattenevano rapporti commerciali, attraverso la società agricola della vastissima Tenuta. Insieme ad altri cittadini ebrei e oppositori di regime erano riusciti a nascondersi nelle celle dell’abbazia mescolandosi agli operai avventizi e ad alcuni graduati dell’esercito italiano eludendo i controlli dei militari tedeschi. Alla fine delle ostilità, per ringraziare il Priore dell’aiuto spassionato ricevuto, le famiglie ebree Sonnino e Di Porto regaleranno all’abbazia una scultura in marmo che rappresenta una Madonna con Bambino, tuttora presente nell’arco di ingresso al Monastero. Il dopoguerra vede nuovamente i Sonnino rimboccarsi le maniche e ripartire con la loro attività. Gli affari vanno bene, ma, arrivati agli anni sessanta, il mondo inizia a cambiare sempre più velocemente, la società si trasforma da agricola a industriale, la richiesta di sacchi per l’agricoltura inizia a calare, sostituita da materiali di cartone e plastica. Ed ecco che l’azienda, ora passata nelle mani del fratello Carlo, si orienta verso i teloni impermeabili per i camion che vede un certo successo fino alla fine degli anni settanta. L’esigenza di diversificare induce i Sonnino ad ampliare l’offerta su articoli da campeggio, arricchita poi da nuovi prodotti quali tavoli, sedie, piatti, casalinghi, articoli da regalo e giocattoli. Sino ad arrivare ai giorni nostri in cui la velocità di trasformazione è sempre più repentina, i modelli commerciali diventano molto aggressivi, tanti commercianti soffrono la concorrenza della distribuzione on-line. Tre anni fa scompare anche Carlo, l’azienda passa a Mario e Alberta, che la conducono con entusiasmo e passione. Ma arriva la decisione di ritirarsi in pensione, con i figli impegnati in altri percorsi professionali. E allora la sofferta scelta di chiudere l’attività e salutare con affetto gli abitanti del quartiere e la clientela affezionata che per così tanto tempo ha avuto come punto di riferimento la Saccheria Sonnino.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Quel lotto ai confini della Garbatella

Massimo Cardarelli apre lo scrigno dei ricordi

Di Giorgio Guidoni

Giocare è il modo più immediato per avvicinare le generazioni. Nell’ultimo numero di Cara Garbatella abbiamo lanciato il concorso “Indovina la foto”: si chiedeva di scoprire il nome della via nella quale era ritratto un bambino che accarezzava un cane. Il concorso ha sollevato grande curiosità e partecipazione tra i nostri lettori, c’è stata una divertente premiazione dei vincitori alla Villetta, e soprattutto abbiamo apprezzato la capacità di giocare, di partecipare e di riportare a galla quei ricordi profondi legati al nostro quartiere. Abbiamo poi ricevuto una segnalazione di Annalisa, la nipote del bambino della foto, che ci ha consentito di contattarlo. Siamo così andati ad intervistare Massimo Cardarelli, che all’epoca in cui la foto fu scattata aveva quattro anni, e ancora oggi residente al “quarto” del lotto 11.

ex osteria di Venceslavo

Così, all’epoca, erano note agli abitanti le cinque palazzine: primo, secondo, terzo, quarto e quinto, a partire da Largo delle Sette Chiese. Massimo, oltre ad essere una persona simpatica con cui non ci si annoia mai, è una formidabile memoria storica del quartiere, dove ha vissuto per tanti anni.

Il Lotto 11 è molto particolare rispetto alle costruzioni tipiche della Garbatella. I villini infatti nascono tra il 1928 e il 1930 come progetto autonomo di case private destinate originariamente ad alloggi di riposo per i monaci Cistercensi dell’Abbazia delle Tre Fontane. Nello specifico ci riferiamo alle cinque palazzine allineate sulla attuale via Alessandra Macinghi Strozzi, che al tempo del fascismo si chiamava via della Madre Italiana, nome che sarà mutato dopo il 1945 in via Dei Cistercensi, per poi arrivare alla denominazione attuale a partire dai primi anni Cinquanta. La particolarità risiede nel fatto che a differenza degli altri lotti, questo non ha una corte interna, anche se presenta elementi architettonici rilevanti, le loggette con colonna nella prima e nella quinta palazzina, e una struttura che comunque si rifà al classico barocchetto della zona.

Piazza Montanara

L’ICP acquisterà il complesso alla fine degli anni trenta, apportando modifiche alla seconda e quarta palazzina, così da dividere in due gli appartamenti di piano, e raddoppiare il numero di alloggi. Il progetto sarà curato dall’architetto Alberto Calza Bini il quale, per garantire aria e luce ai bagni dei nuovi appartamenti, aprirà degli oblò sulle pareti esterne. L’operazione comporterà tuttavia problemi di stabilità alle palazzine che saranno risolti con successive iniezioni di cemento. Il Lotto 11 era un lotto di confine: le sue case erano le ultime a sud della Garbatella, di fronte alle quali si apriva l’aperta campagna con ampi orti, peraltro parzialmente visibili nella foto del concorso. Dobbiamo ringraziare Massimo per il suo grande contributo nel ricordare i personaggi di una umanità ormai scomparsa dalla memoria collettiva, che però resta vivida negli abitanti storici del quartiere. Gli orti erano gestiti da due contadini, Oreste e Regina, che abitavano in un casale situato proprio di fronte al “quarto”.

Maurizio Cardarelli, la mamma Clara e la zia Luigia

Nei primi anni Cinquanta gli orti e gli annessi scomparvero per far posto a quello che sarebbe diventato il Centro Traumatologico Ortopedico (da decenni intitolato ad Andrea Alesini, amministratore prematuramente scomparso) e alle palazzine, che attualmente ancora fronteggiano il lotto 11, pensate come alloggi per i dipendenti dell’Ospedale. Ma torniamo all’orizzonte temporale dell’immediato dopoguerra, negli anni che vanno dal 1945 al 1950.

La classe seconda elementare delle Suore Ancelle

Muovendoci verso Largo delle Sette Chiese, l’attuale via di villa in Lucina non esisteva: in quel luogo c’era una collinetta dietro la quale si trovava l’Osteria di Venceslao rinomata per il vino e per le coppiette di cavallo, una specialità oggi praticamente introvabile. Quella che sarà via di Villa in Lucina era invece una zona molto frequentata dalle coppiette di innamorati, un luogo sicuro per appartarsi e amoreggiare, come nella famosa canzone “com’è bello fa’ l’amore quanno è sera, core a core co’ una pupa che è sincera, e le stelle che ce guardeno lassù, nun so’ belle come l’occhi che c’hai tu…” tanto che gli abitanti del luogo l’avevano soprannominata nientemeno che “via dei culi scoperti”, appellativo che scommettiamo farà tornare i brividi sulla pelle a chi ricorda personalmente quelle passeggiate romantiche. Dicevamo dell’osteria di Venceslao che si trovava nell’attuale Via di Vigna Pozzi in un palazzetto che esiste ancora al civico 4-6 (vedi figura 1),

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Torna alla Lazio la piscina di via Giustiniano Imperatore

Di Ilaria Proietti Mercuri

Nel mondo dello sport è sempre stata prassi che le piscine cambino gestione. Così nel 2019, dopo ben 34 anni di Lazio Nuoto, la storica dimora biancoceleste alla Garbatella venne messa a bando e a vincere la nuova gestione fu su la società Maximo srl.

Un bando però poco chiaro fin dall’inizio per il Presidente della Lazio Massimo Moroli, secondo cui a decidere l’esito fu solo l’offerta economica. Criterio di scelta che penalizzava pesantemente la meritocrazia e la qualità del servizio.

Così, nell’ultima intervista che ci lasciò, senza filtri ci disse: <<Io difenderò sempre la Lazio Nuoto. E non esiste che una società così importante venga trattata in questo modo. Quindi noi non ci fermiamo davanti a niente. E se non andrà bene con un altro ricorso al Tar, andremo al Consiglio di Stato>>. Detto, fatto. A un anno da quella dichiarazione, la sentenza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, annullando il procedimento di aggiudicazione dell’impianto alla Maximo. Così, dopo tante battaglie legali, l’impianto torna alla società biancoceleste.

<<Avevamo ragione.>> Scrive subito sui social il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, che fin da subito aveva seguito la vicenda con dedizione. <<Un bando nato male e finito peggio. L’umiliazione di una società storica e il disprezzo di un servizio pubblico a discapito dei tanti, tantissimi frequentatori e del territorio>>. E di questo finale invece, il Presidente Moroli, cosa ne pensa? <<Siamo sorpresi>>, ci risponde, <<eravamo tutti molto scoraggiati, non solo noi ma anche gli avvocati. Con questa notizia ora siamo soddisfatti ed entusiasti, per noi è finito un incubo. Ora inizia la ripartenza>>. Una ripartenza, continua il Presidente, che inizierà dal mantenere il massimo rispetto verso gli utenti. Questo passaggio di competenze tra un gestore all’altro deve evitare ulteriori problemi, così la Lazio aspetterà che l’amministrazione seguirà tutti i passaggi burocratici necessari per consentire il loro ingresso. Una volta dentro <<con tutta la nostra passione dobbiamo ricostruire quell’eccellenza che con un dissennato disegno l’amministrazione comunale ha voluto distruggere>>.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Com’era il gioco del calcio al lotto 9”

Lettera: un ricordo dei primi anni Sessanta

Al lotto 9 si gioca al calcio, quello vero! Pari o dispari e i due capitani scelgono i componenti delle due squadre, prima i fenomeni e poi i più scarsi, i più agguerriti, pronti a dare l’anima per smentire la dura realtà. Se il numero dei giocatori è dispari si materializza, alla fine dalla conta, il fatidico e crudele “scarto o palla e porta”, dove lo scarto è, senza ombra di dubbio, il peggio che più peggio non si può ed al quale si opta, quasi sempre, per il calcio d’inizio e porta controsole. Il campo è di terra battuta ed il polverone non ha nulla da invidiare ai campi di battaglia delle legioni romane alla conquista dei territori del nord, coprendo mischie, contrasti e  improbabili finezze. In pratica da fuori non si vede niente.

Dietro una delle porte (del campo di calcio) ci sono le finestre (degli appartamenti seminterrati) che d’estate sono spalancate ed accolgono, ospitali, palloni di tiracci, rimpalli o rinvii affannati. Il recupero del pallone all’interno del salotto buono è opera d’arte; si entra, si recupera il pallone, si esce nel silenzio più assoluto, con tutti gli altri a guardare da fuori, senza che la signora, occupata in cucina dal sugo, non si accorga di nulla. Di solito chi è incaricato al recupero del pallone è forte pure a rubbà.

Naturalmente nei lotti della Garbatella è assolutamente proibito il giuoco del pallone. Lo sanno tutti compreso er Sor Paolo, storico portiere integerrimo, in divisa, del lotto 9 che è autorizzato al sequestro del pallone come se fosse un’arma del delitto di un episodio di Nero Wolfe. Pallone sequestrato uguale partita finita. Vale il punteggio al momento del sequestro, chi perde ce deve stà. Tutti a casa, sciacquata al volo, cerotti ai ginocchi, pettinata e panino per recuperare forza ed energia da utilizzare per la prossima impresa.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al via il “Caffè Memoria

Un aiuto per i malati di Alzheimer. I progetti della professoressa Luisa Bartorelli nell’VIII Municipio

di Paola Borghesi

Dopo il centro di Don Liegro all’Ostiense, a due passi dalla centrale Montemartini, anche nel cuore della Garbatella apre un altro Caffè Memoria, un’iniziativa per alleviare l’isolamento e la frustrazione dei malati di Alzheimer. Nella Città Giardino a spalancare le porte all’Associazione Alzheimer Uniti Roma della professoressa Luisa Bartorelli , sarà il Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando 2, uno spazio che già in passato si è distinto per esperienze di inclusività e solidarietà sociale. Gli incontri, della durata di due ore, saranno guidati dalla psicologa Laura Cherubini. Il primo è stato effettuato il 23 settembre alle ore 16, il secondo è in calendario per il 4 novembre. “La fase di accoglienza delle persone prevede un momento più conviviale in un’atmosfera di festosità, consumando insieme bibite e dolci-spiega la Bartorelli- quindi si conversa in un clima disteso e tollerante, senza giudizi, dove tutti vengono incoraggiati ad aprirsi, favorendo così anche il senso di appartenenza al gruppo.In seguito si ascolta musica assecondando le preferenze dei partecipanti e poi si propongono vari giochi di memoria, come il memory card o anche Giovani nel Tempo, veri e propri esercizi mnemonici in veste di figure stimolanti e appropriate. La stimolazione cognitiva dunque, avviene soprattutto in modo informale.”

La professoressa Bartorelli è un’istituzione per i malati di Alzheimer.Per quasi cinquanta anni, infatti, questa donna dall’aria serena ma incredibilmente energica ha dedicato tutta se stessa alla cura delle persone affette da demenza e all’aiuto ai loro familiari, così detti “caregiver”, ovvero coloro che prestano assistenza.

Uno dei problemi che i malati di Alzheimer e le loro famiglie si trovano ad affrontare è legato all’isolamento e alla frustrazione di non poter condividere le tante difficoltà connesse a questa malattia, spesso anche a causa di pregiudizi ingiustificati.” Le persone che si incontrano in questi luoghi-ci racconta la professoressa- spesso creano piccole comunità e capita sovente che dopo le prime volte decidano di vedersi anche fuori dal caffè, organizzando occasioni per stare insieme, e creando proprio quella socializzazione che è l’obiettivo principale del progetto.

Ma questo vulcano di donna non si ferma qui. Il suo progetto più ambizioso è di creare a Garbatella una “Comunità amica”, progetto già sperimentato con successo nel comune di Aprilia. Si tratta di creare una collettività solidale nella quale le persone con demenza e i loro familiari possano muoversi nel modo più normale possibile e non sentirsi isolati ed esclusi. “Per tanto tempo ho pensato che portare a Roma questo progetto fosse impossibile – ci ha dichiarato – poi però, conoscendo meglio la Garbatella e parlando con il Presidente Ciaccheri e con l’assessora Aluigi dell’VIII Municipio ho capito che questo quartiere si presta alla realizzazione di una comunità amica sia per le sue caratteristiche urbanistiche che per la presenza di una forte compagine sociale tesa all’inclusione e all’accoglienza”.

Nel suo ultimo libro “I volti dell’Alzheimer” la Bartorelli spiega che “il progetto consiste nel formare le varie realtà sociali, ovvero i negozianti, i ristoratori, le forze dell’ordine, gli educatori scolastici, chi lavora nel terziario, quali istituti bancari o uffici postali, i socio-sanitari, insomma tutti coloro che sono a contatto con il pubblico  applicando un modello di intervento sociale che mira a ridurre lo stigma e l’esclusione”. Il Caffè Memoria, quindi, non è che il primo passo di una vera e propria rivoluzione che il nostro quartiere potrebbe iniziare a vivere, confermandosi paladino della inclusione di tutti, con la continua ricerca delle risposte ai vari bisogni dei cittadini.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Quell’osteria da Maria su via delle Sette Chiese

Individuata la posizione dello stabile ritratto nel dipinto di Odoardo Ferretti pubblicato sul libro “Garbatella mia”. La tragica storia di Ermenegildo Lombardi.

di Giorgio Guidoni

Camminare è un’arte. Osservare il mondo che ci circonda, alla ricerca di storie del passato, può essere un’avventura da vivere anche nelle strade di Garbatella, di cui, apparentemente, conosciamo tutto. Ma solo apparentemente. Oggi vedremo quali segreti si celano nel tratto iniziale della via delle Sette Chiese.

C’è un’importante pubblicazione dedicata al nostro quartiere, una monografia ricca di storie e fotografie d’epoca: parliamo del volume Garbatella Mia, edito da La Campanella nel 2003, oggi fuori catalogo e difficilmente reperibile sul mercato. All’interno di questo libro, precisamente a pagina 31, sulla traccia di un dipinto di Odoardo Ferretti che risale approssimativamente all’anno 1925 (vedi fig.1), si formula un’ipotesi sull’identità della Garbatella.

Foto1

La tecnica pittorica dell’artista è volutamente poco definita, ricorda i tratti tipici dell’Impressionismo: i dettagli rimangono sfocati e lasciati all’immaginazione dell’osservatore. Il dipinto ritrae una costruzione a due piani su una strada in leggera salita, alle spalle una collinetta con una parete verticale di natura tufacea. Dai comignoli della costruzione esce del fumo e c’è una scritta sopra la porta in basso a destra su cui si legge “Osteria dalla Maria”. Di fronte alla casa si osservano una strada con una staccionata in salita e un traliccio in legno, probabile supporto per la linea elettrica; sul retro una spalletta in muratura che si attesta sulla collinetta; infine, sulla destra del dipinto, l’impronta di una stradina sterrata. Nel libro citato si ipotizza che la Maria di questa osteria fosse la donna che tutti chiamavano Garbatella, che avrebbe dato il nome alla zona e poi al Quartiere. Studi e pubblicazioni successive riveleranno non solo l’esatta identità della donna, di nome Clementina Eusebi, morta nel 1861, ma anche la posizione della famosa osteria, situata al bivio tra via Ostiense e l’attuale via degli Argonauti, e la genesi del nome Garbatella (vedi le pubblicazioni di Jacobelli Editore “Garbatella tra Storia e Leggenda” di Gianni Rivolta e il recente “Garbatella 100” a cura di Gianni Rivolta).

Il quadro del pittore Ferretti ha stuzzicato la nostra fantasia e ci ha indotti ad esplorare la zona, lasciandoci guidare dalle sensazioni che ci regala una camminata per le strade di Garbatella.  Cercando di immaginare come potesse essere il luogo un secolo fa, abbiamo cercato l’esatta collocazione dell’edificio in via delle Sette Chiese, confrontando il paesaggio attuale con quello ritratto nel dipinto. La casa con osteria in questione, che si trovava dove oggi è il bivio tra via delle Sette Chiese e via Alessandro Cialdi, non esiste più: fu abbattuta e sostituita da due case adiacenti, alle quali si è in seguito aggiunta la piccola officina di un fabbro che oggi si è trasferito in altra sede. Nell’immagine sottostante, una recente vista da Google Maps, è possibile apprezzare il gruppo delle due case e dell’officina (foto 2).

Foto 2

Lo stesso gruppo di case è ripreso nelle prossime due foto (figura 3 e figura 4) scattate dal balcone di un appartamento sito proprio di fronte alla collinetta: vi si notano chiaramente la spalletta in muratura e la stradina che gira intorno alla collinetta presenti nel quadro. Questa stradina, già esistente nelle mappe della zona del 1800, era via dei Serafini, che prende il nome da una famiglia che all’inizio del secolo scorso era proprietaria di una importante vaccheria e di diversi terreni coltivati a vite. Sulla sommità della collinetta troviamo le case colorate dei lotti 6 e 7, raggiungibili percorrendo via Adautto.

Foto 3
Foto 4

All’inizio della nostra ricerca credevamo che la costruzione con la sua osteria si trovasse all’inizio di via delle Sette Chiese, subito dopo il bivio cha lascia la via Ostiense sotto la rocca di San Paolo, sulla cui sommità si trova oggi la Scuola Principe di Piemonte, cosicché, lo confessiamo, proprio da lì abbiamo iniziato la ricerca. Questo tratto, oggi transennato e di difficile esplorazione, mostra una conformazione orografica simile alla collinetta del dipinto, con una parete verticale tufacea e una folta vegetazione naturale. Osservando attentamente le porzioni visibili di questa parete abbiamo fatto un paio di scoperte molto interessanti. All’interno degli arbusti selvatici sono evidenti un paio di anfratti che rivelano l’esistenza di grotte naturali (foto 5).

Foto 5

Sulla parete di tufo sono ancora evidenti tracce di alloggiamenti a sezione quadrata che probabilmente accoglievano una struttura in legno che fungeva da tettoia. Al centro, sotto i fori a sezione quadrata, è chiaramente visibile una colata di cemento o altro materiale edile che chiude l’ampio ingresso di una grotta (foto 6).

Foto 6

Confrontando la dislocazione di queste tracce con la guida ai bunker di Roma della Seconda guerra mondiale di Lorenzo Grassi (disponibile sul suo bel sito web www.lorenzograssi.it) scopriamo che in effetti questi anfratti naturali erano usati durante il periodo bellico come rifugi antiaerei, contrassegnati con il numero 5-16. La stessa guida segnala un secondo bunker posizionato proprio al bivio con la via Ostiense, marcato con il numero 5-18. (vedi foto 7 in basso a destra).

Foto 7

In effetti poco in basso, arrivando quasi in prossimità del bivio con la via Ostiense, si rileva un’altra grotta, ora chiusa da una colata di cemento, sulla cui parete è ancora presente la scritta in azzurro “LOMBARDI ERMENEGIRDI XX DELLE XEX CHIXX”, nella quale abbiamo sostituito con X le lettere non leggibili. Dalla ricerca che è seguita è emerso che al nome di Ermenegildo Lombardi è associata una storia che vale la pena raccontare. (vedi figura 8).

Foto 8

Chi era questo carneade e cosa accadde? Le notizie che siamo riusciti a recuperare ci parlano di un episodio registrato nel settembre 1953, cui diedero rilievo diversi quotidiani nazionali, tra cui Il Messaggero, il Corriere della Sera, L’Unità, La Stampa, L’Avanti. Nel primo dopoguerra la grotta in questione risultava di proprietà del Comune di Roma ed era abitata da un bottaio che aveva ceduto, dietro regolare pagamento, una parte del locale a un pensionato della Previdenza Sociale, tale Ermenegildo Lombardi di anni 63. Nel 1951 il bottaio muore, il Lombardi continua ad abitare la grotta riconoscendo la quota di affitto pattuita agli eredi, i quali tuttavia, vista l’esigua quota riscossa, decidono di trasformare il locale in una officina meccanica. Richiedono e ottengono l’autorizzazione comunale ed iniziano le pratiche per lo sfratto del pensionato. Ermenegildo Lombardi, conosciuto in tutta la zona come uomo mite, puntuale nei pagamenti, onesto, che non aveva mai creato problemi, con ottimi rapporti con il vicinato, viene a sapere delle intenzioni degli eredi. Il pensionato non si perde d’animo, convinto che si possa trovare una soluzione. Riesce a contattare l’avvocato che rappresenta gli eredi e tramite costui tenta di raggiungere un accordo per continuare ad abitare nella grotta, fiducioso che la questione possa risolversi in maniera positiva. Nel pomeriggio del 3 settembre l’avvocato, Francesco Pirugino di 43 anni, si reca dal Lombardi per comunicargli che gli eredi non accettano soluzione diversa dallo sfratto. Il Lombardi a quel punto si sente perso: sarà sfrattato, ha solo due giorni per raccogliere le sue cose, lasciare la grotta e ritrovarsi sul lastrico. Il mondo gli crolla addosso, non vede prospettive, perde la testa, inizia ad inveire contro l’incolpevole avvocato. Alcuni testimoni riporteranno che inizia a gridare “Sono solo un povero vecchio! Se mi sfrattate adesso mi rovinate!”. Poi entra nella grotta, brandisce un fucile da caccia da cui parte un colpo che raggiunge l’avvocato ferendolo a una gamba e scaraventandolo a terra. Il legale, prontamente soccorso, viene trasferito al Policlinico dove i medici lo giudicano guaribile in dieci giorni, mentre il Lombardi è arrestato dagli agenti di zona, prontamente allertati dalla piccola folla di curiosi e vicini che hanno assistito al fatto, Sarà tradotto al carcere di Regina Coeli, la sua nuova casa che lo ospiterà per qualche tempo. Un istante di follia che fortunatamente non ha causato vittime, ma ha stravolto la vita del povero pensionato fino ad allora conosciuto come uomo solo, mite e benvoluto dai vicini e conoscenti. La grotta sarà poi trasformata in officina, ma successivamente sarà chiusa per inagibilità, insieme alle altre grotte vicine, oggi inibite al transito, visibili soltanto oltre le transenne.

Nella figura 9 i ritagli di giornale dell’epoca che riportano l’evento.

Foto 9

In poche centinaia di metri, lungo la via delle Sette Chiese, abbiamo scoperto dove si situava l’Osteria dalla Maria alla Garbatella dipinta da Odoardo Ferretti, ritrovato tracce di rifugi antiaerei naturali utilizzati durante il periodo bellico, scoperto una storia che ci parla di miseria, precarietà e disperazione. Ermenegildo Lombardi, con quella sua scritta sul muro che ancora oggi ci parla sommessamente, voleva comunicare al mondo che anche lui aveva una casa. E la storia ci ricorda che soltanto 70 anni fa vivere in una grotta poteva essere un sogno, un’ambizione.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

L’Atto costitutivo e lo Statuto

di Michela Micocci

L’atto costitutivo di nascita della  Cooperativa Approvvigionamenti e Consumi “Quartiere Garbatella”  viene firmato  il 13 dicembre 1921 di fronte al notaio Arturo Tosatti, nel suo studio di via Torre Argentina; la neonata cooperativa ha per scopo “l’acquisto, la conservazione, la trasformazione e la vendita dei generi di prima necessità, senza scopo di lucro, cooperando all’economia domestica, al risparmio ed alla previdenza”. Sono dodici i soci che per primi aderiscono: Ezio Polonara, Natale Del Grande, Biagio Gay, Cleobulo Rossi, Costantino Mariotti, Enrico De Nicola, Giovanni Garrasi, Emilio Storti, Luigi D’Ascenzo, Gregorio Pietruccini, Angelo Melchiorre e Andrea Gasparri.  Quasi tutti abitano a via Alberto Guglielmotti, tra questi il Rossi che – elettrotecnico e sindacalista  – risiede al numero civico 31, lo stesso indirizzo che risulta essere la sede provvisoria della Cooperativa e che ricopre il ruolo più importante, quello di Presidente. I soci sono falegnami, vetrai, commercianti, geometri, impiegati e pensionati. Ogni azione ha il valore nominale di 100 lire ciascuna ed è stabilito che la Cooperativa abbia una durata di almeno venti anni.

Nuovi soci possono aderire, si legge nell’articolo 7 dello Statuto, pagando una tassa di ammissione di 15 lire, oltre a dover acquistare naturalmente almeno un’azione. Ma sarà il Consiglio di amministrazione ad accettare o meno nuove adesioni, con la possibilità, per chi si veda rifiutato, di far ricorso al Collegio dei sindaci. Gli utili oltre a essere ripartiti tra fondo di riserva, personale stipendiato, capitale azionario e fondo collettivo a disposizione del CdA, vengono distribuiti per il 50 per cento ai consumatori “in proporzione dell’importo degli acquisti fatti nei magazzini della Cooperativa”. Interessante notare come sia possibile recedere solo a seguito del cambio di residenza, a riprova del legame essenziale e necessario con la Garbatella: tutti i soci abitano nel quartiere e chi vuole uscire dalla Cooperativa può farlo soltanto andando a vivere altrove. La società di via Guglielmotti inoltre aderisce alla Lega nazionale delle Cooperative: un’antica istituzione nata nel 1886, forzatamente sciolta durante il Ventennio e “sostituita” dall’Ente nazionale fascista delle Cooperative.

La convocazione delle assemblee deve essere effettuata tramite un avviso da pubblicarsi sul Messaggero e con una raccomandata spedita ai soci. Dell’organo più importante della Cooperativa, vale a dire il Consiglio di amministrazione, sono chiamati a far parte cinque membri, tra i quali viene nominato un presidente – che rappresenta la società – , un vice presidente, un cassiere e un segretario.

La loro carica dura un anno, con la possibilità di rielezione. Qualche anno più tardi, nel 1927 la Cooperativa risulta tra i sostenitori dell’Opera Nazionale per la protezione della Maternità e Infanzia con una elargizione di 1.000 lire ( art.14 dello Statuto) e l’anno dopo, nel 1928, il presidente non è più Cleobulo Rossi. Dal Foglio degli Annunzi Legali della Provincia di Roma che pubblica il bilancio di esercizio della Cooperativa approvvigionamenti e consumi “Quartiere Garbatella” si legge che tale carica è ricoperta da Biagio Gay, già socio fondatore ( nel Cda compare anche  Amerigo Bianchini). Nel frattempo la società ha cambiato sede: non più via Guglielmotti 31 ( quella legale), ma piazza Benedetto Brin 4,5 e 7, dove insiste la rivendita commerciale e i magazzini.  A quella data il bilancio si chiude con un utile di lire 10. 141,40. Documento che attesta, soprattutto, che nel 1928 la Cooperativa è ancora attiva. Oggi quei civici di piazza Brin sono occupati al 5 dalla Trattoria il Moschino e il 7 è stato murato.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ciaccheri lancia “Liberare Roma”

Al via la campagna per il Campidoglio

di Anna Bredice

Liberare Roma. Con questo nome parte dal Presidente dell’Ottavo municipio un progetto di risveglio della sinistra, allargata e progressista, che guarda direttamente alle prossime amministrative. A Roma si voterà tra un anno e mezzo  e, se per ora Ciaccheri si schermisce e dice che è troppo presto per fare nomi, è però evidente che lui sarà tra i  protagonisti della politica romana in grado di sfidare la destra e quel che rimane dei Cinque stelle dopo l’amministrazione Raggi. Con il Movimento fondato da Grillo Ciaccheri è molto chiaro: “si può aprire una interlocuzione con i Cinque stelle solo se si fanno i conti con la chiusura dell’esperienza di Virginia Raggi”, ritenuta fallimentare. L’obiettivo è di arrivare al Campidoglio con una giunta di centrosinistra, il più aperta possibile alle realtà sociali e alle esperienze diffuse nel territorio. Il minisindaco dell’VIII Municipio  lo definisce un progetto di ascolto, il cui nome è già un programma: Liberare Roma. Si tratta di una struttura già organizzata (con pagine Facebook, un logo con la figura di un bambino su uno sfondo multicolore, spillette e adesivi) con un fitto programma  di iniziative da realizzare  nei quindici municipi della Capitale da qui alle elezioni del 2021. Saranno le primarie  a scegliere chi sarà il candidato del centrosinistra a Roma. Un recente sondaggio realizzato da un quotidiano cittadino pone il presidente della Giunta del nostro municipio al terzo posto, con il 9,1%, dopo Carlo Calenda e Roberto Morassut.

La campagna “Liberare Roma”  punta a costruire una coalizione democratica e progressista che possa vincere per poter “riaprire spazi e ridare una speranza a questa città affaticata”. Sono queste le parole di Amedeo Ciaccheri intervistato da Cara Garbatella . “Sono contento di poter dare un contributo per questo progetto alternativo alla destra, che passi attraverso le primarie – dice Ciaccheri  – non è una questione di nomi, prima di quelli bisogna mettere in campo un processo democratico”. E quello del minisindaco e della sua squadra è “una coalizione che vede nel Partito democratico il soggetto centrale, ma che comprenda anche tutte le esperienze, da quelle radicali a quelle più moderate, per prepararsi ad una sfida con la destra, che si dovrà vincere sia nel Paese che a Roma.

I Cinque stelle stanno affrontando una discussione interna che deve chiudersi con una scelta: se posizionarsi nel campo delle forze democratiche o mantenere l’ambiguità che in passato li ha caratterizzati nell’alleanza con  i partiti sovranisti e populisti”.Per Amedeo Ciaccheri quindi il governo a Palazzo Chigi non apre direttamente le porte ad un’alleanza immediata con il Movimento di Grillo. Il progetto, a cui il presidente del Municipio sta lavorando, è quello che ha in mente anche Zingaretti quando parla di un partito nuovo, aperto nella società. “Nel Municipio – spiega ancora Ciaccheri – abbiamo provato a dare un contributo allo spirito che Zingaretti rappresenta bene: pur non essendo del Pd mi trovo a guidare una coalizione che tiene dentro tanti pezzi, da quelli organizzati come il Partito democratico, alle esperienze civiche, giovani e fresche, che rappresentano istanze radicali e sociali dei territori”. E se a Roma dovesse vincere un disegno di questa portata nel 2021, potrà essere un esempio positivo per le successive elezioni politiche. 

Per chi vincerà le elezioni a Roma ci sarà, tra l’altro, la grande sfida del prossimo Giubileo del 2025. “Roma ha perso molte occasioni negli ultimi anni- conclude Ciaccheri – che potevano essere un motore di sviluppo e di investimenti per affrontare questo importante appuntamento, ma oggi è una città purtroppo distrutta nella sua quotidianità. Roma dovrà  innanzitutto essere una città dell’accoglienza con un municipalismo diffuso, con l’obiettivo di confrontarsi al livello più alto con capitali come Berlino, Londra e Madrid.”

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Piove sui banchi del nuovo mercato di R.R.Garibaldi

I difetti saranno presto eliminati dalla ditta costruttrice

di Daniele Ranieri

Un piccolo borgo colorato. Così appare il nuovissimo mercato di Rosa Raimondi Garibaldi aperto all’inizio dello scorso  Dicembre. A ricordare ciò che c’era prima giacciono, nell’area che diventerà il parcheggio del nuovo mercato, mucchi di lamiera arrugginita e calcinacci che a breve verranno portati via. Al loro posto, oltre il nuovo posteggio, si restituirà al vicino Orto urbano parte del terreno reso nuovamente coltivabile.

Un miglioramento indiscutibile. Se non fosse che dopo due mesi la struttura del mercato mostra qualche problema. Niente di grave ci dice il Presidente degli esercenti, dietro il suo ordinato bancone di macelleria.  Al primo forte acquazzone in 4 box sui 33 occupati, sono iniziate a scendere dalle coperture prima qualche goccia d’acqua e poi dei rivoletti sempre più consistenti inzuppando i banconi. Probabilmente si tratta di un difetto strutturale di fabbricazione o di montaggio.  Un altro problema lo hanno creato le coperture tra un box e l’altro, quelle che offrono un riparo alla clientela.  Si tratta di teli impermeabili che sotto la pioggia battente si incurvano, lasciando scoperti degli spazi intorno agli stand, costringendo i clienti a fare la spesa con gli ombrelli aperti. Come se non bastasse, anche solo con l’umidità notturna, accade che scenda l’acqua dai pali in legno che reggono le coperture di tela formando delle pozze d’acqua, che ristagnano per buona parte della mattinata con il rischio di bagnarsi le scarpe o peggio di scivolare. 

Il Presidente ha già provveduto a programmare un intervento definitivo, a spese dei proprietari dei box, eliminando i teli e installando delle coperture più ampie in materiale simile a quello con cui sono costruiti i box, robusto e leggero.

Avvertito dei problemi si è mosso anche il Municipio VIII. Ha già inviato, il 23 Gennaio, i propri tecnici, insieme a quelli della Ditta costruttrice, che è stata incaricata di eliminare gli inconvenienti in breve tempo.

L’impegno della Ditta non ha però rassicurato gli addetti. Sembra sia opinione diffusa tra i venditori del mercato che l’impresa costruttrice guardi più al risparmio che al risultato.

Il Presidente, e il Municipio, confidano che gli inconvenienti discendano dall’inevitabile periodo di rodaggio che ogni nuova struttura affronta e che il mercato, che già raccoglie un buon gradimento rispetto al passato, divenga al più presto un punto di riferimento per tutti gli abitanti della zona.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ancora strascichi sul servizio mense scolastiche

Presentato al Commissariato un esposto dei genitori della scuola Alonzi

di Francesca VITALIANI

A distanza di un mese rimane alta l’attenzione sulle mense scolastiche a Garbatella. Grazie all’impegno dei genitori della scuola primaria “A. Alonzi”, è stato presentato a fine gennaio al Commissariato di Polizia “C. Colombo” un esposto per disporre gli opportuni accertamenti sui fatti del 7 gennaio scorso. Cosa sia successo quel giorno è cosa ben nota: l’avvio del nuovo servizio di ristorazione scolastica comunale ha lasciato 1000 bambini dell’VIII Municipio, metà degli studenti dei plessi scolastici del territorio, senza cibo. Non meglio è andato negli altri quartieri romani.

Eppure il comunicato stampa diramato dallo stesso Comune di Roma sull’inizio del nuovo appalto della refezione scolastica sosteneva che “ l’Amministrazione ha garantito e tutelato la qualità del servizio e i livelli occupazionali per i lavoratori. Il dialogo tra Amministrazione e aziende aggiudicatarie ha portato alla sottoscrizione dell’impegno, da parte delle aziende, di assicurare la continuità dei rapporti di lavoro, le mansioni e i parametri orari nei confronti dei dipendenti interessati che erano impiegati nei servizi del precedente appalto […]”.

Un dialogo non così efficace, tant’è che a farne le spese sono stati i bambini. In particolare, nella scuola di Via Valignano, come si legge nell’esposto, nella tarda mattinata “iniziavano a circolare, in maniera del tutto frammentaria ed informale attraverso WhatsApp, messaggi e notizie circa un non meglio specificato “disguido” del Comune di Roma. Il pasto previsto per la merenda del mattino delle ore 10.20 non era pervenuto a destinazione e, per il pranzo a seguire, sarebbero stati serviti cibi freddi all’intera scuola.

La giustificazione addotta sarebbe stata quello di uno sciopero indetto in data 20 dicembre e previsto per le giornate del 7 e 8 gennaio 2020. L’astensione dal lavoro, però, risultava già essere revocata dalle sigle sindacali l’ultimo dell’anno a seguito di accordi tra società di ristorazione e sindacati. Intorno alle ore 12.30 iniziavano a circolare ulteriori notizie tra genitori, sempre tramite canali ufficiosi: nemmeno il pranzo, costituito da cestini con panini, era stato consegnato all’interno della scuola Alonzi”.

Bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni sono stati dunque tenuti a digiuno totale dalla colazione fatta a casa per un tempo che superava ampiamente gli intervalli consentiti, anche perché, da regolamento, non è in alcun modo possibile introdurre cibo all’interno della scuola da singoli privati. Una situazione lasciata allo sbando e risolta solo con l’intervento tempestivo dei genitori, che hanno dovuto prelevare i propri figli prima dell’abituale uscita delle 16.30.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Riapre la storica edicola di piazza B. Romano

Dopo due anni di chiusura riprende l’attività del vecchio chiosco di giornali

Di Stefano Baiocchi

Flavio si alza all’alba e tutti i giorni apre la sua edicola alle 6 e mezza in punto.

Lo storico chiosco di Piazza Bartolomeo Romano – dopo due anni di oblio – ha una nuova vita grazie a lui, uno dei pochi coraggiosi che ha fatto il percorso al contrario.

Negli ultimi quindici anni in Italia, infatti, la metà delle edicole ha chiuso i battenti; al momento su tutto il territorio nazionale resistono 42mila esercizi, mentre almeno la metà di questi si trova in difficoltà. L’Ottavo Municipio rispecchia l’andamento del Paese con una costante e inesorabile chiusura di diverse edicole. È un problema sociale, ma soprattutto culturale perché dove non c’è più un chiosco, non si vendono più giornali e ciò significa che non si legge e che quelle copie perse non si recuperano più.

Se vent’anni fa possedere un’edicola significava avere una vecchiaia assicurata, oggi, quella di mettersi a vendere i giornali è quasi un’impresa titanica, considerando la crisi della carta e soprattutto la diffusione di tablet, smartphone e computer.
Tuttavia una piccola speranza, soprattutto alla Garbatella, c’è. Perché nel quartiere c’è ancora chi ama leggere il giornale di carta e lo fa tradizionalmente, acquistandolo dall’edicolante di fiducia, sfogliandolo sulla poltrona di casa o al tavolino del bar.

“In pochi giorni ci si sente subito a casa, l’edicola è un punto di riferimento per i cittadini di Garbatella”, dice Flavio. “Il quotidiano più venduto è la Repubblica, che stacca di netto il Messaggero e il Corriere dello Sport; poi vengono le riviste di vario genere, soprattutto quelle di gossip o quelle che trattano argomenti specifici”.

Da moltissimi anni i chioschi dei giornali per arrotondare vendono altro, dai giochi per i bambini ai biglietti per il tram, alle figurine. Niente più riviste porno, per quello c’è internet che è più discreta, naturalmente non si vendono più DVD o CD (quello purtroppo nemmeno nei negozi specifici). Di libri neanche a parlarne.
Dopo pochi giorni dall’apertura è impossibile fare un bilancio, tantomeno una previsione, ma l’andamento di questi primi giorni è incoraggiante; questa è un’edicola storica – continua Flavio – e te ne rendi conto quando i cittadini, oltre a chiederti il giornale o la rivista, sorridono e ti fanno i complimenti chiedendoti al tempo stesso se hai in vendita il libro 100 anni di Garbatella… a proposito, potrebbe farmene avere una decina di copie?”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Per i più deboli nasce la casa del municipio

Una rete di 22 associazioni diffuse sul territorio

di Daniele Ranieri

Ragazzi vittime di bullismo, donne minacciate o picchiate, persone che attraversano momenti particolari della propria vita come la mancanza di lavoro, una occupazione saltuaria o precaria, una separazione. Le persone che hanno bisogno di  aiuto, che incontrano difficoltà nei rapporti con la Pubblica Amministrazione o che vogliono conoscere meglio i loro diritti, ora hanno un luogo dove poter trovare ascolto e sostegno: la Casa del Municipio.

L’iniziativa è partita dall’Assessora alle politiche sociali dell’VIII Municipio Alessandra Aluigi con l’intenzione di sviluppare quello che viene chiamato il Welfare di comunità. Una sinergia tra Pubblico e Privato sociale, che ha l’obiettivo di rendere accessibili, gratuitamente, sportelli d’ascolto e consulenze in tema di diritti legali, diritti di famiglia, diritti delle donne, diritti del lavoro e dell’abitare, diritti delle persone disabili, diritti dei minori e degli anziani.

La Casa del Municipio è composta da una rete di 22 Associazioni, diffuse in tutta l’area municipale dall’Urban Center di via Odero a Via Barbana, da Via Benedetto Croce, dove ha sede il Municipio VIII, ai box interni ai mercati di Via Corinto o di Roma 70. L’elenco completo lo si trova nel sito del Municipio all’indirizzo:  https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/Programma_organizzativo_fruizione_spazi_Casa_Municipio_2019.pdf.

Sono Associazioni, selezionate  attraverso un Bando apposito, a cui sono stati consegnati i locali necessari per lo svolgimento della loro attività.

Le richieste di spazi sono state così numerose da far decidere all’Assessorato di indire un nuovo Bando a breve in modo da coprire nuovi servizi o parti diverse del territorio.

Quest’iniziativa  rompe un lungo periodo di assenza delle Istituzioni di prossimità su questi temi. Era, infatti, dal 2016 che mancavano iniziative di sostegno ai diritti e ai bisogni degli abitanti del VIII Municipio.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Lanciato in una conferenza stampa a Moby Dick il programma dell’Ater per il Centenario di Garbatella

Ater: al via il restyling nei lotti 14,15,19 e 27/C, manutenzione del verde e mobilità elettrica

di Daniele Ranieri

L’Ater entra in campo per il Centenario di Garbatella. E lo fa con un ricco elenco di iniziative.

A  illustrarle, nel corso di una affollata conferenza stampa a Moby Dick,  è stato il giovane manager Andrea  Napoletano, ex Segretario Generale del  Mise e ora Presidente dell’Ater,  ex Istituto Autonomo Case Popolari. L’Istituto che è stato determinante per la costruzione del quartiere. Vicino a lui i rappresentanti degli altri Enti determinanti per la programmazione e il sostegno economico ai progetti. Innanzitutto  il Municipio VIII, con il Presidente Amedeo Ciaccheri, poi la Regione Lazio, presente ai massimi livelli con il Presidente Zingaretti e l’Assessore alla Politiche abitative Massimiliano Valeriani e infine, il Dipartimento Urbanistica dell’Università di Roma Tre, rappresentato dalla Prof. ssa Francesca  Romana Stabile. Totalmente e immotivatamente  assente il  Comune di Roma.

Si è iniziato presentando il  Logo del Centenario: un cuore rosso con impressa la sagoma del Ponte Spizzichino. Un logo che rappresenta il cuore del quartiere, sede della forza della sua storia e della passione dei suoi abitanti, attraversato oggi da una modernità che guarda al futuro.

Il progetto è dunque quello di rivivere con la passione di sempre il presente e ridisegnare un futuro all’altezza della storia. Tutto, naturalmente, prenderà il via il 18 Febbraio prossimo con i bandi per rimettere a nuovo una parte di Garbatella, in particolare si spenderà quasi un milione di euro per i rifacimenti di coperture e facciate di alcuni Lotti ( Lotto 14 di via Vettor Fausto, Lotto 15 via Edgardo Ferrati 1, Lotto 19 via G. B. Magnaghi, Lotto 27/c via Rocca da Cesinale 9), quindi si passerà alla manutenzione straordinaria delle tante oasi verdi del quartiere e degli alberi. Infine si provvederà alla riapertura di 30 locali oggi chiusi e abbandonati, che verranno messi a bando.

Oltre alla manutenzione del presente per garantirgli una vita futura, c’è la conoscenza del passato. A questo penserà una mostra con l’esposizione della documentazione dell’Ater per la costruzione del quartiere e la presentazione di un percorso tra le strade della Garbatella. Un modo per farla conoscere. La guida del percorso sarà un Portale on line e una App virtuale, che permetteranno di seguire un tracciato contraddistinto anche da targhe esplicative. Conferenze tematiche ed estratti di  filmati dell’Archivio Luce completeranno il quadro.

Da sottolineare la pubblicazione di un quaderno per ogni Lotto a cura del Dipartimento di Architettura,  che ha coinvolto oltre 100 studenti  e  la presenza dell’artista romano Pietro Ruffo. Artista anch’egli giovanissimo, vincitore del Premio Cairo e del Premio New York, che ha già all’attivo diverse mostre personali e collettive ospitate in musei e fondazioni. Ruffo ha mostrato in anteprima  un bozzetto dell’opera da lui realizzata per l’occasione con i volti e le parole dei giovani incontrati nel quartiere.

Quanto al futuro si intraprenderanno due strade. Una artistica con una bando per giovani artisti per l’assegnazione di spazi in cui mostreranno le loro opere in una sorte di Notte Bianca e con  la destinazione di una intera parete di un fabbricato Ater per la pittura di un murales. L’altra strada è attenta alla salvaguardia della salute e dell’ambiente urbano.  Verranno messe a disposizione auto elettriche per gli spostamenti  degli inquilini Ater in Car Sharing. Per utilizzare le auto verranno istallate nelle strade alcune colonnine per la ricarica. Si tratta di una tra le prime sperimentazioni in Italia di efficientamento energetico condominiale .

Ma non è finita qui. Sono allo studio, ha detto il Presidente Ciaccheri,  molti altri eventi che renderanno il centenario indimenticabile. Tanti auguri Garbatella.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il presepe meccanizzato di Nonno Dante, artigiano di 92 anni originario della Garbatella, in esposizione all’Internazionale

ROMA, 19 DIC  – Un’icona del Natale e dell’ingegno artistico per l’intero quartiere romano della Garbatella, il presepe meccanizzato di Nonno Dante è per la prima volta in esposizione presso un’università.

Dante Pica, artigiano novantaduenne originario della Garbatella, ha progettato e realizzato nel corso degli anni un industrioso presepe di oltre 200 statuine intagliate a mano. Ogni statua rappresenta un mestiere, dal falegname al fornaio, dal benzinaio al gommista, senza dimenticare le ironiche rappresentazioni del cassaintegrato o del marito traditore. Un’installazione originale che per anni ha affascinato bambini e adulti della Garbatella, e che ha corso il rischio di non trovare una casa abbastanza spaziosa per questo Natale.

L’Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT, con sede al civico 139 di via delle Sette Chiese, ha colto l’opportunità per ospitare Nonno Dante ed il suo presepe, confermando il nobile impegno di valorizzare il quartiere, avvicinando gli studenti a questa mirabile opera di creatività senza tempo. Perché anche in un’università internazionale c’è spazio per un presepe che raffigura l’anima di un quartiere.

Dante Pica
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A Garbatella la Forza sia con te con Zuppa di Yoda e crumble al vino rosso di Naboo

Anche tra i fornelli sale la febbre di Star Wars. Garbatella è la prima a lanciare  in cucina  i festeggiamenti per l’uscita dell’ultimo capitolo dell’universo fantastico creato da George Lucas nel lontano 1977, “L’ascesa di Skywalker”  distribuito da stasera nelle sale cinematografiche italiane.

Ristoro degli ANGELI

Al Ristoro degli angeli, lo storico ristorante dell’ostessa dai capelli verdi, sono state servite alla vigilia dell’evento mondiale pietanze speciali ispirate alla saga stellare.

Per celebrare, infatti, il gran finale di 40 anni vissuti dai fan nell’iconica galassia lontana lontana,  i protagonisti degli ultimi tre episodi, Kylo Ren e Rey, interpretati dai noti cosplayer romani Desirè Tirolo e Valentino Notari, hanno offerto agli ospiti e ai passanti di piazza Bartolomeo Romano, nel cuore pulsante della Garbatella, un aperitivo ispirato al lato oscuro e al lato chiaro della Forza e poi nel menù la famosa Zuppa del Maestro Yoda a base di radici  e il Crumble di pere al vino rosso di Naboo.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Le figurine sono in vendita a Controchiave, alla Villetta e a Casetta rossa

Un album di donne da collezionare

di Anna Bredice

“All’attacco, storie da collezionare”. Si chiama così questo album di figurine. Ve li ricordate gli album da ritirare in edicola, con già due pacchetti di figurine inclusi? Questa volta non si tratta di calciatori, ma di donne.

Donne, adulte e ragazze, che hanno fatto la storia, vissute tanto tempo fa oppure contemporanee. Un’iniziativa organizzata dal collettivo “Una volta per tutte” che si propone con una campagna di crowdfunding di sostenere la casa delle donne “Lucha y siesta”, un luogo dove hanno trovato ospitalità molte donne fuggite alla violenza, ma che purtroppo rischia la chiusura, perché l’Atac che ne è proprietaria lo vuole alienare. L’album è molto valido artisticamente, perché a prestare la matita per raffigurare queste storie femminili da collezionare sono stati chiamati alcuni tra i più importanti disegnatori, da Makkox a Biani, da Marta Baroni a Rita Petruccioli.

Dentro ci sono tanti riquadri da riempire con le figurine, donne rappresentate da disegni molto belli e una descrizione della loro storia: la numero 18 è la combattiva Ilaria Cucchi, la 22 ad esempio è la comandante Ramona dell’Ezln, poi ci sono alcune partigiane e le contemporanee Greta Thunberg e Carola Rackete. Ma ce ne sono tante altre. Il primo giorno di diffusione dell’album è stato durante la manifestazione a Roma contro la violenza sulle donne. Da allora in poi album e figurine si trovano in diversi posti  del  Municipio e anche altrove.

E lo scambio di figurine da andare a cercare in questi luoghi diventa un’occasione per conoscersi, parlare delle figure cercate e nello stesso tempo creare una rete “solidale con le donne” sul territorio. Un punto di riferimento, insomma, per la raccolta ma anche per fare rete. I luoghi dove trovare l’album “All’attacco”, nel nostro municipio sono: Associazione culturale controchiave, la Casetta Rossa, la Villetta, la libreria Eco di fata e la libreria Nuova Europa ai Granai, oltre che la casa Lucha y siesta, che si trova in via Lucio Sestio, 10.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al suo posto Michela Cicculli, presidente della consulta femminile

Claudio Marotta lascia la Giunta municipale

di Anna Bredice

Movimenti sulla scacchiera del Municipio.C’è chi va e chi viene. Dalla Giunta esce Claudio Marotta, il collaudato assessore alla cultura e al suo posto subentra l’ex presidente della consulta femminile  Michela Cicculli. Anche le deleghe subiscono un rimpasto. La cultura passa a Francesca Vetrugno, già assessora alle politiche educative e coordinatrice delle iniziative sul Centenario, mentre le politiche giovanili, di genere e di bilancio sono state affidate alla new entry. “Ho lasciato la giunta di Amedeo Ciaccheri- ha dichiarato Marotta-, per  seguire  nuovi percorsi politici e professionali, ma resto abitante del municipio e continuerò il mio impegno come militante nel territorio”.

 Si può fare un bilancio di questo passaggio, a pochi mesi dall’inizio di un anno cruciale per Garbatella, quello del suo centenario, dove ci saranno molti occhi, anche dall’estero, puntati sulla sua storia, urbanistica e sociale. Un bilancio che a sentire i diretti protagonisti è molto positivo, soprattutto per ciò che si è messo in cantiere per i prossimi tre anni a livello culturale, sociale e di investimenti nel patrimonio pubblico. E’ soddisfatto Claudio Marotta, soprattutto per il progetto di creazione di un grande polo culturale nel Municipio, in collaborazione con Biblioteche di Roma. “Dopo Moby Dick- racconta- aprirà tra poco un centro culturale alla Montagnola, utilizzando l’auditorium situato nella nostra sede di via Benedetto Croce, una grande sala, dove accanto agli scaffali dei libri ci sarà anche una biblioteca mediateca e luoghi per incontri e seminari”. Ma non è tutto, perché “l’altro risultato raggiunto- dice Marotta- è quello di creare una Biblioteca comunale su oltre 500 metri quadrati di immobili recuperati all’uso pubblico in via Costantino, nel quartiere San Paolo”. Si avrà così una omogenea offerta di spazi culturali in un territorio molto vasto, come il Municipio VIII. Dal punto di vista del Bilancio e del Patrimonio, l’ex assessore appare appagato perché “sono migliorate le performance dei nostri funzionari nel recupero delle entrate così da poter investire risorse in opere e investimenti, come ad esempio la zona di Piazza dei Navigatori, con un piano triennale che punta al recupero di spazi non utilizzati per la città”. Il Municipio ha cercato di farcela con le proprie risorse, senza indebitamenti, “abbiamo fatto tutto con le risorse in bilancio, di più non abbiamo avuto, si rammarica Marotta, abbiamo chiesto più soldi per adeguare la normativa antiincendio delle scuole con operazioni strutturali importanti, ma il Comune non ha voluto sentire ragioni. Rimane la necessità di pensare ad un maggiore decentramento amministrativo”.

Grandi progetti per la neo assessora Michela Cicculli, che non è per nulla nuova a queste tematiche. “Vengo dall’impegno come presidente della Consulta femminile dell’ottavo municipio, che avevamo ricostituito dopo anni di silenzio lo scorso dicembre, con un lavoro insieme alle associazioni che si occupano della violenza contro le donne sul territorio, dal Casale Rosa, agli sportelli in Municipio dedicati a questo problema”. Il progetto a cui vuole dedicarsi è la creazione di una rete il più trasversale possibile per combattere il fenomeno della violenza di genere, “una rete- spiega- che deve vedere la partecipazione di soggetti in ambiti diversi, dalla cultura, all’educazione, ma anche il commercio perché le donne che escono da situazioni di violenza domestica possano trovare più facilmente un lavoro, obiettivo fondamentale per la loro autonomia. Il percorso lavorativo  può diventare meno faticoso se c’è una collaborazione tra pubblico e privato”. Politiche di genere e giovanili si tengono insieme, perché la cultura del rispetto, della parità e delle uguali opportunità si apprende a scuola: “C’è l’idea – aggiunge l’assessora Cicculli – di organizzare nelle scuole degli incontri su questi temi, un percorso di sensibilizzazione dove il tema della violenza contro le donne si inserisce in un sistema più complesso delle differenze tra ragazzi e ragazze, dove le aspettative e le opportunità poi non si realizzano in maniera uguale”. E poi, altro obiettivo della neo assessora è quello di inserire in questo progetto anche la fascia più anziana dei cittadini, piuttosto numerosa nel Municipio: “L’idea – chiarisce – è di aprire un confronto tra generazioni, dove quelle più grandi spieghino il valore e la storia dell’emancipazione femminile ai ragazzi e i più giovani aprano un dialogo con una fascia di popolazione che spesso sconta anche molta solitudine”. Tanti progetti che si inseriscono nel programma delle attività del centenario “come un treno già in corsa”; sul quale ha già dimostrato di essere riuscita a salire con tante idee per il prossimo futuro.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al San Michele il tradizionale pranzo organizzato dalla comunità di Sant’Egidio

Un Natale di solidarietà, canti gospel e corsi cucina

di Ilaria Proietti Mercuri

Click. Arriva iI Natale e si accendono le luci. Proprio così, e mica si fa per dire. Sapevate che quest’anno a illuminare le feste ci hanno pensato i negozianti della Garbatella? Di comune accordo infatti hanno deciso di far brillare le vie del quartiere con quasi 200 luminarie. Dalla Circonvallazione Ostiense a Piazza Damiano Sauli, da Via Caffaro a Via Ignazio Persico. Insomma, se un marziano passasse da queste parti, penserebbe di  essersi ritrovato sul sole.

Ma sebbene a ravvivare questo Natale ci abbiano già pensato i nostri commercianti, la domanda che sorge ora è un’altra. Che si fa per queste feste? Tranquilli. Visto che di mestiere faccio domande e poi (anche se non sempre) trovo risposte. Questa volta posso darvi una mano: ecco una serie di eventi che vi attendono per i prossimi giorni.

Partiamo aprendo il sipario a due spettacoli in programma per queste feste. “Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo?” Questa citazione vi ricorderà una vicenda che già conoscerete tutti, soprattutto il finale. Ma siete sicuri che Romeo e Giulietta sia una storia così tanto straziante? Sì, allora vi sbagliate, perché al Nuovo Teatro San Paolo si esibirà la compagnia “Stiamo bene insieme” con una rivisitazione comicissima della più famosa storia d’amore di tutti i tempi. Troverete i biglietti, se vi sbrigate, sia per il 21 dicembre alle ore 21:00, che il 22 dicembre alle 15:30 e di nuovo alle 19:00. I fondi raccolti verranno devolti all’Agop, l’Associazione di Oncologia Pediatrica.

Altro spettacolo, del tutto diverso perchè improntato sul ballo, è quello dello Schiaccianoci. E stavolta ci spostiamo al Teatro Garbatella, in Piazza Giovanni da Triora. Il 23 Dicembre 2019 la Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini e la Compagnia Almatanz di Luigi Martelletta sono pronti a raccontarvi questa favola a ritmo di danza.

A Natale, si sa, la solidarietà è uno dei regali più belli che si possano fare. In tempi in cui ancora si alzano muri per tenere lontano chi è diverso da noi, la Comunità di Sant’Egidio decide ogni 25 dicembre di lasciare una porta aperta. Al San Michele in Piazza Tosti 4 ci sarà infatti il tradizionale pranzo di Natale, una lunga tavolata formato da chi non parla la stessa lingua, chi crede in un’altra religione, immigrati o famiglie in difficoltà che non possono permettersi il lusso di passare le feste a casa. Ovviamente, se voleste contribuire a preparare un Natale per tutti: giochi, borse, vestiti, ecc. sono ben accetti a Sant’Egidio.

Sì, bello il teatro, la solidarietà non manca, ma un pò di musica? Bene, sappiate che nella chiesa di San Filippo Neri, in Via delle Sette Chiese 101, vi aspetta il concerto dei Charle’s Gospel Angels. Il 13 dicembre alle 21:00 l’energia del maestro Charlie Cannon sarà accompagnata da un coro composto da voci di ogni età, il tutto in stile Gospel. Un genere musicale da sempre prerogativa dei gruppi afroamericani, ma che questi coristi italiani interpreteranno con il vero spirito tipico del Gospel.

Per finire, ammettiamolo: Natale porta con sè anche qualche preoccupazione. Piacerà il pranzo ai bambini? E alla cena della Vigilia cosa dirà mia suocera? Se temete la parte dei fornelli, una bella iniziativa per voi sono i corsi di cucina da Eataly. Già vi siete tranquillizzati o ancora state pensando a quale antipasto preparare? In entrambi i casi, fate un salto nel regno del food alla Garbatella, in piazzale 12 Ottobre 1492, dove troverete corsi di tutti i tipi: dal come fare il pane fatto in casa, alla pasta fresca, risi e risotti, il pesce o varie pillole di alta cucina. Se poi volete provare qualcosa che non avete mai avuto in cucina, dovete buttarvi su qualcosa che non avete mai fatto, imparare a cucinare il ramen vi piace come idea?

Insomma, ora non vi resta che cosa scegliere. Tanto ammettiamolo, qualunque sia la nostra età la magia del Natale cattura tutti.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI