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Amedeo Ciaccheri del centrosinistra sfiora la vittoria al primo turno col oltre il 46% dei voti

Se la vedrà al ballottaggio con Alessio Scimè del centrodestra col 25%.Buono il risultato di Simonetta Novi ( Lista Calenda Sindaco) che si aggiudica il terzo posto con quasi il 13%.

Sono mancati quattro punti percentuali, qualche migliaia di voti per vincere al primo turno. Amedeo Ciaccheri, il candidato del centrosinistra e presidente uscente dell’VIII Municipio, con 25.796 voti ( 46,14%) ha quasi doppiato l’avversario di centrodestra, ma per cantare vittoria dovrà vedersela al ballottaggio del 17 e 18 ottobre con Alessio Scimè, che è rimasto a quota 14.283 consensi (25,55%).Molto lusinghiero il risultato di Simonetta Novi (Lista Calenda Sindaco), che in linea con i risultati romani, si colloca al terzo posto con 7.256 preferenze (12,98%), distanziando di poche preferenze il rappresentante del Movimento 5 Stelle Marco Merafina, ex consigliere municipale che ha portato a casa 6.755 voti (12,08%).Sotto l’1% gli altri sei candidati presidenti che hanno raggranellato una manciata di consensi.

“Oltre il 46% dei voti al primo turno è un risultato straordinario, ma ancora non basta- ha dichiarato questa mattina Amedeo Ciaccheri- .Anche qui nel Municipio VIII ci attende un ballottaggio decisivo: ora tutte e tutti in campo per vincere in Municipio e per portare Roberto Gualtieri a Sindaco di Roma”.  

Per quanto riguarda il voto di lista il Pd con il 20,31% si conferma primo partito e riprende la testa dei consensi nel Municipio, seguito da Fratelli d’Italia col 16,61%. Molto buona l’affermazione della lista Sinistra civica ecologista che si colloca al terzo posto con il 14%, mentre a Roma supera di poco il 2%.

Gianni Rivolta

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A Garbatella vinti 900 mila euro al Superenalotto. Giocata la schedina nella tabaccheria di via Casati

C’è ancora aria di festa alla tabaccheria di Via Gaetano Casati 7, dove la sera di martedì 29 settembre sono stati vinti con una schedina al Superenalotto ben 935.482, 34. In realtà si tratta di due vincite, una di 899.502,25 euro a cui se ne aggiunge un’altra di circa 35.000. 
Una cifra incredibile, che ha reso  ricco il vincitore e che ha dato notorietà ad una delle tante ricevitorie della capitale. Dopo quattro giorni dal colpaccio c’è ancora un certo andirivieni di cittadini che entrano per complimentarsi con i titolari, commentando e fantasticando su come spendere tutti quei soldi e tentando contestualmente la fortuna.
Inutile dire che nessuno, tra avventori e passanti, sa chi ha centrato il colpo che ti cambia la vita. Nemmeno Stefano Tota, che dal 2016 gestisce la tabaccheria insieme ai fratelli Aldo e Roberto. “Nemmeno un sospetto, potrebbe essere chiunque, anche un giocatore occasionale o qualcuno che non è del quartiere”, anche se molti cittadini sono convinti che il nuovo Paperone appartenga alla zona. 

Stefano ci tiene a precisare che la ricevitoria dalla vincita non ha ricavato nulla, ma ammette che appena si è sparsa la voce che qualcuno aveva centrato un 5S, molti scommettitori si sono precipitati nel suo negozio anche per giocare una schedina minima da 1 € o perlomeno anche per un gratta e vinci.

Un dato è certo, quando ci si mette di mezzo la fortuna (o la sfortuna a seconda dei casi) c’è poco da fare. È una semplice questione di probabilità. Che poi è sempre la stessa. La sequenza magica, ovvero la combinazione vincente, per l’estrazione di martedì, era 14, 18, 19, 33, 34, 80, numero Jolly 48 e SuperStar 19. Ebbene, le probabilità che esca una sequenza 1, 2, 3, 4, 5, 6, numero jolly 7 e SuperStar 8 è identica. Strano a dirsi, soprattutto quando di mezzo ci sono i numeri. Ognuno di noi, nella propria vita, ha una sequenza numerica, che potrebbe essere una data significativa, quale un compleanno o un anniversario. 
“A Roma, ma anche nel resto d’Italia – ci fa notare un signore che ha appena comprato dei sigari –  c’è una parola sola, o forse due accompagnate da una serie di punti esclamativi, quando si vince una cifra così elevata…”. 

di Stefano Baiocchi

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“Bloom Again”, un murale all’Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio

Una donna che si china ad allacciare la scarpa ad un bambino. Un gesto semplice, riconoscibile, quello di un adulto (la comunità) che si prende cura di un bambino che sta per iniziare un nuovo cammino; intorno tanti colori e impronte di mani. Questo è il dipinto che venerdì pomeriggio è stato svelato sul muro di cinta dello storico Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio – Margherita di Savoia, in viale Carlo Tommaso Odescalchi. 

L’evento d’arte corale si è svolto in occasione della nona giornata europea delle Fondazioni e prende il nome di Non sono un Murales – Segni di Comunità.

Un evento necessario per attivare le comunità e per prendersi cura del territorio, in particolare dei giovani e dei soggetti più fragili, sviluppando percorsi di partecipazione e di solidarietà. Il murale in viale Odescalchi è nato dalla collaborazione tra l’ASP Sant’Alessio, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus-APS e l’organizzazione no profit Con i Bambini. 

Il tutto è iniziato l’anno scorso quando abbiamo partecipato a un bando dell’organizzazione no profit Con i Bambinicon il progetto Bloom Again, ossia fiorire di nuovo”, ci racconta l’avvocato Antonio Organtini, direttore generale dell’istituto Sant’Alessio, “Un rifiorire necessario per dare un’opportunità ai bimbi cechi o ipovedenti di avere un ulteriore aiuto nello svolgere le attività scolastiche a casa. Quasi sempre l’intervento di assistenza si limita al mattino durante l’orario di scuola, ma spesso il pomeriggio il bambino si trova sprovvisto di quelli che sono gli ausili per svolgere i compiti e approfondire le conoscenze”. Continua Organtini: “Attraverso una forma d’arte come il murale si è reso comprensibile il tema del progetto, un progetto nazionale che si tiene in 120 città. Il disegno è uguale per tutti, ma noi abbiamo provocatoriamente voluto circondare le sagome, della donna e del bambino, con tanti colori diversi e sopra imprimere con la vernice le impronte delle mani di bambini e adulti, come segno tangibile di sensorialità, di tatto, nel significato di prestare attenzione”. Conclude “Per il Sant’Alessio, che insiste in quartiere come Tor Marancia, dove tanti murales sono stati già fatti, mettere un’immagine di un bimbo contornato da colori e da mani che toccano i colori, vuol dire dare un segno alla cittadinanza quello che i colori non vanno visti ma vanno vissuti”.

Il murale è stato realizzato dallo street artist Riccardo Miracapillo insieme alle famiglie e ai bambini del progetto Bloom Again – Tutti i sensi hanno un colore. L’artista ha definito così la sua opera: “Un piccolo gesto d’amore quotidiano che vuole parlare all’intimo con leggerezza, per suscitare un’emozione nel cuore di chi guarda”. Il progetto è nato per garantire un percorso scolastico ed extra-scolastico realmente inclusivo e di contrasto alla solitudine e alla povertà educativa di minori ciechi, ipovedenti e con disabilità plurime, affinché si sviluppino tutte le forme di autonomia personale possibili.

Di Giuliano Marotta

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Consumare meno plastica.Il liceo Socrate in prima fila

Plastica-Mente, noi invece siamo sinceri. Non state leggendo una sciarada della Settimana Enigmistica. È, invece, l’originale titolo inventato dal Liceo Socrate per l’evento che si è tenuto il 23 settembre con l’obiettivo di ridurre il consumo di plastica nella società. Iniziando proprio dalla scuola. Il Dirigente Scolastico prof. Carlo Firmani, insieme all’Assessora alla Scuola del Municipio VIII prof.ssa Francesca Vetrugno, ex studentessa del Liceo, hanno consegnato più di mille borracce in acciaio a tutti gli studenti e al personale della Scuola, acquistate grazie ai fondi di un bando della Regione Lazio. L’iniziativa faceva parte di una tre giorni di attività di sensibilizzazione sui temi di rispetto e tutela dell’ambiente all’interno del progetto Rete Scuole Green (www.retescuolegreen.it) di cui il Liceo Classico e Scientifico Socrate è Capofila Nazionale. La tre giorni si è conclusa venerdì 24 con la manifestazione Friday For Future che ha visto la partecipazione dei Dirigenti Scolastici della Rete Scuole Green, Carlo Firmani (Liceo SOCRATE di Roma), Maria Grazia Lancellotti (Liceo Orazio di Roma) e Lucia Presilla (Liceo Talete di Roma).

Il Preside Firmani ha voluto ricordare l’importanza dell’impegno individuale quotidiano per raggiungere l’obiettivo di diminuire l’uso della plastica, insieme a tenere viva la discussione su questi temi grazie anche all’apertura di tavoli di lavoro permanenti fino al 2030 ai quali possono partecipare anche ex studenti insieme ad ex docenti. E magari, aggiungiamo noi, arrivare a far cambiare la voce borraccia su wikipedia , in cui si dice che oggi è meno usata perché soppiantata dalle bottiglie in plastica.

Di Giorgio Gudoni

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Chiude per sempre l’antica Saccheria Sonnino

Dopo novant’ anni di ininterrotta attività su via del Porto Fluviale all’Ostiense

Di Giorgio Guidoni

Un altro esercizio storico della zona chiude i battenti. Parliamo della famosa Saccheria Sonnino, punto commerciale di riferimento per tanti anni del quadrante Ostiense e di Roma. Alzi la mano chi non ha acquistato un qualcosa almeno una volta nel famoso magazzino di via del Porto Fluviale: un sacco a pelo, una tenda, un fornelletto o una lampada da campeggio, ma anche casalinghi, tavolini, sedie, piatti e giocattoli. Il bazar, conveniente e colmo di oggetti utili, con alle spalle una storia lunga almeno un paio di secoli, dal primo settembre ha abbassato le saracinesche. Ce lo racconta Mario Sonnino, l’ultimo gestore insieme alla sorella Alberta, dopo aver ereditato l’attività dal fratello Carlo, scomparso tre anni fa. La prima licenza commerciale viene rilasciata dall’allora Stato della Chiesa nientemeno che nel 1856, quando i Sonnino avevano la saccheria in via Bocca Della Verità, nel rione Ripa. Rione che conosciamo molto bene, poiché dà i natali a Clementina Eusebi, la donna chiamata Garbatella, che ci nasce in via San Giovanni Decollato nel 1796. L’attività dei Sonnino, il cui inizio si colloca nel secolo XVIII, è molto fiorente, visto il carattere prettamente agricolo dell’Italia di quei tempi, i suoi sacchi e teli sono rinomati e richiesti per molti anni. Nel 1930 però, cambiato il clima politico, con la furia cieca di abbattere “il pittoresco sudicio tramite sua Maestà il Piccone” con l’obiettivo di costruire strade più ampie, anche i Sonnino sono costretti a scegliere una nuova sede. Ecco allora che il nonno Alberto compra il terreno nella odierna zona di via del Porto Fluviale, su cui poi costruirà il palazzo e il magazzino che vediamo in una foto d’epoca.

A quei tempi il palazzo era affiancato da una società che produceva pecorino romano.

Arriva poi la guerra con la sua triste scia di distruzioni e dolori. La zona sarà offesa dal bombardamento del marzo 1944, tristemente noto per i danni e le vittime causate nel quadrante Ostiense, nella vicina chiesa di San Benedetto, e alla Garbatella. Qui di seguito una foto del palazzo scattata subito dopo i danni subiti. Si può notare la mancanza di una parte dell’insegna che riportava la scritta Sonnino, danneggiata e caduta in terra.

Tra il 1943 e il 1944, durante i terribili mesi dell’occupazione di Roma, i fratelli Sonnino, Alberto e Giuseppe, scampano alle deportazioni nazifasciste grazie ai buoni uffici di Frate Ehrhard, il sacerdote di origini tedesche Priore dell’Abbazia delle Tre Fontane, con cui intrattenevano rapporti commerciali, attraverso la società agricola della vastissima Tenuta. Insieme ad altri cittadini ebrei e oppositori di regime erano riusciti a nascondersi nelle celle dell’abbazia mescolandosi agli operai avventizi e ad alcuni graduati dell’esercito italiano eludendo i controlli dei militari tedeschi. Alla fine delle ostilità, per ringraziare il Priore dell’aiuto spassionato ricevuto, le famiglie ebree Sonnino e Di Porto regaleranno all’abbazia una scultura in marmo che rappresenta una Madonna con Bambino, tuttora presente nell’arco di ingresso al Monastero. Il dopoguerra vede nuovamente i Sonnino rimboccarsi le maniche e ripartire con la loro attività. Gli affari vanno bene, ma, arrivati agli anni sessanta, il mondo inizia a cambiare sempre più velocemente, la società si trasforma da agricola a industriale, la richiesta di sacchi per l’agricoltura inizia a calare, sostituita da materiali di cartone e plastica. Ed ecco che l’azienda, ora passata nelle mani del fratello Carlo, si orienta verso i teloni impermeabili per i camion che vede un certo successo fino alla fine degli anni settanta. L’esigenza di diversificare induce i Sonnino ad ampliare l’offerta su articoli da campeggio, arricchita poi da nuovi prodotti quali tavoli, sedie, piatti, casalinghi, articoli da regalo e giocattoli. Sino ad arrivare ai giorni nostri in cui la velocità di trasformazione è sempre più repentina, i modelli commerciali diventano molto aggressivi, tanti commercianti soffrono la concorrenza della distribuzione on-line. Tre anni fa scompare anche Carlo, l’azienda passa a Mario e Alberta, che la conducono con entusiasmo e passione. Ma arriva la decisione di ritirarsi in pensione, con i figli impegnati in altri percorsi professionali. E allora la sofferta scelta di chiudere l’attività e salutare con affetto gli abitanti del quartiere e la clientela affezionata che per così tanto tempo ha avuto come punto di riferimento la Saccheria Sonnino.

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Dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Torna alla Lazio la piscina di via Giustiniano Imperatore

Di Ilaria Proietti Mercuri

Nel mondo dello sport è sempre stata prassi che le piscine cambino gestione. Così nel 2019, dopo ben 34 anni di Lazio Nuoto, la storica dimora biancoceleste alla Garbatella venne messa a bando e a vincere la nuova gestione fu su la società Maximo srl.

Un bando però poco chiaro fin dall’inizio per il Presidente della Lazio Massimo Moroli, secondo cui a decidere l’esito fu solo l’offerta economica. Criterio di scelta che penalizzava pesantemente la meritocrazia e la qualità del servizio.

Così, nell’ultima intervista che ci lasciò, senza filtri ci disse: <<Io difenderò sempre la Lazio Nuoto. E non esiste che una società così importante venga trattata in questo modo. Quindi noi non ci fermiamo davanti a niente. E se non andrà bene con un altro ricorso al Tar, andremo al Consiglio di Stato>>. Detto, fatto. A un anno da quella dichiarazione, la sentenza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, annullando il procedimento di aggiudicazione dell’impianto alla Maximo. Così, dopo tante battaglie legali, l’impianto torna alla società biancoceleste.

<<Avevamo ragione.>> Scrive subito sui social il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, che fin da subito aveva seguito la vicenda con dedizione. <<Un bando nato male e finito peggio. L’umiliazione di una società storica e il disprezzo di un servizio pubblico a discapito dei tanti, tantissimi frequentatori e del territorio>>. E di questo finale invece, il Presidente Moroli, cosa ne pensa? <<Siamo sorpresi>>, ci risponde, <<eravamo tutti molto scoraggiati, non solo noi ma anche gli avvocati. Con questa notizia ora siamo soddisfatti ed entusiasti, per noi è finito un incubo. Ora inizia la ripartenza>>. Una ripartenza, continua il Presidente, che inizierà dal mantenere il massimo rispetto verso gli utenti. Questo passaggio di competenze tra un gestore all’altro deve evitare ulteriori problemi, così la Lazio aspetterà che l’amministrazione seguirà tutti i passaggi burocratici necessari per consentire il loro ingresso. Una volta dentro <<con tutta la nostra passione dobbiamo ricostruire quell’eccellenza che con un dissennato disegno l’amministrazione comunale ha voluto distruggere>>.

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Presentato il cartellone autunnale del Teatro Palladium

Si presenta col titolo di “Infiniti mondi”  il programma autunnale del Teatro Palladium alla Garbatella, che prenderà il via ai primi di ottobre. Di tutto rispetto gli spettacoli in cartellone, come quello di Giorgio Tirabassi e Peppe Servillo, il concerto degli Avion Travel, lo spettacolo Prometeo con Edoardo Siravo, quello di Valentina Cervi, protagonista della pièce tratta dall’opera d’esordio di Natalia Ginzburg.

Non è banale che un’Università pubblica abbia un teatro di questo genere, come propaggine verso i cittadini, posto di incrocio tra studenti e popolazione e tra città e Università” così ha esordito il Prof. Luca Pietromarchi, Rettore dell’Università Roma Tre alla conferenza stampa. Inoltre ha tenuto a sottolineare come il successo via via sempre maggiore del Teatro ne abbia consentito quasi un completo autofinanziamento, “il che significa costare sempre meno all’Università stessa e allo Stato, cosa non da poco”. Il prof Luca Aversano, Presidente della fondazione teatrale universitaria “Roma Tre Teatro Palladium” ha quindi illustrato le varie sezioni in cui si snoda il programma autunnale, specificando che, per scaramanzia,  si è deciso di pubblicizzare solo gli spettacoli dei prossimi tre mesi , con la speranza che l’andamento della pandemia consenta di estendere la programmazione a tutto il resto della stagione.“Il teatro come luogo di spettacolo, di cultura e di formazione ha oggi più che mai il compito di fare i conti con gli ‘infiniti mondi’ del reale e degli immaginari, in un contesto che si trasforma e che genera nuovi scenari e punti di vista, nel senso di qualcosa che sta per avvenire.  La stagione del Teatro Palladium proietta questa pluralità e questa condizione di attesa nella dimensione del dialogo senza confini tra le diverse discipline artistiche” spiega Aversano, che ha curato la nuova stagione insieme ai consiglieri Silvia Carandini, Giandomenico Celata, Claudio Giovanardi e Simone Trecca.

Si parte il 2 ottobre con la prima assoluta de La medium, tragedia in due atti su parole e musica del compositore contemporaneo Giancarlo Menotti, eseguita dall’Ensemble Novecento dell’Accademia Nazionale di Santa Ceciliaediretta da Giovanni Di Stefano.  Anche quest’anno prosegue la collaborazione con Flautissimo il festival dedicato al flauto, che vedrà, tra gli altri, l’esibizione di Emmanuel Pahud, il più grande flautista vivente, ma includerà anche spettacoli come “La strada che va in città” di Natalia Ginzurg e “Sorella” di Marco Lodoli.

La performance “Cecità/Ensaio sobre a Cegueira” in programma il 6 ottobre, è ispirata all’opera di Josè Saramago, e porta in scena il comportamento del corpo umano dinanzi a situazioni di crisi.

Con il progetto Audience evolution verranno presentati, tra gli altri, spettacoli travolgenti quali Fratto_X del duo Leone d’oro alla carriera Antonio Rezza e Flavia Mastrella e la prima romana di Pandora della compagnia Teatro dei Gordi e TVATT di Luigi Morra.

Beppe Servillo sarà presente sia con lo spettacolo “Amore non Amore” che con il concerto degli Avion Travel, che proprio in questo teatro, 40 anni fa, hanno esordito, iniziando la loro lunga e importante carriera artistica.

Da evidenziare infine la parte del programma riservata al cinema. Infatti, il Palladium, oltre ad ospitare, come già fatto l’anno passato, una selezione di pellicole della Festa del Cinema di Roma, dal 16 al 22 ottobre, presenterà dal 22 al 25 novembre “CineMaOltre”, ovvero il Palladium Film Festival, ideato e diretto da Vito Zagarrìo. Sempre in ambito cinema, una importante novità di questa stagione è l’ideazione del premio Movie To Music, curato dalla critica e giornalista  Paola Casella e dedicato a proiezioni di carattere musicale, suddivisi in diverse categorie a seconda della durata, del tipo di narrazione e del tema  affrontato (musical, biografia, racconto di un mestiere, luogo o evento musicale).

Una menzione speciale va al progetto La scuola salvata dai ragazzi, realizzato con il contributo della Regione Lazio, che mira a dar voce agli studenti, alle loro proposte per migliorare la scuola, attraverso pratiche partecipative, artistiche e culturali degli studenti della scuola secondaria e di professionisti del mondo del teatro, che insieme porteranno in scena il risultato del loro laboratorio.

Tutto il programma si svolgerà ovviamente secondo le più attente misure anti covid previste, e quindi solo chi è in possesso del Green Pass potrà accedere al Teatro.

Di Paola Borghesi

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Un ex Questore in lizza per il consiglio del Municipio VIII

Per tre anni Antonino Russo ha diretto il commissariato Tor Carbone.

Tanti i personaggi da scoprire tra le varie liste che concorreranno il 3 e il 4 ottobre prossimi per un posto al consiglio municipale: tra questi Antonino Russo candidato nella Lista Civica Gualtieri Sindaco. Un uomo che è stato in prima linea per garantire la sicurezza dei cittadini del territorio del Municipio VIII. Per tre anni, infatti, dal 2017 al 2020, ha diretto il Commissariato di Polizia di Tor Carbone . Una presenza costante, fatta soprattutto di incontri con i cittadini, con i vari comitati di quartiere e con diverse associazioni, interfacciandosi con il Presidente Amedeo Ciaccheri, con cui ha anche stretto un solido rapporto di stima e amicizia.

Antonino Russo, sposato e padre di due figli, laureato in Giurisprudenza, è stato prima ufficiale dell’Arma dei Carabinieri e poi, una volta vinto il concorso nel 1980, funzionario della Polizia di Stato con l’incarico di gestire la pubblica sicurezza, la Polizia Giudiziaria, e la tutela dell’ordine pubblico nelle Questure di Venezia, Isernia e Roma; nell’ultimo caso si è occupato anche della regolarizzazione dei cittadini stranieri prevista dalla Legge Martelli.

Nel corso della sua dirigenza al Commissariato Tor Carbone sono stati numerosi gli incontri con i Comitati di Quartiere di Montagnola e di Grotta Perfetta, rappresentati rispettivamente da Paolo Colombini e Mario Semeraro, o con quello dell’Ottavo Colle presieduto da Caterina Valenti. Gli incontri con l’associazione No Roghi alla Caffarella, rappresentata da Flavio De Septis, ha portato all’arresto di tre persone colte in flagranza di reato. 

Amedeo Ciaccheri e Antonio Russo

Il Questore Russo ha vissuto momenti di preoccupazione quando si paventava lo sgombero dello stabile occupato di via del Caravaggio, perché “bisognava avere a che fare con persone fragili, con donne e bambini, che avevano occupato per necessità oggettive”. La vicenda, come è noto, si è risolta positivamente, grazie all’intervento del presidente della Regione Lazio Nicola  Zingaretti e dell’assessore alla casa Valeriani, di concerto con la Prefettura e il Municipio VIII . Un lavoro, quello di Russo, che è stato anche una ragione di vita e che, nonostante il pensionamento appena raggiunto, lo vede ancora impegnato “al servizio del cittadino” come ci tiene a precisare.

 “Mi piacerebbe proseguire sulla scia di quanto tracciato nei tre anni al Commissariato Tor Carbone, con l’apertura di uno sportello di ascolto per i cittadini, ovvero la sicurezza a km zero, e aprire una serie di tavoli tecnici con tutte le forze di polizia presenti sul territorio”.

“È un onore  avere accanto a me,in questa nuova sfida elettorale nel progetto del Municipio che verrà, la competenza, la biografia e le capacità di un vero rappresentante dello Stato come Antonino Russo- ha dichiarato Amedeo Ciaccheri-.Il tema della sicurezza urbana ha bisogno dell’attenzione e della sensibilità alla questione della prevenzione,ma anche di un coordinamento più efficace tra gli attori del territorio. In questo senso la candidatura di Antonino Russo qualifica un programma che concretamente possa rispondere ai bisogni delle cittadine e dei cittadini”.

Di Stefano Baiocchi

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La Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici

Nell’Ateneo di Roma Tre, visite guidate, laboratori e giochi scientifici per i più piccoli.

 L’Università degli Studi Roma Tre partecipa con i Dipartimenti di Architettura, Ingegneria, Matematica e Fisica, Scienze all’edizione 2021 della ????? ??????? ??? ??????????? ? ????? ????????????, organizzata da Frascati Scienza e con la partecipazione di molti partner nazionali, in programma il 24 settembre 2021. 

Nell’Ateneo, gli appuntamenti si terranno sia in presenza sia online da lunedì 20 a sabato 25 settembre. Tra le attività principali si segnalano: interviste ai protagonisti della Ricerca a Roma Tre; visite guidate; approfondimenti su biodiversità, cambiamenti climatici e sostenibilità, robotica, Sistema Solare, arte e matematica, nuove tecnologie, nanoscienza​; laboratori e giochi scientifici per i più piccoli. 

Tra le attività innovative di quest’anno, si segnala il 24 settembre, primo turno alle 16.30, “Due passi col ricercatore”, un tour in cui la scienza diventa un’esperienza “quotidiana” ed immediata attraverso un rapporto diretto, privilegiato e spontaneo con i ricercatori, le ricercatrici e i laboratori. Durante il tour i visitatori di tutte le età entreranno in contatto con i vari settori della scienza (dall’ingegneria alle scienze naturali, dall’architettura alla fisica; dall’astronomia alle scienze della terra e alla matematica) attraverso seminari ed esperimenti, in una visione multidisciplinare ed integrata della scienza stessa.

“Ritorna la Notte Europea della Ricerca, che è la notte più bella di Roma Tre. Con decine e decine di microlezioni di scienze, di fisica, di architettura, di matematica, di geologia e di ingegneria – come afferma il Rettore Luca Pietromarchi – si tratta di una straordinaria occasione, in cui l’Università si apre alla città per sollecitare interesse, suscitare passioni e risvegliare vocazioni per quelle scienze che svelano i misteri del mondo, e aprono le porte del futuro”.  

La partecipazione, come sempre, è ad accesso gratuito. Per consultare il programma, seguire gli appuntamenti in streaming nei giorni della manifestazione e prenotarsi obbligatoriamente agli eventi dal vivo, consultare il sito: http://nottericerca.uniroma3.it/Le prenotazioni sono attive dal 13 settembre.

La partecipazione agli eventi in presenza richiede il green pass ad un pubblico di età superiore ai 12 anni.

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“L’altra riva del mare” in Villetta

L’associazione culturale Cara Garbatella e Villetta Social Lab martedì 21 settembre alle ore 17,30 presentano il libro di Danilo Alessi “L’altra riva del mare” (Persephone Edizioni, 2021).Alla Villetta di via Passino 2 via degli Armatori 3 con l’autore ci sarà Gianni Rivolta, giornalista e scrittore, Vincenzo Vita, giornalista e politico.

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Un “Caffè Memoria” anche a Garbatella

Anche a Garbatella apre un “Caffè Memoria”, un’iniziativa per alleviare l’isolamento e la frustrazione dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie. Dopo il centro di Don Liegro a via Ostiense, sarà il Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando 2, nel cuore del nostro quartiere, ad offrire il proprio spazio con il senso di solidarietà ed accoglienza che lo contraddistingue. Gli incontri, organizzati dall’Associazione Alzheimer Uniti Roma della professoressa Luisa Bartorelli, avranno la durata di due ore e saranno guidati dalla psicologa Laura Cherubini.

Il primo avrà luogo il 23 settembre alle ore 16, il secondo è in calendario per il 4 novembre. “Nel “Caffè Memoria”- spiega la Bartorelli – le persone affette da demenza e i loro familiari verranno incoraggiati ad aprirsi e potranno conversare tra loro consumando insieme bibite e dolci, in un clima disteso e tollerante, potranno ascoltare musica e partecipare a vari giochi di memoria, creando a poco a poco nel tempo un clima di socializzazione che aiuta queste famiglie e non sentirsi ghettizzate”.

Di Paola Borghesi

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ancora ritardi per ripristinare il ponte ciclopedonale sulla Laurentina

Sono undici mesi, dall’8 ottobre del 2021 che non esiste più un collegamento sicuro per i ciclisti e i pedoni. Il Ponte Ciclopedonale che unisce l’VIII e il IX municipio è ancora da ripristinare.
Cara Garbatella è andata a dare un’occhiata

Servizio di Stefano Baiocchi

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Riparte con una sconfitta la stagione di Atlante Eurobasket Roma

Al Palavenali di via dell’Arcadia va in scena la prima partita ufficiale della stagione, quella del girone arancione della Supercoppa LNP. E’ un derby laziale che vede i romani perdere negli ultimi minuti contro Benacquista Latina Basket con il risultato di 69-75.

La squadra di coach Damiano Pilot rimaneggiata durante l’estate, ha salutato alcuni dei protagonisti della scorsa stagione, tra cui Lorenzo Bucarelli partito per Cantù, Daniele Magro e Jamal Olasewere trasferiti entrambi a Pistoia. La squadra ha dato invece il benvenuto a nuovi atleti; tra questi Kyndahl James Hill, texano proveniente dalla squadra tedesca Mitteldeutscher BC e un altro statunitense, Gage Davis dall’Illinois, classe 1995, giunto da un’ottima annata con la squadra danese Horsens IC.  Segnaliamo poi l’arrivo di tanti giovani tra cui Matteo Schina, Daniele Molinaro, Simone Pepe, Gianluca Santini e Daniele Tomasello, questi ultimi due cresciuti proprio nelle giovanili di Eurobasket. Assente per infortunio nella partita di esordio stagionale, il capitano Eugenio Fanti, che quest’anno batterà il record di giocatore più longevo della Serie A2 nel vestire consecutivamente la stessa maglia; quattordici anni da professionista che, sommando le stagioni del settore giovanile, lo fa arrivare a ben diciannove anni con Eurobasket Roma.

Foto di Marika Torciva

Lo spettacolo in campo è quello che ci si aspetta da una partita d’inizio stagione: squadre ancora in rodaggio, con poco ritmo nelle gambe e poca concentrazione. Assistiamo, specialmente nei primi due quarti, a molti errori sotto canestro, palle perse e tiri che a volte non arrivano neanche a toccare il ferro. È Latina a crederci di più dimostrando, rispetto ai romani, un’attitudine difensiva migliore, che costringe spesso gli avversari a non concludere l’azione entro i ventiquattro secondi o a concedere tiri forzati.

Si va all’intervallo sul 33-41 per i pontini

Nel terzo quarto in fase difensiva Eurobasket tenta di pressare maggiormente Latina, ma sembra inerme davanti agli attacchi di Abdel Fall e Terry Henderson che trascinano fino a +11 la loro squadra. Nell’ultimo periodo di gioco, finalmente si vede un po’ di spettacolo: Kenneth Viglianisi azzecca due triple che animano i romani, trascinati anche da un buon Alessandro Cicchetti e Simone Pepe che non si risparmiano al rimbalzo. Latina già pregusta la vittoria e si assopisce nell’ultima fase della gara, lasciando a Eurobasket il controllo della partita. Negli ultimi cinque minuti è un assalto dei romani che raggiungono anche un parziale di +14 e con Cicchetti dalla lunetta, a tre minuti dalla fine, passano in vantaggio 67-66. Coach Gramenzi chiama i suoi a raccolta e incita la squadra a ritrovare la via del canestro. Al ritorno in campo Latina riacquista fiducia e vince il match 69-75.

Queste le lucide parole a fine partita di coach Damiano Pilot: “L’indicazione che abbiamo da questo match è che non possiamo iniziare le partite prescindendo dall’intensità, che è il fattore che ci ha permesso il recupero da cui vogliamo ripartire per analizzare la gara e lavorare sui nostri errori”.

Il prossimo incontro di Eurobasket in Supercoppa LNP è previsto per il 15 settembre contro Stella Azzurra Roma. L’esordio in campionato invece è previsto per il 2 ottobre contro la neopromossa Nardò. 

La sfida più faticosa però, che deve affrontare la società di Eurobasket, è quella sull’impiantistica di gioco. Stessa situazione in cui si trova anche la Volley Roma di Serie A femminile. Le maggiori squadre che rappresentano la città di Roma nella pallacanestro e nella pallavolo non hanno un campo di gioco omologato per le partite casalinghe. Il PalaTiziano è chiuso per lavori di ristrutturazione a tempo indefinito, chi potrebbe ospitare le due società è il Palazzo dello Sport di proprietà Eur S.p.A. ma i costi per l’uso sono proibitivi. Le società romane sono in trattativa da mesi sia con il Comune di Roma che con la Regione Lazio per trovare una soluzione. Per Eurobasket serpeggia ancora la possibilità di dover andare a giocare le partite casalinghe in Ciociaria. Nell’anno in cui l’Italia ha trionfato alle Olimpiadi, agli Europei di calcio e nel volley femminile è uno scandalo che a Roma il valore dello sport sia ostacolato del mero profitto economico e da una totale assenza d’investimenti nelle impiantistiche di gioco.

Tabellino

Atlante Eurobasket Roma – Benacquista Latina 69-75 (17-19;16-22;17-20;19-14).

Atlante Eurobasket Roma: Pavone n.e., Romeo 7, Leonetti n.e., Santini 2, Hill 4, Viglianisi 6, Quarta n.e., Cicchetti 11, Schina, Tomasello 4, Davis 19, Pepe 16.

Benacquista Latina: Henderson 26, Fall 17, Ambrosin 2, Dambrauskas 11, Durante 3, Donati n.e., Veronesi n.e., Bagni n.e., Passera 4, Bozzetto 4, Radonjic 8.

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Una targa ricordo per Don Pietro Occelli

Nell’anniversario della battaglia della Montagnola tra il 9 e il 10 settembre 1943 

Durante le manifestazioni per il 78° anniversario della battaglia della Montagnola, è stata inaugurata all’interno della piazza una targa in memoria di Don Pierluigi Occelli,detto “Pietro”, nato a Busca (CN) il 21 novembre 1903. Sacerdote della Società di San Paolo, poeta, scrittore, laureato in legge all’università di Torino, Don Pietro fu tra i fondatori della chiesa Gesù Buon Pastore, edificata nel 1937, e ne fu parroco dal 1938 al 1970. 

Quando arrivò nel 1938 alla Montagnola di San Paolo, così era chiamata quella zona ai margini di una borgata, la chiesa era poco più di un magazzino in un’area circondata da campi, boschi di eucalipto, strade sterrate, pascoli e terre di facile acquisto, prospicenti il complesso dell’Eur, per i gerarchi del Fascio. Subito dopo l’armistizio, ovvero il 10 settembre 1943, la zona della Montagnola di San Paolo divenne teatro di una sanguinosa battaglia tra i nazifascisti e i Granatieri del I e del II reggimento, supportati da alcuni cittadini del quartiere. Il coraggio di Don Pietro Occelli si misurò anche in quest’occasione dove, aiutato dalle monache che accudivano gli orfani nel vicino Forte Ostiense, sostenne eroicamente la lotta partigiana e gli abitanti, facendosi in ultimo carico di seppellire quarantotto militari e undici abitanti della Montagnola. Don Occelli sostenne la popolazione anche nell’immediato dopoguerra, aiutando persone affamate, senza soldi e indumenti; queste una delle sue frasi tratte da un suo libricino autoprodotto nel 1967 titolato Parrocchia e tempio votivo dei caduti Gesù Buon Pastore: “Con un camion, che i giovani partigiani della parrocchia (gruppo Avogadro degli Azzoni) avevano tolto ai tedeschi, si fecero utili uscite da Roma per l’acquisto di derrate. Si fecero inoltre semine e piantagioni sui vasti terreni già espropriati per i piani dell’Eur e rimasti senza padrone. Il camion «de li preti della Montagnola» prolungò l’ora della sua celebrità quando fu girato il film Roma città Aperta e comparve «imprestato»come protagonista con Anna Magnani e Fabrizi in lunghe e tragiche scene”.

Alla cerimonia per la targa era presente anche la sezione ANPI Martiri delle Fosse Ardeatine e queste sono state le parole in ricordo del sacerdote dette dal segretario Nino Ruffa: “Ispiratore e cappellano della prima Brigata Partigiana Cristiana, divenute poi un numero rilevante nell’Italia occupata dai tedeschi e di cui purtroppo si contano 440 sacerdoti caduti. Don Pietro Occelli è stato insignito della Medaglia d’argento al Valor Militare per il suo supporto alla lotta armata e l’efficace protezione di decine di ebrei e antifascisti. Un sacerdote di elevati principi morali e di assoluta chiusura verso i liberticidi e i gerarchi del regime che a poche centinaia di metri dalla sua povera gente sfoggiavano un lusso troppe volte costruito con le ruberie. Un prete che ha dato insegnamenti imprescindibili”.

Oltre all’ANPI era presente anche il presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri e l’assessora municipale alla memoria storica Michela Cicculli, che ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Abbiamo voluto ricordare Don Pietro Occelli, che nella Battaglia del settembre1943 ebbe un ruolo da protagonista sostenendo i combattenti, soccorrendo i feriti, confortando la cittadinanza. A lui, che dal 1938 al 1970 fu parroco della Chiesa Gesù Buon Pastore alla Montagnola abbiamo dedicato una targa per non dimenticare la fondamentale opera sociale che svolse nel quartiere come supporto morale e materiale delle truppe italiane e della popolazione tutta. La memoria collettiva del nostro territorio si è stretta attorno alla figura storica di Don Pietro perché il suo contributo sociale non sia mai dimenticato”.

Nel 1970 all’età di sessantasette anni, Don Pierluigi Occelli lasciò la parrocchia del Gesù Buon Pastore, dedicandosi alla scrittura e alla memoria di quei giorni sanguinosi. Morì ad Albano Laziale il 26 dicembre 1994, dopo alcuni anni di malattia in seguito ad un ictus. Sono molti gli abitanti della Montagnola e non solo a non averlo dimenticato e la targa svelata in quest’anniversario ne è la viva testimonianza.

Di Giuliano Marotta

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Assemblea popolare a Casetta Rossa in vista delle amministrative di ottobre

Sarà Maya Vetri, 39 anni, una candidata al consiglio Municipale per la lista Sinistra Civica Ecologista 

Casetta Rossa si mobilita. In vista delle prossime elezioni amministrative anche il luogo di aggregazione e socialità di via Magnaghi vuole dire la sua proponendo alcune figure di spicco legate ad associazionismo, femminismo ed ecologismo. Persone, uomini e donne presenti da sempre sul territorio dell’VIII Municipio e in particolare della Garbatella.

Sarà Maya Vetri la candidata scelta per il Municipio a sostegno di Amedeo Ciaccheri che cerca la riconferma come Presidente – nella lista Sinistra Civica Ecologista – dopo una assemblea con centinaia di persone presenti.

Nata e cresciuta alla Garbatella, 39 anni, da sempre attivista di Casetta Rossa, che la vede tra i suoi fondatori, e del coordinamento degli orti urbani, Maya Vetri è in prima linea nel cosiddetto hub solidale che raccoglie circa 150 volontari e che si sta occupando di 300 famiglie che non arrivano a fine mese. Ogni giorno i volontari sono impegnati nella raccolta di generi alimentari nei supermercati del Municipio dove cittadini generosi donano scatolame, pasta, passate di pomodoro e altri generi di prima necessità. Una autentica crisi economica quella che ha investito moltissime persone – aggravata dalCovid – che sino a pochi mesi fa avevano una stabilità finanziaria.
Maya, insieme agli altri attivisti, ha ricoperto un ruolo determinante anche nel recupero di 35 vecchi computer che, una volta rigenerati e rimessi in funzione, sono stati donati alle famiglie meno abbienti per consentire ai loro ragazzi di seguire la scuola tramite la didattica a distanza. Se verrà eletta al Municipio, si impegnerà a fondo anche “nell’apertura dei mercati rionali del territorio come luoghi dove svolgere attività culturali e sociali quali concerti o cinema, aperti a tutti i cittadini”.

Casetta Rossa appoggerà anche la candidatura all’VIII Municipio di Iacopo Nunziato, vent’anni, attivista del Centro Sociale La Strada e appartenente quindi a quella generazione nata dopo l’occupazione dei locali di Via Passino. Anche Iacopo è impegnato nel sociale e nella solidarietà, ma con una profonda attenzione all’ambiente e al cambiamento climatico, temi assai cari alla sua generazione.

“Nei percorsi ambientalisti cittadini – si legge nel suo profilo Facebook – ho tentato di dare il mio contributo laddove ci si adoperava in difesa dell’ambiente, per dire no alla speculazione sui territori e alle grandi opere inutili, per mettere tra le priorità della politica quella di una transizione a un modello di sviluppo sostenibile”.

“Il nostro municipio può e deve diventare la prima linea nella sfida al cambiamento climatico e per la trasformazione ecologica: abbiamo un enorme patrimonio ambientale rappresentato dall’Appia Antica, dal Tevere e dai tantissimi parchi, giardini e orti da integrare nei cicli di vita della città, abbiamo spazi e luoghi dismessi da rimettere al centro di processi virtuosi di produzione e consumo, abbiamo una mobilità da ripensare e un patrimonio edilizio da rigenerare”.


Novità anche per quanto riguarda la corsa al Campidoglio dove Michela Cicculli, attualmente assessora in Municipio alle Politiche di Genere, Giovanili, Bilancio e Memoria, sarà una delle tre donne capolista di Sinistra Civica Ecologista a sostegno del candidato sindaco per il Centrosinistra Roberto Gualtieri. Anche Cicculli avrà l’appoggio di Casetta Rossa, così come Sandro Luparelli, del Centro sociale Spartaco, appartenente all’Area di Liberare Roma.

Stefano Baiocchi

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Ci ha lasciato per sempre Silvio Fraschetti. Una vita nel cinema come direttore alla fotografia.

Avrebbe compiuto 100 anni ma non ce l’ha fatta. Così Silvio Fraschetti se ne è andato per sempre lasciando dietro di sé il ricordo di una vita passata nel mondo del cinema prima come operatore e poi come direttore alla fotografia. Era figlio d’arte, infatti, suo padre Cesareoperò come macchinista di scena già all’epoca del cinema muto e prese parte nel 1959 alla realizzazione di “Ben Hur”, primo kolossal della Metro Goldwyn Mayer.

Chi era Silvio Fraschetti? Era nato nel lontano 1922 a via Labicana, ma presto con la famiglia si trasferì alla Garbatella dove rimase tutta la vita.Nel 1943 esordisce come assistente operatore in “Macario contro Zagomar”, una commedia fanta-poliziesca, regìa di Giorgio Ferroni. Lavora con tantissimi attori e attrici di primo piano. Nel 1952 può osservare da vicino il temperamento sulla scena di Anna Magnani nella pellicola nazional-popolare “Camicie Rosse” di Goffredo Alessandrini, sulla fuga attraverso l’Italia di Giuseppe Garibaldi (Raf Vallone) e Anita, dopo la caduta della Repubblica romana. A cavallo degli anni Settanta e Ottanta il regista Alfonso Brescia lo volle con lui come direttore della fotografia in film come: Zappatore, Carcerato, Lo scugnizzo, Big mamma, che ebbero come protagonista il re della sceneggiata napoletana Mario Merola.Poi lavorò a pellicole più leggere con il regista Mariano Laurenti: Pop corn e patatine (1985)e Pierino torna a scuola (1990) e con Romano Scandariato in Quel ragazzo della curva B, il musicarello che lanciò il cantante partenopeo Nino D’Angelo.  Ma l’esperienza lavorativa di cui parlava sempre volentieri e che lo consacrò come direttore della fotografia fu il lungometraggio sulla storia del generale Dalla Chiesa, “Cento giorni a Palermo” (1984), diretto da Giuseppe Ferrara, alla cui realizzazione ha contribuito, come sceneggiatore e assistente alla regìa Giuseppe Tornatore. Domani alle 11,30 saluteremo Silvio per l’ultima volta alla Villetta, in via Passino, 26.

Di Gianni Rivolta

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8 settembre 1943 a Porta San Paolo col presidente Sergio Mattarella e la sindaca Raggi

Commemorati cittadini e militari che si opposero all’occupazione tedesca della città

A Porta San Paolo, nella ricorrenza dell’8 settembre, il ricordo e l’omaggio ai caduti nella Lotta di Liberazione dal nazifascismo.Presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Sindaca di Roma Virginia Raggi e il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

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Chiude la Saccheria Sonnino

Dopo 90 anni di ininterrotta attività all’Ostiense

Un altro esercizio storico della zona chiude i battenti. Parliamo della famosa Saccheria Sonnino, punto commerciale di riferimento per tanti anni del quadrante Ostiense e di Roma. Alzi la mano chi non ha acquistato un qualcosa almeno una volta nel famoso magazzino di via del Porto Fluviale: un sacco a pelo, una tenda, un fornelletto o una lampada da campeggio, ma anche casalinghi, tavolini, sedie, piatti e giocattoli. Il bazar, conveniente e colmo di oggetti utili, con alle spalle una storia lunga almeno un paio di secoli, dal primo settembre ha abbassato le saracinesche. Ce lo racconta Mario Sonnino, l’ultimo gestore insieme alla sorella Alberta, dopo aver ereditato l’attività dal fratello Carlo, scomparso tre anni fa. La prima licenza commerciale viene rilasciata dall’allora Stato della Chiesa nientemeno che nel 1856, quando i Sonnino avevano la saccheria in via Bocca Della Verità, nel rione Ripa. Rione che conosciamo molto bene, poiché dà i natali a Clementina Eusebi, la donna chiamata Garbatella, che ci nasce in via San Giovanni Decollato nel 1796. L’attività dei Sonnino, il cui inizio si colloca nel secolo XVIII, è molto fiorente, visto il carattere prettamente agricolo dell’Italia di quei tempi, i suoi sacchi e teli sono rinomati e richiesti per molti anni. Nel 1930 però, cambiato il clima politico, con la furia cieca di abbattere “il pittoresco sudicio tramite sua Maestà il Piccone”con l’obiettivo di costruire strade più ampie, anche i Sonnino sono costretti a scegliere una nuova sede. Ecco allora che il nonno Alberto compra il terreno nella odierna zona di via del Porto Fluviale, su cui poi costruirà il palazzo e il magazzino che vediamo in una foto d’epoca. (fig. 1)

A quei tempi il palazzo era affiancato da una società che produceva pecorino romano.

Arriva poi la guerra con la sua triste scia di distruzioni e dolori. La zona sarà offesa dal bombardamento del marzo 1944, tristemente noto per i danni e le vittime causate nel quadrante Ostiense, nella vicina chiesa di San Benedetto, e alla Garbatella.

Qui di seguito una foto del palazzo scattata subito dopo i danni subiti. Si può notare la mancanza di una parte dell’insegna che riportava la scritta Sonnino, danneggiata e caduta in terra. (figura 2)

Tra il 1943 e il 1944, durante i terribili mesi dell’occupazione di Roma, i fratelli Sonnino, Alberto e Giuseppe, scampano alle deportazioni nazifasciste grazie ai buoni uffici di Frate Ehrhard, il sacerdote di origini tedesche Priore dell’Abbazia delle Tre Fontane, con cui intrattenevano rapporti commerciali, attraverso la società agricola della vastissima Tenuta. Insieme ad altri cittadini ebrei e oppositori di regime erano riusciti a nascondersi nelle celle dell’abbazia mescolandosi agli operai avventizi e ad alcuni graduati dell’esercito italiano eludendo i controlli dei militari tedeschi. Alla fine delle ostilità, per ringraziare il Priore dell’aiuto spassionato ricevuto, le famiglie ebree Sonnino e Di Porto regaleranno all’abbazia una scultura in marmo che rappresenta una Madonna con Bambino, tuttora presente nell’arco di ingresso al Monastero.

Il dopoguerra vede nuovamente i Sonnino rimboccarsi le maniche e ripartire con la loro attività. Gli affari vanno bene, ma, arrivati agli anni sessanta, il mondo inizia a cambiare sempre più velocemente, la società si trasforma da agricola a industriale, la richiesta di sacchi per l’agricoltura inizia a calare, sostituita da materiali di cartone e plastica. Ed ecco che l’azienda, ora passata nelle mani del fratello Carlo, si orienta verso i teloni impermeabili per i camion che vede un certo successo fino alla fine degli anni settanta. L’esigenza di diversificare induce i Sonnino ad ampliare l’offerta su articoli da campeggio, arricchita poi da nuovi prodotti quali tavoli, sedie, piatti, casalinghi, articoli da regalo e giocattoli. Sino ad arrivare ai giorni nostri in cui la velocità di trasformazione è sempre più repentina, i modelli commerciali diventano molto aggressivi, tanti commercianti soffrono la concorrenza della distribuzione on-line. Tre anni fa scompare anche Carlo, l’azienda passa a Mario e Alberta, che la conducono con entusiasmo e passione. Ma arriva la decisione di ritirarsi in pensione, con i figli impegnati in altri percorsi professionali. E allora la sofferta scelta di chiudere l’attività e salutare con affetto gli abitanti del quartiere e la clientela affezionata che per così tanto tempo ha avuto come punto di riferimento la Saccheria Sonnino. (figura 3)

Di Giorgio Guidoni

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Quasi quattrocento profughi afghani ospiti in strutture alberghiere dell’Asl RM 2

Il 30 giugno scorso si è conclusa la missione italiana in Afghanistan, iniziata il 10 gennaio 2002 con la partecipazione alla missione di guerra NATO denominata ISAF (International Security Assistance Force), seguita poi da quella del 2015 Resolute Support. 

Ad aprile scorso gli Stati Uniti hanno ufficializzato la decisione ministeriale della NATO: lasciare l’Afghanistan entro l’11 settembre 2021, proprio nel ventennale dell’attentato alle Torri Gemelle di New York. 

I risultati di due decenni di guerra sono disastrosi e le missioni fallimentari, con enorme dispiegamento di forze, dispendio di vite umane con il solo risultato di lasciare la popolazione afghana nelle mani dei talebani e in collasso economico. L’Italia ha impiegato circa cinquantamila persone, con 53 militari morti e oltre 700 feriti, spendendo circa 9 miliardi di euro. L’Afghanistan in questo momento è un paese in seria difficoltà, con la maggioranza delle persone che vive al di sotto la soglia di povertà, spaventata e in costante tensione. Le immagini dell’aeroporto di Kabul e dell’ultimo attentato sono scioccanti e rattristano. Migliaia di persone che scappano per salvarsi la vita, lasciando alle spalle familiari, amici, il loro paese e forse anche la speranza di poterli ritrovare.  In patria hanno lasciato anche documenti, cellulari e tutto il necessario per mettersi in contatto con i familiari.

Le foto di Francesca Canu sono state scattate nel 2013 all’interno dell’Istituto Romano San Michele.

Molti tra gli afghani scappati sono riusciti a raggiungere con voli speciali l’Italia e 375 sono stati ospitati in tre alberghi dell’Asl Roma 2, dove è stata costituita un’equipe aziendale multidisciplinare (medici ed infermieri afferenti a diversi Servizi-UOC Tutela degli Immigrati e Stranieri, Home Care Covid, Coordinamento drive in e strutture Alberghiere Protette, Servizio Farmaceutico) per la gestione integrata dei bisogni della popolazione ospitata.

Il personale medico si è accertato della loro condizione fisica ed è intervenuto per prestare le cure necessarie, come per chi seguiva già in Afghanistan terapie per alcune patologie anche gravi e che nella fretta di scappare, non aveva portato con sé neanche le medicine necessarie o una donna con gravidanza a termine che è stata aiutata a partorire. Molti sono stati anche i soggetti che si sono sottoposti al vaccino anticovid. È stato attivato un Servizio di mediazione linguistica-culturale gestito dalla Cooperativa CEIS nell’ambito del Dipartimento di salute mentale e dei progetti con finanziamento europeo FAMI. 

Non è la prima volta che il nostro territorio è attraversato da una numerosa migrazione di persone afghane. Già a partire dal 2006 e soprattutto nel 2012, alcuni rifugiati si stanziarono con delle tende improvvisate nell’area attigua all’Air Terminal Ostiense. La giunta comunale dell’epoca, guidata da Giovanni Alemanno, ignorò la crisi umanitaria che stava attraversando la città; solo grazie ai volontari e allo spirito di accoglienza del Municipio XI (dal 2013 VIII), con presidente Andrea Catarci, fu costruita, all’interno dell’IPAB San Michele di Tor Marancia, una grande tecnostruttura per accogliere e portare reale sostegno a queste persone. Un’esperienza solidale che vide una grande partecipazione dei romani, un’attivazione che ci auguriamo si metta in moto anche oggi. Intanto notizie poco confortanti continuano a giungerci dall’Afghanistan, una terra di millenaria storia, ricca di risorse naturali di cui il popolo afghano non può godere, costretto a subire la legge dei talebani e l’ingerenza violenta di paesi stranieri tra cui lo stato italiano anch’esso responsabile di questo declino.

Di Giuliano Marotta

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Incidente all’alba in via Ostiense, muore un ragazzo a bordo di uno scooter.

Ennesimo tragico incidente sulle strade della Capitale e del nostro Municipio. A rimetterci la vita – quando ancora non era l’alba – un ragazzo a bordo di uno scooter preso a noleggio. 
L’incidente, nel quale è rimasta coinvolta anche un’autovettura, è avvenuto intorno alle 5.00 del mattino lungo la via Ostiense poco prima degli ex mercati generali lungo la carreggiata in direzione di Porta San Paolo. 
Secondo quanto si è appreso, il ragazzo sullo scooter sarebbe stato investito dalla vettura che si sarebbe data alla fuga. Pochi istanti dopo il fatto una pattuglia dei Carabinieri di Garbatella in transito ha allertato il 118, ma il personale sanitario intervenuto rapidamente sul posto, dopo aver tentato una disperata rianimazione, non ha potuto che costatare il decesso del giovane. 

Per effettuare i rilievi del sinistro, la Polizia Locale dell’VIII gruppo Tintoretto è stata costretta a chiudere il Ponte Settimia Spizzichino dalla Garbatella in direzione della via Ostiense, ma anche a chiudere la corsia preferenziale tra il Ponte e via Francesco Negri. Inevitabili le ripercussioni in tutta la zona con gli automobilisti costretti a percorrere via Girolamo Benzoni e via Pellegrino Matteucci. Proprio il personale della Polizia Locale per rintracciare il guidatore della vettura ha raccolto diverse testimonianze che ora sono al vaglio degli investigatori. 
Diversi anche i cittadini della zona che, udito il rumore forte e improvviso dell’incidente, sono scesi in strada. Alcuni di essi hanno fatto notare che da qualche anno, con il proliferare dei locali e dei bar, soprattutto la notte dei fine settimana, molti veicoli percorrono a tutta velocità quel tratto dell’Ostiense anche impegnando la corsia preferenziale o non rispettando le più elementari regole di sicurezza stradale. 

Stefano Baiocchi

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Renoize 2021 XIV edizione al Parco Schuster

Quest’anno Renoize si fa in tre, l’evento che anima il parco Schuster a San Paolo è arrivato alla quattordicesima edizione e si svolgerà per la prima volta nell’arco di tre giornate dal 3 al 5 settembre. 

Era il 27 agosto 2006 quando Renato Biagetti, ingegnere di 26 anni nato e cresciuto nel quartiere della Montagnola e attivista del centro sociale Acrobax, fu ucciso con sette coltellate da un neofascista di 19 anni a Focene al termine di un concerto in spiaggia. Da quel tragico giorno sono state tante le iniziative intraprese dalla famiglia e dagli amici per ricordarlo, tra queste quella del 2019 in cui l’ANPI di Fiumicino ha posato una targa e una grande pietra d’inciampo, nel luogo dell’omicidio per ricordare a tutti quello che successe. Anche quest’anno il giorno dell’assassinio, al Buena Onda, stabilimento della cittadina di Focene, si celebrerà il ricordo di quel tragico giorno.

Al Parco Schuster invece dal 3 settembre, si susseguiranno laboratori, spettacoli teatrali, presentazioni di libri e concerti. Tra i temi centrali che si andranno a dibattere in questa edizione c’è il ventennale del G8 di Genova, la situazione che sta insorgendo tra i lavoratori della GKN di Firenze e infine quello sulla Gira Zapatista, una delegazione d’indigeni del Messico ha intrapreso un viaggio per incontrare popoli ed esperienze di resistenze per il mondo, alla ricerca di ciò che li unisce, seppure da differenti angoli del pianeta e nelle prossime settimane sbarcheranno anche in Italia. Si alterneranno poi laboratori di sartoria, di caracoles in ceramica, di serigrafia e attività dedicate anche ai bambini.

Tra i concerti invece spiccano i nomi di Daniele Silvestri, degli Skasso, O’Zolù dei 99 Posse in un nuovo spettacolo dove l’artista ripercorre i suoi 30 anni di carriera accompagnato dal violinista Edo Notarloberti e da suoni elettronici, poi domenica sera suonerà la cumbia dei Los3Saltos e lo ska punk dei Talco storica band veneta.

Renoize non è solo spettacolo ma anche un messaggio che gli organizzatori lanciano alla città come si legge in un loro comunicato: “vogliamo coinvolgere ancora di più il territorio attraverso un percorso in forma laboratoriale, alla ricerca di un linguaggio culturale largo a partire dalla musica, ma non solo, che metta in connessione tutti i nostri saperi, le nostre competenze e relazioni. Perché ci opponiamo al fascismo, al razzismo e ad un sistema economico neoliberista che lo alimenta; un sistema mortifero e reazionario a cui pensiamo sia necessario opporre il nostro irrefrenabile desiderio vitale”.

L’evento è ad ingresso gratuito, per altre info e per il programma completo consultate la pagina Facebook:  https://www.facebook.com/IonondimenticoRenatoBiagetti

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Addio a Carla Di Veroli

In una afosa giornata d’estate il corpo di Carla Di Veroli è stato trovato senza vita nella sua casa della Garbatella. Forse era morta già da qualche giorno a causa di un malore. Il portiere dello stabile non vedendola si è allarmato e ha avvisato il fratello (il figlio risiede in Israele) e poi sono intervenuti i Vigili del fuoco. Solo l’autopsia potrà chiarire questa tragica scomparsa.

Chi era Carla Di Veroli? Aveva solo 59 anni, ma negli ultimi decenni è stata impegnata nella battaglia dei diritti civili e una instancabile testimone della Memoria. Nipote di Settimia Spizzichino, l’unica ebrea romana sopravvissuta al rastrellamento del ghetto il 16 ottobre del 1943 e figlia di Angelo, partigiano combattente di Giustizia e Libertà. Cominciò la sua attività nelle istituzioni locali del Municipio XI (oggi VIII) come consigliera circoscrizionale (era stata eletta nella Lista civica per Rutelli Sindaco), poi divenne assessora alla cultura e delegata alla Memoria in Campidoglio col Sindaco Ignazio Marino. Qualificata rappresentante della comunità ebraica romana, che alla Garbatella ha una forte presenza democratica, era una impegnata antifascista. E per questo era stata oggetto di intimidazioni da parte delle frange nazifasciste della Capitale. Noi di Cara Garbatella ce la vogliamo ricordare con la sua solita verve durante la presentazione al Palladium del libro “Garbatella tra storia e leggenda”, insieme a Massimiliano Smeriglio, Andrea Catarci e il regista Carlo Lizzani. Era il 2010 e Carla aveva tenuto il palco come sapeva fare, con quella tempra e tenacia che la distinguevano tra centinaia di persone.

Di Gianni Rivolta

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RISCHIO CROLLO, EVACUATA UNA PALAZZINA ATER AL LOTTO 16

Un brutto ferragosto per le dieci famiglie costrette allo sgombero

Sgomento, paura, rabbia, ma anche rassegnazione. È ciò che serpeggia tra gli abitanti di via Vettor Fausto 32, nel cuore della Garbatella. Giovedì scorso le crepe all’esterno della palazzina risalente ai primi anni ’30 del Lotto 16 avevano fatto temere il peggio, tanto che l’arrivo dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale – messi in allarme dagli stessi inquilini dello stabile ATER – era stato tempestivo. Dopo un rapido sopralluogo è stato deciso di evacuare le famiglie, dieci in tutto, residenti nelle scale A e B.
Alcuni, quelli più fortunati, hanno scelto di essere ospitati da parenti e amici, altri sono stati trasferiti in alcune pensioni presso la Stazione Termini.
Il palazzo, completamente recintato, è finito sotto sequestro, ma l’indomani è stato consentito agli inquilini di recuperare alcuni effetti personali o di valore.
In un primo momento, in merito alla comparsa delle nuove crepe, erano balenate diverse ipotesi quali lo spostamento di un muro portante o la rimozione di una colonna dopo alcuni lavori di ristrutturazione. Ma per ora non c’è alcun riscontro oggettivo, bisognerà attendere ulteriori sopralluoghi da parte dei tecnici e degli ingegneri, mentre alcune voci raccolte nel Lotto parlano di problemi alle fondamenta. Le persone più anziane che abitano nei dintorni, o quelle con più memoria, ricordano che da almeno quarant’anni quella palazzina ha dato problemi di stabilità, tanto è vero che sono ancora evidenti alcuni interventi di tamponatura quali l’inserimento di catene e tondini tra la facciata di via Vettor Fausto e il retro che affaccia sul cortile interno.
Inoltre è emerso che da oltre dieci anni gli abitanti della palazzina lamentavano di finestre che si chiudevano male o rimanevano bloccate a causa di dislivelli, o dagli stipiti delle porte che non ne consentivano il serraggio. Le ultime crepe comparse di recente, e ben visibili sopra l’ingresso di uno dei negozi dismessi da tempo, hanno quindi alzato ulteriormente il livello di attenzione.

La memoria non può non andare alla tragedia del Portuense quando uno stabile di via di Vigna Jacobini nella notte del 16 dicembre del 1998 si sbriciolò letteralmente inghiottendo 27 persone. Il procedimento penale che ne seguì accertò che il crollo dell’edificio fu causato da errori progettuali e dalla scarsa qualità ed estrema disomogeneità del calcestruzzo.

È stata quasi un’escalation– racconta Mauro abitante pochi metri distante – perché questa vicenda va avanti da tantissimo tempo. Ero andato a portare le medicine a mia sorella quando improvvisamente sono arrivati i Vigili del Fuoco; prima o poi ce lo aspettavamo, sono diversi gli stabili del quartiere che presentano non pochi problemi. Recentemente al Lotto 8 è stato necessario intervenire sulle fondamenta. Il pensiero va in primo luogo alle famiglie sgomberate che abitano qui da una vita, ci conosciamo tutti”.

C’è preoccupazione anche tra gli inquilini della adiacente scala C dove la palazzina presenta evidenti segni di ammaloramento e dove comunque c’è poca voglia di parlare. Qualcuno ricorda le numerose richieste di intervento ai Vigili del Fuoco per verificare lo stato della struttura e delle successive relazioni consegnate a cui l’ATER sembra non abbia dato seguito.

Intanto anche il forno, l’unica attività commerciale presente in quella porzione di strada, è stato costretto a chiudere.

Stefano Baiocchi

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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