Era un ebreo polacco di 43 anni rimasto per anni tra gli otto martiri non identificati
Venerdì 24 marzo 1944, una data che resta nella memoria e nel cuore di tutti gli italiani ed in particolare dei romani. Quel giorno 335 esseri umani vennero barbaramente trucidati alle Fosse Ardeatine dalle SS naziste che occupavano Roma.
Stavolta non ci soffermiamo sulla storia di quell’eccidio che dovrebbe essere risaputa e conosciuta da tutti. I poveri resti di quelle persone oggi sono custoditi, come tutti sappiamo, nel Mausoleo di via Ardeatina.
327 di loro nel tempo sono stati identificati grazie a registri, testimonianze, reperti. Per otto invece non si è riusciti a abbinare i resti mortali ad un nome.
Quindi da un lato i nomi degli otto ultimi martiri non erano sconosciuti ma dall’altro non si sapeva a quale nome corrispondessero quelle ossa piuttosto che quelle altre.
Nei giorni scorsi grazie al lavoro del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti avviato nel 2010, con il supporto del RIS dell’Arma dei Carabinieri e del Laboratorio di Antropologia dell’Università di Firenze e con la collaborazione dell’Anfim (associazione familiari delle vittime) e della Comunità Ebraica si è avuta la certezza dell’appartenenza di resti umani non ancora identificati a Marian Reicher anche lui vittima dell’eccidio.
Marian Reicher era un ebreo polacco di 43 anni che venne arrestato a Roma e cadde vittima della rappresaglia tedesca.
Grazie alla comparazione del DNA di David Reicher, figlio di Marian, con i DNA dei resti senza nome si è finalmente riusciti ad abbinare resti e nome per un’altra persona e ora Marian Reicher riposa nel sacello 272.
Il Ministero della Difesa informa che passata l’emergenza della pandemia del coronavirus sarà organizzata una cerimonia al Mausoleo per onorare ufficialmente la ritrovata identità di Marian Reicher alla presenza del figlio David.
Lunedì 20 aprile intorno alle 20, dopo la giornata di pioggia, un platano di circa 20 metri di altezza e di diverse tonnellate di peso, è caduto in Via A. Pigafetta, quasi all’altezza del Centro Diagnostico. Una tragedia mancata perché per fortuna in quel momento non transitava nessuno, ma cinque auto parcheggiate sono state gravemente danneggiate. La strada è rimasta bloccata e sono intervenuti i Vigili del Fuoco e il Servizio Giardini del Comune per ripristinare la circolazione.
Ancora una volta la Natura ci tira le orecchie, a noi incapaci di ascoltarla, e ci rimprovera per la nostra disattenzione nei suoi confronti. Quanti alberi sono caduti a Roma quest’anno e negli anni passati? Quante persone hanno subito danni fisici o alle auto o alle proprie abitazioni? Quanti ancora ne dovranno cadere perché venga intrapreso un serio programma di manutenzione per evitare o anticipare la caduta di tronchi e rami?
Avere cura del patrimonio arboreo della città potrebbe essere un modo davvero giusto per celebrare realmente la Giornata della Terra che cade proprio questa settimana.
La pittrice ha il suo atelier davanti la fontana di Carlotta
L’identità passa anche attraverso i suoi luoghi: essi definiscono gli spazi del vivere civile, connotano le relazioni, la storia e le storie. I luoghi antropologici rendono peculiari, inoltre, la cultura e l’arte: “Garbatella ha una dimensione umana, storica e paesaggistica che è un piacere da vivere e da riportare su tela. Il suo essere un paese nella città, la sua tranquillità di vita e la sua serenità sociale, che tanto mi ricordano la Svizzera, sono diventati i soggetti della mia pittura” ci racconta Sandra Gianesini che da tre anni ha un atelier a piazza Ricoldo da Montecroce, di fronte alla fontana Carlotta.
Sandra Gianesini nasce in Svizzera nel 1978, dove riceve sin da bambina una solida educazione all’arte attraverso gli insegnamenti di suo padre, anche lui pittore. Nel 2000 si trasferisce a Roma, dove perfeziona le tecniche di pittura ad olio, acquerello e pastello, a studio e, soprattutto, “en plein air”. Collabora, inoltre, con diversi artisti italiani e stranieri. Le sue opere sono esposte in Svizzera, presso la “Galerie Avenue du Général Guisan 19”, a Sierre, dove è ospitata una mostra permanente e alla MAG (Montreux Art Gallery), e in gallerie d’arte in Italia.
In occasione del centenario del quartiere, ha lavorato ad una serie di dipinti e disegni che ritraggono diversi scorci della Garbatella. Un’anteprima è stata mostrata al pubblico in un’esposizione ad ottobre durante la Rome Art Week e a gennaio in una mostra personale in concomitanza dell’apertura dei festeggiamenti.
“Nonostante i suoi 100 anni, Garbatella è un quartiere dinamico e giovane – continua l’artista – per questo mi piace dare un tocco di colore ai lavori che la ritraggono, ma nello stesso tempo parlare di Garbatella evoca un’atmosfera sognante e ‘magica’per tale motivo uso anche la tecnica della luminescenza, attraverso la quale mescolo la polvere di marmo con dei pigmenti luminescenti che assorbono la luce del giorno, sia naturale sia artificiale, e la restituiscono di sera quando si spengono le lampade. L’effetto finale è quello di trovarsi una sera d’estate per i vicoli e i lotti del quartiere, sotto le stelle”.
A fine estate 2020 è prevista presso l’atelier della pittrice una mostra con tutti i lavori realizzati per il centenario.
É stata resa nota dal Seresmi, Servizio Regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, la mappa romana dei contagi Covid-19.
I dati, aggiornati al 17 aprile 2020, parlano di 69 casi nell’ottavo municipio con un tasso di incidenza del 5,27%, inteso come il rapporto tra malati e un campione di 10mila abitanti. Tenendo a mente il dato di positivi totali nella capitale, oggi 1732, una settimana fa 1511, notiamo che la distribuzione territoriale risulta simile alla precedente e la crescita piuttosto equa tra i vari quartieri. Si va da zero nuovi casi a sette, la punta massima.
A Garbatella sono presenti 33 casi, 16 a Tormarancia, 5 a Navigatori e 4 a Valco San Paolo, con un’incidenza massima nel Municipio di 9,68%, proprio quella della zona Navigatori.
Il triste primato della città spetta però al quartiere di Torre Angela, periferia est della capitale, che resta il quartiere della città dove si registra il numero più alto di malati di coronavirus, 52 in totale, mentre i tassi più alti sono quelli dei Municipi I, II e XV.
Nonostante il caos sulle varie riaperture, c’è una luce per quanto riguarda l’agricoltura. In settimana infatti è stata firmata dalla Regione Lazio l’ordinanza che permette spostamenti a chi ha un proprio orto o allevamento di animali da cortile. C’è però una distinzione tra orti familiari e urbani o collettivi. Dunque, attenzione alle regole. Quali sono? Andiamo a vederle.
Gli orti familiari
Tutti ad aspettare che in quest’emergenza qualcosa si muova. Librerie? Prima si poi no. Negozi per bambini? Si ma a tanti negozianti non conviene. Ora è la volta degli agricoltori hobbisti. Questa volta però, la nuova ordinanza sembra essere stata apprezzata da tutti. Sia dalla Regione che dagli appassionati della coltivazione. È dunque possibile recarsi al proprio orto? Si, se si seguono le regole.
Le regole da seguire
Lo spostamento è previsto limitatamente agli interventi necessari alla tutela delle produzioni vegetali e degli animali da cortile allevati.
Lo spostamento verso il proprio terreno è previsto non più di una volta al giorno.
Un solo componente della famiglia può recarsi all’orto.
Gli orti urbani o collettivi
Per quanto riguarda gli orti urbani o collettivi il Comune ha emanato una disposizione con alcune regole, un pò più restrittive, da dover seguire. Vediamole insieme.
Le regole da seguire
Lo spostamento verso il proprio terreno è previsto per non più di tre volte a settimana.
Un solo componente della famiglia può recarsi all’orto.
Mantenere una distanza di 50 mq dalle altre persone.
È vietato l’accesso alle aree di socializzazione dell’Orto.
È vietato l’accesso ai coltivatori non autorizzati e al pubblico.
Come raggiungere l’orto
Altro quesito è come posso recarmi al terreno? Ogni orto urbano o collettivo è affidato ad un’associazione. Dunque il Presidente del circolo in questione dovrà inviare all’Ufficio Orti Urbani e alla Direzione Tecnica del Municipio di competenza territoriale la lista del coltivatori da Lui autorizzati. I controlli da parte della Polizia potrebbero essere effettuati anche all’ingresso dei vari terreni. Dunque, gli orticoltori dovranno portare con sé, oltre alla dichiarazione sostitutiva, anche la tessera associativa.
Appassionata protagonista, con le donne socialiste della Garbatella, delle battaglie per i diritti civili.
Iolanda in un’intervista durante la campagna elettorale nel 1987
Qualche giorno fa, il 14 aprile ci ha lasciati per sempre Iolanda Pallocca, una delle figure femminili più impegnate nelle battaglie democratiche del quartiere Garbatella. Tenace militante socialista nel circolo di via Edgardo Ferrati, Iolanda vedova Unfer è stata instancabile protagonista negli anni Settanta delle lotte per i diritti civili (divorzio e legge 194) e sui decreti delegati per una partecipazione democratica negli organismi collegiali della scuola. Insieme alle altre donne socialiste e comuniste si è battuta, inoltre, per l’apertura del primo consultorio familiare di via Montuori, dove partecipava con Elisabetta Di Rienzo all’assemblea di gestione delle donne. La benedizione della salma si è svolta davanti alla chiesa di San Francesco Saverio secondo le direttive emanate dal Governo in periodo di emergenza Covid 19. Tutta la redazione di Cara Garbatella si unisce al dolore dei figli, dei parenti e dei cittadini della Garbatella che l’hanno conosciuta. (g.r)
Fino a pochi mesi fa, uno dei luoghi più gettonati delle visite guidate nel quartiere, ora simbolo di degrado e di incuria. É la Fontana Carlotta che riversa in un preoccupante stato di abbandono a causa di elettrodomestici, mobili, sanitari, carrelli della spesa, spazzatura gettati lì da circa dieci giorni.
Abitanti del posto ci hanno rivelato che la responsabile di tale situazione potrebbe essere un’abitante del lotto 27, che gradualmente ha lasciato nella piazza antistante la fontana gli oggetti dei quali non si serviva più, incurante degli effetti del proprio gesto.
Purtroppo, non è la prima volta che Carlotta viene deturpata. In passato l’effige è stata danneggiata da vandali e ridotta ad uno stato di degrado e poi restaurata in più di un’occasione. Allo stesso modo, ciclicamente, l’area che la circonda è stata lasciata allo stato brado e poi recuperata.
Sembra che la bella Carlotta non debba avere pace neanche in tempi di Covid-19.
È di circa tre mesi fa la rimozione dei chioschi del vecchio mercato di viale Carlo Tommaso Odescalchi, trasferito nel nuovo plateatico di via Rosa Guarnieri Carducci, che insieme all’ex mercato di Garbatella è stato inaugurato il 1° dicembre 2019. Tor Marancia ha così salutato il suo storico mercato rionale, che serviva gli abitanti fin dagli anni Sessanta.
L’appalto per i lavori e la bonifica dell’area in cui sorgeva il mercato se lo è aggiudicato la ditta G. INTECH INNOVATIONS & TECHNOLOGIES S.R.L., per un importo di circa 68 mila euro; ancora oggi, però, parte dei detriti della demolizione non sono stati rimossi e si è resa necessaria la perimetrazione della distesa di macerie e l’area è diventata ben presto una discarica di rifiuti privati e di materiali di risulta.
Interpellato sulla questione l’assessore municipale Leslie Capone afferma: “La sospensione della raccolta e smaltimento dei materiali dell’ex mercato di viale Odescalchi è dovuta alle conseguenze dell’epidemia sia per il centro adibito alla raccolta, sia per l’impresa incaricata dagli operatori. Stiamo valutando se possibile l’intervento di AMA”. “Dopo lo sgombero dei materiali”, prosegue Capone “è già stata espletata la gara per i lavori di riqualificazione della strada”.
Lo storico mercato di Tor Marancia, non è nuovo a tentativi di riqualificazione e manutenzione, anche in seguito a richieste degli operatori, che avevano visto negli ultimi vent’anni una diminuzione della clientela.
Nel 2007 l’amministrazione comunale, programmò ed appaltò la realizzazione, con il metodo del project finance, di un nuovo mercato coperto che riunisse i mercati rionali di Odescalchi e Navigatori, nell’area tra via di Santa Petronilla e via Marco e Marcelliano. L’operazione però è naufragata poiché la ditta appaltatrice adduceva esosi costi di realizzazione. Del nuovo mercato non se ne fece più nulla, nonostante le sollecitazioni del Municipio, che nel 2011 ne richiedeva nuovamente la realizzazione.
Con la delibera del 5 marzo 2015 il Municipio rinunciava all’unificazione dei due mercati e decise il trasferimento del mercato di via Odescalchi nel nuovo mercato di via Rosa Guarnieri Carducci e la ristrutturazione del mercato di Navigatori nella sua attuale collocazione.
In seguito nell’ottobre 2018 il Consiglio Municipale chiese con decisione unanime di inserire la ristrutturazione del mercato di Navigatori all’interno del Piano di riassetto di Piazza dei Navigatori, legato alla costruzione dei palazzi sull’omonima piazza, finanziando le opere necessarie con i fondi proventi dagli oneri di urbanizzazione.
Oggi gli abitanti di Tor Marancia non hanno più un mercato rionale, il più vicino resta quello di Piazza dei Navigatori, che proprio in questi giorni ha ricominciato a servire dopo la messa a norma prevista dalle ordinanze sul contenimento del Covid-19.
A seguito dello spostamento del mercato, viale Odescalchi ha visto andare via anche lo storico Bar di Gigi, trasferitosi a via dei Lincei. Attualmente, quindi, una delle vie centrali del quartiere che un tempo era animata da attività e circolazione di persone, appare ai nostri occhi desolata e vuota, pur ospitando molte serrande abbassate dei locali Ater che potrebbero restituire agli abitanti alcuni servizi utili e ridare vita alla strada. Su questo ultimo aspetto l’assessore Capone dichiara: “Abbiamo sollecitato l’Azienda a risolvere eventuali problemi amministrativi e a procedere a un bando per la loro assegnazione”.
Nella vecchia Sciangai per una situazione che volge verso una risoluzione sono tante quelle attendono il loro destino: la costruzione del terzo palazzo di Piazza dei Navigatori, il futuro dell’ex Fiera di Roma e dell’ex scuola Mafai in viale di Tor Marancia 103. Rispetto a quest’ultima questione il Comune sta lentamente pianificando la demolizione e bonifica dell’area dove verrà poi costruito il Centro Culturale, unico risarcimento che il quartiere è riuscito a strappare a fronte delle speculazioni edilizie di Piazza dei Navigatori. È invece evidente che la speranza di un mercato coperto per gli abitanti di Tor Marancia non ci sarà.
L’iniziativa di due classi della scuola media Moscati della Garbatella
C’è un regalo in più per le famiglie in difficoltà economiche e per gli anziani soli che in queste settimane stanno ricevendo a casa la spesa, perché non possono uscire : a Pasqua per loro c’è anche una poesia, un disegno o un pensiero realizzato da alcuni studenti della scuola media Moscati. Si tratta di due classi che per un giorno intero hanno fatto le loro video lezioni questa volta però dedicate al volontariato nel quartiere. Insieme all’assessora Francesca Vetrugno e alla vicepreside Margherita Venetucci c’erano anche in collegamento dei volontari, che insieme ad operatori del Comune stanno portando avanti l’attività del Municipio solidale: cibo, libri, farmaci a domicilio per chi non può uscire oppure non può acquistarli. Hanno spiegato ai ragazzi il valore e il significato di questa scelta in un momento così difficile come questo, l’aiuto che hanno deciso di dare per alleviare la solidarietà di molti abitanti del quartiere e dai ragazzi hanno ricevuto domande, curiosità e ringraziamenti. E alla fine anche le loro poesie e frasi che in questi giorni stanno arrivando in molte case.
Il ricordo di Cara Garbatella all’edicolante di piazza Oderico da Pordenone
Ci ha lasciato per sempre dopo una lunga malattia Enzo Argenti, l’edicolante di piazza Oderico da Pordenone, davanti al palazzo della Regione Lazio. Enzo era un comunista, iscritto e militante del Pci romano. Oltre ad essere una figura impegnata nella vita sociale e politica del nostro quartiere era un amico di Cara Garbatella, con cui abbiamo condiviso tante discussioni e tanti bei momenti in Villetta.
La sua famiglia aprì il primo chioschetto di giornali nel 1938, proprio a fianco dell’ex Liceo Borromini dove, fin da piccolo, già aiutava i genitori nella gestione dell’edicola. Poi dai primi anni Settanta, condusse instancabilmente l’attività in proprio coadiuvato dalla sorella Valeria. Ma l’ edicola di Enzo non era un mero punto di vendita di giornali e riviste. Nei momenti salienti della vita politica nazionale e locale era un punto di riferimento, si andava da lui a discutere. Era il ritrovo dei giovani studenti del Borromini e poi, quando più tardi si spostò davanti alla Regione Lazio, di tanti cittadini e intellettuali.
Segretario della sezione Pci di Acilia fu un militante attivo anche all’interno della Villetta, dove è stato candidato più volte alle elezioni Municipali: nel 2008 con Sinistra Arcobaleno a sostegno di Andrea Catarci, poi ancora nel 2016 e infine nel 2018 con Liberi e Uguali a sostegno di Amedeo Ciaccheri.
Ci ricordiamo Enzo e tutta la sua famiglia, a lavorare instancabilmente come volontari alle feste dell’Unità, ai festival del Jazz e a tante iniziative della Villetta. Grazie ancora Enzo per tutto quello che hai fatto. Un forte abbraccio da tutta Cara Garbatella alla moglie Imola, alla figlia Irene al genero Daniele e al suo amatissimo nipotino Claudio.
Il prossimo Martedì, come programmato dal Municipio VIII, l’AMA procederà alla sanificazione e al lavaggio delle strade. Otto autobotti riverseranno in totale 80mila litri di acqua e detergente nei punti nevralgici del territorio municipale. In particolare, la pulizia si concentrerà dove insistono le attività essenziali individuate dai recenti Decreti del Presidente del Consiglio in merito all’emergenza Covid 19.
In dettaglio:
• Strade consolari
• Strade direttrici
• Strade con presenza di Stazioni FS, Stazioni Metro e Fermate
Autobus
• Strade con presenza di mercati, supermercati e ipermercati
• Strade con presenza di farmacie
• Strade con presenza di ospedali
Al seguente link l’aggiornamento dei luoghi dove verranno realizzati gli interventi:
La modalità sarà quella della irrorazione “a pioggia”, e non con getto, perché garantisce la minor sollevazione di polveri e micro depositi.
Il servizio sarà aggiuntivo rispetto allo sforzo già in atto per il lavaggio meccanizzato e lo spazzamento stradale, che si sta portando avanti con notevoli difficoltà per via degli scarsi mezzi a disposizione e del personale ridotto. Negli ultimi giorni sono state pulite: via Ostiense, via Barbana, via Pellegrino Matteucci, via Costantino, piazza Zoagli Mameli, via dei Georgofili, via Mantegna, via Belloni, via dei Conciatori. La pulizia delle strade è affiancata anche dalla sanificazione dei cassonetti, internamente ed esternamente, su tutto il territorio municipale.
Il flash mob è partito dal centro sociale La Strada di Garbatella
è stato raccolto dall’Anpi di Roma
Ieri alle 18 sono state centinaia le candele accese, i cartelloni scritti a mano, le “Belle ciao” cantate a squarciagola dai balconi di Roma per ricordare quest’anno il 76° anniversario delle Fosse Ardeatine i 335 martiri trucidati dai nazisti il 24 marzo del 1944.L’invito al nuovo flash mob “Ci hanno seppellito, ma eravamo semi”, è partito dal Centro sociale La strada di Garbatella ed è stato raccolto con entusiasmo e partecipazione da decine di associazioni romane e circoli dell’Anpi di Roma e provincia. “Abbiamo avuto più di 250 contributi fotografici dai cittadini dei quartieri che ieri alle 18 hanno aderito all’iniziativa dai balconi– ha ribadito Jacopo Smeriglio, tra gli organizzatori insieme ad altri ragazzi della Garbatella- ed ora stiamo montando un video che faremo girare”. L’appuntamento era rimbalzato anche sul piccolo schermo durante la trasmissione serale “Linea diretta Rai Tre”, in occasione dell’intervista della giornalista del Manifesto Daniela Preziosi.
“Se pure i bambini sono entrati nella Resistenza, allora il fascismo è proprio finito”. Lo disse il Commissario di polizia davanti a una sedicenne appena arrestata. Erano passati pochi giorni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine il 24 Marzo del’44 e Angelina, una giovane militante dei gap aveva organizzato una messa a Santa Maria Maggiore per uno dei tanti giovani uccisi. All’uscita della chiesa, insieme ad altri, aveva improvvisato un corteo. L’Ovra, la polizia politica segreta dell’Italia fascista, su indicazione di Kappler,comandante della Gestapo a Roma, intervenne bloccando il tentativo e arrestando i partecipanti.
La sedicenne era Angelina de Lipsis, staffetta partigiana addetta al trasporto di armi nella città. Raccontò che negli spostamenti utilizzava sempre la bicicletta da uomo, finché il Comando tedesco ne vietò l’uso in tutta la città avendone capito il ruolo importante per la lotta antifascista romana.
Nella foto Angelina De Lipsis con i partigiani Angelo Nazio e Sergio Lepri nel giorno della consegna delle Medaglie della Liberazione al Campidoglio
Angelina racconterà poi la sua storia di partigiana nel documentario del 2014 “Storie d’Aprile – Donne al Quadraro” di S. Miceli e K. Majenza del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Finita la guerra sposò Dario Spallone, fratello di Mario medico di Togliatti, anche lui impegnato nella Resistenza romana, dividendo con la famiglia Spallone l’impegno politico e quella per la salute dei cittadini. In particolare Angelina si dedicherà all’affermazione per la parità delle donne, a favore della sanità pubblica e per i diritti del malato, dei deboli e delle fasce svantaggiate.
Angelina ci ha lasciato ieri nella sua casa di Tormarancia. Verrà seppellita nel Cimitero Acattolico.
La memoria è un ingranaggio collettivo e voglio condividere con voi
questo video che si unisce a diverse iniziative che si stanno
moltiplicando sul territorio in queste ore. Torneremo insieme presto ad
attraversare i luoghi che ci hanno reso quello che siamo, convinti
ancora una volta che qua sta scritta la traccia del nostro futuro e la
forza della nostra comunità.
In queste immagini Alessandro Portelli, Gianni Rivolta, Ernesto Nassi ci raccontano quel terribile giorno di 76 anni fa dove per mano dei nazifascisti furono trucidate 335 persone.
Rimaniamo uniti, anche se distanti, nella memoria per combattere ora e sempre ogni rigurgito di odio.
Ringrazio l’assessora Michela Cicculli, Anna Coccoli e tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questo video.
Tra i 335 martiri del furore nazista, tre cittadini della Garbatella: i fratelli Giuseppe e Francesco Cinelli ed Enrico Mancini
Il 24 marzo di settantasei anni fa, a poche centinaia di metri dai confini del nostro quartiere, si consumava una delle pagine più tragiche della Resistenza romana: una strage nazista ordinata come rappresaglia all’attentato partigiano di Via Rasella, in cui il giorno prima avevano perso la vita 33 soldati tedeschi.
335 persone di vari ceti sociali, di tutte le età e anche un sacerdote venivano trucidate e gettate in una fossa comune, che altro non era che una vecchia cava di pozzolana vicino all’antica Via Ardeatina. Poi il crollo delle volte della cava, causato dall’esplosione di più cariche di dinamite, davano una ignobile sepoltura a quei corpi ammassati in quella fossa.
Nel libro “La terrazza sulla Garbatella” Adelio Canali, allora poco più che un ragazzo, ci racconta in maniera minuziosa il ricordo di quella sciagurata giornata: “Verso le 16 di quel pomeriggio un improvviso boato ci fece sobbalzare. Ormai eravamo abituati ai bombardamenti aerei, ma guardando in alto non si vedevano velivoli, tanto meno se ne udiva il consueto, sinistro rombo. Neanche il tempo di riprenderci che un secondo e terzo boato, molto più forte ci fecero voltare di scatto. Nei giorni successivi cominciarono a trapelare le prime notizie dell’eccidio e sui tentativi dei tedeschi di chiudere l’ingresso delle cave, prima col lavoro di giovani rastrellati, poi col brillamento di tre cariche di tritolo”. Tra le vittime, c’erano tre abitanti della Garbatella, colpevoli di aver avuto come valore della loro esistenza l’antifascismo e l’amore per la libertà: i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli ed Enrico Mancini.
Francesco e Giuseppe Cinelli, a destra Enrico Mancini
Quest’ultimo, dopo aver frequentato le elementari, aveva prematuramente lasciato lo studio per lavorare. Da apprendista falegname aveva mostrato grandi capacità fino a diventare un ricercato ebanista. Alla fine degli anni Venti il rifiuto di indossare la camicia nera gli costò l’incendio del suo laboratorio. Gli venne assegnata una casa di due stanze in Via Percoto, al Lotto 43 il terzo albergo davanti alla questura. Nel 1942 aderì al Partito d’azione e dall’8 settembre del 1943 prestò un’intensa attività in vari campi d’azione del fronte clandestino, in particolare in quello dei collegamenti tra Roma e l’esterno, all’interno del gruppo “Giustizia e Libertà”. Fu arrestato il 7 marzo del 1944, il giorno dei bombardamenti della Garbatella, nel suo ufficio al centro di Roma, dove svolgeva una nuova attività di commerciante di prodotti agricoli. Fu portato alla Pensione Oltremare vicino alla stazione Termini dove fu torturato dalla banda Koch e successivamente trasferito alla Pensione Iaccarino: due tristi luoghi di sofferenza gestiti da fascisti italiani.
Il 18 marzo fu rinchiuso nel terzo braccio di Regina Coeli in attesa di processo, dove riuscì a far pervenire alla famiglia un biglietto. Fu prelevato dal carcere il pomeriggio del 24 marzo e trasportato alle Fosse Ardeatine insieme ad altri detenuti, verso quell’ultimo e tremendo viaggio. Morì trucidato all’età di 47 anni, lasciando la moglie e sei figli. A lui, durante i festeggiamenti del Centenario, è stato dedicato un gigantesco murales sulla parete del lotto 9 che affaccia su piazza Bartolomeo Romano.
I Fratelli Cinelli abitavano originariamente al quartiere Salario, ma presto dovettero vendere casa a causa delle continue molestie e pressioni da parte dei fascisti. Agli inizi degli anni Trenta fu assegnata alla madre Ludovina una casa popolare alla Garbatella, in Via Antonio Rubino, presso piazza Sant’Eurosia.
Francesco era dipendente della Romana Gas. In quella realtà lavorativa molti operai erano coinvolti nella lotta per la liberazione di Roma.
Nelle officine della Romana Gas si costruivano quelli che venivano chiamati i “chiodi a tre punte”, destinati a squarciare i pneumatici degli automezzi delle truppe d’occupazione. Si fabbricavano ordigni rudimentali, tra l’altro anche quello usato nell’attentato di Via Rasella. Giuseppe Cinelli all’inizio seguì le orme del padre, che era un artigiano calzolaio. Dopo il trasferimento alla Garbatella cessò quest’attività, perché non gli venne concessa la licenza, in quanto era già conosciuto come un noto sovversivo. Riuscì ad entrare come facchino ai Mercati Generali: anche questa struttura lavorativa era piena di compagni antifascisti. Da prima socialista poi comunista Giuseppe ebbe un ruolo importante nella resistenza, presso il comando della Settima Brigata Garibaldi: era Ispettore organizzativo del II battaglione. Giuseppe, ormai latitante, tornò a dormire per una sera nella sua casa di Via Rubino insieme al fratello. Purtroppo questa scelta gli fu fatale. Catturati la sera del 22 marzo vengono torturati nella prigione delle S.S. in via Tasso e portati il 24 marzo nel devastante inferno delle Fosse Ardeatine.
A Giuseppe Cinelli, dopo il 4 giugno del 1944 all’indomani della liberazione di Roma, fu intitolata la sezione dei comunisti della Garbatella, la Villetta. A distanza di settantasei anni e gli inevitabili cambiamenti di nome delle strutture politiche all’interno della Villetta è rimasta l’intitolazione a Giuseppe Cinelli, fortemente voluta dai frequentatori della Villetta. Tutto questo per non dimenticare
È morto Pierluigi Pasqualetti. Per tanti anni responsabile della tipografia al Messaggero
Il ricordo di Giorgio Guidoni
Gigi era uno dei “grandi”. Era il fratello maggiore di Leonardo, amico da sempre del lotto 8, con cui abbiamo condiviso momenti indimenticabili della giovinezza. Tutti noi della generazione fine anni cinquanta avevamo sorelle o fratelli più grandi di età che guardavamo con ammirazione e rispetto: lavoravano, avevano la macchina, erano fidanzati, andavano in vacanza senza genitori e noi cercavamo di carpire da loro i segreti della vita dei “grandi”. Gigi era una fonte di ispirazione, il fratello generoso che ci prestava la sua BMW (a volte a sua insaputa…) con cui noi andavamo in giro increduli e con i finestrini abbassati sperando di farci notare. Gigi è andato via troppo presto, a soli 68 anni, strappato all’affetto dei suoi cari, l’amata moglie Giuliana e i figli Carlo e Franco, in poco tempo da un male vigliacco, in questo momento storico che ci fa riflettere sui veri valori e sul senso della vita. Gigi era una persona generosa, sempre presente, con una verve romanesca indiscussa. Ti scrutava con sguardo serio e poi se ne usciva con una battuta fulminante seguita da una risata che metteva tutte le cose a posto. Romano e Romanista fino al midollo, amante della vita, amante dei motori, riservato ma partecipe, grande lavoratore, sempre pronto ad aiutare gli altri, anche nelle piccole cose. Aveva iniziato a lavorare a 19 anni al Messaggero come tipografo, nel tempo era diventato responsabile di tutta la tipografia. Il papà gestiva un alimentari a piazza Giovanni da Triora e Gigi, che già lavorava, nel periodo natalizio prendeva ferie e andava al negozio per aiutarlo, coinvolgendo anche i suoi amici per le consegne. Per chi resta, la morte ha il terribile potere di far viaggiare nel tempo e riportare alla luce ricordi rimasti sopiti troppo a lungo. E Gigi è un ricordo bello, forte, elegante, con quel sorriso sornione di chi conosceva quali sono le cose importanti a cui dare valore.
Roma è un riassunto di storia dell’arte. Da dove cominciare a visitarla è impossibile da capire. Se però volete qualche consiglio su cosa vedere vicino Garbatella, ecco qualche consiglio.
Cosa vedere vicino Garbatella – I murales di Tor Marancia
Benvenuti nel quartiere popolare della Street Art. Siamo a Tor Marancia, quartiere a pochi passi dalla Garbatella. Vi basterà attraversare la Cristoforo Colombo per imbattervi in straordinari murales realizzati da 22 artisti internazionali.
Se pensate che sia stato facile per la Streeet Art sbarcare qui vi sbagliate di grosso. Immaginate le anziane signore di Viale Tor Marancia quando hanno iniziato a vedersi imbrattare i loro muri. <<A regazzì che stai a fa?>>. Non ci è voluto molto poi però per rendersi conto che da lì a poco sarebbe diventato il quartiere più colorato di Roma.
Cosa vedere vicino Garbatella – La Basilica di San Paolo
Passeggiate nel grande parco Schuster, in Via Ostiense. Fermatevi in un chioschetto, buttatevi sul grande prato o sedetevi su qualche panchina. Insomma fate un po’ voi tanto, da qualunque prospettiva sarete, potrete ammirare la Basilica di San Paolo fuori le Mura. 130 metri, larga 65 e alta 29 rappresenta la seconda delle quattro basiliche papali di Roma per grandezza. Però, considerando che vederla solo da fuori non rende l’idea, vi consigliamo di prenotare una visita all’interno della grande chiesa.
Cosa vedere vicino Garbatella – La Piramide Cestia
Dall’alto di questa piramide più di 20 secoli di storia ci guardano. Un monumento che, direte voi, cosa ci sta a fare vicino a Garbatella? La storia di questa piramide alta ben 36 metri è semplice. Tra il 18 e il 21 a.C. l’imperatore Gaio Cestio dichiarò di volere la sua tomba proprio come quella degli antichi Egizi. Si poteva dire di no ad un imperatore? Dubito. Così nacque la famosa Piramide Cestia. Molto semplice da raggiungere in quanto si trova proprio davanti la fermata Piramide della metro B. Vale veramente la pena vederla. Anche perché l’alternativa sarebbe un volo fino al Cairo, bello ma poco conveniente.
Cosa vedere vicino Garbatella – Il Gazometro
Difficile trovare una struttura curiosa come il Gazometro. Tubi d’acciaio incastrati l’uni agli altri che vanno a creare un enorme cilindro alto più di novanta metri. Per arrivarci bisogna recarsi nel quartiere Ostiense, in Via del Commercio. Oggi rappresenta uno dei simboli di Roma nonostante non sia più in funzione. Il Gazometro infatti serviva per immagazzinare il gas da utilizzare poi in usi domestici e illuminazione.
Cosa vedere vicino Garbatella – Terme di Caracalla
Vi siete mai chiesti come vivevano gli antichi romani? Be’ qui è il modo migliore per scoprirlo. Duemila anni di storia da ammirare. Le Terme di Caracalla, situate sulla via Appia, sono uno dei più grandi esempi della Roma imperiale. E’ ancora possibile vedere quelli che una volta erano gli spogliatoi, le sale da bagno, le palestre, le piscine. Insomma un vero e proprio tuffo nella storia.
Qualche spunto su cosa vedere vicino Garbatella ve lo abbiamo dato. Ora, serve altro per convincervi ad andare? Ovviamente, prima, fate un salto anche alla Garbatella. (Vedi Cosa vedere alla Garbatella)
Dopo il decreto governativo sul Coronavirus il Municipio VIII ha voluto mettere a disposizione dei cittadini una serie di servizi per tutti i cittadini. Quali? Andiamo a vederli insieme.
Per risolvere un’emergenza sanitaria improvvisa come questa, ognuno deve fare la propria parte. E il Municipio VIII non si tira indietro. “In un momento difficile per tutte e tutti noi, possiamo sentirci vicini anche a distanza”, sostiene il minisindaco Amedeo Ciaccheri. A tal fine è nata una piattaforma online di informazioni, servizi, messaggi di condivisione e lezioni per i ragazzi.
Si tratta dunque di un sostegno a tutti i cittadini, rivolto sia a chi ne voglia usufruire sia a quei commercianti i quali vogliano aderire. (Basta mandare una mail a info@municipio-solidale.it.)
Amedeo Ciaccheri presenta la campagna Il Municipio Solidale
Rimanere connessi. Questo è uno degli obiettivi del portale. Nel sito quindi è stato creato un numero a cui potersi rivolgere per supporto psicologico, lo 06 40060606. Attivo dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 dal lunedì al venerdì. Un servizio per lo più rivolto a quegli anziani che si trovano soli ad affrontare le lunghe giornate.
Municipio solidale è anche farmaci a domicilio. Qui infatti potrete trovare alcuni indirizzi di farmacie disposte a consegnarvi farmaci a casa. Da Garbatella a Montagnola fino a Roma70. Per ora sono undici le farmacie che dispongono di tale servizio.
In fondo si sa, nonostante l’emergenza che ci troviamo ad affrontare, rimaniamo pur sempre il paese della pasta e della pizza. E così si sono uniti tanti di coloro che lavorano nella ristorazione e nei supermercati per aiutare la loro clientela.
E per i più piccoli? Il municipio ha pensato anche a loro. In questo momento delicato in cui non si può frequentare la scuola è stata lanciata anche l’iniziativa “Scuola di Territorio”. Lezioni alternative, intrattenimento e piccole attività come fare un quadro senza pennelli o cucinare biscotti.
A piazza Biffi la cerimonia del Municipio VIII nell’anno del Centenario
Garbatella non si ferma. Oggi 7 marzo nell’anno del Centenario, a 76 anni di distanza, in piazza Eugenio Biffi è stata scoperta una targa in ricordo dei bombardamenti del 1944, che colpirono l’Albergo bianco e il servizio di Maternità. Proprio davanti a questo luogo simbolo del quartiere il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri e il consigliere di opposizione Maurizio Buonincontro hanno voluto ricordare quei giorni drammatici di guerra, quando gli aerei alleati, in un raid aereo alle 11,25 del mattino, scaricarono sull’Ostiense, sulla stazione ferroviaria e sugli impianti industriali della Capitale una grande quantità di bombe. Purtroppo alcuni ordigni caddero sul lotto 41 e sotto le macerie furono ritrovati 50 corpi di abitanti dell’Albergo, tra cui alcuni bimbi della Maternità. Il tragico elenco delle vittime fu minuziosamente compilato da don Teocle Bianchi, primo parroco della parrocchia di Santa Galla, sul suo diario, che è stato ritrovato nell’archivio della chiesa. Alla cerimonia erano presenti alcune suore delle Figlie della Carità, che alla Maternità, fin dagli anni Trenta, svolgevano un prezioso servizio assistenziale.
Si comincia dai locali più storici della Garbatella. Why Not è uno di questi. Pareti colorate, foto e locandine di film decorano il pub. Why Not si trova in Via Luigi Fincati 2, alle spalle di uno dei principali punti più movimentati del quartiere, Piazza Bartolomeo Romano. Il locale offre birre, cocktail e snack fino a tarda sera. Da provare sono senza dubbio i cocktail allo zenzero e cioccolato.
Se cercate qualcosa di un po’ più raffinato e attento al dettaglio c’è il nuovo Bistrot Biffi. Progettato con un’ampia vetrata da dove si può scorgere il famoso Albergo Rosso. Passando di fronte al locale, a Piazza Eugenio Biffi, non puoi non notarlo. Luci e lucette decorano l’ingresso e i tavoli all’esterno. Merita una visita.
Un’altra oasi per bere alla Garbatella è La Latteria. Bellissimo giardino, vino, cocktail, e cibi sfiziosi. Cosa rende speciale questo posto? La Latteria non solo è tra i 50 migliori bar d’Italia, ma si preoccupa anche all’ambiente. E’ stata infatti ristrutturata con materiali ecocompatibili. Potete trovarla a Piazza Geremia Bonomelli. Non rimarrete delusi.
Dove bere alla Garbatella, il vino? A La Mescita. Enoteca con tavoli sia all’aperto che all’interno. Situato nel cuore della Garbatella, in Via Luigi Fincati 44. Oltre alla notevole scelta di vini troverete anche soddisfacenti aperitivi sfiziosi.
<<Tutti noi abbiamo bisogno di credere in qualcosa: io credo che tra poco mi farò una birra>>
Così esordisce Homer Simpson in una delle puntate della più amata sitcom americana. E se anche voi come Homer amate la birra, vi consigliamo di fare un salto in Via delle Sette Chiese 56. Tra schiuma bianca, sapori amari o dolci, colori chiari o scuri, sarete rapiti dalla varietà di birre del Public House. Non mancheranno taglieri, olive, cibo messicano e dolci fatti in casa.
Arredi vintage, pavimento a scacchi, luci suffuse. In Via Roberto de Nobili 3b, a pochi passi dal famoso Bar dei Cesaroni, vi aspetta l’Otium Club. Principalmente vineria, ma troverete anche cocktail e soprattutto buonissimi taglieri.
Insomma, serve altro per convincervi a bere alla Garbatella? Noi non possiamo che augurarvi una buona serata. Nel dubbio non sappiate cosa fare prima o dopo la bevuta, ecco qualche consiglio: Cosa mangiare alla Garbatella Cosa vedere alla Garbatella
Da quando avete pensato di venire a visitare la città-giardino, c’è un dubbio che vi assale e non riuscite a trovare una risposta. Una volta arrivati, dove parcheggiare alla Garbatella? Vagherò un’ora senza speranza per poi tornarmene deluso a casa? Be’ non abbattetevi. Basta leggere queste poche righe dove vi sveleremo dove parcheggiare alla Garbatella senza diventare pazzi.
Premettiamo che se non si conoscono i vicoli di questa borgata, tra giardini, palme e sensi unici, non non solo non è semplice come arrivarci, ma anche come trovare parcheggio. Quindi, prendete il vostro navigatore e segnatevi alcune vie che potrebbero esservi utili.
Piazza Giancarlo Vallauri
Questa Piazza di trova a pochi passi dalla metro Garbatella. Non è semplice scovarla per chi non la conosce. Coperta da alberi ci si arriva da Via Lorenzo Pietrasanta, che costeggia parco il Parco Caduti del Mare. In questo piazzale potreste trovare qualche posto. Strisce bianche e nessun pagamento.
Metro Garbatella
Un piccolo trucchetto è quello di mettere la macchina al parcheggio della metro. Si trova all’incrocio tra Via Badoero e Via G. Pullino. Non è molto grande, ma se siete fortunati potete beccare qualcuno che torna proprio con la metro e riprende la macchina lasciata lì.
Circonvallazione Ostiense
La Circonvallazione Ostiense è la lunga Via che collega tra loro la Garbatella con i quartieri circostanti. Negozi, uffici, bar e ristoranti fanno si che sia sempre movimentata. Proprio per questo però, potrete trovare chi entra, chi esce e chi magari vi lascia un bel parcheggio.
Dove parcheggiare alla Garbatella – Garage
Se volete invece andare sul sicuro vi consigliamo alcuni parcheggi ad ore. All’aperto, al chiuso, recintanti, ma comunque tutti custoditi e videosorvegliati.
Via Ostiense, 5481. Si tratta di un grande parcheggio all’aperto nel quartiere Ostiense, a 5 minuti a piedi dalla Metro Garbatella.
Dopo questi piccoli ma utili consigli vi auguriamo una buona passeggiata. E se volete, possiamo aiutarvi anche qui, basta cliccare su Cosa vedere alla Garbatella.
Volentieri riceviamo e pubblichiamo un contributo audio per Radio Popolare sulla cerimonia del Centenario di Garbatella il 18 febbraio 2020. Il servizio è stato montato da Anna Bredice, collaboratrice di Cara Garbatella.
Liberare
Roma. Con questo nome parte dal Presidente dell’Ottavo municipio un progetto di
risveglio della sinistra, allargata e progressista, che guarda direttamente
alle prossime amministrative. A Roma si voterà tra un anno e mezzo e, se per ora Ciaccheri si schermisce e dice
che è troppo presto per fare nomi, è però evidente che lui sarà tra i protagonisti della politica romana in grado di
sfidare la destra e quel che rimane dei Cinque stelle dopo l’amministrazione
Raggi. Con il Movimento fondato da Grillo Ciaccheri è molto chiaro: “si può
aprire una interlocuzione con i Cinque stelle solo se si fanno i conti con la
chiusura dell’esperienza di Virginia Raggi”, ritenuta fallimentare. L’obiettivo
è di arrivare al Campidoglio con una giunta di centrosinistra, il più aperta
possibile alle realtà sociali e alle esperienze diffuse nel territorio. Il
minisindaco dell’VIII Municipio lo
definisce un progetto di ascolto, il cui nome è già un programma: Liberare
Roma. Si tratta di una struttura già organizzata (con pagine Facebook, un logo
con la figura di un bambino su uno sfondo multicolore, spillette e adesivi) con
un fitto programma di iniziative da
realizzare nei quindici municipi della
Capitale da qui alle elezioni del 2021. Saranno le primarie a scegliere chi sarà il candidato del
centrosinistra a Roma. Un recente sondaggio realizzato da un quotidiano
cittadino pone il presidente della Giunta del nostro municipio al terzo posto,
con il 9,1%, dopo Carlo Calenda e Roberto Morassut.
La campagna “Liberare Roma” punta a costruire una coalizione democratica e progressista che possa vincere per poter “riaprire spazi e ridare una speranza a questa città affaticata”. Sono queste le parole di Amedeo Ciaccheri intervistato da Cara Garbatella . “Sono contento di poter dare un contributo per questo progetto alternativo alla destra, che passi attraverso le primarie – dice Ciaccheri – non è una questione di nomi, prima di quelli bisogna mettere in campo un processo democratico”. E quello del minisindaco e della sua squadra è “una coalizione che vede nel Partito democratico il soggetto centrale, ma che comprenda anche tutte le esperienze, da quelle radicali a quelle più moderate, per prepararsi ad una sfida con la destra, che si dovrà vincere sia nel Paese che a Roma.
I Cinque stelle stanno affrontando una discussione interna che deve chiudersi con una scelta: se posizionarsi nel campo delle forze democratiche o mantenere l’ambiguità che in passato li ha caratterizzati nell’alleanza con i partiti sovranisti e populisti”.Per Amedeo Ciaccheri quindi il governo a Palazzo Chigi non apre direttamente le porte ad un’alleanza immediata con il Movimento di Grillo. Il progetto, a cui il presidente del Municipio sta lavorando, è quello che ha in mente anche Zingaretti quando parla di un partito nuovo, aperto nella società. “Nel Municipio – spiega ancora Ciaccheri – abbiamo provato a dare un contributo allo spirito che Zingaretti rappresenta bene: pur non essendo del Pd mi trovo a guidare una coalizione che tiene dentro tanti pezzi, da quelli organizzati come il Partito democratico, alle esperienze civiche, giovani e fresche, che rappresentano istanze radicali e sociali dei territori”. E se a Roma dovesse vincere un disegno di questa portata nel 2021, potrà essere un esempio positivo per le successive elezioni politiche.
Per chi
vincerà le elezioni a Roma ci sarà, tra l’altro, la grande sfida del prossimo
Giubileo del 2025. “Roma ha perso molte occasioni negli ultimi anni- conclude
Ciaccheri – che potevano essere un motore di sviluppo e di investimenti per
affrontare questo importante appuntamento, ma oggi è una città purtroppo distrutta
nella sua quotidianità. Roma dovrà innanzitutto
essere una città dell’accoglienza con un municipalismo diffuso, con l’obiettivo
di confrontarsi al livello più alto con capitali come Berlino, Londra e Madrid.”
Rimarrà chiuso il mercato dei produttori di via Passino
Di Ilaria Proeitti Mercuri
“Volete sapere l’ultima? Rimarrà
chiuso nell’anno del centenario di Garbatella il Farmer’s Market di via
Passino”. Con un post su facebook ha avvertito così i cittadini il minisindaco
Amedeo Ciaccheri. Un mercato che era stato inaugurato nel 2013 per sostituire
quello a km 0 di Testaccio. Una quarantina di banchi con carni locali,
formaggi, pane e pizza, frutta e verdura, produzioni tipiche e specialità
locali. Un vero punto di ritrovo per tutti quei clienti che amano i sapori
tradizionali, i colori, le mille forme. Dove amavano andare gli anziani non solo per
risparmiare, ma anche per chiacchierare un po’ dei loro ricordi tra le battute
di chi vende e i sorrisi di chi compra.
Ma tra una mela comprata e il profumo
di un’arancia, lo scorso Novembre il Comune aveva sbarrato le porte del mercato
perchè non era partita in tempo la gara di assegnazione.
A dicembre poi, una luce di speranza
per i produttori. Sempre il Comune aveva lanciato il bando per un nuovo
affidamento. Come è finita? Il Campidoglio lo ha annullato impedendo la
riapertura per tutto il 2020. “Nonostante le mie ripetute e costanti
sollecitazioni il Campidoglio è riuscito anche in questo caso a dare prova
della loro specialità: chiudere, abbassare le serrande e abbandonare la
questione.” Ha continuato Ciaccheri nel suo post. I produttori nel frattempo, che erano stati spostati nell’ex deposito Atac di San
Paolo, non si sono mai arresi. Ma a nulla sono servite le proteste, i
richiami al Campidoglio, la raccolta firme, poi il ricorso al Tar che avevano
perso. E ora, si sono visti strappare via anche quest’ennesima speranza. Errori
delle amministrazioni si, ma a rimetterci sono sempre loro: i venditori e gli
amanti dei sapori tradizionali.
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