Skip to main content

Un caos di antenne, fili e condizionatori

Auspicabile una regolamentazione sugli edifici di pregio architettonico

di Giorgio Guidoni

“Pronto?” “Pronto, alla TV non se vedono più i canali” “Da quando?” “Da ieri pomeriggio. Prima se vedeva Primo, Secondo, Terzo, Rete Quattro, Canale Cinque, Italia Uno, La Sette, Otto, Nove…” “Va beh, basta così, non dirne più, ho capito” “Quando vieni ad aggiustarla?” “Ma’, vengo più tardi, nel pomeriggio.” “Bene, grazie tanto, bellodemamma”. Mi fa sempre sorridere quando mi chiama così. Nel pomeriggio arrivo a casa di mia madre, abita al terzo piano di uno dei lotti più belli della Garbatella, prendo le chiavi della terrazza, che si trova al piano subito sopra, salgo su. Due rampe di scale, cento ricordi. La terrazza condominiale è sempre stata uno spazio particolare. Era simbolo e luogo di sole, di aria, di luce, di libertà. Spesso nelle riunioni domenicali tutta la famiglia andava su in terrazza per la foto ricordo, poi si restava a parlare, a respirare un’aria diversa, mentre i bambini scorrazzavano felici in lungo e in largo. Click, clack, apro la porta, l’impatto è immediato e traumatico: una sfilza di antenne e parabole satellitari occupano tutti i pali portanti dei fili per stendere, la vista del panorama è compromessa, bisogna intrufolarsi tra gli spazi liberi per dare un’occhiata ai palazzi adiacenti e anche di fronte lo spettacolo non muta.

Arrivo all’antenna di mia madre e scopro che il suo cavo è stato staccato ed è stato occupato da un altro cavo proveniente dall’appartamento al secondo piano, proprio quello sotto di lei. Per fortuna abbiamo un doppio miscelatore inutilizzato, ricollego il cavo dell’antenna di mia madre e lascio collegato anche il cavo intruso dell’usurpatore. Torno giù da mia madre che, tutta felice, sta nuovamente guardando i suoi programmi preferiti, a ottantacinque anni suonati la televisione è una grande compagnia. Missione compiuta, la saluto, ma prima passerò al secondo piano per le dovute spiegazioni: perché collegare l’antenna del proprio televisore ad un’altra senza nemmeno informarsi e chiedere il permesso? Perché comportarsi in un modo inurbano in questa società così pregna di amore e rispetto per il prossimo? Eccomi di fronte alla porta del condomino del secondo piano, inspiro bene, non conosco chi ci abita, hanno traslocato recentemente. Driiin. Driiin. Non si percepiscono rumori all’interno della casa. Nessuno viene ad aprire. Forse è meglio così, non mi piace discutere, riproverò la prossima volta. Decido di fare una passeggiata per il quartiere e guardare in alto incuriosito dalle antenne. Camminando con il naso all’insù, purtroppo vedo che moltissime palazzine sono deturpate da antenne, parabole satellitari e cavi che scendono direttamente dalla facciata.

Mi torna in mente il tipo del secondo piano, l’usurpatore di antenne altrui. In fondo il suo è stato un tentativo di razionalizzare le antenne sul terrazzo, una sorta di antenna centralizzata in due. Un piccolo passo spontaneo per arrivare a diminuire il numero delle antenne. Ci vorrebbero delle azioni concrete e regolamentate per la centralizzazione delle antenne e la liberazione dei tetti dalle brutture arrugginite e forse anche inutilizzate. Nel 2015 c’era stata a Roma un’ordinanza che elargiva incentivi per quei condomini che investivano nelle antenne centralizzate praticamente finanziando i costi per i nuovi impianti. Purtroppo questa delibera è scaduta a fine 2017 e non è stata più rinnovata. Tra l’atro il problema non è circoscritto alla Garbatella ma è presente in tutta Roma. Provate a spostarvi dal Pincetto al Pincio, dalla scalinata di Carlotta alla scalinata di Trinità dei Monti, da via Caffaro a via Cavour e vedrete che la sostanza non cambia: antenne, parabole, fili che scendono in casa direttamente dalle facciate, split di condizionatori a bella vista. La mia passeggiata volge al termine, sono arrivato a piazza Brin a gustarmi la bella vista e il tramonto. Mi fermo a osservare la prima pietra posata dal Re il 18 febbraio 1920, tra poco compie cento anni. La scritta è in ottimo stato. Entro nel passaggio che porta a via della Garbatella e noto all’interno dell’arco accanto un piccolo graffito sotto lo stucco. Lo libero un po’ dalla polvere, sembra una scritta molto antica. Gratto via i residui e finalmente riesco a leggere, a malapena: “Quant’è bello barocchetto, deturpato tuttavia, chi vuol esser lieto sia, niente antenne sopra il tetto.”

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Piove sui banchi del nuovo mercato di R.R.Garibaldi

I difetti saranno presto eliminati dalla ditta costruttrice

di Daniele Ranieri

Un piccolo borgo colorato. Così appare il nuovissimo mercato di Rosa Raimondi Garibaldi aperto all’inizio dello scorso  Dicembre. A ricordare ciò che c’era prima giacciono, nell’area che diventerà il parcheggio del nuovo mercato, mucchi di lamiera arrugginita e calcinacci che a breve verranno portati via. Al loro posto, oltre il nuovo posteggio, si restituirà al vicino Orto urbano parte del terreno reso nuovamente coltivabile.

Un miglioramento indiscutibile. Se non fosse che dopo due mesi la struttura del mercato mostra qualche problema. Niente di grave ci dice il Presidente degli esercenti, dietro il suo ordinato bancone di macelleria.  Al primo forte acquazzone in 4 box sui 33 occupati, sono iniziate a scendere dalle coperture prima qualche goccia d’acqua e poi dei rivoletti sempre più consistenti inzuppando i banconi. Probabilmente si tratta di un difetto strutturale di fabbricazione o di montaggio.  Un altro problema lo hanno creato le coperture tra un box e l’altro, quelle che offrono un riparo alla clientela.  Si tratta di teli impermeabili che sotto la pioggia battente si incurvano, lasciando scoperti degli spazi intorno agli stand, costringendo i clienti a fare la spesa con gli ombrelli aperti. Come se non bastasse, anche solo con l’umidità notturna, accade che scenda l’acqua dai pali in legno che reggono le coperture di tela formando delle pozze d’acqua, che ristagnano per buona parte della mattinata con il rischio di bagnarsi le scarpe o peggio di scivolare. 

Il Presidente ha già provveduto a programmare un intervento definitivo, a spese dei proprietari dei box, eliminando i teli e installando delle coperture più ampie in materiale simile a quello con cui sono costruiti i box, robusto e leggero.

Avvertito dei problemi si è mosso anche il Municipio VIII. Ha già inviato, il 23 Gennaio, i propri tecnici, insieme a quelli della Ditta costruttrice, che è stata incaricata di eliminare gli inconvenienti in breve tempo.

L’impegno della Ditta non ha però rassicurato gli addetti. Sembra sia opinione diffusa tra i venditori del mercato che l’impresa costruttrice guardi più al risparmio che al risultato.

Il Presidente, e il Municipio, confidano che gli inconvenienti discendano dall’inevitabile periodo di rodaggio che ogni nuova struttura affronta e che il mercato, che già raccoglie un buon gradimento rispetto al passato, divenga al più presto un punto di riferimento per tutti gli abitanti della zona.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

la garbatella di ieri e di oggi

Di Gianni RIVOLTA

Ecco, siamo arrivati alla fatidica data del Centenario. Questa occasione speciale ci consente, tra i tanti festeggiamenti, una pausa di riflessione  per chiederci com’è cambiata la Garbatella nel corso del suo primo secolo di vita.

La borgata-giardino Concordia era nata nei primi decenni del Novecento, intorno a piazza Brin, per ospitare gli “artefici del rinascimento economico della Capitale” e cioè gli operai della zona industriale dell’Ostiense, che nei progetti dell’ingegner Paolo Orlando, il suo fondatore, avrebbe dovuto competere con le ciminiere e gli opifici delle città del nord come Milano, Torino e Genova.Ma pochi anni dopo la situazione cambiò radicalmente. Dopo la fatidica marcia su Roma il fascismo di Mussolini prese il potere e l’Ente per lo Sviluppo Marittimo e Industriale di Roma, già nel 1923, fu messo in liquidazione. Svanirono così i sogni avveniristici del suo Presidente.

La zona della Garbatella  consentì, invece, all’Istituto delle Case popolari di edificare immediatamente su terreni periferici e poco costosi le case rapide per gli sfrattati e le prime palazzine. Solo qualche anno più tardi  vennero costruiti gli alberghi suburbani. Gli enormi fabbricati futuristi, che dovevano dare stanze provvisorie ai baraccati e alle famiglie deportate dal centro storico, in seguito agli sventramenti operati dal piccone del Duce. Insomma tra gli anni Venti e primi anni Trenta la Garbatella diventò la risposta alle più urgenti emergenze abitative, che si affacciavano al Governatorato di Roma e il raccoglitore di lavoratori salariati ai livelli più bassi della produzione: facchini dei mercati generali, addetti ai forni delle officine del gas quando questo si estraeva dalla combustione del carbon coke, manovali nell’edilizia, venditori ambulanti, operai delle vetrerie ecc…

Il tessuto sociale, proprio per la contiguità con la zona industriale dell’Ostiense, rimase proletario ed operaio  per altri decenni a venire; anche quando, dopo la Liberazione, i partiti di massa,Democrazia cristiana e Partito comunista, si contesero il consenso popolare sul territorio a suon di tessere, campagne elettorali, manifesti e diffusione della stampa. Entrambe le forze in campo furono  delle vere e proprie agenzie educative, dove germogliarono, tra l’oratorio di Sant’Eurosia e la Villetta di via Passino, intere generazioni di ragazzi e ragazze

Dopo la stagione del centrismo e dei Sindaci democristiani sul libro paga dei palazzinari, gli operai in tuta blu entrarono a testa alta nell’aula Giulio Cesare, i quartieri popolari e i borghetti periferici divennero la linfa della rigenerazione democratica della città e la Garbatella non è stata da meno. Qui, infatti, fin dalle prime elezioni i partiti della sinistra ebbero sempre percentuali superiori alla media cittadina. Negli anni Sessanta e  Settanta, con la scolarizzazione di massa e l’apertura dei licei sul territorio, entrò in campo una nuova schiera di giovani. Gli studenti presero in mano il loro destino diventando protagonisti nella vita sociale e politica. Poi ci fu la grande delusione, il riflusso e  la devastazione dell’eroina. Il crollo del muro di Berlino e i magistrati di “mani pulite” spazzarono via i partiti tradizionali della prima Repubblica e iniziò qualche lustro di berlusconismo . Quello che rimaneva della tradizione comunista, il Pds prima e i Ds poi, insieme a Rifondazione, faticavano a tenere insieme un blocco sociale e culturale che faceva i conti con le televisioni commerciali, l’entrata in campo della rivoluzione informatica, il lavoro virtuale , le crisi industriali, le delocalizzazioni, il mercato globale.

La Garbatella in quegli anni si doveva misurare con  grossi mutamenti, che avrebbero potuto  cambiare pelle all’intero quartiere. A metà degli anni Ottanta l’ex Istituto delle case popolari cominciò un programma di vendita  di 10 mila alloggi agli inquilini, che via via divennero proprietari.

Qualche anno più tardi,  recuperando le aree industriali degradate o abbandonate del quadrante Ostiense-San Paolo-Marconi, fu istituita l’Università Roma Tre; ai suoi confini si è trasferito il gruppo Repubblica –Espresso e  nell’ex Terminal dell’Ostiense ha aperto il mega-store del food di qualità Eataly. Una profonda crisi economica e un esodo biblico di immigrati invadeva intanto Roma e le grandi città del nostro Paese.  Altri rioni come Trastevere, Testaccio, San Lorenzo, con lo stesso  passato storico e popolare, sono stati investiti e trasformati dallo tsunami dei  brand nazionali e internazionali, da fenomeni di gentrificazione ( aumento degli affitti, insediamento di ceti sociali abbienti, anonimato commerciale).

Garbatella  non è stata stravolta dai cambiamenti, si è difesa. Lo ha potuto fare per la sua particolare struttura urbanistica e per un intelligente intervento delle istituzioni pubbliche ( Regione, Comune, Municipio VIII, Ater e Università Roma Tre). E’ riuscita a resistere senza  rinunciare al suo carattere genuino e combattivo, a riqualificare spazi pubblici, a non chiudersi nel provincialismo o cedere al folclore di bassa lega. Grazie a una caparbia squadra di giovani amministratori locali e a una diffusa rete associativa che si è rinnovata nel tempo , ancora oggi rimane  uno dei quartieri più belli e accoglienti di Roma, dove ognuno vorrebbe venire ad abitare.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

CLANDESTINE, L’ALTRA ITALIA DELL’ARTE

IL FILM DOCUMENTARIO REALIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE CONTROCHIAVE

Di Paola BORGHESI

Nonostante siano trascor­si oltre 70 anni dalla data della prima vera emancipazione delle donne, il diritto al voto (era il 1946), tanti ancora sono i condizio­namenti che in modi e misure diverse il genere femminile si trova a subire nell’espressione delle sue capacità. A tutt’oggi si può dire che per lo più le donne sono costrette ancora ad agire da “clandestine” nella vita di tutti i giorni, per arri­vare quasi in incognito a far valere la loro creatività.

Il progetto “Clandestine” di Ma­ria Pia Orlandini (Making of), realizzato dall’Associazione Controchiave, si propone “di renderne visibili idee e talenti per offrire alle nuove genera­zioni esempi di passione e de­terminazione, per esaltare l’identità di genere attraverso la creatività, costruendo cer­tezze e valori che facciano muro contro la violenza.

Il Progetto è rivolto a ragazze e ragazzi delle Scuole Superiori e delle Università, per stimo­lare in particolare la produ­zione culturale delle donne come antidoto alla discrimi­nazione e si concretizza nella realizzazione non solo di un film documentario, ma anche di mostre e di laboratori di­dattici sulla creatività, nelle Scuole e Università.

Il film documentario dal titolo Clandestine, l’altra Italia del­l’arte, della durata di 60 mi­nuti, offre le esperienze di otto donne impegnate nel cam­po della cultura e dell’arte e ne racconta, con il linguaggio del quotidiano, passioni, dif­ficoltà, ambizioni, traguardi e sconfitte.

“Clandestine è un film su una meravigliosa in­visibilità”, come sottolinea Ma­ria Paola Orlandini, la idea­trice del progetto. Racconta di storie di dimensioni al fem­minile, storie che sono spesso trascurate, ma che costitui­scono quell’embrione di socia­lità che oggi siamo chiamati a rivalorizzare. Il film resti­tuisce piena cittadinanza a tutte quelle apparenti forme di clandestinità femminile, che troppo spesso pervadono le nostre dinamiche sociali.

Il film è stato presentato a palazzo Madama il 21 gennaio 2020, raccogliendo il favore della Senatrice Fedeli, della Vice Presidente del Senato Rossomando, della Ministra per le pari opportunità e la famiglia Bonetti, della Vice Ministra dell’Istruzione Asca­ni, della Sottosegretaria al ministero Beni e attività cul­turali Bonaccorsi e di tutti coloro che hanno assistito al­l’evento.

Un grazie da tutte le figure Istituzionali è stato indirizzato all’unico uomo pre­sente al tavolo, Guido Rossi, Presidente dell’Associazione Controchiave, che ha realiz­zato il progetto ed è interve­nuto per spiegarne l’articola­zione.

Presto il film sarà di­vulgato nelle Scuole Secon­darie e nelle Università, dove verranno altresì realizzate mostre di opere delle prota­goniste e della documentazio­ne fotografica e della loro at­tività artistica. Infine, a com­pletamento del progetto, l’As­sociazione Controchiave ge­stirà la realizzazione di “Ate­liers di parità sentimentale” in cui, una squadra composta da tre operatori, tra i quali una psicologa, lavorerà con ragazze e ragazzi per utiliz­zare i linguaggi di musica, teatro e movimento nel rico­noscimento e la sensibilizza­zione della parità di genere.

Un primo laboratorio si è già tenuto presso l’Istituto Con­falonieri De Chirico (zona S. Paolo), con grande coinvolgi­mento non solo dei ragazzi che hanno partecipato al pro­getto, ma anche di tutti gli studenti dell’Istituto che han­no visitato la mostra e potuto vedere il film.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

degrado e abbandono alla stazione ostiense

FUORI USO DA ANNI SCALE MOBILI, TAPIS-ROULANT E ASCENSORI

di Stefano BAIOCCHI

“Impianto fermo per manutenzione, ci scusiamo per il momentaneo disagio”.

Recita così, il cartello appeso a ridosso di una scala mobile. Una delle tante, che aiutano i passeggeri – o perlomeno dovrebbero farlo — a spostarsi con comodità nei meandri della Stazione Ostiense. Si dice spesso che il terminal ferroviario di una città sia un po’ come un biglietto da visita. Lo stato di salute della Stazione Ostiense, anzi di Roma Ostiense, non è che raffiguri al meglio la Città Eterna; anzi, potremmo dire che rappresenta in parte lo stato di attuale degrado della Capitale.

Edificata in occasione della visita di Hitler a Mussolini nel 1938, e inaugurata ufficialmente il 28 ottobre del 1940, il complesso della Stazione è andato incontro a diverse ristrutturazioni (la più evidente fu quella legata ai Mondiali del 1990) e ad alcuni interventi che però non ne hanno intaccata la struttura originaria. Le ultime novità hanno visto nel 2010 il definitivo trasferimento a Roma Termini da parte di Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori, e nel 2012 l’arrivo – in quello che trent’anni fa doveva essere l’Air Terminal – di Eataly e poi di Ikea.

La scala mobile che da Via Pellegrino Matteucci e dal Piazzale 12 ottobre 1492 consente l’accesso in Stazione, è ferma da almeno due anni, per manutenzione dice naturalmente il cartello. Talvolta anche l’ascensore attiguo è fuori servizio, ciò comporta che per una persona con disabilità è letteralmente impossibile prendere il treno.

E succede talvolta che sia fuori servizio — oltre all’ascensore — anche la scala mobile che permette la salita verso Via Pellegrino Matteucci. Allora se si ha una valigia al seguito, cosa tutt’altro che improbabile quando si viaggia in treno, sono dolori. Gli ascensori che dal sotterraneo conducono ai marciapiedi dei binari sono tutti perfettamente funzionanti, mentre da diversi mesi, entrambe le scale mobili che consentono l’accesso ai binari 14 e 15 sono fuori servizio ed è necessario usare la scala a gradini o l’ascensore. Delle quattro scale mobili che invece collegano il sotterraneo al primo binario, ne funzionano soltanto due, una per la discesa e una per la salita.

Al 6 febbraio dei quattro tapis- roulant ne funzionava uno soltanto; il primo di destra, quello che conduce verso la fermata Piramide della metro linea B, è fuori uso da almeno due anni. Alcuni passeggeri ci hanno riferito che a memoria non ricordano l’ultima volta che l’hanno visto in funzione.

L’accesso alla metropolitana non sempre è sorvegliato, tanto che non è così infrequente notare quante persone accedano alla fermata, o si rechino alla Roma Lido, scavalcando il tornello. Il gabbiotto dell’Atac, nonostante che all’interno ci sia un monitor acceso, è deserto (ci siamo passati sei volte davanti nell’arco di otto ore) mentre delle due biglietterie automatiche ne funziona una soltanto. Su una di queste qualcuno ha lasciato un foglietto di carta appiccicato con lo scotch in cui con una biro è stato scritto “Fuori servizio, out of order”… Un inno alla sciatteria.

Di fianco, mette tristezza anche l’edicola dismessa nelle cui vetrine polverose emergono un paio di Playboy e alcune riviste della Lazio nella cui copertina spicca Vladimir Pektovič. L’unica sorveglianza che abbiamo notato è composta da un carabiniere e da un terzetto di militari dell’esercito, con dei fucili mitragliatori in evidenza, che sosta in prossimità della zona ristoro, all’imbocco del tunnel che porta alla metropolitana.

Una buona notizia è stata la pulitura completa dell’uscita di sicurezza che dalla metropolitana consente lo sbocco su Piazzale dei Partigiani, bonificata da sudiciume, bottiglie e siringhe. Dovrebbe essere però un’uscita di sicurezza, come recita l’insegna di colore rosso, e quindi essere utilizzata in caso di estrema necessità, tuttavia le porte spalancate ne suggeriscono un diverso impiego. A nostro avviso è migliorata sensibilmente anche la situazione generale della pulizia dei marciapiedi e delle aree interne della Stazione, mentre sono in fase di ultimazione i lavori sul Piazzale dei Partigiani dove sono state rimosse di recente le impalcature.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ancora strascichi sul servizio mense scolastiche

Presentato al Commissariato un esposto dei genitori della scuola Alonzi

di Francesca VITALIANI

A distanza di un mese rimane alta l’attenzione sulle mense scolastiche a Garbatella. Grazie all’impegno dei genitori della scuola primaria “A. Alonzi”, è stato presentato a fine gennaio al Commissariato di Polizia “C. Colombo” un esposto per disporre gli opportuni accertamenti sui fatti del 7 gennaio scorso. Cosa sia successo quel giorno è cosa ben nota: l’avvio del nuovo servizio di ristorazione scolastica comunale ha lasciato 1000 bambini dell’VIII Municipio, metà degli studenti dei plessi scolastici del territorio, senza cibo. Non meglio è andato negli altri quartieri romani.

Eppure il comunicato stampa diramato dallo stesso Comune di Roma sull’inizio del nuovo appalto della refezione scolastica sosteneva che “ l’Amministrazione ha garantito e tutelato la qualità del servizio e i livelli occupazionali per i lavoratori. Il dialogo tra Amministrazione e aziende aggiudicatarie ha portato alla sottoscrizione dell’impegno, da parte delle aziende, di assicurare la continuità dei rapporti di lavoro, le mansioni e i parametri orari nei confronti dei dipendenti interessati che erano impiegati nei servizi del precedente appalto […]”.

Un dialogo non così efficace, tant’è che a farne le spese sono stati i bambini. In particolare, nella scuola di Via Valignano, come si legge nell’esposto, nella tarda mattinata “iniziavano a circolare, in maniera del tutto frammentaria ed informale attraverso WhatsApp, messaggi e notizie circa un non meglio specificato “disguido” del Comune di Roma. Il pasto previsto per la merenda del mattino delle ore 10.20 non era pervenuto a destinazione e, per il pranzo a seguire, sarebbero stati serviti cibi freddi all’intera scuola.

La giustificazione addotta sarebbe stata quello di uno sciopero indetto in data 20 dicembre e previsto per le giornate del 7 e 8 gennaio 2020. L’astensione dal lavoro, però, risultava già essere revocata dalle sigle sindacali l’ultimo dell’anno a seguito di accordi tra società di ristorazione e sindacati. Intorno alle ore 12.30 iniziavano a circolare ulteriori notizie tra genitori, sempre tramite canali ufficiosi: nemmeno il pranzo, costituito da cestini con panini, era stato consegnato all’interno della scuola Alonzi”.

Bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni sono stati dunque tenuti a digiuno totale dalla colazione fatta a casa per un tempo che superava ampiamente gli intervalli consentiti, anche perché, da regolamento, non è in alcun modo possibile introdurre cibo all’interno della scuola da singoli privati. Una situazione lasciata allo sbando e risolta solo con l’intervento tempestivo dei genitori, che hanno dovuto prelevare i propri figli prima dell’abituale uscita delle 16.30.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

L’opera di padre Guido in un cortometraggio

Il filmato di Edoardo Valeriani verrà proiettata l’8 marzo al teatro di piazza Vallauri

Di Giancarlo Proietti

Il posto di un  prete è ovunque: tra la gente, a scuola, per strada, all’oratorio.

E lui era così. Padre Guido, chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo sa, è stato accanto ad intere generazioni. I ragazzini della Garbatella, alcuni ormai padri di quei figli anche loro cresciuti con lui, porteranno sempre con sè qualche ricordo di quel prete straordinario. A volte però i ricordi non bastano. Sono come pagine di un libro di cui gli altri possono solo leggere il titolo. Come fare allora per condividere veramente quei racconti?

Un’idea l’ha avuta Edoardo Valeriani. Ventotto anni, cresciuto all’oratorio di San Filippo Neri, con alle spalle un’esperienza teatrale da attore. Dopo aver frequentato un corso di recitazione e regia presso l’accademia Cinematografica “Professione artista” ha voluto mettere a disposizione questa sua esperienza professionale per ricordare Padre Guido.

Con l’aiuto della comunità parrocchiale e l’istituto Cesare Baronio ha pensato di realizzare un cortometraggio, che ripercorre le tappe più importanti della vita di padre Guido. Il filmato, dal titolo “Padre nostro che sei tra noi”, sarà proiettato al teatro Vincenzo Altamura di Piazza Vallauri domenica 8 marzo alle ore 17,00.

Padre Guido sarà interpretato dallo stesso Edoardo. Il giovane regista, nato e cresciuto alla Garbatella, ci ha raccontato di aver studiato e letto i diari, le lettere e la corrispondenza tra il religioso e sua madre nei primi anni del sacerdozio e come tutto ciò lo abbia aiutato ad interpretarne la figura. Il filmato è stato girato in bianco e nero, proprio per evidenziare il ricordo e la memoria.

L’obiettivo di questo lavoro, sia per il regista ma anche per i sacerdoti della parrocchia, è quello di tenere alto il ricordo e l’insegnamento soprattutto per le nuove generazioni, che poco hanno conosciuto l’enorme lavoro svolto dal sacerdote  per la sua comunità.

Gli attori di questo cortometraggio oltre a Edoardo, saranno i ragazzi dell’oratorio e gli alunni della scuola  Cesare Baronio. Le musiche sono di Renato Di Benedetto, anch’egli nato e cresciuto alla Garbatella.

Quindi appuntamento per tutti l’8 marzo. Una data casuale? Forse no, se ricordiamo bene è proprio il giorno del compleanno di Padre Guido.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Riapre la storica edicola di piazza B. Romano

Dopo due anni di chiusura riprende l’attività del vecchio chiosco di giornali

Di Stefano Baiocchi

Flavio si alza all’alba e tutti i giorni apre la sua edicola alle 6 e mezza in punto.

Lo storico chiosco di Piazza Bartolomeo Romano – dopo due anni di oblio – ha una nuova vita grazie a lui, uno dei pochi coraggiosi che ha fatto il percorso al contrario.

Negli ultimi quindici anni in Italia, infatti, la metà delle edicole ha chiuso i battenti; al momento su tutto il territorio nazionale resistono 42mila esercizi, mentre almeno la metà di questi si trova in difficoltà. L’Ottavo Municipio rispecchia l’andamento del Paese con una costante e inesorabile chiusura di diverse edicole. È un problema sociale, ma soprattutto culturale perché dove non c’è più un chiosco, non si vendono più giornali e ciò significa che non si legge e che quelle copie perse non si recuperano più.

Se vent’anni fa possedere un’edicola significava avere una vecchiaia assicurata, oggi, quella di mettersi a vendere i giornali è quasi un’impresa titanica, considerando la crisi della carta e soprattutto la diffusione di tablet, smartphone e computer.
Tuttavia una piccola speranza, soprattutto alla Garbatella, c’è. Perché nel quartiere c’è ancora chi ama leggere il giornale di carta e lo fa tradizionalmente, acquistandolo dall’edicolante di fiducia, sfogliandolo sulla poltrona di casa o al tavolino del bar.

“In pochi giorni ci si sente subito a casa, l’edicola è un punto di riferimento per i cittadini di Garbatella”, dice Flavio. “Il quotidiano più venduto è la Repubblica, che stacca di netto il Messaggero e il Corriere dello Sport; poi vengono le riviste di vario genere, soprattutto quelle di gossip o quelle che trattano argomenti specifici”.

Da moltissimi anni i chioschi dei giornali per arrotondare vendono altro, dai giochi per i bambini ai biglietti per il tram, alle figurine. Niente più riviste porno, per quello c’è internet che è più discreta, naturalmente non si vendono più DVD o CD (quello purtroppo nemmeno nei negozi specifici). Di libri neanche a parlarne.
Dopo pochi giorni dall’apertura è impossibile fare un bilancio, tantomeno una previsione, ma l’andamento di questi primi giorni è incoraggiante; questa è un’edicola storica – continua Flavio – e te ne rendi conto quando i cittadini, oltre a chiederti il giornale o la rivista, sorridono e ti fanno i complimenti chiedendoti al tempo stesso se hai in vendita il libro 100 anni di Garbatella… a proposito, potrebbe farmene avere una decina di copie?”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Tour della solidarietà alla Garbatella tra arte di strada e luoghi incantati

L’iniziativa dell’associazionie Muri Sicuri prevista per il 7 e 8 marzo 

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Ancora una volta, di fronte a terremoti e paesi che franano, c’è per fortuna chi non si tira indietro e come può ci mette un rimedio, anzi, addirittura un muro. Il 7 e 8 Marzo arriva infatti la IV edizione della manifestazione Muri Sicuri. L’iniziativa che organizza itinerari  turistici e poi devolve l’intero ricavato a quei paesi, che sono stati distrutti nel terremoto del 2009.

Quest’anno a ospitare il progetto sarò proprio la Garbatella. In occasione del centenario, infatti, il 7 e 8 Marzo dalle ore 10:00 alle ore 17:00  cento guide professioniste si trasformeranno in ambasciatori dell’anima più originale e creativa della città, conducendo il pubblico alla scoperta dell’arte di strada e soprattutto della storia del quartiere Garbatella. Il ricavato andrà a Prato d’Ansidonia, frazione dell’Aquila. Il tutto reso possibile anche grazie alla partecipazione dell’VIII Municipio e di Palazzo Merulana.

Muri Sicuri vuole ricordarci ancora una volta l’importanza della solidarietà nei confronti di chi ha perso ogni cosa, sia in termini personali che di patrimonio artistico. Gli anni precedenti sono già stati raccolti 5.780 euro nella prima edizione, 10.700 durante la seconda e 13.745 nella terza. Be’ per la quarta, si spera ancora di più.

Lo spirito della manifestazione è quello di dipingere un muro, per curarne cento. Tra i protagonisti dell’evento  infatti non possono mancare loro, gli artisti.

Luis Gomez de Teran, nato a Caracas nell’80, dopo aver dipinto i muri di varie città europee e non solo,  ha deciso di venire a Roma. La particolarità delle sue opere sta nel buio, perché come dice lui, di notte tutto è più bello che di giorno. Una passione che si porta dietro fin da piccolo, quando le feste e i passatempi degli altri coetanei lo annoiavano, l’emozione dei graffiti gli dava tutt’altro che noia.

Altro personaggio è Diamond, romano nato nel ’77.  Diamond è infatti già conosciuto nel quartiere Tor Marancia. Tra i murales di Shangai c’è una delle sue opere in stile art decò, che cita Hic Shunt Adamantes (qui ci sono i diamanti). Una frase che ricorda non solo il suo nome ma anche il brillare del murales al sole. Diamond, come molti altri artisti, era partito dalla totale illegalità dei suoi murales fino a rendere il suo modo di esprimersi un vero e proprio mestiere.

Infine Flavio Carbonaro, in arte Solo. Classe ’82 è un artista romano amante della Pop Art. I suoi murales raffigurano principalmente supereroi, che non lasciano dubbi sul tipo di battaglie contro cui vuole combattere l’artista. Per citarne uno, il murales della Wonder Woman incinta che si trova a Primavalle. Quale modo migliore di rappresentare la forza delle ragazze madri che crescono i loro figli?

Insomma, gli artisti ci sono, le visite sono pronte, e quindi? Mancate solo voi, che per prenotarvi basta un click sul sito www.murisicuri.it o mandare una mail a murisicuri@gmail.com.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Per i più deboli nasce la casa del municipio

Una rete di 22 associazioni diffuse sul territorio

di Daniele Ranieri

Ragazzi vittime di bullismo, donne minacciate o picchiate, persone che attraversano momenti particolari della propria vita come la mancanza di lavoro, una occupazione saltuaria o precaria, una separazione. Le persone che hanno bisogno di  aiuto, che incontrano difficoltà nei rapporti con la Pubblica Amministrazione o che vogliono conoscere meglio i loro diritti, ora hanno un luogo dove poter trovare ascolto e sostegno: la Casa del Municipio.

L’iniziativa è partita dall’Assessora alle politiche sociali dell’VIII Municipio Alessandra Aluigi con l’intenzione di sviluppare quello che viene chiamato il Welfare di comunità. Una sinergia tra Pubblico e Privato sociale, che ha l’obiettivo di rendere accessibili, gratuitamente, sportelli d’ascolto e consulenze in tema di diritti legali, diritti di famiglia, diritti delle donne, diritti del lavoro e dell’abitare, diritti delle persone disabili, diritti dei minori e degli anziani.

La Casa del Municipio è composta da una rete di 22 Associazioni, diffuse in tutta l’area municipale dall’Urban Center di via Odero a Via Barbana, da Via Benedetto Croce, dove ha sede il Municipio VIII, ai box interni ai mercati di Via Corinto o di Roma 70. L’elenco completo lo si trova nel sito del Municipio all’indirizzo:  https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/Programma_organizzativo_fruizione_spazi_Casa_Municipio_2019.pdf.

Sono Associazioni, selezionate  attraverso un Bando apposito, a cui sono stati consegnati i locali necessari per lo svolgimento della loro attività.

Le richieste di spazi sono state così numerose da far decidere all’Assessorato di indire un nuovo Bando a breve in modo da coprire nuovi servizi o parti diverse del territorio.

Quest’iniziativa  rompe un lungo periodo di assenza delle Istituzioni di prossimità su questi temi. Era, infatti, dal 2016 che mancavano iniziative di sostegno ai diritti e ai bisogni degli abitanti del VIII Municipio.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Grotta perfetta: scuola Europa al gelo da un mese

Neanche dopo settimane si è riusciti a trovare una soluzione. I termosifoni della scuola Europa in Via di Grotta Perfetta 524 sono rotti ormai da un mese. Il Municipio fa pressioni al Campidoglio, che però, chiede ancora un po’ di pazienza. 

Classi inagibili 

“È un mese che la situazione è questa. Nella parte sud della scuola i riscaldamenti funzionano, ma nella parte nord fa troppo freddo e due classi sono a fare lezione nei corridoi”, racconta uno dei bidelli della Scuola dell’Infanzia e Primaria Europa. Per evitare di interrompere la didattica infatti, gli insegnanti hanno arrangiato con banchi sedie e lavagne lezioni in corridoio. Una soluzione che era stata arrangiata già prima delle vacanze, e che si pensasse di adottare per solo pochi giorni. La rinuncia alle aule però, dopo un mese, non è ancora finita.

Sollecitazioni in Campidoglio

Municipio, genitori e docenti hanno sollecitato fin da subito un intervento del Campidoglio. Ancora oggi però, la risposta è sempre la stessa: il rinvio continuo di qualsiasi iniziativa e la richiesta di avere pazienza.

“Abbiamo nuovamente sollecitato la Sindaca Raggi e l’Assessora Linda Meleo a fare in modo che tutta la vicenda si risolva immediatamente. Roma non può restare ostaggio dei rinvii continui e dei mancati interventi.” Ha voluto far presente il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che continua: “La città ha necessità di dare la massima attenzione ad uno dei nostri beni comuni più preziosi: la conoscenza.”

Insomma, se a scuola funziona che si parla solo se interrogati, a quanto pare al Campidoglio non rispondono neanche così. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Garbatella: all’asta 30 locali dell’Ater

“Abbiamo promesso che il Centenario di Garbatella sarebbe stato un’occasione di rilancio e crescita per tutta questa parte di città. Ed ecco allora un’opportunità preziosa: grazie alla collaborazione della Regione Lazio e di Ater Roma è stato pubblicato un bando per la locazione di 30 locali commerciali per lo sviluppo socio-economico di Garbatella e dei quartieri limitrofi.” Con queste parole il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri annuncia l’asta per la locazione di ben 30 immobili extraresidenziali a Garbatella.

DOVE E QUANDO?

Dunque, concorrenti e non tenetevi pronti: il bando ci sarà martedì 18 febbraio alle ore 10:30 presso la sede dell’Ater del Comune di Roma, Lungotevere Tor di Nona 1. L’aggiudicazione sarà per il soggetto che presenterà l’offerta più alta. I locali che l’Ater ha scelto di mettere all’asta non saranno ad uso residenziale.

COSA VERRÀ MESSO ALL’ASTA

Iniziativa interessante certo ma vi starete chiedendo: che tipo di locali saranno presenti all’asta? Dunque, sia i prezzi che le dimensioni varieranno. L’asta partirà dal lotto numero 1  in Via L. Fincati, fino al lotto numero 30 in Via del Commercio. I prezzi poi dipenderanno dai metri quadri: dal locale più piccolo di 13 mq sugli 80€, fino agli 800 mq compresa area esterna di quello più grande, a 3.000€ circa. 

Insomma, le iniziative per questo centenario non mancano, ma sta a voi partecipare e rendere vivi i nostri quartieri.

Clicca per vedere il bando.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Scuole: mense in tilt e bambini senza pasti

Pochi giorni fa, dal Campidoglio al nostro Municipio, arrivavano queste parole: “Il 7 gennaio prende il via il nuovo servizio di ristorazione scolastica di Roma Capitale. L’Amministrazione ha garantito e tutelato la qualità del servizio”. Come è andata a finire nelle mense? Male. Infatti proprio ieri, con la riapertura delle scuole, il servizio della scolastica è andato in tilt in metà delle scuole del Municipio VIII.

La rabbia da parte dei genitori e Municipio

Quasi mille bambini sono rimasti senza pranzo. Le situazioni peggiori sono risultate nelle mense delle scuole Damiano Sauli, alla Poggiali-Spizzichino e Carlo Alberto Dalla Chiesa. 

Molti i genitori preoccupati. “Ho preso mio figlio a scuola alle 15 ed erano appena arrivati i panini. Neanche la mattina avevano mangiato nulla, sono stati tutta la giornata senza cibo”, racconta uno dei genitori.

Nel frattempo il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri non ha perso tempo nel farsi sentire: “Parte malissimo la tanto sbandierata svolta voluta dal Campidoglio per le mense delle nostre scuole. Un altro ennesimo esempio di incapacità.” E conclude: “A pagare sono sempre gli stessi: Roma e i Romani. I nostri cittadini e la nostra città meritano rispetto e non di essere ogni giorno trattati così.

La risposta del Campidoglio

Il Campidoglio subito si difende, sostenendo che complessivamente il servizio mense è risultato regolare in tutto il resto del territorio, ad eccezione appunto, di alcuni casi segnalati nel Municipio VIII. Ma comunque gli uffici competenti hanno già avviato le indagini relative al servizio di ristorazione per i dovuti approfondimenti e far si che non accada più tale disagio.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Incendio a Garbatella, muore 51enne nel suo camper.

Erano circa le 20:30 quando la sera del 3 Gennaio nel parcheggio dei camper in Piazza Giovanni da Verrazzano, alla Garbatella, è divampato un incendio. Le vetture coinvolte sono state sei, tra cui camper e roulotte. In uno di questi è stato trovato il corpo carbonizzato di un uomo di nazionalità romena di 51 anni, si chiamava Chira Mihai. 
Polizia, ambulanze e vigili del fuoco sono intervenuti sul posto non appena i testimoni hanno avvertito l’incendio. 

“L’uomo viveva lì dentro dal 2016” hanno poi spiegato i poliziotti. “Pagava l’affitto, lavorava e aveva la sua roulotte parcheggiata qui. Aveva bisogno di un posto dove dormire e tramite un volontario era riuscito a trovare il parcheggio alla Garbatella”.

Il grande parcheggio si trova a pochi passi dalla catena di punti vendita Eataly. “In quella zona ci sono diversi camper posteggiati anche fuori dal parcheggio”, ci racconta una ragazza di Garbatella. “In molti di quei camper ci vivono dei senzatetto, non hanno mai dato fastidio, però può succedere soprattutto d’inverno che provando a scaldarsi, accadano questi incidenti.”
Le forze dell’ordine però proseguono le indagini, nonostante già dai primi accertamenti sarebbe stata da escludere la matrice dolosa.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Biblioteca Moby Dick

Moby Dick non è solo il capolavoro letterario di Melville, ma anche uno dei più importanti punti di ritrovo della Garbatella. Uno spazio pubblico che è tornato a prendere vita nel 2016 come biblioteca, sala convegni e area giochi per i più piccoli. Perché vi diciamo è tornato? Perché alle sue spalle, prima di diventare una biblioteca, ha una lunga storia.

LA STORIA: DA BAGNI PUBBLICI A BIBLIOTECA

Gli anni 20: Mussolini che si fa strada verso il potere, nasce il cinema sonoro e anche topolino, l’arte del futurismo, poi il premio nobel di Einstein, in America comincia il jazz, e alla Garbatella? Cosa succede?

Proprio in quegli anni viene posta la prima pietra, il 18 Febbraio 1920 dall’architetto Innocenzo Sabbatini a Piazza Benedetto Brin. Lo stesso architetto che negli anni ha tirato su gli Alberghi Suburbani, il Teatro Palladium, i lotti e indovinate un po’? Anche i bagni pubblici, fenomeno tipico di quegli anni. Servizio non solo utile per gli abitanti del quartiere che non avevano possibilità di fare la doccia in casa, ma anche un luogo di ritrovo e socializzazione.

I tempi cambiano, Roma cambia e con lei ogni cosa. I famosi bagni pubblici che hanno accompagnato per anni i cittadini della Garbatella, negli anni 60 diventano la sede del Mobilificio Proietti: ancora oggi passando su Piazza Bartolomeo Romano si può leggere la vecchia insegna. Questa attività andrà avanti fino al 2012.

Quando però il mobilificio chiude il rischio della vendita della struttura è ormai dietro l’angolo. Ma si sa, i garbatellesi non sono mai stati famosi per la loro impassibilità, e infatti decidono di occupare la biblioteca che verrà.

L’occupazione inizia. E sapete una cosa? Non tutte le cose illegali sono sempre poi cosìuna cattiva idea. Gli attivisti infatti già parlavano di Moby Dick. L’intento non era solo quello di evitare la vendita della struttura, ma anche di farla tornare in vita per il quartiere. E quale idea migliore di una biblioteca?

IL RITROVO PER I GIOVANI

Sei mesi di lavori, 700mila euro dalla Regione Lazio et voilà. Lo spazio di Moby Dick prende vita nel novembre del 2016. Circa 450 metri quadri totali, con all’interno la parte principale della struttura formata dalla biblioteca, progettata dall’università di Roma Tre. Poi la sala convegni e infine quella destinata alle mostre.

La parte della biblioteca è sempre piena di ragazzi. Un ritrovo tranquillo dove poter studiare nel cuore del quartiere. Adibita con tavoli e sedie, wi-fi, si possono consultare i principali quotidiani nazionali o utilizzare tablet e pc personali. Insomma, quant’è bella giovinezza anche al centro della Garbatella: alla faccia di chi sostiene che è un quartiere solo di vecchi.

CONTATTI

Moby Dick è in via Edgardo Ferrati 3a
06 512 0443

Torna a: Cosa vedere alla Garbatella

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Stop agli sprechi alimentari: ecco la nuova iniziativa del Municipio VIII

Non c’è amore più sincero di quello per il cibo. Spesso però questo folle amore ci porta a sprecare quantità industriali di alimenti. Pensate alle vostre case, quante volte buttate nella spazzatura gli avanzi? Lo stesso procedimento accade anche nei ristoranti, negli ospedali, nel commerciuo, nelle scuole. Secondo alcuni dati, un terzo del cibo della produzione mondiale viene sprecato.

Ma una consolazione c’è. Dove? Proprio nel nostro Municipio. Il minisindaco Amedeo Ciaccheri ha infatti annunciato che con la nuova gestione delle cucine degli asili nido comunali il cibo accumulato nelle mense verrà recuperato e donato alle case famiglia. L’iniziativa è partita venerdì 27 Dicembre.

Un’iniziativa che in realtà non è nuova dalle nostri parti. Già al mercato rionale di Montagnola infatti a Novembre era partita l’iniziativa per il recupero dei beni alimentari. Un esperimento uscito bene e quindi, perché non riproporlo anche altrove? Oltre che alle mense degli asili, il Municipio ha già annunciato: vuole proporlo anche agli altri mercati.

Dunque, una bella inziativa destinata a crescere per il bene di tutti. Perché evitare gli sprechi non vuol dire risparmiare, ma solo avere po’ di astuzia.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Domenica pre natalizia in tempesta

Una domenica pre natalizia in tempesta, tra vento e strage di alberi. Le raffiche sono andate dai 70 ai 100 km/h. E anche nel nostro Municipio l’allerta meteo non è mancata. 

In particolare ad essere colpita la zona di Tormarancia, dove è diventato virale un video di due ragazzi che passando con la macchina filmano i disastri causati dagli alberi caduti. Proprio a Via Sartorio, un solo pino ha distrutto ben 5 auto. Altri crolli anche nelle zone di Montagnola e Garbatella.

https://www.instagram.com/p/B6YizdPoXpv/?igshid=tqkus4ljbo48

Critica anche la situazione sulla Cristoforo Colombo, dove è intervenuta la polizia locale. Tra Roma e provincia sono stati più di cento gli interventi dei vigili del fuoco e oltre 200 quelli dellla polizia locale. Insomma, una vera e propria strage di alberi ha aperto questo Natele. 

Di Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il presepe meccanizzato di Nonno Dante, artigiano di 92 anni originario della Garbatella, in esposizione all’Internazionale

ROMA, 19 DIC  – Un’icona del Natale e dell’ingegno artistico per l’intero quartiere romano della Garbatella, il presepe meccanizzato di Nonno Dante è per la prima volta in esposizione presso un’università.

Dante Pica, artigiano novantaduenne originario della Garbatella, ha progettato e realizzato nel corso degli anni un industrioso presepe di oltre 200 statuine intagliate a mano. Ogni statua rappresenta un mestiere, dal falegname al fornaio, dal benzinaio al gommista, senza dimenticare le ironiche rappresentazioni del cassaintegrato o del marito traditore. Un’installazione originale che per anni ha affascinato bambini e adulti della Garbatella, e che ha corso il rischio di non trovare una casa abbastanza spaziosa per questo Natale.

L’Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT, con sede al civico 139 di via delle Sette Chiese, ha colto l’opportunità per ospitare Nonno Dante ed il suo presepe, confermando il nobile impegno di valorizzare il quartiere, avvicinando gli studenti a questa mirabile opera di creatività senza tempo. Perché anche in un’università internazionale c’è spazio per un presepe che raffigura l’anima di un quartiere.

Dante Pica
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

100 anni Garbatella, i progetti

Conferenza stampa “Garbatella 100“: la Regione Lazio, Ater Roma e il Municipio VIII presentano i progetti che riguarderanno gli interventi del quartiere.

Presenti all’intervento:
Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio
Massimiliano Valeriani, Assessore regionale alle Politiche abitative Andrea Napoletano, Direttore generale ATER Roma
Amedeo Ciaccheri, Presidente Municipio Roma VIII
Alessio Pontillo, Presidente Ente regionale per il Diritto allo Studio e la promozione della Conoscenza

Video di: Ilaria Proietti Mercuri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Le figurine sono in vendita a Controchiave, alla Villetta e a Casetta rossa

Un album di donne da collezionare

di Anna Bredice

“All’attacco, storie da collezionare”. Si chiama così questo album di figurine. Ve li ricordate gli album da ritirare in edicola, con già due pacchetti di figurine inclusi? Questa volta non si tratta di calciatori, ma di donne.

Donne, adulte e ragazze, che hanno fatto la storia, vissute tanto tempo fa oppure contemporanee. Un’iniziativa organizzata dal collettivo “Una volta per tutte” che si propone con una campagna di crowdfunding di sostenere la casa delle donne “Lucha y siesta”, un luogo dove hanno trovato ospitalità molte donne fuggite alla violenza, ma che purtroppo rischia la chiusura, perché l’Atac che ne è proprietaria lo vuole alienare. L’album è molto valido artisticamente, perché a prestare la matita per raffigurare queste storie femminili da collezionare sono stati chiamati alcuni tra i più importanti disegnatori, da Makkox a Biani, da Marta Baroni a Rita Petruccioli.

Dentro ci sono tanti riquadri da riempire con le figurine, donne rappresentate da disegni molto belli e una descrizione della loro storia: la numero 18 è la combattiva Ilaria Cucchi, la 22 ad esempio è la comandante Ramona dell’Ezln, poi ci sono alcune partigiane e le contemporanee Greta Thunberg e Carola Rackete. Ma ce ne sono tante altre. Il primo giorno di diffusione dell’album è stato durante la manifestazione a Roma contro la violenza sulle donne. Da allora in poi album e figurine si trovano in diversi posti  del  Municipio e anche altrove.

E lo scambio di figurine da andare a cercare in questi luoghi diventa un’occasione per conoscersi, parlare delle figure cercate e nello stesso tempo creare una rete “solidale con le donne” sul territorio. Un punto di riferimento, insomma, per la raccolta ma anche per fare rete. I luoghi dove trovare l’album “All’attacco”, nel nostro municipio sono: Associazione culturale controchiave, la Casetta Rossa, la Villetta, la libreria Eco di fata e la libreria Nuova Europa ai Granai, oltre che la casa Lucha y siesta, che si trova in via Lucio Sestio, 10.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al suo posto Michela Cicculli, presidente della consulta femminile

Claudio Marotta lascia la Giunta municipale

di Anna Bredice

Movimenti sulla scacchiera del Municipio.C’è chi va e chi viene. Dalla Giunta esce Claudio Marotta, il collaudato assessore alla cultura e al suo posto subentra l’ex presidente della consulta femminile  Michela Cicculli. Anche le deleghe subiscono un rimpasto. La cultura passa a Francesca Vetrugno, già assessora alle politiche educative e coordinatrice delle iniziative sul Centenario, mentre le politiche giovanili, di genere e di bilancio sono state affidate alla new entry. “Ho lasciato la giunta di Amedeo Ciaccheri- ha dichiarato Marotta-, per  seguire  nuovi percorsi politici e professionali, ma resto abitante del municipio e continuerò il mio impegno come militante nel territorio”.

 Si può fare un bilancio di questo passaggio, a pochi mesi dall’inizio di un anno cruciale per Garbatella, quello del suo centenario, dove ci saranno molti occhi, anche dall’estero, puntati sulla sua storia, urbanistica e sociale. Un bilancio che a sentire i diretti protagonisti è molto positivo, soprattutto per ciò che si è messo in cantiere per i prossimi tre anni a livello culturale, sociale e di investimenti nel patrimonio pubblico. E’ soddisfatto Claudio Marotta, soprattutto per il progetto di creazione di un grande polo culturale nel Municipio, in collaborazione con Biblioteche di Roma. “Dopo Moby Dick- racconta- aprirà tra poco un centro culturale alla Montagnola, utilizzando l’auditorium situato nella nostra sede di via Benedetto Croce, una grande sala, dove accanto agli scaffali dei libri ci sarà anche una biblioteca mediateca e luoghi per incontri e seminari”. Ma non è tutto, perché “l’altro risultato raggiunto- dice Marotta- è quello di creare una Biblioteca comunale su oltre 500 metri quadrati di immobili recuperati all’uso pubblico in via Costantino, nel quartiere San Paolo”. Si avrà così una omogenea offerta di spazi culturali in un territorio molto vasto, come il Municipio VIII. Dal punto di vista del Bilancio e del Patrimonio, l’ex assessore appare appagato perché “sono migliorate le performance dei nostri funzionari nel recupero delle entrate così da poter investire risorse in opere e investimenti, come ad esempio la zona di Piazza dei Navigatori, con un piano triennale che punta al recupero di spazi non utilizzati per la città”. Il Municipio ha cercato di farcela con le proprie risorse, senza indebitamenti, “abbiamo fatto tutto con le risorse in bilancio, di più non abbiamo avuto, si rammarica Marotta, abbiamo chiesto più soldi per adeguare la normativa antiincendio delle scuole con operazioni strutturali importanti, ma il Comune non ha voluto sentire ragioni. Rimane la necessità di pensare ad un maggiore decentramento amministrativo”.

Grandi progetti per la neo assessora Michela Cicculli, che non è per nulla nuova a queste tematiche. “Vengo dall’impegno come presidente della Consulta femminile dell’ottavo municipio, che avevamo ricostituito dopo anni di silenzio lo scorso dicembre, con un lavoro insieme alle associazioni che si occupano della violenza contro le donne sul territorio, dal Casale Rosa, agli sportelli in Municipio dedicati a questo problema”. Il progetto a cui vuole dedicarsi è la creazione di una rete il più trasversale possibile per combattere il fenomeno della violenza di genere, “una rete- spiega- che deve vedere la partecipazione di soggetti in ambiti diversi, dalla cultura, all’educazione, ma anche il commercio perché le donne che escono da situazioni di violenza domestica possano trovare più facilmente un lavoro, obiettivo fondamentale per la loro autonomia. Il percorso lavorativo  può diventare meno faticoso se c’è una collaborazione tra pubblico e privato”. Politiche di genere e giovanili si tengono insieme, perché la cultura del rispetto, della parità e delle uguali opportunità si apprende a scuola: “C’è l’idea – aggiunge l’assessora Cicculli – di organizzare nelle scuole degli incontri su questi temi, un percorso di sensibilizzazione dove il tema della violenza contro le donne si inserisce in un sistema più complesso delle differenze tra ragazzi e ragazze, dove le aspettative e le opportunità poi non si realizzano in maniera uguale”. E poi, altro obiettivo della neo assessora è quello di inserire in questo progetto anche la fascia più anziana dei cittadini, piuttosto numerosa nel Municipio: “L’idea – chiarisce – è di aprire un confronto tra generazioni, dove quelle più grandi spieghino il valore e la storia dell’emancipazione femminile ai ragazzi e i più giovani aprano un dialogo con una fascia di popolazione che spesso sconta anche molta solitudine”. Tanti progetti che si inseriscono nel programma delle attività del centenario “come un treno già in corsa”; sul quale ha già dimostrato di essere riuscita a salire con tante idee per il prossimo futuro.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al San Michele il tradizionale pranzo organizzato dalla comunità di Sant’Egidio

Un Natale di solidarietà, canti gospel e corsi cucina

di Ilaria Proietti Mercuri

Click. Arriva iI Natale e si accendono le luci. Proprio così, e mica si fa per dire. Sapevate che quest’anno a illuminare le feste ci hanno pensato i negozianti della Garbatella? Di comune accordo infatti hanno deciso di far brillare le vie del quartiere con quasi 200 luminarie. Dalla Circonvallazione Ostiense a Piazza Damiano Sauli, da Via Caffaro a Via Ignazio Persico. Insomma, se un marziano passasse da queste parti, penserebbe di  essersi ritrovato sul sole.

Ma sebbene a ravvivare questo Natale ci abbiano già pensato i nostri commercianti, la domanda che sorge ora è un’altra. Che si fa per queste feste? Tranquilli. Visto che di mestiere faccio domande e poi (anche se non sempre) trovo risposte. Questa volta posso darvi una mano: ecco una serie di eventi che vi attendono per i prossimi giorni.

Partiamo aprendo il sipario a due spettacoli in programma per queste feste. “Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo?” Questa citazione vi ricorderà una vicenda che già conoscerete tutti, soprattutto il finale. Ma siete sicuri che Romeo e Giulietta sia una storia così tanto straziante? Sì, allora vi sbagliate, perché al Nuovo Teatro San Paolo si esibirà la compagnia “Stiamo bene insieme” con una rivisitazione comicissima della più famosa storia d’amore di tutti i tempi. Troverete i biglietti, se vi sbrigate, sia per il 21 dicembre alle ore 21:00, che il 22 dicembre alle 15:30 e di nuovo alle 19:00. I fondi raccolti verranno devolti all’Agop, l’Associazione di Oncologia Pediatrica.

Altro spettacolo, del tutto diverso perchè improntato sul ballo, è quello dello Schiaccianoci. E stavolta ci spostiamo al Teatro Garbatella, in Piazza Giovanni da Triora. Il 23 Dicembre 2019 la Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini e la Compagnia Almatanz di Luigi Martelletta sono pronti a raccontarvi questa favola a ritmo di danza.

A Natale, si sa, la solidarietà è uno dei regali più belli che si possano fare. In tempi in cui ancora si alzano muri per tenere lontano chi è diverso da noi, la Comunità di Sant’Egidio decide ogni 25 dicembre di lasciare una porta aperta. Al San Michele in Piazza Tosti 4 ci sarà infatti il tradizionale pranzo di Natale, una lunga tavolata formato da chi non parla la stessa lingua, chi crede in un’altra religione, immigrati o famiglie in difficoltà che non possono permettersi il lusso di passare le feste a casa. Ovviamente, se voleste contribuire a preparare un Natale per tutti: giochi, borse, vestiti, ecc. sono ben accetti a Sant’Egidio.

Sì, bello il teatro, la solidarietà non manca, ma un pò di musica? Bene, sappiate che nella chiesa di San Filippo Neri, in Via delle Sette Chiese 101, vi aspetta il concerto dei Charle’s Gospel Angels. Il 13 dicembre alle 21:00 l’energia del maestro Charlie Cannon sarà accompagnata da un coro composto da voci di ogni età, il tutto in stile Gospel. Un genere musicale da sempre prerogativa dei gruppi afroamericani, ma che questi coristi italiani interpreteranno con il vero spirito tipico del Gospel.

Per finire, ammettiamolo: Natale porta con sè anche qualche preoccupazione. Piacerà il pranzo ai bambini? E alla cena della Vigilia cosa dirà mia suocera? Se temete la parte dei fornelli, una bella iniziativa per voi sono i corsi di cucina da Eataly. Già vi siete tranquillizzati o ancora state pensando a quale antipasto preparare? In entrambi i casi, fate un salto nel regno del food alla Garbatella, in piazzale 12 Ottobre 1492, dove troverete corsi di tutti i tipi: dal come fare il pane fatto in casa, alla pasta fresca, risi e risotti, il pesce o varie pillole di alta cucina. Se poi volete provare qualcosa che non avete mai avuto in cucina, dovete buttarvi su qualcosa che non avete mai fatto, imparare a cucinare il ramen vi piace come idea?

Insomma, ora non vi resta che cosa scegliere. Tanto ammettiamolo, qualunque sia la nostra età la magia del Natale cattura tutti.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Nell’anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Premio Fantasia a Moby Dick. Al centro la famiglia

di Ilaria Proietti Mercuri

Un evento racchiuso in una sola giornata, ma con tanta ambizione: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della famiglia. Questo l’obiettivo dell’associazione Il Tempo Ritrovato, che anche quest’anno ha organizzato il Premio Fantasia della Garbatella, svolto il 20 Novembre presso la biblioteca culturale Moby Dick. Una data non casuale. Il 20 Novembre del 1989 infatti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E, proprio a trent’anni dal trattato, Mirella Arcidiacono fondatrice del Tempo Ritrovato vuole sottolineare l’importanza della famiglia per una sana crescita sociale nell’evolversi dei tempi. Una famiglia che, come ha spiegato la psicologa e psicoterapeuta Giulia Giannone durante l’evento, non si riferisce più solamente a quella “tradizionale” che prevede una chiara distinzione di ruoli tra donne e uomini. Da tempo infatti si sono affermate anche le “nuove famiglie”, omogenitoriali, coppie di fatto e monoparentali. “Per la mia esperienza lavorativa”, ha spiegato Giannone, “non c’è un nucleo familiare migliore di un altro. Ho visto coppie di genitori omogenitoriali molto presenti ed amorevoli con i propri figli tanto quanto coppie eterosessuali. Credo che la differenza sia nella consapevolezza e nella scelta sentita di diventare genitori, non perché va fatto.”

Presenti poi all’evento anche l’assessora alle politiche educative Francesca Vetrugno e l’attrice Rossana Di Lorenzo, entrambe incaricate di consegnare i premi.

Chi sono stati quest’anno i premiati? Si è partiti con il regista Luca Arcidiacono, per il suo corto Aggrappati a me. Girato tra i vicoli della Garbatella ha come protagonista Alice, una bambina di 8 anni affetta dalla sindrome di down. Con il suo corto Luca, attraverso gli occhi della bambina ha voluto mostrare un nuovo mondo distante e diverso dal nostro: riuscendo così ad abbattere il muro dei pregiudizi e dell’ignoranza nei confronti della diversità.

Altro premio è spettato a Fabio Gui della comunità di Sant’Egidio, per aver creato La scuola della Pace. Centri gratuiti che hanno come obiettivo integrare i bambini più a rischio: dall’emarginazione sociale, dall’analfabetismo, dal lavoro precoce o dall’abbandono della famiglia. Un lavoro non facile quello di imparare a vivere insieme, ma che rappresenta la prima arma contro il razzismo.

La Garbatella ha poi voluto premiare Paola De Benedectis, per aver organizzato la mostra di foto antiche chiamata “Il profumo della storia”. Scatti che catturano le vicende di Garbatella e Tormarancio, creando così un racconto che permette di gettare un occhio alla storia di questi due quartieri.

Premiata anche Alessandra Lorenzetti, per aver donato una targa in memoria del pittore Carlo Acciari. Scomparso recentemente, Acciari è cresciuto alla Garbatella dove è conosciuto per i suoi dipinti. Per anni ha infatti ritratto scene del quartiere sottolineando l’umanità dei luoghi attraverso lo stile impressionista.

Interessante poi il riconoscimento a Fabrizio Franceschelli, della trasmissione Chi L’ha visto, premiato per la ricerca sull’eccidio delle Donne del Ponte di Ferro, secondo cui nel 1944 dieci donne furono uccise dopo essere state sorprese dai soldati tedeschi a rubare il pane e la farina.

Per concludere, un premio anche a Santina Gallinari Leonzi, Presidente Nazionale e fondatrice del Movimento Italiano Casalinghe dal 1982. Autrice di numerose pubblicazioni sulla condizione femminile, decise di fondare questo movimento per spronare le donne verso l’emancipazione.

Insomma, grazie al Premio Fantasia della Garbatella si è potuto ricordare ciò che ogni giorno tra i mille impegni, dimentichiamo un po’ tutti: l’importanza della famiglia, la prima cellula essenziale della società umana.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Nei quartieri di Montagnola e San Paolo apriranno due nuove biblioteche

Leggere che passione!

di Ilaria Proietti Mercuri

“C’è chi i libri li brucia e chi vuole farne mattoni per costruire una città più giusta.” Con queste parole il mini sindaco Amedeo Ciaccheri, proprio qualche giorno fa, ha annunciato l’arrivo di nuove biblioteche nei quartieri di Montagnola e San Paolo.

A tre anni dall’inaugurazione del centro culturale Moby Dick, si è concluso un importante accordo con Biblioteche di Roma, che permetterà l’arrivo di altri due poli bibliotecari nel nostro Municipio. Per metà Dicembre 2019 infatti si attiverà un centro culturale a Montagnola, utilizzando l’auditorium situato nella sede di via Benedetto Croce 50. Ma questo è solo il primo passo verso un Municipio ricco di cultura. D’altronde le cose o si fanno bene o non si fanno proprio. Il progetto infatti si allargherà anche a San Paolo, nello stesso complesso immobiliare che ospita la piscina della SS Lazio Nuoto. Proprio qui oltre 500 mq di immobili recuperati in Via Costantino si aggiungeranno alla struttura di Montagnola. Un’ultima ma non meno importante novità: proprio nell’area di San Paolo sarà compreso anche uno spazio di lettura per i più piccoli. Cosa non da poco per chi vive nell’era di tablet e telefonini, dove aprire l’immaginazione dei nostri bambini è sempre più difficile, ma a volte basta un bel libro. 

Insomma, un  passo fondamentale per i cittadini, raggiunto grazie anche all’ex Assessore Claudio Marotta, al Vicesindaco di Roma Luca Bergamo e al Presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai. L’obiettivo è concludere i lavori entro il 2020.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI