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Al via la stagione culturale del Teatro Garbatella

È stata inaugurata la nuova stagione del Teatro Garbatella, piazza G. da Triora n. 15. Prossimo appuntamento lo spettacolo teatrale “60w” che affronta la drammaticità dell’Alzheimer

Musica, divertimento, ballo, bar e cucina! È stata inaugurata sabato 16 ottobre la nuova stagione del Teatro Garbatella, piazza G. da Triora n. 15, con il live di “Greg and the Frigidaires” e il loro rock’n’roll anni ’50, proposto con dissacrante ironia in un mix di brani originali in italiano e classici del genere.

L’attività culturale continua con lo spettacolo teatrale “60w” il 21, 22 e 23 ottobre alle ore 21.

Di e con Siddhartha Prestinari, regia di Ilza Prestinari, con il sostegno della Rete Artisti Spettacolo per l’Innovazione, 60w affronta la drammaticità dell’Alzheimer raccontando la favola di un’amicizia tra una donna e una lampadina, in un confronto tra ciò che cela la luce e ciò che rivela il buio. Un buio che lentamente inghiotte i ricordi e che, con la complicità della luce, fa interrogare sull’importanza della memoria che, come una sinapsi, si accende e si spegne correndo sul filo elettrico di una lampadina.

Si accompagnerà la protagonista nel suo disordinato ed emozionante viaggio dentro se stessa, in un linguaggio che vede la mimesi tra la prosa, il mimo e la danza, per raccontare il legame surreale di queste due esistenze, in un cortocircuito tra suoni, musica ed emozioni.

Al Teatro Garbatella saranno attivi cocktail bar e cucina con ristorante tapas dal martedì alla domenica, dalle 19, gestiti da Raffaele De Vita, bar manager, e Bernardo Limiti, chef.

Da fine novembre sarà inoltre aperto il ristorante, per un ritrovo artistico-musicale, per uno scambio culturale in una commistione di linguaggi artistici, passando per il food.

Info e prenotazioni per lo spettacolo teatrale: Teatro Garbatella cell +39 366 200 3502 –

e-mail: info60w@gmail.com Biglietto unico costo 15 euro

Prenotazioni per bar e cucina: Teatro Garbatella +39 366 200 3502

Di Francesca Vitalini

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Punto territoriale di ascolto per lavoratori fragili nella parrocchia di San Filippo Neri

Nella parrocchia di San Filippo Neri in Eurosia (Via delle Sette Chiese n. 103) è attivo un punto territoriale di ascolto della Caritas  a sostegno di persone occupate in attività non pienamente regolarizzate, come badanti, operai edili, personale di pulizie, collaboratori saltuari di attività commerciali, etc…, che si sono trovate a subire una forte diminuzione del reddito a seguito della pandemia.

Il personale adeguatamente formato riceve i lavoratori fragili il martedì e il giovedì dalle 17.30 alle 19 nell’ufficio parrocchiale. Il servizio di ascolto,  attivo dallo scorso anno, ha finora assistito molte decine di famiglie attraverso colloqui di supporto su vari problemi personali e familiari.

Di Francesca Vitalini

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Incursione di ladri alla materna “Girasole Colorato”

Incursione di ladri alla materna “Girasole Colorato”

Questa mattina i cancelli della materna “Girasole colorato” del plesso Alonzi di via Alessandro Valignano non si sono aperti. Nulla c’entrano le elezioni perché la scuola comunale non è stata seggio elettorale, ma l’incursione di ladri che hanno bivaccato nella struttura nella notte.

L’edificio non è nuovo a questi episodi ed atti vandalici, creando difficoltà a insegnanti, bambini e ai loro genitori che anche questa volta si sono trovati con chat rumorose fin dalla prima mattina e con la necessità di trovare una rapida soluzione prima dell’ingresso nelle sedi lavorative, ora, poi, che la maggior parte delle attività è di nuovo in presenza.

Su richiesta dei genitori attraverso i rappresentanti, la scuola ha programmato l’apertura per oggi stesso alle 12, senza pranzo per i bambini. Fino alle 13 i bambini saranno in giardino per permettere la pulizia dei locali interni.

Di Francesca Vitalini

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Nel finale di gara arriva la prima vittoria in campionato per Eurobasket Roma

Al PalaTricalle “Sandro Leombroni” di Chieti va in scena la terza partita di campionato A2 girone rosso e ad aggiudicarsi la vittoria sullo scadere del tempo regolamentare è l’Atlante Eurobasket Roma, che batte Lux Chieti 64-63.

Dopo le due sconfitte in campionato contro Nardò (95-74) e Scafati (87-71), arrivano finalmente i primi due punti per l’Eurobasket Roma, nonostante le indisponibilità del capitano Eugenio Fanti, Gianluca Santini e Kenneth Viglianisi.

Nei primi due quarti c’è un sostanziale equilibrio, entrambe le squadre cercano di imporre il proprio gioco, Eurobasket perde molti palloni in fase d’impostazione concedendo ai teatini facili conclusioni; fortunatamente l’ala romana Gage Davis è in giornata di grazia e non permette agli avversari di allungare il punteggio. 

L’intervallo termina 37-35 per i padroni di casa

Al ritorno dagli spogliatoi la partita si fa più tesa, molti falli ed errori dalla media da parte di entrambe le squadre. Chieti, trascinata da Cameron Jackson e Alessandro Amici, riesce a prendere la fuga e si porta ad un +12 a metà terzo quarto (49-37). Eurobasket appare poco lucida, e coach Damiano Pilot chiama il time-out per scuotere la squadra. Rimessa ben in campo, Eurobasket riesce a ricucire lo svantaggio, aumentando anche l’intensità difensiva; il terzo quarto termina 54-51 per Chieti.

L’ultima frazione di gara si gioca punto a punto, pochi canestri ma molta fisicità negli scontri diretti. È una rimessa laterale in fase offensiva, a sei secondi dalla sirena, sul punteggio di 63-62 per i padroni di casa, a portare sugli scudi Eurobasket. Simone Pepe sfrutta un’uscita dal blocco, prende palla e con un arresto e tiro in caduta fa centro, facendo esplodere di gioia la squadra romana. 

Foto Ufficio Stampa Chieti Basket 1974

Coach Damiano Pilot entusiasta commenta così il dopo gara: “Sono contento del risultato innanzitutto per i ragazzi, che ancora limitati dagli infortuni stanno gettando il cuore oltre l’ostacolo. Oggi ha pagato anche a livello di risultato, con un canestro nel finale dal quale speriamo di arrivare alla svolta della nostra stagione”.

Per Lux Chieti è la terza sconfitta consecutiva; nonostante ciò il Presidente Marchesani intende dare massima fiducia al coach Maffezzoli, che resta al centro del progetto sportivo della società e non è in alcun modo in discussione.

La prossima partita di Atlante Eurobasket Roma si giocherà domenica 24 ottobre alle ore 17:00 contro Janus Basket Fabriano. L’attuale squadra di basket più importante di Roma è costretta, anche per l’odierna stagione, a giocare lontano dai propri tifosi; il campo casalingo, infatti, è il PalaCoccia che si trova a Veroli, in provincia di Frosinone. L’impossibilità di avere un campo a norma all’interno della città è di certo il frutto di un totale disinteresse delle Istituzioni nel valorizzare e investire nello sport e nell’impiantistica.

Tabellino

Lux Chieti Basket – Atlante Eurobasket Roma 63-64

Lux Chieti Basket: Rebec 10, Woldetensae 8, Graziani, Meluzzi, Caggiano n.e., Jackson 11, Dincic 3, Cocciaretto n.e., Bartoli 5, Tsetserukou 12, Amici 14.

All. Maffezzoli – Ass. Di Paolo, Mucci.

Atlante Eurobasket Roma: Baldasso, Leonetti n.e., Pavone n.e., Viglianisi n.e., Hill 6, Molinaro 10, Cicchetti 7, Schina, Davis 22, Pepe 19.

All. Pilot – Ass. Crosariol, Zanchi.

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In VIII Municipio stravince Ciaccheri del centrosinistra

Vento in poppa per Amedeo Ciaccheri e per il centrosinistra nelle elezioni amministrative dell’VIII
Municipio.Il giovane candidato e presidente uscente si è imposto, infatti, al ballottaggio del 17 e 18 ottobre
con un tondo 70% contro il 30% dell’esponente del centrodestra Alessio Scimè. E mentre Scimè ha
confermato i suoi 14.000 voti e rotti, Ciaccheri è riuscito a catalizzare sulla sua persona34.000 voti 8.500 in
più rispetto al primo turno, risultando il più votato tra i candidati presidente in tutti i municipi di Roma.
Anche il voto sul Sindaco di Roma ha visto percentuali molto alte per Roberto Gualtieri del centrosinistra
(68,44%) nei quartieri di Ostiense, Garbatella, San Paolo,Montagnola e Roma 70, mentre Enrico Michetti
centrodestra si è dovuto accontentare di un 31,56%.
Grazie alla vittoria di Amedeo Ciaccheri la maggioranza di centrosinistra in municipio conterà su 15
rappresentanti contro i 9 dell’opposizione.Il consiglio municipale sarebbe così composto: 8 del Partito
Democratico, 5 della Sinistra civica ecologista, 2 della Lista civica Gualtieri e all’opposizione 5 consiglieri di
Fratelli d’Italia, 2 della Lista Calenda e 2 del Movimento 5 Stelle.
Sequendo le classifiche delle preferenze il Pd eleggerebbe nell’aula di via Benedetto Croce: Eleonora
Talli, Alessandra Aluigi, Flavio Conia, Luca Gasperini, Giovanni Fasiello, Umberto Sposato, Valchiria Vittori e
Samuele Marcucci.
La Sinistra civica ecologista: Maya Vetri, Francesca Vetrugno, Iacopo Nunziato, Paola Angelucci e Michele
Marini.
La Lista civica Gualtieri Sindaco: Roberto Falasca e Massimo Nanni.
Giorgia Meloni Fratelli d’Italia:Alessio Scimè, Franco Federici, Maurizio Buonincontro, Lorenzo Mevi, Sabrina
Vicino.
Il Movimento 5 Stelle: Marco Merafina e Matteo Bruno.
La lista Calenda Sindaco. Simonetta Novi e Caterina Benetti.

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Al Palladium arriva la Festa del Cinema di Roma

Il Teatro Palladium della Garbatella ospiterà anche quest’anno, dal 16 al 22 ottobre, la Festa del Cinema di Roma. La XVI edizione della rassegna cinematografica srotola il tappeto, più simile a quello di un ring che a una passerella, su cui tanti artisti e lavoratori del mondo dello spettacolo rischiano di cadere stremati, a causa della decennale crisi del settore che la recente pandemia ha amplificato all’inverosimile. Come un pugile che tenta di non andare k.o., anche il cinema tenta di rimanere in piedi, di cambiare strategie per risollevarsi, sperimentando nuove forme narrative, audiovisive e reclamando un aiuto statale che a oggi risulta insufficiente. Ben vengano quindi iniziative come quella al Palladium, che è stata resa possibile grazie all’accordo di collaborazione fra Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e Fondazione Cinema per Roma.

Il programma prevede la proiezione in prima serata di sette pellicole, incentrate sul documentario nelle sue diverse sfaccettature che raccontano gli Infiniti Mondi, tema portante di tutta la stagione del Palladium. A quasi tutte le visioni sarà presente in sala parte del cast artistico e tecnico, con cui ci sarà possibile dialogare e dibattere.

Si inizia sabato 16 ottobre con il docu-film Con il Mare negli Occhi di Paolo Magris, film che racconta l’incontro tra una ragazza calabrese e la poesia del letterato friulano Carlo Michelstaedter. Domenica sarà visibile Mediterráneo del regista spagnolo Marcel Barrena, film tratto dalla storia vera di Òscar Camps, il fondatore di Open Arms. 

Lunedi 18 è la volta del film Tusind Timer – A Thousand Hours del regista Carl Moberg, mentre martedì ci sarà il documentario italo statunitense Benny Benassi – Equilibrio, che narra la storia del Dj Benny Benassi e del cambiamento della musica dance dagli anni settanta ad oggi. Mercoledì 20 al Palladium c’è spazio anche per Oliver Stone con il suo documentario JFK Revisited: Through the Looking Glass, in cui il regista esamina i documenti recentemente desegretati sull’assassinio del presidente Kennedy. 

Seguirà giovedì  21 la proiezione del documentario Crazy for Football, del regista Volfango De Biasi, una storia vera in cui uno psichiatra attraverso il gioco del calcio riesce a migliorare la vita di alcuni suoi pazienti, una buona terapia che porta alla nascita del primo mondiale di calcio a cinque di pazienti psichiatrici; nel cast anche Sergio Castellito e Max Tortora. 

L’ultimo giorno, venerdì 22, è dedicato alla visione del film No Tenemos Miedo, del regista Manuele Franceschini, che documenta la protesta cilena, scatenata dall’aumento dei prezzi dei biglietti del trasporto pubblico, sfociata poi in una rabbia che affonda le sue radici nel malcontento popolare delle classi più povere, prive dei servizi essenziali.

I biglietti sono acquistabili prima della proiezione direttamente al Palladium in Piazza Bartolomeo Romano 8, oppure sul sito del teatro.

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Cara Garbatella intervista Amedeo Ciaccheri, candidato Presidente del centrosinistra al Municipio VIII

1)Lei al primo turno è stato il candidato presidente di Municipio più votato di Roma, se l’aspettava?

Più del 46% dei voti al primo turno è un risultato straordinario, il migliore del centrosinistra a Roma, ma ancora non basta.

Anche qui nel Municipio VIII ci attende una sfida decisiva per il territorio e per Roma, per vincere in Municipio e per portare Roberto Gualtieri a Sindaco di Roma. Tutte le nostre energie in campo! 

La nostra è una comunità straordinaria, tutte e tutti assieme abbiamo costruito un percorso sulla buona strada dell’inclusione, della scuola al centro della vita sociale, del coinvolgimento delle realtà di base  presenti nei quartieri, con cui abbiamo fatto quadrato nei momenti più difficili vissuti in questi mesi per lasciare nessuno indietro e solo davanti alla crisi sociale esplosa nella Pandemia. Un risultato importante che riconosce l’azione collettiva di un Municipio solidale.

2)E’ andato al ballottaggio forte del 46,14% ( 24.831 voti) con il candidato del centrodestra Alessio Scimè che si è attestato al 25,74% ( 13.854).Si sente già al sicuro con quasi il doppio dei voti del suo avversario?

Sul territorio la nostra coalizione democratica e progressista è in vantaggio, ma dobbiamo fare tutto il possibile per vincere qui e per far vincere Roberto Gualtieri in Campidoglio. Stiamo continuando a percorrere strada per strada, quartiere per quartiere, come fatto in questi anni e negli ultimi mesi di campagna elettorale, per far partecipare tutte e tutti alla necessaria e indispensabile trasformazione che attende tutta la città. Una Roma che può rinascere attraverso la transizione ecologica, lo sviluppo economico che sostenga le realtà locali e crei nuova e buona occupazione, la sfida del lavoro e del sostegno municipalista ad una città che chiede solo di ripartire, alle creazioni di spazi dedicati alle donne in ogni quartiere, alla cura dei bisogni che sono emersi con maggior forza durante l’emergenza sanitaria, possiamo farlo da qua e con Gualtieri Sindaco.

3) Quali sono i punti programmatici sui quali punterà in questi ultimi giorni di campagna elettorale?

Da subito dare continuità a quello che abbiamo messo in cantiere in questi tre anni, partendo dalla realizzazione di una casa dedicata e aperta alle donne e una casa dedicata alle vittime di discriminazioni LGBT+.

Sulla scuola e la cultura  vogliamo proseguire il percorso comune con le comunità educanti  per creare un gruppo di progettazione stabile del municipio che lavori allo sviluppo dei patti di comunità e ai progetti europei anche connessi all’edilizia scolastica. Vogliamo proseguire il rilancio dell’offerta culturale e dopo aver aperto due nuove biblioteche , a Montagnola e Garbatella e un biblio point all’Ostiense, vogliamo portare a conclusione  la realizzazione della biblioteca a San Paolo

Per l’ambiente contiamo di portare a termine la realizzazione di due nuove aree verdi attrezzate nei quadranti Tintoretto-Ottavo Colle e Montagnola e procedere a 1.000 nuove piantumazioni che si aggiungono alle tremila già piantate negli ultimi due anni.

Infine concluderemo la realizzazione di opere pubbliche di interesse strategico per il territorio come:  la riqualificazione delle aree esterne ai mercati di Roma 70, Navigatori e Corinto e  il campo sportivo su via di Grotta Perfetta (Campetto di Piero). 

Abbiamo poi il tema delle trasformazioni urbane ricadenti nel nostro territorio, come l’ex Fiera di Roma, gli Mercati Generali, il bidet di San Paolo, che devono essere un’occasione di sviluppo non solo per i quadranti interessati ma per l’intera città. Vogliamo finalmente aprire nella sua totalità il parco della Tenuta di Tormarancia e sviluppare i progetti di nuova agricoltura e recupero dei casali presenti nell’area. Sempre a Tor Marancia, dopo la fase di progettazione, va realizzato il centro culturale grazie alla disponibilità del teatro dell’opera e il finanziamento importante ottenuto nel processo del bilancio partecipativo. Faremo, in fine, un’opera pubblica per ogni quartiere dove le cittadine e i cittadini potranno non solo passare quei luoghi ma viverli come centralità della vita sociale territoriale.

4) Per la corsa al Campidoglio la partita è ancora tutta aperta, che cosa si sente di consigliare al suo amico Roberto Gualtieri per riuscire a battere il candidato di centrodestra.

Con Roberto Gualtieri abbiamo dato il via alla sua campagna elettorale da candidato Sindaco proprio da qua, con la manifestazione al Parco della Tenuta di Tormarancia per attenzionare alla città una questione che la Sindaca Raggi e la sua maggioranza non hanno mosso un solo dito per aprire la più grande area verde attrezzata di Roma.

Abbiamo vissuto questi mesi appassionati con Roberto Gualtieri, incontrando tante e tanti, ed ad ogni iniziativa abbiamo visto crescere la partecipazione, l’attenzione ad un programma che parla alla città per la città, con grandi opportunità per far rinascere Roma, partendo dall’utilizzo dei fondi del PNRR per idee e progetti che siano di sostegno della parte città che più ha sofferto la crisi di questi anni capace di portare sviluppo e una Roma in cui sia un orgoglio viverci e non un peso e una frustrazione continua come avvenuto in questi cinque anni.

Ora abbiamo una scelta fondamentale per il futuro del territorio e di Roma, da una parte l’attenzione ai bisogni, partecipazione, condivisone, municipalismo, attenzione ai temi delle donne, del sostegno diretto e dell’azione solidale, rappresentata dalla scelta di Roberto Gualtieri e della coalizione progressista e democratica; dall’altra un ritorno al passato della Roma di Alemanno e di una destra colma di odio verso quella parte di società più debole e abbandonata a se stessa, una visione della città pronta alla svendita dei suoi patrimoni e beni comuni. 

C’è una scelta di campo ben chiara sul futuro che vogliamo vivere per la nostra città e questa è verso Roberto Gualtieri, per Roma, per tutte le cittadine e i cittadini.

Di Gianni Rivolta

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Premiato il vincitore del concorso di Cara Garbatella “Indovina la foto”

Continua a riscuotere successo tra i lettori il concorso “Indovina la foto” lanciato dalle pagine del nostro periodico. Ieri sera in Villetta si è svolta la premiazione del sig. Enrico Gobbi, l’unico vincitore del mese di ottobre, che ha risposto esattamente alla fotografia pubblicata sullo scorso numero di Cara Garbatella.

L’immagine in questione ritraeva la prima parte di via Alberto Guglielmotti, la strada che collega piazza Pantero Pantera a via delle Sette Chiese, passando per piazza Benedetto Brin. Le risposte pervenute in redazione sono state tante, ma i più sono stati tratti in inganno dalla presenza sul lato destro delle villette del lotto 1, prima della loro demolizione. Al sig. Gobbi è stata consegnata una copia del libro “Dalla Villetta ai gazometri”, pubblicato da Cara Garbatella. Arrivederci alla prossima foto

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“Anche il niente è bugiardo”. Presentazione del libro di poesie di Serena D’Arbela

Mercoledì 20 ottobre alle 17.30, pressola Villetta di Via degli Armatori n. 3, verrà presentato il libro “Anche il niente è bugiardo”, poesie di Serena D’Arbela, moglie del partigiano delle Brigate Garibaldi Primo De Lazzari, detto il “Bocia”.

Nata a Firenze, l’autrice ha vissuto a Venezia e risiede a Roma dal 1962. Laureata in scienze politiche, traduttrice, giornalista, studiosa dell’immagine, ha collaborato e collabora con riviste d’arte e di cinema. Ha pubblicato saggi, romanzi e cinque raccolte di poesie.

Il nuovo lavoro, edito in proprio, è la rappre­senta­zione delle molteplici ed eterogenee declinazioni del sentire umano. Le emozioni tutte, gli intimi pensieri, i drammi e le passioni, si avvicendano, accanto ad “una visione del mondo”, la sua bellezza e complessità, i suoi disordini, le debolezze.

I versi graffianti e potenti, dalla cadenza musicale, riescono a mutare le parole in immagini. Descrivono quei dettagli che inchiodano il lettore, come se si trovasse davanti ad una finestra spalancata sul proprio abisso personale o davanti ad uno specchio.

“Questa raccolta è anche una sorta di flusso di coscienza, un dialogo interiore che sposta continuamente il punto di vista, utilizzando timbri poetici differenti. Ironia, asciutto ermetismo, lucida riflessione si alternano a dolcezza e malinconia, vibrante dolore e tristezza o sdegno” si legge nella prefazione al lavoro scritta da Marina Ferrante.

Durante la presentazione dialogherà con l’autrice Cristina Manzone. Letture di Carmen Minieri, Cristina Manzone, Claudia Massaro, Patrizia Pierro, Angelica Zorzella. L’iniziativa è curata da Cara Garbatella e Villetta Social Lab

Ingresso gratuito con green pass valido.

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Ecco l’elenco dei voti di preferenza ottenuti da tutti candidati al consiglio del Municipio VIII

Ad una settimana dalle elezioni amministrative Cara Garbatella, che aveva pubblicato sul numero di ottobre le liste e tutti i candidati in lizza per il consiglio municipale, è in grado di fornire ai lettori la classifica delle preferenze ottenute. Naturalmente pubblichiamo i dati delle preferenze con riserva perché potrebbero essere leggermente modificati da eventuali ricorsi al Tribunale amministrativo messi in atto dalle liste o dai singoli candidati.

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Come sarà composto il parlamentino dell’VIII Municipio? Tutto dipenderà dal ballottaggio del 17 e 18 ottobre.

Anche per il Municipio VIII il ballottaggio del 17 e 18 ottobre dirà la parola definitiva sul Presidente e sulla maggioranza che governerà il territorio tra Garbatella, Ostiense, San Paolo, Montagnola e Roma 70.Al secondo round si scontreranno,infatti, Amedeo Ciaccheri, presidente uscente e rappresentante del centrosinistra forte di un 46,14% (26.034 voti) con Alessio Scimè per il centrodestra, che si è fermato al 25,59% (14.438 voti). 

Simonetta Novi della Lista Calenda è arrivata terza con il 12,89% ( 7.276 voti), mentre Marco Merafina del M5S la tallona col 12,10 (6.828 voti).Questi sono i dati definitivi usciti oggi dal seggio centrale della Fiera di Roma. Naturalmente, secondo la legge elettorale vigente, la composizione del parlamentino dipenderà da chi diventerà Presidente. Infatti alla maggioranza spettano 15 seggi e alla minoranza i restanti 9.

Siamo già in grado di formulare un’ipotesi di massima nel caso in cui vincesse Amedeo Ciaccheri, che è nettamente in testa al primo turno.

Il consiglio municipale sarebbe così composto: 8 del Partito Democratico, 5 della Sinistra civica ecologista,2 della Lista civica Gualtieri e all’opposizione 5 consiglieri di Fratelli d’Italia, 2 della Lista Calenda e 2 del Movimento 5 Stelle.

Sequendo le classifiche delle preferenze il Pd eleggerebbe nell’aula di via Benedetto Croce: Eleonora Talli, Alessandra Aluigi, Flavio Conia, Luca Gasperini, Giovanni Fasiello, Umberto Sposato, Valchiria Vittori e Samuele Marcucci.

 La Sinistra civica ecologista: Maya Vetri, Francesca Vetrugno, Iacopo Nunziato, Paola Angelucci e Michele Marini.

La Lista civica Gualtieri Sindaco: Roberto Falasca e Massimo Nanni.

Giorgia Meloni Fratelli d’Italia:Alessio Scimè, Franco Federici, Maurizio Buonincontro, Lorenzo Mevi, Sabrina Vicino.

Il Movimento 5 Stelle: Marco Merafina e Matteo Bruno.

La lista Calenda Sindaco. Simonetta Novi e Caterina Benetti

Diversamente, qualora  fosse il candidato del centrodestra Alessio Scimè a vincere al ballottaggio, i numeri sarebbero invertiti : 15 rappresentanti alla maggioranza tra  i Fratelli d’Italia, la Lega di Salvini e Forza Italia, mentre i rimanenti 9 seggi della minoranza sarebbero divisi tra Pd, Sinistra civica ecologista, Lista Calenda e Movimento 5 Stelle. 

Naturalmente i dati si devono considerare attendibili ma con riserva, perché i voti di preferenza potrebbero essere leggermente modificati da eventuali ricorsi al Tribunale amministrativo messi in campo dalle liste o da singoli candidati. 

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Dentro o fuori. Sarà il ballottaggio a dire l’ultima parola sui nostri concittadini candidati all’Aula Giulio Cesare.

Un successo o una vera e propria debacle. Le sorti dei nostri concittadini candidati al consiglio comunale di Roma sembrano del tutto essere appese  all’esito del ballottaggio tra Enrico Michetti ( centrodestra) e Roberto Gualtieri ( centrosinistra): i due pretendenti al seggio più alto della Capitale, che hanno ottenuto al primo turno rispettivamente il 30,14 e il 27,03%.

 I risultati che usciranno dalle urne dopo il voto del 17 e 18 ottobre prossimo infatti decreteranno, qualora vincesse l’ex ministro del Tesoro pidiessino, l’elezione a Palazzo Senatorio di Valeria Baglio e di Antonella Melito entrambi del Pd, di Michela Cicculli di Sinistra Civica Ecologista  e di Ferdinando Bonessio di Europa Verde. In caso contrario, se a tagliare il traguardo per primo, fosse l’avvocato Michetti, rimarrebbero tutti a casa. A guadagnarci sarebbe invece, in quest’evenienza Simone Foglio di Forza Italia, che entrerebbe in consiglio comunale. Grazie alla legge elettorale per i Comuni, infatti, il premio di maggioranza prevede per il Sindaco di Roma vincente il 60% dei 48 consiglieri  e alla minoranza il restante 40%.

Con Gualtieri Sindaco la sua maggioranza sarebbe di 29 rappresentanti: composta da 18 consiglieri del Pd, 5 della Lista civica,2 di Sinistra Civica Ecologista, 2 di Roma Futura, 1 di Demos e 1 di Europa Verde. La minoranza di centrodestra avrebbe 9 seggi (6 di Fratelli d’Italia,2 Lega e 1 Forza Italia),la lista Calenda  5 rappresentanti più Carlo Calenda stesso, 3 M5S e 1 della lista civica Raggi. 

Con Enrico Michetti Sindaco la maggioranza di centrodestra conterebbe invece su 17 consiglieri di Fratelli d’Italia, 6 della Lega, 3 di Forza Italia, 2 della Lista Michetti e 1 di Rinascimento di Sgarbi. Dei 19 seggi dell’opposizione, 7 andrebbero alla Lista Calenda, al centrosinistra 6  Pd e 1 civico della Lista  Gualtieri, 5 alle liste di Virginia Raggi (4 M5S e 1 Lista Raggi). 

Rimarranno esclusi comunque dall’aula Giulio Cesare Floriana D’Elia della lista Sinistra Civica Ecologista, che a Roma non è andata al di là del 2, 02%, Enrico Lupardini del M5S e il candidato a Sindaco Paolo Berdini della lista “Roma ti riguarda Berdini Sindaco”, che si è fermato allo 0,43%. 

Di Gianni Rivolta

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Dopo il voto amministrativo parlano: Enzo Foschi, Alessandra Aluigi, Paola Angelucci, Simonetta Novi e Alessio Scimè

Mentre si stanno ultimando le operazioni di scrutinio e la conta delle preferenze, il dato eclatante che emerge nel territorio dell’VIII Municipio è l’evidente affermazione del Centrosinistra a sostegno di Amedeo Ciaccheri.

Enzo Foschi, vice segretario del PD del Lazio parla di uno “straordinario risultato per Ciaccheri che sfiora la vittoria al primo turno”, facendo poi un appello a tutti i simpatizzanti: “Ora non diamo per scontato nulla, lavoriamo con umiltà e pancia a terra, per vincere sia nell’VIII Municipio sia al Campidoglio, eleggendo Gualtieri sindaco della Capitale”.  
Secondo Enzo Foschi “La coalizione municipale di Centrosinistra si dimostra ancora una volta radicata e solida nelle liste e nei partiti che la compongono. “Si tratta – prosegue il vicesegretario – di una esperienza che deve continuare a funzionare tra i cittadini, una sintesi di civismo e politica che va esportata in tutta la città”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandra Aluigi, assessora uscente della Giunta guidata da Ciaccheri “ sono soddisfatta per il risultato del PD locale che raccoglie un 20,32%- ha detto l’amministratrice- un dato decisamente superiore al 16,38% raccolto in tutta Roma, segno del buon lavoro che è stato fatto in questi tre anni; nelle due settimane che restano sarà necessario lavorare attentamente per confermare la guida del Centrosinistra al Municipio con Ciaccheri Presidente e per la vittoria di Roberto Gualtieri al Campidoglio”.

Alessio Scimè e Amedeo Ciaccheri

Paola Angelucci, anch’essa assessora uscente punta il dito sull’astensione e sull’affluenza in calo “che necessitano di una riflessione, poiché cinque anni di governo Raggi, a cui si aggiunge la pandemia, hanno creato un disagio enorme ad una città abbandonata e sofferente che non ha la forza di riscattarsi”. “È anche vero però- ha proseguito Angelucci- che i cittadini dell’VIII Municipio hanno dato fiducia al Centrosinistra e al buongoverno del Presidente Ciaccheri e della sua Giunta; la Lista Sinistra Civica Ecologista ha riportato il 14%, un risultato unico in questo territorio, si tratta di un’ulteriore conferma del nostro ottimo lavoro”. 


Decisamente soddisfatta la candidata Presidente per la “Lista Calenda” Simonetta Novi: “Noi di Lista Civica Calenda Sindaco partivamo da zero e ora siamo la prima lista di Roma. E noi dell’VIII Municipio abbiamo dato un buon contributo a questo successo, in misura superiore alla media romana”.

“Nell’VIII municipio – prosegue Novi – siamo passati da 0 a 7.300 voti (terza lista con il 13%) mentre il Movimento 5 Stelle ha raccolto il 12% ; dovevamo iniziare e siamo soddisfatti, i cittadini ci hanno dato fiducia e abbiamo riportato al voto tante persone che da decenni non credevano più in una politica seria. Ora porteremo dentro al Municipio la nostra visione, fatta non di parole vuote, ma di atti e risposte puntuali”.  “Non parleremo di comunità, partecipazione, condivisione, concetti molto belli che troppo spesso rimangono pura propaganda, ma avremo l’accortezza di rivolgerci a tutti i cittadini, con la stessa attenzione”. “Non faremo apparentamenti [in vista del ballottaggio, N.d.R.] con nessuno, ma proposte costruttive e pragmatiche. E saremo opposizione dura ad ogni fenomeno di malgoverno, ad ogni ingiustizia, ad ogni atto di prepotenza o di arroganza cui assisteremo”.

Porta a casa un onesto 25,53% il candidato a Presidente del Municipio Alessio Scimé, di Fratelli d’Italia, sostenuto dal Centrodestra e fortemente voluto da Giorgia Meloni. Nei voti di lista raccolti sul territorio dell’VIII Municipio Fratelli d’Italia si ferma al 16,63% mentre il dato clamoroso è il flop della Lega di Salvini ferma ad un 4%.

Scimé dovrà vedersela al ballottaggio con Ciaccheri, forte di un 46,16% e non dà nulla di scontato, né tantomeno di deciso: “Un ottimo risultato personale per i consensi ottenuti, per il Centrodestra e per tutta la coalizione chi mi ha sostenuto in questa tornata elettorale”. 
“Ora giochiamoci la sfida del ballottaggio – prosegue Scimé – confidando nella voglia dei cittadini di cambiare e di quel 50% di votanti che non hanno rinnovato la fiducia a Ciaccheri con il loro voto; siamo molto speranzosi sull’esito finale”. 

Stefano Baiocchi

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Amedeo Ciaccheri del centrosinistra sfiora la vittoria al primo turno col oltre il 46% dei voti

Se la vedrà al ballottaggio con Alessio Scimè del centrodestra col 25%.Buono il risultato di Simonetta Novi ( Lista Calenda Sindaco) che si aggiudica il terzo posto con quasi il 13%.

Sono mancati quattro punti percentuali, qualche migliaia di voti per vincere al primo turno. Amedeo Ciaccheri, il candidato del centrosinistra e presidente uscente dell’VIII Municipio, con 25.796 voti ( 46,14%) ha quasi doppiato l’avversario di centrodestra, ma per cantare vittoria dovrà vedersela al ballottaggio del 17 e 18 ottobre con Alessio Scimè, che è rimasto a quota 14.283 consensi (25,55%).Molto lusinghiero il risultato di Simonetta Novi (Lista Calenda Sindaco), che in linea con i risultati romani, si colloca al terzo posto con 7.256 preferenze (12,98%), distanziando di poche preferenze il rappresentante del Movimento 5 Stelle Marco Merafina, ex consigliere municipale che ha portato a casa 6.755 voti (12,08%).Sotto l’1% gli altri sei candidati presidenti che hanno raggranellato una manciata di consensi.

“Oltre il 46% dei voti al primo turno è un risultato straordinario, ma ancora non basta- ha dichiarato questa mattina Amedeo Ciaccheri- .Anche qui nel Municipio VIII ci attende un ballottaggio decisivo: ora tutte e tutti in campo per vincere in Municipio e per portare Roberto Gualtieri a Sindaco di Roma”.  

Per quanto riguarda il voto di lista il Pd con il 20,31% si conferma primo partito e riprende la testa dei consensi nel Municipio, seguito da Fratelli d’Italia col 16,61%. Molto buona l’affermazione della lista Sinistra civica ecologista che si colloca al terzo posto con il 14%, mentre a Roma supera di poco il 2%.

Gianni Rivolta

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A Garbatella vinti 900 mila euro al Superenalotto. Giocata la schedina nella tabaccheria di via Casati

C’è ancora aria di festa alla tabaccheria di Via Gaetano Casati 7, dove la sera di martedì 29 settembre sono stati vinti con una schedina al Superenalotto ben 935.482, 34. In realtà si tratta di due vincite, una di 899.502,25 euro a cui se ne aggiunge un’altra di circa 35.000. 
Una cifra incredibile, che ha reso  ricco il vincitore e che ha dato notorietà ad una delle tante ricevitorie della capitale. Dopo quattro giorni dal colpaccio c’è ancora un certo andirivieni di cittadini che entrano per complimentarsi con i titolari, commentando e fantasticando su come spendere tutti quei soldi e tentando contestualmente la fortuna.
Inutile dire che nessuno, tra avventori e passanti, sa chi ha centrato il colpo che ti cambia la vita. Nemmeno Stefano Tota, che dal 2016 gestisce la tabaccheria insieme ai fratelli Aldo e Roberto. “Nemmeno un sospetto, potrebbe essere chiunque, anche un giocatore occasionale o qualcuno che non è del quartiere”, anche se molti cittadini sono convinti che il nuovo Paperone appartenga alla zona. 

Stefano ci tiene a precisare che la ricevitoria dalla vincita non ha ricavato nulla, ma ammette che appena si è sparsa la voce che qualcuno aveva centrato un 5S, molti scommettitori si sono precipitati nel suo negozio anche per giocare una schedina minima da 1 € o perlomeno anche per un gratta e vinci.

Un dato è certo, quando ci si mette di mezzo la fortuna (o la sfortuna a seconda dei casi) c’è poco da fare. È una semplice questione di probabilità. Che poi è sempre la stessa. La sequenza magica, ovvero la combinazione vincente, per l’estrazione di martedì, era 14, 18, 19, 33, 34, 80, numero Jolly 48 e SuperStar 19. Ebbene, le probabilità che esca una sequenza 1, 2, 3, 4, 5, 6, numero jolly 7 e SuperStar 8 è identica. Strano a dirsi, soprattutto quando di mezzo ci sono i numeri. Ognuno di noi, nella propria vita, ha una sequenza numerica, che potrebbe essere una data significativa, quale un compleanno o un anniversario. 
“A Roma, ma anche nel resto d’Italia – ci fa notare un signore che ha appena comprato dei sigari –  c’è una parola sola, o forse due accompagnate da una serie di punti esclamativi, quando si vince una cifra così elevata…”. 

di Stefano Baiocchi

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“Bloom Again”, un murale all’Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio

Una donna che si china ad allacciare la scarpa ad un bambino. Un gesto semplice, riconoscibile, quello di un adulto (la comunità) che si prende cura di un bambino che sta per iniziare un nuovo cammino; intorno tanti colori e impronte di mani. Questo è il dipinto che venerdì pomeriggio è stato svelato sul muro di cinta dello storico Istituto dei ciechi e ipovedenti Sant’Alessio – Margherita di Savoia, in viale Carlo Tommaso Odescalchi. 

L’evento d’arte corale si è svolto in occasione della nona giornata europea delle Fondazioni e prende il nome di Non sono un Murales – Segni di Comunità.

Un evento necessario per attivare le comunità e per prendersi cura del territorio, in particolare dei giovani e dei soggetti più fragili, sviluppando percorsi di partecipazione e di solidarietà. Il murale in viale Odescalchi è nato dalla collaborazione tra l’ASP Sant’Alessio, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus-APS e l’organizzazione no profit Con i Bambini. 

Il tutto è iniziato l’anno scorso quando abbiamo partecipato a un bando dell’organizzazione no profit Con i Bambinicon il progetto Bloom Again, ossia fiorire di nuovo”, ci racconta l’avvocato Antonio Organtini, direttore generale dell’istituto Sant’Alessio, “Un rifiorire necessario per dare un’opportunità ai bimbi cechi o ipovedenti di avere un ulteriore aiuto nello svolgere le attività scolastiche a casa. Quasi sempre l’intervento di assistenza si limita al mattino durante l’orario di scuola, ma spesso il pomeriggio il bambino si trova sprovvisto di quelli che sono gli ausili per svolgere i compiti e approfondire le conoscenze”. Continua Organtini: “Attraverso una forma d’arte come il murale si è reso comprensibile il tema del progetto, un progetto nazionale che si tiene in 120 città. Il disegno è uguale per tutti, ma noi abbiamo provocatoriamente voluto circondare le sagome, della donna e del bambino, con tanti colori diversi e sopra imprimere con la vernice le impronte delle mani di bambini e adulti, come segno tangibile di sensorialità, di tatto, nel significato di prestare attenzione”. Conclude “Per il Sant’Alessio, che insiste in quartiere come Tor Marancia, dove tanti murales sono stati già fatti, mettere un’immagine di un bimbo contornato da colori e da mani che toccano i colori, vuol dire dare un segno alla cittadinanza quello che i colori non vanno visti ma vanno vissuti”.

Il murale è stato realizzato dallo street artist Riccardo Miracapillo insieme alle famiglie e ai bambini del progetto Bloom Again – Tutti i sensi hanno un colore. L’artista ha definito così la sua opera: “Un piccolo gesto d’amore quotidiano che vuole parlare all’intimo con leggerezza, per suscitare un’emozione nel cuore di chi guarda”. Il progetto è nato per garantire un percorso scolastico ed extra-scolastico realmente inclusivo e di contrasto alla solitudine e alla povertà educativa di minori ciechi, ipovedenti e con disabilità plurime, affinché si sviluppino tutte le forme di autonomia personale possibili.

Di Giuliano Marotta

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Consumare meno plastica.Il liceo Socrate in prima fila

Plastica-Mente, noi invece siamo sinceri. Non state leggendo una sciarada della Settimana Enigmistica. È, invece, l’originale titolo inventato dal Liceo Socrate per l’evento che si è tenuto il 23 settembre con l’obiettivo di ridurre il consumo di plastica nella società. Iniziando proprio dalla scuola. Il Dirigente Scolastico prof. Carlo Firmani, insieme all’Assessora alla Scuola del Municipio VIII prof.ssa Francesca Vetrugno, ex studentessa del Liceo, hanno consegnato più di mille borracce in acciaio a tutti gli studenti e al personale della Scuola, acquistate grazie ai fondi di un bando della Regione Lazio. L’iniziativa faceva parte di una tre giorni di attività di sensibilizzazione sui temi di rispetto e tutela dell’ambiente all’interno del progetto Rete Scuole Green (www.retescuolegreen.it) di cui il Liceo Classico e Scientifico Socrate è Capofila Nazionale. La tre giorni si è conclusa venerdì 24 con la manifestazione Friday For Future che ha visto la partecipazione dei Dirigenti Scolastici della Rete Scuole Green, Carlo Firmani (Liceo SOCRATE di Roma), Maria Grazia Lancellotti (Liceo Orazio di Roma) e Lucia Presilla (Liceo Talete di Roma).

Il Preside Firmani ha voluto ricordare l’importanza dell’impegno individuale quotidiano per raggiungere l’obiettivo di diminuire l’uso della plastica, insieme a tenere viva la discussione su questi temi grazie anche all’apertura di tavoli di lavoro permanenti fino al 2030 ai quali possono partecipare anche ex studenti insieme ad ex docenti. E magari, aggiungiamo noi, arrivare a far cambiare la voce borraccia su wikipedia , in cui si dice che oggi è meno usata perché soppiantata dalle bottiglie in plastica.

Di Giorgio Gudoni

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Chiude per sempre l’antica Saccheria Sonnino

Dopo novant’ anni di ininterrotta attività su via del Porto Fluviale all’Ostiense

Di Giorgio Guidoni

Un altro esercizio storico della zona chiude i battenti. Parliamo della famosa Saccheria Sonnino, punto commerciale di riferimento per tanti anni del quadrante Ostiense e di Roma. Alzi la mano chi non ha acquistato un qualcosa almeno una volta nel famoso magazzino di via del Porto Fluviale: un sacco a pelo, una tenda, un fornelletto o una lampada da campeggio, ma anche casalinghi, tavolini, sedie, piatti e giocattoli. Il bazar, conveniente e colmo di oggetti utili, con alle spalle una storia lunga almeno un paio di secoli, dal primo settembre ha abbassato le saracinesche. Ce lo racconta Mario Sonnino, l’ultimo gestore insieme alla sorella Alberta, dopo aver ereditato l’attività dal fratello Carlo, scomparso tre anni fa. La prima licenza commerciale viene rilasciata dall’allora Stato della Chiesa nientemeno che nel 1856, quando i Sonnino avevano la saccheria in via Bocca Della Verità, nel rione Ripa. Rione che conosciamo molto bene, poiché dà i natali a Clementina Eusebi, la donna chiamata Garbatella, che ci nasce in via San Giovanni Decollato nel 1796. L’attività dei Sonnino, il cui inizio si colloca nel secolo XVIII, è molto fiorente, visto il carattere prettamente agricolo dell’Italia di quei tempi, i suoi sacchi e teli sono rinomati e richiesti per molti anni. Nel 1930 però, cambiato il clima politico, con la furia cieca di abbattere “il pittoresco sudicio tramite sua Maestà il Piccone” con l’obiettivo di costruire strade più ampie, anche i Sonnino sono costretti a scegliere una nuova sede. Ecco allora che il nonno Alberto compra il terreno nella odierna zona di via del Porto Fluviale, su cui poi costruirà il palazzo e il magazzino che vediamo in una foto d’epoca.

A quei tempi il palazzo era affiancato da una società che produceva pecorino romano.

Arriva poi la guerra con la sua triste scia di distruzioni e dolori. La zona sarà offesa dal bombardamento del marzo 1944, tristemente noto per i danni e le vittime causate nel quadrante Ostiense, nella vicina chiesa di San Benedetto, e alla Garbatella. Qui di seguito una foto del palazzo scattata subito dopo i danni subiti. Si può notare la mancanza di una parte dell’insegna che riportava la scritta Sonnino, danneggiata e caduta in terra.

Tra il 1943 e il 1944, durante i terribili mesi dell’occupazione di Roma, i fratelli Sonnino, Alberto e Giuseppe, scampano alle deportazioni nazifasciste grazie ai buoni uffici di Frate Ehrhard, il sacerdote di origini tedesche Priore dell’Abbazia delle Tre Fontane, con cui intrattenevano rapporti commerciali, attraverso la società agricola della vastissima Tenuta. Insieme ad altri cittadini ebrei e oppositori di regime erano riusciti a nascondersi nelle celle dell’abbazia mescolandosi agli operai avventizi e ad alcuni graduati dell’esercito italiano eludendo i controlli dei militari tedeschi. Alla fine delle ostilità, per ringraziare il Priore dell’aiuto spassionato ricevuto, le famiglie ebree Sonnino e Di Porto regaleranno all’abbazia una scultura in marmo che rappresenta una Madonna con Bambino, tuttora presente nell’arco di ingresso al Monastero. Il dopoguerra vede nuovamente i Sonnino rimboccarsi le maniche e ripartire con la loro attività. Gli affari vanno bene, ma, arrivati agli anni sessanta, il mondo inizia a cambiare sempre più velocemente, la società si trasforma da agricola a industriale, la richiesta di sacchi per l’agricoltura inizia a calare, sostituita da materiali di cartone e plastica. Ed ecco che l’azienda, ora passata nelle mani del fratello Carlo, si orienta verso i teloni impermeabili per i camion che vede un certo successo fino alla fine degli anni settanta. L’esigenza di diversificare induce i Sonnino ad ampliare l’offerta su articoli da campeggio, arricchita poi da nuovi prodotti quali tavoli, sedie, piatti, casalinghi, articoli da regalo e giocattoli. Sino ad arrivare ai giorni nostri in cui la velocità di trasformazione è sempre più repentina, i modelli commerciali diventano molto aggressivi, tanti commercianti soffrono la concorrenza della distribuzione on-line. Tre anni fa scompare anche Carlo, l’azienda passa a Mario e Alberta, che la conducono con entusiasmo e passione. Ma arriva la decisione di ritirarsi in pensione, con i figli impegnati in altri percorsi professionali. E allora la sofferta scelta di chiudere l’attività e salutare con affetto gli abitanti del quartiere e la clientela affezionata che per così tanto tempo ha avuto come punto di riferimento la Saccheria Sonnino.

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Quel lotto ai confini della Garbatella

Massimo Cardarelli apre lo scrigno dei ricordi

Di Giorgio Guidoni

Giocare è il modo più immediato per avvicinare le generazioni. Nell’ultimo numero di Cara Garbatella abbiamo lanciato il concorso “Indovina la foto”: si chiedeva di scoprire il nome della via nella quale era ritratto un bambino che accarezzava un cane. Il concorso ha sollevato grande curiosità e partecipazione tra i nostri lettori, c’è stata una divertente premiazione dei vincitori alla Villetta, e soprattutto abbiamo apprezzato la capacità di giocare, di partecipare e di riportare a galla quei ricordi profondi legati al nostro quartiere. Abbiamo poi ricevuto una segnalazione di Annalisa, la nipote del bambino della foto, che ci ha consentito di contattarlo. Siamo così andati ad intervistare Massimo Cardarelli, che all’epoca in cui la foto fu scattata aveva quattro anni, e ancora oggi residente al “quarto” del lotto 11.

ex osteria di Venceslavo

Così, all’epoca, erano note agli abitanti le cinque palazzine: primo, secondo, terzo, quarto e quinto, a partire da Largo delle Sette Chiese. Massimo, oltre ad essere una persona simpatica con cui non ci si annoia mai, è una formidabile memoria storica del quartiere, dove ha vissuto per tanti anni.

Il Lotto 11 è molto particolare rispetto alle costruzioni tipiche della Garbatella. I villini infatti nascono tra il 1928 e il 1930 come progetto autonomo di case private destinate originariamente ad alloggi di riposo per i monaci Cistercensi dell’Abbazia delle Tre Fontane. Nello specifico ci riferiamo alle cinque palazzine allineate sulla attuale via Alessandra Macinghi Strozzi, che al tempo del fascismo si chiamava via della Madre Italiana, nome che sarà mutato dopo il 1945 in via Dei Cistercensi, per poi arrivare alla denominazione attuale a partire dai primi anni Cinquanta. La particolarità risiede nel fatto che a differenza degli altri lotti, questo non ha una corte interna, anche se presenta elementi architettonici rilevanti, le loggette con colonna nella prima e nella quinta palazzina, e una struttura che comunque si rifà al classico barocchetto della zona.

Piazza Montanara

L’ICP acquisterà il complesso alla fine degli anni trenta, apportando modifiche alla seconda e quarta palazzina, così da dividere in due gli appartamenti di piano, e raddoppiare il numero di alloggi. Il progetto sarà curato dall’architetto Alberto Calza Bini il quale, per garantire aria e luce ai bagni dei nuovi appartamenti, aprirà degli oblò sulle pareti esterne. L’operazione comporterà tuttavia problemi di stabilità alle palazzine che saranno risolti con successive iniezioni di cemento. Il Lotto 11 era un lotto di confine: le sue case erano le ultime a sud della Garbatella, di fronte alle quali si apriva l’aperta campagna con ampi orti, peraltro parzialmente visibili nella foto del concorso. Dobbiamo ringraziare Massimo per il suo grande contributo nel ricordare i personaggi di una umanità ormai scomparsa dalla memoria collettiva, che però resta vivida negli abitanti storici del quartiere. Gli orti erano gestiti da due contadini, Oreste e Regina, che abitavano in un casale situato proprio di fronte al “quarto”.

Maurizio Cardarelli, la mamma Clara e la zia Luigia

Nei primi anni Cinquanta gli orti e gli annessi scomparvero per far posto a quello che sarebbe diventato il Centro Traumatologico Ortopedico (da decenni intitolato ad Andrea Alesini, amministratore prematuramente scomparso) e alle palazzine, che attualmente ancora fronteggiano il lotto 11, pensate come alloggi per i dipendenti dell’Ospedale. Ma torniamo all’orizzonte temporale dell’immediato dopoguerra, negli anni che vanno dal 1945 al 1950.

La classe seconda elementare delle Suore Ancelle

Muovendoci verso Largo delle Sette Chiese, l’attuale via di villa in Lucina non esisteva: in quel luogo c’era una collinetta dietro la quale si trovava l’Osteria di Venceslao rinomata per il vino e per le coppiette di cavallo, una specialità oggi praticamente introvabile. Quella che sarà via di Villa in Lucina era invece una zona molto frequentata dalle coppiette di innamorati, un luogo sicuro per appartarsi e amoreggiare, come nella famosa canzone “com’è bello fa’ l’amore quanno è sera, core a core co’ una pupa che è sincera, e le stelle che ce guardeno lassù, nun so’ belle come l’occhi che c’hai tu…” tanto che gli abitanti del luogo l’avevano soprannominata nientemeno che “via dei culi scoperti”, appellativo che scommettiamo farà tornare i brividi sulla pelle a chi ricorda personalmente quelle passeggiate romantiche. Dicevamo dell’osteria di Venceslao che si trovava nell’attuale Via di Vigna Pozzi in un palazzetto che esiste ancora al civico 4-6 (vedi figura 1),

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Dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Torna alla Lazio la piscina di via Giustiniano Imperatore

Di Ilaria Proietti Mercuri

Nel mondo dello sport è sempre stata prassi che le piscine cambino gestione. Così nel 2019, dopo ben 34 anni di Lazio Nuoto, la storica dimora biancoceleste alla Garbatella venne messa a bando e a vincere la nuova gestione fu su la società Maximo srl.

Un bando però poco chiaro fin dall’inizio per il Presidente della Lazio Massimo Moroli, secondo cui a decidere l’esito fu solo l’offerta economica. Criterio di scelta che penalizzava pesantemente la meritocrazia e la qualità del servizio.

Così, nell’ultima intervista che ci lasciò, senza filtri ci disse: <<Io difenderò sempre la Lazio Nuoto. E non esiste che una società così importante venga trattata in questo modo. Quindi noi non ci fermiamo davanti a niente. E se non andrà bene con un altro ricorso al Tar, andremo al Consiglio di Stato>>. Detto, fatto. A un anno da quella dichiarazione, la sentenza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, annullando il procedimento di aggiudicazione dell’impianto alla Maximo. Così, dopo tante battaglie legali, l’impianto torna alla società biancoceleste.

<<Avevamo ragione.>> Scrive subito sui social il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, che fin da subito aveva seguito la vicenda con dedizione. <<Un bando nato male e finito peggio. L’umiliazione di una società storica e il disprezzo di un servizio pubblico a discapito dei tanti, tantissimi frequentatori e del territorio>>. E di questo finale invece, il Presidente Moroli, cosa ne pensa? <<Siamo sorpresi>>, ci risponde, <<eravamo tutti molto scoraggiati, non solo noi ma anche gli avvocati. Con questa notizia ora siamo soddisfatti ed entusiasti, per noi è finito un incubo. Ora inizia la ripartenza>>. Una ripartenza, continua il Presidente, che inizierà dal mantenere il massimo rispetto verso gli utenti. Questo passaggio di competenze tra un gestore all’altro deve evitare ulteriori problemi, così la Lazio aspetterà che l’amministrazione seguirà tutti i passaggi burocratici necessari per consentire il loro ingresso. Una volta dentro <<con tutta la nostra passione dobbiamo ricostruire quell’eccellenza che con un dissennato disegno l’amministrazione comunale ha voluto distruggere>>.

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“Com’era il gioco del calcio al lotto 9”

Lettera: un ricordo dei primi anni Sessanta

Al lotto 9 si gioca al calcio, quello vero! Pari o dispari e i due capitani scelgono i componenti delle due squadre, prima i fenomeni e poi i più scarsi, i più agguerriti, pronti a dare l’anima per smentire la dura realtà. Se il numero dei giocatori è dispari si materializza, alla fine dalla conta, il fatidico e crudele “scarto o palla e porta”, dove lo scarto è, senza ombra di dubbio, il peggio che più peggio non si può ed al quale si opta, quasi sempre, per il calcio d’inizio e porta controsole. Il campo è di terra battuta ed il polverone non ha nulla da invidiare ai campi di battaglia delle legioni romane alla conquista dei territori del nord, coprendo mischie, contrasti e  improbabili finezze. In pratica da fuori non si vede niente.

Dietro una delle porte (del campo di calcio) ci sono le finestre (degli appartamenti seminterrati) che d’estate sono spalancate ed accolgono, ospitali, palloni di tiracci, rimpalli o rinvii affannati. Il recupero del pallone all’interno del salotto buono è opera d’arte; si entra, si recupera il pallone, si esce nel silenzio più assoluto, con tutti gli altri a guardare da fuori, senza che la signora, occupata in cucina dal sugo, non si accorga di nulla. Di solito chi è incaricato al recupero del pallone è forte pure a rubbà.

Naturalmente nei lotti della Garbatella è assolutamente proibito il giuoco del pallone. Lo sanno tutti compreso er Sor Paolo, storico portiere integerrimo, in divisa, del lotto 9 che è autorizzato al sequestro del pallone come se fosse un’arma del delitto di un episodio di Nero Wolfe. Pallone sequestrato uguale partita finita. Vale il punteggio al momento del sequestro, chi perde ce deve stà. Tutti a casa, sciacquata al volo, cerotti ai ginocchi, pettinata e panino per recuperare forza ed energia da utilizzare per la prossima impresa.

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Al via il “Caffè Memoria

Un aiuto per i malati di Alzheimer. I progetti della professoressa Luisa Bartorelli nell’VIII Municipio

di Paola Borghesi

Dopo il centro di Don Liegro all’Ostiense, a due passi dalla centrale Montemartini, anche nel cuore della Garbatella apre un altro Caffè Memoria, un’iniziativa per alleviare l’isolamento e la frustrazione dei malati di Alzheimer. Nella Città Giardino a spalancare le porte all’Associazione Alzheimer Uniti Roma della professoressa Luisa Bartorelli , sarà il Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando 2, uno spazio che già in passato si è distinto per esperienze di inclusività e solidarietà sociale. Gli incontri, della durata di due ore, saranno guidati dalla psicologa Laura Cherubini. Il primo è stato effettuato il 23 settembre alle ore 16, il secondo è in calendario per il 4 novembre. “La fase di accoglienza delle persone prevede un momento più conviviale in un’atmosfera di festosità, consumando insieme bibite e dolci-spiega la Bartorelli- quindi si conversa in un clima disteso e tollerante, senza giudizi, dove tutti vengono incoraggiati ad aprirsi, favorendo così anche il senso di appartenenza al gruppo.In seguito si ascolta musica assecondando le preferenze dei partecipanti e poi si propongono vari giochi di memoria, come il memory card o anche Giovani nel Tempo, veri e propri esercizi mnemonici in veste di figure stimolanti e appropriate. La stimolazione cognitiva dunque, avviene soprattutto in modo informale.”

La professoressa Bartorelli è un’istituzione per i malati di Alzheimer.Per quasi cinquanta anni, infatti, questa donna dall’aria serena ma incredibilmente energica ha dedicato tutta se stessa alla cura delle persone affette da demenza e all’aiuto ai loro familiari, così detti “caregiver”, ovvero coloro che prestano assistenza.

Uno dei problemi che i malati di Alzheimer e le loro famiglie si trovano ad affrontare è legato all’isolamento e alla frustrazione di non poter condividere le tante difficoltà connesse a questa malattia, spesso anche a causa di pregiudizi ingiustificati.” Le persone che si incontrano in questi luoghi-ci racconta la professoressa- spesso creano piccole comunità e capita sovente che dopo le prime volte decidano di vedersi anche fuori dal caffè, organizzando occasioni per stare insieme, e creando proprio quella socializzazione che è l’obiettivo principale del progetto.

Ma questo vulcano di donna non si ferma qui. Il suo progetto più ambizioso è di creare a Garbatella una “Comunità amica”, progetto già sperimentato con successo nel comune di Aprilia. Si tratta di creare una collettività solidale nella quale le persone con demenza e i loro familiari possano muoversi nel modo più normale possibile e non sentirsi isolati ed esclusi. “Per tanto tempo ho pensato che portare a Roma questo progetto fosse impossibile – ci ha dichiarato – poi però, conoscendo meglio la Garbatella e parlando con il Presidente Ciaccheri e con l’assessora Aluigi dell’VIII Municipio ho capito che questo quartiere si presta alla realizzazione di una comunità amica sia per le sue caratteristiche urbanistiche che per la presenza di una forte compagine sociale tesa all’inclusione e all’accoglienza”.

Nel suo ultimo libro “I volti dell’Alzheimer” la Bartorelli spiega che “il progetto consiste nel formare le varie realtà sociali, ovvero i negozianti, i ristoratori, le forze dell’ordine, gli educatori scolastici, chi lavora nel terziario, quali istituti bancari o uffici postali, i socio-sanitari, insomma tutti coloro che sono a contatto con il pubblico  applicando un modello di intervento sociale che mira a ridurre lo stigma e l’esclusione”. Il Caffè Memoria, quindi, non è che il primo passo di una vera e propria rivoluzione che il nostro quartiere potrebbe iniziare a vivere, confermandosi paladino della inclusione di tutti, con la continua ricerca delle risposte ai vari bisogni dei cittadini.

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Presentato il cartellone autunnale del Teatro Palladium

Si presenta col titolo di “Infiniti mondi”  il programma autunnale del Teatro Palladium alla Garbatella, che prenderà il via ai primi di ottobre. Di tutto rispetto gli spettacoli in cartellone, come quello di Giorgio Tirabassi e Peppe Servillo, il concerto degli Avion Travel, lo spettacolo Prometeo con Edoardo Siravo, quello di Valentina Cervi, protagonista della pièce tratta dall’opera d’esordio di Natalia Ginzburg.

Non è banale che un’Università pubblica abbia un teatro di questo genere, come propaggine verso i cittadini, posto di incrocio tra studenti e popolazione e tra città e Università” così ha esordito il Prof. Luca Pietromarchi, Rettore dell’Università Roma Tre alla conferenza stampa. Inoltre ha tenuto a sottolineare come il successo via via sempre maggiore del Teatro ne abbia consentito quasi un completo autofinanziamento, “il che significa costare sempre meno all’Università stessa e allo Stato, cosa non da poco”. Il prof Luca Aversano, Presidente della fondazione teatrale universitaria “Roma Tre Teatro Palladium” ha quindi illustrato le varie sezioni in cui si snoda il programma autunnale, specificando che, per scaramanzia,  si è deciso di pubblicizzare solo gli spettacoli dei prossimi tre mesi , con la speranza che l’andamento della pandemia consenta di estendere la programmazione a tutto il resto della stagione.“Il teatro come luogo di spettacolo, di cultura e di formazione ha oggi più che mai il compito di fare i conti con gli ‘infiniti mondi’ del reale e degli immaginari, in un contesto che si trasforma e che genera nuovi scenari e punti di vista, nel senso di qualcosa che sta per avvenire.  La stagione del Teatro Palladium proietta questa pluralità e questa condizione di attesa nella dimensione del dialogo senza confini tra le diverse discipline artistiche” spiega Aversano, che ha curato la nuova stagione insieme ai consiglieri Silvia Carandini, Giandomenico Celata, Claudio Giovanardi e Simone Trecca.

Si parte il 2 ottobre con la prima assoluta de La medium, tragedia in due atti su parole e musica del compositore contemporaneo Giancarlo Menotti, eseguita dall’Ensemble Novecento dell’Accademia Nazionale di Santa Ceciliaediretta da Giovanni Di Stefano.  Anche quest’anno prosegue la collaborazione con Flautissimo il festival dedicato al flauto, che vedrà, tra gli altri, l’esibizione di Emmanuel Pahud, il più grande flautista vivente, ma includerà anche spettacoli come “La strada che va in città” di Natalia Ginzurg e “Sorella” di Marco Lodoli.

La performance “Cecità/Ensaio sobre a Cegueira” in programma il 6 ottobre, è ispirata all’opera di Josè Saramago, e porta in scena il comportamento del corpo umano dinanzi a situazioni di crisi.

Con il progetto Audience evolution verranno presentati, tra gli altri, spettacoli travolgenti quali Fratto_X del duo Leone d’oro alla carriera Antonio Rezza e Flavia Mastrella e la prima romana di Pandora della compagnia Teatro dei Gordi e TVATT di Luigi Morra.

Beppe Servillo sarà presente sia con lo spettacolo “Amore non Amore” che con il concerto degli Avion Travel, che proprio in questo teatro, 40 anni fa, hanno esordito, iniziando la loro lunga e importante carriera artistica.

Da evidenziare infine la parte del programma riservata al cinema. Infatti, il Palladium, oltre ad ospitare, come già fatto l’anno passato, una selezione di pellicole della Festa del Cinema di Roma, dal 16 al 22 ottobre, presenterà dal 22 al 25 novembre “CineMaOltre”, ovvero il Palladium Film Festival, ideato e diretto da Vito Zagarrìo. Sempre in ambito cinema, una importante novità di questa stagione è l’ideazione del premio Movie To Music, curato dalla critica e giornalista  Paola Casella e dedicato a proiezioni di carattere musicale, suddivisi in diverse categorie a seconda della durata, del tipo di narrazione e del tema  affrontato (musical, biografia, racconto di un mestiere, luogo o evento musicale).

Una menzione speciale va al progetto La scuola salvata dai ragazzi, realizzato con il contributo della Regione Lazio, che mira a dar voce agli studenti, alle loro proposte per migliorare la scuola, attraverso pratiche partecipative, artistiche e culturali degli studenti della scuola secondaria e di professionisti del mondo del teatro, che insieme porteranno in scena il risultato del loro laboratorio.

Tutto il programma si svolgerà ovviamente secondo le più attente misure anti covid previste, e quindi solo chi è in possesso del Green Pass potrà accedere al Teatro.

Di Paola Borghesi

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