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Elias Delogu, il ragazzo con neurodiversità che si candida

Al Consiglio Municipale a Roma c’è anche lui: “Sono Elias, mi candido anch’io e allora?”

Le elezioni si avvicinano, cartelloni, slogan e volantini sono ovunque. Gli argomenti nei comizi sono tanti, eppure: “Tutti parlano delle buche di Roma, di sporcizia, ma di noi? Quelli che chiamate diversi, chi ne parla?”. Così cita la locandina con il viso di Elias Delogu che, seppur dislessico e con una lieve forma di autismo, si è candidato come consigliere dell’VIII Municipio a Roma.

Elias Delogu e il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri

Ma che senso ha far sedere al tavolo del Consiglio Municipale un disabile intellettivo? E poi secondo la costituzione si più fare?

Alla seconda domanda è semplice rispondere: sì. Perché secondo l’Articolo 3 della Costituzione, quello che si insegna alle scuole elementari per capirci: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociali e sono uguali davanti alla legge..” ecc ecc. Come si conclude? “Senza distinzioni di condizioni personali e sociali.” Quindi, a meno che qualcuno non voglia metter mano alla Costituzione, c’è poco da parlare.

La prima domanda invece, è più complessa: ha senso far sedere al tavolo del Consiglio Municipale un disabile intellettivo? Qui il mondo si spacca. C’è chi sostiene che sia un passo più lungo della gamba, chi sospetta che il ragazzo sia sfruttato per raccogliere voti a pietà, chi urla che la politica è già piena di incompetenti e ci mancano solo i disabili. Punti di vista. Ma l’obiettivo è uno: avere il coraggio di mostrare l’esclusione e disturbare i luoghi di potere, i politici devono toccare con mano queste realtà, oppure non cambierà nulla.

Il tema dell’indipendenza.

Non finisce qui. C’è un altro tema da affrontare: se Elias venisse eletto, potrà fare tutto da solo? Certo che no. Sarà accompagnato da suo padre o il suo tutore. Come i ciechi hanno il braille, i sordi la lingua dei segni, la voce dei ragazzi con neurodiversità viene da chi li circonda da una vita. Be’ a questo punto qualcuno potrebbe pensare: si candidasse il padre no?
Stupido dire che, ovviamente, non sarebbe la stessa cosa, non avrebbe lo stesso messaggio.

Diritti e non bisogni

Non sappiamo come finiranno le elezioni, ma già la candidatura di Elias può dare i suoi benefici. Perché la sua presenza in questi mesi di campagna, assieme ai suoi disturbi legati alla neurodiversità, impone toni pacati nei dibattiti, che non ci si parli addosso; basta un rumore improvviso che può provocare una crisi. Quando si tratta di ragazzi come lui, succede, ed è pane quotidiano per chi lo vive ogni giorno. Ci sono poi le facce sbalordite di chi deve imparare che esistono anche queste realtà.
E così facendo magari, accade che ci si rende conto delle difficoltà che incontrano ogni giorno gli autistici, i dislessici, i ritardati, i neurodiversi. Chiamateli come volete. Ma soprattutto sappiate, che per loro non c’è cura. La sola medicina è circondarli di vita. Devono poter fare tutto. E il dovere della società è accoglierli ovunque, non tanto perchè ne hanno bisogno, ma perchè ne hanno diritto. Hanno ogni diritto ad essere accolti nei ristoranti, al bar, assumerli al lavoro, e perché no, partecipare anche alla vita politica.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Un ex Questore in lizza per il consiglio del Municipio VIII

Per tre anni Antonino Russo ha diretto il commissariato Tor Carbone.

Tanti i personaggi da scoprire tra le varie liste che concorreranno il 3 e il 4 ottobre prossimi per un posto al consiglio municipale: tra questi Antonino Russo candidato nella Lista Civica Gualtieri Sindaco. Un uomo che è stato in prima linea per garantire la sicurezza dei cittadini del territorio del Municipio VIII. Per tre anni, infatti, dal 2017 al 2020, ha diretto il Commissariato di Polizia di Tor Carbone . Una presenza costante, fatta soprattutto di incontri con i cittadini, con i vari comitati di quartiere e con diverse associazioni, interfacciandosi con il Presidente Amedeo Ciaccheri, con cui ha anche stretto un solido rapporto di stima e amicizia.

Antonino Russo, sposato e padre di due figli, laureato in Giurisprudenza, è stato prima ufficiale dell’Arma dei Carabinieri e poi, una volta vinto il concorso nel 1980, funzionario della Polizia di Stato con l’incarico di gestire la pubblica sicurezza, la Polizia Giudiziaria, e la tutela dell’ordine pubblico nelle Questure di Venezia, Isernia e Roma; nell’ultimo caso si è occupato anche della regolarizzazione dei cittadini stranieri prevista dalla Legge Martelli.

Nel corso della sua dirigenza al Commissariato Tor Carbone sono stati numerosi gli incontri con i Comitati di Quartiere di Montagnola e di Grotta Perfetta, rappresentati rispettivamente da Paolo Colombini e Mario Semeraro, o con quello dell’Ottavo Colle presieduto da Caterina Valenti. Gli incontri con l’associazione No Roghi alla Caffarella, rappresentata da Flavio De Septis, ha portato all’arresto di tre persone colte in flagranza di reato. 

Amedeo Ciaccheri e Antonio Russo

Il Questore Russo ha vissuto momenti di preoccupazione quando si paventava lo sgombero dello stabile occupato di via del Caravaggio, perché “bisognava avere a che fare con persone fragili, con donne e bambini, che avevano occupato per necessità oggettive”. La vicenda, come è noto, si è risolta positivamente, grazie all’intervento del presidente della Regione Lazio Nicola  Zingaretti e dell’assessore alla casa Valeriani, di concerto con la Prefettura e il Municipio VIII . Un lavoro, quello di Russo, che è stato anche una ragione di vita e che, nonostante il pensionamento appena raggiunto, lo vede ancora impegnato “al servizio del cittadino” come ci tiene a precisare.

 “Mi piacerebbe proseguire sulla scia di quanto tracciato nei tre anni al Commissariato Tor Carbone, con l’apertura di uno sportello di ascolto per i cittadini, ovvero la sicurezza a km zero, e aprire una serie di tavoli tecnici con tutte le forze di polizia presenti sul territorio”.

“È un onore  avere accanto a me,in questa nuova sfida elettorale nel progetto del Municipio che verrà, la competenza, la biografia e le capacità di un vero rappresentante dello Stato come Antonino Russo- ha dichiarato Amedeo Ciaccheri-.Il tema della sicurezza urbana ha bisogno dell’attenzione e della sensibilità alla questione della prevenzione,ma anche di un coordinamento più efficace tra gli attori del territorio. In questo senso la candidatura di Antonino Russo qualifica un programma che concretamente possa rispondere ai bisogni delle cittadine e dei cittadini”.

Di Stefano Baiocchi

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La Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici

Nell’Ateneo di Roma Tre, visite guidate, laboratori e giochi scientifici per i più piccoli.

 L’Università degli Studi Roma Tre partecipa con i Dipartimenti di Architettura, Ingegneria, Matematica e Fisica, Scienze all’edizione 2021 della ????? ??????? ??? ??????????? ? ????? ????????????, organizzata da Frascati Scienza e con la partecipazione di molti partner nazionali, in programma il 24 settembre 2021. 

Nell’Ateneo, gli appuntamenti si terranno sia in presenza sia online da lunedì 20 a sabato 25 settembre. Tra le attività principali si segnalano: interviste ai protagonisti della Ricerca a Roma Tre; visite guidate; approfondimenti su biodiversità, cambiamenti climatici e sostenibilità, robotica, Sistema Solare, arte e matematica, nuove tecnologie, nanoscienza​; laboratori e giochi scientifici per i più piccoli. 

Tra le attività innovative di quest’anno, si segnala il 24 settembre, primo turno alle 16.30, “Due passi col ricercatore”, un tour in cui la scienza diventa un’esperienza “quotidiana” ed immediata attraverso un rapporto diretto, privilegiato e spontaneo con i ricercatori, le ricercatrici e i laboratori. Durante il tour i visitatori di tutte le età entreranno in contatto con i vari settori della scienza (dall’ingegneria alle scienze naturali, dall’architettura alla fisica; dall’astronomia alle scienze della terra e alla matematica) attraverso seminari ed esperimenti, in una visione multidisciplinare ed integrata della scienza stessa.

“Ritorna la Notte Europea della Ricerca, che è la notte più bella di Roma Tre. Con decine e decine di microlezioni di scienze, di fisica, di architettura, di matematica, di geologia e di ingegneria – come afferma il Rettore Luca Pietromarchi – si tratta di una straordinaria occasione, in cui l’Università si apre alla città per sollecitare interesse, suscitare passioni e risvegliare vocazioni per quelle scienze che svelano i misteri del mondo, e aprono le porte del futuro”.  

La partecipazione, come sempre, è ad accesso gratuito. Per consultare il programma, seguire gli appuntamenti in streaming nei giorni della manifestazione e prenotarsi obbligatoriamente agli eventi dal vivo, consultare il sito: http://nottericerca.uniroma3.it/Le prenotazioni sono attive dal 13 settembre.

La partecipazione agli eventi in presenza richiede il green pass ad un pubblico di età superiore ai 12 anni.

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“L’altra riva del mare” in Villetta

L’associazione culturale Cara Garbatella e Villetta Social Lab martedì 21 settembre alle ore 17,30 presentano il libro di Danilo Alessi “L’altra riva del mare” (Persephone Edizioni, 2021).Alla Villetta di via Passino 2 via degli Armatori 3 con l’autore ci sarà Gianni Rivolta, giornalista e scrittore, Vincenzo Vita, giornalista e politico.

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Un “Caffè Memoria” anche a Garbatella

Anche a Garbatella apre un “Caffè Memoria”, un’iniziativa per alleviare l’isolamento e la frustrazione dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie. Dopo il centro di Don Liegro a via Ostiense, sarà il Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando 2, nel cuore del nostro quartiere, ad offrire il proprio spazio con il senso di solidarietà ed accoglienza che lo contraddistingue. Gli incontri, organizzati dall’Associazione Alzheimer Uniti Roma della professoressa Luisa Bartorelli, avranno la durata di due ore e saranno guidati dalla psicologa Laura Cherubini.

Il primo avrà luogo il 23 settembre alle ore 16, il secondo è in calendario per il 4 novembre. “Nel “Caffè Memoria”- spiega la Bartorelli – le persone affette da demenza e i loro familiari verranno incoraggiati ad aprirsi e potranno conversare tra loro consumando insieme bibite e dolci, in un clima disteso e tollerante, potranno ascoltare musica e partecipare a vari giochi di memoria, creando a poco a poco nel tempo un clima di socializzazione che aiuta queste famiglie e non sentirsi ghettizzate”.

Di Paola Borghesi

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ancora ritardi per ripristinare il ponte ciclopedonale sulla Laurentina

Sono undici mesi, dall’8 ottobre del 2021 che non esiste più un collegamento sicuro per i ciclisti e i pedoni. Il Ponte Ciclopedonale che unisce l’VIII e il IX municipio è ancora da ripristinare.
Cara Garbatella è andata a dare un’occhiata

Servizio di Stefano Baiocchi

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Riparte con una sconfitta la stagione di Atlante Eurobasket Roma

Al Palavenali di via dell’Arcadia va in scena la prima partita ufficiale della stagione, quella del girone arancione della Supercoppa LNP. E’ un derby laziale che vede i romani perdere negli ultimi minuti contro Benacquista Latina Basket con il risultato di 69-75.

La squadra di coach Damiano Pilot rimaneggiata durante l’estate, ha salutato alcuni dei protagonisti della scorsa stagione, tra cui Lorenzo Bucarelli partito per Cantù, Daniele Magro e Jamal Olasewere trasferiti entrambi a Pistoia. La squadra ha dato invece il benvenuto a nuovi atleti; tra questi Kyndahl James Hill, texano proveniente dalla squadra tedesca Mitteldeutscher BC e un altro statunitense, Gage Davis dall’Illinois, classe 1995, giunto da un’ottima annata con la squadra danese Horsens IC.  Segnaliamo poi l’arrivo di tanti giovani tra cui Matteo Schina, Daniele Molinaro, Simone Pepe, Gianluca Santini e Daniele Tomasello, questi ultimi due cresciuti proprio nelle giovanili di Eurobasket. Assente per infortunio nella partita di esordio stagionale, il capitano Eugenio Fanti, che quest’anno batterà il record di giocatore più longevo della Serie A2 nel vestire consecutivamente la stessa maglia; quattordici anni da professionista che, sommando le stagioni del settore giovanile, lo fa arrivare a ben diciannove anni con Eurobasket Roma.

Foto di Marika Torciva

Lo spettacolo in campo è quello che ci si aspetta da una partita d’inizio stagione: squadre ancora in rodaggio, con poco ritmo nelle gambe e poca concentrazione. Assistiamo, specialmente nei primi due quarti, a molti errori sotto canestro, palle perse e tiri che a volte non arrivano neanche a toccare il ferro. È Latina a crederci di più dimostrando, rispetto ai romani, un’attitudine difensiva migliore, che costringe spesso gli avversari a non concludere l’azione entro i ventiquattro secondi o a concedere tiri forzati.

Si va all’intervallo sul 33-41 per i pontini

Nel terzo quarto in fase difensiva Eurobasket tenta di pressare maggiormente Latina, ma sembra inerme davanti agli attacchi di Abdel Fall e Terry Henderson che trascinano fino a +11 la loro squadra. Nell’ultimo periodo di gioco, finalmente si vede un po’ di spettacolo: Kenneth Viglianisi azzecca due triple che animano i romani, trascinati anche da un buon Alessandro Cicchetti e Simone Pepe che non si risparmiano al rimbalzo. Latina già pregusta la vittoria e si assopisce nell’ultima fase della gara, lasciando a Eurobasket il controllo della partita. Negli ultimi cinque minuti è un assalto dei romani che raggiungono anche un parziale di +14 e con Cicchetti dalla lunetta, a tre minuti dalla fine, passano in vantaggio 67-66. Coach Gramenzi chiama i suoi a raccolta e incita la squadra a ritrovare la via del canestro. Al ritorno in campo Latina riacquista fiducia e vince il match 69-75.

Queste le lucide parole a fine partita di coach Damiano Pilot: “L’indicazione che abbiamo da questo match è che non possiamo iniziare le partite prescindendo dall’intensità, che è il fattore che ci ha permesso il recupero da cui vogliamo ripartire per analizzare la gara e lavorare sui nostri errori”.

Il prossimo incontro di Eurobasket in Supercoppa LNP è previsto per il 15 settembre contro Stella Azzurra Roma. L’esordio in campionato invece è previsto per il 2 ottobre contro la neopromossa Nardò. 

La sfida più faticosa però, che deve affrontare la società di Eurobasket, è quella sull’impiantistica di gioco. Stessa situazione in cui si trova anche la Volley Roma di Serie A femminile. Le maggiori squadre che rappresentano la città di Roma nella pallacanestro e nella pallavolo non hanno un campo di gioco omologato per le partite casalinghe. Il PalaTiziano è chiuso per lavori di ristrutturazione a tempo indefinito, chi potrebbe ospitare le due società è il Palazzo dello Sport di proprietà Eur S.p.A. ma i costi per l’uso sono proibitivi. Le società romane sono in trattativa da mesi sia con il Comune di Roma che con la Regione Lazio per trovare una soluzione. Per Eurobasket serpeggia ancora la possibilità di dover andare a giocare le partite casalinghe in Ciociaria. Nell’anno in cui l’Italia ha trionfato alle Olimpiadi, agli Europei di calcio e nel volley femminile è uno scandalo che a Roma il valore dello sport sia ostacolato del mero profitto economico e da una totale assenza d’investimenti nelle impiantistiche di gioco.

Tabellino

Atlante Eurobasket Roma – Benacquista Latina 69-75 (17-19;16-22;17-20;19-14).

Atlante Eurobasket Roma: Pavone n.e., Romeo 7, Leonetti n.e., Santini 2, Hill 4, Viglianisi 6, Quarta n.e., Cicchetti 11, Schina, Tomasello 4, Davis 19, Pepe 16.

Benacquista Latina: Henderson 26, Fall 17, Ambrosin 2, Dambrauskas 11, Durante 3, Donati n.e., Veronesi n.e., Bagni n.e., Passera 4, Bozzetto 4, Radonjic 8.

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Una targa ricordo per Don Pietro Occelli

Nell’anniversario della battaglia della Montagnola tra il 9 e il 10 settembre 1943 

Durante le manifestazioni per il 78° anniversario della battaglia della Montagnola, è stata inaugurata all’interno della piazza una targa in memoria di Don Pierluigi Occelli,detto “Pietro”, nato a Busca (CN) il 21 novembre 1903. Sacerdote della Società di San Paolo, poeta, scrittore, laureato in legge all’università di Torino, Don Pietro fu tra i fondatori della chiesa Gesù Buon Pastore, edificata nel 1937, e ne fu parroco dal 1938 al 1970. 

Quando arrivò nel 1938 alla Montagnola di San Paolo, così era chiamata quella zona ai margini di una borgata, la chiesa era poco più di un magazzino in un’area circondata da campi, boschi di eucalipto, strade sterrate, pascoli e terre di facile acquisto, prospicenti il complesso dell’Eur, per i gerarchi del Fascio. Subito dopo l’armistizio, ovvero il 10 settembre 1943, la zona della Montagnola di San Paolo divenne teatro di una sanguinosa battaglia tra i nazifascisti e i Granatieri del I e del II reggimento, supportati da alcuni cittadini del quartiere. Il coraggio di Don Pietro Occelli si misurò anche in quest’occasione dove, aiutato dalle monache che accudivano gli orfani nel vicino Forte Ostiense, sostenne eroicamente la lotta partigiana e gli abitanti, facendosi in ultimo carico di seppellire quarantotto militari e undici abitanti della Montagnola. Don Occelli sostenne la popolazione anche nell’immediato dopoguerra, aiutando persone affamate, senza soldi e indumenti; queste una delle sue frasi tratte da un suo libricino autoprodotto nel 1967 titolato Parrocchia e tempio votivo dei caduti Gesù Buon Pastore: “Con un camion, che i giovani partigiani della parrocchia (gruppo Avogadro degli Azzoni) avevano tolto ai tedeschi, si fecero utili uscite da Roma per l’acquisto di derrate. Si fecero inoltre semine e piantagioni sui vasti terreni già espropriati per i piani dell’Eur e rimasti senza padrone. Il camion «de li preti della Montagnola» prolungò l’ora della sua celebrità quando fu girato il film Roma città Aperta e comparve «imprestato»come protagonista con Anna Magnani e Fabrizi in lunghe e tragiche scene”.

Alla cerimonia per la targa era presente anche la sezione ANPI Martiri delle Fosse Ardeatine e queste sono state le parole in ricordo del sacerdote dette dal segretario Nino Ruffa: “Ispiratore e cappellano della prima Brigata Partigiana Cristiana, divenute poi un numero rilevante nell’Italia occupata dai tedeschi e di cui purtroppo si contano 440 sacerdoti caduti. Don Pietro Occelli è stato insignito della Medaglia d’argento al Valor Militare per il suo supporto alla lotta armata e l’efficace protezione di decine di ebrei e antifascisti. Un sacerdote di elevati principi morali e di assoluta chiusura verso i liberticidi e i gerarchi del regime che a poche centinaia di metri dalla sua povera gente sfoggiavano un lusso troppe volte costruito con le ruberie. Un prete che ha dato insegnamenti imprescindibili”.

Oltre all’ANPI era presente anche il presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri e l’assessora municipale alla memoria storica Michela Cicculli, che ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Abbiamo voluto ricordare Don Pietro Occelli, che nella Battaglia del settembre1943 ebbe un ruolo da protagonista sostenendo i combattenti, soccorrendo i feriti, confortando la cittadinanza. A lui, che dal 1938 al 1970 fu parroco della Chiesa Gesù Buon Pastore alla Montagnola abbiamo dedicato una targa per non dimenticare la fondamentale opera sociale che svolse nel quartiere come supporto morale e materiale delle truppe italiane e della popolazione tutta. La memoria collettiva del nostro territorio si è stretta attorno alla figura storica di Don Pietro perché il suo contributo sociale non sia mai dimenticato”.

Nel 1970 all’età di sessantasette anni, Don Pierluigi Occelli lasciò la parrocchia del Gesù Buon Pastore, dedicandosi alla scrittura e alla memoria di quei giorni sanguinosi. Morì ad Albano Laziale il 26 dicembre 1994, dopo alcuni anni di malattia in seguito ad un ictus. Sono molti gli abitanti della Montagnola e non solo a non averlo dimenticato e la targa svelata in quest’anniversario ne è la viva testimonianza.

Di Giuliano Marotta

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Assemblea popolare a Casetta Rossa in vista delle amministrative di ottobre

Sarà Maya Vetri, 39 anni, una candidata al consiglio Municipale per la lista Sinistra Civica Ecologista 

Casetta Rossa si mobilita. In vista delle prossime elezioni amministrative anche il luogo di aggregazione e socialità di via Magnaghi vuole dire la sua proponendo alcune figure di spicco legate ad associazionismo, femminismo ed ecologismo. Persone, uomini e donne presenti da sempre sul territorio dell’VIII Municipio e in particolare della Garbatella.

Sarà Maya Vetri la candidata scelta per il Municipio a sostegno di Amedeo Ciaccheri che cerca la riconferma come Presidente – nella lista Sinistra Civica Ecologista – dopo una assemblea con centinaia di persone presenti.

Nata e cresciuta alla Garbatella, 39 anni, da sempre attivista di Casetta Rossa, che la vede tra i suoi fondatori, e del coordinamento degli orti urbani, Maya Vetri è in prima linea nel cosiddetto hub solidale che raccoglie circa 150 volontari e che si sta occupando di 300 famiglie che non arrivano a fine mese. Ogni giorno i volontari sono impegnati nella raccolta di generi alimentari nei supermercati del Municipio dove cittadini generosi donano scatolame, pasta, passate di pomodoro e altri generi di prima necessità. Una autentica crisi economica quella che ha investito moltissime persone – aggravata dalCovid – che sino a pochi mesi fa avevano una stabilità finanziaria.
Maya, insieme agli altri attivisti, ha ricoperto un ruolo determinante anche nel recupero di 35 vecchi computer che, una volta rigenerati e rimessi in funzione, sono stati donati alle famiglie meno abbienti per consentire ai loro ragazzi di seguire la scuola tramite la didattica a distanza. Se verrà eletta al Municipio, si impegnerà a fondo anche “nell’apertura dei mercati rionali del territorio come luoghi dove svolgere attività culturali e sociali quali concerti o cinema, aperti a tutti i cittadini”.

Casetta Rossa appoggerà anche la candidatura all’VIII Municipio di Iacopo Nunziato, vent’anni, attivista del Centro Sociale La Strada e appartenente quindi a quella generazione nata dopo l’occupazione dei locali di Via Passino. Anche Iacopo è impegnato nel sociale e nella solidarietà, ma con una profonda attenzione all’ambiente e al cambiamento climatico, temi assai cari alla sua generazione.

“Nei percorsi ambientalisti cittadini – si legge nel suo profilo Facebook – ho tentato di dare il mio contributo laddove ci si adoperava in difesa dell’ambiente, per dire no alla speculazione sui territori e alle grandi opere inutili, per mettere tra le priorità della politica quella di una transizione a un modello di sviluppo sostenibile”.

“Il nostro municipio può e deve diventare la prima linea nella sfida al cambiamento climatico e per la trasformazione ecologica: abbiamo un enorme patrimonio ambientale rappresentato dall’Appia Antica, dal Tevere e dai tantissimi parchi, giardini e orti da integrare nei cicli di vita della città, abbiamo spazi e luoghi dismessi da rimettere al centro di processi virtuosi di produzione e consumo, abbiamo una mobilità da ripensare e un patrimonio edilizio da rigenerare”.


Novità anche per quanto riguarda la corsa al Campidoglio dove Michela Cicculli, attualmente assessora in Municipio alle Politiche di Genere, Giovanili, Bilancio e Memoria, sarà una delle tre donne capolista di Sinistra Civica Ecologista a sostegno del candidato sindaco per il Centrosinistra Roberto Gualtieri. Anche Cicculli avrà l’appoggio di Casetta Rossa, così come Sandro Luparelli, del Centro sociale Spartaco, appartenente all’Area di Liberare Roma.

Stefano Baiocchi

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Ci ha lasciato per sempre Silvio Fraschetti. Una vita nel cinema come direttore alla fotografia.

Avrebbe compiuto 100 anni ma non ce l’ha fatta. Così Silvio Fraschetti se ne è andato per sempre lasciando dietro di sé il ricordo di una vita passata nel mondo del cinema prima come operatore e poi come direttore alla fotografia. Era figlio d’arte, infatti, suo padre Cesareoperò come macchinista di scena già all’epoca del cinema muto e prese parte nel 1959 alla realizzazione di “Ben Hur”, primo kolossal della Metro Goldwyn Mayer.

Chi era Silvio Fraschetti? Era nato nel lontano 1922 a via Labicana, ma presto con la famiglia si trasferì alla Garbatella dove rimase tutta la vita.Nel 1943 esordisce come assistente operatore in “Macario contro Zagomar”, una commedia fanta-poliziesca, regìa di Giorgio Ferroni. Lavora con tantissimi attori e attrici di primo piano. Nel 1952 può osservare da vicino il temperamento sulla scena di Anna Magnani nella pellicola nazional-popolare “Camicie Rosse” di Goffredo Alessandrini, sulla fuga attraverso l’Italia di Giuseppe Garibaldi (Raf Vallone) e Anita, dopo la caduta della Repubblica romana. A cavallo degli anni Settanta e Ottanta il regista Alfonso Brescia lo volle con lui come direttore della fotografia in film come: Zappatore, Carcerato, Lo scugnizzo, Big mamma, che ebbero come protagonista il re della sceneggiata napoletana Mario Merola.Poi lavorò a pellicole più leggere con il regista Mariano Laurenti: Pop corn e patatine (1985)e Pierino torna a scuola (1990) e con Romano Scandariato in Quel ragazzo della curva B, il musicarello che lanciò il cantante partenopeo Nino D’Angelo.  Ma l’esperienza lavorativa di cui parlava sempre volentieri e che lo consacrò come direttore della fotografia fu il lungometraggio sulla storia del generale Dalla Chiesa, “Cento giorni a Palermo” (1984), diretto da Giuseppe Ferrara, alla cui realizzazione ha contribuito, come sceneggiatore e assistente alla regìa Giuseppe Tornatore. Domani alle 11,30 saluteremo Silvio per l’ultima volta alla Villetta, in via Passino, 26.

Di Gianni Rivolta

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8 settembre 1943 a Porta San Paolo col presidente Sergio Mattarella e la sindaca Raggi

Commemorati cittadini e militari che si opposero all’occupazione tedesca della città

A Porta San Paolo, nella ricorrenza dell’8 settembre, il ricordo e l’omaggio ai caduti nella Lotta di Liberazione dal nazifascismo.Presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Sindaca di Roma Virginia Raggi e il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

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Chiude la Saccheria Sonnino

Dopo 90 anni di ininterrotta attività all’Ostiense

Un altro esercizio storico della zona chiude i battenti. Parliamo della famosa Saccheria Sonnino, punto commerciale di riferimento per tanti anni del quadrante Ostiense e di Roma. Alzi la mano chi non ha acquistato un qualcosa almeno una volta nel famoso magazzino di via del Porto Fluviale: un sacco a pelo, una tenda, un fornelletto o una lampada da campeggio, ma anche casalinghi, tavolini, sedie, piatti e giocattoli. Il bazar, conveniente e colmo di oggetti utili, con alle spalle una storia lunga almeno un paio di secoli, dal primo settembre ha abbassato le saracinesche. Ce lo racconta Mario Sonnino, l’ultimo gestore insieme alla sorella Alberta, dopo aver ereditato l’attività dal fratello Carlo, scomparso tre anni fa. La prima licenza commerciale viene rilasciata dall’allora Stato della Chiesa nientemeno che nel 1856, quando i Sonnino avevano la saccheria in via Bocca Della Verità, nel rione Ripa. Rione che conosciamo molto bene, poiché dà i natali a Clementina Eusebi, la donna chiamata Garbatella, che ci nasce in via San Giovanni Decollato nel 1796. L’attività dei Sonnino, il cui inizio si colloca nel secolo XVIII, è molto fiorente, visto il carattere prettamente agricolo dell’Italia di quei tempi, i suoi sacchi e teli sono rinomati e richiesti per molti anni. Nel 1930 però, cambiato il clima politico, con la furia cieca di abbattere “il pittoresco sudicio tramite sua Maestà il Piccone”con l’obiettivo di costruire strade più ampie, anche i Sonnino sono costretti a scegliere una nuova sede. Ecco allora che il nonno Alberto compra il terreno nella odierna zona di via del Porto Fluviale, su cui poi costruirà il palazzo e il magazzino che vediamo in una foto d’epoca. (fig. 1)

A quei tempi il palazzo era affiancato da una società che produceva pecorino romano.

Arriva poi la guerra con la sua triste scia di distruzioni e dolori. La zona sarà offesa dal bombardamento del marzo 1944, tristemente noto per i danni e le vittime causate nel quadrante Ostiense, nella vicina chiesa di San Benedetto, e alla Garbatella.

Qui di seguito una foto del palazzo scattata subito dopo i danni subiti. Si può notare la mancanza di una parte dell’insegna che riportava la scritta Sonnino, danneggiata e caduta in terra. (figura 2)

Tra il 1943 e il 1944, durante i terribili mesi dell’occupazione di Roma, i fratelli Sonnino, Alberto e Giuseppe, scampano alle deportazioni nazifasciste grazie ai buoni uffici di Frate Ehrhard, il sacerdote di origini tedesche Priore dell’Abbazia delle Tre Fontane, con cui intrattenevano rapporti commerciali, attraverso la società agricola della vastissima Tenuta. Insieme ad altri cittadini ebrei e oppositori di regime erano riusciti a nascondersi nelle celle dell’abbazia mescolandosi agli operai avventizi e ad alcuni graduati dell’esercito italiano eludendo i controlli dei militari tedeschi. Alla fine delle ostilità, per ringraziare il Priore dell’aiuto spassionato ricevuto, le famiglie ebree Sonnino e Di Porto regaleranno all’abbazia una scultura in marmo che rappresenta una Madonna con Bambino, tuttora presente nell’arco di ingresso al Monastero.

Il dopoguerra vede nuovamente i Sonnino rimboccarsi le maniche e ripartire con la loro attività. Gli affari vanno bene, ma, arrivati agli anni sessanta, il mondo inizia a cambiare sempre più velocemente, la società si trasforma da agricola a industriale, la richiesta di sacchi per l’agricoltura inizia a calare, sostituita da materiali di cartone e plastica. Ed ecco che l’azienda, ora passata nelle mani del fratello Carlo, si orienta verso i teloni impermeabili per i camion che vede un certo successo fino alla fine degli anni settanta. L’esigenza di diversificare induce i Sonnino ad ampliare l’offerta su articoli da campeggio, arricchita poi da nuovi prodotti quali tavoli, sedie, piatti, casalinghi, articoli da regalo e giocattoli. Sino ad arrivare ai giorni nostri in cui la velocità di trasformazione è sempre più repentina, i modelli commerciali diventano molto aggressivi, tanti commercianti soffrono la concorrenza della distribuzione on-line. Tre anni fa scompare anche Carlo, l’azienda passa a Mario e Alberta, che la conducono con entusiasmo e passione. Ma arriva la decisione di ritirarsi in pensione, con i figli impegnati in altri percorsi professionali. E allora la sofferta scelta di chiudere l’attività e salutare con affetto gli abitanti del quartiere e la clientela affezionata che per così tanto tempo ha avuto come punto di riferimento la Saccheria Sonnino. (figura 3)

Di Giorgio Guidoni

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Quasi quattrocento profughi afghani ospiti in strutture alberghiere dell’Asl RM 2

Il 30 giugno scorso si è conclusa la missione italiana in Afghanistan, iniziata il 10 gennaio 2002 con la partecipazione alla missione di guerra NATO denominata ISAF (International Security Assistance Force), seguita poi da quella del 2015 Resolute Support. 

Ad aprile scorso gli Stati Uniti hanno ufficializzato la decisione ministeriale della NATO: lasciare l’Afghanistan entro l’11 settembre 2021, proprio nel ventennale dell’attentato alle Torri Gemelle di New York. 

I risultati di due decenni di guerra sono disastrosi e le missioni fallimentari, con enorme dispiegamento di forze, dispendio di vite umane con il solo risultato di lasciare la popolazione afghana nelle mani dei talebani e in collasso economico. L’Italia ha impiegato circa cinquantamila persone, con 53 militari morti e oltre 700 feriti, spendendo circa 9 miliardi di euro. L’Afghanistan in questo momento è un paese in seria difficoltà, con la maggioranza delle persone che vive al di sotto la soglia di povertà, spaventata e in costante tensione. Le immagini dell’aeroporto di Kabul e dell’ultimo attentato sono scioccanti e rattristano. Migliaia di persone che scappano per salvarsi la vita, lasciando alle spalle familiari, amici, il loro paese e forse anche la speranza di poterli ritrovare.  In patria hanno lasciato anche documenti, cellulari e tutto il necessario per mettersi in contatto con i familiari.

Le foto di Francesca Canu sono state scattate nel 2013 all’interno dell’Istituto Romano San Michele.

Molti tra gli afghani scappati sono riusciti a raggiungere con voli speciali l’Italia e 375 sono stati ospitati in tre alberghi dell’Asl Roma 2, dove è stata costituita un’equipe aziendale multidisciplinare (medici ed infermieri afferenti a diversi Servizi-UOC Tutela degli Immigrati e Stranieri, Home Care Covid, Coordinamento drive in e strutture Alberghiere Protette, Servizio Farmaceutico) per la gestione integrata dei bisogni della popolazione ospitata.

Il personale medico si è accertato della loro condizione fisica ed è intervenuto per prestare le cure necessarie, come per chi seguiva già in Afghanistan terapie per alcune patologie anche gravi e che nella fretta di scappare, non aveva portato con sé neanche le medicine necessarie o una donna con gravidanza a termine che è stata aiutata a partorire. Molti sono stati anche i soggetti che si sono sottoposti al vaccino anticovid. È stato attivato un Servizio di mediazione linguistica-culturale gestito dalla Cooperativa CEIS nell’ambito del Dipartimento di salute mentale e dei progetti con finanziamento europeo FAMI. 

Non è la prima volta che il nostro territorio è attraversato da una numerosa migrazione di persone afghane. Già a partire dal 2006 e soprattutto nel 2012, alcuni rifugiati si stanziarono con delle tende improvvisate nell’area attigua all’Air Terminal Ostiense. La giunta comunale dell’epoca, guidata da Giovanni Alemanno, ignorò la crisi umanitaria che stava attraversando la città; solo grazie ai volontari e allo spirito di accoglienza del Municipio XI (dal 2013 VIII), con presidente Andrea Catarci, fu costruita, all’interno dell’IPAB San Michele di Tor Marancia, una grande tecnostruttura per accogliere e portare reale sostegno a queste persone. Un’esperienza solidale che vide una grande partecipazione dei romani, un’attivazione che ci auguriamo si metta in moto anche oggi. Intanto notizie poco confortanti continuano a giungerci dall’Afghanistan, una terra di millenaria storia, ricca di risorse naturali di cui il popolo afghano non può godere, costretto a subire la legge dei talebani e l’ingerenza violenta di paesi stranieri tra cui lo stato italiano anch’esso responsabile di questo declino.

Di Giuliano Marotta

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Il cormorano di via Ostiense atterra sulla Settimana Enigmistica

Sul numero del 2 settembre del famoso periodico di cruciverba si cita il murales di via del Porto Fluviale

Per gli appassionati di enigmistica l’acquisto del settimanale che ha nel nome l’essenza di questa arte di comporre e spiegare giochi di intelletto, ovvero la Settimana Enigmistica, è un momento irrinunciabile. Ma anche per molti non appassionati che dovendo affrontare un viaggio o consapevoli di dover passare qualche ora in attesa si muniscono comunque di questa storica pubblicazione capace di far passare il tempo gradevolmente.

Ebbene, proprio grazie al numero 4667 del 2 settembre, anche un murales del quartiere Ostiense, a noi caro, è assurto alla popolarità e alla diffusione nazionale. 

Nella rubrica “Forse non tutti sanno che”del giornale infatti, accanto a informazioni sull’apporto dato da un’arancia al fabbisogno giornaliero di vitamina C o alla spiegazione del termine vigoressia, compare anche la notizia con foto a colori della realizzazione del murale da parte dell’artista Iena Cruz a via del Porto Fluviale (di cui Cara Garbatella si è occupata https://staging.caragarbatella.it/un-gigantesco-cormorano-mangia-smog-al-porto-fluviale/).

La particolarità del murale, come riportato nel riquadro, è che è realizzato con una vernice speciale in grado di “mangiare” lo smog e quindi di ridurre l’inquinamento oltre naturalmente l’effetto artistico di abbellimento dell’incrocio.

Una sorta di riconoscimento nazional-popolare, in questo caso scientifico, al settore cittadino di cui facciamo parte.

Attenzione però: leggendo la notizia, come riportata dal settimanale, noterete che viene usata correttamente la parola muraleal singolare e non murales al plurale, indicando una singola opera e non un gruppo o una sequenza. Nel parlare quotidiano spesso si commette l’errore di chiamare un singolo dipinto o opera artistica su una facciata di un edificio murales.

Ma questo giornale è un purista della linguacome è giusto che sia. Si gioca con le parole che devono essere scritte correttamente.

Noi, però, se vogliamo, possiamo tranquillamente continuare a sbagliare dicendo muralesanche se si tratta di uno solo. Perché come diceva il comico Claudio Batta a Zelig: “ …tanto che mi viene a controllare Bartezzaghi?”

Di Enrico Recchi

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Cara Garbatella partecipa a Visionaria Fest 2021 “Caput Mundi”

Organizzata da Villetta Social Lab si terrà dal 6 all’11 settembre 2021, alla Villetta di Via degli Armatori, 3 a Roma con due appuntamenti culturali.

Lunedì 6 settembre, alle 21.30, l’associazione organizza l’incontro dal titolo Donne lotta e politica. La passione e l’impegno”, nel quale Laura Mancini dialoga con la scrittrice Maria Jatosti.

Introduce Gianni Rivolta direttore di Cara Garbatella e Paola Angelucci assessora Lavori Pubblici e all’Urbanistica, all’VIII Municipio

Venerdì 10 e sabato 11 settembre, dalle 21.30, torna il Garbatella Jazz Festival, il noto evento musicale del quartiere, ideato dalle associazioni Cara Garbatella e Altrevie.

Da sinistra Cristiano Micalizzi, al centro Riccardo Fassi, Marco Siniscalco

Durante la prima serata sarà in concerto il Riccardo Fassi Analog Trio (Riccardo Fassi-tastiere, 

Marco Siniscalco-basso, Cristiano Micalizzi-batteria)È un gruppo basato sul suono dei sintetizzatori analogici Moog e Oberheim e sulle tastiere vintage come Rhodes Piano o Wurlitzer. Quindi, un progetto per trio con tastiere elettroniche, basso-bass synth e batteria. La musica, in buona parte composta da composizioni originali di Riccardo Fassi e interpretazioni di musiche appartenenti a diversi ambiti, si sviluppa combinando sonorità funk con groove ispirati al jazz sperimentale di Miles Davis degli anni ‘70 (in particolare da Bitches Brew in poi), al jazz-groove di Jimmy Smith, alla creatività di Frank Zappa, ai sintetizzatori di Joe Zawinul, alla lounge music di Lex Baxter, ai Lifetime di Tony Williams. Musica aperta e di grande impatto emotivo dove l’improvvisazione svolge un ruolo fondamentale. Il gruppo suona le musiche dal cd “Synthi Mental Moog”, uscito per la Jazzit Records.

Da sinistra Andrea Melani (Foto di Marco Benvenuti), Pasquale Innarella (Foto di Aldo Cocozzello),
Greg Burk, Silvia Bolognesi (Foto di Riccardo Vannelli)

Nella seconda serata, concerto di Quatros (Pasquale Innarella–sax, Greg Burk–piano, Silvia Bolognesi–contrabbasso,Andrea Melani–batteria), un quartetto di musicisti continuamente alla ricerca di nuove sonorità e nuove opportunità empatiche, senza mai abbandonare la via del dialogo e tenendo ben presente la piacevolezza della melodia, la ricchezza dell’armonia e la dirompente forza del ritmo. La costruzione musicale fluisce cospicua e variegata dalla ricca sonorità del quartetto. Il repertorio è formato da brani dei quattro artisti e della recente storia del jazz.  

Ingresso con Green Pass al di sopra dei 12 anni, posti disponibili fino ad esaurimento.
Durante la festa saranno in funzione il bar e l’osteria della Villetta.

Di Francesca Vitalini

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CAPUT MUNDI – VISIONARIA

6-11 SETTEMBRE 2021
LA VILLETTA
Via degli Armatori, 3

PROGRAMMMA

Lunedì 6

18:00 – Sulla buona strada.
Con i candidati e le candidate del nostro territorio e la capolista Paola Angelucci. I volti le storie e le idee.
Brindisi a tutte e tutti noi per il Municipio VIII parteciperà Amedeo Ciaccheri. A seguire dj set con Soul kitchen
19:30 – Le motivazioni ecologiste per la sinistra a Roma.
Paolo Cento intervista Paola Balducci e Loredana De Petris
21:30 – Donne lotta e politica. La passione e l’impegno
Laura Mancini dialoga con Maria Jatosti, a cura di Cara Garbatella e Villetta Social Lab

Martedì 7

17:30 – Idee e progetti per Roma: vivere la città la notte. Politiche della notte e realtà imprenditoriali. Ne discutiamo con: Ginger Borghetta, Conrad Torsello, Michelangelo Ricci. Coordina Lorenzo Giardinetti.
19:00 – Patrie. Nichi Vendola, Daniela Marianello e Massimiliano Smeriglio dialogano sul nuovo libro di poesie di Nichi Vendola.
21:30 Sabina Guzzanti e Andrea Alzetta presentano il film di Sabina Guzzanti “Spin time che fatica la democrazia!”. A seguire anteprima su prenotazione del film. Introduce Claudio Marotta. Per prenotare, manda una Whatsapp a +39 3319496348

Mercoledì 8

17:30 #SolidTalk pandemia di diritti: la città la pandemia e l’accesso ai diritti.
Partecipano: Mappa Roma, BIN, A Buon Diritto, MIG Generation (Incisiva), Ragazzacce, CAR (Coordinamento Autonomo Romano), CNCA Lazio.
19:00 – Sigfrido Ranucci dialoga con Edoardo Bucci e Chiara Falcolini di Scomodo.
Notizie fake news e il racconto della realtà. Come si costruisce l’opinione pubblica.
21:30 – Massimo Giangrande in concerto.

Giovedì 9

17:30 A cura di Libellula : Tutt@ insieme per i diritti. Liber@ di essere. Le reti e le esperienze che fanno le differenze.
19:00 – Le città femministe, corpi scelte e spazio pubblico.
Ne discutono: Chiara Bellingardi ricercatrice studiosa di diritto alla città beni comuni e città femminista, Maria Eugenia Rodriguez Palop – Eurodeputata S&D, Maura Cossutta – Casa internazionale delle donne, Eleonora De Majo – Attivista di Insurgencia, Federica Di Martino – Ho abortito e sto benissimo. Coordina Michela Cicculli, Assessora politiche di genere Municipio 8
21:30 – Il suono dell’incontro.
Gino Castaldo dialoga tra musica e immagini con Tosca e Francesco Taskayali, il pianista sul mare. Verranno proiettati il documentario testimonianza dell’esperienza con la CRI sulle navi quarantena “Purgatory at Sea” e un estratto di Il Suono della Voce (regia di Emanuela Giordano con Tosca).

Venerdì 10

17:30 Raccontare l’Italia oggi: politica e società, con Lorenzo Pregliasco, Andrea Argenio e Valeria Torta di Scomodo Roma.
19:00 – Simona Maggiorelli intervista Pierluigi Bussi, La Repubblica e La Stampa.
Punto su Afghanistan. A seguire presentazione del libro “Lettere da Guantanamo” di Laura Silvia Battaglia, con l’autrice anche Valerio Cataldi, Rai news. A cura di Left.
21:30 – Cara Garbatella e Villetta Social Lab presentano: Garbatella Jazz Festival
Riccardo Fassi Analog Trio in concerto.

Sabato 11

17:30 – Il laboratorio di scrittura autobiografica della Villetta coordinato da Gabriella de Angelis presenta l’ultima raccolta di racconti: “Quanto basta. Alla ricerca dei sapori perduti”.
18:30 – Presentazione della coalizione del municipio per Amedeo Ciaccheri Presidente.
19:00 – Roma caput mundi. A Roma sinistra ecologia femminismo diventano realtà.
Una sfida possibile. Daniela Preziosi ne parla con Roberto Gualtieri candidato sindaco e Amedeo Ciaccheri presidente Municipio VIII. Introducono Michela Cicculli e Alessandro Luparelli, candidati al consiglio comunale di Roma. A seguire fashion show Xnovo.
21:30 – Cara Garbatella e Villetta Social Lab presentano: Garbatella Jazz Festival
Quatros in concerto.

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Incidente all’alba in via Ostiense, muore un ragazzo a bordo di uno scooter.

Ennesimo tragico incidente sulle strade della Capitale e del nostro Municipio. A rimetterci la vita – quando ancora non era l’alba – un ragazzo a bordo di uno scooter preso a noleggio. 
L’incidente, nel quale è rimasta coinvolta anche un’autovettura, è avvenuto intorno alle 5.00 del mattino lungo la via Ostiense poco prima degli ex mercati generali lungo la carreggiata in direzione di Porta San Paolo. 
Secondo quanto si è appreso, il ragazzo sullo scooter sarebbe stato investito dalla vettura che si sarebbe data alla fuga. Pochi istanti dopo il fatto una pattuglia dei Carabinieri di Garbatella in transito ha allertato il 118, ma il personale sanitario intervenuto rapidamente sul posto, dopo aver tentato una disperata rianimazione, non ha potuto che costatare il decesso del giovane. 

Per effettuare i rilievi del sinistro, la Polizia Locale dell’VIII gruppo Tintoretto è stata costretta a chiudere il Ponte Settimia Spizzichino dalla Garbatella in direzione della via Ostiense, ma anche a chiudere la corsia preferenziale tra il Ponte e via Francesco Negri. Inevitabili le ripercussioni in tutta la zona con gli automobilisti costretti a percorrere via Girolamo Benzoni e via Pellegrino Matteucci. Proprio il personale della Polizia Locale per rintracciare il guidatore della vettura ha raccolto diverse testimonianze che ora sono al vaglio degli investigatori. 
Diversi anche i cittadini della zona che, udito il rumore forte e improvviso dell’incidente, sono scesi in strada. Alcuni di essi hanno fatto notare che da qualche anno, con il proliferare dei locali e dei bar, soprattutto la notte dei fine settimana, molti veicoli percorrono a tutta velocità quel tratto dell’Ostiense anche impegnando la corsia preferenziale o non rispettando le più elementari regole di sicurezza stradale. 

Stefano Baiocchi

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Renoize 2021 XIV edizione al Parco Schuster

Quest’anno Renoize si fa in tre, l’evento che anima il parco Schuster a San Paolo è arrivato alla quattordicesima edizione e si svolgerà per la prima volta nell’arco di tre giornate dal 3 al 5 settembre. 

Era il 27 agosto 2006 quando Renato Biagetti, ingegnere di 26 anni nato e cresciuto nel quartiere della Montagnola e attivista del centro sociale Acrobax, fu ucciso con sette coltellate da un neofascista di 19 anni a Focene al termine di un concerto in spiaggia. Da quel tragico giorno sono state tante le iniziative intraprese dalla famiglia e dagli amici per ricordarlo, tra queste quella del 2019 in cui l’ANPI di Fiumicino ha posato una targa e una grande pietra d’inciampo, nel luogo dell’omicidio per ricordare a tutti quello che successe. Anche quest’anno il giorno dell’assassinio, al Buena Onda, stabilimento della cittadina di Focene, si celebrerà il ricordo di quel tragico giorno.

Al Parco Schuster invece dal 3 settembre, si susseguiranno laboratori, spettacoli teatrali, presentazioni di libri e concerti. Tra i temi centrali che si andranno a dibattere in questa edizione c’è il ventennale del G8 di Genova, la situazione che sta insorgendo tra i lavoratori della GKN di Firenze e infine quello sulla Gira Zapatista, una delegazione d’indigeni del Messico ha intrapreso un viaggio per incontrare popoli ed esperienze di resistenze per il mondo, alla ricerca di ciò che li unisce, seppure da differenti angoli del pianeta e nelle prossime settimane sbarcheranno anche in Italia. Si alterneranno poi laboratori di sartoria, di caracoles in ceramica, di serigrafia e attività dedicate anche ai bambini.

Tra i concerti invece spiccano i nomi di Daniele Silvestri, degli Skasso, O’Zolù dei 99 Posse in un nuovo spettacolo dove l’artista ripercorre i suoi 30 anni di carriera accompagnato dal violinista Edo Notarloberti e da suoni elettronici, poi domenica sera suonerà la cumbia dei Los3Saltos e lo ska punk dei Talco storica band veneta.

Renoize non è solo spettacolo ma anche un messaggio che gli organizzatori lanciano alla città come si legge in un loro comunicato: “vogliamo coinvolgere ancora di più il territorio attraverso un percorso in forma laboratoriale, alla ricerca di un linguaggio culturale largo a partire dalla musica, ma non solo, che metta in connessione tutti i nostri saperi, le nostre competenze e relazioni. Perché ci opponiamo al fascismo, al razzismo e ad un sistema economico neoliberista che lo alimenta; un sistema mortifero e reazionario a cui pensiamo sia necessario opporre il nostro irrefrenabile desiderio vitale”.

L’evento è ad ingresso gratuito, per altre info e per il programma completo consultate la pagina Facebook:  https://www.facebook.com/IonondimenticoRenatoBiagetti

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Addio a Carla Di Veroli

In una afosa giornata d’estate il corpo di Carla Di Veroli è stato trovato senza vita nella sua casa della Garbatella. Forse era morta già da qualche giorno a causa di un malore. Il portiere dello stabile non vedendola si è allarmato e ha avvisato il fratello (il figlio risiede in Israele) e poi sono intervenuti i Vigili del fuoco. Solo l’autopsia potrà chiarire questa tragica scomparsa.

Chi era Carla Di Veroli? Aveva solo 59 anni, ma negli ultimi decenni è stata impegnata nella battaglia dei diritti civili e una instancabile testimone della Memoria. Nipote di Settimia Spizzichino, l’unica ebrea romana sopravvissuta al rastrellamento del ghetto il 16 ottobre del 1943 e figlia di Angelo, partigiano combattente di Giustizia e Libertà. Cominciò la sua attività nelle istituzioni locali del Municipio XI (oggi VIII) come consigliera circoscrizionale (era stata eletta nella Lista civica per Rutelli Sindaco), poi divenne assessora alla cultura e delegata alla Memoria in Campidoglio col Sindaco Ignazio Marino. Qualificata rappresentante della comunità ebraica romana, che alla Garbatella ha una forte presenza democratica, era una impegnata antifascista. E per questo era stata oggetto di intimidazioni da parte delle frange nazifasciste della Capitale. Noi di Cara Garbatella ce la vogliamo ricordare con la sua solita verve durante la presentazione al Palladium del libro “Garbatella tra storia e leggenda”, insieme a Massimiliano Smeriglio, Andrea Catarci e il regista Carlo Lizzani. Era il 2010 e Carla aveva tenuto il palco come sapeva fare, con quella tempra e tenacia che la distinguevano tra centinaia di persone.

Di Gianni Rivolta

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RISCHIO CROLLO, EVACUATA UNA PALAZZINA ATER AL LOTTO 16

Un brutto ferragosto per le dieci famiglie costrette allo sgombero

Sgomento, paura, rabbia, ma anche rassegnazione. È ciò che serpeggia tra gli abitanti di via Vettor Fausto 32, nel cuore della Garbatella. Giovedì scorso le crepe all’esterno della palazzina risalente ai primi anni ’30 del Lotto 16 avevano fatto temere il peggio, tanto che l’arrivo dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale – messi in allarme dagli stessi inquilini dello stabile ATER – era stato tempestivo. Dopo un rapido sopralluogo è stato deciso di evacuare le famiglie, dieci in tutto, residenti nelle scale A e B.
Alcuni, quelli più fortunati, hanno scelto di essere ospitati da parenti e amici, altri sono stati trasferiti in alcune pensioni presso la Stazione Termini.
Il palazzo, completamente recintato, è finito sotto sequestro, ma l’indomani è stato consentito agli inquilini di recuperare alcuni effetti personali o di valore.
In un primo momento, in merito alla comparsa delle nuove crepe, erano balenate diverse ipotesi quali lo spostamento di un muro portante o la rimozione di una colonna dopo alcuni lavori di ristrutturazione. Ma per ora non c’è alcun riscontro oggettivo, bisognerà attendere ulteriori sopralluoghi da parte dei tecnici e degli ingegneri, mentre alcune voci raccolte nel Lotto parlano di problemi alle fondamenta. Le persone più anziane che abitano nei dintorni, o quelle con più memoria, ricordano che da almeno quarant’anni quella palazzina ha dato problemi di stabilità, tanto è vero che sono ancora evidenti alcuni interventi di tamponatura quali l’inserimento di catene e tondini tra la facciata di via Vettor Fausto e il retro che affaccia sul cortile interno.
Inoltre è emerso che da oltre dieci anni gli abitanti della palazzina lamentavano di finestre che si chiudevano male o rimanevano bloccate a causa di dislivelli, o dagli stipiti delle porte che non ne consentivano il serraggio. Le ultime crepe comparse di recente, e ben visibili sopra l’ingresso di uno dei negozi dismessi da tempo, hanno quindi alzato ulteriormente il livello di attenzione.

La memoria non può non andare alla tragedia del Portuense quando uno stabile di via di Vigna Jacobini nella notte del 16 dicembre del 1998 si sbriciolò letteralmente inghiottendo 27 persone. Il procedimento penale che ne seguì accertò che il crollo dell’edificio fu causato da errori progettuali e dalla scarsa qualità ed estrema disomogeneità del calcestruzzo.

È stata quasi un’escalation– racconta Mauro abitante pochi metri distante – perché questa vicenda va avanti da tantissimo tempo. Ero andato a portare le medicine a mia sorella quando improvvisamente sono arrivati i Vigili del Fuoco; prima o poi ce lo aspettavamo, sono diversi gli stabili del quartiere che presentano non pochi problemi. Recentemente al Lotto 8 è stato necessario intervenire sulle fondamenta. Il pensiero va in primo luogo alle famiglie sgomberate che abitano qui da una vita, ci conosciamo tutti”.

C’è preoccupazione anche tra gli inquilini della adiacente scala C dove la palazzina presenta evidenti segni di ammaloramento e dove comunque c’è poca voglia di parlare. Qualcuno ricorda le numerose richieste di intervento ai Vigili del Fuoco per verificare lo stato della struttura e delle successive relazioni consegnate a cui l’ATER sembra non abbia dato seguito.

Intanto anche il forno, l’unica attività commerciale presente in quella porzione di strada, è stato costretto a chiudere.

Stefano Baiocchi

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Roma Lido, al via i lavori di ristrutturazione tra ritardi e disservizi

Uno degli aspetti positivi per chi si sposta sul territorio dell’VIII Municipio è la presenza dei collegamenti metro-ferroviari. Il servizio offerto dalla Linea B della metropolitana, con le sue quattro fermate sul territorio (Piramide, Garbatella, San Paolo Basilica e Marconi), è senza dubbio una prerogativa, considerando la situazione nel resto dell’hinterland capitolino. Alla Linea B, sul nostro territorio, si aggiungono i collegamenti regionali offerti dalla Stazione Ostiense tra cui quello diretto con l’Aeroporto di Fiumicino della FL1, la linea FL3 che conduce verso Viterbo toccando parte del quadrante ovest tra cui gli ospedali Gemelli e San Filippo Neri, la linea FL5 che arriva ad immettersi sulla direttrice tirrenica raggiungendo Civitavecchia. La Stazione Ostiense è altresì ben collegata, in pochi minuti, con le stazioni Termini, Tuscolana e Tiburtina.
Non ultima per importanza, ma clamorosamente indietro per lo stato in cui versa, la ferrovia Roma Lido che rappresenterebbe una valida alternativa per raggiungere Piazzale Ostiense dal quadrante sud della città. Una linea i cui problemi sono ormai diventati atavici, dimostrando tutti i suoi ottanta anni di servizio. Attese e ritardi infiniti, riduzioni di corse, porte difettose, treni sporchi spesso con l’aria condizionata rotta e talvolta riempiti ben oltre il limite della capienza. Non ultimo un cavo della linea elettrica che il 2 aprile scorso si è staccato colpendo un vagone e scatenando il panico in aperta campagna, nei pressi di Tor di Valle, con un fuggi-fuggi di passeggeri terrorizzati di fronte ad un principio di incendio. Per fortuna non ci sono stati feriti. I tecnici, per sostituire circa 5 km di linea aerea, lavorarono giorno e notte per ripristinare il servizio all’alba del 5 aprile. 

La metà dei treni CAF (Acronimo di Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles, società costruttrice spagnola) disponibili, quattro su otto, a fine giugno sono stati fermati poiché non erano state effettuate le revisioni. 
La manutenzione dei convogli è in carico ad ATAC e non alla Regione che però è proprietaria della linea.  Soltanto nel 2022, salvo ripensamenti o clamorose novità dell’ultim’ora, COTRAL e ASTRAL subentreranno ad ATAC. 

L’Assessore regionale ai Trasporti Mauro Alessandri accusa il Comune di Roma di non aver presentato un progetto valido per trasformare la Ferrovia nella Linea E, né un documento con eventuali investimenti da programmare. La Giunta Raggi, tramite Pietro Calabrese, titolare della delega alla Mobilità, rimanda le responsabilità del disastro della linea alla Regione, in quanto proprietaria, per la gestione della linea.

Va detto che ad oggi la Roma Lido è considerata esclusivamente una semplice linea ferroviaria, non una metropolitana come lo è invece a tutti gli effetti avendo un servizio alta frequenza (o perlomeno dovrebbe averlo) su infrastruttura destinata con diverse caratteristiche tra cui banchine dedicate e accesso a quest’ultime controllato. 
Un vero peccato, poiché potenzialmente potrebbe servire un altissimo bacino d’utenza, circa 350.000 persone. Molte di queste, per andare al lavoro, a scuola o semplicemente per spostarsi, impegnano con l’autovettura la via del Mare, l’Ostiense e la Cristoforo Colombo perché utilizzare la Roma Lido può diventare un’odissea, come denuncia il Comitato Pendolari della Roma Lido sulla cui pagina Facebook sono narrate spesso le disavventure dei cittadini alle prese con i disservizi.

Secondo l’ultimo report Pendolaria di Legambiente, la Roma Lido dal 2014 ha perso circa il 45% dell’utenza, passando da 100mila a 55mila passeggeri al giorno; andrebbe comunque conteggiato che parecchi lavoratori sono rimasti a casa nei giorni del lockdown, ma andrebbe anche considerata la strada intrapresa con lo Smart Working soprattutto dalla Pubblica Amministrazione e che ha coinvolto buona parte del ceto impiegatizio. Stesso discorso per gli studenti costretti nella didattica a distanza.
Nel frattempo proprio il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta cercando di correre ai ripari mettendo a disposizione 180 milioni di euro, 40 dedicati al nuovo deposito di Ostia, 45 dirottati per l’acquisto di nuovi treni. Al sistema di comunicazione terra-treno andranno 4 milioni di euro e circa 13.5 alla manutenzione straordinaria. Saranno circa 77 i milioni di euro andati a Rete Ferroviaria Italiana per l’armamento, cioè per il rinnovo completo dei binari. 

Il rimpallo delle responsabilità tra Comune di Roma (ATAC) e Regione Lazio non potrà dunque andare avanti per molto tempo. Stefano Baiocchi

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Risistemata via Enrico Cravero alla Garbatella

Il programma del Municipio prevede interventi a via Costanzo Cloro, via Corinto e Largo Veratti

Sono stati ultimati i lavori in via Enrico Cravero, importante strada di collegamento – nel cuore della Garbatella – tra Piazza Bartolomeo Romano e Largo delle Sette Chiese.

Un bel colpo d’occhio per i circa 180 metri di asfaltoin pendenza poiché è stato rimesso a nuovo il piano viabile, ripristinata la segnaletica orizzontale e quella verticale, migliorata la situazione dello spartitraffico centrale. I cittadini che abitano nella zona, non soltanto coloro che passano spesso lungo quell’arteria, lamentavano l’ammaloramento della strada dove si erano formati anche dei pericolosi avvallamenti. La situazione era degenerata anchea causa del passaggio di grandi veicoli quali camion o autobus di linea e la situazione, a detta di molti, si era fatta decisamente pericolosa.

Tra le prioritàil Municipio ha messo anche la risistemazione di via Costanzo Cloro, dove ci sono notevoli disagi per i cittadini che percorrono i marciapiedi malridotti dalle radici degli alberi; in molti, soprattutto la sera, sono costretti a camminare in mezzo alla strada per non inciampare.

Proprio le alberature di Via Costanzo Cloro, come altre del nostro territorio, avrebbero bisogno di manutenzione di cui tuttavia dovrebbe farsi carico il Comune di Roma.
Nelle immediate vicinanze è stata ripristinata definitivamente la viabilità in via Giovannipoli, quest’ultima già interdetta al transito dei veicoli per un pericoloso avvallamento della sede stradale,dovuto ad una rottura di una tubatura, tra il parco di Commodilla e il bivio per viale Leonardo da Vinci.
Il Municipio è riuscito a rispettare la tabella di marcia ultimando i lavori in viale Odescalchi, dove tra l’altro è stato aperto un pertugio nello spartitraffico all’altezza di via Annio Felice, consentendo la svolta in entrambe le direzioni. 
Si è quindi intervenuto presso l’Istituto dei ciechi Sant’Alessio e il centro anziani del San Michele, dove sono stati sistemati i marciapiedi -abbattendo le barriere architettoniche -e i percorsi tattili per i non vedenti, utilizzando il cosiddetto sistema LOGES. Si tratta di un linguaggio riportato attraverso impronte sulla pavimentazione, riconoscibile da parte dei non vedenti attraverso il senso tattile plantare, il senso cinestesico, ovverosia cogliendo la sensazione di dislivello, o tramite la guida del bastone lungo bianco. Una delle novità – fa sapere l’assessora ai Lavori Pubblici Paola Angelucci – è l’apertura di un cantiere importante di manutenzione straordinaria, si tratta di via Corinto e delle strade adiacenti il mercato coperto, dove si sta provvedendo alla riqualifica dei marciapiedi. Se non ci saranno imprevisti il tutto dovrebbe concludersi entro ottobre.

Una volta chiuso il cantiere di Via Corinto, assicurano da via Benedetto Croce, partirà la riqualificazione di Largo Giuseppe Veratti.

In arrivo in questi giorni, in previsione del ritorno in aula per molti studenti, anche il rifacimento della segnaletica orizzontale lungo molte strade e piazze, sedi dei plessi scolastici. 
Nel frattempo alcune strade del Municipio – ci riferiamo alla cosiddetta grande viabilità di cui il Comune di Roma è pertinente –  quali ad esempio la Circonvallazione Ostiense, via Girolamo Benzoni, via di Vigna Murata, via Pellegrino Matteucci o via di Grottaperfetta, avrebbero bisogno di interventi per la sicurezza di pedoni e automobilisti, stessa situazione per quanto riguarda la Laurentina dove in diversi tratti affiorano le radici dagli alberi. Di Stefano Baiocchi

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Tormarancio: accoltellato un afgano

Di Stefano Baiocchi

A distanza di meno di due settimane dall’efferato omicidio di via Ostiense (vedi articolo), il nostro municipio è stato teatro di un altro delitto.

Nella tarda serata di lunedì 2 agosto una lite apparentemente per futili motivi è finita in tragedia con una persona deceduta. Il diverbio ha coinvolto due cittadini afgani che vivevano in un camper parcheggiato in via di Santa Petronilla a Tormarancia.
I due, poco prima, si erano recati a comperare del tabacco presso un distributore automatico di zona, ma una volta rientrati nel camper hanno iniziato a discutere animatamente. La lite è rapidamente degenerata tanto che i due connazionali sono arrivati ad affrontarsi con un bastone e un coltello.

Durante la liteuno dei due ha colpito mortalmente l’altrosferrandogli circa 30 coltellate. Dopo il ferimento, la vittima è riuscita a trascinarsi fuori dal veicolo accasciandosi in una pozza di sangue sul marciapiedi dove, all’arrivo dei primi equipaggi della Polizia di Stato, è stato trovato privo di vita. Il tempestivo intervento degli agenti della Sezione Volanti, del Distretto Tor Carbone e Commissariato Colombo, ha consentito di bloccare il presunto omicida, A.R. di 36 anni. Questi è stato accompagnato presso il locale Distretto, diretto da Laura Petroni; terminate le indagini, è stato sottoposto a Fermo di Polizia Giudiziaria per omicidio volontario. Gli agenti hanno recuperato l’arma del delitto rinvenendola accanto al cadavere.

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“Libera e il signor Lavoro” incontro con l’autrice e l’illustratrice

Libera è una bambina curiosa e determinata che ha una missione segreta da portare avanti: capire come funziona il mondo dei grandi e soprattutto chi è questo signor Lavoro che sembra così ingombrante. 

Siamo andati a viale Londra, nella sede di Momo Edizioni, a conoscere Flavia Fazi ed Erica Silvestri. L’autrice e l’illustratrice di “Libera e il signor Lavoro”.

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