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Nasce il Memorial Emiliano Scorzoni

Poeta, artista, fiero cantore di Garbatella ma anche allenatore di calcio, vicepresidente della Nazionale Italiana Poeti e tanto altro ancora, questo era Emiliano Scorzoni un uomo, un padre che ha perso la vita il 31 dicembre 2022 a causa della Sla, la sclerosi laterale amiotrofica a soli cinquantuno anni.

Gli amici e i familiari lo vogliono ricordare con un pomeriggio di festa, domenica 22 ottobre alle ore 16:30, all’impianto sportivo Tre Fontane in via Costantino 5, dedicandogli una partita di calcio tra la sua Nazionale Italiana Poeti e la Asd Robur Garbatella.

Durante l’incontro verranno lette alcune poesie di Emiliano Scorzoni e quelle di tutti i poeti che vorranno partecipare con le proprie liriche in una giornata di sport e cultura da condividere. L’evento è gratuito e alla fine della partita verrà offerto al pubblico un rinfresco.

Nazionale Italiana Poeti

L’artista Emiliano Scorzoni

Una poetica narrativa quella di  Scorzoni, gentile al cuore e all’orecchio, in cui le parole sono legate da un’armonia emotiva:  “Fresco è il vento/che mi sveglia/dal sopir della notte/Fuori il giorno albeggia/mentre le nuvole/si allontanano veloci” per citare uno dei suoi versi della sua ultima opera Il tempo dei miei giorni.

Con semplicità riesce a trasmettere una melodia in cui le parole imprimono suono e ritmo alle frasi, che suscitano emozioni sincere nel lettore: “Vorrei essere un filo d’erba/volare leggero su campi dorati/di spighe al vento/sopra l’azzurro incantato del mare”, recitano i versi iniziali della poesia Il tuo profumo.

Non solo poeta ma anche ideatori di molteplici iniziative culturali, da ricordare nel 2016 Contaminazioni poetiche realizzata insieme a Fabio Giardinetti, un format dove artisti di vario genere si contaminano con l’arte, attraverso l’utilizzo di spazi pubblici quali parchi, piazze e luoghi recuperati a favore della comunità.

Da segnalare anche nel 2021, l’organizzazione del laboratorio emozionale nel carcere di Velletri, da cui è scaturita una raccolta scritta dai ragazzi del circondariale dal titolo “Evasione poetica”.

Per la carriera artistica, la  forza e il coraggio con cui ha combattuto durante la malattia, è stato nominato nel 2023 Presidente Onorario de Le Nove Muse, uno dei premi di letteratura più importanti nel panorama intercontinentale.

Emiliano Scorzoni, 2017

 Le opere pubblicate

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L’appello delle donne: “non chiudete il consultorio di Largo Sette Chiese”

Il consultorio di Largo delle Sette Chiese, da più di dieci anni un punto di riferimento per gli abitanti di Garbatella e San Paolo, non offrirà più servizi di ginecologia e ostetricia. Ad annunciarlo un cartello di avviso all’utenza affisso al cancello principale. La struttura, inaugurata alla fine del 2012, rimane aperta solo ed esclusivamente per le vaccinazioni dei bambini con meno di un anno. A quei servizi, che verranno trasferiti e accorpati al consultorio di Tor Marancia in via dei Lincei 93, fanno anche riferimento i programmi di screening oncologici, lo spazio giovani, i corsi pre parto e le consulenze per neo genitori come l’assistenza e il confronto sull’allattamento. La decisione ha subito scatenato le proteste dei cittadini, in particolare di un gruppo di donne del territorio, che attraverso una petizione su change.org hanno già raggiunto più di cento firme in poche ore contro l’accorpamento e lo smantellamento della struttura.

“Questa protesta nasce da una chat che abbiamo creato con i genitori di zona, dal nome Spazio Spaziale, in cui ci scambiamo informazioni, progetti e quant’altro di utile per il quartiere e suoi abitanti. Quando abbiamo saputo la notizia della chiusura del consultorio e del conseguente accorpamento con quello di Tor Marancia c’è sta grande indignazione tra tutti” – afferma Stella Liberato, a nome del gruppo dei genitori del quartiere. “A Garbatella – spiega – il consultorio di largo delle Sette Chiese poteva anche essere raggiunto a piedi da chi non è munito di mezzi di trasporto propri. Purtroppo nella nostra città prendere gli autobus con il passeggino è diventato molto complicato e non poter usufruire di una struttura del genere a due passi da casa è inaccettabile. Il problema certamente non riguarda solo le mamme ma tutte le donne – aggiunge. Nel corso del tempo tutte noi abbiamo avuto bisogno di trovare la porta del consultorio aperta e togliendo questo riferimento si priva una fetta della popolazione di un servizio fondamentale. Inoltre – conclude Liberato – ieri c’è stata una riunione tra le donne del quartiere per affrontare la problematica e sono state raccolte già più di cento firme nella petizione che abbiamo lanciato. Chiediamo alla cittadinanza il maggior supporto possibile per non far chiudere questo luogo così prezioso per il Municipio”.

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Apre la biblioteca “Joice Lussu” a via Costantino

A seguito di un lungo iter, rallentato in parte anche dalla pandemia, i lavori per il polo bibliotecario in via Costantino 49 sono in dirittura d’arrivo. Finalmente è ufficiale: martedì 17 ottobre aprirà la nuova biblioteca, intitolata alla partigiana e scrittrice Joyce Lussu.

All’inaugurazione, in programma per le ore 11:00, parteciperanno anche il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “Questo nuovo polo bibliotecario – il terzo dell’VIII Municipio, insieme all’Approdo e alla Biblioteca Arcipelago – servirà a coprire un vuoto” ha dichiarato Monica Rossi, presidente della commissione cultura del Municipio. “Ogni volta che si inaugura uno spazio destinato alla cultura è un buon traguardo.”

La biblioteca appartiene al circuito Biblioteche di Roma, che offre servizi di prestito di libri e documenti multimediali, mette a disposizione sale studio, organizza numerose attività rivolte alla cittadinanza.

 

L’apertura della nuova biblioteca, inoltre, si inserisce all’interno di un piano più ampio per la promozione di attività culturali nel quartiere, come conferma Monica Rossi. Una delibera capitolina, infatti, ha ultimamente proposto di riqualificare l’edificio occupato di fronte al Rettorato di Roma Tre per dare vita in futuro a un secondo polo bibliotecario.

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Letture ed incontri per il centenario di Italo Calvino

Cento anni fa, a Cuba, nasceva quello che sarebbe diventato uno dei più importanti intellettuali e narratori italiani del novecento. Stiamo parlando di Italo Calvino, protagonista di una serie di iniziative diffuse in tutta Roma a cui il Municipio VIII aggiungerà il proprio contributo da domani venerdì 13 ottobre. “L’obiettivo è quello di non ricordare l’autore solo nel giorno della sua nascita” ha commentato Monica Rossi, presidente della commissione cultura del Municipio VIII, “ma celebrarlo nel corso di un anno, evidenziando via via i vari aspetti della produzione.”

L’anno calviniano terminerà a giugno 2024. Il Municipio VIII, man mano che le attività sul proprio territorio verranno definite, avrà cura di comunicare la programmazione.

Il programma

Il programma, elaborato dall’assessore Maya Vetri in collaborazione con le associazioni culturali del municipio, per ora prevede cinque incontri finalizzati ad evidenziare aspetti diversi della produzione letteraria di Calvino. “La partecipazione delle associazioni del municipio è stata davvero importante” ci ha raccontato Monica Rossi, sottolineando che grazie a questo sforzo collettivo si è riusciti a coprire quasi tutto il territorio municipale, proponendo attività rivolte a tutte le fasce di età.

Si parte domani alle ore 16:30 al parco del Tintoretto, con l’intitolazione di un albero e letture tratte dal “Barone Rampante”, romanzo scritto nel 1957, tuttora di grande significato e soprattutto molto usato nelle scuole. L’iniziativa infatti, rivolta principalmente ai bambini, è stata organizzata in collaborazione con 7+1 Ottavo Colle in prossimità dell’istituto Montezemolo dopo la fine dell’orario scolastico, proprio per permettere la piena partecipazione degli studenti.

Si proseguirà sabato 14 ottobre presso la Libreria Eco di Fata in via Tamburini 10, con il “Caffè dei destini di sabbia”, una narrazione di Daniele Aristarco ispirata all’opera di Calvino “Il castello dei destini incrociati”, accompagnata da musica e proiezioni.

Sono in programma anche due lezioni del critico Dario Pontuale, che in passato ha curato edizioni di molti classici italiani e stranieri e si è occupato, tra gli altri, anche di Pier Paolo Pasolini.

La prima lezione è prevista per lunedì 30 ottobre presso la Biblioteca Arcipelago, con la partecipazione delle associazioni Italia Nostra e Donne di Carta; il secondo intervento è in programma per sabato 11 novembre, al Giardino Samuel Hahnemann (viale Marconi) sul libro “La speculazione edilizia”.

Pubblici diversi, dunque, ma anche argomenti disparati. Si parte da Calvino, dalla letteratura ma si arriverà a parlare di storia, teatro, arte: martedì 24 e 31 ottobre presso lo Spazio Creativo Cosarte in via Nicolò da Pistoia 18, a Garbatella, verrà allestita una mostra collettiva ispirata al “Sentiero dei Nidi di Ragno” e accompagnata da letture a cura del Gruppo di Lettura Cavallo Pazzo Legge.

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Il ricordo di Carlo Lizzani a dieci anni dalla sua scomparsa

Riceviamo e pubblichiamo queste toccanti parole della scrittrice Maria Iatosti, a dieci anni dalla scomparsa del regista Carlo Lizzani, il 5 ottobre 2013. Carlo era anche un nostro amico e amico della Garbatella. Aveva accettato con piacere di scrivere l’introduzione alla prima edizione di “Garbatella tra storia e leggenda” e partecipato con entusiasmo alla serata al cinema Palladium, gremito di cittadini, per la presentazione del libro. Insieme a Maria, tutta la redazione di Cara Garbatella si stringe intorno ai figli Francesco e Flaminia, in ricordo del loro amato padre (g.r.)

CIAO, CARLO

Tu parli, parli, io ti ascolto… Amavamo l’America, il cinema, la rivoluzione, i libri. Un libro ci ha fatto incontrare. 1949, Libertas Film, Salita del Grillo, via Nazionale, Roma. Io vent’anni, mollato studi e progetti paterni, abbracciata la lotta, mi conquistavo pane e libertà a centoventi mensili nel seminterrato tappezzato di manifesti filmici d’oltrecortina o sovietici. Salivo di corsa sempre in ritardo la scalinatella e, fiatone e guance rosse, la testa a parole e concetti nuovi come découpage, montaggio, flashback, piano sequenza, a decrittare la calligrafia minuta e rapida sulle pagine fitte fitte mi sedevo alla macchina per scrivere della tua storia del Cinema italiano Fuori orario, per duecento lire. Che regalo! Guadagnare per imparare tutte quelle cose, da Camerini e Blasetti a Rossellini e De Santis, da Lyda Borelli a Anna Magnani, da La corona di ferro a Roma città aperta… Il cinema, io ce l’avevo nel sangue. Nascosta nei bagni del Centro Sperimentale avevo svolto il tema di ammissione per conto di mia sorella maggiore, bellissima ma poco incline all’arte dello scrivere, dilungandomi sulla famosa corsa della Magnani: Francesco! Francesco!

Francesco, come tuo figlio che ha il tuo volto, le tue mani, la tua voce, la serena, pacata lucidità del tuo parlare di uomo sapiente e politico puro, e spacca il cuore con le parole, là, di fronte alla bara nuda, spartana, con tutta la gente intorno, attonita, gli occhi gonfi, la gola chiusa, il cuore stretto a pugno… Io seduta fra Antonella Lualdi e Carla Fracci, Francesco che affabula di un re malato di malinconia che cercava la felicità… E i ricordi si sbrigliano, viaggiano, veloci, scombinati: immagini, lampi. 1963: Milano del miracolo. Le serate con Ugo, i suoi risotti mitici, il suo vitalismo, i giri nella città impazzita, che corre a precipizio verso il boom… Ugo che fa la parte di Luciano, Ricki che fa la parte che Marcello non ha voluto fare e Giovanna che fa la parte di Anna –e vuole che le spieghi, le racconti com’era davvero la vita, davvero così agra, o no? Il Derby, il mio amico Jannacci che canta con la chitarra sotto il mento, la faccia stralunata, nella latteria dei morti-di fame e degli artisti… e il Pirellone che alla fine esplode, sì, ma senza bombe, e addio rivoluzione, addio sogni…

Amavamo l’America di Ombre rosse e di Ragazzo negro. Odiavamo l’America della CIA, di Sacco e Vanzetti, del maccartismo, della guerra fredda, ma ci nutrivamo ingordamente di pellicole e di romanzi d’oltreoceano, anche quelli tenuti in sospetto da una cultura di parte, di stampo zdanoviano e neorealista. Il neorealismo! Che scoperta! Che rivoluzione! Spazzando via frivolezze, leziosità e telefoni bianchi, in mezzo a mille difficoltà il neorealismo portava nel cinema, ma anche in pittura, in letteratura, il bisogno di libertà, la voglia e il coraggio di guardare al mondo dalla parte del popolo. Le tue lezioni appassionate! Le discussioni, gli scontri, le polemiche anche interne al grande partito – Guttuso-Turcato, Vittorini-Togliatti –. “II neorealismo, dicevi, è una rivoluzione formale non semplicemente di contenuti, ma, di coscienza linguistica, di linguaggio: un modo nuovo di muovere la macchina…”. “Basta con la bella immagine, la bella pagina! Fate parlare gli uomini, i fatti, compagni! ti accaloravi. “Basta fiori, paesaggi, monumenti, Esistono le fabbriche, le case dense di dramma della nostra provincia… C’è il Sud, che preme per il riscatto dal folklore C’è la storia, quella vera, senza retorica, che attende ancora un’interpretazione……”. Tutto il tuo cinema testimonierà un interesse profondo per la storia. Ne avevi precocemente dato prova in quegli anni nei tuoi filmati sull’eccidio di Modena, sull’Emilia rossa, sulle terre insanguinate dalle lotte contadine, sul risveglio del Mezzogiorno, dai sassi di Matera ai bassi di Napoli.

Carlo Lizzani riceve da Vittorio De Sica a Saint Vincent la Grolla d’ oro per il film ” Cronaca di poveri amanti”, come migliore regia del 1954.

I tuoi primi film: Achtung! Banditi!, Cronache di poveri amanti: Maciste in croce sul sagrato di san Lorenzo!– Genova, la cooperativa dei partigiani, appoggiata dal partito e finanziata anche dal popolo. Cinquecento lire per una quota. Mi offristi di entrarci, ma chi le aveva mai viste cinquecento lire! Quattro mesi di stipendio, quando c’era! Finito il lavoro alla Libertas e successivamente alla Federazione dei Circoli del Cinema, ero approdata al Sindacato Edili, in piazza dell’Esquilino, a due passi dal Viminale di Scelba e da «Vie Nuove», rotocalco culturale del partito che la domenica diffondevo per le strade del mio quartiere insieme a «l’Unità».

E intanto c’era la storia, c’erano le lotte, la fatica quotidiana, la politica, l’amore – io sempre innamorata, i sogni… Volevo fare la rivoluzione e diventare giornalista, scrittrice. Anche scrivendo si può affrancare l’umanità dall’ingiustizia, mi dicevo convinta. E ci provavo. C’erano stati già un mio esordio narrativo sul «Lavoro» di Gianni Toti, e i primi quattro versi su «Pattuglia» di Gillo Pontecorvo compagno direttore e già attore – l’operaio Pietro fucilato insieme a te, parroco Camillo lungo lungo magro magro in abito talare, ne Il sole sorge ancora – film girato tra mille difficoltà tra la bella primavera della Liberazione e l’autunno del ’46. A Milano.

La nostra Milano, dove ci siamo ritrovati dopo anni. Milano dei miei furori e dei tuoi banditi romantici, oggi così perduta nella sua dissennata smania di cementificazione, con le sue torri fantasma, i suoi residence spettrali, deliri miliardari di architetti e urbanisti rampanti che ne hanno devastato il cuore, mutato il volto, stravolto l’armonia razionale, sapiente e compatta, tradendo la vocazione, la “religione laica del fare”, di questa città concreta, pragmatica, orgogliosa.

La nostra Milano viva del dopoguerra: esperienza fondamentale per quelli come noi: con pochissimi soldi in tasca e tante idee, tanto entusiasmo; il mondo che cambia, che sogna la luna, la scoperta dell’amicizia e della solidarietà, la conoscenza di tanti giovani intellettuali, letterati, artisti, pittori, fotografi squattrinati come noi che frequentavano gli stessi mitici luoghi: Brera, il Giamaica, la latteria delle sorelle Pirovini, san Marco, corso Garibaldi, via Solferino, il Carcano, il Piccolo… Milano operosa, socialista. Milano delle fabbriche, della ricostruzione, delle case editrici, di Feltrinelli e dell’Umanitaria, dei treni del Sud, delle battaglie, dei grandi scioperi. Milano di Dario Fo, lo svitato. E poi ancora Milano del miracolo, di nuovo ritrovati, il passo allentato, spenti i furori rivoluzionari, qualche lira in più, il benessere, la fama, la frenesia, la sbornia del “boom”, con quello che di insidioso, di subdolo vi si annidava, e che pochi – Pasolini, Bianciardi, Mastronardi –intuirono.

Carlo Lizzani il 19 gennaio 2010 presso il teatro Palladium alla presentazione del libro “Garbatella tra storia e leggenda”

 

È un mattino di sole d’inverno romano, la folla ossessa di consumatori prenatalizi invade i vialoni squadrati del tuo rione dei Prati. Ho pigiato il bottone lucido del citofono e tu scendi, attraversi l’androne maestoso con la grande pianta e sei nel cortile dove ti aspetto… Quel cortile che oggi, 5 ottobre 2013 hai scelto come estremo approdo. Sto lavorando e lo sento alla tivù. Un colpo. Il cuore che si ferma. La ragione che si rifiuta: non ci credo, non è possibile, non deve essere… Ma quelli insistono.

Hai staccato la chiave, dicono. Ecco, è una bugia, è sbagliato: la chiave non si stacca, è la spina che si stacca, c’è qualcosa di stridente, di sfasato, di irreale… Non puoi averlo scritto… Non tu, che nelle parole credi, ne conosci il valore e il peso, da uomo e da scrittore.

È quasi Natale e c’è il sole. Davanti a un tavolo d’osteria con la tovaglietta a scacchi bianchi e rossi, tu parli, evochi, racconti, spieghi, io chiedo, ascolto, prendo appunti, e il nostro viaggio ha inizio. Roma, Milano, qualche lettera, qualche chiacchierata, i libri che ci siamo scambiati. I miei, i tuoi con le amorose dediche… la tua dolcezza giovane, la tua sapienza, la tua lucidità, il tuo esserci sempre: gentile, empatico, attento, generoso… Ti era piaciuta una mia lettera di Capodanno, “da conservare insieme a quella di Pertini” … La tua delusione, la tua frustrazione. Ho tanti progetti, ma non mi fanno lavorare più, neanche quelli di Rai tre… Avevo un sogno: fare un film su Di Vittorio. Raccontare la storia di Di Vittorio, e della CGIL, significa ripercorrere un secolo di lotte anche sanguinose, di conquiste, di trasformazioni radicali… Ne avevo parlato con lui una sera di quasi cinquant’anni fa, in casa sua…”.

Il film su Di Vittorio non lo farai. Non farai il progettato viaggio in Italia con Francesco, non sarai come avresti voluto alla mia prossima presentazione, e alla mia domanda sullo stato generale delle nostre sorti e della tua salute non soltanto fisica, mi risponderai con un sorriso lieve, solo un po’ malinconico, come quella mattina di quasi Natale a via dei Gracchi, citando Woody Allen: “Dio è morto, Marx pure, e anch’io non sto molto bene.”. E te ne andrai. E io ti aspetterò. Ciao, Carlo.

Maria Jatosti, Roma, quattro ottobre 2023

 

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Le donne e le lotte per i servizi sociali a Roma: continua all’Archivio Flamigni il lavoro del Gruppo Nannaré

L’evento

Roma e i servizi sociali, il protagonismo delle donne: questo il titolo scelto per l’incontro di venerdì 29 settembre, organizzato dal Gruppo NANNARÉ negli spazi dell’Archivio Flamigni in Piazza Bartolomeo Romano, nell’ambito di un ciclo che continuerà anche nei prossimi mesi.

All’origine dei servizi sociali a Roma

Dagli asili nido ai centri anziani, la lotta per l’aborto e la maternità consapevole, le case-famiglia per donne affette da disturbi psichiatrici, gli ambulatori e i consultori, le scuole prefabbricate nei quartieri popolari per combattere la dispersione scolastica: furono conquiste concrete e battaglie frutto delle lotte delle donne.

In prima linea nelle organizzazioni collettive, dalla CGIL alle associazioni e, ovviamente, al PCI, furono protagoniste di una stagione che ha cambiato in meglio la vita delle persone nella nostra città e che produce frutti ancora oggi. Solo che troppo spesso ne ignoriamo le radici.

Una mattinata intensa di lavoro ha aiutato a ritrovarle: moltissime persone, donne in larga maggioranza, si sono confrontate con passione riguardo alle esperienze vissute, di lotta e di amministrazione locale, per ricostruire e condividere pensieri e percorsi relativi alla conquista e alla costruzione dei servizi sociali fondamentali per Roma, a partire dalla fine degli anni ’60.

Il Gruppo NANNARÉ

Il nome del Gruppo NANNARÉ non è certo un caso, e ci tiene a specificarlo in apertura Lucia Di Cicco, moderatrice della giornata di lavoro: un tributo all’attrice Anna Magnani, donna combattiva e coraggiosa, popolana della nostra città.

“Gli incontri sono solo un momento del nostro lavoro” dice Di Cicco. “Vogliamo raccogliere le testimonianze che ognuna di noi custodisce”. L’obiettivo, infatti, ha spiegato, è riunire frammenti di vita e di storia di donne, con la convinzione che queste vite siano testimonianza di come le donne abbiano scritto la storia della città.

“In questo lavoro di ricerca, il dato è la quantità di donne impegnate a cambiare lo stato delle cose e di come le battaglie delle donne siano riconnesse con la rigenerazione della città e per l’innalzamento della qualità di vita di tutti”.

Gli interventi: Franca D’Alessandro Prisco

I lavori della giornata, iniziati con i saluti della giornalista e scrittrice Benedetta Tobagi e della direttrice dell’Archivio Flamigni Ilaria Moroni, sono proseguiti con il preziosissimo contributo di Franca D’Alessandro Prisco, ex senatrice, ma soprattutto, consigliera comunale prima, e assessora poi, ai Servizi sociali, al Personale ed al Decentramento del Comune di Roma nelle giunte rosse guidate dai sindaci Argan, da Vetere e da Petroselli tra gli anni ’70 e gli anni ’80.

Franca D’Alessandro Prisco durante il suo intervento

Una voce autorevole e lucida che ha spiegato, attraverso il racconto della sua esperienza personale, il quadro di rivendicazione, di pratiche e di analisi teorica, che ha sostenuto e dato concretezza alle lotte delle donne comuniste in quegli anni a Roma. Come avvenuto per i centri anziani, luoghi in cui anziani e anziane potevano vivere per sé e non solo per la famiglia, per le scuole nelle periferie (provvisorie all’epoca e spesso ancora oggi in funzione), o per l’apertura degli asili nido.

“Nella nostra esperienza” ha raccontato D’Alessandro Prisco “ci rendemmo conto che bisognava creare unità di intenti ed elaborazione, prima di fare battaglie e iniziative di lotta. Eravamo, per esempio, contro l’idea delle camere di allattamento” – che dovevano essere istituite dai datori di lavoro secondo la Legge 860/1950, “noi volevamo gli asili nido pubblici aperti al quartiere”. Fu una lotta, quella per gli asili nido, passata per il fondamentale coinvolgimento sia della donne lavoratrici, già organizzate, che delle donne casalinghe, cui l’elaborazione e la rivendicazione collettiva fu utile per comprendere che era possibile chiedere che lo Stato si occupasse anche del tempo della propria vita di madre.

“Avevamo un’idea elevata, obiettivi alti di migliorare la città e la sua capacità di essere vicina a tutti gli strati sociali. Volevamo l’impegno del pubblico a fornire servizi innovativi, fino a quel momento appannaggio del privato, laico o religioso che fosse. Lavoravamo per la diffusione su larga scala dei servizi pubblici, che potesse determinare un salto di qualità sociale e politico notevole, e che ha dato, infatti, carattere a tutta l’azione delle giunte di sinistra rispetto ai servizi sociali”.

Altre storie a comporre lo sguardo d’insieme

Altre relatrici hanno preso, poi, parola contribuendo alla mattinata. Tonia Di Cesare, per esempio, riguardo agli interventi relativi ai servizi per la salute mentale, in particolare per le donne affette da disturbi psichiatrici. Il suo intervento ha ricostruito l’esperienza di una casa-famiglia, nata grazie all’occupazione di uno spazio del Comune da parte delle operatrici sanitarie e poi riconosciuta grazie all’interlocuzione politica.

Interessante anche il contributo di Livia Omiccioli, con la sua esperienza in uno dei primi asili nido, ha raccontato l’autorganizzazione delle insegnanti, il rapporto di supporto e rivendicazione di condizioni migliori al fianco delle famiglie, e l’elaborazione di modelli educativi nuovi, che contribuissero al cambiamento della società e dei ruoli di genere, insieme alla consapevolezza che l’apertura degli asili potesse significare anche accesso al lavoro per altre donne.

La versione integrale

Altri ed altrettanto interessanti sono stati gli interventi di tutte le relatrici che si sono alternate.

La versione integrale del lavoro della mattinata dovrebbe essere caricata a breve sul canale You Tube dell’Archivio Flamigni.

Un mosaico di voci, di vite individuali, che inserite in un racconto collettivo restituiscono con chiarezza la determinazione di una generazione di donne che ha cambiato il volto della nostra città e che ha lottato affinché i servizi sociali, pubblici e rivolti a tutti, divenissero diritti, conquistati, e non concessioni.

Una stagione di consapevolezza, di lotta e avanzamento cui dovrebbero guardare tutti gli amministratori locali che hanno a cuore la città di Roma.

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Approvato in Campidoglio il progetto per la trasformazione urbanistica dell’ex Fiera di Roma

È stato approvato, con una delibera di Giunta, l’accordo tra Roma Capitale e il fondo Orchidea Srl che dà l’avvio al percorso per la trasformazione urbana del complesso dell’ex Fiera di Roma.

L’Orchidea Srl ha rilevato nel dicembre del 2021 l’area dalla vecchia proprietà la Investimenti Spa, una società composta quasi interamente da enti pubblici quali: Camera di Commercio (60,75%) Regione Lazio (20,09%) Roma Capitale (19,09%). Una vendita obbligata per la Investimenti Spa, poiché deve risanare il debito di 180 milioni contratto con il gruppo bancario UniCredit, stipulato per la costruzione della Nuova Fiera di Roma.

La nascita di un nuovo quartiere

Ha trovato attuazione il discusso provvedimento del 2016, dell’ex assessore penta stellato Paolo Berdini, che prevedeva una riduzione delle cubature da 67mila a 44mila mq rispetto al piano precedente dell’amministrazione del Sindaco Ignazio Marino.

L’accordo prevede, su un’area complessiva di circa 76mila mq dei quali oltre 12mila di Roma Capitale vincolati a verde pubblico attrezzato, una superficie utile lorda di oltre 44mila mq, così suddivisa:

  • 80% (oltre 35mila mq) destinati a uso abitativo, di cui oltre 7mila mq sono vincolati alla realizzazione di housing sociale;
  • 20% (oltre 8.800 mq) destinato a uso non residenziale, di cui circa 7mila mq a servizi direzionali e 2mila mq a commerciale.
  • 25mila mq di verde pubblico dei quali la metà di dotazione aggiuntiva lungo la fascia di via Cristoforo Colombo;
  • 471 mq per servizi pubblici;
  • 368 mq per parcheggi pubblici e 6.123 mq di parcheggi asserviti all’uso pubblico.
ex Fiera di Roma da via dell’Arcadia

Le dichiarazioni del Sindaco e dell’Assessore all’Urbanistica

“Siamo felici di questa delibera che dà una svolta a un’area che dal 2005 è priva di una funzione – ha dichiarato il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri – siamo, a oggi, in grado di dare attuazione al piano di recupero e far partire il percorso. La prima tappa sarà un concorso internazionale perché i migliori architetti e urbanisti possano realizzare un master plan sulla base degli indirizzi dettati dall’accordo tra Roma Capitale e il fondo Orchidea Srl“.

Anche l’Assessore capitolino all’Urbanistica Maurzio Veloccia esprime soddisfazione: “Il recupero del complesso urbanistico della ex Fiera di Roma – ha spiegato l’Assessore – ha avuto una storia travagliata, ci sono state diverse delibere e abbiamo una grande volontà di partire velocemente. Finalmente ci sono le condizioni per avviare la rigenerazione urbana, restituiremo alla città 7 ettari di housing sociale e 25 ettari di verde attrezzato. Sarà costruito un nuovo quartiere all’avanguardia, con un’attenzione all’integrazione sociale poiché inseriamo cento appartamenti a un canone calmierato, che si aggiungono a quelli di piazza dei Navigatori, in un quartiere molto prestigioso”.

Le tempistiche

L’area di Tor Marancia sta vivendo un periodo di profonda trasformazione urbanistica e sociale, oltre al progetto sull’ex Fiera di Roma, ci sono altri piani di lavoro in azione che dovrebbero concludersi entro la fine del 2025, quali: la costruzione del complesso di grattacieli adibiti ad alloggi di lusso in Piazza Navigatori denominati la Foresta Romana con annessa area commerciale e il Centro Culturale coabitato dalle scuole del Teatro dell’Opera e dagli spazi civici.

Per quanto riguarda l’ex Fiera di Roma, il bando di concorso internazionale per progettare il piano di lavoro sarà pubblicato entro la fine di quest’anno, il progetto vincitore entro la primavera del 2024. L’obiettivo è aprire i cantieri nel 2025.

La storia della Fiera tra gioie e dolori

La storia dello spazio espositivo nasce nel 1948 per volontà dell’imprenditore Edoardo Squadrilli, il quale sottoscrive un impegno di 26 milioni di lire per costruire il Centro fieristico, finanziato dalla Banca della Cooperazione. Bisognerà però attendere il 1959 per l’inaugurazione sui terreni in via Cristoforo Colombo.

Dopo decenni di prestigio nel 1998 nasce la Fiera di Roma SpA, fondata dalla Camera di Commercio di Roma, dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio.
Nel 2001 sono nominati nuovi amministratori che hanno lo scopo di gestire la realizzazione di uno del nuovo polo fieristico che nascerà sull’autostrada Roma-Fiumicino nei pressi di Ponte Galeria.
Il 21 aprile 2004, si aprono i lavori per la realizzazione del nuovo centro fieristico, voluto dalla Giunta Veltroni, un progetto da 400 milioni di euro.

La nuova Fiera è inaugurata nel 2006 e nel tempo non riscontra il successo voluto. Fin da subito è accertato che le fondamenta di alcuni padiglioni sorgono su terreni paludosi che richiedono costante manutenzione, inoltre per i partecipanti si riscontrano molte difficoltà per raggiungere il luogo, sia con mezzi pubblici sia con quelli privati.

Nel frattempo, dal 2005 i vecchi padiglioni di via Cristoforo Colombo vengono utilizzati per tutt’altri scopi: depositi delle schede elettorali e di divise dei vigili del fuoco, alloggi temporanei per alcune famiglie in difficoltà a causa della straordinaria nevicata dell’inverno del 2012 e nello stesso anno per ospitare le montagne di sale che sotto la Giunta Alemanno erano state acquistate per l’emergenza neve.

Nel 2009 alcuni comitati e cittadini della zona rivolgono all’ex Sindaco Walter Veltroni diverse proposte per rigenerare l’area abbandonata. È avallata quella di far nascere La città dei bambini un luogo per i piccoli e le famiglie, con negozi di giocattoli, campi sportivi, spettacoli, ma anche accoglienza per bambini in difficoltà e strutture residenziali per le loro famiglie. Un progetto all’avanguardia ma non molto redditizio, per cui è abbandonato per lasciar spazio al mattone.

Solo oggi, dopo diversi anni di contrattazioni, sono riusciti a mettere un punto a quest’annosa storia. Una vicenda che purtroppo non accontenta tutti gli abitanti del luogo, i quali speravano in qualcosa di meglio rispetto all’ennesima colata di cemento.

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Rievocato il bicentenario dell’incendio della Basilica di San Paolo fuori le mura

Quando

In una notte d’estate di duecento anni fa bruciava la Basilica di San Paolo. Tra il 15 e il 16 luglio del 1823, infatti, andò a fuoco il tetto del tempio più grande di Roma dopo quello di San Pietro in Vaticano, provocando danni ingenti alla struttura religiosa. Nel luglio scorso è stata proprio l’Università Roma Tre a rievocare il bicentenario del catastrofico rogo con una conferenza “San Paolo infiamma” nel giardino del Parco Schuster, a poche decine di metri dall’imponente chiesa.

Il disastro, all’epoca, impressionò anche il poeta Giacomo Leopardi, che parlò di “ una disgrazia veramente europea”; l’incendio, infatti, si consumò in poche ore e arrecò gravi e ingenti danni alla chiesa.

Chi ne parlò all’epoca

Della sciagura parlò persino Stendhal nelle sue Passeggiate romane. Patrizia Burdi, nella sua Storia della Basilica di San Paolo fuori le mura, riporta quanto annotava lo scrittore francese, amante del Bel Paese, all’indomani  dell’immane rogo: “ Io visitai San Paolo il giorno dopo l’incendio. Ne ebbi un’impressione di severa beltà, triste quanto la musica di Mozart. Erano ancora vive le vestigia dolorose e terribili della sciagura; la chiesa era ancora ingombra di nere travi fumanti, semibruciate; i fusti delle colonne, spaccati per tutta la loro lunghezza, minacciavano a ogni istante di cadere. I romani costernati, erano andati in massa a vedere la chiesa incendiata. E’ uno dei più grandiosi spettacoli che io abbia mai visto”.

Delle fiamme si accorse un vaccaro, Domenico Perna, mentre portava le sue mucche al pascolo (la zona dove sorgeva la Basilica era all’epoca tutta campagna). Egli udì un boato molto forte, si spostò per vedere e, scorgendo l’imponente chiesa avvolta dalle fiamme, dette l’allarme.

Purtroppo i soccorsi arrivarono con un ritardo di circa tre ore e il forte vento che quella notte tirava alimentò ulteriormente l’incendio.

Il tetto della Basilica andò completamente a fuoco; si salvarono solo il transetto, la tela di Arnolfo Di Cambio, il ciborio medievale e l’abside.

Al Papa Pio VII, già gravemente malato, non si disse nulla dell’accaduto, tanto che egli morì di lì a poco senza sapere niente.

Il cardinale Enrico Consalvi, segretario di Stato, dopo la morte del Papa, ereditò il gravoso compito di indagare sulle cause del rogo e su chi lo avesse provocato.

Le origini dell’incendio

Sulle origini dell’incendio furono formulate molte ipotesi, alcune alquanto fantasiose, ma nessuna di esse si rivelò completamente convincente. Le cronache del tempo liquidarono la questione attribuendo la causa del rogo alla negligenza di alcuni stagnini, che stavano restaurando il tetto della Basilica e che avrebbero fatto cadere inavvertitamente il fuoco di alcuni fornelli utilizzati per riscaldare ferri che servivano per liquefare lo stagno.

Secondo l’architetto Marcello Zalonis, puntiglioso studioso della storia del territorio di San Paolo,  questa ipotesi sarebbe priva di sostanziale fondamento, perché nel mese di luglio si faceva notte tardi e gli operai avevano presumibilmente lasciato le impalcature alle ore  venti, mentre l’ incendio si sarebbe verificato alle ore quattro del mattino successivo.

I fornelli usati dagli “stagnini” erano alimentati con il carbone di legna, materiale che bruciava senza fiamma per un tempo limitato ( da una a due ore). Il fuoco, quindi, non avrebbe potuto covare per circa otto ore ( tempo intercorso  dal momento che gli operai avevano lasciato il lavoro e quello in cui l’ incendio era divampato), a meno che ci fosse stata “una manina sacrilega” che lo avesse deliberatamente acceso.

Chi erano i sospettati

Zalonis faceva una considerazione importante al riguardo: gli operai non avrebbero avuto interesse a far scoppiare l’incendio per non perdere il lavoro e rischiare di finire per tutta la vita nelle galere papali. L’ipotesi più probabile potrebbe essere quella che a compiere l’atto fosse stato un gruppo di neo-Carbonari, provenienti dal Nord, che si erano infiltrati nella Roma papalina.

Molti di loro, infatti, erano stati arrestati e avevano giurato di vendicarsi, tanto più che il papa Pio VII nel 1821 aveva emanato la bolla “Ecclesiam a Jesu Cristo”, con la quale si mettevano in guardia i fedeli dal credere alle parole di costoro (Carbonari), che “si presentavano come agnelli mentre erano lupi rapaci”. Essi appartenevano a società segrete, odiavano profondamente la Chiesa ed erano capeggiati dal Rettore e dal Gran Maestro.

Probabilmente i Carbonari avevano appiccato il fuoco alla Basilica a scopo dimostrativo,  avevano scelto il momento in cui la Chiesa veniva restaurata e quindi erano presenti i ponteggi su cui ci si poteva arrampicare. Inoltre, in quella stagione, l’imponente edificio religioso era quasi deserto, perché  i preti erano quasi tutti partiti per le vacanze. Gli attentatori forse pensarono che l’incendio sarebbe stato domato in breve tempo; resisi  conto in seguito dell’enormità dei danni provocati, fuggirono lontano senza rivendicare l’azione.

L’inchiesta

Il cardinale Consalvi e la Commissione d’inchiesta nominata ad hoc, sulla base delle indagini svolte, pur avendo probabilmente la convinzione che dietro l’incendio ci fosse stato un attentato, decisero di attribuirlo all’imperizia di alcuni operai.

Questa fu la scelta dettata dal momento più che delicato per il Papato, sede vacante per la morte di Pio VII. La Chiesa temeva, inoltre, le influenze politiche da parte delle potenze europee, e il dilagare dell’indignazione dei fedeli particolarmente affezionati alla Basilica.

Il nuovo pontefice Leone XII prese in mano la situazione e decise di chiamare a raccolta i cristiani per una colletta universale finalizzata alla ricostruzione della Basilica.  A questo scopo il 25 gennaio 1825, giorno di festa per la ricorrenza della conversione di San Paolo, emanò l’enciclica “Ad Plurimas” .

La ricostruzione

Quasi per miracolo i contributi arrivarono da ogni dove, anche da parte di musulmani e di persone di altre fedi. Alcune di queste donazioni furono di grande pregio, come le finestre e le colonne di alabastro offerte dal re d’Egitto Fouad I e dal vicerè Mohammed Alì, e i blocchi di malachite e lapislazzuli devoluti dallo zar di Russia, Nicola I.

Tra l’altro nell’anno 1825 a Roma ricorreva anche il Giubileo. I lavori di ricostruzione durarono parecchi anni.  La Basilica di San Paolo fu riconsacrata il 10 dicembre 1854 da Papa Pio IX. E’ interessante notare che solo due giorni prima di tale data ( 8 dicembre) lo stesso Papa aveva proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione con la bolla “Inneffabilis Deus”.

La storia dell’incendio della Basilica potrebbe apparire come un evento eccezionale , ma questa convinzione è stata fugata di recente per  il rogo che ha interessato la chiesa di “Notre Dame” a Parigi.  Anche in questo caso i danni sono stati molto ingenti e le cause  non sono state ancora accertate, a testimonianza di quanto le grandi opere artistiche possono essere stupende ma contemporaneamente anche molto fragili.

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Si ritorna sui banchi di scuola tra vecchi e nuovi disagi

di Giuliano Marotta (ottobre 2023).

A Roma 310 mila tra studenti e studentesse e circa 50 mila docenti, sono rientrati in classe dopo la pausa estiva. Abbiamo contattato la collettività che ruota intorno ai giovani delle scuole primarie e secondarie di primo grado di alcuni istituti pubblici del Municipio Roma VIII: “Come è iniziato quest’anno scolastico?

Genitori: aumento dei libri di testo

Arriva settembre e ricomincia la spasmodica attività del gruppo WhatsApp dei genitori che, per chi ha almeno un figlio a scuola, è croce e delizia fra annunci di compleanni, malattie che girano e richieste di compiti vari. Nella top tre degli argomenti più dibattuti di questo inizio anno c’è sicuramente l’aumento smisurato dei prezzi dei libri di testo e della cancelleria, che segna in media un 20% in più sul bilancio casalingo.

Molto apprezzata è invece l’iniziativa Back to the School promossa dall’Atac, che permette a tutti i minori di 19 anni di usufruire di un abbonamento annuale per viaggiare sui mezzi pubblici al costo di cinquanta euro.

Per la gioia degli studenti, ma un po’ meno per chi si occupa di loro, nel primo mese di scuola non si è svolto il tempo pieno. A causa della mancata assegnazione delle cattedre e della carenza del personale Ata, molti genitori si sono dovuti organizzare per sopperire all’orario ridotto.

Crea ancora difficoltà la mancanza di alcuni assistenti alla comunicazione e all’autonomia, figure professionali assegnate dalla Regione Lazio, che forniscono supporto agli studenti con disabilità sensoriale, psico-fisica o disturbo dello spettro autistico.

Insegnanti: inadeguatezza degli ambienti scolastici

Dal confronto con i docenti emerge tra le maggiori difficoltà riscontrate, l’inadeguatezza degli ambienti scolastici, che nella maggior parte dei casi presentano problemi strutturali mai risolti. Nelle scuole Macinghi Strozzi, di Piazza Damiano Sauli (Garbatella) e Carlo Alberto Dalla Chiesa (Grotta Perfetta) ci hanno riferito del livello di manutenzione insufficiente e dello stato in cui versano le strutture: plafoniere senza luci, acqua che gocciola dai soffitti quando piove, muri scrostati, serrande rotte e incuria degli spazi aperti. Gli insegnanti, inoltre, sono costretti ad organizzare collette per l’acquisto di numerosi materiali scolastici fondamentali.

A fronte di questo stato di necessità in cui si trovano varie scuole, la dirigenza dovrà presentare un piano spese finalizzato all’uso dei finanziamenti del Pnrr per il progetto Scuola 4.0, che sono però destinati ad interventi per garantire innovazione tecnologica. Molte scuole del Municipio, infatti, riceveranno un finanziamento di circa 150 mila euro per l’acquisto di materiali informatici e per la progettazione di ambienti di apprendimento innovativi.

Amministrazione

Via Antonino Pio, la strada che costeggia l’Istituto Malaspina nel quartiere San Paolo, per una mattina si è trasformata in una grande isola pedonale, a seguito di un’iniziativa municipale volta a promuovere la sostenibilità e la sicurezza stradale, che presto verrà replicata negli spazi antistanti altri plessi scolastici. Francesca Vetrugno, l’assessora municipale alle Politiche Scolastiche ed Educative, sta lavorando per la riqualificazione degli ingressi scolastici del liceo Caravaggio, della succursale del Socrate a Tor Marancia e della Poggiali Spizzichino a Montagnola, affinché questi spazi possano essere vissuti come luoghi di aggregazione sicuri e non solo come passaggi di transito circondati da autovetture.

Per quanto riguarda le strutture, durante l’estate l’assessorato ha avviato i lavori nella scuola Principe di Piemonte, per una spesa di circa un milione di euro. La ristrutturazione ha interessato perlopiù l’impianto fognario ed elettrico.

Alla Poggiali Spizzichino plesso Raimondi, invece, stanno terminando i lavori di manutenzione di tutti gli ambienti scolastici, con la trasformazione di un magazzino polveroso in una spaziosa biblioteca. Un avamposto culturale dedicato a Don Andrea Gallo, che ben presto verrà aperto a tutto il territorio.

Associazionismo: le Scuole popolari

La scuola e i genitori possono fare affidamento su una rete territoriale di volontari che si occupa gratuitamente dei giovani in orari extrascolastici. Un esempio virtuoso è la Scuola Popolare Sciangai a Tor Marancia, che quest’anno festeggia il sesto anno di attività; nelle ex aule della scuola  dell’infanzia Mappamondo in viale Odescalchi, il martedì e il venerdì pomeriggio sono dedicati all’assistenza allo studio, a laboratori formativi e a passeggiate conoscitive del territorio, cui partecipano circa quaranta bambini e bambine delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Nota di merito anche per le attività svolte dal Circolo Che Guevara a Montagnola, che propone diversi corsi d’italiano per stranieri (sia adulti sia minori) e quotidianamente, in orario pomeridiano, uno sportello per l’aiuto compiti.

Sempre a Montagnola è presente il Gruppo Orto Solidale degli Orti Urbani Tre Fontane, che all’interno degli spazi della Poggiali Spizzichino di via Benedetto Croce, svolge tutti i venerdì pomeriggio, supporto allo studio per chi frequenta le elementari e in contemporanea insegna alle madri straniere la lingua italiana.

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“Sogno di una notte di fine estate”

Anna Di Cesare

Otto band sul palco e una folla di giovani nell’enorme spiazzo di Propaganda Schuster. Questa è la scena che si è svolta ieri, 29 settembre, quando intorno alle 19:30 dal parco di San Paolo si sono levate le note di un concerto in ricordo di Francesco Valdiserri, il diciottenne morto lo scorso 19 ottobre a seguito di un incidente stradale sulla Cristoforo Colombo, all’altezza di via Giustiniano Imperatore. Francesco stava camminando sul marciapiede quando una macchina, sbandando, lo investì: una vicenda che si è fatta emblema della pericolosità delle nostre strade. Da quel doloroso momento le commemorazioni non si contano, anche grazie all’impegno dei genitori Paola e Luca.

Gli interventi

Durante la serata – che, parafrasando la nota opera di Shakespeare, prende il nome di “Sogno di una notte di fine estate” – sono salite sul palco sette band giovanili locali – Neue Ara, Sutura, Rapacio Band, Cosmonauti Borghesi, Purple Light, Cateepp, 16jpegCBR320 – e non potevano mancare gli Origami Smiles, il gruppo musicale fondato dallo stesso Francesco.

“Voglio ringraziare i ragazzi sul palco” è intervenuta a metà concerto Paola Di Caro, madre di Francesco. “Noi non saremmo qui se loro non ci avessero trasmesso la vita di cui avevamo bisogno.In certi momenti o ti arriva qualcosa che ti fa guardare il futuro o ti fermi.”

“Di serate a Propaganda Schuster ne ho viste tantissime, ma questa è particolarmente emozionante” ha proseguito Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII. “È da tanto tempo che io, Luca e Paola immaginiamo questa serata, con tanto amore e soprattutto so che c’è anche tanto amore vostro” ha continuato, rivolgendosi al giovane pubblico, tra cui molti amici, compagni di scuola e conoscenti del ragazzo.

“Noi questa sera siamo qui per ricordare un ragazzo la cui vita è stata falciata all’improvviso, come farlo?” sono infine le parole di Miguel Gotor, assessore alla cultura del Comune di Roma. “Il modo migliore è attraverso la sua passione, che è stata e sempre sarà la musica. Paola e Luca” ha concluso, “stanno cercando di trasformare un dolore indicibile attraverso il loro impegno quotidiano e attraverso la musica, che secondo me è la cosa umana che più unisce il finito all’infinito.”

Foto di Paola Borghesi

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Un murales per Rosaria Lopez

“Per non dimenticare”: a 48 anni da quel tragico fatto passato alla cronaca nera come il “massacro del Circeo” il 29 settembre alle ore 17,00 sarà presentato alla cittadinanza un murales dedicato a Rosaria Lopez, nel parco a lei dedicato alla Montagnola, dove verrà piantumato anche un albero di melograno donato dal Municipio.

L’autore dell’opera è Paolo Colasanti, lo stesso artista che ha realizzato quello intitolato a Donatella Colasanti, che riuscì a scampare a quei giorni di sevizie e torture perpetrati con estrema crudeltà da parte dei tre rampolli della Roma bene, nonché neofascisti: Andrea Ghira, Angelo Izzo e Gianni Guido.

Rosaria Lopez

Il giorno dopo alla stessa ora l’associazione Il Tempo ritrovato e il Comitato delle Fate replicheranno la manifestazione con la lettura delle poesie di Donatella Colasanti al parco situato tra via di Villa di Lucina e viale Giustiniano Imperatore. Parteciperà in rappresentanza del Municipio VIII l’assessora alla Cultura Maya Vetri.

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Renoize 2023: con rabbia e con amore in ricordo di Renato Biagetti

Renoize un sogno diventato realtà, grazie alla Roma Antifascista che ogni anno si stringe e si auto organizza per ricordare Renato Biagetti.

Il parco Schuster di San Paolo si apre ad accogliere venerdì 1 e sabato 2 settembre, due giorni del festival di cultura indipendente giunto alla XVI edizione.

L’assassinio e la memoria di Renato Biagetti

Era il 27 agosto 2006 quando Renato Biagetti, ingegnere di 26 anni, nato e cresciuto nel quartiere della Montagnola e militante del centro sociale Acrobax, fu ucciso da sette coltellate da due giovani fascisti a Focene, al termine di un concerto in spiaggia.

Da quel tragico giorno sono state tante le iniziative intraprese dalla famiglia, dagli amici e dalle amiche per ricordarlo, tra queste nel 2019 l’Anpi di Fiumicino ha posato una pietra d’inciampo e affisso una targa nel luogo dell’omicidio per ricordare a tutti quello che successe.

Renato Biagetti

Il programma di Renoize

Il programma completo è disponibile sul sito degli organizzatori ed è suddiviso in tre fasce orarie:

  • dalle ore 16.00 alle ore 19.00 con presentazione libri, dibattiti, incontri, stage, cerchi assembleari, laboratori, sport popolare.
  • Dalle ore 19.00 alle ore 20.00 teatro, performance, reading.
  • Dalle ore 20.00 fino alla chiusura: concerti, emergenti, musica popolare, rap, hip hop, dj set.

L’ingresso per entrambe le giornate è gratuito come la partecipazione ad ogni attività in programma. Da segnalare per tutta la durata del festival tantissime iniziative per i più piccoli dai laboratori alle lezioni di avvicinamento allo sport.

Per tutta la durata del festival saranno presenti bar e banchetti di Cucina dal Mondo, di librerie, case editrici, stands informativi e di artigianato. Infine, saranno allestite alcune mostre fotografiche e installato uno skate park accessibile anche da chi costretto o costretta sulla sedia a rotelle.

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“Vai Piedone vai!” Vittorio Gassman alla Montagnola e l’ex giallorosso Orlando protagonista involontario della storica esultanza

È ripartito il Campionato di Serie A, gli appassionati di calcio sono pronti a rivivere il rituale settimanale nella speranza di poter esultare di gioia. Che la vittoria della propria squadra migliori l’approccio alla vita è un fatto ormai assodato, facendo svanire per novanta minuti le difficoltà e le disgrazie quotidiane. Un goal decisivo, un trofeo alzato al cielo o un gesto atletico di rara bellezza, sono meglio di una medicina o di un sedativo.

Un effetto benefico cantato e mostrato al cinema, basti pensare a Grazie Roma di Antonello Venditti “Dimmi chi è che ci fa sentì ‘mportante anche se nun conto niente” o a Beat Ska Oi! cantata da Angelo Sigaro Conti della Banda Bassotti “Novanta minuti potrai dimenticare il lavoro che non hai e l’affitto da pagare” o nell’episodio Che Vitaccia! dal film I Mostri di Dino Risi uscito al cinema il 26 ottobre 1963, con Vittorio Gassman nei panni di un povero disgraziato che si svena davanti un goal della Magica, creando l’esultanza più bella ed esasperata della storia del cinema.

Che vitaccia alla Montagnola…

Il tema del calcio e della sua importanza nella vita delle persone è riportato anche nel corto dalle tinte comiche Che Vitaccia! Il corto è diviso in due parti, la prima si svolge in esterno e interno giorno nella abitazione del protagonista. Una casupola bassa, sgarrupata, con il soffitto cadente, in cui vivono nell’indigenza più completa il protagonista (interpretato da Vittorio Gassman), la moglie gravida  Ersilia (Angela Portalauri), la suocera e una schiera di otto tra bambini e bambine di varie età.

La scena si svolge in via dell’Accademia Aldina, la strada che unisce via Aristide Leonori e via Accademia degli Agiati, nel quartiere Montagnola, all’interno di un’area verde dedicata alla memoria di Don Picchi, proprio a ridosso di via Cristoforo Colombo.

Sullo sfondo dei palazzi, tra alberi e cespugli, si mimetizza la casetta dove è stato girato lo spezzone della pellicola. La casa è ancora oggi abitata, ma è per fortuna in uno stato migliore rispetto a quanto visto nel film.

Nell’Inferno della propria esistenza, appena fuori il tugurio, il protagonista preferisce spendere gli ultimi spicci che gli sono rimasti per andare a vedere la partita della Roma allo stadio, piuttosto che usarli per curare il figlio malato o risanare dei debiti.

La casa dove è stata girata la scena dell’episodio “Che Vitaccia!” in via dell’Accademia Aldina

“Vai Piedone vai!”

La seconda parte dell’episodio Che Vitaccia! si svolge sugli spalti dello Stadio Olimpico. Dalle immagini che scorrono possiamo affermare che si tratta della partita Roma – Catania del 10 febbraio 1963, terminata 5-1 per i giallorossi allenati da Alfredo Foni.

Gassman è in visibilio, commenta ad alta voce ogni tocco di palla. Pedro Manfredini, l’attaccante giallorosso soprannominato Piedone, all’83’ minuto prende palla, dribbla diversi avversari e con un tocco morbido calcia l’assist vincente per la testa di Alberto Orlando; un’azione da cineteca appunto, che fissa il risultato sul 5-1.

Il povero disgraziato protagonista di questa storia sfoga tutte le sue frustrazioni in un’esultanza a dir poco esagerata, ribaltandosi addosso agli altri spettatori, suonando una trombetta a perdifiato, strillando e sgolandosi per la sua squadra; tanta è la gioia che a momenti ci lascia le penne: “Oddio me pija uno sturbo” bofonchia esanime nel finale dell’episodio.

Il goal di Orlando che manda in visibilio il personaggio di Gassman. almanaccogiallorosso.it

Intervista ad Alberto Orlando il “Garrincha di Tor Pignattara”

Un tuffo di testa, quasi rasente al terreno, dove pochi avrebbero avuto l’abilità di colpire il pallone con precisione e forza, un cross giunto dai piedi di Manfredini e insaccato alle spalle dell’incredulo portiere del Catania.

Di quel film ricordo molto poco, oggi ho 84 anni e la memoria è un po’ ballerina, ma sono sempre contento di poter parlare dei meravigliosi anni che ho passato nel calcio – ci rivela al telefono il signor Orlando – i goal li ricordo tutti, ogni tanto li rivedo e mi emoziono ancora”.

L’istinto dell’attaccante ad Alberto Orlando non è mai mancato; nella sua carriera è stato capocannoniere della Serie A stagione 1964-1965 con la Fiorentina, mentre con la Roma ha vinto una Coppa Italia nel 1964 e la Coppa delle Fiere nel 1961, da annoverare anche diverse presenze con la Nazionale Italiana e la quaterna di goal all’esordio contro la Turchia nel 1962.

Ho avuto la fortuna di giocare con tanti campioni: Manfredini, Lojacono, Losi, Angelillo, Ghiggia e tanti altri – continua Orlando – la mia fortuna però non nasce negli stadi di serie A, ma nel campetto della parrocchia del Don Bosco a Tor Pignattara, la mia valvola di sfogo nel quartiere dove sono cresciuto e dove mi divertivo con i miei amici a giocare a calcio per interi pomeriggi”.

L’esordio in Serie A avviene con la maglia della Roma il 4 maggio 1958. La notizia che dovrà scendere in campo gli viene comunicata il giorno prima della partita, mentre si allenava nella pineta di Valco San Paolo. Gli basta poco più di mezz’ora per segnare il primo di tanti goal in Serie A.

Ho fatto tanti sacrifici, vengo da una famiglia povera e posso ritenermi soddisfatto della mia carriera – ci racconta Orlando – e pensare che il 20 gennaio del 1944, quando avevo 6 anni, sarei potuto morire durante il bombardamento di Tor Pignattara: un ordigno esplose a pochi passi da me e dai miei familiari, procurandoci diverse ferite che col tempo guarirono”.

Il “Garrincha di Tor Pignattara”, così lo definì il giornalista Colalucci, ha concluso la sua carriera da calciatore nella Spal a Ferrara, dove poi si è sposato, ha messo su famiglia ed è rimasto a vivere. “A Roma ci torno spesso, ho tanti amici e ci vado sempre volentieri – conclude Orlando – ho anche portato mia moglie a visitare Tor Pignattara, è un quartiere molto diverso da quando ci vivevo, ma resto sempre affezionato a quei luoghi”.

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A San Paolo un murale per il popolo cubano

Di Iacopo Smeriglio

Un nuovo murale colora le strade di San Paolo. Il telo blu è stato sollevato in Via Leonardo Da Vinci, per l’inaugurazione che ha svelato, nel tardo pomeriggio del 26 luglio romano, un grande murale che celebra la solidarietà internazionale e l’amicizia tra il popolo italiano e quello cubano. L’opera, portata a termine con il patrocinio del Municipio VIII, è stata realizzata dall’artista Elsa Valente e dalle sue collaboratrici e promossa dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.

La cerimonia di inaugurazione

Una cerimonia molto partecipata, che ha visto riunirsi diverse decine di persone intorno all’opera: abitanti del territorio, solidali con il popolo cubano e cittadini venuti da tutta Roma. Ad intervenire, l’Ambasciatrice di Cuba in Italia Mirta Granda Averhoff, che in un discorso molto sentito ha ricordato con orgoglio il legame profondo di amicizia e solidarietà che lega il popolo italiano ed il popolo dell’isola caraibica. Impossibile non pensare, infatti, alle decine di medici inviati in Italia nei momenti peggiori della pandemia da Corona Virus. La discussione ha visto partecipare anche il Presidente del consiglio municipale Samuele Marcucci, la rappresentante del Circolo di Roma dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Patrizia Petriaggi ed il Presidente della stessa associazione Marco Papacci.

Il 26 luglio: non una data come le altre

Nelle parole dell’Ambasciatrice, come in quelle degli altri relatori dell’inaugurazione, il riferimento alla scelta della data è stato più volte commosso e pieno d’orgoglio: inaugurare il murale il 26 luglio non è stato un caso. Il 26 luglio 1953 è il giorno in cui il seme della Rivoluciòn  venne piantato, quando un manipolo di ragazzi, guidati da Fidél Castro, assaltarono il cuartel Moncada. Quel primo attacco militare fallì, ma fu il primo passo del lungo cammino che solo pochi anni dopo, nel gennaio del 1959, si concluse con la fuga del dittatore filoamericano Batista e la vittoria dei “barbudos”. Il movimento che fu motore e cuore del processo rivoluzionario prese il nome proprio dall’attacco alla Moncada: M-26-7, Movimiento 26 de Julio.

L’opera di Elsa Valente

L’opera di Elsa Valente rappresenta un muro di mattoni, in cui si apre uno spiraglio nel centro, grazie alla forza della spinta delle persone che sorreggono il globo terrestre che finalmente si ricongiunge con Cuba. Una rappresentazione artistica, colorata e dinamica, che pone l’accento sulla solidarietà internazionale e su una delle più grandi ingiustizie che soffocano quel popolo: il bloqueo, il duro embargo economico che dal 1962, per settanta anni, gli Stati Uniti hanno imposto e continuano ad imporre nei confronti della Repubblica di Cuba. Una misura che più di ogni altra, per colpire un governo, produce consapevolmente effetti diretti ai danni della popolazione civile. Proprio a questo fa riferimento la grande scritta in rosso che in alto a sinistra dice chiaramente NO AL BLOCCO USA CONTRO CUBA.

A distanza di pochi mesi dall’inaugurazione dell’opera, realizzata lungo Via Ostiense, dedicata al popolo palestinese ed alla giornalista Shireen Abu Akleh, la presenza di questo nuovo murale nel territorio del Municipio VIII è la dimostrazione, ancora una volta, di come l’arte possa alimentare e nutrire rapporti di fratellanza e solidarietà tra la città di Roma e i popoli del mondo.

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Tor Marancia attende ancora il Centro Culturale (Servizio video)

di Stefano BAIOCCHI e Giuliano MAROTTA

Sono passati cinque anni dal rinnovo della convenzione urbanistica degli ambiti di piazza dei Navigatori e viale Giustiniano Imperatore. E a Tor Marancia si riaccendono le escavatrici per costruire un lussuoso complesso residenziale mentre gli abitanti attendono ancora il Centro Culturale, la principale opera di compensazione, figlia dei primi due grandi palazzi costruiti.

Dove oggi è presente lo scheletro dell’ex scuola Mafai dovrà sorgere una struttura gestita dal Teatro dell’Opera di Roma, che ospiterà al suo interno le scuole di coro e danza dell’ente artistico e un Polo Civico a disposizione degli abitanti.

Il Centro Culturale era stato promosso da un nucleo di persone, riunitesi successivamente in un Comitato di scopo, durante il concorso online del 2018 #RomaDecide, ed era rientrato tra le opere finanziabili per un costo di circa 4 milioni di euro.

La  gara per la costruzione è stata vinta dalla società Engeko, che ha portato a termine sulla carta il progetto, ma ancora non si conoscono le tempistiche per l’avvio dei lavori.

Il motivo principale del ritardo è dovuto alla mancata approvazione di una specifica delibera per lo stralcio della Carta per la Qualità, ovverosia lo strumento gestionale del Piano Regolatore Generale in cui sono presenti tutti gli immobili e le aree urbane sottoposti ad uno speciale regime di tutela.

Nel frattempo, il Comitato di scopo, insieme ad altre associazioni e cittadini del quartiere, continua a vigilare sulla vicenda, a dialogare con le Istituzioni e a proporre soluzioni per ottimizzare tempi e la futura gestione.

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“San Paolo infiamma”: una conferenza sull’incendio della Basilica

Di Anna Di Cesare

Un evento inaspettato e catastrofico, quello che nel 1823, esattamente due secoli fa, colpì uno dei luoghi più celebri e rappresentativi del nostro quartiere: l’incendio della Basilica di San Paolo. Di questo episodio si è parlato venerdì scorso durante l’incontro pubblico “San Paolo infiamma”, nell’ambito dell’iniziativa “Propaganda Schuster”.

Durante la serata, organizzata dall’Università di Roma Tre in collaborazione con l’abbazia di San Paolo fuori le mura, sono intervenuti i professori Manfredi Merluzzi, Alberto D’Anna, Giovanna Capitelli, Marina Docci, Stefano Cracolici, Elisabetta Pallottino e Richard Wittman, che hanno tenuto un’interessante lezione sulla storia e l’architettura della basilica, corredata da immagini e ricostruzioni.

I saluti di apertura

“In questa iniziativa c’è qualcosa di straordinario” ha esordito il minisindaco Amedeo Ciaccheri durante i saluti di apertura. “Che la rievocazione di un evento così importante per l’identità del quartiere avvenga all’interno di una manifestazione dedicata ai giovani come Propaganda Schuster è molto importante. Centrale è anche la collaborazione dell’Università di Roma Tre e dell’abbazia di San Paolo.”

Quindi ha preso la parola l’abate don Donato Ogliari. “La basilica di San Paolo non è solo un capolavoro artistico ma anche un luogo di fede” – ha ricordato, dopo aver ringraziato l’università di Roma Tre per i contributi di ricerca dedicati alla basilica-. “Questo luogo fin dagli inizi ha attratto fedeli da tutta Europa, attorno alla figura di Paolo, una delle due colonne portanti della Chiesa, contribuendo a rendere Roma una città accogliente e cosmopolita.”

L’incendio della basilica

Era il 15 luglio 1823 quando, a causa della distrazione di due stagnai, le fiamme iniziarono ad avvolgere la meravigliosa struttura della basilica. Una chiesa con una storia di quattordici secoli, sparita nell’arco di una sola notte. Il tetto crollò, le colonne caddero, le porte di bronzo si sciolsero a causa del calore. E dopo quasi cinque ore di incendio, della chiesa paleocristiana, costruita intorno al 390 sotto l’imperatore Teodosio su una struttura di età costantiniana, non rimaneva altro che rovine fumanti. Solo l’abbazia benedettina, tuttora situata accanto alla chiesa, si salvò dalle fiamme.

L’episodio ebbe una grandissima risonanza: la notizia si diffuse in tutta Europa. Tra le tante e varie testimonianze, colpisce quella del poeta Giacomo Leopardi, allora venticinquenne, che in una lettera al cugino Giuseppe Melchiorri definisce l’episodio “una calamità pubblica” e ne risulta molto scosso.

Il popolo non mancò di interpretare la tragedia come una punizione divina, anche perché avvenuta durante una fase di notevole difficoltà per lo Stato della Chiesa, che sotto il pontificato di Pio VII, negli anni a cavallo tra diciottesimo e diciannovesimo secolo, si vedeva minacciato non solo dalle proprie finanze traballanti, ma anche del progressivo irradiamento della filosofia dei Lumi e delle idee rivoluzionarie dalla Francia di Napoleone.

Ma se da una parte ci fu paura e preoccupazione, dall’altra anche attrazione e curiosità. La vista decadente della basilica distrutta, infatti, incantò moltissimi artisti e viaggiatori. “Uno spettacolo bellissimo: vale da solo il viaggio a Roma”: così annota lo scrittore francese Stendhal nelle sue “Passeggiate romane”, opera scritta tra il 1827 e il 1829 in forma di diario durante il soggiorno in Italia dell’autore.

Di fatto, mentre gli operai lavoravano alla ricostruzione, disegnatori e curiosi si introducevano nel cantiere e, qualche volta, lo immortalavano. Questo è il caso dei calcografi Antonio Acquarone e Luigi Rossini, che con le loro acqueforti contribuirono a rendere le rovine di San Paolo uno dei paesaggi romantici per eccellenza, una tappa imprescindibile del Grand Tour.

Insomma, anche a seguito di questo triste episodio, la basilica di San Paolo continuò ad attirare visitatori, oltre che fedeli, provenienti da tutto il mondo, e in questo modo rafforzò la vocazione cosmopolita e il valore universale della Città Eterna.

 

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Calcio: Promossa in Seconda Categoria la Virtus Tormarancio

Cala il sipario sulla stagione di calcio dilettantistica, dove le tre squadre dell’Ottavo Municipio anche quest’anno hanno condiviso il girone C di Terza Categoria. Il campionato ha visto primeggiare la squadra dell’Atletico Tor Cervara con 70 punti, seguita dalla sorprendente Virtus Tormarancio con 62, posizione che le ha permesso di ottenere la promozione in Seconda Categoria.

Si stappa lo champagne delle migliori occasioni per gli amaranto del Tormarancio, dopo tanti anni di delusioni e rendimenti altalenanti, la squadra è riuscita a salire in Seconda Categoria, mostrando un buon gioco e divertendo il pubblico. Il merito è della società guidata dal vicepresidente Roberto Falasca e da Andrea Dentice,ma anche dell’allenatore Mario Bolletti e del preparatore atletico Davide Rallo che hanno saputo portare serenità nello spogliatoio e ad unire il gruppo.

Gli amaranto vantano il miglior attacco del campionato con 102 reti realizzate, tra i marcatori più  prolifici compaiono Mattia Casciana, Gabriele Littera, Federico Provenzani e Damiano Rossi. La squadra, inoltre, come lo scorso anno, ha dimostrato di ottenere i migliori risultati in trasferta, guadagnando 33 punti rispetto ai 29 tra le mura amiche.

La Virtus Tormarancio sta già lavorando per la prossima stagione, confermando al timone mister Bolletti, cha ha la fiducia incondizionata del gruppo. Gli obbiettivi sono già chiari: fare subito il salto in Prima Categoria, avvicinare allo sport sempre più giovani e portare tante famiglie e spettatori allo stadio.

Acd Garbatella

Al dodicesimo posto, con 26 punti, c’è il Acd Garbatella 1920. Dopo un ottimo avvio di campionato, col passare delle giornate, la squadra ha perso di brillantezza nel gioco col rimpianto di aver lasciato alle spalle molti punti in classifica. La squadra, allenata da Giorgio Taddei, paga l’inesperienza, essendo la prima volta che s’iscrive al campionato di Terza Categoria e qualche defezione tra i giocatori, dovuta anche alla giovane età. L’ultima giornata si è chiusa con l’addio al calcio del capitano Samuel Sonnino, un punto di riferimento del Garbatella 1920 che dopo tanti anni in campo ha deciso di concludere la sua carriera.

Real San Paolo

Si è piazzata al quattordicesimo posto con 19 punti in classifica, il Real San Paolo. I gialloneri hanno dimostrato notevoli passi avanti rispetto alla scorsa stagione di esordio e la sussistenza di basi solide per costruire un buon avvenire; lo spirito agonistico e i valori sportivi trasmessi in campo e fuori lasciano ben sperare per il futuro. Nota di merito a Nicolas Venti che con 28 reti ha vinto la classifica marcatori del campionato.

Scontri diretti

Tutte e tre le squadre disputano gli incontri casalinghi sul sintetico del campo Guglielmo Fiorini, negli scontri diretti il Tormarancio ha vinto tutte le partite:1-5 in trasferta contro il Garbatella e 2-1 in casa; con il San Paolo 4-1 in casa e 1-10 in trasferta. Si è conclusa invece in parità 2-2 l’andata tra San Paolo e Garbatella, mentre al ritorno i gialloneri si sono imposti per 5-3 in casa.

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Calcio: promossa in Seconda Categoria la Virtus Tormarancio

Cala il sipario sulla stagione di calcio dilettantistica, dove le tre squadre dell’Ottavo Municipio anche quest’anno hanno condiviso il girone C di Terza Categoria. Il campionato ha visto primeggiare la squadra dell’Atletico Tor Cervara con 70 punti, seguita dalla sorprendente Virtus Tormarancio con 62 punti, posizione che le ha permesso di ottenere la promozione in Seconda Categoria.

Si stappa lo champagne delle migliori occasioni per gli amaranto del Tormarancio, dopo tanti anni di delusioni e rendimenti altalenanti, la squadra è riuscita a salire in Seconda Categoria, mostrando un buon gioco e divertendo il pubblico. Il merito è della società guidata dal vicepresidente Roberto Falasca, da Andrea Dentice, ma anche dell’allenatore Mario Bolletti e del preparatore Davide Rallo che hanno saputo portare serenità nello spogliatoio e unire il gruppo.

Gli amaranto vantano il miglior attacco del campionato con 102 reti realizzate, tra i marcatori più  prolifici compaiono Mattia Casciana, Gabriele Littera , Federico Provenzani Federico e Damiano Rossi. La squadra, inoltre, come lo scorso anno, ha dimostrato di ottenere i migliori risultati in trasferta, guadagnando 33 punti rispetto ai 29 tra le mura amiche.

La Virtus Tormarancio sta già lavorando per la prossima stagione, sempre con al timone mister Bolletti, cha ha la fiducia incondizionata del gruppo. Gli obbiettivi sono già chiari: fare subito il salto in Prima Categoria, avvicinare allo sport sempre più giovani e portare tante famiglie e spettatori allo stadio.

Virtus Tormarancio

Acd  Garbatella 1920 e Real San Paolo

Samuel Sonnino

Al dodicesimo posto, con 26 punti, c’è il Acd Garbatella 1920, dopo un ottimo avvio di campionato, col passare delle giornate, la squadra ha perso di brillantezza nel gioco col rimpianto di aver lasciato alle spalle molti punti in classifica. La squadra, allenata da Giorgio Taddei, paga d’inesperienza, essendo la prima volta che s’iscrive al campionato di Terza Categoria e qualche defezione tra i giocatori, dovuta anche alla giovane età. L’ultima giornata si è chiusa con l’addio al calcio del capitano Samuel Sonnino, un punto di riferimento del Garbatella 1920 che dopo tanti anni in campo ha deciso di concludere la sua carriera.

 Nicolas Venti

Si è piazzata al quattordicesimo posto con 19 punti in classifica, il Real San Paolo, i gialloneri hanno dimostrato notevoli passi avanti rispetto alla scorsa stagione di esordio e la sussistenza di basi solide per costruire un buon avvenire; lo spirito agonistico e i valori sportivi trasmessi in campo e fuori lasciano ben sperare per il futuro. Nota di merito a Nicolas Venti che con 28 reti ha vinto la classifica marcatori del campionato.

 

Gli scontri diretti

Tutte e tre le squadre disputano gli incontri casalinghi sul sintetico del campo Guglielmo Fiorini, negli scontri diretti il Tormarancio ha vinto tutte le partite: 1-5 in trasferta contro il Garbatella e 2-1 in casa; con il San Paolo 4-1 in casa e 1-10 in trasferta. Si è conclusa invece in parità 2-2 l’andata tra San Paolo e Garbatella, mentre al ritorno i gialloneri si sono imposti per 5-3 in casa.

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Virtus Tormarancio show! Vittoria anche nel derby contro il Real San Paolo

Dodicesima vittoria consecutiva, miglior attacco del girone e tanto spettacolo. Al fischio finale tutti in piedi per la Virtus Tormarancio che s’impone per 1-10 contro il Real San Paolo, vincendo anche il ritorno di questo derby municipale.

Allo stadio Guglielmo Fiorini va in scena una partita leale e piacevole, anche se in campo c’è una sola squadra! Gli sciangaini, oggi in maglia bianca, fanno valere tecnica e fisicità sugli avversari, con cinque goal per tempo e molte occasioni sprecate.

Il Real San Paolo, in campo con il completo giallo nero, invece, complice anche qualche assenza per infortuni, oggi non è riuscito a sfruttare le sue caratteristiche tattiche. L’attaccante Nikolas Venti è troppo isolato e con pochi palloni giocabili; caparbio sul finale a rimediare il rigore per il goal della bandiera che lui stesso trasforma, integrando il bottino a 25 reti stagionali e affermandosi come miglior capo cannoniere del girone.

a sx Nkolas Venti segna dal dischetto – a dx la Virtus Tormarancio

Le dichiarazioni di mister Mario Bolletti

Ancora esultante per questa ennesima vittoria Mario Bolletti, il mister del Virtus Tormarancio, ci racconta questo momento speciale: «Faccio i complimenti ai ragazzi, non faccio nomi perché, se abbiamo raggiunto questo record di vittorie, il merito è di tutta la squadra, anche di chi ha poco minutaggio in campo, la vittoria è del gruppo. Non vogliamo accontentarci, dobbiamo ancora migliorare e provare a vincerle tutte. Invito tutte le persone a seguire la squadra sugli spalti per incitarla».

Il Tormarancio, a sole tre partite dal termine del campionato, è al terzo posto in classifica: la promozione in seconda categoria è a un passo. Tra due settimane affronterà in trasferta il Tor Cervara, attualmente primo in classifica, e nell’ultima di campionato che si terrà il 28 maggio, affronterà il derby in casa contro il Garbatella 1920.

Il Real San Paolo, invece, è penultimo in classifica, sebbene abbia mostrato notevoli miglioramenti rispetto alla scorsa stagione. Da segnalare la partita in trasferta contro Villa Gordiani, nell’ultima di campionato, ad una sola lunghezza dai giallo neri che all’andata vinsero per 4-1.

Marcatori: pt. M. Casciana, G. Littera, D. Rossi, E. Cortegiani Murzilli, M. Casciana; st. Arnaud, M. Ruggiero, M. Casciana, M. Ruggiero, T. Cosimetti, Nikolas Venti rig. (Real San Paolo).

a sx Mr. Mario Bolletti – a dx la Virtus Tormarancio staff e squadra
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Un ponte ciclopedonale tra Valco San Paolo e la Magliana. La richiesta del Movimento 5 Stelle

Collegare Valco San Paolo con la zona di Pian Due Torri attraverso un ponte sul Tevere riservato esclusivamente alle biciclette e ai pedoni. È questa la richiesta, risalente ad una vecchia delibera datata 2005, rilanciata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle al Municipio e al Comune dopo aver raccolto numerose adesioni con una petizione popolare, che verrà presentata direttamente al Sindaco Gualtieri.

La proposta fa riferimento ad un provvedimento con cui, ormai quasi vent’anni fa, era stato approvato il “Programma di recupero urbano Magliana”, progetto che prevedeva opere di riqualificazione per il quadrante sud est ma che non è mai stato realizzato.

Le dichiarazioni di Matteo Bruno

“In queste settimane abbiamo ottenuto più di 600 firme per chiedere al sindaco la realizzazione del ponte ciclopedonale che permetterebbe di collegare Valco San Paolo a Pian due Torri”. Dichiara Matteo Bruno, consigliere M5S nel Municipio VIII.

“Il piano – spiega – era stato approvato dal comune di Roma con delibera 85/2005 per poi essere lasciato nel cassetto e oggi, a distanza di anni, abbiamo deciso di riprendere in mano il progetto in quanto infrastruttura sostenibile e intelligente”.

“Un ponte riservato al transito di biciclette e pedoni – prosegue Bruno – consentirebbe a centinaia di studenti provenienti dal Municipio XI di raggiungere le diverse sedi dell’Università Roma Tre in maniera sostenibile e di accorciare le distanze con la fermata della Metro B Marconi. Come Movimento 5 Stelle – conclude – abbiamo presentato due atti, uno in Municipio VIII e uno in Comune, per dare mandato alle Giunte di attivarsi affinché venga realizzato al più presto”.

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COMUNICATO STAMPA

FOSSE ARDEATINE. CIACCHERI: REVISIONISMO STORICO MELONI SCHIAFFO A DECENZA

(DIRE) Roma, 24 mar. – “Da presidente del Municipio di Roma che ha l’onore di ospitare il Mausoleo delle Fosse Ardeatine e che da anni svolge un onere quotidiano di condivisione territoriale del valore della memoria e di racconto e ricerca storica sugli eventi che hanno segnato la nostra comunità e la vita di troppe famiglie segnate dalla tragedia dell’occupazione nazifascista, voglio dire alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che la sua operazione di revisionismo storico è uno schiaffo alla decenza”.

Così in una nota il presidente del Municipio Roma VIII ed esponente di Sinistra Civica Ecologista, Amedeo Ciaccheri.

“La storia- continua Ciaccheri- ci consegna una verità chiara, il senso della patria fu rappresentato proprio da quegli italiani che pagarono con la propria vita il sacrificio di fronte alla dittatura di altri italiani, alla persecuzione e alla delazione del regime fascista, che si macchiò anche del crimine di collaborare attivamente con l’occupante nazista. I martiri delle Ardeatine furono assassinati perché oppositori politici, perché indesiderati, perché socialmente, politicamente e religiosamente nemici dell’occupazione nazifascista e non furono solo italiani. Con questa affermazione sulle Fosse Ardeatine- conclude Ciaccheri- la premier dimostra di non rispettare la responsabilità che incarna con il proprio ruolo di governo, quella cioè di rappresentare l’Italia e non indistintamente tutti gli italiani, ma quelli che ieri come oggi credono nella Costituzione, che ha una genesi chiara: quella antifascista”.

 

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Torna la maratona di Roma, coinvolte alcune strade dell’VIII Municipio

Torna la maratona di Roma, giunta alla 28esima edizione. Domenica 19 marzo saranno tre le gare che attraverseranno la città: la Acea Run Rome The Marathon con il classico tracciato di 42,195 km in programma alle 8:00, la staffetta Run4Rome che partirà alle 8:15 seguendo il percorso della maratona e la stracittadina Sn4ifun Run di 5 km (si snoderà tra i Fori Imperiali, le Terme di Caracalla e il Circo Massimo) il cui start è previsto alle 8:30. Oltre 30.000 atleti iscritti alla manifestazione.
Nella mattinata e nelle primissime ore del pomeriggio quindi difficile, se non impossibile, muoversi in città con auto, moto e scooter.
Ma i disagi potrebbero non finire al termine della gara. Alle 18:00 all’Olimpico è in programma il derby Lazio-Roma. La partita molto probabilmente vedrà il tutto esaurito, per cui le forze dell’ordine saranno chiamate agli straordinari e a presidiare arterie e incroci. Nello specifico, per i due eventi, sono stati mobilitati 800 agenti della Polizia Locale.

 

La gara per le strade dell’VIII Municipio

Anche il nostro municipio sarà in parte attraversato dalla maratona. Le prime chiusure scatteranno intorno alla mezzanotte per interessare alcuni tratti della Circonvallazione Ostiense e della Cristoforo Colombo. Chiuso il Ponte Settimia Spizzichino.
Altrettanto avverrà sulla via Ostiense che resterà chiusa tra Via Tessalonica e viale Ferdinando Baldelli e tra via Tessalonica e via Valco di San Paolo. Altre strade resteranno chiuse dalle prime ore della mattinata, altre ancora saranno soggette a divieti di sosta con rimozione.
Le chiusure al traffico interesseranno naturalmente tutto il centro storico e quindi alcune porzioni dello stesso che sono confinanti con l’VIII Municipio, a ridosso del piazzale Ostiense e di Piazza di Porta San Paolo. Interdizioni al transito anche sul lungotevere Testaccio.

 

Previste deviazioni e limitazioni di percorso per molti autobus

Limitazioni di percorso o deviazioni interesseranno alcune linee bus che percorrono le strade dell’VIII Municipio, tra queste le linee 671, 715, 716, 766, 792.
Non è previsto per il momento da parte di ATAC un incremento delle corse della metropolitana, mentre per tutto il tempo della manifestazione, la stazione di Colosseo resterà chiusa per cui i treni vi transiteranno senza fermare.

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Impennata degli affitti per gli studenti universitari

Schizzano alle stelle i prezzi degli affitti per gli universitari in tutta la città. Dopo una contrazione generale causata dalla pandemia, infatti, la domanda di stanze, posti letto e appartamenti ha addirittura superato l’offerta. Focalizzando l’attenzione sul Municipio VIII, dove è di casa L’Università degli Studi Roma Tre, la situazione è alquanto allarmante. Tra iscritti, docenti, amministrativi, tecnici e bibliotecari l’ateneo conta oltre 36 mila persone, poco più degli abitanti del capoluogo veneto di Belluno. Una città nella città, che a fronte dei rincari delle pigioni, dei servizi e dei beni di prima necessità, sta diventando sempre più escludente.

A Roma per una stanza singola si paga in media 465 euro, mentre è di 248 euro il prezzo per un posto letto in una doppia, cui va aggiunto il costo delle bollette, del condominio e l’anticipo di almeno due mensilità. Naturalmente, più ci si avvicina all’ateneo più aumentano i prezzi. Solo alla Garbatella, nell’ultimo anno, si è registrato un aumento dei canoni d’affitto dell’8,59%.

Indagine sugli iscritti di Roma Tre

Gli studenti iscritti a Roma Tre ai corsi di laurea sono oltre 32 mila tra i 18 e i 26 anni; di questi il 75% è residente a Roma o in provincia, il 10% è residente nel Lazio e il rimanente vive in altre regioni. La maggior parte dei fuori sede che frequenta Roma Tre, escludendo il Lazio, proviene dalla Campania (2,2%), dalla Puglia (1,8%) e dall’Abruzzo (1,5%): migliaia di studenti e studentesse in cerca di un alloggio.

Purtroppo, viste le cifre richieste, non tutti possono permetterselo per cui o rinunciano allo studio, oppure si affidano alla famiglia per le spese. L’alternativa, soprattutto per chi abita nel Lazio, è una vita da pendolare o, pur di poter vivere in città, si è costretti ad accettare lavori saltuari, spesso rinunciando a una sessione d’esame, o accontentarsi di un posto letto in una stanza condivisa in zone periferiche, spesso anche in condizioni fatiscenti e con contratti in nero.

Alla domanda di alloggi e di contributi per facilitare l’accesso all’università, non sono assolutamente sufficienti le misure di welfare studenteschi. Roma Tre, per esempio, non dispone di residenze proprie e si occupa degli alloggi per gli studenti DiSCo Lazio, l’ente Regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza, che mette a disposizione alloggi a prezzi vantaggiosi rispetto alle alternative: il costo mensile è generalmente di 194 euro per una stanza singola e 167 euro per una doppia; non a caso le domande presentate sono numerose. A livello cittadino, quest’anno ne sono state accettate 9.760, ma al momento della pubblicazione della graduatoria di ottobre solo 2.206 persone hanno vinto il bando per un posto letto, mentre le restanti 7.554 sono risultate idonee non beneficiarie, e praticamente rimaste senza casa.

Assenza di strutture convenzionate

Nel Municipio Roma VIII non ci sono ancora strutture convenzionate, anche se nel novembre del 2021, è stata inaugurata una nuova residenza a via della Vasca Navale, in una posizione strategica, ben collegata a varie facoltà e dipartimenti, con una capienza di 200 posti. Ad oggi però non ci sono ancora notizie sulla sua effettiva apertura.

Una delle ragioni della carenza di alloggi è sicuramente da ricercare nel fenomeno turistico, per cui i proprietari trovano più vantaggioso trasformare gli appartamenti in Airbnb, piuttosto che affittarli agli studenti. Inoltre, vi è sempre una più diffusa diffidenza nei confronti della popolazione studentesca, che invece di essere considerata un motore di crescita dell’economia, è spesso giudicata come generatrice di degrado.

Il coordinamento universitario Link è sceso in piazza

Recentemente il coordinamento universitario Link è sceso nelle piazze italiane con la campagna “Attendiamo una casa” contro il caro affitti. A Roma ha scelto di manifestare sotto la sede della Regione Lazio e in quell’occasione è riuscito ad accordare un tavolo di lavoro tra Regione e Comune di Roma per revisionare i regolamenti sui contratti di affitto per studenti fuori sede, oltre a chiedere che venissero realizzati nuovi bandi.

Come movimento cittadino inoltre, ha realizzato un questionario sull’emergenza abitativa in cui sono emerse risposte a dir poco preoccupanti: per quanto riguarda gli affitti privati, sono frequenti casi di locatori invadenti, che dettano regole troppo asfissianti andando di fatto a ledere il principio di solidarietà sociale o che per pregiudizio arrivano a chiedere dettagli sempre più personali per crearsi un’idea di affidabilità, ma anche locatori che si disinteressano totalmente delle condizioni dell’appartamento o avanzano addirittura proposte sessuali promettendo in cambio uno sconto sul canone. Link, infine, si è fatto promotore della realizzazione di una mappatura delle costruzioni sfitte o abbandonate, in modo da poterle riqualificare e renderle nuovamente abitabili, piuttosto che costruirne di nuove consumando ulteriore suolo.

Previsioni destinate ad aggravarsi

Le previsioni sui costi degli affitti sono destinate ad aggravarsi in seguito al nuovo decreto legge che prevede la sostituzione del Reddito di cittadinanza con la Mia (Misura per l’inclusione attiva); un provvedimento che ridurrà drasticamente la platea di percettori del reddito e la durata dell’erogazione. Il sussidio fino a oggi era previsto, seppur con requisiti molto stringenti, anche per alcuni universitari, che invece si vedranno tagliati fuori. Sulla questione del reddito si sta battendo il Comitato Molto più del reddito, che vede l’adesione di tante realtà territoriali, tra cui: Csoa La Strada, Acrobax, Casale Garibaldi.

Il comitato, infine, auspica una ripresa del dibattito per istituire in Italia un salario minimo legale, che contrasti il lavoro povero e gli stipendi da fame e che renda il diritto allo studio non una questione di classe, ma una reale possibilità per tutti e tutte.

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A Francesco Valdiserri dedicata una rassegna cinematografica a Controchiave

Di Anna Bredice

Francesco e il cinema. Se la sua grande passione era la musica, Francesco Valdiserri, travolto e ucciso quattro mesi fa da una automobilista mentre si trovava su un marciapiede della Colombo, amava tanto anche il cinema. E nel suo ricordo prenderà il via una rassegna  organizzata dall’associazione culturale Controchiave, in via Gaspare Gozzi a San Paolo, sui grandi autori che hanno dedicato i loro film al mondo del lavoro. Si comincia domenica alle 16.30, (l’ingresso è gratuito, anche se è meglio prenotare alla mail info@controchiave.it) con il film “Tempi moderni” di Charlie Chaplin.

L’iniziativa di Marcello Ribustini

A volere questa iniziativa sono stati i genitori di Francesco, insieme ad un suo amico che ha frequentato con lui il liceo Socrate, Marcello Ribustini. “Dopo l’evento fatto alla Sapienza in memoria di Francesco – racconta a Cara Garbatella Marcello – ho saputo che anche lui era un grande appassionato di cinema e così ho deciso di contattare il padre per proporgli una rassegna cinematografica. Mi ha proposto tre temi che fossero vicini agli interessi di Francesco e alla fine come tema portante della retrospettiva abbiamo scelto quello del lavoro”. Francesco era molto legato a Garbatella, aveva frequentato il liceo Socrate, qui aveva interessi e amici. A lui è stato intitolato poche settimane fa un centro sportivo nel nostro municipio, alla presenza della famiglia di Francesco e del sindaco Gualtieri, che si è impegnato ad attuare alcune misure per la sicurezza stradale a Roma. Questa, infatti, è la battaglia che sta conducendo la famiglia Valdiserri, la madre Paola, il padre Luca e la sorella Daria: combattere la violenza stradale, ridurre la velocità per evitare le troppe morti sulle strade.

Il programma di Controchiave

La rassegna cinematografica all’associazione Controchiave prevede cinque film, due al mese. Dopo “Tempi moderni” di Charlie Chaplin, verrà proiettato” Adua e le compagne” di Antonio Pietrangeli, poi “Full Monty” di Peter Cattaneo, “My name is Joe” di Ken Loach e infine “Due giorni, una notte” dei fratelli Dardenne. In ricordo di Francesco.

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Ai gazebo di domenica si vota per il segretario del PD

Elly Schlein e Stefano Bonaccini si sfideranno  domenica 26 febbraio nelle primarie del Partito Democratico.

I due candidati, che a seguito delle votazioni tenutesi dal 3 al 19 scorso, hanno primeggiato sugli altri due candidati Gianni Cuperlo e Paola De Micheli (rispettivamente terzo e quarta), si fronteggiano per sostituire alla segreteria nazionale  il deputato Enrico Letta. A questa prima scrematura, esclusiva per i tesserati, hanno partecipato 151.530 persone in tutta Italia, ed è emersa una preferenza del 52,87% per Bonaccini e del 34,88% per la Schlein, mentre a Roma su 4.900 votanti la Schlein ha ottenuto 2.194 preferenze contro le 1.854 di Bonaccini.

Oltre a guidare il partito, chi vincerà questo faccia a faccia dovrà rimboccarsi le maniche per risollevare il centrosinistra, che ha avuto un risultato davvero deludente nelle passate elezioni politiche e in quelle regionali di Lombardia e Lazio.

In queste ultime due prove elettorali, infatti, abbiamo registrato da una parte la netta affermazione del centrodestra, guidato da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, e un astensionismo sempre più preoccupante da parte dei cittadini, che sempre più fa capire quanto le persone si siano disinteressate alla politica e non vedano nell’esercizio del voto l’espressione di un diritto che sia realmente incisivo per le sorti del paese.

Chi sono i candidati?

Stefano Bonaccini, nato nella provincia modenese nel 1967, è eletto nel 2014 presidente della regione Emilia Romagna, carica confermata anche nel 2020 per il secondo mandato, grazie alla vittoria contro la candidata leghista Lucia Borgonzoni.

Nel suo programma di partito denominato “Energia Popolare”, propone una semplificazione del fisco con imposta progressiva, che tuteli i poveri e il ceto medio e che sia realmente maggioritaria per chi detiene ingenti capitali. Sui temi dei diritti, propone di istituire matrimoni egualitari e adozioni senza discriminazioni e l’introduzione dello ius soli o dello ius scholae per ottenere la cittadinanza italiana.

Nei temi interni al partito propone maggiore centralità dei circoli degli iscritti, la possibilità di organizzare dei referendum interni per le grandi scelte e creare una vera e propria scuola politica per formare la nuova classe dirigente.

Elly Schlein, nata a Lugano nel 1985, nella sua carriera ha svolto attivamente nel 2008 la campagna presidenziale statunitense di Barack Obama. Dal 2014 al 2019 è stata europarlamentare per l’Italia nell’VIII legislatura e dal 2020 in Emilia Romagna è vicepresidente e assessore con deleghe regionali al welfare e al Patto per il Clima.

Secondo la Schlein, come si può leggere nel suo programma intitolato “Parte da noi”, chi ricopre incarichi pubblici e amministrativi nel Partito Democratico, deve lasciare ogni altro mandato, sia per evitare un conflitto d’interesse, sia per non sottrarre tempo in altri impieghi.

La Schlein propone inoltre di tassare i grandi patrimoni, rilanciare l’edilizia pubblica e moltiplicare gli affitti sociali. In tema di diritti delle donne porta avanti la battaglia per attuare pienamente la legge 194, garantendo una percentuale di medici non obiettori in tutte le strutture mediche.

Chi può votare?

Domenica 26 febbraio, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, possono votare, presso i gazebo del PD sparsi sul territorio nazionale, tutte le cittadine e i cittadini italiani, anche non iscritti al Partito Democratico.

È permesso votare entro le ore 12:00 di venerdì 24 febbraio, previa pre-registrazione sul sito del PD, anche a:

  • stranieri residenti in Italia o in possesso di regolare permesso di soggiorno,
  • giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni nel comune di residenza,
  • lavoratori e gli studenti fuori sede maggiorenni.

Per votare bisogna presentare un documento d’identità,  la tessera elettorale e pagare una sottoscrizione di 2 Euro per le spese organizzative; sono esenti dall’obolo i tesserati del Partito.

Dove si vota nel Municipio Roma VIII?

Per determinare quale sia il gazebo in cui votare nel proprio territorio, bisogna collegarsi al sito del PD e far riferimento al seggio riportato sulla propria scheda elettorale; oppure se sei residente nell’Ottavo Municipio puoi consultare l’elenco sottostante:

  • Piazza Bartolomeo Romano [sezioni da 1246 a 1249, da 1253 a 1263, escluso 1261]
  • Circonvallazione Ostiense, fronte Santa Galla [sezioni da 1236 a 1245, da 1250 a 1252]
  • Largo Leonardo Da Vinci [sezioni 1264, da 1267 a 1279, escluso 1273]
  • Via Salvatore Pincherle [sezioni da 1280 a 1293]
  • Piazza del Gazometro [sezioni da 1230 a 1235 e 1265, 1266]
  • Sede PD in viale Tor Marancia 121 [sezioni 173, 1194, 1472, da 1474 a 1491]
  • Viale Baldovinetti, lato supermercato [sezioni da 1510 a 1521]
  • Viale Erminio Spalla, lato mercato [sezioni 1023, 1127, 1261, da 1522 a 1536 e 1604, 2531, 2537]
  • Viale Pico della Mirandola, fronte mercato [sezioni da 1492 a 1509 e 2512]

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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