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Tag: Storia del quartiere

Garbatella è centenaria

Al via i festeggiamenti per l’anniversario più atteso. Ecco il calendario delle iniziative in tutto il Municipio

di Paola Borghesi

Ormai da diversi giorni, in giro per la Garbatella, si respira un’aria di  attesa. Sia al forno, che al bar o in fila al supermercato, può capitare di sentire persone interrogarsi tra di loro: “Ma allora, si sa quando cominciano i festeggiamenti?”, “Pare si inizi a Piazza Brin”, “ Dicono che poi c’è musica al Palladium, aperta a tutti”.

Ebbene sì, ci siamo, Garbatella compirà 100 anni esattamente il 18 febbraio 2020: infatti lo stesso giorno di 100 anni fa il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra proprio a Piazza Brin. E, proprio da lì, il quartiere e il Municipio tutto daranno il via ai festeggiamenti per il Centenario. Si inizierà alle 10,30 con il saluto del Presidente dell’VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, del Presidente della Regione Nicola Zingaretti e di altre cariche Istituzionali (è stata invitata anche la Sindaca Raggi, che ancora non ha confermato la presenza), seguiti dalle note festose della banda dei Vigili Urbani.

In contemporanea, intorno ai sei Istituti Comprensivi del Municipio, ci saranno animazioni dei ragazzi. In particolare, alle 10,30 quelli di Padre Semeria  organizzeranno un flash mob tra il Pincetto e la scalinata di Via Giulio Rocco, formando un unico cuore rosso, simbolo di Garbatella 100; replica due ore dopo a piazza Damiano Sauli con gli studenti della Cesare Battisti: il tutto verrà ripreso da droni, per la realizzazione di un video-racconto che comprenderà anche i back-stage.

Nel pomeriggio alle 16, al Parco di via Pullino, si terrà lo spettacolo “Nonna Garbatella”, realizzato dall’Associazione Itaca, con premiazione finale della Nonna dell’anno.

Ma i festeggiamenti del compleanno più atteso dai garbatellani non finisce qui. Alle 17,30 al Palladium per  la presentazione della Guida “Roma Garbatella” del quotidiano Repubblica saliranno sul palco artisti a sorpresa.

Alle 19, sempre davanti al teatro, la “Stradabanda” farà da richiamo per l’evento che seguirà alle ore 20: il concerto dell’Orchestra multietnica di Piazza Vittorio, con la partecipazione di ragazzi delle scuole a completamento di un progetto di valorizzazione dell’integrazione, iniziato dall’assessore Vetrugno già da diversi mesi. L’entrata è gratuita fino ad esaurimento posti.

Il 19 alle ore 17,30 presso l’Hub culturale Moby Dick verrà presentato il progetto di una casa delle memorie di Garbatella a cura di Gabriella De Angelis con l’introduzione di Sandro Portelli. E sempre il 19 in serata, l’associazione Itaca presenterà all’oratorio di San Filippo Neri “Roma campioni, immagini della Garbatella e della tifoseria degli scudetti”.

Neanche a farlo apposta, la settimana iniziale dei festeggiamenti coincide con quella di Carnevale e con il Centenario della nascita del grande narratore per bambini Gianni Rodari. L’assessora alla Cultura  Francesca Vetrugno ha colto così l’opportunità per far svolgere ai giovani studenti delle scuole del territorio un percorso di rilettura delle opere dello scrittore, a cui ispirare i temi  dei cortei di carnevale, che si terranno lungo le strade del Municipio.

La prima sfilata dedicata a Rodari si svolgerà giovedì 20 febbraio alle ore 10,30 a San Paolo,  a cura delle scuole Principe di Piemonte e Pincherle con partenza da Piazza Leonardo da Vinci. Si proseguirà alle 16,15 a Garbatella con quelli della Cesare Battisti e Alonzi; i ragazzi di questi  plessi scolastici dopo due differenti percorsi confluiranno verso l’oratorio di Santa Galla. Musicisti e artisti di strada accompagneranno gioiosamente le sfilate.

Venerdì 21 presso Moby Dick verrà inaugurata la mostra “GARBATELLA 20/20.  La città e la memoria” un lavoro coordinato dalle professoresse Francesca Romana Stabile, Elisabetta Pallottino, Paola Porretta del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre.

Quasi in contemporanea, presso i locali Ater del lotto 8, si aprirà una esposizione “GARBATELLA 1920-2020: la borgata giardino attraverso i documenti dell’Archivio Storico dell’Ater”, curato da Nicoletta Stasio. Le sere del 21 e 22 staremo tutti con il naso all’insù perché verrà proiettato un video mapping sugli edifici di Piazza B. Romano: “Fortgefut”  prodotto dall’associazione  Spell Bound; il video, della durata di dieci minuti, verrà ripetuto ad intervalli consecutivi. Sabato 21 la festa continuerà con la “Notte bianca dello shopping”  con animazioni di artisti di strada e momenti musicali  lungo via Caffaro e Circonvallazione Ostiense dalle ore 21 alla mezzanotte. Tra i protagonisti  anche la Galleria d’Arte Cosarte di via Nicolò da Pistoia,18 con la mostra  d’arte denominata“ I cortili dell’anima”.

Il 22 alle ore 11,30 da Moby Dick partirà la visita guidata “VENTI tappe per GARBATELLA 20/20”, organizzata dal Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre.

Il programma continua domenica 23 con il Carnevale del Municipio VIII: l’associazione Controchiave animerà il parco accanto a Piazza S. Eurosia con una mattinata di giochi e laboratori vari per i bambini. Per l’occasione si esibirà di nuovo la Banda dei Vigili Urbani.

Il 25, martedì grasso, la sfilata di Carnevale in onore di Gianni Rodari interesserà  in zona Tintoretto l’Istituto Comprensivo Montezemo .

Anche alla Montagnola i bambini, accompagnati da musicisti e artisti di strada, si muoveranno da via Aristide Leonori e da via Giuseppe  Berto per confluire tutti insieme nella piazza centrale del quartiere. Infine il 26 alle ore 18 non perdetevi  Enrico Pagliasso in “Ecchime”, ricordo del poeta Victor Cavallo, presso l’Hub culturale Moby Dick in via Egardo Ferrati 3

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Annullata la gara per il Farmer’s Market

Rimarrà chiuso  il mercato dei produttori di via Passino

Di Ilaria Proeitti Mercuri

“Volete sapere l’ultima? Rimarrà chiuso nell’anno del centenario di Garbatella il Farmer’s Market di via Passino”. Con un post su facebook ha avvertito così i cittadini il minisindaco Amedeo Ciaccheri. Un mercato che era stato inaugurato nel 2013 per sostituire quello a km 0 di Testaccio. Una quarantina di banchi con carni locali, formaggi, pane e pizza, frutta e verdura, produzioni tipiche e specialità locali. Un vero punto di ritrovo per tutti quei clienti che amano i sapori tradizionali, i colori, le mille forme. Dove amavano andare gli anziani non solo per risparmiare, ma anche per chiacchierare un po’ dei loro ricordi tra le battute di chi vende e i sorrisi di chi compra.

Ma tra una mela comprata e il profumo di un’arancia, lo scorso Novembre il Comune aveva sbarrato le porte del mercato perchè non era partita in tempo la gara di assegnazione.

A dicembre poi, una luce di speranza per i produttori. Sempre il Comune aveva lanciato il bando per un nuovo affidamento. Come è finita? Il Campidoglio lo ha annullato impedendo la riapertura per tutto il 2020. “Nonostante le mie ripetute e costanti sollecitazioni il Campidoglio è riuscito anche in questo caso a dare prova della loro specialità: chiudere, abbassare le serrande e abbandonare la questione.” Ha continuato Ciaccheri nel suo post. I produttori nel frattempo, che erano stati spostati nell’ex deposito Atac di San Paolo, non si sono mai arresi. Ma a nulla sono servite le proteste, i richiami al Campidoglio, la raccolta firme, poi il ricorso al Tar che avevano perso. E ora, si sono visti strappare via anche quest’ennesima speranza. Errori delle amministrazioni si, ma a rimetterci sono sempre loro: i venditori e gli amanti dei sapori tradizionali.

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Un caos di antenne, fili e condizionatori

Auspicabile una regolamentazione sugli edifici di pregio architettonico

di Giorgio Guidoni

“Pronto?” “Pronto, alla TV non se vedono più i canali” “Da quando?” “Da ieri pomeriggio. Prima se vedeva Primo, Secondo, Terzo, Rete Quattro, Canale Cinque, Italia Uno, La Sette, Otto, Nove…” “Va beh, basta così, non dirne più, ho capito” “Quando vieni ad aggiustarla?” “Ma’, vengo più tardi, nel pomeriggio.” “Bene, grazie tanto, bellodemamma”. Mi fa sempre sorridere quando mi chiama così. Nel pomeriggio arrivo a casa di mia madre, abita al terzo piano di uno dei lotti più belli della Garbatella, prendo le chiavi della terrazza, che si trova al piano subito sopra, salgo su. Due rampe di scale, cento ricordi. La terrazza condominiale è sempre stata uno spazio particolare. Era simbolo e luogo di sole, di aria, di luce, di libertà. Spesso nelle riunioni domenicali tutta la famiglia andava su in terrazza per la foto ricordo, poi si restava a parlare, a respirare un’aria diversa, mentre i bambini scorrazzavano felici in lungo e in largo. Click, clack, apro la porta, l’impatto è immediato e traumatico: una sfilza di antenne e parabole satellitari occupano tutti i pali portanti dei fili per stendere, la vista del panorama è compromessa, bisogna intrufolarsi tra gli spazi liberi per dare un’occhiata ai palazzi adiacenti e anche di fronte lo spettacolo non muta.

Arrivo all’antenna di mia madre e scopro che il suo cavo è stato staccato ed è stato occupato da un altro cavo proveniente dall’appartamento al secondo piano, proprio quello sotto di lei. Per fortuna abbiamo un doppio miscelatore inutilizzato, ricollego il cavo dell’antenna di mia madre e lascio collegato anche il cavo intruso dell’usurpatore. Torno giù da mia madre che, tutta felice, sta nuovamente guardando i suoi programmi preferiti, a ottantacinque anni suonati la televisione è una grande compagnia. Missione compiuta, la saluto, ma prima passerò al secondo piano per le dovute spiegazioni: perché collegare l’antenna del proprio televisore ad un’altra senza nemmeno informarsi e chiedere il permesso? Perché comportarsi in un modo inurbano in questa società così pregna di amore e rispetto per il prossimo? Eccomi di fronte alla porta del condomino del secondo piano, inspiro bene, non conosco chi ci abita, hanno traslocato recentemente. Driiin. Driiin. Non si percepiscono rumori all’interno della casa. Nessuno viene ad aprire. Forse è meglio così, non mi piace discutere, riproverò la prossima volta. Decido di fare una passeggiata per il quartiere e guardare in alto incuriosito dalle antenne. Camminando con il naso all’insù, purtroppo vedo che moltissime palazzine sono deturpate da antenne, parabole satellitari e cavi che scendono direttamente dalla facciata.

Mi torna in mente il tipo del secondo piano, l’usurpatore di antenne altrui. In fondo il suo è stato un tentativo di razionalizzare le antenne sul terrazzo, una sorta di antenna centralizzata in due. Un piccolo passo spontaneo per arrivare a diminuire il numero delle antenne. Ci vorrebbero delle azioni concrete e regolamentate per la centralizzazione delle antenne e la liberazione dei tetti dalle brutture arrugginite e forse anche inutilizzate. Nel 2015 c’era stata a Roma un’ordinanza che elargiva incentivi per quei condomini che investivano nelle antenne centralizzate praticamente finanziando i costi per i nuovi impianti. Purtroppo questa delibera è scaduta a fine 2017 e non è stata più rinnovata. Tra l’atro il problema non è circoscritto alla Garbatella ma è presente in tutta Roma. Provate a spostarvi dal Pincetto al Pincio, dalla scalinata di Carlotta alla scalinata di Trinità dei Monti, da via Caffaro a via Cavour e vedrete che la sostanza non cambia: antenne, parabole, fili che scendono in casa direttamente dalle facciate, split di condizionatori a bella vista. La mia passeggiata volge al termine, sono arrivato a piazza Brin a gustarmi la bella vista e il tramonto. Mi fermo a osservare la prima pietra posata dal Re il 18 febbraio 1920, tra poco compie cento anni. La scritta è in ottimo stato. Entro nel passaggio che porta a via della Garbatella e noto all’interno dell’arco accanto un piccolo graffito sotto lo stucco. Lo libero un po’ dalla polvere, sembra una scritta molto antica. Gratto via i residui e finalmente riesco a leggere, a malapena: “Quant’è bello barocchetto, deturpato tuttavia, chi vuol esser lieto sia, niente antenne sopra il tetto.”

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Com’eravamo: visioni dalla Città Giardino

Un omaggio fotografico nel mese del Centenario

di Ilaria Proietti Mercuri

Buongiorno Garbatella, anche oggi come ti ha dipinta bella il sole. Eppure, cento anni non sono poch, ma te li porti benei. I racconti custoditi in un secolo hanno tracciato piano piano la tua storia, le tue pagine più belle.  Una storia che parte dall’idea della città giardino, passando per la lotta contro il fascismo dei ribelli degli Alberghi Suburbani. Poi generazioni di bambini cresciuti all’oratorio. Quel cinema della domenica che oggi è diventato un teatro e i pullman pieni di turisti pronti a invadere le piazzette e la fontana di Carlotta. Cento anni ci sono voluti per disegnare tutti i tuoi vicoli. Quelle stradine dove non ci cammini ma ti ci imbatti. Quei lotti che consentono ancora oggi ai bambini di giocare a pallone invece che con l’iphone.

Ma vi chiedete mai come siamo arrivati fin qui? Facciamo un piccolo passo indietro, a quel 18 febbraio 1920, giorno in cui viene posta la prima pietra della Garbatella. Era un mercoledì, il cielo azzurro non lasciava spazio neanche ad una nuvola. A Piazza Benedetto Brin c’erano signori vestiti bene e con l’immancabile coppola in testa, madri con in braccio i più piccoli, ragazzi che cercavano di farsi spazio tra marescialli, onorevoli e consiglieri. Alle 10 in punto arrivò lui, re Vittorio Emanuele III. Con i suoi baffi bianchi scese dall’auto tra applausi e bandiere tricolore. Dopo essere salito su un palco ha esaminato il piano del nuovo quartiere. Un progetto nato soprattutto grazie agli architetti Gustavo Giovannoni e  Innocenzo Sabbatini, attento ad attenersi allo stile barocchetto e con l’idea di creare una “città giardino”come quelle inglesi e tedesche. Poco dopo che il re aveva visionato il progetto, arrivò il momento tanto atteso: la posa della prima pietra. Il tutto avvenne sullo sfondo della zampillante fontana recuperata nei magazzini del Comune di Roma. Su quella collina  hanno  cominciato a sorgere i primi lotti, le case dai tetti spioventi, le piazzette con gli archi, le palme, scale e scalette, la contrapposizione tra recinzioni rustiche e i particolari in pietra costruiti minuziosamente.

Sono passati cento anni dall’inizio di questa favola chiamata Garbatella. Eppure, chi vive qui fin da ragazzino se ne sarà accorto no? Certe cose non sono mai cambiate. Tipo quei panni stesi lungo i fili in mezzo ai lotti. O le anziane che giocano a carte su tavoli arroccati proprio vicino a quelle lenzuola al vento. Per non parlare dell’oratorio di San Filippo Neri, che si ostina a tenere quelle altalene arrugginite su cui intere generazioni si sono sfidate e continuano a farlo.

E tutto questo ci ricorda che Garbatella non è un quartiere come gli altri, ma un museo da attraversare in punta di piedi. Un luogo da respirare con dettagli da scoprire e riscoprire. Non so voi, ma io ogni volta mi ci perdo ed è come rinascere.

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la garbatella di ieri e di oggi

Di Gianni RIVOLTA

Ecco, siamo arrivati alla fatidica data del Centenario. Questa occasione speciale ci consente, tra i tanti festeggiamenti, una pausa di riflessione  per chiederci com’è cambiata la Garbatella nel corso del suo primo secolo di vita.

La borgata-giardino Concordia era nata nei primi decenni del Novecento, intorno a piazza Brin, per ospitare gli “artefici del rinascimento economico della Capitale” e cioè gli operai della zona industriale dell’Ostiense, che nei progetti dell’ingegner Paolo Orlando, il suo fondatore, avrebbe dovuto competere con le ciminiere e gli opifici delle città del nord come Milano, Torino e Genova.Ma pochi anni dopo la situazione cambiò radicalmente. Dopo la fatidica marcia su Roma il fascismo di Mussolini prese il potere e l’Ente per lo Sviluppo Marittimo e Industriale di Roma, già nel 1923, fu messo in liquidazione. Svanirono così i sogni avveniristici del suo Presidente.

La zona della Garbatella  consentì, invece, all’Istituto delle Case popolari di edificare immediatamente su terreni periferici e poco costosi le case rapide per gli sfrattati e le prime palazzine. Solo qualche anno più tardi  vennero costruiti gli alberghi suburbani. Gli enormi fabbricati futuristi, che dovevano dare stanze provvisorie ai baraccati e alle famiglie deportate dal centro storico, in seguito agli sventramenti operati dal piccone del Duce. Insomma tra gli anni Venti e primi anni Trenta la Garbatella diventò la risposta alle più urgenti emergenze abitative, che si affacciavano al Governatorato di Roma e il raccoglitore di lavoratori salariati ai livelli più bassi della produzione: facchini dei mercati generali, addetti ai forni delle officine del gas quando questo si estraeva dalla combustione del carbon coke, manovali nell’edilizia, venditori ambulanti, operai delle vetrerie ecc…

Il tessuto sociale, proprio per la contiguità con la zona industriale dell’Ostiense, rimase proletario ed operaio  per altri decenni a venire; anche quando, dopo la Liberazione, i partiti di massa,Democrazia cristiana e Partito comunista, si contesero il consenso popolare sul territorio a suon di tessere, campagne elettorali, manifesti e diffusione della stampa. Entrambe le forze in campo furono  delle vere e proprie agenzie educative, dove germogliarono, tra l’oratorio di Sant’Eurosia e la Villetta di via Passino, intere generazioni di ragazzi e ragazze

Dopo la stagione del centrismo e dei Sindaci democristiani sul libro paga dei palazzinari, gli operai in tuta blu entrarono a testa alta nell’aula Giulio Cesare, i quartieri popolari e i borghetti periferici divennero la linfa della rigenerazione democratica della città e la Garbatella non è stata da meno. Qui, infatti, fin dalle prime elezioni i partiti della sinistra ebbero sempre percentuali superiori alla media cittadina. Negli anni Sessanta e  Settanta, con la scolarizzazione di massa e l’apertura dei licei sul territorio, entrò in campo una nuova schiera di giovani. Gli studenti presero in mano il loro destino diventando protagonisti nella vita sociale e politica. Poi ci fu la grande delusione, il riflusso e  la devastazione dell’eroina. Il crollo del muro di Berlino e i magistrati di “mani pulite” spazzarono via i partiti tradizionali della prima Repubblica e iniziò qualche lustro di berlusconismo . Quello che rimaneva della tradizione comunista, il Pds prima e i Ds poi, insieme a Rifondazione, faticavano a tenere insieme un blocco sociale e culturale che faceva i conti con le televisioni commerciali, l’entrata in campo della rivoluzione informatica, il lavoro virtuale , le crisi industriali, le delocalizzazioni, il mercato globale.

La Garbatella in quegli anni si doveva misurare con  grossi mutamenti, che avrebbero potuto  cambiare pelle all’intero quartiere. A metà degli anni Ottanta l’ex Istituto delle case popolari cominciò un programma di vendita  di 10 mila alloggi agli inquilini, che via via divennero proprietari.

Qualche anno più tardi,  recuperando le aree industriali degradate o abbandonate del quadrante Ostiense-San Paolo-Marconi, fu istituita l’Università Roma Tre; ai suoi confini si è trasferito il gruppo Repubblica –Espresso e  nell’ex Terminal dell’Ostiense ha aperto il mega-store del food di qualità Eataly. Una profonda crisi economica e un esodo biblico di immigrati invadeva intanto Roma e le grandi città del nostro Paese.  Altri rioni come Trastevere, Testaccio, San Lorenzo, con lo stesso  passato storico e popolare, sono stati investiti e trasformati dallo tsunami dei  brand nazionali e internazionali, da fenomeni di gentrificazione ( aumento degli affitti, insediamento di ceti sociali abbienti, anonimato commerciale).

Garbatella  non è stata stravolta dai cambiamenti, si è difesa. Lo ha potuto fare per la sua particolare struttura urbanistica e per un intelligente intervento delle istituzioni pubbliche ( Regione, Comune, Municipio VIII, Ater e Università Roma Tre). E’ riuscita a resistere senza  rinunciare al suo carattere genuino e combattivo, a riqualificare spazi pubblici, a non chiudersi nel provincialismo o cedere al folclore di bassa lega. Grazie a una caparbia squadra di giovani amministratori locali e a una diffusa rete associativa che si è rinnovata nel tempo , ancora oggi rimane  uno dei quartieri più belli e accoglienti di Roma, dove ognuno vorrebbe venire ad abitare.

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CLANDESTINE, L’ALTRA ITALIA DELL’ARTE

IL FILM DOCUMENTARIO REALIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE CONTROCHIAVE

Di Paola BORGHESI

Nonostante siano trascor­si oltre 70 anni dalla data della prima vera emancipazione delle donne, il diritto al voto (era il 1946), tanti ancora sono i condizio­namenti che in modi e misure diverse il genere femminile si trova a subire nell’espressione delle sue capacità. A tutt’oggi si può dire che per lo più le donne sono costrette ancora ad agire da “clandestine” nella vita di tutti i giorni, per arri­vare quasi in incognito a far valere la loro creatività.

Il progetto “Clandestine” di Ma­ria Pia Orlandini (Making of), realizzato dall’Associazione Controchiave, si propone “di renderne visibili idee e talenti per offrire alle nuove genera­zioni esempi di passione e de­terminazione, per esaltare l’identità di genere attraverso la creatività, costruendo cer­tezze e valori che facciano muro contro la violenza.

Il Progetto è rivolto a ragazze e ragazzi delle Scuole Superiori e delle Università, per stimo­lare in particolare la produ­zione culturale delle donne come antidoto alla discrimi­nazione e si concretizza nella realizzazione non solo di un film documentario, ma anche di mostre e di laboratori di­dattici sulla creatività, nelle Scuole e Università.

Il film documentario dal titolo Clandestine, l’altra Italia del­l’arte, della durata di 60 mi­nuti, offre le esperienze di otto donne impegnate nel cam­po della cultura e dell’arte e ne racconta, con il linguaggio del quotidiano, passioni, dif­ficoltà, ambizioni, traguardi e sconfitte.

“Clandestine è un film su una meravigliosa in­visibilità”, come sottolinea Ma­ria Paola Orlandini, la idea­trice del progetto. Racconta di storie di dimensioni al fem­minile, storie che sono spesso trascurate, ma che costitui­scono quell’embrione di socia­lità che oggi siamo chiamati a rivalorizzare. Il film resti­tuisce piena cittadinanza a tutte quelle apparenti forme di clandestinità femminile, che troppo spesso pervadono le nostre dinamiche sociali.

Il film è stato presentato a palazzo Madama il 21 gennaio 2020, raccogliendo il favore della Senatrice Fedeli, della Vice Presidente del Senato Rossomando, della Ministra per le pari opportunità e la famiglia Bonetti, della Vice Ministra dell’Istruzione Asca­ni, della Sottosegretaria al ministero Beni e attività cul­turali Bonaccorsi e di tutti coloro che hanno assistito al­l’evento.

Un grazie da tutte le figure Istituzionali è stato indirizzato all’unico uomo pre­sente al tavolo, Guido Rossi, Presidente dell’Associazione Controchiave, che ha realiz­zato il progetto ed è interve­nuto per spiegarne l’articola­zione.

Presto il film sarà di­vulgato nelle Scuole Secon­darie e nelle Università, dove verranno altresì realizzate mostre di opere delle prota­goniste e della documentazio­ne fotografica e della loro at­tività artistica. Infine, a com­pletamento del progetto, l’As­sociazione Controchiave ge­stirà la realizzazione di “Ate­liers di parità sentimentale” in cui, una squadra composta da tre operatori, tra i quali una psicologa, lavorerà con ragazze e ragazzi per utiliz­zare i linguaggi di musica, teatro e movimento nel rico­noscimento e la sensibilizza­zione della parità di genere.

Un primo laboratorio si è già tenuto presso l’Istituto Con­falonieri De Chirico (zona S. Paolo), con grande coinvolgi­mento non solo dei ragazzi che hanno partecipato al pro­getto, ma anche di tutti gli studenti dell’Istituto che han­no visitato la mostra e potuto vedere il film.

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degrado e abbandono alla stazione ostiense

FUORI USO DA ANNI SCALE MOBILI, TAPIS-ROULANT E ASCENSORI

di Stefano BAIOCCHI

“Impianto fermo per manutenzione, ci scusiamo per il momentaneo disagio”.

Recita così, il cartello appeso a ridosso di una scala mobile. Una delle tante, che aiutano i passeggeri – o perlomeno dovrebbero farlo — a spostarsi con comodità nei meandri della Stazione Ostiense. Si dice spesso che il terminal ferroviario di una città sia un po’ come un biglietto da visita. Lo stato di salute della Stazione Ostiense, anzi di Roma Ostiense, non è che raffiguri al meglio la Città Eterna; anzi, potremmo dire che rappresenta in parte lo stato di attuale degrado della Capitale.

Edificata in occasione della visita di Hitler a Mussolini nel 1938, e inaugurata ufficialmente il 28 ottobre del 1940, il complesso della Stazione è andato incontro a diverse ristrutturazioni (la più evidente fu quella legata ai Mondiali del 1990) e ad alcuni interventi che però non ne hanno intaccata la struttura originaria. Le ultime novità hanno visto nel 2010 il definitivo trasferimento a Roma Termini da parte di Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori, e nel 2012 l’arrivo – in quello che trent’anni fa doveva essere l’Air Terminal – di Eataly e poi di Ikea.

La scala mobile che da Via Pellegrino Matteucci e dal Piazzale 12 ottobre 1492 consente l’accesso in Stazione, è ferma da almeno due anni, per manutenzione dice naturalmente il cartello. Talvolta anche l’ascensore attiguo è fuori servizio, ciò comporta che per una persona con disabilità è letteralmente impossibile prendere il treno.

E succede talvolta che sia fuori servizio — oltre all’ascensore — anche la scala mobile che permette la salita verso Via Pellegrino Matteucci. Allora se si ha una valigia al seguito, cosa tutt’altro che improbabile quando si viaggia in treno, sono dolori. Gli ascensori che dal sotterraneo conducono ai marciapiedi dei binari sono tutti perfettamente funzionanti, mentre da diversi mesi, entrambe le scale mobili che consentono l’accesso ai binari 14 e 15 sono fuori servizio ed è necessario usare la scala a gradini o l’ascensore. Delle quattro scale mobili che invece collegano il sotterraneo al primo binario, ne funzionano soltanto due, una per la discesa e una per la salita.

Al 6 febbraio dei quattro tapis- roulant ne funzionava uno soltanto; il primo di destra, quello che conduce verso la fermata Piramide della metro linea B, è fuori uso da almeno due anni. Alcuni passeggeri ci hanno riferito che a memoria non ricordano l’ultima volta che l’hanno visto in funzione.

L’accesso alla metropolitana non sempre è sorvegliato, tanto che non è così infrequente notare quante persone accedano alla fermata, o si rechino alla Roma Lido, scavalcando il tornello. Il gabbiotto dell’Atac, nonostante che all’interno ci sia un monitor acceso, è deserto (ci siamo passati sei volte davanti nell’arco di otto ore) mentre delle due biglietterie automatiche ne funziona una soltanto. Su una di queste qualcuno ha lasciato un foglietto di carta appiccicato con lo scotch in cui con una biro è stato scritto “Fuori servizio, out of order”… Un inno alla sciatteria.

Di fianco, mette tristezza anche l’edicola dismessa nelle cui vetrine polverose emergono un paio di Playboy e alcune riviste della Lazio nella cui copertina spicca Vladimir Pektovič. L’unica sorveglianza che abbiamo notato è composta da un carabiniere e da un terzetto di militari dell’esercito, con dei fucili mitragliatori in evidenza, che sosta in prossimità della zona ristoro, all’imbocco del tunnel che porta alla metropolitana.

Una buona notizia è stata la pulitura completa dell’uscita di sicurezza che dalla metropolitana consente lo sbocco su Piazzale dei Partigiani, bonificata da sudiciume, bottiglie e siringhe. Dovrebbe essere però un’uscita di sicurezza, come recita l’insegna di colore rosso, e quindi essere utilizzata in caso di estrema necessità, tuttavia le porte spalancate ne suggeriscono un diverso impiego. A nostro avviso è migliorata sensibilmente anche la situazione generale della pulizia dei marciapiedi e delle aree interne della Stazione, mentre sono in fase di ultimazione i lavori sul Piazzale dei Partigiani dove sono state rimosse di recente le impalcature.

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Ancora strascichi sul servizio mense scolastiche

Presentato al Commissariato un esposto dei genitori della scuola Alonzi

di Francesca VITALIANI

A distanza di un mese rimane alta l’attenzione sulle mense scolastiche a Garbatella. Grazie all’impegno dei genitori della scuola primaria “A. Alonzi”, è stato presentato a fine gennaio al Commissariato di Polizia “C. Colombo” un esposto per disporre gli opportuni accertamenti sui fatti del 7 gennaio scorso. Cosa sia successo quel giorno è cosa ben nota: l’avvio del nuovo servizio di ristorazione scolastica comunale ha lasciato 1000 bambini dell’VIII Municipio, metà degli studenti dei plessi scolastici del territorio, senza cibo. Non meglio è andato negli altri quartieri romani.

Eppure il comunicato stampa diramato dallo stesso Comune di Roma sull’inizio del nuovo appalto della refezione scolastica sosteneva che “ l’Amministrazione ha garantito e tutelato la qualità del servizio e i livelli occupazionali per i lavoratori. Il dialogo tra Amministrazione e aziende aggiudicatarie ha portato alla sottoscrizione dell’impegno, da parte delle aziende, di assicurare la continuità dei rapporti di lavoro, le mansioni e i parametri orari nei confronti dei dipendenti interessati che erano impiegati nei servizi del precedente appalto […]”.

Un dialogo non così efficace, tant’è che a farne le spese sono stati i bambini. In particolare, nella scuola di Via Valignano, come si legge nell’esposto, nella tarda mattinata “iniziavano a circolare, in maniera del tutto frammentaria ed informale attraverso WhatsApp, messaggi e notizie circa un non meglio specificato “disguido” del Comune di Roma. Il pasto previsto per la merenda del mattino delle ore 10.20 non era pervenuto a destinazione e, per il pranzo a seguire, sarebbero stati serviti cibi freddi all’intera scuola.

La giustificazione addotta sarebbe stata quello di uno sciopero indetto in data 20 dicembre e previsto per le giornate del 7 e 8 gennaio 2020. L’astensione dal lavoro, però, risultava già essere revocata dalle sigle sindacali l’ultimo dell’anno a seguito di accordi tra società di ristorazione e sindacati. Intorno alle ore 12.30 iniziavano a circolare ulteriori notizie tra genitori, sempre tramite canali ufficiosi: nemmeno il pranzo, costituito da cestini con panini, era stato consegnato all’interno della scuola Alonzi”.

Bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni sono stati dunque tenuti a digiuno totale dalla colazione fatta a casa per un tempo che superava ampiamente gli intervalli consentiti, anche perché, da regolamento, non è in alcun modo possibile introdurre cibo all’interno della scuola da singoli privati. Una situazione lasciata allo sbando e risolta solo con l’intervento tempestivo dei genitori, che hanno dovuto prelevare i propri figli prima dell’abituale uscita delle 16.30.

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L’opera di padre Guido in un cortometraggio

Il filmato di Edoardo Valeriani verrà proiettata l’8 marzo al teatro di piazza Vallauri

Di Giancarlo Proietti

Il posto di un  prete è ovunque: tra la gente, a scuola, per strada, all’oratorio.

E lui era così. Padre Guido, chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo sa, è stato accanto ad intere generazioni. I ragazzini della Garbatella, alcuni ormai padri di quei figli anche loro cresciuti con lui, porteranno sempre con sè qualche ricordo di quel prete straordinario. A volte però i ricordi non bastano. Sono come pagine di un libro di cui gli altri possono solo leggere il titolo. Come fare allora per condividere veramente quei racconti?

Un’idea l’ha avuta Edoardo Valeriani. Ventotto anni, cresciuto all’oratorio di San Filippo Neri, con alle spalle un’esperienza teatrale da attore. Dopo aver frequentato un corso di recitazione e regia presso l’accademia Cinematografica “Professione artista” ha voluto mettere a disposizione questa sua esperienza professionale per ricordare Padre Guido.

Con l’aiuto della comunità parrocchiale e l’istituto Cesare Baronio ha pensato di realizzare un cortometraggio, che ripercorre le tappe più importanti della vita di padre Guido. Il filmato, dal titolo “Padre nostro che sei tra noi”, sarà proiettato al teatro Vincenzo Altamura di Piazza Vallauri domenica 8 marzo alle ore 17,00.

Padre Guido sarà interpretato dallo stesso Edoardo. Il giovane regista, nato e cresciuto alla Garbatella, ci ha raccontato di aver studiato e letto i diari, le lettere e la corrispondenza tra il religioso e sua madre nei primi anni del sacerdozio e come tutto ciò lo abbia aiutato ad interpretarne la figura. Il filmato è stato girato in bianco e nero, proprio per evidenziare il ricordo e la memoria.

L’obiettivo di questo lavoro, sia per il regista ma anche per i sacerdoti della parrocchia, è quello di tenere alto il ricordo e l’insegnamento soprattutto per le nuove generazioni, che poco hanno conosciuto l’enorme lavoro svolto dal sacerdote  per la sua comunità.

Gli attori di questo cortometraggio oltre a Edoardo, saranno i ragazzi dell’oratorio e gli alunni della scuola  Cesare Baronio. Le musiche sono di Renato Di Benedetto, anch’egli nato e cresciuto alla Garbatella.

Quindi appuntamento per tutti l’8 marzo. Una data casuale? Forse no, se ricordiamo bene è proprio il giorno del compleanno di Padre Guido.

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Riapre la storica edicola di piazza B. Romano

Dopo due anni di chiusura riprende l’attività del vecchio chiosco di giornali

Di Stefano Baiocchi

Flavio si alza all’alba e tutti i giorni apre la sua edicola alle 6 e mezza in punto.

Lo storico chiosco di Piazza Bartolomeo Romano – dopo due anni di oblio – ha una nuova vita grazie a lui, uno dei pochi coraggiosi che ha fatto il percorso al contrario.

Negli ultimi quindici anni in Italia, infatti, la metà delle edicole ha chiuso i battenti; al momento su tutto il territorio nazionale resistono 42mila esercizi, mentre almeno la metà di questi si trova in difficoltà. L’Ottavo Municipio rispecchia l’andamento del Paese con una costante e inesorabile chiusura di diverse edicole. È un problema sociale, ma soprattutto culturale perché dove non c’è più un chiosco, non si vendono più giornali e ciò significa che non si legge e che quelle copie perse non si recuperano più.

Se vent’anni fa possedere un’edicola significava avere una vecchiaia assicurata, oggi, quella di mettersi a vendere i giornali è quasi un’impresa titanica, considerando la crisi della carta e soprattutto la diffusione di tablet, smartphone e computer.
Tuttavia una piccola speranza, soprattutto alla Garbatella, c’è. Perché nel quartiere c’è ancora chi ama leggere il giornale di carta e lo fa tradizionalmente, acquistandolo dall’edicolante di fiducia, sfogliandolo sulla poltrona di casa o al tavolino del bar.

“In pochi giorni ci si sente subito a casa, l’edicola è un punto di riferimento per i cittadini di Garbatella”, dice Flavio. “Il quotidiano più venduto è la Repubblica, che stacca di netto il Messaggero e il Corriere dello Sport; poi vengono le riviste di vario genere, soprattutto quelle di gossip o quelle che trattano argomenti specifici”.

Da moltissimi anni i chioschi dei giornali per arrotondare vendono altro, dai giochi per i bambini ai biglietti per il tram, alle figurine. Niente più riviste porno, per quello c’è internet che è più discreta, naturalmente non si vendono più DVD o CD (quello purtroppo nemmeno nei negozi specifici). Di libri neanche a parlarne.
Dopo pochi giorni dall’apertura è impossibile fare un bilancio, tantomeno una previsione, ma l’andamento di questi primi giorni è incoraggiante; questa è un’edicola storica – continua Flavio – e te ne rendi conto quando i cittadini, oltre a chiederti il giornale o la rivista, sorridono e ti fanno i complimenti chiedendoti al tempo stesso se hai in vendita il libro 100 anni di Garbatella… a proposito, potrebbe farmene avere una decina di copie?”.

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Tour della solidarietà alla Garbatella tra arte di strada e luoghi incantati

L’iniziativa dell’associazionie Muri Sicuri prevista per il 7 e 8 marzo 

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Ancora una volta, di fronte a terremoti e paesi che franano, c’è per fortuna chi non si tira indietro e come può ci mette un rimedio, anzi, addirittura un muro. Il 7 e 8 Marzo arriva infatti la IV edizione della manifestazione Muri Sicuri. L’iniziativa che organizza itinerari  turistici e poi devolve l’intero ricavato a quei paesi, che sono stati distrutti nel terremoto del 2009.

Quest’anno a ospitare il progetto sarò proprio la Garbatella. In occasione del centenario, infatti, il 7 e 8 Marzo dalle ore 10:00 alle ore 17:00  cento guide professioniste si trasformeranno in ambasciatori dell’anima più originale e creativa della città, conducendo il pubblico alla scoperta dell’arte di strada e soprattutto della storia del quartiere Garbatella. Il ricavato andrà a Prato d’Ansidonia, frazione dell’Aquila. Il tutto reso possibile anche grazie alla partecipazione dell’VIII Municipio e di Palazzo Merulana.

Muri Sicuri vuole ricordarci ancora una volta l’importanza della solidarietà nei confronti di chi ha perso ogni cosa, sia in termini personali che di patrimonio artistico. Gli anni precedenti sono già stati raccolti 5.780 euro nella prima edizione, 10.700 durante la seconda e 13.745 nella terza. Be’ per la quarta, si spera ancora di più.

Lo spirito della manifestazione è quello di dipingere un muro, per curarne cento. Tra i protagonisti dell’evento  infatti non possono mancare loro, gli artisti.

Luis Gomez de Teran, nato a Caracas nell’80, dopo aver dipinto i muri di varie città europee e non solo,  ha deciso di venire a Roma. La particolarità delle sue opere sta nel buio, perché come dice lui, di notte tutto è più bello che di giorno. Una passione che si porta dietro fin da piccolo, quando le feste e i passatempi degli altri coetanei lo annoiavano, l’emozione dei graffiti gli dava tutt’altro che noia.

Altro personaggio è Diamond, romano nato nel ’77.  Diamond è infatti già conosciuto nel quartiere Tor Marancia. Tra i murales di Shangai c’è una delle sue opere in stile art decò, che cita Hic Shunt Adamantes (qui ci sono i diamanti). Una frase che ricorda non solo il suo nome ma anche il brillare del murales al sole. Diamond, come molti altri artisti, era partito dalla totale illegalità dei suoi murales fino a rendere il suo modo di esprimersi un vero e proprio mestiere.

Infine Flavio Carbonaro, in arte Solo. Classe ’82 è un artista romano amante della Pop Art. I suoi murales raffigurano principalmente supereroi, che non lasciano dubbi sul tipo di battaglie contro cui vuole combattere l’artista. Per citarne uno, il murales della Wonder Woman incinta che si trova a Primavalle. Quale modo migliore di rappresentare la forza delle ragazze madri che crescono i loro figli?

Insomma, gli artisti ci sono, le visite sono pronte, e quindi? Mancate solo voi, che per prenotarvi basta un click sul sito www.murisicuri.it o mandare una mail a murisicuri@gmail.com.

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addio nonna rina

Con lei scompare una delle memorie della razzia del ghetto ebraico, quel tragico 16 ottobre 1943

di Fabrizio Mastrantonio

Se n’è andata in punta di piedi, discreta e riservata come aveva sempre vissuto Onorina Ferrari, per tutti Rina, la mattina dello scorso 14 dicembre all’età di 96 anni.

Era una delle ultime testimoni di una Garbatella vissuta per oltre mezzo secolo fin dagli anni ’50 in viale Massaia, dove abitava.

Se n’è andata una che con l’ago ci sapeva fare, che aveva vestito principi e borghesi, ma che metteva più spesso e volentieri a disposizione le sue capacità per quelli che non se lo potevano permettere.

Con lei scompare anche un’altra memoria storica di Roma città aperta e del rastrellamento del 16 ottobre 1943 degli ebrei del Ghetto dove Rina aveva vissuto tutta la sua giovinezza, in piazza Mattei,  a pochi metri da quella via della Reginella nella quale abitava Settimia Spizzichino, una delle poche donne sopravvissute alla Shoah romana,  con cui si era inaspettatamente ritrovata alla fine degli anni ’90 in casa di una comune conoscente e per la quale aveva gioito quando le avevano intestato il nuovo ponte sulla ferrovia.

Bene conosceva Rina anche la signorina Adele Ascarelli, artigiana che cuciva cappelli,  della quale oggi resta a ricordo una pietra di inciampo davanti al palazzo dove entrambe abitavano; e accorato era il ricordo del suo tentativo di nasconderla, fallito perché Adele si era ostinata a non abbandonare il suo anziano e malato padre, che invece fu ignorato dai militari tedeschi.

Da qualche anno Rina lasciava meno spesso la sua abitazione per via di una cecità che, progressivamente, l’aveva menomata ma alla quale caparbiamente non si arrendeva, sforzandosi di mantenere la sua autonomia e la sua dignità con la salda volontà di non essere di peso a nessuno. Ed è così che ci piace ricordarla: curata e profumata, fuori dagli asili e dalle scuole del quartiere a prendere figli e nipoti, a raccontare la vita vissuta con intensità e passione, a porgere detti popolari e buoni consigli a chi le si rivolgeva con fiducia e a preparare le mitiche polpette di nonna Rina.

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Il noto festival culturale viterbese si trasferirà al Pincetto il prossimo settembre

“Caffeina” a Garbatella

Si arricchisce sempre di più il programma di eventi per l’anno del centenario della Garbatella. L’ultimo arrivato è il festival culturale “Caffeina”, che si terrà a Garbatella tra il 17 e il 20 settembre 2020 a Piazza Benedetto Brin, dove ha avuto origine la borgata Giardino Concordia. Lo hanno annunciato qualche giorno fa il minisindaco dell’VIII municipio, Amedeo Ciaccheri, con l’assessore alla cultura Francesca Vetrugno insieme a Filippo Rossi direttore artistico del Festival viterbese.

“Dopo l’Emporio letterario di Pienza (Siena) Caffeina a Garbatella sarà Caffeina a Garbatella, non uno spin-off di altri eventi. Pensiamo a un’identità nuova, a una nuova storia con nuova visibilità. Credo che questo connubio potrà diventare un grande festival nazionale”, ha aggiunto Rossi.

 “Qui a Garbatella- ha detto Ciaccheri- ci sentiamo eredi di una grande storia, ma per esserlo realmente è necessario essere eretici. Questo centenario è un’occasione per dare una diversa possibilità alla città di Roma e Caffeina è una delle iniziative più importanti che ospiteremo”. (g.r)

caffeina alla Garbatella
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Lanciato in una conferenza stampa a Moby Dick il programma dell’Ater per il Centenario di Garbatella

Ater: al via il restyling nei lotti 14,15,19 e 27/C, manutenzione del verde e mobilità elettrica

di Daniele Ranieri

L’Ater entra in campo per il Centenario di Garbatella. E lo fa con un ricco elenco di iniziative.

A  illustrarle, nel corso di una affollata conferenza stampa a Moby Dick,  è stato il giovane manager Andrea  Napoletano, ex Segretario Generale del  Mise e ora Presidente dell’Ater,  ex Istituto Autonomo Case Popolari. L’Istituto che è stato determinante per la costruzione del quartiere. Vicino a lui i rappresentanti degli altri Enti determinanti per la programmazione e il sostegno economico ai progetti. Innanzitutto  il Municipio VIII, con il Presidente Amedeo Ciaccheri, poi la Regione Lazio, presente ai massimi livelli con il Presidente Zingaretti e l’Assessore alla Politiche abitative Massimiliano Valeriani e infine, il Dipartimento Urbanistica dell’Università di Roma Tre, rappresentato dalla Prof. ssa Francesca  Romana Stabile. Totalmente e immotivatamente  assente il  Comune di Roma.

Si è iniziato presentando il  Logo del Centenario: un cuore rosso con impressa la sagoma del Ponte Spizzichino. Un logo che rappresenta il cuore del quartiere, sede della forza della sua storia e della passione dei suoi abitanti, attraversato oggi da una modernità che guarda al futuro.

Il progetto è dunque quello di rivivere con la passione di sempre il presente e ridisegnare un futuro all’altezza della storia. Tutto, naturalmente, prenderà il via il 18 Febbraio prossimo con i bandi per rimettere a nuovo una parte di Garbatella, in particolare si spenderà quasi un milione di euro per i rifacimenti di coperture e facciate di alcuni Lotti ( Lotto 14 di via Vettor Fausto, Lotto 15 via Edgardo Ferrati 1, Lotto 19 via G. B. Magnaghi, Lotto 27/c via Rocca da Cesinale 9), quindi si passerà alla manutenzione straordinaria delle tante oasi verdi del quartiere e degli alberi. Infine si provvederà alla riapertura di 30 locali oggi chiusi e abbandonati, che verranno messi a bando.

Oltre alla manutenzione del presente per garantirgli una vita futura, c’è la conoscenza del passato. A questo penserà una mostra con l’esposizione della documentazione dell’Ater per la costruzione del quartiere e la presentazione di un percorso tra le strade della Garbatella. Un modo per farla conoscere. La guida del percorso sarà un Portale on line e una App virtuale, che permetteranno di seguire un tracciato contraddistinto anche da targhe esplicative. Conferenze tematiche ed estratti di  filmati dell’Archivio Luce completeranno il quadro.

Da sottolineare la pubblicazione di un quaderno per ogni Lotto a cura del Dipartimento di Architettura,  che ha coinvolto oltre 100 studenti  e  la presenza dell’artista romano Pietro Ruffo. Artista anch’egli giovanissimo, vincitore del Premio Cairo e del Premio New York, che ha già all’attivo diverse mostre personali e collettive ospitate in musei e fondazioni. Ruffo ha mostrato in anteprima  un bozzetto dell’opera da lui realizzata per l’occasione con i volti e le parole dei giovani incontrati nel quartiere.

Quanto al futuro si intraprenderanno due strade. Una artistica con una bando per giovani artisti per l’assegnazione di spazi in cui mostreranno le loro opere in una sorte di Notte Bianca e con  la destinazione di una intera parete di un fabbricato Ater per la pittura di un murales. L’altra strada è attenta alla salvaguardia della salute e dell’ambiente urbano.  Verranno messe a disposizione auto elettriche per gli spostamenti  degli inquilini Ater in Car Sharing. Per utilizzare le auto verranno istallate nelle strade alcune colonnine per la ricarica. Si tratta di una tra le prime sperimentazioni in Italia di efficientamento energetico condominiale .

Ma non è finita qui. Sono allo studio, ha detto il Presidente Ciaccheri,  molti altri eventi che renderanno il centenario indimenticabile. Tanti auguri Garbatella.

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Il presepe meccanizzato di Nonno Dante, artigiano di 92 anni originario della Garbatella, in esposizione all’Internazionale

ROMA, 19 DIC  – Un’icona del Natale e dell’ingegno artistico per l’intero quartiere romano della Garbatella, il presepe meccanizzato di Nonno Dante è per la prima volta in esposizione presso un’università.

Dante Pica, artigiano novantaduenne originario della Garbatella, ha progettato e realizzato nel corso degli anni un industrioso presepe di oltre 200 statuine intagliate a mano. Ogni statua rappresenta un mestiere, dal falegname al fornaio, dal benzinaio al gommista, senza dimenticare le ironiche rappresentazioni del cassaintegrato o del marito traditore. Un’installazione originale che per anni ha affascinato bambini e adulti della Garbatella, e che ha corso il rischio di non trovare una casa abbastanza spaziosa per questo Natale.

L’Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT, con sede al civico 139 di via delle Sette Chiese, ha colto l’opportunità per ospitare Nonno Dante ed il suo presepe, confermando il nobile impegno di valorizzare il quartiere, avvicinando gli studenti a questa mirabile opera di creatività senza tempo. Perché anche in un’università internazionale c’è spazio per un presepe che raffigura l’anima di un quartiere.

Dante Pica
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A Garbatella la Forza sia con te con Zuppa di Yoda e crumble al vino rosso di Naboo

Anche tra i fornelli sale la febbre di Star Wars. Garbatella è la prima a lanciare  in cucina  i festeggiamenti per l’uscita dell’ultimo capitolo dell’universo fantastico creato da George Lucas nel lontano 1977, “L’ascesa di Skywalker”  distribuito da stasera nelle sale cinematografiche italiane.

Ristoro degli ANGELI

Al Ristoro degli angeli, lo storico ristorante dell’ostessa dai capelli verdi, sono state servite alla vigilia dell’evento mondiale pietanze speciali ispirate alla saga stellare.

Per celebrare, infatti, il gran finale di 40 anni vissuti dai fan nell’iconica galassia lontana lontana,  i protagonisti degli ultimi tre episodi, Kylo Ren e Rey, interpretati dai noti cosplayer romani Desirè Tirolo e Valentino Notari, hanno offerto agli ospiti e ai passanti di piazza Bartolomeo Romano, nel cuore pulsante della Garbatella, un aperitivo ispirato al lato oscuro e al lato chiaro della Forza e poi nel menù la famosa Zuppa del Maestro Yoda a base di radici  e il Crumble di pere al vino rosso di Naboo.

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Le figurine sono in vendita a Controchiave, alla Villetta e a Casetta rossa

Un album di donne da collezionare

di Anna Bredice

“All’attacco, storie da collezionare”. Si chiama così questo album di figurine. Ve li ricordate gli album da ritirare in edicola, con già due pacchetti di figurine inclusi? Questa volta non si tratta di calciatori, ma di donne.

Donne, adulte e ragazze, che hanno fatto la storia, vissute tanto tempo fa oppure contemporanee. Un’iniziativa organizzata dal collettivo “Una volta per tutte” che si propone con una campagna di crowdfunding di sostenere la casa delle donne “Lucha y siesta”, un luogo dove hanno trovato ospitalità molte donne fuggite alla violenza, ma che purtroppo rischia la chiusura, perché l’Atac che ne è proprietaria lo vuole alienare. L’album è molto valido artisticamente, perché a prestare la matita per raffigurare queste storie femminili da collezionare sono stati chiamati alcuni tra i più importanti disegnatori, da Makkox a Biani, da Marta Baroni a Rita Petruccioli.

Dentro ci sono tanti riquadri da riempire con le figurine, donne rappresentate da disegni molto belli e una descrizione della loro storia: la numero 18 è la combattiva Ilaria Cucchi, la 22 ad esempio è la comandante Ramona dell’Ezln, poi ci sono alcune partigiane e le contemporanee Greta Thunberg e Carola Rackete. Ma ce ne sono tante altre. Il primo giorno di diffusione dell’album è stato durante la manifestazione a Roma contro la violenza sulle donne. Da allora in poi album e figurine si trovano in diversi posti  del  Municipio e anche altrove.

E lo scambio di figurine da andare a cercare in questi luoghi diventa un’occasione per conoscersi, parlare delle figure cercate e nello stesso tempo creare una rete “solidale con le donne” sul territorio. Un punto di riferimento, insomma, per la raccolta ma anche per fare rete. I luoghi dove trovare l’album “All’attacco”, nel nostro municipio sono: Associazione culturale controchiave, la Casetta Rossa, la Villetta, la libreria Eco di fata e la libreria Nuova Europa ai Granai, oltre che la casa Lucha y siesta, che si trova in via Lucio Sestio, 10.

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Al suo posto Michela Cicculli, presidente della consulta femminile

Claudio Marotta lascia la Giunta municipale

di Anna Bredice

Movimenti sulla scacchiera del Municipio.C’è chi va e chi viene. Dalla Giunta esce Claudio Marotta, il collaudato assessore alla cultura e al suo posto subentra l’ex presidente della consulta femminile  Michela Cicculli. Anche le deleghe subiscono un rimpasto. La cultura passa a Francesca Vetrugno, già assessora alle politiche educative e coordinatrice delle iniziative sul Centenario, mentre le politiche giovanili, di genere e di bilancio sono state affidate alla new entry. “Ho lasciato la giunta di Amedeo Ciaccheri- ha dichiarato Marotta-, per  seguire  nuovi percorsi politici e professionali, ma resto abitante del municipio e continuerò il mio impegno come militante nel territorio”.

 Si può fare un bilancio di questo passaggio, a pochi mesi dall’inizio di un anno cruciale per Garbatella, quello del suo centenario, dove ci saranno molti occhi, anche dall’estero, puntati sulla sua storia, urbanistica e sociale. Un bilancio che a sentire i diretti protagonisti è molto positivo, soprattutto per ciò che si è messo in cantiere per i prossimi tre anni a livello culturale, sociale e di investimenti nel patrimonio pubblico. E’ soddisfatto Claudio Marotta, soprattutto per il progetto di creazione di un grande polo culturale nel Municipio, in collaborazione con Biblioteche di Roma. “Dopo Moby Dick- racconta- aprirà tra poco un centro culturale alla Montagnola, utilizzando l’auditorium situato nella nostra sede di via Benedetto Croce, una grande sala, dove accanto agli scaffali dei libri ci sarà anche una biblioteca mediateca e luoghi per incontri e seminari”. Ma non è tutto, perché “l’altro risultato raggiunto- dice Marotta- è quello di creare una Biblioteca comunale su oltre 500 metri quadrati di immobili recuperati all’uso pubblico in via Costantino, nel quartiere San Paolo”. Si avrà così una omogenea offerta di spazi culturali in un territorio molto vasto, come il Municipio VIII. Dal punto di vista del Bilancio e del Patrimonio, l’ex assessore appare appagato perché “sono migliorate le performance dei nostri funzionari nel recupero delle entrate così da poter investire risorse in opere e investimenti, come ad esempio la zona di Piazza dei Navigatori, con un piano triennale che punta al recupero di spazi non utilizzati per la città”. Il Municipio ha cercato di farcela con le proprie risorse, senza indebitamenti, “abbiamo fatto tutto con le risorse in bilancio, di più non abbiamo avuto, si rammarica Marotta, abbiamo chiesto più soldi per adeguare la normativa antiincendio delle scuole con operazioni strutturali importanti, ma il Comune non ha voluto sentire ragioni. Rimane la necessità di pensare ad un maggiore decentramento amministrativo”.

Grandi progetti per la neo assessora Michela Cicculli, che non è per nulla nuova a queste tematiche. “Vengo dall’impegno come presidente della Consulta femminile dell’ottavo municipio, che avevamo ricostituito dopo anni di silenzio lo scorso dicembre, con un lavoro insieme alle associazioni che si occupano della violenza contro le donne sul territorio, dal Casale Rosa, agli sportelli in Municipio dedicati a questo problema”. Il progetto a cui vuole dedicarsi è la creazione di una rete il più trasversale possibile per combattere il fenomeno della violenza di genere, “una rete- spiega- che deve vedere la partecipazione di soggetti in ambiti diversi, dalla cultura, all’educazione, ma anche il commercio perché le donne che escono da situazioni di violenza domestica possano trovare più facilmente un lavoro, obiettivo fondamentale per la loro autonomia. Il percorso lavorativo  può diventare meno faticoso se c’è una collaborazione tra pubblico e privato”. Politiche di genere e giovanili si tengono insieme, perché la cultura del rispetto, della parità e delle uguali opportunità si apprende a scuola: “C’è l’idea – aggiunge l’assessora Cicculli – di organizzare nelle scuole degli incontri su questi temi, un percorso di sensibilizzazione dove il tema della violenza contro le donne si inserisce in un sistema più complesso delle differenze tra ragazzi e ragazze, dove le aspettative e le opportunità poi non si realizzano in maniera uguale”. E poi, altro obiettivo della neo assessora è quello di inserire in questo progetto anche la fascia più anziana dei cittadini, piuttosto numerosa nel Municipio: “L’idea – chiarisce – è di aprire un confronto tra generazioni, dove quelle più grandi spieghino il valore e la storia dell’emancipazione femminile ai ragazzi e i più giovani aprano un dialogo con una fascia di popolazione che spesso sconta anche molta solitudine”. Tanti progetti che si inseriscono nel programma delle attività del centenario “come un treno già in corsa”; sul quale ha già dimostrato di essere riuscita a salire con tante idee per il prossimo futuro.

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Al San Michele il tradizionale pranzo organizzato dalla comunità di Sant’Egidio

Un Natale di solidarietà, canti gospel e corsi cucina

di Ilaria Proietti Mercuri

Click. Arriva iI Natale e si accendono le luci. Proprio così, e mica si fa per dire. Sapevate che quest’anno a illuminare le feste ci hanno pensato i negozianti della Garbatella? Di comune accordo infatti hanno deciso di far brillare le vie del quartiere con quasi 200 luminarie. Dalla Circonvallazione Ostiense a Piazza Damiano Sauli, da Via Caffaro a Via Ignazio Persico. Insomma, se un marziano passasse da queste parti, penserebbe di  essersi ritrovato sul sole.

Ma sebbene a ravvivare questo Natale ci abbiano già pensato i nostri commercianti, la domanda che sorge ora è un’altra. Che si fa per queste feste? Tranquilli. Visto che di mestiere faccio domande e poi (anche se non sempre) trovo risposte. Questa volta posso darvi una mano: ecco una serie di eventi che vi attendono per i prossimi giorni.

Partiamo aprendo il sipario a due spettacoli in programma per queste feste. “Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo?” Questa citazione vi ricorderà una vicenda che già conoscerete tutti, soprattutto il finale. Ma siete sicuri che Romeo e Giulietta sia una storia così tanto straziante? Sì, allora vi sbagliate, perché al Nuovo Teatro San Paolo si esibirà la compagnia “Stiamo bene insieme” con una rivisitazione comicissima della più famosa storia d’amore di tutti i tempi. Troverete i biglietti, se vi sbrigate, sia per il 21 dicembre alle ore 21:00, che il 22 dicembre alle 15:30 e di nuovo alle 19:00. I fondi raccolti verranno devolti all’Agop, l’Associazione di Oncologia Pediatrica.

Altro spettacolo, del tutto diverso perchè improntato sul ballo, è quello dello Schiaccianoci. E stavolta ci spostiamo al Teatro Garbatella, in Piazza Giovanni da Triora. Il 23 Dicembre 2019 la Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini e la Compagnia Almatanz di Luigi Martelletta sono pronti a raccontarvi questa favola a ritmo di danza.

A Natale, si sa, la solidarietà è uno dei regali più belli che si possano fare. In tempi in cui ancora si alzano muri per tenere lontano chi è diverso da noi, la Comunità di Sant’Egidio decide ogni 25 dicembre di lasciare una porta aperta. Al San Michele in Piazza Tosti 4 ci sarà infatti il tradizionale pranzo di Natale, una lunga tavolata formato da chi non parla la stessa lingua, chi crede in un’altra religione, immigrati o famiglie in difficoltà che non possono permettersi il lusso di passare le feste a casa. Ovviamente, se voleste contribuire a preparare un Natale per tutti: giochi, borse, vestiti, ecc. sono ben accetti a Sant’Egidio.

Sì, bello il teatro, la solidarietà non manca, ma un pò di musica? Bene, sappiate che nella chiesa di San Filippo Neri, in Via delle Sette Chiese 101, vi aspetta il concerto dei Charle’s Gospel Angels. Il 13 dicembre alle 21:00 l’energia del maestro Charlie Cannon sarà accompagnata da un coro composto da voci di ogni età, il tutto in stile Gospel. Un genere musicale da sempre prerogativa dei gruppi afroamericani, ma che questi coristi italiani interpreteranno con il vero spirito tipico del Gospel.

Per finire, ammettiamolo: Natale porta con sè anche qualche preoccupazione. Piacerà il pranzo ai bambini? E alla cena della Vigilia cosa dirà mia suocera? Se temete la parte dei fornelli, una bella iniziativa per voi sono i corsi di cucina da Eataly. Già vi siete tranquillizzati o ancora state pensando a quale antipasto preparare? In entrambi i casi, fate un salto nel regno del food alla Garbatella, in piazzale 12 Ottobre 1492, dove troverete corsi di tutti i tipi: dal come fare il pane fatto in casa, alla pasta fresca, risi e risotti, il pesce o varie pillole di alta cucina. Se poi volete provare qualcosa che non avete mai avuto in cucina, dovete buttarvi su qualcosa che non avete mai fatto, imparare a cucinare il ramen vi piace come idea?

Insomma, ora non vi resta che cosa scegliere. Tanto ammettiamolo, qualunque sia la nostra età la magia del Natale cattura tutti.

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Nell’anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Premio Fantasia a Moby Dick. Al centro la famiglia

di Ilaria Proietti Mercuri

Un evento racchiuso in una sola giornata, ma con tanta ambizione: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della famiglia. Questo l’obiettivo dell’associazione Il Tempo Ritrovato, che anche quest’anno ha organizzato il Premio Fantasia della Garbatella, svolto il 20 Novembre presso la biblioteca culturale Moby Dick. Una data non casuale. Il 20 Novembre del 1989 infatti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E, proprio a trent’anni dal trattato, Mirella Arcidiacono fondatrice del Tempo Ritrovato vuole sottolineare l’importanza della famiglia per una sana crescita sociale nell’evolversi dei tempi. Una famiglia che, come ha spiegato la psicologa e psicoterapeuta Giulia Giannone durante l’evento, non si riferisce più solamente a quella “tradizionale” che prevede una chiara distinzione di ruoli tra donne e uomini. Da tempo infatti si sono affermate anche le “nuove famiglie”, omogenitoriali, coppie di fatto e monoparentali. “Per la mia esperienza lavorativa”, ha spiegato Giannone, “non c’è un nucleo familiare migliore di un altro. Ho visto coppie di genitori omogenitoriali molto presenti ed amorevoli con i propri figli tanto quanto coppie eterosessuali. Credo che la differenza sia nella consapevolezza e nella scelta sentita di diventare genitori, non perché va fatto.”

Presenti poi all’evento anche l’assessora alle politiche educative Francesca Vetrugno e l’attrice Rossana Di Lorenzo, entrambe incaricate di consegnare i premi.

Chi sono stati quest’anno i premiati? Si è partiti con il regista Luca Arcidiacono, per il suo corto Aggrappati a me. Girato tra i vicoli della Garbatella ha come protagonista Alice, una bambina di 8 anni affetta dalla sindrome di down. Con il suo corto Luca, attraverso gli occhi della bambina ha voluto mostrare un nuovo mondo distante e diverso dal nostro: riuscendo così ad abbattere il muro dei pregiudizi e dell’ignoranza nei confronti della diversità.

Altro premio è spettato a Fabio Gui della comunità di Sant’Egidio, per aver creato La scuola della Pace. Centri gratuiti che hanno come obiettivo integrare i bambini più a rischio: dall’emarginazione sociale, dall’analfabetismo, dal lavoro precoce o dall’abbandono della famiglia. Un lavoro non facile quello di imparare a vivere insieme, ma che rappresenta la prima arma contro il razzismo.

La Garbatella ha poi voluto premiare Paola De Benedectis, per aver organizzato la mostra di foto antiche chiamata “Il profumo della storia”. Scatti che catturano le vicende di Garbatella e Tormarancio, creando così un racconto che permette di gettare un occhio alla storia di questi due quartieri.

Premiata anche Alessandra Lorenzetti, per aver donato una targa in memoria del pittore Carlo Acciari. Scomparso recentemente, Acciari è cresciuto alla Garbatella dove è conosciuto per i suoi dipinti. Per anni ha infatti ritratto scene del quartiere sottolineando l’umanità dei luoghi attraverso lo stile impressionista.

Interessante poi il riconoscimento a Fabrizio Franceschelli, della trasmissione Chi L’ha visto, premiato per la ricerca sull’eccidio delle Donne del Ponte di Ferro, secondo cui nel 1944 dieci donne furono uccise dopo essere state sorprese dai soldati tedeschi a rubare il pane e la farina.

Per concludere, un premio anche a Santina Gallinari Leonzi, Presidente Nazionale e fondatrice del Movimento Italiano Casalinghe dal 1982. Autrice di numerose pubblicazioni sulla condizione femminile, decise di fondare questo movimento per spronare le donne verso l’emancipazione.

Insomma, grazie al Premio Fantasia della Garbatella si è potuto ricordare ciò che ogni giorno tra i mille impegni, dimentichiamo un po’ tutti: l’importanza della famiglia, la prima cellula essenziale della società umana.

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La presidente è Alessandra Di Gregorio, giovane libraia di Circonvallazione Ostiense

Al via l’Assoimprese Garbatella

di Stefano Baiocchi

Nasce l’Assoimprese di Garbatella.Il 27 novembre, infatti, dopo mesi di discussioni, confronti e proposte, è stata fondata  un’organizzazione che riunisce diversi settori dell’imprenditoria e che coinvolge commercianti, artigiani e imprese di servizi raggruppando quindi ristoratori e baristi, parrucchieri, ma anche gommisti, cartolai e meccanici e altre numerose realtà presenti sul territorio.

L’idea è nata dopo il progetto presentato dalla CNA al Palladium il 1° giugno scorso, che ha portato a novembre alla presentazione di un lavoro svolto di concerto con il Municipio Roma VIII e con il contributo la Camera di Commercio, lavoro culminato con un prontuario sui comportamenti virtuosi da adottare e di una cartina di Garbatella in cui sono contrassegnati i luoghi di maggior interesse.

Tra i vari punti dello Statuto dell’Associazione legata fortemente da una sinergia tra gli iscritti, troviamo il miglioramento delle condizioni di vita del territorio, la determinazione nell’organizzare iniziative di solidarietà e d’inclusione, l’unione delle varie anime del quartiere e il decoro dello stesso. A tale proposito, considerando la presenza di sporcizia sulle strade e sui marciapiedi, ogni aderente s’impegna a fondo nella pulizia dello spazio antistante alla propria bottega; in quest’ambito assume una particolare rilevanza anche il cosiddetto “Obiettivo cicche zero”, ovverosia la raccolta dei mozziconi di sigaretta in appositi posacenere collocati sui marciapiedi delle arterie principali, a disposizione dei fumatori più distratti. 

La prima prova in cui l’Associazione si sta cimentando in questi giorni, è l’installazione di luminarie per le festività, un modo per uniformare gli abbellimenti e le decorazioni del periodo natalizio nelle strade e nelle piazze. Questa iniziativa ha visto per il momento l’adesione di moltissimi esercenti, l’ambizione è raccoglierne 180.

Tra le molte iniziative legate al centenario, in cantiere c’è la creazione delle bandiere con il logo del centenario, l’idea di istituire dei parcheggi convenzionati nelle numerose autorimesse per chi verrà a visitare il quartiere durante i festeggiamenti e l’intenzione di installare sui marciapiedi dei pannelli espositivi con le foto delle famiglie o dei propri cari che hanno abitato la Garbatella, coinvolgendo quindi una larghissima fetta della cittadinanza. Su questo fronte c’è anche il desiderio di creare – in luoghi strategici – quattro pedane con stand informativi e un palcoscenico che ospiterà esibizioni di teatro, danza e concerti musicali. L’idea è anche quella di chiamare in causa – nei mesi di maggio e giugno – le scuole che sono alle prese con i saggi di fine anno.
Molto interessante è anche il progetto di una sfilata in costume, accompagnata da una banda musicale, per le strade del quartiere dove la moda sarà assoluta protagonista dal 1920 ai giorni nostri.

I dodici soci fondatori dell’Associazione Imprese Garbatella, che hanno eletto Presidente Alessandra Di Gregorio, giovane libraia di circonvallazione Ostiense e già attiva nella CNA, si sono prefissati il raggiungimento di 200 soci, un traguardo ambizioso, ma non particolarmente arduo da raggiungere.

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Al la seconda edizione l’iniziativa dello studio fotografico 10b di via Lorenzo da Brindisi

Scatti d’epoca e polaroid in mostra nei lotti 24 e 29

Guardando alcune vecchie foto sembra di esser tornati così tanto indietro nel tempo, poi ti soffermi su quelle più recenti, e noti come siano cambiati volti e nomi ma lo spirito, quello di Garbatella, rimane sempre lo stesso. Di cosa stiamo parlando? Della mostra fotografica esposta alla Garbatella dal 5 al 20 dicembre con scatti d’epoca ma anche contemporanei. Scoprire vecchie storie del quartiere, emozionarsi nel vedere da quanto quei negozi sulla Circonvallazione fanno parte di noi, attimi racchiusi in quasi cento anni di storia di questa borgata. La mostra si può trovare dislocata nei lotti storici 24 e 29 e presso Via san Lorenzo da Brindisi, 10b, dal lunedì al venerdì ore 11-13 e 15-18.

Dietro a questo lavoro ci sono la storica dell’arte Sara Alberani, con la direzione artistica di Francesco Zizola e la collaborazione di Gianni Rivolta, Claudio D’Aguanno e Francesca Romana Stabile. Non manca poi la parte video, creata con la collaborazione del Municipio VIII e con contenuti inediti del regista italo-egiziano Mohamed Hossameldin e dalla giovane videomaker Claudia De Nicolò, entrambi cresciuti alla Garbatella.

Ma non finisce qui: il 14 e 15 dicembre sono previste anche le visite guidate virtuali dei lotti con le voci dei residenti. Un paio di cuffie basteranno per rendere presenti tante storie passate. Anche qui l’appuntamento sarò in Via San Lorenzo da Brindisi 10b o alle 11:30 o alle 15:00.

Insomma, un lavoro fatto di ricordi che vi sedurrà dal primo all’ultimo scatto.

Provare per credere.

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Nell’ex deposito Atac un Farmer’s Market e artigianato made in Italy

Apre il “San Paolo District”

di Fabrizio Fagiani

In via Alessandro Severo si riaprono i cancelli dell’ex deposito Atac che diventa “San Paolo District”.  Quasi un anno fa l’Atac aveva approvato il progetto di rigenerazione urbana  temporanea di tre depositi dismessi proposto dalla società Urban Value. E così, nel corso dei mesi, hanno avuto nuova vita prima l’ex deposito Vittoria trasformato in Prati Bus District  e poi l’ex rimessa Tuscolana che adesso si chiama Ragusa Off. Per ultimo è arrivato il turno dell’ex deposito San Paolo.

Il nastro l’hanno tagliato la sindaca Virginia Raggi insieme al presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri.

La storica struttura, costruita alla fine degli anni venti del secolo scorso, dopo tanti anni di abbandono è diventata quindi uno spazio per eventi aperto ai cittadini del quartiere.

Per le sue caratteristiche architettoniche e per la sua posizione San Paolo District  ospiterà in modo prevalente mercati  di diversa tipologia. Enogastronomia e artigianato soprattutto.

“Con questo progetto si conclude un’importante operazione di riqualificazione urbana” ha detto la sindaca Raggi “che ha consentito il recupero del terzo deposito Atac dismesso, dopo quelli di piazza Bainsizza e piazza Ragusa, trasformati in spazi per iniziative sociali, culturali, imprenditoriali, che hanno già ospitato oltre trecentomila cittadini”.

E i tanti cittadini presenti all’inaugurazione di San Paolo District hanno trovato un grande “Farmer’s Market” di produttori agricoli a chilometro zero, che sarà aperto tutti i sabato e domenica, arricchito da uno spazio ristoro dove gustare i prodotti degli espositori.  Oltre al mercato contadino, negli 8.000 metri quadrati della struttura saranno organizzati eventi per la promozione dell’agroalimentare italiano e dell’artigianato e l’abbigliamento made in Italy.

“La rigenerazione urbana del patrimonio” ha commentato il presidente Ciaccheri “è un processo che va costruito quotidianamente con l’impegno di tutte le istituzioni e il supporto delle cittadine e dei cittadini. A San Paolo l’ex deposito Atac testimonia come sia possibile recuperare uno spazio urbano in disuso, trasformandolo in un’ occasione per il quartiere e la città. Come Municipio abbiamo sostenuto la realizzazione di questo spazio dedicato  alla promozione dei prodotti agricoli tipici e locali che vivrà nei fine settimana all’interno degli immensi padiglioni. Un utilizzo temporaneo che può diventare l’occasione per aprire un progetto complessivo di rigenerazione pubblica dell’ex deposito Atac per il futuro”.

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IL MERCATO ITINERANTE OGNI MARTEDÌ IN VIA BENEDETTO CROCE 50 NELLA SEDE DELL’VIII MUNICIPIO

TI PORTO L’ORTO CON L’APE

di Ilaria PROIETTI MERCURI

Ogni martedì l’Ape della Cooperativa Garibaldi si reca presso la sede del Municipio Roma VIII per la vendita dei prodotti coltivati e raccolti dai ragazzi lavoratori della Garibaldi.  La Cooperativa, che ha sede all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario di via di Vigna Murata, dal 2010 è divenuta la sede sperimentale di nuovi percorsi di abilitazione e avviamento al lavoro; il luogo in cui per la prima volta anche giovani adulti con Autismo con bisogno di supporto intensivo si affacciano al mondo del lavoro, e lo fanno con un successo inaspettato.

E’ proprio il caso di dire: “dal produttore al consumatore” e ragazzi sono i soggetti principali che rivestono il ruolo di coltivatori e venditori. Questo avviene anche grazie alla sensibilità e la disponibilità del Municipio VIII. (G.P.)

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Nei quartieri di Montagnola e San Paolo apriranno due nuove biblioteche

Leggere che passione!

di Ilaria Proietti Mercuri

“C’è chi i libri li brucia e chi vuole farne mattoni per costruire una città più giusta.” Con queste parole il mini sindaco Amedeo Ciaccheri, proprio qualche giorno fa, ha annunciato l’arrivo di nuove biblioteche nei quartieri di Montagnola e San Paolo.

A tre anni dall’inaugurazione del centro culturale Moby Dick, si è concluso un importante accordo con Biblioteche di Roma, che permetterà l’arrivo di altri due poli bibliotecari nel nostro Municipio. Per metà Dicembre 2019 infatti si attiverà un centro culturale a Montagnola, utilizzando l’auditorium situato nella sede di via Benedetto Croce 50. Ma questo è solo il primo passo verso un Municipio ricco di cultura. D’altronde le cose o si fanno bene o non si fanno proprio. Il progetto infatti si allargherà anche a San Paolo, nello stesso complesso immobiliare che ospita la piscina della SS Lazio Nuoto. Proprio qui oltre 500 mq di immobili recuperati in Via Costantino si aggiungeranno alla struttura di Montagnola. Un’ultima ma non meno importante novità: proprio nell’area di San Paolo sarà compreso anche uno spazio di lettura per i più piccoli. Cosa non da poco per chi vive nell’era di tablet e telefonini, dove aprire l’immaginazione dei nostri bambini è sempre più difficile, ma a volte basta un bel libro. 

Insomma, un  passo fondamentale per i cittadini, raggiunto grazie anche all’ex Assessore Claudio Marotta, al Vicesindaco di Roma Luca Bergamo e al Presidente di Biblioteche di Roma Paolo Fallai. L’obiettivo è concludere i lavori entro il 2020.

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