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Tag: Storia del quartiere

ottaVocolle: dopo la riunione delle commissioni capitoline ancora nulla di Fatto

Prevarrà il buon senso sul parco del tintoretto

di daniele RANIERI

Non c’è pace per l’Ortolino e i cittadini del Tintoretto. Infatti, la riunione congiunta delle Commissioni comunali Urbanistica e Mobilità del 17 aprile scorso si è chiusa senza decisioni positive per il Parco del Tintoretto e dei vicini orti urbani. L‘Assessore all’Urbanistica Luca Montuori si è solo impegnato ad aprire un Tavolo a cui invitare, oltre al Municipio VIII e gli Uffici dipartimentali competenti, anche il Comitato di Quartiere per verificare ipotesi alternative. La vicenda, quindi, si allunga ancora.

Tutto è nato nel 2005 da un iniziale programma di trasformazione urbanistica della zona. Nel 2014 si è passati a sottoscrivere un accordo di programma e infine, tre anni dopo, si è firmata la convenzione che vede, come contraenti, il Comune, la catena di supermercati Esselunga e i costruttori. Il progetto prevede la costruzione di cubature pari a diciassettemila metri quadrati: un centro commerciale, due palazzi di 11 piani e una strada a quattro corsie. Un collegamento stradale di ottocento metri di lunghezza che taglierebbe in due il Parco del Tintoretto, ne spianerebbe la collina, cancellerebbe gli eucalipti, presenti in tutta la zona dalla bonifica dell’agro romano di fine Ottocento per contrastare la malaria.

E, come se non bastasse, finirebbe con una rotatoria che dimezzerebbe lo spazio dato in concessione all’Associazione Ortolino, che vi ha impiantato dei meravigliosi orti urbani. Una ipotesi che, come abbiamo già scritto nel numero di Aprile, vede l’opposizione del Comitato di Quartiere Ottavocolle, dei coltivatori degli orti, del Municipio VIII e dei partiti all’opposizione della Giunta Raggi. Tutti d’accordo che la strada a quattro corsie aveva un senso inizialmente quando era parte di un progetto, che collegava diverse zone della città. Progetto, però, abbandonato da tempo. Mentre per collegare solo Via di Vigna Murata a Via del Tintoretto non ha nessun senso.

La Giunta capitolina ha riunito, una prima volta, la Commissione Urbanistica il 13 febbraio , quindi la Commissione Trasparenza e i rappresentanti dell’VIII Municipio. E infine, l’ultima volta, tutti insieme il 17 aprile, senza giungere tuttavia a nessuna conclusione e respingendo ogni proposta alternativa perché richiederebbe, secondo l’Assessorato, la modifica del Piano Regolatore cittadino. Operazione che comporterebbe, secondo la Giunta, almeno tre anni di tempo per essere conclusa.

Un tempo incompatibile con quelli previsti dalla convenzione e per questo contestata anche da Esselunga che, nel caso, richiederebbe compensazioni finanziarie. Una proposta mediana sarebbe quella di una strada, realizzata con il consenso di tutti e senza modificare il Piano regolatore, con un tracciato meno invasivo, con l’incrocio “a raso” senza la grande rotatoria finale. Salvaguardando così il Parco e gli orti. Prevarrà il buon senso e i diritti dei cittadini o gli interessi economici?

La storia continua.

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IL PROPRIETARIO della Vecchia Vineria di Via craVero 26 si scusa con il Quartiere

Angelino chiude, la Garbatella lo ringrazia

di Francesca Vitalini

“Scusate se chiudo” recita il cartello affisso da oltre un mese sulla porta a vetri della Vineria Angelino, in Via Enrico Cravero n. 26. Quasi ad accomiatarsi con umiltà e nostalgia dai tanti avventori che dall’aprile del 1966, anno della sua apertura, ne varcano l’uscio. Quasi a sottolineare il rischio della perdita di un negozio di quartiere, nato come ritrovo sociale e punto di incontro per clienti di tante generazioni: gli “storici”, ottantenni, accompagnati dai propri figli e nipoti, ed ancora i frequentatori di età intermedia e qualche giovane.

La Vineria Angelino prende il nome da Angelo Talevi, che rileva un’attività di Vini ed Oli nella seconda metà degli anni ‘60, appunto, insieme ad una trattoria (che prenderà il nome di Tre Gatti) al numero 72 di Via delle Sette Chiese, un bar al numero 74 e una merceria-bazar al numero 78 della stessa via. Il vino che vende sfuso proviene da una storica cooperativa di produttori di Velletri, la COPROVI, uno dei più grandi centri vitivinicoli del Lazio (con il suo fallimento, alla fine degli anni ’90, si passerà ai prodotti della Casa Vinicola Ciccariello). Al contempo, realizza all’interno una piccola trattoria, che lascia ben presto spazio alla sola vendita di vino grazie allo stoccaggio medio mensile, che è di circa 9 mila litri, stimando in circa cinquecento le famiglie del quartiere che comprano vino sfuso. Fanno, quindi, la loro comparsa i grandi tini in vetroresina che prendono necessariamente il posto dei tavoli.

lo storica vineria di angelino in via cravero

Solo negli anni ’80 comincerà a diminuire la vendita dello sfuso: non solo la grande distribuzione sta occupando gli spazi commerciali disponibili, ma si assiste anche allo scandalo del vino al metanolo, che riempie drammaticamente le cronache quotidiane. Fra il 1984 e il 1985 la richiesta scende fino quasi a dimezzarsi: dai 9 mila litri si passa ai 4500, fino ad arrivare, oggi, ad una media di 2 mila litri mensili, considerando che ormai solo 120 famiglie ogni 30 giorni acquistino e consumino il vino sfuso di Angelino. Comunque le motivazioni che lo spingono a chiudere i battenti non sono economico-commerciali. Angelo proviene da una famiglia di Trastevere, settimo di undici figli, ha lavorato nel ristorante del nonno, Carlo Menta, dal 1963, dopo essere tornato dal servizio di leva. E poi c’è il cinema: è stato comparsa in “Accattone” e figurante in “RoGoPaG” ed è stata stretta la sua amicizia con Pasolini, nata sul barcone del Ciriola, locale molto amato dall’intellettuale italiano. Un posto che è esempio emblematico di una Roma sparita, come lo è la Vineria di Angelino.

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SU VIA DELLE SETTE CHIESE E PIAZZA SANT’EUROSIA LA TRADIZIONALE KERMESSE DEL CIBO DA STRADA

Maggio “garbatellano” all’insegna dello Street Food

di Ilaria Proietti Mercuri

Altro che Red Carpet, da Piazza Santa Eurosia per tutta via delle Sette Chiese le strade della Garbatella sono state inondate, nella prima settimana di Maggio, dai fumi e gli aromi del Festival dello Street Food, la tradizionale festa del cibo di strada, che si ripete ormai da anni nel quartiere giardino. Tante le sfiziosità a portar via offerte dagli stand gastronomici.

C’è chi ha scelto un panino mordi e fuggi o chi una paella monoporzione da gustare su una panchina. Seduti sui marciapiedi c’erano i ragazzini che ridevano, chi con il gelato che gli si scioglieva tra le mani e chi con un panino più grosso del pallone da calcio che teneva sotto il piede. Camminando tra un’ApeCar e l’altra, dovevi farti largo tra banchetti improvvisati dalle famiglie, con i loro bambini che non sapevano più quale fritto scegliere. Non potevano poi mancare gli anziani del quartiere, che si leccavano i baffi sporchi di birra artigianale su quelle panchine da cui non schiodavano per nessun motivo al mondo.

Dunque, tutti riuniti in quella passerella di cibo, che dal dolce al salato ha accontentato ogni palato e ogni tasca. Gli street chef hanno proposto ricette provenienti da tutta Italia, ma non solo. Dagli arrosticini di pecora abruzzesi, ai cannoli siciliani, passando per i supplì alla gricia, all’amatriciana o a cacio e pepe. Ed oltre ai classici piatti romani, si potevano assaporare anche ricette come la vera paella Valenciana, accompagnata dall’immancabile sangria.

Visto poi che una festa senza dolce è un incontro e basta, non si sono fatti attendere le sfogliatelle calde, bombe, ciambelle, waffle. E con un po’ di attesa, che si sa è già essa stessa il piacere, si serviva uno strepitoso tiramisù espresso artigianale, che solo intingendo la prima cucchiaiata ti rendevi conto che quell’attesa, in realtà, non era altro che un’atroce sofferenza. Un festival però non solo dedicato al cibo. Il tutto è stato infatti accompagnato dal quartetto Blues R&B “Lonely”, che ha aperto le danze il Primo Maggio, poi gli spettacoli degli artisti di strada, i laboratori per i più piccoli e a concludere la festa, il 4 e 5 Maggio, sono stati i ragazzi de “Gli Sgarbatelli” con i loro tamburi rullanti. Insomma, tra spettacoli musica e buon cibo, il Festival dello Street Food non ci ha fatto mancare proprio niente, il tutto incorniciato da uno spicchio di Roma genuina come la Garbatella.

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il primo appuntamento dei taVoli di partecipazione

Il Municipio incontra i cittadini a piazza Eugenio Biffi

Si è conclusa con l’incontro del 15 maggio in viale Giustiniano Imperatore a San Paolo la campagna di partecipazione promossa dal governo locale per informare i cittadini. La serie di incontri è iniziata il 2 maggio a piazza Eugenio Biffi, dove il presidente Ciaccheri e gli assessori davanti a un centinaio di persone hanno fatto un sommario report delle buone pratiche e degli interventi messi in campo nei primi sei mesi di governo.

Prima dell’incontro è stato distribuita una scheda con il calendario degli appuntamenti: “ il Municipio è la nostra casa comune della quale prenderci cura — recita il foglio municipale – questo è il nostro impegno e come sempre siamo convinti che la migliore amministrazione si faccia per strada per e con i cittadini. Per questo nel mese di maggio abbiamo promosso otto assemblee pubbliche nei nostri quartieri con l’obiettivo di raccogliere suggerimenti e per condividere quanto è stato fatto fino ad oggi e quello che sarà messo in cantiere nei prossimi mesi”.Tra gli interventi a piazza Biffi: Roberto Ceselli degli orti urbani Garbatella, Anna Maria Baiocco di Legambiente, Simonetta Greco dell’associazione Itaca, Giorgio Tribuzio del centro anziani di via Pullino e altri rappresentanti dei Comitati di quartiere, del centro sociale la Strada e semplici cittadini (g.riv.).

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Al via la seconda edizione dell’expo del sociale

E’tutto pronto per la seconda edizione dell’Essspo del Sociale targato VIII Municipio, che ha chiamato a raccolta Associazioni, Cooperative e Comitati. Sabato 18 maggio, dalle 10,00 alle 18:00, in Via Benedetto Croce 5, nel parcheggio interno, vi aspettano spettacoli, proiezioni e rappresentazioni dei ragazzi seguiti da vari servizi sociali.

Un’idea sposata fin da subito da oltre 40 enti. Cosa hanno in comune queste organizzazioni?
Appunto, proprio le tre S dell’”Essspò”, o meglio: sociale, sostenibile e solidale. Ogni fondazione esporrà e offrirà il proprio materiale, dietro un contributo volontario, pubblicizzando così le varie attività di cui si occupa. Molti degli oggetti che troverete sono prodotti realizzati con materiali di riuso dai partecipanti. Una parte del ricavato della vendita, poi, sarà destinato alle stesse Case Famiglia o Onlus che hanno deciso di aderire.

Obiettivo di questa giornata, toccare con mano l’attività di tanti professionisti che ogni giorno sono accanto a chi, per un motivo o per un altro, ha bisogno di sostegno. Professionisti che hanno fatto del proprio mestiere un continuo aiutare gli altri. Dunque, una giornata di unione dove sarà possibile conoscere il mondo, che c’è dietro la vita di un ragazzo disabile o gli ostacoli e le fragilità che si trovano ad affrontare gli anziani delle case famiglia. Tutte difficoltà che ai loro occhi possono sembrare grandi, ma una volta condivise, si affrontano con il sorriso.

Oltre alle associazioni saranno presenti anche tutte quelle onlus che operano nel sociale all’interno nell’VIII Municipio, rappresentando il cuore pulsante del nostro territorio.

Di Ilaria Proietti Mercuri

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lanciato a moby dick il prog etto d i un nuoVo we l Fa re

Parte l’OttoInsieme: l’albo della solidarietà dell’VIII Municipio

di Gianni Rivolta

Con il progetto OttoInsieme il governo locale lancia un vero e proprio Albo della solidarietà, che coinvolga nel sostegno alla marginalità sociale e alla povertà, non solo le associazioni ma anche i privati cittadini. Insomma si tratta di un esperimento che superi i tradizionali interventi messi in campo fino ad ora dai Servizi sociali per costruire un nuovo modello di Welfare. La proposta è stata avanzata a fine aprile nell’hub culturale di Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3 alla Garbatella. Presenti, oltre al minisindaco Amedeo Ciaccheri, anche l’assessora alle politiche sociali Alessandra Aluigi e la consigliera Sonia Spila.

“Sulla scia di quanto già fatto a Riace dal Sindaco Mimmo Lucano, a Napoli dal Sindaco De Magistris e nella nostra città nel Municipio I dalla Presidente Alfonsi,- ha dichiarato il presidente Ciaccheri- abbiamo messo in rete le istituzioni e le realtà di base per realizzare un progetto di accoglienza diffusa rivolto a tutte e tutti. Nel nostro municipio ci sono tante persone che mi chiedono: come posso dare una mano, come posso partecipare? Ecco la risposta, l’OttoInsieme — continua Ciaccheri è un albo municipale della solidarietà , a cui ci può iscrivere, per una città accogliente.

Uno strumento per mettere insieme tutte le energie, le risorse e le disponibilità di realtà formali e informali, ma anche di singole persone del nostro territorio, per realizzare una rete di mutuo aiuto e scambio, volta anche all’accoglienza in casa con il progetto Welcome Home, insieme al C.I.R. e a Refugees Welcome”. Ma il progetto non si limiterà a mettere a disposizione la propria casa ai rifugiati. Verrà predisposto sul web un portale interattivo diviso in varie sezioni per rispondere ai bisogni più diversi: ospitalità e affitto; lavoro e formazione (rivolto a piccoli imprenditori e artigiani); salute e cura di sé ( medici di base e medicina solidale); insegnamento della lingua italiana; supporto legale gratuito, sport e attività ricreative nel tempo libero, ma anche semplicemente fornitura di pasti o messa a disposizione di tempo da dedicare a chi ha bisogno.

Anche Sabrina Alfonsi- presidente del I° Municipio- ha voluto dare il suo contributo: “ sono possibili altri progetti di accoglienza rispetto a quelli calati di forza nelle periferie già degradate, che hanno sollevato così tante proteste nei residenti. Per esempio aprire le case nel Centro Storico. Delle 90 famiglie che hanno già risposto alla nostra chiamata di aiuto il 50% ha ospitato in casa e sono rimaste soddisfatte”.

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sul campo tre Fontane di Via costantino il triangolare di calcio in memoria del capitano della roma

Il liceo Socrate vince la coppa ago 2019

Troppo forte il Socrate.
Con due vittorie nette il classico della Garbatella si è confermato vincitore della Coppa Ago edizione 2019, il triangolare delle scuole dell’ VIII Municipio.

I ragazzi della professoressa Silvia Acerbi, infatti, sul campo Tre Fontane di via Costantino, nella mattinata del 7 maggio, hanno avuto ragione nella prima partita sul Caravaggio per 2-0 (reti di Sarikaya e Vecchi) e poi sull’ostico Armellini di San Paolo con un tondo 4-2 (2 reti di Mancini, Vecchi e Ranucci).

Nel secondo incontro l’Armellini aveva battuto per 2-0 l’artistico Caravaggio (reti di Moi e Tomasetti). Così per il terzo anno il Socrate si è garantito l’opportunità di tenersi in bacheca la prestigiosa coppa, che Agostino Bartolomei, l’indimenticabile capitano della Roma del secondo scudetto, aveva vinto nel lontano1972 nel Torneo Roma Junior club con la sua scuola: il liceo scientifico Borromini di piazza Oderico da Pordenone.

Il vecchio trofeo era stato abbandonato ed è stato ritrovato da Massimo Pelliccia, l’attuale organizzatore del triangolare, che ha pensato di farlo rivivere tra i giovani calciatori delle scuole del Municipio.
Flavio Moi del tecnico Armellini si è aggiudicato il premio per il miglior calciatore e Giulio Parigi del Caravaggio per il fair play.(g.r)

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La direzione della Asl Rm2 illustra il piano

PRIMI SEGNALI  DI  RIPRESA PER IL CTO:IL RILANCIO NEI PROSSIMI DUE ANNI

di Sandra Girolami

Si diradano le prime nubi sull’ospedale traumatologico della Garbatella. Qualcosa di concreto si sta muovendo, a partire dall’audizione che si è svolta a fine  marzo alla Pisana nella Commissione Sanità del Consiglio  Regionale del  Lazio. Già in quella sede il direttore generale della Asl Rm2 e il direttore sanitario del Cto hanno annunciato un piano di iniziative, che verranno intraprese nei prossimi due anni per risollevare le sorti del vecchio nosocomio. La notizia è stata accolta positivamente   dal presidente dell’VIII Municipio, Amedeo Ciaccheri, che si è dichiarato soddisfatto di questi primi segnali, a partire dalla riacquisizione al patrimonio pubblico del polo ospedaliero. “L’interlocuzione diretta del Municipio con l’assessore regionale Alessio D’Amato e con l’azienda sanitaria ha dato i primi frutti – ha detto –  Il progetto dell’ampliamento dell’unità spinale e del reparto di terapia intensiva sono novità importanti, cui devono corrispondere  tempi rapidi ed un piano di rilancio anche occupazionale”.

Cara Garbatella, nel numero scorso, aveva messo a fuoco diversi problemi ed interrogativi,che da anni preoccupano la popolazione e  sui quali ha chiesto risposte alla Direzione strategica della Asl Rm2, risposte che sono puntualmente arrivate a partire dalla questione dei posti letto : ”Il rilancio della struttura come polo d’eccellenza  è uno degli obiettivi che questa Azienda si è prefissata per rilanciare il Cto, che nel corso dell’ultimo decennio era stato depotenziato fino a farlo diventare quasi una struttura a valenza territoriale. La nuova organizzazione dei posti letto di tutti gli ospedali dell’Azienda è per intensità di cura, quindi anche al Cto esiste l’area di degenza ortopedica “long”, “week” e  “day surgery”. Fra poco partiranno i lavori al terzo piano per realizzare la nuova “week” ortopedica. In questo modo si amplierà l’offerta di posti letto e si potranno separare i flussi di pazienti che entreranno in urgenza da quelli che devono fare un intervento pianificato. Inoltre, in questo periodo sono stati realizzati lavori di ristrutturazione, che hanno consentito di attivare gli Ambulatori ortopedici e gli sportelli CUP dedicati, il poliambulatorio ospedaliero con sala d’attesa, la riattivazione del blocco operatorio al 2° piano e dell’attività di radiologia interventistica della colonna”.Tra le opere in cantiere è prevista anche l’installazione di una nuova Risonanza Magnetica Nucleare e di tutta la radiologia oltre alla riqualificazione degli ascensori, alla realizzazione dei nuovi impianti di sollevamento e al ripristino della cartellonistica.

Ma è il potenziamento dell’Unità Spinale uno degli interventi più attesi. Forse non a tutti è chiaro cosa sia esattamente, quali problemi organizzativi presenti ed anche quale impegno sia necessario da parte del personale, che deve assistere i pazienti, per molti dei quali non ci sono speranze di guarigione e che devono riadattare i loro gesti, le loro abitudini, tutta la loro vita ad una condizione di mobilità limitata. “I posti letto  – spiega la Direzione della Asl – passeranno da 16 a 32 e quelli della Terapia Intensiva da 6 a 12 così da permettere il trasferimento precoce di pazienti tetraparaplegici all’Unità Spinale. Il raddoppio della rianimazione, inoltre, consentirà di trasferire rapidamente i pazienti con lesione midollare, per poterli trattare subito chirurgicamente e dal punto di vista riabilitativo, per consentire il maggior recupero possibile”.

A proposito della Gamma Unit, dalla Direzione sanitaria fanno sapere che era un’attrezzatura ormai desueta, fuori uso dal 2000, ed è stata rimossa nel 2017 da un’apposita ditta specializzata. Mentre l’elisuperficie  è solo temporaneamente chiusa al traffico aereo, in quanto sono state avviate le procedure di affidamento della gestione, manutenzione ed adeguamento alle norme di sicurezza.

Ospedale CTO Roma Garbatella

E il Pronto Soccorso, su cui negli ultimi tempi aleggiano minacciose ipotesi di chiusura? “Come previsto dalla Rete ospedaliera regionale e dall’Atto aziendale  – precisa la nota della Asl – è in fase di realizzazione il Pronto soccorso specialistico ortopedico con l’obiettivo di ripristinare la storica linea d’attività, ben conosciuta dai cittadini romani, per la cura e la riabilitazione di episodi di traumatologia, che ha fatto del Cto l’ospedale di riferimento per tutto il Lazio”.Ma i cittadini del territorio continuano a credere che l’ospedale della Garbatella dovrebbe essere messo in grado di soccorrere qualsiasi malato, senza per questo diventare un altro policlinico, basterebbe istituire un dipartimento di emergenza con la presenza di tutte le specializzazioni. E’ quanto chiedono le organizzazioni sindacali a partire  dai rappresentanti della Cgil, Cisl e Uil, che da anni sollecitano investimenti sul nosocomio di via San Nemesio, vista anche la carenza dei posti letto al S. Eugenio, dove  lo stesso Pronto Soccorso è al collasso: per fare una visita in codice giallo si fanno anche otto ore di attesa. Insomma per molti il Cto deve tornare ad essere compatibile con i bisogni della cittadinanza. Anche il sindacato autonomo Fials,  tra i punti alla base dello stato di agitazione del personale della Asl RM2, sottolinea l’urgenza del potenziamento dell’Ospedale traumatologico, l’assunzione di personale infermieristico, socio sanitario e amministrativo.   

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L’esperienza innovativa dei ragazzi autistici alla cooperativa agricola Garibaldi

“La cura della terra, la terra che cura”

di Stefano Baiocchi

È stata una giornata di festa quella che il 1° aprile si è vissuta al Podere Lazio, dove da ormai 15 anni la Cooperativa Sociale Agricola Garibaldi porta avanti un progetto unico nel suo genere.
Moltissima gente, genitori con i loro figli, volontari, cittadini incuriositi, e soprattutto loro, i giovani ragazzi affetti da autismo grave e che sostengono con impegno e passione un’autentica e moderna forma d’imprenditoria: la cura della terra, la terra che cura, come recita lo slogan impresso sull’Ape Car che trasporta i prodotti agricoli coltivati al Podere.

Il tutto è avvenuto a ridosso della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, che si celebra il 2 aprile di ogni anno.
Si tratta di un giorno riconosciuto a livello internazionale per incoraggiare gli Stati membri delle Nazioni Unite a prendere misure atte a sensibilizzare le persone sulla consapevolezza e sulla conoscenza dell’autismo.
Voluta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la giornata è stata approvata il 1º novembre 2007 con la risoluzione 62/13 e adottata il 18 dicembre dello stesso anno; rientra quindi in una delle giornate ONU ufficiali dedicate alla salute; il giorno riunisce le singole organizzazioni dedicate all’autismo in tutto il mondo per collaborare riguardo ricerca, diagnosi, trattamento e accettazione generale per le persone portatrici di questa varianza neurologica.
All’Ottavo Municipio di Roma, un gruppo di famiglie con figli autistici ha trovato uno scopo nella Cooperativa Garibaldi, tre ettari di terreno all’interno della tenuta dell’Istituto Agrario di via di Vigna Murata. Grazie a un programma condiviso con i servizi sanitari, con l’amministrazione e la scuola, le famiglie hanno deciso di utilizzare la risorsa data dall’assistenza domiciliare indiretta e di investirla nel progetto di cooperazione, dove lavorano i loro 25 ragazzi e gli operatori, sviluppando una piccola impresa agricola dove, oltre ad un orto e a una serra, funzionano a pieno regime un agriturismo e una trattoria, e in più un mercatino in loco e ambulante, portato in giro grazie all’Ape in dotazione alla cooperativa.

Sono anzi i ragazzi stessi a preparare le pietanze che poi sono servite e consumate dai clienti del ristorante, cui vengono rilasciati regolari scontrini fiscali, ci tiene a sottolineare il presidente della cooperativa Maurizio Ferraro.

“Siamo partiti dalla terra, che è il luogo di origine di ognuno di noi, e dove si possono creare le cose più semplici, e che abbiamo scoperto può aiutare tanto i nostri ragazzi”, ci ha spiegato il Presidente, che non senza un certo orgoglio, racconta tutto quello che è stato realizzato in questi vent’anni, una bella realtà imprenditoriale, ormai tramutata in opportunità, in servizi per le persone cosiddette “normali”. Ed è l’articolo 3 della Costituzione italiana a garantirlo, laddove sancisce che nessuna persona può essere discriminata, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, o di condizioni personali e sociali.

Una delle premesse fondamentali del progetto è anche una delibera della Regione, datata 6 maggio 2016, “Servizi e interventi di assistenza alla persona nella Regione Lazio” con cui si integra le Legge 112/2016, nota come “Legge del Dopo di Noi”, voluta fortemente dal Governo di Centrosinistra, la Carta dei Diritti delle persone con Autismo e la Carta dei Diritti delle persone con Disabilità.

L’incontro allla cooperativa Sociale Agricola giuseppe garibaldi
L’incontro allla cooperativa Sociale Agricola giuseppe garibaldi

Non è mancata la vicinanza e quindi il saluto da parte delle Istituzioni Municipali con la presenza dell’assessora alle politiche sociali Alessandra Aluigi e del Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, che ha evidenziato quanto “il percorso della Cooperativa Garibaldi (valido anche per la sua unicità) ha avuto il merito di valorizzare un’esperienza fondamentale per il nostro territorio, suggerendo alcuni principi che stentano tuttavia a prendere piede in città e che invece fanno parte di un ragionamento legato a nuovo welfare, che punta sull’autonomia e sull’emancipazione dove anche ragazze e ragazzi costruiscono dei percorsi propri senza fare riferimento allo Stato assistenzialista”.  

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Distribuito gratuitamente nei bar del quartiere

“La Buca” è il bimestrale di Tormarancio

di Stefano Baiocchi

Quando chiude un giornale, quando una testata che fa informazione abbassa la saracinesca, quando una Radio spegne per sempre il microfono, comunque la si pensi, è una brutta notizia. E di brutte notizie al riguardo, nella nostra città, ne abbiamo ascoltate molte. Invece, questa volta, abbiamo una buona novella perché a Tor Marancia è nato un nuovo giornale, La Buca.

Composto per ora da pochi fogli, disponibili sia nel cartaceo che nell’edizione digitale, ovverosia in formato Pdf, il giornale nasce per volontà dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia.
La Buca appunto, il luogo dov’era ubicata la vecchia borgata, quella che i nostri zii o le nostre nonne chiamavano Sciangai, perché dopo ogni pioggia o anche un breve temporale, tutta la zona si allagava e il paesaggio finiva per assumere le caratteristiche di un villaggio asiatico invaso dalle acque dopo un monsone.

La Buca non ha particolari velleità, né occulti scopi di lucro; si propone semplicemente di restituire agli abitanti nuovi spunti d’incontro e di discussione, con un’attenzione particolare alla Storia e alle vicende, che hanno contraddistinto la trasformazione del quartiere dalla nascita sino ai nostri giorni.
Il periodico, per ora distribuito gratuitamente in sole 400 copie in tutti i bar di Tor Marancia, ha una cadenza bimestrale e vive grazie al sostegno dell’Associazione.

Si tratta di un foglio aperto a tutti (nel senso che tutti i cittadini sono invitati a parteciparvi), ricco di spunti interessanti, che affronta con scrupolo tutte le vicende del territorio, dando il giusto spazio alla tutela dell’ambiente e alla dignità delle persone.
Per ulteriori informazioni  potete scrivere a parcodellatorre@gmail.com o cercare su Facebook la pagina Parco della Torre di Tormarancia: qui potete anche scaricare o richiedere  il pdf del primo numero.

Ai nostri colleghi de La Buca vanno i migliori auguri di buon lavoro dalla Redazione di Cara Garbatella.

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Verificati i dati di Legambiente e Arpa sulle polveri sottili

Inquinamento: allarme rientrato sulla Circonvallazione ostiense

Prati verdi, palme, roseti e alberi di limoni, chi conosce la Garbatella lo sa, sembra di stare in una valle verde. Chi pensa però di poter vivere alla Heidi tra lotti e giardini, freni il suo impulso. Chi crede che tutto questo quartiere fiorito possa salvarlo dallo smog di Roma, si sbaglia di grosso. 

A farci alzare le antenne per quanto riguarda la situazione smog delle nostre strade sono stati i  dati diffusi recentemente sugli organi di stampa. Con una campagna mirata al monitoraggio delle polveri sottili, i volontari di Legambiente hanno fatto  tappa in varie parti di Roma, tra cui proprio Largo Fochetti, dove la Circonvallazione Ostiense incontra la Colombo,  segnalato come uno dei punti più inquinati della città. “ In realtà il monitoraggio è stato effettuato con misure di 1 ora”, ci spiega Andrea Minutolo, coordinatore di Legambiente, “e vuole essere una fotografia dell’esposizione inconsapevole alle polveri sottili a cui i cittadini spesso sono sottoposti quotidianamente.”

Quali sono stati i risultati? Subito dopo il monitoraggio eravamo tra le zone più inquinate di Roma, ma come? Ci intossichiamo tutti nonostante la nostra valle verde? Ebbene no. Il dato diffuso da Legambiente, innanzitutto, si basa su una sola ora di valutazione della qualità dell’aria. Inoltre, il risultato emerso per quanto riguarda le polveri sottili (Pm10), calcolato durante la mattinata, è stato di 13,2 microgrammi/mc  per media oraria, quando il limite massimo consentito per la salute umana è di 50. Vero, non sono mancati picchi di innalzamento, fino a 123,3; ma “non direi che Garbatella, o Eur, o Tiburtina, sono tra i quartieri più inquinati” ci rassicura Minutolo. 

Non contenti però, siamo andati a verificare  i dati più affidabili dell’Arpa ( Agenzia regionale protezione ambientale), che calcola da 55 stazioni in tutto il Lazio le aree più trafficate tramite sensori inquinanti, in funzione tutti i giorni  dell’anno e  non per una sola ora. Indovinate un po’ cosa è saltato fuori? Prendendo ad esempio il 2018,  seppure i valori sono stati abbastanza elevati, non hanno mai oltrepassato i limiti normativi in tutto l’agglomerato romano. Gli unici superamenti dei valori  massimi  per le polveri sottili sono stati registrati nella Valle del Sacco in Ciociaria. 

Nonostante i dati non siano allarmanti, vi invitiamo comunque a camminare di più, non solo per inquinare meno, ma anche perché, come diceva Alberto Sordi: “Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”.

di Ilaria Proietti Mercuri

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Uccise dagli occupanti tedeschi il 7 aprile del 1944

In ricordo delle dieci donne assassinate al Ponte di Ferro

di Stefano Baiocchi

Prima la deposizione di una corona al Ponte dell’Industria con le bandiere tricolori e i vessilli dell’Anpi, l’Associazione Partigiani, poi il ricordo al Ponte della Scienza con la banda della Polizia Locale di Roma Capitale, che ha messo il sigillo sulla mattinata con l’Inno di Mameli.
Così l’Ottavo Municipio ha commemorato l’eccidio perpetrato dai nazisti il 7 aprile del 1944, quando dieci donne furono barbaramente assassinate per rappresaglia contro l’assalto al forno Tesei, che riforniva le truppe di occupazione. Furono sorprese dai soldati tedeschi con pane e farina, fatte allineare lungo le transenne del cavalcavia in ferro e fucilate.
Una pagina terribile per la nostra città e per il quartiere Ostiense, caduta per troppo tempo nell’oblio, ma ritornata alla memoria dal 1997 dopo che – per volontà della partigiana dei Gap la Medaglia d’Oro Carla Capponi – l’amministrazione capitolina aveva apposto sul luogo un ceppo commemorativo.

in ricordo delle 10 donne

Sul Ponte della Scienza, inoltre,si sono esibite le studentesse del Liceo Pilo Albertelli in una toccante performance teatrale, nella quale hanno rievocato l’eccidio. Mentre per la prima volta, al fianco delle istituzioni presenti con l’assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, è intervenuta anche l’ambasciata tedesca rappresentata dal capo ufficio culturale Annette Walter. Al loro fianco anche Mario Spagnoli, segretario Anpi della sezione Don Pietro Pappagallo. Il Presidente Ciaccheri ha voluto rimarcare l’importanza della memoria tenuta viva grazie al contributo delle nuove generazioni, che con la loro presenza, le loro iniziative per ricordare la Resistenza e costruire un mondo migliore, hanno comunque bisogno del sostegno delle istituzioni e della società civile.

Presente tra il pubblico Gabriella Gullace, nipote di Teresa Gullace che fu uccisa dai militi nazisti mentre tentava di parlare al marito prigioniero dei tedeschi. La vicenda colpì moltissimo la cittadinanza tanto che Rossellini, nel suo capolavoro “Roma Città Aperta”, volle renderle omaggio con la figura della sora Pina interpretata da una magistrale Anna Magnani. La nipote Gabriella riferendosi alla vicenda di Torre Maura ha voluto porre l’accento sull’importanza della commemorazione perché “in questi giorni in cui c’è della gente che si permette di calpestare il pane era doveroso esserci, dove dieci donne sono state trucidate proprio per salvare il pane”.

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L’evoluzione del paesaggio nella Città Giardino

Come cambia il verde alla Garbatella

di Valter Cecilia

Passeggiando tra le strade, le piazze e nei giardini dei lotti si possono osservare diverse varietà arboree: dagli agrumi agli alberi da frutto, come olivi, ciliegi, albicocchi, nespoli e perfino piante tropicali come avocado e banani. Alzando lo sguardo possiamo ammirare i pini marittimi o i cedri del Libano, che si ergono maestosi. Da un po’ di anni sta accadendo che, in occasione di forti raffiche di vento, cadono diversi alberi, soprattutto pini marittimi che sono tra i più diffusi alla Garbatella.  Altre piante, tra cui un pino di Aleppo e una casuarina, fusto di provenienza australiana molto raro, sono state abbattute per motivi di sicurezza, perché erano situate in prossimità  delle case. La perdita di tutto questo patrimonio  verde, che è avvenuta negli ultimi anni,  è dovuta a vari fattori. In primo luogo il riscaldamento globale sta causando fenomeni metereologici di forte intensità, con venti  che spezzano rami e abbattono alberi, a volte anche causando gravi danni. Inoltre il fatto che gli alberi nell’ambiente urbano crescono  tra  l’asfalto o il cemento, fa sì che le loro radici si ammalino: un segno molto evidente è il sollevamento dell’asfalto vicino ai pini. Un’altra causa inevitabile è l’invecchiamento.

Questo porterà nei prossimi anni a un radicale cambiamento del paesaggio: dai pini e alberi ad alto fusto con altre specie  che sono state saggiamente  scelte di media grandezza e di crescita più lenta, come aceri e cipressi. Negli anni Cinquanta, infatti, furono messe a dimora delle piante di alto fusto creando il paesaggio, che abbiamo goduto fino ad ora, ma che potrebbe inevitabilmente cambiare. D’altronde la natura è sempre in perenne mutamento. E’ possibile immaginare che Tremila anni fa su queste colline e nelle valli dove scorreva l’Almone c’era un continuum di boschi. Poi con la nascita di Roma la città ebbe bisogno di molto legno per le costruzioni e per il riscaldamento, materiale che si prendeva nelle immediate vicinanze. Il disboscamento si praticava anche per favorire la pastorizia e l’agricoltura. Più recentemente, verso la fine del 1800, i dati storici ci dicono che, oltre alla pastorizia, sulle colline di San Paolo e lungo la via delle Sette chiese c’erano vigneti e olivi e nelle vicinanze dell’acqua qualche orto e campi a maggese, che  producevano per i bisogni della città, ora Capitale d’Italia, in rapida crescita. Nel lotto 55, dietro la casa che si affaccia su largo Randaccio, c’è in posizione rialzata un olivo secolare probabilmente testimone di quei giorni.

La natura e il verde fanno parte della bellezza della Garbatella e il cambiamento arboreo, che nei prossimi anni avverrà, sarà per migliorare il connubio tra uomo e natura nel benessere di entrambi. Per contrastare il problema del riscaldamento globale è soprattutto nelle città che dovremo piantare alberi, in grado di assorbire l’anidride carbonica ( CO2 ) lì dove si produce e rilasciare ossigeno, dove viviamo e ne abbiamo bisogno. Essi, inoltre, ci rinfrescano in estate con la loro ombra e ci deliziano con la loro bellezza. Piantare alberi deve essere quindi un impegno prioritario dell’Ater, del Comune e dei cittadini, che insieme dobbiamo assumere  per  la nostra salute e per le generazioni future.

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E’ nata una nuova agenzia di stampa territoriale con servizi giornalistici e video

Da oggi “Cara Garbatella” è anche on-line

Da questo mese anche Cara Garbatella, il periodico che racconta la vita dei quartieri dell’VIII Municipio, ha la sua versione on line. Fino ad oggi le notizie si potevano leggere  nel sito dell’Associazione, che è stato trasformato a tutti gli effetti  in una agenzia di stampa territoriale on line, aggiornata quotidianamente da una redazione. E’ un grande passo avanti per l’informazione democratica nel nostro territorio, un Municipio che supera i 160 mila abitanti, pari a una media città italiana.

Il giornale on line, facilmente consultabile digitando “Cara Garbatella”, ha diverse rubriche. Sulla home page si possono leggere gli articoli in tempo reale divisi nei quartieri che compongono il Municipio e corredati da immagini fotografiche: Garbatella, San Paolo, Ostiense,Roma 70, Montagnola, Tormarancio, Ottavocolle e Tor Carbone. Una particolare finestra è stata aperta con “Garba 100” su tutte le iniziative in vista del Centenario (1920-2020). Oltre agli articoli di cronaca, in fondo alla home page sul lato destro ci sono delle utility: storia del giornale, scrittori di Garbatella, la Redazione, i comunicati stampa e presto ci sarà una fotogallery con  immagini antiche e  moderne  insieme agli eventi più interessanti.

Testata Cara Garbatella

 Inoltre l’archivio del periodico  consente di sfogliare tutte le pagine a partire dal 2005 o fare una rapida ricerca per autore. Infine, come nelle più moderne redazioni giornalistiche, Cara Garbatella on line produce, per le notizie più rilevanti, veri e propri servizi video. Infatti  in fondo alla home page, si possono consultare alcune rubriche:  video sulla Garbatella,  locandine  e presto sarà presente uno spazio dedicato ai film girati nello storico Rione.(g.riv.).

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E’ degli anni Trenta la prima chiesa parrocchiale della Garbatella

San Francesco Saverio

di Enrico Recchi

San Francesco Saverio è stata la prima chiesa parrocchiale della Garbatella, in un quartiere dove la presenza dei sacerdoti, fino all’inizio degli anni Trenta, era limitata al  presidio della storica “chiesoletta” di Sant’Isidoro ed Eurosia su via delle Sette chiese. Costruita tra il 1931 e il 1933, quando fu eretta a sede parrocchiale, su progetto dell’architetto Alberto Calza Bini domina piazza Damiano Sauli insieme all’imponente edificio scolastico “Cesare Battisti”.

La posizione della chiesa nel quartiere è davvero strategica. Infatti, insieme alla adiacente scuola elementare, caratterizza l’intera piazza, che può essere considerata il centro dell’urbanizzazione della Garbatella. La piazza diventa, così, quasi uno spazio ideale con le case del lotto XIX, progettate da O. Casali,  sullo sfondo a fare da quinta scenografica.  L’edificio razionalista, ultimato nel 1940, con i suoi  archi che conducono verso via Magnaghi fa da separazione tra il nuovo spazio della piazza e i lotti alle spalle costituiti dai villini residenziali degli anni Venti. Ma  chi era il santo a cui è stata intitolata la chiesa?

Francisco de Jasso Azpilicueta Atondo y Aznares de Javier, comunemente noto con il nome di  Francesco Saverio, è stato un missionario gesuita assai attivo nella diffusione del cristianesimo in Asia. Nato nel 1506 da nobile famiglia, era stato poi costretto a fuggire dalla Spagna quando la sua casata era caduta in disgrazia perdendo tutti i propri beni. Rifugiatosi in Francia, aveva studiato teologia alla Sorbona di Parigi, dove conobbe Ignazio di Loyola, al quale si legò partecipando alla fondazione della Compagnia di Gesù.

San Francesco Saverio alla Garbatella
Una foto degli anni 50 della parrocchia di San Francesco Saverio a piazza Damiano Sauli

Su richiesta del re del Portogallo, Papa Paolo III decise di inviare missionari per evangelizzare le nuove colonie nelle Indie Orientali. Francesco quindi partì da Lisbona nel 1541 ed arrivò nella colonia di Goa in India dopo un anno di viaggio. Poi da qui portò il Vangelo anche a Taiwan e nelle Filippine. Successivamente arrivò in Malesia e in Giappone nel 1549,  ma ammalatosi morì nell’isola cinese di Sancian  il 3 dicembre 1552. Venne sepolto nella chiesa dei Gesuiti di Goa, ma una sua reliquia è conservata a Roma nella chiesa del Gesù, chiesa madre dell’ordine.

Fu fatto santo assieme a Ignazio da Loyola nel 1662 da Papa Gregorio XV. Festeggiato il 3 dicembre è considerato il patrono delle missioni ed ecco spiegato anche perché la chiesa, consacrata nel  1939, venne intitolata al missionario spagnolo in un quartiere dove la toponomastica è dedicata in parte proprio ai missionari cattolici nel mondo.

La chiesa non è composta soltanto dall’edificio di culto vero e proprio, ma anche dai locali parrocchiali che si trovano nei due corpi laterali lungo via G. Rho e via D. Comboni. Alle sue spalle oggi si trova il teatro Garbatella, un tempo sede del cinema parrocchiale.

La facciata con tre entrate ha due colonne, che incorniciano l’ingresso principale con intorno paraste e decorazioni in travertino che risaltano sulla struttura di mattoni. In cima sorge la cupola monumentale e maestosa, che è ben visibile da tutto il quartiere.

L’interno, a croce latina, è composto da tre navate con quella centrale dalla volta a botte e in fondo un corto transetto. L’ambiente è molto luminoso grazie alle alte finestre del tamburo e a quelle più piccole delle navate laterali. All’interno non ci sono decorazioni di rilievo.

La piazza è davvero un esempio di come venivano concepiti gli spazi urbani nei primi decenni del XX° secolo: la Scuola, la Chiesa, i Giardini, le Case di abitazione a delimitare gli spazi di un centro di aggregazione della comunità. Per molto tempo una simile concezione urbanistica è stata criticata, anche per i risvolti politico ideologici che rappresentava, per essere poi rivalutata ai nostri giorni. Un pensiero a tutti quelli che per lunghi anni hanno criticato sistematicamente e aprioristicamente la Garbatella per come era stata costruita e concepita senza riflettere minimamente su come ci avevano vissuto bene i suoi abitanti (e ci vivono bene ancor oggi).  Un raffronto con le attuali periferie romane oggi risulterebbe davvero impietoso.

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I risultati locali delle elezioni politiche dopo la Liberazione

Quel 18 aprile del ‘48 a Ostiense e Garbatella:  sconfitto per un pugno di voti il Fronte democratico

di Gianni Rivolta

Il clima  alla vigilia delle prime elezioni politiche dopo la Liberazione assunse toni apocalittici già molto prima  del 18 aprile. La chiesa intervenne pesantemente nella competizione  con una serie di lettere pastorali indirizzate al clero e la costituzione dei Comitati civici guidati da Luigi Gedda, allora vicepresidente dell’Azione cattolica. L’esigenza, espressamente sollecitata dal pontefice Pio XII, era quella di costituire una organizzazione anticomunista per promuovere la fondazione di una “nuova civiltà cristiana”, creare un argine all’aumento dei consensi ai partiti di sinistra e ai movimenti qualunquisti di destra, che si erano espressi nelle elezioni siciliane dell’aprile 1947. Molti ambienti della curia vaticana ritenevano debole la politica centrista della Dc di De Gasperi e ne auspicavano una più netta collocazione su posizioni conservatrici.

Il Pci di Garbatella, guidato dal segretario Mario Sperati, mobilitò tutte le sue forze, dalle pattuglie garibaldine giovanili ai vecchi partigiani dell’Anpi. Inoltre si costituì la Consulta popolare di quartiere, che aderì insieme all’Assemblea delle donne al Fronte democratico. Nelle note delle Questure al Ministero dell’Interno sembrava di essere alla vigilia di una svolta rivoluzionaria: il Pci, pronto al colpo di Stato, avrebbe attivato squadre di militanti del “servizio d’ordine” . Intanto la Polizia, in quelle settimane, avviò un esteso rastrellamento delle borgate e delle campagne in cerca di armi, per addebitarne il possesso ai comunisti e terrorizzare l’opinione pubblica col “pericolo rosso”. A Tormarancio e in alcune grotte sulla via Ardeatina vennero rinvenute mitragliatrici,  cassette di munizioni, caricatori, tritolo e cartucce.

Tutti i giorni nel quartiere si tenevano una riunioni di caseggiato e comizi nei luoghi di lavoro. Il Fronte democratico si era costituito a livello di base con l’adesione delle sezioni territoriali del Pci, Psi, Partito d’Azione, Unione donne italiane e altri organismi collaterali. La campagna entrò nella fase più acuta nel mese di aprile. Il giorno 7 Pompilio Molinari , dirigente metalmeccanico, tenne un comizio a Garbatella, Berlinguer a Testaccio e Mazzoni a Ostiense. Qualche giorno dopo alle case rapide parlarono D’Onofrio e Segre. I toni trionfalistici di Togliatti sulle pagine della stampa comunista lasciavano prevedere una facile e schiacciante vittoria. Si andò alle urne e, nonostante il dispiegamento di forze e un grande attivismo dei militanti, la sconfitta fu bruciante. La Democrazia cristiana il 18 aprile 1948 fece il pieno. La Dc era quasi il doppio del Fronte.  I dati  delle elezioni a Roma per la Camera erano lapidari. Fronte popolare quasi 240 mila voti (27,3%), Dc 455 mila (51%). I risultati evidenziarono l’incapacità della lista con l’effige di Garibaldi di attirare i suffragi dei ceti medi. I deputati comunisti eletti furono 141 e solo 52 quelli socialisti. Il gruppo comunista era il secondo raggruppamento parlamentare dopo la Dc. Una magra consolazione.

Manifesti elettorali delle elezioni politiche 1948
Manifesti elettorali delle elezioni politiche 1948

Per tornare ai dati romani Il Fdp vinse solo in alcune borgate e quartieri come a Donna Olimpia, Forte Aurelio,Gordiani, Pietralata, Primavalle, Casilina, Quadraro, Ponte Galeria, Magliana, Portuense, Acilia e Centocelle, in qualche caso per poche decine di voti in più. A Ostiense-Garbatella ( non è stato possibile avere dati disaggregati) vinse per un pelo la Dc con 13.542 voti contro i  12.990 del Fronte.

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In pericolo gli orti urbani su via del Tintoretto.Intervista al presidente Gianni Fattorini

S.O.S.“Ortolino”

di Daniele Ranieri

Uno dei più  grandi orti urbani  di Roma l’Ortolino rischia di chiudere o almeno di vedersi fortemente ridimensionato a causa del progetto comunale di costruirci nel bel mezzo una rotatoria stradale.

L’Ortolino è nato nel 2015, su quasi un ettaro di terreno che fino allora faceva parte di una area più vasta trasformata in una  immensa discarica di materiali edili. I costruttori delle aree vicine avevano individuato quell’area verde, ai confini di via del Tintoretto,  come luogo ideale per gettarci senza spesa mattoni e mattonelle, grandi blocchi di cemento e altro materiale di risulta.

Gli abitanti della zona stanchi di avere sotto casa questo panorama degradato,  decisero di rimboccarsi le maniche e di  liberare il terreno restituendolo alla sua originaria destinazione di verde pubblico. Riuscirono a spese loro e con grande fatica a bonificarlo completamente. A quel punto  ad alcuni venne l’idea di trasformarlo in un area destinata a orti urbani. Si costituirono in associazione e quindi con le carte in regola avanzarono la richiesta al Comune di avere in concessione parte del terreno. Nacque così l’Ortolino. Un area di 123 lotti di 50 metri quadrati ciascuno,  5 metri per  10, su cui oggi coltivano circa 200 famiglie, cioè oltre 600 persone.

La storia ce la racconta il Presidente dell’Associazione, ex ufficiale dell’esercito, Gianni Fattorini ,che coordina l’attività affiancato dai  sette componenti del direttivo dell’Associazione eletti dai soci.

“Ottenuta la concessione dal Comune, per prima cosa si è provveduto a far analizzare chimicamente il terreno  per capire se il lungo periodo in cui è stato adibito a scarico di materiali avesse lasciato tracce di inquinanti. Anche i primi prodotti coltivati vennero  sottoposti a severi  test. I risultati conclusero che era tutto perfettamente a posto. A quel punto sono iniziate le assegnazioni e la coltivazione di verdure e ortaggi  rigorosamente biologici. Nell’area è infatti proibito l’uso di fertilizzanti aggressivi e di pesticidi. Due anni fa è stato scavato persino un pozzo e una cisterna per irrigare gli orti, collegato poi a un impianto di distribuzione a goccia, per ottimizzare l’uso dell’acqua. Nel tempo l’Ortolino-prosegue il presidente- è diventato una comunità. Le persone si scambiano gli attrezzi e i consigli. Si aiutano quando ci sono oggetti pesanti da trasportare e svolgono insieme i lavori di sistemazione dei vialetti, dei terrazzamenti, di abbellimento delle  aree comuni. Entrando c’è un’area coperta con  dei tavoli e delle sedie.  E’  l’unico punto di ritrovo per i cittadini della zona a parte il vicino centro commerciale. E’ in programma anche  la costruzione di un campo da bocce e un percorso sportivo attrezzato. Poi, improvvisa, la doccia fredda. Dall’altra parte della strada, sui terreni che compongono il Parco del Tintoretto, iniziano ad apparire tecnici comunali che svolgono dei sondaggi. Si viene così a sapere che il Comune ha l’intenzione di costruire una bretella stradale di quattro corsie, che unisca via di Vigna Murata con via del Tintoretto, dividendo il Parco in due monconi. Ai lati della strada sono previste la collocazione di un Ipermercato Esselunga e forse di altre costruzioni ad uso residenziale. La terza rotatoria, inoltre, occuperà una buona parte degli attuali orti. Eppure fino a pochi giorni prima- conclude Fattorini- stavamo discutendo con il Comune delle migliorie da apportare agli orti e nessuno aveva accennato a costruzioni stradali imminenti.”

ortolino ottavo colle
Manifesti di protesta davanti all’Ortolino in via del Tintoretto
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L’INIZIATIVA DEL COMITATO DI QUARTIERE GROTTA PERFETTA

aree verdi

Altre due aree verdi da tutelare: in corso una petizione a Roma 70

Continua l’impegno del Comitato di quartiere Grotta Perfetta per strappare al degrado le aree verdi del territorio. Questa volta si tratta dell’ex Punto Verde Qualità 10/11, una porzione di circa cinque ettari fortemente degradata, situata alle spalle di Rinnovamento e tagliata in due da via Calderon della Barca. “La parte verso via dell’Annunziatella – spiega il Presidente del Cdq Mario Semeraro – era stata data in concessione ad una società, che vi costruì un edificio mai aperto al pubblico; doveva essere forse un asilo nido, ma fu edificato  in spregio delle norme paesaggistiche, per cui la concessione gli venne ritirata con un danno erariale notevole, in quanto la società affidataria aveva contratto un mutuo garantito dal Comune di Roma. La parte verso viale Londra, invece, confina proprio con il Parco di Tormarancio. Le firme che stiamo raccogliendo sottoscrivono una richiesta alla Regione Lazio affinché riconosca queste zone come aree protette  contigue  al Parco dell’Appia Antica, facendole ricadere  perciò sotto il suo controllo e la sua tutela. Oltre alla raccolta delle firme ci impegneremo anche per sollecitare l’adesione di volontari che in futuro adottino l’area”.

La zona è di grande valore storico e paesaggistico. Si sviluppa intorno a due corsi d’acqua appartenenti alla Marrana di Grotta Perfetta ( il fosso del Grottone è uno dei  suoi rami principali) in gran parte intubati per la realizzazione di diversi quartieri, il che ha  fortemente compromesso la  funzione idrogeologica.  La morfologia dell’area – si legge nel documento del Cdq – è caratterizzata dalla presenza di una profonda incisione valliva, delimitata da versanti a forte pendenza (Via Calderon della Barca), che si è impostata sui depositi vulcanici relativi all’attività esplosiva più antica del Vulcano dei Colli Albani. Dal punto di vista botanico, inoltre, la presenza di alberi da frutta, mele cotogne accanto ad alberi di fico e melograni, rivela un’antica conoscenza di impianto di villa agricola romana.

“L’area – aggiunge il presidente del Cdq – è la prosecuzione naturale del Parco dell’Appia Antica e, più specificamente del settore recentemente annesso, ovvero il Parco di Tormarancia.  E’ importante, dunque, la ricostruzione dell’unità territoriale e paesaggistica tra queste aree di alto valore culturale e ambientale, per ricomporre un sistema unitario che consenta la fruizione continua e controllata del territorio da parte e con la collaborazione dei cittadini ”(s.gir.)

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Dopo la manifestazione di protesta per le strade di Ottavocolle

Ancora incerto il destino del Parco  Tintoretto

C’è ancora tanta incertezza tra gli abitanti di Ottavocolle
sul destino del Parco del Tintoretto. Dopo la manifestazione di protesta, che
ha visto scendere in piazza più di mille tra cittadini e associati
dell’Ortolino, non si sono ancora diradate le nubi sulla fatidica superstrada
che taglierebbe in due il quartiere e danneggerebbe notevolmente il pozzo  di pertinenza degli orti urbani.

Per ora alcuni rappresentanti dell’opposizione
al Campidoglio hanno presentato la richiesta di convocazione urgente della
commissione urbanistica sul programma di Vigna Murata, ma ancora sembra non sia
stata avanzata una vera e propria proposta di delibera per la salvaguardia del
parco e degli orti. Anche la maggioranza 5 Stelle non è rimasta insensibile
dopo l’appello lanciato dai cittadini. I consiglieri pentastellati capitolini,
infatti,hanno presentato una mozione in cui si chiede alla Sindaca Raggi e
all’assessore competente di muoversi in tempi rapidi su più piani per trovare
una soluzione, che preveda la cancellazione della strada “garantendo però i
fabbisogni funzionali del programma urbanistico esecutivo e convenzionato di
Vigna Murata sottoscritto ormai 8 anni fa”.Ma sembra difficile poter salvare
capra e cavoli. Intanto tra le iniziative in cantiere è stata annunciata una
manifestazione in piazza del Campidoglio per sollecitare la soluzione del
problema (g.riv.).

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Notizie brevi garbatella

Apre la nuova accademia di Belle arti

Apre la sede romana di NABA Nuova Accademia di Belle Arti, una proposta multidisciplinare che avvicina formazione e realtà culturale della città per far crescere nuovi talenti nella Capitale.

Il campus si trova nel cuore del Municipio Roma VIII, in via Ostiense, in una sede di circa 3.700 mq all’interno di due edifici storici di inizio Novecento, nella suggestiva area compresa tra l’archeologia industriale del Gazometro e del nuovo ponte dedicato a Settimia Spizzichino a Garbatella.

Una nuova opportunità per tutte le ragazze e i ragazzi dell’Italia centrale e meridionale offerta dal principale gruppo italiano nella private education in ambito moda, arte, design e media con oltre 8.000 studenti già formati nei loro corsi.

Presentata la Casa del Municipio

Venerdì 12 aprile  alle ore 18:30 presso il coworking “Millepiani”, via Niccolò Odero 13, si è tenuto un incontro di presentazione dell’Avviso Pubblico per la costituzione della Casa del Municipio.

Possono candidarsi ad essere parte di questo nuovo strumento di cui si dota la nostra amministrazione tutte le Associazioni, Onlus, Fondazioni, che operino nel Municipio VIII e che realizzino azioni negli ambiti del sociale a tutto tondo. 

Errata corrige

Nel numero di marzo di Cara Garbatella all’articolo di pag.5 “Viale L.da Vinci: ripristinata la viabilità originaria.Approvato il progetto del Municipio” è stato erroneamente attribuito un occhiello sbagliato: “Una operazione da 18 milioni di euro”. E’ del tutto evidente che ripristinare la viabilità di una strada non comporti una spesa così rilevante, ma si tratta di un errore di impaginazione. Ce ne scusiamo con Fabrizio Fagiani autore dell’articolo.

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Più di mille cittadini per le strade di Ottavocolle

Monta la protesta per salvare il Parco del Tintoretto

Di Gianni Rivolta

“ La strada si blocca l’Ortolino non si tocca” “ Il quartiere è una comunità non si divide a metà” “Lotta dura per la verdura”. Con questi slogan più di mille cittadini dietro uno striscione verde “ Salviamo il parco del Tintoretto e l’Ortolino” hanno manifestato democraticamente per le strade di Ottavocolle. La marcia di protesta contro la costruzione della superstrada, che collegherebbe via di Vigna Murata con via del Tintoretto è partita dalla parrocchia di San Vigilio per arrivare agli orti urbani dell’Ortolino, danneggiati dalla costruzione di una rotatoria per facilitare la circolazione.

Gli organizzatori della manifestazione e i politici presenti: dal presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri al consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo, hanno preso l’impegno di presentare la richiesta di una convocazione urgente del Consiglio comunale per discutere una proposta di delibera che riveda la convenzione urbanistica già firmata nel dicembre 2017. Un accordo che prevede la costruzione, oltre al collegamento stradale di quattro corsie con tre rotatorie, di un centro commerciale e un palazzo di quattordici piani. Insomma una colata di cemento ritenuta del tutto inutile per il quartiere.

La giornata si è chiusa con la promessa di portare nelle prossime settimane la protesta in piazza del Campidoglio. Hanno aderito i Comitati di quartiere del IX Municipio, Legambiente Garbatella, Italia nostra, l’Associazione Insieme per Ottavocolle, il gruppo municipale di Retake.    

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Altrevie Programma di Aprile 2019

Venerdì 5  – ” BLACKKKLANSMAN”
regia:  Spike Lee

Anni 70. Ron Stallworth, poliziotto afroamericano di Colorado Springs, deve indagare come infiltrato sui movimenti di protesta black. Ma Ron ha un’altra idea per il suo futuro: spacciarsi per bianco razzista e infiltrarsi nel Ku Klux Klan.
Con Francesco Castracane
Via Caffaro 10 – ore 20.30 apericena – ore 21 spettacolo
Contributo con tessera annuale €4

Sabato 6 aprile “Il canto dei popoli”
” Vele Latine”  

un viaggio nel mediterraneo tra storie e aneddoti musicali attraverso il filo
conduttore delle danze moresche presenti, in modi e forme diverse, in tutta l’area del mare nostrum
con
nando citarella voce e tamburi a cornice
raffaele mallozzi organetti
cristina majnero clarinetti
daniele ercoli contrabbasso

Contributo € 10

Prenotazione consigliata: paolo.faiella.58@gmail.com
Ore 21.00 | Via Caffaro 10

Domenica 7 aprile
La musica sacra di J.S.Bach (1685–1750)
“La passione secondo Matteo”( parte 1)

La Passione secondo Matteo è una composizione sacra di Johann Sebastian Bach. Si tratta della trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo nella traduzione tedesca di Martin Lutero, inframezzata da corali e arie su libretto di Picander.

Prosegue il nostro viaggio musicale in compagniadi GIOVANNI LA TORRE.

ingresso gratuito        Ore 10.30 Via Caffaro 10

Venerdì 12 aprile  Insyriated ”   
      Regia di‎: ‎Philippe Van Leeuw

Mentre la guerra infuria in Siria, una madre di Damasco tenta di tenere unita e proteggere la propria famiglia mentre un cecchino si posiziona fuori dalla loro casa, costringendo i protagonisti ad una esistenza claustrofobica.

con Francesco Castracane

Via Caffaro 10 – ore 20.30 apericena – ore 21.00 spettacolo

Contributo con tessera annuale € 4

Domenica 14 aprile
La musica sacra di J.S.Bach (1685–1750)
“La passione secondo Matteo”  (parte 2)

La Passione secondo Matteo è una composizione sacra di Johann Sebastian Bach. Si tratta della trasposizione musicale dei capitoli 26 e 27 del Vangelo secondo Matteo nella traduzione tedesca di Martin Lutero, inframezzata da corali e arie su libretto di Picander.

Con “La Passione” si conclude  “guida all’ascolto”  il nostro viaggio musicale in compagnia di 

GIOVANNI LA TORRE
…….. arrivederci a ottobre 2019

ingresso gratuito        Ore 10,30 Via Caffaro 10

Venerdì 19  ” Maria by Callas ”
Regia di‎: Tom Volf

Violetta fragile, Gilda risoluta, Norma autoritaria, Alceste vibrante, Medea incandescente, Amina incantevole, Aida toccante, Lucia leggendaria, Ifigenia sontuosa, Imogene travolgente, Lady Macbeth unica, Tosca sbalorditiva, Maria Callas è stata tutte, è stata tutto e ben altro ancora. Fu da principio il mistero di una voce. Infinitamente plastica, alle volte cruda, sempre anarchica. Una voce che oggi è una referenza assoluta.

con Francesco Castracane

Via Caffaro 10 – ore 20.30 apericena – ore 21 spettacolo

Contributo con tessera annuale €4

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NELLA SCUOLA elementare di Via alessandro ValiGnano

Ancora i soliti ignoti alla Alonzi: svaligiato il deposito della mensa

di Franceca VITALINI

I recenti fatti di cronaca che vedono protagonista l’elementare “Aurelio Alonzi” sono ben noti: quattro furti si sono succeduti in appena ventiquattro giorni. L’ultimo in ordine di tempo è stato messo a segno nella notte tra il 21 e il 22 febbraio con un ricco bottino composto da derrate alimentari, sottratte dalla dispensa della mensa. Nelle incursioni precedenti, invece, sono stati presi di mira i distributori automatici di merendine e bevande, ora rimossi. Non è ovviamente l’unica scuola romana a subire, con una certa ciclicità, attacchi di questo tipo, ma la “generale” frequenza di razzie e vandalismi negli edifici scolastici del territorio capitolino non elimina quel senso di “particolare” frustrazione, spaesamento ed insicurezza che nasce quando ad essere colpito è il welfare locale, ossia quel servizio di prossimità vissuto quotidianamente dalle tante famiglie del quartiere come la scuola sotto casa. Un senso di spaesamento e fragilità che accomuna tutti i rappresentanti di tale microcosmo: dirigenza scolastica, insegnanti, personale interno alla struttura, genitori e bambini, sui quali si riversano, ahinoi, le principali conseguenze di distruzioni e trafugamenti di un ambiente che dovrebbe essere confortevole e sereno per il loro benessere.

Prontamente avvertiti le forze dell’ordine e gli uffici tecnici, ora l’Alonzi si trova a fare i conti dei danni subiti, come i costi per il reintegro della merce rubata, le riparazioni da sostenere nel più breve tempo possibile, gli interventi necessari per il miglioramento della sicurezza dell’istituto, la disinfestazione dei locali, che si sommano alle spese ordinarie e straordinarie della gestione di una struttura così complessa. “Operazioni non semplici perché la scuola è una pubblica amministrazione sui generis ed ogni volta c’è di mezzo una burocrazia molto articolata, composta come ricorda Patrizia Martinelli, responsabile del plesso – da tanti attori pubblici e privati, che dovrebbero dialogare tra loro per il benessere della stessa scuola con modalità rapide ed efficaci, cercando di evitare conflitti di competenza”. Un frazionamento di responsabilità e di intervento, frutto di un imperfetto decentramento amministrativo, che non facilita un obiettivo caro a tutti i protagonisti coinvolti nella vicenda: il miglioramento della vita scolastica.

La rappresentanza dei genitori, dal proprio canto, scongiurando lungaggini ed immobilismi vorrebbe essere rassicurata, oltre che su un tempestivo intervento dell’amministrazione pubblica nei confronti dei bisogni strutturali di sicurezza del plesso, anche sulla definitiva sistemazione dell’impianto termico (con la sostituzione e il collaudo della caldaia prima dell’inizio del nuovo anno scolastico), già messo a dura prova da un guasto tecnico, che aveva lasciato (unica scuola del Municipio VIII) le classi al freddo al ritorno delle vacanze natalizie con sospensione dell’attività didattica per alcuni giorni. La scuola di via Alessandro Valignano ospita attualmente 317 studenti delle elementari ed è situata in una zona densamente popolata, quella della Circonvallazione Ostiense. Vide la luce nel lontano 1935, verosimilmente come progetto di Angiolo Mazzoni, architetto futurista, sotto la proprietà dell’Istituto Postelegrafonici (IPOST), come scuola annessa e integrata a un convitto per orfane di dipendenti delle Poste. Solo alla fine degli anni Settanta divenne un edificio scolastico pubblico.

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riceviamo da G. M. Arcidiacono e volentieri pubblichiamo

L’ultimo saluto al vetraio
della Garbatella e a un angelo del 118

Alberto Casagrande
Alberto Casagrande e Mirella Arcidiacono alla fontana di carlotta

Mentre La Garbatella festeggia i suoi 99 anni con tante belle iniziative è colpita dalla perdita di due carissime persone.

Il 17 febbraio se n’è andato Alberto Casagrande, il famoso vetraio di Circonvallazione ostiense. Con i suoi disegni e le  sue foto antiche è stato un grande collaboratore dell’associazione il Tempo  ritrovato. Alberto, tra l’altro, era compagno di scuola di Carlo Acciari, che  disegnava e dipingeva anche lui in modo completamente diverso, partecipava ogni anno ai presepi di Piazza del Popolo con la sua opera in vetro. Nato il 12 novembre del 1927, come dono ha lasciato a coloro che gli hanno dato l’estremo saluto un suo disegno, che rappresenta la fontana Carlotta. Ci piace pensare che  ora rincontrando Carlo, il suo compagno delle elementari, stiano insieme in  Paradiso a dipingere. L’ultimo saluto ad Alberto Casagrande è stato dato da Don  Franco Amatori, ex Parroco di Santa Galla, presso la chiesa di Nostra Signora di  Lourdes a Tormarancia.

Un altro grande lutto è quello che ha colpito piazza Caterina Sforza 6, con l’improvvisa morte di Antonio Carnevale, infermiere  sensibilissimo dell’ARES 118 e volontario fin da giovanissimo della Comunità di  Sant’ Egidio. Antonio era molto conosciuto per la sua bontà e disponibilità sia sul lavoro che nell’opera instancabile di volontariato. Lo ha ricordato nell’omelia il  sacerdote in una affollatissima chiesa di Santa Maria in Trastevere. Alle famiglie  Casagrande e Carnevali Ramaglia le più sentite condoglianze dalla Garbatella tutta

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