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“Il cuore di un quartiere in 100 battiti di luce”: al Museo delle Mura una mostra fotografica sulla Gartabella

“Ho cercato di rendere perpetui gli attimi fuggenti di questo quartiere.” Con questa frase di Zhanna Stankovych, riportata su un pannello, si apre la mostra fotografica dedicata alla Garbatella, ospitata dal 16 dicembre al 18 febbraio dal Museo delle Mura, presso la porta di San Sebastiano. La fotografa, originaria dell’Ucraina, vive ormai a Roma da molti anni ed è rimasta affascinata dalla poesia e dall’autenticità di questo suggestivo quartiere. Rispetto al centro storico, costellato di musei e monumenti, Garbatella apparentemente ha poco da offrire. Ma è proprio camminando per le strade, per i lotti popolari e per le piazze che si apprezza il suo valore più grande: le persone.

mostra fotografica al museo delle mura

Il riscatto di Piero Patriarca

Scorci architettonici, vedute dall’alto, interni di locali e abitazioni, terrazze, cortili e tanto altro. In tre stanze del secondo livello delle mura Aureliane è possibile ripercorrere la storia di un intero quartiere tramite decine di fotografie in bianco e nero. Alcune immagini raffigurano luoghi ben noti: piazza Pantero Pantera, via delle Sette Chiese, piazza Brin. Altre, invece, rendono omaggio a persone comuni e ormai dimenticate.

Questo è il caso di Piero Patriarca, ex detenuto senza fissa dimora venuto a mancare quattro anni fa all’età di settant’anni. Dopo essere uscito dal carcere e aver perso il precedente lavoro, ha messo su un banco di riviste e libri usati che nel tempo ha avuto successo al punto da diventare nel 2000 una vera e propria associazione, “La Forchetta”. Patriarca non ha dato solo una svolta alla propria vita ma anche a tutti coloro che, emarginati come lui, sono riusciti a trovare lavoro grazie alla sua intraprendenza.
All’inizio trasportava la merce con un carrello della spesa, a Ostia, e chiedeva libri usati ai sacerdoti e ad altre persone che conosceva. I primi volantini erano scritti a mano e distribuiti qua e là, ma col passare degli anni molta gente si è accorta di lui e la sua attività è diventata una piccola impresa. Con un vecchio furgone, regalato da un amico, Patriarca e i suoi colleghi hanno iniziato a fare lavori di pulizie, sgomberi e piccole ristrutturazioni.

“Tre anni fa ho fatto un lavoro fotografico alla Garbatella, e in quell’occasione ho conosciuto Piero, un uomo diverso, con una presenza contraddittoria, colto e brillante ma allo stesso tempo disagiato e solo.” Così l’ha ricordato la Stankovych in un’intervista rilasciata al quotidiano il Messaggero due anni fa.

Storie di Garbatella

Anziani affacciati alla finestra, donne che stendono le lenzuola sulle terrazze dei lotti Ater, bambini che giocano nell’oratorio San Filippo Neri, quello che fu di padre Guido. La fotografa dà particolare risalto a due figure del quartiere, Dante Pica e Anna Maria Baiocchi. Il primo, appassionato di meccanica, ha costruito un presepe artigianale. La seconda, invece, ha contribuito con Legambiente alla riqualificazione del parco della Regione. Sorprendono, poi, due scatti riservati a Mira, una donna senza fissa dimora che vive in un camper dando da mangiare ai piccioni della zona.

la fotografa ucraina Zhanna Stankovych
Zhanna Stankovych

La fotografa Zhanna Stankovych

Credo che sia proprio a persone come Mira che la fotografa abbia voluto dedicare questa mostra. Originaria dell’Ucraina, Zhanna Stankovych arriva a Roma venticinque anni fa. Pianista e compositrice di professione, coltiva anche la passione per la letteratura e la fotografia. Con il reportage dedicato a Piero Patriarca, presente nella mostra, ha vinto nel 2022 il premio Sarajevo Photo Festival, e alcuni suoi lavori sono stati esposti ai “Rencontres de la Photografie” di Arles, il più importante festival fotografico europeo. A Roma ha già tenuto tre mostre personali – Dove sorge il sole, Mondo ex e Marte Nostrum, premiata al Campidoglio al concorso nazionale “Alberoandronico”.

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Al Palladium una serata evento per ricordare Francesco Valdiserri

Il posto giusto

Non sarà solo uno spettacolo quello di Venerdì 19 gennaio 2024 alle ore 19:30 al Teatro Palladium, sarà una serata evento, organizzata da Paola Di Caro e Luca Valdiserri  per ricordare il figlio Francesco, morto a diciotto anni in un incidente stradale sulla Cristoforo Colombo poco più di un anno fa. Nessuno a Garbatella ha dimenticato quel tragico evento. Ed è qui che i genitori e gli amici hanno scelto di ricordarlo.

Il tema della serata

Il titolo dell’evento è “Il posto giusto – Francesco e il suo mondo: come trasformare una morte in vita” e vuole essere una risposta alla frase che in molti hanno pensato quella sera “essere al posto sbagliato nel momento sbagliato”. Come dice il papà Luca invece “Francesco era al posto giusto con il suo amico Niccolò. Stava tornando a casa dopo essere stato al cinema. Al posto sbagliato non era lui, ma chi lo ha investito.”

Il tema quindi è il ricordo del passato proiettato però in un futuro in cui la sicurezza stradale ha uno spazio importante ed essenziale per tutti.

La Fondazione Teatro Palladium Roma Tre ha accolto e supportato l’iniziativa sia per il valore affettivo legato al territorio, ma anche e soprattutto per “dare spazio ad un evento che vuole accendere i riflettori sulla sicurezza stradale, sui giovani, sui loro bisogni e sull’educazione al rispetto di se stessi e degli altri e su un divertimento responsabile”.

Il programma

La serata si articolerà in diversi momenti, in una sorta di staffetta sul palco.

Si inizierà con la proiezione del docu-film  Il posto giusto di Stefano Cormino girato durante il concerto in ricordo di Francesco, organizzato a Parco Schuster il 29 settembre 2023. Vi hanno partecipato gli Origami Smiles, la band di cui Francesco era il cantante, e le altre band di amici che hanno condiviso, prima e dopo, la grande passione per la musica di Francesco: Cateepp; Cosmonauti Borghesi, 16Jpeg & CBR-320; Neue Ӓra, Purple Light, Rapacio Band e Sutura.

“ll posto giusto Francesco e il suo mondo: come trasformare una morte in vita” proseguirà quindi con una piece teatrale : “Ragazzi, amate la vita! Storia di Fra e Lore”, con la regia di Caterina Rugghia dell’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio d’Amico, interpretato da Federico Diana e Domenico Sorrentino.

Lo spettacolo mette in scena due ragazzi diciottenni che si raccontano a vicenda la vita e le emozioni che hanno vissuto e quelle che, qualche scriteriato ubriaco alla guida, ha loro sottratto per sempre. Il testo nasce da un articolo scritto da due padri, Stefano Guarnieri e Luca Valdiserri, di ragazzi vittime della strada, Lorenzo e Francesco. E’ già stato presentato a Firenze durante il Next Gen Festival e anche a Cinecittà in occasione della Giornata nazionale per le vittime sulla strada.

E infine sarà dato spazio alla musica che Francesco amava tanto. Saliranno quindi sul palco diversi gruppi che comporranno la Dienach Magic Orchestra. Dienach era il nome che Francesco usava sui social.  Nella scaletta anche “Rabbit Queen”, scritta dal giovane Valdiserri e musicata dai suoi amici Nicco, Giulio e Daniel.

Le altre iniziative

Luca Valdiserri, insieme a sua moglie Paola Di Caro, hanno avviato molte altre iniziative in questo anno trascorso dalla morte di Francesco. Tra le altre ricordiamo quella organizzata insieme all’associazione Controchiave la rassegna “24 frame al secondo”, che inizierà il 21 gennaio prossimo: un concorso per ragazzi dai 16 ai 23 anni, che dovranno realizzare corti di 10 minuti. Tutto il materiale sarà esaminato da una giuria presieduta dal regista Paolo Virzì, con premiazione finale fissata al 13 aprile 2024.

Come dichiara Paola Di Caro, “Questa rassegna ha l’obiettivo di esortare i ragazzi ad impegnarsi a fare qualcosa, a non sprecare la vita, per amore e per rispetto di chi questa vita avrebbe ancora voluto viverla, come Francesco”.

Foto di Francesca Della Ratta

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Altre due pietre d’inciampo alla Garbatella, in memoria di Libero De Angelis e Giuseppe Felici

Una mattinata all’insegna della memoria in via Guglielmo Massaia, nel cuore della Garbatella dove, in presenza di due classi delle scuole medie Moscati e Macinghi Strozzi, sono state installate due nuove pietre d’inciampo al civico 22 e 65, dedicate al ricordo di Libero De Angelis e Giuseppe Felici, giovani partigiani uccisi dai soldati tedeschi durante la Resistenza.

Il primo, socialista delle brigate Matteotti e collaboratore dell’Oss ( i servizi segreti americani), cresciuto nel Lotto 28, venne arrestato in seguito ad una delazione e condotto nel famigerato carcere di via Tasso il 3 aprile del ’44, per poi essere trucidato dai nazisti in fuga insieme ad altri 13 prigionieri sulla via Cassia, in località La Storta. L’eccidio avvenne il 4 giugno, proprio il giorno in cui arrivarono gli alleati a liberare Roma.

Mentre Felici, di cui non rimane nessun familiare in vita, fu una delle 15 vittime del cosiddetto eccidio delle Fosse Reatine. Appena ventenne, dopo aver partecipato nel settembre del ’43 alla difesa di Porta San Paolo, entrò a far parte dei gap comunisti e fu inviato a coordinare la Resistenza in Sabina, territorio d’origine della sua famiglia. Venne catturato dai tedeschi durante un conflitto a fuoco nel comune di Cantalice, nei pressi del Terminillo, nei primi giorni di aprile del ’44 e fucilato il 9, in una località isolata vicino all’aeroporto di Rieti. Due giorni prima, il 7, in quella che fu definita “La Pasqua di sangue” a Leonessa furono fucilati 51 cittadini dopo un maxi-rastrellamento operato dai tedeschi in quello che era stato già dichiarato territorio libero.

                                       

Le dichiarazioni di Ciaccheri e Vetri

La posa della pietra d’ottone in memoria di Libero De Angelis è avvenuta in presenza della pronipote Carlotta che, introdotta dal Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, gli ha reso omaggio ripercorrendone la storia. “Vogliamo fare in modo che il ricordo – ha detto il minisindaco – sia materia viva e funga da stimolo di approfondimento delle narrazioni, e di ascolto attivo da parte delle nuove generazioni, inserendosi nel tessuto urbano come biografia eterna di ciò che è stato e che la rete di cittadini e istituzioni può impegnarsi a far sì che non si ripeta”.

“E se, come sostiene D.Huberman, – ha ricordato l’assessora Maya Vetri – l’immagine ha più memoria e più avvenire di chi la guarda, le pietre incassate nelle strade andranno a costituire una geografia di identità per rendere giustizia a vite spezzate e, soprattutto, a contrastare la barbarie con la conoscenza, la consapevolezza, la cultura”

I promotori e gli intervenuti

L’iniziativa, a cura di Adachiara Zevi, è un progetto organizzato dall’associazione Arte in Memoria a cui hanno partecipato e sono intervenuti oltre al Presidente del Municipio, l’assessora municipale alla Cultura Maya Vetri, il Sindaco di Leonessa Gianluca Gizzi, Bice Miglia dell’associazione Arte in Memoria, Marco Serafino Fiammelli, vicepresidente dell’associazione nazionale ex deportati e Gianni Rivolta, giornalista e direttore di Cara Garbatella.

Le altre pietre d’inciampo nel quartiere

Le due nuove pietre d’inciampo si aggiungono a quelle già impiantate negli scorsi anni in onore dei martiri delle Fosse Ardeatine Enrico Mancini e dei fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, a quella in memoria delle deportate di religione ebraica Emma Di Porto, situata in piazza Ricoldo da Montecroce, e Fortunata Perugia in piazza Eugenio Biffi.

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“Un piano per la pace” a Garbatella

“Facciamo risuonare l’armonia della musica contro ogni guerra, contro ogni forma di violenza. Una piazza, un pianoforte non serve altro”

Un piano per la pace è un’iniziativa delle Associazioni Controchiave e Villetta Social Lab, che, con il patrocinio del Municipio VIII, lanciano un invito a tutti i pianisti “che volessero metterci la faccia, anzi le mani, per manifestare contro l’orrore della guerra”.

A questo proposito un pianoforte verrà messo a disposizione a Largo delle Sette Chiese, a Garbatella, a partire dalle ore 11 di martedì 19 dicembre.

Come si può aderire

Chi vorrà testimoniare la propria voglia di pace potrà scrivere a comunicazione@controchiave.it per essere messi in scaletta e regalare un brano suonato dal vivo.

A seconda delle adesioni che arriveranno, “Un piano per la pace” potrebbe proseguire fino al 23 dicembre.

Le prime adesioni

Tra i primi ad annunciare la propria presenza due illustri musicisti, Pasquale Innarella e Paolo Cintio in duo.

Si spera in una partecipazione numerosa per far risuonare tante note contro il rumore delle guerre.

 

 

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Nasce il Memorial Emiliano Scorzoni

Poeta, artista, fiero cantore di Garbatella ma anche allenatore di calcio, vicepresidente della Nazionale Italiana Poeti e tanto altro ancora, questo era Emiliano Scorzoni un uomo, un padre che ha perso la vita il 31 dicembre 2022 a causa della Sla, la sclerosi laterale amiotrofica a soli cinquantuno anni.

Gli amici e i familiari lo vogliono ricordare con un pomeriggio di festa, domenica 22 ottobre alle ore 16:30, all’impianto sportivo Tre Fontane in via Costantino 5, dedicandogli una partita di calcio tra la sua Nazionale Italiana Poeti e la Asd Robur Garbatella.

Durante l’incontro verranno lette alcune poesie di Emiliano Scorzoni e quelle di tutti i poeti che vorranno partecipare con le proprie liriche in una giornata di sport e cultura da condividere. L’evento è gratuito e alla fine della partita verrà offerto al pubblico un rinfresco.

Nazionale Italiana Poeti

L’artista Emiliano Scorzoni

Una poetica narrativa quella di  Scorzoni, gentile al cuore e all’orecchio, in cui le parole sono legate da un’armonia emotiva:  “Fresco è il vento/che mi sveglia/dal sopir della notte/Fuori il giorno albeggia/mentre le nuvole/si allontanano veloci” per citare uno dei suoi versi della sua ultima opera Il tempo dei miei giorni.

Con semplicità riesce a trasmettere una melodia in cui le parole imprimono suono e ritmo alle frasi, che suscitano emozioni sincere nel lettore: “Vorrei essere un filo d’erba/volare leggero su campi dorati/di spighe al vento/sopra l’azzurro incantato del mare”, recitano i versi iniziali della poesia Il tuo profumo.

Non solo poeta ma anche ideatori di molteplici iniziative culturali, da ricordare nel 2016 Contaminazioni poetiche realizzata insieme a Fabio Giardinetti, un format dove artisti di vario genere si contaminano con l’arte, attraverso l’utilizzo di spazi pubblici quali parchi, piazze e luoghi recuperati a favore della comunità.

Da segnalare anche nel 2021, l’organizzazione del laboratorio emozionale nel carcere di Velletri, da cui è scaturita una raccolta scritta dai ragazzi del circondariale dal titolo “Evasione poetica”.

Per la carriera artistica, la  forza e il coraggio con cui ha combattuto durante la malattia, è stato nominato nel 2023 Presidente Onorario de Le Nove Muse, uno dei premi di letteratura più importanti nel panorama intercontinentale.

Emiliano Scorzoni, 2017

 Le opere pubblicate

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Ciao Cesare

In questi giorni ci ha lasciato per sempre Cesare Bartolucci, uno dei figli della Garbatella popolare e antifascista, quella degli Alberghi. Aveva 80 anni e vogliamo ricordarlo con quel suo carattere di romano verace, sarcastico, sempre pronto alla battuta seduto al bar di piazza Biffi o tra gli amici di piazza Michele da Carbonara.

La sua famiglia di origine era stata trasferita, come tante altre, dal centro storico in quei palazzoni, all’epoca senza servizi che erano gli Alberghi suburbani.

Un giorno mi disse: “Quando mio padre Armando venne ad abitare al lotto 41, il Bianco, stavano in dieci in una stanza. Con mia madre Giovanna c’erano già sei figli e i miei zii Aldo e Renato. Erano tempi magri – continua il racconto Cesare- , mi ricordo che alcune volte nel dopoguerra si svoltava mangiando uccelli, ranocchie e “ruelle” ( dei pesci di acqua dolce) che mia madre e mio padre pescavano nelle “marane” qui intorno. Mi ricordo molto bene anche di mia nonna, Angela Tordeschi, che morì inferma sotto i bombardamenti del 7 marzo del “44 all’Albergo Bianco. L’hanno tirata fuori dopo sette giorni, con mio padre che scavava le macerie con le mani”.

Cesare era figlio di Armando Bartolucci “er manciola”, stimato comunista della Garbatella. Ci teneva a sottolineare che: “tra i patrioti che il giorno prima della Liberazione di Roma, occuparono la Villetta c’era anche mio padre. E sono orgoglioso che il suo nome venga ricordato su una lapide che oggi campeggia in quel cortile.”

Ai figli Francesca e Simone le condoglianze di tutta la redazione e dell’associazione Cara Garbatella.

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Certi amori non finiscono: il Città Futura Basket annuncia il ritorno di Daniele Bonessio

di Iacopo Smeriglio

Era il dicembre 2004 e Daniele Bonessio esordiva in Serie A di Basket con la maglia della Virtus Roma. Capitani coraggiosi crescono. Con queste parole Gianni Rivolta, sulle pagine del nostro giornale, raccontava il salto di categoria di una giovanissima promessa della Garbatella. Il sogno di giovane cestista diventava realtà. Oggi, quasi vent’anni dopo, il giocatore classe ’88 torna a calcare il campo, ed è quello della sua prima casa.

“Il Città Futura Basket è lieto di annunciare che Daniele Bonessio sarà un nuovo giocatore della Serie C Unica allenata da coach Massimo Baralla per la stagione sportiva 2023/2024”.

Il comunicato ufficiale è arrivato dalla pagina Facebook della squadra a metà settembre.

Una lunga carriera iniziata proprio su questo parquet, da giovanissimo. Erano i tempi del Pool Eurobasket, quando nel 2002, nemmeno quindicenne, portava a canestro ben 42 punti contro la Scavolini Pesaro accendendo i riflettori su di sé, in una finale nazionale giocata a Verona.

Di lì a poco, quel ragazzo dalla stoffa differente, alto quasi due metri, entrava in campo con la maglia della Virtus Roma, scelto fra tanti per rafforzare le fila del settore giovanile della squadra all’epoca guidata da coach Bucchi. Un legame indissolubile, però, l’ha sempre tenuto stretto al nostro territorio e agli spalti del Pala Avenali. Imola, Jesi, Ostuni, Barcellona Pozzo di Gotto, Bari, Casalpusterlengo, Matera. Questi sono solo alcuni dei parquet in cui una lunga carriera l’ha portato ad indossare i colori di molte squadre di livello.

“L’emozione di tornare a vestire la mia prima maglia è indescrivibile. In tutta la mia carriera – ha raccontato Daniele Bonessio in una dichiarazione rilasciata sui social dopo l’annuncio – ho sempre portato il Città Futura Basket sulla mia pelle e credo che non ci sia cosa più bella di tornare a casa. Negli ultimi due anni ho desiderato tanto scendere in campo con i protagonisti della nostra Serie D. Sono grato a loro e a coach Baralla per aver riportato un grande pubblico sugli spalti del Pala Avenali”.

Non si risparmia, insomma, e definisce subito obiettivi chiari per la stagione appena cominciata. Immancabili, poi, in chiusura i ringraziamenti alla famiglia. “Ora c’è un nuovo capitolo da scrivere. Sarà un campionato lungo e con una formula che non ti permette passi falsi, ma credo che potremo dire la nostra. Ci tengo a ringraziare la mia famiglia per tutti i sacrifici fatti per questo club e sono sicuro che i miei nonni da lassù saranno felici di vedermi con la 17 biancorossa e come sempre saranno i primi tifosi del Città Futura”.

L’esperienza di un pivot che ha giocato nei palazzetti della Serie A2 e della Serie B per un’intera carriera, servirà non poco ai ragazzi della squadra salita lo scorso anno in C Unica, dopo una stagione intensa e con un tifo al cardiopalma, che ha riempito il palazzetto partita dopo partita.

“La presenza di Bonny” – dice, infatti, il coach Massimo Baralla in una nota rilasciata dalla società – “sarà da stimolo per tutto il nostro ambiente, che potrà tifare e vedere da vicino il proprio campione e amico. Il suo entusiasmo sarà un grande esempio per i ragazzi del Settore Giovanile. Oltre a caricarsi sulle spalle il ruolo di leader, Daniele ci darà una dimensione interna importante e con le sue doti di passatore può regalare grandi opportunità a tutti gli altri”.

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È scaccomania a La Villetta della Garbatella

Serie tv, libri e giochi online, negli ultimi anni gli scacchi sono tornati di moda e hanno reclutato sempre più estimatori, soprattutto tra i più giovani.
La passione per gli scacchi trova sfogo anche alla Garbatella, dove c’è chi tra quelle sessantaquattro caselle bianche e nere impara a muovere i pezzi e nuove strategie. Nello spazio esterno de la Villetta, infatti, tutti i martedì (dalle 16:45 alle 18:15) l’Asd Quattro Torri tiene un apprezzato corso per bambini/e e ragazzi/e.
Gli istruttori si districano tra i tavoli spiegando i segreti del gioco sia ai principianti che ai più esperti. Alla fine di ogni lezione, a partire dalle ore 19:00 e per poco più di un paio d’ore, la Villetta apre le porte a tutti gli appassionati ed appassionate del gioco di qualsiasi età e Garbatella Scacchi organizza dei tornei che alternano di settimana in settimana varie cadenze di gioco (5′, 10′ o 5’+3″).

Torneo di scacchi a La Villetta

Oltre a divertire, il gioco favorisce le abilità cognitive e agisce come modificatore di alcune aree cerebrali che amplia la capacità di ragionamento, pianificazione e attenzione. Qualità apprezzate dalle scuole che inseriscono sempre di più questa disciplina tra le attività curriculari o tra quelle pomeridiane, riscontrando buone ripercussioni anche sullo sviluppo emotivo, etico e sociale, soprattutto rispetto alle relazioni tra pari.

Accenni di storia sugli scacchi

Quello degli scacchi è un gioco antichissimo, nato presumibilmente in India intorno all’800 d.C. e diffusosi poco tempo dopo nell’Europa meridionale, grazie all’influenza degli arabi.
In Italia, come riportano testimonianze dei secoli precedenti, il primo scacco al re non fu certo quello che Gaetano Bresci nel 1900 rifilò al cuore di Umberto I di Savoia. Ce lo confermano il Codice 38 di Ivrea, il più antico documento europeo scritto nel quale si discorre di scacchi, ed i Pezzi di Venafro, undici tozzi di osso di animale rinvenuti in Molise che erano utilizzati per un gioco da tavola simile agli scacchi risalanti all’alto Medioevo.
Per informazioni e iscrizioni: scacchigarbatella@gmail.com oppure Instagram: @garbatellascacchi

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A fine settembre la rotatoria di piazza Bartolomeo Romano

Manca sempre meno alla realizzazione della tanto attesa rotatoria in piazza Bartolomeo Romano, davanti al Teatro Palladium. A luglio è stato aperto il cantiere e dopo una breve pausa ricominceranno i lavori a settembre. Si tratta di uno dei punti di snodo fondamentali della Garbatella, dove da tempo gli abitanti del quartiere, in particolare dopo i numerosi incidenti d’auto avvenuti negli ultimi anni, chiedono la messa in sicurezza dell’incrocio e la costruzione della rotonda per cercare di districare il traffico nella piazza in cui confluiscono via Edgardo Ferrati, via Enrico Cravero e via Luigi Fincati.

Le dichiarazioni di Luca Gasperini, assessore ai Lavori Pubblici e ai Trasporti del Municipio VIII

“Dopo anni di rimandi, alla fine di luglio sono finalmente iniziati i lavori di costruzione della rotatoria”. Afferma Luca Gasperini, assessore ai Lavori Pubblici del Municipio VIII. “Venerdì 11 agosto – spiega – giorno in cui hanno chiuso gli impianti per lo smaltimento, sono state sospese le attività di cantiere ma ricominceranno a breve. Dove prima c’era il fioraio – prosegue l’assessore – è stata già realizzata una parte dell’opera mettendo il ciglio, allargando la carreggiata e inserendo le nuove griglie. La conclusione dei lavori – afferma – e la realizzazione completa della rotonda è prevista, salvo eccezioni, per la fine di settembre o la prima settimana di ottobre. Da quando sono stato nominato – conclude Gasperini – ho seguito questo progetto con grande interesse e sono davvero contento che nonostante i cittadini abbiano dovuto aspettare troppo tempo, ora sia andato in porto.

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Per gli anziani pranzo di Ferragosto al Casale di via Pullino

Ferragosto in città – Nella settimana di Ferragosto la città cambia volto, riprende fiato, si svuota e tace. Non tutte le persone però hanno la possibilità di viaggiare. Specialmente per gli anziani questo silenzio può diventare fonte di solitudine e il senso di abbandono può comportare anche rischi per la salute mentale da non sottovalutare.

Per contrastare l’isolamento e affrontare il caldo il Comune di Roma, tramite l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute coi Municipi, ha organizzato il pranzo di Ferragosto, una occasione per passare una giornata in compagnia in luoghi freschi.

Il 15 agosto, infatti, in sedici luoghi diversi della città, nella maggior parte dei casi presso le sedi delle Case sociali degli anziani, 1.500 persone potranno pranzare gratuitamente.

La dichiarazione dell’Assessora Comunale

Abbiamo confermato per il secondo anno il Pranzo di Ferragosto – si legge in un comunicato rilasciato dall’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari – perché vogliamo che l’iniziativa diventi una tradizione importante per Roma. Un appuntamento che diventa un’occasione  non solo per pranzare in compagnia, ma anche per creare le basi per nuove amicizie e per combattere così la solitudine. In molte sedi sono previsti balli, cocomerate e momenti di festa e di socializzazione. Il pranzo diffuso di Ferragosto rappresenta un momento di convivialità importante soprattutto per le persone anziane, fragili o semplicemente con poche relazioni sociali. È un segnale significativo, voluto da questa Amministrazione con la collaborazione dei Municipi, che ringrazio, per ricostruire un lavoro prezioso di comunità e per sostenere e stare vicini ai più deboli“.

Il Pranzo nel Municipio Roma VIII

Nell’Ottavo Municipio, il pranzo si terrà al Centro Anziani Pullino, l’ingresso è in via Giacinto Pullino 95, vicino la metro Garbatella.

L’appuntamento è alle ore 12:45, dopo il pranzo è prevista una cocomerata e dalle ore 16:00 musica dal vivo e ballo fino a sera.

Per prenotazioni e ulteriori informazioni contattare il numero: 3498424058.

Pranzo di Ferragosto in tutti i Municipi
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Garbatella d’estate: teatro, presentazioni di libri e concorsi fotografici

Spettacoli teatrali, musica, installazioni multimediali e laboratori gratuiti. Sette giorni di appuntamenti per famiglie, dedicati soprattutto ai bambini, tornano ad animare il quartiere con la seconda edizione di “M’illumino di teatro”, una rassegna di eventi e attività che sarà possibile svolgere dal 1 al 7 agosto nel cortile del lotto 29/b alla Garbatella. Gli spettatori, genitori e non solo, potranno osservare il palco da vicino portando da casa cuscini o teli e sorseggiando i drink proposti dall’Enoteca La Mescita. Tutte le attività per ragazzi saranno gratuite e per un numero limitato di spettatori, è dunque obbligatorio prenotarsi scrivendo alla mail prenota369@gmail.com o contattando tramite Whatsapp il numero 371 6160065.

“Gomerosol, la città che non c’era” alla libreria Moby Dick

Alla biblioteca hub culturale Moby Dick invece, in via Edgardo Ferrati 3a, verrà presentato martedì 25 luglio alle ore 18:00 “Gomerosol, la città che non c’era”, il nuovo libro di Lorenzo Pompeo, scrittore romano classe ’68, autore di poesie e romanzi, traduttore e studioso di lingue e culture slave. Questa nuovissima raccolta di racconti, edita da Lithos libri, narra di un’affascinante e visionaria spedizione militare alla ricerca di una leggendaria città perduta e ancora mai ritrovata. L’autore, che nel 2019 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal nome “Cemento armato di santa pazienza”, ha già collaborato con diverse case editrici traducendo testi letterari dal polacco e dall’ucraino, come nel 2003 “Moscoviade” di Jurij Andruchovyc, uno dei primi romanzi di uno scrittore contemporaneo ucraino stampato in Italia. L’evento sarà introdotto da Marcello Soro e
durante la presentazione l’autore del libro dialogherà con il regista Marco Belocchi.

Raccolta di materiale documentario al Teatro Palladium

A pochi metri di distanza dalla libreria Moby Dick, in occasione delle celebrazioni per i vent’anni del Teatro Palladium, la struttura progettata dall’architetto Innocenzo Sabbatini nel 1927, ma inaugurata ufficialmente nel 2003 dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l’Università Roma Tre in collaborazione con l’VIII Municipio ha lanciato un appello rivolto a tutte le associazioni, agli enti e ai singoli cittadini per raccogliere video, fotografie, registrazioni audio e altri tipi di documentazione sullo storico teatro in piazza Bartolomeo Romano, dalle sue origini sino ad oggi nel suo rapporto con il quartiere. Sempre citandone le fonti, è possibile mandare il materiale documentario entro e non oltre il 21 agosto alla mail staff.spettacolo@teatropalladium.it . Le celebrazioni invece sono previste per 14 ed il 15 ottobre 2023 e il materiale raccolto sarà presentato al pubblico attraverso diverse iniziative culturali.

Concorso fotografico “Natura in città”

Infine, sempre per quanto riguarda le arti visive, la rivista “Fiori vivi” in collaborazione con la libreria “Le Storie” presentano la prima edizione del concorso fotografico “Natura in città”. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 agosto e la partecipazione è gratuita. Possono partecipare fotografi professionisti e non, se pur maggiorenni e non necessariamente residenti a Roma. Le fotografie selezionate verranno esposte nella serata evento “Fiori vivi Le Storie”, che si svolgerà presso la libreria in via Giulio Rocco 37/39, di fronte al Rettorato dell’Università Roma Tre. La data dell’evento sarà stabilita, comunicata e resa pubblica dopo la scadenza della preselezione. Il primo classificato potrà allestire gratuitamente una sua mostra personale all’interno della libreria e la foto vincitrice, insieme ad una breve intervista, sarà pubblicata sulla rivista “Fiori Vivi”. Il secondo classificato sarà comunque menzionato nella rivista e avrà in omaggio la stampa di una sua altra opera presso uno dei laboratori che collaborano con l’iniziativa mentre il terzo, oltre la menzione, riceverà un libro fotografico e dei quaderni. Per consultare il regolamento e compilare il modulo di partecipazione è possibile visitare i siti www.fiorivivi.com e www.lestorie.it .

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A Moby Dick uno scaffale per i Rapporti sui diritti umani di Amnesty International

Di Iacopo Smeriglio

Un piccolo mobile nella sala centrale conterrà tutti i Rapporti sui diritti umani prodotti da Amnesty International dal 1978 ad oggi. La biblioteca di Moby Dick arricchisce, così, la sua offerta grazie a questa nuova donazione: le versioni cartacee dei Rapporti sono già disponibili per la consultazione libera durante l’orario di apertura.

La donazione pubblica

La donazione di Amnesty International a Moby Dick è stata presentata questo mercoledì 19 luglio in un breve dialogo tra Valentina Farinaccio, scrittrice e attualmente coordinatrice delle attività culturali della Biblioteca, Stefano Gizzarone, Responsabile di Amnesty International Lazio e Annalisa Zanuttini, attivista di Amnesty International, abitante della Garbatella e volontaria presso l’archivio storico dell’organizzazione non governativa. L’evento sembra aver sancito l’inizio di un ciclo che potrebbe prendere corpo dopo l’estate.

I Rapporti sui diritti umani

Ogni anno gli osservatori di Amnesty International, in tutto il mondo, raccolgono informazioni con l’obiettivo di stabilire le condizioni di rispetto e violazione dei diritti umani negli Stati in cui operano. L’ultimo rapporto è stato elaborato sulla base del lavoro annuale di osservatori in ben 156 paesi. Il parametro utilizzato da Amnesty International per definire il grado di salute dei diritti umani è il diritto internazionale.

Il 10 dicembre 1948, infatti, gli Stati membri delle neonate Nazioni Unite hanno adottato la Dichiarazione universale dei diritti umani: 30 articoli che riconoscono i diritti base tutelati per tutti gli esseri umani. Dove questi diritti vengono violati, specialmente quando a violarli sono gli Stati, Amnesty lavora per fare luce e denunciare le violazioni alla comunità internazionale. Dal 1978 i Rapporti annuali, pubblicati in inglese, spagnolo e francese, vengono tradotti in italiano e, da oggi, le versioni cartacee in traduzione italiana saranno a disposizione del pubblico a Moby Dick.

Un pensiero per Patrick Zaki e l’inizio di un nuovo percorso

Nel corso della presentazione non è stato possibile non dedicare un pensiero a Patrick Zaki, la cui vicenda è stata fortemente seguita da Amnesty International. Proprio in questi giorni gli avvenimenti hanno subito una rapida accelerazione: la notizia della grazia, e quindi della sua liberazione, è un enorme successo e sollievo dopo la condanna a tre anni comminata solo pochi giorni fa. Una dedica commossa è stata, invece, quella per Giulio Regeni, il giovane dottorando assassinato in Egitto nel 2016 ed ancora senza giustizia.

La speranza condivisa dagli organizzatori è che questa donazione sia solo il primo passo di una più solida e proficua collaborazione tra Amnesty International e Moby Dick, che possa aprire, agli studenti e alle studentesse ed agli abitanti della Garbatella in generale, nuove opportunità e spazi di consapevolezza e conoscenza riguardo ciò che succede nel mondo intorno a noi.

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Festival internazionale del cortometraggio in Villetta

Un altro fine settimana all’insegna della cultura e dell’inclusione alla Villetta Social Lab in via degli Armatori 3. Dopo le tre serate dello storico Garbatella Jazz Festival dove è stata la musica a farla da padrone, questo weekend arriva il momento del cinema con la primissima edizione dell’Outsider Garbatella Film Fest, un evento organizzato dalla giovane casa di produzione “Elodia Cinematografica” che, a partire dalla serata di venerdì 23 giugno, vedrà la proiezione di venti cortometraggi internazionali provenienti da tutto il mondo seguiti da dibattiti, votazioni del pubblico e accompagnati da un aperitivo. Domenica sera, in chiusura, i migliori shorts saranno premiati.

I cortometraggi

Le opere brevi in lista nel festival non avranno una tematica specifica bensì, come dice il nome “Outsider”, la selezione sarà basata su cortometraggi di finzione che trattino qualsiasi argomento e genere, purché con un linguaggio non convenzionale e fuori dagli schemi tradizionali. Inoltre, durante la serata di apertura di venerdì, è prevista una sezione specifica dedicata all’esplorazione di altri tipi di linguaggi non convenzionali come quello del cinema sordo, al fine di favorire la fruizione e allo stesso tempo la conoscenza di questo movimento che, ormai da anni, si sta facendo sempre più spazio nel panorama cinematografico. Oltre alla proiezione dei cortometraggi selezionati, tutti resi accessibili con sottotitoli in italiano per garantire la partecipazione tanto delle persone sorde quanto di quelle udenti, sono previsti momenti di dibattito e di approfondimento con il pubblico in sala sulle varie tematiche toccate dai corti.

Elodia Cinematografica

Fondata nel 2019 da Cristina Ducci, la casa di produzione cinematografica Elodia si impegna a collaborare da anni con giovani cineasti professionisti del settore, con l’obiettivo di produrre contenuti audiovisivi indipendenti per cinema, tv e web.

Il programma del festival

Venerdì 23 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival con dibattito sul cinema sordo e la video arte.

A seguire saranno proiettati: “Tomorrow’s body” di Giulia Hrvatin, “Ultimato alla terra” di Davide Nanti, “Exp.01” di Giulia Perrone, “Farwest” di Emily Quinn Potter e Grace Potter, “Words of camel” di Juan Antonio Moreno, This is not a film” di Mahdi Hassanieh, “The hands” di Yirong Yin, “Così fa il silenzio” di Sami Schinaia e “A citizenship signed bebian” di Iléana Pansiot-Villon. Inoltre, fuori concorso: “Chasing cotton clouds” di Samuel Dore.

Sabato 24 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival.

A seguire saranno proiettati: “Tyrannosaurus blues” di Vittorio Caratozzolo & Class 1 A, “Keep moving” di Andrea Zanini, “Petrol” Cabiria Lizzi, “Stand by me” Riccardo Mancino, “The last party” di Matteo Damiani, “Sul pianeta B” di Pietro Reggiani, “The miracle of strawberry leaf” di Claudia De Salve, “Spin doctors” di Davide Paglia e Alessio Avino, “L’ultimo saluto” di Vincenzo Palazzo e “Through the street of heaven” di Giuseppe Gimmi.

Domenica 25 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival e consegna dei premi ai vincitori.

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“Si fa presto a dire Sinistra”: presentazione alla Villetta del libro di Salvatore Cannavò

Continua la ricca proposta culturale della Villetta di via degli Armatori 3, una vera fucina di iniziative e di incontri aperti alla cittadinanza. Martedì 20 giugno alle ore 18,00 verrà presentato l’ultimo libro del vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” Salvatore Cannavò “Si fa presto a dire sinistra. Tre anime in cerca di identità”, una riflessione lucida e acuta sulle forze di opposizione nella contemporaneità. Ne discuteranno con l’autore la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera Francesco Silvestri e l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio. L’evento sarà moderato dalla giornalista Daniela Preziosi, cronista politica del quotidiano Domani. Dopo la presentazione seguirà un aperitivo gratuito.

Serata queer al ristorante “A casa della chef”

Sempre martedì alle ore 20, invece, il ristorante “A casa della chef” di via Rosa Raimondi Garibaldi 2 organizza una serata sul tema dei diritti Lgbtq. Si tratta di un locale lgbt friendly con un team di sole donne, che per l’occasione si colora di arcobaleno. Tornerà quindi dopo un anno l’evento queer di Garbatella, una serata con spettacolo drag. A farla da padrona musica, divertimento, giochi e interazione in un ambiente inclusivo con tavolo condiviso e food no stop, a favore dei diritti Lgbtq+ e della libertà di espressione di ogni individuo.

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Presentazione in Villetta del libro “Seguendo un ideale”. Giuseppe Marchetti “Vinet”, combattente antifascista senza frontiere.

Nel Servizio di Polizia militare delle Brigate Internazionali in Spagna era “Alfredo Vinet”, ma il suo vero nome di battesimo era Giuseppe Marchetti. Proprio di questo straordinario combattente antifascista si parlerà lunedì 19 giugno alle ore 18 alla Villetta in occasione della presentazione del libro “Seguendo un ideale”. Con l’autore Marco Puppini, interverranno anche Leonardo Marchetti figlio di Giuseppe, Amedeo Ciaccheri e Maya Vetri rispettivamente presidente e assessora alla cultura dell’VIII Municipio. Ma chi era “Alfredo Vinet”?

La sua vita

Giuseppe Marchetti nasce l’8 luglio 1906 a Varmo, un piccolo comune della pianura friulana, in provincia di Udine. Dal mese di aprile 1926 all’aprile 1929 è in Africa del nord, in Libia, per il servizio militar di leva. Subito dopo il congedo, nell’agosto del 1929, emigra con passaporto regolare in Belgio. Entra in questi anni in contatto con le organizzazioni comuniste. A Flémalle inizia l’attività con la Gioventù Comunista, gruppi di lingua italiana assumendo incarichi di responsabilità. Con lui, sono attivi molti compagni italiani quasi tutti giovani che avevano vissuto il momento rivoluzionario del primo dopoguerra e poi le feroci rappresaglie fasciste, spesso colpiti da espulsioni e rappresaglie. Alcuni di loro andranno con lui in Spagna.

È eletto segretario della Gioventù comunista in Belgio

Nel giugno 1931, poco dopo il suo arrivo, Marchetti è nominato segretario nazionale della Gioventù Comunista del Belgio. Arrestato quell’anno è trasferito in vagone cellulare al carcere di Orlon alla frontiera del Lussemburgo. Dal Lussemburgo arriva però subito in Svizzera e si stabilisce a Basilea. Anche in Svizzera Marchetti continua la sua attività con la Gioventù Comunista assieme ad altri compagni italiani arrivati in quel periodo dopo aver passato mille avventure e traversato molte frontiere. Diviene anche responsabile del Patronato pro Vittime del Fascismo.

È tra i primi volontari internazionali ad accorrere in Spagna a difendere la Repubblica democratica

Nel 1936 scoppia la ribellione militare contro la Repubblica spagnola che dà inizio alla guerra. Marchetti è tra i primi ad accorrere e si arruola nella Centuria Gastone Sozzi, formazione militare italiana organizzata dai comunisti prima della formazione delle Brigate Internazionali. Combatte in settembre sul fronte di Madrid. In seguito inizia a svolgere “incarichi speciali”, ovvero un lavoro politico e di controspionaggio, nelle delegazioni delle Brigate. E’ spostato alla base di Figueras, che “filtrava” i volontari appena giunti sul suolo spagnolo dalla Francia. Nel 1938 è richiamato alla Base delle Brigate Internazionali con mansioni direttive in seno al Servicio Información Militar – SIM, il servizio di polizia militare creato a fine ottobre 1936 in seno alle Brigate Internazionali. Come responsabile del SIM, Marchetti, con il falso nome di “Alfredo Vinet” ed una falsa identità spagnola, conduce l’importante inchiesta sugli abusi commessi dal francese Marcel Lantez, comandante del carcere destinato agli uomini delle Brigate Internazionali responsabili di diserzione ed altri reati, situato nel castello di Castelldefels. L’inchiesta, coraggiosa, confermava le accuse contro Lantez ed i suoi collaboratori, che sono disarmati, arrestati ed infine condannati. I prigionieri vengono liberati ed indirizzati ai vari reparti militari cui appartenevano.

L’esperienza nella Resistenza francese

Nel febbraio 1939 Marchetti esce dalla Spagna con i resti delle Brigate Internazionali ed alcune centinaia di migliaia di profughi civili, e finisce internato nel campo di concentramento di Argèles. Da qui evade e raggiunge Parigi dove è curato alla Maison du Blessé, perché sofferente di malattia polmonare, e poi ad Eaubonne, a spese dell’Ambasciata della Repubblica spagnola in Francia. Con l’invasione della Francia da parte dei nazisti, nel giugno 1940, si sposta da Parigi verso sud dove si stava ricostituendo il Centro Estero del PCI. Inizia a lavorare in qualità di Agente P1 dal 1 marzo 1941 per la rete Bertaux, gruppo autonomo partigiano formatosi a Tolosa. Dopo la caduta di questa formazione lavora sempre in quella città col movimento “Libérer et Fédérer”. In seguito si unisce alla 35^ brigata “Valmy” guidata da Marcel Langer, unità combattente che faceva parte della rete degli FTP MOI (Francs Tireurs et Partisans – Maine Ouvre Immigrée) le formazioni militari organizzate dal Partito Comunista francese. La brigata era composta oltreché da francesi, anche da uomini e donne di tutte le nazionalità, esuli italiani, spagnoli, polacchi, reduci delle Brigate Internazionali e lavoratori immigrati che in precedenza si trovavano organizzati nel MOI. All’inizio del 1944 anche nella regione di Tolosa si formano le FFI (Forces françaises de l’intérieur) che riuniscono varie formazioni di diverso colore politico. Marchetti risulta arruolato nelle FFI, gruppo “Philip” della Haute Garonne dal 1° gennaio 1943 ed è probabile abbia partecipato a tutte le azioni del gruppo tra cui la tentata, ma purtroppo fallita, evasione di centinaia di partigiani detenuti nelle carceri situate nell’antica abbazia benedettina di Eysses del febbraio 1944. In agosto una divisione delle FFI agli ordini di Serge Asher “Ravanel” libera la città di Tolosa. Le formazioni si scioglieranno dopo qualche mese; Marchetti resta inquadrato nelle FFI sino al 31 dicembre 1944. Nel dopoguerra si stabilisce a Montaubàn, qui è corrispondente del periodico “Italia Libera” edito dal Comitato Italiano di Liberazione Nazionale ed è segretario del medesimo Comitato. È pure segretario dell’Associazione ex garibaldini e volontari italiani nell’Armata francese.

In Italia negli anni Cinquanta sarà prima a Milano e poi a Roma

Nell’ottobre 1950 Marchetti ed un compagno vengono arrestati ed espulsi dalla Francia. Nel luglio 1951 risulta pertanto residente in Italia, a Milano, inabile al lavoro perché aveva contratto la Tbc ed in difficoltà economiche. In seguito si trasferisce a Roma dove lavora come amministrativo in un Istituto Tecnico e dove per decenni svolge attività come archivista e segretario dell’Aicvas (l’associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna). Sue sono le “schede Marchetti”, presenti nell’archivio dell’associazione, che ogni studioso dei combattenti italiani non può ignorare.

La biografia è tratta da “Iniziativa su Giuseppe Marchetti Vinet combattente antifascista senza frontiere” di Marco Puppini sulle pagine dell’Aicvas.

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“Garbatella animata” all’atelier fotografico Gianesini

“Questa mostra vuole essere il mio omaggio alla Garbatella, il quartiere che mi ha adottata.” Così Francesca della Ratta, fotografa amatoriale vincitrice del concorso d’arte organizzato dall’artista svizzera Sandra Gianesini lo scorso febbraio, che questo weekend, sabato 17 e domenica 18 giugno, esporrà le proprie foto nell’atelier in piazza Damiano Sauli 5. Vicoli segreti, cortili e giochi di luce attraverso le manifestazioni culturali del quartiere. Sono questi i soggetti principali immortalati dall’obiettivo della fotografa nata a Napoli ma che vive alla Garbatella da ormai più di quindici anni. Sarà possibile visitare la mostra fotografica la mattina dalle ore 9:00 alle 11:30 e il pomeriggio dalle ore 16:00 alle 19:30.

Le dichiarazioni di Francesca della Ratta

“Sono una fotografa amatoriale che ormai da diversi anni cerca di immortalare momenti, paesaggi ed eventi culturali che si svolgono alla Garbatella. Sono nata a Napoli – racconta Francesca della Ratta – ma vivo in questo quartiere da più di quindici anni. Qui è nata mia figlia e mi sento ormai parte di questa comunità. Mi è quindi sembrato giusto dedicare al quartiere il tema principale della mostra. “Garbatella animata” – aggiunge – perché tra le circa trenta foto selezionate ho voluto inserire nella mostra sia scorci di paesaggi urbani che foto delle numerose iniziative culturali, politiche e musicali a cui ho partecipato negli anni. Devo ammettere che non è stato facile decidere quali foto scartare. L’inaugurazione – conclude – è prevista sabato alle ore 10,00 in presenza di Maya Vetri, assessora alle Politiche Culturali e della fotografa e regista Patrizia Genovesi, residente alla Garbatella, di cui sono stata allieva nei suoi corsi di fotografia”.

Tra le foto esposte ci sarà quella dell’orologio dell’albergo rosso, immagine copertina del noto gruppo Facebook “Sei di Garbatella se”.

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“Sull’uso pubblico della storia” incontro con lo storico Davide Conti (Servizio video)

Maltrattata e fraintesa, la storia è sempre più sotto l’attacco di chi è pronto a crearsi un passato di comodo pur di legittimare le proprie visioni del mondo, anche se la nostra Costituzione parla chiaro: è antifascista.

Perché, allora continuiamo ad assistere a tolleranze e a revisioni storiche? Come è possibile che ancora oggi in Italia sia concessa l’apertura di sedi di Partito, di case editrici e quant’altro emuli un passato di oblio e orrore?

Queste sono alcune delle domande con cui si interroga Davide Conti nel suo libro “Sull’uso pubblico della storia”, presentato al Millepiani Coworking in un evento organizzato dalle sezioni ANPI Martiri delle Fosse Ardeatine e ANPI Garbatella e che ha visto il patrocinio del Municipio Roma VIII.

Il volume, pubblicato da Forum Edizioni, è accompagnato da alcune immagini tratte da Lapidarium, una raccolta di fotografie di Paolo Pandullo sulle testimonianze pubbliche a ricordo delle tante vittime delle stragi italiane.

Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

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Si schianta un albero nel parco Cavallo Pazzo gremito di bambini

“Abbiamo sentito come un fruscio – dice la signora Maddalena – e ci siamo girati tutti verso un albero che improvvisamente si è schiantato al suolo. L’area giochi era gremita di bambini del vicino Asiletto e del nido il Villaggio del Bosco, ma per fortuna nessuno ci stava sotto. Sarebbe stata una tragedia”. Il fatto è avvenuto il pomeriggio del 7 giugno nel parco Cavallo Pazzo tra via Ignazio Persico e via Magnaghi nel cuore della Garbatella, nell’area verde di diecimila metri quadrati piantumata con lecci e pini a ridosso del centro sociale Casetta Rossa. Si tratta di un parco molto frequentato distribuito su diversi livelli , che il Municipio ha arricchito con arbusti da fiore come lavande, forsizie e dove sono stati messi a dimora con aceri, acacie di Costantinopoli e un noce.

Era già successo

Questi incidenti si erano già verificati nell’attiguo storico giardino della Scuola dei Bimbi, progettata dall’architetto Innocenzo Sabbatini nel 1927. Già nel 2016, a seguito del crollo di un grosso ramo di pino fu chiuso per diversi mesi e una ventina di alberi furono dichiarati a rischio, due anni dopo crollò una grossa quercia. L’albero caduto, forse per le continue piogge di questi giorni, mostra un debole apparato radicale, ma questo incidente dovrà sollecitare una nuova verifica generale su tutto il patrimonio arboreo. La tragedia è stata scongiurata, ma c’è ancora preoccupazione tra i genitori dei bambini che frequentano l’area verde.

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Comparse scritte vergognose al convegno di “Lazio e Libertà” alla Garbatella

 

“Garbatella odia laziali e fascisti” e “Lazio merda!” sono le scritte vergognose e intimidatorie comparse sabato scorso ai lati dell’ingresso del Piccolo Teatro Garbatella di via Ignazio Persico 80/a, dove gli iscritti di Lazio e Libertà si sono riuniti in assemblea. Una scritta nera con un font molto simile, per non dire identico, a quello usato dall’estrema destra accompagnata da una falce e martello, simbolo che ormai si usa poco persino all’estrema sinistra.

La nascita dell’associazione Lazio e Libertà

Per chi non lo sapesse Lazio e Libertà è un’associazione nata sugli spalti dello Stadio Olimpico. Si batte contro ogni forma di discriminazione razziale e territoriale e che fa propri i valori della Costituzione Italiana e quindi dell’antifascismo. Ha come simbolo un disegno caricaturale della testa di un’aquila e la scritta SEL, opera del celebre vignettista Stefano Disegni. Il loro scopo è esclusivamente quello di tifare evitando qualsiasi riferimento alla politica e combattendo al tempo stesso qualsiasi tipo di razzismo.
Da 3 anni questa associazione ha visto crescere il numero degli iscritti e dei tifosi biancocelesti che rifiutano la folle etichetta di laziale=fascista. Sì perché a dirla tutta questa etichetta, legata senza dubbio a lugubri parate viste in Curva Nord, ha stancato anche chi non tifa la Lazio, ma che ha parenti, coniugi, amici e simpatizzanti biancocelesti tutt’altro che fascisti.
Un’etichetta semplice, lineare, soprattutto per chi non vive lo stadio, per chi non conosce le dinamiche delle varie curve italiane, ma anche per chi non si pone domande non andando oltre l’ipocrita narrazione di una certa stampa. Gli esempi sono innumerevoli – soprattutto se confrontato con quanto avviene in altre Curve d’Italia – tanto che qualcuno, non a torto, lo chiama l’antifascismo a targhe alterne.
Sbirciando tra l’elenco degli iscritti troviamo anche il direttore del TG5 Clemente Mimum, il giornalista della RAI Riccardo Cucchi e il produttore cinematografico Giannandrea Pecorelli che ricopre la carica di presidente.

Le scritte comparse all’ingresso del Piccolo Teatro della Garbatella

Ciaccheri: “Sarei felice di incontrare i membri dell’associazione”

Tornando a noi, considerando che i membri dell’associazione sono già stati minacciati e aggrediti da alcuni fascisti, figuriamoci se si fanno intimidire da una scritta.
Anche perché molti tifosi giallorossi incontrati alla Garbatella da chi scrive si sono detti stupiti per una cosa del genere, ovverosia che l’odio viscerale “per motivi pallonari” alberghi nel  quartiere. Va bene il campanilismo, gli sfottò, ma l’odio per i tifosi avversari lo lasciamo agli altri.
Qualcuno, come Enzo Foschi, vicesegretario del PD del Lazio e giallorosso DOC è stato più categorico. “Non è roba nostra”, che tradotto vuol dire che non è di provenienza giallorossa, né della Garbatella, né che tantomeno viene da sinistra. E c’è da pensare che forse abbia ragione.
Anche il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, da noi interpellato, ha detto la sua: “Di solito non mi esprimo su ogni singola scritta che esce sui muri del territorio, ma è un messaggio idiota perché il legittimo sentimento antifascista nulla a che spartire con motivazioni d’odio associate alla fede calcistica”. “Sarò felice di incontrare i membri dell’associazione – conclude Ciaccheri – per ribadire che questo quartiere non coltiva sentimenti d’odio legato allo sport e anzi li combatte in ogni sua rappresentazione”.

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Associazione Alzheimer: al via la Comunità Amica alla Garbatella

di Paola BORGHESI

L’Associazione Alzheimer Uniti Roma è in dirittura di arrivo con il progetto “Comunità Amica delle persone con demenza”, che verrà presentato il 5 luglio alle ore 17 nel salone dell’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3 alla Garbatella .
“ La Comunità Amica – spiega la professoressa Luisa Bartorelli, Geriatra e Presidente dell’Associazione – è un luogo che accoglie e include a tutti i livelli i residenti più fragili, come sono le persone con malattia di Alzheimer o altro tipo di demenza. E’ quindi uno spazio dove ogni cittadino sia preparato a conoscere e sostenere tale condizione”.
Si tratta di un modello d’intervento sociale che ha già visto alcune realizzazioni in altri paesi europei, mirato a ridurre le difficoltà e le crisi alle quali vanno incontro tali persone e le loro famiglie.
“La Garbatella è un quartiere particolare di Roma per unità di territorio e senso di appartenenza degli abitanti. E’ un luogo da sempre pronto al sostegno delle persone fragili, grazie alla sensibilità e alla disponibilità dei residenti e dell’amministrazione locale, che ci ha dato il patrocinio- sostiene la Bartorelli -. Con il supporto di tutti i soggetti coinvolti, dal Municipio alla ASL territoriale, al Volontariato, e soprattutto con i malati stessi e le loro famiglie, si potrà arrivare alla costruzione di un modello adeguato che metta al centro la persona. Essere Comunità Amica significa imparare ad interpretare le necessità di queste persone nelle case e nelle strade e soprattutto combattere la solitudine a cui spesso condanna questo tipo di malattia- continua la geriatra -. Significa comprendere gli atteggiamenti che in altre circostanze potrebbero sembrare fuori luogo, offrendo in cambio sostegno nelle difficoltà”.
Come ormai noto, la demenza è una malattia degenerativa a carattere progressivo, ma con un decorso diverso da persona a persona, che compromette un numero sempre maggiore di funzioni cognitive, coinvolgendo via via tutte le azioni del quotidiano. La malattia di Alzheimer è la più frequente, ma c’è anche la demenza vascolare, la frontotemporale e altre. Attualmente, non esiste un farmaco che sia in grado di guarire la malattia; esistono invece interventi farmacologici e psicosociali che ne rallentano il decorso.
Il Piano Nazionale Demenze parla di un milione e duecento mila persone in Italia, il 60% delle quali con malattia di Alzheimer. Attualmente le stime si effettuano sulla base di alcuni studi epidemiologici: nel quartiere della Garbatella, che comprende circa 45.000 cittadini, con circa 10.000 ultrasessantacinquenni, si ipotizza statisticamente una presenza di circa 650 persone con demenza nei vari stadi di malattia.
Il progetto Comunità Amica implica, dunque, un cambiamento culturale radicale, che necessariamente deve prevedere interventi a breve, medio e lungo termine. Si parte quindi dagli incontri con le maggiori Istituzioni del territorio, quali ASL, Forze dell’Ordine, Polizia municipale, Protezione civile e altri per informarli del Progetto e richiedere la loro collaborazione. Il secondo passo è la creazione di un call center dedicato che risponderà dal lunedì al venerdì. Altrettanto importante è l’apertura di un “Friendly Point” presso il Centro Anziani di Via Pullino, che ha gentilmente offerto una stanza per un pomeriggio a settimana, dove una psicologa accoglierà le famiglie o gli operatori del settore che avranno bisogno di consigli. Ma il punto di ascolto sarà aperto anche a tutti gli abitanti del quartiere, che avessero domande da porre su questi argomenti.
Non mancherà la formazione per le categorie interessate: medici di famiglia, farmacisti, parrocchie, negozianti e soprattutto gli operatori di supporto o caregiver.
Contemporaneamente alla formazione , saranno instaurati gruppi di sostegno alle famiglie, anche per aiutarle a gestire meglio il processo di caregiving.
Determinante sarà anche la sensibilizzazione e formazione nelle scuole per favorire il necessario cambio di mentalità, che spezzi il pregiudizio e lo stigma di fronte all’Alzheimer. “Per ottenere questo, è essenziale iniziare a formare i giovani, partendo dalle scuole medie, con modalità differenti in base all’età” conclude la Bartorelli.
Nell’incontro del 5 luglio sono esposte le varie attività del progetto, tra cui l’adeguamento dei percorsi cittadini e della cartellonistica negli uffici pubblici per facilitare la mobilità delle persone con demenza.

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Garbatella Biblio Expò Junior all’Approdo

Il Centro culturale L’Approdo a via Magnaghi accoglie dal 26 al 28 maggio 2023 le novità librarie destinate a bambini e bambine e a ragazzi e ragazze provenienti dalla Fiera di Bologna. L’evento, organizzato dall’Associazione Donne di Carta,  è in collaborazione con alcune case editrici che hanno accolto con entusiasmo e spirito solidale l’appello loro lanciato.        Si tratta di Edizioni Corsare, Il Barbagianni, Telos Edizioni, Orecchio acerbo, Sinnos, Uovonero, All Around Edizioni, Atmosphere e Anicia Edizioni.

L’importanza dei libri per ragazzi

“Per la fascia d’età  4/13 anni, leggere è ancora un’attività di scoperta e di meraviglia – dichiara Sandra Pranzo Giuliani – un mezzo per stimolare immaginazione e acquisire conoscenza e anche uno strumento potente di socialità. Rinforzare queste basi accompagnando il lavoro prezioso che si fa a scuola e nelle famiglie è il compito delicato di questa piccola Fiera organizzata nel nostro Centro Culturale Approdo, proprio nel cuore della Garbatella storica.” La Giuliani sottolinea anche il grande impegno di volontariato su cui il Centro Culturale si basa e che coinvolge in primis l’associazione Donne di Carta  e Scuolaliberatutti , oltre alle altre associazioni che cogestiscono lo spazio sociale.

Il taglio del nastro

Durante la manifestazione si alterneranno diversi autori e autrici che presenteranno libri e leggeranno brani per i piccoli ospiti: Barbara Iannini, Simonetta Lambertini, Roberta Leporati, Nonno Ube.

L’evento è patrocinato dal Municipio VIII : il taglio del nastro alle ore 09:30 del 26 maggio è affidato al Presidente Amedeo Ciaccheri, alle assessore Maya Vetri e Francesca Vetrugno. Saranno presenti gli alunni delle classi 2F-2G della scuola primaria Alonzi (IC Piazza Sauli).

Il programma

Un programma denso di proposte, con “letture animate” a cura di Telos Edizioni e “letture magiche” a cura di Donne di Carta. Ma anche tanti laboratori: quelli di musica,  o “l’indovinello della tigre”,  o “animali bellissimi” per i bambini e bambine della scuola primaria.

Inoltre, il 28 alle 10:30 una Tavola rotonda su un tema importante ovvero:  “La Letteratura per ragazzi riesce ancora a competere con il digitale? E per quali fasce di età si può parlare ancora di lettura?”.

Al dibattito, con Silvia Bazzocchi dell’Associazione Donne di Carta che farà da moderatrice,  parteciperanno Amalia Maria Amendola (CEPELL), Lucia Antonelli (AIB LAZIO), Maurizio Caminito (FORUM DEL LIBRO), Rosaria Carbone (ASSOCIAZIONE CITTADINI DEL MONDO) e Ottavia Murru (NATI PER LEGGERE).

Per info e prenotazioni ai laboratori: progettoapprodo@gmail.com

Svelata la sorpresa

Ed è stata anche svelata la sorpresa annunciata nel programma: si tratta del libro per ragazzi sulla vita di Gino Strada, Diario di un sogno possibile, presentato da Emergency domenica 28 maggio alle 15:30.

E ad allietare le serate ci saranno anche eventi musicali per giovani e adulti.
Si inizia il 26 maggio alle ore 19:00 con il Duo acustico Moonlit Floor.

Qui di seguito il programma completo.

 

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Al Csoa La Strada presentato il libro “Processo alla solidarietà. La Giustizia e il caso Riace” alla presenza di Mimmo Lucano

C’è una parola greca che riassume il concetto dell’ospitalità e dei rapporti tra ospite e ospitante che nell’antica civiltà ellenica costituiva un aspetto sacro di grande rilievo. Questa parola è xenìa ed è stata scelta come nome del procedimento giudiziario che vede tra gli imputati Domenico (Mimmo) Lucano.

Davanti ad una numerosa platea, al centro sociale La Strada, è stato presentato il libro Processo alla solidarietà. La Giustizia e il caso Riace, di Castelvecchi Editore a cura di Giovanna Procacci, Domenico Rizzuti, Fulvio Vassallo Paleologo. Un evento che ha lo scopo anche di raccogliere fondi per sostenere il Villaggio Globale di Riace; un esperimento che ha ripopolato il borgo, con l’affidamento delle case abbandonate dagli italiani migrati in Argentina, a nuove persone provenienti da altre nazioni, affiancati a processi di integrazione e servizi specifici. Un modello di paese che ha suscitato anche la curiosità di molti artisti come Vinicio Capossela o Wim Wenders che hanno fatto di Riace il set di videoclip, film e cortometraggi.

Un testo nato dopo il recente ricorso in appello conseguente alla sentenza del tribunale di Locri a 13 anni e 2 mesi di reclusione, comminata in primo grado a Mimmo Lucano, per dimostrare che quello all’ex sindaco di Riace è un processo politico mirato ad affondare un modello di accoglienza funzionante e replicabile.

Foto di Matteo Nardone

Gli interventi

A gennaio 2019 il presidente municipale Amedeo Ciaccheri concesse provocatoriamente la cittadinanza onoraria dell’Ottavo Municipio a Mimmo Lucano, un gesto che provocò l’ira dell’allora sindaca di Roma Virginia Raggi. Oggi Ciaccheri, in apertura della presentazione, rilancia la sua proposta convinto che con la nuova Giunta Comunale possa realmente far ottenere un riconoscimento a Lucano e a tutta Riace.

Ha fatto seguito l’intervento di Domenico Rizzuti, uno degli autori del libro, che ha riepilogato le accuse che sono state inflitte all’ex sindaco, spiegando l’insensatezza e la carenza di prove che esse si trascinano. Un altro argomento trattato durante la presentazione è quello dell’aspetto semantico legato al concetto di accoglienza, esposto da Lucrezia Fortuna. Il libro pone l’accento sull’importanza del linguaggio, partendo proprio da xenìa, ossia la legge dell’ospite che oggi invece è utilizzata per criminalizzare e per condannare questa ospitalità.

Anche il recente decreto Cutro, varato dal governo Meloni, è un paradosso: la spiaggia che è stata teatro di una strage con oltre cento morti, oggi porta il nome di una legge che attacca i diritti delle persone migranti e porta avanti politiche discriminatorie e securitarie in cui le vittime diventano colpevoli.

La storia delle vicende che hanno coinvolto Riace in questi ultimi anni, sono state raccontate anche nel podcast “Rifarei tutto” della giornalista de Il Sole 24 Ore, Donata Marrazzo, che per l’occasione ha fatto ascoltare ai presenti alcuni spezzoni del suo lavoro.

Foto di Matteo Nardone

Le parole di Mimmo Lucano

In chiusura è intervenuto Mimmo Lucano, che ha raccontato parte dei suoi quattordici anni da sindaco, in cui il paesino di Riace è rinato. Quello che era un posto ormai abbandonato, durante i suoi tre mandati, ha visto riaprire molte delle case vuote del centro storico, la scuola, l’ambulatorio medico, il forno e la mensa sociale.

Ha avviato progetti di integrazione, dal frantoio alla fattoria didattica, dalle botteghe e lo sviluppo di una moneta complementare, fino al turismo solidale un modello di crescita sostenibile del terzo settore con un impatto ambientale pari allo zero, oltre all’allontanamento delle organizzazioni della ‘ndrangheta che nella Locride sono ben radicate.

Lucano ha raccontato di come lo Ionio, da quando l’uomo ha imparato a navigare, è terra di sbarchi, di migrazioni e di contaminazioni, e di come lui fin da giovane per senso di umanità si è ritrovato a soccorrere persone in mare. Infine, ha ribadito la sua innocenza di fronte a delle accuse enormi, nate in un contesto politico in cui l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini cercava consensi in vista delle elezioni e di come la sua storia ha suscitato scalpore in tutti i media del mondo e dal Papa che lo ha ringraziato più volte per il lavoro svolto.

Foto di Matteo Nardone

I procedimenti giudiziari

Nell’ottobre 2017  Domenico Lucano, da sempre incensurato, è iscritto tra gli indagati dalla Procura di Locri in merito alla gestione del sistema dell’accoglienza dei migranti: i reati contestati sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, concussione e abuso d’ufficio.

Dopo un periodo di arresti domiciliari e del divieto di dimora a Riace, il 30 settembre 2021 il Tribunale di Locri lo condanna in primo grado alla pena di 13 anni e 2 mesi di reclusione per i reati di truffa, peculato, falso e abuso d’ufficio, appesantiti dall’aver “costituito un’associazione per delinquere che aveva lo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti contro la Pubblica Amministrazione“.

Le motivazioni della sentenza, uscite poco dopo recitano “Lucano, da dominus indiscusso del sodalizio, ha strumentalizzato il sistema dell’accoglienza a beneficio della sua immagine politica” ma anche lo descrivono come un “encomiabile tentativo di integrazione dei nuovi arrivati“.

Il 28 giugno 2023, Mimmo Lucano affronterà il secondo grado del processo nato per affossare il modello Riace. Lui si ritiene innocente e ripete coraggioso le parole “Rifarei tutto!

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Dams Music Festival al Palladium

Torna il DAMS Music Festival al Teatro Palladium con concerti e incontri tra musica classica, world music, jazz, rap e musica popolare.

 Il Festival

Accanto a ricercatori e docenti provenienti dalle università italiane, si confrontano artisti affermati, esperti e giovani promesse, affrontando vari argomenti, come i confini tra musica e immagine nella cultura digitale, tra culture e linguaggi espressivi, tra musica classica e musica popolare.

Secondo il Professore Luca Aversano, ideatore della manifestazione,  “il DAMS Music Festival intende costruire e rappresentare un’area interattiva tra le dimensioni della ricerca, della formazione e della creazione/produzione nel campo della musica, con particolare attenzione al mondo dei giovani, della scuola e dell’università”.

La musica nelle Università

E in quest’ottica è prevista anche la presentazione di un’indagine realizzata in collaborazione con ADUIM (Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica) e ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) e dedicata alla posizione della musica nelle università italiane.

I Protagonisti

Tra i protagonisti che si alterneranno sul palco: il trombettista Fabrizio Bosso, il rapper Amir Issaa, Sandro Cappelletto e Matteo D’Amico, la Stetson University Chamber Orchestra, l’orchestra indonesiana Gamelan Gong Wisnu Wara, l’Orchestra giovanile Fontane di Roma, il Trio Hermes e Mario Incudine e Sergio Bonanzinga.

Date e orari

Ed ecco le date e gli orari:

09 Maggio h. 15.00

10 Maggio h. 17.00

11 Maggio h. 17.00

12 Maggio h. 17.30

13 Maggio h. 18.00

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Le lotte delle donne all’Archivio Flamigni

“Gli anni dei diritti”, di questo si è discusso nell’incontro del gruppo Nannarella che si è tenuto mercoledì 3 maggio presso l’Archivio Flamigni, a Garbatella.

Il Gruppo Nannarella

Il gruppo è composto da donne provenienti dal mondo del diritto, del sindacato, della scuola e del lavoro. Donne che hanno partecipato alle lotte femministe per l’applicazione di quanto recita l’articolo 3 della nostra Costituzione : “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

“Ci sono voluti tanti anni per mettere in moto un cambiamento che portasse all’applicazione di quella norma – dichiara Alba Orti, fondatrice di “Nannarella” – e la realtà è che siamo ancora in cammino”.

A tutti i partecipanti è stato consegnato all’ingresso un foglio con l’elenco delle leggi per il riconoscimento dei diritti delle donne, in ordine cronologico di approvazione.

Gli interventi di introduzione

Alessandra Bailetti, dirigente sindacale e attivista femminista, ha ricordato gli anni delle lotte con cui le donne hanno rivendicato i consultori, gli asili nido, la parità di trattamento nei contratti di lavoro, e anche il diritto al divorzio. E Alba Orti, attivista femminista, ha ricordato con commozione il giorno in cui da bambina ha accompagnato le donne della sua famiglia a votare per la prima volta il 2 giugno del 1946 per scegliere la Repubblica e cancellare la monarchia.

Le prime Magistrate donne

Sono stati anni di lotte fondamentali, ricorda Gabriella Luccioli, prima donna a vincere un concorso in Magistratura. Il tutto cominciò grazie ad una laureata in legge, Rosanna Oliva, che nel 1960 presentò domanda per partecipare al concorso di magistratura, ben sapendo che non sarebbe stata accettata in forza di una legge del 1919 che escludeva le donne dall’esercizio della professione di magistrato e di giudice.

La Oliva oppose ricorso, e intraprese un’azione legale facendosi rappresentare dal Professor Mortati con cui si era laureata. Il Consiglio di Stato sollevò l’incostituzionalità della legge del 1919 ai sensi dell’art. 3 della Costituzione, e la Corte Costituzionale, nel 1960, emise la sentenza che eliminò le discriminazioni di genere per l’accesso ai pubblici uffici.

Così finalmente, nel 1963, il concorso per magistrati venne aperto alla partecipazione delle donne, e otto di loro lo vinsero, fra cui la stessa Luccioli. “All’inizio dovemmo assumere l’unico modello di comportamento esistente, quello maschile. Ed eravamo anche molto rigorose, consapevoli che, al minimo errore saremmo state tacciate di incapacità – dichiara la Luccioli – Poi, con la forza dell’esperienza creammo un altro modello di essere giudici che riflettesse la specificità di genere, inserendo altri valori, comportamenti e punti di riferimento diversi”.

Ora i concorsi di magistratura sono vinti in percentuale maggiore da donne rispetto agli uomini, ma questo non significa che la parità è stata raggiunta. Nelle funzioni direttive infatti le donne rappresentano solo il 23%. Però finalmente oggi c’è una donna come Primo Presidente del Consiglio Superiore di Magistratura, Margherita Cassano, eletta a febbraio 2023.

La legge 194 e gli altri diritti

Tra i tanti interventi, quello di Luigina De Santis, sindacalista, che ha richiamato l’importanza delle lotte per l’ottenimento della legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza per una maternità consapevole. Ed ha sottolineato quanto sia importante oggi l’impegno di tutte per proteggere questa legge.

E ancora Patrizia Sentinelli, insegnante, che ha ricordato gli anni in cui le insegnanti erano tutte donne, ma i presidi tutti uomini, e le lotte per rompere la predestinazione sociale nella scelta dello studio, soprattutto fuori della grande città, là dove le donne erano per lo più indirizzate solo verso istituti professionali femminili.

E ancora Armanda De Angelis, operaia metalmeccanica, Maria Rosalba Mereu, attrice sindacalista, Sara Tuffaro, rider: ognuna ha portato la propria testimonianza delle lotte al femminile negli ambienti di lavoro e nella società. In particolare quello della Tuffaro, la più giovane relatrice, ha evidenziato come il mondo dei riders costituisca un enorme passo indietro nel riconoscimento dei diritti dei lavoratori tutti, e delle lavoratrici in particolare per l’assenza di tutele.

Le conclusioni

“Il cammino è ancora lungo – sostiene Alessandra Bailetti – ma noi abbiamo il dovere della memoria e del passaggio di consegne alle generazioni future per la continuità. Ed è per questo che è molto importante il nostro impegno presso l’Archivio Flamigni. La documentazione della nostra storia è la base del nostro futuro”.

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Obiettivo Italia-Censimento fotografico a Moby Dick Garbatella

Oggi  3 e domani 4 maggio,  presso la Biblioteca Moby Dick a Garbatella si scattano foto a chiunque avrà voglia di partecipare al censimento fotografico organizzato dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche – in collaborazione con l’ISTAT- Istituto Nazionale di Statistica.

Obiettivo Italia – I set  della FIAF nei luoghi pubblici

In tutta Italia invece i set fotografici saranno allestiti il 6 e 7 maggio. Saranno 200 set fotografici per un affresco corale ampio della popolazione nazionale mediante migliaia di ritratti fotografici.

“In tre quarti di secolo dal 1948 anno della sua Fondazione la FIAF ha fatto la storia della fotografia amatoriale italiana mostrandosi sempre pronta a monitorare e a interpretare i vari processi culturali attraversati nelle diverse fasi storiche” spiega uno degli organizzatori. “Il censimento fotografico ha infatti una notevole rilevanza anche per discipline quale l’antropologia culturale e sociale, la sociologia, la demografia, la statistica”.

Gli standard degli scatti

Nei vari set allestiti nelle piazze e nei luoghi pubblici della penisola ogni individuo sarà fotografato secondo uno schema iterato con metodo e rigore,  senza sfondi e  distrazioni visive. A Moby Dick i fotografi stanno già lavorando con chi si presenta per essere fotografato.

Il mosaico finale

L’ampio corpus di immagini formeranno un mosaico finale che fornirà un ritratto dell’odierna società italiana e della sua composizione con preziosi risvolti culturali sociali e di costume. Grazie a queste foto, fra venti – trenta- cinquanta anni diremo ecco come erano gli italiani degli anni venti del XXI secolo.

Come partecipare

Per partecipare basta recarsi a Moby Dick oggi o domani , rilasciare la liberatoria e compilare un questionario molto semplice e assolutamente anonimo, con indicazione di età, titolo di studio, professione , comune di residenza e composizione familiare. L’ultima domanda che sarà rivolta è la più interessante: “Nell’ultimo mese quanto spesso ti sei sentito felice ?”

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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