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Cambio di guardia nei circoli del PD municipale

Martino Darelli e Flavia Finamore sono i due nuovi segretari  dei circoli del Partito Democratico del Municipio Roma VIII.

Sabato 8 luglio le sezioni di Ostiense e Ardeatino – Tor Marancia si sono riunite per eleggere i successori di Flavio Conia che ne era alla guida dal 2018, a seguito delle dimissioni di Luca Bortolani.

Martino Darelli, eletto al circolo Ostiense, 24 anni è stato segretario dei Giovani Democratici del Municipio, mentre Flavia Finamore, eletta all’Ardeatino – Tor Marancia, 55 anni, insegnante di sostegno, è da sempre un punto di riferimento nella comunità locale.

L’organizzazione del PD romano

La delibera Matteo Orfini, che portò al congresso del 2017, prevedeva quindici segretari municipali e l’azzeramento dei segretari di Circolo, che divenivano solamente referenti delle sedi, senza avere però un’autonomia politica. Un’organizzazione di questo tipo, fu una buona intuizione per il periodo storico dell’epoca: Roma era stata scossa da Mafia Capitale e c’era bisogno di razionalizzare, sintetizzare e dotare il Partito di figure di riferimento stabili.

Con il tempo però sono emerse alcune difficoltà nelle segreterie dei Municipi, territori grandi e popolati come una piccola media città italiana, e il Partito Democratico nazionale con Nicola Zingaretti, ha adeguato lo statuto riproponendo la centralità delle figure nei singoli circoli democratici.

Le dichiarazioni del segretario uscente Flavio Conia

Siamo molto soddisfatti per le due persone individuate, che non sono nuovi alla politica e ai circoli, ma a questo genere d’incarichi – ci racconta il segretario uscente Flavio Conia – Lascio una comunità florida, rinnovata, con tanti recenti iscritti. Ci sono grandi responsabilità sui nuovi segretari, la prima di non deludere le aspettative dei  neo-iscritti, che si sono messi a disposizione con tanta generosità del corso attuale e la seconda quella di traghettare i nostri territori verso il Governo di Centrosinistra della città e verso le prossime elezioni europee e amministrative”.

C’è tanto bisogno di portare nei quartieri quello che si sta facendo in Comune, continuare con l’ascolto delle esigenze territoriali per fare da cinghia di trasmissione tra i quartieri e le amministrazioni – prosegue Conia – Non vogliamo essere un partito degli eletti e lo testimonia il fatto che né Darelli né Finamore hanno cariche  elettive, ma sono persone che si dedicheranno esclusivamente al partito – conclude – Io per ora rimango in proroga come un coordinatore locale, fino alle elezioni dei nuovi coordinatori municipali, che dovrà prevedere il neoeletto segretario romano Enzo Foschi, con un nuovo regolamento sia per i congressi dei segretari municipali sia per le funzioni che dovranno svolgere”.

Flavio Conia
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“In nome di Ipazia”, Dacia Maraini alla Libreria dei Granai

Un manifesto tutto al femminile scritto da una delle autrici italiane più tradotte al mondo. Giovedì 13 luglio alle ore 18:30 Dacia Maraini sarà ospite della Libreria Nuova Europa I Granai per presentare il suo nuovo libro “In nome di Ipazia. Riflessioni sul destino femminile” (Solferino Ed.). Una raccolta di voci, approfondimenti giornalistici e testimonianze dirette sulla condizione delle donne attraverso le varie epoche storiche. A partire dalla figura della madre, la pittrice siciliana Topazia Alliata, per poi arrivare all’uccisione dell’astronoma greca Ipazia di Alessandria. Con questo nuovo libro la scrittrice fiorentina classe 1936 dà voce a tutte le donne senza nome né volto che in ogni paese lottano per la libertà e per la parità dei diritti.

Ipazia di Alessandria

Il titolo del libro fa riferimento alla matematica, astronoma e filosofa pagana Ipazia d’Alessandria. Teorizzò che la terra non fosse al centro dell’universo ma un pianeta che gira intorno al sole e nel 415 d.c. fu uccisa da una folla di cristiani fomentati dal vescovo e patriarca della città Cirillo, che perseguitò ebrei e pagani sino a quasi annientarne la presenza nella città. L’astronoma greca è divenuta poi martire simbolo della libertà di pensiero.

Le dichiarazioni del responsabile degli eventi della Libreria Nuova Europa

“Si tratta di un iniziativa molto importante, con il patrocinio dell’VIII Municipio avremo l’onore di accogliere nella nostra libreria una figura di spicco nel panorama letterario internazionale”. Così il responsabile degli eventi della Libreria Nuova Europa I Granai. “Per quanto riguarda il nostro programma – prosegue – la presentazione di giovedì sera sarà l’ultimo grande evento in chiusura di una stagione molto intensa. Stiamo strutturando il nuovo calendario – spiega – è ancora in fase di preparazione ma verrà stilato a breve e sarà possibile consultarlo per rimanere aggiornati su tutte le iniziative da settembre in poi. Come sempre, non mancheranno nomi illustri degli scrittori più in voga nel panorama italiano, come ad esempio Giancarlo De Cataldo, o anche volti importanti della narrativa femminile come la scrittrice napoletana Viola Ardone e le autrici siciliane Alessia Gazzola e Cristina Cassar Scalia. Inoltre – conclude – sono previsti ospiti internazionali, tra cui una scrittrice vietnamita con cui stiamo organizzando un incontro a settembre.

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L’estate dell’VIII Municipio impazza sull’Ottovolante

È arrivata l’estate e in questi ultimi giorni l’anticiclone africano attanaglia i romani che sono rimasti in città. Ma per chi non ha potuto o voluto raggiungere la frescura dei Castelli niente paura, le associazioni con il patrocinio dell’Ottavo Municipio propongono una ricchissima rassegna di iniziative culturali, che potranno allietare le serate di questo torrido luglio e non solo. Ci sono novità e conferme. Tra quest’ultime segnaliamo la storica Arena Brin, il cartellone di film d’autore, che da giugno a settembre accompagnerà gli appassionati nel salotto buono della Garbatella. Mano a pop corn e bruscolini dunque, per gustarsi le proiezioni con la vista mozzafiato dei Gazometri, simboli dell’ex zona industriale primi Novecento. Sull’altro lato della piazza, davanti al lotto 5 targato dall’architetto Innocenzo Sabbatini, nel parco dedicato a Marcella e Maurizio Ferrara, dal 20 giugno ha preso il via Festival Brin: una vera e propria cuccagna per i bambini. Infatti il programma prevede letture e laboratori da parte dell’associazione Eco di Fata e Cartoni Animali in collaborazione con Perfareungioco. Si potrà nell’area illuminata giocare, pattinare e andare sullo skate fino a tarda serata.

Estate al Polo, Videocittà al Gazometro, Industrie Fluviali

Proprio all’Ostiense in via Bartolomeo Bossi 7 ha preso il via Estate al Polo (nel senso del Polo Museale dei Trasporti). Quindi tra vetture e tram storici è stato aperto il giardino estivo a ingresso gratuito. Non mancheranno concerti musicali per tutti i gusti: dal jazz all’elettronica, dal pop all’afro. Per i palati più fini i piatti prelibati saranno reading letterari, incontri di poesia e presentazioni di libri. Tra una lezione di yoga e spettacoli di danza tutte le sere l’offerta enogastronomica propone menù anche per celiaci, vegani e vegetariani. Sotto lo scheletro del grande Gazometro, invece, si scatena la movida con affaccio sul biondo Tevere. Dal 13 al 16 luglio Dj set, video artistici e performance musicali fino a notte fonda. In via del Porto Fluviale 35, da giugno a ottobre, artisti/e italiani e internazionali realizzeranno site-specific attorno ai principali eventi del poliedrico hub culturale Industrie Fluviali.

Festa dell’Altra Estate, Parco Appio e Propaganda Schuster

L’offerta culturale non si ferma anche a Garbatella, a via dell’Almone e a San Paolo. Al parco Cavallo Pazzo adiacente alla Casetta Rossa di via Magnaghi, nel cuore della Garbatella, sono in corso dal 4 al 19 luglio le numerose iniziative culturali della Festa dell’Altra Estate. Anche al Parco Appio in via dell’Almone 105, sulle sponde del fiume sacro ai romani, tutte le sere si potrà mangiare e bere ascoltando concerti di musica, DJ set e presentazioni di libri. Al Parco Schuster, davanti all’imponente Basilica di San Paolo vanno in onda concerti di musica dal vivo per i giovani più nottambuli di Roma sud. La Roma Tre Orchestra, invece, mette in campo nel Convitto Vittorio Locchi, nell’area di Villa 9 Maggio con ingresso in via Spinola 11, un programma di musica classica con concerti di pianoforte, musica da camera, sinfonica e opera.

Roma 70 Summer Village

L’intrattenimento non si ferma anche nei quartieri di più recente edificazione. A Roma 70 in via dell’Automobilismo 202 da giugno a novembre impazza il Summer Village: con mostre, spettacoli, presentazione libri, calcio balilla e giochi per bambini. La variegata offerta culinaria dell’estate culminerà da settembre in poi con la sagra del porcino e quella della zucca.

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Addio a Maurizio Pucci

Se n’è andato per sempre Maurizio Pucci, coordinatore per i servizi di accoglienza e celebrazioni del Giubileo 2025. Aveva 69 anni e da tempo era sofferente di un male inesorabile. Negli ultimi decenni si era allontanato dal quartiere Garbatella, dalla casa popolare di via Ansaldo davanti al lotto 8, per affrontare nuove sfide che la vita gli aveva messo davanti, ma che affrontò sempre con determinazione e passione. Già alla fine dei turbolenti anni Settanta era stato determinante nei passaggi cruciali della politica locale.

 Presidente dell’XI Circoscrizione e della Asl di zona

Giovane militante del Partito Comunista della Villetta, guidato dal timoniere Orlando Lombardi, ex partigiano, era stato designato come presidente dell’XI Circoscrizione, subentrando al saggio Mario Cima, e poi nei primi anni Ottanta ricoprì l’incarico di presidente della Asl territoriale, che prese in carico dal vecchio ente ospedaliero Eur-Garbatella: il Cto, il Sant’Eugenio e il Grassi di Ostia. Da quelle esperienze amministrative, Maurizio che rimase dopo la svolta della Bolognina nel Pds, Ds e infine Pd, prese il volo per incarichi cittadini.

 Gli incarichi in Campidoglio

Nella Federazione romana più volte fu responsabile politico della Festa dell’Unità e poi fu protagonista insieme al Sindaco Francesco Rutelli e a Goffredo Bettini, presidente della Fondazione Musica per Roma della costruzione dell’Auditorium. Lì si assunse la responsabilità di portare a termine quell’opera, superando ostacoli insormontabili, perché Maurizio era un uomo pratico e instancabile.

Assemblea scioglimento PCI, autunno 1989 in Villetta, Maurizio Pucci vicino ad un giovane Walter Veltroni                                   (Archivio Cara Garbatella)

Lavorò per anni sul cantiere dell’Auditorium a fianco dell’architetto Renzo Piano e del maestro Luciano Berio, fino a che aprirono i cancelli di via Pietro de Coubertin e i cittadini romani ebbero l’opportunità di godere di una struttura culturale di altissimo livello. Poi la carriera di Maurizio Pucci continuò in Campidoglio, uomo di fiducia dei vari Sindaci di centrosinistra che si alternarono nell’aula Giulio Cesare da Veltroni a Ignazio Marino, che lo volle come assessore ai Lavori Pubblici. Negli ultimi anni prima che la malattia lo colpisse Maurizio fu decisivo sui cantieri del Giubileo del 2000 e nell’azienda Ama sul fronte dei rifiuti.

Ma a noi di Cara Garbatella piace ricordare Maurizio con quel suo modo spavaldo e sorridente in Villetta in una foto dietro il tavolone del piano superiore durante gli interminabili dibattiti di un congresso del Pci di Garbatella con Orlando Lombardi e Enrico Berlinguer. Lo terremo sempre nel cuore.

Tutta la redazione si stringe intorno alla sua famiglia e alle  figlie, caro Maurizio la terra ti sia lieve.

I funerali di Maurizio Pucci ci saranno il 4 luglio alle 15.00 a San Salvatore in Lauro. Celebra la messa Monsignor Fisichella.

Dalle 9.00 alle 13.30 la camera ardente in Campidoglio Palazzo Senatorio sala Protomoteca

 

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La Poetanza al parco Commodilla

Di Anna Di Cesare

Lunedì 26 giugno il parco di Commodilla si è animato di musica e poesia. Il gruppo della Poetanza ha dato lettura di alcuni testi di Maurizio Mazzucco, Loretta Liberati, Luciana Raggi, Margherita Parelli, Laura Pezzola, Maria Spinelli. “Il nostro obiettivo è di diffondere la cultura come possiamo” ha detto Antonietta Tiberia, poetessa romana e organizzatrice dell’evento. “Giacché l’iniziativa ha riscontrato un buon successo, la consideriamo un’esperienza da replicare.”

Il gruppo della Poetanza è nato due anni fa durante il lockdown per unire le voci di alcuni poeti, dando vita a un’opera collettiva che ha preso il nome di “Gabbianò”, edito da Progetto Cultura con prefazione di Dante Maffia. Si tratta di un esperimento poetico a distanza: 33 poeti hanno composto un poemetto collettivo scrivendo ognuno delle terzine in rima dantesca sul tema dell’isolamento, in quel particolare periodo di confinamento in casa.

Il risultato ha visto alternarsi rime e versi di poeti diversi, ben amalgamati e senza firma per sottolineare il carattere corale dell’opera. Durante l’incontro al parco Commodilla c’è stato spazio anche per la musica e l’arte: Pietro Bottali è intervenuto suonando l’ocarina e il pittore Vincenzo Patrizi ha esposto i suoi quadri…

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Ciao Gianna, cara amica

un pensiero di Mirella Arcidiacono

Si dice che chi trova un amico trova un tesoro, ma poi quando quell’amica se ne va.

Allora si perde veramente un tesoro.

Gianna non era un tesoro solo per me, è stata un tesoro anche per la storia della Garbatella. Basti leggere uno dei quaderni di Moby Dick, dove racconta la storia del tram che percorreva le strade dello storico quartiere. Gianna prendeva il tram che passava sotto casa sua (dove i suoi genitori erano arrivati nel 1928), a Via Guglielmo Massaia per andare al lavoro dai Serra, in centro a Via del Corso.

Poi alle fermate successive salivano altre amiche che si recavano a lavorare in vari luoghi. Lei ci teneva a precisare che era impiegata in una prestigiosa argenteria. In lei molte di quelle ragazze si sono riconosciute leggendo quel quaderno, (presentato nei vecchi bagni pubblici diventati biblioteca), quando la Garbatella non era come adesso tanto in voga.

Quando nel 2001 le ho proposto di assumere il nickname di Lady Garbatella progettando il libro “Garbatella La storia è donna” affiancando l’attrice garbatellana Rossana di Lorenzo come Sora Garbatella, Gianna mi ha sorriso ed alzato gli occhioni celesti.

Mi ha lasciata la risposta un po’ in sospeso e poi è stata entusiasta ed ha tirato fuori foto della Garbatella in costruzione. Il libro lo abbiamo presentato il 18 febbraio 2002 presso l’oratorio di San Filippo Neri con il presidente dell’XI circoscrizione Massimiliano Smeriglio.

Certo ne sono passati di anni e quella Garbatella indigena piano piano scompare. Infatti, come se lo sentisse, ha voluto collaborare a quel libro sulla Garbatella di come eravamo presentato il 24 febbraio 2023 presso Mille piani, ma noi non eravamo presenti per certi nostri principi di garbatellane doc.

Gianna aveva voluto fornire tante foto di famiglia, che ora diventano altra storia inedita, dove possiamo ammirarla giovane fanciulla con un vestito dell’alta sartoria di Valentino e possiamo ammirare anche i suoi elegantissimi nonni Marco Moriani e Giovanna Muzzetto.

Cosí da quelle foto di famiglia è nato il 14 maggio il progetto Storie di nonne, proprio usando la foto dei nonni di Gianna per fare la locandina con il patrocinio del Municipio VIII, e per il 2 ottobre stavamo organizzando “Nate a Garbatella”.

Ma poi improvvisamente tutto è crollato, inspiegabilmente così all’improvviso, ma la morte fa parte della vita e probabilmente …forse è vero …si viene al mondo per un compito preciso da assolvere su questa terra e poi si passa in un’altra dimensione. Allora ci dobbiamo ritenere anche fortunate per avere avuto dei tesori di amiche. Grazie Gianna ora starà a noi del Comitato delle Fate comprendere i messaggi che ci manderai dal Paradiso, grazie di tutto.

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I redditi quartiere per quartiere del Municipio VIII

Il ministero dell’Economia e delle Finanze pochi giorni fa ha rilasciato le statistiche nazionali riguardanti la dichiarazione 2022 (anno fiscale 2021), da cui emerge un reddito medio a Roma (considerati quelli da lavoro e non da immobili) di 25.990 euro a dichiarante, in cui al primo posto ci sono i residenti del quartiere Parioli con un reddito medio di 72.090 euro.

Le zone più povere, invece, sono risultate quelle oltre il Raccordo Anulare nella parte est di Roma corrispondenti a Tor Vergata, Tor Bella Monaca, Rocca Cencia, Villaggio Prenestino, con un reddito che si aggira intorno ai 18 mila euro a contribuente, mentre a Ostia Antica risalta il dato medio di 16.392 euro e ben il 52,91% dei contribuenti con un reddito annuo inferiore a 10 mila euro, uno squilibrio notevole rispetto ai Parioli.

 

Gli abitanti del Municipio Roma VIII distribuiti in percentuale secondo le fasce dichiarate nel 2022 (redditi 2021)

Nel Municipio Roma VIII c’è sostanzialmente un livello medio/alto generale. Infatti, circa un terzo della popolazione, ha dichiarato un reddito tra i 26 e i 55 mila euro, dove spicca il dato di 39,3% nei quartieri con cap 00142 ovvero Grotta Perfetta, Tintoretto, Baldovinetti, Tre Fontane, Vigna Murata, circa 10 punti percentuali in più rispetto ai contribuenti di San Paolo, Ostiense, Valco San Paolo, Marconi (cap 00146). Quest’ultima zona è anche risultata quella in cui si riscontrano maggiori tassi di povertà, infatti circa il 28% ha dichiarato di aver percepito meno di 10 mila euro annui.

Tra i super ricchi invece, ossia quelli che hanno dichiarato di aver percepito tra i 75 mila e i 120 mila euro, ci sono gli abitanti della zona dell’Appia Antica direzione Ardeatina (cap 00147), che corrispondono al 6,32% dei contribuenti, con una punta del 3% oltre i 120 mila euro. C’era da aspettarselo da chi vive in ville con piscine tra i ruderi romani; gli fa da contrasto la zona della Garbatella (cap 00154) in cui i super ricchi sono l’1,51%, mentre un quarto degli abitanti dichiara meno di 10 mila euro annui.

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Tram-busto letterario, i venerdì d’estate al polo museale dei trasporti

Di Anna Di Cesare

Estate al polo, prende il via la rassegna romana dedicata a musica, letteratura e intrattenimento. Venerdì 23, a partire dalle ore 18,30, al Polo museale dei trasporti (via B. Bossi 7) si svolgerà il primo incontro. Tram-busto letterario: questo il titolo dell’iniziativa, che in parte è un gioco di parole (in riferimento al museo dei locomotori e tram storici, all’interno del quale si svolge) e in parte allude al carattere ludico e aggregativo dell’evento. “Non vogliamo fare delle lezioni, vogliamo divertirci” ci ha raccontato Sandra Pranzo Giuliani, responsabile dell’associazione culturale Donne di Carta. L’associazione è attiva dal 2008 per promuovere la lettura attraverso diversi canali, dall’organizzazione di rassegne alla fondazione di biblioteche, come l’Approdo a Garbatella, specializzata per l’infanzia, e la biblioteca Goliarda Sapienza a Montagnola.

L’ambizione di questa associazione, comunque, è un’altra: nell’ambito del progetto nato in Spagna “Farhenheit 451”, consiste nell’imparare a memoria poesie e brani di prosa, in modo tale da poterli trasmettere ovunque, a chiunque, in nome della loro bellezza, al di là delle condizioni e della disponibilità di mezzi.

L’ incontro di venerdì alle 18,30 vedrà protagonista il critico letterario Dario Pontuale, che racconterà Italo Calvino attraverso la lettura di passi scelti del “Sentiero dei nidi di ragno”, primo successo dell’autore nonché grande romanzo sulla Resistenza italiana. Per completare il quadro, i membri di Donne di Carta reciteranno a memoria brani tratti da altre opere, come le “Lezioni americane”.

Al secondo appuntamento – ore 20,30 – saranno invece ospiti le professoresse Mariella Bazzocchi e Lucia Staccone, esperte di canto orale, che risponderanno alla domanda: “ha ancora senso fare ricerca nel campo della tradizione popolare?” I canti di lavoro e d’amore, tramandati oralmente da generazione in generazione, sembrano appartenere a un mondo lontano; e in che modo e in che misura l’oralità entra ancora a far parte delle nostre vite? “Abbiamo sempre bisogno del contatto della voce umana, anche nel mondo moderno” ha continuato l’organizzatrice, “il successo della radio e dei podcast, per esempio, ne sono una prova.”

Ma la voce è anche lo strumento principale per trasmettere un patrimonio comune, e l’obiettivo di Donne di Carta è proprio quello di indagare tutte le modulazioni possibili – dal canto alla recitazione di racconti e poesia – del rapporto tra voce viva e memoria. “La memoria serve a tramandare, ma la voce è lo strumento con cui la memoria si trasmette” ha concluso l’organizzatrice. Un filo rosso, quello tra voce e memoria, che collegherà tutti gli incontri organizzati da Donne di Carta. Il Polo museale dei trasporti vi aspetta, ogni venerdì, fino al 15 settembre.

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Festival internazionale del cortometraggio in Villetta

Un altro fine settimana all’insegna della cultura e dell’inclusione alla Villetta Social Lab in via degli Armatori 3. Dopo le tre serate dello storico Garbatella Jazz Festival dove è stata la musica a farla da padrone, questo weekend arriva il momento del cinema con la primissima edizione dell’Outsider Garbatella Film Fest, un evento organizzato dalla giovane casa di produzione “Elodia Cinematografica” che, a partire dalla serata di venerdì 23 giugno, vedrà la proiezione di venti cortometraggi internazionali provenienti da tutto il mondo seguiti da dibattiti, votazioni del pubblico e accompagnati da un aperitivo. Domenica sera, in chiusura, i migliori shorts saranno premiati.

I cortometraggi

Le opere brevi in lista nel festival non avranno una tematica specifica bensì, come dice il nome “Outsider”, la selezione sarà basata su cortometraggi di finzione che trattino qualsiasi argomento e genere, purché con un linguaggio non convenzionale e fuori dagli schemi tradizionali. Inoltre, durante la serata di apertura di venerdì, è prevista una sezione specifica dedicata all’esplorazione di altri tipi di linguaggi non convenzionali come quello del cinema sordo, al fine di favorire la fruizione e allo stesso tempo la conoscenza di questo movimento che, ormai da anni, si sta facendo sempre più spazio nel panorama cinematografico. Oltre alla proiezione dei cortometraggi selezionati, tutti resi accessibili con sottotitoli in italiano per garantire la partecipazione tanto delle persone sorde quanto di quelle udenti, sono previsti momenti di dibattito e di approfondimento con il pubblico in sala sulle varie tematiche toccate dai corti.

Elodia Cinematografica

Fondata nel 2019 da Cristina Ducci, la casa di produzione cinematografica Elodia si impegna a collaborare da anni con giovani cineasti professionisti del settore, con l’obiettivo di produrre contenuti audiovisivi indipendenti per cinema, tv e web.

Il programma del festival

Venerdì 23 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival con dibattito sul cinema sordo e la video arte.

A seguire saranno proiettati: “Tomorrow’s body” di Giulia Hrvatin, “Ultimato alla terra” di Davide Nanti, “Exp.01” di Giulia Perrone, “Farwest” di Emily Quinn Potter e Grace Potter, “Words of camel” di Juan Antonio Moreno, This is not a film” di Mahdi Hassanieh, “The hands” di Yirong Yin, “Così fa il silenzio” di Sami Schinaia e “A citizenship signed bebian” di Iléana Pansiot-Villon. Inoltre, fuori concorso: “Chasing cotton clouds” di Samuel Dore.

Sabato 24 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival.

A seguire saranno proiettati: “Tyrannosaurus blues” di Vittorio Caratozzolo & Class 1 A, “Keep moving” di Andrea Zanini, “Petrol” Cabiria Lizzi, “Stand by me” Riccardo Mancino, “The last party” di Matteo Damiani, “Sul pianeta B” di Pietro Reggiani, “The miracle of strawberry leaf” di Claudia De Salve, “Spin doctors” di Davide Paglia e Alessio Avino, “L’ultimo saluto” di Vincenzo Palazzo e “Through the street of heaven” di Giuseppe Gimmi.

Domenica 25 giugno

Ore 19,00 aperitivo. Ore 20,00 apertura del festival e consegna dei premi ai vincitori.

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A Tor Marancia un anno di festeggiamenti: mercoledì 21 un dibattito tra arte pubblica e rigenerazione urbana

Lo scorso 6 maggio Tor Marancia ha compiuto 90 anni: in occasione dei festeggiamenti è stato annunciato un anno di celebrazioni per la nascita di uno dei quartieri più iconici del Municipio VIII.  Iniziative culturali e momenti di socialità riempiranno le strade e i lotti della borgata fino al prossimo maggio 2024 e per l’occasione è stato istituito un vero e proprio Comitato promotore Tormarancia 90.

L’evento “Tormarancia ’90: tra arte pubblica e rigenerazione urbana”

Un evento culturale e artistico è già in programma. Mercoledì 21 giugno, infatti, alle ore 17:30  nel Museo condominiale di Tormarancia al civico 63, è stato organizzato il dibattito “Tormarancia ’90: tra arte pubblica e rigenerazione urbana” in cui interverranno il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, l’Assessore alle politiche Urbanistiche di Roma Capitale Maurizio Veloccia, Francesco Giambrone sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, il presidente della fondazione Terzo Pilastro Emmanuele Emanuele, Laura Calderoni, direttrice Open House Roma, il vicepresidente Touring Club Italiano Giuseppe Roma e Giorgio De Finis, direttore del Museo delle periferie.

Il Comitato promotore Tormarancia 90

Alla fondazione del Comitato promotore Tormarancia ’90, erano presenti Amedeo Ciaccheri, la Presidente della Commissione Cultura Monica Rossi, il delegato del sindaco di Roma Andrea Catarci e altri enti pubblici e privati e soggetti attivi sul territorio, con l’obiettivo e la volontà di coordinare le associazioni locali e le istituzioni nell’organizzazione di un lungo anno di festeggiamenti. L’adesione al Comitato è aperta ad associazioni e singoli cittadini, tramite l’invio di una mail a assessoratocultura.mun08@comune.roma.it .

Quale futuro per il quartiere?

Un nuovo cantiere si affaccia alle porte del quartiere, verso Piazza dei Navigatori. Il progetto prevede la costruzione di palazzi alti più di dieci piani, per centinaia di appartamenti di lusso in una pianificazione che strizza l’occhio al famoso bosco verticale milanese. Giuliano Marotta, dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, ci fa riflettere sulla possibilità che questo intervento possa impattare fortemente sul volto e la composizione sociale della borgata, sul costo della vita nella zona, inserendosi nel processo progressivo di allontanamento delle fasce popolari dal centro di Roma. Un fenomeno in qualche modo speculare, tra l’altro, a quello che cento anni fa, ci dice Giuliano, aveva portato alla nascita della borgata Sette Chiese, uno dei primissimi insediamenti della zona, la cui composizione sociale era in parte quella dei baraccati e gli sfrattati dal centro storico.

Le parole dell’assessore Veloccia

“Tormarancia” ci dice l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Capitale Maurizio Veloccia “si appresta a vivere una stagione di trasformazione e rinascita”.

“Sono stati, infatti, avviati i lavori per le opere previste nella Convenzione Urbanistica di Piazza dei Navigatori destinati, nei prossimi anni, a trasformare la zona e che hanno preso avvio nei giorni scorsi a cura di Impreme Spa. La Convenzione prevede la realizzazione di parcheggi pubblici per circa 39 mila mq, verde pubblico per 16 mila oltre al ridisegno dei percorsi delle piste ciclabili, alla realizzazione di servizi per il quartiere come la nuova “Bocciofila”, uno skate park e una area giochi per i bambini più piccoli.L’intero quadrante- prosegue l’amministrator capitolino-  sarà poi totalmente riqualificato nella sua funzione di verde pubblico, di standard urbanistici e servizi per territorio, aumentando la presenza di esemplari arborei in un’ottica di “forestazione urbana”.

Il sistema infrastrutturale locale beneficerà di significative semplificazioni viabilistiche, tra cui il ritorno di marcia da Via Cristoforo Colombo verso Viale di Tor Marancia, consentendo la completa sincronizzazione semaforica lungo la grande arteria urbana. Si partirà il 15 luglio con la demolizione dell’ex Bocciofilo di via delle Sette Chiese. Il 17 luglio ci sarà l’avvio dei lavori per la realizzazione Fo.Ro. – Foresta Romana, il complesso residenziale, commerciale e terziario che sorgerà dietro Piazza dei Navigatori, progettato dallo Studio MCA-Mario Cucinella Architects, autore tra le altre cose della Nuova Sede del Rettorato dell’Università Roma Tre a Roma e del Nuovo Museo d’Arte – Fondazione Luigi Rovati a Milano”.

E ancora Veloccia conclude: “questo si conferma, un ambito strategico per lo sviluppo direzionale, per i nuovi interventi di uso residenziale di elevatissima qualità architettonica ma anche per l’attenzione al giusto mix tra edilizia privata e housing sociale. Non dobbiamo dimenticare infatti che la nuova frontiera delle politiche pubbliche è quella di prestare particolare attenzione a garantire l’accesso alla casa alla fascia di popolazione di mezzo, dai single, agli studenti, alle giovani coppie, agli anziani svantaggiati, che non possono accedere all’edilizia pubblica ma non possono permettersi una casa a prezzo di mercato.

Oltre agli interventi di piazza dei Navigatori, nei primi giorni di luglio sarà avviata la realizzazione di un nuovo stralcio del Parco di Tor Marancia, altri 6.5 ettari che sia aggiungono ai 13,5 aperti a settembre. Stiamo correndo per recuperare gli anni persi e per riaprire questo polmone verde, importante per tutta la città. Allo stesso modo siamo concentrati sul recupero della ex Fiera con la sottoscrizione del Protocollo di intesa che detta tempi e definisce le linee guida per il Concorso internazionale con cui otterremo il Masterplan dell’intervento”.

Un precedente che non promette nulla di buono

Un precedente che pesa sull’area è il fallimento delle opere di compensazione per il pubblico che dovevano bilanciare la cementificazione di Piazza dei Navigatori, con la costruzione dei due grattacieli di vetro rimasti per tantissimi anni abbandonati. Dopo la costruzione, infatti, gran parte delle opere di compensazione previste non sono state realizzate dai privati, lasciando la cittadinanza ed il Comune a mani vuote e solo nel 2018 la Giunta Raggi ha accordato un risarcimento di 17 milioni di euro da parte dei costruttori.

In questo budget, da reinvestire in progetti sul territorio, racconta ancora Giuliano Marotta in una lunga intervista rilasciata a Radio Onda Rossa (https://www.ondarossa.info/redazionali/2023/05/bosco-verticale-tor-marancia ) rientrerà anche, tra gli altri, la realizzazione del progetto per il centro culturale che dovrebbe sorgere sullo scheletro dell’ex scuola Mafai, gestito dal Teatro dell’Opera, con la destinazione di cinque milioni di euro per la sua realizzazione. Per questo non stupisce la presenza di Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, all’evento del 21 giugno.

Il comitato per il centro culturale ha dato linee guida chiare e decise: identità popolare, luogo di socialità e di incontro, di crescita della comunità locale, luogo di attivazione per le associazioni, una proposta culturale ed una programmazione di livello ed aperta alle proposte del territorio.

Insomma, a luglio arriveranno i nuovi grattacieli e alcuni interventi sono in programma. Ora c’è da capire quando inizieranno i lavori per le opere di compensazione, rimaste in sospeso, e come si tutelerà la cittadinanza della borgata dall’inevitabile mutamento del quartiere, garantendo a tutti la possibilità di godere di questi interventi di nuova edificazione in una zona già densamente abitata.

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A cena con Clara Sereni

Di Anna Di Cesare

Una serata di letture, musica e danze: così il circolo della Libera Università dell’Autobiografia ha deciso di commemorare Clara Sereni a cinque anni dalla sua scomparsa. L’incontro si è svolto martedì 13 giugno nella Comunità di San Paolo in via Ostiense 152, con l’obiettivo di promuovere l’attività del circolo e di far conoscere una scrittrice poco nota e che non si studia tra i banchi di scuola.

Clara Sereni e l’autobiografia

“Siamo un circolo di scrittura autobiografica, non creativa, cioè senza pretese letterarie” ha spiegato Gabriella De Angelis, dopo i ringraziamenti di apertura, “il nostro obiettivo è raccontarci l’un l’altro, perché crediamo che l’autobiografia possa aiutarci a guardare a noi stessi, al mondo e al futuro in maniera più originale. Siamo un gruppo, cerchiamo di instaurare relazioni consegnandoci all’altro anche attraverso il racconto di fatti personali e dolorosi.”

Non a caso il gruppo si ispira a Clara Sereni, un’autrice che ha mischiato continuamente letteratura ed esperienza personale. “Fino a che punto quando scriveva si poteva staccare da sé?” continua Gabriella; “e fino a che punto quando scriveva raccontava veramente quello che era accaduto?” Il confine appare molto labile, soprattutto per una scrittrice che, nata nel 1946, ha attraversato con la sua esperienza la seconda metà del novecento rimanendo sempre sensibile ai cambiamenti sociali e politici che il nostro paese ha vissuto in quegli anni.

Casalinghitudine

I membri del circolo hanno quindi dato lettura di alcuni passi tratti da “Casalinghitudine”, il libro più conosciuto di Clara Sereni, pubblicato nel 1987 da Einaudi. Si tratta di un testo originale nel titolo e nella struttura: è una raccolta di racconti autobiografici introdotti da ricette legate, nella memoria dell’autrice, agli episodi narrati. “È un libro molto difficile da classificare” continua Gabriella De Angelis, “Cos’è? Un romanzo, una raccolta di racconti o un ricettario?” Già dal titolo è evidente il carattere privato, intimo, casalingo appunto, della scrittura: Clara Sereni cerca di costruire un mosaico frammentario di aneddoti, pensieri, storie familiari per rendere al meglio la sua identità. Gli interventi musicali di Roberta Bartoletti hanno intervallato le letture. A seguire, una cena ispirata ai piatti presenti nel testo.

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“Si fa presto a dire Sinistra”: presentazione alla Villetta del libro di Salvatore Cannavò

Continua la ricca proposta culturale della Villetta di via degli Armatori 3, una vera fucina di iniziative e di incontri aperti alla cittadinanza. Martedì 20 giugno alle ore 18,00 verrà presentato l’ultimo libro del vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” Salvatore Cannavò “Si fa presto a dire sinistra. Tre anime in cerca di identità”, una riflessione lucida e acuta sulle forze di opposizione nella contemporaneità. Ne discuteranno con l’autore la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera Francesco Silvestri e l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio. L’evento sarà moderato dalla giornalista Daniela Preziosi, cronista politica del quotidiano Domani. Dopo la presentazione seguirà un aperitivo gratuito.

Serata queer al ristorante “A casa della chef”

Sempre martedì alle ore 20, invece, il ristorante “A casa della chef” di via Rosa Raimondi Garibaldi 2 organizza una serata sul tema dei diritti Lgbtq. Si tratta di un locale lgbt friendly con un team di sole donne, che per l’occasione si colora di arcobaleno. Tornerà quindi dopo un anno l’evento queer di Garbatella, una serata con spettacolo drag. A farla da padrona musica, divertimento, giochi e interazione in un ambiente inclusivo con tavolo condiviso e food no stop, a favore dei diritti Lgbtq+ e della libertà di espressione di ogni individuo.

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Presentazione in Villetta del libro “Seguendo un ideale”. Giuseppe Marchetti “Vinet”, combattente antifascista senza frontiere.

Nel Servizio di Polizia militare delle Brigate Internazionali in Spagna era “Alfredo Vinet”, ma il suo vero nome di battesimo era Giuseppe Marchetti. Proprio di questo straordinario combattente antifascista si parlerà lunedì 19 giugno alle ore 18 alla Villetta in occasione della presentazione del libro “Seguendo un ideale”. Con l’autore Marco Puppini, interverranno anche Leonardo Marchetti figlio di Giuseppe, Amedeo Ciaccheri e Maya Vetri rispettivamente presidente e assessora alla cultura dell’VIII Municipio. Ma chi era “Alfredo Vinet”?

La sua vita

Giuseppe Marchetti nasce l’8 luglio 1906 a Varmo, un piccolo comune della pianura friulana, in provincia di Udine. Dal mese di aprile 1926 all’aprile 1929 è in Africa del nord, in Libia, per il servizio militar di leva. Subito dopo il congedo, nell’agosto del 1929, emigra con passaporto regolare in Belgio. Entra in questi anni in contatto con le organizzazioni comuniste. A Flémalle inizia l’attività con la Gioventù Comunista, gruppi di lingua italiana assumendo incarichi di responsabilità. Con lui, sono attivi molti compagni italiani quasi tutti giovani che avevano vissuto il momento rivoluzionario del primo dopoguerra e poi le feroci rappresaglie fasciste, spesso colpiti da espulsioni e rappresaglie. Alcuni di loro andranno con lui in Spagna.

È eletto segretario della Gioventù comunista in Belgio

Nel giugno 1931, poco dopo il suo arrivo, Marchetti è nominato segretario nazionale della Gioventù Comunista del Belgio. Arrestato quell’anno è trasferito in vagone cellulare al carcere di Orlon alla frontiera del Lussemburgo. Dal Lussemburgo arriva però subito in Svizzera e si stabilisce a Basilea. Anche in Svizzera Marchetti continua la sua attività con la Gioventù Comunista assieme ad altri compagni italiani arrivati in quel periodo dopo aver passato mille avventure e traversato molte frontiere. Diviene anche responsabile del Patronato pro Vittime del Fascismo.

È tra i primi volontari internazionali ad accorrere in Spagna a difendere la Repubblica democratica

Nel 1936 scoppia la ribellione militare contro la Repubblica spagnola che dà inizio alla guerra. Marchetti è tra i primi ad accorrere e si arruola nella Centuria Gastone Sozzi, formazione militare italiana organizzata dai comunisti prima della formazione delle Brigate Internazionali. Combatte in settembre sul fronte di Madrid. In seguito inizia a svolgere “incarichi speciali”, ovvero un lavoro politico e di controspionaggio, nelle delegazioni delle Brigate. E’ spostato alla base di Figueras, che “filtrava” i volontari appena giunti sul suolo spagnolo dalla Francia. Nel 1938 è richiamato alla Base delle Brigate Internazionali con mansioni direttive in seno al Servicio Información Militar – SIM, il servizio di polizia militare creato a fine ottobre 1936 in seno alle Brigate Internazionali. Come responsabile del SIM, Marchetti, con il falso nome di “Alfredo Vinet” ed una falsa identità spagnola, conduce l’importante inchiesta sugli abusi commessi dal francese Marcel Lantez, comandante del carcere destinato agli uomini delle Brigate Internazionali responsabili di diserzione ed altri reati, situato nel castello di Castelldefels. L’inchiesta, coraggiosa, confermava le accuse contro Lantez ed i suoi collaboratori, che sono disarmati, arrestati ed infine condannati. I prigionieri vengono liberati ed indirizzati ai vari reparti militari cui appartenevano.

L’esperienza nella Resistenza francese

Nel febbraio 1939 Marchetti esce dalla Spagna con i resti delle Brigate Internazionali ed alcune centinaia di migliaia di profughi civili, e finisce internato nel campo di concentramento di Argèles. Da qui evade e raggiunge Parigi dove è curato alla Maison du Blessé, perché sofferente di malattia polmonare, e poi ad Eaubonne, a spese dell’Ambasciata della Repubblica spagnola in Francia. Con l’invasione della Francia da parte dei nazisti, nel giugno 1940, si sposta da Parigi verso sud dove si stava ricostituendo il Centro Estero del PCI. Inizia a lavorare in qualità di Agente P1 dal 1 marzo 1941 per la rete Bertaux, gruppo autonomo partigiano formatosi a Tolosa. Dopo la caduta di questa formazione lavora sempre in quella città col movimento “Libérer et Fédérer”. In seguito si unisce alla 35^ brigata “Valmy” guidata da Marcel Langer, unità combattente che faceva parte della rete degli FTP MOI (Francs Tireurs et Partisans – Maine Ouvre Immigrée) le formazioni militari organizzate dal Partito Comunista francese. La brigata era composta oltreché da francesi, anche da uomini e donne di tutte le nazionalità, esuli italiani, spagnoli, polacchi, reduci delle Brigate Internazionali e lavoratori immigrati che in precedenza si trovavano organizzati nel MOI. All’inizio del 1944 anche nella regione di Tolosa si formano le FFI (Forces françaises de l’intérieur) che riuniscono varie formazioni di diverso colore politico. Marchetti risulta arruolato nelle FFI, gruppo “Philip” della Haute Garonne dal 1° gennaio 1943 ed è probabile abbia partecipato a tutte le azioni del gruppo tra cui la tentata, ma purtroppo fallita, evasione di centinaia di partigiani detenuti nelle carceri situate nell’antica abbazia benedettina di Eysses del febbraio 1944. In agosto una divisione delle FFI agli ordini di Serge Asher “Ravanel” libera la città di Tolosa. Le formazioni si scioglieranno dopo qualche mese; Marchetti resta inquadrato nelle FFI sino al 31 dicembre 1944. Nel dopoguerra si stabilisce a Montaubàn, qui è corrispondente del periodico “Italia Libera” edito dal Comitato Italiano di Liberazione Nazionale ed è segretario del medesimo Comitato. È pure segretario dell’Associazione ex garibaldini e volontari italiani nell’Armata francese.

In Italia negli anni Cinquanta sarà prima a Milano e poi a Roma

Nell’ottobre 1950 Marchetti ed un compagno vengono arrestati ed espulsi dalla Francia. Nel luglio 1951 risulta pertanto residente in Italia, a Milano, inabile al lavoro perché aveva contratto la Tbc ed in difficoltà economiche. In seguito si trasferisce a Roma dove lavora come amministrativo in un Istituto Tecnico e dove per decenni svolge attività come archivista e segretario dell’Aicvas (l’associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna). Sue sono le “schede Marchetti”, presenti nell’archivio dell’associazione, che ogni studioso dei combattenti italiani non può ignorare.

La biografia è tratta da “Iniziativa su Giuseppe Marchetti Vinet combattente antifascista senza frontiere” di Marco Puppini sulle pagine dell’Aicvas.

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Ancora il crollo di un albero, questa volta al Tintoretto

Un altro albero è caduto nei pressi di una scuola. Dopo lo schianto di qualche giorno fa nel giardino pubblico Cavallo Pazzo alla Garbatella, frequentato quotidianamente dai piccoli della vicina Scuola dei Bimbi e del Villaggio nel Bosco, lunedì scorso si è schiantato a terra una robinia nell’area verde tra via Andrea di Bonaiuto e via Duccio da Buoninsegna in zona Tintoretto, poco prima che i ragazzi dell’Istituto comprensivo Montezemolo uscissero da scuola. Ora il tronco, che giace orizzontalmente nel giardino, è stato transennato. C’è preoccupazione tra gli abitanti della zona: “l’uscita della scuola è a qualche decina di metri e poteva essere una tragedia – dice la signora Eleonora che abita nei palazzi di fronte – abbiamo più volte segnalato il pessimo stato delle alberature, ma la manutenzione del Comune di Roma lascia molto a desiderare”. E non c’è da dormire sogni tranquilli per via delle continue piogge di questi ultimi giorni che appesantiscono il fogliame e rendono il terreno un acquitrino. Ad essere in pericolo sono in prevalenza gli alberi che hanno un apparato radicale superficiale come ad esempio i pini marittimi.

Le dichiarazioni di Claudio Mannarino, neo assessore all’Ambiente del Municipio VIII

“Le ragioni della caduta dell’albero sono ancora in corso di accertamento ma l’incuria non sembra essere la causa.” Afferma Claudio Mannarino che, dopo le dimissioni di Michele Centorrino, ha preso il suo posto come assessore all’Ambiente nella Giunta Ciaccheri. “Lì, da non molto, erano state svolte le potature – spiega il neo assessore – e ciò prevede da regolamento la verifica e l’analisi dello stato di salute delle piante, che sono risultate tutte in condizioni idonee. Purtroppo – prosegue – non è possibile prevenire tutte le cadute poiché le variabili sono molte: eventi atmosferici, vecchiaia dell’albero o condizioni del sottosuolo inadeguate. Il verde verticale – aggiunge Mannarino – non è di nostra competenza diretta ma del Dipartimento Ambiente del Comune. Noi dobbiamo effettuare con loro una programmazione in base agli interventi richiesti. Ad esempio – conclude – a seguito della caduta di un’albero pericolante su via Cristoforo Colombo, il mese scorso sono stati fatti controllare e sottoposti a prove di trazione e carico più di duecento pini”.

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Vacanze (A) leggere e sport per tutti nell’VIII Municipio

È suonata l’ultima campanella dell’anno scolastico in corso e nelle aule regnerà da lunedì un profondo silenzio. È tempo di vacanze al mare o in montagna, sui colli o al lago ma l’importante è portarsi un libro in valigia o nella borsa. E nel nostro territorio l’occasione è ghiotta. Infatti con l’iniziativa Vacanze (A) leggere, patrocinata dall’VIII Municipio, invece di comprare on line, fatevi una passeggiata nella libreria sotto casa e acquistate un bel romanzo o l’ultimo saggio di tendenza. Per tutto giugno e luglio le librerie e le fumetterie della zona faranno sconti e promozioni. Ecco l’elenco completo: Il chiosco di viale Marconi-via Filippi 51, Il covo dei Nerd in viale Leonardo da Vinci 279/283, Libreria Doppiagi via Duccio di Buoninsegna 30/32, Libreria Eco di Fata via Michelangelo Tamburini 10, Libreria Efesto via Corrado Segre 11, Fumetteria Eur Comics via Luigi Perna 61, Fumetteria Yaku Toys via Ignazio Persico 48, Libreria Le Storie via Giulio Rocco 37/39, Libreria Nuova Europa c/o Centro commerciale I Granai via Mario Rigamonti 100, Casa editrice Red Star Press viale di Tormarancia 76, Libreria Silvio D’Amico via Silvio D’Amico 1, Libreria Teatro Tlon via Federico Nansen 14, Libreria Tra le
righe via Costantino 12, Libreria Una Montagnola di storie via Fontebuono 33, Libreria Volpetti via Fontebuono 105.

Lo sport per tutti nel parco Tormarancia

Domani 9 giugno dalle 9,30 alle 14 nel Parco di Tormarancia in via di Grottaperfetta 415, in quello che viene definito ingresso Afa 3, ci sarà una mattinata di sport per tutti organizzato dalle associazioni del territorio e dal Coni Lazio. L’ingresso è libero e sarà possibile fare una prova gratuita in queste discipline: tiro a segno, baseball, pesistica, badminton, bocce, canottaggio, scacchiera gigante, scherma, volley, basket, rugby e arti marziali.

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Si schianta un albero nel parco Cavallo Pazzo gremito di bambini

“Abbiamo sentito come un fruscio – dice la signora Maddalena – e ci siamo girati tutti verso un albero che improvvisamente si è schiantato al suolo. L’area giochi era gremita di bambini del vicino Asiletto e del nido il Villaggio del Bosco, ma per fortuna nessuno ci stava sotto. Sarebbe stata una tragedia”. Il fatto è avvenuto il pomeriggio del 7 giugno nel parco Cavallo Pazzo tra via Ignazio Persico e via Magnaghi nel cuore della Garbatella, nell’area verde di diecimila metri quadrati piantumata con lecci e pini a ridosso del centro sociale Casetta Rossa. Si tratta di un parco molto frequentato distribuito su diversi livelli , che il Municipio ha arricchito con arbusti da fiore come lavande, forsizie e dove sono stati messi a dimora con aceri, acacie di Costantinopoli e un noce.

Era già successo

Questi incidenti si erano già verificati nell’attiguo storico giardino della Scuola dei Bimbi, progettata dall’architetto Innocenzo Sabbatini nel 1927. Già nel 2016, a seguito del crollo di un grosso ramo di pino fu chiuso per diversi mesi e una ventina di alberi furono dichiarati a rischio, due anni dopo crollò una grossa quercia. L’albero caduto, forse per le continue piogge di questi giorni, mostra un debole apparato radicale, ma questo incidente dovrà sollecitare una nuova verifica generale su tutto il patrimonio arboreo. La tragedia è stata scongiurata, ma c’è ancora preoccupazione tra i genitori dei bambini che frequentano l’area verde.

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Si dimette Michele Centorrino subentra Claudio Mannarino

di Iacopo SMERIGLIO

Aquasi un anno e mezzo dall’inizio della consiliatura, ci sono movimenti nella giunta del Municipio VIII. Il 31 maggio l’assessore all’Ambiente Michele Centorrino, del Partito Democratico, ha rassegnato le sue dimissioni al Presidente Ciaccheri. A prendere il suo posto, nominato già questa settimana, è Claudio Mannarino: anche lui con una lunga esperienza tra le fila dello stesso partito.
Un cambio in continuità, che non modifica gli equilibri della maggioranza di Via Benedetto Croce.
Accettate le dimissioni, le prime parole sono state quelle di ringraziamento da parte del Presidente del Municipio. “Ringrazio Michele Centorrino” – ha dichiarato Ciaccheri in una nota riportata dall’agenzia DIRE – “per le sfide compiute fino ad oggi, da quella sul decoro sul territorio alle grandi progettualità dal Tevere all’Appia, i parchi urbani. Ho accettato le sue dimissioni perché motivate da ragioni squisitamente personali, nulla hanno a che fare con la qualità del lavoro e le energie che Michele nella mia squadra ha svolto fino ad oggi”.
Il Presidente Ciaccheri ha, poi, continuato richiamando la difficile situazione in cui versava la città durante la passata consiliatura e di come proprio Centorrino sia stato un tassello fondamentale della squadra di amministrazione del territorio.

Claudio Mannarino a sinistra vicino ad Amedeo Ciaccheri

“So che investirà le sue energie politicamente” ha concluso “per le sfide della città e regionali future e per questo gli rivolgo i miei migliori auguri”. Non cambieranno gli equilibri: il nuovo assessore Claudio Mannarino, già consigliere in quota Pd nella scorsa consiliatura, infatti, proviene non solo dallo stesso partito, ma anche dalla medesima corrente. Un cambio in corsa, dunque, che non dovrebbe comportare particolari scontenti o polemiche. Lo dimostra, tra le altre cose, il pieno sostegno già esplicitato da Centorrino alla candidatura di Daniele Leodori, attualmente consigliere regionale, nella sfida già aperta per il Congresso regionale del Partito democratico nel Lazio.
Il profilo di Mannarino è, inoltre, un profilo di esperienza e garanzia riconosciuta nei quartieri del Municipio.
In una nota l’assessore uscente ha ringraziato il territorio e le associazioni, i cittadini, con cui, ha detto “ho costruito percorsi di partecipazione che hanno portato alla realizzazione di importanti progetti che sono il segno del nostro lavoro di questi cinque anni da assessore. Resteranno per sempre nella mia memoria, soprattutto i rapporti umani che ho costruito e che intendo coltivare”, ha continuato Centorrino. “Ringrazio il Partito democratico del Municipio VIII e il presidente Amedeo Ciaccheri, per avermi dato la fiducia che mi ha consentito in questi anni di avere l’onore di servire Roma e i romani, con la realizzazione di tanti progetti, su tutti i 5 nuovi parchi realizzati recuperando aree abbandonate e degradate restituite alla cittadinanza”.
Non resta dunque da augurarci che il lavoro iniziato venga portato avanti nel segno della competenza e dell’impegno per le aree verdi del nostro territorio.

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Associazione Alzheimer: al via la Comunità Amica alla Garbatella

di Paola BORGHESI

L’Associazione Alzheimer Uniti Roma è in dirittura di arrivo con il progetto “Comunità Amica delle persone con demenza”, che verrà presentato il 5 luglio alle ore 17 nel salone dell’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3 alla Garbatella .
“ La Comunità Amica – spiega la professoressa Luisa Bartorelli, Geriatra e Presidente dell’Associazione – è un luogo che accoglie e include a tutti i livelli i residenti più fragili, come sono le persone con malattia di Alzheimer o altro tipo di demenza. E’ quindi uno spazio dove ogni cittadino sia preparato a conoscere e sostenere tale condizione”.
Si tratta di un modello d’intervento sociale che ha già visto alcune realizzazioni in altri paesi europei, mirato a ridurre le difficoltà e le crisi alle quali vanno incontro tali persone e le loro famiglie.
“La Garbatella è un quartiere particolare di Roma per unità di territorio e senso di appartenenza degli abitanti. E’ un luogo da sempre pronto al sostegno delle persone fragili, grazie alla sensibilità e alla disponibilità dei residenti e dell’amministrazione locale, che ci ha dato il patrocinio- sostiene la Bartorelli -. Con il supporto di tutti i soggetti coinvolti, dal Municipio alla ASL territoriale, al Volontariato, e soprattutto con i malati stessi e le loro famiglie, si potrà arrivare alla costruzione di un modello adeguato che metta al centro la persona. Essere Comunità Amica significa imparare ad interpretare le necessità di queste persone nelle case e nelle strade e soprattutto combattere la solitudine a cui spesso condanna questo tipo di malattia- continua la geriatra -. Significa comprendere gli atteggiamenti che in altre circostanze potrebbero sembrare fuori luogo, offrendo in cambio sostegno nelle difficoltà”.
Come ormai noto, la demenza è una malattia degenerativa a carattere progressivo, ma con un decorso diverso da persona a persona, che compromette un numero sempre maggiore di funzioni cognitive, coinvolgendo via via tutte le azioni del quotidiano. La malattia di Alzheimer è la più frequente, ma c’è anche la demenza vascolare, la frontotemporale e altre. Attualmente, non esiste un farmaco che sia in grado di guarire la malattia; esistono invece interventi farmacologici e psicosociali che ne rallentano il decorso.
Il Piano Nazionale Demenze parla di un milione e duecento mila persone in Italia, il 60% delle quali con malattia di Alzheimer. Attualmente le stime si effettuano sulla base di alcuni studi epidemiologici: nel quartiere della Garbatella, che comprende circa 45.000 cittadini, con circa 10.000 ultrasessantacinquenni, si ipotizza statisticamente una presenza di circa 650 persone con demenza nei vari stadi di malattia.
Il progetto Comunità Amica implica, dunque, un cambiamento culturale radicale, che necessariamente deve prevedere interventi a breve, medio e lungo termine. Si parte quindi dagli incontri con le maggiori Istituzioni del territorio, quali ASL, Forze dell’Ordine, Polizia municipale, Protezione civile e altri per informarli del Progetto e richiedere la loro collaborazione. Il secondo passo è la creazione di un call center dedicato che risponderà dal lunedì al venerdì. Altrettanto importante è l’apertura di un “Friendly Point” presso il Centro Anziani di Via Pullino, che ha gentilmente offerto una stanza per un pomeriggio a settimana, dove una psicologa accoglierà le famiglie o gli operatori del settore che avranno bisogno di consigli. Ma il punto di ascolto sarà aperto anche a tutti gli abitanti del quartiere, che avessero domande da porre su questi argomenti.
Non mancherà la formazione per le categorie interessate: medici di famiglia, farmacisti, parrocchie, negozianti e soprattutto gli operatori di supporto o caregiver.
Contemporaneamente alla formazione , saranno instaurati gruppi di sostegno alle famiglie, anche per aiutarle a gestire meglio il processo di caregiving.
Determinante sarà anche la sensibilizzazione e formazione nelle scuole per favorire il necessario cambio di mentalità, che spezzi il pregiudizio e lo stigma di fronte all’Alzheimer. “Per ottenere questo, è essenziale iniziare a formare i giovani, partendo dalle scuole medie, con modalità differenti in base all’età” conclude la Bartorelli.
Nell’incontro del 5 luglio sono esposte le varie attività del progetto, tra cui l’adeguamento dei percorsi cittadini e della cartellonistica negli uffici pubblici per facilitare la mobilità delle persone con demenza.

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Viale Guglielmo Massaia, al via i lavori di rifacimento della strada

di Stefano BAIOCCHI

Dovrebbero partire nel mese di luglio i lavori di riqualificazione di Viale Guglielmo Massaia, una delle strade più importanti della Garbatella. I circa 700 metri di tracciato cittadino saranno rifatti completamente, parliamo del tratto di strada che va da Piazza Eugenio Biffi sino a Piazza Oderico da Pordenone.
“L’opera — ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici dell’VIII Municipio Luca Gasperini — prevede la stesura di un nuovo manto stradale per l’intero viale, inoltre provvederemo al rifacimento totale dei marciapiedi”. “L’assessorato — conclude Gasperini — si adopererà affinché i lavori si svolgano nei tempi previsti monitorando al tempo stesso l’andamento del cantiere”.
Una buona notizia per gli abitati della zona, che moltissime volte hanno fatto sentire la propria voce non soltanto a causa dell’ammaloramento del piano viabile, ma anche per il pessimo stato dei marciapiedi dove, tra buche e dislivelli, è necessario camminare con estrema attenzione e senza alzare gli occhi da terra.
Oltre ad una nuova segnaletica orizzontale, tra un attraversamento e l’altro si provvederà a rinnovare i passaggi per i disabili ed eventualmente a crearne di nuovi.
La chiusura al traffico della strada durante il cantiere non è all’ordine del giorno. Mentre altri provvedimenti, quali la riduzione della sede stradale, saranno adottati via via che i lavori andranno avanti. Chiudere l’importante viale che collega il palazzo della Regione lazio e quindi la Cristoforo Colombo con la circonvallazione Ostiense, potrebbe infatti rappresentare un problema anche per gli autobus che vi transitano, ci riferiamo alle linee 715 e 716, che in tal caso dovrebbero essere deviati su un percorso alternativo.
L’auspicio è che i lavori terminino prima dell’autunno. Il costo degli interventi sarà di circa un milione di euro.
Sono stati apprezzati dai cittadini dell’Ostiense i lavori in via Pellegrino Matteucci che è stata praticamente rimessa a nuovo. Rifatto l’asfalto e i rinnovati i marciapiedi, si è provveduto anche al ripristino della segnaletica orizzontale, degli stalli per le auto e di quelli per i cassonetti dell’AMA. Un appunto ci viene però dagli stessi abitanti della zona: i cassonetti situati subito dopo via Vito Bering in direzione di via Benzoni ostacolano la visuale per chi proviene dai caseggiati di via Federico Nansen e deve immettersi su via Matteucci. Anche perché alcuni usano parcheggiare il proprio veicolo davanti ai contenitori dell’immondizia compromettendo ulteriormente la visibilità. Si tratta di un malcostume piuttosto diffuso nella Capitale e che in molti casi, oltre a creare intralcio alla circolazione, mette in serio pericolo l’incolumità dei cittadini. Proprio in via Pellegrino Matteucci non è affatto inusuale osservare auto in doppia fila davanti all’ufficio postale a ridosso (quando non sopra) delle strisce pedonali. Ciò oltre a creare caos nelle ore di punta aumenta il pericolo per il pedone intento ad attraversare la strada.
Nel frattempo, nel quartiere San Paolo, proseguono i lavori in viale Leonardo da Vinci tra viale Giovannipoli e viale Giustiniano Imperatore. Entro settembre tutta l’area sarà rimessa a nuovo, strada, marciapiedi e giardini. Mentre in via Costanzo Cloro sono stati completamenti rifatti i marciapiedi.
Dovrebbero terminare infine entro luglio gli interventi di riqualificazione di Piazzale Caduti della Montagnola.

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Zero Calcare a Cara Garbatella

Non ha certo bisogno di presentazioni. Ma ve lo diciamo lo stesso: Zerocalcare il fenomeno del fumetto italiano pochi lo sanno si chiama Michele Rech. Perché vi stiamo parlando di lui? Perché la redazione del nostro giornale ci tiene a ringraziarlo di cuore, per averci regalato un magnifico disegno con dedica a tutti gli amici di Cara Garbatella, scatenando un’onda di emozioni e gratitudine tra i membri dello staff.
L’artista è conosciuto per la sua straordinaria abilità nel trasmettere storie e messaggi attraverso il suo tratto unico e per l’impegno sociale. La sua arte è spesso una denuncia e una voce per i più deboli e la sua dedizione a temi di giustizia sociale ci ispira profondamente.
Una nostra lettrice, Francesca, a Milano per lavoro, lo ha incontrato e, dopo avergli rappresentato la passione per il quartiere Garbatella e la vivacità culturale che lo definisce, gli ha mostrato delle foto e da qui l’ispirazione per il disegno, nel quale vi è rappresentato il volto di uno dei più storici componenti dell’Associazione Cara Garbatella. Noi della redazione, nell’incontro con Zerocalcare ci vediamo un po’ un misto di anime creative, artistiche e di cultura locale. Grazie ancora per aver creato l’ennesimo legame speciale tra gli artisti e la comunità.

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Maria Jatosti premiata con l’Oscar capitolino

IL PRESTIGIOSO PREMIO SIMPATIA ALLA SCRITTRICE E POETESSA DELLA GARBATELLA

Pace, accoglienza, difesa dei diritti umani, arte e cultura. Sono questi i temi principali attorno ai quali si è svolta la cinquantunesima edizione del Premio Simpatia, la storica manifestazione ideata nel 1971 da Domenico Pertica, giornalista e grande studioso della romanità, venuto a mancare nel 2000, insieme ad Aldo Palazzeschi e Vittorio De Sica. L’evento, ad eccezione del 2020 sospeso per la pandemia, prevede ogni anno l’assegnazione in Campidoglio della prestigiosa rosa in bronzo realizzata dallo scultore Assen Peikov, simbolo dell’Oscar capitolino, a personaggi famosi e meno noti che si sono distinti nel sociale e nell’ambito della cultura.

In questa edizione, presentata da Paola Saluzzi e Pino Strabioli in presenza dell’assessore capitolino alla Cultura Miguel Gotor, tra i ventotto ospiti premiati nella sala della Protomoteca per la categoria letteratura e giornalismo è stato conferito il rinomato riconoscimento alla scrittrice Maria Jatosti, autrice di poesie e romanzi, attivista politica da oltre mezzo secolo e compagna di vita dell’autore grossetano Luciano Bianciardi, con cui condivise a Milano quella vita agra raccontata nel celebre romanzo uscito nel ‘62 e da cui ha avuto un figlio.
La pasionaria della Garbatella, che a febbraio ha compiuto 94 anni, nasce al Quadraro ma durante la seconda guerra mondiale si trasferisce con la famiglia nel primo lotto delle palazzine Incis a piazza Oderico da Pordenone. Lì ha inizio la sua intensa attività politica, dalla presa della Villetta, ex casa del fascio da parte dei patrioti della Settima zona dei Gap alla sua difesa dal proditorio attacco fascista nel 1950, alla lunga militanza nel Partito comunista italiano nel dopoguerra.
Oltre a lei sono stati premiati nella stessa categoria la scrittrice Ilaria Tuti, Serena Bortone, Geppi Cucciari, Sigfrido Ranucci e Pif. Per la solidarietà l’iraniana Pegah Moshir Pour, attivista cresciuta in Italia ma da sempre impegnata a sostenere le donne che nel suo paese stanno lottando per la libertà, il Team U.S.A.R. Lazio dei Vigili del Fuoco, intervenuto per primo nel terremoto in Turchia, l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Andrii Yurash, il Sindaco di Cutro Antonio Ceraso e Maria Grazia Passeri, attiva nel sostegno alle famiglie ucraine attraverso un hub di accoglienza e distribuzione dei beni.
Per quanto riguarda la musica e il mondo dello spettacolo sono stati premiati Al Bano, Amadeus, il regista Gabriele Muccino e gli attori Gabriel Garko, Pilar Fogliati e Paola Sotgiu.
Come ogni anno, a selezionare gli ospiti un’illustre giuria composta da Renzo Arbore, Giorgio Assumma, Pippo Baudo, Verdiana Bixio, Christian De Sica, Marisela Federici, Nicola Maccanico, Simona Marchini, Alessandro Nicosia, Carlotta Proietti, Carlo Verdone e Alessia Tota.

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Trent’ anni di Festa per la Cultura

di Paola Borghesi

 

La Festa per la Cultura organizzata da Controchiave compie 30 anni. “In questi tre decenni l’evento è stato un incredibile melting pot di esperienze diverse, che negli anni si sono intrecciate, connesse, contaminate, fuori e dentro la Festa, che ne è stata motore e sintesi dal punto di vista artistico, sociale, aggregativo e solidale” spiega Guido Rossi, presidente dell’ Associazione.

 

Era il 1993 quando per la prima volta gli abitanti di Garbatella accolsero con stupore e allegria la massa festante di gente, che veniva ad assistere ad una serie ininterrotta di performance tra musica, teatro, danza, bande e artisti di strada. Era davvero un sogno entrare e uscire dai lotti dell’Istituto Case Popolari per seguire il suono di una tromba o cercare di avvicinare la voce di un attore. Poi ci sono state le edizioni alla Scuola Principe di Piemonte, sulla rupe di San Paolo, altrettanto piene di novità.

Quest’anno invece si cambierà location, perché nell’ex scuola all’aperto sono in corso lavori importanti di ristrutturazione. E così l’associazione Controchiave ha deciso di raddoppiare l’evento, proponendo due giorni, il 17 e il 18 giugno,  nel plesso scolastico attiguo della Leonardo da Vinci e altrettanti, il 24 e 25 al Parco Garbatella, gestito da anni dal circolo Legambiente locale in via Rosa Raimondi Garibaldi, dove i volontari racconteranno il Giardino Zen, il bosco intensivo, le vicende e le caratteristiche degli alberi che popolano quest’area e organizzeranno giochi per i bambini.

Il programma della Festa è molto ricco. Il 17 si susseguiranno sul palco  “Inni e canti di lotta”, diretto da Sandra Alos Moner Cotronei, il coro composto da sole donne “Le Coeur”, il quintetto vocale a cappella “Echo Five”, i “Garbati Canti”, i “Sing Up” entrambi diretti dal Maestro Fabrizio Vestri e, a chiudere la lunga serata, i “Baobab Ensamble”.

Domenica 18 , tra le tante proposte spicca il Concerto “Le città invisibili”  liberamente ispirato al romanzo di Italo Calvino, un viaggio musicale tra le città descritte da Marco Polo al Grande Kublai Kan, di Fabrizio Cardosa con l’Orchestra di Villa Pamphili. Non mancherà la danza, con Narrazioni Incrociate, eseguite da Donatella Patino, accompagnata dalla musica di Alberto Popolla.

Tre mostre fotografiche faranno da sfondo a queste due giornate: la prima è una esposizione delle opere di un nascente collettivo fotografico formato da giovani del territorio; poi c’è la quella curata da Fridays For Future con gli scatti dei vincitori del Bando “Ridisegna il futuro”; e infine il Circolo Fotografico Photo Up presenta la rassegna dedicata al tema “Confini” .

Il 24, al Parco Garbatella, tra le tante proposte troviamo i “Cosmonauti  in Borghese”, un gruppo di ragazzi uniti dalla grande passione per la musica; la “Piccola Banda Ikona”, punto di riferimento per la word music sia italiana che europea; “Rustica x Band” e “Stradabanda” dirette rispettivamente da Pasquale Iannarella e da Alessandra Macaluso.

Sempre sabato 24 verrà presentato il libro “Guida rapida alla fine del mondo” a cura di Lorenzo Tecleme : un saggio che fa chiarezza sulla crisi del clima che stiamo vivendo e cerca di rispondere alla domanda cruciale: come possiamo risolverla?

Di grande interesse anche l’incontro delle 19:30 sul tema della democrazia energetica e, in particolare, delle Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali con Manuele Messineo, Mauro Gaggiotti, Francesca Vetrugno e Alessandro Marconi, portavoce nazionale di Fridays For Future.

Il 25 giugno la festa chiuderà con  “Fear some Critters”, una nuova band alternativa rock/metal di Roma; il rapper italiano Chef Joe ; “Heavy Sound”, un gruppo che unisce i ritmi africani a quelli melodici di connotazione europea. Infine  “The Jertz Young Group”, composto da ragazzi provenienti dal Liceo Socrate, proporrà i grandi classici del “song book americano” con particolare riferimento ad autori e interpreti come Billie Holiday, Louis Armstrong, Chet Baker.

Grande attesa per il concerto degli “Acustimantico”, alle 22:30. Questo gruppo mescola la musica d’autore italiana con le tradizioni balcaniche, la canzone colta europea ma anche il jazz, l’avanguardia, il pop meno ortodosso, la consapevolezza sociale.

Per i bambini, tra le tante iniziative, ci sarà anche La Compagnia Mangiafuoco con lo spettacolo di burattini “Il domatore Zeppo al circo”.

Per il programma completo : www.controchiave.it

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La figura di Vincenzo Cerami in scena al Palladium

Di Anna Di Cesare

“Mediamente Cerami” è il titolo di un’iniziativa organizzata dall’Università Roma Tre per commemorare l’autore del film di Mario Monicelli “Un borghese piccolo piccolo” a dieci anni dalla sua scomparsa. Martedì scorso in serata si è tenuto, infatti, al Palladium il terzo e ultimo appuntamento all’insegna della rievocazione: letture, aneddoti e ricordi per far rivivere uno dei narratori più importanti del secolo scorso.

Gli interventi

In un’atmosfera resa ancora più suggestiva dagli interventi musicali di Giulio Carlo Pantalei, gli studenti di Italianistica di Roma Tre e il professore Ugo Fracassa hanno letto passi scelti dalle opere di Vincenzo Cerami. Romanzi, racconti, opere teatrali, nel tentativo di sintetizzare in una serata la quantità e varietà della sua produzione.Intanto, tra un intervento e l’altro, Matteo Cerami ha tratteggiato un ritratto del padre ripercorrendo le fasi più significative della sua vita.

Dalla morte prematura del fratellino Vincenzo di cui Cerami portava con imbarazzo il nome, alla difterite che lo colpì in età infantile e lo costrinse alla cecità per più di un anno. Dalle storie che inventava camminando per le vie di Ciampino, alla timidezza che a scuola gli impediva perfino di rispondere all’appello. E intanto una necessità che cresce: scrivere per sfuggire da un mondo in cui non ci si trova, inventare storie finte per parlare di cose vere, descrivere se stessi nascondendosi in una trama.

In questo senso fu decisivo l’incontro con il docente di lettere in prima media, un “professore simpatico, diverso dagli altri” ha raccontato Matteo Cerami dando voce ai ricordi del padre, “un professore che ci portava a giocare a pallone sull’Appia Antica, ma poi in cattedra tornava serio, ci faceva capire che la cultura è una cosa importante. Un docente che ci leggeva i poeti viventi, anche giovani a quei tempi, come Caproni, Bertolucci e Penna, accanto ai classici. Studiando Dante ci parlava di Ungaretti e leggendo Ungaretti ci parlava di Dante.Ho scoperto la poesia attraverso questa figura speciale.” Un professore che si chiamava Pier Paolo Pasolini.

Cerami e il cinema da Pasolini a Benigni

Pasolini non fu solo il primo a comprendere il potenziale dei “temi liberi” svolti dal giovane Cerami, ma fu anche il primo a coinvolgerlo nell’attività cinematografica in qualità di assistente volontario. “Come assistente volontario non beccavi una lira” ha proseguito Matteo Cerami rievocando le esperienze paterne, “ma serviva per imparare, anche se all’inizio non stavo vicino al regista, agli attori, anzi fermavo le macchine e vedevo da lontano le luci del set”.

Ma la collaborazione tra i due non finisce qui. Vincenzo Cerami in seguito lavorò per Pasolini come aiuto regista durante le riprese di “Comizi d’amore”, “Uccellacci e uccellini” e l’episodio “Le streghe” di “La terra vista dalla luna.”La fiducia accordatagli dal famoso regista è ancor più importante se si considerano le difficoltà vissute da Cerami in quegli anni.

“Riuscivo a scrivere fino a quaranta pagine al giorno, perché mi pagavano a cottimo. Una sceneggiatura solitamente è lunga 180 pagine, io arrivai a scriverne 500”: così Matteo Cerami rievoca gli esordi del padre nel campo della sceneggiatura, un percorso lungo e fecondo, che nel 1999 lo porterà a vincere il Premio Oscar per “La vita è bella”, regia di Roberto Benigni.

Cher ami. Storie di un incontro

Questo è il titolo complessivo degli interventi di Nicola Piovani, Giovanni e Sandro Veronesi. Tre amici di Cerami che ne hanno rievocato sfumature caratteriali, aneddoti e curiosità. Lo scrittore Sandro Veronesi ha sottolineato la generosità, la fiducia che Cerami accordava gratuitamente al prossimo; “fino a quel momento una persona così non l’avevo incontrata” ha detto, “avevo sì la voglia, il bisogno di scrivere, ma non avevo mai incontrato qualcuno che mi facesse credere in ciò che facevo”.

Suo fratello Giovanni, sceneggiatore e regista, ha raccontato le peripezie che l’hanno visto protagonista insieme agli amici Vincenzo Cerami e Francesco Nuti, dopo il successo di “Tutta colpa del Paradiso”. Infine ha preso la parola Nicola Piovani, il quale ha tratteggiato dell’amico un ritratto leggermente caricaturale e allo stesso tempo pieno d’affetto: un Vincenzo Cerami che, tra tensione e scaramanzia, si appresta a recitare in “Canti di scena”, esperimento teatrale che poi otterrà un enorme successo e verrà replicato per sei stagioni.

A conclusione della serata è stato proiettato il film di Vincenzo e Matteo Cerami “Tutti al mare”.

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E’ uscito “Barrìì” il nuovo album di Simone Avincola

di Eleonora ONO

Sapevate che la Garbatella, oltre ad aver accolto e cresciuto calciatori, attori, registi: non si è fatta mancare neanche i cantautori? Stiamo parlando di Simone Avincola, vincitore di Sanremo giovani nel 2021 con il brano “Goal”. Da quel momento ha iniziato a scalare la vetta del successo e lo scorso 9 giugno ha lanciato il suo nuovo album dal titolo “Barrìì”. A questo progetto hanno collaborato artisti di grande spessore nella scena musicale come il grandissimo Pasquale Panella, poeta e autore degli ultimi cinque album di Battisti, Folcast, Alessandro Cimini, comico scrittore e autore, Alessandro Gori e Serepocaiontas.
Cara Garbatella ha intervistato il cantante

Come nasce questo nuovo album?

Subito dopo il Festival  di Sanremo ho voluto scrivere un altro pezzo, ma non mi metto mai forzatamente a tavolino, ho bisogno di scrivere nel momento in cui sento una spinta artistica o quella famosa vena creativa e, allora, prendo gli strumenti e mi faccio ispirare.
Cosa ti aspetti da questo nuovo disco?
Non mi aspetto mai nulla in generale, forse questa è una delle cose che mi porta a fare quello che sono. Spero solo che attraverso i miei brani le persone si possano sentire meno sole, poiché sostanzialmente tutti viviamo le stesse cose.
Sento la necessità di raccontare la vita quotidiana, magari quegli attimi banali ma che poi non lo sono affatto, trovando la profondità in ciò che ci circonda.

Cosa vorresti trasmettere con questi nuovi testi?

Non lo so perché non mi faccio molte domande quando scrivo. Anzi, spesso mi succede di rendermi conto dei concetti che metto nero su bianco, solo in un secondo momento. Infatti, lascio fluire pensieri, parole ed anche attimi e contesti autobiografici, inserendo dettagli che possono mandarmi fuori strada ma non me ne faccio un cruccio anzi un punto di forza.
“Barrìì” è il nome dell’album ma cosa vuol dire?
Allora Barrìì è il passato remoto di “Barrire”, ovvero il verso che emette l’elefante. Invece, in questo caso, è quello del Liofante, una sua versione arcaica. Tutto ciò è stato lungimirante dal momento che ho iniziato ad osservare il cosmo con altri occhi, con una prospettiva diversa. Per la musica ho creato una pozione composta da una miscela tra un soave pop ed un classico cantautorato proveniente dagli anni ’70. Tuttavia, il testo è del grandissimo Pasquale Panella, onorato di aver collaborato con lui, dal momento che il brano è surreale. Mi è piaciuto iniziare l’album con il surrealismo scendendo passo dopo passo nella nuda e cruda realtà. Sono attratto dagli oggetti e ritengo che, a volte, siano molto più interessanti degli esseri umani.
So che ci sono delle collaborazioni nel tuo album, cosa vuoi dirci?
A differenza dell’altra compilation “Turisti” , uscita nel 2021, dove ho una percezione totalmente chiusa e personale del mondo, in questo album mi sono totalmente aperto volendo sperimentare e allargare i miei orizzonti. Come? Grazie all’aiuto di amici e colleghi che mi hanno aiutato a confrontarmi con altre realtà, cercando di far emergere un mio lato nascosto .”
Un grazie ed un grande in bocca al lupo per il ragazzo di Garbatella che non ha mai smesso di sognare.

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Ricordare la Liberazione di Roma: il 4 giugno 2023 le commemorazioni a Porta San Paolo.

Di Iacopo Smeriglio

Le commemorazioni

Il 4 giugno 2023 saranno 79 anni dalla Liberazione di Roma dal nazifascismo, quando le truppe Alleate guidate dal generale statunitense Mark Wayne Clark entrarono in città con i tedeschi in ritirata verso il Nord.

È a Porta San Paolo, luogo dove ebbe inizio la Resistenza partigiana in Italia all’occupazione nazifascista, che il Comitato provinciale dell’ANPI di Roma ha convocato per le 17:00 di domenica 4 giugno un appuntamento per rendere omaggio ai Caduti partigiani.

L’appello è quello di ribadire, di fronte alle lapidi che ricordano la lotta contro l’invasore tedesco e contro il regime fascista, l’impegno attuale e quotidiano per la difesa dell’Italia libera e democratica, repubblicana.

I mesi dell’occupazione

Era il 4 giugno 1944 e, con una goffa ritirata, finivano i nove lunghissimi mesi di occupazione che costrinsero la popolazione romana alla fame e alla sofferenza della guerra e della tirannide militare del comando nazista, coadiuvato e supportato dagli alleati fascisti. Ferite profonde hanno segnato il volto della città: quelle quotidiane, come la fame e i bombardamenti, e quelle insanabili, dalla deportazione degli ebrei Ghetto, che costò la vita ad oltre mille romane e romani nei campi di sterminio, all’Eccidio delle Fosse Ardeatine e gli orrori delle carceri di Via Tasso. Roma, però, non subì supina la violenza dell’oppressore. È al grande sentimento diffuso di Resistenza popolare che dobbiamo guardare per cercare le radici dello spirito antifascista della città. Adesione, solidarietà e azione che hanno garantito a Roma la Medaglia d’Oro al Valor Militare per i fatti compiuti da centinaia di giovani romane e romani in armi.

L’occupazione di Roma fu anche Resistenza partigiana attiva e instancabile.

Il Rome War Cemetery

Alla commemorazione dei Caduti partigiani seguirà un breve corteo fino al Rome War Cemetery di Via Zabaglia, luogo in cui riposano i soldati dell’esercito britannico caduti per la Liberazione di Roma. Un pensiero verrà rivolto anche ad Henry Schindler, soldato inglese che partecipò allo sbarco di Anzio e che dedicò la sua lunga vita, dopo la fine della guerra e fino a pochi mesi fa, al recupero della memoria e delle storie dei militari alleati caduti in battaglia oltreoceano, ricongiungendoli alle famiglie in patria.

La festa in Piazza Testaccio

Le commemorazioni termineranno in Piazza Testaccio dove, alla presenza di rappresentanze delle istituzioni comunali e municipali, una grande festa animerà il quartiere tra musica, letture e teatro all’aperto. L’evento terminerà intorno alle ore 20:30.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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