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Al via “Viva gli anziani” il progetto della Comunità di Sant’Egidio Garbatella

Partirà domani il progetto avviato dalla Comunità di Sant’Egidio Garbatella “Viva gli anziani”. L’appuntamento è alle ore 16,00 al Centro Anziani in via Giacinto Pullino 95 dove verrà presentato il programma e gli obiettivi principali dell’iniziativa. Tra questi favorire l’accesso ai servizi di assistenza nei confronti delle persone ultra ottantenni e prevenire i danni causati dall’arrivo delle ondate di calore nei periodi estivi e dalle epidemie influenzali in quelli invernali. La presentazione sarà accompagnata da un rinfresco.

Le dichiarazioni di Grigorij Mele della Comunità di Sant’Egidio

“Con l’evento di domani vogliamo far conoscere agli abitanti del quartiere il nostro progetto a sostegno delle persone più anziane”. Afferma Grigorij Mele, rappresentante della Comunità di Sant’Egidio Garbatella. “Si tratta di un programma di monitoraggio gratuito che attraverso telefonate, visite domiciliari e incontri nelle nostre strutture si pone l’obiettivo di mettere in contatto i cittadini, in particolare quelli d’età più avanzata, con le attività che svolgiamo quotidianamente”.

“Il Comune – prosegue Mele – ci ha fornito le liste anagrafiche dei residenti anziani nel territorio della Garbatella e noi, specialmente con l’arrivo del caldo, vogliamo offrire consigli utili e servizi d’assistenza per contrastare in primis l’isolamento sociale che – sottolinea – riguarda gran parte della popolazione ma specialmente la fascia d’età che comprende gli ultra ottantenni”.

“Inoltre, abbiamo messo a disposizione un numero che le persone possono chiamare per sapere di più su questo programma e – conclude – proprio a Garbatella è presente un gruppo della Comunità di Sant’Egidio che può intervenire sul territorio in maniera concreta e veloce”.

Per segnalare richieste di aiuto o disponibilità a collaborare è possibile chiamare il numero 06 8992222

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COMUNICATO STAMPA

FOSSE ARDEATINE. CIACCHERI: REVISIONISMO STORICO MELONI SCHIAFFO A DECENZA

(DIRE) Roma, 24 mar. – “Da presidente del Municipio di Roma che ha l’onore di ospitare il Mausoleo delle Fosse Ardeatine e che da anni svolge un onere quotidiano di condivisione territoriale del valore della memoria e di racconto e ricerca storica sugli eventi che hanno segnato la nostra comunità e la vita di troppe famiglie segnate dalla tragedia dell’occupazione nazifascista, voglio dire alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che la sua operazione di revisionismo storico è uno schiaffo alla decenza”.

Così in una nota il presidente del Municipio Roma VIII ed esponente di Sinistra Civica Ecologista, Amedeo Ciaccheri.

“La storia- continua Ciaccheri- ci consegna una verità chiara, il senso della patria fu rappresentato proprio da quegli italiani che pagarono con la propria vita il sacrificio di fronte alla dittatura di altri italiani, alla persecuzione e alla delazione del regime fascista, che si macchiò anche del crimine di collaborare attivamente con l’occupante nazista. I martiri delle Ardeatine furono assassinati perché oppositori politici, perché indesiderati, perché socialmente, politicamente e religiosamente nemici dell’occupazione nazifascista e non furono solo italiani. Con questa affermazione sulle Fosse Ardeatine- conclude Ciaccheri- la premier dimostra di non rispettare la responsabilità che incarna con il proprio ruolo di governo, quella cioè di rappresentare l’Italia e non indistintamente tutti gli italiani, ma quelli che ieri come oggi credono nella Costituzione, che ha una genesi chiara: quella antifascista”.

 

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Garbatella ricorda i martiri delle Fosse Ardeatine

 

335 spine nel cuore, così recitava uno dei tanti striscioni portati alla manifestazione di mercoledì 23 marzo. Un corteo variopinto – composto soprattutto da migliaia di giovani e dagli studenti delle scuole dell’VIII Municipio – quello che ha attraversato alcune strade del territorio per raggiungere il sacrario delle Fosse Ardeatine, dove il 24 marzo del 1944 la furia e la ferocia dell’occupante nazista compì la più ignominiosa delle stragi nella capitale.
Una manifestazione voluta dalla giunta di via Benedetto Croce a cui hanno partecipato anche amministratori di altri municipi, tra cui Paola Angelucci, in rappresentanza del IX Municipio, oltre ad esponenti di molti partiti politici, delle associazioni di quartiere, dell’ANED, dell’ANFIM e dell’ANPI.

L’intervento del presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri

L’appuntamento alle 9:30 a piazza Sant’Eurosia ha visto da subito una nutrita partecipazione di giovani. Le note della banda della Polizia Locale di Roma Capitale hanno dato il via alla manifestazione a cui è seguito l’intervento del presidente Amedeo Ciaccheri. Il minisindaco  ha ricordato che “la strage delle Fosse Ardeatine è raccontata in tutti i libri di storia delle scuole europee”. “In questo momento storico, in cui la guerra torna ad affacciarsi quotidianamente nelle nostre vite, la memoria è una leva e un testimone di pace per chiedere che le democrazie in Europa si impegnino per riportare la pace nel vecchio continente e non solo”.

Uno dei tanti striscioni presenti alla corteo

Le dichiarazioni del capogruppo PD Flavio Conia

Il capogruppo del PD Flavio Conia era presente in piazza con gli altri consiglieri: “Anche quest’anno la comunità dell’VIII Municipio si è ritrovata per un percorso della memoria verso le Fosse Ardeatine per ricordarne i martiri, che sono il nostro punto di rifermento valoriale per tutto il territorio e per tutta la comunità politica”. “Questa giornata – ha sottolineato Conia – incarna una prassi che tutte le amministrazioni dovrebbero seguire, ovverosia guidare la comunità educante e l’intera comunità territoriale in un percorso di costante ricordo della memoria del nostro Paese”.

Il corteo sotto il palazzo della Regione Lazio

Il fiore del partigiano

In testa al corteo – che è andato via via crescendo nel percorrere via Macinghi Strozzi e le strade di Tor Marancia – lo striscione del Municipio: Corteo per la memoria e per la pace. Ricordando l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
C’era molta voglia di manifestare, non soltanto per ricordare quanto accaduto 79 anni fa. Era importante ritrovarsi anche all’indomani degli ultimi episodi di antisemitismo a cui abbiamo assistito durante l’ultimo derby capitolino, senza dimenticare che pochi giorni prima in alcune zone della città erano stati affissi degli striscioni in ricordo niente di meno che del terrorista e assassino neofascista Pierluigi Concutelli recentemente scomparso.
Molti ragazzi avevano in mano dei fiori (Il fiore del partigiano, ci ha fatto notare una liceale) oltre a tanti palloncini colorati a rimarcare la differenza con un mondo in grigio scuro, che appartiene soltanto al passato.

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Il 23 marzo la memoria si fa per le strade: Roma ricorda le Fosse Ardeatine

Di Iacopo Smeriglio

Da Piazza Sant’Eurosia, nel cuore della Garbatella, a piedi in corteo fino a Piazza Bompiani, sull’altra sponda della Via Cristoforo Colombo. E poi giù sulla Via Ardeatina, fino al Sacrario dove riposano i 335 martiri dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine.

Questo il percorso che, dopo tre anni di stop, vedrà tornare per le strade dei quartieri Garbatella e Tor Marancia le cittadine e i cittadini riuniti in un momento di partecipazione e di comunità: il Corteo per la Pace e per la Memoria partirà alle 9:30 di giovedì 23 marzo.

Le scuole, le associazioni e le istituzioni locali

Ci saranno gli studenti e le studentesse dei licei e delle scuole medie del territorio. Cammineranno al fianco dei rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia e dell’Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri (ANFIM), che settimanalmente continua ad accompagnare classi di alunni da tutta Italia in visita al Mausoleo. Poi, ci saranno le istituzioni locali e le associazioni del territorio.

Il corteo, infatti, è stato promosso dal Municipio VIII che ha indetto, al fianco delle associazioni della Memoria e delle realtà territoriali, un’assemblea pubblica, presieduta dall’Assessora alla Memoria Maya Vetri, che ha dato il via ai lavori.

I martiri della Garbatella e le origini del corteo

I cittadini di Garbatella partecipano alla Memoria delle Fosse Ardeatine fin da quando i parenti dei martiri del territorio, il 24 marzo, ogni anno passeggiavano, fiaccole alla mano, per il quartiere ex Iacp, rendendo omaggio ai caduti sotto le case in cui avevano vissuto: al Lotto 32 in Via Rubino, dove abitavano i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, partigiani comunisti, e al Lotto 43 in Via Percoto, dove abitava Enrico Mancini, partigiano del Partito d’Azione.

A Giuseppe Cinelli, subito dopo la liberazione di Roma, fu intitolata la Sezione dei comunisti della Garbatella, La Villetta di Via degli Armatori. A Enrico Mancini una targa venne posta nel 1947 dai suoi compagni del Partito d’Azione e oggi il suo volto, ritratto nell’opera di Francesco Pogliaghi, rappresenta e ricorda i 335 in Piazza Bartolomeo Romano.

Lo scorso anno tre pietre d’inciampo sono state apposte grazie all’attivazione del Municipio VIII, dei familiari e della popolazione del quartiere.

Un commento di Join The Resistance

“Il corteo è un momento fondamentale per la città. Necessario e complementare rispetto alle fondamentali commemorazioni ufficiali, che avranno luogo il 24 marzo alla presenza del Presidente della Repubblica. Alle Fosse Ardeatine i nazisti, grazie al supporto dei fascisti, fucilarono centinaia di uomini di ogni classe e religione. Tra quei nomi leggiamo decine di ebrei, di comunisti, ma anche carabinieri. Giovani e anziani.”

“In quelle cave sulla Via Ardeatina si compì un’atroce rappresaglia che fu seme di libertà e di giustizia per la nuova Repubblica che di lì a poco sarebbe nata, grazie al sacrificio di tanti e tante. La ferita, però, affondò trasversalmente la città ed è importante che la promessa di tenere accesa la fiamma della Memoria venga rinnovata nelle strade, a partire dai quartieri e dalle scuole” ci dice una delle ragazze di Join The Resistance, collettivo che da qualche anno lavora nel territorio sui temi della Memoria e che in questi giorni ha prodotto materiali informativi da diffondere nelle scuole.

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“7+1 ottavo colle”, il 28 marzo al piccolo teatro di s. Vigilio, con uno spettacolo di solidarieta’ a favore dei bambini siriani e turchi vittime del terribile terremoto.

L’impatto sui bambini di eventi traumatici come le guerre o i terremoti è particolarmente forte. Molti di loro si trovano a dovere affrontare situazioni e sensazioni prima sconosciute, come la paura, la perdita della casa e delle proprie abitudini, la vista di immagini drammatiche. In queste situazioni, provare paura intensa, senso di impotenza, di angoscia, di confusione possono segnare profondamente la vita dei bambini. Per  scomparire hanno bisogno del supporto e della vicinanza di persone affettivamente importanti. Primi fra tutti i genitori. A volte basta davvero poco per stare al loro fianco, piccoli gesti per aiutarli a gestire situazioni traumatiche e ad affrontare, per esempio, la paura di dormire un’altra notte fuori casa. Nelle zone terremotate occorre intervenire con ogni mezzo per dare prima di tutto sicurezza di un rifugio, caldo e sicuro, ma intervenire anche per dare loro sicurezza psicologica.

Trovare il tempo e la tranquillità necessari per stare insieme ai bambini, parlare con loro; ascoltare le loro domande, anche se ripetitive e insistenti, rispondere loro con sincerità.

Evitare il più possibile di mostrare la nostra ansia e le nostre preoccupazioni di adulti per le catastrofi che si sommano: alla guerra in Siria da oltre 15 anni con il recente e devastante terremoto dello scorso mese in Turchia e Siria, scegliere parole semplici e utilizzare esempi concreti e comprensibili per i bambini per spiegare quello che sta succedendo; rispettare le emozioni e le paure, anche se possono sembrare eccessive o irrazionali. Farli sentire importanti nella gestione del tempo, dopo il sisma e nel processo di ritorno alla normalità, valorizzando il loro aiuto e le loro capacità; prestare attenzione a eventuali comportamenti aggressivi o autodistruttivi e, qualora tali atteggiamenti persistano, farsi aiutare da esperti. Tutto ciò è fondamentale.

 

Le dichiarazioni di Save the Children

 

Sasha Ekanayake, Direttore di Save the Children in Turchia ha dichiarato proprio oggi,21 Marzo 2023, che i 7 miliardi di euro destinati dai sostenitori internazionali ai rifugiati dal terremoto del mese scorso  è un primo passo positivo ma, sottolinea la strada da percorrere è ancora lunga per garantire la ripresa necessaria per i bambini e le loro famiglie.

In entrambi i paesi le esigenze immediate e di ripresa comportano rischi incalcolabili per i bambini, se venissero trascurate.  In Turchia, oltre 15 milioni di persone sono state colpite direttamente e 2,7 milioni sono ancora sfollate, mentre la ricostruzione delle centinaia di migliaia di case distrutte o danneggiate richiederà anni. In Siria, dove 12 anni di conflitto avevano già reso 15 milioni di persone, in buona parte bambini, dipendenti dagli aiuti umanitari, il terremoto ha aggravato l’emergenza nel nord del paese.

Qui, le condizioni precarie della popolazione sfollata sono ulteriormente peggiorate per le piogge torrenziali e le inondazioni che due giorni fa hanno colpito più di 4.000 famiglie, distruggendo o danneggiando centinaia di tende, loro unico riparo, lasciando i bambini nel terrore di dormire durante la notte.

“La situazione in Siria era già incredibilmente disastrosa anche prima dei terremoti, con i bambini che, dopo oltre 12 anni di guerra, non dispongono di acqua sufficiente, cibo, assistenza sanitaria, servizi educativi e, sempre più spesso, perdono la speranza.

 Per troppo tempo i bisogni dei bambini siriani sono stati trascurati.

Non sarebbe dovuto servire un terremoto per riorientare la comunità internazionale, ma ora è giunto il momento di cambiare approccio. Dobbiamo utilizzare questi fondi per ripristinare le scuole e gli ospedali, e garantire che i bambini abbiano case sicure. La conferenza dei donatori internazionali di ieri, è stata un’opportunità per impegnarsi con un approccio sostenibile e a lungo termine che risponda alle esigenze umanitarie dei bambini in Siria e iniziare così il lungo processo di recupero che consenta loro di costruire una vita migliore. È chiaro che dobbiamo fare molto di più per garantire questo risultato. Con l’impegno assunto ieri, la comunità internazionale deve garantire che i bambini ricevano il sostegno di cui hanno bisogno nell’immediato e nel lungo periodo. È fondamentale che i bambini vengano ascoltati per comprendere meglio le loro esigenze specifiche e garantire una protezione adeguata. “Con i 7 miliardi di euro promessi sia per la risposta umanitaria che per la ricostruzione a lungo termine” il lavoro inizia ora.  I bambini sono stati strappati dalle loro case e la loro sicurezza è stata distrutta. Gli impegni di finanziamento e la solidarietà espressa oggi danno speranza ai milioni di bambini e alle loro famiglie che in tutta la Siria e la Turchia stanno cercando di rimettere insieme i pezzi della loro vita.

È ora fondamentale che questo sostegno internazionale arrivi il più direttamente possibile alle organizzazioni in prima linea, in modo che possano raggiungere senza indugio i risultati attesi.

Appuntamento il 28 marzo al teatro della parrocchia di S. Vigilio

Noi, Associazione 7più1 Ottavocolle, nel nostro piccolo, con il patrocinio del nostro ottavo Municipio, la collaborazione di Don Alfio, parroco di S. Vigilio che ci ospita nel suo bel teatro, il contributo generoso e volontario di artisti ed artiste, attrici e cantanti, come la consigliera dell’ottavo municipio Eleonora Talli Giottoli, il contributo fattivo di Monica Rossi presidente della commissione cultura e di Maya Vetri, assessore alla cultura dedichiamo il 28 marzo una serata di spettacolo, aperto a tutta la cittadinanza dell’Ottavo Colle, per una raccolta fondi per i bambini siriani e turchi vittime due volte, di guerre assurde e di violenti e devastanti sismi.

Prof.ssa Grazia Labate vicepresidente

Dell’Associazione “7più1 Ottavo Colle”

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Torna la maratona di Roma, coinvolte alcune strade dell’VIII Municipio

Torna la maratona di Roma, giunta alla 28esima edizione. Domenica 19 marzo saranno tre le gare che attraverseranno la città: la Acea Run Rome The Marathon con il classico tracciato di 42,195 km in programma alle 8:00, la staffetta Run4Rome che partirà alle 8:15 seguendo il percorso della maratona e la stracittadina Sn4ifun Run di 5 km (si snoderà tra i Fori Imperiali, le Terme di Caracalla e il Circo Massimo) il cui start è previsto alle 8:30. Oltre 30.000 atleti iscritti alla manifestazione.
Nella mattinata e nelle primissime ore del pomeriggio quindi difficile, se non impossibile, muoversi in città con auto, moto e scooter.
Ma i disagi potrebbero non finire al termine della gara. Alle 18:00 all’Olimpico è in programma il derby Lazio-Roma. La partita molto probabilmente vedrà il tutto esaurito, per cui le forze dell’ordine saranno chiamate agli straordinari e a presidiare arterie e incroci. Nello specifico, per i due eventi, sono stati mobilitati 800 agenti della Polizia Locale.

 

La gara per le strade dell’VIII Municipio

Anche il nostro municipio sarà in parte attraversato dalla maratona. Le prime chiusure scatteranno intorno alla mezzanotte per interessare alcuni tratti della Circonvallazione Ostiense e della Cristoforo Colombo. Chiuso il Ponte Settimia Spizzichino.
Altrettanto avverrà sulla via Ostiense che resterà chiusa tra Via Tessalonica e viale Ferdinando Baldelli e tra via Tessalonica e via Valco di San Paolo. Altre strade resteranno chiuse dalle prime ore della mattinata, altre ancora saranno soggette a divieti di sosta con rimozione.
Le chiusure al traffico interesseranno naturalmente tutto il centro storico e quindi alcune porzioni dello stesso che sono confinanti con l’VIII Municipio, a ridosso del piazzale Ostiense e di Piazza di Porta San Paolo. Interdizioni al transito anche sul lungotevere Testaccio.

 

Previste deviazioni e limitazioni di percorso per molti autobus

Limitazioni di percorso o deviazioni interesseranno alcune linee bus che percorrono le strade dell’VIII Municipio, tra queste le linee 671, 715, 716, 766, 792.
Non è previsto per il momento da parte di ATAC un incremento delle corse della metropolitana, mentre per tutto il tempo della manifestazione, la stazione di Colosseo resterà chiusa per cui i treni vi transiteranno senza fermare.

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“Non ci casco” l’iniziativa del Cdq Grottaperfetta per la prevenzione dalle truffe

Si svolgerà al Centro anziani Granai di Nerva l’incontro tra Polizia di Stato e cittadini sul tema della prevenzione dalle truffe in casa e in strada. L’iniziativa, organizzata dal Comitato di Quartiere Grotta Perfetta, si terrà venerdì 17 con l’obiettivo di illustrare, attraverso i consigli del dirigente e di tutto il personale dell’VIII Distretto di Pubblica sicurezza Tor Carbone, i vari trucchi e inganni a cui ricorrono i malintenzionati, in particolare nei confronti delle persone più anziane, e di suggerire azioni di prevenzione e difesa a seguito del preoccupante ripetersi di episodi di truffa ai danni delle categorie più deboli denunciato dal Comitato di quartiere nel corso degli anni.

Le dichiarazioni di Mario Semeraro, presidente del CdQ Grotta Perfetta

“Quest’iniziativa fa parte di una campagna di prevenzione che abbiamo già avuto modo di mettere in pratica in altre occasioni, sia con la Polizia di Stato che con i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile”. Afferma Mario Semeraro, presidente del Comitato di Quartiere Grotta Perfetta.

“L’ultimo incontro sul tema delle truffe – racconta – risale a cinque anni fa ma allora gli episodi erano piuttosto circoscritti e limitati alla tipologia di raggiro più classica, ossia quella in macchina, mentre oggi – spiega – nel nostro quartiere e non solo, avvenimenti del genere si sono intensificati molto e abbiamo sempre di più a che fare con borseggiatori e ladri professionisti”.

“L’obiettivo è quello di dare consigli utili alla cittadinanza. Vogliamo far aprire gli occhi alle persone – conclude Semeraro – così che possano difendersi anche autonomamente ma sempre sulla base delle indicazioni fornite dalle forze dell’ordine”.

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Il Girasole si classifica al secondo posto nel contest della “mejo carbonara” di Roma

Nonostante il combattuto testa a testa nella finalissima, la trattoria Il Girasole alla Garbatella non riesce ad aggiudicarsi il primo posto nel contest “#aromacipiace, la carbonara” lanciato da RomaToday.

Dopo cinque settimane di nomination, votazioni ed eliminazioni erano rimasti in gara solo lo storico ristorante di Garbatella in via Rosa Raimondi Garibaldi e Il Maritozzo Rosso a Trastevere che, per pochissimi punti e dopo una serie di sorpassi e controsorpassi, ha ricevuto il premio per la miglior carbonara. Il Girasole, infatti, ha ottenuto 5634 voti contro i 5868 voti del ristorante vincitore, distaccando di netto gli altri partecipanti. Il terzo posto è stato assegnato a La Flaca, locale in zona Porta di Roma, mentre il quarto e quinto posto all’Osteria Sette a Montesacro e all’Osteria La Sol Fa vicino piazza di Porta Maggiore. La premiazione è prevista nei i prossimi giorni.

Le dichiarazioni di Massimo Dante, titolare della trattoria Il Girasole

“È stata una bellissima esperienza, ci siamo divertiti molto. I nostri avversari sono stati più bravi a raccogliere punti ma siamo comunque soddisfatti del secondo posto, la considero una vittoria di tutti”. Afferma Massimo Dante, proprietario con la sorella Emanuela del ristorante Il Girasole.

“Inoltre ci tengo a fare i complimenti agli altri partecipanti del contest e – conclude – aspettiamo con entusiasmo tutti coloro che voglio venire a provare la nostra carbonara”.

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Giornata Internazionale dei diritti delle donne, appuntamento il 12 marzo al Parco Ardeatino

“Diritti in cammino”, così domenica 12 marzo i Comitati dei Quartieri Grotta Perfetta e Montagnola hanno scelto di festeggiare la giornata internazionale della donna.

I cortei

Si comincerà alle 10:00 con  due cortei: uno partirà dal Casale Rosa – Centro Anti Violenza a  via di Grotta Perfetta e l’altro da Piazza Caduti della Montagnola.

I due gruppi si ricongiungeranno all’ingresso del Parco Forte Ardeatino dove saranno accolti dal Presidente Amedeo Ciaccheri  e da Maya Vetri, Assessora alle politiche di genere del Municipio VIII.

Le attività nel Parco

Nel Parco si svolgeranno laboratori creativi per bambini a cura di Azzurra Biagioli dell’Associazione Genitori Scuole dell’VIII Municipio di Roma, letture a più voci di poesie e testi, fra cui “Le donne della mia generazione” di Luis Sepulveda, e altre recitate dalle persone di “Donne di Carta” e dal gruppo “la Poetanza”.

Ma il momento più intenso sarà interpretato dai partecipanti alla manifestazione che pescheranno da un cestino un “diritto negato alle donne nel mondo” di cui si faranno portavoce leggendo brani al pubblico.

Seguiranno testimonianze dirette delle attiviste Maryam Pezeshki per l’Iran e Maya Issa per la Palestina, e della scrittrice Sara Rossetti Corirossi  per India e Bangladesh

Il Flash mob

La mattinata si concluderà con un flash mob con coreografie di balli collettivi e canti, che coinvolgeranno tutti i presenti, e infine con l’esibizione della Banda della Montagnola  con il suo repertorio musicale

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Municipio Solidale per l’emergenza terremoto in Turchia e Siria

Domenica 12 marzo dalle ore 9 alle ore 13 nel parcheggio del Municipio in via Benedetto Croce 50, si svolgerà una raccolta di beni di prima necessità e attrezzature finalizzata al soccorso e all’assistenza delle popolazioni colpite dal terribile sisma in Turchia e Siria, a cura del Polo di Protezione Civile del Municipio Roma VIII.

Si potrà donare: tende invernali, stufe, materassini, brandine, sacchi a pelo, prodotti per l’igiene, coperte, trapunte, alimenti precotti.

Non saranno accettati materiali di seconda mano, beni usati e vestiario.

Sono stati allestiti anche altri punti di raccolta a Roma, in seguito, tutte le donazioni saranno censite e consegnate, prima possibile, all’Ambasciata Turca.

Per ogni richiesta d’informazione è possibile contattare la sala operativa della Protezione Civile, al numero verde 800 854 854 o al numero 06 67109200.

Una terra martoriata

Alle 4:17 del mattino del 6 febbraio, il sud est della Turchia e il nord della Siria, è stato colpito da un terremoto di magnitudo 7,8 Mww che ha causato, secondo le ultime stime, la morte di oltre 51 mila persone e oltre 120 mila feriti. Ancora si registrano scosse di assestamento, anche superiori ai 6 Mww, che rendono difficoltosi i soccorsi e sempre più improbabile trovare superstiti.

Causa del disastro, specialmente nell’Anatolia del sud, sono state le politiche perpetrate negli ultimi anni dal regime turco di Recep Tayyip Erdogan complice di aver sanato con condoni molte strutture abusive e cancellato le ispezioni edilizie negli edifici pubblici.

La Siria del nord, invece, è una zona prevalentemente abitata da popolazioni curde e da decenni una terra martoriata da bombardamenti e ingerenze di potenze straniere che hanno traumatizzato la popolazione e indebolito molti edifici. I territori del Bakur o del Rojava sono solo alcuni dei protagonisti della sanguinosa battaglia contro le milizie dell’Isis. Una terra già fortemente precaria, dove vivono milioni di sfollati fuggiti a seguito dello stato di guerra e che oggi ha subito una calamità naturale inenarrabile.

Raccolta fondi

Sono molti gli enti del terzo settore che si sono adoperati per raccogliere donazioni, alcuni già presenti sul territorio dapprima del terremoto.

La Mezzaluna Rossa è un’associazione internazionale attiva dal 1993, la più grande organizzazione umanitaria per il Kurdistan, ha disposto una raccolta fondi migliaia di donne e bambini costretti a dormire all’aperto con temperature che la notte scendono tremendamente.

Garantire a queste famiglie un alloggio di emergenza, una coperta è una priorità assoluta.

Un Ponte Per, è un’associazione per la solidarietà internazionale e un’organizzazione non-governativa nata nel 1991, subito dopo la fine dei bombardamenti sull’Iraq, oggi sta raccogliendo donazioni per reperire farmaci e dispositivi medici da inviare nelle zone più colpite dal sisma e supportando chi sta soccorrendo i feriti.

La Mezzaluna Fertile, definita come la “Culla della civiltà”, patria delle prime popolazioni mesopotamiche, oggi vive il periodo più atroce della sua storia e ha bisogno del nostro aiuto affinché questa difficile situazione possa essere arginata il prima possibile.

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Una mostra su Roma agricola al Mattatoio. Protagonisti anche gli orti urbani dell’VIII municipio

Difesa dell’ambiente, valorizzazione dell’agricoltura cittadina, solidarietà e integrazione, creazione di posti di lavoro qualificato e innovazione, sempre con uno sguardo attento rivolto alla storia. Questi sono solo alcuni degli obiettivi e delle tematiche attorno a cui ruota “Roma Periurbana – risorse agricole, territorio, realtà sommerse”, la mostra visitabile dal 23 marzo al 21 maggio allestita nel padiglione 9 del Mattatoio di Testaccio, in cui sarà possibile fare un viaggio nella storia degli orti urbani e delle realtà agricole della capitale attraverso documenti, filmati e materiali fotografici d’epoca prodotti dalle associazioni. La nostra città, sia per estensione che per quantità e qualità dei prodotti che offre la terra, può essere definita la capitale europea dell’agricoltura e del verde vantando oltre diecimila ettari di suolo pubblico coltivabile e più di sessantamila di estensione totale. Inoltre, il territorio del Municipio VIII è quello che conta il più alto numero di orti a Roma, a partire da quelli di Garbatella, inaugurati nel 2010 nell’area verde in via Rosa Raimondi Garibaldi, i primi ad essere aperti ai cittadini. “Quando ci hanno proposto di partecipare alla mostra abbiamo subito pensato che questa tematica fosse assolutamente in linea proprio perché si tratta di uno dei fenomeni di rigenerazione urbana più significativo e innovativo degli ultimi dieci anni -afferma Luigi Di Paola, degli Orti Urbani Garbatella-. Nel nostro piccolo spazio – racconta – abbiamo cercato di rappresentare le realtà più significative di Roma e dell’VIII Municipio, che è stato pioniere grazie anche all’ appoggio avuto dalle istituzioni, in particolare da quelle locali. Dunque, il fatto che in questo stand siamo particolarmente rappresentati non è casuale – sottolinea Di Paola – perchè questo fenomeno si sta sviluppando in modo significativo. Recentemente – conclude – abbiamo anche ripreso in mano il tema del regolamento con l’assessora all’Ambiente Alfonsi per cercare di rinnovarlo insieme alla delibera del 2015, che aveva una serie di limiti, visto che oggi possiamo contare su un maggiore bagaglio di esperienze e conoscenze”.

Gli orti di Garbatella sono solo una parte della grande realtà agricola presente nel Municipio VIII. Tra questi i cento orti del parco delle Tre Fontane, quelli di via Guglielmotti, l’Ortolino, Tor Carbone Largo Veratti, e la bella realtà dei ragazzi autistici della cooperativa Garibaldi.

“Lo scopo di questa mostra è quello di rimettere al centro il tema della salvaguardia dell’ambiente, il rilancio dell’agricoltura e soprattutto fare in modo che la nostra città realizzi un obiettivo importante, cioè quello del consumo di suolo zero- dichiara Matteo Amati, organizzatore dell’evento, tra  fondatori nel 1977 della Cooperativa Agricoltura Nuova-Roma – prosegue – è la città agricola più grande d’Europa e conosciamo tutti la ricchezza della sua campagna sia in termini paesaggistici che di risorse, a partire dalle acque fino alla vegetazione. Di questo patrimonio ne rimane ancora una quantità enorme – spiega Amati – ma vista l’emergenza climatica a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, dobbiamo fare una scelta forte e lavorare sul recupero delle strutture abbandonate per riuscire a tutelare tutto questo. Inoltre – aggiunge – abbiamo voluto far emergere l’esperienza degli orti urbani, che oggi sono più di duecento, e quelle dei gruppi che lavorano da anni per l’assistenza ai migranti e l’attività di volontariato del Servizio Civile. Questa città – conclude Amati – ha grandi energie e risorse ma dobbiamo saperle raccogliere”. La giornata del 4 aprile sarà dedicata proprio alla Rete degli Orti Urbani Comunitari a Roma e dalle ore 17,00 avrà luogo un incontro tra i protagonisti per discutere delle esperienze passate e delle prospettive future. Sarà inoltre proiettato il docufilm “Ci vuole un fiore”, diretto da Vincenzo Notaro.

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Il mercato di piazza Navigatori cerca casa

Tante le ipotesi di spostamento dei banchi in vista della riqualificazione della zona

C’è preoccupazione tra gli abitanti di via Eusebio Chini all’Ardeatino. Ad insospettirli alcuni sopralluoghi effettuati da una squadra di operai nell’area verde adiacente il civico 22 per l’eventuale sistemazione dei banchi del mercato di piazza dei Navigatori, dove è in corso un programma di riqualificazione della piazza, che prevede interventi della durata di circa un anno e mezzo.

L’area di via Chini, dove potrebbero arrivare i banchi del mercato, è separata dal condominio soltanto da una rete metallica e gli abitanti avevano chiesto di acquisirla per trasformarla in un giardino condominiale.
Per lungo tempo il terreno risultava né di proprietà privata né di proprietà pubblica, mentre ora pare che il Municipio abbia presentato una istanza per la presa in carico.
Alla luce di queste informazioni i cittadini hanno organizzato un’assemblea alla quale hanno partecipato Simonetta Novi capogruppo Lista Civica Calenda Sindaco, Franco Federici capogruppo di Fratelli d’Italia e Michele Marini di Sinistra Civica Ecologista presidente della Commissione Commercio dell’VIII Municipio.
Tra le considerazioni espresse, i residenti hanno avanzato la proposta di spostare provvisoriamente i banchi nella zona del nuovo parco di via Antonio Malfante, proprio alle spalle di piazza Navigatori.

Simonetta Novi si schiera al fianco degli abitanti: “L’area verde di via Chini non è ipotizzabile in quanto mai nessuna Asl autorizzerebbe uno spazio non pavimentato e a ridosso delle civili abitazioni per l’ospitalità di banchi mercatali, senza contare i costi per allestire scarichi in fogna e attacchi di luce e acqua. Riteniamo – prosegue Novi – che lo spostamento ideale sarebbe presso il mercato di via Santa Galla già predisposto sia di utenze che di scarichi. Presenta almeno 3 banchi vuoti immediatamente utilizzabili e molto spazio per posizionare altri 5 box. Gli stessi esercenti usufruirebbero di uno spazio mercato già ben conosciuto dai cittadini, in un quadrante ad alto tasso di popolazione”.
Un’ulteriore via d’uscita, secondo la Lista Calenda Sindaco, “sarebbe quella di spostare i box del mercato di piazza dei Navigatori o in piazza Cesare Nerazzini, nel parcheggio pavimentato e scarsamente utilizzato, o  nell’area di via Marco e Marcelliano, nel parcheggio ancora chiuso, che avrebbe il vantaggio di coinvolgere i cittadini di Tormarancia.
Ora la palla passa al Municipio, con la convocazione congiunta delle Commissioni Lavori Pubblici e Commercio, da cui probabilmente usciranno delle novità.

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Un mercato della disperazione, tra degrado e illegalità

Di Stefano Baiocchi

È sconcertante, e per certi versi incredibile, quanto avviene sistematicamente in via delle Cave Ardeatine, parliamo della strada che collega Piazzale dei Partigiani al Piazzale Ostiense, a pochi metri dalle Mura Aureliane e quindi dal centro della città eterna.
Ogni giorno il marciapiede adiacente l’uscita della metropolitana, a fianco dell’Hub vaccinale di Acea, la più importante azienda capitolina, ospita un mercato dell’immondizia. Avete letto bene. Perché non si tratta di un mercato delle pulci come ve ne sono molti in altrettante città italiane, né di un semplice mercato dell’usato, autorizzato o meno.
Nel mercato dell’immondizia vengono vendute esclusivamente cianfrusaglie, masserizie, ciarpame e paccottiglie provenienti quasi sempre dai cassonetti dell’Ama.
Un mercato della disperazione, oltre che del degrado. Su quattro stracci, stesi sul marciapiede a mo’ di telo, si possono osservare scarpe usate in pessimo stato, giocattoli rotti, elettrodomestici e altri apparecchi assolutamente inutilizzabili, vestiti sudici, ferri e oggetti indefinibili, ma anche CD, videocassette, schermi di computer, bicchieri, vasi, posate, borse rotte, moltissimi portafogli.

Considerando tuttavia che alcuni oggetti, quali orologi e orecchini, sono in bella mostra, oltre ai già nominati portafogli, difficilmente possiamo pensare che tutto ciò che è in vendita possa provenire dai rifiuti. Il sospetto che alcuni di questi siano di origine furtiva è più che lecito. Anche se non si trattasse di merce proveniente da furti e scippi, ma soltanto dai cassonetti, ci troveremmo comunque di fronte a un reato, perché l’immondizia depositata appartiene ad Ama.
Le persone che vendono questo tipo di mercanzie sono esclusivamente di origine straniera, quasi tutte provenienti dall’est Europa e molto probabilmente senza fissa dimora. Persone povere senz’altro, che vivono di espedienti e al limite della legalità.
Le paccottiglie in vendita sul marciapiede, senza dimenticare l’olezzo  emanano perché raccolte nei cassonetti, meriterebbero il sequestro immediato; ma servirebbe anche un intervento deciso da parte della Asl di zona o comunque di una bonifica dell’area da parte di Ama.
Sul medesimo marciapiede si sviluppa, inoltre, proseguendo verso la Piramide, un altro mercato, dove viene venduto di tutto, soprattutto vestiario, e che occupa quasi per intero il passaggio pedonale con i furgoni che invadono metà della carreggiata. Per camminare si è quindi spesso costretti ad attraversare la strada.
Il via vai di persone che esce dalla metropolitana attraversa giornalmente le masserizie sparse sul marciapiede. Alcuni turisti, provenienti dalla stazione Ostiense, inorridiscono, altri, soprattutto i romani che fanno la spola tra la stazione Ostiense e la fermata Piramide della metropolitana (il sotto-tunnel di collegamento è chiuso da due anni), hanno una faccia rassegnata.

Una signora della zona appena uscita dalla metropolitana ci mostra la fontanella e ci racconta di come la sera con il buio viene usata per le abluzioni, anche per le parti intime, dai venditori del mercatino.

“Questo spettacolo – racconta una guardia giurata in servizio all’hub di Acea – va in scena ogni giorno della settimana, dal mattino sino a sera”. “La Polizia Locale passa tutti i giorni, intima di sgombrare il marciapiede, i venditori raccolgono tutto nelle tovaglie e dopo venti minuti tutto torna come prima”.

“Qui non vendono soltanto immondizia o oggetti raccolti per strada e nei cassonetti, qui viene venduta anche merce di dubbia provenienza”, rincara la dose un’impiegata dell’Acea. “Basta notare le auto che si fermano e da cui scendono persone bene vestite, non degli stracciaroli, che comprano delle cose e risalgono immediatamente”. “È evidente che non si tratta di cianfrusaglie di scarso valore, risponde un signore che abita proprio di fronte alla stazione Ostiense. “L’ho detto anche ai vigili urbani che passano quasi ogni giorno e anche ad una pattuglia di motociclisti dei carabinieri. Mi hanno risposto che loro hanno le mani legate e non possono farci niente”.

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Le scuole del municipio a Marzabotto: un gemellaggio per seminare memoria

Tre giorni di laboratori e di memoria attiva per tessere il filo rosso che stringe le comunità di Marzabotto e il Municipio VIII. Le ragazze e i ragazzi delle terze medie della Poggiali Spizzichino e Pincherle sono diventati protagonisti di un gemellaggio, che ha l’ambizione di costruire legami profondi andando alle radici della storia repubblicana del nostro Paese.

Un patto fraterno e di scambio tra il Municipio VIII, che ospita le Fosse Ardeatine, ed il Comune di Marzabotto, dove si trova il Monte Sole: due tra i luoghi che hanno visto consumarsi i più orribili episodi dell’occupazione nazifascista d’Italia, che hanno colpito comunità intere strappando alla vita centinaia di persone.

I ragazzi hanno reso omaggio, al fianco del Presidente Ciaccheri, ai 775 martiri dell’Eccidio di Monte Sole. Al viaggio hanno partecipato anche l’Assessora alla Scuola Francesca Vetrugno e quella alla Memoria Maya Vetri, oltre che una delegazione dell’assemblea municipale, composta da Monica Rossi (PD) e Lorenzo Giardinetti (SCE).

“Questi ragazzi sono i primi di un progetto che continueremo a costruire nel corso dei prossimi anni – dice  Ciaccheri, in un video pubblicato dal Monte Sole – Era importante essere qui, attraversare i laboratori della scuola di Pace di Marzabotto, i luoghi e la storia dell’Eccidio di Monte Sole e della Resistenza, che su queste colline hanno segnato una parte importante di quel futuro di libertà che oggi noi rappresentiamo e dobbiamo onorare”.

Il riferimento è alla Brigata Partigiana Stella rossa Lupo che quotidianamente, da Monte Sole, era in grado di colpire strade e ferrovie che collegavano Bologna alla Toscana, mentre i nazisti risalivano l’Italia fuggendo dall’avanzata delle truppe alleate. La strage, guidata dal maggiore Reder, con la collaborazione di militi fascisti che conoscevano il territorio, si consumò tra il 29 settembre ed il 5 ottobre 1944: fu una vendetta orribile che colpì anche donne, anziani e bambini, lasciando solo dolore e macerie nei villaggi della zona.

Il viaggio è stato possibile grazie al progetto #EightNoDifference di IdeeLab e al contributo del Comune di Marzabotto

Un atto di profondo valore è stata la presenza alle commemorazioni dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine, della Sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi (Presidente nazionale del Partito Democratico fino a qualche giorno fa), accompagnata dalla dirigente scolastica con cui stanno lavorando per organizzare il viaggio  delle terze medie del paese a Roma, in visita al Sacrario di via Ardeatina.

La priorità ora, per la Sindaca Cuppi, è quella di rinnovare i rapporti già esistenti tra istituzioni, ma anche tra associazioni dei familiari dei martiri a livello nazionale. La incontriamo, infatti alla Villetta a Garbatella, dove il 24 marzo si sono riunite rappresentanze istituzionali e associative di familiari e di Comuni che hanno subito la ferita dell’occupazione nazifascista. Non un luogo casuale: occupata dai partigiani comunisti subito dopo la liberazione di Roma, la Villetta fu intitolata a Giuseppe Cinelli, martire della Garbatella alle Fosse Ardeatine.

La riunione, convocata dall’ANFIM e presieduta dal Segretario Trasciani con il saluto del Presidente Albertelli, ha visto la commossa partecipazione di rappresentanti di familiari dei Martiri di Sant’Anna di Stazzema, di San Pancrazio, di Cavriglia,di Marzabotto, di Vallucciole e della Valle dell’Aniene. Un momento di importante lavoro comune teso a rafforzare il filo rosso della Memoria a livello nazionale, che sia in grado di tenere uniti familiari dei Martiri e istituzioni locali nella condivisione e nel racconto di storie familiari e locali drammatiche, in cui, però, si deve cercare il germoglio della nostra Repubblica. All’incontro era presente anche il Presidente dell’ANPI di Roma De Sanctis e il Presidente di Progetto Memoria Dell’Ariccia.

“Il prossimo anno saranno 80 anni dal 1944, quando molti di questi eccidi furono perpetrati dai nazisti in ritirata. È un appuntamento importante a cui si vuole arrivare preparati – ci dice ancora la Sindaca Cuppi – alimentando iniziative che facciano rete e comunità, come il gemellaggio con il Municipio VIII.

Il frutto migliore del dialogo delle Istituzioni e delle Associazioni della Memoria, ad ogni modo, è ciò che resta nel terreno: semi di giustizia e di libertà depositati nell’esperienza unica di un viaggio per ragazze e ragazzi, che oggi sentono più forte di prima la responsabilità del racconto di ciò che è stato e la consapevolezza della Memoria attiva, anticorpi quanto mai necessari per la nostra fragile democrazia.

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Per la Festa della Liberazione: il ritorno di Magma e tante iniziative

Di Iacopo Smeriglio

 

La festa per la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo è alle porte e la Garbatella si prepara ad accoglierla. Tante sono, infatti, le iniziative e gli eventi che riempiranno le strade del quartiere per celebrare il 78° anniversario del 25 aprile 1945, giorno in cui le truppe tedesche in ritirata abbandonarono Milano e rapidamente ripiegarono verso Nord.

Ad aprire la strada ai festeggiamenti sarà l’uscita di MaGMA – Magazzini Generali Memorie Autonome: atteso per il 23 aprile, verrà presentato e distribuito in una passeggiata della Memoria che toccherà i luoghi simbolo della Resistenza del territorio. Un ritorno importante che riporterà sulla carta stampata alcune storie dimenticate di antifascismo tra episodi e personaggi già noti, che saranno approfonditi, e altri inediti: luoghi, interviste e racconti che rappresenteranno uno spaccato della Resistenza del quadrante, dalla Garbatella a Tor Marancia, dall’Ostiense e il fiume fino alla Montagnola. La collaborazione alla stesura dei testi è collettiva e vedrà la partecipazione di molte firme del territorio. Un lavoro che, appunto, culminerà con la sua diffusione per le strade del Municipio e che rappresenta un’opera diffusa e resistente di ricostruzione continua delle biografie delle persone e dei luoghi che si vivono quotidianamente.

La passeggiata sarà, probabilmente, nell’ambito della Festa della Resistenza, il grande evento organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, in collaborazione con il Municipio VIII e l’Archivio Flamigni. Dal 23 al 25 aprile, tre giorni di iniziative culturali, dibattiti di approfondimento e di confronto, che vedranno la partecipazione di importanti studiosi, attori e personaggi del mondo della cultura. Mentre si attende il programma definitivo una cosa è chiara: la festa avrà il suo centro nevralgico alla Garbatella, nelle sue strade e nei suoi spazi, dal Teatro Palladium alla Biblioteca Moby Dick.

“Quest’anno, per il 25 aprile, Garbatella diventa una piazza aperta alla città: sarà una grande occasione per il territorio – ci dice il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri- Al centro della Festa della Resistenza ci sarà l’identità della città e il suo rapporto con la storia della lotta partigiana. Noi tutti cittadini saremo chiamati, per tre giorni, ad essere parte di un racconto che intreccia Storia e Memoria, che si fa vivo nell’attualità”.

Tanti nomi in programma, da Elio Germano ad Ascanio Celestini e altri. La tre giorni terminerà la sera del 25 aprile, dopo il corteo organizzato dall’ANPI e dalle altre associazioni della Resistenza. Anche questo sfilerà per le strade del nostro quartiere. Il Presidente della Sezione dell’ANPI Garbatella-San Paolo Ostiense Corrado Morgia ha rinnovato l’invito, oggi più che mai, alla partecipazione territoriale al corteo in ricordo del 25 aprile, alla festa per la Liberazione come celebrazione della Pace e della lotta per la libertà e come impegno per la difesa quotidiana della nostra Costituzione democratica, antifascista e pacifista.

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Il nostro concittadino Claudio Marotta, rappresenta l’Alleanza Verdi-Sinistra nel consiglio regionale del Lazio

Alto, giovane, affabile, con un bel sorriso, così si presenta Claudio Marotta, il neo consigliere alla Pisana eletto, unico rappresentante, nella lista Verdi e Sinistra. Ha 37 anni, è cresciuto alla Montagnola, ma è diventato “garbatellano” dopo aver frequentato il liceo classico Socrate ed essersi laureato in Scienze politiche nell’Università Roma Tre. Noi di Cara Garbatella abbiamo cominciato a conoscerlo come attivista del centro sociale La Strada di via Passino nei primi anni Duemila, dove ha mosso i primi passi in politica. Poi, come altri esponenti della sinistra radicale che in questo Municipio hanno contaminato le istituzioni locali, lo abbiamo seguito come assessore alle politiche culturali e giovanili prima col presidente Andrea Catarci e poi con l’attuale minisindaco Amedeo Ciaccheri, che gli affidò anche la delega del Bilancio.

Claudio Marotta

Negli ultimi anni, Claudio Marotta ha seguito da vicino le storia politica dell’eurodeputato Massimiliano Smeriglio, eletto da indipendente nelle liste del Partito democratico a Strasburgo, di cui è stato capo segreteria e valido consulente nella commissione parlamentare Cultura e in quella che segue i rapporti con i Paesi dell’America Latina (Messico, Argentina,  Bolivia, Cuba). Nelle ultime elezioni comunali è stato coordinatore cittadino della lista Sinistra Civica Ecologista, che ha espresso due consiglieri nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio: Michela Cicculli e Sandro Luparelli.

Dal 12 -13 febbraio ha deciso di fare il grande salto e con 6.139 preferenze è entrato nel consiglio regionale del Lazio, dove si batterà con gli altri gruppi di centrosinistra per fare un’opposizione puntale al Centrodestra, per costruire un’alternativa alla coalizione di destra guidata dal neo presidente Francesco Rocca.

“Già nelle elezioni dell’Ufficio di Presidenza- ha dichiarato il neo consigliere della Sinistra- i gruppi di opposizione, hanno votato un esponente del Pd e uno del M5S. E’ un primo passo ma un segnale importante per superare quelle divisioni che ci hanno portato alla sconfitta elettorale. Mi batterò nella legislatura per il rilancio della scuola pubblica e dell’università, per contrastare le povertà educative e incrementare la ricerca e la formazione professionale; per ottenere un sostegno al reddito dei giovani che aspirano ad un lavoro dignitoso attraverso il fondo sociale europeo, che consente di investire per la propria formazione. E poi ci vuole una nuova legge regionale sull’edilizia popolare, la costituzione di un’agenzia sociale e per la casa che dia risposte più agili alle problematiche che la società oggi presenta. Infine conclude Marotta mi batterò in consiglio regionale per sostenere le famiglie sui costi dell’energia, del caro bollette .Il nuovo presidente della Giunta Francesco Rocca, nel suo primo discorso in aula ha promesso che nei primi cento giorni del suo governo si occuperà per risolvere la difficilissima situazione di criticità dei Pronto Soccorso e delle liste d’attesa per gli esami e la diagnostica. Vedremo, su questo non faremo sconti, intanto non ha fatto il minimo accenno al contrasto della criminalità organizzata nel Lazio, al Pnrr e al diritto allo studio. Una grave dimenticanza”.

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Impennata degli affitti per gli studenti universitari

Schizzano alle stelle i prezzi degli affitti per gli universitari in tutta la città. Dopo una contrazione generale causata dalla pandemia, infatti, la domanda di stanze, posti letto e appartamenti ha addirittura superato l’offerta. Focalizzando l’attenzione sul Municipio VIII, dove è di casa L’Università degli Studi Roma Tre, la situazione è alquanto allarmante. Tra iscritti, docenti, amministrativi, tecnici e bibliotecari l’ateneo conta oltre 36 mila persone, poco più degli abitanti del capoluogo veneto di Belluno. Una città nella città, che a fronte dei rincari delle pigioni, dei servizi e dei beni di prima necessità, sta diventando sempre più escludente.

A Roma per una stanza singola si paga in media 465 euro, mentre è di 248 euro il prezzo per un posto letto in una doppia, cui va aggiunto il costo delle bollette, del condominio e l’anticipo di almeno due mensilità. Naturalmente, più ci si avvicina all’ateneo più aumentano i prezzi. Solo alla Garbatella, nell’ultimo anno, si è registrato un aumento dei canoni d’affitto dell’8,59%.

Indagine sugli iscritti di Roma Tre

Gli studenti iscritti a Roma Tre ai corsi di laurea sono oltre 32 mila tra i 18 e i 26 anni; di questi il 75% è residente a Roma o in provincia, il 10% è residente nel Lazio e il rimanente vive in altre regioni. La maggior parte dei fuori sede che frequenta Roma Tre, escludendo il Lazio, proviene dalla Campania (2,2%), dalla Puglia (1,8%) e dall’Abruzzo (1,5%): migliaia di studenti e studentesse in cerca di un alloggio.

Purtroppo, viste le cifre richieste, non tutti possono permetterselo per cui o rinunciano allo studio, oppure si affidano alla famiglia per le spese. L’alternativa, soprattutto per chi abita nel Lazio, è una vita da pendolare o, pur di poter vivere in città, si è costretti ad accettare lavori saltuari, spesso rinunciando a una sessione d’esame, o accontentarsi di un posto letto in una stanza condivisa in zone periferiche, spesso anche in condizioni fatiscenti e con contratti in nero.

Alla domanda di alloggi e di contributi per facilitare l’accesso all’università, non sono assolutamente sufficienti le misure di welfare studenteschi. Roma Tre, per esempio, non dispone di residenze proprie e si occupa degli alloggi per gli studenti DiSCo Lazio, l’ente Regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza, che mette a disposizione alloggi a prezzi vantaggiosi rispetto alle alternative: il costo mensile è generalmente di 194 euro per una stanza singola e 167 euro per una doppia; non a caso le domande presentate sono numerose. A livello cittadino, quest’anno ne sono state accettate 9.760, ma al momento della pubblicazione della graduatoria di ottobre solo 2.206 persone hanno vinto il bando per un posto letto, mentre le restanti 7.554 sono risultate idonee non beneficiarie, e praticamente rimaste senza casa.

Assenza di strutture convenzionate

Nel Municipio Roma VIII non ci sono ancora strutture convenzionate, anche se nel novembre del 2021, è stata inaugurata una nuova residenza a via della Vasca Navale, in una posizione strategica, ben collegata a varie facoltà e dipartimenti, con una capienza di 200 posti. Ad oggi però non ci sono ancora notizie sulla sua effettiva apertura.

Una delle ragioni della carenza di alloggi è sicuramente da ricercare nel fenomeno turistico, per cui i proprietari trovano più vantaggioso trasformare gli appartamenti in Airbnb, piuttosto che affittarli agli studenti. Inoltre, vi è sempre una più diffusa diffidenza nei confronti della popolazione studentesca, che invece di essere considerata un motore di crescita dell’economia, è spesso giudicata come generatrice di degrado.

Il coordinamento universitario Link è sceso in piazza

Recentemente il coordinamento universitario Link è sceso nelle piazze italiane con la campagna “Attendiamo una casa” contro il caro affitti. A Roma ha scelto di manifestare sotto la sede della Regione Lazio e in quell’occasione è riuscito ad accordare un tavolo di lavoro tra Regione e Comune di Roma per revisionare i regolamenti sui contratti di affitto per studenti fuori sede, oltre a chiedere che venissero realizzati nuovi bandi.

Come movimento cittadino inoltre, ha realizzato un questionario sull’emergenza abitativa in cui sono emerse risposte a dir poco preoccupanti: per quanto riguarda gli affitti privati, sono frequenti casi di locatori invadenti, che dettano regole troppo asfissianti andando di fatto a ledere il principio di solidarietà sociale o che per pregiudizio arrivano a chiedere dettagli sempre più personali per crearsi un’idea di affidabilità, ma anche locatori che si disinteressano totalmente delle condizioni dell’appartamento o avanzano addirittura proposte sessuali promettendo in cambio uno sconto sul canone. Link, infine, si è fatto promotore della realizzazione di una mappatura delle costruzioni sfitte o abbandonate, in modo da poterle riqualificare e renderle nuovamente abitabili, piuttosto che costruirne di nuove consumando ulteriore suolo.

Previsioni destinate ad aggravarsi

Le previsioni sui costi degli affitti sono destinate ad aggravarsi in seguito al nuovo decreto legge che prevede la sostituzione del Reddito di cittadinanza con la Mia (Misura per l’inclusione attiva); un provvedimento che ridurrà drasticamente la platea di percettori del reddito e la durata dell’erogazione. Il sussidio fino a oggi era previsto, seppur con requisiti molto stringenti, anche per alcuni universitari, che invece si vedranno tagliati fuori. Sulla questione del reddito si sta battendo il Comitato Molto più del reddito, che vede l’adesione di tante realtà territoriali, tra cui: Csoa La Strada, Acrobax, Casale Garibaldi.

Il comitato, infine, auspica una ripresa del dibattito per istituire in Italia un salario minimo legale, che contrasti il lavoro povero e gli stipendi da fame e che renda il diritto allo studio non una questione di classe, ma una reale possibilità per tutti e tutte.

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Ha chiuso l’edicola della stazione metro della Garbatella

Un’altra chiusura determinata dalle scelte di Atac.

Purtroppo il problema principale non è la digitalizzazione e la crescente difficoltà della carta stampata di rimanere in vita, almeno non in questo caso specifico, ma sono i criteri aziendali di Atac che hanno determinato di fatto la chiusura dell’edicola della stazione metro Garbatella. Un punto vendita di giornali che metteva a disposizione tra l’altro servizi legati a varie tipologie di pagamenti sempre più utili e necessari ai cittadini, considerando il fatto che la popolazione del quartiere è costituita in larga parte da persone di età avanzata. Il 18 febbraio scorso, infatti, i viaggiatori e i cittadini hanno trovato la saracinesca dell’edicola abbassata e così rimarrà.

La rescissione del contratto di locazione per scelta di Atac, e quindi lo sfratto, alle rivendite di giornali che spesso associano anche e -non solo- i tabacchi all’interno delle stazioni metropolitane della linea B, costringe gli edicolanti a chiudere.
Infatti negli anni l’Azienda dei trasporti pubblici ha deciso di interrompere l’attività a diverse rivendite.

Così dopo le sentenze di sfratto ai punti vendita di Policlinico, Tiburtina, Termini, Piramide è arrivata anche per Garbatella, nonostante abbia creato negli anni una relazione di assoluta affidabilità e disponibilità nei confronti del pubblico sia affezionato che di passaggio.

Il servizio che offriva era molto importante : cambio moneta, acquisto dei biglietti per i mezzi pubblici qualora le macchinette automatiche non fossero funzionanti, acquisto di giornali, guide turistiche e ciò che può fornire un esercizio di questo genere. Soprattutto era un punto d’incontro tra generazioni, dato che accanto è situato il frequentatissimo centro sociale anziani Pullino “Francesco Giaquinto”.

Una persona che frequenta assiduamente il centro esprime il suo disappunto e sottolinea che: “L’edicola era fondamentale per comprare il giornale al mattino e poi puntare dritti al bar per la colazione, come se fosse un rituale di socializzazione, che sfociava al Centro anziani. Abbiamo perso un punto di riferimento e adesso noi come faremo? A chi potremmo chiedere informazioni? O anche semplicemente commentare la partita del giorno prima?“

La titolare dell’edicola, con gli occhi lucidi non ha voluto aggiungere altro, visto che è molto tempo che combatte questa battaglia e che ora,  arrivata al capolinea,  è stata costretta ad arrendersi di fronte a queste decisioni incomprensibili.

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Iovane e Pilar raccontano Luigi Tenco al Palladium

Lo scrittore, giornalista e conduttore radiofonico Antonio Iovane e la cantautrice Ilaria Pilar Patassini portano in scena il 1° marzo al Teatro Palladium il racconto delle ultime ore di vita di Luigi Tenco.

       

Il reading musicale e teatrale è incentrato sul libro Un uomo solo dello stesso Iovane, con la regia di Laura de Strobel.

Il libro di Iovane

Lo scrittore si fa voce narrante dello stesso cantautore, cercando di ricostruire le ultime ore fatali, ma anche la sua vita. Testimonianze, vecchie interviste, ricordi, tutto viene utilizzato per ricostruire quella giornata di Tenco facendoci entrare nei suoi tormenti, nei suoi pensieri, nei suoi dubbi.

E forse la rabbia più grande è proprio quella di aver ceduto alla lusinga di voler essere conosciuto dal grande pubblico, tramite la partecipazione a quel Festival di San Remo che invece era così lontano da sé e dalle sue idee.

Lui, ossessionato dalla mediocrità, vuole piacere ad un pubblico che non gli piace. E questa contraddizione lo distrugge fino a portarlo al suicidio.

La tragica fine di Tenco

Tenco, nel suo biglietto di addio scrisse di togliersi la vita “come atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose in finale”. Era il 26 gennaio 1967.

Quel gesto sconvolse l’Italia intera, ma non il carrozzone dello spettacolo di Sanremo. Mike Bongiorno, il presentatore di allora, infatti aprirà la sera successiva con “una nota di mestizia per il triste evento che ha colpito un valoroso rappresentante del mondo della canzone” e senza il minimo dubbio darà il via alla sequenza di canzoni, segnando il festival con il peggiore the show must go on.

Le canzoni e la voce di Pilar

Le letture sono intervallate da canzoni di Tenco e di Dalidà, interpretate dalla voce calda e intensa di Pilar che ha recentemente presentato il suo ultimo album alla Casa del Jazz.

Le canzoni scelte per il reading sono, Ciao amore, ciao, presentata da Luigi Tenco al Festival, Lontano, lontano, Mi sono innamorato di te, oltre ad altre della stessa Dalidà.

La cantante francese che aveva avuto un rapporto intenso e problematico con Tenco, resterà segnata a vita da questa vicenda e avrà una vita travagliata. Una esistenza difficile che terminerà con lo stesso tragico gesto, dopo diversi anni.

Meglio prenotare

Lo spettacolo andrà in scena il 1° marzo alle ore 19:00 e sarà ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. E’ pertanto consigliata la prenotazione all’email: biglietteria.palladium@uniroma3.it

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Al Girasole la mejo carbonara di Roma

La trattoria Il Girasole a Garbatella è tra i 5 finalisti del contest “#aromacipiace, la carbonara” in corso su RomaToday. “Siamo entusiasti e in attesa del risultato finale, si inizierà a votare tra circa una settimana”. Dichiara Massimo Dante, proprietario insieme alla sorella Emanuela del ristorante in via Rosa Raimondi Garibaldi.

“Nostro padre e nostra madre, che hanno creato tutto questo, ci hanno insegnato il lavoro, il sacrificio e tutto ciò che comporta stare in cucina”. Infatti il locale, aperto dai genitori nel 1981, è ancora gestito a conduzione familiare e si distingue per l’atmosfera accogliente e popolare caratteristica delle migliori osterie romane. “Ma la cosa più importante che ci hanno trasmesso – sottolinea Massimo – è senza dubbio la passione per la cucina, che considero la prima regola per riuscire in questo mestiere”.

La carbonara de Il Girasole

La carbonara è tra i piatti più richiesti, spesso accompagnata dal classico carciofo alla giudia. “Per fare un’ottima carbonara – ci spiega Massimo – non basta solo conoscere ingredienti e dosaggi, penso che la nostra ricetta segreta sia l’amore per quello che facciamo. In cucina mettiamo anima, cuore e rispetto per chi ci ha insegnato il mestiere. Se cucini solo per portare lo stipendio a casa il piatto ne risentirà sicuramente e la crema della carbonara – ironizza – non sarà mai come dovrebbe essere, sarà sempre o troppo liquida o troppo densa. Inoltre, cerchiamo di differenziarci dagli altri non solo per la quantità, che sicuramente non passa inosservata poiché serviamo porzioni da due etti abbondanti, ma soprattutto per la qualità dei prodotti che usiamo, a partire dalla pasta e le uova di prima scelta, fino al guanciale e il pecorino”.

Il contest “#aromacipiace, la carbonara”

Il ristorante di Garbatella è in testa alla classifica seguito da Il Maritozzo Rosso a Trastevere. Al terzo posto l’Osteria Sette, storico locale di Montesacro e al quarto l’Osteria La Sol Fa vicino Porta Maggiore. Al quinto ancora Trastevere con Eggs. “Sicuramente vogliamo vincere, come è normale che sia, ma allo stesso tempo so che una maggiore esposizione mediatica può portare anche problemi. Per un periodo – ci confida Massimo – siamo stati undicesimi a Roma su Tripadvisor ma, nel giro di un mese e mezzo, sono arrivate sette o otto recensioni negative, cosa che non era mai successa prima e non è più ricapitata dopo – sottolinea – così da farci scivolare al cinquecentesimo posto.

La storia del ristorante Il Girasole

“Nonostante siamo aperti da più di quarant’anni molte persone ci hanno scoperto solo nel periodo post pandemia. Il Girasole infatti, anche prima del nostro arrivo, è sempre stato un bar storico del quartiere – ci racconta Massimo ricordando il signor Romano Nati, ex titolare del bar – e rimanendo chiuso la sera, tutt’oggi tranne il venerdì, non tutti sanno che siamo anche un ristorante. Inoltre, negli ultimi anni il quartiere si è ripopolato molto e fortunatamente vediamo passare clienti di ogni tipo, dai ragazzi del Polo Didattico ai turisti in cerca di piatti caratteristici, oltre che i tanti abitanti del quartiere, in particolare il giovedì, giorno in cui serviamo gnocchi fatti in casa e ragù a portar via”.

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A Francesco Valdiserri dedicata una rassegna cinematografica a Controchiave

Di Anna Bredice

Francesco e il cinema. Se la sua grande passione era la musica, Francesco Valdiserri, travolto e ucciso quattro mesi fa da una automobilista mentre si trovava su un marciapiede della Colombo, amava tanto anche il cinema. E nel suo ricordo prenderà il via una rassegna  organizzata dall’associazione culturale Controchiave, in via Gaspare Gozzi a San Paolo, sui grandi autori che hanno dedicato i loro film al mondo del lavoro. Si comincia domenica alle 16.30, (l’ingresso è gratuito, anche se è meglio prenotare alla mail info@controchiave.it) con il film “Tempi moderni” di Charlie Chaplin.

L’iniziativa di Marcello Ribustini

A volere questa iniziativa sono stati i genitori di Francesco, insieme ad un suo amico che ha frequentato con lui il liceo Socrate, Marcello Ribustini. “Dopo l’evento fatto alla Sapienza in memoria di Francesco – racconta a Cara Garbatella Marcello – ho saputo che anche lui era un grande appassionato di cinema e così ho deciso di contattare il padre per proporgli una rassegna cinematografica. Mi ha proposto tre temi che fossero vicini agli interessi di Francesco e alla fine come tema portante della retrospettiva abbiamo scelto quello del lavoro”. Francesco era molto legato a Garbatella, aveva frequentato il liceo Socrate, qui aveva interessi e amici. A lui è stato intitolato poche settimane fa un centro sportivo nel nostro municipio, alla presenza della famiglia di Francesco e del sindaco Gualtieri, che si è impegnato ad attuare alcune misure per la sicurezza stradale a Roma. Questa, infatti, è la battaglia che sta conducendo la famiglia Valdiserri, la madre Paola, il padre Luca e la sorella Daria: combattere la violenza stradale, ridurre la velocità per evitare le troppe morti sulle strade.

Il programma di Controchiave

La rassegna cinematografica all’associazione Controchiave prevede cinque film, due al mese. Dopo “Tempi moderni” di Charlie Chaplin, verrà proiettato” Adua e le compagne” di Antonio Pietrangeli, poi “Full Monty” di Peter Cattaneo, “My name is Joe” di Ken Loach e infine “Due giorni, una notte” dei fratelli Dardenne. In ricordo di Francesco.

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Ai gazebo di domenica si vota per il segretario del PD

Elly Schlein e Stefano Bonaccini si sfideranno  domenica 26 febbraio nelle primarie del Partito Democratico.

I due candidati, che a seguito delle votazioni tenutesi dal 3 al 19 scorso, hanno primeggiato sugli altri due candidati Gianni Cuperlo e Paola De Micheli (rispettivamente terzo e quarta), si fronteggiano per sostituire alla segreteria nazionale  il deputato Enrico Letta. A questa prima scrematura, esclusiva per i tesserati, hanno partecipato 151.530 persone in tutta Italia, ed è emersa una preferenza del 52,87% per Bonaccini e del 34,88% per la Schlein, mentre a Roma su 4.900 votanti la Schlein ha ottenuto 2.194 preferenze contro le 1.854 di Bonaccini.

Oltre a guidare il partito, chi vincerà questo faccia a faccia dovrà rimboccarsi le maniche per risollevare il centrosinistra, che ha avuto un risultato davvero deludente nelle passate elezioni politiche e in quelle regionali di Lombardia e Lazio.

In queste ultime due prove elettorali, infatti, abbiamo registrato da una parte la netta affermazione del centrodestra, guidato da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, e un astensionismo sempre più preoccupante da parte dei cittadini, che sempre più fa capire quanto le persone si siano disinteressate alla politica e non vedano nell’esercizio del voto l’espressione di un diritto che sia realmente incisivo per le sorti del paese.

Chi sono i candidati?

Stefano Bonaccini, nato nella provincia modenese nel 1967, è eletto nel 2014 presidente della regione Emilia Romagna, carica confermata anche nel 2020 per il secondo mandato, grazie alla vittoria contro la candidata leghista Lucia Borgonzoni.

Nel suo programma di partito denominato “Energia Popolare”, propone una semplificazione del fisco con imposta progressiva, che tuteli i poveri e il ceto medio e che sia realmente maggioritaria per chi detiene ingenti capitali. Sui temi dei diritti, propone di istituire matrimoni egualitari e adozioni senza discriminazioni e l’introduzione dello ius soli o dello ius scholae per ottenere la cittadinanza italiana.

Nei temi interni al partito propone maggiore centralità dei circoli degli iscritti, la possibilità di organizzare dei referendum interni per le grandi scelte e creare una vera e propria scuola politica per formare la nuova classe dirigente.

Elly Schlein, nata a Lugano nel 1985, nella sua carriera ha svolto attivamente nel 2008 la campagna presidenziale statunitense di Barack Obama. Dal 2014 al 2019 è stata europarlamentare per l’Italia nell’VIII legislatura e dal 2020 in Emilia Romagna è vicepresidente e assessore con deleghe regionali al welfare e al Patto per il Clima.

Secondo la Schlein, come si può leggere nel suo programma intitolato “Parte da noi”, chi ricopre incarichi pubblici e amministrativi nel Partito Democratico, deve lasciare ogni altro mandato, sia per evitare un conflitto d’interesse, sia per non sottrarre tempo in altri impieghi.

La Schlein propone inoltre di tassare i grandi patrimoni, rilanciare l’edilizia pubblica e moltiplicare gli affitti sociali. In tema di diritti delle donne porta avanti la battaglia per attuare pienamente la legge 194, garantendo una percentuale di medici non obiettori in tutte le strutture mediche.

Chi può votare?

Domenica 26 febbraio, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, possono votare, presso i gazebo del PD sparsi sul territorio nazionale, tutte le cittadine e i cittadini italiani, anche non iscritti al Partito Democratico.

È permesso votare entro le ore 12:00 di venerdì 24 febbraio, previa pre-registrazione sul sito del PD, anche a:

  • stranieri residenti in Italia o in possesso di regolare permesso di soggiorno,
  • giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni nel comune di residenza,
  • lavoratori e gli studenti fuori sede maggiorenni.

Per votare bisogna presentare un documento d’identità,  la tessera elettorale e pagare una sottoscrizione di 2 Euro per le spese organizzative; sono esenti dall’obolo i tesserati del Partito.

Dove si vota nel Municipio Roma VIII?

Per determinare quale sia il gazebo in cui votare nel proprio territorio, bisogna collegarsi al sito del PD e far riferimento al seggio riportato sulla propria scheda elettorale; oppure se sei residente nell’Ottavo Municipio puoi consultare l’elenco sottostante:

  • Piazza Bartolomeo Romano [sezioni da 1246 a 1249, da 1253 a 1263, escluso 1261]
  • Circonvallazione Ostiense, fronte Santa Galla [sezioni da 1236 a 1245, da 1250 a 1252]
  • Largo Leonardo Da Vinci [sezioni 1264, da 1267 a 1279, escluso 1273]
  • Via Salvatore Pincherle [sezioni da 1280 a 1293]
  • Piazza del Gazometro [sezioni da 1230 a 1235 e 1265, 1266]
  • Sede PD in viale Tor Marancia 121 [sezioni 173, 1194, 1472, da 1474 a 1491]
  • Viale Baldovinetti, lato supermercato [sezioni da 1510 a 1521]
  • Viale Erminio Spalla, lato mercato [sezioni 1023, 1127, 1261, da 1522 a 1536 e 1604, 2531, 2537]
  • Viale Pico della Mirandola, fronte mercato [sezioni da 1492 a 1509 e 2512]

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“Ascolti – i podcast di RadioRai a Roma Tre” al Teatro Palladium

Il prossimo 28 febbraio parte la rassegna “Ascolti – i podcast di RadioRai a Roma Tre”.

Grazie alla collaborazione tra l’Università, la Fondazione Teatro Palladium, Rai Radio 3 e Rai Play Sound, nasce l’idea di trasmettere dal vivo, ovvero dal palco di un teatro, alcune trasmissioni che poi ognuno potrà riascoltare in podcast dove e quando preferisce. Di seguito viene fornito anche l’indirizzo del contenitore di ogni podcast, cliccando sul titolo di ciascun appuntamento.

Gli incontri saranno cinque, nell’ambito della sezione “Materia Prima” della stagione 2022-2023 del teatro Palladium, tutti gratuiti fino ad esaurimento posti.

Il primo incontro

Si inizia con “Lo strumento è la mia casa e, tra esibizioni di musica dal vivo, aneddoti e racconti, si parlerà del rapporto dell’artista con il proprio strumento. Valerio Corzani – musicista, autore, conduttore radiofonico – si interfaccerà con Giovanna Famulari, violoncellista di fama internazionale, che abbiamo avuto l’onore e il piacere di ascoltare anche alla Villetta in un concerto con Tosca

La tesi di cui si argomenta è che “lo strumento musicale diventa spesso la casa accogliente dell’interprete, quella dove il musicista preferisce abitare”. Si parlerà dei tic, delle idiosincrasie, delle abitudini imprescindibili che legano il musicista allo strumento e anche di come questo legame sia in funzione del tempo.

Gli altri appuntamenti

Gli altri appuntamenti saranno, sempre di martedì:

Meglio prenotare

Come per tutti gli spettacoli gratuiti, il Teatro Palladium consiglia la prenotazione all’indirizzo email: biglietteria.palladium@uniroma3.it

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Il Caso Cospito arriva in Municipio: una mozione per richiamare l’art.27 della Costituzione

Di Iacopo Smeriglio

Il Consiglio del Municipio Roma VIII prende parola sul caso di Alfredo Cospito e lo fa con una mozione che richiama i diritti fondamentali dell’uomo. La speranza espressa è quella di tutelare la vita del detenuto, le cui condizioni di salute stanno rapidamente deteriorando.

Oggi tutti sappiamo chi è Alfredo Cospito: un nome diventato familiare ai più, rimbalzando dalle scritte sui muri fino ai telegiornali. Un anarchico, detenuto da più di dieci anni nelle carceri italiane, entrato in sciopero della fame quando il Tribunale ha disposto per lui l’applicazione del art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario, comunemente conosciuto come carcere duro. Uno strumento di detenzione particolarmente coercitivo, concepito negli anni della guerra alla mafia stragista come strumento eccezionale, mirato a contrastare la capacità dei boss di comunicare con l’esterno delle strutture carcerarie e che oggi riguarda più di settecento persone private della libertà personale. Alcuni di questi, come Cospito, estranei ad organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Con una mozione presentata a prima firma del consigliere Enrico Zulli (SCE), dai gruppi della maggioranza Sinistra Civica Ecologista, Partito Democratico e Lista Civica Gualtieri, il Consiglio del Municipio Roma VIII ha espresso l’importanza di tutelare la salute del detenuto che ha fatto istanza di revoca del regime di 41 bis. La mozione ha richiamato l’importanza fondamentale di applicare l’art.27 della Costituzione italiana, secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere sempre alla rieducazione del condannato.

Le parole della maggioranza

La mozione dell’8 febbraio 2023 è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione ha abbandonato l’aula, eccezion fatta per la consigliera Simonetta Novi della Lista Calenda, che ha stimolato il dibattito ed espresso la sua contrarietà nei confronti dell’atto, sottolineando l’importanza della separazione dei poteri e l’indipendenza di quello giudiziario.

“La politica deve fare un passo indietro ed attendere le decisioni del sistema giudiziario” ha detto Novi nel corso della discussione dell’atto. Ha aggiunto che questo deve essere fatto anche nella speranza di evitare strumentalizzazioni politiche.

Intervenendo nella discussione in Aula, il consigliere del PD Flavio Conia ha portato l’attenzione sull’importanza della tutela da parte dello Stato dei diritti delle persone private dalla libertà personale, senza tuttavia voler mettere in dubbio il corso delle vicende processuali. Ha, poi, rivendicato l’importanza dell’atto dei parlamentari del Partito Democratico Serracchiani e Orlando, che nelle scorse settimane hanno visitato il detenuto per verificarne le condizioni di salute.

“La vicenda di Alfredo Cospito” dice il consigliere Lorenzo Giardinetti, della Lista Sinistra Civica Ecologista, in una nota “ci interroga su un piano ben più profondo della già complessa questione sull’istituto del 41-bis, che è quello della salute della Democrazia. Uno Stato è in salute quando esercita l’autorevolezza e non l’autorità, ma soprattutto quando si dimostra migliore di chi condanna”.

 

La dichiarazione di Amedeo Ciaccheri

 Il Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri, commentando la mozione, ha dichiarato: “anche il nostro Municipio, come altre amministrazioni in Italia, esprime con un atto istituzionale la propria posizione sul caso Cospito. Siamo dentro una spirale drammatica di fronte al rischio della morte di un uomo”. Ha concluso auspicando una necessaria riflessione generale sulla situazione carceraria in Italia e auspicando un intervento simile anche da parte del Consiglio comunale.

 La nota di Umanità Nova

Nel frattempo, sui muri della Garbatella, come da sempre accade, possiamo leggere le pagine di Umanità Nova, storico settimanale anarchico, fondato nel 1920 da Errico Malatesta e aderente alla F.A.I. ovvero la Federazione Anarchica Italiana, di lunga tradizione e che, vale la pena ricordarlo in questi tempi confusi, ha molto poco a che vedere, invece, con la Fai (Federazione anarchica informale) di cui Cospito è accusato di essere uno degli elementi apicali.

Più volte, negli anni, la Commissione di Corrispondenza della F.A.I. ha preso le distanze dagli attentati attribuiti o rivendicati dagli anarchici informali, dichiarando la presenza attiva degli anarchici federati nei movimenti sociali e nel sindacalismo di base. La solidarietà ad Alfredo Cospito, però, è arrivata fin dai primi giorni dello sciopero della fame.

In una nota del 22 novembre denunciano come, ai loro occhi, “di fatto nei confronti del movimento anarchico viene applicato quel “diritto penale del nemico” sulla base del quale si viene giudicati non tanto per le azioni commesse ma quanto per le proprie idee”.

Le pene, d’altronde, vengono applicate in un contesto carcerario, come quello italiano, che in passato è stato sanzionato perfino dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e in cui, più volte, le modalità applicative del 41 bis sono state sottoposte a giudizio della Corte costituzionale.

“Sospendere il 41-bis”, si legge in un corsivo pubblicato sull’ultimo numero di gennaio di Umanità Nova, che prende in prestito le parole del dottore Angelica Milia, medico di fiducia di Cospito.

“Ministro di giustizia e presidente del Consiglio dei ministri sono responsabili della vita dell’ostaggio nelle loro mani” continua, appunto, Umanità Nova. “Dimostrino che hanno conservato un briciolo di umanità, e non reagiscano come cani rabbiosi quando sentono parlare di anarchia”

Fonti:

 

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“Una carezza contro il freddo”. L’iniziativa della Comunità di Sant’Egidio a San Paolo

Guanti, sciarpe, cappelli e poi frutta secca, piccole confezioni di biscotti e tavolette di cioccolato per riscaldare le notti delle persone che dormono ai bordi delle strade, delle piazze o dei binari delle stazioni. La serata di solidarietà, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, è per giovedì 16 febbraio dalle 19,30 alle 20,30 in Via Tito 30 a San Paolo. Tutta la cittadinanza è invitata a donare questi generi di conforto, che nella stessa serata verranno distribuiti dai volontari ai senza fissa dimora.

Il ricordo di Modesta Valenti

“In questa occasione – spiega Paolo Severi coordinatore di zona della Comunità – parleremo della storia di Modesta, simbolo delle persone che vivono per strada, morta di freddo nel 1983 al binario 1 della Stazione Termini per non essere stata soccorsa”.

L’ambulanza infatti si rifiutò di portarla in ospedale perché era troppo sporca per essere salvata e fu lasciata morire riversa a terra e agonizzante. Da allora in questi quarant’anni la Comunità di S. Egidio ne ha commemorato la morte ricordando insieme a lei tutte le vittime dell’abbandono creando un grande movimento di solidarietà, che si occupa stabilmente dei senzatetto portando loro coperte e pasti caldi indispensabili soprattutto durante le fredde notti invernali.

La messa nella chiesa di San Michele

Domenica 19 febbraio alle 11,30 nella chiesa del San Michele a piazzale Antonio Tosti 4 sarà celebrata la liturgia in memoria dei senza dimora morti quest’anno sui marciapiedi. “Alla commemorazione, celebrata da don Francesco Tedeschi di Sant’Egidio – aggiunge Severi – saranno presenti cinquanta senza fissa dimora per ricordare tutti i nomi di chi, morto quest’anno, viveva per la strada. Seguirà un pranzo di solidarietà con i poveri”.

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