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Zampe nel cuore Onlus

Da qualche mese Cara Garbatella collabora con Zamper nel Cuore. L’obiettivo è quello di spargere il più possibile la voce e far sì che i pelosi ospitati dalla onlus vengano adottati. 

Quindi, lasciatevi sciogliere il cuore, e se dovesse venirvi qualche dubbio, sapete qual’è il miglior test per la scelta di un cucciolo?

Guardarsi onestamente allo specchio. Siete disponibili a dare l’anima per quel musino? Perchè lui per voi lo farà, senza alcun dubbio.

L’associazione no-profit di Zampe Nel Cuore nasce ufficialmente il 10/06/2017. Da allora il gruppo conta diversi soci che, insieme, sono riusciti a far adottare più di 200 cani randagi in tutta Italia e all’estero. Zampe Nel Cuore opera sul territorio di Guglionesi (CB), ma si possono adottare i cani da tutta Italia. Chi adotta un cucciolo non avrà spese, a parte appunto il trasporto.

Per info:

345 088 8899 Corrado
333 952 4320 Kisela


Leggi anche: Adotta un cane.

Di Ilaria PROIETTI MERCURI

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Concerti al parco schuster, è scontro al consiglio municipale

No ai controlli alla manifestazione estiva in programma al Parco Schuster. La maggioranza dell’VIII Municipio ha bocciato la mozione presentata da Lista Civica Calenda Sindaco e dal Movimento 5 Stelle. Una mozione che però non è stata votata dai firmatari del M5S, Marco Merafina e Matteo Bruno. I due consiglieri sono usciti dall’aula per protesta rispetto alla mancata approvazione del terzo atto sul Parco di Tor Marancia presentato dalle opposizioni. Per lo stesso motivo anche i consiglieri di Fratelli d’Italia non hanno partecipato al voto.

L’attacco di Simonetta Novi (Lista Calenda Sindaco)


Commenta Simonetta Novi, capogruppo della Lista Calenda Sindaco: “Nonostante gli organizzatori abbiano recintato il doppio dello spazio rispetto all’edizione invernale, occupandone la quasi totalità, e nonostante il programma pubblicato preveda concerti fino alle 2 di notte, anche infrasettimanali, la maggioranza di VIII Municipio ha bocciato la nostra mozione in cui evidenziavamo le prime irregolarità e chiedevamo controlli”.
E continua: “Gli organizzatori, associazione Remuria, già nell’edizione invernale autorizzata come manifestazione di intrattenimento e non di concerto, hanno mostrato grande disinvoltura non montando la pista di pattinaggio prevista. Ma nessuno ha controllato evidentemente, perché altrimenti sarebbe stata chiusa subito”.
“Un conto – prosegue Novi – è avere sotto casa ragazzi che si divertono con una pista di pattinaggio, un conto sono i concerti e Dj Set a tutto volume oltre le 2 di notte”.
“Ora, dai primi di giugno a fine settembre – aggiunge Novi – i residenti si ritroveranno a convivere con la stessa bolgia di questo inverno, tra alcol e schiamazzi”. 

A seguito di altre interrogazioni presentate, la giunta in inverno aveva promesso “governo e controllo” rispetto all’edizione estiva. “Oggi – rileva Novi – anche di fronte all’evidenza, la maggioranza ha bocciato proprio la  richiesta di attuare quanto promesso”. 
La Lista ricorda anche che gli organizzatori sono gli stessi della manifestazione “Scalo Playground” del II Municipio, con la direzione di quest’ultimo che ha poi imposto un termine dei concerti alle 22.30, ed ora ha addirittura revocato l’autorizzazione.
“Rimaniamo basiti – conclude Novi – dalla giunta e dalla maggioranza dell’VIII Municipio, che prima promettono controlli e poi rifuggono dalle proprie responsabilità. Secondo i dettami del bando di gara, gli organizzatori non pagano l’occupazione di suolo pubblico e ricevono un contributo economico, in cambio di eventi gratuiti e stand di mescita e vendita. Ma ai residenti di San Paolo la salute e il diritto al riposo chi lo restituisce?”.

Il disagio per gli abitanti della zona

Alcuni cittadini, rimarcando la situazione di disagio in occasione dei concerti al Parco Schuster, hanno sottolineato che vi sono situazioni più gravose per la tranquillità. “Gli schiamazzi davanti alla Basilica di San Paolo sono all’ordine del giorno, anzi della notte”, si lamenta una coppia a spasso con i figli. “Ogni mattina facciamo lo slalom tra i vetri e le bottiglie per terra, abbiamo chiamato i vigili ma non si è mai visto nessuno”.
Un signore che abita a ridosso dell’università lamenta “i rumori legati ai locali frequentati dagli studenti che si attardano fino a notte fonda”. “Un caos a cui non ci si abitua mai” fa eco la moglie.

La replica della maggioranza

Per conto della maggioranza la replica non si è fatta attendere. “La mozione presentata ricalca alcuni avvenimenti pregressi, per cui è fuori luogo prevedere cosa possa accadere nelle prossime settimane”. Così Maya Vetri, assessora alle Politiche Culturali dell’VIII Municipio.
“Noi come municipio ci teniamo a precisare che dopo due anni di isolamento, solitudine e di stop alle attività culturali, il territorio torna ad essere impreziosito dalla tutela dell’aggregazione e dalla socialità”. “In ogni caso – prosegue Vetri – saremo vigili e scrupolosi sulle applicazioni delle regole previste sia dal bando dell’Estate Romana sia da quelle del buon senso”. “È nostra intenzione mantenere un livello qualitativo dell’offerta culturale”, tiene a precisare l’assessora. “Saremo quindi meticolosi nel far rispettare la pulizia delle strade e del verde, senza tralasciare la questione legata al rumore per il rispetto della tranquillità dei cittadini, anche su questa questione ci siamo confrontati con gli organizzatori”, conclude Vetri.

Di Stefano BAIOCCHI

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Sabati di arte e cultura al parco dell’appia antica

Sabato 4 giugno al Parco dell’Appia Antica per ascoltare il paesaggio sonoro della campagna romana e di una delle aree archeologiche più importanti al mondo. Il paesaggio tra rappresentazione artistica ed esplorazione scientifica. È quanto organizzato da Italia Nostra con un’iniziativa aperta a tutti i cittadini a partire dalle ore 10:00.
Penultimo appuntamento di giugno, prima della pausa estiva, delle cosiddette conversazioni in musica del sabato nella sala conferenze di Capo di Bove, immersa nel verde storico dell’Appia Antica. Un modo differente e coinvolgente di vivere l’arte e la cultura.

Il programma della giornata

In compagnia di Alessio De Cristofaro, funzionario della Soprintendenza speciale per l’Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma, i cittadini saranno guidati alla scoperta della voce e del suono della campagna romana attraverso il tempo.
Marcello Duranti, sassofonista insegnante di educazione musicale, introdurrà l’incontro con il compositore John Heineman, elemento di spicco delle sperimentazioni del suono.
Duranti è responsabile e coordinatore di tutti i contributi musicali che hanno impreziosito artisticamente i tre cicli dei sabati di arte cultura di Italia Nostra, in virtù anche della consolidata collaborazione con l’Associazione Controchiave.

A fine mattinata previsto un brindisi a base di prosecco ghiacciato per darsi appuntamento all’ultimo sabato, quello dell’11 giugno per giornata dedicata all’arte.
L’ultimo incontro sarà imperniato sulla danza e sul movimento con testimonianze dal vivo in omaggio a due protagonisti del paesaggio musicale del 900: Silvano Bussotti e Massimo Coen. La loro musica sarà accompagnata dal sassofono di Gabriele Coen.

Ingresso libero e gratuito

L’ingresso – si accede da via Appia Antica 222 – è libero e gratuito. Ci sarà anche l’opportunità di visitare la mostra fotografica dell’Appia da Roma a Brindisi di Giulio Ielardi, ospitata dalla Direzione del Parco Archeologico dell’Appia Antica.
Per ulteriori informazioni si può scrivere a roma@italianostra.org oppure contattare Annalisa Cipriani al numero 339 600 69 16.

Articolo di Stefano BAIOCCHI

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Argentina e italia unite nel ricordo dei martiri della libertà

Una giornata di ricordi, riflessioni e commemorazioni quella di martedì 30 maggio al Sacrario delle Fosse Ardeatine. Un incontro e un intreccio della memoria che ha visto la partecipazione del Segretario per i Diritti Umani del Governo Argentino Horacio Pietragalla e del Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.
Presenti anche Fabrizio De Santis, Presidente dell’ANPI di Roma, Francesco Albertelli, Presidente dell’ANFIM Nazionale e l’ambasciatore argentino Roberto Carles.

Argentina e Italia, due Paesi uniti anche dalla data del 24 marzo


Due Paesi lontanissimi e simili, non soltanto per il contributo fondamentale dato dai migranti italiani alla crescita e allo sviluppo del “Paìs de los gauchos”. Gli italiani hanno profondamente inciso nel corso di due secoli nel profilo sociale dell’Argentina, forgiando anche i comportamenti e i costumi delle popolazioni locali. Due nazioni che in comune hanno anche una data che tragicamente li unisce, quella del 24 marzo.
Quel giorno del 1944, uno dei più drammatici per la storia della nostra città, i nazifascisti commisero l’eccidio delle Fosse Ardeatine assassinando 335 cittadini italiani.
Il 24 marzo del 1976, dall’altra parte dell’oceano, il generale Jorge Rafael Videla salì al potere con un colpo di stato istaurando una dittatura militare ferocissima. Con l’appoggio degli Stati Uniti e di gran parte del clero locale i militari governarono il Paese causando tra gli oppositori politici oltre 30.000 desaparecidos. La maggior dei quali vennero parte gettati nell’oceano atlantico nei cosiddetti voli della morte.

La dittatura, dopo aver lasciato anche decine di migliaia di persone torturate e arrestate arbitrariamente, cadde soltanto nel 1983, dopo la sconfitta nella Guerra delle Falkland. I militari, consegnarono alla democrazia un Paese pieno di lutti e depresso non soltanto economicamente.
La ferocia della dittatura militare, tra l’altro, inghiottì circa un migliaio di italo-argentini. Il centro di giornalismo permanente ha creato un archivio dove è possibile conoscere molte delle storie di altrettanti cittadini scomparsi.
Martedì scorso, quindi, l’incontro sentito e commosso davanti al sacrario, ha ribadito che democrazia, stato sociale e libertà convivono nella memoria, seppur dolorosa, e nel sacrificio dei martiri per la libertà.

Le dichiarazioni di Amedeo Ciaccheri


“Abbiamo fatto visita al mausoleo delle Fosse Ardeatine per rendere omaggio ai martiri”, ha dichiarato Amedeo Ciaccheri al termine della Cerimonia. “La memoria – prosegue il Presidente del Municipio – unisce i nostri territori colpiti dalla barbarie dei regimi nazifascisti e militari”.
“Ringrazio i rappresentanti della nazione Argentina intervenuti – ha concluso Ciaccheri – perché sempre possano germogliare i semi della memoria per far in modo che quanto accaduto non debba mai più ripetersi.”

Di Stefano BAIOCCHI

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Apre le porte il Museo diffuso del San Michele

Museo Istituto San Michele – Opere di straordinaria rilevanza artistica, testimonianze uniche di una storia secolare che ha caratterizzato la Roma papale e la Roma moderna. I trenta dipinti e le altrettante sculture, che abbracciano un arco temporale dal Rinascimento fino agli inizi del XX secolo, sono visitabili fino al 13 agosto, all’interno dell’Istituto Romano del San Michele, in piazzale Antonio Tosti, nel quartiere di Tor Marancia.

I pezzi provengono dalle collezioni dell’ex Ospizio Apostolico del San Michele a Porta Portese, e furono trasferiti nella nuova sede dell’Istituto a Tor Marancia attorno al 1936.

L’iniziativa denominata Museo diffuso del San Michele, ideata da Tommaso Strinati – storico dell’arte collaboratore dell’Ente – è la prima tappa di un progetto di valorizzazione del patrimonio storico artistico dell’ente regionale e porterà in prospettiva all’allestimento permanente di tutte le opere conservate nella sede storica.

Sacra Famiglia con San Giovannino
scuola toscana

San Giuseppe e Cristo giovane
di Giovanni Baglione e bottega

Le opere esposte

Il visitatore potrà ammirare opere quali: La Madonna del Cardo di Emma Regis, inedita pittrice degli anni ‘20 del ‘900. La Sacra Famiglia con San Giovannino, della metà del ‘500 capolavoro di scuola toscana. Il San Giuseppe con Cristo giovane di Giovanni Baglione. Il San Girolamo nel deserto, del grande maestro veneto Girolamo Muziano. La SS. Trinità con Sacra Famiglia e le anime del Purgatorio, grande pala d’altare romana settecentesca, o gli straordinari dipinti teatrali di Ettore Serbaroli, Filippo Petrattini e Bruno Ximenes che testimoniano il gusto per temi romantici legati alla storia classica tipici della prima metà del Novecento.

Tra i capolavori assoluti emerge il dipinto di Giulio Aristide Sartorio: I figli di Caino un frammento di tela di un fregio di circa sei metri di lunghezza che Sartorio realizzò tra i 27 i 28 anni concentrandosi sull’origine di tutte le violenze della storia a partire dal primo atto di sangue dell’umanità: Caino che uccide il fratello Abele.

Non mancano sculture di grande pregio, come i busti lignei dorati dei SS. Pietro e Paolo un tempo destinati alla chiesa di S. Maria della Trasfigurazione nell’ex Ospizio Apostolico a Trastevere, o raccolte di disegni di grande importanza storica come l’album di Francesco Giangiacomo.

La Madonna del Cardo di Emma Regis
I Figli di Caino di Giulio Aristide Sartorio

Prenotazioni

Il percorso di visita, della durata di un’ora, comprende anche la chiesa di San Michele Arcangelo, progettata da Alberto Calza Bini, con la collezione di reliquiari argentei del Sei e Settecento in perfetto stato di conservazione. Il museo diffuso è visitabile gratuitamente con guida, tutti i sabati mattina fino al 13 agosto 2022, previa prenotazione tramite e-mail: museodiffuso@irsm.it o al numero 338.1536106.

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«Solo è il coraggio» presentato il nuovo romanzo di Roberto Saviano (Servizio video)

Servizio video a cura di Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

Roberto Saviano – «Solo è il coraggio» è il titolo del nuovo romanzo di Roberto Saviano dedicato a Giovanni Falcone e pubblicato in questi giorni in occasione del trentesimo anniversario della sua morte, avvenuta nella strage mafiosa di Capaci in cui perse la vita anche la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.

Il libro, edito da Bompiani, è stato presentato nella Libreria Nuova Europa all’interno del centro commerciale I Granai alla  presenza dell’autore.

Servizio video

Il romanzo onora la memoria del giudice palermitano senza demagogia e senza una ricostruzione morbosa degli eventi, ma attraverso una narrazione di quello “spazio intimo dove le scelte cruciali maturano prima di accadere”, Saviano ci mostra un uomo che, nel pieno della carriera, fu in realtà al culmine del suo isolamento.

Lo scrittore Roberto Saviano
La presentazione di «Solo è il coraggio» presso Nuova Libreria Europa
Lo scrittore Roberto Saviano
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Coro gospel nel cuore della Garbatella

Saranno le note dei canti gospel e pop a vibrare “nella piazza dei miracoli” della Garbatella, davanti al teatro Palladium. E’ un’occasione da non perdere per sostenere i progetti di Emergency in Italia e nel mondo, venerdi 27  maggio alle ore 18,00 in piazza Bartolomeo Romano, con il coro  Sing Up, diretto dal maestro Fabrizio Vestri

La cena al Ristoro degli Angeli

Al termine del concerto, inoltre, gli avventori del Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando, contribuiranno a sostenere, con il dieci per cento del ricavato della serata, i progetti della nota onlus fondata da Gino Strada.

Non capita tutti i giorni di assistere, tra le meraviglie architettoniche della Garbatella del Sabbatini, ad un programma musicale di così alto livello.

Il direttore del coro è Fabrizio Vestri

Laureato con il massimo dei voti in Musicologia e Beni Musicali presso l’Università di Tor Vergata e in Direzione di Coro presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra, il maestro Fabrizio Vestri esordisce alla direzione nel 2001 nella Sala Nervi in Vaticano alla presenza di Papa Giovanni Paolo II in occasione della Giornata del Servizio Civile Nazionale.

Dal 1999 al 2007 è stato vicedirettore, pianista e percussionista del coro del Liceo Primo Levi di Roma e cantore di Musicanova di Roma, diretti dal M° Fabrizio Barchi, con i quali ha partecipato a importanti concorsi corali nazionali e internazionali. Attualmente, oltre ad essere insegnante nella scuola superiore di primo grado,  è Maestro di Cappella presso la  Basilica di Santa Maria in Montesanto ( nota come Chiesa degli Artisti)  e direttore di diversi cori, tra cui quello della Croce Rossa italiana, il coro Oasi di Roma Capitale e quello della scuola media Moscati.

 Dalla Redazione

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Collettiva di Primavera, la nuova mostra a Spazio D’Arte 2020

Mostra di pittura –L’arte unisce e fa fiorire una primavera di speranza, questo è il mantra della prossima mostra di pittura che si svolgerà all’interno di Spazio D’Arte 2020 in via Giuseppe Cerbara 44.

Saranno venti le  opere esposte, ho lasciato che gli artisti e le artiste si esprimessero liberamente, senza fornire loro un tema preciso – ci racconta Anna Montagano fondatrice e curatrice della galleria– le tecniche utilizzate sono miste, c’è chi si espresso attraverso  l’arte figurativa o concettuale, chi con l’acqua forte su carta di riso, chi con pitture ad olio o con la pittura digitale, addirittura un artista ha dipinto seguendo le frequenze musicali – conclude–  Gli artisti si sono sperimentati lasciando esprimere in pieno la loro creatività, inoltre all’interno della mostra sono presenti anche alcune mie opere scultoree che convivo con  i quadri esposti”.

La mostra ad ingresso libero sarà visitabile dal 27 al 29 maggio, per ulteriori informazioni visitate il sito dell’associazione.

L’associazione e lo Spazio D’Arte

L’associazione di promozione sociale Spazio D’Arte 2020, nasce nei primi mesi del 2020 nel quartiere Ardeatino, si pone l’obbiettivo di diventare un polo culturale della zona, un punto di riferimento in cui varie forme d’arte si incontrano e dialogano tra loro. Un luogo aperto, messo a disposizione di quanti vogliono dar vita a nuove occasioni di fruizione, tramite esposizioni, workshop creativi e quant’altro possa promuovere l’arte come esperienza attiva.

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In Villetta apre “La Casa della Memoria”

Una memoria da coltivare, da consultare, da vivere per sempre, in una serata di letture e musica alla Villetta. L’appuntamento è per martedì 24 maggio alle 18:00, quando sarà inaugurata la Casa delle Memorie della Garbatella. Un disegno ormai a compimento fortemente voluto, ideato e curato, da Gabriella De Angelis, già insegnante e preside del liceo classico Socrate.

L’iniziativa si propone, come obiettivo, la costituzione di una mnemoteca, una sorta di archivio di biografie di donne e uomini comuni, di ogni età ed estrazione sociale, che abbiano il desiderio di raccontarsi e sentano il bisogno di consegnare alle nuove generazioni i ricordi della loro esperienza di vita nel quartiere.

Il progetto

Prima dell’arrivo della pandemia e del conseguente lockdown,il 19 febbraio del 2020 in occasione delle celebrazioni legate al centenario di Garbatella, presso l’hub culturale Moby Dick, era stato presentato il progetto. Uomini e donne, ognuno con una sua storia, una sua vita e una sua attività. Memorie di vite semplici, ordinarie, ma che fanno tuttavia la storia e la cultura del quartiere. In sintesi, la storia fatta dai cittadini per i cittadini. 

La raccolta del materiale – pressoché cartaceo poiché composto da fotografie, scritti, libri – è cominciata da tempo ed ora è giunta quasi a compimento; nel corso degli anni sarà costantemente aggiornata da tutti quei cittadini che vorranno essere parte integrante del progetto. In futuro c’è l’opzione della digitalizzazione e quindi l’accesso all’archivio tramite la rete. Ora si tratta di organizzare un casellario consultabile da tutti. 

Perché in Villetta

Come luogo di conservazione era balenata l’ipotesi del liceo Socrate, ma la Villetta, come edificio simbolico del quartiere, e grazie anche all’accessibilità e alla fruibilità che la contraddistingue, è apparso alla fine la sede più idonea. 

Il programma della giornata

La giornata del 24 maggio vedrà anche una piccola cerimonia per l’intitolazione a Clara Sereni del Circolo di scrittura e cultura autobiografica di Garbatella, che proprio in questi giorni festeggia i 5 anni di attività presso la Villetta. Verrà proposto un racconto della scrittrice sul rapporto tra generazioni nel modo di vivere la cultura.
Nel corso dell’evento – che vedrà l’apposizione di due targhe, una relativa alla Casa delle Memorie, la seconda al Circolo di Scrittura – è previsto anche l’intervento di Maya Vetri, assessora alla cultura dell’VIII Municipio.

Il pomeriggio e la serata si articoleranno con letture e alcune danze popolari dirette da Paola Della Camera, mentre Roberta Bartoletti si esibirà con il proprio organetto. 
I titoli di coda saranno affidati al ricco repertorio della Banda della Montagnola.

Di Stefano BAIOCCHI

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Al Palladium: “Gastone Malaguti, partigiano per sempre”

Cambiò spesso nome, Biondino, Gas, Efestione, quando Gastone Malaguti militava, stella rossa sul berretto, nella Settima Gap di Bologna. Domani alle 17,30, a 96 anni, sarà al teatro Palladium di piazza Bartolomeo Romano a presentare il suo libro “Gastone Malaguti, partigiano per sempre”.

Insieme a lui e al coordinatore Stefano Milani, direttore di Collettiva la piattaforma d’informazione della Cgil, ci saranno i giornalisti Gad Lerner, Massimo Franchi curatore del volume, la sindacalista Maria Grazia Gabrielli e Martina Scheggi, presidente Anpi sezione Adele Bei. A fare gli onori di casa Amedeo Ciaccheri, il giovane presidente dell’VIII Municipio e il coro Sgarbatello della Villetta Social Lab.

Chi è Gastone Malaguti?

Nasce a Bologna nel 1926, da giovane lavora come fornaciaio, ma qualche mese dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 impugna le armi nei Gap garibaldini fino al 21 giugno 1945, quando il capoluogo emiliano verrà liberato dai nazifascisti. Dopo la guerra divenne sindacalista della Filcams, il sindacato del commercio e della ristorazione collettiva, di cui divenne segretario. E’ membro attivo dell’Anpi

Di Gianni RIVOLTA

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“Arazzo Familiare” il primo romanzo di Anna Cantagallo

Le vite di tre donne Marico’, Marili’ e Marigio’, nonna, madre e figlia, tra le due guerre mondiali e il “68 anno di grandi sconvolgimenti giovanili e sociali. “Arazzo Familiare”, è questo il titolo del romanzo presentato al caffè letterario del Casale Ceribelli in Via Pico della Mirandola 36, alla presenza di un pubblico tutto al femminile. Anna Cantagallo, l’autrice, abita alla Garbatella. Medico di professione è al suo primo romanzo anche se, nel corso della sua vita, ha scritto molti testi scientifici sull’alimentazione.

Si tratta di un romanzo storico con il rigore che richiede questo tipo di scrittura, ma anche d’amore. Una saga familiare con intrecci che passano dalla storia alla famiglia, alle vicende sentimentali ed ai tradimenti.

“Un romanzo denso e ricco – così l’autrice ha definito il suo lavoro- è come se si presentassero tre romanzi distinti, al cui interno vengono raccontati gli usi e costumi del ‘900. La cucina, i vestiti, gli idiomi, ecc.” 

Anna Cantagallo, prima della stesura del romanzo, che ha richiesto 10 anni, si è chiesta da dove provenisse l’autonomia delle donne del ‘900. Ed è proprio in questo libro che dà la risposta a questo interrogativo, dopo essersi immersa in quel mondo e averlo analizzato a fondo. Rossana e Cristina, due rappresentati, del caffè letterario hanno letto vari passaggi del romanzo e hanno fatto domande all’autrice. Alla fine della presentazione è stato ricordato che l’8 giugno al Caffè letterario ci sarà un incontro per decidere i libri da leggere durante la prossima stagione. 

Di Elisa FIORENTINO

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Arriva a Tor Marancia la prima Scuola di storia orale

Storia orale – La memoria è un valore enorme per un territorio dalla storia lunga e complessa come quello dell’ottavo Municipio. Imparare a raccogliere, elaborare e restituire testimonianze private e collettive sono gli obiettivi che l’Aiso (Associazione Italiana di Storia Orale) si pone nella prima Scuola di storia orale e public history nel paesaggio metropolitano di Roma che si svolgerà nel quartiere di Tor Marancia dal 17 al 19 giugno.

Il programma dei tre giorni

Il programma prevede lezioni interdisciplinari, geoesplorazioni e laboratori. I temi principali che i formatori e le formatrici coinvolte affronteranno saranno: la storia della borgata Tor Marancia “Sciangai” dalle origini al dopoguerra; la campagna in città da cui siamo circondati; le politiche urbane e riqualificazione delle periferie tra anni Novanta e nuovo Millennio, la storia delle Fosse Ardeatine e tanti altri argomenti che a partire da Tor Marancia coinvolgono tutta la città.

Istituto Sant’Alessio Margherita di Savoia negli anni ’50

L’obiettivo è fornire ai e alle partecipanti strumenti per leggere la città e i suoi quartieri in prospettiva storica, utilizzando (anche) le fonti orali. Saranno intervistate circa quindici persone del quartiere, dai più anziani ai più giovani, da chi a Tor Marancia ci è nato e a chi ci è arrivato dopo un lungo viaggio. Ognuna racconterà la propria vita, il rapporto con il territorio e le sue passioni. A partire dalle interviste raccolte e avvalendosi di altri materiali documentali messi a disposizione dagli organizzatori, i partecipanti sono poi invitati a creare dei prodotti culturali da restituire alla comunità territoriale ospitante. 

Come iscriversi?

Per l’iscrizione c’è tempo fino al 3 giugno, è previsto un tetto massimo di 25 iscrizioni, di cui 5 riservate per utenti del S. Alessio.Le iscrizioni verranno accolte in ordine di candidatura fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per tutte le altre informazioni vi consigliamo di visitare il sito dell’Aiso. L’evento si svolgerà all’interno dell’Istituto Sant’Alessio e al Parco della Torre. Promosso da Aiso vede lacollaborazione dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, del Circolo Gianni Bosio e l’Asp Sant’Alessio, con il patrocinio del Municipio Roma VIII.

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Chiuderà il canile comunale di Ponte Marconi?

Chiusura canile rifugio Ponte Marconi — Dopo anni di mancati investimenti e conseguenti problematiche strutturali e sanitarie, proprio in questi giorni si sta discutendo sul futuro del rifugio Ponte Marconi ex Cinodromo, il canile del Comune di Roma.

La dichiarazione di Simonetta Novi

“Mercoledì 18 maggio, in una Commissione Trasparenza Capitolina molto attesa perché dedicata ai problemi relativi alle lacunose cure sanitarie dei canili di Roma, il capo staff dell’Assessora Alfonsi, Valerio Barletta, ha dichiarato di stare valutando ‘come un buon padre di famiglia’ la chiusura del canile rifugio Ponte Marconi. Voglio ricordare che è dal 2014 che sono previsti lavori per un valore di 900.000 euro. — afferma Simonetta Novi, capogruppo della Lista Civica Calenda Sindaco nel Municipio VIII — La struttura ha avuto il rinnovo dell’autorizzazione sanitaria nel dicembre 2015 a firma del commissario Tronca e sono già stati richiesti in via prioritaria, dal Comune di Roma ad Acea, lavori al sistema fognario del rifugio”.

La dichiarazione di Amedeo Ciaccheri

“Dopo la recente discussione avvenuta in sede di commissione capitolina è importante ribadire la linea del Municipio Roma VIII sul canile di Ponte Marconi. — dichiara il Presidente Amedeo Ciaccheri — Una linea tra l’altro condivisa già con l’Assessora Alfonsi, che ha un obiettivo chiaro: la necessità inderogabile di reperire le risorse necessarie e sufficienti per arrivare finalmente alla ristrutturazione del rifugio, che da troppi anni ha scontato la mancanza di investimenti adeguati e che ha retto in tutto questo tempo solo grazie al lavoro straordinario degli operatori e dei volontari. Questo — conclude — è l’intendimento e la volontà che come Municipio portiamo avanti e che ha un obiettivo determinato: il rilancio di una struttura importante non solo per il territorio ma per tutta quanta la città”.

Le conseguenze di un’eventuale chiusura

“Chiudere l’unico canile comunale nel centro di Roma vorrebbe dire privare gli animali di tante possibilità di adozione. Inoltre — aggiunge Novi — rimarrebbe solo quello di Muratella con quattrocento cani e più di ottocento animali chiusi, invece, in canili privati periferici e con scarse adozioni (Trigoria, Palombara, Sabina e Bracciano). Dopo la Valle dei Cuccioli e il rifugio Vitinia ex Poverello, il Comune di Roma vuole  chiudere anche il canile rifugio Ponte Marconi. Si consuma così — conclude — l’ultimo atto della privatizzazione dei diritti degli animali a Roma voluto dalla delibera 143 del 2014 della giunta Marino”.

Di Riccardo CERVELLINI

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La poesia di Maria Fienga alla Villetta

Maria Fienga

Presentato in Villetta “Schegge di Hairam”, il libro di poesie di Maria Fienga.

Ad introdurre l’autrice, napoletana di nascita, ma siciliana per vocazione, è stata  la prof.ssa Rita Adamo, che esponendo i temi della poesia di Maria, nota a tutti come Mariella, ne ha voluto sottolineare la formazione  basata su studi classici.

Hairam alterego di Maria

Importante innanzi tutto il titolo della raccolta che, evocando sensazioni esotiche, nasconde in realtà un vero e proprio alter ego maschile di Maria (Hairam è Maria al contrario). Lei stessa  ha voluto schermarsi dietro questo nome, un po’ per pudore un po’ per potersi  esprimere meglio  quasi in incognito.

Poi però ha utilizzato questo escamotage per affrontare i temi a lei più cari  e interpretarli da entrambi i punti di vista, maschile e femminile. Ed è ad Hairam che fa dichiarare:  “Se fossi donna gratterei il cielo/ e ricamerei  la terra/ Conoscerei lo strappo della vita/ palpito di carne e sangue”, in una delle “schegge” del suo libro. Preferisce chiamarle schegge e non poesie perché sono rappresentazioni di attimi, di riflessioni, volutamente senza titolo “perché non voglio indirizzare o limitare il pensiero di chi legge.- ha precisato -Ognuno così è libero di trarre una propria immagine o emozione da ciò che legge” .

I temi della poesia di Mariella Fienga

Il tempo è il primo e più caro dei temi di questa poetessa. “ Il tempo non è fatto per misurare e misurarsi/ solo per consumare e consumarsi.” Kronos, il tempo della nostra vita,  è limitato e crea conflittualità con il tempo dell’eternità, che noi avvertiamo ma non riusciamo a cogliere nel profondo. Il tempo si attorciglia , ruota intorno a se stesso, ritorna. E questo sottolinea la fugacità della vita, ma anche la speranza della rinascita. Perfetta la citazione dalle Odi di Orazio: “ Non del tutto scomparirò, anzi gran parte di me sfuggirà alla morte”.

“La Fienga , per la scelta e l’assolutezza delle parole, può essere accostata ad Ungaretti” ha sottolineato  la Prof. Adamo introducendo un altro tema caro all’autrice : la memoria e l’emozione dei ricordi. “ Le emozioni sono sassi nell’acqua, un fremito di onde/ che l’inerzia sfuma e disperde/ E la superficie si ricompone pacifica/ Ma i sassi sono lì, tutti sul fondo/ Tutti ricordi”

Iinfine c’è il tema della “parola”, l’importanza del linguaggio inteso come mezzo per aprirsi agli altri, per conoscere e conoscersi, esternando i propri sentimenti e le proprie paure. “ All’inizio erano solo parole, restie a mostrarsi/ Traboccavano oltre i margini del foglio/ e si perdevano nel silenzio di virgole e punti”

Claudia Laganà

La lettura delle poesie

Molto interessante è stata la lettura di alcune poesie dalla voce intensa di Claudia Laganà, giornalista di Albatros, accompagnate dall’ottima base musicale scelta da Alessio Ferrucci de La Villetta. Ad ogni lettura è seguito un breve commento dell’autrice stessa che ha soddisfatto il desiderio dei presenti di sapere ancora qualcosa di più delle sue opere. Un’ultima “scheggia”:

E il tempo rotolava lento/liscio e placido, una sfida all’impazienza

Il futuro si inventava/Fragilità inviolata dei sogni

Era la giovinezza

Di Paola BORGHESI

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Arriva a Tor Marancia la prima Scuola di storia orale

Storia orale – La memoria è un valore enorme per un territorio dalla storia lunga e complessa come quello dell’ottavo Municipio. Imparare a raccogliere, elaborare e restituire testimonianze private e collettive sono gli obiettivi che l’Aiso (Associazione Italiana di Storia Orale) si pone nella prima Scuola di storia orale e public history nel paesaggio metropolitano di Roma che si svolgerà nel quartiere di Tor Marancia dal 17 al 19 giugno.

Il programma dei tre giorni

Il programma prevede lezioni interdisciplinari, geoesplorazioni e laboratori. I temi principali che i formatori e le formatrici coinvolte affronteranno saranno: la storia della borgata Tor Marancia “Sciangai” dalle origini al dopoguerra; la campagna in città da cui siamo circondati; le politiche urbane e riqualificazione delle periferie tra anni Novanta e nuovo Millennio, la storia delle Fosse Ardeatine e tanti altri argomenti che a partire da Tor Marancia coinvolgono tutta la città.

L’obiettivo è fornire ai e alle partecipanti strumenti per leggere la città e i suoi quartieri in prospettiva storica, utilizzando (anche) le fonti orali. Saranno intervistate circa quindici persone del quartiere, dai più anziani ai più giovani, da chi a Tor Marancia ci è nato e a chi ci è arrivato dopo un lungo viaggio. Ognuna racconterà la propria vita, il rapporto con il territorio e le sue passioni. A partire dalle interviste raccolte e avvalendosi di altri materiali documentali messi a disposizione dagli organizzatori, i partecipanti sono poi invitati a creare dei prodotti culturali da restituire alla comunità territoriale ospitante.

Istituto Sant’Alessio Margherita di Savoia negli anni ’50

Come iscriversi

Per l’iscrizione c’è tempo fino al 3 giugno, è previsto un tetto massimo di 25 iscrizioni, di cui 5 riservate per utenti del S. Alessio. Le iscrizioni verranno accolte in ordine di candidatura fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per tutte le altre informazioni vi consigliamo di visitare il sito dell’Aiso. L’evento si svolgerà all’interno dell’Istituto Sant’Alessio e al Parco della Torre. Promosso da Aiso vede la collaborazione dell’Associazione Parco della Torre di Tormarancia, del Circolo Gianni Bosio e l’Asp Sant’Alessio, con il patrocinio del Municipio Roma VIII

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Sanità sul territorio. Grazie al Pnrr tre nuove Case di comunità e un ospedale al San Michele

“La nuova sanità del territorio più vicina alle persone per ridurre le diseguaglianze”. E’ questo il titolo del piano regionale sanitario presentato in un’assemblea, aperta ai cittadini, nel salone Giuliani fresco di ristrutturazione dell’Istituto San Michele a Tor Marancia. Hanno fatto gli onori di casa Livia Turco, presidente dell’Istituto San Michele e Alessandra Aluigi assessora alle politiche sociali dell’VIII Municipio.

In effetti se verrà mantenuto il programma di investimenti previsto dal Pnrr per la Sanità laziale (700 milioni di euro in tutto di cui 550 già deliberati) le cose sul territorio cambieranno davvero. “Nel distretto 8 – ha illustrato il direttore sanitario della Asl Rm 2 Giuseppe Gambale- abbiamo previsto tre Case di comunità: a via Malfante (dietro piazza dei Navigatori), a via di San Nemesio 21 (Cto) e qui a via Casal de Merode. Ma nello “scheletro”, rimasto abbandonato da anni, del San Michele faremo anche l’ospedale di comunità e a via di San Nemesio una centrale operativa territoriale, tecnologicamente avanzata, per la presa in carico del cittadino e di raccordo tra i servizi sanitari, socio sanitari e ospedalieri. Insomma dobbiamo prendere in carico le persone che hanno problemi di salute ma non solo”.

Case di Comunità

Sono strutture sanitarie territoriali come le Case della salute, dove il cittadino può trovare il medico di medicina generale, il pediatra, gli specialisti ambulatoriali e logopedisti, fisioterapisti e tecnici della riabilitazione, ma anche l’infermiere di famiglia, che sarà il professionista responsabile delle cure a domicilio. “Insomma – ha ribadito Alessio D’Amato assessore alla Sanità nel Lazio- dobbiamo passare da 30 mila persone assistite a casa nella regione a 100 mila.

E’ un obiettivo di medicina territoriale molto complesso, che sconta la difficoltà di reclutamento degli infermieri e dei medici con una apposita specializzazione. In tutta Italia, infatti, ci sono solo 5 corsi di laurea in Medicina del territorio, di cui uno alla Sapienza di Roma. Ci siamo dati 36 mesi per realizzare questo programma – conferma l’amministratore regionale-   che caratterizza la città di Roma e questo municipio; il San Michele sarà la cittadella dell’integrazione socio sanitaria.

Il Pnrr Sanità del Lazio è una grande occasione di investimento in conto capitale, che prevede interventi di riuso, non faremo niente ex novo. Ma come per le grandi riforme dobbiamo accompagnare queste realizzazioni ad una vasta e diffusa campagna di partecipazione e di condivisione da parte dei cittadini.”

Gli ospedali di comunità

Sono strutture sanitarie della rete territoriale a ricovero breve e destinati a pazienti che necessitano di interventi a bassa intensità clinica, dotati di 20 posti letto ( max 40) a gestione prevalentemente infiermeristica.” Abbiamo una occasione importantissima- ha spiegato Monica Moriconi, la delegata del Sindaco Gualtieri alla sanità nella Asl Rm 2-l’obiettivo primario è quello dell’integrazione socio-sanitaria in un territorio che per la sua struttura urbanistica e la vivacità culturale già ha un forte senso di comunità. Ma dobbiamo fare un ulteriore passo in avanti per inserire i contenuti in queste strutture finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie alla sintonia tra Regione Lazio, Comune e Municipi di Roma”.

Di Gianni RIVOLTA

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Clamoroso al Cibali! (Servizio Video)

La storia, le voci e gli aneddoti della trasmissione radiofonica più popolare di sempre: tutto il calcio minuto per minuto. Un pomeriggio fatto di racconti e curiosità quello organizzato presso Moby Dick da Altrevie e che ha visto Claudio Bocci e Francesco Castracane dialogare con Riccardo Cucchi, noto giornalista e radiocronista di Rai Sport, e autore di un libro che non narra soltanto le vicende del calcio raccontato alla radio, ma che attraversa gran parte della storia della radiofonia italiana.

SERVIZIO VIDEO

Di Stefano BAIOCCHI

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sporcatevi di tante storie

Venerdì 27 maggio ore 18,30 alla Villetta- Interverranno: Ilaria Proietti Mercuri AUTRICE – Amedeo Ciaccheri PRESIDENTE VIII MUNICIPIO – Marta Filippi ATTRICE E DOPPIATRICE – Gianni Rivolta GIORNALISTA, STORICO E DIRETTORE DI CARA GARBATELLA

Link SPORCATEVI DI TANTE STORIE

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Una ciclabile a Roma 70. La richiesta del consigliere 5 Stelle

Piste ciclabili Municipio VIII — La realizzazione di una nuova pista ciclabile nella zona di Roma 70 è la richiesta, avanzata in una interrogazione, dal consigliere Matteo Bruno del Movimento Cinque, un percorso che dovrebbe partire da via Erminio Spalla per poi proseguire su viale del Tintoretto, fino all’incrocio con via Laurentina.

Dove sono le ciclovie?

Tra le numerose ciclabili presenti sul territorio, quella sotto il ponte dell’Industria è sicuramente tra le più frequentate. La pista che lambisce il Tevere è stata finalmente riaperta ai cittadini a distanza di sei mesi dall’incendio del ponte di ferro avvenuto il 2 ottobre 2021.

Un altro percorso è quello che da via Fonte Buono porta a via di Grotta Perfetta passando per via Giuseppe Berto. Per quanto riguarda via Cristoforo Colombo, è presente un tratto di strada riservato alle due ruote che collega viale Marconi con via delle Terme di Caracalla.

La richiesta di Matteo Bruno

“Parliamo di una pista ciclabile che permetterebbe di collegare i quartieri di Roma 70, Ottavo Colle, Montagnola e Eur — dichiara il Consigliere pentastellato — inoltre, consentirebbe il congiungimento con percorsi a due ruote già esistenti ma tra loro sconnessi, come quelli di via di Grotta Perfetta e via Laurentina. L’amministrazione Ciaccheri — sostiene Bruno — è sempre stata molto disinteressata alla realizzazione di percorsi di mobilità sostenibile, non realizzando in quattro anni nessuna pista ciclabile o addirittura bloccando progetti come quelli di via Giustiniano Imperatore, che avrebbe permesso ai cittadini di raggiungere dalla Cristoforo Colombo la stazione Metro Basilica di San Paolo. Infine — conclude — mi auguro che in questo caso il Municipio si attivi per valutare la realizzazione di un percorso, che rappresenterebbe una svolta per i più attenti alla mobilità sostenibile”. 

La risposta dell’assessore Gasperini

Non tarda ad arrivare la replica di Luca Gasperini, Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio VIII “Non c’è stato alcun disinteresse, siamo completamente a favore della mobilità sostenibile riguardo tutti i suoi aspetti, dalle piste ciclabili all’incremento dei mezzi pubblici.

L’amministrazione — specifica — non ha competenza diretta sulle ciclabili, in quanto sono gestite centralmente dal Dipartimento Mobilità e Trasporti e il Municipio diviene parte attiva durante la fase prevista all’interno delle conferenze di servizi quando il percorso è nel territorio. Oggi — conclude — rispetto al passato c’è molto più dialogo, in maniera anche più serrata perché teniamo molto a questa tematica”.

Di Riccardo CERVELLINI

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Un inferno di camion sotto le finestre di scuole e abitazioni a via Giuseppe Berto

Aumenta la protesta degli abitanti di via Giuseppe Berto a Poggio Ameno per il continuo passaggio a forte velocità di camion che stanno movimentando la terra del cantiere I 60, il nuovo insediamento edilizio tra via di Grottaperfetta e via Ballarin.

Da settimane, e fin dalla mattina presto, decine di camion carichi di terra degli scavi dei nuovi palazzi in costruzione sferragliano rumorosamente sotto le finestre e i balconi. Un continuo andirivieni che inizia alle 6,3 0 e termina alle 17,00 del pomeriggio, sabato compreso.

La protesta degli abitanti dei palazzi ex Enasarco

 “Non ne possiamo più- afferma un abitante di via Giuseppe Berto 157- i rumori sono assordanti fin dalla mattina presto e poi qui sulla strada, oltre all’uscita dei condomini, abbiamo una scuola elementare e una media.

Il pericolo è continuo, perché questi automezzi arrivano dalla discesa del cantiere carichi di terra e a forte velocità. I vigili urbani dovrebbero controllare e forse sarebbe opportuno collocare davanti agli ingressi delle scuole dei dissuasori, anche per il traffico ordinario ”.

Tra l’altro via Giuseppe Berto è l’unica strada di collegamento per l’insediamento I 60 perché gli sbocchi viari su via Ballarin non sono stati ancora predisposti.

Che cosa si attende? Da anni tutto il traffico degli abitanti dei nuovi palazzi già terminati e quello dell’enorme cantiere (betoniere, automezzi per il movimento terra e per le forniture) passa sotto le finestre dei palazzi ex Enasarco e delle scuole che affacciano sulla strada. “Diventa impossibile anche  sostare sui balconi per il rumore infernale che fanno questi maledetti camion che vanno all’impazzata- ringhia un inquilino del civico 159 – Speriamo che finiscano presto perché è impossibile anche stare in casa”.

La Redazione

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Boxe: De Carolis mette k.o. Scardina al quinto round

All’Allianz Cloud di Milano, venerdì 13 maggio sera, non ha vinto solo De Carolis. Abbiamo vinto in realtà, un pò tutti noi, che seguiamo e viviamo questo campione da anni. E questa sera, ci ha regalato l’ennesima emozione.

Il match

<<Sono preparato per ogni aspetto del combattimento. La determinazione è la chiave per il successo>>. Così aveva dichiarato De Carolis pochi giorni fa, e così ha dimostrato sul ring. Il 37enne allenato da Italo Mattioli ha ribaltato un pronostico immaginato da molti. Con energia e determinazione ha messo k.o. al quinto round Daniele Scardina, 30 anni compiuti ad Aprile. Daniele si allena a Miami World Famous 5th Street Gym, la stessa palestra di Muhammed Ali, ed oggi ha trovato la sua prima sconfitta da professionista in carriera. Mentre Giovanni si porta a casa il titolo intercontinentale Wbo dei pesi supermedi.

Giovanni De Carolis all’Allianz Cloud di Milano

La sua storia alla Team Box

Questo sport continua a regalargli emozioni, e lui, continua a regalarle ai suoi fan, a chi lo segue in tv, a chi si allena in quella palestra casereccia nel quartiere Montagnola. La Team Box Roma XI, dove è cresciuto lui e tanti altri ragazzi, è una palestra d’altri tempi: essenziale, un ring dei sacchi e degli spogliatoi sgangherati. Entrando lì si respira aria di casa, tutti si conoscono, e quando Giovanni combatte, tra il pubblico si riconosce sempre la curva Team Box. Con le urla riescono a  mettere k.o. gli altri tifosi al primo minuto del primo round. 

C’è aria di casa ma anche di rispetto e umiltà. E chi conosce Giovanni lo sa, quando entra con il borsone a tracolla, la tuta e il passo svelto dello sportivo, non c’è una volta che non ti sorride: chiunque tu sia. Umile come pochi campioni sanno essere. Tanto che quando lo vedi per la prima volta viene da chiederti, ma è davvero lui? 

Articolo di Ilaria PROIETTI MERCURI

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Carta d’indentità elettronica in VIII Municipio

Sabato 14 maggio in via Benedetto Croce 50

Vuoi abbandonare la vecchia carta d’identità per una nuova versione elettronica? Per i cittadini dell’VIII Municipio sarà possibile farlo il 14 maggio dalle ore 8,30 alle 16,30 nella sede di via Benedetto Croce, 50. 

Si tratta di una apertura straordinaria degli sportelli, una occasione da non perdere per disfarsi dei vecchi documenti in carta che col tempo si possono deteriorare. Per fare richiesta l’Amministrazione Capitolina ha previsto un sistema online di prenotazione.

Ciò avverrà nella giornata di venerdì 13 maggio, dalle ore 9,00 fino all’esaurimento delle disponibilità, direttamente sul sistema di prenotazione Agenda Cie ? https://www.prenotazionicie.interno.gov.it/. È sufficiente presentarsi con la fototessera, il documento vecchio, il codice fiscale e una carta per il pagamento elettronico per le spese di segreteria.

Dalla Redazione

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“Tracciati di vita”: con Enigma a spasso per l’Ostiense

Una passeggiata che diventa avventura e un’occasione unica per scoprire storie particolari, avvenute magari a pochi metri di distanza da dove viviamo. E’ l’iniziativa dell’associazione Enigma, che da anni si impegna per l’inserimento sociale e lavorativo di persone disabili, in particolare con disturbo psichico. 

E’ stato infatti sperimentato che percorsi integrati di preformazione teorica e pratica possono favorire l’accrescimento della consapevolezza, il recupero di competenze sopite e lo sviluppo di nuove attività. 

Otto curiosi e fantasiosi ragazzi hanno preparato un itinerario lungo la Via Ostiense, che diventa così un museo all’aperto, in cui visitare i memoriali artistici del recente passato: da un incontro con Pasolini al biondo Tevere, alle memorie di archeologia industriale che riportano all’epoca del carbone, fino alla belle epoqueitaliana, la tragedia della guerra e la Resistenza. Una passeggiata guidata, a più voci, tra graffiti, arte, sepolcri e storie dell’Ostiense. 

L’itinerario della passeggiata


Si parte dal ponte dell’Industria, in via del Porto Fluviale 36, per percorrere due chilometri circa di strada fino alla necropoli prospiciente la Basilica di San Paolo fuori le Mura, e che saranno raccontati a volte in poesia, a volte in video, ma sempre con storie caratteristiche e singolari.

È un tracciato che, infatti, si presta particolarmente a rappresentare la trasformazione di una città viva. Roma dunque non solo come centro del passato, ma come luogo di sviluppo produttivo, dal commercio all’industria, luogo della memoria e del sapere, come ben testimoniano gli imponenti graffiti dell’edificio di via del Porto Fluviale. 

Per prenotarsi telefonare al 349 7075588 o scrivere a tracciatidivita@gmail.com  


Di Stefano BAIOCCHI

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Stasera Offro Io – una piattaforma di solidarietà

Nasce a Garbatella il progetto innovativo di recupero eccedenze alimentari dal nome Stasera Offro Io, con un doppio obiettivo: non sprecare i generi alimentari in sovrappiù e aiutare chi ha bisogno.

Il progetto è stato pensato per mettere in contatto diretto i donatori e gli assistiti tramite una piattaforma web, fruibile anche da smart-phone, dopo un solo anno si consolidano grandissimi risultati. 

Garbatella sinonimo di Solidarietà

Gli enti caritatevoli che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa sono Casetta RossaParrocchia Gesù Buon PastoreRECUP. Tra i principali donatori diretti troviamo Panificio MarèQueen CakesStravato FruttaBoccone Pastificio Gluten FreeVerdefrescoBIFFIIl Fornaio Leandro. Due caratteristiche li accomunano: la volontà di aiutare i più bisognosi con azioni concrete, in una parola la Solidarietà;e l’appartenenza al Municipio VIII, principalmente a Garbatella.

 Panificio Marè campione di donazioni

Il Panificio Marè è il campione dei donatori, al primo posto con 1092 prodotti (del valore medio di 10€ ciascuna)donati in poco più di un anno.

“Il pane, la pizza, anche farcita, e il cucinato rimasto invenduto a fine giornata, invece di gettarlo nell’immondizia lo metto a disposizione di chi ne ha bisogno.” 

Massimo Marè, proprietario dell’omonimo panificio ben conosciuto a Garbatella, spiega cosa significhi partecipare alla rete di solidarietà Stasera Offro Io

“Collaboro con varie Onlus, ma questa iniziativa garantisce che la merce arrivi a chi ne fa richiesta, a chi ne ha effettivamente bisogno.”

Associazione Banco Alimentare Roma – Antonio Daood

Il progetto, che nasce dalla Associazione Banco Alimentare Roma,ha già avuto un riconoscimento ufficiale con il premio Volontariato, consegnato il 23 novembre 2021 da parte della Presidente del Senato Elisabetta Casellati al Presidente dell’Associazione Antonio Daood.

“Grazie al lavoro di tanti volontari che operano nell’Associazione e alla generosità dei donatori – ha detto Antonio Daood-,il progetto è arrivato a questi risultati. E’ nostra intenzione di far crescere questa idea innovativa esportandola anche in altri municipi e addirittura all’estero. Presto volerò a Parigi per presentare la versione francese del progetto che si chiamerà Co-Pains. Una sigla dal doppio significato: condivisione pane e compagni”. La Solidarietà e la Generosità non hanno confini.

Di Giorgio GUIDONI

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Centenario di Pasolini: Nuovi eventi in VIII municipio

Proseguono gli eventi di La Roma di Pasolini- Rete urbana. Il progetto, nato da un’alleanza tra associazioni e istituzioni, va costruendosi dal I al XIV municipio, coprendo un arco temporale che è partito dalla data di nascita dello scrittore, 5 marzo, e terminerà in quella della sua tragica morte, 2 novembre. L’VIII municipio ospiterà prossimamente due degli eventi in programma e precisamente:

venerdì 13 maggio ore 17:00 presso l’Archivio Flamigni“Conversazione a tema” questa volta sulla poesia pasoliniana, con Michela Zanarella, poeta-giornalista; Donato Di Stasi, poeta e critico militante; Nicola Bultrini, poeta-scrittore. Letture di Sara Poledrelli, con l’introduzione di Ilaria Moroni, responsabile dell’Archivio. Modera Enzo Di Brango, giornalista-scrittore  

“La sua poesia è diretta, intensa, capace di verità, autentica come può essere la vita se raccontata senza finzione, manierismo estetico e superficialità. La poesia come filiazione sublime della prosa dei suoi romanzi, un eccelso distillato di storie vissute, mal digerite e destinate all’eternità. Sia che scrivesse in prosa o in poesia, i suoi componimenti paiono sfuggire ad ogni regola predeterminata, perché, in fondo, quelle regole erano dettate da quell’odioso mercato dal quale tentò sempre di mantenersi distante” – dichiara Sandra Giuliani co-fondatrice dell’Associazione Donne di Carta, promotrice degli eventi di “La Roma di Pasolini Rete Urbana”

Il secondo evento del mese di maggio si svolgerà alla Villetta Social Lab sabato 28 maggio ore 19.00.

Si tratta di un reading intitolato “Sfiorando Pasolini” di/con Paola Scotto di Tella dell’ Associazione La Scena corsara e di/con Bianca Maria Castelli & Acoustic Lane: Claudio Bevilacqua (chitarra), Enrico Mossena (chitarra) e Roberto Capacci (percussioni). La serata di lettura si ispira al romanzo pasoliniano “Una vita violenta”, di cui verranno messi in musica i brani più popolari.

Sandra Giuliani è molto soddisfatta di come questo progetto stia evolvendo, ma sottolinea che “Abbiamo investito sulla generosità degli studiosi/e, delle associazioni, degli artisti, dei giornalisti, degli scrittori ed dei poeti tutti, senza distinzione di genere. Un universo che ha risposto alla chiamata proponendo eventi di tutti i generi all’insegna di una cultura diffusa, urbana, per e di tutt*”. Convinti della importanza del proseguimento di questo progetto riportiamo qui di seguito il link del Crowdfunding: (Link)

di Paola BORGHESI

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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