Da quando ho saputo della guerra in Ucraina non penso ad altro che ai poveri bambini che soffrono con i genitori e a tutte le persone che stanno affrontando questo bruttissimo momento di dolore, ingiustizia e terrore.
Inizialmente non sapevo dove si trovava l’Ucraina e pensavo che fosse un Paese lontano dal nostro. Incuriosita, ho cercato sul mappamondo l’Ucraina e sapere che è così vicino a noi mi ha spaventata moltissimo.
Non so il motivo che ha spinto la Russia a iniziare lo scontro, ma sicuramente non lo condivido, nessuna motivazione conta più di una vita umana.
In questi giorni sto guardando più volte il telegiornale e nelle immagini che trasmettono non vedo felicità, ma tristezza e penso alle persone che sono costrette a rifugiarsi in spazi bui oppure sotto una metropolitana per proteggersi dalle bombe.
A scuola ne abbiamo parlato molto con i nostri maestri. La maestra Claudia, durante la lezione di educazione civica, ci ha fatto studiare l’articolo 11 della Costituzione della nostra Repubblica: “L’Italia ripudia la guerra”. Il preside ha mandato ai genitori l’informazione di un’iniziativa in cui possiamo mandare cibo, medicine e vestiti in aiuto alla popolazione dell’Ucraina.
Sono una bambina e so di non poter fare molto, ma partecipare a queste attività con i miei compagni mi fa sentire in qualche modo utile.
Sono molto triste per questa bruttissima guerra e ci penso spesso, ma spero che la Pace ritornerà molto presto.
Diletta Del Monaco 9 anni, frequenta la IV primaria alla scuola Vincenza Altamura alla Garbatella. Da grande le piacerebbe fare la giornalista.
DOPO LE PRESE DI POSIZIONE DELLE FORZE POLITICHE IN MUNICIPIO VIII, IN CAMPIDOGLIO E CITTÀ METROPOLITANA
Sembra si possa concludere per il meglio il braccio di ferro tra l’Istituto agrario Garibaldi e l’omonima Cooperativa e Agriturismo, che si prende cura da anni di una ventina di ragazzi autistici più e meno gravi. La querelle era nata qualche mese fa quando il nuovo dirigente scolastico, alla scadenza della convenzione che regolava i rapporti tra i due soggetti, ha cercato sbrigativamente di rientrare in possesso dei terreni, circa 2 ettari e mezzo, che da anni sono coltivati direttamente dai ragazzi e dai cittadini degli orti in adozione.
Le notizie sui “terreni della discordia” sono presto rimbalzate sui social-media e immediatamente nei palinsesti delle Tv regionali. Questo ha provocato una lunga serie di prese di posizione delle istituzioni di prossimità (Municipio VIII), delle forze politiche di maggioranza e opposizione del Campidoglio e della Città metropolitana, che andavano tutte nella direzione di ricomporre la questione. Auspicavano anche la stesura di una nuova convenzione che salvaguardasse le ragioni della Scuola e il valore aggiunto dell’esperienza pluriennale della Cooperativa Garibaldi, riconosciuta e sostenuta non solo dalle famiglie dei ragazzi, ma anche da qualificati enti esterni come la Facoltà di psicologia dell’Università La Sapienza, la Facoltà di Economia di Tor Vergata e l’Istituto superiore di Sanità.
In questo momento di tregua apparente le bocce non sono ferme. Gli enti preposti sono al lavoro insieme ai due interlocutori per trovare la soluzione migliore attraverso la stipula di un Patto educativo di comunità, previsto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca “per dare la possibilità ad enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del Terzo Settore e scuole di sottoscrivere specifici accordi, rafforzando così non solo l’alleanza scuola-famiglia, ma anche quella tra la scuola e tutta la comunità educante”. Intanto sono stati arati i terreni per piantumare le coltivazioni primaverili e riattivati una trentina di Orti in adozione, gestiti dalle famiglie del quartiere, le quali per regolamento devono accogliere nella conduzione agricola un ragazzo autistico e consegnare una parte del raccolto ai magazzini della Cooperativa.
Un piccolo angolo di paradiso incuneato nei terreni dell’Istituto agrario, è la Cooperativa Garibaldi.Vi si accede da via Morandini dopo l’ingresso del liceo Primo Levi. Andateci una mattina, ci si può fermare anche a pranzo, troverete ragazzi autistici che circolano liberamente, operatori, agricoltori urbani in un clima molto disteso e sereno.
L’idea di questa Azienda agrituristica, diretta da Maurizio Ferraro, è nata nel 2010 dalla necessità di un gruppo di genitori di ragazzi autistici di creare un luogo dove i figli, una volta finita la scuola, avessero l’occasione di mettersi in gioco e lavorare. La grande novità è che i soci fondatori sono proprio loro, i ragazzi autistici, che si sono rimboccati le maniche ed hanno intrapreso diverse esperienze lavorative come curare l’orto, venderne i prodotti, occuparsi della trattoria e, all’occorrenza, hanno anche la possibilità di dormire in sede. In questi dieci anni di attività la Cooperativa è cresciuta divenendo la sede sperimentale di nuovi percorsi di abilitazione, formazione e avviamento al lavoro; il luogo in cui per la prima volta anche giovani adulti con disturbo dello spettro autistico con bisogno di supporto intensivo e ragazzi con disabilità intellettiva di grado diverso si affacciano al mondo del lavoro.
Un nuovo modello di comunità in cui le persone con disabilità intellettiva anche grave possono partecipare attivamente ai processi produttivi, un luogo di integrazione dove ciascuno condivide tempi e spazi con i pari, dai compagni di scuola ai tirocinanti universitari, dai volontari del Servizio Civile Nazionale ai professionisti dell’abilitazione, dai tecnici incaricati di operare all’interno dell’azienda, ai cittadini.
Arriva nel Municipio VIII il Presidio Sociale Itinerante, un camper attrezzato a ufficio mobile con a bordo un’équipe di operatori sociali, un’infermiera e un operatore socio-sanitario. Ha iniziato a viaggiare nella città per intercettare e dare risposte alle persone che, a causa di una condizione di elevata fragilità, non hanno la capacità o la possibilità di rivolgersi autonomamente ai servizi sociali del territorio. A partire da una prima tappa di alcuni giorni in piazza Bartolomeo Romano alla Garbatella si sposterà in seguito verso Tormarancia a disposizione degli abitanti dalle 9 alle 17 per alcune settimane. Il personale qualificato ha il compito di dare pronto intervento a tutta la cittadinanza e di allargare la rete istituzionale sollecitando una maggiore cooperazione con le associazioni locali, i comitati di quartiere, gli organismi del terzo settore, il volontariato e i servizi sanitari e ospedalieri in base alle necessità della persona individuate in un colloquio iniziale.
Tutti i componenti del Presidio Sociale
Il nuovo servizio della Sala Operativa Sociale (SOS), inaugurato la mattina del 31 gennaio scorso dall’assessora alle Politiche sociali di Roma Capitale Barbara Funari, insieme alla cooperativa Nuova Sair che gestisce gli operatori impiegati, sarà presente a rotazione nelle diverse aree della città. La prima tappa è stata Largo Preneste, nel quadrante est, dove per tre settimane ha rappresentato un presidio di integrazione e di promozione del multiculturalismo, che contraddistingue i quartieri limitrofi, entrando in contatto con le categorie più in ombra e bisognose di un aiuto concreto: senza fissa dimora, anziani in stato di abbandono, persone sole a grave rischio di marginalità o con problematiche di dipendenze, minori esposti a situazioni di abuso e abbandono, minori stranieri non accompagnati, migranti e donne in difficoltà con figli a carico o vittime di violenza.
Un Eurobasket Roma decimato e incerottato si presenta al Palasport di Guidonia Montecelio, nel recupero infrasettimanale della quindicesima giornata di campionato Serie A2. Destino vuole che la partita si giochi contro la capolista del girone rosso Scafati e come all’andata (87-71) ha prevalso per 82-109 consolidando la prima posizione. Indisponibili all’ultimo Viglianisi e Ulaneo e con le ormai croniche assenze di Cicchetti e Santini, coach Pilot ha dovuto convocare quattro giocatori dell’under 19: Di Camillo, Ludovici, Quarta e Signorino che non sfigurano davanti ad una delle squadre favorite per la promozione in Serie A. La sfortuna poi si presenta a pochi minuti dall’inizio del secondo quarto e si abbatte su capitan Fanti, costretto a lasciare il campo per infortunio.
Insomma, considerate le premesse e la forza dell’avversario, i 27 punti di distacco finali sono accettabili, è quanto si evince anche dalle parole di coach Pilot al termine dell’incontro: “Non possiamo parlare del risultato senza considerare le condizioni fisiche di molti elementi del gruppo, al cospetto poi di una squadra prima nel girone e in serie positiva. Avevo comunque chiesto ai ragazzi uno sforzo mentale per onorare il campo dando un senso alla gara e da quel punto di vista sono soddisfatto”.
Foto di Marika Torcivia
Alla fine del campionato mancano solo due giornate, Eurobasket Roma dovrà giocarsela in casa contro Umana Chiusi e nell’ultima di campionato, domenica 10 aprile, in trasferta contro Stella Azzurra, un derby che potrà essere decisivo per le sorti di Eurobasket ancora matematicamente in corsa per la qualificazione ai playoff.
Per assistere alla partita contro Chiusi, in programma domenica 3 aprile alle ore 18:00, presso il Palasport di Guidonia Montecelio, è possibile acquistare i biglietti a questo link.
Dopo due anni di pandemia i cittadini della Garbatella e del Municipio VIII scenderanno nuovamente in piazza il 23 marzo prossimo per ricordare i loro martiri alle Fosse Ardeatine. A manifestare saranno gli studenti delle scuole superiori del territorio, in testa quelli del liceo Socrate di via Reginaldo Giuliani, ma un invito al corteo è stato inoltrato anche alle medie inferiori.
“Sì vorremmo fare il 23 mattina il grande corteo che si faceva ante covid- assicura Lorenzo Giardinetti, il giovane presidente della commissione scuola in quota a Sinistra civica ecologista-con la presenza di tutta la comunità educante, dell’ Anpi di zona e delle associazioni democratiche del territorio, i centri sociali. E ancora il 24 vorremmo organizzare un momento assembleare all’aperto come quello avvenuto lo scorso anno a piazza Bartolomeo Romano davanti al murale di Enrico Mancini, per permettere a tutti i cittadini di poter partecipare ad un momento così significativo per la nostra comunità”.
E’ sempre bene ricordarlo la Garbatella annovera tre martiri tra i 335 antifascisti trucidati dai nazisti il 24 marzo 1944 nell’eccidio delle cave ardeatine. Quel giorno infausto, che segnò profondamente la storia di questa città, caddero sotto il piombo tedesco e sotto le mine fatte esplodere dopo le esecuzioni Enrico Mancini del Partito d’Azione abitante a via Percoto al terzo albergo e i fratelli Giuseppe e Francesco Cinelli del Partito comunista Italiano che abitavano in via A. Rubino. A questi martiri la comunità della Garbatella, qualche mese fa, ha dedicato le pietre d’inciampo nei pressi delle loro abitazioni, perché la memoria rimanga sempre viva.
Marcella Brunetti ha scelto proprio l’8 marzo, la Giornata Internazionale della Donna, per spegnere le prime cento candeline della sua lunga vita. E per la grande occasione le sue nipoti hanno organizzato un pranzo in un ristorantino nel cuore della Garbatella, coinvolgendo parenti e amici stretti. Nata al Celio in via Annia l’8 marzo del lontano 1922, sette anni dopo si trasferisce con tutta la famiglia in via in via Roberto De Nobili al lotto 38, dove abita tutt’ora.
Lucidissima e un tantino emozionata, tra un brindisi e una foto, Marcella ha aperto il cassetto dei ricordi dipingendo con poche pennellate il quadro dei tempi vissuti, lontani eppure così nitidi.
Non si scorda niente. La nascita del gruppo di Mutuo Soccorso delle Sgarbatelle per opera di Angelinetta la “pesciarola” nell’osteria di Rascelli che all’epoca si trovava in via De Nobili. La presenza nel gruppo delle fondatrici di sua mamma Mercedes. Le gite che il gruppo organizzava ogni anno a primavera ai Castelli Romani. Sul torpedone potevano salire rigorosamente solo donne, tappa in una osteria tipica, e via a grandi mangiate, bevute e canti tradizionali.
Cerchiata in rosso Marcella insieme alle Sgarbatelle
Le Sgarbatelle, che erano anche un gruppo musicale, partecipavano alle tradizionali sagre di paese, dove vinsero la prima edizione del Festival Musicale dei Castelli Romani. Marcella è un fiume di ricordi: il papà Rodolfo che va alla Maranella a caccia di rane, cibo prezioso e prelibato in quegli anni di ristrettezze e scarsità di alimenti.
La processione del primo maggio a mezzanotte alla Madonna del Divino Amore con i grandi che procedono a piedi e i ragazzini sopra al carro di testa a cantare e a godersi la nottata speciale. Giunti a destinazione, dopo la fine della funzione religiosa, tutti a festeggiare con una bella scampagnata sull’erba. La comunione della figlia Ida nei primi anni cinquanta, allietata, dalla presenza di Claudio Villa, grazie a suo marito Luciano che lo conosceva per via della sua attività nel campo delle scenografie di spettacolo. Ecco il famoso cantante arriva su una Cadillac sfavillante e, poiché il muretto di cinta era stato abbattuto insieme alle reti di protezione, parcheggia la sua auto favolosa proprio sotto la loro palazzina tra i bambini festanti che circondano la vettura.
Marcella, infine, ricorda tutti i suoi figli fatti nascere con l’aiuto della storica levatrice Italia, riferimento sicuro per metà Garbatella, fino a che non fu aperta la clinica Villa Letizia oggi Concordia.
Alla fine del pranzo la bella e vispa Marcella si è alzata in piedi per ringraziare tutti per la loro presenza e il loro amore dimostrato in questi anni. Cara Marcella la Redazione ti fa tanti auguri per il tuo spirito, la tua presenza e la voglia di amare la vita giorno dopo giorno.
Asl Rm 2: Monica Moriconi è la nuova delegata del sindaco Gualtieri
Da oltre vent’anni opera nel mondo della sanità e del sociale, colta, preparata, disponibile, vive il suo impegno come dovere civico. È la nuova Delegata del Sindaco nella Asl RM2, Monica Moriconi, 63 anni, funzionaria regionale presso la Segreteria della settima Commissione consiliare permanente Sanità presieduta da Rodolfo Lena. “Sono estremamente onorata per questa nomina e di fare parte di questa squadra guidata dal Sindaco Gualtieri” ha dichiarato. Insieme a lei sono stati designati anche Corrado Bibbolino per la Asl RM1 e Giuseppina Maturani per la Asl RM3. I Delegati hanno funzioni di verifica, contribuiscono alla definizione dei piani programmatici sanitari per conto del Primo cittadino, tengono i rapporti con i direttori delle Aziende sanitarie locali e dei Municipi oltre ad occuparsi delle Conferenze Sanitarie. Il tutto a titolo gratuito. “La cosa più importante di cui mi occuperò è l’integrazione sociosanitaria. Intendo segnalare al Sindaco le zone in cui il desiderio di salute dei cittadini viene disatteso e individuarne i motivi, perché il mancato accesso alle cure o il diritto negato ad esempio ai ragazzi disabili per un progetto di vita indipendente rappresentano delle ferite gravi per tutta la comunità e creano profonde diseguaglianze”
La Asl RM2 è la più grande di Roma, ha un bacino di utenza di un milione e trecentomila abitanti, pari al 45% della popolazione comunale. Comprende molte grandi strutture ospedaliere fondamentali per i cittadini e sei Municipi, dal IV all’VIII, con alcune zone dove incidono situazioni sociali molto difficili, che hanno grandi ripercussioni sul piano socio sanitario. “Un territorio così grande da far tremare i polsi. Questi due anni di pandemia – spiega Moriconi – hanno peggiorato ulteriormente la criticità dei servizi dell’età evolutiva e della salute mentale, che già arrancavano sia per difficoltà numeriche che logistiche che di personale, quindi diventa urgente prestare particolare attenzione alla diagnosi precoce dei ragazzi che hanno bisogno di assistenza e sostegno. Basti pensare che ci sono stati dal 30 al 40 per cento in più di accessi dei giovani per salute mentale ai Pronto Soccorso e il 30 per cento in più di tentati suicidi e atteggiamenti autolesionistici, per non parlare dei disturbi a livello alimentare”.
La pandemia ha anche dimostrato l’importanza della sanità territoriale, per la quale il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà un passaggio decisivo. “La nostra Regione è stata un’eccellenza nella lotta al Covid perché radicata a livello locale più che altre realtà del Paese. Ma ora siamo al centro di una rivoluzione – sottolinea la neodelegata – abbiamo l’occasione di trasformare le nostre aziende sanitarie con la costruzione di importanti realtà. Nel programma del Sindaco Gualtieri tra le priorità c’è quella di una sanità più vicina ai cittadini: con i fondi del Pnrr si moltiplicherà la presenza dei presidi nei quartieri grazie alle Case e agli Ospedali di prossimità, nella Asl RM2 ne sono previste ben 24. Ma i finanziamenti verranno utilizzati anche per acquistare macchinari ad altissimo coefficiente tecnologico e per fare diagnosi a distanza con la telemedicina” .
Anche il Presidente della Commissione Sanità Rodolfo Lena si è congratulato con i neodelegati a cominciare dalla Moriconi: “Sono certo che, grazie alle competenze maturate, svolgerà un ottimo lavoro, in un territorio particolarmente nevralgico sia per la sua vastità che per la presenza di strutture ospedaliere importanti. Un ruolo strategico che, oltre a rappresentare un valore aggiunto per l’amministrazione di Roma Capitale, sarà un valido punto di raccordo con le attività della Regione Lazio nell’ambito della sanità e delle politiche sociali”.
Le strutture apriranno a Via Malfante,Via di San Nemesio e Via Casal de Merode
Cosa prevede il Piano
Novità in tema di Sanità nell’ottavo Municipio. Con i fondi del PNNR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) la Regione Lazio attiverà, in collaborazione con la Asl Roma 2, 3 Case della Comunità, 1 Ospedale di comunità e 1 Centrale operativa territoriale. Un nuovo scenario nel quale i concetti di prossimità, multidisciplinarietà e multiprofessionalità saranno legati strettamente a quello di salute. Andiamo per ordine. Le Case di Comunità, strutture dove il cittadino potrà trovare tutti i servizi sanitari di base, il medico di Medicina generale, il pediatra, gli specialisti ambulatoriali e altri professionisti saranno realizzati in via Malfante n. 35 (Ardeatino), via San Nemesio n. 21 (Garbatella) e in via Casale de Merode n. 8 (Tormarancio).
Le opere
Qui verrà realizzato anche un Ospedale di comunità, ossia una struttura sanitaria della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica, dando nuova vita allo “scheletro” del San Michele. La Centrale operativa, ossia un hub tecnologicamente avanzato per la presa in carico del cittadino e per il raccordo tra servizi e soggetti coinvolti nel processo assistenziale, sarà allestita, infine, in via San Nemesio n.21.
Cosa succede nel Municipio
La riorganizzazione sanitaria nel distretto VIII va di pari passo con una riformulazione nell’intera Asl Roma 2 con l’attivazione totale di 7 Centrali operative territoriali, di 23 Case della Comunità, di 4 Ospedali di comunità, dell’adeguamento sismico degli ospedali e del rafforzamento tecnologico della rete ospedaliera con l’acquisto di 18 nuove apparecchiature di ultima generazione. Questo, in sintesi, il piano che sarà finanziato dalla Regione Lazio con 78milioni di euro.
Impegno finanziario
L’investimento fa parte del più ampio piano riorganizzativo della Sanità laziale che vede impegnati 700 milioni di euro fino al 2026. Il territorio si trasformerà così in porta di accesso alle cure e perno intorno a cui costruire risposte adeguate e personalizzate ai bisogni di salute della comunità.
Da una emergenza all’altra. Prima il Covid ora anche la guerra in Ucraina. Da qualche giorno si è rimesso in moto Municipio solidale, il servizio di assistenza per i bisognosi coordinato da una fitta rete di associazioni di volontariato territoriali, che durante le fasi più acute della pandemia ha consegnato centinaia di pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà.
Cosa dice il Presidente Ciaccheri
La dichiarazione del presidente Ciaccheri chiama tutti a raccolta per rispondere ai tanti profughi ucraini in fuga dalla guerra: “Davanti ad una nuova immane tragedia umanitaria dobbiamo per mettere in campo tutte le nostre forze. I canali del centralino solidale e della mail del Municipio sono attivi per raccogliere disponibilità e recepire informazioni su dove consegnare beni di prima necessità. Come in ogni guerra la tragedia più grande tocca direttamente la popolazione civile e i bambini, a cui mancano i beni primari”.
Come donare
Per donazioni e/o disponibilità di volontari chiama lo 06 40060606 lunedì e mercoledì dalle ore 9 alle 18, martedì dalle 14 alle 18 e giovedì dalle 9.00 alle 13.00; oppure scrivi alla mail. municipio solidale@gmail.com
“Preparare e mettere in posa 200 metri quadri di vetrate colorate è stato un lavoro difficile e impegnativo. Ma il risultato è stato davvero gratificante. Contribuire a far tornare all’antico splendore un edificio dell’800 è stato incredibile e meraviglioso.” Donata Longo, artigiana e artista, spesso ideatrice dei disegni delle sue vetrate, racconta di questo prestigioso lavoro con la luce della passione negli occhi. La sua Vetreria Artistica PIGRECO di via Via Giacomo Biga, proprio dietro l’ex mercato coperto della Garbatella, è venuta recentemente alla ribalta in occasione della riapertura dell’edificio della Serra Moresca dentro Villa Torlonia sulla Nomentana, di proprietà del Comune di Roma. Proprio nell’ambito di tale progetto di restauro, Pigreco ottiene nel 2008 la commessa per le vetrate che la impegnerà fino al 2011.
A dicembre 2021,infatti, dopo un restauro durato 14 anni è stata finalmente riaperta al pubblico l’estrosa costruzione arabeggiante voluta dal principe Alessandro Torlonia (1800-1886).
Progettata dall’architetto veneto Jappelli nel 1839, la serra sorprendeva ospiti e visitatori per le sue forme moresche e per l’utilizzo di materiali all’epoca scarsamente impiegati nello Stato Pontificio: la ghisa e il vetro. All’interno, filtrata da splendide vetrate multicolore dalle forme orientali, la luce del sole andava a scaldare un giardino d’inverno nel quale avevano trovato sede piante all’epoca sconosciute ai più come l’ananas, l’aloe e l’agave.
Vetreria artigianale Pigreco
Dopo essere stata la residenza di Mussolini dal 1925 al 1943, Villa Torlonia e le sue costruzioni divennero, dal giugno del 1944, una delle sedi degli alleati che avevano liberato Roma. Ritornata alla famiglia Torlonia, la Villa venne acquistata dal Comune di Roma nel 1977 e riaperta al pubblico l’anno seguente. Tutti gli edifici della villa però avevano subito nel tempo danni gravissimi e solo dagli anni ’90 è iniziata l’opera di restauro.
Per la Serra Moresca erano rimasti in piedi solo i muri perimetrali, essendo nel tempo crollato il soffitto, distrutte le vetrate, scomparsi gli arredi e cresciuta al suo interno una fitta vegetazione spontanea.
E’ in questo quadro d’insieme che la Vetreria Pigreco ottiene l’incarico di ricostruire le vetrate un tempo esistenti.
Donata Longo, autodidatta, inizia la sua attività nel 1975 nel rione Monti. Oltre che a Roma, nel 1985 apre un laboratorio di vetrate artistiche ad Atene in Grecia, realizzando opere di alta qualità in entrambi i paesi.
Nel tempo matura una notevole esperienza nel settore utilizzando anche suoi disegni o di altri artisti, per chiese, ospedali, edifici pubblici e privati.
Tra le varie opere di rilievo realizzate da Pigreco in Italia ci sono la vetrata per l’Ospedale Villa San Pietro di Roma e il restauro di quelle di una sala del Quirinale.
Tornata in Italia Donata Longo trasferisce il suo laboratorio al Pigneto per poi spostarsi alla Garbatella ed è ancora innamorata del suo lavoro:” Quando faccio una vetrata, sono ancora affascinata dagli effetti che la luce produce attraversandola e mi sorprende la bellezza dell’effetto luminoso”.
Circondata dai suoi strumenti di lavoro, nel suo laboratorio oltre alle vetrate a piombo Donata realizza con lo stesso materiale anche mosaici, lampade, specchi, piatti e altri oggetti e tiene corsi per apprendere l’antica arte della lavorazione del vetro.
Quando sui colli della Garbatella si praticava il Tiro a volo
Erano gare sportive ma anche occasioni per feste e incontri mondani le riunioni di Tiro a volo sui Colli di San Paolo, in località Garbatella. Nei primi anni del Novecento principi, conti e marchesi si sfidavano all’ultima cartuccia, massacrando decine di inermi e impauriti piccioni sotto gli occhi delle dame “Belle Époque” distratte e un po’ annoiate. Le cronache sono raccontate nelle pagine sbiadite dei settimanali e delle riviste di allora, come “La Stampa Sportiva” di Torino.
Negli stessi anni, ancora prima dell’edificazione della Borgata Concordia, che porterà alla costruzione della città giardino intorno a Piazza Benedetto Brin, la zona della Garbatella era un’amena località rurale caratterizzata da piccole alture, i Colli di San Paolo, attraversati da marrane e strade sterrate, poco più che sentieri, sulle quali si affacciavano gli ingressi delle vigne e degli orti con gli annessi casali di campagna. Sullo “stradone”, la via Ostiense che collegava Porta San Paolo con la basilica omonima, si aprivano invece i portali delle ville signorili, appartenenti alle famiglie nobiliari come i Torlonia e alla borghesia arricchita dei mercanti di campagna.
Una di queste collinette è ancora lì e si può raggiungere a piedi muovendo da piazza Giancarlo Vallauri, salendo su per via David Salinieri per arrivare, transenne permettendo, su una piazzola da cui si gode un’ampia visuale sulla via Ostiense, sul ponte Settimia Spizzichino, sugli ex Mercati Generali e sul Parco dei Caduti del Mare. Su questo rilievo, che dal 1940 ospita l’Istituto Suore Ancelle del Santuario, in precedenza si trovava Villa Polverosi, residenza di villeggiatura di persone facoltose, appartenuta alla famiglia Torlonia. E proprio per la sua particolare conformazione orografica era stata scelta come sede di uno stand della Società di Tiro a Volo “Roma”, in cui venivano organizzati eventi mondani e tornei sportivi.
Riviste e quotidiani del 1906
Nel numero della rivista citata risalente al febbraio 1906 si parla dell’evento “Gran Tiro Roma” appena tenuto alla Garbatella: “(…) uno stand bellissimo e sempre affollatissimo di soci e di spettatori. Oltremodo interessante il Gran Tiro Sette piccioni handicap, con 6.000 lire di premi, vinto dal conte Grasselli-Barmi, secondo classificato il principe Del Drago, terzo il conte Czernin”. L’articolo si dilunga poi su dettagli che oggi risuonano piuttosto macabri, ma che ci danno un’idea della società di allora. I partecipanti all’evento sono nobili dai cognomi altisonanti tra i quali, oltre ai già citati, troviamo Altieri, Sacchetti, Odescalchi, Remy, de Lazara, Merghi, Spinola. L’articolista chiosa: “… dopo i primi cinque giri sono rimasti in gara 21 degli iscritti, e a tal punto erano stati colpiti 205 piccioni dei quali 177 erano caduti in rete e gli altri erano andati a cadere fuori o continuarono nella loro via per essere uccisi poco lungi dai numerosi cacciatori che per l’occasione erano appostati nei dintorni dello stand”.
Mappa Istituto Geografico Militare del1925 (sx) | Una vista attuale della collinetta su via Salinieri (da Google Maps)
In effetti, anziché “Tiro a Volo” sarebbe stato più appropriato chiamarlo “Tiro al Piccione”, una “specialità” non olimpica in cui si gareggiò, unica volta nella storia, alle Olimpiadi di Parigi del 1900.
Ma quello di villa Polverosi non era l’unico sito per il tiro a volo alla Garbatella. Si sparava anche a Villa Rosselli, costruita dal nobile senese Filippo Sergardi nei primi anni del 1500 sulle rovine di una casa romana del I secolo. Ampliata e ristrutturata dall’architetto Innocenzo Sabbatini nel 1927 diventò la Scuola dei Bimbi a piazza Longobardi.
Mappa Istituto Geografico De Agostini di Novara del 1930
Sul quotidiano La Stampa del 19 febbraio 1907, infatti, è riportato “… Nello stand della Garbatella della Società di tiro a volo di Roma si svolse il IV Campionato sociale che richiamò moltissima gente. Riuscì un convegno signorile: molte eleganti signore rallegrano l’attesa della gara in cui i migliori fucili si disputarono i ricchi premi. Notate la principessa Potenziani Papadopoli, la contessa Baldeschi, la signorina Serlupi, donna Nicoletta Grazioli, la contessa Leonardi, la contessa Arrivabene, la marchesa Filippa Bourbon del Monte, le signorine Spinola, la marchesa Theodoli e moltissime altre. Tra i soci il principe D’Antoni, i sig. Vitalini, Giorgi cav. Boccardo, Roesler Franz, …”.
Anche il celebre illustratore Ettore Franz Roesler, autore della memorabile collezione di 120 acquerelli “Roma Sparita”, era presente a questo evento. Fu una delle ultime uscite pubbliche: nato a Roma il giorno 11 maggio 1845, scomparirà appena due mesi dopo nel marzo del 1907.
Continua con grande successo, entusiasmo e partecipazione da parte dei nostri lettori, il concorso “Indovina la foto”. Nell’ultimo numero di dicembre sono arrivate tante risposte, ci sono stati tre vincitori, ne sono stati premiati solo due, Andrea Pioppi e Maria Principato, il primo classificato non era presente.
Questa volta proponiamo una foto ricordo di un battesimo, sviluppata il 4 luglio 1943. I lettori dovranno indovinare in quale lotto è stata scattata la foto. E chissà se fra i nostri lettori non ci sarà qualcuno in grado di svelare anche il nome del/la bambino/a battezzato/a, o se siamo fortunati addirittura incontrarlo/a di persona.
Spedite le vostre risposte all’indirizzo mail redazione@caragarbatella.it. I primi tre classificati nell’ordine saranno premiati dalla Redazione con le pubblicazioni di Cara Garbatella: “Garbatella 100, il racconto di un secolo”, “Dalla Villetta ai Gazometri”, “Quaderno della Resistenza Garbatella-Ostiense”.
Un girone di calcio a undici che non può passare inosservato con: Vis Garbatella, Virtus Tormarancio e Real San Paolo. Pazienza se si parla solo di terza categoria, perché in qualsiasi fascia si gioca, il sapore dello sport è speciale se si affronta la squadra del quartiere accanto.
In questa stagione, le tre società si sono ritrovate insieme nel girone C, a lottare per conquistare la miglior posizione ci sono dodici squadre e, salvo ripescaggi, soltanto la prima classificata avanza in seconda categoria.
Vis Garbatella
Giunti quasi al termine del girone di andata, i verde-nero della Vis Garbatella occupano il quinto posto in classifica. Una società fondata due anni fa e che per la prima volta è iscritta al campionato federale, è composta di ragazzi molto giovani, per la maggior parte classe 2003. Vanta una delle migliori difese del girone, grazie ai voli del portiere Gabriele Longo e alla tenacia dei difensori centrali Luca Clementi e Ahmed Zein Eldin. La squadra è di casa al campo Mario Tobia, presso Lungotevere Dante 311, ed è allenata da mister Emanuele Scapigliati, esperto allenatore che adatta il gioco in base agli avversari di giornata. Elemento di spicco della formazione, il capitano Matteo Marrella, attualmente il miglior marcatore del campionato con tredici reti realizzate.
Real San Paolo (sx) e Virtus Tormarancia (dx)
Virtus Tormarancio
Al decimo posto in classifica troviamo invece la Virtus Tormarancio, fondata un anno fa, ma con alle spalle l’eredità della storica squadra sciangaina; tra i giocatori spiccano, infatti, i nomi di Leonardo Diamanti, Federico Provenzano, Emanuele Lisa e del mediano Lorenzo Vertechy, veterani di categoria giunti fino alla prima con le precedenti società. Gli amaranto-nero si allenano invece allo stadio Guglielmo Fiorini, in via Costantino 6. Dopo un avvio di campionato difficile, stanno risalendo la classifica grazie al lavoro dell’allenatore Mario Bolletti e della giovane coppia d’attacco formata da Francesco Marotta e Patrick Seketa. La squadra potrà in più contare sui nuovi innesti, ossia il portiere Ghersevich e il pendolino Cristian Monteiro.
Real San Paolo
Fanalino di coda, con un solo punto in classifica, c’è il Real San Paolo, società fondata cinque anni fa, che da sempre si contraddistingue per l’impegno sociale. La squadra utilizza, infatti, le dinamiche sportive per l’inclusione di giovani che vivono condizioni di disagio economico o sociale e che non avrebbero i mezzi necessari per la partecipazione a tornei giovanili. Quest’anno anche il Real San Paolo vede l’esordio in terza categoria, e per i giallo-neri di Giuseppe De Rossi, allenatore navigato, il campo di riferimento è il circolo sportivo Fonte Park, in via Ugo Inchiostri 110 a Fonte Meravigliosa. Con una squadra di circa quaranta iscritti e con età media intorno ai trentuno anni, a spiccare è il nome di Giuliano Bianchi, il presidente/giocatore, che oltre a smistare palloni sulla trequarti è anche il primo amministratore della società. La squadra sta intensificando gli allenamenti per migliorare la posizione in classifica, potrà contare ancora sui goal della punta Nicolas Venti, sull’esperienza del suo capitano, il difensore centrale Fabrizio Perosini, e sulle parate dei due portieri che si avvicendano in base alle partite: il veterano Antonio Vozzolo e il giovane promettente Valerio De Maria.
Scontri diretti
Negli scontri diretti, il Real San Paolo ha perso in casa 1-7 con il Tormarancio e 0-5 con Garbatella, mentre è finito in parità 3-3 il derby tra Tormarancio e Garbatella, una partita ricca di emozioni con tre goal su calcio di rigore e con il risultato in bilico fino all’ultimo minuto.
Un ring, dei sacchi, le corde per saltare appese: nient’altro. Alla Team Box della Montagnola non si trovano centinaia di attrezzi da palestra. Esiste solo il pugilato, ma forse è proprio per questo che i risultati arrivano sempre. E dove ci sono grandi atleti non mancano grandi allenatori.
Italo Mattioli, fondatore insieme a Luigi Ascani della famosa palestra di Roma sud, ha ricevuto dalla boxeringweb il premio di allenatore dell’anno.
Quando andiamo a trovarli per l’intervista, non appena aver saputo del premio, incontriamo sia Italo che Gigi sotto le corde del ring a seguire il primo allenamento di una lunga giornata. “Alza i gomiti!” Grida uno verso i ragazzi. “Perché te sei fermato? Forza continua!” Grida l’altro. Poi si girano entrambi, e non appena ci vedono: “Eccoli! Avete deciso de rispolverà Cara Garbatella eh!” Già, dopo ben un anno. Ma non siamo qui per parlare di questo. Così chiediamo subito a Italo come sia arrivato a vincere il premio di allenatore dell’anno.
Lui, prontamente risponde che in palestra c’è nato. Perché suo nonno era un maestro di pugilato, così fin da piccolo iniziò a masticare cazzotti e sudore. Poi si sposò molto giovane, divenne infermiere al San Camillo e mise lo sport da parte per un po’. Ma lontano dai guantoni non durò molto, così ricominciò ad allenarsi alla Preneste Ring, e già lì, il maestro Sergio Natale gli propose di prendere la tessera per insegnare: “ma io il maestro non lo volevo fare, per nessun motivo! Perché conoscevo tutti i sacrifici”.
Cos’è che ha fatto cambiare idea a Italo? Forse una serie di circostanze, o forse, questo mestiere ce lo aveva nel sangue da sempre. Le cose andarono così: girando per varie palestre Italo entrò a far parte dell’Accademia pugilistica Trastevere. Lì conobbe Massimo Sisani, storico maestro del pugilato romano che è venuto a mancare nel 2019. “Lì Massimo iniziò a darmi le chiavi della palestra, mi diede talmente fiducia che l’unico mio modo per contraccambiare era aiutarlo ad allenare i suoi atleti”. Così Italo prese la tessera da allenatore. Dopo circa 10 anni il locale della Trastevere venne tolto alla Società. “Allora io e Gigi, che ci conoscevamo da una vita, entrambi cresciuti alla Garbatella e amanti del pugilato, decidemmo di cercare una nuova palestra”. Inizialmente, quella che oggi è la Team Boxe, era un luogo abbandonato, pieno di calcinacci, scatoloni e polvere. E nel 2003 Italo e Gigi, dopo essersi rimboccati le maniche e aver tirato su quello che è l’attuale impianto, iniziarono la loro avventura di traguardi e tante soddisfazioni. “Ormai sto più con lui che con mi moje”, ride Gigi guardando il collega e consapevole di dire la verità. Poi aggiungono: “Quello che ci unisce qui è la passione, ma soprattutto il fatto che questo posto non ha barriere né etniche né sociali, non ha colori politici, nessuna appartenenza. Qui si fa sport sano, con principi morali che ogni giorno cerchiamo di insegnare ai ragazzi e chiunque è il benvenuto: dai campioni del mondo come Giovanni De Carolis a chi non è ancora mai salito sul ring”.
“Ho iniziato a praticare questo sport per curiosità, non avevo neanche intenzione di fare l’agonista” confessa l’ex campione del mondo super medi Giovanni De Carolis, ad oggi l’ultimo italiano ad aver conquistato la cintura iridata della WBA. “Il consiglio che posso dare è di provare e di continuare a farlo finché si ha voglia e passione.
Molti parlano di sacrificio ma per me si tratta di essere disposti a fare determinate cose per raggiungere un obiettivo” – e specifica – “Ora abito a 60 chilometri di distanza ma continuo a salire sul ring in questa palestra ogni giorno perché solo qui mi sento in questo modo”. Il campione mondiale sottolinea l’importanza di essere circondati da allenatori preparati e motivati: “Pur gestendo una palestra popolare i maestri Mattioli e Ascani sono riusciti a lavorare al meglio ottenendo grandi risultati.
Oltre ai miei, anche quelli di tanti altri pugili sia dilettanti che professionisti”. Giovanni è un fiume in piena: “Sono qui da quasi vent’anni e capisco bene l’importanza della persona e del maestro rispetto alla struttura. Sono state anche apportate diverse migliorie all’impianto per accogliere sempre al meglio i giovani”. Infatti la “Team Boxe” di via Pico della Mirandola, tra sudore e guantoni, continua a sfornare campioni e giovani promesse da ormai quasi vent’anni ritagliandosi nel tempo una posizione di primo piano nel panorama pugilistico romano e nazionale. Spiccano, tra gli altri, atleti del calibro di Mattia Faraoni, kickboxer e campione italiano di boxe dei pesi massimi leggeri e “the Gladiator” Guido Vianello, che, dopo aver calcato il quadrato del Madison Square Garden di New York, attualmente vive e combatte negli Stati Uniti per la Top Rank Boxing del mitico Bob Arum.
Altri due nomi caldi tra i professionisti targati Team Boxe sono i giovani talenti Pietro Rossetti, classe ’98 e Damiano Falcinelli del ’93. Il primo, detto “The Butcher” ossia il macellaio, soprannome ereditato dalla precedente esperienza lavorativa, nonostante la giovane età ha già disputato 14 incontri con 13 vittorie e una sconfitta e sarà il prossimo sfidante al titolo italiano della categoria pesi welter.
Ci ha raccontato in breve il suo percorso e cosa significa fare i guanti al fianco del campione mondiale: “Ho cominciato all’età di 13 anni alla Fortitudo Boxe di San Giovanni, il quartiere dove tutt’ora abito, e l’anno dopo il mio primo maestro Marco De Paolis mi ha introdotto alla Team Boxe conoscendo il prestigio della palestra. La presenza di Giovanni De Carolis è sempre stata fondamentale, anche da prima che diventasse campione del mondo” – prosegue Rossetti – “è come se noi ragazzi più giovani trovassimo una strada già spianata e un sentiero da percorrere. É una persona speciale che ha sempre una buona parola e un buon consiglio data la sua esperienza”. L’altro grande nome è Damiano Falcinelli, originario di Spinaceto, vincitore del titolo italiano dei pesi super welter nel 2021, che dopo un imprevisto stop in Germania è pronto al rientro: “Ci stiamo preparando, vediamo se sarà possibile combattere ad aprile. Da qui a breve avremo notizie, noi intanto ci facciamo trovare pronti”. Per quanto riguarda i dilettanti, Lorenzo De Petris è sicuramente uno degli atleti più promettenti con 12 match all’attivo, tutti vinti tranne un pareggio.
L’INIZIATIVA CHE SI DOVEVA TENERE IL 2 APRILE È STATA RINVIATA PER MALTEMPO AL 9 APRILE
“Tutta mia la città – Roma cura Roma”. È questo il nome dato all’evento organizzato dal Comune di Roma in collaborazione con Ama, Fai Delegazione Roma, Wwf, Retake, i comitati quartiere e moltissime altre associazioni, ben 375, tra cui Agesci, Acli, A.S. Roma, Fondazione S.S. Lazio, Comunità di Sant’Egidio, Caritas, Lipu, Marevivo, Tevere Day, Facoltà di Architettura e diversi istituti scolastici. Una giornata intera dedicata alla pulizia delle strade, delle piazze e delle aree verdi per 438 iniziative su tutto il territorio comunale e che vedrà impegnati migliaia di volontari con tanto di ramazza e sacchi neri.
L’assessora all’ambiente del Comune di Roma Sabrina Alfonsi, che ha caldeggiato fortemente l’iniziativa del 9 aprile, mira soprattutto alle buone pratiche e al rilancio della raccolta differenziata:“Le 438 iniziative confermate sono un risultato del tutto inaspettato che rivela la vitalità potentissima dell’associazionismo e del volontariato nella nostra città”.
“In tanti hanno fatto proprio il senso che vogliamo dare alla giornata al 9 aprile, – prosegue l’assessora Alfonsi –cura della città come fattore di coesione sociale, rafforzando un dialogo tra istituzioni e cittadini che abbiamo trovato interrotto e promuovendo la partecipazione dal basso per migliorare la qualità della vita della città. Questa è un’occasione importante per diffondere le buone pratiche della sostenibilità, rilanciare la raccolta differenziata, le scelte per la riduzione degli imballaggi e la cultura dell’economia circolare attraverso il riuso e il riciclo”.
“La giornata del 2 aprile ha un significato molto importante: l’amministrazione si mette a disposizione della cittadinanza in una giornata di festa per ribadire che amare concretamente i nostri luoghi è innanzitutto una scelta di civiltà, perché l’attenzione alla cura dei beni comuni rappresenta il primo passo per definirsi cittadini“, questo il commento del Sindaco Gualtieri.
Anche l’VIII Municipio parteciperà all’evento: “Una giornata all’insegna dei beni comuni, dall’alba al tramonto, una giornata straordinaria di riappropriazione della città da parte di chi Roma la vive ogni giorno, con il coinvolgimento di tutti i cittadini residenti e delle realtà organizzate che amano Roma, attraverso un ampio programma di interventi di pulizia e cura di strade, piazze e giardini. L’occasione anche per rilanciare la raccolta differenziata, attraverso una specifica promozione del tema all’interno dell’iniziativa.”, così recita un comunicato dell’assessorato alle politiche ambientali.
Diversi i cittadini che plaudono all’iniziativa, tra questi Marco Albani, titolare del bar di via Fincati e spesso in prima linea per il decoro e la pulizia della strada: “Ben venga la giornata del 9 aprile, Ama però faccia a fondo il suo dovere e i cittadini si comportino con educazione e rispetto”.
Nel frattempo in alcune zone del nostro territorio dal 23 marzo è partito il piano di posizionamento dei nuovi cassonetti. Interessata la Garbatella, l’Ostiense e la Circonvallazione e l’area del Cto. Ogni cassonetto avrà una nuova colorazione, come previsto dalle direttive dell’Unione Europea. I nuovi colori saranno quindi il giallo per plastica e i metalli, il blu per la carta. Stessa colorazioneper gli scarti alimentari e organici (marrone), per il vetro (verde) e per l’indifferenziato (grigio).
“Nelle aree non presenti in questo primo piano, – ha fatto sapere l’assessore all’ambiente dell’VIII Municipio Michele Centorrino –è prevista la sostituzione dei cassonetti ammalorati in modo da garantire la migliore fruizione, decoro e garantire la raccolta differenziata; un primo risultato importante visti i numerosi cassonetti rotti, e che continueremo a chiedere per tutto il territorio del Municipio Roma VIII, grazie alla collaborazione con Ama Spa e dell’Assessora Sabrina Alfonsi”.
Quando in questi giorni vi ritroverete a buttare la spazzatura, fate attenzione ai colori. Da qualche settimana, i vecchi secchioni Ama ridotti ormai in pessime condizioni, piano piano vengono sostituiti con nuovi cassonetti. Tutti con bocchette anti rovistaggio, ma soprattutto cambiano i colori.
I nuovi colori
La stessa colorazione resterà per gli scarti alimentari e organici (marrone), per il vetro (verde) e per l’indifferenziato (grigio). I nuovi colori saranno quindi: giallo per plastica e metalli, blu per la carta. Ma non finisce qui: i nuovi secchioni non avranno più il coperchio con il manico o la pedana per sollevarlo con i piedi, ma delle bocchette dove inserire direttamente i rifiuti. Questo con l’obiettivo di ridurre il fenomeno del rovistaggio.
Che Nanni Moretti, dopo l’ultimo bellissimo film Tre Piani, sarebbe da subito tornato sul set lo si era intuito. La conferma è arrivata ai primi di febbraio, quando con un video pubblicato su Instagram, venivano mostrate le foto del prossimo cast insieme ad una carrellata di costumi di scena. Pochi giorni fa , in un altro post sul medesimo social, il regista ha mostrato alcune palazzine costruite appositamente in un’ampia area, di proprietà di Cinecittà, sulla Pontina. Sullo sfondo si intravedono anche un negozio di alimentari e una sezione del P.C.I. .
Il nuovo film, che considerando la scrupolosità di Moretti probabilmente vedrà una lunga gestazione, si chiamerà Il sol dell’avvenire. Tra gli attori, insieme a Margherita Buy, troviamo Mathieu Amalric, Silvio Orlando, Barbora Bobulova e lo stesso Nanni.
Set di Nanni Moretti al vecchio deposito Atac San Paolo
Pochi giorni fa in un divertente videomessaggio inviato al Teatro Petruzzelli di Bari, dove si stava tenendo il Bari International Film Festival, insieme a Margherita Buy si scusava per la mancata presenza nel capoluogo pugliese poiché entrambi impegnati nelle riprese del nuovo film. Proprio in quell’occasione l’attrice avrebbe dovuto ricevere il premio Alida Valli. In questi giorni alcune scene della prossima opera cinematografica, Moretti le sta girando presso il vecchio deposito Atac di Via Alessandro Severo a San Paolo. Anche se l’area è ovviamente inaccessibile, e dalla Sacher Film (la sua casa di produzione) non trapela nulla, alcuni cartelli informavano i cittadini della momentanea sospensione del mercato del fine settimana “per consentire le riprese del film di Nanni Moretti”.
Caro Diario (1993)
Quello del regista romano, per molti abitanti del nostro Municipio, è stato un gradito ritorno a distanza di quasi trent’anni da Caro Diario (1993), uno dei film più apprezzati di sempre, che in alcune scene lo vede a spasso con la Vespa per le strade della Garbatella. Proprio la scelta del nome del nostro giornale, Cara Garbatella, nata da un’intuizione di Andrea Fannini allora segretario della sezione Pds della Villetta, fu un omaggio a Caro Diario, un film che tra l’altro fece conoscere al di fuori del Raccordo Anulare alcuni aspetti nascosti del nostro amato quartiere.
Canti, poesie e proiezioni contro la guerra nel giardino della Villetta, la storica sede della sinistra di Garbatella.
Ieri sera, dopo l’introduzione di Francesca Mollo, si è esibito il trio Scena Corsara con la lettura di poesie tra cui “Generale”, “La guerra che verrà” di Bertolt Brecht e ‘L’odio’ di W. Szymborska. Il trio ha anche eseguito brani musicali quali “Generale” di De Gregori, “La guerra di Piero” di De Andrè e tanti altri. È quindi intervenuto il coro Sbarbatello diretto da Nora Tigges, che ha toccato il cuore di tutti cantando “Gorizia maledetta”, la “Ninna nanna de la guerra” di Trilussa, “E più non canto” oltre ad altre canzoni della tradizione popolare intonate da tutti i presenti.
La Villetta – Garbatella
Al calare della sera l’atmosfera è diventata ancora più suggestiva grazie alle immagini evocative di pace proiettate sulla fiancata dell’edificio stesso. Intanto oggi, dopo due settimane, riprendono in Turchia le trattative fra le delegazioni Ucraina e Russa e si continua a sperare nella fine dei bombardamenti e della guerra.
Un ciclo di incontri in vista del 25 aprile festa della Liberazione
Partono le celebrazioni per il prossimo 25 aprile, anniversario della festa della Liberazione. Il Municipio VIII e il Centro per la Riforma dello Stato inaugurano l’iniziativa “Ci vediamo al bar, storie dalla Resistenza”, tre incontri introdotti dal Presidente Amedeo Ciaccheri e da Maya Vetri, assessora alle politiche culturali, che ripercorrono le tematiche salienti di quegli anni con il prezioso contributo di storici, scrittori, docenti ed esperti. “Il ciclo di incontri – dichiara l’assessora Vetri – riporterà il tema della resistenza a Roma nei bar, luoghi di elezione del nostro agire quotidiano. Sarà un modo semplice e diretto per offrire strumenti di lettura di un periodo importante della memoria storica della nostra città e creare un momento di scambio attivo della comunità territoriale.”
Il primo appuntamento “La Roma occupata: la Resistenza” sarà sabato 26 marzo alle ore 11 presso il bar Biffi, nell’omonima piazza della Garbatella e vedrà la partecipazione di Stefania Ficacci, delegata alla memoria del Municipio V e storica contemporaneista, Davide Orecchio, autore del libro “Storia aperta” e Simona Lunadei, storica della Società Italiana delle Storiche.
Due settimane dopo, sabato 9 aprile, al bar Halley in via Fonte Buono 111 si svolgerà il secondo incontro sul tema della vita quotidiana dell’epoca, con la presenza di Lidia Piccioni, docente di Storia contemporanea all’Università La Sapienza, lo storico Davide Conti e l’audiodocumentarista Marzia Coronati. L’ultima tappa sarà sabato 23 aprile, sempre alle ore 11, presso il bar Pappagone in via Ostiense 197, dove si parlerà delle stragi durante l’occupazione di Roma con Sandro Portelli, autore del libro “L’ordine è già stato eseguito”, Simona Baldanzi, autrice di “Corpo Appennino” e Lorenzo Teodonio del Centro per la riforma dello stato.
Come in tante altre piazze di Roma e delle capitali europee anche a Garbatella ci sarà una mobilitazione contro la guerra in Ucraina e per la Pace. Lunedì 28 marzo dalle 18,30 alla Villetta di via degli Armatori, 3 ci saranno proiezioni, il Coro Sgarbatello, interventi musicali e teatrali messi in campo dalle tante associazioni che animano la storica casa della sinistra del quartiere.”
Sarà un momento per stare insieme – si legge in un comunicato degli organizzatori- e ribadire che siamo contro la guerra, contro le armi che continueranno a provocare orrore e distruzione”. All’iniziativa promossa da La Villetta Social Lab aderisce anche l’associazione Cara Garbatella.
Lo storico presidente della cooperativa La Sponda ci ha lasciato per sempre pochi giorni fa. Adriano Puce era una delle colonne della Onlus La Sponda che opera da più di quarant’anni sul nostro territorio nei servizi socio assistenziali ed educativi rivolti alle fasce di popolazione svantaggiate e più a rischio di emarginazione sociale.
L’iniziativa è prevista domenica 27 marzo, al Parco Schuster presso la basilica di San Paolo, davanti al Centro anziani intitolato a Elena e Rosario Mocciaro
Parteciperanno il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e l’Assessora Alessandra Aluigi.
A pochi giorni dall’occupazione di un gruppo di militanti ambientalisti che aveva iniziato ad autogestire gli spazi di una villa inutilizzata alla Caffarella, questa mattina all’alba è arrivato lo sgombero da parte della polizia.
“Nonostante sia arrivata ieri la conferma di un tavolo di trattativa da parte della Regione Lazio, la questura e la prefettura hanno deciso comunque di procedere con il sequestro e lo sgombero.” Scrivono sui social i militanti. “Questo scelta gravissima avviene il giorno prima del Global Strike sul clima. “
La polizia sgombera Berta Caceres
La proprietà è della Regione Lazio, con un ampio giardino in via della Caffarella 13. L’edificio è stato costruito negli anni ’50; la Regione Lazio dopo l’acquisizione aveva intenzione di insediarvi il Corpo Forestale e la Protezione Civile, nonché gli uffici del parco regionale dell’Appia antica. Da qualche anno l’area è passata ad Invimit – società con sede in via IV novembre che gestisce le casse del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze – con l’intenzione di venderlo all’asta partendo da una base di 3 milioni di euro.
“Questo spazio abbandonato dalle istituzioni da dieci anni era stato liberato per essere restituito alla collettività. Non lasceremo che le scelte poliziesche e repressive del Comune e della Regione Lazio distruggano i valori ecologisti e transfemministi che sono alla base del nostro progetto politico. Le istituzioni, che dagli eventi di stamattina si dimostrano sottomesse alle scelte dell’apparato repressivo, ancora una volta si schierano contro i processi di partecipazione cittadina e in totale contraddizione con tante belle parole su ambiente e sostenibilità.“
La risposta dal Municipio
Chi fin dall’inizio non approvava l’occupazione dello stabile alla Caffarella è stata Simonetta Novi, consigliera all’VIII Municipio per la lista Azione-Calenda Sindaco, che oggi, assieme alla capogruppo della Lista Civica Calenda Flavia De Gregorio dichiarano: “Dopo 19 giorni, la villa di proprietà pubblica di via della Caffarella 13, viene liberata dagli occupanti e restituita ad un futuro di uso pubblico.”
“Auspicando che le operazioni di sgombero vengano concluse con serenità, teniamo a sottolineare che noi consiglieri della Lista Civica Calenda Sindaco in Campidoglio e in VIII Municipio, abbiamo dal primo giorno chiesto, anche presentando una mozione ed una risoluzione, che venisse messa la parole fine a questa occupazione che priva i cittadini di uno spazio pubblico da destinare ad attività sociali, culturali e comunque di interesse pubblico. Spiace aver visto che, almeno in parte, la maggioranza politica Capitolina e del Municipio stenta a prendere le distanze da un atto di prepotenza, anziché addivenire ad una scelta ponderata e consapevole che coinvolga i cittadini dei quartieri interessati. Riconosciamo la validità dei contenuti ambientalisti ed ecologisti degli occupanti ma questi possono essere espressi in altri contesti, pubblici e istituzionali, senza necessità di occupare un bene pubblico. Al tempo stesso non possiamo, non denunciare, la gravità di aver lasciato per 6 anni una villa di 700 mq con 700 mq di padiglioni esterni e 2000 mq di giardino chiusa ed inutilizzata. A questo punto l’attenzione si sposta sul chiedere visibilità delle operazioni di vendita del bene pubblico (in corso almeno dal 2018 attraverso Invimit) e dell’utilizzo dei 3 milioni di euro che si intendono realizzare con la cessione dell’immobile. Dal nostro canto auspichiamo – concludono Flavia De Gregorio e Simonetta Novi- un ripensamento della vendita, dal momento che un bene di questo tipo sarebbe utilissimo per fini sociali“.
Roma si appresta a vivere una incredibile e fantastica giornata di sport. Domenica 27 marzo la città eterna sarà infatti attraversata dalla XXVII edizione della Maratona Internazionale di Roma. Oltre diecimila gli iscritti alla gara, per un evento unico che coinvolgerà diverse zone della capitale e che nei suoi 42,195 km di tracciato toccherà monumenti e luoghi cari all’umanità intera. Si parte dai Fori Imperiali con la maestosità del Colosseo per lambire quindi il Vittoriano e il Circo Massimo, impegnare diversi tratti del Lungotevere avvicinandosi a Castel Sant’Angelo e alla Basilica di San Pietro.
Anche il nostro municipio sarà coinvolto nella maratona, tanto che alcune strade del territorio saranno completamente chiuse al traffico a partire dalle 7:30 del mattino, mentre altre, a partire dalla mezzanotte, saranno soggette al divieto di sosta con rimozione forzata. Sarà quindi un problema per i cittadini che domenica prossima – approfittando di un’ora di luce in più visto l’arrivo dell’ora legale – avranno intenzione di spostarsi con auto o moto, magari per la classica gita fuori porta o per andare a trovare i parenti.
I provvedimenti prevedono la chiusura della corsia laterale della Cristoforo Colombo in direzione dell’Eur, dell’intero tratto della Circonvallazione Ostiense (compreso il Ponte Settimia Spizzichino) in direzione della via Ostiense. La stessa via Ostiense resterà chiusa da via Valco San Paolo al Parco Schuster. Contestualmente via Valco di San Paolo resterà chiusa in direzione di viale Marconi, quest’ultima non sarà percorribile tra via Valco di San Paolo e Ponte Marconi. Prevista anche la chiusura del Ponte dell’Industria.
Fino alle 16:00 Atac ha previsto la sospensione di alcune linee bus, mentre altre saranno deviate. Il Gruppo Tintoretto della Polizia Locale ha fatto sapere che il sottovia che collega la Circonvallazione Ostiense con la Cristoforo Colombo, in direzione quindi del centro, resterà aperto al traffico. La riapertura delle strade interessate dalla Maratona avverrà in maniera graduale nel pomeriggio.
Di Stefano BAIOCCHI
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