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Cancellato simbolo di guerra in piazza Sauli

C’era un simbolo sulle colonne degli archi a piazza Damiano Sauli, un segno vergato con vernice nera circa 80 anni fa. Un distintivo pensato per aiutare i civili a difendersi dagli attacchi aerei durante la Seconda Guerra Mondiale. Era una S maiuscola, che poteva indicare presenza nei paraggi di un Serbatoio o di Sabbia di protezione, come raccomandato dalle norme UNPA (Unione Nazionale Protezione Antiaerea). Visibile molto chiaramente in una foto degli anni ’50, fu immortalato anche nella celebre scena del film Caro Diario, quando Nanni Moretti gironzola in sella alla sua Vespa nelle stradine di una sonnacchiosa Garbatella agostana del 1993.

Bistrattato e parzialmente grattato via negli anni, i recenti lavori di ristrutturazione che stanno avendo luogo sui muri della piazza ne hanno fatto, scusate il gioco di parole, piazza pulita. 

Era un piccolo simbolo, timido, sbiadito, però ricordava ancora quei terribili tempi di Guerra che abbiamo vissuto direttamente sulla nostra pelle.

E chissà se le istituzioni locali non decidano di riportare in vita il simbolo cancellato e magari anche proteggerlo per ricordarci ciò che accadde e ciò che non dovrebbe più essere considerato possibile.

Di Giorgio Guidoni

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Montagnola: inaugurato Un nuovo parco per i bambini

Lunedì 21 Marzo nell’Oasi di Via Benedetto Croce 50 viene inaugurato il progetto a cura del Municipio VIII, AzzeroCO2 e Unicoop Tirreno.

A colorare questa mattinata, nella nuova area verde alla Montagnola, non sono mancate manine sporche di terra, giochi con i fiori e alberi appena piantati. Un progetto dedicato non solo ai bambini ma anche alla sostenibilità. <<Perchè ad oggi piantare alberi non solo è fondamentale per i cambiamenti climatici, ma anche per rendere resilienti i nostri territori ai cambiamenti climatici estremi.>> Ci tiene a precisare Annalisa Corrado, responsabile dello sviluppo progetti innovativi AzzeroCO2.

I bambini della scuola dell’Infanzia “I Monelli”

Presenti all’inaugurazione: Amedeo Ciaccheri, Presidente del Municipio VIII, Michele Centorrino, Assessore all’Ambiente Municipio VIII, Fabio Brai, Resp. Area Soci Roma e Lazio Sud Unicoop Tirreno, Annalisa Corrado, Responsabile sviluppo progetti innovativi AzzeroCO2, Sara Iannucci, Presidente Associazione “Io Sono” e Andrea Budini, Coordinatore della start-up Ridaje.

Il taglio del nastro

Questa riqualificazione è stata possibile grazie ad un appalto di 3 milioni di euro, che entro la fine dell’anno, interverrà su 38 aree verdi in tutta Roma. In particolare sul Municipio VIII: sul Parco Malaspina, Largo Bortolotti e il Parco Sbragia.
Un regalo importante soprattutto per i bambini che in questi anni, forse più di tutti, hanno sofferto in silenzio la pandemia.<<In questa campagna di Azzero CO2 abbiamo già piantato 10mila alberi in dieci capoluoghi. A Roma è capitato nell’VIII Municipio, e siamo felici di aver intrapreso questa esperienza. Questo progetto è dedicato ai bambini, che saranno il futuro, e cerchiamo in ogni modo di lasciargli qualcosa di cui possano godere e che possano curare.>> Ha annunciato nel suo intervento Fabio Brai.

L’ingresso del parco

Questo nuovo spazio pubblico, pronto ad accogliere la primavera, rappresenta ora anche il collegamento tra la Montagnola ed il corridoio verde del parco delle Tre Fontane. <<Questo piccolo buco che c’è stato in tutti questi anni era un freno a questo quartiere molto popoloso di poter accedere invece ad un’area naturalistica unica che abbiamo nel nostro territorio. È nostro dovere facilitare l’accesso a queste realtà, proprio come gli orti Urbani Tre Fontane, a pochi metri da qui, che ora sono finalmente collegati a questo parco>>, conclude il Presidente Ciaccheri.

Di Ilaria Proietti Mercuri

Vedi anche:
Notizia quartiere Montagnola

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METRO SAN PAOLO, CANCELLATO PER SBAGLIO IL MURALES NEL SOTTOPASSO

Mozione 5 Stelle e l’assessore pd Gasperini: “Ripristineremo l’opera” 

Ci risiamo, non è la prima volta che accade e probabilmente non sarà l’ultima che un’opera d’arte, un disegno o un graffito di varia natura venga scambiato per un atto di vandalismo o semplicemente come un mezzo per marcare il territorio. Ora è toccato al bellissimo murales della galleria pedonale adiacente la stazione Basilica di San Paolo della metropolitana, che è stato ricoperto per errore dagli operai durante un intervento di ristrutturazione. Si tratta di un’opera creata dall’associazione “Street art for Rights”, già vincitrice di un concorso. Alla creazione del murales avevano contribuito molti cittadini e altre associazioni tra cui Retake Roma che si era data da fare per pitturare il muro prima di essere dipinto dagli artisti.
Il ricordo – ci si perdoni il paragone – va al marzo del 2019  quando, durante alcuni lavori in via Basilio Brollo, venne cancellata per sbaglio la celebre scritta Vota Garibaldi Lista 1, risalente nientemeno che alle elezioni del 1948, spesso oggetto di veri e propri pellegrinaggi di studiosi di storia e amanti della Garbatella. 



Il consigliere del Movimento Cinque Stelle in Municipio, Matteo Bruno, ha presentato ora un’interrogazione all’assessore ai lavori pubblici per chiedere il perché della cancellazione del murales.“Nei primi giorni di febbraio– afferma la nota diramata da Bruno – sono iniziati alcuni lavori nella zona antistante la Metro Basilica di San Paolo di cui ai Consiglieri di opposizione non è stata data notizia”. 
Sono venuto a conoscenza della situazione dai canali social della Giunta e dalle numerosissime segnalazioni di cittadini molto arrabbiati per la cancellazione del murales che aveva dato vita e colore a un sottopassaggio storicamente cupo e sporco” prosegue il Consigliere.
È inaccettabile vedere il murales coperto da una vernice bianca dopo meno di due mesi dall’opera di riqualificazione. Parliamo di un insensato spreco di denaro pubblico”.

L’assessore ai lavori pubblici Luca Gasperini interpellato da Cara Garbatella fa sapere che “Ci siamo già attivati affinché, una volta finiti i lavori che stanno interessando l’uscita della Metro San Paolo, si possa ripristinare il murales coperto per mero errore dagli operai dell’impresa,tratti in inganno dalle ripetute scritte che avevano deturpato l’opera coprendola in molti punti.”.

Di Stefano BAIOCCHI

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“Terreni della discordia”

Si profila una soluzione positiva tra Istituto agrario e Cooperativa Garibaldi

Sembra si possa concludere per il meglio il braccio di ferro tra l’Istituto agrario Garibaldi e l’omonima Cooperativa e Agriturismo, che si prende cura da anni di una ventina di ragazzi autistici più e meno gravi. La querelle era nata qualche mese fa quando il nuovo dirigente scolastico, alla scadenza della convenzione che regolava i rapporti tra i due soggetti, ha cercato sbrigativamente di rientrare in possesso dei terreni, circa 2 ettari e mezzo, che da anni sono coltivati direttamente dai ragazzi e dai cittadini degli orti in adozione.

Le notizie sui “terreni della discordia” sono presto rimbalzate sui social-media e immediatamente nei palinsesti delle Tv regionali. Questo ha provocato una lunga serie di prese di posizione delle istituzioni di prossimità (Municipio VIII), delle forze politiche di maggioranza e opposizione del Campidoglio e della Città metropolitana, che andavano tutte nella direzione di ricomporre la questione. Auspicavano anche la stesura di una nuova convenzione che salvaguardasse le ragioni della Scuola e il valore aggiunto dell’esperienza pluriennale della Cooperativa Garibaldi, riconosciuta e sostenuta non solo dalle famiglie dei ragazzi, ma anche da qualificati enti esterni come la Facoltà di psicologia dell’Università La Sapienza, la Facoltà di Economia di Tor Vergata e l’Istituto superiore di Sanità.

I ragazzi della Cooperativa Garibaldi

La tregua apparente

 In questo momento di tregua apparente le bocce non sono ferme. Gli enti preposti sono al lavoro insieme ai due interlocutori per trovare la soluzione migliore attraverso la stipula di un Patto educativo di comunità, previsto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca “per dare la possibilità ad enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del Terzo Settore e scuole di sottoscrivere specifici accordi, rafforzando così non solo l’alleanza scuola-famiglia, ma anche quella tra la scuola e tutta la comunità educante”.  Intanto sono stati arati i terreni per piantumare le coltivazioni primaverili e riattivati una trentina di Orti in adozione, gestiti dalle famiglie del quartiere, le quali per regolamento devono accogliere nella conduzione agricola un ragazzo autistico e consegnare una parte del raccolto ai magazzini della Cooperativa.

Articolo di Gianni Rivolta

Vedi anche:
In pericolo gli orti dei ragazzi autistici della Cooperativa Garibaldi
Tregua tra Cooperativa Garibaldi e l’Istituto Agrario

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Polemiche 5 Stelle sui primi 100 giorni di governo municipale, ma Ciaccheri rilancia sul programma

“Il Presidente del Municipio Roma VIII in campagna elettorale aveva promesso agli elettori di portare a termine nei primi 100 giorni di governo otto obiettivi concreti: ne sono trascorsi 130 e la maggioranza non è stata in grado di mantenere nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale”. È quanto dichiara Matteo Bruno, consigliere M5S del Municipio Roma VIII. “Aveva assicurato l’apertura di due case dedicate alle donne vittime di violenza e di discriminazioni LGBT, ma nulla è stato fatto”. Bruno lamenta, inoltre, la mancata apertura al pubblico del Campetto di Piero e il ritardo nella realizzazione delle due nuove aree verdi attrezzate nei quadranti Tintoretto-Ottavo Colle e Montagnola. “Anche l’avvio della nuova biblioteca in Via Costantino – continua l’esponente cinquestelle – è stata posticipata a fine anno e non sono state definite le Zone 30 (con limite di velocità a 30 km orari) e i percorsi di mobilità leggera alternativi. Insomma – conclude – anche in questa campagna elettorale le promesse del Presidente Ciaccheri sono state moltissime, ma, come possiamo constatare ad oggi nessuna di queste è stata effettivamente mantenuta”.

Ma da quanto si apprende dal Municipio la realtà è un’altra. “Nei prossimi giorni verrà inaugurata l’area di via Benedetto Croce e a seguire quella di via del Tintoretto – ribatte il Presidente Amedeo Ciaccheri – Riguardo agli altri interventi stiamo chiudendo, come da programma, la gestione e l’affidamento delle aree. Sulla biblioteca in via Costantino si è raggiunto un grande risultato con l’avvio della progettazione nei primi 100 giorni, quindi è partita la sua realizzazione grazie al lavoro congiunto del Municipio con Biblioteche di Roma. Andiamo così ad aggiungere sul territorio un nuovo centro culturale, che si affianca a quelli aperti a Garbatella, Montagnola e in via del Porto Fluviale, coprendo così tutti i quadranti del Municipio”. 

Inoltre, notizia di questi giorni, tra i progetti legati al Pnrr verrà recuperato anche l’edificio in via Ostiense 122, ex centro sociale Alexis, che diventerà una nuova biblioteca. “Si passa quindi in tre anni, da zero a cinque biblioteche presenti sul territorio”. 

“Per quanto riguarda le case dedicate alle donne vittime di violenza – precisa ancora Ciaccheri – i lavori sono stati ultimati. Grazie all’impegno di Roma Capitale e i dipartimenti interessati si procederà all’arredo mancante e ai necessari bandi per la gestione degli spazi.

I punti elencati dal consigliere Bruno sono quindi all’ordine del giorno del Municipio e nel mentre sono stati portati a conclusione altri progetti importanti, come l’azione di sostegno solidale messa in campo per l’emergenza dovuta alla guerra in Ucraina. In occasione delle celebrazioni per i 102 anni del quartiere sono iniziati i lavori di recupero della villa IX maggio alla Garbatella, che diventerà un punto Inps e uno spazio dedicato ai servizi di vicinanza con l’apertura di un ampio parco pubblico intorno alla struttura”.

Di Riccardo CERVELLINI

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Da Casetta Rossa a Leopoli una carovana di aiuti per l’Ucraina

Domani in Villetta collegamenti in diretta con Mediterranea Saving Human 

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E’ già arrivata a Medyka, al confine con la Polonia, la delegazione umanitaria Safe Passage in Ukraina. Era partita ieri da Garbatella per dare aiuto alla popolazione, sia ai rifugiati che hanno attraversato il confine dopo ore e ore di viaggio in una situazione di costante pericolo, ma anche agli ucraini che sono ancora nel paese in guerra. La destinazione infatti è Leopoli, dove forse entreranno domani se gli allarmi aerei non suoneranno, per portare il materiale che hanno trasportato, medicinali, lettini, altri beni necessari e utili ad una associazione che si prende cura di bambini con la sindrome di Down. I tre van con la scritta Mediterranea Saving Human sono partiti ieri da Casetta Rossa nel cuore di Garbatella. 

I furgoni erano parcheggiati davanti al cancello per caricare gli ultimi scatoloni e per abbracciare chi stava per partire, tra questi medici, mediatori culturali e alcuni componenti del Centro sociale di via Magnaghi.

 La delegazione è stata organizzata da Mediterranea Saving Human, che da tempo è attiva nel salvataggio dei migranti nei nostri mari. Infatti venerdì pomeriggio alla Villetta ci sarà un incontro con vari ospiti, verranno fatti due collegamenti, uno dal confine ucraino e l’altro dalla nave nel Mediterraneo, il che dimostra che l’altra emergenza, quella di coloro che rischiano di annegare sui barconi lasciati al largo, non è finita. In una nota, la delegazione diretta in Ucraina spiega che “l’obiettivo è quello di poter offrire un canale sicuro di ingresso nel territorio dell’Unione Europea a chi sta subendo i bombardamenti russi e a chi sta pagando con tanta sofferenza gli effetti della guerra, senza distinzione di nazionalità o di passaporto”.

 Il gruppo in viaggio è composto da Sara Alawia, Andrea Soprani, Luciano Ummarino, Gianluca Peciola, Stefania Menchinelli, Delphine Jacqueline Yvonne Ortega, Elisa Di Maula. Da Roma, sempre venerdì, si potrà sentire in diretta il racconto degli incontri e degli aiuti dati nei campi profughi anche collegandosi  su Facebook alle 16 alla pagina di Sinistra civica ecologista.

Di Anna Bredice

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“Psicologia in pillole” in VIII Municipio

Dopo la firma del Protocollo d’intesa tra il Municipio VIII e l’Ordine degli Psicologi del Lazio, a partire da lunedì 21 marzo alle ore 16,30 in via dei Lincei 93, si svolgeranno un ciclo di incontri gratuiti finalizzati alla divulgazione degli elementi di base della psicologia incontrando la cittadinanza per conoscerne direttamente i bisogni, fare prevenzione e promuovere l’inclusività, il benessere individuale e sociale. Si dà avvio così a un network tra le realtà sociali Municipali e l’Ordine del Lazio, per lo sviluppo di un sistema integrato di servizi sociali territoriali in favore delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione. 

Al primo incontro di “Psicologia in pillole”, dal titolo “Genitori: istruzioni per l’uso”, parteciperanno il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, l’Assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi, il dott. Roberto Ibba, referente del Protocollo e la dott.ssa Beatrice Iellamo, relatrice. L’obiettivo è quello di offrire un momento di riflessione per analizzare nuovi modi più efficaci di vivere la genitorialità e di contribuire a migliorarne le capacità in un periodo di valori in trasformazione, di modelli e punti di riferimento messi in discussione. 

Gli altri eventi che si succederanno mensilmente da qui al 7 luglio, data dell’ultimo incontro, tratteranno altre tematiche come l’effetto post pandemico nei confronti del contesto scolastico, l’essere genitore di un figlio disabile, identità sessuali e pari opportunità, il decadimento neurocognitivo degli anziani e la violenza domestica.

Di Riccardo Cervellini

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Stabile occupato alla Caffarella, nasce il laboratorio ecologista Berta Caceres

Da circa dieci giorni un nutrito gruppo di militanti ambientalisti ha occupato gli spazi di una villa inutilizzata alla Caffarella. È nato quindi Berta Cacereslaboratoria ecologista autogestita. “Si tratta – si legge sulla pagina Facebook del gruppo – di uno spazio di socialità che vuole promuovere pratiche di lotta ecologista collettiva; è un fronte di lotta antifascista contro la violenza dell’eterocispatriarcato e del capitalismo”.

Il gruppo, decisamente eterogeneo, è composto prevalentemente da lavoratori, da persone già impegnate nel sociale e da studenti universitari, alcuni di questi fuorisede. 
Abbiamo scelto di declinare al femminile laboratorio in laboratoria – spiega Giovanna, attivista del gruppo – per prendere subito una posizione femminista e transfemminista; riteniamo che questo sia fondamentale perché nell’aprire uno spazio che parla di ecologia e pratiche ecologiste, pensiamo sia prima di tutto necessario cominciare a scardinare quei ruoli di genere che impongono il dominio dell’uomo sulla donna e dell’uomo sulla natura. 

Quindi pensiamo che il dominio di genere dell’uomo sulla donna sia assolutamente inscindibile da quello dell’uomo sulla natura perché hanno la stessa radice e lo stesso problema; quindi noi riteniamo che le due cose debbano andare a braccetto, ovvero le pratiche ecologiste e quelle femministe e transfemministe. Per dare un chiaro segnale, abbiamo deciso di parlare di laboratoria e non di laboratorio”.

Si tratta di due fabbricati di proprietà della Regione Lazio con un ampio giardino in via della Caffarella 13. L’edificio è stato costruito negli anni ’50; la Regione Lazio dopo l’acquisizione aveva intenzione di insediarvi il Corpo Forestale e la Protezione Civile, nonché gli uffici del parco regionale dell’Appia antica. Da qualche anno l’area è passata ad Invimit – società con sede in via IV novembre che gestisce le casse del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze – con l’intenzione di venderlo all’asta partendo da una base di 3 milioni di euro. 

I militanti precisano che l’edificio pubblico che hanno occupato “era condannato dalla Regione Lazio alla vendita a beneficio del profitto privato; ora è tutelato con la massima cura dello spazio e del contesto in cui si inserisce. Berta Caceres nasce in un parco, quello della Caffarella, che una lunga storia di lotte sociali ha difeso dall’avidità della speculazione edilizia“. 

Da diverse zone di Roma è giunto il sostegno all’iniziativa, moltissimi i circoli ambientalisti e culturali che hanno voluto inviare messaggi di appoggio, tra questi Casetta Rossa, mentre anche la politica ha mostrato un certo interesse, Michela Cicculli, consigliera capitolina di Sinistra Civica Ecologista ritiene che si debba aprire un dialogo con il labortorio autogestito: “I temi posti sono centrali per lo sviluppo della nostra città che ha bisogno di spazi di partecipazione e democrazia; la questione ambientale così come la gestione comune del patrimonio pubblico possono essere terreno di confronto fra le istituzioni e i movimenti che da tempo ci impongono di invertire la rotta dello sviluppo“.

Chi non approva l’occupazione dello stabile alla Caffarella è Simonetta Novi, consigliera all’VIII Municipio per la lista Azione-Calenda Sindaco: “L’occupazione della villa di proprietà della Regione Lazio a via della Caffarella da parte di un collettivo che si autodefinisce “ecologista” rappresenta le contraddizioni della nostra società. Mentre in tanti luoghi del pianeta si combatte per la sopravvivenza, per l’autodeterminazione dei popoli, per la difesa della libertà e dei diritti, in casa nostra si genera conflitto per il gusto di essere antagonisti ad un sistema che al contrario garantisce la democrazia e la libertà di espressione di tutti. A Caffarella non è in corso una occupazione per difendere diritti o fare cultura. Non si affronta una emergenza abitativa. Non si garantiscono luoghi dignitosi di vita a profughi o migranti. Si occupa una villa per fare dj set notturni e laboratori di ecologia, laboratori di ecologia che possono essere portati avanti nei parchi gestiti dai comitati e dalle associazioni romani, o nelle preziose esperienze di orti urbani che stanno fiorendo in tutto il territorio.

 Come Lista Civica Calenda Sindaco chiediamo che la villa di proprietà della Regione Lazio occupata dal 6 marzo venga liberata al più presto perché non sono più tollerabili comportamenti violenti che si scontrano con le regole alla base della vita sociale. Soprattutto in un momento storico dove le persone muoiono per difendersi dalla violenza degli invasori“.Alcuni abitanti della zona, chi a spasso con il cane, chi di corsa con tanto di tuta e scarpe da running, si fermano per curiosare, per guardare chi c’è al di là di quel cancello ricoperto da bandiere e tazebao. Qualcuno si lascia sfuggire un commento: “Sono bravi ragazzi, si vede, fanno la raccolta differenziata e tengono tutto pulito, qualche problema ce lo abbiamo avuto invece con altre persone della zona per schiamazzi soprattutto durante la notte, o con chi porta a spasso il cane e non raccoglie le deiezioni”. 
I militanti sono dentro, a discutere e a organizzarsi. 

È aperto a tutti, ogni idea è ben accolta”, fanno sapere.

Stefano BAIOCCHI

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ARDEATINO, AL VIA I LAVORI AL PARCO SCOTT

IL MUNICIPIO INCONTRERÀ I CITTADINI

Nel dicembre del 2020 all’interno del parco Scott si aprì una voragine prontamente recintata prima dalla Polizia locale del Gruppo Tintoretto e successivamente da Acea. Una volta messa in sicurezza l’area, i tecnici dell’Azienda comunale hanno provveduto all’avvio di una serie di indagini con lo scopo di individuare le cause che hanno generato il crollo del terreno. Dalle indagini è emersa la rottura della tubazione che da via Tito Omboni si raccorda con il collettore dell’Almone su Circonvallazione Ardeatina.

Sono quindi partiti gli interventi per ripristinare l’area e riconsegnarla ai cittadini. “Il Municipio Roma VIII – fa sapere l’assessore Michele Centorrino – vigilerà per tutta la durata dei lavori. Il rapporto con Acea e i tecnici al lavoro sarà continuativo e pronto a rispondere agli interrogativi che potranno giungere dalla cittadinanza, tanto che abbiamo concordato un primo appuntamento: martedì 15 marzo alle ore 17:00 presso l’ingresso di parco Scott in via Tito Omboni”.

L’Assessorato all’Ambiente ha lavorato insieme all’Azienda di Piazzale Ostiense per programmare e definire tutti gli aspetti tecnici di un intervento che proseguirà per diversi mesi. Si procederà alla riparazione dei condotti fognari; contestualmente  allo scavo della collina, dove è prevista la rimozione di una parte degli alberi che saranno sostituiti in un secondo momento da 40 nuovi esemplari, in numero maggiore rispetto a quelli oggi preesistenti.
Contemporaneamente si continuerà con il cantiere  che vedrà un lavoro di sinergie tra gli uffici tecnici dell’VIII Municipio, il parco Archeologico dell’Appia Antica, la Soprintendenza Statale e Roma Capitale, con cui si sono concordate tutte le fasi di preparazione. 

I cittadini dell’Ardeatino potranno comunque continuare a frequentare il parco che non sarà completamente interdetto; nell’area di cantiere, Acea procederà alla messa in sicurezza delle zone fruibili al pubblico.

Di Stefano BAIOCCHI

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Pari rocambolesco 3 a 3 tra Tormarancio e Garbatella

Un sole caldo illumina lo stadio del Guglielmo Fiorini, lasciando assaporare i primi giorni di primavera ai tanti spettatori accorsi a vedere il derby tra Virtus Tormarancio e Vis Garbatella, valido per la dodicesima giornata del girone C di Terza Categoria. Una partita molto sentita tra gli abitanti dei due quartieri, divisi solamente dalla via Cristoforo Colombo, che non assistevano al derby da molti anni.

Sul sintetico di via Costantino, a scaldare gli animi però, ci pensano soprattutto le due formazioni autrici di un rocambolesco pari, in cui i giocatori non hanno risparmiato energie.È il Tormarancio a fare la partita, nel primo tempo è padrone del campo in tutti i reparti e non lascia spazi agli avversari, che tentano le ripartenze in contropiede ma peccano nei passaggi.

Dopo due traverse, il Tormarancio continua l’assalto all’area avversaria e trova il primo goal al minuto 31’: sugli sviluppi di un fallo laterale Galieti è bravo ad anticipare di testa gli avversari. Passano dieci minuti e da un calcio di punizione per il Garbatella, la palla colpisce la mano di un giocatore in barriera, per l’arbitro il tocco è avvenuto in area e decreta il rigore; a niente valgono le proteste dei giocatori che reclamano il fallo fuori area. Il capitano Marrella dal dischetto non fallisce e porta le squadre all’intervallo sull’1-1.

Il rigore del 2-1 trasformato da Provenzani

Rientro dagli spogliatoi

Al rientro dagli spogliatoi sono ancora gli sciangaini a dettare i tempi della partita e al 9’ minuto passano in vantaggio su calcio di rigore con Provenzani che spiazza il portiere Longo 2-1. Nella metà del secondo tempo il Tormarancio abbassa i ritmi di gioco e il Garbatella ne approfitta, da una mischia in area il fischio dell’arbitro decreta un ulteriore calcio di rigore, anche questo per un dubbio tocco di mano. Marrella dal dischetto segna ancora e pareggia i conti 2-2. 

Giostre di sostituzioni, due espulsioni per entrambe le formazioni e al minuto 39’ il Garbatella passa in vantaggio con Marini, bravo a finalizzare un cross dalla sinistra. Il Tormarancio recupera le ultime energie e tenta l’arrembaggio finale, con il subentrato D’Agostino a trascinare i compagni, che in pieno recupero trovano con Federico il pareggio a chiudere la partita sul 3-3.

Gli uomini di mister Bolletti avrebbero meritato la vittoria per quanto costruito durante tutta la partita, recriminano le decisioni arbitrali sui rigori e rimpiangono di non aver sfruttato al meglio le tante occasioni che gli si sono presentate, a differenza del Garbatella cinica e risolutiva. La squadra di mister Scapigliati si è svegliata troppo tardi ed è apparsa per troppo tempo in balia del gioco avversario, a salvarla ci pensa Marrella che con questa doppietta, torna in cima alla classifica marcatori del girone. Secondo pareggio consecutivo per entrambe le formazioni, un punto a testa che non smuove la classifica. Il Garbatella resta saldo al quinto posto, mentre il Tormarancio è fermo in nona posizione.

Tabellino

p.t. 31’ Galieti (T); 41’ rig. Marrella (G).

s.t. 9’ rig. Provenzani (T); 24’ rig. Marrella (G); 39’ Marini (G); 48’ Federico (T).

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Il Girasole alla Garbatella apre la raccolta di beni per l’Ucraina

La catena della solidarietà verso il popolo ucraino non si ferma, e passa anche per la tavola. Proprio il ristorante Il Girasole alla Garbatella, conosciuto per la sua carbonara strepitosa, ha infatti deciso di raccogliere medicinali, coperte e giochi che verranno poi consegnate alla chiesa ortodossa di Santa Sofia di Boccea.

Per consegnare i beni potete recarvi presso il ristorante che si trova in Via Rosa Raimondi Garibaldi, 26/28.

Troverete aperto dal Lunedì al Sabato dalle 9:00 alle 16:30

Di Ilaria Proietti Mercuri

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Una mimosa per Carla Di Veroli

Una mimosa per la pace nel mondo e per ricordare Carla Di Veroli, prematuramente scomparsa nella scorsa estate verrà piantata venerdì 11 marzo, alle ore 16, nel giardino prossimo alla biblioteca Arcipelago a Via Benedetto Croce 50. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Il Tempo Ritrovato in collaborazione con gli assessorati all’Ambiente e alla Cultura dell’VIII Municipio. 

“Già l’8 marzo con un gruppo di garbatellane doc abbiamo piantumato una mimosa al lotto 31 in ricordo di Enrica Zarfati e Emma di Porto- ha dichiarato Mirella arcidiacono, presidentessa dell‘associazione-, due donne ebree che hanno lasciato il segno alla Garbatella. La nostra è un’iniziativa nata diversi anni fa per tutelare le radici storiche del quartiere, da qui dovrebbe partire l’idea di costruire un gruppo denominato donne educatrici alla pace, riprendendo il pensiero di Karol Wojtyla”.

Dalla Redazione

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Massimo Zamboni inaugura la rassegna Le parole non bastano mai al Teatro Palladium

Attraverso la storia di Cavriago, dove la fedeltà al Partito era sacra e il vento dalla Russia, un’altra Russia, non quella di oggi, soffiava forte, si inaugura giovedì 10 marzo alle 19 al Teatro Palladium, la rassegna Le parole non bastano, dove i libri dialogano con la musica. 

A parlare del paesino dell’Emilia sarà Massimo Zamboni, protagonista con un reading concerto sulle tracce del suo ultimo libro La Trionferà (Einaudi), insieme al musicista Cristiano Roversi, con la partecipazione dello scrittore e regista Valerio Magrelli.  

L’ultimo lavoro del noto chitarrista dei CCCP e CSI è un racconto corale che ha al suo centro la cittadina di Cavriago, avamposto filosovietico nel cuore dell’Emilia, e le vicende incredibili dei suoi abitanti. Nel 1919, ad esempio, spedirono un telegramma di solidarietà alla Russia rivoluzionaria e nel giorno della fondazione dell’Internazionale comunista, Lenin in persona lodò il coraggio di «quell’angolino sperduto», che aveva cercato invano sulla carta geografica.

Massimo Zamboni

Nel centro di Cavriago ancora campeggia una statua in bronzo a Lenin, che viene omaggiato ogni anno a gennaio per iniziativa del Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI).

Un racconto di sognatori e idealisti, ma ancora donne e uomini coraggiosi che hanno dedicato la loro vita e il loro tempo con inesausta passione alla causa dell’emancipazione dell’umanità.

I prossimi appuntamenti, alle 19.00, saranno: giovedì 17 marzo con la 

presentazione del libro Il respiro degli angeli (Mondadori) di Emanuela Fontana; 

giovedì 24 marzo con Eccheccavolo (Einaudi) di Mariolina Venezia e giovedì 31 marzo con la presentazione di Madrigale senza suono (Bollati Boringhieri) di Andrea Tarabbia.

Ingresso gratuito su prenotazione alla mail: staff.spettacolo@teatropalladium.it

A cura della Redazione

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AL VIA IL PIANO DI CONTRASTO ALLA COCCINIGLIA TARTARUGA.

È partita in alcune aree verdi dell’VIII Municipio un’azione di contrasto nei confronti della Cocciniglia Tartaruga (Toumeyellaparvicornis). Si tratta di un insetto originario del Nord America (comparso in Italia nel 2014) il cui nome volgare è dovuto alla somiglianza tra lo scudo del parassita e il carapace di una tartaruga. Parliamo di un insetto estremamente pericoloso per molte specie di pini; nel nostro Paese provoca danni, spesso letali, soprattutto a carico del pino domestico, un albero presente in vaste aree del Mediterraneo e molto amato dai romani, tanto che il celebre compositore Ottorino Respighi dedicò loro un poema sinfonico.


L’infestazione della Cocciniglia Tartaruga provoca progressivamente una riduzione nel vigore degli alberi limitandone la produzione di semi; la grande produzione di melata prodotta dal parassita conferisce al pino un aspetto lucido, ma in un secondo momento la pianta finisce per sviluppare una sorta di fumaggine che porta ad una riduzione sensibile della fotosintesi.

E’ importante quindi intervenire tempestivamente, prima di arrivare ad un livello di deperimento irreversibile. Il sistema che viene usato per contrastare il parassita è quello della Endoterapia. Si tratta di iniettare all’interno dell’albero, e quindi nel sistema linfatico, alcuni prodotti curativi, evitando un impatto non trascurabile per le altre piante e per l’ambiente circostante. È ciò che sta avvenendo in questi giorni nelle aree verdi del nostro territorio. 

L’Assessore all’ambiente dell’VIII Municipio Michele Centorrino esprime la propria soddisfazione: “Si era iniziato con un sperimentazione sui pini di parco Scott, ed oggi finalmente sono partiti i trattamenti dei pini sui parchi della Cristoforo Colombo; il tema trattato anche di recente in commissione ambiente municipale con il Presidente Gianni Fasiello e i commissari, vede ora arrivare a scadenza gli interventi che proseguiranno parco dopo parco, giardino dopo giardino, in continuità ambientale, arrivando a curare tutti i pini affetti dal parassita sul territorio dell’VIII Municipio”.
“Tutto ciò è stato possibile – prosegue l’Assessore – grazie alle valutazioni tecniche degli agronomi del Dipartimento Ambiente, che ringrazio unitamente alla Assessora Sabrina Alfonsi, che sempre di più segna una svolta decisiva nella cura del verde cittadino”.

Di Stefano Baiocchi

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L’Associazione “7+1 Ottavo Colle” festeggia l’8 marzo

Una mostra d’arte collettiva, canzoni e lettura di poesie e brani scelti. Così l’Associazione 7+1 Ottavo Colle ha festeggiato la festa internazionale della donna negli spazi della Parrocchia di San Vigilio, a via Paolo Di Dono. 

Questo gruppo, nato da poco ma già molto attivo sul territorio (https://staging.caragarbatella.it/una-panchina-rossa-a-via-baldovinetti/), ha organizzato un pomeriggio molto pieno ed animato che è iniziato con l’inaugurazione di una mostra d’arte con oggetto il mondo femminile con quadri, sculture e fotografie. All’apertura dell’evento è intervenuta l’Assessora alla Cultura Maya Vetri che ha portato il saluto del Municipio.

Si è poi proseguito nel teatro adiacente con lo spettacolo davanti ad un folto pubblico.

Il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri presente alla festa ha detto: “E’ proprio sul territorio, attraverso la partecipazione di tutti, che si contribuisce ad affrontare problemi sia semplici che complessi. Tra breve il nostro Municipio accoglierà tre donne ucraine con i loro bambini e potremo farlo grazie anche al sostegno di gente come voi.” 

Espliciti quindi i riferimenti alla tragedia che coinvolge l’Europa e per l’8 marzo in particolare alle coraggiose donne di quel paese.

In questo senso, Rossella Sinisi, presidente dell’associazione, dopo aver ringraziato il parroco Don Alfio per la generosa ospitalità, ha anticipato una prossima vendita di beneficenza di opere d’arte offerte da amici artisti il cui ricavato sarà devoluto all’assistenza ai profughi ucraini.

È poi iniziato lo spettacolo nel quale si sono esibiti un gruppo musicale e quattro donne, che si sono avvicendate nella lettura di poesie e testi di grandi nomi della letteratura come Emily Dickinson, Alda Merini e Pablo Neruda alternati a frammenti di monologhi di famose attrici come Paola Cortellesi e Lella Costa. La donna è sempre stata al centro del racconto con le sue storie, le sue esperienze, le sue sofferenze e le speranze per un domani migliore.

Di Enrico RECCHI

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TANTE INIZIATIVE REALIZZATE NELL’VIII MUNICIPIO PER LA FESTA DELLA DONNA

Anche quest’anno sono numerose le iniziative nel nostro Municipio per celebrare l’8 marzo, Festa Internazionale della Donna. Tutte accomunate dalla discussione sul ruolo della donna e dal suo sviluppo nella società.

Ma innanzitutto, oggi 8 marzo, abbiamo negli occhi lo sguardo fiero e disperato delle donne dell’Ucraina, travolte dalla guerra, dalla distruzione, dalla disperazione. E con quegli occhi nella nostra mente sarà difficile fare festa in ogni caso.

Ecco comunque i progetti delle varie associazioni culturali, che si svolgeranno o avranno riferimenti nel nostro territorio.

Mirella Arcidiacono (Fata Garbatella), presidente dell’associazione “Il Tempo ritrovato” ha organizzato alle 16,30 una passeggiata per i lotti del quartiere ricordando le donne speciali che vi sono nate, con un particolare riferimento a Emma Zarfati e Emma Di Porto, due note donne ebree della Garbatella.Durante la camminata sarà piantata anche una mimosa.

Partenza da Piazza R. da Montecroce di fronte alla fontana di Carlotta.

Alle 11,00 sarà piantata un’altra pianta di mimosa dedicata a Padre Guido Chiaravalli ( ex parroco di San Filippo Neri), sempre caro ai nostri cuori, nei giardini del parco Desiderio Nobels di fronte alla chiesaoletta.

Alle 15,00l’Associazione 7+1 Ottavo Colle inaugurerà al Piccolo Teatro San Vigilio di via Paolo di Dono 228 una mostra collettiva di quadri, foto e sculture con a seguire uno spettacolo di musica e brani letterari dedicato alle donne.

Alle 17,00 sarà inaugurato un percorso espositivo nello spazio dell’ArchivioFlamigni, a piazza Bartolomeo Romano 6, sul tema “Violenza, stereotipi e linguaggi. Non solo parole”.

Alle 17,30 il Comitato di Quartiere Montagnola terrà un meeting sul tema “L’insostenibile leggerezza dell’essere” con letture di poesie e racconti. Appuntamento alla Casa del Municipio di via Barbana 57.

Alle 18,30, al Teatro Spazio, a via Rosa Raimondi Garibaldi 18b, ci sarà l’incontro “Lei è Monica” per ricordare la vita e i personaggi interpretati da Monica Vitti.

Alle 21,00 al Cinema Madison, via Gabriello Chiabrera 122, sarà proiettato il film “Una femmina” di F. Costabile, con biglietto a tariffa ridotta.

All’Outletdi Castel Romano è stata organizzata il 7 marzo una tavola rotonda dal titolo “Libere di scegliere” e allo stesso tempo è stata inaugurata un’opera che sarà poi donata al nostro Municipio.

Per finire, domani 9 marzo alle 18,00, all’Hub Culturale Moby Dick, di via Edgardo Ferrati 3, si svolgerà un incontro sul tema “Persecuzioni senza confine”, riflessioni in parole e musica sul tema della persecuzione politica e di genere, a cura dell Anppia Federazione di Roma.

Di Enrico RECCHI

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Addio Oscar, compagno operaio dell’Ostiense

Oggi ci ha lasciati per sempre Oscar Cini, ex segretario della sezione Ostiense del Pci ed ex operaio dell’Acea. Classe 1930, Oscar è stato un militante di quella gloriosa sezione di via del Gazometro, che fin dal dopoguerra, ribolliva di operai del gas e facchini dei mercati generali come Alfredo Di Giovampaolo, Virgilio Bologna , Mario Mazzaferro, Fortunato Fondi, Lindoro Boccanera, Pio  Minù.

Una pattuglia di antifascisti che hanno lottato in clandestinità per liberarci dai nazifascisti e consegnarci una società più democratica. Oscar Cini è stato anche membro del comitato federale di Roma rappresentando la sezione più operaista della città, dove militavano figure come Romolo Minù, Aurofranco Di Lino, Veio Boccanera e intellettuali del livello di Mario Tronti.

 “Oscar Cini- ricorda Massimiliano Smeriglio, europarlamentare Pd- era parte di quella generazione di combattenti indomiti che aveva fame di vita, la militanza ma anche le risa, i viaggi, la curiosità, il vino e le osterie romane. Ha portato sempre con sé gli insegnamenti di mamma Teresa, antifascista e militante della rivista Noi donne. Pensando a Oscar e a quella generazione di comunisti proletari e scamiciati, protagonisti degli scontri a Porta San Paolo nel 1960, provo immediata una sensazione di cose belle.

 Lottavano e vivevano a pieni polmoni”. Ce lo ricordiamo anche con i calzoni corti a reggere, con la sorella Clara, la scala al papà Alfonso, mentre nell’aprile del 1948 con il pennello e la vernice rossa, faceva a via Basilio Brollo la famosa scritta del Fronte popolare democratico: “Vota Garibaldi, lista n°1”. La stessa scritta che ha resistito alle intemperie di tutti questi decenni e ai maldestri tentativi della sua cancellazione qualche anno fa, suscitando lo sdegno della popolazione della Garbatella. 

Di Gianni RIVOLTA

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Ancora off-limits la pista ciclabile sotto il Ponte dell’Industria. Forse a fine marzo la riapertura

Dovrebbe riaprire entro la fine del mese la pista ciclabile che lambisce il Tevere sotto il Ponte dell’Industria, chiusa dal 3 ottobre scorso a causa dell’incendio, che provocò per diversi mesi l’interruzione del ponte stesso.

Quel tratto di ciclabile è di particolare importanza per molti cittadini che usano le due ruote non soltanto per svago, ma anche per andare al lavoro. Il 27 febbraio scorso una manifestazione, indetta dall’associazione Salvacislistiroma, aveva riportato l’attenzione dell’opinione pubblica al problema.
Alessandra Grasso, attivista dell’associazione, racconta: “ci sono due new jersey di cemento che impediscono l’accesso alla banchina. Uno di questi si trova a ridosso del lungotevere di Pietra Papa, proprio dove nelle vicinanze era presente la città del Gusto; la rampa che dalla strada consentiva di scendere sulla sponda del fiume è sbarrata, mentre l’altro accesso chiuso si trova dopo il ponte, in direzione Testaccio”.

“Da 5 mesi un intero quadrante cittadino peraltro molto cementificato, – si legge in un comunicato dell’associazione – è stato privato di un luogo dove passeggiare, poter fare attività sportiva, pedalare per svago e per spostarsi da una parte all’altra della città, godendo della serenità del Tevere. Si è sottratta fruibilità del verde, si è sottratto un percorso di mobilità dolce alle cittadine ed ai cittadini. Ancora una volta si è palesata la discriminazione che l’Amministrazione Capitolina ha nei confronti di chi ha scelto una mobilità ecosostenibile, quali pedoni e ciclisti, e un diverso modo di vivere le bellezze della Città Eterna più vicino. Oramai è trascorso troppo tempo e chiediamo urgentemente la rimozione della carcassa di ponte presente sulla banchina del Tevere e  il ripristino della ciclopedonale presente”.

“In una città dove il tasso di mortalità sulle strade urbane è tra i più alti in Europa, – prosegue la nota – non è possibile che uno spazio dove le famiglie, i pedoni, i ciclisti sono al sicuro dalla violenza stradale resti chiuso per l’inefficienza e la mancanza di attenzione dell’Amministrazione Capitolina a una ampissima e vulnerabile fascia della cittadinanza romana, considerandola in tal modo come di serie b non meritevole della sua attenzione”.
L’associazione Salvaiciclisti ha quindi lanciato una petizione per la riapertura della pista ciclabile, raccolta di firme che è stata sottoscritta da oltre settecento persone nel giro di pochi giorni. Nel frattempo – fanno sapere – il prossimo 12 marzo torneranno a monitorare il fiume Tevere con una giornata di attività, discussioni aperta a tutti: si partirà da Largo Giuseppe Veratti per una “biciclettata” di 10km che arriverà all’Isola Tiberina.

Il tragitto sarà articolato in tre tappe per incontrare le associazioni che si occupano della tutela del Tevere: dagli Orti Urbani, passando per Agenda Tevere fino al Coordinamento Romano per l’Acqua Pubblica e all’associazione A Sud. Alla passeggiata in bici è stato invitato anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

Ora dal Campidoglio trapela che entro un mese, per la pista ciclabile sotto il Ponte dell’Industria, potrebbero arrivare novità positive.

Di Stefano BAIOCCHI

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Tante le iniziative in campo per il Centenario della nascita di Pasolini

Mostre, presentazioni di libri e reading di poesia: sono solo alcune delle iniziative di “La Roma di Pasolini- Rete Urbana” messe in campo in occasione del centenario della nascita del poeta, scrittore e regista di origine friulana. “Il progetto, nasce da un’idea sorta spontaneamente all’ultima Fiera Più Libri più liberi – ha dichiarato Sandra Giuliani dell’Associazione Donne di Carta – in occasione della presentazione della ristampa di “La Roma di Pasolini. Dizionario Urbano”, di Dario Pontuale edito da Nuova Delphi”. Così l’editore Germano Panettieri, insieme all’associazione Donne di Carta e ad Annalisa Cipriani di Italia Nostra, hanno pensato che il contenuto del libro si potesse tradurre in una serie di iniziative sul territorio, che coinvolgessero una vera e propria “rete urbana”.

Pasolini alla Villetta alla Garbatella, durante la proiezione e dibattito del film Mamma Roma 28 settembre 1962

Partendo quindi dalle Istituzioni di prossimità e allargando alle associazioni, gallerie d’arte, centri culturali, librerie indipendenti, biblioteche comunali, organizzatori di trekking urbani, primo tra tutti Roma slow tour, gli organizzatori hanno raccolto le varie adesioni ad un progetto interamente autofinanziato, confermando quanto sia forte il legame di Roma e dei suoi abitanti con la figura di Pasolini. Il Municipio ha aderito da subito all’iniziativa: “Anche se gli itinerari pasoliniani coinvolgono solo di striscio il nostro territorio, – ha detto Maya Vetri, assessora alla Cultura- Pasolini è uno stato d’animo, sono i campetti di calcio sterrati, i preti di borgata, le rivoluzioni, i vari concetti di periferia”. La “rete” sul Centenario di Pasolini per ora raccoglie settanta iniziative diverse, ma è aperta ad accoglierne tante altre. 

Quelle che riguardano il territorio del Municipio VIII sono:

“Universo Pasolini” una mostra di arte figurativa, che si terrà dal 5 al 18 marzo, presso la Galleria CosArte di via Nicolò da Pistoia 18 con opere di autori vari tra cui: Sandro Boniforti, Michela Anselmi, Renata Pagano, Walter Necci, Gabriella Tirincanti e molti altri.

La presentazione del libro “La Roma di Pasolini. Dizionario urbano”, l’11 Marzo alle ore 18, presso la libreria Bistrot Le Storie via Giulio Rocco 37. Dialogano con l’autore Dario Pontuale e Roberto Di Pietro, agente letterario

Il 12 Marzo alle ore 17:30, all’interno della mostra collettiva alla Galleria Cosarte, ci saranno letture pasoliniane di Giuseppe Schettini. A seguire performance del gruppo dei poeti civili.

Segnaliamo anche l’iniziativa di “Alfabeto Pasolini”, che si terrà il 12 marzo presso la Biblioteca Arcipelago alla Montagnola. Nel corso dell’incontro Stefania Parigi, docente di Comunicazione e Spettacolo all’Università Roma Tre esplorerà il percorso cinematografico di Pier Paolo Pasolini in stretto rapporto con la sua attività poetica e saggistica. 

Di Paola Borghesi

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Calcio a 5: punti d’oro per il Tormarancia, battuta Levante Roma 7-3

Al Polivalente Guglielmo Fiorini di via Costantino va in scena la diciottesima giornata del campionato calcio a 5 di serie C1 girone B. Ad aggiudicarsi la vittoria sono i padroni di casa per 7-3, punti importanti per lotta in zona playout.

La partita inizia un po’ in sordina, le due squadre si studiano e non creano azioni rilevanti. Bisogna attendere gli ultimi minuti del primo tempo per assaporare un po’ di gioco, infatti, i padroni di casa aumentano il pressing e inducono gli avversari all’errore. Proprio su una palla sbagliata del Levante, il numero 11 Forlani, trova tra le gambe avversarie il pertugio giusto per il goal dell’1-0. 

Passa appena un minuto e Lauri delizia il pubblico con un pregevole goal di tacco sotto porta, seguito a pochi secondi dall’intervallo, dalla rete di Costantini su punizione.

Al rientro in campo è ancora una volta il Tormarancia a gonfiare la rete, con un destro potente all’incrocio dei pali di De Rossi per il 4-0. 

La partita sembra ormai volgere in favore dei gialloneri, che abbassano i ritmi e lasciano l’iniziativa agli avversari, è proprio in questo frangente che Lucarello sigla il goal dell’1-4. Si scaldano gli animi in campo, vola qualche cartellino giallo, e il Tormarancia sbanda. Gli ospiti ne approfittano e segnano prima con Arezzo il 4-2 e poi di nuovo con Lucarello il 4-3.

mister Parrini richiama i suoi e rimette in ordine la squadra, che si riprende d’animo e ricomincia a giocare con agonismo, così arrivano le ultime tre reti, prima con Forlani e poi a chiudere sul 7-3 una doppietta di Di Bello. In evidenza per i padroni di casa anche il portiere Leonardo Filipponio, autore di alcune belle parate in tuffo e il capitano Parrini, nelle fasi d’impostazione del gioco dalla difesa.

Nonostante la vittoria, non sono per niente soddisfatto della prestazione della squadra – commenta mister Alessandro Parrini al termine della partita – Nel primo tempo siamo stati troppo lenti e statici; poi dopo il 4-0 c’è stato un blackout totale, ci siamo fermati e questo non è tollerabile. Abbiamo rimesso in corsa una squadra che era sotto di quattro goal e abbiamo rischiato di compromettere il risultato. Dobbiamo lavorare di più sulla mentalità, i miei ragazzi hanno tante potenzialità, ma se non ci stanno con la testa non si otterranno i risultati”.

Nella prossima partita il Tormarancia sarà impegnato in trasferta contro il Real Fiumicino, sabato 12 marzo.

Marcatori

Pt. Forlani, Lauri, Costantini.

St. De Rossi, Lucarello (L), Arezzo (L), Lucarello (L), Forlani, Di Bello, Di Bello.

Di Giuliano MAROTTA

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“Roma per Comuna 13” nasce la sciarpa giallorossa di Medellín

Una sciarpa con i colori della Roma, lo stemma della lupa, e al centro la scritta Medellín. Un capo da collezione, a tiratura limitata, di ottimo tessuto che consacra il rapporto di fratellanza tra la città capitolina e il distretto colombiano della Comuna 13 di Medellín. La si può acquistare (a questo link) per ora entro il 13 marzo, per sostenere le attività dell’associazione colombiana Sembrando Paz y Esperanza, che attraverso lo sport e attività educative, si occupa di circa trecento tra bambini e bambine, allontanandoli dal narcotraffico e dalla prostituzione. 

Il barrio sudamericano, è tra i più pericolosi al mondo, costantemente minacciato dai narcos, dalla circolazione di armi da fuoco e dalla tratta dei minori. L’associazione dei Sembradores, interviene in questo contesto per garantire un futuro migliore ai ragazzi del luogo, ma non ci sono finanziamenti e i problemi sono aumentati a causa dalla pandemia e delle costanti rivolte interne che si scatenano nel paese. 

Tra i promotori del progetto ci sono: Borghetta Stile, Valerio Curcio che collabora con «Il Romanista»e dalle associazioni di Tor Marancia TormarArte e Parco della Torre, di quest’ultima fa parte Simona Fiorentini, che più volte è volata a Medellín per volontariato e per raccogliere fondi a sostegno della Comuna 13. 

Già a luglio scorso Tor Marancia si era resa protagonista di una campagna a sostegno della causa, ma questa volta si vuole coinvolgere tutta la città e i tifosi della Roma” Ci racconta Simona “Sono giorni difficili, la crisi umanitaria a cui stiamo assistendo ci ha mostrato per l’ennesima volta il potere della solidarietà.
Nel caso specifico voglio parlarvi del potere dello sport popolare. Un valore che ha unito due realtà così distanti tra loro: Roma e Medellìn. Le armi da imbracciare sono quelle della fratellanza e dell’aiuto reciproco. Il calcio è lo sport che più rappresenta lo spirito popolare e solidale all’interno di contesti difficili come quello della Comuna 13, teatro di massacri legati al narcotraffico. È capace di unire, di coltivare valori, di far sognare e, soprattutto, di generare speranze. Possiamo aiutarli, possiamo tifare per loro nella competizione contro stigmi e pregiudizi a cui tutti i giorni sono costretti a giocare. Possiamo regalargli la gioia di far vedere quanto valgono al mondo intero
”. 

Per altre informazioni è possibile contattare la pagina Facebook dell’associazione Parco della Torre. Adesso non ci resta che compare la sciarpa e tifare per i Sembradores!

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Al Teatro Palladium il congresso provinciale dell’ Anpi

Vecchi e nuovi partigiani di Roma e provincia si sono dati appuntamento oggi al teatro Palladium in piazza Bartolomeo Romano alla Garbatella per il 17° congresso dell’ Anpi, dopo l’assise nazionale tenuta a fine febbraio a Riccione. 

La riunione si è aperta con la corposa relazione del Presidente dell’ Anpi di Roma Fabrizio De Santis, incentrata sulla storia della città democratica e antifascista; sui giorni drammatici della guerra in Ucraina, bombardata quotidianamente dalle forze armate di invasione russe, ribadendo la necessità di pace e disarmo. Erano presenti Andrea Catarci, assessore al decentramento del Comune di Roma, che ha portato anche il saluto del Sindaco Gualtieri e della maggioranza capitolina e Amedeo Ciaccheri presidente dell’VIII Municipio. 

Nel primo pomeriggio i partecipanti saranno alla manifestazione contro la guerra in Ucraina a piazza San Giovanni.

Dalla REDAZIONE

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Rifugiati ucraini ospitati nel palazzo occupato di piazza Pecile

Ora vivo qui con i miei due nipoti di 8 e 15 anni, il più grande di 20 invece, è rimasto in Ucraina perché è un militare”, ci racconta la signora V. di fronte al portone della sua nuova casa alla Garbatella. Nonna di tre nipoti, due in salvo, il terzo rimasto a combattere. A pochi passi dall’Air Terminal Ostiense, dove in queste ore continuano ad arrivare pullman interi di rifugiati, questa famiglia al contrario di altre ha trovato un tetto.

Mia nipote più piccola non si rende bene conto di cosa stia accadendo, è felice di essere in Italia per lei è tutto una novità. Mentre quello più grande, forse attraverso i social, ha capito che la situazione è grave e che non torneremo presto a casa.” Poi continua: “Questi giorni ho la tv accesa dall’alba fino a che non vado a dormire, sono preoccupata per i miei parenti rimasti lì, come mio nipote più grande o il marito di mia figlia. Tutti gli uomini hanno deciso di rimanere a combattere. Noi facciamo quel che possiamo da qui. Mia figlia da quando siamo in Italia va ogni mattina va a fare volontariato per  i nuovi ucraini che arrivano”.

La solidarietà

Non nasconde qualche lacrima la signora V. mentre racconta. “Nonostante la guerra è bello vedere tutta questa solidarietà, non smetterò mai di ringraziare l’Italia e tutto quello che sta facendo il nostro popolo. Perché per ora, a noi, non  resta altro da fare  che lasciare il nostro Paese. I primi giorni c’era solo qualche bombardamento qua e là, ma ora stanno distruggendo città intere. Kiev è una città deserta. La gente ormai è nascosta sotto terra giorno e notte. Le donne partoriscono nei bunker. C’è chi nasce e chi muore sotto quei bombardamenti.”

Continuare ad ospitarli e raccogliere fondi, per ora, è il minimo che il nostro territorio possa fare, ma di cosa hanno veramente bisogno?
In questo momento il popolo ucraino ha bisogno di tutto, dai soldi, al cibo, all’acqua. Pochi giorni fa i militari russi hanno occupato una delle più grandi panetterie di Kiev, e la gente non poteva più neanche prendere il pane. Per fortuna poi, i nostri uomini hanno difeso quel negozio e l’hanno liberato.” Poi aggiunge. “C’è bisogno di cibo ma anche di poterci difendere, a molti uomini rimasti lì a combattere mancano i giubbotti antiproiettile, guanti per utilizzare i fucili. Fa male imbracciare un’arma con quel freddo e senza guanti sai?”.

Cosa possiamo fare?

Cosa voglia dire imbracciare un fucile a mani nude ci rimane difficile immaginarlo. Svegliarsi e correre davanti la tv per vedere se i nostri parenti siano ancora vivi, ancora meno. Eppure questa storia, pur non vivendola in prima persona, ci sta toccando tutti. Nelle ultime ore solo a Kharkiv sono morti oltre 100 bambini ed a Zhytomir proprio ieri, un bombardamento ha colpito un’altra scuola.

Cosa possiamo fare? Il minimo dal nostro Municipio. Vi ricordiamo che Il Municipio Solidale ha stanziato un fondo monetario di aiuti per l’Ucraina.

Per donazioni e/o disponibilità di volontari/e chiamare:
06 400606060

Lunedì e mercoledì dalle ore 9 alle 18, martedì dalle 14 alle 18 e giovedì dalle 9 alle 13.

Oppure scrivi una mail a:

municipiosolidale8@gmail.com

Di Ilaria PROIETTI MERCURI

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FIACCOLATA A PORTA SAN PAOLO, I CITTADINI RACCOLGONO L’APPELLO DEL MUNICIPIO

Presente anche il vescovo Don Dario Gervasi insieme a numerose associazioni di volontariato

Hanno risposto in molti all’appello lanciato dall’VIII Municipio per una fiaccolata per la pace a Porta San Paolo. Giovani, anziani, genitori con i propri figli, qualche scolaresca. L’ appuntamento era alle 19:00, ma già da un’ora c’erano persone con la bandiera arcobaleno della pace e dell’Unione Europea, quasi ad implorare un intervento deciso e unanime da parte di Bruxelles per il massimo sforzo diplomatico. 

Quello di Porta San Paolo è un luogo simbolo per la Resistenza e per tutta la città di Roma, oltre che per il nostro territorio, dove ciò che rimaneva dell’esercito italiano tentò nel settembre del 1943, insieme ai cittadini accorsi da ogni zona della città, di fermare l’invasore tedesco. 
La bandiera arcobaleno della pace proiettata sulla Piramide Cestia ha destato la curiosità degli automobilisti in transito per la via Ostiense, tanto che in molti, per sottolineare il proprio sostegno all’iniziativa, hanno applaudito dai finestrini mentre altri, incuriositi da tutte quelle persone con le fiaccole in mano, si sono addirittura fermati.

Dopo la barbarie della seconda guerra mondiale si pensava che almeno in Europa non ci sarebbero state più guerre. La memoria è andata subito alla furia e alla tragedia del conflitto nella ex Jugoslavia, a pochi chilometri dal nostro Paese, che ha lasciato lutti e disperazione. La stessa tragedia che sta colpendo il territorio dell’Ucraina e che sta portando centinaia di migliaia di profughi a lasciare quei luoghi per attraversare i confini in cerca di un aiuto.L’allarme e il grido dei cittadini è quello di trovare qualsiasi strada per arrestare il conflitto in corso e perché possano fermarsi i carri armati. Erano presenti rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio ed altre associazioni di volontariato, la CGIL rappresentata dalla segretaria di Roma e del Lazio Donatella Onofri. 
Amedeo Ciaccheri intervenuto in veste di Presidente del Municipio ha chiesto di “aprire un corridoio umanitario per far fronte alla drammatica emergenza che si sta aprendo in Europa”.
Toccante anche l’intervento del vescovo Don Gervasi, che ha rivolto l’appello ad ogni cittadino di “mettere in campo quello che può dare, cercando di essere uomini di pace perché ci sarà da fronteggiare una grande emergenza sul fronte dell’accoglienza visto che si parla di milioni di profughi. La pace unisce tutti, non ha bandiere, non ha muri”.

Di Stefano BAIOCCHI

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