Nel dicembre del 2020 all’interno del parco Scott si aprì una voragine prontamente recintata prima dalla Polizia locale del Gruppo Tintoretto e successivamente da Acea. Una volta messa in sicurezza l’area, i tecnici dell’Azienda comunale hanno provveduto all’avvio di una serie di indagini con lo scopo di individuare le cause che hanno generato il crollo del terreno. Dalle indagini è emersa la rottura della tubazione che da via Tito Omboni si raccorda con il collettore dell’Almone su Circonvallazione Ardeatina.
Sono quindi partiti gli interventi per ripristinare l’area e riconsegnarla ai cittadini. “Il Municipio Roma VIII – fa sapere l’assessore Michele Centorrino – vigilerà per tutta la durata dei lavori. Il rapporto con Acea e i tecnici al lavoro sarà continuativo e pronto a rispondere agli interrogativi che potranno giungere dalla cittadinanza, tanto che abbiamo concordato un primo appuntamento: martedì 15 marzo alle ore 17:00 presso l’ingresso di parco Scott in via Tito Omboni”.
L’Assessorato all’Ambiente ha lavorato insieme all’Azienda di Piazzale Ostiense per programmare e definire tutti gli aspetti tecnici di un intervento che proseguirà per diversi mesi. Si procederà alla riparazione dei condotti fognari; contestualmente allo scavo della collina, dove è prevista la rimozione di una parte degli alberi che saranno sostituiti in un secondo momento da 40 nuovi esemplari, in numero maggiore rispetto a quelli oggi preesistenti. Contemporaneamente si continuerà con il cantiere che vedrà un lavoro di sinergie tra gli uffici tecnici dell’VIII Municipio, il parco Archeologico dell’Appia Antica, la Soprintendenza Statale e Roma Capitale, con cui si sono concordate tutte le fasi di preparazione.
I cittadini dell’Ardeatino potranno comunque continuare a frequentare il parco che non sarà completamente interdetto; nell’area di cantiere, Acea procederà alla messa in sicurezza delle zone fruibili al pubblico.
Una mimosa per la pace nel mondo e per ricordare Carla Di Veroli, prematuramente scomparsa nella scorsa estate verrà piantata venerdì 11 marzo, alle ore 16, nel giardino prossimo alla biblioteca Arcipelago a Via Benedetto Croce 50. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione Il Tempo Ritrovato in collaborazione con gli assessorati all’Ambiente e alla Cultura dell’VIII Municipio.
“Già l’8 marzo con un gruppo di garbatellane doc abbiamo piantumato una mimosa al lotto 31 in ricordo di Enrica Zarfati e Emma di Porto- ha dichiarato Mirella arcidiacono, presidentessa dell‘associazione-, due donne ebree che hanno lasciato il segno alla Garbatella. La nostra è un’iniziativa nata diversi anni fa per tutelare le radici storiche del quartiere, da qui dovrebbe partire l’idea di costruire un gruppo denominato donne educatrici alla pace, riprendendo il pensiero di Karol Wojtyla”.
Dovrebbe riaprire entro la fine del mese la pista ciclabile che lambisce il Tevere sotto il Ponte dell’Industria, chiusa dal 3 ottobre scorso a causa dell’incendio, che provocò per diversi mesi l’interruzione del ponte stesso.
Quel tratto di ciclabile è di particolare importanza per molti cittadini che usano le due ruote non soltanto per svago, ma anche per andare al lavoro. Il 27 febbraio scorso una manifestazione, indetta dall’associazione Salvacislistiroma, aveva riportato l’attenzione dell’opinione pubblica al problema. Alessandra Grasso, attivista dell’associazione, racconta: “ci sono due new jersey di cemento che impediscono l’accesso alla banchina. Uno di questi si trova a ridosso del lungotevere di Pietra Papa, proprio dove nelle vicinanze era presente la città del Gusto; la rampa che dalla strada consentiva di scendere sulla sponda del fiume è sbarrata, mentre l’altro accesso chiuso si trova dopo il ponte, in direzione Testaccio”.
“Da 5 mesi un intero quadrante cittadino peraltro molto cementificato, – si legge in un comunicato dell’associazione – è stato privato di un luogo dove passeggiare, poter fare attività sportiva, pedalare per svago e per spostarsi da una parte all’altra della città, godendo della serenità del Tevere. Si è sottratta fruibilità del verde, si è sottratto un percorso di mobilità dolce alle cittadine ed ai cittadini. Ancora una volta si è palesata la discriminazione che l’Amministrazione Capitolina ha nei confronti di chi ha scelto una mobilità ecosostenibile, quali pedoni e ciclisti, e un diverso modo di vivere le bellezze della Città Eterna più vicino. Oramai è trascorso troppo tempo e chiediamo urgentemente la rimozione della carcassa di ponte presente sulla banchina del Tevere e il ripristino della ciclopedonale presente”.
“In una città dove il tasso di mortalità sulle strade urbane è tra i più alti in Europa, – prosegue la nota – non è possibile che uno spazio dove le famiglie, i pedoni, i ciclisti sono al sicuro dalla violenza stradale resti chiuso per l’inefficienza e la mancanza di attenzione dell’Amministrazione Capitolina a una ampissima e vulnerabile fascia della cittadinanza romana, considerandola in tal modo come di serie b non meritevole della sua attenzione”. L’associazione Salvaiciclisti ha quindi lanciato una petizione per la riapertura della pista ciclabile, raccolta di firme che è stata sottoscritta da oltre settecento persone nel giro di pochi giorni. Nel frattempo – fanno sapere – il prossimo 12 marzo torneranno a monitorare il fiume Tevere con una giornata di attività, discussioni aperta a tutti: si partirà da Largo Giuseppe Veratti per una “biciclettata” di 10km che arriverà all’Isola Tiberina.
Il tragitto sarà articolato in tre tappe per incontrare le associazioni che si occupano della tutela del Tevere: dagli Orti Urbani, passando per Agenda Tevere fino al Coordinamento Romano per l’Acqua Pubblica e all’associazione A Sud. Alla passeggiata in bici è stato invitato anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.
Ora dal Campidoglio trapela che entro un mese, per la pista ciclabile sotto il Ponte dell’Industria, potrebbero arrivare novità positive.
Al Polivalente Guglielmo Fiorini di via Costantino va in scena la diciottesima giornata del campionato calcio a 5 di serie C1 girone B. Ad aggiudicarsi la vittoria sono i padroni di casa per 7-3, punti importanti per lotta in zona playout.
La partita inizia un po’ in sordina, le due squadre si studiano e non creano azioni rilevanti. Bisogna attendere gli ultimi minuti del primo tempo per assaporare un po’ di gioco, infatti, i padroni di casa aumentano il pressing e inducono gli avversari all’errore. Proprio su una palla sbagliata del Levante, il numero 11 Forlani, trova tra le gambe avversarie il pertugio giusto per il goal dell’1-0.
Passa appena un minuto e Lauri delizia il pubblico con un pregevole goal di tacco sotto porta, seguito a pochi secondi dall’intervallo, dalla rete di Costantini su punizione.
Al rientro in campo è ancora una volta il Tormarancia a gonfiare la rete, con un destro potente all’incrocio dei pali di De Rossi per il 4-0.
La partita sembra ormai volgere in favore dei gialloneri, che abbassano i ritmi e lasciano l’iniziativa agli avversari, è proprio in questo frangente che Lucarello sigla il goal dell’1-4. Si scaldano gli animi in campo, vola qualche cartellino giallo, e il Tormarancia sbanda. Gli ospiti ne approfittano e segnano prima con Arezzo il 4-2 e poi di nuovo con Lucarello il 4-3.
mister Parrini richiama i suoi e rimette in ordine la squadra, che si riprende d’animo e ricomincia a giocare con agonismo, così arrivano le ultime tre reti, prima con Forlani e poi a chiudere sul 7-3 una doppietta di Di Bello. In evidenza per i padroni di casa anche il portiere Leonardo Filipponio, autore di alcune belle parate in tuffo e il capitano Parrini, nelle fasi d’impostazione del gioco dalla difesa.
“Nonostante la vittoria, non sono per niente soddisfatto della prestazione della squadra – commenta mister Alessandro Parrini al termine della partita – Nel primo tempo siamo stati troppo lenti e statici; poi dopo il 4-0 c’è stato un blackout totale, ci siamo fermati e questo non è tollerabile. Abbiamo rimesso in corsa una squadra che era sotto di quattro goal e abbiamo rischiato di compromettere il risultato. Dobbiamo lavorare di più sulla mentalità, i miei ragazzi hanno tante potenzialità, ma se non ci stanno con la testa non si otterranno i risultati”.
Nella prossima partita il Tormarancia sarà impegnato in trasferta contro il Real Fiumicino, sabato 12 marzo.
Marcatori:
Pt. Forlani, Lauri, Costantini.
St. De Rossi, Lucarello (L), Arezzo (L), Lucarello (L), Forlani, Di Bello, Di Bello.
Una sciarpa con i colori della Roma, lo stemma della lupa, e al centro la scritta Medellín. Un capo da collezione, a tiratura limitata, di ottimo tessuto che consacra il rapporto di fratellanza tra la città capitolina e il distretto colombiano della Comuna 13 di Medellín. La si può acquistare (a questo link) per ora entro il 13 marzo, per sostenere le attività dell’associazione colombiana Sembrando Paz y Esperanza, che attraverso lo sport e attività educative, si occupa di circa trecento tra bambini e bambine, allontanandoli dal narcotraffico e dalla prostituzione.
Il barrio sudamericano, è tra i più pericolosi al mondo, costantemente minacciato dai narcos, dalla circolazione di armi da fuoco e dalla tratta dei minori. L’associazione dei Sembradores, interviene in questo contesto per garantire un futuro migliore ai ragazzi del luogo, ma non ci sono finanziamenti e i problemi sono aumentati a causa dalla pandemia e delle costanti rivolte interne che si scatenano nel paese.
Tra i promotori del progetto ci sono: Borghetta Stile, Valerio Curcio che collabora con «Il Romanista»e dalle associazioni di Tor Marancia TormarArte e Parco della Torre, di quest’ultima fa parte Simona Fiorentini, che più volte è volata a Medellín per volontariato e per raccogliere fondi a sostegno della Comuna 13.
“Già a luglio scorso Tor Marancia si era resa protagonista di una campagna a sostegno della causa, ma questa volta si vuole coinvolgere tutta la città e i tifosi della Roma” Ci racconta Simona “Sono giorni difficili, la crisi umanitaria a cui stiamo assistendo ci ha mostrato per l’ennesima volta il potere della solidarietà. Nel caso specifico voglio parlarvi del potere dello sport popolare. Un valore che ha unito due realtà così distanti tra loro: Roma e Medellìn. Le armi da imbracciare sono quelle della fratellanza e dell’aiuto reciproco. Il calcio è lo sport che più rappresenta lo spirito popolare e solidale all’interno di contesti difficili come quello della Comuna 13, teatro di massacri legati al narcotraffico. È capace di unire, di coltivare valori, di far sognare e, soprattutto, di generare speranze. Possiamo aiutarli, possiamo tifare per loro nella competizione contro stigmi e pregiudizi a cui tutti i giorni sono costretti a giocare. Possiamo regalargli la gioia di far vedere quanto valgono al mondo intero”.
Per altre informazioni è possibile contattare la pagina Facebook dell’associazione Parco della Torre. Adesso non ci resta che compare la sciarpa e tifare per i Sembradores!
Apre in via straordinaria il Sepolcreto Ostiense, la famosa necropoli a poche decine di metri dalla Basilica di San Paolo. La visita si terrà il prossimo 8 marzo a cura di Marina Marcelli e Cristina Carta della Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con Zètema progetto cultura. Per l’occasione aprirà un nuovo settore dell’antico cimitero, sulle pendici della Rupe di San Paolo.
I molti nomi di donne presenti tra le iscrizioni funerarie sono una chiara traccia del loro ruolo di primaria importanza e rivelano aspetti inediti del mondo femminile dell’epoca. Si parlerà anche di due defunte di nome Cleopatra, un chiaro riferimento al momento storico che duemila anni fa influenzava la società romana. Piccoli oggetti della vita quotidiana rinvenuti negli scavi racconteranno storie e usi ancora attuali.
Appuntamento: Ingresso del Sepolcreto nel parco Schuster presso la Basilica di S. Paolo, via Ostiense s.n.c.
Informazioni: Prenotazione obbligatoria 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) Massimo partecipanti: 25 pax
Orario:
Martedì 8 marzo 2022 Ore 15.00 e 16.00 (due visite)
Finalmente Il Palladium riparte. E lo fa con la rassegna cinematografica Rome on the Screen, organizzata dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, dal Dams dell’Università Roma Tre e dal Trinity College Rome Campus, con la collaborazione della Cineteca di Bologna e di Cinecittà-Luce. Come si evince dal titolo, la rassegna celebra il rapporto tra il cinema e la città di Roma, con 5 proiezioni, ogni mercoledì di marzo alle ore 19. Saranno occasioni davvero imperdibili per gli studenti di cinematografia ma anche per gli appassionati, dato che ci si potrà cimentare nel riconoscere scorci della città, immagini di monumenti e di quartieri.
La prima serata, mercoledì 2 marzo, sarà dedicata a Roma nel cinema muto ed introdotta da Luca Aversano (Fondazione Roma Tre Teatro Palladium), Stephen Marth (Trinity College Rome Campus), Vito Zagarrio (Roma Tre)esi avvale dell’accompagnamento dal vivo dellaRoma Tre Jazz band. Seguiranno film più o meno noti, ma tutti in versione restaurata, introdotti da docenti e critici cinematografici:
Vacanze romane di William Wyler
Accattone di Pier Paolo Pasolini
9 marzo : Lo sceicco bianco di Federico Fellini presentato daValerio Coladonato (Università La Sapienza).
16 marzo: Vacanze romane presentato da Giacomo Manzoli (Università di Bologna)
23 marzo: Tu ridi di Paolo e Vittorio Taviani, adattamento dalle Novelle per un anno di Pirandello, introdotto da Silvia Carandini (Sapienza), Anna Maria Andreoli (Istituto di studi Pirandelliani) e il montatore Roberto Perpignani
30 marzo: Accattonedi Pier Paolo Pasolini, presentato da Stefania Parigi (Roma Tre) e Guy Borlée (Cineteca di Bologna), che celebreranno così il centenario della nascita del grande scrittore.
Oggi, nel pomeriggio, davanti all’ambasciata russa a Roma si è svolta una mobilitazione popolare, decisa unitariamente dalle forze politiche del centrosinistra, contro l’invasione dell’Ucraina e per la pace in Europa. Folta la presenza dei rappresentanti del mondo politico. Sono intervenuti il Segretario nazionale del Partito Democratico Enrico Letta, Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
Nei loro interventi è emersa una forte condanna dell’invasione Russa in Ucraina. Alla manifestazione erano presenti anche numerosi assessori e consiglieri dell’VIII Municipio, insieme al Presidente Amedeo Ciaccheri, che si dice “fortemente preoccupato per la situazione che si va delineando nell’Europa dell’est, e invita a partecipare alle numerose manifestazioni che si terranno nei prossimi giorni”. Presente tra i manifestanti anche il leader di Azione Carlo Calenda.
Saranno quattro mesi difficili quelli che attendono gli utenti della metropolitana. Ad aprile partiranno i lavori di manutenzione della linea B e di conseguenza i cittadini dell’VIII Municipio ogni sera a partire dalle 21:00 dovranno trovare un’alternativa. Lo ha annunciato l’assessore alla mobilità del Comune di Roma Eugenio Patanè a margine dell’incontro che il PD romano – chiamato a rapporto dal Sindaco Gualtieri – ha tenuto in un casale nei pressi del Divino Amore. Lavori non più procrastinabili, che serviranno anche a realizzare il futuro nodo di scambio tra la fermata Colosseo e la stazione Fori Imperiali della linea C. Si tratterà, ha spiegato Patanè, di importanti interventi di manutenzione dell’armamento e delle cosiddette banchinette e riguarderanno anche i sistemi antincendio.
In questo modo saranno spesi tutti i 425 milioni di euro che l’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio fece stanziare per la Capitale. In realtà di soldi ne servirebbero molti di più, perché le tre linee della metropolitana, escludendo quindi la Roma Lido, andrebbero rimodernate completamente. “Per questa operazione – ha detto Patanè – servirebbero almeno 1,2 miliardi di euro in più”.
Il nostro territorio vanta ben quattro stazioni – Piramide, Garbatella, San Paolo e Marconi – che servono migliaia di cittadini che quotidianamente usano la linea blu per spostarsi. Dopo le 21:00 sarà un problema per moltissimi di loro anche se ATAC, molto probabilmente, disporrà corse con autobus sostitutivi che seguiranno in linea di massima il tracciato della ferrovia. Soprattutto con l’arrivo della bella stagione e, speriamo, con l’uscita dall’emergenza legata al Covid, è facile ipotizzare un aumento sensibile del traffico in città, soprattutto la sera. È quindi facile prevedere quanto i tempi per il rientro a casa, dopo una giornata di lavoro o di scuola, si allungheranno sensibilmente. A proposito di Covid c’è il rischio che a ridosso della chiusura anticipata della metropolitana i treni vengano presi d’assalto e, viaggiando al massimo della capienza, possano diventare un pericoloso veicolo di contagio. Va inoltre considerato che molti utenti usano la linea B per raggiungere la Stazione di Roma Ostiense, importante nodo che vanta i collegamenti della FL1 Orte – Fiumicino Aeroporto, la FL3 Roma – Viterbo e la FL5 Roma – Civitavecchia, nonché il passaggio di altri treni regionali e Intercity.
Coinvolto anche l’VIII Municipio per competenza territoriale
Parte la fase operativa del progetto che consegnerà ai cittadini un nuovo volto del percorso del Tevere, rilanciando politiche ambientali e opere ecosostenibili, che valorizzeranno il tratto da Castel Giubileo fino alla foce del mare. Dopo l’approvazione in Consiglio, la Giunta regionale del Lazio ha dato il via libera alla sottoscrizione del “Contratto di Fiume” del Tevere, il primo a basarsi su un processo di programmazione partecipata, adattato sulle direttive europee e che implica la partecipazione di enti pubblici e privati per uno sviluppo sostenibile.
“Un grande progetto collettivo prende forma – ha dichiarato il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri – con il coinvolgimento delle comunità territoriali e le realtà sociali con un obiettivo grande all’orizzonte: il rilancio e la fruibilità del nostro Tevere come bene comune e spazio pubblico attraverso un Programma Triennale di Azione. Un impegno assunto in questi anni, che possiamo restituire alla cittadinanza con il ruolo centrale della Regione Lazio assieme a Roma Capitale, i Municipi, gli Enti pubblici statali e locali e le associazioni, prima fra tutte Agenda Tevere Onlus ”.
Il ruolo di coordinamento è stato assegnato alla Città metropolitana di Roma Capitale, che guiderà il processo di individuazione dell’operatività degli obiettivi condivisi, tra cui la gestione delle risorse idriche, il miglioramento della qualità delle acque, la protezione dal rischio idraulico e una diffusione della conoscenza delle caratteristiche ambientali del fiume per una reale accessibilità e fruizione.
“Uno strumento indispensabile per programmare azioni concrete di tutela e cura dei nostri fiumi e dell’ambiente in generale – ha sottolineato il Presidente della Regione Nicola Zingaretti – Tra le azioni più significative c’è il progetto delle barriere che ci ha permesso di intercettare i rifiuti galleggianti presenti nel Tevere e nell’Aniene, costituiti principalmente da materiale plastico, prima del loro naturale arrivo nelle acque marine. In circa un anno e mezzo abbiamo raccolto 8 tonnellate di rifiuti. La nostra attenzione è stata rivolta anche alla manutenzione straordinaria del Tevere, tra Roma e Fiumicino, nel tratto che da Castel Giubileo conduce a Ponte Marconi e ancora da Ponte Marconi a Mezzocammino, con investimenti per oltre 2 milioni di euro. Abbiamo avviato la bonifica dell’area limitrofa al Monte Antenne e iniziato la rimozione dei troppi relitti che per anni hanno inquinato dal punto di vista ambientale e paesaggistico il fiume della Capitale.”
La partnership ha coinvolto per competenza territoriale alcuni Municipi di Roma, tra cui l’VIII, il Comune di Fiumicino, l’agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA), l’Acea Ato 2, ordini professionali, università e diverse associazioni ambientaliste e culturali.
Oggi è deceduto lo storico titolare del noto Vini e Olii di via Cravero alla Garbatella
“Scusate se chiudo”, così Angelino tre anni fa si congedava dai suoi vecchi clienti della vineria di via Cravero 26. Oggi ci ha lasciato per sempre e la Garbatella lo porterà sempre nel cuore. Angelo Talevi era un uomo umile, ma con una profonda cultura. Nell’aprile del 1966 rilevò l’attività di Vini e Olii, insieme alla trattoria dei Tre Gatti sulla vicina via delle Sette Chiese e nel 2019, dopo più di 50 anni di attività a due passi dal cinema teatro Palladium, decise di passare la mano e andare finalmente in pensione.
Angelo proveniva da una famiglia di Trastevere, settimo di undici figli, lavorò nel ristorante del nonno Carlo Menta nel 1963, dopo essere tornato dal servizio militare di leva. Fece tra l’altro la comparsa nel film Accattone, quando strinse l’amicizia con Pier Paolo Pasolini nata sul barcone del Ciriola, locale molto amato dal poeta e scrittore delle borgate di Roma. I funerali di Angelo Talevi si terranno domani, venerdì 18 febbraio, alle ore 15 nella chiesa di San Francesco Saverio. Ai famigliari e ai parenti vanno le condoglianze della redazione di Cara Garbatella.
Il 18 febbraio la Garbatella compirà gli anni e saranno 102, come quelli di una centenaria già suonata. Nel fine settimana, dal venerdì alla domenica, molte associazioni si daranno appuntamento a Piazza Santa Eurosia e Via delle Sette Chiese per celebrare questo tanto atteso anniversario. L’evento chiamato Bancarellando Insieme prevede la presenza di diversi stand con esposizioni artigianali, animazioni artistiche e eventi culturali. A coordinare le numerose iniziative, con il patrocinio di enti e istituzioni pubbliche e private, è l’associazione I.T.A.C.A. che ha voluto associare la manifestazione alla Macchina di Anticitera, un piccolo reperto archeologico in rame del II secolo a. C. ritrovato nel 1900 in Grecia dai pescatori, facente parte di un complesso meccanismo, ritenuto il più antico calcolatore meccanico conosciuto.
“Si è voluto avvicinare la celebrazione del compleanno della Garbatella, a cui partecipano tante associazioni, alla complessità della Macchina di Anticitera , – ha spiegato Simonetta Greco di I.T.A.C.A- perché quel piccolo pezzo di rame faceva parte di uno strumento complesso nel quale tutte le parti erano ugualmente indispensabili e necessarie per il suo funzionamento ottimale. Così allo stesso modo tutti possono concorrere al rinnovamento, alla resilienza, allo sviluppo culturale e sociale del territorio passando dalla complessità alla complementarietà. Tutti noi possiamo essere partecipi allo sviluppo, alla crescita, come gli ingranaggi di una macchina complessa dando il nostro contributo.”
Sono tante le presenze e le attività in calendario: dagli scacchi alla fotografia, dalla musica alla boxe, al volontariato e naturalmente ci sarà spazio per la memoria. La storia della Garbatella vivrà attraverso una raccolta di testimonianze fotografiche proveniente dal fondo “I Ricordi nel Cassetto”. Insomma ce ne sarà per tutti i gusti in una festosa atmosfera di socializzazione e partecipazione. Per ulteriori informazioni consultate la locandina della manifestazione sul web o nei negozi di piazza Sant’Eurosia.
Il maltempo annunciato, qualche scroscio di pioggia e il forte vento avevano fatto temere un rinvio delle operazioni. Invece si è provveduto ugualmente. Dopo anni di richieste da parte dei cittadini e di alcune associazioni locali, il servizio giardini del Comune di Roma, di concerto con l’assessore all’Ambiente dell’VIII Municipio Michele Centorrino, lunedì 14 febbraio è finalmente intervenuto nella potatura degli alberi di platano in via Costantino. Si tratta di una strada lunga circa 800 metri che unisce viale Leonardo da Vinci con la Cristoforo Colombo, in cui lo stato delle alberature, circa 150 platani, aveva destato più di una preoccupazione. Interessata dagli interventi di taglio stagionale è stata anche piazza Adele Zoagli Mameli alla Garbatella. Era un intervento atteso, che ha visto la Polizia Locale chiudere la strada e deviare il traffico per il tempo necessario alle operazioni. Negli ultimi anni, infatti, si è più volte sfiorato l’incidente in occasione di forte maltempo. Alcuni rami pesanti sono finiti sulla sede stradale rischiando l’incolumità delle persone e delle auto.
I platani sono alberi che normalmente raggiungono i 250 anni di vita e a Roma sono presenti sui marciapiedi di diverse zone, soprattutto sul Lungotevere. Hanno la capacità di raggiungere i 30 metri di altezza e di espandere i propri rami in maniera esponenziale e proporzionale all’altezza. Si tratta di un albero che predilige le aree soleggiate, sopportando contestualmente anche forti sbalzi di temperatura, ma anche alcuni elementi negativi della città quali lo smog e l’inquinamento anche delle acque o del terreno. Durante l’autunno e l’inverno le foglie spesso provocano l’ostruzione delle caditoie e talvolta possono risultare, soprattutto se bagnate, pericolose per chi guida un mezzo a due ruote. Prima dell’intervento, come racconta l’assessore Michele Centorrino a Cara Garbatella, si è provveduto, da parte del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma e da un agronomo forestale, ad un’analisi approfondita per ogni pianta, in modo da pianificare un’azione mirata :“Purtroppo, abbiamo verificato che alcuni alberi presentano il cosiddetto cancro colorato – si tratta di un fungo estremamente virulento in grado di uccidere un albero secolare nel giro di pochi anni – per cui sarà necessario qualche abbattimento; naturalmente le potature avranno come primo scopo la salvaguardia della pianta, ma in caso di abbattimento richiederemo l’impiantamento di nuove essenze arboree”. Presente anche il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri: “Quello su via Costantino è un lavoro imponente, perché dopo anni si interviene con il Servizio Giardini per le potature su un viale centrale del territorio accompagnando programmazione e intervento con una supervisione agronomica ulteriore, perché la cura delle piante torni a essere centrale nella nostra città a tutela del patrimonio ambientale e dei cittadini”. “Troppi anni sono passati da una programmazione continuativa – prosegue Ciaccheri – ma abbiamo raccolto l’invito di una rete di associazioni che in questi anni abbiamo ascoltato per la cura delle alberature urbane; su questo c’è un lungo lavoro da fare ma si possono assumere le prescrizioni europee per salvaguardare il volto della città e combattere l’inquinamento atmosferico”. Un’azione ben recepita dagli abitanti della zona, mentre alcuni cittadini non hanno mancato di evidenziare lo stato di ammaloramento della pavimentazione stradale non soltanto di via Costantino, ma anche di altre numerose strade del quartiere.
I mattoncini più amati al mondo potrebbero essere targati Garbatella. L’azienda danese ha infatti costruito un prototipo del bar di piazza da Triora n. 6, che per anni è stato per tutta l’Italia il bar dei Cesaroni.
Le cinque minifigure personificano i cinque protagonisti della serie: Giulio Cesaroni, Lucia Liguori, Cesare Cesaroni, Ezio Masetti e Stefania Masetti.
A presentare alla Lego l’idea è stata BrixLab, la community italiana dedicata al mondo dei mattoncini, di cui Mirko di Lillo è content creator: “In maniera goliardica abbiamo voluto proporre alla Lego un progetto localissimo – ci racconta – che rappresenta la nostra anima nazional popolare, la serie tv dei Cesaroni, cercando di offrire all’azienda una scelta alternativa a quella di produrre unicamente set di format televisivi internazionali, come Friends, ad esempio”.
Il progetto è stato accolto da Lego Ideas e, per essere sottoposto al giudizio definitivo dei designers della Lego ed ottenere un’ambita produzione ufficiale, dovrà ottenere il supporto di 10mila voti in un massimo due anni e mezzo.
Chissà se, dopo il Colosseo, unico soggetto italiano riprodotto nel 2020, potremmo avere trasformata in mattoncini un’altra icona romana!
Dopo il mosaico in bioresina, il primo Green Smart Wall a Roma installato nel quartiere Garbatella ad opera di Jordi Alessandro Bello Tabbi, l’associazione no-profit Yourban 2030, in collaborazione con ATAC e il Municipio VIII, inaugura il nuovo murales mangia smog realizzato dalla street artist italo-russa Maria Ginzburg, dal titolo Urban Fragments. L’opera si trova all’uscita della metro B in via Giacinto Pullino e rielabora i luoghi storici del quartiere offrendo a chi la guarda un’inedita mappa di Garbatella, in cui la storia si incontra con la quotidianità dei suoi abitanti.
Come Il cormorano di via del Porto Fluviale, è stata dipinta interamente con una speciale eco-vernice in grado di abbattere gli inquinanti atmosferici, grazie a un processo simile alla fotosintesi clorofilliana delle piante, che genera una reazione ossidante per catturare e distruggere le sostanze nocive. Airlite, questo il nome della pittura innovativa, si presenta dunque come una soluzione sostenibile e alla portata di tutti al problema della qualità dell’aria. Attivandosi con la sola energia della luce, riesce a ridurre in modo naturale l’inquinamento atmosferico fino all’ 88,8%. Con i suoi 36 mq di vernice mangia-smog, il murales infatti assorbirà lo smog di circa 7,7 auto a benzina euro 6 al giorno, come 36 mq di foresta,,. “Urban Fragments è il mio primo murales green” racconta l’artista classe 1998 “L’idea è nata a partire dal confronto con il contesto. Stiamo parlando di un muro che fa da cornice a un’area di socialità, un luogo che da mero passaggio doveva diventare spazio di incontro. Volevo quindi creare un pattern rappresentativo del contesto storico artistico del quartiere, però al tempo stesso doveva essere un lavoro rispettoso della socialità”.
Si è arricchita di nuovi modelli Licata8, una originalissima collezione di occhiali targata Optoricci. La linea porta il nome della via dove da oltre sessantacinque anni ha sede il negozio di ottica, e le montature quello dei luoghi del quartiere in cui il punto vendita ha sede: Palladium, Commodilla, Carlotta, Eurosia…
Il prossimo modello si chiamerà invece “Itaca” dal nome dell’associazione del territorio, alla quale il mese scorso è stata devoluta una percentuale dell’incasso della loro vendita. “Quest’anno abbiamo deciso di introdurre una novità – racconta Vania Ricci, ottico e ortottista, promotrice dell’iniziativa nata in piena pandemia -, ossia, l’associazione che sceglieremo diventerà il nome per un occhiale della successiva collezione”.
La linea, infatti, oltre ad essere innovativa e totalmente made in Italy è anche solidale, destinando una percentuale del ricavato delle vendite annuali ad una realtà associativa del territorio che ne faccia richiesta. Mentre nel gennaio 2021 è risultato vincitore “Municipio Solidale”, il progetto fatto nascere durante il primo periodo della pandemia dallo stesso Municipio e che ha coinvolto tante associazioni, a gennaio di quest’anno è stata premiata l’associazione culturale “Itaca”, presieduta da Simonetta Greco.
“Abbiamo apprezzato molto il contributo che Optoricci ci ha offerto – racconta la Greco – e prima ancora il progetto da cui nasce che va nella direzione del mutualismo, della solidarietà e della complicità tra realtà di volontariato e commerciali locali”.
Una rete di collaborazione che dà vita ad un nuovo welfare di prossimità, a nuove forme di sinergia, rendendo più sottile la distanza tra pubblico e privato secondo modalità di proudhoniana memoria: il contributo, infatti, verrà impiegato dall’associazione per coprire in parte le spese del noto evento “Buon Compleanno Garbatella”, giunto alla sua XXIIIesima edizione. L’iniziativa, ad ingresso libero, si svolgerà in occasione dei prossimi 102 anni del noto quartiere romano, dal 18 al 20 febbraio, nel tratto pedonale che va da piazza Sant’Eurosia a Via delle Sette Chiese, dove verranno allestiti stand per esposizioni artigianali, animazioni artistiche ed eventi culturali.
Le associazioni del territorio dell’VIII Municipio hanno tempo fino al 31 marzo 2022 per presentare la propria candidatura ad Optoricci all’email:optoricci@gmail.com. Tra le candidature inviate, il negozio di ottica sceglierà il prossimo vincitore del 2023!
Una intensa vibrazione, carica di vita, di amore, di impegno e di passione. Queste sono state le note percepite stamattina all’intestazione del centro anziani Parco Schuster a Elena e Rosario Mocciaro.Loro che l’avevano fondato venti anni fa, lui che da presidente di Circoscrizione aveva cambiato il piano regolatore per permettere la nascita di questa realtà modello per i tanti che l’hanno frequentata e continuano a farlo. Insieme, da Presidente e Vice Presidente, lo avevano fatto crescere in tutti questi anni sino a farlo diventare una realtà centrale, un modello di riferimento per gli abitanti del Municipio.
La loro storia è degna di un romanzo di altri tempi. Si conoscono in Sicilia, Rosario ha già preso i voti, lei è una studentessa di tredici anni più giovane. Elena torna in Emilia Romagna con la famiglia, Rosario si trasferisce a Roma, i due perdono le loro tracce. Ma nel 1975 si ritrovano proprio nella Capitale e decidono di vivere consapevolmente, responsabilmente e apertamente il loro amore, più grande e più forte di ogni convenzione. Rosario abbandona la tonaca per vivere insieme a Elena una vita ricca di sogni, di progetti, di impegni sociali. Una vita semplice, autentica, rivoluzionaria.
Le voci che oggi li hanno ricordati sono le amiche e gli amici di una vita, entusiasti e commossi compagni di viaggio. Per le istituzioni locali, era presente il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e l’assessora alle Politiche Sociali Alessandra Aluigi, infine i figli Andrea e Miriam, che a stento hanno trattenuto la loro commozione e devozione per due genitori insostituibili, hanno trasmesso questo senso di appartenenza, e purtroppo di mancanza, dopo la loro recente scomparsa a soli otto mesi l’uno dall’altra. E anche se tutto ciò ha lasciato un vuoto ancora in fase di elaborazione, dall’altro si è svelato un grande senso di orgoglio per ciò che sono stati, per ciò che hanno realizzato, per tutto il loro lavoro di una vita insieme, una grande eredità da cui prendere esempio.
Le persone perbene le riconosci dallo sguardo. Stamattina negli sguardi di tutti i presenti c’erano anche quelli di Elena e Rosario Mocciaro.
“Ministero della truffa” e “Ministero delle bugie”, queste le scritte lasciate dagli attivisti per l’ambiente di “Ultima Generazione – Assemblee Cittadine Ora” sulle pareti del palazzo del dicastero della Transizione Ecologica in via Cristoforo Colombo, durante il blitz avvenuto nella mattinata di martedì 1 febbraio. Già lo scorso ottobre, in occasione del G20 a Roma, attuarono due manifestazioni per chiedere ai leader di invertire la rotta che sta causando il disastro climatico; la prima il 30, giorno di apertura del summit, in cui una cinquantina di attivisti si sdraiarono su via Cristoforo Colombo all’altezza del Ministero, trovando l’opposizione della polizia in tenuta antisommossa; la seconda, il giorno dopo, incatenandosi davanti ai Mercati Traianei, mentre altri manifestanti bloccavano temporaneamente via Nazionale. A dicembre si sono ripetuti fatti analoghi bloccando prima il Grande Raccordo Anulare, poi la tangenziale est, via del Foro Italico, all’altezza dell’uscita Salaria.
Questo progetto nasce all’interno del movimento “Extinction rebellion”, basato sulla disobbedienza civile non violenta e chiede che entro il 2022 il governo italiano istituisca e sia guidato dalle decisioni di un’Assemblea Nazionale straordinaria di Cittadini che possa affrontare l’emergenza climatica, per dare modo anche alle persone comuni di ottenere un cambiamento radicale in una situazione di collasso ecologico sempre più irreversibile. A motivare l’azione intrapresa ci sono 26.000 mail inviate al ministero, definito “di facciata” dai sostenitori della campagna, e ai suoi collaboratori, che non hanno ricevuto alcuna risposta. Un’iniziativa pacifica di disturbo, per cercare di attirare l’attenzione sulle loro richieste, a cui ne seguiranno altre, come hanno già annunciato, se i rappresentanti del governo (Draghi, Carfagna, Patuanelli, Cingolani, Giorgetti, Orlando) non concederanno loro un dibattito pubblico sul futuro del paese e sulla necessità della partecipazione della cittadinanza per fermare l’ecocidio in corso.
È stata Edith Bruck, scampata al campo di sterminio di Auschwitz, la protagonista dell’iniziativa organizzata al teatro Palladium dalla Fondazione Museo della Shoah con il patrocinio dell’università Roma Tre, in occasione del Giorno della Memoria. L’attore Stefano Massini ha aperto la serata con un monologo sulle atrocità del nazismo diventate “realtà quotidiana” e forse per questo ancora più assurde e ingiustificabili.
La scrittrice di nazionalità ungherese, intervistata dalla giornalista Francesca Nocerino, ha ricordato i terribili episodi della sua prigionia vissuti insieme alla sorella ed il peggio è stato proprio dopo il 27 gennaio, quando i nazisti hanno deciso di far sparire le prove della loro crudeltà. Le due sorelle ebree hanno infatti subito una deportazione a piedi da un campo di concentramento ad un altro, per poi essere di nuovo riportate al punto di partenza, ma solo dopo aver fatto a piedi più di mille chilometri e aver visto morire tante donne, bambine e anziane per gli stenti e il freddo.
È anche intervenuto il noto giornalista Furio Colombo, che ha spiegato la genesi della legge istitutiva del Giorno della Memoria approvata nel 2000. La serata è stata allietata dall’omaggio di due calciatori, Mathias Oliveira della Roma e Danilo Castaldi della Lazio che hanno offerto ciascuno la propria maglia alla signora Bruck, che le ha accolte molto divertita. L’attrice Micol Pavoncello ha letto alcune poesie di Edith Bruck , intervallandole con brani musicali della brava cantante Miriam Meghnagi, accompagnata alla chitarra dal musicista Nicola Puglielli. Presenti all’iniziativa il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il Rettore di Roma Tre Luca Pietromarchi e il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.
Chi non ha memoria non ha futuro. Lo hanno capito i numerosi cittadini, le associazioni del quartiere, l’Anpi e gli amministratori locali, che venerdì 21 hanno partecipato con emozione e orgoglio all’iniziativa Memorie d’Inciampo a Roma, promossa dall’associazione Arte in Memoria.
Il Municipio VIII ha pagato un tributo spaventoso alla Lotta di liberazione dal nazifascismo. Ai 335 uomini trucidati alle Fosse Ardeatine – dove va subito la memoria dell’eccidio – si aggiungono le decine di deportati nei campi di sterminio, i bombardamenti dell’Ostiense del marzo del 1944 e gli scontri armati contro la Wermacht, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre alla Montagnola e a Porta San Paolo.
Il primo appuntamento della mattinata si è svolto in via Percoto5, davanti al Terzo albergo, ultima dimora di Enrico Mancini, ricorda una targa di marmo del 1947. Antifascista e abile ebanista – come ha ricordato il pronipote Jacopo Smeriglio – aderente al Partito d’Azione dal 1942, con l’8 settembre entrò nella Resistenza. La sua attività terminò con l’arresto il 7 marzo del 1944, il giorno dei bombardamenti dell’Ostiense e della Garbatella, nel suo ufficio al centro di Roma, dove aveva aperto una nuova attività di commerciante di prodotti agricoli.
Condotto alla Pensione Oltremare, vicino alla stazione Termini, venne torturato dagli sgherri fascisti della banda Koch e successivamente trasferito alla Pensione Iaccarino, altro luogo di detenzione e tortura gestito dai fascisti italiani.
Il 18 marzo fu rinchiuso a Regina Coeli in attesa di processo, dove riuscì a far pervenire alla famiglia un biglietto. Fu prelevato dal carcere il 24 marzo e trasportato alle Fosse Ardeatine, dove morì assassinato all’età di 47 anni, lasciando la moglie e sei figli.
Estremamente toccante è stata anche la deposizione della pietra d’inciampo in Piazza Ricoldo da Montecroce, dove i nazisti il 9 maggio del 1944 prelevarono Emma Di Porto. Per la misera somma di 400 lire intascate da un delatore, fu arrestata mentre usciva di casa per andare a sfamare la sua gallina, unica fonte di sostentamento della famiglia.
La signora Di Porto, 45 anni, cittadina romana di religione ebraica, era nota nel quartiere per la sua generosità e la sua mitezza. Era conosciuta nei lotti Icp anche perché era solita accompagnare le giovani puerpere al parto.
Dopo l’arresto venne internata nel campo di smistamento di Fossoli vicino Modena, gestito dai fascisti di Salò, da dove fu fatta salire su un carro bestiame e spedita ad Auschwitz per essere assassinata il 30 giugno dello stesso anno. Il tragico destino toccato alla signora Di Porto è stato molto simile a quello di tanti altri cittadini romani di religione ebraica finiti nelle camere a gas di Auschwitz–Birkenau, traditi e venduti da persone abominevoli.
L’ultimo appuntamento della mattinata è stato quello in via Antonio Rubino, proprio davanti alla casa che aveva ospitato i fratelli Giuseppe e Francesco Cinelli, nati rispettivamente nel 1902 e nel 1899. Il ricordo dei Cinelli è toccato ad un emozionato Giancarlo Proietti, direttore editoriale di Cara Garbatella e memoria storica della Sinistra del quartiere.
Francesco era dipendente della Romana Gas e forse il meno impegnato politicamente, mentre Giuseppe era comunista e facchino ai Mercati Generali. Dopo l’8 settembre ebbe un ruolo di spessore nella Resistenza presso il comando della Settima Brigata Garibaldi di zona. Noto come sovversivo, molto prima dell’occupazione nazista, ormai latitante, tornò a dormire per una sera nella sua casa di Via Rubino insieme al fratello. Una scelta incauta, ma probabilmente dettata da cause di forza maggiore. Catturati la sera del 22 marzo furono torturati dalle SS di Kappler e Priebke nella prigione di via Tasso prima di essere assassinati alle Fosse Ardeatine.
A Giuseppe Cinelli, dopo il 4 giugno del 1944 all’indomani della liberazione di Roma, fu intitolata la sezione dei comunisti della Garbatella, la Villetta. La posa in opera delle pietre d’inciampo dedicate ai fratelli Cinelli è stata richiesta dagli abitanti del Lotto dove vivevano, come ha sottolineato l’Assessora alla memoria Maya Vetri, che nel rammentare la figura dei due martiri ha sottolineato: “Ricordare è un atto etico e rendere pubblica una memoria privata apreuno spazio laico di riflessione. Le pietre d’inciampo sono proprio questo: un antidoto al revisionismo, uno stimolo attivo verso la ricerca storica, un’opera d’arte senza fine che punta alla diffusione territoriale della memoria. Un inciampo fisico e visivo che fa conoscere”.
Tutto parte da un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig -progetto cominciato nel 1992 a Colonia – che consiste nel depositare nel selciato stradale delle città europee, dove è stata forte la presenza della barbarie nazifascista, dei blocchi di pietra ricoperti da una piastra di ottone sulla faccia superiore con il nome e le date di nascita e morte delle vittime di deportazioni o di omicidio politico. La pietra, grande pressappoco quanto un sampietrino, circa 10 x 10 cm, viene posta davanti all’ultima dimora abitata dal condannato. L’espressione “inciampo” viene dunque usata non in senso letterale, ma visivo: vuole indurre il passante a notare le pietre di diverso materiale e farlo fermare a riflettere su quanto accaduto, per poi ricordarlo. A Roma l’associazione Arte in memoria dal 2010 ne ha già deposte più di 300. Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare (Liliana Segre).
Eccoci di nuovo con il Concorso Indovina la foto, che continua a riscuotere l’attenzione dei lettori di Cara Garbatella. Pubblichiamo qui di seguito la classifica dei primi tre vincitori del concorso del numero 54 di dicembre 2021.
1° Classificato Daniela Ricci ( risposta pervenuta il 9 dicembre alle ore 19,20)
2°Classificato Andrea Pioppi ( risposta pervenuta il 10 dicembre alle ore 8,45)
3° Classificato Maria Principato ( risposta pervenuta il 10 dicembre alle ore 9,08)
Sono pervenute alla Redazione diverse altre risposte esatte e non, ma seguenti in ordine cronologico alle prime tre esatte. La premiazione si terrà alle ore 18,30 di lunedì 20 dicembre alla Villetta via degli Armatori, 3, dove verranno consegnati i volumi messi in palio, editi da Cara Garbatella.
Il freddo ha già fatto la sua prima vittima a Roma: venerdì scorso un uomo di ventisette anni è deceduto vicino la stazione Termini. Ogni anno l’abbassamento delle temperature miete vite tra i senza fissa dimora, la popolazione più fragile che vive in strada, e che diventa sempre più numerosa, purtroppo, a causa della crisi economica e sanitaria che stiamo attraversando.
In tutta la città sono partiti i servizi per l’accoglienza, proprio per impedire che il freddo colga queste persone mentre si trovano in giacigli di fortuna. Nel Municipio Roma VIII, per il quarto anno consecutivo, si sono aperte le porte dell’Istituto Romano San Michele, in piazzale Tosti a Tor Marancia. Il centro è stato preso in gestione, tramite bando pubblico, dalla Cooperativa Sociale Ambiente e Lavoro e può ospitare dalle 18:30 alle 9:00 un massimo di venti persone, e offrire loro oltre ad un letto e la possibilità di lavarsi, un pasto caldo e la colazione. L’accesso alla struttura avviene tramite la Sala Operativa Sociale, le segnalazioni delle associazioni di volontariato e della rete dei Servizi Sociali.
Le dichiarazioni dell’assessora Alessandra Aluigi
All’inaugurazione era presente anche Barbara Funari, la nuova assessora alle politiche sociali della giunta Gualtieri, che nella sua storia personale ha collaborato per anni con la Comunità di Sant’Egidio e ha ricoperto il ruolo di coordinatrice romana di Demos.
Si trovava con lei anche l’assessora municipale Alessandra Aluigi, che ha dichiarato: “Il progetto s’inserisce in un piano più ampio del Comune di Roma, abbiamo lavorato in sinergia con il dipartimento attraverso una regia condivisa che ha messo in campo una rete di servizi ben strutturata” ci spiega Aluigi, “all’interno del San Michele non ci si limita a dare un tetto sulla testa nei periodi invernali, ma cerchiamo di fare un lavoro di reinserimento sociale, intercettando i bisogni delle persone e a orientarle verso servizi mirati; le persone sono guidate da figure professionali, possono accedere a screening sanitari e interfacciarsi con psicologi” conclude: “Cerchiamo di fare il massimo possibile, con l’intenzione che questi percorsi siano solo l’inizio per una nuova opportunità per le persone che vi entrano”.
La pandemia ha scosso gli animi di tutti. È proprio nei momenti di difficoltà però, che si scoprono i gesti di grande altruismo. Dopo il Municipio Solidale, la piattaforma online nata in piena emergenza sanitaria per portare i pacchi spesa a domicilio, scambiarsi informazioni, messaggi di condivisione, usufruire di lezioni per i ragazzi, nelle ultime settimane ha preso vita in alternativa il Social Market della Garbatella, in Via Francesco Passino 12, nei locali adiacenti il centro sociale La Strada. Ma a chi è rivolto questo sussidio? Non a tutti, ovviamente. Le persone che hanno accesso allo spaccio sono state indicate dai servizi sociali, ci spiega Gabriella. Ognuna di esse ha una sua quota mensile da poter spendere, prendendo ciò che desidera. Questo ha significato un bel cambiamento. A confermarcelo stavolta è Simone Francescangeli, attivista de La Strada, anche lui volontario del Social Market: <<Il nuovo progetto funziona e ci permette di essere più efficaci ma soprattutto meno invadenti. Perché un conto è consegnare la spesa a casa, entrare nelle vite delle famiglie, per lo più ad orari prestabiliti sia per noi che per loro, un altro conto è farlo in modo flessibile>> e aggiunge, <<cosa che ci rende ancora più felici è che ora le persone non solo possono avere ciò di cui hanno bisogno, ma anche ciò che vogliono. E dare la possibilità di scelta, ci fa uscire dalla dimensione del puro assistenzialismo>>. Inoltre, essendo il mercato all’interno di uno spazio che ospita anche altri progetti sociali, ci spiega Simone, succede che magari quegli stessi nuclei familiari che vengono a fare la spesa, entrano poi in contatto anche con la scuola popolare, il Centro Sociale, La Villetta, lo sportello per il reddito di cittadinanza o l’assistenza migranti, scoprendo gli altri programmi che mettiamo in campo. Nonostante il Social Market sia partito da neanche un mese infatti, già due famiglie si sono interessate alla scuola popolare. <<Insomma, è un vero e proprio intervento a tutto tondo>>, conclude soddisfatto Simone.
Come in ogni cosa però, anche qui si ha qualche difficoltà. La prima che si incontra è proprio quella di mantenere attivo il mercatino: attraverso le donazioni, i volontari, le associazioni. Tra queste ci sono Csoa La Strada, Villetta Social Lab, Solid e Cara Garbatella. A collaborare c’è anche l’Ass. Recup, che si occupa appunto di recuperare gli scarti dei mercati. Ma i gesti bellissimi, in questo periodo, non sono mai abbastanza.
Quindi, questo nuovo Social Market ci porta a pensare principalmente che davanti al cibo ci si ritrova sempre più vicini e uniti. Inoltre è un invito ad aiutare, chi può, questa splendida iniziativa ad andare avanti.
Per le studentesse e gli studenti dell’VIII Municipio, l’Assessore Francesca Vetrugno ha annunciato un open day che si terrà sabato 11 dicembre dalle ore 9.30 nell’area eventi Gig’s del Parco Schuster a San Paolo.
Sarà la giornata dello Scuola Expo del Municipio in cui conoscere l’enorme patrimonio educativo del territorio e confrontarsi con i docenti di Istituti tecnici, cinematografici, aeronautici, licei classici, scientifici, artistici e scienze umane. “Tutte le scuole superiori del territorio – dichiara la Vetrugno – saranno presenti con personale pronto ad illustrare la propria offerta formativa e a rispondere alle domande delle ragazze e dei ragazzi, aiutandoli così a scegliere quale Scuola Superiore frequentare”.
Davvero un momento importante sia per loro che per le loro famiglie che si spera colgano questa opportunità e partecipino numerosi e con curiosità a questo evento.
“Solo se i mali di Roma saranno affrontati, solo se la parte più oppressa e più debole della società, dai poveri e dagli emarginati agli anziani, dalle borgate ai ghetti della periferia, avranno un peso nuovo su tutta la città, essa potrà essere risanata e rinnovata”; è rileggendo queste parole, pronunciate nel 1979 da Luigi Petroselli, che il neosindaco Roberto Gualtieri è salito al Campidoglio. Riascoltandole oggi non possiamo che ritenerle drammaticamente attuali. La città di Roma negli ultimi quaranta anni ha divorato troppo suolo ed è cresciuta numericamente sia in termini di abitanti che nel numero di autovetture in circolazione, con tutte le conseguenze del caso. E poi ci sono le tante incertezze che l’attuale emergenza sanitaria ha causato.
Sono trascorsi quasi due mesi dalla tornata amministrativa al Comune di Roma e la squadra degli assessori è già all’opera per affrontare il programma di cambiamento proposto dal neo sindaco Roberto Gualtieri, sostenuto da un’ampia maggioranza di centrosinistra. Tra gli eletti nell’aula Giulio Cesare e gli assessori nominati troviamo alcuni volti noti del Municipio VIII.
Tra questi, spicca il nome di Andrea Catarci, 52 anni, con delega al decentramento, partecipazione e servizi al territorio per la città dei 15 minuti. Il nuovo amministratore, dal 2006 al 2016, è stato presidente con il centrosinistra del Municipio VIII (fino al 2013 Circoscrizione XI). Già segretario della sezione di Rifondazione Comunista del quartiere Garbatella, ha successivamente aderito a Sel e nel 2020 è stato nominato coordinatore del Comitato scientifico di Liberare Roma. Il lavoro del suo assessorato si svilupperà intorno al progetto di una città “a portata di mano”, dove l’uso dei mezzi privati e pubblici sia ridotto perché ogni persona potrà trovare a “distanza” di quindici minuti tutto quello di cui avrà bisogno (lavoro, attività commerciali, impianti sportivi, strutture sanitarie, scuole, spazi di socialità e cultura), un concetto urbanistico elaborato, importato dalla Francia, per una città sostenibile. Un intervento che per essere sviluppato ha bisogno d’interventi mirati atti a modificare il Piano Regolatore ed una maggiore autonomia per i Municipi.
Sulla città sostenibile punta anche Ferdinando Bonessio, 63 anni, unico eletto della lista Europa Verde, che guiderà la commissione sport, benessere e qualità della vita e sarà vice presidente di quella per l’Ambiente. Alla sua seconda esperienza al consiglio comunale, Bonessio già nel 2006 fu capogruppo dei Verdi nella seconda giunta Veltroni, mentre nel 1993 ricoprì la carica di consigliere nel Municipio VIII.
Un’altra rieletta con 2100 voti è Valeria Baglio, 48 anni, volto noto nel Partito Democratico del territorio. E’ nell’assemblea Capitolina stabilmente dal 2013 (terzo mandato) e nominata all’unanimità capogruppo del PD; farà parte di tre commissioni: Bilancio, Commercio e Scuola.
Tra le file dei democratici c’è anche Antonella Melito, 36 anni, presidentessa uscente del consiglio dell’ottavo Municipio. E’ subentrata, come prima scelta, a Sabrina Alfonsi e Maurizio Veloccia, a seguito dell’assegnazione degli assessorati. In questa legislatura lavorerà in quattro commissioni: Roma Capitale, statuto e innovazione tecnologica, in quella del Commercio, nella Cultura, politiche giovanili e lavoro e inoltre, ricoprirà il ruolo di vice Presidentessa della commissione Urbanistica.
Con Sinistra Civica Ecologista è stata eletta Michela Cicculli, 37 anni, anche lei un volto noto nell’ottavo Municipio, in cui ha ricoperto dal 2019 il ruolo di assessora con deleghe al Bilancio, Politiche Giovanili, di Genere e alla Memoria. Nella sua prima volta al consiglio comunale sarà componente di quattro commissioni: Sociale e poi Sport, Benessere e Qualità della vita; è inoltre nominata vice presidentessa della commissione Scuola e presidentessa in quella Pari opportunità.
Tra le file dell’opposizione di Fratelli d’Italia ritroviamo Andrea De Priamo, 50 anni, al terzo mandato. Originario di Poggio Ameno, ha vissuto per molti anni a Baldovinetti, mentre il suo impegno politico è cresciuto alla Garbatella, nella storica sede di via Guendalina Borghese. De Priamo, infatti, fu nominato segretario del “Fronte della Gioventù” della sezione Garbatella-Eur, per poi essere eletto nel 1993 consigliere municipale con il Movimento Sociale Italiano. In questa legislatura sarà presente in tre commissioni: Ambiente, Cultura, politiche giovanile e lavoro e in quella dedicata al Commercio.
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