Skip to main content

Tag: Municipio VIII

Indovina la foto

Continua il concorso “Indovina la foto”, dove i lettori di Cara Garbatella sono invitati a scoprire i luoghi dimenticati del loro quartiere. Anche nell’ultima edizione del giornale di ottobre  tante sono state le risposte giunte via mail alla Redazione. Ma a vincere è stato solo uno, Enrico Gobbi che ha indicato Via Guglielmotti, la strada che collega piazza Pantero Pantera con via delle Sette Chiese. Sulla destra erano ancora presenti le villette Icp del lotto 1, che furono abbattute negli anni Cinquanta.

Questa volta l’immagine proposta è molto difficile da individuare perché rappresenta ancora un ambiente non urbanizzato. Ma dove si trova la collinetta dove sono rappresentati i due soggetti? Come sempre i primi tre lettori che faranno pervenire via mail la risposta esatta, saranno premiati dalla Redazione con le pubblicazioni edite da Cara Garbatella: “Garbatella 100, il racconto di un secolo”, ”Dalla Villetta ai Gazometri”, ”Quaderno della Resistenza Garbatella-Ostiense”. Ci vediamo alla premiazione e buon Natale.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A Natale cori, presepi, mercatini e tombolate

In campo le parrocchie, le scuole, i centri anziani e le associazioni del territorio

Di Paola Borghesi

Facendo gli scongiuri contro le misure restrittive che eventualmente potrebbero scattare nel periodo natalizio, fervono comunque i preparativi e le programmazioni per i festeggiamenti.

Le parrocchie per prime si stanno organizzando, mettendo in calendario cori, iniziative di solidarietà, allestimento di presepi.

L’attivissimo Don Alessandro Parroco di San Francesco Saverio, dopo i festeggiamenti del Santo Patrono del 3 dicembre alla presenza del Cardinale Rodè,  ha messo in programma per domenica 19 dicembre alle  17 il grande Coro Accademia Musicale di Roma Capitale. La corale nata nel 2009 con lo scopo di diventare uno strumento di aggregazione intorno all’attività musicale giovanile è cresciuta in questi 12 anni con varie aggregazioni fino all’attuale composizione di oltre 25 elementi. Il Concerto di Natale  rappresenta un ritorno alle esibizioni pubbliche dopo un’assenza di circa due anni a causa del Covid-19 e proprio per questo, assicurano, sarà una esibizione densa di emozioni. Il repertorio, proposto insieme al Gruppo musicale da camera dei docenti dell’Accademia ( un quartetto d’archi e un pianoforte) spazierà dalla tradizione sacra, con brani di Caccini, Mozart, Bach, Vivaldi, Pachelbel, ai brani popolari di quella natalizia. Don Alessandro ha pensato anche ad una distribuzione gratuita straordinaria di pacchi alle famiglie più bisognose e l’ha organizzata con il patrocinio dei Cavalieri di Malta, evento che si terrà il 16 dicembre alle ore 9. Ma la grande novità che tutti nel quartiere stanno aspettando, e che si spera si potrà realizzare – misure antiCovid permettendo – è il Presepe Vivente allestito dai bambini del catechismo.

A San Filippo Neri,  Don Pietro, invece, ha annunciato che sabato 11 dicembre alle 18,30 si terrà il concerto di Natale del Coro Gruppo Vocale Kantor, organizzato in collaborazione con l’Associazione Rione Garbatella. Inoltre, sempre nella sua parrocchia sarà allestito un bel presepe e, come ogni Natale nelle domeniche di Avvento, si svolgerà, in collaborazione con la Caritas, la raccolta viveri per i bisognosi.

Infine nella Basilica di San Paolo, l’ottima organizzazione di “Musica San Paolo” offre, nell’ambito della rassegna natalizia, il concerto dell’organista D.Jordi Augustì Piqué sabato 18 dicembre alle  15,00 mentre la messa delle 12 di domenica 19 dicembre, ultima prima di Natale, ospiterà il coro “Canto Vivo”. Il grande concerto che chiuderà le festività si terrà il 9 gennaio con il Coro Polifonico.

L’associazione Altre Vie, come ogni anno, organizza una tombolata di beneficenza, che quest’anno si terrà il 6 gennaio 2022 presso il Centro Anziani di via Pullino; il ricavato andrà all’associazione Ulaia ArteSud a favore dei campi Palestinesi in Libano. I frequentatori del Centro  hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa  del veterano, Giorgio Tribuzio, ovvero “la Corrida – Dilettanti allo sbaraglio” organizzata dall’Associazione Garbatella Romantica per il 10 dicembre dalle  16,30.  Il 17 dicembre invece, alla stessa ora, il pomeriggio sarà allietato dal Concerto di Natale del Gruppo corale Cristallo di San Paolo e la serata terminerà con un’altra tombolata.

Nella casa di riposo delle Suore di Gesù eucaristico le nonnine ospiti, insieme a figlie e figli e con la collaborazione della direttrice Suor Maria Cecilia stanno per portare in scena la commedia in romanesco “Ve l’avevo detto io…”di Cristina Fattori che cura anche la regia, con canzoni e musiche di Renato di Benedetto. La storia è molto divertente e racconta di quanto si vive bene a Garbatella, tanto che alcune signore di Piazza Bologna decidono di trasferirsi a vivere qui.

Per quanto riguarda i mercati, a Tormarancia, le associazioni Tormarte e Parco della Torre organizzano domenica 19 dicembre il “Mercatino Sciangaino di Natale” al lotto dei Murales. A Via Baldovinetti si svolgerà quello degli Ambulanti di Forte dei Marmi, promosso dalla Parrocchia di San Vigilio, sabato 11 dicembre.

Le Scuole del Municipio per quest’anno, con l’attenta regia dell’assessora Francesca Vetrugno,  hanno messo in campo un’iniziativa di solidarietà che vede come protagonisti i bambini e le loro famiglie. Nei pacchi dono di ogni bimbo ci sarà il “Tempo”. Sarà utilizzata una piattaforma informatica dove ognuno, dopo aver partecipato a percorsi di educazione alla solidarietà, caricherà la sua disponibilità di tempo per azioni solidali, ricevendo in cambio un “cronocredito”. Questo li aiuterà ad avere consapevolezza del valore del proprio impegno nel sociale in un percorso che, partendo dal Natale, crescerà nel prossimo futuro. 

 L’iniziativa coinvolgerà, oltre alle scuole, i “centri natalizi” di Garbatella, San Paolo, Montagnola, Roma70,  la Caritas, Sant’Egidio e le Acli, nonché le Associazioni  che si occupano in particolare di malati di Alzheimer.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Conferme e volti nuovi nella Giunta municipale

Di Stefano Baiocchi

È stata varata con alcune novità, non senza qualche polemica, la nuova giunta municipale presieduta da Amedeo Ciaccheri. Una squadra volta a continuare – come è stato più volte ribadito – il lavoro già iniziato dalla precedente consigliatura e che è stata premiata dai cittadini dell’VIII Municipio. Tre i volti conosciuti nel segno della continuità: Alessandra Aluigi alle politiche sociali, terza età e invecchiamento attivo, sanità, politiche abitative e Diritti LGBTQ+, Francesca Vetrugno alle politiche scolastiche, educative e giovanili e all’edilizia scolastica; Michele Centorrino all’Ambiente, gestione rifiuti e Tutela e promozione del Tevere e dell’Almone.Altrettante le novità: Maya Vetri, Antonio Calicchia e Luca Gasperini.

Fresca di elezione, Maya Vetri, militante di Casetta Rossa, prende le deleghe alle Politiche culturali, di genere, ai Beni comuni, alla Memoria ed alla Partecipazione.
Candidata alle ultime elezioni municipali nella lista Sinistra Civica Ecologista è risultata la consigliera con più preferenze (1086 voti) tra le fila della maggioranza.

Ha le idee molto chiare:” Vorrei innescare buone pratiche che mettano insieme le politiche culturali e i servizi per le cittadine e i cittadini, sostenere progetti creativi che offrano soluzioni significative a problemi reali, creare opportunità di incontro, scambio, conoscenza mettendo a valore la rete territoriale ed impegnandosi come amministrazione locale, nella ricerca di risorse economiche ed umane”. Sulla continuità legata alla precedente Giunta non ha dubbi: “Il nostro municipio è un terreno fertile che va curato e mantenuto, c’è un potenziale umano che fa ben sperare sulle possibilità di riuscita di un progetto culturale solido e diffuso. Penso agli orti urbani, luoghi naturali di socialità, apprendimento e scambio intergenerazionale, penso al contributo prezioso delle realtà sociali come la Festa per la Cultura, il Roma70 Live, il museo diffuso tra le case popolari di Tor Marancia, penso alla presenza di sinergie di qualità che scoccano dalle università, dai musei, dai racconti dei partigiani, dalle testimonianze fotografiche, dalle trasformazioni urbanistiche”.

Classe 1951, Antonio Calicchia si presenta con un curriculum di tutto rispetto: avvocato, ex dirigente comunale e successivamente segretario generale della Regione Lazio, nell’VIII Municipio andrà ad occuparsi di Bilancio, Commercio, Turismo e Grandi Eventi, ma sarà anche Vice Presidente. Direttore del dipartimento cultura e sport del Comune di Roma sotto l’amministrazione Rutelli, in Provincia è stato capo di Gabinetto con Enrico Gasbarra.

Il suo approdo a Via Benedetto Croce è frutto di un accordo tra la lista Civica di Amedeo Ciaccheri e il PD Romano. Lo stesso Presidente Ciaccheri non nasconde il proprio entusiasmo: “Calicchia, già apprezzato dirigente amministrativo, metterà la sua esperienza al servizio del territorio seguendo il Bilancio e le attività produttive e sarà anche il mio vice in giunta”.

Luca Gasperini, avvocato, forte di 450 preferenze ottenute nella lista del Partito Democratico, è invece il nuovo assessore ai Lavori Pubblici, all’Urbanistica, e ai Trasporti e alla Mobilità.

In politica dal 2002, simpatizzante dell’Ulivo e poi iscritto al PD dalla fondazione, è nato e cresciuto all’Ottavo Colle; è consigliere municipale dal 2008 e conosce a fondo il territorio dell’VIII Municipio. Appena insediato si è messo in contatto con le associazioni e i vari comitati di quartiere con i quali ha avviato un confronto sugli interventi di maggior rilevanza da effettuare, interventi – ci tengono a far sapere dall’assessorato – che saranno ripartiti in maniera equa tra le diverse zone che costituiscono il vasto territorio del Municipio.

Proprio in questi giorni il neo-assessore ha avviato un programma di manutenzione degli otto edifici che ospitano i centri anziani, alcuni dei quali avranno bisogno di una risistemazione molto approfondita.
Tra gli interventi imminenti c’è la riqualificazione di viale Leonardo da Vinci, già in agenda da agosto, mentre giovedì 2 dicembre c’è stato un incontro con gli uffici tecnici del municipio per fare il punto della situazione.

Il dato più rilevante, ciò che più risalta in queste prime settimane di lavoro, secondo Luca Gasperini, “è un nuovo rapporto di collaborazione e di un diverso approccio da parte del Comune di Roma verso i vari municipi anche in virtù del cambio della guida al Campidoglio (che ha portato all’elezione del Sindaco Gualtieri)”.

Tra gli uscenti da Via Benedetto Croce spicca Leslie Capone, già numero due del Municipio che passa alla Regione Lazio. Ci tiene a ringraziare tutti i consiglieri di maggioranza quanto dell’opposizione, e tutte le associazioni e cittadini con i quali ha avuto modo di confrontarsi e di collaborare: “Sono stati tre anni intensi, con iniziative e progetti, un lavoro sempre al servizio di una comunità territoriale nella quale mi sono riconosciuto e continuerò a riconoscermi”. “Progetti approvati e risorse individuate per i mercati rionali di Ostiense, Montagnola, Navigatori, Grotta Perfetta e del Parco, che vedranno la loro realizzazione nei prossimi mesi. La promozione delle attività di artigianato, servizi e commercio di vicinato, il sostegno a nuove o già attive associazioni di imprese. E poi le notti bianche, Mercati animati, il centenario di Garbatella, e ancora  la splendida idea di Municipio solidale, che ha assistito tante e tante persone durante i mesi più duri della pandemia”. Ora diventerà capo staff del gruppo PD al Consiglio Regionale de La Pisana, ma tiene a precisare che “Non abbandono certo il mio territorio, che continuerò comunque a seguire e supportare seppure da una diversa posizione”.

Un’altra figura di rilievo che abbandona il Municipio è quella di Paola Angelucci risultata eletta in consiglio con 652 voti di preferenza con Sinistra Civica Ecologista: già assessora nella precedente Giunta guidata da Ciaccheri, non è stata riconfermata ai Lavori Pubblici. Ha lasciato l’VIII Municipio per approdare al IX, dove la Presidente Titti Di Salvo le ha consegnato le deleghe alla mobilità, ai lavori pubblici e alla scuola.

Nel frattempo non si sono ancora sopiti i malumori legati alla vicenda di Eleonora Talli al terzo mandato in Municipio, risultata prima degli eletti del Partito Democratico con 548 voti di preferenza, alla quale non è stato riconosciuta la carica di assessora né la presidenza del consiglio municipale, andata a Samuele Marcucci.
Il suo atto di accusa è rivolto proprio al Partito Democratico reo di non averla valorizzata  “perché gestito dalle correnti”. “Pago lo scotto di essere donna, di essere la prima più votata nel PD, di essere una persona cresciuta in una famiglia per metà democristiana, fanfaniana e cattolica, di essere una persona che ha saputo farsi strada semplicemente praticando una politica sul territorio, di essere una ragazza di trent’anni che vuole semplicemente il bene del suo territorio con fatti concreti, stando sul pezzo”.

“Nessuno – continua Talli – ha tutelato i quasi 600 elettori che non avranno nessuna rappresentanza, la stessa situazione è accaduta lo scorso anno; la costituzione della Giunta dell’VIII Municipio non è avvenuta alla luce del sole ed io, come prima degli eletti che aspiravo inizialmente ad un riconoscimento come la nomina di Assessora, ho appreso  sui social network che i giochi erano fatti”. “Purtroppo, contrariamente a quanto auspicato dal Sindaco Gualtieri, ci troviamo ancora una volta ad evidenziare la mancanza di quote rosa”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Quei giorni di settembre del ’43 a via delle Sette Chiese 212

I ricordi di Pierina Solaini, 92 anni e di Giovanni Unfer, scampati ai tedeschi che occupavano Roma

Di Giorgio Guidoni

Pierina è una ragazzina di quattordici anni. Ci sarebbe poco da essere allegri nella Roma del ‘43, ma la vita vista con gli occhi di un’adolescente, anche in tempo di guerra, ha sempre i colori forti della gioia e della fantasia. La famiglia di Pierina abita in via delle Sette Chiese 212, in un caseggiato basso a forma di elle con una piccola corte interna, davanti al cancello d’entrata della Tenuta dei Santambrogio, ex Nicolai. Condividono il vicinato con altri due nuclei familiari, gli Unfer e i Giammarini.

In casa ci sono papà Virgilio Solaini, classe 1894, già combattente nella Prima Guerra Mondiale, lui lavora in un cantiere stradale che sta realizzando la via Imperiale, quella che sarà la Cristoforo Colombo. Mamma Marianna Paladini è una bella donna alta, che in quel periodo di stenti e rinunce pesa a malapena 45 chili. Con loro ci sono anche i due fratelli, Piero del 1921 e l’ultimo maschietto Aldo del ‘37. L’altra famiglia di vicini è composta da Giovanni Unfer, dalla moglie Franca e dal nipote Dante. Gli Unfer sono originari di Timau, una piccola frazione in provincia di Udine dove, sin dal medioevo, si parla un particolare dialetto carinziano simile al tedesco. Loreto Giammarini, che lavora con Virgilio e fa il guardiano del cantiere stradale, è il terzo inquilino del fabbricato.

Il rifugio antiaereo

È il 9 settembre 1943, ieri la radio aveva annunciato che la guerra era finita, ma papà aveva invece detto che a Roma la guerra era appena cominciata. Oggi spari, scoppi di bombe a mano, confusione. Per Pierina è come un gioco uscire di casa con le altre persone dell’abitato e correre al riparo in un anfratto poco fuori casa a lato dl cortile: una vecchia grotta accessibile scendendo una ventina di gradini, originariamente utilizzata come cantina per il vino ed ora adibita a rifugio antiaereo. Nella grotta-rifugio si ritrovano la famiglia Solaini con la famiglia Unfer, non c’è invece Loreto Giammarini, rimasto a sorvegliare il cantiere. Tutti in silenzio, il fiato sospeso, il respiro al minimo, le orecchie tese a cercare di capire cosa stia accadendo all’esterno. Là fuori la Storia gira come una mola implacabile che passa e frantuma tutto ciò che incontra. Ora sono vicinissimi, si odono spari e voci di soldati tedeschi che urlano nella loro lingua incomprensibile. Tutte le persone nel rifugio restano mute e impaurite. Tutte tranne Giovanni Unfer il quale, ha capito che i tedeschi hanno intimato loro di uscire immediatamente dalla grotta altrimenti avrebbero lanciato bombe a mano al suo interno. Con calma si alza e sale i venti gradini che separano la quiete apparente dalla guerra reale. Fuori trova i militari con i mitra puntati. Giovanni avanza con le mani in alto e con il suo dialetto, simile alla lingua tedesca, si fa capire. Spiega con calma e sangue freddo che di sotto ci sono soltanto i suoi familiari, chiede pietà per quelle vite umane innocenti. Riesce ad essere convincente,  a calmare la furia dei nazisti che, addirittura, lo consigliano di tornare giù di sotto, perché è un posto più sicuro della strada, dove infuria una battaglia senza esclusione di colpi. Giovanni torna giù e tranquillizza gli altri rimasti all’interno col fiato sospeso, ignari di cosa potesse accadere. Il  tono più pacato delle voci aveva fatto loro intuire che le cose si erano messe per il verso giusto. Per tutti, tranne che per Loreto Giammarini, uno dei primi caduti nella battaglia della Montagnola e della presa di Roma. Il povero Loreto, sorpreso dagli eventi, tenta di nascondersi con dei rami sul ciglio della strada nel pratone di fronte all’attuale ex Fiera di Roma. I soldati tedeschi che avanzano dall’Eur verso il centro, probabilmente gli stessi che poi giungeranno al bunker, vedono un movimento sospetto e rispondono con una sventagliata di mitra. Colpito alle gambe Loreto sarà in un primo momento trasportato dai sacerdoti della Parrocchia all’ospedaletto mobile tedesco in località Decima. Ma i militi tedeschi rifiutano di prestare assistenza al ferito, che dunque verrà trasferito all’infermeria del Forte Ostiense, dove purtroppo morirà dissanguato alle prime ore dell’11 settembre 1943.

Aereo Alleato

Qualche settimana dopo Roma è occupata dai tedeschi e si trova nell’insolita posizione di doppio assedio, interno degli occupanti ed esterno da parte delle forze Alleate. Pierina è fuori casa con le sue amichette, non pensa alla guerra e a tutte le tristezze che porta con sé, stanno ascoltando rapite i racconti che Dante elargisce per volare con la mente lontano dalla terribile realtà. Non fa caso a un rombo in lontananza che si avvicina minaccioso, basse frequenze che vibrano direttamente nel ventre e generano uno strano senso di paura: è un aereo delle forze Alleate proveniente dalla direzione di via di Tormarancia, che si sta avvicinando a Roma per un’azione di guerra. Pierina nota che il velivolo si sta abbassando di quota, ma è immersa nel racconto di Dante. Ode la voce dalla madre che le intima perentoriamente di tornare dentro casa. Pierina risponde svogliatamente, indugia, non vorrebbe andare. La mamma la sollecita nuovamente, lei alla fine si congeda dalle altre amiche e si alza per andare verso casa. Ci sono pochi metri di strada da fare. Arrivata a metà del percorso sopraggiunge Dante che la spinge giù con forza, cadono tutti e due per terra, proprio mentre l’aereo sceso di quota inizia a mitragliare, con la sventagliata che passa a pochi metri da loro immobili. Gli Alleati che avevano visto qualcosa muoversi a terra non erano andati tanto per il sottile, fortunatamente senza colpire nessuno.

Le Fosse Ardeatine,24 marzo 1944

Pierina, vive in prima persona quel drammatico momento storico. La loro casa si trova proprio sulla via delle Sette Chiese, una delle strade che portano alle catacombe di Domitilla e alla Basilica di San Sebastiano, nei pressi della via Ardeatina. Quel pomeriggio del 24 marzo 1944, tutti notano il passaggio sospetto di alcuni camion, coperti dai teli scuri, che vanno avanti e indietro, e si interrogano su cosa stia accadendo. Poco dopo, da dietro la collinetta, arrivano alle loro orecchie i rumori lugubri di raffiche di spari, netti, distinti, con quel maledetto suono secco e metallico, ta-ta-ta-ta-ta, mitragliate che lacerano il silenzio della campagna. I rumori vanno avanti fino a sera. Poi arriva un enorme botto e niente più. Qualche giorno dopo da dietro la collinetta arriva il boato di un’altra ultima grande esplosione. La gente comincia a chiedersi che cosa sia successo. Le voci si spargono, arrivano persone da varie zone di Roma, i famigliari di persone scomparse si domandano cosa sia successo ai loro cari, nel terribile dubbio che i loro congiunti siano stati assassinati. Anche Pierina e gli altri ragazzini si fanno coraggio e si incamminano verso il luogo, superano la collinetta e arrivano: di fronte a loro è una confusione indicibile, dove oggi hanno costruito una grande lastra, proprio lì c’è un piazzaletto pieno di gente che entra ed esce. Entrano anche loro. Ci sono tante piccole gallerie occupate a destra e a sinistra da bare di vittime già riconosciute con nome e cognome sopra. I ragazzini vedono poi mucchi di cadaveri, altri morti sparsi per terra, altre bare. Alla fine di una di queste gallerie c’è la Fossa, una buca enorme profonda, colma di cadaveri e una donna disperata che urla “è mio figlio tiratelo fuori! È mio figlio, è mio figlio”. Un grido che ancora oggi risuona nelle orecchie di Pierina, un ricordo indelebile, impossibile da cancellare.

Pierina ha vissuto alla Garbatella sino al 1962, anno in cui si sposò e si trasferì in Toscana. La casa a forma di elle, dove abitava, è stata abbattuta. Non esiste più nemmeno il civico 212, si trovava a pochi passi  dall’attuale pizzeria “Il secchio e l’olivaro”ed era a qualche decina di metri dalla storica osteria dell’Ardito. Oggi quel tratto di via delle Sette Chiese  è una stradina interrotta dalla trafficata e rumorosa via Cristoforo Colombo, un frammento della Garbatella più antica. Pierina ha 92 anni, è una bella signora vispa e ricca di ricordi, sia di quei terribili momenti vissuti con un pizzico di incoscienza, sia dei tanti anni trascorsi con semplicità e gioia nel quartiere, luogo sempre portato nel cuore, memorie appassionate che ancora oggi le illuminano gli occhi.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I volti della Garbatella al premio Simpatia in Campidoglio

Di Giancarlo Proietti

Tanta Garbatella al Premio Simpatia, giunto alla Cinquantesima edizione nella sala della Protomoteca in Campidoglio. La tradizionale manifestazione, che premia personaggi famosi ma anche semplici cittadini, infatti, fu ideato dal celebre studioso della romanità Domenico Pertica, con Aldo Palazzeschi e Vittorio De Sica, nel lontano 1971. A ricevere la medaglia commemorativa anche il “nostro” Ugo Martorelli, il ciabattino di piazza Giovanni Da Triora, già premiato dal sindaco Veltroni nel 2007.  Dopo aver ricevuto il riconoscimento da Miguel Gotor, Assessore alla cultura, accompagnato da Maya Vetri dell’VIII Municipio, Ughetto così è conosciuto dagli abitanti della Garbatella, si è esibito in una “Lectio Magistralis” sulle scarpe di gomma, che poco fanno lavorare i ciabattini e le scarpe di cuoio molto più eleganti e salutari, strappando sorrisi ed applausi ad una platea divertita. Tra i premiati anche Renato Di Benedetto che svolge un prezioso lavoro di volontariato nel quartiere popolare. Tutti i martedì e i venerdì regala momenti di spensieratezza e felicità agli ospiti della casa di riposo “Istituto delle Suore Discepoli di Gesù Eucaristico” in via delle Sette Chiese, suonando e cantando i vecchi successi discografici, con la sua tastiera.

La prerogativa di questa ultima edizione, proprio per sottolineare mezzo secolo della manifestazione, è stata quella di premiare oltre a nuovi personaggi, con la celebre Rosa in bronzo dello scultore Assen Peikov, alcuni personaggi più significativi che avevano ricevuto il riconoscimento in passato, come Rino Barillari il famoso fotografo della Dolce vita, uno dei primi a guadagnarsi proprio da Federico Fellini l’appellativo di “re dei paparazzi”, la cantante Miranda Martino. Tra i nuovi premiati, il Nobel per la fisica Giorgio Parisi, il musicista Nicola Piovani, Diego Bianchi, l’assessore alla sanità del Lazio Alessio D’amato e non potevano mancare i medici e ricercatori che in questi ultimi due anni sono stati in trincea per la lotta al covid, come la dottoressa Capobianchi dell’ospedale Spallanzani. Anche il ballerino di “Ballando sotto le stelle” Simone Di Pasquale, ha voluto sottolineare con orgoglio che la mamma è della Garbatella e il papà di San Paolo, insomma in questo Premio il nostro territorio fa spesso la parte da leone, come in precedenti edizioni.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La gabbietta del tappo di spumante

Giochi natalizi

Durante le feste natalizie, tra un brindisi e l’altro, tutti noi trascuriamo un piccolo oggetto che viene gettato distrattamente con indifferenza nell’immondizia differenziata. Eppure con questo attrezzo, e con un pizzico di immaginazione, possiamo vivere una straordinaria esperienza sensoriale, un’incredibile illusione ottica. L’oggetto di nostro interesse è la gabbietta del tappo di una bottiglia di spumante (figura 1).

figura 1

Seguite ora le istruzioni dettagliate:

  1. Afferrate con gentilezza la gabbietta tra pollice e indice della vostra mano destra, come illustrato in figura 2, con la parte del cerchio grande vicino al vostro occhio e quella più piccola verso l’esterno, mantenendola a 35-40 cm di distanza dal viso.
    figura 2
  2. Chiudete l’occhio sinistro e concentratevi sulla forma della gabbietta.
  3. Ora dovete fare uno sforzo di immaginazione e invertire la prospettiva reale: dovrete cioè visualizzare il cerchietto della parte più piccola come se fosse quello più vicino all’occhio. Quando riuscite a visualizzare l’immagine invertita passate al punto successivo.
  4. Ruotate gentilmente il polso prima verso destra e poi verso sinistra: che cosa vedete?
  5. Esatto! Vedete la gabbietta muoversi in direzione inversa rispetto al movimento del polso. Se l’illusione non si verifica ritornate al punto 3 con pazienza e perseveranza.
  6. Il gioco funziona ache se muovete il polso verso l’alto o verso il basso: l’immagine che il vostro cervello costruisce sarà sempre opposta rispetto al movimento del polso.

Realtà, immaginazione, rappresentazione, illusione: basta poco per confondere e trarre in inganno il cervello. Buone Feste da Cara Garbatella.

Giorgio Guidoni

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

CdQ Grotta Perfetta: Mario Semeraro rieletto Presidente

Nelle urne della tornata elettorale del 20 novembre, 395 le schede valide, gli abitanti della zona di Grotta Perfetta hanno trovato gli 11 rappresentanti del nuovo consiglio direttivo del Comitato di quartiere.  

Sciolti gli scrutini, gli eletti si sono riuniti in assemblea per assegnare le cariche interne del CdQ. Con il 36% delle preferenze Mario Semeraro, presidente uscente, è stato confermato: “Sono molto soddisfatto di questa tornata elettorale e della mia rielezione, questo è un impegno che prendo con il cuore e con passione. Il nuovo Consiglio che si è formato, è pieno di persone con ottimi propositi che sono sicuro svolgerà il suo ruolo al meglio” commenta il neo-presidente, “Dobbiamo proseguire con le istanze già aperte, a cominciare dal Campetto di Piero. E’ quasi terminato ma ancora mancano i canestri da basket, la rete da pallavolo e l’illuminazione, inoltre bisognerà decidere chi prenderà in custodia quell’area per fare la piccola manutenzione, la pulizia, chi aprirà e chiuderà il cancello” prosegue: “Un altro tema caldo è quello del Forte Ardeatino. Siamo in attesa anche qui che l’area verde venga riqualificata: Nel nostro programma ci sono anche altri due temi: uno riguarda l’apertura al pubblico della Tenuta di Tor Marancia su via di Grotta Perfetta e l’altro l’ex punto verde qualità in via Calderon Della Barca, su quest’ultima questione abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo con Arpa e Municipio per un approfondimento tecnico della struttura abbandonata, affinché non venga demolita, come è da programma, ma ripristinata e donata alla cittadinanza insieme ai due piccoli stagni che si sono formati a seguito delle trivellazioni” conclude: “Bisogna fare molto anche sull’aspetto culturale e sociale, mettere in moto una rete di solidarietà e collaborare con altre realtà territoriali; purtroppo con la pandemia sono emerse tante nuove fragilità  di cui vogliamo prenderci cura”.

L’organismo di base, è nato nel 2016 su iniziativa di sedici cittadini ed esercita le sue attività nei quartieri: Grotta Perfetta, Sogno, Rinnovamento, Roma 70, Grottone, Fotografia e i comprensori di via Fulvio Bernardini, via Erminio Spalla, Tor Carbone ex Dazio.

Le altre nomine assegnate nel direttivo, oltre al presidente, sono: Bruno Pulcini (vice presidente), Fausto Casadei (segretario e tesoriere) e i consiglieri e le consigliere: Giovanna Cancelliere, Ettore Guastalla, Alfredo Lotti, Dino Lucia, Sertorio Martorelli, Filippa Palumberi, Cristina Petrucci e Luca Tedeschi.

Il Consiglio Direttivo esorta tutti gli abitanti del territorio a voler contribuire con le proprie idee, suggerimenti ed impegno operativo al lavoro del Comitato attraverso le Commissioni Ambiente, Cultura, Sociale, Viabilità e ai gruppi di lavoro relativi.

Per informazioni ed adesioni scrivete un’email a cdqgrottaperfetta@gmail.com

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A dicembre a teatro e al cinema nell’VIII Municipio

Di Francesca Vitalini

Forti del ritorno alla piena capienza, i luoghi di cultura e spettacolo del Municipio VIII presentano a dicembre un cartellone con diverse proposte, per riscoprire la tradizione natalizia e non, tra musica, prosa, teatro-ragazzi e tanto divertimento, che coinvolgerà gli spettatori di ogni età.

Ricordando che per entrare sarà necessario il Green Pass valido, tranne per i minori di 12 anni, e occorrerà mantenere sempre indossata la mascherina, ecco qui una piccola rassegna del nostro territorio.

TEATRO MONGIOVINO

Per il mese di dicembre che profuma di feste in famiglia, il Teatro Mongiovino ha preparato un cartellone ricco di spettacoli per bambini…di tutte le età.

Si comincia il weekend dell’11 e 12 dicembre con un grande classico “Riccioli D’Oro”, messa in scena per attori e marionette che narra una delle più antiche fiabe anglosassoni: un vecchio astronomo sta osservando l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore e finisce col trattare, attraverso le vicende della piccola Riccioli d’Oro e dei tre orsetti, temi importanti come quello dell’integrazione. (Biglietti: adulti e bambini sopra i 9 anni: € 11,00; Bambini 2-9 anni: € 9,00).

Il 18, 19 e 26 dicembre sarà presentata una delle storie di Natale più amate, il “Canto di Natale”. Dal romanzo di Charles Dickens pubblicato nel 1843, uno spettacolo che, utilizzando le tecniche del Teatro d’attore, del Teatro delle marionette e delle figure, ripercorrerà le atmosfere, le emozioni e i significati di uno dei racconti sul Natale più belli e commoventi. (Biglietti: adulti e bambini sopra i 9 anni: € 11,00; bambini 2-9 anni: € 9,00).

Si fa festa anche a Capodanno con un programma ricchissimo, come da tradizione, per coinvolgere tutti, fino a tarda notte, per salutare il vecchio anno e applaudire l’arrivo del nuovo fra spettacoli, musica, canti e balli. (Biglietti: € 20,00 per bambini fino a 10 anni; € 25,00 per adulti e ragazzi al di sopra di 10 anni).

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro Mongiovino
Tel. 06 5131492
www.accettellateatro.it
mongiovino@accettellateatro.it
prenotazioni@accettellateatro.it

TEATRO PALLADIUM

Prima di sospendere la programmazione per la pausa natalizia, il Teatro Palladium di piazza B. Romano propone dal 16 al 19 dicembre Edoardo Siravo che, diretto da Patrick Rossi Gastaldi, rivive il dramma di colui che donò il fuoco agli uomini, “Prometeo”, l’eroe confinato in un sistema di valori arcaici dove l’ambizione a quel “di più” è considerata un atto di intollerabile superbia: un destino a cui l’uomo ancora oggi non sembra riuscire a sfuggire. Infine, il 20 dicembre, nel centenario dalla morte di Dante, in programma Dante Immortale – 700 anni di vita: sul palco, coordinati da Giuseppe Manfridi, Dario Pisano e Maria Teresa Martuscelli si alternano nel raccontare due diversi modi di ‘convivere’ con l’autore di quello che Borges ha definito il più bel libro che essere umano abbia mai scritto.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro Palladium
Piazza B. Romano, n. 8
biglietteria.palladium@uniroma3.it
Tel. 06 57 332772

TEATRO GARBATELLA

Al teatro di piazza Giovanni da Triora, saranno due gli spettacoli portati in scena che spazieranno dal comico al farsesco, per tante risate intelligenti.

Dal 13 al 19 dicembre “Il Calapranzi” di Harold Pinter, una commedia teatrale surreale di un atto scritta nel 1957 e messa in scena la prima volta al Hampstead Theatre di Londra il 21 gennaio 1960, qui diretta ed interpretata dall’attore comico Claudio GREG Gregori e Simone Colombari in un mood di cinismo e autoironia.

L’azione si sviluppa in un seminterrato spoglio e desolato dove due uomini, Ben e Gus sono in attesa di qualcosa. Nel corso delle battute si scopre che sono due killer professionisti che attendono istruzioni da un misterioso capo, che sembra comunicare con loro tramite un calapranzi, dal quale vengono fatti scendere oggetti e messaggi.

Il 22 dicembre andrà in scena “Le intellettuali di Piazza Vittorio”, liberamente tratto da Moliére, una nuova produzione della Compagnia Valdrada Teatro, che trasforma la famiglia di mecenati descritta dal genio francese in una famiglia italo-iraniana, trasferitasi in Italia dopo la Rivoluzione Islamica del ’79. Ecco, allora, che le due sorelle, Henriette e Armande, si trasformano in Laleh (in italiano “tulipano”, interpretata da Giorgia Conteduca) e Azadeh (in italiano “libera”, interpretata da Chiara Becchimanzi), e così gli altri personaggi, che sono comici, a volte farseschi, ma galleggiano su un territorio tragico. La messa in scena teatrale è contaminata da altre forme d’arte: installazioni, performance, videoproiezioni, pittura, scultura, musica per uno spettacolo corale, divertente ed emozionante, nel quale gli eventi narrati hanno esiti del tutto imprevedibili. La regia è di Augusto Fornari con Cinzia Leone e Stefano Fresi, quest’ultimo in videochiamata.

Per il dopo teatro saranno attivi cocktail bar e cucina da giovedì alla domenica, con giovedì serata Jam Session, venerdì e sabato dj-set.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro Garbatella
Piazza Giovanni da Triora 15 – Roma
+39 366 2003502
Biglietti
Do It Yourself – 060406

SPAZIO ROSSELLINI

Il 18 Dicembre alle 19.00 lo Spazio Rossellini, all’interno dell’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini, propone “La bestia dentro”, un’opera lirica da camera scritta dal compositore Francesco Leineri su libretto di Martina Tiberti. È una storia di crescita, desiderio e insoddisfazione, raccontata tramite l’esperienza della protagonista, la giovane Teresa. Fa da sfondo una città nella quale non sorge più il sole, popolata da gente assorta in una fallace bolla di normalità, quasi fiabesca: una sarta, un cuoco, una fioraia. Vittima e carnefice di sé stessa, spinta dalle circostanze ma pervasa come da un’emotività del niente, Teresa si innamora di un uomo enigmatico, una presenza invisibile: come se l’accadimento squarciasse un velo, così l’opera nella celebrazione del rito di un amore snoda il percorso interiore dei quattro personaggi nell’incontro con i propri desideri. Ora riconoscibili nelle proprie diverse sfaccettature, sveleranno l’impellente necessità e la vacua impossibilità di addentare la vita così per com’è. Ensamble: Musica Necessaria.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Via della Vasca Navale, 58
Tel. 345 2978091
Info: 06 45426996
info@spaziorossellini.it

CINEMA MADISON

IL famoso cinema di San Paolo ha anticipato a Cara Garbatella i film che con molta probabilità programmeranno nel periodo natalizio: Diabolik, West Side Story, È stata la mano di Dio, House of Gucci, Spider man – no way home e Sing 2.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
CINEMA MADISON
Via G. Chiabrera n. 121
Telefono: 06 5417926
info@cinemamadison.it
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ponte dell’Industria: la riapertura entro Natale

L’annuncio del sindaco Roberto Gualtieri fa ben sperare i cittadini di Ostiense e Testaccio

Di Stefano Baiocchi e Enrico Recchi

Il Ponte dell’Industria dovrebbe riaprire tra circa 10 giorni. La novità battuta dalle agenzie è arrivata nel primo pomeriggio di venerdì 3 dicembre quando l’esito delle indagini ha evidenziato che la struttura non ha subìto danni rilevanti tali da renderlo inagibile e quindi non percorribile dalle auto.
Il rogo scoppiato nella notte tra il 2 e il  3 ottobre, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi. La buona notizia ha destato un certo stupore – considerati i tempi lunghissimi che si paventavano per la riapertura – non soltanto tra gli abitanti del Municipio, ma soprattutto tra tutti quei cittadini che giornalmente, prima dell’incendio, attraversavano il Tevere tra l’Ostiense e Marconi. Un passaggio quasi obbligato quello di via del Porto Fluviale, considerando che le alternative rimangono tutt’ora Ponte Testaccio e Ponte Marconi. “Entro 10 giorni – ha detto il Sindaco Gualtieri – prevediamo che il Ponte potrà essere restituito alla città. Un plauso va alle strutture del Comune che hanno fatto il massimo sforzo possibile per ridurre i tempi e riconsegnare ai cittadini un’opera strategica per la viabilità”.

“Il transito – precisa l’Assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini – avverrà alle stesse condizioni e nella stessa configurazione del ponte prima dell’incendio, con la sola esclusione del marciapiede danneggiato che non potrà essere utilizzato dai pedoni. Resterà naturalmente in vigore il divieto di transito ai veicoli di peso superiore alle 3,5 tonnellate. Servono ancora alcuni giorni per eseguire dei lavori necessari ad evitare l’accesso al marciapiede danneggiato e le necessarie asfaltature della strada di raccordo con viale Marconi.  Ma il nostro intervento non si ferma qui- ha aggiunto l’amministratrice-. Abbiamo già avviato un tavolo di confronto con la Soprintendenza Speciale di Roma per far sì che il Ponte dell’Industria, sottoposto a tutela ed esempio di archeologia industriale, venga restaurato anche per adeguarlo alle vigenti norme sulle opere in ferro e, con accorgimenti che non vadano ad impattare sulla struttura ottocentesca”.

La storia

Nel 1856 il papa regnante Pio IX vedeva realizzato il primo troncone di ferrovia nello Stato Pontificio: la linea Roma-Frascati. Si passò poi a costruire la linea Roma-Civitavecchia che aveva la sua stazione romana presso il porto di Ripa Grande (oggi non esiste più ma era all’altezza di Porta Portese). Fino ad allora i pontefici non avevano visto di buon occhio la innovativa “strada ferrata” per paura che, oltre a favorire il trasporto delle merci, incoraggiasse anche quello di idee sovversive.

La prima corsa della Roma-Civitavecchia venne effettuata il 25 marzo 1859 in meno di tre ore e fu anche l’occasione per far arrivare al tavolo del Papa, noto buongustaio, un carico di pesce freschissimo.

Si creò poi la necessità di congiungere questa linea con la nuova stazione centrale che sarebbe sorta di lì a pochi anni, nel 1865, all’Esquilino e che sarebbe stata chiamata Stazione Termini. Quindi la linea per Civitavecchia doveva necessariamente attraversare il Tevere.

La struttura venne progettata dall’ingegnere francese Polonceau e posta in opera tra il 1862 e il 1863 da una società belga. Le varie parti vennero costruite in Inghilterra e poi trasportate attraverso l’Europa fino a destinazione per il montaggio.

Possiamo considerare questa sorta di costruzione Lego ante litteram, uno dei primi prodotti della cooperazione europea con ben quattro nazioni coinvolte a vario titolo.

Il ponte, in origine chiamato San Paolo per la vicinanza alla Basilica Ostiense, è a tre luci con travate metalliche, la sua struttura ha arcate in ferro e ghisa che poggiano su piloni di ghisa riempiti di calcestruzzo. Le sue misure sono 131,20 m. di lunghezza e 7,25 m. di larghezza. Meraviglia tecnica per l’epoca fu il previsto sollevamento della parte centrale del ponte per permettere il passaggio di imbarcazioni con alta alberatura. La manovra di movimentazione della sezione mobile poteva essere compiuta da otto uomini nel tempo spettacolare di dodici minuti.

Le prove tecniche e di carico vennero effettuate in luglio e il 24 settembre 1863 il Papa Pio IX inaugurò ufficialmente il ponte alla presenza delle autorità cittadine e del corpo diplomatico internazionale. Ecco la testimonianza dello storico Raffaele De Cesare presente: “…Era un’impressione indimenticabile quella che si aveva al momento in cui il treno traversava lentamente il ponte sul Tevere. Il vedersi librati in aria sul fiume, e sopra un ponte che si apriva per far passare i navigli, impressionava talmente, che pochi da principio osavano affacciarsi agli sportelli…”

Grazie alle due linee per Frascati e Civitavecchia le gite in collina e al mare dei romani erano assicurate. Salvo però che per andare a Civitavecchia si doveva avere l’autorizzazione della Direzione Generale di Polizia e se si restava in stazione oltre le ventiquattro ore ci si doveva procurare la carta di soggiorno (sic!).

Nel 1910, essendo cambiato il tracciato della linea ferroviaria Roma-Civitavecchia, il percorso del treno fu deviato su un vicino nuovo ponte in muratura (quello che sovrasta via Ostiense) e il vecchio cambiò nome in Ponte dell’Industria a rimarcare l’impronta produttiva della zona voluta dall’amministrazione comunale di allora e dall’ingegnere Paolo Orlando a capo di alcuni comitati tra imprenditori e banche cittadine. In seguito, nei primi anni Venti del Novecento, il progetto di sviluppo industriale del quartiere Ostiense venne molto ridimensionato, anche se per decenni in quell’area a ridosso del Tevere funzionarono i maggiori impianti tecnologici e di servizi della città: dalle Officine del Gas alla centrale elettrica Montemartini, dai Magazzini generali al Mercato ortofrutticolo, alla Vetreria San Paolo, al Consorzio agrario, ai Molini Biondi, alla Mira Lanza e tante altre piccole e medie attività produttive. Il Ponte dell’Industria negli anni perse anche di importanza, venne trasformato in attraversamento viario per il passaggio degli automezzi con la costruzione di passerelle pedonali laterali. Si eliminò la parte centrale mobile e la struttura venne utilizzata per il passaggio del gasdotto.

Nonostante il “Ponte di ferro”, così lo chiamano i romani, non sia più utilizzato per lo scopo per il quale fu costruito, rimane pur sempre un importante asse di collegamento per il quadrante sud-ovest e  un simbolo per la città, essendo legato profondamente alla sua storia e alla memoria. Qui, infatti, come testimoniato da una epigrafe marmorea, avvenne l’ignobile eccidio delle dieci donne romane ad opera dei tedeschi nell’aprile del 1944.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Come sarà composto il parlamentino dell’VIII Municipio? Tutto dipenderà dal ballottaggio del 17 e 18 ottobre.

Anche per il Municipio VIII il ballottaggio del 17 e 18 ottobre dirà la parola definitiva sul Presidente e sulla maggioranza che governerà il territorio tra Garbatella, Ostiense, San Paolo, Montagnola e Roma 70.Al secondo round si scontreranno,infatti, Amedeo Ciaccheri, presidente uscente e rappresentante del centrosinistra forte di un 46,14% (26.034 voti) con Alessio Scimè per il centrodestra, che si è fermato al 25,59% (14.438 voti). 

Simonetta Novi della Lista Calenda è arrivata terza con il 12,89% ( 7.276 voti), mentre Marco Merafina del M5S la tallona col 12,10 (6.828 voti).Questi sono i dati definitivi usciti oggi dal seggio centrale della Fiera di Roma. Naturalmente, secondo la legge elettorale vigente, la composizione del parlamentino dipenderà da chi diventerà Presidente. Infatti alla maggioranza spettano 15 seggi e alla minoranza i restanti 9.

Siamo già in grado di formulare un’ipotesi di massima nel caso in cui vincesse Amedeo Ciaccheri, che è nettamente in testa al primo turno.

Il consiglio municipale sarebbe così composto: 8 del Partito Democratico, 5 della Sinistra civica ecologista,2 della Lista civica Gualtieri e all’opposizione 5 consiglieri di Fratelli d’Italia, 2 della Lista Calenda e 2 del Movimento 5 Stelle.

Sequendo le classifiche delle preferenze il Pd eleggerebbe nell’aula di via Benedetto Croce: Eleonora Talli, Alessandra Aluigi, Flavio Conia, Luca Gasperini, Giovanni Fasiello, Umberto Sposato, Valchiria Vittori e Samuele Marcucci.

 La Sinistra civica ecologista: Maya Vetri, Francesca Vetrugno, Iacopo Nunziato, Paola Angelucci e Michele Marini.

La Lista civica Gualtieri Sindaco: Roberto Falasca e Massimo Nanni.

Giorgia Meloni Fratelli d’Italia:Alessio Scimè, Franco Federici, Maurizio Buonincontro, Lorenzo Mevi, Sabrina Vicino.

Il Movimento 5 Stelle: Marco Merafina e Matteo Bruno.

La lista Calenda Sindaco. Simonetta Novi e Caterina Benetti

Diversamente, qualora  fosse il candidato del centrodestra Alessio Scimè a vincere al ballottaggio, i numeri sarebbero invertiti : 15 rappresentanti alla maggioranza tra  i Fratelli d’Italia, la Lega di Salvini e Forza Italia, mentre i rimanenti 9 seggi della minoranza sarebbero divisi tra Pd, Sinistra civica ecologista, Lista Calenda e Movimento 5 Stelle. 

Naturalmente i dati si devono considerare attendibili ma con riserva, perché i voti di preferenza potrebbero essere leggermente modificati da eventuali ricorsi al Tribunale amministrativo messi in campo dalle liste o da singoli candidati. 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Chiude per sempre l’antica Saccheria Sonnino

Dopo novant’ anni di ininterrotta attività su via del Porto Fluviale all’Ostiense

Di Giorgio Guidoni

Un altro esercizio storico della zona chiude i battenti. Parliamo della famosa Saccheria Sonnino, punto commerciale di riferimento per tanti anni del quadrante Ostiense e di Roma. Alzi la mano chi non ha acquistato un qualcosa almeno una volta nel famoso magazzino di via del Porto Fluviale: un sacco a pelo, una tenda, un fornelletto o una lampada da campeggio, ma anche casalinghi, tavolini, sedie, piatti e giocattoli. Il bazar, conveniente e colmo di oggetti utili, con alle spalle una storia lunga almeno un paio di secoli, dal primo settembre ha abbassato le saracinesche. Ce lo racconta Mario Sonnino, l’ultimo gestore insieme alla sorella Alberta, dopo aver ereditato l’attività dal fratello Carlo, scomparso tre anni fa. La prima licenza commerciale viene rilasciata dall’allora Stato della Chiesa nientemeno che nel 1856, quando i Sonnino avevano la saccheria in via Bocca Della Verità, nel rione Ripa. Rione che conosciamo molto bene, poiché dà i natali a Clementina Eusebi, la donna chiamata Garbatella, che ci nasce in via San Giovanni Decollato nel 1796. L’attività dei Sonnino, il cui inizio si colloca nel secolo XVIII, è molto fiorente, visto il carattere prettamente agricolo dell’Italia di quei tempi, i suoi sacchi e teli sono rinomati e richiesti per molti anni. Nel 1930 però, cambiato il clima politico, con la furia cieca di abbattere “il pittoresco sudicio tramite sua Maestà il Piccone” con l’obiettivo di costruire strade più ampie, anche i Sonnino sono costretti a scegliere una nuova sede. Ecco allora che il nonno Alberto compra il terreno nella odierna zona di via del Porto Fluviale, su cui poi costruirà il palazzo e il magazzino che vediamo in una foto d’epoca.

A quei tempi il palazzo era affiancato da una società che produceva pecorino romano.

Arriva poi la guerra con la sua triste scia di distruzioni e dolori. La zona sarà offesa dal bombardamento del marzo 1944, tristemente noto per i danni e le vittime causate nel quadrante Ostiense, nella vicina chiesa di San Benedetto, e alla Garbatella. Qui di seguito una foto del palazzo scattata subito dopo i danni subiti. Si può notare la mancanza di una parte dell’insegna che riportava la scritta Sonnino, danneggiata e caduta in terra.

Tra il 1943 e il 1944, durante i terribili mesi dell’occupazione di Roma, i fratelli Sonnino, Alberto e Giuseppe, scampano alle deportazioni nazifasciste grazie ai buoni uffici di Frate Ehrhard, il sacerdote di origini tedesche Priore dell’Abbazia delle Tre Fontane, con cui intrattenevano rapporti commerciali, attraverso la società agricola della vastissima Tenuta. Insieme ad altri cittadini ebrei e oppositori di regime erano riusciti a nascondersi nelle celle dell’abbazia mescolandosi agli operai avventizi e ad alcuni graduati dell’esercito italiano eludendo i controlli dei militari tedeschi. Alla fine delle ostilità, per ringraziare il Priore dell’aiuto spassionato ricevuto, le famiglie ebree Sonnino e Di Porto regaleranno all’abbazia una scultura in marmo che rappresenta una Madonna con Bambino, tuttora presente nell’arco di ingresso al Monastero. Il dopoguerra vede nuovamente i Sonnino rimboccarsi le maniche e ripartire con la loro attività. Gli affari vanno bene, ma, arrivati agli anni sessanta, il mondo inizia a cambiare sempre più velocemente, la società si trasforma da agricola a industriale, la richiesta di sacchi per l’agricoltura inizia a calare, sostituita da materiali di cartone e plastica. Ed ecco che l’azienda, ora passata nelle mani del fratello Carlo, si orienta verso i teloni impermeabili per i camion che vede un certo successo fino alla fine degli anni settanta. L’esigenza di diversificare induce i Sonnino ad ampliare l’offerta su articoli da campeggio, arricchita poi da nuovi prodotti quali tavoli, sedie, piatti, casalinghi, articoli da regalo e giocattoli. Sino ad arrivare ai giorni nostri in cui la velocità di trasformazione è sempre più repentina, i modelli commerciali diventano molto aggressivi, tanti commercianti soffrono la concorrenza della distribuzione on-line. Tre anni fa scompare anche Carlo, l’azienda passa a Mario e Alberta, che la conducono con entusiasmo e passione. Ma arriva la decisione di ritirarsi in pensione, con i figli impegnati in altri percorsi professionali. E allora la sofferta scelta di chiudere l’attività e salutare con affetto gli abitanti del quartiere e la clientela affezionata che per così tanto tempo ha avuto come punto di riferimento la Saccheria Sonnino.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Torna alla Lazio la piscina di via Giustiniano Imperatore

Di Ilaria Proietti Mercuri

Nel mondo dello sport è sempre stata prassi che le piscine cambino gestione. Così nel 2019, dopo ben 34 anni di Lazio Nuoto, la storica dimora biancoceleste alla Garbatella venne messa a bando e a vincere la nuova gestione fu su la società Maximo srl.

Un bando però poco chiaro fin dall’inizio per il Presidente della Lazio Massimo Moroli, secondo cui a decidere l’esito fu solo l’offerta economica. Criterio di scelta che penalizzava pesantemente la meritocrazia e la qualità del servizio.

Così, nell’ultima intervista che ci lasciò, senza filtri ci disse: <<Io difenderò sempre la Lazio Nuoto. E non esiste che una società così importante venga trattata in questo modo. Quindi noi non ci fermiamo davanti a niente. E se non andrà bene con un altro ricorso al Tar, andremo al Consiglio di Stato>>. Detto, fatto. A un anno da quella dichiarazione, la sentenza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, annullando il procedimento di aggiudicazione dell’impianto alla Maximo. Così, dopo tante battaglie legali, l’impianto torna alla società biancoceleste.

<<Avevamo ragione.>> Scrive subito sui social il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, che fin da subito aveva seguito la vicenda con dedizione. <<Un bando nato male e finito peggio. L’umiliazione di una società storica e il disprezzo di un servizio pubblico a discapito dei tanti, tantissimi frequentatori e del territorio>>. E di questo finale invece, il Presidente Moroli, cosa ne pensa? <<Siamo sorpresi>>, ci risponde, <<eravamo tutti molto scoraggiati, non solo noi ma anche gli avvocati. Con questa notizia ora siamo soddisfatti ed entusiasti, per noi è finito un incubo. Ora inizia la ripartenza>>. Una ripartenza, continua il Presidente, che inizierà dal mantenere il massimo rispetto verso gli utenti. Questo passaggio di competenze tra un gestore all’altro deve evitare ulteriori problemi, così la Lazio aspetterà che l’amministrazione seguirà tutti i passaggi burocratici necessari per consentire il loro ingresso. Una volta dentro <<con tutta la nostra passione dobbiamo ricostruire quell’eccellenza che con un dissennato disegno l’amministrazione comunale ha voluto distruggere>>.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al via il “Caffè Memoria

Un aiuto per i malati di Alzheimer. I progetti della professoressa Luisa Bartorelli nell’VIII Municipio

di Paola Borghesi

Dopo il centro di Don Liegro all’Ostiense, a due passi dalla centrale Montemartini, anche nel cuore della Garbatella apre un altro Caffè Memoria, un’iniziativa per alleviare l’isolamento e la frustrazione dei malati di Alzheimer. Nella Città Giardino a spalancare le porte all’Associazione Alzheimer Uniti Roma della professoressa Luisa Bartorelli , sarà il Ristoro degli Angeli di via Luigi Orlando 2, uno spazio che già in passato si è distinto per esperienze di inclusività e solidarietà sociale. Gli incontri, della durata di due ore, saranno guidati dalla psicologa Laura Cherubini. Il primo è stato effettuato il 23 settembre alle ore 16, il secondo è in calendario per il 4 novembre. “La fase di accoglienza delle persone prevede un momento più conviviale in un’atmosfera di festosità, consumando insieme bibite e dolci-spiega la Bartorelli- quindi si conversa in un clima disteso e tollerante, senza giudizi, dove tutti vengono incoraggiati ad aprirsi, favorendo così anche il senso di appartenenza al gruppo.In seguito si ascolta musica assecondando le preferenze dei partecipanti e poi si propongono vari giochi di memoria, come il memory card o anche Giovani nel Tempo, veri e propri esercizi mnemonici in veste di figure stimolanti e appropriate. La stimolazione cognitiva dunque, avviene soprattutto in modo informale.”

La professoressa Bartorelli è un’istituzione per i malati di Alzheimer.Per quasi cinquanta anni, infatti, questa donna dall’aria serena ma incredibilmente energica ha dedicato tutta se stessa alla cura delle persone affette da demenza e all’aiuto ai loro familiari, così detti “caregiver”, ovvero coloro che prestano assistenza.

Uno dei problemi che i malati di Alzheimer e le loro famiglie si trovano ad affrontare è legato all’isolamento e alla frustrazione di non poter condividere le tante difficoltà connesse a questa malattia, spesso anche a causa di pregiudizi ingiustificati.” Le persone che si incontrano in questi luoghi-ci racconta la professoressa- spesso creano piccole comunità e capita sovente che dopo le prime volte decidano di vedersi anche fuori dal caffè, organizzando occasioni per stare insieme, e creando proprio quella socializzazione che è l’obiettivo principale del progetto.

Ma questo vulcano di donna non si ferma qui. Il suo progetto più ambizioso è di creare a Garbatella una “Comunità amica”, progetto già sperimentato con successo nel comune di Aprilia. Si tratta di creare una collettività solidale nella quale le persone con demenza e i loro familiari possano muoversi nel modo più normale possibile e non sentirsi isolati ed esclusi. “Per tanto tempo ho pensato che portare a Roma questo progetto fosse impossibile – ci ha dichiarato – poi però, conoscendo meglio la Garbatella e parlando con il Presidente Ciaccheri e con l’assessora Aluigi dell’VIII Municipio ho capito che questo quartiere si presta alla realizzazione di una comunità amica sia per le sue caratteristiche urbanistiche che per la presenza di una forte compagine sociale tesa all’inclusione e all’accoglienza”.

Nel suo ultimo libro “I volti dell’Alzheimer” la Bartorelli spiega che “il progetto consiste nel formare le varie realtà sociali, ovvero i negozianti, i ristoratori, le forze dell’ordine, gli educatori scolastici, chi lavora nel terziario, quali istituti bancari o uffici postali, i socio-sanitari, insomma tutti coloro che sono a contatto con il pubblico  applicando un modello di intervento sociale che mira a ridurre lo stigma e l’esclusione”. Il Caffè Memoria, quindi, non è che il primo passo di una vera e propria rivoluzione che il nostro quartiere potrebbe iniziare a vivere, confermandosi paladino della inclusione di tutti, con la continua ricerca delle risposte ai vari bisogni dei cittadini.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Assemblea popolare a Casetta Rossa in vista delle amministrative di ottobre

Sarà Maya Vetri, 39 anni, una candidata al consiglio Municipale per la lista Sinistra Civica Ecologista 

Casetta Rossa si mobilita. In vista delle prossime elezioni amministrative anche il luogo di aggregazione e socialità di via Magnaghi vuole dire la sua proponendo alcune figure di spicco legate ad associazionismo, femminismo ed ecologismo. Persone, uomini e donne presenti da sempre sul territorio dell’VIII Municipio e in particolare della Garbatella.

Sarà Maya Vetri la candidata scelta per il Municipio a sostegno di Amedeo Ciaccheri che cerca la riconferma come Presidente – nella lista Sinistra Civica Ecologista – dopo una assemblea con centinaia di persone presenti.

Nata e cresciuta alla Garbatella, 39 anni, da sempre attivista di Casetta Rossa, che la vede tra i suoi fondatori, e del coordinamento degli orti urbani, Maya Vetri è in prima linea nel cosiddetto hub solidale che raccoglie circa 150 volontari e che si sta occupando di 300 famiglie che non arrivano a fine mese. Ogni giorno i volontari sono impegnati nella raccolta di generi alimentari nei supermercati del Municipio dove cittadini generosi donano scatolame, pasta, passate di pomodoro e altri generi di prima necessità. Una autentica crisi economica quella che ha investito moltissime persone – aggravata dalCovid – che sino a pochi mesi fa avevano una stabilità finanziaria.
Maya, insieme agli altri attivisti, ha ricoperto un ruolo determinante anche nel recupero di 35 vecchi computer che, una volta rigenerati e rimessi in funzione, sono stati donati alle famiglie meno abbienti per consentire ai loro ragazzi di seguire la scuola tramite la didattica a distanza. Se verrà eletta al Municipio, si impegnerà a fondo anche “nell’apertura dei mercati rionali del territorio come luoghi dove svolgere attività culturali e sociali quali concerti o cinema, aperti a tutti i cittadini”.

Casetta Rossa appoggerà anche la candidatura all’VIII Municipio di Iacopo Nunziato, vent’anni, attivista del Centro Sociale La Strada e appartenente quindi a quella generazione nata dopo l’occupazione dei locali di Via Passino. Anche Iacopo è impegnato nel sociale e nella solidarietà, ma con una profonda attenzione all’ambiente e al cambiamento climatico, temi assai cari alla sua generazione.

“Nei percorsi ambientalisti cittadini – si legge nel suo profilo Facebook – ho tentato di dare il mio contributo laddove ci si adoperava in difesa dell’ambiente, per dire no alla speculazione sui territori e alle grandi opere inutili, per mettere tra le priorità della politica quella di una transizione a un modello di sviluppo sostenibile”.

“Il nostro municipio può e deve diventare la prima linea nella sfida al cambiamento climatico e per la trasformazione ecologica: abbiamo un enorme patrimonio ambientale rappresentato dall’Appia Antica, dal Tevere e dai tantissimi parchi, giardini e orti da integrare nei cicli di vita della città, abbiamo spazi e luoghi dismessi da rimettere al centro di processi virtuosi di produzione e consumo, abbiamo una mobilità da ripensare e un patrimonio edilizio da rigenerare”.


Novità anche per quanto riguarda la corsa al Campidoglio dove Michela Cicculli, attualmente assessora in Municipio alle Politiche di Genere, Giovanili, Bilancio e Memoria, sarà una delle tre donne capolista di Sinistra Civica Ecologista a sostegno del candidato sindaco per il Centrosinistra Roberto Gualtieri. Anche Cicculli avrà l’appoggio di Casetta Rossa, così come Sandro Luparelli, del Centro sociale Spartaco, appartenente all’Area di Liberare Roma.

Stefano Baiocchi

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Risistemata via Enrico Cravero alla Garbatella

Il programma del Municipio prevede interventi a via Costanzo Cloro, via Corinto e Largo Veratti

Sono stati ultimati i lavori in via Enrico Cravero, importante strada di collegamento – nel cuore della Garbatella – tra Piazza Bartolomeo Romano e Largo delle Sette Chiese.

Un bel colpo d’occhio per i circa 180 metri di asfaltoin pendenza poiché è stato rimesso a nuovo il piano viabile, ripristinata la segnaletica orizzontale e quella verticale, migliorata la situazione dello spartitraffico centrale. I cittadini che abitano nella zona, non soltanto coloro che passano spesso lungo quell’arteria, lamentavano l’ammaloramento della strada dove si erano formati anche dei pericolosi avvallamenti. La situazione era degenerata anchea causa del passaggio di grandi veicoli quali camion o autobus di linea e la situazione, a detta di molti, si era fatta decisamente pericolosa.

Tra le prioritàil Municipio ha messo anche la risistemazione di via Costanzo Cloro, dove ci sono notevoli disagi per i cittadini che percorrono i marciapiedi malridotti dalle radici degli alberi; in molti, soprattutto la sera, sono costretti a camminare in mezzo alla strada per non inciampare.

Proprio le alberature di Via Costanzo Cloro, come altre del nostro territorio, avrebbero bisogno di manutenzione di cui tuttavia dovrebbe farsi carico il Comune di Roma.
Nelle immediate vicinanze è stata ripristinata definitivamente la viabilità in via Giovannipoli, quest’ultima già interdetta al transito dei veicoli per un pericoloso avvallamento della sede stradale,dovuto ad una rottura di una tubatura, tra il parco di Commodilla e il bivio per viale Leonardo da Vinci.
Il Municipio è riuscito a rispettare la tabella di marcia ultimando i lavori in viale Odescalchi, dove tra l’altro è stato aperto un pertugio nello spartitraffico all’altezza di via Annio Felice, consentendo la svolta in entrambe le direzioni. 
Si è quindi intervenuto presso l’Istituto dei ciechi Sant’Alessio e il centro anziani del San Michele, dove sono stati sistemati i marciapiedi -abbattendo le barriere architettoniche -e i percorsi tattili per i non vedenti, utilizzando il cosiddetto sistema LOGES. Si tratta di un linguaggio riportato attraverso impronte sulla pavimentazione, riconoscibile da parte dei non vedenti attraverso il senso tattile plantare, il senso cinestesico, ovverosia cogliendo la sensazione di dislivello, o tramite la guida del bastone lungo bianco. Una delle novità – fa sapere l’assessora ai Lavori Pubblici Paola Angelucci – è l’apertura di un cantiere importante di manutenzione straordinaria, si tratta di via Corinto e delle strade adiacenti il mercato coperto, dove si sta provvedendo alla riqualifica dei marciapiedi. Se non ci saranno imprevisti il tutto dovrebbe concludersi entro ottobre.

Una volta chiuso il cantiere di Via Corinto, assicurano da via Benedetto Croce, partirà la riqualificazione di Largo Giuseppe Veratti.

In arrivo in questi giorni, in previsione del ritorno in aula per molti studenti, anche il rifacimento della segnaletica orizzontale lungo molte strade e piazze, sedi dei plessi scolastici. 
Nel frattempo alcune strade del Municipio – ci riferiamo alla cosiddetta grande viabilità di cui il Comune di Roma è pertinente –  quali ad esempio la Circonvallazione Ostiense, via Girolamo Benzoni, via di Vigna Murata, via Pellegrino Matteucci o via di Grottaperfetta, avrebbero bisogno di interventi per la sicurezza di pedoni e automobilisti, stessa situazione per quanto riguarda la Laurentina dove in diversi tratti affiorano le radici dagli alberi. Di Stefano Baiocchi

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“La Memoria Negata”: un vademecum per combattere l’Alzheimer Il libro di Catia Liburdi, esperta del servizio assistenza domiciliare dell’VIII Municipio

Trent’anni di esperienza con gli anziani e le loro famiglie, trent’anni al servizio delle persone più fragili, trent’anni di storie di donne e uomini raccolte nel libro “La Memoria Negata” di Catia Liburdi, edito da Franco Angeli. E’ la  testimonianza di un grande lavoro di cura, che ostinatamente cerca di riempire gli spazi vuoti che giorno dopo giorno si fanno sempre più grandi a causa dell’Alzheimer.

Questo morbo fu scoperto nel 1906 daAlois Alzheimer, psichiatra e neurologo tedesco, attraverso l’autopsia di Augusta Deter, una giovane donna di cinquantacinque anni. Nei pazienti affetti da questa malattia si formano, all’esterno del neurone, le tipiche placche dovute al deposito di una sostanza chiamata beta amiloide. All’interno, invece, si creano dei grovigli neurofibrillari ed il neurone perde così la capacità di trasmettere impulsi nervosi.

Catia Liburdi, psicologa e assistente domiciliare agli anziani nei Municipi Roma VIII e IX, ripercorre nel suo libro un viaggio insieme ai più deboli parlando della loro solitudine, un silenzio assordante, solcato dalla perdita graduale della memoria e della perdita dei ricordi più cari, fino ad arrivare a non riconoscere più i propri figli.

Dipinti di Claudio Gagliardini dal titolo: Identità smarrita e Danza d’Amore

Il cuore pulsante del libro è il lavoro di cura,che si affianca a quella farmacologica, la rafforza, la integra e ne esalta i benefici. Durante la lettura ci accorgiamo che chi riceve le cure è quasi sempre poco sereno e vive un senso d’impotenza. La cura diventa quindi seguire il passo lento dell’anziano senza imporre una strada, sostenere l’andatura incerta, evitare i pericoli, far sentire la presenza discreta; è impegno condiviso,che mira a mantenere l’equilibrio tra corpo e mente in un processo di serena accettazione della vecchiaia.

Il lavoro di operatori sociali domiciliari ci porta ad agire in punta di piedi.Un approccio delicato con l’anziano che parte dalla consapevolezza dell’ascolto attivo, dalla comprensione dei bisogni concreti e imminenti del soggetto, senza dimenticare le storie di vita e i vissuti delle persone che fino allora sono stati efficaci per il benessere della persona malata” ci spiega l’autrice Catia Liburdi “Assistere l’anziano a domicilio è la risposta migliore per mantenere intatte le autonomie conservate. La casa è il luogo degli affetti, è protezione dal freddo, dallo stress, dal mondo frenetico immerso in un vortice di relazioni fluide che non lasciano il tempo di sedimentarsi. La casa piena di foto, il suo arredamento, ci parla delle persone che la vivono, del loro passato, del loro presente e anche nei casi di disagio sociale rimane il luogo per elezione più efficace alla cura”. Prosegue Liburdi “Il fine ultimo dell’assistenza domiciliare è quello di evitare l’Istituzionalizzazioneintendendo non solo il ricovero presso strutture residenziali, ma anche relazioni negative reciproche in via di cristallizzazione tra paziente-operatore in ogni luogo dove esse avvengono, che non donano benessere ma riducono la visione del paziente alla sua patologia”.  Conclude “Un approccio circolare e non lineare dove il caregiver ha un ruolo attivo, capace di maneggiare le emozioni. La formazione dell’operatore è fondamentale e deve mirare non solo alla conoscenza di tecniche di assistenza, ma alla capacità di essere nella relazione, senza identificarsi, mettendosi nei panni dell’altro, imparare a essere empatici ristrutturando la propria personalità”.

Nelle ultime pagine del libro è presente anche un glossario, un piccolo manuale pratico dove poter trovare oltre al significato di alcune parole di uso comune di chi vive con anziani fragili, anche consigli sempliciper chi si trova per la prima volta a dover assistere una persona affetta da demenza. Le buone pratiche sono frutto di un lavoro continuo con gli anziani assistiti in casa e presso il centro di socializzazione ed il libro vuole essere anche uno strumento pratico per chi si trova a dover accudire persone con deterioramento cognitivo, al suo interno è inoltre possibile trovare proposte a tutela dei caregiver e soluzioni pratiche per la vita quotidiana per i malati e per chi li assiste.

Di Giuliano MAROTTA

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A San Paolo inaugurata una nuova Casa del Municipio (Servizio video)

Il 16 luglio in via Tito a San Paolo, è stata inaugurata la terza Casa del Municipio, che si va ad aggiungere a quelle già presenti a via Barnaba e a via Benedetto Croce. Un nuovo spazio nato per garantire l’accesso ai servizi essenziali per le persone in situazione di fragilità.

All’interno vi collaboreranno in sinergia alcune associazioni del terzo settore tra le quali: Lions Club Roma San Paolo, la Comunità di Sant’Egidio, Sanità di Frontiera, Polo Psi e Municipio Solidale. Sarà un luogo dove si svolgeranno, a titolo gratuito, anche corsi di break dance, teatro e laboratori d’arte.

Soddisfazione da parte del Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri e dell’Assessora municipale alle politiche sociali Alessandra Aluigi, che insieme alla Direzione Socio Educativa, all’Ufficio Tecnico e all’Assessorato municipale ai lavori pubblici hanno restituito alla comunità uno spazio abbandonato. Dove precedentemente vi erano gli uffici dell’impresa costruttrice dei “nuovi” palazzi su viale Giustiniano imperatore, da oggi è possibile usufruire di servizi e attività sociali in una struttura riqualificata.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Al teatro Palladium un omaggio alla Garbatella

Con Francesca Romana Stabile e Claudio D’Aguanno

Non poteva che essere dedicata alla Garbatella e ai suoi cittadini, l’ultima iniziativa della stagione prima della chiusura estiva andata in scena giovedì scorso al Palladium. 
“Staging Garbatella. Storie di un’utopia condivisa”– questo il nome dell’evento – è stato promosso dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium in collaborazione con il DAMS e il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, con ATER Roma e con il Municipio VIII di Roma Capitale.
La manifestazione si sarebbe dovuta tenere al Lotto 12, adiacente al teatro e tra i più caratteristici del quartiere, ma le norme anti-Covid hanno suggerito un incontro più ristretto, con rigorosi controlli all’ingresso. 

L’appuntamento è stata un’occasione per raccontare alcune delle iniziative svolte sul territorio dal Laboratorio didattico Garbatella 20/20, curato dalle docenti Francesca Romana Stabile e Paola Porretta, a cui hanno partecipato più di 100 studenti del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre in occasione del centenario del quartiere.

Suggestive le musiche proposte dalla mezzosoprano Hera Guglielmo accompagnata al pianoforte da Doriana Masucci che hanno strappato l’applauso dopo aver eseguito tra l’altro “Moon River” di Henry Mancini (tratto dalla colonna sonora del film Colazione da Tiffany) e “Core ‘ngrato” di Riccardo Cordiferro e Salvatore Cardillo.

L’inizio della serata ha visto alcune immagini tratte dall’Istituto Luce, con i bambini dell’Asiletto di Piazza Longobardi e nientemeno con alcuni scorci della visita alla Garbatella del Mahatma Gandhi, accompagnate da “Ombra mai fu” tratta dall’opera Serse di G.F. Hendel. 
Era il 13 dicembre del 1931 quando il filosofo e politico indiano si recò agli Alberghi dei poveri e alla Maternità dell’Onmi.
Probabilmente la visita di Gandhi alla Garbatella – benché sembrasse un’improvvisata – è stata preparata visto che quel giorno erano presenti i vertici dell’Istituto Case Popolari e dell’Opera Nazionale Maternità ed Infanzia. Le immagini in bianco e nero ci hanno regalato anche alcuni momenti della cosiddetta befana fascista, ripresi sempre dal Luce, a Torpignattara dove un grottesco Storace, con tanto di divisa e fez, faceva bella mostra di sé in una delle manifestazioni più tragicomiche e paternalistiche di cui il Regime si serviva. Due quartieri molto differenti e distanti tra loro, come ha spiegato Claudio D’Aguanno, ma entrambi con un’anima popolare ben radicata, sui quali il fascismo cercò di investire a cominciare dal cambio del nome (cosa che per fortuna non avvenne). 

I racconti di D’Aguanno, dalle voci di Chiara Ferlito e Luca Guido, hanno attraversato gli anni del fascismo narrandoci le vicende di due illustri sportivi, quelle del ciclista Marcello Spadolini e del pugile di Tormarancia Alvaro Nuvoloni. 
Nato nel 1915, cresciuto alla Garbatella, Spadolini inizia a correre con la bicicletta a sedici anni con gli allievi della A.S.Roma, sulle orme dei fratelli Mario e Raffaele; poi è due volte Campione d’Italia tra dilettanti (1936 e 1937). Da Indipendente partecipa al Giro d’Italia del 1940 con il Dopolavoro Mater. Nel 1941 il grande salto con l’approdo alla S.S.Lazio con la qualevince la Coppa Parisi, la Coppa Ministero dell’Aeronautica e la Coppa Ilari. L’anno seguente corre poco assicurandosi il Circuito Rivoluzione a Bari in novembre. Dopo il biennio 1943 – 1944 quando Roma è sotto il giogo dei nazisti che vietano la circolazione alle biciclette, torna in sella alla Liberazione. Il 1945 vede l’arrivo alla Lazio dei fratelli Serse e Fausto Coppi. Spadolini vince a Sezze e si assicura il successo al Giro dei Due Golfi a Napoli il 12 agosto. Nel 1946 vince il Gran Premio Apertura di Napoli prima di ritentare l’avventura al Giro d’Italia dove corre con il Centro Sportivo Italiano. Alla fine giunge un onorevole trentesimo posto in classifica generale. Nei due anni successivi continua con la Lazio vincendo tra le varie corse la Coppa Pugliesi, la Coppa Fulgo e il Gran Premio di Tarquinia. E’ grande protagonista nel 1948 dove sempre con la maglia biancoceleste finirà al secondo posto al Giro di Sicilia.
Alvaro Nuvoloni da Shangai si trasferisce presto al cosiddetto Albergo Bianco, nel Lotto 11 di Piazza Biffi. Un’infanzia difficile la sua caratterizzata da fame da espedienti per sopravvivere. Da adolescente fa l’ingresso nella palestra L’Indomita di via Merulana.

Dopo alcuni incontri dilettantistici, l’esordio da professionista di Nuvoloni arriva nell’aprile del 1944 a Milano dove l’incontro contro un altro esordiente, il futuro campione d’Italia dei piuma Nazzareno Giannelli, finirà ai punti.

Soprannominato affettuosamente dai romani Chivecchia, Nuvoloni è piccolo di statura e pesa 53 kg, rientrando quindi nella categoria dei Pesi Gallo. Dotato di grande coraggioha una tecnica approssimativa, a poco più di un anno dalla Liberazione, nel settembre del 1946, “Chivecchia” torna sul ring per battersi contro un altro idolo capitolino, Alvaro Cerasani sconfiggendolo ai punti; un anno dopo a Como è sconfitto dall’ex campione d’Europa e d’Italia Gino Bondavalli. 

Dopo una serie di incontri che lo vedranno via via perfezionare la sua tecnica, Nuvoloni si laureerà Campione Italiano a Verona sconfiggendo ai punti il campione dei Gallo Amleto Falcinelli. Era il 4 ottobre del 1950.Il Presidente Amedeo Ciaccheri ha portato sul palco un breve saluto a nome di tutto il Municipio, ribandendo quanto i cittadini non si siano ancora stancati di festeggiare il centenario della Garbatella.

Di Stefano Baiocchi

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Dalla Chiesoletta all’Europa, dirigendo e cantando

Intervista al Maestro di coro Fabrizio Barchi

di Fabrizio Mastrantonio

Dalla Garbatella degli anni ‘70 una lunga e appassionante carriera di maestro di canto corale, tuttora titolare della cattedra di Direzione di Coro al Conservatorio Statale di Musica Lorenzo Perosi (CB). Un professionista e un amico unico e sincero con il quale ho condiviso oltre quarant’anni di vita.

Maestro Barchi, raccontaci i tuoi esordi musicali.

L’Oratorio della Chiesoletta è stato un’occasione di esperienze che, nel tempo, ha fatto sbocciare passioni giovanili e poi carriere professionali. Io, come altri, dopo i canonici calci al pallone mi ritrovavo nella “caverna” dell’Oratorio in compagnia della mia chitarra e di ragazzi che, in seguito, hanno fatto della musica la loro vita: il batterista Gabriele Anastasi, il chitarrista Claudio Monteleoni, il compositore Pino Cangialosi. Ho studiato chitarra classica col maestro Riccardo Fiori, anche lui della Garbatella. Poi con altri amici (tra cui l’intervistatore) iniziammo a sperimentare quelli che all’epoca chiamavamo semplicemente “controcanti”. Così, dai Led Zeppelin, passai a sonorità acustiche come quelle degli Inti-Illimani e, soprattutto, della Nuova Compagnia di Canto Popolare che mi fece scoprire ed amare la musica rinascimentale.

Da qui, dunque, la tua passione per il canto corale. Come hai mosso i primi passi in questa carriera?

Nonostante mio padre fosse attore, i miei spingevano per l’impiego “sicuro”. Cercai consigli anche da Padre Guido: “devi seguire le tue passioni, devi studiare musica!” disse perentoriamente. Per spronarmi concretamente mi affidò un gruppo di bambini, da lui battezzati “le cicale” e poi, nel 1980, mi affidò l’insegnamento di Educazione Musicale alle medie del Cesare Baronio.

Nel novembre del 1978, con alcuni amici “intonati”, eseguimmo dei canti polivocali per un’ordinazione sacerdotale a seguito della quale il responsabile dei concerti della Sala Borromini ci propose un concerto: il 7 aprile 1979 esordiva ufficialmente la “Corale San Filippo” che sotto la mia direzione eseguiva un programma di musica sacra e profana. Nel frattempo avevo conosciuto Marco Frisina, altro talentuoso Garbatellaro DOC, studente di Composizione a Santa Cecilia, un Bruce Springsteen della musica liturgica. Fu con lui che mi innamorai di quel genere musicale e nel 1979 entrai al Pontificio Istituto di Musica Sacra.

Il Maestro Fabrizio Barchi

Vanti molteplici successi in concorsi italiani e in tutta Europa. Vuoi raccontarcene qualcuno?

Negli anni d’insegnamento al Baronio, per coinvolgere gli allievi in musica d’insieme, formai, tra gli altri, il “Coro delle voci bianche” con cui, nel 1992, partecipammo ad un concorso regionale fra corali di scuole medie. Fu la prima indimenticata vittoria!

Nel 1999 il Coro Giovanile San Filippo, rimpolpato con gli studenti più appassionati provenienti dai licei Platone e Primo Levi, dove avevo formato dei cori scolastici, divenne l’attuale Coro Musicanova con cui abbiamo vinto molteplici concorsi anche a livello internazionale tra cui, nel 2017, quello di Tours (Francia) che ci fece accedere di diritto al Gran Premio Europeo di Maribor (Slovenia), una sorta di Champions League della coralità. Non vincemmo, ma la soddisfazione per il coronamento di un sogno nato quarant’anni prima all’oratorio della Garbatella è stata immensa!

Sei tu stesso compositore e non solo di musica colta ma anche di commedie e musica popolare.

Probabilmente ho ereditato da mio padre Alfredo la passione per il teatro dialettale, da lui recitato per anni al Rossini e al Teatro De Servi anche con il grande Checco Durante e di cui conservo gelosamente alcune locandine.

Con i miei gruppi corali, ho voluto sperimentare la commistione tra canto e teatro popolare romanesco recitato. “A Roma se racconta che…” è un lavoro del quale vado molto fiero e che ci ha dato, nel 2005, la grande soddisfazione di aggiudicarci il primo premio al Festival Internazionale di Canto Popolare di Arezzo, unico coro italiano ad ottenere questo risultato in oltre sessanta edizioni. Nel giugno del 2019 lo abbiamo portato con successo anche al Teatro Palladium. Io stesso recito nel ruolo di un prete indossando, orgogliosamente, la tonaca originale di Padre Guido che lui stesso mi ha donato.

I giovani e la scuola sono stati il tuo bacino privilegiato. Che risposte hai avuto dalle ragazze e dai ragazzi che hai iniziato alla musica corale?

La proposta di cantare in un coro è spesso vista con scetticismo, perché non si tratta di X Factor e non si diventa famosi. Poi però si cominciano ad apprezzare i valori propri del fare musica insieme: ascoltarsi senza sovrastarsi, placare l’esuberanza caratteriale o uscire dalle timidezze. Il coro è un gruppo sociale ideale che contrasta la prepotente proposta individualista dei nostri tempi. “Nessuno si salva da solo” hanno detto autorevolmente il Papa e il Presidente della Repubblica: la polifonia insegna questo, a fare squadra. Poi s’impara il “bello”. Pochi giorni fa il mio gruppo giovanile “Iride”, ha registrato dei brani corali del ‘600 a San Luigi dei Francesi, davanti alla cappella Cottarelli che conserva tre splendide opere di Caravaggio: ciò che si ascoltava e si vedeva era una rappresentazione plastica di quella “bellezza” che può salvare il mondo di cui parla il principe Myškin ne L’idiota di Dostoevskij. I giovani devono conoscere e frequentare la bellezza per un mondo migliore.

So che vai fiero anche delle collaborazioni con eccellenti cantanti e compositori.

La mia attività mi ha regalato molteplici incontri, artisti come Andrea Bocelli, Josè Carreras, Leo Brouwer, Mina, Branduardi, Antonella Ruggiero. Aggiungo l’orgoglio di aver cantato le musiche composte dal m.o Frisina per la serie di film sulla Bibbia prodotte dalla Rai e in un film su San Filippo Neri (guarda caso!). Sullo schermo Michele Placido, Gigi Proietti, Gerard Depardieu, Robin Williams e, nel commento musicale, le nostre voci: è stata una soddisfazione incredibile per me e i ragazzi dell’Oratorio San Filippo Neri!

E infine fammi ricordare la collaborazione dal 1994 al 2000 con un gitante del calibro di Ennio Morricone.

Pur se in piena forma sei prossimo alla pensione. Hai ancora progetti musicali?

Dopo 40 anni di insegnamento, dai quali sono stato ripagato ampiamente, lascerò la scuola,  ma per quanto concerne l’attività concertistica vorrei continuare ancora per un bel po’ e poi… ho sempre la chitarra lì pronta: se qualcuno volesse coinvolgermi in una jam session ho ancora tanto rock che scorre nelle vene!

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Tutti i murales della Garbatella

Un itinerario storico-artistico tra i dipinti sui muri dei lotti popolari.

Di Enrico Recchi

Seguendo una tendenza oramai ben diffusa in tutta la città, anche alla Garbatella oggi possiamo vedere diversi murales che raccontano storie, esprimono idee, colorano in maniera viva e profonda, le facciate dei palazzi del nostro quartiere.

Sono oramai lontani i tempi in cui  alcuni street artists ancora poco conosciuti,  dipingevano, tra i  primi, le loro opere su muri e edifici di Testaccio e di Tormarancia. All’epoca, eravamo da poco nel nuovo millennio, veniva alla luce questo nuovo fenomeno artistico che sorprendeva la gente.

Dipinti, stencils, disegni venivano eseguiti o applicati con tecniche differenti e innovative sulle facciate dei palazzi in zone che a volte nelle cronache giornalistiche venivano definite degradate. I murales erano presentati dagli amministratori pubblici e dalle associazioni promozionali, come interventi significativi che associati ad altri strutturali (spesso rimasti sulla carta) avrebbero portato alla riqualificazione di aree con molti problemi.

Il nome, oggi celeberrimo, del precursore Banksy riecheggiava in quegli anni soltanto nelle riviste d’arte contemporanea e nelle cronache dei giornali internazionali, ma ancora era sconosciuto ai più.

Negli ultimi anni la situazione è ben cambiata. I murales  oggi sono dappertutto a Roma, dal Pigneto all’Ostiense, da Testaccio a Tormarancia, da Corviale a San Lorenzo, dal Tufello al Tiburtino III, fino ai muraglioni del Tevere. Il fenomeno ha senz’altro perso la forza, l’energia della novità dirompente, si è diffuso ed allargato e se girando per Roma oggi vediamo una bella parete di un edificio incolore ed anonima ci chiediamo perché ancora non sia stata utilizzata come fondo per un murales.

Allo stesso tempo il murales è diventato una sorta di telegiornale artistico: ovvero le notizie più recenti trovano spesso spazio sulle facciate dei palazzi. Esempio il murales eseguito a tempo di record per  l’arrivo di Mourinho sulla panchina della Roma.

Alla Garbatella questo fenomeno è più recente e non ha niente a che vedere con il recupero di aree degradate tantomeno è mai stato associato alla parola riqualificazione perché, per nostra fortuna,  non ci sono spazi che meritano quelle attribuzioni. Sono quindi soltanto espressioni artistiche dalle dimensioni monumentali che sono andate via via ad abbellirne i muri.

Facciamo ora una passeggiata per la Garbatella per vedere i murales che la decorano.

Iniziamo, proprio per il suo messaggio di accoglienza e benvenuto, con quello che si trova su un muro tra via della Villa in Lucina e via di S. Nemesio (angolo ospedale CTO). Il grande messaggio in inglese recita “You are now entering free Garbatella” specificando il carattere ribelle e indipendente  del nostro quartiere, ma insieme accogliendo chi arriva dalla vicina San Paolo. Slogan che ha avuto tanto successo da essere ripreso anche dal giornale “La Repubblica” per una sua rubrica.

Si passa poi al murales dell’artista Greg Jager in via Gerolamo Adorno, che celebra la Costituzione Italiana nei suoi primi dodici articoli. In alto è riportato il testo completo dell’articolo 2 con il riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo. Un messaggio, quello del ricordo degli articoli costituzionali e della loro sacralità, che dovrebbe accompagnarci e ispirarci quotidianamente.

Alcuni di questi  murales sono nel tempo scomparsi,  rovinati o cancellati del tutto dalla pioggia e dal sole e sostituiti da altri che ne hanno prontamente preso il posto. Questo alla Garbatella è successo su un muro di via Caffaro dove il precedente murales deteriorato col capitano giallorosso Totti, di Sten e Lex, è stato rimpiazzato da quello degli stessi artisti che richiama l’Optical Art, quella forma d’arte nata negli anni 60/70 del secolo scorso, che vuole produrre illusioni ottiche, specialmente di movimento, accostando opportunamente soggetti astratti o sfruttando il colore.

A via Luigi Fincati troviamo il murales dell’artista venezuelano Gomez con due mani, una trafitta al polso da un chiodo e l’altra su cui poggiano dei fiori, immagini che rappresentano il dolore e la rinascita. Il prima e il dopo il terremoto. Infatti, questo murales assieme a quello di Solo & Diamond di cui si parla più avanti,  sono stati progettati per raccogliere fondi per Prata d’Ansidonia frazione dell’Aquila danneggiata dal terremoto del 2009.

Nella successiva Piazza Bartolomeo Romano l’artista Francesco Pogliaghi ha ritratto il volto del partigiano Enrico Mancini assassinato nell’eccidio delle Fosse Ardeatine nel marzo del 1944. Il significato di questo volto è quello di tenere sempre viva la memoria di chi ha donato la sua vita per un futuro migliore per tutti.

Prendendo via Passino c’è il murales di Jerico Cabrera, cresciuto alla Garbatella, denominato Supernova che si affaccia sulla Villetta. Nella sua opera l’artista esprime la materia che cambia forma grazie all’energia, quella di una stella supernova appunto. Ed ecco un orecchio che diventa fiore e il petalo si trasforma in cielo.

Si arriva poi all’angolo con Piazza Sauli dove campeggia il murales che nasce dal lavoro combinato degli artisti Solo e Diamond che ritrae una floreale e multicolore Clementina, la presunta ostessa “garbata e bella” che ha dato il nome al quartiere.

Da via Passino arrivare a Largo delle Sette Chiese è un attimo e lì campeggia il recente murales del cileno Carlos Atoche dedicato a tutte le donne che si sono dovute confrontare con il tumore al seno. Una battaglia che oggi grazie alle campagne di prevenzione finanziate dalla Komen, sponsor dell’opera, si può vincere. Nel suo murales l’artista ha rappresentato una Venere che per prima cosa si prende cura di sé.

Su viale Guglielmo Massaia troviamo il murales dedicato da Leonardo Crudi a Victor Cavalo attore e poeta vissuto alla Garbatella che ci saluta con il suo “Ecchime”.

E finiamo con quello recentissimo che celebra Alberto Sordi, inaugurato il 15 giugno in occasione del suo 101° compleanno. L’opera di Lucamaleonte realizzata con il contributo della Roma calcio, dell’Ater e della Regione Lazio raffigura l’Albertone nazionale nei panni del Marchese del Grillo e si può vedere in via Ignazio Persico. Il murales assieme alla targa posta sempre in memoria del grande attore romano sull’edificio dove  visse da bambino in via Vettor Fausto, ricordano a tutti il forte legame e la riconoscenza della Garbatella nei confronti dei valori artistici e umani espressi da Sordi.

Ci sono poi tanti altri murales piccoli e grandi ma altrettanto importanti, alcuni storici come quelli sempre su via Passino: il ritratto di Piero Bruno, quelli eseguiti sui muri del Mercato, quelli che colorano tutt’intorno la sede del CSOA, quello dedicato ai Bambini di Gaza e poi quelli che si possono vedere alla Casetta Rossa, quelli ancora realizzati dall’artista C215 a via Ignazio Persico.

Insomma una vera moltitudine di immagini che non può che far piacere all’occhio come alla mente.

E per ultimo a proposito di murales, l’auspicio che presto venga realizzato quello promesso in onore di un angelo della Garbatella: Padre Guido.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Primarie del centrosinistra per il campidoglio. Anche in VIII municipio vince Gualtieri del pd

di Stefano Baiocchi

Sarà Roberto Gualtieri a rappresentare il centrosinistra nella sfida per il Campidoglio alle prossime elezioni capitoline. È questo il dato netto che emerge dalle primarie indette dal Partito Democratico per scegliere il candidato sindaco. Un’affluenza decisamente al di sopra delle aspettative. Roberto Gualtieri ha raccolto infatti 28.561 voti, pari al 60,4% del totale. Che l’affluenza sarebbe stata molto buona si era capito sin dalle prime ora della mattinata, quando al gazebo di Piazza del Gazometro, nel quartiere Ostiense, c’era già un nutrito numero di cittadini desiderosi di poter dire la loro alle primarie. “Non tutto è perduto, è nostro dovere esserci per dare un segnale”, era il pensiero comune che albergava tra i presenti.

Alle spalle di Gualtieri si è posizionato Giovanni Caudo con 7.388 preferenze, il 15.68%. Quindi Paolo Ciani di Demos, con 3.372 voti. A seguire Imma Battaglia di Liberare Roma con 2.987 voti pari al 6,34%. Stefano Fassina quinto con 2.625 preferenze e il 5,57%. A chiudere Tobia Zevi (1.663, 3,53%) e Cristina Grancio (497, 1,05%). Molto positivo il dato relativo ai votanti: ai gazebo si sono recati in 48.624, una quota anche superiore alle attese, la segreteria dei Democratici infatti aveva fissato un numero target pari a 40.000, e superiore anche alle prime stime fornite da Andrea Casu, segretario del Pd romano, che aveva indicato in 45.000 la proiezione dei votanti a urne chiuse. Nel 2016, quando a sfidarsi furono Giachetti e Morassut, furono in 46.000 a recarsi ai gazebo. Altri tempi, certo, rispetto al 2013, quando per l’elezione di Ignazio Marino a candidato sindaco, si mobilitarono ben 100.000 persone.

Il risultato del VIII Municipio ricalca quello generale: Roberto Gualtieri si è infatti aggiudicato 1.220 voti, su 2.375 totali, in particolare ha ottenuto il suo miglior risultato al gazebo della Montagnola (154 preferenze) e a quello di Circonvallazione Ostiense (143), seguito da Imma Battaglia con 491 (miglior risultato per lei al gazebo di Piazza Bartolomeo Romano, con 84 voti), Giovanni Caudo con 300 (anche per lui migliore prestazione a Piazza Bartolomeo Romano, con 63 preferenze), Paolo Ciani con 176, Stefano Fassina con 111, Tobia Zevi con 48 e Cristina Grancio con 24.
“Una bella giornata democratica, e finalmente in presenza – è il commento di Valeria Baglio, consigliera Pd dell’assemblea capitolina – È stato bello rivedere tante persone che ci danno la forza per affrontare la campagna elettorale in autunno e riconquistare la Capitale. Riteniamo sia ottimo il risultato ottenuto da Gualtieri, per noi il candidato giusto, serio e autorevole, con la necessaria esperienza e che sarà in grado di tenerci uniti”. Anche Enzo Foschi, vice segretario del Pd del Lazio, ritiene che il risultato sia estremamente positivo, considerando anche le difficoltà legate al Covid, al caldo, e alla concomitanza con la partita degli Azzurri agli Europei di calcio. “Le primarie comunque si rivelano scelta giusta – aggiunge – ed un valido strumento di partecipazione attiva, che unisce. Occorre allargare all’associazionismo, serve capacità di apertura, rappresentare le contraddizioni della città ed anche una certa voglia di riscatto dei romani”. Anche per Massimiliano Smeriglio, europarlamentare, già vice presidente della Regione Lazio ed esponente di Liberare Roma, si è trattato di una “Bella festa di popolo, con numeri incoraggianti: è il primo di tre tempi, gli altri due saranno il primo e il secondo turno delle elezioni vere. Bisogna arrivarci compatti, preparati, con una coalizione forte e plurale. Auguri e in bocca al lupo a Roberto Gualtieri, che da oggi è il candidato di tutti i progressisti, dell’intera coalizione e di tutte le forze che la compongono. Un ringraziamento ad Imma Battaglia, per averci messo la faccia e per aver rappresentato al meglio le istanze di Liberare Roma. Sinceramente avremmo sperato in un risultato più promettente, tuttavia ci siamo, Liberare Roma c’è, è anzi presente in tutti i municipi e in alcuni abbiamo visto risultati incoraggianti, e sarà protagonista, insieme ad altri, della gamba della sinistra civica, innovativa, ecologista e femminista. In bocca al lupo a tutti noi”, ha concluso.

Gualtieri dovrà vedersela con Virginia Raggi, Enrico Michetti e Carlo Calenda.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Presentata al Casale Ceribelli la pubblicazione “I volontari e il terzo settore nel Lazio”

Nell’afoso pomeriggio di ieri martedi 22 giugno, nel giardino del Centro Anziani “Casale Ceribelli” di Viale Pico della Mirandola, si è tenuta la presentazione della pubblicazione “I volontari e il terzo settore nel Lazio. Volontari, enti del terzo settore e istituzioni non profit nelle fonti dell’Istat” Oltre agli autori, Tania Cappadozzi e Mauro Caramaschi, collegati via cavo nel rispetto degli standard di salvaguardia della salute pubblica, sono intervenuti all’iniziativa l’Assessora alle Politiche dei Servizi Sociali Alessandra Aluigi del Municipio VIII, il professor Valerio Pieri dell’Università Roma Tre e i rappresentanti del Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio Renzo Razzano e Ksenija Fonovic, che ha moderato gli inteventi.

Nella presentazione dell’evento, l’Assessora Aluigi ha ringraziato Valentina Avella del Csv per il lavoro di coordinamento e  Mimmo De Matteis, Presidente del Centro Anziani Ceribelli per la pronta disponibilità. Dopo un giro introduttivo di presentazioni, l’iniziativa è proseguita con la proiezione dei video prodotti dagli autori cui è seguita la relazione di Mauro Caramaschi e l’intervento del professor Valerio Pieri, mentre nel frattempo venivano raccolte le richieste di intervento dal pubblico. E’ seguito il collegamento con Sabrina Stoppiello, Responsabile del Censimento non profit. La serata si è conclusa col dibattito cui hanno partecipato i partecipanti in presenza, l’ultima parola per la chiusura dell’incontro all’Assessora Alessandra Aluigi.

Di Dino Gasparri

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Pericoloso avvallamento della sede stradale a via Giovannipoli

Un ennesimo pericolo di voragine si apre nelle strade di Roma. Stavolta è toccato a Via Giovannipoli, che da mezzogiorno di lunedì 14 giugno è stata interdetta al transito dei veicoli tra il parco di Commodilla e il bivio per viale Leonardo da Vinci nelle due direzioni di marcia. Si tratta in realtà di un evidente avvallamento della sede stradale. Nessuno dei residenti di zona si è accorto dell’accaduto, ma il caso ha voluto che passassero di lì il Presidente Ciaccheri e l’Assessora ai lavori pubblici Angelucci che, una volta constatato l’affossamento della strada, hanno chiamato immediatamente i vigili del fuoco e la Polizia Locale. Un signore a spasso con il cane ha detto che:” improvvisamente sono arrivati i vigili per chiudere venti metri di strada. Ora però siamo preoccupati per i cassonetti dell’immondizia perché il camion dell’AMA avrà difficoltà nella raccolta dei rifiuti”  

Considerando la viabilità e i sensi unici, chi dalla Garbatella è diretto verso San Paolo, è costretto ora a passare per via di Commodilla e quindi per via Costanzo Cloro per poi immettersi su Viale Leonardo da Vinci. Oppure da largo delle Sette Chiese è necessario proseguire per via Macinghi Strozzi sino alla svolta per via Adelaide Bono Cairoli. 
Da San Paolo verso la Garbatella la via più breve rimane Viale Giustiniano Imperatore, quindi Via Costantino con la svolta per via della Villa di Lucina o per via Rosa Raimondi Garibaldi. 
Ora in Largo delle Sette Chiese una transenna avvisa genericamente che la strada è interdetta al transito, escluso i residenti, ma non è dato sapere dove inizia l’interruzione, tanto che un autista di un grosso camion, forse distratto, ha proseguito sino allo sbarramento per poi doversi ingegnare in una faticosa e laboriosa inversione di marcia. 
Nella giornata di martedì 15, fanno sapere dal Municipio VIII, è previsto l’arrivo di un escavatore per verificare le cause del pericoloso avvallamento, in base alle quali si predisporrà un intervento di ripristino della sede stradale. 

Stefano Baiocchi

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Semifinale Playoff: Eurobasket Roma fuori a testa alta

Si è conclusa a gara 4 la semifinale dei playoff di Serie A2. La Bertram Tortona batte per 3 serie a 1 l’Atlante Eurobasket Roma e si aggiudica la finale contro Reale Mutua Torino, per un inatteso derby piemontese valido per la promozione in Serie A.

Eurobasket Roma, nella stagione più importante della sua storia, esce a testa alta, nonostante l’assenza per infortunio di uno dei suoi migliori giocatori, Roberto Gallinat e la rosa più corta rispetto agli avversari. La squadra ha infatti saputo imporsi e battere meritatamente nei quarti di finale Unieuro Forlì per 3-1, e non ha regalato nulla alla Bertram, in una equilibratissima semifinale in cui spesso si è ritrovata a dover rimontare un risultato sfavorevole e mostrando grinta e carattere nonostante un giovane roster.

In gara quattro Tortona ha vinto 69-70, in una partita che ha visto il capovolgersi di risultati: ogni volta che una squadra metteva a segno un buon parziale, l’altra era sempre pronta a rispondergli recuperando. I protagonisti per Tortona sono il solito Jamarr Sanders e Bruno Mascolo, oggi migliore in campo, mentre per Eurobasket si sono distinti Lorenzo Bucarelli e capitan Eugenio Fanti. Decisivi sono stati i minuti finali; complice la stanchezza e il caldo, i giocatori di entrambe le formazioni perdono lucidità e sbagliano canestri facili, regalando anche uno spettacolo poco degno dei playoff agli spettatori accorsi al Palasport Ponte Grande di Ferentino. 

Foto Ufficio stampa Eurobasket Roma

Decisivo l’errore in difesa di Cicchetti per Eurobasket: un inutile fallo sul tentativo da tre punti di Tavernelli, ad una manciata di secondi al termine, sul risultato di 69-67 per i padroni di casa. Dalla lunetta al giocatore di Tortona non trema la mano e con freddezza segna tutti e tre i tiri liberi a disposizione per il sorpasso conclusivo. Sull’ultima azione Eurobasket non trova il canestro del sorpasso ed esce, seppur con orgoglio, da questi playoff.

Nel dopo partita il coach di Eurobasket Roma, Damiano Pilot, visibilmente commosso e con poca voce, commenta così l’incontro: “Mi è difficile fare un’analisi lucida della partita, con i miei ragazzi che per l’ennesima volta hanno provato a gettare il cuore oltre l’ostacolo. E’ stata una costante per l’intera stagione, per la quale sono orgoglioso di loro e di tutti i membri della società, che ad ogni livello hanno contribuito ad una stagione semplicemente emozionante”.

Tabellino

Atlante Eurobasket Roma – Bertram Tortona 69-70

Parziali 19-22, 43-36, 59-52, 10-18.

Atlante Eurobasket Roma: Olasewere 5, Cepic 6, Fanti 8, Viglianisi 8, Cicchetti 8, Bischetti n.e, Magro 8, Staffieri, Antonaci n.e., Romeo 5, Bucarelli 21
All. Pilot
Bertram Tortona: Cannon 11, Gazzotti 1, Ambrosin 1, Sackey n.e, Tavernelli 12, D’Ercole 3, Fabi 8, Mascolo 17, Severini 5, Sanders 12, Morgillo
All. Ramondino

Riepilogo semifinale playoff:

GARA 1: Bertram Tortona – Eurobasket Roma 67-66

GARA 2: Bertram Tortona – Eurobasket Roma 80-85

GARA 3: Eurobasket Roma – Bertram Tortona 78-80

GARA 4: Eurobasket Roma – Bertram Tortona 69-70

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Restaurata piazza Benedetto Brin, il salotto buono della Garbatella

Piazza Benedetto Brin si rimette a nuovo. Nell’ambito delle iniziative legate al centenario della Garbatella, nella giornata di giovedì 10 giugno è stato portato a termine un notevole intervento di recupero e riqualificazione dell’area che ha dato origine al quartiere. In serata c’è stata l’inaugurazione che ha raccolto la presenza molti cittadini, nonostante la pioggia e le limitazioni imposte dalla pandemia in corso.
Già agli inizi degli anni Novanta, grazie all’impegno dell’allora consiglio circoscrizionale, dei cittadini del quartiere e dell’allora Partito Democratico della Sinistra, tutta quell’area venne riqualificata – con l’inaugurazione tra l’altro del parco – tanto da diventare, oltre ad un’arena per il cinema all’aperto e per altre attività, anche un set per la realizzazione di spot pubblicitari, nonché un luogo ambito da diversi registi del cinema italiano.
A fare gli onori di casa in una serata piena di entusiasmo – che ha visto tra l’altro lo spettacolo con i canti del coro Sgarbatello diretto da Nora Tigges e la poesia di Emiliano Scorzoni – il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri accompagnato dall’Assessora Paola Angelucci, che ha tenuto a ribadire quanto: “Piazza Brin sia una delle piazze storiche più belle del Municipio e molto importante per la città, frequentata da persone di tutte le età, una sorta di salotto di quartiere, quasi un biglietto da visita”.
Piazza Benedetto Brin è un luogo simbolo, perché è (anche) il luogo della prima pietra, dove – si legge nella targa di marmo – il Re Vittorio Emanuele diede il via alla creazione della futura Garbatella.

Dopo la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione pubblica, la pavimentazione dell’area è stata rinnovata con nuovo asfalto omogeneo su tutta la superficie calpestabile della piazza, sistemati i tombini e le caditoie in modo da consentire un miglioramento nello smaltimento delle acque piovane. Sono stati sistemati i cigli in marmo intorno alle quattro aiuole, con la pulizia completa della fontana e la riparazione delle perdite d’acqua, si è quindi provveduto ad una serie di interventi di pulizia e di sistemazione della scalinata che conduce verso via Alessandro Cialdi e via Guglielmotti.
Un impegno che ha visto il Municipio Roma VIII protagonista con la preziosa collaborazione di ARETI, società del Gruppo Acea, che ha fornito il nuovo impianto di illuminazione, e di UNIDATA per la pavimentazione.
L’intenzione, fanno sapere da Via Benedetto Croce, è quella di accelerare e di procedere progressivamente calendarizzando altri interventi di ristrutturazione dei numerosi angoli del quartiere.

Stefano Baiocchi

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI