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Tag: Ostiense

Invasione di topi in via Girolamo Benzoni

Tutto nasce dallo stato di abbandono dei Mercati Generali

Ostiense – Non sono rane o cavallette, la “piaga d’Egitto” romana è la diffusione di topi. In particolar modo in via Girolamo Benzoni, tra i quartieri Ostiense e Garbatella, la situazione è precipitata. Ratti che infestano le cantine e le aree verdi vicino al ponte Settimia Spizzichino sono all’ordine del giorno. Alcuni tombini — raccontano i residenti — sono stati coperti con reti per arginare l’invasione.
A scendere in campo è il comitato di Legambiente Garbatella, che venerdì 20 settembre ha inviato una lettera di protesta al sindaco Gualtieri e ai rappresentanti del Municipio VIII. Duplice è l’obiettivo: sollecitare un intervento di derattizzazione e chiedere un confronto con l’amministrazione locale per mettere in chiaro quali sono i progetti di recupero dell’area degli ex mercati generali, diventata un vero e proprio serraglio di ratti, blatte e serpenti. A sostegno dell’istanza, una petizione che dal 10 al 21 settembre ha raccolto il consenso di oltre 500 residenti.
“Quello dei topi, in zona, è un problema grave e sentito che si protrae da anni” ha raccontato Maurizio Santoni, promotore dell’iniziativa, “sono stati i cittadini a mobilitarsi in prima persona per far circolare la petizione”. Una solerzia che non stupisce, se letta alla luce dei recenti avvenimenti che coinvolgono la Casa dei Bimbi, la materna di Garbatella costretta a chiudere a una settimana dall’inizio dell’anno scolastico a causa della presenza di ratti ed escrementi. Un problema, dunque, sentito anche in altri angoli del quartiere. “Il problema di via Benzoni nasce dallo stato di abbandono degli ex mercati generali” ha proseguito Maurizio Santoni, “è da lì che vengono gli animali”.


Non solo topi: anche blatte e serpenti si aggirano tra i capannoni dell’area abbandonata sottostante, e talvolta fanno capolino in strada. Come nel caso della vipera segnalata a novembre 2023 all’incrocio tra via Benzoni e via Pigafetta. “Il biologo che la raccolse” racconta una residente di via della Moletta, “disse che era sicuramente venuta dagli ex mercati generali dove si era creato un ambiente favorevole ai serpenti”.
Ex mercati generali una storia infinita
Un’enorme voragine urbanistica che si spalanca nel quartiere Ostiense, tra i più vivaci e popolosi di Roma. Ecco come si presentano gli ex mercati generali, chiusi dal 2003, quando le attività commerciali si spostarono al Centro Agroalimentare di Roma con sede a Guidonia. Da quel momento tanti sono stati i progetti, e altrettanti i tecnici e gli investitori che hanno fatto dietrofront in una serie di peripezie lunga oltre vent’anni.
Nel 2006 la riqualificazione aveva il nome di “Città dei giovani”, su iniziativa dell’allora sindaco Walter Veltroni. Prevedeva uno studentato, un centro anziani, un auditorium, un’area verde, oltre a bar, ristoranti e uffici pubblici, il tutto affidato all’azienda Lamaro che, non riuscì a completare più del 26 per cento degli interventi. Il progetto, modificato più volte nel corso degli anni, sembrava aver trovato una forma definitiva nel 2015, quando l’Assessore all’Urbanistica della giunta Marino, Giovanni Caudo, aveva dichiarato che i cantieri si sarebbero chiusi entro il 2018.

Una speranza più che una certezza, come dimostrano le evoluzioni successive: nel 2017 della riqualificazione nemmeno l’ombra ma il programma, intanto, aveva avuto il tempo di cambiare di nuovo. Prevedeva una nuova biblioteca comunale, un corso, una piazza, spazi per studenti, un cinema, una sala conferenze, un’area sportiva, mentre la giunta Raggi assicurava che i lavori sarebbero terminati entro il 2020.
Fatto che sta che proprio quell’anno è scoppiata la pandemia, che ha paralizzato contestualmente cantieri e buona volontà. Adesso sulla giunta Gualtieri si appuntano le speranza dei residenti.
“Chiediamo un incontro con l’amministrazione locale per chiarire se sono previsti interventi di riqualificazione degli ex mercati generali” ha spiegato Maurzio Santoni, “e soprattutto quali sono le tempistiche”.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Ottobre 2024/numero 65, pag. 6]

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Viale e piazzale Hitler. Quando Mussolini omaggiò il Führer nell’odonomastica

[Municipium. Storia e Archeologia del nostro territorio. Rubrica a cura di Luca Canali]

A Roma durante il regime fascista furono intitolate una strada e un piazzale ad Adolf Hitler, tracciati che esistono tuttora, ma ovviamente con un nome diverso. Dove si trovavano?

La stazione Ostiense

Nel 1937 si decise di costruire un nuovo scalo ferroviario imponente, nell’area occupata da campi presso via della Travicella per la visita di stato del Cancelliere tedesco che avvenne il 6 maggio 1938. La stazione però era molto al di là dall’essere completata e si decise di costruire una stazione monumentale provvisoria (costituita quasi per intero da un impalcato portante rivestito con pannelli riproducenti le fattezze del marmo) progettata dall’architetto Roberto Narducci.

La costruzione della scenografia venne commentata anche da Pasquino con queste parole:

«Povera Roma mia de travertino
te sei vestita tutta de cartone
pe’ fatte rimira’ da ‘n imbianchino
venuto da padrone! »

Il viale ed il piazzale

Con il terreno di riporto venne alzato un terrapieno sul quale vennero impostati il viale fiancheggiato da pini ed il piazzale antistante la stazione. Per omaggiare il suo collega dittatore, Mussolini volle dedicare entrambi ad Adolf Hitler. Dopo la guerra, i due nomi furono cambiati in piazzale dei Partigiani e viale delle Cave Ardeatine (in ricordo dell’eccidio delle Fosse Ardeatine): una damnatio memoriae perfetta.

Piazzale dei Partigiani

Per approfondire

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Serie C: San Paolo Ostiense Basket vola in finale!

Strepitosa prestazione della squadra di coach Carlo Colella che domina la formazione di Vigna Pia e vola in finale dove si giocherà un posto per la Serie B contro Basket Cassino.

Dopo avere espugnato il campo del Vigna Pia per 72-84, la squadra del San Paolo Ostiense si ripete anche in casa, battendo nuovamente gli avversari nella gara 2 della semifinale per 74-61, mandando in delirio i propri sostenitori accorsi numerosi al Pala Spano.

Dopo un inizio favorevole del San Paolo con Federico Conte a suonare la carica e a portare il vantaggio già in doppia cifra, la squadra di casa ha un calo nel secondo quarto, in cui gli ospiti riagganciano il risultato. Ci vorrà la grinta di Ballin e di Riccardo Conte a ristabilire il meritato punteggio a metà partita sul 44-31. Nel terzo quarto si accende Repaci che trascina il San Paolo a oltre 20 lunghezze sugli ospiti, è il parziale decisivo che Vigna Pia non riesce più a recuperare.

Coach Colella non può che essere soddisfatto per la prestazione: “Intanto ci tengo a fare i complimenti al Vigna Pia e al coach Polidori per la stagione straordinaria – dichiara Colella in un’intervista – in questa serie hanno avuto l’infortunio di Scianaro che sicuramente ha condizionato e cambiato le carte. Noi siamo stati bravi a difendere prima e poi ad attaccare, anche con delle soluzioni individuali estemporanee, che ci hanno permesso però di mantenere il margine”.

Il San Paolo Ostiense ora dovrà vedersela in finale (al meglio di 3) contro Cassino, una squadra rocciosa che ha sconfitto La Salle in gara 3 per 78-90, una delle formazioni favorite alla promozione.

Gara uno contro i cassinati è prevista sabato 8 giugno alle ore 18:00 al Pala Spano in viale San Paolo 12. La gara due invece si giocherà mercoledì 12 giugno alle 20:30 allo Sportingclub di Cassino. L’eventuale gara 3 è in programma sabato 15 giugno alle ore 18:00 tra le mura paoline.

La squadra del San Paolo Ostiense Basket ha tutte le qualità per centrare la promozione in Serie B Interregionale, ora non ci resta che vivere queste ultime sfide, anche questa volta, col cuore in gola.

 San Paolo Ostiense Basket – APD Vigna Pia Basket 74-61

Tabellino San Paolo: Loi 5 +7ass, Amanti 10 +12rimb, Conte F 10 +7ass, Miscione 10, Repaci 12, Attia 4, Ballin 8, Conte R 11, Ferrara ne, Vettor 2, Moldovan 2, Mugnaioli. All. Colella, Ass. Carraro e Zongoli, Prep. Montanucci.

Parziali: 25-13, 44-31, 66-45, 74-61.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 8]

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Il PD dell’VIII municipio incontra i cittadini

Era piena la sala che alle Industrie Fluviali all’Ostiense ha accolto mercoledì 17 aprile il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, con la capogruppo in Campidoglio del Partito Democratico Valeria Baglio e il segretario del PD romano Enzo Foschi. C’era un po’ di timore nell’aria che all’appuntamento si sarebbero presentati soltanto una manciata di militanti e qualche esponente dell’amministrazione municipale. Alla fine, invece, c’erano molti cittadini, alcuni con spirito tutt’altro che amichevole, venuti con la voglia di capire di come la città, non soltanto il PD, si stesse muovendo a due anni e mezzo dall’insediamento della Giunta Gualtieri.
Perché se la politica non esercita più quel fascino di cui si avvaleva fino a trent’anni fa, è anche vero che soprattutto nel nostro territorio, il rapporto con le amministrazioni, gli enti locali e i comitati dei cittadini, ha ancora un legame più o meno stretto.L’intervento del presidente Amedeo Ciaccheri in questo senso, presente per un saluto, ha assunto anche un valore simbolico, tanto che – rimarcando le differenze che vi sono tra il partito di Elly Schlein e l’esperienza della maggioranza all’VIII Municipio – ha ribadito la stretta collaborazione che perdura tra il Campidoglio e la Giunta di via Benedetto Croce.
Lo stesso Ciaccheri ha più volte sottolineato che per lavorare bene ed ottenere risultati, non solo è essenziale un’intesa totale con Sindaco e assessori municipali, ma è fondamentale avere un rapporto ben saldo con i cittadini e con le istanze portate avanti dalle varie associazioni e dalle organizzazioni che agiscono sul territorio.

Roberto Gualtieri, Amedeo Ciaccheri, Valeria Baglio

Anche l’Assessore Luca Gasperini, presente in veste di iscritto al PD, si è espresso sulla lunghezza d’onda di Ciaccheri. “Alla fine, il buon lavoro, lo stare a contatto con i cittadini del Municipio, ti premia”. “Lo abbiamo visto, soltanto per fare un esempio recente, quando abbiamo portato le fioriere in via Baldovinetti, al Serafico, dove anche chi non è dalla tua parte politica si complimenta con te”.
Se il Sindaco ha ribadito per grandi linee i prossimi interventi in cantiere per la città, non dimenticando di annunciare la riapertura del Ponte dell’Industria entro dicembre e l’avvio dei lavori al Ponte di via Giulio Rocco, è stata la capogruppo Valeria Baglio a fare gli onori di casa.

Intervista a Valeria Baglio

Ogni tanto è necessario riscoprire il rapporto tra la politica e i cittadini. Forse dovreste incontrarvi più spesso con il territorio.
“Questa è un’iniziativa del PD di Roma che mette insieme le istituzioni, gli scritti e le realtà del territorio per consentirci di raccontare ma soprattutto di raccogliere le istanze dei cittadini e migliorare nella programmazione, nella realizzazione e nella trasformazione di Roma che stiamo mettendo in campo”. “Una trasformazione che si comincia a vedere dopo due anni di lavoro, che è possibile anche nella capitale d’Italia, e che ci ha visto impegnati non soltanto nell’urbanistica e nei lavori pubblici, ma anche e soprattutto sul tema del sociale della scuola perché nessuno deve essere lasciato indietro, quindi grandi investimenti, aumento dell’occupazione e risposte a chi ne ha più bisogno”.

La percezione è che Gualtieri dopo un momento di incertezza nei primi mesi, adesso si stia dimostrando all’altezza degli interventi di cui Roma ha bisogno.
“Abbiamo trovato la città immobile, senza prospettiva, e questo chiaramente ha messo tutti noi in grande difficoltà, ma con il lavoro attento del Sindaco e con moltissimo impegno siamo riusciti a rifare i bandi pubblici, trovare soluzioni per i rifiuti, lavorare per rendere il trasporto pubblico più efficiente”.

La città è andata spesso in sofferenza anche sul fronte dell’occupazione.

“Con una serie di provvedimenti siamo riusciti ad assumere educatori ed insegnanti, lavorando per l’inclusione dei bambini con difficoltà potenziando il servizio dell’OEPAC e soprattutto abbiamo ridato dignità alle aziende del Comune di Roma trovando una soluzione per scongiurare il fallimento di Roma Metropolitane, abbiamo assorbito, rispondendo a un’esigenza dei lavoratori, la Multiservizi”.

Secondo lei i cittadini devono aspettare ancora a lungo per avere dei risultati tangibili?
“Il nostro è un lavoro che ha richiesto del tempo, ma che sta dando i risultati e questi risultati noi li vogliamo continuare ad offrire nei prossimi tre anni, ma anche per il prossimo mandato perché alcune opere sono di lungo respiro”.

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La storia taciuta delle lavoratrici dell’Ostiense

La storia siamo noi, cantava De Gregori. Ma poi va a finire che spesso la storia trascuri intere categorie umane, come le lavoratrici dell’Ostiense, oggetto di una recente ricerca del circolo di lettura della biblioteca Arcipelago. I risultati di questo studio, che si muove tra documenti notarili, vecchie carte geografiche e fotografie, verranno esposti al pubblico mercoledì 13 marzo alle 17:00 presso le Industrie Fluviali di via del Porto Fluviale 35. “Quello che ci ha subito colpito nel corso di questi mesi” racconta Lucia Di Cicco, membro del circolo di lettura, “è che le fonti sull’argomento scarseggiano. Le lavoratrici dell’Ostiense hanno svolto un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico della città, ma la loro storia è ancora tutta da raccontare.”

La ricerca del circolo di lettura tra documenti e testimonianze orali

Studiando la storia della Garbatella ci si imbatte, prima o poi, nelle fabbriche dell’Ostiense. Questi stabilimenti industriali avevano l’ambizioso obiettivo di promuovere Roma a importante centro produttivo, oltre che capitale della politica. Costruire un porto fluviale all’altezza della basilica di San Paolo e un canale navigabile che arrivasse fino a Ostia sarebbero stati passi importanti. E per questo si batté l’ingegnere Paolo Orlando presidente dell’Ente per lo Sviluppo Marittimo e Industriale che aveva espropriato le aree tra Porta San Paolo e la Basilica, dove avrebbero viaggiato i treni della Roma-Lido. Poi però la storia prese un’altra direzione, Ostiense rimase un quartiere industriale ma il porto fluviale non venne mai costruito. I terreni di competenza dello Smir vennero comprati dall’Istituto case popolari (Icp) nel 1920, qualche mese prima della posa della prima pietra di Garbatella a piazza Benedetto Brin.

Vittorio Emanuele III con l’ingegner Paolo Orlando

“In questo contesto vivevano centinaia di donne impiegate nelle fabbriche” prosegue Lucia Di Cicco, “spesso tenute sotto ricatto, molestate sul posto di lavoro e costrette al silenzio. Col passare del tempo, la situazione è lentamente cambiata. Le operaie hanno preso coscienza dei propri diritti e, insieme, si sono ribellate. Questa è la storia che vogliamo riportare alla luce.”

Per farlo, i documenti scritti non bastano. Sono inadeguati e insufficienti, la poca considerazione che gli uomini mostravano per queste donne si riflette nella scarsità delle fonti documentarie destinate a passare ai posteri e a ostacolare le ricerche di chi si accosta all’argomento. Ma il circolo di lettura non si è fermato qui. È ricorso alle testimoniante dirette, intervistando donne della zona che potessero ripercorrere la vita delle proprie madri. “Siamo passati alle interviste per necessità” continua la Di Cicco. “Le operaie dell’Ostiense lavorarono, dando un importante contributo alla città, quasi senza lasciare traccia.”

L’incontro del 13 marzo: Ostiense tra passato e presente

Le testimonianze orali avranno dunque un ruolo centrale nell’incontro del 13 marzo. E prenderanno la parola anche i membri del Comitato del Quartiere Ostiense, che racconteranno come si è trasformata la zona negli ultimi anni fino ad assumere l’aspetto attuale: strade tappezzate di ristoranti e pub, frequentate di sera da centinaia di ragazzi che non immaginano neanche cosa potesse accadere in quelle vie nella prima metà del Novecento. “La vita di quartiere, una volta, non era così frenetica e anonima, la gente passava per strada, si salutava, si fermava a parlare davanti ai negozi” conclude Lucia Di Cicco. “Ostiense era un quartiere operaio, adesso invece è in mano agli studenti, che lo conoscono soprattutto per l’università e i locali.”

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Basket Serie C Unica. Ottimo avvio per Città Futura e San Paolo Ostiense

Dopo nove giornate di campionato di Serie C Unica, Città Futura e San Paolo Ostiense stanno catturando l’attenzione degli appassionati di basket e si stanno affermando come delle forze da non sottovalutare nella competizione.
La squadra del Città Futura Basket ha raggiunto la Serie C per la prima volta nella sua storia, nonostante l’eliminazione nella finale playoff di Serie D nella stagione precedente. Infatti, a luglio 2023 la società ha acquisito il titolo sportivo di Serie C dalla Nova Basket Ciampino, che ha conquistato la promozione sul campo vincendo la finale playoff di Serie D.
Alla guida della squadra è stato confermato coach Massimo Baralla: “Per come è stata costruita la squadra negli anni, con un occhio a tutti gli equilibri non solo tecnici, è stata una vera favola sportiva, purtroppo con un finale diverso da quello che tutti avevamo idealizzato – si legge in una nota rilasciata dall’allenatore – Però io credo che se fai i passi giusti, prima o poi, la sorte ti è amica e questo è quello che è successo con lo scambio di titoli con Ciampino. Ora siamo dove Città Futura Basket merita di stare e sono orgoglioso di avere ancora la possibilità di guidare la squadra”.
Città Futura, è di casa al Pala Avenali in via dell’Arcadia  108, inserita nel girone B e dopo nove giornate ha conquistato un bottino di 14 punti, a fronte di 7 vittorie e 2 sconfitte, raggiungendo i primi posti della classifica.
Da segnalare l’importante vittoria in rimonta contro New Sport Time (87-81) e contro Cest Civitavecchia (88-78) ottime rivali per le posizioni alte della classifica.
La squadra ha dimostrato una combinazione di talento individuale e gioco di squadra impeccabile, e ha messo in mostra determinazione che ha catturato l’entusiasmo dei tifosi. Qualità acquisite grazie al supporto del capitano Daniele Bonessio che ritorna a casa dopo che l’aveva lasciata poco più che diciottenne, all’inizio di una lunga carriera spesa tra le maggiori Serie cestistiche con Virtus Roma, Fortitudo, Frascati e altre squadre di rilievo.
Gli altri giocatori: Alessio Albenzi, Francesco Argenti, Mattia Giannini, Diego Giuliano, Francesco Ingrillì, Matteo Mordini, Federico Pierantoni, Alessio Ranocchia, Gianluca Vagnini e gli under Simone Camposeo, Giordano Cantoni, Jacopo Conte, Kareem Rady e Tony Singh hanno dimostrato abilità straordinarie sul campo, mettendo a segno tiri precisi, difese solide e una coesione di squadra che promette bene per la stagione.
Città Futura Basket

San Paolo Ostiense Basket

Nel girone A, milita il San Paolo Ostiense, società ormai abituata a questa categoria che ha iniziato questa stagione con il piede giusto, testimonianza del duro lavoro e dell’impegno di tutti coloro coinvolti nel programma, a partire dall’allenatore Carlo Colella.
Il coach ha giocato un ruolo fondamentale nel plasmare la squadra, lavorando sulla strategia di gioco e ispirando i giocatori a dare il massimo in ogni partita.
La sinergia tra allenatore e squadra è evidente, e ha creato un ambiente positivo che si riflette nei risultati sul campo.
Dopo nove giornate il San Paolo è in zona play-in con 12 punti, frutto di 6 vittorie e 3 sconfitte.
Da segnalare l’amara sconfitta contro Vigna Pia (77-75) e l’importante vittoria contro Alfa Omega (93-64), dirette avversarie per un posto ai vertici della classifica.
La squadra è di casa al Palazzetto Claudio Spano, in viale di San Paolo 12.
Agli ordini di coach Colella troviamo il capitano Riccardo Conte poi: Eugenio Amanti, Maurizio Antinori, Andrea Ballin, Federico Conte, Andrea Di Camillo, Gianluca Ferrara, Simone Grasso, Phaul Griffin, Philiph Imbesi, Federico Loi, Gian Marco Miscione, Raul Moldovan, Mario Mugnaioli, Francesco Paolini, Pavlo Petryna, Simone Repaci, Gabriele Sarghini, Lorenzo Sedita, Valerio Terrasini, Tommaso Vettor e Marco Vrancianu.
San-Paolo-Ostiense-Basket-2023

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Rifiuti, si rincorre sempre l’emergenza

Un lieve miglioramento, rispetto ad un anno fa, c’è stato senz’altro. Ma stando ai cittadini del municipio e soprattutto ai romani la strada è ancora lunga. La bocciatura del sistema rifiuti è uno dei principali verdetti emersi dall’ultima indagine sulla qualità della vita realizzata da Acos, l’Agenzia per il controllo di Roma Capitale, che periodicamente raccoglie il parere dei cittadini romani sullo stato dei servizi pubblici della Capitale. L’annosa questione immondizia continua infatti ad affliggere i cittadini della Capitale e tutti i municipi nessun escluso, compreso il nostro.
Basta girare a piedi alcune zone del territorio. All’Ostiense, ad esempio, via Pellegrino Matteucci è invasa dai rifiuti, non soltanto quelli traboccanti dai cassonetti dovuti a una raccolta ancora insufficiente. I marciapiedi, rifatti di recente, sono coperti da cartacce, cartoni di vino e bottiglie di birra. L’incuria divora il piccolo giardino Antonio Pisino, dove la raccolta della sporcizia è demandata a qualche volontario. La piccola area verde al confine con via Girolamo Benzoni ha l’aspetto di una discarica. Per non parlare della stessa via Benzoni. Così molte altre strade della Garbatella, di San Paolo, dell’Ardeatino, di Tor Marancia, della Montagnola, dove alla trascuratezza diffusa si somma l’accumulo di sporcizia.
Se al mancato conferimento da parte dei cittadini e alla maleducazione imperante è complicato porre un freno, sull’operatività di AMA se ne potrebbe ancora discutere a lungo. Anche perché nessuno a memoria ricorda più le squadre di operatori ecologici a piedi armate di ramazze e precedute da uno di quei mezzi con gli spazzoloni rotanti.

 

L’iniziativa del presidente Ciaccheri e dell’Ama

Nel frattempo il presidente Amedeo Ciaccheri e il direttore generale dell’Ama, Alessandro Filippi sono tornati sabato scorso a Garbatella per verificare lo stato delle condizioni di pulizia del territorio.
La scorsa estate un comitato di cittadini a via da Pennabilli aveva lanciato con una manifestazione una protesta sostituendosi all’Ama nella pulizia del territorio. In quell’occasione Ciaccheri aveva chiesto a Filippi di incontrare i cittadini e dare riscontro del lavoro di ristrutturazione dell’azienda municipalizzata dei rifiuti.
“Come da impegno preso – ha detto il presidente Amedeo Ciaccheri – abbiamo  incontrato di nuovo i cittadini e verificato il miglioramento della situazione sul territorio di tutto il Municipio e non solo a via da Pennabilli o a Garbatella e abbiamo preso un nuovo impegno. Il prossimo 18 novembre  ci sarà un incontro con tutte le realtà sociali  che ci permetterà di condividere un nuovo modello di rapporti tra Municipio, Ama e Comitati che verifichi puntualmente il servizio di raccolta dei rifiuti e di decoro di questo Municipio come sperimentazione valida per tutta la città”.
“Era importante oggi esserci per dare riscontro del lavoro fatto in questi mesi e di quello che abbiamo intenzione di mettere in campo nei prossimi, mantenendo aperto il dialogo con le realtà del territorio e i cittadini, perché solo insieme riusciremo a centrare gli obiettivi per una città sempre più vicina vivibile e pulita”, ha concluso il direttore generale di Ama, Alessandro Filippi.

L’incontro dei cittadini con Amedeo Ciaccheri e Alessandro Filippi

L’opposizione di Calenda non ci sta

Simonetta Novi capogruppo della Lista Calenda attacca frontalmente Ciaccheri: “Piuttosto che incontrare in modo semi clandestino encomiabili cittadini volontari che puliscono pezzi di marciapiede del nostro territorio, il Presidente Ciaccheri farebbe bene ad avviare quell’Osservatorio Rifiuti annunciato il 4 luglio 2022 e da allora mai costituito”.
“Non è proponibile – conclude Novi – una narrazione in cui si tende a normalizzare, grazie al ruolo della cittadinanza attiva, uno stato di degrado che non è normale. Va ricordato che l’VIII Municipio è l’unico, insieme al I°, che non ha un’isola ecologica dove andare a conferire i rifiuti speciali e ingombranti”

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A tavola in piazza con Slow Food e Municipio

In occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, questa domenica il quartiere si riunirà a tavola in un pranzo popolare organizzato dall’VIII Municipio per assaporare i migliori piatti offerti dai ristoratori locali. L’evento, in collaborazione con Slow Food Roma, Coldiversa e Ostissimi, si svolgerà a Circonvallazione Ostiense, nel piazzale tra via Manfredo Camperio e via Carlo Citerni. Per quanto riguarda pranzo, l’appuntamento è alle 12:30 ma prima, alle ore 11:00, è previsto un talk coordinato dalla giornalista e direttrice del magazine Radio Food Giusy Ferraina, a cui parteciperanno e interverranno il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, l’assessora alla Cultura Maya Vetri, Francesca Rocchi di Slow Food Roma, Mannino Bordet e Fabio Bruni degli Orti Urbani Garbatella, Paolo Guadagno, autore del libro “Banchetti romano”, l’autrice e giornalista Laura Bonasera e Kamar Kazal, consulente internazionale del progetto FAO SoLaWise e della gestione sostenibile dei sistemi agricoli. Sempre alle 11:00, allo stesso orario, è previsto un laboratorio per bambini a cura di Slow Food Roma.

La dichiarazioni di Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII

“Domenica sarà una mattinata di formazione e di informazione all’insegna della convivialità, con un’attenzione particolare alla qualità del cibo che è nei nostri piatti. L’iniziativa, organizzata insieme a Slow Food e in collaborazione con Ostissimi e Coldiversa, riguarda il tema del cibo declinato in tutte le sue forme”. Dichiara Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII. “Il cibo come lavoro, come socialità e condivisione – prosegue – che porta tradizioni, cultura e identità in una comunità che ne sente un grande bisogno. Per questo – aggiunge l’assessora – la mattina, oltre ai laboratori di formazione per bambine e bambini, abbiamo immaginato un talk in cui si misureranno e si confronteranno varie esperienze, sia al livello locale che internazionale. A seguire – conclude – si terrà il pranzo popolare che vedrà il coinvolgimento dei ristoratori locali, i quali offriranno un piatto a loro scelta per integrare il menù. Ci aspettiamo grande partecipazione, l’invito è esteso a tutta la cittadinanza”.

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Con l’Aperossa alla Centrale Montermartini

A concludere l’estate romana, nel piazzale della Centrale Montemartini di via Ostiense, da martedì 12 settembre è tornato il tradizionale appuntamento con l’Aperossa, l’iniziativa ideata e promossa dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. Ormai da diversi anni, attraverso il caratteristico cinemobile a tre ruote, l’Archivio dissemina cultura nell’VIII Municipio proponendo laboratori gratuiti, passeggiate, visite guidate, spettacoli dal vivo e naturalmente proiezioni di film e documentari. Si spegneranno i motori sabato 16 settembre, dopo cinque giorni densi di attività dalle ore 17,00 fino alla mezzanotte. Il primo giorno di apertura si è svolto in memoria del regista e documentarista Ugo Adilardi, ex presidente e fondamentale figura di riferimento per l’Aamod, mentre la serata di mercoledì 13 settembre è stata dedicata alla giovane regista avellinese scomparsa lo scorso anno, Chiara Rigione, da tempo impegnata con la sua associazione nella promozione e diffusione della cultura cinematografica.

Il programma giornaliero

Ogni pomeriggio si inizia con i Cinelab Kids, laboratori indirizzati a ragazze e ragazzi dai 7 ai 14 anni, allo scopo di introdurli in maniera interattiva ai processi di lavorazione della pellicola cinematografica e ai meccanismi della moviola. Per i più grandi, in accordo con il Museo della Centrale Montemartini e con la guida di esperti appartenenti all’associazione Vita Romana, c’è la possibilità di visitare gratuitamente l’ex centrale termoelettrica dismessa nel 1963 che oggi, dopo il restauro della struttura avvenuto nel 1997, ospita il secondo polo dei Musei Capitolini oltre che la sede dell’Aamod. Inoltre, nel tardo pomeriggio, a cura dell’Associazione culturale Marmorata169, si svolgono passeggiate ed esplorazioni, sempre gratuite, di circa un’ora e mezza nelle aree adiacenti al Gazometro, in cui sono ammessi un numero massimo di quaranta partecipanti ed è possibile prenotarsi contattando l’associazione stessa (tel.06.57305447). La sera, invece, il gran finale riservato alla musica e alla sperimentazione artistica. Si esibiranno dal vivo grandi interpreti e musicisti italiani, da Gabriella Aiello a Paolo Fresu, passando per Francesco Diodati e molti altri, interagendo con i film d’archivio proiettati sul grande schermo. Verranno anche proiettate le recenti opere vincitrici del Premio Zavattini e della residenza artistica Suoni e Visioni, dedicata al cinema d’archivio e alla sperimentazione musicale.

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Chiude per lavori il ponte dell’Industria, gli interventi dureranno 14 mesi

Al via dalle prime ore di lunedì 24 luglio i lavori riqualificazione del ponte dell’Industria, noto ai romani anche come ponte di Ferro. Dopo i danni riportati nell’incendio del 2021 e la successiva riapertura con limitazione alle 3,5 tonnellate, per norma il ponte sarebbe potuto rimanere transitabile soltanto sino al 2026.
Per scongiurarne la chiusura definitiva si è scelto quindi di provvedere ad una ristrutturazione completa. Tuttavia per 14 mesi – questa la durata prevista degli interventi – da via del Porto Fluviale non si potrà raggiungere Piazza della Radio e viceversa.

 

L’incendio dell’ottobre 2021

L’incendio del ponte nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi.
Il rogo sarebbe stato scaturito da un fornello a gas in un giaciglio di fortuna lungo il Tevere, ma si parlò anche di un incendio doloso.
Dopo settanta giorni arrivò la riapertura. Furono due mesi di disagi per gli automobilisti, ma anche per ciclisti e pedoni, che quotidianamente si trovavano ad attraversare i quadranti est ed ovest della città. Le ripercussioni per il traffico non ci furono però all’Ostiense, che si trovò in qualche modo alleggerita dai transiti, ma si fecero sentire considerevolmente nella zona di San Paolo, poiché in molti, come alternativa, scelsero Ponte Marconi, e al Testaccio a ridosso dell’ex mattatoio.

Una veduta da ponte Testaccio

Gli interventi previsti, si allarga la sede stradale

Nella prima fase degli interventi sarà realizzata una passerella provvisoria su cui posizionare i sottoservizi presenti sul ponte, in modo da non interrompere mai le forniture di luce, gas e telecomunicazioni agli abitanti della zona. La passerella naturalmente sarà smontata al termine dei lavori.
Nelle fasi successive sarà completamente smontato l’impalcato, per provvedere poi al consolidamento delle strutture di sostegno e al restauro delle travi reticolari.
In seguito il ponte sarà rimontato allargando però la sede stradale che passerà ad 11 metri, rispetto agli attuali 7. Conseguentemente sarà aumentato il carico fino a 26 tonnellate, ciò consentirà anche il transito degli autobus. Non è escluso quindi che ATAC possa istituire una linea bus che colleghi tramite il ponte il Municipio VIII con l’XI.
Nel corso dei lavori, la pista ciclabile lungo la banchina del Tevere non subirà alcuna chiusura.

La pista ciclabile sotto al ponte dell’industria

La soddisfazione dell’assessora ai lavori pubblici di Roma Capitale

“Senza i lavori – commenta l’assessora ai Lavori pubblici di Roma Capitale Ornella Segnalini – il Ponte dell’Industria era destinato a chiudere per sempre”. “Alla fine dei lavori, avremo un ponte più sicuro, anche sismicamente, transitabile dagli autobus e grazie alla nuova passerella percorreranno percorso da pedoni e disabili senza rischio”. “La struttura storica sarà restaurata e risanata e Roma avrà di nuovo il suo Ponte dell’Industria”. “Con il Sindaco Gualtieri – conclude Segnalini – abbiamo lavorato per realizzare un progetto valido e nei tempi più brevi possibili”. “I finanziamenti del Giubileo 2025 rappresentano una sfida importante per la città: Roma si trasforma per migliorare l’accessibilità per tutti gli abitanti e per i tanti pellegrini che saranno accolti a partire dall’8 dicembre 2024”.
I lavori sono stati finanziati con circa 8 milioni di euro di fondi giubilari. Gli interventi sono stati affidati ad Anas, che ha stretto una convenzione con il Comune di Roma.

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Uniti contro l’omotransfobia. Convegno del Municipio con famiglie e operatori

Essere ciò che sono, amare chi voglio, decidere sul mio corpo: queste parole impresse su cartelli arcobaleno hanno accolto genitori, nonni e familiari delle persone trasgender intervenute numerose all’iniziativa promossa dall’VIII Municipio il 17 maggio presso Industrie Fluviali all’Ostiense, nella giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia. La ricorrenza fu istituita nel 1990 per ricordare il giorno in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità bandì l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Tema dell’incontro, si legge nell’invito del Municipio, “il rapporto tra genitori e figli nella transizione, la promozione di una cultura accogliente, che contrasti l’omolesbobitransfobia e tutte le discriminazioni, che parli il linguaggio delle differenze e che porti le questioni vissute in solitudine o individualmente su un piano politico, di dibattito pubblico”.

L’intervento di Amedeo Ciaccheri

Dopo aver ringraziato Industrie Fluviali per la sensibilità e la disponibilità di un luogo privato che tiene aperti spazi di discussione e relazioni di una comunità, il Presidente del Municipio ha ribadito che le istituzioni devono sì prendersi cura dei problemi concreti del proprio territorio, ma “noi – ha
precisato – sentiamo l’ansia di fare di più per trasformarlo in un territorio dei diritti con i servizi sociali, il suo patrimonio, la formazione dei dipendenti e le iniziative culturali. Sentiamo un debito di riconoscenza con tanti collettivi e associazioni, che sono impegnati quotidianamente, ma anche con singole persone, come ad esempio Valerie, seduta qui tra noi, che alcune settimane fa da cittadina ha raccontato in televisione la Garbatella e la sua scelta di coraggio individuale, cercando di spiegare quanto sia connessa con il territorio in cui vive, che è stato protettivo nella sua esperienza. Noi non siamo stati sordi a chi prova a costruire un mondo migliore dentro il pezzo di mondo che gli appartiene sia esso lavoro, scuola o società. Sappiamo di non avere fatto ancora abbastanza, ma quest’ansia di dire che non siamo come questo governo, che nega i diritti, ce l’abbiamo e la vogliamo condividere con tutti voi”.

Iniziative del Municipio VIII

Tra le iniziative dell’VIII Municipio Alessandra Aluigi, Assessora alle politiche sociali, ha annunciato il progetto di individuare tra i beni confiscati uno stabile da adibire a casa rifugio per le persone Lgbtqia+ e realizzarlo insieme alle associazioni operanti nel territorio. Maya Vetri, Assessora alle politiche culturali, ha sottolineato l’importanza di sensibilizzare il personale su tali problematiche e in tal senso è già stato realizzato un primo corso di formazione, cui ha partecipato tutto il personale. E proprio in questa giornata il Municipio VIII ha approvato una mozione, votata anche in altri parlamentini locali, in cui si chiedono tra le altre cose – come ci ha spiegato la consigliera pd Valchiria Vittori – “linee guida per regolamentare la carriera alias nelle scuole , il decentramento ai Municipi delle unioni civili e il riconoscimento della doppia genitorialità per le figlie ed i figli di coppie omogenitoriali”.

Altri interventi e testimonianze

Il pomeriggio è stato ricco di interventi e testimonianze di operatori e familiari . Maddalena Mosconi, psicologa dell’Istituto Metafora, ha spiegato che la transfobia si manifesta soprattutto in tante micro aggressioni fatte dagli altri, ad esempio attraverso sguardi e risatine. “E’ questa la cultura che va cambiata e la strada l’abbiamo imboccata – ha detto – E’ molto importante l’accettazione dei nonni, degli zii e degli amici, ma anche quella dei compagni e degli insegnanti” proprio come ha raccontato Chiara, la mamma di Caterina, dell’associazione Gender Lens che offre supporto a famiglie ed educatori.

E’ vero le cose cominciano a cambiare, “Nelle scuole ci sono tanti ragazzi che difendono i diritti dei
loro compagni Lgbtqia+ – ha raccontato Marilena Grassadonia, coordinatrice dell’ufficio Glbtqia+ di
Roma Capitale – . La giunta capitolina è a fianco di questi cittadini e cittadine, che oggi sono sotto attacco della destra di questo Paese. Schierarsi è vitale, come è vitale continuare l’impegno tra amministratori e associazioni del territorio, formare il personale insegnante, creare più servizi per la comunità Lgbtqia+”.

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Due storie di ordinaria… sanità

Due storie simili, apparentemente a lieto fine ma che avrebbero potuto avere epiloghi tragici. Due vicende che riguardano la sanità del territorio e che hanno visto protagonisti due cittadini dell’VIII municipio, Stefano e Maria.

La speranza di essere visitato

Venerdì 3 febbraio intorno alle 17:00 Stefano, 53 anni, della Garbatella, si reca al pronto soccorso del CTO in preda a dei dolori tremendi alla gamba sinistra. Viene ricevuto da una guardia giurata alla quale dice che forse ha una flebite con una trombosi in corso. La guardia giurata lo fa accedere (dopo pochi minuti) ad un colloquio con un medico di guardia, il quale spiega che l’ospedale della Garbatella si occupa sì di arti, ma di fratture, quindi non di questo tipo di patologie. Non è disponibile quindi un angiologo, cioè un medico specialistico che si occupa di problemi legati ai vasi sanguini.
L’unica alternativa è quella di recarsi al pronto soccorso del San Camillo oppure a quello del Sant’Eugenio, all’EUR.
Giunto al nosocomio dell’EUR, Stefano trova una sola persona all’accettazione che deve far fronte a chi si reca al pronto soccorso per farsi visitare, ai familiari e ai parenti che chiedono notizie di un congiunto ricoverato. Questa persona è anche deputata ad assegnare i codici del triage.
Nella sala d’aspetto tra una ventina di astanti regna rassegnazione e incredulità.
Stefano fa presente il suo problema ed è invitato a sedersi. Pochi minuti dopo un infermiere gli fa presente che l’attesa per essere visitato supererà le 5 ore, a meno che non ci siano ulteriori emergenze in corso. Quindi in preda ai dolori decide di andarsene e di cercare un ambulatorio privato dove effettuare eventualmente un eco-doppler e farsi visitare da qualcuno. La vicenda si risolverà lunedì mattina, quando in un altro ospedale della città gli sarà diagnosticata una trombosi venosa profonda che avrebbe potuto portare, in caso di ulteriori ritardi, a conseguenze gravi, se non letali.

Le vicissitudini della signora Maria

La signora Maria (nome di fantasia) 84 anni, abita all’Ostiense. Come ci ha raccontato il figlio, lunedì 6 febbraio poco prima delle 19:00 cade nel cortile del condominio dove risiede. Una caduta apparentemente banale e a prima vista senza conseguenze. Spaventata, la signora viene accompagnata da alcuni vicini di casa nel proprio appartamento. Subito dopo Maria contatta il figlio perché ha un forte dolore alla spalla. Quest’ultimo la raggiunge e preoccupato decide di trasportarla al CTO. Purtroppo erano passate le 20:00, orario di chiusura del pronto soccorso degli arti. A questo punto si precipita al Sant’Eugenio. All’accettazione un infermiere fa presente il gran numero di pazienti ancora da trattare e chiede se non può portarla in un altro ospedale. Sbalordito, il figlio chiede in quale ospedale della città. “Al Campus!”, si sente rispondere. “Guardi, io non so nemmeno dove sia. Inoltre mia mamma non si può muovere e sente anche molto dolore”.
Le viene assegnato un braccialetto arancione e fatta attendere nella sala d’aspetto. Alle 22:00 il primo ingresso al pronto soccorso, ma il figlio deve restare fuori. Alle 3:00 del mattino finalmente arriva un primo responso. Frattura dell’omero. Ma alle 8:30 è prevista una TAC perché forse c’è il rischio di un’operazione. A quel punto il figlio chiede di poterla portare a casa, per rifocillarla e accudirla, in modo da ripresentarsi l’indomani alle 8:00.
“Meglio – si sente rispondere – così si libera un posto, ma domani vada direttamente in sala gessi senza passare al pronto soccorso”.

Il ritorno all’ospedale

La mattina poco dopo le 8:00 in sala gessi viene loro comunicato che invece devono rifare tutta la trafila al pronto soccorso.
Maria entra alle 10.00. Nel frattempo il figlio, in attesa, è preoccupato per le condizioni della mamma, non sa se le danno da bere, se la cambiano e la aiutano ad andare in bagno. Alcuni anziani, per pudore, non chiedono né alzano la voce quando sono in difficoltà e privi di riferimenti familiari.
Dopo oltre sette ore  la TAC è fatta. La signora è dimessa poco prima delle 18:00 martedì 7 febbraio con un tutore e con una prognosi di un mese.

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Ostiense, giornata di studi dedicata alla figura di Carlo Levi

Allo “sguardo in movimento” di Carlo Levi verrà dedicata una giornata di studio nell’ambito delle manifestazioni per il centoventesimo anniversario della sua nascita, avvenuta il 29 novembre 1902 a Torino.
L’incontro, a cura di Fondazione Carlo Levi e Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, approfondirà il rapporto con il cinema del grande pittore, scrittore, politico e intellettuale. L’appuntamento è per martedì 29 novembre, dalle 10:00 presso la Fondazione AAMOD, nel complesso degli edifici della Centrale di Montemartini all’Ostiense. L’iniziativa ha il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Educazione Ricerca e Istituti Culturali.

 

Carlo Levi, scrittore, pittore e autore di cinema

Carlo Levi, è stato tra i più significativi autori del novecento. Conosciuto soprattutto per il romanzo Cristo si è fermato a Eboli, è stato pittore, autore di cinema e antifascista.  Nato nel 1902 in una famiglia ebraica della borghesia torinese, si diploma al liceo Alfieri. Ottenuta la laurea in medicina, rimarrà alla Clinica Medica dell’Università di Torino come assistente fino al 1928. Non eserciterà mai la professione di medico, preferendo definitivamente la pittura e il giornalismo. Nel 1931 si unirà al movimento antifascista di Giustizia e libertà, fondato tre anni prima da Carlo Rosselli.
Alla Biennale di Venezia del 1932, Levi presenterà le sue opere: L’uomo rosso (1929), Scena di frutta (1930) e Natura morta con melograni (1930). Nel marzo 1934 Levi è arrestato per sospetta attività antifascista. Nel maggio del 1935, su segnalazione dello scrittore fascista Dino Segre, subisce un secondo arresto e la condanna al confino nel paese lucano di Grassano. In un secondo momento è trasferito nel piccolo centro di Aliano, in provincia di Matera. Da questa esperienza nascerà il suo romanzo più famoso, Cristo si è fermato a Eboli.
Nel 1936 il regime fascista gli concede la grazia sull’onda dell’entusiasmo collettivo per la conquista dell’Etiopia. Levi, quindi, si trasferisce per alcuni anni in Francia, dove continua la sua attività politica. Rientrato in Italia, nel 1943 aderisce al Partito d’Azione e a Firenze è tra i dirigenti de La Nazione del Popolo, organo del Comitato di Liberazione della Toscana. Proprio a Firenze trova rifugio presso l’abitazione di Eugenio Montale, dove rimane fino al 1944. È qui che conosce il poeta triestino Umberto Saba, che diventerà suo suocero.
Autore per il cinema, già dagli anni, Trenta Levi prolifera nella scrittura di soggetti e sceneggiature, alcuni dei quali insieme all’amico Mario Soldati e poi con il poeta Rocco Scotellaro. Con gli stessi scrittori, negli anni 1946-1953, lavora ai progetti che riguardano la trasposizione cinematografica del Cristo si è fermato a Eboli e alla sceneggiatura de I fuochi di San Pancrazio.
Cristo si è fermato a Eboli sarà presentato nel 1979 fuori concorso al Festival del Cinema di Cannes cinque anni dopo la morte di Levi. Interpretato da Gian Maria Volonté, il soggetto del film si avvarrà dell’apporto, oltre che di Levi, di Tonino Guerra e di Francesco Rosi.

Lo scrittore Carlo Levi

Lo svolgimento della giornata di studio 

Le descrizioni della cultura tradizionale contadina del meridione di Levi, Rocco Scotellaro e dell’antropologo Ernesto De Martino sono stati alla base dell’ispirazione di molti cineasti.
Nel corso della giornata sarà approfondita la loro influenza su alcuni film documentari prodotti in Italia tra il 1953 e il 1976 riguardanti soprattutto la Lucania.
Tra le carte del Fondo Carlo Levi di Alassio è emersa anche una vicenda finora inesplorata che riguarda una sceneggiatura degli anni ’50 per Augusto Genina sulla vita di Amedeo Modigliani, mai approdata alla realizzazione del film.
Le più recenti ricerche condotte sulla complessiva opera di Levi con forte inclinazione interdisciplinare da storici dell’arte, della letteratura, del cinema, come da antropologi, inducono a ritenere che la riflessione sul cinema e sui suoi codici espressivi sia stata non marginale per Levi, così da spingere ad interrogarsi su quale ne sia stato in ogni epoca l’influsso reale sulla sua intera opera di letterato e artista, ma anche di saggista e osservatore politico.
Al termine della giornata di studio, a ingresso libero fino a esaurimento posti, con interventi di intellettuali e studiosi tra i quali Sebastiano Martelli, Elisa Donzelli, Luca Beltrami e Vincenzo Esposito, sarà proiettato il film documentario “Carlo Levi, lo sguardo in movimento” di Paolo Di Nicola.

 

La sede della fondazione AAMOD

La sede della Fondazione AAMOD è parte del suggestivo e unico complesso di edifici della Centrale Montemartini, in via Ostiense 106. Entrando nel complesso della Centrale, l’Archivio audiovisivo si trova nello stabile, a sinistra dell’ingresso al Museo. I locali della fondazione sono costituiti anche dalla Sala Zavattini, il cuore delle iniziative pubbliche dell’archivio, dove si svolgono rassegne cinematografiche, convegni, seminari, presentazioni.
Nella sala è situata anche la Biblioteca specializzata con tavoli per la consultazione.

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Al via l’iter per la ricostruzione del Ponte dell’Industria

Novità in arrivo per il Ponte dell’Industria e per la viabilità dell’Ostiense. Noto ai romani come Ponte di Ferro, il ponte che collega l’VIII Municipio con Marconi, dovrà essere nuovamente chiuso e in parte ricostruito. È quanto trapelato da una riunione della commissione lavori pubblici di Roma Capitale che si è svolta la prima settimana di novembre.

I danni provocati dall’incendio

L’incendio nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, oltre ad averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva danneggiato la banchina sottostante, la passerella in ferro occupata dai cavi elettrici e uno dei due marciapiedi.
Il rogo, secondo un’informativa inviata in procura dagli inquirenti, sarebbe scaturito da un fornello a gas in un giaciglio di fortuna lungo il Tevere. All’epoca si parlò anche di un incendio doloso.
Furono necessari più di settanta giorni per la riapertura; settanta giorni di disagi per automobilisti, ma anche per ciclisti e pedoni che quotidianamente si trovano ad attraversare i quadranti est ed ovest della città. Le ripercussioni per il traffico non ci furono soltanto all’Ostiense, ma anche nella zona di San Paolo a Ponte Marconi e al Testaccio a ridosso dell’ex mattatoio.

Lavori sul ponte dopo il rogo del 2021

Gli interventi previsti

“Al momento non c’è una data precisa per il via ai lavori che potrebbero partire nei primi sei mesi del 2023”, fa sapere a Cara Garbatella il presidente della commissione lavori pubblici Antonio Stampete. Questi interventi, che facevano parte di un pacchetto legato ai lavori in vista del Giubileo del 2025, erano sull’agenda del governo Draghi poco prima che si dimettesse. Ora la palla passa al governo presieduto da Giorgia Meloni.
“Per quanto ci riguarda abbiamo però provveduto ad affidare ad ANAS il percorso di riqualificazione in modo da accelerare le procedure”.
“Un aspetto – conclude Stampete – importante sarà quello di mantenere l’aspetto architettonico senza quindi eccessivi stravolgimento, anche se stiamo studiando un allargamento della sede stradale per consentire il passaggio del trasporto pubblico”.

La storia del ponte dell’industria

La struttura destinata dapprincipio all’ampliamento della ferrovia Roma Civitavecchia venne progettata dall’ingegnere francese Polonceau e posta in opera tra il 1862 e il 1863 da una società belga. Le varie parti vennero costruite in Inghilterra e poi trasportate attraverso l’Europa.
Il ponte, in origine chiamato San Paolo per la vicinanza alla Basilica, è lungo circa 131 metri e largo circa 7,25 metri.
Soltanto nel 1910, con il nuovo tracciato della Roma Civitavecchia, il Ponte dell’Industria assunse le caratteristiche di percorso carrabile e pedonale.
Sopravvissuto ai bombardamenti degli angloamericani del marzo 1944, fu teatro dell’ignobile eccidio di dieci donne italiane ad opera degli occupanti nazisti.

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Verrà recuperata l’ex caserma occupata al Porto Fluviale

 

Sono passati quasi vent’anni dall’occupazione della ex caserma dell’Ostiense. Dal Campidoglio doveva ormai arrivare una soluzione definitiva. Alla fine, grazie ai soldi del Pnnr, l’aula Giulio Cesare ha approvato il progetto di recupero e riqualificazione dell’imponente complesso occupato di via del Porto Fluviale.
Si tratta di un grande e interessante edificio risalente ai primi anni del novecento con differenti entrate, due lungo via del Porto Fluviale e una in via delle Conce.
Ristrutturato negli anni venti, sopravvissuto ai bombardamenti del marzo 1944, è stato impiegato in seguito per accogliere magazzini di armi e divenire quindi una caserma dell’Aeronautica militare. L’edificio è molto noto agli abitanti dell’Ostiense, ma è anche facilmente riconoscibile dai giovani che nel fine settimana affollano i locali del vecchio quartiere industriale, grazie anche all’affascinante murale realizzato dallo street-artist Blu nel 2013.

 

Il progetto di riqualificazione prevede residenze, un mercato e uno sportello antiviolenza

La delibera votata dalla maggioranza di centrosinistra prevede l’acquisizione gratuita, da parte del Comune di Roma, del complesso immobiliare – si tratta di una superficie coperta di 1.860 mq – denominato “ex direzione Magazzini del Commissariato”.
Al tempo stesso è prevista anche la valorizzazione e il recupero partecipato del patrimonio artistico e sociale dell’immobile vincolato e tuttora occupato. Nel complesso convivono attualmente 56 nuclei famigliari, per cui l’iniziativa del Campidoglio è finalizzata a regolarizzarne definitivamente la posizione.
Il cortile interno, sovente utilizzato dalla Comunità di Sant’Egidio per la raccolta di abiti usati, diventerà una piazza aperta al quartiere, nella quale entrerà in funzione un mercato a chilometro zero in collaborazione con l’VIII Municipio. È previsto uno spazio per la mobilità sostenibile, legato ad una pista ciclabile che in futuro dovrebbe attraversare la zona, ma anche uno sportello antiviolenza.
Il programma di valorizzazione, denominato “Porto Fluviale RecHouse: recupero partecipato del patrimonio artistico e sociale dell’immobile vincolato ed occupato”, oltre all’impegno dei funzionari dell’amministrazione capitolina, ha visto il coinvolgimento di personale della facoltà di architettura della Sapienza, del dipartimento di architettura di Roma Tre e della Luiss.

Un particolare del murale realizzato sull’edificio

La soddisfazione di Amedeo Ciaccheri e Valeria Baglio

Decisamente soddisfatto il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri: “Si mette un tassello decisivo all’avanzamento del progetto di trasformazione che cambierà il volto dell’Ostiense e darà una risposta di dignità sull’emergenza abitativa”.
“Dopo anni di dibattito sull’utilizzo delle ex caserme nelle nostre città – prosegue Ciaccheri – Porto Fluviale traccia una strada con 11 milioni di investimento pubblico che serviranno a trasformare e a riqualificare la struttura e aprire servizi pubblici per il quartiere, aprendo le porte per una nuova piazza per l’Ostiense”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera comunale del PD Valeria Baglio: “Il provvedimento approvato è molto importante per il territorio dell’VIII Municipio sia dal punto di vista urbanistico, visto che verrà realizzato senza consumo di nuovo suolo, sia dal punto di vista sociale” . “Si potrà procedere a rigenerare il complesso immobiliare acquisito a titolo gratuito al patrimonio di Roma Capitale”. “Ciò permetterà una profonda riqualificazione dell’edificio con l’utilizzo di materiali biocompatibili ed elevati standard di efficienza energetica”.
“Nascerà così un polo di edilizia residenziale pubblica – conclude Baglio – che permetterà di dare una risposta all’emergenza abitativa al territorio”. “Verranno realizzati anche spazi di formazione, sale per le associazioni di quartiere e uno sportello antiviolenza”.

La contrarietà dell’opposizione di centrodestra

Di tutt’altro avviso il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Federico Rocca che sulle pagine di Roma Today fa sapere che come opposizione “Abbiamo presentato una serie di proposte per cercare di migliorare il progetto, ma non ne è passata nessuna”.  “Ad esempio avevamo suggerito l’inserimento di un’area ludica per i bambini, di uno spazio destinato ai cani ed anche a uno sportello per l’assistenza socio linguistica e culturale per gli immigrati”. “Noi non siamo contrari alla riqualificazione di quel complesso – prosegue Rocca – ma messo così il progetto sembra la legittimazione dell’occupazione”. “Chi occupa, non dovrebbe rientrare nelle graduatorie di Edilizia residenziale pubblica”.

 

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A fuoco un camion AMA, caos all’Ostiense

Momenti di panico all’Ostiense per l’incendio di un camion dell’AMA in via Pellegrino Matteucci nelle immediate vicinanze dell’ufficio postale.
Il tutto si è svolto in pochi attimi intorno alle 9:15 di giovedì 13 ottobre quando l’autista del camion si è accorto dell’accensione di una spia di emergenza. In quel momento il camion compattatore era intento nella raccolta della carta.
La pronta reazione del conducente, che è riuscito a bloccare il veicolo e a scendere dalla cabina, ha evitato il peggio. Le fiamme si sono sviluppate immediatamente tanto da distruggere il mezzo pesante. Contemporaneamente una vasta coltre di fumo ha invaso tutta la zona, costringendo i cittadini a chiudere le finestre, mentre alcuni esercenti si sono visti costretti ad abbassare le saracinesche dei propri negozi. Molti abitanti dei palazzi che affacciano su via Matteucci, via Federico Nansen e via Giacomo Bove si sono riversati in strada preoccupati dal tremendo odore di diossina nell’aria.

Il denso fumo durante le fiamme

L’intervento non semplice dei Vigili del Fuoco

L’allarme è comunque scattato subito, tanto da far giungere sul posto in pochi minuti gli agenti della Polizia Locale del gruppo Tintoretto, i Carabinieri oltre a naturalmente i Vigili del Fuoco. Il lavoro dei pompieri è andato avanti per tutta la mattinata poiché il portellone posteriore del camion era rimasto bloccato tanto da far risultare difficile lo spegnimento dell’incendio. È stato quindi necessario attendere un altro mezzo in dotazione agli stessi vigili del fuoco con il quale si è aperto, scardinandolo, il grosso vano posteriore.
Al tempo stesso, la Polizia Locale ha dovuto gestire l’emergenza traffico della zona.

Il mezzo AMA  distrutto dal rogo

Traffico congestionato e ripercussioni anche alla Garbatella

Anche se era da poco passata l’ora di punta, la circolazione è andata presto in tilt. Via Pellegrino Matteucci è stata chiusa per l’intero tratto tra via Ostiense e via Girolamo Benzoni, costringendo molti automobilisti a deviazioni e a inversioni di marcia. Forti risentimenti ci sono stati sulla via Ostiense con ritardi che hanno coinvolto anche il servizio dell’ATAC e nello specifico le linee bus 715 e 716. Ripercussioni per la circolazione anche alla Garbatella.

La chiusura al traffico di via Matteucci

Le ipotesi del rogo

Sulle cause dell’incendio al momento non si possono fare ipotesi di nessun tipo. Il rogo potrebbe essersi sviluppato anche da un mozzicone di sigaretta acceso gettato nei cassonetti o scaturito da un corto circuito nella macchina dei rifiuti. Si esclude, almeno per ora, l’atto vandalico o un sabotaggio, ma nessuna supposizione è comunque scartata a priori.
Sarà naturalmente un’inchiesta accurata a stabilirne le cause.

L’assessore Centorrino sul luogo dell’incendio

Sul luogo dell’incendio è giunto trafelato anche l’assessore municipale alle politiche ambientali e ai rifiuti Michele Centorrino. “Appena saputo dell’incidente sono giunto qui in via Matteucci per rendermi conto della situazione e per assicurarmi che non ci fossero feriti”. “Adesso si cercherà di capire cosa sia successo, ciò che è più importante è che l’autista del mezzo stia bene”. “Questi ha avuto la prontezza di bloccare il camion inserendo i cunei fermaruota”. “Il Municipio – conclude l’assessore – è qui di supporto, in contatto con AMA e con l’assessora capitolina Sabrina Alfonsi per monitorare la situazione”. “Ora bisogna cercare di liberare il prima possibile la strada e ripulire tutto”.

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All’Ostiense al via il Maker Faire, evento dedicato all’innovazione tecnologica

Al via nell’area del Gazometro la decima edizione del Maker Faire, il più grande evento europeo dedicato all’innovazione tecnologica. La manifestazione, promossa dalla Camera di commercio di Roma, in collaborazione con ENI, sarà aperta al pubblico da venerdì 7 a domenica 9 ottobre tra le 10:00 e le 19:00.
In totale l’evento ospiterà circa 300 spazi espositivi, con idee e progetti innovativi. Nelle passate stagioni la manifestazione ha raccolto più di 100.000 presenze, la partecipazione di creatori e inventori di 40 nazioni, coinvolgendo in discussioni varie oltre 600 blogger e giornalisti rappresentando quindi una vetrina decisamente significativa.

Le novità dell’edizione 2022

Tra i temi affrontati, la robotica e l’intelligenza artificiale. Decine, anche quest’anno, i prototipi che saranno presentati al pubblico, con le relative applicazioni che vanno dal settore medico a quello industriale, dai trasporti ai beni culturali, fino all’agricoltura accurata e di precisione. Una delle novità dell’edizione 2022 riguarda la realtà virtuale, con una serie di appuntamenti dedicati alla visione di film e documentari girati con tecnologie innovative, mentre particolare attenzione sarà dedicata anche alle cosiddette energie rinnovabili e alla transizione energetica.
Eni sarà presente durante l’evento con una propria installazione volta a raccontare ai visitatori la fusione a confinamento magnetico, una delle tecnologie più innovative del percorso di decarbonizzazione. Gli stessi spazi avevano dato il via alla Roma industriale, fornendo energia a imprese e cittadini.

Il contributo dell’Università degli studi Roma Tre

L’Università degli Studi Roma Tre sarà presente con i Dipartimenti di Architettura, Ingegneria, Ingegneria Industriale Elettronica e Meccanica, Matematica e Fisica, Scienze, Scienze della Formazione  e Studi Umanistici.
Il Dipartimento di Scienze porterà con i proff. Marco Barbieri, Monica De Seta e Luciana Di Gaspare i risultati delle loro indagini sui alcuni dispositivi per le tecnologie quantistiche. Sarà mostrato fuori dai laboratori il materiale su cui sono state fatte ricerche, tra cui un piccolo computer a emettitori per laser di nuova concezione.
Non mancherà neanche una stanza chiamata Fabroom, si tratta di uno spazio in cui lo spettatore diventa attore, circondato da immagini proiettate. Protagonista sarà anche l’innovazione agroalimentare, incentrata su cibi hi-tech e nuove tecnologie. Si presenteranno attrezzature per la cottura solare, fino agli scontrini smart che forniscono in tempo reale il grado di maturazione dei prodotti.

Come raggiungere l’area dell’evento

L’area del Gazometro occupa una superficie di 12 ettari e ospita una serie di capannoni e di aree industriali. L’ingresso per il Maker Faire è situato all’Ostiense in via del Commercio 9/11. È raggiungibile a piedi in 15 minuti sia dalla stazione della linea B della metropolitana di Garbatella sia da quella di Piramide/Porta San Paolo. Una valida alternativa è rappresentata dalle linee bus 23 e 769 le cui fermate si trovano entrambe sulla via Ostiense.

Dove acquistare i biglietti per il Maker Faire

I biglietti per l’evento, che hanno una validità giornaliera e consentono un solo ingresso, possono essere acquistati esclusivamente online sul sito https://www.boxol.it/MakerFaireRome/it

 

 

 

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Trasporto pubblico, venerdì 16 settembre 8 ore di sciopero

Sarà una giornata difficile quella di venerdì 16 settembre per chi si sposta con i mezzi pubblici. Uno sciopero proclamato da quasi tutte le organizzazioni sindacali di categoria metterà a serio rischio il funzionamento del trasporto pubblico nella capitale dalle 8:30 alle 16:30. Le ripercussioni negative per il traffico saranno decisamente elevate, anche perché non sono previste fasce di garanzia.
Per 8 ore saranno quindi a rischio le corse di autobus, tram, metropolitane, ma anche delle ferrovie regionali Termini Centocelle, Roma Civita Castellana Viterbo e Roma Lido. Coinvolto il personale di Roma per la mobilità, Atac, Cotral, Roma Tpl, ma anche gran parte dei lavoratori delle aziende Tpl del Lazio. Astensioni dal lavoro potranno aversi anche tra il personale addetto alle biglietterie e tra gli ausiliari del traffico.

 

I motivi dello sciopero

Le motivazioni della protesta sono a causa dei gravi eventi lesivi della sicurezza e dell’incolumità dei lavoratori. “Scioperiamo – spiegano le organizzazioni sindacali – di fronte a una situazione intollerabile su cui bisogna intervenire subito. A tutt’oggi non si è registrato alcun intervento a tutela del personale da parte dei datori di lavoro e neanche da parte del legislatore con specifici provvedimenti indirizzati a prevenire e scoraggiare le aggressioni al personale dei mezzi pubblici”.
“Servono provvedimenti immediati – chiedono infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro – in assenza dei quali continueremo con forza a rivendicare la tutela di lavoratori e lavoratrici del trasporto pubblico locale”.
Le aggressioni nei confronti del personale sono ormai all’ordine del giorno, l’ultima il 10 settembre scorso quando – secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA – a farne le spese è stata una macchinista della Roma Viterbo.

Le alternative per gli abitanti dell’VIII Municipio

Il personale di Trenitalia non sarà coinvolto nelle protesta, quindi i treni regionali, ovverosia i servizi ferroviari suburbani che collegano la capitale con le altre località del Lazio funzioneranno regolarmente. In caso di chiusura della linea B della metropolitana e nel caso il servizio dei taxi risulti poco fruibile, i cittadini dell’VIII municipio potranno in qualche modo ovviare utilizzando i treni regionali che dalla stazione Ostiense conducono verso altre zone della città. Da Ostiense sono agevolmente collegate la stazione Termini, le stazioni Tiburtina, Tuscolana, Nomentana, ma anche Trastevere, Monteverde, Balduina e Monte Mario. Nessun problema neanche per chi da Ostiense sarà diretto verso Fiumicino Aeroporto.

Sabato 17 settembre open day del trasporto pubblico

Sabato 17 settembre si viaggerà gratis sull’intera rete Atac: nessun biglietto per le tre linee della metropolitana, né per la Termini-Centocelle. Accesso libero anche per autobus, filobus e tram. L’open day promosso da Roma Capitale si inserisce all’interno delle iniziative organizzate per la Settimana Europea della Mobilità 2022 che si svolgerà dal 16 al 22 settembre 2022.
“Sarà la prima delle molte iniziative, che presto comunicheremo alla cittadinanza, con le quali la capitale celebrerà la Settimana Europea della Mobilità,  con una serie di appuntamenti per promuovere l’uso del trasporto pubblico locale e diffondere la cultura della mobilità sostenibile”, questo il commento del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
“Coerenti con questi obiettivi – prosegue Gualtieri – continuiamo a lavorare senza sosta per realizzare una vera e propria rivoluzione della mobilità, riconnettendo i nostri quartieri e rendendo Roma una città più sostenibile e più vivibile, per contrastare l’inquinamento e migliorare la qualità della vita di tutte e di tutti”.
Per gran parte della giornata di sabato, nelle principali stazioni e nei grandi capolinea della rete di superficie, il personale Atac sarà impegnato in una campagna informativa sul trasporto pubblico. Previsto anche il rilascio di depliant e di alcuni gadget.

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Videocittà arriva al Gazometro, 5 giorni di proiezioni audiovisive contemporanee

Al via negli spazi Eni dell’ex Gazometro Videocittà, festival dedicato alla visione e all’audiovisivo in programma dal 20 al 24 luglio. Si tratta di una piattaforma innovativa in grado di scoprire e far conoscere le realtà delle immagini in movimento e di promuovere l’eccellenza dell’audiovisivo. Ideata da Francesco Rutelli e diretta da Francesco Dobrovich, Videocittà offre uno sguardo che coinvolge un pubblico eterogeneo sulle diverse discipline delle immagini in movimento. Il tutto attraverso proiezioni, talk formativi e divulgativi, installazioni monumentali e arte visiva. Anche in questo appuntamento sono infatti previste moltissime installazioni interattive, proiezioni e le performance audiovisive. Il programma, che gravita nel tema della transizione energetica, prevede talk formativi, realtà virtuale, innovazione e tecnologia.

In quattro edizioni 450.000 visitatori

In sole quattro edizioni Videocittà ha prodotto centinaia di eventi, spettacoli, mostre, conferenze e proiezioni, con la presenza di ospiti nazionali e internazionali. Con una vasta diffusione nell’intero territorio, la manifestazione ha toccato alcune delle piazze più suggestive del centro storico, il Senato della Repubblica e la Farnesina. È stata presente in luoghi d’arte come gallerie, accademie straniere, ma anche in altri luoghi riconvertiti alla cultura. Basti pensare all’ex caserma di via Guido Reni e l’ex dogana di San Lorenzo.
Nel corso delle sue prime quattro stagioni Videocittà ha visto la partecipazione complessiva di circa 450 mila persone.
Gli eventi hanno coinvolto anche le massime cariche istituzionali quali il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.  Hanno visto anche la partecipazione di rappresentanti del Governo, della Regione Lazio e di Roma Capitale.

Il Gazometro con l’istallazione Luna Somnium

Il Gazometro diventa protagonista dell’arte

Il più grande e conosciuto dei quattro presenti nell’area, ospita un’installazione monumentale, intitolata “Luna Somnium”, prodotta da Eni per Videocittà 2022 e realizzata da fuse. Si tratta una sfera del diametro di 20 metri che fluttua all’interno della struttura, visibile da gran parte della città. L’opera diventa protagonista di un percorso emozionale grazie a un lavoro di suoni e di giochi di luce. Il titolo dell’installazione si ispira all’opera “Somnium” di Giovanni Keplero, racconto fantascientifico di un viaggio sulla luna.

 

Come raggiungere l’area del Gazometro

L’ingresso per l’area industriale del Gazometro è situato in via del Commercio 9/11 ed è raggiungibile a piedi in 15 minuti sia dalla stazione della linea B della metropolitana di Garbatella sia da quella di Piramide/Porta San Paolo. Una valida alternativa è rappresentata dalle linee bus 23 e 769 le cui fermate si trovano entrambe sulla via Ostiense.

 

Dove acquistare i biglietti d’ingresso

I biglietti per i vari eventi sono disponibili sulla piattaforma https://dice.fm/tickets

 

 

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Concerti al parco schuster, è scontro al consiglio municipale

No ai controlli alla manifestazione estiva in programma al Parco Schuster. La maggioranza dell’VIII Municipio ha bocciato la mozione presentata da Lista Civica Calenda Sindaco e dal Movimento 5 Stelle. Una mozione che però non è stata votata dai firmatari del M5S, Marco Merafina e Matteo Bruno. I due consiglieri sono usciti dall’aula per protesta rispetto alla mancata approvazione del terzo atto sul Parco di Tor Marancia presentato dalle opposizioni. Per lo stesso motivo anche i consiglieri di Fratelli d’Italia non hanno partecipato al voto.

L’attacco di Simonetta Novi (Lista Calenda Sindaco)


Commenta Simonetta Novi, capogruppo della Lista Calenda Sindaco: “Nonostante gli organizzatori abbiano recintato il doppio dello spazio rispetto all’edizione invernale, occupandone la quasi totalità, e nonostante il programma pubblicato preveda concerti fino alle 2 di notte, anche infrasettimanali, la maggioranza di VIII Municipio ha bocciato la nostra mozione in cui evidenziavamo le prime irregolarità e chiedevamo controlli”.
E continua: “Gli organizzatori, associazione Remuria, già nell’edizione invernale autorizzata come manifestazione di intrattenimento e non di concerto, hanno mostrato grande disinvoltura non montando la pista di pattinaggio prevista. Ma nessuno ha controllato evidentemente, perché altrimenti sarebbe stata chiusa subito”.
“Un conto – prosegue Novi – è avere sotto casa ragazzi che si divertono con una pista di pattinaggio, un conto sono i concerti e Dj Set a tutto volume oltre le 2 di notte”.
“Ora, dai primi di giugno a fine settembre – aggiunge Novi – i residenti si ritroveranno a convivere con la stessa bolgia di questo inverno, tra alcol e schiamazzi”. 

A seguito di altre interrogazioni presentate, la giunta in inverno aveva promesso “governo e controllo” rispetto all’edizione estiva. “Oggi – rileva Novi – anche di fronte all’evidenza, la maggioranza ha bocciato proprio la  richiesta di attuare quanto promesso”. 
La Lista ricorda anche che gli organizzatori sono gli stessi della manifestazione “Scalo Playground” del II Municipio, con la direzione di quest’ultimo che ha poi imposto un termine dei concerti alle 22.30, ed ora ha addirittura revocato l’autorizzazione.
“Rimaniamo basiti – conclude Novi – dalla giunta e dalla maggioranza dell’VIII Municipio, che prima promettono controlli e poi rifuggono dalle proprie responsabilità. Secondo i dettami del bando di gara, gli organizzatori non pagano l’occupazione di suolo pubblico e ricevono un contributo economico, in cambio di eventi gratuiti e stand di mescita e vendita. Ma ai residenti di San Paolo la salute e il diritto al riposo chi lo restituisce?”.

Il disagio per gli abitanti della zona

Alcuni cittadini, rimarcando la situazione di disagio in occasione dei concerti al Parco Schuster, hanno sottolineato che vi sono situazioni più gravose per la tranquillità. “Gli schiamazzi davanti alla Basilica di San Paolo sono all’ordine del giorno, anzi della notte”, si lamenta una coppia a spasso con i figli. “Ogni mattina facciamo lo slalom tra i vetri e le bottiglie per terra, abbiamo chiamato i vigili ma non si è mai visto nessuno”.
Un signore che abita a ridosso dell’università lamenta “i rumori legati ai locali frequentati dagli studenti che si attardano fino a notte fonda”. “Un caos a cui non ci si abitua mai” fa eco la moglie.

La replica della maggioranza

Per conto della maggioranza la replica non si è fatta attendere. “La mozione presentata ricalca alcuni avvenimenti pregressi, per cui è fuori luogo prevedere cosa possa accadere nelle prossime settimane”. Così Maya Vetri, assessora alle Politiche Culturali dell’VIII Municipio.
“Noi come municipio ci teniamo a precisare che dopo due anni di isolamento, solitudine e di stop alle attività culturali, il territorio torna ad essere impreziosito dalla tutela dell’aggregazione e dalla socialità”. “In ogni caso – prosegue Vetri – saremo vigili e scrupolosi sulle applicazioni delle regole previste sia dal bando dell’Estate Romana sia da quelle del buon senso”. “È nostra intenzione mantenere un livello qualitativo dell’offerta culturale”, tiene a precisare l’assessora. “Saremo quindi meticolosi nel far rispettare la pulizia delle strade e del verde, senza tralasciare la questione legata al rumore per il rispetto della tranquillità dei cittadini, anche su questa questione ci siamo confrontati con gli organizzatori”, conclude Vetri.

Di Stefano BAIOCCHI

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Sos dal Polo Museale Atac dell’Ostiense

E’ un grido d’allarme quello che arriva dal comitato del Polo museale Atac di Porta San Paolo in via Bartolomeo Bossi 7. Da due anni, da quando è iniziata la pandemia, l’area espositiva è interdetta al pubblico e ora ci si sono messi pure i vandali a devastare il parco delle vetture storiche. Anonimi writers, infatti, nelle scorse settimane hanno scarabocchiato i vagoni del treno 070 del 1907 che percorreva la via verso i Castelli  e il tram del 1932, denominato il “tram del cinema”.

La notizia degli atti vandalici è pervenuta alla stampa dal Comitato del Polo Museale Atac, che si è costituito da un anno per la difesa e l’apertura dell’unica area museale dedicata al trasporto pubblico in gestione dell’Azienda Atac di Roma. L’allarme è arrivato anche in Campidoglio. A sostenere le ragioni del Comitato è stata Svetlana Celli, neopresidente dell’Assemblea capitolina, che ha portato in discussione alla Commissione Mobilità l’accaduto. Ma c’è ancora molto da fare: “Non abbiamo ricevuto il sostegno di Atac SPA e del Municipio Roma VIII- lamentano quelli del Comitato- su due aspetti che ci premono: la chiarezza delle responsabilità sugli atti vandalici, ossia, chi doveva sorvegliare l’area e dovrebbe continuare a farlo, e la riapertura del Polo”. 

La zona, infatti, è ancora chiusa al pubblico dall’inizio della pandemia, nonostante sia all’aperto e sia sempre stata punto di riferimento delle scuole e di associazioni del territorio, e del Centro anziani dei Mercati Generali. Su tale aspetto si era già espresso il Municipio Roma VIII nell’agosto del 2020, quando votò a favore della mozione n. 19/2020“Salvaguardia delle funzioni e dello sviluppo del Polo Museale dell’Atac”.

L’area museale di Via B.Bossi è un luogo che negli anni è diventato snodo sinergico di diverse esperienze cittadine e territoriali, spazio aperto alla cittadinanza e importantissimo per il suo valore storico e di testimonianza della città di Roma con i suoi tram d’epoca, i suoi cimeli storici e le tecnologie del trasporto e dei mestieri, la documentazione dell’epoca.

“Siamo molto preoccupati – ci raccontano dal Comitato – temiamo che un posto tanto ricco per la cittadinanza venga abbandonato all’incuria e al degrado”.

Di Francesca VITALINI

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Il cormorano di via Ostiense atterra sulla Settimana Enigmistica

Sul numero del 2 settembre del famoso periodico di cruciverba si cita il murales di via del Porto Fluviale

Per gli appassionati di enigmistica l’acquisto del settimanale che ha nel nome l’essenza di questa arte di comporre e spiegare giochi di intelletto, ovvero la Settimana Enigmistica, è un momento irrinunciabile. Ma anche per molti non appassionati che dovendo affrontare un viaggio o consapevoli di dover passare qualche ora in attesa si muniscono comunque di questa storica pubblicazione capace di far passare il tempo gradevolmente.

Ebbene, proprio grazie al numero 4667 del 2 settembre, anche un murales del quartiere Ostiense, a noi caro, è assurto alla popolarità e alla diffusione nazionale. 

Nella rubrica “Forse non tutti sanno che”del giornale infatti, accanto a informazioni sull’apporto dato da un’arancia al fabbisogno giornaliero di vitamina C o alla spiegazione del termine vigoressia, compare anche la notizia con foto a colori della realizzazione del murale da parte dell’artista Iena Cruz a via del Porto Fluviale (di cui Cara Garbatella si è occupata https://staging.caragarbatella.it/un-gigantesco-cormorano-mangia-smog-al-porto-fluviale/).

La particolarità del murale, come riportato nel riquadro, è che è realizzato con una vernice speciale in grado di “mangiare” lo smog e quindi di ridurre l’inquinamento oltre naturalmente l’effetto artistico di abbellimento dell’incrocio.

Una sorta di riconoscimento nazional-popolare, in questo caso scientifico, al settore cittadino di cui facciamo parte.

Attenzione però: leggendo la notizia, come riportata dal settimanale, noterete che viene usata correttamente la parola muraleal singolare e non murales al plurale, indicando una singola opera e non un gruppo o una sequenza. Nel parlare quotidiano spesso si commette l’errore di chiamare un singolo dipinto o opera artistica su una facciata di un edificio murales.

Ma questo giornale è un purista della linguacome è giusto che sia. Si gioca con le parole che devono essere scritte correttamente.

Noi, però, se vogliamo, possiamo tranquillamente continuare a sbagliare dicendo muralesanche se si tratta di uno solo. Perché come diceva il comico Claudio Batta a Zelig: “ …tanto che mi viene a controllare Bartezzaghi?”

Di Enrico Recchi

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Cara Garbatella partecipa a Visionaria Fest 2021 “Caput Mundi”

Organizzata da Villetta Social Lab si terrà dal 6 all’11 settembre 2021, alla Villetta di Via degli Armatori, 3 a Roma con due appuntamenti culturali.

Lunedì 6 settembre, alle 21.30, l’associazione organizza l’incontro dal titolo Donne lotta e politica. La passione e l’impegno”, nel quale Laura Mancini dialoga con la scrittrice Maria Jatosti.

Introduce Gianni Rivolta direttore di Cara Garbatella e Paola Angelucci assessora Lavori Pubblici e all’Urbanistica, all’VIII Municipio

Venerdì 10 e sabato 11 settembre, dalle 21.30, torna il Garbatella Jazz Festival, il noto evento musicale del quartiere, ideato dalle associazioni Cara Garbatella e Altrevie.

Da sinistra Cristiano Micalizzi, al centro Riccardo Fassi, Marco Siniscalco

Durante la prima serata sarà in concerto il Riccardo Fassi Analog Trio (Riccardo Fassi-tastiere, 

Marco Siniscalco-basso, Cristiano Micalizzi-batteria)È un gruppo basato sul suono dei sintetizzatori analogici Moog e Oberheim e sulle tastiere vintage come Rhodes Piano o Wurlitzer. Quindi, un progetto per trio con tastiere elettroniche, basso-bass synth e batteria. La musica, in buona parte composta da composizioni originali di Riccardo Fassi e interpretazioni di musiche appartenenti a diversi ambiti, si sviluppa combinando sonorità funk con groove ispirati al jazz sperimentale di Miles Davis degli anni ‘70 (in particolare da Bitches Brew in poi), al jazz-groove di Jimmy Smith, alla creatività di Frank Zappa, ai sintetizzatori di Joe Zawinul, alla lounge music di Lex Baxter, ai Lifetime di Tony Williams. Musica aperta e di grande impatto emotivo dove l’improvvisazione svolge un ruolo fondamentale. Il gruppo suona le musiche dal cd “Synthi Mental Moog”, uscito per la Jazzit Records.

Da sinistra Andrea Melani (Foto di Marco Benvenuti), Pasquale Innarella (Foto di Aldo Cocozzello),
Greg Burk, Silvia Bolognesi (Foto di Riccardo Vannelli)

Nella seconda serata, concerto di Quatros (Pasquale Innarella–sax, Greg Burk–piano, Silvia Bolognesi–contrabbasso,Andrea Melani–batteria), un quartetto di musicisti continuamente alla ricerca di nuove sonorità e nuove opportunità empatiche, senza mai abbandonare la via del dialogo e tenendo ben presente la piacevolezza della melodia, la ricchezza dell’armonia e la dirompente forza del ritmo. La costruzione musicale fluisce cospicua e variegata dalla ricca sonorità del quartetto. Il repertorio è formato da brani dei quattro artisti e della recente storia del jazz.  

Ingresso con Green Pass al di sopra dei 12 anni, posti disponibili fino ad esaurimento.
Durante la festa saranno in funzione il bar e l’osteria della Villetta.

Di Francesca Vitalini

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A Ostiense il Murales che ricorda il sorriso di Willy

Il coraggio è la chiave dell’indifferenza” e poi “Willy, un sorriso contro ogni violenza“. Da oggi gli studenti della facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tre che usciranno dall’università vedranno nel muro, che delimita un’aiuola accanto all’edificio, queste scritte e il sorriso e il volto di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo ucciso a calci e pugni a Colleferro, solo perché voleva difendere un amico. 

Il murale è il primo che è stato realizzato a Roma, gli unici due sono stati fatti a Colleferro e a Paliano. Si deve all’associazione Nibi Neri Italiani Black italians, alla comunità di Capoverde della Capitale, a cui appartiene la famiglia del ragazzo e al Municipio VIII e al minisindaco Amedeo Ciaccheri. Quest’ultimo ha messo a disposizione la parete per realizzare il graffito, eseguito dal gruppo Dans La rue, che da dieci anni fanno street art, con graffiti che definiscono di tipo politico, che hanno cominciato a far apparire sui muri di Roma in risposta ai murales di Casapound. Il viso sorridente di Willy è stato realizzato proprio qui quindi, in zona Ostiense, per rubare uno sguardo e vincere l’indifferenza soprattutto dei giovani, coetanei di Willy o poco più piccoli dei suoi assassini. Chi c’era oggi davanti a quel muro ha ricordato il gesto di coraggio del ventunenne ma forse l’obiettivo è soprattutto quello di non dimenticare, non rischiare che passati gli articoli di cronaca sui giornali tornino come sempre i rituali del branco e della violenza, che a quanto pare i quattro ora in carcere esercitavano da tempo, seminando paura e silenzio. 

A seguire la realizzazione del murale c’era anche Paolo Barros, presidente dei Neri Italiani e capoverdiano: “E’ importante lasciare ai ragazzi una memoria, un ricordo del gesto di coraggio di Willy, vicino alla facoltà di Lettere serve come ricordo e come monito. Io sono capoverdiano e la morte di Willy ci ha spezzati“. Alberto invece è tra gli artisti di Dan le Rue che ha eseguito il murale: “Speriamo che gli studenti e gli abitanti del quartiere passando ogni giorno qui ricordino Willy, siamo un gruppo che fa graffiti politici, ci sembrava il posto giusto dove stare oggi. E’ un modo di vivere, di praticare, se vogliamo, l’antifascismo. Non pensiamo che quei 4 ragazzi o chiunque abbia ammazzato Willy sia un fascista, penso però che quello che hanno fatto rientri nelle pratiche si sopraffazione e quindi di fasciamo. Io pratico sport da combattimento e credo che la divisione del mondo tra chi pratica sport da combattimento e chi non lo fa sia sbagliata, quella giusta è tra chi pratica violenza indiscriminata verso i più deboli e chi usa l’autodifesa e il proprio copro per mettersi a difesa dei più deboli“. Ed infine gli studenti, tra quelli seduti sui gradini della facoltà e altri che si sono fermati un attimo davanti al murale, erano tutti contenti che il volto sorridente di Willy fosse proprio a due passi da loro. 

Di Anna Bredice

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