Una serata di letture, musica e danze: così il circolo della Libera Università dell’Autobiografia ha deciso di commemorare Clara Sereni a cinque anni dalla sua scomparsa. L’incontro si è svolto martedì 13 giugno nella Comunità di San Paolo in via Ostiense 152, con l’obiettivo di promuovere l’attività del circolo e di far conoscere una scrittrice poco nota e che non si studia tra i banchi di scuola.
Clara Sereni e l’autobiografia
“Siamo un circolo di scrittura autobiografica, non creativa, cioè senza pretese letterarie” ha spiegato Gabriella De Angelis, dopo i ringraziamenti di apertura, “il nostro obiettivo è raccontarci l’un l’altro, perché crediamo che l’autobiografia possa aiutarci a guardare a noi stessi, al mondo e al futuro in maniera più originale. Siamo un gruppo, cerchiamo di instaurare relazioni consegnandoci all’altro anche attraverso il racconto di fatti personali e dolorosi.”
Non a caso il gruppo si ispira a Clara Sereni, un’autrice che ha mischiato continuamente letteratura ed esperienza personale. “Fino a che punto quando scriveva si poteva staccare da sé?” continua Gabriella; “e fino a che punto quando scriveva raccontava veramente quello che era accaduto?” Il confine appare molto labile, soprattutto per una scrittrice che, nata nel 1946, ha attraversato con la sua esperienza la seconda metà del novecento rimanendo sempre sensibile ai cambiamenti sociali e politici che il nostro paese ha vissuto in quegli anni.
Casalinghitudine
I membri del circolo hanno quindi dato lettura di alcuni passi tratti da “Casalinghitudine”, il libro più conosciuto di Clara Sereni, pubblicato nel 1987 da Einaudi. Si tratta di un testo originale nel titolo e nella struttura: è una raccolta di racconti autobiografici introdotti da ricette legate, nella memoria dell’autrice, agli episodi narrati. “È un libro molto difficile da classificare” continua Gabriella De Angelis, “Cos’è? Un romanzo, una raccolta di racconti o un ricettario?” Già dal titolo è evidente il carattere privato, intimo, casalingo appunto, della scrittura: Clara Sereni cerca di costruire un mosaico frammentario di aneddoti, pensieri, storie familiari per rendere al meglio la sua identità. Gli interventi musicali di Roberta Bartoletti hanno intervallato le letture. A seguire, una cena ispirata ai piatti presenti nel testo.
Maltrattata e fraintesa, la storia è sempre più sotto l’attacco di chi è pronto a crearsi un passato di comodo pur di legittimare le proprie visioni del mondo, anche se la nostra Costituzione parla chiaro: è antifascista.
Perché, allora continuiamo ad assistere a tolleranze e a revisioni storiche? Come è possibile che ancora oggi in Italia sia concessa l’apertura di sedi di Partito, di case editrici e quant’altro emuli un passato di oblio e orrore?
Il volume, pubblicato da Forum Edizioni, è accompagnato da alcune immagini tratte da Lapidarium, una raccolta di fotografie di Paolo Pandullo sulle testimonianze pubbliche a ricordo delle tante vittime delle stragi italiane.
“Garbatella odia laziali e fascisti” e “Lazio merda!” sono le scritte vergognose e intimidatorie comparse sabato scorso ai lati dell’ingresso del Piccolo Teatro Garbatella di via Ignazio Persico 80/a, dove gli iscritti di Lazio e Libertà si sono riuniti in assemblea. Una scritta nera con un font molto simile, per non dire identico, a quello usato dall’estrema destra accompagnata da una falce e martello, simbolo che ormai si usa poco persino all’estrema sinistra.
La nascita dell’associazione Lazio e Libertà
Per chi non lo sapesse Lazio e Libertà è un’associazione nata sugli spalti dello Stadio Olimpico. Si batte contro ogni forma di discriminazione razziale e territoriale e che fa propri i valori della Costituzione Italiana e quindi dell’antifascismo. Ha come simbolo un disegno caricaturale della testa di un’aquila e la scritta SEL, opera del celebre vignettista Stefano Disegni. Il loro scopo è esclusivamente quello di tifare evitando qualsiasi riferimento alla politica e combattendo al tempo stesso qualsiasi tipo di razzismo.
Da 3 anni questa associazione ha visto crescere il numero degli iscritti e dei tifosi biancocelesti che rifiutano la folle etichetta di laziale=fascista. Sì perché a dirla tutta questa etichetta, legata senza dubbio a lugubri parate viste in Curva Nord, ha stancato anche chi non tifa la Lazio, ma che ha parenti, coniugi, amici e simpatizzanti biancocelesti tutt’altro che fascisti.
Un’etichetta semplice, lineare, soprattutto per chi non vive lo stadio, per chi non conosce le dinamiche delle varie curve italiane, ma anche per chi non si pone domande non andando oltre l’ipocrita narrazione di una certa stampa. Gli esempi sono innumerevoli – soprattutto se confrontato con quanto avviene in altre Curve d’Italia – tanto che qualcuno, non a torto, lo chiama l’antifascismo a targhe alterne.
Sbirciando tra l’elenco degli iscritti troviamo anche il direttore del TG5 Clemente Mimum, il giornalista della RAI Riccardo Cucchi e il produttore cinematografico Giannandrea Pecorelli che ricopre la carica di presidente.
Le scritte comparse all’ingresso del Piccolo Teatro della Garbatella
Ciaccheri: “Sarei felice di incontrare i membri dell’associazione”
Tornando a noi, considerando che i membri dell’associazione sono già stati minacciati e aggrediti da alcuni fascisti, figuriamoci se si fanno intimidire da una scritta.
Anche perché molti tifosi giallorossi incontrati alla Garbatella da chi scrive si sono detti stupiti per una cosa del genere, ovverosia che l’odio viscerale “per motivi pallonari” alberghi nel quartiere. Va bene il campanilismo, gli sfottò, ma l’odio per i tifosi avversari lo lasciamo agli altri.
Qualcuno, come Enzo Foschi, vicesegretario del PD del Lazio e giallorosso DOC è stato più categorico. “Non è roba nostra”, che tradotto vuol dire che non è di provenienza giallorossa, né della Garbatella, né che tantomeno viene da sinistra. E c’è da pensare che forse abbia ragione.
Anche il Presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, da noi interpellato, ha detto la sua: “Di solito non mi esprimo su ogni singola scritta che esce sui muri del territorio, ma è un messaggio idiota perché il legittimo sentimento antifascista nulla a che spartire con motivazioni d’odio associate alla fede calcistica”. “Sarò felice di incontrare i membri dell’associazione – conclude Ciaccheri – per ribadire che questo quartiere non coltiva sentimenti d’odio legato allo sport e anzi li combatte in ogni sua rappresentazione”.
L’Associazione Alzheimer Uniti Roma è in dirittura di arrivo con il progetto “Comunità Amica delle persone con demenza”, che verrà presentato il 5 luglio alle ore 17 nel salone dell’hub culturale Moby Dick in via Edgardo Ferrati 3 alla Garbatella .
“ La Comunità Amica – spiega la professoressa Luisa Bartorelli, Geriatra e Presidente dell’Associazione – è un luogo che accoglie e include a tutti i livelli i residenti più fragili, come sono le persone con malattia di Alzheimer o altro tipo di demenza. E’ quindi uno spazio dove ogni cittadino sia preparato a conoscere e sostenere tale condizione”.
Si tratta di un modello d’intervento sociale che ha già visto alcune realizzazioni in altri paesi europei, mirato a ridurre le difficoltà e le crisi alle quali vanno incontro tali persone e le loro famiglie.
“La Garbatella è un quartiere particolare di Roma per unità di territorio e senso di appartenenza degli abitanti. E’ un luogo da sempre pronto al sostegno delle persone fragili, grazie alla sensibilità e alla disponibilità dei residenti e dell’amministrazione locale, che ci ha dato il patrocinio- sostiene la Bartorelli -. Con il supporto di tutti i soggetti coinvolti, dal Municipio alla ASL territoriale, al Volontariato, e soprattutto con i malati stessi e le loro famiglie, si potrà arrivare alla costruzione di un modello adeguato che metta al centro la persona. Essere Comunità Amica significa imparare ad interpretare le necessità di queste persone nelle case e nelle strade e soprattutto combattere la solitudine a cui spesso condanna questo tipo di malattia- continua la geriatra -. Significa comprendere gli atteggiamenti che in altre circostanze potrebbero sembrare fuori luogo, offrendo in cambio sostegno nelle difficoltà”.
Come ormai noto, la demenza è una malattia degenerativa a carattere progressivo, ma con un decorso diverso da persona a persona, che compromette un numero sempre maggiore di funzioni cognitive, coinvolgendo via via tutte le azioni del quotidiano. La malattia di Alzheimer è la più frequente, ma c’è anche la demenza vascolare, la frontotemporale e altre. Attualmente, non esiste un farmaco che sia in grado di guarire la malattia; esistono invece interventi farmacologici e psicosociali che ne rallentano il decorso.
Il Piano Nazionale Demenze parla di un milione e duecento mila persone in Italia, il 60% delle quali con malattia di Alzheimer. Attualmente le stime si effettuano sulla base di alcuni studi epidemiologici: nel quartiere della Garbatella, che comprende circa 45.000 cittadini, con circa 10.000 ultrasessantacinquenni, si ipotizza statisticamente una presenza di circa 650 persone con demenza nei vari stadi di malattia.
Il progetto Comunità Amica implica, dunque, un cambiamento culturale radicale, che necessariamente deve prevedere interventi a breve, medio e lungo termine. Si parte quindi dagli incontri con le maggiori Istituzioni del territorio, quali ASL, Forze dell’Ordine, Polizia municipale, Protezione civile e altri per informarli del Progetto e richiedere la loro collaborazione. Il secondo passo è la creazione di un call center dedicato che risponderà dal lunedì al venerdì. Altrettanto importante è l’apertura di un “Friendly Point” presso il Centro Anziani di Via Pullino, che ha gentilmente offerto una stanza per un pomeriggio a settimana, dove una psicologa accoglierà le famiglie o gli operatori del settore che avranno bisogno di consigli. Ma il punto di ascolto sarà aperto anche a tutti gli abitanti del quartiere, che avessero domande da porre su questi argomenti.
Non mancherà la formazione per le categorie interessate: medici di famiglia, farmacisti, parrocchie, negozianti e soprattutto gli operatori di supporto o caregiver.
Contemporaneamente alla formazione , saranno instaurati gruppi di sostegno alle famiglie, anche per aiutarle a gestire meglio il processo di caregiving.
Determinante sarà anche la sensibilizzazione e formazione nelle scuole per favorire il necessario cambio di mentalità, che spezzi il pregiudizio e lo stigma di fronte all’Alzheimer. “Per ottenere questo, è essenziale iniziare a formare i giovani, partendo dalle scuole medie, con modalità differenti in base all’età” conclude la Bartorelli.
Nell’incontro del 5 luglio sono esposte le varie attività del progetto, tra cui l’adeguamento dei percorsi cittadini e della cartellonistica negli uffici pubblici per facilitare la mobilità delle persone con demenza.
Dovrebbero partire nel mese di luglio i lavori di riqualificazione di Viale Guglielmo Massaia, una delle strade più importanti della Garbatella. I circa 700 metri di tracciato cittadino saranno rifatti completamente, parliamo del tratto di strada che va da Piazza Eugenio Biffi sino a Piazza Oderico da Pordenone.
“L’opera — ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici dell’VIII Municipio Luca Gasperini — prevede la stesura di un nuovo manto stradale per l’intero viale, inoltre provvederemo al rifacimento totale dei marciapiedi”. “L’assessorato — conclude Gasperini — si adopererà affinché i lavori si svolgano nei tempi previsti monitorando al tempo stesso l’andamento del cantiere”.
Una buona notizia per gli abitati della zona, che moltissime volte hanno fatto sentire la propria voce non soltanto a causa dell’ammaloramento del piano viabile, ma anche per il pessimo stato dei marciapiedi dove, tra buche e dislivelli, è necessario camminare con estrema attenzione e senza alzare gli occhi da terra.
Oltre ad una nuova segnaletica orizzontale, tra un attraversamento e l’altro si provvederà a rinnovare i passaggi per i disabili ed eventualmente a crearne di nuovi.
La chiusura al traffico della strada durante il cantiere non è all’ordine del giorno. Mentre altri provvedimenti, quali la riduzione della sede stradale, saranno adottati via via che i lavori andranno avanti. Chiudere l’importante viale che collega il palazzo della Regione lazio e quindi la Cristoforo Colombo con la circonvallazione Ostiense, potrebbe infatti rappresentare un problema anche per gli autobus che vi transitano, ci riferiamo alle linee 715 e 716, che in tal caso dovrebbero essere deviati su un percorso alternativo.
L’auspicio è che i lavori terminino prima dell’autunno. Il costo degli interventi sarà di circa un milione di euro.
Sono stati apprezzati dai cittadini dell’Ostiense i lavori in via Pellegrino Matteucci che è stata praticamente rimessa a nuovo. Rifatto l’asfalto e i rinnovati i marciapiedi, si è provveduto anche al ripristino della segnaletica orizzontale, degli stalli per le auto e di quelli per i cassonetti dell’AMA. Un appunto ci viene però dagli stessi abitanti della zona: i cassonetti situati subito dopo via Vito Bering in direzione di via Benzoni ostacolano la visuale per chi proviene dai caseggiati di via Federico Nansen e deve immettersi su via Matteucci. Anche perché alcuni usano parcheggiare il proprio veicolo davanti ai contenitori dell’immondizia compromettendo ulteriormente la visibilità. Si tratta di un malcostume piuttosto diffuso nella Capitale e che in molti casi, oltre a creare intralcio alla circolazione, mette in serio pericolo l’incolumità dei cittadini. Proprio in via Pellegrino Matteucci non è affatto inusuale osservare auto in doppia fila davanti all’ufficio postale a ridosso (quando non sopra) delle strisce pedonali. Ciò oltre a creare caos nelle ore di punta aumenta il pericolo per il pedone intento ad attraversare la strada.
Nel frattempo, nel quartiere San Paolo, proseguono i lavori in viale Leonardo da Vinci tra viale Giovannipoli e viale Giustiniano Imperatore. Entro settembre tutta l’area sarà rimessa a nuovo, strada, marciapiedi e giardini. Mentre in via Costanzo Cloro sono stati completamenti rifatti i marciapiedi.
Dovrebbero terminare infine entro luglio gli interventi di riqualificazione di Piazzale Caduti della Montagnola.
Nuove promesse crescono. Anais Delgado, giovane cittadina della Garbatella, sarà tra le protagoniste dei prossimi Campionati Italiani di serie B di nuoto sincronizzato, organizzati dalla Confsport, che si svolgeranno alle Piscine dello Stadio di Terni dal 15 al 18 giugno 2023.
Tesserata Aurelia Nuoto A.S.D., l’atleta, classe 2012, gareggerà nella categoria esordienti A in un trio sulle note di “All That Jazz” del musical “Chicago” e in un esercizio di squadra preparato sul brano dei DKS, “Wah Do Wah”. Con lei, le compagne Emma Bucci, Greta Parati, Rebecca Rorro, Sofia Viola.
Le giovani sincronette arrivano a Terni dopo aver partecipato alle finali regionali di Frosinone del 20 e 21 maggio scorso, che si sono concluse per loro con un quarto posto per il trio (42,933 punti), a neanche 0,5 punti dal podio. La squadra invece si è classificata al quinto posto con 42,600 punti, su nove esercizi classificati, e dove pesano da inizio stagione 1,50 punti di penalità perché il team non è composto da otto elementi come da regolamento, ma solo da cinque.
Seguiranno il gruppo delle atlete le istruttrici: Beatrice Marini, Sara Giuliani e Silvia Maffucci.
Un grande bocca al lupo ad Anais e alle sue compagne!
Non ha certo bisogno di presentazioni. Ma ve lo diciamo lo stesso: Zerocalcare il fenomeno del fumetto italiano pochi lo sanno si chiama Michele Rech. Perché vi stiamo parlando di lui? Perché la redazione del nostro giornale ci tiene a ringraziarlo di cuore, per averci regalato un magnifico disegno con dedica a tutti gli amici di Cara Garbatella, scatenando un’onda di emozioni e gratitudine tra i membri dello staff.
L’artista è conosciuto per la sua straordinaria abilità nel trasmettere storie e messaggi attraverso il suo tratto unico e per l’impegno sociale. La sua arte è spesso una denuncia e una voce per i più deboli e la sua dedizione a temi di giustizia sociale ci ispira profondamente.
Una nostra lettrice, Francesca, a Milano per lavoro, lo ha incontrato e, dopo avergli rappresentato la passione per il quartiere Garbatella e la vivacità culturale che lo definisce, gli ha mostrato delle foto e da qui l’ispirazione per il disegno, nel quale vi è rappresentato il volto di uno dei più storici componenti dell’Associazione Cara Garbatella. Noi della redazione, nell’incontro con Zerocalcare ci vediamo un po’ un misto di anime creative, artistiche e di cultura locale. Grazie ancora per aver creato l’ennesimo legame speciale tra gli artisti e la comunità.
IL PRESTIGIOSO PREMIO SIMPATIA ALLA SCRITTRICE E POETESSA DELLA GARBATELLA
Pace, accoglienza, difesa dei diritti umani, arte e cultura. Sono questi i temi principali attorno ai quali si è svolta la cinquantunesima edizione del Premio Simpatia, la storica manifestazione ideata nel 1971 da Domenico Pertica, giornalista e grande studioso della romanità, venuto a mancare nel 2000, insieme ad Aldo Palazzeschi e Vittorio De Sica. L’evento, ad eccezione del 2020 sospeso per la pandemia, prevede ogni anno l’assegnazione in Campidoglio della prestigiosa rosa in bronzo realizzata dallo scultore Assen Peikov, simbolo dell’Oscar capitolino, a personaggi famosi e meno noti che si sono distinti nel sociale e nell’ambito della cultura.
In questa edizione, presentata da Paola Saluzzi e Pino Strabioli in presenza dell’assessore capitolino alla Cultura Miguel Gotor, tra i ventotto ospiti premiati nella sala della Protomoteca per la categoria letteratura e giornalismo è stato conferito il rinomato riconoscimento alla scrittrice Maria Jatosti, autrice di poesie e romanzi, attivista politica da oltre mezzo secolo e compagna di vita dell’autore grossetano Luciano Bianciardi, con cui condivise a Milano quella vita agra raccontata nel celebre romanzo uscito nel ‘62 e da cui ha avuto un figlio.
La pasionaria della Garbatella, che a febbraio ha compiuto 94 anni, nasce al Quadraro ma durante la seconda guerra mondiale si trasferisce con la famiglia nel primo lotto delle palazzine Incis a piazza Oderico da Pordenone. Lì ha inizio la sua intensa attività politica, dalla presa della Villetta, ex casa del fascio da parte dei patrioti della Settima zona dei Gap alla sua difesa dal proditorio attacco fascista nel 1950, alla lunga militanza nel Partito comunista italiano nel dopoguerra.
Oltre a lei sono stati premiati nella stessa categoria la scrittrice Ilaria Tuti, Serena Bortone, Geppi Cucciari, Sigfrido Ranucci e Pif. Per la solidarietà l’iraniana Pegah Moshir Pour, attivista cresciuta in Italia ma da sempre impegnata a sostenere le donne che nel suo paese stanno lottando per la libertà, il Team U.S.A.R. Lazio dei Vigili del Fuoco, intervenuto per primo nel terremoto in Turchia, l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede Andrii Yurash, il Sindaco di Cutro Antonio Ceraso e Maria Grazia Passeri, attiva nel sostegno alle famiglie ucraine attraverso un hub di accoglienza e distribuzione dei beni.
Per quanto riguarda la musica e il mondo dello spettacolo sono stati premiati Al Bano, Amadeus, il regista Gabriele Muccino e gli attori Gabriel Garko, Pilar Fogliati e Paola Sotgiu.
Come ogni anno, a selezionare gli ospiti un’illustre giuria composta da Renzo Arbore, Giorgio Assumma, Pippo Baudo, Verdiana Bixio, Christian De Sica, Marisela Federici, Nicola Maccanico, Simona Marchini, Alessandro Nicosia, Carlotta Proietti, Carlo Verdone e Alessia Tota.
La Festa per la Cultura organizzata da Controchiave compie 30 anni. “In questi tre decenni l’evento è stato un incredibile melting pot di esperienze diverse, che negli anni si sono intrecciate, connesse, contaminate, fuori e dentro la Festa, che ne è stata motore e sintesi dal punto di vista artistico, sociale, aggregativo e solidale” spiega Guido Rossi, presidente dell’ Associazione.
Era il 1993 quando per la prima volta gli abitanti di Garbatella accolsero con stupore e allegria la massa festante di gente, che veniva ad assistere ad una serie ininterrotta di performance tra musica, teatro, danza, bande e artisti di strada. Era davvero un sogno entrare e uscire dai lotti dell’Istituto Case Popolari per seguire il suono di una tromba o cercare di avvicinare la voce di un attore. Poi ci sono state le edizioni alla Scuola Principe di Piemonte, sulla rupe di San Paolo, altrettanto piene di novità.
Quest’anno invece si cambierà location, perché nell’ex scuola all’aperto sono in corso lavori importanti di ristrutturazione. E così l’associazione Controchiave ha deciso di raddoppiare l’evento, proponendo due giorni, il 17 e il 18 giugno, nel plesso scolastico attiguo della Leonardo da Vinci e altrettanti, il 24 e 25 al Parco Garbatella, gestito da anni dal circolo Legambiente locale in via Rosa Raimondi Garibaldi, dove i volontari racconteranno il Giardino Zen, il bosco intensivo, le vicende e le caratteristiche degli alberi che popolano quest’area e organizzeranno giochi per i bambini.
Il programma della Festa è molto ricco. Il 17 si susseguiranno sul palco “Inni e canti di lotta”, diretto da Sandra Alos Moner Cotronei, il coro composto da sole donne “Le Coeur”, il quintetto vocale a cappella “Echo Five”, i “Garbati Canti”, i “Sing Up” entrambi diretti dal Maestro Fabrizio Vestri e, a chiudere la lunga serata, i “Baobab Ensamble”.
Domenica 18 , tra le tante proposte spicca il Concerto “Le città invisibili” liberamente ispirato al romanzo di Italo Calvino, un viaggio musicale tra le città descritte da Marco Polo al Grande Kublai Kan, di Fabrizio Cardosa con l’Orchestra di Villa Pamphili. Non mancherà la danza, con Narrazioni Incrociate, eseguite da Donatella Patino, accompagnata dalla musica di Alberto Popolla.
Tre mostre fotografiche faranno da sfondo a queste due giornate: la prima è una esposizione delle opere di un nascente collettivo fotografico formato da giovani del territorio; poi c’è la quella curata da Fridays For Future con gli scatti dei vincitori del Bando “Ridisegna il futuro”; e infine il Circolo Fotografico Photo Up presenta la rassegna dedicata al tema “Confini” .
Il 24, al Parco Garbatella, tra le tante proposte troviamo i “Cosmonauti in Borghese”, un gruppo di ragazzi uniti dalla grande passione per la musica; la “Piccola Banda Ikona”, punto di riferimento per la word music sia italiana che europea; “Rustica x Band” e “Stradabanda” dirette rispettivamente da Pasquale Iannarella e da Alessandra Macaluso.
Sempre sabato 24 verrà presentato il libro “Guida rapida alla fine del mondo” a cura di Lorenzo Tecleme : un saggio che fa chiarezza sulla crisi del clima che stiamo vivendo e cerca di rispondere alla domanda cruciale: come possiamo risolverla?
Di grande interesse anche l’incontro delle 19:30 sul tema della democrazia energetica e, in particolare, delle Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali con Manuele Messineo, Mauro Gaggiotti, Francesca Vetrugno e Alessandro Marconi, portavoce nazionale di Fridays For Future.
Il 25 giugno la festa chiuderà con “Fear some Critters”, una nuova band alternativa rock/metal di Roma; il rapper italiano Chef Joe ; “Heavy Sound”, un gruppo che unisce i ritmi africani a quelli melodici di connotazione europea. Infine “The Jertz Young Group”, composto da ragazzi provenienti dal Liceo Socrate, proporrà i grandi classici del “song book americano” con particolare riferimento ad autori e interpreti come Billie Holiday, Louis Armstrong, Chet Baker.
Grande attesa per il concerto degli “Acustimantico”, alle 22:30. Questo gruppo mescola la musica d’autore italiana con le tradizioni balcaniche, la canzone colta europea ma anche il jazz, l’avanguardia, il pop meno ortodosso, la consapevolezza sociale.
Per i bambini, tra le tante iniziative, ci sarà anche La Compagnia Mangiafuoco con lo spettacolo di burattini “Il domatore Zeppo al circo”.
“Mediamente Cerami” è il titolo di un’iniziativa organizzata dall’Università Roma Tre per commemorare l’autore del film di Mario Monicelli “Un borghese piccolo piccolo” a dieci anni dalla sua scomparsa. Martedì scorso in serata si è tenuto, infatti, al Palladium il terzo e ultimo appuntamento all’insegna della rievocazione: letture, aneddoti e ricordi per far rivivere uno dei narratori più importanti del secolo scorso.
Gli interventi
In un’atmosfera resa ancora più suggestiva dagli interventi musicali di Giulio Carlo Pantalei, gli studenti di Italianistica di Roma Tre e il professore Ugo Fracassa hanno letto passi scelti dalle opere di Vincenzo Cerami. Romanzi, racconti, opere teatrali, nel tentativo di sintetizzare in una serata la quantità e varietà della sua produzione.Intanto, tra un intervento e l’altro, Matteo Cerami ha tratteggiato un ritratto del padre ripercorrendo le fasi più significative della sua vita.
Dalla morte prematura del fratellino Vincenzo di cui Cerami portava con imbarazzo il nome, alla difterite che lo colpì in età infantile e lo costrinse alla cecità per più di un anno. Dalle storie che inventava camminando per le vie di Ciampino, alla timidezza che a scuola gli impediva perfino di rispondere all’appello. E intanto una necessità che cresce: scrivere per sfuggire da un mondo in cui non ci si trova, inventare storie finte per parlare di cose vere, descrivere se stessi nascondendosi in una trama.
In questo senso fu decisivo l’incontro con il docente di lettere in prima media, un “professore simpatico, diverso dagli altri” ha raccontato Matteo Cerami dando voce ai ricordi del padre, “un professore che ci portava a giocare a pallone sull’Appia Antica, ma poi in cattedra tornava serio, ci faceva capire che la cultura è una cosa importante. Un docente che ci leggeva i poeti viventi, anche giovani a quei tempi, come Caproni, Bertolucci e Penna, accanto ai classici. Studiando Dante ci parlava di Ungaretti e leggendo Ungaretti ci parlava di Dante.Ho scoperto la poesia attraverso questa figura speciale.” Un professore che si chiamava Pier Paolo Pasolini.
Cerami e il cinema da Pasolini a Benigni
Pasolini non fu solo il primo a comprendere il potenziale dei “temi liberi” svolti dal giovane Cerami, ma fu anche il primo a coinvolgerlo nell’attività cinematografica in qualità di assistente volontario. “Come assistente volontario non beccavi una lira” ha proseguito Matteo Cerami rievocando le esperienze paterne, “ma serviva per imparare, anche se all’inizio non stavo vicino al regista, agli attori, anzi fermavo le macchine e vedevo da lontano le luci del set”.
Ma la collaborazione tra i due non finisce qui. Vincenzo Cerami in seguito lavorò per Pasolini come aiuto regista durante le riprese di “Comizi d’amore”, “Uccellacci e uccellini” e l’episodio “Le streghe” di “La terra vista dalla luna.”La fiducia accordatagli dal famoso regista è ancor più importante se si considerano le difficoltà vissute da Cerami in quegli anni.
“Riuscivo a scrivere fino a quaranta pagine al giorno, perché mi pagavano a cottimo. Una sceneggiatura solitamente è lunga 180 pagine, io arrivai a scriverne 500”: così Matteo Cerami rievoca gli esordi del padre nel campo della sceneggiatura, un percorso lungo e fecondo, che nel 1999 lo porterà a vincere il Premio Oscar per “La vita è bella”, regia di Roberto Benigni.
Cher ami. Storie di un incontro
Questo è il titolo complessivo degli interventi di Nicola Piovani, Giovanni e Sandro Veronesi. Tre amici di Cerami che ne hanno rievocato sfumature caratteriali, aneddoti e curiosità. Lo scrittore Sandro Veronesi ha sottolineato la generosità, la fiducia che Cerami accordava gratuitamente al prossimo; “fino a quel momento una persona così non l’avevo incontrata” ha detto, “avevo sì la voglia, il bisogno di scrivere, ma non avevo mai incontrato qualcuno che mi facesse credere in ciò che facevo”.
Suo fratello Giovanni, sceneggiatore e regista, ha raccontato le peripezie che l’hanno visto protagonista insieme agli amici Vincenzo Cerami e Francesco Nuti, dopo il successo di “Tutta colpa del Paradiso”. Infine ha preso la parola Nicola Piovani, il quale ha tratteggiato dell’amico un ritratto leggermente caricaturale e allo stesso tempo pieno d’affetto: un Vincenzo Cerami che, tra tensione e scaramanzia, si appresta a recitare in “Canti di scena”, esperimento teatrale che poi otterrà un enorme successo e verrà replicato per sei stagioni.
A conclusione della serata è stato proiettato il film di Vincenzo e Matteo Cerami “Tutti al mare”.
Sapevate che la Garbatella, oltre ad aver accolto e cresciuto calciatori, attori, registi: non si è fatta mancare neanche i cantautori? Stiamo parlando di Simone Avincola, vincitore di Sanremo giovani nel 2021 con il brano “Goal”. Da quel momento ha iniziato a scalare la vetta del successo e lo scorso 9 giugno ha lanciato il suo nuovo album dal titolo “Barrìì”. A questo progetto hanno collaborato artisti di grande spessore nella scena musicale come il grandissimo Pasquale Panella, poeta e autore degli ultimi cinque album di Battisti, Folcast, Alessandro Cimini, comico scrittore e autore, Alessandro Gori e Serepocaiontas.
Cara Garbatella ha intervistato il cantante
Come nasce questo nuovo album?
Subito dopo il Festival di Sanremo ho voluto scrivere un altro pezzo, ma non mi metto mai forzatamente a tavolino, ho bisogno di scrivere nel momento in cui sento una spinta artistica o quella famosa vena creativa e, allora, prendo gli strumenti e mi faccio ispirare.
Cosa ti aspetti da questo nuovo disco?
Non mi aspetto mai nulla in generale, forse questa è una delle cose che mi porta a fare quello che sono. Spero solo che attraverso i miei brani le persone si possano sentire meno sole, poiché sostanzialmente tutti viviamo le stesse cose.
Sento la necessità di raccontare la vita quotidiana, magari quegli attimi banali ma che poi non lo sono affatto, trovando la profondità in ciò che ci circonda.
Cosa vorresti trasmettere con questi nuovi testi?
Non lo so perché non mi faccio molte domande quando scrivo. Anzi, spesso mi succede di rendermi conto dei concetti che metto nero su bianco, solo in un secondo momento. Infatti, lascio fluire pensieri, parole ed anche attimi e contesti autobiografici, inserendo dettagli che possono mandarmi fuori strada ma non me ne faccio un cruccio anzi un punto di forza.
“Barrìì” è il nome dell’album ma cosa vuol dire?
Allora Barrìì è il passato remoto di “Barrire”, ovvero il verso che emette l’elefante. Invece, in questo caso, è quello del Liofante, una sua versione arcaica. Tutto ciò è stato lungimirante dal momento che ho iniziato ad osservare il cosmo con altri occhi, con una prospettiva diversa. Per la musica ho creato una pozione composta da una miscela tra un soave pop ed un classico cantautorato proveniente dagli anni ’70. Tuttavia, il testo è del grandissimo Pasquale Panella, onorato di aver collaborato con lui, dal momento che il brano è surreale. Mi è piaciuto iniziare l’album con il surrealismo scendendo passo dopo passo nella nuda e cruda realtà. Sono attratto dagli oggetti e ritengo che, a volte, siano molto più interessanti degli esseri umani.
So che ci sono delle collaborazioni nel tuo album, cosa vuoi dirci?
A differenza dell’altra compilation “Turisti” , uscita nel 2021, dove ho una percezione totalmente chiusa e personale del mondo, in questo album mi sono totalmente aperto volendo sperimentare e allargare i miei orizzonti. Come? Grazie all’aiuto di amici e colleghi che mi hanno aiutato a confrontarmi con altre realtà, cercando di far emergere un mio lato nascosto .”
Un grazie ed un grande in bocca al lupo per il ragazzo di Garbatella che non ha mai smesso di sognare.
Cala il sipario sulla stagione di calcio dilettantistica, dove le tre squadre dell’Ottavo Municipio anche quest’anno hanno condiviso il girone C di Terza Categoria. Il campionato ha visto primeggiare la squadra dell’Atletico Tor Cervara con 70 punti, seguita dalla sorprendente Virtus Tormarancio con 62, posizione che le ha permesso di ottenere la promozione in Seconda Categoria.
Si stappa lo champagne delle migliori occasioni per gli amaranto del Tormarancio, dopo tanti anni di delusioni e rendimenti altalenanti, la squadra è riuscita a salire in Seconda Categoria, mostrando un buon gioco e divertendo il pubblico. Il merito è della società guidata dal vicepresidente Roberto Falasca e da Andrea Dentice,ma anche dell’allenatore Mario Bolletti e del preparatore atletico Davide Rallo che hanno saputo portare serenità nello spogliatoio e ad unire il gruppo.
Gli amaranto vantano il miglior attacco del campionato con 102 reti realizzate, tra i marcatori più prolifici compaiono Mattia Casciana, Gabriele Littera, Federico Provenzani e Damiano Rossi. La squadra, inoltre, come lo scorso anno, ha dimostrato di ottenere i migliori risultati in trasferta, guadagnando 33 punti rispetto ai 29 tra le mura amiche.
La Virtus Tormarancio sta già lavorando per la prossima stagione, confermando al timone mister Bolletti, cha ha la fiducia incondizionata del gruppo. Gli obbiettivi sono già chiari: fare subito il salto in Prima Categoria, avvicinare allo sport sempre più giovani e portare tante famiglie e spettatori allo stadio.
Acd Garbatella
Al dodicesimo posto, con 26 punti, c’è il Acd Garbatella 1920. Dopo un ottimo avvio di campionato, col passare delle giornate, la squadra ha perso di brillantezza nel gioco col rimpianto di aver lasciato alle spalle molti punti in classifica. La squadra, allenata da Giorgio Taddei, paga l’inesperienza, essendo la prima volta che s’iscrive al campionato di Terza Categoria e qualche defezione tra i giocatori, dovuta anche alla giovane età. L’ultima giornata si è chiusa con l’addio al calcio del capitano Samuel Sonnino, un punto di riferimento del Garbatella 1920 che dopo tanti anni in campo ha deciso di concludere la sua carriera.
Real San Paolo
Si è piazzata al quattordicesimo posto con 19 punti in classifica, il Real San Paolo. I gialloneri hanno dimostrato notevoli passi avanti rispetto alla scorsa stagione di esordio e la sussistenza di basi solide per costruire un buon avvenire; lo spirito agonistico e i valori sportivi trasmessi in campo e fuori lasciano ben sperare per il futuro. Nota di merito a Nicolas Venti che con 28 reti ha vinto la classifica marcatori del campionato.
Scontri diretti
Tutte e tre le squadre disputano gli incontri casalinghi sul sintetico del campo Guglielmo Fiorini, negli scontri diretti il Tormarancio ha vinto tutte le partite:1-5 in trasferta contro il Garbatella e 2-1 in casa; con il San Paolo 4-1 in casa e 1-10 in trasferta. Si è conclusa invece in parità 2-2 l’andata tra San Paolo e Garbatella, mentre al ritorno i gialloneri si sono imposti per 5-3 in casa.
“Dopo il lungo sonno imposto dalla pandemia. Dopo le giuste cautele che hanno impedito alle nostre scuole di ritrovarsi sul terreno di gioco, eccoci finalmente a rivivere la Coppa Ago”. Le parole che escono dal microfono sono quelle di Massimo Pelliccia, inventore di questo torneo dedicato al capitano dei nostri anni giovani, e la sua voce tradisce l’emozione per questa edizione che riparte rimettendo in moto quell’ingranaggio collettivo che si chiama memoria. “Questa coppa –sottolinea ancora- nasce per amore di quel mito, del tutto fuori gli schemi, che era Agostino Di Bartolomei. E nasce come risposta all’oblio, al tempo che passa e, soprattutto, alla ritualità delle ricorrenze. Quando lavoravo al liceo Caravaggio l’avevo notata ridotta in un angolo come vaso da fiori. Sulla targhetta, tutta sbiadita, si leggeva VII edizione Roma Junior Club 1972.
Ricordavo i racconti su Agostino pubblicati su Fuori i Secondi e c’ho messo poco a legare il tutto alla coppa vinta dal Liceo Borromini. L’idea di una mini competizione è venuta così e ha coinvolto nel tempo i ragazzi delle scuole, i docenti, diversi ex protagonisti di quella stagione e il municipio di Roma VIII. Tra tutti, se posso, una nota speciale è per Luca Di Bartolomei che nella prima edizione ci spronò a considerare questo trofeo come patrimonio delle scuole della zona e a rinnovarne ogni anno la sua contesa. Poi–conclude Pelliccia- per quanto riguarda la giornata d’oggi segnalazione di merito per il presidente Amedeo Ciaccheri e soprattutto per la prof. Adele Bottiglieri, giovane dirigente scolastica del Caravaggio, che ha fortemente voluto la ripresa del torneo.”
murales Di Bartolomei
Questa del 2023 è la sua quinta edizione ed è arricchita dalla presenza di Ubaldo Righetti, centrale difensivo della Roma di Liedholm, e da quella di Federica Cicchinelli, responsabile del Roma Club Fornaci “Agostino Di Bartolomei”. A salutare la presentazione delle squadre c’è un tifo da curva sud con tanto di fumogeni e cori del Socrate. Ed è proprio il liceo di Garbatella opposto agli artisti del Caravaggio a dare il calcio d’inizio alla competizione. Per i bianchi capitanati da Sofia Bosman–quest’anno ogni squadra schiera in campo una ragazza- non è un match scontato e gli avversari guidati dal numero sette Bernacchi reggono bene il primo tempo. Nel frazione successiva è però il talento di Tommaso Du Bessè a dare la scossa e a facilitare la strada per il successo. Perentorio il 4 a 0 finale a favore del Socrate con doppietta dello stesso Du Bessè e reti degli ottimi Esposito e Santini.
Più equilibrato il secondo incontro in cartellone tra gli orange dell’Armellini e i ragazzi in maglia granata di viale Odescalchi. La vittoria per 2 a 0 da parte dei tecnici di San Paolo porta la firma di Pistillo e Deleoe rende così decisiva l’ultima partita in programma.
Tra Socrate e Armellini è una vera finale a viso aperto e tutte e due i contendenti l’affrontano determinati a evitare il ricorso ai rigori. Rilevante il punteggio di 4 a 1 per i liceali con reti del solito DuBessè, a segno due volte,più Colizza e Pasquini a completare la festa. Di Valerio Cinelli il gol della bandiera per l’istituto di largo Placido Riccardi. Al fischio finale medaglie e riconoscimenti per tutti. DuBessè è segnalato come miglior giocatore mentre il premio Fair Play va a Lorenzo Serafini portiere del liceo Caravaggio. E’ quindi Ubaldo Righetti a consegnare la coppa a Sofia Bosman che la solleva alta tra gli olè della torcida del liceo Socrate.
TORNEO ROM JUNIOR CLUB: nel suo albo d’oro l’XI°Borromini, l’Itis Severi e l’Armellini
Il Torneo nasce a metà degli anni ’60 da un’idea di Gilberto Viti grande e rimpianto dirigente della As Roma. La tessera Junior Club permetteva tra l’altro di avere accesso allo stadio a prezzi ridotti e con il torneo dedicato alle scuole superiori della capitale crebbero ancor più le simpatie giallorosse nelle fasce giovanili. Per i lupi quelli erano “tempi cupi”, rare soddisfazioni venivano dalla Coppa Italia, ma del resto chi se la passava peggio era la Lazio che proprio negli anni sessanta aveva cominciato a fare l’altalena con la serie B. L’invenzione del Roma Junior Club fu dunque un’operazione di notevole intelligenza propagandistica legata alle buone pratiche di sport. La prima edizione venne vinta nel ’66 dall’ITIS Giovanni XXIII di Tor Sapienza, seguito nelle edizioni successive da Bernini, Marconi e Galilei.
A poco a poco le scuole partecipanti crebbero fino a superare il centinaio. Della nostra zona c’era l’XI Liceo Scientifico con sede centrale in Via Segre e succursale in Piazza Oderico da Pordenone. Fu quest’ultima a iscriversi col nome di XI° Pordenone all’edizione del ’71. La selezione allora era durissima. Trentasei gironi poi un turno d’eliminazione diretta poi una fase di quattro gironi da quattro squadre con le sole vincenti ammesse alle semifinali e quindi la finalissima al Flaminio. Quell’anno l’avventura, con Agostino già capitano spesso sostituito nel ruolo da Carmine Tortorella, si fermò ai quarti ma fu l’anno successivo che avvenne l’impresa. L’XI°, ora Liceo Scientifico Borromini, nell’aprile del ’72 arriverà fino in fondo alla VII edizione vincendo contro il Meucci ai rigori dopo che i tempi regolari s’erano conclusi sull’1 a 1.
Questa la formazione immortalata dalla foto che ritrae Agostino con la coppa in mano: Bove, Canapi, Andreini, Vacca, Gasbarra, Pellegrini, Molinari, Mazzone, Santilli, Di Bartolomei, Tempra (al 71’ Piccirilli) Allenatore Mezzanotte. Per la cronaca Agostino autore del momentaneo vantaggio al 10’ del primo tempo non scriverà, in quell’occasione, il suo nome tra i realizzatori dagli 11 metri a causa degli errori decisivi dei ragazzi del Meucci.
Il torneo Roma Junior Club dopo l’edizione del ’72 vedrà poi altre annate felici. Per due anni, ’76 e ’77, a vincerlo sarà l’ITIS Severi di Tor Marancia. Mentre in una formula rinnovata in anni recenti, 1999 e 2000, sarà l’Armellini di San Paolo ad aggiudicarselo.
I nomi e le squadre
La Coppa Ago si inserisce in una lunga tradizione piena di memoria e, per rispetto di quei valori cari al capitano giallorosso, tutti i protagonisti di questa edizione meritano di essere ricordati.
LICEO ARTISTICO CARAVAGGIO: Lorenzo Serafini, Leonardo Gentile, Flavio Di Prospero, Estiven Somma, Andrea Ricci, Francesco Ruvolo, Lorenzo Bernacchi, Nicole Pini, Tiziano Bianchi, Davide Amodio, Leonardo Arena, Simone Alessandri, Luca Acciaresi, Nicolò Iannarelli, Alessio Stoppaccioli, Lorenzo Genovese, Franco Garbaglia, Matteo Floris, Michele Lorusso, Valerio De Angelis, Riccardo Congiu, Flavio Mancini, Tiziano Michisanti.
LICEO CLASSICO E SCIENTIFICO SOCRATE: Leonardo Carfagna, Tommaso DuBessé, Giovanni Zoccoli, Marco Marinotti, Sofia Bosman, Alessio Santini, Francesco Battista, Vincenzo Esposito, Tommaso Erba, Sandro Colizza, Luca Pasquini, Andrea Bonito, Simone Salvioni, Angelo Marini, Marco Genghi, Daniele Mancini, Giulio Imparato, Alessio Veloccia.
ITIS ARMELLINI: Maurizio Clemente, Alessio Amoroso, Matteo Canducci, Alessio Boattini, Mirko Marcaccio, Valerio Cinelli, Gabriele De Filippo, Alessandro Pistillo, Manuel Deleo, Paolo Carboni, Luca Boattini, Daniele Albano, Silvia Rita, Marco Sabatini, Christian Penna, Francesco Lambiase, Claudio Guaraldi.
Cala il sipario sulla stagione di calcio dilettantistica, dove le tre squadre dell’Ottavo Municipio anche quest’anno hanno condiviso il girone C di Terza Categoria. Il campionato ha visto primeggiare la squadra dell’Atletico Tor Cervara con 70 punti, seguita dalla sorprendente Virtus Tormarancio con 62 punti, posizione che le ha permesso di ottenere la promozione in Seconda Categoria.
Si stappa lo champagne delle migliori occasioni per gli amaranto del Tormarancio, dopo tanti anni di delusioni e rendimenti altalenanti, la squadra è riuscita a salire in Seconda Categoria, mostrando un buon gioco e divertendo il pubblico. Il merito è della società guidata dal vicepresidente Roberto Falasca, da Andrea Dentice, ma anche dell’allenatore Mario Bolletti e del preparatore Davide Rallo che hanno saputo portare serenità nello spogliatoio e unire il gruppo.
Gli amaranto vantano il miglior attacco del campionato con 102 reti realizzate, tra i marcatori più prolifici compaiono Mattia Casciana, Gabriele Littera , Federico Provenzani Federico e Damiano Rossi. La squadra, inoltre, come lo scorso anno, ha dimostrato di ottenere i migliori risultati in trasferta, guadagnando 33 punti rispetto ai 29 tra le mura amiche.
La Virtus Tormarancio sta già lavorando per la prossima stagione, sempre con al timone mister Bolletti, cha ha la fiducia incondizionata del gruppo. Gli obbiettivi sono già chiari: fare subito il salto in Prima Categoria, avvicinare allo sport sempre più giovani e portare tante famiglie e spettatori allo stadio.
Virtus Tormarancio
Acd Garbatella 1920 e Real San Paolo
Samuel Sonnino
Al dodicesimo posto, con 26 punti, c’è il AcdGarbatella 1920, dopo un ottimo avvio di campionato, col passare delle giornate, la squadra ha perso di brillantezza nel gioco col rimpianto di aver lasciato alle spalle molti punti in classifica. La squadra, allenata da Giorgio Taddei, paga d’inesperienza, essendo la prima volta che s’iscrive al campionato di Terza Categoria e qualche defezione tra i giocatori, dovuta anche alla giovane età. L’ultima giornata si è chiusa con l’addio al calcio del capitano Samuel Sonnino, un punto di riferimento del Garbatella 1920 che dopo tanti anni in campo ha deciso di concludere la sua carriera.
Nicolas Venti
Si è piazzata al quattordicesimo posto con 19 punti in classifica, il Real San Paolo, i gialloneri hanno dimostrato notevoli passi avanti rispetto alla scorsa stagione di esordio e la sussistenza di basi solide per costruire un buon avvenire; lo spirito agonistico e i valori sportivi trasmessi in campo e fuori lasciano ben sperare per il futuro. Nota di merito a Nicolas Venti che con 28 reti ha vinto la classifica marcatori del campionato.
Gli scontri diretti
Tutte e tre le squadre disputano gli incontri casalinghi sul sintetico del campo Guglielmo Fiorini, negli scontri diretti il Tormarancio ha vinto tutte le partite: 1-5 in trasferta contro il Garbatella e 2-1 in casa; con il San Paolo 4-1 in casa e 1-10 in trasferta. Si è conclusa invece in parità 2-2 l’andata tra San Paolo e Garbatella, mentre al ritorno i gialloneri si sono imposti per 5-3 in casa.
Il 4 giugno 2023 saranno 79 anni dalla Liberazione di Roma dal nazifascismo, quando le truppe Alleate guidate dal generale statunitense Mark Wayne Clark entrarono in città con i tedeschi in ritirata verso il Nord.
È a Porta San Paolo, luogo dove ebbe inizio la Resistenza partigiana in Italia all’occupazione nazifascista, che il Comitato provinciale dell’ANPI di Roma ha convocato per le 17:00 di domenica 4 giugno un appuntamento per rendere omaggio ai Caduti partigiani.
L’appello è quello di ribadire, di fronte alle lapidi che ricordano la lotta contro l’invasore tedesco e contro il regime fascista, l’impegno attuale e quotidiano per la difesa dell’Italia libera e democratica, repubblicana.
I mesi dell’occupazione
Era il 4 giugno 1944 e, con una goffa ritirata, finivano i nove lunghissimi mesi di occupazione che costrinsero la popolazione romana alla fame e alla sofferenza della guerra e della tirannide militare del comando nazista, coadiuvato e supportato dagli alleati fascisti. Ferite profonde hanno segnato il volto della città: quelle quotidiane, come la fame e i bombardamenti, e quelle insanabili, dalla deportazione degli ebrei Ghetto, che costò la vita ad oltre mille romane e romani nei campi di sterminio, all’Eccidio delle Fosse Ardeatine e gli orrori delle carceri di Via Tasso. Roma, però, non subì supina la violenza dell’oppressore. È al grande sentimento diffuso di Resistenza popolare che dobbiamo guardare per cercare le radici dello spirito antifascista della città. Adesione, solidarietà e azione che hanno garantito a Roma la Medaglia d’Oro al Valor Militare per i fatti compiuti da centinaia di giovani romane e romani in armi.
L’occupazione di Roma fu anche Resistenza partigiana attiva e instancabile.
Il Rome War Cemetery
Alla commemorazione dei Caduti partigiani seguirà un breve corteo fino al Rome War Cemetery di Via Zabaglia, luogo in cui riposano i soldati dell’esercito britannico caduti per la Liberazione di Roma. Un pensiero verrà rivolto anche ad Henry Schindler, soldato inglese che partecipò allo sbarco di Anzio e che dedicò la sua lunga vita, dopo la fine della guerra e fino a pochi mesi fa, al recupero della memoria e delle storie dei militari alleati caduti in battaglia oltreoceano, ricongiungendoli alle famiglie in patria.
La festa in Piazza Testaccio
Le commemorazioni termineranno in Piazza Testaccio dove, alla presenza di rappresentanze delle istituzioni comunali e municipali, una grande festa animerà il quartiere tra musica, letture e teatro all’aperto. L’evento terminerà intorno alle ore 20:30.
Stupore: sulla Treccani questo termine viene definito come “meraviglia, sconcerto, sorpresa”. Ed è probabile che sarà accolta con meraviglia e sorpresa l’iniziativa che si svolgerà il 28 e il 29 maggio in piazza Damiano Sauli, organizzata dalla Treccani, con il patrocinio del Comune di Roma e la collaborazione tra gli altri del Municipio VIII e dell’Università Roma tre. Una iniziativa il cui titolo è proprio “Stupore, le parole valgono”. È il festival della lingua italiana della Treccani, ma ci sarà molto altro.
A Garbatella, quel titolo – le parole valgono – evocano un’altra frase iconica del cinema di Nanni Moretti: “le parole sono importanti”. E a 30 anni dalla prima di Caro Diario, verrà proiettato in piazza Sauli il film di Nanni Moretti che immortalò la Garbatella. Ma non c’è solo questo, nei due giorni si alterneranno molte iniziative interessanti: sabato mattino i saluti e l’apertura dell’evento con lo storico Massimo Bray e il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri, si prosegue con due dibattiti: “Stupore e meraviglia nell’arte povera” e “Bellezza e stupore”.
Nel pomeriggio un dibattito sui 100 anni di Italo Calvino, si parlerà poi di traduzione da Swift a Joyce e la sera, sempre nella piazza, un concerto di sinfonie di Mozart. Il giorno dopo si parlerà dello stupore nel teatro di Shakespeare, e poi dei 100 di Don Lorenzo Milani, il prete della scuola di Barbiana, lo stupore nella musica di Lucio Battisti e poi per finire Caro Diario. In caso di pioggia gli eventi si terranno presso la biblioteca Moby Dick.
Dopo il “Coperta party” e le numerose attività di raccolta di vestiario messe in atto dalla Comunità di Sant’Egidio Garbatella-Eur per riscaldare le gelide notti dei senzatetto durante l’inverno, con l’arrivo della stagione calda ecco il “T-shirt party”, l’aperitivo solidale che si svolgerà giovedì 25 maggio dalle ore 20,00 alle 21,30 presso la chiesa di Sant’Eurosia in via delle Sette Chiese 101. Accompagnati da cibo e musica dal vivo, sarà possibile donare magliette, slip, calze o fare un’offerta in denaro per acquistare articoli di biancheria intima e capi estivi che, durante il servizio docce, i volontari della comunità forniranno ai clochard.
Le dichiarazioni di Paolo Severi
“L’esigenza di realizzare questa iniziativa nasce dal servizio docce che mettiamo a disposizione dei senza fissa dimora, in cui offriamo biancheria intima nuova e pulita a tutti coloro che vengono a lavarsi”. Spiega Paolo Severi, coordinatore dei volontari della Comunità Sant’Egidio di quartiere. “Invitiamo infatti i cittadini a portare in primis calze, slip, canottiere e reggiseni, ma saranno graditi capi di ogni genere, l’importante è che siano nuovi e adatti a questa stagione. Per altri tipi di vestiario – specifica – come le giacche invernali, è possibile invece rivolgersi alla Città Ecosolidale di Sant’Egidio, il nostro punto di raccolta permanente che si trova in via del Porto Fluviale 2, aperto durante tutto l’anno il mercoledì e il sabato mattina dalle 9,00 alle 13,00”.
“Il “T-shirt party” – prosegue Severi – è quindi più circoscritto al servizio docce ma si occupa anche di sostenere l’altra attività che svolgiamo con i senzatetto, ossia la “Casa di accoglienza dei senza fissa dimora” in via Bompiani, autofinanziata dalla Comunità di Sant’Egidio, dove stanno già vivendo quattro persone che prima si trovavano in strada. Purtroppo – aggiunge – da dopo la pandemia è diventato molto costoso fare lo smistamento e in particolare la sanificazione dei capi. Prima del lockdown erano presenti sul territorio diversi punti di raccolta, oggi siamo rimasti in pochi e la richiesta di vestiti è aumentata a dismisura. Per questo – conclude Severi – il contributo di ognuno di noi è fondamentale”.
Il Centro culturale L’Approdo a via Magnaghi accoglie dal 26 al 28 maggio 2023 le novità librarie destinate a bambini e bambine e a ragazzi e ragazze provenienti dalla Fiera di Bologna. L’evento, organizzato dall’Associazione Donne di Carta, è in collaborazione con alcune case editrici che hanno accolto con entusiasmo e spirito solidale l’appello loro lanciato. Si tratta di Edizioni Corsare, Il Barbagianni, Telos Edizioni, Orecchio acerbo, Sinnos, Uovonero, All Around Edizioni, Atmosphere e Anicia Edizioni.
L’importanza dei libri per ragazzi
“Per la fascia d’età 4/13 anni, leggere è ancora un’attività di scoperta e di meraviglia – dichiara Sandra Pranzo Giuliani – un mezzo per stimolare immaginazione e acquisire conoscenza e anche uno strumento potente di socialità. Rinforzare queste basi accompagnando il lavoro prezioso che si fa a scuola e nelle famiglie è il compito delicato di questa piccola Fiera organizzata nel nostro Centro Culturale Approdo, proprio nel cuore della Garbatella storica.” La Giuliani sottolinea anche il grande impegno di volontariato su cui il Centro Culturale si basa e che coinvolge in primis l’associazione Donne di Carta e Scuolaliberatutti , oltre alle altre associazioni che cogestiscono lo spazio sociale.
Il taglio del nastro
Durante la manifestazione si alterneranno diversi autori e autrici che presenteranno libri e leggeranno brani per i piccoli ospiti: Barbara Iannini, Simonetta Lambertini, Roberta Leporati, Nonno Ube.
L’evento è patrocinato dal Municipio VIII : il taglio del nastro alle ore 09:30 del 26 maggio è affidato al Presidente Amedeo Ciaccheri, alle assessore Maya Vetri e Francesca Vetrugno. Saranno presenti gli alunni delle classi 2F-2G della scuola primaria Alonzi (IC Piazza Sauli).
Il programma
Un programma denso di proposte, con “letture animate” a cura di Telos Edizioni e “letture magiche” a cura di Donne di Carta. Ma anche tanti laboratori: quelli di musica, o “l’indovinello della tigre”, o “animali bellissimi” per i bambini e bambine della scuola primaria.
Inoltre, il 28 alle 10:30 una Tavola rotonda su un tema importante ovvero: “La Letteratura per ragazzi riesce ancora a competere con il digitale? E per quali fasce di età si può parlare ancora di lettura?”.
Al dibattito, con Silvia Bazzocchi dell’Associazione Donne di Carta che farà da moderatrice, parteciperanno Amalia Maria Amendola (CEPELL), Lucia Antonelli (AIB LAZIO), Maurizio Caminito (FORUM DEL LIBRO), Rosaria Carbone (ASSOCIAZIONE CITTADINI DEL MONDO) e Ottavia Murru (NATI PER LEGGERE).
Per info e prenotazioni ai laboratori: progettoapprodo@gmail.com
Svelata la sorpresa
Ed è stata anche svelata la sorpresa annunciata nel programma: si tratta del libro per ragazzi sulla vita di Gino Strada, Diario di un sogno possibile, presentato da Emergency domenica 28 maggio alle 15:30.
E ad allietare le serate ci saranno anche eventi musicali per giovani e adulti.
Si inizia il 26 maggio alle ore 19:00 con il Duo acustico Moonlit Floor.
C’è una parola greca che riassume il concetto dell’ospitalità e dei rapporti tra ospite e ospitante che nell’antica civiltà ellenica costituiva un aspetto sacro di grande rilievo. Questa parola è xenìa ed è stata scelta come nome del procedimento giudiziario che vede tra gli imputati Domenico (Mimmo) Lucano.
Davanti ad una numerosa platea, al centro sociale La Strada, è stato presentato il libro Processo alla solidarietà. La Giustizia e il caso Riace, di Castelvecchi Editore a cura di Giovanna Procacci, Domenico Rizzuti, Fulvio Vassallo Paleologo. Un evento che ha lo scopo anche di raccogliere fondi per sostenere il Villaggio Globale di Riace; un esperimento che ha ripopolato il borgo, con l’affidamento delle case abbandonate dagli italiani migrati in Argentina, a nuove persone provenienti da altre nazioni, affiancati a processi di integrazione e servizi specifici. Un modello di paese che ha suscitato anche la curiosità di molti artisti come Vinicio Capossela o Wim Wenders che hanno fatto di Riace il set di videoclip, film e cortometraggi.
Un testo nato dopo il recente ricorso in appello conseguente alla sentenza del tribunale di Locri a 13 anni e 2 mesi di reclusione, comminata in primo grado a Mimmo Lucano, per dimostrare che quello all’ex sindaco di Riace è un processo politico mirato ad affondare un modello di accoglienza funzionante e replicabile.
A gennaio 2019 il presidente municipale Amedeo Ciacchericoncesse provocatoriamente la cittadinanza onoraria dell’Ottavo Municipio a Mimmo Lucano, un gesto che provocò l’ira dell’allora sindaca di Roma Virginia Raggi. Oggi Ciaccheri, in apertura della presentazione, rilancia la sua proposta convinto che con la nuova Giunta Comunale possa realmente far ottenere un riconoscimento a Lucano e a tutta Riace.
Ha fatto seguito l’intervento di Domenico Rizzuti, uno degli autori del libro, che ha riepilogato le accuse che sono state inflitte all’ex sindaco, spiegando l’insensatezza e la carenza di prove che esse si trascinano. Un altro argomento trattato durante la presentazione è quello dell’aspetto semantico legato al concetto di accoglienza, esposto da Lucrezia Fortuna. Il libro pone l’accento sull’importanza del linguaggio, partendo proprio da xenìa, ossia la legge dell’ospite che oggi invece è utilizzata per criminalizzare e per condannare questa ospitalità.
Anche il recente decreto Cutro, varato dal governo Meloni, è un paradosso: la spiaggia che è stata teatro di una strage con oltre cento morti, oggi porta il nome di una legge che attacca i diritti delle persone migranti e porta avanti politiche discriminatorie e securitarie in cui le vittime diventano colpevoli.
La storia delle vicende che hanno coinvolto Riace in questi ultimi anni, sono state raccontate anche nel podcast “Rifarei tutto” della giornalista de Il Sole 24 Ore, Donata Marrazzo, che per l’occasione ha fatto ascoltare ai presenti alcuni spezzoni del suo lavoro.
In chiusura è intervenuto Mimmo Lucano, che ha raccontato parte dei suoi quattordici anni da sindaco, in cui il paesino di Riace è rinato. Quello che era un posto ormai abbandonato, durante i suoi tre mandati, ha visto riaprire molte delle case vuote del centro storico, la scuola, l’ambulatorio medico, il forno e la mensa sociale.
Ha avviato progetti di integrazione, dal frantoio alla fattoria didattica, dalle botteghe e lo sviluppo di una moneta complementare, fino al turismo solidale un modello di crescita sostenibile del terzo settore con un impatto ambientale pari allo zero, oltre all’allontanamento delle organizzazioni della ‘ndrangheta che nella Locride sono ben radicate.
Lucano ha raccontato di come lo Ionio, da quando l’uomo ha imparato a navigare, è terra di sbarchi, di migrazioni e di contaminazioni, e di come lui fin da giovane per senso di umanità si è ritrovato a soccorrere persone in mare. Infine, ha ribadito la sua innocenza di fronte a delle accuse enormi, nate in un contesto politico in cui l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini cercava consensi in vista delle elezioni e di come la sua storia ha suscitato scalpore in tutti i media del mondo e dal Papa che lo ha ringraziato più volte per il lavoro svolto.
Nell’ottobre 2017 Domenico Lucano, da sempre incensurato, è iscritto tra gli indagati dalla Procura di Locri in merito alla gestione del sistema dell’accoglienza dei migranti: i reati contestati sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, concussione e abuso d’ufficio.
Dopo un periodo di arresti domiciliari e del divieto di dimora a Riace, il 30 settembre 2021 il Tribunale di Locri lo condanna in primo grado alla pena di 13 anni e 2 mesi di reclusione per i reati di truffa, peculato, falso e abuso d’ufficio, appesantiti dall’aver “costituito un’associazione per delinquere che aveva lo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti contro la Pubblica Amministrazione“.
Le motivazioni della sentenza, uscite poco dopo recitano “Lucano, da dominus indiscusso del sodalizio, ha strumentalizzato il sistema dell’accoglienza a beneficio della sua immagine politica” ma anche lo descrivono come un “encomiabile tentativo di integrazione dei nuovi arrivati“.
Il 28 giugno 2023, Mimmo Lucano affronterà il secondo grado del processo nato per affossare il modello Riace. Lui si ritiene innocente e ripete coraggioso le parole “Rifarei tutto!”
Arriva la quarta edizione aggiornata e corretta di “Garbatella tra storia e leggenda”, il libro guida di Gianni Rivolta, uscito per la prima volta nel 2010, che ripercorre le strade del vecchio quartiere popolare. Questa volta un nuovo itinerario letterario-cinematografico, accompagna il lettore attraverso le strade, le piazzette e i giardini fioriti che hanno ispirato intellettuali e scrittori e sono state l’ambientazione privilegiata di molti film e fiction
televisive di successo nel corso del novecento fino ad oggi.
L’appuntamento per la presentazione del libro è martedì 16 maggio alle ore 18:00 presso la biblioteca del centro culturale Moby Dick, in via Edgardo Ferrati 3a. Saranno presenti e dialogheranno con l’autore Lucia Di Cicco, Livia Omiccioli e Francesco Lizzani. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con le associazioni Altre Vie e Cara Garbatella.
La dichiarazione di Gianni Rivolta
“Ringrazio Claudio Bocci e Livia Omiccioli dell’associazione Altre Vie che hanno voluto questa iniziativa a Moby Dick”, afferma Gianni Rivolta, giornalista e scrittore.
“Sarà l’occasione – spiega l’autore – per presentare questa edizione aggiornata del mio libro, uscito per la prima volta nel 2010, con un nuovo itinerario letterario-cinematografico.
“Un ringraziamento particolare va a Giancarlo Proietti, direttore editoriale di Cara Garbatella, che ha curato le immagini di tutto il libro e la ricerca fotografica del percorso.”
Obiettivo Italia – I set della FIAF nei luoghi pubblici
In tutta Italia invece i set fotografici saranno allestiti il 6 e 7 maggio. Saranno 200 set fotografici per un affresco corale ampio della popolazione nazionale mediante migliaia di ritratti fotografici.
“In tre quarti di secolo dal 1948 anno della sua Fondazione la FIAF ha fatto la storia della fotografia amatoriale italiana mostrandosi sempre pronta a monitorare e a interpretare i vari processi culturali attraversati nelle diverse fasi storiche” spiega uno degli organizzatori. “Il censimento fotografico ha infatti una notevole rilevanza anche per discipline quale l’antropologia culturale e sociale, la sociologia, la demografia, la statistica”.
Gli standard degli scatti
Nei vari set allestiti nelle piazze e nei luoghi pubblici della penisola ogni individuo sarà fotografato secondo uno schema iterato con metodo e rigore, senza sfondi e distrazioni visive. A Moby Dick i fotografi stanno già lavorando con chi si presenta per essere fotografato.
Il mosaico finale
L’ampio corpus di immagini formeranno un mosaico finale che fornirà un ritratto dell’odierna società italiana e della sua composizione con preziosi risvolti culturali sociali e di costume. Grazie a queste foto, fra venti – trenta- cinquanta anni diremo ecco come erano gli italiani degli anni venti del XXI secolo.
Come partecipare
Per partecipare basta recarsi a Moby Dick oggi o domani , rilasciare la liberatoria e compilare un questionario molto semplice e assolutamente anonimo, con indicazione di età, titolo di studio, professione , comune di residenza e composizione familiare. L’ultima domanda che sarà rivolta è la più interessante: “Nell’ultimo mese quanto spesso ti sei sentito felice ?”
Al via da giovedì 4 maggio, alle ore 18:00 negli storici locali della ex sezione del PSI, ora sede del Circolo dei Socialisti – Forum Terzo Millenium, di via Edgardo Ferrati 12, alla Garbatella, un ciclo di incontri in cui il pensiero liberalsocialista sarà declinato nella vita di tutti i giorni. Gli incontri, organizzati da Azione – Lista Calenda Sindaco, verteranno su diversi temi, in particolare sui diritti civili e sui diritti sociali. Sanità, istruzione, diritti delle persone e delle famiglie: insieme al lavoro, sono attualmente le priorità di ogni cittadino.
Il programma della prima serata
Nella prima serata, dopo una breve parentesi sulla storia del pensiero socialista liberale, saranno la sanità, la scuola pubblica e i diritti della persona, delle famiglie e delle donne a concentrare l’attenzione dei relatori che, in un dialogo intergenerazionale, analizzeranno quanto l’approccio socialista liberale sia fondamentale per proteggere conquiste già realizzate e proiettare gli sforzi verso nuove frontiere ancora tutte da conquistare.
La storica sede dei socialisti di Garbatella
Simonetta Novi: “Lavorare a nuove riforme per un Paese più giusto e più libero”
“Il punto di vista di persone con esperienza e persone più giovani è fondamentale per alimentare il confronto”, così Simonetta Novi, consigliere Lista Civica Calenda Sindaco di VIII Municipio, tra gli organizzatori della serata.
“In un momento storico così delicato, con la sanità pubblica in grave difficoltà, una scuola pubblica di qualità che si sta frantumando e la precarietà del lavoro che coinvolge il 22% complessivo della forza lavoro italiana, è quanto mai urgente lavorare per arrivare quanto prima ad un nuovo 1978”. “Proprio nell’anno terribile del terrorismo, il 1978, la politica italiana riuscì a portare a casa 3 riforme fondamentali, che portarono uguaglianza e libertà al nostro Paese: la legge 180/1978, cosiddetta Legge Basaglia, che decretò la chiusura dei manicomi; la legge 194/1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza e la legge 833/1978 che istituì il Servizio Sanitario Nazionale. Tre spinte dal basso che furono raccolte dal Parlamento Italiano e trasformate in strumenti normativi”.“Aprire il dibattito, a distanza di quasi 50 anni, sulle ferite di oggi, che rendono il Paese meno giusto e meno libero, vuol dire ascoltare e lavorare per nuove riforme”. “Un ringraziamento particolare al Circolo dei Socialisti di Garbatella che ha deciso di ospitare il dibattito – conclude Novi – un luogo storico dove tante battaglie sono iniziate”.
“Libera… mente”: questo il titolo dell’iniziativa che si svolgerà in via Giuseppe Candeo 18 alla Circonvallazione Ostiense dal 5 al 7 maggio, uno spazio dedicato all’arte e all’architettura.
Il programma ha inizio venerdì 5 maggio alle ore 17 con l’inaugurazione di una mostra permanente fino al 12. Il 6 e il 7 maggio alle ore 17, invece, sono rispettivamente in programma due discussioni: la prima su arte e mente, la seconda su arte e architettura, con gli interventi di ospiti eminenti nel campo filosofico e artistico.
L’evento, curato dall’architetto Amelia Mutti, ha lo scopo di promuovere uno spazio multidisciplinare in via Candeo 18, con la speranza che diventi un punto di riferimento per il quartiere.
Ritmo e Poesia, o meglio, Rythm And Poetry vale a dire il significato misconosciuto dell’acronimo Rap. Due linguaggi simili che s’intrecciano e che per la prima volta si specchiano nel libro Rime Amore Poesia, presentato alla biblioteca Moby Dick alla Garbatella, alla presenza dei due autori il rapper Amir Issaa e la cantautrice Giulia Ananìa.
Un’inedita operazione di traduzione in versi poetici delle tipiche barre hip hop cui ha dato vita il dialogo tra i due autori.
Il libro edito da Bizzarro Books e Red Star Press, è un autentico canto di riscatto che, rima dopo rima, s’impone sulla carta con la forza di cicatrici aperte su una realtà ostile e su una scommessa decisiva. Quella di essere sé stessi malgrado tutto.
Servizio video a cura di Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA
È festa d’aprile! Per ricordare l’insurrezione vittoriosa delle formazioni partigiane e la definitiva Liberazione d’Italia dal nazifascismo, migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione per il 78° anniversario del 25 aprile 1945.
La giornata è iniziata con un omaggio istituzionale al mausoleo delle Fosse Ardeatine ed è proseguita a largo Bompiani dove è partito il corteo che ha visto l’ANPI sfilare in prima fila.
Il corteo ha attraversato i quartieri di Tor Marancia, Garbatella e Ostiense, fino a giungere a Porta San Paolo, tra i tanti partecipanti anche il segretario generale della CGIL Maurizio Landini.
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