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Due storie di ordinaria… sanità

Due storie simili, apparentemente a lieto fine ma che avrebbero potuto avere epiloghi tragici. Due vicende che riguardano la sanità del territorio e che hanno visto protagonisti due cittadini dell’VIII municipio, Stefano e Maria.

La speranza di essere visitato

Venerdì 3 febbraio intorno alle 17:00 Stefano, 53 anni, della Garbatella, si reca al pronto soccorso del CTO in preda a dei dolori tremendi alla gamba sinistra. Viene ricevuto da una guardia giurata alla quale dice che forse ha una flebite con una trombosi in corso. La guardia giurata lo fa accedere (dopo pochi minuti) ad un colloquio con un medico di guardia, il quale spiega che l’ospedale della Garbatella si occupa sì di arti, ma di fratture, quindi non di questo tipo di patologie. Non è disponibile quindi un angiologo, cioè un medico specialistico che si occupa di problemi legati ai vasi sanguini.
L’unica alternativa è quella di recarsi al pronto soccorso del San Camillo oppure a quello del Sant’Eugenio, all’EUR.
Giunto al nosocomio dell’EUR, Stefano trova una sola persona all’accettazione che deve far fronte a chi si reca al pronto soccorso per farsi visitare, ai familiari e ai parenti che chiedono notizie di un congiunto ricoverato. Questa persona è anche deputata ad assegnare i codici del triage.
Nella sala d’aspetto tra una ventina di astanti regna rassegnazione e incredulità.
Stefano fa presente il suo problema ed è invitato a sedersi. Pochi minuti dopo un infermiere gli fa presente che l’attesa per essere visitato supererà le 5 ore, a meno che non ci siano ulteriori emergenze in corso. Quindi in preda ai dolori decide di andarsene e di cercare un ambulatorio privato dove effettuare eventualmente un eco-doppler e farsi visitare da qualcuno. La vicenda si risolverà lunedì mattina, quando in un altro ospedale della città gli sarà diagnosticata una trombosi venosa profonda che avrebbe potuto portare, in caso di ulteriori ritardi, a conseguenze gravi, se non letali.

Le vicissitudini della signora Maria

La signora Maria (nome di fantasia) 84 anni, abita all’Ostiense. Come ci ha raccontato il figlio, lunedì 6 febbraio poco prima delle 19:00 cade nel cortile del condominio dove risiede. Una caduta apparentemente banale e a prima vista senza conseguenze. Spaventata, la signora viene accompagnata da alcuni vicini di casa nel proprio appartamento. Subito dopo Maria contatta il figlio perché ha un forte dolore alla spalla. Quest’ultimo la raggiunge e preoccupato decide di trasportarla al CTO. Purtroppo erano passate le 20:00, orario di chiusura del pronto soccorso degli arti. A questo punto si precipita al Sant’Eugenio. All’accettazione un infermiere fa presente il gran numero di pazienti ancora da trattare e chiede se non può portarla in un altro ospedale. Sbalordito, il figlio chiede in quale ospedale della città. “Al Campus!”, si sente rispondere. “Guardi, io non so nemmeno dove sia. Inoltre mia mamma non si può muovere e sente anche molto dolore”.
Le viene assegnato un braccialetto arancione e fatta attendere nella sala d’aspetto. Alle 22:00 il primo ingresso al pronto soccorso, ma il figlio deve restare fuori. Alle 3:00 del mattino finalmente arriva un primo responso. Frattura dell’omero. Ma alle 8:30 è prevista una TAC perché forse c’è il rischio di un’operazione. A quel punto il figlio chiede di poterla portare a casa, per rifocillarla e accudirla, in modo da ripresentarsi l’indomani alle 8:00.
“Meglio – si sente rispondere – così si libera un posto, ma domani vada direttamente in sala gessi senza passare al pronto soccorso”.

Il ritorno all’ospedale

La mattina poco dopo le 8:00 in sala gessi viene loro comunicato che invece devono rifare tutta la trafila al pronto soccorso.
Maria entra alle 10.00. Nel frattempo il figlio, in attesa, è preoccupato per le condizioni della mamma, non sa se le danno da bere, se la cambiano e la aiutano ad andare in bagno. Alcuni anziani, per pudore, non chiedono né alzano la voce quando sono in difficoltà e privi di riferimenti familiari.
Dopo oltre sette ore  la TAC è fatta. La signora è dimessa poco prima delle 18:00 martedì 7 febbraio con un tutore e con una prognosi di un mese.

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Calcio Terza Categoria: si chiude il girone d’andata. Tor Marancia, Garbatella e San Paolo voglia di vincere

Dopo quattordici incontri arriva al giro di boa il campionato di calcio a 11 di Terza Categoria. Garbatella 1920, Real San Paolo e Virtus Tormarancio sono le squadre dell’Ottavo Municipio impegnate nel torneo, tutte e tre sfidanti nel girone C.

Virtus Tormarancio

La classifica, con al comando  l’Atletico Tor Cervara con 35  punti, vede in quarta posizione la Virtus Tormarancio, con 22 punti e con il terzo miglior attacco del  girone, grazie soprattutto ai goal di Federico Provenzani e Mattia Casciana. Quest’ultimo si è reso protagonista nel derby contro il Garbatella realizzando una tripletta che ha fissato il risultato per 1-5 in favore degli sciangaini.

L’obiettivo della società è quello della  promozione in Seconda Categoria”, ci racconta il vicepresidente Roberto Falasca, “la squadra è compatta, solida e nello spogliatoio si respira un buon clima, tutto merito dell’allenatore Mario Bolletti, che sta facendo crescere i tanti giovani e divertire il pubblico” conclude Falasca “la squadra va sostenuta con il tifo, ci piacerebbe vedere gli spalti pieni ad ogni partita, soprattutto adesso che puntiamo al  salto di categoria ”.

Garbatella 1920

Samuel Sonnino

Al dodicesimo posto, con 9 punti, c’è la squadra del Garbatella 1920 che dopo un ottimo avvio di campionato, sta dimostrando un po’ di difficoltà in queste ultime partite, soprattutto in fase offensiva. La squadra paga un po’ d’inesperienza, essendo la prima volta che s’iscrive al campionato di Terza Categoria e qualche defezione tra i giocatori, dovuta anche alla giovane età.

L’allenatore Giorgio Taddei e tutta la  società stanno dimostrando però la sussistenza di basi solide per costruire un buon avvenire; lo spirito agonistico e i valori sportivi trasmessi in campo e fuori lasciano ben sperare per il futuro della squadra. Mentre con la Virtus Tormarancio ha subito una sconfitta per 1-5, la partita disputata contro il Real San Paolo è finita in parità 2-2, con marcatori Simone Ciaffi e il capitano Samuel Sonnino.

Real San Paolo

Nicolas Venti

Al dodicesimo posto con 9 punti c’è anche il Real San Paolo; i giallo neri stanno disputando una buona stagione scalando lentamente le posizioni in classifica. Reduci da una bella vittoria in casa per 4-1 contro Villa Gordiani, la squadra di mister Giuseppe De Rossi sta esprimendo un bel gioco in fase di finalizzazione, soprattutto grazie ai goal di Nicolas Venti, attualmente capocannoniere del girone con 14 reti realizzate.  L’attaccante è supportato dall’instancabile Giuliano Bianchi, che insieme al  capitano Fabrizio Perosini stanno trascinando la squadra, dimostrando un esempio di grande attaccamento alla maglia, per tutti i giovanissimi, che si stanno integrando e misurando per il primo anno in questa categoria. Anche il nuovo portiere Daniele Fiori sta dando sicurezza alla difesa e dimostrando abili capacità di tecnica con i piedi e nelle uscite fuori dai pali.

L’incontro contro la squadra di Garbatella è  finito in parità 2-2, mentre il derby contro Tor Marancia è terminato con una sconfitta per 4-1.

I prossimi incontri

Salvo imprevisti, il San Paolo affronterà in casa il 4 aprile la Garbatella e il Tor Marancia il 7 maggio, mentre la partita di ritorno tra Garbatella e Tor Marancia è prevista nell’ultima di campionato il 28 maggio 2023.

Le partite tra le mura amiche della Virtus Tormarancio e del Real San Paolo si disputano all’impianto sportivo Guglielmo Fiorini (via Costantino 5), mentre il Garbatella 1920 è di casa al Centro Polisportivo Ostiense (Lungotevere Dante 3).

Stagione 2022/2023 dopo il girone di andata
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In libreria arriva Come eravamo. Garbatella 1835 – 1960: foto e racconti per ricostruire una storia corale

Di Iacopo Smeriglio

Ci vuole dedizione per raccogliere i fili sparpagliati di una storia lunga e corale come quella di un quartiere. Come eravamo. Garbatella 1835 – 1960 è un libro che prova a fare esattamente questo: grazie alle parole e alle foto, attraverso un lavoro di cucitura e ricostruzione storica e familiare, il giornalista e fotografo Antonio Tiso ha curato un lavoro che restituisce uno sguardo attento e particolare sulla storia della Garbatella.

La collana Come eravamo è un esperimento ideato dall’editore Typimedia e già sviluppato per altri quartieri storici e popolari di Roma, da Montesacro a San Lorenzo, passando per Monteverde, Trastevere.Oggi raggiunge il nostro.

Chi è l’autore?

Antonio Tiso è nato a Verona. Forse proprio nella sua estraneità al territorio è la forza del libro di cui è stato curatore: si è messo in ascolto ed ha cercato di scavare oltre la narrazione superficiale, incontrando gli abitanti del quartiere, cercando foto e storie nei cassetti delle vecchie case popolari.

Il libro ha l’ambizione di comporre un’immagine eterogenea e complessa delle vicende che dal 1835 hanno imperversato in questa lingua di terra, che segue la strada delle Sette Chiese e discende fino alla Basilica di San Paolo fuori le mura, prima della nascita del quartiere e fino al boom economico del secondo dopoguerra.

Il 1835, infatti, come dice e riporta Tiso, è l’anno a cui risale la prima attestazione storicamente attendibile dell’esistenza di una via Garbatella da queste parti della città.

Le foto di famiglia e i racconti degli abitanti

La particolarità del libro sta nell’aver dato spazio e voce a racconti ed esperienze di vita e di famiglia di molte persone, attraverso contributi scritti e fotografici, anche riportati in prima persona, inseriti in un racconto profondamente corale. La forza rappresentativa di opere che hanno l’ambizione di raccogliere, con mano esterna, i fili di una comunità, risiede tutta nella delicatezza con cui questo quadro è stato composto. Ora bisognerà vedere come reagirà la comunità viva che custodisce queste storie.

La presentazione il 24 febbraio a Millepiani Coworking

Anche se si trova nelle librerie e nelle edicole già da qualche tempo, l’opera, acquistabile in realtà anche online, sarà presentata per la prima volta alla Garbatella venerdì 24 febbraio al Coworking Millepiani, in Via Nicolò Odero 13, con la presenza del curatore del lavoro, Antonio Tiso, e con gli interventi di vari abitanti del quartiere che hanno contribuito alla sua realizzazione.

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“Ve l’avevo detto io” spettacolo in romanesco alla Casa di Riposo delle Suore in via delle Sette Chiese

Doveva andare in scena a marzo del 2020, in occasione dei 100 anni della Garbatella, ma per le note vicende pandemiche, lo spettacolo “Ve l’avevo detto io” è stato più volte posticipato e ora finalmente andrà in scena domenica 12 febbraio alle ore 16:30 al teatro dell’Istituto delle Suore di Gesù Eucaristico, a via delle Sette Chiese, 91. 

La trama

La storia si svolge in un ipotetico mercato di Garbatella, con tanto di allestimento di bancarelle: quella del pane, della frutta, del pesce e la merceria. I commercianti dialogano tra loro in dialetto romanesco, ed è a loro che si rivolgono tre signore ”chic” provenienti da piazza Bologna, attirate dalla fama che ha raggiunto nel tempo la direttrice della Casa di Riposo, Suor Cecilia.

      

Infine, sotto al palco, una “senza tetto” e una barista ascoltano con gli altri protagonisti,  la storia dell’Istituto e dell’Ordine di Suore di cui proprio quest’anno ricorre il centenario della fondazione, storia raccontata da una signora che presta volontariato in Istituto. Ma la parte più divertente è riservata alle scaramucce amorose tra i pesciaroli e la fruttarola, e al racconto di un po’ di storia della Garbatella.

Il cast degli attori e la regista

Gli attori sono dilettanti, figlie e figli delle ospiti della casa di riposo, così come l’autrice e regista Maria Cristina Fattori e tutto lo staff dell’organizzazione. Sul palco sono presenti anche due ospiti permanenti, tutti trasformati in attori e attrici dalla pazienza di Maria Cristina e dal supporto di Suor Cecilia, che non ha mai voluto accantonare il progetto, nonostante le tante difficoltà.

La musica

Il racconto è accompagnato dalla musica e dai canti di canzoni orecchiabili e divertenti  scritte da Renato Di Benedetto, musicista e instancabile animatore dell’Istituto.

La prima canzone si intitola proprio “Er mercato” e consente a ciascuno dei commercianti di presentarsi. L’ultima è “Ve l’avevo detto io”, cantata dalla clochard con il coro di tutti gli attori, che termina così:

“A Garbatella sempre/si avvera il tuo sogno……../qui te poi fermà/ar centro sei der mondo”

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A Garbatella la chiusura della campagna elettorale per Alessio D’Amato

Si scaldano i motori in vista della chiusura della campagna elettorale per le regionali del Lazio. I tre candidati che si giocano la poltrona di Presidente il 12 e il 13 febbraio e cioè Francesco Rocca per il centrodestra, Alessio D’Amato centrosinistra e Donatella Bianchi del Movimento 5 Stelle fanno scelte diverse. L’ex assessore alla Sanità, forse consigliato dal coordinatore del comitato elettorale e vicesegretario regionale dei Dem Enzo Foschi, si gioca le ultime carte nella roccaforte della sinistra alla Garbatella.

Tutti i big, infatti, in rappresentanza delle liste che sostengono D’Amato, come il presidente uscente Nicola Zingaretti, il segretario Pd del Lazio  Bruno Astorre, Carlo Calenda per Azione, Angelo Bonelli e Massimiliano Smeriglio per l’Alleanza Verdi Sinistra, si sono dati appuntamento venerdi 10 febbraio alle ore 17,00 a piazza Damiano Sauli, nel cuore del quartiere Ater. “E’ una piazza che contiene 2-3 mila persone- dicono gli organizzatori- e siamo sicuri che la riempiremo”.

Movimento 5 Stelle e Centrodestra

Diversa la scelta dei 5 Stelle che preferiscono chiudere la campagna elettorale per Donatella Bianchi in periferia e precisamente al Cinema Aquila al Pigneto. La coalizione di centrodestra per Francesco Rocca, invece, si dà appuntamento nel più centrale Auditorium della Conciliazione, dove saranno presenti nientedimeno che Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

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Intitolato a Francesco Valdiserri il campo di calcio della Polisportiva Castello

Di Anna Bredice

Tanti ragazzi con la maglia di colore azzurro della Polisportiva Castello accovacciati e raccolti intorno a Paola, Luca e Daria, i genitori e la sorella di Francesco Valdiserri.

A lui, da ora in poi, sarà intitolato l’impianto sportivo sulla Cristoforo Colombo, lui che è stato travolto e ucciso il 20 ottobre scorso, mentre camminava sul marciapiede a due passi dai quei campi di calcio.

Fu investito da una ragazza alla guida di una macchina che andava a forte velocità sulla grande arteria stradale, dove purtroppo ad ogni incrocio si contano le croci e i fiori che ricordano le vittime della strada. Dal giorno della morte di Francesco, i genitori e la sorella Daria hanno vissuto il loro dolore pensando anche a cosa fare per evitare altre tragedie, iniziando una battaglia per l’educazione e la sicurezza stradale.

La cerimonia alla presenza del Sindaco Gualtieri

Per questo alla cerimonia davanti alla Polisportiva, dove ora si leggerà il nome di Francesco, c’era anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e Ferdinando Bonessio, presidente della commissione Sport dell’Assemblea dell’Aula Giulio Cesare, c’erano tanti amministratori capitolini e locali, ma anche tante persone che lo conoscevano: Francesco, infatti, frequentava  assiduamente i nostri quartieri, aveva studiato al liceo Socrate della Garbatella.

Il sindaco di Roma ha dichiarato di sentire la responsabilità di dover fare il massimo possibile per contrastare lo stillicidio di morti. Ha annunciato che verranno realizzati centinaia di attraversamenti luminosi, oltre che organizzare come in altre città d’Europa zone dove la velocità non potrà superare i 30 kilometri orari. Intervenire per rendere sicure le strade è una necessità visto che dall’inizio dell’anno si contano già 17 morti sulle strade della Capitale.

Le parole dei genitori di Francesco

Toccanti le parole dei genitori di Francesco, morto a pochi metri dallo striscione che da ora in poi riporta il suo nome. “Questo dovrebbe essere un posto orribile – ha detto il padre Luca Valdiserri, giornalista del Corriere della Sera come la madre Paola – un luogo che si dovrebbe evitare facendo giri immensi per non passarci, eppure, qualche giorno dopo il funerale – racconta ancora il padre – mi è arrivato un messaggio dalla Polisportiva che voleva intitolare l’impianto a Francesco, sono venuto a conoscerli, in quel momento c’erano dei ragazzi che giocavano e ho capito che c’era ancora tanto da fare”.

Quel riferimento alle voci dei ragazzi, al gioco, allo sport lo ha fatto anche la madre di Francesco, Paola Di Caro, emozionata nel ricordo di Francesco: “penso che in questo momento sia contento di noi qui”.

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“Mancano le strisce pedonali” su via di Grottaperfetta all’ingresso del Parco di Tor Marancia

Di Anna Di Cesar

L’interrogazione di Matteo Bruno

Ritorna a farsi sentire in consiglio municipale dell’VIII il consigliere Matteo Bruno. Nei giorni scorsi, infatti, l’esponente locale dei 5 Stelle ha presentato due interrogazioni all’assessore all’Ambiente circa la mancanza di segnaletica all’altezza dell’ingresso Afa3 del Parco di Tormarancia e l’irrigazione dell’area.“In questi mesi stiamo assistendo a un grande pericolo per pedoni e automobilisti nell’attraversamento di via di Grotta Perfetta e via Vittore Carpaccio per accedere al Parco” dichiara il Consigliere. “Inoltre” prosegue,“non è stato previsto un sistema idrico di irrigazione dei nuovi alberi.”

 

Il Parco di Tor Marancia

Con un’estensione di 200 ettari e una grande varietà di flora e fauna, il parco di Tor Marancia rappresenta uno dei polmoni verdi più preziosi di Roma Sud. Tanto più prezioso perché inserito in un quartiere popoloso e urbanizzato come l’Ardeatino.

Due anni fa il Comitato di Quartiere di Grotta Perfetta ha intrapreso un progetto di riqualificazione dell’area verde, che prevedeva la piantumazione di nuovi alberi nella zona dell’ingresso Afa2 ( Via Londra), una delle sei sezioni in cui è stata ripartita la superficie del parco.

 

La risposta di Centorrino

L’assessore alle politiche ambientali Michele Centorrino assicura che l’irrigazione è presente in tutta l’area, in modalità differente a seconda delle zone, e con sistemi di distribuzione e bidoni per la raccolta e il riutilizzo dell’acqua delle fontane. E che il problema dell’assenza di segnaletica è stato preso in seria considerazione.

 

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Amarcord di Lotta Continua al Csoa La Strada

Lotta Continua “Niente da dimenticare” con questo titolo ieri Guido Viale, storico leader del gruppo della sinistra extraparlamentare negli anni Settanta, ha presentato al Centro Sociale la Strada di via Passino, l’ultimo suo lavoro editoriale.Insieme all’autore hanno dialogato lo scrittore Erri De Luca e il famoso fotografo Tano D’Amico, che hanno intrattenuto un folto pubblico composto da vecchi militanti di Lotta Continua e di curiosi.

E’ stato necessario un collegamento streaming con l’altro centro sociale di Casetta Rossa per garantire a tutti la partecipazione all’incontro.

Una storia locale: Piero Bruno

È bene ricordare che l’organizzazione politica Lotta Continua negli anni Settanta era molto attiva nel quartiere Garbatella, dove aveva la sua sede in via Passino, a pochi passi dalla Villetta.I suoi militanti, insieme agli altri gruppi extraparlamentari, promossero, tra le tante iniziative politiche di quegli anni nelle scuole, nelle fabbriche e nei quartieri popolari, le autoriduzioni delle bollette elettriche e telefoniche, i “mercatini rossi” e la lotta al carovita.

Oggi la scuola popolare del CSOA La Strada è intitolata a Piero Bruno, giovane militante dell’organizzazione, abitante della Garbatella e studente dell’Itis Armellini a San Paolo.

Piero fu ucciso, a 18 anni dai carabinieri il 22 novembre 1975, durante una manifestazione per il riconoscimento della Repubblica Popolare dell’Angola.

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“La Resistenza Dimenticata” incontro con gli autori (Sevizio video)

Sei partigiani, tre uomini e tre donne dimenticati dalla storia, ognuno con un vissuto differente ma uniti dalla volontà di lottare per la stessa grande causa: la libertà.

Luciano Lusana, Riziero Fantini, Anna Carrani, Raffaella Chiatti, Salvatore Petronari e Maria Baccante sono i protagonisti de La Resistenza Dimenticata, l’ultimo libro di Carlo Picozza e Gianni Rivolta, edito da Media & Books.

Il libro è stato presentato il 27 gennaio, al Millepiani Coworking alla Garbatella, in occasione della Giornata della Memoria. L’evento, promosso dall’VIII Municipio e dall’associazione Cara Garbatella, è stato introdotto da Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio e da Maya Vetri, assessora alle Politiche Culturali; sono intervenuti, inoltre, gli storici Mauro Canali e Simona Lunadei.

Gli autori, dopo anni di ricerche, approfondimenti e indagini, hanno dedicato un capitolo del volume a ciascuno di questi eroi dimenticati; allo scopo di esplorare a fondo la vicenda personale e politica di ognuno di loro.

Servizio video a cura di: Stefano BAIOCCHI & Giuliano MAROTTA

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Inaugurato il Civico Giusto sul muro della chiesa di San Benedetto all’Ostiense

Di Anna Bredice

“Entra Attilio, abbiamo avuto l’ordine di farvi entrare”: È bastata questa frase pronunciata da Don Giovanni Gregorini per salvare tre famiglie di ebrei scappati dal Portico di Ottavia la mattina del 16 ottobre 1943. Don Gregorini, parroco della chiesa di San Benedetto al Gazometro, aprì le porte e diede rifugio a uomini, donne e bambini ed è per questo che oggi sul muro della chiesa, ricostruita dopo il bombardamento del 1944, è stato inaugurato il Civico Giusto.

Si tratta di una piccola targa di bronzo con impresso un qr code, che se inquadrato con un telefono racconta attraverso un documentario la storia dell’edificio e del Giusto che lo abitò. È il primo, insieme a quello in via de’ Nobili installato sempre questa mattina, ad essere realizzato nei quartieri Ostiense e Garbatella, grazie anche al contributo del Municipio VIII.

Presenti all’inaugurazione, oltre ad alcuni testimoni che conobbero Don Gregorini, anche gli studenti del liceo artistico Rossellini e del liceo Socrate che hanno collaborato al documentario che contiene immagini d’epoca e alcune testimonianze. In questo caso il racconto è quello di Costanza Fatucci: nel 1943 era una bambina e viveva insieme ai genitori e ad altri 5 fratelli in via Portico di Ottavia 13.

Nel palazzo viveva anche la famiglia Di Veroli, padre, madre e cinque figli. Uno zio di Costanza, che conosceva molte parrocchie, riuscì la mattina del 16 ottobre 1943 a far scappare le due famiglie mandandole presso Don Gregorini. Lui accolse tutti, si aggiunse poi un’altra famiglia.

Li nascose in uno spazio sotto la sacrestia e lì rimasero per alcuni mesi fino a quando il bombardamento del marzo 1944 costrinse gli ebrei a scappare. La famiglia Fatucci trovò un altro rifugio, Attilio di Veroli e suo figlio Michele vennero arrestati dai nazifascisti, traditi da un delatore e vennero uccisi alle Fosse Ardeatine. Michele aveva solo 14 anni e fu la vittima più giovane dell’eccidio perpetrato dai nazisti.

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Una statua di Ercole ritrovata nel parco Scott

Di Anna Bredice

Un ritrovamento inaspettato nell’area del Parco Scott. Scavando per un intervento di bonifica del condotto fognario, è stata trovata una statua di marmo a grandezza naturale che, per la presenza della clava e della pelle di leone a copertura del capo, si può identificare con un personaggio vestito da Ercole.

Le fotografie scattate al momento del ritrovamento ritraggono la statua adagiata a terra in buone condizioni e per gli archeologi si tratta di un reperto di un certo rilievo. A dare la notizia è stato il Parco Archeologico dell’Appia Antica, l’area infatti si trova a ridosso dell’antica via romana, a pochi metri dal sepolcro di Priscilla.

Una zona di grande interesse archeologico, ma il ritrovamento è stato inaspettato e una autentica sorpresa per l’archeologa che sta seguendo il cantiere. I lavori a cura del Gruppo Acea sono in corso da tempo perché la conduttura fognaria costruita all’inizio del Novecento è collassata in più parti.

Una funzionaria del Parco Archeologico ha spiegato che la statua potrebbe essere stata collocata in quel punto inavvertitamente durante i lavori di costruzione delle tubature, quindi non si tratterebbe del luogo originario, ma tutto questo sarà oggetto degli studi da parte degli archeologi. Ora il reperto è stato spostato in uno dei depositi del Parco Archeologico dove verrà pulito e si procederà con lo studio più accurato per capire datazione e origine.

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Inaugurata una targa del Civico Giusto a Lotto 27 della Garbatella

Paura nei lotti della Garbatella

“La mattina del 16 ottobre 1943, quello del rastrellamento del ghetto, ci avvisarono che sarebbero arrivati i tedeschi anche alla Garbatella. Avevo appena 9 anni e di corsa andai ad avvisare le  famiglie ebraiche nei lotti vicini: i Pavoncello, i Zarfati e altri.

Cosi riuscimmo a fuggire e a evitare il  campo di sterminio”. Così ricorda Settimio Limentani, 89 anni, insieme alla sorella Allegra, per tutti “Lella” la lavandaia, sulle scale della palazzina C del lotto 27a in via Roberto De Nobili 13, dove nel giorno della Memoria è stata apposta una targa ricordo dall’associazione il Civico Giusto.

Lì abitava la famiglia Limentani, al quarto piano e lì furono nascosti in uno scantinato per tutto il periodo del terrore nazista. I coinquilini sapevano ma nessuno parlò.

La testimonianza di Lella Limentani

“Quando furono emanate le leggi razziali-aggiunge Lella-alla scuola elementare Michele Bianchi di piazza Damiano Sauli, oggi Cesare Battisti, ci relegarono tutti in una sola classe ebraica. C’erano bambini di Prima insieme a quelli di Quinta. E poi, quando suonava la campanella, dovevamo uscire da scuola dalla scala di servizio, quella laterale, per non mischiarci con gli altri bambini”.

Le dichiarazioni di Amedeo Ciaccheri

Alla ricorrenza del Civico Giusto hanno partecipato una classe della scuola elementare Cesare Battisti e i ragazzi del Liceo Socrate. “Con queste iniziative- ha detto il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri- vogliamo far parlare i palazzi, i luoghi che attraversiamo quotidianamente.

Quì la famiglia Limentani fu aiutata, in un abbraccio corale, da tutti gli abitanti del lotto 27 e queste storie devono essere ricordate.”

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Orti urbani Garbatella in festa

Di Elisa Fiorentino

Festa…quando

Dalla caccia al tesoro delle erbe odorose, alla scoperta di quelle spontanee, da una breve storia dell’assegnazione degli orti ad un aperjazz con gli Accordi Storti Urbani. Insomma si inizierà sabato 28 alle ore 10 e si andrà avanti per tutta la mattinata nell’area di via Rosa Raimondi Garibaldi,14.

Con un assaggio di primavera anticipata i soci e i cittadini, dunque con la firma della convenzione con il Comune di Roma, festeggeranno l’affidamento dell’area.

La storia

Il progetto degli orti urbani Garbatella ha inizio 13 anni fa, grazie all’iniziativa del circolo di Legambiente locale, impegnato a realizzare un parco nell’area verde di via Rosa Raimondi Garibaldi, di fianco al palazzo sede della Regione Lazio.

I primi 15 orti furono inaugurati nel 2010. Questa iniziativa non solo ha aiutato a creare socialità tra gli ortisti e le loro famiglie, ma il luogo è diventato un punto di aggregazione per i cittadini, dove si svolgono corsi di formazione  ambientale.

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Un'”Amara” storia di borgata al Teatro Garbatella

La guerra è finita da poco, la voglia di ricominciare c’è, ma la povertà è tanta nella borgata romana dove è ambientato “Amara”. Lo spettacolo di Davide Mastinu che va in scena al Teatro Garbatella, a Piazza Giovanni da Triora, dal 27 al 29 gennaio racconta le storie di personaggi che vivono vicino al fiume Aniene, in baracche di legno e lamiera, alloggi che fanno da cornice alla povertà accanto ai nuovi palazzi in costruzione.

La storia, i personaggi e gli attori

‘’Amara’’ è la storia di Renato e Teresa, di Maria e Rosa, e di un colto forestiero di nome Pier Paolo. Le loro vite si intrecciano fra la violenza di Renato (Stefano Ambrogi) che costringe sua moglie Teresa (Nadia Rinaldi) a prostituirsi, e le speranze di Maria (Martina Zuccarello) una ragazza venuta dal sud a cui i tedeschi per vendetta hanno trucidato i genitori.

Pier Paolo (Michele Capuano), sopravvissuto ad una sterile borghesia a cui sente di non appartenere, incontrerà Maria e deciderà di scrivere in quei luoghi “un libro che passerà alla storia”.

E infine c’è Rosa (Germana Tifani), che da San Lorenzo finisce in borgata, dopo che nel bombardamento del suo quartiere, il 19 Luglio ’43, ha perso tutto. Lei fra tutti è quella che aspira di più al cambiamento, vuole riprendersi la sua dignità ed andarsene a tutti i costi da lì, puntando a vivere nei palazzi di nuova costruzione. Le tre donne sanno intendersi bene, hanno un piano segreto. Ma la storia riserva sorprese che stravolgeranno l’intero mondo dei personaggi.

La nota dell’autore

“Un intreccio di vite, di sogni, di speranze e rassegnazione di donne e uomini che lottano per non affogare nella meschinità del proprio destino. Come in un film di Pasolini.”   Non è un caso che il forestiero si chiami Pier Paolo.

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Casetta Rossa presenta: “Memorie di un’allieva di Federico Caffè”

Di Veronica Gagliano

La neo-scrittrice Floriana Mariani sarà ospite questo mercoledì a Casetta Rossa nel quartiere della Garbatella, in occasione della presentazione del suo primo libro.

Attraverso la narrazione della propria storia personale, sociale e accademica l’autrice ha voluto riportare, lungo le pagine del suo scritto, definito dalla stessa: “un testamento morale”, alcuni spaccati di vita vissuta. “Nonostante lo scetticismo iniziale nello scrivere questo saggio mi sono resa conto che le nuove generazioni devono sapere quello che è successo nel passato per difendere e apprezzare ciò che oggi abbiamo nel presente”, dichiara la signora Mariani.

Un Vademecum dei ricordi che prende forma nella descrizione e nel racconto non solo di eventi ma anche di personaggi che hanno caratterizzato gli anni sessanta. In particolare, l’economista e Professore Federico Caffè, scomparso improvvisamente il 15 aprile del 1987 e di cui non vi è più stata ritrovata traccia. Una personalità di riferimento, “faro”, nella vita della scrittrice e di chi insieme a lei ha vissuto la propria formazione universitaria nel sessantotto, periodo di importanti lotte politiche, economiche e di genere.

L’incontro previsto il 25 gennaio alle 18:00 del pomeriggio, verrà introdotto e presentato da Luigi Di Paola. Seguirà un confronto tra l’autrice, Floriana Mariani e Giovanna Mirella Arciadiacono, Presidentessa dell’Associazione Il Tempo Ritorvato. Il libro è consigliato e destinato a chi è curioso di scoprire e approfondire “i vecchi tempi”, dove tutto era più difficile ma anche possibile. 

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Elezioni regionali del Lazio. In campo Sinistra – Verdi e Azione di Carlo Calenda

Un week end denso di iniziative elettorali quello appena trascorso sul territorio dell’VIII municipio.

Venerdì, nel tardo pomeriggio, i candidati della lista Verdi e Sinistra, Claudio Marotta, Paola Angelucci e Maya Vetri hanno inaugurato il loro comitato elettorale in Villetta, nella roccaforte della Sinistra garbatellana.

Tutti e tre giocavano in casa. Ad attendere i candidati al Consiglio regionale del Lazio, nelle elezioni del 12 e 13 febbraio, tanti cittadini e alcuni amministratori locali. In prima fila il minisindaco Amedeo Ciaccheri e la consigliera comunale di Sinistra civica Michela Cicculli.

Carlo Calenda alla Coop.Garibaldi

Sabato mattina invece sono entrati in campo quelli della Lista Azione-Calenda Sindaco con la presentazione del capolista, under 30, Federico Petitti in tandem con l’attivissima Simonetta Novi, capogruppo nel consiglio municipale.L’incontro si è svolto nel tendone della Cooperativa Garibaldi alla presenza del leader nazionale di Azione Carlo Calenda:  “Oggi i nostri Pronto Soccorso sono al collasso- ha ribadito Calenda- ci vogliono 2 anni per fare una mammografia,8 mesi per una visita oncologica e 13 per effettuare una Tac.

Noi ci vogliamo occupare di questo e dimostrare che non è una cosa impossibile. Per questo candidiamo giovani competenti e sosteniamo Alessio D’Amato, che si è dimostrato molto bravo a gestire la campagna di vaccinazione durante la pandemia”.

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Il rap di Kento al Csoa La Strada

Oggi torna il Rap Italiano di Kento&DjFuzzten al Centro sociale La Strada in Via Francesco Passino 24 alla Garbatella. Sarà l’occasione per presentare il suo nuovo singolo “Non siete fascisti ma”, insieme ad altri artisti, poeti e cantanti.

Le intenzioni dell’artista sono quelle di trasmettere e coinvolgere il pubblico attraverso la sua creatività per far percepire le emozioni più profonde che scaturiscono dal suo percorso personale sempre in conflitto tra luci e ombre.

Storia del cantante

Francesco Kento è un rapper e uno scrittore di origine calabrese. Nel suo carnet ci sono già dieci dischi e più di mille concerti. Inoltre, da una decina di anni, si occupa anche di laboratori di scrittura in carcere, scuole e comunità di recupero.

E’ stato il primo rapper Italiano ad esibirsi sul mainstage di Umbria Jazz, premiato dalla Casa Memoria Impastato a Cinisi in Sicilia, in occasione dell’anniversario dell’assassinio di Peppino.

Nel 2021 esce BARRE – rap, sogni e segreti in carcere minorile, il suo ultimo libro, edito da Minimum Fax.
 Anche se non è nato alla Garbatella si sente molto in sintonia con il quartiere popolare per l’atmosfera che si respira.

Le dichiarazioni


“Negli anni ’90 mi sono innamorato della musica Rap – ha detto Kento- perché si basa molto sui testi, sul ritmo e sulle rime; invece altri generi musicali si focalizzano sulla melodia. Ovviamente il rap negli anni passati era considerato di frattura, di scontro quindi il passaggio del brano stesso risultava ostico per un ascolto radiofonico, invece adesso è diventato mainstream.

L’uscita del nuovo album è previsto in primavera con la bella stagione, ma per le date dovete attendere.”

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“La Resistenza dimenticata”: il libro di Carlo Picozza e Gianni Rivolta

Sei partigiani dimenticati dalla storia, tre uomini e tre donne, ognuno con un vissuto diverso dall’altro ma uniti dalla volontà di lottare per la stessa grande causa, la libertà. Durante quei lunghi dieci mesi di occupazione tedesca a Roma, dall’8 settembre 1943 al 4 giugno del ’44, ebbero un ruolo cruciale nella Resistenza ai nazifascisti, compiendo azioni coraggiose che alcuni di loro pagarono con la vita. Tuttavia, sono caduti nell’oblio, dimenticati dalla storiografia resistenziale, non avendo mai ricevuto il giusto riconoscimento che il Paese gli doveva.

La presentazione al Millepiani Coworking

Sono loro i protagonisti del saggio “La Resistenza dimenticata”, scritto a quattro mani da Carlo Picozza, giornalista della Repubblica e il collega Gianni Rivolta, direttore di Cara Garbatella. Il libro verrà presentato venerdì 27 gennaio, Giorno della Memoria, alle ore 18,00 al Millepiani Coworking, in via Nicola Odero 13. L’evento, promosso dal Municipio VIII e dall’associazione Cara Garbatella, sarà introdotto da Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio e da Maya Vetri, assessora alle Politiche Culturali. Interverranno gli storici Mauro Canali e Simona Lunadei.

Gli autori, dopo anni di ricerche documentarie, hanno dedicato un capitolo a ciascuno degli eroi dimenticati per esplorare a fondo la vicenda personale e politica di queste figure considerate minori poiché, non appartenendo all’élite della partigianeria, sono rimaste incredibilmente fuori dal pantheon resistenziale. Si tratta di Luciano Lusana, capo del Servizio Informazioni del Partito Comunista clandestino, arrestato nel gennaio del ’44 e morto torturato nel carcere romano di via Tasso covo delle SS, Riziero Fantini, anarchico abruzzese fucilato al Forte Bravetta nel dicembre del ’43, Anna Carrani, operaia trasteverina della Manifattura Tabacchi di piazza Mastai, Raffaella Chiatti, infermiera della Garbatella, Salvatore Petronari detto l’Avvocatino dell’Ostiense per le sue doti nell’esortare gli operai ad opporsi ai nazifascisti e Maria Baccante, la partigiana più ricercata del Pigneto appartenente alla formazione Bandiera Rossa.

(“La Resistenza dimenticata” di C. Picozza e G. Rivolta, edizioni Media&Books)

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Settimana della Memoria: concerto ad Altrevie

Di Anna Di Cesare

Durante la settimana della Memoria, un’iniziativa per non dimenticare. “Un volo leggero… per rispondere con la vita”: questo è il titolo del concerto in programma per domenica 29 gennaio, alle ore 18:00, nel piccolo teatro Altrevie in via Caffaro 10 alla Garbatella.

Evelina Meghnagi e gli altri componenti dell’Ashira Ensemble eseguiranno brani in yiddish, giudeo-spagnolo, arabo ed ebraico per far rivivere la tradizione ebraica di comunità europee poco conosciute e scomparse a seguito dell’olocausto, la pagina più triste della storia.

I suoni verranno accompagnati da brevi traduzioni, un racconto e una poesia. L’iniziativa è promossa da Altrevie, associazione culturale con l’obiettivo di favorire il superamento delle barriere tra popoli attraverso l’avvicinamento ad altre culture.

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I microrganismi conquistano la tavola all’Ex Deposito Atac: l’Università Roma Tre dà il via a Città studio.

Di Iacopo Smeriglio

Approda nel cuore del Municipio VIII nell’ex Deposito Atac San Paolo in via Alessandro Severo 48, oggi sede del Farmer’s Market, “La vita invisibile degli alimenti fermentati”: una mattinata di scienza e cucina. Di questo e di tanto altro parlerà la professoressa Livia Leoni, docente di biotecnologie dei microrganismi all’Università Roma Tre, sabato 14 gennaio alle ore 10:30, affiancata dalle dimostrazioni pratiche dello Chef Fabio Toso, insegnante di Arti Culinarie ed Executive Chef, oltre che Segretario Regionale della Federazione Italiana Cuochi del Lazio.

Con tanti microbi conviviamo da sempre: yogurt, formaggi, birra, vino e perfino il pane dimostrano che da secoli abbiamo addomesticato, anche inconsapevolmente, i batteri, lieviti e microscopiche forme di vita che riempiono la nostra tavola. Insomma, non tutti i microrganismi vengono per nuocere. Anzi, un uso consapevole di specifiche tecniche di conservazione può aiutarci a trarne maggiori benefici.

Questo è il primo di una lunga serie di incontri: Città studio sta solo cominciando 

“Tra le iniziative per festeggiare il trentennale dell’Università degli Studi Roma Tre – dice in una nota il Rettore Massimiliano Fiorucci- abbiamo voluto organizzare delle lezioni aperte alla cittadinanza da parte dei 13 Dipartimenti dell’Ateneo su temi molto diversi: dalla letteratura alla biodiversità, dall’architettura all’economia, dalla linguistica alla parità di genere, dalla filosofia all’educazione, dal cibo all’astronomia”.

Città studio è il nome dell’iniziativa, che porterà il sapere accademico, patrimonio vitale per il futuro, fuori dalle aule universitarie per raggiungere la cittadinanza nelle strade e nei luoghi di aggregazione circostanti.

L’ateneo ha cambiato profondamente il volto dei quartieri intorno all’Ostiense. Basti pensare alle strutture rigenerate ed alle facoltà diffuse tra le principali arterie di San Paolo e di Viale Marconi, fino all’Ex Mattatoio di Testaccio e al Teatro Palladium o all’Hub Culturale Moby Dick alla Garbatella, dimostrando attenzione per il territorio e sensibilità per le necessità dei quartieri di cui diventa giorno dopo giorno cuore pulsante.

“Abbiamo pensato di realizzare questa iniziativa denominata “Città studio” in luoghi della città diversi dalle tradizionali aule universitarie in collaborazione con i Municipi I e VIII- continua il Rettore. Voglio ringraziare i Presidenti dei Municipi, Amedeo Ciaccheri e Lorenza Bonaccorsi che hanno accolto con entusiasmo la proposta e con i quali vi è da sempre un rapporto di proficua collaborazione. La nostra è un’Università globale e locale, diffusa sul territorio cittadino, una Università della città, per la città e che lavora con la città”.

Gli incontri, dunque, sono appena iniziati e proseguiranno anche nelle prossime settimane. Il 21 gennaio, per esempio, sarà la volta di “Cha – La Cina nel Tè: cultura, salute e benessere”, che si svolgerà presso Largo Enea Bortolotti, con la partecipazione della professoressa  Rosa Lombardi, docente di lingua e letteratura cinese dell’Università degli Studi Roma Tre; GeJun esperto degustatore di tè, Alice Viganò maestra di tè Eastern Leaves e Stefania Sobrero medico e presidente Associazione internazionale medicina energetica e quantistica.

Al link Città studio. Le lezioni di Roma Tre per tutti – Università Roma Tre (uniroma3.it) è possibile consultare l’intero calendario di eventi.

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Tenta una rapina al Forno di via Taigi armato di una pinza da elettricista

“E’ una rapina datemi i soldi”. Con queste parole un giovane sui trent’anni ha minacciato i dipendenti dello storico forno Marè di via Anna Maria Taigi alla Garbatella. Ma l’improvvido ladruncolo, armato di una semplice pinza da elettricista, dopo una breve colluttazione con i presenti si è dato alle gambe.

Non ci è voluto molto agli agenti di polizia del commissariato Colombo, grazie alle descrizioni dei dipendenti, ad intercettarlo e arrestarlo. “Abbiamo subìto una rapina ad opera di un tipo simile due mesi fa – ci confidano al forno- ma questa volta gli è andata male”.

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Un piccolo dettaglio potrebbe collegare lo stupro della Garbatella all’accoltellamento dell’ultimo dell’anno alla Stazione Termini

Potrebbero essere dei comuni guanti di lattice a svelare chi è stato l’autore del violento tentativo di stupro avvenuto qualche mese fa in via Valignano alla Garbatella. Quell’uomo, che indossava un giubbetto rosso, infatti, mentre tentava di bloccare la sua vittima avrebbe lasciato un frammento di guanto incastrato nella portiera dell’automobile.

Sarà l’esame del Dna del giovane clochard polacco Chomiak, arrestato a Milano per l’accoltellamento del 31 dicembre di una ragazza israeliana alla stazione Termini, ad avvicinare gli inquirenti alla verità, e se l’autore dei due fatti di cronaca nera, che hanno fatto tanto scalpore nell’opinione pubblica romana in questi ultimi mesi, sia la stessa persona.

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Una corona di fiori in ricordo di Giuseppe Felici, eroe della Resistenza e figlio della Garbatella.

Di Iacopo Smeriglio

È la mattina dell’Epifania e decine di persone si sono raccolte alla Garbatella, in Via Massaia, al numero 65, dove si aprono i Lotti degli impiegati delle Poste. Una corona di fiori rossi apposta all’ingresso del cortile segna il nome di Giuseppe Felici: partigiano e giovanissimo figlio del quartiere che proprio il 6  gennaio 2023 avrebbe compiuto cento anni.

  “I testimoni stanno scomparendo e per questo segniamo i luoghi muti per far inciampare chi vive oggi nelle storie del passato – ha detto il Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri. I luoghi prendono in carico il testimone delle voci dirette. Ma confido nello spirito di libertà, anche inatteso, che fa nascere storie di eroismo come quelle di Giuseppe Felici. Di queste storie nel nostro quartiere o a Leonessa, nel nostro Paese, ce ne sono tante. Confidiamo in questo spirito di libertà che ci distingue, anche tra i giovanissimi”.

Chi era Giuseppe Felici

Aveva vent’anni quando le truppe naziste marciarono su Roma il 9 settembre 1943. Combatté la Battaglia di Porta San Paolo e si unì alla rete centrale dei GAP romani guidata da Carlo Salinari. Le grandi doti organizzative e militari lo portarono a coordinare la Resistenza in Sabina. Braccato dai fascisti e dai nazisti si spostò a Leonessa e nei monti circostanti, dove operavano alcune tra le più grandi bande partigiane del centro Italia, come la D’Ercole-Stalin. Il padre di Giuseppe, Angelo Felici, venne arrestato e deportato in Germania. Morirà per gli stenti e le sofferenze patite.

Giuseppe Felici proseguì la sua attività di guerriglia tra i monti della Sabina fino alla primavera del 1944, quando cadde prigioniero di una pattuglia tedesca nei pressi di Rieti e poi fucilato il 9 aprile.

“Fioriscono in lui le virtù più nobili del popolo italiano”. Dice la motivazione con cui, nel dopoguerra, venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

La testimonianza del sindaco di Leonessa

Alla commemorazione era presente anche il Sindaco di Leonessa, Gianluca Gizzi, che ha ricordato l’altissimo prezzo di sangue che pagò il piccolo paese nella primavera del 1944. “Cinquantuno furono i civili assassinati per rappresaglia dai nazifascisti in quel periodo, a testimonianza dell’intensa attività partigiana e antifascista che caratterizzò i monti della zona. Un tributo che vale la libertà di tutti noi e che – ha detto il Sindaco- ci impone di difendere i valori di umanità racchiusi nella Carta costituzionale”.

L’assessora alla Memoria del Municipio VIII Maya Vetri ha rinnovato l’impegno delle istituzioni locali nella trasmissione della memoria della Resistenza come esercizio di democrazia.

Questa cerimonia, a cui hanno con passione partecipato l’ANPI e l’ANED, organizzata in collaborazione con Cara Garbatella, è la prima di un percorso lungo che porterà all’apposizione di una targa in memoria di Giuseppe Felici e di due pietre d’inciampo, per lui e per il padre, nel corso del prossimo anno.

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Per ricordare le donne di Garbatella. Domani una passeggiata tra i cortili dei lotti Ater

di Anna Di Cesare

Garbatella al femminile. Domani 30 dicembre, dalle ore 10:00 alle 13:00, si svolgerà una passeggiata tra i cortili e le vie di Garbatella, un’occasione per riscoprire la storia del nostro quartiere.

La partecipazione è gratuita. L’iniziativa, nell’ambito del progetto “Memorie di cortile: le donne di Garbatella si raccontano”, pone in primo piano figure femminili del quartiere, ormai dimenticate. Appuntamento in piazza Benedetto Brin.

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Tante le iniziative natalizie nei mercati rionali della Garbatella. Il 23 ultimo appuntamento.

Natale è alle porte, e il clima festivo già si sente. Decine di attività hanno animato i mercati rionali della Garbatella in via Santa Galla e in via Rosa Guarnieri Carducci. L’iniziativa, con lo scopo di valorizzare la tradizione enogastronomica e folkloristica laziale, si è svolta nei giorni 11, 17 e 18 dicembre, con omaggi musicali, cibo tipico, riffe di Natale e tanto altro. Il programma si concluderà il 23 a due giorni dal giorno più atteso dell’anno.

La banda popolare di musica di Testaccio al Mercato rionale Garbatella

Parlano i commercianti

“È una bella idea – commenta Barbara, un’esercente – la gente viene al mercato e si diverte. “Insomma, un modo per unire l’utile al dilettevole. E non mancano le iniziative per bambini, come le bolle di sapone, gli spettacoli di giocoleria e l’immancabile incontro con Babbo Natale.” La banda della scuola popolare di musica di Testaccio ha eseguito i brani tradizionali Tu scendi dalle stelle, Venite adoremus, Bianco Natale. Avevamo preparato un repertorio più brillante, più caciarone – racconta il direttore del mercato – ma non abbiamo voluto eseguirlo in rispetto alla tragedia avvenuta questa mattina sulla Circonvallazione Ostiense, dove sono morti due diciottenni in un incidente stradale.”

Mercato del Parco, esposizione “Stanotte ho sognato Garbatella” con opere di Chiara Anaclio.

Gli acquerelli sugli scorci caratteristici del quartiere

Al mercato di via Rosa Guarnieri Carducci, attraverso una ricca esposizione di acquerelli sono state rappresentate scene e scorci caratteristici della Garbatella. “L’idea da cui sono partita è quella del sogno – spiega l’autrice Chiara Anaclio – ho scelto di raffigurare i bambini che giocano con le biglie, i panni stesi alle finestre e i pini che sembrano appoggiarsi al cielo, per omaggiare un quartiere estremamente suggestivo. È importante – prosegue – che si riqualifichino i mercati rionali, lasciando anche spazio all’arte.”

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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