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È scaccomania a La Villetta della Garbatella

Serie tv, libri e giochi online, negli ultimi anni gli scacchi sono tornati di moda e hanno reclutato sempre più estimatori, soprattutto tra i più giovani.
La passione per gli scacchi trova sfogo anche alla Garbatella, dove c’è chi tra quelle sessantaquattro caselle bianche e nere impara a muovere i pezzi e nuove strategie. Nello spazio esterno de la Villetta, infatti, tutti i martedì (dalle 16:45 alle 18:15) l’Asd Quattro Torri tiene un apprezzato corso per bambini/e e ragazzi/e.
Gli istruttori si districano tra i tavoli spiegando i segreti del gioco sia ai principianti che ai più esperti. Alla fine di ogni lezione, a partire dalle ore 19:00 e per poco più di un paio d’ore, la Villetta apre le porte a tutti gli appassionati ed appassionate del gioco di qualsiasi età e Garbatella Scacchi organizza dei tornei che alternano di settimana in settimana varie cadenze di gioco (5′, 10′ o 5’+3″).

Torneo di scacchi a La Villetta

Oltre a divertire, il gioco favorisce le abilità cognitive e agisce come modificatore di alcune aree cerebrali che amplia la capacità di ragionamento, pianificazione e attenzione. Qualità apprezzate dalle scuole che inseriscono sempre di più questa disciplina tra le attività curriculari o tra quelle pomeridiane, riscontrando buone ripercussioni anche sullo sviluppo emotivo, etico e sociale, soprattutto rispetto alle relazioni tra pari.

Accenni di storia sugli scacchi

Quello degli scacchi è un gioco antichissimo, nato presumibilmente in India intorno all’800 d.C. e diffusosi poco tempo dopo nell’Europa meridionale, grazie all’influenza degli arabi.
In Italia, come riportano testimonianze dei secoli precedenti, il primo scacco al re non fu certo quello che Gaetano Bresci nel 1900 rifilò al cuore di Umberto I di Savoia. Ce lo confermano il Codice 38 di Ivrea, il più antico documento europeo scritto nel quale si discorre di scacchi, ed i Pezzi di Venafro, undici tozzi di osso di animale rinvenuti in Molise che erano utilizzati per un gioco da tavola simile agli scacchi risalanti all’alto Medioevo.
Per informazioni e iscrizioni: scacchigarbatella@gmail.com oppure Instagram: @garbatellascacchi

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“Sogno di una notte di fine estate”

Anna Di Cesare

Otto band sul palco e una folla di giovani nell’enorme spiazzo di Propaganda Schuster. Questa è la scena che si è svolta ieri, 29 settembre, quando intorno alle 19:30 dal parco di San Paolo si sono levate le note di un concerto in ricordo di Francesco Valdiserri, il diciottenne morto lo scorso 19 ottobre a seguito di un incidente stradale sulla Cristoforo Colombo, all’altezza di via Giustiniano Imperatore. Francesco stava camminando sul marciapiede quando una macchina, sbandando, lo investì: una vicenda che si è fatta emblema della pericolosità delle nostre strade. Da quel doloroso momento le commemorazioni non si contano, anche grazie all’impegno dei genitori Paola e Luca.

Gli interventi

Durante la serata – che, parafrasando la nota opera di Shakespeare, prende il nome di “Sogno di una notte di fine estate” – sono salite sul palco sette band giovanili locali – Neue Ara, Sutura, Rapacio Band, Cosmonauti Borghesi, Purple Light, Cateepp, 16jpegCBR320 – e non potevano mancare gli Origami Smiles, il gruppo musicale fondato dallo stesso Francesco.

“Voglio ringraziare i ragazzi sul palco” è intervenuta a metà concerto Paola Di Caro, madre di Francesco. “Noi non saremmo qui se loro non ci avessero trasmesso la vita di cui avevamo bisogno.In certi momenti o ti arriva qualcosa che ti fa guardare il futuro o ti fermi.”

“Di serate a Propaganda Schuster ne ho viste tantissime, ma questa è particolarmente emozionante” ha proseguito Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio VIII. “È da tanto tempo che io, Luca e Paola immaginiamo questa serata, con tanto amore e soprattutto so che c’è anche tanto amore vostro” ha continuato, rivolgendosi al giovane pubblico, tra cui molti amici, compagni di scuola e conoscenti del ragazzo.

“Noi questa sera siamo qui per ricordare un ragazzo la cui vita è stata falciata all’improvviso, come farlo?” sono infine le parole di Miguel Gotor, assessore alla cultura del Comune di Roma. “Il modo migliore è attraverso la sua passione, che è stata e sempre sarà la musica. Paola e Luca” ha concluso, “stanno cercando di trasformare un dolore indicibile attraverso il loro impegno quotidiano e attraverso la musica, che secondo me è la cosa umana che più unisce il finito all’infinito.”

Foto di Paola Borghesi

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Un murales per Rosaria Lopez

“Per non dimenticare”: a 48 anni da quel tragico fatto passato alla cronaca nera come il “massacro del Circeo” il 29 settembre alle ore 17,00 sarà presentato alla cittadinanza un murales dedicato a Rosaria Lopez, nel parco a lei dedicato alla Montagnola, dove verrà piantumato anche un albero di melograno donato dal Municipio.

L’autore dell’opera è Paolo Colasanti, lo stesso artista che ha realizzato quello intitolato a Donatella Colasanti, che riuscì a scampare a quei giorni di sevizie e torture perpetrati con estrema crudeltà da parte dei tre rampolli della Roma bene, nonché neofascisti: Andrea Ghira, Angelo Izzo e Gianni Guido.

Rosaria Lopez

Il giorno dopo alla stessa ora l’associazione Il Tempo ritrovato e il Comitato delle Fate replicheranno la manifestazione con la lettura delle poesie di Donatella Colasanti al parco situato tra via di Villa di Lucina e viale Giustiniano Imperatore. Parteciperà in rappresentanza del Municipio VIII l’assessora alla Cultura Maya Vetri.

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Cambi di casacca in Municipio: Matteo Bruno e Caterina Benetti passano a Forza Italia

Di Iacopo Smeriglio

Forza Italia fa campagna acquisti tra le fila dell’opposizione nell’aula del Consiglio Municipale di via Benedetto Croce. A cambiare casacca, in questi giorni, sono stati Matteo Bruno, eletto in quota Movimento 5 Stelle, e Caterina Benetti, della Lista Calenda. Nonostante le diverse provenienze, infatti, hanno ufficializzato in una conferenza stampa congiunta il passaggio tra le fila di Forza Italia. A quanto si apprende, sarà poi Caterina Benetti a svolgere il ruolo di capogruppo.

Non cambieranno di molto gli equilibri dell’assemblea municipale, poiché entrambi già sedevano tra gli scranni dell’opposizione. È, tuttavia, un segnale politico importante: la destra si rafforza accaparrandosi due giovani consiglieri e dimostrando di saper ancora avvicinare nuove leve. In questa direzione sono andate le parole di Matteo Bruno, in una nota a margine della conferenza stampa, che ha visto la partecipazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, oggi Segretario Nazionale del partito che un tempo fu di Silvio Berlusconi.

“Forza Italia in questo processo di rinnovamento si conferma una forza attrattiva per giovani e amministratori locali. La nostra stella polare sarà Antonio Tajani, leader serio, preparato, capace e competente.”

Ringraziamenti ai dirigenti di Forza Italia sono arrivati anche da Caterina Benetti, che si è detta felice di collaborare a questa nuova esperienza al fianco, tra gli altri, del Commissario romano e Senatore Maurizio Gasparri.

Tra i ringraziamenti, tuttavia, non poteva mancare una menzione speciale da parte di entrambi nei confronti di Simone Foglio, vecchia conoscenza del Municipio VIII e che, presente alla conferenza stampa al fianco di Tajani, sicuramente ha messo più di uno zampino nella riuscita di questa operazione politica.

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Tor Marancia: inaugurata la biblioteca dedicata a Don Gallo

Suona la campanella! Un nuovo anno scolastico inizia. Tra cartelle, libri e la gioia di rincontrarsi con gli insegnanti e i compagni, all’Istituto Poggiali Spizzichino a Tor Marancia, c’è stata la sorpresa di trovare anche una biblioteca. Infatti, al civico 73 di viale Odescalchi, tra il plesso Raimondi e il liceo Caravaggio, è stata inaugurata la biblioteca Don Andrea Gallo, un nuovo avamposto culturale, nato in uno spazio che fino a qualche mese fa era adibito a magazzino polveroso.

L’inaugurazione si è tenuta giovedì mattina davanti tanti e tante bambine, la dirigenza scolastica ed esponenti istituzionali. è proseguita nel pomeriggio, con il taglio del nastro eseguito da Amedeo Ciaccheri presidente dell’VIII Municipio e dal segretario della Cgil Maurizio Landini, storico amico di Don Andrea Gallo.

Ciaccheri e Landini inaugurano la biblioteca

La Biblioteca

La biblioteca, si presenta con un’ampia sala, al centro tavoli circolari e tante librerie perimetrali. Le pareti, ancora scarne di disegni e arredi, saranno occasione per i ragazzi e le ragazze di poterle decorare con pitture e scritte, magari coadiuvati dalle volontarie della Scuola Popolare Sciangai, anche loro presenti all’inaugurazione, che si adoperano gratuitamente, da circa sette anni, nell’assistenza allo studio e in attività laboratoriali con i tanti minori del quartiere.

Per adesso, lo spazio sarà a disposizione solo per chi frequenta l’Istituto, però il Municipio sta lavorando affinché si possa aprire a tutto il territorio e collegare la struttura al circuito delle Biblioteche di Roma, che nel frattempo sta arricchendo gli scaffali con molti volumi.

I lavori di ristrutturazione nella scuola

Oltre a trovare una biblioteca, chi frequenta l’Istituto Poggiali Spizzichino, quest’anno, troverà anche un ambiente ristrutturato. L’assessora alle politiche scolastiche ed educative Francesca Vetrugno, si è adoperata per far ripulire e verniciare il teatro, la sala mensa, i corridoi e le aule dell’edificio.

L’ufficio del consigliere municipale Roberto Falasca e il Coordinamento Centrale al decoro invece, si sono attivati per imbiancare il muro esterno e sistemare le ringhiere della biblioteca e del liceo Caravaggio. Per andare, poco dopo, a rimuovere una vergognosa svastica che capeggiava sul monumento ai Caduti della Montagnola.

Biblioteca Don Andrea Gallo

Il ricordo di Don Gallo prosegue a La Villetta

La giornata è proseguita a La Villetta a Garbatella. Tante e tanti ospiti si sono avvicendati per ricordare il prete di strada, militante antifascista e libero pensatore Don Andrea Gallo.

L’attrice e scrittrice Francesca Fornario ha aperto il dibattito, spiegando con ironia e rispetto l’importanza della Costituzione Italiana. Gli hanno fatto seguito, Domenico “Megu” Chionetti della comunità San Benedetto al Porto, Caterina Pozzi presidente del Cnca, il presidente nazionale dell’Arci Walter Massa, Emiliano Manfredonia presidente nazionale Acli e l’avvocato Anna Falcone, tutte e tutti hanno raccontato aneddoti sul prete ligure e sull’importanza di “Vivere in sana e robusta Costituzione” citando le sue parole.

Don Gallo si è distinto per essere andato controcorrente rispetto ad alcuni temi che la Chiesa da sempre respinge, come i matrimoni omosessuali, partecipando addirittura al Gay Pride, le posizioni sull’uso dei contraccettivi e sull’aborto. Nel  2001 fu in prima linea negli eventi sanguinosi del G8 di Genova, criticando aspramente l’operato del Governo Berlusconi. Nel 2006, invece, per porre l’attenzione sulla legalizzazione della cannabis, si fece multare per aver fumato uno spinello in pubblico.

Il 7 ottobre lungo “La via maestra”

In chiusura, il segretario della Cigl Maurizio Landini, nel suo intervento a La Villetta, ha ricordato Don Gallo per essere stato vicino ai lavoratori e la sua partecipazione a tante manifestazioni per i diritti degli operai delle  fabbriche.

Infine, invita a seguire “La via maestra” segnata proprio dal prete ligure, e a scendere in piazza a San Giovanni a Roma il 7 ottobre: per il lavoro, contro la precarietà, per la difesa e l’attuazione della Costituzione, contro l’autonomia differenziata e lo stravolgimento della nostra Repubblica parlamentare.

Dibattito a La Villetta
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A ottant’anni dalla battaglia della Montagnola

Di Anna Di Cesare

Montagnola non dimentica: a 80 anni dall’armistizio dell’8 settembre, si sono appena concluse due giornate di commemorazione e iniziative culturali rivolte alla cittadinanza. Rievocazioni storiche, discussioni, laboratori per bambini, passeggiate, visite guidate, una mostra fotografica: un programma molto intenso organizzato dal Municipio VIII in collaborazione con le associazioni culturali del quartiere, al fine di racchiudere in due giorni il patrimonio collettivo accumulatosi in quasi un secolo di storia e di memoria.

Era la notte dell’8 settembre 1943 quando, a termine di una giornata di festeggiamenti per via dell’armistizio appena annunciato, una colonna tedesca tentò di sfondare la linea difensiva della Magliana presidiata da un reggimento di Granatieri. Il generale Gioacchino Solinas ordinò di rispondere all’attacco, dando il via al primo atto di resistenza ufficiale, la prima forte e inequivocabile risposta all’occupazione nazista.

Di questo ha parlato sabato scorso il generale Carassino, presidente dell’Associazione Granatieri di Sardegna, durante la cerimonia commemorativa che si è tenuta in piazza Caduti della Montagnola. “In qualità di presidente dell’associazione nazionale Granatieri di Sardegna” ha esordito il generale, “sono qui in questo luogo ricco di significato per commemorare non solo i caduti civili ma anche i soldati. Davanti al monumento che ricorda i caduti non sono necessari eloquenti discorsi ma occorre meditare e ringraziare tutti coloro che hanno combattuto dando la vita per la liberazione del nostro paese.

La divisione Granatieri di Sardegna all’indomani della caduta del regime fascista e col paese ancora in guerra aveva ricevuto il compito di difendere la citta di Roma. I piani militari prevedevano una linea di difesa a sud contro la minaccia tedesca. A tutti quei soldati rivolgo un sentito grazie.”

Anche i civili impugnarono le armi

La battaglia della Montagnola non vide protagonisti solo i corpi dell’esercito, anche numerosi civili, come ha ricordato Valeria Baglio, presidente dell’assemblea capitolina scesero in capo al loro fianco : “Oggi è una giornata di profonda emozione e rispetto per la nostra storia collettiva.

Tra il 9 e il 10 settembre ‘43 si è svolta la battaglia della Montagnola, una difesa eroica che viene considerata uno dei primi atti di resistenza. Dopo quel fatidico 8 settembre” ha proseguito, “seguirono molte atrocità compiute dai nazisti, di cui la più terribile è forse il rastrellamento del ghetto il 16 ottobre ’43, che non dobbiamo dimenticare”.

La memoria collettiva, infatti, deve servirci da cemento e pilastro. Ricordare il sacrificio di tanti è un modo per nutrire ogni giorno sentimenti di speranza e di orgoglio e per sentire vicini a noi i valori della nostra Costituzione” ha concluso Valeria Baglio, sottolineando l’importanza di trasmetterli anche alle nuove generazioni attraverso le scuole e le associazioni.

La centralità del dialogo con i giovani è stata ribadita dal presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri: “Teniamo a mente quanto l’appuntamento che oggi condividiamo non solo chiami in causa la storia, ma il ruolo determinante che ebbero negli anni successivi i protagonisti che ne hanno conservato la memoria” ha dichiarato il minisindaco. “Noi oggi abbiamo la responsabilità di continuare a tenere viva questo ricordo per altri 80 anni.”

Il ricordo di Don Occelli e del fornaio Quirino Roscioni

Don Occelli, Romolo Dorinzi, Suor Teresina, Domenica Cecchinelli, Quirino Roscioni: questi sono alcuni dei nomi più noti agli abitanti della Montagnola. Persone comuni che hanno dato la propria vita per la lotta antinazista, sia combattendo in prima persona, sia nascondendo e assistendo i feriti e i moribondi. A ricordarli, sabato scorso, una rievocazione storica che si è snodata tra le vie del quartiere, nei luoghi che li hanno visti protagonisti, oltre ai numerosi murales che ormai da anni si affacciano sulle pareti del quartiere.

Di queste numerose e variopinte opere di arte urbana si è parlato domenica 10, durante una visita guidata organizzata dall’associazione Dominio Pubblico, che ormai da sei anni segue da vicino la loro realizzazione. “L’obiettivo di questa iniziativa appena conclusa” spiega Clara Lolletti, membro dell’associazione, “è coinvolgere i giovani facendoli interagire con la storia dei loro quartieri: Montagnola e San Paolo.

Per la realizzazione dei murales ci siamo sempre ispirati alle storie locali, siamo sempre partiti dai sentimenti più vivi e dagli argomenti più sentiti nei luoghi nei quali abbiamo operato.” Essendo Montagnola un quartiere con una forte connotazione politica e una grande sensibilità per il tema della Resistenza, i murales non potevano non toccare i temi della lotta antifascista e della memoria, cercando anche di coinvolgere le scuole.

Nel cortile della  media Poggiali Spizzichino, infatti, numerose opere affrontano il tema della memoria in senso lato, mentre su una parete esterna della sede in via Aristide Leonori, un enorme disegno rappresenta Quirino Roscioni, il fornaio che mise a disposizione il proprio forno per le truppe italiane resistenti, e che perse la vita durante la battaglia della Montagnola.

Raffigurarlo insieme a un cesto di pane è un modo per ricordare insieme il suo lavoro e la sua fede politica.

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In ricordo di Pasquale Zaffina

Pasquale se n’è andato per sempre quest’estate, ad agosto, con la città vuota e l’asfalto bollente. Non stava bene da tempo e un male incurabile lo ha portato via dalla sua famiglia, da Tania sua moglie con cui ha condiviso 50 anni di vita insieme, dai suoi figli Francesco e Carlo e dai suoi quattro amati nipoti.

Pasquale Zaffina, era un apprezzato architetto, ma anche un uomo garbato, con una sua riservatezza e una dolcezza rare. Calabrese di nascita, arrivò a Roma nei primi anni Settanta, per laurearsi e farsi un futuro tra studio e lavoro. Nel 1973 si sposa con Tania, insegnante di scuola media (Via Padre Semeria) e si stabilisce alla Garbatella.

È alla Villetta che Pasquale incontra la politica nel Partito comunista italiano e si fa apprezzare per il suo modo serio e competente di affrontare i problemi, in quegli anni difficili per il Paese tra terrorismo e strategia della tensione. Nei primi anni Ottanta è una figura di rilievo nella sezione comunista della Garbatella, membro del Comitato direttivo e poi consigliere circoscrizionale in Undicesima (oggi VIII Municipio). Seguirà la svolta di Occhetto e la nascita del Pds, ma dopo la drammatica stagione della diaspora a sinistra, lascerà la vita politica attiva per dedicarsi alla professione e impegnandosi nell’Ordine degli architetti.

Nell’ambito della sua attività professionale, si è battuto, tra proposte e progetti, per migliorare la sicurezza negli ambienti di lavoro, nel coordinamento delle squadre di architetti nei luoghi terremotati dove era spesso presente. Si occupò della progettazione di un camper automatizzato per portatori di handicap, nello spirito di aiutare e rispettare le persone in difficoltà, perché questo era uno dei suoi principi.

Tra tanti incarichi, è stato presidente dell’ACT Italia (Associazione Campeggiatori Turistici d’Italia), battendosi per migliorare la sicurezza dei camper. E, con il proprio, ha viaggiato senza sosta, sempre affiancato dalla moglie, curioso del sapere e di conoscere il mondo e i suoi popoli. È stato l’uomo del fare e della solidarietà, basando i rapporti umani sul rispetto, sui principi etici. Sempre sorridente e disponibile, senza mai vantarsi del suo operato. Così vogliamo ripensare a Pasquale, come ce lo ricordiamo in Villetta anche nei momenti cruciali e divisivi di quel grande partito comunista. Ai suoi familiari il nostro abbraccio e le condoglianze della redazione e di tutta l’associazione Cara Garbatella.

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Ricordando Rossana all’Arena Garbatella

Ritornerà sul grande schermo col vestito buono tempestato di rose e la rouche sulla scollatura, al fianco dell’Albertone nazionale tutto in tiro. Ad un anno dalla sua scomparsa, l’attrice Rossana Di Lorenzo, sorella di Maurizio Arena, domenica 3 settembre sarà, infatti, la protagonista della serata in suo onore all’Arena Garbatella in piazza Benedetto Brin.

Un’occasione da non perdere per gli appassionati di cinema e i cittadini dello storico quartiere popolare. Appena sarà calato il sole dietro i Gazometri dell’Ostiense, Rossana, a due passi dalla casa dove trascorse tutta la sua vita, riapparirà con quella faccia da romana verace e la parlata schietta della garbante, come piaceva ad Alberto Sordi e ai registi del calibro di Ettore Scola, Mauro Bolognini, Vittorio Gassman, Luciano Salce, Mario Monicelli.

È stata protagonista o interprete di ruoli minori nelle 19 pellicole che l’hanno resa popolare e nelle quali ha lavorato a fianco di Ugo Tognazzi, Anthony Quinn, Alain Delon, Carlo Verdone e Monica Vitti. Nel 1970 Rossana gira il suo primo film “Il presidente del Borgorosso Football Club” di Luigi Filippo D’Amico, ma a renderla famosa fu, cinque anni dopo, la pellicola “Le coppie e il comune senso del pudore”, dove recitava la parte della moglie di Alberto Sordi, che la lanciò verso il successo vasto di critica e di pubblico. Su quel set lavorò  con Claudia Cardinale, Florinda Bolkan, Philippe Noiret, e Cochi Ponzoni.

A ricordarla domenica sera ci saranno l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio ( in video conferenza), l’assessora alla Cultura Maya Vetri, il regista e sceneggiatore Enrico Vanzina, il nipote dell’attrice Jean Di Lorenzo, Mirella Arcidiacono dell’Associazione il Tempo Ritrovato e Giancarlo Proietti di Cara Garbatella.

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Visionaria Urban Fest è alle porte. Politica, cultura e musica alla Garbatella.

Di Jacopo Smeriglio

Visionaria Urban Fest 2023 è pronta per tornare a dar vita al laboratorio sociale La Villetta in Via degli Armatori 3. Già sabato 2 settembre ci sarà un’anteprima, poi una settimana di eventi che inizieranno lunedì 4, per proseguire fino a sabato 9 settembre.

Impronte è il titolo di questa edizione, la sesta dal 2018, uno spazio pubblico animato dal dibattito a sinistra: un luogo di riflessione culturale, politica e sociale. È il giro di boa che ogni settembre segna l’inizio di un nuovo ciclo di attività per le associazioni del quartiere.

Un appuntamento che, anno dopo anno, si afferma come punto di riferimento per la Garbatella, grazie al programma fitto di incontri, dibattiti, musica e cultura gratuita e fruibile nella splendida cornice che, da sempre, rappresenta il cuore dell’attivazione sociale e politica del quartiere.

Venerdì 8 un’ospite internazionale d’eccezione porterà tutti gli occhi della sinistra cittadina sul palco di Visionaria. A prendere parola sarà Yolanda Diaz, già Ministra del Lavoro e Vicepresidente del Governo Sanchez in Spagna negli ultimi anni. Yolanda Diaz è anche la leader e portavoce di Sumar, la coalizione di sinistra che è stata capace di tessere un nuovo consenso nelle difficili elezioni appena passate contribuendo alla battuta di arresto dell’estrema destra di Vox.

Attesi sul palco, durante il corso della festa, saranno gli attori Massimo Wertmuller e Monica Guerritore, scrittori, cantanti e immancabili ospiti politici come Nicola Fratoianni e Nichi Vendola.

Il B.A.R. di Giuliaparla

Per tutta la durata della festa, al fianco dell’Osteria di Massimone, sarà in funzione il B.A.R., il Bar Autistici Rivoluzionari organizzato dall’associazione Giuliaparla, che permette l’inserimento in un contesto lavorativo di persone autistiche. Un bellissimo progetto, attivo tutto l’anno, che valorizza le attività sociali del luogo. Uno dei dibattiti pomeridiani sarà curato proprio dall’associazione.

Un programma fitto di eventi

Maria Jatosti aprirà le danze sabato 2 settembre con una serata all’insegna della musica e della tradizione di canti di resistenza e di lotta, accompagnata sul palco dallo storico Alessandro Portelli, dalla cantante Sara Modigliani e l’Ensamble Sonate.

In uno speaker corner e due momenti principali, uno pomeridiano ed uno serale, si alterneranno sul palco gli ospiti e gli eventi. Ci sarà anche una performance di stand-up comedy con Giuditta Cambieri nella serata di martedì. Tra i libri che verranno presentati, venerdì pomeriggio sul palco ci sarà Resistere a Mafiopoli di Giovanni Impastato, fratello di Peppino.

Di seguito, un’ampia selezione di eventi che caratterizzeranno le giornate di Visionaria 2023.

Il programma integrale ed aggiornato è invece disponibile sul sito www.visionaria-urban-fest.it e sulle pagine social.

Lunedì 4 settembre

L’inaugurazione della festa, che si aprirà con un brindisi, sarà affidata ad un monologo dell’attore romano Massimo Wertmuller e un dj-set musicale. Lunedì, poi, l’attenzione del dibattito sarà concentrata sulle realtà municipali. Un passo in più per Roma con l’assessore municipale Rino Fabiano, del Municipio II, e le assessore municipali Francesca Vetrugno, del Municipio VIII e Paola Angelucci, del Municipio IX per una discussione intorno all’operato delle amministrazioni di prossimità.

A concludere la giornata, Monica Guerritore e la regista Cristina Ducci, accompagneranno la proiezione dei cortometraggi dell’outsider Garbatella Film Fest, festival di cinema sordo e non convenzionale.

Martedì 5 settembre

A proposito di prossimità, i dibattiti del pomeriggio di martedì saranno incentrati  sull’accesso alla cultura nei quartieri: sul palco si alterneranno libraie come Katia Sardo (ex Odradek) e Barbara Pieralice della Libreria Nuova Europa, Sandro Feltri dell’Editore E/O e Ilaria Milana di Confcommercio Roma, che dialogheranno con Sandro Luparelli, consigliere e membro della commissione cultura del Comune di Roma, e Maya Vetri, assessora alla cultura del Municipio VIII.

Alle 19:00 verrà poi presentato il Polo Sociale e Sportivo del Municipio VIII con il Presidente Amedeo Ciaccheri, Stefano Iozzi e gli allenatori della Team Boxe Roma XI Italo Mattioli e Gigi Ascani.

Il dibattito del tardo pomeriggio, alle 19:15, dal titolo Caput Mundi: prospettive e sguardi per Roma vedrà confrontarsi sul palco Pasquale Tridico, economista ed ex presidente dell’INPS, con vari ospiti, tra cui Don Mattia di Mediterranea Saving Humans, la scrittrice Valentina Farinaccio, l’attrice Simona Senzacqua, il professor Celata della Sapienza, Patrizia Sentinelli e Andrea Catarci, assessore del Comune di Roma.

Alle 21:00 la serata sarà conclusa dalle performance di stand-up comedy di C’è figa e di Giuditta Cambieri.

Mercoledì 6 settembre

Il pomeriggio di mercoledì sarà aperto da un interessante dibattito curato dall’associazione Giuliaparla, con molti ospiti che discuteranno intorno ai temi dell’autismo e degli interventi educativi da mettere in pratica sul territorio. Il titolo della discussione, che inizierà alle 18:00, è Vagabondi efficaci.

Alle 19:00, con la consigliera comunale Michela Cicculli, una discussione affronterà i temi della guerra e della pace tra i popoli, mettendo a confronto esperienze e conflitti differenti.

Dalle 21:30 il concerto dei The Pungitors e un dj-set concluderanno la giornata.

Giovedì 7 settembre

Il principale dibattito pomeridiano sarà concentrato, alle 18:00, sulla ricerca delle parole dell’alternativa, con il contributo di Nichi Vendola, l’attivista Sara Tossini ed il consigliere della Regione Lazio Claudio Marotta.

Alle 19:00, invece, lo sguardo sarà indirizzato alla dimensione internazionale ed europea, nel dibattito Europa anno zero. Gli eurodeputati S&D Massimiliano Smeriglio e Pietro Bartolo, l’eurodeputata verde Ana Maria Miranda Paz e l’eurodeputato di The Left Manu Pineda, si confronteranno guidati da Simona Maggiorelli, direttrice della rivista Left, intorno al clima, la guerra e la giustizia sociale.

La giornata sarà conclusa con la proiezione del documentario (Non vogliamo essere) Ultima Generazione, con la partecipazione di un attivista di Ultima Generazione e del regista Riccardo Pittaluga.

Venerdì 8 settembre

La giornata di venerdì, che inizierà con il dibattito organizzato da Marilena Grassadonia, Coordinatrice Ufficio Diritti LGBT+ di Roma Capitale, proseguirà alle 19:00 con la presentazione del libro di Giovanni Impastato, il fratello di Peppino Impastato, dal titolo Resistere a Mafiopoli.

Alle 20:00 l’evento più atteso. Sul palco di Visionaria 2023 salirà Yolanda Diaz, la leader di Sumar, la coalizione elettorale di sinistra capace di ricucire la storia della tradizione comunista e socialista, democratica spagnola, conseguendo buoni risultati alle urne nelle difficili elezioni appena passate.

In serata, invece, ci sarà l’interessante proiezione del film Erasmus in Gaza che racconta l’esperienza di un giovane studente italiano di Medicina che decide di affrontare l’Erasmus nella Striscia di Gaza, uno dei luoghi più inaccessibili al mondo, scontrandosi con la realtà dell’occupazione militare. Per una discussione sul tema saranno presenti Luisa Morgantini, i registi Chiara Avesani e Matteo Delbò e Maya Issa, portavoce dei giovani palestinesi di Roma. L’evento inizierà alle ore 21:00.

Sabato 9 settembre

La festa si conclude in grande stile con un evento del Circolo Lua di Scrittura e Cultura Autobiografica Clara Sereni alle 18:00, per poi lasciare la scena ad un dialogo a più voci moderato da Anita Pirovano, Presidente del Municipio 9 di Milano, a cui prenderanno parte Amedeo Ciaccheri, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Francesca Ghirra.

La sera alle 21:00 il palco ospiterà la Nuove Risposte Jazz Orchestra diretta da Pasquale Innarella in concerto.

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Per gli anziani pranzo di Ferragosto al Casale di via Pullino

Ferragosto in città – Nella settimana di Ferragosto la città cambia volto, riprende fiato, si svuota e tace. Non tutte le persone però hanno la possibilità di viaggiare. Specialmente per gli anziani questo silenzio può diventare fonte di solitudine e il senso di abbandono può comportare anche rischi per la salute mentale da non sottovalutare.

Per contrastare l’isolamento e affrontare il caldo il Comune di Roma, tramite l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute coi Municipi, ha organizzato il pranzo di Ferragosto, una occasione per passare una giornata in compagnia in luoghi freschi.

Il 15 agosto, infatti, in sedici luoghi diversi della città, nella maggior parte dei casi presso le sedi delle Case sociali degli anziani, 1.500 persone potranno pranzare gratuitamente.

La dichiarazione dell’Assessora Comunale

Abbiamo confermato per il secondo anno il Pranzo di Ferragosto – si legge in un comunicato rilasciato dall’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari – perché vogliamo che l’iniziativa diventi una tradizione importante per Roma. Un appuntamento che diventa un’occasione  non solo per pranzare in compagnia, ma anche per creare le basi per nuove amicizie e per combattere così la solitudine. In molte sedi sono previsti balli, cocomerate e momenti di festa e di socializzazione. Il pranzo diffuso di Ferragosto rappresenta un momento di convivialità importante soprattutto per le persone anziane, fragili o semplicemente con poche relazioni sociali. È un segnale significativo, voluto da questa Amministrazione con la collaborazione dei Municipi, che ringrazio, per ricostruire un lavoro prezioso di comunità e per sostenere e stare vicini ai più deboli“.

Il Pranzo nel Municipio Roma VIII

Nell’Ottavo Municipio, il pranzo si terrà al Centro Anziani Pullino, l’ingresso è in via Giacinto Pullino 95, vicino la metro Garbatella.

L’appuntamento è alle ore 12:45, dopo il pranzo è prevista una cocomerata e dalle ore 16:00 musica dal vivo e ballo fino a sera.

Per prenotazioni e ulteriori informazioni contattare il numero: 3498424058.

Pranzo di Ferragosto in tutti i Municipi
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“Sgarbatellum” al Parco Maurizio Arena

Di Anna Di Cesare

Sta per concludersi la settima edizione di “Sgarbatellum”, la rassegna ideata dal regista Alessandro Piva per promuovere il cinema attraverso una serie di conversazioni con gli “addetti ai lavori”.

Gli incontri si svolgono alle ore 21 dal 28 luglio, e proseguiranno fino a domani nella suggestiva cornice del parco Maurizio Arena, in piazza Benedetto Brin. A seguire, alle ore 21:30, la proiezione di un film.

Il 28 luglio era in programma “Il Pataffio” del regista Francesco Lagi. Ospiti i produttori Marta Donzelli e Gregorio Paonessa. Ieri è stato proiettato “Primo piano”, film ambientato nel 1987 in una Napoli che, nell’anno della vittoria del suo primo scudetto, spera in un definitivo riscatto. Saranno presenti l’attore Antonio De Matteo, il regista Nicola Prosatore e la coautrice e attrice Antonia Truppo. Per concludere, oggi 30 luglio, il documentario “Laggiù qualcuno mi ama” racconterà la vita di Massimo Troisi. Sarà ospite il regista Mario Martone.

“Sgarbatellum” si svolge all’interno della manifestazione “Arena Garbatella”, promossa dall’Assessorato alla Cultura e vincitrice del bando biennale Estate Romana 2023/24. Si tratta di un momento di aggregazione entrato ormai nella memoria collettiva del quartiere, anche perché – come afferma il direttore artistico Alessandro Piva – “gli incontri con chi ha fatto della passione per il cinema il proprio lavoro quotidiano diventano non solo l’occasione per apprendere il linguaggio degli addetti ai lavori, ma anche un mezzo per riappriopriarai del fattore umano del cinema, della sua socialità.”

Arena Garbatella aderisce inoltre all’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura “Cinema Revolution”: costo del biglietto €3,50.

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A San Paolo un murale per il popolo cubano

Di Iacopo Smeriglio

Un nuovo murale colora le strade di San Paolo. Il telo blu è stato sollevato in Via Leonardo Da Vinci, per l’inaugurazione che ha svelato, nel tardo pomeriggio del 26 luglio romano, un grande murale che celebra la solidarietà internazionale e l’amicizia tra il popolo italiano e quello cubano. L’opera, portata a termine con il patrocinio del Municipio VIII, è stata realizzata dall’artista Elsa Valente e dalle sue collaboratrici e promossa dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.

La cerimonia di inaugurazione

Una cerimonia molto partecipata, che ha visto riunirsi diverse decine di persone intorno all’opera: abitanti del territorio, solidali con il popolo cubano e cittadini venuti da tutta Roma. Ad intervenire, l’Ambasciatrice di Cuba in Italia Mirta Granda Averhoff, che in un discorso molto sentito ha ricordato con orgoglio il legame profondo di amicizia e solidarietà che lega il popolo italiano ed il popolo dell’isola caraibica. Impossibile non pensare, infatti, alle decine di medici inviati in Italia nei momenti peggiori della pandemia da Corona Virus. La discussione ha visto partecipare anche il Presidente del consiglio municipale Samuele Marcucci, la rappresentante del Circolo di Roma dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Patrizia Petriaggi ed il Presidente della stessa associazione Marco Papacci.

Il 26 luglio: non una data come le altre

Nelle parole dell’Ambasciatrice, come in quelle degli altri relatori dell’inaugurazione, il riferimento alla scelta della data è stato più volte commosso e pieno d’orgoglio: inaugurare il murale il 26 luglio non è stato un caso. Il 26 luglio 1953 è il giorno in cui il seme della Rivoluciòn  venne piantato, quando un manipolo di ragazzi, guidati da Fidél Castro, assaltarono il cuartel Moncada. Quel primo attacco militare fallì, ma fu il primo passo del lungo cammino che solo pochi anni dopo, nel gennaio del 1959, si concluse con la fuga del dittatore filoamericano Batista e la vittoria dei “barbudos”. Il movimento che fu motore e cuore del processo rivoluzionario prese il nome proprio dall’attacco alla Moncada: M-26-7, Movimiento 26 de Julio.

L’opera di Elsa Valente

L’opera di Elsa Valente rappresenta un muro di mattoni, in cui si apre uno spiraglio nel centro, grazie alla forza della spinta delle persone che sorreggono il globo terrestre che finalmente si ricongiunge con Cuba. Una rappresentazione artistica, colorata e dinamica, che pone l’accento sulla solidarietà internazionale e su una delle più grandi ingiustizie che soffocano quel popolo: il bloqueo, il duro embargo economico che dal 1962, per settanta anni, gli Stati Uniti hanno imposto e continuano ad imporre nei confronti della Repubblica di Cuba. Una misura che più di ogni altra, per colpire un governo, produce consapevolmente effetti diretti ai danni della popolazione civile. Proprio a questo fa riferimento la grande scritta in rosso che in alto a sinistra dice chiaramente NO AL BLOCCO USA CONTRO CUBA.

A distanza di pochi mesi dall’inaugurazione dell’opera, realizzata lungo Via Ostiense, dedicata al popolo palestinese ed alla giornalista Shireen Abu Akleh, la presenza di questo nuovo murale nel territorio del Municipio VIII è la dimostrazione, ancora una volta, di come l’arte possa alimentare e nutrire rapporti di fratellanza e solidarietà tra la città di Roma e i popoli del mondo.

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A Moby Dick uno scaffale per i Rapporti sui diritti umani di Amnesty International

Di Iacopo Smeriglio

Un piccolo mobile nella sala centrale conterrà tutti i Rapporti sui diritti umani prodotti da Amnesty International dal 1978 ad oggi. La biblioteca di Moby Dick arricchisce, così, la sua offerta grazie a questa nuova donazione: le versioni cartacee dei Rapporti sono già disponibili per la consultazione libera durante l’orario di apertura.

La donazione pubblica

La donazione di Amnesty International a Moby Dick è stata presentata questo mercoledì 19 luglio in un breve dialogo tra Valentina Farinaccio, scrittrice e attualmente coordinatrice delle attività culturali della Biblioteca, Stefano Gizzarone, Responsabile di Amnesty International Lazio e Annalisa Zanuttini, attivista di Amnesty International, abitante della Garbatella e volontaria presso l’archivio storico dell’organizzazione non governativa. L’evento sembra aver sancito l’inizio di un ciclo che potrebbe prendere corpo dopo l’estate.

I Rapporti sui diritti umani

Ogni anno gli osservatori di Amnesty International, in tutto il mondo, raccolgono informazioni con l’obiettivo di stabilire le condizioni di rispetto e violazione dei diritti umani negli Stati in cui operano. L’ultimo rapporto è stato elaborato sulla base del lavoro annuale di osservatori in ben 156 paesi. Il parametro utilizzato da Amnesty International per definire il grado di salute dei diritti umani è il diritto internazionale.

Il 10 dicembre 1948, infatti, gli Stati membri delle neonate Nazioni Unite hanno adottato la Dichiarazione universale dei diritti umani: 30 articoli che riconoscono i diritti base tutelati per tutti gli esseri umani. Dove questi diritti vengono violati, specialmente quando a violarli sono gli Stati, Amnesty lavora per fare luce e denunciare le violazioni alla comunità internazionale. Dal 1978 i Rapporti annuali, pubblicati in inglese, spagnolo e francese, vengono tradotti in italiano e, da oggi, le versioni cartacee in traduzione italiana saranno a disposizione del pubblico a Moby Dick.

Un pensiero per Patrick Zaki e l’inizio di un nuovo percorso

Nel corso della presentazione non è stato possibile non dedicare un pensiero a Patrick Zaki, la cui vicenda è stata fortemente seguita da Amnesty International. Proprio in questi giorni gli avvenimenti hanno subito una rapida accelerazione: la notizia della grazia, e quindi della sua liberazione, è un enorme successo e sollievo dopo la condanna a tre anni comminata solo pochi giorni fa. Una dedica commossa è stata, invece, quella per Giulio Regeni, il giovane dottorando assassinato in Egitto nel 2016 ed ancora senza giustizia.

La speranza condivisa dagli organizzatori è che questa donazione sia solo il primo passo di una più solida e proficua collaborazione tra Amnesty International e Moby Dick, che possa aprire, agli studenti e alle studentesse ed agli abitanti della Garbatella in generale, nuove opportunità e spazi di consapevolezza e conoscenza riguardo ciò che succede nel mondo intorno a noi.

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Tentano la spaccata a un Compro Oro in via Caffaro, fallisce la rapina

Un boato nell’oscurità, che ha svegliato gli abitanti di via Caffaro.
Intorno alle 3:40 di martedì 18 luglio, nel cuore di una delle notti più infuocate di sempre, alcuni malviventi hanno tentato una rapina al negozio Compro Oro in corrispondenza del civico 95. Uno sconquasso che ha interrotto il sonno di molti cittadini.
Immediatamente si sono attivati i sistemi di allarme, compreso il fumo antirapina. Nel giro di pochi minuti sono giunti sul posto la polizia e la vigilanza privata. Degli autori, sembra tre, non c’era più traccia.

Secondo quanto raccontato dai commessi del negozio, i ladri hanno dapprima rimosso un’autovettura parcheggiata davanti alla saracinesca. Poi con una seconda macchina, di provenienza furtiva, hanno tentato di infrangere serranda e vetro blindato salendo a tutta velocità a retromarcia.
Gli autori di quella che in gergo è chiamata “spaccata”, da quanto è trapelato, non sono riusciti a portare via nulla.

 

Foto presa dal gruppo Facebook “Sei de Garbatella se”

 

Nel frattempo tra gli abitanti del quartiere sulla pagina Facebook “Sei de Garbatella se” si è scatenato una sorta di dibattito con qualcuno che evidenziava quanto il livello criminale nei quartieri si sia alzato notevolmente, mentre altri facevano notare che episodi di questo tipo sono tutt’altro che infrequenti.
Qualcuno ha anche ricordato un tentativo di sfondamento all’Unicredit di via Padre Semeria, avvenuto qualche anno fa.

Gli inquirenti intanto passeranno al vaglio tutte le immagini delle varie telecamere di videosorveglianza, nel tentativo di trovare elementi utili all’indagine in corso.

 

 

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“San Paolo infiamma”: una conferenza sull’incendio della Basilica

Di Anna Di Cesare

Un evento inaspettato e catastrofico, quello che nel 1823, esattamente due secoli fa, colpì uno dei luoghi più celebri e rappresentativi del nostro quartiere: l’incendio della Basilica di San Paolo. Di questo episodio si è parlato venerdì scorso durante l’incontro pubblico “San Paolo infiamma”, nell’ambito dell’iniziativa “Propaganda Schuster”.

Durante la serata, organizzata dall’Università di Roma Tre in collaborazione con l’abbazia di San Paolo fuori le mura, sono intervenuti i professori Manfredi Merluzzi, Alberto D’Anna, Giovanna Capitelli, Marina Docci, Stefano Cracolici, Elisabetta Pallottino e Richard Wittman, che hanno tenuto un’interessante lezione sulla storia e l’architettura della basilica, corredata da immagini e ricostruzioni.

I saluti di apertura

“In questa iniziativa c’è qualcosa di straordinario” ha esordito il minisindaco Amedeo Ciaccheri durante i saluti di apertura. “Che la rievocazione di un evento così importante per l’identità del quartiere avvenga all’interno di una manifestazione dedicata ai giovani come Propaganda Schuster è molto importante. Centrale è anche la collaborazione dell’Università di Roma Tre e dell’abbazia di San Paolo.”

Quindi ha preso la parola l’abate don Donato Ogliari. “La basilica di San Paolo non è solo un capolavoro artistico ma anche un luogo di fede” – ha ricordato, dopo aver ringraziato l’università di Roma Tre per i contributi di ricerca dedicati alla basilica-. “Questo luogo fin dagli inizi ha attratto fedeli da tutta Europa, attorno alla figura di Paolo, una delle due colonne portanti della Chiesa, contribuendo a rendere Roma una città accogliente e cosmopolita.”

L’incendio della basilica

Era il 15 luglio 1823 quando, a causa della distrazione di due stagnai, le fiamme iniziarono ad avvolgere la meravigliosa struttura della basilica. Una chiesa con una storia di quattordici secoli, sparita nell’arco di una sola notte. Il tetto crollò, le colonne caddero, le porte di bronzo si sciolsero a causa del calore. E dopo quasi cinque ore di incendio, della chiesa paleocristiana, costruita intorno al 390 sotto l’imperatore Teodosio su una struttura di età costantiniana, non rimaneva altro che rovine fumanti. Solo l’abbazia benedettina, tuttora situata accanto alla chiesa, si salvò dalle fiamme.

L’episodio ebbe una grandissima risonanza: la notizia si diffuse in tutta Europa. Tra le tante e varie testimonianze, colpisce quella del poeta Giacomo Leopardi, allora venticinquenne, che in una lettera al cugino Giuseppe Melchiorri definisce l’episodio “una calamità pubblica” e ne risulta molto scosso.

Il popolo non mancò di interpretare la tragedia come una punizione divina, anche perché avvenuta durante una fase di notevole difficoltà per lo Stato della Chiesa, che sotto il pontificato di Pio VII, negli anni a cavallo tra diciottesimo e diciannovesimo secolo, si vedeva minacciato non solo dalle proprie finanze traballanti, ma anche del progressivo irradiamento della filosofia dei Lumi e delle idee rivoluzionarie dalla Francia di Napoleone.

Ma se da una parte ci fu paura e preoccupazione, dall’altra anche attrazione e curiosità. La vista decadente della basilica distrutta, infatti, incantò moltissimi artisti e viaggiatori. “Uno spettacolo bellissimo: vale da solo il viaggio a Roma”: così annota lo scrittore francese Stendhal nelle sue “Passeggiate romane”, opera scritta tra il 1827 e il 1829 in forma di diario durante il soggiorno in Italia dell’autore.

Di fatto, mentre gli operai lavoravano alla ricostruzione, disegnatori e curiosi si introducevano nel cantiere e, qualche volta, lo immortalavano. Questo è il caso dei calcografi Antonio Acquarone e Luigi Rossini, che con le loro acqueforti contribuirono a rendere le rovine di San Paolo uno dei paesaggi romantici per eccellenza, una tappa imprescindibile del Grand Tour.

Insomma, anche a seguito di questo triste episodio, la basilica di San Paolo continuò ad attirare visitatori, oltre che fedeli, provenienti da tutto il mondo, e in questo modo rafforzò la vocazione cosmopolita e il valore universale della Città Eterna.

 

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Garbatella, al via i lavori di riqualificazione di Viale Guglielmo Massaia

Come avevamo preannunciato nella nostra edizione cartacea di giugno, sono partiti i lavori di riqualificazione di viale Guglielmo Massaia.
Gli interventi, per un importo complessivo di circa 720mila euro, riguarderanno il rifacimento della sede stradale e l’istallazione di una nuova segnaletica stradale orizzontale. Saranno realizzate due rotatorie provvedendo contestualmente alla ristrutturazione dei marciapiedi. I circa 700 metri di tracciato cittadino saranno rifatti completamente, si tratta del tratto di strada che unisce Piazza Michele da Carbonara e Piazza Oderico da Pordenone.

Le piazzole per la fermata degli autobus

La novità, oltre all’ampliamento in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, sarà la realizzazione di moli di fermata per i mezzi pubblici. Al tempo stesso saranno piantati degli alberi risistemando quelli presenti.
“Il nostro ufficio – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici dell’VIII Municipio Luca Gasperini – si adopererà affinché i lavori si svolgano nei tempi previsti monitorando al tempo stesso l’andamento del cantiere”.
Sulle reti del primo cantiere aperto sono presenti delle illustrazioni e dei cartelli esplicativi per informare la popolazione quelli che saranno gli esiti finali.
Durante lo svolgimento dei lavori non è prevista la chiusura della strada, probabilmente si opterà per una riduzione della sede stradale. Così come non sono previste deviazioni per le linee bus che vi transitano, vale a dire la 715 e la 716.

L’apertura del primo cantiere in viale Massaia

 

La soddisfazione dei cittadini e del presidente Ciaccheri

Si tratta quindi di una buona notizia per i cittadini della zona che da tempo denunciavano lo stato di ammaloramento del piano viabile e dei marciapiedi. “Speriamo che i lavori non durino a lungo, ma l’importante è che si facciano”, è il pensiero comune degli abitanti. “L’auspicio è che si arrivi a metà settembre con l’arteria regolarmente percorribile”.  “In quel mese, in concomitanza con l’apertura delle scuole, ci sarà un inevitabile aumento del traffico”.
“Viale Massaia è una strada storica di Garbatella –  ha sottolineato il presidente del Municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri – un asse fondamentale di collegamento tra via Cristoforo Colombo e Circonvallazione Ostiense”. “Da tempo le condizioni di questa strada richiedevano una manutenzione straordinaria e questa manutenzione è finalmente iniziata.”
“Rifacimento dei marciapiedi, del sedime stradale, degli invasi, delle alberature, nuove piantumazioni là dove mancavano – conclude il presidente Ciaccheri – ma soprattutto due rotatorie che interromperanno la linearità della circolazione diminuendo quindi la possibilità di una velocità fuori dalla norma”. “Era una strada che richiedeva questo intervento da tempo e che comincia proprio in questi giorni caldi di luglio”. “Continuerà anche nei prossimi mesi toccando sezione per sezione la strada con un intervento complessivo. Un lungo lavoro che finalmente oggi vediamo avviarsi”.

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Enzo Foschi è il nuovo segretario del Pd romano

“Combatteremo col sorriso sulle labbra e la dolcezza nel cuore” con queste parole Enzo Foschi, 57 anni, ha postato sui social la sua elezione a segretario della Federazione romana del Pd. Il tutto è avvenuto il 12 luglio al teatro Golden, dove l’assemblea ha ratificato l’elezione e ha nominato la consigliera capitolina Giulia Tempesta alla Presidenza. Le vice sono la minisindaca del XIII municipio Sabrina Giuseppetti e la consigliera del II Federica Serratore.

Un militante di lungo corso

Enzo Foschi, ex segretario regionale subentra a Andrea Casu che ha governato il partito romano per cinque anni. Il neo segretario ha una lunga militanza alle sue spalle, viene dal Pci, Pds, Ds  e ha contribuito alla fondazione del Partito democratico alla Garbatella. Giovane studente del liceo Socrate, diventa responsabile della Fgci in Villetta, nel 1989 è stato eletto al consiglio circoscrizionale di quello che oggi è l’VIII Municipio, quindi nel 1993 è nell’aula Giulio Cesare in consiglio comunale col sindaco Rutelli e poi con Veltroni. Nel 2005 è eletto consigliere regionale alla Pisana. Nel 2015, per un breve periodo, è il capo della segreteria politica del Sindaco di Roma Ignazio Marino.

Il suo programma

“La fine del congresso non rappresenta la chiusura di un percorso -ha avvertito Foschi -, ma l’inizio di uno nuovo. Un nuovo percorso, un nuovo partito dove tutti possano sentirsi protagonisti. Ho lasciato libera scelta ai circoli di indicare i loro delegati, perché questa è la politica che vorrei portare avanti. Proseguire il coinvolgimento dei territori e dei segretari di circolo, e il 75% degli eletti sono nuovi: questo deve essere lo spirito del Partito. E poi un’altra cosa. Il nostro limite, forse più grande, è stato il venir identificati sempre come il Partito delle magliette. A febbraio, a Roma, oltre 65mila persone hanno votato Schlein per un cambiamento forte, netto. Ci hanno chiesto di fermare le divisioni interne. Ora sta a noi costruire un partito senza magliette, che possa essere veramente la casa di tutte e tutti”.

La linea che sembra delineare il neo segretario è quella di un appoggio incondizionato al Sindaco Gualtieri e quella dell’unità interna, una sorta di “pacificazione” tra le correnti con a capo Claudio Mancini, Dario Franceschini e Nicola Zingaretti, che guidano il partito e il Campidoglio. “Gualtieri è una garanzia: è una persona che sa ascoltare e poi decidere per la scelta migliore” ha aggiunto Foschi.  “Lo dico a tutti gli eletti e le elette: quando leggo un articolo con critiche – ha sottolineato – con l’abitudine di soffiare nelle orecchie dei giornalisti, non è una cosa degna dei consiglieri comunali di Roma. Costruiremo un partito in cui ciascuno possa dire la sua opinione, ma a viso aperto”.

Sulle ferite ancora aperte nel settore della raccolta rifiuti, sui trasporti e la mobilità, il nuovo segretario è lapidario: “Vorrei essere molto netto: Roberto Gualtieri non è solo il sindaco di Roma – ha aggiunto – ma è il nostro sindaco, ce lo dobbiamo sempre ricordare. Abbiamo ereditato una situazione difficile e per questo il partito deve avere le orecchie a terra. Il nostro deve essere un partito che si mette a servizio dell’amministrazione del Campidoglio, parlando con le persone per spiegare che cosa si sta facendo, e capendo gli impatti di quello che si fa sulle persone. Questo aiuta la nostra squadra in Aula Giulio Cesare anche ad apportare delle correzioni sulle scelte che hanno avuto un impatto che non potevamo immaginare”.

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Il Mercato di Via Passino: nuovi fondi ma i tempi sono ancora lunghi per la riapertura

Di Jacopo Smeriglio

Il Mercato storico della Garbatella, in Via Passino 22 non riaprirà a breve: è quanto si apprende dalla lettura del cronoprogramma dei lavori di ristrutturazione che il Comune ha previsto in occasione del Giubileo 2025. La riqualificazione della struttura, infatti, è stata individuata tra gli interventi essenziali previsti dalla pianificazione di gestione delle decine di milioni di euro che modificheranno il volto di Roma nei prossimi anni. I fondi sono stati destinati, ma l’attesa per la riapertura sembra essere più lunga del previsto.

I fondi in arrivo per il Giubileo

Più di mille progetti per un valore complessivo superiore ai tre miliardi di euro. Questo il volume di investimenti che raggiungerà la Città Eterna in occasione della celebrazione dell’anno speciale di grazia per i fedeli cristiani di tutto il mondo. Dalla digitalizzazione al recupero e miglioramento dei siti archeologici del centro, dalle infrastrutture come la Roma Lido alla sostenibilità: i fondi giubilari e il PNRR Caput Mundi sono pronti a cambiare il centro e i quartieri, dando al Comune di Roma un’opportunità di investimento senza precedenti.

Garbatella non fa eccezione e tra le strutture strategiche individuate per fornire servizi ai pellegrini lungo la Via delle Sette Chiese, c’è anche il Mercato coperto di Via Passino.

Il Mercato di Via Passino

Inaugurato nel 1952, il Mercato coperto di Via Passino ha rappresentato per tanti anni un luogo di riferimento per la comunità della Garbatella. Un edificio imponente, nel cuore del distretto di servizi pubblici e spazi di aggregazione che facilmente si riconosce nell’impronta originale del quartiere, intorno a Largo delle Sette Chiese e Piazza Bartolomeo Romano.

Chiuso ad inizio 2000 e poi finalmente restituito alla cittadinanza nel 2013, ha ospitato per qualche anno il Farmer’s Market, il mercato di prodotti a km0 che prima si trovava a Testaccio. Nonostante i tentativi di tenerlo aperto da parte di associazioni del territorio e istituzioni locali, la Giunta Raggi nel 2019 ne aveva disposto la chiusura a causa della scadenza della concessione, con la promessa di riaprirlo nel più breve tempo possibile: i locali, invece sono rimasti vuoti da allora, anche durante i festeggiamenti del centenario della Garbatella, nel 2020.

Nuovi fondi, ma l’attesa è lunga

Nel nuovo DPCM che integra i progetti per il Giubileo di Roma si entra nel dettaglio: per il Mercato di Via Passino è prevista una riqualificazione in vista di una riapertura giornaliera. Sul tavolo ci sono tre milioni e mezzo di euro. L’obiettivo è ammodernare la struttura, recuperarla dallo stato di abbandono in cui versa da quattro anni e renderla fruibile a pellegrini e cittadini della zona. Il programma però dei lavori prevede che il cantiere non finirà prima del 2026. Un progetto, dunque, finanziato in vista del Giubileo, ma che non sarà pronto entro la fine dell’anno di grazia.

Tre anni ancora di attesa ci vorranno per veder tornare sui banchi dello storico mercato i prodotti del territorio e, soprattutto, tra i banchi le persone.

 

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Addio a Maurizio Pucci

Se n’è andato per sempre Maurizio Pucci, coordinatore per i servizi di accoglienza e celebrazioni del Giubileo 2025. Aveva 69 anni e da tempo era sofferente di un male inesorabile. Negli ultimi decenni si era allontanato dal quartiere Garbatella, dalla casa popolare di via Ansaldo davanti al lotto 8, per affrontare nuove sfide che la vita gli aveva messo davanti, ma che affrontò sempre con determinazione e passione. Già alla fine dei turbolenti anni Settanta era stato determinante nei passaggi cruciali della politica locale.

 Presidente dell’XI Circoscrizione e della Asl di zona

Giovane militante del Partito Comunista della Villetta, guidato dal timoniere Orlando Lombardi, ex partigiano, era stato designato come presidente dell’XI Circoscrizione, subentrando al saggio Mario Cima, e poi nei primi anni Ottanta ricoprì l’incarico di presidente della Asl territoriale, che prese in carico dal vecchio ente ospedaliero Eur-Garbatella: il Cto, il Sant’Eugenio e il Grassi di Ostia. Da quelle esperienze amministrative, Maurizio che rimase dopo la svolta della Bolognina nel Pds, Ds e infine Pd, prese il volo per incarichi cittadini.

 Gli incarichi in Campidoglio

Nella Federazione romana più volte fu responsabile politico della Festa dell’Unità e poi fu protagonista insieme al Sindaco Francesco Rutelli e a Goffredo Bettini, presidente della Fondazione Musica per Roma della costruzione dell’Auditorium. Lì si assunse la responsabilità di portare a termine quell’opera, superando ostacoli insormontabili, perché Maurizio era un uomo pratico e instancabile.

Assemblea scioglimento PCI, autunno 1989 in Villetta, Maurizio Pucci vicino ad un giovane Walter Veltroni                                   (Archivio Cara Garbatella)

Lavorò per anni sul cantiere dell’Auditorium a fianco dell’architetto Renzo Piano e del maestro Luciano Berio, fino a che aprirono i cancelli di via Pietro de Coubertin e i cittadini romani ebbero l’opportunità di godere di una struttura culturale di altissimo livello. Poi la carriera di Maurizio Pucci continuò in Campidoglio, uomo di fiducia dei vari Sindaci di centrosinistra che si alternarono nell’aula Giulio Cesare da Veltroni a Ignazio Marino, che lo volle come assessore ai Lavori Pubblici. Negli ultimi anni prima che la malattia lo colpisse Maurizio fu decisivo sui cantieri del Giubileo del 2000 e nell’azienda Ama sul fronte dei rifiuti.

Ma a noi di Cara Garbatella piace ricordare Maurizio con quel suo modo spavaldo e sorridente in Villetta in una foto dietro il tavolone del piano superiore durante gli interminabili dibattiti di un congresso del Pci di Garbatella con Orlando Lombardi e Enrico Berlinguer. Lo terremo sempre nel cuore.

Tutta la redazione si stringe intorno alla sua famiglia e alle  figlie, caro Maurizio la terra ti sia lieve.

I funerali di Maurizio Pucci ci saranno il 4 luglio alle 15.00 a San Salvatore in Lauro. Celebra la messa Monsignor Fisichella.

Dalle 9.00 alle 13.30 la camera ardente in Campidoglio Palazzo Senatorio sala Protomoteca

 

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È’ morta Clara Cini, il sorriso della rivoluzione

Ci ha lasciato per sempre Clara Cini, figlia dell’autore di quel famoso graffito, “Vota Garibaldi lista n.1” che si trova in Via Basilio Brollo. Il padre di Clara, Alfonso Cini, era operaio antifascista, decorato con una medaglia d’oro per aver nascosto per lunghi mesi un partigiano nella casa di famiglia.

Clara nasce alla Garbatella, abita al lotto 27 insieme ad altri nove fratelli, uno dei quali, Oscar ha fatto il segretario della sezione del partito ad Ostiense. I genitori erano tutti e due militanti comunisti.

La madre faceva attività politica alla Villetta, collaborava con il giornale “Noi donne” e con loro ha fatto molte cose nel quartiere. Il papà invece lavorava dalla mattina alla sera, del resto doveva mantenere nove figli. Quando tornava a casa, andava a distribuire i volantini e organizzava il tesseramento.

Per Clara sono stati due genitori speciali.

Clara ci piace ricordarla con l’affettuosa testimonianza dell’eurodeputato Massimiliano Smeriglio

A noi cresciuti tra terra fango e cemento la vita l’hanno salvata degli angeli, quasi sempre donne, quasi sempre mamme. Clara era uno di questi esseri speciali, inviati sul pianeta terra per diffondere gentilezza e sorrisi. Li dove l’esistenza era più dura. Erede di una antica famiglia comunista e antifascista di Garbatella, ha vigilato per tutta la vita, dalla sua finestra di via Brollo, la scritta che, a dispetto del tempo e della storia, continua a resistere e a ricordarci chi siamo, da dove veniamo.

“Vota Garibaldi lista n. 1” fu un’impresa di famiglia, il padre, Alfonso Cini con il pennello, i fratelli di Clara a sostenere la scala. Lei orgogliosa e fedele a una storia di riscatto e liberazione ha passato il testimone a figli e nipoti.  So quanto fosse fiera per quello che sono diventato, e finché ha potuto ha sostenuto tutte le nostre imprese, ogni campagna elettorale. Da bambini ci ha nutriti, accolti, amati.

Figli di tante madri, in un intreccio difficile da spiegare di affetti orizzontali, significativi. È stata L’ultima delle mohicane ad andare, un gruppone di donne con il quale condividevamo il nostro lotto e il destino, noi a suon di pallonate, loro in quel mondo segreto di chiacchiere e solidarietà fatto di sole donne. La sua tenerezza e ingenuità erano disarmanti come l’amore infinito per i figli e i nipoti.

Noi oggi siamo più soli, davanti non c’è più alcuna guida, solo un patrimonio immenso di affettività, ricordi, identità e saggezza popolare. Lo proteggeremo dall’usura del tempo, lo porteremo nel cuore, lo continueremo a testimoniare nelle nostre vite. Siamo figli di un popolo che camminava con la schiena dritta. Come Clara. Proveremo a fare altrettanto. A Massimiliano e Sheila L’abbraccio più grande. Per mio fratello Mario non bastano le parole, io so cosa significa per lui, per questo lo strazio per la perdita è ancora più insopportabile.

Che la terra sia lieve. Buon viaggio Clara.

I funerali si terranno venerdì alle 9,30 a San Filippo Neri

Massimiliano Smeriglio

 

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La Poetanza al parco Commodilla

Di Anna Di Cesare

Lunedì 26 giugno il parco di Commodilla si è animato di musica e poesia. Il gruppo della Poetanza ha dato lettura di alcuni testi di Maurizio Mazzucco, Loretta Liberati, Luciana Raggi, Margherita Parelli, Laura Pezzola, Maria Spinelli. “Il nostro obiettivo è di diffondere la cultura come possiamo” ha detto Antonietta Tiberia, poetessa romana e organizzatrice dell’evento. “Giacché l’iniziativa ha riscontrato un buon successo, la consideriamo un’esperienza da replicare.”

Il gruppo della Poetanza è nato due anni fa durante il lockdown per unire le voci di alcuni poeti, dando vita a un’opera collettiva che ha preso il nome di “Gabbianò”, edito da Progetto Cultura con prefazione di Dante Maffia. Si tratta di un esperimento poetico a distanza: 33 poeti hanno composto un poemetto collettivo scrivendo ognuno delle terzine in rima dantesca sul tema dell’isolamento, in quel particolare periodo di confinamento in casa.

Il risultato ha visto alternarsi rime e versi di poeti diversi, ben amalgamati e senza firma per sottolineare il carattere corale dell’opera. Durante l’incontro al parco Commodilla c’è stato spazio anche per la musica e l’arte: Pietro Bottali è intervenuto suonando l’ocarina e il pittore Vincenzo Patrizi ha esposto i suoi quadri…

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Ciao Gianna, cara amica

un pensiero di Mirella Arcidiacono

Si dice che chi trova un amico trova un tesoro, ma poi quando quell’amica se ne va.

Allora si perde veramente un tesoro.

Gianna non era un tesoro solo per me, è stata un tesoro anche per la storia della Garbatella. Basti leggere uno dei quaderni di Moby Dick, dove racconta la storia del tram che percorreva le strade dello storico quartiere. Gianna prendeva il tram che passava sotto casa sua (dove i suoi genitori erano arrivati nel 1928), a Via Guglielmo Massaia per andare al lavoro dai Serra, in centro a Via del Corso.

Poi alle fermate successive salivano altre amiche che si recavano a lavorare in vari luoghi. Lei ci teneva a precisare che era impiegata in una prestigiosa argenteria. In lei molte di quelle ragazze si sono riconosciute leggendo quel quaderno, (presentato nei vecchi bagni pubblici diventati biblioteca), quando la Garbatella non era come adesso tanto in voga.

Quando nel 2001 le ho proposto di assumere il nickname di Lady Garbatella progettando il libro “Garbatella La storia è donna” affiancando l’attrice garbatellana Rossana di Lorenzo come Sora Garbatella, Gianna mi ha sorriso ed alzato gli occhioni celesti.

Mi ha lasciata la risposta un po’ in sospeso e poi è stata entusiasta ed ha tirato fuori foto della Garbatella in costruzione. Il libro lo abbiamo presentato il 18 febbraio 2002 presso l’oratorio di San Filippo Neri con il presidente dell’XI circoscrizione Massimiliano Smeriglio.

Certo ne sono passati di anni e quella Garbatella indigena piano piano scompare. Infatti, come se lo sentisse, ha voluto collaborare a quel libro sulla Garbatella di come eravamo presentato il 24 febbraio 2023 presso Mille piani, ma noi non eravamo presenti per certi nostri principi di garbatellane doc.

Gianna aveva voluto fornire tante foto di famiglia, che ora diventano altra storia inedita, dove possiamo ammirarla giovane fanciulla con un vestito dell’alta sartoria di Valentino e possiamo ammirare anche i suoi elegantissimi nonni Marco Moriani e Giovanna Muzzetto.

Cosí da quelle foto di famiglia è nato il 14 maggio il progetto Storie di nonne, proprio usando la foto dei nonni di Gianna per fare la locandina con il patrocinio del Municipio VIII, e per il 2 ottobre stavamo organizzando “Nate a Garbatella”.

Ma poi improvvisamente tutto è crollato, inspiegabilmente così all’improvviso, ma la morte fa parte della vita e probabilmente …forse è vero …si viene al mondo per un compito preciso da assolvere su questa terra e poi si passa in un’altra dimensione. Allora ci dobbiamo ritenere anche fortunate per avere avuto dei tesori di amiche. Grazie Gianna ora starà a noi del Comitato delle Fate comprendere i messaggi che ci manderai dal Paradiso, grazie di tutto.

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I redditi quartiere per quartiere del Municipio VIII

Il ministero dell’Economia e delle Finanze pochi giorni fa ha rilasciato le statistiche nazionali riguardanti la dichiarazione 2022 (anno fiscale 2021), da cui emerge un reddito medio a Roma (considerati quelli da lavoro e non da immobili) di 25.990 euro a dichiarante, in cui al primo posto ci sono i residenti del quartiere Parioli con un reddito medio di 72.090 euro.

Le zone più povere, invece, sono risultate quelle oltre il Raccordo Anulare nella parte est di Roma corrispondenti a Tor Vergata, Tor Bella Monaca, Rocca Cencia, Villaggio Prenestino, con un reddito che si aggira intorno ai 18 mila euro a contribuente, mentre a Ostia Antica risalta il dato medio di 16.392 euro e ben il 52,91% dei contribuenti con un reddito annuo inferiore a 10 mila euro, uno squilibrio notevole rispetto ai Parioli.

 

Gli abitanti del Municipio Roma VIII distribuiti in percentuale secondo le fasce dichiarate nel 2022 (redditi 2021)

Nel Municipio Roma VIII c’è sostanzialmente un livello medio/alto generale. Infatti, circa un terzo della popolazione, ha dichiarato un reddito tra i 26 e i 55 mila euro, dove spicca il dato di 39,3% nei quartieri con cap 00142 ovvero Grotta Perfetta, Tintoretto, Baldovinetti, Tre Fontane, Vigna Murata, circa 10 punti percentuali in più rispetto ai contribuenti di San Paolo, Ostiense, Valco San Paolo, Marconi (cap 00146). Quest’ultima zona è anche risultata quella in cui si riscontrano maggiori tassi di povertà, infatti circa il 28% ha dichiarato di aver percepito meno di 10 mila euro annui.

Tra i super ricchi invece, ossia quelli che hanno dichiarato di aver percepito tra i 75 mila e i 120 mila euro, ci sono gli abitanti della zona dell’Appia Antica direzione Ardeatina (cap 00147), che corrispondono al 6,32% dei contribuenti, con una punta del 3% oltre i 120 mila euro. C’era da aspettarselo da chi vive in ville con piscine tra i ruderi romani; gli fa da contrasto la zona della Garbatella (cap 00154) in cui i super ricchi sono l’1,51%, mentre un quarto degli abitanti dichiara meno di 10 mila euro annui.

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Presentato al Bar Paolo di via Fincati il libro Campioni, dedicato alla Roma del 1983

Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancelotti, Falcao, Maldera… Chi non ricorda l’incipit di quella formazione giallorossa che ha fatto sognare i tifosi romanisti facendosi apprezzare anche dai supporters avversari?
Una squadra che giocava un calcio totale, a zona, come si diceva all’epoca. Cinque anni di bel gioco, i cui artefici furono il presidente Dino Viola e l’allenatore svedese Nils Liedholm.
Quella Roma, oltre allo scudetto del 1983, vinse anche tre coppe Italia, di cui due in finale contro il Torino e decise entrambe dai calci di rigore. Ironia della sorte, Ciccio Graziani sbagliò dal dischetto in entrambe le finali. Passato alla Roma, l’attaccante di Subiaco sbagliò anche il calcio di rigore più importante, quello contro il Liverpool nella finale di Coppa dei Campioni il 30 maggio del 1984.
Il 30 maggio è una data particolare perché è anche quella della scomparsa (dieci anni dopo) di Agostino Di Bartolomei. Capitano coraggioso, dotato di un tiro micidiale, Ago era nato e cresciuto a Tor Marancia. Prima di passare nel vivaio giallorosso aveva calcato giovanissimo i campi dell’OMI.

 

Dopo quarant’anni un libro racconta quello scudetto

A quarant’anni di distanza, l’epopea di quella squadra è stata raccontata nel libro “Campioni” uscito recentemente e presentato al Bar Paolo di via Luigi Fincati 15, alla Garbatella.
La Garbatella fu uno dei quartieri di Roma dove si ebbero i festeggiamenti maggiori, tanto che ancora oggi alcuni muri portano i segni e le scritte di quella festa popolare.
Il libro è un lavoro corale, che ha visto la partecipazione di Giorgio Martino, Marco Emberti Gialloreti, Francesco Goccia, Marianna Monello e del bomber Roberto Pruzzo.
Composto da circa 200 pagine, dal costo di € 17.90 ed edito da Il Giornale di Roma, il volume racconta cronologicamente il campionato della Roma nell’anno 1982/1983.
Il 1982 fu un anno fastoso per il calcio italiano, con la squadra azzurra guidata da Enzo Bearzot trionfatrice ai mondiali di Spagna. Oltre ai gol di Pablito, al portiere Zoff con la coppa alzata, all’urlo di Tardelli e all’esultanza di Sandro Pertini, uno dei ricordi indelebili di quel mondiale furono le discese sulla destra e i cross di Bruno Conti. Proprio Conti si rivelò alla fine uno dei migliori giocatori di quel mondiale e lo sarà ancora per diversi nella Roma di Liedholm e poi in quella di Eriksson.
Il libro, oltre a fornirci delle interviste e delle schede dettagliate per ogni giocatore, ci offre le illustrazioni di tutti gol della camminata giallorossa verso lo scudetto. Tra queste la rete di Pruzzo contro il Genoa che l’8 maggio del 1983 sancì la vittoria del tricolore.

Marco Albani, titolare del bar di via Fincati

Le immagini e le fotografie iconiche del trionfo giallorosso

Ma ci sono anche immagini iconiche – molte sono tratte dall’archivio personale di Fabrizio Grassetti, presidente dell’Unione Tifosi Romanisti – come l’esultanza di Falcão nel gol contro il Pisa all’Arena Garibaldi. Fu un’esultanza rabbiosa, perché arrivava al termine di una settimana di polemiche seguite alla sconfitta casalinga contro la Juventus quando proprio il centrocampista di Porto Alegre aveva portato in vantaggio la Roma. Poi Michel Platini e Sergio Brio rovesciarono le sorti della gara regalando i due punti ai bianconeri. Alcuni tifosi ricorderanno che al termine della partita un cane pastore in dotazione alle forze dell’ordine morderà proprio Brio mentre si stava recando negli spogliatoi.
In chiusura il libro ci regala un’interessante intervista a Valerio Bianchini, allenatore del Banco Roma di basket campione proprio nel 1983 (era il 19 aprile). L’anno successivo quella formazione si aggiudicò la Coppa dei Campioni contro il Barcellona e la Coppa Intercontinentale a San Paolo del Brasile.

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Tram-busto letterario, i venerdì d’estate al polo museale dei trasporti

Di Anna Di Cesare

Estate al polo, prende il via la rassegna romana dedicata a musica, letteratura e intrattenimento. Venerdì 23, a partire dalle ore 18,30, al Polo museale dei trasporti (via B. Bossi 7) si svolgerà il primo incontro. Tram-busto letterario: questo il titolo dell’iniziativa, che in parte è un gioco di parole (in riferimento al museo dei locomotori e tram storici, all’interno del quale si svolge) e in parte allude al carattere ludico e aggregativo dell’evento. “Non vogliamo fare delle lezioni, vogliamo divertirci” ci ha raccontato Sandra Pranzo Giuliani, responsabile dell’associazione culturale Donne di Carta. L’associazione è attiva dal 2008 per promuovere la lettura attraverso diversi canali, dall’organizzazione di rassegne alla fondazione di biblioteche, come l’Approdo a Garbatella, specializzata per l’infanzia, e la biblioteca Goliarda Sapienza a Montagnola.

L’ambizione di questa associazione, comunque, è un’altra: nell’ambito del progetto nato in Spagna “Farhenheit 451”, consiste nell’imparare a memoria poesie e brani di prosa, in modo tale da poterli trasmettere ovunque, a chiunque, in nome della loro bellezza, al di là delle condizioni e della disponibilità di mezzi.

L’ incontro di venerdì alle 18,30 vedrà protagonista il critico letterario Dario Pontuale, che racconterà Italo Calvino attraverso la lettura di passi scelti del “Sentiero dei nidi di ragno”, primo successo dell’autore nonché grande romanzo sulla Resistenza italiana. Per completare il quadro, i membri di Donne di Carta reciteranno a memoria brani tratti da altre opere, come le “Lezioni americane”.

Al secondo appuntamento – ore 20,30 – saranno invece ospiti le professoresse Mariella Bazzocchi e Lucia Staccone, esperte di canto orale, che risponderanno alla domanda: “ha ancora senso fare ricerca nel campo della tradizione popolare?” I canti di lavoro e d’amore, tramandati oralmente da generazione in generazione, sembrano appartenere a un mondo lontano; e in che modo e in che misura l’oralità entra ancora a far parte delle nostre vite? “Abbiamo sempre bisogno del contatto della voce umana, anche nel mondo moderno” ha continuato l’organizzatrice, “il successo della radio e dei podcast, per esempio, ne sono una prova.”

Ma la voce è anche lo strumento principale per trasmettere un patrimonio comune, e l’obiettivo di Donne di Carta è proprio quello di indagare tutte le modulazioni possibili – dal canto alla recitazione di racconti e poesia – del rapporto tra voce viva e memoria. “La memoria serve a tramandare, ma la voce è lo strumento con cui la memoria si trasmette” ha concluso l’organizzatrice. Un filo rosso, quello tra voce e memoria, che collegherà tutti gli incontri organizzati da Donne di Carta. Il Polo museale dei trasporti vi aspetta, ogni venerdì, fino al 15 settembre.

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