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Consegnate a Cara Garbatella le chiavi della Memoria

L’affidamento delle simboliche chiavi della Memoria all’associazione Cara Garbatella è il riconoscimento di anni di lavoro e di ricerca con l’obiettivo di tenere viva sul territorio il ricordo di chi ha costruito la democrazia nella nostra città e nel Paese.

La consegna delle chiavi nelle mani del vicepresidente dell’associazione culturale Giancarlo Proietti è avvenuta ieri nell’ambito dei festeggiamenti della festa della Liberazione in piazza Damiano Sauli. Il biglietto che le accompagnava non lasciava dubbi: “A Cara Garbatella che dal 1996 è punto di riferimento per l’informazione e la narrazione delle attività culturali, politiche e sociali del quartiere Garbatella”.

La premiazione è stata condivisa anche con la scrittrice Maria Jatosti e con Stefania Zuccari presidente del comitato “Madri per Roma città aperta” e madre di Renato Biagetti, il giovane ingegnere di 26 anni ucciso a coltellate il 27 agosto 2006 dai fascisti a Focene.

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La Festa della Liberazione per le strade della Garbatella

Di Iacopo Smeriglio

Il corteo dell’ANPI

La Festa della Resistenza, organizzata dal Comune di Roma in questi giorni, sta preparando il terreno: martedì, il 25 aprile passerà per le strade della Garbatella. Il corteo organizzato dall’ANPI, infatti, partirà da Largo Bompiani alle ore 10:00, dopo che le associazioni della Memoria e le istituzioni locali si saranno recate alle Fosse Ardeatine per lasciare un fiore ai caduti.

Da quanto si apprende, in giornata, al Sacrario di via Ardeatina sono attesi anche i membri del Governo, oggi che la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo ha assunto un ruolo di spicco anche nella cronaca politica quotidiana.

Il corteo si muoverà attraversando Via Cristoforo Colombo e scenderà per le strade della Garbatella, raggiungendo come ogni anno Porta San Paolo.

Continua la Festa della Resistenza

Dalla mattina, a Moby Dick in Piazza Bartolomeo Romano saranno organizzati alcuni laboratori dedicati alla trasmissione della Memoria verso le generazioni più giovani.

Nel primo pomeriggio, alle ore 15:00, un incontro vedrà riunite in una tavola rotonda le associazioni della Memoria, dall’ANPI all’ANFIM (Ass. Nazionale Famiglie Italiane Martiri), all’ANED (Ass. Nazionale Ex Deportati) e tante altre.

Al Teatro Palladium si susseguiranno, dalle 15:30, due brevi lezioni sulla storia dei GAP e sulla Resistenza tenute rispettivamente da Santo Peli e Filippo Focardi. All’Archivio Flamigni, invece, sarà presentato il libro Vite partigiane.

A La Villetta con Cara Garbatella

Nel denso programma della Festa della Resistenza un incontro si incrocia con la giornata organizzata, nel frattempo, nella storica Sezione dei comunisti della Garbatella, alla Villetta in Via degli Armatori 3. Tra letture, canti e incursioni teatrali dei laboratori che animano lo spazio ogni giorno, alle 17:30 ci sarà l’incontro, a cura dell’Ass. Cara Garbatella e di Villetta Social Lab, “Resistenza a Garbatella. La settima zona dei Gap”. Parteciperanno Paola Angelucci, Mauro Canali, Carlo Picozza e Gianni Rivolta.

Nel frattempo, per tutta la giornata, come già domenica 23 aprile in Piazza Sauli, saranno esposte le opere raccolte da Join The Resistance e dall’Associazione Artivismo. Una esposizione artistica a cui hanno preso parte decine di artisti, tra cui Laika,  e che, in quella sede, realizzeranno anche un laboratorio ed un live painting.

Il saluto del Sindaco

Per le 18:30, prima della chiusura musicale della Festa della Resistenza, al Teatro Palladium è previsto il saluto istituzionale del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. L’impegno del Comune, in particolare dell’Assessore alla Cultura Miguel Gotor, al fianco del Municipio VIII e delle realità che si trovano sul territorio, è stato decisivo per realizzare una tre giorni densissima di eventi culturali, storici, musicali, artistici, che stanno dando vita al quartiere ed alla città stimolando attenzione e cura verso i temi della Resistenza.

È importante che tale spinta sia stata promossa dal Comune in prima persona: un cambio di passo che speriamo faccia una buona semina.

Programma Festa

 

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Università Roma Tre: Aspettando la festa della Liberazione

Di Anna Di Cesare

Martedì 18 aprile si è svolto l’incontro “Aspettando la festa della Liberazione” all’interno dell’aula magna del rettorato dell’università Roma Tre. L’evento, promosso dall’ateneo per celebrare il trentennale della propria fondazione, ha toccato i temi della Resistenza e della memoria collettiva, sottolineando che la libertà di cui godiamo oggi nasce da quel momento storico, da quelle persone che si sono sacrificate per un mondo “più giusto,più libero e lieto”, per usare le parole di Italo Calvino.

I discorsi di apertura

L’intervento del rettore Massimiliano Fiorucci ha sottolineato che l’esigenza di organizzare un incontro simile nasce dalla completa deferenza che l’università nutre nei confronti del dettato costituzionale, concetto ribadito dal direttore Pasquale Basilicata, il quale ha aggiunto che la Resistenza non è stata un mero fatto militare e civile, ma anche “un’epopea di rinascita culturale, il tentativo di restituire dignità a un paese che aveva rischiato di perderla.

L’eredità della resistenza” ha proseguito il direttore, “consiste nei due valori di libertà e solidarietà.”

Quindi ha preso la parola la Prorettrice vicaria Anna Lisa Tota, facendo notare che parlare del passato non è un’azione superflua, in quanto serve a rivitalizzare la memoria comune.

 L’assessore alla cultura Gotor

Presente l’assessore alla cultura di Roma Miguel Gotor, il quale ha evidenziato l’inutilità delle celebrazioni vuote, “senza ideali da trasmettere. L’eccessiva istituzionalizzazione” ha proseguito l’assessore, “rischia di provocare effetti boomerang di disinteresse e sottovalutazione da parte dei cittadini.”

In questa prospettiva si orienta la decisione dell’assessorato di legare la festa della Liberazione ai luoghi che hanno fatto da sfondo a questa pagina della nostra storia. Proprio alla Garbatella, infatti, in Piazza Bartolomeo Romano e all’interno del Palladium, dal 23 al 25 aprile si svolgeranno delle attività di approfondimento.

Gli interventi

Tre interventi hanno costituito il cuore dell’incontro, intervallati dalle esibizioni del gruppo musicale del liceo “Farnesina”. Il primo, condotto dal professor Lanotte, è stato una rassegna dei canti partigiani (come “Il bersagliere ha cento penne” e “I ribelli della montagna”), fino alle canzoni dedicate alla Resistenza, tra cui “Sei minuti all’alba” di Enzo Iannacci e “Il cuoco di Salò” di Francesco De Gregori.

In seguito ha preso la parola il professor Alessandro Portelli, che ha affrontato il tema dell’eccidio del 24 marzo ’44. “Le fosse ardeatine” ha sostenuto il professore, “sono rimaste così impresse nella memoria collettiva perché sono emblematiche della società italiana. Le vittime rappresentano uno spaccato di Roma, e quindi dell’Italia.

Non c’è quartiere, colore politico, età, condizione sociale che ne resti fuori. Non c’è gruppo umano che sia stato risparmiato.” Infine hanno dialogato il giornalista Ugo Gumpel e il procuratore generale militare Marco De Paolis, che ha scoperto nel 1994 in un locale di palazzo Cesi-Gaddi il cosiddetto “armadio della vergogna”, contenente 695 fascicoli sugli eccidi nazisti in Italia.

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Le cattive delle favole al Palladium

Dalla parte delle cattive. Sottotitolo : Cinque storie necessarie… e una coda.

Questo il titolo dello spettacolo gratuito che si terrà al Teatro Palladium Mercoledì 19 aprile alle ore 20.00.

L’idea

L’idea è nata da un gruppo di cinque attrici – Annalisa Comes, Stefania Aphel Barzini, Cinzia Della Ciana, Barbara Fiorio, Alessandra Vinotto – e sei compositrici – Cinzia Pennesi, Carla Magnan e Carla Rebora,Barbara Rettagliati, Rossella Spinosa, Roberta Vacca.

Ed è quella di confrontarsi con le “cattive” di cinque celebri fiabe: Alice nel paese delle meraviglie/Regina di cuori, Cenerentola/le sorellastre, La Bella addormentata nel bosco/la fata malefica, La Sirenetta/la strega del mare, Biancaneve/la matrigna.

Sul palco

Il compito è affidato alla cantante e attrice Ottavia Fusco Squitieri che sarà sul palco insieme alla pianista Orietta Caianiello.

I promotori

Lo spettacolo si tiene nell’ambito della VII Giornata di studio “Le Musiciste | Antiche origini e Mecenatismo”, promossa dai Dipartimenti di Scienze della Formazione, di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre e dalla Fondazione Teatro Palladium.

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Visite guidate alle catacombe di Commodilla

 

Di Anna Di Cesare

Il 15 aprile, nonostante il maltempo, è stata aperta al pubblico la catacomba di Commodilla, un vero tesoro di arte e storia nel cuore della Garbatella. Situato nell’omonimo parco tra via Giovannipoli e via delle Sette Chiese, il sito si apre tra il quartiere Ostiense e quello Ardeatino, altro snodo importante per le prime comunità cristiane con catacombe meravigliose come quelle di Santa Domitilla e San Callisto.

I lavori di restauro sono stati finanziati dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e si sono protratti dal 2018 al 2022, permettendo l’apertura al pubblico delle gallerie più antiche e della cosiddetta “basilichetta”, area circolare destinata alla celebrazione della messa e realizzata nel VI secolo durante il pontificato di Giovanni I.

Le prossime visite guidate sono in programma per sabato 20 maggio e 17 giugno dalle ore 10:00 alle ore 13:00, con turni della durata di 45 minuti ognuno; costo del biglietto di otto euro e prenotazione obbligatoria presso l’indirizzo email dell’assessorato alla cultura del municipio VIII.

Le tombe dei martiri Felice e Adautto

Un luogo destinato alla sepoltura che si colora di vita: paradossale. Ma è ciò che accade durante la visita dell’antico cimitero, grazie alle spiegazioni della guida. La catacomba prende nome dalla matrona romana Commodilla, probabilmente la ricca possidente che mise a disposizione di una comunità cristiana il terreno su cui sorge l’area cimiteriale.

Nato come cimitero privato nella cavità di un’antica cava di arenaria, il nucleo originario si ampliò fino a ospitare centinaia di sepolture collettive a partire dal IV-V secolo.  e anche tombe note e venerate come quelle dei martiri Felice e Adautto, un giovane dal nome sconosciuto. “Adautto”, infatti, è un soprannome che vuol dire “aggiunto” perché – narra la leggenda – assistendo al martirio del vecchio presbitero Felice, si commosse a tal punto che uscì dalla folla chiedendo di essere aggiunto al supplizio.

Grazie alla presenza di queste tombe sacre, in età tardo antica il sito ha attirato pellegrini dai quattro angoli dell’Europa cristiana, come testimoniano le iscrizioni sui muri lasciate dagli antichi visitatori. La varietà di lingue attestate è sorprendente: il latino, il greco, il runico – antica lingua d’oltremanica – oltre a una frase in volgare italiano che intima il silenzio durante la celebrazione, e che potrebbe risultare la prima attestazione scritta della nostra lingua.

L’affresco di Turtura

Le sepolture sono in buono stato di conservazione, alcune mantengono addirittura la muratura originaria. Lo stesso non si può dire degli affreschi e dei mosaici, i quali hanno subito sia il deterioramento del tempo sia il danneggiamento da parte degli uomini, soprattutto a partire dal diciassettesimo secolo, quando il sito fu riscoperto ed esplorato.

Gli archeologi hanno dovuto ricostruire pezzo pezzo le raffigurazioni, come è accaduto nel caso dell’affresco di Turtura, una vedova romana ritratta per volontà del figlio ai piedi dei santi Felice e Adautto e della Vergine in trono col bambino.

Le immagini dei due santi figurano in un altro affresco, che rappresenta la scena della cosiddetta “traditio clavium” in cui San Pietro è raffigurato nell’atto tipico di ricevere le chiavi del paradiso da Dio, e che conserva anche l’unica raffigurazione integra della matrona Merita, una figura centrale nella vita di questa comunità cristiana ma di cui non rimane pressappoco nulla.

L’immagine di Felice e Adautto campeggia anche al centro della cosiddetta “basilichetta”, un’area ampia che non può non restare impressa nella memoria del visitatore per la ricchezza delle raffigurazioni. Costruita durante il pontificato di Giovanni I per omaggiare le due tombe meta di pellegrinaggio, la “basilichetta” ospitava in passato una cappella destinata alla celebrazione della messa, e conserva tuttora un affresco raffigurante Cristo in trono.

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“Nata due volte”, alla Garbatella il film sulla storia di Settimia Spizzichino

La capitale si prepara alle celebrazioni della Festa della Liberazione. L’VIII Municipio sarà teatro di numerose iniziative che vedranno per tre giorni, dal 23 al 25 aprile, dibattiti, commemorazioni, spettacoli musicali e teatrali, proiezioni di film.
Un’anticipazione di questo ricco carnet ci sarà domenica 16 aprile al Millepiani Cooworking in via Nicolò Odero 13. Alle ore 18:00 è in programma la proiezione del film “Nata due volte, storia di Settimia, ebrea romana”.

La vicenda di Settimia Spizzichino

Settimia Spizzichino – alla cui memoria è dedicato il cavalcavia ferroviario della Circonvallazione Ostiense – è stata l’unica donna sopravvissuta al rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre del 1943.
Scomparsa il 3 luglio del 2000, nel corso degli anni è diventata una delle memorie storiche della Shoah italiana. Fu deportata insieme alla madre, due sorelle e una nipotina.
Dopo sei giorni di viaggio in un carro bestiame, Il 23 ottobre, nel campo Auschwitz-Birkenau iniziò la selezione dei deportati di Roma; mentre la madre e la sorella Ada con la bambina in braccio furono destinate direttamente alla camera a gas, Settimia con la sorella Giuditta finì nella fila degli abili al lavoro. Delle 47 donne rimaste dopo questa prima selezione, Settimia fu l’unica a tornare a casa. Sino alla sua morte ha vissuto alla Garbatella e alla sue compagne di prigionia ha poi dedicato il suo libro di memorie.

Gli ospiti della serata

All’iniziativa parteciperanno Antonio Parisella, presidente del museo storico della Liberazione di via Tasso e Maya Vetri, assessora alle politiche culturali dell’VIII Municipio. Sono previsti gli interventi di Miriam Spizzichino, nipote di Settimia e del regista del film Giandomenico Curi.
La serata sarà introdotta e coordinata da Micaela Procaccia.
L’VIII Municipio ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa. L’ingresso è gratuito.

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Presentazione del libro “Europa sovrana. La rivincita dei nazionalismi”

Domani in Villetta in via degli Armatori 3, nella storica casa del popolo della Sinistra del quartiere Garbatella, alle ore 12 si parlerà di “Europa sovrana. La rivincita dei nazionalismi” il libro di Angela Mauro con la prefazione della conduttrice e giornalista Lucia Annunziata.

Ne parleranno con gli autori il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri, l’eurodeputato Massimiliano Smeriglio e Luca Casarini, esponente di Mediterranea Saving Humans l’organizzazione che ha messo in mare l’unica nave soccorso civile battente bandiera italiana.

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COMUNICATO STAMPA

FOSSE ARDEATINE. CIACCHERI: REVISIONISMO STORICO MELONI SCHIAFFO A DECENZA

(DIRE) Roma, 24 mar. – “Da presidente del Municipio di Roma che ha l’onore di ospitare il Mausoleo delle Fosse Ardeatine e che da anni svolge un onere quotidiano di condivisione territoriale del valore della memoria e di racconto e ricerca storica sugli eventi che hanno segnato la nostra comunità e la vita di troppe famiglie segnate dalla tragedia dell’occupazione nazifascista, voglio dire alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che la sua operazione di revisionismo storico è uno schiaffo alla decenza”.

Così in una nota il presidente del Municipio Roma VIII ed esponente di Sinistra Civica Ecologista, Amedeo Ciaccheri.

“La storia- continua Ciaccheri- ci consegna una verità chiara, il senso della patria fu rappresentato proprio da quegli italiani che pagarono con la propria vita il sacrificio di fronte alla dittatura di altri italiani, alla persecuzione e alla delazione del regime fascista, che si macchiò anche del crimine di collaborare attivamente con l’occupante nazista. I martiri delle Ardeatine furono assassinati perché oppositori politici, perché indesiderati, perché socialmente, politicamente e religiosamente nemici dell’occupazione nazifascista e non furono solo italiani. Con questa affermazione sulle Fosse Ardeatine- conclude Ciaccheri- la premier dimostra di non rispettare la responsabilità che incarna con il proprio ruolo di governo, quella cioè di rappresentare l’Italia e non indistintamente tutti gli italiani, ma quelli che ieri come oggi credono nella Costituzione, che ha una genesi chiara: quella antifascista”.

 

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Garbatella ricorda i martiri delle Fosse Ardeatine

 

335 spine nel cuore, così recitava uno dei tanti striscioni portati alla manifestazione di mercoledì 23 marzo. Un corteo variopinto – composto soprattutto da migliaia di giovani e dagli studenti delle scuole dell’VIII Municipio – quello che ha attraversato alcune strade del territorio per raggiungere il sacrario delle Fosse Ardeatine, dove il 24 marzo del 1944 la furia e la ferocia dell’occupante nazista compì la più ignominiosa delle stragi nella capitale.
Una manifestazione voluta dalla giunta di via Benedetto Croce a cui hanno partecipato anche amministratori di altri municipi, tra cui Paola Angelucci, in rappresentanza del IX Municipio, oltre ad esponenti di molti partiti politici, delle associazioni di quartiere, dell’ANED, dell’ANFIM e dell’ANPI.

L’intervento del presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri

L’appuntamento alle 9:30 a piazza Sant’Eurosia ha visto da subito una nutrita partecipazione di giovani. Le note della banda della Polizia Locale di Roma Capitale hanno dato il via alla manifestazione a cui è seguito l’intervento del presidente Amedeo Ciaccheri. Il minisindaco  ha ricordato che “la strage delle Fosse Ardeatine è raccontata in tutti i libri di storia delle scuole europee”. “In questo momento storico, in cui la guerra torna ad affacciarsi quotidianamente nelle nostre vite, la memoria è una leva e un testimone di pace per chiedere che le democrazie in Europa si impegnino per riportare la pace nel vecchio continente e non solo”.

Uno dei tanti striscioni presenti alla corteo

Le dichiarazioni del capogruppo PD Flavio Conia

Il capogruppo del PD Flavio Conia era presente in piazza con gli altri consiglieri: “Anche quest’anno la comunità dell’VIII Municipio si è ritrovata per un percorso della memoria verso le Fosse Ardeatine per ricordarne i martiri, che sono il nostro punto di rifermento valoriale per tutto il territorio e per tutta la comunità politica”. “Questa giornata – ha sottolineato Conia – incarna una prassi che tutte le amministrazioni dovrebbero seguire, ovverosia guidare la comunità educante e l’intera comunità territoriale in un percorso di costante ricordo della memoria del nostro Paese”.

Il corteo sotto il palazzo della Regione Lazio

Il fiore del partigiano

In testa al corteo – che è andato via via crescendo nel percorrere via Macinghi Strozzi e le strade di Tor Marancia – lo striscione del Municipio: Corteo per la memoria e per la pace. Ricordando l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
C’era molta voglia di manifestare, non soltanto per ricordare quanto accaduto 79 anni fa. Era importante ritrovarsi anche all’indomani degli ultimi episodi di antisemitismo a cui abbiamo assistito durante l’ultimo derby capitolino, senza dimenticare che pochi giorni prima in alcune zone della città erano stati affissi degli striscioni in ricordo niente di meno che del terrorista e assassino neofascista Pierluigi Concutelli recentemente scomparso.
Molti ragazzi avevano in mano dei fiori (Il fiore del partigiano, ci ha fatto notare una liceale) oltre a tanti palloncini colorati a rimarcare la differenza con un mondo in grigio scuro, che appartiene soltanto al passato.

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Il 23 marzo la memoria si fa per le strade: Roma ricorda le Fosse Ardeatine

Di Iacopo Smeriglio

Da Piazza Sant’Eurosia, nel cuore della Garbatella, a piedi in corteo fino a Piazza Bompiani, sull’altra sponda della Via Cristoforo Colombo. E poi giù sulla Via Ardeatina, fino al Sacrario dove riposano i 335 martiri dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine.

Questo il percorso che, dopo tre anni di stop, vedrà tornare per le strade dei quartieri Garbatella e Tor Marancia le cittadine e i cittadini riuniti in un momento di partecipazione e di comunità: il Corteo per la Pace e per la Memoria partirà alle 9:30 di giovedì 23 marzo.

Le scuole, le associazioni e le istituzioni locali

Ci saranno gli studenti e le studentesse dei licei e delle scuole medie del territorio. Cammineranno al fianco dei rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia e dell’Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri (ANFIM), che settimanalmente continua ad accompagnare classi di alunni da tutta Italia in visita al Mausoleo. Poi, ci saranno le istituzioni locali e le associazioni del territorio.

Il corteo, infatti, è stato promosso dal Municipio VIII che ha indetto, al fianco delle associazioni della Memoria e delle realtà territoriali, un’assemblea pubblica, presieduta dall’Assessora alla Memoria Maya Vetri, che ha dato il via ai lavori.

I martiri della Garbatella e le origini del corteo

I cittadini di Garbatella partecipano alla Memoria delle Fosse Ardeatine fin da quando i parenti dei martiri del territorio, il 24 marzo, ogni anno passeggiavano, fiaccole alla mano, per il quartiere ex Iacp, rendendo omaggio ai caduti sotto le case in cui avevano vissuto: al Lotto 32 in Via Rubino, dove abitavano i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, partigiani comunisti, e al Lotto 43 in Via Percoto, dove abitava Enrico Mancini, partigiano del Partito d’Azione.

A Giuseppe Cinelli, subito dopo la liberazione di Roma, fu intitolata la Sezione dei comunisti della Garbatella, La Villetta di Via degli Armatori. A Enrico Mancini una targa venne posta nel 1947 dai suoi compagni del Partito d’Azione e oggi il suo volto, ritratto nell’opera di Francesco Pogliaghi, rappresenta e ricorda i 335 in Piazza Bartolomeo Romano.

Lo scorso anno tre pietre d’inciampo sono state apposte grazie all’attivazione del Municipio VIII, dei familiari e della popolazione del quartiere.

Un commento di Join The Resistance

“Il corteo è un momento fondamentale per la città. Necessario e complementare rispetto alle fondamentali commemorazioni ufficiali, che avranno luogo il 24 marzo alla presenza del Presidente della Repubblica. Alle Fosse Ardeatine i nazisti, grazie al supporto dei fascisti, fucilarono centinaia di uomini di ogni classe e religione. Tra quei nomi leggiamo decine di ebrei, di comunisti, ma anche carabinieri. Giovani e anziani.”

“In quelle cave sulla Via Ardeatina si compì un’atroce rappresaglia che fu seme di libertà e di giustizia per la nuova Repubblica che di lì a poco sarebbe nata, grazie al sacrificio di tanti e tante. La ferita, però, affondò trasversalmente la città ed è importante che la promessa di tenere accesa la fiamma della Memoria venga rinnovata nelle strade, a partire dai quartieri e dalle scuole” ci dice una delle ragazze di Join The Resistance, collettivo che da qualche anno lavora nel territorio sui temi della Memoria e che in questi giorni ha prodotto materiali informativi da diffondere nelle scuole.

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“7+1 ottavo colle”, il 28 marzo al piccolo teatro di s. Vigilio, con uno spettacolo di solidarieta’ a favore dei bambini siriani e turchi vittime del terribile terremoto.

L’impatto sui bambini di eventi traumatici come le guerre o i terremoti è particolarmente forte. Molti di loro si trovano a dovere affrontare situazioni e sensazioni prima sconosciute, come la paura, la perdita della casa e delle proprie abitudini, la vista di immagini drammatiche. In queste situazioni, provare paura intensa, senso di impotenza, di angoscia, di confusione possono segnare profondamente la vita dei bambini. Per  scomparire hanno bisogno del supporto e della vicinanza di persone affettivamente importanti. Primi fra tutti i genitori. A volte basta davvero poco per stare al loro fianco, piccoli gesti per aiutarli a gestire situazioni traumatiche e ad affrontare, per esempio, la paura di dormire un’altra notte fuori casa. Nelle zone terremotate occorre intervenire con ogni mezzo per dare prima di tutto sicurezza di un rifugio, caldo e sicuro, ma intervenire anche per dare loro sicurezza psicologica.

Trovare il tempo e la tranquillità necessari per stare insieme ai bambini, parlare con loro; ascoltare le loro domande, anche se ripetitive e insistenti, rispondere loro con sincerità.

Evitare il più possibile di mostrare la nostra ansia e le nostre preoccupazioni di adulti per le catastrofi che si sommano: alla guerra in Siria da oltre 15 anni con il recente e devastante terremoto dello scorso mese in Turchia e Siria, scegliere parole semplici e utilizzare esempi concreti e comprensibili per i bambini per spiegare quello che sta succedendo; rispettare le emozioni e le paure, anche se possono sembrare eccessive o irrazionali. Farli sentire importanti nella gestione del tempo, dopo il sisma e nel processo di ritorno alla normalità, valorizzando il loro aiuto e le loro capacità; prestare attenzione a eventuali comportamenti aggressivi o autodistruttivi e, qualora tali atteggiamenti persistano, farsi aiutare da esperti. Tutto ciò è fondamentale.

 

Le dichiarazioni di Save the Children

 

Sasha Ekanayake, Direttore di Save the Children in Turchia ha dichiarato proprio oggi,21 Marzo 2023, che i 7 miliardi di euro destinati dai sostenitori internazionali ai rifugiati dal terremoto del mese scorso  è un primo passo positivo ma, sottolinea la strada da percorrere è ancora lunga per garantire la ripresa necessaria per i bambini e le loro famiglie.

In entrambi i paesi le esigenze immediate e di ripresa comportano rischi incalcolabili per i bambini, se venissero trascurate.  In Turchia, oltre 15 milioni di persone sono state colpite direttamente e 2,7 milioni sono ancora sfollate, mentre la ricostruzione delle centinaia di migliaia di case distrutte o danneggiate richiederà anni. In Siria, dove 12 anni di conflitto avevano già reso 15 milioni di persone, in buona parte bambini, dipendenti dagli aiuti umanitari, il terremoto ha aggravato l’emergenza nel nord del paese.

Qui, le condizioni precarie della popolazione sfollata sono ulteriormente peggiorate per le piogge torrenziali e le inondazioni che due giorni fa hanno colpito più di 4.000 famiglie, distruggendo o danneggiando centinaia di tende, loro unico riparo, lasciando i bambini nel terrore di dormire durante la notte.

“La situazione in Siria era già incredibilmente disastrosa anche prima dei terremoti, con i bambini che, dopo oltre 12 anni di guerra, non dispongono di acqua sufficiente, cibo, assistenza sanitaria, servizi educativi e, sempre più spesso, perdono la speranza.

 Per troppo tempo i bisogni dei bambini siriani sono stati trascurati.

Non sarebbe dovuto servire un terremoto per riorientare la comunità internazionale, ma ora è giunto il momento di cambiare approccio. Dobbiamo utilizzare questi fondi per ripristinare le scuole e gli ospedali, e garantire che i bambini abbiano case sicure. La conferenza dei donatori internazionali di ieri, è stata un’opportunità per impegnarsi con un approccio sostenibile e a lungo termine che risponda alle esigenze umanitarie dei bambini in Siria e iniziare così il lungo processo di recupero che consenta loro di costruire una vita migliore. È chiaro che dobbiamo fare molto di più per garantire questo risultato. Con l’impegno assunto ieri, la comunità internazionale deve garantire che i bambini ricevano il sostegno di cui hanno bisogno nell’immediato e nel lungo periodo. È fondamentale che i bambini vengano ascoltati per comprendere meglio le loro esigenze specifiche e garantire una protezione adeguata. “Con i 7 miliardi di euro promessi sia per la risposta umanitaria che per la ricostruzione a lungo termine” il lavoro inizia ora.  I bambini sono stati strappati dalle loro case e la loro sicurezza è stata distrutta. Gli impegni di finanziamento e la solidarietà espressa oggi danno speranza ai milioni di bambini e alle loro famiglie che in tutta la Siria e la Turchia stanno cercando di rimettere insieme i pezzi della loro vita.

È ora fondamentale che questo sostegno internazionale arrivi il più direttamente possibile alle organizzazioni in prima linea, in modo che possano raggiungere senza indugio i risultati attesi.

Appuntamento il 28 marzo al teatro della parrocchia di S. Vigilio

Noi, Associazione 7più1 Ottavocolle, nel nostro piccolo, con il patrocinio del nostro ottavo Municipio, la collaborazione di Don Alfio, parroco di S. Vigilio che ci ospita nel suo bel teatro, il contributo generoso e volontario di artisti ed artiste, attrici e cantanti, come la consigliera dell’ottavo municipio Eleonora Talli Giottoli, il contributo fattivo di Monica Rossi presidente della commissione cultura e di Maya Vetri, assessore alla cultura dedichiamo il 28 marzo una serata di spettacolo, aperto a tutta la cittadinanza dell’Ottavo Colle, per una raccolta fondi per i bambini siriani e turchi vittime due volte, di guerre assurde e di violenti e devastanti sismi.

Prof.ssa Grazia Labate vicepresidente

Dell’Associazione “7più1 Ottavo Colle”

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Una mostra su Roma agricola al Mattatoio. Protagonisti anche gli orti urbani dell’VIII municipio

Difesa dell’ambiente, valorizzazione dell’agricoltura cittadina, solidarietà e integrazione, creazione di posti di lavoro qualificato e innovazione, sempre con uno sguardo attento rivolto alla storia. Questi sono solo alcuni degli obiettivi e delle tematiche attorno a cui ruota “Roma Periurbana – risorse agricole, territorio, realtà sommerse”, la mostra visitabile dal 23 marzo al 21 maggio allestita nel padiglione 9 del Mattatoio di Testaccio, in cui sarà possibile fare un viaggio nella storia degli orti urbani e delle realtà agricole della capitale attraverso documenti, filmati e materiali fotografici d’epoca prodotti dalle associazioni. La nostra città, sia per estensione che per quantità e qualità dei prodotti che offre la terra, può essere definita la capitale europea dell’agricoltura e del verde vantando oltre diecimila ettari di suolo pubblico coltivabile e più di sessantamila di estensione totale. Inoltre, il territorio del Municipio VIII è quello che conta il più alto numero di orti a Roma, a partire da quelli di Garbatella, inaugurati nel 2010 nell’area verde in via Rosa Raimondi Garibaldi, i primi ad essere aperti ai cittadini. “Quando ci hanno proposto di partecipare alla mostra abbiamo subito pensato che questa tematica fosse assolutamente in linea proprio perché si tratta di uno dei fenomeni di rigenerazione urbana più significativo e innovativo degli ultimi dieci anni -afferma Luigi Di Paola, degli Orti Urbani Garbatella-. Nel nostro piccolo spazio – racconta – abbiamo cercato di rappresentare le realtà più significative di Roma e dell’VIII Municipio, che è stato pioniere grazie anche all’ appoggio avuto dalle istituzioni, in particolare da quelle locali. Dunque, il fatto che in questo stand siamo particolarmente rappresentati non è casuale – sottolinea Di Paola – perchè questo fenomeno si sta sviluppando in modo significativo. Recentemente – conclude – abbiamo anche ripreso in mano il tema del regolamento con l’assessora all’Ambiente Alfonsi per cercare di rinnovarlo insieme alla delibera del 2015, che aveva una serie di limiti, visto che oggi possiamo contare su un maggiore bagaglio di esperienze e conoscenze”.

Gli orti di Garbatella sono solo una parte della grande realtà agricola presente nel Municipio VIII. Tra questi i cento orti del parco delle Tre Fontane, quelli di via Guglielmotti, l’Ortolino, Tor Carbone Largo Veratti, e la bella realtà dei ragazzi autistici della cooperativa Garibaldi.

“Lo scopo di questa mostra è quello di rimettere al centro il tema della salvaguardia dell’ambiente, il rilancio dell’agricoltura e soprattutto fare in modo che la nostra città realizzi un obiettivo importante, cioè quello del consumo di suolo zero- dichiara Matteo Amati, organizzatore dell’evento, tra  fondatori nel 1977 della Cooperativa Agricoltura Nuova-Roma – prosegue – è la città agricola più grande d’Europa e conosciamo tutti la ricchezza della sua campagna sia in termini paesaggistici che di risorse, a partire dalle acque fino alla vegetazione. Di questo patrimonio ne rimane ancora una quantità enorme – spiega Amati – ma vista l’emergenza climatica a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, dobbiamo fare una scelta forte e lavorare sul recupero delle strutture abbandonate per riuscire a tutelare tutto questo. Inoltre – aggiunge – abbiamo voluto far emergere l’esperienza degli orti urbani, che oggi sono più di duecento, e quelle dei gruppi che lavorano da anni per l’assistenza ai migranti e l’attività di volontariato del Servizio Civile. Questa città – conclude Amati – ha grandi energie e risorse ma dobbiamo saperle raccogliere”. La giornata del 4 aprile sarà dedicata proprio alla Rete degli Orti Urbani Comunitari a Roma e dalle ore 17,00 avrà luogo un incontro tra i protagonisti per discutere delle esperienze passate e delle prospettive future. Sarà inoltre proiettato il docufilm “Ci vuole un fiore”, diretto da Vincenzo Notaro.

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Un mercato della disperazione, tra degrado e illegalità

Di Stefano Baiocchi

È sconcertante, e per certi versi incredibile, quanto avviene sistematicamente in via delle Cave Ardeatine, parliamo della strada che collega Piazzale dei Partigiani al Piazzale Ostiense, a pochi metri dalle Mura Aureliane e quindi dal centro della città eterna.
Ogni giorno il marciapiede adiacente l’uscita della metropolitana, a fianco dell’Hub vaccinale di Acea, la più importante azienda capitolina, ospita un mercato dell’immondizia. Avete letto bene. Perché non si tratta di un mercato delle pulci come ve ne sono molti in altrettante città italiane, né di un semplice mercato dell’usato, autorizzato o meno.
Nel mercato dell’immondizia vengono vendute esclusivamente cianfrusaglie, masserizie, ciarpame e paccottiglie provenienti quasi sempre dai cassonetti dell’Ama.
Un mercato della disperazione, oltre che del degrado. Su quattro stracci, stesi sul marciapiede a mo’ di telo, si possono osservare scarpe usate in pessimo stato, giocattoli rotti, elettrodomestici e altri apparecchi assolutamente inutilizzabili, vestiti sudici, ferri e oggetti indefinibili, ma anche CD, videocassette, schermi di computer, bicchieri, vasi, posate, borse rotte, moltissimi portafogli.

Considerando tuttavia che alcuni oggetti, quali orologi e orecchini, sono in bella mostra, oltre ai già nominati portafogli, difficilmente possiamo pensare che tutto ciò che è in vendita possa provenire dai rifiuti. Il sospetto che alcuni di questi siano di origine furtiva è più che lecito. Anche se non si trattasse di merce proveniente da furti e scippi, ma soltanto dai cassonetti, ci troveremmo comunque di fronte a un reato, perché l’immondizia depositata appartiene ad Ama.
Le persone che vendono questo tipo di mercanzie sono esclusivamente di origine straniera, quasi tutte provenienti dall’est Europa e molto probabilmente senza fissa dimora. Persone povere senz’altro, che vivono di espedienti e al limite della legalità.
Le paccottiglie in vendita sul marciapiede, senza dimenticare l’olezzo  emanano perché raccolte nei cassonetti, meriterebbero il sequestro immediato; ma servirebbe anche un intervento deciso da parte della Asl di zona o comunque di una bonifica dell’area da parte di Ama.
Sul medesimo marciapiede si sviluppa, inoltre, proseguendo verso la Piramide, un altro mercato, dove viene venduto di tutto, soprattutto vestiario, e che occupa quasi per intero il passaggio pedonale con i furgoni che invadono metà della carreggiata. Per camminare si è quindi spesso costretti ad attraversare la strada.
Il via vai di persone che esce dalla metropolitana attraversa giornalmente le masserizie sparse sul marciapiede. Alcuni turisti, provenienti dalla stazione Ostiense, inorridiscono, altri, soprattutto i romani che fanno la spola tra la stazione Ostiense e la fermata Piramide della metropolitana (il sotto-tunnel di collegamento è chiuso da due anni), hanno una faccia rassegnata.

Una signora della zona appena uscita dalla metropolitana ci mostra la fontanella e ci racconta di come la sera con il buio viene usata per le abluzioni, anche per le parti intime, dai venditori del mercatino.

“Questo spettacolo – racconta una guardia giurata in servizio all’hub di Acea – va in scena ogni giorno della settimana, dal mattino sino a sera”. “La Polizia Locale passa tutti i giorni, intima di sgombrare il marciapiede, i venditori raccolgono tutto nelle tovaglie e dopo venti minuti tutto torna come prima”.

“Qui non vendono soltanto immondizia o oggetti raccolti per strada e nei cassonetti, qui viene venduta anche merce di dubbia provenienza”, rincara la dose un’impiegata dell’Acea. “Basta notare le auto che si fermano e da cui scendono persone bene vestite, non degli stracciaroli, che comprano delle cose e risalgono immediatamente”. “È evidente che non si tratta di cianfrusaglie di scarso valore, risponde un signore che abita proprio di fronte alla stazione Ostiense. “L’ho detto anche ai vigili urbani che passano quasi ogni giorno e anche ad una pattuglia di motociclisti dei carabinieri. Mi hanno risposto che loro hanno le mani legate e non possono farci niente”.

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Ha chiuso l’edicola della stazione metro della Garbatella

Un’altra chiusura determinata dalle scelte di Atac.

Purtroppo il problema principale non è la digitalizzazione e la crescente difficoltà della carta stampata di rimanere in vita, almeno non in questo caso specifico, ma sono i criteri aziendali di Atac che hanno determinato di fatto la chiusura dell’edicola della stazione metro Garbatella. Un punto vendita di giornali che metteva a disposizione tra l’altro servizi legati a varie tipologie di pagamenti sempre più utili e necessari ai cittadini, considerando il fatto che la popolazione del quartiere è costituita in larga parte da persone di età avanzata. Il 18 febbraio scorso, infatti, i viaggiatori e i cittadini hanno trovato la saracinesca dell’edicola abbassata e così rimarrà.

La rescissione del contratto di locazione per scelta di Atac, e quindi lo sfratto, alle rivendite di giornali che spesso associano anche e -non solo- i tabacchi all’interno delle stazioni metropolitane della linea B, costringe gli edicolanti a chiudere.
Infatti negli anni l’Azienda dei trasporti pubblici ha deciso di interrompere l’attività a diverse rivendite.

Così dopo le sentenze di sfratto ai punti vendita di Policlinico, Tiburtina, Termini, Piramide è arrivata anche per Garbatella, nonostante abbia creato negli anni una relazione di assoluta affidabilità e disponibilità nei confronti del pubblico sia affezionato che di passaggio.

Il servizio che offriva era molto importante : cambio moneta, acquisto dei biglietti per i mezzi pubblici qualora le macchinette automatiche non fossero funzionanti, acquisto di giornali, guide turistiche e ciò che può fornire un esercizio di questo genere. Soprattutto era un punto d’incontro tra generazioni, dato che accanto è situato il frequentatissimo centro sociale anziani Pullino “Francesco Giaquinto”.

Una persona che frequenta assiduamente il centro esprime il suo disappunto e sottolinea che: “L’edicola era fondamentale per comprare il giornale al mattino e poi puntare dritti al bar per la colazione, come se fosse un rituale di socializzazione, che sfociava al Centro anziani. Abbiamo perso un punto di riferimento e adesso noi come faremo? A chi potremmo chiedere informazioni? O anche semplicemente commentare la partita del giorno prima?“

La titolare dell’edicola, con gli occhi lucidi non ha voluto aggiungere altro, visto che è molto tempo che combatte questa battaglia e che ora,  arrivata al capolinea,  è stata costretta ad arrendersi di fronte a queste decisioni incomprensibili.

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Iovane e Pilar raccontano Luigi Tenco al Palladium

Lo scrittore, giornalista e conduttore radiofonico Antonio Iovane e la cantautrice Ilaria Pilar Patassini portano in scena il 1° marzo al Teatro Palladium il racconto delle ultime ore di vita di Luigi Tenco.

       

Il reading musicale e teatrale è incentrato sul libro Un uomo solo dello stesso Iovane, con la regia di Laura de Strobel.

Il libro di Iovane

Lo scrittore si fa voce narrante dello stesso cantautore, cercando di ricostruire le ultime ore fatali, ma anche la sua vita. Testimonianze, vecchie interviste, ricordi, tutto viene utilizzato per ricostruire quella giornata di Tenco facendoci entrare nei suoi tormenti, nei suoi pensieri, nei suoi dubbi.

E forse la rabbia più grande è proprio quella di aver ceduto alla lusinga di voler essere conosciuto dal grande pubblico, tramite la partecipazione a quel Festival di San Remo che invece era così lontano da sé e dalle sue idee.

Lui, ossessionato dalla mediocrità, vuole piacere ad un pubblico che non gli piace. E questa contraddizione lo distrugge fino a portarlo al suicidio.

La tragica fine di Tenco

Tenco, nel suo biglietto di addio scrisse di togliersi la vita “come atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose in finale”. Era il 26 gennaio 1967.

Quel gesto sconvolse l’Italia intera, ma non il carrozzone dello spettacolo di Sanremo. Mike Bongiorno, il presentatore di allora, infatti aprirà la sera successiva con “una nota di mestizia per il triste evento che ha colpito un valoroso rappresentante del mondo della canzone” e senza il minimo dubbio darà il via alla sequenza di canzoni, segnando il festival con il peggiore the show must go on.

Le canzoni e la voce di Pilar

Le letture sono intervallate da canzoni di Tenco e di Dalidà, interpretate dalla voce calda e intensa di Pilar che ha recentemente presentato il suo ultimo album alla Casa del Jazz.

Le canzoni scelte per il reading sono, Ciao amore, ciao, presentata da Luigi Tenco al Festival, Lontano, lontano, Mi sono innamorato di te, oltre ad altre della stessa Dalidà.

La cantante francese che aveva avuto un rapporto intenso e problematico con Tenco, resterà segnata a vita da questa vicenda e avrà una vita travagliata. Una esistenza difficile che terminerà con lo stesso tragico gesto, dopo diversi anni.

Meglio prenotare

Lo spettacolo andrà in scena il 1° marzo alle ore 19:00 e sarà ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. E’ pertanto consigliata la prenotazione all’email: biglietteria.palladium@uniroma3.it

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A Francesco Valdiserri dedicata una rassegna cinematografica a Controchiave

Di Anna Bredice

Francesco e il cinema. Se la sua grande passione era la musica, Francesco Valdiserri, travolto e ucciso quattro mesi fa da una automobilista mentre si trovava su un marciapiede della Colombo, amava tanto anche il cinema. E nel suo ricordo prenderà il via una rassegna  organizzata dall’associazione culturale Controchiave, in via Gaspare Gozzi a San Paolo, sui grandi autori che hanno dedicato i loro film al mondo del lavoro. Si comincia domenica alle 16.30, (l’ingresso è gratuito, anche se è meglio prenotare alla mail info@controchiave.it) con il film “Tempi moderni” di Charlie Chaplin.

L’iniziativa di Marcello Ribustini

A volere questa iniziativa sono stati i genitori di Francesco, insieme ad un suo amico che ha frequentato con lui il liceo Socrate, Marcello Ribustini. “Dopo l’evento fatto alla Sapienza in memoria di Francesco – racconta a Cara Garbatella Marcello – ho saputo che anche lui era un grande appassionato di cinema e così ho deciso di contattare il padre per proporgli una rassegna cinematografica. Mi ha proposto tre temi che fossero vicini agli interessi di Francesco e alla fine come tema portante della retrospettiva abbiamo scelto quello del lavoro”. Francesco era molto legato a Garbatella, aveva frequentato il liceo Socrate, qui aveva interessi e amici. A lui è stato intitolato poche settimane fa un centro sportivo nel nostro municipio, alla presenza della famiglia di Francesco e del sindaco Gualtieri, che si è impegnato ad attuare alcune misure per la sicurezza stradale a Roma. Questa, infatti, è la battaglia che sta conducendo la famiglia Valdiserri, la madre Paola, il padre Luca e la sorella Daria: combattere la violenza stradale, ridurre la velocità per evitare le troppe morti sulle strade.

Il programma di Controchiave

La rassegna cinematografica all’associazione Controchiave prevede cinque film, due al mese. Dopo “Tempi moderni” di Charlie Chaplin, verrà proiettato” Adua e le compagne” di Antonio Pietrangeli, poi “Full Monty” di Peter Cattaneo, “My name is Joe” di Ken Loach e infine “Due giorni, una notte” dei fratelli Dardenne. In ricordo di Francesco.

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Ai gazebo di domenica si vota per il segretario del PD

Elly Schlein e Stefano Bonaccini si sfideranno  domenica 26 febbraio nelle primarie del Partito Democratico.

I due candidati, che a seguito delle votazioni tenutesi dal 3 al 19 scorso, hanno primeggiato sugli altri due candidati Gianni Cuperlo e Paola De Micheli (rispettivamente terzo e quarta), si fronteggiano per sostituire alla segreteria nazionale  il deputato Enrico Letta. A questa prima scrematura, esclusiva per i tesserati, hanno partecipato 151.530 persone in tutta Italia, ed è emersa una preferenza del 52,87% per Bonaccini e del 34,88% per la Schlein, mentre a Roma su 4.900 votanti la Schlein ha ottenuto 2.194 preferenze contro le 1.854 di Bonaccini.

Oltre a guidare il partito, chi vincerà questo faccia a faccia dovrà rimboccarsi le maniche per risollevare il centrosinistra, che ha avuto un risultato davvero deludente nelle passate elezioni politiche e in quelle regionali di Lombardia e Lazio.

In queste ultime due prove elettorali, infatti, abbiamo registrato da una parte la netta affermazione del centrodestra, guidato da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, e un astensionismo sempre più preoccupante da parte dei cittadini, che sempre più fa capire quanto le persone si siano disinteressate alla politica e non vedano nell’esercizio del voto l’espressione di un diritto che sia realmente incisivo per le sorti del paese.

Chi sono i candidati?

Stefano Bonaccini, nato nella provincia modenese nel 1967, è eletto nel 2014 presidente della regione Emilia Romagna, carica confermata anche nel 2020 per il secondo mandato, grazie alla vittoria contro la candidata leghista Lucia Borgonzoni.

Nel suo programma di partito denominato “Energia Popolare”, propone una semplificazione del fisco con imposta progressiva, che tuteli i poveri e il ceto medio e che sia realmente maggioritaria per chi detiene ingenti capitali. Sui temi dei diritti, propone di istituire matrimoni egualitari e adozioni senza discriminazioni e l’introduzione dello ius soli o dello ius scholae per ottenere la cittadinanza italiana.

Nei temi interni al partito propone maggiore centralità dei circoli degli iscritti, la possibilità di organizzare dei referendum interni per le grandi scelte e creare una vera e propria scuola politica per formare la nuova classe dirigente.

Elly Schlein, nata a Lugano nel 1985, nella sua carriera ha svolto attivamente nel 2008 la campagna presidenziale statunitense di Barack Obama. Dal 2014 al 2019 è stata europarlamentare per l’Italia nell’VIII legislatura e dal 2020 in Emilia Romagna è vicepresidente e assessore con deleghe regionali al welfare e al Patto per il Clima.

Secondo la Schlein, come si può leggere nel suo programma intitolato “Parte da noi”, chi ricopre incarichi pubblici e amministrativi nel Partito Democratico, deve lasciare ogni altro mandato, sia per evitare un conflitto d’interesse, sia per non sottrarre tempo in altri impieghi.

La Schlein propone inoltre di tassare i grandi patrimoni, rilanciare l’edilizia pubblica e moltiplicare gli affitti sociali. In tema di diritti delle donne porta avanti la battaglia per attuare pienamente la legge 194, garantendo una percentuale di medici non obiettori in tutte le strutture mediche.

Chi può votare?

Domenica 26 febbraio, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, possono votare, presso i gazebo del PD sparsi sul territorio nazionale, tutte le cittadine e i cittadini italiani, anche non iscritti al Partito Democratico.

È permesso votare entro le ore 12:00 di venerdì 24 febbraio, previa pre-registrazione sul sito del PD, anche a:

  • stranieri residenti in Italia o in possesso di regolare permesso di soggiorno,
  • giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni nel comune di residenza,
  • lavoratori e gli studenti fuori sede maggiorenni.

Per votare bisogna presentare un documento d’identità,  la tessera elettorale e pagare una sottoscrizione di 2 Euro per le spese organizzative; sono esenti dall’obolo i tesserati del Partito.

Dove si vota nel Municipio Roma VIII?

Per determinare quale sia il gazebo in cui votare nel proprio territorio, bisogna collegarsi al sito del PD e far riferimento al seggio riportato sulla propria scheda elettorale; oppure se sei residente nell’Ottavo Municipio puoi consultare l’elenco sottostante:

  • Piazza Bartolomeo Romano [sezioni da 1246 a 1249, da 1253 a 1263, escluso 1261]
  • Circonvallazione Ostiense, fronte Santa Galla [sezioni da 1236 a 1245, da 1250 a 1252]
  • Largo Leonardo Da Vinci [sezioni 1264, da 1267 a 1279, escluso 1273]
  • Via Salvatore Pincherle [sezioni da 1280 a 1293]
  • Piazza del Gazometro [sezioni da 1230 a 1235 e 1265, 1266]
  • Sede PD in viale Tor Marancia 121 [sezioni 173, 1194, 1472, da 1474 a 1491]
  • Viale Baldovinetti, lato supermercato [sezioni da 1510 a 1521]
  • Viale Erminio Spalla, lato mercato [sezioni 1023, 1127, 1261, da 1522 a 1536 e 1604, 2531, 2537]
  • Viale Pico della Mirandola, fronte mercato [sezioni da 1492 a 1509 e 2512]

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Orti urbani Garbatella: un modello nel mondo

Di Iacopo Smeriglio

La visita del Comune di Barranquilla

Rappresentanti del Comune di Barranquilla sono arrivati dall’altra parte del mondo per conoscere da vicino la realtà degli Orti Urbani Garbatella: dalla Colombia e per l’esattezza da una città portuale del distretto dei Caraibi. Quello del parco adiacente alla Regione Lazio è stato il primo Orto urbano a nascere all’interno del GRA come processo comunitario e partecipativo, e proprio per questo è stato scelto per la visita.

I rappresentanti del Comune di Barranquilla sono arrivati fin qui grazie ad uno dei vari progetti europei che negli anni hanno premiato questa pratica spontanea ed autogestita. L’obiettivo della collaborazione è quello di scambiare esperienze e aiutare la comunità locale colombiana a replicare il progetto.

Orti urbani: partecipazione e resilienza

“Hanno scelto Roma” ci dice Luigi Di Paola, tra i fondatori degli Orti urbani, “poiché l’esperienza degli Orti urbani romani è considerata una best practice a livello internazionale. Non solo per la qualità dell’intervento, ma per il fatto sorprendente che siano nati 150 Orti urbani in città senza sostegno pubblico attivo. Per noi è resilienza e gestione del caos. Elementi che sono virtuosi per le comunità locali dell’America latina”.

La consapevolezza e l’orgoglio di aver costruito un modello partecipativo, radicale e replicabile, capace di attrarre attenzioni non solo in Europa, ma anche in America latina, riempie le parole di Di Paola.

Progetti futuri

“Il loro progetto” continua Di Paola “è ancora in fase embrionale: stanno cercando di capire come rinaturalizzare le aree che hanno individuato. La questione problematica, infatti, non è il reperimento delle aree, soprattutto in periferia, ma l’organizzazione delle persone intorno al progetto”.

Per la comunità di Barranquilla questo progetto, oltre che migliorare l’accesso al cibo, potrebbe diventare uno strumento utile ed efficace per combattere la speculazione edilizia, riqualificare aree periferiche e combattere la criminalità organizzata.

“Il veicolo attraverso il quale si sono mossi è la missione europea: in Europa ci sono progetti che sostengono gli Orti urbani. Prepareremo un viaggio in Colombia, di scambio e di formazione di gardeniser, con l’obiettivo di formare i tecnici del servizio giardini locale”.

Il gardeniser: una figura centrale nello sviluppo degli Orti urbani

Il sostegno delle istituzioni ai progetti di Orti urbani avviene, spesso, attraverso il riconoscimento della figura professionale che rende possibile il coordinamento della comunità: il gardeniser.

“Nella realizzazione di progetti come questo, intervengono nel processo attori molteplici. Il gardeniser organizza la comunità e facilita la convergenza del progetto. Altrove in Europa, per esempio, questa figura del gardeniser è un fornitore di servizi pagato dalle municipalità” conclude Di Paola.

Magari ci arriveremo anche qui. Intanto, l’idea degli Orti urbani e la pratica di partecipazione, autogestione e presidio degli spazi di verde pubblico hanno fatto strada e in poco più di dieci anni, da Via Cristoforo Colombo hanno raggiunto le Americhe.

Le foto sono dell’©Archivio associato Orti Urbani Garbatella, Bordet, Di Paola, Piccioni, Tosi. 

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“Ascolti – i podcast di RadioRai a Roma Tre” al Teatro Palladium

Il prossimo 28 febbraio parte la rassegna “Ascolti – i podcast di RadioRai a Roma Tre”.

Grazie alla collaborazione tra l’Università, la Fondazione Teatro Palladium, Rai Radio 3 e Rai Play Sound, nasce l’idea di trasmettere dal vivo, ovvero dal palco di un teatro, alcune trasmissioni che poi ognuno potrà riascoltare in podcast dove e quando preferisce. Di seguito viene fornito anche l’indirizzo del contenitore di ogni podcast, cliccando sul titolo di ciascun appuntamento.

Gli incontri saranno cinque, nell’ambito della sezione “Materia Prima” della stagione 2022-2023 del teatro Palladium, tutti gratuiti fino ad esaurimento posti.

Il primo incontro

Si inizia con “Lo strumento è la mia casa e, tra esibizioni di musica dal vivo, aneddoti e racconti, si parlerà del rapporto dell’artista con il proprio strumento. Valerio Corzani – musicista, autore, conduttore radiofonico – si interfaccerà con Giovanna Famulari, violoncellista di fama internazionale, che abbiamo avuto l’onore e il piacere di ascoltare anche alla Villetta in un concerto con Tosca

La tesi di cui si argomenta è che “lo strumento musicale diventa spesso la casa accogliente dell’interprete, quella dove il musicista preferisce abitare”. Si parlerà dei tic, delle idiosincrasie, delle abitudini imprescindibili che legano il musicista allo strumento e anche di come questo legame sia in funzione del tempo.

Gli altri appuntamenti

Gli altri appuntamenti saranno, sempre di martedì:

Meglio prenotare

Come per tutti gli spettacoli gratuiti, il Teatro Palladium consiglia la prenotazione all’indirizzo email: biglietteria.palladium@uniroma3.it

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Il compleanno di Garbatella tra piazza Brin e il mercato del Parco

Di Anna Di Cesare

Garbatella compie 103 anni. Per gli abitanti del quartiere è un’occasione per celebrare il fascino e la storia di questo speciale quartiere popolare. Oggi 18 febbraio, giorno della fondazione, è stato inaugurato il programma che si snoderà fino al 24 del mese alternando mostre, esibizioni musicali, iniziative per bambini ed eventi di stampo culturale come l’apertura straordinaria delle catacombe di Commodilla.

 La mostra di pittura “Stanotte ho sognato Garbatella”

Questa mattina il Mercato del Parco di via Rosa Guarnieri Carducci si è animato di numerose bancarelle di artigianato e gruppi di volontari operanti nel territorio come quelli dell’associazione Gabbianella. Negli spazi del mercato rionale sono stati esposti, inoltre, i disegni di Chiara Anaclio dedicati al nostro quartiere. La mostra, intitolata “Stanotte ho sognato Garbatella”, propone una rievocazione poetica di scorci e scene caratteristiche, accompagnate da frasi dialettali e poesie in romanesco che suggeriscono un “immaginario legato ad amori, speranze e ricordi.”

Compleanno Garbatella
                                                                                 Piazza Brin, disegno di Chiara Anaclio a destra Acquerellisti in Piazza Brin

Non manca la cucina tradizionale. “Abbiamo preparato un menù chiamato Carlotta, in onore della fontana simbolo del quartiere” ha spiegato Andrea, proprietario del ristorante “Sette portate” e organizzatore delle attività al Mercato del Parco. “Il menù celebra la tradizione culinaria locale proponendo piatti come amatriciana, carbonara, saltimbocca e carciofi alla romana.”

La tradizionale celebrazione con la banda nella piazza della fondazione della Borgata Giardino

In piazza Benedetto Brin, il compleanno di Garbatella è stato festeggiato, come ogni anno, tra le note della banda della polizia locale, che dalle 10:00 alle 10:30 ha eseguito brani anche molto celebri come “La leggenda del Piave” e “Arrivederci Roma”. Nel frattempo alcuni membri dell’Associazione Romana degli Acquerellisti hanno immortalato sotto gli occhi dei passanti scorci del panorama urbano. L’assessore alla cultura Maya Vetri e il presidente del municipio Amedeo Ciaccheri hanno reso omaggio all’anniversario deponendo un mazzo di rose accanto alla targa nel lotto 5 che ricorda la posa della prima pietra.

Le dichiarazioni del presidente Ciaccheri

“Voglio condividere con voi la gioia di ritrovarci qui insieme nel giorno dell’anniversario della fondazione di Garbatella” ha dichiarato il presidente. “Questa è un’occasione per rendere vive le strade, gli angoli e le storie di questo quartiere che è stato ed è ancora un modello di comunità proiettato verso le sfide che il mondo propone.”

                                                                                      La prima pietra della Garbatella a destra la banda della polizia locale in piazza Brin

Il presidente ha continuato facendo riferimento all’attuale guerra in Ucraina e al recente terremoto che ha colpito la Turchia. “Cito questi eventi di portata internazionale perché Garbatella è proprio questo: un esempio di solidarietà, una comunità di donne e uomini che hanno sempre accolto tutti come ospiti graditi, mai come stranieri.”

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Il Caso Cospito arriva in Municipio: una mozione per richiamare l’art.27 della Costituzione

Di Iacopo Smeriglio

Il Consiglio del Municipio Roma VIII prende parola sul caso di Alfredo Cospito e lo fa con una mozione che richiama i diritti fondamentali dell’uomo. La speranza espressa è quella di tutelare la vita del detenuto, le cui condizioni di salute stanno rapidamente deteriorando.

Oggi tutti sappiamo chi è Alfredo Cospito: un nome diventato familiare ai più, rimbalzando dalle scritte sui muri fino ai telegiornali. Un anarchico, detenuto da più di dieci anni nelle carceri italiane, entrato in sciopero della fame quando il Tribunale ha disposto per lui l’applicazione del art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario, comunemente conosciuto come carcere duro. Uno strumento di detenzione particolarmente coercitivo, concepito negli anni della guerra alla mafia stragista come strumento eccezionale, mirato a contrastare la capacità dei boss di comunicare con l’esterno delle strutture carcerarie e che oggi riguarda più di settecento persone private della libertà personale. Alcuni di questi, come Cospito, estranei ad organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Con una mozione presentata a prima firma del consigliere Enrico Zulli (SCE), dai gruppi della maggioranza Sinistra Civica Ecologista, Partito Democratico e Lista Civica Gualtieri, il Consiglio del Municipio Roma VIII ha espresso l’importanza di tutelare la salute del detenuto che ha fatto istanza di revoca del regime di 41 bis. La mozione ha richiamato l’importanza fondamentale di applicare l’art.27 della Costituzione italiana, secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere sempre alla rieducazione del condannato.

Le parole della maggioranza

La mozione dell’8 febbraio 2023 è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza. L’opposizione ha abbandonato l’aula, eccezion fatta per la consigliera Simonetta Novi della Lista Calenda, che ha stimolato il dibattito ed espresso la sua contrarietà nei confronti dell’atto, sottolineando l’importanza della separazione dei poteri e l’indipendenza di quello giudiziario.

“La politica deve fare un passo indietro ed attendere le decisioni del sistema giudiziario” ha detto Novi nel corso della discussione dell’atto. Ha aggiunto che questo deve essere fatto anche nella speranza di evitare strumentalizzazioni politiche.

Intervenendo nella discussione in Aula, il consigliere del PD Flavio Conia ha portato l’attenzione sull’importanza della tutela da parte dello Stato dei diritti delle persone private dalla libertà personale, senza tuttavia voler mettere in dubbio il corso delle vicende processuali. Ha, poi, rivendicato l’importanza dell’atto dei parlamentari del Partito Democratico Serracchiani e Orlando, che nelle scorse settimane hanno visitato il detenuto per verificarne le condizioni di salute.

“La vicenda di Alfredo Cospito” dice il consigliere Lorenzo Giardinetti, della Lista Sinistra Civica Ecologista, in una nota “ci interroga su un piano ben più profondo della già complessa questione sull’istituto del 41-bis, che è quello della salute della Democrazia. Uno Stato è in salute quando esercita l’autorevolezza e non l’autorità, ma soprattutto quando si dimostra migliore di chi condanna”.

 

La dichiarazione di Amedeo Ciaccheri

 Il Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri, commentando la mozione, ha dichiarato: “anche il nostro Municipio, come altre amministrazioni in Italia, esprime con un atto istituzionale la propria posizione sul caso Cospito. Siamo dentro una spirale drammatica di fronte al rischio della morte di un uomo”. Ha concluso auspicando una necessaria riflessione generale sulla situazione carceraria in Italia e auspicando un intervento simile anche da parte del Consiglio comunale.

 La nota di Umanità Nova

Nel frattempo, sui muri della Garbatella, come da sempre accade, possiamo leggere le pagine di Umanità Nova, storico settimanale anarchico, fondato nel 1920 da Errico Malatesta e aderente alla F.A.I. ovvero la Federazione Anarchica Italiana, di lunga tradizione e che, vale la pena ricordarlo in questi tempi confusi, ha molto poco a che vedere, invece, con la Fai (Federazione anarchica informale) di cui Cospito è accusato di essere uno degli elementi apicali.

Più volte, negli anni, la Commissione di Corrispondenza della F.A.I. ha preso le distanze dagli attentati attribuiti o rivendicati dagli anarchici informali, dichiarando la presenza attiva degli anarchici federati nei movimenti sociali e nel sindacalismo di base. La solidarietà ad Alfredo Cospito, però, è arrivata fin dai primi giorni dello sciopero della fame.

In una nota del 22 novembre denunciano come, ai loro occhi, “di fatto nei confronti del movimento anarchico viene applicato quel “diritto penale del nemico” sulla base del quale si viene giudicati non tanto per le azioni commesse ma quanto per le proprie idee”.

Le pene, d’altronde, vengono applicate in un contesto carcerario, come quello italiano, che in passato è stato sanzionato perfino dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e in cui, più volte, le modalità applicative del 41 bis sono state sottoposte a giudizio della Corte costituzionale.

“Sospendere il 41-bis”, si legge in un corsivo pubblicato sull’ultimo numero di gennaio di Umanità Nova, che prende in prestito le parole del dottore Angelica Milia, medico di fiducia di Cospito.

“Ministro di giustizia e presidente del Consiglio dei ministri sono responsabili della vita dell’ostaggio nelle loro mani” continua, appunto, Umanità Nova. “Dimostrino che hanno conservato un briciolo di umanità, e non reagiscano come cani rabbiosi quando sentono parlare di anarchia”

Fonti:

 

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A Santa Galla e al centro anziani di Via Pullino il ricordo di Nea Setta

Garbatella si prepara ogni anno a festeggiare il suo compleanno, come una vecchia signora che ha superato i Cento anni. Tra bande musicali, mostre di pittura, visite guidate alle sue bellezze architettoniche c’è anche un tempo per ricordare le persone che hanno lasciato un segno tra la gente di questo quartiere popolare, un po’ speciale. E speciale lo era sicuramente Nea Setta, scomparsa da pochi giorni a 90 anni, dopo una vita passata nella parrocchia di Santa Galla sulla Circonvallazione Ostiense, come presidente dell’Azione cattolica, instancabile organizzatrice il venerdì del pranzo per i più bisognosi e fondatrice, nel lontano 1985, del gruppo romano del Movimento italiano casalinghe.

“Domani pomeriggio alle 16,30, in occasione del tradizionale incontro di “Nonna Garbatella” al centro Anziani di Via Pullino, ricorderemo Nea- ci tiene a sottolineare Mirella Arcidiacono, dell’Associazione Il Tempo Ritrovato- insieme alle figlie e all’assessora municipale alla cultura e alla memoria Maya Vetri, perché è stata una donna straordinaria di questo quartiere”.

Anche nella chiesa di Santa Galla, domani alle 11, 00 il parroco don Paolo Aiello celebrerà una messa in suo ricordo.

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È tempo di Carnevale Antirazzista. Festa e coriandoli anche a Montagnola

Diversi animali fantastici guideranno un corteo alla ricerca dell’isola incantata, attraverso prove da superare e tanta musica dal ritmo sfrenato. Poi ci si immergerà in una favolosa avventura, che evocherà sentimenti ed emozioni ormai latenti nell’essere umano, quali il rispetto della natura e degli altri abitanti del pianeta.

Questo è lo spirito della XIV edizione del Carnevale Antirazzista, in programma sabato 18 febbraio. Una parata colorata e festante partirà alle ore 10:30 dal Parco della Torre di Tor Marancia, percorrerà Garbatella, attraverserà il ponte Settimia Spizzichino e terminerà al Parco Schuster alla basilica di San Paolo, dove si proseguirà tra musica e danze fino al primo pomeriggio.

L’evento organizzato dalla Rete Roma Sud insieme all’associazione Controchiave e alle Scuole Popolari Sciangai e Piero Bruno ha visto, in preparazione del carnevale, alcuni laboratori pubblici a cui hanno partecipato molti giovani della zona, durante i quali sono state realizzate le maschere, i carri e gli addobbi che andranno ad abbellire la parata di sabato. Inoltre, saranno presenti anche bande musicali, danzatori, giocolieri, trampolieri e tanti artisti che renderanno magica l’atmosfera.

Appuntamento quindi da non perdere per passare una piacevole mattinata di carnevale in compagnia, per riscoprirsi come una comunità accogliente, solidale e rispettosa della natura.

Percorso parata Carnevale Antirazzista

Carnevale alla Montagnola

Lunedì 20 gennaio andrà in scena invece la V edizione del Carnevale di Montagnola, organizzata dal Comitato di Quartiere. L’appuntamento è rivolto alle scuole d’infanzia del territorio e per la prima volta alla Raimondi di Tor Marancia.

Ogni classe alle ore 9:00 uscirà in strada e sfilerà in machera fino a confluire in piazzale Caduti della Montagnola; dove tra danze e giochi, sarà servita una merenda offerta dai commercianti della zona, che hanno contribuito all’organizzazione.

Oltre al Comitato di Quartiere collaborano i volontari del Centro Anziani Casale Ceribelli, degli Orti Urbani Tre Fontane, i genitori e le volontarie della Scuola Popolare Sciangai,  l’evento è patrocinato dal Municipio Roma VIII.

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Novantaquattro! Tanti auguri Maria

Oggi compie 94 anni ma ne dimostra trenta di meno. Maria Jatosti, la pasionaria della Garbatella, ha ancora la grinta, la curiosità, la voglia di scalare il cielo, quella luce negli occhi di una giovane ragazza.

Scrittrice, poetessa, giornalista, attivista politica, Maria Jatosti ha trascorso parte della sua vita a fianco di Luciano Bianciardi, autore di successo del romanzo la Vita Agra, con cui ha fatto un figlio.

La trasferta a Milano

Erano gli anni del boom economico e piazza Duomo pulsava tra le insegne scintillanti dei nuovi supermarket e gli aperitivi in Galleria al bar Biffi. Ma per Maria e Luciano la vita era dura: le giornate trascorrevano traducendo libri a cottimo per la casa editrice Feltrinelli. Gli unici svaghi, erano un cinema d’Essai, magari il Meravigli vicino a piazza Cordusio, due uova al tegamino in latteria sull’Alzaia dei Navigli, le fredde serate al Bar Jamaica e i dopocena nel triangolo di Brera.

Maria in quegli anni ha collaborato con tanti settimanali di area comunista come Vie Nuove, Noi Donne, ma per sbarcare il lunario scriveva anche per Abc, per la rivista erotica Le Ore.

Sempre in prima fila

Da anni è ritornata a Roma ed è ancora sulla breccia. Quando viene chiamata dagli amici della Villetta, la storica sede del Pci della Garbatella, non declina mai l’invito. Allora eccola a Visionaria con Neri Marcorè e Luca Barbarossa, al Festival Jazz, al Palladium per festeggiare il centenario della nascita di Bianciardi con Giovanna Ralli e Ricky Tognazzi.

La campagna elettorale del 1948

È un fiume in piena quando ricorda l’apertura della campagna elettorale del 1948, quella del Fronte Popolare di Vota Garibaldi. “Avevo appena 19 anni e toccò a me aprire a nome delle ragazze democratiche la prima elezione che dava il voto alle donne. La platea del Cinema Teatro Garbatella, oggi Palladium, era gremita da più di duemila persone, operai dell’Ottica Meccanica, dell’Officina del gas, facchini dei mercati generali, edili”. A noi piace ricordarla così nel giorno del suo 94 esimo compleanno.

Tantissimi auguri Maria dagli amici di Cara Garbatella e della Villetta Social Lab.

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I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
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