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Apre in Municipio uno sportello informativo sul Testamento Biologico

Il Municipio Roma VIII, con l’intento di promuovere la conoscenza delle disposizioni sul testamento biologico, ha attivato uno sportello per offrire un’informazione consapevole sulle norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento.

In base alla legge n. 219 del 22 dicembre 2017, entrata in vigore il 31 dicembre 2018, ogni persona maggiorenne può lasciare indicazioni circa la volontà o meno di accettare, in caso di malattia che rende impossibile l’autodeterminazione, accertamenti diagnostici, interventi terapeutici, poiché nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.

Il box informativo è situato al primo piano all’interno dell’edificio del Municipio, in via Benedetto Croce 50. Ci si potrà presentare senza appuntamento già questo mercoledì 10 luglio dalle ore 15:30 alle  17:00.

Le parole dell’Assessora alle politiche sociali Aluigi

Il nostro Municipio  è stato sempre attento ai temi legati ai diritti delle persone, per cui tramite una direttiva di Giunta abbiamo colto l’opportunità per predisporre l’avviamento di questo nuovo servizio – ci racconta Alessandra Aluigi, l’Assessora municipale alle Politiche Sociali – Il biotestamento è un argomento medico, sanitario e legale, non poteva essere rilegato solamente all’associazionismo, ai volontari o ai burocrati; bisogna infondere consapevolezza e sicurezza nelle scelte, l’Istituzione per questo deve essere presente e avvalersi anche di professionisti, infatti, il servizio è svolto in collaborazione con il Distretto 8 e la Casa della Salute della Asl Roma 2 – conclude Aluigi – Le persone allo sportello oltre a chiedere informazioni, troveranno materiale esplicativo e modulistica. Oggi è un primo appuntamento, da settembre stabiliremo un giorno fisso al mese”.

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Giuliano Marotta nuovo direttore di Cara Garbatella online

Passaggio di consegne questa mattina al Tribunale per la Stampa. Dopo cinque anni il giornalista e
scrittore Gianni Rivolta lascia la direzione del magazine online Cara Garbatella nelle mani di
Giuliano Marotta.
Cara Redazione, dopo quasi cinque anni lascio la direzione di Cara Garbatella online a Giuliano
Marotta – scrive in un messaggio Rivolta – Auguro buon lavoro a lui e a tutti voi. Naturalmente
non scomparirò del tutto, intanto perché rimango responsabile del giornale cartaceo, ma rimarrò
a disposizione per consigli e chiarimenti”.
Giuliano Marotta, 39 anni, giornalista pubblicista, collabora con Cara Garbatella dal 2020, nelle sue
parole traspare trepidazione per questo nuovo incarico: “Spero di essere all’altezza del compito, non
sarà facile sostituire Gianni. Per me questo è un grande incentivo a migliorarmi come individuo,
emozione che spero di trasmettere anche alle persone che mi circonderanno in questo percorso”.
Cara Garbatella negli ultimi anni è diventata un punto di riferimento dell’informazione per gli
abitanti dell’Ottavo Municipio e una fonte attendibile sulla storia del territorio, meriti premiati
grazie al costante lavoro della Redazione, coordinata da Gianni Rivolta e dal direttore editoriale
Giancarlo Proietti.
Al nuovo direttore Giuliano Marotta, ora il compito di affrontare le prossime sfide e raggiungere
traguardi ambiziosi nell’informazione locale, a lui i migliori auguri da parte di tutta Cara Garbatella.

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“Introduzione alla realtà” : il nuovo libro di Edoardo Camurri a Moby Dick

L’evento

Edoardo Camurri arriva alla Garbatella con il suo nuovo libro, “Introduzione alla realtà”. Il conduttore televisivo, giornalista e scrittore, sarà ospite oggi, 26 giugno 2024 alle ore 18:00, dell’Hub culturale Moby Dick, in Via Edgardo Ferrati 3.  L’autore dialogherà con Emanuele Dattilo, dopo i saluti e una breve introduzione alla discussione, che sarà realizzata dal consigliere municipale Lorenzo Giardinetti.

 

Foto di facebook. Edoardo Camurri 2020

Il libro

“Introduzione alla realtà” è un’epistola, un piccolo pamphlet filosofico di un centinaio di pagine in cui l’autore si rivolge ad un tu immaginario, che possiamo assumere come tutti noi. Il libro, edito da Timeo nel 2024, raccoglie un flusso di riflessioni appassionanti, capaci, come dice l’autore stesso, di farci incontrare la realtà nella sua durezza. Nelle sue pagine raccoglie, quindi, questioni che spaziano dalla paura alla morte, dalla psichedelia all’amore. Quella contenuta nel libro è una storia che parte dall’inizio, dalla nascita che ci introduce al mondo e alla realtà. I ragionamenti dell’autore ci possono aiutare a ridefinire la realtà possibile.

 

L’autore

Giornalista e scrittore classe ’74, Edoardo Camurri ha concentrato il suo lavoro nella divulgazione filosofica e culturale. Fino al gennaio di quest’anno ha condotto, su Rai 3, il programma culturale “Alla scoperta del ramo d’oro”, che ha raccolto un vasto pubblico di studenti e di persone di ogni età, entrando anche nelle scuole. Tante  le conduzioni radiofoniche e i contributi cartacei. Tra gli altri, ha introdotto nell’edizione di Mondadori, gli scritti psichedelici di Huxley. Durante la pandemia, ha condotto “Maestri”, il programma di Rai Cultura che promuoveva la didattica a casa durante la chiusura delle scuole, in collaborazione con il MIUR.

 

 

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Importanti novità al San Michele di Tor Marancia

L’Istituto Romano di San Michele, la più grande Azienda Pubblica di Servizi alla Persona di Roma, per rilevanza patrimoniale e attività di assistenza svolta,  ha portato in porto due rilevanti risultati.
Il primo riguarda l’avvio della collaborazione con la Fondazione Santa Lucia, l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, situato sulla via Ardeatina a poche centinaia di metri rispetto al San Michele.
L’altro, invece, concerne l’investimento di circa 12 milioni di euro per ridisegnare l’insieme dei servizi che verranno erogati dal San Michele nei prossimi anni.

Collaborazione con Santa Lucia

Il Presidente dell’Asp San Michele Giovanni Libanori, eletto a novembre 2023, e il Direttore Fabio Liberati si sono recati presso la Fondazione Santa Lucia Irccs per formalizzare l’avvio della collaborazione tra i due enti nell’ambito dell’erogazione di servizi alla persona e degli individui con disabilità.

Assieme a Maria Adriana Amadio, la Presidente della Fondazione e ad Antonino Salvia il Direttore Sanitario, i presenti hanno convenuto sull’importanza di questa reciproca collaborazione volta ad incrementare, nel campo della diagnostica e specialistica, i servizi per gli ospiti del San Michele.

L’obiettivo – dichiara in un comunicato il Presidente Libanori – è quello di agevolare l’accesso alle prestazioni sanitarie dei nostri ospiti della RSA e della Casa di Riposo. Dalla diagnostica di laboratorio a quella per immagini, passando per le prestazioni specialistiche di andrologia, angiologia, geriatria, fisiatria e così via, mettiamo a disposizione dei nostri utenti la possibilità di accedere a un centro di eccellenza dotato di tecnologie all’avanguardia, ottimizzandone altresì le tempistiche di ingresso”.

Un investimento per l’ottimizzazione dei servizi

Un tesoro complessivo di 12 milioni di euro, acquisito tra accantonamenti e riserve di bilanci, è l’investimento con cui l’Asp San Michele andrà ridisegnare tutto l’insieme dei servizi che verranno erogati dall’ente nei prossimi anni e di conseguenza alla ristrutturazione di alcune palazzine facenti parte del patrimonio dell’Azienda.

Nel corso dell’ultimo Cda abbiamo approvato un importante atto di indirizzo sulla nuova destinazione degli immobili Toti e Giuliani di proprietà dell’Ente da utilizzare a fini socio-sanitari- assistenziali – dichiara il  presidente Libanori – Infatti, vista l’esigenza di avviare il Servizio Permanente di interesse regionale inerente alla reintegrazione familiare e sociale del paziente post- comatoso e il Servizio di Cure Palliative, si è reso necessario stabilire una nuova destinazione degli immobili, secondo una ripartizione dei servizi di natura socio-sanitaria per la Palazzina Toti (Rsa, Servizio Post Comatosi e Servizio Cure Palliative) e di natura socio-assistenziale per la Palazzina Giuliani (Casa di riposo e Servizio di co-housing)”.

Si tratta di un investimento importante necessario alla riqualificazione delle due Palazzine e alla realizzazione delle opere di ristrutturazione per l’adeguamento degli immobili alle diverse tipologie di servizi. Ringrazio – conclude Libanori – il Cda per aver condiviso all’unanimità questo atto di indirizzo, fondamentale per migliorare sempre di più l’erogazione di prestazioni a sostegno delle fasce più deboli della nostra comunità”.

Il cantiere aperto in via Cerbara

L’area del San Michele, nel frattempo, è interessata anche dai lavori del cosiddetto ‘scheletro in cemento armato’ in via Giuseppe Cerbara a Tor Marancia. Lo spazio, abbandonato da circa 30 anni, è stato individuato dalla Asl Rm 2 per la realizzazione di una Casa di Comunità di 750 metri quadrati e un Ospedale di Comunità di altrettanti 1.800 mq.
Si tratta di un investimento da sette milioni di euro, finanziato con i fondi del Pnrr. Il cantiere dovrebbe chiudersi entro il 31 dicembre 2025, per essere inaugurato agli abitanti nel 2026.

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A Tor Marancia ritorna Er Fest, il Festival di Editoria Radicale

Un festival dell’editoria radicale indirizzato ai più giovani illuminerà il Parco della Torre a Tor Marancia, venerdì 14 e sabato 15 giugno.
Un evento ricco di ospiti provenienti dal panorama dell’arte e della cultura popolare nazionale, oltre dieci case editrici, laboratori e un torneo di calcetto per i bambini e le bambine a cura della Scuola Popolare Sciangai.
Organizzato da Momo edizioni, con la collaborazione dell’Associazione Parco della Torre, l’Associazione Conflitti, il Monk Roma e con il patrocinio del Municipio Roma VIII, Er Fest ha come obiettivo quello di promuovere la cultura radicale e portare le persone all’interno di quartieri che raramente vengono raggiunti da questo tipo di manifestazioni.

Il programma

Ritorneranno per l’occasione il fumettista Zerocalcare, che presenterà il suo nuovo libro Quando muori resta a me, Erica Silvestri con i laboratori per i bambini di riciclo e di lettura ispirati al suo libro Karukinka e infine Davide Grillo, con un reading dal titolo Tre racconti belli e uno mio con lui si alterneranno alle letture: Caterina Guzzanti, Flavia Fazi, Arianna Gaudio, Giacomo Ciarrapico e Daniele Miglio.

Tre le novità la presenza del fumettista Maicol & Mirco, autore per altro della locandina dell’evento. L’artista presenterà insieme a Chiara Cruciati, giornalista de Il Manifesto, il suo ultimo successo Favole per psicoterapeuti, un libro che vede protagonisti i suoi celebri “scarabocchi” su sfondo rosso, che con irriverenza e sarcasmo raccontano la realtà.

C’è grande attesa per Franchino er Criminale, atipico food blogger che sui social registra milioni di visualizzazioni per le sue recensioni, fin troppo sincere, riguardo a locali che propongono cibo da strada. Franchino presenterà il suo libro Me sò magnato Roma e dialogherà con Zerocalcare e Giulia Crossbow, in un dibattito grottesco dal titolo La carbona come metro de valutazione di un popolo.

La territorialità sarà ben rappresentata dalla presentazione del libro fresco di stampa, edito da Red Star Press, Tor Marancia – Storia di un quartiere popolare di Roma, di Giuliano Marotta e Luca Canali; insieme ai due autori il rapper tormarancino Chino, che canterà dal vivo alcune delle sue ultime canzoni. L’incontro sarà moderato da Giulia Zitelli Conti, vicepresidente dell’Aiso, l’Associazione Italiana di Storia Orale.

Da segnalare anche lo spettacolo Notte prima degli esami, a cura della Scienza Coatta e Marzio Persiani, ed infine la presentazione del libro Tu che sei la mia Roma, con Umberto Liviadotti, Andrea Catarci e Sandro Gobetti.

Altre informazioni

Il  dettaglio del programma è disponibile sulle pagine social degli organizzatori. L’ingresso al Parco della Torre è su viale di Tor Marancia 29 e la partecipazione all’evento è completamente gratuita. Sarà inoltre presente un punto ristoro con merende per grandi e piccini, con una selezione di birre, vini e bevande analcoliche.

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Uccisa alle Cave Ardeatine mentre faceva cicoria

La storia di Rosa Fedele, la 336esima vittima dell’eccidio nazifascista alle Fosse Ardeatine

A distanza di 80 anni rimangono ancora delle ombre sulle vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Delle 335 persone trucidate dalla folle ritorsione dei nazifascisti, dopo l’azione partigiana di via Rasella per mano dei Gap, otto corpi rimangono ancora da identificare e anche sulla 336 esima vittima “Fedele Rasa”, probabilmente ferita a morte all’esterno delle cave da parte di un soldato tedesco di guardia nei dintorni, permangono dubbi ed incertezze.

“C’è qualcosa che è ancora ignorato, nel grande eccidio delle Cave Ardeatine – precisa lo scrittore e cronista giudiziario Cesare de Simone nel libro Roma città prigioniera (Ed. Mursia 1994). In realtà, gli uccisi dai tedeschi furono 336, e quel trecentotrentaseiesimo è una donna di 74 anni, si chiamava Fedele Rasa.

Spulciando i registri del pronto soccorso dell’ospedale del Littorio (oggi San Camillo) nel registro degli Ingressi donne dell’anno 1944, al numero 2976 si conferma: «24 marzo, ore 17, Fedele Rasa, 74, fu Andrea, nata a Gaeta (Littoria), abitante al Campo sfollati Villaggio Breda, scompenso cardiaco provocato da ferita d’arma da fuoco deceduta il 25 marzo ore 2, giorni di degenza 1. La donna è rimasta colpita da un colpo di fucile sparato da soldato tedesco mentre faceva erba sul prato di via delle Sette Chiese prospiciente la via Ardeatina» (1)

Il vero nome della donna e la testimonianza

E qui cominciano gli interrogativi. Fedele è un nome inusuale per una donna, Rasa un cognome molto poco diffuso: si chiamava veramente così la malcapitata? Tramite l’anagrafe  abbiamo scoperto che il vero nome della donna è Rosa Fedele, nata a Gaeta l’11 febbraio 1862 (2). Oltre al nome e al cognome, anche l’età riportata risulta sbagliata, al momento del decesso non aveva 74 ma 82 anni.

A sostegno della versione di De Simone c’è anche un testimone diretto. Infatti Adelio Canali, abitante della Garbatella e per decenni segretario della locale sezione della Democrazia Cristiana, in un suo libro di memorie (3) e in una recente intervista ci lascia una credibile dichiarazione:

Il pomeriggio del 24 marzo 1944, mentre mi trovavo con la mia famiglia in zona via delle Sette Chiese, mi ero allontanato per giocare avvicinandomi alle cave ardeatine. Sulla sommità della collinetta vidi una signora anziana, io ero nascosto dietro le fratte, scorsi poco lontano un milite tedesco armato. Impaurito da quella vista mi diedi a gambe levate per tornare dai miei. Mentre correvo udii distintamente un colpo di arma da fuoco. Qualche giorno dopo seppi che quella signora era poi deceduta all’ospedale.

Molto probabilmente la donna vista da Adelio era proprio la nostra Rosa Fedele che si trovava per sua sfortuna in quei paraggi in quel giorno sventurato. È legittimo sollevare un ulteriore interrogativo. Perché una donna di 82 anni che dimorava al Campo Breda (4) sulla Casilina quel giorno si trovava nei pressi delle Fosse Ardeatine, a circa 20 km di distanza dalla sua residenza? Per questa domanda non abbiamo risposte certe. Possiamo solo supporre che Rosa Fedele, viste le disumane condizioni cui erano sottoposti gli sfollati al Campo Breda, fosse fuggita e avesse trovato rifugio nella zona, per esempio presso i frati salesiani che davano ricovero a sfollati e sbandati all’interno delle Catacombe dai San Callisto: questa è però solo una nostra congettura non suffragata da prove concrete.

(Ha collaborato Giuliano Marotta)

Certificato di nascita e atto di morte di Fedele Rosa

Note

  1. Purtroppo non sono più disponibili i registri di ingresso donne al pronto soccorso citati da De Simone, né al San Camillo (ex Littorio) né al San Giovanni (altro ospedale citato da De Simone nel suo racconto), di conseguenza non abbiamo potuto confermare le indicazioni da lui fornite. Visti però i riscontri documentali, la testimonianza diretta, la dovizia di particolari forniti possiamo ritenere il suo racconto veritiero.
  2. Rosa Fedele di Andrea e Antonia Loreta Di Biase. Sposata il 13 agosto1887 con Vincenzo Albano, rimasta vedova il 10 febbraio 1930, abitava in via Indipendenza 461 a Gaeta. Il certificato di morte recuperato all’anagrafe di Roma (foto 1) riporta che Rosa Fedele di razza ariana (sic!) morì nella notte del 25 marzo 1944 alle ore 2 presso l’Ospedale Littorio (attuale San Camillo).
  3. La Terrazza sulla Garbatella di Adelio Canali 2008, edizioni EDUP
  4. La Breda di Torre Gaia, situata al km 14 della via Casilina, era uno stabilimento destinato alla fabbricazione di armi automatiche di medio e grosso calibro, fortemente voluto da Mussolini dopo la vittoriosa campagna militare per la conquista dell’Africa Orientale. Nel 1943 erano stati allestiti nell’area sia un Campo per Sfollati sia un vero e proprio Campo d’Internamento, quest’ultimo creato all’interno della fabbrica d’armi. Qui venivano instradati uomini abili al lavoro e giovani rastrellati a Roma e dintorni. La vigilanza era affidata agli agenti della P.A.I. (Polizia dell’Africa Italiana) e ad alcuni contingenti della Wehrmacht con la supervisione delle terribili SS. Le condizioni di vita dei profughi e degli internati erano terribili. Nel periodo fine 1943 inizi 1944 molti abitanti di Gaeta e delle zone, che si trovavano sulla linea del fronte Gustav, furono sfollati a Roma nel Villaggio Breda.
Cicoriare presso la Basilica di San Paolo (foto di Tripoli Benedetti)

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 5]

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Ago e quel filo giallorosso lungo trent’anni

di Claudio D’Aguanno

A rovistare tra le carte smarrite nel più fondo dei cassetti, spesso un sollievo per la memoria e altrettanto spesso un tormento per l’anima, ci sono fogli che più di altri hanno la capacità di scuotere lo sguardo e di marcare meglio le rughe sul volto. Giornali e foto di fine secolo, appunti buttati via di un libro mai chiuso, note messe da parte.

Quel 30 maggio del ’94 era un lunedì senza calcio in vista ormai dei Mondiali USA e quella che mi ritrovo tra le mani è una copia d’un ingiallito Paese Sera. Il quotidiano romano aveva conosciuto tempi migliori e allora tentava l’ennesimo rilancio. Aveva ridotto il formato ma non lo stile e nella sua qualità comunicativa metteva insieme tante cose. Eppure tra notizie e clamori è solo lo sconcerto per quel maledetto colpo di 38 quello che mi rincorre forte tra le righe stampate. “Sciagurato come un autogol, inaspettato come un cartellino rosso immeritato, fulminante come uno di quei calci piazzati, così poco rispettosi delle barriere, che soltanto lui sapeva realizzare.” Così l’attacco del pezzo a tutta pagina sulla partita finita male di Agostino.

Su tanta stampa più o meno specializzata, anche di ottima letteratura, le metafore si sposavano con l’emozione e il rumore dell’ultima sconfitta rendeva mesto anche il ricordo più bello. A me invece era venuto naturale andare a cercare tra le strade di Garbatella e Tor Marancia il ragazzo incontrato al Liceo,  l’avversario di tante sfide vissute “al gran sole carico d’amore” dell’oratorio, il centrale del Borromini nel torneo del 72, quello di noi che s’allenava con De Sisti al Tre Fontane, il formidabile capitano dello scudetto, l’atleta protagonista di tanti momenti felici e meno felici.

E l’incredulità di allora ci mette meno di un attimo a tornare a galla. Rileggo la commozione di Danilo o di Gigi cresciuti con lui alla De Nicola. Rivedo lo stupore di Padre Guido e l’affetto, pieno di rabbia tenera e commossa, dei suoi compagni di scuola. “Agostino triste? Forse il mondo del pallone, con cui ha avuto a che fare, era triste – sbotta Carmine Tortorella detto Ciro – lui era di una serietà unica e di un’umiltà sconvolgente.” Per Corrado MezzanotteUna scelta terribile la sua ma più di lui colpevole l’affollata solitudine in cui l’avevano confinato. Infelice – insiste – l’ambiente che non ha saputo tenerselo. Io ricordo il suo piacere nel far correre la palla, il suo estro, la sua semplicità piena e generosa.

Ecco, trent’anni dopo, il segno di quell’esistenza unica e particolare trovare ancora le sue parole più vere. “Il calcio è talento ma è gioco collettivo e va fatto con divertimento. Il calcio è lealtà verso l’avversario. E’ rispetto delle regole. Il calcio è semplicità!” Proprio così appuntava Agostino in un suo manuale pubblicato dopo la sua morte. E quanta ricchezza in quella rivendicazione di “semplicità”!

Ora sono le frasi di un figlio ormai adulto a venirmi incontro: “No, non facciamo di lui un santino – scrive Luca Di Bartolomei –  Ago va ricordato non celebrato. E va ricordato tutto. Affinché sia monito di amore, di cura e di perseveranza. Perché la vita è ciclica e sta a tutti noi impegnarci per riconoscere i momenti di difficoltà e la fragilità di chi ci è vicino. Essere empatici, mostrare gentilezza, essere aperti è un investimento e ripaga sempre. È così che in questi trent’anni, insieme, siamo riusciti a far tornare mio padre fra le strade della sua città. Con gioia e senza più malinconia.

Nota

Nei prossimi giorni vedrà la luce una piccola associazione che ne porterà il nome. Ci saranno azioni concrete in suo nome: un murale restaurato al liceo Caravaggio, iniziative varie, borse di studio sportive per ragazzi del quartiere.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 8]

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Quei treni della felicità

I bambini bisognosi della Garbatella, nel dopoguerra furono ospitati dalle famiglie del Nord Italia

La fine delle ostilità del secondo conflitto mondiale lasciò  l’Italia sprofondata su un cumulo di macerie e povertà, ma non di disperazione. Un aiuto concreto ai figli delle tantissime famiglie povere del Centro-Sud lo idearono l’Unione Donne Italiane, insieme al Partito Comunista, con un progetto formidabile e visionario noto come “I treni della felicità“.

Grazie alla disponibilità di famiglie generose del Nord, che avrebbero dato accoglienza temporanea a bambini indigenti o in difficoltà economiche.

Il piano, ancora oggi, poco conosciuto, iniziò a gennaio 1946 con l’allestimento di treni speciali che portavano i bambini bisognosi nelle case di quelle famiglie che si erano offerte per dare loro alloggio e sussistenza.

In un batter d’occhio la vita per queste creature cambiò in meglio, per loro scomparvero i problemi di scarsità di cibo, cure, istruzione e beni di prima necessità.

Anche a Garbatella ci furono genitori che scelsero per i propri figli a soluzione dei Treni per la felicità. Su questo numero, dopo la storia di Giulio, Laura e Giovanni Foschi, pubblichiamo, grazie All’Archivio di Stato di Carpi  e la collaborazione di Cinzia Crenca, la foto di un bambino Bonifassi Giuseppe, abitante alla Garbatella via Borgata Tormarancio.

Bonifassi Giuseppe

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 3]

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I cantieri aperti in VIII Municipio

Al via i lavori sul ponte dell’Industria e su quello di via Giulio Rocco

Proseguono secondo tabella i lavori di rifacimento del Ponte dell’Industria. Entro fine anno, la città usufruirà di un’opera ingegneristica innovativa attuata da ANAS e finanziata con circa 18 milioni di euro.

Si tratta di una delle opere principali del Giubileo, che tornerà ad unire de facto i Municipi VIII e XI. Al momento l’unica strada di collegamento diretto è quella di Ponte Marconi.
L’incendio del ponte nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre del 2021, dopo averne causato l’interruzione al traffico veicolare, aveva reso necessario deviare il traffico proprio su Ponte Marconi o su Ponte Testaccio con inevitabile allungamento dei tempi di percorrenza.

Il cantiere, iniziato a fine luglio 2023, ha visto in una prima fase lo spostamento dei sottoservizi e l’allestimento della nuova passerella dedicata alle forniture, mentre in questi giorni è in corso il consolidamento delle pile al termine del quale l’impalcato sarà smontato per lasciare spazio al nuovo cavalcavia. Il nuovo ponte dell’Industria vedrà un allargamento della sede stradale che passerà ad 11 metri, rispetto agli attuali 7. Conseguentemente sarà aumentato il carico fino a 26 tonnellate, cioè fino a quello ammissibile per il transito degli autobus, non è escluso quindi che Atac possa istituire una linea bus che colleghi i due municipi.

Ponte di Ferro. Illustrazione di Giulia Ananìa

Procedono i lavori del ponte di via Giulio Rocco

Procedono, intanto, anche i lavori di demolizione e ricostruzione del ponte di via Giulio Rocco, opera importante e tanto attesa dai cittadini della Garbatella e dell’Ostiense. Il cavalcaferrovia che attraversa i binari della Linea B della Metropolitana e della Metromare, costeggiando l’edificio che ospita l’Università Roma Tre, rappresenta un’infrastruttura viaria molto importante nel nostro municipio, costituendo una valida alternativa all’attraversamento del più moderno collegamento stradale Settimia Spizzichino per chi deve dirigersi verso Garbatella o San Paolo.

Il viadotto venne costruito nel lontano 1921 all’epoca della fondazione della Borgata Giardino Concordia. Aveva resistito per circa un secolo fino a quando il sisma, che il 30 ottobre 2016 sconvolse l’Italia centrale, procurò gravi danni alla sua struttura determinandone l’interdizione al transito veicolare.
Il tanto atteso ripristino del Ponte Rocco dopo otto anni di chiusura, con un cofinanziamento Campidoglio-Regione totale di 4,8 milioni di euro, prevede la realizzazione di una struttura completamente nuova, più ampia e fruibile.
Terminate le opere di cantierizzazione, è cominciato in questi giorni lo smontaggio degli arredi. Conclusa questa fase inizierà il delicato passaggio riguardante lo spostamento dei sottoservizi (gas e  telecomunicazioni). Per tutta la durata dei lavori le forniture non saranno mai interrotte. La sede stradale sarà allargata dagli attuali 6,40 metri a 12, incluso l’ampliamento dei marciapiedi, aumentando sensibilmente il livello di sicurezza per automobilisti e pedoni. Il termine dei lavori è atteso entro la fine del 2024.

Lavori a via Giulio Rocco. Foto di Alessia Samaritani

È tornato fruibile il passaggio pedonale alla Metro Piramide

Mercoledì 29 maggio, dopo 4 anni, è tornato fruibile il passaggio pedonale tra la stazione Metro Piramide, la linea Metromare e la Stazione Ostiense.
Una notizia attesa da anni, non soltanto dai cittadini dell’Ostiense, ma anche dai molti pendolari che quotidianamente si trovano a passare dalle linee ferroviarie metropolitane (FL1, FL3 e FL5) alla metro B o viceversa.
La prima interruzione del passaggio si ebbe in piena pandemia Covid, per evitare gli affollamenti. Poi si verificò la necessità di intervenire con dei lavori di ristrutturazione, considerando che l’apertura di quel tunnel avvenne in concomitanza con i mondiali di Italia 90.
Riapriamo uno dei più importanti sottopassi pedonali della città” – ha spiegato il Sindaco Roberto Gualtieri, all’Adnkronos – “era chiuso da anni, provocando disagi quotidiani a migliaia di cittadini e turisti. Adesso fa parte dei tanti interventi con cui stiamo recuperando anni di ritardo su tutta la rete di ascensori e scale mobili legate al trasporto pubblico locale, passando in due anni dal 22% al 10% di impianti da riparare, con l’obiettivo di arrivare ad un fisiologico 5% entro il Giubileo. Grazie ad Atac e all’assessorato per il grande sforzo che stanno compiendo”.

In questi quattro anni di chiusura, sono stati tanti gli appelli e le richieste di riapertura da parte dei cittadini e dei pendolari a cui oggi finalmente diamo una risposta positiva” ha commentato l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè.
Nel corso del taglio del nastro, al quale hanno partecipato tra gli altri il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e la capogruppo PD al Campidoglio Valeria Baglio, è stato annunciato anche l’inizio dei lavori del parcheggio interrato di piazzale dei Partigiani, che funzionerà probabilmente sul modello del parcheggio di scambio della stazione Sant’Agnese-Annibaliano al quartiere Trieste, dove sono previste tariffe contenute o agevolate e gratuità per gli abbonati Metrebus.

Rifacimento dei marciapiedi di via Giovannipoli

Sono partiti nel frattempo i lavori di riqualificazione dei marciapiedi di via Giovannipoli, strada di collegamento tra la Garbatella e San Paolo, saranno rifatti quelli tra largo delle Sette Chiese e viale Leonardo da Vinci sul lato del parco di Commodilla. Proprio dinnanzi al giardino sarà posto un attraversamento pedonale di nuova generazione, con illuminazione a led e ben visibile anche di giorno; all’Ottavo Colle un’analoga opera è stata già varata in via Paolo di Dono davanti alla parrocchia di San Vigilio. Nelle vicinanze, in via del Serafico, davanti al parco Mattia Presti è stato invece apposto un attraversamento semaforico pedonale.

A breve prenderanno il via anche i lavori a Tor Marancia con il rifacimento dei marciapiedi agli ingressi scolastici in viale Carlo Tommaso Odescalchi. Lo ha annunciato l’assessore ai lavori pubblici dell’VIII Municipio Luca Gasperini.

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 2]

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Eraldo, rimarrai sempre con noi

A un anno dalla scomparsa del nostro Presidente

Un anno fa Eraldo Saccinto, il presidente di Cara Garbatella, dopo due settimane di terapia intensiva all’ospedale San Camillo, se ne andava per sempre e ci lasciava soli. Avevamo tutti sperato in una guarigione definitiva dopo un importante intervento chirurgico al cuore e una lunga riabilitazione. Non è stato così, ma è come sia rimasto sempre tra noi.

Come definire Eraldo? Era un signore nel vero senso della parola, una persona educata, sobria, affidabile che non amava mettersi in mostra. Anche nel lavoro in Municipio ha sempre ricoperto ruoli di fiducia nelle segreterie degli assessorati perché era un uomo su cui si poteva contare, competente, che lavorava sodo dietro le quinte.

Ecco come lo ricordava un anno fa il presidente Amedeo Ciaccheri: “Purtroppo dobbiamo dare una terribile notizia per tutta la comunità municipale: è scomparso Eraldo Saccinto, storico dipendente e colonna del Municipio Roma VIII. Da anni un caposaldo dell’Amministrazione comunale, si è occupato di politiche sociali nel corso degli ultimi vent’anni. Stroncato da una malattia che repentinamente lo ha strappato alla famiglia, il Municipio VIII non dimenticherà mai un esempio di professionalità e sensibilità per tutta la comunità territoriale, soprattutto per le fasce più deboli. Saremo al fianco della famiglia, in particolare della moglie e del figlio, in questo momento così doloroso e per il futuro.

Eraldo aveva 62 anni, da undici era Presidente dell’associazione Cara Garbatella e con noi aveva condiviso i progetti del giornale on line e del rilancio del cartaceo, su cui ha scritto per anni informando i cittadini sulle realizzazioni del Municipio VIII.

Oggi ci lascia soli alla vigilia del Garbatella Jazz Festival, una sua creatura. Come faremo a non vederlo più alla cassa del bar, servizio che da anni amava fare e a cui non voleva mai rinunciare? Caro Eraldo ci mancherai e ci stringiamo con affetto intorno alla tua famiglia, a tua moglie Antonella, a tuo figlio Antonio e a tuo fratello Gabriele.

Gli amici e le amiche di Cara Garbatella

[Articolo pubblicato sul periodico Cara Garbatella, Anno XVIII – Giugno 2024/numero 64, pag. 5]

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Ago e un filo giallorosso lungo trent’anni

di Claudio D’Aguanno

A rovistare tra le carte smarrite nel più fondo dei cassetti, spesso un sollievo per la memoria e altrettanto spesso un tormento per l’anima, ci sono fogli che più di altri hanno la capacità di scuotere lo sguardo e di marcare meglio le rughe sul volto. Giornali e foto di fine secolo, appunti buttati via di un libro mai chiuso, note scritte e messe da parte. Quel 30 maggio del ’94 era un lunedì senza calcio o meglio di quelli a campionato ormai spento e archiviato.

L’Inter s’era salvata dalla retrocessione per un punto, l’Atalanta scendeva in B, il Milan di Capello dopo il titolo t’aveva pure travolto il Barcellona in Coppa campioni mentre la Roma di Mazzone proprio per un ics patteggiato coi nerazzurri a San Siro era finita settima: “mia adorata –scriveva allora Victor Cavallo– sono stanco e ho bisogno dei tuoi capelli e di una campagna acquisti che mi ridia speranze di coppa Uefa”. La tensione pallonara ormai era però tutta rivolta altrove e in attesa dei Mondiali.

Quel pezzo su Paese Sera

È  proprio una copia d’un ingiallito Paese Sera quella che recupero e che mi si accartoccia tra le mani. Quotidiano romano che aveva conosciuto tempi migliori il giornale allora tentava l’ennesimo rilancio. Aveva ridotto il formato ma non lo stile e nella sua qualità comunicativa la cronaca cittadina si alternava a quella globale, un massacro in Ruanda stava nella pagina accanto alle udienze per la banda della Magliana, notizie made in Usa si confondevano con veloci incursioni nei quartieri di periferia. Berlusconi aveva appena formato il suo governo e lo smarrimento della sinistra istituzionale era compensato dal vigore dei movimenti di opposizione.

Eppure di tante cose è solo lo sconcerto per quel maledetto colpo di 38 quello che mi rincorre forte tra le righe stampate.  “Sciagurato come un autogol, inaspettato come un cartellino rosso immeritato, fulminante come uno di quei calci piazzati, così poco rispettosi delle barriere, che soltanto lui sapeva realizzare.” Così l’attacco del pezzo a tutta pagina sulla partita finita male di Agostino.

Il ragazzo del Borromini

Su tanta stampa più o meno specializzata, anche di ottima letteratura sportiva, le metafore si sposavano con l’emozione e il rumore dell’ultima sconfitta rendeva mesto anche il ricordo più bello. A me invece era venuto naturale andare a cercare tra le strade di Garbatella e Tor Marancia il ragazzo incontrato al Liceo,  l’avversario di tante sfide vissute “al gran sole carico d’amore” dell’oratorio o tra la polvere sudata del “campo del palo”, il centrale del Borromini nel torneo del 72, quello di noi che s’allenava con De Sisti al Tre Fontane, il formidabile capitano dello scudetto, l’atleta protagonista di tanti momenti felici e meno felici.

E l’incredulità di allora ci mette meno di un attimo a tornare a galla. Rileggo la commozione di Danilo o di Gigi cresciuti con lui alla De Nicola. Rivedo lo stupore di Padre Guido che ancora non sapeva spiegarsi “quella multa di 30 lire” che gli aveva appioppato in una partita “categoria microbi”.

E l’affetto, pieno di rabbia tenera e commossa, dei suoi compagni di scuola. “Agostino triste? Forse il mondo del pallone, con cui ha avuto a che fare, era triste. Lui era di una serietà unica e di un’umiltà sconvolgente –sbotta Carmine Tortorella detto Cino- pensa che per il Roma Junior Club lasciò a me la fascia di capitano, proprio a me che rispetto a lui ero una sega totale e fisicamente valevo meno della metà.” Per Corrado Mezzanotte “Una scelta sconvolgente la sua ma più di lui colpevole l’affollata solitudine in cui l’avevano confinato. Ma quale campione dal destino segnato! Infelice è l’ambiente che non ha saputo tenerselo. Io ricordo il suo piacere nel far correre la palla, il suo estro, la sua semplicità piena e generosa.”

Ecco, trent’anni dopo, il segno di un’esistenza unica e particolare trovare ancora le sue note più vere. “Il calcio è talento ma è gioco collettivo. E’ sport e agonismo ma va fatto con divertimento. Il calcio è lealtà verso l’avversario. E’ rispetto delle regole. E’ rispetto verso l’arbitro e guardialinee. Il calcio è semplicità!” Proprio così appuntava Agostino in un suo manuale pubblicato dopo la sua morte. E quanta ricchezza anche in quella sola rivendicazione di “semplicità”!

Le dichiarazioni del figlio Luca

Ora sono le frasi di un figlio ormai adulto a venirmi incontro: “No, non facciamo di lui un santino – scrive Luca Di Bartolomei-  Ago va ricordato non celebrato. E va ricordato tutto. Affinchè sia monito di amore, di cura e di perseveranza.

Perché la vita è ciclica e sta a tutti noi impegnarci per riconoscere i momenti di difficoltà e la fragilità di chi è intorno a noi. Essere empatici, mostrare gentilezza, essere aperti è un investimento e ripaga sempre. E’ così che in questi trent’anni insieme siamo riusciti a far tornare mio padre fra le strade della sua città. Con gioia e senza più malinconia.”

Nei prossimi giorni vedrà la luce una piccola associazione che ne porterà il nome. Ci saranno azioni concrete in suo nome e borse di studio sportive per ragazzi del quartiere. Così Agostino oggi è ancora tra noi e, chiude Luca, “il coraggio non ruggisce sempre, piuttosto a volte è un fiato sottile che dice riproverò domani”

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Il Basket 3×3: nuova energia per i nostri quartieri

Tre contro tre, la palla e i canestri. Le community di basket e streetball di Roma si sono organizzate. Sta arrivando il circuito di Roma 3×3: il primo circuito estivo per il basket di strada, che segna un passo avanti importante per questo sport sempre più diffuso. Domani a Garbatella iniziano i più giovani, della categoria Under 17, poi sarà la volta delle categorie Femminile e Senior.

Logo del torneo Roma3x3.

Il torneo

Cinque tappe e una finale, su tutto il territorio cittadino. Cinque playground che nei quartieri sono diventati simbolo di comunità e aggregazione intorno allo sport e che finalmente vengono messi in rete dai giovani che hanno organizzato il torneo. La finale in una location segreta che promette di stupire chi parteciperà.

Le tappe in VIII Municipio

GarbaPlayground

 

Ben tre delle cinque tappe cittadine saranno sugli asfalti dei playground del nostro Municipio: dal Garba Playground al Playground Roma 70, passando per quello del Cinodromo. Vari quartieri e un forte protagonismo dei ragazzi che stanno dando vita a questi luoghi di sport cresciuti e implementati grazie al lavoro delle comunità e Municipio negli ultimi anni.

La voce degli organizzatori

Francesco, Riccardo e Samuele sono tre dei ragazzi che gestiscono i Playground del Municipio VIII, ognuno con la sua community. L’entusiasmo è tanto. “Per noi il Playground è un luogo d’incontro”, dicono a Cara Garbatella, “dove ragazze e ragazzi possono incontrarsi e passare del tempo insieme, il Basket 3×3 è ciò che ci unisce e ciò che ha ci permesso di creare le nostre fantastiche community”.

E poi rispetto al torneo in arrivo aggiungono: “Il circuito Roma3x3 è un regalo che facciamo a tutte le nostre comunità ma in generale a Roma, perché per noi Roma rappresenta il nostro Playground”.

Il torneo andrà avanti per tutto il mese di giugno. Sta arrivando il circuito di Roma 3×3: per rimanere aggiornati basterà seguire le pagine social di Basket3x3 e che vinca il migliore!

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Elezioni Europee: Fabio Alberti si candida con la lista “Pace Terra Dignità”

In previsione delle Elezioni Europee dell’8 e del 9 giugno, si va delineando sempre di più il quadro dei pretendenti per un seggio a Bruxelles.

Tra i cittadini dell’Ottavo Municipio spicca il nome di Fabio Alberti, candidato nella circoscrizione Centro, con la lista Pace Terra Dignità, movimento promosso a luglio 2023 in particolare dai giornalisti Michele Santoro e Raniero La Valle.

Conosciamo meglio il candidato

Fabio Alberti, 67 anni, studioso di politica internazionale, è un volto noto nella militanza politica della sinistra radicale e nel volontariato dell’Ottavo Municipio, soprattutto nei quartieri di Tor Marancia e Montagnola.

Fin da giovane si è schierato in prima linea nelle lotte per il diritto alla casa, per l’equo canone e contro le case sfitte. Tra gli anni Settanta e Ottanta è divenuto consigliere comunale di Bologna, poi segretario romano di Rifondazione Comunista.

È stato tra le voci più significative in Italia per l’abrogazione del referendum contro il Nucleare e poco dopo si è mobilitato contro i bombardamenti nella guerra del Golfo. Negli ultimi anni è membro della Rete Italiana Pace e Disarmo e di Un Ponte Per, da sempre ha dedicato la sua vita all’attivismo per la pace, per i diritti e contro le disuguaglianze.

Il mio impegno per la pace

«Sono molto preoccupato per il presente, per il clima di scontro tra le grandi potenze militari, la situazione sta sfuggendo di mano, così rischiamo di ritrovarci nella terza guerra mondiale» – ci racconta Fabio Alberti – «L’Unione Europea spende miliardi di euro in armamenti, tutte le nazioni stanno riempiendo i propri arsenali; in alcuni stati europei hanno reintrodotto la leva obbligatoria e la cosa preoccupante che anche il Governo italiano sta vagliando la possibilità».

«Mi candido per la pace, per rimettere al centro dei discorsi europei temi che parlino di uguaglianza, di sanità, di riscaldamento globale e del diritto all’abitare. Sento l’urgenza di impegnarmi e di mettere in gioco tutta la mia esperienza maturata negli anni. Con le associazioni di cui faccio parte, abbiamo perseguito dei processi di pace e proposto negoziati sia in Ucraina sia in Medio Oriente. Sono stato nelle zone di guerra, ho visto e ho parlato con le persone che hanno subito i bombardamenti, che stanno vivendo in stati continui di paura e angoscia.

Nel mondo ci sono circa cinquanta guerre in corso, e l’Europa ha delle responsabilità gravi in molte di esse. La sinistra atlantista, che si spaccia per democratica, ha appoggiato governi guerrafondai, dimostrando di non essere sovrana in Europea ma soltanto una colonia degli Stati Uniti, tutto questo non è più tollerabile, bisogna costruire un fronte comune per la pace».

«Siamo certi di superare la soglia del 4% – conclude Alberti – I sondaggi spesso hanno commesso errori di valutazione, contiamo di attirare i voti delle persone deluse e preoccupate per la situazione bellica e dei molti astenuti alle precedenti elezioni».

Per chi volesse conoscere Fabio Alberti e la lista Pace Terra Dignità, può farlo lunedì 3 giugno alle 18:30, alla presentazione della lista, presso il Bar di Gigi a Tor Marancia (via dei Lincei 9), con lui dialogherà Elena Mazzoni, anche lei candidata alle prossime elezioni europee.

Come si vota?

Con le elezioni europee, i cittadini dell’Unione Europea eleggono i propri rappresentanti come Membri del Parlamento Europeo, un incarico della durata di cinque anni. Gli elettori italiani avranno l’opportunità di eleggere 76 membri del Parlamento europeo.

Le elezioni si terranno sabato 8 giugno dalle 15:00 alle 23:00 e domenica 9 giugno dalle 7:00 alle 23:00.

Si vota con il sistema delle preferenze: occorre tracciare un segno sul simbolo della lista che si intende votare, e si possono esprimere fino a tre preferenze ma non dello stesso sesso.

Non è possibile il voto disgiunto, ossia  non si potrà barrare il simbolo di una lista ed esprimere preferenze su candidati di altre liste.

In caso di tessera esaurita, deteriorata, smarrita o di mancato recapito, si ricorda di richiedere quanto prima un duplicato alla la Direzione Centrale dei Servizi Elettorali, in via Petroselli 50, oppure rivolgersi al Municipio di competenza territoriale.

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A Parco Shuster “Ognuno a modo suo: sport senza barriere”

Avete mai immaginato che su una sedia a rotelle si potessero fare acrobazie su delle rampe da skate o che un bambino disabile ami il rischio e l’adrenalina, e che non voglia sentirsi sempre protetto? Avreste mai pensato di divertirvi e mettervi in gioco su una sedia a rotelle?

Potete venire a rispondere a queste domande, in maniera affermativa, sabato 25 e domenica 26 maggio al Parco Schuster, cornice della Basilica di San Paolo, già sede delle due precedenti edizioni di Ognuno a modo suo.

In cosa consiste?

Un modo per sensibilizzare le persone su un tema, come la disabilità, è quello di farle immedesimare nelle varie condizioni umane, per cui nei due giorni al  Parco Schuster chiunque potrà provare delle discipline sportive adattate, come tirare di scherma bendati, provare a far canestro, infilarsi in una mischia di rugby o lanciarsi da una rampa di skate su una sedia a rotelle, sempre affiancato da atleti e allenatori esperti.

Un evento quindi dedicato non solo alle persone con disabilità, che avranno la possibilità di provare sport e prendere contatti con squadre e allenatori, ma per tutti. Le discipline adattate in prova libera permettono di scoprire il proprio corpo su una sedia a rotelle o bendato, di abbattere stereotipi e divertirsi tantissimo.

Il parco trasformato in un luogo di inclusività

La due giorni si svolgerà sfruttando le diverse caratteristiche di Parco Schuster.
Sul viale di travertino ci saranno gli sport di squadra in carrozzina come il rugby, il basket e il tavolo da biliardo; verrà installato lo skatepark accessibile per le discipline urbane come pattinaggio e wcmx (skate su carrozzina), e ci sarà la zona dedicata al paraciclismo con bici, tricicli, joëlette e moto-terapia.
Nell’area verde saranno collocate diverse aree sportive, la zona sensoriale e quella di laboratori e giochi: libri e giochi tattili, canzoni e laboratori, tra cui quello in lingua dei segni che avvicinerà le persone di ogni età alla comunicazione integrata con attività divertenti.
Sarà presente anche un palcoscenico, accessibile in sedia a rotelle per permettere a musicisti e attori con e senza disabilità di esibirsi, che vedrà un susseguirsi di approfondimenti, momenti di dibattito e spettacolo.

Programma

L’evento organizzato dalla fondazione Tetrabondi, insieme a tante associazioni, professionisti e collettivi di persone che si occupano di disabilità e sport, prevede un programma ricchissimo, consultabile sul sito della fondazione.

Si inizia alle ore 15:00 di sabato 25 maggio con il benvenuto e l’inaugurazione delle aree sportive e ludiche e dell’area dedicata ai laboratori del palcoscenico accessibile.

Sia sabato sia domenica si svolgeranno dal pomeriggio interventi e dibattiti dal palco, laboratori tra cui quello della Lingua dei segni, di scrittura autobiografica teatralizzata e di danza accessibile.

Nella sera di sabato invece, è  prevista musica dal vivo con Rapacio Band, Metro A e Nice Jazz Quintet. Chiuderà la due giorni, domenica sera Gianmarco Orlando con lo spettacolo comico “Alla carica miei 104”.

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Coppa Ago 2024: il Socrate fa cinquina

di Claudio D’Aguanno

Ormai è un appuntamento classico di metà primavera per le scuole di Roma VIII. Da scrivere in agenda. La Coppa Ago riscoperta e riportata in vita da Massimo Pelliccia è la sfida che, nel nome di capitan Di Bartolomei, ogni anno torna a far correre il pallone sul campo verde di via Costantino.

E’ la competizione, semplice e forte nel suo statuto, dove in palio non c’è la proprietà di un trofeo ma la sua presa in custodia e, forse anche per questo, quella più adatta al gioco della memoria e all’incontro tra le diverse generazioni.

Il Liceo Socrate vincitore della Coppa Ago 2024

Edizione numero sei questa del 2024. Tre, al solito, le squadre in campo: i campioni uscenti del Liceo Socrate, gli eterni sfidanti del Liceo Caravaggio, la new entry del Liceo Majorana di Spinaceto sceso dalle nostre parti a contrastare l’egemonia dei liceali della Garbatella.Ma le intenzioni non sempre vanno d’accordo con i risultati e il responso delle gare ancora una volta ha premiato i ragazzi del Socrate guidati in panchina dalla terna Pes Magistro D’Alessandro.

Netto il punteggio delle partite che li ha visti dominare sui rivali. Tripletta di Catanoso più Peri e D’Antoni nel match d’apertura con i blu del Majorana che trovano con il capitano Scarpetti il gol della bandiera.Punteggio tennistico invece, 6 a 0, nella chiusura di giornata ai danni del Caravaggio con doppiette di uno scatenato Catanoso e Pasquini più Pavinato e Ventura.

Nella partita di mezzo, tra Majorana e Caravaggio, il pari e patta al termine dei minuti regolamentari ha portato le due squadre a giocarsela ai rigori.Gli errori dal dischetto degli amaranto di Tor Marancia hanno fatto la differenza dando così ai blu di Iorio e Cirillo quella vittoria tenacemente negata nei minuti regolamentari dai ragazzi allenati da Antelmi e Silvestri.

il bomber Catanoso in azione

Al termine della competizione l’esplosione, con invasione di campo, della torcida del Socrate ha salutato il quinto successo, quarto consecutivo, dei liceali garbatellardi accompagnando pure con olè la consegna dei premi.

Diverse le presenze degne di nota e piacevolmente confuse sugli spalti tra le tifoserie più accese: Luca Di Bartolomei e Gabriele D’Urbano, il “fedelissimo” del torneo Carlo Firmani Preside del Socrate, l’immancabile Prof.ssa Fiorella De Benedictis del Caravaggio, qualche compagno sparso delle sfide “al campo del palo” come Enrico Tubili per anni stimato prof di matematica al Socrate, Enzo Del Poggetto del Roma Club Eur Torrino “Federica Del Poggetto”, Agnese ed Emma Petrucci con la loro mamma Beatrice ovvero la famiglia dell’indimenticato ex docente del Caravaggio Fabio Petrucci “uno del nucleo storico” della Coppa Ago al quale, da questa edizione, è intitolato il Premio fair play.

Foto di gruppo della Coppa Ago 2024

Nelle parole di Massimo Pelliccia il commento finale della giornata: “Questo torneo è nato per caso, per un ritrovamento fortuito, ma non è dovuto al caso il fatto che continui ad esistere. Senza sponsor e col solo sostegno organizzativo del Municipio, la coppa Ago è un piccolo miracolo di volontariato sportivo attorno a cui sta crescendo l’attaccamento delle scuole di zona. Abbiamo richieste di nuove partecipazioni e vedremo dal prossimo anno come rispondere.”

Per Amedeo Ciaccheri presidente di Roma VIII il torneo è un “bene comune” da proteggere e rilanciare sempre più:  “Quest’anno –ha poi sottolineato l’ex alunno del Socrate- sono trent’anni dalla scomparsa di Agostino e ci sono tante idee che girano tra di noi.

Flavio Grotti e Riccardo Rossetti (entrambi Socrate) premiati ex aequo

Fortemente voluto dal figlio Luca c’è il progetto di un’associazione in suo nome e di borse di studio per consentire a ragazzi meritevoli di studiare e fare sport insieme. Agostino Di Bartolomei non è un solo ricordo del passato ma una spinta sempre nuova ad andare avanti e crescere assieme nei valori che erano i suoi: quelli della correttezza, dell’impegno, della solidarietà.”

Formazioni, tabellini, marcatori e nomi della Coppa Ago 2024

 Liceo Scientifico e Linguistico  Statale  Ettore Majorana: Alluvion (F) – Araco – Busana – Cicchinelli – De Rocco – Lombardo – Mascia – Petri– Pietropaolo – Pimpinelli – Piro – Scalzotto – Scarpetti (C) – Tavani – Vigorita. Allenatori: Iorio, Cirillo.

 Liceo Artistico  Statale Caravaggio: Alleva – Amodio – Angeli – Arena – Bianchi – Biginelli – Capodanno – Cavalieri -Congiu – Del Castello – Di Blasi – Di Prospero – Gentile – Lucarelli – Maccarrone – Mancini -Mori – Pini (F) (C) – Rosati – Ruvolo – Serafini – Stoppaccioli – Trapani L. – Trapani F.  Allenatori: Antelmi-Silvestri.

 Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate: Battista – Bosman (F) – Carfagna – Catanoso – Colizza (C) – Cucci – D’Antoni – D’Aversa – Di Fraia – Fontana – Giorgi – Grotti – Pasquini – Pavinato – Peri – Petrucci –Pica – Pomarici – Ronzoni – Rossetti – Santini – Tedone – Trainito – Ventura. Allenatori: Pes-Magistro-D’Alessandro.

1a partita: Socrate 5 – Majorana 1

Catanoso (S) -Catanoso (S) – Catanoso (S) – Peri (S) – D’Antoni (S) – Scarpetti (M)

Arbitro: Fabrizio Silvestroni – Assistenti: Alessandro Crolla – Alessio Alessandro

2a partita: Caravaggio 3 – Majorana 5

Di Blasi (C) – Scarpetti (M)

(dopo i calci di rigore: 1-1 nei tempi regolamentari)

La sequenza dei calci di rigore:

Di Blasi (C) gol – Tavani (M) gol

Lucarelli (C) gol – Scalzotto (M) gol

Bianchi (C) parato – Araco (M) (gol)

Di Prospero (C) parato – Vigorita (M) (gol)

Arbitro: Alessandro Crolla – Assistenti: Fabrizio Silvestroni – Alessio Alessandro

3a partita: Socrate 6 – Caravaggio 0

Catanoso (S) – Catanoso (S) – Ventura (S) – Pasquini (S) – Pavinato (S) – Pasquini (S)

Arbitro: Fabrizio Silvestroni – Assistenti: Alessandro Crolla – Alessio Alessandro

 

Vincitore Coppa Ago 2024 Liceo Classico e Scientifico Statale Socrate

Premio miglior calciatore ex aequo Flavio Grotti e Riccardo Rossetti (Socrate)

Premio Fair Play “Fabio Petrucci” Daniel Angeli (Caravaggio)

Menzione speciale a Gaia Fintini e Ludovica Alunni del Liceo Caravaggio per aver realizzato, rispettivamente, il servizio fotografico e la locandina della manifestazione.

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Palla al centro e in alto i cuori. Coppa Ago 2024!

DI Claudio D’Aguanno

Le squadre di tre Licei, il sole che batte sul campo di pallone, striscioni e cori, il tifo sugli spalti e il trofeo Roma Junior Club 1972 di nuovo in palio. E’ l’edizione 2024 della Coppa Ago in onda lunedì 13, calcio d’inizio ore 9, sul rettangolo verde di via Costantino 5. Edizione questa numero sei che conferma, dopo gli anni grigi del covid, la forza dell’affetto portato al capitano dai ragazzi con i docenti delle scuole coinvolte, il positivo sostegno di tutto il Municipio di Roma VIII e in particolare del suo presidente Amedeo Ciaccheri, l’impegno di tante persone unite nel ricordo di Agostino ragazzo, cresciuto tra Tor Marancia e Garbatella tra campi sterrati e d’Oratorio.

A sinistra: la squadra del Borromini al RJC 1972.  A destra: Coppa Ago 2023 Ubaldo Righetti consegna la Coppa RJC 1972 a Sofia Bosman del Liceo Socrate

“La memoria –si ripete spesso nei quartieri popolari- è un ingranaggio collettivo” e la tradizione di questo torneo, il suo racconto, lo conferma. Ma senza la passione e la competenza di Massimo Pelliccia questa coppa non avrebbe mai ripreso luce. È stata infatti sua la riscoperta del trofeo dimenticato, finito abbandonato e dismesso in un corridoio secondario del Liceo Caravaggio, ultimo domicilio conosciuto del Borromini, l’istituto superiore frequentato da Agostino nei suoi anni giovani.

Ed è sempre a Massimo Pelliccia, con il concorso attivo di Luca Di Bartolomei, che si deve l’invenzione del torneo e la forma che ha preso nel tempo. Doveva essere, quello del 2016, appuntamento unico e irripetibile. Una partita secca tra Liceo Socrate e l’Artistico Caravaggio sul campo ex OMI di via Giangiacomo con formazione vincitrice pronta a riconsegnare alla famiglia Di Bartolomei la coppa ritrovata. “E’ una coppa che appartiene a voi studenti –commenta però sulla scena, al momento delle premiazioni, Luca Di Bartolomei- E’ vostra. Rimettetela in palio ogni anno che viene e sempre nel nome di Agostino”.

Agostino Di Bartolomei in una foto inedita archivio di Cara Garbatella
Agostino Di Bartolomei durante un allenamento con la Roma al campo delle Tre Fontane. (Foto inedita, archivio Cara Garbatella)

Di qui la felice epifania d’una competizione che sempre Massimo Pelliccia si preoccupa ogni volta di rinnovare e organizzare. La formula viene da sé: tre scuole convocate, girone semplice all’italiana, partite secche e classifica scritta da scontri diretti e differenza reti. E chi vince festeggia tra gli olè, tiene la coppa in bacheca per un anno per poi, quasi una Rimet di quartiere, rimetterla in concorso la volta successiva.

Quella di quest’anno è appunto l’edizione numero sei. In quelle passate oltre le due scuole d’esordio si sono viste correre anche le maglie orange dell’Itis Armellini, istituto tecnico di buone tradizioni calcistiche, quest’anno sostituito dal Liceo Majorana. Una volta l’ha spuntata il Caravaggio e ben quattro sono stati i successi del Liceo Socrate. Il regolamento prevede che tra gli undici schierati a lottare su ogni pallone ci sia la presenza di una giocatrice. L’anno scorso fu Sofia Bosman del Liceo Socrate, con la fascia di capitana al braccio, a sollevare il trofeo.

Non mancheranno comunque come sempre le presenze romaniste ad arricchire il richiamo della competizione. Dopo i volti di Odoacre Chierico, di Paolo Alberto Faccini, di Ubaldo Righetti e di Giulia Anzalone, questa volta toccherà a Franco Peccenini premiare i vincitori. E toccherà soprattutto alla straordinaria verve di Federica Cicchinelli del “Roma Club Fornaci Agostino Di Bartolomei”, ormai compagna di ventura e salda collaboratrice del torneo, accompagnare questa edizione verso il suo esito più positivo, festa piena di sport e di colori giallorossi.

Programma della giornata – Lunedì 13 maggio

Ore 8:00 Ritrovo al Campo G. Fiorini di via Costantino 5

Ore 8:30 Accesso del pubblico. Presentazione della manifestazione da parte di Massimo Pelliccia.

Saluto di un docente per ognuna delle tre scuole.

Il Liceo Socrate riconsegna la Coppa Ago vinta nella scorsa edizione.

Ore 9:00 Inizio partite.

Ore 12:00 Cerimonia di premiazione a cura di Massimo Pelliccia, Amedeo Ciaccheri, Federica Cicchinelli e l’ospite d’onore Franco Peccenini

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Col Pnrr nuovi presidi sanitari nel municipio

E’ sempre alta l’attenzione dei cittadini, in particolare anziani, sulle sorti della sanità territoriale. Martedì 23 aprile, all’interno del centro sociale Pullino, si è parlato di salute: come cambieranno i presidi sanitari del territorio grazie ai fondi del Pnrr? Un argomento che ci tocca da vicino, soprattutto in vista del prossimo 13 maggio, quando alcuni servizi del Cto verranno temporaneamente trasferiti per consentire una radicale ristrutturazione dell’edificio di via San Nemesio. I prelievi, gli ambulatori infermieristici, lo screening del tumore al colon, gli sportelli Cup e i Pdta (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali), nonché i reparti di cardiologia, dermatologia, diabetologia, ecografia, endocrinologia, neurochirurgia, ortopedia e pneumologia saranno spostati nella Palazzina Liuzzi in via Casal del Merode 8. L’offerta odontoiatrica, invece, verrà garantita in via Marotta 5 e a via di Torrenova 138. Per il momento l’ospedale della Garbatella continuerà a ospitare solo lo studio del dottor Volpi (ecografia), del dottor Farotti (oculistica) e del dottor Zianni (dermatologia). Ma andiamo a vedere perché.

La ristrutturazione del Cto e le tre Case della Salute

I lavori che riguardano il Centro Traumatologico inizieranno a maggio per terminare entro otto mesi al massimo. Ad assicurarlo è il dottor Antonio Mastromattei, direttore del distretto 8 dell’Asl Roma 2. Al termine degli interventi, il piano terra dell’edificio ospiterà una delle tre case di comunità previste sul territorio del Municipio VIII. Si tratta di strutture polifunzionali “che offrono una risposta socio-sanitaria” ha spiegato Mastromattei. Il che, parafrasato, significa che i medici di base lavoreranno gomito a gomito con gli specialisti, per garantire ai pazienti un iter di cura più rapido. Il Cto, in particolare, oltre ai servizi di medicina generale, offrirà anche un punto unico di accesso, vaccinazioni e screening mammografici; la struttura sarà dunque adibita alla prevenzione. La seconda casa di comunità sorgerà a via Malfante 35, mentre la terza, prevista tra via Odescalchi e via Cerbara, occuperà il terreno dove attualmente si erge il cosiddetto “scheletro del San Michele.”

Lo scheletro di cemento armato in via Cerbara

Grandi aspettative per il nuovo Ospedale di comunità

Sembra un sogno che diventa realtà, e non a caso sono alte le aspettative che accompagnano questo progetto di riqualificazione. Lo scheletro di cemento armato appartenente all’Istituto Romano di San Michele, in via Cerbara, versa in stato di abbandono da circa trent’anni. Oltre a una delle tre case di comunità, ospiterà un nuovo ospedale, con un investimento complessivo di sette milioni di euro. Sarà un centro adibito alla breve permanenza di pazienti con patologie croniche, in attesa che possano proseguire la degenza in forma domiciliare. Il transito dei pazienti si prevede rapido, motivo per cui i posti letti non supereranno le venti unità. Saranno inoltre messi a disposizione un ambulatorio medico e uno infermieristico, dando concretezza a un progetto ambizioso i cui primi frutti dovrebbero vedersi già nel 2026.

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Celebrazioni in Municipio VIII per la Festa della Liberazione

Anche quest’anno il Municipio VIII partecipa attivamente alle celebrazioni del 25 aprile, Festa della Liberazione con grande partecipazione dei cittadini e delle cittadine.

La giornata è organizzata dall’ANPI provinciale e inizierà alle 8:30 con l’omaggio ai Martiri delle Fosse Ardeatine. Subito dopo, alle 10:00, partirà da Largo Bompiani un corteo che arriverà a Porta San Paolo.

 

Le adesioni

Il concentramento è previsto a Largo Bompiani e vedrà alla testa le associazioni partigiane e della memoria antifascista ( Aned – Anppia – Anei – Anvrg – Aicvas – Fiap – Anpc – Anfim – Circolo G.Bosio – Prog.Memoria) che apriranno la manifestazione con i loro striscioni, bandiere, medaglieri e labari. Parteciperanno tante associazioni tra cui Libera, Acli, Arci, Casa delle Donne, Famiglie arcobaleno, Mediterranea, Emergency, e anche i sindacati Cgil-Cisl-Uil. Non mancheranno gli studenti con le lore organizzazioni e i partiti politici.

 

Il percorso

Per chi vuole unirsi al corteo, ecco il percorso completo :  via delle Sette Chiese, via di Santa Petronilla, via Rufina, viale di Tor Marancia, piazza Rufino, via Colombo, via Genocchi, piazza Oderico da Pordenone, via Guglielmo Massaia, piazza Bonomelli, viale Massaia, piazza Michele da Carbonara, viale Massaia, piazza Biffi, circonvallazione Ostiense, Ponte Settimia Spizzichino, via Ostiense e arriverà verso le 11 a Porta San Paolo.  Arrivati a Largo delle Sette chiese, una parte del corteo, con l’organizzazione Rete Antifascista Roma Sud, devierà verso Parco Shuster  con lo slogan “ieripartigian* oggi antifascist*” ; nel parco è previsto un pic nic dalle 13:00  e spettacoli per grandi e piccini a partire dalle 16:00

Gli artisti sul palco di Porta San Paolo

Sul palco di Porta San Paolo si alterneranno  “giovani, donne e uomini del mondo del lavoro, dello studio, del volontariato, in un collegamento ideale e forte con le partigiane e i partigiani, e con le associazioni della Resistenza”. Ci sarà tanta musica con Nicola Alesini, la Banda Cecafumo, la BandaJorona, il Coro “Inni e Canti di Lotta” di Giovanna Marini diretto da Sandra Cotronei, Sara Modigliani e Massimo Lella. E anche letture a cura di Andrea Berbetti, Ivan Costantini, Alessia Gabbarrini, Ilaria Patamia, Giovanni Rossi, Teatrullo Antifascista ( Francesco Mariani, Mauro Zannella, Andrea Zijno). “Lo spettacolo per la Resistenza e la Libertà” è ideato dall’architetto Cesare Esposito. “E’ uno spettacolo serale di luci, film storici sulla Resistenza e sulla Liberazione.- spiega Esposito – Canti, poesie nella scena della notte dei tempi della piramide, schermo di pace”. In particolare verrà proiettato il film ‘Mamma Roma’ di Pier Paolo Pasolini con Anna Magnani.

Pomeriggio alla Villetta

In contemporanea, le celebrazioni di Garbatella offrono un ricco calendario di interventi e musica alla Villetta Social Lab – Via degli armatori, 3  dove chi vuole può anche prenotarsi per il pranzo delle ore 13. Il pomeriggio, organizzato dalla scrittrice e regista Maria Jatosti, accoglierà dalle ore 17,00 le esibizioni musicali di “AcousticLane“, Piero Brega, Oretta Orengo, e letture a cura di Antonio Amendola, Tiziana Colusso, Giovanni Fontana, Vittorio Viviani, F.Paolo Memmo e altri, oltre ad interventi della stessa scrittrice e regista Maria Jatosti. Parteciperà sul palco anche Massimo Wertmuller.

Sempre nel pomeriggio, alle 16 a Largo delle Sette Chiese, si svolgerà una cerimonia con rappresentati del Municipio VIII con la deposizione di una corona d’alloro e la presenza delle staffette partigiane presso il monumento dell’architetto Esposito dedicato alle Fosse Ardeatine.

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Il PD dell’VIII municipio incontra i cittadini

Era piena la sala che alle Industrie Fluviali all’Ostiense ha accolto mercoledì 17 aprile il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, con la capogruppo in Campidoglio del Partito Democratico Valeria Baglio e il segretario del PD romano Enzo Foschi. C’era un po’ di timore nell’aria che all’appuntamento si sarebbero presentati soltanto una manciata di militanti e qualche esponente dell’amministrazione municipale. Alla fine, invece, c’erano molti cittadini, alcuni con spirito tutt’altro che amichevole, venuti con la voglia di capire di come la città, non soltanto il PD, si stesse muovendo a due anni e mezzo dall’insediamento della Giunta Gualtieri.
Perché se la politica non esercita più quel fascino di cui si avvaleva fino a trent’anni fa, è anche vero che soprattutto nel nostro territorio, il rapporto con le amministrazioni, gli enti locali e i comitati dei cittadini, ha ancora un legame più o meno stretto.L’intervento del presidente Amedeo Ciaccheri in questo senso, presente per un saluto, ha assunto anche un valore simbolico, tanto che – rimarcando le differenze che vi sono tra il partito di Elly Schlein e l’esperienza della maggioranza all’VIII Municipio – ha ribadito la stretta collaborazione che perdura tra il Campidoglio e la Giunta di via Benedetto Croce.
Lo stesso Ciaccheri ha più volte sottolineato che per lavorare bene ed ottenere risultati, non solo è essenziale un’intesa totale con Sindaco e assessori municipali, ma è fondamentale avere un rapporto ben saldo con i cittadini e con le istanze portate avanti dalle varie associazioni e dalle organizzazioni che agiscono sul territorio.

Roberto Gualtieri, Amedeo Ciaccheri, Valeria Baglio

Anche l’Assessore Luca Gasperini, presente in veste di iscritto al PD, si è espresso sulla lunghezza d’onda di Ciaccheri. “Alla fine, il buon lavoro, lo stare a contatto con i cittadini del Municipio, ti premia”. “Lo abbiamo visto, soltanto per fare un esempio recente, quando abbiamo portato le fioriere in via Baldovinetti, al Serafico, dove anche chi non è dalla tua parte politica si complimenta con te”.
Se il Sindaco ha ribadito per grandi linee i prossimi interventi in cantiere per la città, non dimenticando di annunciare la riapertura del Ponte dell’Industria entro dicembre e l’avvio dei lavori al Ponte di via Giulio Rocco, è stata la capogruppo Valeria Baglio a fare gli onori di casa.

Intervista a Valeria Baglio

Ogni tanto è necessario riscoprire il rapporto tra la politica e i cittadini. Forse dovreste incontrarvi più spesso con il territorio.
“Questa è un’iniziativa del PD di Roma che mette insieme le istituzioni, gli scritti e le realtà del territorio per consentirci di raccontare ma soprattutto di raccogliere le istanze dei cittadini e migliorare nella programmazione, nella realizzazione e nella trasformazione di Roma che stiamo mettendo in campo”. “Una trasformazione che si comincia a vedere dopo due anni di lavoro, che è possibile anche nella capitale d’Italia, e che ci ha visto impegnati non soltanto nell’urbanistica e nei lavori pubblici, ma anche e soprattutto sul tema del sociale della scuola perché nessuno deve essere lasciato indietro, quindi grandi investimenti, aumento dell’occupazione e risposte a chi ne ha più bisogno”.

La percezione è che Gualtieri dopo un momento di incertezza nei primi mesi, adesso si stia dimostrando all’altezza degli interventi di cui Roma ha bisogno.
“Abbiamo trovato la città immobile, senza prospettiva, e questo chiaramente ha messo tutti noi in grande difficoltà, ma con il lavoro attento del Sindaco e con moltissimo impegno siamo riusciti a rifare i bandi pubblici, trovare soluzioni per i rifiuti, lavorare per rendere il trasporto pubblico più efficiente”.

La città è andata spesso in sofferenza anche sul fronte dell’occupazione.

“Con una serie di provvedimenti siamo riusciti ad assumere educatori ed insegnanti, lavorando per l’inclusione dei bambini con difficoltà potenziando il servizio dell’OEPAC e soprattutto abbiamo ridato dignità alle aziende del Comune di Roma trovando una soluzione per scongiurare il fallimento di Roma Metropolitane, abbiamo assorbito, rispondendo a un’esigenza dei lavoratori, la Multiservizi”.

Secondo lei i cittadini devono aspettare ancora a lungo per avere dei risultati tangibili?
“Il nostro è un lavoro che ha richiesto del tempo, ma che sta dando i risultati e questi risultati noi li vogliamo continuare ad offrire nei prossimi tre anni, ma anche per il prossimo mandato perché alcune opere sono di lungo respiro”.

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Sempre più in alto la Capitolina Scherma. Sono in categoria A2 le squadre di fioretto femminile e maschile.

di Fabrizio Fagiani

Grande prestazione delle squadre di fioretto della Capitolina Scherma nei Campionati italiani assoluti di Piacenza.  L’Associazione sportiva dilettantesca, che dal 2008 sta diffondendo la pratica della scherma nel Municipio VIII, ha raggiunto un importante traguardo.

«E sì, è stata una grande emozione» ci ha raccontato Beatrice Salvati, presidente dell’associazione «perché siamo una realtà sportiva che è riuscita a crescere in questi anni grazie soprattutto ad una grande passione per la scherma e alla determinazione e allo spirito di sacrificio che ci hanno animato fin dall’inizio della nostra avventura».

La Capitolina Scherma ha in affidamento il Centro sportivo municipale nell’Istituto comprensivo Salvatore Pincherle e nella Scuola elementare Principe di Piemonte.

Le parole di Beatrice Salvati

«La nostra missione» ha specificato Beatrice Salvati «è quella di diffondere la passione per lo sport nei bambini piccoli già in età pre-scolare insieme all’impegno di rendere accessibile  la pratica sportiva alle persone diversamente abili e agli anziani, anche attraverso l’utilizzo degli specifici voucher che Roma Capitale assegna alle famiglie in difficoltà economiche».

E poi, naturalmente, c’è l’attività agonistica di tante e tanti giovani e meno giovani atlete e atleti che raggiungono sempre più importanti risultati sportivi, come quelli ottenuti partecipando a questi ultimi Campionati italiani assoluti.

A Piacenza la Capitolina Scherma si è presentata nel fioretto con una squadra femminile composta da Caterina De Stefano, Agnese Scarascia Mugnozza, Flaminia Gambino e Claudia Altamura e una quadra maschile  formata da Massimo Inches, Simone Sbracia, Federico Colamarco e Giancarlo Scarascia Mugnozza.

Piacenza, 21-24 Marzo 2024
Campionati Italiani a squadre serie A2-B1-B2, serie C di FM, serie C1 di SPM-SPF
Foto: TRIFILETTI Andrea / Bizzi Team

La bella prova della squadra femminile e l’exploit di quella maschile, promossa in serie A2 .

«Subito protagoniste le nostre ragazze in A2, autrici di un buon girone e che con la vittoria per 45-39 sul Club Scherma Rapallo, hanno ottenuto la conferma nella seconda massima serie nazionale» ci ha raccontato la presidente Salvati «purtroppo per poche stoccate non sono riuscite ad entrare nelle prime otto, perdendo l’assalto dei quarti 42-38 contro il Circolo della Spada Vicenza.

Il giorno dopo è stata la volta dei nostri ragazzi in B1, grandi protagonisti della gara. Infatti hanno concluso il girone con tutte vittorie e solo poche stoccate ricevute, classificandosi in testa dopo il primo turno. L’ottimo risultato ottenuto ha consentito di saltare la prima diretta e vincere in scioltezza l’assalto con il Club Scherma Bentegodi per 45-36 entrando nei primi quattro, ottenendo così di diritto il pass per la serie A2.

Purtroppo hanno perso 45-44 la semifinale ma si sono rifatti subito dopo vincendo la finale 3º-4º posto contro il Circolo Scherma Firenze Raggetti con il risultato di 45-34. Complimenti a tutti quanti ed al nostro maestro Gabriele Anfora che ha seguito le nostre squadre a fondo pedana».

 

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Il consigliere Bruno nominato vice coordinatore romano FI

“È con grande soddisfazione” che Matteo Bruno, consigliere di opposizione del Municipio VIII, annuncia la sua nomina a vice coordinatore romano di Forza Italia. “Sono fiero di assumere questo incarico” continua, “e pronto a dedicarmi con impegno e passione alla causa del nostro partito.” La notizia arriva qualche giorno fa, a seguito della nomina da parte di Luisa Regimenti, assessora regionale e coordinatrice romana di Forza Italia.

Fulminea è la carriera di questo giovane consigliere, se si pensa che fino a settembre scorso militava tra le fila dei grillini. A cosa è dovuto il ripensamento? “A nessun episodio in particolare” ci ha raccontato, “piuttosto a un malcontento generale che mi porto dietro da qualche anno. Non mi ritrovavo più nel partito di Conte, si era persa l’essenza. Al contrario, sono stato accolto da un gruppo serio e organizzato, sotto la guida del segretario Tajani e dell’assessora Regimenti, a cui esprimo la mia gratitudine.” A poco più di sei mesi dall’ingresso in FI, Matteo Bruno vede già ampliarsi il suo raggio d’azione passando da semplice consigliere del Municipio VIII a vice coordinatore romano, carica che gli consente di coadiuvare i coordinatori forzisti dei diversi Municipi e, in generale, di allargare lo sguardo ai problemi dell’intera città. Un balzo in avanti non da poco, se si pensa alle molteplici criticità che presenta la situazione della Capitale. “I problemi di Roma sono i soliti” ha commentato Bruno. “Il trasporto, la gestione dei rifiuti che definirei medievale e l’urbanistica.” Se molte e varie sono le problematiche, netta è la linea di FI: decoro e sicurezza. “Queste sono le nostre priorità per la gestione di una città e anche di un municipio” ha proseguito Bruno, uno che nell’aula di via Benedetto Croce c’è tuttora tra le fila dell’opposizione col ruolo, potremmo dire, di pungolo e stimolo per la maggioranza.

Alcune interrogazioni dell’opposizione municipale

Risale a lunedì scorso un’interrogazione – l’ultima di una lunga serie – presentata da Matteo Bruno e Caterina Bonetti in consiglio municipale circa le telecamere di San Paolo. Si tratta di undici telecamere destinate al sottopassaggio della fermata metro B, all’interno del bilancio partecipativo del 2018. Il problema è che questi apparecchi, che dovrebbero sorvegliare uno snodo cruciale per cittadini e turisti, non sembrano essere ancora entrati in funzione. “La sicurezza è una questione centrale” ha ribadito Bruno, “soprattutto in vista del giubileo dell’anno prossimo, quando la basilica sarà una delle mete principali. Il sottopassaggio risulta sporco, insicuro e danneggiato da scritte vandaliche.” Alle interrogazioni precedenti la giunta del Municipio VIII aveva risposto – in data 10 maggio e 2 agosto 2023 – che le telecamere erano in fase di attivazione.

Non serve spostasti di molto per incappare in un altro problema, cavallo di battaglia del consigliere Bruno: i murales realizzati nel 2021 e cancellati per sbaglio appena tre mesi dopo. I residenti di San Paolo non possono non ricordarli: due lunghe immagini azzurre, con pale eoliche e un enorme volto umano, che dovevano simboleggiare l’energia rinnovabile, settimo goal dell’agenda 2030. A firmare le opere erano giovani artisti dell’associazione Street Art for Rights, con la collaborazione di “Retake Roma” che aveva predisposto le pareti dipingendole di verde. Realizzata a dicembre 2021, a febbraio dell’anno successivo una delle due pareti già non esisteva più. Gli operai di una ditta municipale, nel corso di opere di ristrutturazione, l’avevano imbiancata per errore, scambiando l’opera di street art per graffiti vandalici. In quell’occasione, il consigliere Bruno aveva dichiarato che “è inaccettabile vedere il murale coperto di vernice bianca, si tratta di un insensato spreco di denaro pubblico”, presentando un’interrogazione al presidente Amedeo Ciaccheri.

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Alla scoperta delle Catacombe di Santa Tecla (Servizio video)

Al civico 42 di via Silvio D’Amico, nel quartiere San Paolo, si cela uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti dell’archeologia sacra romana: le Catacombe di Santa Tecla.
Scoperte casualmente nel 1961 durante la costruzione degli odierni edifici, questo ipogeo custodisce la memoria della martire Tecla e preziosi cicli pittorici, risalenti al III secolo d. C.
Grazie ai recenti restauri, è possibile ammirare e apprezzare le vivide tonalità degli affreschi che ricoprivano quasi interamente i cubicoli.
L’Associazione Culturale Post Scriputm, in collaborazione con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, organizza ciclicamente delle visite guidate, per poter permettere al pubblico di apprezzare alcune delle manifestazioni pittoriche più rilevanti della Roma cristiana antica e di immergersi nei valori e nelle consuetudini dei primi cristiani.

Per conoscere le date di apertura al pubblico consultare il sito: https://www.asscultpostscriptum.com

Servizio video a cura di Stefano Baiocchi & Giuliano Marotta.
©Archivio Fotografico PCAS.

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“Lo Spazio Anarchico 19 Luglio non si chiude”

Presidio democratico contro la chiusura della biblioteca

Non hanno nessuna intenzione di intonare le note di “Addio Lugano bella…” gli anarchici della Garbatella, minacciati dal tentativo di chiusura dello Spazio libertario 19 luglio di via Rocco da Cesinale al lotto 60. La direzione dell’Ater, proprietaria dell’immobile, non ha voluto addivenire ad una intesa con gli affittuari, che avevano precedentemente concordato una rateizzazione della morosità oggetto del contenzioso e ha annunciato lo sgombero dell’immobile da parte della forza pubblica.

Il giorno dell’azione di forza è previsto per il 17 aprile, proprio una settimana prima del 25, festa della Liberazione dai nazifascisti, ma gli affittuari si appellano a tutti i democratici per respingere questo tentativo di sfratto con un presidio davanti alla sede e l’organizzazione di una conferenza stampa.

La storia del gruppo anarchico C.Cafiero

“L’anno prossimo il Gruppo Anarchico C. Cafiero FAI Roma festeggerà il suo ottantesimo compleanno – ci ha confidato un’attivista -. Nel mese di giugno del 1945 fu annunciata la fondazione del gruppo e la sua inaugurazione a Garbatella durante un convegno dedicato proprio al leader libertario. In quella piccola cantina di via Vettor Fausto 3, al lotto 13 piantarono la bandiera rossa e nera il gruppo guidato da Vito Leonetti e dal falegname Carlo Zani di origini romagnole

.

Da lì sono passate generazioni di anarchici, gruppi, collettivi, associazioni, redazioni di giornali e riviste, compagnie teatrali e gruppi musicali, artisti, poeti. Insomma un microcosmo locale connesso con le esperienze culturali e politiche autogestite ed autorganizzate nelle lotte del movimento antiautoritario internazionale in una prospettiva concreta di libertà e solidaristica dal basso in Italia e in altre parti del mondo”.

Nel 2011 il Gruppo Cafiero ha avuto la necessità di duplicare la sua presenza nel quartiere e ampliarsi con lo Spazio 19 Luglio vicino agli Alberghi suburbani, oggi minacciato di chiusura, per dare maggiore spazio e voce ad un progetto di biblioteca popolare e di archivio. Oltre a conservare libri e documenti propri, lo Spazio di via Rocco da Cesinale, sta ospitando nella sua biblioteca fondi appartenenti anche a collezioni private più recenti.

Animatore di questa nuova iniziativa è stato Tommaso Aversa di Garbatella, conosciuto per la sua militanza nel movimento anarchico durata oltre cinquant’anni e deceduto nel gennaio scorso.

 

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Presentazione del libro “Diario delle molestie nella vita di una donna”

Il 21 Marzo alle ore 18:30, nel cuore della Garbatella, presso l’Atelier d.IsaGio di Isa Giovannozzi in Via delle Sette Chiese 108 si terrà la presentazione del libro “E’ capitato anche a me. Diario delle molestie nella vita di una donna” di e con la presenza di Cristina Formica, casa editrice Red star press.

Da dove nasce l’idea di questo libro? 

Il pensiero di scriverlo deriva da un percorso che sto facendo da molti anni. Ho sempre svolto attività e politiche legate alle donne. Poi, la scorsa estate ho letto una pubblicazione a cura di Laura Volpato, “Raccontare le molestie sessuali. Un’indagine empirica “(Edizioni Rosemberg&Sellier), in cui un capitolo è dedicato totalmente al racconto delle molestie subite dalle migliaia di persone che hanno risposto alla ricerca, fatta all’Università degli Studi Milano-Bicocca. Ho iniziato a ripensare a cosa mi era capitato, ed ho iniziato a scrivere degli episodi di violenza e molestie sessuali che avevo subito.

L’idea di strutturare l’opera in forma di “diario” ti ha aiutata ad approfondire una tematica così toccante oppure per cercare di coinvolgere maggiormente il lettore?

La scelta della scrittura in forma di diario mi è venuta istintivamente, ho voluto scrivere con uno stile asciutto ma che esprimesse le emozioni, i contesti, a partire dalla descrizione del fatto. In un mese, ho ricostruito tanti piccoli e grandi episodi che avevano inciso sulla mia vita, sulle mie scelte, su ciò che sceglievo di essere e di fare; allo stesso tempo, parlando con altre donne, mi sono resa conto di quanto fossero vicende comuni nella vita di noi tutte. Chi non è mai stata seguita da un uomo in macchina e non ha provato timore? Il mio libro è un diario che potrebbe aver scritto anche un’altra donna, con racconti magari diversi, ma penso che gli avvenimenti che racconto non sono capitati solo a me. Mi ha fatto bene ripensare a quanto accaduto, scriverlo e parlarne: mi ha rafforzato ancora di più nella convinzione che bisogna cambiare questo stato di cose.

In che modo possono difendersi le donne?

Dobbiamo e possiamo combattere perché le molestie sessuali non accadano più a nessuna donna. È un problema culturale che riguarda gli uomini. Il genere femminile può agire perché questa cultura sia cambiata, a partire dai commenti che sentiamo, dai ragionamenti, piccole azioni, dall’educazione nelle scuole. Credo che come donne dobbiamo chiedere alla politica di occuparsi di noi, siamo la metà della popolazione e dobbiamo esigere più asili nido, il potenziamento dei Consultori Familiari pubblici, protestare per il problema di differenti salari a parità di mansione lavorativa con gli uomini. Sappiamo difenderci, ma dobbiamo solidarizzare tra donne; secondo me bisogna battersi perché le altre donne, soprattutto le più giovani, vivano in un mondo che non le molesti più.

Perché la rassegnazione è così comune?

Purtroppo è considerato normale che un uomo sia sessualmente insistente con una donna; è difficile riconoscere che si sta subendo una molestia, soprattutto se intorno a te non c’è solidarietà, attenzione. Io mi sono spesso vergognata e non ho raccontato, però ho avuto l’appoggio della mia famiglia quando potevo entrare in una relazione malata. È importante ribaltare l’ottica che la colpa della violenza non riguarda il costume; perciò, descrivo il mio abbigliamento negli anni in cui avvenivano le molestie che subivo e come ero vestita non giustifica assolutamente quello che avveniva, ero un obiettivo perché ero una donna.

 Il concetto di “solidarietà” esiste? 

 È fondamentale come concetto per alimentare una comunità umana. Ci sono tantissime esperienze che lavorano perché la società italiana, sia più giusta, attenta alle differenze, solidale con le donne e con gli altri popoli. Dobbiamo essere solidali, coltivare la gentilezza. Quale essere umano vorrebbe vivere in un mondo in guerra, che affama, che violenta. Credo fortemente nella testimonianza individuale, con il mio libro vorrei contribuire a una discussione e all’azione collettiva.

In quale modo il tuo operato è in grado di aiutare generazioni?

 Per la gioventù futura spero, come ho detto prima, che vivano e crescano in un cosmo in cui non debbano difendersi da tali crudeltà. Parlarne è importante, anche per coinvolgere in questo cambiamento gli uomini. E ‘importante che anche il maschile partecipi a cambiare la cultura patriarcale. Con questo libro vorrei proporre discussioni e ragionamenti collettivi, che portino a fare e richiedere politiche più giuste anche per le donne.

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Consultorio e Centro per la salute mentale: a rischio i presidi sanitari del Municipio VIII

La salute non è un optional. E non stiamo solo parlando del consultorio di largo delle Sette Chiese, con una lunga storia di depotenziamenti e proteste dei cittadini. Ad aggravare la situazione è la condizione precaria del TSMREE di via Leonardo da Vinci 98. Si tratta di due punti di riferimento per la zona. “Il primo assorbiva un’utenza varia, costituita anche di donne incinte o neomamme che vi si recavano per i servizi di ginecologia. Non offriva solo servizi sanitari, ma rappresentava una battaglia sociale” commenta l’assessora municipale ai servizi sociali Alessandra Aluigi.

La seconda struttura, invece, si rivolge a bambini e adolescenti con problemi psicologici. TSMREE è un acronimo: centro di Tutela della Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva. “Anche questo un presidio imprescindibile” conferma Alessandra Aluigi.

La situazione del Consultorio familiare

Breve riassunto delle puntate precedenti. A inizio settembre il consultorio di largo delle Sette Chiese viene depotenziato, i servizi di ginecologia vengono trasferiti in via dei Lincei 93, un collettivo di donne del quartiere lancia una petizione su change.org che già a ottobre superava le mille firme. Il 22 novembre il collettivo occupa il consultorio. Striscioni e cartelli ribadiscono che “i consultori non si toccano.” Parallelamente si muove il Municipio VIII, che nel corso degli ultimi mesi ha approvato tre atti con l’obiettivo di promuovere un tavolo di confronto con la Regione. La terza mozione, risalente al 10 gennaio, richiede lo scorrimento di tutte le graduatorie esistenti per il reperimento di personale. “I concorsi di ambito sanitario prevedono tre prove: questo dimostra che anche gli idonei non vincitori sono professionisti motivati e preparati” commenta la consigliera Simonetta Novi della Lista Calenda, promotrice della mozione. “Per le professioni sanitarie non esiste neanche il tetto massimo del venti per cento per lo scorrimento delle graduatorie. Tutti gli idonei possono essere chiamati, se è necessario.”

Coworking millepiani
Simonetta Novi, Alessandra Aluigi e Maya Vetri al Coworking Millepiani

Quale è stata la risposta della Regione? Se n’è parlato anche lo scorso 14 marzo nel corso di un’assemblea al Coworking Millepiani, con la partecipazione del minisindaco Ciaccheri, l’assessora alle politiche di genere Maya Vetri, la consigliera capitolina Michela Cicculli e il consigliere regionale Claudio Marotta, oltre ai rappresentanti dell’Asl, della Cgil e di associazioni territoriali come il Collettivo per la difesa del consultorio e il Coordinamento delle donne e delle libere soggettività del Lazio. È stata scritta e diffusa una lettera indirizzata al presidente Rocca: “chiediamo all’amministrazione che presiede di fornirci i tempi e le modalità del ripristino del servizio” si legge nel testo, che prosegue: “ci preme evidenziare che la difficoltà ad accedere alle informazioni sulle prestazioni offerte svantaggia la fruizione del servizio.”

Le risposte della Regione

“Per ora non c’è nessun annuncio di ripristino dei servizi” continua Simonetta Novi, “il consultorio rimane un polo pediatrico vaccinale, senza servizi di ginecologia e sostegno alla famiglia.”

Una piccola svolta sembra venire, invece, per il centro di salute mentale (TSMREE) di via Leonardo da Vinci.

Sì, perché la situazione è diventata precaria anche lì, dopo che lo scorso dicembre quaranta ragazzi in terapia di gruppo e quindici in psicoterapia hanno assistito all’improvvisa sospensione dei servizi di cui usufruivano. Si tratta di un centro con una grande utenza – circa 3500 le cartelle cliniche attive e oltre 400 i nuovi accessi all’anno – in cui operano solo dodici professionisti tra psicologi, assistenti sociali, infermieri, terapisti e logopedisti.

“Sono dodici sulla carta” ha puntualizzato la consigliera Novi. “Di fatto, al momento, sono operativi solo un neuropsichiatra e due psicologhe. Numeri decisamente insufficienti per far fronte alle necessità delle famiglie del territorio.”

Il Centro per la Salute Mentale

La prima a lanciare l’allarme è stata la consigliera regionale dem Eleonora Mattia, con un’interrogazione al presidente Rocca. Questa volta la risposta della Regione non si è fatta attendere. È stato annunciato che a breve verranno pubblicati i risultati di due graduatorie concorsuali sul Burl (bollettino ufficiale Regione Lazio), con i nomi di cento professionisti tra vincitori e idonei. Verrebbe da tirare un sospiro di sollievo, se la consigliera della Lista Calenda non riprendesse fiato per scagliarsi anche contro questo provvedimento, ritenuto ampiamente insufficiente.

“Finalmente hanno fatto scorrere le graduatorie, come noi della Lista Calenda abbiamo chiesto” ha proseguito Simonetta Novi, “ma il risultato è che, di cento vincitori, solo dodici verranno assunti dall’Asl Roma2, che dispone di ben sei centri di salute mentale su tutto il territorio. In media si avrà un aumento di due professionisti in ogni centro che, visti i numeri delle cartelle attive, è chiaramente insufficiente.”

L’assessore Alessandra Aluigi assicura che la situazione verrà monitorata affinché il personale necessario giunga effettivamente e nel minor tempo possibile nel TSMREE del Municipio VIII.

Un problema più ampio

Ma c’è ancora molto da fare, soprattutto perché i presidi sanitari di competenza dell’Asl Roma2, che abbraccia anche il VI, il VII e il IX Municipio, risultano essere i più in difficoltà. Lo scorso dicembre i rispettivi minisindaci hanno infatti denunciato carenza di personale anche per i TSMREE di via di Pietralata 457, via degli Eucalipti 14, via di Torrenova 20, viale Bruno Rizzieri 226 e via Ignazio Silone 100.

“Noi del Municipio VIII affronteremo queste due problematiche – consultorio e TSMREE – parallelamente” ha concluso la consigliera Novi. “Non sono problemi diversi, bensì il risultato del medesimo disinteresse da parte della Regione ai servizi sanitari di prossimità. Questo governo parla tanto di famiglia, ma poi la prima cosa che fa è depotenziare proprio i servizi alla famiglia.”

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