Skip to main content

Libera dalle mafie: don Ciotti con le scuole del territorio

Nella mattinata di lunedì 4 marzo oltre duecento studentesse e studenti delle scuole superiori del territorio hanno avuto l’opportunità di incontrare don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. L’evento, che è stato ospitato nelle strutture dell’Università di Roma Tre, ha visto la luce grazie alla collaborazione diretta del Municipio VIII e dell’associazione Libera a Roma. L’incontro è stato propedeutico alla partecipazione delle scuole alla manifestazione Roma città libera che si terrà nella Capitale il 21 marzo.

Da sinistra. Francesca Vetrugno, Don Ciotti, Massimiliano Fiorucci e Amedeo Ciaccheri.

Impegno civile e antimafia sociale

I lavori della mattinata hanno visto la partecipazione del Magnifico Rettore dell’Università di Roma Tre Massimiliano Fiorucci, del Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri e dell’Assessora alla Scuola del Municipio VIII Francesca Vetrugno.  L’incontro è stato dedicato ai temi dell’impegno civile e dell’antimafia sociale. L’ospite principale, ovviamente, è stato don Luigi Ciotti: un punto di riferimento, a livello nazionale, nella lotta alla mafia e alle organizzazioni criminali, nella lotta per la legalità, per i diritti umani e la giustizia sociale. Lotte portate avanti grazie allo strumento di rivendicazione centrale dell’azione di Libera, ovvero il recupero delle terre e dei beni confiscati alle mafie, trasformabili in risorse utili per le comunità.

Roma città libera: il 21 marzo la manifestazione nazionale

Il 21 marzo è la Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. È una giornata riconosciuta ufficialmente dallo Stato, attraverso la legge n. 20 dell’8 marzo 2017. Per Libera, rappresenta un momento di riflessione fondamentale, ma anche di approfondimento e di incontro, di testimonianze attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie. Quest’anno, la ricorrenza verrà celebrata a Roma e si riuniranno qui in città i gruppi territoriali di tutta Italia, oltre che scuole e associazioni. All’appello stanno già aderendo diversi istituti del territorio.

 

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La scuola Benedetta Cambiagio compie 90 anni

Di Anna Di Cesare

Considerano l’insegnamento non una professione ma una vocazione. Si accostano ogni giorno ai bambini in nome dell’accoglienza e della comprensione reciproca, come voleva Benedetta Cambiagio, la fondatrice delle suore benedettine della Provvidenza. Questa è la vita delle insegnanti e delle suore dell’istituto omonimo, in via della Moletta 10, che quest’anno festeggia il novantesimo anniversario dalla fondazione. Incastonato tra i palazzi della Garbatella nuova, l’edificio è poco appariscente. Una volta entrati, però, si rimane colpiti dalla vivacità degli ambienti interni, dai lavoretti dei bambini appesi ai muri, dalle pareti colorate, dalle porte con sopra disegnati pesciolini e panda (i due nomi che, al posto delle lettere, stanno ad indicare le due sezioni della scuola dell’infanzia.)

La congregazione delle Suore della Provvidenza, fondata nel 1838, si dimostra ogni giorno fedele alla sua missione: essere vicina ai bambini e ben ancorata alla realtà. Benedetta Cambiagio, del resto, è stata una suora un po’ sopra le righe. Sposata nel 1816 con un uomo fortemente cattolico, che la sostenne sempre, comprese di essere destinata ad aiutare i meno fortunati. Così i due decisero congiuntamente di separare le proprie strade e prendere i voti. Nel 1827 Benedetta Cambiagio fondò a Pavia la prima scuola popolare della città, con l’obiettivo di accogliere ragazze abbandonate e restituire loro dignità. E nel 1934, proprio cent’anni fa, lo spirito di questa missione sbarcava alla Garbatella, un quartiere povero e popolare, dove spesso i bambini venivano lasciati a se stessi.

“La nostra scuola si caratterizza per apertura e accoglienza, vogliamo che i bambini siano felici di venire qui” spiega suor Paolina, la direttrice dell’istituto, percorrendo il corridoio che collega le aule. Nelle stanze i banchi non solo disposti in file orizzontali, ma accostati uno accanto all’altro, lungo le pareti laterali o a spina di pesce. “Questa organizzazione dello spazio serve a coinvolgere di più i bambini e permette di farli lavorare in gruppo” spiega un’insegnante. Nella scuola le maestre laiche lavorano gomito a gomito con le religiose. “Sono sempre stata una cattolica anomala” dice la maestra Mariangela Topa, “ho sempre diffidato dei religiosi, ma negli anni di lavoro in questa scuola ho scoperto un carisma diverso: le religiose dell’ordine” prosegue, “non vivono avulse dalla realtà, come spesso accade quando si sceglie il convento, ma calate nella vita del quartiere, dei bambini, delle famiglie con le quali e per le quali affrontano le avversità di cui ogni storia è colma in ogni tempo.”

La scuola non rimane confinata entro le quattro mura di via Moletta – che comunque si sono allargate nel tempo, intorno agli anni ’50, sviluppando una seconda ala a fronte della richiesta crescente – ma si muove nel quartiere e nella città. Ha come punto di riferimento la parrocchia di Santa Galla, sulla Circonvallazione Ostiense, per la messa, il catechismo e le recite scolastiche, che si svolgono nel teatrino “In portico” della parrocchia. Sempre nell’ottica di restare ancorato alla realtà, le suore della Provvidenza organizzano per i bambini gite all’estero, una o due uscite didattiche al mese in giro per Roma, corsi pomeridiani di inglese e di musica. “Siamo anche entrati in contatto col teatro Orione in via Tortona” conclude suor Paolina. “Una classe è stata coinvolta nel progetto di imparare le arie della Tosca, insegnate ai bambini da un cantante del teatro che viene qui nell’istituto. Il nostro obiettivo è anche trasmettere qualcosa di importante che però altrove si sta perdendo: quanti bambini conoscono l’opera?”

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Il tempo è salute”: la campagna dello Spi-Cgil sulle liste d’attesa nella sanità pubblica

Volantinaggi a tappeto degli iscritti allo Spi-Cgil partiranno nel mese di febbraio e si estenderanno a tutti i municipi della Capitale. Il 13 saranno in via di San Nemesio, davanti all’ingresso del Cto della Garbatella, per informare i cittadini su come evitare le lunghe liste d’attesa per ottenere una visita specialistica o un’indagine diagnostica con carattere di urgenza. “Il tempo è salute, combattiamo insieme per il diritto alle cure” è questo il titolo di un manifestino che verrà distribuito in centinaia di copie anche il 21 a piazza Tosti 4 al Distretto della Asl Rm2 e il 27 a via Malfante, dietro piazza Navigatori davanti agli ambulatori.

 

Le motivazioni della protesta

“Sappiamo che l’utenza più fragile, gli anziani e i più deboli, quelli che hanno la pensione minima – ha detto Caterina Serra, segretaria della Lega 8 dello Spi-Cgil- davanti alle interminabili liste di attesa spesso rinunciano alle cure.

Quindi noi vogliamo spiegare ai cittadini tutti i loro diritti”.” Se il servizio prenotazioni non rispetta l’urgenza, gli utenti possono andare in intramoenia a pagamento e fare domanda di rimborso. Abbiamo già preparato i moduli appositi – ha continuato Nadia Pagano, della Segreteria di zona-. Ma ancora prima di chiedere il rimborso, se il medico curante ha previsto la priorità U e B, si può chiedere al Cup di essere iscritto nelle liste di garanzia. In questo caso è la Asl che deve richiamare l’utente e trovargli la prestazione il più possibile nei tempi e all’interno del territorio di competenza.”

E’ sotto gli occhi di tutti come dopo il Covid siano stati compressi i finanziamenti per la sanità pubblica, molti medici sono andati in pensione e non sono stati reintegrati col turnover, lasciando i servizi, in particolare la medicina d’urgenza, sotto organico, danneggiando l’utenza. Forse pensano di ridurre le liste di attesa estendendo le convenzioni con i privati” sottolineano al Sindacato pensionati.

 

Volantinaggi in tutta Roma

Quindi la campagna per l’accesso dei cittadini del Lazio alle prestazioni sanitarie, promossa dallo Spi-Cgil, interesserà tutti i municipi romani, per informarli su come esigere l’erogazione delle prestazioni in tempi certi e per aprire una interlocuzione forte con le istituzioni sanitarie pubbliche.

I quadri e i militanti dello Spi-Cgil, in ognuno dei tre giorni di febbraio previsti dalla mobilitazione, saranno davanti ad oltre 75 strutture tra ospedali, poliambulatori pubblici, distretti sanitari.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Quella strage non è avvenuta”. Alla Casa della Memoria un incontro sull’Eccidio del Ponte di Ferro tra tradizione e verità storica.

“Quelle dieci donne, ricordate sulla stele sul Ponte dell’Industria, non trovarono la morte lì il 7 aprile del 1944 per mano dei tedeschi” ha assicurato Giorgio Guidoni nell’incontro su “L’eccidio del Ponte di ferro tra tradizione e verità storica” del 6 febbraio scorso alla Casa della Memoria e della Storia, organizzato dall’Istituto Ferruccio Parri e dall’Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza (Irsifar).

“Tra l’altro, ripercorrendo le vite di queste donne ho scoperto che una, Clorinda Farsetti classe 1929, è ancora in vita, un’altra era stata scambiata con un uomo e un’altra ancora era una bambina di quattro anni.

Gran parte di loro erano comunque delle patriote ed ebbero un ruolo nella Resistenza contro gli occupanti tedeschi, ma morirono in altri frangenti, prima o dopo quel fatidico 7 aprile 1944”- rinforza l’autore del volume “La verità sull’eccidio del ponte di Ferro”, edito dall’associazione culturale Cara Garbatella.

Le affermazioni di Cesare De Simone

L’episodio era stato citato per la prima volta, cinquant’anni esatti dopo l’accaduto, dallo scrittore e giornalista Cesare De Simone nel 1994 nella sua pubblicazione “Roma città prigioniera – i 271 giorni dell’occupazione nazista: 8 settembre 1943 – 4 giugno 1944”.

De Simone fu il primo a denunciare l’uccisione, da parte delle forze di occupazione tedesche, di dieci donne inermi sorprese ad assaltare un forno presso il Ponte dell’Industria all’Ostiense.

Nonostante De Simone, che pure elencò puntualmente i nomi e i cognomi delle vittime, non avesse prodotto documenti a supporto delle sue affermazioni, l’efferatezza del presunto evento sconvolse l’opinione pubblica, generando un’accettazione incondizionata del racconto.

A partire dal 1997, anno dell’apposizione della stele commemorativa nei pressi del ponte, infatti, rappresentanti del Comune di Roma, del Municipio VIII e dell’Ambasciata di Germania, ogni 7 aprile, hanno periodicamente reso omaggio alle vittime con una cerimonia commemorativa.

Gli intervenuti alla Casa della Memoria

Al tavolo della Casa della memoria si sono alternati storici e ricercatori di primo piano.Studio e ricerca del passato sono fondamentali per comprendere il nostro presente, perché la Storia è sempre contemporanea” ha affermato Miguel Gotor, assessore alla Cultura del Comune di Roma che ha aperto i lavori introducendo il contesto temporale dell’avvenimento. La parola è poi passata a Paola Carucci, presidente dell’Irsifar, che ha riassunto i punti salienti dello studio di Guidoni, sollevando diversi dubbi sulla veridicità dell’evento. Dubbi ripresi nel successivo intervento dal professore di Storia Contemporanea Gabriele Ranzato.

Nel suo testo “La Liberazione di Roma”, edito nel 2019, l’autore aveva già avanzato forti perplessità sulla veridicità dell’accaduto, in virtù del fatto che negli archivi e sulla stampa clandestina non era stato possibile reperire alcun tipo di documentazione a supporto del racconto di De Simone.

Tra l’altro nemmeno i parenti delle presunte vittime, anche dopo la Liberazione, hanno mai rivendicato i corpi di quelle donne. Per gli stessi motivi, e per la scarsa attendibilità degli elementi del contesto, in base al principio di verosimiglianza, magistralmente evocato durante l’incontro, Ranzato ha affermato che “è arrivato il momento di riconsiderare questa commemorazione”.

A conclusione dell’incontro il presidente dell’Istituto Parri, Paolo Pezzino, ha dichiarato: “Finalmente oggi, alla luce del nuovo studio appena pubblicato, possiamo affermare che quel fatto non è mai accaduto. Provvederemo pertanto a cancellarlo dall’elenco degli episodi dubbi presenti nel nostro atlante delle stragi nazifasciste perpetrate in Italia nel periodo 1943-1945”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Arriva il Carnevale Antirazzista. Quest’anno è dedicato alla Palestina

Giunto alla sua XV edizione il Carnevale Antirazzista di Roma Sud è pronto a scendere in strada e a sfilare per le vie dell’VIII Municipio. Una grande parata colorata e festante si è data appuntamento sabato 10 febbraio, alle ore 10:00, all’occupazione abitativa di Casale De Merode a Tor Marancia per salutarsi poi a Porto Fluviale.

La dedica al popolo palestinese

L’evento promosso dall’associazione Controchiave e dalla Rete Roma Sud, con il patrocinio del Municipio Roma VIII, “quest’anno è dedicato ai bambini e alle bambine di Gaza – si legge in una nota degli organizzatori – per auspicare un futuro di pace e di speranza; provando ad illuminare con la nostra energia e la nostra bellezza il buio della guerra”.
Ad ispirare questa edizione sono i versi della poesia Pensa agli altri dello scrittore e poeta palestinese Mahmoud Darwish (1941-2008).

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.

Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.

Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.

Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.

Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.

Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e di’: magari fossi una candela in mezzo al buio
.

Oltre ai tipici travestimenti di carnevale ci saranno tanti aquiloni e maschere a forma di anguria. Il frutto da anni è diventato un simbolo poiché combina le stesse tinte della bandiera palestinese: il rosso della polpa, il nero dei semi e il bianco-verde della buccia.
L’esposizione della bandiera dello Stato di Palestina è stata proibita dallo Stato di Israele all’interno dei suoi confini in alcuni periodi della sua storia o in specifici contesti o situazioni.
L’utilizzo dell’anguria in sua sostituzione, come simbolo di sostegno e protesta, è quindi in atto da decenni, anche perché si tratta di un frutto ampiamente coltivato nella regione palestinese.

Laboratori in preparazione del Carnevale

Il percorso della sfilata

L’appuntamento è alle ore 10:00 in via del Casale De Merode 6A a Tor Marancia, la sfilata poi proseguirà per Garbatella, fino a concludersi, verso ora di pranzo all’occupazione di Porto Fluviale.
La parata sarà animata da giocolieri, trampolieri, artisti e artiste, dai balli delle murge e dalle musiche di Fanfaroma, Fanfaretta e Samba Precari.
Di seguito le tappe del  percorso:

  • via del Casale De Merode 6A
  • via Flavia Tiziana
  • via Marco e Marcelliano
  • viale di Tor Marancia
  • piazza Elio Rufino
  • via Cristoforo Colombo
  • via Giovanni Genocchi
  • piazza Oderico da Pordenone
  • via Alessandra Macinghi Strozzi
  • largo delle Sette Chiese
  • via Enrico Cravero
  • piazza Bartolomeo Romano
  • via Edgardo Ferrati
  • via Giovanni Battista Licata
  • piazza Augusto Albini
  • via Giacinto Pullino
  • via Girolamo Benzoni
  • via Pellegrino Matteucci
  • via Ostiense
  • via del Porto Fluviale 12.
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Romano Prodi a Roma Tre per l’inaugurazione dell’Anno Accademico

Lectio magistralis su “Crisi mondiale e crisi europea”  

È stata una cerimonia speciale quella per l’inaugurazione dell’anno accademico 2023/2024 dell’Università Roma Tre, tenutasi venerdì 2 Febbraio presso l’Aula Magna di Via Ostiense, con la presenza eccezionale del Professor Romano Prodi.

L’ex Presidente della Commissione Europea, due volte Presidente del Consiglio e più di recente inviato per l’Unione Europea per i rapporti con il continente Africano, ha catturato l’attenzione della comunità accademica dell’ateneo romano con una Lectio Magistralis su un argomento di estrema attualità: la “Crisi mondiale e crisi europea”.

L’evento è stato trasmesso anche in diretta streaming e con un servizio di interpretariato LIS (Lingua Italiana dei Segni)

Tra il pubblico molte le presenze istituzionali del territorio: il Parlamentare Europeo Massimiliano Smeriglio, il Direttore della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti, il Presidente della Fondazione Teatro Palladium professor Luca Aversano e il Presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri.

Presenti in sala anche figure di spicco del management pubblico italiano, primo fra tutti il noto banchiere ed ex ad di Tim Franco Bernabè.

 

Il tema della lectio magistralis

Il professor Prodi si è intrattenuto sulle origini storiche e sulla profondità della crisi politica ed economica in cui versa l’attuale bipolarismo mondiale tra USA e Cina; per poi soffermarsi sul ruolo che può svolgere l’Europa per difendere il futuro democratico delle nuove generazioni, rivolgendosi in particolare agli studenti che gremivano l’Aula Magna dell’Ateneo.

A fronte di una globalizzazione e internazionalizzazione dei commerci, avviatasi nei primi anni Novanta dopo la caduta del Muro di Berlino e al suo apice nel 2001 con l’ingresso della Cina nel Word Trade Organization, si è generato, nelle nazioni occidentali, uno schiacciamento dei salari sui livelli imposti dai bassi costi di produzione della nuova fabbrica del mondo, la Cina, con un conseguente impoverimento della classe media e un crescente malcontento popolare di massa verso i governi occidentali.

Tali tensioni economiche e sociali stanno sfociando in crescenti tensioni internazionali con inversione del processo di globalizzazione e la ricomparsa di strumenti di politica industriale quali dazi, sanzioni, sovvenzioni economiche ad imprese e persone. Strumenti che, negli ultimi 30 anni di puro liberismo imperante, erano diventati anacronistici.

Lo sviluppo di alta tecnologia e dell’intelligenza artificiale padroneggiati dalle grandi imprese di rete (Apple, Google, Amazon, Alibabà, talmente potenti da superare i confini degli stati nazione) hanno acuito tali tensioni e le connesse sperequazioni nella ripartizione del reddito tra i pochi ricchi e tutti gli altri individui, classe media compresa.

A ciò si è aggiunta l’evidenza che la forma democratica di governo di paesi occidentali non può essere esportata: si veda il fallimento delle guerre in Iraq e Afghanistan.

Il ruolo dell’Europa

L’Europa in questo scenario è stata, secondo il professor Prodi, un esempio positivo almeno fino alla metà dei primi anni Duemila per il processo di unificazione avviato. A seguito, tuttavia, della bocciatura nel 2005 della Costituzione Europea da parte del popolo francese e della successiva crisi finanziaria tra il 2008-2011, affrontata dall’Europa non come comunità ma come somma di 28 singoli stati (27 dopo la Brexit), l’Unione ha perso di credibilità come attore internazionale ed anche come dimensione economica.

Secondo il professor Prodi, affinché l’Europa torni ad essere un esempio positivo di democrazia e benessere economico, è indispensabile che l’Unione abolisca il diritto di veto nei propri processi decisionali, per potersi dare agevolmente un’efficace politica estera e di difesa e tornare ad essere un soggetto internazionale autorevole.

A tal proposito il Professore sottolinea che sarebbe anche opportuno che la Francia, Paese peraltro dotato dell’arma nucleare, rinunciasse generosamente al proprio diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

 

Gli altri interventi

La Lezione del Professor Prodi è stata accompagnata, oltre che dalla relazione annuale del Rettore professor Massimiliano Fiorucci, dai saluti dell’Assessore alla cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor e del Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, dall’intervento dello studente Antonio Iuliano in rappresentanza della comunità degli studenti iscritti all’Università, da Simona Sconti in rappresentanza del Personale tecnico amministrativo e bibliotecario.

Al termine degli interventi, il Rettore ha proclamato l’Apertura dell’Anno Accademico 2023-2024 dell’Università degli Studi Roma Tre.

La cerimonia, che era stata aperta dal corteo accademico dell’Ateneo, è stata impreziosita anche dagli apprezzati intermezzi musicali dell’Orchestra di Roma Tre.

 

L’offerta formativa e le iniziative di Roma Tre

Come riportato anche dall’ufficio comunicazione dell’ente, l’Università degli Studi Roma Tre è l’ateneo che ha registrato l’incremento maggiore di iscrizioni tra le università del Lazio: +36% dall’anno pre-Covid allo scorso anno accademico e conta oltre 34mila iscritti e più di 122mila laureati dalla fondazione ad oggi.

L’offerta formativa è fornita da circa mille tra docenti, ricercatrici e ricercatori tramite 13 Dipartimenti di cui 4 riconosciuti di eccellenza dal MIUR (tra cui quello di Giurisprudenza che ha conseguito il primo posto nazionale nella graduatoria dell’Area delle Scienze giuridiche), con 86 corsi tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, 69 corsi post lauream e 24 dottorati di ricerca. Infine, 3 corsi di laurea magistrale sono insegnati interamente in inglese.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Le pietre d’inciampo per Libero De Angelis e Giuseppe Felici

Ancora due pietre d’inciampo alla Garbatella. Dopo quelle impiantate gli scorsi anni in ricordo dei martiri delle Fosse Ardeatine Enrico Mancini e i fratelli Francesco e Giuseppe Cinelli, martedì 9 gennaio alle ore 9,30 a viale Guglielmo Massaia 22 e a seguire, dopo mezz’ora a poche decine di metri al civico 65, verranno collocati altri due sampietrini dorati per onorare la memoria di Libero De Angelis e Giuseppe Felici.

Libero De Angelis, socialista

Libero De Angelis, cresciuto in una casa del lotto 28 era un meccanico e patriota socialista delle Brigate Matteotti che, durante l’occupazione tedesca, collaborava con l’Oss, il servizio segreto militare alleato. Fu arrestato e condotto a via Tasso il 3 aprile del 1944 e trucidato dai tedeschi il 4 giugno in località La Storta, nella fase di ritirata degli occupanti che si dirigevano al Nord.

Con lui morirono altri 13 patrioti, che furono fatti scendere da un camion, forse in avaria, e assassinati con un colpo di pistola alla testa. Tra loro c’era anche il noto sindacalista ed ex segretario della Confederazione Generale del Lavoro Bruno Buozzi.

A Libero De Angelis fu intitolata la sezione socialista della Garbatella, quando dopo la Liberazione fu spostata da via Carlo Spinola, nelle case dei postelegrafonici, alla più centrale via Edgardo Ferrati davanti ai Bagni Pubblici del quartiere.

Il giovane Giuseppe Felici

Giuseppe Felici, invece, era un giovane radiotecnico e studente di ingegneria che l’8 settembre, il giorno dell’armistizio, si trovò a Roma nella sua casa di viale Massaia 65 in licenza militare per ragioni di studio. Partecipò alla difesa di Porta San Paolo e successivamente, appena ventenne, aderì ai Gap Mise a segno numerose azioni nei quartieri periferici della Capitale e per il suo coraggio fu inviato a coordinare la Resistenza in Sabina, territorio che ben conosceva perché la famiglia era originaria di quelle zone, proprio di Poggio Mirteto.

Su quei monti operava anche una delle formazioni partigiane più temibili e numerose la D’Ercole-Stalin, che con continue incursioni a fuoco creò non pochi problemi alle colonne di automezzi nazisti che si spostavano da e verso Roma. Durante un rastrellamento tedesco sul monte Tancia, il 7 aprile del 1944, Giuseppe fu arrestato e trasportato nel carcere di Rieti.

Due giorni dopo venne fucilato dai tedeschi insieme ad altri 14 partigiani. Felici, dopo la Liberazione, fu insignito del massimo riconoscimento e decorato con la medaglia d’oro al valore militare.

 Gli organizzatori

L’iniziativa “Memorie d’inciampo a Roma” è un progetto a cura di Adachiara Zevi, promosso e organizzato da Arte di Memoria e da tante altre sigle come l’Aned, l’Anei, l’Irsifar, la Fondazione Cdec,la Federazione delle Amicizie Ebraico-Cristiane Italiane  e dal Museo della Liberazione. Tra l’8 e il 10 gennaio verranno deposte ben 21 pietre d’inciampo nei Municipi di Roma sud-est V,VII,VIII e X.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“La potenza del lavoro di squadra”, presentato il nuovo murale del liceo artistico Caravaggio

Le pareti dell’istituto Caravaggio, il liceo artistico di via Odescalchi 75, si arricchiscono di un nuovo murale.

È stato iniziato la settimana scorsa e verrà completato il 5 gennaio dall’artista argentina Agus Rucula, inserita tra le 50 artiste contemporanee essenziali dalla pubblicazione “Street art by women.” L’opera, intitolata “La potenza del lavoro di squadra”, rappresenta una donna e un uomo che si danno le spalle. Tra i due cresce una pianta, simbolo della solidarietà, sullo sfondo di un campo di girasoli.

Le parole di Livia Fabiani

L’opera, presentata oggi 3 gennaio presso il cortile dell’istituto, è stata finanziata dalla Regione Lazio e patrocinata dal Municipio VIII. A organizzare il progetto è scesa in campo l’associazione giovanile VenUs, che si occupa della valorizzazione dei talenti femminili nel campo dell’arte urbana.

“Il nostro obiettivo è sensibilizzare sulla questione di genere all’interno del mondo dell’arte” ci ha raccontato la presidentessa Livia Fabiani. “Nel tempo abbiamo organizzato un ciclo di laboratori in diverse scuole della durata di sei mesi, dove i ragazzi hanno potuto riflettere sulla questione delle pari opportunità. Lavorare con gli studenti delle superiori è fondamentale perché permette di entrare in contatto con un’età cruciale, oltre che sensibilizzare quelli che sono i cittadini del futuro. Per i prossimi anni speriamo di entrare in contatto con qualche scuola media, sarebbe molto importante raggiungere anche i ragazzi più giovani.”

Il progetto svolto all’interno del liceo Caravaggio ha coinvolto per il secondo anno di seguito 15 studenti, come racconta la vicepreside Veronica Toms. “I laboratori si sono divisi in due parti” ha continuato Livia Fabiani. “In una prima parte, più teorica, si è parlato del linguaggio, della violenza di genere, dei Nobel assegnati alle donne nel corso del tempo. Nella seconda parte, invece, si è passati all’opera. Nel corso del mese di dicembre, gli studenti hanno dipinto i murali visibili sul muro esterno dell’istituto.”

Per la realizzazione di queste opere, i ragazzi hanno ideato le immagini, scattato le fotografie che hanno fatto da modello e infine, sotto la supervisione di Agus Rucula, hanno dipinto il muretto esterno in corrispondenza del cortile. “Anche questa volta l’iniziativa ha visto una bella partecipazione” ha confermato la vicepreside Toms. “È già il secondo anno che organizziamo il progetto.”

A dicembre 2022 in collaborazione con l’artista Rame13 è stato infatti completato un altro murale, “Consapevolezza”, che presenta una figura femminile in primo piano circondata da personaggi che reggono stendardi con le parole “equality” e “rights”. Tra le mani della donna, sboccia una pianta che rappresenta l’amore e la crescita. Quest’opera, come del resto il murale proposto quest’anno, mira a far riflettere sui temi dell’uguaglianza, dell’amore e del rispetto.

Murales realizzati dagli studenti del liceo

L’artista Agus Rucula

Agus Rucula è una giovane artista argentina che, dopo aver studiato in un istituto artistico di Buenos Aires, dal 2012 è impegnata nel campo della street art. “L’idea delle due persone che si danno le spalle nasce da una fotografia che avevo già” ci ha raccontato. “Quanto allo sfondo con il campo di girasoli, mi sono ispirata ai paesaggi del sud Italia, in particolar modo della Calabria.

La pianta che cresce tra le due figure invece rappresenta la solidarietà, che non può nascere e prosperare senza la collaborazione di tutte le parti. Mi è piaciuto molto lavorare su una parete così alta perché mi ha dato la possibilità di sviluppare un primo piano e un ampio sfondo” ha continuato. I protagonisti del murale osservano con aria assorta qualcosa che sta al di là della scena rappresentata. “La domanda che sorge è: cosa stanno guardando?” ha proseguito l’artista. “Ho potuto realizzare un’immagine così articolata anche grazie alla configurazione della parete.”

La scelta della scena da rappresentare non è stata immediata. Il progetto originale era diverso: prevedeva una donna in primo piano, china, dallo sguardo molto intenso. Ma in seguito l’artista e l’associazione VenUs hanno optato per un murale che sottolineasse maggiormente il valore della cooperazione.

Il presidente Ciaccheri e alcuni membri di VenUs

Iniziative affini sul territorio del Municipio VIII

Presente all’evento il minisindaco Amedeo Ciaccheri, il quale ha confermato la lunga collaborazione di VenUs con il Municipio VIII. Nell’ambito delle iniziative municipali è centrale anche il ruolo di Toponomastica femminile, un’associazione attiva in tutta Italia con l’obiettivo di intitolare piazze e vie a personaggi femminili di rilievo.

“Da ormai undici anni ci occupiamo di mettere in luce storie di donne che non sempre hanno ricevuto un giusto riconoscimento” ci ha spiegato la presidentessa Maria Pia Ercolini. “Organizziamo poi ogni anno un concorso rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, Sulle vie della parità, al quale in passato hanno partecipato anche istituti dall’estero.”

Sul territorio del Municipio VIII bisogna invece ricordare l’iniziativa ‘nDonnamo. Vie libere alle donne, nel quartiere di San Paolo, che ha visto la partecipazione di Toponomastica femminile insieme ad altre due associazioni – Global Shapers e FormaScienza.

Il progetto si è concluso con una visita guidata che ha messo in luce il contributo di sei scienziate: le matematiche Sofja Kovalevskaja, Anna Maria Ciccone, Cornelia Fabri e Margherita Beloch Piazzolla, la virologa Isabel Morgan e la fisica Katherine Johnson. A largo Giuseppe Veratti, a novembre 2022, l’associazione Dominio Pubblico aveva già coinvolto cinque artiste – Rame13, Giulia Ananìa, Martina Cips De Maina, Zara Kiafar e Giusy Guerriero – nella realizzazione di tre murales dedicati a Laura Bassi, la prima donna al mondo a ottenere una cattedra universitaria, la fisica Rosalind Franklin, l’astrofisica Cecilia Payne e la filosofa Ipazia. Queste due iniziative parallele hanno cercato di svelare un altro volto della scienza, in un quartiere in cui le vie sono tutte dedicate a scienziati uomini.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Buone feste è tempo di “Natale in Ottavo”

Non è già più tempo di tombolate ed estenuanti trattative al Mercante in Fiera per il Lattante o, la Pagoda. L’Ottavo Municipio per queste feste natalizie e di fine anno mette in campo una ricca programmazione culturale che mette a dura prova anche i più pigri. Dopo il concerto di Mirkoeilcane, introdotto dal noto critico musicale Ernesto Assante, alla Centrale Montemartini, gioiello dell’archeologia industriale e dell’arte classica, l’iniziativa “Natale in Ottavo” ci dà appuntamento giovedì 28 dicembre alle ore 16 in piazza del Gazometro ad Ostiense con “L’Elfo volante + la voce del Natale” che si ripeterà il giorno dopo alla stessa ora a via Baldovinetti angolo via Di Dono e  ancora sabato 30 dalle 10 alle 12 sulla Circonvallazione Ostiene, di fronte alla Chiesa di Santa Galla.

Nel pomeriggio alla scalinata tra via Chiabrera e via Valeriano è la volta di “Singing Santa Claus+ Big Soul Mama Gospel” e domenica 31  alle 10 a piazza Lante , nel quartiere di Tormarancio, ci sarà “La Ritmoteca+ Olli & Malù”

.La rassegna organizzata dal Municipio Roma VIII in collaborazione con Biblioteche di Roma, Musei in Comune, Zètema e Musica per Roma continua il primo gennaio presso le Biblioteche Lussu e Arcipelago con le iniziative alle ore 16,30 dal titolo “Ponti di carta, Libri e arte per la pace” – letture e laboratori dai 4 anni e la proiezione del docufilm “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo.

La chiusura della manifestazione è prevista, invece, per sabato 6 gennaio in piazza Caduti della Montagnola dalle ore 10 alle ore 12 con l’evento “La Ritmoteca + BubbleXMas”.

L’animazione di strada è a cura dell’Associazione Alt Academy.

In ricordo di Alvaro Amici al Palladium

Per gli amanti della canzone romana non è da perdere “La cantata per l’anno che verrà”, il concerto dell’Accademia Alvaro Amici, che si terrà il 29 dicembre alle ore 17 al Teatro Palladium in piazza Bartolomeo Romano.

Gli interventi di Amedeo Ciaccheri e Maya Vetri

“L’idea – commenta Amedeo Ciaccheri, presidente Municipio Roma VIII –  è quella di portare eventi culturali diffusi sul territorio che possano far trascorrere delle vacanze piacevoli ai bambini e bambine e alle loro famiglie. Ce ne sarà per tutti i gusti e per coloro dai più piccoli ai più grandi che vorranno assistere a giochi, musica e balli all’insegna della magia del Natale”.

“All’animazione territoriale – dichiara Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio Roma VIIII – abbiamo voluto affiancare un momento musicale dedicato a ragazze e ragazzi di un artista della Garbatella. Mirkoeilcane è un giovane cantautore che ha partecipato anche a Sanremo nella sezione nuove proposte e ha collaborato con artisti del calibro di Alex Britti, Daniele Silvestri, Clementino e Max Gazzè”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

L’oscar dei corti in ricordo di Francesco Valdiserri

Ancora un’iniziativa in ricordo di Francesco Valdiserri, il ragazzo scomparso l’anno scorso a seguito di un tragico incidente sulla Cristoforo Colombo. Stavolta a parlare di lui sarà il cinema, tramite un concorso organizzato dall’associazione culturale Controchiave in collaborazione con i genitori del ragazzo, Paola Di Caro e Luca Valdiserri.

Il bando

Il concorso è rivolto ai giovani tra i 16 e i 23 anni, che avranno la possibilità di presentare entro il 15 febbraio un cortometraggio di massimo 10 minuti a tema libero ma con filo conduttore la propria generazione, inviandolo all’indirizzo 24framealsecondo@controchiave.it.

“Non abbiamo voluto imporre un tema fisso” ci ha spiegato Marcello dell’associazione, “proprio per dare libero spazio ai ragazzi.” L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività cinematografiche gestite da Controchiave con nuovo slancio nel corso degli ultimi due anni, dopo un lungo periodo di pausa.

Dall’anno scorso infatti viene organizzato “24 frame al secondo”, un cineforum con cinque proiezioni su un tema stabilito – nel 2023 è stato il lavoro, nel 2024 sarà la crescita. Il concorso dei cortometraggi nasce dallo stesso spirito, ci ha spiegato Marcello. “Il nostro intento è di mettere a confronto i lavori di giovani senza esperienza e i film di successo, quest’anno sul tema della crescita, dell’evoluzione dall’infanzia all’età adulta.”

Modalità di svolgimento

Per mettere in luce il confronto, i lavori dei ragazzi verranno proiettati in cinque date – 20 gennaio, 3 e 17 febbraio, 2 e 16 marzo – prima del film in programma nella rassegna, all’interno della sede in via Gaspare Gozzi 153. A seguire, dibattiti e approfondimenti con esperti del settore.

Una giuria presieduta dal regista Paolo Virzì sarà quindi incaricata di scegliere i 10 migliori cortometraggi, tra i quali verrà nominato un vincitore nel corso di una serata speciale che si terrà il 13 aprile; le categorie premiate saranno il miglior film, il soggetto più originale, la migliore realizzazione tecnico-artistica, insieme a un premio speciale dedicato alla memoria di Francesco. Al vincitore assoluto verrà consegnato un voucher per un viaggio in una capitale europea; gli altri premi consisteranno in corsi di aggiornamento, abbonamenti, materiale per approfondimento cinematografico.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Anche il Socrate è occupato

Virgilio, Tasso, Mamiani e adesso anche il Socrate. Alle undici scuole occupate a Roma, da qualche giorno si è aggiunto il liceo classico e scientifico della Garbatella. L’occupazione, promossa dal collettivo Dante Di Nanni ma condivisa da molti altri studenti, ha avuto luogo martedì mattina.

Il comunicato del preside

“Nella mattinata del 12 dicembre la sede centrale del Liceo Socrate è stata occupata da una minoranza di studenti che arbitrariamente si sono introdotti nell’Istituto”: così inizia il comunicato del preside disponibile sul sito dell’istituto. “L’atto è già stato denunciato alle forze dell’ordine a cui è stato chiesto lo sgombero immediato della sede.”

Il liceo al momento è ancora occupato e lunedì gli studenti parteciperanno a un consiglio di istituto straordinario col preside Carlo Firmani, al fine di mostrare le loro proposte.

Le motivazioni degli studenti: la riforma Valditara

“La nostra occupazione viene dopo quella di altri istituti” ci hanno spiegato gli studenti, “ma ci teniamo a specificare che la nostra mobilitazione è indipendente, anche se le motivazioni possono essere simili”.

Tra le ragioni di una presa di posizione così forte, l’avversione alla politica conservatrice perseguita dal Governo attuale, soprattutto nel campo dell’istruzione. Come spiega il comunicato degli studenti pubblicato sulle pagine social del collettivo, la riforma dell’istruzione proposta dal ministro Giuseppe Valditara è considerata inaccettabile.

Meritocrazia e voto in condotta

Tra i molti punti affrontati, la meritocrazia e i nuovi parametri per l’assegnazione del voto in condotta e della sospensione.

“Al momento si rischia la bocciatura se all’interno di una scuola si infrange il codice penale” ci ha spiegato Laura, una studentessa. “Con questa riforma, invece, basta l’infrazione del regolamento d’istituto per essere sospesi per quindici giorni e quindi essere bocciati. È chiaramente un modello educativo basato sulla paura. Le scuole dovrebbero istruire, non punire.”

Quanto al merito, si tratta di un criterio che, a detta degli studenti, crea disuguaglianze classiste in una società in cui non tutti partono con le stesse possibilità.

Alternanza scuola-lavoro

Altra questione centrale è il PCTO (alternanza scuola-lavoro) introdotto dalla riforma Giannini della “Buona scuola” nel 2015 e implementato nella nuova proposta di riforma.

Gli occupanti considerano l’alternanza scuola-lavoro un modo per subordinare la scuola alle necessità del mercato. L’aumento delle ore lavorative negli istituti tecnici e l’inserimento di figure professionali aziendali tra i professori sono altri punti nevralgici. Gli studenti ritengono inoltre inaccettabile la riduzione degli anni di scuola a quattro negli istituti tecnici, considerata un provvedimento classista volto a creare scuole di serie A e di serie B.

“La scuola che dovrebbe essere un luogo di formazione culturale e personale – sottolinea in più punti il comunicato degli occupanti – non un sistema finalizzato al lavoro e che prepara allo sfruttamento.”

Sulla violenza di genere

Nel comunicato gli studenti toccano anche temi di scottante attualità come la violenza sulle donne e la guerra in Ucraina e il conflitto Israele-Palestina.

Sulla violenza di genere tengono a specificare che non ha senso affrontare la questione alla luce di un episodio mediaticamente eclatante come il terribile omicidio di Giulia Cecchettin, ma che bisogna considerare il problema nella sua totalità. Secondo i dati ISTAT sono oltre cento i femminicidi avvenuti quest’anno, un numero preoccupante che spinge gli studenti a interrogarsi sui valori trasmessi da questa società. È il maschilismo inteso come problema culturale che è al centro dei loro dibattiti da anni – chiariscono nel comunicato.

Sulle guerre in corso

“Soldi alla scuola non alla guerra”: questo è lo slogan degli occupanti, che auspicano l’aumento dei finanziamenti destinati all’istruzione e la cessazione dell’invio di armi in Ucraina.

A fronte dei conflitti che da mesi insanguinano le più disparate latitudini del globo, gli studenti hanno un obiettivo concreto. Proporranno la sottoscrizione di una dichiarazione che attesti la contrarietà del Socrate all’intervento dell’Italia nelle guerre.

“Sarebbe la prima volta che una scuola prende una posizione così netta” ha continuato Laura. “Si tratta di manifestare una posizione morale prima che politica.” La proposta verrà avanzata lunedì durante un consiglio di istituto straordinario concesso dal preside Firmani agli studenti.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Le premiazioni di “Corri forte cresci bene”

Arrivano le premiazioni per l’iniziativa “Corri forte cresci bene”. I giovani partecipanti alla maratona della Garbatella – bambini al di sotto dei 10 anni – sono invitati a presentarsi per la consegna delle medaglie il prossimo giovedì 14 dicembre.

Il grande successo della maratona

Domenica 26 novembre si è svolta con successo la ventinovesima edizione di CorriallaGarbatella, la storica gara podistica della Borgata Giardino organizzata, come ogni anno, dall’associazione sportiva e culturale Rione Garbatella.

Circa 300 i bambini che hanno aderito alla sezione non competitiva “Corri forte cresci bene”. Il successo di questa edizione, la più partecipata degli ultimi anni, ha sorpreso gli stessi organizzatori.

Giovedì 14 dicembre

Come preannunciato, il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e l’assessore alle Politiche Scolastiche Francesca Vetrugno incontreranno i piccoli atleti il prossimo giovedì alle 16:30 presso l’Agenzia Allianz in Circonvallazione Ostiense 171. Verrà consegnata a ogni bambino una medaglia di partecipazione.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

All’Arcipelago presentato l’ultimo romanzo di Paolo Di Paolo

Lo scorso giovedì 7 dicembre alle ore 17:30 è stato presentato alla biblioteca Arcipelago “Romanzo senza umani”, l’ultimo lavoro di Paolo Di Paolo. “Siamo contenti di proseguire con questi incontri” ha dichiarato l’assessore alla Cultura Maya Vetri in apertura. “Questo è un luogo a cui teniamo molto, abbiamo a cuore la promozione della lettura e degli incontri con gli autori. Con la biblioteca Arcipelago c’è una grande intesa, l’abbiamo eletta quasi a laboratorio culturale del Municipio.

Tra l’altro da poco ha aperto un’altra biblioteca, in via Costantino. Posso dire che stiamo costruendo qualcosa di nuovo, anche se il lavoro da fare è ancora tanto.” Nella sala quasi piena, tappezzata di librerie e animata anche dalle lucette di un albero di Natale, l’atmosfera era cordiale e distesa.

Gli interventi

Dopo le parole di Rita Santolamazza del gruppo di lettura “Leggere in circolo”, che ha messo in evidenza alcuni temi del libro– la solitudine, lo scorrere devastante del tempo, la glaciazione della natura e il congelamento dell’anima – il critico letterario Andrea Di Consoli, ha sottolineato la complessità dell’opera, dovuta all’andamento serpeggiante della narrazione e alla densità di stile. Inoltre ha rimarcato l’importanza e la poeticità dell’immagine iniziale del lago ghiacciato, specchio dei “congelamenti, cambi di stagione, improvvisi rovesci della nostra vita.”

Il gelo e la memoria, visti come i veri protagonisti del romanzo, danno voce alle inquietudini del nostro tempo, alla freddezza delle relazioni, alla mancanza di stimoli, all’assenza di introspezione. “Noi stiamo vivendo una stagione di congelamento” ha ragionato Di Consoli. “La nostra è una piccola era glaciale in cui tutti sono infelici e tutti hanno paura di pronunciare la parola infelicità. Io credo che mai gli italiani siano stati così tristi e soli.”

Dal circolo di lettura

I membri del circolo di lettura hanno inoltre letto e commentato passaggi significativi del romanzo chiedendo pareri e chiarimenti all’autore. Gli interventi hanno affrontato i temi dei ricordi archiviati, della diversità dei punti di vista che non coincidono mai, dell’idea imperfetta che abbiamo di noi e che trasmettiamo agli altri in forma ancora più imperfetta; tutte riflessioni molto sentite e interiorizzate dai lettori.

In un mondo in cui le relazioni sono congelate dall’imbarazzo, la fuga nasce dal contesto o da se stessi? La fuga è un errore o una necessità? La difficoltà di comunicazione del protagonista nasce da sé o dagli altri? È lui per primo che non sa cosa trasmettere? È lui per primo che non riesce a comunicare con se stesso?

“Questo libro ci è piaciuto molto e ne abbiamo discusso a lungo” ha aggiunto la Santolamazza, quasi a voler giustificare la complessità delle osservazioni proposte. “All’interno del circolo ci sono stati dibattiti anche molto accesi.”

Da Proust ai poeti del secolo scorso

Si è anche parlato degli innovativi espedienti sintattico-grafici del romanzo. L’autore interrompe bruscamente un capitolo per poi completare il periodo in quello successivo, dando al lettore un forte senso di spaesamento e quindi spunti di riflessione. “La sperimentazione grafica è un esercizio che ho ripetuto spesso” ha spiegato Paolo Di Paolo. “In alcune pagine di Mandami tanta vita, per esempio, ho inserito i caratteri tipografici dei giornali.

La segmentazione dei periodi in Romanzo senza umani sembra un elemento accessorio, invece è una caratteristica fondamentale che deriva dall’abitudine alla lettura della poesia del Novecento, che ha una componente grafica non trascurabile.”

In chiusura la poetessa Antonietta Tiberia ha sfiorato il tema del ricordo in Proust, che l’autore ha sviluppato in questo modo: “Il ricordo è un tema centrale nel mio romanzo. Anche io, come molti, sono rimasto affascinato dal grande organismo narrativo della Recherche. Nel mio libro, però, c’è un tentativo di liquidazione quasi giocosa dell’opera di Proust. Mentre il romanziere francese cerca – o almeno finge di cercare – la memoria involontaria, il mio protagonista è ossessionato dalla necessità di ricostruire il ricordo. In Marcel Proust c’è un atteggiamento incantato nei confronti del passato, che si ripropone spontaneamente. Qui invece il ricordo è una conquista faticosa e non sempre possibile.”

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Due appuntamenti per ritiro Ingombranti e carta d’identità elettronica

Raccolta gratuita rifiuti ingombranti

Domenica 10 dicembre raccolta gratuita rifiuti ingombranti nell’area di parcheggi sottostante al ponte Spizzichino verso l’Ostiense. La raccolta è dedicata solo ad utenze domestiche. Rifiuti accettati: oggetti in legno, metallo ingombranti (divani, materassi), apparecchiature elettriche ed elettroniche, lampade, batterie auto, pile, vernici solventi, olio vegetale, toner. Non sono accettati rifiuti inerti, calcinacci, olio motore.

Rilascio delle carte di identità

Sabato 16 dicembre dalle ore 15.00 alle ore 21.00 apertura straordinaria per rilascio delle carte di identità elettroniche alla cittadinanza residente nel Municipio Roma VIII.  Per prenotare l’appuntamento (fino ad esaurimento posti) chiamare il giorno 11/12/2023 dalle ore 14.45 alle ore 16.45 i numeri 0669611410 – 0669611661.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Torneo di Basket 1 contro 1

Al via la quarta edizione del Torneo di Basket del GarbaPlayground.

Il 9 e il 10 dicembre la giovane comunità cestistica della Garbatella organizza due giornate intense di sport e aggregazione.

Si tratta di una realtà nata poco più di un anno fa e che oggi coinvolge ragazzi di età differenti provenienti da tutto il territorio del Municipio VIII, e non solo.

Dove si svolge

Il Torneo sarà strutturato su due diversi playground, con i giocatori suddivisi per fasce di età: al Parco Garbatella, nel campo da gioco di Via Rosa Raimondi Garibaldi, i canestri saranno dedicati ai giocatori under 14; per i più grandi sarà quello di Via Malfante, inaugurato meno di un anno fa vicino Piazza dei Navigatori.

Iscrizioni e gioco 1vs1

A cavallo del Viale Cristoforo Colombo si batteranno, dunque, i migliori cestisti di zona, in una serie continua di duelli. Il torneo, infatti, sarà uno contro uno.

Per iscriversi è possibile contattare la mail garba.playground@gmail.com o avere maggiori informazioni attraverso i canali social dell’organizzazione.

Lo spirito dell’iniziativa

“È un’esperienza volta alla promozione dei campi del territorio e della socialità tra i ragazzi del quartiere” dicono gli organizzatori.

“Questi eventi, inoltre, hanno dato e danno aiuto alle organizzazioni e alle società delle zone limitrofe ai campi”. Alcuni premi in palio saranno offerti da associazioni e attività commerciali locali, a dimostrazione dello spirito di comunità che anima l’iniziativa.

Lo sport è un elemento fondamentale per dare vita ai quartieri.

Che vinca il migliore!

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Basket Serie C Unica. Ottimo avvio per Città Futura e San Paolo Ostiense

Dopo nove giornate di campionato di Serie C Unica, Città Futura e San Paolo Ostiense stanno catturando l’attenzione degli appassionati di basket e si stanno affermando come delle forze da non sottovalutare nella competizione.
La squadra del Città Futura Basket ha raggiunto la Serie C per la prima volta nella sua storia, nonostante l’eliminazione nella finale playoff di Serie D nella stagione precedente. Infatti, a luglio 2023 la società ha acquisito il titolo sportivo di Serie C dalla Nova Basket Ciampino, che ha conquistato la promozione sul campo vincendo la finale playoff di Serie D.
Alla guida della squadra è stato confermato coach Massimo Baralla: “Per come è stata costruita la squadra negli anni, con un occhio a tutti gli equilibri non solo tecnici, è stata una vera favola sportiva, purtroppo con un finale diverso da quello che tutti avevamo idealizzato – si legge in una nota rilasciata dall’allenatore – Però io credo che se fai i passi giusti, prima o poi, la sorte ti è amica e questo è quello che è successo con lo scambio di titoli con Ciampino. Ora siamo dove Città Futura Basket merita di stare e sono orgoglioso di avere ancora la possibilità di guidare la squadra”.
Città Futura, è di casa al Pala Avenali in via dell’Arcadia  108, inserita nel girone B e dopo nove giornate ha conquistato un bottino di 14 punti, a fronte di 7 vittorie e 2 sconfitte, raggiungendo i primi posti della classifica.
Da segnalare l’importante vittoria in rimonta contro New Sport Time (87-81) e contro Cest Civitavecchia (88-78) ottime rivali per le posizioni alte della classifica.
La squadra ha dimostrato una combinazione di talento individuale e gioco di squadra impeccabile, e ha messo in mostra determinazione che ha catturato l’entusiasmo dei tifosi. Qualità acquisite grazie al supporto del capitano Daniele Bonessio che ritorna a casa dopo che l’aveva lasciata poco più che diciottenne, all’inizio di una lunga carriera spesa tra le maggiori Serie cestistiche con Virtus Roma, Fortitudo, Frascati e altre squadre di rilievo.
Gli altri giocatori: Alessio Albenzi, Francesco Argenti, Mattia Giannini, Diego Giuliano, Francesco Ingrillì, Matteo Mordini, Federico Pierantoni, Alessio Ranocchia, Gianluca Vagnini e gli under Simone Camposeo, Giordano Cantoni, Jacopo Conte, Kareem Rady e Tony Singh hanno dimostrato abilità straordinarie sul campo, mettendo a segno tiri precisi, difese solide e una coesione di squadra che promette bene per la stagione.
Città Futura Basket

San Paolo Ostiense Basket

Nel girone A, milita il San Paolo Ostiense, società ormai abituata a questa categoria che ha iniziato questa stagione con il piede giusto, testimonianza del duro lavoro e dell’impegno di tutti coloro coinvolti nel programma, a partire dall’allenatore Carlo Colella.
Il coach ha giocato un ruolo fondamentale nel plasmare la squadra, lavorando sulla strategia di gioco e ispirando i giocatori a dare il massimo in ogni partita.
La sinergia tra allenatore e squadra è evidente, e ha creato un ambiente positivo che si riflette nei risultati sul campo.
Dopo nove giornate il San Paolo è in zona play-in con 12 punti, frutto di 6 vittorie e 3 sconfitte.
Da segnalare l’amara sconfitta contro Vigna Pia (77-75) e l’importante vittoria contro Alfa Omega (93-64), dirette avversarie per un posto ai vertici della classifica.
La squadra è di casa al Palazzetto Claudio Spano, in viale di San Paolo 12.
Agli ordini di coach Colella troviamo il capitano Riccardo Conte poi: Eugenio Amanti, Maurizio Antinori, Andrea Ballin, Federico Conte, Andrea Di Camillo, Gianluca Ferrara, Simone Grasso, Phaul Griffin, Philiph Imbesi, Federico Loi, Gian Marco Miscione, Raul Moldovan, Mario Mugnaioli, Francesco Paolini, Pavlo Petryna, Simone Repaci, Gabriele Sarghini, Lorenzo Sedita, Valerio Terrasini, Tommaso Vettor e Marco Vrancianu.
San-Paolo-Ostiense-Basket-2023

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“La verità sull’eccidio del Ponte di Ferro” il libro di Giorgio Guidoni

di Riccardo Cervellini

Con l’uscita di “La verità sull’eccidio del Ponte di Ferro” di Giorgio Guidoni si diradano le nebbie su un episodio che la storiografia della Resistenza ha da sempre collocato tra quelli controversi, attraversati da dubbi e riscontri indefiniti, a causa dell’assenza di tracce documentali certe sia di stampa che archivistiche sull’uccisione di quelle dieci donne romane. L’unica fonte che racconta quella drammatica mattina è un saggio storico del giornalista e scrittore Cesare De Simone, ormai deceduto, uscito nelle librerie nel 1994, cinquant’anni dopo l’accaduto. De Simone descrive sotto forma di diario i nove mesi di occupazione nazista a Roma con dovizia di particolari e rimandi alle fonti, ma proprio su questo specifico episodio non fornisce documentazione a tutt’oggi riscontrabile. Riporta solo di aver visto personalmente un mattinale della Questura dell’aprile del ’44 depositato presso l’Archivio Centrale dello Stato, tuttavia irreperibile.

La verita sull'eccidio del Ponte di Ferro
La verita sull’eccidio del Ponte di Ferro

Era la mattina del 7 aprile 1944 quando – secondo De Simone – dieci donne vennero portate a forza sul Ponte dell’Industria sul Tevere e uccise brutalmente a raffiche di mitra, colpevoli di aver assaltato insieme ad una folla affamata il deposito del pane adiacente al ponte, lato via Antonio Pacinotti, che faceva da base di rifornimento ai tedeschi. Altri assalti a forni e ai cascherini si erano verificati in quei mesi in altri luoghi della città, dopo la decisione di diminuire la razione di pane giornaliera prevista dalle tessere annonarie.

Giorgio Guidoni, un appassionato di storia locale (lo stesso che dopo anni di ricerche ha svelato il mistero dell’attribuzione del toponimo Garbatella al quartiere),  partendo dai dieci nomi stilati da De Simone è riuscito a ricostruire, attraverso un accurato lavoro d’archivio e testimonianze dirette dei parenti, le loro biografie scoprendo ciò che neanche lui si sarebbe aspettato. “Il mio obiettivo iniziale di dare rilievo e dignità a queste dieci donne si è trasformato nella scoperta, incredibile quanto incidentale, che queste persone non hanno avuto alcun collegamento con l’eccidio del Ponte dell’Industria. Con questa ricerca – spiega l’autore del libro –  sono riuscito a ricostruire un’identità ben definita per ognuna delle presunte vittime, verificando inoltre che, per un errore di trascrizione, una di loro era in realtà un uomo, mentre  Clorinda Falsetti risultava ancora viva nell’aprile del 2022. Le altre persone elencate – prosegue – a parte la bambina di quattro anni uccisa dai tedeschi il 7 giugno del ‘44 in località Pratarelle di Vicovaro, sono stati tutti esempi di grande patriottismo, coraggio e partecipazione attiva alla cacciata dell’invasore durante i nove mesi di occupazione tedesca, ma nessuna di loro  risulta essere tra le dieci donne trucidate dai nazisti in quel fatidico 7 aprile.”

C’è da sottolineare, inoltre, che un lavoro di approfondimento sull’ eccidio del Ponte di Ferro è stato eseguito anche dall’autorevole storico Gabriele Ranzato, che nel 2019 con “La liberazione di Roma” dedica alcune pagine a questo episodio, collocandolo tra quei fatti incerti non corredati da documenti o testimonianze.

Il lavoro di Guidoni, dunque, non è assolutamente un testo negazionista. Anzi, pur essendo possibilista sulla veridicità dell’accaduto il 7 aprile 1944, ne contesta esclusivamente i nomi delle protagoniste, mettendole in una nuova luce. Quelle donne non erano genericamente delle popolane affamate che lottavano per la sopravvivenza delle loro famiglie, ma nella maggioranza furono, come altre romane, direttamente impegnate nella Resistenza in ruoli decisivi. Questo tragico fatto, noto come l’eccidio del Ponte dell’Industria, viene celebrato annualmente con la deposizione di una corona alla memoria sulla lapide che porta i nomi delle dieci donne, cerimonia che deve continuare nel tempo per testimoniare comunque il ruolo che le donne ebbero nella Resistenza romana.

(La verità sull’eccidio del Ponte di Ferro, di Giorgio Guidoni, Amazon Italia- Cara Garbatella, euro 16,50)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Presentato al pub La Ragnatela “Chi ha polvere spara”, il romanzo di Donato Montesano

di Anna Di Cesare

Tratto da una storia vera, il primo romanzo di Donato Montesano – “Chi ha polvere spara”, edito da Eretica e presentato il 25 novembre al pub La Ragnatela Hop 501 in via Girolamo Benzoni 31 – ha quasi il carattere di un’epopea. Racconta la storia di Pancrazio Chiruzzi, giovane lucano trasferitosi a Torino negli anni sessanta in cerca di una vita migliore. Il romanzo è un affresco dell’Italia del dopoguerra, delle disparità economiche tra nord e sud, dei pregiudizi che gravavano sui migranti meridionali, ma soprattutto è la storia privata di un uomo che trova la forza di reagire.

La Trama del libro

Dopo essere stato espulso dalla scuola per aver risposto agli atti di bullismo rivolti a un suo compagno, dopo essere finito in riformatorio a causa di una bravata dei suoi amici, Pancrazio matura una profonda trasformazione. Come il famoso Jean Valjean dei Miserabili di Hugo, è proprio a seguito dei soprusi subiti in carcere che Pancrazio inizia ad affilare il proprio ingegno, a controllare il proprio istinto e a mettere la propria lucidissima intelligenza a servizio del crimine.

“Chi ha polvere spara” – proverbio di origine meridionale – fa proprio riferimento a questo: alla forza incontenibile, quasi una deflagrazione, di chi finalmente esterna ciò che pensa. Se prima Pancrazio si limitava a subire violenze e insulti, adesso è passato all’attacco in una sfida continua rivolta non solo ai suoi nemici personali ma alla società intera. Pancrazio non è più il ragazzino goffo e timido appena arrivato nella città più industrializzata d’Italia: è un uomo consapevole della propria forza, con un saldo senso del rispetto per i compagni e soprattutto, a seguito della reclusione, consapevolezza del valore della libertà.

Mette su una banda, il primo colpo consiste nello svaligiare il furgone blindato che contiene gli stipendi degli operai della fabbrica dove lui stesso aveva lavorato, quella fabbrica in cui nemmeno gli operai conoscevano la funzione dei pezzi di ricambio che assemblavano. Il lavoro era usurante, le umiliazioni continue, e la banda di Pancrazio decide di iniziare con la rapina alla fabbrica come forma di vendetta nei confronti del padrone. Se in Viaggio al termine della notte di Céline la catena di montaggio viene implicitamente accostata alla brutalità della guerra, qui è posta in alternativa al crimine: in una società violenta e respingente, o ci si rassegna a subire o si alza la testa e si commette il male. E tra le due alternative, Pancrazio e i suoi compagni, che hanno già sofferto molto, non esitano a scegliere la seconda.

I colpi hanno subito successo, anche grazie alla lucidità quasi scientifica con cui vengono preparati. Ciononostante, i protagonisti sembrano mantenere un’innocenza di fondo che sopravvive ad anni di reati e avventure incredibili; un po’ come nei romanzi picareschi, in cui a un personaggio buono, candido capita di tutto senza scalfirlo. La banda di Pancrazio non tradisce mai i suoi valori cardine: il rispetto per chiunque e soprattutto per la parola data. Difatti la caratteristica più straordinaria di questa organizzazione è di aver portato a termine furti straordinari, in Italia e all’estero, senza mai sparare un colpo di pistola.  A una donna svenuta durante una rapina, i ladri fanno recapitare un mazzo di rose. Con un direttore di banca sorseggiano amichevolmente whisky prima di intimargli di mostrar loro la cassaforte.

La loro natura di ladri-gentiluomini è evidente anche nei rapporti sentimentali, che rimangono sempre forti. Pancrazio ha una grande considerazione dell’amore, e si mantiene sempre fedele al ricordo della “donna della sua vita”.

Il romanzo infatti intende raccontare, oltre al rapinatore, l’uomo. I legami parentali, le amicizie e gli amori occupano uno spazio centrale fin dalla prima pagina, nella scena in cui il protagonista solleva il fratello sull’altare della Vergine con un gesto che, molti anni dopo, gli ricorderà la donna amata.

Gli affetti sono una costante, un filo rosso che si dipana all’interno della trama come una guida. Il ricavato dei primi furti, per esempio, viene impiegato per fare regali al fratello, così come niente addolora Pancrazio – il rapinatore incallito – quanto la perdita di un vecchio amico d’infanzia. Fondamentale è anche il legame col nonno fuochista, scomparso quado Pancrazio è ancora bambino a seguito di un’esplosione nella fabbrica di polvere pirica. Questa morte dolorosa e inaspettata segna profondamente il protagonista e ne determina il trasferimento al nord.

La scena della morte del vecchio Salomone – questo il nome del nonno – è anche indicativa di un’altra caratteristica del romanzo: la costruzione a incastro che ricorda quasi il montaggio cinematografico. La scomparsa dell’artificiere ha un ruolo fondamentale nel romanzo ma non viene raccontata direttamente, e in questo modo lo scrittore, prendendo le distanze dall’evento, è come se ne rimarcasse la drammaticità.

Le scene che si susseguono in questo romanzo fluviale accompagnano il lettore seguendo diversi punti di vista. L’opera ricorda un film anche per la natura visiva della maggior parte delle azioni che parlano da sole, senza commento del narratore. Ci sono scene monumentali, come quella iniziale del falco – simbolo del destino – che sorvola i campi su cui giocano i protagonisti, ancora bambini. Le immagini si alternano con grande vivacità, le avventure del protagonista sembrano i fotogrammi di un film western: inseguimenti, rapine, addirittura l’assalto a un treno in corsa; avventure che toccano non solo contesti diversi, ma anche diverse zone d’Italia, lasciandone un ricordo indimenticabile. Milano è definita “una donna che seduce tutti e non si concede a nessuno”, la Liguria è rappresentata “a strapiombo sul mare, con le case che sembrano un prolungamento delle rocce.”

Ma il cinema non è solo un elemento strutturale: ha anche un ruolo contenutistico rilevante; prova ne sono le numerose citazioni fatte dagli stessi protagonisti, tutti appassionati del grande schermo. Il cinema americano per loro è lo stimolo che li spinge a fare meglio, a cercare una vita migliore, ma è anche un oggetto di emulazione vana, rispetto al quale, in ultima analisi, la vita vera si rivela sempre più brutale e insensata (“Perché nei film americani i carcerati cantano sempre e noi non possiamo?).

Le dichiarazioni dell’autore

“Il contesto sociale ha influenzato moltissimo quest’individuo e la sua vita criminale, molti episodi hanno cambiato la sua percezione del mondo” ci ha raccontato l’autore Donato Montesano. “Per esempio se avesse avuto degli insegnanti che anziché condannarlo l’avessero aiutato probabilmente avrebbe avuto tutt’altra vita. Questo è il personaggio. D’altro canto c’è l’uomo che ho conosciuto” ha proseguito lo scrittore. “Il protagonista del romanzo non è un supereroe, anzi per certi aspetti è anche un perdente. Non si percepisce molto la sua forza interiore, però l’uomo – il Pancrazio Chiruzzi che ho conosciuto e con cui ho parlato molto prima di scrivere il romanzo – sì, lui per me è un supereroe. Ho conosciuto un uomo che si è fatto 35 anni di carcere duro e dopo, quando è uscito, aveva ancora la forza di un ragazzino. Per me un uomo così è straordinario, dopo tutto quello che gli è successo ha conservato un amore per la vita così forte che è quasi impossibile trovare altrove.”

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Una panchina contro la violenza di genere in piazza Barolomeo Romano

Una folla molto eterogenea per età e per genere si è stretta intorno ad una nuova panchina in Piazza Bartolomeo Romano, sul marciapiede davanti all’ingresso dell’Archivio Flamigni.

Donne, di ogni età, i bambini dell’Istituto Macinghi Strozzi, le forze dell’ordine e il Municipio VIII, una rappresentanza dell’Archivio Flamigni e le donne del Gruppo Nannaré, riuniti per l’inaugurazione di una panchina rossa contro la violenza di genere e per la promozione dei servizi di supporto sul territorio.

La cerimonia di inaugurazione

La panchina contro la violenza di genere, decorata di rosso per l’occasione, è stata inaugurata in una intensa e commossa cerimonia che ha dedicato pensieri e parole a Giulia Cecchettin e a tutte le donne uccise a causa della violenza maschile.

Decine di palloncini rossi sono stati lasciati volare in aria dai bambini e ragazzi dell’Istituto Macinghi Strozzi.

Un momento di particolare raccoglimento è stata la lettura di Ilaria Moroni, direttrice dell’Archivio Flamigni, che ha scelto la poesia Se domani non torno di Cristina Torres Caceres nella sua versione integrale.

L’appuntamento di domani e il valore dei servizi territoriali

Maya Vetri, assessora alla Cultura del Municipio VIII, ha presenziato l’inaugurazione dando particolare rilievo alla scelta di inserire sulla panchina una placca su cui sono stati riportati tutti i servizi territoriali che intervengono sulla violenza di genere.

Contatti, informazioni, nomi e indirizzi dei centri antiviolenza, delle associazioni attive sul territorio e dei servizi attivi del Municipio.

Un piccolo elemento, che dà senso alla memoria e diventa strumento di consapevolezza e intervento per la cittadinanza. In chiusura, è stato rinnovato l’appuntamento per tutte le donne del territorio.

“Domani alle 14.00 ci troveremo alla stazione di Metro Garbatella” ha detto Vetri “per raggiungere tutte insieme la manifestazione di Non una di meno al Circo Massimo”.

I servizi del territorio sulla panchina

Segnalati i contatti e gli indirizzi sulla panchina dei servizi del territorio contro la violenza di genere, come il Centro antiviolenza Nilde Iotti, quello dell’Università Roma Tre Sara Di Pietrantonio, lo sportello municipale LGBTQ+ e gli altri sportelli legali e di sostegno offerti dal Municipio, le associazioni e i circoli di riferimento per la fuoriuscita da dinamiche di violenza.

Sulla placca, realizzata in collaborazione con Archivio Flamigni, è stato segnalato anche il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522 e realizzato un QR code interattivo per ottenere maggiori informazioni riguardo i servizi segnalati.

L’importanza delle scuole del territorio

“La scuola del territorio è sensibile per quanto riguarda i diritti” dice Rosa Tortorici, insegnante dell’Istituto Macinghi Strozzi. “I colori della Pace sono sulle mura della nostra struttura e nel nostro cortile ci sono tre panchine colorate.

Ognuna ha un diverso significato: quella rossa, contro la violenza sulle donne, quella gialla, contro il bullismo e quella blu e gialla, che riprende i colori del maglione che indossava Stefano Cucchi. Sul territorio e nella scuola, le nostre attività mirano a stimolare grande sensibilità ogni giorno”, conclude la professoressa.

È ora di fare rumore

Un commento a margine è quello di Lucia Di Cicco, del Gruppo Nannaré, che ha promosso l’iniziativa. “Questa panchina è un simbolo” dice “ora dobbiamo stringerci tutti insieme intorno al problema della violenza, che è enorme per tutti. È inaccettabile, nel 2023, che muoiano ancora così tante donne per mano della violenza maschile.

È ora di fare rumore.

La violenza colpisce la dignità umana e per questo bisogna educare le nostre comunità, a partire dalle scuole, al rispetto”.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Basta chiacchiere! Agire contro la violenza di genere

“Basta chiacchiere! Agire contro la violenza di genere” è il titolo della serie di conferenze il 9 novembre si è svolto l’ultimo appuntamento, in via del Porto Fluviale 35. Nel corso dei tre incontri che si sono svolti dallo scorso 28 settembre, il tema della violenza sulle donne è stato affrontato da diverse prospettive. Ieri è stata la volta del rapporto tra migrazione e questione di genere.

Quando si parla di migranti di solito non si pensa alle donne vittime di tratta, alle ragazze obbligate a matrimoni forzati, alle mogli costrette a stare a casa. Da questa premessa è partita la discussione cui hanno partecipato Angela D’Alessandro, responsabile della casa delle donne Lucha y siesta, Tiziana del Pra, attivista e fondatrice dell’associazione Trama di Terre, ed Enrica Rigo, professoressa associata di Filosofia del diritto dell’Università Roma Tre, autrice del libro edito da Carocci “La straniera. Migrazione, asilo, sfruttamento in una prospettiva di genere.”

Gli interventi

“Nel corso di questi quattro incontri” ha dichiarato l’assessore alla cultura Maya Vetri, “abbiamo affrontato aspetti intersezionali del tema della violenza di genere. Oggi parliamo di buone pratiche legate al tema delle donne migranti. Il tema della violenza è complicato da affrontare. C’è desiderio di contrastare, ma è difficile affrontare quest’argomento in maniera completa. Di fatto la violenza parte da una base culturale – ha continuato l’assessore – motivo per cui parliamo di buone pratiche, nella speranza di presentare e condividere modelli corretti.”

“Noi abbiamo pensato a questo incontro alla luce della connessione tra teoria e pratiche” ha proseguito Francesca De Masi, attivista della cooperativa sociale BeFree, “come del resto ci ha insegnato il movimento femminista. È impossibile parlare di teorie senza pratica quotidiana ma la pratica quotidiana diventa aridità se priva di riferimenti teorici, ed è per questo che partiremo da una discussione del testo La straniera della professoressa Enrica Riga.”

Durante la conferenza la disquisizione teorica si è alternata ai racconti delle esperienze personali delle attiviste, che ogni giorno entrano in contatto con donne sopravvissute alla violenza, con le loro storie e le loro difficoltà.

La registrazione completa dell’incontro è disponibile sulla pagina facebook di Industrie Fluviali, e a breve verrà anche inserita sulle piattaforme del Comune di Roma.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Io sono l’uomo nero” a Moby Dick

Una serie Tv in onda su Rai 1, un libro, due parchi in VIII municipio. Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, le due ragazze della Montagnola, vittime del tragico fatto del 1975, passato alla cronaca nera come il “massacro del Circeo, a distanza di 48 anni continuano a parlarci e a interrogarci.

Da martedì 14 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, la Rai trasmetterà la serie tv Circeo, diretta dal regista e sceneggiatore Andrea Molaioli, con gli attori Greta Scarano, Ambrosia Caldarelli, Angelo Spagnoletti, Benedetta Cimatti, Guglielmo Poggi, Pia Lanciotti ed Enrico Ianniello.

Due giorni dopo, il 16 novembre, alle ore 18,00 l’associazione Il Tempo Ritrovato presenterà all’hub culturale Moby Dick, nell’edificio degli ex Bagni pubblici della Garbatella in via Edgardo Ferrati, il libro “Io sono l’uomo nero”, scritto dalla giornalista di radio Rai 2 Ilaria Amenta.

Il libro narra dei diari inediti di Angelo Izzo, uno dei massacratori del Circeo, e di come la giornalista ne sia venuta in possesso. Nelle sue pagine si racconta, inoltre, la visita che l’autrice ha fatto, insieme a Roberto Colasanti, fratello di Donatella, ai parchi dell’ottavo municipio dedicati alle due ragazze prima che lo scrivesse.Durante la presentazione del libro la scrittrice dialogherà con il pubblico.

“Rosaria e Donatella ci parlano in silenzio – confida Mirella Arcidiacono presidentessa dell’associazione Il Tempo Ritrovato – basta calpestare il terreno di quei due giardini e guardare i murali a loro dedicati, dipinti dallo street artist romano Paolo Gojo Colasanti. E quello che è scritto sulla targa è chiarissimo – Combattente per la giustizia – ”

A dicembre sempre a Moby Dick si terrà la seconda edizione del tavolo della sorellanza, dove saranno lette alcune poesie di Donatella Colasanti. La prima si realizzò il 24 novembre 2022, pochi giorni dopo lo stupro di una giovane donna, che avvenne a via Valignano alla Garbatella. Il tavolo della sorellanza cerca di coinvolgere più associazioni e istituzioni possibili per prevenire ogni tipo di violenza.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

C’è Movimento in Consiglio municipale

Un’intervista a Marco Merafina, consigliere M5S nel Municipio VIII

Sull’ultimo numero cartaceo di Cara Garbatella abbiamo raccontato alcune manovre che stanno spostando gli equilibri all’interno della sala consiliare di Via Benedetto Croce. Partiamo da qui, per chiarire alcuni passaggi con Marco Merafina, consigliere del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente del Consiglio Municipale, in quota di opposizione.

“Io non ho mai pensato e non ho intenzione di uscire dal Movimento 5 Stelle.”

Ci tiene a metterlo subito in chiaro, il consigliere, commentando l’articolo e facendo riferimento ad una smentita già pubblicata dal Foglio a riguardo.

Ma allora come è iniziato tutto?

L’11 settembre abbiamo avuto una riunione del Movimento 5 Stelle a livello nazionale, con Conte. In quella sede ho proposto non di andarmene via, ma di portare il M5S in maggioranza nel Municipio. L’ho fatto poiché ritengo che il nostro Municipio sia uno dei migliori di Roma e che i rapporti che ho costruito in questi cinque anni con le realtà della maggioranza siano ottimi. Sia con il Partito democratico, che con Sinistra civica ecologista. Lavorare su una prospettiva di unità delle forze progressiste è la cosa migliore in vista del 2026. Questa è l’operazione, che è un’operazione politica.

Quindi, in sostanza, non ha mai pensato di cambiare partito?

Cambiare casacca non è nei piani. Voglio dare un contributo al dibattito su Roma. L’VIII potrebbe essere un ottimo laboratorio. Il tempo tuttavia non è maturo, ci sono le europee e Conte ha detto di attendere. L’VIII è, però, il laboratorio giusto perché i rapporti sono positivi. Cambiare casacca minerebbe questo processo e non è mai stato nei miei piani.  

Come spiega, allora, il fatto di aver cambiato posto in Aula, passando dalle sedie dell’opposizione a quelle della maggioranza?

Il M5S fa parte del campo progressista e per questo sono seduto nei banchi che formalmente appartengono alle forze del campo progressista. Ho parlato con il Presidente del Consiglio municipale, Marcucci, che mi ha confermato che l’attribuzione delle sedute è consuetudinaria ed ognuno può sedersi dove meglio crede. Mi sono seduto con la maggioranza perché stare vicino ai colleghi di Forza Italia e Fratelli d’Italia non è nelle mie corde, e per questo ho cambiato posto. Non ho mai negato la mia posizione di sinistra all’interno del Movimento 5 Stelle. Quelli che pensano di non collaborare o addirittura di andare a destra, la transumanza l’hanno già fatta, come avete testimoniato anche nell’articolo precedente.

Qual è l’umore dentro il Movimento riguardo questa sua posizione?

La notizia sul Foglio è stata un colpo basso da parte di chi, nella mia area politica, vuole osteggiare l’operazione. Per me i rapporti con un altro partito sono positivi o negativi a seconda della postura che viene scelta. Personalmente, cerco di trovare i punti di affinità, di essere costruttivo. La politica altrimenti rimane immobile sulle posizioni.

Ecco, parliamo di punti di affinità.

Ce ne sono molti, sia su scala nazionale che su scala locale. Questioni come il salario minimo, per esempio. L’azione sulla Sanità di Zingaretti, per me, al contrario di altri che la ritengono controversa, è stata molto positiva, come d’altronde il lavoro delle due assessore del Movimento 5 Stelle che presero parte alla scorsa Giunta regionale. Lavorare in splendida solitudine favorisce la destra e per questo remano contro questa operazione.

In che senso?

Ci sono forze come quelle della destra che hanno interesse a far sembrare che voglio andarmene altrove. La destra spera nella divisione del campo progressista per eleggere tra le loro fila il prossimo sindaco. Io ho voluto dare il mio singolo contributo parlando con Conte. Se la cosa dovesse propagarsi e a Roma si sciogliesse questo nodo, sarebbe un segnale importante.

E a che punto siamo in Municipio?

È da prima dell’estate che non voto in dissonanza con le forze progressiste, diciamo che c’è identità di vedute. Per me prima vengono gli interessi dei cittadini e poi quello del Movimento. I cittadini vogliono che vengano risolti i problemi, che i giardini siano puliti e che le buche vengano asfaltate, soprattutto in un’istituzione di prossimità questo è fondamentale.   

Ecco, riguardo alle strade. Parliamo delle ciclabili, su cui il M5S ha portato avanti un lungo lavoro in Aula ed anche al Comune con la Giunta Raggi. Lo stesso consigliere Bruno, prima di passare a Forza Italia, aveva spinto molto sul tema.

E ora sono state dimenticate, ma non voglio fare polemiche. Sulla questione delle ciclabili, per esempio, a volte ho preso posizioni che mi hanno messo contro la mia stessa parte politica. Quando Patané (attuale Assessore alla mobilità, ndr) dice che alcune ciclabili, anche fatte nel periodo della Raggi, sono state pensate male, dice la verità. Ma questo non può essere utilizzato per dire che il Pd non vuole le ciclabili, perché non è vero.  Bisogna affrontare la discussione nel merito. Non si può pensare solo al movimento Salva ciclisti, sono 600 persone. Noi, solo nel nostro Municipio, siamo 139mila abitanti. Ci sono i commercianti, gli automobilisti, gli anziani. Scegliere il giusto percorso significa contemperare le esigenze di tutti. Come la ciclabile di Via Giustiniano Imperatore, che va rivista. E questa non è lesa maestà all’ex Assessore dei lavori pubblici al Comune di Roma.

La politica va fatta nell’interesse dei cittadini ed è questa la direzione in cui sto lavorando. La nostra è l’operazione giusta e bisogna costruire consenso. Non è facile ed è anche per questo che la destra vuole farmi le scarpe, per la posizione di Vicepresidente, screditandomi.

Cosa intende?

Per loro è più comodo se cambio partito, piuttosto che portare il M5S in maggioranza. Io lavoro per attuare il programma del Movimento e attraverso il dialogo costruisco i compromessi. Come successo per la battaglia contro la realizzazione del tratto stradale di 800 metri sul parco del Tintoretto, un esempio in cui abbiamo vinto.

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Per i nostri figli vogliamo le strade scolastiche”

Due edifici in mezzo a uno spiazzo sbrecciato: così appare l’ingresso della scuola elementare Leonardo da Vinci. Fuori dal cancello, una sottile striscia di marciapiede separa l’istituto da quella rotatoria che due volte al giorno – in corrispondenza dell’orario di ingresso e di uscita della scuola – si riempie di automobili. Svoltando l’angolo, dopo il benzinaio, si scorge un lungo marciapiede fiancheggiato da una, ma più spesso due file di macchine. Una strada già stretta che, complice lo spartitraffico che riduce la carreggiata, nell’orario di punta si intasa. Qui si trova uno degli ingressi di un altro istituto fondamentale per il quartiere, la scuola elementare e media Principe di Piemonte.

 

La situazione di rumore, di calore provocato dai motori, di puzza e di inquinamento, oltre che di rischio stradale continuo, ha suscitato l’indignazione di alcuni genitori, che vorrebbero per i propri figli strade più sicure, soprattutto in prossimità delle scuole. “È necessario che i bambini possano camminare tranquillamente sui marciapiedi o sugli attraversamenti” ci ha spiegato Valentina Barca, una delle organizzatrici del flash mob, che da due anni a questa parte si svolge ogni venerdì mattina tra la Principe di Piemonte in via Leonardo da Vinci e la Macinghi Strozzi nell’omonima via. “La richiesta di strade scolastiche non è una pretesa astratta. Anzi, rappresentano una necessità per i nostri figli e per tutto il quartiere, dal momento che limitano il rischio di incidenti stradali, peraltro molto alto nella nostra città.”

La mortalità sulle strade romane

Secondo i dati di Asaps.it, infatti, sulle vie romane si contano ben 34 morti dall’inizio dell’anno, una delle percentuali più alte in Italia. “Ma le strade scolastiche servirebbero anche per permetterci di abituare man mano i nostri bambini a una maggiore indipendenza” continua Barca. Secondo gli attivisti, in questa direzione servono azioni radicali e definitive. Non bastano le poche strisce pedonali, i semafori che già ci sono, i cartelli di sosta vietata – spesso non rispettati. E non basta neanche il prezioso contributo degli anziani volontari del Municipio VIII, i quali, per due ore al giorno – in concomitanza con l’ingresso e l’uscita delle scuole – agevolano l’attraversamento delle strade. “I nonni paletta” li chiamano da queste parti.

La giornata europea di Street for kids

Ma in occasione della giornata europea di Street For Kids, una campagna di mobilitazione organizzata dall’associazione Clean Cities con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema dell’inquinamento cittadino e della sicurezza stradale, il malcontento prende forma. All’interno della protesta di numerose città europee, si inserisce anche quella dei nostri istituti. “Questa giornata è fondamentale per smuovere qualcosa sul tema della mobilità sostenibile” continua Valentina Barca. “Noi e i nostri figli dobbiamo essere liberi di poterci muovere a piedi o in bicicletta in sicurezza.” Tematica particolarmente sentita a Garbatella, un piccolo quartiere, dove l’utenza delle scuole certamente non arriva dall’altra parte di Roma.

Le richieste dei genitori

Le richieste sono poche e concrete. Per la Principe di Piemonte, si auspica l’introduzione di alberi intorno alla scuola, il rispetto della zona 30 già esistente, l’introduzione di rastrelliere per le bici. Per quanto riguarda la Leonardo da Vinci, invece, il tema più scottante è la fatidica pista ciclabile di via Giustiniano Imperatore – di cui si intravedevano possibilità di realizzazione già tre anni fa, poi scongiurata da una petizione di negozianti e cittadini, i quali avrebbero perso una novantina di posti auto – e il completamento della ciclabile sulla via Ostiense, fondamentale per il secondo ingresso della scuola media. “Le altre città europee si stanno muovendo in questa direzione, ma Roma sembra lontana anni luce da certi standard di sostenibilità” continua Barca, sottolineando la centralità della questione ambientale nelle loro manifestazioni.

La qualità dell’aria nel municipio

Eh sì, certamente Roma non è nota per l’alta qualità dell’aria. Secondo una statistica della campagna NO2 no grazie, attiva fino allo scorso marzo, i dati relativi al nostro municipio sono raccapriccianti. Il punto di osservazione è posto in prossimità della Centrale Montemartini, e mostra una concentrazione di NO2 pari a 56 microgrammi al metro cubo, mentre la cifra dovrebbe risultare inferiore a 20. Ma quello della qualità dell’aria – e dunque della nostra salute – è solo uno della miriade di problematiche derivanti dal traffico. Le code di automobili bloccano spesso ambulanze e mezzi di trasporto pubblico – assicurano i genitori di zona – per esempio l’autobus 715, che riscontra continui problemi nella svolta tra via Costantino e via Leonardo da Vinci.

Ma la corsa del 715 è nota per essere parecchio travagliata, anche in altri tratti. “Vorremmo bloccare il passaggio delle automobili, e consentirlo solo all’autobus” ci ha raccontato Alessandra Grassi, la referente di Street for Kids per l’istituto Malaspina, “il 715 manterrà la possibilità di transitare, ma quanto alle automobili vorremmo introdurre un blocco.”

Per ora si è giunti a un compromesso: in via Antonino Pio, nel tratto prospicente la scuola elementare, sarà a breve impedita la sosta dei veicoli, con l’inserimenti di fioriere o, nella migliore delle ipotesi, l’allargamento del marciapiede. “Il sindaco Gualtieri ha già individuato 110 scuole della capitale in cui è possibile introdurre strade scolastiche” prosegue Grassi, “adesso sta al Municipio dare l’ok per la loro realizzazione.”

È dunque al minisindaco Ciaccheri che le manifestazioni sono rivolte.

“Ma il presidente” assicura Grassi, “ha già istituito un tavolo di lavoro su questo tema, di cui io faccio parte. Il dibattito è dunque molto attivo, e ci auguriamo che a breve si possa arrivare a qualche risultato.” Infine, per la scuola media Macinghi Strozzi abbiamo parlato con la referente Federica Falasca: “Per questo plesso vorremmo strisce pedonali più visibili e segnalate, oltre che multe serrate a chi parcheggia in doppia fila.” Questo attraversamento, infatti, risulta fondamentale non solo per gli studenti del plesso, ma anche per chi si dirige all’ospedale CTO, che si trova sulla parallela via S. Nemesio.

Il corteo delle biciclette

Ed è proprio dal plesso Macinghi Strozzi che oggi venerdì 27 ottobre, in occasione della giornata europea di Street for Kids, un gruppo di una quarantina tra attivisti, genitori e bambini è partito a piedi o in bicicletta, diretto all’ingresso della Principe di Piemonte percorrendo via delle Sette Chiese e via Giovannipoli.

Il corteo, accompagnato da musica e striscioni, ha sollevato l’attenzione dei passanti, e ha ostacolato per qualche minuto il traffico. Alle ore 8.30, il flash mob è terminato. Tutto pronto per il suono della campanella: una coda di bambini in bicicletta è sparita scampanellando dietro il cancello della scuola.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Rifiuti, si rincorre sempre l’emergenza

Un lieve miglioramento, rispetto ad un anno fa, c’è stato senz’altro. Ma stando ai cittadini del municipio e soprattutto ai romani la strada è ancora lunga. La bocciatura del sistema rifiuti è uno dei principali verdetti emersi dall’ultima indagine sulla qualità della vita realizzata da Acos, l’Agenzia per il controllo di Roma Capitale, che periodicamente raccoglie il parere dei cittadini romani sullo stato dei servizi pubblici della Capitale. L’annosa questione immondizia continua infatti ad affliggere i cittadini della Capitale e tutti i municipi nessun escluso, compreso il nostro.
Basta girare a piedi alcune zone del territorio. All’Ostiense, ad esempio, via Pellegrino Matteucci è invasa dai rifiuti, non soltanto quelli traboccanti dai cassonetti dovuti a una raccolta ancora insufficiente. I marciapiedi, rifatti di recente, sono coperti da cartacce, cartoni di vino e bottiglie di birra. L’incuria divora il piccolo giardino Antonio Pisino, dove la raccolta della sporcizia è demandata a qualche volontario. La piccola area verde al confine con via Girolamo Benzoni ha l’aspetto di una discarica. Per non parlare della stessa via Benzoni. Così molte altre strade della Garbatella, di San Paolo, dell’Ardeatino, di Tor Marancia, della Montagnola, dove alla trascuratezza diffusa si somma l’accumulo di sporcizia.
Se al mancato conferimento da parte dei cittadini e alla maleducazione imperante è complicato porre un freno, sull’operatività di AMA se ne potrebbe ancora discutere a lungo. Anche perché nessuno a memoria ricorda più le squadre di operatori ecologici a piedi armate di ramazze e precedute da uno di quei mezzi con gli spazzoloni rotanti.

 

L’iniziativa del presidente Ciaccheri e dell’Ama

Nel frattempo il presidente Amedeo Ciaccheri e il direttore generale dell’Ama, Alessandro Filippi sono tornati sabato scorso a Garbatella per verificare lo stato delle condizioni di pulizia del territorio.
La scorsa estate un comitato di cittadini a via da Pennabilli aveva lanciato con una manifestazione una protesta sostituendosi all’Ama nella pulizia del territorio. In quell’occasione Ciaccheri aveva chiesto a Filippi di incontrare i cittadini e dare riscontro del lavoro di ristrutturazione dell’azienda municipalizzata dei rifiuti.
“Come da impegno preso – ha detto il presidente Amedeo Ciaccheri – abbiamo  incontrato di nuovo i cittadini e verificato il miglioramento della situazione sul territorio di tutto il Municipio e non solo a via da Pennabilli o a Garbatella e abbiamo preso un nuovo impegno. Il prossimo 18 novembre  ci sarà un incontro con tutte le realtà sociali  che ci permetterà di condividere un nuovo modello di rapporti tra Municipio, Ama e Comitati che verifichi puntualmente il servizio di raccolta dei rifiuti e di decoro di questo Municipio come sperimentazione valida per tutta la città”.
“Era importante oggi esserci per dare riscontro del lavoro fatto in questi mesi e di quello che abbiamo intenzione di mettere in campo nei prossimi, mantenendo aperto il dialogo con le realtà del territorio e i cittadini, perché solo insieme riusciremo a centrare gli obiettivi per una città sempre più vicina vivibile e pulita”, ha concluso il direttore generale di Ama, Alessandro Filippi.

L’incontro dei cittadini con Amedeo Ciaccheri e Alessandro Filippi

L’opposizione di Calenda non ci sta

Simonetta Novi capogruppo della Lista Calenda attacca frontalmente Ciaccheri: “Piuttosto che incontrare in modo semi clandestino encomiabili cittadini volontari che puliscono pezzi di marciapiede del nostro territorio, il Presidente Ciaccheri farebbe bene ad avviare quell’Osservatorio Rifiuti annunciato il 4 luglio 2022 e da allora mai costituito”.
“Non è proponibile – conclude Novi – una narrazione in cui si tende a normalizzare, grazie al ruolo della cittadinanza attiva, uno stato di degrado che non è normale. Va ricordato che l’VIII Municipio è l’unico, insieme al I°, che non ha un’isola ecologica dove andare a conferire i rifiuti speciali e ingombranti”

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Apre la biblioteca “Joice Lussu” a via Costantino

A seguito di un lungo iter, rallentato in parte anche dalla pandemia, i lavori per il polo bibliotecario in via Costantino 49 sono in dirittura d’arrivo. Finalmente è ufficiale: martedì 17 ottobre aprirà la nuova biblioteca, intitolata alla partigiana e scrittrice Joyce Lussu.

All’inaugurazione, in programma per le ore 11:00, parteciperanno anche il presidente del Municipio Amedeo Ciaccheri e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. “Questo nuovo polo bibliotecario – il terzo dell’VIII Municipio, insieme all’Approdo e alla Biblioteca Arcipelago – servirà a coprire un vuoto” ha dichiarato Monica Rossi, presidente della commissione cultura del Municipio. “Ogni volta che si inaugura uno spazio destinato alla cultura è un buon traguardo.”

La biblioteca appartiene al circuito Biblioteche di Roma, che offre servizi di prestito di libri e documenti multimediali, mette a disposizione sale studio, organizza numerose attività rivolte alla cittadinanza.

 

L’apertura della nuova biblioteca, inoltre, si inserisce all’interno di un piano più ampio per la promozione di attività culturali nel quartiere, come conferma Monica Rossi. Una delibera capitolina, infatti, ha ultimamente proposto di riqualificare l’edificio occupato di fronte al Rettorato di Roma Tre per dare vita in futuro a un secondo polo bibliotecario.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Visita la nostra galleria fotografica sulla Garbatella
Jazz | Foto Antiche | Foto Moderne


I film che nel corso degli anni sono stati girati alla Garbatella
ACCEDI